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"Mamma, vado a fare cinema!" Conoscete quel ritornello "la scuola superiore scelta influisce il più delle volte sull'indirizzo intrapreso all'università"? Bene, sfatiamolo immediatamente, altrimenti non direi di essermi indirizzato, fresco-fresco della maturità scientifica, verso gli studi universitari di recitazione. Sarò, infatti, tra le centinaia di giovani che, quest'anno, parteciperanno a settembre al test d'ingresso per il Centro Sperimentale di Cinema di Roma, rincorrendo un sogno, nato abbastanza per caso, che mi auguro possa divenire realtà. E' divertente, essendo uscito da un mondo di formule matematiche e scientifiche, poter dire che ciò che mi ha influenzato di più nella scelta del mio percorso di studi è stato il laboratorio teatrale pomeridiano. Per carità, non sono mai stato un asso nella matematica, ho sempre prediletto le materie umanistiche - il tipo di ragazzo di cui si sentiva dire "ma che ci fa allo scientifico?" - e ringrazio la maggioranza dei miei ex-professori per avermi insegnato tantissimo, facendomi uscire dalla mia scuola come una persona completamente rinnovata, più saggia e pronta ad entrare nell'universo universitario, ma chiaramente quelle due ore a settimana, passate ad apprendere copioni, a studiare le mosse e le posizioni da tenere su un palco teatrale, sono quelle che più mi hanno lasciato una traccia. Con questo cosa intendo dire? Che ciò che è più importante nel percorso liceale - oltre al fatidico ma imprescindibile "andare bene" - è anche il riuscire a vivere la propria scuola oltre le cinque/sei ore passate seduto dietro al banco, nei laboratori pomeridiani e nelle attività extra-curriculari che, forse, riescono talvolta a far uscire fuori un lato più nascosto di sé, di cui prima non si era pienamente a conoscenza. E se non dovessi passare a cinema? Bene, l'opzione B - probabilmente più "consona" - è quella della mediazione linguistica, con specializzazione come interprete, visto il mio amore sproporzionato per lo studio delle lingue straniere. Ciò che dico, dunque, a tutti i prossimi maturandi, è semplicemente di scegliere una strada che vi soddisfi, che non si faccia sentire come un peso, o un obbligo dei "piani alti", ma qualcosa per cui valga la pena vivere, e su cui poter costruire un futuro soddisfacente ed appagante. Hakim Ben Hamida ex V C


mamma, vado a fare cinema - Copia