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ISSN: 2038-0895

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

N. 84 I Anno XV I MARZO/APRILE 2020 I Bimestrale

RESTYLING IN CHIAVE GREEN

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

IAQ Qualità dell’aria nelle abitazioni: cosa respiriamo? INTERVISTA Una realtà che OSA DENTRO L’OBIETTIVO L’intensità della natura nella riqualificazione EDILIZIA SOSTENIBILE Materiali naturali per case naturali Organo ufficiale

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BIMESTRALE Organo ufficiale di:

Comitato consultivo Carla Tomasi (Finco) Angelo Artale (Finco) Giorgio Albonetti (Quine) Marco Zani (Quine) Comitato scientifico Antonio Arienti (Aif) Alfio Bonaventura (Aifil) Cesare Boffa (Fire) Gianfranco Borsatti (Anfus) Sergio Fabio Brivio (Finco) Francesco Burrelli (Anaci) Paolo Cannavò (Fecc) Riccardo Casini (Unicmi) Davide Castagnoli (Anacs) Innocenzo Cipolletta (Aifi) Italo Cipolloni (Anisig) Daniela Dal Col (Anna) Gianluca De Giovanni (Assofrigoristi)

Caterina Epis (Fondazione Promozione Acciaio) Nicola Antonio Fornarelli (Acmi) Fabio Gasparini (Assites) Potito Genova (Assobon) Gabriella Gherardi (Aises) Donatella Guzzoni (Sismic) Iginio Lentini (Union) Giuseppe Lupi (Aipaa) Antonio Maisto (Assoverde) Carlo Miana (Assoroccia) Laura Michelini (Anfit) Fabio Montagnoli (Pile) Francesco Morabito (Assografene) Daria Pasini (Archeoimprese) Paolo Pastorello (Restauratori Senza Frontiere) Marco Patruno (Fisa) Massimo Poggio (Fias) Carmine Ricciolino (Aiz) Walter Righini (Fiper) Marcello Rossetti (Aicap) Kristian Schneider (Ari) Angelo Sticchi Damiani (Aci) Daniele Succio (Anipa) Paolo Taglioli (Assoidroelettrica) Eleonora Testani (Ancsa) Bruno Ulivi (Ait)

Fondata da Andrea Notarbartolo

IN QUESTO NUMERO

21 5 EDITORIALE 8 NOVITÀ PRODOTTI

Pubblicità Quine Srl 20141 Milano - Via G. Spadolini, 7 - Italy Tel. +39 02 864105 - Fax +39 02 70057190 - dircom@quine.it Traffico, Abbonamenti, Diffusione Rosaria Maiocchi Editore Quine srl - www.quine.it Presidente Giorgio Albonetti Amministratore Delegato Marco Zani Direzione, Redazione e Amministrazione 20141 Milano - Via G. Spadolini, 7 - Italy Tel. +39 02 864105 - Fax +39 02 70057190 e-mail: redazione@quine.it Servizio abbonamenti Quine srl, 20141 Milano – Via G. Spadolini, 7 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 70057190 e-mail: abbonamenti@quine.it Gli abbonamenti decorrono dal primo fascicolo raggiungibile. Costo copia singola: euro 2,30 Stampa Aziende Grafiche Printing Srl – Peschiera Borromeo (MI) Casa&Clima è stampata su carta certificata Chlorine Free Iscrizione al Tribunale di Milano N.170 del 7 marzo 2006. Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010 Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 12191

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Associato Anes Aderente

N. 84 I Anno XV I MARZO/APRILE 2020 I Bimestrale

RESTYLING IN CHIAVE GREEN

di Patrizia Ricci

21 Nuova luce per

Ecodesign ed etichetta energetica a cura della redazione

DENTRO L’OBIETTIVO

48 Restyling in chiave green a cura della redazione

54 L’intensità della natura

IAQ

26 Qualità dell’aria nelle abitazioni: cosa respiriamo?

di Ingrid Demanega e Francesco Babich

INTERVISTA

30 Una realtà che OSA di Claudio Moltani

nella riqualificazione

DENTRO L’OBIETTIVO L’intensità della natura nella riqualificazione EDILIZIA SOSTENIBILE Materiali naturali per case naturali

KLIMAHOUSE | VIDEO Quando una fiera si trasforma in movimento

SPECIALE SISTEMI DI RISCALDAMENTO Design intelligente = Riscaldamento efficiente

Organo ufficiale

SERVIZIO A PAGINA

48

CASE HISTORY

58 Riqualificazione e

66 Ridefinire i rapporti tra

risanamento di un edificio anni ’50: il progetto

produzione di energia e territorio agricolo a cura di Fondazione Promozione Acciaio e Giovanni Vaccarini Architetti

di Davide Gigli

EDILIZIA SOSTENIBILE

33 Klimahouse 2020:

62 Materiali naturali

di Silvia Martellosio

INTERVISTA Una realtà che OSA

WORK IN PROGRESS

VISTI IN FIERA

quando una fiera si trasforma in movimento

IAQ Qualità dell’aria nelle abitazioni: cosa respiriamo?

a cura della redazione

70 Polo scolastico

per case naturali

in Classe A

a cura di Deborah Annolino

a cura della redazione

Responsabilità Tutto il materiale pubblicato dalla rivista (articoli e loro traduzioni, nonché immagini e illustrazioni) non può essere riprodotto da terzi senza espressa autorizzazione dell’Editore. Manoscritti, testi, foto e altri materiali inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. Tutti i marchi sono registrati. INFORMATIVA AI SENSI DEL D.LGS 196/2003 Si rende noto che i dati in nostro possesso liberamente ottenuti per poter e ettuare i servizi relativi a spedizioni, abbonamenti e similari, sono utilizzati secondo quanto previsto dal D.Legs.196/2003. Titolare del trattamento è Quine srl, via G. Spadolini 7, 20141 Milano (info@quine.it). Si comunica inoltre che i dati personali sono contenuti presso la nostra sede in apposita banca dati di cui è responsabile Quine srl e cui è possibile rivolgersi per l’eventuale esercizio dei diritti previsti dal D.Legs 196/2003.

© Quine srl - Milano

ISSN: 2038-0895

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

Riscaldamento efficiente

ILLUMINAZIONE

Hanno collaborato a questo numero Deborah Annolino, Francesco Babich, Andrea Borroni Ripamonti, Ingrid Demanega, Fondazione Promozione Acciaio, Davide Gigli, Claudio Moltani, Patrizia Ricci, Giovanni Vaccarini Architetti

IN COPERTINA

41 Design intelligente =

12 TECH

41

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

Grafica e Impaginazione Grupo Asís

33 SPECIALE SISTEMI DI RISCALDAMENTO

Direttore responsabile Marco Zani Redazione Silvia Martellosio redazione.casaeclima@quine.it

84

MARZO/APRILE 2020

CONSULENZA FISCALE

74 Detraibilità delle spese: obbligo di tracciabilità dei pagamenti

a cura di Andrea Borroni Ripamonti

54

66

FINCO INCONTRA

76 Gli incontri istituzionali

tra dicembre e gennaio


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EDITORIALE

Perché l’Italia non cresce più da vent’anni?

ANGELO ARTALE, Direttore Generale Finco

Occorre cambiare passo, ma bisogna farlo sul serio

A

novembre Finco ha inviato al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, un documento con alcune riflessioni in merito alla prolungata mancanza di crescita del Paese. Il titolo del documento, non a caso, è: “Perché l’Italia da vent’anni non cresce più”. Non solo l’Italia non cresce da vent’anni, ma è anche ultima nelle previsioni di innalzamento del PIL per il 2020. Nell’anno appena iniziato in Europa non c’è Paese che farà peggio di noi, con un previsto (striminzito) +0.4 % (ma ora già ridimensionato), lontano dal già non entusiasmante +1.4 % della media europea. In sostanza, gli ultimi degli ultimi.

Si può continuare così ? È possibile trovare i segnali di questa consapevolezza di effettuare quell’urgente e radicale cambio di passo cui abbiamo dedicato il titolo del documento? Certamente no! Anche le recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio sui principali temi economici brillano per genericità (Corriere della Sera, 13 gennaio 2020). La vicenda Alitalia è l’emblema di un approccio demagogico – e va avanti ormai da anni – che continua a sacrificare il futuro del nostro Paese, soprattutto dei suoi giovani, sull’altare del consenso; tutti i manager apicali che si sono succeduti andrebbero denunciati per omissione di atti di ufficio per non avere portato i libri in Tribunale, come da legge societaria. Anche il caso Tirrenia si sta avvicinando ai livelli raggiunti da Alitalia grazie al club dei “professionisti” dei disastri (come si può leggere in un recente articolo comparso su La Repubblica). Non parliamo, poi, delle forze sindacali andate in audizione parlamentare sul tema – senza vergogna – a sollecitare un prestito più sostanzioso, più lungo e che rigettano qualunque piano di revisione del numero di dipendenti.

Vale la pena di riportare integralmente il passo di una recente intervista tratta da Il Foglio (10.01.20) di Maria C. Cipolla e rilasciata da Tommaso Valletti, ex Direttore Generale alla Direzione Concorrenza della Commissione Europea: “... ho dovuto, poi, guardare anche dentro al buco di Alitalia. È un dossier ormai politico, dal punto di vista tecnico lo conosco molto bene ed è stato consentito tanto, fin troppo. Anche sulla legge che permette l’ultimo dei finanziamenti possibili, Roma ha dato risposte lente, incomplete: puntano sul fatto che l’Ue non ha vantaggi a fare muso duro, perché le ripercussioni sulla concorrenza sono minuscole, Alitalia è ormai un piccolo vettore. È un pozzo che mangia soldi senza molto senso economico...”. Pertaltro, come dimostra una foto postata dal deputato PD Filippo Sensi, è vergognoso che l’Aula della Camera fosse del tutto vuota quando, invece, avrebbero dovuto dibattere sul provvedimento di conferma degli ulteriori 400 milioni (che naturalmente non vedremo più) di prestito “ponte” ad Alitalia. Da questi casi, emblematici come Alitalia, forse derivano le non risposte a chiarimento della mancata crescita del Paese. Va detto a chiare lettere che le motivazioni di questo sfacelo vanno ricercate per il 90% all’interno del Paese. Neanche con l’aiuto del Quantitative Easing e del prezzo basso del petrolio siamo riusciti a far registrare tassi di crescita decenti: non c’è scusa che tenga. Rispondere dunque al quesito iniziale non è semplice, specie nello spazio di un editoriale. In aggiunta, mi sento di affermare: è inutile sperare troppo nella digitalizzazione e nell’innovazione tout-court. Nell’immediato – e forse non solo – ridurrà i posti di lavoro o almeno “quelli” tradizionalmente difesi.

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EDITORIALE Spunti di riflessione Suggeriamo ora qualche riflessione e misura da prendere (o evitare), partendo da un dato che l’ISTAT ha appena messo in circolo: in Italia ci sono 606 pensionati ogni 1.000 occupati e il costo della previdenza supera il 16 % dell’intero PIL del Paese. Ma sarebbe più esatto dire che in questa percentuale è compresa, oltre alla spesa della previdenza, anche quella assolutamente fuori controllo dell’assitenza, ingrossata nel tempo da promesse e tornaconti politici e che oggi vede ben 105 miliardi (dati del Centro Studi Itinerari Previdenziali) spesi per pensioni di guerra e assegni sociali, prestazioni per invalidi civili, indennità di accompagnamento, integrazioni al minimo, maggiorazioni sociali etc. In sostanza, quasi la metà dei pensionati totali nella vita non hanno mai (o quasi) versato contributi, ma riscuotono mensilmente un assegno dallo Stato e sono mantenuti dal resto degli italiani. In particolare, da quelli che hanno versato per tutta la vita importanti contributi (e bene fa Federmanager a sottolineare con costanza questo aspetto). Una nazione anziana e assistita, con scarsa produttività, spaccata economicamente tra Nord e Sud, alle prese con una concorrenza estera spesso “sleale”, con un costo del lavoro elevato e al contempo basse retribuzioni per il gravame delle spese improduttive (buona l’idea di Gianpaolo Manzella, sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico, relativa alla creazione di un comitato per rilanciare la produttività, ma non certo da insediare al CNEL per manifesta “contraddizione” in termini). Un paese povero di grandi imprese e di materie prime, oberato da una burocrazia inefficiente e autoreferenziale (gravissimo il passo indietro che il Decreto Milleproroghe effettua sul tema dell’accesso civico e del FOIA – Freedom of Information Act – faticosamente introdotto dagli allora Ministri Madia e Brunetta sotto diversi ambiti); un sistema di selezione della classe dirigente che, in tutti i settori, potremmo definire inadeguato quando non nepotistico e/o baronale.

Cos’altro? Simile al famoso “volo del calabrone”, l’Italia non sa di non poter volare per il suo rapporto tra peso-apertura alare e quindi vola, o meglio ha volato. Ha volato per un principale, se non unico, motivo: le imprese (rectius industrie); più precisamente le piccole industrie. Ora però si sta raggiungendo il punto di non ritorno: anni, anzi decenni, di politica sostanzialmente demagogica, pan-sindacale e antindustriale ci hanno messo in una direzione che, spero, non sia senza ritorno. Dove si può aprire qualche varco di miglioramento, magari collegato a determinati passi e iniziative politiche e normative? Prima di tutto nell’industria, parlo di quella esposta alla concorrenza interna e internazionale che produce ed esporta. In secondo luogo, in un ruolo incisivo di uno Stato che dovrebbe cercare quanto più possibile di:

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mobilitare la ricchezza degli italiani onde finanziare la pianificazione della prevenzione dei grandi rischi di massa (idrogeologico, sismico, ambientale etc); programmare la messa in sicurezza delle infrastrutture; attivare piani industriali settoriali e generali, servendosi nel territorio delle Camere di Commercio e rendendole proattive rispetto alle attuali funzioni para-notarili; incoraggiare individui, famiglie, imprese ed enti con l’ausilio della Cassa Depositi e Prestiti e del sistema bancario a partecipare a lanci di risparmi popolari a mezzo Buoni del Tesoro a media-lunga redimibilità e di attrattivo rendimento a fronte di campagne dedicate alla soluzione dei grandi problemi del Paese; finalizzare il valore aggiunto di atti di disponibilità ammessi sul Demanio dello Stato italiano, di pregio immenso (vedi beni culturali) stimato in multipli del debito pubblico, a ridurre lo stesso, come si suole fare in ogni amministrazione in difficoltà che fa fronte con il proprio patrimonio alle proprie situazioni debitorie. Anche per il patrimonio indisponibile dello Stato sono possibili operazioni giuridiche e finanziarie diverse dalla vendita (contratti di concessione, accensione di diritti reali inferiori alla proprietà, segnatamente l’enfiteusi, la creazione attorno al demanio di finanza derivata etc).

Solo se tutta la ricchezza del Paese si mobilitasse, si potrebbero reperire le risorse necessarie per la messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture sia per la crescita della produzione, sia del lavoro pubblico e privato.

Linee di azione economiche Ora, licenziata la Legge di Bilancio e in vista di un accordo di programma fra i partiti e i movimenti che sostengono il Governo, ci permettiamo come Federazione di riassumere alcune linee di azione di economia reale che riteniamo prioritarie per le industrie che rappresentiamo, ma anche per le nostre maestranze, e per tutto il Paese: 1. contrastare i grandi rischi di massa del Paese (rischio sismico, idrogeologico, ambiente e messa in sicurezza del territorio). Esistono già stanziamenti dello Stato in merito, progetti, e una forte attesa d’intervento: quello che manca è forse una task force industriale che aiuti concretamente lo Stato, settore per settore, per redigere i relativi piani industriali fino a portarli nella fase di esecuzione. Sotto questo profilo il Tavolo inaugurato dal Ministro Patuanelli, con i relativi sottogruppi, potrebbe essere un buon inizio, auspicando abbia seguito. 2. messa in sicurezza delle infrastrutture viarie: la viabilità del Paese è allo stremo per mancanza o carente manutenzione ordinaria e, soprattutto, straordinaria, in particolare per ponti e viadotti che hanno più di 50 anni. Rischi temuti e crolli effettivi dei manufatti, frequenti in questi ultimi anni con tendenza


al peggioramento, oltre a costituire un grave pericolo per la incolumità degli utenti delle strade, recano un danno consistente anche all’economia del Paese per ritardi e talora isolamento di intere zone produttive del Paese. Per attuare queste due linee di azione, ma anche di emergenza – in assenza di stanziamenti sulla carta – si potrebbe ragionare su un lancio di risparmio popolare, intermediato da CDP, redimibile a media-lunga scadenza e con rendimenti appetibili per famiglie e imprese. Vista la necessità di contrastare i grandi rischi di massa oggettivi, si potrebbe chiedere all’UE di non tener conto nel rapporto debito/PIL del “risparmio popolare” e chiedere – perché no – nuovi finanziamenti da fondi e/o banche europee così da soddisfare le richieste degli Stati membri di prevenire il rischio.

Una decadenza che viene da lontano Ritorniamo da dove eravamo partiti. L’Italia da oltre vent’anni non cresce più, ben prima che si inaugurasse la stagione dell’euro che, pertanto, non può ritenersi il solo e principale responsabile di questa decadenza. I governi che si sono succeduti in questi vent’anni ben poco hanno voluto o saputo fare per arginare tale deriva. Le ragioni da individuare sono più complesse poiché riguardano il Paese “profondo”.

3. Sotto il profilo delle relazioni industriali è necessario introdurre misure di sistema che possano far recuperare un minimo di unità di intenti alla riuscita delle imprese, incluse le più disastrate. Sarebbe ora di pensare seriamente all’azionariato dei lavoratori (in forma – ovviamente – volontaria e sostitutiva di parte delle retribuzioni, ma con prospettive di crescita delle medesime sideralmente più allettanti). I poteri connessi all’azionariato dei lavoratori si dovrebbero limitare alle decisioni più importanti, quelle per le quali occorre l’Assemblea straordinaria evitando che questo strumento possa essere usato per trasferire la conflittualità sindacale nelle Assemblee ordinarie. Su questo punto, come per gli altri, occorre trovare un accordo tra le parti. Come Finco stiamo studiando uno schema di riferimento. Questo azionariato, riservato esclusivamente ai lavoratori in forza dell’azienda, dovrebbe essere vigilato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Sono certamente molteplici gli aspetti da valutare (è da decidere, tra le altre cose, se tali quote d’opera possano o meno entrare nel computo pensionistico). Ma le imprese superspecialistiche che rappresentiamo sono quelle forse più adatte a questo passo data l’alta qualificazione delle maestranze. Svilupperemo l’argomento in un prossimo numero.

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Personalizzare l’ambiente bagno con un solo sistema costruttivo Le nuove tendenze di personalizzazione dell’ambiente bagno richiedono un’elevata flessibilità in fase progettuale e rapidità in fase di installazione. TECEprofil risponde a entrambe le esigenze permettendo di creare strutture fronte parete in tempo ridotto e senza utensili speciali. Un sistema versatile, grazie al quale il concetto di spazio diventa totalmente flessibile e tutte le aree a disposizione possono essere sfruttate e progettate in modo ottimale. Tutte le strutture, anche le più complesse, vengono costruite con solo tre componenti di base (giunti angolari, angolari di fissaggio e il tubolare in acciaio zincato). Nicchie e rientranze per l’inserimento di specchi, mensole o armadietti, sono pratiche soluzioni che spesso aggiungono fascino al bagno. Con TECEprofil un bagno completo può essere piastrellato dopo un solo giorno di lavoro poiché, senza le opere in muratura e gli intonaci, si eliminano i tempi di asciugatura e viene prodotta molta meno sporcizia in cantiere. Affidabile e garantito, TECEprofil è stato testato e approvato da rinomati Istituti per quanto riguarda l’isolamento acustico, la protezione antincendio e la solidità strutturale. È disponibile una struttura TECEprofil completa e pronta per l’installazione, dimensioni grezze 1500 mm x 1250 mm x 140 mm, composta da: modulo WC, modulo bidet, intelaiatura tubolare, giunti angolari, angolari di fissaggio, set antirumore, fissaggi angolari doppi, pannelli in cartongesso, viti autofilettate. La struttura non include i sanitari ceramici. Inoltre, grazie al nuovo programma di progettazione online TECEsmartwall, progettare i sistemi a parete è semplice come installarli. Rapida costruzione di strutture con moduli per WC, lavabo, orinatoio, rubinetteria e accessori. Potrai creare specifiche tecniche, offerte, liste dettagliate o calcoli precisi in pochi passi. Un programma semplice e intuitivo, ma soprattutto sempre a portata di clic, raggiungibile anche da smartphone o tablet.

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Monoblocco con ventilazione integrata Climapac ampia la sua gamma di monoblocchi Clima Concept con una nuova versione, dotata di sistema di ventilazione meccanica controllata integrato. Pur rimanendo “invisibile” all’interno della muratura, Clima Concept con VMC consente di migliorare la salubrità e il comfort abitativo. Il monoblocco garantisce la corretta gestione del foro finestra, valorizzando le performance isolanti del serramento e ostacolando la formazione dei ponti termici. Inoltre, essendo dotato di doppio filtro F7+G4 per l’aria in entrata, impedisce l’ingresso a pollini, batteri e polveri sottili PM10 e PM2,5, espellendo allo stesso tempo anche gli inquinanti quotidianamente prodotti all’interno degli ambienti domestici. La presenza all’interno del sistema di uno scambiatore di calore entalpico a doppio flusso incrociato controcorrente assicura anche il recupero continuo dell’energia termica fino al 91%, consentendo di mantenere costante la temperatura in casa senza l’aumento dei costi in bolletta. La decentralizzazione del sistema, inoltre, permette un’effettiva riduzione dei consumi, grazie alla possibilità di montare all’interno della predisposizione l’unità di ventilazione più adatta alle dimensioni di ogni locale e di controllarne le funzionalità in modo puntuale in base alle esigenze di ogni singola stanza. La gestione dell’apparecchio può essere effettuata anche attraverso l’app dedicata Climapac, da cui è possibile controllare il funzionamento sia della ventilazione che dei sistemi domotici esterni come avvolgibili motorizzati e luci, facilmente integrabili nell’app attraverso una semplice configurazione. Grazie a un sistema di innesto rapido brevettato, il serramentista può procedere in autonomia nelle fasi di montaggio. Installata a scomparsa nella muratura, questa tecnologia non necessita di canalizzazioni ed è facilmente adattabile a ogni contesto architettonico.

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PAVIMENTI RADIANTI

INFORMAZIONE DALLE AZIENDE

Realizza il tuo impianto radiante Giacomini progetta e realizza tutti i componenti per l’impianto radiante: dalle ristrutturazioni alle nuove costruzioni, dai piccoli ai grandi edifici Livelli di comfort e di risparmio energetico ottimali, possibilità di utilizzare l’impianto anche in estate come alternativa al climatizzatore, massima libertà nell’arredamento, silenziosità di funzionamento e isolamento acustico: i vantaggi del sistema a pavimento radiante sono indubbi, tuttavia è fondamentale individuare la soluzione più adatta alla tipologia di intervento che si intende realizzare. La nuova proposta all-in-one di Giacomini si chiama Radiant Systems, pacchetto per sistemi a pavimento radiante che include tutti i componenti necessari per installare impianti di riscaldamento e raffrescamento a elevate prestazioni in qualsiasi contesto abitativo o lavorativo. Klima New Building rappresenta invece il sistema ideale per le nuove costruzioni e in tutti quei contesti che non richiedono bassi spessori di installazione. Utilizzabile con una vasta gamma di pannelli isolanti, questo prodotto garantisce sempre performance elevate in termini di isolamento termoacustico. Klima Renew è nato per le situazioni in cui lo spessore disponibile per l’installazione è particolarmente ridotto, come nel caso delle ristrutturazioni. Il sistema può essere realizzato con gli speciali pannelli in materiale plastico Spider, Spider Slim, oppure con pannelli in fibrogesso. Tutte le soluzioni assicurano elevata resistenza meccanica e un’inerzia termica estremamente ridotta. Infine, Klima Dry è il sistema radiante senza massetto, perfetto per ristrutturazioni e altri contesti in cui è preferibile non gravare eccessivamente sulle strutture sottostanti alla superficie del pavimento. Sottile e leggera, questa soluzione garantisce una ripartizione uniforme dei carichi meccanici, oltre a

una ridotta inerzia termica. Per tutti i contesti in cui non è possibile la posa di altri sistemi radianti oppure è necessaria un’integrazione di calore, l’azienda ha invece ideato Klima Wall, sistema radiante a parete capace di offrire livelli di comfort omogenei in tutti gli ambienti.

COMPONENTI All’interno di un impianto a pavimento radiante svolgono una funzione fondamentale i collettori che approvvigionano idraulicamente ogni circuito con la portata necessaria per il funzionamento ottimale. Altrettanto cruciale è il ruolo delle tubazioni. La gamma di prodotti Giacomini è realizzata con materiali plastici che si contraddistinguono per l’affidabilità a lungo termine, la versatilità in fase di installazione e il costo contenuto. Nei moderni impianti di climatizzazione radiante anche il raffrescamento estivo è diventato un’esigenza imprescindibile, a cui oggi è possibile rispondere al meglio abbinando all’impianto una macchina per la deumidificazione dell’aria. L’azienda ha messo a punto una linea di soluzioni per la deumidificazione e la ventilazione meccanica controllata, che prevede anche la possibilità di rinnovo dell’aria e di free-cooling. A rendere ancora più completa l’offerta, la nuova gamma di pompe di calore monoblocco e splittate, con la possibilità di integrare la produzione di acqua calda sanitaria e l’integrazione solare. Infine, i dispositivi per la termoregolazione. Dalle installazioni base a quelle più automatizzate, questi device permettono di gestire in modo ottimale il comfort indoor sia per quanto riguarda la climatizzazione invernale sia per quella estiva, con relativo ricambio aria e controllo dell’umidità, cole soluzioni stand-alone, bus e wireless.

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TECH

Infisso interno al vetro Dal progetto di una startup marchigiana, la finestra con telaio invisibile contenuto all’interno della vetrocamera con ottime prestazioni termiche

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nvisible Window (I.W.) è la finestra ideata nell’ambito dell’attività di ricerca diretta dal prof. Placido Munafò all’interno dell’Università Politecnica delle Marche. Una ricerca basata sull’utilizzo di nuovi materiali per componenti in edilizia, a cui è seguita la fase di brevetto e il trasferimento sul mercato tramite la costituzione di una startup innovativa (Componenti Innovativi per Costruire srl) che ha ingegnerizzato il brevetto al punto da consentirne la produzione industriale.

CARATTERISTICHE FONDAMENTALI Ciò che caratterizza I.W. è il telaio delle ante mobili (a battente, ad anta ribalta e per lo scorrevole) interamente contenuto all’interno della vetrocamera. Il telaio collabora strutturalmente con la vetrocamera tramite particolari giunzioni adesive, permettendo l’utilizzo di profili di dimensioni molto ridotte; inoltre, possono essere realizzate in alluminio con taglio termico, legno e pultruso o in combinazione di questi stessi materiali. Tutti i sistemi di movimentazioni, come le chiusure, sono contenute all’interno della vetrocamera e la maniglia per l’apertura è direttamente applicata al vetro tramite apposite asole predisposte nel vetro stesso. Tutti gli accessori sono di tipo standard, ovvero compatibili con il sistema R40. Con questo sistema le ante apribili si presentano come una superficie vetrata continua, che viene messa in evidenza potendo montare la finestra all’interno o all’esterno a filo-muro: in questo modo all’esterno sarà visibile solamente la superficie finestrata, mentre all’interno la superficie del vetro delle ante risulta complanare con la finitura interna della pareti, lasciando un piccolissimo contorno a vista del telaio fisso dell’ordine di 5 mm. La particolare unione adesiva tra vetro e telaio fa sì che la durata della vetrocamera coincida con quella della finestra stessa, pertanto non sarà necessario sostituire nel tempo le vetrocamere. La particolare conformazione della finestra determina notevoli prestazioni meccaniche e ottime prestazione termiche. In sostanza, la trasmittanza termica della finestra risulta molto vicina a quella della vetrocamera, fornita di serie con doppia camera (tre vetri), che oggi è la superficie meno disperdente di un serramento, potendo utilizzare all’interno dell’intercapedine tra i due vetri, per esempio, gas come l’argon e montare vetri basso emissivi, avvicinandosi ai valori di U=1,0/1,2 w/mq °C. Altro aspetto importante è la sicurezza. La I.W. monta di serie due vetri temperati da 5 mm all’interno e all’esterno che sormontano completamente i

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profili delle ante (nella parte centrale un vetro flot da 4 mm), il che non rende affatto agevole forare il profilo dall’esterno per aprirla. Su richiesta però possono essere montati anche vetri stratificati temperati anti sfondamento da 4+4 mm. In ultimo, la I.W. risulta particolarmente luminosa, sia per la ridotta dimensione dei profili delle ante, sia per l’utilizzo di vetri particolarmente trasparenti e incolore.


TECH

Misurare le polveri sottili ENEA e Innovhub hanno sviluppato un metodo di misurazione delle polveri sottili emesse da stufe, caminetti e caldaie a biomassa che punta a diventare uno standard a livello europeo

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TEST PER VERIFICARE L’AFFIDABILITÀ DEL DISPOSITIVO Per i test, ENEA e Innovhub hanno scelto una stufa a pellet dalla potenza nominale di 8 kW, con emissioni stabili (necessarie per fare un confronto tra i diversi campionamenti) per verificare l’affidabilità del nuovo dispositivo. Il sistema consiste

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Se dovesse passare come standard europeo, i potenziali acquirenti sarebbero soprattutto i laboratori certificati. Tuttavia, anche come solo sistema di diluizione potrebbe essere utile a università e centri di ricerca che conducono prove sperimentali sui sistemi di combustione

n sistema per misurare le polveri sottili emesse da stufe, caminetti e caldaie a biomassa. A realizzarlo è ENEA, in collaborazione con Innovhub Stazioni Sperimentali per l’Industria, con l’obiettivo finale di riuscire a far diventare il metodo uno standard a livello europeo. L’attività di ricerca fa parte del progetto UE “IMPRESS II - Metrology for Air Pollutant Emissions”, che si occupa di sviluppare metodi di analisi e misura di alcuni inquinanti atmosferici, tra cui gli ossidi di azoto e i particolati PM 2.5 e PM10, con l’obiettivo di migliorare la tecnologia alla base degli impianti di riscaldamento alimentati a legna e pellet. “Finora – spiega Francesca Hugony del Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica dell’ENEA – per misurare le emissioni di particolato sono stati usati metodi diversi e, a volte, dai risultati contrastanti, generando confusione sul mercato. Per questo stiamo lavorando, insieme ad altri 17 partner europei, a un metodo standard di misurazione applicabile a tutti i tipi di stufe e caldaie a biomassa. Questo sistema dovrà dare risultati ripetibili con un’accuratezza tracciabile e garantita. Non solo, dovrà fornire al consumatore informazioni affidabili sulle caratteristiche emissive di un particolare apparecchio o caldaia”.

FRANCESCA HUGONY, Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica dell’ENE in una “camera di diluzione” dove il gas di combustione viene miscelato con aria secca, filtrata e preriscaldata a una temperatura costante di 35-40 °C. Il campionamento è gestito da remoto, attraverso un software di controllo che, a differenza degli altri sistemi di misura, garantisce la replicabilità dei parametri operativi. Il sistema di campionamento è stato poi inviato ad altri tre laboratori europei specializzati in quest’ambito: il coordinatore del progetto INERIS (Institut national de l’environnement industriel et des risques), il DTI (Danish Technological Institute) e il RISE (Research

Institutes of Sweden). Per questa seconda fase, i test sono stati condotti anche su stufe a legna di piccola taglia.

BANDO ‘PROOF OF CONCEPT’ Il prossimo passo sarà rendere lo strumento di campionamento più maneggevole per commercializzarlo. Per questo motivo la tecnologia verrà candidata al prossimo bando ENEA “Proof of Concept”. Obiettivo: ottenere il riconoscimento come standard europeo per poi proporre l’inserimento del metodo tra le norme tecniche.


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TECH

Smaltire e il riutilizzare la plastica

A Fiumicino debutta la pista al grafene Utilizzato per la prima volta in un aeroporto il modificante Gipave sviluppato da Iterchimica a base di plastiche post-consumo e grafene

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o smaltimento della plastica è l’obiettivo dell’ultima soluzione tecnologica di Saipem che ha siglato con ITEA S.p.A., società italiana proprietaria del brevetto, un accordo di licenza per l’applicazione della tecnologia in vari ambiti. La tecnologia, originariamente studiata per applicazioni nel settore dell’oil & gas, è adatta allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, in particolare della plastica non differenziata. Il riuso delle plastiche da raccolta differenziata allo stato attuale è ancora piuttosto limitato. Secondo recenti studi, solo il 30% del materiale raccolto viene riutilizzato, lasciando il problema dello smaltimento delle plastiche miste non riciclabili – definite come Plasmix – e costituite dall’insieme di plastiche eterogenee incluse negli imballaggi post-consumo e non recuperabili come singoli polimeri. Il sistema brevettato da ITEA si avvale di un processo chiamato flameless oxy-combustion, ossia combustione con ossigeno in assenza di fiamma. Si tratta di un processo di ossidazione dei rifiuti che avviene all’interno di un reattore in modo ordinato, prevedibile e controllabile, con esclusiva produzione di vapore acqueo e CO2 pura. L’anidride carbonica non viene immessa nell’atmosfera, ma è idonea per essere utilizzata come prodotto destinato al mercato. Il processo è, inoltre, molto flessibile, relativamente semplice e consente di essere sfruttato anche in impianti di dimensioni ridotte. In prospettiva, consentirà di aumentare notevolmente la percentuale di materiale smaltibile in maniera sostenibile. Ulteriore vantaggio della tecnologia è quello offerto dalla possibilità di processare, insieme al Plasmix, fanghi di depurazione derivanti dai trattamenti delle acque reflue, un materiale oggi difficile da smaltire.

Il tema del riciclo della plastica è un obiettivo di grande interesse che ancora richiede studi e tecnologie, ma non vogliamo stare fermi mentre i nostri mari e le nostre terre combattono con l’inquinamento delle plastiche. L’applicazione diffusa del processo di oxy-combustion consentirebbe di recuperare il prezioso contenuto di energia delle plastiche di scarto evitando la loro dispersione

MAURO PIASERE, Direttore della Divisione XSIGHT di Saipem

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aeroporto di Roma Fiumicino è il primo aeroporto intercontinentale a testare l’asfalto di grafene in una delle sue piste più trafficate. L’asfalto non solo ha una durata doppia rispetto a quello tradizionale, ma il materiale con cui è realizzato, il Gipave, è un additivo polimerico che contiene grafene e un tipo di plastica che non rientra nella filiera del riciclo ed è normalmente destinata agli impianti di termovalorizzazione. Il Gipave – che può essere riciclato al 100%, riducendo così l’estrazione di nuovi materiali dalle cave e dal bitume – è stato sviluppato da Iterchimica, in collaborazione con Directa Plus (produttore di grafene), G.Eco (che ha fornito il materiale plastico) e l’Università degli Studi di Milano Bicocca, che si occupa dell’analisi ambientale della sperimentazione. La domanda di brevetto italiano di questa nuova tecnologia, depositata a fine 2017, ha già avuto esito positivo ed è attualmente in corso di approvazione anche nell’Unione Europea. I test sull’asfalto di grafene si inseriscono nel programma di manutenzione delle pavimentazioni delle infrastrutture di volo dell’aeroporto di Fiumicino e, nello specifico, di un tratto di 100 metri. Alla pista, però, sono state applicate due diverse tecnologie su due segmenti consecutivi di 50 metri, quella al grafene e quella tradizionale con bitume modificato con polimeri, al fine di monitorare le due diverse perfomance. “Proveremo questa tecnologia per circa un anno e, se darà i risultati sperati, sarà nostro interesse utilizzarla il più ampiamente possibile“, ha affermato Giorgio Gregori, responsabile dello sviluppo delle infrastrutture all’aeroporto di Fiumicino.

L’asfalto di grafene ha attraversato tre anni di prove di laboratorio ed è stato posato su una strada ad alta intensità di traffico. Nonostante il materiale costi di più rispetto agli asfalti tradizionali, la maggiore durata e la minore necessità di manutenzione lo rendono meno costoso sul medio e sul lungo termine

Siglato un accordo di collaborazione tra Saipem e ITEA S.p.A. per “smaltire” in modo sostenibile

FEDERICA GIANNATTASIO, Amministratore Delegato Iterchimica


Hydrogen Ready Baxi firma la prima caldaia residenziale premiscelata, certificata, funzionante ad idrogeno.


TECH

La città giapponese dove tutto funziona con l’idrogeno Su 70 ettari di terra all’ombra del Monte Fuji nascerà il primo prototipo di comunità dell’idrogeno, dotata di veicoli autonomi, pannelli solari, robot domestici e altri gadget hi-tech

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n laboratorio vivente dove residenti e ricercatori testeranno quotidianamente le più innovative tecnologie per disegnare insieme la città del futuro. Tutto questo è Toyota Woven City, il prototipo di ecosistema urbano completamente connesso e alimentato dall’idrogeno. Uno spazio unico dove saranno sperimentati nuovi edifici intelligenti, veicoli a guida automatica, robotica ecoltivazioni idroponiche. Il progetto sarà portato avanti in collaborazione con l’architetto danese, Bjarke Ingels, lo stesso che ha firmato il Two World Trade Center di New York e la sede di Google a Mountain View.

IL DESIGN DELLA CITTÀ Il masterplan della città prevede tre differenti destinazioni d’uso per le strade: la prima per i veicoli più veloci; la seconda dedicato a velocità inferiori come mobilità personale e pedoni; infine, quella per percorsi assimilabili alle passeggiate nei parchi esclusivamente pedonali. Queste tre tipologie di strade si intrecciano a formare una griglia organica che aiuta ad accelerare la verifica dell’autonomia. La città è progettata per essere completamente sostenibile, con edifici realizzati perlopiù in legno per ridurre al minimo le emissioni di CO2, utilizzando le tradizionali tecniche di falegnameria giapponese combinate con metodi di produzione robotizzati. I tetti saranno provvisti di pannelli

fotovoltaici per generare energia solare oltre a quella generata dalle celle a combustibile a idrogeno. Toyota prevede di tessere gli esterni di tutta la città con vegetazione autoctona e idroponica. Le residenze saranno dotate delle più recenti tecnologie di domotica per assistere la vita quotidiana. Le case utilizzeranno l’intelligenza artificiale basata su sensori per controllare la salute degli occupanti, prendersi cura delle esigenze di base e migliorare la vita quotidiana, creando l’opportunità di utilizzare la tecnologia connessa con integrità e fiducia, in modo sicuro e positivo. Per spostare i residenti attraverso la città, solo veicoli completamente autonomi e a emissioni zero saranno consentiti sulle principali vie di comunicazione. A Woven City e in tutta la città, gli e-Pallete autonomi Toyota saranno utilizzati per il trasporto e le consegne, così come negozi itineranti. I parchi di quartiere, il grande parco centrale per lo svago così come la piazza centrale per gli incontri sociali, sono progettati per riunire la comunità. Toyota ritiene che incoraggiare il legame umano sarà un aspetto altrettanto importante di questa esperienza. Woven City accoglierà i dipendenti della Toyota Motor Corporation e le loro famiglie, le coppie in pensione, i rivenditori, gli scienziati in visita e i partner del settore. Inizialmente è prevista una popolazione di 2.000 persone, che andrà ad aumentare man mano che il progetto si evolverà. L’inaugurazione del sito è prevista per l’inizio del 2021.

Costruire una città completa dalle fondamenta, anche su piccola scala come questa, è un’opportunità unica per sviluppare le tecnologie del futuro, compreso un sistema operativo digitale per le infrastrutture della città. Con persone, edifici e veicoli tutti collegati e in comunicazione tra loro attraverso dati e sensori, saremo in grado di testare l’intelligenza artificiale connessa sia nel mondo virtuale che in quello fisico, massimizzandone il potenziale

AKIO TOYODA, Presidente di Toyota Motor Corporation

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ILLUMINAZIONE

Nuova luce per Ecodesign ed etichetta energetica

Con i regolamenti (UE) 2019/2020 e 2019/2015 la Commissione europea introduce dal 2021 nuovi criteri di progettazione ecocompatibile e una nuova etichetta energetica con classi “riscalate” a cura della REDAZIONE

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ono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea (OJEU L 315) i due nuovi regolamenti comunitari che, a partire dal 2021, disciplineranno il settore illuminazione in termini di progettazione ecocompatibile ed etichettatura energetica con classi “riscalate”. In particolare, si tratta: ■ del Regolamento (UE) 2019/2020 relativo all’Ecodesign per il settore illuminazione, in vigore dal 25 dicembre 2019; ■ del Regolamento (UE) 2019/2015 sull’etichettatura energetica delle sorgenti luminose, che integra le disposizioni del Regola-

mento (UE) 2017/1369 che sostituirà il Regolamento (UE) 874/2012 dal 1° settembre 2021.

ECODESIGN Relativamente al primo Regolamento, la prima grande novità riguarda l’integrazione in un unico testo – il cosiddetto Single Lighting Regulation – di tutti gli elementi della legislazione Ecodesign per i prodotti del settore illuminazione che fino a ora sono stati oggetto dei Regolamenti europei (CE) 244/2009, (CE) 245/2009 e (UE) 1194/2012 e dei successivi e rispettivi emendamenti. I criteri www.casaeclima.com    n.84

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ILLUMINAZIONE

Ecodesign stabiliti dal nuovo regolamento entreranno in vigore a partire dal 1° settembre 2021. Pertanto, fino a tale data, continua ad applicarsi la legislazione vigente. Unica eccezione, l’applicabilità – a partire dal 25 dicembre 2019 – dell’art. 7 che introduce il requisito per impedire la “Circonvenzione”. Ciò significa che, al fine di impedire di aggirare i limiti prestazionali imposti dal regolamento, nessun dispositivo e/o software delle sorgenti luminose e degli alimentatori deve consentire di rilevare che il prodotto sia sottoposto a verifiche di controllo ed essere in grado di farlo funzionare in modo diverso e migliorativo durante la fase di verifica (testing) rispetto alla normale fase funzionale, al fine di aggirare i limiti prestazionali imposti dal regolamento. Questo nuovo regolamento nasce dal proposito di semplificazione del legislatore europeo, al fine di rendere la legislazione meglio applicabile e verificabile dalle autorità nazionali preposte. Inoltre, punta a imporre soluzioni legislative affinché in Europa si abbiano prodotti durevoli e innovativi, ai quali sia sempre possibile effettuare interventi di riparazione e di sostituzione della sorgente luminosa. Nonostante l’impegno e i confronti avuti negli ultimi anni con le parti interessate, il nuovo regolamento non raggiunge completamente tale obiettivo, poiché presenta ancora qualche elemento di incertezza. Infatti, l’obiettivo di una semplificazione è stato implementato mediante l’approssimazione delle definizioni di light source e di containing products, determinando comunque possibili elementi di incertezza interpretativa e di corretta esecuzione delle prove. Inoltre, l’art. 4 concentra in un unico requisito di “rimovibilità” le necessità derivanti da tre obiettivi. In primo luogo, le sorgenti luminose (e le unità di alimentazione) devono essere accessibili e disponibili per effettuare i controlli da mercato. In aggiunta, le sorgenti luminose (e le unità di alimentazione) devono essere “smontabili” per garantire la riparabilità dell’apparecchio di illuminazione in caso di guasto di questi elementi. Infine, devono essere “sostituibili” per consentire l’eventuale aggiornamento/implementazione dell’apparecchio di illuminazione, laddove componenti più efficienti o comunque migliori siano disponibili in un prossimo futuro. Tenuto conto che, oggi giorno, i LED sono molto utilizzati in svariate applicazioni, quali ad esempio mobili e/o elettrodomestici luminosi, con

questo nuovo regolamento la Commissione europea punta a disciplinare le sorgenti luminose utilizzate in vari prodotti, anche se diversi dagli apparecchi di illuminazione, affinché si raggiunga sul mercato europeo un livello elevato di prestazione dei LED utilizzati.

ETICHETTATURA ENERGETICA Anche il nuovo Regolamento (UE) 2019/2015 sull’etichettatura energetica delle sorgenti luminose, che integra le disposizioni del Regolamento (UE) 2017/1369 e intende sostituire il regolamento (UE) 874/2012 dal 1° settembre 2021, presenta di base le stesse caratteristiche di impostazione (e quindi anche le relative difficoltà interpretative) già viste in tema di Ecodesign. La novità principale che si segnala è il ritorno a una classificazione compresa fra le lettere “G” e “A” (dalla meno alla più efficiente). Inoltre, vi sono nuove disposizioni relative alle dimensioni e alla grafica (lay-out) per le due tipologie prescritte: una per imballi normali (min. 36x72 mm) e una per imballi di piccole dimensioni (min. 20x54 mm). Questo significa che il nuovo Regolamento di etichettatura energetica avrà delle ricadute anche sulla dimensione minima dell’imballaggio, con implicazioni sull’efficienza dei materiali del packaging delle sorgenti luminose. Un’altra novità di sicuro interesse e di rilievo è l’obbligo di presentare sull’imballo delle sorgenti luminose, immesse sul mercato dal 1° settembre 2021, un QR Code che consentirà agli utenti e alle autorità di controllo di accedere alle informazioni della sorgente luminosa registrate dal “Fornitore” (produttore o importatore, a seconda dei casi) sul database EPREL (European Product Registry for Energy Labelling) mediante il sito web di pubblico accesso. Si precisa che, per i prodotti registrati fino ad agosto 2021 e relativi all’etichetta energetica secondo le disposizioni del Regolamento 874/2012 tuttora in vigore, non è possibile dotare l’imballo di tale QR Code. Infine, sono abrogati fin da subito gli obblighi del “Fornitore” e del “Rivenditore” di cui agli artt. 3.2 e 4.2 del Regolamento (UE) 874/2012. Ciò è inteso per determinare la cessazione dell’etichettatura energetica per gli apparecchi di illuminazione fin da quando entrerà in vigore il nuovo regolamento.

ANDREA SOLZI, Direttore di ASSIL

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È apprezzabile lo sforzo del legislatore europeo per semplificare i termini e rendere la legislazione meglio applicabile e verificabile dalle autorità nazionali preposte. Questo buon proposito dovrà tenere conto delle moltitudini di applicazioni coperte dalle diverse tipologie di apparecchi di illuminazione per i diversi ambiti applicativi e installativi. A tal riguardo ASSIL (Associazione Nazionale Produttori Illuminazione) sta lavorando in modo proattivo con la Commissione affinché siano rese disponibili agli operatori del settore una serie di linee guida intese a dare una chiave d’interpretazione il più possibile univoca, coerentemente con gli obiettivi della legislazione europea.


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Qualità dell’aria nelle abitazioni: cosa respiriamo? Scelta dei materiali costruttivi e uso consapevole dei sistemi di ventilazione. Alcuni accorgimenti per migliorare la qualità degli ambienti interni e il comfort, riducendo i consumi energetici INGRID DEMANEGA E FRANCESCO BABICH

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ggigiorno trascorriamo mediamente l’87% del tempo all’interno di edifici, in particolare il 69% nelle nostre abitazioni. Per assicurare un adeguato apporto di ossigeno e smaltire l’anidride carbonica che respiriamo sono necessari circa 12.000 litri d’aria al giorno. L’aria pura è composta principalmente da azoto (circa 78.1%), ossigeno (circa 20.9%), argon (circa 0.9%) e anidride carbonica (circa 0.04%), ma quella che respiriamo quotidianamente può contenere anche altre sostanze – non necessariamente pericolose o fastidiose – che dipendono dell’ambiente in cui ci troviamo in un determinato momento. È quindi essenziale garantire il massimo livello possibile di qualità dell’aria interna (spesso indicata con l’acronimo inglese IAQ – Indoor Air Quality), partendo dalla conoscenza

dei principali inquinanti e delle loro fonti prevalenti che possono quindi essere evitate o quanto meno attenuate.

I VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE L’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) ha stimato che il 23% dei decessi globali sono legati a un ambiente di vita malsano. Gli effetti di inquinanti in quantità nocive nell’aria interna sulla salute dell’uomo si possono verificare immediatamente a seguito dell’esposizione in ambienti malsani, oppure dopo molto tempo. Per individuare la rilevanza e l’eventuale pericolosità di una sostanza inquinante, oltre alla sua concentrazione nell’aria, bisogna conoscere il valore limite di esposiwww.casaeclima.com    n.84

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IAQ

zione (VLE) per una certa durata. Nella maggior parte dei casi si distingue tra esposizione a breve termine, tipicamente riferita a una durata di 15 o 60 minuti, e a lungo termine, ovvero di circa un anno. In generale, per valutare se e quali effetti possano manifestarsi sia a breve che a lungo termine è necessario sapere la concentrazione a cui si è stati esposti e anche la durata dell’esposizione a un certo inquinante. Dal momento che per molte sostanze inquinanti gli effetti sulla salute non sono ancora noti con sufficiente certezza, esistono più VLE per una stessa sostanza definiti su scala locale, nazionale o internazionale da organizzazioni ed enti diverse. Per alcune sostanze, per esempio, la Direttiva europea sulla qualità dell’aria (2008/EC/50) indica dei valori limite finalizzati alla protezione della salute umana. Esistono poi diverse Linee guida sulla qualità dell’aria che propongono dei valori sulle concentrazioni degli inquinanti in ambienti indoor tra cui quelle dell’OMS e dell’ASHRAE, oltre a vari protocolli volontari di certificazione che valutano gli impatti sull’ambiente e sulla salute di un edificio, come, ad esempio, la Direttiva Tecnica CasaClima Nature. Partendo da tali valori, all’interno del progetto di ricerca IEA-EBC Annex 68, di cui fa parte anche l’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research, é stata proposta una sintesi dei valori limite di esposizione per molte sostanze inquinante, distinguendo – ove possibile – tra esposizione breve o a lungo termine. La scelta dei VLE è stata fatta dando priorità ai valori di riferimento internazionali rispetto a quelli

TABELLA 1. Valori limite di esposizione relativi agli inquinanti più rilevanti VLE di lunga durata

VLE di breve durata

-

1250 ppm

Benzene

0.2 µg/m3

110 µg/m3

Biossido di azoto

20 µg/m3

470 µg/m3

Formaldeide

9 µg/m3

123 µg/m3

Monossido di carbonio

-

100 µg/m3

Naftalene

2 µg/m3

-

Particolato PM10

20 µg/m3

50 µg/m3

Particolato PM2.5

10 µg/m3

25 µg/m3

Radon

200 Bq/m3

400 Bq/m3

2 µg/m3

-

Sostanza Anidride carbonica

Tricloroetilene 26

n.84   www.casaeclima.com

locali. Nel caso fossero disponibili più valori limite a livello internazionale, è stato selezionato il più basso. La Tabella 1 riporta i valori limite di esposizione selezionati per gli inquinanti più rilevanti per gli edifici residenziali.

GLI INQUINANTI DEGLI EDIFICI RESIDENZIALI Sono molte le sostanze inquinanti che possono essere presenti nell’aria all’interno di spazi confinati (Figura 1). Secondo la European Respiratory Society (ERS) i principali inquinanti dell’aria negli ambienti confinati, quali gli edifici, sono monossido di carbonio (CO), biossido di carbonio (CO2), biossido di azoto (NO2), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), particolato (PM2.5, PM10), composti organici volatili (COV; indicati spesso anche con l’acronimo inglese VOC – Volatile Organic Compounds), allergeni, formaldeide (H-CHO), radon, contaminanti biologici e ozono (O3). La concentrazione di un inquinante nell’aria all’interno di un edificio dipende da vari fattori, tra cui la presenza di una sorgente all’interno o all’esterno dell’edificio, il tasso di emissione dell’inquinante, i ricambi d’aria tra interno ed esterno (attraverso ventilazione meccanica o naturale, oltre che alle infiltrazioni), il numero di persone nell’edificio e parametri termoigrometrici come temperatura e umidità. Data la molteplicità

QUALITÀ DELL’ARIA INTERNA, DI COSA SI TRATTA? La qualità dell’aria interna – insieme a benessere termoigrometrico, illuminotecnico e acustico – è una delle quattro componenti della qualità ambientale degli interni (IEQ – Indoor Environmental Quality). A livello italiano ed europeo, sul tema IEQ è stato recentemente rilasciato lo standard UNI EN 16798-1:2019. Lo standard americano ASHRAE 62.1:2016 definisce però in modo più chiaro cosa si intende per qualità dell’aria interna accettabile: “[...] lo è se in essa non sono presenti contaminanti in concentrazioni ritenute nocive per la salute dell’uomo e se la maggior parte delle persone (almeno l’80%) non ne è insoddisfatto”. Ci sono quindi due componenti nella definizione di IAQ accettabile: una legata alla salubrità (e quindi a valori definiti dalle autorità competenti) e una legata alla piacevolezza espressa in modo soggettivo dalle persone.

FIGURA 1. Principali inquinanti che possono essere presenti negli ambienti interni


di fattori e, in alcuni casi, la loro mutua influenza, non è sempre immediato determinare le sostanze inquinanti più rilevanti per gli edifici residenziali. Sempre nell’ambito del progetto di ricerca IEA-EBC Annex 68 è stata raccolta un’ampia mole di dati di concentrazioni di inquinanti dell’aria misurate in edifici residenziali in vari paesi europei e non relative al periodo dal 2006 al 2016. Le concentrazioni nell’aria interna sono state rapportate poi al corrispettivo valore limite per esposizione a lungo o breve termine. Da questa analisi è stato possibile ricavare quali siano le sostanze inquinanti di maggiore rilevanza per gli edifici residenziali, ovvero quelle pericolose per la salute e presenti in concentrazioni non trascurabili. I ricercatori hanno considerato di primaria rilevanza le sostanze inquinanti che mostrano una mediana delle concentrazioni misurate maggiore del valore limite di esposizione a breve o lungo termine: benzene, formaldeide, tricloroetilene, particolato PM2.5 e PM10, biossido di carbonio (CO2), il radon e i composti organici volatili totali. Questa lista di con-

TABELLA 2. Sostanze inquinanti rilevanti per gli edifici residenziali INDEX OMS (2005) (2010)

Selezione da IEA-EBC Annex 68

Benzene

X

X

X

Monossido di carbonio

X

X

-

Formaldeide

X

X

X

Naftalene

X

X

-

Biossido di azoto

X

X

-

Particolato (PM 2.5 e PM10)

-

X

X

Idrocarburi policiclici aromatici (IPA)

-

X

-

Radon

-

X

X

Tricloroetilene

-

X

X

Tetracloroetilene

-

X

-

Biossido di carbonio

-

-

X

TVOC

-

-

X

taminanti è in linea anche con le principali sostanze inquinanti specificate dal progetto europeo INDEX (Critical Appraisal of the Setting and Implementation of Indoor Exposure Limits in the EU) relativo alla definizione e attuazione dei limiti di esposizione interna per l’UE e quelle descritte dalle Linee guida dell’OMS sulla qualità dell’aria interna (Tabella 2).

LE PRINCIPALI FONTI DI INQUINANTI DELL’ARIA INDOOR Per valutare il rischio di esposizione a determinati contaminanti, e suggerire soluzioni efficaci per diminuire la concentrazione dell’inquinante, è essenziale un’analisi della presenza di fonti specifiche. La maggior parte degli inquinanti deriva da fonti antropogeniche che possono essere suddivise in interne esterne. La prima categoria comprende materiali da costruzione, prodotti per la pulizia, impianti di riscaldamento e di cottura, fumo di tabacco, persone e vestiario; mentre le fonti esterne più comuni sono legate ai processi di combustione di impianti industriali, al riscaldamento domestico e alle emissioni dei veicoli. La Tabella 3 fornisce un quadro riassuntivo per ciascun contaminante ritenuto rilevante per gli edifici residenziali, indicandone le principali fonti e gli effetti che può avere sulla salute umana.

COME RAGGIUNGERE UNA QUALITÀ DELL’ARIA INTERNA ADEGUATA? Dalla descrizione delle principali fonti si evince che il rischio di esposizione a determinate sostanze inquinanti all’interno di edifici residenziali dipende principalmente dal contesto dell’edificio, dai materiali da costruzione utilizzati nella sua realizzazione e dalle attività svolte dagli occupanti. Facendo attenzione alla scelta dei materiali costruttivi, dell’arredamento e alle attività svolte all’interno dell’abitazione (soprattutto come vengono svolte: per esempio sul mercato esistono svariati prodotti per la pulizia della casa e, dal punto di vista dell’IAQ, scegliere un prodotto invece che un altro può avere un impatto significativo), oltre all’applicazione di una corretta strategia di ventilazione, è possibile ridurre le concentrazioni di sostanze inquinanti per garantire una migliore qualità dell’aria nell’abitazione. È infine importante sottolineare quanto sia fondamentale che sia i progettisti sia gli

FIGURA 2. Schema per progettare la ventilazione per una qualità dell’aria interna accettabile www.casaeclima.com    n.84

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TABELLA 3. Descrizione delle principali fonti ed effetti sulla salute per gli inquinanti rilevanti per gli edifici residenziali Sostanza

Fonti principali

Effetti sulla salute dell’uomo

Benzene

Usato nell’industria chimica come solvente; Fonti indoor: pitture, vernici, lacche, pavimenti in gomma e PVC, detergenti, fumo di tabacco; Fonti outdoor: Antidetonante nella benzina.

Il benzene è stato classificato dall’IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) come sostanza cancerogena del gruppo 1 (sufficiente evidenza di cancerogenicità negli esseri umani).

Formaldeide

Prodotti per la pulizia (battericida e disinfettante), resine e colle termoindurenti, truciolato e materiali a base di legno incollato, pennarelli indelebili, tintura tessile, processi di combustione, fumo di tabacco.

La formaldeide è stata classificata dall’IARC come sostanza cancerogena del gruppo 1 (sufficiente evidenza di cancerogenicità negli esseri umani).

Ossidi di azoto (NOx)

Processi di combustione (centrali termoelettriche, riscaldamento domestico, traffico veicolare, fumo di tabacco), attività con utilizzo e produzione di acido nitrico, produzione di fertilizzanti azotati.

Il biossido di azoto è un gas irritante per l’apparato respiratorio e per gli occhi. Se inalato in quantità elevate può causare bronchiti fino anche a edemi polmonari e decesso.

Particolato (PM2.5, PM10)

Principali fonti antropiche: processi di combustione (traffico veicolare, centrali termoelettriche, riscaldamento domestico, fumo di tabacco), lavorazioni industriali. Principali fonti naturali: polvere e terra alzata dal vento, incendi, pollini e spore, erosione di rocce.

Il particolato può causare effetti sul sistema cardiorespiratorio (es. broncopneumopatia cronica ostruttiva, bronchite acuta, asma, polmonite). Il PM10 è una polvere in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore (naso e laringe), mentre il PM2.5 è in grado di penetrare profondamente nei polmoni, specie durante la respirazione dalla bocca.

Monossido di carbonio (CO)

Processi di combustione incompleta di composti organici (riscaldamento domestico, traffico veicolare, fumo di tabacco).

Il monossido di carbonio può provocare una ridotta capacità di movimento, problemi cardiovascolari, congestizia, ictus, asma, tubercolosi e polmonite. Concentrazioni elevate sono causa frequente di mortalità.

Rocce del sottosuolo, specialmente se di origine vulcanica, materiali da costruzione contenenti radionuclidi. La presenza di radon in un edificio dipende fortemente dalla concentrazione di radon nel terreno.

Il radon è stato classificato dall’IARC come agente cancerogeno del gruppo 1 (sufficienti evidenze di cancerogenicità negli esseri umani).

Anidride carbonica o biossido di carbonio (CO2)

La CO2 è un prodotto di scarto della respirazione cellulare ed è prodotta dall’uomo con la respirazione. Viene inoltre prodotta dalla combustione di composti organici in presenza di ossigeno.

Gli studi del chimico Pettenkofer – internazionalmente riconosciuti e considerati come standard – hanno dimostrato che le persone esposte a concentrazioni al di sopra di 2000 ppm si sentono chiaramente a disagio, con diminuzione dell’attenzione, della capacità produttiva e del benessere generale.

Naftalene

Processi di combustione di petrolio, carbone e legna, fumo di tabacco, deodoranti per servizi igienici, insetticidi (es. palline di naftalene anti-tarma).

Il naftalene causa irritazione degli occhi, degli organi respiratori e della pelle. È stato classificato dall’IARC come possibile cancerogeno del gruppo 2B.

Tricloroetilene

Viene utilizzato come solvente ed è contenuto nei mordenti per legno, vernici, prodotti per il fissaggio, adesivi, sverniciatori e alcuni detergenti.

Il tricloroetilene è stato classificato dall’IARC come probabile cancerogeno per l’uomo (gruppo 2A) sulla base di elementi di prova sufficienti negli animali e limitati elementi di prova nell’uomo.

Radon

utilizzatori degli edifici abbiano le informazioni necessarie ai fini di una corretta progettazione prima e di un corretto uso e manutenzione poi. Questo riguarda non solo l’impiego di certe sostanze o materiali da costruzione, ma anche la capacità di passare da una ventilazione delle case di fatto molto spesso accidentale (ovvero che non segue alcuna logica specifica e progettata) a una ventilazione naturale, meccanica o mista (spesso indicata col termine inglese mixed-mode) progettata caso per caso (in base a criteri legati alla salute, al comfort e al contesto – Figura 2) e di cui gli utilizzatori degli edifici siano fruitori consapevoli. 28

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PROGETTI DI RICERCA Perseguire una maggiore consapevolezza dei materiali costruttivi e condividere le informazioni per una corretta progettazione sono le basi del nuovo progetto di ricerca FESR 1116 “NEW-AIR”, iniziato nel 2019 e finanziato dalla Provincia Autonoma di Bolzano. Il progetto, coordinato da Eurac Research, sostiene la collaborazione tra aziende e mondo della ricerca per proporre un nuovo approccio per una qualità degli ambienti interni energeticamente efficiente.


Soluzioni innovative in pompa di calore per il comfort residenziale

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INTERVISTA

Una realtà che OSA Un catalogo tra i più completi del settore, l’attenzione verso R&S, un Compasso d’Oro, una serie di novità che spaziano dai gruppi termici a una caldaia realizzata appositamente per riscaldare l’acqua delle piscine. Questa la presentazione di Unical, conosciuta e apprezzata nel mondo per le sue caldaie a bassa emissione di CO2 e NOx e ad altissimo rendimento. Ne parliamo con Sergio Fiorani, Amministratore Delegato Unical CLAUDIO MOLTANI Qual è, secondo lei, la caratteristica fondante di Unical?

SERGIO FIORANI, Amministratore Delegato Unical

STABILIMENTO DI CAORSO (PC) 30

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La caratteristica principale dell’azienda è, sicuramente, l’aspetto dedicato alla Ricerca e Sviluppo. A dimostrarlo, bastano alcuni dati: l’area tecnica rappresenta il 10% della forza lavoro, una percentuale veramente straordinaria. A questo va aggiunto che dalla sua nascita, nel 1972, l’azienda ha depositato oltre cinquanta brevetti. Ricerca, sviluppo, test, tecnologia e certificazioni, ma non basta. In azienda guardiamo anche al design, con un’attenzione che ci ha portato a realizzare nel 2015 la prima caldaia di design al mondo, il modello OSA che nel 2018, per le sue peculiarità, ha ricevuto il massimo premio del design, il Compasso d’Oro. Se poi prendiamo in esame la nostra “carta di identità”, ovvero il catalogo, possiamo affermare che è uno dei più completi dell’intero settore e comprende caldaie, gruppi termici per utenze domestiche,


professionali e industriali, generatori a biomassa, climatizzazione, sistemi solari e pompe di calore, oltre a sistemi ibridi e sistemi radianti.

Previsioni a breve/medio termine e progetti futuri? Le prospettive dell’azienda sono molto chiare e vedono al primo posto lo sviluppo commerciale sia in Italia dove riteniamo di essere saldamente posizionati al top di gamma, sia all’estero dove da anni stiamo attuando una politica di internazionalizzazione, poggiando le basi su una produzione orgogliosamente Made in Italy. In questo contesto, abbiamo compiuto una scelta che riguarda anche le presenze fieristiche, privilegiando la partecipazione non solo a manifestazioni prevalentemente dedicate al “prodotto”, ma scegliendo fiere regionali che hanno una visione di progetto che a noi interessa

POTENZA E COMPATTEZZA RECORD Modulex EXT 1160 è un gruppo termico a condensazione-combustione premiscelata, potenza di oltre 1 MW, funzionante a gas naturale o Gpl e a basso contenuto d’acqua (solo 168 litri). L’ultimo nato in casa Unical, amplia la gamma dei 12 modelli già presenti. Il motore è formato da un modulo termico composto da undici elementi preassemblati in lega di alluminiosilicio-magnesio (brevettati da Unical), dotati ciascuno di un bruciatore premix ultra Low NOx modulante (classe 6 - 49 mg/kWh). Grazie alle sue dimensioni compatte, al peso contenuto (circa 1.100 kg), al minimo impatto acustico LPS = 54 dB(A) e alla Certificazione IPX 5d, può essere installata ovunque. La potenza erogata varia da 22 a 1.158 kW. Altra caratteristica è la modularità degli undici bruciatori, che assicura affidabilità, sicurezza nel tempo e garanzia di funzionamento in ogni condizione di carico. È possibile un impianto in batteria fino a otto generatori (quasi 10 MW di potenza) e multipli. Disponibile anche la nuova interfaccia elettronica touch UFLY-p per programmare e controllare tutte le funzioni. Inoltre, è possibile integrare sistemi avanzati di telegestione e telecontrollo. Il gruppo termico garantisce versatilità nelle installazioni con qualsiasi tipo di connessione idraulica e scarico fumi accessibile da tre lati, economia di gestione grazie al rapporto di modulazione 1:54 e all’effetto condensazione pari a 188 kg di condensa recuperata dai fumi in un’ora, e alla massima potenza (50/30°) con sorprendenti rendimenti stagionali.

molto. Nel 2020 saremo dunque presenti a una decina di rassegne professionali: dagli USA alla Russia, passando per l’Europa.

Spaziando dal domestico all’industriale avrete sicuramente molte novità in cantiere… Certamente. Si tratta di novità che nascono e si sviluppano in un’ottica green e, contestualmente, di alto rendimento. Ad esempio, i generatori di vapore per il settore industriale con tubi brevettati garantiscono un’efficienza superiore rispetto alla media essendo questi impianti praticamente sempre in funzione, indipendentemente da stagioni e orari. Questo significa meno emissioni in atmosfera e ottimizzazione dell’impianto, nonché un risparmio economico per l’utente. Recentemente abbiamo sviluppato una caldaia che non solo riscalda l’acqua delle piscine molto velocemente, ma che tramite la tecnologia riscaldante ci permette di entrare a diretto contatto con l’acqua, sia salata che clorata, eliminando gli scambiatori al titanio. Un’altra importante novità riguarda il gruppo termico da 1160 kW che, grazie al rapporto di modulazione 1:54, è davvero unico al mondo. Vista la completezza del nostro catalogo potrei continuare con esempi in ogni settore. Aggiungo solo una cosa: l’ininterrotta attività di ricerca e sviluppo ha permesso all’azienda di raggiungere un fatturato consolidato di oltre 75 milioni di euro, con una crescita aziendale nell’ultimo quadriennio del 27%, di cui oltre il 30% realizzato all’estero e in mercati molto selettivi. Questo è indice anche della qualità dei nostri prodotti, che in molti casi hanno una garanzia estesa a 10 anni. Infatti, il lavoro di R&S non si limita a realizzare “prodotti”, ma interviene su ogni aspetto del ciclo produttivo, garantendo in questo modo una vita produttiva della caldaia, o del generatore, estremamente lunga e un servizio di assistenza a tutto campo.

LA TECNOLOGIA INCONTRA IN DESIGN OSA è la prima caldaia premiata con il Compasso d’Oro. In Classe energetica A+ per il sistema di riscaldamento, la caldaia può essere gestita, controllata e programmata tramite app per iOS e Android. OSA è un progetto interamente Made in Unical, firmato da ArtU’ Design Studio (formato da Ilaria Jahier, Sergio Fiorani, Igor Zilioli e Gian-Luca Angiolini). La possibilità di personalizzare il pannello anteriore permette a questa caldaia di valorizzare qualsiasi tipologia di arredamento.

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Con UltraSource ® il comfort è di casa! la nuova gamma di pompe di calore ancora più efficienti, silenziose, compatte ed eleganti che, dotate di regolazione Hoval TopTronic® E, prevedono il tempo di domani!

Efficiente. Le pompe di calore ad alta efficienza UltraSource® sono di qualità certificata e soddisfano i requisiti della direttiva Ecodesign 2015 con un EEI ≤ 0,23.

Elegante. Il design di UltraSource® è moderno ed elegante. Grazie al suo aspetto si inserisce nel locale hobby e la sua installazione richiede solo poco spazio.

Silenziosa. Il dimensionamento dell’unità esterna e la struttura ottimizzata sotto il profilo della rumorosità, consentono un funzionamento silenzioso.

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Hoval S.r.l. Via XXV Aprile 1945, 13/15 24050 Zanica (BG) www.hoval.it


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Klimahouse 2020: quando una fiera si trasforma in movimento

Guarda la raccolta video completa: bit.ly/ klimahouse-2020

SILVIA MARTELLOSIO

C

oncepita inizialmente come un’idea audace dalle grandi potenzialità, oggi, a 15 anni di distanza, Klimahouse può permettersi di puntare in alto: essere più di una fiera per l’efficienza energetica in edilizia e diventare una piattaforma globale per l’edilizia sostenibile che pone le persone al centro. Ma Klimahouse è molto di più: è un luogo di incontro e di ispirazione, un’occasione di scambio tra persone che condividono lo stesso pensiero. Perché, oggi più che mai, tutti i soggetti coinvolti – produttori, progettisti e proprietari di edifici – sono pienamente consapevoli che l’unica strada da percorrere è quella del risparmio delle risorse, dell’efficienza energetica e della salubrità nell’edilizia e nell’abitare. Il principio guida di Klimahouse risulta pertanto estremamente appropriato: avvicinare al tema dell’edilizia sostenibile e ispirare con le nuove possibilità offerte dall’architettura moderna non solo gli esperti, ma anche tutti i cittadini.

I NUMERI

4

36.000

450

150

Giorni

Espositori

Visitatori

Appuntamenti

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SISTEMI TERMOISOLANTI PER TETTI E PARETI

SISTEMA IN POMPA DI CALORE PER ABITAZIONI MONO O PLURIFAMILIARI

Isotec di Brianza Plastica è un sistema di isolamento termico in poliuretano dalle elevate prestazioni, studiato per realizzare edifici ad alta efficienza energetica, garantendo un’eccellente coibentazione e ventilazione di tutto l’involucro. Oltre a contribuire all’ottenimento dei prerequisiti e dei crediti per la certificazione LEED, la gamma racchiude soluzioni all’avanguardia per l’isolamento sottotegola delle coperture a falda e per la realizzazione di facciate ventilate. Risulta ideale sia per le ristrutturazioni che per le nuove realizzazioni.

Clivet presenta il nuovo prodotto di punta per la gamma residenziale: Sphera Evo, un sistema specializzato autonomo in pompa di calore split full DC inverter in grado di soddisfare le richieste termiche e di comfort di abitazioni mono o plurifamiliari a medio-basso consumo energetico. A basso impatto ambientale grazie al refrigerante ecologico R32, e con un design rinnovato e disponibile in tre diverse serie (a torre, box e da incasso), il sistema permette il riscaldamento, raffreddamento e la produzione di acqua calda sanitaria fino a 55 °C, con un ampio limite di funzionamento che va da -25 °C a +43 °C di aria esterna.

www.brianzaplastica.it

www.clivet.com

PORTA-FINESTRA ALZANTE SCORREVOLE In occasione di Klimahouse è stata presentata al pubblico da Finstral la porta-finestra alzante scorrevole FIN-Slide nell’esecuzione Cristal. L’esecuzione, fino ad oggi possibile solo per le finestre, ora è disponibile anche per le porte scorrevoli. La combinazione di Nova-line e Cristal si traduce in un’estetica a tutto vetro su entrambi i lati. La porta scorrevole, infatti, sembra fatta completamente di vetro e garantisce la massima luminosità. www.finstral.com

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NUOVA FINITURA PER PORTE DA GARAGE A Klimahouse 2020 la nuova finitura Duragrain per porte da garage di Hörmann. L’azienda ha sviluppato un nuovo procedimento di stampa in acciaio per portoni sezionali, attraverso cui è possibile conferire alla superficie design peculiari, quali gli effetti legno, marmo, cemento o acciaio corten. Questi motivi vengono sigillati nel corso del processo produttivo da una speciale vernice protettiva altamente resistente per garantire un appeal che il tempo non possa scalfire. La superficie Duragrain, inoltre, è resistente ai raggi UV e ai graffi. www.hormann.it

VMC CON RECUPERO DEL CALORE COMBINATO

NUOVA GENERAZIONE DI FINESTRE IN PVC E PVC/ALLUMINIO

HRA-i SLIM di Innova è la nuova unità di rinnovo e purificazione dell’aria con recupero del calore statico e dinamico che avviene tramite una pompa di calore aria-aria con compressore DC inverter orizzontale. Questa particolarità consente l’installazione anche in abitazioni con soffitti alti “solo” 2700 mm. HRA-i SLIM, infatti, necessita di soli 300 mm per la sua installazione (controsoffitto incluso), superando di fatto i vincoli della normativa che impongono di avere un’altezza utile di almeno 2400 mm (dopo la controsoffittatura) per evitare l’obbligo di installazione dell’unità esclusivamente in appositi locali tecnici.

KF520 è la nuova generazione di finestre Internorm in PVC e PVC/alluminio. Prima caratteristica è il design minimalista, costituito da un telaio della massima regolarità e pulizia architettonica, in uno spessore a vista particolarmente contenuto. Grazie al telaio molto sottile, la finestra permette l’ingresso di più luce rispetto ad altre. Inoltre, è dotata di serie del vetro di alta qualità ECLAZ che aumenta ulteriormente la quantità di luce nell’ambiente. Il sistema di chiusura non utilizza ferramenta standard, ma la tecnologia I-tec Secure di Internorm. Con KF520, ricorrendo a un adeguato vetraggio, si possono raggiungere Uw=0,63 W/ (m2K).

www.innovaenergie.com

www.internorm.com

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TUTTI I BENEFICI DELL’ISOLAMENTO CON LANA MINERALE Con uno stand dal concept rinnovato rispetto all’anno scorso e tutto dedicato al comfort abitativo – con le animazioni realizzate in esclusiva da Joshua Held per illustrare tutti i benefici dell’isolamento – Knauf Insulation ha portato a Klimahouse 2020 la propria gamma di lane minerali (di vetro e di roccia) con Ecose Technology. Oltre ai prodotti per l’applicazione a cappotto, troviamo anche la gamma SmartWall con l’esclusivo rivestimento ai silicati di calcio che garantisce una posa in opera ottimale. www.knaufinsulation.it

RIVESTIMENTO METALLICO “TAILOR-MADE”

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SISTEMI DI VENTILAZIONE PER TUTTE LE ESIGENZE

Nieder lancia un nuovo rivestimento metallico prodotto in collaborazione con Indexlab. Si tratta di Squalo, rivestimento “tailor-made” tecnologicamente avanzato e caratterizzato da uno spiccato valore espressivo in termini architettonici. Il sistema costruttivo, che si distingue per le eccellenti qualità compositive e formali, viene generato mediante l’impiego di strumenti di disegno computazionale in connessione con i metodi di produzione a controllo numerico. L’impiego di questi sistemi permette di attuare un distacco dalla usuale concezione di produzione in grande scala di oggetti identici per abbracciare una specializzazione flessibile del prodotto industriale su misura.

Da RBM la nuova gamma di sistemi di ventilazione: macchine di ventilazione semplice, che vanno dai 150 ai 550 m3/h, tutte in Classe A+ e certificate Passivhaus; soluzioni compatte 5 tubi, che uniscono in una sola macchina le funzioni di ricambio aria e deumidificazione, sfruttando sia l’aria esterna sia un flusso di ricircolo; soluzioni splittate che mantengono separate le due anime pur confluendo in un’unica distribuzione aeraulica. Inoltre, l’azienda propone un’ampia gamma di accessori per fornire sistemi completi e coniugare estetica e comfort: collettori silenziati, griglie monoblocco, finiture originali in vetro o in marmo per le bocchette in ambiente.

www.nieder.it

www.rbm.eu

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ISOLAMENTO TERMICO A CAPPOTTO webertherm robusto universal di Saint-Gobain Weber è un sistema di isolamento termico esterno che coniuga le prestazioni di un sistema a cappotto con la robustezza e la solidità di una muratura tradizionale. Il sistema di isolamento termoacustico è formato da pannelli isolanti in lana di vetro altamente traspiranti ed ecosostenibili. La rete d’armatura in acciaio zincato e gli speciali sistemi di fissaggio consentono l’applicazione di rivestimenti pesanti quali ceramiche (fino a formati di 100x50 cm) o pietre (fino a un peso di 70 kg/mq). www.it.weber

PER IL PASSAGGIO A TETTO DELLA CANNA FUMARIA Schiedel Absolut GZERO è la soluzione appositamente studiata, brevettata e certificata per garantire un passaggio sicuro del camino attraverso un tetto in legno o a contatto diretto con elementi costruttivi infiammabili. Grazie alla sua particolare tecnologia, la soluzione può essere installata in completa sicurezza a “zero” distanza dal legno. Unisce pertanto l’esigenza di prevenire gli incendi con il vantaggio di evitare qualsiasi dispersione termica e ingombranti coibentazioni realizzate intorno alla canna fumaria. www.schiedel.com

BIOMATTONE IN CANAPA E CALCE Realizzato da Senini, Blocco Ambiente è un biomattone che combina proprietà di isolamento e massa termica. È composto da canapulo, legno di canapa certificata CenC, e calce naturale, un legante di calce idrata dolomitica. L’elevato contenuto di silice del canapulo – la parte legnosa della pianta – e di magnesio nella calce innescano la carbonatazione del materiale e l’indurimento delle fibre. Il composto, una volta essiccato, diventa rigido, resistente e durevole, ma anche leggero ed elastico. Rispettando i principi di sostenibilità ambientale, ha tutte le qualità richieste a un materiale da costruzione in linea con uno sviluppo green: alta capacità isolante, bassa energia incorporata e capacità di assorbire CO2 dall’atmosfera. www.senini.it

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PANNELLO IN CARTONGESSO CHE RISCALDA

ISOLAMENTO A CAPPOTTO FACCIA A VISTA

Grazie a una tecnologia innovativa, T-panel di S.T.S. Polistiroli diffonde calore per irraggiamento, garantendo il massimo comfort. Realizzato da quattro strati di diversi materiali, il pannello è formato da una lastra in cartongesso idro, adatta a qualsiasi tipo di ambiente, da un componente radiante impermeabile con grado di protezione IPX7, da uno strato isolante e un foglio termo-riflettente che ne massimizza la resa. Rapido e leggero, si installa a parete come una normale lastra in cartongesso e ha dimensioni 60x200 cm. T-panel non utilizza acqua o altri fluidi: è al 100% elettrico e non produce campi elettromagnetici grazie alla particolare tecnologia riscaldante brevettata.

Da Terreal Italia il sistema a cappotto prefabbricato Terracoat, costituito da pannelli stampati in EPS con grafite, che sulla parte a vista presentano il listello ricavato dai diversi tipi di mattoni Terreal (classico, a impasto molle e San Marco). Terracoat si applica a secco, risultando idoneo sia in contesti di recupero, sia in nuove costruzioni. È modulare e si applica sulla parte portante del fabbricato attraverso una serie di tasselli che vengono progettati prima dell’applicazione in cantiere. Un sistema rapido e semplice che unisce la bellezza del faccia a vista alle esigenze di efficienza e isolamento. www.sanmarco.it

www.stspolistiroli.it

PANNELLO FOTOVOLTAICO CON SHINGLE INTERCONNECTION Vitovolt 300 M-WA è il nuovo pannello fotovoltaico monocristallino ad alta efficienza di Viessmann con tecnologia Shingle interconnection che consente di raggiungere potenze superiori anche del 25% rispetto ai moduli tradizionali. L’innovativo metodo di taglio e saldatura delle celle fotovoltaiche, utilizzato per la costruzione del pannello per ridurre lo spazio inattivo tra le celle, è in grado così di raggiungere potenze di 350 Wp. Presentati anche i nuovi inverter ibridi per l’ambito residenziale, disponibili in tre taglie da 3 e 5 kW: le soluzioni consentono di stoccare in batteria l’eccesso di energia prodotta dall’impianto fotovoltaico, che può essere rilasciata per alimentare i carichi dell’abitazione. www.viessmann.it

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ISOLANTI NATURALI E TECNOLOGICAMENTE AVANZATI Ursa Italia non presenta un prodotto o una tecnologia, bensì vuole porre l’attenzione sulla produzione sostenibile dei propri materiali isolanti tramite BiOnic, tecnologia che combina aspetti biologici e tecnici che si traducono in prestazioni premium. URSA BiOnic fa sì che i prodotti realizzati raggiungano il massimo punteggio ottenibile per gli isolanti in tutti i protocolli ambientali e – offrendo prestazioni premium – permettano di ottimizzare le soluzioni tecnologiche necessarie per la realizzazione di edifici ad alta efficienza energetica, garantendo al contempo il rispetto della normativa europea e nazionale. www.ursa.it

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SPECIALE sistemi di riscaldamento

Design intelligente = riscaldamento efficiente Rispetto ai prodotti legati al riscaldamento, come orientarsi in un mercato che offre soluzioni così diversificate? Lo abbiamo chiesto ad alcune delle più importanti aziende del settore PATRIZIA RICCI

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SPECIALE

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a scelta di un sistema di riscaldamento nella propria abitazione va studiata e pianificata attentamente in quanto gioca un ruolo fondamentale. Vanno considerati non solo il comfort, la praticità di utilizzo e l’ingombro, ma anche l’evoluzione del contesto normativo e degli incentivi. La Direttiva Europea 2009/28/CE, recepita in Italia con il Decreto Legislativo n.28/2011, impone di soddisfare entro il 2020 la quota minima del 50% di energie rinnovabili, al fine di ridurre del 20% le emissioni di gas serra, aumentare del 20% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e migliorare del 20% l’efficienza energetica.

QUALE IMPIANTO SCEGLIERE? Quando si è alla ricerca del giusto impianto di riscaldamento non c’è una soluzione standard, ma occorre trovare ciò che – alla luce delle caratteristiche dell’abitazione, dell’ambiente di riferimento, della potenza richiesta, delle fonti energetiche disponibili e, in par-

ticolare, delle necessità di utilizzo – meglio risponda alle proprie esigenze. Tra gli impianti di riscaldamento più efficienti e sostenibili sul mercato possiamo fare riferimento alle caldaie a condensazione, alle pompe di calore, ai sistemi ibridi, alle caldaie a biomasse e al solare termico. Ma, come orientarsi in un mercato così diversificato? Abbiamo chiesto ad alcune delle più importanti aziende del settore quali sono le innovazioni introdotte negli ultimi anni rispetto ai prodotti legati al riscaldamento.

CALDAIA A CONDENSAZIONE Una delle soluzioni più efficienti per produrre calore è rappresentata dalla tecnologia a condensazione. Questa tipologia di caldaie è caratterizzata da un alto rendimento termico e da un’eccellente qualità dei materiali: ciò consente un’elevata efficienza, totale affidabilità e durata nel tempo. La soluzione proposta da Italtherm, azienda che ha fatto del reparto Ricerca & Sviluppo il suo fiore all’occhiello, è City Top, caldaia a condensazione in grado di unire efficienza energetica, design e sicurezza. La caldaia infatti garantisce un alto rendimento energetico poiché recupera e sfrutta il calore dei fumi prodotti dalla combustione, che nelle normali caldaie viene invece disperso. Soprattutto, City Top è l’unica a vantare un range di modulazione superiore a 1:20, che le consente di adattarsi all’effettivo fabbisogno termico di ogni impianto, riducendo il numero di accensioni e spegnimenti, diminuendo le emissioni inquinanti e assicurando i consumi più bassi della sua categoria. A rendere City Top una caldaia intelligente che si controlla, si regola e si adatta autonomamente è l’ICS (Intelligent Combustion System), un sistema progettato e sviluppato dalla stessa azienda. Il sistema ICS controlla infatti i valori della combustione e regola la portata del gas in modo d’avere sempre il corretto rapporto aria/gas, ottenendo così una riduzione dei consumi, minori emissioni, minor tempo di installazione e/o regolazioni manuali da eseguire. La caldaia è anche un gioiello di design: l’estetica è frutto della creatività di Italdesign, azienda del famoso designer Giorgetto Giugiaro che ha firmato tutta la nuova linea di caldaie Italtherm serie City. In più, tutte le impostazioni della caldaia sono a portata di click grazie all’app per smartphone. Questo permette di avere un impianto di riscaldamento intelligente, sempre sotto controllo e con la possibilità di gestirlo a distanza in qualunque luogo.

POMPA DI CALORE

CITY TOP. Caldaia a condensazione Italtherm in grado di unire efficienza energetica, design e sicurezza

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Un’alternativa green ai tradizionali sistemi di riscaldamento è rappresentata dalla pompa di calore, tecnologia che permette di accantonare completamente il consumo di combustibile grazie allo sfruttamento dell’energia termica presente in natura. “In un’epoca storica in cui il surriscaldamento globale è il maggior pericolo incombente – sostiene Marzio Quadri, Product Marketing Section Marketing Department di Daikin – la tematica ambientale è quella più delicata in assoluto da affrontare. L’obiettivo generale per salvaguardare il pianeta è ridurre al minimo le emissioni di gas a effetto serra, tra cui la stessa CO2 ritenuta responsabile del 63% del riscaldamento globale causato dall’uomo. Essendo il riscaldamento uno dei primi responsabili di queste emissioni, è chiaro come l’interesse comune sia aumentare il più possibile la quota di energia rinnovabile e immettere sul mercato


sistemi di riscaldamento

MARZIO QUADRI, Product Marketing Section Marketing Department Daikin

ALTHERMA 3 H HT. Pompa di calore aria-acqua a pavimento per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda

prodotti in grado di fronteggiare il problema”. Daikin è da sempre focalizzata sui concetti di evoluzione, innovazione e sviluppo di prodotti pensati per migliorare la vita delle persone e l’ambiente in cui vivono. “La pompa di calore elettrica – continua Quadri – rappresenta una tecnologia ad alta efficienza che usa energia rinnovabile per riscaldare le abitazioni. Preleva il calore naturalmente presente nell’ambiente, riduce il consumo di energia primaria e abbatte le emissioni di CO2, proponendo una soluzione d’avanguardia e conforme con i cambiamenti che stiamo fronteggiando”. Daikin ha sviluppato due linee di prodotto molto coerenti, a portata del consumatore finale: entrambe le soluzioni consentono al cliente di aprirsi facilmente al mondo dell’elettrico anche per quanto riguarda il riscaldamento domestico. Daikin Altherma H Hybrid e Daikin Altherma 3 H HT garantiscono sia una riduzione dei costi in bolletta, sia un aumento della classe di efficienza energetica, incrementando conseguentemente il valore dell’immobile. Le pompe di calore possono essere collegate all’impianto fotovoltaico per favorire l’autoconsumo, quindi azzerando completamente, o quasi, le spese di approvvigionamento dalla rete elettrica pubblica.

SISTEMA IBRIDO Una particolare attenzione è rivolta, poi, ai cosiddetti sistemi ibridi, soluzioni innovative e smart per riscaldare e raffrescare la casa. Ma, in questo caso, cosa si intende per sistema ibrido? I sistemi ibridi sono una tecnologia in grado di integrare in un’unica soluzione le migliori prestazioni di una caldaia a condensazione e di una pompa di calore, grazie a una logica di funzionamento intelligente e ottimizzata per il riscaldamento e la produzione di ACS. È stato un percorso notevole quello che ha portato Baxi S.p.A. a essere riconosciuta come una delle aziende più tecnologiche e, al contempo, più green del settore. È stato soprattutto il rigoroso rispetto dei suoi ambiziosi obiettivi in termini di sostenibilità ed efficienza ad aver portato l’azienda bassanese – già nota per la sua storica, vasta produzione di caldaie a condensazione per uso domestico ad altissima efficienza – a proporre, quale pioniere del settore, i sistemi ibridi con integrazione pompa di calore e caldaia o nella versione solo elettrica; sistemi che sfruttano l’energia presente nell’aria per produrre riscaldamento e raffrescamento con un minimo impatto ambientale. Ha poi ampliato la vasta gamma di prodotti dedicati al segmento residenziale con caldaie ad alta potenza per il segmento commerciale. In seguito, Baxi ha introdotto nel proprio portfolio una gamma di pompe di calore con un ampio range di potenze con taglie da 4,5 kW fino a 160 kW in cascata. A completare l’offerta i refrigeratori di liquido e pompe di calore aria/acqua alta potenza. L’introduzione di prodotti dedicati al segmento commerciale ha dunque segnato l’ingresso di Baxi nel mondo Professional e ne ha definito il ruolo di importante player. Non solo prodotti, ma anche servizi e strumenti per il professionista: ad esempio, il controllo da remoto delle centrali termiche da

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SPECIALE parte della rete Service Baxi, i prodotti disponibili nella piattaforma bimobject, il preventivatore e le app per consultare ovunque preventivi e documentazione. In termine di innovazione, va infine citato il progetto della prima caldaia a per uso domestico alimentata a idrogeno che – con una potenza termica resa di 28 kW e progettata sia per il riscaldamento che per la produzione di acqua calda sanitaria – è in grado di garantire la stessa efficienza termica delle caldaie a condensazione a gas naturale, ma con l’enorme vantaggio di eliminare le emissioni di CO/CO2 nell’ambiente. L’attenzione alle normative, l’utilizzo di fonti rinnovabili, la semplicità strutturale e il rapporto qualità/prezzo sono le linee guida perseguite da Sime per l’approccio a un mercato sempre alla ricerca di efficienza energetica e risparmio. Con questi obiettivi l’azienda ha sviluppato innovativi prodotti ibridi nell’integrazione di caldaie a condensazione con pompe di calore. Il lavoro svolto ha portato alla definizione di un algoritmo di gestione che ottimizza l’efficienza con l’integrazione delle fonti, al lancio sul mercato di sistemi centralizzati MEM (Multi Energy Manager), Murelle Revolution, Open Hybrid MEM e l’ultima nata Edea Hybrid: il sistema ibrido più compatto oggi disponibile sul mercato, che permette di integrare la caldaia alla pompa di calore sia in riscaldamento che in produzione ACS. In uno scenario normativo dove le caldaie tradizionali (non a condensazione) a camera stagna non possono essere più immesse nel mercato, Sime propone Uniqa Revolution, la caldaia in classe B a basso NOx non a condensazione, senza scarico condensa, prodotto unico nel suo genere e ideale alternativa per la sostituzione di caldaie stagne tradizionali. Sime offre inoltre Murelle HT, la nuova caldaia a condensazione nata dalla sintesi delle più innovative tecnologie che mette insieme le massime prestazioni della combustione e le innumerevoli potenzialità della connettività IoT, offrendo agli utenti nuovi modi di interazione. Personalizzare dallo smartphone le preferenze per l’acqua sanitaria e per

il comfort di casa diventa sinonimo di riduzione dei consumi e di efficienza energetica. Per concludere, l’azienda non ha tralasciato le caldaie di potenza proponendo basamento premiscelato con scambiatori pressofusi in alluminio-silicio. Con la gamma Alu HE ha concentrato la potenza, ridotto gli ingombri e completato la proposta per le numerose centrali termiche da riqualificare. Molte innovazioni sono state introdotte da Unical negli ultimi anni per quanto concerne i prodotti legati al riscaldamento per le utenze domestiche, professionali e industriali. Novità che nascono in un’ottica green e con grande attenzione a garantire alti rendimenti. Partendo dal domestico è doveroso citare Osa, la prima caldaia d’arredo – vincitrice del Compasso d’Oro 2018 – a raggiungere la classe energetica A+ nel sistema di riscaldamento, oltre alla gestione e reset da remoto tramite app. E ancora, rispondono alle svariate richieste dei nuovi regolamenti edilizi, i sistemi ibridi e i nuovi sistemi integrati con pompa di calore, con o senza caldaia o solare termico, in dimensioni compatte (KON HP - SLIM HP 2.0). Anche il reparto biomassa propone prodotti di ultima generazione come la caldaia LAwood che, equipaggiata di sonda lambda, garantisce basse emissioni (Classe 5 sec. EN 303/5-2012) in linea con le più restrittive normative regionali. Novità degli ultimi giorni, nel settore professionale, è l’upgrade MODULEX 1160, il gruppo termico più tecnologico e compatto della categoria, con rapporto di modulazione 1:54, installabile perfino a tetto. Nel settore industriale, oltre alla qualità riconosciuta ai suoi prodotti, Unical vanta altresì tubi speciali brevettati che garantiscono rendimenti ed efficienza sopra la media, emissioni minime inferiori anche a 80 mg/kwh con bruciatori ultra Low Nox e, quindi, minori consumi, risparmio energetico e massimo rispetto per l’ambiente. Da segnalare anche le caldaie a condensazione KON SWP, uniche nel loro genere, idonee per il riscaldamento dell’acqua delle piscine con una tecnologia che permette il diretto contatto dello scambiatore con l’acqua sia salata che clorata.

RISCALDAMENTO SMART KON SWP. Caldaie a condensazione targate Unical

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Nell’ambito della tecnologia domotica, il riscaldamento smart mira a raggiungere l’obiettivo di una casa intelligente, che si adatta alle specifiche necessità per


sistemi di riscaldamento

accrescere al massimo il comfort domestico. Le tecnologie più diffuse per un riscaldamento smart si applicano soprattutto nel termostato e nelle valvole termostatiche Wi-Fi e in caldaie e condizionatori. Oventrop da sempre è sinonimo di innovazione e affidabilità anche per quanto riguarda prodotti e sistemi per il riscaldamento. In Italia l’affermazione del proprio brand è avvenuta in coincidenza della riqualificazione energetica, nella fattispecie nell’ambito delle valvole termostatizzabili con pre-regolazione e con regolazione dinamica della portata, oltre ai numerosi modelli di teste termostatiche. A proposito delle valvole con regolazione dinamica della portata, Serie Q-tech, l’azienda ha esteso la stessa tecnologia per i collettori di distribuzione per impianti radianti a pavimento Multidis SFQ, riuscendo così a risolvere a monte il problema del bilanciamento delle portate dei singoli circuiti. Altre novità introdotte di recente sono il Modulo di controllo climatico R-Tronic RT B con sistema di trasmissione radio bidirezionale azionato a batterie, e il neonato mote 200, un termostato elettronico da installare direttamente sul corpo valvola, gestibile sia manualmente sia tramite app, con connessione bluetooth, anch’esso azionato a batterie. Ultima novità in fase di lancio è rappresentata dalle nuove cassette “Unibox” un prodotto ideale per la regolazione della temperatura ambiente e della temperatura di mandata di uno o due circuiti radianti a pavimento unitamente a un nuovissimo design. Innovazione in tutti i settori, materiali, gestione del calore e termoregolazione, e scelte sempre più sostenibili in un’ottica di tutela

dell’ambiente e degli utenti, da sempre caratterizzano Caleffi Hydronic Solutions. Da diversi anni per le valvole, ad esempio, l’azienda usa leghe a basso contenuto di piombo, resistenti alla corrosione e rispettose della Direttiva europea 98/83/CE, nota come Drinking Water Directive, che impone severi requisiti all’acqua per consumo umano. Per quanto riguarda invece il risparmio energetico e la corretta gestione del calore, a livello di acqua sanitaria e di termoregolazione ambientale, Caleffi ha sviluppato una gamma completa di valvole di bilanciamento: dalle tradizionali statiche alle più moderne dinamiche, fino ai regolatori di ΔP come la Serie 140, che controlla gli eccessi di prevalenza e consente alle valvole di bilanciamento statico di lavorare in condizioni ottimali. Ma non è tutto, perché la necessità di trovare una corretta collocazione a questi componenti ha condotto allo sviluppo di valvole capaci di inglobare sia le funzioni di regolazione della portata sia di controllo della prevalenza. Le PICV della Serie 145 Flowmatic® permettono di regolare la portata direttamente al terminale di climatizzazione o di una intera zona, integrando la funzione di stabilizzazione del ΔP ai capi della valvola e la possibilità di intercettare automaticamente la relativa parte di sistema. A ciò si aggiungono le nuove valvole Dynamical per radiatore, che installate sul corpo scaldante garantiscono la corretta portata senza subire variazioni di prevalenza. L’ultima grande novità nel campo della termoregolazione sono le nuovissime valvole CODE. Concepite per gestire in modo smart ogni corpo scaldante tramite app, dispongono di una

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SPECIALE funzionalità di autoapprendimento che valuta l’andamento della temperatura e gli apporti di energia esterni, affinando così il controllo sulla potenza del radiatore e portandola al minimo indispensabile a garantire il clima ideale. L’evoluzione del mondo del riscaldamento ha portato Ferroli a una varietà di prodotti e servizi capaci di integrare anche l’estetica. Ad esempio, la caldaia BLUEHELIX SUBLIME in classe A+ nasce da un connubio esclusivo di mate-

Quando si è alla ricerca del giusto impianto di riscaldamento non c’è una soluzione standard. Occorre trovare ciò che – alla luce delle caratteristiche dell’abitazione, della potenza richiesta e, in particolare, delle necessità di utilizzo – meglio risponda alle proprie esigenze.

MULTIDIS SFQ. Collettori di distribuzione per impianti radianti a pavimento Oventrop

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riali come il cristallo temperato, il full touch screen 7” a colori e l’ambient led di notifica, e poi sistemi di controllo smart e di telegestione (APP, sistemi IoT). Nel caso della caldaia BLUEHELIX SUBLIME, è disponibile un sofisticato sistema di connessione IoT autoconfigurante (non serve un router domestico) che mette in comunicazione la caldaia con il telefono cellulare, o anche il telefono fisso, dell’utente, e in parallelo con il Centro Assistenza. Non solo, Ferroli punta all’ingegnerizzazione di prodotti che utilizzano con criteri evoluti fonti di energia diverse nello stesso prodotto/sistema, in base al costo della fonte, al profilo di emissione e inquinamento, o più semplicemente alle preferenze impostate dall’utente: questo è il caso dei sistemi a pompa di calore ibrida OMNIA HYBRID, disponibili in varie configurazioni sia per le sostituzioni (sistema murale simile a una caldaia) che per le nuove costruzioni (sistema a incasso). Presenti, inoltre, prodotti che vantano sistemi di auto-apprendimento/auto-adattamento alle abitudini familiari, per ottimizzare l’efficienza senza sacrificare il comfort come gli scaldabagni elettrici con tecnologia smart, che consentono un elevato risparmio energetico adattando l’accensione della resistenza di riscaldamento alle fasce orarie migliori per l’utilizzo dell’utenza. Negli ultimi anni, in ambito riscaldamento, Grundfos è sempre stata all’avanguardia nella ricerca di migliori funzionalità e di controllo delle pompe elettroniche in totale connessione con l’impianto in cui opera. “Ci stiamo muovendo dalla convenzionale ottica focalizzata sul prodotto verso un approccio di sistema, basato su una pompa controllata in modo intelligente che soddisfa in pieno le esigenze di affidabilità, comfort e risparmio di un impianto di riscaldamento”, spiega l’azienda. Il risultato di questa continua ricerca è la Grundfos iSOLUTION, ovvero è un approccio di sistema con componenti che si adattano ai requisiti degli impianti di riscaldamento. Le ultime soluzioni includono pompe, azionamenti, controlli, protezioni e unità di comunicazione con i Building Management System. Basti pensare al bilanciamento idronico dell’impianto di riscaldamento: le soluzioni attualmente esistenti per il bilanciamento idronico sono costose, richiedono tempo e spesso più di una persona per effettuarlo. Grazie alla ricerca Grundfos, ora è possibile effettuare questa operazione semplicemente connettendo il circolatore (Alpha2 e Alpha3 Grundfos) all’applicazione per smartphone


sistemi di riscaldamento

Grundfos GO Balance. Con questa soluzione il bilanciamento è effettuabile dall’installatore in poco meno di un’ora invece che dalle 4 alle 6 ore tradizionali perché il calcolo complesso dei dati viene eseguito automaticamente all’interno dell’app: rileva immediatamente quali radiatori o zone dell’impianto di riscaldamento a pavimento hanno bisogno di essere regolate, al fine di ottenere il miglior compromesso tra l’efficienza energetica con la giusta quantità di calore in ogni stanza, per garantire il massimo comfort e risparmio. Questo è solo un esempio, ma l’iSolution Grundfos è applicabile anche in altre funzionalità su impianti di riscaldamento domestici, residenziali e di grandi edifici.

SOLARE TERMICO Gli impianti solari termici sono dispositivi che permettono di catturare l’energia solare, immagazzinarla e usarla nelle maniere più svariate, in particolare ai fini del riscaldamento dell’acqua corrente in sostituzione delle caldaie alimentate tramite gas naturale. Paradigma si presenta come specialista del solare termico con una proposta semplice, efficace e testata. Il risultato nasce dalla combinazione di più soluzioni tecniche, tra loro sinergiche e concatenate: ■ acqua come fluido termovettore (AquaSolar System); ■ collettori sottovuoto ad alta efficienza modello AQUA PLASMA; ■ gestione del flusso con sistema a secchio.

I vantaggi tecnici nell’utilizzare acqua come fluido vettore, anziché miscele contenenti glicole, sono notevoli: facile reperibilità e minor prezzo, alta capacità termica che migliora gli scambi di calore, bassa viscosità che diminuisce le perdite di carico e di conseguenza l’energia assorbita dai circolatori, alta resistenza chimica che elimina il problema dei depositi solidi e dell’inacidimento caratteristici del glicole e che possono portare a spese di manutenzione importanti, vanificando parte del risparmio prodotto dal sistema solare. A supporto di questa importante scelta è imprescindibile l’utilizzo di una soluzione avanzata per la protezione antigelo dell’impianto. Non solo è importante proteggere le tubazioni dalle basse temperature esterne, ma è fondamentale farlo prelevando la minima quantità di energia dall’accumulo che dia comunque la massima sicurezza. Gli accorgimenti in fase di montaggio si affiancano a un avanzato sistema elettronico di controllo delle temperature e dei flussi del sistema. Questa soluzione è nata in Germania in collaborazione con l’Istituto Universitario per la Termodinamica di Stoccarda ed è ormai ampiamente testata su migliaia di casi reali in tutta Europa. Il sistema AQUA si sposa bene con collettori a tubi sottovuoto, con spiccate doti di isolamento termico. A questo scopo Paradigma ha sviluppato AQUA PLASMA, un collettore a tubi sottovuoto, i cui tubi subiscono uno speciale trattamento con tecnologia Plasma, che garantisce un elevatissimo effetto riflettente del vetro ed il conseguente aumento dell’assorbimento di energia solare. La gestione “a secchio” si caratterizza per un trasferimento del calore intermittente, e con scariche ad alta temperatura di mandata verso l’accumulo (circa 80°C). Per sfruttare a pieno il vantaggio dell’alta temperatura, senza risentire di perdite di efficienza del sistema, risulta necessario utilizzare un collettore particolarmente performante, non solo nella stagione estiva, ma in tutte le condizioni annuali, come il modello AQUA PLASMA. Lavorare ad alte temperature rende possibile connettere l’impianto solare nella parte più alta dell’accumulo (stessa zona della caldaia), mantenendo una perfetta stratificazione interna delle temperature, che garantisce un ottimo utilizzo del calore e un notevole risparmio sulle accensioni della caldaia a supporto. L’ampia esperienza testata sul campo nel corso degli anni e un’attenta progettazione dei componenti sono alla base delle soluzioni Paradigma.

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DENTRO L’OBIETTIVO

Restyling in chiave green Voluto dal Gruppo Valle Giulia, proprietaria dell’edificio, il progetto sinergico di Cool Projects e Agenzia di Architettura prevede l’impianto fotovoltaico su facciata più grande in Italia PALAZZO ARGONAUTA. Prima e dopo il restyling

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a cura della REDAZIONE


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alazzo Argonauta si rifà il look per diventare uno tra i principali edifici energeticamente efficienti d’Europa e il primo dell’area di Roma. La ristrutturazione – firmata dallo studio Agenzia di Architettura (per il restyling architetturale e la direzione lavori) in sinergia con la società di ingegneria Cool Projects, specializzata in projects management e building automation (per la parte impiantistica, il Project Management, la sicurezza, il coordinamento di cantiere) e in collaborazione con i progettisti di Genera per gli aspetti del fotovoltaico – prevede un impianto di pannelli solari su facciata di notevoli dimensioni. Il lato sud del palazzo, quello che affaccia su via degli Argonauti da cui prende il nome, ospita 657 moduli di silicio policristallino (100x150 cm) per uno sviluppo complessivo di quasi 1.000 mq, esteso su un fronte di circa 110 metri, per un’altezza di poco inferiore a 40 metri in grado di generare quasi 150 kWp con tutta la sua rete di cablaggio. La sfida maggiore per architetti e ingegneri è stata quella di rendere questo impianto quasi invisibile, giocando sulla mistificazione della realtà, ovvero trasmettere l’illusione che i pannelli fotovoltaici siano le finestre e, al contrario, gli elementi brise-soleil siano elementi di marcapiano. Un edificio letto al negativo: i vuoti al posto dei pieni e viceversa. Ogni dettaglio tecnico e architettonico nella composizione di queste facciate è stato pensato in questa direzione. Si è voluto “andare oltre” realizzando anche sulla facciata ovest, quella che guarda via Ostiense, un analogo sistema realizzato con pannelli di vetro smaltato blu dello stesso colore e dimensioni di quelli fotovoltaici e ancorati con gli stessi supporti. Questo perché su via degli Argonauti sta sorgendo la nuova sede dell’Università Roma Tre, su progetto di Mario Cucinella, che (presumibilmente) oscurerà parte della facciata sud del palazzo. Dunque, quando il nuovo Ateneo sarà concluso, si opererà uno scambio dei pannelli “al buio” con quelli posizionati sul fronte ovest di via Ostiense senza compromettere né le caratteristiche architettoniche né di produzione di energia rinnovabile. Questa soluzione ha influenzato lo sviluppo del progetto su tutti i prospetti, tanto che i pannelli di vetro smaltato blu sono diventati una delle caratteristiche salienti. A questo impianto è stata aggiunta una struttura fotovoltaica distribuita su una superficie di 2.176,70 mq, per una produzione annua di 484.472 kWh. I due impianti insieme possono generare 622.092 kWh annui, interamente a servizio del palazzo. Il risparmio in termini di CO2 è stimato in circa 170 tonnellate l’anno. Palazzo Argonauta dispone, in tal modo, del più grande impianto fotovoltaico su facciata nell’area metropolitana di Roma e il maggiore in Italia. Si consideri che attualmente l’impianto in facciata più ampio al mondo si trova a Copenaghen e produce circa 300 MW annui.

EFFICIENTAMENTO ENERGETICO L’impegno maggiore per gli ingegneri di Cool Projects è stato dedicato all’integrazione tra il nuovo progetto architettonico e gli impianti esistenti, modificati, adattati e in parte sostituiti con nuove installazioni. L’obiettivo principale è stato quello di ridurre i consumi ener-

getici globali con l’applicazione di nuove tecnologie in sostituzione di quelle presenti, ormai obsolete. Al contempo sono state migliorate le condizioni di comfort ambientale attraverso l’introduzione di sistemi domotici tecnologicamente innovativi che, al completamento dell’installazione, saranno capaci di gestire in modo integrato la totalità degli impianti a servizio dell’immobile, monitorando in modo continuo l’utilizzo e lo sfruttamento delle risorse energetiche. Tra gli interventi principali eseguiti o in via di realizzazione c’è la sostituzione delle sei UTA a servizio del palazzo con nuove unità di migliore classe energetica. Inoltre, sono state riprogettate le centrali termiche che andranno a sostituire le tradizionali caldaie a gasolio con caldaie a condensazione a gas metano con elevati coefficienti di prestazione (COP). È già pronto per essere realizzato il progetto di solar cooling per la produzione dei fluidi refrigeranti attraverso l’apporto dell’energia solare. È prevista anche l’installazione di un sistema di regolazione e controllo dell’impianto di climatizzazione locale e della centrale di produzione dei fluidi termovettori. Naturalmente un profondo restyling dell’edificio non poteva trascurare l’aspetto dell’illuminazione, rimodernato con la sostituzione dei corpi lampada a tubi fluorescenti con nuovi corpi a tecnologia LED. L’intero impianto di illuminazione è regolato e controllato da un sistema che ottimizza i flussi luminosi in funzione delle reali necessità nel rispetto della normativa vigente.

CARATTERISTICHE DELL’EDIFICIO A metà strada tra due simboli della storia e della cultura romana, la Piramide Cestia e la Basilica di San Paolo, Palazzo Argonauta è uno degli edifici più grandi di Roma. Con i suoi 70.000 mq e 275.000 mc per dimensioni viene subito dopo il Palazzo della Farnesina (120.000 mq e 720.000 mc) e ospita un variegato numero di realtà private e pubbliche. I suoi inquilini vanno dal Dipartimento Roma Capitale all’ufficio Migrazione e Ragioneria della Prefettura, dal Centro linguistico dell’Università La Sapienza alla palestra McFIT, più tutta una serie di uffici privati tra cui quello del Gruppo Valle Giulia, proprietaria dell’edificio che ha voluto dare un valore green al proprio immobile. I lavori di restyling e di reingegnerizzazione sono stati fin da subito una vera e propria sfida sia per le dimensioni e le peculiarità architettoniche dell’edificio – nato negli anni ’70 su progetto dell’Ing. Renato Armellini – sia perché realizzati con tutti gli “abitanti” del palazzo quotidianamente operativi, che nelle giornate di massima affluenza possono raggiungere anche le 7.000 presenze (media di 4.000). Tutte le facciate esterne sono state ridisegnate procedendo all’integrazione delle superfetazioni originarie (elementi aggettanti, senza alcuna apparente regola) con l’architettura generale del complesso. Si è voluto ricucire lo skyline per alleggerire l’immagine dell’intero sistema, collegando in quota tre diversi volumi mediante elementi orizzontali consentendone la continuità morfologica, pur sottolineando le differenze. Tutto ciò per rendere contemporaneo un edificio imponente e molto marcato dal punto di vista architettonico, gestendo interventi complessi (sia sul piano formale che tecnico-gestionale) su una struttura www.casaeclima.com    n.84

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DENTRO L’OBIETTIVO

preesistente e davvero problematica, anche in conseguenza di interventi successivi molto invasivi, specie sul piano strutturale.

IL PROGETTO DEL PALAZZO Il progetto originale dell’edificio prevedeva, infatti, una grande piastra di tre livelli fuori terra, con innestati sopra tre parallelepipedi in elevazione, orientati da est a ovest. In un secondo momento, i tre corpi di fabbrica sono stati collegati tra di loro, generando un enorme volume compatto sui fronti principali, più frammentato sul retro, con chiostrine interne tra un collegamento e l’altro. Il prospetto principale su via Ostiense ne ricordava l’impostazione originaria, in quanto i fronti degli edifici primigeni erano più alti dei corpi di fabbrica di collegamento, determinando un prospetto con uno skyline merlato, mentre la piastra di attacco a terra era riconoscibile perché aggettante rispetto all’edificio soprastante. Le tre torri erano ulteriormente accentuate da elementi verticali composti da pannelli prefabbricati in cemento di sezione concava e da un sistema di pannelli di coronamento di vetroresina che esaltavano l’effetto di merlatura dei tre volumi principali. Sino al 2000 i marcapiano dei corpi di fabbrica intermedi erano rive-

FACCIATA SUD. Prima e dopo il restyling

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stiti da pannelli di vetro smaltato di colore giallo. Queste fasce orizzontali si sviluppavano anche sul corpo avanzato per i primi due livelli sul fronte di via Ostiense, rimembranza della piastra originaria del progetto.

IL RESTYLING ESTERNO La necessità di intervenire dall’esterno senza compromettere le attività all’interno ha indotto i progettisti a ipotizzare un sistema di “trama e ordito”, ovvero un sistema composto da lamelle verticali di alluminio su cui montare le facciate in tutti i loro componenti: dai pannelli fotovoltaici ai carter di rivestimento dei pannelli di cemento, dagli impianti elettrici alle pale frangisole. In questo modo le lame verticali diventano il fil rouge del progetto dove comporre tutti gli altri elementi, consentendo quindi di poterlo sviluppare in corso d’opera in funzione delle varie problematiche, in particolar modo tecniche, che via via avrebbero potuto manifestarsi. Inoltre, questo sistema esterno avrebbe consentito di svincolarsi dai limiti fisici e architettonici del preesistente, dalle problematiche geometrico-costruttive degli sfalsamenti e degli allineamenti, oppure degli ancoraggi e della tenuta agli agenti atmosferici. I costoloni verticali che marcavano il confine tra un blocco e l’altro sono stati mantenuti soprattutto perché troppo complicato e oneroso rimuoverli. A quel punto da un “problema” ne è stata colta un’opportunità trasformando tali lesene in passaggi verticali per le tubazioni degli impianti di climatizzazione. Il progetto ha poi previsto la caratterizzazione dei costoloni con lamiere di alluminio a cui sono stati aggiunti segmenti di brise-soleil, per una ricucitura orizzontale che ne stemperasse lo iato verticale. Questi elementi si sono rivelati fondamentali dal momento che tra i vari blocchi vi era uno scarto di altezza di molti centimetri e rendere continuo il coronamento dell’edificio avrebbe evidenziato le differenze tra i due lati opposti (superiori ai 40 cm). Decidere di estendere i costoloni sino alla quota superiore, privilegiandone la continuità verticale su quella orizzontale degli elementi di coronamento, ha consentito di rendere non percepibile tale differenza, e al contempo di rendere più evidente come l’intero complesso fosse composto non più da tre blocchi connessi tra di loro, ma da cinque blocchi, con quelli intermedi di carattere diverso. In questo modo si è mantenuta una continuità storica, ma reso l’intero organismo più omogeneo e coerente.


FACCIATA OVEST. Prima e dopo il restyling

Il coronamento originale del palazzo era stato realizzato da pannelli di vetroresina su montanti di alluminio estruso. Il progetto di restyling ha recuperato i montanti di alluminio, ma i pannelli di vetroresina sono stati sostituiti con pannelli di PTFE, una membrana di ultima generazione, molto leggera e traforata per opporre minor resistenza al vento, e particolarmente resistente agli agenti fisici, meccanici e chimici. Per esaltare lo stacco tra un pannello e l’altro, in continuità con il concetto originario di realizzare un coronamento composto da singoli elementi ben distinti tra loro,

questi pannelli di PTFE sono stati previsti leggermente inclinati per creare una linea d’ombra che enfatizzasse l’alternarsi della sequenza di elementi e al contempo desse più slancio all’intero sistema. I bow-window sono concepiti come tasselli di vetro incastonati nella facciata; per questa ragione sono stati liberati da qualsiasi sovrastruttura, realizzati vetri a tutta altezza su di un sistema a curtain-wall. Al fine di rendere gli elementi perfettamente integrati – anche da un punto di vista ravvicinato – è stato pensato di rivestire l’intradosso dei solai in aggetto con dei pannelli di alluminio a doghe, che sembrano riflettere le trame orizzontali degli elementi brise-soleil.

LA RIQUALIFICAZIONE INTERNA

BOW-WINDOW concepiti come tasselli di vetro incastonati nella facciata, sono stati liberati da qualsiasi sovrastruttura

Il progetto di riqualificazione è esteso agli interni, in particolare al piano terra per il riassetto del sistema distributivo e l’orientamento per accedere ai vari corpi di fabbrica. L’edificio è molto complesso e, nel corso dei decenni, ha subito vari interventi sporadici ed estemporanei senza alcuna logica di lungo respiro, e senza alcun tipo di coordinamento. Questo ha determinato notevoli problemi, molti dei quali si sono rivelati solo in corso d’opera, quando ormai le aree erano state compartimentate, gli accessi modificati, alcune parti già demolite, www.casaeclima.com    n.84

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DENTRO L’OBIETTIVO

e la necessità di chiudere in tempi rapidi (dato il disagio causato agli utenti), una priorità di fondamentale importanza. Per questa ragione si è deciso di adattare lo sviluppo dei progetti alle condizioni imposte dal contesto, cercando di interpretarlo nel miglior modo possibile, e al contempo mantenendo un linguaggio espressivo omogeneo, risolto assumendo la massima coerenza possibile nell’approccio alle soluzioni architettoniche.

VINCOLI STRUTTURALI E IMPIANTISTICI È stato deciso di dare risalto alla struttura dell’edificio, in particolare ai pilastri, estraendoli dalle murature e finte nicchie all’interno delle quali erano stati sepolti dai vari interventi susseguitisi. In alcuni punti è stato addirittura deciso di allargare i corridoi per farli emergere e mettere in risalto; tutti i pilastri inoltre sono stati evidenziati di giallo, dello stesso tono di colore dei pannelli di rivestimento delle facciate degli anni ’80, a memoria delle trasformazioni avvenute nel corso del tempo. Altro aspetto

che ha determinato lo svolgersi del progetto sono gli impianti e le strutture nelle condizioni in cui sono state trovate una volta aperti i controsoffitti: si è cercato di bonificare e di razionalizzare dove possibile, ma in ogni caso i vincoli determinati dal passaggio delle tubazioni di scarico, o di adduzione, le travi, le scale e le varie interferenze hanno costituito seri ostacoli allo sviluppo di un progetto organico. Emblematico è il caso dell’atrio A. Una volta smontati i controsoffitti sono state trovate intere colonne di scarico dei piani superiori che in arrivo all’intradosso del solaio deviavano per parecchi metri in linea orizzontale in pendenza per scendere al livello sottostante in punti a volte molto distanti tra loro. Questi tratti orizzontali dovevano inoltre tener conto anche delle travi e delle interferenze con altri tipi di impianti. Anche travi rampanti di c.a. delle scale sono stati tagliati per consentire il passaggio delle tubazioni. Non essendo

ACCESSI, SISTEMA DISTRIBUTIVO E SEGNALETICA

CONTROSOFFITTO. Non essendo possibile abbassare il piano dei controsoffitti, si è deciso di placcare ogni elemento in modo autonomo, staccando le varie forme con strisce di luce, alle quali è stata affidata l’illuminazione degli ambienti

IL TRANSETTO 52

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Gli accessi avvengono dai quattro punti cardinali: ovest (Corpo B, da via Ostiense, l’accesso principale), nord (Corpo A, verso il parcheggio interno e in direzione degli ex Mercati Generali), est (Corpo D, verso il parcheggio interno e in direzione della Garbatella), sud (Corpo C, da via degli Argonauti, in direzione della Basilica di S.Paolo). Originariamente gli assi di percorrenza si incontravano al centro (nella zona definita: transetto), ma sia verso est (verso il Corpo D) che verso sud (via degli Argonauti) i corridoi non avevano sbocco diretto verso l’esterno. Inoltre, per esigenze di compartimentazione antincendio, le scale erano tutte chiuse in arrivo a terra. Di conseguenza, chiunque si addentrasse nell’edificio aveva seri problemi a orientarsi, sia in accesso che in uscita. Un’azione obbligata è stata dunque quella di aprire gli assi principali di distribuzione nelle due direzioni nord-sud ed est-ovest. Altro parametro determinante è stato lo studio di una segnaletica efficace in grado di aiutare gli utenti a orientarsi all’interno dei numerosi corpi scale e dei tanti uffici dislocati al suo interno. La questione della segnaletica ha assunto un ruolo talmente importante e incisivo da diventare elemento caratterizzante l’architettura e la luce degli spazi interni. A volte, anche come elemento dissuasore per i sottoscala.


PLANIMETRIA. Progetto sostituzione UTA

possibile abbassare il piano dei controsoffitti a una quota tale da inglobare quanto sopra, per via dei limiti di altezza minima imposti dalle normative, si è deciso semplicemente di placcare ogni elemento in modo autonomo, staccando le varie forme con strisce di luce, alle quali è stata affidata l’illuminazione degli ambienti.

VIE CAVI E DISPOSIZIONE APPARECCHIATURE-FACCIATA

IL TRANSETTO In quell’incrocio è presente un locale contatori elettrici molto invasivo; lo spostamento si è rivelato molto complesso e oneroso. Inoltre, avrebbe determinato un disservizio in termini di sospensione della erogazione di energia elettrica a tutti i Conduttori del Corpo B, creando notevoli disagi. Non potendolo spostare, l’unica soluzione possibile restava di renderlo invisibile: è bastato rivestirlo di lastre di acciaio a specchio riflettente e mettere i triangoli di segnaletica sugli spigoli. Per prevenire un potenziale senso di angoscia a chi si inoltra nel Transetto – punto di incrocio di corridoi che si addentrano nelle viscere dell’edificio per molte decine di metri – è stato pensato di rendere l’area come se non fosse il nucleo più interno, bensì un punto di apertura verso l’esterno e trasmettere una piacevole sensazione di respiro. Per tale ragione è stato previsto l’inserimento di tagli luminosi al soffitto, aumentandone sia l’intensità che la temperatura di colore, dunque per contrasto chiunque si avvicini verso il Transetto ottiene l’illusione che in quel punto vi sia una apertura verso l’alto, salvo poi percepirne lo squarcio nel momento in cui vi giunge. www.casaeclima.com    n.84

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DENTRO L’OBIETTIVO

L’intensità della natura nella riqualificazione

Elementi metallici che esaltano la qualità del ferro e geometrie che ridefiniscono gli spazi, interni ed esterni, donando profondità. Un progetto che difende il costruito e l’ambiente a cura della REDAZIONE 54

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viluppato dallo Studio Bioprogettazione Tarca nel rispetto dell’edificio esistente, il progetto ha previsto l’ampliamento, la ridistribuzione interna, la riqualificazione energetica e la sistemazione del giardino. È stato privilegiato l’estrusione dello spazio a giorno sul lato esposto al sole e del giardino con un ampliamento. Gli spazi regolari e geometrici si trovano ai quattro spigoli, mentre al centro è stato posizionato il vano scale. L’elemento metallico è protagonista sia all’interno che all’esterno dell’edificio in maniera semplice e non predominante. Le luci a led esaltano la texture e l’estrusione della naturalità del ferro grezzo. L’ampliamento riempie il buco geometrico derivante dalla forma preesistente, allineandosi ai muri esistenti; nello specifico è stato dato spazio al prolungamento del soggiorno portandolo verso il giardino.

NUOVO ED ESISTENTE Il nuovo elemento rettangolare si contrappone all’esistente mediante un innesto che si lega alla grande apertura posta al primo piano, conferendogli così più profondità vista la nuova posizione piana. Il grande terrazzo coperto al primo piano compensa

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DENTRO L’OBIETTIVO

l’assenza del giardino, creando continuità con l’ambiente esterno. Il legno di rovere naturale, la pietra serena e le vernici naturali sono i protagonisti degli ampi spazi inondati dalla luce grazie alle doppie aperture dei locali. Le nuove strutture metalliche di rinforzo in ferro grezzo adottate per l’ampliamento sono state lasciate a vista diventando componente di arredo. L’elemento metallico grezzo è stato adottato anche per la nuova struttura a terrazzo; infatti la “U” della putrella percorre come una cornice il perimetro della facciata a sud e sostiene i due livelli di solai in cemento armato a vista.

INTERNI ED ESTERNI Per il bagno sono stati utilizzati una pavimentazione e un rivestimento in piastrelle bianche lucide che, posate fino all’interno della doccia, presentano una finitura a spacco antisdrucciolo. La doccia, con pavimento riscaldato, è costituita da una lastra di vetro trasparente (profondità di 180 cm). Gli ambienti vengono riscaldati mediante un impianto a pavimento a bassa temperatura. Inoltre, è stata realizzata

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una nuova coibentazione a parete mediante un cappotto di 16 cm, mente a pavimento è stato invece ricavato un vespaio aerato con coibentazione di 16 cm. I telai dei serramenti sono stati costruiti con un sistema di coibentazione unito alle nicchie coibentate contenenti i frangisole per il controllo solare estivo. I nuovi serramenti hanno delle vetrazioni triplo vetro doppia camera. L’intero edificio risulta essere classificato in classe energetica B con valore di fabbisogno per la climatizzazione invernale di 43,62 Kwh/m2a, con un limite di fabbisogno di 90,90 Kwh/m2a.

Nel giardino sono state posate delle rotaie di accesso in pietra di Luserna a spacco naturale senza soluzione di continuità degli spigoli. Il verde segue, infatti, il naturale alternarsi delle pietre così come sono state posate, mentre le rotaie finiscono su un pavimento in ghiaietto integrato nel giardino per il parcheggio delle auto. Una quinta a verde separa il giardino principale – più ordinato – dal prato più agreste, e protegge dalla vista indiscreta di una strada. I cancelli e la recinzione esterna – realizzati con gli stessi elementi metallici grezzi a “L” – creano una cornice continua tridimensionale sui quattro lati, contribuendo a dare un senso di robustezza, pur essendo leggeri, alle spalle dei cancelli.

SCHEDA DI PROGETTO PROGETTO: Studio Bioprogettazione di Tarca Davide www. bioprogettazionetarca.it REALIZZAZIONE: Tarca costruzioni, Mello (SO) www.tarcacostruzioni.it

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WORK IN PROGRESS

VISTA INTERNA

Riqualificazione e risanamento di un edificio anni ’50: il progetto Oltre che a una riqualificazione estetica e funzionale, l’obiettivo generale è il recupero in termini di efficienza energetica di un edificio costruto negli anni ’50. Nel corso del 2020 sulla rivista verranno pubblicati diversi articoli che ne racconteranno l’evoluzione. Questa seconda parte tratterà del progetto DAVIDE GIGLI 58

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onostante le limitazioni date dal confronto con il contesto sociale e architettonico, l’obiettivo principale del progetto è il raggiungimento del massimo comfort interno possibile. Le limitazioni e le opportunità, descritte nello scorso numero di Casa&Clima, non sono state ancora risolte. Partiamo dal presupposto peggiore: il cappotto termico non potrà essere realizzato. L’intervento di riqualificazione verterà, dunque, non tanto sulla performance energetica, quanto su un concetto di benessere interno, dato da altre soluzioni tecnologiche.

nei valori classici di una Casaclima – l’effetto termico finale sarà comunque quello di una temperatura percepita distribuita in maniera più omogenea. Il pannello isolante assume una temperatura più uniforme e l’argilla funziona da volano igrometrico: insieme i due elementi diventano un sistema di regolazione termoigrometrica automatico e naturale. Questa soluzione, già sperimentata in altre occasioni, ha dato ottimi risultati. L’altezza interna di 285 cm sarà sfruttata per isolare tutto il solaio verso il piano sottostante. Inoltre, verrà realizzata una separazione acustica anticalpestio sopra cui

ASPETTI DISTRIBUTIVI L’appartamento in termini di distribuzione interna verrà parzialmente ristrutturato. Le modifiche principali saranno l’ampliamento del bagno e la riorganizzazione della zona giorno, con un’inversione degli spazi che riguarderà tavolo da pranzo e divano. Sarà modificata anche la zona di ingresso e il piano di arrivo delle scale per consentire di creare un disimpegno da cui partirà la nuova rampa interna di scale per il piano sottotetto, che verrà così recuperato e collegato all’appartamento. In questo modo, pur facendo parte di una sola unità abitativa, i due piani potranno essere separati da una porta. Questa scelta è stata dettata dalla possibilità di inserire uno studio al piano superiore che, in caso di visite, necessiterà di un accesso indipendente. Nel sottotetto sarà recuperato uno spazio di circa 30 mq, utilizzabile come spazio di lavoro o come zona per attività di relax. Per dare aria e luce ai locali verrà realizzato un abbaino in legno, mentre parte delle zone più basse e non abitabili saranno adibite a ripostiglio. Sopra la zona giorno verrà rimosso parte del solaio, creando una zona a doppia altezza per dare maggiore ampiezza e luce a tutto l’appartamento. Questa scelta valorizzerà lo spazio più basso nel sottotetto, creando un ambiente con un’altezza di più di 4 metri.

SEZIONE TRASVERSALE

ISOLAMENTO TERMICO Escludendo per ora la possibilità di realizzare un cappotto esterno, quello interno di basso spessore sarà dimensionato con pannelli di fibra di legno di massimo 4 cm, finiti con intonaco di argilla e posizionati sul muro perimetrale. Per motivi di spazio, non sarà realizzato solo in cucina. La perdita di spazio interno è minima in relazione allo spazio totale disponibile. Tuttavia, ciò modifica sostanzialmente l’ammettenza termica del lato interno del muro perimetrale e – sebbene il valore di trasmittanza complessivo non rientri

SERRAMENTI

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WORK IN PROGRESS

saranno posati gli impianti tecnici, a loro volta annegati in un sottofondo in materiale sfuso e termicamente isolante, completato con una doppia orditura di pannelli di fermacell su cui verrà, infine, posato il pavimento flottante in legno. Anche il tetto verrà risanato. Molte travi sono in cattive condizioni e sono presenti piccole infiltrazioni di acqua e umidità. L’isolamento sarà in fibra di legno e riempirà lo spessore disponibile tra le travi (c.a. 16 cm) cercando il materiale isolante con la densità più alta disponibile sul mercato.

SERRAMENTI La scelta dei serramenti è in corso, anche se le caratteristiche sono già state definite. Per le finestre e le porte-finestre sul lato est (camere da letto e bagno) si utilizzerà un serramento in legno-alluminio a doppio vetro con avvolgibili, mentre per le finestre e porte-finestre a sud-ovest (zona giorno) si utilizzerà un serramento in legno-alluminio a triplo vetro con persiane. Tale scelta ottimizza le prestazioni degli elementi finestra in relazione alle diverse condizioni d’uso e di clima sui diversi lati della casa. Infatti, il lato est è piuttosto ombreggiato da costruzioni nelle vicinanze e richiede meno luce durante il giorno, mentre il lato sud-ovest è libero da costruzioni (basse e distanti quasi 20 metri) pertanto riceve, soprattutto in estate, una quantità di luce e calore molto significativa. Questa differenziazione è stata pensata, quindi, per le condizioni estive, volendo minimizzare la necessità di raffrescamento con elementi attivi (un classico condizionatore).

RISCALDAMENTO L’attuale sistema di distribuzione del calore, con radiatori a parete sotto le finestre, verrà completamente rimosso. Sarà utilizzato un sistema radiante a parete, inserito in elementi di supporto e finito con intonaco di argilla. Il sistema a parete verrà inserito solo in zone definite e delimitate. Quello posizionato sul muro perimetrale sarà integrato nello spessore di isolamento interno. Il sistema sarà alimentato dalla preesistente caldaia a metano (situata in un vano tecnico al piano cantine) che, non essendo a condensazione, verrà dotata di uno scambiatore di calore posizionato al piano dell’appartamento. Il sistema sarà integrato da un pannello solare inserito nel tetto dell’abbaino e da un accumulo di acqua calda, posizionato sempre nel vano tecnico. Il sistema radiante a parete, in realtà, servirà a integrare il sistema di riscaldamento principale per coprire i punti più distanti e meno raggiungibili (le camere e il piano sottotetto). Nella parte centrale dell’alloggio il sistema di riscaldamento principale sarà realizzato tramite una stufa ad accumulo alimentata a legna (o pellet). Questo tipo di stufa sfrutta l’enorme inerzia data dal peso della pietra ollare con cui viene realizzata che, attraverso una sola accensione (circa 2 ore di fuoco vivo), consente il rilascio di calore radiante per circa 12 ore. Una accensione tardo-pomeridiana consentirà per-

ZONA GIORNO

PROGETTO 60

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tanto un rilascio di calore fino a tarda notte, che si combinerà con l’effetto dato dall’isolamento interno. In sostanza, l’effetto ricercato è di una omogeneizzazione verso l’alto della temperatura media radiante di tutti i componenti del sistema, che viene percepita dal corpo attraverso la sua immagine termica più ampia (la figura in piedi). È un sistema puramente radiativo che consente un comfort maggiore anche con temperatura dell’aria più bassa rispetto a un sistema tradizionale.

IMPIANTI ELETTRICI E IDRICI Un ultimo accenno sugli impianti. Senza voler entrare nel settore della domotica, saranno tuttavia vagliate soluzioni e tecnologie per ridurre il consumo elettrico attraverso elettrodomestici, lampade ad alta efficienza e soluzioni di controllo degli scenari che riducono gli sprechi dovuti alla distrazione. Allo stesso modo – così come viene richiesto, ad esempio, per la certificazione CasaClima Nature – verranno scelti elementi sanitari a basso consumo di acqua.

DOPPIA SEZIONE

Il portale professionale dei parquettisti italiani

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Passione per il mondo del legno www.casaeclima.com    n.84

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EDILIZIA SOSTENIBILE

Materiali naturali per case naturali I pannelli prefabbricati StrawBlock rappresentano la nuova frontiera della progettazione antisismica unita a sicurezza, efficienza energetica e comfort naturale a cura di DEBORAH ANNOLINO

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trawBlock System è il sistema costruttivo in paglia, mix di innovazione e tradizione, presentato a Klimahouse 2020 dall’Istituto di ricerca ZEPHIR Passivhaus Italia e dall’azienda produttrice veneta Gaiga&Gaiga. Attualmente in fase di certificazione Passivhaus, StrawBlock si differenzia dagli altri sistemi per le sue eccellenti caratteristiche isolanti e di praticità, poiché – essendo costituito da pannelli pronti da intonacare – non necessita di alcun intervento di livellamento e uniformazione. Il risultato è una casa naturale ed ecosostenibile in cui si rispecchiano tutte le caratteristiche progettuali e di prodotto dell’azienda e dell’Istituto ZEPHIR Passivhaus Italia.

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CARATTERISTICHE VINCENTI “Questo sistema – spiega l’imprenditore Claudio Gaiga – presenta un telaio in legno autoportante e ogni modulo è autonomo. Si tratta di un sistema molto pratico perché, ad eccezione dell’intonaco esterno e interno, permette di fare massetti, isolamenti a terra e sul tetto completamente a secco. Ciò significa una maggiore velocità nella posa e quindi una notevole riduzione dei tempi in cantiere. Sto lavorando insieme a ZEPHIR Passivhaus Italia per portarlo a certificazione”. Oggi, sempre più persone sono consapevoli dei vantaggi che lo standard Passivhaus offre. Prima di tutto garantisce un alto livello di comfort


Da sempre la nostra attenzione per l’ambiente e il benessere per l’uomo ci sostengono nella ricerca e nel perfezionamento di sistemi costruttivi attenti al rispetto della natura e salutari per la persona. Aver incontrato ZEPHIR Passivhaus Italia è stato per la nostra azienda un punto di svolta

CLAUDIO GAIGA, Gaiga&Gaiga

e un consumo di energia veramente ridotto, offrendo un contributo attivo alla salvaguardia del clima.

C&C: StrawBlock System è il nome del nuovo sistema costruttivo. Ci può spiegare in cosa consiste? C.G.: L’idea nasce dopo aver visto una foto che raffigurava una casa in paglia. Sono sempre stato appassionato di sistemi costruttivi alternativi, che non fossero tradizionali e che oltre a portare migliorie potessero rispettare l’ambiente in tutto il ciclo produttivo, compresa la fase di smaltimento. Con l’entrata in campo del cemento abbiamo perso molte conoscenze sui materiali naturali che fino a pochi anni fa si utilizzavano nel quotidiano tra le maestranze in cantiere. Con la ricerca ho compreso l’enorme potenziale del sistema costruttivo, avviando un percorso formativo, di studio e progettazione affinato proprio in questi ultimi anni.

precisi e performanti, ma anche per l’elevata competenza del team. Volevo che fosse un ente terzo a certificare la qualità del mio sistema. La certificazione saprà dare ulteriori certezze e garanzie concrete ai clienti sull’efficientamento energetico delle costruzioni.

Dove avete costruito le vostre case in paglia? Attualmente in Italia ce ne sono diverse: in Sicilia, in Veneto (la mia terra d’origine), ai confini della Svizzera e in Piemonte. Costruiremo altre due case sempre in provincia di Verona. Negli ultimi tre anni c’è stato un incremento di richieste di costruzioni in paglia che si spiega con l’aumento di una popolazione più consapevole sui benefici connessi all’edilizia sostenibile.

Siamo pronti, secondo lei, a questa rivoluzione “naturale” in edilizia? Siamo ancora un po’ indietro e sarebbe importante adeguare la preparazione a questi sistemi costruttivi, antichi ma sempre moderni, di tecnici e progettisti. Nel frattempo, con Impronta Green – StartUp costituita insieme a Diego Gugole, geometra ed esperto Casaclima, e Giovanni del Medico, imprenditore ed esperto nell’utilizzo dei materiali naturali in cantiere e intonaci in calce e argilla – stiamo lavorando a un nuovo prodotto di alta qualità nato dall’esperienza e dalla continua

L’incontro con ZEPHIR Passivhaus Italia com’è avvenuto? Ho conosciuto le attività dell’istituto frequentando il corso CPHT per operatore di cantiere Passivhaus. Con il direttore, Phys Dr. Francesco Nesi, ci siamo confrontati sullo standard Passivhaus applicato alle costruzioni in paglia e da lì ha preso vita un progetto comune e la volontà di portare a certificazione un sistema innovativo e performante dal punto di vista energetico.

Attualmente il sistema è in fase di certificazione? Esattamente. Sarà la prima certificazione Passivhaus in Italia applicata a un sistema di paglia completo. Ho scelto di far certificare il sistema da ZEPHIR Passivhaus Italia non solo perché presenta standard molto www.casaeclima.com    n.84

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EDILIZIA SOSTENIBILE

“Il compito del nostro Istituto – dichiara Nesi – è accompagnare i committenti verso una scelta consapevole perché scegliere non sia più un optional, soprattutto quando si tratta di affrontare un investimento per la vita come quello per la casa. Per sostenere e sciogliere il quesito di partenza, ZEPHIR realizza un’analisi di diverse varianti: dalla soluzione in Classe C (il minimo di legge) a soluzioni più prestazionali come nZEB, Passivhaus e così via, per definire dove sta il minimo che chiamiamo il “cost optimum”, ossia il punto dove fermarsi in termini di investimento iniziale e spese di esercizio durante tutto il ciclo di vita dell’edificio. Proprio il “cost optimum” è l’elemento su cui focalizziamo la nostra attenzione per poi, insieme al committente, andare a ottimizzare la progettazione esecutiva”.

ricerca. Noi stessi seguiamo ed eseguiamo sia la fase di progettazione sia la realizzazione in tutti i suoi particolari e dettagli. Vi daremo aggiornamenti più avanti.

PASSIVHAUS È LA SCELTA GIUSTA Che sia in paglia o in altri materiali, amministrazioni pubbliche, committenti, progettisti e imprese rivolgono ai professionisti di ZEPHIR Passivhaus sempre la stessa domanda: “Quale scelta costruttiva dobbiamo fare? Qual è l’investimento giusto per involucro e impianti?” Abbiamo girato la domanda al direttore di ZEPHIR Passivhaus Italia, Dr. Phys Francesco Nesi, che in questi anni – coadiuvato da un team di esperti – offre risposte concrete attraverso un’analisi tecnico-economica che grazie agli strumenti Passivhaus ottimizza il progetto sia dal punto di vista dell’involucro che della strategia impiantistica invernale ed estiva.

C&C: La Direttiva Europea (recepita in Italia con il DL 63/2013, poi tramutato in Legge 90) parla chiaro: entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere edifici a energia quasi zero. Stiamo vivendo l’anno della svolta? F.N.: Il 2020 rappresenta un anno particolarmente importante, perché dal 31 dicembre anche per tutti gli edifici privati entrerà in vigore l’obbligo di costruirli secondo l’approccio nZEB (Nearly Zero Energy Buildings). Alcune regioni, come la Lombardia e l’Emilia Romagna, seguono questo standard già da qualche anno. L’attenzione sempre più cospicua verso il tema dell’abbattimento del consumo energetico diventa primaria proprio per il fatto che al settore edilizio va attribuito un ruolo chiave per il raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’UE in termini di efficienza energetica. Per queste ragioni, con l’introduzione di costruzioni a energia quasi zero in tutta l’Unione Europea, si presume la diminuzione di oltre il 40% dei consumi energetici a partire già dal 2050. Altra domanda sempre più ricorrente del committente, dell’impresa e dei progettisti è: “Perché non fermarsi allo standard nZEB? Perché spingere di più?”. La risposta è semplice e immediata: l’analisi tecnica ed economica del risparmio dimostra che spingere un po’ di più abbatte così tanto le spese di esercizio successive che l’extra-costo iniziale si ripaga abbondantemente con la riduzione dei consumi nella fase di esercizio dell’edificio. Ecco perché lo standard Passivhaus diventa la scelta giusta”.

COSA RENDE VERAMENTE SPECIALE UNA PASSIVHAUS? 1. 2. 3. 4. 5.

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Livello eccezionalmente elevato di coibentazione termica Serramenti altamente performanti in funzione del clima Ponti termici minimizzati Elevati livelli di tenuta all’aria Ventilazione meccanica a elevate prestazioni


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Credit: Massimo Crivellari

CASE HISTORY

Esempio virtuoso di coesistenza tra mondo industriale e mondo agricolo. Powerbarn, realizzato da Giovanni Vaccarini Architetti, interpreta il programma di riconversione di una parte dell’area industriale appartenuta a Eridania in una centrale di produzione di bioenergia a cura di FONDAZIONE PROMOZIONE ACCIAIO E GIOVANNI VACCARINI ARCHITETTI 66

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Credit: Massimo Crivellari

Ridefinire i rapporti tra produzione di energia e territorio agricolo


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el cuore della Romagna, in un’area storica per la coltivazione e la lavorazione della barbabietola da zucchero, sorge un nuovo polo per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Delimitata a nord-ovest dall’ultimo tratto del fiume Lamone, attraversata dalla ferrovia che da Faenza conduce a Ravenna, lambita a sud-est dalla strada del Carrarone sulla quale si apre il suo ingresso, l’area industriale appartenuta a Eridania si pone a margine di un ampio territorio agricolo tuttora dedicato alla coltura della barbabietola e di alberi da frutta e copre un’area di 47 ettari adiacente alla città di Russi (RA). Il sito industriale ha visto il mantenimento di magazzino e inscatolamento, dismettendo la produzione di zucchero, su un’area complessiva di 46.000 mq. Il restante territorio, circa 280.000 mq, è stato bonificato e restituito alla comunità, mentre per altri 167.000 mq sono previsti interventi di riqualificazione. Tra gli interventi di riconversione spicca il polo produttivo il cui masterplan prende spunto da terrapieni o “dune piantumate” e con piste ciclabili. Si è deciso di non intervenire e lasciare il polo industriale “aperto” ai cittadini, con i confini tracciati dalla natura e dalle infrastrutture.

ENERGIA A KM 0 L’impianto a biomasse (con una potenza di 30 MWe) è alimentato con cippato di legna, ma anche da residui di sfalcio, dalla pulizia degli argini dei fiumi e dalla potatura, il tutto proveniente da una filiera corta entro un raggio di 70 Km. In un più ampio programma di riduzione ai minimi termini dell’impatto sul territorio, la realizzazione delle dune è stata ottenuta con la sola terra di scavo. La produzione annua del polo è stimata di 222 GWh e soddisferà il fabbisogno

di 84.000 famiglie, garantendo significativi risparmi nell’immissione di gas serra nell’atmosfera. Accanto alla produzione di energia da cippato, nel polo trovano sede anche un impianto a biogas alimentato da liquami zootecnici e un piccolo impianto fotovoltaico di circa 1.000 mq che contribuiscono alla produzione di energia pulita. Le linee guida dell’Unione Europea riguardo all’utilizzo di fonti rinnovabili nella produzione di energia elettrica segnano il traguardo da raggiungere per il 2020 al 20% e al 32% per il 2030. Attualmente l’energia prodotta da biomasse contribuisce al 10% di tutte le risorse di energia e rappresenta la quota più importante tra le energie rinnovabili, costituendone il 59%.

L’INSERIMENTO NEL TERRITORIO Il masterplan del polo definisce un dispositivo ambientale a bassa tecnologia, originato dal disegno di un terrapieno che funge da punto di interfaccia tra l’area rurale e quella industriale. “Tutto il progetto parte dal disegno del margine”, racconta l’architetto Giovanni Vaccarini per spiegare come – attraverso la presenza e il progetto naturalistico delle dune, tipiche del paesaggio adriatico e qui realizzate su tutto il confine dell’area – si sia proceduto a una generale opera di schermatura e mitigazione ambientale del polo. I bordi dell’area sono stati pensati come dei terrapieni dall’altezza variabile tra 3 e 10 metri, sormontati da alberi e percorsi da piste ciclabili e pedonali, che definiscono il margine dell’intervento e l’interfaccia tra i due ambiti: quello agricolo e quello dedicato alla produzione energetica. L’inserimento di un complesso industriale in un contesto rurale così consolidato e delicato poteva rappresentare un ostacolo insormontabile alla realizzazione. Attraverso una tecnica di

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CASE HISTORY

camuffamento militare nota come “razzle dazzle” l’impatto della Powerbarn è stato mitigato. La soluzione architettonica è coerente con l’idea di mitigazione ambientale che ha ispirato il progetto.

UNA FACCIATA DA 7.600 DOGHE IN LEGNO

La tecnica di camuffamento, ispirata dall’arte cubista e sviluppata in ambito navale durante la Grande Guerra, ci ha permesso di sviluppare delle soluzioni architettoniche impreviste. Non si tratta di nascondere, bensì di proporre all’osservatore una realtà diversa, che paradossalmente tende a richiamare l’attenzione dell’osservatore e a farlo riflettere su ciò che sta guardando

Giovanni Vaccarini

Credit: Massimo Crivellari

Credit: Massimo Crivellari

Sulla trave esterna sono poste delle mensole in acciaio su cui posano le 7.600 doghe in legno che costituiscono il rivestimento di facciata. La non linearità delle forme ha fatto sì che ogni modulo di facciata fosse diverso dall’altro, richiedendo un’accurata ingegnerizzazione in officina del costruttore metallico. Sono in totale 540 le tonnellate di carpenteria metallica impiegate per le sole facciate, in qualità S355J0. Oltre all’aspetto sfaccettato dell’edificio caldaia, anche il camino offre una visione mutevole, con un rivestimento in pannelli grigi di forma triangolare e dimensioni variabili. Esteriormente i corpi di fabbrica trasmettono l’impressione di una gemma, con superfici geometriche scandite dalle strutture portanti in acciaio. L’orditura delle scandole segue però un pattern che cambia direzione a ogni faccia del poliedro, offrendo così all’osservatore percezioni costantemente mutevoli in funzione del punto di osservazione delle differenti ore del giorno o delle condizioni di luce.

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LE STRUTTURE IN ACCIAIO

SCHEDA PROGETTO

Sono due i principali corpi di fabbrica che contraddistinguono Powerbarn: gli edifici caldaia e camino dalle imponenti dimensioni. La caldaia è lunga 100 m e raggiunge un’altezza di 30 m, mentre il camino svetta per 50 m. Completano il quadro sale macchine, un condensatore, edifici di stoccaggio e uffici. Il camuffamento avviene principalmente grazie alla spettacolare facciata, realizzata in carpenteria metallica, così da non gravare eccessivamente sui corpi di fabbrica, soprattutto nel rispetto del disegno architettonico. Sulle strutture della caldaia, in carpenteria pesante con rivestimenti in pannelli sandwich (8.500 mq di pareti e 2.100 mq di copertura) e lamiere forate (4.900 mq), si installano mediante piastre di giunzione delle braccia in HEA 240. Sulle braccia si intersecano internamente una trave HEA 160 ed esternamente profili IPE 240, creando una sorta di reticolato con traversi in angolari di dimensioni e spessori variabili. L’impiego dell’acciaio si fa quindi fondamentale. Da un lato strutture industriali di tali proporzioni vedono nel suo utilizzo l’alleato ideale per assecondare grandi luci a rapidità e solidità costruttiva. Dall’altro lato diviene il fil rouge su cui si basa l’intera concezione architettonica.

PROGETTO ARCHITETTONICO: Giovanni Vaccarini Architetti COMMITTENTE: Powercrop Russi srl SOCI: Enel Green Power SpA Seci Energia SpA

BUSINESS DEVELOPER: Alfredo Donati PROJECT MANAGER: Santo Riganello, Carlo Manganelli, Giovanni Pasqui, Venanzio Garau, Fernando Maltinti

PROJECT ENGINEERING: Franco Meroni, Corrado Zampatti, Antonino Caronia

SITE MANAGER: Paolo Innocentini DIRETTORE DEI LAVORI: Stefano Salvotti (Studio DueEsse) CSE (COORDINATORE SICUREZZA IN FASE DI ESECUZIONE): Daniele Arasi (Techno-HSE)

CSP (COORDINATORE PER LA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE): Alessandro Pazzi (Libra Ravenna) GEOLOGIA: Studio Garassino LANDSCAPE DESIGN: Antonio Stignani (Studio Paisà) STUDIO IMPATTO AMBIENTALE: Corsi/Retini (Steam)

Principali imprese esecutrici GENERAL CONTRACTOR: Termokimik Corporation SpA CALDAIA: AET gmbh TURBINA E CICLO TERMICO: TOSI SpA Credit: Massimo Crivellari

INVOLUCRO ARCHITETTONICO E COSTRUTTORE FACCIATE: MAP SpA COSTRUZIONI GENERALI: Impresa Salvati SpA ELETTRODOTTO: Cantamessa SpA

Dati di progetto AREA DI PROGETTO: 167.000 mq EDIFICIO CALDAIA E LINEA FUMI LUNGHEZZA: 110 metri LARGHEZZA: 25 meters ALTEZZA MASSIMA: 40 meters ALTEZZA MASSIMA CAMINO: 52 meters AREA: 2400 metri quadrati UFFICIO STAMPA: Image MEDIA AGENCY

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CASE HISTORY

Polo scolastico in Classe A Il sistema Isotec Parete ha consentito, con un unico passaggio, la realizzazione di uno strato isolante ad alte prestazioni, la creazione di una sottostruttura portante e la formazione di una camera d’aria ventilata entro cui si attivano in modo naturale moti ascensionali d’aria che ottimizzano il comportamento termico dell’involucro a cura della REDAZIONE

N

ato da un sostanziale ampliamento e dalla ristrutturazione degli spazi scolastici esistenti, oltre che dalla riqualificazione dell’area dismessa su cui sorgeva il vecchio palasport, il nuovo polo scolastico di via Mellini a Chiari (BS) è stato progettato per accogliere tutte le scuole primarie della città. Il complesso intervento – elaborato in base al progetto dei tecnici del settore 4 del Comune di Chiari con il contributo del Politecnico di Milano – ha previsto la realizzazione di 22 nuovi locali fra aule

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e laboratori, un centro civico, un auditorium da 400 posti e una grande palestra omologata come impianto sportivo di categoria “Silver”. Studiato con il preciso obiettivo di creare sinergie con i servizi del territorio, il complesso accoglie da un lato gli ambienti didattici e accessori che comprendono le nuove aule, i laboratori, una nuova mensa e la serra didattica, e dall’altro gli spazi utilizzabili da tutta la cittadinanza, ovvero le palestre, l’auditorium e il civic center.


INFORMAZIONE DALLE AZIENDE La struttura scolastica si compone di unità modulabili che si sviluppano intorno a una corte centrale, mentre il nuovo blocco è stato suddiviso e articolato in più volumi per dotare il nuovo impianto scolastico di spazi connettivi e aree comuni. L’involucro e una buona parte della struttura esistente sono stati rivestiti con un sistema di facciata ventilata finita in grès porcellanato, con inserimenti di superfici vetrate o intonacate e finestrature con cornici aggettanti in alluminio, che diversificano e movimentano il disegno architettonico regolare. Questa alternanza materica e cromatica nei toni cromatici del beige, del grigio e del bianco crea continuità tra i diversi moduli edilizi. Le elevate prestazioni di efficientamento energetico sono offerte da un sistema di isolamento termico all’avanguardia con tecnologia di ventilazione naturale, rivestito con lastre in ceramica in colore naturale, esprimendo un dialogo armonioso tra le nuove architetture e i corpi esistenti.

FACCIATE VENTILATE PER L’ISOLAMENTO DELL’INVOLUCRO Sia per la realizzazione dell’isolamento ventilato delle facciate dei volumi di nuova costruzione, sia per l’efficientamento energetico di parte delle facciate degli edifici esistenti è stato impiegato il sistema Isotec Parete di Brianza Plastica. È un sistema termoisolante strut-

turale composto da pannelli in poliuretano espanso, rivestiti da una lamina di alluminio che li rende impermeabili e dotati di un correntino in acciaio asolato, in grado di sostenere qualsiasi tipo di rivestimento per facciate e configurato per creare una camera di aerazione tra l’isolante e la cortina di rivestimento. La posa avviene completamente a secco, assicurando pulizia del cantiere e lavorabilità in tutte le condizioni climatiche. Con un unico passaggio di posa, il sistema consente – grazie alle proprietà del poliuretano espanso – la realizzazione di uno strato isolante ad alte prestazioni (con un valore λD=0,022 W/mK), la creazione di una sottostruttura portante ideale per il fissaggio del rivestimento e la formazione contestuale di una camera d’aria ventilata entro cui si attivano in modo naturale moti ascensionali d’aria che ottimizzano il comportamento termico dell’involucro e il comfort abitativo. Il correntino metallico asolato integrato nel pannello svolge la funzione di supporto per il fissaggio delle lastre in grès porcellanato 30x60 cm che costituiscono il rivestimento esterno. Le ceramiche sono ancorate ai correntini mediante morsetti in acciaio verniciati nel colore delle piastre per un effetto invisibile che dona grande pregio estetico all’insieme. Vista la dimensione del rivestimento relativamente piccolo si è scelto di posare Isotec Parete con lato lungo in verticale; così facendo si è ottimizzato il passo dei pannelli riducendo i costi e il numero di ancoraggi per il fissaggio dei pannelli alla struttura e dei morsetti per il fissaggio della finitura.

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CASE HISTORY AUTONOMIA ED EFFICIENZA ENERGETICA Il progetto si è focalizzato sull’obiettivo di rendere il nuovo polo scolastico energeticamente autonomo: gli impianti fotovoltaici installati sulle coperture e l’impianto geotermico coprono e superano la quantità di energia necessaria ai fabbisogni energetici del complesso, contenuti e ottimizzati grazie alle tecnologie di isolamento termico ventilato, agli infissi e gli impianti di VMC. Il sistema edificio-impianti rispecchia dunque i più avanzati criteri di efficienza energetica ed è stato classificato come edificio Nearly Zero Energy Building (nZEB) sia secondo gli standard nazionali che regionali. Questo risultato è stato ottenuto mediante le elevate prestazioni di termoisolamento della parti opache grazie alla tecnologia della facciata ventilata realizzata con il sistema Isotec Parete, alla sostituzione di oltre 900 mq di infissi obsoleti con nuovi serramenti certificati ad alta efficienza per un totale di oltre 2000 mq di nuove superfici vetrate installate e a un accurato sfruttamento degli apporti solari, per un risparmio energetico stimato di 170.000 euro annui e un abbattimento di emissioni di CO2 in atmosfera per 218.480 kg. Alle misure di contenimento energetico è stato abbinato un organico sistema impiantistico con l’adozione di sistemi di generazione a pompa di calore ad acqua di falda con COP superiori a 5, asserviti a sistemi misti di distribuzione ed emissione a bassa temperatura, e di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili per circa 400 kWp di potenza installata. L’accurato progetto ha permesso di raggiungere la classe energetica A2 per tutto il complesso, riqualificando la parte esistente della scuola costruita negli anni ’70.

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SCHEDA PROGETTO UBICAZIONE: Chiari (BS) COMMITTENTE: Amministrazione del Comune di Chiari (BS) PROGETTAZIONE, IDEAZIONE E COORDINAMENTO GENERALE:

Arch. Aldo Maifreni - Dirigente del Settore 4 Territorio del Comune di Chiari

COORDINAMENTO SCIENTIFICO, VERIFICA PROGETTUALE E SUPPORTO ALLE ATTIVITÀ DI RUP: Convenzione con il Politecnico di Milano - Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e Ambiente Costruito

PROGETTAZIONE DEFINITIVA ED ESECUTIVA: Poolmilano s.r.l. in ATI con altri Studi

RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO: Arch. Aldo Maifreni Dirigente del Settore 4 Territorio del Comune di Chiari

IMPRESE REALIZZATRICI: Impresa Costruzioni G.B. S.c.ar.l di Busnago e Notarimpresa spa di Novara

ISOLAMENTO FACCIATE: Isotec Parete di Brianza Plastica Spessore 120 mm

SUPERFICIE DI FACCIATE VENTILATE: 2.500 mq RIVESTIMENTO FACCIATE: Grès 30x60 cm


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CONSULENZA FISCALE

Detraibilità delle spese: obbligo di tracciabilità dei pagamenti

Scopo della norma è la lotta all’evasione ed elusione fiscale

ANDREA BORRONI RIPAMONTI*

*Responsabile comunicazione Assocaaf

L

a Legge di Bilancio 2020 (Legge 27/12/2020, n. 160) ha introdotto importanti novità. Sicuramente avrà un forte impatto su tutti i cittadini, quella relativa all’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2020, di usare strumenti tracciabili di pagamento per alcune tipologie di spesa. Specifichiamo subito che sarà sempre possibile pagare in contanti, ma – così facendo – non si avrà diritto a far valere la detrazione Irpef del 19% nella dichiarazione dei redditi 2021.

SPESE TRACCIABILI E NON

LOTTA ALL’EVASIONE ED ELUSIONE FISCALE

Un numero significativo di altre prestazioni, però, dovrà essere pagato con strumenti tracciabili. Tra quelle di maggior diffusione troviamo: le visite specialistiche sanitarie private, le rate del mutuo per detrarre gli interessi passivi, le spese di intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’abitazione principale, le spese veterinarie, le spese funebri, le spese scolastiche (iscrizione, mensa, servizi di pre e post-scuola, gite e assicurazioni etc.), le spese universitarie (retta, affitto per studenti fuori sede etc.), le spese per l’attività sportiva dei ragazzi tra i 5 e i 18 anni, le spese per le assicurazioni (vita, infortuni, non autosufficienza etc.), le spese per addetti all’assistenza per non autosufficienza, le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici (contributo scolastico) e l’abbonamento al trasporto pubblico locale.

Lo scopo della norma è identificabile nella lotta all’evasione ed elusione fiscale, ma apre una serie di criticità (pratiche e di interpretazione attuativa). Si pensi alla poca informazione legata all’immediata entrata in vigore delle nuove regole, oppure ad alcuni comportamenti di quanti ancora non sono attrezzati (o rifiutano) i pagamenti tracciati. Per questo la Consulta dei Caf ha chiesto uno slittamento di almeno 60 giorni, anche nel rispetto dello Statuto del contribuente che prevede uno slittamento di due mesi dall’entrata in vigore di un nuovo obbligo fiscale. A quando scriviamo, l’orientamento del legislatore è indirizzato ad accogliere una sorta di moratoria per tutti quei contribuenti che dal 1° gennaio non hanno rispettato questo nuovo obbligo. Attualmente, infatti, è in fase di conversione il Decreto Milleproroghe 2020 (D.L. n. 162/2019) – “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica” – che, come di consueto, affronta le due consuete funzioni: prorogare l’efficacia di leggi in scadenza differire l’entrata in vigore di altre disposizioni, spaziando tra argomenti molteplici ed eterogenei. La proroga sicuramente fornirà più tempo per ovviare alle difficoltà che emergeranno ma, altrettanto sicuramente, non risolverà le difficoltà connesse alla nuova normativa. 74

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Tra le spese escluse dall’obbligo di tracciabilità troviamo: i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie erogate da strutture pubbliche o in convenzione con Sistema Sanitario Nazionale. Queste prestazioni potranno ancora essere pagate in contanti, mantenendo la possibilità di detrarle nel 730 2021 o nel Modello Redditi 2021.

COSA SI INTENDE PER STRUMENTI TRACCIABILI? Metodi di pagamento effettuati tramite: bancomat o carte di debito, carte di credito, carte prepagate, bonifici bancari o postali e assegni bancari o circolari.


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FINCO INCONTRA...

Gli incontri istituzionali di dicembre e gennaio DICEMBRE 2019

GENNAIO 2020

L’Agenzia ICE | 11 dicembre

Tavolo lavori/progettazione sul regolamento appalti | 9-13-16-17 gennaio

L’11 dicembre 2019 si è tenuto presso l’Agenzia ICE l’incontro sull’evoluzione del commercio con l’estero per aree e settori. Successivamente, all’incontro su Caseitaly – oltra al Direttore Generale Finco, Angelo Artale – hanno partecipato anche il Presidente Acmi, Nicola Fornarelli, la Presidente Anfit e Caseitaly, Laura Michelini, e il Segretario Generale Pile, Mattia Montagnoli.

Tavolo edilizia con il Mise | 11 dicembre Alla riunione dell’11 dicembre hanno partecipato la Dott.ssa Anna Danzi, Vice Direttore Finco, l’Ing. Caterina Epis, Presidente Fondazione Promozione Acciaio, e il Dott. Lino Setola, Presidente della Filiera Mobilità e Sicurezza Stradale Finco. Presente anche Carla Tomasi, Presidente Finco, in veste di Vicepresidente Confimi Edilizia.

Sono stati intensi i lavori del Tavolo congiunto della Filiera Lavori (Lavori e Qualificazione Imprese) e Progettazione (Servizi di Architettura e Ingegneria) volto a predisporre una proposta di testo condivisa in relazione all’emanando regolamento attuativo del Codice degli Appalti Pubblici (schema di Regolamento unico di esecuzione, attuazione e integrazione del Codice dei Contratti Pubblici). Nonostante i notevoli approfondimenti e i molti punti di accordo, su alcuni, fondamentali per Finco, non è stato trovato un esito concorde, soprattutto sul tema della qualificazione d’impresa. La Federazione non ha pertanto firmato il documento conclusivo, anche perché il tavolo non ha voluto approvare l’ipotesi di inviare solo le parti condivise. Oltre che da altre sigle, il documento non è stato sottoscritto neanche da Confindustria e Confimi Industria.

Il Direttore Generale per la tutela della proprietà industriale | 11 gennaio

Il Presidente Anac | 17 dicembre Il 17 dicembre 2019 la Presidente Finco, Carla Tomasi – accompagnata dal Direttore Generale, Angelo Artale e dal Vice Direttore, Anna Danzi – ha incontrato il Presidente ANAC, Francesco Merloni, e il suo portavoce. Tra i temi discussi la qualificazione delle stazioni appaltanti e degli operatori economici, le criticità connesse al subappalto e il ruolo delle SOA. Particolare enfasi è stata data alla funzione di vigilanza collaborativa e al potere di segnalazione di ANAC che, visto il ridimensionamento della funzione “regolatoria” da parte del Legislatore, dovrebbero essere rafforzati. Ipotizzata una serie di attività divulgative fatte dall’Autorità in collaborazione con Finco in tema di appalto e subappalto.

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Il Direttore Generale Finco, Angelo Artale, il Presidente Acmi, Nicola Fornarelli, il Segretario Generale Pile, Mattia Montagnoli, e la Dott.ssa Silvia Traversi, Ufficio Comunicazione Finco, hanno incontrato il Direttore Generale per la tutela della proprietà industriale – Ufficio italiano brevetti e marchi – del Ministero dello Sviluppo Economico, Antonio Lirosi, con i due funzionari Loredana Guglielmetti e Francesca Cappiello. Nell’occasione è stata data ampia disponibilità per eventuali approfondimenti utili alla Federazione. Ricordiamo che l’UIBM si occupa, tra l’altro, di marchi nazionali, europei e internazionali, di lotta alla contraffazione, di affari amministrativi dei titoli brevettuali e delle registrazioni, delle politiche per la promozione della proprietà industriale, con le relative relazioni con istituzioni e organismi europei e internazionali, etc.


GENNAIO 2020 Il Ministro De Micheli | 16 gennaio

Il Presidente Inail | 28 gennaio

Prolungato e cordiale l’incontro di una delegazione Finco (Carla Tomasi, Massimo Poggio, Angelo Artale, Anna Danzi) con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. Diversi i temi trattati di interesse della Federazione; in particolare il Regolamento attuativo del Codice Appalti.

Il Direttore Generale Finco, Angelo Artale – accompagnato dall’Ing. Sciancalepore dell’Associazione federata Union – ha incontrato il Presidente Inail, Franco Bettoni, per affrontare vari temi di interesse comune.

Tavolo Anac sul rating di impresa | 28 gennaio

L’assessore all’urbanistica di Roma Capitale | 28 gennaio

Il Decreto Legislativo 18 aprile 2016 n. 50, all’articolo 83 comma 10, assegna all’Autorità Anticorruzione il compito di gestire il sistema di rating di impresa. Per la sua istituzione Anac ha già avviato diverse iniziative, tra le quali giornate di studio riservate a operatori qualificati, nonché due consultazioni aperte a tutti i soggetti interessati. Da ultimo si è tenuta una riunione il 28 gennaio a cui Finco ha partecipato con la Presidente, Carla Tomasi, e la Vice Direttrice, Anna Danzi.

Il Direttore Generale Finco, Angelo Artale – accompagnato dall’Arch. Filippo Spaini e dal Prof. Manlio Vendittelli (Comitato Consultivo Finco) – il 28 gennaio 2020 ha incontrato l’Assessore all’Urbanistica e alle Infrastrutture di Roma Capitale, Luca Montuori.

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Via Brenta 13 – 00198 Roma Tel. 06/8555203 – Fax 06/8559860

SOCI FINCO

ANNA Associazione Nazionale Noleggio Autogru e Trasporti Eccezionali Presidente: Daniela Dal Col Vice Presidente: Simone Gramigni Past-Vice Presidente: Angelo Gino ANIPA - FIAS Associazione Nazionale Imprese Pozzi per Acqua Presidente: Daniele Succio

ACMI Associazione Chiusure e Meccanismi Italia Presidente: Nicola Fornarelli Vice Presidente: Antonio Gramuglia Presidente Onorario: Vanni Tinti

ANSAG Associazione nazionale sagomatori Presidente: Ettore Tamburini Vice Presidenti: Dario Carniello e Paolo Venturelli

AIFIL Associazione Italiana Fabbricanti Insegne luminose Presidente: Alfio Bonaventura Vice Presidente: Vitaliano Mantovani Segretario Nazionale: Claudio Rossi

APCE Associazione per la Protezione delle corrosioni elettrolitiche Presidente: Giuseppe Landi Direttore: Matteo Robino

AIPAA Associazione Italiana per l’Anticaduta e l’Antinfortunistica Presidente: Giuseppe Lupi Vice Presidente: Michele Brambati Direttore: Tommaso Spagnolo

ARCHEOIMPRESE Associazione Italiana Imprese di Archeologia Presidente: Daria Pasini Vicepresidenti: Monica Girardi, Luca Mandolesi

AISES Associazione Italiana Segnaletica e Sicurezza Presidente: Gabriella Gherardi Vice Presidente: Toni Principi AIT Associazione Imprese Impianti Tecnologici Presidente: Bruno Ulivi Vice Presidenti: Riccardo Cerrato, Carlo Antonio Gandini Segretario: Roberto Vinchi AIZ Associazione Italiana Zincatura Presidente: Carmine Ricciolino Vice Presidente: PierLuigi D’Ambrosio ANACI Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari Presidente: Francesco Burrelli Segretario: Andrea Finizio ANACS Associazione Nazionale Aziende di Cartellonistica Stradale Presidente: Franco Meroni Vice Presidente: Elena Orlandi Direttore: Paolo Bertaggia ANCSA Associazione Nazionale Centri Soccorso Autoveicoli Presidente: Eleonora Testani Vice Presidente: Enzo Ciabatta Direttore: Alessia Lentini ANFIT Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy Presidente: Laura Michelini Vice Presidente: Marco Rossi Direttore: Dario Poletti ANFUS Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini Presidente: Gianfranco Borsatti ­Vice Presidente: Massimo Pistolesi ­Segretario generale: Sandro Bani

ARI Associazione Restauratori d’Italia Presidente: Kristian Schneider Vice Presidente: Irene Zuliani Segretario: Paola Conti ASSITES Associazione Italiana Tende, Schermature solari e Chiusure Tecniche Oscuranti Presidente: Fabio Gasparini Vice Presidenti: Loris Di Francesco, Nereo Sella ASSOBON Associazione Nazionale Imprese Bonifica Mine ed Ordigni Residui Bellici Presidente: Potito Genova Consigliere: Stefano Gensini ASSOCOMPOSITI Associazione dei materiali compositi e affini Presidente: Roberto Frassine Direttore: Simona Tiburtini ASSOFRIGORISTI Associazione Italiana Frigoristi Presidente: Gianluca De Giovanni Vice Presidente: Franco Faggi Direttore: Marco Masini ASSOIDROELETTRICA Associazione dei Produttori Idroelettrici Presidente: Paolo Pinamonti Direttore Generale: Paolo Taglioli ASSOROCCIA Associazione Nazionale costruttori opere di difesa dalla caduta di massi e valanghe Presidente: Carlo Miana Vice Presidente: Diego Dalla Rosa Direttore Generale: Bruno Zanini ASSOVERDE Associazione Italiana Costruttori del Verde Presidente: Antonio Maisto Vice Presidente: Pasquale Gervasini Segretario Generale: Federico Ospitali CNIM Comitato Nazionale Italiano Manutenzione Presidente: Aurelio Salvatore Misiti


UNICMI Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell’Involucro e dei Serramenti Presidente: Guido Faré Vice Presidente Vicario: Donatella Chiarotto Direttore Generale: Pietro Gimelli

FIAS Federazione Italiana delle Associazioni Specialistiche del Sottosuolo Presidente: Massimo Poggio Vice Presidenti: Mauro Buzio, Stefano Chiarugi AIF – FIAS Associazione Imprese Fondazioni consolidamenti - indagini nel sottosuolo Presidente: Antonio Arienti

UNION Unione Italiana Organismi Notificati Presidente: Iginio S. Lentini

ANIG HP – FIAS Associazione Nazionale Impianti Geotermia – Heat Pump Presidente: Gabriele Cesari

ACI Presidente: Angelo Sticchi Damiani

ANISIG – FIAS Associazione Nazionale Imprese Specializzate in Indagini Geognostiche Presidente: Italo Cipolloni

ANAS Spa - Azienda Naz. Autonoma delle Strade Presidente: Claudio Andrea Gemme Amministratore Delegato: Massimo Simonini Burlandi Franco Srl Amministratore Unico: Fabrizio Burlandi

FIPER Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili Presidente: Walter Righini Vice Presidente: Hanspeter Fuchs, Federica Galleano Direttore: Vanessa Gallo

CASEITALY Srl Presidente: Laura Michelini CSI S.p.A. Presidente: Antonella Scaglia Vice Presidente: Alessandro Ciusani Amministratore Delegato: Vincenzo Ruocco

FIRE Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia Presidente: Cesare Boffa Vice Presidente: Giuseppe Tomassetti Direttore: Dario Di Santo

GRAVILI Srl Amministratore Delegato: Antonio Gravili INCO INGEGNERIA Spa Amministratore Unico: Aldo Muller

FISA – FIRE SECURITY ASSOCIATION Fire Security Association Presidente: Marco Patruno

IN&OUT Spa Presidente: Angelo L’Angellotti Amministratore Delegato: Sergio Fabio Brivio e Nicola Lippolis CFO Direttore Generale: Sergio Fabio Brivio Interbau Srl Presidente: Giuseppe Cersosimo

FONDAZIONE PROMOZIONE ACCIAIO Presidente: Caterina Epis Direttore Generale: Simona Maura Martelli

Istituto Italiano della Saldatura Presidente: Pietro Lonardo Vice Presidenti: Giovanni Pedrazzo e Luigi Scopesi

PILE Produttori Installatori Lattoneria Edile Presidente: Fabio Montagnoli Tesoriere: Palmiro Bartoli

LAPI Spa - Laboratorio Prevenzione Incendi Spa Presidente: Massimo Borsini Vice Presidenti Cda e Consiglieri: David Borsini e Luca Ermini M3S Spa Presidente: Ulderico Granata

RSF Restauratori Senza Frontiere Presidente: Paolo Pastorello Vice Presidenti: Carla Tomasi e Alessandra Morelli

PONTINA STAMPI Srl Presidente: Catiuscia Boscato CEO: Gianpiero Di Girolamo

Per ulteriori informazioni sulle Associazioni federate potete consultare il sito Finco www.Fincoweb.org - Area associate

COMITATO DI PRESIDENZA FINCO

Carla Tomasi Presidente Finco

Gabriella Gherardi Francesco Burrelli Vice Presidente Vice Presidente Finco Vicario con delega a Organizzazione e Filiere

Daniela Dal Col Consigliere Incaricato Filiera Macchine e Attrezzature

Fabio Gasparini Consigliere Incaricato Sviluppo Associativo

Walter Righini Consigliere Incaricato Filiera Rinnovabili

Lino Setola Consigliere Incaricato della Filiera Mobilità e Sicurezza Stradale

Angelo Artale Direttore Generale

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ISSN: 2038-0895

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

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N. 78 I Anno XIV I MARZO/APRILE 2019 I Bimestrale

CINQUE PIANI NERAZZURRI AD ALTA TECNOLOGIA

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

PROGETTAZIONE Edificio per uffici certificato Passivhaus DENTRO L’OBIETTIVO Dubai: oltre lo Zero Energy

KLIMAHOUSE 2019: VIDEO La sostenibilità è la chiave per vivere bene

BIM2BEM La modellazione energetica nella progettazione integrata

Organo ufficiale

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ISSN: 2038-0895

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

N. 79 I Anno XIV I MAGGIO/GIUGNO 2019 I Bimestrale

SERRE URBANE IN QUOTA

MADE EXPO 2019 Le novità per la “Qualità dell’abitare” DENTRO L’OBIETTIVO Costruire per le generazioni di domani CASE HISTORY Ristrutturazione senza cappotto

MATERIALI SOSTENIBILI Il valore “verde” del legno

CLIMATIZZAZIONE Edifici storici e monumentali

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SISTEMI RADIANTI Gli impianti “invisibili”

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81

w w w. c a s a e c l i m a . c o m

ISSN: 2038-0895

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

N. 81 I Anno XIV I OTTOBRE 2019 I Bimestrale

PASSIVHAUS SULLE ALPI

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

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CANTIERI SMART Il futuro è a “impatto zero”

CASE HISTORY Residenza universitaria di design

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CERTIFICAZIONE Il parquet ecologico deve essere marchiato Ecolabel

INVOLUCRI ATTIVI E ADATTABILI Come l’edificio produce energia

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

WATER MANAGEMENT REPORT L’acqua, un bene prezioso ma insufficiente

THERMAL COMFORT Il colore influenza la percezione della temperatura?

DENTRO L’OBIETTIVO Progettazione multidisciplinare tra antico e moderno

la fonte più sicura per l’aggiornamento professionale STORIA E TECNOLOGIA PER L’M9 DI MESTRE

N. 80 I Anno XIV I SETTEMBRE 2019 I Bimestrale

RISCHIO SISMICO Nuovi strumenti e strategie per il progettista EFFICIENZA ENERGETICA Un mercato in crescita, ma non troppo APPALTI PUBBLICI VERDI Cosa sono GPP, PAN e CAM? CRISI ENERGETICA Isole minori alla ricerca di una strategia sostenibile

SMART HOME Abitare il futuro con gli oggetti “intelligenti” di oggi

ISOLAMENTO ACUSTICO Progettazione a norma di legge

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Fascicolo Fascicolo Mese Mese

Fiere Fiera Speciale Argomenti Argomenti

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In ogni numero: novità normative, report fiere, analisi dei progetti, monitoraggi Editore: Quine srl · Via G. Spadolini, 7 · 20141 Milano - Italia · Tel. +39 02 864105 · Fax. +39 02 70057190

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Il sIstema a Innesto resIstente al fuoco

Blackfire è il sistema di scarico con proprietà autoestinguenti certificate dalla norma tedesca DIN 4102 B1. È resistente ai raggi UV, agli impatti a basse temperature (fino a -10°C) e alla pressione da -800 mbar a 1,5 bar. Garantisce ottime prestazioni acustiche, con una rumorosità di 16 dB(A) a 2 l/s, e un’estrema facilità di posa grazie al sistema ad innesto.

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