__MAIN_TEXT__

Page 1

Installatore ’ PROFESSIONALE T U T T E

L E

N O V I TÀ

S U

C O M E

M I G L I O R A R E

L A

P R O F E S S I O N E

NUMERO 1 MARZO/APRILE 2020

NUOVI SCENARI

FORMAZIONE CONTINUA, SÌ O NO?

SICUREZZA

IL BAGNO PER LA SANITÀ

FISCO

EMERGENZA COVID-19

LA GUIDA PER LAVORARE IN SICUREZZA a cura di CNA Installazione Impianti

APPLICARE L’IVA AGEVOLATA SENZA ERRORI

COPIA OFFERTA DA

SCHEDE TECNICHE

F-GAS, PROCEDURE E OPPORTUNITÀ IN COLLABORAZIONE CON

*

CON IL PATROCINIO DI: * PATROCINIO RICHIESTO


CERCHI UN SISTEMA PER RISTRUTTURARE IL BAGNO IN UN GIORNO? E’ TECEprofil!

TECEprofil è un sistema completo di costruzione a secco, composto: struttura di sostegno, moduli di installazione sanitari e pannello di rivestimento. Grazie alla semplicità di montaggio del sistema TECEprofil si possono creare rapidamente pareti, anche complesse, in modo stabile e sicuro con solo tre componenti di base e nessun attrezzo particolare! Con TECEprofil, un bagno completo può essere piastrellato dopo un solo giorno di lavoro, poiché senza opere in muratura e intonaci si eliminano i fastidiosi e lunghi tempi di asciugatura.

TECE Italia srl a s.u. | www.tece.it


UNIVILLAGE


Sommario

MAR Z O/APR I LE 2020/ N U M E R O #1

’Installatore PROFESSIONALE PROFES SIONALE T U T T E

L E

N O V I TÀ

S U

C O M E

M I G L I O R A R E

L A

P R O F E S S I O N E

Rubriche

NUMERO 1 MARZO/APRILE 2020

NUOVI SCENARI

FORMAZIONE CONTINUA, SÌ O NO?

EDITORIALE

4 Sapere per saper fare

6 NOTIZIE DI ATTUALITÀ 40 SICUREZZA IN BAGNO 42 NOVITÀ PRODOTTI 52 FISCO E DINTORNI 57 NOTIZIE PER LA PROFESSIONE 60 SCHEDE TECNICHE

di Lorenzo Epis – ETEAM Academy

SICUREZZA

IL BAGNO PER LA SANITÀ

INTERVISTA

FISCO

EMERGENZA COVID-19

LA GUIDA PER LAVORARE IN SICUREZZA a cura di CNA Installazione Impianti

14 Da bruciatoristi a tecnici del freddo?

APPLICARE L’IVA AGEVOLATA SENZA ERRORI

COPIA OFFERTA DA

SCHEDE TECNICHE

F-GAS, PROCEDURE E OPPORTUNITÀ IN COLLABORAZIONE CON

*

CON IL PATROCINIO DI: * PATROCINIO RICHIESTO

La domanda crescente di pompe di calore significa che nel futuro serviranno più tecnici di impianti a gas refrigerante. Ne parliamo con Dario Dalla Costa, Presidente di Confartigianato Impianti PROFESSIONE

INTERVISTA

Il quadro dell’offerta formativa per i professionisti dell’impiantistica è ancora molto frammentato e disomogeneo a livello territoriale, ma la sfida nei prossimi anni si giocherà necessariamente anche sul campo della formazione

Dal risparmio energetico alla gestione degli impianti F-Gas, è necessaria anche una maggiore consapevolezza da parte degli utenti. Ne parliamo con Luca Alberto Piterà, ingegnere e segretario generale di AiCARR

18 Formazione? Sì, ma anche per l’utente finale

16 Formazione continua, sì o no?

2

14

16

20

26

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020


MARZO 2020 NUMERO 1

Periodico mensile edito da Via Spadolini, 7 – 20141, Milano – Italy Tel. +39 02 88184117 | Fax +39 02 70057190 PRESIDENTE

Giorgio Albonetti DIRETTORE RESPONSABILE

Marco Zani

CONSULENTE TECNICO

34

Lorenzo Epis

COMITATO TECNICO

Enrico Celin, Dario Dalla Costa Corrado Novelli, Corrado Oppizzi Guido Pesaro, Luca Alberto Piterà IN COLLABORAZIONE CON

CON IL PATROCINIO DI: *

*in attesa di conferma REDAZIONE

Sebastian Bendinelli installatoreprofessionale@quine.it HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO

Francesco Mazzarella, Patrizia Ricci REALIZZAZIONE GRAFICA

40 SCENARI

20 Nuova direttiva sull’efficienza energetica, cosa cambia per gli installatori La Direttiva UE 2018/844, in fase di recepimento, punta a migliorare la prestazione energetica degli edifici incentivando le ristrutturazioni e aggiornando i requisiti per la manutenzione degli impianti

Fabio Castiglioni

PUBBLICITÀ E SVILUPPO

Milena Acito, Alessandro Martinenghi, Edoardo Rossi, Paolo Simeoni, Filippo Viola dircom@quine.it

NORMATIVA

32 Come si definisce un impianto termico? La risposta non è così semplice di Anna Martino, Comitato Termotecnico Italiano

34 Una perla sul golfo di Genova con impianto ad alta efficienza L’intervento di riqualificazione della centrale termica di una residenza prestigiosa nel borgo di Boccadasse

Per evitare problemi, bisogna prestare particolare attenzione alla corretta regolazione e all’interfacciamento tra i vari sistemi di generazione, distribuzione ed emissione di Patrizia Ricci

DOSSIER TECNICO

EMERGENZA COVID-19

26 Vademecum per le imprese installatrici

A cura di CNA Installazione Impianti

TRAFFICO

Donatella Tardini | d.tardini@lswr.it Tel. 02 88184.292 (Responsabile) Elena Rizzi | e.rizzi@lswr.it Tel. 02 88184.227 RESPONSABILE DELLA PRODUZIONE

Paolo Ficicchia | p.ficicchia@lswr.it

CASE HISTORY

TECNOLOGIE

22 Il corretto approccio alla configurazione dell’impianto ibrido

ABBONAMENTI

Rosaria Maiocchi | abbonamenti@quine.it

38 Come dimensionare correttamente i vasi di espansione? L’installazione di vasi di espansione sottodimensionati e la sporadica manutenzione sono le cause principali di guasti nel funzionamento e danni all’impianto

Direzione, Redazione Quine S.r.l. - Via Spadolini 7, 20141 Milano Tel.: +39 02 864105 Fax: +39 02 72016740 ABBONAMENTI Tel. +39 0249756990 - Fax+39 02 70057190 abbonamenti@lswr.it Costo copia singola: euro 1,30 (presso l’Editore, fiere, manifestazioni) L’IVA è assolta dall’Editore ai sensi dell’Art. 74, 1° comma, Lettera C del DPR 26/10/72 n. 633 e successive modificazioni e integrazioni. Prezzo abbonamento annuo (7 fascicoli) in Italia euro 30,00. I numeri arretrati (seconda disponibilità) possono essere richiesti direttamente all’Editore, al doppio del prezzo di copertina. Non si effettuano spedizioni in contrassegno. L’Editore si riserva la facoltà di modificare il prezzo nel corso della pubblicazione, se costretto da mutate condizioni di mercato. L’IVA sugli abbonamenti, nonché sulla vendita dei fascicoli separati, è assolta dall’Editore ai sensi dell’Art. 74, 1° comma, Lettera C del DPR 26/10/72 n. 633 e successive modificazioni e integrazioni.

STAMPA GRAFICA VENETA SPA © 2020 QUINE S.r.l. via Spadolini, 7 - 20141 Milano

Iscrizione al R.O.C. n. 12191 del 29/10/2005 Tutti gli articoli pubblicati su Industry 4.0 Design magazine sono redatti sotto la responsabilità degli Autori. La pubblicazione o la ristampa degli articoli deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/03, i dati di tutti i lettori saranno trattati sia manualmente sia con strumenti informatici e saranno utilizzati per l’invio di questa e di altre pubblicazioni e di materiale informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno conformi a quanto previsto dall’art. 11 D.Lgs. 196/03. I dati potrebbero essere comunicati a soggetti con i quali Quine S.r.l. intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Quine S.r.l. - via Spadolini, 7 - 20141 Milano Tel +39 02 864105 Fax +39 02 72016740, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui all’art. 7 D.Lgs. 196/03. RESPONSABILE DATI PERSONALI QUINE S.r.l. - via Spadolini, 7 - 20141 Milano Tel. +39 0249756990 - Fax+39 02 70057190 Per i diritti di cui al GDPR è possibile consultare, modificare o cancellare i dati personali ed esercitare tutti i diritti riconosciuti inviando una lettera raccomandata a: QUINE S.r.l. - via Spadolini, 7 - 20141 Milano

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

3


Editoriale

di Lorenzo Epis, ETEAM Academy

SAPERE PER SAPER FARE

Sviluppare competenze per gestire con successo il cambiamento: è questo l’obiettivo di un percorso di formazione a 360°, sempre più necessario anche nel settore dell’impiantistica ITS. Ma la formazione non è tutta uguale a rivoluzione in atto nel nostro settore fa sì che l’oggetto dell ’innovazione siano le menti e non più le braccia, e che l’eccellenza si misuri sul capitale umano. Il nuovo ciclo edilizio concretizzerà investimenti straordinari per riqualificare e manutenere gli impianti tecnici, massimizzare il comfort, ridurre i consumi energetici e tutelare l’ambiente. Le riqualificazioni devono garantire sicurezza, salubrità e risparmio energetico, ed è chiaro che questi scenari richiedono competenze specifiche e una conoscenza completa, dinamica e in continua evoluzione. In questo contesto, le aziende di installazione e manutenzione dovranno avere nuovi profili, coerenti con le tecnologie a disposizione. Gli elementi chiave saranno la professionalità, l’organizzazione e l’efficacia operativa, che dovranno svilupparsi in modo concreto attraverso l’apprendimento di nuove conoscenze, grazie agli strumenti di formazione e informazione presenti sul mercato. È un cambiamento epocale, che coinvolge le caratteristiche degli impianti e i vettori energetici, con integrazioni sempre più marcate delle FER (Fonti Energetiche

L

4

Rinnovabili), in funzione delle leggi e degli obiettivi energetici. Di fronte a questa integrazione impiantistica senza precedenti, per gestire le tecnologie e i sistemi di nuova generazione occorre integrare anche le proprie competenze tecniche e normative, investendo su programmi di formazione e di sviluppo coordinati. Formazione obbligatoria o volontaria? Naturalmente, è necessario distinguere. Purtroppo capita che vengano proposti corsi di formazione o di aggiornamento obbligatori, noiosi e obsoleti nella forma e nei contenuti. In questo caso giustamente numerosi installatori hanno pensato che investire in queste tipologie formative sia stata una perdita di tempo e di denaro. È positivo, quindi, che le principali associazioni di categoria si stiano orientando ad ovviare a queste carenze. La formazione volontaria nasce invece dall’esigenza di crescere in modo consapevole: occorre una formazione a 360° non solo su tecnologie e aspetti normativi, ma

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

Sapere, saper fare, saper essere Sapere: insieme delle conoscenze, nozioni, informazioni etc., sia di tipo generale, sia di tipo specialistico, che si acquisiscono con gli studi e percorsi di formazione professionale e che devono essere aggiornate di continuo. Saper fare: capacità di applicare, di usare, di mettere in pratica il sapere già acquisito attraverso abilità concettuali e/o manuali per lo svolgimento di uno specifico incarico, di uno specifico compito (capacità proprie della persona che possono e devono essere potenziate e migliorate con stage lavorativi, tirocini, collaborazioni, esperienze professionali, svolgimento di incarichi etc.) Saper essere: caratteristiche personali, psicologiche, caratteriali e socio-culturali tali da consentire prestazioni efficaci (capacità di scegliere, di decidere, di assumersi la responsabilità, di agire, di rischiare. Di sapersi organizzare e orientare. Empatia, flessibilità. Rispettare, farsi rispettare, comunicare, collaborare, accettare, rifiutare. Volontà, tenacia, perseveranza, coraggio, fiducia in se stessi. Autonomia. Apertura, estroversione, creatività, dinamicità, iniziativa. Personalità, carattere, immagine, stile etc.)

anche su tematiche gestionali e commerciali, vero tallone d’Achille degli installatori, che sono rappresentati perlopiù da microimprese e che soffrono di questa accelerazione. La formazione professionale continua si inserisce nel concetto del cosiddetto life long learning, un termine inglese che possiamo tradurre con formazione lungo tutto il corso della vita, perché nella società della conoscenza l’apprendimento deve ormai svilupparsi come una componente permanente della propria attività di lavoro e del proprio sviluppo personale. Formazione come stile di crescita e sviluppo, come educazione al lavoro, come valore: un valore di cui poter misurare gli effetti e i benefici, anche attraverso il riconoscimento di certificazioni personali, che in un breve futuro rappresenteranno lo status essenziale per operare sugli impianti a tutti i livelli, dalla progettazione all’installazione, dalla riqualifica-


Formazione a distanza per installatori e manutentori La formazione a distanza (FAD) è un insieme di attività didattiche svolte all’interno di progetti educativi di vario genere che prevede la non compresenza di docenti e discenti nello stesso luogo. Anche nel nostro settore si possono trovare progetti di FAD, già largamente utilizzati in altri comparti. È chiaro però che questa modalità dev’essere valutata e percorsa con la consapevolezza di voler apprendere nozioni e conoscenze, come scelta personale o di impresa, e non perché obbligati. La formazione a distanza di ultima generazione supera i limiti posti dall’assenza di un luogo fisico come l’aula tradizionale, con le difficoltà oggettive di trasferimento, impegni programmati e relativi costi, che sono ridotti complessivamente dall’intervento didattico online. In più, razionalizza l’intervento del docente con la possibilità di distribuire

zione alla manutenzione, fino allo smantellamento e smaltimento. Per l’installatore è indispensabile creare un proprio progetto formativo, che parta dal livello personale della propria conoscenza, contemplando la crescita professionale dei propri collaboratori come elemento di sviluppo e tutela della propria azienda. Attualmente la formazione, in linea di massima, viene proposta dalle associazioni di categoria, dai produttori e dai distributori specializzati, ma spesso per l’installatore è difficile discernere tra i contenuti proposti, con il rischio di non coglierne i benefici. Programmare la propria formazione quindi vuol dire scegliere i giusti partner con obiettivi precisi e misurabili, tenendo presente che, oltre alla formazione presen-

online varie tipologie di documenti e materiali audiovisivi e di supporto anche interattivi, e permette una formazione didattica on demand che semplifica la partecipazione ai corsi da parte degli installatori o dei manutentori, che spesso hanno difficoltà organizzative nel dedicare intere giornate a corsi di formazione tradizionali che, indipendentemente dal materiale didattico ricevuto, terminano con il termine fisico della giornata formativa. Con la FAD si aprono nuovi confini che svincolano i limiti del tempo, dello spazio e dei luoghi di fruizione dell’apprendimento. Tuttavia, in alcuni casi la formazione a distanza rende più difficile l’interazione empatica docente-discente tipica della formazione in presenza, e può costituire una barriera per i discenti poco avvezzi all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

ziale, si può usufruire della formazione a distanza, elemento dinamico, semplice, intuitivo e che permette costanti verifiche di apprendimento.

non si ha il tempo di “guardare oltre”, valutando l’evoluzione della propria azienda, significa solo limitare le proprie capacità. Bisogna investire nel medio periodo, che significa ricavarsi del tempo per pensare in modo proattivo e potenziare le proprie competenze. Significa avviare percorsi di approfondimento culturale e professionale in azienda che valorizzino davvero l’apporto del capitale umano, e la crescita di valori da contrapporre alle nuove forme di concorrenza che rischiano di annichilire lo sviluppo delle imprese installatrici. Significa considerare il tempo della crescita personale e dell’apprendimento come parte integrante e fondamentale del lavoro, e non come qualcosa di diverso. 

“Non ho tempo per avere tempo” Siamo presi dal “fare” e siamo portati a dedicare meno tempo al “pensare”, con il rischio che non si pensa più davvero a quello che si fa: si fa e basta. Spesso prevale la convinzione che lavorare significa produrre, e ci si concentra molto su questo obiettivo. L’installatore, nello svolgimento della propria attività, è condizionato da numerose complessità, che se non affrontate con metodo rischiano di comprometterne seriamente il lavoro. Prendere decisioni “a breve” perché

La formazione integrata supportata Per un apprendimento strutturale e innovativo, che possa abbracciare tutte le reali esigenze legate alla crescita professionale all’aggiornamento continuo, l’elemento vincente è approcciare progetti di formazione integrata supportata (F.I.S.), profilati sulle esigenze degli installatori e dei manutentori nell’era 4.0. La F.I.S. comprende un metodo che integra diverse modalità di formazione e supporto, comprendendo: • Formazione presenziale • Formazione a distanza

• Seminari presenziali • Seminari online • Manuali didattici illustrati • Accesso a banche dati • Consulenza on demand L’insieme di questi elementi garantisce un apprendimento integrato. È una forma potente di formazione e supporto che permette di ottenere i risultati migliori: in modo semplice i livelli di conoscenza e competenza vengono stimolati e rinforzati, con supporti on demand puntuali ed esaustivi.

La video formazione dinamica e stimolante è integrata con specifiche guide cartacee, in modo da rinforzare i temi e permettere un più agevole apprendimento. Inoltre speciali focus aiutano a potenziare l’attività pratica, dalla valutazione della miglior soluzione tecnico-normativa alla compilazione della modulistica tecnica, fino alla valutazione degli incentivi previsti nel panorama italiano, attraverso la soluzione di casi studio simulati che permettono in continuo di verificare la propria crescita professionale, l’aggiornamento e la soluzione di casi pratici.

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

5


News

a cura della redazione

MCE: L’EDIZIONE DI SETTEMBRE SARÀ UN’OCCASIONE PER RILANCIARE IL SETTORE “Fare squadra è l’unica strategia per rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali sulla nostra industria” Riposizionate nel nuovo calendario di Fiera Milano dall’8 all’11 settembre 2020 a causa dell’emergenza dovuta all’epidemia di Covid-19, MCE – Mostra Convegno Expocomfort e BIE – Biomass Innovation Expo raccolgono il sostegno di tutta la filiera associativa, con l’obiettivo di organizzare una nuova edizione che possa contribuire in maniera significativa al sostegno del comparto e alla crescita economica del sistema Paese. MCE rappresenta un comparto economico – quello dell’impiantistica per l’edilizia – che vale 128 miliardi di euro e coinvolge circa 182mila imprese e 760mila addetti, in prima linea ad affrontare le nuove sfide in tema di efficienza energetica e sostenibilità degli ambienti costruiti. “In questo frangente mondiale dai difficili risvolti economici, la piena coesione con le nostre Associazioni di riferimento – ha spiegato Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitions Italia, organizzatore di MCE e BIE – è una dimostrazione di come fare squadra sia l’unica strategia per rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali sulla nostra industria. Fiere come MCE e BIE, con più di 2.000 espositori, oltre 160.000 visitatori da tutto il mondo, in questo momento possono rappresentare una piattaforma importante per contribuire a sostenere non solo tutto il nostro comparto e l’indotto collegato, ma anche a valorizzare il sistema economico del nostro Paese.” Secondo Enrico Celin, Presidente ANGAISA, “L’emergenza sanitaria di questi giorni rappresenta un banco di prova impegnativo per tutti: famiglie, imprese e per l’intero Paese. Anche nel settore idrotermosanitario oggi più che mai è e sarà fondamentale consolidare ulteriormente le sinergie tra i diversi attori della filiera. Dobbiamo comunque guardare al futuro con spirito costruttivo, nella consapevolezza che, per superare questa nuova emergenza, ognuno di noi è chiamato a interpretare responsabilmente il proprio ruolo, a partire da chi ci governa. Sono certo che la prossima edizione di Mostra Convegno Expocomfort potrà rappresentare per tutti gli operatori del settore, non soltanto una prestigiosa vetrina internazionale dedicata al mondo del comfort abitativo, ma una nuova testimonianza della volontà di rilanciare il comparto all’insegna dell’innovazione e della cultura d’impresa.”

Estesa fino al 15 giugno la validità delle certificazioni F-Gas In seguito alla situazione di emergenza sanitaria, il Ministero dell’Ambiente ha accolto la richiesta di CNA Installazione Impianti e ha esteso la validità delle certificazioni in scadenza Il Ministero dell’Ambiente, come richiesto da CNA Installazione Impianti, ha esteso al 15 giugno la validità delle certificazioni F-Gas di imprese e persone fisiche in scadenza nel periodo tra il 15 gennaio ed il 15 aprile, così come previsto dall’art. 103, comma 2 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (cosiddetto “Cura Italia”). Nella nota del Ministero si specifica che “al fine di rendere valida l’estensione delle certificazioni, gli Organismi di certificazione accreditati e designati provvederanno […] a prorogare fino al 15 giugno 2020 le date dei certificati da loro rilasciati”. La nota prosegue ricordando che ACCREDIA, in quanto Ente Nazionale di Accreditamento, si adopererà a monitorare l’attività degli Organismi di certificazione nell’estensione della validità dei certificati. “L’accoglimento della richiesta che avevamo avanzato lo scorso 10 marzo – ha affermato Carmine Battipaglia, Presidente CNA Installazione Impianti – è la dimostrazione della capacità della nostra Confederazione di essere vicina alle necessità delle imprese e di riuscire a soddisfarne le esigenze anche in un momento di grande difficoltà come quello che stiamo tutti vivendo. Insieme al Dipartimento Politiche Ambientali della CNA proseguiremo nel confronto quotidiano con ACCREDIA e con le Associazioni degli organismi accreditati al fine di gestire tutti gli aspetti relativi all’operatività delle disposizioni del Ministero dell’Ambiente.” 6

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020


asterisko.org

La tua casa “comfort zone” ... sempre. INSTALLAZIONE PRATICA E VELOCE

Ristrutturazione Edilizia e Riqualificazione energetica

Innovativo sistema integrato ad incasso in pompa di calore elettrica aria–acqua che ottimizza il risparmio energetico. Bollitore ad altissima efficienza con sistema di scambio termico a piastre brevettato, privo di sistemi di circolazione forzata. Senza resistenze elettriche. No gas metano.

CARATTERISTICHE • Impostazione di potenza per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria grazie ad una elettronica dedicata • Facilità di installazione • Trattamento acqua a richiesta integrabile nell’unità • Stacco acqua non addolcita con contatore divisionale (opzionale) • By pass con impostazione micrometrica di portata • Puffer inerziale impianto riscaldamento/raffrescamento (20 litri) • Affidabilità Enolgas

Ispirati dal passato, proiettati nel futuro.

ENOLGAS BONOMI S.p.A. 25062 Concesio (Bs) - Italy - Via Bachelet, 71 Ph. +39 030 2184311 - Fax +39 030 2184333

enolgas@enolgas.it www.enolgas.it

PAD. 15 - STAND K38


News MISURE FISCALI DEL DL CURA ITALIA: IL VADEMECUM DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

In un documento disponibile online, l’Agenzia delle Entrate illustra le misure fiscali contenute nel Decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020

Covid-19 e impianti di ventilazione e condizionamento dell’aria AiCARR ha pubblicato un protocollo per la corretta gestione degli impianti esistenti, al fine di ridurre il rischio di diffusione del SARS-CoV-2 Dopo il documento dedicato alla diffusione del SARS-CoV-2 (il cosiddetto “nuovo coronavirus”) nei luoghi di lavoro, pubblicato lo scorso 13 marzo, AiCARR ha ritenuto necessario produrre un secondo documento. Si tratta di un Protocollo volutamente sintetico ma completo di tutti i suggerimenti necessari per una gestione corretta degli impianti di climatizzazione e ventilazione esistenti, al fine di ridurre il rischio di diffusione del virus. Il documento, disponibile anche sul sito dell’Associazione, si rivolge ai tecnici del settore per dare indicazioni su come operare sugli impianti esistenti, fatta esclusione degli impianti speciali, quali ad esempio quelli a servizio degli ambienti ospedalieri e sanitari, le camere bianche e i laboratori. Partendo dal principio, ampiamente condiviso da parte degli organi preposti alla vigilanza sulla salute delle persone, che la migliore azione per limitare un eventuale rischio di infezione da Covid-19 per via aerea è quello di ventilare il più possibile gli ambienti interni con aria esterna, e dal fatto che gli impianti di ventilazione meccanica e gli impianti di climatizzazione ambientale possono assolvere tale funzione in modo più efficace della semplice apertura delle finestre (anche perché migliorano la qualità dell’aria esterna con la filtrazione), AiCARR suggerisce, in funzione della tipologia di impianto esistente, alcune operazioni di gestione che consentano di massimizzare l’introduzione di aria esterna negli ambienti: 1) aumento della portata d’aria; 2) forzatura serrande in sola aria esterna; 3) disattivazione o by-pass del recuperatore di calore; 4) mantenimento del setpoint umidità relativa al di sopra del 40%; 5) funzionamento in continuo dell’immissione di aria esterna.

8

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

L’articolo 61 del Decreto “Cura Italia” prevede la sospensione dei versamenti per le imprese maggiormente colpite, dalla data di entrata in vigore del Decreto fino al 20 aprile, inclusi i versamenti Iva in scadenza a marzo 2020. Per tutti i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nell’anno di imposta precedente è prevista invece la sospensione dell’Iva per i versamenti in scadenza tra l’8 marzo e il 31 marzo 2020, a prescindere dal volume d’affari per i soggetti con domicilio o sede nelle province di Bergamo, Cremona, Lodi e Piacenza. Tra le altre misure previste dal decreto: sospensione dei termini degli adempimenti tributari; non effettuazione di ritenute su redditi di lavoro autonomo e altri redditi e su provvigioni; sospensione dei termini relativi all’attività degli uffici degli enti impositori; credito d’imposta per spese di sanificazione; credito d’imposta per botteghe e negozi; detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali a sostegno delle misure a contrasto dell’emergenza Covid19. Per un prospetto completo, si rimanda al vademecum pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.


i-32V5

Le nuove pompe di calore inverter con gas ecologico R32

• Nuova gamma di unità monoblocco • Impiego del nuovo gas refrigerante R32 a basso GWP • 8 diverse potenze disponibili permettono di disporre sempre della taglia più corretta per ogni specifica applicazione • Possibilità di collegamento in cascata fino ad un massimo di 7 unità anche di taglie diverse • Ampia gamma di interfacce per qualsiasi standard di BMS • Possibilità di monitoraggio da remoto tramite MAXA DAS • Acqua calda fino a 60°C • Funzionamento invernale garantito fino a -20°C • Funzione per produzione ACS tramite accumulo fino a +40°C esterni

Via S. Giuseppe Lavoratore 24, Arcole, Verona Tel. 045.7636585 - info@advantixspa.it www.maxa.it


News ANGAISA chiede misure più incisive a supporto delle imprese Con una lettera inviata al Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, il Presidente dell’Associazione Enrico Celin ha definito insufficienti le misure contenute nel DL Cura Italia Il Presidente di ANGAISA Enrico Celin ha scritto una lettera a Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio, a nome dell’intera categoria rappresentata dall’Associazione – 250 aziende distributrici del settore idrotermosanitario, per un totale di circa 900 punti vendita che operano sul territorio nazionale e danno lavoro a oltre 11.000 addetti. Nonostante si tratti di attività classificate fra quelle legate alla vendita di “generi di prima necessità”, il settore sta subendo gravi ripercussioni a causa dell’emergenza sanitaria: molte aziende hanno deciso di chiudere temporaneamente l’attività o di ridurla in maniera significativa, a fronte di un calo generalizzato dei ricavi che può essere stimato fra il 60% e l’80%. “Abbiamo preso atto delle più recenti misure straordinarie del Governo, contenute nel decreto Cura Italia, ma questo può essere solo un punto di partenza… Servono aiuti e risorse straordinarie. A questo proposito, ritengo che il sostegno alla liquidità delle imprese rappresenti una delle condizioni imprescindibili per cercare di tenere acceso il

“motore” di tantissime piccole, medie e grandi imprese”. Riprendendo una proposta lanciata da Franco Cambielli, titolare della Cambielli Edilfriuli Spa, secondo Celin sarebbe opportuno che “lo Stato desse al sistema bancario la possibilità di incrementare in maniera automatica del 10-15% gli affidamenti in essere, tramite la garanzia pubblica. Ciò consentirebbe alle aziende di onorare le scadenze e aspettare la ripartenza dell’attività”. “Gli strumenti legati all’utilizzo degli ammortizzatori sociali, pur importanti, non possono garantire la sopravvivenza delle aziende e la salvaguardia di tantissimi posti di lavoro, e anche la nostra filiera non può permettersi uno stop prolungato. Chi ci governa non deve lasciare nulla di intentato per dare alle aziende un supporto concreto ed efficace: le banche italiane devono essere messe da subito in condizione di operare con modalità di ‘vera emergenza’, onde evitare un corto circuito finanziario, che rischierebbe di essere irreversibile”.

FONTI RINNOVABILI IN ITALIA ED EUROPA: ONLINE IL CENSIMENTO DEL GSE Il Gestore dei servizi energetici fa il punto sulla diffusione delle fonti rinnovabili di energia (FER) a livello nazionale e mette a confronto i risultati raggiunti dall’Italia con quelli degli altri Paesi UE, anche alla luce dei target da raggiungere al 2020 È online il documento Fonti rinnovabili in Italia e in Europa, nel quale il GSE fa il punto sulla diffusione delle fonti rinnovabili di energia (FER) a livello nazionale e mette a confronto i risultati raggiunti dall’Italia con quelli degli altri Paesi UE, anche alla luce dei target da raggiungere al 2020. Il documento, sviluppato a partire dai più recenti dati pubblicati da Eurostat, presenta analisi di settore, confronti territoriali e approfondimenti sulle diverse fonti energetiche. Nel 2018 le FER in Italia hanno trovato ampia diffusione in tutti i settori di impiego: termico (10,7 Mtep, pari al 19% del totale settoriale), elettrico 10

(9,7 Mtep, 34% del totale settoriale) e trasporti (1,25 Mtep di biocarburanti). In particolare, nel settore elettrico la fonte che nel 2018 ha fornito il contributo principale alla produzione di energia da FER è quella idraulica (42% della produzione

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

complessiva, considerando il dato normalizzato); seguono solare fotovoltaica (20%), bioenergie (17%), eolica (16%) e geotermia (5%). Nel settore termico, invece, le fonti principali sono la biomassa solida (circa 7 Mtep, senza considerare la frazione biodegradabile dei rifiuti), utilizzata soprattutto nel settore domestico in forma di legna da ardere o pellet, e le pompe di calore (2,6 Mtep). Nel settore trasporti il contributo principale è fornito dai biocarburanti. Con circa 9,7 Mtep, l’Italia occupa nel 2018 il secondo posto in Europa per energia elettrica prodotta da FER, mentre con 21,6 Mtep occupa il terzo posto per consumi complessivi di energia rinnovabile.


ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2018/2001/UE SULLE RINNOVABILI

Tra i criteri della delega all’esame del Senato: prevedere misure per favorire la progressiva installazione di impianti FER negli edifici esistenti È all’esame della Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato il disegno di legge recante “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – legge di delegazione europea 2019” (DDL 1721/S Relatore il Sen. Gianni Pittella del Gruppo parlamentare PD). Il provvedimento contiene, in particolare, disposizioni di delega al Governo per l’adozione, secondo i principi e criteri direttivi di cui alla L. 234/2012 sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa europea, di appositi decreti legislativi per il recepimento delle direttive (elencate nell’allegato A al testo) e l’attuazione degli altri atti dell’Unione europea. Tra gli altri, sono dettati criteri di delega specifici per l’attuazione della Direttiva (UE) 2018/2001, dell’11 dicembre 2018, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili (rifusione) (termine di recepimento: 30 giugno 2021). Nell’esercizio della delega vengono previsti i seguenti criteri direttivi: – individuare procedure abilitative semplificate, proporzionate alla tipologia di interventi e alla loro localizzazione, per l’installazione degli impianti, razionalizzando altresì i termini dei procedimenti autorizzativi e per l’assegnazione di incentivi; – prevedere misure volte a favorire e promuovere la progressiva installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici esistenti, anche mediante riordino delle misure vigenti; – prevedere misure per agevolare il massimo utilizzo dell’energia producibile da fonti rinnovabili, anche favorendo la diffusione e l’uso di sistemi di accumulo dell’energia, compresi i veicoli elettrici, e le connesse esigenze di ricerca e sviluppo; – aggiornare e potenziare i meccanismi di sostegno alle fonti rinnovabili, ivi inclusi gli interventi a favore dello sviluppo tecnologico e industriale, di cui al DLgs 28/2011, in coerenza con le diverse esigenze di tutela ambientale.

BAR. ABITAZIONI. CENTRI BENESSERE. R.S.A. OSPEDALI. SCUOLE. AEROPORTI. ALBERGHI. AUTOSTAZIONI. CENTRI COMMERCIALI. STAZIONI FERROVIARIE. RISTORANTI.

AL FIANCO DI CHI LAVORA NEGLI AMBIENTI BAGNO www.pontegiulio.it Seguici


Dal Mercato

a cura della redazione

TOSHIBA ITALIA MULTICLIMA, DANIELE SPIZZOTIN NUOVO GENERAL MANAGER Toshiba Italia Multiclima affida a Daniele Spizzotin l’incarico di General Manager Toshiba, dopo oltre cinque anni alla direzione delle vendite. L’obiettivo dell’azienda, con la nuova nomina, è quello di sviluppare e implementare l’attività nel mercato italiano attraverso una nuova strategia che, pur tenendo conto dell’attuale positiva esperienza, guarda al futuro con un’innovativa visione strategica del business e del brand, facendo leva sulla tecnologia dei prodotti e una maggiore focalizzazione di partnership privilegiate con i clienti. Il nuovo stabilimento inaugurato a Gniezno, nella Polonia centro-occidentale, amplierà ulteriormente la struttura ingegneristica e produttiva globale dedicata alla produzione di prodotti per il riscaldamento, la ventilazione e il condizionamento dell’aria (HVAC) e consentirà di soddisfare le particolari esigenze del mercato europeo. Nello svolgimento delle sue attività Daniele Spizzotin riporterà direttamente a Yann Talhouet, COO & Executive Vice President Beijer Ref Toshiba HVAC.

Cordivari vince l’iF Design Award 2020 nella categoria Bagno Il radiatore Window di Cordivari (design Beatrice De Sanctis) si è aggiudicato l’iF Design Award 2020, nella categoria “BATH”. L’azienda era già stata premiata nel 2014 con il con il radiatore Giuly (design Mariano Moroni) e nel 2017 con lo scaldasalviette Andrea. Nato da un progetto in collaborazione con l’Università Europea del Design di Pescara, Window è stato apprezzato dalla giuria per fruibilità e versatilità, oltre che per aver colto la possibilità di realizzare un prodotto capace di valorizzare e innovare una gamma di radiatori a piastra attraverso un progetto dalla concreta producibilità. Window si caratterizza per la doppia funzionalità: da semplice e compatta piastra radiante può trasformarsi in un comodo porta asciugamani grazie alla cornice a scomparsa. Il concept iniziale proposto dalla giovane designer Beatrice De Sanctis è stato successivamente condiviso con il dipartimento Ricerca & Sviluppo Cordivari per migliorarne le performance termiche senza scostarsi del disegno primario. Realizzato in acciaio colorato, Window offre un’ampia possibilità di customizzazione e adattabilità agli ambienti bathroom. 12

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

Ponte Giulio si rifà il look L’immagine aziendale di Ponte Giulio cambia, partendo dal restyling del logo, proseguendo con il nuovo look dei cataloghi, fino al moderno layout grafico del sito internet. Enrico Carloni, Amministratore delegato, commenta: “Il cambio del logo è un po’ come il cambio d’abito: lo si fa per adattarsi a una nuova realtà, per veicolare un nuovo messaggio. Un messaggio che parla non tanto di cambiamento quanto di comprensione del mondo circostante, a cui necessariamente consegue la necessità di evolversi, di ampliare il brand in diversi mercati e in diversi Paesi. Tutti elementi che derivano dal piano strategico elaborato da Ponte Giulio per i prossimi cinque anni, e dalla volontà di renderlo sostenibile”. Il catalogo e il listino 20 delineano un percorso fatti di emozioni, ispirazioni e colori che spaziano nel mondo della sicurezza in bagno attraverso i contenitori Life Caring Design, Safety Design, fino ad arrivare all’area dedicata ai più piccoli Kids Design. Un mondo di proposte e soluzioni belle e sicure per ambienti bagno esclusivi, inclusivi, privati, pubblici e collettivi. Exclusive Design è invece un documento dedicato alla pietra acrilica in tutte le sue espressioni. Consolle, lavabo, piatti doccia e complementi di arredo standard e personalizzabili che rappresentano, in sintesi, il programma di Ponte Giulio ricco di soluzioni progettuali creative, pratiche e funzionali.


Arredobagno

I N FOR MAZ ION E DALLE AZ I E N DE

BETTE PRESENTA IL LAVABO ARTISTICO DISEGNATO DA TESSERAUX + PARTNER

Il designer Dominik Tesseraux e Sven Rensinghoff di Bette ricevono il premio dal Design Council

BetteCraft, con 4 effetti satinati e brillanti, può essere posizionato sopra una mensola o installato sotto piano

l lavabo BetteCraft coniuga al meglio l’estetica scultorea delle sue forme rotonde e convesse, tipiche dell’arte, con la perfezione dell’accurato processo di lavorazione che prevede la modellazione manuale di ogni singolo lavabo. Il team di designer Tesseraux + Partner ha saputo trasformare un materiale tenace e resistente come l’acciaio al titanio vetrificato in un oggetto iconico dalle forme arrotondate che si “inchinano” verso la parte superiore e inferiore e che ricordano le lavorazioni manuali degli antichi Mastri vasai. Disponibile in due misure (∅ 350 mm. o ∅ 450 mm.), BetteCraft può essere posizionato sopra una mensola o installato sotto piano ed è disponibile nei nuovi effetti di colore: lo scintillante Midnight, il vellutato Blue Satin, il luminoso Daylight o il cangiante Forest. Anche la piletta di scarico può essere fornita (su richiesta) nello stesso colore del lavabo per un perfetto risultato estetico. Garantito 30 anni, l’acciaio al titanio vetrificato utilizzato per la produzione del lavabo BetteCraft è robusto, durevole, gradevole al tatto, facile da pulire e mantiene la temperatura dell’acqua. BetteCraft si è recentemente aggiudicato tre prestigiosi premi internazionali di design: il Design Plus Award 2019 e il Red Dot Award 2019 e Iconic Award 2020.

I

Bette GmbH & Co. KG Heinrich-Bette-Strasse 1 D-33129 Delbrück Tel. +49 5250511-130

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

13


INSTALLATORE PROFESSIONALE

Intervista

Dario Dalla Costa, Presidente di Confartigianato Impianti

a cura della redazione

DA BRUCIATORISTI A TECNICI DEL FREDDO?

Cresce la domanda di installazioni di pompe di calore, con o senza caldaia. Di conseguenza, nel futuro serviranno molti più tecnici di impianti a gas refrigerante. Ne parliamo con Dario Dalla Costa, Presidente di Confartigianato Impianti

C

ome sta andando il mercato in questo inizio di 2020?

Non benissimo. Stiamo andando avanti con le commesse accumulate nel 2019, addirittura quelle del primo semestre. Il 2020 è iniziato un po’ sottotono, ed è anche l’impressione che si ricava parlando con le aziende e i professionisti. Non è un problema di liquidità: i soldi ci sono, ma rimangono all’interno delle casse, soprattutto per una questione di instabilità politica. C’è poca fiducia. Ora non ho difficoltà a trovare prestatori d’opera, l’anno scorso era molto più difficile. Questo sicuramente è un segnale, anche se bisogna dire che nel settore privato qualcosa si sta muovendo.

Quali sono i trend verso cui si orienterà la domanda nei prossimi mesi? Il cambiamento più significativo riguarda la tecnologia: 14

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

il mercato si sta spostando verso un uso sempre più prevalente della pompa di calore. Sia “in purezza” sia in configurazione “ibrida”, cioè pompa di calore e caldaia. Si tratta di macchine in classe A++, quindi con consumi molto bassi, e questo ci fa pensare che in un futuro non troppo lontano avremo sempre più bisogno di tecnici degli impianti di gas refrigerante. Di conseguenza, i bruciatoristi e in generale i manutentori di macchine che producono calore , utilizzando il gas combustibile come fonte di energia, si troveranno a far fronte a una diminuzione nell’installazione e nell’utilizzo di queste macchine. Alcuni più lungimiranti di altri capiranno che dovranno specializzarsi anche nel settore freddo. Avremo sempre più bisogno di tecnici frigoristi, di esperti di gas frigorigeni e di circuiti, in grado di far manutenzione e lavori su queste macchine. Attualmente sul mercato di queste figure ce ne sono poche.


È immaginabile una conversione? Chi ha fatto per tanti anni il bruciatorista può, con un’adeguata formazione, riuscire a riconvertirsi in tale ambito? Direi proprio di sì. Sicuramente le menti più giovani non avranno problemi a diventare dei bravi tecnici del freddo. Non basta però semplicemente il patentino per gli F-Gas, che autorizza a lavorare con i gas refrigeranti: la formazione tecnica sui circuiti frigoriferi è ben diversa, ci vogliono prove, formazione specifica e anche una certa esperienza a fianco di chi sa già lavorare con queste macchine.

Il fatto che il mercato si stia spostando verso le pompe di calore è dovuto a una scelta dettata dal progettista, dal cliente finale, o dall’installatore? Oppure è da ricondurre a una ragione principalmente normativa, per via della quota minima di rinnovabili che deve essere soddisfatta?

Il mercato delle pompe di calore in numeri

L’edizione 2019 dello European Heat Pump Market and Statistics Report, la pubblicazione annuale della European Heat Pump Association, ha fotografato per il quarto anno consecutivo una crescita a due cifre della vendita di pompe di calore in Europa: +12,5% nel 2018, per un totale di 1,26 milioni di unità vendute. Ipotizzando una vita utile di circa 20 anni, lo stock attuale di pompe di calore installate ammonta a circa 11,8 milioni di unità: una quota di mercato ancora relativamente ridotta, circa il 5% sul totale di edifici residenziali in europa (stimati in 244 milioni), ma destinata a una rapida crescita. I mercati più promettenti? Francia, Italia e Spagna, responsabili di oltre la metà delle vendite annuali di pompe di calore in Europa. devono essere puliti), e un controllo annuale del fluido che trasmette il calore dal tetto al serbatoio – per non diventare corrosivo, il suo pH deve rimanere all’interno di un range specifico. Al di là di questo il solare termico è un impianto molto semplice, che non richiede manutenzioni costose e frequenti.

Un po’ a tutti questi fattori: la normativa ci obbliga – per ogni abitazione, ma anche per gli edifici industriali – a raggiungere una certa quota di rinnovabili. Dopodiché sta al committente scegliere quali rinnovabili: può spaziare dai generatori a biomassa al solare, termico o elettrico. Il progettista o il tecnico che progetta questi impianti sottopone al committente magari più soluzioni e a quel punto il committente sceglie quella più economicamente conveniente in funzione degli ambiti di utilizzo e di reperimento della fonte energetica. Se abito in centro a Bologna probabilmente una caldaia o una stufa a biomassa non è lo strumento più efficiente per riscaldare la mia casa, perché la materia prima non è vicina.

Invece il fotovoltaico in abbinamento a pompa di calore è sicuramente una tecnologia più utilizzata, che piace all’utente finale. Sì, anche alla luce anche degli ultimi prodotti che stanno arrivando sul mercato: abbiamo pannelli fotovoltaici che rendono il doppio rispetto a quattro o cinque anni fa, e costano la metà.

Ma l’installatore termoidraulico riesce a presidiare il mercato della tecnologia fotovol“Nel giro di due taica, o lo perde in favore di installaA proposito del solare termico: è vero che ha perso o cinque anni tori che hanno una competenza più molta attrattività rispetto a qualche anno fa? avverrà una fusione elettrica? Sì. Il solare termico ha sempre meno appeal perché risulta un doppione del solare fotovoltaico. È pur vero che fanno due cose completamente diverse – uno produce energia termica e l’altro produce energia elettrica – ma con un impianto fotovoltaico, in abbinamento a una pompa di calore, si può produrre anche energia termica con un fattore di conversione molto conveniente. Di conseguenza il solare termico si installa sempre meno spesso.

Dal punto di vista manutentivo il solare termico ha richiesto molti interventi o la tecnologia si è dimostrata affidabile nel tempo? Se viene installato correttamente, il solare termico è quasi esente da manutenzioni, salvo il lavaggio e la pulizia dei pannelli una volta all’anno, soprattutto se sono esposti a sporcizia (per avere un buon rendimento, i pannelli

Quando è partito, il mercato degli impianti fotovoltaici è stato trascurato dagli operatori del settore elettrico, che non si sono resi conto che il mercato partiva da zero e sarebbe andato a coprire i tetti di tutte le case d’Italia in un certo numero di anni. Quindi sono sorte aziende specializzate nei soli impianti fotovoltaici, che ora sono diventate realtà importanti. Una fetta del mercato del fotovoltaico quindi non passa più attraverso l’elettricista, ma da queste aziende, a cui tanti operatori del settore, per i loro committenti, subappaltano i lavori, anche per la difficoltà nel seguire la parte burocratica che si accompagna a questa tipologia di impianti. L’idraulico di per sé ha le competenze per lavorare sui tetti in sicurezza, ma il fotovoltaico a rigor di logica sarebbe di competenza di chi lavora nel settore elettrico, e che possiede lettera A e lettera B dei requisiti per poter realizzare impianti. Ma nel giro di due o cinque anni avverrà una fusione inevitabile tra il mondo idraulico e il mondo elettrico. Lo stesso vale per la pompa di calore: dato che ha molti più componenti elettrici di una classica caldaia, è di competenza dell’idraulico o dell’elettricista? 

inevitabile tra il mondo idraulico e il mondo elettrico” Dario Dalla Costa

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

15


INSTALLATORE PROFESSIONALE

Professione

di Sebastian Bendinelli

Il quadro dell’offerta formativa per i professionisti dell’impiantistica è ancora molto frammentato e disomogeneo a livello territoriale, ma la sfida nei prossimi anni si giocherà necessariamente anche sul campo della formazione

FORMAZIONE CONTINUA, SÌ O NO?

L

a rapida trasformazione del mercato, sull’onda delle innovazioni tecnologiche e normative, sta imponendo agli installatori e ai manutentori di impianti civili un vero e proprio cambio di paradigma. La sempre maggiore integrazione tra il mondo elettrico e ITS, l’importanza crescente delle riqualificazioni energetiche e degli interventi di ammodernamento sul parco impianti attualmente installato, la concorrenza “agguerrita” delle grandi multi-utility, l’aggiornamento delle normative sull’efficienza energetica e sulla riduzione degli impatti ambientali di prodotti e materiali: sono questi alcuni dei trend a cui bisogna guardare per capire in quale direzione si evolverà la professione nei prossimi anni. Per dirla con le parole di Lorenzo Epis di ETEAM Academy, che ogni anno organizza seminari e corsi di formazione rivolti a installatori e manutentori, “l’impiantistica nel nostro Paese ha un profondo bisogno di essere rivista e adeguata: nuove tecnologie e nuove prassi documentali rendono sempre più complessa l’attività dell’installatore, richiedendo l’adozione di una metodologia e, in generale, di un nuovo modo di interpretare la professione. Serve una figura capace di intraprendere un 16

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

dialogo in equilibrio tra industria, produzione, distribuzione e le esigenze dei clienti. Potremmo chiamarlo installatore 4.0”. Ma le imprese italiane sono pronte ad affrontare questo cambiamento, con tutte le opportunità e i rischi che inevitabilmente ne derivano?

Sempre più installatori nell’edilizia

Il comparto sembra godere di buona salute: l’impatto della crisi economica è stato inferiore a quello subito dal settore delle costruzioni – 10.700 imprese in meno dal 2008 al 2016, contro le circa 116 mila del settore edile – e la crescita del fatturato nel 2018 ha segnato l’1,89% a livello europeo. L’incidenza degli impiantisti sul numero di occupati dell’intero settore delle costruzioni è aumentata considerevolmente negli ultimi anni – oggi in Italia più di un lavoratore su tre in edilizia è un impiantista – riflettendo la crescente importanza del “sistema impianti” negli edifici di nuova costruzione e nelle ristrutturazioni. Allo stesso tempo, però, il segmento è ancora dominato da imprese individuali o liberi professionisti, con un basso livello di concentrazione: per quanto riguarda l’impiantistica ITS, secondo i dati Istat-ASIA nel 2016 le imprese con numero di addetti inferiore a 10 erano ben il 95,7%. Un quadro destinato inevitabilmente a modificarsi: da diversi anni si registra una crescita delle imprese più strutturate


e una stabile diminuzione di quelle individuali e dei lavori autonomi, “minacciati” anche dall’espansione delle grandi multi-utility, che stanno portando sempre più installatori a diventare, da liberi professionisti, prestatori d’opera o contoterzisti. Di fronte a queste spinte, che in pochi anni modificheranno radicalmente l’aspetto del mercato, la formazione gioca con ogni evidenza un ruolo fondamentale: determinerà la capacità di sopravvivere in un contesto sempre più concentrato e competitivo, e di stare al passo con l’evoluzione tecnologica e la richiesta di competenze sempre più trasversali.

Quale formazione?

Nel 2019 aumentano le imprese e le persone iscritte al registro F-Gas

I numeri relativi alle persone e alle imprese certificate per trattare gli impianti contenenti F-Gas – secondo i dati di EcocervedUnioncamere elaborati da CNA – al 31/12/2019 registrano un aumento significativo rispetto alla stasi dell’anno precedente. Le imprese certificate sono passate infatti da 26.173 a 28.551 (+ 9%), mentre le persone in possesso del cosiddetto “patentino del frigorista“ sono salite da 63.845 a 68.023 (+ 6,5%). Invariata la percentuale delle imprese certificate rispetto a quelle iscritte al Registro F-Gas (49%), mentre in quella relativa alle persone si nota un aumento (dal 73% al 75%). La Lombardia è la regione con il maggior numero di imprese certificate (5.717), seguita da Veneto (3.635), Emilia Romagna (2.834) e Lazio (2.468).

Ad oggi, gli unici percorsi formativi strutturati per gli installatori riguardano la Qualifica FER e il Patentino F-Gas. Al di là di questo, esiste un’offerta “O uniformiamo piuttosto frammentata di corsi di aggiornamento e di abilitazione su base questo variegato volontaria che, secondo molti operatori del sistema di settore, non è più adeguato alle necessità attuali della professione. È il parere, ad abilitazioni, esempio, di Guido Pesaro, responsabile o rischiamo nazionale di CNA Installazione Impianti: di tartassare “O uniformiamo questo variegato sistema di abilitazioni per le imprese impiantistiche l’installatore” – dal DM 37/08 alla Qualifica FER – o Guido Pesaro, CNA rischiamo di tartassare l’installatore con proposte di corsi che lasciano il tempo che Installazione Impianti trovano”. Secondo Pesaro, il “salto di qualità” necessario può essere assicurato da un avvicinamento al concetto di formazione continua, con un certo numero di ore di formazione obbligatorie all’anno, come avviene per alcuni Ordini professionali. Questo perché “l’installatore è una figura unica nel panorama delle professioni regolamentate in Italia: può progettare un impianto sotto la soglia determinata dal DM 37/08, lo può installare e lo Guido Pesaro può anche dichiarare a norma. È come un avvocato che induce un proprio cliente a commettere un reato, lo difende in tribunale e lo giudica poi innocente”. Più cauta l’opinione di Dario Dalla Costa, Presidente di Confartigianato Impianti, secondo cui la necessità più impellente sarebbe quella di aggiornare gli attuali corsi formativi, eliminando gli elementi che li rendono obsoleti o superflui, quando i contenuti fanno già parte del bagaglio professionale dell’impiantista. “Rimanere aggiornati sui prodotti e sulle tecniche che si introducono nel nostro settore è senza dubbio fondamentale, ma non credo che sia utile obbligare a studiare qualcuno che non vuole farlo”, argomenta

Dalla Costa. “In questo caso il mercato è sovrano, e si accorge se un operatore del settore non è preparato e all’altezza di ciò che gli sta chiedendo il committente. Oggi sono i clienti a scegliere l’installatore, e lo fanno sulla base della preparazione, della capacità di gestire la fase postvendita, di argomentare e spiegare i vantaggi soprattutto dei prodotti nuovi”. La formazione obbligatoria, insomma, può essere utile “solo se i contenuti vengono aggiornati costantemente sulla base di ciò che avviene nel nostro Paese, altrimenti c’è il rischio di continuare a studiare nozioni vecchie di cinque anni o più”. Un’altra criticità riguarda l’applicazione disomogenea, a livello regionale, dei programmi di formazione esistenti. “In Lombardia per esempio vengono fatte molte più ore rispetto alle altre regioni, che in molti casi non hanno nemmeno attivato i programmi” – conclude Dalla Costa.

Nuove modalità

Un capitolo a parte, oltre ai contenuti, meriterebbero le modalità della formazione. “L’academy in sé è vecchia, serve un prodotto diverso rispetto alla formazione classica, che possa seguire l’installatore nella quotidianità, con un percorso di apprendimento guidato e graduale”, sostiene ancora Lorenzo Epis. “L’installatore ha bisogno di un partner, qualcuno che possa chiamare in caso di dubbi – eventualmente anche un portale, ma che riesca a dialogare con lui per offrire un supporto puntuale”. In questo modo, gli installatori potranno migliorare il proprio profilo professionale non solo dal punto di vista tecnico e normativo, ma anche sul fronte di altre competenze e capacità – comunicazione, gestione del cliente, soft skills – ormai indispensabili per rimanere sul mercato. “Una delle maggiori fragilità della categoria – conclude Epis – è il non sapersi valorizzare, non riuscire a entrare nelle giuste modalità di trattative. Ci sono ottimi installatori tecnici che sono ancora molto fragili dal punto di vista commerciale. Ma è evidente che oggi la parte del leone la fa il servizio, ed è su questo fronte, quello del capitale umano, che l’installatore può fare leva, non potendo ingaggiare una guerra di comunicazione con colossi come Eni ed Enel”.  N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

17


INSTALLATORE PROFESSIONALE

Intervista

Luca Alberto Piterà, segretario generale AiCARR

a cura della redazione

Dal risparmio energetico alla gestione degli impianti F-Gas, per mantenere alto il livello di professionalità è necessaria anche una maggiore consapevolezza da parte degli utenti finali. Ne parliamo con Luca Alberto Piterà, ingegnere e segretario generale di AiCARR – Associazione italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione

FORMAZIONE? SÌ, MA ANCHE PER L’UTENTE FINALE

Q

uali sono le tematiche su cui l’Associazione si sta muovendo per quanto riguarda il mondo dell’installazione e manutenzione degli impianti?

Sicuramente la formazione, infatti attraverso AiCARR Formazione eroghiamo corsi e certificazioni su tematiche quali l’igiene, l’ispezione e la manutenzione degli impianti di climatizzazione oltre alle certificazioni per gli operatori che utilizzano F-GAS, e quindi ci rivolgiamo alla figura dell’installatore artigiano soprattutto su questo fronte. Tipicamente, i nostri soci sono grosse aziende di installazione, che a volte curano al proprio interno anche la 18

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

parte di progettazione e ingegneria. Ma lavoriamo anche per favorire una collaborazione più stretta tra installatori e progettisti, su cui senza dubbio c’è molto da migliorare. A questo proposito, abbiamo elaborato anche un Codice di condotta per delineare i comportamenti “etici” che devono tenere tutti gli attori della filiera, e in particolare progettisti, installatori, produttori di componenti e committenti pubblici e privati. A proposito di formazione: il quadro attuale è sufficiente o si potrebbe fare di più? Gli obiettivi di efficienza e standard energetici imposti dalle direttive più recenti fanno sì che la formazione sia un obiettivo chiave: tali obiettivi possono infatti essere raggiunti solo se funziona tutta la catena – progettazione, installazione, manutenzione. In questo processo l’installatore ha un ruolo fondamentale, anche perché,


nella maggior parte dei casi, è l’installatore a interfacciarsi direttamente con l’utente finale. Per esempio, un impianto VRF non è una semplice macchina: è un sistema, che se installato bene consegue certe prestazioni dal progettista, se installato male può dare problemi seri, perdite di gas refrigerante e/o cali di resa. È per questo che molte direttive e schemi di recepimento prevedono che l’installatore sia adeguatamente formato e in alcuni casi, come ad esempio sul tema F-GAS, essere certificato da ente terzo.

Quali criticità si riscontrano?

Sicuramente l’applicazione poco omogenea delle norme: queste tematiche sono sotto l’egida regionale, e quindi spesso succede che le varie regioni le applichino in maniera diversa. È un punto che abbiamo portato all’attenzione della Commissione Industria del Senato durante la nostra audizione sul recepimento della direttiva 844/2018, perché l’installatore può comunque operare su tutto il territorio nazionale, e non può trovare regole diverse in base alla regione. Abbiamo anche ribadito l’importanza del concetto di manutenzione. Il decreto (all’art. 7, che modifica l’articolo 1-ter del D.Lgs. 192/2005) sancisce che “con decreto del Ministro dello sviluppo economico sono stabiliti i requisiti degli operatori che provvedono all’installazione degli elementi edilizi e dei sistemi tecnici per l’edilizia, tenendo conto della necessità di garantire l’adeguata competenza degli operatori [...] considerando tra l’altro il livello di formazione professionale, conseguito anche attraverso corsi specialistici e certificazioni”. Abbiamo precisato che, oltre all’installazione, bisogna tenere conto anche

“L’utente finale spesso guarda ancora unicamente al prezzo, e così si instaura un circolo vizioso: se il cliente non riconosce il valore della certificazione, anche il professionista non sarà incentivato a certificarsi”

I doveri dell’installatore

“L’installatore ha prima di tutto l’obbligo di assimilare nel più compiuto dei modi i contenuti tecnici del progetto, per poter dar corso a tutte quelle attività di natura squisitamente tecnica che gli competono e che sono propedeutiche all’esecuzione dei lavori. A seguito di tale fase di studio ed analisi del progetto deve evidenziarne prima di iniziare le lavorazioni le eventuali carenze dato che poi diventa comunque corresponsabile del progetto stesso. Dopo di che ha l’obbligo di procedere all’esecuzione degli impianti e alla loro messa in servizio secondo le migliori e più aggiornate regole dell’arte. [...] L’installatore quindi non può essere considerato solo un mero esecutore materiale dei lavori (“nudus minister”) perché si svilirebbe l’apporto che discende dalle necessarie valutazioni che autonomamente l’installatore medesimo è tenuto a fare dei dati in base ai quali realizzare l’opera. Egli deve al contrario essere anche in grado di portare a termine tutta quella serie di attività tecniche che il progettista non è nella condizione di effettuare per la mancanza delle necessarie informazioni. Ci si riferisce in particolare alle attività connesse con la cosiddetta “cantierizzazione” delle opere e al relativo “progetto costruttivo”, che comportano di norma sia la redazione di alcuni calcoli di verifica e di affinamento (a titolo di esempio verifica delle perdite di carico, dei livelli di rumorosità, delle predisposizioni edili, ecc.), sia la redazione di elaborati grafici di dettaglio costruttivo la cui esecuzione è possibile solo conoscendo le prestazioni e le dimensioni definitive delle apparecchiature e dei componenti che verranno installati in base alle scelte merceologiche operate dall’installatore.” (Estratto dal Codice di condotta nei rapporti tra progettisti, installatori, fornitori di prodotti, committenti, a cura di AiCARR). Luca Alberto Piterà

della manutenzione.

Ma certificazioni e attestati di formazione sono adeguatamente riconosciuti dal mercato? Purtroppo non sempre. L’utente finale spesso guarda ancora unicamente al prezzo, e così si instaura un circolo vizioso: se il cliente non riconosce il valore della certificazione, anche il professionista non sarà incentivato a certificarsi. Questa situazione può essere rovesciata solo attraverso un’attività di formazione-informazione diretta all’utente finale, da parte delle associazioni di categoria e di tutti gli attori coinvolti, anche perché stiamo passando da edifici che avevano un livello di interazione basso o nullo a edifici che si possono gestire dallo smartphone. Per questo la formazione dell’utente finale è importante: per ottenere un risparmio energetico, per prima cosa devo avere coscienza dei miei consumi, per capire quali strategie adottare in seguito. Senza questa consapevolezza, è impossibile applicare una politica energetica e individuare la soluzione più efficace, che dipende naturalmente anche dalle disponibilità economiche. Ma ricordiamo che esistono anche da soluzioni di risparmio energetico a costo zero, che sono quelle comportamentali: esempio classico, abbassare di un grado il termostato, che permette di risparmiare circa il 7% sui consumi in una zona climatica come Milano. Ma quanti ne sono consapevoli?

Oltre al recepimento della direttiva 844/2018 (la cosiddetta EPBD III), ci sono altre novità normative di particolare interesse per gli installatori?

Sicuramente lo schema di decreto che recepisce la direttiva (UE) 2018/2002 sull’efficienza energetica e modifica il D.Lgs. 102/2014. Tra le varie novità, il decreto estende l’obbligo di risparmio energetico al periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 gennaio 2030, integra le prescrizioni per la misurazione e la fatturazione dei consumi energetici, prevedendo l’impiego di contatori e sotto-contatori leggibili da remoto a partire dal 25 ottobre 2020, e prescrive che sia aggiornata la valutazione globale del potenziale dell’efficienza energetica per il riscaldamento e il raffrescamento. 

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

19


Scenari

a cura della Redazione

La Direttiva 844/2018/UE, in fase di recepimento, punta a migliorare la prestazione energetica degli edifici incentivando le ristrutturazioni e aggiornando i requisiti per la manutenzione degli impianti

NUOVA DIRETTIVA SULL’EFFICIENZA ENERGETICA, COSA CAMBIA PER GLI INSTALLATORI partire da marzo 2020, ogni Stato Membro dell’Unione Europea ha l’obbligo di recepire la “Direttiva sul rendimento energetico degli edifici”, nota anche come Direttiva UE 2018/844 (EPBD III). Questa Direttiva – in inglese EPBD, Energy Performance of Buildings Directive – modifica le precedenti (2010/31/UE e 2012/27/UE), con l’obiettivo di migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e incentivare la ristrutturazione degli esistenti entro il 2050 (vedasi box Direttiva UE 2018/844). Infatti, la vera novità della 2018/844 UE è promuovere la trasformazione degli edifici sostenibili andando oltre la sola necessità di “efficienza energetica”. Tutta la società, partendo anche dagli interventi di qualifica del costruito, deve tendere verso la ricerca di un maggior comfort e benessere abitativo. Ogni Stato Membro avrà poi il compito di definire la propria strategia operativa in base alle proprie necessità.

A

Schema di Decreto In Italia lo schema di Decreto per il recepimento della Direttiva, approvato del Consiglio dei Ministri lo 20

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

scorso 29 gennaio 2020, modificherà il D.Lgs. 192/2005 per adeguarlo alle indicazioni dell’EPBD III. Il D.Lgs. 192 aveva già recepito la prima EPBD nel 2002 introducendo in Italia le prescrizioni europee sull’efficienza energetica. Lo schema di Decreto del CdM si allinea in sostanza con quanto previsto nella Direttiva UE, e prevede, dunque: – l’introduzione di strumenti per accelerare la ristrutturazione degli edifici esistenti; – l’integrazione delle stesse strategie di ristrutturazione in un’ottica a lungo termine, per raggiungere il traguardo di edifici nZEB (Nearly Zero Energy Buildings, ovvero edifici “a energia quasi zero”) entro il 2050; – l’aggiornamento dei criteri generali per la metodologia di calcolo e dei requisiti della prestazione energetica, stimolando verso le soluzioni di mobilità elettrica, interventi di sostituzione degli impianti tecnici, etc. Successivamente sarà redatto un apposito DPR per quanto riguarda tutti gli aspetti legati alla manutenzione degli impianti termici, sia per riscaldamento che raffreddamento e per la produzione di acqua calda sanitaria. Cosa cambia per gli installatori? Per gli installatori, le novità si concentrano soprattutto sul settore dell’ICT (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione), indispensabile per migliorare le prestazioni energetiche e di autonomia dei servizi integrati. Elettricisti e meccanici dovranno confrontarsi con altri


Il parere di CNA: “Più obblighi e meno controlli”

La Direttiva 2018/844, all’art. 1, punto 7), che modifica gli artt. 14 e 15 della precedente Direttiva 2010/31, stabilisce che si debbano effettuare ispezioni periodiche sugli impianti di riscaldamento e sugli impianti di condizionamento d’aria, anche laddove tali impianti siano combinati con impianti di ventilazione di ambienti, con potenza nominale utile superiore a 70 kW. Lo schema di Decreto approvato a fine gennaio dal Consiglio dei Ministri recepisce senza modifiche questa disposizione. Critica la posizione di CNA Installazione Impianti che, in una nota diffusa a inizio febbraio, ha fatto notare come il 95% degli impianti in funzione in Italia abbia una potenza termica inferiore ai 50 kW. Per questi, le ispezioni vengono sostituite dal rapporto di efficienza energetica inviato dal manutentore, con l’intenzione di semplificare l’attività di ispezione per impianti di piccola taglia. “Senza ispezioni è facile prevedere che i cittadini siano palesemente disincentivati a far controllare i propri impianti. È questo che si intende quando si parla di favorire l’efficienza energetica e la sicurezza?”, si chiede Guido Pesaro, responsabile degli impiantisti della CNA. Un altro profilo di criticità è dato dalla previsione di stabilire, con decreto del MISE, i requisiti degli operatori che provvedono all’installazione dei “sistemi tecnici” per l’edilizia. Tale provvedimento si sovrapporrebbe infatti al DM 37/08, introducendo un’ulteriore complicazione normativa per gli installatori.

colleghi esperti, per esempio, nel BACS (Building Automation Control System) secondo la UNI EN 15232/2017, ovvero sistemi pensati per la riduzione dei consumi energetici che modificano le proprie prestazioni al cambiare delle condizioni climatiche esterne. Quindi, vi è una forte spinta all’installazione degli impianti di automazione di ultima generazione per l’implementazione della domotica, ma anche della mobilità elettrica attraverso l’installazione di punti di ricarica per i veicoli elettrici in edifici di nuova costruzione, residenziale e non. Per quanto riguarda invece l’integrazione delle apparecchiature tecniche per il riscaldamento e/o raffrescamento degli ambienti, è noto che gli obiettivi fissati dall’UE per il 2030 – e recepiti in Italia con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima – saranno raggiungibili solo grazie all’installazione di impianti più consapevoli, e sistemi alternativi ad alta efficienza, quali: – sistemi di produzione di energia rinnovabile; – cogenerazione; – teleriscaldamento e teleraffrescamento; – pompe di calore; – sistemi ibridi e sistemi di monitoraggio e controllo dei consumi. In questo processo sono interessati tutti gli operatori del settore, non solo le industrie, ma in particolare gli installatori termoidraulici e installatori elettrici, per i sistemi di distribuzione, l’adeguamento degli impianti esistenti e/o rifare nuove colonne montanti degli edifici. Da sottolineare,

poi, che tutti gli incentivi previsti nello schema di Decreto, in particolare l’Ecobonus, saranno accettati solo se i lavori verranno effettuati da installatori qualificati e certificati, come ribadito dall’art. 7 dello schema di Decreto, Modifica all’art. 4 e 4-ter del D.Lgs. 19/2005: “Con decreto del Ministro dello sviluppo economico sono stabiliti i requisiti degli operatori che provvedono all’installazione degli elementi edilizi e dei sistemi tecnici per l’edilizia, tenendo conto della necessità di garantire l’adeguata competenza degli operatori che provvedono all’installazione degli elementi edilizi e dei sistemi tecnici per l’edilizia, considerando tra l’altro il livello di formazione professionale, conseguito anche attraverso corsi specialistici e certificazioni. Decorsi 180 giorni dalla data di entrata in vigore del suddetto decreto, gli incentivi di cui al comma 1 sono concessi a condizione che i predetti sistemi siano installati da un operatore in possesso dei requisiti prescritti”. 

EPBD III, le novità principali – Strategia di ristrutturazione a lungo termine: si dovrà tenere conto del proprio complesso immobiliare, dei costi legati ai lavori di ristrutturazione, questi ultimi pertinenti alla salubrità dell’aria e del comfort domestico; quindi ogni Stato Membro dovrà: 1.Stabilire delle misure indicative in vista dell’obiettivo di ridurre del 95% i gas serra entro il 2050; 2.Favorire meccanismi agevolati di consulenza; 3.Trovare, tramite consultazione pubblica, le migliori strategie adottate (anche in base agli aspetti di rischio sismico, sicurezza

antincendio e sicurezza idrogeologica) per il raggiungimento dell’obiettivo fissato dall’Unione Europea. – L’art. 1, modifica ex art. 2 della 2010/31 UE, amplia la definizione di “sistema tecnico per l’edilizia” (c. 3-bis), includendo “l’automazione e il controllo, la produzione di energia elettrica in loco o una combinazione degli stessi, compresi i sistemi che sfruttano energie da fonti rinnovabili”; – Indicatore di predisposizione degli edifici all’intelligenza (Smart Readiness Indicator,

SRI), cioè determinare l’effettiva capacità degli edifici di essere degli “smart building”. Questa valutazione – al momento facoltativa – demandata alla Commissione, si baserà sulla capacità dell’edificio di essere intelligente, sostenibile, e tecnologico: di fatto, l’automazione degli edifici diventerà uno standard per la valutazione prestazionale (anche attraverso la tecnologia ICT); lo SRI pone tuttavia dei dubbi sulle modalità di applicazione per la valutazione dello stabile e su chi invece si occuperà di effettuare la valutazione.

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

21


INSTALLATORE PROFESSIONALE

Tecnologie

di Patrizia Ricci

IL CORRETTO APPROCCIO ALLA CONFIGURAZIONE DELL’IMPIANTO IBRIDO

Per passare da un semplice insieme di generatori a un effettivo impianto ibrido, bisogna prestare particolare attenzione alla corretta regolazione e all’interfacciamento tra i vari sistemi di generazione, distribuzione ed emissione


G

li impianti cosiddetti ibridi, ovvero quelli che integrano differenti tipi di generatori, saranno via via sempre più presenti negli edifici, facendo emergere problematiche di corretto interfacciamento dei sistemi di generazione, distribuzione, emissione e regolazione. Quasi tutti gli impianti di riscaldamento in Italia sono realizzati mediante l’idronica, ossia utilizzano l’acqua come fluido vettore della trasmissione del calore. L’acqua, riscaldata dalla caldaia, attraverso tubazioni e valvole, viene trasportata ai terminali remoti, dove avviene il trasferimento di calore dall’acqua all’aria. Se fino a qualche anno fa la loro progettazione era molto semplice ed intuitiva, con la progressiva diffusione di nuove tecnologie per la produzione del calore come solare termico, geotermia, aerotermia, assorbimento e biomasse, è sorta la necessità di far coesistere all’interno di un impianto tecnologie differenti, tenendo presente che un’errata integrazione tra i vari componenti ha conseguenze negative sul corretto funzionamento dell’intero impianto. La velocità di introduzione nel mercato di nuove soluzioni deve essere supportata quindi da una idonea formazione dei professionisti che le scelgono o che le installano.

Rinnovabili vs efficientamento

Sulla base del concetto di efficientamento, l’impianto tecnologico deve contemplare alcuni interventi che permettano di non ridurre le prestazioni, a fronte di un più ridotto consumo di energia, prevedendo, ad esempio, il passaggio da una caldaia a gas ad una a condensazione a gas, che comporta un aumento del rendimento, l’isolamento del sistema di distribuzione per la riduzione delle perdite e il passaggio da una regolazione on-off ad una proporzionale integrativa. Un impianto, infatti, prevede un sistema di regolazione, di distribuzione, di emissione e di regolazione. L’energia prodotta deve essere correttamente distribuita, senza sprechi. Oltre a questo, i regolamenti europei richiedono una particolare attenzione alle fonti rinnovabili, ovvero all’energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili (energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas). Gli impianti dovranno non solo essere efficienti, ma dovranno anche comprendere una quota di energia rinnovabile.

Energia primaria

L’energia primaria è il contenuto di energia non rinnovabile, rinnovabile e totale di ogni vettore

FIGURA 1

energetico, dal “pozzo” al punto di consumo. Esprime cioè il contenuto di energia “grigia” che comprende estrazione, trasporto, distribuzione di ogni veicolo energetico. Dalla lettura dei dati forniti dal GSE, emerge come l’elettricità – che è un veicolo energetico e non una sorgente – abbia il più alto contenuto di energia primaria, a causa della bassa resa di trasformazione e della distanza delle fonti di approvvigionamento: per ogni kWh di energia elettrica resa disponibile al contatore dell’utente, si devono immettere in centrale fP,tot = 2,42 kWh sotto forma di combustibile fossile. Il fattore di conversione in energia primaria non rinnovabile è fP,nren = 1,05 per i combustibili fossili e fP,ren = 0,00 per le fonti rinnovabili (fP,nren = 0,20 per le biomasse). Quindi il gas metano, a confronto della biomassa, ha un contenuto di energia non rinnovabile superiore di oltre cinque volte. La biomassa è per l’80% rinnovabile (Figura 1). Il costo dell’energia primaria

Il seminario di AIEL durante Progetto Fuoco Nell’ambito di Progetto Fuoco, svoltosi a Verona dal 19 al 20 febbraio, l’AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali, e l’Istituto Salesiani San Zeno Verona hanno organizzato un seminario dal titolo “Fonti di energia rinnovabile, corretto approccio alla progettazione e installazione dell’impianto ibrido”, nel corso del quale l’ing. Gianluigi Codemo del Dipartimento TecnicoNormativo di AIEL, ha illustrato l’evoluzione normativa, le criticità e le soluzioni progettuali integrate negli impianti termici nonché i concetti base sul funzionamento dell’impianto a biomasse legnose e il corretto approccio di integrazione con altre FER. Il presente articolo, che riassume alcuni dei concetti illustrati nel corso del seminario, si rivolge agli installatori di impianti FER e, in generale, a tutti coloro che sono interessati ad un approfondimento sul corretto approccio progettuale degli impianti ibridi alimentati da fonti di energia rinnovabile, ovvero biomassa, solare termico, FV e Pompe di Calore. Le figure, tratte dalla presentazione dell’ing. Codemo, sono pubblicate per gentile concessione. N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

23


INSTALLATORE PROFESSIONALE

Tecnologie

al consumatore finale (IVA e tasse incluse, trasporto escluso) valutato in euro/MWh è pari a 139 per il gasolio da riscaldamento, 77 per il metano, 61-65 per il pellet (fonte: AIEL, gennaio 2018). Dunque i benefici economici sono legati al costo inferiore dell’energia della biomassa (calcolata in klilowattora) rispetto ad altri combustibili. Sostituendo ad esempio un generatore di calore a gasolio o GPL con uno a biomassa, si possono avere dei tempi di ritorno dell’investimento molto interessanti, a volte anche in assenza di incentivi (detrazioni fiscali, conto termico, certificati bianchi), dei quali comunque questi impianti godono. Come si può notare (Figura 2), l’utilizzo del pellet riduce i costi unitari di energia (€/kWh) del 50% rispetto a impianti alimentati a gasolio e GPL. Con la legna i costi si riducono del 70% circa. Mentre minore è lo scarto con il metano. Da qui la convenienza economica a “rottamare” la propria caldaia a GPL o gasolio e rimpiazzarla con un sistema a biomasse.

Il quadro normativo

L’evoluzione del quadro normativo in materia di efficienza energetica negli edifici è abbastanza complessa, a partire dalle Leggi 373/1976 e 10/1991 fino a giungere ai decreti interministeriali del 26 giugno 2015 previsti dalla Legge 90, con cui sono entrate in vigore le nuove regole per la determinazione delle prestazioni energetiche degli edifici. I 3 decreti interministeriali del 26 giugno 2015, che completano il quadro normativo in materia di efficienza energetica negli edifici, sono: • decreto “requisiti minimi” – Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici; • linee guida nuovo APE 2015, adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009, linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici; • decreto “relazione tecnica di progetto” – Schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici. Il D.Lgs. 3 marzo 2011, n. 28, che attua la Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, richiede che “nel caso di edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria” e dal 1 gennaio 2018 la somma dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento deve coprire un altro 50%. Tali obblighi non possono essere assolti tramite impianti da fonti rinnovabili che producano esclusivamente energia elettrica (ad esempio, il fotovoltaico), la quale alimenti, a sua volta, dispositivi o impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento. Il decreto quindi vieta un utilizzo “non virtuoso” delle fonti rinnovabili. Sempre lo stesso decreto prescrive che, nel caso di edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, la potenza elettrica degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, che devono essere obbligatoriamente installati sopra o all’interno dell’edificio o nelle relative pertinenze, misurata in kW, sia calcolata secondo con la formula: I P = ____ S K

in cui S è la superficie in pianta dell’edificio a livello del terreno, misurata in m2 e K è un coefficiente (m2/kW) che, dal 1 gennaio 2017, è uguale a 50. 24

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

Il contenuto idrico del legno

Legna, cippato e pellet costituiscono le principali tipologie di biocombustibile solido. Le caldaie che utilizzano biocombustibili solidi hanno tecnologie diverse in funzione della tipologia di materiale utilizzato e possono funzionare solo a legna, solo a pellet o sia a cippato che a pellet. Il legno ha un contenuto idrico che influenza il potere calorifico del materiale: più è umido il legname, più decade il potere calorifico inferiore perché occorre spendere energia per l’evaporazione dell’acqua. Il contenuto idrico del legno M [%] rappresenta la massa di acqua presente in rapporto alla massa del legno umido. Il potere calorifico inferiore Pci viene definito in FIGURA 2


idi hanno tecnologie diverse in funzione della *pologia di materiale are solo a legna, solo a pellet o sia a cippato che a pellet. Il legno ha un za il potere calorifico del materiale: più è umido il legname, più decade perché occorre spendere energia per l’evaporazione dell’acqua. Il M [%] rappresenta la massa di acqua presente in rapporto alla massa relazione al contenuto idrico del biocombustibile lorifico inferiore Pci viene definito in relazione al contenuto idrico del solido attraverso la seguente formula: verso la seguente formula: Pci =

[18.5 ∙ (100 − M ) − (M ∙ 2.44)] 100

calorifico inferiore medio ipo*zzato per il legno anidro e 2.44 [MJ/kg] = in cui 18.5 [MJ/kg] = potere calorifico inferiore medio ipotizzato per il legno anidro e 2.44 [MJ/ cqua. Dalla relazione si evince che con contenu; idrici eleva; si kg] = calore di evaporazione dell’acqua. Dalla quasi dimezzato. Ricordiamo inoltre che il potere calorifico inferiore relazione si evince che con contenuti idrici elevati tente di evaporazione dell’acqua generata durante la combus*one, si ottiene un potere calorifico quasi dimezzato. periore è la quan*tà di calore che si rende disponibile per effeOo della Ricordiamo inoltre che il potere calorifico inferiore non tiene conto del calore latente di evaporazione ssione costante della massa unitaria del combus*bile, quando i dell’acqua generata durante la combustione, iano riporta* alla temperatura iniziale del combus*bile e del mentre il potere calorifico superiore è la quantità el calore latente di evaporazione dell’acqua. Ad esempio, la caldaia a di calore che si rende disponibile per effetto della mento superiore a 100 perché il rendimento viene calcolato con il combustione completa a pressione costante della

massa unitaria del combustibile, quando i prodotti della combustione siano riportati alla temperatura iniziale del combustibile e del comburente, e tiene conto del calore latente di evaporazione dell’acqua. Ad esempio, la caldaia a condensazione ha un rendimento superiore a 100 perché il rendimento viene calcolato con il potere calorifico inferiore. si*vo (o un impianto) in cui sono presen* più generatori di calore

FIGURA 3

energia, solitamente un combus*bile fossile e una fonte rinnovabile. Gli impianti ibridi nto ibrido deve prevedere la correOa s*ma del fabbisogno energe*co Un sistema ibrido è un dispositivo (o un impianto) mensionare l’impianto, e la definizione della strategia di intervento dei in cui sono presenti più generatori di calore alimentati da diverse fonti di energia, solitamente ve assegnare, di volta in volta, la priorità al generatore più conveniente un combustibile fossile e una fonte rinnovabile. base alle condizioni di esercizio, assicurando sempre massima La progettazione di un impianto ibrido deve * energe*ci. Una possibile configurazione di un impianto ibrido può prevedere la corretta stima del fabbisogno energetico annelli solari termici, caldaia a legna, pompa di calore, generatore di dell’edificio, per non sovradimensionare l’impianto, e la definizione della strategia di intervento dei co riscaldamento, bollitore per acqua calda sanitaria, eventuale generatori di calore: essa deve assegnare, di volta in uito bollitore ACS, circuito ad alta e bassa temperatura. In base a ciò, volta, la priorità al generatore più conveniente in ogni à essere data prima al solare, poi alla biomassa, quindi alla pompa di preciso momento in base alle condizioni di esercizio, gas. In mancanza di questa gerarchia, funzionerà sempre e solo la assicurando sempre massima efficienza e risparmio sui costi energetici. Una possibile configurazione fficienza e risparmio. Regolazione, impostazione clima*ca, centraline e di un impianto ibrido può prevedere l’integrazione emi sono elemen* fondamentali perché un impianto passi da essere di pannelli solari termici, caldaia a legna, pompa di un effecvo impianto ibrido. L’impianto va anche interfacciato calore, generatore di calore a gas, accumulo termico ista termo-fluidodinamico: essendo il solare una fonte gratuita si riscaldamento, bollitore per acqua calda sanitaria, eventuale accumulo/equilibratore, circuito bollitore venga stoccata anche in quan*tà superiore al fabbisogno. Il serbatoio ACS, circuito ad alta e bassa temperatura. In base a ciò, la priorità di intervento dovrà essere data prima al solare, poi alla biomassa, quindi alla pompa di calore e infine alla caldaia a gas. In mancanza di questa gerarchia, funzionerà sempre e solo la caldaia a gas, vanificando efficienza e risparmio. Regolazione, impostazione climatica, centraline e interfacciamento dei vari sistemi sono elementi fondamentali perché un impianto passi da essere un insieme di generatori ad un effettivo impianto ibrido. L’impianto va anche interfacciato correttamente

dal punto di vista termo-fluidodinamico: essendo il solare una fonte gratuita si dovrà fare in modo che essa venga stoccata anche in quantità superiore al fabbisogno. Il serbatoio di accumulo è indispensabile – e il tipo “a stratificazione” è perfetto – quando occorre combinare il calore proveniente da diverse fonti. Un serbatoio di accumulo dell’energia termica rappresenta la soluzione più efficace ed economica per ottimizzare il funzionamento di un impianto di riscaldamento, in quanto il serbatoio in questione provvede ad accumulare l’energia in eccesso prodotta da uno o più generatori di calore quando sono in funzione e a restituirla quando sono spenti o inattivi, permettendo, ad esempio, di ridurre i cicli di accensione e spegnimento di una caldaia e aumentando così sensibilmente l’efficienza di un impianto. In un impianto ibrido, solare e caldaia a biomassa, essendo vettori energetici a basso costo, devono essere posizionati nella parte bassa dell’accumulo. La caldaia a gas, invece, deve funzionare in base al principio del semi-istantaneo, scaldando solo la parte alta dell’accumulo, ovvero scaldando il minimo volume di acqua solo quando serve. Per un corretto interfacciamento, va inoltre tenuto conto che, se in inverno il solare termico ha una mandata di circa 50°C e la temperatura massima di avvio in rete per l’acqua calda sanitaria fissata per legge è di 48°C, si può sfruttare il solare per la produzione di acqua calda sanitaria, mentre non si può utilizzare per i radiatori, che invece richiedono una temperatura di 70°C. Le fonti energetiche vanno dunque utilizzate laddove possono essere sfruttate. Se si collegasse il solare termico al bollitore della caldaia a biomassa, dato che questa funziona con un regime minimo di 65° di ritorno, non si consentirebbe mai il funzionamento del solare in inverno. Occorre quindi considerare un accumulo separato perché il solare funzioni anche in inverno.  N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

25


Emergenza COVID-19 a cura di CNA Installazione Impianti

Quali sono le attività consentite? Come bisogna comportarsi con i lavoratori e con i clienti? CNA Installazione Impianti ha stilato un documento con indicazioni operative e normative alla luce delle misure prese dal Governo per contrastare la diffusione del “nuovo coronavirus” (Sars-CoV-2)

VADEMECUM PER LE IMPRESE INSTALLATRICI obiettivo di questo breve vademecum è fornire, per quanto possibile, alcune indicazioni pratiche in grado di assicurare operatività alle imprese. È chiaro che non si possono avere risposte a tutte le domande, anche perché l’emergenza che stiamo vivendo è eccezionale e ci sta ponendo davanti a problemi mai affrontati prima. I suggerimenti che seguono sono pertanto il frutto di un mix tra la normativa e la giurisprudenza vigente e l’esperienza che, da qualche giorno, CNA Installazione Impianti sta facendo per dare risposte alle imprese. Si tratta di indicazioni alla cui elaborazione hanno contribuito tutti i colleghi che da giorni sono in prima linea e che, in parte, sono già state inviate alle strutture territoriali della confederazione. È evidente che, con l’evolvere della situazione, possono anche mutare le indicazioni da dare agli imprenditori, per cui questo vademecum va considerato come una sorta di work in progress da aggiornare quando ve ne sarà la necessità. Per eventuali aggiornamenti, si invita a consultare il sito www.impiantienergie.it. Nel documento, in particolar modo per quanto riguarda il rapporto con i clienti, vengono date indicazioni piuttosto “rigide” in merito a compiti e responsabilità di chi è proprietario di un impianto e all’atteggiamento da tenere in merito da parte delle imprese. Questo per tutelare al massimo le imprese stesse che potrebbero trovarsi, quando l’emergenza sarà finita e la vita di tutti tornerà normale, a dover affrontare possibili contenziosi giudiziari derivanti da danni causati dal malfunzionamento di impianti non manutenuti, e non per loro responsabilità, secondo la periodicità prevista.

L’

26

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

Indicazioni di carattere sanitario Non volendo interferire con le osservazioni e interpretazioni degli esperti del settore e dei colleghi che si occupano di salute e sicurezza sul lavoro, che a livello nazionale e territoriale hanno già prodotto ampia e sufficiente documentazione in merito, ci limitiamo a sottolineare quelle principali: – mantenere la distanza di sicurezza (almeno 1 m) dal cliente; – indossare la mascherina (se si trova e a prescindere dalla sua efficacia). L’unica tipologia di mascherina che evita sia il contagio che l’essere contagiati è quella infermieristica (FFP2 o FFP3). Quelle “chirurgiche”, più diffuse, servono solo per non trasmettere eventuali contagi; – usare i guanti; – smaltire correttamente i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) – effettuare l’intervento di manutenzione e/o di installazione senza la presenza del cliente o con il cliente a distanza di sicurezza; – per il pagamento niente contanti, ma bonifici on line. Per una trattazione più esauriente dell’argomento rimandiamo al “Protocollo per la sicurezza nelle aziende” che riprende quanto contenuto nel “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” condiviso dalle parti sociali in data 14/03/2020. Le attività consentite L’allegato 1 del DPCM 22 marzo 2020, così come l’Allegato 1 del DM del MiSE 25 marzo 2020, lascia a nostro parere un’eccessiva indeterminatezza relativamente alle attività consentite o sospese. Intanto va chiarito che le attività consentite elencate descrittivamente nell’Allegato 1 del DPCM 11 marzo si


I riferimenti legislativi

Per contenere l’epidemia da Covid-19 nel nostro Paese e mitigare gli impatti economici negativi per cittadini e imprese, il Governo ha varato diversi provvedimenti a partire da fine febbraio. Di seguito i più importanti: – DL 23 febbraio 2020, n. 6: Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. – DPCM 11 marzo 2020, che sostituisce i precedenti DPCM dell’8 e 9 marzo, estendendo la chiusura di tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio (ad eccezione dei negozi di generi alimentari, di prima necessità, delle farmacie e delle parafarmacie) a tutto il territorio nazionale, fino al 25 marzo (poi prorogata al 3 aprile). – DL 17 marzo 2020, n. 18 (“Cura Italia”): Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. – Ordinanza 20 marzo 2020 del Ministero della Salute: Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. – DPCM 22 marzo 2020, recante nuove misure per il contenimento del contagio su tutto il territorio nazionale, valide dal 23 marzo al 3 aprile. Si applicano cumulativamente a quelle del DPCM dell’11 marzo e a quelle previste dall’ordinanza del Ministero della Salute del 20 marzo. – DL 25 marzo 2020, n. 19: Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. – DM MiSE 25 marzo 2020, recante modifiche al DPCM 22/03/2020.

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

27


Emergenza COVID-19 Esempi pratici

cumulano con quelle definite con i codici Ateco nell’Allegato 1 del DM 25 marzo. Per essere chiari, l’Allegato 1 del DM 25/3/2020, che riduce quelle comprese nel DPCM 22 marzo, integra e non sostituisce l’Allegato 1 del DPCM 11 marzo.

Se una caldaia perde gas o un corto circuito ha messo fuori uso un impianto elettrico l’intervento di riparazione va garantito, così come quello relativo alla riattivazione di un impianto di sollevamento che si è bloccato, mentre l’adeguamento o l’ampliamento di un qualsiasi impianto, sia esso elettrico, termico, elettronico o di condizionamento, sono attività che a nostro avviso rientrano tra quelle sospese. Analogamente sono da garantire nel modo più assoluto le attività di manutenzione degli impianti delle filiere industriali considerate strategiche, ad esempio quella alimentare, di cui è stata disposta la prosecuzione dell’attività. C’è inoltre da considerare che gli interventi tesi a garantire la sicurezza e la funzionalità degli impianti rientrano tra i cosiddetti “servizi pubblici essenziali” così come previsto dagli artt. 1 e 2 della L. 146/90. In particolare nel comma a) dell’art. 2 viene precisato che tra i servizi pubblici essenziali sono ricompresi “l’approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessità, nonché la gestione e la manutenzione dei relativi impianti, limitatamente a quanto attiene alla sicurezza degli stessi”. Ci prendiamo comunque la responsabilità di affermare che, in questo momento, qualsiasi intervento di manutenzione e di installazione di nuovi impianti nelle strutture sanitarie di ogni ordine e grado abbia la priorità e superi qualsiasi restrizione di legge.

Installazione e manutenzione impianti Il riferimento al codice Ateco 43.2 non risolve in alcun modo il dilemma di molti imprenditori in merito alla possibilità o meno di proseguire la propria attività. Nel codice 43.2 sono infatti ricomprese tutte le attività di installazione, manutenzione e riparazione degli impianti previste dal comma 2 dell’art. 1 del DM 37/08 e, ad una interpretazione letterale della declaratoria, per il nostro settore non Si consiglia di cambierebbe nulla. gato 1 del DM 25 marzo, le La nostra interpretazione è che vada mantenuta sospendere tutte le attività di commercio al detl’operatività delle attività che garantiscono la sicurezza attività di installazione di taglio di ferramenta, vernici, degli impianti e di conseguenza anche degli utenti. In vetro piano e materiale eletpratica, anche alla luce delle disposizioni governative nuovi impianti, mentre trico e termoidraulico, così tese a sospendere tutte le attività ritenute non essen- si ritengono consentiti come quelle di commercio al ziali, riteniamo che vadano sospese tutte le attività di dettaglio di articoli per l’ilinstallazione di nuovi impianti, anche in cantiere, e gli interventi urgenti luminazione (All. 1 DPCM quelle relative a interventi per l’efficienza energetica, di manutenzione e 11 marzo) sono consentite, al mentre siano da ritenersi consentite quelle relative a pari di quelle relative al comriparazione interventi di manutenzione e riparazione che rivemercio all’ingrosso di articoli stano carattere di urgenza. Si tratta di un atteggiamento prudenziale, antincendio e antinfortunistici (All. 1 DM 25 marzo ma che consente di mettere al riparo le nostre imprese da eventuali 2020). sanzioni, oltre che di salvaguardare la salute e la sicurezza dei cittadini/ utenti, dei lavoratori e degli imprenditori che nella quasi totalità dei casi Riparazione e commercio di elettrodomestici lavorano giornalmente fianco a fianco con i propri dipendenti. Molte Anche il DM 25/3/2020 tra le attività consentite imprese del settore hanno comunque già preso la decisione di sospen- prevede quelle relative ai seguenti codici Ateco: dere l’attività anche in assenza dei DPCM del Governo; va considerata 95.11.00 – Riparazione e manutenzione di computer anche la volontà dei nostri imprenditori di non mettere a rischio la e periferiche salute dei propri dipendenti, soprattutto in caso di impossibilità nel 95.12.01 – Riparazione e manutenzione di telefoni garantire loro i dispositivi di protezione individuale necessari. fissi, cordless e cellulari 95.12.09 – Riparazione e manutenzione di altre Commercio al dettaglio e all’ingrosso apparecchiature per le comunicazioni Avendo chiarito che le attività consentite ricomprese nell’Allegato 95.22.01 – Riparazione di elettrodomestici e di arti1 del DPCM 11 marzo si cumulano con quelle indicate nell’Alle- coli per la casa 28

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020


Per quel che riguarda invece le attività commerciali sono consentite quelle relative al “commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo, audio video, elettrodomestici” e “commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati” così come espressamente indicato nell’Allegato 1 del DPCM 11 marzo 2020. Più in generale riteniamo che anche per le attività di riparazione degli elettrodomestici siano da considerarsi consentite tutte quelle che attengono alla garanzia della sicurezza degli utenti. Ad esempio, se un qualsiasi elettrodomestico per un guasto disperde energia elettrica (quando lo tocco prendo la scossa) l’intervento di riparazione assume carattere di urgenza e va eseguito. Diverso è se da una lavatrice o da una lavastoviglie con la guarnizione rotta fuoriesce acqua; in questo caso l’intervento di riparazione non riveste carattere di urgenza in quanto il guasto non mette in pericolo l’utente e può essere tranquillamente posticipato. Si ritiene utile comunque, per evitare di incorrere in contrattempi e sanzioni, tenere sempre a portata di mano il certificato camerale dell’impresa con l’indicazione del codice ATECO di riferimento e, in caso di interventi di urgenza, farsi inviare dal cliente la richiesta di intervento tramite mail, sms, WhatsApp, etc.) Il rapporto con i lavoratori Nelle FAQ del Governo, laddove si fa riferimento a chi opera in cantiere, si stabilisce che: “Nell’ipotesi in cui un lavoratore impiegato in un cantiere, rientrato nel luogo di propria residenza/domicilio per la fruizione di un periodo di congedo o riposo, decida di non tornare presso la sede di cantiere senza che sussista alcun impedimento di carattere sanitario, debitamente certificato, tale decisione dovrà considerarsi quale autonoma scelta del lavoratore che, seppur dettata da comprensibile preoccupazione per il pericolo di contagio, sarà valutata dall’impresa appaltatrice alla luce delle disposizioni contrattuali”. Analogo discorso può essere fatto nei confronti di un lavoratore che, pur dotato di dispositivi di protezione individuale, per paura del contagio si rifiuti di lavorare in caso di interventi presso il domicilio del cliente. Peraltro, occorre considerare che: – il datore di lavoro è tenuto ad applicare i necessari protocolli di sicurezza volti ad impedire la diffusione del contagio da Covid-19 tra i lavoratori. La garanzia della distanza di sicurezza interpersonale di un metro e la messa a disposizione di specifici dispositivi di protezione individuale sono aspetti fondamentali;

– qualora non sia possibile svolgere la prestazione in modalità agile, il datore di lavoro privato può, anche a prescindere da qualsiasi preventiva programmazione, disporre che i propri dipendenti usufruiscano delle ferie pregresse fino al 25 marzo (o fino al termine dell’emergenza). Salvo eventuali attività indifferibili da rendere in presenza, il datore di lavoro privato può, infatti, programmare l’utilizzo delle ferie riferite all’anno precedente entro il termine di godimento o di utilizzo stabilito dalla contrattazione collettiva; – per i lavoratori del settore privato, il datore di lavoro potrà valutare la possibilità di riconoscere a tali lavoratori forme di flessibilità oraria o di modifica transitoria dell’articolazione dell’orario di lavoro limitatamente al periodo di durata dell’emergenza ovvero il ricorso ad altri strumenti di flessibilità comunemente previsti dalla contrattazione collettiva (ad esempio banca ore), ovvero la concessione di permessi straordinari. Il rapporto con i clienti Numerosi clienti stanno disdicendo lavori e interventi di manutenzione da tempo programmati per timore di contagi. Le preoccupazioni dei cittadini sono legittime e pienamente comprensibili, ma agli stessi si deve far presente a cosa si può incorrere qualora un impianto, la cui sicurezza non è stata garantita dagli interventi di manutenzione programmati, sia malfunzionante e provochi danni a persone o cose. La vigente legislazione (art. 7, DPR 74/13) affida all’installatore (impianti nuovi) e al manutentore (impianti esistenti) il compito di stabilire qualità e frequenza degli interventi di manutenzione sull’impianto termico, mentre spetta al proprietario dell’impianto (in pratica chi lo utilizza, sia esso il proprietario dell’appartamento nel quale l’impianto è installato o un semplice affittuario) mantenerlo sicuro ed efficiente (art. 8, comma 2 del DM 37/08). Qualora non faccia effettuare gli interventi di manutenzione nei tempi previsti dall’impresa installatrice, il “proprietario dell’impianto” si assume l’onere di risponderne, in sede civile ed eventualmente anche in sede penale. Per questo, in caso di disdetta di un intervento di manutenzione da parte del proprietario, vanno fatte presente allo stesso le responsabilità cui incorre. Per sollevarsi da ogni responsabilità, però, l’impresa deve comunque

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

29


Emergenza COVID-19 poter dimostrare l’evidenza del diniego o del rifiuto, da parte del cliente, di far effettuare l’intervento. Pertanto bisogna conservare ogni tipo di comunicazione (mail, WhatsApp, etc.) intercorsa con il cliente che rifiuta l’intervento. Tale accorgimento assume ancor più importanza quando si parla di garantire i cosiddetti “servizi pubblici essenziali”. Nel nostro caso nel comma a) dell’art. 2 della L. 146/90 si specifica chiaramente che tra i servizi pubblici essenziali sono ricompresi “l’approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessità, nonché la gestione e la manutenzione dei relativi impianti, limitatamente a quanto attiene alla sicurezza degli stessi”. Pertanto è innegabile che gli impiantisti, nel gestire o manutenere un impianto ai fini della sicurezza e della funzionalità dello stesso, svolgano un servizio pubblico essenziale; addirittura, quando firmano una dichiarazione di conformità sottoscrivono un atto pubblico come un qualsiasi pubblico ufficiale. Nel malaugurato caso di danni a persone e cose provocati dal malfunzionamento di un impianto a causa del mancato intervento manutentivo, al di là delle responsabilità del proprietario e del contenzioso che ne deriverebbe per la quasi certa decadenza della copertura assicurativa, va chiarito a quali conseguenze potrebbe andare incontro l’impresa che, per cause non certo ad essa imputabili, non ha potuto svolgere quel pubblico servizio. Inoltre, le limitazioni alla possibilità di spostamento, le norme di salute e sicurezza introdotte (presenza

Protocollo per la sicurezza nelle aziende

Misure efficaci di salute e sicurezza dei lavoratori dovranno essere garantite in tutte le aziende sulla base di un protocollo siglato sabato 14 marzo 2020 tra sindacati e imprese in accordo con il Governo. Il documento consiste in 13 punti volti a contrastare e prevenire la diffusione del “nuovo coronavirus” nei luoghi di lavoro. Eccoli in sintesi. 1) Obbligo a casa se con febbre oltre 37.5° o altri sintomi influenzali, chiamando il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria. 2) Controlli all’ingresso. Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. 3) Limitare i contatti con i fornitori esterni. Per l’accesso di fornitori esterni si devono individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale. Va ridotto anche l’accesso ai visitatori. 4) Pulizia e sanificazione. L’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro (comprese tastiere, schermi touch, mouse), delle aree comuni e di svago e dei distributori di bevande e snack. 5) Igiene delle mani. È obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani. L’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti. 6) Mascherine e guanti. Qualora il lavoro imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è necessario l’uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici) conformi. 7) Spazi comuni con accessi contingentati (mense, spogliatoi, aree fumatori). L’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta e con il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone.

contemporanea delle persone fisiche all’interno dei luoghi di lavoro, distanze minime da garantire, etc.) e le difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime e prodotti su tutto il territorio nazionale hanno evidentemente causato dei problemi di non poco conto alle imprese per quanto riguarda la consegna dei lavori e la sospensione dell’attività nei cantieri. Se non è possibile svolgere il lavoro In relazione alla sopravvenuta impossibilità della prestazione – impossibilità di cui però deve essere provata la non imputabilità della causa all’impresa stessa – era stata individuata una “scappatoia” negli artt. 1218 (Responsabilità del debitore) e 1256 (Impossibilità definitiva e impossibilità temporanea) del Codice Civile. A conferma di ciò è intervenuto quanto previsto dall’art. 91 (Disposizioni in materia ritardi o inadempimenti contrattuali derivanti dall’attuazione delle misure di contenimento e di anticipazione del prezzo in materia di contratti pubblici) del DL n. 18 del 17 marzo 2020 (cosiddetto “Cura Italia”), in base al quale il rispetto delle misure di contenimento previste dal DL 6/2020 “è sempre valutato ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1218 e 1223 c.c., della responsa30

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020


8) Possibile chiusura dei reparti non necessari e smart working. Limitatamente al periodo dell’emergenza Covid-19, le imprese potranno disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza. 9) Rimodulazione dei livelli produttivi e dei turni. Si può procedere a una rimodulazione dei livelli produttivi. Bisogna assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili. 10) Ammortizzatori sociali e ferie. Utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali o, se non fosse sufficiente, utilizzare i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti. 11) Stop trasferte e riunioni. Sospese e annullate tutte le trasferte e i viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordati o organizzati. Non sono consentite le riunioni in presenza (solo quelle urgenti ma con un numero ridotto di persone e a un metro di distanza interpersonale). 12) Orari ingresso-uscita scaglionati. Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa). 13) Gestione di un caso sintomatico. Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale; si dovrà procedere al suo isolamento e a quello degli altri presenti dai locali. L’azienda avverte immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal ministero della Salute. L’azienda inoltre collabora per la definizione degli eventuali contatti stretti. È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del Rls.

bilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti”. Va ricordato che l’art. 1218 del Codice Civile specifica che “il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile”. In pratica, qualora vi dovessero essere ritardi oppure omessi adempimenti, relativamente al periodo di emergenza sanitaria, si potrà invocare l’impossibilità della prestazione per rispetto delle misure di contenimento di cui al DL 6/2020 (Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19). L’eventuale carenza di mascherine, che vanno considerate DPI ex DL 81/2008, in ambienti di lavoro in cui sia impossibile mantenere la distanza di un metro tra un lavoratore e l’altro (per esempio nei cantieri), potrà essere invocata per contrastare eventuali penali per ritardata ultimazione, e quindi per richiedere e ottenere la sospensione dei lavori nell’attuale fase. Per preservare la salute del personale dipendente e/o professionale coinvolto nei lavori, è stato infatti necessario

applicare il principio di precauzione previsto nei documenti per la sicurezza nella parte di “valutazione dei rischi”, sospendendo temporaneamente tutte le opere non essenziali e indispensabili al funzionamento di servizi primari. Lavori in trasferta Il Protocollo del 14 marzo condiviso dalle parti sociali consiglia la sospensione o l’annullamento di trasferte e viaggi di lavoro, consiglio che però va valutato tenendo conto delle esigenze specifiche dell’azienda. In pratica, qualora la mancata effettuazione delle trasferte dei lavoratori dovesse avere effetti pesantemente negativi sulla funzionalità dell’impresa, le trasferte vanno effettuate a patto che, naturalmente, i lavoratori siano dotati di tutti i dispositivi di protezione e che, nell’effettuazione della trasferta, vengano adottati tutti gli accorgimenti per garantire la loro sicurezza. Il Protocollo va nello spirito di evitare tutti gli spostamenti non strettamente necessari per il lavoro dell’impresa (ad es. spostamenti per visitare i clienti, per fini commerciali e/o di marketing), ma di garantire, in deroga alla sospensione generalizzata di tutte le attività, il core business dell’impresa stessa. Non è pertanto intenzione del Protocollo limitare in alcun modo quanto necessario allo svolgimento dell’attività caratteristica dell’impresa. Sospensione termini di scadenza Il DL 17 marzo 2020, n. 18 (“Cura Italia”) al comma 2 dell’articolo 103 (Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza) prevede che “tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”. La nostra interpretazione è che l’attestazione SOA vada sicuramente considerata come un atto abilitativo, così come la certificazione F-Gas e la qualificazione FER, tutte abilitazioni obbligatorie che consentono di fare appalti pubblici, installazione e manutenzione di impianti F-Gas e/o alimentati da fonti rinnovabili. Diversa interpretazione va data a nostro avviso in merito alle certificazioni, come ad esempio la ISO 9001, che non sono obbligatorie, ma volontarie, e non costituiscono la condizione senza la quale un determinato lavoro non può essere svolto. Quanto sopra delineato ha avuto conferma, ad esempio in merito alle certificazioni F-Gas, con la nota del Ministero dell’Ambiente (Allegato 3) del 23 marzo con la quale, in risposta ad una precisa, esplicita e formale richiesta di CNA Installazione Impianti, si estende al 15 giugno 2020 la validità delle certificazioni di imprese e persone fisiche in scadenza nel periodo tra il 31 gennaio ed il 15 aprile. N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

31


Normativa

di Anna Martino, CTI*

COME SI DEFINISCE UN IMPIANTO TERMICO? La risposta non è così semplice: in vista del recepimento della Direttiva 844/2018/UE è utile ripercorrere la storia di questo termine nella normativa italiana, che dal 1993 a oggi è stata modificata più volte, dando luogo a non poche difficoltà interpretative

partire dal 1993 la definizione di impianto termico è stata spesso modificata e rivista, creando talvolta problemi interpretativi nell’applicazione pratica della legislazione. Può sembrare un esercizio di pura semantica, ma si tratta invece di una questione che ha ricadute molto concrete sui prodotti, sugli operatori del settore e sugli utenti finali. Così, in vista del recepimento della nuova Direttiva 844/2018, previsto per il prossimo mese di marzo, potrebbe essere utile ripercorrere brevemente la cronistoria del termine “impianto termico”. Nel DPR 412 del 26 agosto 1993 l’impianto termico era definito come:

A

“Un impianto tecnologico destinato alla climatizzazione degli ambienti con o senza produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari o alla sola produzione centralizzata di acqua calda per gli stessi usi, comprendente i sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e di controllo; sono quindi compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacqua unifamiliari.” La legislazione dell’epoca riguardava solo la climatiz32

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

zazione invernale, mentre non erano previsti limiti sui consumi o sull’efficienza dei sistemi di climatizzazione estiva; allo stesso modo i controlli e le ispezioni sugli impianti riguardavano di fatto solo le caldaie. L’esclusione di stufe, caminetti, radiatori individuali e scaldacqua unifamiliari dalle manutenzioni e controlli periodici previsti dall’art. 11 del DPR 412 – “Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n° 10” – faceva dedurre, ipoteticamente, che gli edifici non dotati di un impianto termico corrispondente alla definizione fossero di fatto esclusi dal campo di applicazione e non avessero dunque alcun obbligo di isolamento termico. Questa interpretazione distorta ha probabilmente contribuito a spingere il legislatore a rivedere la definizione, che nel successivo D.Lgs. 192/2005 recita: “Impianto tecnologico destinato alla climatizzazione estiva ed invernale degli ambienti con o senza produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari o alla sola produzione centralizzata di acqua calda per gli stessi usi, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e di controllo; sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacqua unifamiliari; tali apparecchi sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobilire è maggiore o uguale a 15 kW.” Anche questa nuova definizione creava non poche difficoltà applicative: per esempio, apparecchi quali stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacqua


degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate.”

unifamiliari, a seconda della potenza complessiva installata in ciascuna unità immobiliare, potevano o meno rientrare negli obblighi di manutenzione e controllo degli impianti. Tanto per fare un esempio: una stufa da 10 kW non era considerata impianto termico, mentre tre stufe da 5 kW sì. Altri hanno sollevato il problema degli apparecchi mobili, come stufette o radiatori elettrici, che possono essere facilmente scollegati e portati via dal proprietario o dall’inquilino. Successivamente è intervenuta la definizione del Decreto 22 novembre 2012: “Impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale e/o climatizzazione estiva e/o produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale e assimilate.” Pubblicato sulla G.U. del 25 gennaio 2013, il Decreto è stato parzialmente sostituito dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90 per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE, che ha provveduto a rivedere nuovamente la nostra definizione: “Impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare

Nel tentativo di assimilare tutti gli apparecchi fissi ad impianto termico la potenza minima complessiva a servizio della singola unità immobiliare è stata ridotta a soli 5 kW. I sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate risultano però scorporati da tale assimilazione e pertanto risultano esclusi. In sostanza sembrerebbe che in ambito residenziale non si considerino gli impianti di sola produzione di ACS, indipendentemente dalla loro natura e potenza (caldaie a gas, pompe di calore, solare termico, etc.). Poiché questa definizione impatta non solo sulla manutenzione degli impianti, ma anche sul rispetto dei requisiti minimi e sulle certificazioni energetiche, è stato necessario che il MiSE intervenisse con la Faq 3.14 pubblicata a dicembre 2018 per chiarire che “ai fini della redazione degli APE e per quanto riguarda i requisiti energetici minimi, indipendentemente dalla definizione di impianto termico, tali impianti tecnici devo essere considerati e imputati, purché impianti fissi concorrenti ai servizi considerati nella prestazione energetica dell’edificio e di potenza sufficiente a garantire le temperature degli ambienti previste dalla legge. Si noti tuttavia che non tutti gli impianti tecnici sono soggetti agli obblighi relativi alle ispezioni e alla dotazione di libretto di impianto.” Altre Faq sono state pubblicate in relazione al DPR 74/13 e alla compilazione del libretto di impianto, per fornire precisazioni in merito a quali apparecchi vadano o meno registrati sul libretto. Sull’argomento, anche solo limitandoci alla normativa nazionale, la situazione rimane piuttosto complessa. In attesa dell’atto di recepimento della nuova Direttiva 2018/844 che potrebbe porre mano nuovamente alla definizione di impianto termico, si potrebbe forse suggerire l’approccio che viene solitamente adottato nella stesura della normativa tecnica e che è stato avanzato anche sui tavoli delle commissioni tecniche CTI: adottare una definizione stringata ed esclusivamente tecnica, lasciando ai singoli disposti legislativi definire eventuali esclusioni o limitazioni a seconda della materia che si intende normare: rispetto dei requisiti minimi, certificazione energetica degli edifici, controllo e ispezione degli impianti.  *Il testo è tratto da un articolo apparso originariamente sul numero di gennaio 2020 di Energia e Dintorni, la rivista del Comitato Termotecnico Italiano. Pubblicato su gentile concessione dell’autrice N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

33


Case History a cura della redazione

UNA PERLA SUL GOLFO DI GENOVA CON IMPIANTO AD ALTA EFFICIENZA Una prestigiosa residenza situata nel suggestivo borgo marinaro di Boccadasse è stata sottoposta a un’importante opera di riqualificazione che ha interessato la centrale termica. Realizzato in mattoni rossi, l’edificio si trova in prossimità dell’omonimo Castello e ne richiama lo stile architettonico con la presenza di elementi quali la preziosa merlatura. La struttura ospita 4 appartamenti, ciascuno con una superficie di circa 300 mq. Andrea Cammisotto, responsabile operativo dei cantieri di Ligurcalor S.r.l. (la ditta che si è occupata dei lavori di riqualificazione dell’impianto termico), ci parla dell’intervento.


ual era la situazione pregressa? Abbiamo acquisito la manutenzione di questo nuovo impianto alla fine della stagione invernale 2018. La centrale termica presa in gestione presentava però delle lacune e dei problemi strutturali: era composta da generatori tradizionali a cui non era stata fatta una manutenzione adeguata negli anni, e che quindi si presentavano alquanto deteriorati. Di conseguenza abbiamo consigliato la sostituzione con dei nuovi generatori a condensazione. Inoltre erano presenti due generatori d’acqua calda separati a servizio degli appartamenti, mentre uno solo degli appartamenti aveva una produzione d’acqua calda indipendente.

Q

Quali soluzioni avete proposto? In fase iniziale abbiamo consigliato all’amministratore di condominio di inserire due produttori di ACS in pompa di calore collegati con le nuove caldaie a conden-

Scheda progetto

Luogo: Boccadasse, Genova Tipologia di intervento: riqualificazione impianto termico Impresa installatrice: Ligurcalor S.r.l. Responsabile operativo: Andrea Cammisotto Soluzioni adottate: sostituzione di due caldaie a gas del 1995 con due caldaie a condensazione Luna Duotec MP+ 1.60 Baxi da 55 kW, collegate a due produttori di ACS in pompa di calore SPC 300 Baxi Potenza complessiva dell’impianto: 110 kW

sazione, per avere una migliore efficienza del sistema in sanitario. Dal nostro punto di vista la soluzione proposta era la migliore, in quanto nella nostra zona le temperature sono miti e consentono l’utilizzo efficiente della pompa di calore tutto l’anno. Dopo aver fatto un sopralluogo nella centrale

Le caldaie a condensazione installate in cascata Baxi Luna Duo-tec MP+

Alessandro e Andrea Cammisotto di Ligurcalor Srl

termica, abbiamo stimato il fabbisogno energetico necessario e abbiamo elaborato un preventivo per il completo rifacimento della centrale e l’installazione di un sistema a condensazione. I generatori preesistenti con che combustibile funzionavano? Erano due caldaie a gas in rack con due bruciatori ad aria soffiata da 103 kW datati 1995 e sono state sostituite con due Luna Duo-Tec MP+ 1.60 da 55 kW Baxi, per una potenza complessiva di 110 kW, complete di accessori e alloggiate in specifici telai. Per quanto riguarda l’impianto, ci sono complessità particolari che avete rilevato durante l’installazione o anche in fase di progettazione? Non abbiamo riscontrato problematiche rilevanti, sono impianti che progettiamo e gestiamo abitualmente. In questo caso possiamo dire che l’impianto può essere considerato tradizionale anche se è una configurazione piuttosto inusuale, soprattutto per i due produttori d’acqua calda in pompa di calore. Questi presentano uno scambiatore a serpentina nella parte inferiore a cui abbiamo collegato le caldaie per integrare la produzione di ACS nei casi in cui i prelievi dell’acqua calda sanitaria avessero potuto mettere in crisi la pompa di calore nel caricamento dei bollitori. Per poter tenere ade-

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

35


Case History

Il generatore pre-esistente

guatamente conto dell’energia utilizzata da ciascun produttore d’acqua ed effettuare una precisa ripartizione delle spese di consumo tra i proprietari degli appartamenti, abbiamo realizzato un circuito con una pompa dedicata per ogni produttore di acqua calda e relativo contabilizzatore di calore. L’impianto è composto da un circuito primario e uno secondario separati da un compensatore idraulico. Il secondario ha una valvola miscelatrice per poter gestire il riscaldamento con una curva climatica in base alla temperatura esterna. Poi abbiamo introdotto un particolare filtro meccanico defangatore per impianti con grandi portate. A completamento dell’impianto, abbiamo montato delle pompe elettroniche a portata variabile, prima mancanti nonostante lo stabile fosse già dotato di valvole termostatiche e contabilizzatori. Le caldaie in cascata sono gestite dall’elettronica Baxi a cui è collegato un PLC connesso da remoto su piattaforma internet e gestibile anche da un’app su smartphone. Ci sono stati dei vincoli particolari che avete dovuto considerare per quanto riguarda obblighi normativi? Per la realizzazione della centrale termica sono state rispettate tutte le normative previste, 36

compresa la prevenzione incendi. Sebbene la potenza complessiva dell’impianto non lo richiedesse, non è stato trascurato nessun elemento in fatto di sicurezza. In dettaglio, le pareti, in pietra e spesse 80-90 cm, sono REI 120 e non avevano necessità di pannellature. Inoltre, l’aerazione era già ampiamente sufficiente in quanto proveniente da una finestra adibita ad uso esclusivo della centrale termica, affacciata su un vano tecnico che riceveva aria dall’esterno. Il locale caldaia è poi dotato di un disimpegno con aerazione dedicata proveniente dall’esterno le cui porte d’accesso sono REI 120, sia per la centrale termica che per il disimpegno. L’impianto

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

I due scaldacqua in pompa di calore SPC 300 Baxi

elettrico, rifatto completamente, presenta un nuovo quadro con interruttori magnetotermici per i vari componenti della centrale come caldaie, pompe e quant’altro. All’interno di questo quadro sono anche installati dei contatori di energia elettrica che contabilizzano l’energia utilizzata da ogni singolo produttore di acqua calda in pompa di calore. Inoltre, è presente un contatore di energia elettrica che contabilizza tutta l’energia utilizzata dalla centrale termica. I diversi componenti installati nella centrale sono poi dotati di specifici cartelli di segnalazione con le indicazioni necessarie in caso di intervento 


UN MONDO DI PRODOTTI

PER OGNI ESIGENZA BOLLITORI per pompe di calore, impianti solari termici, caldaie a condensazione TERMOACCUMULATORI POLIVALENTI di nuova generazione VASI DI ESPANSIONE per riscaldamento SERBATOI POLIfUNZIONALI

DP il VASO POLIfUNZIONALE ZERO MANUTENZIONE, ZERO PROBLEMI

membrana + guaina = doppia protezione

prodotto

novità

doppia tenuta sull’aggraffaggio

VASI PER IMPIANTI SOLARI SERBATOI IN POLIETILENE fuori terra, da interro e trattamento acque reflue AUTOCLAVI A MEMBRANA per acqua sanitaria SERBATOI ZINCATI per acqua fredda SERBATOI ASME

............................

raccordo inox per la massima salubrità dell’acqua

serraggio con dado esagonale per una installazione facilitata

PARTECIPA AI NOSTRI INCONTRI FORMATIVI! .

scopri la tappa nella tua città e iscriviti subito!

Scansiona il QR-CODE, oppure scrivici: marketing@elbi.it

ELBI S.P.A. Via Buccia, 9 Limena 35010 (Padova) | Tel. 049.88.40.677 | P.IVA: 00838770287 | www.elbi.it | marketing@elbi.it


Dossier tecnico

I N FOR MAZ ION E DALLE AZ I E N DE

COME DIMENSIONARE CORRETTAMENTE I VASI DI ESPANSIONE?

V=

C . e + 10%

Il vaso di espansione è un componente idraulico presente in vari Pi 1 impianti e sistemi per il riscaldamento, con la funzione di contenere Pf le variazioni di pressione del circuito evitando colpi d’ariete e sbalzi di pressione. In questo dossier a cura di CIMM vediamo come scegliere e Per saperne di più, alla fine del catalogo CIMM, scaricabile anche dal sito web, calcolare la dimensione del vaso più adatto è presente il manuale tecnico di istrua ogni esigenza

a maggior parte delle volte, l’installazione di vasi di espansione sottodimensionati e la sporadica manutenzione sono le cause principali di guasti nel funzionamento e danni all’impianto. Ma come si calcola correttamente il dimensionamento di un vaso di espansione? Uno degli utilizzi più comuni avviene in impianti a circuito aperto per acqua calda sanitaria, quindi prenderemo come primo esempio il dimensionamento di un vaso di espansione con membrana intercambiabile ad uso sanitario. Innanzitutto è necessario conoscere i seguenti dati: C = capacità complessiva d’acqua (in litri) del bollitore o scaldacqua e = coefficiente di espansione, corrispondente alla massima differenza tra la temperatura di ingresso dell’acqua nell’impianto e la temperatura massima di regime dell’acqua contenuta nel serbatoio; Pi = pressione assoluta a cui è precaricato il cuscino di aria del vaso di espansione. Questa pressione è di estrema importanza poiché grazie all’inerzia dell’aria e della membrana, si attutiscono e dissipano tutti i colpi d’ariete che si verificano nell’impianto. Pf = Pressione massima assoluta di

L

38

esercizio a cui è tarata la valvola di sicurezza. Il dimensionamento quindi si ricaverà dalla seguente formula:

Esempio di schema d’impianto con pompa di calore

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

zioni. CIMM ha anche progettato un software di calcolo molto facile da utilizzare e a disposizione degli utenti gratuitamente, che dopo l’inserimento dei dati necessari fornirà una soluzione coerente


Ad esempio, nei sistemi pipe in tank, con il bollitore di accumulo – cioè il serbatoio di accumulo di acqua tecnica per riscaldamento – con un volume generalmente di 200/300 litri o anche più, poiché la temperatura può raggiungere valori anche elevati (circa 80°C nel caso vi sia una resistenza che incrementa la temperatura), è necessario un vaso di espansione di 24 litri o più, con una precarica da 1,5 bar.

Figura 1

in termini di capacità d’acqua, ma contenente varie alternative in termini di peso e dimensioni del vaso, in quanto non tutti i vani impianto presentano le stesse dimensioni. Il Calcolatore CIMM è consultabile sempre dal sito web. Come si sceglie e dimensiona il vaso di espansione per un impianto di riscaldamento e/o refrigerazione con pompa di calore? Le moderne pompe di calore sono progettate e ottimizzate per produrre acqua calda fino a circa 65°C, temperatura che si adatta ad operare con un impianto di riscaldamento anche a termosifoni. Sulla base di un bilancio termico, si può scegliere la modalità di funzionamento: monovalente (la pompa di calore è l’unico generatore di calore) o bivalente (un generatore a supporto è presente nell’impianto). Una pompa di calore in genere richiede spazi di installazione superiori rispetto ai tradizionali sistemi di riscaldamento, poiché necessita di un accumulo per la produzione di ACS e a volte, in base alla tipologia di impianto, anche di un accumulo inerziale per garantire il buon funzionamento della stessa. Solitamente in un impianto con pompa di calore sono presenti uno o più vasi d’espansione, posizionati internamente o esternamente, con la funzione di contenere la dilatazione e l’aumento e/o la riduzione di volume del fluido causato dall’azione di riscaldamento e raffrescamento.

I vasi CIMM più adatti al funzionamento di una generica pompa di calore sono molti e dipendono da molteplici fattori quali: tipo di impianto; spazio disponibile; pressione massima e minima del circuito; volume e temperatura del fluido. In genere, i vasi piatti della linea CP e RP prodotti da CIMM con membrana fissa si prestano al miglior funzionamento del circuito primario o circuito chiuso con acqua tecnica; mentre i vasi ACS o STYLE sono ottimali per il circuito dell’acqua calda sanitaria, in quanto costruiti con un’apposita membrana a palla che non permette la fuoriuscita dell’acqua e il contatto con le parti metalliche del vaso. Per capire meglio, riportiamo due esempi di carattere generico (consigliamo ai produttori di pompe di calore di verificare prima con i tecnici CIMM le misure per l’inserimento del vaso in impianto e ai professionisti installatori di affidarsi alle indicazioni della casa costruttrice). Circuito primario (di riscaldamento e raffrescamento) Molte varianti di pompe di calore prevedono un vaso di espansione per il circuito di riscaldamento, generalmente di volume pari a 8 o 10 o 12 litri, contenuto nel cosiddetto modulo idronico. La pressione massima del circuito idronico è generalmente intorno ai 3,0 bar. Il volume del vaso dipenderà dunque dal volume di fluido presente nell’impianto di riscaldamento.

Circuito sanitario Gli impianti con pompa di calore prevedono solitamente anche l’installazione di un vaso di espansione per il circuito sanitario (dell’acqua potabile), che spesso viene installato esternamente, ma in altri casi si può trovare già inserito o predisposto all’interno del modulo PdC. Per esempio, data una pompa di calore con accumulo/bollitore per acqua sanitaria da 170 litri, pressione massima d’esercizio 8 bar (taratura valvola di sicurezza), pressione minima d’esercizio o di precarica del vaso 3,5 bar, temperatura massima dell’acqua 60 °C, applicando la formula illustrata risulterebbe necessario un vaso di espansione sanitario da 5 litri. Considerando però anche il volume delle tubazioni di collegamento, risulta più funzionale installare un vaso da 8 litri. Lo stesso risultato calcolato mediante formula emerge anche dal calcolatore CIMM, che tiene conto di tutto ciò e presenta le soluzioni migliori (vedi Figura 1).

CIMM SpA Via Caprera 13 31030 – Castello di Godego (TV) Tel. 0423 760009 cimm.comit@cimmspa.com www.cimmspa.com

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

39


R U B R ICA

R

Sicurezza in Bagno di Francesco Mazzarella

DEFINIZIONE DI UN BAGNO IN AMBITO SANITARIO

Il bagno assistito, il bagno degenza e il bagno disabili: nella prima puntata di questa rubrica, in collaborazione con Ponte Giulio, vediamo quali sono i criteri e le normative da rispettare per l’allestimento di ambienti pienamente accessibili anche a persone con difficoltà motorie ccuparsi di un paziente ospitato in una struttura ospedaliera è un’attività complessa, sia per quanto riguarda gli operatori, sia per l’adattamento da parte dei pazienti. L’invecchiamento della popolazione e la necessità di offrire un’adeguata assistenza a chi è affetto da deficit cognitivi, motori o psichiatrici, obbliga le strutture sanitarie ad affrontare ogni giorno sfide diverse in cui l’ambiente e la sua fruibilità giocano un ruolo fondamentale. Allestire ambienti in cui si trovano a interagire persone con necessità ed esigenze diverse impone l’individuazione di una serie di soluzioni che cambiano in base alla tipologia sia delle strutture, sia degli ospiti stessi. Ecco quindi la necessità di fornire risposte efficaci alle circostanze specifiche di ogni contesto, curando la progettazione degli ambienti e ponendo la stessa attenzione nei riguardi sia degli operatori assistenziali, sia degli ospiti, in modo da superare la semplice considerazione dell’autonomia del paziente. Per ottenere questo risultato è utile fare riferimento alle regole di carattere generale stabilite dal D.Lgs. 502/1992. A queste norme le strutture sanitarie di tutto il territorio nazionale devono adeguarsi al fine di essere autorizzate all’accoglienza e alla gestione dei pazienti.

O

Considerazioni sul bagno assistito Per provvedere all’igiene di una persona non autosufficiente è necessario l’intervento di una o più persone. L’operazione più frequente in termini di igiene assistita è quella che viene svolta al posto letto. Il ricorso ad altri sistemi varia in base al grado di autonomia e 40

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. N.11-- MARZO/2020 MARZO/APRILE 2020

autocontrollo dei pazienti, alle caratteristiche strutturali dell’ambiente e le abitudini professionali degli operatori. Non è quindi pensabile ricorrere a una soluzione che vada bene per tutte le circostanze ma sarà necessario personalizzare, in base allo studio delle necessità e delle problematiche, la proposta assistenziale. Da questo punto di vista è utile porre particolare attenzione alla posizione degli arredi del bagno, perché assistente e paziente corrono il rischio di urtare facilmente gli spigoli dei mobili nelle operazioni di movimentazione e trasferimento. In termini progettuali è opportuno ricordare come il bagno assistito debba comunque avere caratteristiche generali comuni indipendentemente dalla tipologia di attrezzature valutate come idonee: • Temperatura ambientale adatta allo scopo; • Presenza di tutti i sanitari e relativi ausili; • Presenza di piletta di scarico a pavimento aggiuntiva per raccolta di acqua di spandimento; • Spazio di manovra di almeno cm. 100 su ogni lato dell’attrezzatura prescelta; • Porta di accesso con larghezza utile di cm. 120.

Norme di riferimento bagno disabili

Riferimenti legislativi DPR 503/96, sostitutivo del DPR 384/78 Legge n° 13 del 9/01/1989 Norme di attuazione Regolamento di attuazione dell’articolo 27 della Legge 118/71, in materia di barriere architettoniche e trasporti pubblici DM n° 236 del 14/06/1989, Prescrizioni tecniche ai fini del superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche Ambito di applicazione Strutture pubbliche a carattere collettivo sociale. Edilizia privata ed edilizia residenziale pubblica


150

67

8 9

10

300

5 - Maniglione di sicurezza lineare 6 - Lavabo ergonomico 7 - Specchio inclinabile, in vetro di sicurezza con bordi colorati 8 - Miscelatore termostatico lavabo 9 - Sifone

150

400

400

A Il bagno disabili

1000

800 550

400

400

400

150

580

500

B

11

12 13

Criteri di progettazione per l’accessibilità

Con la definizione di “barriera architettonica” viene generalmente indicato quell’insieme di condizioni che determinano l’impossibilità, per un individuo, di relazionarsi con il mondo che lo circonda in maniera autonoma. La necessità di realizzare ausili che siano il punto di collegamento tra le necessità da soddisfare e il detentore di tali bisogni costituisce un’opportunità per gli operatori economici del settore e anche un chiaro obbligo morale per il contesto sociale in cui tale esigenze si verificano. Più elevato è il livello tecnologico ed estetico, minori sono i disagi derivanti dalla condizione in cui l’individuo e i suoi familiari si trovano a vivere nella relazione con l’ambiente circostante. L’efficacia delle soluzioni proposte raggiunge il massimo livello nel momento in cui alla riduzione delle B.A. corrisponda un adeguato livello operativo delle strutture a cui sono delegate le attività di assistenza e cura. 

Servizi igienici – Luce netta della porta: 850 mm. – Dimensione locale: 1800x1800 mm. – Asse tazza > 1400 mm da parete laterale sinistra e > 400 mm da parete laterale destra. – Distanza tra bordo anteriore tazza e parete posteriore > 800 mm. – Altezza tra piano seduta tazza e pavimento = 500 mm. – Altezza tra piano lavabo e pavimento = 800 mm. Tubazioni installate sotto-traccia Le rubinetterie devono avere comandi a pedale o con fotocellule. Spazi necessari per accostamento e trasferimento: – Vaso sanitario 1000 mm da asse sanitario. – Lavabo (privo di colonna) 800 mm dal piano di calpestio. – Vasi sanitari e bidet a > 400 mm dalla parete laterale, bordo anteriore a 750/800 mm dalla parete posteriore, piano seduta 450 D e bidet sia a 400 C mm dal piano calpestio. Nel caso in cui l’asse WC mm dalla parete, installare un corrimano. 560

5

850

4

400

23

570

820

300

350

Accessi – Luce netta > 150 cm. Zone antistanti e retrostanti l’accesso complanari e rispettivamente con profondità di 150 cm. Protezione da intemperie per profondità > 200 cm. – Luce netta > 80 cm. Gli spazi delle zone antistanti e retrostanti devono essere dimensionati nel rispetto degli schemi riportati all’art. 8.1.1 del DM 236/89. – Luce netta > 75 cm. Maniglia posta ad altezza compresa tra 85 e 95 cm e ante < 120 cm. Eventuali vetri collocati a più di 40 cm dal pavimento L’anta mobile deve aprirsi con una pressione < 8 Kg. Pavimenti Materiali antisdrucciolevoli, assenza di variazioni di livello, controindicazioni all’uso di tappeti o zerbini non incassati e guide in risalto. Antisdrucciolevoli con coefficiente di attrito 0,40 per elemento scivolante cuoio su pavimento asciutto e 0,40 per elemento scivolante gomma dura su pavimento bagnato. Giunture tra elementi < a 5 mm. Grigliati inseriti nel pavimento, inattraversabili da sfere 20 ø mm

Criteri di progettazione per la visitabilità Strutture ricettive Accessibilità al disabile di parti e servizi comuni e 2 stanze fino a 40 o frazioni di 40. Per villaggi turistici e campeggi, oltre a servizi e attrezzature comuni, devono essere accessibili il 5% delle superfici destinate a soggiorno temporaneo con minimo di 2 unità.

Criteri di progettazione per l’adattabilità

Disposizione “tipo” di un bagno per disabili, allestito con piatto doccia, vaso sanitario e lavabo. Posizioni e misure a norma di legge e consigliate.

Nuove edificazioni Si considerano adattabili quando tramite esecuzione differita nel tempo dei lavori necessari senza modifica delle strutture portanti dei servizi possono essere resi idonei all’accessibilità dei disabili. Ristrutturazioni Valgono gli stessi criteri per gli interventi di nuova edificazione, salvo vincoli esistenti.

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

41


Novità prodotti a cura della Redazione

Generazione La caldaia dal cuore tecnologico

Ariston presenta la nuova caldaia a condensazione Alteas One Net. Il termostato Cube e la sonda con fili inclusi di serie contribuiscono alla termoregolazione, aumentando l’efficienza e il comfort dell’ambiente, mentre il pannello in vetro temperato e antigraffio rende la caldaia un oggetto d’arredo. Perché sceglierla. Cuore della tecnologia a condensazione ONE per il riscaldamento è il nuovo scambiatore di calore brevettato XtraTech. Inoltre, la caldaia è dotata di Ignition System, controllo elettronico della combustione in grado di individuare automaticamente le caratteristiche del gas, fornendo prestazioni costanti di riscaldamento, controllo avanzato e sicurezza in ogni condizione. Grazie al Wi-Fi integrato – sempre connesso all’app Ariston NET – è possibile impostare, modificare e controllare la temperatura di riscaldamento, raffreddamento e dell’acqua calda in qualsiasi momento, ovunque ci si trovi. Infine, è possibile usufruire del controllo vocale grazie all’integrazione con Google Home e Amazon Alexa. www.ariston.com

Sistema modulabile per la produzione di ACS e riscaldamento

Proposto da AR Riscaldamento, MECS (Multi Energy Customized System) è un sistema modulabile che può essere supportato da una caldaia a condensazione di classe A della linea Blue, dal cuore in pressofusione di alluminio al silicio, in cui sono inseriti due circuiti in rame separati, uno per il riscaldamento e l’altro per il sanitario, che consentono un funzionamento a doppia condensazione con potenza variabile da 8,3 a 33,5 kW Perché sceglierlo. Caratteristica principale del sistema è la versatilità e la capacità di poter personalizzare l’impianto, aumentando l’efficienza, rispettando l’ambiente e sfruttando le fonti rinnovabili. L’elettronica del sistema gestisce la fonte energetica più appropriata in funzione dell’utilizzo, delle condizioni ambientali e del costo dell’energia. Il sistema viene assemblato con un livello di personalizzazione elevato e – in base alle esigenze impiantistiche – vengono inseriti i circuiti per la gestione della zona ad alta e bassa temperatura, oltre allo scambiatore con pompa dedicata per la produzione istantanea di ACS. www.ar-therm.com

Pompa di calore compatta e silenziosa

Baxi amplia la sua gamma di pompe di calore aria-acqua splittate inverter a basamento con PBS-i FS Slim. Dotata di un design compatto e bollitore ACS da 190 litri integrato, la gamma comprende tre modelli (4,5/6/8 kW) in grado di soddisfare ogni ambiente domestico. L’unità interna è molto silenziosa (<40 dBA), mentre la produzione di ACS avviene fino a 60 °C in pompa di calore e tempi di caricamento ridotti (75 minuti per il modello da 8 kW). Le funzioni di serie comprendono riscaldamento, raffrescamento e ACS; funzionamento tramite cronotermostato Baxi Mago o termostati on/off; conversione estate/inverno con cronotermostato Baxi Mago o contatto esterno; funzione Smart Grid; riscaldamento con regolazione climatica della temperatura; gestione di una zona diretta in riscaldamento e raffrescamento; gestione resistenza elettrica integrata su due livelli di potenza e possibilità di accumulare energia. Tra le funzioni opzionali, il kit di integrazione solare, il kit idraulico per la seconda zona miscelata e la gestione di una zona miscelata in riscaldamento e raffrescamento. Perché sceglierla. PBS-i FS Slim vanta facilità di installazione, rapida messa in servizio e possibilità di collocamento in nicchie da 60x60 cm grazie alle dimensioni compatte (cm 195 h x 56l x 58 p). Il prodotto, inoltre, include la pompa di circolazione e filtro magnetico impianto e sfiati aria, caricamento manuale impianto, valvola a 3 vie per la produzione di ACS, valvola di sicurezza lato impianto e ACS, valvola termostatica ACS e anodo elettronico sul bollitore ACS www.baxi.it 42

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020


Attiva da oltre 15 anni sul mercato del noleggio

i l f r eddo a noleggio

I VANTAGGI DEL NOLEGGIO costi certi e deducibili nell’esercizio nessuna immobilizzazione di capitale e svalutazione della macchina utilizzo della macchina per il solo periodo necessario, per un tempo determinato macchine sempre efficienti e testate

SOLUZIONI A NOLEGGIO

per il raffreddamento di processo e la climatizzazione

noleggio da società specializzata nel servizio Le macchine a noleggio BRENTA RENT, coprono una potenza frigorifera da 15 kW a oltre 1 MgW in versione gruppo frigorifero solo freddo, pompa di calore, roof top, UTA, close control, utilizzabili con temperature dell’acqua fino a -10°C. La lunga esperienza e competenza nel servizio di noleggio di macchine per il condizionamento industriale e la refrigerazione di processo, hanno fatto di BRENTA RENT un partner affidabile per soluzioni tecniche di noleggio ideali per soddisfare esigenze di utilizzo per aziende e industrie in cui vi sia la necessità di garantire qualità ed efficienza in ogni settore. Tale esperienza viene spesa sul mercato del noleggio di macchine/chiller sotto forma di consulenze mirate a risolvere con competenza i problemi del Cliente. Professionalità, efficienza, disponibilità sono le caratteristiche che contraddistinguono da sempre l’operato dell’Azienda attiva da 15 anni, che è in grado di soddisfare le esigenze dei Clienti sia in termini di funzionalità che dal punto di vista della convenienza.

Brenta Rent Srl Via Dell’Industria, 17 • 35020 Arzergrande (PD) - Italy • Tel. +39 049 5800034 • Fax +39 049 9724623 • Mobile +39 347 0554982 www.brentarent.it • brenta@brentarent.it

10

Anniv 2004


Novità prodotti Bollitore con sistema brevettato di scambio termico a piastre

ETS-Enolgas Thermo System, grazie all’accumulo per ACS con sistema a piastre di scambio e con movimentazione dell’acqua priva di sistemi di circolazione forzata, non richiede resistenze elettriche aumentando così l’efficienza e abbattendo i consumi. Le piastre, rispetto a un classico fascio tubiero, moltiplicano di 3 o 4 volte la superficie di scambio, passando da 0,6/0,8 m2 del fascio tubiero, a 2,4/3,2 m2 delle piastre. Il sistema è ottimizzato per regolare al meglio la potenza fornita per il riscaldamento, raffrescamento e ACS, garantendo un’erogazione di energia nella quantità necessaria ad ogni singola utenza energetica. Anche a basse temperature esterne, ETS garantisce un notevole risparmio energetico sia a bassa che a media temperatura (W 55°C). Le prestazioni sono certificate e rispettano i requisiti richiesti per le agevolazioni fiscali: COP vicino a 3 con temperatura dell’aria esterna di -7°C. Perché sceglierlo. ETS è composto da unità interna e unità esterna. L’unità interna occupa uno spazio minimo e consente l’inserimento anche in piccoli ambienti; l’accessibilità è interamente frontale facilitando gli interventi di manutenzione. L’installazione risulta pratica e veloce grazie all’armadio comprensivo di staffa con valvole per la connessione idraulica (tempo medio di messa in funzione di circa 20 minuti). Il sistema rappresenta una vera e propria centrale termica: a differenza di una normale pompa di calore, ETS include tutti gli accessori necessari al funzionamento dell’impianto, come vaso di espansione per ACS, vaso di espansione per impianto di riscaldamento, puffer inerziale in acciaio inox, riduttore di pressione con filtro integrato, etc. Esiste inoltre la possibilità di integrare un addolcitore opzionale e un sistema di ricircolo ACS senza opere invasive all’impianto idraulico. Disponibile in diverse taglie, da 5 a 15 KW. www.enolgas.it

Efficienza e design per il climatizzatore

Per la gamma residenziale, la nuova Serie KE di Fujitsu si presenta con un layout elegante e raffinato: il pannello frontale è caratterizzato da una particolare texture cangiante nei riflessi in base alla luce nella stanza, e il design dolcemente curvato rende l’unità interna ideale per ogni tipo di arredamento. Perché sceglierlo. Il flusso d’aria controllato e il sistema di ventilazione delicato avvolgono l’ambiente in modo graduale, con livelli di silenziosità molto elevati. La gamma KE si posiziona in doppia classe A++ per il raffrescamento e A+ in riscaldamento, grazie a un efficiente scambiatore di calore e all’uso del gas refrigerante R32. La tecnologia offre la possibilità di controllo remoto attraverso un’interfaccia semplice da installare, gestita dallo smartphone. La Serie KE è disponibile nelle varianti silver oppure bianco, nelle taglie 7000, 9000, 12000 e 14000 BTU. www.fujitsuclimatizzatori.it

44

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

Estetica e prestazioni

Dall’esperienza di Galletti nello sviluppo e progettazione di ventilconvettori è nato ART-U, che unisce il design alla capacità di rispondere alle sempre più stringenti richieste in termini di efficienza energetica. Per l’eccellente combinazione tra prestazioni e design minimalista, garantito dal suo pannello frontale in alluminio naturale spazzolato, ART-U Grey ha ottenuto l’Archiproduct Design Award 2019. Un altro tassello al progetto di questo fan coil innovativo è ART-U Colour, una nuova versione che garantisce ulteriore libertà di personalizzazione estetica. Infatti sono disponibili altre tre varianti estetiche con pannello frontale in alluminio nelle colorazioni bianco RAL9010, rosso RAL3020 e nero RAL9005. Perché sceglierlo. Il prodotto, dalle linee semplici ed essenziali, si adatta perfettamente all’interno di ambienti in cui l’arredamento segue le nuove tendenze di stile e dove ad ogni elemento è richiesto un elevato contenuto estetico. ART-U Colour si adatta ad ogni mood, offrendo piena libertà creativa ai professionisti che devono arredare l’ambiente da climatizzare. www.art-u.com


Novità prodotti Termorefrigeratore ad assorbimento a metano con recupero di calore

Realizzato da Robur e con efficienza testata da un prestigioso centro di ricerca universitario il termorefrigeratore ad assorbimento a metano con recupero di calore GA ACF HR è un chiller da 18 kW frigoriferi in grado di condizionare e contemporaneamente produrre acqua calda sanitaria gratuita. L’efficienza globale testata con acqua fredda a 7°C e temperatura dell’acqua in uscita da recuperatore a 60°C è stata del 120% e del 153% con acqua a 50°C. In condizioni ottimali (A35W7 e acqua di recupero a 30/40°C), l’unità è in grado di toccare picchi di efficienza totale oltre il 180%, riducendo fino all’86% il fabbisogno di energia elettrica rispetto ai sistemi elettrici tradizionali, grazie al prevalente utilizzo di metano. Un ulteriore vantaggio è l’esenzione dalla norma sugli F-Gas, in quanto non impiega fluidi refrigeranti climalteranti (HFC), ma solo refrigeranti naturali non oggetto di restrizione né di obblighi di denuncia negli appositi registri. Perché sceglierlo. L’unità è particolarmente versatile e ideale per l’installazione presso hotel, uffici e centri commerciali, centri wellness e sportivi e in tutte le realtà impiantistiche che necessitano di un’abbondante quantità di acqua calda sanitaria anche durante la stagione estiva. Il termorefrigeratore può inoltre essere installato in circuiti di postriscaldamento collegati ad unità di trattamento aria. Infine, grazie alla possibilità di produrre acqua calda fino a 75°C, il chiller GA ACF HR può trovare efficace impiego in molteplici processi produttivi. www.robur.it

Il freddo a noleggio

Climatizzatore silenzioso a refrigerante ecologico

Le nuove unità interne ed esterne SHORAI Edge di Toshiba a refrigerante ecologico R32 offrono un’estetica accattivante combinata a prestazioni energetiche fino alla classe A+++, sia per il riscaldamento che il raffrescamento, oltre a un funzionamento estremamente silenzioso e alla possibilità di controllo intelligente. L’unità esterna ha un livello di pressione sonora nominale pari a 44 dB(A). La funzione Silent permette di ridurre ulteriormente il livello di rumore di 6 dB(A), mentre le funzioni Quiet di cui è dotata l’unità interna la rendono quasi impercettibile, solo 19dB (A). Perché sceglierlo. L’unità interna può essere installata in modo facile su qualsiasi parete, grazie alla predisposizione delle marcature di taglio per il collegamento delle tubature non visibili, perché poste all’interno dello chassis. Le unità interne sono collegabili a unità esterne di tipo sia mono-split che multi-split. Disponibile in sette modelli, che coprono l’intervallo da 2,0 a 7,0 kW per il raffrescamento e da 2,5 a 8,0 kW per il riscaldamento, l’innovativo compressore rotary e la tecnologia a modulazione di potenza (inverter) di Toshiba consentono a SHORAI Edge di regolare in qualsiasi momento la capacità di riscaldamento e raffrescamento, adattando la velocità del compressore all’effettiva richiesta. Controllabile da remoto via Wi-Fi, SHORAI Edge vanta la nuova tecnologia di raffrescamento HADA Care, che ottimizza la distribuzione dell’aria nell’ambiente e protegge i livelli di idratazione della pelle, ed è dotato del filtro Ultra-Pure PM2.5, in grado di trattenere con un’efficienza pari al 94% il particolato atmosferico fine. www.toshibaclima.it

La BRENTA RENT, operativa da oltre 15 anni, è in grado di mettere a disposizione dei propri Clienti una flotta di macchine completa e dalle molteplici caratteristiche tecniche nonché tecnologicamente all’avanguardia, fornendo a supporto una serie di accessori che semplificano le attività di installazione. Con un vasto parco macchine a noleggio disponibile, che copre una potenza frigorifera da 15 kW a oltre 1 MgW, in versione solo freddo, pompa di calore, roof top, Uta, close control, BRENTA RENT si propone come partner professionale sul mercato del condizionamento industriale e della refrigerazione di processo, offrendo un servizio completo di consulenza, fornitura e assistenza creato “su misura” per il cliente. BRENTA RENT propone il noleggio di macchine per la refrigerazione industriale o per il raffrescamento come una vera e propria soluzione alternativa o comunque come un intervento a supporto degli impianti fissi già presenti, sia per utilizzi di breve durata che per scelte aziendali come il noleggio a lungo termine. Oltre alla possibilità di approfittare dell’economicità che il noleggio consente rispetto all’acquisto, BRENTA RENT garantisce la qualità di sistemi potenti e affidabili, occupandosi della fase di assistenza post installazione e operando un attento ricollaudo ad ogni rientro delle macchine. La flotta delle macchine a noleggio BRENTA RENT è anche disponibile per eventuali acquisti come seconda mano garantito: i nostri prodotti usati vengono sottoposti ad accurate operazioni di collaudo e di manutenzione, per assicurare massima funzionalità ed efficienza. www.brentarent.it 46

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020


CARTA, ENERGIA PER LA MENTE Il 60% dell’energia usata per produrre la carta in Europa è rinnovabile. Leggere su carta non consuma e rimane impresso. Questa è una notizia, vera.

Scopri le notizie vere sulla carta www.naturalmenteioamolacarta.it Fonte: Statistiche CEPI, 2018 CEPI rappresenta il 92% della produzione europea di carta e paste per carta


Novità prodotti Strumentazione, raccorderia e regolazione Satellite d’utenza ad acque separate

HC IVAR ESAT Dual è un satellite d’utenza ad acque separate, a doppio scambiatore e produzione simultanea di acqua calda sanitaria, progettato per applicazioni sia di riscaldamento che di raffrescamento. Perché sceglierlo. Il sistema è fornito completo di connessioni per due circuiti primari separati: circuito primario di acqua calda per la produzione istantanea di ACS e circuito primario di acqua calda o gelida per il riscaldamento invernale o il raffrescamento estivo. Inoltre, il satellite d’utenza possiede le connessioni per due circuiti secondari: per la produzione e la distribuzione di ACS, compresa la connessione di ricircolo, e per la distribuzione all’utenza di acqua calda per il riscaldamento invernale e acqua fredda per la climatizzazione estiva. A elevata tecnologia, ma contenuto in uno spazio estremamente compatto, il prodotto ha dimensioni davvero ridotte (700 x 550 x 300 mm) che ne consentono l’installazione in piccoli ambienti. Ma non finisce qui: è infatti consentito anche il montaggio capovolto del satellite. Questa soluzione è inoltre dotata di stacco per il riempimento del circuito di riscaldamento/raffrescamento all’utenza, centralina elettronica di controllo, coibentazione e cassetta pensile. www.ivar-group.com

Nuova gamma di addolcitori automatici

Atlas Filtri Italia presenta la nuova gamma di addolcitori automatici Aquarius. Gli addolcitori automatici a scambio ionico sfruttano lo scambio di ioni di calcio e magnesio con ioni di sodio, facendo fluire l’acqua da addolcire attraverso un letto di speciali resine cationiche; in questo modo consentono di abbattere la durezza, con notevole beneficio e risparmio in applicazioni tecniche e in campo igienico-sanitario. Perché sceglierli. Gli addolcitori Aquarius si caratterizzano per il design esclusivo e sono dotati di un grande schermo a colori LCD protetto da un vetro temperato. Inoltre, sono dotati di una valvola di comando che garantisce un ridotto consumo di sale di acqua (per utenze domestiche si possono risparmiare fino a 8000 litri di acqua all’anno rispetto agli addolcitori tradizionali). La valvola di comando è dotata di una batteria di riserva del display che mantiene le impostazioni per oltre 48 ore in caso di black-out ed effettua l’innovativa funzione di flussaggio di sicurezza: in caso di non utilizzo prolungato, il sistema provvede ogni 7 giorni a un risciacquo che previene la crescita batterica. www.atlasfiltri.com

Vasi di espansione in acciaio inox

CIMM propone una gamma di prodotti che comprende oltre 500 modelli di vasi di espansione, a membrana fissa o intercambiabile, di capacità compresa tra 0,165 e 5,000 litri, adatti a risolvere molteplici esigenze in campo civile e industriale. La nuova linea di vasi di espansione interamente realizzati in acciaio INOX AISI 304L, grazie alla maggior resistenza all’ossidazione di questo materiale, è stata pensata per sopperire ad alcune esigenze particolari che nascono in condizioni climatiche o ambientali ostili. Perché sceglierli. Il prodotto si adatta perfettamente all’installazione in circuiti di acqua calda e fredda sanitaria, sistemi di pressurizzazione, impianti di riscaldamento e di refrigerazione. Si consiglia il loro utilizzo in ambienti sia esterni, sia interni, dove vi è la presenza di elevata salinità o umidità. I modelli più piccoli, chiamati ACX, sono dotati di membrana fissa. I modelli AFX invece, montano una membrana intercambiabile, molto pratica in caso di sostituzione. I modelli AFXSB nascono come versione orizzontale degli AFX, dotata di staffa porta-motore in acciaio INOX e vengono molto utilizzati per i sistemi di pressurizzazione e di sollevamento acqua con pompe centrifughe orizzontali. Tutti i vasi di espansione sono fabbricati in Italia, con materiali scelti e certificati, rispettando gli standard costruttivi regolati dalle normative PED 2014/68/UE e EN 13831. www.cimmspa.com

48

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020


Valvola statica di bilanciamento con tecnologia brevettata

iDROSET Serie CF è la nuova valvola statica di bilanciamento che utilizza una tecnologia brevettata Watts per il settaggio e la lettura immediata della portata richiesta dal progetto senza l’utilizzo di strumenti di lettura esterni. Dopo l’avviamento dell’installazione si imposta la portata desiderata in lit/h richiesta dal progetto. L’impostazione e la modifica della portata avvengono girando semplicemente la manopola, così il Kv è regolato e l’indicazione è leggibile in tempo reale sul display. Perché sceglierla. Questo sistema permette una rilevazione immediata della portata senza l’uso di strumenti speciali. Non sono richiesti corsi di formazione o abilità specifiche. Si tratta di un approccio innovativo che ottimizza il lavoro dell’idraulico e del progettista durante la regolazione e i test di installazione. Offre benefici in termini di comfort, risparmio energetico e fino all’80% di risparmio sui tempi di installazione. La valvola Watts ha un’elevata rangeability della portata, l’estensione più ampia del range di lavoro presente sul mercato. Le valvole di bilanciamento filettate Serie CF sono realizzate con un design moderno, hanno il corpo in ottone e materiale composito con un inserto speciale che incorpora la tecnologia brevettata Watts. www.wattswater.it

Sistema di automazione per l’igiene dell’acqua potabile

Vaso polifunzionale per impianti sanitari o di riscaldamento

Il nuovo vaso polifunzionale DP Elbi può essere utilizzato come autoclave a membrana in impianti sanitari o come vaso di espansione in impianti di riscaldamento. Perché sceglierlo. Grazie ai perfezionamenti tecnici apportati il vaso si caratterizza per robustezza e resistenza nel tempo, oltre a garantire un’installazione facilitata. Elbi presenta anche la nuova serie QUICKLY, accumulatori con modulo integrato per la produzione istantanea di acqua calda sanitaria, che evitano l’accumulo e il ristagno dell’acqua sanitaria riscaldata (eliminando il rischio di moltiplicazione di germi), forniscono su richiesta acqua calda sanitaria riscaldata istantaneamente con una temperatura costante, e offrono possibilità di effettuare la combinazione di moduli a cascata per fabbisogni d’acqua superiori. Tra le altre novità, la serie Qube, termo-accumulatori polivalenti in polietilene rinforzato con fibra di vetro, tutti in classe energetica A o A+; la nuova serie BPC di bollitori vetrificati in classe energetica A+ con pompa di calore integrata; la rinnovata serie COMBI QUICK con scambiatore a tubo corrugato flessibile in acciaio inox e gamma ampliata con l’aggiunta dei litraggi 600, 1.500 e 2.000. www.elbi.it

Da GF Piping Systems il sistema di automazione Hycleen AS supporta gli operatori che gestiscono edifici come alberghi, immobili residenziali o ospedali nel mantenere sotto controllo la temperatura dell’acqua Perché sceglierlo. Hycleen AS garantisce uno scambio regolare e riduce al minimo la proliferazione di germi. Ciò significa meno componenti che possono essere integrati in sistemi di acqua potabile nuovi o esistenti. Questo include valvole con sensori e regolatori per la regolazione idraulica automatica, lavaggio regolare e misurazione della temperatura. Collegato al dispositivo di controllo centrale tramite un cavo per l’alimentazione simultanea e la trasmissione dei dati, il master monitora permanentemente i sensori e segnala le possibili discrepanze. www.gfps.com

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

Hycleen Automation System

49


Novità prodotti Cronotermostati con comandi vocali

Fantini Cosmi presenta nuovi cronotermostati, soluzioni per la VMC e un programma dedicato agli installatori. Perché sceglierli. I cronotermostati WiFi (CH180WiFi, CH180RFWiFi, CH193WiFi e CH193BwiFi) ora possono essere gestiti anche con i comandi vocali: configurati i dispositivi e scaricata l’app Intelliclima+ è possibile gestire l’impianto di riscaldamento/raffrescamento con la voce direttamente dall’applicazione oppure tramite gli smart speaker Google Home o Amazon Alexa. La gamma dei cronotermostati si arricchisce di due nuovi modelli, uno con tecnologia NFC (Near Field Communication) per una programmazione semplificata, e un nuovo cronotermostato universale, WiFi, alimentato a batterie e a rete. Novità anche nella linea delle centraline climatiche con la nuova EV100 e nella serie di prodotti per la VMC con recupero di calore che si arricchisce di nuove macchine con gestione di deumidificazione e regolazione anche in WiFi. Per la sanificazione dell’aria torna protagonista Rhinocomfort, lo scambiatore di calore che sanifica l’aria proveniente dall’esterno. L’azienda, infine, lancia in anteprima il nuovo Programma per gli Installatori, pensato per creare una rete di installatori qualificati ai quali offrire numerosi vantaggi, tra cui servizi mirati, un supporto tecnico dedicato, estensioni delle garanzie e altro ancora. www.fantinicosmi.it Cronotermostato CH180RFWIFI

Per tenere sotto controllo i consumi

Per consentire il controllo dei consumi e il corretto funzionamento dei suoi sistemi di contabilizzazione del calore ista punta su due portali: ista iPMP webportal e ista Connect. Perché sceglierlo. ista iPMP webportal offre diversi servizi, tra cui: la visualizzazione dell’elenco degli impianti collegati all’utente, la trasmissione della lista utenti, la distinta spese e i grafici dei consumi di calore, acqua calda e acqua fredda degli ultimi anni. Inoltre, consente di scaricare i file dei dati di consumo, avvisa i gestori in caso di perdite nelle varie utenze e, nel caso in cui si gestiscano più condomìni, consente di affidare ogni singolo impianto a un diverso utente, fornendo credenziali dedicate e personalizzate. Da questa sezione è possibile inviare, in tempo reale e attraverso pochi e semplici step, qualsiasi richiesta per un eventuale intervento tecnico che vengono inoltrate, senza nessun passaggio intermedio, al team del reparto tecnico, evitando perdite di tempo per la preparazione di specifiche e-mail e/o inutili attese al centralino. ista Connect invece è un portale che offre agli utenti la trasparenza dei loro consumi individuali di energia, fornendo risposte in tempo reale alle più frequenti domande poste dagli inquilini quando ricevono i conteggi sulla contabilizzazione di acqua e calore. www.ista.com

L’analizzatore di combustione che si usa come uno smartphone

Testo presenta il nuovo analizzatore di combustione testo 300, dotato di display SmartTouch da 5″ che ne permette un uso intuitivo, esattamente come uno smartphone. Il display non solo permette di vedere in HD tutti i valori misurati in un grafico o in una tabella, ma facilita anche la documentazione. Perché sceglierlo. Per resistere anche alle condizioni più estreme, lo strumento è dotato di display antigraffio ribassato e ricoperto da una pellicola protettiva intercambiabile. Quattro calamite garantiscono un fissaggio sicuro, mentre i sensori – estremamente durevoli – dispongono di una diluizione automatica opzionale fino a 30.000 ppm CO. Con testo 300 i protocolli di misura con tutti i dati dei valori misurati, del cliente e dell’impianto di riscaldamento possono essere creati direttamente sul posto. Il report può essere completato con i propri commenti, la firma del cliente, e una o più fotografie scattate direttamente dall’analizzatore. Inoltre, se è disponibile una rete WiFi, i protocolli possono essere inviati subito in ufficio o al cliente oltre che averli memorizzati nello strumento. Oltre al sensore O₂ e CO, gli strumenti sono predisposti per un terzo sensore per la misura degli NOx. www.testo.it 50

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020


Sistema modulare di cassette di risciacquo

Viega Prevista è la nuova generazione di cassette di risciacquo e moduli per installazione a incasso e controparete. Il sistema si declina in tre linee – Prevista Pure per le costruzioni in muratura; Prevista Dry e Prevista Dry Plus per l’inserimento in pareti leggere e muri a secco – ed è disponibile sia nella classica versione per pareti sottili da 8 cm, molto diffusa nel mercato italiano, che per pareti a partire da 12 cm, con altezze di installazione che vanno dal classico 110 cm fino a soluzioni estremamente ribassate a 82 cm. La cassetta è ridisegnata per ridurre il volume d’acqua interno, e grazie a leve interne consente di dimezzare il risciacquo parziale portandolo da 4 a 2 litri e di intervenire ancora più drasticamente sul flusso totale (da 7,5 a 4,5 lt). La gamma di placche di comando comprende 50 modelli per WC e orinatoi, con un design pensato per rispondere a ogni esigenza progettuale nell’ambiente bagno. Perché sceglierlo. Prevista è un sistema modulare e flessibile, ma anche semplice da installare, con pochi componenti e intuitivo. Due soli tipi di cassette di risciacquo, un guscio plastico realizzato in un unico pezzo per garantire robustezza e affidabilità anche in cantiere. Ogni elemento su cui l’installatore deve agire è colorato in giallo in modo da essere immediatamente individuabile. Il montaggio diventa più facile, intuitivo, come ogni eventuale intervento di manutenzione. Un “colore-guida” che – oltre a connotare il prodotto ricollegandolo al marchio Viega – diventa indicatore di azione meccanica. Anche la manutenzione ordinaria diventa più agile e intuitiva: pochi componenti interni permettono di sveltire le operazioni e ridurre i margini di errore. L’estrazione delle principali valvole (scarico e riempimento) si semplifica, diventando possibile in qualsiasi contesto, senza il rischio di perdere accidentalmente elementi o guarnizioni. www.viega.it

Cassetta con risciacquo igienico integrato TECEbox è un innovativo modulo WC con risciacquo igienico integrato. Tale sistema, programmabile da remoto tramite app, garantisce la circolazione periodica dell’acqua nella rete di distribuzione sanitaria, riducendo così la stagnazione e la possibilità di proliferazione batterica. Perché sceglierla. Con questa soluzione non si inserisce alcuna sostanza chimica nell’impianto, evitando così eventuali danni graduali alle tubazioni, né bisogna prevedere alcuna sospensione temporanea di utilizzo dell’impianto stesso. Si evita, inoltre, di dover inserire all’interno dell’impianto un’apparecchiatura supplementare e invasiva, o un’ulteriore apertura di ispezione necessaria allo scopo. La funzione di monitoraggio dell’app consente agli operatori di documentare i processi di ricambio idrico e l’adempimento all’obbligo in materia. I sistemi automatici per il ricambio delle linee di distribuzione dell’acqua potabile sono particolarmente indicati per gli edifici con interruzioni di utilizzo o a forte stagionalità. La cassetta contiene due elettrovalvole, una per la linea dell’acqua calda e una per l’acqua fredda, un sensore di livello e una connessione per il collegamento opzionale al sistema di controllo dell’edificio. Il sensore di livello verifica se lo scarico del WC è attivo (dunque il livello dell’acqua nella cassetta scende) e in questi casi il risciacquo igienico viene sospeso e il timer resettato. L’igiene dell’acqua potabile è programmabile senza sforzi aggiuntivi settando i parametri disponibili nei diversi programmi: giorno e orari dello scarico, volume e intervallo di tempo. www.tece.com

Sistema di scarico resistente al fuoco

Blackfire di Valsir è un sistema ad innesti che comprende tubazioni, raccordi e accessori che garantiscono un’eccellente resistenza al fuoco, ed è classificato B1 secondo la norma DIN 4102 sul comportamento di materiali ed elementi costruttivi in caso di incendio. Si distingue inoltre sia sul piano del comfort acustico – 16 dB(A) ad una portata di 2 l/s – sia per la resistenza alla pressione (da -800 mbar a 1,5 bar) e ai danni da impatto anche alle più basse temperature (fino a -10°). Blackfire vanta anche un’eccellente resistenza ai raggi UV, che consente l’installazione e lo stoccaggio degli elementi all’aperto, senza rischiare decolorazioni o danneggiamenti. Perché sceglierlo. Concepito per gli impianti di scarico, di ventilazione e di drenaggio all’interno di fabbricati civili e industriali, Blackfire garantisce grande velocità di posa grazie alla struttura a innesti, e un’ampia gamma di soluzioni sia per quanto riguarda i formati (da Ø32 a Ø160) sia per la grande tipologia di raccordi, compresa la braga di miscelazione VBF – in grado di assicurare una ventilazione ideale in edifici di altezza notevole o con un’elevata contemporaneità di utilizzo degli apparati sanitari. Con questo prodotto, Valsir conferma la propria attenzione al tema della salvaguardia ambientale: Blackfire è realizzato infatti con materia prima interamente riciclabile. www.valsir.it N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

51


R U B R ICA

R

Fisco e dintorni a cura della redazione

IVA AGEVOLATA AL 10%, NON APPLICHIAMOLA ERRONEAMENTE Sappiamo come varia l’aliquota Iva in funzione dei titoli edilizi? E calcolare il valore dei “beni significativi”? In quali casi non si può usufruire dell’agevolazione? Vediamolo insieme in questo breve vademecum

apire quale aliquota applicare ai beni forniti e alle prestazioni effettuate può essere un vero e proprio rebus per l’artigiano: aliquote differenziate, distinzione tra tipologie di intervento, beni finiti, beni significativi, titoli abilitativi… Di fronte alla complicazione delle norme – che a volte possono sembrare “fatte apposta” per rendere difficile la vita dei professionisti – è davvero facile sbagliare e farsi prendere dallo sconforto. Non è un problema di poco conto, perché anche un piccolo errore può fare incorrere in controlli e sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. Un rischio reso ancora più concreto dalla fatturazione elettronica obbligatoria, che permette all’Agenzia di verificare puntualmente ogni qualvolta l’Iva sia applicata in maniera sbagliata. A questo proposito, bisogna ricordare che il 1° luglio 2019 è terminato il “periodo di transizione” e l’obbligo di fatturazione elettronica è entrato a tutti gli effetti a regime. Il che significa che i controlli saranno effettuati su ogni singola fattura emessa, a prescindere dalla buona fede dell’errore. In caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate bisogna rifondere il saldo sull’Iva applicata erroneamente e pagare le sanzioni per l’anno di accertamento e per i 4 anni precedenti. Per questo, non è una buona idea invece che applicare

C

52

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

l’Iva mista per una fornitura di una caldaia o di un condizionatore, applicare l’Iva al 10% su tutto, come se fosse un intervento di ristrutturazione edilizia (vedi punto 2): se non esistono i requisiti per l’applicazione dell’aliquota agevolata, si tratta a tutti gli effetti di evasione fiscale. La soluzione migliore, allora, è studiare con attenzione le casistiche di tutte le agevolazioni e detrazioni fiscali disponibili – non solo per quanto riguarda l’Iva - e proporre un preventivo che consenta di beneficiare delle detrazioni per le ristrutturazioni e del Conto Termico. Vediamo nel dettaglio, con l’aiuto della Guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a luglio 2019 e dell’ultima edizione dell’opuscolo ANGAISA sull’Iva ridotta nell’edilizia, come funziona l’applicazione dell’Iva al 10% sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio. 1) Lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria Nel caso di interventi di manutenzione ordinaria (necessari, per esempio, a mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti) o straordinaria (in cui rientrano anche gli interventi finalizzati al risparmio energetico) l’aliquota ridotta al 10% si applica su: • Prestazioni di servizi • Beni, solo se ceduti nell’ambito del contratto d’appalto. Tuttavia, quando l’appaltatore forni-


Quali sono i “beni significativi” o “beni finiti”?

Individuati dal Decreto Ministeriale del 29 dicembre 1999, i “beni costituenti parte significativa del valore delle forniture effettuate nel quadro degli interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa” sono: • Ascensori e montacarichi • Infissi esterni e interni • Caldaie • Video-citofoni • Apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria • Sanitari e rubinetteria da bagni • Impianti di sicurezza La fattura emessa dal prestatore che realizza l’intervento deve indicare, oltre al servizio, anche il valore dei beni significativi. Ma come si calcola, qualora siano presenti componenti o parti staccate dal bene stesso? Il criterio – specificato nella Legge di Bilancio 2018 – è quello dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al manufatto principale: in caso di autonomia funzionale, le parti staccate non devono essere comprese nel valore del bene ma in quello della prestazione, e quindi assoggettate ad aliquota Iva del 10%. Se invece costituiscono parte integrante del bene, concorrendo alla sua normale funzionalità, rientrano nel valore dei beni significativi.

Tabella riepilogativa Gli interventi di recupero edilizio - Fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata Manutenzione ordinaria e straordinaria Lett. a/b, art. 3, comma 1, D.P.R. n. 380/2001

Contratti di appalto = 10% Contratti di subappalto = 22% Cessione beni finiti = 22% Cessione altri materiali (es. semilavorati) = 22%

Restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e ristrutturazione urbanistica Lett. c/d/f, art. 3, comma 1, D.P.R. n. 380/2001

Contratti di appalto = 10% Contratti di subappalto = 10% Cessione beni finiti = 10% Cessione altri materiali (es. semilavorati) = 22%

Gli interventi di recupero edilizio - Altri edifici e immobili Manutenzione ordinaria e straordinaria Lett. a/b, art. 3, comma 1, D.P.R. n. 380/2001

Edifici di edilizia residenziale pubblica: contratti di appalto e subappalto = 10% Cessione beni finiti = 22% Cessione altri materiali (es. semilavorati) = 22%

Restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e ristrutturazione urbanistica Lett. c/d/f, art. 3, comma 1, D.P.R. n. 380/2001

Contratti di appalto = 10% Contratti di subappalto = 10% Cessione beni finiti = 10% Cessione altri materiali (es. semilavorati) = 22%

Fonte: Opuscolo ANGAISA sull’IVA ridotta nell’edilizia, Edizione 2019

sce beni “di valore significativo”, l’Iva ridotta si applica a questi ultimi soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione, al netto del valore dei beni stessi. In altre parole: l’aliquota agevolata si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi. Facciamo un esempio per illustrare quest’ultima casistica. Poniamo di avere: a) costo totale dell’intervento: 10.000 b) costo per la manodopera: 4.000 c) costo dei beni significativi: 6.000 L’Iva al 10% si applicherà sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi (10.000

Quando non spetta l’agevolazione

L’aliquota al 10% non si applica su: • materiali o beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori; • materiali o beni acquistati direttamente dal committente; • prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio; • prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori. In tal caso, la ditta subappaltatrice deve fatturare con l’aliquota Iva ordinaria del 22% alla ditta principale che, successivamente, fatturerà la prestazione al committente con l’Iva al 10%, se ricorrono i presupposti per farlo.

- 6.000 = 4.000). Sul valore residuo dei beni (2.000) si applicherà l’aliquota Iva ordinaria del 22%. Tornando all’esempio di cui sopra: - costo per la manodopera: 4000 (iva 10%) - differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni: 4000 (iva 10%) - importo residuo dei beni: 2000 (iva 22%) Valori in Euro 2) Lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione Per gli interventi di recupero edilizio per cui sono previsti i titoli edilizi di Restauro, Risanamento conservativo o Ristrutturazione edilizia è sempre prevista l’applicazione dell’aliquota Iva al 10%. Anche in questo caso si applica sulle prestazioni di servizi dipendenti da contratto di appalto o d’opera, sull’acquisto di beni, con esclusione di materie prime e semilavorati, e sulle forniture dei cosiddetti beni finiti, ovvero quelli che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (per es. cabine doccia, caldaie per riscaldamento, cassette di scarico, impianti di condizionamento, sanitari, etc.). Non possiedono le caratteristiche di “bene finito” i prodotti dell’arredobagno e i semplici elettrodomestici, a cui pertanto si applica l’aliquota Iva ordinaria.  N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

53


R U B R ICA

R

Fisco e dintorni a cura di ANGAISA

SCHEDA DI SINTESI

IVA AGEVOLATA NELL’EDILIZIA: LE CASISTICHE PIÙ FREQUENTI Iva 4%

Nuova costruzione. L’aliquota Iva al 4% si applica alle cessioni di beni destinati alla costruzione di un fabbricato non di lusso e alla costruzione di un fabbricato rurale ad uso abitativo. L’Iva al 4% si applica anche alle prestazioni di servizi; se però il committente non possiede i requisiti prima casa, si applicherà l’Iva al 10% (solo alle prestazioni di servizi).

nesso funzionale con l’handicap permanente certificato dall’ASL (es. impianto di climatizzazione, caldaia, sanitari con caratteristiche “standard”).

Iva 10%

Restauro e risanamento conservativo. Le cessioni di beni da destinare a interventi di restauro e risanamento conservativo devono essere effettuate applicando l’Iva agevolata al 10%. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio. Esempi: innovazione delle strutture verticali e orizzontali, adeguamento delle altezze dei solai, demolizione e ricostruzione strutture interne di un fabbricato etc. L’Iva al 10% si applica anche alle prestazioni di servizi. Ristrutturazione edilizia. Le cessioni di beni da destinare a interventi di ristrutturazione edilizia devono essere effettuate applicando l’Iva agevolata al 10%. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Esempi: demolizione e ricostruzione con stessa volumetria, mutamento di destinazione d’uso, recupero abitativo del sottotetto, realizzazione solaio, realizzazione balcone, apertura finestre e porte finestre, etc. L’Iva al 10% si applica anche alle prestazioni di servizi.

Ampliamento e completamento. L’aliquota Iva al 4% si applica anche alle cessioni di beni destinati all’ampliamento degli edifici in corso di costruzione o già costruiti (es. sopraelevazione) e al completamento di nuova costruzione (se non è stato rilasciato il certificato di agibilità). L’Iva al 4% si applica anche alle prestazioni di servizi; se però il committente non possiede i requisiti prima casa, si applicherà l’Iva al 10% Gli ausili per disabili. Le condizioni per poter usufruire dell’aliquota Iva al 4% per la cessione di ausili per disabili sono le seguenti: • deve essere presentata una certificazione della A.S.L. di appartenenza, con la quale si attesta la menomazione funzionale permanente dell’acquirente; • la cessione dovrà riguardare un prodotto che presenti una specifica funzionalità atta a compensare almeno in parte l’handicap permanente. • Sono esclusi i prodotti che non presentano alcun

54

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020


Ristrutturazione urbanistica. Le cessioni di beni da destinare a interventi di ristrutturazione urbanistica devono essere effettuate applicando l’Iva agevolata al 10%. “Sono quegli interventi rivolti alla sostituzione dell’esistente tessuto urbanistico edilizio con altro diverso mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale”. L’Iva al 10% si applica anche alle prestazioni di servizi. Impianti solari termici. È prevista l’applicabilità dell’aliquota Iva ridotta al 10% sulle cessioni di “impianti di produzioni e reti di distribuzione calore-energia e di energia elettrica da fonte solare, fotovoltaica ed eolica”; in tal caso non si rende necessaria la produzione di una dichiarazione di responsabilità. Sono previste limitazioni nel caso di cessione di singoli componenti dell’impianto (es. pannelli solari, i bollitori specifici): il distributore potrà cedere il componente al cliente con aliquota Iva agevolata al 10%, previo rilascio di una dichiarazione di responsabilità.

Iva 22%

Manutenzione ordinaria. Le cessioni di beni da destinare a interventi di manutenzione ordinaria devono essere effettuate applicando l’aliquota Iva ordinaria al 22%. Sono quegli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici. L’aliquota Iva 10% potrà essere ottenuta dal cliente, solamente in relazione alle prestazioni di servizi (manodopera) dipendenti da contratto di appalto, purché concernenti un fabbricato a prevalente destinazione abitatIva prIvata. Esempi: sostituzione sanitari, installazione nuova doccia, rifacimento pavimenti, sostituzione caldaia, installazione doccia etc. Manutenzione straordinaria. Le cessioni di beni da destinare a interventi di manutenzione straordinaria devono essere effettuate applicando l’Iva ordinaria al 22%. Sono quegli interventi edilizi che riguardano le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici. L’aliquota Iva 10% potrà essere ottenuta dal cliente, solamente in relazione alle prestazioni di servizi (manodopera) dipendenti da contratto di appalto, purché concernenti un fabbricato a prevalente destinazione abitatIva prIvata. Esempi: sostituzione infissi esterni con modifica di materiale o tipologia, rifacimento di scale o rampe, sostituzione tramezzi interni, installazione pannelli solari o di pompe di calore, interventi di risparmio energetico, etc.

Dichiarazione di responsabilità

L’acquirente è tenuto a rilasciare una dichiarazione di responsabilità circa l’utilizzo dei beni finiti. È opportuno che venga allegata copia del titolo abilitativo necessario per effettuare l’intervento edilizio (DIA, SCIA, CIL, Comunicazione di Inizio Attività, Permesso di Costruire).

Responsabilità del venditore

Chi emette la fattura è l’unico responsabile della correttezza dell’aliquota Iva applicata alla cessione o alla prestazione anche quando dipende da informazioni o dichiarazioni fornite dal cessionario (Sent. Cassazione n. 3291 del 2 marzo 2012). Il cliente risponderà solo in caso di dichiarazione mendace. Impianti solari fotovoltaici. Si applicano anche agli impianti solari fotovoltaici gli stessi principi previsti per gli impianti solari termici. Quindi i kit solari completi potranno essere ceduti con aliquota Iva agevolata al 10%, senza la produzione di una dichiarazione di responsabilità. Le cessioni di componenti di impianto potranno fruire dell’aliquota al 10% previo rilascio di una dichiarazione di responsabilità, dalla quale risulti che i beni acquistati sono destinati ad essere impiegati per l’installazione o la costruzione degli impianti fotovoltaici.

Per approfondire

– Agenzia delle Entrate, Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali. Aggiornamento luglio 2019, consultabile online. – ANGAISA, IVA ridotta nell’edilizia. I beni finiti, gli interventi agevolati, le norme e le interpretazioni, Edizione 2019, consultabile online.

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

55


%8Î&#x2013;/'Î&#x2013;1*

YOUR INFORMATION PARTNER Guida

Guida alla manutenzione

2UJDQRXÉ? FLDOH)Î&#x2013;1&2 LA RIVISTA CHE HA PORTATO LA PROGETTAZIONE SOSTENIBILE IN ITALIA

WATER MANAGEMENT REPORT Lâ&#x20AC;&#x2122;acqua, un bene prezioso ma insufficiente

Produttori e distributori: ce la si può fare!

ITS Dove va la filiera? FOCUS Un anno di logistica MATERIA CONNECTION

KLIMAHOUSE 2019: VIDEO La sostenibilità è la chiave per vivere bene

DENTRO Lâ&#x20AC;&#x2122;OBIETTIVO Dubai: oltre lo Zero Energy

DISTRIBUZIONE Quando la differenza la fa il â&#x20AC;&#x153;serviceâ&#x20AC;?

OMNICANALITĂ&#x20AC;

PCM UNA SCELTA DA NON SOTTOVALUTARE

S U

C O M E

M I G L I O R A R E

alle pagg. 16­17

1563 Lâ&#x20AC;&#x2122;EDITORIALE

Innovazione e cambiamento di GIOVANNA ROSADA

gni campo dellâ&#x20AC;&#x2122;architettura e dellâ&#x20AC;&#x2122;ingegneria nel senso piĂš ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalitĂ , metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla societĂ  o hanno modificato modi e stili di vita. Nessuno si è mai posto il problema se fosse giusto o sbagliato; la cultura del â&#x20AC;&#x153;fareâ&#x20AC;? ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero dâ&#x20AC;&#x2122;accordo con un â&#x20AC;&#x153;SIâ&#x20AC;? o con un â&#x20AC;&#x153;NOâ&#x20AC;?. Ă&#x2C6; stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati â&#x20AC;&#x153;siâ&#x20AC;? e â&#x20AC;&#x153;noâ&#x20AC;? dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nellâ&#x20AC;&#x2122;evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianitĂ  dellâ&#x20AC;&#x2122;individuo e lâ&#x20AC;&#x2122;incapacitĂ  della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metĂ  dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltĂ  parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con piĂš forza alla politica? 

DIGITAL MARKETING N. 12 - Dicembre 2016

Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti

La crisi ancora â&#x20AC;&#x153;mordeâ&#x20AC;?, il contesto politico barcolla, alta lâ&#x20AC;&#x2122;attenzione sul governo degli ingegneri

di MATTEO PALO

R

iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderĂ gli ingegneri fino al 2021, quando completerĂ  i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi lâ&#x20AC;&#x2122;ufficialitĂ  del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è giĂ  possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. â&#x20AC;&#x153;Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata unâ&#x20AC;&#x2122;indicazione cosĂŹ forte per la continuitĂ  del Consiglio nazionale uscenteâ&#x20AC;?, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.

In USA volano le infrastrutture

TAX& LEGAL Partite IVA dal prossimo anno la contabilitĂ diventa un lavoro a tempo pieno e i costi salgono a pag. 15

Nr.01 â&#x20AC;&#x201C; VENERDĂŹ 13 GENNAIO 2017

Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione Ç&#x2C6;r-]ĸĆ? di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunitĂ per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7

segue a pag. 2

GOVERNO IN CRISI

I pareri degli Ordini dopo lâ&#x20AC;&#x2122;esito del referendum del 4 dicembre

Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter­ pellati è fortissima la preoccupazione sullâ&#x20AC;&#x2122;ennesima battuta dâ&#x20AC;&#x2122;arresto di un Paese in affanno. StabilitĂ e certezza sono oggi piĂš lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese â&#x20AC;&#x153;Ora gli ac­ cordi tra CNI e Governo che fine faranno?â&#x20AC;? / alle pagg. 18­19

a pag. 7

Ç&#x2C6;r-]ĸĆ?Ć&#x201C;

LA TRIVELLA

Professionisti al passo coi tempi... Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documentare la consegna.

SPECIALE MILLEPROROGHE

INTERVISTA ALLâ&#x20AC;&#x2122;ARCH. DE LUCCHI

â&#x20AC;&#x153;Il museo del futuro è il mondo interoâ&#x20AC;?

nellâ&#x20AC;&#x2122;era 4.0

Eucentre per ricostruire la sicurezza Tutti



ROBOTICA

MACCHINE UTENSILI

Al centro della fabbrica intelligente

50 anni di torni

Oggi si parla molto di Industria 4.0 applicata alla produzione. Ma occorre ricordare che lâ&#x20AC;&#x2122;efficienza del flusso produttivo passa attraverso lâ&#x20AC;&#x2122;ottimizzazione della movimentazione dei materiali all'interno delle aziende.

Fondata da Paolo Giana nel 1966, Torgim compie il prestigioso traguardo dei 50 anni di attivitĂ . Il comune di Magnago vide un grande sviluppo economico e industriale giĂ  a partire dalla seconda metĂ  del 1800. Con il passare dei decenni il territorio sâ&#x20AC;&#x2122;è via via arricchito di aziende manifatturiere che hanno rappresentato delle vere eccellenze in molti settori industriali. [pag. 11]

[pag. 10]

â&#x20AC;&#x201C; Anno 72 - n. 9

www.ammonitore.com

Novembre/Dicembre 2016

CORSI

i rinvii

FINANZIAMENTI PMI

TAVOLA ROTONDA

Via libera alla finanza innovativa, quali risposte alla stretta del credito?

LA CHIAVE DI LETTURA DEL NUOVO MERCATO PER INSTALLATORI E MANUTENTORI

Macerie ovunque, interi paesi rasi al suolo, gente disperata, sguardi persi. No, non è lo scenario di guerra che ci arriva da qualche zona remota del mondo, a cui siamo tristemente abituati. Ă&#x2C6; la forza devastante del terremoto che ha colpito, e continua a farlo, il nostro Centro Italia. Una faglia che si è estesa per cinquanta chilometri, una ferita su quelle terre che non si potrĂ piĂš rimarginare. Lâ&#x20AC;&#x2122;Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; schiaffeggiata dalla mano della natura che a volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure il nostro paese risulta essere nelle prime posizioni per quanto riguarda lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di tecnologie antisismiche nelle nuove costruzioni. Cosa succede allora? Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica), ha dichiarato che â&#x20AC;&#x153;Oltre il 70% dellâ&#x20AC;&#x2122;edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirloâ&#x20AC;?. Il problema pertanto è la sicurezza delle costruzioni piĂš datate, e di un immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto il mondo, fatto di chiese, monumenti, palazzi storici, emblema di un passato grandioso che ha visto protagonisti i piĂš grandi artisti e ingegneri di tutti i tempi. Il tema della sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, piĂš volte trattato dal nostro giornale e a cui le nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna cosĂŹ alla ribalta in un frangente â&#x20AC;&#x201C; purtroppo non lâ&#x20AC;&#x2122;unico negli ultimi anni - tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de Lâ&#x20AC;&#x2122;Ammonitore abbiamo rivolto molti inviti al settore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta ci sentiamo di invitare tutti a investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sul nostro prezioso patrimonio artistico, perchĂŠ il futuro non si prevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.

[pag. 14]

MATERIE PRIME

Il cliente prima di tutto

In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano. MISURA

Un ponte tra passato e futuro

Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. Lâ&#x20AC;&#x2122;azienda festeggia infatti i 40 anni di attivitĂ : una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.

UTENSILI

Trasformare lâ&#x20AC;&#x2122;esperienza di oltre 40 anni di attivitĂ in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalitĂ  di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato allâ&#x20AC;&#x2122;automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.

M-Steel qualitĂ da oltre 40 anni

Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualitĂ M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilitĂ  M-Steel si caratterizza per affidabilitĂ , coerenza e prevedibilitĂ  nelle lavorazioni, riducendo i cosĂŹ costi di pro[pag. 12] duzione.

LAMIERA

40 anni di storia e successi nella robotica industriale

Lâ&#x20AC;&#x2122;anello che mancava: lâ&#x20AC;&#x2122;utensile connesso al sistema produttivo

Lâ&#x20AC;&#x2122;utensile â&#x20AC;&#x153;intelligenteâ&#x20AC;? è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e lâ&#x20AC;&#x2122;analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]

MACCHINE UTENSILI

Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sullâ&#x20AC;&#x2122;onda dei mercati

[pag. 18]

EVENTI PERSONALIZZATI A Pavia il Centro Europeo di Ricerca e Formazione in Ingegneria Sismica

a pag. 9

a pag. 10

M A C C H I N E U T E N S I L I P R O G E T TA Z I O N E A U T O M A Z I O N E AT T U A L I TĂ&#x20AC;

#4maggio 2016 mensile MENSILE Dâ&#x20AC;&#x2122;INFORMAZIONE PER LA PRODUZIONE E Lâ&#x20AC;&#x2122;AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

Editoriale

Italia scossa di Fabio Chiavieri

MEDIAKIT 2018 â&#x2C6;&#x2122; AREA BUILDING

Ancora trattative e consultazioni? CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Parte il piano 'smart city' 1 miliardo per 14 cittĂ

CONTROL La Meccatronica

alle pagg. 22­23

ZZZFDVDHFOLPDFRP Un CNI eletto per dare risposte Lâ&#x20AC;&#x2122;INFORMAZIONE EFFICIENTE, COMPLETA E IN TEMPO REALE SCIA, operativo unico OLTREil modello 200.000 UTENTI MESE

www.giornaleingegnere.it

EVENTI

GLI #HOLOLENS PER Lâ&#x20AC;&#x2122;INDUSTRIA

IMPIANTI FOTOVOLTAICI

a pag. 12

I BENEFICI DELLA NORMAZIONE

P R O F E S S I O N E

LA MIA SCOPERTA DEL PLC: CORREVANO GLI ANNI â&#x20AC;&#x2DC;80

FOCUS

Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/MI

GENERATORIDICALORE

L A

PUNTO E VIRGOLA

ALLA SCOPERTA DI TREND, NOVITĂ&#x20AC; E PRODOTTI. IN

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1 â&#x20AC;&#x201C; CN/MI

SPECIALE VALIDAZIONE

GLOSSARIO LA DISTRIBUZIONE NEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO DELLA CLIMATIZZAZIONE, ANNO 2020

N O V I TĂ&#x20AC;

ZZZGHVLJQLQVLGHULW

CLAUDIO DE ALBERTIS, INGEGNERE VISIONARIO pag. 5 â&#x20AC;˘ NUOVE NORME UNI pag. 21 â&#x20AC;˘ MOSTRE E CULTURA pag. 21 â&#x20AC;˘ IN LIBRERIA pag. 21

A cura di Carmine Casale e Livio Mazzarella

L E

RIVISTE ON LINE

ISSN n. 1974-7144

GUIDE

www.casaeclima.com LA RIVISTA CHE HA PORTATO Lâ&#x20AC;&#x2122;INFORMAZIONE EFFICIENTE, COMPLETA E LA PROGETTAZIONE SOSTENIBILE IN ITALIA IN TEMPO REALE OLTRE 200.000 UTENTI MESE T U T T E

www.commercioelettrico. IL BUSINESS MAGAZINE DEI DISTRIBUTORI E GROSSISTI DI MATERIALE ELETTRICO

Organo ufficiale FME

05/02/19 18:02

RIVISTE CARTACEE â&#x20AC;&#x2122;Installatore PROFESSIONALE

www.bluerosso.it LA VOCE PIĂ&#x2122; AUTOREVOLE DEL LA VOCE AUTOREVOLE DEL CANALE SETTORE IDROTERMOSANITARIO IDROTERMOSANITARIO PIĂ&#x2122; DINAMICA

Organo ufficiale ANGAISA

Quotidiano casaeclima.com LA NEWSLETTER CON OLTRE 35.000 ISCRITTI

GLOSSARIODELLA CLIMATIZZAZIONE

SISTEMISOLARITERMICI

Il ruolo del BIM nella sicurezza in cantiere

484x284_Blu&Rosso_logistik.indd 1

LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DELLâ&#x20AC;&#x2122;HVAC&R

Supplemento di

Passo obbligato e grande opportunitĂ WJFHBJU$IJTJBNP

Organo ufficiale FINCO

POSTE ITALIANE SPA â&#x20AC;&#x201C; POSTA TARGET MAGAZINE - LO/CONV/020/2010.

dellâ&#x20AC;&#x2122;Installatore 7 Professionale

SEMPRE CON SĂ&#x2030; PER CONOSCERE TUTTI I TRUCCHI DEL MESTIERE

Non importa se al cliente occorre uno dei nostri modernissimi sistemi o un ricambio fuori assortimento: per noi la vasta disponibilità è importante tanto quanto il rispetto delle date di consegna. PerchÊ solo cosÏ manteniamo la promessa di fornire esattamente il prodotto giusto, al momento giusto e nella sede giusta, secondo le necessità del cliente - il tutto senza compromessi. 7JFHB$POOFDUFEJORVBMJUZ

IDROTERM

Partnership strategica

FOTOVOLTAICO INTEGRATO STORIA E ITER PROGETTUALE

COMMISSIONING

Organo ufficiale AiCARR

In collaborazione

&VONBHB[[JOPQFSUSPWBSFUVUUPDJoDIFTFSWF  BODIFRVBOEPOPOjQJrJOQSPEV[JPOF

ISH 2019

Protagonista il bagno Made in Italy

Ristrutturazione chiavi in mano: cosa sfugge alla distribuzione?

RISPARMIO ENERGETICO NEL TERZIARIO

SISTEMISOLARIFOTOVOLTAICI

Sponsor

SAIE INNOVATION 2016 MEDAGLIE Dâ&#x20AC;&#x2122;ORO A â&#x20AC;&#x153;IMPATTO ZEROâ&#x20AC;?

BIM2BEM La modellazione energetica nella progettazione integrata

Organo ufficiale

O

Senza una strategia i dati non bastano

$FOUSPMPHJTUJDPEJ7JFHB"UUFOEPSO&OOFTU (FSNBOJB

ANTONIO FALANGA Una passione sempre viva

Copia offerta da:

6/$&/530-0(*45*$0 LA GUIDA DA PORTARE $)&(6"3%""-'65630

ORGANO UFFICIALE ANGAISA (Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrotermosanitari, Climatizzazione, Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno)

SPECIALE BIM TREND Il bagno che ti calza a pennello

PROGETTAZIONE Edificio per uffici certificato Passivhaus

SISTEMIVRF

A SCUOLA DI EFFICIENZA

CLASSIFICHE 2015

STORIA E TECNOLOGIA PER Lâ&#x20AC;&#x2122;M9 DI MESTRE

Analisi del processo e case study

POMPEDICALORE

Rubinetti e sistemi doccia

N. 64 ¡ Anno XI ¡ dicembre 2016

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

Poste Italiane Spa â&#x20AC;&#x201C; Posta target magazine â&#x20AC;&#x201C; LO/CONV/020/2010

IMPIANTI NEGLI NZEB: DALLA TEORICA ALLA PRATICA EPB, LE NOVITĂ&#x20AC; DELLE NUOVE NORME IMPIANTI AD ARIA PRIMARIA VS VAV FOCUS COMMISSIONING

GENERAZIONE

bimestrale

ORGANO UFFICIALE ANGAISA (Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrotermosanitari, Climatizzazione, Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno)

Poste italiane Target Magazine GIPA/LO/CONV/003/2013 - Omologazione n. DCOCI0168

Conto Termico e TEE. A che punto siamo?

FILTRAZIONE E QUALITĂ&#x20AC; DELLâ&#x20AC;&#x2122;ARIA SOTTORAFFREDDAMENTO ADIABATICO PER LA FRIGOCONSERVAZIONE ALIMENTARE

Organo ufficiale

MARZO/APRILE 2019

Poste italiane Target Magazine LO/CONV/020/2010 - Omologazione n. DCOCI0168

Organo Ufficiale AiCARR

TAVOLA ROTONDA

N. 78 I Anno XIV I MARZO/APRILE 2019 I Bimestrale

#265

ANNO 8 - FEBBRAIO 2017

Panoramica di inizio anno

2UJDQRXÉ? FLDOH$L&$55 LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DELLâ&#x20AC;&#x2122;HVAC&R

MARCO BOSELLI Bosch riparte daâ&#x20AC;Ś Bosch

BLU& BUILDING MEDIAKIT 2018 â&#x2C6;&#x2122; AREA ROSSO

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DEGLI IMPIANTI HVAC&R NORMATIVA

ISSN: 2038-0895

ZZZEOXHURVVRLW

NOVEMBRE/DICEMBRE 2016

MAGAZINE

#42

ISSN: 2038-0895

DELLâ&#x20AC;&#x2122;INSTALLATORE PROFESSIONALE

www.casaeclima.com

#251

ISSN:2038-2723

w w w. c a s a e c l i m a . c o m

2UJDQRXÉ? FLDOH$1*$Î&#x2013;6$ LA VOCE PIĂ&#x2122; AUTOREVOLE DEL SETTORE IDROTERMOSANITARIO

    

IN QUESTO NUMERO

INTERVISTA Gianfranco Carbonato, unâ&#x20AC;&#x2122;emozione che dura da quarantâ&#x20AC;&#x2122;anni

STORIA DI COPERTINA

TENDENZE Generative design, come cambierĂ il mondo PANORAMA La formazione salesiana professionale SPECIALE Robotica Sempre piĂš al centro dello sviluppo

CAD/CAM unico per il settore Lamiera

DOSSIER Macchine di misura Amici per il micron

www.meccanica-aut MECCANICA&AUTOMAZIONE MENSILE PER LA www.ammonitore.com PERIODICO BUSINESS TO BUSINESS IL PORTALE C Organo ufficiale Confapi www.rivistainnovare.it SUBFORNITURA E GUIDA VERS NEL MONDO DELLâ&#x20AC;&#x2122;INDUSTRIA INFORMAZIONE LA PRODUZIONE SMART INDU MECCANICA E DELLE MACCHINE ZZZELPPHGLFDLW TECNICO SCIENTIFICA INDUSTRIALE UTENSILI PER LE PMI IL PORTALE BIM PER LA

Parquet RIVISTE CARTACEE TARGET PROFILATO Š Collegio degli ingegneri e Architetti di Milano

Ă&#x2C6; vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione

Magazine di informazione tecnica e di marketing per il posatore, lâ&#x20AC;&#x2122;impresa e lo studIo di progettazione

LA GUIDA DA PORTARE SEMPRE CON SĂ&#x2030; PER CONOSCERE TUTTI I TRUCCHI DEL MESTIERE

DAL 1952 IL PERIODICO Dâ&#x20AC;&#x2122;INFORMAZIONE PER INGEGNERI E ARCHITETTI NEWSLETTER â&#x20AC;&#x201C; Lâ&#x20AC;&#x2122;AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE VIA MAIL

LA RIVISTA PER PROGETTARE LA SMART INDUSTRY

ISSN n. 1974-7144

IT

STORIA DELLâ&#x20AC;&#x2122;INGEGNERIA

IL FUTURO CHE VERRĂ&#x20AC;, LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA DEL 5G

NASCITA E DECLINO DELLA SCUOLA ITALIANA DI INGEGNERIA

Come cambierĂ Internet in termini di potenzialitĂ  e velocitĂ . Allâ&#x20AC;&#x2122;Istituto Superiore â&#x20AC;&#x153;Algeri Marinoâ&#x20AC;? di Casoli, un seminario per fare il punto

Energia Fonti rinnovabili nel nostro Paese

RIVISTE ON LINE

SANITAâ&#x20AC;&#x2122;

P. 23

Ogni 15 giorni raggiunge oltre 42.000 iscritti

IL BUSINESS MAGAZINE DEI DISTRIBUTORI E GROSSISTI DI MATERIALE ELETTRICO | NOVEMBRE/DICEMBRE 2018

Anno 28 â&#x20AC;˘ N° 2 â&#x20AC;˘ Marzo/Aprile 2019

Le sperimentazioni strutturali del XX secolo: le originali strutture â&#x20AC;&#x153;italian Styleâ&#x20AC;? a cavallo tra la ricostruzione del Paese e il miracolo economico

P. 17

IN CONVENZIONE CON

Follow us!

PERIODICO Dâ&#x20AC;&#x2122;INFORMAZIONE PER GLI ORDINI TERRITORIALI Fondato nel 1952

N.6/2019 luglio

|

WAGO 221: WIRING R(E)VOLUTION!

Automazione 7ZMPYTTSHIPP´-S8TIV P´MRHYWXVMEIPIMRJVEWXVYXXYVI

Logistica

9RQSRHSETEVXI

20 luglio 1969. Sono trascorsi cinquantâ&#x20AC;&#x2122;anni dal giorno in cui Neil Armstrong aprĂŹ il portellone dellâ&#x20AC;&#x2122;Apollo 11 e scese i gradini della scaletta piĂš famosa della storia. Quel viaggio è rimasto impresso nella memoria insieme alle altre missioni Apollo, i lanci dei satelliti russi Sputnik, il cane-astronauta Laika e la Guerra Fredda. Erano gli anni della sfida alla conquista dello spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Gli anni degli ideali, della comunitĂ , dellâ&#x20AC;&#x2122;uguaglianza. Della speranza per una societĂ  piĂš giusta. Gli anni delle utopie. Erano anche anni di ricerca e di grandi sfide. Il 12 aprile 1961, Jurij Gagarin fu il primo uomo a volare in orbita. VentitrĂŠ giorni dopo, lâ&#x20AC;&#x2122;astronauta Alan Shepard affrontò un volo suborbitale; e ancora, il 20 maggio John Kennedy annunciò al congresso di voler portare lâ&#x20AC;&#x2122;uomo sulla luna con il programma Apollo â&#x20AC;&#x153;non perchĂŠ è facile, ma perchĂŠ è difficileâ&#x20AC;?. Nel 1968, precisamente la notte della Vigilia di Natale, William Anders, uno dei membri della missione Apollo 8, scatta, forse inconsapevolmente, una semplice fotografia passata alla storia con il nome di â&#x20AC;&#x153;Earthriseâ&#x20AC;?, lâ&#x20AC;&#x2122;Alba della Terra. Il nostro pianeta, visto dallâ&#x20AC;&#x2122;oblò dellâ&#x20AC;&#x2122;Apollo 8 in orbita attorno alla luna, è un puntino blu nellâ&#x20AC;&#x2122;oscuritĂ .

i morsetti per qualsiasi tipo di conduttore

SEMPLICI

il cablaggio è ancora piÚ semplice: collega qualsiasi tipo di conduttore senza bisogno di utensili!

VELOCI

con il morsetto WAGO 221 i collegamenti dei conduttori sono piĂš rapidi e immediati.

fino a 6mm² **

SICURI

connessioni senza errori: il corpo trasparente del morsetto permette di verificare a vista il corretto cablaggio.

** NEW 221-612, 221-613, 221-615 fino a 6mm²!

www.wago.com/221 FME soci ordinari distributori NAZIONALE GROSSISTI LA FEDERAZIONE RAPPRESENTA DI MATERIALE ELETTRICO SETTORE DELLA LA CATEGORIA NEL Lâ&#x20AC;&#x2122;OBIETTIVO DI DISTRIBUZIONE CON MERCATO E IL REGOLAMENTARE DELLA DISTRIBUZIONE PROMUOVERE LA CULTURA

CopCE 2.indd 1

16/05/18 11:11

FEDERAZIONE NAZIONALE ELETTRICO DI MATERIALE GROSSISTI DISTRIBUTORI Via Vivaio, 11 - 20122

Milano - Tel. 02 76280629

ABRUZZO Croce Rossa 119 - Tel 0862 401372 442442 SRL - ANSE 2000 - Viale della 235 - Tel 0863 25480 - Fax 0863 AQ - 67100 - AQUILA - DIME ITALIA S.C.P.A. - Via Garibaldi, - CAVI SPA Multimedia - GEWA 0862 452100 - Fax 0862 452137 AQ - 67051 - AVEZZANO - COM - S.S. 17 Km 32, 500 N.25 - Tel HOLDING SPA - INDIPENDENTE 0863 497150 - Fax 0863 509165 AQ - 67100 - Lâ&#x20AC;&#x2122;AQUILA - EDIF - Via Camillo Cavour, 78 - Tel Abruzzo SRL - ELETTROTECA 4463759 AQ - 67051 - AVEZZANO - COM-CAVI 2000 - Via Aterno 11 - Tel 085 TEATINO - DIME SRL - ANSE - Fax 085 9435570 CH - 66020 - SAN GIOVANNI - Via Salara, 7 Z.I. - Tel 085 9435540 - Fax 085 4462861 TEATINO - ACMEI SUD - ELEX CH - 66020 - SAN GIOVANNI - Via Adige, 21 - Tel 085 4465938 - EDIF HOLDING SPA - INDIPENDENTE 0872 700388 - Fax 0872 718202 CH - 66020 - S.GIOVANNI TEATINO - Contrada Severini, 21 - Tel HOLDING SPA - INDIPENDENTE 42747 CH - 66030 - TREGLIO - EDIF - Tel 0872 42646 - Fax 0872 HOLDING SPA - ELEX - ZI, 210 085 4463759 CH - 66034 - LANCIANO - EDIF 2000 - Via Aterno 17/19 - Tel TEATINO - DIME SRL - ANSE 3045290 CH - 66020 - SAN GIOVANNI 19/B - Tel 0873 30451 - Fax 0873 SPA - ELEX - Via Incoronata, 085 4313541 - Fax 085 4315102 CH - 66053 - VASTO - EDIF HOLDING - Via Salaria Vecchia, 148 - Tel TARLAZZI SPA - STAR TRE 777081 - Fax 0861 777168 PE - 65100 - PESCARA - REMA Mattia Preti 20/24 - Tel 0861 - DIME SRL - ANSE 2000 - Via TE - 64018 - TORTOREDO LIDO 0835 1975870 BASILICATA 182 - Tel 0835 1975840 - Fax 952336 SUD SPA - ELEX - Via La Martella, Tel 0835 952383 - Fax 0835 MT - 75100 - MATERA - ACMEI ITALIA - Via degli Artigiani - GAROFALI SPA - FEGIME 382654 27 - Tel 0835 386998 - Fax 0835 MT - 75020 - SCANZANO JONICO SPA - FEGIME ITALIA - Via dellâ&#x20AC;&#x2122;Artigianato, MT - 75100 - MATERA - GAROFALI 23 Bis - Tel 0835 336405 SPA - FEGIME ITALIA - Via Gattini, MT - 75100 - MATERA - GAROFALI SPA - ELEX - Via Puglia, 60 476853 - Fax 0971 476845 MT - 75025 - POLICORO - MAJORANO - Via dellâ&#x20AC;&#x2122;edilizia, 13 - Tel 0971 ITALIA - CANGIANO - SONEPAR 53107 PO - 85100 - POTENZA - SONEPAR 23 - Tel 0971 69456 - Fax 0971 SPA - ELEX - Via dellâ&#x20AC;&#x2122;edilizia, 0973 827423 - Fax 0973 827424 PZ - 85100 - POTENZA - ELECTRA 7 - Contrada S. Alfonso - Tel SPA - ELEX - S.S. Sinnica Km. PZ - 85040 - LAURIA - MAJORANO 1909540 - Fax 0968 1909570 CALABRIA Via del Progresso 302 - Tel 0968 - ACMEI SUD SPA - ELEX CZ - 88046 - LAMEZIA TERME

SEDE

SEDE

- www.fmeonline.it

- Fax 0984 76110 SEDE Piave, 93/A - Tel 0984 76110 SCARNATI SPA - ELEX - Via - Fax 0984 73631 CS - 87100 - COSENZA - F.LLI Trieste, 13/17 - Tel 0984 71140 SCARNATI SPA - ELEX - Viale - Fax 0983 292057 CS - 87100 - COSENZA - F.LLI S. Angelo Snc - Tel 0983 530388 806716 CALABRIA SRL - ELEX - Viale 3/5 - Tel 0985 42048 - Fax 0985 CS - 87067 - ROSSANO - MAJORANO SPA - ELEX - C.so del Tirreno DEL CEDRO - F.LLI SCARNATI 402402 - Fax 0984 402403 CS - 87020 - SANTA MARIA Cancello Magdalone - Tel 0984 SCARNATI SPA - ELEX - Contrada 404024 - Fax 0984 839076 CS - 87036 - RENDE - F.LLI Abruzzi, 12 Cda Lecco - Tel 0984 - FAX 0984 401755 SPA - ELEX - Via Duca degli I° TRAVERSA - TEL 0984 403962 CS - 87036 - RENDE - STRANO SEDE SUD SRL - VIA UMBERTO NOBILE DI RENDE COSENZA - VITALE - Fax 0984 402403 CS - 87036 - QUATTROMIGLIA Marco Polo Z.I. - Tel 0984 402402 ELETTRICA SRL - ELEX - Via - Fax 0984 73631 CS - 87036 - RENDE - CALABRIA SEDE Trieste, 13/17 - Tel 0984 71140 SCARNATI SPA - ELEX - Viale 402755 - Fax 0984 839363 CS - 87100 - COSENZA - F.LLI Umberto Nobile Snc - Tel 0984 CALABRIA SRL - ELEX - Via - Fax 0968 21413 CS - 87036 - RENDE - MAJORANO - Via A.Volta, 66 - Tel 0968 21491 0968 442289 - EDIF HOLDING SPA - INDIPENDENTE 244 - Tel 0968 203301 - Fax CZ - 88046 - LAMEZIA TERME SRL - ELEX - Via del Progresso - Fax 0961 710298 - MAJORANO CALABRIA loc. Barone - Tel 0961 719223 CZ - 20331 - LAMEZIA TERME SRL - ELEX - Via Fiego Vicariato - MAJORANO CALABRIA 522069 CZ - 80100 - CATANZARO LIDO SEDE 19 - Tel 0967 21638 - Fax 0967 SUD SRL - FINDEA - Viale Europa, 14 - Fax 0961 781112 CZ - 88060 - SATRIANO - VITALE SEDE Scylletion, 47 - Tel 0961 781113 ELETTRICA SRL - ELEX - Via 0968 457111 - Fax 0968 453200 CZ - 88021 - COSENZA - CALABRIA - Via del Progresso 471 - Tel - VITALE SUD SRL - FINDEA - Fax 0962 966005 CZ - 88046 - LAMEZIA TERME 106 Km. 245 - Tel 0962 966006 - Fax 0965 636546 CALABRIA SRL - ELEX - S.S. loc. Arangea - Tel 0965 636555 KR - 88900 - CROTONE - MAJORANO SRL - ELEX - Via Gagliardi 1/B - MAJORANO CALABRIA 51805 - Fax 0965 51134 RC - 89121 - REGGIO CALABRIA Modena Chiesa, 81 - Tel 0965 993711 - STRANO SPA - ELEX - Via 86 - Tel 0963 991927 - Fax 0963 RC - 89131 - REGGIO CALABRIA SEDE SRL - ELEX - Viale Affaccio, - MAJORANO CALABRIA 45821 - Fax 0963 42865 VV - 89900 - VIBO VALENTIA de Gasperi 180/186 - Tel 0963 - Dâ&#x20AC;&#x2122;URZO SRL - ELEX - Via Alcide VV - 89900 - VIBO VALENTIA - Fax 0823 220651 CAMPANIA Tratto, 261 - Tel 0823 446177 SPA - ELEX - Viale Lincoln 1° CE - 81100 - CASERTA - ALFIERI Tel 0824 833766 - Fax 0824 833694 SPA - ELEX - Via Appia, 74 0825 680106 - Fax 0825 680106 AV - 83017 - ROTONDI - ALFIERI ITALIA - Via Rivarano, 16 - Tel IRPINO - APRILE SPA - FEGIME AV - 83024 - MONTEFORTE

COMMERCIO ELETTRICO

| SETTEMBRE 2017

Allâ&#x20AC;&#x2122;interno P´IPIRGSGSQTPIXSHIMWSGM*1)

53

IL BUSINESS MAGAZINE DEI DISTRIBUTORI E GROSSISTI DI MATERIALE ELETTRICO

CONTINUA A PAG. 6

IL PARERE DEI PROFESSIONISTI |

TERRITORIO

SBLOCCA CANTIERI |

Un intervento poco risolutivo

TARANTO |

A colloquio con Giovanni Patronelli

VERCELLI |

DIGITAL MARKETING La sicurezza nelle forniture di calcestruzzo

Il Decreto Sblocca Cantieri è Legge, ma il giudizio dei professionisti non è certamente entusiastico

di Gianni Massa

SASSARI |

Una materia considerata di particolare importanza dai professionisti tecnici italiani. Non a caso, i rappresentanti della Rete Professioni Tecniche hanno partecipato attivamente allâ&#x20AC;&#x2122;intero processo di interlocuzione istituzionale.

PAG. 2

INTESA | PER I CITTADINI DI DOMANI

INDAGINE | CENTRO STUDI CNI

Lo Sblocca Cantieri rilancerĂ le infrastrutture?

Le risposte degli ingegneri alle domande del Centro Studi CNI, tra la richiesta di una semplificazione delle regole e le preoccupazioni per evitare distorsioni della concorrenza

La cultura della sicurezza inizia dalle scuole Firmato lâ&#x20AC;&#x2122;accordo di tre anni tra MIUR, CNI e Protezione Civile: un percorso didattico per un PAG. 5 ambiente piĂš sicuro

PAG. 3

PROGETTAZIONE SOSTENIBILE | CERTIFICAZIONI

Il protocollo ITACA si aggiorna

Ora Prassi di Riferimento UNI, il protocollo include anche lâ&#x20AC;&#x2122;edilizia non residenziale. Intervista a Giuseppe Rizzuto, Direttore Generale ITACA

Lavoro di squadra e grande passione

CORSI

Maker faire 2019

MILANO |

PONTE SUL POLCEVERA | LA FINE IN SOLI 6 SECONDI

Quale tutela per estetica, design e parquet?

Caratteristiche delle viti per le pavimentazioni di legno

PQ2_00_Copertina.indd 1

29/03/2019 17:28

INFORMAZIONE TECNICA

ROMA |

PAG. 4

Isola Design District

Fuorisalone e Milan Design Week, le novitĂ

Fire Safety Academy

UNIVERSAL AUDIO APOLLO 8P

HEDD TYPE 05

ROLAND TR-09

GYRAF G22

SOFTUBE MODULAR

ISSN 2499-362X

EDITORIALE

â&#x20AC;&#x153;One small step for a manâ&#x20AC;?

Mobilità elettrica: STTSVXYRMXkIW½HIMR-XEPME

Quine Srl - Via G. Spadolini, 7 - 20141, Milano

Speciale

E MARKETING PER IL EVENTI PERSONALIZZATI Un nuovo inizio per Genova

CROTONE |

La demolizione delle pile 10 e 11 del viadotto sul Polcevera si è svolta come da programma, ma la scelta di demolire e ricostruire integralmente il ponte non convince tutti

PAG. 6

Luci e ombre sulla Flat tax

SPECIALE | BARRIERE ARCHITETTONICHE

Una â&#x20AC;&#x153;battaglia di civiltĂ â&#x20AC;?

Presentata piattaforma WorkING

TERNI-TOSCANA |

Corso di ispezione tecnica

ANCONA |

Lâ&#x20AC;&#x2122;uso civile delle demolizioni

www.audiofader.com

IVO GRASSO e PROGETTISTA, Lâ&#x20AC;&#x2122;IMPRESA E IL MASSIVE ARTS POSATORE SALVATORE

CANTIERE |

TARGET PROFILATO Il vantaggio fiscale di oggi rischia di determinare svantaggi di diversa natura nellâ&#x20AC;&#x2122;immediato futuro. Essa gode comunque di un ampio consenso: la metĂ degli ingegneri iscritti allâ&#x20AC;&#x2122;Albo professionale lâ&#x20AC;&#x2122;ha adottata nel 2019, con una prevalenza per le classi piĂš giovani e per quelle piĂš anziane

Ancora nel 2019, sono tanti gli edifici pubblici e privati non adeguati a persone con disabilitĂ motoria, ma soprattutto visiva, spesso dimenticata dai progettisti

Il futuro della mobilitĂ di Roma: con il termine previsto per il 2021, il punto sui lavori della Linea C definita come la piĂš grande infrastruttura di trasporto pubblico driverless

ADDEO www.audiofader.com WEBSITE AGGIORNATO ZZZSURIHVVLRQDOSDUTXHWLW ZZZFRPPHUFLRHOHWWULFRFRP 2UJDQRGHO&1Î&#x2013;HGHJOL2UGLQL QUOTIDIANAMENTE www.MTEDocs.it IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER CHI www.pulizia MAGAZINE MENSILE DIGITALE MENSILE DI FORMAZIONE E 2UJDQR8É? FLDOH&1(72 www.terminidellameccanica.com TUTTI IILVOLTI E LE AZIENDE INFORMAZIONE TECNICHE OPERA NEL CAMPO DELLA PULIZIA DA 50 AN NORME, TECNICA AGGIORNAMENTO PER DAL 1952 PERIODICO LA PIATTAFORMA ITALIANA DELLA PRODUZIONE MUSICALE IL TRADUTTORE MULTILINGUE DELLA MECCATRONICA PER IL Lâ&#x20AC;&#x2122;AUTORIPARAZIONE MAGAZINE PER LA IL MECCATRONICO INDUSTRIALE, SANIFICAZIONE E AUTOREVOLE E MERCATO ELETTRICODELLA MECCATRONICA E DELLâ&#x20AC;&#x2122;AUDIO PROFESSIONALE Dâ&#x20AC;&#x2122;INFORMAZIONE PER GLI INGEGNERI FACILITY MANAGEMENT PAG. 10

PAG. 12

PAG. 20

STRUMENTI ALTERNATIVI

SAMPLE PACK

AVID PRO TOOLS | DOCK

PROGETTAZIONE DELLE STRUTTURE SANITARIE

QUINE COLLABORA CON: YOUR INFORMATION PARTNER

Tutti i prezzi si intendono senza Iva

YOUR INFORMATION PARTNER URBAN & PARTNER

MILANO (I)

SARAGOZZA (ES)

MILANO (I)

WRODAW (PL)

GALLARATE (I)

PIACENZA (I)

Tutti i prezzi si intendono senza Iva

TIRANA (AL)

Quine srl Via G. Spadolini, 7 20141 Milano - Italia Quine srl Tel. +39 02 864105 Fax. +39 02 70057190

www.quine.it ZZZTXLQHLW

Via G. Spadolini, 20141 Milano - It Tel. +39 02 8641 Fax. +39 02 7005


Per la professione a cura della redazione

Aliquota Iva per i beni finiti nell’edilizia: chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate Aliquota ridotta o ordinaria? La Risposta n. 71/2020 delle Entrate

I VANTAGGI DI UNA CORRETTA MANUTENZIONE DELLE TORRI DI RAFFREDDAMENTO

Una corretta manutenzione aumenta l’efficienza dell’impianto, determina un risparmio di energia e acqua e previene contaminazioni batteriologiche incontrollate. I suggerimenti di Assoclima in un video Dopo la realizzazione di un sito web e di un primo video sui vantaggi offerti dalle torri di raffreddamento rispetto ad altri sistemi di smaltimento del calore, il Gruppo 9 Torri di raffreddamento di Assoclima – costituito nel 2016 da quattro dei principali player del settore: Baltimore Aircoil, Decsa, Evapco e MITA Cooling Technologies – ha prodotto un secondo video con infografiche 2D che, in pochi minuti, illustra le attività di manutenzione da svolgere su una torre di raffreddamento per assicurarne l’ottimo funzionamento nel tempo (scansiona il QR Code per vederlo subito). “Garantire l’efficienza di un impianto con torri di raffreddamento è un’attività che richiede pochi e semplici passaggi - dalle ispezioni periodiche visive al trattamento dell’acqua di reintegro - ma che assume un’importanza fondamentale sia per assicurarne le performance termiche, l’affidabilità e la durata, sia per salvaguardare l’ambiente”, spiega Alessandro Fontana, coordinatore del Gruppo 9 Torri di raffreddamento di Assoclima. Realizzati sia in italiano che in inglese, i video sono disponibili sul sito www.torridiraffreddamento.it e sul canale YouTube di Assoclima.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Risposta n. 71/2020 avente ad oggetto “Articolo 11, comma 1, lett.a), legge 27 luglio 2000, n.212 – IVA edilizia – beni finiti”. Alla cessione dei beni finiti, diversi quindi dalle materie prime e semilavorate, è applicabile: • L’aliquota Iva del 4% quando sono forniti per la costruzione, anche in economia, di fabbricati di tipo economico aventi le caratteristiche richieste dalla Legge Tupini nonché delle costruzioni rurali. • L’aliquota IVA del 10% quando sono forniti per la realizzazione di opere e impianti di cui al n. 127-quinquies) (opere di urbanizzazione, impianti, edifici assimilati ai fabbricati “Legge Tupini”) nonché degli interventi di recupero c.d. agevolati. Alla luce di ciò, l’Agenzia chiarisce che, per rientrare nella categoria dei “beni finiti” e beneficiare delle suddette aliquote ridotte, i prodotti devono essere conformi ai requisiti indicati nei citati documenti di prassi e, dunque, mantenere una propria individualità e autonomia funzionale, essere sostituibili “in modo assolutamente autonomo dalla struttura della quale fanno parte” (risoluzione n. 39 del 1996 citata), senza perdere le proprie caratteristiche, tanto da essere suscettibili di ripetute utilizzazioni, non solo in astratto. Diversamente, i beni saranno soggetti all’aliquota ordinaria.

N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

57


Per la professione RICICLARE IL CONDIZIONATORE RESIDENZIALE: QUALI SONO LE REGOLE DELL’1 CONTRO 1 PER L’INSTALLATORE? Una guida essenziale, a cura di Hitachi Cooling & Heating, per la corretta gestione dei RAEE: requisiti, obblighi e adempimenti a carico dell’installatore che vende un sistema di climatizzazione per la casa Nel caso in cui l’installatore venda un nuovo climatizzatore (qualificandosi per legge anche come distributore), l’acquirente può rivolgersi a lui anche per la sostituzione del vecchio impianto residenziale. È l’1 contro 1, che dà diritto al consumatore a richiedere il ritiro gratuito e contestuale del vecchio climatizzatore – purché integro – all’installatore, che è obbligato a farsene carico secondo la procedura semplificata normata dal D.Lgs. 49/14 e dal DM 65/2010. Per legge, al momento della disinstallazione, l’F-Gas contenuto nei circuiti del climatizzatore non deve essere disperso nell’ambiente, ma mantenuto all’interno dell’apparecchiatura. In alternativa, può essere gestito da un tecnico frigorista certificato, in possesso cioè di un patentino per il trattamento dei gas fluorurati presenti nei climatizzatori e munito di adeguata formazione e attrezzatura. L’installatore/distributore può scegliere di trasportare il vecchio apparecchio verso un centro di raccolta comunale o un luogo di raggruppamento di sua proprietà. Anche l’installatore può effettuare un deposito preliminare alla raccolta, a condizione che i RAEE raggruppati siano suddivisi per categoria e separati da eventuali altri rifiuti pericolosi. È inoltre necessario che il luogo di raggruppamento: sia di proprietà dell’installatore, pavimentato e non accessibile a terzi; offra ai RAEE adeguata protezione da acque meteoriche e dall’azione del vento, anche grazie a sistemi di copertura mobili. Dal luogo di raggruppamento, l’installatore può trasportare i RAEE direttamente al centro di raccolta comunale abilitato per la distribuzione, oppure incaricare un operatore specializzato per il trasporto dei RAEE verso l’impianto di trattamento. Il trasporto dal luogo di raggruppamento al centro di raccolta comunale va in ogni caso effettuato al raggiungimento di 3500 kg di RAEE oppure ogni 3 mesi. Se 58

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N.1 - MARZO/APRILE 2020

non si raggiunge questo quantitativo, il tempo a disposizione non può comunque superare l’anno. Per tutte le attività di raccolta e trasporto RAEE in regime 1 contro 1 gli installatori, oltre a informare chiaramente il consumatore, hanno l’obbligo di iscriversi all’apposita sezione (categoria 3-bis) dell’ANGA – Albo Nazionale Gestori Ambientali per le attività di distribuzione delle apparecchiature e trasporto dei RAEE domestici. Inoltre, devono garantire la compilazione e tenuta di tutta la documentazione semplificata per l’1 contro 1 cioè: il documento di trasporto in tre copie; lo schedario numerato progressivamente, che sostituisce il registro carico/scarico. Il distributore che non ritira a titolo gratuito un RAEE ed effettua il trasporto di rifiuti senza la documentazione prevista dall’1 contro 1 è soggetto a sanzioni amministrative pecuniarie. L’omessa iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per il trasporto RAEE prevede invece una sanzione penale (pena dell’arresto da tre mesi a un anno) o un’ammenda pecuniaria, se si tratta di rifiuti non pericolosi, oltre al sequestro del mezzo con cui è stato effettuato il trasporto.


Formazione installatori impianti FER: proroga al 31 dicembre 2022 in Toscana La Regione ha apportato una modifica rispetto alla DGR 737/2017 Con la Deliberazione 9 dicembre 2019, n. 1540, la Giunta regionale della Toscana ha stabilito, in relazione ai percorsi professionali di cui alla deliberazione di Giunta regionale 781/2016, inerenti l’installazione e manutenzione straordinaria di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili, che, a modifica di quanto stabilito nel punto a) della DGR 737/2017, tutte le attività formative di aggiornamento professionale di cui al punto 10 dell’allegato A alla D.G.R. 781/2016, avviate tra il 1° agosto 2016 e il 30 giugno 2017 o anche precedentemente al 1° agosto 2016 laddove conformi alle caratteristiche dettate dalla DGR 781/2016, assolvono agli obblighi formativi fino al 31 dicembre 2022, anziché al 31 dicembre 2020 come precedentemente stabilito. La suddetta Deliberazione n. 1540/2019 è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana n.7 del 12 febbraio 2020.

Cumulabilità Bonus Facciate e Ecobonus: chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate Per le stesse spese il contribuente può usufruire di una sola detrazione. Se, invece, si effettuano interventi sull’involucro riconducibili a diverse fattispecie agevolabili, si potrà usufruire di entrambe le agevolazioni a certe condizioni La detrazione prevista dal Bonus Facciate è cumulabile con l’agevolazione per la riqualificazione energetica degli edifici (Ecobonus)? Risponde Fisco Oggi, la rivista online dell’Agenzia delle Entrate: “Gli interventi ammessi al bonus facciate potrebbero rientrare anche tra quelli di riqualificazione energetica riguardanti l’involucro o tra quelli di recupero del patrimonio edilizio, entrambi già detraibili (articoli 14 e 16 del Dl n. 63/2013). Come precisato nella circolare dell’Agenzia delle entrate n. 2/20, per le stesse spese il contribuente può usufruire di una sola detrazione. Se, invece, si effettuano interventi sull’involucro riconducibili a diverse fattispecie agevolabili, si potrà usufruire di entrambe le agevolazioni a condizione che le spese riferite ai due diversi interventi siano contabilizzate distintamente e siano rispettati gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna detrazione. Un caso di cumulabilità si ha, per esempio, quando nell’ambito dell’isolamento termico dell’involucro dell’intero edificio si realizzano sia interventi sulla parte opaca della facciata esterna, ammessi al Bonus Facciate, sia interventi di isolamento della restante parte dell’involucro, esclusi dal bonus facciate ma rientranti nell’Ecobonus. Infine, il Bonus Facciate non è cumulabile con la detrazione (prevista dall’art. 15, comma 1, lett. g del Tuir) che spetta a coloro che sono obbligati alla manutenzione, alla protezione o al restauro dei beni soggetti al regime vincolistico.” N.1 - MARZO/APRILE 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

59


LE SCHEDE

di Lorenzo Epis, ETEAM Academy

F-GAS, PROCEDURE E OPPORTUNITÀ

È in vigore da gennaio la nuova disciplina sanzionatoria per la violazione del Regolamento F-Gas. Ma come funziona la comunicazione degli interventi? E qual è l’iter per ottenere la certificazione? Facciamo chiarezza

S

ono passati pochi mesi dall’attivazione delle banche dati F-Gas ai sensi del DPR 146/2018, per quanto riguarda sia la comunicazione degli interventi sia le vendite, con i relativi obblighi di’inserimento dati da parte degli installatori e dei manutentori. Il 17 gennaio 2020, invece, è entrato in vigore il decreto che prevede pesanti sanzioni nei confronti di chi fornisce F-Gas e apparecchiature non ermeticamente sigillate, delle persone fisiche e delle imprese giuridiche che operano senza possedere la pertinente certificazione e che non ottemperano al DPR 146, e dei clienti finali che non si avvalgono di personale certificato. Lo scorso anno ho avuto modo di incontrare e interagire durante seminari e vari incontri tecnici e formativi con circa 5000 installatori e manutentori; questo mi ha permesso di rac-

cogliere una serie di informazioni sul grado di conoscenza delle dinamiche che regolamentano il mondo degli impianti F-Gas. Le sensazioni raccolte confermano quanto temevo: sebbene negli ultimi mesi siano stati effettuati parecchi incontri sul tema, manca ancora una conoscenza di base su norme, leggi e procedure che regolamentano l’installazione, la manutenzione e la gestione dello smaltimento di apparecchi F-Gas e la relativa documentazione obbligatoria, oltre che sugli strumenti di incentivazione per queste tecnologie. Vale la pena, per questo, chiarire alcuni aspetti per meglio comprendere la trasformazione in atto. L’evoluzione del profilo professionale

Le installazioni e le manutenzioni degli impianti di climatizzazione estiva e invernale funzionanti a F-Gas richiedono un bagaglio di conoscenze specifiche e aggiornate. Queste attività riguardano elementi di sicurezza, salubrità, efficienza e tutela dell’ambiente, e devono essere effettuate secondo spe-


cifici protocolli operativi. Svolgerle correttamente, oltre ad assicurare efficacia, tutela e professionalità, permetterà di cogliere le grandissime opportunità previste nel prossimo decennio e, allo stesso tempo, di difendere il proprio ruolo, minacciato da nuovi soggetti, attratti da mercati straordinari, ampi e durevoli. Il servizio come strategia vincente

Gli impianti F-Gas installati nel nostro paese richiedono un approccio mirato ai servizi, in un mercato riconfigurato per dimensioni, caratteristiche e protagonisti coinvolti. Con l’inizio del settimo ciclo edilizio, diverso dai primi sei che l’hanno preceduto, sarà fondamentale per il rilancio dell’economia il raggiungimento degli obiettivi energetici e di tutela ambientale previsti dalla comunità Europea. Sono previsti, di conseguenza, investimenti straordinari per manutenere e riqualificare gli impianti, massimizzare il comfort, ridurre i consumi energetici e i gas serra. Il termine comfort assume nuovi significati e coinvolge gli impianti tecnologici, con interventi mirati a garantire le tutela della salute, in funzione della correlazione tra mancanza di manutenzione e relative patologie indotte. È altrettanto indispensabile conoscere le evoluzioni del settore, le dinamiche dei mercati, i concorrenti e le esigenze dei clienti, instaurando una nuova tipologia di collaborazione con costruttori e distributori, una collaborazione centrata su uno o più progetti comuni o complementari: un’alleanza strategica che rispetta i ruoli e fortifica le iniziative. Una delle principali caratteristiche di questa trasformazione è la velocità con cui stanno cambiando gli orizzonti professionali. Questo implica evidenti difficoltà che, se affrontate con partner professionali, potranno essere mitigate. Il contesto del DPR 146

Pubblicato in data 26/11/2018 e in vigore dal 24/01/2019, il Decreto del Presidente della Repubblica 146 disciplina le modalità di attuazione del regolamento (UE) n. 517/2014 in materia

di gas fluorurati (o F-Gas). Il Decreto, agli articoli 7 e 8, prevede che le imprese e le persone fisiche che svolgono una o più delle attività sottoindicate su apparecchiature fisse di refrigerazione, di condizionamento d’aria e pompe di calore fisse contenenti F-Gas, devono essere certificate per: • installazione • riparazione, manutenzione o assistenza • controllo delle perdite dalle apparecchiature contenenti gas fluorurati a effetto serra in quantità pari o superiori a 5 tonnellate di CO2 equivalente e non contenuti in schiume, a meno che le apparecchiature siano ermeticamente sigillate, etichettate come tali e contenenti gas fluorurati a effetto serra in quantità inferiori a 10 tonnellate di CO2 equivalente • recupero di gas fluorurati a effetto serra • smantellamento. Nota bene: per poter svolgere queste attività, sia l’impresa che la persona fisica devono essere in possesso rispettivamente del certificato personale e del certificato di impresa.

Perché tracciare gli F-Gas?

La riduzione delle emissioni di gas a “effetto serra” era già tra gli obiettivi del Protocollo di Kyoto, siglato nel 1997. In seguito, l’Unione Europea ha adottato diversi regolamenti per disciplinare l’utilizzo dei gas fluorurati, con l’obiettivo di controllare e prevenire le perdite di tali gas, e istituire un sistema di certificazione e attestazione per il personale e le imprese. Il Regolamento più recente (n° 517/2014) va in questa direzione ancora più risolutamente, per raggiungere l’obiettivo di ridurre le emissioni diverse dalla CO2, compresi quindi i gas fluorurati a effetto serra, del 72-73% entro il 2030 e dell’80-95% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990.


LE SCHEDE

COME SI OTTIENE LA CERTIFICAZIONE? Persone fisiche L’iter è il seguente: • iscriversi al Registro telematico nazionale delle persone e delle imprese; • presentare la richiesta di certificazione a un ente di certificazione accreditato, corredata dell’attestato di iscrizione al Registro telematico nazionale; • sostenere un esame teorico e uno pratico, entro 8 mesi dalla data di iscrizione al Registro telematico nazionale. Se non viene rispettato tale termine, la persona iscritta verrà cancellata dal Registro. A seguito del superamento dell’esame, viene rilasciato il certificato con validità di 10 anni. Il rinnovo avviene tramite lo svolgimento di un nuovo esame teorico e pratico, ma ogni anno l’ente di certificazione effettua una sorveglianza documentale, il mantenimento: per poter validare ogni anno la certificazione, è necessario quindi che la persona certificata dimostri di aver effettuato interventi, mediante la predisposizione della seguente documentazione: • Documento emesso dalla Banca Dati di cui all’art. 16 del DPR. 146/2018 in cui sia dimostrato che la persona fisica certificata abbia svolto interventi inerenti il campo di applicazione del certificato. • Dichiarazione rilasciata ai sensi del DPR 445/2000 nella quale la persona fisica certificata dichiara di non aver subito reclami e/o ricorsi da parte dei clienti sull’attività inerente il campo di applicazione della certificazione; nel caso ci siano stati reclami e/o ricorso, dovrà comunicare come è avvenuta la gestione degli stessi. • Conferma o aggiornamento dei dati forniti al momento della certificazione. In caso di assenza parziale o totale della documentazione prevista, l’ente di certificazione sospende la certificazione entro 10 giorni lavorativi successivi alla data di scadenza annuale.

Se entro 180 giorni successivi alla data di scadenza annuale per il mantenimento della certificazione, la persona fisica non trasmette la documentazione prevista, l’ente provvederà alla revoca del certificato. Imprese In questo caso non ci sono esami da svolgere, ma la procedura è la seguente: • Iscriversi come impresa al Registro telematico nazionale. • Presentare richiesta di certificazione a un ente di certificazione accreditato, corredata dell’attestato di iscrizione di impresa al Registro telematico nazionale. • In fase di certificazione iniziale, comunicare un volume di attività presunto (fatturato) relativo all’attività che intenderà svolgere. • Elenco delle persone fisiche certificate operanti in azienda, unitamente ai riferimenti dei loro certificati e dell’iscrizione al Registro telematico nazionale. L’elenco deve essere costituito da un numero sufficiente di persone fisiche certificate tale da coprire il volume d’attività conseguito o presunto. • Disponibilità di strumentazione e attrezzatura idonea per svolgere le attività oggetto della certificazione. Tutta la strumentazione deve essere identificata e deve riportare: modello e marca, matricola e targa, interventi di calibrazione/manutenzione o controlli, se di proprietà o a noleggio o comodato. Ci sono anche altri aspetti per i quali l’impresa deve dare evidenza all’ente di certificazione, e in particolare: la disponibilità di procedure e istruzioni operative e la modalità di gestione dei reclami e ricorsi. L’ente

Quante persone certificare?

Ogni € 200.000 di fatturato specifico l’impresa deve impiegare una persona certificata. Nella determinazione del fatturato specifico non deve essere considerato quello generato dall’eventuale acquisto, vendita e utilizzo di apparecchiature e materiali.


di certificazione deve effettuare, presso un’unità locale dell’impresa che intende acquisire il certificato, la verifica ispettiva, accertandosi che siano disponibili tutti i punti sopra indicati. In caso di esito positivo della verifica ispettiva, verrà rilasciato all’impresa il certificato e sarà aggiornata l’apposita sezione sul Registro nazionale telematico. Per l’impresa la validità della certificazione è di 5 anni. Nel primo anno di rinnovo l’ente di certificazione effettua una verifica ispettiva in sede, mentre negli anni successivi sarà effettuata solo una sorveglianza a livello documentale. In occasione del rinnovo, almeno 60 giorni prima della scadenza, l’impresa deve mettere a disposizione dell’ente di certificazione, oltre alla documentazione degli interventi svolti, tutti i documenti richiesti in fase di prima certificazione. La comunicazione degli interventi In base all’art. 16 del DPR 146/2018 devono essere comunicati gli interventi di installazione, manutenzione e assistenza, riparazione, smantellamento, controllo delle perdite effettuati su: • apparecchiature fisse di refrigerazione; • apparecchiature fisse di condizionamento d’aria; • pompe di calore fisse. Vanno comunicati gli interventi svolti su tutte le apparecchiature, a prescindere dal contenuto di F-Gas. Il Ministero ha chiarito che la soglia di 5 tonnellate di CO2 equivalenti è utilizzata esclusivamente per determinare gli obblighi e la frequenza dei controlli delle perdite. La comunicazione va effettuata in via telematica alla Banca Dati, gestita dalle Camere di commercio di competenza, entro 30 giorni dalla data intervento (installazione, controllo perdite, manutenzione o riparazione di apparecchiature già installate o smantellamento delle stesse). La comunicazione è relativa ai soli interventi svolti a partire dal 25 settembre 2019. La regola dell’arte L’installazione, la manutenzione, l’adeguamento e la riqualificazione di un impianto di climatizzazione F-Gas

Iter agevolato per imprese individuali

Nei casi in cui il titolare dell’impresa coincida con la persona certificata, la certificazione come “Impresa individuale” potrà essere rilasciata, mantenuta e rinnovata, secondo un iter agevolato che prevede la valutazione della sola documentazione. Le condizioni per usufruire di questa semplificazione sono da distinguere per “impresa” e per “titolare”. Le condizioni per l’impresa sono le seguenti: • deve essere iscritta al Registro Imprese come impresa individuale; • deve essere iscritta come impresa al Registro telematico nazionale di cui all’art. 15 del D.P.R. n.146/2018; • deve avere un fatturato specifico, inerente il campo di applicazione della certificazione, inferiore a € 200.000. L’impresa, in fase di certificazione iniziale, deve comunicare all’Ente di certificazione un volume d’attività presunto, relativo all’attività che intenderà svolgere. Il titolare, invece, può accedere alle semplificazioni a condizione che: • sia iscritto come persona al Registro telematico nazionale di cui all’art. 15 del D.P.R. n. 146/2018; • sia certificato ai sensi dell’art. 7 del D.P.R. n. 146/2018 per le attività nelle quali l’“Impresa individuale” intende operare; • in fase di sorveglianza e rinnovo, dichiari di essere l’unica persona certificata che l’impresa impiega per lo svolgimento delle attività oggetto di certificazione; • disponga di idonei strumenti/attrezzature necessari per svolgere le attività per cui è stata rilasciata la certificazione come persona; • dimostri di avere a disposizione procedure e/o istruzioni operative aggiornate utilizzate per operare; • dimostri di saper gestire gli eventuali reclami e ricorsi; • in fase di sorveglianza e rinnovo, trasmetta all’ente di certificazione il documento “emesso” dalla Banca Dati F-Gas, nel quale sia dimostrato che l’impresa certificata abbia svolto interventi dalla precedente sorveglianza. Il titolare della “Impresa individuale” deve fornire all’ente di certificazione la documentazione di cui sopra richiamandola in una “autodichiarazione” redatta in conformità agli artt. 46, 47 e 76 del D.P.R. n. 445/2000 e comunque soggetta a verifica.


LE SCHEDE richiedono il rispetto delle regole dell’arte. Le installazioni e le manutenzioni devono essere effettuate secondo le norme, come ad esempio la UNI 378-2012, e le indicazioni dei produttori degli apparecchi e degli accessori. Importante anche la gestione della prassi documentale: non si deve sottovalutare la corretta redazione ed emissione di documenti come Dichiarazione di Conformità, Libretto di impianto, Rapporti di controllo e manutenzione, etc. Gestione dei rifiuti Il D.Lgs. 152/2006 prescrive che i rifiuti provenienti da attività di manutenzione devono essere interamente gestiti a cura dell’impresa installatrice, e non possono essere lasciati in deposito presso il cliente. Quindi, il produttore del rifiuto ha l’obbligo di classificazione, gestione, trasporto e corretto smaltimento. Dal 14 agosto 2018 tutte le apparecchiature elettriche elettroniche (AEE) a fine vita sono considerate rifiuti (RAEE) e devono essere gestite separatamente, così come richiesto dal D.Lgs. 49/2014. Chiunque venda una AEE domestica a un utilizzatore finale (per esempio: negozio, installatore che fornisce la macchina contestualmente all’installazione) è denominato nella norma “distributore al dettaglio”. I distributori al dettaglio hanno particolari obblighi tra cui: informare l’acquirente sulla possibilità di restituire la vecchia apparecchiatura equivalente non più funzionante; iscriversi all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per la raccolta e il trasporto dei RAEE domestici; ritirare gratuitamente la vecchia apparecchiatura a fronte della vendita di una apparecchiatura nuova (cosiddetto unocontro-uno); compilare appositi documenti previsti dal DM 65/2010 per il trasporto e per il raggruppamento dei

RAEE. Naturalmente, oltre allo smaltimento corretto delle apparecchiature, bisogna procedere allo smaltimento dei gas. Le sanzioni È finalmente giunto a conclusione l’iter legislativo che porta la nuova disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra e che abroga il regolamento (CE) n. 842/2006 e il rispettivo Decreto sanzionatorio n. 26/2013. Il D.Lgs. 5 dicembre 2019, n. 163, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno 02/01/2020, è entrato in vigore il 17/01/2020. Le sanzioni intendono sensibilizzare tutta la filiera del settore, dal venditore all’installatore, fino al cliente finale, a un approccio diverso al mondo degli impianti F-Gas: più trasparente e più consapevole. Quest’evoluzione rappresenta anche una grande opportunità dal punto di vista professionale, legata alla tutela ambientale, alla tracciabilità e alla regolarizzazione di milioni di impianti, che necessitano di adeguamenti e interventi di riqualificazione. L’attività di vigilanza e di accertamento, ai fini dell’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste, è esercitata dal Ministero dell’ambiente, che si avvale del Comando carabinieri per la tutela dell’ambiente (CCTA), dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (ARPA), nonché dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. All’accertamento delle violazioni previste dal decreto possono procedere anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria nell’ambito delle rispettive competenze.

Tabella 1. Alcuni casi sanzionati dal D.Lgs. 163/2019 Caso sanzionato

Sanzione prevista

Le imprese certificate che non comunicano in Banca Dati entro 30 giorni dall’effettuazione dell’intervento

Da 1.000 € a 15.000 €

Le persone fisiche e le imprese che svolgono attività di installazione, manutenzione, riparazione e smantellamento di apparecchiature contenenti F-Gas senza il possesso del pertinente certificato

Da 10.000€ a 100.000 €

L’impresa che affida le attività di installazione, manutenzione, riparazione e smantellamento di apparecchiature contenenti F-Gas a un’impresa non certificata

Da 10.000 € a 100.000 €

Le imprese o persone fisiche che acquistano F-Gas senza il possesso del pertinente certificato

Da 1.000 € a 50.000 €

I venditori che forniscono apparecchiature non ermeticamente sigillate agli utilizzatori finali, senza acquisire la dichiarazione dell’acquirente

Da 1.000 € a 50.000 €

L’operatore (cliente finale) che si avvale di persone non certificate per il recupero del gas durante la manutenzione o lo smantellamento

Da 10.000 € a 100.000 €

L’operatore (cliente finale) che non ottempera agli obblighi di controllo perdite Da 5.000 € a 15.000 €


Il sIstema a Innesto resIstente al fuoco

Blackfire è il sistema di scarico con proprietà autoestinguenti certificate dalla norma tedesca DIN 4102 B1. È resistente ai raggi UV, agli impatti a basse temperature (fino a -10°C) e alla pressione da -800 mbar a 1,5 bar. Garantisce ottime prestazioni acustiche, con una rumorosità di 16 dB(A) a 2 l/s, e un’estrema facilità di posa grazie al sistema ad innesto.

Seguici su:

www.valsir.it


Hydrogen Ready Baxi firma la prima caldaia residenziale premiscelata, certificata, funzionante ad idrogeno.

Profile for Quine Business Publisher

Installatore Professionale – Marzo 2020  

In questo numero: Formazione continua, sì o no? | Emergenza Covid-19: la guida per lavorare in sicurezza | Fisco: applicare l’Iva agevolata...

Installatore Professionale – Marzo 2020  

In questo numero: Formazione continua, sì o no? | Emergenza Covid-19: la guida per lavorare in sicurezza | Fisco: applicare l’Iva agevolata...