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Ufficio Stampa Piazza Prampolini, 1 – 42121 Reggio Emilia tel. (+39) 0522 456390-456840 fax. (+39) 0522 456677 ufficio.stampa@municipio.re.it

Reggio Emilia, domenica 2 Giugno 2013

FESTA DELLA REPUBBLICA A REGGIO EMILIA L’intervento del vicesindaco di Reggio Emilia Ugo Ferrari “Signor ministro per gli Affari regionali Signora prefetto di Reggio Emilia Autorità Cittadine e cittadini Care ragazze e ragazzi delle scuole nel vivere insieme questa Festa, il 67° anniversario della nostra Repubblica, credo dobbiamo aver ben presente - come sottolineò Nilde Iotti in un suo illuminante intervento a Monteveglio nel 1994, sui Valori della Costituzione la dimensione plurale la dimensione del “noi”, della nostra Repubblica. La Repubblica è una costruzione quotidiana e collettiva fatta dell’impegno di tutti: delle istituzioni ai vari livelli, della responsabilità dei cittadini e della loro volontà di partecipare alla cosa pubblica nelle sue diverse forme, come il voto, il lavoro, ma anche l’onestà e la cura di ciò che abbiamo ricevuto dalle generazioni precedenti. La Repubblica è una costante tensione al dialogo, alla responsabilità personale e collettiva, alla solidarietà e alla diffusione dei principi e diritti costituzionali. Dal nostro spirito plurale, può venire la risposta a questo tempo così duro: - per la mancanza di lavoro, vera questione sociale, particolarmente pesante e drammatica soprattutto fra i giovani: il fatto che questo territorio si collochi ai vertici nazionali per lavoro e occupazione non cancella il dato allarmante ei 56.000 lavoratori disoccupati o in cassa integrazione; - per la violenza crescente in particolare contro le donne; - per la accresciuta fragilità delle fasce più deboli; - per le insidie dell’illegalità nella vita sociale ed economica. Tutto questo è “noi” perché ci riguarda, non è “cosa d’altri”, chiama in causa la nostra responsabilità, il nostro “esserci”, la nostra capacità di speranza. Non possiamo e non dobbiamo rassegnarci alla “normalità della crisi”, qualsiasi volto essa assuma, sia economica e sociale, sia di relazione, sia di valori comuni. Serve una reazione positiva, sapendo che ce la faremo. Dobbiamo saper impegnarci, come hanno fatto le generazioni del primo dopoguerra, perché se questo Paese si è rialzato, è perché c’erano uomini e donne che hanno lavorato e continuato a lottare. La vera crisi, quella che può distruggere, è la rinuncia alla lotta e alla speranza.


Domenica prossima sarà in funzione una nuova fermata ferroviaria dell’Alta velocità a Reggio Emilia. Sarà un nuovo simbolo per Reggio e una nuova porta che si apre sul Paese sull’Europa: se sapremo giocare bene le nostre carte, costituirà un’opportunità, una nuova speranza appunto per il territorio, l’economia, un investimento sui giovani e il futuro. “Bene le riforme elettorali e costituzionali, ma Democrazia, Lavoro, equità e rimozione fattiva di quegli ostacoli che impediscono o compromettono le pari opportunità fra le persone sono Principi fondamentali, non negoziabili: sono capisaldi, sono la nostra bussola, sono la ragione del nostro essere Repubblica, del nostro essere una comunità veramente aperta, plurale, solidale, tra diverse generazioni e tra le diverse componenti e parti sociali. Sono la ragione concrea del nostro essere uniti. Ma dobbiamo oggi, come ci ha ricordato con autorevolezza il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ‘essere all’altezza’ di quei Principi. “La nostra Repubblica è fondata sul lavoro, sancisce l’Articolo 1 della Costituzione. Il lavoro è un’etica, riguarda la dignità delle persone, le prospettive di vita ed è fondamento della vita democratica. E’ tempo ora di uscire da un’austerità che può essere mortale, che colpisce indistintamente sia chi va colpito, sia chi, penso agli enti locali, ha le carte in regola per investire, sostenere le imprese e creare lavoro. Fra le tante riforme necessarie ne serve una vera e risolutiva del Patto di stabilità interno per gli enti locali per sbloccare gli investimenti nelle Città e sui territori; aprendo opportunità concrete per i giovani e per coloro che il lavoro lo hanno perduto. “La cultura del lavoro, lo spirito cooperativo e solidale ella nostra gente hanno aiutato e stanno aiutando le popolazioni colpite dal terremoto a rialzarsi. A un anno da quell’evento che ha ferito la nostra terra, vogliamo ricordarne le vittime e le popolazioni colpite in modo più grave e diretto – 70.000 persone solo nel Reggiano - e nello teso tempo, possiamo constatare il coraggio e l’unità della nostra gente nel ripartire e la responsabilità di ciascuno a rinnovare il proprio impegno. “In questa occasione, un’attenzione particolare credo vada alle Donne. Ad esse dobbiamo la nostra democrazia: nel 1946, al referendum Monarchia-Repubblica, per la prima volta le donne parteciparono al voto, furono determinanti nella scelta per la Repubblica e si assunsero la responsabilità di ricostruire, anche nelle nuove istituzioni, il nostro Paese. 21 donne furono elette all’Assemblea costituente. Oggi in Parlamento sono 291! Oggi le donne sono vittime di violenze inaudite. Ancora una volta serve una presa di coscienza e una reazione collettiva, perché il fenomeno non è generato esclusivamente da variabili personali o familiari. Serve una risposta ‘per le donne’: un cambiamento culturale ed educativo di tutti, a tutte le età, per una tutela dell’immagine della donna e della sua dignità. Serve a loro e a tutti un Welfare di comunità, che veramente aiuti l’indipendenza, le pari opportunità e la dignità della donna, così come aiuti la famiglia. “Da ultimo, essere italiani partecipi e orgogliosi della Repubblica significa poter sentire le istituzioni vicine a noi nella vita quotidiana: sentirle amiche nei servizi agli anziani o ai bambini, nelle pratiche burocratiche rapide, nella piena trasparenza.


Ufficio Stampa Piazza Prampolini, 1 – 42121 Reggio Emilia tel. (+39) 0522 456390-456840 fax. (+39) 0522 456677 ufficio.stampa@municipio.re.it

Perché oggi, grazie al lavoro di molti, anche a Reggio Emilia siamo più consapevoli che l’illegalità, il pericolo delle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e sociale, la corruzione non sono problemi di altre comunità e altri luoghi, ma interrogano anche noi. Nilde Iotti concludeva quell’intervento di Monteveglio con queste parole che oggi vorrei fossero fatte nostre: ‘Nessuno di noi può chiudere gli occhi o illudersi, dobbiamo impegnarci con tutte le nostre forze, con tutto ciò che ci viene dal nostro passato più glorioso’. Con questa consapevolezza celebriamo la festa di oggi. Viva la nostra Repubblica!”.


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