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INAUGURAZIONE 30 APRILE ORE 18

quotidiano

NUOVA EDIZIONE

Anno 10 n. 75 - Sabato 23 aprile 2011 - San Giogio M.

l’informazione free press

Direttore Responsabile: Giuseppe Tagliente - Registrato al Tribunale di Vasto n. 102 del 22/06/2002 Redazione: Corso Italia n. 1 VASTO Tel. & Fax 0873.362742 - Pubblicità: Editoriale Quiquotidiano Corso Italia,1 VASTO - mail: redazione@quiquotidiano.it Stampa Edizioni Il Castello - Martano Editrice (BA) www.quiquotidiano.it in distribuzione gratuita tutti i giorni tranne la domenica e lunedì

Il lievito nuovo nella pasta

Un augurio pasquale “O Signore dei mondi, è perfettamente chiaro al Tuo cospetto che è nostra intenzione compiere la Tua volontà. Ma chi ce l’impedisce? Il lievito che è nell’impasto”. Quest’antichissimo detto ebraico, che si trova nel Talmud babilonese, esprime bene

di + Bruno Forte Arcivescovo

la concezione della vita e della storia propria delle Sacre Scritture. L’Eterno ha avuto tempo per l’uomo, si è anzi destinato alla Sua creatura in un rapporto d’alleanza fedele. Il popolo eletto sa bene che la sua felicità sta nel destinarsi all’Eterno,

facendo la Sua volontà. Eppure - lo riconosciamo umilmente - l’incontro s’inceppa: c’è nella pasta, di cui è fatto il tempo, qualcosa che ne trattiene la crescita verso il Regno della promessa di Dio. Bisogna cambiare il lievito del mondo: e questo può

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farlo solo un Dio che accetti di “sporcarsi le mani” con gli uomini, entrando nel tempo e facendolo Suo. Il passaggio del Mar Rosso è il grande evento della liberazione non perché l’uomo sia tratto fuori della storia, ma perché Dio entra e agisce in essa come il Signore dell’“impossibile possibilità”, il Dio della speranza, che schiude le vie dell’esodo e assicura la conquista del paese dove “scorre latte e miele”. La potenza del braccio del Signore è intervenuta in quell’ora

drammatica perché il popolo pellegrino verso la terra della Sua promessa sapesse di non essere solo nel cammino, di poter anzi contare su un lievito nuovo, capace di far fermentare la massa del tempo verso la patria dell’eternità. Quest’evento fondatore viene sancito nell’alleanza del Sinai, dove ciò che è avvenuto una volta per sempre è consegnato alla memoria della fede, per sostenerla in ogni ora del pellegrinaggio del tempo. Continua a pag. 3

Il Direttore e la Redazione augurano a tutti i lettori una Serena e Santa Pasqua. Quiquotidiano tornerà in distribuzione mercoledì 27 aprile.

e scrivici a redazione@quiquotidiano.it


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sabato 23 aprile 2011

Scempio al Belvedere Romani Lapenna il cementificatore: se n’è accorto anche Del Prete E’ il colmo: la posizione di Lapenna si aggrava sempre più. Addirittura anche il candidato sindaco Nicola Del Prete si è accorto che al Belvedere Romani fervono lavori di sbancamento e sono stati abbattuti alberi. Da un suo comunicato stampa diffuso ieri leggiamo che sono stati i tanti residenti ad avvisarlo del “pinicidio” e non il nostro articolo di qualche giorno fa. Evidentemente non ci legge e ci dispiace perché perde l’occasione di essere informato in tempo. A proposito dei lavori in atto, sembra che il candidato sindaco, già vicesindaco, non sappia che lo stesso triste destino toccherà allo spazio verde più ad est in una progressione di cementificazione che lascia increduli e stupefatti perché originato dagli stessi soggetti che hanno sempre lanciato strali ed anatemi contro “i cementificatori”. Dice tuttavia Del Prete, rivolto agli ex amici del centrosinistra, che il Belvedere Romani “perde

spazio verde per una piattaforma di cemento la cui utilità pubblica è assolutamente inesistente”. Siamo d’accordo con lui, e contenti pure, perché ha probabilmente capito (meglio tardi che mai!)

di Travaglini Nicola

quanto sbagliate fossero le sue frequentazioni e quanto male il centrosinistra ha fatto alla Città proprio sotto l’aspetto della mancanza di rispetto per tutto ciò ch’è pubblico.

È morto Angelo Conti La notizia ci è arrivata ieri pomeriggio proprio mentre accompagnavamo all’ultima dimora la moglie cinquantaduenne del nostro antico amico e collaboratore Luigi Ronzitti e l’abbiamo accolta con un moto di fastidio: è morto Angelo Conti. Sapevamo ch’era da tempo malato e che stava combattendo con tutte le sue forze contro il male del secolo, come si suole eufemisticamente dire in un tentativo istintivo quanto ridicolo di esorcizzarlo, ma l’avevamo visto ancora nei giorni scorsi in piazza e avevamo sperato nel miracolo che non c’è stato. La sua morte ci ha scosso profondamente e la commozione che abbiamo provato ci ha riportato al tempo in cui i nostri rapporti erano più intensi, non sempre idilliaci sotto l’aspetto politico, ma comunque improntati al rispetto reciproco (quel rispetto tra persone che purtroppo s’è oggi perduto). Ciao, Angelo, non ti dimenticheremo e cercheremo, per quanto ci resta da vivere, di trasmettere memoria dell’esempio di rettitudine e di competenza che ci hai lasciato. P.T. Alla famiglia Conti le condoglianze di Peppino Tagliente e della redazione. I funerali si svolgeranno domani alle 15,oo presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate.

Rientra la protesta a Torresinello

Le sigle OSAPP, CISL-FNS, SINAPPE e UGL che avevano proclamato lo stato di agitazione del personale della Casa Circondariale di Vasto oltre che il boicottaggio della mensa, sono stati convocati dal Provveditore Regionale della Amministrazione Penitenziaria, Salvatore Acerra. In seguito a questa convocazione, pur restando in vigore lo stato di agitazione a causa dei “turni massacranti” imposti dal Direttore Carlo Brunetti, viene sospeso lo “sciopero della mensa”. La convocazione delle sigle sindacali è stata fissata per il 19 maggio. Nel frattempo il direttore prepara un incontro “La festa dei bambini” dei figli dei detenuti con i loro genitori in carcere per consentire una Pasqua più serena per la disponibilità degli agenti.

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Vastesi, vorrei il vostro voto Vastesi, vorrei il vostro voto per darvi in cambio – nemmeno come semplici promesse – nulla che non sia quello che naturalmente una cittadina migliore, se amministrata con cuore e cervello, come pioggia d’estate rinfrescante e sperata, darebbe democraticamente ad ognuno di noi. Vorrei il vostro voto per sentire sulla mia schiena, grossi come macigni, le responsabilità che mi date in quel giorno e per i giorni a seguire, con quel segno di matita a cui forse, molti di voi, danno sempre meno valore. Vorrei il vostro voto per dirvi chiaramente “Questo non può essere fatto, ma questo sì”. Vorrei avere il vostro voto per non piegarmi a questo o a quello, per dire molti“no”, per non fare piaceri personali, per non “chiudere un occhio e andare avanti”, per mettervi tutti sullo stesso piano, per gustare insieme a voi il “senso del rispetto della legge uguale per tutti”. Vorrei il vostro voto per essere sicuro di non essere infallibile e di sbagliare e sentire che, comunque, avete ancora fiducia in me e nelle idee che condivido con voi e per le quali mi avete votato. Vorrei il vostro voto per essere una parte di voi. Vorrei il vostro voto perché amo Vasto in ogni suo millimetro, in ogni suo granello di sabbia. La amo ogni singolo giorno dell’anno, anche e soprattutto lontano dai periodi elettorali, la amo da quasi 33 anni. Perché la vedo crescere e ci sto male quando viene su un po’ rachitica, un po’ storpia, quando la vedo abbandonata a sé stessa e senza un obiettivo preciso e comune. Vorrei il vostro voto perché voglio amministrare questa città, non perché me l’hanno chiesto, ma perché ne sono convinto io. Perché lo sento come una missione, come una questione di vita o di morte, lo sento che estrema sintesi del mio amore per queste strade, per queste periferie, per questi vicoli e piazze, per questa gente mai completamente sconosciuta, per questo mare e queste spiagge, per la solidarietà che i Vastesi sanno dare, per le tradizioni e il suo profumo. Amo Vasto perché Vasto è Vasto. Vorrei il vostro voto perché è l’unico modo che ho per farmi portavoce, umile e ringhioso, tenace e pragmatico, delle necessità, dei sogni e delle aspettative di tutti noi. Vorrei il vostro voto per sentire le vostre strette di mano vere, forti, energiche. Vorrei il vostro voto anche per poter dire, un giorno, “Scusate, miei concittadini, ma ho sbagliato tutto”. (Auguro a Luciano, Mario, Massimo, Incoronata, Nicola, Ivo e Marco una buona campagna elettorale con Vasto sempre nel cuore) Roberto De Ficis rdeficis@gmail.com

Pasqua Patrimonio di fede, di speranza. Fascino e mistero. Cristo risorto è luce del mondo, baluardo contro il potere delle tenebre,

amore e pace. Esultano cielo e terra in un trionfo di vita che cambia la nostra storia, il nostro destino. Nicola Bottari


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sabato 23 aprile 2011

Un augurio pasquale

Dalla prima

L’ebraico userà la parola “ziqqaron”, “memoriale”, per dire questa memoria che non è pura operazione della mente per andare dal presente al passato, ma compimento, riattualizzazione, per cui il passato delle meraviglie di Dio si fa presente qui e ora dove il Suo popolo celebra il passaggio del Signore, che consente il passaggio dal nostro esodo verso le sponde della libertà. È questa la fede che celebriamo a Pasqua: “pesaq”, “passaggio”, è appunto il memoriale della liberazione, la festa della compromissione di Dio, l’inizio compiutosi una volta per sempre e attualizzato sempre di nuovo del pellegrinaggio verso la Terra della promessa del Signore. Così anche l’ebreo Gesù celebrò la Pasqua: e quando nella Sua ultima cena pasquale ordinò ai Suoi di “fare questo in memoria di Lui”, istituì il memoriale dell’alleanza nel Suo sangue, di quell’esodo che si compie nel Suo cammino verso la morte di Croce e da essa, attraverso il Sabato santo del silenzio di Dio, va verso

la vita nuova della resurrezione, compiuta in Lui come pegno e promessa di quella di tutti coloro che crederanno in Lui. Per la coscienza cristiana l’alleanza mai revocata col popolo d’Israele trova nella Pasqua di Cristo non un’abrogazione, ma un inaudito compimento, a sua volta nuovo inizio nel cammino verso la Gerusalemme celeste. È per questo che i cristiani riconoscono nella fede d’Israele la loro “santa radice” (Romani 11,16.18) e possono rivolgersi agli Ebrei come ai loro “fratelli maggiori”, da cui hanno ricevuto la religione dell’esodo e del Regno, nutrita dalla fede di Abramo e dalla speranza dei profeti. A questa memoria hanno reso onore Giovanni Paolo II e Benedetto XVI nel loro pellegrinaggio ai luoghi santi: e proprio riconoscendo l’eccellenza d’Israele nel cuore dei discepoli di Cristo, hanno testimoniato la novità inaudita del Profeta galileo che non ha voluto eliminare neanche un apice dalla Legge, ma è stato l’alleanza in persona, la Torah

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fatta carne, rivelando come la compromissione di Dio - che risplende negli eventi dell’esodo - si sia spinta fino al paradosso dell’incarnazione del Figlio eterno per amore di tutto l’uomo, di ogni uomo. In un’epoca come la nostra, segnata dalla crisi degli orizzonti di senso offerti dai “grandi racconti” delle ideologie, nel desolante vuoto etico che ci presenta l’attuale scena pubblica del nostro Paese, la pasqua che celebriamo è veramente un messaggio straordinario di speranza, la testimonianza che il lievito nella massa può ancora essere rinnovato, per far crescere il tempo verso la sponda dell’eternità e tirare il futuro di Dio nel presente degli uomini. È l’augurio dell’Apostolo Paolo, giustamente fiero della sua identità ebraica: “Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi”. Ad esso lo stesso Apostolo, innamorato testimone di Cristo, aggiunge: “E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità” (1 Corinzi 5,7s). Buona Pasqua, allora, nella conversione del cuore e nella novità della vita che viene dal Risorto, grazie al lievito nuovo che il Suo Spirito effonde nel cuore di chi crede! (tratto da www.chieti.chiesacattolica.it)

Cultura e Politica: una storia infinita

Ci sono discussioni che sembra non debbano mai finire. È così ad esempio sulla questione del finanziamento pubblico alle istituzioni culturali, e più in generale sul rapporto tra politica e cultura. Dopo mesi di battaglie, piazze piene e bilanci vuoti, credevamo che la situazione fosse tornata alla calma, grazie al reintegro del FUS, il Fondo unico per lo spettacolo. Lavoratori del settore, registi, scrittori, addetti ai musei, che per lungo tempo avevano protestato per i pesanti tagli, parevano placati dalle rassicurazioni del Governo, e lo stato di agitazione terminato. Invece è bastato lo stop alla nomina di Vittorio Sgarbi alla presidenza del Polo museale di Venezia, perché ricominciassero i mal di pancia. Stavolta i malumori provengono da una parte del mondo di centrodestra, che vede in questa mancata nomina l’ennesimo segno di sudditanza psicologica nei confronti di un ambiente tradizionalmente più di sinistra. Il nodo tra politica e cultura – necessario e pericolosissimo allo stesso tempo – è molto delicato, e richiederebbe per essere affrontato una serenità francamente difficile da inseguire. Se è improduttivo protestare contro i tagli indiscriminati che erano stati paventati, senza riflettere su come rendere più efficienti e produttivi enti bloccati da decenni di lassismo, allo stesso modo è sterile cercare di sostituire manager e dirigenti con uomini più vicini alla propria fazione, lottando ancora per un’improbabile ed anacronistica “egemonia”. La cultura, è indubbio, ha bisogno dell’aiuto della politica, per avere la possibilità concreta di svilupparsi, per realizzare iniziative che difficilmente hanno un immediato riscontro economico, ma che sono vitali per il benessere della società. Non è facile certamente riconoscere ciò che è meritevole di contributo, dal semplice clientelismo, e dipende comunque in ultimo da giudizi oggettivi. Un buon inizio sarebbe, soprattutto a livello locale, aiutare le iniziative dei più giovani, contribuendo alla loro naturale curiosità e voglia di fare. E ce n’è tanta, ne sono sicuro.

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Dal 29 al 30 aprile presso l’Hotel Excelsior in Vasto Marina, si terrà l’VIII congresso nazionale della

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su diverse sessioni. E’ stato richiesto per i partecipanti all’intera durata dei lavori, l’accreditamento E.C.M. per

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Pupe, cavalli e cuori: i dolci della tradizione pasquale Giorni intensi, questi, per la preparazione dei dolci tipici del periodo pasquale che faranno bella 'mostra' e soprattutto 'gola'... Nelle pasticcerie e nelle case il lavoro non manca. Trovano sempre gradimento, per le preparazioni, pupe, cavalli, cuori ed agnelli, oltre alle colombe ed alle classiche uova di ciocco-

lato, per tradizioni che - anche da queste parti - di fatto si tramandano di generazione in generazione. Da ‘leccarsi i baffi‘, letteralmente. Nella foto i fratelli Cosimo e Giuseppe Diella al lavoro per la preparazione artigianale di colombe di Pasqua nel loro laboratorio di pasticceria di via Arno.

Per Nicola Del Prete SINDACO


SAN SALVO quotidiano l’informazione free press

sabato 23 aprile 2011

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Cronaca di un Consiglio paradossale

Paradossale Consiglio comunale, quello svoltosi nel giorno dell’inizio della passione di Nostro Signore. Era stato chiesto dalla minoranza per parlare e deliberare sulla situazione di crisi del commercio cittadino, era stato convocato per giovedì santo (alle 17,30) ed alla fine si è svolto senza la minoranza richiedente (uscita dall’aula per protesta) e senza discutere di commercio. La mozione era sta presentata dal centrodestra e portata, come di consueto, alla conferenza dei capigruppo, la quale non aveva trovato ostacoli, tanto che poi era stata poi regolarmente posta all’ordine del giorno dal presidente Di Toro. Ma quando doveva essere discussa, la seduta è stata sospesa e i capigruppo si sono riuniti nuovamente. Erano sorti dei problemi “tecnici”: Silvia Torricella (responsabile del servizio finanziario) aveva espresso

un parere contrario. L’atto, a suo dire, non sarebbe stato ammissibile, poiché comportava spese non previste in bilancio. Evidentemente, la ragioniera si riferiva al bilancio approvato in Giunta, perché – come è noto – il Consiglio non ancora approva alcun bilancio (sic). La segretaria comunale Rosa Piazza, su espressa domanda del segretario del Pd Agostino Monteferrante, chiariva che i consiglieri avrebbero potuto approvare la mozione anche contro il parere della Torricella (e del resto è logico che fosse così: il funzionario dà il parere, il Consiglio delibera. E non può essere, nemmeno nello Stato più burocratico del mondo, che un dipendente possa bloccare la volontà di un organo politico elettivo). Ma il problema non era tecnico e la prova si è avuta quando il centrodestra ha proposto di discutere ed eventualmente

approvare solo i punti che non comportavano voci di spesa. E cioè: (1) parcheggio gratuito limitato ai primi 15 minuti, e successivamente a pagamento…(2) parcheggio a tempo (mezz’ora), nella Piazza Amendola e Vitale Artese; (3) assegnazione di un vigile di quartiere nella suddetta zona…; (4) apertura al traffico nelle zone attualmente interdette, in via sperimentale, per un periodo di tre mesi, dalle ore 8.30 alle 12.30 e dalle ore 16.30 alle 19.30. Infatti il sindaco e i suoi pretoriani (a partire dal Psi) sarebbero stati disponibili su tutti gli altri punti, ma non sull’ultimo. La qual cosa ha quindi determinato il blocco della discussione. Invece, per trovare l’agognata soluzione sul centro, bisogna che se ne parli. E non basta che ne parlino solo i consiglieri. Bisognerebbe che tutta la città prendesse contezza del problema: ventimila persone ragionano meglio di venti. Per ciò, dobbiamo rilevare che la proposta più sensata era stata quella del presidente Di Toro. Il quale – stralciate le voci di spesa – aveva proposto di accogliere tutti i punti come Consiglio e rimettere la decisione sull’isola pedonale al popolo sovrano. Perché sindaco questa sensata pro-

posta non va bene ? Con il lodo Di Toro, avremmo avuto vari vantaggi: in primis ci sarebbe stata la discussione del Consiglio su un problema serio e reale. Si sarebbe portato all’attenzione di tutta la città la questione che lega assieme traffico, commercio e centro cittadino. E infine si sarebbe dato vita ad un fatto storico e democratico notevole, perché mai San Salvo ha avuto l’onore di pronunciarsi su un quesito referendario comunale, che sarebbe stato la vera occasione per far diventare di tutti un problema su cui insistono solo pochi operatori, ma che – ripetiamo – c’è ed è reale. Per la cronaca: Maria Pia Di Carlo è uscita dal Pd e si è iscritta al gruppo misto, in Consiglio mancavano Nicola Rossi e Matteo Bernava, sono stati approvati tutti i punti di perequazione urbanistica ed all’unanimità il piano d’azione per l’energia sostenibile, è stata ritirata ancora una volta dall’ordine del giorno la cosiddetta lottizzazione Notaro, che quindi ha ora il diritto “costituzionale” di chiedere la nomina di un commissario ad acta…anche perché nessuno si decide a dirci quali problemi ci sono su questo punto…visto che in questo caso il burocrate inca-

ricato ha espresso parere favorevole. Ma, si sa, che da noi non tutti i burocrati sono uguali. Infatti con un altro c’è stato un “rapporto epistolare”, ma la legittimità del suo procedimento amministrativo è stata ora attestata dal Consiglio di Stato… O.d.S.

Se il vento la vela

Sta la vela adagiata sull’onda,

ascolta a lungo il gabbiano che stride, sogna il vento che la gonfi d’un tratto, spera ancora che la porti con sé. Andranno assieme felici lontano. Giuseppe F. Pollutri, aprile ‘11


SPORT quotidiano l’informazione free press

sabato 23 aprile 2011

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San Francesco Nuoto. Buono il risultato delle atlete vastesi nel sincronizzato a Roma A Roma, presso il Centro Federale di Pietralata, dove si è svolto il Campionato Nazionale Primaverile ragazze di nuoto sincronizzato, la San Francesco Vasto, al termine delle due giornate di gare, ha staccato il biglietto per i prossimi Campionati Italiani estivi che si terranno a Busto Arsizio nel mese di luglio. Questo grazie ai punteggi ottenuti agli ‘obbligatori’

dalle brave atlete vastesi Leila D’Annunzio, Daniela D’Aurizio, Valentina Giuseppetti e Maria Chiara Silla per la categoria Ragazze, Sara Carpineta, Marina D’Ottavio e Roberta Giuseppetti per la categoria Esordienti A. Ha espresso la propria soddisfazione il presidente Luigi Di Fabio, pur non raggiungendo la qualificazione, anche per le altre

ragazze del team biancorosso in gara a Roma: Giada Del Casale, Martina Di Cristofaro, Jessica Marcucci e Stefania Santilli (categoria Ragazze), Charlotte Marciano e Francesca Smargiassi (categoria Esordienti A). Di Fabio ha colto l’occasione di ringraziare, per il lavoro che sta portando avanti, anche l’allenatrice Giusy Tornesi.

Biofox Vasto - L’amarezza dell’addetto stampa Tommasoni

Brutta sorpresa nell’uovo di Pasqua per i vastesi Prima gara al play out sabato 30 aprile “Qualcuno doveva pure arrivare penultimo, ma questo la BioFox voleva tenerlo fuori dal conto per mille e un motivo visti durante questa nuova esperienza, in un campionato nazionale, dopo una lunghissima assenza - a parlare è Francesco Tomassoni, addetto stampa della società, che non nasconde la propria amarezza per come sono andate le cose -. Sicuramente le potenzialità di arrivare a ben altro risultato c’erano tutte

perché il roster a disposizione di coach Della Godenza, almeno sulla carta, valeva senz’altro ben altra posizione. Dopo un turno di andata quasi sufficiente, con 5 gare vinte (compresa quella con il Mola di Bari, oggi secondo) e 8 perse (di cui 2 soltanto con svantaggi oltre la doppia cifra, quella con il Sulmona per un solo punto, JuveTrani e Monteroni per 4, Trinitapoli 5, Città di Airola 6 e Termoli di 7), si potevano creare altre premesse

per la seconda metà del campionato. Purtroppo, le tre pesantissime sconfitte, dopo la vittoria con il Trinitapoli al PalaBCC, con il -8 a Giulianova, il -26 a Mola di Bari e il -12 in casa con lo JuveTrani, hanno fatto sì che la squadra non riuscisse a partire con il piede giusto, anzi sarebbe poi caduta nuovamente in casa con il Monteroni (-20), poi a Termoli (-30, massimo stagionale) e a Lucera (-22), con prestazioni che in più di un’occa-

sione hanno fatto temere il peggio, ma l’Associazione del presidente Spadaccini, l’allenatore e gli atleti hanno retto il colpo e sfiorata la salvezza diretta con la buona prestazione a Venafro (finita sul -6), per chiudere la stagione regolare con la beffa del canestro a 3 secondi dalla fine a risultato che sembrava già acquisito; purtroppo, sembrava solo, perché, aperto l’uovo di Pasqua, ne è uscita una bruttissima sorpresa dalle mani di Fucek, con Crescenzi che rifiniva il -2 finale (69-71), spalancando le porte dei play-out da giocare con la Polisportiva Sulmona, ultima della classe, con soli 6 punti, di cui 2 arrivati proprio sconfiggendo la BioFox. C’è da ricominciare praticamente da zero - incalza Tomassoni -, con il ‘tutto da rifare’ tanto caro a Gino Bartali: gara 1 al PalaBCC sabato 30 aprile con inizio alle ore 21, domenica 8 maggio alle ore 18 si gioca a Sulmona gara 2 e, ammesso e non concesso che ci voglia la bella, gara 3 sarà nuovamente a Vasto sabato 14,

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alle ore 21. Prima degli auguri di una Buona Pasqua, a tutti una certezza sicura di questo campionato è rappresentata dal grande pubblico sempre presente sugli spalti del PalaBCC, con grande correttezza e sportività che da tante altre parti andrebbe presa ad esempio e, se la squadra alla fine della 1^ fase si è classificata al penultimo posto, la sua tifoseria e il suo spettacolo di mini atleti durante le pause delle partite meritano un premio, quello della permanenza nella categoria, rimandando all’anno prossimo un altro campionato nazionale sicuramente di gran lunga superiore a quello che si appresta ad andare in archivio. Per chiudere, senza divagare oltre, il presidente, la dirigenza, i tecnici e gli atleti augurano agli sportivi, ai tantissimi piccoli atleti e alle famiglie, una felicissima Pasqua, ricordando sin d’ora l’appuntamento per sabato 30 aprile al PlaBCC, ore 21, per gara 1 play-out: BioFox Vasto Basket vs Fasoli&Massa Sulmona”.


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Qui 23 aprile 2011  

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