Issuu on Google+

Quotidiano di Sicilia Venerdì 27 Novembre 2009

QdS.it

Speciale

UOTIDIANODISICILIA

I

Trent’anni Tre decenni di vita del Qds, giornale che ha voluto essere sempre al servizio dei cittadini

Il rifiuto di ogni gattopardismo e autonomia dalle scelte romane Il milazzismo e la politica regionale bloccata dal potere “padano”

COMUNICAZIONE AZIENDALE

C’è una cosa che in trent’anni per il “Quotidiano di Sicilia” non è cambiata ed è la convinzione che il dovere dei giornali sia sempre lo stesso: lavorare per i cittadini. I quali chiedono di andare avanti, oltre una realtà che - nell’Isola - è fatta spesso di esasperante lentezza. Lentezza nel recepire le novità, lentezza nell’adeguare sistemi e uomini, lentezza nel capire cosa c’è sotto i fatti della politica e dell’economia. In una parola, lentezza nel rompere gli stereotipi di comportamenti che fanno apparire i siciliani affetti da gattopardismo, quella disponibilità ai mutamenti solo di facciata condensata, nel capolavoro di Tomasi, nella frase “bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga com’è”. Il fatto che i siciliani non siano tutti, sempre e inevitabilmente affetti da gattopardismo il “Quotidiano di Sicilia” l’ha dimostrato con il suo credere - prima e meglio di altre imprese editoriali - che per cambiare occorrono nello stesso tempo idee per immaginare il nuovo e gambe per farlo correre. L’una cosa è inutile senza l’altra. L’idea - per quanto affascinante - è destinata al fallimento se

non viene applicata da uomini onesti e capaci. Il giornale ha cercato sempre di procedere secondo questo criterio: anticipare il futuro e realizzarlo. Provocare le reazioni (spesso negative) per smuovere le acque stagnanti e paludose. E lavorare, lavorare, lavorare. Abbiamo detto idee e gambe per farle correre. Silvio Milazzo Non ci siamo spaventati di trattare prima di altri argomenti oggi “caldi”: ambiente, Europa, Pubblica amministrazione, federalismo e politica. Già, la politica, perché tutti questi argomenti hanno caratterizzato da sempre la scena regionale, portando l’Isola a diventare - di volta in volta l’avanguardia della sperimentazione del nuovo o la ruota di scorta del vec-

chio. Il 3 febbraio di quest’anno abbiamo pubblicato un inserto nel quale ci siamo sforzati di raccogliere approfondimenti e pareri sull’esperienza più innovativa della storia dei governi regionali: il milazzismo. Un termine entrato a far parte del gergo politico alla fine degli anni ’50 e tutt’oggi indica la convergenza di due schieramenti politici diversi, opposti perlopiù, per sconfiggere quello di centro, al fine di far eleggere un determinato candidato o di costituire una maggioranza di governo alternativa. Abbiamo scelto di parlarne perché il milazzismo, ancor oggi, viene visto come laboratorio di sperimentazione dell’autonomia dalle

scelte politiche “romane”. E anche oggi, come cinquant’anni fa, il discorso va letto nella chiave dell’autonomia della Regione siciliana dalle decisioni prese dai partiti centrali. Solo che oggi le “sedi centrali” non sono più romane, ma “padane”. Così, ancora una volta, il presidente regionale di turno, il trentesimo, Raffaele Lombardo, si scontra - per attuare il proprio programma di riforme - con decisioni che tendono a “conservare” il vecchio negando l’opportunità di trasformarlo in nuovo. Negli anni ’50 l’occasione di scontro fu lo sfruttamento delle fonti energetiche, oggi è la destinazione dei fondi Fas, la riforma della Sanità e della Pubblica amministrazione regionale, i siti dei termovalorizzatori… Cambiano gli oggetti del contendere, non cambia la volontà di considerare la Sicilia una colonia dello Stato italiano e i siciliani uomini pigri, incapaci e poco furbi. Angela Carrubba

Dal 1947 a oggi

Tutti i trenta presidenti della Regione 1. Giuseppe Alessi (1947 - 1949) 2. Franco Restivo (1949 - 1955) 3. Giuseppe Alessi (1955 - 1956) 4. Giuseppe La Loggia (1956 - 58) 5. Silvio Milazzo (1958 - 1960) 6. Benedetto Majorana della Nicchiara (1960 - 1961) 7. Salvatore Corallo (1961) 8. Giuseppe D’Angelo (1961 - 64) 9. Francesco Coniglio (1964 - 67) 10. Vincenzo Giummarra (1967) 11. Vincenzo Carollo (1967 - 69) 12. Mario Fasino (1969 - 1972) 13. Vincenzo Giummarra (1972 1974) 14. Angelo Bonfiglio (1974 - 78) 15. Piersanti Mattarella (1978 1980, assassinato[1]) 16. Mario D’Acquisto (1980 - 82) 17. Calogero Lo Giudice (1982 1983) 18. Santi Nicita (1983 - 1984) 19. Modesto Sardo (1984 - 1985) 20. Rino Nicolosi (1985 - 1991) 21. Vincenzo Leanza (1991 - 1992) 22. Giuseppe Campione (1992 1993) 23. Francesco Martino (1993 - 1995) 24. Matteo Graziano (1995 - 1996) 25. Giuseppe Provenzano (1996 1998) 26. Giuseppe Drago (1998) 27. Angelo Capodicasa (1998 2000) 28. Vincenzo Leanza (2000 - 01) 29. Salvatore Cuffaro (17 luglio 2001 - 18 gennaio 2008, sospeso[2]) 30. Raffaele Lombardo (14 aprile 2008 - in carica)

Riconoscimento di eccellenza a livello nazionale e tra le prime trenta imprese di costruzioni per avere innalzato in Sicilia opere di valore economico e sociale er “aver raggiunto in pochi anni livelli di eccellenza anche nazionali, collocandosi tra le prime trenta imprese di costruzioni” e innalzando in Sicilia opere di imponente valore economico e sociale come il porto turistico di Marina di Ragusa, nuovo gioiello del Mediterraneo, e l’Ospedale San Marco a Catania, che presto sorgerà a Librino, la Tecnis Spa – l’impresa etnea di Engineering, Procurement e Construction – è stata premiata dall’Inarch Sicilia (Istituto Nazionale d’Architettura) quale “impresa edile che si è distinta per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali”. È un importante riconoscimento che si aggiunge ai record che la Tecnis ha conquistato nelle ultime settimane. Lo “Speciale Classifiche” di “Edilizia e Territorio”, il supplemento del Sole24Ore che ogni anno traccia un quadro dettagliato sulle realtà imprenditoriali nazionali, gli ha riconosciuto infatti il primato nazionale per aumento di fatturato con una percentuale di +70,3% nel 2008. Inoltre nella graduatoria generale per cifra d’affari globale l’impresa catanese ha scalato rispetto allo scorso anno tredici posizioni, passando dal 45esimo posto al 32esimo. Una scalata eccezionale, considerando che l’ingresso tra i “50 big” delle costruzioni generali avveniva un anno fa. Nel quinquennio 2004-2009 la Tecnis tra le principali commesse ha ottenuto due importanti lotti della Salerno-Reggio Calabria, un tratto della Terni-Rieti, la Galleria

P

PORTO MARINA DI RAGUSA – Committente: Regione Siciliana e Comune di Ragusa (realizzata con lo strumento del Project financing) Inaugurato nel luglio 2009, l’opera integra il sistema “sole-mare” rappresentando il nuovo polo attrattivo del Mediterraneo e rilanciando il turismo della frazione rivierasca. Il moderno hub è un connubio tra ingegneria e hi tech che risponde alle esigenze della yacht-generation.

PONTE STRALLATO SULL’ADDA (che verrà inaugurato il 14 dicembre p.v.) – committente: Anas Compartimento viabilità per la Lombardia Dopo il crollo del 1994 e anni di attese e polemiche la rinascita dell’importante struttura lombarda – situata nel territorio tra le provincie di Lodi e Cremona – è stata affidata a Tecnis. Un cantiere delicato, che dovrà lasciare il segno ma senza invadere il paesaggio, in un difficile equilibrio tra ambiente e tecnologia.

Scianina Tracoccia (Messina), il ponte di San Donà di Piave, l’Ospedale San Marco a Catania e l’appalto integrato per la rifunzionalizzazione del porto di Genova del valore di oltre 126 milioni di euro, oltre alla realizzazione di uno dei gioielli infrastrutturali siciliani: il porto turistico di Marina di Ragusa, appunto. I dati e le percentuali riportati nella scheda Tecnis dello “Speciale Classifiche” rivelano trend in crescita su tutti i fronti: una triplicazione del fatturato nel corso degli ultimi 5 anni, accompagnata da indici positivi che evidenziano una buona capacità imprenditoriale, con un portafoglio ordini di 797.101 milioni di euro nel solo anno 2008. Ma l’ascesa dell’azienda etnea non si arresta qui. Nei primi di novembre Tecnis ha visto aprirsi le porte del “gotha” dei general contractor. Ad annunciarlo sempre le pagine di “Edilizia e Territorio”. In altre parole, come capofila del consorzio stabile Uniter, l’impresa catanese rientra in quel club ristrettissimo – 42 in tutta Italia, 11 nella sola categoria dei consorzi – di soggetti abilitati alla costruzione di grandi opere. La figura del general contractor (o contraente generale) è stata introdotta dalla legge obiettivo, che ha recepito le direttive europee sui contratti pubblici e regola la qualificazione dei contraenti presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La Tecnis è l’unica azienda del Sud, da Roma in giù, ad essere riconosciuta come tale.


II

QdS.it UOTIDIANODISICILIA

Quotidiano di Sicilia Venerdì 27 Novembre 2009

Speciale Trent’anni

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

Comune di Misterbianco

Amministrazione impegnata nell’infrastrutturazione del territorio n cantiere dopo l’altro: fognature e strade, ambiente e viabilità. L’amministrazione comunale di Misterbianco è da tempo impegnata nell’infrastrutturazione del territorio comunale. Si è appena chiuso il cantiere per le fognature nella centrale via Garibaldi e la via San Nicolò. E subito si aprirà quello per il tratto di via Plebiscito, nel quartiere Manganelli, nel centro storico. Ma anche nei quartieri di periferia, importanti opere pubbliche già realizzate – la rotatoria di Lineri, le tre nuove strade a Belsito (le vie Nicolosoto, Unità d’Italia e dei Lillà) – hanno potenziato la viabilità e i collegamenti con il capoluogo. “Sono interventi fondamentali – dice il sindaco Ninella Caruso – per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente in cui viviamo”. “Lavori fondamentali come quelli in corso lungo Ninella Caruso l’ex strada statale 121, nel tratto che attraversa la zona commerciale. Un segmento di strada diventato comunale ma con caratteristiche di superstrada, percorso ogni giorno da migliaia di autoveicoli, visitatori e operatori commerciali. Per renderlo più sicuro, l’amministrazione ha fatto un progetto di ammodernamento per una spesa di oltre due milioni di euro”. “Sono opere strutturali e non di “lifting” – aggiunge il sindaco Caruso – che si ripercuoteranno positivamente sull’intera zona commerciale e i territori vicini”. Nel 2009, a Misterbianco non è mancata nemmeno l’attenzione alle opportunità di distrazione: l’amministrazione comunale ha voluto allestire spettacoli teatrali, musicali, letterari ed eventi legati alla moda e alla rivitalizzazione del territorio. “Le risorse sono sempre meno disponibili – sottolinea il primo cittadino di Misterbianco – ma ci siamo impegnati anche nell’investire in cultura e nel mantenere efficienti i servizi per garantire la crescita civile e sociale della comunità”.

U

COMUNE DI MISTERBIANCO VIA SANT'ANTONIO ABATE 3 - 95045 TELEFONO

095-

L’offerta formativa della Facoltà di Lettere e Filosofia a Facoltà di Lettere e Filosofia presenta un’offerta formativa che coniuga i fondamenti della cultura umanistica con i nuovi saperi e con le richieste provenienti dal mondo del lavoro e dal nostro territorio di appartenenza. Oltre ai numerosi Corsi di Laurea triennale e specialistica, propone una ricca attività didattica extracurriculare, che ogni anno offre agli studenti la possibilità di partecipare ai laboratori didattici istituzionali di Officina dei Media, tenuti da docenti ed esperti del settore. Inoltre, Officina dei Media arricchisce la propria offerta didattica con Laboratori di eccellenza, curati da professionisti di rilevanza nazionale, come Lamberto Puggelli, Enrico Ghezzi e Francesco Merlo. Una realtà ormai consolidata e un’importante risorsa per la Facoltà è la.mu.s.a., il laboratorio multimediale di sperimentazione audiovisiva, che offre agli studenti la possibilità di confrontarsi con le metodologie e i linguaggi delle professioni legate ai più importanti mezzi di comunicazione: audiovisivi, grafica e pubblicità, editoria multimediale e comunicazione per il web. Il laboratorio cura la comunicazione della stessa Facoltà, seguendo le fasi di organizzazione e promozione di molti eventi culturali e d’intrattenimento, come gli appuntamenti di Conversazioni in Sicilia, Preludi all’Opera (in collaborazione con il Teatro Massimo Bellini di Catania), la rassegna cinematografica La lanterna magica, le feste di primavera e d’estate. Il laboratorio ha inoltre progettato e realizzato i dvd multimediali allegati ai due volumi Catania. La città, la sua storia, a cura di Giuseppe Giarrizzo e Maurice Aymard (DS Editore, Catania 2007) e Catania. La città, la sua storia, vol. II, a cura di Lina Scalisi (DS Editore, Catania 2009).

L

FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA PIAZZA DANTE 95124 CATANIA 095 7102 111


Quotidiano di Sicilia Venerdì 27 Novembre 2009

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

Bono: “Progetto che individua percorsi strategie e interlocutori” n documento unitario di 25 pagine e 8 questioni fondamentali, per dare nuovo impulso al rilancio economico, produttivo e occupazionale del Siracusano. È il risultato di settimane d’incontri tematici del Tavolo tecnico provinciale per l’Economia e lo Sviluppo, presieduto e coordinato dal Presidente della Provincia regionale di Siracusa, Nicola Bono, conclusosi lo scorso 13 novembre. Il documento, condiviso da tutti i portatori d’interesse, rappresenta la co- Il presidente Bono legge il documento unitario siddetta Piattaforma Siracusa. “Non è un mero elenco di doglianze, - ha detto Bono a riguardo - ma individua percorsi, strategie e interlocutori, istituzionali o privati”. Al primo punto, l’Accordo di programma sulla chimica, sottoscritto nel 2005 e fermo al palo, per il quale è necessario tornare al Tavolo di confronto col Governo nazionale. A seguire, i Progetti d’investimento in essere e non ancora attivati. Per attuarli vanno rimossi gli ostacoli all’appalto delle opere cantierabili e sbloccare o attivare le risorse pubbliche e private, per l’area industriale, di oltre 2 miliardi di euro. Il Piano di Risanamento ambientale, di 770 milioni di euro, va perpetrato in sinergia con lo Stato. Urgente è la bonifica della rada di Augusta per creare il porto Hub. Sulle Politiche turistiche, i nodi principali sono i trasporti, la capacità d’accoglienza e l’offerta di un prodotto turistico-culturale unitario. L’Accesso al credito per le Pmi richiede azioni per anticipare i tempi d’erogazione del credito d’imposta. Basilari sono pure interventi sulla trasparenza del rating, sulla revisione dei parametri di Basilea2, sul rafforzamento Confidi, sul consolidamento delle passività onerose L.r. 23/08 art. 8 e sui ritardi nei pagamenti della Pa. Per le Problematiche della Pmi e del settore agricolo, si controllerà il rilascio di concessioni per centri commerciali e s’incentiverà l’agricoltura verso produzioni eco-compatibili. Sulle Infrastrutture per i trasporti, Ferrovie e strade provinciali, si lavorerà per sbloccare le Opere pubbliche, attuare gli strumenti urbanistici, avere una politica ferroviaria, puntare sui trasporti marittimi e riuscire a sfruttare i Fondi Strutturali 2007-2013. Infine, ultimo punto su cui intervenire riguarda l’Attività della Pa nel settore degli investimenti e valutazione delle modalità e dei tempi per i pagamenti.

U

Un momento del Tavolo dell’Economia

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

la più giovane Area Marina Protetta italiana. Eppure, l’Amp del Plemmirio, ad appena quattro anni dalla sua ufficiale istituzione (il 9 febbraio del 2005 ) ha compiuto passi da gigante fino a diventare un punto di riferimento per le altre realtà che mirano alla salvaguardia dell’ambiente marino e non solo. Quindici chilometri di mare e suggestivi paesaggi lungo la costa della Penisola Maddalena e Capo Murro di Porco, dove passeggiare, immergersi e vivere a stretto contatto con la natura grazie ad un susseguirsi di coste alte, calette, grotte emerse e un territorio ricco di straordinaria flora e fauna, ma anche di storia e cultura. Il Consorzio Plemmirio nato dalla perfetta sinergia tra il Comune e la Provincia di Siracusa, è già un esempio nelle strategie di rilancio dello sviluppo sostenibile del territorio e nell’impegno profuso per diffondere una maggiore sensibilità all’habitat marino, alle creature del mare. Le iniziative si susseguono incessanti, lo staff dell’Amp del Plemmirio è costantemente al lavoro, tanto che, nello spazio di pochi anni, ha già centrato due prestigiosi obiettivi: la certificazione Emas e il riconoscimento Aspim. L’Amp del Plemmirio oggi mira ancora più in alto ed è una delle due candidate a diventare Biosfera dell’Unesco, sarebbe la prima in Sicilia a raggiungere un traguardo tanto ambito. Patrocinata e finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, l’AMP del Plemmirio è stata creata allo scopo di ridare dignità a un tratto di costa la cui bellezza è stata troppo a lungo negata dall’incuria e da una scarsa educazione ambientale della popolazione. Già nel primo anno dalla sua istituzione si registrò il boom della ripopolazione ittica, basti citare alcuni significativi dati faunistici raccolti ed elaborati su monitoraggio della stessa Amp. La cernia dorata (Epinephelus costae) in un solo anno, ha visto la sua comunità quadruplicarsi, per la corvina (Sciaena umbra), invece, gli esemplari sono aumentati del 72%. Tutto ciò se si pensa che le attività subacquee all’interno di tutte le zone del Plemmirio sono aumentate del 95%. La passeggiata a terra è non meno interessante, tra distese di palme nane, essenze di tabacco siciliano che profumano l’aria, fichi d’india e spinaporci. Ma è soprattutto nei fondali del mare ionico, decantato anche da Virgilio, che l’Amp del Plemmirio si svela agli occhi dei sub come un vero e proprio Eden, con le sue praterie di posidonia dove è possibile scorgere anche giganteschi esemplari di Pinna Nobilis e coralli coloniali. Qui è possibile incontrare anche tonni, ricciole e persino delfini e capodogli. Un tuffo che può riservare anche sorprese per gli amanti dell’archeologia. I fondali del Parco Marino sono ricchissimi di importanti e numerosi reperti archeologici di varie epoche e civiltà. In questa area sono stati recuperati, nel corso degli anni, numerosi reperti custoditi nel museo Paolo Orsi di Siracusa, città patrimonio Unesco. Ma un altro aspetto che ha contraddistinto il lavoro del Plemmirio, sin dalla sua istituzione, è stato quello di assoluto impegno nei confronti di categorie di utenti solitamente trascurate dai circuiti turistici classici: disabili e bambini. Si possono ricordare, primo caso in Italia, i due percorsi subacquei pensati ad hoc per i non vedenti, mentre i disabili possono godere delle bellezze e delle acque del Plemmirio, grazie alla creazione di punti di accesso al mare dotati di scivoli su cui transitare in carrozzella e alla possibilità di usufruire dell’aiuto di personale altamente specializzato. L’Amp del Plemmirio è un paradiso accessibile a tutti.

III

Provincia Regionale di Palermo

Un piano strategico per valorizzare il territorio In questi primi diciassette mesi del mio mandato di Presidente della Provincia regionale di Palermo, in assoluta coerenza con il programma presentato agli elettori, è stato possibile uniformare l’azione politico-amministrativa alle linee generali che sono essenzialmente tre: una governance partecipata, un’attività di programmazione e di pianificazione attraverso l’elaborazione di un piano strategico utile alla valorizzazione del territorio per un suo sviluppo armonico ed equilibrato, la riorganizzazione della macchina amministrativa in funzione degli obiettivi da raggiungere e la razionalizzazione delle risorse umane ed economiche al fine di garantire equilibrio ed efficienza. Ebbene, nell’ottica di una governance partecipata è stata istituita la Conferenza permanente dei Sindaci del territorio provinciale, un organismo che può approvare risoluzioni di intenti e proposte su tematiche inerenti la programmazione comunitaria e quella economica e ambientale della Regione ma anche attivare la predisposizione di programmi di protezione civile e la realizzazione di strutture e servizi di interesse sovracomunale e di infrastrutture al servizio dei comuni e, quindi, un organismo operativo in grado di affrontare i problemi del territorio con un ruolo di coordinamento e di pianificazione, nella condivisione di soluzioni e di strategie. Strumento di una governance partecipata è anche il tavolo partenariale socio-economico, l’altro organismo che, insieme alla conferenza dei sindaci, al consiglio provinciale ed alla giunta rappresenta uno dei quattro riferimenti dell’azione politico-amministrativa della Provincia regionale di Palermo, e che si pone come strumento operativo capace di esprimere le proposte, i suggerimenti e gli interventi di tutte quelle forze produttive ed economiche che operano nel territorio, in una prospettiva di condivisione e di confronto utile ad uno sviluppo ragionato ed equilibrato. Altro elemento di fondamentale importanza è quello del Piano strategico per la competitività e la coesione territoriale della Provincia, uno strumento che afferma il ruolo centrale dell’Ente nella gestione dell’area vasta del territorio e che si propone di individuare le principali direttrici di sviluppo in ordine alla valorizzazione delle potenzialità e delle specificità di ogni singolo comprensorio, orientando a tal fine gli investimenti per infrastrutture e servizi necessari al raggiungimento di questo obiettivo. Il piano strategico quindi consente di svolgere il compito di coordinamento e di assistenza nei confronti dei comuni più piccoli per aiutarli a vincere la sfida della competitività e le criGiovanni Avanti ticità della situazione economica, individuando le principali direttrici di sviluppo. Altro asse di intervento strutturale è stato quello, essenziale, della riorganizzazione degli uffici per aree, al fine di conferire dinamicità ed efficienza alla macchina amministrativa ma anche per evidenziare responsabilità e compiti di gestione ancora più precisi e delineati, perché l’adeguamento dell’impianto generale è condizione indispensabile per lo sviluppo complessivo del territorio, obiettivo esclusivo dell’amministrazione che ho l’onore di presiedere. E’ stato così possibile per la Provincia Regionale di Palermo muoversi a 360 gradi sul territorio, ribadendo la grande forza e l’incisività di un ente locale impegnato nell’azione di promozione e di sviluppo e quale insostituibile organo di governo dell’area vasta, con interventi strutturali in fatto di viabilità - con il Piano straordinario di potenziamento della rete stradale e con quello della Grande Viabilità - con interventi di edilizia scolastica e con misure a sostegno delle politiche sociali e dei servizi alla persona, ma la Provincia di Palermo ha attivato energie e risorse anche in settori chiave come la formazione e la cultura, con iniziative culturali capaci di innescare meccanismi di crescita economica e sociale, oltre ad interventi strutturali di promozione turistica mirati ad una vera valorizzazione del territorio. Tutto questo nel rispetto di una politica di bilancio di riqualificazione e contenimento della spesa corrente, con una maggiore consapevolezza dei costi. Ritengo che il percorso sin quì intrapreso sia virtuoso e che siano state poste le basi per una Atrio di Palazzo Comitini crescita reale delle nostre comunità”.

PROVINCIA DI PALERMO VIA MAQUEDA, 100 - 90134 PALERMO TEL. +39 091 662 8111 www.provincia.palermo.it

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

Area Marina Protetta del Plemmirio

Flora e fauna ma anche storia e cultura

UOTIDIANODISICILIA

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

Provincia di Siracusa, il Tavolo tecnico sull’Economia produce un documento che indica la strada per lo sviluppo

È

QdS.it

Speciale Trent’anni

Comune di Siracusa

Un’amministrazione attenta ai servizi sociali, al sostegno alle famiglie e alla riqualificazione urbana Lavorare per il progresso e la crescita economica, morale e civile di questa città”. È l’obiettivo che si è posto il sindaco di Siracusa, Roberto Visentin, dal momento della sua elezione, lo scorso giugno del 2008. Un’attività amministrativa che in quest’ultimo anno e mezzo ha avuto il sostegno del Consiglio comunale nell’adozione di provvedimenti necessari, dovendo fare i conti con difficoltà di ordine finanziario, già evidenziate dal bilancio di previsione del 2008 e acutizzate da una crisi economica internazionale. Causa prima, la drastica riduzione dei trasferimenti finanziari dallo Stato e dalla Regione. È per questo che l’Amministrazione Visentin si è impegnata a incentivare la capacità progettuale in grado di reperire risorse finanziarie, puntando anche all’ultimo ciclo della programmazione comunitaria. Si evidenzia, tuttavia, l’incremento della spesa complessiva nei Servizi sociali e la riduzione della pressione fiscale sulle famiglie, sottolineata dall’abbattimento del 90% della Tarsu sui garage. E ancora, grazie al G8 ambiente dello scorso aprile sono stati realizzati interventi di riqualificazione urbana, con benefici nella vivibilità. Contestualmente si è dato ordine all’affissione Il Sindaco Visentin al Quirinale pubblicitaria e dei necrologi. Da rimarcare, inoltre, la volontà operativa di eliminare lo scarico fognario di Targia, con la realizzazione della condotta, oltre all’adozione di lampade fluorescenti per l’illuminazione pubblica. Per risolvere le criticità del traffico e della mobilità, sin da subito è stata affidata la progettazione dei relativi Piani. Il Pum e il Put, rappresentano, infatti, l’unica soluzione a problematiche quali la questione ambientale e l’organizzazione sistematica della Ztl all’interno dell’isola di Ortigia. Ai risultati positivi raggiunti nel settore Commercio, con il trasferimento dei box della Neapolis e lo spostamento del mercato settimanale in piazza Sgarlata, fa eco l’attenzione alle periferie. Non va dimenticato, infine, l’impegno volto ad assestare e migliorare l’appetibilità turistica di Siracusa. Molti, difatti, i momenti di attrazione nell’arco dell’anno, primo tra tutti il ciclo di Rappresentazioni Classiche. Un accenno merita anche il Piano particolareggiato di Ortigia, il cui schema di massima è stato esitato dal Consiglio comunale lo scorso 12 gennaio.

Piazza Duomo

COMUNE DI SIRACUSA PIAZZA DUOMO N° 4 TEL. 0931-45111


IV

QdS.it UOTIDIANODISICILIA

Quotidiano di Sicilia Venerdì 27 Novembre 2009

Speciale Trent’anni

Costituita nel 2007 per ricordarne gli ideali di promozione dell’individuo attraverso la cultura

Dal ricordo di un imprenditore borse per lo studio e la ricerca Le attività della Fondazione Euromediterranea Luigi Umberto Tregua L’Efc (European Foundation Centre) di Bruxelles definisce la fondazione come “un ente privato senza finalità di lucro”, di solito intitolato a una personalità che con il suo comportamento o le sue idee abbia contribuito a migliorare la società. Un ente costituito sulla base di uno statuto, cioè un insieme di norme che ne regolino l’attività, e dunque dotato di una propria organizzazione, di propri organi di governo e di un patrimonio finanziario che impiega per scopi di utilità pubblica, siano essi culturali, educativi, religiosi, sociali, scientifici o altro. Nel 2006 Carlo Alberto Tregua, direttore del “Quotidiano di Sicilia”, ha costituito una Fondazione intitolandola al proprio padre, Luigi Umberto Tregua, uomo di grandi doti morali e umane, e di elevate capacità imprenditoriali. “L’idea - spiega il giornalista – era quella di riaffermare la continuità della visione della società che aveva mio padre, convinto che occorresse

Finanziati progetti per smaltimento rifiuti e riduzione dei consumi

promuovere l’elevazione degli individui attraverso il progresso economico, sociale e soprattutto culturale. Ideali questi che mi hanno formato e che mi sono stati guida per tutta la mia vita. Di qui la scelta di istituire e assegnare delle borse per studenti economicamente svantaggiati, ma anche di sostenere progetti che riguardano lo smaltimento dei rifiuti e la riduzione dei consumi energetici. Tutto questo con il fondamentale supporto di partner quali il Rotary International Distretto 2110 Sicilia-Malta, nella persona del past president Salvatore Sarpietro, l’Università etnea, nella per- Luigi Umberto Tregua sona del rettore Antonio Recca, il Centro Unesco Matarazzo e composto da otto docenti Maria Elisa Brischetto di Catania, dell’Università di Catania: la viceprepresieduto da Bruno di Stefano”. La Fondazione Euromediterranea sidente Graziella Priulla (Scienze PoLuigi Umberto Tregua, ha cominciato litiche), Giuseppe Siracusa (Dmfci), ad assegnare borse di studio già nel Ignazio Maria Marino (Scienze Poli2007 e, da qui al 2010 ne metterà a tiche), Filadelfio Basile (Agraria), bando altre otto, grazie anche al pre- Emanuele Rimini (Scienze Matemazioso contributo del Comitato scienti- tiche, Fisiche e Naturali), Francesco fico presieduto dal prof. Benedetto Bottino e Rosario Lanzafame (Inge-

gneria). Nell’ambito del sostegno alla ricerca scientifica, la Fondazione ha avviato due progetti di ricerca in cofinanziamento con l’Università di Catania che prevedono un investimento di circa 90 mila euro. Il primo progetto, avviato ormai da due anni, riguarda la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania e, nella fattispecie con il Dipartimento di ingegneria industriale e meccanica (Diim), diretto dal prof. Francesco Patania. Il progetto di ricerca finanziato è coordinato dal prof. Rosario Lanzafame e punta sul risparmio energetico con riguardo ai biocombustibili per l’alimentazione di motori sia per la produzione di energia elettrica e sia per l’autotrazione. Il secondo progetto è del Dipartimento di metodologie fisiche e chimiche (Dmfci), diretto dal prof. Giuseppe Siracusa e riguarda la gestione sostenibile dei rifiuti solidi urbani e le innovazioni tecnologiche nei sistemi di raccolta e smaltimento. In particolare il progetto prevede la progettazione di un elettrodomestico che provveda alla ripartizione dei rifiuti di ambienti domestici e professionali. Patrizia Penna

Le borse di studio

Tutti i bandi che scadono entro il 2010 Il primo dei due bandi 2009-10 della Fondazione Euromediterranea Luigi Alberto Tregua prevede l’assegnazione di quattro borse di studio, ciascuna del valore di 2.500 euro, spendibili entro la fine del prossimo anno, per il perfezionamento delle competenze musicali in scuole, accademie, istituti. Le borse sono destinate a artisti di età compresa fra i 18 e i 28 anni, residenti in Sicilia, e “in situazione di svantaggio economico attestata da autocertificazione Iseeu e Ispeu”. Anche il secondo bando assegna quattro voucher da due mila e 500 euro, spendibili per la partecipazione a un master universitario di primo o secondo livello. Le borse di studio sono riservate a giovani laureati (con laurea di primo o secondo livello) con non più di 30 anni di età alla data di scadenza del bando, residenti in Sicilia e in situazione di svantaggio economico. Le domande di ammissione al bando dovranno pervenire entro il 31 dicembre di quest’anno nella la sede della Fondazione Tregua, in via Principe Nicola 22 (95128) a Catania. Ulteriori dettagli sono disponibili sul sito www.quotidianodisicilia.it nella sezione dedicata alla Fondazione. (pp)

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

Comune di Capo D’Orlando

Capo d’Orlando, dove storia, arte, cultura e turismo sono di casa apo d'Orlando, l'antica Agatirno, fondata, come vuole la leggenda, ai tempi della guerra di Troia, proprio dal figlio di Eolo, da cui prese il nome, si incunea, bella e spavalda, oggi come tremila anni fa, verso il Tirreno. All'estrema punta del suo territorio si erge, suggestivo, il Santuario ed i ruderi del Castello di Orlando, una tangibile testimonianza della sua lunga storia medievale. Da questi scorci storici, tra le realta' Patrizie della villa Bagnoli fino ai ritrovamenti delle Cave del Mercadante, dalla leggenda dei culti dionisiaci, ai canti dei pescatori che ricordano le incursioni Saracene, fino ai giorni nostri, passando attraverso l'epopea dei Tommasi di Lampedusa, c'e' un comune denominatore: il mare di Capo d'Orlando. Mare, da sempre presente nella realta', prima commerciale, ed oggi sempre piu' turistica del paese. Una mare caldo, incontaminato, ricco di piccoli tesori, capace di regalare tra Saraghi, Spigole e"Pettini", resti di antiche vestigia. Mare che abbraccia e rinfranca, che si lascia amare come la gente di questi luoghi, ospitale e cordiale, che evoca il fascino dei tempi andati. Capo d'Orlando oggi vive un perfetto equilibrio tra passato e presente, privilegiando le attivita' turistiche e dando vita, in particolari momenti, a suggestive manifestazioni dove il folklore, ancora, non e' a solo uso del turista. Cultura, musica e sport sono sempre presenti nel calendario delle manifestazioni turistiche di una cittadina che, di fatto, valorizzando l'Arte, è diventata negli anni, punto d'incontro e confronto di artisti e pittori. La Mostra Nazionale di Pittura, negli anni ha celebrato le svariate espressioni artistiche, ora è diventata un raffinato quanto grande contenitore di opere d'arte, con un ingente patrimonio artistico conservato nella pinacoteca comunale, negli uffici pubblici e nelle antiche ville. Una caratteristica unica, che dà ancora piu' spessore alla scelta di scoprire questa perla turistica siciliana che si pone al centro di un comprensorio ricchissimo di storia, di affascinanti e suggestivi luoghi che conservano autentici ed intatti patrimoni storici. Una scelta che arricchisce e che rende indimenticabile il soggiorno a Capo d'Orlando dove storia, arte, cultura e turismo, sono davvero di casa.

C


Quotidiano di Sicilia Venerdì 27 Novembre 2009

QdS.it

Speciale Trent’anni

UOTIDIANODISICILIA

V

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

A.S.I. Consorzio per l’ area di sviluppo Industriale della Provincia di Messina

La parola al commissario Angelo Sottile ’ da un articolo della Confindustria di Messina del gennaio 2008 che nasce in me una ribellione: prima da cittadino e poi da uomo delle Istituzioni. L’associazione Industriali di Messina richiama la dichiarazione ad elevato rischio di crisi ambientale del 2002 per il “comprensorio del Mela “, richiama il Sin – sito di interesse nazionale –del 2006. Cose giuste e sacre dichiara la Confindustria di Messina, poiché in questa area non si è ancora fatto niente per la riqualificazione ed il risanamento, ma non si è fatto niente anche dopo la presa di posizione, (in altro modo non può essere intesa, visto che il tutto avveniva a Roma), da parte di CONFINDUSTRIA Messina. Ma a parte le giuste logiche nella ripartizione dei compiti Angelo Sottile e dei ruoli ed il peso che ogni Istituzione deve dare per assolvere le problematiche connesse allo sviluppo, all’occupazione, al miglioramento del PIL dell’area tirrenica rimane da superare il problema di come e di chi deve fare, nell’intrico delle leggi, nell’incastrarsi degli interessi delle parti sociali, politiche e perché no, anche delle varie lobby che impregnano l’area provinciale Messinese. Su quanto chiaramente riportato dall’articolo a prescindere dalla già importante dichiarazione senza effetti programmatori dell’area ad elevato rischio di crisi ambientale, mi permetto riportare i considerato di cui all’articolo sopra citato inerente le bonifiche: “ Quattro gli aspetti che hanno di fatto determinato questa situazione di stallo. Innanzitutto le prescrizioni da parte del Ministero dell’Ambiente, che secondo Confindustria nazionale “sembrano ignorare la legislazione vigente”. Ma anche la mancanza di un adeguato confronto tecnico nelle istruttorie dei progetti di bonifica e lo stop agli svincoli di aree non contaminate per la restituzione agli usi legittimi. Infine, il blocco nell’autorizzazione di piani stralcio di aree contaminate da bonificare in tempi più brevi rispetto al progetto complessivo dell’impianto, in quanto destinate ad investimenti necessari all’operatività dei siti produttivi. “Questa situazione quindi - conclude Blandina- oltre ad impedire gli investimenti di riqualificazione delle aree, sta paralizzando progressivamente tutti gli adeguamenti impiantistici necessari per mantenere in attività le imprese”.(15/01/2008-RevestitoITL/ITNET” Ed ha perfettamente ragione, in effetti questa è la situazione, paralisi totale dell’area, che non permette nessun incremento per lo sviluppo se non adeguatamente si provveda in tempi brevi alla bonifica ed al risanamento dell’area. Io non so il “come” , con quali mezzi finanziari, con quali leggi e norme debbo procedere per eliminare gli effetti di danno economico, sociale e per la salute, so quanto ho fatto in questi pochi mesi e so quali obiettivi raggiungere nel prossimo futuro. Ho provveduto ad intervenire con progetti mirati per eliminare l’amianto dai tetti, a migliorare le condizioni dell’aria ambiente introducendo il metano per al sostituzione dei bruciatori e caldaie ad olio, è in corso la definizione dell’iter istruttorio per l’impianto di depurazione consortile che prevede una importante quantità di riciclo di acque depurate, acque grigie, da riportare all’utilizzo così come previsto dalla vigente normativa, stò ricercando il migliore sistema per rendere funzionali gli impianti della pubblica illuminazione e non gravare economicamente sul bilancio dell’Ente. Stò provvedendo finchè si abbattino gli sprechi nel consumo di energia dell’intera area ASI ed altro ancora che cercherò di fare. Ma tre punti sono l’obiettivo che mi sono prefisso: il primo è quello di raggiungere uno sviluppo dell’area attraverso il processo ed i criteri dello sviluppo sostenibile, quindi la partecipazione ed il coinvolgimento delle parti sociali ed istituzionali, dei cittadini. Il secondo è rilanciare la legalità in questa aria che a pre-

E

scindere dai controlli tecnici della video sorveglianza meritano l’attenzione di essere trasformate in ZFL, zone franche per la legalità di cui alla legge regionale 20 novembre 2008, n. 15 Il terzo punto è di definire, con “ l’arma della disperazione” perché niente è facile e nessuno aiuta, sia le bonifiche, che l’area ad elevato rischio ambientale raggiungendo i previsti risultati per la riqualificazione e per il rilancio economico al quale si aggiunge un altro aspetto altrettanto grave , cioè gli effetti determinati dall’ “ area critica ad elevata concentrazione di attività industriali”, ai sensi dell’articolo 13 del D.Lgs. 334/99”, il cui iter amministrativo è ancora bloccato. Alcune cose di queste aggrovigliate normative hanno aspetti urbanistici e per risolverli bisognerà provvedere alla redazione della VAS, altri hanno aspetti differenti, vedi le bonifiche, e bisognerà provvedere con interventi finanziari e progettazioni specifiche. E’ certo che sarebbe importante in Sicilia, sia per la nostra area industriale, che per le altre aree siciliane di dare corso implementando il Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112- Art. 26 Questa legge potrebbe consentire di: a) Trasformare la conduzione e gestione del consorzio industriale con, inutile nasconderlo, i malesseri amministrativi e funzionali che lo privano di effetti positivi, in una macchina amministrativa funzionale, operativa, di facile gestione anche se ciò dovrà essere il frutto dell’impegno notevole di uomini e risorse. b) Trasformare l’impegno per l’applicazione delle logiche ambientali, da spesa a risorsa per lo sviluppo. c) Trasformare il consorzio industriale da sistema avulso dell’interpretazione dei bisogni della collettività in un ente prodigo al rapporto, alla condivisione, alla partecipazione, con l’obiettivo sano e razionale della ricerca continua dell’interesse collettivo condiviso con gli Enti partecipanti, le Istituzioni ai vari livelli, con le associazioni, con il confronto continuo e partecipato con la società civile e le OO.SS:. Quindi, non più una ASI avulsa metodologicamente e politicamente dal territorio, ma una ASI integrata che sia elemento continuo di sistema sostenibile, per raggiungere significativi traguardi nell’interesse dell’occupazione, delle imprese ed industrie, della comunità. Ma è possibile dare corso a questo ciclo di programmazione se i soggetti istituzionali che partecipano ai consorzi ASI, siano essi comuni, province, camere di commercio, associazioni di industriali, associazioni della piccola industria, altre associazioni di categoria nonché enti pubblici economici e finanziari, facciano concretamente “sistema” per rendere il tessuto locale appetibile per l’insediamento di nuove realtà produttive/industriali (attraverso, innanzitutto, azioni di riqualificazione ambientale e riadattamento con riqualificazione degli opifici esistenti) e per rendere effettivamente operative le funzioni conferite dalla normativa vigente, purtroppo spesse volte rimaste inespresse per la commistione di molteplici fattori locali contingenti.” In conclusione, personalmente, ritengo che l’informazione sia un dovere per chi, come me, ha la responsabilità di Commissario Straordinario di un ente come l’Asi di Messina, ma anche un’opportunità per ricercare quelle sinergie, collaborazioni e contributi assolutamente necessarie per avere più possibilità di successo il progetto strategico ambizioso che mi sono intestato, cioè una nuova “mission” per le ASI sul territorio, ma che oltre le proprie idee, i propri convincimenti, i propri sogni, credo che bisogna comunicare le cose che si sono fatte e quelle che ci si impegna a fare a breve e medio termine, quindi cercherò di illustrare puntualmente alcune iniziative che ritengo assolutamente prioritarie, non rinviabili, e comunque non rinunciabili, che in ampia sintesi intendo portare a cono-

scenza, esplicitando, come ritengo doveroso, per tematiche, le attività già poste in essere nei circa cinque mesi dal mio insediamento e quelle in programmazione a breve e medio termine quali: SICUREZZA E LEGALITÀ DELLE AREE PRODUTTIVE ASI Già fatto: presentato, per il finanziamento, un progetto di video sorveglianza nell’agglomerato industriale di Milazzo per un importo di 967.000,00 € a valere sul P.O. F.E.S.R. 2007/2013. Da fare: a) Protocollo di legalità con la Prefettura per le aziende che si vorranno insediare in area Asi; b)Trasformare le aree industriali in ZFL, zone franche per la legalità di cui alla legge Regione Sicilia n. 15 del 20 Novembre 2008; c) completamento, e messa a norma con ottimizzazione dei consumi degli impianti d’illuminazione dell’agglomerato industriale (è in corso di redazione un bando di selezione di una E.S.Co. con cui realizzare una convenzione Global Service per realizzare gli interventi con un FTT (finanziamento tramite terzi) e realizzare un ATI per partecipare a dei bandi di finanziamento, regionali, nazionali ed internazionali) che saranno disponibili a breve termine. ECOSOSTENIBILITÀ DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE Già fatto: a) presentati, per il finanziamento, quattro progetti di metanizzazione delle aree industriali di Larderia, Milazzo, Patti, S.Agata di Militello per un importo complessivo di oltre €. 7.000.000,00 a valere sul P.O. F.E.S.R. 2007/2013 asse II “ Grande progetto di metanizzazione”. b) presentato per il finanziamento il progetto di “Bonifica ambientale da amianto a matrice compatta dell’agglomerato agro-industriale di San Piero Patti” a valere sul P.O. F.E.S.R. 2007/2013 asse V importo dei lavori €. 2.350.000,00. c) presentato per il finanziamento un progetto “ Ripristino scarichi reti acque bianche agglomerato industriale di MilazzoGiammoro” a valere sul P.O. F.E.S.R. 2007/2013 asse V importo dei lavori €. 4.050.000,00. Da fare: a) Modifica del regolamento di assegnazione delle aree Asi, con la previsione per le aziende che si insedieranno delle certificazioni: 1) Certificazione ambiente ISO 14001; 2) Certificazione energia di cui al D. Lgs. 192/2005; 3) Certificazione qualità ISO 9001; 4) Certificazione Sicurezza sul lavoro OHSAS 18001. b) Caratterizzazione e bonifica dei siti di aziende esistenti con provvedimenti premianti per coloro che si adegueranno in tutto o in parte alla certificazione integrata prevista per i nuovi insediamenti. INFRASTRUTTURAZIONE DELLE AREE INDUSTRIALI Già fatto: a) presentato per il finanziamento il progetto di “ Progetto esecutivo per la realizzazione delle opere di urbanizzazione ed infrastrutture a servizio degli insediamenti produttivi artigianali del comune di S.Agata di Militello”, importo dei lavori €. 4.386.000,00 a valere sul P.O. F.E.S.R. 2007/2013 asse V. b) presentato per il finanziamento il progetto di “ Lavori di urbanizzazione ed attrezzamento dell’agglomerato industriale di Patti- I° settore”, importo dei lavori €. 6.440.000,00 a valere sul P.O. F.E.S.R. 2007/2013 asse 5.1.2.2. Da fare: a) Realizzazione, anche con l’apporto di capitali privati, dell’autoporto nelle aree all’uopo previste nel P.R.G. dell’Asi in territorio del comune di Milazzo. b) completamento delle opere di urbanizzazione ed infrastrutturazione dell’area “Raffineria”

Cos’è l'ASI

Il Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale della provincia di Messina ha il compito di promuovere la creazione e lo sviluppo di attività imprenditoriali nei settori dell'industria e dei servizi alle imprese nell’ambito del comprensorio messinese, in coerenza con gli indirizzi di programmazione socioeconomica della Regione Sicilia. Il Consorzio, al fine di favorire l’insediamento di piccole e medie imprese, provvede: a. ad individuare le zone di insediamento industriale e predisporre i Piani Regolatori Generali delle zone con destinazione industriale; b. ad acquisire e cedere i terreni per la costruzione di stabilimenti industriali; c. ad attrezzare gli agglomerati mediante la progettazione ed esecuzione di opere infrastrutturali, servizi sociali e tecnologici e rustici; d. ad esercitare attività di promozione ed assistenza alle iniziative industriali.

Notizie e dati sul Consorzio

Atto istituzionale: Statuto approvato con D.P.Reg. 7/12/1983, n. 1/5A (in G.U.R.S. 1° Giugno 1974, n. 29) il Consorzio Tirreno per il Nucleo di Industrializzazione della provincia di Messina è stato trasformato in Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale della provincia di Messina. Enti partecipanti: Amministrazione Provinciale, Camera di Commercio, Comuni di: Messina, Barcellona P.G., Caronia, Floresta, Milazzo, Monforte S.G., Montagnareale, Montalbano Elicona, Pace del Mela, Patti, Rometta, S. Filippo del Mela, S. Pier Niceto, S. Piero Patti, S. Agata di Militello, Saponara, Spadafora, Terme Vigliatore, Torregrotta, Tortorici, Ucria, Valdina, Venetico, Villafranca Tirrena, Associazione degli industriali, C.N.A., A.P.I., C.I.S.L., C.I.S.N.A.L., U.I.L., E.N.I.. Superficie e comprensorio: Il comprensorio dell’area ha estensione di ha 57.658 ed è costituito dal territorio dei Comuni di Messina Villafranca Tirrena, Saponara, Rometta, Spadafora, Venetico,Valdina, Torregrotta, Monforte San Giorgio, San Pier Niceto, Pace del Mela, San Filippo del Mela, Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Terme Vigliatore, Furnari, Falcone, Oliveri, Patti, San Piero Patti. Strumento Urbanistico: Piano regolatore dell’Area di Sviluppo Industriale, che prevede la ristrutturazione degli agglomerati di Milazzo, Villafranca Tirrena ed i nuovi agglomerati di Barcellona, Patti, San Piero Patti e Messina Sud Larderia, è stato approvato con D.A. n. 780 del 18/11/1986. È stato adottato dal Consiglio Generale il nuovo P.R.G. in data 28/10/1996 che è in corso di approvazione. Prezzo di vendita del terreno: lire 11.398 mq. Agglomerati industriali consortili: Milazzo, Villafranca Tirrena, Barcellona, Patti, San Piero Patti, Messina Sud Larderia. I Consorzi per le Aree di Sviluppo Industriale (A.S.I.) della Sicilia sono regolamentati dalla legge regionale 4 Gennaio 1984 n. 1 e sono costituite nelle 9 provincie (Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani) oltre Gela e Caltagirone.


VI

QdS.it UOTIDIANODISICILIA

Quotidiano di Sicilia Venerdì 27 Novembre 2009

Speciale Trent’anni

Un gruppo di professionisti che ha saputo mettere in pratica l’idea di informazione del fondatore

Una redazione giovane ma già autorevole oggi bandiera del giornalismo d’inchiesta Lavora con l’approvazione e il sostegno dalle massime cariche del giornalismo siciliano Economia, istituzioni, ambiente, no profit e consumo sono le principali tematiche approfondite dalla redazione del “Quotidiano di Sicilia”. E, in trent’anni, il cuore pulsante dell’informazione della testata è si è rinnovato ed è cresciuto, maturando la volontà di andare al di là della rappresentazione rituale dei fatti, di andare a indagare dietro le quinte, magari quando i riflettori si spengono ed emergono le ombre, gli interrogativi cui dare risposta. Ecco come cavallo di battaglia dell’informazione giornalistica del QdS è diventata l’inchiesta, da sempre considerata il banco di prova del buon cronista, il genere nobile con cui confrontarsi. E certamente anche il più arduo, in quanto suo obiettivo è la ricostruzione puntuale e completa non solo di un avvenimento, ma di una serie complessa di accadimenti. Spesso, per portare a termine un’inchiesta occorrono giorni, se non settimane. E più delicato è l’argomento, più numerosi i muri di gomma su cui

L’inchiesta è da sempre considerato il banco di prova del buon cronista

si va a sbattere se si cerca di andare “oltre la notizia”. È l’inchiesta investigativa, a cui il giornalismo italiano è poco avvezzo, il genere a cui punta da trent’anni l’informazione del Qds. Raccogliendo consensi tra lettori - il Qds è oggi terzo per numero di lettori tra tutti i quotidiani e il primo tra gli economici - e addetti ai lavori, a cominciare dalle due massime cariche giornalistiche siciliane, il presidente dell’Ordine regionale, Franco Nicastro, e il segretario dell’Assostampa Alberto Cicero. Entrambi hanno avuto parole di approvazione e incitamento nei confronti di una redazione giovane e che si è dimostrata capace di informare con competenza e autorevolezza, mettendo così in pratica l’idea di giornalismo del direttore Carlo Alberto Tregua, fondatore del giornale. Spulciando i titoli delle inchieste degli ultimi due anni, emergono infatti i principali temi che hanno riscosso l’interesse dei lettori siciliani, e non solo. Molte di queste inchieste, infatti, sono state riprese da testate nazionali, come quelle riguardanti gli sprechi della Regione. Ricordiamo qualche titolo: “Ars, un usciere costa centomila euro”, “La luculliana mensa del Parlamento siciliano”, “Ars: dimore da nababbi a disposizione dei parlamentari”, “Il Parlamento della Lombardia costa la metà dell’Ars”. Ci sono poi i servizi speciali che hanno messo a nudo il Bilancio della

Regione e il carico del personale: “Regione: un miliardo e 200 milioni per i ventimila dipendenti”. E tra quelle che hanno raccontato gli alti costi degli enti collegati alla Regione, ecco “Consorzi bonifica, dopo la riduzione costano il triplo”, “Da Province a Consorzi, un risparmio da un miliardo”. Le inchieste del Qds hanno portato alla luce diffusi malcostume (“Mobbing rosa, un fenomeno che resta avvolto nel silenzio”) ed evidenziato altre storture: il fatto che il gratuito patrocinio sia diventato in Sicilia una sorta di ammortizzatore sociale per giovani avvocati (“Udienze socialmente utili”) assommandosi ai costi delle lungaggini della giustizia (“Processi in Sicilia, nel 2008 in 1.600 hanno chiesto risarcimento”). Non meno incisive le inchieste sul tema che lega l’energia all’inquinamento (è l’unico quotidiano che pubblica ogni giorno una pagina su questo argomento). Tra le inchieste più recenti “Il “triangolo della morte” e lo sviluppo insostenibile”, “Oasi del Simeto, abusivismo e costruzioni illegali”, “Vogliono distruggere la Sicilia con i mostri eolici” (lanciata ben prima della scoperta del racket delle pale).

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

Maria Francesca Fisichella

Grazie a una fitta rete di collaboratori

Ogni giorno news economiche dalle nove province siciliane A coadiuvare i redattori del QdS - l’unica testata regionale su cui, ogni giorno, si possono trovare pagine dedicate a tutte e nove le province della Sicilia - vi è la capillare rete di collaboratori che copre il territorio delle nove province siciliane. Che ci raccontano i piani di sviluppo approntati dai Comuni, le difficoltà dei commercianti, le disfunzione della viabilità urbana, il degrado dei quartieri, l’indolenza delle istituzioni di fronte alle inefficienze dei servizi sociali, i ritardi dei Prg, e di potenziali aeroporti che attendono di aprire i battenti dei cantieri.... Neanche su questo versante, dell’informazione del QdS, è trascurata l’attenzione alle “ombre”. Inefficienze, sprechi, disservizi, malesseri, malcostume sono messi nero su bianco attraverso le inchieste provinciali. Qualche titolo per

evidenziare i filoni seguiti, dall’abusivismo, al degrado edilizio, alle inefficienze della pubblica amministrazione: “Ecco come la Regione siciliana ‘valorizza’ gli immobili saccensi (in cui si racconta dell’ex sede dell’ospedale di via Figuli in condizioni disastrose); “Ospedale, storia infinita: ancora ritardi” (a Marsala, in provincia di Trapani, doveva aprire entro il 2008 ma…); a Palermo il “Business dell’acqua sotto accusa. La privatizzazione non va giù”; a Gela (Cl) con l’occupazione a rischio, per il “Petrolchimico è l’ora dei timori”; a Messina con “Edilizia, sulla strada Panoramica ancora abusivismo e vane attese”; ad Agrigento con gli “Urp: in alcuni comuni della provincia se ne sconosce del tutto l’esistenza”… (mff)

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

Comune di Milazzo

Una città d’arte con la vocazione turistica ed un prezioso patrimonio archeologico rotesta nel mare per oltre 6 Km con una penisola ricca di insenature e baie naturali, la città di Milazzo ha rappresentato da sempre un punto strategico per la navigazione nel basso Tirreno, quale primo porto “sicuro” sulla costa settentrionale dell’Isola. Questa felice posizione geografica, in un punto di transito delle rotte di navigazione antiche e moderne e su un tratto di mare “insanguinato” da battaglie di storica memoria (260 a.C. vittoria del console romano Caio Duilio sui Cartaginesi durante prima guerra punica, 36 a. C. guerra civile tra Sesto Pompeo ed Ottaviano), rende ragione della ricchezza di un patrimonio subacqueo non solo naturale ma anche archeologico ancora in gran parte scientificamente inesplorato. Dopo essere stata la “perla del Tirreno” negli anni ‘90, Milazzo ha subito i problemi legati al passaggio tra la prima e seconda repubblica, ma la propria vocazione turistica non è mai stata in discussione. Nella mappa siciliana delle città d’arte infatti non può non esserci questo delizioso centro d’antiche origini. Ed essere “città d’arte” significa avere uno dei passaporti più importanti per far turismo, unìtamente, per intenderci, a Veduta di Milazzo tanti altri requisiti che Milazzo possiede a pieno titolo: clima ideale, acque marine accattivanti, capacità rícettiva in crescendo, monumenti che ricordano le varìe epoche della sua millenaria vicenda storica, la quale si distingue, per così dire, già nei tre differenti nuclei che caratterizzano la città tirrenica: la città murata posta sul acrocoro più meridionale deI promontorio; il Borgo, sul declivio collinare, la città nuova in pianura. La città di Milazzo, che conta una popolazione di circa 35.000 abitanti, è situata sulla costa nord della Sicilia, alla base di una lunga e sottile penisola che le conferisce una particolare connotazione fisica che la fa anche chiamare “Città del Capo”. Milazzo è una cittadina che in passato ha sofferto per una politica di sviluppo basata solo sull’industrializzazione. Ma le risorse naturali, il patrimonio storico artistico, la riscoperta di una innata vocazione turistica che è stata messa prontamente a frutto. L’economia della città mamertina è anche caratterizzata da attività produttive collegate all’ambiente e che negli ultimi tempi sono divenute di grande attualità, come l’agriturismo, il florovivaismo e l’agriIl palazzo del Comune coltura.

P

COMUNE DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO VIA SAN G. BOSCO ANGOLO VIA G. SPAGNOLO - TEL. 090 9790246

COMUNE DI MILAZZO VIA F. CRISPI N°1 - 98057 MILAZZO (ME) - CENTRALINO 090 92311


Quotidiano di Sicilia Venerdì 27 Novembre 2009

Speciale Trent’anni

QdS.it UOTIDIANODISICILIA

VII

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

Autorità Portuale di Catania

Il Porto di Catania in controtendenza aumenta il fatturato del 6,7% con più di 4 milioni di tonnellate di merce in transito e da una parte è vero che la crisi economica iniziata nel 2008 avrà ripercussioni sugli indicatori di crescita e di occupazione non solo del 2009 ma anche del prossimo anno, è anche necessario, per effettuare una disamina di una situazione che sia coerente con l’ambito in esame, valutare dati ed indicazioni specifici del comparto di riferimento. Per esprimere, quindi, una valutazione sull’andamento del traffico passeggeri e merci nel porto di Catania occorre innanzitutto rilevare che nell’anno 2008, in cui ha sostanzialmente avuto avvio la crisi economica, la movimentazione complessiva dei principali porti italiani sede di Autorità Portuale ha mediamente avuto una flessione di circa l’1%. Prendendo ad esempio alcuni scali italiani del nord, centro e del sud, si può rilevare come a Genova sia la movimentazione merci che il numero di containers nel 2008 sono scesi del 5%, a Civitavecchia le tonnellate di merce hanno subito un decremento nel 2008 di circa il 10% mentre il numero di TEUS è diminuito del 19%, a Napoli nell’anno 2008 è stato movimentato il 5% in meno di tonnellate di merce. In leggera ma significativa controtendenza il porto di Catania che, con le sue quasi 4 milioni seicentomila tonnellate di merce ha incrementato il suo “fatturato” nel 2008 del 6,7% e prevede di mantenere inalterato il traffico anche per il 2009. “Analizzando in modo più approfondito i dati emergono alcune considerazioni –ha spiegato il presidente dell’Autorità portuale Santo Castiglione. Prima di tutto lo scalo etneo ha retto perfettamente l’impatto della crisi, ciò presumibilmente perché il suo traffico è consolidato ed è frutto di una corretta politica di sostegno e di investimenti infrastrutturali effettuata negli ultimi anni dall’Autorità Portuale. Secondariamente, che la capacità di diversificare i settori di attività, attingendo con attente e studiate previsioni ai nuovi comparti che il mercato è in grado di esprimere, può risultare fondamentale per recuperare quote di traffico perdute in altri settori maggiormente in crisi. Testimonianza di ciò è la capacità che ha sviluppato il porto di Catania e con esso si intende l’insieme dei suoi imprenditori, delle amministrazioni pubbliche e delle forze di polizia in esso operanti, di operare i dovuti repentini adeguamenti finalizzati ad acquisire nuovi traffici. La movimentazione di auto nuove, gestita dall’Agenzia marittima Marangolo ad esempio, aumentata di oltre il 50% nel 2009 rispetto all’anno precedente ha consentito di equilibrare funzionalmente l’attività portuale in perdita nel comparto containers. Ciò ha fatto sì che gli oltre 6.500 TEUS perduti nel biennio 2008/2009 sono stati rimpiazzati da oltre 28.000 auto in più movimentate nello stesso periodo di tempo”. Il comparto containers necessita di una specifica analisi, in quanto, fra tutti i settori del trasporto marittimo, è quello che meglio rappresenta il sistema di globalizzazione dell’economia e, come tale, anche quello che ha risentito maggiormente della crisi dei mercati e della diminuzione dei volumi di traffico a lungo raggio. La Est, europea servizi terminalistici, è una delle aziende che nel porto di Catania si occupa della movimentazione dei containers delle grandi compagnie di navigazione Hapag Lloyd, Maersk, Zim e Kline. La Est segue tutta la filiera dal trasporto containers, al disbrigo pratiche sino alla destinazione finale delle merci. I traffici -spiega Emanuele Marocchi, direttore generale della Europea servizi terminalistici – nell’ultimo triennio sono in crescita costante nonostante la crisi grazie al fatto che un’azienda con credenziali come la nostra, rappresenta una garanzia per gli imprenditori” L’abbattimento in pochi mesi dei noli (per trasportare un container dal Far east all’Italia il costo è sceso da € 1.500 a € 200-300) ha spinto grandi armatori a cancellare molte rotte ed a lasciare all’ormeggio alcuni colossi del mare (212 sulle 1200 che nell’anno 2007 hanno rappresentato il 90% delle portacontainers operative), vittime del “gigantismo navale”. In Sicilia tale contrazione è stata ridotta dall’impegno delle imprese e delle amministrazioni portuali che hanno saputo contenere i costi, la ripresa è prevista per il primo semestre del 2011. Il traffico passeggeri del porto di Catania gode di ottima salute e prevede anche di consolidare il proprio trend positivo nel prossimo 2010. Tanti sono infatti i cambiamenti che consentiranno allo scalo etneo di consacrarsi uno dei principali porti cruise e Ro-Ro per passeggeri nel Sud Italia. Le proiezioni prevedono, infatti, che il porto di Catania chiuderà l’anno 2009 con un incremento nel traffico passeggeri dell’11% rispetto al 2008, aumentando sia il traffico da traghetti che i crocieristi in transito (+80%). Ma un dato è ancora più confortante, l’aumento sia per il 2008 che per l’anno 2009 dei passeggeri che scelgono il porto di Catania per iniziare o concludere una crociera (oltre 21.000) e che, per tale motivo, si trovano a trascorrere nella città etnea alcuni giorni e non solo le poche ore di un normale turista in transito. Inoltre, per l’anno 2010 è previsto l’approdo settimanale al porto di Catania

S

della Costa Pacifica, una delle più grandi navi da crociera del Mediterraneo, che porterà in città per ogni approdo 3.000 passeggeri oltre 1.000 persone di equipaggio. Il traffico Ro-Ro sia merci che passeggeri, principale vocazione del porto etneo, ha garantito un ulteriore leggero incremento degli oltre 170.000 veicoli movimentati e, grazie alle Autostrade del Mare, eliminate dal flusso autostradale. Per garantire la concretizzazione di questi obiettivi l’Autorità Portuale ha lavorato intensamente sul piano infrastrutturale. Sono stati completati i lavori di prolungamento del molo foraneo (€ 21 milioni) e l’allargamento della banchina interna del molo di levante (€ 15 milioni). Senza oneri per l’Autorità Portuale è La recente visita del ministro Urso al Porto di Catania stata realizzata una stazione marittima provvisoria che insiste su di un’area di 2.000 mq. con 900 mq. di spazi coperti per check-in, depositi, aree sterili di security, zone commerciali, ristoranti, parcheggi etc. E’ in corso di esecuzione l’intervento di ristrutturazione dell’edificio storico della Vecchia Dogana per oltre 11 milioni di euro (di cui quasi 7,5 milioni a carico di privati) che, con i suoi 4.000 mq. coperti ospiterà il fulcro del sogno del waterfront etneo: un centro culturale, ricreativo, turistico, commerciale e servizi, per consentire ai catanesi di iniziare il percorso di riconquista del proprio mare. Sono stati acquisiti finanziamenti comunitari per oltre 1.500.000 euro per progettare interventi infrastrutturali e di riqualificazione delle aree di movimentazione del porto. E’ stato installato un sistema di videocamere a circuito chiuso, fornite di tecnologia motion detection, per migliorare le condizioni di sicurezza del porto contro gli attacchi terroristici. Entro l’anno verrà aggiudicata la gara per l’affidamento dei lavori di realizzazione della più importante infrastruttura portuale della Sicilia orientale, una darsena per traghetti e containers del costo di 100 milioni di euro, che consentirà di incrementare del 90% la movimentazione dei traghetti sia merci che passeggeri nel porto di Catania e la creazione di un terminal da oltre 60.000 TEU/anno. L’opera, che prevede la costruzione di oltre 100.000 mq. di piazzali operativi e 1.100 m.l. di banchine per l’ormeggio di navi Ro-Ro, ha ottenuto, unica nel panorama nazionale odierno, l’autorizzazione allo sversamento in mare del materiale proveniente dal dragaggio del fondale da parte del Ministero dell’Ambiente. L’Autorità Portuale, con la collaborazione delle forze di polizia operanti in porto e della Capitaneria di Porto, ha messo a punto gli importantissimi piani di sicurezza che, oltre al monitoraggio dei possibili rischi, individuano le misure di sicurezza da realizzare con i fondi all’uopo ottenuti dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti pari ad oltre 3 milioni di Euro e che sono già stato oggetto di apposita gara di appalto i cui lavori saranno avviati entro i primi mesi del 2010. Nota dolente la proposta di nuovo Piano Regolatore Portuale, che da più di cinque anni è in attesa dell’intesa con il Consiglio Comunale di Catania. Non appena completato questo passo, il porto sarà finalmente dotato di uno strumento di pianificazione, moderno, duttile e soprattutto rispettoso dell’ambiente. In tempi recentissimi, il Ministero delle Infrastrutture ha erogato fra alcuni porti italiani, i più meritevoli, un fondo perequativo finalizzato alla realizzazione di progetti di manutenzione e ristrutturazione delle aree portuali. Lo scalo Etneo ha ottenuto il quinto maggiore importo fra tutti i porti italiani e impegnerà i quasi 5 milioni di euro ottenuti per la realizzazione di oltre sette progetti già in avanzata fase di definizione (fra cui il miglioramento del varco di accesso sud, la riqualificazione della zona del porto nuovo ed il rifacimento della Torre Piloti e di alcuni piazzali portuali). Questi straordinari risultati, associati all’aumento delle linee che oggi collegano il porto di Catania stabilmente con il nord Italia ed indirettamente con il Nord Africa (Genova, Napoli, Ravenna, Malta con transhipment fino in Libia, Civitavecchia con transhipment fino in Spagna e prossimamente Corigliano), rappresentano la grande risorsa che lo scalo etneo è in grado di offrire alla propria città ed a tutti i siciliani per affrontare, superare e risorgere dalla crisi che ha colpito l’intera economia mondiale.


VIII

QdS.it UOTIDIANODISICILIA

Quotidiano di Sicilia Venerdì 27 Novembre 2009

Speciale Trent’anni

Berlusconi aveva annunciato new town e tempi brevi, ma non si è cominciato neanche a progettare

Giampilieri, quel dramma di serie B che è fallimento per l’Italia intera Per il premier il caso-Messina non sembra essere una priorità come fu l’Abruzzo Il primo grido d’allarme era impegni politicostato lanciato nell’immediatezza mondani. Oggi non del disastro: l’alluvione di sorprende tanto il fatto Messina è una tragedia di serie che quella e la B, si era detto sulla scorta di presenza ai funerali di quanto accaduto nelle prime 48 Stato rappresentino le ore successive all’evento. Una uniche due visite del considerazione forse basata sulpremier, quanto la clal’onda emotiva che non trovava morosa smentita in adeguati riscontri nel sentermini di fatti. Bertimento nazionale, su una sin lusconi, visitando i troppo facile comparazione con Mario Centorrino 1.600 alluvionati, quanto accaduto a L’Aquila, su espresse infatti due una voglia insoddisfatta di concetti chiari: i centri presenza dello Stato che affondava le colpiti andranno abbandonati e ricoproprie radici ben oltre gli eventi di struiti altrove, il Governo lo farà nei Giampilieri. Ora l’aneddotica tempi già sperimentati in Abruzzo (4 spicciola che veniva utilizzata a mesi) e attingendo a risorse straorsupporto della tesi, ha purtroppo dinarie. Di contro non solo regitrovato riscontri impietosi nell’agire striamo il mancato avvio dei lavori per istituzionale. La tragedia di serie B, le fantomatiche new town, ma soinfatti, si è trasformata in un fal- prattutto l’assenza di una progetlimento della politica nazionale, tra tualità. Nessuno, attualmente, sa l’altro provocato dallo stesso errore ancora quale sarà la sorte degli che ha fatto dell’alluvione un dramma sfollati. Pensare al caso-Messina, annunciato: l’incapacità del governo insomma, non è prioritario, così come centrale di stabilire priorità. non lo è individuare i fondi per riProviamo a ripercorrere l’accaduto solverlo immediatamente, così come seguendo due prospettiva, una di breve e l’altra di medio-lungo periodo. Il primo elemento che causò indignazione, lo scorso ottobre, fu sicuLo Stato ha deciso ramente l’atteggiamento del Predi trattare sidente del Consiglio, arrivato in città 72 ore dopo la sciagura. Le cronache l’alluvione come ci ricordano come, nel frattempo, avesse dovuto rispettare alcuni un evento ordinario

non lo era stato destinare le somme necessarie al consolidamento del territorio nel 2007. Si preferisce spezzettare, accontentare tutti per non scontentare alcuno. Fece scalpore, poi, la contemporaneità con la quale il Governo affermò l’idea Ponte, mentre ancora la maggior parte delle vittime erano sotto le macerie. Sembrò una provocazione del momento, ma già ora si parla delle prime opere a terra, che interesseranno altre colline della città (quelle della zona Nord), senza alcun riferimento ad eventuali rischi idrogeologici: una priorità che la politica continua a non riconoscere. Infine, colpì l’atteggiamento dei media, i quali preferirono le luci del cabaret al disastro siciliano e alle raccolte solidali. La stessa politica che era stata in grado di fare accendere i riflettori su L’Aquila (ricordate la puntata di Porta a Porta spostata in prima serata per celebrare la ricostruzione?), ha piuttosto deciso, stavolta, di indicare motivi: l’abusivismo variabile determinante dell’accaduto e, allo stesso tempo, elemento di malcostume tutto meridionale. Lo Stato, insomma, ha deciso di trattare l’alluvione alla stregua di tanti altri eventi ordinari: con i fatti e con le parole. Non si è dimenticato di Giampilieri, semplicemente non si mai accorto della portata di questo dramma… Mario Centorrino

Alluvione e costi per la collettività

Se l’economia del disastro è proprio un buon affare Il costo del disastro del Messinese, tra emergenza e danno totale, ammonterebbe finora a 550 milioni di euro (50 la prima e 500 il secondo, secondo una stima della Protezione civile). Concentriamoci sui costi emergenziali: alle ventitre imprese private ingaggiate per provvedere allo sgombro dei detriti, andrà, a compenso di quattro settimane di lavori, una cifra che oscilla intorno al milione e mezzo. Ci si riferisce a un costo calcolato sul coefficiente del metro cubo per chilometro movimentato e trasportato dai mezzi. Il Comune di Mes-

La spesa complessiva sarà di circa 1 miliardo di euro

sina per predisporre misure provvisorie di alloggio ha speso finora circa 8 milioni di cui 5 per il conto preannunziato dagli albergatori che hanno ospitato i senzatetto. Nel totale vanno considerati inserimenti impropri nella lista degli sfollati e affitti per sistemazione provvisorie talvolta al di sopra dei prezzi di mercato. I Vigili del Fuoco reclamano quattordici milioni e cosi, con cifre diverse, le altre forze militari intervenute. Tutto lascia prevedere che, alla fine dell’anno, la stima salirà complessivamente a circa un miliardo di euro. Che in un’economia locale come quella di Messina rappresenta, approssimativamente, il 10 per cento del Pil annuale. L’economia del disastro, insomma, è proprio un buon affare. (mc)


Quotidiano di Sicilia - 30 anni (1 parte)