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“La Perugia che vogliamo” Nell’autunno 2004 a Perugia nasce Altrascuola, associazione studentesca che si impegna nel tutelare i diritti degli studenti delle scuole secondarie superiori e nel migliorare le condizioni sociali dei giovani. Ritagliatasi negli anni un ruolo importante di riferimento come soggetto effettivamente rappresentativo degli studenti perugini ed umbri, nel 2007 Altrascuola fonda insieme ad associazioni analoghe di altre regioni la ReDS – Rete Degli Studenti. ReDS nel 2008, unendosi ad altri soggetti studenteschi nazionali, diventa Rete degli Studenti Medi, associazione studentesca sindacale operante a livello nazionale cui Altrascuola aderisce tutt'ora. Questa negli anni è sempre stata attiva non solo in ambito scolastico: per supplire alle carenze che quei luoghi del Sapere presentano nella formazione di uno studente che sia anche cittadino del domani, l’associazione, in stretta collaborazione con la UdU – Unione degli Universitari, ha da tempo oltrepassato le quattro mura di scuole ed università. L’obiettivo è quello di creare una nuova comunità studentesca fatta non di soggetti passivi ed estranei ma di cittadini partecipi ed attivi. Un diverso concetto di cittadinanza non può che avere alla sua base una città alternativa, quella che le due associazioni chiamano “la città che vogliamo”. La città, per Rete e UdU, dovrebbe essere uno spazio che formi e maturi il giovane attraverso piacevoli stimoli culturali, luoghi di aggregazione e di socializzazione, occasioni per condividere relazioni ed esperienze, attività per esprimere appieno proprie passioni od attitudini, opportunità per conoscere diverse realtà. Uno dei cantieri per la costruzione di questa città ideale è proprio Perugia: molti sono stati i risultati ottenuti fin ora e numerosi i progetti da portare avanti. Atrascuola – Rete degli Studenti Medi in collaborazione con Sinistra Universitaria – UdU Perugia, per poter riprendersi quel centro storico lasciato da anni in mano allo spaccio, alla violenza e ad uno stato di squallido abbandono, ha attivato una numerosa serie di servizi gratuiti rivolti agli studenti e all’intera cittadinanza. Se la cultura è quel sapere che ci permette di capire il mondo che ogni persona si porta dietro, è utile che questi mondi apparentemente lontani vengano avvicinati quanto più possibile attraverso l’utilizzo di strumenti e linguaggi accessibili ai ragazzi: quelli audiovisivi sono risultati efficaci. Per anni è stato quindi attivato un Cineforum strutturato per "cicli" di proiezioni gratuite di film con tema comune, attivo dal periodo autunnale a quello estivo con frequenza settimanale. Per educare la cittadinanza ai valori della legalità, della solidarietà e del rispetto per il diverso, che deve essere esaltato in quanto valore aggiunto per il singolo e per la società, sono stati promossi progetti, campagne ed assemblee pubbliche con altre associazioni che condividono i valori ed i percorsi dei due sindacati studenteschi. Accanto a Libera gli studenti sono scesi in piazza per ricordare le vittime delle mafie. Tra i vari dibattiti costruttivi tenuti intorno a ciò che riguarda la mafia, particolare rilievo lo ha avuto quello con Pino Maniaci, direttore di Telejato. Hanno condiviso con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia la lotta per la custodia e l’attuazione dei valori della Costituzione e quindi della democrazia. In un momento storico come questo durante il quale dottrine neofasciste si stanno diffondendo in tutta Europa, accogliendo l’appello di CGIL e Sindacato Pensionati Italiani, hanno esaltato il valore della memoria e della storia mettendo il 25 aprile al centro di dibattiti politici e culturali. In nome di questi valori i due sindacati hanno permesso la nascita della prima sede ANPI studentesca della provincia. Nella speranza di un mondo migliore che abbia al centro di tutto la libertà ed i diritti umani garantiti dalla giustizia e dalla non violenza, in collaborazione con La Tavola della Pace, hanno marciato da Perugia ad Assisi, hanno protestato con Flash Mob nel centro storico contro l’acquisto degli aerei cacciabombardieri F35 ed hanno portato poi questi temi nelle assemblee all’interno delle scuole. “Facciamo della solidarietà la nostra unica bandiera” hanno più volte ripetuto i ragazzi raccogliendo fondi per le popolazioni colpite da catastrofi naturali o collaborando con l’associazione umanitaria Emergency. Per combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale o l’identità di genere Rete ed UdU hanno partecipato ad un calendario dell’Arcigay, dal titolo “Contro l’omofobia, adotta un finocchio!”, ricco di eventi. Gli studenti hanno potuto avere con Arcigay anche un diretto confronto in assemblee all’interno delle scuole e nelle facoltà. Con Monimbò hanno sostenuto e sostengono il Movimento italiano del Commercio Equo e Solidale promuovendo progetti come “Altrascuola per un Altromercato” fatti di incontri e fiere dentro e fuori le scuole finalizzati all’informazione e alla sensibilizzazione. Con la collaborazione di queste e numerose altre associazioni questi studenti hanno offerto ed offriranno alla città servizi e stimoli di riflessione e crescita. Oltre che di fianco alle associazioni hanno collaborato con numerosi Festival cittadini -possono essere d’esempio il Festival del giornalismo o IMMaginario 2.0- per assicurare ai giovani spazi il più cospicui possibili all’interno


di questi importanti eventi culturali. In tutto ciò fondamentale punto di riferimento è stata le sede di UdU e Rete, piccola fucina di dibattito e confronto su qualsiasi tema: settimanalmente (o con maggiore frequenza a seconda delle necessità ) vi si sono tenuti dibattiti su temi di cultura generale, attualità e politica. E data la mancanza di una biblioteca a Perugia mirata alle esigenze degli studenti medi, questa è utilizzata anche come aula studio aperta tutti i giorni fino a tarda serata, per offrire a chiunque ne abbia bisogno uno spazio di studio dopo l'orario scolastico che abbia libero accesso ad internet e riscaldamento funzionante. In corso è il progetto di rilancio di strade, angoli, locali ed ambienti del centro storico perugino dimenticati dai più: attraverso eventi, assemblee pubbliche, momenti di musica e crescita culturale cercheranno di riscoprire e rivitalizzare questi luoghi abbandonati. Affinché gli studenti riescano a portare avanti questi ed altri lavori per il bene della città e della cittadinanza occorre la collaborazione degli enti e delle aziende locali. Uno dei più grandi ostacoli con cui si scontra il cantiere della “Perugia che vogliamo” è ad esempio la mobilità. Da mesi con Umbria Mobilità è stato aperto un tavolo di contrattazione con lo scopo di agevolare agli studenti oltre che la possibilità di recarsi nelle scuole anche quella di accedere a quegli spazi cittadini che offrono le più importanti occasioni di socialità. Rete ed UdU hanno per ora ottenuto l’abbassamento del 30% del prezzo degli abbonamenti ed hanno contribuito in una battaglia che ha permesso un piano di agevolazioni per quanto riguarda le aree di parcheggio della città, come la possibilità di sostare in Piazzale Europa gratuitamente garantita ai possessori della “Carta giovani”. In queste settimane i due sindacati stanno sviluppando col Comune di Perugia una proposta riguardante la mobilità studentesca notturna: l'idea è quella di realizzare nei fine settimana un servizio di trasporto pubblico con percorso circolare che colleghi il Centro Storico alle zone di maggiore interesse studentesco e ai principali quartieri universitari. È un impegno quotidiano quello di Altrascuola, fatto di servizi per gli studenti, attività politica e sindacale, offerta culturale ed aggregativa, essendo l'associazione di per sé uno spazio di socializzazione, che sta lentamente cambiando il volto di Perugia e la vita degli studenti al suo interno. La speranza è che questa battaglia e questo impegno aprano gli occhi alla società: le possibilità che una città offre sono fondamentali per la crescita del giovane e la formazione del cittadino. Monica Messih V I


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