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www.casaeclima.com

La rivista per i progettisti con LA PIÙ ALTA DIFFUSIONE CERTIFICATA

ISSN: 2038-0895 Euro 9

bimestrale

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

ENERGY PLUS HOUSE PASSIVE HOUSE PLUS E PASSIVE HOUSE PREMIUM AUTOCONSUMO DI UNA CASA CAMPIONE

VISTI IN FIERA ISH 2015

PATRIMONIO PUBBLICO Interventi oculati e finanziati

PROGETTARE Difendersi dall’umidità Ricette per la modellazione energetica

CONTROLLO SOLARE Meglio manuale o automatico?

DENTRO L’OBIETTIVO

Riqualificata due volte Rigenerazione urbana in Classe A+ Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

N. 55 · Anno X · giugno-luglio 2015


il freddo che produce caldo iSeries è un sistema di climatizzazione multifunzione che, grazie all’innovativa tecnologia del recupero di calore, riscalda l’acqua in modo gratuito durante il ciclo di raffrescamento, senza incidere sui consumi di energia elettrica

www.argoclima.com


Da nUOvE rEgOlE a nUOvE OPPOrTUniTĂ . Etichettatura energetica e progettazione ecocompatibile di prodotti e sistemi per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Un nuovo progetto congiunto di informazione e formazione per guidare gli operatori in un passaggio che trasformerĂ  il mercato della termoidraulica.

Un percorso itinerante, su tutto il territorio nazionale, di workshop e corsi di formazione

CalEnDariO WOrKsHOP

MilanO / UniOnE DEl COMMErCiO - 26 Maggio 2015 PaDOva / villa OTTObOni - 16 giugno 2015 rOMa / raDissOn HOTEl - 30 giugno 2015 bari / villa rOManazzi CarDUCCi - 23 settembre 2015

Tutte le informazioni e il form di iscrizione su www.mcexpocomfort.it Per il calendario dei corsi www.angaisa.it www.assistal.it

Organizzato da:

Con il patrocinio di:


IN QUESTO NUMERO

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Novità prodotti Domande & Risposte

SPECIALE ENERGY PLUS HOUSE Da passiva ad attiva In arrivo le certificazioni Passive House Plus e Passive House Premium per impianti con bilancio energetico da rinnovabili positivo

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L’autoconsumo nelle Plus Energy House Analisi e valutazioni di una casa campione in diverse condizioni operative e climatiche PROGETTARE La modellazione energetica è servita Messo a punto, al Politecnico di Torino, un “ricettario” utile per informare i progettisti sull’impiego dello strumento di simulazione termoenergetica dinamica e per guidarli nelle varie fasi dell’integrative design VISTI IN FIERA: ISH 2015

Sempre più ibridi e connessi

SISTEMI IBRIDI E INNOVATIVI

DECIDE LEI TRA ARIA O GAS

HPU Hybrid, la soluzione ibrida proposta da Rotex per la riqualificazione energetica: abbinamento di una caldaia a condensazione a gas con una pompa di calore elettrica da esterno. Impostando il costo al kWh dell’energia elettrica e quello del gas, il sistema sceglie in automatico la modalità di funzionamento più conveniente. In questo modo è il 35% più efficiente di una caldaia in riscaldamento (anche 80 °C, per radiatori esistenti) e fino al 20% in produzione di ACS istantanea.

POMPE DI CALORE

CARLO LATORRE e MARCO ZANI

C

ome sempre, la ISH di Francoforte è capace di offrire spunti interessanti e talvolta anche innovativi nelle tecnologie per il risparmio energetico, climatizzazione, domotica ed energie rinnovabili, anche se il gap con il mercato italiano si è ormai quasi annullato. Sono finiti i tempi in cui Francoforte era tappa obbligata per toccare con mano tecnologie che nel nostro paese si sarebbero diffuse solo dopo qualche anno, anche se la fiera tedesca continua a mostrare una solida vocazione innovativa e, manco a dirlo, una forte capacità di attrarre espositori e visitatori dall’estero, pari rispettivamente al 61% e al 31% di quelli totali. Sul fronte dei numeri, l’edizione di quest’anno

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Abbinamento di diverse fonti energetiche, tradizionali e rinnovabili, ecodesign, connettività wireless e mobile sono i trend emergenti all’ISH, il salone tedesco dedicato all’idrotermosanitario ha segnato nuovi record nel numero degli espositori (2.465 contro 2.436 di due anni fa), negli spazi occupati (260.000 m2) e nell’affluenza di visitatori, 198mila nei cinque giorni di manifestazione (+5%), a testimonianza dell’andamento positivo del settore idrotermosanitario in Germania e, più in generale, in Europa (in Italia le cose vanno diversamente, ma è un’altra storia). A dimostrazione della ritrovata effervescenza del comparto, la presenza quest’anno di 618 nuovi espositori, tra cui 161 tedeschi, 89 italiani e 23 spagnoli. Parlando invece di innovazione, si conferma il trend verso soluzioni ibride, che integrano tecnologie più mature come il riscaldamento a condensazione con le rinnovabili (pompe di calore, solare termico) e nuovi sistemi, per esempio celle a combustibile o motori Stirling, la cui diffusione su larga scala sembra essere dietro l’angolo. Etichette energetiche a go-go, nel segno della nuova direttiva sull’ecodesign, diffusione del digital e del mobile nella climatizzazione (e presto anche in bagno e cucina), attenzione al risparmio idrico, oltre a quello energetico, sembrano essere i trend emergenti, ben rappresentati tra gli stand della fiera.

CONCEPT MODULARE

Pompa di calore flexoTherm di Vaillant, uno dei primi prodotti della linea Green iQ, con credenziali di alta sostenibilità ambientale in termini di efficienza, processi produttivi e riciclabilità a fine vita. La serie è modulare, con un unico modello di pompa di calore da abbinare a diversi elementi in base alla sorgente energetica: aria, acqua o suolo; l’installazione e la gestione sono quindi identici per ogni versione. Nuovo anche il controllo multiMatic 700, che consente la gestione remota via smartphone e la teleassistenza per interventi di settaggio o riparazioni.

ADATTA AI CLIMI RIGIDI

Presentata a ISH la nuova generazione Daikin Altherma, pompa di calore monoblocco per riscaldamento in bassa temperatura (fino a 55 °C) disponibile nelle versioni 5 kW e 7 kW. Leggera e compatta, richiede meno cablaggi e monta nuovi dispositivi per la protezione da condizioni climatiche rigide, fino a -25 °C. Pronta all’uso e facile da installare, poiché non richiede la movimentazione di refrigerante. Rispetto al modello precedente, la nuova Altherma offre maggiore capacità a temperature esterne più basse.

Sviluppata dal Fraunhofer ISE nell’ambito del progetto Retrokit come sistema prefabbricato, la facciata integra nell’isolamento termico ventilazione, riscaldamento, impianti elettrici e TLC. Insieme ai moduli finestra, anch’essi prefabbricati, è adatta sia per nuove costruzioni, sia per interventi di riqualificazione energetica, applicata direttamente sulla facciata esistente. Soluzione sperimentata a Francoforte nella ristrutturazione di un edificio degli anni ’50.

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PROGETTARE Come difendersi dall’umidità Il risanamento dei locali umidi passa attraverso un efficace sbarramento alla propagazione dell’acqua all’interno della muratura o dei materiali di rivestimento

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TECNICA DEI SERRAMENTI Posa corretta sui tre livelli Caratteristiche dei materiali e tecniche di installazione per ottenere dal serramento le massime prestazioni

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DENTRO L’OBIETTIVO

A Cuorgnè un intervento di riqualificazione energetica e urbanistica con rifacimento completo di una palazzina su quattro livelli A CURA DELLA REDAZIONE

Rigenerazione urbana a basso costo in classe A+

FACCIATA MULTIFUNZIONE ANCHE PER NEGOZI EPompa UFFICI di calore

Q

aria/acqua Vitocal 300-A di Viessmann, disponibile nelle potenze da 4 a 50 kW o in cascata fino a 250 kW, sviluppata in particolar modo per applicazioni commerciali. Le macchine possono essere facilmente integrate attraverso l’unità di controllo Vitotronic 200.

uando per ragioni tecniche, funzionali od estetiche riqualificare un edificio esistente è troppo complesso o costoso, l’alternativa è abbattere la struttura e ricostruirla ex-novo, cercando di non stravolgere il contesto urbanistico e puntando, al contempo, ad un miglioramento dell’efficienza energetica. Questo tipo di interventi di rigenerazione urbana si presta in modo particolare per edifici risalenti al secondo dopoguerra, quando — in pieno boom edilizio e speculativo — le soluzioni architettoniche e tecnologiche non sempre privilegiavano la qualità del costruito, puntando invece sui bassi costi di realizzazione e l’edificazione di massa. Senza contare che a distanza di oltre mezzo secolo, il degrado di questi edifici risulta raramente compatibile con una riqualificazione parziale o mirata.

DOPPIA MANDATA

La pompa di calore aria/acqua Daikin Altherma sarà presto disponibile anche in versione a doppia mandata per alimentare impianti di riscaldamento misti, radiante (35 °C) + termosifoni (45-55 °C). L’unità a basamento consente la gestione simultanea di flussi di acqua separati tramite sistemi idraulici montati in fabbrica: due pompe di ricircolo ad alta efficienza e una valvola miscelatrice. Sarà fornita con potenza tra 4 e 16 kW e serbatoio integrato da 180 litri.

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DENTRO L’OBIETTIVO

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA Intervenire sul patrimonio pubblico in modo organico e finanziato Il Comune di Cavallermaggiore è riuscito a riqualificare una scuola con finanziamenti pubblici e privati, grazie alla diagnosi energetica e alla pianificazione degli interventi

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SPECIALE SCHERMATURE

ANARCHIA NELLA GESTIONE DEGLI OSCURANTI IN UNA GIORNATA DI CIELO COPERTO, NEL MESE DI MAGGIO A METÀ POMERIGGIO. Le finestre contornate in rosso hanno le tendine alzate (posizione corretta in base all’illuminazione naturale), quelle in blu hanno gli oscuranti abbassati, mentre nelle finestre riquadrate di giallo le tende sono parzialmente abbassate, ma in molti casi le luci all’interno sono accese

Controllo solare: meglio manuale o automatico?

Riqualificare ripartendo dall’involucro

Partendo da un edificio reale ad uso uffici, si è rilevato il comportamento degli utenti e simulato il passaggio ad un sistema di regolazione automatica degli oscuranti

Intervento organico in una villetta a schiera già sottoposta, senza successo, ad una riqualificazione solo impiantistica a cura della REDAZIONE*

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Direttore responsabile Marco Zani Coordinamento redazionale Carlo Latorre Redazione Alessandro Giraudi, Silvia Martellosio, Erika Seghetti redazione@casaeclima.it Coordinamento APA per Casa&Clima info@lvh.it Art Director Marco Nigris Grafica e Impaginazione Balzac - MN Hanno collaborato a questo numero Guido Alberti, Lorenzo Balsamelli, Julien Boutil ier, Mirko Cerne, Francesca Romana d’Ambrosio, Michele De Carli, Mareike Ettrich, Andrea Ferrero, Flourentzos Flourentzou, Gerd Haouser, Emanuele Lenta, Anna Magrini, Valentina Monetti, Samuel Pantet, Bernard Alain Paule, Giuseppe Riccio, Roberto Zecchini

Pubblicità Quine Srl 20122 Milano – Via Santa Tecla, 4 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 72016740 Traffico, Abbonamenti, Diffusione Rosaria Maiocchi Editore: Quine srl www.quine.it Presidente Andrea Notarbartolo Amministratore Delegato Marco Zani Direzione, Redazione e Amministrazione 20122 Milano – Via Santa Tecla, 4 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 72016740 e-mail: casaclima@quine.it Servizio abbonamenti Quine srl, 20122 Milano – Via Santa Tecla, 4 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 70057190 e-mail: abbonamenti@quine.it Gli abbonamenti decorrono dal primo fascicolo raggiungibile.

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B. PAULE, J. BOUTILLIER, S. PANTET e F. FLOURENTZOU*

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on esiste ancora una metodologia che consenta di valutare come gli oscuranti e la loro strategia di controllo incidano sul parametro daylight autonomy di un edificio, ovvero sul grado di autonomia con sola luce naturale, parametro che indica la percentuale di ore diurne durante il quale — nell’arco di un anno — gli illuminanti naturali superano una soglia prestabilita. Si tende in genere a stimare il contributo della luce diurna in

assenza di oscuranti mobili e il consumo energetico dei sistemi di illuminazione non viene ottimizzato in base all’orientamento della facciata o alla posizione degli elementi. Inoltre, nei calcoli di progetto, i guadagni solari sono stimati solo in funzione dei valori teorici forniti dai produttori di serramenti e oscuranti.

Un’analisi empirica

I ricercatori dell’Estia di Losanna, in Svizzera, hanno condotto un esperimento basato sull’osservazione continua, tramite telecamere, di 125 finestre poste su tre facciate di altrettanti edifici per uffici, orientate a Est, Sud e Ovest; gli uffici erano occupati, al momento della rilevazione, da una trentina di piccole e medie aziende. Punto di partenza dello studio è la constatazione che in uno scenario di gestione manuale degli oscuranti la posizione (aperta, chiusa o parzialmente chiusa) è assolutamente imprevedibile, come mostra chiaramente la foto 1, presa nel maggio 2013 alle tre e mezza del pomeriggio, in condizioni di cielo coperto. Le finestre riquadrate in rosso sono le uniche in posizione corretta (tendine completamente alzate), ma non sono affatto la maggioranza. Contornate in blu sono le finestre con le tende completamente abbassate, mentre in giallo quelle con tende parzialmente abbassate e, allo stesso tempo, con le luci interne accese.

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Stampa Tiber - Brescia Casa&Clima è stampata su carta certificata Chlorine Free Iscrizione al Tribunale di Milano N.170 del 7 marzo 2006.

Tre webcam per riprendere i movimenti

Ogni movimento degli oscuranti è stato tracciato nel tempo: per ogni facciata è stata scattata una fotografia ogni ora tra il 1º febbraio 2013 e il 31 gennaio 2014, ottenendo così 500mila immagini. Per ogni finestra è stata calcolata la parte della vetratura coperta dalle tende e l’angolo di orientamento delle lamelle. Per semplificare l’analisi, l’inclinazione delle lamelle è stata suddivisa in tre classi: orizzontale (0°), inclinata (45%) o chiusa (90°). Sulla base di queste osservazioni, è stata condotta una simulazione (Radiance/DIAL+Lighting) per calcolare l’effettivo contributo della luce naturale in funzione delle condizioni atmosferiche e della posizione delle tende a lamelle

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© Quine srl - Milano Associato

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Aderente

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010 Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 12191

Responsabilità Tutto il materiale pubblicato dalla rivista (articoli e loro traduzioni, nonché immagini e illustrazioni) non può essere riprodotto da terzi senza espressa autorizzazione dell’Editore. Manoscritti, testi, foto e altri materiali inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. Tutti i marchi sono registrati. INFORMATIVA AI SENSI DEL D.LEGS.196/2003. Si rende noto che i dati in nostro possesso liberamente ottenuti per poter effettuare i servizi relativi a spedizioni, abbonamenti e similari, sono utilizzati secondo quanto previsto dal D.Legs.196/2003. Titolare del trattamento è Quine srl, via Santa Tecla 4, 20122 Milano (info@quine.it). Si comunica inoltre che i dati personali sono contenuti presso la nostra sede in apposita banca dati di cui è responsabile Quine srl e cui è possibile rivolgersi per l’eventuale esercizio dei diritti previsti dal D.Legs 196/2003.

In copertina: membrana schermatura solare, ExCeL Exhibition Centre (Londra)


NOVITÀ PRODOTTI

Scaldacqua in pompa di calore Acqua Plus Evo di Hitec combina in un solo apparecchio una pompa di calore aria-acqua ad alta efficienza e un bollitore per la produzione e l’accumulo di acqua calda destinata agli usi sanitari, riducendo ingombri e costi. Sfruttando una risorsa rinnovabile come l’aria, che fornisce gran parte dell’energia necessaria al funzionamento dell’apparecchio, si possono tagliare i costi energetici fino al 70% rispetto al tradizionale boiler elettrico, con un risparmio che può raggiungere il 90% in abbinamento a pannelli solari termici. Il COP medio, rapporto tra l’energia ottenuta e quella consumata, è pari a 3,5 secondo la normativa EN 255-3 e 3,1 secondo la normativa EN 16147-2011. Acqua Plus Evo è disponibile in tre diverse configurazioni: 200 R1, 300 R1 e 300 R2, che variano in funzione della capacità del boiler (200 e 260 litri) e le possibili integrazioni con altre fonti di riscaldamento, quali solare termico o caldaia. www.hitecsystems.it

Ventilazione decentralizzata Quando non è possibile installare un sistema centralizzato per la ventilazione meccanica, la soluzione più pratica è affidarsi ad una unità standalone da installare, ambiente per ambiente, praticando un foro sulla parete. Vort HRW 20 Mono di Vortice assolve proprio questo compito: le unità possono infatti funzionare in modalità aspirazione o ventilazione, con recupero di calore mediante scambiatore ceramico ad alta efficienza (90% alla portata minima), creando un sistema completo per il ricambio dell’aria a basso consumo energetico. Vort HRW 20 Mono ha cinque livelli di portata (da 18 a 60 m3/h), è silenzioso (16 dB(A) alla portata minima) e consuma meno di 2 W nel funzionamento a basso regime, poco meno di 5 W alla portata massima. È anche possibile chiudere il condotto di ventilazione agendo sul pannello interno per evitare rischi da inquinamento. L’apparecchio è disponibile in due versioni, con comandi integrati o in remoto, quest’ultima caratterizzata da ridottissimi ingombri. www.vortecno.com

Vetri sempre puliti NSG Group ha ampliato la gamma di vetri Pilkington Suncool, che oggi conta ben dieci versioni differenti per trasmissione luminosa, trasmittanza termica e controllo solare, così da soddisfare le diverse esigenze applicative. Tra i prodotti più interessanti segnaliamo Pilkington Activ Suncool, che combina il controllo solare con una funzione autopulente, particolarmente adatta laddove la normale manutenzione per la pulizia del vetro sia difficile o costosa, come nel caso di facciate continue o coperture vetrate. Lo speciale rivestimento catalitico applicato sul vetro sfrutta l’energia del sole e il potere dilavante della pioggia per liberare il vetro dallo sporco organico. Un altro prodotto degno di nota è Pilkington Suncool Optiphon, versione stratificata per l’isolamento acustico, ideale nel caso di costruzioni vicine a sorgenti sonore, strade di grande traffico, aeroporti, ferrovie, aree commerciali. Installato in vetrocamera, migliora l’abbattimento acustico di 4-5 dB rispetto ad una vetrata isolante tradizionale. www.pilkington.it

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Controllo in punta di dita

Toshiba ha introdotto sulla gamma dei sistemi di climatizzazione in pompa di calore VRF il sistema di controllo centralizzato iLON Tablet, che permette di modificare con un semplice tocco del proprio dispositivo mobile le condizioni impostate. Il cuore del nuovo controllo è un tablet touch-screen da 7 pollici che comunica via Wi-Fi con l’impianto di climatizzazione. Grazie all’interfaccia grafica, si possono tenere sotto controllo tutti i parametri principali e modificare rapidamente la temperatura ambiente di grandi locali o addirittura di interi edifici, anche da remoto. Per esempio, si può intervenire sulle mappe dei locali individuando facilmente il punto che richiede una variazione di temperatura, oppure l’accensione o lo spegnimento dell’impianto. iLON Tablet è disponibile sia per impianti già installati che di nuova realizzazione. Lo stesso sistema può essere facilmente adattato ad applicazioni residenziali, come appartamenti di grandi dimensioni o ville. www.toshibaclima.it

Heating HeatingHeating

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Fresh Air Sostanze inquinanti nell’aria

Temperatura Pollini Rumore

Aria esterna Aria di mandata Aria di ripresa Espulsione aria

Zehnder: Zehnder: tutto per tutto unper ambiente un ambiente Zehnder:tutto tutto per per un confortevole, Zehnder: un ambiente ambiente confortevole, confortevole, confortevole, sano ed sano energeticaed energeticasanoed edenergeticamente energeticamentemente efficiente. sano efficiente. mente efficiente. efficiente. Fresh Air

Sostanze inquinanti Sostanze inquinanti nell’aria nell’aria

Fresh Air

Temperatura Temperatura Pollini

Pollini

Rumore

www.zehnder.it

www.zehnder.it

Rumore

Zehnder Comfosystems: Zehnder Radiatori: Zehnder Nestsystems: Zehnder Comfosystems: Zehnder Sistemi per la ventilazione Radiatori e Comfosystems: scaldasalviette. Sistemi per la Sistemi per Sistemi la ventilazione per la ventilazione climatica. climatica . Zehnder Nestsystems: Zehnder Radiatori: Zehnder . climaticaComfosystems: climatizzazione radiante. Zehnder Tecnosystems Zehnder Tecnosystems S.r.l. S.r.l. Radiatori e(MO) scaldasalviette. Sistemi perS.r.l. la Sistemi per la ventilazione Zehnder Tecnosystems S.r.l. Zehnder Group Italia S.r.l. Zehnder Group Treviso Campogalliano Campogalliano (MO) Campogalliano (MO) Lallio (BG) Vedelago (TV) climatizzazione radiante. climatica.

Zehnder Radiatori: Zehnder Radiatori: Radiatori eRadiatori scaldasalviette. e scaldasalviette.


NOVITÀ PRODOTTI

Massetto radiante 2.0 Laterlite presenta PaRis 2.0, nuovo massetto radiante fibrorinforzato per sistemi di riscaldamento a pavimento, con prestazioni potenziate rispetto alla versione precedente, introdotta ormai dieci anni fa, in termini di conducibilità termica (λ = 2,02 W/mK, + 15%), resistenza e facilità di posa in opera. PaRis 2.0 è indicato per massetti in interni con riscaldamento/raffrescamento a pavimento, massetti in genere per interni, anche a bassi spessori (fino a 3 cm) e massetti per la posa di pavimentazioni sensibili all’umidità, resilienti (parquet, PVC, linoleum, gomma) e non (ceramica, ecc.). Essendo fibrorinforzato e antiritiro, permette la realizzazione di superfici di grande campitura, sino a 150 m2, senza necessità di realizzare giunti o utilizzare reti di rinforzo. Idoneo alla posa di qualsiasi pavimentazione, si asciuga in soli 7 giorni quando posato nello spessore minimo di 3 cm. È anche resistente alla compressione (250 kg/cm2) e non richiede aggiunta di additivi termofluidificanti. www.leca.it

Chiller con logica 1+i Il nuovo chiller ad acqua i-FX-W di Climaveneta sposa la filosofia 1+i, ovvero l’abbinamento intelligente di un compressore vite a velocità fissa (1) con un compressore vite inverter (+i), entrambi installati nello stesso circuito frigorifero. Soluzione che, sfruttando logiche di controllo evolute, consente ai due compressori di lavorare in completa sinergia, esaltando al meglio le peculiarità di ciascun componente e superando così i limiti tradizionalmente imposti a pieno carico dai sistemi full inverter e ai carichi parziali dai compressori vite a velocità fissa. In questo modo — segnala il produttore — i-FX-W(1+i) è in grado di raggiungere gli stessi valori di ESEER di una soluzione full inverter, senza però compromettere l’indice di EER. Il risultato è un’unità che lavora costantemente in regime di massima efficienza, in ogni condizione di carico e in ogni stagione, con valori di ESEER che si attestano attorno all’8,54 e una percentuale media di riduzione costi del 23% rispetto ad un chiller con soli compressori a velocità fissa. Un’altra particolarità del nuovo chiller è la silenziosità che lo rende particolarmente adatto ad applicazioni “mission-critical”. Disponibile in 10 taglie con un range di potenza da 488 kW a 1637 kW, la gamma i-FX-W(1+i) gode di certificazione Eurovent e risponde agli standard imposti dal protocollo internazionale di sostenibilità ambientale LEED. www.climaveneta.com

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Lotta alle spore Per sconfiggere le muffe che infestano le pareti esterne degli edifici, Colorificio San Marco propone Combat HP, un nuovo additivo igienizzante professionale ad alte prestazioni formulato per essere additivato alle finiture murali antimuffa ed antialga prodotte dall’azienda: tutta la linea Acrisyl, Veneziagraf Antialga e il rivestimento per sistema a cappotto Marcotherm Compact. Il sistema, grazie alla sua speciale formulazione a tecnologia incapsulata, potenzia e prolunga la resistenza dei rivestimenti per esterni agli attacchi di muffe o alghe. Per gli interni, invece, Colorificio San Marco mette a disposizione due kit antimuffa, sorta di pronto intervento che, grazie all’efficacia di tre prodotti della linea Combat, oltre ad eliminare la muffa, ne previene la ricomparsa, igienizza e risana le pareti. www.san-marco.it


Sezioni sottili e tanto vetro La gamma più completa di recuperatori per la Per venire incontro alle richieste di architetti e progettisti, che nella scelta dei serramenti sempre più spesso chiedono porte e scorrevoli di grande ampiezza e vetratura, i cosidetti panoramici, Schüco ha introdotto sul mercato lo scorrevole ASS 77 PD (Panorama Design) e la porta ADS 75 SimplySmart DE (Design Edition), entrambi in alluminio. Lo scorrevole panoramico unisce estetica moderna e buone prestazioni energetiche, declinate in tre diverse versioni per far fronte ad ogni condizione climatica: NI (No Insulation), HI (High Insulation) ed SI (Super Insulation). Il sistema si distingue per i profili sottilissimi, con montante centrale in vista di soli 3 cm, telaio esterno a scomparsa (inserito nel raccordo alla struttura dell’edificio) e nessun ingombro a terra, poiché il telaio inferiore viene inserito direttamente nel pavimento. Facile da movimentare grazie alla possibilità di azionamento e bloccaggio automatici, il sistema Schüco ASS 77 PD garantisce elevata capacità di portata, con pesi d’anta fino a 500 kg e dimensioni d’apertura vetrata fino a 3x3 metri. La seconda proposta è la porta ADS 75 SimplySmart DE, con superficie tutto vetro grazie a sezioni in vista molto sottili che non sacrificano né la stabilità strutturale (altezza fino a 3000 mm e peso d’anta fino a 200 kg), né le prestazioni energetiche (Uf fino a 1,5 W/m2K). La tenuta all’aria e all’acqua del serramento sono garantite dall’isolamento della sede del vetro con guarnizione centrale continua che corre lungo il perimetro — adattabile alle esigenze specifiche e applicabile a tutte le profondità senza modifiche strutturali — e dalla doppia zona di isolamento. www.schueco.it

200P 300P

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NUOVO MODELLO EFFICIENZA 92%

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Per informazioni contatta il nostro ufficio tecnico

Via Mattei 31029 Vittorio Veneto Treviso Tel. 0438 - 500044 / Fax. 0438 - 501516 / info@tecnosystemi.com


NOVITÀ PRODOTTI

Sensori di movimento più precisi Honeywell ha presentato i nuovi sensori cablati serie IS3000 e DT8000 portando a nove l’offerta di rilevatori di movimento da interno ad alte prestazioni, così da soddisfare i requisiti di quasi ogni installazione, dall’applicazione residenziale più semplice a quella commerciale più complessa. La tecnologia di installazione “plug-in” di Honeywell consente agli installatori di risparmiare tempo e denaro, mentre le prestazioni sono state incrementate: è stata inserita un’ottica a specchio che migliora la precisione di rilevamento, riducendo i falsi allarmi, e sono ora disponbili funzioni antismascheramento più sofisticate; è stato anche aumentato il livello di immunità ai piccoli animali domestici, riuscendo ora a distinguere eventuali intrusi dagli animali di peso fino a 45 kg. È anche più efficace il rilevamento in presenza di alte temperature, caratteristica utile per installazioni in magazzini o impianti industriali riscaldati fino a 35 °C. www.honeywell.com/security/it

Più facile da verniciare

Ensinger ha messo a punto una barretta isolante per taglio termico di serramenti in alluminio che, grazie ad una modifica del materiale a livello elettrostatico, migliora l’attrazione delle particelle di pigmento, consentendo di ottenere una verniciatura a polveri più omogenea. In questo modo si migliora il rivestimento del sistema assemblato, ottenendo una resa estetica più curata. Insulbar ESP, questo il nome del profilo isolante in poliammide 66, è particolarmente adatto per strutture in metallo con profilo termoisolante a vista, o nel caso si debbano verniciare elementi speciali che presentano difficoltà di rivestimento omogeneo. La possibilità di procedere alla verniciatura dopo l’assemblaggio consente di ottimizzare le fasi di lavoro e ridurre i costi, per esempio quello associato ai rivestimenti trasparenti per la protezione superficiale dei gusci in alluminio già verniciati. Inoltre, è possibile produrre in anticipo stock di profili assemblati, gestendo in seguito la scelta del colore e la verniciatura. Come tutti gli isolanti Insulbar, anche quelli della gamma ESP possono essere trattati in forno a temperature sino a 200 °C. www.insulbar.de/it

Multisplit per riqualificare

Con la Serie K per la climatizzazione residenziale, Daikin mette a disposizione degli installatori un sistema adatto agli interventi di riqualificazione ammessi alle detrazioni del 65%. DC Inverter Plus Serie K si caratterizza infatti per le linee morbide ed eleganti, che consentono un’agevole ambientazione in ogni contesto, oltre che per l’efficienza energetica (classe A++) garantita dall’inverter e per la silenziosità: quando è in funzione, emette solo 19 dB(A) di pressione sonora, pari al suono del fruscio delle foglie. Il climatizzatore è dotato di funzione Econo, che riduce il consumo elettrico e permette l’utilizzo in contemporanea di altri elettrodomestici; con il sensore di presenza Intelligent Eye, inoltre, passa automaticamente in modalità risparmio energetico se non rileva la presenza di persone nel locale nell’arco di 20 minuti. Il comfort è garantito anche dal sensore di movimento a due aree di azione, che rileva la presenza di persone nell’ambiente climatizzato ed evita fastidiosi getti d’aria diretti, sia in modalità raffrescamento che riscaldamento. Su questa gamma, Daikin offre il servizio OnLine Controller: con una semplice connessione Wi-Fi domestica, si possono gestire da remoto i climatizzatori (mono o multi) Daikin. www.daikin.it

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aicod.it

LA NUOVA APP PER PROFESSIONISTI DISPONIBILE PER SMARTPHONE & TABLET Si chiama Toolbox, “cassetta degli attrezzi”, ed è la app Immergas pensata per i professionisti della climatizzazione domestica ma adatta anche ai consumatori più attenti. Toolbox è semplice da usare e intuitiva, fornisce a tutti le informazioni sui cataloghi e i sistemi di riscaldamento più adatti alle singole abitazioni. Ai professionisti è riservata un’area dove fare calcoli sulla fumisteria e avere un sistema di preventivazione fai da te. Toolbox è gratis ed è disponibile su Google Play, Windows Phone Store e AppStore.

immergas.com


DOMANDE & RISPOSTE RISPOSTE AI QUESITI TECNICI DEI NOSTRI LETTORI CON LA COLLABORAZIONE DI PROFESSIONISTI CON SPECIALIZZAZIONE NELLA PROGETTAZIONE DI EDIFICI A BASSO CONSUMO ENERGETICO Invitiamo i lettori a inviare i quesiti a: faq@casaeclima.it

Botta e risposta su umidità e ventilazione Risponde la Prof. Ing. Anna Magrini

Per ridurre l’umidità relativa dell’aria ambiente è sufficiente aumentare la portata di un sistema di ventilazione meccanica? Una delle strategie di miglioramento delle condizioni igrometriche interne degli ambienti in regime invernale è quella di incrementare la ventilazione con aria esterna. Infatti l’aria esterna, generalmente a temperatura inferiore a quella interna, anche se con elevati valori di umidità relativa, ha normalmente un contenuto di vapore inferiore a quello dell’aria indoor. Occorre pensare che a parità di contenuto di vapore, maggiore è la temperatura, minore è l’umidità relativa. Ad esempio: volendo ridurre l’umidità relativa in un ambiente, a fronte di condizioni interne di 20 °C e 70% di umidità, si può pensare di ventilare con aria esterna a temperatura inferiore a 14,5 °C, per qualsiasi valore di umidità relativa esterna, in quanto il suo contenuto di vapore sarà comunque inferiore a quello all’interno. Anche se è difficile da immaginare, se in inverno si ventila un ambiente umido (20 °C, 70%) con aria esterna fredda (per esempio 5 °C) e nebbiosa (UR = 100%), si può ottenere un miglioramento in termini di contenuto di umidità e, quindi, anche di umidità relativa. Infatti il contenuto di vapore nell’aria interna è circa 7,5 g di vapore per kg di aria secca, mentre quello esterno è al massimo di 5,5 gv/kg. Ovviamente in questo caso si rischia di ottenere contestualmente un aumento dei consumi energetici per mantenere la temperatura a 20 °C, ma in termini di riduzione dell’umidità relativa, dalla miscela dell’aria

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Ventilare un ambiente con aria esterna fredda e nebbiosa serve a migliorare il contenuto di umidità relativa interna esterna con quella interna, si ottiene un risultato positivo. Quali sono le cause dell’aria ambiente molto secca nel periodo invernale? Tendenzialmente il problema dell’aria troppo secca negli ambienti si manifesta d’inverno, quando il ricambio d’aria proveniente dall’esterno, con un basso contenuto di vapore, può contribuire a tenere basso quello interno e, quindi, anche il valore di umidità relativa. Questo avviene soprattutto in ambienti con limitate attività correlate alla produzione di vapore (che potrebbero essere rappresentate ad esempio da cottura cibi, presenza di piante verdi, bagno/doccia, lavaggio superfici e indumenti, etc). Per aumentare l’umidità relativa di un ambiente si può ricorrere ad un apparecchio umidificatore. Fin dai tempi passati si applicavano sui terminali di riscaldamento vaschette da riempire di acqua che, evaporando a contatto con la superficie del radiatore, permettevano di innalzare il contenuto di vapore dell’aria e quindi l’umidità relativa dell’ambiente. Lo stato igrometrico delle murature andrebbe considerato nel calcolo della portata di ventilazione di un ambiente? Sì. Per esempio, un ambiente le cui murature sono interessate da fenomeni quali la risalita capillare o l’umidità da terrapieno è soggetto ad un notevole apporto di vapor d’acqua. L’acqua presente nella muratura sotto forma di liquido giunge in prossimità della superficie ed evapora, innalzando l’umidità assoluta e, a parità di temperatura, quella relativa dell’aria nell’ambiente. Ridurre l’effetto di tale apporto è possibile attraverso un aumento della portata di ventilazione o ricorrendo a sistemi di deumidificazione locali.


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SPECIALE ENERGY PLUS HOUSE

Da passiva ad attiva

Edificio passivo a Korneuburg (Austria), premiato a gennaio con l’Austrian National Award for Architecture and Sustainability Foto: PassivHaus Institut

PassivHaus Institut si appresta a introdurre le certificazioni Passive House Plus e Passive House Premium per impianti con bilancio energetico da rinnovabili positivo CARLO LATORRE

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osa c’è di più efficiente di una casa passiva, dove il fabbisogno di energia primaria è così basso da rendere in taluni casi l’impiantistica un elemento meramente accessorio? Una casa attiva, o all’uso anglossansone una “energy-plus house”, capace di produrre nell’arco dell’anno più energia di quanta ne consuma. I due concetti, casa passiva ed energy-plus, convivono bene insieme e, tra non molto, potranno anche essere certificati dal PassivHaus Institut, che di recente ha definito un nuova metodologia per la certificazione energy plus

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PASSIVO IN STILE ASIATICO. Edificio per appartamenti realizzato a Goesan, in Corea del Sud, finalista del Passiv House Award 2014 Foto: AN news, Woocheol Jeong

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con autoconsumo, basata sulla “Primary Energy Renewable” (PER). Lo scopo è quello di introdurre, in occasione del rilascio della prossima versione del software di progettazione PHPP9, due nuove classi: Passive House Plus e Passive House Premium, che si aggiungono all’unica oggi prevista, ribattezzata Passive http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 House Classic. Le novità sono state presentate dall’Istituto tedesco alla Conferenza Iiternazionale Passiv House 2015 tenutasi a Lipsia alla fine di aprile, occasione offerta agli esperti del settore per la domanda di energia primaria soddisfatta da rinnovabili informarsi sugli ultimi sviluppi tecnologici, normativi e per e la generazione di energia pulita. Per quanto concerne la condividere esperienze e risultati. produzione da rinnovabili, la metodologia di calcolo identifica — e in alcuni casi limita — le diverse fonti energetiche: oltre al solare, infatti, vengono considerate le biomasse e il gas Primary Energy Renewable da biomassa, tenendo però conto anche del loro impatto Il nuovo criterio per la valutazione delle case passive a bilancio ambientale complessivo. Per questa ragione, ad esempio, il positivo e per la loro classificazione è un indice che valuta il contributo delle biomasse nel calcolo del PER viene calcolato il consumo e la produzione di Energia Primaria Rinnovabile solo su un massimo di 20 kWh/m2a. (Primary Energy Renewable, PER), che sostituisce la domanda di energia primaria, parametro utilizzato fino ad oggi. La soglia di fabbisogno per riscaldamento necessaria per rientrare Passiva in tre classi nella categoria PassivHouse resta fissato a 15 kWh/m2a, ma La casa passiva, come definita fino ad oggi, rientra nella classe — nel nuovo metodo di calcolo — viene considerata anche Passive House Classic: occorre che il fabbisogno di energia primaria rinnovabile (PER) sia inferiore o pari a 60 kWh/m2a,

PASSIVE NON PER CASO Negli edifici passivi l’apporto di calore frutto dell’irraggiamento solare, di elettrodomestici e degli stessi occupanti riesce a compensare le dispersioni dell’involucro durante la stagione fredda, rendendo in qualche caso inutile un impianto di generazione di calore, o quanto meno, limitandone potenza e ore di funzionamento. Un risultato che si ottiene coibentando in modo minuzioso l’involucro edilizio e utilizzando, per il ricambio dell’aria, la ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Per quanto i due concetti di passiv-house ed energy-plus house siano concettualmente diversi, è molto più semplice rendere attiva una casa passiva, caratterizzata da un fabbisogno energetico ridotto al minimo.

Presentazione nel corso della conferenza internazionale Passiv House 2015 tenutasi a Lipsia alla fine di aprile

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Le nuove classi PassiveHouse Classic, Plus e Premium con i valori di fabbisogno massimo di energia primaria rinnovabile PER (a destra) e generazione minima PER (a sinistra)


CASA ATTIVA IN SICILIA Si trova in Sicilia, a Mascalucia (CT), comune alle pendici dell’Etna, uno dei Dal punto di vista costruttivo, la struttura portante è in calcestruzzo armato primi esempi di casa passiva “attiva”, che produce più di quanto consuma. con tamponamenti in laterizio porizzato e isolamento in lana di roccia, Progetto Botticelli, dal nome della via dove è ubicato lo stabile, è un edificio utilizzata anche per la coibentazione della copertura ventilata in c.a. e del pilota a zero emissioni, dotato esclusivamente di apparecchi elettrici. È stato solaio in laterocemento del piano terra. I serramenti sono in PVC e alluminio progettato applicando gli standard PassivHaus e CasaClima Gold in clima con doppio e triplo vetro. mediterraneo, attraverso un calcolo in regime dinamico che ha tenuto conto Una volta completato l’involucro, si è passati agli impianti: ventilazione delle problematiche legate al clima e alla gestione delle alte temperature meccanica con recupero entalpico del calore, pompa di calore aria/acqua estive. L’intervento, parte del progetto europeo PassREg, è stato curato dallo geotermica, pannelli fotovoltaici e solare termico. I consumi idrici sono stati studio Sapienza & Partners, specializzato nella progettazione di edifici zero abbattuti grazie al recupero delle acque piovane e al riciclo delle acque energy, in collaborazione con il gruppo eERG del Politecnico di Milano e il grigie con fitodepurazione. Un sistema di domotica gestisce l’intero edificio dipartimento DICAhttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 dell’Università di Catania. armonizzando comfort e risparmio energetico. L’edificio sfrutta tecniche bioclimatiche e tecnologie impiantistiche di ultima generazione, basate su fonti rinnovabili. L’impianto è semplice e compatto, con due corpi fuori terra che incorniciano un patio, elemento tipico della tradizione mediterranea, vero fulcro del progetto. Qui si trova una fontana con ninfeo, che non ha solo funzione decorativa, ma rinfresca l’ambiente, nelle giornate più calde, sfruttando il processo di raffrescamento evaporativo.

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mentre non viene fissata una soglia minima per la sua produzione. Salendo di un gradino si arriva alla Passive House Plus, dove l’indice PER limite scende a 45 kWh/m2a e, allo stesso tempo, si richiede che l’edificio produca almeno 60 kWh/m2a di energia rinnovabile, raggiungendo così un bilancio energetico positivo. In molti casi è sufficiente un impianto fotovoltaico e solare termico per raggiungere l’obiettivo. La classe superiore è PassiveHouse Premium, dove il PER scende a 30 kWh/m2a, mentre la produzione di energia rinnovabile deve essere almeno pari a 120 kWh/m2a. Restano in vigore le prescrizioni relative al raffrescamento, qualità dell’aria e tutti i criteri di comfort già previsti nello standard PassiveHouse.

PROGETTO BOTTICELLI. Casa attiva in Sicilia, parte del progetto europeo PassREg, realizzata con la consulenza dello studio Sapienza & Partners, specializzato nell’efficientamento energetico di edifici nuovi o esistenti (foto: Sapienza & Partners)

Orientata alle rinnovabili

L’obiettivo è considerare, accanto al fabbisogno energetico per il riscaldamento anche i consumi di energia per ACS e di elettricità per usi domestici, riducendoli e compensandoli con fonti rinnovabili, anche in misura maggiore di quanto strettamente necessario, e considerando che in una casa passiva, i consumi di elettricità per usi domestici sono spesso superiori a quelli per riscaldamento. Una visione che va oltre il mero contenimento dei consumi — che resta in ogni caso un obiettivo prioritario — e considera

CASA PASSIVA UNIFAMILIARE. Certificata dal PassiveHouse Institute, si trova vicino ad Aachen, in Germania (foto: Passive House Institute) n.55

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COME PASSARE DA CLASSIC A PREMIUM Per capire come si possono raggiungere i requisiti delle diverse classi, prendiamo il caso di una villetta unifamiliare in Germania, costruita secondo i canoni della PassivHouse, ovvero con un fabbisogno di energia per riscaldamento di 11 kWh/m2a, inferiore alla soglia di 15 kWh/m2. PASSIVE HOUSE CLASSIC. La variante base prevede una caldaia a pellet per la produzione di acqua calda per riscaldamento e ACS. Il valore PER in termini di fabbisogno è di 60 kWh/m2a, appena il minimo per rientrare SCUOLA PASSIVA nella classe Classic, mentre la produzione di energia da rinnovabili, stimata RALDON. Si trova a San 53 kWh/m2a, risulta inferiore al valore minimo (60 kWh/m2a) richiesto per Giovanni Lupatoto (VR) passare alla categoria Passive House Plus. la prima scuola italiana certificata Passive House PASSIVE HOUSE PLUS. Introducendo sei metri quadrati di collettori http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 School. Si estende su termici, il recupero di calore sulla doccia e un più efficiente sistema di 1.475 m2 tra aule, uffici e distribuzione dell’acqua calda si può arrivare ad un fabbisogno PER di aula magna polifunzionale. 43 kWh/m2a con generazione PER pari a 61 kWh/m2a; quanto basta per La struttura è costituita accedere alla classe superiore, Passive House Plus. In questo caso si è da due pareti di cemento agito sia sulla domanda che sulla produzione di energia rinnovabile. Si armato con isolamento interno in poliuretano e rivestimento esterno resterebbe in questa classe anche sostituendo la caldaia a pellet con una con lana minerale. Il sistema di ventilazione caldaia a condensazione a gas. è integrato in facciata. La generazione di Un risultato analogo si può raggiungere introducendo una pompa di calore è affidata ad una caldaia a gas a calore aria/aria, che riduce il fabbisogno PER dell’abitazione a 40 kWh/ condensazione. Fabbisogno energetico in m2a, mentre la generazione PER può essere coperta da 85 metri quadrati di riscaldamento di 14 kWh/m²a Foto: Passive House Institute pannelli fotovoltaici. PASSIVE HOUSE PREMIUM. Per salire di una classe, alla Premium, occorre intervenire sull’involucro edilizio, non essendo più sufficiente questi sistemi non sono ancora concorrenziali rispetto a agire solo sugli impianti. Si possono, per esempio, installare finestre ad strumenti come lo scambio sul posto. alta efficienza energetica (classe phA al posto di phB). In questo modo, applicando le misure già viste per la Classic (recupero energetico acqua doccia e sistema distribuzione più efficiente) e montando 123 metri STRATEGIE PER UNA ENERGYPLUS HOUSE quadri di pannelli fotovoltaici si soddisfano i requisiti della classe Passive Per ottenere una casa attiva dal punto di vista energetico si possono House Premium sul lato del fabbisogno PER (30 kWh/m2a), ma non ancora implementare diverse soluzioni impiantistiche, ma il punto di partenza resta su quello della generazione, essendo 88 kWh/m2a inferiori al minimo la riduzione drastica del fabbisogno energetico. Si inizia dalla scelta del sito e richiesto (120 kWh/m2a). Una soluzione potrebbe essere montare pannelli dall’orientamento per sfruttare i guadagni solari, passando dall’isolamento fotovoltaici aggiuntivi sul tetto del garage o acquistare, a livello di dell’involucro edilizio, sia nella parte opaca che in quella vetrata, per comuniità, una turbina eolica. arrivare alla produzione di energia rinnovabile: fotovoltaico, eolico, solare Esempio tratto da “Classic, Plus, Premium: The new Passive House classes and how they can termico, ma anche pompe di calore, micro-cogenerazione e tecnologie ibride be reached” – Passive House Institute (www.passipedia.org) che sfruttano gli elementi architettonici per accumulare o estrarre energia. Si tratta di tecniche, componenti e materiali oggi ampiamente diffusi e dal costo non proibitivo, ampiamente utilizzati nelle case a basso consumo l’edificio all’interno di un ecosistema dove viene impiegata energetico e, soprattutto, in quelle passive, dove le prestazioni sono ancor solo energia rinnovabile, scenario realistico nel caso di edifici a più accentuate. basso consumo energetico. Alla base del concetto di Un aspetto strettamente legato alle case Energy Plus riguarda Energy Plus House c’è il l’accumulo dell’energia elettrica prodotta in surplus rispetto comfort degli occupanti, che al fabbisogno. I costi per dotarsi di sistemi di accumulo non può essere sacrificato domestico sono in costante discesa e la capacità di stoccaggio alla ricerca spasmodica — seppur lentamente — aumenta, così come l’efficienza e dell’efficienza energetica.

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la durata delle battrie; ciò nonostante, ad oggi, in molti casi

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Quanto autoconsumo nelle

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Analisi e valutazioni di una casa campione in diverse condizioni operative e climatiche MIRKO CERNE, MICHELE DE CARLI, ROBERTO ZECCHINI, GERD HAOUSER e MAREIKE ETTRICH*

I

n ambito del convegno AiCARR di Padova è stato recentemente presentato da un gruppo di ricercatori italiani e tedeschi* uno studio sull’influenza delle condizioni operative e climatiche in una Plus Enegry Home, casa che produce più energia di quanta ne consuma. Il lavoro, intitolato “Le quote di energia auto-usata in una Plus Energy House: analisi e valutazioni di una casa campione in diverse condizioni operative e climatiche”, simula in modo dinamico, mediante il software TRNSYS, il comportamento energetico di una casa monofamiliare in differenti contesti climatici, da Potsdam a Palermo, per valutare i coefficienti di autosufficienza e di auto-consumo nel corso dell’anno. Riportiamo di seguito un estratto della ricerca.

Casi di studio

Lo studio ha considerato diversi scenari, analizzati con simulazioni mediante TRNSYS, riassunti in Tabella 1: • Caso 0: la casa campione è ipotizzata, come caso base, nelle condizioni climatiche di Potsdam e Roma, che rappresentano condizioni climatiche tipiche di Germania e Italia; • Caso 1: la casa campione è analizzata in altre condizioni climatiche, ovvero Kiel, Friburgo, Padova, Palermo; • Caso 2: è stato aggiunto un accumulo elettrico all’impiantistica di base; • Caso 3: l’acqua calda sanitaria viene prodotta da un sistema differente dal caso base; • Caso 4: sono stati ipotizzati miglioramenti nei sistemi di ombreggiamento.

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UNA PASSIVA CON QUALCOSA IN PIÙ Plus Energy House (PEH) è un edificio che produce più energia di quanta ne consumi in arco temporale di un anno. In Germania, la definizione Plus Energy House è associata a fabbisogni negativi sia di energia primaria, che di energia finale, lasciando piena libertà sui sistemi e sulle tecnologie da adottare per raggiungere questo risultato, in funzione dei vincoli economici, climatici e di altre condizioni al contorno. Ci sono però alcune caratteristiche generali che identificano questa tipologia di edifici, come l’elevato isolamento termico dell’involucro edilizio; la costruzione in armonia con l’ambiente esterno (orientamento, forma); impiantistica efficiente per riscaldamento, raffrescamento, ACS; ventilazione meccanica controllata con recupero di calore; produzione di energia da fonti rinnovabili; uso oculato dell’elettricità. Si tratta di caratteristiche comuni alle case passive. Ciò che differenzia i due tipi di edificio è lo scopo per il quale sono progettati: mentre in una Casa Passiva si vuole raggiungere un prefissato valore, molto http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 basso, di fabbisogno energetico (in genere 120 kWh/m2 all’anno di energia primaria per riscaldamento, raffrescamento, ACS ed usi elettrici), in una PEH si punta ad ottimizzare il surplus di energia che viene prodotta in loco. Un’altra tipologia di casa simile alla PEH è quella energeticamente indipendente, autosufficiente in qualsiasi situazione di funzionamento: la sua caratteristica principale consiste nel non aver alcuna connessione con le infrastrutture pubbliche per la distribuzione di energia, al contrario di una PEH che prevede un continuo scambio energetico con la rete pubblica.

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Condizioni climatiche Casi di studio

Kiel

2 – con accumulo elettrico 3 – Differente produzione ACS 4 – con ombreggiamento

Friburgo

Padova

0 – Modello campione 1 – Altre condizioni climeatiche

Potsdam

Palermo

• •

• • •

Roma

• •

• • • •

TABELLA 1. Casi di studio analizzati con simulazioni mediante TRNSYS 2

AUTOCONSUMO E AUTOSUFFICIENZA Oltre ad un bilancio negativo di energia primaria, ci sono altri due parametri che caratterizzano le Plus Energy House (PEH), entrambi valutati nell’arco di un anno: • Auto-consumo, ovvero il rapporto tra l’energia generata e usata in loco rispetto a quella totale generata; • Auto-sufficienza, intesa come rapporto tra l’energia generata e usata in loco e quella totale richiesta.

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Fabbisogno energetico

Sebbene non esista una standardizzazione dei metodi di calcolo all’interno dell’Unione Europea, i parametri più utilizzati per indicare il comportamento energetico di un edificio sono il fabbisogno di energia finale e il fabbisogno di energia primaria nell’arco temporale di un anno. Partendo dall’assunto che più basso è il fabbisogno di energia primaria e di energia finale, più elevata è l’efficienza energetica di un edificio, la Direttiva Europea 2010/31/EU richiede che tutti i nuovi edifici debbano, in prospettiva, essere “Nearly Zero Energy Building”. Negli ultimi anni, tuttavia, i risultati della ricerca hanno portato alla dimostrazione che, per taluni edifici, quali le case monofamiliari, la soglia del fabbisogno “zero” può essere superata, puntando a una nuova definizione di “Plus Energy Buildings”, i quali possono raggiungere un fabbisogno energetico annuale negativo. Nonostante tale tipo di edificio sia analizzato dal punto di vista energetico, anche da un punto di vista finanziario le PEH risultano molto interessanti: infatti, oltre ad un risparmio dell’energia acquistata dalla rete, ogni Stato membro dell’Unione Europea, attraverso proprie leggi nazionali, prevede dei sussidi economici per chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili, sia consumata in loco che venduta in rete.

Una casa virtuale

Per effettuare le simulazioni sono stati utilizzati diversi programmi: Sketch Up, TRNSYS, Meteonorm e DHWcalc. L’edificio considerato


nello studio è solo un modello rappresentativo, e non una casa realmente esistente: si tratta di una abitazione monofamiliare su due piani, per un totale di 179 m2 occupata da quattro persone. La pianta rispetta uno schema distributivo tipico per questo FIGURA 1. Vista schematica (a sinistra) e genere di abitazioni, con geometria sezione (a destra) dell’edificio campione semplice e compatta. Al fine di raggiungere elevate prestazioni energetiche, la casa presenta un alto livello di isolamento, con una trasmittanza termica pari a 0,14 W/m2K per i muri esterni e 1 W/m2K per gli infissi. È http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 stata ipotizzata l’installazione di sistemi altamente efficienti per riscaldamento e ACS, nonché di un campo fotovoltaico costituito da 56 moduli monocristallini da 270 Wp (ciascuno, a sua volta, costituito da 60 celle), per un potenza installata di 15 kWp. Per simulare in modo quanto più veritiero possibile il comportamento energetico, si è anche tracciato il profilo dei FIGURA 2. Schema generale per i sistemi consumi elettrici derivanti dall’uso presenti nel modello della casa campione di elettrodomestici; a tal fine è stato scelto un profilo tipico per una famiglia di quattro persone, derivante da misurazioni e di Potsdam e a 6.662 kWh (37,22 kWh/m2) in quello romano. Questi risultati statistiche eseguite da Fraunhofer non indicano prestazioni elevate in termini di efficienza energetica, poiché IBP durante uno studio per l’analisi — come dimostrato in altri studi — si possono raggiungere minori livelli di degli utilizzi elettrici negli edifici. fabbisogno energetico. Comunque, in entrambe le condizioni climatiche il bilancio energetico annuale raggiunge un valore negativo, ovvero un surplus energetico annuo di 6.047 kWh a Potsdam e di 16.966 kWh a Risultati caso per caso Roma, grazie al contributo dei pannelli fotovoltaici, rispettivamente pari a Caso 0: modello campione nei 14.505 kWh e 23.629 kWh. climi di riferimento. Il modello Nella Tabella 2 sono riportate le quantità di energia consumate in loco, base della casa è stato analizzato con le relative percentuali di auto-sufficienza e auto-consumo, così come nelle condizioni climatiche di le quantità di energia scambiata con la rete pubblica. Si può notare come, Potsdam e Roma. Il primo valore sebbene ci sia un grande disparità nelle quantità di energia generata, da considerare è sicuramente la quantità di energia usata in loco non sia molto differente nelle due il fabbisogno energetico totale condizioni climatiche. Nel clima di Roma, avendo più alta generazione annuo di energia elettrica, pari a elettrica, la quota media annua di auto-consumo è minore rispetto a 8.458 kWh (47,25 kWh/m2) nel clima

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Energia usata kWh Potsdam

2382

Autosufficienza Autoconsumo Presa dalla rete Ceduta alla rete % % kWh kWh 28,16

16,42

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Roma

2573

38,61

10,89

6077

12124

4090

21057

TABELLA 2. Caso 0: Valori annuali dell’uso e dello scambio di energia elettrica

http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 Potsdam. Parallelamente, avendo un minor fabbisogno energetico, l’autosufficienza di Roma è più alta rispetto a quella di Potsdam. Occorre però specificare che tali risultati derivano da un’analisi che considera il medesimo modello campione nei diversi casi climatici al fine di avere una comparazione a parità di condizioni; in realtà, il modello di edificio, essendo basato su una tipologia caratteristica delle località della Germania, potrebbe non essere totalmente idoneo per un clima più mite come quello italiano. In particolare, visualizzando gli andamenti estivi delle temperature interne, risulta che, mentre nel clima di Potsdam le temperature non superano i 30 °C, nel clima di Roma si verificano evidenti problemi di surriscaldamento poiché nell’impiantistica non è previsto un sistema di raffrescamento. Caso 1: Influenza delle condizioni climatiche. Per meglio comprendere l’influenza che le condizioni climatiche esterne hanno sul comportamento della PEH, sono state analizzate, oltre alle zone di riferimento di Germania e Italia, anche altre zone più fredde e più calde delle rispettive nazioni: Kiel, Potsdam e Friburgo in Germania e Padova, Roma e Palermo in Italia. Come è intuibile, passando da Nord a Sud si registra un minor fabbisogno energetico e una maggiore generazione elettrica; ciononostante, la quantità annuale di energia usata in loco non cambia sensibilmente, rimanendo in

FIGURA 3. Caso 1: confronto degli andamenti delle percentuali di autosufficienza (a) e auto-consumo (b) nei differenti climi di riferimento

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ogni zona climatica pari a circa 2.500 kWh. La quota annuale di auto-consumo risulta minore nelle zone meridionali e maggiore nelle zone settentrionali, invece l’autosufficienza presenta un andamento contrario. Dalla figura 3 si può notare come in inverno vi sia una forte disparità nelle percentuali tra Nord e Sud, vista la grande differenza tra i valori di fabbisogno energetico, con il clima di Palermo appena sotto il 30% mentre quello di Kiel anche sotto il 10%. In estate, invece, in ogni zona climatica le percentuali di auto-sufficienza sono tutte attorno al 60%; questo potrebbe rappresentare un limite massimo raggiungibile con riferimento alle scelte impiantistiche effettuate. Anche nei valori mensili dell’autoconsumo ci sono forti differenze tra Nord e Sud. Nelle zone meridionali (Roma e Palermo) l’auto-consumo rimane pressoché vicino al 10-15% lungo tutto il corso dell’anno, mentre nelle zone settentrionali in inverno si ha una più alta


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FIGURA 4. Caso 2: confronto degli andamenti delle percentuali di auto-sufficienza e auto-consumo con e senza accumulo elettrico nei climi di Potsdam (a) e Roma (b)

valorizzazione dell’energia prodotta, poiché quasi il 40% di questa viene consumata in loco nei casi riferiti alle zone di Kiel e Potsdam. Caso 2 – Influenza di un accumulo elettrico. In questo caso, nel sistema impiantistico della casa è stato aggiunto un accumulo elettrico di 4,8 kWh al fine di diminuire gli scambi energetici con la rete elettrica. La quantità annua di energia utilizzata in loco sale così a 3.550 kWh nel clima di Potsdam e a 3.907 kWh in quello di Roma (aumentando così anche le percentuali medie annue di autoconsumo e auto-sufficienza). In entrambe le condizioni climatiche, si rileva un notevole incremento dell’auto-sufficienza, arrivando a valori dell’80% nei mesi estivi. Invece, i vantaggi sull’autoconsumo sono leggermente inferiori, soprattutto nel caso di Roma, dove si ha un aumento delle percentuali di circa 5% lungo tutto l’anno. Ovviamente, un incremento della capacità di accumulo elettrico comporta un aumento delle quote dell’energia consumata in loco; oltre a valutazioni esclusivamente energetiche, bisogna considerare

anche gli aspetti economici in termini di investimenti sulle batterie elettriche e di guadagni derivanti dall’uso di energia generata in loco. Caso 3 – Influenza del sistema di produzione dell’acqua calda. Rispetto al caso base, qui si sono voluti separare i sistemi di produzione per riscaldamento e ACS; al fine di ridurre la temperatura di mandata della pompa di calore, per avere una maggior efficienza dell’apparecchio soprattutto nelle zone più fredde, è presente un serbatoio per il riscaldamento, mantenuto ad una bassa temperatura (circa 35 °C) riscaldato dalla pompa di calore (con una potenza minore al caso base) e un serbatoio per l’ACS riscaldato da una resistenza elettrica. Nonostante una pompa di calore con potenza minore e un decremento della temperatura nel serbatoio del riscaldamento, si ha una aumento del consumo energetico annuale, dovuto all’uso della resistenza elettrica per l’ACS, come risulta dalla Tabella 3.

Fabbisogno energetico Energia auto-usata kWh kWh

Autosufficienza %

Autoconsumo %

Base

2 serbatoi

Base

2 serbatoi

Base

2 serbatoi

Base

2 serbatoi

Potsdam

8458

10363

2382

3106

28,16

29,97

16,42

21,41

Roma

6663

8189

2573

3285

38,61

40,11

10,89

13,90

Kiel

8376

10254

2426

3113

28,97

30,36

17,90

22,97

Padova

7526

9166

2551

3284

33,89

35,83

12,75

16,42

TABELLA 3. Caso 3: Valori annuali del fabbisogno energetico, della quantità di energia usata in loco e delle percentuali di auto-sufficienza e di auto-consumo per diverso sistema di produzione di acqua calda n.55

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Abbonati per leggere

di raffrescamento comporti un aumento dei consumi nel periodo estivo, i quali vengono quasi interamente coperti dall’aumento della quantità di energia generata che viene consumata in loco. Quindi le percentuali di energia auto-usata (auto-consumo e auto-sufficienza) aumentano ambedue di circa il 5% nei mesi più caldi dell’anno.

Alcune considerazioni

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FIGURA 5. Andamento della temperatura interna della casa campione con l’utilizzo di un impianto di raffrescamento

Il fattore positivo di questo sistema impiantistico, è l’aumento della quantità di energia consumata in loco (quasi 1000 kWh per ogni zona climatica), anche se tale incremento non copre interamente quello del fabbisogno energetico. Caso 4 – Influenza dei dispositivi di ombreggiamento. Nelle zone climatiche italiane si pone un rilevante problema di surriscaldamento durante il periodo estivo. Sono stati analizzati diversi accorgimenti per evitare tali condizioni di discomfort: maggior sporgenza del tetto per proteggere il piano inferiore dalla radiazione solare diretta, superfici vetrate con trattamento selettivo per una minor trasmissione energetica e sistemi di schermatura esterna sulle finestre con maggior esposizione al sole. Ovviamente, il comportamento energetico e le percentuali di energia auto-usata non cambiano rispetto al caso base poiché le variazioni del comportamento termico estivo non comportano variazioni d’uso dell’energia. Come ipotizzato, si ottengono notevoli riduzioni di temperatura interna nel periodo estivo, ma non ancora sufficienti per garantire un livello di comfort adeguato, risultando ancora temperature superiori a 30 °C. Questi risultati confermano quindi che, contrariamente a quanto avviene per le zone climatiche tedesche, risulta opportuno tener conto di un impianto per il raffrescamento estivo quando si considera il clima italiano (almeno per la maggior parte delle località), con ovvie ripercussioni sul bilancio energetico dell’edificio. Una analisi semplificata a titolo di verifica è stata implementata per simulare il comportamento termico ed energetico della casa campione nel clima italiano (Roma) con la presenza di un impianto di raffrescamento. Tale impianto, come risulta in Figura 5, fa sì che la temperatura interna nel periodo estivo sia limitata a 26 °C, assicurando così un idoneo comfort all’interno della abitazione. Dall’analisi emerge come l’utilizzo del sistema

24

n.55

Dalle analisi dei risultati ottenuti si possono trarre diverse considerazioni. In primo luogo, osservando il comportamento energetico dell’edificio considerato nei diversi climi, la quantità annuale di energia prodotta usata in loco non cambia sensibilmente, rimanendo in ogni zona climatica circa 2.500 kWh: dunque, tale caratteristica non è molto influenzata dalle condizioni esterne ma piuttosto dalla tipologia impiantistica dell’abitazione. Infatti, l’uso di batterie per l’accumulo elettrico porta a evidenti benefici, soprattutto per l’energia consumata in loco, rappresentando nel prossimo futuro un’interessante opportunità anche per il settore residenziale. Inoltre, si è quantificato come nelle zone climatiche più calde un impianto di raffrescamento sia necessario per evitare problemi di surriscaldamento estivo. Proprio per questa ragione è stata sviluppata un’analisi semplificata che implementa il condizionamento estivo nel clima di Roma: ovviamente il fabbisogno annuale è maggiore, ma questo aumento è quasi interamente coperto dall’incremento dell’energia utilizzata in loco (quindi percentuali di autosufficienza e auto-consumo più alte). Il modello campione di casa analizzato rappresenta, come già detto, solo una delle diverse possibilità che possono essere sviluppate per una PEH. Infine, importanti considerazioni devono essere affrontate anche in ambito economico: costi ed investimenti per la realizzazione della casa e guadagni dovuti alla generazione di energia sono sicuramente aspetti che devono interagire ed ottimizzarsi con i calcoli delle prestazioni energetiche. Tratto da “Le quote di energia auto-usata in una Plus Energy House: analisi e valutazioni di una casa campione in diverse condizioni operative e climatiche” – Convegno AiCARR 16 giugno 2015, Padova * Mirko Cerne e Roberto Zecchini, Dipartimento di Ingegneria Industriale, Università degli studi di Padova – Manens-Tifs ingegneria, Padova Michele De Carli, Dipartimento di Ingegneria Industriale, Università degli studi di Padova Gerd Haouser e Mareike Ettrich, Istituto di fisica degli edifici, Università Tecnica di Monaco di Baviera


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PROGETTARE

La modellazione energetica è servita Dal Politecnico di Torino un “ricettario” utile per informare i progettisti sull’impiego della simulazione termoenergetica dinamica e guidarli nelle diverse fasi dell’integrative design ANDREA FERRERO, EMANUELE LENTA e VALENTINA MONETTI*

I

l processo di progettazione di edifici energeticamente efficienti si basa su un metodo decisionale che mette in relazione le soluzioni progettuali con le prestazioni ottenibili. L’American Institute of Architects nel documento “An Architect’s Guide to Integrating Energy Modeling in the Design Process” (AIA, 2012) sostiene l’importanza di integrare nel percorso progettuale strumenti di simulazione delle prestazioni dell’edificio, specie nella fase preliminare, quando le scelte progettuali effettuate influenzano buona parte delle successive decisioni.

26

n.55

IL MODELLATORE ENERGETICO La specifica competenza necessaria per poter lavorare su un modello termoenergetico di un edificio (effettuando quella che possiamo chiamare una “progettazione energetica” dell’edificio), ha portato alla nascita della nuova figura professionale del “modellatore energetico” (Filippi, 2011), figura che risulta fondamentale all’interno di un team di progettazione al fine di garantire l’integrazione dei diversi aspetti di un progetto (Hayter, 2001). Il modellatore energetico non si limita quindi a un lavoro di verifica delle prestazioni e dell’edificio così come progettato, ma svolge una funzione di accompagnamento dell’iter di progettazione in ogni sua fase.


Figura 1. Rappresentazione schematica del processo di progettazione integrata

Figura 2. La modellazione energetica rapportata alle fasi dell’integrative design

Le fasi della modellazione energetica

In una progettazione di tipo integrato (integrative design), sin dall’inizio viene costituito un gruppo di progettazione multidisciplinare al quale partecipano diverse figure professionali con specifiche competenze. In un processo edilizio basato sull’integrative design si distinguono sei fasi (Figura 1): una di pre-progettazione, tre di progettazione vera e propria, due di post-progettazione riguardanti le attività di costruzione, messa in servizio e gestione dell’edificio. Nelle prime quattro fasi l’impiego della simulazione energetica permette di incrementare la qualità del processo di progettazione. Nella Figura 2 sono esemplificati i passi (step) che occorre fare in sede di progettazione energetica per accompagnare la progettazione del sistema edificio-impianti. Pre-Progettazione. In questa fase un primo step riguarda lo sviluppo di una conoscenza approfondita del sito, delle condizioni climatiche locali, delle fonti

energetiche disponibili e dei requisiti funzionali dell’edificio. Non essendo possibile realizzare vere e proprie simulazioni sull’edificio, lo studio del clima esterno può essere effettuato basandosi su applicativi di “lettura” dei file meteoclimatici, per esempio Climate Consultant 5.4 e Autodesk Weather Tool. Un secondo step riguarda invece gli obiettivi di prestazione energetica e di comfort termoenergetico da raggiungere e, non disponendo di dati sufficienti relativi all’edificio oggetto di studio, è utile far riferimento a dei “reference building models”, ad esempio gli statunitensi commercial reference building models (NREL, 2011). Un terzo step ha l’obbiettivo di coniugare le strategie energetiche con le scelte architettoniche relative alla configurazione planivolumetrica dell’edificio, realizzando i primi modelli energetici ed effettuando le prime simulazioni relative allo studio dell’orientamento, della forma e del volume dell’edificio e alla definizione delle zone climatizzate. Progettazione. Nella fase di schematic design la modellazione energetica si concentra sull’involucro (step 4) e sull’impianto di climatizzazione (step 5), mentre nella fase di design development si procede alla ottimizzazione del progetto (step 6), valutando soluzioni specifiche e testando le strategie di controllo per raggiungere i livelli di prestazione energetica e di comfort termoenergetico prefissati. Durante la fase di produzione del construction document vengono verificati i valori prescrittivi imposti

n.55

27


IL PROGETTO SUNSLICE La modellazione energetica dell’edificio è stata effettuata mediante il software EnergyPlus (vers.7.2). Il modello geometrico tridimensionale dell’edificio è stato elaborato tramite il plug-in OpenStudio per il programma di modellazione geometrica Sketch-up, mentre le caratteristiche termofisiche degli elementi sono state assegnate compilando i moduli dell’IDF Editor di EnergyPlus. L’edificio è stato simulato a Torino, utilizzando l’anno tipo climatico “ITA_Torino.160590_IWEC”. Le simulazioni effettuate hanno stimato un consumo elettrico annuo della pompa di calore di 9,3 kWhe/m2y per riscaldamento, e 4,3 kWhe/m2y per raffrescamento. Il consumo elettrico per la ventilazione meccanica è stato stimato pari a 3,2 kWhe/m2y. I valori sono in linea con quelli posti come obbiettivo nel concept di candidatura del progetto.

Figura 5. Viste assonometriche del caso di studio

dalle normative energetiche locali, anche con riferimento ad eventuali protocolli di certificazione della sostenibilità edilizia che si è deciso di adottare (ITACA, LEED ecc.).

Le ricette della modellazione energetica

A valle dello sviluppo dell’attività di modellazione energetica per la progettazione dell’edificio Sunslice, presentato alla competizione internazionale Solar Decathlon Europe 2014, progettazione svolta da un nutrito gruppo di studenti del Politecnico di Torino, è stata condotta un’analisi critica delle varie attività svolte (Ferrero, 2014) per la ricerca della ottimale soluzione edilizia e impiantistica mediante simulazione termoenergetica dinamica. A valle di tale analisi si è pensato di realizzare un “ricettario” utile per informare i progettisti sull’impiego dello strumento di simulazione termoenergetica e per guidarli nelle varie fasi dell’integrative design. Per ogni tipologia di simulazione è stata elaborata una “ricetta” contenente, di volta in volta, gli “ingredienti” da impiegare (i dati di input della simulazione), la fase della “preparazione” (la modellazione energetica) e la “presentazione (del piatto)” (gli output della simulazione). Il “ricettario” è organizzato in quattro sezioni, come indicato nella Figura 3: programmazione e studi preliminari, sistema edificio-impianto, ottimizzazione, verifiche.

Figura 3. Le “ricette” per la simulazione

28

n.55

Ogni “ricetta” è composta da quattro parti. Nella prima (Ricetta in breve) sono indicate caratteristiche quali il livello di difficoltà, il tempo di preparazione (suddivisi in modellazione geometrica, modellazione numerica e rielaborazione grafica dei risultati) e il tempo di computazione, ovvero il tempo che un elaboratore di media potenza impiega a effettuare la simulazione. Nella seconda parte della ricetta (Ingredienti) è fornito l’elenco dei dati di input necessari per realizzare il modello, accompagnato da un’immagine esemplificativa del livello di definizione del modello richiesto per una tale tipologia di simulazione. I dati di input sono caratterizzati in funzione del livello di dettaglio rappresentativo e del grado di semplificazione o complessità richiesto; per ciascuna categoria di input sono stabiliti tre gradi di dettaglio. La terza parte della ricetta (Preparazione) fornisce informazioni sullo svolgimento della simulazione. È infatti descritto il processo di preparazione attraverso il quale è possibile realizzare il modello geometrico, impostare il modello numerico e ottenere i corretti output della simulazione. La parte conclusiva (Presentazione) raccoglie in forma grafica i risultati che si ottengono


dalla simulazione, proponendo alcune tipologie di rappresentazione degli stessi, usualmente dei grafici utili per illustrare in maniera efficace e comprensibile, anche per i non addetti ai lavori, i risultati ottenuti.

Un esempio concreto

Scarica le ricette di simulzione dinamica

Con riferimento alla “ricetta” illustrata nella Figura 4, relativa alla progettazione dell’involucro trasparente, si può notare come la simulazione da eseguire appartenga a un livello di difficoltà intermedio, in quanto è presente un buon grado di approfondimento del modello geometrico e dei dati di input relativi all’involucro edilizio, ma non sono ancora stati inseriti i dati relativi all’impianto di climatizzazione che ne aumenterebbero il livello di difficoltà. I tempi di preparazione e di calcolo indicati sono stati quantificati sulla base dei modelli energetici elaborati per il su citato progetto Sunslice.

Figura 4. Esempio di ricetta

BIBLIOGRAFIA

American Institute of Architects (AIA) (2012). An Architect’s Guide to Integrating Energy Modeling in the Design Process, Energy Modeling Working Group and Building Green. Ferrero A., Lenta E. La modellazione energetica nel progetto di architettura: il caso sunslice. Tesi di laurea magistrale in Architettura costruzione città. Politecnico di Torino, a.a 2013/14. Filippi, M. (2011) Rating System e sostenibilità energetica degli edifici, AICARR Journal n.4, Dicembre 2010/Gennaio 2011, pp 54-57; Hayter S.J., Torcellini P.A., Hayter R.B, Judkoff R., (2001). The Energy Design Process for design-ing and constructing High performance build-ings. In Prooceding of Clima 2000/Napoli 2001 World Congress, 15-18 September 2001, Napoli, Italia. NREL, PNNL, LBNL, U.S, Department of Energy (2011) Commercial Reference Building Models of the National Building Stock, Technical Report NREL/TP-5500-46861, Febbraio.

Per scaricare le “ricette” usa il QR Code oppure cerca sul sito www.casaeclima. com il termine 23263

POLITECNICO DI TORINO RICETTE DI SIMULAZIONE FERRERO A NDREA , LENTA E MANUELE , FABRIZIO E NRICO , MONETTI VALENTINA , FILIPPI MARCO

INDICE

CONCEPT D ESIGN > STUDIO

DELL ’O RIENTAMENTO

> STUDIO

DELLA

FORMA

E DEL

V OLUME

SCHEMATIC D ESIGN > PROGETTO STRATIGRAFIE I NVOLUVRO OPACO > PROGETTO SCHERMATURE SOLARI > DIMENSIONAMENTO I MPIANTO

D EVELOPMENT D ESIGN > OTTIMIZZAZIONE I MPIANTO CONSTRUCTION D OCUMENT > VERIFICA

SECONDO

R ATING SYSTEM

“La modellazione energetica nel progetto di architettura: il caso sunslice” (Tratto da), Ferrero A., Lenta E., Filippi M. (Relatore), Fabrizio E. e Monetti V. (Correlatori), Tesi di Laurea Magistrale in Architettura, 2014.

Link per versione digitale: http://www.casaeclima.com/ar_23263__ Progettare-con-la-simulazione-termoenergeticadinamica.-Dal-Polito-un-Handbook.html

* Andrea Ferrero, Emanuele Lenta e Valentina Monetti – DENERG, Politecnico di Torino n.55

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VISTI IN FIERA: ISH 2015

Sempre più ibridi e connessi

CARLO LATORRE e MARCO ZANI

C

ome sempre, la ISH di Francoforte è capace di offrire spunti interessanti e talvolta anche innovativi nelle tecnologie per il risparmio energetico, climatizzazione, domotica ed energie rinnovabili, anche se il gap con il mercato italiano si è ormai quasi annullato. Sono finiti i tempi in cui Francoforte era tappa obbligata per toccare con mano tecnologie che nel nostro paese si sarebbero diffuse solo dopo qualche anno, anche se la fiera tedesca continua a mostrare una solida vocazione innovativa e, manco a dirlo, una forte capacità di attrarre espositori e visitatori dall’estero, pari rispettivamente al 61% e al 31% di quelli totali. Sul fronte dei numeri, l’edizione di quest’anno

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n.55

Abbinamento di diverse fonti energetiche, tradizionali e rinnovabili, ecodesign, connettività wireless e mobile sono i trend emergenti all’ISH, il salone tedesco dedicato all’idrotermosanitario ha segnato nuovi record nel numero degli espositori (2.465 contro 2.436 di due anni fa), negli spazi occupati (260.000 m2) e nell’affluenza di visitatori, 198mila nei cinque giorni di manifestazione (+5%), a testimonianza dell’andamento positivo del settore idrotermosanitario in Germania e, più in generale, in Europa (in Italia le cose vanno diversamente, ma è un’altra storia). A dimostrazione della ritrovata effervescenza del comparto, la presenza quest’anno di 618 nuovi espositori, tra cui 161 tedeschi, 89 italiani e 23 spagnoli. Parlando invece di innovazione, si conferma il trend verso soluzioni ibride, che integrano tecnologie più mature come il riscaldamento a condensazione con le rinnovabili (pompe di calore, solare termico) e nuovi sistemi, per esempio celle a combustibile o motori Stirling, la cui diffusione su larga scala sembra essere dietro l’angolo. Etichette energetiche a go-go, nel segno della nuova direttiva sull’ecodesign, diffusione del digital e del mobile nella climatizzazione (e presto anche in bagno e cucina), attenzione al risparmio idrico, oltre a quello energetico, sembrano essere i trend emergenti, ben rappresentati tra gli stand della fiera.


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MICROCHP CON STIRLING

Sistema di micro-cogenerazione compatto (60x60 cm) con motore Stirling Viessmann Vitotwin 350-F alimentato a metano o gas liquido. Viene fornito in tre parti da assemblare in fase di installazione, tra cui un accumulo da 175 litri. Produce fino a 1 kWel di energia elettrica e da 3,6 a 5,3 kWth di energia termica, con potenza complessiva da 3,6 a 26 kWth. Comprende anche un accumulo da 175 litri.

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Sistema di cogenerazione a basamento Vaillant, in fase di industrializzazione: integra in un layout molto compatto un modulo con celle a combustibile e una caldaia a condensazione.

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Nuovo sistema di accumulo di energia elettrica per applicazioni domestiche Vitovolt di Viessmann, con batterie agli ioni di litio (5,5 kWh) e inverter CuboDomo di Ivar consente di controllare in modo (sotto): si caratterizza semplice e immediato l’impianto di riscaldamento per montaggio a da remoto, via smartphone e tablet, per impianti muro, dimensioni radianti o a radiatori, anche già installati. Viene compatte, leggerezza fornito con una sonda e installazione rapida di temperatura wi-fi plug&play. Compagno che sostituisce la ideale dei sistemi di maggior parte dei micro-cogenerazione cronotermostati Vitotwin e Vitovalor. esistenti. Con il wiring Quando le batterie sono center opzionale può completamente cariche, gestire fino ad otto zone l’energia in eccesso dell’impianto radiante. viene ceduta alla rete.

CUBO DOMOTICO

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n.55


SISTEMI IBRIDI E INNOVATIVI

DECIDE LEI TRA ARIA O GAS

HPU Hybrid, la soluzione ibrida proposta da Rotex per la riqualificazione energetica: abbinamento di una caldaia a condensazione a gas con una pompa di calore elettrica da esterno. Impostando il costo al kWh dell’energia elettrica e quello del gas, il sistema sceglie in automatico la modalità di funzionamento più conveniente. In questo modo è il 35% più efficiente di una caldaia in riscaldamento (anche 80 °C, per radiatori esistenti) e fino al 20% in produzione di ACS istantanea.

POMPE DI CALORE

CONCEPT MODULARE

Pompa di calore flexoTherm di Vaillant, uno dei primi prodotti della linea Green iQ, con credenziali di alta sostenibilità ambientale in termini di efficienza, processi produttivi e riciclabilità a fine vita. La serie è modulare, con un unico modello di pompa di calore da abbinare a diversi elementi in base alla sorgente energetica: aria, acqua o suolo; l’installazione e la gestione sono quindi identici per ogni versione. Nuovo anche il controllo multiMatic 700, che consente la gestione remota via smartphone e la teleassistenza per interventi di settaggio o riparazioni.

ADATTA AI CLIMI RIGIDI

Presentata a ISH la nuova generazione Daikin Altherma, pompa di calore monoblocco per riscaldamento in bassa temperatura (fino a 55 °C) disponibile nelle versioni 5 kW e 7 kW. Leggera e compatta, richiede meno cablaggi e monta nuovi dispositivi per la protezione da condizioni climatiche rigide, fino a -25 °C. Pronta all’uso e facile da installare, poiché non richiede la movimentazione di refrigerante. Rispetto al modello precedente, la nuova Altherma offre maggiore capacità a temperature esterne più basse.

Sviluppata dal Fraunhofer ISE nell’ambito del progetto Retrokit come sistema prefabbricato, la facciata integra nell’isolamento termico ventilazione, riscaldamento, impianti elettrici e TLC. Insieme ai moduli finestra, anch’essi prefabbricati, è adatta sia per nuove costruzioni, sia per interventi di riqualificazione energetica, applicata direttamente sulla facciata esistente. Soluzione sperimentata a Francoforte nella ristrutturazione di un edificio degli anni ’50.

FACCIATA MULTIFUNZIONE ANCHE PER NEGOZI E UFFICI

Pompa di calore aria/acqua Vitocal 300-A di Viessmann, disponibile nelle potenze da 4 a 50 kW o in cascata fino a 250 kW, sviluppata in particolar modo per applicazioni commerciali. Le macchine possono essere facilmente integrate attraverso l’unità di controllo Vitotronic 200.

DOPPIA MANDATA

La pompa di calore aria/acqua Daikin Altherma sarà presto disponibile anche in versione a doppia mandata per alimentare impianti di riscaldamento misti, radiante (35 °C) + termosifoni (45-55 °C). L’unità a basamento consente la gestione simultanea di flussi di acqua separati tramite sistemi idraulici montati in fabbrica: due pompe di ricircolo ad alta efficienza e una valvola miscelatrice. Sarà fornita con potenza tra 4 e 16 kW e serbatoio integrato da 180 litri. n.55

33


CALDAIE E BOILER

VETRO E TOUCH-SCREEN LA CASA SOTTO CONTROLLO

La nuova caldaia a condensazione per installazione murale Cerapur 9000i di Junkers (Bosch) con l’elegante pannello frontale in vetro bianco (ma c’è anche nero) infrangibile e facile da pulire, gli angoli arrotondati e il pannello di controllo con schermo a sfioramento. La “i” nella sigla del modello sta per Internet, sottolineando la possibilità di controllo remoto via tablet o smartphone grazie alla App JunkersHome, o per la teleassistenza. La nuova gamma sarà disponibile a partire dall’estate.

ACCUMULO CON ACS ISTANTANEA Puffermas di Cordivari combina un accumulo a stratificazione con un modulo esterno per la produzione istantanea di acqua calda sanitaria (MACS), che sfrutta il calore accumulato nel puffer, tramite uno scambiatore a piastre in acciaio inox. Il Diffusore a labirinto Cordivari opera la stratificazione dell’acqua di ritorno dal modulo al puffer per sfruttare al massimo l’energia accumulata, separando la parte calda da quella più fredda (in basso). Il sistema opera con portate elevate ed alti rendimenti, senza alcun accumulo di acqua sanitaria e relativo rischio di Legionellosi. Per grandi portate, si possono installare fino a 5 MACS in cascata. Puffermas è disponibile in diverse capacità, da 500 a 1500 litri.

UNA VIA DI MEZZO

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n.55

Sistema di regolazione per impianti di riscaldamento e utenze elettriche Danfoss Link + living connect per la gestione di unità mono, bifamiliari e condomini. Consente la programmazione indipendente di ogni stanza, anche con riscaldamento radiante a pavimento. È possibile l’attivazione e il controllo dell’impianto da remoto tramite app.

ISOLAMENTO SOTTO VUOTO

Per rispondere ai requisiti della direttiva Ecodesign e raggiungere la Classe A, Viessmann ha applicato nuovi rivestimenti isolanti sui bollitori Vitocell 100. La struttura multistrato dei cilindri incorpora infatti pannelli sottovuoto, in aggiunta all’isolante tradizionale, per ridurre in modo significativo le dispersioni termiche e i consumi.

Icon di Ariston, piccolo scaldacqua elettrico con serbatoio da 30 litri in configurazione orizzontale. Non è un vero e proprio istantaneo, ma neanche un accumulo: l’acqua per la doccia è disponibile in sei minuti con possibilità di impostare 1, 2, o 3 docce. Il controllo avviene mediante display a sfioramento.


CALDAIE E BOILER

ACS IN POMPA DI CALORE

IN ANTEPRIMA

Aerotop DHW 250 S di Elco, scaldacqua in pompa di calore aria-acqua da interni, disponibile con accumulo di 200 o 250 litri. Si distingue per efficienza energetica, basso livello di emissioni e silenziosità grazie all’Elco Noise Reduction System.

ALTO RENDIMENTO

La nuova caldaia compatta a pellet Okofen Pellematic Condens, a condensazione, con potenza da 4 a 12 kW e rendimento fino al 107,3%. Adatta sia per riscaldamento radiante a bassa temperatura che con i tradizionali radiatori ad alta temperatura. A terra occupa solo 0,53 m2.

Nuova caldaia a condensazione murale Prime 24 di Baxi, con potenza di 20 o 24 kW, leggera (solo 26 kg) e compatta. È dotata di pompa di circolazione modulante per ridurre i consumi energetici, terminale ambiente high-tech e gestione remota via app.

NUOVI CROMOTERMOSTATI PROGRAMMABILI Tre gli apparecchi Imit Techno disponibili: il termostato ambiente digitale Techno RT, il cronotermostato giornaliero Techno DPT, il cronotermostato settimanale Techno WPT.

DRAIN BACK SECONDO ErP

Unità idraulica Orkli con pompa conforme alla direttiva ErP per lo svuotamento (drain back) dei collettori solari termici al fine di scongiurare problemi di surriscaldamento nelle calde giornate estive e formazione di ghiaccio nel periodo invernale.

ACS SENZA ATTESE

Moduli per la produzione istantanea di acqua calda sanitaria, ad alta efficienza, proposti da Lovato per abbinamento con accumuli inerziali. A sinistra, T-Fast i20 con capacità di 20 litri al minuto; a destra T-Fast ie60, con regolazione elettronica e capacità fino a 60 litri al minuto. n.55

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VENTILAZIONE

VENTILAZIONE SOLARE Collettori solari ad aria montati sulla facciata dell’edificio, recuperatori di calore a flussi incrociati e una centralina di controllo: si basa su questi tre elementi il sistema di ventilazione e climatizzazione SunAir di EnerSearch. L’aria riscaldata dai collettori viene introdotta nell’appartamento, per esempio nel soggiorno, mentre quella esausta viene espulsa solo dopo aver ceduto il calore passando attraverso lo scambiatore posto nei locali di servizio. L’intercapedine tra la facciata esterna e le pareti interne funge da accumulo termico. In estate, lo stesso sistema, fatto funzionare di notte, provvede al raffrescamento naturale.

PREMIATO IL DESIGN

Logamatic 5000, nuovo sistema di controllo e regolazione elettronico per caldaie Buderus di media e grande potenza, con interfaccia Modbus e schermo touchscreen, premiato a ISH con il Design Plus Award

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VMC DI NUOVA GENERAZIONE Comfoair Q, la nuova linea di sistemi centralizzati per la ventilazione meccanica controllata di Zehnder, ora con scambiatori di calore più efficienti del 5%, consumo energetico ridotto del 10% grazie ad un minor intervento del ventilatore e portata di 350, 450 o 600 m³/h. Le unità sono anche più “intelligenti”, grazie a sensori che verificano, in ogni istante, temperatura e umidità del flusso d’aria, regolando il funzionamento per garantire il miglior comfort con il minimo dispendio energetico.


REGOLAZIONE DISTRIBUZIONE E SANITARI

RADIATORI PIÙ SMART

Sistema per il controllo elettronico di radiatori WiCal, con collegamento wireless, di Caleffi. Consente di controllare in modo indipendente ogni ambiente, con un massimo di 8 zone e 32 elementi. È dotato di programmazione giornaliera e settimanale con tre modalità: automatica, risparmio e vacanze. I sensori di temperatura possono essere integrati nella testa termostatica o applicati in punti diversi della stanza.

BASSI CONSUMI

ANIMA IN ALLUMINIO

Uni Pipe Plus di Uponor, tubo flessibile multistrato con rivestimento interno ed esterno in polietilene e anima in alluminio che offre maggiore resistenza, rigidità, barriera all’ossigeno, durata e facilità di installazione. Disponibile nei diametri di 16, 20, 25 e 32 mm

Circolatore ad alta efficienza Xylem ecocirc Xlplus per applicazioni commerciali, dotato di comunicazione tramite protocolli per sistemi BMS e Wi-Fi (modulo opzionale). Il motore elettrico ECM assicura bassi costi di esercizio.

SI POSA CAMMINANDO

Uponor Klett, sistema per la posa in opera veloce di impianti radianti a pavimento, semplicemente schiacciando il tubo con il piede, grazie ad un sistema di fissaggio a velcro.

PER LA RIQUALIFICAZIONE Uponor Renovis integra in un unico pannello in cartongesso il sistema di distribuzione per riscaldamento e raffrescamento radiante e isolamento termico. Ideale per riqualificazioni energetiche con applicazione a parete o in controsoffitto. n.55

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REGOLAZIONE DISTRIBUZIONE E SANITARI

POSA RAPIDA

ANCORA PIÙ PICCOLO

Rautherm Speed, nuovo sistema Rehau per la posa rapida, senza supporti di aggancio, di tubazioni per la climatizzazione radiante a pavimento. Grazie al sistema “hook-and-loop” basato su un tappetino spesso 3 mm con superficie adesiva da applicare sopra lo strato isolante in EPS, una sola persona può posare il tubo, fissandolo a pavimento col piede, rendendo così l’installazione più veloce di circa il 30%. Il tubo è disponibile nei formati 16x1,5 e 14x1,5 mm.

Con il nuovo attacco a pressare Megapress di Viega sono sufficienti due minuti per inserire un raccordo, senza necessità di saldatura. SC-Contur garantisce la non tenuta in caso di mancata pressatura, rivelando l’errore in fase di collaudo. L’attacco è disponibile per tubi di acciaio con diametro tra 1 1/2" e 6".

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e.sybox, il nuovo sistema integrato di Dab per la pressurizzazione idrica in ambiente domestico, anche in versione “mini”, più maneggevole, facile e veloce da installare in orizzontale o in verticale. Collocato in casa, garantisce la costanza nell’erogazione dell’acqua alla giusta pressione per ogni utenza: bagni, elettrodomestici, lavello in cucina e impianto di irrigazione. Integra pompa multistadio autoadescante, elettronica inverter di gestione, sensori di pressione e flusso, display LCD orientabile e vaso di espansione.

SI PRESSA SENZA SALDARE

CIRCUITI BILANCIATI Valvola di regolazione indipendente dalla pressione (PICV) Caleffi con attuatore lineare proporzionale per il bilanciamento dei circuiti e la regolazione del flusso ai terminali. Corpo in lega antidezincificazione con regolatore della portata in polimero e membrana in EPDM.


REGOLAZIONE DISTRIBUZIONE E SANITARI

IDEALE QUANDO SI RISTRUTTURA Da Giacomini, pannello preformato a griglia (800x600x22 mm) in PPR, anche con base adesivizzata, per pavimenti radianti, indicato per interventi di riqualificazione con massetto a basso spessore.

RIPARARE È PIÙ SEMPLICE

Simplyfar di FAR, giunto di riparazione con raccordo estensibile cromato dotato di doppio O-Ring di tenuta e attacchi intercambiabili per tubi di rame, plastica e multistrato.

RICICLARE L’ACQUA

Aquatwin Top di DAB Pumps, gruppo di pressurizzazione per il riutilizzo dell’acqua piovana, stoccata in appositi serbatoi esterni, per alimentare tutti i servizi che non necessitano di acqua potabile, come lavatrice, WC, irrigazione. L’apparecchio è indicato per impianti di taglia media, per esempio condomini, scuole, ospedali, alberghi o palestre.

HOT, COLD, CLICK

Smart Water di Dornbracht, sistema di controllo digitale dell’acqua in bagno e in cucina. Due regolatori girevoli controllano con la massima immediatezza e precisione la temperatura e la portata d’acqua; grazie al display di comando si possono richiamare preimpostazioni e funzioni per i diversi utilizzi quotidiani.

LAVARSI SENZA SPRECHI

Grohtherm 1000 di Grohe punta sulla sostenibilità: la manopola di controllo è dotata di EcoButton, pulsante capace di ridurre il consumo d’acqua fino al 50%. Integra anche la funzione TurboStat, che permette di allineare istantaneamente la temperatura impostata senza sprecare acqua, mantenendola costante per l’intera durata della doccia. n.55

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DENTRO L’OBIETTIVO

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n.55


Riqualificare ripartendo dall’involucro Intervento organico in una villetta a schiera già sottoposta, senza successo, ad una riqualificazione solo impiantistica a cura della REDAZIONE* n.55

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I

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l caso che illustriamo in questo articolo è emblematico di un tema di grande interesse: un intervento parziale su una villetta a schiera esistente, concentrato http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 solo sulla parte impiantistica, difficilmente può portare benefici Planivolumetrico dell’edificio. In evidenza il volume in termini economici e di comfort, della scala per l’accesso alla copertura soprattutto se manca a monte una corretta diagnosi energetica. E, come si vede bene in questo caso, quando si deve intervenire Piante. Piano terra (a sinistra) e primo piano (a destra) una seconda volta, capita che l’investimento nella nuova caldaia o nelle rinnovabili, ridotte le dispersioni, può rivelarsi superiore a quello effettivamente necessario.

Un doppio intervento

Oggetto dell’intervento di riqualificazione Casa Bagnariol + Francescut è un’unità immobiliare parte di un complesso di villette a schiera costruite negli anni Settanta a Fiume Veneto, in provincia di Pordenone. Il complesso si presenta compatto, con il fronte principale orientato a Sud, articolato su due livelli fuori terra, un piano interrato e una copertura piana accessibile tramite scala interna. L’edificio era già stato oggetto di alcuni lavori di efficientamento parziale, con l’installazione di un campo fotovoltaico e di una nuova caldaia a condensazione a metano; ciò nonostante, i costi per riscaldamento e ACS non avevano subito una significativa riduzione e all’interno dell’abitazione persistevano problemi di muffe.

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n.55

Analisi dell’edificio

La proprietà ha quindi contattato un professionista, consulente CasaClima, l’Ing. Domenico Pepe, che — dopo un’approfondita analisi dell’edificio — ha individuato criticità e priorità di intervento. Gli obiettivi del progetto erano sostanzialmente due: • rendere salubri gli ambienti, evitando la formazione di muffe tramite la risoluzione e il controllo dei ponti termici, nonché applicando una nuova tinteggiatura a basse emissioni di VOC. • Ridurre in modo significativo il fabbisogno energetico intervenendo sull’involucro edilizio e, dove necessario, anche sulla parte impiantistica. «I proprietari dovevano scegliere — spiega Pepe —: risolvere tutti i ponti termici eseguendo lavori anche sulla villetta confinante, oppure non risolverli e accettare le basse temperature superficiali interne con tutte le conseguenze. Viste le priorità della committenza di rendere salubri gli


Lavori in corso sulla facciata Sud. Isolamento della terrazza per risolvere il ponte termico

ambienti e ridurre il fabbisogno energetico, si è deciso di intervenire in primo luogo risolvendo i ponti termici — aggiunge il consulente energetico —, applicando un cappotto all’esterno, sostituendo gli infissi e installando la ventilazione meccanica puntuale con recupero di calore».

Isolamento dall’esterno e dall’interno

Il progetto di riqualificazione energetica non ha comportato modifiche volumetriche, quindi le superfici disperdenti sono rimaste immutate, mentre

Lavori in corso/esterno. Rimozione del marciapiede perimetrale perché sconnesso e danneggiato. Si è così potuto applicare il rivestimento a cappotto in adiacenza del muro dello scantinato

è stata aggiunta una veranda a completare il volume al piano terra sul lato nord. A causa di vincoli intrinseci all’edificio — fotovoltaico già installato, ponti termici esistenti —, della permanenza degli occupanti durante i lavori e della presenza di

Lavori in corso/tetto. Isolamento della copertura piana e del vano scale per accesso al tetto

Lavori in corso/piano interrato. Isolamento interno a soffitto e a parete per la riduzione del ponte termico perimetrale n.55

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edifici adiacenti, è stato necessario modulare l’intervento: seguendo una prassi non comune, si è deciso di combinare l’isolamento esterno a cappotto con un isolamento interno. Le facciate Sud e Nord, essendo porzioni libere, sono state isolate con cappotto esterno; i fronti Est ed Ovest, invece, sono stati isolati termicamente, ove necessario, applicando un isolamento interno. La copertura è stata coibentata all’esterno con pannelli preaccoppiati a guaina bituminosa, su cui sono state posate le piastre in ghiaino lavato recuperate prima dei lavori. Per quanto riguarda il

Lavori in corso. Posa dell’isolante al piede della parete perimetrale con evidenziazione delle guaine impermeabili

Lavori in corso sulla facciata Nord. La finitura esterna continua evidenzia il volume eliminando i ponti termici e riportando l’edificio alla piena linearità

solaio verso la cantina, si è intervenuti all’intradosso mediante isolante preaccoppiato con una lastra di cartongesso. I ponti termici che avrebbero potuto formarsi dall’interazione delle due differenti soluzioni di isolamento termico (interno ed esterno), sono stati risolti prolungando l’isolamento esterno fino ad oltrepassare il limite del volume riscaldato. A questo scopo si è proceduto alla demolizione dei marciapiedi esistenti, degradati, allungando il cappotto esterno fino al piede delle pareti. «L’applicazione dell’isolamento termico all’esterno dell’edificio valorizza la massa interna, con benefici sia invernali che estivi

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n.55


TRASMITTANZE POST OPERAM U pareti = 0,15 W/m2K Nodo/1. Soluzione U copertura = 0,15 W/m2K del ponte termico del U solaio verso cantina = 0,49 W/m2K solaio verso il Uf telaio = 1,20 W/m2K piano interrato, Ug vetro = 0,70 W/m2K con isolamento Uw medio = 1,02 W/m2K diversificato tra S/V = 0,82 m-1 parete e piede Um = 0,23 W/m2K http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10

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— sottolinea Pepe —. Inoltre, la presenza di una scala per l’accesso al lastrico solare, consente di sfruttare, durante i mesi estivi, l’effetto camino massimizzando i benefici dell’intervento nel clima caldo-umido tipico della bassa friulana».

Nodo/2. Dettaglio dell’isolamento all’intradosso del solaio della cantina e soluzione del nodo infisso nella “bocca di lupo” con apertura a vasistas

Sostituite le finestre

Completato l’isolamento della parte opaca dell’involucro, sono stati installati nuovi serramenti con telaio in PVC multicamera e vetro triplo, accoppiati a un nuovo cassonetto avvolgibile esterno, predisposto per accogliere il pacchetto isolante. È stata posta attenzione nella progettazione e posa dei nuovi serramenti, in termini di tenuta all’aria, all’acqua e alla corretta soluzione del ponte termico parete-infisso, garantendo alte temperature superficiali interne. Le porte finestre sono provviste di una battuta a terra che ne garantisce la corretta installazione su tutto il perimetro. La tenuta all’aria è stata verificata sia lungo il perimetro degli infissi, sia tappando con spugne a tenuta all’aria le tubazioni corrugate esistenti, permettendo così di superare il Blower Door Test.

Nodo/3. Dettaglio della porta di ingresso con indicazioni di posa dell’isolamento e della tenuta all’aria verso l’interno e al vento verso l’esterno

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ATTENZIONE ALLA QUALITÀ DELL’ARIA Il progetto di riqualificazione ha posto grande attenzione alla qualità dell’aria interna, in termini di ricambio e riduzione delle emissioni di componenti volatili organici, orientandosi verso prodotti naturali con bassissime emissioni di VOC. Per la scelta della tinteggiatura interna, il professionista si è rivolto solo a prodotti in cui siano segnalati in etichetta tutti gli ingredienti. «In effetti — rileva Pepe — le attuali prescrizioni di legge imposte dalla Comunità Europea a tutela della salute e dell’ambiente sono ancora insufficienti, i termini sono spesso violati, le indicazioni ecologiche erronee e le diverse tipologie di certificazione non offrono alcun chiarimento che sia di vero aiuto per il consumatore».

Serramenti. Posa dell’isolamento termico a cappotto in corrispondenza del serramento: da notare l’assenza del cassonetto a vista

Arriva la ventilazione meccanica

Per aumentare il comfort abitativo degli spazi interni si è deciso di installare un sistema di ventilazione meccanica controllata stand-alone, così da assicurare un adeguato ricambio d’aria negli ambienti evitando dispersioni termiche. Si tratta di unità VMC monoblocco installate a parete, camera per camera, silenziose e caratterizzate da basse velocità. La decisione di non installare un impianto centralizzato è stata presa per non recare troppo disturbo agli occupanti, i quali hanno continuato ad abitare nell’immobile durante tutte le fasi della riqualificazione. L’attenzione verso la salubrità degli spazi interni si è declinata anche nell’uso di vernici

per superfici interne a base di calce naturale e con contenuto di VOC (Composti Organici Volatili) quasi nullo.

Verso l’autosufficienza energetica A livello impiantistico, sono state mantenute sia la caldaia

Lavori in corso. Dettagli sulla posa dei serramenti per assicurare la tenuta all’aria ed evitare la formazione di ponti termici

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Blower Door Test. Esecuzione della prova di tenuta all’aria. (Per gentile concessione dell’Arch. Valentina Covre) a condensazione da 24 kW, di recente installazione — anche se sovradimensionata — sia la pompa di calore aria-aria per la climatizzazione estiva ed invernale. In vista di un futuro scollegamento dalla rete gas, una volta eliminata la caldaia (che già ora funziona solo per integrazione e back-up), è stato installato un piano cottura ad induzione; in questo modo

Campo fotovoltaico da 6 kWp. Pre-esistente, dopo i lavori di efficientamento ha portato in attivo il bilancio energetico dell’edificio

Tenuta all’aria. Sigillatura dei vani di passaggio degli impianti e del bordo dell’infisso per garantire la tenuta e superare il Blower Door Test l’abitazione potrebbe funzionare esclusivamente ad elettricità, alimentata dal campo fotovoltaico presente in copertura da 6 kWp, con produzione annua di circa 7.500 kWa, ammesso agli incentivi del terzo Conto energia con un contratto di scambio sul posto.

PARLANO LE BOLLETTE L’indice di prestazione energetica di CasaClima si riferisce al solo fabbisogno energetico dell’involucro. Per valutare il risparmio reale per i proprietari, sono state confrontate le bollette energetiche prima e dopo l’intervento: il risultato è una riduzione effettiva del consumo di gas per il solo riscaldamento del 77% , come evidenziato nella tabella (da cui sono stati scorporati 20 m3 circa per la produzione di ACS). Va ricordato che i dati riportati in tabella sono influenzati dalla variabilità climatica e dal corretto utilizzo dell’edificio: per avere un riscontro “scientifico”, le proiezioni delle percentuali di risparmio dovrebbero essere effettuate alla luce di uno storico dei consumi reali a disposizione. o -12 nov-12 dic-12 gen-13 feb-13 mar-13 apr-13

Ante-Operam 52,6 151,6 275,3 250,9 265,3 199,9 52,3 1247,9

riduzione 100% 72% 64% 74% 80% 83% 100% riduzione

o -13 nov-13 dic-13 gen-14 feb-14 mar-14 apr-14

Post-Operam 0 41,7 100 65 52,3 33,2 0 292,2

77%

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SCHEDA INTERVENTO Tipologia Riqualificazione energetica villetta a schiera Località Fiume Veneto (PN) Altitudine 28 metri s.l.m. Committenti Rolando Francescut e Bagnariol Lina

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Progettazione architettonica, direzione lavori Analisi termografica e calcoli energetici Ing. Domenico Pepe, consulente esperto CasaClima e progettista CasaClima Oro dopo l’intervento (a sinistra) rispetto Fornitore VMC ForClima s.r.l. (Albignasego – PD) alla porzione di Fornitura tinteggiatura interna Natura & Design (Fiume Veneto – PN) villetta adiacentehttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 Isolamento a cappotto ENNVI Costruzioni srl (Summaga di Portogruaro – VE) non sottoposta a riqualificazione Superficie netta riscaldata 124 m2 energetica (a destra)

Il bilancio energetico complessivo, dopo i lavori, è infatti positivo, con un surplus energetico da fonti rinnovabili. «Va evidenziato — rileva Domenico Pepe — come l’impianto fotovoltaico, che prima dei lavori copriva solo parzialmente il fabbisogno energetico dell’edificio, dopo gli interventi e il conseguente incremento di efficienza del sistema edificio impianto, è risultato essere addirittura sovrabbondante».

Dalla G alla A

L’immobile originario presentava un elevato fabbisogno energetico per il riscaldamento, pari a 166 kWh/m2a, ricadendo quindi nella Classe G, la più energivora; l’intervento di efficientamento ha ridotto la bolletta energetica dell’80%, portando il fabbisogno a 30 kWh/m2a, quanto basta per rientrare nei parametri di un edificio Classe A CasaClima. Il passaggio di classe non è stato l’unico plus ottenuto: è infatti migliorato il comfort abitativo,

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Volume totale 465 m3 Fattore di forma 0,82 Coefficiente medio di trasmissione 0,23 W/m2K Fabbisogno termico dell’involucro 30 kWh/m2a Fabbisogno di energia primaria Riscaldamento 5.691 kWh/a ACS 2.121 kWh/a Illuminazione 1.869 kWh/a Energia ausiliaria 1.944 kWh/a Produzione da fotovoltaico 7.500 kWh/a Emissione di CO2 dopo i lavori 1,56 tCO2/a

grazie a temperature superficiali uniformi; il valore economico dell’immobile è senz’altro aumentato, mentre si è ridotta l’impronta ambientale in termini di riduzione delle emissioni di CO2. Casa Bagnariol + Francescut è la prima residenza a schiera privata in Italia che ha raggiunto la classe energetica CasaClima Classe A partendo da una Classe G, superando le verifiche condotte dell’agenzia indipendente Ape (Agezia per l’energia) — che in Friuli VG attribuisce la certificazione CasaClima per conto dell’Agenzia CasaClima di Bolzano — sia per la fase progettuale, sia per la fase realizzativa. «L’intervento non ha presentato notevoli complessità realizzative — conclude il consulente CasaClima —, anzi, le soluzioni tecniche e di posa individuate sono replicabili anche su altri edifici a dimostrazione che un risanamento energetico può essere realizzato con materiali esistenti, ottenendo risultati apprezzabili e verificabili». * Si ringraziano per la collaborazione alla stesura dell’articolo gli architetti Ilenia Medizza e Paola Del Zotto


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DENTRO L’OBIETTIVO

Rigenerazione urbana a basso costo in classe A+

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A Cuorgnè un intervento di riqualificazione energetica e urbanistica con rifacimento completo di una palazzina su quattro livelli A CURA DELLA REDAZIONE

Q Abbonati per leggere http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10

uando per ragioni tecniche, funzionali od estetiche riqualificare un edificio esistente è troppo complesso o costoso, l’alternativa è abbattere la struttura e ricostruirla ex-novo, cercando di non stravolgere il contesto urbanistico e puntando, al contempo, ad un miglioramento dell’efficienza energetica. Questo tipo di interventi di rigenerazione urbana si presta in modo particolare per edifici risalenti al secondo dopoguerra, quando — in pieno boom edilizio e speculativo — le soluzioni architettoniche e tecnologiche non sempre privilegiavano la qualità del costruito, puntando invece sui bassi costi di realizzazione e l’edificazione di massa. Senza contare che a distanza di oltre mezzo secolo, il degrado di questi edifici risulta raramente compatibile con una riqualificazione parziale o mirata.

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Abbonati per leggere PRIMA… La Residenza Antichi Colori nella situazione originaria, in stato di evidente degrado

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Parte da queste premesse la costruzione, nel comune di Cuorgnè, in provincia di Torino, della Residenza Antichi Colori, sette appartamenti disposti su quattro livelli, ottenuti dopo la demolizione di un vecchio fabbricato di tre piani, divenuto con gli anni fatiscente, e la sua ricostruzione integrale adottando soluzioni tecnologiche adeguate ai nuovi criteri sull’efficienza energetica. Il nuovo fabbricato ora dispone, nel seminterrato, di nove box auto, sette cantine e un locale tecnico.

LAVORI IN CORSO. Interno dell’ultimo piano durante i lavori di ricostruzione dell’immobile

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…E DOPO. La stessa palazzina al termine dell’intervento di ricostruzione, con elevamento in altezza

Efficienza a prezzi contenuti

«L’impresa immobiliare, proprietaria e realizzatrice della costruzione, ha voluto puntare su innovazione tecnologica, qualità dei materiali e, in particolar modo, sull’efficienza energetica — spiega l’Ing. Davide Munari, direttore dei lavori —. La sfida più grande è stata ottenere elevati standard in termini di prestazioni energetiche e comfort per gli occupanti, dovendo contenere i costi per non essere costretti a proporre agli acquirenti un prezzo fuori mercato». Un compromesso non sempre facile da ottenere, in questo caso premiato dal mercato, dato che in fase di costruzione sono stati venduti sei dei sette alloggi, tutti certificati in Classe A+, ad un prezzo medio di 2.350 euro al metro quadrato. «Il primo passo — nota Munari — è stata una progettazione integrale approfondita, per analizzare ogni dettaglio costruttivo e proporre la scelta migliore in termini di efficacia e costo dei materiali. È stato studiato ogni singolo ponte termico attraverso software agli elementi finiti e, oltre a individuare la soluzione migliore per la loro attenuazione, è stata anche valutata la temperatura superficiale per scongiurare la formazione di condensa».


LAVORI IN CORSO  PARETI E COPERTURA COPERTURA. Si notano la barriera al vapore, lo strato in lana di roccia ad elevata densità (14 cm), il doppio pannello da 3 cm di fibra di legno mineralizzata, il telo impermeabile e i listelli di aerazione

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TASSELLO NEL CAPPOTTO. In bianco l’elemento isolante ad elevata densità e resistenza per l’ancoraggio delle persiane

PONTE TERMICO/1. Tra la muratura e il bancale esterno è stata interposto uno strato di fibra di legno mineralizzata per correggere il ponte termico. Lo stesso accorgimento è stato adottato all’ultimo piano per la parete in XLAM (foto a destra)

Involucro edilizio

PONTE TERMICO/2. Guarnizione auto espandente tra il cappotto e gli elementi di discontinuità, in questo caso il bancale

Per garantire l’isolamento termico degli ambienti e puntare alla classe più alta della certificazione energetica, la muratura perimetrale di tamponamento è stata realizzata con blocchi porizzati spessi 30 cm, rivestiti all’esterno con un cappotto di EPS e grafite da 12 cm. I muri sono collocati su un pannello di fibra di legno mineralizzata, con funzione di isolamento termoacustico. Questa soluzione ha consentito di ottenere una trasmittanza termica di 0,18 W/m2K, con un fattore di attenuazione pari a 0,047 e sfasamento termico superiore a 16 ore. Per quanto concerne le fondazione, tutti i muri in calcestruzzo armato sono isolati dal terreno grazie ad uno strato di XPS spesso 8 cm. Una soluzione differente è stata pensata per l’ultimo piano, il cui involucro è costituito da pannelli prefabbricati portanti (XLAM) isolati all’esterno con un cappotto in EPS e grafite da 12 cm, mentre all’interno è stato applicato un pannello di lana di vetro ad alta densità. Il pacchetto, in questo caso, garantisce una trasmittanza pari a 0,157 W/m2K, un fattore di attenuazione di 0,156, sfasamento di 9 ore e trasmittanza periodica pari a 0,025 W/m2K.

Copertura ventilata

L’involucro è completato da una copertura ventilata, realizzata con orditura in legno lamellare. Nell’intercapedine, sopra il rivestimento con perline, è stato posato in modo continuo un pacchetto isolante composto da 12 cm di lana di roccia ad alta densità e 6 cm di fibra di legno mineralizzata. La trasmittanza della copertura è pari a 0,21 W/m2K, che assicura ridotte dispersioni di calore in inverno. La protezione dal surriscaldamento estivo è assicurata dalla massa del pacchetto, che determina un fattore di attenuazione di 0,45 e uno sfasamento dell’onda termica superiore a 9 ore.

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LAVORI IN CORSO  BALCONI E TERRAZZE

Abbonati per leggere CORNICIONE. http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 Particolare del cornicione decorativo, con isolamento sia del bordo del solaio, sia del canale di gronda, prima del rivestimento con faldale metallico (a destra)

GIUNTO. Particolare del giunto tra cappotto e gronda, con interposizione di una guaina auto espandente

PARAPETTO DEL TERRAZZO ULTIMO PIANO. Getto di calcestruzzo su un pannello di XPS ad elevata resistenza a compressione per il taglio del ponte termico. Una barriera al vapore evita la formazione di condensa interstiziale

PARTICOLARE BALCONE. Impermeabilizzazione degli elementi aggettanti con guaina in PVC e piastrelle (a destra)

BALCONE AGGETTANTE. Isolamento con cappotto sulla faccia inferiore e pannelli di XPS su quella superiore per la correzione del ponte termico

TAGLIO TERMICO. Posa delle lastre in pietra dei balconi sui modiglioni inseriti nel getto del solaio. I balconi sono così separati dalla parete ed il ponte termico è ridotto al minimo

Finestre in legno e tripli vetri

Per i serramenti degli appartamenti è stato scelto un sistema in legno dotato di triplo vetro con doppia camera e rivestimento basso emissivo. Anche grazie ad un falso telaio progettato e posato correttamente, la trasmittanza risulta inferiore a 1,00 W/m2K. Per il vano scala, invece, si è optato per una

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finestra in PVC con doppi vetri e rivestimento selettivo che attenua il surriscaldamento estivo. Le persiane sono in alluminio, materiale che combina leggerezza, resistenza e durabilità. All’ultimo piano sono installati oscuranti esterni


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SERRAMENTI IN LEGNO. Particolare delle finestre, posate con tutti gli accorgimenti necessarie ad evitare la formazione di ponti termici

in alluminio, orientabili e motorizzati, collegati all’impianto domotico dell’abitazione, in modo tale da consentire l’apertura, la chiusura e l’orientamento delle lamelle direttamente dal pannello touch-screen centralizzato. I balconi sono in granito verde, con modiglioni di geometria particolare e ringhiere di pregio zincate e verniciate. Faldalerie e pluviali sono state realizzate in rame.

Pompa di calore geotermica

Il cuore del sistema impiantistico è rappresentato da una pompa di calore acqua/acqua della potenza termica di 26 kW e COP di 4,79 (a 0 °C – 35 °C) collegata ad un campo geotermico con quattro sonde verticali, che scendono fino alla profondità di 100 metri. La pompa di calore è provvista di scheda per la gestione e l’analisi dati da remoto. La produzione centralizzata di acqua calda è coadiuvata da sei pannelli solari termici, il tutto completato da un puffer inerziale per il riscaldamento (500 litri) e da un bollitore da 1500 litri per ACS, dotato di scambiatore di calore a piastre ad alta efficienza per la produzione “istantanea dell’acqua calda”; una soluzione che evita ogni rischi di legionellosi. Il riscaldamento degli ambienti è affidato a pannelli radianti a pavimento, con termoregolazione mediante termostati ambiente posti in ogni stanza. La contabilizzazione del

PAVIMENTO. Posa del materassino anticalpestio, con risvolto su parete calore per la corretta ripartizione, tra i condomini, delle spese di riscaldamento e ACS prevede contacalorie montati sullo stacco di ogni unità immobiliare. Ogni appartamento è anche dotato di impianto di ventilazione meccanica controllata a doppio flusso, con recuperatore di calore ad alta efficienza. L’impianto elettrico installato all’interno degli appartamenti è di tipo domotico, mentre l’illuminazione delle parti comuni, interne ed esterne, è realizzata con tecnologia a LED.

Certificata in Classe A+

Al termine dei lavori, la Residenza Antichi Colori è stata sottoposta a procedura di certificazione energetica, che ne ha attestato la classificazione A+.

CENTRALE TERMICA. Particolare della pompa di calore geotermica con accumulo da 1.500 litri per ACS

SCHEDA TECNICA Intervento demolizione di edificio esistente e ricostruzione Località Cuorgnè Zona climatica E, 2975 GG Progetto e direzione lavori Ing. Davide Munari Progetto opere strutturali Ing. Paolo Oria Consulenza energetica Ing. Davide Munari Impresa costruttrice San Francesco Costruzioni Volume lordo riscaldato 1.792 m3 Superficie netta riscaldata 446 m2 Rapporto S/V 0,63 Trasmittanza media superfici opache 0,2036 W/m2k Trasmittanza media superfici trasparenti 1,0025 W/m2k Indice prestazione energetica in riscaldamento (EP risc) 15,03 kWh/m2 Indice prestazione energetica globale (EP g) 22,80 kWh/m2 Quota di energia da fonti rinnovabili 81% Classe energetica A+ n.55

55


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

Intervenire sul patrimonio pubblico in modo organico e finanziato Il Comune di Cavallermaggiore è riuscito a riqualificare una scuola con finanziamenti pubblici e privati, grazie alla diagnosi energetica e alla pianificazione degli interventi

N

el 2011, con una giunta appena insediata, il Comune di Cavallermaggiore (CN) ha iniziato un percorso virtuoso di riduzione del consumo energetico negli edifici pubblici, guidato da una pianificazione mirata.

Piano d’intervento

Il punto di partenza è stato il censimento di tutti gli edifici pubblici in termini di caratteristiche dimensionali, profili di utilizzo e consumi

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n.55

a cura di LORENZO BALSAMELLI*

energetici reali. I dati raccolti sono stati elaborati e restituiti in forma sintetica mediante l’impiego di indicatori energetici che, messi a sistema con strumenti di analisi dedicati, hanno permesso di individuare gli edifici sui quali concentrare l’attenzione. Solo su questi ultimi sono state eseguite diagnosi energetiche approfondite per valutare nel dettaglio dove destinare in modo prioritario le risorse economiche per l’abbattimento dei consumi energetici, definendo anche gli interventi da realizzare. In questo modo, sono stati pianificati e realizzati gli interventi che presentavano la maggior redditività e urgenza. Gli edifici pubblici comunali identificati come prioritari sono Palazzo Garneri, edificio storico e sede del Comune, la Scuola Elementare A. Sobrero e la


DIAGNOSI ENERGETICA/1. Termografia dell’intradosso della copertura

PALAZZO GARNERI. Sede del Comune di Cavallermaggiore (CN)

DIAGNOSI ENERGETICA/2. Termografia delle reti di distribuzione del fluido termovettore

SCUOLA ELEMENTARE A.SOBRERO. Individuata tra gli edifici bisognosi di un intervento di efficientamento energetico

SCUOLA MEDIA L.EINAUDI. Oggetto del primo intervento di riqualificazione al termine di un’accurata diagnosi energetica

Scuola Media L.Einaudi. Quest’ultimo intervento, che punta a ridurre i consumi di oltre il 70%, è un caso emblematico, poiché combina elevato grado di replicabilità, largo impiego di materiali eco-compatibili e riciclabili, nonché

l’implementazione di un sistema di monitoraggio energetico ambientale volto a verificare il raggiungimento dei risultati attesi; il tutto in un’ottica di sostenibilità economica, grazie a finanziamenti pubblici e privati.

Diagnosi energetica

Le diagnosi energetiche approfondite, eseguite sui tre edifici individuati come prioritati, hanno analizzato i consumi reali, disaggregati per fonte energetica e per uso finale. Questa operazione ha permesso di individuare l’ambito di azione prioritario sul quale intervenire.

PALAZZO GARNERI. Analisi dei dati di monitoraggio ambientale indoor. Profilo giornaliero medio

MONITORAGGIO AMBIENTALE. Individuazione dei punti di degrado sull’involucro edilizio n.55

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In tutti e tre i casi, l’uso finale più energivoro si è rivelato la climatizzazione invernale, indirizzando così l’attenzione sul contenimento dei consumi per riscaldamento. L’analisi delle criticità relative a questo aspetto è stata condotta attraverso simulazioni energetiche con metodi quasi stazionari, supportate da indagini strumentali (termografie all’infrarosso) e monitoraggi Stima del fabbisogno energetico pre e post-intervento ambientali (temperature indoor) per poter di riqualificazione energetica affinare i modelli. http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 Il monitoraggio ambientale indoor si è rilevato uno strumento utile anche per un secondo scopo. Quando non sono disponibili le risorse finanziarie per eseguire gli interventi di coibentazione sull’involucro edilizio e di efficientamento degli impianti, o se questi sono di difficile attuazione per vincoli architettonici, il primo passo è ottimizzare il funzionamento del sistema edificio-impianto così com’è. Per esempio, si può agire sulla regolazione, limitando — o persino eliminando — sprechi Riepilogo delle prestazioni termofisiche dell’involucro legati a sovratemperature o a particolari setedilizio – solo strutture oggetto di intervento point impiantistici che forniscono il servizio di riscaldamento, anche quando non richiesto. L’analisi delle temperature all’interno degli ambienti ha fornito numerosi suggerimenti per migliorare la regolazione degli impianti al fine di avvolgibili, al piano terreno e al primo piano, con installazione di nuovi contenere i consumi per riscaldamento serramenti ad elevate prestazioni con cassonetti monoblocco; • la coibentazione dell’estradosso delle falde di copertura; • l’installazione di valvole termostatiche su tutti i radiatori del fabbricato e Intervento mirato contestuale sostituzione dei vecchi circolatori con dispositivi a controllo Dei tre edifici sottoposti a diagnosi energetica elettronico, a giri variabili; approfondita, nella Scuola media L. Einaudi • l’inserimento di un sistema di monitoraggio energetico-ambientale sono stati riscontrati sia i più elevati consumi, consultabile via internet. sia le maggiori potenzialità di risparmio, in termini assoluti e relativi. Inoltre, la scuola aveva necessità di interventi manutentivi sull’involucro Obiettivi energetici, ambientali e gestionali edilizio. L’amministrazione comunale ha Gli interventi definiti dalla diagnosi energetica e poi progettati e realizzati quindi deciso di intervenire radicalmente e nella Scuola media, sono stati studiati con la finalità di ridurre drasticamente prioritariamente su questo edificio attraverso: i consumi energetici per la climatizzazione invernale, oltre a migliorare il • la posa di un isolamento a cappotto sulle comfort estivo. superfici verticali esterne; L’obiettivo era ridurre a meno della metà le dispersioni di calore durante • la coibentazione della parte del solaio di la stagione invernale, di incrementare i rendimenti impiantistici del 15% calpestio del piano terreno disperdente verso circa, consentendo globalmente di ridurre il fabbisogno energetico per la i locali non riscaldati sottostanti, adibiti a climatizzazione invernale di oltre il 70%, oltre a riqualificare esternamente deposito; una struttura che necessitava di manutenzione straordinaria. • la sostituzione di tutti serramenti in ferro Oltre a definire gli interventi volti alla riduzione dei fabbisogni energetici per e vetro singolo, nonché dei cassonetti per la climatizzazione invernale, in fase progettuale si è deciso di installare un

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n.55


EQUILIBRIO TRA PRESTAZIONI, MATERIALI ECOCOMPATIBILI E DURABILITÀ Gli interventi di riqualificazione energetica operati sull’involucro edilizio sono stati quelli sicuramente più impattanti dal punto di vista della riduzione dei fabbisogni energetici per la climatizzazione invernale, migliorando anche le condizioni di comfort nel periodo estivo. Oltre a ciò, in fase di progettazione e di selezione dei materiali, è stata data importanza all’impiego di materiali eco-compatibili (di recupero e/o riciclabili). Per la riqualificazione della copertura è stata adottata una

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soluzione prefabbricata costituita da un pannello sandwich di acciaio zincato e lana minerale, materiali totalmente riciclabili. La stessa cura è stata posta nella selezione dei materiali per la coibentazione delle pareti perimetrali, con impiego di blocchi in calcio silicato. Questa soluzione, oltre a garantire il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle dispersione termiche e di riciclabilità dei materiali, è ottimale in termini di stabilità e durevolezza.

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SCUOLA MEDIA L.EINAUDI. Posa della nuova copertura MONITORAGGIO ENERGETICO/1. Analisi dei dati di temperatura indoor ottenuta dal centro servizi Smart Monitoring

SCUOLA MEDIA L.EINAUDI. Posa del cappotto sul perimetro esterno dell’edificio

sistema di monitoraggio energetico-ambientale, come strumento di garanzia per la riduzione dei consumi.

Monitoraggio energetico-ambientale

Nell’ambito delle opere di riqualificazione energetica della scuola media, è stato messo a punto un sistema di monitoraggio

MONITORAGGIO ENERGETICO/2. Consumo di energia termica nel mese di febbraio 2015 mediante Smart Monitoring

energetico-ambientale. L’idea nasce dalla constatazione che, molto spesso, i risparmi calcolati in fase di progettazione (riduzioni di fabbisogno) non trovano poi riscontro in termini di risultato, inteso come riduzione dei consumi reali post-intervento. Attraverso il monitoraggio, ci si è prefissi l’obiettivo di garantire nel tempo i risparmi attesi. L’impianto si compone di: • 5 sonde di temperatura interna di tipo wireless collocate in altrettanti ambienti rappresentativi delle varie zone termiche della struttura; • contatore di calore per l’energia termica fornita alla ex palestra (fabbricato,

n.55

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che non è stato oggetto di riqualificazione, Gli incentivi per il pubblico utilizzato saltuariamente per attività Per l’attuazione del percorso di contenimento dei consumi del patrimonio extrascolastiche e servito dal medesimo edilizio pubblico, il Comune di Cavallermaggiore è riuscito ad accedere sistema di generazione a servizio della scuola), ad una serie di fondi incentivanti. Gli audit energetici approfonditi dei dotato di trasmettitore wireless di dati; tre fabbricati più importanti (Palazzo comunale, Scuola media e Scuola • contatore di calore per l’energia termica elementare) sono stati totalmente finanziati dalla Fondazione CRC (Cassa fornita alla scuola media, dotato anch’esso di di Risparmio di Cuneo), nell’ambito del progetto Energiambiente. A questo trasmettitore wireless di dati; scopo sono stati presentati un’analisi energetica territoriale e un progetto • contatore di metano a turbina, con correttore di audit approfondito. A costo zero, l’amministrazione comunale ha così dei volumi, dotato di trasmettitore wireless potuto studiare approfonditamente, dal punto di vista energetico, i tre http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 di dati, per il monitoraggio del consumo di edifici più energivori del suo patrimonio, ottenendo un quadro chiaro metano del generatore di calore a servizio dei delle opportunità di riduzione dei consumi e dei costi d’intervento per il due fabbricati; raggiungimento di tali obiettivi. • centralina di raccolta dati provenienti dal Grazie al quadro ottenuto attraverso gli audit energetici, il Comune ha sistema di misura in campo; sfruttato fondi regionali e statali (POR FESR 2007-13 del Piemonte con • router per la trasmissione dei dati di il concorso di risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale FESR, monitoraggio via internet; dello Stato Italiano e della Regione Piemonte) per attuare una profonda • centro servizi accessibile via internet per riqualificazione energetica del suo edificio più energivoro, ovvero la scuola supervisionare da remoto ed in qualunque media. momento sia le temperature nei vari ambienti, Presentando un progetto che coniugava elevata riduzione dei fabbisogni sia i consumi energetici. energetici (oltre il 70%), innovazione nell’impiego di sistemi di monitoraggio, Il centro servizi, verso il quale confluiscono largo impiego di materiali eco-compatibili e grande replicabilità, tutti i dati di monitoraggio, consente la l’amministrazione comunale ha ottenuto fondi tali da coprire l’80% dei costi memorizzazione dei valori nei diversi formati, di realizzazione del progetto di riqualificazione energetica. con livelli di accesso generati dall’amministratore Il caso del Comune di Cavallermaggiore rappresenta quindi un esempio di sistema. anche dal punto di vista della capacità di intercettazione di forme Il sistema offre anche la possibilità di analizzare incentivanti per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio il consumo energetico con diverse cadenze pubblico e quindi della riduzione dei suoi consumi e costi energetici. temporali: giornaliera, settimanale, mensile e annuale. La possibilità di accedere via internet * Ing. Lorenzo Balsamelli – Onleco s.r.l. al sistema (attraverso accesso con credenziali dedicate ai diversi soggetti) permetterà di verificare costantemente i consumi, evitando le derive che generalmente vengono riscontrate RINGRAZIAMENTI solo a fine stagione, quando è ormai tardi per Si ringraziano l’arch. Federico Bertola (Assessore del Comune di Cavallermaggiore con intervenire con azioni correttive. incarichi all’urbanistica, ai lavori pubblici e arredo urbano e alla tutela del patrimonio Oltre a ciò, il monitoraggio in continuo della artistico e architettonico), il geom. Giorgio Alasia (responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale temperatura indoor e dei livelli di consumo e R.U.P. delle opere sulla scuola media L. Einaudi), l’arch. Daniele Rangone dello Studio (termico utile e di energia primaria) consentirà al Associato Settanta7 di Torino (progettista delle opere edili e Direttore dei Lavori relativi alla gestore dell’impianto (in telecontrollo) di poter scuola media L.Einaudi), la società Onleco S.r.l. di Torino (redattrice dell’analisi energetica ottimizzare la regolazione, massimizzando quindi territoriale, delle diagnosi energetiche approfondite, del progetto e della direzione dei i risparmi energetici.

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lavori operativa relativamente alle opere impiantistiche e del sistema di monitoraggio per la scuola media L. Einaudi), l’Impresa Edile Cornaglia F.lli S.r.l. (impresa realizzatrice delle opere sulla scuola media L. Einaudi) e tutti coloro che hanno contribuito al percorso di efficientamento del patrimonio edilizio pubblico del Comune di Cavallermaggiore.

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GOVERNO TECNICO

C’è solo un ingegnere nella squadra

Newsletter

Nr.01 – MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

L

e vicende di Fukushima sono arrivate inattese e violente. Esse ci insegnano che non conosciamo ancora a sufficienza la nostra Terra, ed i metodi migliori per soddisfare le nostre attuali esigenze. In questa nota riassumiamo le fonti di energia necessarie al nostro progresso civile. Si ribadisce la necessità di sviluppare nuove indagini e di aprire nuovi laboratori. Si sottolinea l’importanza delle Università, nel loro ampio significato di deposito di conoscenza, di luogo di indagine attiva su quanto ancora non conosciamo, e di deposito della cultura raggiunta, da trasmettere alle nuove

La decisione desta meraviglia e rammarico e richiama all’impegno

dott. ing Franco Ligonzo

stro Giornale ha cercato di soddisfare queste esigenze, dandosi una mission— >pag.4 “cogliere e interpretare lo spirito del tempo” (n.13 del 15/7/09) e seguendo una linea editoriale che io stesso nel settembre 2010 (n.14 del 1/9/2010) avevo riassunta in sei punti: ■ “no” alla banalizzazione segue a pag. 5 dei problemi complessi; “si” al dare spazio alle diverse analisi, purché complete, motivate e documentate; ■ “no” alle soluzioni semplicistiche; “si” al sostenere soluzioni che, pur semplici, tengano conto della complessità di partenza e an— >pag.6 che degli effetti di medio periodo; ■ “no” all’intolleranza intellettuale; “si” alla discusPresidente Cni sione rispettosa delle idee altrui; ■ “no” al bla-bla-bla fine a sé stesso; “si” al dare spazio alle idee portatrici di valore aggiunto; ■ “no” a una linea edito— >pag.13 riale asservita a interessi di parte; “si” a un’informazione plurale e indipendente; ■ “no” ad accettare che il comportamento eticamente corretto finisca là dove comincia quello “penalmente rilevante”; “si” ad accettare un limite etico — >pag.8 tanto più stringente quanto

segue a pag. 3 e 4

GIUSEPPE LANZAVECCHIA

ANNO ACCADEMICO/1

La crisi finanziaria e quella culturale

N

el 1996 ho pubblicato un libro (1) che esaminava per diversi paesi industrializzati l’evoluzione – dal 1960 al 1995 – di economia, occupazione, forza lavoro; demografia per sesso, fasce d’età, fertilità, mortalità, durata della vita, processi migratori; società (come l’ingresso delle donne sul mercato del lavoro); necessità di una continua crescita economica in tutto il mondo in un contesto di globalizzazione crescente, e quin-

di di competizione sempre più diretta tra le diverse aree geopolitiche. L’evoluzione richiedeva cambiamenti strutturali di lavoro e occupazione: aumento dell’età lavorativa (fino a 65–70 anni) dovuto alla maggior durata della vita; scomparsa di tante attività del passato e comparsa di altre del tutto nuove; riduzione del lavoro dipendente a favore di quello autonomo; attività sempre più sofisticate e prepasegue a pag. 7

POLITECNICO DI MILANO: Crescita e sostenibilità

GUIDA AI PRODOTTI PER LEED

®

La situazione mondiale dopo Fukushima dott. ing. Alessandro clerici

a pag. 8

Modello tedesco per le tariffe

UNIVERSITÀ DEL SALENTO: Conoscienza e sapere

— >pag.5

a pag. 8

RAPPoRto CNI suI bANdI dI

TITOLO DEL RICHIAMO: PRogettAzIoNe a pag. 8

a pag. 6

segue a pag. 5

Andamento del prezzo del petrolio e dei prezzi dell'energia elettrica e

Le Rinnovabili sono la causa degli aumenti della bolletta elettrica

del gas per un consumatore domestico tipo Numeri indici: gen 2007 = 100 260 250 240 230 220 210 200 190 180 170 160

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150 140 130 120

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110 100 90 80 Jul-11

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Brent ($/b) Brent (¤/b) Prezzo energia elettrica (consumatore domestico tipo) Prezzo gas (consumatore domestico tipo)

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ANNO ACCADEMICO/2

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LAVORO E OCCUPAZIONE

dott. ing. Carlo Valtolina

meglio di noi tecnici, coPerchénosce lail trattativa privata valore essenziale dell'aggiornamento continuo, oltre all’Antitrust quello della culnon piace tura e, per 60 anni, il no-

La Manovra Salva Italia cambia i lavori 1 pubblici Sia chiaro: la mia meraviglia non è per nulla una critica alla scelta dei ministri fatta dal Premier, Prof. Mario Monti, ma è la reazione al fatto che nel suo cosiddetto “governo tecnico” c’è un solo ingegnere. Certamente quest’unico ingegnere è persona ben nota: il Prof. Ing. Fran-

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Come difendersi dall’umidità

Sistema di sbarramento chimico Risanagel di Ecobeton

Il risanamento dei locali umidi passa attraverso un efficace sbarramento alla propagazione dell’acqua all’interno della muratura o dei materiali di rivestimento FRANCESCA ROMANA D’AMBROSIO e GIUSEPPE RICCIO*

P

er ridurre o rallentare i processi di degrado dovuti all’acqua è necessario interrompere o limitare al massimo la propagazione dell’acqua all’interno della muratura, dei materiali di rivestimento e degli altri componenti edilizi. Le tecniche attualmente in uso per il controllo e la tenuta all’acqua degli edifici sono classificabili, relativamente al loro principio di azione, in: • sistemi passivi di allontanamento dell’acqua dalle murature; • sistemi di sbarramento fisico o chimico nei confronti della risalita capillare nelle murature; • sistemi di evacuazione dell’acqua contenuta nella muratura.

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ACQUA DI FALDA O DISPERSA L’acqua presente nel suolo, che provoca la risalita capillare all’interno della parete, può avere origine da acqua di falda o da acqua dispersa. Nel primo caso, può interessare la parete in modo diretto, quando la fondazione è a contatto con l’acqua di falda, o indiretto, quando le proprietà capillari del terreno permettono la risalita dell’acqua dalla falda alla parete. Nel secondo caso, la presenza dell’acqua si può considerare sporadica in quanto dovuta o a un non perfetto smaltimento delle acque meteoriche o a una particolare configurazione del terreno che determina la raccolta delle acque alla base della parete.

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I diversi sistemi possono essere usati singolarmente, ma è preferibile associarne due — o addirittura tutti e tre — al fine di ottenere risultati più efficaci e duraturi. In questo articolo affrontiamo i sistemi di allontanamento dell’acqua dalla parete e i sistemi di sbarramento. Sul prossimo fascicolo ci dedicheremo invece alle tecniche di evacuazione dell’acqua presente nella muratura.

Allontanare l’acqua dalla parete

Il principio sul quale si basano i metodi passivi è quello di diminuire la superficie di contatto delle murature interrate con il terreno, naturalmente dopo aver adeguatamente convogliato e allontanato dall’edificio le acque di superficie. Interventi quali drenaggi, pozzi assorbenti e intercapedini dovrebbero essere eseguiti in corrispondenza delle parti interrate delle murature, sia sulla faccia esterna che su quella interna. È evidente che questi sistemi non consentono di eliminare il contatto della muratura con il terreno, in quanto la fondazione del muro deve poggiare inevitabilmente sul suolo e, quindi, una certa quantità di risalita capillare non può essere eliminata. Di conseguenza, l’efficacia di questi metodi è in stretta relazione con le dimensioni e con la capacità assorbente della

muratura: se la quantità di acqua che risale è ridotta, è probabile che con questi interventi, in murature di spessore normale o contenuto (circa 40-50 cm), riducendo di circa 2/3 la superficie di contatto con il terreno si possa effettivamente ridurre la quantità di acqua che risale, in modo da poterla più agevolmente eliminare per evaporazione riducendo così sensibilmente il livello della macchia umida. In caso contrario, cioè in presenza di risalite importanti in murature di notevole massa, ci si può attendere solo una riduzione, a volte nemmeno significativa, del livello della macchia umida. Occorre ricordare, inoltre, che i sistemi di allontanamento dell’acqua possono riguardare solo le pareti esterne e, quindi, non sono efficaci per i fenomeni di umidità riscontrabili sulle partizioni interne dei locali.

Sbarramento alla risalita capillare Il principio che sta alla base di questi sistemi di risanamento prevede di bloccare la risalita

Foto: Peter Cox

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capillare attraverso la realizzazione di un taglio orizzontale nella parete da risanare. I metodi principali possono essere suddivisi in tre categorie: • Metodi che portano alla riduzione della sezione capillare assorbente (metodo edilizio); • Metodi di sbarramento orizzontale mediante l’inserimento di materiali anticapillari (metodo meccanico); • Metodi di sbarramento orizzontale mediante l’iniezione di formulati chimici atti a inibire la risalita capillare dell’acqua (metodo chimico).

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Riduzione della sezione capillare assorbente

Detto anche metodo edilizio, è uno dei più antichi e viene realizzato mediante l’inserimento all’interno della muratura da risanare di una serie di archetti in breccia al di sotto della parete stessa (Fig.1). Lo scopo è far sì che la via di passaggio dell’acqua sia ridotta alla sola sezione d’imposta degli archetti. Questo comporta che la poca acqua capace di risalire attraverso la strozzatura venga poi fatta evaporare quasi completamente. Se poi, al piede della muratura d’imposta degli archetti si mette un materiale anticapillare, come una pietra non porosa, allora l’assorbimento della sezione risulta praticamente uguale a zero. Questo metodo è uno dei più efficaci poiché elimina alla radice la possibilità di assorbimento dell’acqua. Il metodo edilizio è ovviamente molto oneroso e poco praticabile; inoltre, presenta il grosso svantaggio di alterare la distribuzione dei carichi dell’edificio, concentrandoli su una sezione ridotta di muratura, rischiando così di compromettere la stabilità dell’edificio.

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Figura 1 – Metodo edilizio: riduzione della sezione assorbente con una serie di aperture ad arco Da Massari, 1992

Sbarramento orizzontale con materiale anticapillare

Detto anche metodo meccanico, ha anch’esso origini molto antiche. Nelle prime realizzazioni sperimentate su edifici veneziani, consisteva in un procedimento manuale di scuci e cuci dove si sostituiva il materiale poroso umido con un materiale anticapillare e non ossidabile, usualmente piombo in lastre, lungo tutto il perimetro dell’edificio. L’intervento oggi realizzabile consiste essenzialmente in tagli orizzontali della parete, generalmente eseguiti per tratti brevi (per motivi statici), nei quali vengono inseriti materiali impermeabili quali lamine metalliche, piane o ondulate, oppure materiali plastici (per esempio poliesteri), o anche manti bituminosi, in vetroresina, oppure malte cementizie impermeabili. I vari sistemi adottabili si differenziano a seconda del metodo con cui viene eseguito il taglio che può essere praticato in tre modi: taglio con carotatrici; taglio con sega e taglio con filo diamantato. Prima di iniziare il taglio però, è necessario


TAGLIO CON SEGA O FILO DIAMANTATO Il taglio con sega è di più recente invenzione ed è particolarmente indicato fisiche, Infatti, se prima erano battute a mano, adesso vengono per murature di non eccessivo spessore con filari di mattoni regolari e inserite a pressione, mediante l’uso di un martello pneumatico, giunti di malta di spessore uguale o superiore al centimetro. Il taglio, che nelle fughe di malta tra i mattoni. Le lamiere che si utilizzano ha lo spessore della sega (poco meno di un centimetro), viene eseguito in possono avere dimensioni differenti ma, essenzialmente, sono corrispondenza del giunto di malta ed è possibile regolarne l’inclinazione realizzate con materiali plastici, dotati di un’elevata resistenza e la profondità; lo spessore massimo del taglio eseguibile è di circa 130 cm. a compressione (circa 600 kg/cm2), e presentano un profilo Il taglio viene eseguito per tratti orizzontali della lunghezza di un metro, ondulato che consente alle lastre di garantire la resistenza alle all’interno del quale, vengono inserite delle lastre lunghe un metro e dello traslazioni orizzontali dovute a eventuali movimenti tellurici o spessore di un millimetro; le lastre contigue vengono sovrapposte per un assestamenti. tratto di circa dieci centimetri in modo da garantire la continuità della Una volta realizzato il taglio con l’ausilio della sega o del filo barriera. diamantato (vedi riquadro), per tratti di lunghezza variabile Nelle murature in calcestruzzo oppure nei paramenti realizzati con pietre tra i 20 e i 100 cm, prima di inserire le lamine la fessura viene dure si può ricorrere al taglio con filo, analogo al procedimento adottato richiusa con un impasto a base cementizia e additivato con nelle cave di pietra per segare i blocchi di materiale da estrarre dalla espansivi per evitare che si verifichino cali improvvisi del montagna. Si rivela particolarmente adatto per il taglio di pareti di grosso volume dell’impasto. Le lamine, successivamente, vengono spessore, siano esse inhttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 muratura o in calcestruzzo, dove le seghe a catena o messe in opera sovrapposte per circa il 30% della loro circolari risultano difficilmente utilizzabili.

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asportare l’intonaco deteriorato su entrambi i lati. In questo modo si può stabilire, nel caso di muratura in mattoni regolari, se sia possibile praticare il taglio proprio nel giunto di malta, così da rendere meno invasivo l’intervento ma, anche più rapida l’evaporazione dell’acqua contenuta nel muro stesso. Il taglio nella muratura va effettuato circa 15-20 cm sopra il piano di campagna ed è tanto più costoso e difficoltoso quanto più irregolare è la parete.

Inserimento delle barriere fisiche

Nel corso degli anni si è andato evolvendo anche il metodo per l’inserimento delle barriere

lunghezza in modo da garantire la corretta tenuta del sistema. Dopo l’inserimento dello strato bloccante, l’intonaco vecchio, guastato dal sale proveniente dal muro, deve essere rimosso fino a circa 50 cm sopra le macchie di sale e d’umidità affinché il muro possa essiccare. Normalmente, sono necessari dai tre ai sei mesi per il processo di essiccazione. Le fughe devono essere raschiate accuratamente per ripulirle dai cristalli di sali e, se necessario, si può prevedere l’applicazione di un trattamento chimico (antisolfato) che trasforma i sali ancora contenuti nella muratura in soluzioni insolubili o di difficile solubilità. Il muro nella parte inferiore viene quindi intonacato con uno

Risanamento della parete attraverso inserimento di una guaina dopo aver praticato un taglio orizzontale foto: Edil Comer

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TUTTI I RISCHI DEL TAGLIO Sebbene concettualmente molto semplice, l’operazione di taglio e inserimento di barriere presenta alcuni limiti: • l’operazione è molto delicata per le possibili gravi conseguenze che implica sia da un punto di vista strutturale, sia per l’incolumità e il disagio arrecato agli occupanti qualora l’edificio fosse abitato anche durante queste operazioni; • si riduce in modo drastico il potere assorbente della muratura al di sopra della barriera, ma nella parte di parete ancora a contatto con il terreno la situazione potrebbe addirittura peggiorare poiché si riduce la superficie Kit Cox di Peter Cox per il risanamento evaporante della muratura inumidita; di umidità nei muri per risalita capillare • le acque meteoriche potrebbero infiltrarsi nella muratura in http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 corrispondenza del taglio, portando a ristagni d’acqua con conseguente formazione di una fascia umida al di sopra del materiale impermeabile; • il sistema non può essere applicato in murature fortemente degradate, speciale intonaco di risanamento, permeabile al di spessore considerevole e costituite da materiale eterogeneo; vapor d’acqua e impermeabile all’acqua capillare • restano comunque aperti percorsi laterali, quali l’intonaco di finitura, per mentre, la zona al disotto della barriera, viene la risalita capillare.

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intonacata con uno del tipo bloccante.

Sbarramento orizzontale con formulati chimici

Il principio che sta alla base di questo metodo è simile a quello dello sbarramento fisico, ovvero si cerca di bloccare la risalita dell’acqua al piede della muratura. La differenza tra i due metodi sta nel fatto che, mentre con il primo si taglia il muro e si immette nel taglio una lastra più o meno rigida, con il secondo si introducono nella muratura sostanze liquide che vengono assorbite per lo stesso principio di capillarità. Queste sostanze non sono altro che formulati chimici i quali, una volta iniettati, polimerizzano all’interno dei capillari del materiale costituendo anche qui una sorta di barriera, senza però provocare l’inconveniente traumatico del taglio di tutta la muratura perimetrale dell’edificio. I principali formulati chimici utilizzati con effetto

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idrofobizzante sono: silani, siliconi, siliconati, silossani, poliesteri perfluorati, microemulsioni di siliconi. L’azione si basa sul principio che l’altezza di risalita dell’acqua in un capillare dipende dalla tensione superficiale della stessa e dalle forze di attrazione solido-liquido che si verificano al contatto fra parete del capillare e acqua. I prodotti chimici idrofobizzanti tendono ad abbassare le forze di attrazione facendo prevalere quelle di coesione delle molecole d’acqua con il risultato di evitare la suzione capillare.

Problemi ricorrenti

Dalle esperienze condotte e tuttora in corso, sono emersi con evidenza alcuni problemi ricorrenti e alcuni fattori che influenzano l’efficacia delle operazioni. Per esempio, la penetrazione del formulato chimico è fortemente influenzata dalla viscosità del liquido e dalla presenza di solventi che possono favorirne la penetrazione, ma ridurne l’efficacia. La distribuzione del liquido impregnante all’interno di un materiale è molto influenzata dalla velocità di polimerizzazione del componente, oltre che dalle modalità di iniezione e dalle caratteristiche strutturali e dimensionali della parete. Vi sono, inoltre, altri elementi da tenere in considerazione quali: la stabilità chimica dei componenti, l’insorgenza di alterazioni cromatiche che si possono verificare a distanza di tempo sulla parete trattata, oppure la presenza di sali nei composti, sempre molto dannosa per i materiali trattati.


NON SONO TUTTI UGUALI Le esperienze condotte in campo e in laboratorio non hanno ancora portato a giudizi definitivi sull’efficacia e sulla durata dei trattamenti chimici idrofobizzanti. Sono comunque emerse interessanti indicazioni circa il comportamento dei diversi formulati: • i silani sono caratterizzati da una bassa viscosità e da una buona penetrazione, ma risultano estremamente volatili; • i siliconi sono sostanze idrorepellenti e impermeabilizzanti dotate di una buona resistenza al calore e agli agenti chimici. Sono costituiti da molecole molto grandi a struttura di polimeri, ragion per cui sono caratterizzati da un’alta viscosità e da una scarsa penetrazione; • i siliconati si ottengono quando agli idrogeni di silano si sostituiscono in parte i radicali alchilici “R” e in parte i gruppi ossidrici salificati. Hanno http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 dato risultati soddisfacenti anche in pareti di notevole spessore quando impiegati in modo combinato con i silicati; • i silossani sono caratterizzati da una bassa viscosità quindi da una buona penetrazione e risultano meno volatili dei silani; • le microemulsioni di siliconi sono liquidi trasparenti caratterizzati da una bassa viscosità e buona penetrazione; le prime sperimentazioni hanno dato risultati molto incoraggianti che necessitano, però, di ulteriori conferme e approfondimenti.

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presenta una certa omogeneità nei materiali, si può ricorrere anche a sistemi con iniezione a pressione. Se si opera su murature discontinue o poco compatte, però, l’iniezione a pressione può presentare notevoli inconvenienti. Infatti, il liquido introdotto tende a seguire i percorsi che offrono minore resistenza, come vuoti, fratture o crepe, e tende a disperdersi. Per evitare che vengano tralasciate o non trattate parti di muratura che potrebbero far ripresentare fenomeni di risalita capillare, si controlla la pressione di introduzione modulandola in relazione alla compattezza della muratura. La prima parte “Umidità: cause, effetti e diagnosi” è stata pubblicata su Casa&Clima n.54 – aprile 2015

* Sintesi dello studio “Degrado degli edifici dovuto all’umidità: prevenzione e bonifica” di G. Alfano, F. R. d’Ambrosio, G. Riccio

A iniezione o lenta trasfusione

I procedimenti di impregnazione sono caratterizzati prevalentemente dalla pressione con la quale i formulati vengono iniettati nel muro. I metodi usati sono fondamentalmente due: • A lenta trasfusione (a pressione atmosferica, sfruttando il carico idrostatico del liquido contenuto nel trasfusore); il formulato chimico viene introdotto mediante trasfusori che inseriti nei fori, opportunamente realizzati alla base della parete umida (a circa 20 cm da terra), hanno la funzione di immettere lentamente il liquido impregnante che in parte risale all’interno della parete per capillararità, ma per la maggior parte discende per gravità. • A iniezione (con una pressione superiore a quella atmosferica, in genere 5-7 atm). Consiste nell’immissione all’interno della muratura di un formulato, mediante una pompa. La scelta del metodo da usare è influenzata dalle caratteristiche geometriche del muro e dalle caratteristiche fisiche della soluzione da iniettare. Se il muro presenta uno spessore notevole, oppure è costituito da materiale non omogeneo, è preferibile l’uso di un sistema a iniezione a bassa pressione. Se invece il muro non è molto spesso e

Drykit di tecnoRed, sistema brevettato di barriera chimica mediante formulati idrofobizzanti introdotti a lenta diffusione

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SPECIALE SCHERMATURE

Controllo solare: meglio manuale o automatico? Partendo da un edificio reale ad uso uffici, si è rilevato il comportamento degli utenti e simulato il passaggio ad un sistema di regolazione automatica degli oscuranti 68

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B. PAULE, J. BOUTILLIER, S. PANTET e F. FLOURENTZOU*

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on esiste ancora una metodologia che consenta di valutare come gli oscuranti e la loro strategia di controllo incidano sul parametro daylight autonomy di un edificio, ovvero sul grado di autonomia con sola luce naturale, parametro che indica la percentuale di ore diurne durante il quale — nell’arco di un anno — gli illuminanti naturali superano una soglia prestabilita. Si tende in genere a stimare il contributo della luce diurna in


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ANARCHIA NELLA GESTIONE DEGLI OSCURANTI IN UNA GIORNATA DI CIELO COPERTO, NEL MESE DI MAGGIO A METÀ POMERIGGIO. Le finestre contornate in rosso hanno le tendine alzate (posizione corretta in base all’illuminazione naturale), quelle in blu hanno gli oscuranti abbassati, mentre nelle finestre riquadrate di giallo le tende sono parzialmente abbassate, ma in molti casi le luci all’interno sono accese

assenza di oscuranti mobili e il consumo energetico dei sistemi di illuminazione non viene ottimizzato in base all’orientamento della facciata o alla posizione degli elementi. Inoltre, nei calcoli di progetto, i guadagni solari sono stimati solo in funzione dei valori teorici forniti dai produttori di serramenti e oscuranti.

Un’analisi empirica

I ricercatori dell’Estia di Losanna, in Svizzera, hanno condotto un esperimento basato sull’osservazione continua, tramite telecamere, di 125 finestre poste su tre facciate di altrettanti edifici per uffici, orientate a Est, Sud e Ovest; gli uffici erano occupati, al momento della rilevazione, da una trentina di piccole e medie aziende. Punto di partenza dello studio è la constatazione che in uno scenario di gestione manuale degli oscuranti la posizione (aperta, chiusa o parzialmente chiusa) è assolutamente imprevedibile, come mostra chiaramente la foto 1, presa nel maggio 2013 alle tre e mezza del pomeriggio, in condizioni di cielo coperto. Le finestre riquadrate in rosso sono le uniche in posizione corretta (tendine completamente alzate), ma non sono affatto la maggioranza. Contornate in blu sono le finestre con le tende completamente abbassate, mentre in giallo quelle con tende parzialmente abbassate e, allo stesso tempo, con le luci interne accese.

Tre webcam per riprendere i movimenti

Ogni movimento degli oscuranti è stato tracciato nel tempo: per ogni facciata è stata scattata una fotografia ogni ora tra il 1º febbraio 2013 e il 31 gennaio 2014, ottenendo così 500mila immagini. Per ogni finestra è stata calcolata la parte della vetratura coperta dalle tende e l’angolo di orientamento delle lamelle. Per semplificare l’analisi, l’inclinazione delle lamelle è stata suddivisa in tre classi: orizzontale (0°), inclinata (45%) o chiusa (90°). Sulla base di queste osservazioni, è stata condotta una simulazione (Radiance/DIAL+Lighting) per calcolare l’effettivo contributo della luce naturale in funzione delle condizioni atmosferiche e della posizione delle tende a lamelle

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(veneziane) poste a protezione dei locali. I risultati sono stati poi comparati con quelli ottenuti simulando l’impiego di sistemi di controllo automatici, sulla base di un algoritmo di regolazione in continuo dei singoli elementi oscuranti. Oltre all’analisi dell’illuminazione, è stata condotta una simulazione termica dinamica al finehttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 di valutare le condizioni di surriscaldamento dei locali (DIAL+Cooling) e valutare così l’effettivo contributo energetico di una specifica finestra in condizioni reali, nonché il Pianta degli edifici esaminati dallo studio e posizione delle tre webcam puntate sulle facciate miglioramento potenziale che si per tracciare in continuo la posizione degli oscuranti potrebbe ottenere automatizzando il movimento delle tende. Il lavoro,

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finanziato dall’Ufficio federale dell’energia (OFEN), può fornire indicazioni utili nelle fasi iniziali di progettazione di un edificio.

Cosa si è scoperto Rappresentazione schematica dell’area coperta dagli oscuranti ai fini dello studio

Inclinazione delle lamelle delle tende. A fini di studio sono state considerate solo tre posizioni: orizzontale (0°), inclinata (45°) o chiusa (90°)

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Movimenti delle tende. Lo studio conferma che gli occupanti sfruttano troppo poco le opportunità offerte dagli oscuranti. La tabella 1 mostra il numero di azionamenti per ogni tipo di movimento: apertura, chiusura e inclinazione delle lamelle. In media, ogni occupante regola la tendina meno di due volte la settimana. Non solo: la tabella 2 indica che il 41% degli utenti compie meno di un movimento la settimana e solo il 12% regola gli oscuranti almeno una volta al giorno. Area coperta. È molto importante la percentuale di area coperta dall’oscurante. Sulla facciata esposta ad Ovest, per esempio, l’altezza della “porzione attiva”


Numero medio movimenti tendine Orientamento per finestra/anno Est

Orientamento Sud

Orientamento Ovest

della finestra (cioè non chiusa dalle tendine) in media è pari al 56% Movimento verso l’alto (apertura) 36,7 27,9 20,5 (Figura 5). Ma, soprattutto, la parte oscurata della finestra è quella Movimento verso il basso (chiusura) 39,3 30,7 24,5 superiore, la più efficace in termini di illuminazione degli ambienti; Orientamento lamelle 13,5 17,4 60,4 il risultato è una significativa riduzione della luce naturale nella Totale 89,5 76 105,4 profondità della stanza. Ciò lascia intuire come il contributo della luce Nr movimenti per settimana 1,72 1,46 2,03 http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 naturale sia tutt’altro che ottimale quando sono gli utenti a gestire Media nr movimenti per finestra/settimana 1,74 manualmente la protezione solare. Livello di illuminazione che TABELLA 1. Movimenti delle tende, per tipo, comporta l’accensione delle nelle diverse facciate. In media gli oscuranti lampade. Dalle osservazioni vengono regolati meno di due volte la settimana è emerso che la soglia di illuminazione che porta all’accensione delle luci elettriche è molto più bassa rispetto ai livelli Frequenza dei movimenti oscuranti raccomandati (500 lux nel caso di uffici). Sono state selezionare Facciata ≤ 1 per settimana ≤ 2 per settimana ≤ 3 per settimana ≤ 4 per settimana > 1 per settimana oltre un centinaio di situazioni “Prima” (luci spente) e “Dopo” Est 37% 33% 15% 4% 11% (luci accese). Per ognuno di questi casi è stato calcolato il contributo Sud 53% 23% 12% 5% 7% della luce naturale al centro della stanza. I risultati mostrano che, Ovest 36% 26% 19% 3% 16% nella maggior parte dei casi, l’utente accende la luce quando Media 41% 26% 16% 4% 12% l’illuminazione interna (al centro della stanza) è compresa tra 38 e TABELLA 2. Frequenza media dei movimenti 156 lux (Figura 6). L’analisi conferma degli oscuranti in funzione dell’esposizione. che gli utenti sono abbastanza Il 41% degli occupanti effettua una tolleranti in merito al livello medio regolazione una volta la settimana o meno

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FIGURA 5. Area media della finestra coperta da tende nella facciata esposta a Ovest

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di illuminazione nell’ambiente. L’osservazione suggerisce inoltre che qualsiasi sistema automatico che accenda le luci non appena l’illuminanza media scende sotto i 500 lux porterà inevitabilmente ad un incremento significativo delle ore di illuminazione artificiale e, di conseguenza, dei consumi energetici.

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FIGURA 6. Illuminazione naturale media al centro della stanza Prima (Di1, in blu) e Dopo (Di1, in giallo) l’accensione della luce elettrica (facciata ovest)

Comportamenti mutevoli

FIGURA 7. La percentuale di tempo tra le 7 del mattino e le 6 di sera, in cui il valore di illuminamento naturale all’interno dei locali (in 5 diversi punti, Point1 più vicino alla finestre, Point 5 più lontano) è pari o superiore a 500 lux (Daylighting autonomy) per ognuna delle 58 finestre esposte ad ovest, monitorate nel corso dello studio

FIGURA 8. L’inclinazione delle lamelle è calcolata in funzione della posizione del sole, al fine di bloccare l’entrata dei raggi quando la radiazione verticale sulla finestra è superiore a 200 W/m2

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Al fine di stimare l’effettivo contributo della luce naturale negli ambienti, l’illuminamento interno è stato simulato utilizzando il software DIAL+Lighting. L’analisi è stata compiuta su base oraria in funzione della posizione delle tende e delle condizioni meteo. La Figura 7 mostra i profili di Daylighting autonomy (percentuale della giornata in cui i valori di illuminamento naturale all’interno dei locali sono superiori a 500 lux) per le 58 finestre esposte a ovest analizzate nello studio. Si nota come la dispersione sia molto alta. Alcuni tengono le tende sempre alzate, altri spesso abbassate. Nei punti più vicini alla finestra (Point 1 nel grafico in Fig. 7) l’intervallo di Daylighting autonomy varia dal 3% all’81%, mentre più all’interno della stanza si va da zero al 7%. La dispersione risulta meno evidente nelle facciate esposte a Sud e ad Est, pur presentando lo stesso andamento. Ne consegue che gli utenti sembrano essere poco capaci di gestire in modo efficace


gli oscuranti e che potrebbe essere rilevante il potenziale miglioramento ottenibile passando a un sistema automatico di regolazione.

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Per quantificare questo guadagno, è stata condotta una seconda http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 simulazione, ipotizzando una logica automatica che funziona con un semplice algoritmo: se la radiazione verticale sulla finestra è superiore a 200 W/m2, il sistema FIGURA 9. Daylight autonomy nella facciata esposta a Ovest. In blu il risultato che si ottiene simulando il sistema automatico, in verde abbassa le tende e orienta il valore massimo rilevato nelle osservazioni dirette (tendine quasi opportunamente le lamelle (come sempre alzate), in rosso il minimo (tendine quasi sempre chiuse) e in mostrato in Figura 8), altrimenti le giallo il valore mediano (50% degli utenti si situano sopra, 50% sotto). I alza, lasciando passare più luce. valori nei due punti più vicini alla finestra sono simili a quelli dell’utente La Figura 9 riporta i risultati della che tiene sempre alzate le tende; rispetto al valore dell’utente simulazione utilizzando l’algoritmo mediano, al centro della stanza la Daylight autonomy risulta tre volte superiore (85% contro 25%), mentre spostandosi all’interno della di regolazione automatica degli stanza, l’automazione non porta alcun rilevante miglioramento oscuranti (linea tratteggiata blu) rispetto ai valori minimi,

FIGURA 10. Percentuale del tempo, tra le 7 di mattina e le 6 di sera, in cui le luci sono spente ipotizzando che vengano accese non appena l’illuminamento interno sia pari o minore di 150 lux e vengano spente non appena l’utente lascia la stanza, alla 1 e alle 6 del pomeriggio. Andamento in base alla gestione automatica o manuale degli oscuranti

massimi e mediani riscontrati nell’osservazione diretta delle finestre. Come si può notare, il passaggio al controllo automatico incrementa notevolmente il valore di Daylight autonomy in tutti i cinque punti analizzati.

Illuminazione artificiale

Quando il sistema di illuminazione artificiale non è automatico, gli utenti tendono ad accendere le luci non appena il livello al centro della stanza scende sotto i 150 lux (Figura 6). D’altro canto, sappiamo che spesso gli utenti dimenticano di spegnere le luci, almeno fino a quando l’illuminamento non supera i 500 lux. Per valutare questo scenario “realistico” è stato simulato un caso specifico, dove le

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Tempo in cui le luci dovrebbero essere accese

Auto150 HAuto 150 luci vengono accese non appena l’illuminamento interno è pari Controllo automatico 63% 1.801 ore 1.058 ore o minore di 150 lux e vengono spente quando l’utente lascia la Manuale (maxi) 63% 1.801 ore 1.058 ore stanza, alle ore 13 e alle ore 18 di ogni giorno. Il risultato della Manuale (mediano) 34% 972 ore 1.888 ore simulazione è mostrato nella Figura 10, in funzione della gestione degli Manuale (mini) 13% 372 ore 2.488 ore oscuranti (automatica o manuale, secondo i dati osservati). Dal grafico e dalla tabellahttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 3 si nota TABELLA 3. Periodo nel quale le luci restano accese, che il periodo in cui le luci sono nelle condizioni della simulazione, in percentuale e ore/anno. Facciata esposta a Ovest. Ore totali, spente è pressoché lo stesso, tra le 7 mattino e le 6 del pomeriggio: 2.860 sia che il sistema sia automatico, sia che ci trovi di fronte ad un utente che tiene quasi sempre le tendine alzate, mentre il beneficio è evidente se si confronta una Tempo di accensione Consumo energetico Deviazione rispetto regolazione automatica con luci (ore/anno) kWh/m2 all’utente mediano il comportamento dell’utente mediano, dove si rileva una Controllo automatico 1.058 ore 13,8 -47% differenza di quasi 800 ore/anno di luce artificiale, che salgono a Manuale (maxi) 1.058 ore 13,8 -47% 1.400 euro se il confronto viene fatto con l’utente che presenta il Manuale (mediano) 1.888 ore 26,1 0% comportamento peggiore (tende spesso abbassate). Manuale (mini) 2.488 ore 34,3 31% Partendo dalla tabella 3, sono stati calcolati i consumi energetici TABELLA 4. Consumo energetico per per l’illuminazione artificiale nei illuminazione nei diversi scenari ipotizzati differenti scenari, riportati in tabella

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FIGURA 11. Comfort Zone secondo EN 15251 nei casi utente mediano (a sinistra) e sistema automatico (a destra); le differenze non sono molto grandi, ma confermano la maggiore efficienza del sistema di regolazione nel ridurre il surriscaldamento degli ambienti

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4, ipotizzando una potenza media delle luci pari a 3,8 W/m2. Rispetto all’utente mediano, il sistema automatico offre un risparmio di quasi il 50%. In termini di energia primaria, la riduzione su base annua si attesta intorno a 30 kWh/m2, un valore decisamente elevato.

Surriscaldamento estivo

Per completare la ricerca, è stato anche calcolato il numero di ore di surriscaldamento confrontando il sistema di controllo automatico degli oscuranti con il comportamento dell’utente mediano, attraverso il programma di simulazione DIAL+Cooling; a questo scopo è stato analizzato un ambiente tipo, nell’ipotesi che l’utente abbassi le tendine se il flusso incidente supera i 200 W/m2. La differenza di ore di surriscaldamento, fuori dalla zona di comfort, non è eclatante, ma pende a favore del sistema

automatico: 252 ore contro 359 ore nel periodo in cui gli uffici sono occupati.

Utenti poco abili a gestire l’ombreggiamento Dallo studio emerge la scarsa capacità degli utenti a gestire in modo efficiente i sistemi di ombreggiamento e il potenziale di risparmio e comfort legato all’introduzione di sistemi automatici di regolazione, in particolare per quanto riguarda i consumi energetici relativi all’illuminazione artificiale degli ambienti. Non sono stati esaminati gli aspetti legati al comfort visivo degli occupanti, ma i ricercatori stimano vantaggi anche in questo caso, grazie ad uno sfruttamento più efficace della luce naturale. Tratto dalla relazione “Shading device control: Effective impact on daylight” presentata all’Energy Forum 2014 di Bressanone. * B. Paule, J. Boutillier, S. Pantet e F. Flourentzou Estia SA (Losanna, Svizzera).

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TECNICA DEI SERRAMENTI

Dettaglio. Particolare del nastro termoespandente inserito nel livello intermedio del nodo secondario

Posa corretta sui tre livelli Caratteristiche dei materiali e tecniche di installazione per ottenere le massime prestazioni dal serramento GUIDO ALBERTI*

L

a posa in opera di un serramento è un aspetto che dev’essere necessariamente progettato e non affidato al caso. Troppo spesso infatti, si lasciano al libero arbitrio alcuni elementi chiave dell’installazione, per poi risolverli frettolosamente in cantiere, in una fase successiva. In questo articolo illustriamo le caratteristiche dei prodotti da usare e come questi debbano essere impiegati affinché le prestazioni del serramento siano garantite in opera. Occorre sottolineare l’importanza di considerare il serramento parte integrante dell’involucro edilizio e non, come spesso accade, un elemento a sé stante. Anche in tal caso però, è bene ricordare che qualsiasi prodotto, se non usato correttamente, inficia la prestazione del serramento.

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Anantomia del nodo

Definiamo quali devono essere le caratteristiche dei prodotti in funzione del loro posizionamento all’interno del nodo. A questo fine immaginiamo di suddividere il nodo in tre parti: esterna, intermedia e interna. Definiamo queste tre sezioni “Livelli”, a cui associamo un colore: un livello esterno, convenzionalmente indicato con il colore Blu; un livello intermedio identificato con il colore giallo e, infine, un livello interno identificato con il colore Rosso. Questi tre livelli, come si vede in Fig.1, indicano ognuno una zona del serramento che deve garantire prestazioni differenti.


Livello esterno (blu)

Il livello esterno deve garantire protezione dagli agenti atmosferici e dal rumore. Al contempo deve favorire la fuoriuscita del vapore acqueo eventualmente presente nel nodo. Occorre distinguere tra la traversa inferiore e i restanti tre lati. Nel primo caso, infatti, la tenuta non dev’essere assicurata solo nei confronti agenti atmosferici, ma anche rispetto ad eventuali ristagni che potrebbero http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 formarsi sul davanzale esterno. Sui restanti tre lati, invece, è sufficiente che la tenuta sia garantita verso la pioggia battente. Infine, il prodotto deve impedire all’umidità esterna di penetrare nel giunto, soprattutto nel periodo estivo e con particolari condizioni climatiche. Indipendentemente dal prodotto scelto, è importante che sia quanto più elastico possibile, per assecondare i diversi movimenti della struttura e garantire protezione acustica.

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Livello intermedio (giallo)

Al livello intermedio è affidata la protezione termoacustica e il fissaggio meccanico alla muratura. Non è direttamente esposto agli agenti atmosferici, poiché “protetto” dal livello esterno e deve essere realizzato con prodotti che siano quanto più elastici possibile, per evitare fessurazioni e crepe dovute ai movimenti del giunto. Non sempre protezione termica ed acustica vanno di pari passo. Prodotti elastici, che non subiscono rotture, impediscono alle frequenze alte di rumore di passare. Prodotti, la cui massa garantisca un ottimo isolamento acustico, sono da preferire per le frequenze basse. Esistono difatti prodotti più indicati da un punto di vista acustico che però mal si coniugano con l’isolamento termico. Livello interno (rosso)

Il livello interno assicura la tenuta all’aria, evitando che il vapore possa penetrare nel giunto di posa. L’umidità contenuta nell’aria infatti, man mano che incontra zone a temperature più basse, tende a condensare. La presenza di umidità nel giunto può compromettere la prestazione del componente. A tale proposito, si ricorda che il livello esterno e quello interno sono in stretta

Figura 1 Livelli di posa del serramento. Esterno (blu), intermedio (giallo) e interno (rosso)

correlazione. La corretta migrazione del vapore acqueo all’interno del nodo è un aspetto molto importante: per questa ragione, è consigliabile usare prodotti la cui resistenza al passaggio di vapore diminuisca man mano che si procede verso l’esterno del serramento. A seconda del livello e del nodo si possono preferire alcuni prodotti ad altri.

Risoluzione del nodo primario

Livello esterno. in una costruzione “tradizionale” può essere realizzato semplicemente applicando un profilo di raccordo con l’intonaco esterno direttamente al controtelaio. Tale profilo è anche di fondamentale importanza per raccordare il controtelaio all’isolante. Per i dettagli si rimanda al “Manuale per l’applicazione del Sistema a Cappotto” predisposto da

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Posa corretta. Nodo primario e secondario con i tre livelli risolti

Cortexa (www.cortexa.it), Consorzio italiano per la cultura del Sistema a Cappotto. Si raccomanda di distinguere tra il prodotto che si usa per i tre lati, e quello per la parte inferiore, poiché quest’ultimo deve garantire l’impermeabilità al nodo non solo alla pioggia battente, ma anche ad eventuali ristagni. A tal proposito si consiglia l’uso di guaine in EPDM da raccordare con lo strato di impermeabilizzazione. Nel caso, invece, di costruzione in legno, è consigliabile usare un nastro di raccordo tra la barriera al vento e il controtelaio stesso. Livello intermedio. Può essere realizzato con materiali differenti, a condizione che presentino bassa conducibilità termica e buona prestazione acustica. I materiali possono essere di tipo chimico, come ad esempio schiuma poliuretanica, ma anche fibrosi, come la lana di roccia o, se si preferisce un materiale naturale, la fibra di canapa. Livello interno. Può essere risolto in due modi: mediante profili porta intonaco da applicare direttamente al controtelaio, in modo da garantire che i diversi materiali che lo costituiscono e l’intonaco non creino fessurazione; oppure mediante pellicole o barriere da affogare nell’intonaco stesso. Tali barriere hanno generalmente un’estremità adesiva, da applicare direttamente sul controtelaio mentre l’altra può essere di tre tipi: • priva di adesivo: in questo caso l’applicazione deve essere fatta con l’uso di sigillanti, ad esempio MS Polimero;

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• con adesivo di diversa natura; si raccomanda in questo caso di eseguire una prima mano d’intonaco lungo la spalletta, al fine di garantire adesione; • con rete porta intonaco, da affogare cioè con l’intonaco.

Nodo secondario

Livello esterno. Il livello esterno del nodo secondario richiede prodotti in grado di garantire sia la tenuta agli agenti atmosferici, sia la fuoriuscita della condensa. È sempre consigliabile usare controtelai con battuta, in modo tale che un eventuale nastro, usato in battuta, possa lavorare sempre in “compressione”. Quest’aspetto dev’essere necessariamente progettato in fase di realizzazione del controtelaio. Ove ciò non sia possibile, ad esempio nei casi in cui non esista una battuta al serramento, si consiglia l’impiego di sigillanti ibridi, ad esempio MS Polimero, possibilmente lasciando superiormente

In cantiere. Raccordo del quarto lato del controtelaio con uno strato impermeabilizzante costituito da una guaina in gomma EPDM


una fessura di 100/150 mm, che consente l’evaporazione dell’eventuale condensa che si crea nel giunto di posa. Anche in questo caso, la traversa inferiore dev’essere realizzata in modo differente rispetto agli altri tre lati. Per la traversa inferiore è preferibile usare sigillanti tipo MS Polimero, da soli o accoppiati a nastri in PVC a celle chiuse o nastri butilici. Livello intermedio. Può essere realizzato con diversi prodotti. Oltre a quelli già citati http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 per il nodo primario, vi sono anche i nastri termoespandenti multifunzione, così chiamati perché in grado di risolvere, con un unico prodotto, tutti e tre i livelli. Livello interno. Quello del nodo secondario, come abbiamo detto, deve evitare che l’aria interna, ricca di umidità, possa infiltrarsi nel giunto di posa. A tale scopo, a meno che non si usi un coprifilo, non esistono molte alternative ai sigillanti fluidi: In cantiere. Controtelaio in multistrato con questi possono essere di tipo ibrido, come MS quarto lato in pur-massiv con profilo esterno di raccordo per rasatura coibente e barriera Polimero, oppure di tipo acrilico, ad esempio al vapore interna da affogare nell’intonaco il classico sigillante da pittura. È fondamentale che il sigillante venga correttamente applicato e abbinato a pitture adeguate, poco elastiche, che non provochino rotture per fessurazione, consentendo al vapore di entrare nel giunto. Per tutti i prodotti citati e per una corretta riuscita del progetto di posa in opera, si rimanda sempre alle prescrizioni dei produttori riportate nella “Scheda Prodotto”.

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In cantiere. Particolare del nastro termoespandente usato nel livello esterno del nodo secondario. Si notino i due differenti nastri a seconda della dimensione del giunto

Progettare prima

Per evitare problemi durante la fase di cantiere, è opportuno realizzare disegni esplicativi, da cui si evincano le caratteristiche che devono avere i diversi livelli dei due nodi, magari accompagnati da un capitolato specifico di posa in opera. Su Internet sono presenti diversi siti che riportano capitolati di posa in opera del serramento, per esempio www.lalibertadentro.it progetto dell’azienda Maico e www.posaclima.it, progetto dell’omonimo sistema di posa “Posa Clima”. La posa in opera quindi dev’essere necessariamente progettata ancor prima di affrontare la scelta del serramento, al fine di non lasciare possibilità di errore in cantiere, quando è troppo tardi per intervenire in modo adeguato e non resta, quindi, che ricorrere a soluzioni di compromesso. * Guido Alberti, Tecnico esperto Finestra Qualità CasaClima (www.posaqualificata.it)

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