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Breve considerazioni dall’Unità d’Italia ai giorni nostri Dall’unità d’Italia, ai primi del Novecento il panorama gastronomico italiano rimane sostanzialmente invariato; la monarchia e l’aristocrazia si uniformano, seppure in maniera piuttosto sobria, allo stile francese. In fondo i Savoia sono assolutamente filo francesi, anzi si considerano di fatto francesi, anche se il loro destino di dinastia marginale li ha confinati in altri luoghi. Il menu di corte è regolarmente scritto in francese sino agli anni Venti. In tutta la penisola la cucina popolare rimane fortemente legata al territorio, seppure alcuni piatti comincino a diffondersi e ad acquisire una certa solidità nazionale: la pastasciutta, il riso, la pizza. La tragica, feroce prima guerra mondiale sarà l’occasione per far incontrare e mettere insieme culture, lingue, dialetti e anche abitudini alimentari. La nostra Storia Nazionale comincia con la Liberazione dal fascismo e un durissimo secondo dopoguerra. Anche la gastronomia è coinvolta nel tumulto di una società in totale cambiamento. Cambia completamente l’economia, la geografia, la cultura, i comportamenti, le idee e quindi anche l’alimentazione e gli stili alimentari degli italiani. Un fenomeno assolutamente di massa. Pensiamo soltanto ai milioni di uomini e donne che si spostano per motivi di lavoro, alla televisione che fa conoscere l’Italia agli italiani, allo sviluppo delle grandi industrie alimentari, all'utilizzo di massa degli elettrodomestici, come ad esempio la cucina e il frigorifero, alle donne che cominciano ad emanciparsi, ad inserirsi proficuamente nel mondo del lavoro e hanno meno tempo per occuparsi di cucinare, e di fatto, cambiano le abitudini e lo stile alimentare delle famiglie, alla medicina che sostiene un’alimentazione adatta ad ogni età e stato di salute. E pensiamo alla fame, ricordo ancora recente e lacerante. Probabilmente casa, alimentazione, mobilità e abbigliamento sono i quattro “cantoni” della vita , i quattro obiettivi di ogni singolo italiano e probabilmente il primo è il cibo. Sino agli anni 50 le conoscenze e la cultura alimentare italiana sono appannaggio di una sola rivista, “La cucina Italiana”, nata nel 1929 a Milano, è ovviamente, rivista inizialmente elitaria, poi molto popolare e ancora oggi prestigiosa presenza del panorama editoriale non solo italiano. In pochi anni tutti gli italiani conosceranno, apprezzeranno e consumeranno regolarmente molti prodotti e molti piatti che formano oggi un patrimonio fantastico di base della cucina italiana, apprezzata, come è noto, in tutto il territorio nazionale e in tutto il mondo. La nostra storia finisce qui. Ora si tratta di cronaca e gli argomenti da trattare potrebbero essere infiniti. Ogni giorno una notizia e un argomento da capire, da approfondire: il benessere che dipende dall’alimentazione, la fame nel mondo e gli eccessi, le malattie, gli ogm o i prodotti naturali, la filiera produttiva da riconoscere, i mercati locali e i prodotti del territorio o il mercato globale, i piccoli produttori o i centri commerciali, i vegetariani, i

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storia enogastronomia nazionale  
storia enogastronomia nazionale  

storia della enogstronomia ad uso studenti alberghiero

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