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Linee programmatiche

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1.0

Il partito di tutt*

1.1

Parità di genere. Il riequilibrio di genere non è soltanto un valore di equità sociale da praticarsi in qualsiasi organismo di partito e a tutti i livelli, ma anche un presupposto politico su cui fondare gli orizzonti programmatici. Per questo da segretario provinciale uomo mi impegno a costituire una

segreteria in cui la maggioranza dei componenti saranno donne. 1.2

Quote verdi. Il rinnovamento del partito si deve praticare concretamente stimolando l'attivismo dei giovani all'interno del PD, valorizzando i Giovani Democratici. Da segretario mi impegno a riservare il 30% di ogni organismo ai giovani under 30. Abbiamo bisogno della loro freschezza e vitalità.

1.3

Protagonismi dei Circoli e dei territori. La Conferenza dei segretari di circolo deve diventare l’Assemblea federale dei Circoli di Reggio Emilia e, in forza dell'autonomia che attribuisce lo Statuto, esprimerà valutazioni dirette sui temi dell’intero territorio reggiano e sulla vita del partito. La politica deve tornare ad interpretare i bisogni autentici delle persone per sostenere azioni amministrative adeguate in un periodo di crisi profonda economica e sociale. Da segretario mi impegno affinchè la segreteria

incontri ogni circolo del territorio entro il 31 dicembre 2013 per valutare anche l'opportunità di costituire coordinamenti di zona. 1.4

Risorse. Il momento storico che stiamo vivendo impone soprattutto alla politica un profilo di sobrietà esemplare, senza con questo negare dignità a Pagina 3 – www.costasegretario.it – costasegretario@gmail.com


quella che costituisce l'espressione più profonda della democrazia. Da segretario mi impegno ad una revisione del bilancio, con tagli alle spese fisse di gestione e promozione di campagne di autofinanziamento: impariamo da Amnesty Internazional o da ARCI. Da segretario mi

impegno ad organizzare raccolte fondi per specifiche iniziative, anche mediante donazioni via SMS, a ripensare il sistema di programmazione finanziaria delle feste democratiche, a pubblicare il bilancio in modo trasparente e a rinunciare ai benefit attribuiti per la funzione. 1.5

Tesseramento, iscritti ed elettori. Crediamo in un partito strutturato e radicato sul territorio, dove la gente si può confrontare sulla “rete” ma poi ha il piacere di vedersi e parlarsi. Per integrare e potenziare tutti i livelli di comunicazione serve una forte innovazione, ripensando la funzione stessa del tesseramento non solo come fonte di finanziamento ma occasione di partecipazione che vale. Da segretario mi impegno a incentivare i circoli

riconoscendo un “premio” sulla quota d'iscrizione per chi incrementa nuovi iscritti e rinnovi, oltre a riconoscere “sconti” per chi ha votato più volte alle primarie testimoniando attaccamento alle dinamiche democratiche del partito. 1.6

Democratici: protagonisti e digitali. Lo Statuto prevede che chi è iscritto al PD debba essere costantemente informato e messo in grado di partecipare alla vita del partito. Le nuove tecnologie possono contribuire con decisione alla partecipazione collettiva in modo immediato e senza costi. Da segretario mi impegno affinchè il PD reggiano apra una

casella di posta elettronica gratuita per tutti gli iscritti che ne facciano richiesta e ad organizzare la formazione per l’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione in tutti i circoli della provincia. Ogni iscritto avrà poi diritto ad una utenza certificata per partecipare ad una piattaforma online di discussione raggiungibile anche tramite SMS. Ogni settimana gli iscritti potranno ricevere aggiornamenti e rassegne stampa selezionate sui temi di stretta attualità politica locale e nazionale. Un modello “nuvola” di partito connesso alla realtà, dalle idee condivise, dalle proposte discusse dalla community degli iscritti.

1.7

Dirigenti raggiungibili ed esemplari Il PD reggiano metterà a disposizione di dirigenti, eletti e amministratori gli strumenti per tenere i contatti con iscritti e cittadini. Ogni dirigente, eletto ed amministratore si Pagina 4 – www.costasegretario.it – costasegretario@gmail.com


impegna a dedicare due ore la settimana al ricevimento del pubblico ed a trasmettere relazioni periodiche sul proprio operato. Ogni dirigente,

eletto ed amministratore del PD deve essere direttamente raggiungibile tramite posta elettronica e/o social network, con un semplice click.

1.8

Riprendiamoci le piazze. Ogni lunedì mattina io sono al mercato a Luzzara. Considero quelle ore preziosissime. Il PD non deve avere 'paura' di essere in mezzo alla gente, né di organizzare incontri e manifestazioni di piazza “perché possono andar male”. Chiuderci nelle nostre sedi o nei nostri uffici non ci aiuterà.

1.9

Cinque borse di studio da mille euro l’una per cinque universitari, selezionati ogni anno da un’apposita commissione, che presentino al PD ricerche innovative sui temi amministrativi e sociopolitici del nostro territorio. Finanziamo le idee e le competenze fresche, anche nel nostro piccolo. I fondi saranno ricavati dal risparmio sul nolo auto.

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2.1

Economia democratica. Stiamo uscendo da una crisi che rischia di tradursi in un fenomeno di deindustrializzazione: se questo fenomeno è, in generale, preoccupante, a Reggio Emilia può essere devastante visto il peso che la produzione ha sempre avuto nella nostra economia che una volta poteva vantare la piena occupazione. E' necessario prendere atto che i costi che caratterizzano le economie occidentali sono tali per cui non possiamo più puntare tutto sulle industrie e sulla produzione. Se in tutto l’occidente questo implica un forte cambiamento, spesso traumatico per lavoratori e imprese, a Reggio Emilia è tanto più vero visto che il territorio ha sempre avuto una fortissima vocazione industriale. Non ci si può illudere che tutto riparta finita la nottata: occorre lavorare per aumentare la competitività del territorio – a partire da programmazione e investimenti in logistica che siano all’altezza delle domande delle imprese – ma anche per aprire nuove porte. Un bell’esempio di come è importante e positivo partire dalla storia puntando all’innovazione è il settore della meccatronica che ormai rappresenta la principale eccellenza reggiana. Lì c’è stata la capacità di partire da un settore meccanico e innovarlo con competenze di alto livello che hanno consentito lo sviluppo di un intero sistema sulla meccatronica: aziende, specializzazione dell’università, tecnopolo, centri di ricerca e trasferimento tecnologico ecc. Su questa strada bisogna continuare a puntare individuando parallelamente altri ambiti di crescita.

2.2

Lotta senza quartiere al digital divide. Aprire canali che aiutino l’internazionalizzazione, la strada verso l’Europa. Programmazione urbanistica che Pagina 6 – www.costasegretario.it – costasegretario@gmail.com


aiuti l’insediarsi di nuove aziende “leggere” su cui si può ancora competere con il mondo intero. E’ necessario superare una crisi vocazionale e scegliere che cosa essere per i prossimi decenni, passare dal culto dell’'eccellenza' a quello dell’'eccellerà': per eccellere è importante essere specializzati, abbandoniamo l’idea dei tuttologi e individuiamo attraverso una visione chiara del futuro economico e imprenditoriale del territorio le aree di eccellenza sulle quali vogliamo puntare. Reggio Emilia potrà così essere individuato come il meglio di ciò che si trova. Ricominciando così ad attirare investimenti e talenti dal resto d’Italia e dall’estero. Nella concorrenza anche tra territori, oggi rischiamo di rimanere indietro e di non sfruttare le nostre potenzialità, a partire dalla Mediopadana. Crediamo che lo spirito originario della cooperazione sia una risposta ancora originale alla crisi, che possa essere la via per recuperare il rapporto tra economia reale e finanziaria. Mondo cooperativo che sta già vivendo un intenso periodo di riforma di cui dobbiamo occuparci non per ingerenza ma per l'importanza, in termini occupazionali, che esso rappresenta. Crediamo in un principio di economia democratica: il PD deve essere in grado di ascoltare e recepire le esigenze del territorio. Non diciamo alle imprese, ai sindacati o alle categorie quello che devono fare, ma ascoltiamo e elaboriamo insieme la linea dello sviluppo dei prossimi 20 anni. 2.3

Lavoro. Reggio Emilia ha saputo reagire coralmente alla crisi, con un impegno severo e concreto di sindacati, Enti, imprenditori per affrontare al meglio questo lungo inverno. La disperazione, tuttavia, è palpabile: i comuni sono pieni di storie personali sempre più difficili da affrontare. Gli interventi proposti a livello nazionale di riduzione del costo del lavoro e aumento del netto in busta paga sono ormai improrogabili. L’impegno politico del PD è di aprire un confronto permanente con le forze datoriali e sindacali del territorio che saranno invitate permanenti al nostro dibattito. Mi impegno ad incontrarle periodicamente per avere aggiornamenti e indicazioni sulla situazione economica reggiana e ad essere cerniera costante con le istituzioni del territorio per le scelte contingenti dei prossimi mesi.

2.4

Ambiente. Stop al consumo del suolo. Accelerazione del processo che porti alla tariffa puntuale sui rifiuti per permettere il superamento consapevole della Tares e il ritorno al corrispettivo – meno IVA per le imprese, maggiore equità -. Un partito che è in mezzo alla gente è un partito che aiuta gli amministratori a decidere: non possiamo non rilevare che il rallentamento della produzione dei rifiuti dovuto alla crisi sta aiutando gli enti territoriali a gestire una Pagina 7 – www.costasegretario.it – costasegretario@gmail.com


programmazione che sta incontrando qualche preoccupante rallentamento. Acqua pubblica: tariffazione progressiva in base al consumo, valutando anche il diritto ad una quota di consumo gratuito. Combattiamo contemporaneamente la speculazione sull’ambiente e la sindrome di NIMBY: vogliamo essere una forza politica in grado di decidere quello che è giusto, sulla base di dati e ricerche certi. 2.5

Cultura. La cultura non è un modo intelligente per impiegare il tempo libero, ma è il tasso di investimento sul futuro del nostro territorio. Creazione di un “indicatore” per i bilanci di tutti gli enti, che metta insieme la spesa per i servizi specifici, per le scuole, per l’università, i teatri e le biblioteche, su cui si possa sviluppare un obiettivo politico ragionevole utile non solo a non disperdere il “patrimonio”, ma a farlo fruttare. Apertura “dal basso” al grande giacimento di artisti, musicisti, associazioni del territorio che “producono” cultura e che spesso sono ai margini dei tessuti istituzionali ufficiali.

2.6

Fisco. La federazione di Reggio deve elaborare un sistema fiscale tale per cui non si pagano i tributi locali in base ai metri quadrati ma alla reale situazione economica: in base davvero a quanto una persona sia ricca o povera. Lo facciamo perché vogliamo essere di supporto ai nostri Comuni, ma anche perché l’invidiabile panorama di esperienza amministrativa del nostro territorio può essere utile come proposta a tutto il paese. Si stanno già sperimentando indicatori maggiormente rappresentativi della reale situazione di bisogno delle famiglie: devono diventare un patrimonio condiviso delle nostre amministrazioni.

2.7

Basta programmi elettorali. Sì a programmi di sviluppo. Sia apra il partito alle migliori intelligenze reggiane per elaborare una visione strategica del territorio da mettere a disposizione di chi sarà coinvolto nel processo di rinnovo delle amministrazioni locali. Non lasciamo soli i sindaci: questo è un partito che deve stare a fianco del consigliere comunale come sulla scrivania del ministro chiamato a governare sugli enti locali. Costruiamo attraverso forum e coinvolgimento degli stakeholder

2.8

Governance Reggio Emilia è stata in grado di costruire una coesione sociale, economica e politica che ha consentito di migliorare costantemente la qualità della vita, il livello di servizi attesi, la competitività del territorio, la tutela dei cittadini, il benessere. Oggi il quadro è assai più frantumato: sia per la complessiva situazione economico-finanziaria, sia del pubblico che del privato, sia per l’allontanamento Pagina 8 – www.costasegretario.it – costasegretario@gmail.com


dei centri decisionali e la frammentarietà della rappresentanza istituzionale – non solo politica -. La periferizzazione della Fondazione Manodori e dunque dell’ex principale banca “non più locale” è un dato di fatto sulle cui responsabilità sarà bene fare assoluta chiarezza e possibilmente intervenire. Altrettanto è accaduto con IREN, che paga ad una necessità di essere competitivi comunque una impossibilità ad avere l’antico rapporto con il territorio della consorziata. In entrambi i casi, i fenomeni sono stati innescati da leggi dello Stato ed europee, ma ad oggi generano una situazione ampiamente insoddisfacente. E’ necessario, nel caso di una S.p.A. quotata in borsa, che il capitale pubblico complessivamente investito in Iren sia rappresentato con strumenti più innovativi, che si avvalgano di competenze specialistiche al pari degli altri gruppi finanziari ed industriali che fanno parte della compagine societaria. Altresì, è necessario superare con gli opportuni strumenti la dicotomia tra socio e cliente della stessa società: in tal senso, l’applicazione di processi di divisione dei settori che può partire dallo scorporo del servizio idrico è importante. Si tratta di non cadere nell’aziendalismo, ma di essere soci attenti, forti e competenti. Lo stesso stile è da adottare in una progressiva riorganizzazione delle altre aziende a partecipazione pubblica che operano a livello provinciale, tutte già gestite con organici e consigli di amministrazione più che sobri, ma che stanno ancora amministrando spesso un’eredità, più che un investimento, dove spesso il territorio nel suo complesso non riesce ad essere protagonista. E’ necessario garantire piena trasparenza e leggibilità delle nomine in questo campo e dei bilanci delle stesse. Gli amministratori che non garantiscano scelte ottimali vanno cambiati e in ogni caso misurati con obiettivi tangibili. Le partecipate non possono essere né un modo per “iperfinanziare” i bilanci degli enti pubblici al di là del sensato, né devono rappresentare un rischio per eventuali “buchi” o luoghi dove lasciare indebitamento. Devono essere società che funzionano con i propri obiettivi ed i propri bilanci, ma che hanno la caratteristica di essere di tutti i cittadini: anche di quelli di domani. Di estrema attualità la 'questione Fiere': la prima riflessione da fare è sull'utilità e su come restituire eventualmente efficacia. In secondo luogo non si può non pensare a strategie di “area vasta” come fatto in altri ambiti. Ma va anche assolutamente ricostruito con trasparenza e fedeltà il percorso fin qui fatto per capire gli errori e porvi rimedio. 2.9

Servizi. Il nostro territorio può vantare di aver saputo erogare la stessa qualità e quantità di servizi dalla Montagna alla Bassa passando per la città. L'obiettivo della qualità della vita è stato perseguito e praticato grazie ad un sistema territoriale solidale. La crisi del settore pubblico e i pesanti tagli agli enti locali Pagina 9 – www.costasegretario.it – costasegretario@gmail.com


stanno minando questa capacità di rispondere alle aspettative della popolazione e rischiano di creare diseguaglianze territoriali. Il PD si mette in campo per invertire questa tendenza e, sostenendo politicamente i suoi amministratori nella promozione di strumenti di gestione innovativi, si pone a garanzia del mantenimento degli standard sin qui conosciuti. 2.10 Se crediamo nella sfida di un nuovo welfare solidale, moderno e sostenibile dobbiamo inserire alcune priorità nella nostra agenda politica: la natalità e la stabilità delle famiglie devono tornare ad essere autentica priorità anche di questa provincia, è quindi necessario intervenire sui fattori di fragilità che ritardano le scelte di vita dei giovani e sostenere le famiglie già costituite; la nascita e la crescita dei bambini devono tornare ad essere economicamente sostenibili e oggettivamente compatibili con l'attività lavorativa dei genitori. Per cui vogliamo sostenere politiche che incentivino il rientro al lavoro delle neo mamme, l'incremento degli asili nido ed il potenziamento di servizi a sostegno delle famiglie in difficoltà. 2.11

A fronte di nuove “povertà relative” il PD reggiano deve impegnarsi nella costruzione di un patto sociale che sia un vero e proprio piano di contrasto alle povertà emergenti. Ciò sarà possibile progettando politiche innovative nei confronti dei 'soggetti vulnerabili' che permettano, a tutte le persone esposte all'impoverimento 'da eventi critici della vita' (perdita lavoro, problemi salute, perdita casa, ecc) di poter tornare agevolmente ad una condizione di autonomia. Il partito deve essere laboratorio di elaborazione in questi ambiti.

2.12 Europa. A maggio voteremo anche per le Europee. Il parlamento europeo con il trattato di Lisbona ha acquisito un ruolo determinante, al pari della Commissione. Per questo il PD dovrà formulare un programma chiaro, e sensibilizzare tutti i cittadini, soprattutto i giovani rispetto a questo appuntamento: abbiamo visto quanto l'Europa determini le politiche nazionali, i cittadini devono acquisire la consapevolezza che la scelta dei propri rappresentanti in seno all'Unione è un passaggio fondamentale

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Programma Andrea Costa