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ANNO 29 n. 1 gennaio - febbraio 2020 ISSN: 2612-4068

1991 - 2020 i nostri

29

anni!

MENSILE DI PULIZIE INDUSTRIALI, SANIFICAZIONE E IGIENE AMBIENTALE

MERCATO

Il settore della detergenza verso la sostenibilità TENDENZE

La strada per l’iper-profumo è aperta CARRIERA & LAVORO

Teamworking più efficaci ed efficienti

Speciale IGIENE ALIMENTARE www.dimensionepulito.it

Per saperne di più collegati da qui al nostro sito


Periodico mensile edito da

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Quine Srl Via G. Spadolini, 7 - 20141 Milano Tel. 02.69001255 | Fax 02.69001277 Direttore editoriale Ornella Zanetti | o.zanetti@dimensionepulito.it

S OM MAR I O/AN N O 29 N.1 G E N NAI O/ FE B B RAI O 2020

Fondatore Gabriele Marrazzini

1991 - 2020 i nostri

ANNO 29 n. 1 gennaio - febbraio 2020 ISSN: 2612-4068

29

anni!

Direttore Responsabile Marco Zani Per saperne di più collegati da qui al nostro sito

MENSILE DI PULIZIE INDUSTRIALI, SANIFICAZIONE E IGIENE AMBIENTALE

Coordinamento editoriale Chiara Scelsi - chiara.scelsi@quine.it Loredana Vitulano - loredana.vitulano@quine.it

MERCATO

Il settore della detergenza verso la sostenibilità TENDENZE

Redazione Cristina Cardinali - c.cardinali@dimensionepulito.it

La strada per l’iper-profumo è aperta CARRIERA & LAVORO

Teamworking più efficaci ed efficienti

Consulenti tecnico scientifici per la sezione Igiene&Ambiente Chiara Dassi - Graziano Dassi Ufficio traffico e Servizio abbonamenti Ilaria Tandoi | i.tandoi@lswr.it Responsabile Commerciale Stefano Busconi - s.busconi@lswr.it

YOUR INFORMATION PARTNER

Speciale IGIENE ALIMENTARE

Pubblicità e Sviluppo: Filippo Viola - f.viola@lswr.it Guido Rossi - g.rossi@lswr.it Edoardo Rossi - e.rossi@lswr.it Paolo Simeoni - p.simeoni@lswr.it

8

www.dimensionepulito.it

YOUR INFORMATION PARTNER

#42

www.casaeclima.com

LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DEGLI IMPIANTI HVAC&R NORMATIVA

ANNO 8 - FEBBRAIO 2017

Panoramica di inizio anno

TAVOLA ROTONDA

#251

IMPIANTI NEGLI NZEB: DALLA TEORICA ALLA PRATICA MARCO EPB, LE NOVITÀ DELLE NUOVE NORME BOSELLI IMPIANTI ADBosch ARIAriparte PRIMARIA VS VAV da… Bosch FOCUS COMMISSIONING

NOVEMBRE/DICEMBRE 2016

Analisi del processo e case study

FILTRAZIONE E QUALITÀ DELL’ARIA

ORGANO UFFICIALE ANGAISA (Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrotermosanitari, Climatizzazione, Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno)

Poste italiane Target Magazine LO/CONV/020/2010 - Omologazione n. DCOCI0168

www.casaeclima.com

Organo ufficiale

bimestrale

N. 64 · Anno XI · dicembre 2016

ITS Dove va la filiera?

A SCUOLA DI EFFICIENZA

FOCUS Un anno di logistica MATERIA CONNECTION

DISTRIBUZIONE Quando la differenza la fa il “service”

ANTONIO FALANGA Una passione sempre viva

SAIE INNOVATION 2016 MEDAGLIE D’ORO A “IMPATTO ZERO”

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

ITS Dove va la filiera? FOCUS

MATERIA CONNECTION

FOTOVOLTAICO INTEGRATO STORIA E ITER PROGETTUALE PCM UNA SCELTA DA NON SOTTOVALUTARE

• Abbonamento euro Organo ufficiale AiCARR annuale: Organo49 ufficiale ANGAISA

SPECIALE BIM

Passo obbligato e grande opportunità

Il ruolo del BIM nella sicurezza in cantiere

www.bluerosso.it www.casaeclima.com LA RIVISTA CHE HA PORTATO • Annuale euro L’INFORMAZIONE EFFICIENTE, COMPLETA E LA RIVISTA PER I estero: 160 LA VOCE PIÙ AUTOREVOLE DEL LA VOCE AUTOREVOLE DEL CANALE LA PROGETTAZIONE PROFESSIONISTI DELL’HVAC&R • Copia arretrata: 17 euroIDROTERMOSANITARIO IDROTERMOSANITARIO PIÙ DINAMICA SOSTENIBILE IN ITALIA IN TEMPO REALE OLTRE 200.000 UTENTI MESE SETTORE HannoOrgano collaborato: RIO www.commercioelettrico.com ufficiale FME • Costo di una copia: 1.30 euro Organo ufficiale FINCO IL BUSINESS MAGAZINER. D. Byrne, Sebastian Bendinelli, J. R. Bishop, info@dimensionepulito.it www.bluerosso.it Organo ufficiale ANGAISA www.casaeclima.com LA RIVISTA CHE HA PORTATO DEI Cristina Cardinali,DISTRIBUTORI Simone Ciapparelli, L’INFORMAZIONE EFFICIENTE, COMPLETA E LA VOCE PIÙ AUTOREVOLE DEL LA VOCE AUTOREVOLE DEL CANALE LA PROGETTAZIONE E GROSSISTI DI Chiara Graziano Dassi, www.dimensionepulito.it MATERIALE ELETTRICO MESEDassi, C&R SETTORE IDROTERMOSANITARIO IDROTERMOSANITARIO SOSTENIBILE IN ITALIA IN TEMPO REALE OLTRE 200.000 UTENTI PIÙ DINAMICA SPECIALE FOCUS Francesca De Vecchi, Mauro Martini, www.cleaninginternational.com Silvia Monguzzi, Francesca Scelsi. Responsabilità Un CNI eletto per dare risposte Dimensione Pulito periodico mensile registrato: LE FOCUS autorizzazione SCIA, operativo Top 7 megadel Tribunale di Milano N.unico 598 deldel9.11.92 il modello infrastrutture 2016 Installatore 7 GUIDE dell’ Professionale La pubblicazione oAncora ristampa di articoli e trattative e consultazioni? INDAGINE NI eletto per dare risposte immagini della rivista deve essere autorizzata per iscritto SPECIALE MILLEPROROGHE QUOTA RINNOVABILI EDIFICI dall’editore. Dimensione Pulito LA DISTRIBUZIONE Gli articoli pubblicati obblighi e proroghesuTutti i rinvii 8 Detergenti e prodotti per la pulizia: NEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO SCIA, operativo Top 7 megasono sotto la responsabilità degli autori. I manoscritti e l modello unico infrastrutture del 2016 come sta il settore? i disegni pubblicati non saranno restituiti. Ancora trattative e consultazioni? INFORMATIVA AI SENSI DEL GDPR 2016/679 a cura di Sebastian Bendinelli MENSILE PER LA www.ammonitore.com Si rende noto che i dati in nostro possesso liberamente UOTA RINNOVABILI EDIFICI SPECIALE MILLEPROROGHE obblighi e proroghe Tutti i rinvii LA GUIDA DA PORTARE DAL 1952 IL PERIODICO LA RIVISTA PER PROGETTARE Organo ufficiale Confapi www.rivistainnovare.it SUBFORNITURA E ottenuti per i servizi relativi a spedizioni, SEMPRE CON SÉ PERpoter effettuare D’INFORMAZIONE INFORMAZIONE LA SMART INDUSTRY LA PRODUZIONE abbonamenti sono utilizzati secondo quanto CONOSCERE TUTTI I e similari, PER INGEGNERI E ARCHITETTI TECNICO SCIENTIFICA INDUSTRIALE TRUCCHI DEL MESTIEREprevisto NEWSLETTER – L’AGGIORNAMENTO dal GDPR 2016/679. PER LE PMI www.meccanica-automazione.com MECCANICA&AUTOMAZIONE PROFESSIONALE VIA MAIL MENSILE PERMERCATO LA www.ammonitore.com PERIODICO BUSINESS TO BUSINESS Titolare del trattamento IL PORTALE CHE TI Ogni 15 giorni Organo raggiunge oltre 42.000 iscritti 952 IL PERIODICO www.rivistainnovare.it ufficiale SUBFORNITURA E LA RIVISTA PER PROGETTARE GUIDA VERSO LA NEL MONDO DELL’INDUSTRIA è Quine srl, via Spadolini, 7 - Confapi 20141 Milano NFORMAZIONE 14 Detergenza: ecosostenibilità trend INFORMAZIONE LA SMART INDUSTRY LA PRODUZIONE SMARTeINDUSTRY MECCANICA E DELLE MACCHINE (info@quine.it). GNERI E ARCHITETTI TECNICO SCIENTIFICA INDUSTRIALE UTENSILI R – L’AGGIORNAMENTO Si comunica inoltre che iPER dati sono contenuti futuri LE personali PMI SIONALE VIA MAIL presso la nostra sede in apposita banca dati di cui aggiunge oltre 42.000 iscritti Simone Ciapparelli è responsabile Quine srl e cui è possibile rivolgersi per l’eventuale esercizio dei diritti previsti dal D.Lgs 196/2003. © Quine srl – Milano TREND Il bagno che ti calza a pennello

DISTRIBUZIONE Quando la differenza la fa il “service”

ANTONIO FALANGA Una passione sempre viva

SAIE INNOVATION 2016 MEDAGLIE D’ORO A “IMPATTO ZERO”

FOTOVOLTAICO INTEGRATO STORIA E ITER PROGETTUALE PCM UNA SCELTA DA NON SOTTOVALUTARE

ISSN n. 1974-7144

26

SPECIALE BIM

TREND Il bagno che ti calza a pennello

Prezzi e abbonamenti COMMISSIONING

ISSN: 2038-0895

N. 64 · Anno XI · dicembre 2016

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

ISSN: 2038-0895

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

FRIGOCONSERVAZIONE ALIMENTARE Produttori e distributori: ce la si può fare!

Un anno di logistica RISPARMIO ENERGETICO NEL TERZIARIO

bimestrale

A SCUOLA DI EFFICIENZA

Produttori e distributori: ce la si può fare!

Stampa Aziende Grafiche Printing Srl Peschiera Borromeo (MI)

SOTTORAFFREDDAMENTO CLASSIFICHE 2015 ADIABATICO PER LA

POSTE ITALIANE SPA – POSTA TARGET MAGAZINE - LO/CONV/020/2010.

Organo ufficiale

CLASSIFICHE 2015

Produzione&Stampa Paolo Ficicchia

Conto Termico e TEE. A che punto siamo?

MARCO BOSELLI Bosch riparte da… Bosch

ORGANO UFFICIALE ANGAISA (Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrotermosanitari, Climatizzazione, Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno)

Poste italiane Target Magazine LO/CONV/020/2010 - Omologazione n. DCOCI0168

Organo Ufficiale AiCARR

NOVEMBRE/DICEMBRE 2016

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

42 ISSN:2038-2723

IN COPERTINA ARCO è un’azienda chimica certificata UNI EN ISO 9001: 2000 e ISO 14001 che formula e produce prodotti rivolti al mercato delle pulizie e sanificazioni industriali, all’industria alimentare, al catering e alle convivenze. L’azienda considera molto importante anche l’assistenza, l’aggiornamento e la collaborazione con gli operatori del settore, offerta da Arco ufficiale FINCO di addestramento. Informa, conOrgano incontri

#251

ISSN:2038-2723

Realizzazione grafica LIFE - LSWR Group

Passo obbligato e grande opportunità

Il ruolo del BIM nella sicurezza in cantiere

www.commercioelettrico.com IL BUSINESS MAGAZINE DEI DISTRIBUTORI E GROSSISTI DI MATERIALE ELETTRICO

Organo ufficiale FME

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1 – CN/MI

CLAUDIO DE ALBERTIS, INGEGNERE VISIONARIO pag. 5 • NUOVE NORME UNI pag. 21 • MOSTRE E CULTURA pag. 21 • IN LIBRERIA pag. 21

IMPIANTI FOTOVOLTAICI

a pag. 12

I BENEFICI DELLA NORMAZIONE

alle pagg. 16­17

www.giornaleingegnere.it

1563

L’EDITORIALE

Innovazione e cambiamento

alle pagg. 22­23

Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/MI

VALIDAZIONE

N. 12 - Dicembre 2016

Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti

La crisi ancora “morde”, il contesto politico barcolla, alta l’attenzione sul governo degli ingegneri

di GIOVANNA ROSADA

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1 – CN/MI

O pag. 5 • NUOVE NORME UNI pag. 21 • MOSTRE E CULTURA pag. 21 • IN LIBRERIA pag. 21

ZIONE

IMPIANTI FOTOVOLTAICI

a pag. 12

ICI DELLA ZIONE

alle pagg. 16­17

alle pagg. 22­23

N. 12 - Dicembre 2016

Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti

de”, il contesto politico barcolla, alta l’attenzione sul governo degli ingegneri

organizzazione delle divisioni opedel Cni. E, in prova, due sfide: quelei servizi per gli i e delle strutture oriali. Armando brano, presidente nte del Consiglio nale degli ingegnecategoria per altri à gli ingegneri fino suoi dieci anni di l’ufficialità del mionsiglieri designati esidente, è già pose mosse del nuovo siderosi di partire, ata un’indicazione l Consiglio naziole prime dichiara-

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In USA volano le infrastrutture

TAX& LEGAL Partite IVA dal prossimo anno la contabilità diventa un lavoro a tempo pieno e i costi salgono a pag. 15

Newsletter

Nr.01 – VENERDì 13 GENNAIO 2017

Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7

di MATTEO PALO

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iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderà gli ingegneri fino al 2021, quando completerà i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi l’ufficialità del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è già possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. “Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata un’indicazione così forte per la continuità del Consiglio nazionale uscente”, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.

In USA volano le infrastrutture

TAX& LEGAL Partite IVA dal prossimo anno la contabilità diventa un lavoro a tempo pieno e i costi salgono

a pag. 7

a pag. 9

Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7

I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre

→ pag.37

Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter­ pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. Stabilità e certezza sono oggi più lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac­ cordi tra CNI e Governo che fine faranno?” / alle pagg. 18­19

Eucentre per ricostruire la sicurezza A Pavia il Centro Europeo di Ricerca Formazione in Ingegneria Sismica →epag.25

a pag. 10

Professionisti al passo coi tempi...

Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documen→ pag.5 tare la consegna.

Eucentre per ricostruire la sicurezza A Pavia il Centro Europeo di Ricerca Formazione in Ingegneria Sismica →epag.25

a pag. 10

Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano

Programma Corsi di Aggiornamento Professionale Gennaio - Maggio 2017

© Collegio degli ingegneri e Architetti di Milano

È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione

NEWSLETTER – Nr.01 – Pag.1

Novembre/Dicembre 2016

FINANZIAMENTI PMI

TAVOLA ROTONDA

Via libera alla finanza innovativa, quali risposte alla stretta del credito?

VENERDÌ 13 GENNAIO 2017

IN QUESTO NUMERO

[pag. 14]

|

PROGE T TA ZIONE

|

AUTOMAZIONE

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AT T UA L I TÀ

Novembre/Dicembre 2016

#4maggio 2016 mensile

www.meccanica-automazione.com

FINANZIAMENTI PMI

TAVOLA ROTONDA

Macerie ovunque, interi paesi rasi al suolo, gente disperata, sguardi persi. No, non è lo scenario di guerra che ci arriva da qualche zona remota del mondo, a cui siamo tristemente abituati. È la forza devastante del terremoto che ha colpito, e continua a farlo, il nostro Centro Italia. Una faglia che si è estesa per cinquanta chilometri, una ferita su quelle terre che non si potrà più rimarginare. L’Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; schiaffeggiata dalla mano della natura che a volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure il nostro paese risulta essere nelle prime posizioni per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie antisismiche nelle nuove costruzioni. Cosa succede allora? Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica), ha dichiarato che “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirlo”. Il problema pertanto è la sicurezza delle costruzioni più datate, e di un immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto il mondo, fatto di chiese, monumenti, palazzi storici, emblema di un passato grandioso che ha visto protagonisti i più grandi artisti e ingegneri di tutti i tempi. Il tema della sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, più volte trattato dal nostro giornale e a cui le nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna così alla ribalta in un frangente – purtroppo non l’unico negli ultimi anni - tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de L’Ammonitore abbiamo rivolto molti inviti al settore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta ci sentiamo di invitare tutti a investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sul nostro prezioso patrimonio artistico, perché il futuro non si prevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.

AUTOMAZIONE

|

Via libera alla finanza innovativa, quali risposte alla stretta del credito?

[pag. 14]

AT T UA L I TÀ

Il cliente prima di tutto MISURA

M-Steel qualità da oltre 40 anni

Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualità M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilità M-Steel si caratterizza per affidabilità, coerenza e prevedibilità nelle lavorazioni, riducendo i così costi di pro[pag. 12] duzione.

LAMIERA

40 anni di storia e successi nella robotica industriale

Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. L’azienda festeggia infatti i 40 anni di attività: una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.

UTENSILI

Trasformare l’esperienza di oltre 40 anni di attività in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalità di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato all’automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.

IN QUESTO NUMERO

MATERIE PRIME

In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano.

Un ponte tra passato e futuro

www.meccanica-automazione.com

MENSILE D’INFORMAZIONE PER LA PRODUZIONE E L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

Copia offerta da:

In collaborazione con:

50 anni di torni

www.ammonitore.com

#4maggio 2016 mensile

Editoriale

→ pag.37

Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documen→ pag.5 tare la consegna.

PROGE T TA ZIONE

Fondata da Paolo Giana nel 1966, Torgim compie il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività. Il comune di Magnago vide un grande sviluppo economico e industriale già a partire dalla seconda metà del 1800. Con il passare dei decenni il territorio s’è via via arricchito di aziende manifatturiere che hanno rappresentato delle vere eccellenze in molti settori industriali. [pag. 11]

[pag. 10]

– Anno 72 - n. 9

Macerie ovunque, interi paesi rasi al suolo, gente disperata, sguardi persi. No, non è lo scenario di guerra che ci arriva da qualche zona remota del mondo, a cui siamo tristemente abituati. È la forza devastante del terremoto che ha colpito, e continua a farlo, il nostro Centro Italia. Una faglia che si è estesa per cinquanta chilometri, una ferita su quelle terre che non si potrà più rimarginare. L’Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; schiaffeggiata dalla mano della natura che a volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure il nostro paese risulta essere nelle prime posizioni per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie antisismiche nelle nuove costruzioni. Cosa succede allora? Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica), ha dichiarato che “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirlo”. Il problema pertanto è la sicurezza delle costruzioni più datate, e di un immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto il mondo, fatto di chiese, monumenti, palazzi storici, emblema di un passato grandioso che ha visto protagonisti i più grandi artisti e ingegneri di tutti i tempi. Il tema della sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, più volte trattato dal nostro giornale e a cui le nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna così alla ribalta in un frangente – purtroppo non l’unico negli ultimi anni - tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de L’Ammonitore abbiamo rivolto molti inviti al settore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta ci sentiamo di invitare tutti a investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sul nostro prezioso patrimonio artistico, perché il futuro non si prevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.

LA TRIVELLA

Professionisti al passo coi tempi...

|

MACCHINE UTENSILI

Oggi si parla molto di Industria 4.0 applicata alla produzione. Ma occorre ricordare che l’efficienza del flusso produttivo passa attraverso l’ottimizzazione della movimentazione dei materiali all'interno delle aziende.

Italia scossa

segue a pag. 2

I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre

ROBOTICA

Al centro della fabbrica intelligente

di Fabio Chiavieri

GOVERNO IN CRISI

Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter­ pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. Stabilità e certezza sono oggi più lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac­ cordi tra CNI e Governo che fine faranno?” / alle pagg. 18­19

www.ammonitore.com

MENSILE D’INFORMAZIONE PER LA PRODUZIONE E L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

Editoriale

LA TRIVELLA

INTERVISTA ALL’ARCH. DE LUCCHI

|

50 anni di torni

Fondata da Paolo Giana nel 1966, Torgim compie il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività. Il comune di Magnago vide un grande sviluppo economico e industriale già a partire dalla seconda metà del 1800. Con il passare dei decenni il territorio s’è via via arricchito di aziende manifatturiere che hanno rappresentato delle vere eccellenze in molti settori industriali. [pag. 11]

[pag. 10]

– Anno 72 - n. 9

Italia scossa

segue a pag. 2

“Il museo del futuro è il mondo intero”

MACCHINE UTENSILI

MACCHINE UTENSILI

Oggi si parla molto di Industria 4.0 applicata alla produzione. Ma occorre ricordare che l’efficienza del flusso produttivo passa attraverso l’ottimizzazione della movimentazione dei materiali all'interno delle aziende.

di Fabio Chiavieri

MACCHINE UTENSILI

GOVERNO IN CRISI

CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Parte il piano 'smart city' 1 miliardo per 14 città

ROBOTICA

Al centro della fabbrica intelligente

a pag. 15

Newsletter

Nr.01 – VENERDì 13 GENNAIO 2017

Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/MI

O

gni campo dell’architettura e dell’ingegneria nel senso più ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalità, metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla società o hanno modificato modi e stili di vita. Nessuno si è mai posto il problema se fosse giusto o sbagliato; la cultura del “fare” ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero d’accordo con un “SI” o con un “NO”. È stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dell’uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati “si” e “no” dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nell’evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianità dell’individuo e l’incapacità della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metà dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltà parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con più forza alla politica? n

L’anello che mancava: l’utensile connesso al sistema produttivo

L’utensile “intelligente” è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]

MACCHINE UTENSILI

Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sull’onda dei mercati

[pag. 18]

INTERVISTA Gianfranco Carbonato, un’emozione che dura da quarant’anni

STORIA DI COPERTINA

TENDENZE Generative design, come cambierà il mondo PANORAMA La formazione salesiana professionale SPECIALE Robotica Sempre più al centro dello sviluppo

CAD/CAM unico per il settore Lamiera

38

DOSSIER Macchine di misura Amici per il micron

MATERIE PRIME

Il cliente prima di tutto

In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano. MISURA

Un ponte tra passato e futuro

Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualità M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilità M-Steel si caratterizza per affidabilità, coerenza e prevedibilità nelle lavorazioni, riducendo i così costi di pro[pag. 12] duzione.

INTERVISTA Gianfranco Carbonato, un’emozione che dura da quarant’anni

LAMIERA

40 anni di storia e successi nella robotica industriale

Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. L’azienda festeggia infatti i 40 anni di attività: una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.

UTENSILI

Trasformare l’esperienza di oltre 40 anni di attività in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalità di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato all’automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.

M-Steel qualità da oltre 40 anni

L’anello che mancava: l’utensile connesso al sistema produttivo

STORIA DI COPERTINA

TENDENZE Generative design, come cambierà il mondo

MACCHINE UTENSILI

PANORAMA La formazione salesiana professionale

Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sull’onda dei mercati

L’utensile “intelligente” è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]

CAD/CAM unico per il settore Lamiera

SPECIALE Robotica Sempre più al centro dello sviluppo

[pag. 18]

DOSSIER Macchine di misura Amici per il micron

www.meccanica-automazione.com MECCANICA&AUTOMAZIONE IL PORTALE CHE TI PERIODICO BUSINESS TO BUSINESS GUIDA VERSO LA NEL MONDO DELL’INDUSTRIA SMART INDUSTRY MECCANICA E DELLE MACCHINE UTENSILI

Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano

Programma Corsi di Aggiornamento Professionale Gennaio - Maggio 2017

© Collegio degli ingegneri e Architetti di Milano

e o parziale, dei contenuti ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione

VENERDÌ 13 GENNAIO 2017

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01/2020 | DIMENSIONE PULITO

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I

I N DAG I N E

DETERGENTI e prodotti per la pulizia: come sta il settore? La produzione italiana di detergenti, biocidi e deodoranti per ambienti è una delle più rilevanti in Europa, con un valore nel 2018 di circa 3,6 miliardi di euro. Con l’aiuto dei dati Cerved, vediamo quali sono i principali operatori, la struttura del mercato e i trend emergenti a cura di Sebastian Bendinelli 8

DIMENSIONE PULITO | 01/2020


C

on un valore di circa 3,6 miliardi di euro, in crescita moderata nel 2018 rispetto all’anno precedente (+2,9%), la produzione italiana di prodotti per detergenza e pulizia è una delle più rilevanti in Europa. Il risultato deriva da un lieve aumento dei consumi sul mercato interno, che ha invertito il trend negativo degli anni precedenti, e da un rafforzamento notevole dell’export (+7,5%). Si tratta comunque di un quadro fortemente differenziato tra i vari comparti e segmenti: alcuni mostrano una decisa crescita nei consumi (detersivi liquidi per lavatrice predosati, ammorbidenti concentrati), altri appaiono invece in maggiore difficoltà (prodotti per manutenzione, polveri, detergenti per bucato e stoviglie a mano). La crescita dei flussi commerciali si deve soprattutto agli scambi infragruppo: le multinazionali – che dominano specialmente nel mercato dei prodotti di largo consumo, come vedremo – hanno adottato da tempo una strategia di specializzazione dei singoli stabilimenti, che concentrano la produzione di pochi prodotti destinati a più paesi europei.

LA DOMANDA È STABILE

Nel 2018 i consumi hanno registrato un lieve aumento (+0,4%). Il comparto dei detersivi è quello più rilevante e risulta in leggero calo, con risultati positivi però per i detersivi liquidi (in particolare predosati) e una sostanziale stabilità dei prodotti per lavastoviglie. I coadiuvanti per il lavaggio risultano

nel complesso in crescita grazie soprattutto agli ammorbidenti concentrati, mentre l’ambito della manutenzione registra un lievissimo calo. In crescita il segmento degli insetticidi, favorito da fattori climatici. In generale, la domanda del settore gode di una certa stabilità in volume nel lungo periodo – con una penetrazione dei prodotti e una frequenza di consumo molto elevate – e non è ciclica, trattandosi di prodotti considerati essenziali nella vita quotidiana. Le oscillazioni dipendono in gran parte dal prezzo, specialmente nelle fasi negative del ciclo economico, e soprattutto per i prodotti percepiti come meno differenziati: i consumatori tendono a orientarsi verso prodotti meno costosi, prodotti discount e private label. Un potenziale fattore di riduzione dei consumi è dato dalle innovazioni tecnologiche negli elettrodomestici e nelle formulazioni, che consentono spesso riduzioni anche sensibili della quantità di detersivi necessari per ogni lavaggio. La domanda è molto sensibile alle innovazioni e ai nuovi prodotti. I prodotti innovativi (o semplicemente “nuovi”, come nel caso delle nuove profumazioni), con performance superiori o con applicazioni specifiche, mostrano di solito tassi di crescita più elevati della media e sostengono prezzi più elevati.

ELEVATA CONCENTRAZIONE DELL’OFFERTA Nel settore operano complessivamente circa 300 aziende, con un numero di addetti complessivi di oltre 8.000 unità, e stabilimenti pro-

LA SEGMENTAZIONE DEL SETTORE

In base alla funzione d’uso, possiamo identificare cinque segmenti principali: • detergenti e coadiuvanti per indumenti e tessuti (come additivi, candeggine, ammorbidenti, smacchiatori, etc.), pari a circa il 63,5% del mercato in valore; • detergenti e coadiuvanti per stoviglie (a mano, per lavastoviglie, brillantanti, etc.), intorno al 14%; • detergenti e coadiuvanti per ambienti (detergenti per grandi superfici, WC, disgorganti etc.), circa il 12,6%; • biocidi (insetticidi etc.) per uso domestico, 6,9%; • deodoranti per ambienti, 3%. All’interno dei diversi segmenti esistono poi numerose nicchie di mercato, che identificano prodotti per usi molto specifici: per esempio, detergenti specifici per argento, acciaio, rame o altri materiali, appretti per stiro, etc. Il mercato può essere segmentato anche per tipologia di clientela: • i prodotti per uso domestico destinati al largo consumo occupano una quota di mercato pari a circa il 70%; • i prodotti per operatori professionali (imprese di pulizia, catering, lavanderie, etc.) comprendono il restante 30%.

01/2020 | DIMENSIONE PULITO

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I

I N DAG I N E

duttivi situati per la maggior parte nel Centro-Nord Italia, soprattutto Lombardia e Emilia Romagna. Di queste aziende, circa 250 operano nell’ambito dei prodotti per uso professionale e industriale: si capisce quindi come il segmento dei prodotti per uso domestico sia molto concentrato, dominato dalla presenza di multinazionali chimiche che adottano strategie basate sull’innovazione e differenziazione di prodotto, sostenute da ingenti investimenti in marketing e comunicazione. I primi quattro operatori multinazionali sono: Procter & Gamble, Unilever Italia, Henkel e Reckitt Benckiser. In alcuni segmenti, il grado di concentrazione è ancora più elevato: nei detersivi per lavatrice, per esempio, le prime tre aziende (Procter & Gamble, Henkel e Reckitt Benckiser) controllano quasi il 90% del mercato, mentre le private label coprono circa il 5%. Le imprese nazionali sono di dimensioni prevalentemente medie e piccole, spesso specializzate su nicchie di mercato e sulla produzione per le marche commerciali della distribuzione moderna. Le piccole imprese sono orientate prevalentemente alla fornitura di prodotti unbranded e, con frequenza minore, di private label, che operano quasi esclusivamente nei segmenti dei liquidi, acquistando in molti casi il semilavorato da altre imprese e limitandosi alle fasi finali di diluizione e confezionamento. Nel mercato professionale il grado di concentrazione è piuttosto basso: le prime due imprese coprono una quota di circa il 24% del mercato dei prodotti destinati ai consumi professionali e industriali e distaccano nettamente un gran numero di piccoli operatori con quote sotto il 2%.

LE STRATEGIE SEGUITE DALLE IMPRESE

La razionalizzazione delle attività produttive operata negli scorsi 10-15 anni ha portato alla riduzione del numero complessivo di stabilimenti e alla specializzazione di ogni stabilimento in 10

DIMENSIONE PULITO | 01/2020

un numero molto limitato di prodotti, destinati a più mercati. La struttura dei costi delle imprese del settore evidenzia un’incidenza abbastanza simile e rilevante per consumi di esercizio, legati all’acquisto di materie prime chimiche e materiali di confezionamento, e costi esterni, riconducibili alle attività di marketing e agli investimenti promo-pubblicitari. Per quanto riguarda i canali distributivi, la Grande Distribuzione Organizzata è predominante per i prodotti destinati al consumo domestico. Gli operatori della Gdo detengono un elevato potere contrattuale e di conseguenza la politica commerciale rappresenta un elemento fondamentale delle strategie aziendali. Nell’area dei prodotti per uso professionale, invece, è nel complesso medio il potere contrattuale di grossisti e intermediari. Oltre al marketing, le imprese orientano le proprie strategie soprattutto verso l’innovazione dei prodotti, in modo da stimolare la domanda: aumentare la differenziazione di prodotto e creare nuove nicchie di mercato (come lo spray che toglie gli odori dai tessuti o i “cattura-colori”, ma anche innovazioni nel packaging come le monodosi per lavatrice) consente infatti di ottenere margini più elevati. Dato il predominio delle multinazionali, le imprese italiane hanno puntato tutto sulla specializzazione: in specifiche nicchie di prodotto, che talvolta dominano in modo incontrastato – è il caso, ad esempio, di Realchimica, con la linea di saponi e detergenti al sapone di Marsiglia Chanteclair – o nella produzione per le marche commerciali della distribuzione moderna (ad es. Dasty Italia, Deco, Deterplast, McBride, Pizzolotto), con un’offerta caratterizzata da un buon rapporto prezzo/qualità dei prodotti ed un significativo livello di servizio al trade. Infine, si individua una tendenza alla specializzazione nella produzione e commercializzazione di detersivi e detergenti per usi professionali e industriali, con una presenza talvolta limitata a mercati locali. Nel mercato dei

prodotti per comunità la competizione mira al presidio dei clienti di maggiori dimensioni (lavanderie industriali, mense, etc.) e si gioca soprattutto sul servizio, in termini di assistenza tecnica, fornitura di macchinari in comodato d’uso, formazione degli addetti, oltre che sul prezzo. Le barriere all’entrata sono elevate, legate soprattutto al know how produttivo, alla conoscenza del mercato, ai rapporti con la distribuzione, alla necessità di ingenti investimenti pubblicitari e in impianti (per la produzione di polveri e tabs).

Trend emergenti e previsioni future

In attesa dei dati definitivi per il 2019, lo scenario economico poco vivace fa pensare che anche l’anno appena trascorso abbia visto una conferma delle tendenze osservate e una stabilizzazione dei consumi sul mercato interno, che condizionerà l’andamento della produzione. Sul fronte dei canali distributivi, bisogna rilevare lo sviluppo favorevole che hanno avuto negli ultimi anni le superfici a libero servizio con un’offerta specializzata in prodotti per la cura della casa e per l’igiene della persona. Si tratta di punti vendita caratterizzati da assortimenti ampi, prezzi in linea con la Gdo, frequente utilizzo di promozioni e altri strumenti di fidelizzazione della clientela. Nel mercato dei prodotti per detergenza e pulizia, anche nella fase di riduzione dei consumi, questo canale ha evidenziato performance favorevoli grazie alla percezione da parte dei consumatori di un’offerta qualificata, ampia e al tempo stesso conveniente sotto il profilo del prezzo, e resta tuttora il format che registra perfomance positive per tutte le categorie di prodotti.

UN SETTORE SEMPRE PIÙ “GREEN”

È in crescita negli ultimi anni la sensibilità delle aziende e dei consumatori verso lo sviluppo di prodotti eco-compatibili a marchio Ecolabel. La loro penetrazione sul mercato per il momento


risulta bassa, ma il loro potenziale di crescita è buono, soprattutto se associato ad una buona performance percepita e se sostenuti da campagne di comunicazione in grado di sensibilizzare i consumatori. Secondo una ricerca svolta nel 2018 da Immagino, i prodotti eco-sostenibili incidono per il 5,5% sul giro d’affari totale del comparto della cura della casa, ma mostrano tassi di crescita superiori alla media (+8,8% in valore nel 2017). I più diffusi sono i prodotti biodegradabili con riferimento alla composizione del packaging e dei prodotti, seguiti da quelli con ingredienti “vegetali” e quelli con minor contenuto di plastica nell’imballaggio. In questa direzione va la diffusione dei distributori di detersivi ricaricabili, introdotta da qualche insegna della Gdo, da catene “bio” e farmacie. ■ Fonte Report Start “Prodotti per la detergenza”, Cerved Marketing Solutions edizione marzo 2019

LE NORMATIVE DI SETTORE Tra i fattori esterni che influenzano la domanda rivestono un ruolo di primo piano le normative di settore italiane ed europee riguardanti l’utilizzo di alcune sostanze chimiche nei processi produttivi. Il regolamento europeo sulla detergenza (648/2004/CE) entrato in vigore in Italia a fine 2005, prevede la biodegradabilità totale dei tensioattivi (l’ingrediente schiumogeno) e l’etichettatura (devono essere indicati tutti quelli appartenenti a specifiche classi in quantità superiore allo 0,2%. Per le sostanze considerate allergeniche l’obbligo dell’indicazione scatta se la quantità è superiore allo 0,01%). Il regolamento europeo per la registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche (REACH, acronimo di “Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals”), entrato in vigore nel 2007, ha imposto l’obbligo di registrazione per le sostanze chimiche

utilizzate nei processi produttivi, determinando inoltre la necessità di rispettare una serie di obblighi burocratici per le imprese che producono le sostanze impiegate poi nella produzione. Il 1° settembre 2013 è entrato in vigore il Nuovo Regolamento europeo sui biocidi (n. 528/2012/ UE), che stabilisce le nuove regole da seguire per l’autorizzazione, la messa a disposizione sul mercato e l’uso di biocidi, nonché per l’immissione sul mercato di articoli trattati con biocidi. Il regolamento velocizza i tempi di commercializzazione e facilita il riconoscimento reciproco delle approvazioni tra gli Stati membri dell’Unione Europea. In questo ambito nel 2018 è entrato in vigore il regolamento delegato 2017/2100 che regolamenta la presenza degli “interferenti endocrini”, sostanze ritenute nocive per il sistema ormonale, in diverse categorie di biocidi.


I

I N DAG I N E

TABELLA 2. Principali operatori nazionali Dati in migliaia di euro AZIENDE

GRUPPO DI CONTROLLO

UNILEVER ITALIA MKT. OPERATIONS SRL

Unilever (NLUK)

PROCTER & GAMBLE Procter & HOLDING SRL (CONS.) DI CUI: Gamble (US)

CLASSE DI FATTURATO

VAR. % RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE

Commercializzazione di prodotti 2018 per la detergenza. Opera anche in altri settori del largo consumo

>1.000.000

-1,50

Detergenza. Opera anche in altri settori del largo consumo

>1.000.000

-4,77

MARCHI

ATTIVITÀ

Svelto, Cif, Lysoform

Dash, Ace, Ariel, Febreeze

ANNO

2018

PROCTER & GAMBLE SRL

Commercializzazione di prodotti 2018 per la detergenza. Opera anche in altri settori del largo consumo

<350.000 >300.000

-2,92

PROCTER & GAMBLE ITALIA SPA

Detergenza. Opera anche in altri settori del largo consumo

2018

<150.000 >100.000

1,76

HENKEL ITALIA SRL

Commercializzazione di prodotti per la detergenza

2018

<900.000 >850.000

-2,97

HENKEL ITALIA OPERATIONS SRL

Henkel (D)

Dixan, Nelsen, Vernel

Detergenza. Opera anche in altri settori del largo consumo

2018

<100.000 >50.000

-8,86

RECKITT BENCKISER COMMERCIAL (ITALIA) S.R.L.

Reckitt Benckiser (UK)

Finish, Sole, Calfort

Commercializzazione di prodotti cura e pulizia della casa e del bucato. Opera anche in altri settori del largo consumo

2018

<500.000 >450.000

-1,52

Finish, Sole, Calfort

Detergenza. Opera anche in altri settori del largo consumo

2018

<150.000 >100.000

0,79

RECKITT BENCKISER ITALIA SPA BOLTON MANITOBA SPA

Bolton (I)

Merito, Omino Bianco

Prodotti specifici. Opera anche in altri settori del largo consumo

2018

<300.000 >250.000

6,03

GRUPPO DESA SRL (CONS.)

Desa (I)

Spuma di Sciampagna, Bianco Puro, Nutrifibra, Deofibra, Boy, Chante Clair

Produzione di detersivi, detergenti e saponi

2018

<300.000 >250.000

5,49

REAL-CHIMICA SRL

Chante Clair

Commercializzazione di prodotti per la detergenza

2018

<150.000 >100.000

11,70

ITS - SISA DETERGENTI SRL

Spuma di Sciampagna, Bianco Puro, Nutrifibra, Deofibra, Boy

Detergenza

2018

<100.000 >50.000

1,18

S.C. JOHNSON ITALY SRL

Sc Johnson (US)

Pronto, Raid, Off

Commercializzazione di biocidi, prodotti specifici

2018

<250.000 >200.000

-0,58

DECO INDUSTRIE SCPA (CONS.)

Deco Industrie (I)

Scala

Detergenza

2018

<200.000 >150.000

9,31

ECOLAB HOLDING ITALY SRL (CONS.)

Ecolab (US)

Detergenza professionale

2018

<150.000 >100.000

6,78

2018

<100.000 >50.000

7,65

Detergenza professionale

2018

<100.000 >50.000

-2,88

ECOLAB SRL DIVERSEY SPA (CONS.)

Diversey (US)

STANHOME SPA

Stanhome (US)

Stanhome

Commercializzazione di prodotti per la detergenza, prodotti specifici

2018

<100.000 >50.000

-9,14

SACI INDUSTRIE SPA

Campanile/ Zeppa

Produzione conto terzi

Detergenza

2018

<100.000 >50.000

9,62

RE.LE.VI. SPA

Pm & Partners Societa’ Di Gestione Del Risparmio

Spluff, Brush, Forzablu, Granforte

Detergenza

2018

<100.000 >50.000

2,94

ZOBELE HOLDING SPA

Zobele (I)

Zobele, produzione conto terzi

Biocidi, prodotti specifici

2018

<100.000 >50.000

-0,98

SUTTER INDUSTRIES SPA (CONS.)

Sutter Sutter International (I)

Detergenza

2017

<100.000 >50.000

2,54

MCBRIDE SPA

McBride (UK)

Produzione conto terzi

Detergenza

2019

<100.000 >50.000

-5,50

COLGATE PALMOLIVE ITALIA SRL

Colgate Palmolive (US)

Aiax, Soflan

Detergenza

2018

<100.000 >50.000

-5,75

Fonte: Cerved

12

DIMENSIONE PULITO | 01/2020


A

A N A L I S I D I M E R C AT O

DETERGENZA: ecosostenibilitá e trend futuri I dati Cerved rivelano un mercato in crescita, ma con molte differenze a seconda delle tipologie di prodotto. Emerge inoltre un crescente interesse verso i prodotti a basso impatto ambientale, che saranno sempre più destinati a rappresentare un trend di maggioranza Simone Ciapparelli

S

econdo i dati Cerved, il settore dei prodotti per la detergenza e la pulizia è moderatamente cresciuto nel 2018, registrando un valore di circa 3,6 miliardi di euro e un aumento del 2,9% rispetto all’anno pre14

DIMENSIONE PULITO | 01/2020

cedente. Questo risultato, che rende la produzione italiana una delle più rilevanti a livello europeo, deriva da un leggero aumento dei consumi interni e da un notevole rafforzamento (+7,5%) dell’export. Si tratta comunque di una situazione che presenta differenze

notevoli, a seconda del segmento e della tipologia di prodotto: mentre certi comparti presentano una crescita notevole nei consumi (ammorbidenti concentrati, detersivi liquidi per lavatrice), altri appaiono invece in difficoltà (polveri, detergenti per bucato e stoviglie).


In merito a questo variegato quadro di mercato, sono state interpellate alcune tra le più importanti aziende italiane produttrici di detergenti, alle quali è anche stato chiesto come è andato, dal punto di vista commerciale, il 2019. Esprime soddisfazione Luca Cocconi, amministratore delegato di Arco Chimica: “In un mercato in grande evoluzione abbiamo registrato un incremento di fatturato del +10%

Luca Cocconi, Arco Chimica

Marco Campetella, Itidet

sull’anno precedente. Il mercato della grande distribuzione organizzata ci ha permesso di differenziare ulteriormente la nostra offerta e raggiungere volumi produttivi di grande rilievo”. Contenta dei suoi risultati anche Itidet, come dichiara il Direttore Generale Marco Campetella: “Abbiamo raggiunto i livelli di crescita che avevamo pianificato, e la crescita è spalmata equamente fra quasi tutte le tipologie di detergenti”.

“Il 2019 si è chiuso in positivo con un incremento del fatturato nel settore della detergenza professionale dedicata all’ospitalità e alla ristorazione commerciale”, così commenta Vincenzo Magni, Responsabile della Divisione Ho.Re.Ca di Allegrini S.p.a. Si dimostra soddisfatta anche Diversey, seppur con dei distinguo: “Da un lato, la duratura stagione estiva ha favorito l’industria del turismo” - dice

Vincenzo Magni , Allegrini S.p.a.

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A N A L I S I D I M E R C AT O

Fabio Milesi, Diversey

Fabio Milesi, Country Marketing Director - “dall’altro la fine dell’anno ha mostrato alcuni segnali che fanno pensare a un rallentamento dei consumi. Il mercato probabilmente non crescerà in termini di volumi ma consoliderà il potere di acquisto in strutture centralizzate, come catene e consorzi”. Felice dell’anno appena concluso anche MK, come dichiara il suo Marketing and Trade Marketing Director Fabio d’Errico: Il 2019 è stato un anno positivo e ricco di nuove attività per MK. Abbiamo colto tutte le opportunità di innovazione e sviluppato partnership con i clienti più attenti alla qualità e al servizio”. Riguardo alla crescita del mercato, si esprime con cautela il Presidente del Gruppo Kemika Matteo Marino: “Credo che l’andamento del nostro settore possa essere definito positivo se, oltre ai livelli di fatturato, si riesce anche a preservare la qualità. Negli ultimi anni c’è stata la tendenza ad acquistare prodotti più economici e di minor qualità.

Matteo Marino, Kemika

16

DIMENSIONE PULITO | 01/2020

Nel 2019 forse possiamo registrare una piccola inversione di tendenza che ci fa ben sperare per il futuro”. Proprio sul diverso andamento di mercato delle varie tipologie di prodotto si sofferma Raro: “Per noi, il settore della detergenza è cresciuto” - afferma il Sales Manager Francesco Ramundo - “La tipologia dei prodotti con maggior incremento sono stati i superconcentrati, prodotti CAM, disinfettanti e alcune tipologie di prodotti specifici. I prodotti tradizionali insieme ai profumi invece hanno subito una riduzione”. Sempre in merito ai diversi segmenti di mercato, le parole di Simona Zibra, AD di Dianos: “Il 2019 per noi ha mostrato un trend stabile, registrando andamenti variabili per le diverse categorie di prodotto, positivo in particolare per i detergenti profumati e i deodoranti, e il segmento dei detergenti concentrati”. È stato positivo anche per Werner & Mertz, come dichiara Karen Fantini: “Per noi il 2019 è stato un anno molto positivo con una crescita a doppia cifra soprattutto per la nostra gamma Green Care Professional”. Fabio Re, Direttore Generale di Polychim, parla di un anno vissuto a fasi alterne: “L’anno si è chiuso complessivamente sui valori del 2018: in crescita fino a fine luglio ha poi subito un rallentamento, in particolare nei mesi dopo le ferie estive, per poi riprendersi a fine anno”. “Il 2019 è stato un anno tutto in salita: i fatturati sono aumentati grazie a una gestione aziendale manageriale e non più familiare. Siamo consapevoli del fatto che, tranne poche realtà a livello nazionale, la maggior parte delle aziende è difficoltà”, dice Luigi Rubino di Rubino Chem. Tra i prodotti, quelli caratterizzati da un trend particolarmente positivo sono i prodotti green, come afferma Icefor: “L’annata si è chiusa, per la parte I&I, con una sostanziale tenuta dei livelli 2018. Abbiamo registrato comunque forti e incoraggianti segnali di interesse per tutto ciò che attiene

alle nostre linee I-Green (Ecolabel e CAM) e I-San (disinfettanti)” - dice Michele Pagani, Consigliere delegato e responsabile commerciale & innovazione - “Inoltre, accordi importanti sono stati raggiunti con partner della distribuzione per lo sviluppo nel 2020 di nuovi business nell’area green”. Conferma questi dati anche Igli Turini di Uni.Ra: “Nel 2019 abbiamo notato un forte aumento della domanda di prodotti a basso impatto ambientale, sembra che finalmente il mercato abbia deciso di accogliere delle tecnologie mai pienamente sfruttate fino ad oggi. Un’altra gamma di prodotti che ci viene sempre più richiesta è la Linea Biologica”. “Il 2019 per Alca è stato un anno di conferme, ma anche di rilancio e scoperte: dopo tanti anni

Francesco Ramundo, Raro

siamo tornati al mondo del B2C, con il lancio di un prodotto totalmente plastic-free pensato per i consumatori più attenti all’ambiente: Freester”, afferma invece l’ Amministratore Delegato di Alca Chemical Rosella Albalustro. Anche per Angelini “è stato un anno complessivamente ottimo: molto bene Amuchina per il canale consumer, e buona crescita sul professionale”, dice il Product Manager Consumer Healthcare, Mario Esposito.

UN SETTORE SEMPRE PIÙ ECO-FRIENDLY

A proposito di prodotti green, cresce sempre di più la sensibilità delle


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aziende e dei consumatori verso lo sviluppo di prodotti eco-compatibili a marchio Ecolabel. Essi hanno per il momento una bassa penetrazione sul mercato, ma un buon potenziale di crescita, mostrando tassi di crescita superiori alla media (+8,8% in valore nel 2017). I più diffusi sono i prodotti biodegradabili con riferimento alla composizione del packaging, seguiti da

Luigi Rubino, Rubino Chem

quelli con minor uso di plastica nell’imballaggio. Vediamo come le aziende intervistate affrontano la crescente attenzione da parte del mercato per i prodotti eco-sostenibili: “Abbiamo sviluppato le nostre novità esattamente in quest’ottica” - afferma Luca Cocconi di Arco - introducendo ad esempio le monodosi Ecolabel. La nostra gamma si amplia con l’introduzione delle stesse tipologie di prodotti ma con un packaging monouso. Questo ci permette di rispondere alle esigenze della clientela e più in generale alla domanda del mercato, oggi sempre più attenta alle dinamiche green”. Dichiara Luigi Rubino: “Da sempre l’attenzione di Rubino Chem è stata focalizzata sulla sostenibilità ecologica, tant’è che i nostri best seller hanno proprio queste caratteristiche: packaging piccolo con altissima resa, il che si traduce in un minore consumo d’acqua per l’utilizzo e meno plastica da smaltire”. Nel campo dell’ecosostenibilità si è mossa già da tempo Diversey: “Abbiamo scelto da decenni di essere in prima linea per quanto concerne la 18

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sostenibilità ambientale, ad esempio scegliendo di eliminare alcune materie prime dalle nostre formulazioni, ben prima che fossero messe ufficialmente al bando. Ad oggi vantiamo la più ampia gamma di prodotti sul mercato con certificazione ambientale Ecolabel o Nordic Swan”, dice Milesi. Veniamo da un lungo periodo di confusione, durante il quale ogni azienda ha fatto propria la bandiera ecologica per sfruttarne il vantaggio commerciale. La qualità deve invece andare di pari passo con l’ecologia. Questo è ciò che sostiene Matteo Marino: “Kemika porta avanti la propria vocazione ecologica in diversi modi, con una gamma completa di prodotti Ecolabel e rispondenti alle norme CAM”. Dice Vincenzo Magni di Allegrini: “La nostra linea EcologicAll è il risultato di un approccio che unisce efficacia e rispetto per l’ambiente. Ogni prodotto della linea è conforme ai CAM secondo un laboratorio accreditato ISO 17025 operante nel settore chimico. Ma le soluzioni sostenibili non si riducono solo al concetto di formulazione e packaging: per questo l’azienda porta avanti il Metodo Allegrini che prevede l’utilizzo di prodotti super concentrati, poi diluiti con acqua, consentendo minori sprechi di prodotto, di packaging, di consumi e di costi”. Relativamente all’ecosostenibilità del packaging, interviene Francesco Ramundo: “per quanto riguarda i prodotti ecosostenibili, Raro sta ampliando la gamma CAM rendendoli di alta

Simona Zibra, Dianos

Fabio Re, Polychim

qualità e biodegradabili al massimo. Miriamo inoltre all’utilizzo di contenitori di plastica riciclata per ridurre l’impatto degli imballi”. Anche Alca Chemical e Dianos non rimangono certo indifferenti riguardo a queste esigenze di mercato: “stiamo lavorando assiduamente per completare la nostra prima linea completamente ecologica, e ci stiamo preparando al prossimo futuro studiando detergenti sempre più efficaci e completamente biodegradabili”, dice Rosella Albalustro. Anche Dianos sta lavorando a diversi progetti nell’ottica dell’ecosostenibilità, come dichiara Simona Zibra, “sia in termini di packaging con l’impiego di materiali rigenerati, sia a livello di formulazioni, con l’utilizzo di tensioattivi ad elevata biodegradabilità e materie prime di origine naturale”. Itidet è altrettanto attiva da questo punto di vista: “Siamo sempre attenti alle tendenze del mercato, in particolare a ciò che ruota nel mondo green. Attualmente stiamo reingegnerizzando il packaging dei nostri prodotti, per poter ridurre la quantità degli imballaggi”. “Noi di Unira crediamo che produrre e proporre prodotti ad alta biodegradabilità sia solo un primo passo: occorre sensibilizzare i Clienti in primis su un corretto utilizzo dei prodotti, in modo da ridurre gli sprechi, secondariamente su come smaltire correttamente gli imballi. I nostri flaconi sono infatti in plastica totalmente riciclabile”, così afferma Igli Turini. “Icefor presta attenzione all’ecosostenibilità già dal 2002” - sostiene Michele Pagani - “l’adesione agli stan-


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Fabio d’Errico, MK

dard Ecolabel e la costante ricerca di packaging di seconda vita sono il portato di scelte strategiche storiche compiute dall’azienda, di fatto costituendone il DNA”. Anche Polychim sta progressivamente aggiornando la sua gamma con prodotti meno impattanti per l’ambiente, come afferma Fabio Re: “Parte del lavoro è orientato allo sviluppo di prodotti conformi ai Criteri Ambientali Minimi, parte all’utilizzo di imballaggi plastici e cartoni realizzati con materie prime derivanti da post-consumo. Inoltre continueremo ad investire sui prodotti ad elevata concentrazione”. Molto attiva anche MK: “Tra pochi mesi lanceremo una linea supportata dalla più importante certificazione ambientale internazionale, grazie ad un lavoro sulle formule e all’utilizzo di plastica riciclata per gli imballi. Questa gamma si inserirà nella linea Marka Eco affian-

Karen Fantini, Werner & Mertz

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candosi ai Supercontrati e ai prodotti conformi CAM”, dice Fabio d’Errico. “Werner & Mertz sta continuando il suo processo di totale conversione alle confezioni in plastica riciclata al 100%” - dice Karen Fantini - “Stiamo lavorando sulla conversione dei tappi al riciclato, e da quest’anno i nostri clienti potranno richiederci la certificazione Quality Marks, che certifica l’origine del materiale riciclato che usiamo”. Angelini si sta organizzando per inserirsi in questo tipo di mercato: “siamo al momento maggiormente impegnati su altri fronti, ma stiamo lavorando per sviluppare progetti in tale ambito in breve periodo”, afferma Mario Esposito.

LA SOSTENIBILITÀ COME NECESSITÀ

Lo scenario economico poco vivace che ha caratterizzato il 2019 fa presagire, in attesa dei dati definitivi, che l’anno appena trascorso abbia visto una stabilizzazione dei consumi sul mercato interno, che condizionerà l’andamento della produzione. Dal punto di vista dei canali distributivi, hanno avuto uno sviluppo favorevole le superfici a libero servizio con un’offerta specializzata in prodotti per la cura della casa e per l’igiene della persona. Nel mercato dei prodotti per la pulizia, questo canale ha evidenziato dati positivi, rappresentando per il cliente un’offerta qualificata, conveniente e ampia. Relativamente ai trend che più potrebbero influenzare il settore nei prossimi anni, le aziende individuano ancora una volta i prodotti ecologici e attenti alla salute del consumatore. Afferma Luca Cocconi di Arco: “Non è semplice individuare politiche green per le operazioni di pulizia. Il 2020 segna l’inizio di un nuovo percorso, nel quale sarà necessario applicare l’economia circolare in tutti i nostri processi, funzionali e produttivi, sviluppando inoltre soluzioni che riducano al minimo il consumo di plastica”. Dello stesso avviso è anche Diversey, con Fabio Milesi: “capacità

di impattare meno sull’ambiente circostante, e la digitalizzazione dei canali di acquisto dei prodotti da parte degli utilizzatori: queste restano le questioni più calde del prossimo futuro”. La pensa in maniera simile anche Fabio d’Errico: “Sicuramente l’eco sostenibilità, che è ormai entrata a far parte di una cultura condivisa, sarà il trend di maggiore influenza. Questo è un cambiamento importante e positivo del quale vogliamo essere protagonisti. Anche la digitalizzazione svolgerà un ruolo di primo piano nel futuro”. “Il futuro sarà sempre più ecologico, anche perché se da un lato il mercato e i consumatori ci chiedono in primis una svolta in questo senso, dall’altro stiamo vivendo in una situazione dove la sostenibilità è diventata stato di necessità” dichiara Rosella Albalustro di Alca Chemical. Di simile opinione anche Allegrini, con Vincenzo Magni: “Avrà ancora una grande influenza sul settore della detergenza il trend della sostenibilità ambientale, che sarà più sentito anche nell’ottica di una maggiore diminuzione degli imballaggi in plastica. È prevista una forte crescita del settore dei disinfettanti P.M.C., non solo per le superfici, ma anche per le mani, alla luce del maggiore interesse alla prevenzione dalle infezioni batteriche e virali”. Kemika sottolinea come l’ecosostenibilità dovrà necessariamente andare di pari passo con la convenienza: “Un

Michele Pagani, Icefor


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Igli Turini, Uni.Ra

dato certo è che attualmente il mercato non è disponibile a pagare di più per ridurre gli impatti ecologici e prevediamo che non lo sarà neanche nei prossimi mesi” - sostiene il presidente Matteo Marino - “Gli investimenti che Kemika sta attuando, sono fatti in considerazione del fatto che il mercato possa sapere discernere veramente quali siano le scelte ecologiche che consentiranno di ridurre gli impatti ecologici preservando la qualità dei prodotti e contenendone i costi”. Di simile avviso, Fabio Re di Polychim: “L’aumentata sensibilità degli operatori del settore e dei clienti verso la salvaguardia dell’ambiente spingeranno ancor più verso l’utilizzo di prodotti sostenibili. Al contempo resisterà ancora una domanda di prodotti a basso costo sui quali la concorrenza sarà soprattutto di tipo economico”. Marco Campetella di itidet osserva infatti che “Contrariamente a quanto si

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DIMENSIONEPULITO PULITO| 01/2020 | 01/2020 DIMENSIONE

sbandiera con le campagne di marketing, la tendenza del mercato va nella direzione dei detergenti super-economici. Noi cerchiamo di tirarci fuori dalla guerra dei centesimi, puntando sempre alla qualità dei prodotti”. “Ci auguriamo che l’attenzione all’ambiente acquisisca sempre più un’importanza predominante, orientando le scelte dei professionisti del settore; questo orientamento potrebbe essere favorito e sostenuto da un sistema normativo che preveda l’incentivazione e la premialità delle strutture che sapranno distinguersi in questo campo”, osserva Igli Turini. Anche Dianos vede un mercato che sarà sempre più caratterizzato da un’attenzione particolare ai prezzi: “Il settore del cleaning professionale è sicuramente sempre più influenzato dalla variabile prezzo, che penalizza la qualità e la valenza tecnica del prodotto e del servizio, e anche nei prossimi anni probabilmente questo resterà il principale criterio di valutazione” - dice Simona Zibra - “è necessario premiare il segmento dei detergenti concentrati e i prodotti di elevato standard qualitativo, ragionando quindi in termini di costo d’uso e non di prezzo/confezione, proprio nell’ottica di contenere i costi generali, l’impatto ambientale e gli sprechi, ma senza penalizzare la qualità e l’efficacia dei prodotti”. “Per garantire un futuro migliore alle prossime generazioni, crediamo che sempre più imprese si impegneranno

concretamente scegliendo soluzioni veramente ecosostenibili. Dal lato nostro, continueremo ad innovare packaging e formulazioni nel rispetto dei criteri di produzione circolare”, dichiara Karen Fantini di Werner&Mertz. Conferma l’interesse per il settore anche Mario Esposito: “Il green è un trend con ampi margini di crescita, e investiremo anche noi in tale ambito”. “Noi di Rubino Chem siamo già pronti” - afferma Luigi Rubino - “abbiamo già investito sugli impianti per la produzione di confezioni monouso, ma ci sarà bisogno di qualche mese per mettere a punto la produzione. È una attività, questa, che richiede molti investimenti”. Michele Pagani di Icefor pone l’attenzione anche sulla sicurezza del cliente: “Non vi è alcun dubbio che l’asse di business si sposterà fondamentalmente sui prodotti con caratteristiche altamente ecologiche, ma anche sui prodotti a presidio della sicurezza e salute dei consumatori”, come anche Francesco Ramundo di Raro: “È crescente l’aumento della sensibilità da parte del mercato verso prodotti, sistemi e servizi a basso impatto ambientale e verso la sicurezza degli operatori. Il settore si evolverà maggiormente sui prodotti superconcentrati, ecosostenibili CAM e sui servizi”. Report start “Prodotti per la detergenza”, Cerved Marketing Solutions edizione Marzo 2019


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TENDENZE

Detergenti concentrati: LA STRADA dell’iper-profumo Facili da utilizzare, perfettamente adattabili alla richiesta green e di ecosostenibilità in arrivo dal mercato e sinonimo di convenienza e praticità

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detergenti concentrati sono il prodotto del momento e la presenza di una profumazione intensa e piacevole ne aumenta appeal e funzionalità. Una soluzione ottimale che permette di combattere gli sprechi, promuovendo la convenienza e visto che sempre di più il profumo risulta una driving force importante in termini di scelta del cliente anche nel settore professionale, è giusto trovare le soluzioni olfattive che sappiano esaltare nel modo migliore i prodotti concentrati rispettandone la formulazione e in compatibilità col packaging del prodotto; l’utilizzo di un prodotto concentrato

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porta intrinsecamente con sé la necessità di avere una profumazione nell’articolo che si distingua per spinta olfattiva e soprattutto diffusività nell’ambiente.

Una necessità crescente

I detergenti concentrati necessitano al loro interno la presenza di profumazioni estremamente intense e diffusive, la richiesta si è decisamente spostata verso il mondo dei deodoranti ambiente e i players del settore lanciano prodotti con fragranze che devono diffondere nell’ambiente e non semplicemente limitarsi ad accompagnare la fase della pulizia. Il mercato richiede sempre più

Luca Ilorini

prodotti che sappiano pulire a fondo utilizzando quantità minime: da qui il successo dei prodotti concentrati che sappiano combinare all’azione lavante una decisa azione profumante, abbinata magari alla capacità di coprire determinati tipi di malodori e, in quest’ottica, aggiungere claim come per esempio la parola ‘super’ può essere davvero un valore aggiunto anche in un settore dove una decina di anni fa la fragranza era meramente considerata un plus e la soluzione ricercata andava nell’ottica di economicità e semplicità. Il mercato dei concentrati, nonostante un costo formula talvolta più elevato, permette l’in-


troduzione di fragranze ad alto valore vista la possibilità di un posizionamento prodotto differente rispetto al tradizionale in un articolo finito che ha decisamente una veste e una funzionalità particolare.

Profumi concentrati: numerosi vantaggi

Andare nella direzione del profumo concentrato implica numerosi benefici, soprattutto per i produttori in grado di sfruttare e veicolare messaggi importanti in termini di ecosostenibilità e approccio al mondo green. Andando ad inserire nel prodotto finito detergente una percentuale di profumo decisamente inferiore, si può avere una resa ottimale grazie a profumazioni concentrate, lavorate e realizzate appositamente per non contenere solventi al loro interno con un mix di materie prime dalla diffusività unica a seconda dei diversi detergenti professionali

finali. Un altro vantaggio significativo derivante dall’utilizzo di profumi e detergenti concentrati è legato alla stabilità della formulazione, dal momento che, come molti players del settore sanno, a livello formulativo il profumo crea notevoli problematiche, spesso sia in termini di solubilità che di variazioni organolettiche del prodotto finito nel tempo e in determinate condizioni, come le temperature elevate all’interno di magazzini di stoccaggio: utilizzarne una quantità minima rappresenta un vantaggio indubbio per la stabilità della formulazione. Infine utilizzare questo genere di profumazioni permette di rispettare a pieno la necessità di sostenibilità richiesta dal mercato, quantitativi ridotti di profumazione comportano saving importanti in tutta la filiera, con un minore utilizzo di imballi a cui si collegano costi minori di trasporto e conseguentemente di smaltimento unito ad un significativo saving di energia

durante la fase di produzione da parte del fabbricante della profumazione.

La nota profumata: non solo testa

Il segreto delle profumazioni per detergenti concentrati rientra nella capacità di riuscire a concentrare alcune materie prime massimizzandone la resa nell’ambiente, le fragranze nei detergenti concentrati sfruttano la presenza delle note di corpo piuttosto che delle note di testa: processo alla base della realizzazione di numerose essenze per il mondo della detergenza che trova però massima applicazione nel segmento degli iper concentrati. Le materie prime di corpo sono per lo più note fruttate e decisamente floreali e sostengono alcune delle profumazioni più in trend nel settore dei detergenti concentrati professionali, ad esempio il mondo degli agrumi, con bergamotto e fiori d’arancio, oppure quello fresco

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TENDENZE

e aromatico dove dominano i sentori di lavanda con decise sfumature verdi. La grande diffusività che i detergenti concentrati presentano è legato alle note di corpo che sono in grado di dare volume e persistenza a fragranze che altrimenti, se costituite unicamente da note di testa e percentuali elevate di solvente, andrebbero a svanire dopo poco tempo senza persistere nell’ambiente, come sarebbe essenziale per un mercato e per clienti finali che vanno direttamente in quella specifica direzione. Pulizia, igiene e fragranze uniche sono alla base del successo del mercato dei detergenti professionali: la magia della profumazione è legata alla capacità di essere la sintesi perfetta fra note di testa, sentori di corpo e di fondo della composizione, mix di odori che nelle profumazioni per soluzioni concentrate raggiungono la massima espressione.

Alte temperature e periodi estivi: le problematiche

Ci sono determinate condizioni sia ambientali che di stoccaggio dove i normali detergenti risultano poco performanti dal punto di vista della performance profumante, situazioni stressanti come le temperature elevate e l’utilizzo nei mesi estivi. Le normali fragranze dopo poco tempo tendono a svanire e le note di testa, inizialmente percepite lasciano spazio ad una generica sensazione di pulito che persiste per pochi minuti senza soddisfare le volontà di clienti e marchi sempre più affascinati dalla durata delle profumazione nel tempo. Soluzioni concentrate permettono alle fragranze di diffondere nello spazio con performance decisamente più importanti soprattutto nel mercato dei detergenti per pavimenti dove soprattutto nei periodi estivi la profumazione tende a svanire quasi completamente nel tempo. Oltre ad utilizzare le note sintetiche, se il prezzo finale del prodotto lo consente, una soluzione ottimale potrebbe essere quella di inserire nella profumazione alcuni oli essenziali naturali altamente 28

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profumanti ed efficaci per deodorare con effetto a lunga durata, performance che in un prodotto detergente normale sarebbero difficili da raggiungere anche a causa della presenza di un solvente inodore. Alcuni detergenti sgrassanti, utilizzati per la pulizia di griglie e fornelli ad esempio, necessitano di alte temperature per la loro attivazione e in un contesto di questo genere l’utilizzo di profumi concentrati può essere un valore aggiunto importante per esaltare l’intensità della profumazione.

Soluzioni profumate in forma gel

Tra i detergenti concentrati il formato gel è uno dei più innovativi e in grado di massimizzare la resa della profumazione in termini di intensità e diffusività. Utilizzabili nella maggior parte dei casi sia per lavaggio a mano dei pavimenti sia nelle macchine lavapavimenti, il formato gel permette di incorporare fragranze di diversa natura, dal mondo del limone classico a quello affascinante della vaniglia, che rispetto al mondo dei prodotti liquidi, a meno che questi ultimi si avvalgano di tecnologie di micro incapsulazione, presentano una maggior persistenza nell’ambiente: tale peculiarità è da ricercarsi nella struttura tridimensionale che le soluzioni

gel presentano: le profumazioni vengono ‘inglobate’ all’interno della struttura e per questo motivo sono in grado di durare più a lungo nell’ambiente. È opportuno considerare che le note di testa più volatili della profumazione, potrebbero risultare a loro volta leggermente ‘trattenute’ ma questo fenomeno avviene in misura davvero minimale se paragonato alle semplici profumazioni di un normale detergente professionale che contiene al suo interno una significativa percentuale di solvente in grado di ‘ancorare’ la fragranza ulteriormente. Particolare accortezza è necessaria, da parte dei players del settore professionale, per quanto riguarda la profumazione da veicolare in un prodotto gel dal momento che alcune materie prime, soprattutto le più pesanti, potrebbero essere alla base di aloni e residui sgradevoli durante la fase di pulizia. Il formato gel, nella sua versione concentrata, è inoltre la soluzione migliore per coloro che vogliano introdurre soluzioni micro incapsulate a livello del prodotto finito permettendo la realizzazione di un prodotto finito stabile e di facile realizzazione, se comparato al mondo dei formati liquidi dove le soluzioni in capsula possono rappresentare un problema significativo a causa della loro instabilità formulativa intrinseca.


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EVENTI

NANOTECNOLOGIE per il mondo dell’igiene Un seminario dedicato alla diffusione e all’importanza delle nanotecnologie per il mondo dell’igiene, organizzato da Afidamp con il Politecnico di Milano

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i apre all’insegna della formazione il 2020 per Afidamp, che ha organizzato un seminario sul tema “Le nanotecnologie per l’igiene e la pulizia”, a Milano al The Westin Palace Hotel. Un progetto che si inserisce nell’ambito delle attività che l’associazione porta avanti nei confronti dei propri associati, ma anche nei confronti del mercato dell’igiene e della pulizia, con l’intento di diffondere cultura in materia e di permettere alle aziende del settore di rimanere aggiornate sulle ricerche in corso. Rivolto agli associati, ma aperto anche ad aziende interessate all’argomento, il seminario ha visto la partecipazione di oltre 50 persone, appartenenti ad aziende del settore. Il corso è stato organizzato con il

Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano e ha visto come relatori il Professor Giuseppe Resnati e il Professor Giancarlo Terraneo. A loro il compito di approfondire il tema delle nanotecnologie, partendo dalle origini e da uno sviluppo che prende molto spesso esempio dai comportamenti del mondo animale e vegetale per sviluppare nuovi materiali e nuovi prodotti.

EFFETTO LOTO

Se la natura sfrutta la nanostrutturazione della materia (vivente) per ottenere proprietà assolutamente “nuove”, vediamo oggi che, copiando la nanostrutturazione dei sistemi naturali, anche l’uomo si avvicina a queste nuove proprietà. In termini di ade-


renza, per esempio, di un materiale, o di bagnabilità, di idrorepellenza, o di capacità di non trattenere lo sporco. Elementi fondamentali nella produzione di molti oggetti, pensiamo per esempio ai macchinari utilizzati negli ospedali, ai macchinari per l’industria alimentare. Tutti aspetti che hanno un grande impatto sull’igiene di un oggetto e di un ambiente e sulla facilità di rimuovere lo sporco e di igienizzare l’oggetto stesso. Inoltre la “rivoluzione nanotecnologica” dipende da due fattori: su scala nanometrica le proprietà chimico-fisiche della materia differiscono radicalmente da quelle osservate macroscopicamente. Questo permette di produrre materiali, dispositivi e sistemi con proprietà e funzionalità molto migliorate o totalmente nuove rispetto a quelli attualmente in uso; consente inoltre di miniaturizzare i dispositivi oltre i limiti attuali, a costi più limitati rispetto alle tecnologie oggi utilizzate. Anche per quanto riguarda l’igiene, come hanno spiegato i docenti del Politecnico di Milano, i ricercatori hanno

preso spunto dai fenomeni naturali. Pensiamo a foglie e petali e, in particolare ai fiori di loto. Sulle foglie del loto l’acqua non viene trattenuta (infatti queste foglie sono sempre asciutte), ma scivola via in tante goccioline che si formano per via dell’alta tensione superficiale presente sulla foglia, portando con sé lo sporco. Questo è possibile perché le foglie di loto sono rivestite da cristalli di una cera idrofobica di dimensioni nanometriche. In questa scala, le superfici ruvide risultano, infatti, più idrofobiche di quelle lisce, perché l’area di contatto reale tra la goccia d’acqua e la superficie d’appoggio è circa il 3% di quella apparente, per cui il peso della goccia la fa scivolare via. La ruvidità della foglia è utilissima anche per l’effetto autopulente, perché le gocce rotolano, mentre su una superficie liscia le gocce slitterebbero, rendendo meno efficace l’asportazione dello sporco. Oggi mediante le nanotecnologie, come hanno spiegato i docenti del Politecnico, si cerca di riprodurre l’effetto loto in vernici, tegole, materiali plastici,

tessuti e altre superfici, che resteranno pulite e asciutte come le foglie del loto. Un grande vantaggio per chi realizza macchinari che devono essere mantenuti puliti e per i quali la manutenzione diventerà più semplice. Lo stesso tipo di processo si può applicare ai detergenti, realizzando dei prodotti che possiamo definire evoluti, che consentono la rimozione dello sporco a livello capillare, agendo però senza aggressività, danneggiando il meno possibile il materiale trattato. Si tratta di solventi idrorepellenti, gel e spray con biopolimeri organici, biodegradabili e nanotecnologici. Tra i temi trattati nel corso l’impatto nanoscopico della pulizia sulle superfici trattate, i meccanismi di autopulizia e la Tecnica Sol-Gel. Gli interventi dei professori del Politecnico di Milano hanno suscitato grande attenzione e interesse da parte del pubblico presente, formato da molti chimici e da manager aziendali, interessati al possibile impiego delle nanotecnologie all’interno della produzione. ■ www.afidamp.it

Meet4Clean è un evento B2B dedicato ai fornitori di attrezzature per la pulizia, igiene e per le imprese multiservizio. I partecipanti avranno la possibilità di incontrare appaltatori pubblici alla ricerca di fornitori per servizi legati all’igiene, la pulizia e la detergenza. Durante il Forum i partecipanti potranno beneficiare delle esperienze degli specialisti e dei protagonisti del settore, e avere al contempo un’ottima opportunità di networking. Philippe Angel abe advanced business events +33 1 41 86 41 24 pangel@advbe.com

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LINEA GUIDA Percorso di Formazione

L’azienda nell’azienda

Volume

I

LA CULTURA DEL PULITO • Motivazioni e presentazione • • • • • • • •

La riunione Cristallizzazione e sviluppo, la tensione creativa Le culture operative La terziarizzazione dei servizi Le fasi contrattuali La qualità La dorsale dell’appalto Formare il formatore

Volume

II

L’ANALISI • • • • • • • •

Il sopralluogo La ricognizione ambientale Rilievi metrici e numerici Sporco e rivestimenti Mappa delle criticità I veicoli della trasmissione L’analisi dei tempi Visibilità del piano delle frequenze e delle operazioni • Fornitore e forniture

Volume

III 32

I

l percorso della Linea Guida si sviluppa su tre volumi. Il primo, La Cultura del pulito, evidenzia come gli aspetti culturali analizzati in profondità forniscano gli spunti per potenziare l’attività dei servizi, creare nuove opportunità lavorative sia per le imprese sia per le aziende. Apre nuove prospettive per il lavoro, creando o valorizzando le figure intermedie, come i capi servizio, le governanti, i portatori d’interessi, inserendole a pieno titolo non solo nell’attività specifica, ma quali portatori della cultura dell’ospitalità, la cultura del pulito e la sicurezza, la cultura della professione nel tessuto socio economico e nel contesto urbano. In questo numero proponiamo il secondo capitolo del primo volume.

L’AZIONE • • • • • • • • •

Operazioni preventive La qualità della prestazione Operazioni della linea d’uso Operazioni della linea luce Operazioni della linea ombra Operare in sicurezza Set operativo Attrezzi, macchine Le risorse umane

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Mauro Martini, l’autore


PRIMO VOLUME

Secondo Capitolo La riunione 1. Il coordinatore della riunione: l’artista infiltrato....................................................37 2. Il progetto.................................................................38 3.  Il Dealer e il Management delle aziende.38

1. IL COORDINATORE DELLA RIUNIONE: L’ARTISTA INFILTRATO Mauro Martini è uno dei maggiori esperti, a livello internazionale, sulle tematiche concernenti le attività del settore delle pulizie professionali. Il suo impegno è stato essenzialmente rivolto alla modernizzazione, proponendo soluzioni tecnicamente avanzate a favore della qualità e a una maggiore dignità sociale dei suoi addetti. Martini oltre vent’anni fa ha proposto il primo programma (“Stratos”), sulla modalità di attuazione dei preventivi (inserito da Giulio Guizzi nel suo libro dedicato alle pulizie professionali); sempre sul versante delle proposte innovative segnaliamo anche le indicazioni, avanzate per la prima volta nel settore dei servizi di qualità da proporre al settore alberghiero. Martini ha tenuto numerosi corsi di formazione per conto di importanti aziende industriali, sia per i dipendenti delle aziende, che per i loro clienti: rivenditori, imprese di pulizia; parallelamente a questo impegno, svolge un’importante

La Cultura del Pulito

Maison Fresh

4. La riunione un’area inesplorata....................38 5. L’obbligatorietà......................................................39 6. Il responsabile della sicurezza.....................39 7. L’assunzione della responsabilità................39

attività nel campo delle arti visive, realizzando opere di alto spessore culturale. Martini, Fondatore del movimento dei fluttuanti, sceglie la dimensione della sottostima come terreno di confronto, con l’obiettivo di usare la creatività per ridare considerazione a un settore ritenuto marginale ma che nella realtà ha un enorme valore nei confronti della vita. Martini osserva gli scenari della globalizzazione, le derive populistiche, l’aumento esponenziale della povertà, la dilagante problematica dei rifiuti, le molteplici energie e le intelligenze sottostimate, le aziende cristallizzate su posizioni obsolete, i rapporti personali sempre più impersonali, scenari che scuotono chi è sempre alla ricerca dell’ispirazione per accorciare la distanza tra il fenomeno artistico e il mondo del lavoro. Martini ha la consapevolezza che ogni volta che si confonde la missione che ispira ogni attività con i soli obiettivi economici si perde di vista l’essenza dei problemi, l’immaginazione s’impoverisce e si allarga a dismisura la dimensione della sottostima.

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Percorso di Formazione Martini per diventare forza antagonista a quest’appiattimento ha realizzato la Linea Guida “L’azienda nell’azienda“, un primo passo per disegnare un nuovo modello economico e culturale nei rapporti tra le aziende mandanti e quelle che operano al loro interno.

2. IL PROGETTO All’apertura di un tavolo con i Dealer che operano sul territorio, saranno esposti i temi che rappresentano gli obiettivi a fronte dei quali andranno indicate soluzioni tecniche e organizzative per realizzarli. Il progetto nasce a causa dell’evidente stato di degrado che si riscontra in molti ambienti di lavoro, dove il pulito è solo apparente e troppe superfici sono escluse da ogni forma di trattamento, inoltre la mancata prassi igienica sulle superfici e la gestualità degli operatori è causa di molte patologie e dei riflessi negativi sull’immagine delle aziende mandantI e di quelle esecutrici. Ed è in quest’ottica che occorre modificare la competenza del committente nei confronti delle pulizie rivedendo i sistemi organizzativi e gestionali, ma soprattutto i rapporti committente e impresa, dove i preconcetti impediscono una visione più moderna dell’attività. Occorre alzare il tasso tecnico delle imprese, evitando la genericità a favore della specializzazione, solo così la qualità e l’economicità può essere garantita lungo tutta la dorsale dell’appalto.

3. IL DEALER E IL MANAGEMENT DELLE AZIENDE Il compito del fornitore delle tecnologie necessarie a garantire la vivibilità degli ambienti sotto il profilo igienico, estetico e funzionale è quello di dialogare con il management pubblico e privato, che vive momenti di tensione, alla ricerca delle maxi soluzioni finanziarie. Una deriva culturale che ha partorito un mostro a più teste che rende le soluzioni sempre più complesse, anche perché ad affrontarla sono chiamati gli stessi manager che l’hanno favorita. Il management, imbrigliato dai limiti della propria cultura legata al profitto ad ogni costo, avendo vissuto tra schemi obsoleti e un ottuso pragmatismo che ha reso ste-

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rile la visione della quotidianità, spesso non è in grado di mettere in discussione gli errori consolidati, impegnato a mascherare le sconfitte di un sistema che ha favorito obiettivi trasversali ed evita con ogni mezzo l’avvento del nuovo. É proprio a causa di questo dato incontestabile che è maturata la proposta di aprire un tavolo intorno al quale il management potrà toccare con mano gli effetti dell’omologazione del pensiero, le teorie economiche obsolete, e confrontarsi così con scenari diversi, adeguandosi alle nuove sfide e adottando una visione che deve poggiare su un sistema valoriale ideologico ed espressivo che trae nuova linfa ed energia dall’infinita dimensione dei sottostimati. Scenari culturali che incidono profondamente nell’ambito produttivo, come la cultura del pulito, dell’ospitalità della professione e della sicurezza. Dialogare su questi temi spingerà il management a guardare con occhi realisti, e a non opporsi con forme pregiudiziali alle trasformazioni delle procedure e delle situazioni operative.

4. LA RIUNIONE UN’AREA INESPLORATA L’apertura di un tavolo, con i dealer locali per dotare questa figura professionale del know how necessario per confrontarsi culturalmente e tecnicamente sia con le aziende mandanti e quelle esecutrici per informare i responsabili sulle situazioni che mettono a rischio la vivibilità degli ambienti di lavoro. Questa forma di riunione è un’area inesplorata, infatti, abbandona l’aula di tipo scolastico e si sposta in una sala riunioni dove il dealer agirà da coordinatore tra il responsabile della sicurezza dell’azienda mandante e quello dell’impresa. La riunione ripercorrerà il percorso delle analisi effettuate e i risultati riguardanti l’organizzazione, la forza lavoro, i set operativi utilizzati e le modalità degli interventi. Questo senza occultare o minimizzare le problematiche, bisogna, infatti, tenere conto che l’incontro ha come obiettivo la ricerca dei reali bisogni dell’ambiente, cercando di trovare le procedure più idonee per conseguire risultati su tutti i tre obiettivi più importanti: igiene, estetica


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pulizia di superfici o oggetti può rappresentare un rischio per la salute della persona, o provocare danni alle strutture e alle attività del cliente.

6. IL RESPONSABILE DELLA SICUREZZA

e funzionalità. La presenza al tavolo della riunione dei due responsabili consente la valutazione delle interferenze e dei rischi correlati con lo svolgimento delle operazioni. La Linea Guida “L’azienda nell’azienda “ agevolerà il confronto tra mandante ed esecutore, per creare una visione univoca sulle problematiche tecniche e organizzative necessarie a garantire che gli interventi di pulizia siano conformi alle esigenze igieniche, estetiche e funzionali espresse dall’analisi accurata dell’ambiente.

5. L’OBBLIGATORIETÀ L’obbligatorietà di questo percorso istruttivo è riscontrabile dalle indicazioni del documento unico di valutazione dei rischi. Com’è noto gli adempimenti e il rispetto della normativa che fa riferimento al documento sono a carico del responsabile della sicurezza. Questi adempimenti necessitano una preparazione specifica, e quindi l’obbligo a partecipare a corsi che permettano di acquisire la competenza necessaria per provvedere alla sicurezza dei visitatori, dei lavoratori, e di chi sosta nell’ambiente di lavoro. Con la costituzione della Comunità Economica Europea si è sentita l’esigenza di tutelare tutti i cittadini-consumatori a essa appartenenti, secondo gli stessi criteri: per questo, è stata emanata la direttiva in materia di responsabilità per danni causati da prodotti difettosi. Con il termine difettoso ci si riferisce non alla mancanza di funzionalità, ma alla mancanza di sicurezza del prodotto, e ai rischi che può provocare durante l’utilizzo. In questo contesto, la mancata o errata

Non è possibile che in un ambiente lavorativo non sia presente una figura professionale che sappia sviluppare il piano degli interventi e tracciare un profilo economico variabile per confrontarsi con la struttura esterna. Compito del management dovrebbe essere quello di delegare una persona, ad esempio il responsabile della sicurezza, ricordandogli che nel documento di valutazione dei rischi è presente anche il rischio biologico, e che avrà quindi il compito di interagire con l’impresa preposta, per verificare se gli interventi effettuati e i metodi applicati corrispondono a una corretta prassi igienica. Il responsabile della sicurezza deve conoscere il suo ambiente non meno del responsabile della squadra dei pulitori, per interagire e condividere i criteri di scelta. La riunione è il momento più idoneo per decidere la struttura definitiva di un progetto e raggiungere la convinzione di aver disegnato uno scenario corretto. È il momento opportuno per ridurre ed eliminare le distanze che tradizionalmente separano il mandante e l’esecutore, e trovare un modus operandi basato sulla collaborazione e sulla conoscenza delle reciproche difficoltà. Questo aiuta ad aprire un dialogo che porti a concretizzare ciò che deve essere fatto, consentendo a entrambe le parti di esprimere il proprio punto di vista.

7. L’ASSUNZIONE DELLA RESPONSABILITÀ Il fatto che nonostante l’impegno dei dealer a fornire attrezzature e prodotti di qualità si riscontra una costante regressione della qualità e un aumento esponenziale dei rischi biologici. La mancata cultura del pulito da parte dei responsabili degli ambienti di lavoro, che si accontentano della pulizia di facciata, confidando nel fatto che i batteri non sono visibili a occhio nudo non si rendono conto che mensilmente finanziano l’inquinamento batterico del proprio ambiente. Un quadro della situazione non certo edificante, quando sarebbe sufficiente far istruire il responsabile della sicurezza per interagire con il responsabile dell’impresa e trasformare le metodologie domestiche in una vera e propria industrializzazione delle operazioni. Industrializzazione che non lascia spazio alla discrezionalità dell’operatore e alla sua interpretazione del pulito ma agisce correttamente sulle tre linee di produzione che attraversano compiutamente ogni locale rendendo la qualità più economica rispetto ai costi del disservizio.

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FOCUS ON /TECNOLOG I E PE R LA PU LI Z IA

Una monospazzola maneggevole ed EFFICIENTE

A

novembre 2019, TMB srl ha lanciato Mi-TOR, il più piccolo e versatile modello di monospazzola della gamma orbitale, dalle dimensione assai ridotte. La produzione della versione a cavo della macchina è iniziata nello stesso mese,

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rendendola subito disponibile sul mercato, dove era particolarmente attesa dai concessionari. Gli allestimenti iniziali sono 2, dei quali uno consente di manovrare la testata con le mani agendo su due maniglie installate al posto del manico. Le prime confortanti risposte dal mercato sono pervenute già a dicembre: un feed back che fa sperare che nei prossimi mesi il trend sia destinato a consolidarsi. Si tratta di una “scommessa” sulla quale TMB ha puntato con la massima convinzione, investendo consistenti risorse in ricerca e sviluppo: ergonomica e maneggevole, Mi-TOR è infatti la macchina ideale per spazi ristretti, poco raggiungibili e con rilevanti esigenze di igiene, in particolare per la pulizia di scale, la finitura di bordi e angoli di pavimento. Fra le varie caratteristiche che ne contraddistinguono la carta d’identità, si segnalano: l’impugnatura ergonomica, il tasto di avviamento e fermacavo, lo spostamento agevole grazie alle due ruote posteriori e lo sblocco a pedale del manubrio. Anche Mi-TOR, come l’apprezzata TOR 43, capostipite delle monospazzole versioni orbitali, e le tre famiglie che ne sono scaturite, presenta tutti i plus tipici della tecnologia orbitale: facilità di impiego, risparmio di tempo, di detergenti e minor consumo di energia elettrica. Il movimento orbitale che aziona Mi-TOR genera un’orbita costante che consente di passare più volte sullo stesso punto, mentre lo snodo del manubrio permette di compiere rotazioni fino a 180°, lateralmente

e all’indietro fino a 90°. Un altro consistente vantaggio connesso all’impiego di questa macchina è che non necessita di particolare forza fisica, con il conseguente vantaggio di ridurre enormemente il training. Infine, Mi-TOR può essere utilizzata con un vasto numero di accessori per molteplici applicazioni, quali: tamponi abrasivi tradizionali per lavaggi di fondo, di manutenzione e lucidature; tampone in melanina per il lavaggio di pavimenti duri, microporosi, molto sporchi, gres, ceramica e cemento; tamponi diamantati in quattro diverse grane per marmo e derivati; tampone DSWC per la pulizia profonda, deceratura e carteggiatura di legno e parquet, e TMB Gel Lux Marble, lucidante per marmo da usare con tampone bianco. Da febbraio è disponibile anche la versione di Mi-TOR con batterie al litio, a garanzia di un ulteriore salto di qualità nell’efficienza e funzionalità di questo modello, altamente competitivo e destinato a colmare uno spazio vuoto nella pulizia meccanica di spazi di piccole dimensioni, dove finora si poteva operare solo manualmente con il “mocio”. www.tmbvacuum.com


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CA R R I E R A & L AV O R O

Leadership nella gestione del CAMBIAMENTO Competenza imprescindibile oggi nel mercato del lavoro globale è proprio la capacità di lavorare in gruppo, il cosiddetto teamworking Francesca Scelsi

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iversi cambiamenti socio-culturali stanno influenzando il modo di fare business e le sfide che le aziende devono fronteggiare oggi. La complessità impera in ogni dove, ad esempio esiste più concorrenza rispetto al passato che porta i clienti a poter scegliere fra un numero maggiore di fornitori e prodotti, la tecnologia irrompe in tutti i processi aziendali da quelli produttivi, logistici, a quelli di marketing, comunicazione, risorse umane, rendendo le competenze di ciascuno molto più velocemente obsolete; la competizione è ormai de facto allargata su scala globale. In questo scenario sono cambiati anche i dipendenti, sono diventati più esigenti, più attenti ai loro bisogni, più concentrati sul proprio benessere e meno disponibili a condizioni lavorative o stili comunicativi freddi, poco coin-

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volgenti e direttivi, che qualche decennio fa venivano serenamente accettati. Questo vale ancor di più per ciò che concerne la generazione Y (ovvero i nati fra i primi anni ’80 e la metà degli anni ’90) che oggi sono entrati a pieno titolo nella forza-lavoro e soprattutto per la generazione Z (nati fra la metà degli anni ’90 e i primi anni 2000) che si sta affacciando in questi anni al mercato del lavoro. La leadership diventa quindi una leva fondamentale da utilizzare per costruire team di lavoro efficaci, efficienti, ben motivati e orientati all’obiettivo. ll teamworking si rende necessario soprattutto a causa della frammentarietà degli incarichi di lavoro, della interdipendenza dei ruoli professionali e della interdisciplinarietà sempre più richiesta ad ogni lavoratore: insomma bisogna essere in grado di comunicare efficacemente con colleghi della stessa

funzione, di altre funzioni e anche di altre nazionalità, team o divisioni. Dunque il leader del team o dell’azienda deve essere in grado di costruire una cultura basata su quattro elementi fondamentali1: ● Coinvolgimento ● Condivisione ● Fiducia ● Responsabilità. Il coinvolgimento è legato all’obiettivo che l’azienda persegue e al fatto che tutti i collaboratori ne siano consapevoli; l’engagement in questi casi aumenta notevolmente. Infatti quando le persone comprendono il senso, oltre che dei propri compiti e obiettivi specifici, anche degli scopi più alti dell’organizzazione, possono costruire un senso di appartenenza maggiore e aumentare la propria motivazione al lavoro. La condivisione avviene quando le


persone sono coinvolte in meccanismi premianti e intuiscono di poter trarre vantaggi individuali che derivano dal conseguimento dei risultati aziendali. Questi meccanismi premianti possono essere tangibili (come i premi in denaro) o intangibili (come l’aumento del prestigio aziendale nel settore di riferimento). La fiducia si crea quando l’individuo sente di far parte di un gruppo in cui ciascuno è competente nel suo campo, c’è una reale condivisione degli obiettivi di crescita aziendali e dello scopo comune che tutti condividono; questo crea un clima aziendale in cui l’individuo sente di poter realmente contare sui propri colleghi e collaboratori perché custodi dello stesso sogno di business. Infine la responsabilità si manifesta quando il management è in grado di costruire dei sistemi di delega chiari in cui le persone possono percepire di avere un impatto reale sulle attività e sulla loro organizzazione, assumendosi in maniera graduale le responsabilità rispetto al conseguimento degli obiettivi, sia individuali che di team. Dunque “educare alla responsabilità” significa fare sentire a ciascun membro del team che le sue azioni hanno un peso e che si ripercuotono inevitabilmente sull’efficacia del lavoro di gruppo.

Motivazione e leadership

Esistono due tipi di motivazione con le quali un leader può far leva: la motivazione estrinseca, ovvero quella legata ad obiettivi esterni come la carriera, il denaro, lo status o il riconoscimento da parte della società e la motivazione intrinseca ovvero quella legata al contenuto del lavoro, alla passione per la propria attività più in generale alla componente del piacere. Persone estrinsecamente o intrinsecamente motivate sono persone ingaggiate, che lavoreranno sodo per raggiungere i propri obiettivi (a patto che questi siano stati comunicati in maniera chiara e inequivocabile). Non c’è una motivazione migliore di un’altra, ma il leader dovrà riconoscere da quale motivazione l’individuo è spinto e agire su quella. Approfondendo il tema della motivazione intrinseca, la teoria

dei bisogni intrinseci del noto psicologo McClelland2, ci conferma che le persone sono costantemente guidate da tre tipologie di bisogni: ● Bisogno di riuscita e di successo ovvero di raggiungere i propri obiettivi; ● Bisogno di potere ovvero di incidere sulla realtà aziendale; ● Bisogno di affiliazione ovvero di sentirsi parte di un gruppo.

PROFESSIONE

Francesca Scelsi è consulente di carriera, Professional Counselor e Formatrice in ambito soft skills. Fonda il brand Jobscouting.it (www.jobscouting.it) e lavora come esperta di tecniche per la ricerca del lavoro, fornendo servizi a privati, enti e aziende sulle tematiche di comunicazione, orientamento e cambiamento professionale.

Generalmente ciascuno di noi esprime maggiormente una fra queste tre spinte motivazionali e la chiarezza, rispetto a questi bisogni, consente al leader di operare con il proprio team di collaboratori, utilizzando la comunicazione migliore per ciascuno di loro.

Essere un leader

Essere un leader significa riuscire a guidare e ispirare le persone non solo gestirle. Si chiarisce qui la differenza fra essere manager ed essere leader3. Il manager è colui che organizza, pianifica, gestisce: è focalizzato sui risultati concreti e di breve e medio termine; controlla le proprie persone, detta il come e il cosa fare. Il leader invece è un manager che ispira le proprie persone coinvolgendole a livello emotivo, interpreta il contesto di riferimento e costruisce delle visioni del futuro appetibili per l’intera organizzazione e ancora è concentrato sul perché più che sul cosa. Dunque non tutti i manager sono dei leader, ma sicuramente tutti i leader devono essere anche dei buoni manager. E a proposito di coinvolgimento emotivo, la leadership oggi richiede la conoscenza e l’espressione di una buona intelligenza emotiva. Il massimo esperto di intelligenza emotiva al mondo, Daniel Goleman, parla nel suo libro “Essere Leader”4, della dimensione emotiva della leadership. Il leader deve avere dunque una buona consapevolezza di sé e di come la sua comunicazione impatta sugli altri, una buona capacità di autocontrollo e delle proprie reazioni emotive (non è il caso dunque di sfogare rabbia e frustrazione della propria vita privata, sul lavoro o peggio ancora sui propri collaboratori).

E poi ancora un buon leader è dotato di empatia, quindi è in grado di comprendere le emozioni dell’altra persona e gestirle al fine di creare un vantaggio per la persona stessa e per il gruppo di lavoro. Leader non si nasce, ma si diventa attraverso lo studio dei modelli di leadership e attraverso la pratica nella gestione delle risorse umane. Un leader non esiste se non ci sono follower; le persone desiderano avere un “capo-tribù” da seguire, a patto che i loro bisogni emotivi, di rispecchiamento, di autorealizzazione e soddisfazione professionale siano abbondantemente compensati. Questa è la sfida che ogni manager può scegliere di accettare se desideroso di creare un impatto positivo sulla propria organizzazione e sul mondo. ■ 1 Management Guide, Volume 3: Leadership e gestione dei collaboratori – Sole24Ore, 2010 2 McClelland, David C., The Achieving Society (1961) 3 Management Guide, Volume 11: Che Leader sei? Come sviluppare il proprio stile – Sole24Ore, 2010 4 Goleman D., Boyatzis R., Mckee A., Essere Leader, Bur, 2008 01/2020 | DIMENSIONE PULITO

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EVENTI

BOLOGNA capitale della salute Dal 15 al 17 aprile 2020 Exposanità torna a Bologna per una tre giorni tutta dedicata alla sanità, all’innovazione tecnologica, all’assistenza

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n contemporanea con Cosmofarma, in programma dal 17 al 19 aprile, Exposanità si conferma l’appuntamento di maggior rilievo sul territorio nazionale interamente dedicato a uno dei settori più nodali del sistema paese. In Italia, solo nel settore dei dispositivi medici, si contano 3957 imprese che afferiscono a 8 comparti principali. Ammonta a 16,5 miliardi di euro il valore del mercato tra produzione interna ed export. Il 66% delle imprese è rivolto verso il Servizio Sanitario Nazionale: 2100 sono le imprese che producono dispositivi medici, 1655 quelle di distribuzione, 202 quelle di servizi, per un totale di circa 1,5 milioni di dispositivi medici prodotti e distribuiti nel nostro Paese. Da 8 anni consecutivi cresce anche l’export che supera quota 5 miliardi di Euro: Germania, Francia e USA sono i mercati di sbocco principali. Il settore dei dispo-

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sitivi medicali occupa nel nostro Paese 76.400 persone (dati Assobiomedica). In questi oltre 30 anni di attività, Exposanità ha dedicato attenzione e approfondimento al Sistema Sanitario Nazionale, al rapporto tra sanità e assistenza, ai processi di modernizzazione. Fondato sul concetto di universalità e sul diritto di ciascuno alla cura, il nostro Sistema Sanitario è uno dei migliori al mondo e rappresenta uno dei settori più importanti della Pubblica Amministrazione. Non certo privo di contraddizioni, il SSN si trova oggi a dover affrontare sfide importanti per il suo stesso futuro: trasparenza, efficienza, sostenibilità. A Exposanità si affronteranno i temi strategici e si presenteranno le soluzioni per rendere sempre più efficiente non solo la gestione del Servizio Sanitario Nazionale, ma più efficaci i percorsi di cura e assistenza alla persona. A cominciare dalle persone fragili,

22a mostra internazionale al servizio della sanità e dell’assistenza

15|16|17 aprile 2020 BolognaFiere

anziani, disabili e bambini a cui sono dedicate alcune delle iniziative speciali presenti in manifestazione. Bologna capitale della salute ospiterà, con il patrocinio di Federfarma Bologna e del Comune di Bologna, la nuova edizione della Health Week: dal 13 al 19 aprile nelle farmacie della città, a condizioni agevolate, sarà possibile sottoporsi ad esami clinici. Durante la tre giorni di Exposanità, invece, sarà nuovamente attivo il progetto Cento metri per la salute, il tradizionale appuntamento che tanto successo ha riscosso presso il pubblico e grazie al quale, in fiera, si eseguiranno screening gratuiti per la prevenzione del melanoma, del tumore al seno e alla tiroide, delle malattie cardiovascolari, del diabete e dell’apparato respiratorio. www.exposanita.it


ANNO 29 n. 1 gennaio - febbraio 2020 ISSN: 2612-4068

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SANIFICAZIONE IV Cleaning-In-place: i fattori critici da non sottovalutare Francesca De Vecchi

VIII

LOGISTICA VIII Controlli e criticità nel trasporto alimentare Silvia Monguzzi SICUREZZA XIV Il controllo igienico nella filiera lattiero-casearia R. D. Byrne e J. R. Bishop RUBRICA XXII Oggi sul mercato DISINFESTAZIONE XXVI Una riseria blindata Chiara Dassi

XIV

XXX Confusione sessuale: definizione e aspetti tecnici Graziano Dassi XXXII Come sono andate le catture? Chiara Dassi

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SAN I FI CA Z I ON E

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S P E C I A L E I G I E N E A L I M E N TA R E

Cleaning-In-Place: i FATTORI CRITICI da non sottovalutare Pulizia e sanificazione degli impianti di produzione sono una parte fondamentale dei processi che garantiscono la sicurezza delle produzioni alimentari Francesca De Vecchi

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gni produttore in funzione della tipologia di impianto e del tipo di produzione è chiamato a valutare i sistemi adeguati, che coniughino l’efficacia dell’intervento all’efficienza anche in termini di costi finali. Per far questo è necessario conoscere quali siano i punti critici dei sistemi scelti, su cui intervenire e da tenere sotto controllo per garantire gli effetti del processo di pulizia e ottimizzare il consumo di risorse. Il Cleaning-In-Place (CIP) è un sistema di pulizia delle utenze automatizzato, che permette il lavaggio di alcune tipologie di impianti senza che questi vengano aperti o disassemblati. È una tecnologia che consente un’alta standardizzazione del processo e il controllo e monitoraggio automatico dei parametri critici. Grazie anche al ricircolo delle soluzioni pulenti e alla possibilità di essere eseguito da unità fisse o anche mobili coniuga efficacia e risparmio energetico e di risorse nelle fasi di lavaggio.

IL BIOFILM

La finalità di un processo di sanificazione è quella di allontanare dalle superfici di produzione residui di materia organica e abbattere cariche microbiche contaIV

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minanti. La formazione di biofilm, infatti, è il principale rischio igienico sanitario che può indurre una proliferazione batterica incontrollata nell’impianto, di forme alterative e patogene, compromettendo seriamente la qualità e la sicurezza delle produzioni alimentari. Di cosa si tratta? I batteri vivono per lo più in comunità formando il cosiddetto biofilm, uno dei pericoli più insidiosi quando si parla di contaminazione microbica e più complessi da affrontare da un punto di vista di procedure di sanificazione. Un biofilm è una colonia di organismi, che aderendo alle superfici degli impianti, avvantaggiati anche dalla presenza di residui organici non completamente rimossi, si ricoprono di una matrice esopolimerica che li protegge dall’azione di agenti esterni. Una I sistemi di Cleaning-In-Place consentano la sanificazione delle attrezzature e degli impianti di produzione senza la necessità che questi vengano spostati, aperti o disassemblati.

volta formatosi, il biofilm è in grado di intercettare e facilitare il successivo deposito di sostanze organiche, favorendo anche la selezione di forme microbiche resistenti ai principi attivi utilizzati per debellarli: un vero e proprio “distributore” di microrganismi, che vengono rilasciati nel prodotto, spesso in modo discontinuo, provocando una contaminazione batterica che pregiudica shelf life e salubrità degli alimenti e che per essere minimizzata e tenuta sotto controllo necessita di procedure di pulizia adeguate così come di superfici composte da materiale facilmente sanificabile e di impianti il cui disegno riduca al minimo la possibilità di ristagno.

CIP E PARAMETRI CRITICI

Negli impianti chiusi i sistemi CIP, correttamente programmati e gestiti, operano un ricircolo di soluzione pulente e disinfettante. “Alcuni aspetti tecnici sono da valutare attentamente per garantire non solo l’efficacia ma anche l’efficienza del processo in termini di dispendio di risorse economiche e di tempo” ricorda Fabrizio Tardioli, Global Food safety, biosecurity and shelf life extension solutions director di Sealed Air, nell’ambito di un approfondito seminario, dedicato al tema dell’innovazione nei processi CIP, organizzato da Sealed Air lo scorso giugno. In generale, l’efficacia delle operazioni di cleaning e anche il costo finale, dipendono da più parametri, strettamente connessi fra loro: la tipologia dei reagenti, le temperature delle soluzioni, i tempi di applicazione e i flussi delle soluzioni. In termini più appropriati si parla quindi di: energia chimica, energia termica, energia meccanica applicate per un periodo di tempo definito così da ottenere la rimozione di tutto lo sporco dalle superfici. Se in un impianto “aperto”, pulito con tecniche classiche, giocano un ruolo fondamentale il dosaggio, la tipologia di reagenti scelti, e, non meno importante, il cosiddetto “fattore umano” (la formazione degli operatori), nei sistemi CIP risultano determinanti, fra i diversi da cui dipende il processo, alcuni elementi tecnici, particolarmente critici e spesso trascurati nella pratica operativa. 01/2020 | DIMENSIONE PULITO

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SAN I FI CA Z I ON E

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S P E C I A L E I G I E N E A L I M E N TA R E

DIMENSIONAMENTO DELLE POMPE

Gli aspetti che nel CIP devono essere attentamente gestiti riguardano in modo particolare i parametri idraulici. Per il funzionamento corretto di un impianto CIP è necessario applicare la giusta azione meccanica attraverso il controllo dei flussi e delle velocità di scorrimento della soluzione. Per ogni portata deve essere garantito un flusso turbolento, che è tale per velocità comprese fra 1,5 e 2 m/sec e che dipende strettamente dai diametri delle tubazioni e dalla portata delle pompe di mandata della soluzione di lavaggio. Il flusso turbolento fa sì che le soluzioni detergenti arrivino sulle superfici da trattare e sullo sporco presente, rimuovendolo efficacemente, impedendo l’accumulo di residui e favorendone l’allontanamento. Questo tecnicamente si traduce nell’uso di pompe appositamente dimensionate rispetto ai diametri delle tubazioni interessate al lavaggio. “Proprio a livello di pompe si compiono generalmente gli errori più consistenti” fa notare ancora Tardioli. L’azione meccanica ideale per un cleaning efficace è calcolata in base alla portata e alla pres-

(a)

sione e quindi dipende dal corretto dimensionamento delle pompe di mandata della soluzione. Si compie un errore quando in seguito ad una variazione eseguita sugli impianti, non si ridimensioni la pompa stessa, causando così una diminuzione dell’efficacia di tutto il sistema sugli obiettivi di sanificazione; sono i casi in cui, per esempio, si aggiungono un tank o altri componenti ausiliari nel sistema, o quando ancora si utilizza la stessa pompa di produzione (talvolta non adeguata alle operazioni CIP) per le operazioni di CIP.

SPRAY-BALL, ALTRO FATTORE CRITICO

Un altro aspetto tecnico determinante, oltre al dimensionamento della pompa è anche la corretta progettazione, manutenzione e gestione delle spray-ball o sfere di lavaggio, che erogano la soluzione pulente all’interno dei tank. “Spesso in fase di controllo si nota una gestione carente sia dal punto di vista delle contaminazioni sia della gestione dei corpi estranei. Aprendole non è raro notare la presenza di guarnizioni consumate o di residui organici carbonizzati, che ne impediscono il corretto funzio-

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namento”. Ma, oltre ai problemi di gestione, va detto che la sfera di lavaggio deve soprattutto essere coerente con il tipo di pompa e con l’intero sistema, per non veder diminuito il suo potere di impatto sulle superfici dei tank da pulire e sanificare. I problemi che ne derivano possono essere diversi: primo fra tutti una nebulizzazione non corretta della soluzione che non aderirà in modo efficace alle pareti. La spray-ball deve quindi essere progettata in funzione del volume di liquido che deve essere distribuito sulle superfici del tank per produrre un film continuo sempre in condizioni di moto turbolento.

RISPARMIO ENERGETICO

Un tema che infine merita un cenno, in questa breve rassegna degli aspetti critici della gestione degli impianti CIP, è relativo al consumo di acqua, spesso calda, di energia e di tempo di applicazione dei risciacqui nelle fasi finali delle procedure di lavaggio. In generale una corretta impostazione delle specifiche dell’impianto garantisce la riproducibilità e l’efficacia del lavaggio. La fase finale di risciacquo delle superfici è tuttavia spesso sovradimensionata: vengono infatti utilizzati grandi volumi d’acqua, generalmente calda (dispendio energetico), in operazioni protratte per tempi troppo lunghi che risultano in un complessivo dispendio non solo energetico ma anche di risorse e di tempo sottratto alle normali operazioni di produzione.

CIP E ALLERGENI

(b)

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Il moto turbolento sulla superficie assicura un lavaggio corretto all’interno delle tubazioni nei sistemi CIP

VI

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Quando è in gioco l’eliminazione degli allergeni dalle superfici degli impianti di produzione, ancor più critico e importante diventa il considerare correttamente tutti gli aspetti che possono avere un effetto riduttivo sull’efficacia del sistema CIP. Soffre di allergie alimentari circa il 2-2,5% della popolazione, per la quale l’ingestione di


CIP ret Water

CIP out T

H

Balance Tank Steam

M L T

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Sanitizer Acid Alkali Unità CIP a perdere: singolo utilizzo della soluzione di lavaggio

una minima quantità può scatenare gravi sintomi, anche letali. Una piccola quota di queste, le più comuni (arachidi, noci, latte, uova, soia, pesce, molluschi e frumento) sono in grado di scatenare circa l’80% degli effetti negativi. Gli allergeni, per lo più molecole proteiche con un peso molecolare elevato, possono rimanere sulle superfici come contaminanti in tracce, anche dopo il normale ciclo di pulizia. Va detto infatti che non esiste un prodotto chimico che da solo possa assolvere al delicato compito di eliminare completamente dalla superficie gli allergeni, la maggior parte dei quali “risultano stabili in seguito a moderate proteolisi e idrolisi acide e trattengono il loro potenziale allergenico in alimenti cotti o processati” ricorda Tardioli. Né esiste un’unica procedura specifica. Piuttosto l’approccio deve riguardare l’intero sistema di produzione: dalla scelta e gestione delle materie prime, all’adozione di specifiche procedure operative per il personale, fino al disegno igienico degli impianti e macchinari, per escludere la presenza di tronchi morti o zone d’ombra o superfici divenute

ruvide o altri potenziali punti rischio difficilmente accessibili alle operazioni di pulizia. Durante le operazioni di CIP alcune raccomandazioni dovrebbero riguardare: ■■ il mantenimento della soluzione di ricircolo pulita, che per i sistemi con un recupero è un aspetto critico; ■■ la corretta valutazione della concentrazione del detergente utilizzato, rispetto al tipo di contaminazione presente;

■■ la valutazione di usare un CIP a perdere, dove le soluzioni di risciacquo e di lavaggio sono utilizzate una volta soltanto. L’esempio relativo agli allergeni descrive una situazione limite (perché la presenza di sostanza organica presente in tracce deve essere completamente rimossa, con un livello di efficacia elevatissimo) in cui tuttavia le soluzioni tecniche offerte dai sistemi CIP possono garantire risultati sicuri. I sistemi CIP per alcune tipologie di impianti, in alcuni settori (da quello delle acque, a quello delle bevande, al lattiero caseario e della birra), presentano un elevato livello di automazione e sono generalmente altamente standardizzati, come del resto lo sono i processi. Di contro, nel settore del processed-food, con alcune eccezioni, si usano più spesso sistemi mobili e meno automatizzati. In ogni caso e soprattutto per gli ultimi, per garantire il livello di prestazione atteso, bisogna valutare tutti gli aspetti tecnici, con una particolare attenzione a quelli più critici relativi alla corretta progettazione e gestione di alcuni elementi caratteristici del sistema, da cui dipende l’efficacia del del processo di cleaning.

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Unità CIP a recupero: recupero e riutilizzo previa opportuna reintegrazione di prodotto detergente della soluzione di lavaggio 01/2020 | DIMENSIONE PULITO

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Controlli e criticità nel TRASPORTO ALIMENTARE Il rispetto di una perfetta igiene alimentare deve partire dalle materie prime e deve proseguire ininterrottamente fino al momento in cui l’alimento è consumato Silvia Monguzzi

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Inadeguatezza dei mezzi di trasporto, difetti di chiusura o di bloccaggio del carico, presenza di residui derivanti da precedenti trasporti o da prodotti sanificanti sono fra le più frequenti non conformità riscontrate durante i controlli

a filiera alimentare è rappresentata da tutto il percorso che porta alla produzione di un prodotto alimentare, “dalla terra alla tavola”. Lungo il processo, la contaminazione degli alimenti può avvenire in qualsiasi momento, dalla produzione primaria, all’industria di trasformazione, durante il trasporto, la distribuzione e, infine, presso il consumatore. Per la sicurezza igienico sanitaria di un alimento, anche la fase del trasporto rappresenta un punto delicato della filiera, che va monitorato e controllato in ogni dettaglio (temperatura di conservazione, etichettatura, igiene e organizzazione dell’ambiente) per evitare lo sviluppo di anomalie e rischi, spesso non riconoscibili dai consumatori. Per questo l’impegno da parte degli organi di controllo, anche in questa fase, è parte del percorso dovuto per il raggiungimento della qualità totale. I prodotti alimentari italiani sono da sempre riconosciuti a livello europeo, non solo per le eccellenze esclusive del nostro Paese, ma anche per il gran numero dei controlli che riguardano sia i prodotti alimentari destinati ad essere commercializzati sul territorio nazionale, sia quelli destinati all’esportazione, che ne assicurano la qualità e la sicurezza. Le Autorità italiane impegnate nel settore degli alimenti e delle bevande eseguono campionamenti e analisi in ogni fase della produzione, della trasformazione, della distribuzione, del magazzinaggio, del trasporto, del commercio e della somministrazione, con la finalità di verificare e garantire la conformità dei prodotti alle disposizioni dirette a prevenire i rischi per la salute pubblica, di proteggere gli interessi dei consumatori e assicurare la lealtà delle transizioni.

LE ATTIVITÀ DI CONTROLLO

I controlli sono eseguiti sulla base di quanto previsto dai Regolamenti del “Pacchetto igiene”, che comprende tutte le fasi della filiera, incluse le attività di trasporto, magazzinaggio e manipolazione, intese come operazioni collegate al luogo di produzione. Nel settore dei trasporti l’attività di controllo viene svolta effettuando una distinzione fra mezzi e contenitori che sono sottoposti solo a vigilanza e mezzi e

contenitori che sono soggetti ad autorizzazione sanitaria. Vediamo quali sono le non conformità riscontrate più frequentemente durante i controlli.

Mezzo di trasporto

■■ i nadeguatezza dei materiali costruttivi o di rivestimento dei vani di carico o di copertura, protezione o isolamento dall’esterno del carico. In particolare: forma e superfici interne dei vani di carico non favorenti le procedure di sanificazione o favorenti la permanenza di residui e l’annidamento di infestanti in porosità o interstizi; possibili perdite di frammenti o rilascio di sostanze dalle pareti o dagli arredi interni; facilità di ingresso di contaminanti esterni; accumulo di umidità eccessiva, formazione di condense o, al contrario, eccessiva perdita di umidità; ■■ difetti di chiusura o di bloccaggio del carico; ■■ residui derivanti da precedenti trasporti o da prodotti sanificanti.

Fasi di carico e scarico

■■ variazioni (in aumento o diminuzione) della temperatura delle merci; ■■ contaminazioni batteriche o particellari, alterazioni derivanti da umidità o altri agenti fisici.

Durante il trasporto

■■ perdita di fluidi di riscaldamento o refrigerazione; ■■ malfunzionamento o inadeguatezza dei sistemi di controllo della temperatura; ■■ eccessivo accumulo o perdita di umidità; ■■ danneggiamento meccanico dei contenitori e delle merci.

Merci trasportate

■■ promiscuità di materiali tra loro incompatibili o contaminazioni crociate da contatto reciproco diretto (contiguità) o indiretto (aerodispersioni, percolamenti, inefficace sanificazione fra trasporti consecutivi) di merci tra loro diverse, sotto il profilo della composizione e della contaminazione microbica. 01/2020 | DIMENSIONE PULITO

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Comportamenti scorretti dei trasportatori

■■ inadeguata igiene del personale che comporta il rischio di contaminazione del carico o del mezzo di trasporto; ■■ scelta di percorsi eccessivamente lunghi, in funzione del clima e della deperibilità delle merci trasportate; ■■ uso di strade dissestate (in funzione della fragilità del carico); ■■ eccessiva frequenza delle fasi intermedie di carico e scarico frazionato nello stesso viaggio in assenza di un corrispettivo controllo frazionato delle condizioni di conservazione del carico; ■■ accettazione di merci tra loro incompatibili o in grado di dar luogo a contaminazioni crociate; ■■ accettazione di carichi eccessivi, anche in considerazione delle tipologie di merci trasportate e della loro sistemazione nei vani di carico; ■■ non conoscenza o mancato rispetto delle condizioni necessarie per il trasporto del carico; ■■ carente custodia/controllo delle condizioni effettive del carico. La valutazione e l’eventuale azione sanzionatoria a seguito di carenze rilevate durante i controlli ispettivi variano in funzione del tipo di non conformità e del rischio associato: ad esempio, se dall’inosservanza del limite di temperatura massima di conservazione consegue il deperimento dell’alimento, oltre alle sanzioni amministrative, scattano le sanzioni penali previste dall’art. 5 lett. b Legge 30 aprile 1962 n. 283 (vedi anche art. 31 D.P.R. 26 marzo 1980 n. 327). La vendita ambulante di prodotti alimentari a temperatura controllata (come pesce fresco sotto ghiaccio, molluschi eduli bivalvi, gelati, alimenti refrigerati, congelati, scongelati, cotti) su aree pubbliche, che oggi devono essere predefinite e attrezzate dai Comuni, può avvenire esclusivamente con veicoli speciali, classificati come “autonegozio” sulla carta di circolazione. In caso di “cattivo stato di conservazione” classificato come “reato di pericolo”, non è necessario effettuare analisi sulla commestibilità o nocività del prodotto per contestarlo; inoltre, non occorre la cessione al consumatore, è sufficiente la sola detenzione (trasporto, ecc.). La verifica

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dello stato di conservazione degli alimenti di origine animale può essere esclusivamente effettuata dai Dirigenti Veterinari delle ASL, che sono specialisti nella materia e hanno anche la qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria, ai sensi dell’art.3 della Legge 283/62, motivo per cui è necessario chiedere un loro immediato intervento sul posto da parte degli operatori (vedi anche art. 516 C.P. “Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine”).

I PERMESSI E LE PROCEDURE

Per i veicoli impiegati nel trasporto di alimenti, l’autorizzazione sanitaria, con l’introduzione del “pacchetto igiene”, è stata inglobata dalla DIA (Dichiarazione inizio attività) e viene applicata ad ogni tipo di trasporto di prodotti alimentari, anche quelli non sfusi o confezionati. I mezzi di trasporto che devono essere notificati sono: le cisterne e gli altri contenitori per il trasporto delle sostanze alimentari sfuse a mezzo di veicoli, i veicoli per il trasporto degli alimenti surgelati per la distribuzione ai dettaglianti e i veicoli per il trasporto delle carni fresche e congelate e dei prodotti della pesca freschi e congelati. L’operatore del settore alimentare (Osa) che intende iniziare un’attività di produzione, trasformazione, confezionamento, deposito, trasporto, somministrazione, distribuzione o vendita di prodotti alimentari è tenuto ad inviare la DIA, in quadruplice copia all’azienda unità sanitaria locale - dipartimento di prevenzione medico/veterinario - e contestualmente in singola copia allo Sportello unico per le attività produttive (SUAP) del Comune della sede produttiva dell’impresa alimentare o in cui è residente. Per il mezzo di trasporto, alla DIA dovrà essere allegata una relazione tecnica, firmata da un tecnico abilitato e dal legale rappresentante/titolare della ditta, che contengano la descrizione del mezzo adibito al trasporto (cisterna, container, ecc.), delle sostanze alimentari al cui trasporto si intende destinare il veicolo, delle modalità di lavaggio e sanificazione del mezzo e del luogo di ricovero del mezzo, oltre alla copia del libretto di circolazione e, ove previsto, una copia del certificato ATP (Accord transport perissable) per il trasporto di merci deteriorabili. Nella DIA si dichiara che il trasporto viene effettuato nel rispetto dei requisiti di cui al capitolo IV dell’allegato II al Reg. CE n.

Nelle fasi di carico e scarico è importante controllare le variazioni di temperatura delle merci e prevenire eventuali contaminazioni batteriche o particellari


852/04 e che quindi sostituisce quelli previsti dall’Art. 43 del DPR 327/80. Al momento del controllo bisogna esibire copia della DIA con indicazione del mezzo di trasporto con la relativa registrazione di presentazione. Da ricordare che, per i mezzi adibiti al trasporto di alimenti refrigerati, congelati e surgelati è necessario l’adeguamento alle norme contenute nell’accordo relativo ai trasporti internazionali delle derrate deperibili e ai mezzi speciali da

usare per tali trasporti, ratificato con la Legge 2 maggio 1997, n. 264, nonché alle disposizioni del Decreto ministeriale 28 febbraio 1984 relativo ai mezzi di trasporto in regime di temperatura controllata. Questo impone determinate regole per costruire gli allestimenti isotermici per i trasporti frigoriferi refrigerati destinati ad alimenti come: latte alimentare, latte concentrato parzialmente disidratato, latte fermentato destinato alla stabilizzazione col calore, latte aroma-

tizzato, latte pastorizzato, bevande a base di latte, creme di latte, sangue destinato alla produzione di proteine plasmatiche, burro, burro anidro liquido, carni fresche, carni congelate, prodotti ittici freschi, gli alimenti congelati e surgelati (compresi gelati, succhi di frutta e uova sgusciate), frattaglie, pollame, selvaggina, molluschi eduli, lamellibranchi, formaggi freschi, ricotta. La certificazione ATP ha una durata di 6 anni e il rinnovo avviene attraverso i centri collaudi ogni tre anni; 01/2020 | DIMENSIONE PULITO

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S P E C I A L E I G I E N E A L I M E N TA R E al raggiungimento del dodicesimo anno di vita, il certificato ATP deve essere rilasciato dai centri prova e ha un’ulteriore durata di 6 anni.

REQUISITI DI TEMPERATURA PER I PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE

Per il trasporto di prodotti alimentari di origine animale l’applicazione del “pacchetto igiene” ha introdotto, dal 2006, nuovi requisiti minimi di temperatura da mantenere con una tolleranza, prevista esclusivamente per i prodotti congelati, di +/- 3 °C. Per gli alimenti le cui temperature di conservazione durante il trasporto non sono elencate nel “Pacchetto Igiene” (gelati alla frutta e succhi di frutta congelati, altri gelati, burro o altre sostanze grasse congelate, tutte le altre sostanze alimentari congelate, latte pastorizzato trasportato in cisterna, latte pastorizzato in confezioni, prodotti lattiero - caseari (latti fermentati, panna o crema di latte, formaggi freschi, ricotta), burro e burro concentrato (anidro), burro anidro liquido) continua ad essere applicata la vecchia normativa, cioè l’allegato C del DPR 327/1980. Altro caso specifico è rappresentato dal settore dei surgelati «Per alimenti surgelati si intendono tutti quei prodotti alimentari sottoposti ad un processo speciale di congelamento, detto “surgelazione”, che permette di superare con la rapidità necessaria, la zona di cristallizzazione massima e di mantenere la temperatura del prodotto in tutti i suoi punti, dopo la stabilizzazione termica, ininterrottamente a valori pari o inferiori a -18 °C»: il pacchetto igiene ha mantenuto l’applicazione del Decreto Legislativo n. 110 del 27/01/92. Il DL n. 110/92 che stabilisce che durante il trasporto, la temperatura degli alimenti surgelati deve essere mantenuta in tutti i punti del prodotto ad un valore pari o inferiore a -18 °C, XII

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La vendita ambulante di prodotti alimentari può avvenire esclusivamente con veicoli speciali, classificati come “autonegozio” sulla carta di circolazione.

anche se sono previste tolleranze sulla temperatura rilevata durante il trasporto, la distribuzione locale e negli armadi e nei banchi frigoriferi per la vendita al consumatore non superiori a +3 °C della temperatura del prodotto. In generale, nel caso di trasporto di alimenti per cui sia richiesto il monitoraggio della temperatura, i mezzi utilizzati devono essere muniti di un termometro con dispositivo di registrazione atto a registrare il rispetto di questa prescrizione. La verifica della adeguatezza e della costanza, anche nelle condizioni ambientali più avverse, della temperatura effettiva di trasporto di prodotti deperibili o in legame caldo o freddo è comunque parte integrante (CCP) di un sistema di autocontrollo di questo tipo di attività. Il trasportatore deve mantenere, a bordo dell’automezzo o almeno presso la propria sede, fornibili a richiesta, le registrazioni relative

almeno agli ultimi 3 carichi trasportati (compreso i rispettivi volumi trasportati) e del metodo di sanificazione (lavaggio e, se necessario, disinfezione) attuato dopo ciascuno di tali trasporti. Queste informazioni devono essere disponibili per la consultazione, a richiesta dei clienti, dei destinatari delle merci o delle autorità di controllo, per consentire loro di stimare i rischi connessi all’affidamento di un trasporto al trasportatore. Definiti i prerequisiti necessari per l’avviamento di un’attività di trasporto di alimenti, il titolare dell’azienda dovrà occuparsi della formazione del personale. Le carenze legate al trasporto, infatti, sono per lo più riconducibili ad una insufficiente conoscenza e formazione del personale addetto al trasporto che viene considerato un semplice addetto alla guida e al carico e scarico di merci generiche anziché un OSA a pieno titolo.


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Il controllo igienico nella filiera lattiero CASEARIA Per ottenere prodotti lattiero caseari salubri e di buona qualità è necessario mantenere sotto controllo la contaminazione microbica lungo tutta la filiera in modo particolare i microrganismi patogeni R. D. Byrne e J. R. Bishop

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l sistema migliore per controllare lo sviluppo dei microrganismi e assicurare che i prodotti giungano salubri al consumatore è l’utilizzo del metodo HACCP, anche se nel settore caseario la sua applicazione è particolarmente complessa.

impianti e le condizioni dell’ambiente siano idonei a ottenere produzioni salubri. I controlli preliminari riguardano gli edifici, le zone di ricevimento merci, i magazzini, il tipo e lo stato di manutenzione degli impianti, la formazione del personale, le operazioni di sanificazione, il ritiro di merci non conformi.

ATTIVITÀ PRELIMINARI

STRUTTURE

Prima di implementare un piano di autocontrollo nella filiera lattiero casearia, è necessario mettere a punto, relativamente agli impianti, programmi per tenere sotto controllo fattori anche non direttamente correlati con le fasi di produzione. Si tratta di procedure universali che hanno l’obiettivo di verificare se gli XIV

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I fabbricati e le aree circostanti devono essere progettati, costruiti e mantenuti in condizioni tali da poter prevenire una contaminazione dei prodotti. Le strutture comprendono tutti gli elementi del fabbricato e della zona circostante: buona situazione igienica esterna e delle strade adiacenti, drenaggio delle acque,

progettazione-costruzione igienica del fabbricato, flussi di produzione, attrezzature per la sanificazione e qualità dell’acqua. L’area deve essere esente da scarti e rifiuti e non deve essere prossima a fonti di contaminazione, compresi odori sgradevoli, fumo, polveri o altri contaminanti. Le vie di accesso devono avere pendenze idonee, essere lastricate e dotate di drenaggio delle acque. Le strutture e le attrezzature devono essere progettate in modo da consentire una facile sanificazione, impedire l’accesso degli infestanti e dei contaminanti ambientali. Pavimenti, pareti, soffitti e loro rivestimenti e giunzioni devono essere in materiali idonei, cioè resistenti, lisci,


matica, devono essere separati dagli spogliatoi e dai locali mensa, devono essere correttamente ventilati e non devono aprirsi direttamente sui locali di produzione; devono essere presenti lavamani in numero sufficiente, dotati di acqua potabile calda e fredda, sapone liquido, asciugamani monouso e contenitori per rifiuti. Anche nelle aree di produzione devono essere presenti lavamani in numero adeguato, soprattutto nelle zone dove il personale è a contatto con prodotti caseari a rischio microbiologico, corredati di idonei prodotti per la sanificazione e dotati di istruzioni per un corretto lavaggio delle mani. Il programma di controllo delle acque valuta gli aspetti microbiologici, chimici e fisici della fonte e dell’impianto idrico nei diversi punti di utilizzo. Sono inclusi la produzione di vapore, i mezzi di raffreddamento, le acque di processo e la produzione di ghiaccio. Per la qualità microbiologica dell’acqua vanno effettuati controlli due volte all’anno se proviene da rete idrica comunale, mensili se proviene da altre fonti.

sanificabili e adatti al contatto con i prodotti. Le pareti devono essere di colore chiaro; i pavimenti con adeguato drenaggio dei liquidi; le finestre, se aperte, dotate di zanzariere; le porte con superfici non assorbenti e con chiusure ermetiche. Tutto lo stabilimento deve essere dotato di un’adeguata illuminazione, con lampade di sicurezza per proteggere i prodotti nel caso di rottura e con luce tale da non alterare i colori. L’impianto di ventilazione deve essere in grado di evitare accumulo di calore, vapore, formazione di condense e sollevamento di polveri che contaminano l’aria. Nelle zone a rischio microbiologico, inoltre, va mantenuta una sovrapressione d’aria. Le aperture per la ventila-

zione devono essere provviste di zanzariere e le prese d’aria devono essere in grado di impedire l’entrata di aria contaminata. I sistemi di drenaggio e di smaltimento delle acque di scarico devono essere dotati di idonei sifoni e scarichi ed essere stati costruiti in modo tale da non consentire contaminazioni crociate con i reflui fognari. La movimentazione di operatori e attrezzature può essere causa di contaminazione dei prodotti. Il flusso di produzione deve quindi prevenire la contaminazione con barriere fisiche o con separazione delle attività incompatibili. I servizi igienici devono essere provvisti di porte con chiusura auto-

RICEVIMENTO E STOCCAGGIO MERCI

Le aziende devono ricevere, controllare e stoccare ingredienti, imballaggi e materie prime in modo tale da non causare contaminazione dei prodotti. Le merci devono essere controllate al ricevimento, manipolate e stoccate in modo igienico; devono inoltre essere ricevute in una zona separata da quelle di lavorazione. Possono essere utilizzati solo additivi consentiti dalle normative e gli ingredienti non devono influire negativamente sulla salubrità dei prodotti. Anche i materiali di confezionamento devono essere appropriati all’uso specifico e devono inoltre essere controllati al ricevimento relativamente alla loro conformità. Quando è necessario, 01/2020 | DIMENSIONE PULITO

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SICUREZZA

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S P E C I A L E I G I E N E A L I M E N TA R E l’azienda deve tenere sotto controllo la temperatura e l’umidità dei locali dove materie prime, ingredienti, imballaggi e prodotti sono stoccati. Essi inoltre devono essere manipolati in modo igienico, per prevenire una contaminazione ed evitare lo sviluppo di microrganismi. I prodotti detergenti, i disinfettanti ed altre sostanze chimiche presenti in azienda devono essere etichettati in modo idoneo, stoccati ed utilizzati in modo tale da non venire a contatto con i prodotti caseari.

ATTREZZATURE

Le aziende casearie devono utilizzare impianti che siano stati progettati in modo specifico per tali produzioni; essi devono essere installati e mantenuti in condizioni tali da non essere causa di contaminazione dei prodotti. Attrezzature e utensili devono presentare uguali caratteristiche ed essere fabbricati in materiali resistenti alla corrosione. Le superfici a contatto con i prodotti devono essere lisce, senza rotture, non assorbenti o tossiche, non corrose e resistenti a frequenti sanificazioni. Tutti i rivestimenti, le vernici, i lubrificanti usati per le attrezzature a contatto con gli alimenti devono essere idonei per lo specifico uso. Le attrezzature devono inoltre essere smontabili e ispezionabili per consentire facilmente la pulizia e la sanificazione. Attrezzature e utensili utilizzati per manipolare prodotti non alimentari non devono essere usati per le produzioni casearie e i contenitori per i rifiuti “non-food” devono essere identificati in modo chiaro e dotati di chiusure ermetiche. Gli strumenti per il monitoraggio di parametri coinvolti nella salubrità delle produzioni devono essere calibrati con precisi protocolli: questo vale per termometri, phmetri, misuratori di aw, igrometri, o unità di refrigerazione. Devono inoltre essere specificati, mantenendo la relativa documentazione, la frequenza delle calibrazioni, il personale responsabile, le procedure e le azioni correttive.

ADDESTRAMENTO DEL PERSONALE

Le aziende casearie devono prevedere e mettere in atto un adeguato programma di formazione del personale: l’obiettivo è quello di assicurare una manipolazione igienica dei prodotti. Il personale addetto alla produzione deve essere istruito sui punti critici dei quali XVI

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è responsabile: limiti critici, importanza del loro monitoraggio e azioni necessarie per non superare tali limiti. La formazione relativa al corretto comportamento nell’igiene personale e nella manipolazione igienica dei prodotti deve riguardare tutto il personale dei reparti produttivi. L’azienda deve documentare che le norme igieniche personali vengano messe in pratica e controllate. A nessuna persona con patologie trasmissibili con gli alimenti (o anche portatore sano) o con ferite, infezioni della pelle, ulcere o sindromi gastrointestinali deve essere consentito di lavorare in alcun reparto di produzione o di svolgere attività che possano trasmettere agli alimenti microrganismi patogeni. Tutto il personale che accede alle aree di produ-


che accede ai reparti di produzione deve togliere qualunque oggetto personale che rischi di contaminare i prodotti (gioielli o altri ornamenti); non deve fumare, masticare gomma o consumare cibi.

SANIFICAZIONE

zione deve preventivamente lavarsi le mani con acqua corrente calda, detergenti idonei e, se necessario, disinfettanti; le mani, inoltre, devono essere lavate anche ogni volta che si maneggiano materiali diversi e dopo l’uso dei servizi igienici. Tutto il personale che opera nelle aree di produzioni casearie deve mantenere una corretta igiene personale e indossare guanti, copricapo e calzature idonei al tipo di utilizzo e in buone condizioni. I guanti, se indossati, devono essere puliti o cambiati frequentemente, se del tipo monouso. Il personale

Le aziende lattiero-casearie devono disporre di un adeguato piano di sanificazione e conservarne la documentazione. Tali piani prendono in considerazione i parametri da tenere sotto controllo per assicurare la salubrità delle produzioni casearie. Devono essere messe a punto procedure di sanificazione per attrezzature, utensili, strutture esterne, pareti, pavimenti, soffitti, canaline di drenaggio, impianti di illuminazione e di refrigerazione e quant’altro possa influire sulla salubrità delle produzioni. Attrezzature e impianti devono essere puliti e sanificati secondo procedure definite in apposite schede. La pulizia ottica deve essere verificata visivamente ogni giorno. Per ogni zona di lavoro e per ogni singola attrezzatura o utensile devono essere stilati specifici programmi di pulizia e sanificazione che riportino il nome del responsabile, i prodotti e le procedure usati, la frequenza degli interventi. I prodotti devono essere utilizzati con le modalità e le concentrazioni indicate dai produttori. Le attrezzature per le pulizie manuali o meccaniche devono essere smontate dopo ogni intervento, mentre quelle per le operazioni di “cleaning in place” devono essere ispezionate come prescritto dal programma specifico. Nella documentazione relativa al programma di sanificazione devono essere indicati: le zone o le linee interessate, le attrezzature da sanificare, la frequenza degli interventi, il personale responsabile, i detergenti e/o disinfettanti usati (compresa la denominazione commerciale) e i metodi applicati (temperatura della soluzione, tempo di contatto, tipo

di risciacquo). L’efficacia del piano di sanificazione deve essere monitorato con controlli routinari tramite ispezioni visive e analisi microbiologiche; deve inoltre essere conservata la registrazione di questi dati. Le aziende casearie devono prevedere un corretto, efficace e sicuro piano di controllo degli infestanti: non deve essere infatti consentito l’accesso nella struttura a insetti, roditori, uccelli o altri animali. In tale piano viene indicato il nome della ditta o persona responsabile, i metodi e i prodotti usati, una pianta della localizzazione delle trappole, la frequenza dei trattamenti e del monitoraggio. Quanto fin qui esposto riguarda le operazioni preliminari: solo dopo che queste siano state definite e documentate può essere implementato un piano di controllo con il metodo HACCP. Questo metodo è applicato ormai da tempo nel settore alimentare e non è nuovo neppure nella filiera lattiero-casearia. Si tratta del più logico, semplice ma altamente strutturato, efficace sistema per il controllo della salubrità delle produzioni alimentari.

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Un prodotto per la MASSIMA IGIENE

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olto più frequenti di quanto non si creda o si sappia, le tossinfezioni alimentari – ne esistono oggi al mondo più di 250 - si possono manifestare con differenti sintomi e sono causate da diversi agenti patogeni, perlopiù batteri, virus e parassiti. Sono diversi, i modi in cui può avvenire la contaminazione dei cibi: può avere origine sia durante la fase di manipolazione e preparazione degli alimenti, sia per contatto con gli strumenti della cucina, utilizzati nella preparazione di diversi alimenti e non disinfettati a dovere. Anche gli ambienti dove gli alimenti vengono trattati possono essere fonte di contaminazione, per gli scarti che la lavorazione comporta. Per esempio, nei caseifici, nei macelli, nelle pescherie, negli oleifici, lo sporco più comune e tenace è rappresenXVIII

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tato dal grasso, animale e vegetale, che può creare sulle superfici un biofilm che favorisce la proliferazione batterica.

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Fondamentale, quindi, mettere in atto pratiche di pulizia adeguate, utilizzando strumenti e prodotti che garantiscano il conseguimento della massima igiene. Il prodotto ideale è lo “Sgrassante per industria alimentare” di Amuchina Professional, la divisione di A.C.R.A.F. Spa, che vanta oltre ottant’anni di storia e di esperienza in fatto di igiene e sanificazione. Si tratta di un detergente sgrassante e igienizzante, uno schiumogeno concentrato che sgrassa e pulisce a fondo pavimenti e ogni tipo di superficie, compresi macchinari e attrezzature delle industrie che lavo-

rano carni e pesci, oli, latte e derivati. Per ottimizzare la sua azione, il prodotto deve essere diluito in acqua nella proporzione di 1 a 5 o di 1 a 10, a seconda del grado di sporco da rimuovere. La soluzione deve essere applicata sulle superfici da trattare, ricoprendole uniformemente, si lascia agire per il tempo indicato (qualche minuto) e quindi si risciacqua abbondantemente con acqua corrente. L’efficacia dell’azione schiumogena, che consente al prodotto di aggrapparsi allo sporco, di rimuoverlo e di trascinarlo con sé, è già ottimale se il prodotto viene utilizzato “manualmente”, ma può essere ulteriormente potenziata dall’utilizzo dell’idropulitrice. Una garanzia che tutela la salute di tutti. www.amuchina.it


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nira presenta EnoClean Line, una specifica gamma di prodotti  studiati per offrire soluzioni tecnologicamente avanzate ai problemi di pulizia e sanificazione che si incontrano in ambienti industriali particolari, quali quelli dell’industria vinicola, con un occhio sempre al minore impatto ambientale e alla elevata biodegradabilità. Siamo inoltre riusciti a condensare in pochi prodotti la maggior parte delle esigenze del settore: pulizia ed igiene  degli ambienti, impianti, macchinari, cisterne, botti, barrique, contenitori, vasche, attrezzature, utensileria, nonché di impianti chiusi e di tubazioni (sistemi CIP). EnoEasy è un detergente fortemente alcalino in grado di rimuovere vinacce, residui grassi e organici, oli e proteine; è il prodotto ottimale per la pulizia di serbatoi, impianti, barrique e botti, anche quando lo sporco è presente da tempo. EnoInox Bright è un acido inibito e tamponato ad azione sanitizzante, che rimuove con efficacia i depositi calcarei, la ruggine e i residui misti organici/inorganici, lasciando le

superfici pulite e brillanti. Alieno è un prodotto rivoluzionario specificatamente formulato per il settore enologico. Detergente ad alto potere imbibente e distaccante. Sanitizzante ad ampio spettro d’azione a base di Perossido di Idrogeno e Acido Citrico, agisce anche a basse temperature. Lo sviluppo di ossigeno permette di decolorare le superfici macchiate. Toglie le incrostazioni ferro-calcaree e ne impedisce il riformarsi. Elimina il Brett e le sue spore fino in profondità, permettendo il prolungamento della vita di botti e barrique. Enoeasy Foam è un detergente alcalino schiumogeno multiuso con alto contenuto di sequestranti, per la pulizia quotidiana di superfici ed attrezzature come diraspatrici, presse, nastri, impianti di imbottigliamento. Consente la rimozione e la dispersione dei residui di grassi animali e vegetali, oli, proteine e fumi. Utilizzabile su acciaio inox, alluminio, acciaio galvanizzato, così come su superfici plastiche e ceramiche. Mantiene la sua efficacia anche in presenza di acque dure. Enoeasy San è un detergente sanitizzante fortemente alcalino adatto

alla rimozione di residui grassi, oli, proteine, fumi e sporco di origine varia per la pulizia di serbatoi, tubazioni, impianti a ciclo chiuso (sistemi CIP), macchinari e attrezzature in genere. Enoeasy San permette la completa rimozione dello sporco organico e, al contempo, garantisce la sanitizzazione grazie al suo contenuto di cloro. Efficace anche in presenza di acque dure, non causa assolutamente formazioni schiumogene. Enofloor Special è un detergente sgrassante forte adatto alla pulizia di pavimentazioni industriali, metalli ed ambienti agroalimentari. Ottimo per sporchi di tipo minerale ed organico. Ad alta concentrazione, si comporta come un solvente. Ha una rapidità di imbibizione insuperabile. Enoflor Special ha una bassissima schiumosità ed è totalmente miscelabile in acqua. Enomani è un lavamani sanitizzante di tipo cosmetico ad elevata concentrazione, a base di alchildimetilbenzilammonio cloruro. Adatto per un uso frequente senza che si verifichino fenomeni di irritazione cutanea. www.unira.it 01/2020 | DIMENSIONE PULITO

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SAN I FI CA Z I ON E

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S P E C I A L E I G I E N E A L I M E N TA R E

ICEFOR: la sicurezza alimentare e la sanificazione

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operatore del food (ristoratore, retailer o industria food) rappresenta l’ultimo anello della filiera, quello più vicino all’utenza, quindi deve attuare ed implementare una politica della qualità, sicurezza ed ambiente orientata alla tutela della salute dei lavoratori e dei consumatori. L’operatore governa la qualità e la sicurezza secondo i protocolli definiti dal sistema HACCP e attraverso le norme di qualità, di processo e di prodotto, qualora abbia aderito in forma volontaria agli standard Iso 9001, ISO 22000, BRC ed IFS. All’interno di questo sistema una parte strategicamente rilevante è associata alla sanificazione, intesa come binomio pulizia+disinfezione. La sanificazione ha come scopo quello di eliminare dalle superfici a contatto diretto degli alimenti, dalle attrezzature, e dagli ambienti di lavoro nella loro totalità, lo sporco visibile organico (sporcizia, residui di alimenti, grassi, proteine, carboidrati), quello inorganico (calcare, sali minerali lasciati dall’acqua) e lo sporco invisibile biologico costituito da microrganismi (batteri, lieviti, muffe, virus). L’obiettivo è quello di garantire in modo costante la salubrità degli ambienti e la sicurezza degli alimenti/bevande, prevenendo problematiche di natura igienico-sanitaria e sensoriale. In questo ambito del processo di governance della sicurezza alimentare si inseriscono come elementi fondamentali i produttori ed i distributori della detergenza. Le aree di intervento sono tipicamente quelle della fornitura di prodotti idonei alla sanificazione, della composizione di piani di igiene DIMENSIONE PULITO | 01/2020

(parte integrante del piano HACCP) e dell’erogazione della formazione del personale. In questo contesto Icefor vanta una lunga esperienza in quanto attiva sul mercato da 40 anni ed è officina autorizzata dal Ministero della Salute dal 1989. L’azienda offre un ampio range di prodotti per la sanificazione: Quarmon NF: disinfettante sgrassatore battericida e fungicida PMC nr 19882. Prodotto a formula ternaria (benzalconio cloruro + ortofenil fenolo + tensioattivi) in formato 750 ml e 5 litri. Bromospray: disinfettante idroalcolico pronto all’uso PMC nr 18898. Disponibile in formati 750 ml, 5 litri, bombole aerosol da 150 ml e 400 ml con valvola tradizionale o autosvuotante. Hygiene Sicura Alimentare: disinfettante sgrassatore battericida e fungicida per il settore alimentare PMC nr. 19644. Prodotto ad alto contenuto di benzalconio cloruro e tensioattivi. Disponibile nei formati 750 ml e 5 litri.

Aminosept 10: detergente disinfettante concentrato, battericida e levuricida PMC nr 20052. Prodotto a base di dodecilammina. Disponibile in sacche da 1,5 litri, in flaconi giusta dose e taniche da 5 litri. Diluizione all’1,5% con sistema Ice-Solution per formati 1,5 litri e 5 litri e giusta dose per il formato da 1 litro. Ice 113 Sept: detergente disinfettante concentrato, ad azione battericida, fungicida e virucida PMC nr 20384. Prodotto ad alto contenuto di benzalconio cloruro. Disponibile in sacche da 1,5 litri, in flaconi giusta dose e taniche da 5 litri. Diluizione al 4% con sistema Ice-Solution per formati 1,5 litri e 5 litri e giusta dose per il formato da 1 litro. Hygiene Acticlor: pastiglie disinfettanti effervescenti a base di cloro attivo per superfici PMC nr 18857. Disponibile in barattoli da 1 kg. Dermosan LC: disinfettante idroalcolico (70%) per la cute PMC nr. 18924. Disponibile in formati 100 ml spray, 500 ml e 1 litro. www.icefor.com


DETERGENTI

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S P E C I A L E I G I E N E A L I M E N TA R E

NUOVI PRODOTTI per la disinfezione alimentare

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edusa è specializzata nella produzione di detergenti professionali, e offre un’ampia gamma di formulati che permette di soddisfare anche le richieste più specifiche, prestando sempre attenzione all’aspetto ambientale e ricercando sempre un miglioramento in termini di ecosostenibilità, aumentando continuamente la qualità e le performances ambientali dei propri formulati e processi produttivi. L’azienda offre un catalogo prodotti

suddiviso per linee, con prodotti specifici per la cucina, l’ambiente bagno, la lavanderia, le industrie, e ha recentemente introdotto nel settore del cleaning professionale una nuova linea di prodotti disinfettanti (PMC) e dispositivi medici, denominata GioMed. Due prodotti risultano particolarmente interessanti per la disinfezione in ambito alimentare: Ster-X 2000 Liquido (Cloro attivo 2.7%), PMC nr. 18511, e Ster-X Compresse (Cloro disponibile AVCl2 = 54,45% p/p), PMC nr. 18403.

Sono disinfettanti a rapida attività e ad ampio spettro d’azione che comprende: batteri (gram+ e gram-), miceti, protozoi e virus. Sono indicati per la disinfezione di pavimenti, pareti, piani di lavoro, serbatoi, recipienti, impianti, macchinari, tubazioni, attrezzi, utensili e vasellame, e sono utilizzabili anche per il lavaggio antisettico di frutta e verdura. www.medusasrl.com www.gio-med.com

STER-X

Addio germi e batteri!

Disinfettanti per pavimenti, pareti, piani di lavoro, serbatoi, recipienti, macchinari, tubazioni, attrezzi, utensili e vasellame, sono utilizzabili anche per il lavaggio antisettico di frutta e verdura.

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VETRINA

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Cristina Cardinali

S P E C I A L E I G I E N E A L I M E N TA R E

Oggi sul MERCATO Tecnologia, ricerca, sviluppo: le ultime dal mondo del cleaning FORMULATO MULTIUSO PER LE SUPERFICI DURE

UN CARRELLO PER OGNI AMBIENTE

Per tutti i trattamenti di pulizia manuale di superfici dure, AEB consiglia DAY, il detergente multiuso liquido la cui formula lo rende adatto per rimuovere agevolmente residui di grasso, proteine e unto dalle superfici. Il nuovo flacone, certificato “Plastica Seconda Vita”, rientra in un quadro più ampio di iniziative di sostenibilità ambientale messe in atto dal Gruppo AEB. DAY può essere utilizzato su tutte le superfici lavabili, comprese plastiche e leghe leggere, oltreché per la pulizia di attrezzature e parti di impianti che temono l’acqua. DAY risulta compatibile con la maggioranza dei materiali normalmente presenti nelle industrie alimentari se utilizzato secondo le indicazioni del produttore.

Falpi presenta il carrello Donatello, sviluppato in altezza e contenuto in larghezza (la base misura 40 x 40 cm). È stato progettato espressamente per soddisfare le esigenze di cleaning di locali particolarmente delicati, come le grandi cucine della ristorazione collettiva, perchè, per quanto possano essere ampie, di solito sono ingombre di macchinari e attrezzature che riducono notevolmente gli spazi. Chi si occupa di pulizie professionali sa perfettamente che certi strumenti diventano veri e propri compagni di lavoro: Donatello è longevo e funzionale e, come tutti i carrelli Falpi, si rivela una scelta non solo professionale, ma anche economica e ambientale in termini di sostenibilità.

www.aeb-group.com

IL PROFUMO DEL PULITO Da RubinoChem, Olez Essenza. Disponibile in 19 fragranze, il prodotto deterge, spolvera, profuma e deodora ambienti e superfici. La linea è composta da formulati superconcentrati multiuso a pH neutro utilizzabili su qualsiasi superficie. Con tecnologia assorbi-odori, lasciano negli ambienti una fragranza a lunga durata. Specifici per la profumazione, la deodorizzazione, la detersione e la spolveratura, asciugano rapidamente e rendono le superfici brillanti senza lasciare aloni. Senza risciacquo, formano una protezione antistatica, traspirante e antisdrucciolo, lasciando un film invisibile che protegge e tratta le superfici senza formare macchie. In flacone da 750 ml con pratico nebulizzatore.

www.rubinochem.it

www.falpi.com

CONTROLLO DELLE LARVE DI ZANZARA X-LARV è un liquido antilarvale zanzare a base di un olio di origine vegetale che agisce per azione fisico-meccanica. Grazie alla sua innovativa formulazione “silicone free” (senza siliconi) rappresenta una soluzione estremamente performante nel controllo delle larve di zanzara sia in termini di efficacia che di profilo ecosostenibile. X-LARV è specifico per il trattamento di acque stagnanti e ferme e garantisce risultati tangibili fino a 4 settimane. X-LARV funziona abbassando drasticamente il valore della tensione superficiale dell’acqua ottenendo così un duplice risultato: impedire alla zanzara femmina di posarsi sulla superficie dell’acqua per deporre le uova e impedire alle larve ed eventuali pupe di respirare. X-LARV è un prodotto di libera vendita poiché grazie alla sua modalità d’azione è esente da autorizzazione preventiva.

www.zapispa.com

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LINEA SOLE I prodotti della nuova linea per la detergenza delle quattro superfici fondamentali contengono componenti derivati esclusivamente da fonti rinnovabili. I tensioattivi contenuti nei formulati hanno, oltre alla normale biodegradabilità aerobica completa, anche biodegradabilità anaerobica. Per i prodotti della Linea Sole, Kemika ha scelto confezioni in polietilene ad alta densità, miscelato al 50% con granuli rigenerati e post consumo.

Tutti i prodotti della Linea Sole sono certificati Bio C.E.Q. per garantire: ■■ Totale derivazione vegetale di tutti i tensioattivi e solventi presenti in formula ■■ Assenza di metalli pesanti e di derivati del fosforo ■■ Limitata presenza di allergeni ■■ Assenza di test su animali per tutte le materie prime utilizzate e per i formulati

www.kemikagroup.com

EROGAZIONE CONTROLLATA

COMBY 3000 SI RINNOVA Dimensioni contenute ma performance elevate: questi sono i punti forti della nuova versione di Comby 3000. Grazie al suo vapore a 160°C, può eliminare in pochi secondi il 99% di batteri e con il potente motore di aspirazione riesce ad asciugare perfettamente qualsiasi superficie. Ha un corpo compatto in acciaio inossidabile e una potente caldaia da 6 bar. È possibile affrontare qualsiasi tipo di pulizia, anche quelle lunghe e difficili, dal momento che Comby 3500 ha una caldaia a ricarica automatica. Inoltre, la funzione detergente si rivela una preziosa alleata in caso di sporco particolarmente complicato. Comby 3000 permette di rivoluzionare il modo di pulire rendendolo più facile, veloce e conveniente.

www.stindustry.eu

Arco Chimica propone Aladin, distributore automatico di detergente a erogazione controllata. Rappresenta l’unico sistema che consente di ottenere un costo certo della detergenza. Il prelievo del prodotto avviene tramite l’utilizzo di un Badge RFID o l’inserimento di un PIN a cui sono associate le quantità massime erogabili, per ogni singolo operatore. I sistemi di erogazione Aladin sono equipaggiati da porte usb in cui è possibile caricare file di configurazione con i dati di impostazione delle erogazioni da effettuare. Inoltre, con la connettività WiFi, è possibile inviare i report di consumo, riducendo notevolmente l’impatto della detergenza sull’ambiente e calcolandone l’effettiva portata. Il sistema Aladin permette di ridurre notevolmente degli stock di prodotti chimici giacenti in magazzino e il numero di consegne di detergenti nei cantieri. È disponibile in 3 modelli: Aladin GT1, Aladin GT5, Aladin Pack.

www.arcochimica.it

LAVAPAVIMENTI SUPERPROFUMATI Itifloor Gioiosa e Preziosa sono i nuovi detergenti per pavimenti superprofumati Itidet: un ottimo effetto pulente e una persistente e piacevole profumazione residua sono le due caratteristiche principali. Sono detergenti neutri a schiuma frenata per la manutenzione di tutte le superfici lavabili. Adatti sia per il lavaggio manuale che con la macchina lavasciuga. I due lavapavimenti Itifloor sono stati studiati in abbinamento con i profumatori ambientali Itisir Gioiosa ed Itisir Preziosa per risaltarne e prolungarne l’azione deodorante. L’effetto finale sarà un ambiente pulito e profumato per tutto il giorno.

www.itidet.it 01/2020 | DIMENSIONE PULITO

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VETRINA

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S P E C I A L E I G I E N E A L I M E N TA R E

INSETTICIDA PER AREE INTERNE

DETERGENTE IGIENIZZANTE ALCOLICO

K-Othrine Partix è il nuovo insetticida Bayer basato sulla tecnologia Partix, adatto per l’utilizzo in aree interne. Si utilizza per la disinfestazione professionale di ambienti come ad esempio edifici pubblici (scuole, ospedali…) così come in edifici residenziali (ad esempio abitazioni, condomini), commerciali (negozi, bar, ristoranti, alberghi) e industriali (industrie alimentari). È adatto al trattamento di insetti striscianti, come ad esempio scarafaggi, sia adulti che uova e forme giovanili, cimici dei letti, Mosche e ragni. Può essere impiegato anche in ambienti esterni per eliminare nidi di vespe appesi. Efficace fino a 12 settimane. K-Othrine Partix è disponibile nel formato da 250 ml, con dosatore di precisione.

Poly Gen di Polychim è un prodotto specifico per la pulizia e l’igiene ordinaria di superfici, macchinari e attrezzature. La formulazione a base di alcoli, tensioattivi cationici e acidi organici agisce rapidamente, pulisce e igienizza senza necessità di risciacquare. Queste caratteristiche rendono Poly Gen il prodotto ideale per le pulizie nel settore sanitario (aree a basso rischio), nelle attività legate alla cura della persona (centri estetici, wellness, palestre), nelle collettività, nel settore paramedico e nella ristorazione professionale per bilance, affettatrici, piani di lavoro, porte e maniglie, banchi self-service. Idoneo per piani d’igiene secondo la Norma HACCP (Decreto Legislativo n. 193/07), è fornito in cartone da 12 x 750 ml + 2 spray.

www.bayer.it

www.polychim.it

BIOCIDA Goliath® Gel è attivo contro le principali specie di scarafaggi, tra cui Blatella germanica, Blatta orientalis, Periplaneta americana e Supella Longipalpa (scarafaggio dei mobili). Un singolo punto esca da 0,03 g di Goliath® Gel è in grado di uccidere 1.000 scarafaggi grazie all’effetto cascata. Il vantaggio consiste nel fatto che prima di morire le blatte avvelenate (per contatto e per ingestione) ritornano ai propri rifugi, dove gli altri scarafaggi si nutriranno delle loro feci e dei loro resti. Lo speciale principio attivo Fipronil, viene prontamente trasferito da uno scarafaggio all’altro e la sua particolare modalità d’azione ne prolunga l’attività anche dopo diversi trasferimenti da uno scarafaggio all'altro. Goliath® Gel una volta posizionato, rimane appetibile, stabile e attivo fino a 12 settimane. Goliath® è un marchio registrato Basf. Goliath® Gel contiene lo 0,05% di Fipronil; usare i biocidi con cautela: prima dell’uso leggere sempre l'etichetta e le informazioni sul prodotto.

www.basf.com/it

DETERGENTE SGRASSANTE E SANITIZZANTE Bettari propone un detergente che si caratterizza per la particolare formulazione con doppio principio attivo sanificante che garantisce l’igienizzazione delle superfici anche in presenza di acque dure e residui organici. Tecnet Ful San è uno sgrassante energico che trova applicazione in svariati ambienti, dal settore alberghiero al settore alimentare, è infatti idoneo per piani di lavoro, celle frigorifere, piastrelle e pavimenti di macelli, pescherie e cucine. Le sue caratteristiche lo rendono adatto per i piani H.A.C.C.P. Tecnet Ful San è efficace contro ogni tipo di sporco come grasso, polvere e unto. Formulato con un inibitore di corrosione è idoneo per l’utilizzo su alluminio, gomme e plastiche.

www.bettari.it

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SGRASSATORE PER SUPERFICI Marka Eco Cam Degreaser è uno sgrassatore per superfici dure a basso impatto ambientale, conforme CAM, ad alta performance. Formulato con sequestranti altamente biodegradabili, tensioattivi di origine vegetale e profumo ecologico. Marka Eco Cam Degreaser è liquido, di colore giallo/verde, disponibile nel formato 750 ml refill e 5 lt.

www.markacleaning.com


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INTERVENTI

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S P E C I A L E I G I E N E A L I M E N TA R E

Una riseria “BLINDATA”

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Uno dei più estesi interventi mai effettuati anche valicando i confini nazionali Chiara Dassi


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ercando un intervento di allontanamento piccioni importante sono incappata in un servizio datato 1997 le cui dimensioni mi hanno stupito e, guarda caso, ho ritrovato Giampiero Stringa, responsabile della ditta Biblion Srl Area Nord.

Puoi descrivere questo caso?

Era proprio il 1997 e fui interpellato in una riseria a sud di Milano per un grave problema di piccioni. In effetti definirlo grave era un eufemismo, l’infestazione era paragonabile al film spaventevole Gli uccelli (The Birds) diretto, nel 1963, da Alfred Hitchcock e tratto dall’omonimo racconto di Daphne du Maurier, pubblicato nel 1953. Rammento che, nonostante la mia lunga esperienza, man mano che procedevo al sopralluogo mi dicevo che era meglio rinunciare.

Però non rinunciasti, come mai?

Un po’ perché ero consapevole che un’occasione così non mi sarebbe capitata mai più e anche per l’insistenza della committenza che si diceva disposta a investimenti importanti (con un acconto milionario! Anche se poi la redditività del lavoro non fu proporzionale all’impegno e ai rischi corsi; ma la soddisfazione professionale fu enorme, per me e sono sicuro per tutti quelli che parteciparono a quell’impresa).

Me la puoi tradurre in numeri?

In pratica costruimmo intorno alla riseria un’enorme voliera, solo che i piccioni erano all’esterno. In primis dovemmo posizionare dei piloni lunghi 9 m interrati per 1/3 dovendo disporre di una luce di 6 m per consentire il passaggio di veicoli di grandi dimensioni, il cui transito avveniva attraverso porte che si aprivano a comando per richiudersi velocemente dopo il loro passaggio.

Non riesco a immaginare quanta rete antintrusione fu messa in opera?

In effetti arrivava a camionate! La copertura superava i 10.000 mq ed era costituita da una rete con maglie di 5 x 5 cm, mentre per le pareti verticali le maglie erano 1,9 x 1,9 cm e, se ben ricordo, la superficie perimetrale era pari a m [(100 x 6) x 2 + (150 x 6) x 2] ≈ 3.000 mq.

Davvero impressionante, una voliera (se non sbaglio i calcoli) di 18.000 m3 di volume! E chissà che programma di manutenzione?

In effetti per parecchi anni fummo impegnati a “rammendare” gli strappi procurati soprattutto dal transito dei muletti e alla cattura dei piccioni che riuscivano a penetrare nella struttura e che poi vi rimanevano intrappolati. Il tutto terminò dopo qualche anno perché la riseria si trasferì nel vercellese. 01/2020 | DIMENSIONE PULITO

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COLUMBA LIVIA (Colombo o piccione) HABITAT Sia aree urbane sia agricole: piazze, giardini, tetti, cornicioni, monumenti, grondaie ostruite, anfratti e cavità di muri, terrazze, edifici in stato di abbandono, cascinali, terreni seminati, ecc. ABITUDINI ALIMENTARI Granaglie, semi, cascami di cucina, rifiuti alimentari, ecc… La razione giornaliera è di circa 30 g. CICLO BIOLOGICO Specie monogama. Durata periodo di cova: circa 19 gg N° generazionii/anno: 2-3, fino a 10 N° uova/covata: 2 Maturità sessuale: a 5-6 mesi di età Vita media: 5 anni.

NOME SCIENTIFICO: Columba livia NOME ITALIANO: Colombo o piccione NOME INGLESE: Common pigeon – Rock Dove NOME SPAGNOLO: Paloma domestica - Paloma Bravía INQUADRAMENTO SISTEMATICO Phylum: Vertebrati Classe: Uccelli Ordine: Columbiformi Famiglia: Columbidi Specie: Columba livia DIMENSIONI (adulto) Lunghezza corpo+testa circa 33 cm Lunghezza coda circa 13 cm Apertura alare circa 50 cm Peso 300-400 g. CARATTERISTICHE E DIFFUSIONE Rispetto al Piccione selvatico, da cui ha origine, il colombo di città è più robusto, tozzo e pesante. Il piumaggio è di colorazione variabile anche se solitamente è grigio-bluastro con due bande alari nere e una barra nera all’estremità della coda; il groppone bianco può risultare assente. Ormai specie cosmopolita: con grande spirito di adattamento, ha invaso le città e i centri abitati, dove trova protezione, spazi per nidificare e una grande quantità di cibo.

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DANNI Rapida e continua crescita demografica della specie, dato il forte adattamento alle condizioni e caratteristiche delle città, creando non pochi problemi ambientali e igienico-sanitari. Le cause di questo aumento spropositato: ■■ abbondanza di cibo reperibile (anche se non sempre adeguate alle sue necessità alimentari) ■■ presenza di numerosi ripari e luoghi adatti alla riproduzione/nidificazione ■■ clima ■■ zone di libera circolazione nelle aree pedonali delle grandi città ■■ presenza di simpatizzanti tra i turisti, i cittadini “colombofili” (soprattutto nella terza età) ■■ mancanza di competitori e predatori naturali I problemi sono essenzialmente i seguenti: ■■ rischi igienico-sanitari ■■ fastidi per l’elevato numero ■■ danno al patrimonio storico – artistico ■■ deturpazione di autoveicoli ed edifici. I piccioni veicolano una sessantina di malattie e ospitano una cinquantina di ectoparassiti; il loro guano è il principale veicolo d’infezione. Le patologie più conosciute dalla popolazione sono: salmonellosi, istoplasmosi, criptococcosi, toxoplasmosi, clamidiosi e ascaridiosi; mentre tra gli ectoparassiti – anch’essi possibili vettori di malattie - ritroviamo zecche (Argas reflexus), cimici e acari. Anche gli animali domestici sono ugualmente soggetti a rischi igienico-sanitari. Imbrattano e deteriorano strutture - edifici pubblici e privati -, chiese e monumenti: i colombi infatti nidificano in luoghi riparati e sostano anche in minimi spazi di appoggio. Il degrado è provocato dal loro guano che corrode, imbratta e può veicolare microrganismi. Inoltre accumuli di feci e piume, nidi e carogne spesso ingorgano grondaie e tubature.


SICUREZZA

E DESIGN

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pecializzata nella costruzione di macchine per la disinfestazione urbana e per

il trattamento del verde pubblico e privato, SPRAY TEAM propone una vasta serie di macchine che permettono di far fronte ai piccoli e grandi interventi come la saturazione d’ambiente con termo nebbia o ULV nebbia fredda.

G

razie ad un controllo completo del processo produttivo è in grado di garantire ai pro-

pri clienti la massima affidabilità su tutta la gamma dei prodotti.

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PRAY TEAM essendo una ditta certificata, intende applicare e migliorare co-

stantemente il proprio Sistema di Gestione della Qualità aziendale, in riferimento alla norma UNI EN ISO 9001:2008.

SPRAY TEAM SRL Via Cento, 42/d 44049 Vigarano Mainarda FE Tel. 0532–737013 Fax 0532–739189 P.I. 01980350381 E-mail: info@sprayteam.it Sito Internet: www.sprayteam.it ISO 9001:2008 - Cert. n. 9190.SPRY


M E T O D I A LT E R N A T I V I

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S P E C I A L E I G I E N E A L I M E N TA R E

Confusione SESSUALE: definizione e aspetti tecnici È intuitivo che più un sistema è complesso più è soggetto a errori. La confusione sessuale non fa eccezione a questo postulato Graziano Dassi

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er “confusione sessuale” s’intende un metodo di controllo di alcune entità infestanti (tignole) assai dannose soprattutto in certi settori della filiera alimentare (ad es. la produzione del cioccolato). Il metodo si basa sul fatto che in genere le femmine emettono nell’aria un feromone sessuale che funge da richiamo al maschio. Su tale principio si basa l’utilizzo delle trappole che vengono posizionate per monitorare (pest monitoring) la presenza di una determinata specie stimandone anche la consistenza numerica. Va da sé che aumentando il numero delle trappole le catture possono diminuire il grado di infeXXX

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stazione (mass trapping). Una terza applicazione è quella di immettere in un determinato ambiente un numero sufficiente di erogatori di questi ormoni sessuali in grado di determinare una loro presenza così generalizzata da disorientare i maschi che non riescono più a raggiungere la femmina (mating disruption) una sorta di rumore di fondo che impedisce di individuare l’altoparlante che l’origina). Va da sé che impedendo la maggior parte degli accoppiamenti si avrà una diminuzione del grado di infestazione. Alcuni aspetti tecnici di tale pratica si basano sull’analisi ambientale: ■■ Sussistono i prerequisiti per attuare tale tipo di lotta, in parti-

colare grado di pulizia e assenza di flussi d’aria che possano impedire di raggiungere la concentrazione omogenea di feromone (ng/mc). ■■ La determinazione dell’entità infestante bersaglio che determinerà la reale possibilità di attuare tale pratica di controllo, e in caso affermativo la scelta del feromone. ■■ La scelta del tipo di erogatore. In commercio ve ne sono di varie tipologie da quelli colorati che facilitano la gestione a quelli a stringa che ne riducono i costi. ■■ Un punto critico è determinare il numero degli erogatori (il rischio del sotto-dosaggio per ridurre i costi è reale) fattore strettamente


Feromoni noti per le principali specie di Lepidotteri 1

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Ephestia cautella

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Ephestia kuehniella

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Ephestia elutella

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Plodia interpunctella

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Ephestia figulilella

+

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Non bisogna dimenticare che è un metodo altamente specifico e in presenza di “altri” parassiti necessita di interventi complementari e/o integrativi.

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+ + +

Amyelois transitella

Aspetti positivi della confusione sessuale: ■■ Nessuna interruzione del ciclo di produzione ■■ Controllo dell’infestazione “in continuo” ■■ Una volta introdotta svolge una proficua azione preventiva ■■ Assenza di residui

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Sitotroga cerealella

collegato al loro corretto posizionamento (tutt’altro che facile). ■■ Corretta gestione dei monitoraggi di controllo

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+

Paralipsa gularis

+

Corcyra cephalonica

1

(Z,E) – 9,12 - Tetradecadienolo ZETOH

2

(Z) – 9 – Tetradecenylacetato ZTA

3

(Z,Z) – 9,12 - Tetradecadienyl-acetato ZZTA

4

(Z,E) – 9,12 – Tetradecadienyl -acetato ZETA

5

(Z,E) – 7,11 – Hexadecadien – 1 – o 1 acetato

6

(Z,Z) – 11,13 – Hexadecadienale

7

β phenetyl alcool (Z) – 2,6 – nonadien – 4 - olide

8

(E,E) farnesale + (Z,E) farnesale

9*

6,10,14 trimethyl – 2- pentadecanolo

* vedi formula 3D

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PE ST MANAG E M E NT

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S P E C I A L E I G I E N E A L I M E N TA R E

Come sono andate le CATTURE? Un caso emblematico, in cui i risultati sono stati ottenuti integrando tecnica, management e un clima positivo

Chiara Dassi

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remessa: intervistare Dino Gramellini è come porre domande alla “summa“ della disinfestazione. Le sue radici professionali si perdono nel tempo (non è un matusalemme, ma ha iniziato giovane la sua carriera come braccio destro del mitico e compianto Bibo Bazzocchi (fondatore della Pest Control e successivamente della Bleu Line) per poi passare ad una multinazionale della disinfestazione ed ora nella Direzione di una storica azienda del centro Italia. Ha quindi osservato il mondo dei servizi da molti punti di vista. Ma, a parer mio, dispone di quella dote che non si compera: il buon senso.

E la clientela della filiera alimentare pressata da innumerevoli problemi e controlli richiede una disponibilità a tutto tondo. Molte aziende si avvalgono dell’ufficio “miracoli“ di solito gestito da una responsabile che dirige le squadre, con polso di ferro. Oggi un’azienda che affronta la filiera alimentare deve avere uno staff aziendale che gestisca in modo razionale tutta la mole di dati che lo svolgimento dei servizi comporta: cartografia, monitoraggi, controlli, report e via discorrendo. In alcuni casi dove non sono possibili economie di scala si arriva ad avere un rapporto di 1 a 1 fra personale d’ufficio e tecnici esterni. È chiaramente un’iperbole ma rende l’idea.

A tuo parere come si sta evolvendo il mercato dei servizi di disinfestazione e derattizzazione nella filiera alimentare?

Concordo: per esperienza personale, disporre di risorse umane e tecniche è fondamentale, ma la capacità organizzativa e gestionale dell’ufficio è una condizione essenziale. Ma hai un esempio di prima linea che ritieni significativo?

Può sembrare scontato, ma c’è una enorme richiesta di professionalità. Dico spesso ai miei collaboratori che non bisogna solo “prenderli“ (acquisire i lavori), poi bisogna farli! XXXII

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Fra i tanti uno mi sembra davvero emblematico e interessante. Una

grande azienda dolciaria (in particolare il cibo degli dei: il cioccolato) era arrivata a 12 interventi all’anno di disinfestazione per una grave infestazione di Ephestia, con risultati appena sufficienti. Per cui la responsabilità di risolvere il “problema“ fu affidata a un dirigente con un mandato semplice: trovare una soluzione. Dopo un breve, ma intenso lavoro di consultazioni a vari livelli fu presa la decisione (sofferta) di tentare la carta della confusione sessuale. Non fu facile, i dati nonostante le numerose pubblicazioni consultate, non garantivano i risultati auspicati. Ma valutati i pro e i contro la decisione fu presa. In effetti c’è una certa “confusione“ su tale tecnica...d’altro canto lo dice il nome stesso. Me lo puoi sintetizzare evidenziando gli aspetti più significativi?

È presto detto. Dopo 4 mesi (retribuiti) spesi “a capire“, in cui si analizzarono i dati storici degli ultimi anni, si definì il numero degli erogatori (≈ 400 da sostituire 4 volte nell’arco


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S P E C I A L E I G I E N E A L I M E N TA R E dell’anno) e la loro giusta collocazione. Detto così sembra facile, ma ti assicuro che furono necessarie ispezioni e compilazione di liste di controllo (check list) che dovevano essere snelle, ma esaustive. Fu un lavoro estenuante in quanto ogni casella aggiunta aumentava in modo esponenziale il lavoro di elaborazione. Comunque, un soddisfacente compromesso fu raggiunto. Più per merito del tempo che cominciava a scarseggiare che per la nostra capacità di sintesi, ma l’impegno contribuì al successo. La riduzione delle catture fu superiore all’80% e in certe aree arrivò a superare il 90%. Per cui si passò dai 12 interventi a 2. A fine stagione molto si discusse sulle percentuali di merito da attribuire alla tecnica adottata o all’interazione degli interventi di pulizia entomologica e impegno del personale, che definire “giusto“ è quasi diminutivo. Sono aspetti inscindibili: i risultati sono stati ottenuti integrando tecnica, management e un clima di voler fare e fare il meglio possibile. L’esempio è significativo anche perché mentre tanto impegno era da noi profuso in altri uffici si concretizzava un passaggio di proprietà per cui non fummo più coinvolti in tali compiti e, a tutt’oggi, non ne so più nulla. Però fu una stagione felice per l’incontro di professionalità di alto livello che ebbero il merito di coin-

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volgere positivamente un po’ tutti. Un po’ di colore non guasta, pensa che il lunedì (i controlli erano fatti il sabato con qualche strascico domenicale) oltre ai commenti calcistici si sentiva anche: “Allora le catture come sono andate?“. Fortunatamente sono cose che accadono e aggiungono del peperoncino al nostro lavoro. Certo che se le cose non avessero dato i risultati sperati avrebbero potuto esserci delle conseguenze assai negative, ma immagino che ci fosse un piano B pronto a metterci una pezza. E questo giustifica la mia prossima domanda. Premesso che ho la sensazione che alcuni colleghi non tengano conto o addirittura trascurano le responsabilità insite nell’operare nella filiera alimentare, hai alcuni suggerimenti da dare ai disinfestatori da inserire nei contratti?

L’ideale sarebbe ottenere la certificazione alla Norma UNI EN 16636 (servizi di controllo e gestione delle infestazioni) da cui derivare i propri contratti, se ciò non fosse ritenuto adeguato alle necessità e possibilità aziendali sarebbe in ogni caso utile consultarla. Ti confesso che dopo averla letta ho la sensazione che, come dici tu, il cerino rimanga fra le dita del disinfestatore. Mi richiamo a quanto hai detto per i risultati ottenuti in quell’azienda dolciaria con la confusione sessuale: gli obiettivi sono stati raggiunti per una serie di

concause positive, a parer mio bastava che un anello saltasse e tutto sarebbe crollato, così per la UNI EN 16636, se le interazioni fra ditta di servizio, committenza e flussi di informazione si inceppassero la stabilità dell’edificio potrebbe essere compromessa. Quel cerino, come vedremo più avanti, credo resti fra le dita dei disinfestatori anche per le etichette dei derattizzanti. Sia come sia, come vedi il ruolo dei controlli delle Autorità Sanitarie?

Direi che hanno un ruolo importante soprattutto per le piccole realtà. Inoltre, dalle mie ultime esperienze emerge che il livello di preparazione dei controllori per la lotta ai parassiti essendo migliorato consente loro di essere meno fiscali e più “suggeritori“. Concordo pienamente. So che ti stai prodigando non poco nel contesto associativo, cosa mi puoi dire a tal proposito anche in funzione, ad esempio, del caos delle etichette dei rodenticidi?

Per quanto concerne la derattizzazione ti leggo l’incipit del forum: Un po’ di ordine e tanta innovazione“ che si terrà a Roma il 5 e 6 marzo: “Oggi più di sempre, è necessario mettere un po’ d’ordine nella gestione del Controllo dei Roditori: dalla moltitudine dei prodotti presenti sul mercato, alla evanescente e nebulosa normativa, alla applicazione di buone pratiche riguardanti l’utilizzo di esca tossica in postazioni permanenti ecc. ecc.” Sarà sicuramente un forum importante. Invitando alla partecipazione attiva, rimarco che nello scorso novembre a Bologna e Ravenna si sono svolte due manifestazioni a cui hanno partecipato 300 addetti ai lavori cadauna, per un totale di 600 partecipanti. Un successo forse insperato ma bene augurante. Per gli obiettivi a medio termine direi che si dovrà impegnarsi sul rafforzare la cultura delle interazioni fra esigenza di igiene e salvaguardia dell’ambiente. È una partita che dobbiamo vincere tutti insieme.


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SPECIE: NOME VOLGARE:

Ephestia cautella

Tignola del cacao, dei fichi secchi, della frutta secca, delle mandorle; cadra.

INQUADRAMENTO SISTEMATICO Classe: Insecta Ordine: Lepidoptera Famiglia: Phycitidae Dimensioni (adulto): a.a. 20 mm

Foto I. Regazzi

S CH E DA B I O-ETOLOG I CA

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CARATTERISTICHE E DIFFUSIONE Simile a E. elutella, si differenzia talvolta dall’avere sulle ali anteriori la stria vicino all’attaccatura larga e curva, mentre quella all’estremità distale è poco visibile. Specie cosmopolita e diffusa.

HABITAT

Larva: nelle sostanze alimentari attaccate. Adulto: nei magazzini di sostanze alimentari, nelle industrie di trasformazione della frutta secca, nelle industrie agro-alimentari, nei campi ove si usa seccare la frutta.

ABITUDINI ALIMENTARI

Larva: predilige frutta secca, cacao, prodotti alimentari derivati, fichi in campo ed ogni sorta di prodotto vegetale conservato; può inoltre attaccare collezioni entomologiche.

CICLO BIOLOGICO Uovo > larva > crisalide > adulto (vive 7 - 10 gg) Durata del ciclo: 60-150 gg N° generazioni/anno: da 1 (raramente 2 - 3) sui fichi, fino a 6 in altre derrate. N° uova/femmina: 100 - 350 fino a 563. Svernamento: in tutti gli stadi in magazzino, o come larva nei frutti di caprifico in campo.

LIMITI TERMICI PER LO SVILUPPO Temperatura minima: 10°C Temperatura ottimale: 31°C

DANNI Diretti alle derrate attaccate.

Prevenzione Attuazione delle linee di IPM (Integrated Pest Management) Pest proofing: ad es. installazione di reti a maglie molto sottili alle finestre e di doppie porte con ritorno. Controllo delle derrate in arrivo. Immagazzinamento degli alimenti entro imballaggi protettivi e su bancali sollevati dal suolo e adeguatamente distanziati tra di loro. Pulizia “entomologica” dei locali e dei macchinari dai detriti alimentari. Corretta applicazione del Sistema HACCP e delle linee guida della UNI EN 16636

PICCHI DI SVILUPPO NELL’ARCO DELL’ANNO È una specie che ama le temperature elevate. Nei mesi più caldi e in ambienti confinati (p. es. in magazzino) si hanno i cicli più brevi e le condizioni più favorevoli allo sviluppo, come evidenziato dal grafico:

Grafico puramente indicativo con riferimento all’andamento climatico del 45° parallelo

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Aiuto sta arrivando l’AUDITOR, è tutto pronto?

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’ansia da audit è ormai ben conosciuta dalle aziende di disinfestazione, che oltre alle proprie certificazioni devono partecipare anche a quelle delle aziende per le quali prestano servizio. Per fortuna o purtroppo le leggi in merito sono in continuo mutamento e aggiornamento, la documentazione di servizio inerente il pest management all’interno delle aziende della filiera agro-alimentare subisce cambiamenti, proprio per questo bisogna prestare la massima attenzione a quello che si prepara e a quel che si scrive. In molti casi il servizio erogato dalle aziende di pest control è eccellente, ma la documentazione prodotta è oggetto di non conformità in sede di verifica. La cosa è resa ancora meno agevole perché ad esempio nella BRC, non troviamo esplicitato il documento esatto da produrre o un facsimile da adottare, ma ci vengono date le indicazioni generali e viene detto che devono essere tracciabili tutte le informazioni per cui si XXXVIII

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risponde ai requisiti stabiliti nei vari punti della norma. Non è per niente facile produrre tutta questa parte documentale e neanche tenerla sempre perfettamente aggiornata e in ordine. Un esempio pratico: la gestione degli infestanti deve essere seguita da personale competente appartenente a un’azienda esterna abilitata all’esercizio dell’attività di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione oppure appartenente al sito (quindi personale interno) adeguatamente formato. Ci sembra di sentire i vostri pensieri, quando vi chiedono “Mi fa vedere il programma di formazione?” e tutti voi l’avete ne siamo certi, ma nella vostra azienda, incluso nella documentazione della UNI EN 9001:2015, non tutti hanno consegnato alla suddetta azienda X una copia di questa famigerata cartellina con i nominativi di chi è lì impiegato e il relativo programma di formazione, mantenendola costantemente aggiornata. E quando vi chiedono: “Mi può spiegare in che modo ha

strutturato l’analisi del rischio?” e tutti voi sicuramente l’avete fatto nella vostra testa, ma magari non lo avete riportato in forma scritta e consegnato alla suddetta azienda X. È evidente che diventa sempre più importante essere supportati in questo groviglio burocratico, essere aggiornati ed essere incoraggiati, perché a volte - non si può negare - ci si scoraggia davanti a una burocrazia che appesantisce il lavoro quotidiano ordinario, che già di per sé aumenta il ritmo e pretende standard di esecuzione sempre più alti. A nostro avviso è utile attivare un dialogo che ci tenga sempre al passo con i tempi e con gli aggiornamenti normativi avvalendosi di un partner che vi aiuti a tradurre le richieste e di opzioni pronte da mettere in campo. In questi ultimi anni I.N.D.I.A. ha intrapreso una direzione coerente con quest’ottica, all’insegna della conoscenza, consapevolezza e condivisione, ricercando modelli di business che interpretino al meglio le sfide che si devono necessariamente cogliere, per questo proponiamo un corso pragmatico incentrato sugli standard di adozione volontaria: come leggerli, come adempiere alle richieste, e, in fin dei conti, come sopravvivere alla burocrazia. www.indiacare.it sezione formazione: iniziamo in APRILE 2020.


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Dimensione Pulito n° 1- Gennaio/Febbraio 2020  

In questo numero: Mercato, il settore della detergenza verso la sostenibilità Tendenze, la strada per l’ip...

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