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ISSN: 2038-0895

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

N. 81 I Anno XIV I OTTOBRE 2019 I Bimestrale

PASSIVHAUS SULLE ALPI

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

RISCHIO SISMICO Nuovi strumenti e strategie per il progettista EFFICIENZA ENERGETICA Un mercato in crescita, ma non troppo APPALTI PUBBLICI VERDI Cosa sono GPP, PAN e CAM? CRISI ENERGETICA Isole minori alla ricerca di una strategia sostenibile Organo ufficiale

SMART HOME Abitare il futuro con gli oggetti “intelligenti” di oggi

ISOLAMENTO ACUSTICO Progettazione a norma di legge


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Satellite d’utenza compatto pensile con funzioni elettroniche avanzate Serie SATK32 • Produzione istantanea ACS con preriscaldo delloscambiatore programmabile su base settimanale

• Controllo della temperatura di ritorno in modalità riscaldamento e ACS. Ideali per caldaie a condensazione e sistemi di teleriscaldamento

• Centralina di controllo remoto concronotermostato

• Diagnostica e controllo remoto tramite-Mod-BUS

La corretta misura facilita una corretta gestione

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BIMESTRALE Organo ufficiale di:

Comitato consultivo Carla Tomasi (Finco) Angelo Artale (Finco) Giorgio Albonetti (Quine) Marco Zani (Quine) Comitato scientifico Antonio Arienti (Aif) Alfio Bonaventura (Aifil) Cesare Boffa (Fire) Gianfranco Borsatti (Anfus) Sergio Fabio Brivio (Finco) Francesco Burrelli (Anaci) Paolo Cannavò (Fecc) Riccardo Casini (Unicmi) Davide Castagnoli (Anacs) Innocenzo Cipolletta (Aifi) Italo Cipolloni (Anisig) Daniela Dal Col (Anna) Gianluca De Giovanni (Assofrigoristi)

Caterina Epis (Fondazione Promozione Acciaio) Nicola Antonio Fornarelli (Acmi) Fabio Gasparini (Assites) Potito Genova (Assobon) Gabriella Gherardi (Aises) Donatella Guzzoni (Sismic) Iginio Lentini (Union) Giuseppe Lupi (Aipaa) Antonio Maisto (Assoverde) Carlo Miana (Assoroccia) Laura Michelini (Anfit) Fabio Montagnoli (Pile) Francesco Morabito (Assografene) Daria Pasini (Archeoimprese) Paolo Pastorello (Restauratori Senza Frontiere) Marco Patruno (Fisa) Massimo Poggio (Fias) Carmine Ricciolino (Aiz) Walter Righini (Fiper) Marcello Rossetti (Aicap) Kristian Schneider (Ari) Angelo Sticchi Damiani (Aci) Daniele Succio (Anipa) Paolo Taglioli (Assoidroelettrica) Eleonora Testani (Ancsa) Bruno Ulivi (Ait)

Fondata da Andrea Notarbartolo Direttore responsabile Marco Zani

Grafica e Impaginazione Grupo Asís Hanno collaborato a questo numero Domenico Adelizzi, Roberto Corti, Giuliana Leone, Claudio Moltani, Patrizia Ricci, Erika Seghetti Pubblicità Quine Srl 20141 Milano - Via G. Spadolini, 7 - Italy Tel. +39 02 864105 - Fax +39 02 70057190 - dircom@quine.it Traffico, Abbonamenti, Diffusione Rosaria Maiocchi Editore Quine srl - www.quine.it Presidente Giorgio Albonetti Amministratore Delegato Marco Zani Direzione, Redazione e Amministrazione 20141 Milano - Via G. Spadolini, 7 - Italy Tel. +39 02 864105 - Fax +39 02 70057190 e-mail: redazione@quine.it Servizio abbonamenti Quine srl, 20141 Milano – Via G. Spadolini, 7 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 70057190 e-mail: abbonamenti@quine.it Gli abbonamenti decorrono dal primo fascicolo raggiungibile. Costo copia singola: euro 2,30 Stampa Aziende Grafiche Printing Srl – Peschiera Borromeo (MI) Casa&Clima è stampata su carta certificata Chlorine Free Iscrizione al Tribunale di Milano N.170 del 7 marzo 2006. Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010 Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 12191 Responsabilità Tutto il materiale pubblicato dalla rivista (articoli e loro traduzioni, nonché immagini e illustrazioni) non può essere riprodotto da terzi senza espressa autorizzazione dell’Editore. Manoscritti, testi, foto e altri materiali inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. Tutti i marchi sono registrati.

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OTTOBRE 2019

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4 EDITORIALE

INTERVISTA

6 NOVITÀ PRODOTTI

38 Il mercato esige.

IN COPERTINA 81

Noi rispondiamo

12 TECH

20 Efficienza energetica:

un mercato in crescita, ma non troppo di Roberto Corti

ISSN: 2038-0895

N. 81 I Anno XIV I OTTOBRE 2019 I Bimestrale

PASSIVHAUS SULLE ALPI

SPECIALE ISOLAMENTO ACUSTICO

41 Progettazione

RISCHIO SISMICO Nuovi strumenti e strategie per il progettista

a norma di legge

EFFICIENZA ENERGETICA Un mercato in crescita, ma non troppo APPALTI PUBBLICI VERDI Cosa sono GPP, PAN e CAM?

di Patrizia Ricci

CRISI ENERGETICA Isole minori alla ricerca di una strategia sostenibile

SMART HOME Abitare il futuro con gli oggetti “intelligenti” di oggi

ISOLAMENTO ACUSTICO Progettazione a norma di legge

Organo ufficiale

SERVIZIO A PAGINA

DENTRO L’OBIETTIVO

RISCHIO SISMICO

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Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

di Claudio Moltani

ENERGY EFFICIENCY REPORT 2019

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Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

Redazione Silvia Martellosio redazione.casaeclima@quine.it

IN QUESTO NUMERO

48 Passivhaus

24 Nuovi strumenti

sulle Alpi

e strategie per il progettista

PROGETTAZIONE SOSTENIBILE

di Erika Seghetti

a cura di Patrizia Ricci

APPALTI PUBBLICI VERDI

28 Cosa sono GPP, PAN e CAM?

di Domenico Adelizzi

SIMULAZIONE E CONFRONTO

34 Crisi energetica, le Isole

minori alla ricerca di una strategia sostenibile di Giuliana Leone

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54 Sulle colline torinesi una villa certificata Passivhaus

68 L’autosufficienza

energetica è già realtà di Claudio Moltani

CASE HISTORY

a cura della redazione

72 Tecnologia italiana per edifici ecosostenibili nel mondo

SPECIALE SMART HOME

a cura della redazione

61 Abitare nel futuro

IL PARERE DI FINCO

con gli oggetti “intelligenti” di oggi

76 In cantiere non solo CCNL Edile

di Patrizia Ricci

INFORMATIVA AI SENSI DEL D.LGS 196/2003 Si rende noto che i dati in nostro possesso liberamente ottenuti per poter e ettuare i servizi relativi a spedizioni, abbonamenti e similari, sono utilizzati secondo quanto previsto dal D.Legs.196/2003. Titolare del trattamento è Quine srl, via G. Spadolini 7, 20141 Milano (info@quine.it). Si comunica inoltre che i dati personali sono contenuti presso la nostra sede in apposita banca dati di cui è responsabile Quine srl e cui è possibile rivolgersi per l’eventuale esercizio dei diritti previsti dal D.Legs 196/2003.

© Quine srl - Milano Associato Anes Aderente

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EDITORIALE

PMI, aiutiamole a crescere ANGELO ARTALE, Direttore Generale Finco

In un momento nel quale nulla sembra poter mutare la situazione che opprime il nostro sistema produttivo, dobbiamo guardare alle piccole e medie imprese come vera risorsa per far ripartire l’economia

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Al fine di combattere la fuoriuscita “one way” dal nostro Paese di giovani su cui abbiamo investito, occorre in primo luogo che la selezione avvenga in base al merito a tutti i livelli e in tutti i settori

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n un Paese di piccole e medie industrie come il nostro, sono le PMI che devono crescere per far prosperare il Paese. Questo è il messaggio che in estrema sintesi vogliamo indirizzare al nuovo Governo, articolandolo attraverso alcuni aspetti che – come Federazione Finco – riteniamo decisivi. Di fronte a una filosofia “redistributiva” di risorse economiche e di orario lavorativo (c’è chi afferma che occorre puntare alle 25 ore settimanali!), noi riteniamo si debba lavorare di più: non allungando – ovviamente – l’orario di lavoro tabellare, bensì aumentando produttività ed efficienza. Al fine di combattere una delle nostre principali emergenze – la fuoriuscita dal Paese “one way” di giovani su cui abbiamo investito – occorre in primo luogo che la selezione avvenga a tutti i livelli e in tutti i settori in base al valore. Dobbiamo accettare di avere meno protezioni per avere più prospettive. In questo senso è decisivo il tema della riforma dell’Università, che non riguarda milioni di pensionati più o meno indifesi, ma poche decine di migliaia di professori e ricercatori che certo non rischiano di andare sotto la soglia della povertà. Concorrenza e merito debbono essere, o perlomeno iniziare o ritornare a essere (fate voi), i riferimenti della nostra convivenza civile per quanto riguarda il versante economico. Una strada puramente liberale, senza interferenze tra potere politico e interessi coinvolti, non funziona in un Paese chiuso e con bassa mobilità sociale come il nostro: scattano subito meccanismi difensivi per lo più diversi dalla classica dinamica capitale/lavoro, ma spesso basati sul ricatto alla classe politica mediante il danno agli utenti. Ne vediamo continue tracce negli scioperi, in particolare nel settore delle partecipate pubbliche,

specie locali e dei trasporti. L’inflazione che erode il potere di acquisto delle famiglie è concentrata quasi tutta, non a caso, nei servizi che non sono in concorrenza con l’estero. Le diseguaglianze sociali, in alcuni casi clamorose, non si contrastano usando con accanimento il fisco come fattore di redistribuzione, ma aumentando la mobilità sociale di chi ha capacità e aiutando in modo mirato chi da solo non ce la farebbe. A proposito di fisco risulta davvero inaccettabile quanto emerge dalla ricerca condotta dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti e da Confimi Industria: dal 2015 a oggi vi sono stati 53 oneri procedurali aggiuntivi. Inaccettabile. Interi corpi dello Stato che lavorano contro chi tenta di produrre e di tenere a galla sé stesso e quindi il Paese. Infine, non certo per importanza, il problema sempre presente del “Partito della Spesa”. Lo Stato si deve comportare come un’azienda che chiede soldi in prestito alle banche fino a quando la sua produttività ha un tasso superiore agli interessi passivi. Così lo Stato può indebitarsi solo se la crescita del Paese supera gli interessi sul debito. E senza una decisa azione di spending review (vera, non a parole) questo non è neanche lontanamente possibile. Il resto sono chiacchiere.


NOVITÀ PRODOTTI

Filtro defangatore magnetico sottocaldaia L’avvento di nuove tecnologie per la riqualificazione energetica ha evidenziato l’importanza dei sistemi di trattamento dell’acqua utilizzati all’interno degli impianti per preservarne il funzionamento nel tempo. Le caldaie murali offrono ben pochi spazi per l’installazione di sistemi di trattamento fisico, come i defangatori, e ancor meno punti d’accesso per i condizionanti chimici. Il filtro defangatore magnetico sottocaldaia XS (serie 5459) racchiude, nella sua compattezza ed esteticità, molteplici funzioni e vantaggi. Le sue linee esteticamente gradevoli contengono al loro interno un sistema di filtrazione meccanica con maglia in acciaio che, combinato alla camera di defangazione e al magnete, è in grado di trattenere tutte le impurità presenti. Tramite un apposito kit, è possibile utilizzare XS come pratico punto di inserimento dei condizionamenti chimici per il lavaggio (C3 Cleaner Fast) e la protezione dell’impianto (C1 Inhibitor Fast). Questi additivi sono predisposti in bombolette studiate per l’inserimento anche con impianto in pressione e ottemperano ai requisiti di legge fino ai 150 litri di capacità di impianto.

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Pompe di calore a inversione di ciclo Le pompe di calore a inversione di ciclo sono state progettate da Maxa per soddisfare le esigenze di climatizzazione invernale ed estiva per i più moderni impianti, sia in ambito residenziale sia commerciale. Sono la soluzione ideale in abbinamento a sistemi con pavimento radiante/ventilconvettori, con fornitura elettrica da rete e/o da fonti rinnovabili. Estremamente versatili, sono predisposte per la produzione di acqua calda per il riscaldamento invernale e acqua fredda per il raffrescamento estivo dell’ambiente e per la generazione di acqua calda sanitaria fino a 58 °C (a 63 °C con l’ausilio di resistenza elettrica). La tecnologia inverter DC del compressore permette di ridurre i consumi di energia elettrica rispettando le alte performance di prestazione. Sono disponibili nelle taglie da 6 kW fino a 16 kW e in due versioni: il sistema monoblocco i-HWAK/V4 e il sistema splittato i-SHWAK/V4 con versione armadio e pensile per l’unità interna caratterizzate da ingombri estremamente ridotti. Le versioni armadio e pensile costituiscono una soluzione integrata, completa e compatta e di facile installazione grazie all’immediato accesso ai componenti idraulici e ai raccordi presenti nella parte alta dell’unità.

www.maxa.it

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Termocamera con app La termocamera testo 868 si contraddistingue per le sue prestazioni di misura professionali e per la semplicità d’uso. È stata sviluppata per tutte quelle applicazioni che ruotano intorno alla manutenzione quotidiana e alle operazioni di installazione nel settore artigianale e industriale. Grazie alle funzioni di cui è dotata, è possibile realizzare immagini all’infrarosso prive di errori e obiettivamente confrontabili. Con le funzioni Indicatore IFOV, testo e-Assist e testo ScaleAssist, inoltre, non solo è possibile evitare errori di misura e impostare senza alcuna fatica l’emissività e la temperatura riflessa (RTC), ma anche regolare in modo ottimale la scala di colori nel settore della termografia edilizia. La termocamera garantisce una comunicazione wireless con i terminali mobili tramite WiFi. La testo Thermography App – disponibile per iOS e Android – offre la possibilità di compilare rapidamente sul posto brevi rapporti, inviarli e salvarli online, nonché di trasformare tablet o smartphone in un secondo display o telecomando.

www.testo.it


INVOLUCRO

INFORMAZIONE DALLE AZIENDE

Il ruolo dell’isolamento termico per assicurare la stabilità della rete Efficienza dell’involucro ed edifici altamente isolati sono ormai un elemento indispensabile per la realizzazione di smart cities. Lo studio commissionato al PoliMi da Knauf Insulation Italia Ristrutturazioni profonde e di qualità non solo permettono di diminuire fino all’80% i consumi degli edifici, ma anche di ridurre le bollette energetiche e le emissioni climalteranti. L’aumento dell’isolamento termico di pareti e coperture dilata considerevolmente l’intervallo di tempo durante il quale la temperatura interna dell’edificio rimane confortevole anche dopo lo spegnimento dell’impianto termico. Uno studio commissionato da Knauf Insulation Italia e condotto sotto la supervisione del Prof. Lorenzo Pagliano – docente di Fisica dell’Edificio presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano – evidenzia infatti che basta un solo giorno di riscaldamento per mantenere l’ambiente confortevole per circa quattro giorni. In questo modo, edifici ben isolati offrono la flessibilità necessaria a ricevere energia quando disponibile, attenuando i picchi di domanda di potenza sulla rete elettrica (quando tutti gli edifici inefficienti invece chiedono potenza) e sfruttando a dovere momenti di sovrabbondanza e scarsità dell’offerta di energia da fonti rinnovabili. Lo studio parte dall’analisi dell’attuale trend di utilizzo di energia, che – negli ultimi 17 anni – nonostante la crescita delle energie rinnovabili, ha registrato un aumento costante

Il documento è scaricabile dall’area download del sito www.knaufinsulation.it

Il lavoro del Politecnico sostiene con dati molto significativi il principio Energy Efficiency First e giustifica strategie energetiche razionali, in cui l’isolamento termico degli edifici e la riduzione della domanda di energia sono prerequisiti indispensabili per una rapida transizione verso le energie rinnovabili e l’ormai necessaria e urgente decarbonizzazione delle aree urbane

delle energie fossili. Questo significa che, contrariamente agli impegni nazionali, europei ed internazionali, le rinnovabili non sostituiscono, ma si aggiungono all’uso preesistente di energia fossile. È evidente come questa tendenza non sia sostenibile e sia assolutamente da invertire in tempi rapidissimi, attraverso una drastica riduzione della domanda di energia finale del 40% al 2050, rispetto alla domanda attuale. Assumendo quindi l’assoluta necessità di ridurre i consumi attraverso una ristrutturazione profonda del parco immobiliare esistente, l’ipotesi di lavoro alla base della ricerca dell’End Use Efficiency Research Group del Politecnico di Milano è volta a dimostrare come l’aumento dell’isolamento termico dell’involucro degli edifici – dilatando l’intervallo di tempo durante il quale la temperatura interna dell’edificio rimane confortevole – consenta di coordinare la domanda energetica con l’offerta intermittente di energia rinnovabile.

Paolo Curati, Managing Director di Knauf Insulation S.p.A.

Knauf Insulation S.p.A. Corso Europa, 603 10088 Volpiano (TO) www.knaufinsulation.it | info.italia@knaufinsulation.com


NOVITÀ PRODOTTI

Contro i cattivi odori Ariapur è la soluzione progettata da Valsir per assicurare l’eliminazione di odori sgradevoli, garantendo aria pulita all’interno dell’ambiente bagno senza rinunciare a design e comfort. Oltre ad avere un funzionamento semplice e performante, è estremamente silenzioso e con ingombri ridotti. Ariapur cattura gli odori direttamente dal vaso WC, aspirandoli ed eliminandoli prima che si diffondano. Allo stesso tempo elimina il vapore generato durante l’utilizzo di docce e vasche attraverso il sistema di ventilazione della placca aspirante. Disponibile anche una versione che integra una luce Led a elevata efficienza per illuminare l’intero ambiente bagno.

www.valsir.it

L’app per scegliere il colore delle pareti Poter tinteggiare le pareti di casa sicuri del risultato che si otterrà non è più un azzardo. Da oggi, per scegliere il colore ideale, trovare una specifica sfumatura o provare vari abbinamenti decorativi, basta cliccare sul proprio smartphone. Frutto di ricerche tecnologiche, Go.Color è l’innovativa applicazione per device mobili messa a punto nei laboratori San Marco. La nuova app è uno strumento che offre al professionista la possibilità di trovare il colore richiesto dal cliente o cercare i prodotti che più rispondono alle sue esigenze, ma anche salvare i progetti e calcolare preventivi. Accedendo alla multipiattaforma, realizzata da Experenti, l’utente professionista ha a disposizione diverse opzioni: per scegliere il colore desiderato è possibile sfogliare tra le 1.270 tinte del Sistema Tintometrico Marcomie, oppure acquisire la colorazione utilizzando un intelligente colorimetro portatile. Pico, infatti, consente di acquisire il codice colore di una superficie, in qualsiasi momento, aiutandolo così a trovare la tinta più simile tra quelle del Sistema Marcromie. Completate le prime scelte, l’app permette di visualizzare in tempo reale il colore e l’effetto desiderato direttamente sulle pareti di casa grazie alla funzione di realtà aumentata. Inoltre, è possibile salvare i progetti realizzati così da accedervi in qualsiasi momento. Le ultime due sezioni dell’applicazione offrono infine la possibilità di fornire preventivi immediati ai clienti e cercare lo Store Locator più vicino. Pensata e programmata per rispondere alle esigenze degli esperti nel settore, l’app è stata realizzata con una visuale e una funzionalità user-friendly che permettono l’utilizzo anche al cliente finale.

www.san-marco.com

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Pannelli di lana minerale per l’isolamento termico Mineral Wool 35 è un pannello isolante in lana minerale di vetro senza rivestimento, prodotto con materie prime riciclate e con l’utilizzo di ECOSE Technology®. Il pannello garantisce l’ideale combinazione di isolamento termico (λD 0,035 W/mK), acustico e sicurezza al fuoco (incombustibile – A1), estrema facilità e praticità di posa in opera. I prodotti in lana minerale Knauf Insulation con ECOSE Technology® si fregiano della certificazione Eurofins Indoor Air Comfort Gold (livello massimo), a dimostrazione della rispondenza del materiale ai più elevati standard europei e internazionali in ambito indoor air quality (qualità dell’aria interna). Mineral Wool 35 è ideale per isolare termicamente e acusticamente pareti divisorie, contropareti e controsoffitti. Grazie alla combinazione tra i pannelli in lana minerale e i sistemi a secco si riescono a ottenere pareti divisorie per edifici residenziali, hotel, ospedali e uffici con alte prestazioni di protezione acustica in spessori ridotti (22 cm).

www.knauf.it


PROFESSIONISTI

INFORMAZIONE DALLE AZIENDE

Il valore della formazione Mitsubishi Electric amplia l’offerta formativa disponibile per la rete di progettisti e installatori per garantire al cliente finale una rete di professionisti sempre più qualificati e completa

Per offrire la migliore formazione professionale possibile, Mitsubishi Electric ha dato il via a un catalogo completamente rinnovato, un inedito portale web, una nuova serie di corsi e una diversificazione di modalità di partecipazione. Le novità dell’azienda giapponese sono volte a migliorare la conoscenza dei prodotti, aumentare la professionalità e fornire aggiornamenti costanti grazie a corsi di formazione, in aula e online, teorici e pratici. I moduli oggetto della nuova proposta formativa sono stati progettati per rispondere alle esigenze dei professionisti del settore della climatizzazione e riscaldamento a seconda dell’ambito in cui operano e offrono contenuti applicativi e operativi che consentono di ottenere un apprendimento completo e progressivo. L’offerta proposta prevede sia corsi introduttivi sia avanzati, aggiornati e implementati in relazione alle novità di prodotto, agli sviluppi tecnologici e alle evoluzioni normative. Per meglio rappresentare le tematiche di interesse degli operatori professionali, i percorsi offerti e individuati sono cinque:

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Residenziale a espansione diretta (due moduli): il primo, di base, è sviluppato per fornire le conoscenze teoriche e pratiche per una corretta installazione e messa in funzione dei prodotti di climatizzazione di tipologia mono e multi-split a espansione diretta. Il secondo, invece, ■

fornisce informazioni utili per la risoluzione delle principali anomalie che possono insorgere sui sistemi di climatizzazione mono e multi-split a espansione diretta. Residenziale idronico (due moduli): il primo, di base, è sviluppato per conoscere la tecnologia delle pompe di calore idroniche reversibili per l’ambito residenziale e proporre il prodotto più adatto alle esigenze dei clienti. Il secondo modulo invece, fornisce ai professionisti le conoscenze applicative per la corretta installazione delle pompe di calore idroniche. Commerciale (due moduli): il modulo di base si focalizza sulle conoscenze teoriche e applicative dei sistemi di climatizzazione ad espansione diretta ed idronici e delle soluzioni di ventilazione atte al rinnovo dell’aria nei contesti con finalità commerciale. Il secondo modulo invece, fornisce ai professionisti le conoscenze applicative per la corretta installazione dei sistemi di climatizzazione ad espansione diretta e delle soluzioni di ventilazione atte al rinnovo dell’aria negli stessi contesti. Grandi Impianti (due moduli): obiettivo dei due livelli è condividere conoscenze teoriche e applicative dei sistemi VRF ad espansione diretta e dei sistemi idronici a servizio del raffrescamento estivo, riscaldamento invernale e la produzione di acqua calda a uso sanitario per applicazioni centralizzate. Normative di settore (quattro moduli): fattore comune ai quattro livelli è la condivisione delle principali normative del settore della climatizzazione con annessi esami per il rilascio delle certificazioni per brasatore e frigorista F-GAS.

Per i progettisti è anche disponibile una piattaforma a loro dedicata in un’area riservata del sito – https://trainingwebme.mitsubishielectric.it/it – dove, previa registrazione, sarà possibile accedere a pratiche sessioni di aggiornamento specifiche e interattive sul mondo della climatizzazione e riscaldamento.

Mitsubishi Electric Europe B.V. Centro Direzionale Colleoni - Palazzo Sirio Viale Colleoni, 7 20864 – Agrate Brianza (MB) https://trainingcentre.mitsubishielectric.it/it/


NOVITÀ PRODOTTI

Unità di ventilazione meccanica a parete La nuova unità di ventilazione meccanica a parete WHRI di RDZ è stata progettata per essere utilizzata in ambito residenziale, autonomo o condominiale. Disponibile in due taglie (da 150 e 220 m3/h), l’unità può essere montata a incasso o a parete. Rispetto alle comuni unità di ventilazione meccanica, WHRI si compone di tre elementi: una controcassa di predisposizione, un’unità ventilante e un pannello frontale di chiusura che possono essere acquistati in differenti fasi. La controcassa è realizzata in lamiera zincata e provvista di fori per gli allacciamenti elettrici. È inoltre dotata di due connessioni aerauliche superiori per presa aria esterna ed espulsione. Nella parte inferiore sono presenti due plenum completi di attacchi per l’estrazione e la mandata dell’aria che agevolano e velocizzano l’esecuzione del sistema di distribuzione in ambiente. Cuore della macchina è l’unità ventilante realizzata con telaio in lamiera preverniciata e isolamento termoacustico interno in lana di roccia che assicura elevata silenziosità. È dotata di recuperatore di calore in polipropilene ad alta efficienza (~90%), di motori EC a portata costante e di filtri F7 (ISO ePM1 65%) sul canale di ripresa e mandata per un’ottimale filtrazione dell’aria nuova. L’unità è equipaggiata di bypass per il free-cooling e sensori NTC per il rilevamento della temperatura dell’aria sulle linee aerauliche. È prevista inoltre la funzione di protezione antigelo e di rilevamento automatico dei filtri sporchi. La macchina può essere controllata tramite pannello di controllo dedicato con visore semplice a tre velocità (consente in questo caso: ON/OFF remoto e gestione remota delle velocità) oppure attraverso un’interfaccia smart con display LCD che permette di gestire anche ingressi remoti provenienti da un sistema domotico esterno.

www.rdz.it

Caldaia d’arredo Presentata per la prima volta nella primavera del 2016, Osa di Unical continua il suo percorso di dialogo con il mondo del design e dell’architettura. Disponibile in due versioni (potenza 24 e 35 kW, nella dimensione 930 mm H x 520 mm L x 180 mm P), Osa si contraddistingue per il profilo essenziale, le dimensioni ridotte e le finiture. Il frontale può infatti essere scelto tra varie soluzioni cromatiche: bianco, nero lucido, lavagna e verde, o meglio greenery. Si tratta della prima caldaia a uscire dagli spazi angusti degli sgabuzzini, dei pensili o dai locali di servizio per entrare a far parte a pieno titolo dell’arredamento della casa. Osa è anche sinonimo di tecnologia, eco-sostenibilità e personalizzazione. Dispone di un controller soft-touch “U-fly” e dell’applicazione U-fly APP, specifica di gestione per l’utente che può essere installata e aggiornata su dispositivi mobili, cellulari, tablet e computer e che, tramite internet, può controllare fino a cinque dispositivi Osa in remoto. Ricordiamo che la caldaia è stata insignita del “Red Dot Award: Product Design 2017”: un riconoscimento importante che valuta l’innovazione e il “buon design” dei prodotti.

www.unicalag.it 10

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Sistema ibrido per il riscaldamento intelligente Altherma H Hybrid di Daikin è la soluzione ad alta efficienza ideale sia per sostituire la caldaia a gas di casa, sia per nobilitare qualsiasi caldaia esistente abbinandola alla sola pompa di calore. Il sistema non è invasivo; anzi, può essere abbinato ai radiatori esistenti e non richiede nessuna opera di ristrutturazione. Inoltre, l’installazione è facile e poco costosa. Altherma H Hybrid è costituito da un’unità esterna: una pompa di calore idronica da 4 kW e una speciale caldaia a gas da 28 o 32 kW (metano o GPL) a doppia condensazione, sia in riscaldamento che in acqua calda sanitaria. Se non è ancora il momento di sostituire la caldaia esistente, è comunque possibile nobilitarla abbinando la pompa di calore elettrica esterna; basta un collegamento idraulico per costruire un sistema ibrido bivalente. Sia che vada a sostituire completamente la caldaia esistente o che la nobiliti, il sistema ibrido permette di valorizzare appieno un impianto fotovoltaico già installato, anche fino a raggiungere l’autosufficienza. Altherma H Hybrid è anche Bluevolution, ovvero funziona con refrigerante R32: grazie al suo basso GWP (675 vs 2087,5 del tradizionale R410A) e a un’inferiore carica di refrigerante, l’R32 è molto più ecosostenibile. Infine, la pompa di calore è dotata della funzione di protezione antigelo, permettendo il funzionamento fino a -15 °C.

www.daikin.it

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TECH

Riqualificazione energetica, strumenti per il calcolo del rischio di investimento Il progetto EENVEST permetterà di calcolare il rischio di investimento legato alla riqualificazione di edifici commerciali adibiti a uso uffici

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Attualmente mancano strumenti in grado di calcolare l’impatto economico di questi rischi per l’investitore. Questa lacuna informativa determina un aumento del costo del credito normalmente sostenuto dall’investitore per risanare uno o più edifici

ricercatori dell’Istituto per le energie rinnovabili hanno avviato un nuovo progetto europeo, EENVEST, all’interno del quale sarà sviluppata una piattaforma online in grado di calcolare il rischio di investimento – per enti pubblici, finanziatori e proprietari di ampi portafogli immobiliari – legato alla riqualificazione di edifici commerciali adibiti ad uso uffici. Quando si risana un edificio i rischi di investimento possono essere molteplici: ad esempio, un pannello fotovoltaico che produce meno energia di quanto preventivato o semplicemente una finestra malfunzionante sono in grado di determinare una differenza significativa tra il risparmio energetico calcolato in fase di progettazione e quello reale. Questo si traduce facilmente in mancati risparmi energetici, ovvero in una maggiore spesa economica per tenere l’edificio in esercizio. Disporre di un metodo di calcolo del rischio tecnicofinanziario, esatto e affidabile, porterebbe quindi a un abbassamento del costo del credito per il finanziatore, promuovendo una maggiore allocazione di capitale privato in questo campo. Il progetto è rivolto principalmente all’ambito degli edifici commerciali, di proprietà sia pubblica che privata, ma intende produrre un metodo replicabile nel breve termine anche per gli edifici residenziali. L’obiettivo è anche quello di promuovere il dialogo tra due mondi che difficilmente condividono lo stesso linguaggio: quello dei tecnici e quello degli investitori. L’architettura della piattaforma online sarà sviluppata da IES, società di sviluppo software scozzese e partner del progetto,

Annalisa Andaloro, esperta dell’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research

e funzionerà come un marketplace in cui i proprietari di edifici da risanare potranno inserire il proprio profilo e i potenziali investitori potranno calcolare già i rischi di investimento. Potenziali utilizzatori della piattaforma sono proprietari di ampi parchi immobiliari, tra cui anche enti pubblici, banche e investitori privati di

varia natura, inclusi fondi. La piattaforma sarà testata in anteprima da alcuni portatori di interesse come la Provincia Autonoma di Bolzano, Pensplan, Unicredit e BNP Paribas. Il progetto EENVVEST è coordinato da Eurac Research e finanziato dal programma europeo per la ricerca Horizon 2020.


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Panasonic presenta i nuovi chiller a pompa di calore ECOi-W. La nuova linea è ideale per il riscaldamento, il raffrescamento e il trattamento aria di hotel e applicazioni commerciali e industriali. Modelli disponibili da 20 a 210 kW. • Qualità garantita da Panasonic • Alte prestazioni e comfort • Elevata connettività QUALITÀ SEER SCOP 100% ELEVATO* ELEVATO* QUALITÀ PANASONIC

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TECH

Una foglia artificiale per rendere l’industria farmaceutica più green I mini reattori creati dalla TUE sono in grado di produrre l’artemisinina antimalarica e l’ascaridolo

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na foglia artificiale in grado di produrre con la luce solare medicinali a basso costo. È quanto propongono di fare i chimici olandesi dell’Eindhoven University of Technology. Il dispositivo non è altro che un mini reattore in grado di assorbire la luce solare e impiegarla per stimolare reazioni chimiche. In realtà, il dispositivo, simile esteticamente a una foglia, è il perfezionamento di un prototipo presentato nel 2016 dallo stesso ateneo. Un perfezionamento che tuttavia ha portato il team di ricercatori a produrre per la prima volta due farmaci reali: l‘artemisinina antimalarica e l’antiparassitario ascaridolo.

PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

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Utilizzare questo reattore significa poter produrre farmaci ovunque, sia che si tratti di farmaci contro la malaria, sia paracetamolo. Alla fine, tutto ciò che serve è la luce del sole

Le foglie naturali sono piccole macchine intelligenti: raccolgono la luce solare e impiegano l’energia per alimentare una reazione chimica che trasforma CO2 e acqua in glucosio. La pianta impiega quindi lo zucchero come fonte energetica ed espelle l’ossigeno come prodotto di scarto. La foglia artificiale della TUE è stata progettata per imitare questo processo. Il dispositivo è fatto di materiali traslucidi che permettono alla luce di entrare, indirizzandola verso piccoli canali microfluidici che attraversano l’unità come una sorta di vene. La luce solare attiva le molecole dei liquidi che attraversano questi microcanali e avvia una reazione chimica. Il prototipo originale era realizzato in gomma siliconica, ma nella nuova versione è stata sostituita con il plexiglas in quanto più economico e facile da produrre in grandi quantità. Oltre ad avere un indice

Timothy Noël, capo ricercatore del team di rifrazione più elevato, al plexiglas è possibile aggiungere più tipi di molecole sensibili alla luce. Secondo gli scienziati il mini reattore ha il potenziale per risolvere una delle maggiori sfide dell’industria farmaceutica, vale a dire orientare la produzione verso la piena sostenibilità.

Attualmente, infatti, le reazioni chimiche per la sintesi di medicinali richiedono sostanze chimiche tossiche e molta energia sotto forma di combustibili fossili. Usando la luce visibile, le stesse reazioni diventerebbero più sostenibili, economiche e, in teoria, più veloci.


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TECH

Stampa 3D in cellulosa

Trasformare la CO2 in combustibile liquido

Prodotto dai ricercatori della Chalmers University of Technology un nuovo inchiostro a base di legno per la produzione additiva

Il combustibile liquido potrebbe divenire il componente chiave nei veicoli alimentati a idrogeno

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n team di ricercatori della Rice University (Texas – USA) è riuscito a sviluppare un processo che utilizza l’anidride carbonica come materia prima per produrre combustibile liquido. Il reattore catalitico, sviluppato dall’ingegnere chimico e biomolecolare Haotian Wang, utilizza la CO2 come materia prima per produrre concentrazioni altamente purificate di acido formico. Solitamente, i dispositivi che producono acido formico necessitano di complicati e costosi processi di purificazione. Il team è riuscito invece a elaborare un procedimento che produce direttamente acido formico, senza necessità di ulteriori passaggi. Due i progressi che hanno reso possibile il nuovo dispositivo: da una parte lo sviluppo di un catalizzatore di bismuto bidimensionale (un atomo particolarmente pesante e stabile), dall’altra quello di un elettrolita allo stato solido che elimina la necessità di sale come parte della reazione per produrre acido formico. Nei test condotti presso la Rice University, il nuovo elettrocatalizzatore ha raggiunto un’efficienza di conversione energetica di circa il 42%, generando acido formico ininterrottamente per 100 ore con una degradazione trascurabile dei componenti del reattore, compresi i catalizzatori su scala nanometrica. Secondo il professor Wang, il reattore potrebbe essere facilmente riorganizzato per produrre composti di maggior valore come acido acetico, etanolo o propanolo.

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l legno può sostituire materiali fossili e altri composti non sostenibili grazie a proprietà uniche in termini di porosità e forza di torsione. A differenza dei metalli e della plastica, però non può essere fuso e rimodellato facilmente, ma deve essere segato, piallato o incurvato. Gli attuali processi di trasformazione ne distruggono l’ultrastruttura o l’architettura cellulare, limitando dunque le applicazioni finali. A dare una nuova chance tecnologica al legno sono i ricercatori della Chalmers University of Technology (Svezia), tramite la creazione di una piattaforma di stampa 3D che riproduce la biogenesi del legno per l’assemblaggio di biopolimeri cellulosici in composti simili al materiale naturale. In realtà, gli scienziati svedesi avevano già prodotto alcuni anni fa un gel nanocellulosico ottenuto dalla polpa di legno che si prestava a essere impiegato nella produzione additiva al posto dei polimeri plastici, ma i prodotti finali non mostravano la stessa porosità e resistenza del legno naturale. Il passo in avanti è stato compiuto grazie all’aggiunta di un nuovo ingrediente: l’emicellulosa, un polisaccaride strettamente associato alla cellulosa nelle fibre vegetali, che ha permesso di aumentare la forza del gel, agendo come sorta di una colla. Il team, inoltre, ha digitalizzato il codice genetico del legno naturale, usando questa informazione per orientare il linguaggio di programmazione che controlla il modo in cui la stampante 3D assembla il materiale. Come risultato, sono stati in grado di controllare con precisione la disposizione delle nanofibre durante il processo di stampa, creando oggetti semplici che non fossero costituiti solo da fibre lignee, ma che avessero anche la reale ultrastruttura del legno naturale.

Questa tecnologia ci consente di andare oltre i limiti della natura, creando prodotti sostenibili ed ecologici. Significa che i prodotti che oggi già provengono dal legno domani potranno essere stampati in 3D, in un tempo molto più breve

Paul Gatenholm, scienziato capo del progetto

L’acido formico è un vettore energetico che, oltre a produrre elettricità, emette anidride carbonica da raccogliere e riciclare. È inoltre un materiale di stoccaggio per l’idrogeno che può contenere quasi 1.000 volte l’energia dello stesso volume di idrogeno, che è difficile da comprimere

Haotian Wang, ingegnere chimico e biomolecolare

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Addio pulsanti: ai semafori arrivano le telecamere intelligenti L’Università di Gratz ha sviluppato un innovativo sistema di telecamere che intuisce automaticamente l’intenzione dei pedoni di attraversare la strada

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pulsanti pedonali per l’attraversamento stradale sono destinati a essere un ricordo del passato. Presto, infatti, potrebbero lasciare il posto ai semafori intelligenti sviluppati da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Computer Graphics and Vision dell’Università Tecnologica di Graz. Il team ha sviluppato un innovativo sistema di telecamere interconnesse, che riconosce l’intenzione dei pedoni di attraversare la strada, facendo scattare automaticamente il verde. Frutto di un progetto di ricerca durato tre anni in collaborazione col Dipartimento Comunale 33 di Vienna, i nuovi semafori intelligenti sono in grado di rilevare tutte le persone all’interno di un’area di 8×5 metri e, usando algoritmi di apprendimento sviluppati a partire da modelli di movimento globali e dati

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registrati, possono anticiparne le mosse. Il prodotto può sembrare molto semplice, ma ha richiesto parecchio impegno, soprattutto per via della molteplicità dei requisiti. L’hardware necessitava di dimensioni piuttosto grandi, proporzionali alla potenza desiderata, ma – allo stesso tempo – doveva essere il più piccolo possibile, abbastanza da poter essere applicato a un semaforo. Il software, invece, ha richiesto accuratezza ed efficienza. “Il sistema impiega un secondo per effettuare una stima iniziale delle intenzioni dei pedoni: questa stima diventa affidabile dopo soli due secondi”, spiega Horst Possegger, ricercatore presso l’Istituto. A questo punto il dispositivo segnala al controller la richiesta di attraversamento pedonale: “Con l’attuale

configurazione, il sistema riesce a segnalare la richiesta di attraversamento da tre a quattro secondi prima che venga premuto il pulsante”. Non solo: la durata del verde è automaticamente calibrata sul numero di pedoni. Se ad attraversare la strada è un gruppo numeroso, il semaforo farà durare più a lungo l’attraversamento pedonale. Se invece i pedoni lasciano la zona di attesa prima del tempo, il semaforo rileva il segnale e non avvia il verde, impedendo così inutili tempi di attesa per le automobili. Il programma è dotato anche di un sistema di monitoraggio che segnala i guasti in tempo utile: “Si tratta – continua Possegger – di un sistema progettato per funzionare 24 ore su 24 anche in ambienti difficili, con picchi e cali di tensione”.


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Efficienza energetica: un mercato in crescita, ma non troppo Il boom del 2014 è ormai un lontano ricordo, anche se nel 2018 il settore ha proseguito la corsa senza sosta. Gli investimenti più significativi nel segmento Home & Building ROBERTO CORTI

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È un mercato che ha saputo superare la crisi dei Certificati Bianchi, ma il cui tasso di incremento si è ridotto a causa dell’introduzione di norme che disincentivano gli interventi in efficienza. Per la prima volta da tempo appare in contrazione la marginalità delle ESCo, soprattutto quelle di maggiori dimensioni, e la competizione si fa più aspra da parte delle grandi società di ingegneria

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n mercato in forte crescita (+6,3%) con oltre 7 miliardi di investimenti nel 2018 (di cui 2,3 riconducibili al comparto industriale) tre quarti dei quali destinati alle innovazioni per integrare le tecnologie di efficientamento energetico e le soluzioni digital per la gestione della fabbrica, sfruttando l’eccezionale traino del Piano Industria 4.0. Tuttavia, i risultati subiscono un leggero rallentamento rispetto agli anni precedenti. È questo il quadro in cui si presenta il mercato italiano dell’efficienza energetica – con un focus specifico sul comparto industriale – fotografato dall’Energy Efficiency Report 2019, realizzato dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano. Giunto alla nona edizione, il report traccia la tendenza dell’ultimo triennio, anche grazie alla collaborazione con un maggior numero di partner, costantemente in crescita. A conferma di ciò, nel 2018 tre quarti degli investimenti totali sono stati gestiti “in casa” direttamente dall’impresa, senza il supporto di fornitori di servizi energetici specializzati. L’indicatore di “propensione all’investimento” si è attestato più sul mantenimento dello stesso che sulla crescita a causa dell’acuirsi dell’incertezza sul futuro del comparto industriale. Questo è il quadro indicato sulla propensione all’efficienza energetica che ha coinvolto oltre 250 tra Energy Manager, imprese e professionisti.

VITTORIO CHIESA, Direttore dell’Energy&Strategy Group

EFFICIENZA ENERGETICA NEL COMPARTO INDUSTRIALE Gli investimenti in efficienza energetica realizzati nel 2018 in Italia ammontano a 7,1 miliardi di euro (+6,3%), con un trend che negli ultimi 5 anni si è mantenuto positivo, ma non ha ripetuto il boom del 2014 e la crescita a doppia cifra del 2017. Il segmento Home & Building guida la classifica (65%), seguito dal comparto industriale (2,3 miliardi di euro, il 33%) e dalla Pubblica Amministrazione che con appena il 2% degli investimenti ha avuto tuttavia l’incremento maggiore rispetto al 2017 (+12%), rispetto ai due segmenti prima citati (es. Home & Building +7,6%): solo +4%, accentuando l’effetto di decelerazione dell’intero mercato. Le soluzioni di efficienza energetica maggiormente adottate nel comparto industriale sono state i www.casaeclima.com    n.81

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ENERGY EFFICIENCY REPORT 2019

IL QUADRO NORMATIVO Le normative analizzate nel Rapporto sono: il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica (Decreto Legislativo n.102/2014); il Decreto Certificati Bianchi (Decreto Ministeriale 10 luglio 2018); il Decreto Energivori (Decreto Ministeriale 21 dicembre 2017); le Diagnosi energetiche (Decreto Legislativo n.102/2014); il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio 2016/0375), senza dimenticare il Piano Industria 4.0, che ha avuto un peso molto rilevante sia negli investimenti già effettuati, sia nella propensione a investire. Il Decreto Certificati Bianchi è giudicato positivamente perché ha contribuito a stabilizzare i prezzi dei TEE sul mercato, mentre l’efficientamento energetico è stato colpito duramente dal Decreto Energivori che, abbassando il costo dell’energia, ha favorito produttività e crescita delle imprese a scapito dell’ottimizzazione dei consumi.

sistemi di combustione efficiente e la cogenerazione, con investimenti rispettivamente di 459 e 443 milioni di euro, che rappresentano il 40% di quanto speso nel settore, nonostante risultino in forte calo rispetto al 2017: -7% il primo, e -24% il secondo, sicuramente a causa dell’effetto negativo del Decreto Energivori. Si nota, però, un incremento molto significativo degli investimenti sul processo produttivo (+50%), dovuto forse all’onda lunga degli effetti positivi del Piano Industria 4.0. Crescono ancora gli investimenti nei Sistemi di Gestione dell’Energia (SGE): 129 milioni di euro (+28%), un risultato che deriva dall’obbligo dell’audit energetico, ma è segno di come le imprese tendano ad avere un approccio olistico all’efficientamento energetico e non più focalizzato sui singoli interventi. Sempre più spesso, inoltre, gli interventi in ambito industriale affiancano quelli in componenti hardware e tecnologie software legati alla digital energy.

PROPENSIONE AGLI INVESTIMENTI NELL’INDUSTRIA L’analisi 2019 ha riguardato un campione rappresentativo dei sette principali settori industriali, che coprono il 65,5% dei consumi elettrici e il 63% 22

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di quelli di gas naturale dell’intero comparto. L’86% degli intervistati dichiara di aver implementato investimenti in efficienza energetica nel corso del 2018: solo il 60% dei soggetti non obbligati ha eseguito la diagnosi energetica contro il 91% di chi non poteva esimersi. Le barriere agli investimenti che risultano ancora oggi più critiche sono l’incertezza sul quadro normativo e gli eccessivi tempi di ritorno dell’investimento, sia per le grandi imprese, sia per le PMI. Le aziende che pensano di aumentare gli investimenti sono diminuite (dal 56% del 2017 al 31%), mentre sono in aumento sia quelle che prevedono un calo (dal 5 all’11%), sia quelle che non prevedono particolari cambiamenti (dal 31


al 56%). Più della metà delle imprese campione (57%) ha deciso di investire sul processo produttivo per aumentarne l’efficienza energetica. Molti gli interventi per l’illuminazione (49%) e limitati, invece, quelli per la cogenerazione e per i sistemi di combustioni efficienti (sotto il 25%), che, invece, sono le prime 2 voci in termini di investimenti. Per la prima volta si è poi misurata la presenza in termini percentuali delle tecnologie digital: sensori, attuatori e PLC risultano essere presenti al 100% nel campione delle grandi imprese, ma non sempre vengono utilizzati per ridurre i consumi, bensì solo per aumentare la produttività, sottoutilizzando le loro potenzialità.

MODALITÀ DI INVESTIMENTO Ancora nel 2018, il 75% delle imprese che ha investito in efficienza energetica ha preferito gestire internamente gli interventi, evitando di ricorrere a un soggetto esterno. Le soluzioni di natura integrata, con una parte hardware e una software, sono di gran lunga quelle più adottate (74% del campione), mentre appena nel 26% dei casi si preferisce l’intervento su una sola delle due componenti. In genere, le imprese che effettuano investimenti self-made si rivolgono a fornitori di hardware – che risultano i principali attori (46%) anche per gli interventi con contratti di servizio (al 100% di natura integrata) –, seguiti dalle ESCo (29%), dai software provider (11%) e da utility e società di facility management (7%), purché abbiano come business core l’efficienza energetica e non la produzione e la fornitura di tecnologia. Negli interventi effettuati con contratti di servizio, invece, si posizionano al primo posto le ESCo (28%), seguite dai fornitori di tecnologia hardware (24%) e dai software provider (20%).

SCENARI DI SVILUPPO È possibile ipotizzare tre diversi scenari di sviluppo. Nel primo – definito “as is” – le condizioni non si modificheranno: verrà confermato un trend positivo per gli investimenti, nonostante le incertezze sul quadro normativo, con un incremento dell’utilizzo del Piano Industria 4.0 e non ultimo l’audit energetico 2019 avrà un impatto positivo. Il secondo è “ottimistico”: la pubblicazione delle nuove Linee Guida settoriali per i TEE contribui-

ranno a una maggiore chiarezza nel mercato dei Certificati Bianchi; di rimando il Piano Industria 4.0 verrà pienamente utilizzato dal settore che trainerà un aumento generale degli investimenti, arrivando così a netto miglioramento delle sinergie tra gli operatori. Nell’ultimo scenario, quello “vincolato” – nel caso in cui la tendenza di crescita subirà un arresto e gli investimenti si stabilizzeranno sulle cifre del 2018 – rimarrà una forte incertezza sull’evoluzione futura del mercato dei TEE, nonché la conferma dell’impatto negativo del Decreto Energivori con un conseguente ribasso degli investimenti. In base a questi tre andamenti, il potenziale di mercato atteso nel periodo 2019-2022 per l’ottimizzazione energetica nel comparto industriale oscilla tra i 9,84 miliardi dello scenario “vincolato” e gli 11,95 di quello “ottimistico”, con un volume d’affari medio annuo tra i 2,5 e i 3 miliardi. Il tasso di crescita nell’industria sarà inferiore a quello totale e andrà a discapito di tecnologie come la cogenerazione – disincentivata dalla normativa vigente – eppure fondamentale per lo sviluppo dell’efficienza energetica nell’industria. www.casaeclima.com    n.81

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RISCHIO SISMICO

Nuovi strumenti e strategie per il progettista Le NTC-18 e la relativa Circolare si pongono in ideale continuità con i contenuti tecnici del Sismabonus per coglierne al meglio le opportunità offerte in ambito tecnico, ma anche economico a cura di PATRIZIA RICCI 24

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a classificazione del rischio sismico delle costruzioni è una delle novità più importanti dell’ultimo periodo in ambito edilizio e apre prospettive molto interessanti. La conseguenza più significativa si avrà in termini di prevenzione e, quindi, di riduzione del rischio sismico: l’attribuzione di una classe sismica consente infatti un’immediata comprensione del rischio a cui è soggetto l’edificio e le persone che lo occupano. Altrettanto fondamentale ai fini della sensibilizzazione sui temi della sicurezza è l’applicazione del cosiddetto Sismabonus, dato che sono circa 6.000 i comuni italiani in cui è possibile beneficiare degli incentivi fiscali. L’assegnazione di una data classe di rischio influirà anche sul valore economico dell’edificio, ma non c’è solo il beneficio immediato, che passa dallo sconto fiscale: l’impatto dei bonus per l’edilizia va misurato anche guardando alla valorizzazione del patrimonio immobiliare. In questo articolo esamineremo le linee guida approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e il Decreto che le rende operative; inoltre, approfondiremo i due distinti metodi di valutazione della classe di rischio considerando l’applicabilità di Sismabonus ed Ecobonus. Le NTC-18 e la relativa Circolare si pongono in ideale continuità con i contenuti tecnici del decreto cosiddetto “Sismabonus” per coglierne al meglio le opportunità offerte in ambito tecnico ma anche e soprattutto economico.

LA CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO SISMICO Con la legge del 12 dicembre 2016 n.232, ovvero la Legge di bilancio 2017, si è introdotta la possibilità, sia per le persone fisiche che per le società, di ottenere il cosiddetto “Sismabonus”, cioè di detrarre dai redditi una quota delle spese sostenute per gli interventi antisismici sugli edifici esistenti destinati ad abitazioni o ad attività produttive situati nelle zone sismiche 1, 2, 3. Si è inoltre ampliata la finestra temporale per la detrazione d’imposta, estesa fino al 31 dicembre 2021; è stato ridotto da 10 a 5 anni il periodo nel quale “spalmare” il credito d’imposta, inserite nella detrazione d’imposta anche per le spese tecniche per la classificazione e verifica sismica degli immobili; ed è stata consentita la cessione del credito d’imposta – oltre che alle imprese di costruzioni – anche a soggetti terzi (purché privati e comunque non a istituti di credito). Il decreto prevede due allegati A e B – rispettivamente le “Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni” e il “Modello per asseverazione” – in cui sono contenute le modalità per l’attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi effettuati. Di fatto le linee guida integrano il DPR 380 attraverso la definizione asseverata della classe di rischio pre e post intervento che deve essere allegata alla segnalazione certificata di inizio attività. Al termine dei lavori, DL e collaudatore attestano la conformità delle opere, con l’asseverazione necessaria per l’ottenimento del Sismabonus. Il provvedimento individua otto classi di Rischio Sismico per valutare le costruzioni, mediante un unico parametro che tiene conto della sicurezza e degli aspetti economici, che vanno da A+ (corrispondente al rischio minore), A, B, C, D,

E, F fino a G (corrispondente al rischio maggiore). Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per gli interventi antisismici spetta una detrazione di imposta “premiante” calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare che, a seconda della riduzione della classe di rischio, va da un minimo del 50% per gli interventi di rafforzamento locale, non sufficienti a conseguire un sensibile miglioramento sismico dell’edificio (nessun incremento di classe), al 70% per l’aumento di una classe e 80% in caso di miglioramento di due o più classi. Le percentuali sono maggiorate al 75% e 85% per gli interventi sulle parti comuni di edifici condominiali. A decorrere dal 1° gennaio 2017, in luogo della detrazione, i soggetti beneficiari possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito.

A differenza dell’Ecobonus possono accedere all’EcoSimabonus anche gli IACP e le società immobiliari per interventi su immobili concessi in locazione (Ag. Entrate Risoluzione 22/E 2018)

LA CLASSE DI RISCHIO La determinazione della classe di appartenenza di un edificio può essere condotta secondo due metodi tra loro alternativi, l’uno convenzionale e l’altro semplificato, quest’ultimo con un ambito applicativo limitato. Il metodo convenzionale, concettualmente applicabile a qualsiasi tipologia di costruzione, è basato sull’applicazione dei normali metodi di analisi previsti dalle attuali Norme Tecniche e consente la valutazione della Classe di Rischio della costruzione sia nello stato di fatto sia nello stato conseguente all’eventuale intervento. Il metodo semplificato consente di attestare il passaggio di una sola classe di rischio è applicabile sia per gli edifici in muratura che per gli in c.a ma in questo solo limitatamente a quelli aventi i telai nelle due direzioni. Per la determinazione della Classe di Rischio con il metodo convenzionale si fa riferimento a due parametri: (i) la Perdita Annuale Media attesa (PAM), che tiene in considerazione le perdite economiche associate ai danni agli elementi, strutturali e non, riferite al costo di ricostruzione (CR) dell’edificio privo del suo contenuto, e (ii) l’indice di sicurezza (IS-V) della struttura, definito come il rapporto in percentuale tra l’accelerazione di picco al suolo (PGA, Peak Ground Acceleration) che determina il raggiungimento dello Stato Limite di salvaguardia della Vita1 (SLV), e la PGA che la norma indica, nello specifico sito in cui si trova la costruzione e per lo stesso stato limite, come riferimento per la progettazione di un nuovo edificio. L’indice di sicurezza (IS-V) della struttura è meglio www.casaeclima.com    n.81

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RISCHIO SISMICO

noto ai tecnici con la denominazione di “Indice di Rischio”2. Nel caso degli edifici, la Classe di Rischio associata alla singola unità immobiliare coincide con quella dell’edificio. Caso più articolato, ovviamente, è quello relativo agli aggregati edilizi in cui l’individuazione dell’unità strutturale è più complessa e per la quale, per semplicità, può farsi riferimento al metodo semplificato.

ASSEVERAZIONE DELLA CLASSIFICAZIONE SISMICA

CLASSIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI ANTISISMICI Le Norme Tecniche per le costruzioni – NTC 2018 individuano tre distinte categorie di intervento: ■■ Interventi di riparazione – interventi locali: sono limitati ad uno o più elementi strutturali per migliorarne la resistenza e/o la duttilità; il progetto e la valutazione della sicurezza riguarderà esclusivamente gli elementi interessati evidenziandone le carenze e dimostrerà di non modificare il comportamento della struttura nel suo insieme né di ridurre i livelli di sicurezza preesistenti. Tali interventi non sono soggetti a collaudo statico. ■■ Interventi di miglioramento: sono volti ad aumentare la sicurezza strutturale di un livello pari almeno al 10% dell’azione sismica a cui è assoggettata la struttura; il progetto, la valutazione della sicurezza e la relazione di calcolo interesseranno la struttura nel suo insieme comprendendo sia gli elementi in elevazione che le fondazioni. ■■ Interventi di adeguamento: sono volti ad aumentare la sicurezza strutturale al fine di raggiungere livelli di sicurezza compatibili con quella di una struttura di nuova realizzazione. L’intervento di adeguamento è obbligatorio nei seguenti casi: sopraelevazione, ampliamento, cambi di destinazione d’uso che comportino incremento dei carichi verticali gravanti in fondazione superiore al 10% di quelli originariamente previsti, o per cambio di classe d’uso da IIa a IIIa (solo per edifici scolastici) o da IIIa a IVa.

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Il progettista dovrà asseverare, seguendo le metodologie indicate nell’Allegato A e con il modello predisposto nell’Allegato B, la classe di rischio dell’edificio prima dei lavori e quella conseguibile dopo l’esecuzione del progetto. L’asseverazione e il progetto di miglioramento sismico dovranno essere presentati unitamente alla SCIA. “La non contestuale/tardiva allegazione del progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico contenente l’asseverazione non consente l’ottenimento dei benefici fiscali” (Ag. Entrate, Risp. 64/2019). Ultimati i lavori, il direttore dei lavori e il collaudatore statico dovranno attestare la conformità degli interventi realizzati al progetto depositato.

CUMULABILITÀ DEL SISMABONUS Gli interventi di ristrutturazione, qualora necessari al completamento dell’opera e se realizzati contestualmente ai lavori di miglioramento sismico, sono cumulabili con il Sismabonus nel limite della spesa ammissibile dei 96.000 euro a unità immobiliare; vige il principio a suo tempo espresso dall’Agenzia delle Entrate per altri bonus edilizi (circolare n. 57/E/1998) per cui l’intervento di natura superiore ha carattere assorbente rispetto a quelli di natura inferiore.

INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA: ECOBONUS Hanno invece un autonomo limite di spesa, in quanto fruiscono di bonus autonomi, gli interventi di riqualificazione energetica quali: la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento, il miglioramento

La verifica dello stato limite di salvaguardia della vita è volta a minimizzare il rischio di perdite umane ma è bene tener presente che tale rischio non può mai ridursi a zero, così come anche con il raggiungimento dello stato limite di danno si potrebbero verificare, seppur in maniera assai più episodica, delle perdite umane. 2 L’indice di rischio è stato introdotto dalla Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3362/2004 (GU n. 165 del 16-7-2004), e indicato come αu, al fine di modulare i finanziamenti statali per gli interventi di riduzione della vulnerabilità sismica delle costruzioni. 26

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termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre), l’installazione di pannelli solari, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori. Il miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva dovrà essere asseverata dal tecnico abilitato con lo specifico attestato di prestazione energetica (APE) , e trasmesso ad ENEA tramite apposita piattaforma web. Per i condomini l’importo massimo complessivo è di 40.000 € ad unità immobiliare con la detrazione di imposta del 70–75% a seconda della prestazione energetica raggiunta, da ripartire in 10 quote annuali. Il credito è cedibile all’impresa appaltatrice, ai fornitori o alle ESCO.

di 136.000 euro a unità immobiliare. Detraibilità del credito in 10 anni e cessione con le medesime modalità dell’Ecobonus. Con il Decreto Crescita (D.L 30.4.2019 - Art.10) l’EcoSimabonus diventa ancora più conveniente grazie alla possibilità di avvalersi, in luogo dell’utilizzo diretto del credito d’imposta, di uno sconto di pari importo offerto dal “fornitore dell’intervento” da recuperare in cinque anni (Norma contestata da diverse associazioni di categoria, tra cui Finco | bit.ly/2IMBv6Q). In data 31 luglio 2019 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento attuativo per avvalersi dell’opzione sconto in fattura per la detrazione spettante come credito d’imposta.

INTERVENTI COMBINATI Dal 2018 è possibile cumulare Ecobonus e Sismabonus (c.d. EcoSimabonus) per attuare interventi integrati di efficientamento energetico e miglioramento sismico. Sono previste detrazioni d’imposta premianti (80–85%) in funzione del miglioramento di uno o due classi di rischio; la detrazione massima viene calcolata sulla base

Fonti: Sismabonus – Decreto Ministeriale 7 marzo 2017 n. 65 e i relativi allegati: “Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni” (Allegato A) e “Modello per asseverazione” (Allegato B).

Si ringrazia l’ingegner Giuseppe Cersosimo per aver fornito testi e informazioni indispensabili per la realizzazione dell’articolo

Cambia la grafica, ma non l’informazione

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APPALTI PUBBLICI VERDI

Cosa sono GPP, PAN e CAM? Scopriamo insieme il significato di questi acronimi e il loro campo di attuazione in riferimento a pavimentazioni a base di legno DOMENICO ADELIZZI

I

l primo acronimo che vogliamo prendere in considerazione è GPP (Green Public Procurement), uno strumento di politica ambientale che intende favorire lo sviluppo di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale. In altre parole, fare “acquisti verdi” contribuendo in modo decisivo al raggiungimento degli obiettivi delle principali strategie europee, come quella sull’uso efficiente delle risorse o quella sull’Economia Circolare. Il GPP corrisponde all’approccio in base al quale una Pubblica Amministrazione tiene conto dei criteri ambientali in tutte le fasi del processo per l’acquisto di prodotti e di servizi. Attuare una strategia di GPP significa prediligere l’acquisto di prodotti e servizi che hanno un impatto ambientale ridotto per tutto il loro ciclo di vita rispetto ad altri utilizzati per lo stesso scopo. Le Pubbliche Amministrazioni, nel

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loro ruolo sia di clienti che di consumatori, possono avere una forte capacità di orientare il mercato, cosicché il GPP si configura come un valido strumento per favorire la crescita del “mercato verde” attraverso l’inserimento di criteri di preferibilità ambientale nelle procedure d’acquisto. L’utilizzo delle procedure del GPP è sostenuto anche dall’Unione Europea e in Italia tramite l’adozione del cosiddetto “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione”, noto con l’acronimo PAN-GPP. Il piano definisce gli obiettivi nazionali, identifica le categorie dei beni e dei servizi per i quali definire i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e fornisce le linee d’indirizzo per gli Enti Pubblici per promuovere l’adozione del GPP. Il tutto facilitato dalla Legge 221/2015 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green


identificare le funzioni competenti per l’attuazione del GPP coinvolte nel processo d’acquisto; ■■ redigere il programma interno per implementare le azioni in ambito GPP. In particolare, invita le Province e i Comuni a promuovere interventi di efficienza energetica presso gli edifici scolastici di competenza. Il PAN-GPP prevede, infine, un monitoraggio annuale per verificarne l’applicazione, con relativa analisi dei benefici ambientali ottenuti e delle azioni di formazione e divulgazione da svolgere sul territorio nazionale. Il Piano d’Azione Nazionale per il GPP (PAN-GPP) si rivolge a tutte i soggetti pubblici nazionali e locali, tra cui: Amministrazioni centrali dello Stato e loro Agenzie, Enti pubblici territoriali (Regioni, Province, Comuni, Città Metropolitane, Comunità Montane), Asl e aziende ospedaliere, Enti Parco Nazionali e Regionali, le Università, gli Enti di ricerca, le scuole, gli enti, le società e le imprese che offrono servizi di trasporto pubblico locale. Per ogni categoria merceologica indicata, sono e saranno sempre più definiti i cosiddetti criteri ambientali minimi che tutti gli enti pubblici potranno inserire nelle proprie procedure di acquisto per attuare i GPP.

economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” che dedica il Capo IV alle disposizioni per i GPP. Le ragioni affinché Pubbliche Amministrazioni e gli Enti nazionali o locali adottino il GPP sono: ■■ alta entità del volume degli acquisti che, con la conseguente capacità di influenzare il mercato, rende gli Enti pubblici, i maggiori consumatori. Si stima che essi spendano circa 2 trilioni di euro l’anno e, in base a ciò, si può avere un’idea del ruolo che gli Enti Pubblici giocano come consumatori e di quali effetti possa avere sul mercato interno l’adozione di criteri d’acquisto ecologici da parte di soggetti così rilevanti; ■■ opportunità per le Pubbliche Amministrazioni e/o Enti locali di applicare buone pratiche ambientali che facilitino e inneschino un processo virtuoso di miglioramento ambientale ed essere un buon esempio a imprese e cittadini. In estrema sintesi, adottare il GPP significa sostenere sia la domanda sia l’offerta ecologica perché il GPP ha la capacità di influenzare il mercato e quindi anche i soggetti privati che operano intorno ad esso come imprese e altri consumatori, favorendo in questo modo l’integrazione delle considerazioni ambientali nelle politiche di tutti i settori.

■■

COS’È IL PAN

La sigla CAM indica i Criteri Ambientali Minimi, ossia tutti i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato. I criteri ambientali minimi, sono definiti nell’ambito di quanto stabilito dal Piano d’Azione Nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi del settore per la pubblica

PAN è l’acronimo di Piano d’Azione Nazionale e ha come obiettivo quello di promuovere la diffusione del GPP presso gli enti pubblici cercando di favorire le condizioni necessarie per far sì che il GPP possa dispiegare in pieno le sue potenzialità per il miglioramento ambientale. Il Piano d’Azione Nazionale ha lo scopo di diffondere il GPP attraverso: ■■ coinvolgimento dei soggetti rilevanti per il GPP a livello nazionale; ■■ diffusione del GPP presso le Pubbliche Amministrazioni e gli altri enti pubblici o privati, con attività divulgative e di formazione; ■■ definizione per prodotti, servizi e lavori identificati come prioritari per gli impatti ambientali e i volumi di spesa, con indicazioni metodologiche per la costruzione di processi di acquisto; ■■ individuazione dei criteri ambientali sostenibili da inserire nei capitolati di gara; ■■ definizione degli obiettivi nazionali, da raggiungere e ridefinire ogni tre anni; ■■ monitoraggio sulla diffusione del GPP e analisi dei benefici ambientali ottenuti. Il PAN, insieme al GPP, fornisce un quadro generale ed è in grado di definire gli obiettivi nazionali, identificando le categorie di beni, servizi e lavori di intervento prioritarie per gli impatti ambientali stabilendo cosiddetti criteri ambientali minimi in base agli alti volumi di spesa. Inoltre, il PAN prescrive specifiche prescrizioni per gli enti pubblici, che sono chiamati a: ■■ eseguire un’analisi dei propri fabbisogni con l’obiettivo di razionalizzare i consumi e favorire la dissociazione tra sviluppo economico e il degrado ambientale;

COSA SONO I CAM?

IL MARCHIO ECOLABEL PER GLI ELEMENTI DI LEGNO PER LE PAVIMENTAZIONI Per le pavimentazioni a base di legno, il Regolamento Europeo prescrive i seguenti criteri da adottare per ottenere il marchio: ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■

Materie prime Uso di sostanze pericolose Processo di produzione Gestione dei rifiuti Fase d’uso Emissione di sostanze pericolose. Emissioni di composti organici volatili (VOC) Imballaggio Idoneità all’uso Informazioni per i consumatori Informazioni da riportare sul Marchio di Qualità Ecologica Ecolabel

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APPALTI PUBBLICI VERDI

amministrazione e sono adottati con Decreto del Ministro dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del mare. La loro applicazione sistematica e omogenea consente di diffondere le tecnologie ambientali e i prodotti preferibili dal punto di vista ambientali e produce un effetto leva sul mercato, inducendo gli operatori economici meno virtuosi ad adeguarsi alle nuove richieste della pubblica amministrazione. In Italia, l’efficacia dei CAM è assicurata dall’art.n°18 della Legge 221/2015 e, poi, all’art. 34 con titolo: “Criteri di sostenibilità energetica e ambientale” del D.lgs. 50/2016 “Codice degli appalti” (modificato dal D. Lgs 56/2017), che ne hanno resa obbligatoria l’applicazione da parte di tutte le stazioni appaltanti. L’obbligo, garantisce che la politica nazionale in materia di appalti pubblici verdi sia incisiva non solo nell’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali,

ma anche con l’obiettivo di promuovere modelli di produzione e consumo più “sostenibile” più “circolare” e nel diffondere l’occupazione “verde”. Oltre alla valorizzazione della qualità ambientale e al rispetto dei criteri sociali, l’applicazione dei CAM risponde anche all’esigenza della Pubblica Amministrazione di razionalizzare i propri consumi, riducendone – ove possibile – la spesa. Come si evince dalla Tabella 1, a tutt’oggi sono stati adottati CAM per 17 categorie di forniture e affidamenti e l’obiettivo della norma è di avviare un processo virtuoso in cui gli appalti pubblici (in futuro anche quelli privati) divengano strumento utile alla riduzione degli impatti ambientali promuovendo il ricorso a modelli di produzione e consumi sostenibili, di tipo circolare, tenendo conto delle disponibilità di mercato.

TABELLA 1. Settori merceologici con i CAM in vigore (D.M. 11 ottobre 2017) SETTORE MERCEOLOGICO ARREDI PER INTERNI ARREDO URBANO AUSILI PER L’INCONTINENZA CALZATURE DA LAVORO E ACCESSORI IN PELLE

Fornitura e servizio di noleggio di arredi per interni Acquisto di articoli per l’arredo urbano Forniture di ausili per l’incontinenza Forniture di calzature da lavoro non DPI e DPI, articoli e accessori in pelle. Acquisto di carta per copia e carta grafica.

CARTA CARTUCCE PER STAMPANTI

Forniture di cartucce toner e a getto di inchiostro e affidamento del servizio integrato di ritiro e fornitura di cartucce toner e a getto di inchiostro

APPARECCHIATURE INFORMATICHE DA UFFICIO

Fornitura di attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio (pc portatili, Pc da tavolo, stampanti, fotocopiatrici, apparecchiature multifunzione, per ufficio) Affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici.

EDILIZIA ILLUMINAZIONE PUBBLICA (fornitura e progettazione)

Acquisizione di sorgenti luminose per illuminazione pubblica, l’acquisizione di apparecchi per illuminazione pubblica, l’affidamento del servizio di progettazione di impianti per illuminazione pubblica

ILLUMINAZIONE PUBBLICA (servizio)

Servizio di illuminazione pubblica

ILLUMINAZIONE, RISCALDAMENTO/ RAFFRESCAMENTO PER EDIFICI

Affidamento servizi energetici per gli edifici, servizio di illuminazione e forza motrice, servizio di riscaldamento/raffrescamento

PULIZIA PER EDIFICI RIFIUTI URBANI RISTORAZIONE COLLETTIVA SANIFICAZIONE STRUTTURE SANITARIE

Affidamento del servizio di pulizia e per la fornitura di prodotti per l’igiene Affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani Servizio di ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari Affidamento del servizio di sanificazione per le strutture sanitarie e per la fornitura di prodotti detergenti

TESSILI

Forniture di prodotti tessili

VEICOLI

Acquisizione dei veicoli adibiti al trasporto su strada)

VERDE PUBBLICO

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ARGOMENTI

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Affidamento del servizio di gestione del verde pubblico, acquisto di ammendanti, piante ornamentali, impianti di irrigazione


Tra gli obiettivi che i CAM devono assolvere, si ricorda: 1. mantenimento della permeabilità dei suoli; 2. sistemazione delle aree verdi; 3. corretto inserimento naturalistico e paesaggistico; 4. nel progetto edilizio con i CAM dovranno essere assicurati il risparmio idrico, il maggior ricorso all’illuminazione naturale e l’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili. I CAM per l’edilizia e per le pavimentazioni prescrivono che i materiali utilizzati nell’edificio abbiano i seguenti requisiti generali: a. almeno il 15% in peso sul totale dei materiali utilizzati deve essere di materiali composti con materia recuperata o riciclata; b. almeno il 70% dei rifiuti non pericolosi derivanti dalla demolizione e rimozione deve essere sottoposto a un processo di riuso recupero e riciclo; c. non sono ammesse sostanze dannose per l’ozono. Gli elementi edilizi devono poter esser sottoposti alla demolizione selettiva ed essere riciclabili o riutilizzabili. I criteri ambientali sono definiti “minimi” perché indicano le azioni basilari che caratterizzano scelte ambientalmente sostenibili per le quali si prevede la possibilità di introdurre criteri più avanzati da parte degli enti già operativi in materia di GPP o in grado di accedere a un’offerta ambientale più ampia e, secondo il PAN-GPP, essi dovranno avere le seguenti caratteristiche:

Il GPP ha la capacità di influenzare il mercato e quindi anche i soggetti privati che operano intorno a esso, favorendo così l’integrazione delle considerazioni ambientali nelle politiche di tutti i settori ■■ ■■ ■■ ■■

essere scientificamente validi; essere verificabili da parte di un ente verificatore; essere realizzabili da parte delle imprese offerenti; essere concepiti per fornire un quadro di riferimento utile sia per le stazioni appaltanti e sia per il mercato con l’obiettivo di stimolare i settori coinvolti nell’innovazione ambientale.

Per le pavimentazioni e i rivestimenti di legno Al punto 2.4.2.10 del D.M. avente titolo “pavimenti e rivestimenti”, si scrive che i prodotti utilizzati per le pavimentazioni e i rivestimenti devono essere conformi ai criteri ecologici e prestazionali previsti dalle decisioni 2010/18/CE30, 2009/607/CE31 e 2009/967/ CE32 e loro modifiche e integrazioni, relative all’assegnazione del

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APPALTI PUBBLICI VERDI

TABELLA 2. CAM applicabili al comparto delle pavimentazioni a base di legno Caratteristica

Requisiti e documentazione probante

Emissioni di formaldeide pannelli elementi

Il prodotto deve essere meno di 0,080 mg/m3, ossia inferiore al 65% del valore previsto per essere classificati come E1 secondo la norma EN 13986 allegato B. Sono presunti conformi anche i prodotti certificati CARB secondo la norma ATCM 93120 e Classe F****, secondo la norma JIS A 1460.

Contenuto di Composti Organici Volatili (COV)

Nei prodotti vernicianti utilizzati non deve superare il 5 % peso/peso misurato secondo la norma ISO 11890-2. Per il contenuto di COV nei prodotti vernicianti devono esserci i rapporti di prova eseguiti ai sensi della norma ISO 11890-2 rilasciati da un organismo di valutazione della conformità commissionato o dagli offerenti o dai loro fornitori di materiale. Nel caso la stazione appaltante inserisca nel capitolato di gara il criterio di aggiudicazione “3.4.1 Emissione di composti organici volatili”.

Sostenibilità e legalità del legno

Il materiale/prodotto a base di legno o contenenti elementi di origine legnosa, deve provenire da boschi/foreste gestiti in maniera sostenibile/responsabile o essere costituito da legno riciclato. Il rispetto del criterio è la certificazione del prodotto, rilasciata da organismi di valutazione della conformità, che garantisca il controllo della “catena di custodia” in base alla provenienza legale della materia prima legnosa e da foreste gestite in maniera sostenibile/responsabile, quali quella FSC o PEFC o altro equivalente.

Disassemblabilità

Il prodotto deve essere progettato in modo tale da permetterne il disassemblaggio al termine della vita utile, affinché le sue parti e componenti, come alluminio, acciaio, vetro, legno e plastica possano essere riutilizzati, riciclati o recuperati. Si dovrà fornire una scheda esplicativa o uno schema di disassemblaggio che illustri il procedimento di disassemblaggio che deve consentire la separabilità manuale degli elementi costituiti da materiali diversi. L’imballaggio deve essere costituito da materiali facilmente separabili a mano in parti costituite da un solo materiale (es. cartone, carta, plastica, legno e così via) riciclabile e/o costituito da materia recuperata o riciclata. L’imballaggio deve essere costituito per almeno l’80% in peso da materiale riciclato se in carta o cartone, per almeno il 60% in peso se in plastica.

Imballaggio

Emissione di composti organici volatili

L’emissione di sostanze organiche volatili (COV) dei prodotti finiti o manufatti non deve superare i 500 μg/m3 dopo 28 giorni per i COV totali. Si dovrà fornire un rapporto di prova secondo il metodo ISO 16000-9 o metodi analoghi. Tali test dovranno essere eseguiti presso un organismo di valutazione della conformità avente nello scopo di accreditamento le norme tecniche di prova oggetto dei requisiti.

marchio comunitario di qualità ecologica – Ecolabel. Il decreto cita e rende comprensibile il caso delle piastrelle, ma non quello delle pavimentazioni a base di legno. Questo non vuol dire che doghe, listoni e altri tipi di elementi non possiedano specifici CAM; basta vedere la Tabella 2 per capire che le specifiche tecniche sono state stabilite anche per il legno di provenienza legale e per l’emissione della formaldeide per i pannelli utilizzati come supporto di elementi multistrati, per la disassemblabilità del prodotto al termine del ciclo di vita e in merito all’imballaggio. Ricordiamo che la certificazione europea Ecolabel è in vigore da anni per gli elementi di legno per pavimentazioni.

sull’ambiente lungo tutto l’intero ciclo di vita. Un approccio che, per ora, è messo in atto dalle Pubbliche Amministrazioni e che, però, anche le aziende private possono adottare: non solo perché acquisiscono punti se vogliono vendere i propri prodotti alle Pubbliche Amministrazioni e agli Enti pubblici nazionali, regionali e locali, ma perché fa bene al pianeta e a tutti noi.

BIBLIOGRAFIA ■■

CONCLUSIONI La Commissione Europea ha definito i GPP, i PAN e i CAM come strumenti di supporto utili e in base ai quali si integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto. In questo modo incoraggia la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, con la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile 32

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www.minambiente.it/pagina/i-criteri-ambientali-minimi http://biblus.acca.it/aggiornati-i-criteri-ambientali-minimi-perledilizia-in-vigore-dal-7-novembre/ www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2017/01/28/23/sg/pdf www.accredia.it/app/uploads/2017/12/I_criteri_ambientali_minimi_ Come_affrontare_le_problematiche_connesse_alla_verifica_di_ conformita_Rifici.pdf www.ecolabel.eu


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SIMULAZIONE E CONFRONTO

Crisi energetica, le Isole minori alla ricerca di una strategia sostenibile Come ridurre consumi e sovraccarichi della rete elettrica dovuti all’utilizzo di scaldabagni elettrici per la produzione di acqua calda sanitaria. Il caso di Lampedusa GIULIANA LEONE

L

e isole minori presenti nel territorio italiano, non connesse alla rete elettrica nazionale, sono sul fronte energetico un tema di grande attualità. Si tratta, infatti, di piccole comunità i cui consumi, inclusa climatizzazione e produzione di Acqua Calda Sanitaria (ACS), sono prevalentemente elettrici. In tali isole, piccole utility locali provvedono alla produzione e distribuzione dell’energia attraverso un sistema basato interamente – o quasi – su fonti fossili. Al fine di promuovere il ricorso alle fonti rinnovabili per la copertura del fabbisogno energetico delle utenze e favorire la riduzione della produzione di energia elettrica da fonte fossile, nel 2017 il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato un decreto volto a fissare obiettivi specifici isola per isola (Dm 14/02/2017).

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È facilmente intuibile come nelle realtà isolane, considerati il diverso stile di vita e la forte vocazione turistica, l’andamento dei consumi a scala territoriale differisca rispetto a quanto rilevabile nel resto della nazione e mostri una variabilità stagionale molto accentuata. Per questo motivo, il lavoro svolto ha preliminarmente richiesto un’analisi dei consumi elettrici di un campione di utenze residenziali attraverso la somministrazione di questionari, la valutazione dei dati di consumo da bolletta e, soprattutto, il monitoraggio di alcune delle utenze. Di particolare rilievo è risultato che il consumo dovuto agli scaldacqua elettrici è mediamente circa il 30% (con valori giornalieri in alcuni casi prossimi al 50%) del consumo elettrico totale dell’utente. Alla luce di questo risultato, la ricerca di una soluzione impiantistica alter-


nativa per la produzione di ACS si è configurata come un importante intervento di retrofit che – se esteso a un numero significativo di famiglie – oltre a consentire un risparmio per la singola utenza, è in grado di ridurre la produzione locale delle centrali elettriche e il picco di carico giornaliero. Sulla base di queste osservazioni, ci si è posti due quesiti fondamentali: ■■ il ricorso a tecnologie più efficienti quanto può influire sui consumi elettrici per la produzione di ACS? ■■ Come influisce l’utilizzo di queste tecnologie sulla riduzione della produzione elettrica da fonti fossili e sulla gestione della rete?

LO STUDIO All’interno dell’Accordo di Programma di Ricerca di Sistema Elettrico, un gruppo di lavoro del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo (i prof. ri M. Beccali, M.G. Ippolito, V.Lo Brano, G. Zizzo e i ricercatori ing. M. Bonomolo, G. Ciulla, P. Finocchiaro, G. Leone, R. Musca) – insieme ai ricercatori dell’ENEA di Palermo (ing. B. Di Pietra e F. Monteleone) e dell’Osservatorio Climatico ENEA di Lampedusa (Dott. D.M. Sferlazzo) – ha affrontato lo studio dell’efficientamento energetico delle principali isole minori italiane. Grazie alla collaborazione offerta dalla S.EL.I.S. S.p.a., utility locale rappresentata dall’arch. A. Catania, particolare attenzione è stata rivolta all’Isola di Lampedusa. Per ottenere valutazioni attendibili, si sono impiegati modelli di simulazione in regime dinamico, sulla base delle reali condizioni climatiche e di esercizio. Utilizzando, quindi, i dati di consumo monitorati,

FIGURA 1. Profilo orario della frequenza di accensione dello scaldaacqua elettrico per un’utenza tipo, rielaborazione dei dati monitorati

A

è stato dapprima individuato un profilo orario di prelievo di ACS che rispecchiasse il reale comportamento di una tipica utenza domestica isolana, determinando il volume di acqua richiesto giornalmente, al variare dei mesi nell’anno (Figura 1).

SOLUZIONI ALTERNATIVE Fra le possibili soluzioni tecnologiche, alternative allo scaldacqua elettrico, sono state considerate le pompe di calore del tipo all-in-one aria/acqua dedicate alla sola produzione di ACS, il cui utilizzo consente una riduzione media dei consumi per nucleo familiare pari a circa il 65% rispetto allo scaldacqua elettrico. Ulteriori risparmi possono essere conseguiti nel caso in cui la pompa di calore sia integrata a un impianto solare termico o a un impianto solare fotovoltaico (quest’ultimo, in una prima fase di studio, ipotizzato a servizio dell’intera utenza elettrica). Le simulazioni delle due soluzioni impiantistiche sono state effettuate su nuclei familiari con numero di componenti variabile, quindi con consumi giornalieri di ACS differenti. Si è verificato come, all’aumentare dei volumi di acqua prelevati, i migliori risultati riscontrabili con l’utilizzo dell’impianto solare termico si verificano per utenze con un solo componente. Tali risparmi tendono a equivalersi con i risultati ottenuti attraverso il ricorso all’impianto fotovoltaico (Figura 2A + 2B). Se la singola utenza in questo modo beneficia di un apprezzabile risparmio sui suoi consumi, sul fronte della rete – ipotizzando una totale sostituzione degli scaldacqua elettrici con tecnologia a pompa di calore per nuclei familiari medi (maggiormente rappresentative dell’isola) – si assiste a una riduzione delle perdite del sistema che non trova però corrispondenza in una riduzione del picco di prelievo dell’aggregato di utenze, a causa dei diversi cicli di accensione delle tecnologie confrontate.

B

FIGURA 2A + 2B www.casaeclima.com    n.81

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SIMULAZIONE E CONFRONTO

Si è rilevato utile a quest’ultimo scopo il ricorso a logiche di Demand-Response (DR) che, al fine di ottimizzare il profilo di carico dell’utente, agiscono sui carichi flessibili dell’abitazione (nel caso specifico: lavatrici, lavastoviglie e la stessa pompa di calore) e/o sistemi di accumulo elettrico accoppiati agli impianti fotovoltaici. Si è evidenziato però come, in presenza di una spinta penetrazione della tecnologia fotovoltaica, al superamento di un numero critico di utenze, si assiste a livello di rete al fenomeno del power reverse flow (inversione del flusso di potenza dalla rete di bassa tensione a quella di media tensione – Figura 3) che può essere mitigato, a favore della stabi-

lità della rete, utilizzando logiche DR opportunamente progettate allo scopo. Grazie alle applicazioni di tali logiche di controllo dei carichi elettrici, ma soprattutto dei sistemi di accumulo accoppiati agli impianti fotovoltaici, sono stati messi in luce, attraverso simulazioni effettuate sul modello della rete BT e della rete MT di Lampedusa, riduzioni dei picchi di assorbimento di potenza, delle perdite in rete e delle cadute di tensione.

INTEGRAZIONE CON IL FOTOVOLTAICO

FIGURA 3. Power reverse flow, ottimizzazione del profilo di carico dell’utente. Risultati sul diagramma di carico mediato sul comportamento di 20 abitazioni nei seguenti scenari: SC.1: assenza di azioni di DR e assenza di sistema di accumulo; SC.2: assenza di azioni di DR e sistema di accumulo programmato di default per massimizzare l’autoconsumo da parte dell’utente; SC.3: come nello scenario 2 ma con la presenza di logiche di DR con il solo controllo di lavatrici e lavastoviglie per massimizzare l’assorbimento di potenza negli orari di produzione fotovoltaica; SC.4: come nello scenario 3 ma con la presenza di logiche di DR per il controllo di pompe di calore per ACS, lavatrici e lavastoviglie per massimizzare l’assorbimento di potenza negli orari di produzione fotovoltaica

Approfondendo i benefici dell’integrazione dei sistemi di produzione fotovoltaici con la pompa di calore, sono state ipotizzate varie configurazioni per l’impianto fotovoltaico (vedi Tabella), adesso dimensionati in modo da soddisfare i consumi della sola pompa di calore con l’obiettivo di massimizzare l’autoconsumo dell’energia prodotta, attraverso il ricorso a sistemi di accumulo termico e/o elettrico. In impianti così progettati si è reso anche necessario verificare che le condizioni di comfort per l’utente siano garantite (temperatura di erogazione dell’ACS superiore a 40°C). Con questo obiettivo si è testata una logica di controllo che favorisca il funzionamento dell’intero sistema secondo il principio powerto-heat, agendo sulle impostazioni della temperatura di setpoint dell’accumulo di ACS (Figura 4) in modo da favorire l’accensione della pompa di calore ogni qual volta sia disponibile dall’impianto fotovoltaico (incluso eventuale accumulo elettrico) potenza utile a sostenere il ciclo. Il ricorso a una tale logica si è rivelato tecnicamente utile solo nell’ipotesi di utilizzare un accumulo

FIGURA 4. Schema di funzionamento dell’impianto secondo la logica di controllo power-to-heat 36

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Potenza Potenza Capacità Numero Numero Numero nominale nominale nominale di moduli inverter batterie modulo inverter batteria NMod NInv NBat Pmod PInv CBatt Configurazione 1

3

240 Wp

1

750

2

100 Ah

Configurazione 2

5

240 Wp

1

1500

4

200 Ah

termico da 200 litri insieme a un accumulo elettrico. Gli studi finora condotti hanno permesso di mostrare come un’azione sulla singola utenza, se estesa a un numero significativo di consumatori nel territorio e se ben coordinata attraverso opportune logiche di controllo, possa portare benefici anche a livello dell’intera rete isolana.

TECNOLOGIA FREE SOLAR COOLING Un’ulteriore alternativa impiantistica analizzata per la produzione di ACS è un sistema innovativo polivalente in grado di soddisfare sia i fabbisogni termici per la climatizzazione sia quelli per la produzione di acqua calda. Si tratta della tecnologia FREESCOO (FREE Solar COOling). Originariamente tale tecnologia a fonte solare è stata prevalentemente sviluppata con funzioni di deumidificazione, raffreddamento e riscaldamento degli ambienti in grado di garantire adeguati ricambi d’aria. Principio base della progettazione di Freescoo è stato quello di sviluppare una tecnologia solare compatta, in cui tutti i componenti sono alloggiati all’interno di un unico volume (a vantaggio della semplicità di installazione). Nello specifico, i prototipi, sviluppati dalla Solarinvent s.r.l., basano il loro funzionamento su una nuova tecnologia del tipo Dessicant Evaporative Cooling che utilizza letti adsorbenti raffreddati e processi di raffreddamento evaporativo avanzati, in grado di garantire elevati prestazione al sistema di climatizzazione. Nel corso delle attività di studio sono state, quindi, predisposte due istallazioni di due diversi prototipi: Freescoo compatto, presso il laboratorio Osservazioni Climatiche dell’ENEA, e Freescoo façade, presso i locali del Faro di capo Grecale, entrambi siti in Lampedusa. Su quest’ultimo si è quindi operata una modifica impiantistica tale da consentire la produzione e l’accumulo di ACS. Il sistema,

testato in regime di funzionamento estivo, ha permesso di garantire un COP elettrico globale (climatizzazione e ACS) pari mediamente a 9 (Figura 5 e 6).

STEP BY STEP Oltre l’estensione dei monitoraggi di utenze rappresentative in altre delle isole minori italiane, I prossimi passi dello studio riguarderanno lo sviluppo e il test di sistemi smart per produzione ACS, climatizzazione, illuminazione in linea con la nuova direttiva EPBD e con il dm MISE del 14/02/2017. L’obiettivo sarà quello di realizzare un dimostratore di micro-rete isolata in cui decarbonizzazione, digitalizzazione e decentralizzazione delle risorse energetiche possa traghettare, in breve tempo, gli abitanti dell’isola di Lampedusa verso un futuro più verde ed efficiente. Parte dei risultati qui presentati sono già disponibili in rete con maggiore dettaglio ai seguenti link: ■■ https://bit.ly/31dHAzl ■■ https://bit.ly/2IRVJfs

FIGURE 5-6. Installazione del sistema FREESCOO presso il faro di Capo Grecale www.casaeclima.com    n.81

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INTERVISTA

Il mercato esige. Noi rispondiamo Investimenti in tecnologie e prodotti, unitamente alla creazione di una nuova struttura commerciale e manageriale. A 32 anni dalla sua nascita, S.T.S. POLISTIROLI affronta il mercato con un rinnovato slancio. Ne parliamo con Olindo e Luca Saccardi CLAUDIO MOLTANI

L

e novità che riguardano S.T.S. Polistiroli sono importanti e vedono coinvolte sia la struttura commerciale, che quella produttiva. In primo luogo, l’inglobamento di Edinet srl – avvenuto l’anno scorso – ha permesso la creazione di sei divisioni riguardanti: la produzione di EPS, la commercializzazione di altri materiali isolanti, la decorazione delle facciate e le nuove divisioni, nate direttamente dalla fusione, che interessano la gamma completa degli accessori per cappotto, l’introduzione dei complementi per l’edilizia e la nuova linea colore. In questo modo l’azienda ha potuto realizzare un’importante economia di scala (grazie alla razionalizzazione commerciale, distributiva e gestionale), con un incremento del fatturato del 30% contestualmente alla sinergia fra le due aziende. Lo scorso anno è poi stato approvato un aumento di capitale di 1.000.000 euro ed è in fase di valutazione un ulteriore incremento entro la fine del 2019. In pratica, possiamo dire che è nata una nuova realtà industriale e commerciale, non più legata solamente alla produzione dell’EPS; un’azienda molto attenta alle esigenze della clientela, capillarmente diffusa in tutto il Paese grazie alla sua rete vendita, sia per la componentistica che per gli accessori. Per quanto riguarda la struttura aziendale, questa riflette il nuovo corso di S.T.S. Polistiroli e vede il consolidarsi di Luca Saccardi come responsabile commerciale, la presenza di un nuovo direttore vendite, affiancato da cinque capi area e da oltre cinquanta agenti plurimandatari. “Il presente anno ci ha visti molto impegnati per alcuni investimenti in tecnologie e impianti: sia con una linea di produzione per l’EPS di innovativa concezione, sia con un nuovo sistema di controllo nella produzione sulle linee di taglio; inoltre abbiamo rinnovato la nostra attenzione all’ambiente, con l’inaugurazione di un nuovo sistema di produzione di vapore ad alto risparmio energetico. Gli investimenti sono notevoli, ma – inseriti in un piano industriale a 5 anni – hanno riscosso la fiducia del sistema creditizio e con la loro entrata in funzione ci permettiamo di affermare che fin dai primi mesi del 2019 i risultati ci stanno premiando”. Altri investimenti si sono concentrati su varie azioni di marketing, quali – tra le altre – un nuovo catalogo di oltre 350 pagine, la presenza in molteplici fiere, una sempre puntuale attenzione alla comunicazione e soprattutto l’introduzione di alcune novità di prodotto, non più legate solamente all’EPS. Per quanto riguarda queste ultime novità, in collaborazione con Easytech srl, si è studiato “T-Panel”: un pannello radiante ad alto contenuto tecnologico che riscalda per irraggiamento, senza movimentare l’aria e la polvere nelle abitazioni (vedi Box).

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OLINDO SACCARDI. Direzione Generale

LUCA SACCARDI. Responsabile commerciale


PANNELLO RADIANTE T-PANEL “T-Panel” è composto da una lastra in cartongesso idrorepellente accoppiata a un elemento riscaldante elettrico e a un materiale termoisolante. Va installato solamente a parete ed è di fatto un sistema di riscaldamento che non utilizza fluidi né aria; non ha bisogno di manutenzione e non corre rischi di rottura. Si presta a molteplici utilizzi: ■■ può lavorare a supporto dell’impianto di riscaldamento esistente; ■■ può riscaldare ambienti che non sono serviti dall’impianto di riscaldamento; ■■ in edifici ben isolati può diventare un vero e proprio sistema di riscaldamento. “T-Panel” è facile da installare ed è ecologico poiché non utilizza acqua, non inquina, non produce C02 e tutta la componentistica elettrica è in gran parte riciclabile. Inoltre, è veloce e reattivo nel raggiungimento della temperatura impostata e questo comporta un grande risparmio: quando è sempre acceso consuma 0,08 €/h, mentre a regime il consumo si dimezza a soli 0,04 €/h. È un prodotto conforme alle misure di sicurezza elettrica secondo la Direttiva Bassa Tensione 2014/35/EU e alla Direttiva sulla Compatibilità Elettromagnetica 2014/30/EU.

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39 il futuro del riscaldamento


SPECIALE

isolamento acustico

Progettazione a norma di legge Una panoramica sugli attuali strumenti normativi legati all’acustica in edilizia e ai requisiti acustici passivi per una corretta progettazione degli edifici PATRIZIA RICCI www.casaeclima.com    n.81

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SPECIALE NORMATIVA Il D.P.C.M. 5 dicembre 1997, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.297 del 22 dicembre 1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”, è il decreto di riferimento per l’acustica in edilizia. Identifica i parametri da misurare e definisce i limiti da rispettare in merito a: isolamento dai rumori tra differenti unità immobiliari, isolamento dai rumori esterni, isolamento dai rumori di calpestio, isolamento dai rumori degli impianti, tempo di riverbero di aule scolastiche e palestre (Circolare del Ministero Lavori Pubblici n° 3150 (maggio 1967) e il Decreto Ministeriale 18/12/75). Nel D.P.C.M. sono definiti i seguenti parametri di riferimento: ■■ R’w = indice del potere fonoisolante apparente di partizioni fra ambienti da calcolare secondo la norma UNI 12354-1:2017. ■■ L’nw = indice del livello di pressione sonora di calpestio dei solai, normalizzato rispetto all’assorbimento acustico da calcolare secondo la norma UNI 12354-2:2017. ■■ D2m,nT,w = indice dell’isolamento acustico standardizzato di facciata, normalizzato rispetto al tempo di riverberazione da calcolare secondo la norma UNI 12354-3:2017. ■■ LASmax = Livello massimo di pressione sonora ponderata A misurata con costante di tempo Slow. ■■ LAeq = Livello continuo equivalente di pressione sonora ponderata A. I parametri definiti nel decreto devono essere rispettati in opera, a edificio ultimato. Il D.P.C.M. fissa per ciascuno dei parametri di riferimento i valori limite da rispettare in opera. Tali valori sono riportati nella tabella A del decreto e sono in funzione delle diverse destinazioni d’uso (come riportato nella tabella B). In particolare i valori di R’w e D2m,nT,w sono valori minimi pertanto più sono alti i valori rilevati migliore è l’isolamento acustico offerto dall’elemento costruttivo oggetto di verifica, mentre L’nw, LAsmax, LAeq sono valori massimi, pertanto più sono bassi i valori rilevati migliore è l’isolamento acustico raggiunto. Alcune note: ■■

l’apice per R e L significa “apparente”, cioè comprensivo della trasmissione laterale che riduce il valore teorico, quindi R’ ≤ R della stessa parete (senza trasmissione laterale); SEGUE A PAGINA 43

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F

ino a poco tempo fa il rumore era considerato una delle fonti di inquinamento più sottovalutate e meno controllate. Da poco è stato riconosciuto come una grave minaccia sia per la salute che per il benessere psicofisico dell’individuo. Questa consapevolezza ha portato a elaborare leggi che regolamentano i livelli ammissibili di inquinamento da rumore. Interventi di abbattimento del rumore sulle strutture esistenti sono però spesso più complessi e costosi, ragion per cui la predisposizione di un isolamento acustico ottimale deve essere in ogni caso parte integrante del progetto.

ISOLAMENTO ACUSTICO L’isolamento acustico rappresenta la differenza in decibel dei livelli di rumore misurati nella stanza sorgente e in quella ricevente e dipende dalle caratteristiche acustiche delle stanze dove vengono effettuate le misure. In sostanza, è una misura atta a separare acusticamente i diversi ambienti così da contenere i rumori indesiderati provenienti da locali attigui e dall’esterno. Il potere fonoisolante R si ricava dalla differenza tra due misure di livelli di rumore, a cui si somma un termine correttivo che tiene in considerazione la superficie della partizione e le capacità di assorbimento acustico della camera ricevente. Rappresenta una caratteristica intrinseca della struttura, indipendente dalle dimensioni della partizione e dalle proprietà acustiche dei locali. L’indice di potere fonoisolante apparente R’ si misura in opera e caratterizza la capacità di una partizione di limitare il passaggio di rumori aerei tra due ambienti e include la trasmissione laterale. Questo valore è sempre leggermente ridotto rispetto all’indice di fonoisolamento puro relativo alla medesima struttura in analisi. Più il valore di R’ è alto, migliore è la prestazione di isolamento. Tra le caratteristiche che incidono sul potere fonoisolante di un materiale c’è la sua massa, in quanto al suo aumen-

TRASMISSIONE DEL SUONO Per “suono” si intendono le oscillazioni e le onde meccaniche che si propagano come un’onda sonora in un mezzo elastico, comprese tra una frequenza di circa 16 fino a 20.000 Hz nel campo uditivo dell’uomo. A seconda del mezzo di trasmissione del suono, la norma SIA 181 differenzia tra rumore per via aerea, per via solida e per calpestio. Il rumore per via aerea è quello che si propaga nell’aria tramite oscillazione di particelle (onde sonore). Quello per via solida e per calpestio è dovuto all’impatto (o ad altre eccitazioni simili aventi carattere di urto) su una parete, un solaio, una scala etc. che viene trasmesso attraverso la struttura stessa per poi essere irradiato come rumore aereo. Accanto alla trasmissione del rumore aereo tra due locali adiacenti occorre considerare una trasmissione indiretta attraverso, ad esempio, elementi costruttivi affiancati, buchi acustici, forature, impianti di ventilazione, condotte etc. La trasmissione laterale dipende dal tipo di partizione e dal tipo di collegamento agli elementi costruttivi affiancati. La conduzione del suono attraverso elementi costruttivi adiacenti o affiancati può ritenersi la forma principale di trasmissione indiretta. Oltre alla trasmissione del rumore attraverso una partizione è quindi necessario tener conto anche di questa trasmissione laterale attraverso elementi costruttivi adiacenti.


isolamento acustico ■■

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il pedice “2m” significa che la misurazione è con microfono a distanza di 2 metri dalla facciata stessa; il pedice “n” significa normalizzato, sulla base dell’assorbimento acustico dell’ambiente ricevente; il pedice “nT” significa, quindi, normalizzato rispetto al tempo di riverberazione T, per tener conto dell’effetto acustico dell’arredo; T60 è il tempo di riverberazione, definito dalla norma UNI ISO 3382.

Requisiti acustici passivi

“È in fase di progetto che si definisce la vera protezione contro i rumori esterni e interni dell’edificio. È importante considerare l’isolamento acustico delle facciate, i divisori verticali e orizzontali, il calpestio delle solette, il basso livello di emissione degli impianti sanitari e il rumore degli impianti di servizio”

Le nuove versioni delle norme UNI EN ISO 12354 (aggiornate nelle Parti da 1 a 4 a dicembre 2017) spiegano come progettare le prestazioni acustiche degli edifici. La Parte 1 descrive i modelli per la valutazione dell’isolamento ai rumori aerei tra ambienti. La Parte 2 la determinazione del livello di rumore da calpestio. La Parte 3 il calcolo dell’isolamento acustico delle facciate rispetto ai rumori esterni. Ora, a seguito della pubblicazione delle nuove 12354, sono in corso i lavori per l’aggiornamento del rapporto tecnico italiano UNI TR 11175:2005 che basa i suoi modelli di calcolo sulle EN 12354:2002. Con la pubblicazione delle nuove UNI EN ISO 12354 del 2017 sono state introdotte importanti modifiche di calcolo.

tare cresce anche la capacità di smorzare l’energia sonora. “Spezzare” la continuità di una parete pesante, creando un’intercapedine tra due pareti strutturalmente più pesanti – tra loro vicine ma non collegate rigidamente – in cui inserire materiale dalle elevate capacità fonoassorbenti, è un modo per realizzare una parete che abbia un comportamento migliore. La massa delle due pareti attenua la trasmissione delle onde sonore a bassa/media frequenza, mentre il materiale nell’intercapedine agisce sulle alte frequenze. È dunque in fase di progetto che si definisce la vera protezione contro i rumori esterni e interni dell’edificio, considerando l’isolamento acustico delle facciate, dei divisori verticali e orizzontali, il calpestio delle solette, il basso livello di emissione degli impianti sanitari e il rumore degli impianti di servizio. La progettazione acustica dovrà quindi essere “guidata”, considerando prima di tutto l’edificio come blocco da difendere dal rumore intrusivo dell’ambiente esterno, per poi scomporlo nelle singole unità

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SPECIALE a cui dare difesa dal rumore intrusivo generato a seconda della destinazione d’uso e, in ultimo, rendere il rumore proprio delle singole unità in condizioni di accettabilità.

PROGETTAZIONE: ISOLAMENTO TRA AMBIENTI INTERNI Il rispetto dei requisiti acustici passivi in opera fa sì che non si possa prescindere da un’accurata progettazione, supportata da modelli di calcolo e prove in laboratorio e in opera. La UNI EN ISO 12354-1 descrive le relazioni matematiche per determinare l’indice di potere fonoisolante apparente (R’w) di partizioni che separano ambienti differenti. La norma 2017, come la precedente del 2002, definisce un modello di calcolo “in frequenza” e un modello semplificato per “indice di valutazione”. Inserendo nel motore di calcolo i dati “in frequenza” (R) degli elementi che compongono gli ambienti, il primo modello permette di ricavare i valori “in frequenza” del potere fonoisolante apparente dalla partizione (R’). Partendo invece dagli indici di potere fonoisolante (Rw) delle partizioni, il secondo modello determina direttamente l’indice di potere fonoisolante apparente (R’w). Nel caso semplifi-

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cato, la formula per il calcolo di R’w consente di ottenere i percorsi di rumore da ambiente emittente ad ambiente ricevente combinandoli tra loro. In generale, i percorsi attraverso le strutture edili sono tredici, un percorso diretto (RDd,w) e dodici percorsi laterali (Rij,w). Rispetto alla EN 12354-1:2002, la relazione riporta un nuovo fattore Dn,j,w per considerare nel calcolo eventuali prese d’aria nella parete, canali o altri passaggi per la trasmissione dei rumori aerei, come ad esempio corridoi esterni. Un’altra novità, introdotta dalle ISO 12354:2017, è la suddivisione degli elementi costruttivi in due categorie: elementi di “Tipo A” ed elementi di “Tipo B”. Gli elementi di “Tipo A”, individuati in base a un certo tempo di riverberazione strutturale, sono partizioni in cemento armato gettato in opera, pareti in legno pieno (ad es. CLT, Cross Laminated Timber), elementi in vetro, plastica, metallo, mattoni intonacati. Gli elementi di “Tipo B”, invece, sono tutto ciò che non è di “Tipo A”. La norma indica che possono essere considerati in questa categoria le pareti a secco, costituite ad esempio da lastre in cartongesso o gessofibra su struttura metallica o in legno. Viene anche specificato che un elemento può essere considerato di Tipo A solo per una certa parte del range di frequenze e di Tipo B per la parte restante. Ad esempio alcune pareti in muratura sono di


isolamento acustico Tipo A nelle frequenze basse e medie e di Tipo B nelle frequenze più elevate. Le ISO 12354:2017 differenziano i modelli di calcolo in base al tipo di elementi considerati. Per gli edifici costruiti con elementi di “Tipo A” si mantengono le relazioni matematiche proposte nelle EN 12354:2002. Per il “Tipo B” invece le trasmissioni laterali (Rij,w) vengono calcolate a partire dal corrispondente indice di isolamento acustico normalizzato Dn,f,ij,w.

CALCOLO DELL’INCREMENTO DEL POTERE FONOISOLANTE Come nella precedente versione anche la norma del 2017 riporta nell’Appendice D una procedura per calcolare l’incremento di potere fonoisolante (ΔRw) di elementi di rivestimento quali contropareti a secco o massetti galleggianti. Il modello di calcolo è stato in parte modificato e sono state aggiunte nuove formule per valutare la prestazione di rivestimenti esterni quali ETICS (cappotti) o pareti ventilate. Simile alla norma del 2002 è l’approccio per i rivestimenti interni, ovvero occorre calcolare prima la frequenza di risonanza del sistema (f0) e poi ricavare, da una tabella, il valore di ΔRw. La formula per il calcolo della frequenza di risonanza f0 risulta tuttavia essere errata. Come confermato dallo stesso ente UNI, la formula verrà corretta come nella precedente versione della stessa norma. La tabella per ricavare ΔRw è stata modificata per frequenze di risonanza inferiori a 200 Hz. Ora l’incremento di potere fonoisolante aumenta costantemente al diminuire della frequenza di risonanza e, confrontando le relazioni del 2002 con quelle del 2017, si osserva che, a parità di dati di ingresso, queste ultime forniscono risultati più elevati al di sotto dei 200 Hz.

ISOLAMENTO AL RUMORE DA CALPESTIO Per la determinazione del livello di rumore da calpestio (L’n,w), la ISO 12354-2:2017 si rifà al “modello in frequenza” con relazioni matematiche che oltre al calpestio su ambienti sovrapposti, consentono di calcolare anche il livello di disturbo tra stanze affiancate. Come per R’w, il metodo richiede di analizzare e combinare tutti i possibili percorsi di rumore. Per ambienti sovrapposti occorre determinare il livello di calpestio attraverso il percorso diretto e i quattro percorsi laterali. Il percorso diretto (Ln,d,w) dipende dal livello di calpestio del solaio portante (Ln,eq,0,w) e dalla riduzione di rumore da calpestio data da un rivestimento sul lato emittente (ΔLw) o da un controsoffitto sul lato ricevente (ΔLd,w). I percorsi laterali (Ln,ij,w) vengono valutati con specifiche relazioni matematiche che, anche in questo caso, vengono differenziate per elementi di “Tipo A” ed elementi di “Tipo B”. L’equazione coinvolge gli elementi fondamentali responsabili della trasmissione del rumore attraverso le partizioni orizzontali: ovvero la componente diretta (il solaio di base, il sistema “pavimento galleggiante” e il contro-

soffitto) e le perdite di isolamento per fiancheggiamento laterale. Mentre sulla base del precedente modello era possibile un calcolo forfettario delle perdite di isolamento per trasmissione laterale con valori tabulati in funzione della massa superficiale del solaio e degli elementi laterali del locale ricevente, con la UNI EN ISO 12354, si ottiene una stima più accurata delle perdite di isolamento per fiancheggiamento. Conoscendo già in fase progettuale le condizioni al contorno in cui è inserito l’elemento di separazione verticale, è possibile calcolare le prestazioni in opera dell’elemento con maggiore accuratezza: lunghezza e tipologia dei giunti, potere fonoisolante delle pareti e del solaio di base o la presenza di rivestimenti nell’ambiente ricevente diventano nuove variabili di progetto nel calcolo di L’nw. Tuttavia questa accuratezza nel calcolo delle prestazioni in opera di isolamento acustico ai rumori da calpestio ottenibile con il nuovo modello, non mette al riparo da eventuali errori nella messa in opera che possono vanificare l’isolamento acustico della struttura. La cura dei dettagli di posa dei prodotti è fondamentale per il conseguimento delle prestazioni attese in fase progettuale.

TECNOLOGIA COSTRUTTIVA Nel caso dei rumori da impatto, la sola massa del solaio non garantisce il rispetto del limite riguardante il calpestio, come invece avviene per l’isolamento ai rumori aerei (in cui il potere fonoisolante aumenta all’aumentare della massa). Per ridurre il rumore da calpestio evitando strutture di solaio molto pesanti e di spessori elevati, si ricorre al cosiddetto “pavimento galleggiante”. A parità di massa, una partizione composta da strati massivi tra loro svincolati fornisce un isolamento maggiore rispetto a una

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SPECIALE partizione costituita da uno strato omogeneo. La soluzione ottimale per ridurre il rumore da calpestio è quindi realizzare un pacchetto tecnologico costituito da strati di materiali con differenti caratteristiche fisiche e meccaniche in grado di dissipare l’energia causata dagli impatti. Il massetto galleggiante, che prevede l’inserimento di un materiale fonoassorbente tra solaio e rivestimento, elasticamente separato dalle adiacenti strutture rigide e dalle pareti perimetrali (per evitare la trasmissione laterale del rumore), rappresenta quindi la soluzione più efficace. Così facendo si viene a creare un sistema oscillante che assorbe e dissipa l’energia provocata dall’impatto. In questo sistema massa-molla-massa, la massa superiore è costituita dal massetto di supporto, la massa inferiore è il solaio strutturale con l’eventuale massetto di alleggerimento, e la molla è il materiale acustico. Nella fase di progettazione occorrerà porre attenzione al contributo offerto dal solaio di base, al corretto funzionamento del massetto galleggiante e alle perdite di isolamento attraverso percorsi laterali di fiancheggiamento. Tutti gli interventi di isolamento acustico, inoltre, possono essere vanificati se non si correggono i ponti acustici, cioè punti più deboli in cui

RUMORE DA IMPATTO Si definiscono rumore da impatto, o da calpestio, i rumori causati da urti, impatti e sollecitazioni meccaniche all’interno di un edificio. Essi interessano le partizioni orizzontali, sono infatti quelli causati dai passi, dalla caduta e dal trascinamento degli oggetti, e vengono trasmessi per via strutturale. Quando un solaio è sollecitato da un urto, entra in vibrazione e irradia energia sonora non solo agli ambienti direttamente adiacenti o sottostanti, ma anche in ambienti lontani dalla sorgente le cui strutture siano vincolate rigidamente con la struttura sollecitata. Si distinguono quindi: un percorso di trasmissione diretta e numerosi percorsi di trasmissione laterale. Ln,eq,0,w è il livello di rumore da calpestio equivalente riferito al solaio privo dello strato di massetto galleggiante [dB]. Dipende dalla massa superficiale e dalla tipologia del solaio. Quanto più è massivo il solaio tanto più resisterà all’eccitazione provocata dalla sorgente generatrice del rumore e tanto più offrirà un miglior contributo all’isolamento acustico del divisorio. La nuova norma UNI EN ISO 12354 introduce formule di calcolo specifiche per solai in laterocemento tipici nella pratica costruttiva italiana. ΔLw è l’indice di valutazione relativo alla riduzione dei rumori di calpestio dovuto alla presenza del massetto galleggiante [dB]. Sulla base di questo indice il progettista può ottenere un adeguato isolamento acustico. Infatti si può godere di una certa libertà nel poter prevedere un idoneo “massetto galleggiante” da installare al di sopra del solaio stesso e sotto al pavimento di finitura. ΔLd,w è l’indice di valutazione relativo alla riduzione dei rumori di calpestio dovuto alla presenza di uno strato addizionale nel locale ricevente, come ad esempio un controsoffitto [dB]. Può essere ricavato da misure di laboratorio o stimato approssimativamente a partire dal valore di ΔRd,w. Nel caso di presenza contemporanea di un massetto galleggiante all’intradosso del solaio e di rivestimenti nel locale ricevente, dovrà essere considerato un contributo dovuto al contro soffitto pari a ΔRd,w/2.

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si facilita la trasmissione del rumore (ad esempio collegamento parete-soffitto, parete interna-parete esterna, …).

ISOLAMENTO DI FACCIATA (D2m,nT,w) La norma definisce un modello di calcolo per valutare l’isolamento acustico o la differenza di livello di pressione sonora di una facciata o di un’altra superficie esterna di un edificio. Il modello per il calcolo delle facciate (ISO 12354-3:2017) non è stato modificato. Il calcolo è basato sul potere fonoisolante dei diversi elementi di edificio che costituiscono la facciata e considera la trasmissione diretta e laterale. Nella nuova norma per le facciate è stato introdotto un nuovo componente denominato “Giunto o fenditura” per il quale, nel calcolo, occorrerà indicare sia la lunghezza del giunto in metri sia il potere fonoisolante del giunto o fenditura (dB). Tale contributo andrà a sommarsi agli altri elementi presenti. In generale il calcolo previsionale di tale indice dipende in massima parte: ■■ dalle prestazioni acustiche dei singoli elementi costituenti la facciata: muratura, componenti finestrati e piccoli elementi (prese d’aria, bocchette di ventilazione, cassonetti); ■■ dalla forma della facciata; ■■ dalla superficie interna della facciata; ■■ dal volume dell’ambiente di cui si verifica la facciata; ■■ dal valore di riferimento del tempo di riverberazione.

TRASMISSIONE DEL RUMORE INTERNO ALL’ESTERNO La parte 4 della norma descrive un modello di calcolo per valutare il livello di potenza sonora irradiato dall’involucro di un edificio a causa del rumore aereo all’interno dello stesso, principalmente per mezzo dei livelli di pressione sonora misurati all’interno dell’edificio e dei dati misurati che caratterizzano la trasmissione sonora degli elementi pertinenti e delle aperture dell’involucro. Questi livelli di potenza sonora, insieme a quelli di altre sorgenti sonore in o di fronte all’edificio, costituiscono la base per il calcolo del livello di pressione sonora a una distanza prescelta come misura per le prestazioni acustiche degli edifici (fonte: Uni).


isolamento acustico

Cosa offre il mercato Sistema a doppia parete Con il sistema di doppia parete Ytong si raggiungono fino a 67 dB, valore alquanto difficile da ottenere per altre soluzioni tradizionali. Questo sistema prevede di massimizzare il modello “massa-molla-massa”, effetto fisico per il quale le onde sonore vengono smorzate tramite l’interposizione di un materiale leggero tra due pareti di diverso peso. Il sistema prevede quindi l’accostamento del nuovo blocco Y-ACU (600 kg/m3) al blocco il blocco tradizionale da tramezza Y-PRO (500 kg/m3), con interposizione di un materassino isolante fibroso (nel caso specifico fibra minerale Y-ACUBOARD o fibra di poliestere) in grado di smorzare le frequenze del rumore che lo attraversa. L’uso del blocco Y-ACU ad alta densità – unito al blocco classico Ytong Y-PRO – permette di evitare l’intonaco interno tra le murature. Il calcestruzzo cellulare, grazie alla sua struttura omogenea e senza camere d’aria, è perfetto per evitare i ponti acustici derivanti dalle assistenze murarie ed essere in linea con i valori dichiarati sulla certificazione acustica. Le soluzioni per l’isolamento acustico in blocchi risultano essere un mix vantaggioso di prestazioni, semplicità di posa e garanzia di risultato; il tutto con spessori e pesi ridotti.

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Per l’isolamento acustico dei solai Mapei ha messo a disposizione una specifica linea di prodotti certificati per l’isolamento acustico dei solai contro i rumori da calpestio. In presenza di edifici di nuova costruzione, oppure, laddove è previsto il rifacimento della pavimentazione e del sottostante massetto, l’azienda propone l’utilizzo di Mapesilent, sistema modulare di membrane per l’isolamento acustico e termico dei solai. Il sistema consente di realizzare in maniera semplice e affidabile dei massetti galleggianti perfettamente isolati dal supporto, permette di adempiere ai requisiti di legge imposti dal D.P.C.M. 5-12-97 e di raggiungere le classi di efficienza acustica più performanti (Classe I e Classe II) previste dalla nuova normativa UNI 11367 per quanto concerne il rumore da calpestio. In caso di ristrutturazione, qualora risultasse impossibile o eccessivamente dispendiosa la rimozione della pavimentazione e del massetto esistente, è possibile intervenire adoperando un sistema come Mapesonic CR, membrana fonoisolante a basso spessore applicabile al di sopra di sottofondi cementizi o su vecchie pavimentazioni in ceramica o pietra naturale prima della posa di pavimentazioni in ceramica, materiale lapideo, parquet multistrato e resilienti.

www.mapei.com

Isolante anticalpestio desolidarizzante Isolmant IsolTile è l’isolante anticalpestio desolidarizzante sviluppato da Isolmant per garantire un elevato isolamento acustico, proteggendo al contempo la pavimentazione, in soli 2 millimetri di spessore. Ideale per ogni tipo di posa e applicazione – sotto pavimento (isolamento pari a 16 dB) e sotto massetto (abbattimento acustico di 17 dB, specifico per massetti con spessore inferiore ai 3 cm) –, IsolTile mostra tutta la sua efficacia nei casi di ristrutturazione grazie alla facilità con cui si inserisce nel sistema pavimento, garantendo interventi rapidi per gli applicatori e comfort e benessere per gli utenti finali. Una soluzione innovativa e performante anche grazie all’integrazione nel materassino di uno schermo barriera vapore che ne velocizza ulteriormente l’applicazione e protegge la pavimentazione da infiltrazioni e dalla formazione di condensa, aumentandone così la durata. Isolmant IsolTile è disponibile anche nella versione AD con adesivo removibile nella parte inferiore, studiata appositamente per la posa sulle pavimentazioni esistenti.

www.isolmant.com

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DENTRO L’OBIETTIVO

Passivhaus sulle Alpi Realizzato seguendo i principi di progettazione bioclimatica, l’edificio si fonde con il paesaggio delle Alpi valtellinesi ERIKA SEGHETTI

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n edificio bioclimatico immerso nel paesaggio montano delle Alpi Retiche. Siamo a Mello, in provincia di Sondrio, dove lo studio bioprogettazionetarca ha realizzato un complesso a uso studio che coniuga l’esigenza di un design contemporaneo e sostenibile con quella di una struttura in grado di inserirsi perfettamente in un contesto naturale. Il rapporto con l’ambiente circostante è il focus di questo progetto, che è stato sviluppato a partire dall’idea di limitare l’impatto ambientale del costruito, cercando al tempo stesso di sfruttare alcuni elementi naturali. L’orientamento dell’edificio a sud e la trasparenza dettata dalle grandi vetrate, consentono – ad esempio – di massimizzare l’apporto solare ai fini energetici e di illuminazione. Con l’ulteriore vantaggio di poter godere di un’ampia vista che spazia dalle Alpi Orobie ai tetti del piccolo paese, fino a uno scorcio sul fondo valle e sul lago di Como.

STRUTTURA LEGGERA Grazie alla scelta di elementi come le putrelle in ferro, la struttura dell’edificio è estremamente leggera. Le chiusure esterne, realizzate in semisecco, sono invece dotate di un’orditura metallica, con una struttura in guide di ferro zincato e una lastra in cemento rinforzato. Mentre i solai sono in lamiera grecata e getto in calcestruzzo pozzolanico.

UN EDIFICIO BIOCLIMATICO

La progettazione interna rispecchia la linearità e la semplicità di quella esterna, in una soluzione di continuità. Al bianco delle pareti e delle porte si contrappone il grigio del pavimento, realizzato in calcestruzzo con cemento pozzolanico, e la superficie metallica del soffitto.

L’edificio “funziona” principalmente con il sole, adattandosi ai cambiamenti stagionali e al susseguirsi del giorno e della notte. Nel periodo invernale, il sole inonda di luce tutta la superficie del pavimento e parte delle pareti, che, per le loro caratteristiche di grande massa, si riscaldano raggiungendo i 28/30 °C. Nella stagione estiva, invece, le schermature solari mobili e la vela fissa in corten, attenuano un’eccessiva radiazione, contribuendo a controllare la temperatura interna, mantenendola a un livello accettabile. Queste soluzioni, unite agli alti spessori dei coibenti e alle tipologie di materiali selezionati, garantiscono un elevato comfort interno, senza gravare sui consumi energetici. Stando infatti ai dati reali di funzionamento degli impianti, nel periodo invernale è stato registrato un tempo di utilizzo del sistema di riscaldamento di sole 4 ore. Mentre il funzionamento in deumidificazione e raffrescamento è pari a 8 ore, per l’intera stagione estiva.

INTERNI SEMPLICI

STRUTTURA IN PUTRELLE COIBENTATE

DUE VOLUMI CONTRAPPOSTI L’edificio è stato sviluppato a partire da un volume esistente, sopra il quale è stato realizzato un secondo volume geometrico e rigoroso che ne segue le linee. I volumi sono organizzati in modo contrapposto: alla base orizzontale in pietra è stata aggiunta una nuova struttura verticale bianca. Il contrasto è l’elemento predominante del volume superiore, caratterizzato da una cornice a vela in corten sospesa che, come una sorta di cannocchiale, concentra la vista verso l’esterno. L’elemento in corten ha anche la funzione di scaricare l’acqua piovana a terra, facendola scorrere lungo le pareti e creando l’effetto di una cascata continua.

PROGETTAZIONE INTERNA LINEARE

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DENTRO L’OBIETTIVO

SCHERMATURE SOLARI MOBILI E VELA FISSA IN CORTEN

PAVIMENTAZIONE IN CALCESTRUZZO CON CEMENTO POZZOLANICO

MEMBRANE IMPERMEABILI E TRASPIRANTI, TENUTA ALL’ARIA SU COIBENTAZIONE IN FIBRA DI LEGNO

MATERIALI NATURALI

state realizzate, per la maggior parte della superficie, in fibra di legno, mentre per la rete degli intonaci è stato scelto un composto in fibre naturali di juta. I pavimenti, che sono anche i solai portanti della struttura, sono stati realizzati in calcestruzzo con cemento pozzolanico con pozzolana naturale. Per finire, le vernici, utilizzate nelle sole parti metalliche interne, sono in olio duro naturale a emissioni COV 0,00 g/l. Le soluzioni adottate si sintetizzano in comfort e salubrità degli ambienti.

L’attenzione alla sostenibilità ambientale è dimostrata anche dalla scelta di una serie di materiali naturali. Primo fra tutti, l’argilla, un materiale ecosostenibile e riciclabile, che è stata utilizzata sia nei mattoni (in terra cruda) sia per gli intonaci e per le finiture (argilla bianca senza verniciatura). Le coibentazioni a diretto contatto con l’interno sono 50

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SEZIONI VERTICALI

TETTO VERDE ESTENSIVO

SCELTE IMPIANTISTICHE

Sempre in un’ottica di green building, la copertura piana dell’edificio accoglie un tetto verde estensivo a sedum, caratterizzato da cinque varietà di specie con fioriture da primavera fino all’estate.

Sul fronte impiantistico, è stata prevista l’installazione di un impianto di riscaldamento e raffrescamento a espansione diretta mediante pompa di calore aria/ aria. L’impianto è dotato di due split, uno per ciascun piano, per un totale di circa 120 m2.

MATTONI IN TERRA CRUDA

INTONACO E FINITURA IN ARGILLA E RETE IN FIBRE NATURALI DI JUTA www.casaeclima.com    n.81

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DENTRO L’OBIETTIVO

TETTO VERDE ESTENSIVO

FASI PROGETTUALI ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■

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Idea di progetto Progetto Architettonico Progetto strutturale e impiantistico Progetto esecutivo e di dettaglio Inizio lavori Struttura metallica in putrelle e lamiera grecata Getto del solaio di copertura Barriera al vapore Coibentazione in copertura con inserimento di piastre di ancoraggio del secondo getto estradosso coibente Membrana traspirante impermeabile Getto in calcestruzzo copertura per ancoraggio vela e appoggio tetto verde Cordoli in metallo di contenimento tetto verde e posa strato impermeabile con doppia guaina bituminosa Vela esterna in corten Struttura esterna e chiusura mediante Aquapanel® Outdoor Membrana traspirante tenuta al vento; Posa impianti elettrico e termoidraulico Getto solai interni con calcestruzzo con cemento pozzolanico Coibentazione interna in fibra di legno sp. cm. 26 Falsitelai esterni e nicchie frangisole Tamponamento interno e divisori in mattoni di argilla (terra cruda) Ultimazione impianti termoidraulico ed elettrico Finitura esterna Porte interne Intonaci e finiture interne Lattonerie e Tetto verde Verniciatura parti metalliche in ferro Installazione impianti Posa serramenti e vetrazioni Posa frangisole Scala esterna e sistemazioni esterne

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NEL PERIODO DEL RISCALDAMENTO IL SOLE INNONDA LE SUPERFICI INTERNE RISCALDANDO PASSIVAMENTE L’EDIFICIO E CREANDO GIOCHI DI LUCE SCENOGRAFICI


L’edificio è inoltre dotato di un sistema di ventilazione meccanica controllata con recuperatore di calore ad alta efficienza energetica e by pass automatico e di un impianto acqua calda sanitaria con pompa di calore aria acqua.

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STANDARD PASSIVHAUS L’edificio è stato progettato e realizzato seguendo lo standard Passivhaus, che prevede la combinazione in modo ragionato di sistemi e soluzioni progettuali in modo da abbatterne i consumi energetici e garantire la salubrità degli ambienti interni. E quindi il benessere degli occupanti. Grazie all’applicazione dei cinque i principi che sono alla base della progettazione passiva – buona coibentazione, buona serramentistica, ventilazione con recupero del calore, ermeticità all’aria, assenza di ponti termici – l’edificio ha raggiunto i seguenti risultati: ■■ Involucro: U≤0,15W/(m2k)(trasmittanza termica) Uw≤0,8W/(m2k) assenza di ponti termici ■■ Tenuta all’aria: n50 ≤0,6/h ■■ Vetrazioni: triplo vetro Ug≤0,8W/(m2K)fattore sol g 50-55% ■■ Ventilazione con ≥ 75% recupero di calore, fabbisogno elettrico massimo di 0,45 Wh/m3

Frequenza surriscaldamento: ≤10% (>25°C) Fabbisogno termico per riscaldamento: ≤15KWh/(m2a) o carico termico dell’edificio ≤10W/m2 Fabbisogno utile per raffrescamento: ≤15KWh/(m2k) Fabbisogno energia primaria: ≤120KWh/(m2k)

METODOLOGIA CQ QUALITY BUILDING Il progetto ha previsto inoltre un processo di progettazione e realizzazione secondo la metodologia CQ Quality Building, che ha permesso di coordinare tutte le figure coinvolte in tutto il processo produttivo secondo i tempi stabiliti.

SCHEDA PROGETTO PROGETTISTA E DIRETTORE LAVORI: Studio bioprogettazionetarca di Tarca Davide, www.bioprogettazionetarca.it

FORNITORI GENERAL CONTRACTOR – Tarca costruzioni, www.tarcacostruzioni.it STRUTTURA METALLICA – Mazzoleni Carlo s.r.l. MATTONI INTONACI RETE JUTA E FINITURA INTERNA IN ARGILLA TERRA CRUDA – Ton Gruppe ® FACCIATA ESTERNA KNAUF AQUAPANEL® OUTDOOR – Knauf - Paint MEMBRANE IMPERMEABILI E TRASPIRANTI, NASTRI DI TENUTA COIBENTAZIONE IN FIBRA DI LEGNO ACCESSORI LINEA VITA – Riwega POMPA DI CALORE – Mitsubischi Electric POMPA DI CALORE ACS - Ariston VMC – Zhender MATERIALE IDRAULICO – Rossi & Lersa MATERIALE EDILI - Biomarket srl VERNICI NATURALI – Solas vernici naturali – La Casa di Terra SISTEMA DI DRENAGGIO E ACCUMULO PER GIARDINI PENSILI – Geoplast LAPILLO VULCANICO E TERRICCIO TETTO VERDE – Euro Pomice ZOLLE TETTO VERDE – N.E.P. SERRAMENTI – Jolly PVC VETRAZIONI – Vetro G

VERIFICA PONTE TERMICO SECONDO: UNI/TS 11300; UNI EN ISO 10211; UNI EN ISO 14683; UNI 10349; UNI EN ISO 6946; UNI 10351; UNI EN ISO 13788

FRANGISOLE – Model System Italia s.p.a.

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DENTRO L’OBIETTIVO

Sulle colline torinesi una villa certificata Passivhaus Da vecchio edificio a moderna villa con alte prestazioni energetiche grazie all’ottimizzazione dell’involucro, al progetto esecutivo e impiantistico a cura della REDAZIONE 54

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n’importante villa di inizio ‘900, situata sulle colline torinesi, è stata oggetto di un massiccio intervento di ristrutturazione. L’edificio di 500 mq – che si articola su tre piani fuori terra più sottotetto – è inoltre stato oggetto di certificazione con il protocollo internazionale Passivhaus EnerPHit. Mentre il progetto architettonico è stato curato dallo studio Balma di Torino, la consulenza energetica riguardante involucro e impianto è stata affidata allo studio Zeropositivo architetti (zeropositivoarchitetti.com), specializzato nella progettazione di edifici passivi e ad alta efficienza.

STUDIO PROGETTUALE La rifunzionalizzazione architettonica ed energetica dell’intero edificio è avvenuta attraverso il rispetto delle preesistenze e l’inserimento di alcune porzioni di nuova edificazione. La presenza di numerose interferenze strutturali e i vincoli ambientali gravanti sull’area d’intervento – che ovviamente hanno inciso anche sulle scelte architettoniche – sono solo alcune delle difficoltà che i progettisti hanno dovuto affrontare. Il progetto nasce senza particolari attenzioni all’aspetto energetico, limitandosi al solo rispetto degli obblighi normativi. A progetto consegnato, come avviene ormai in quasi tutti i cantieri “tradizionali”, è stata richiesta la consulenza energetica di Zeropositivo architetti.

STATO DI FATTO. Le demolizioni

CONSULENZA ENERGETICA Prima di tutto, i committenti sono stati informati circa le scelte energetiche da adottare, mostrando loro l’opportunità di elevare al massimo i concetti di efficienza e di comfort indoor attraverso l’applicazione degli standard Casa passiva. La proposta, che ha visto anche una profonda analisi economica delle soluzioni prospettate, è stata accolta favorevolmente dai committenti che hanno analizzato i vantaggi della Passivhaus sia in termini della riduzione dei costi energetici che dell’aumento del comfort indoor. Il progetto oggi rappresenta un unicum nel panorama edilizio italiano e probabilmente, date le dimensioni e le soluzioni adottate, anche in quello europeo.

ISOLAMENTO TERMICO Per quanto riguarda l’involucro edilizio l’attenzione è stata rivolta alla riduzione delle dispersioni. A parete è stato applicato un cappotto termico da 24 cm in Eps con grafite; a solaio e a copertura i pacchetti

DETTAGLIO DELLA NUOVA COPERTURA ISOLATA con pannello fibra di legno densità 170kg/mc mm 300 di fibra di legno a strati incrociati + 22 mm di fibra di legno 230 kg/mc di isolamento hanno spessori prossimi ai 30 cm. Il tetto in legno, ad esempio, prevede 32 cm di fibra di legno con differenti densità che assicurano un ottimo comportamento invernale e estivo, evitando i comuni problemi di surriscaldamento nei periodi più caldi. Al piano seminterrato il volume riscaldato confina con zone non riscaldate e con il terreno. Non riuscendo a intervenire dall’esterno, si è deciso di optare con soluzioni interne attraverso l’adozione di particolari stratigrafie che potessero assicurare la totale assenza di fenomeni di condensa all’interno delle strutture. Sono state applicate contropareti con l’interposizione di una barriera al vapore che assolve la funzione di controllare il passaggio dell’umidità all’interno della struttura, preservandola da fenomeni di muffa e condensa. www.casaeclima.com    n.81

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DENTRO L’OBIETTIVO

LA PAROLA AI COMMITTENTI Per meglio comprendere l’esperienza di abitare una cassa passiva abbiamo intervistato i committenti e rivolto a loro alcune delle domande più comuni

Perché una casa passiva? Per diversi motivi. Al primo posto perché è ecologica e non vengono così sprecate risorse. Funziona tutto a energia elettrica e, abbinando il fotovoltaico, la ricetta è completa. Da questo ne consegue un risparmio economico. Ultimo, ma non meno importante: per tutti gli abitanti della casa, a prescindere dalle diverse percezioni di caldo/freddo a cui si è soggetti, si vive finalmente nel vero comfort, anche nei periodi in cui caldo estivo e freddo invernale si fanno sentire. Inoltre, me ne rendo conto adesso, una casa passiva educa i suoi abitanti a sfruttare bene le risorse e a ottimizzarle. Il domani sarà fatto solo di case passive, non può non essere così.

DETTAGLIO DELLA TENUTA ALL’ARIA DEL TETTO. Particolare della nastratura del primo e del secondo telo a parete.

RISOLUZIONE DEI PONTI TERMICI Particolare attenzione è stata riposta alla risoluzione di una notevole quantità di ponti termici generati dalle strutture preesistenti. Le verifiche richieste dal protocollo Passivhaus sono molto rigorose e non consentono l’utilizzo di banche dati standard. È necessario analizzare ogni dettaglio sia dal punto di vista energetico (quindi delle dispersioni), sia dal punto di vista dell’igiene (verifica di muffa e condensa). Grazie all’utilizzo di software, è stato possibile assicurare agli elementi finiti, per ogni nodo della costruzione, la verifica dei due criteri prevista dallo standard Passivhaus. Per quanto riguarda l’involucro trasparente sono stati applicati degli interessanti accorgimenti. Non potendo intervenire più di tanto sulle fonometrie dei prospetti originali, si è

Quali sono le differenze rispetto a una casa “normale”? L’abbiamo provato sulla nostra pelle. Nella casa dove vivevamo prima, passando da un ambiente all’altro, si sentiva proprio la differenza di temperatura, soprattutto nelle stagioni di grande caldo/freddo. Inoltre, c’era un grande dispendio di energia per il riscaldamento (soprattutto negli ambienti più freddi, che poi naturalmente disperdevano calore). Per quanto riguarda il raffrescamento era ancora peggio; anche in questo caso il dispendio di energia per raffrescare era notevole. In una casa passiva la temperatura nei vari ambienti è sempre costante e gradevole. L’umidità controllata consente inoltre di usare l’aria SEGUE A PAGINA 57

VISTA DELLA COPERTURA COMPLETA durante la fase di listellatura per la posa del manto di copertura 56

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condizionata solo in casi estremi e sempre impostata molto bassa, quasi impercettibile. Ha un involucro protettivo che, pur assicurando un adeguato scambio di aria con l’ambiente esterno, mantiene all’interno della casa la temperatura impostata con poco sforzo.

Sulla base della vostra esperienza, quali consigli vi sentite di dare a chi si vuole approcciare a questo tipo di costruzioni? DETTAGLIO DEL CAPPOTTO. Particolare della posa del cornicione decorativo in EPS

cercato di minimizzare le dispersioni e massimizzare i guadagni solari nel periodo invernale, schermando oltremodo la radiazione nel periodo estivo. Sono stati mantenuti i fori esistenti e utilizzati sistemi monoblocco customizzati con al loro interno controtelai continui sui quattro lati, costituiti da materiale isolante intero. La scelta dei serramenti è ricaduta su un telaio in legno/sughero dalle incredibili prestazioni termiche e acustiche (Uf medio 0.7 W/mqK) con triplo vetro basso emissivo. Il serramento è stato concepito cercando la massimizzazione della superficie vetrata a discapito del telaio, riuscendo così a massimizzare gli apporti. Per garantire la durabilità del componente e azzerare le problematiche di manutenzione, i serramenti presentano una cover esterna in legno termo-trattato, quindi insensibile agli agenti atmosferici, e una cover interna personalizzabile. Il vincolo ambientale gravante sull’area obbligava il mantenimento sui prospetti delle ante.

Sicuramente chi progetta fa la differenza. Tutto va studiato con estrema cura per impostare correttamente la scelta degli impianti, la predisposizione degli stessi, le caratteristiche termiche dei serramenti, le modalità di ombreggiamento e fare in modo che nei vari ambienti ci sia la stessa temperatura. Questo viene percepito come comfort. Fondamentale è anche la scelta dei serramenti in quanto devono garantire le specifiche prestazionali richieste e, una volta posati, non devono creare dispersioni (anche la posa è importantissima). L’impresa che si occupa di cappotto, tetto e opere murarie deve essere in grado di seguire bene le indicazioni del progettista; deve essere un’impresa seria poiché la posa di finiture che poi non si vedranno a opera conclusa è importante. Nel nostro caso i progettisti hanno seguito tutte le fasi critiche della realizzazione, guidando imprese e artigiani nella corretta realizzazione. Sicuramente la differenza la fa chi la casa la abita: è necessario imparare a sfruttare l’irraggiamento solare: d’inverno i raggi del sole aiutano a tenere la casa in temperatura, oltre che ad alimentare il fotovoltaico. D’estate sarebbe corretto non aprire le finestre (basta la VMC per cambiare aria) o magari aprirle solo al mattino presto. Durante la giornata è importante lasciare le finestre chiuse e possibilmente, dove batte il sole, abbassare gli oscuranti (persiane, tende…). Ero perplessa sul fatto che non fosse necessario aprire le finestre; invece è proprio così.

DETTAGLIO DEL NODO TETTO/PARETE www.casaeclima.com    n.81

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DENTRO L’OBIETTIVO

La difficile gestione dell’elemento nell’ottica di un funzionamento intelligente della schermatura, abbinabile a un sistema di domotica, ha portato alla scelta di un componente con la veneziana integrata nella terza camera del serramento sui fronti est, ovest e sud.

ERMETICITÀ Uno dei principali requisiti di una casa passiva è l’ermeticità. Al fine di evitare spifferi attraverso i nodi più deboli dell’involucro – rispetto a un edificio tradizionale e a norma di legge, che non prevede questo tipo di verifica in opera – è stata prevista una maniacale progettazione della tenuta all’aria. La verifica in opera è stata effettuata attraverso la prova del blower door test, che serve per analizzare l’ermeticità dell’edificio attraverso la messa in pressione e depressione dell’edificio. Il test è utile per ridurre le perdite di energia dell’involucro e per scongiurare problemi di durabilità delle strutture dovute alla migrazione del vapore attraverso le perdite. Il valore conseguito ha raggiunto il valore di 0.6 vol/h, ben al di sotto del limite di 1,0 vol/h previsto dalla certificazione Passivhaus EnerPHit.

DETTAGLIO DEL CAPPOTTO IN EPS GRIGIO. Spessore 24 cm

IMPIANTISTICA La riduzione del fabbisogno energetico, inoltre, ha consentito una notevole semplificazione impiantistica e, viste le importanti dimensioni della casa, una scelta piuttosto coraggiosa. Il sistema tradizionale inizialmente proposto ai committenti, costituito da pompa di calore e radiante a pavimento, è stato sostituito da un sistema a “tutt’aria” composto da due aggregati compatti e da una ventilazione meccanica controllata termodinamica, con split a soccorso integrati con il funzionamento della VMC. In questo modo, l’aggregato compatto può “comunicare” con lo split canalizzato che interviene – quando necessario – per riscaldare, deumidificare o raffrescare la casa. Il sistema impiantistico è gestito attraverso una supervisione in remoto utile alla costante verifica del funzionamento delle unità e del sistema stesso attraverso il rispetto dei parametri di comfort. La strategia impianto, viste le dimensioni dell’intervento e la complessità dell’edificio, ha consentito di migliorare notevolmente l’ef-

DETTAGLIO DELLA STESURA DELLA DISTRIBUZIONE AERAULICA DELL’IMPIANTO A TUTT’ARIA. Si nota la coibentazione delle tubazioni di mandata della VMC e della climatizzazione. 58

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DETTAGLIO DELLA TENUTA ALL’ARIA. Le sedi delle scatole elettriche e le tracce sono state intonacate prima della posa dei corrugati e delle scatole stesse per evitare perdite incontrollate attraverso le strutture murarie.


ficienza e il comfort, riducendo in modo sostanziale gli ingombri e i costi di installazione/manutenzione futuri. Per la volontà dei committenti sono stati installati due caminetti a legna che hanno più che altro una funzione emozionale e non incidono sul funzionamento della casa nel periodo invernale. In coper-

tura è presente un impianto fotovoltaico da 7,2 kW che genera buona parte dell’energia consumata dalla casa. L’energia rinnovabile prodotta dall’impianto, accumulabile in un sistema di batterie, permette un autoconsumo prossimo al 50%; i primi mesi di utilizzo della casa hanno riscontrato bassissimi costi di gestione.

CENTRALE TERMICA PRINCIPALE. Sono stati installati due aggregati compatti NILAN e un bollitore aggiuntivo in pompa di calore per la produzione di ACS. I due aggregati compatti controllano il piano seminterrato e il piano terreno dell’abitazione

BLOWER DOOR TEST

UNITÀ DI VENTILAZIONE TERMODINAMICA NILAN per la climatizzazione dei piani primo e sottotetto www.casaeclima.com    n.81

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BolognaFiere, 21/22 novembre 2019

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SPECIALE

smart home

Abitare nel futuro con gli oggetti “intelligenti” di oggi Il progetto Open Lab Smart Home dell’IoTLab del Politecnico di Milano ha sviluppato un ecosistema smart costituito da dispositivi multi-vendor inter-operabili in maniera olistica, in grado di venire incontro alle abitudini e alle esigenze di chi vive gli spazi PATRIZIA RICCI

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SPECIALE

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na definizione univoca ufficiale di “smart home” non esiste, ma la seguente dicitura potrebbe essere in grado di cogliere l’essenza primaria di questo concetto tecnologico: “Una casa in cui le principali funzioni di gestione e controllo dell’esperienza abitativa sono potenziate attraverso dispositivi intelligenti connessi”. Tali funzioni, proprie della domotica, attribuiscono alla casa un carattere “intelligente”, in quanto consentono la gestione di aspetti della vita quotidiana che vanno oltre la semplice ottimizzazione o il risparmio energetico. C’è dunque una forte correlazione tra smart home e domotica: sono fornite dal settore domotico tutte le tecnologie in grado di trasformare una casa ordinaria in un edificio intelligente, in cui tutte le componenti siano connesse fra loro e a Internet. Dalla domotica tradizionale all’Internet of Things (IoT), ovvero la rete web utilizzata per connettere tra loro – e con l’uomo – i vari apparecchi della casa, il passo è breve. Grazie all’unione tra IoT e domotica, una smart home può disporre di qualsiasi apparecchio controllabile o gestibile in modo automatico. In Italia, il mercato della smart home – che va oltre i dispositivi della domotica e sfrutta appieno il potenziale dell’IoT – è in lenta

IoTLab DEL POLITECNICO DI MILANO

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crescita. Anche al di fuori del nostro Paese, però, la rivoluzione che doveva realizzarsi stenta a portare i frutti sperati. Per superare le barriere che ancora rallentano la diffusione dell’Internet of Things nelle nostre case, il laboratorio interdipartimentale IoTLab del Politecnico di Milano ha avviato a settembre 2018 il progetto Open Lab Smart Home, con l’obiettivo di progettare un ecosistema composto da dispositivi multi-vendor inter-operabili in maniera olistica in grado di venire incontro alle esigenze e alle abitudini di chi li utilizza. Alcuni dei principali problemi che frammentano l’esperienza d’utilizzo e ostacolano l’adozione massiva delle soluzioni smart possono essere ricondotti a un filone comune, ovvero la mancanza di interoperabilità tra le tante soluzioni esistenti e la circoscrizione al brand di appartenenza, senza possibilità di integrazione con dispositivi di vendor differenti. Di conseguenza, si assiste a una proliferazione di applicazioni per smartphone che l’utente deve installare per controllare i dispositivi acquistati e che portano alla creazione di sistemi verticali relegati al singolo brand/vendor/produttore. A ciò si aggiungono le percezioni e le aspettative degli utenti che si affacciano a questo mercato: per esempio, l’effetto “gadget”, a


smart home

RAZVAN PITIC, Direttore IoTLab

GIOVANNI MIRAGLIOTTA e ANTONIO CAPONE, responsabili scientifici IoTLab

OPEN LAB SMART HOME Lo scorso giugno, nella sede milanese dell’IoTLab, i responsabili scientifici, Giovanni Miragliotta e Antonio Capone, insieme al Direttore, Razvan Pitic, hanno presentato i risultati del progetto. Quest’ultimo si basa sulla collaborazione con diverse aziende private che hanno contribuito alla realizzazione di un’ambientazione casalinga, all’interno dell’IoTLab, dove sono inserite tutte le tecnologie più recenti per la smart home. “Due le finalità del progetto, una di metodo e l’altra di merito – spiega Miragliotta. L’obiettivo era dimostrare che con le soluzioni di casa intelligente attualmente disponibili sul mercato e competenze molto elevate si può realizzare uno scenario di casa intelligente del futuro. Dal punto di vista del metodo, lo scopo era mettere insieme alcune importanti aziende italiane o branch italiane di aziende internazionali per esplorare la possibilità di uscire da una competizione reciproca e risolvere i problemi di interoperabilità delle proprie soluzioni, per realizzare uno scenario il cui valore è maggiore della somma delle singole componenti”. “In questo primo anno di ricerca – continua Miragliotta – siamo riusciti a creare sei scenari intelligenti riconducibili a diversi ambiti (Safety, Comfort, Assistenza alla persona e Sicurezza) e a dimostrare

le ricadute positive e le potenzialità conferite alla casa intelligente dal raggiungimento dell’interoperabilità tra soluzioni mono-vendor. I 6 scenari (vedi BOX 1) integrano diversi elementi tecnologici abilitanti come piattaforme open source (es. Node-RED) protocolli di messaggistica di tipo Publish/Subscribe (es. MQTT) e interfacce cloud API dei vari dispositivi e assistenti vocali (es. Amazon Alexa e Google Assistant)”.

Nonostante la crescita del mercato, rimangono numerose barriere da superare. Investimenti in comunicazione, formazione e offerta di servizi di valore sono le principali sfide che le aziende dovranno affrontare nel 2019

causa del quale – una volta passato il momento di “novità” e di attrattività – l’utente tende ad accantonare i dispositivi acquistati; oppure, le aspettative di utilizzo plug&play dei prodotti, focalizzando l’attenzione su un singolo dispositivo senza pensare, invece, alla progettazione di un intero ecosistema smart home. Tutto ciò porta a un’esperienza utente poco fluida e deludente, soprattutto per gli utilizzatori meno esperti.

Ma dal punto di vista tecnico, come è possibile far comunicare e interagire tanti gadget isolati offerti da diversi produttori? Il fattore chiave per il successo della smart home come sistema, e non come insieme di gadget isolati, è l’integrazione di applicazioni e servizi per realizzare scenari d’uso ricchi di funzionalità. “L’idea di base – spiega Pitic – è stata quella di esplorare diverse modalità, soprattutto a livello tecnico, per superare la frammentazione delle soluzioni per la smart home presenti oggi sul mercato. Abbiamo tre alternative. Una possibile strada da percorrere per ovviare al problema potrebbe essere creare un ecosistema applicativo locale, che offre un’integrazione diretta tra oggetti smart, hub e dispositivi multimediali in modo che tutti i dispositivi intelligenti adottino lo stesso protocollo di comunicazione. Il mondo

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SPECIALE BOX 1

SEI SCENARI INTELLIGENTI Triggered Alert (VITA) – Assistenza alla persona: il signor 1 VIdeo Rossi si trova in ufficio quando riceve sullo smartphone la

– Assistenza alla persona: una sera, mentre il signor 4 Thunderstorm Rossi si sta rilassando sul divano, il meteo è in peggioramento. Il suo

notifica di un messaggio che segnala un incidente domestico nella casa della madre, caduta all’interno della propria abitazione. La notifica comprende una fotografia della stanza per verificare la situazione da cui può dare il via a un live streaming in caso di emergenza. Dalla notifica può anche aprire l’applicazione Skype con cui effettuare una videochiamata con audio bidirezionale per poter parlare con la madre. Nel caso in cui il signor Rossi decida di chiamare i soccorsi, una volta giunti presso l’abitazione, può aprire loro il cancello e la porta di casa da remoto per facilitare l’accesso.

smartphone riceve una notifica a riguardo da un servizio di previsioni meteo e, allo stesso tempo, la piantana del salotto comincia a lampeggiare accompagnata da un avviso vocale dell’assistente Google. La sua smart home in autonomia comincia a prepararsi per l’arrivo del maltempo, notificando eventuali finestre rimaste aperte e regolando la temperatura della caldaia in previsione del calo della temperatura esterna. In caso di scatto del salvavita, il signor Rossi viene avvisato tramite notifica dal proprio smartphone.

– Comfort e gestione scenari: il signor Rossi, dopo una 2 Relax giornata lavorativa, decide di riposarsi sul divano guardando un film sulla propria smart TV. Grazie alla smart home può attivare il proprio scenario preferito agendo su luci, temperatura ambientale e impianto video semplicemente con un unico comando, usando la voce o lo smartphone, godendosi così al massimo l’esperienza. Back Home – Comfort e gestione scenari: dopo una faticosa 3 giornata lavorativa, il signor Rossi attiva il navigatore per conoscere le condizioni del traffico verso casa. L’ecosistema smart home della sua casa accede all’informazione sulla posizione, regolando subito la temperatura dell’ambiente per renderlo più accogliente. In relazione alla sua posizione vengono anche accese le luci del vialetto. Quando è nelle vicinanze di casa, tramite comando vocale, può aprire il cancello connesso e/o la porta di casa per facilitare il rientro. All’entrata in casa vengono spente le luci del vialetto e accese quelle interne, consentendogli un rientro a casa in totale serenità.

degli ecosistemi locali si è evoluto negli ultimi due/tre anni con la convergenza indotta da OCF (Open Connectivity Foundation). Si tratta della strada maestra, ma anche del percorso più difficile da intraprendere per via della competizione in essere tra i diversi protocolli disponibili sul mercato. La seconda alternativa potrebbe essere realizzata tramite l’integrazione con servizi cloud terzi, che offrono agli sviluppatori la possibilità di esporre interfacce (hook) che consentono l’integrazione tra più dispositivi e l’arricchimento del servizio. La terza strada è rappresentata dall’integrazione cloud to cloud tramite assistenti vocali. Un numero sempre più elevato di prodotti diventa compatibile con gli assistenti, le cui limitazioni possono essere superate utilizzando servizi cloud terzi. Mediante l’esposizione di interfacce esterne consentono di gestire eventi, azioni, configurazioni”.

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and Water – Safety: il signor Rossi, trovandosi fuori casa, 5 Smoke riceve la notifica di un allagamento nella zona del bagno. Il sistema agisce in automatico chiudendo l’elettrovalvola dell’acqua relativa alla zona in cui è registrata l’anomalia; inoltre disattiva eventuali elettrodomestici nella stessa zona. Rossi può anche monitorare via streaming video l’anomalia per decidere come intervenire. Analogo scenario per il rilevamento di fumo. detection – Security: il signor Rossi si trova a casa, 6 Intrusion ma è in grado di monitorare con efficacia la sicurezza della sua casa al mare (o del proprio camper) in cui ha inserito una serie di dispositivi connessi. Viene quindi notificata un’irruzione in casa grazie al monitoraggio degli ingressi e/o delle finestre da parte di sensori di apertura, mentre la videocamera con connettività cellulare che ha inserito nell’ambiente (a causa della mancanza di Wi-Fi) gli fa pervenire una notifica della situazione con possibilità di monitoraggio in tempo reale. Inoltre, al momento dell’ingresso del malintenzionato, viene attivata una sirena di allarme e delle luci di colore rosso per attirare l’attenzione di eventuali vicini. Il tutto può essere supportato da un servizio di centrale operativa 24/7.

SISTEMI DOMOTICI EVOLUTI Fino a oggi le applicazioni della domotica hanno visto la messa in opera di sistemi che funzionano in modo indipendente gli uni dagli altri. “In passato – spiega Miragliotta – i sistemi domotici erano molto robusti ed estremamente performanti dal punto di vista dell’affidabilità tecnica, ma al tempo stesso chiusi, ovvero quasi integralmente prodotti da una singola azienda e dotati di software predefiniti. Questo modello tradizionale – che si è evoluto nel tempo aprendosi con Internet, con le app, con i paradigmi di connettività non più basati solo su protocolli chiusi, bensì aperti, come il Wi-Fi – deve oggi ampliarsi con la perfetta interoperabilità dei devices, utilizzando reti di comunicazione completamente aperte e standardizzate in un con-


smart home testo in cui lo sviluppo del software sia quanto più possibile aperto”. Il futuro, quasi prossimo, sarà dunque guidato da una integrazione sempre più marcata tra dispositivi, in modo da offrire una customer experience di livello superiore, caratterizzata dal poter far funzionare insieme dispositivi diversi grazie a un ecosistema inclusivo. “Intorno a questa tecnologia – prosegue Miragliotta – nascerà un ecosistema di imprese che produrrà dispositivi e servizi nuovi e intelligenti. Tutti i servizi che hanno come baricentro la casa possono essere ripensati solo se prodotti intelligenti connessi e interoperabili ci aiutano ad acquisire dati o compiere azioni. Occorre tenere presente che intorno all’ecosistema della casa ruota la maggior parte delle spese di una famiglia. Il progetto Open Lab è un caso reale di creazione di un ecosistema – conclude Miragliotta. Aziende diverse per storia e posizione nella catena del valore hanno lavorato tra loro al Politecnico – e con il Politecnico – per comprendere le opportunità, intuire le direzioni di sviluppo della tecnologia e farsi trovare pronte alla nuova “economia” che nascerà attorno alla casa intelligente”.

QUALI SONO GLI “ATTREZZI” DEL MESTIERE? “Per il progetto – spiega Pitic – è stato utilizzato un ambiente operativo open source chiamato Nod-RED tramite il quale definire veri e propri ”flussi“processivi per la manipolazione dei dati, interfacciamento e gestione”. La sua estrema semplicità, potenza ed espandibilità ne fanno uno strumento insostituibile in molti campi di applicazioni, tra i quali la domotica e più genericamente l‘IoT. “Node-RED – continua Pitic – è uno tra i più noti tool di flow-based programming per l’IoT. Nasce con l’obiettivo di dare a tutti, anche a chi non è esperto di programmazione, la possibilità di collegare tra loro diversi dispositivi (con eventuali relativi sensori e attuatori), oltre alla possibilità di sfruttare API (Application Programming Interface) e servizi online, per poter realizzare sistemi altamente integrati e complessi in modo del tutto semplice e intuitivo. Node-RED nasce dall’idea di alcuni ricercatori della IBM che nella prima versione si focalizzarono sulla possibilità di utilizzare questo strumento per poter trasferire messaggi attraverso il protocollo MQTT, costruendo dei flussi in maniera del tutto visuale. MQTT permette di pubblicare messaggi su specifici topic ai quali registrarsi per poter ricevere aggiornamenti. L’interconnessione di chi pubblica e chi sottoscrive il servizio è gestita attraverso un server centrale (broker) che ha il compito di smistare i messaggi applicando, appunto, lo schema “publish/subscribe”. Ad esempio, se il sensore di temperatura avrà il suo topic dedicato, chiunque fosse interessato a quel dato riceverà un messaggio ogni qualvolta si verificherà un aggiornamento. Quindi i due principali metodi utilizzati sono le chiamate API, messe a disposizione dai product cloud dei diversi produttori per l’integrazione verso l’alto, e lo scambio di messaggi MQTT per parlare con i diversi dispositivi a livello basso”.

LE BARRIERE DA SUPERARE Nonostante la crescita del mercato, rimangono numerose barriere da superare. Investimenti in comunicazione, formazione e offerta di servizi di valore sono le principali sfide che le aziende dovranno affrontare nel 2020. Ad esempio, c’è da migliorare il lato comunicativo rispetto ai consumatori, non ancora bene informati circa le potenzialità e le funzionalità dei vari prodotti smart, esponenzialmente aumentate con il lancio in commercio degli OTT. “Il primo grande ostacolo – dichiara Miragliotta – è certamente quello dell’interoperabilità. Il secondo è rappresentato dal fatto che non tutte queste soluzioni sono autoinstallanti (DIY – Do It Yourself): alcune si legano all’impianto elettrico, piuttosto che a quello idrico o energetico, richiedendo personale specializzato, installatori e certificazione. In questo momento, gli installatori rappresentano un collo di bottiglia, in quanto non sembrano aver capito che queste tecnologie richiedono un cambiamento del loro ruolo”.

IL MERCATO DELLA SMART HOME

BOX 2

Nel 2018 il mercato della smart home in Italia ha fatto registrare una crescita molto elevata (+52% rispetto al 2017), raggiungendo un valore pari a 380 milioni di euro. La grande novità è rappresentata dagli smart home speaker che fanno da traino all’intero mercato. Si tratta di un ottimo risultato: l’incremento è allineato, in alcuni casi addirittura superiore, a quello dei principali Paesi occidentali. In termini assoluti, tuttavia, l’Italia continua a presentare numeri molto bassi rispetto alla Germania (1,8 miliardi di euro, +39% rispetto al 2017), al Regno Unito (1,7 miliardi di euro, +39%) e alla Francia (800 milioni di euro, +47%); mentre è sostanzialmente allineata alla Spagna (300 milioni di euro, +59%). La principale novità degli ultimi mesi è stata il lancio – anche in Italia – dei tanto attesi smart home speaker: Google Home e Amazon Echo nelle loro differenti versioni. Gli smart speaker rappresentano una delle modalità con cui si può creare una interconnessione tra oggetti. L’elemento interessante è che, a seguito del loro lancio, si è riscontrato un incremento significativo delle vendite anche di altri oggetti smart per la casa, soprattutto quelli legati al riscaldamento e all’illuminazione. Si tratta di un segnale evidente di come gli home speaker possano fare da volano per l’intero comparto. Tuttavia, in TV e sui giornali le pubblicità degli home speaker puntano ancora poco sull’interazione con gli oggetti connessi, limitandosi spesso alla sola illuminazione, mentre inizia a essere più ricca la comunicazione online rivolto a un pubblico più vicino alla tecnologia. Ci si aspetta che le aziende cosiddette OTT (Over-The-Top) proseguano nei prossimi mesi lungo la strada già tracciata, aggiungendo nuovi casi d’uso.

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SPECIALE

In tutto questo, infatti, si configura una buona opportunità per gli specialisti locali, a partire da quelli che una volta si chiamavano installatori per proseguire con i system integrator. Il messaggio passato dai docenti del PoliMi è che queste realtà locali e radicate sul territorio possono giocare un ruolo da protagonista nel mercato IoT, a patto che sappiano rinnovarsi. Attualmente sono ancora lontani dal cambiamento e non sembrano avere le competenze per attuarlo. Resta indubbiamente da fare uno step anche per quanto riguarda la formazione di chi deve installare e vendere. Capita spesso e volentieri, infatti, che questi professionisti non riescano a garantire il supporto richiesto dall’utente, così come manca anche la capacità di diffondere adeguatamente notizie circa le offerte di servizi legate a questi prodotti. “Il terzo aspetto – continua Miragliotta – è legato ai costi in quanto molti devices, oltre al proprio valore economico, sono attualmente presenti sul mercato con modelli di vendita “as a Service” (DaaS) sulla base di quella subscription economy, o economia della sottoscrizione, che ha saputo trasformare il modello di impresa dalla vendita tout court del prodotto all’offerta del prodotto come servizio. Nell’immediato, anche la smart home, così come è stato per la domotica, potrebbe essere un segmento di mercato non ancora universale, ma appannaggio di pochi”. “La difficoltà che permane – sottolinea Pitic – è relativa alla dimestichezza necessaria con questi sistemi per la loro configurazione

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e per creare, sfruttando delle piattaforme e software o servizi di terzi, delle regole che mettano a fattor comune i diversi dispositivi. La speranza è che in un futuro prossimo i produttori, lavorando in sinergia, realizzino dispositivi che parlino di più tra di loro e che gli assistenti vocali, che si stanno affermando sempre di più nel mercato della smart home – offrendo da un lato un ventaglio di funzionalità molto ampio e in continua crescita (Amazon dichiara di supportare più di 20.000 dispositivi compatibili con il suo assistente vocale, Google più di 10.000) e dall’altro la possibilità all’utente di interagire con una casa intelligente tramite la propria voce in modo semplice e naturale – facciano da traino per lo sviluppo del mercato. Questa modalità di fruizione, basata su un’unica interfaccia uomo-macchina personificata dall’altoparlante connesso, permette di superare la necessità di interagire con una miriade di App associate a ogni singolo dispositivo o produttore. L’utente ha così la sensazione di poter gestire in modo integrato più oggetti e servizi, emulando un livello di interoperabilità che di fatto in molti casi non è ancora stato raggiunto. Anche gli assistenti vocali hanno tuttavia dei punti critici, come ad esempio, il ristretto set di funzionalità dei dispositivi a cui è possibile accedere (rispetto all’utilizzo di un’App dedicata), la dipendenza dalla stabilità della connessione Internet e le preoccupazioni riguardanti la privacy degli utenti, che possono avere la sensazione di sentirsi


smart home sempre ascoltati. Speriamo che a breve anche queste limitazioni possano essere superate”.

SVILUPPI FUTURI DEL PROGETTO “Nell’ambito del progetto – precisa Pitic – ci siamo limitati a sviluppare integrazioni tra dispositivi e sistemi senza predisporre una unica interfaccia che consenta all’utilizzatore tipo di personalizzare la propria esperienza. Quindi creare un configuratore che permetta a qualsiasi utilizzatore, anche senza conoscenze di sviluppo software, di essere in grado di personalizzare la propria casa secondo le proprie esigenze, potrebbe essere uno dei possibili sviluppi futuri del progetto”. Il software potrà dunque essere personalizzato e configurato in base alle esigenze del cliente. “Anche il monitoraggio energetico – prosegue Pitic – rappresenta un verticale che potrebbe essere sviluppato in quanto la consapevolezza sull’utilizzo dei consumi energetici sta assumendo un’importanza sempre maggiore. Utilizzare i diversi dispositivi smart per prendere decisioni informate ed effettuare azioni che portino ad un abbassamento dei consumi rappresenta una strada molto interessante”.

L’Intelligenza Artificiale può giocare un ruolo chiave all’interno della smart home. Gli ambiti di impiego sono numerosi: dalla possibilità di rendere gli oggetti sempre più intelligenti, alla loro gestione tramite la voce, fino a diventare una vera e propria “governante” in grado di aiutarci a vivere meglio

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL SERVIZIO DELLA SMART HOME L’Intelligenza Artificiale permetterà lo sviluppo di innumerevoli applicazioni per la smart home in grado di generare nuove opportunità di business per le imprese e di fornire un supporto concreto alle persone nell’abitazione. “Nei prossimi anni l’Intelligenza Artificiale giocherà un ruolo chiave in questo mercato – evidenzia Mira-

gliotta. Sono tre i ruoli principali che l’AI può giocare. Gli algoritmi di machine learning, opportunamente addestrati, possono agire “dentro” gli oggetti connessi, migliorandone le funzionalità ed elaborando i dati senza la necessità di passare dal cloud. L’AI, poi, può migliorare ulteriormente il funzionamento e la capacità di comprensione degli assistenti vocali e si candida, infine, a diventare una vera e propria “governante” delle nostre abitazioni”. L’utilizzo del machine learning in questo scenario è sicuramente più rilevante: in generale, le tecniche di apprendimento e ottimizzazione alla base dell’Intelligenza Artificiale acquisteranno un ruolo sempre maggiore per affiancare ai servizi più tradizionali nuove logiche in grado di soddisfare – e in molti casi anticipare – i bisogni dell’utente. “I tre approcci – secondo Miragliotta – non sono mutualmente esclusivi; anzi possono (e devono) essere sviluppati in maniera congiunta e integrata per liberare appieno il potenziale dell’Intelligenza Artificiale all’interno delle nostre abitazioni”. Nei prossimi anni lo sviluppo del mercato smart home, più in generale dell’Internet of Things, non dipenderà più solo dalla crescente diffusione di prodotti connessi, o delle loro “tradizionali” funzionalità, ma anche dalla possibilità di pensare ai prodotti come a un canale di vendita, anch’esso intelligente, attraverso cui portare al cliente servizi innovativi o addirittura funzionalità di prodotto avanzate. “Anche in questo caso l’Intelligenza Artificiale potrà giocare un ruolo chiave: basti pensare a quante opportunità di business potrebbero aprirsi se gli oggetti connessi fossero in grado di arricchirsi di funzionalità acquistandole “in autonomia” (o suggerendone l’acquisto)”, conclude Miragliotta.

Fonti: Osservatorio Internet of Things – “Smart Home: senti chi parla!”

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PROGETTAZIONE SOSTENIBILE

L’autosufficienza energetica è già realtà Il progetto Country Due, edificato dall’impresa di costruzioni e proprietaria del terreno Cerruti Fratelli Srl di Valenza, è il primo insediamento di abitazioni autosufficienti in classe A4. Prevede 11 ville (tre già costruite), in metrature dai 140 mq ai 185 mq, con locali di servizio, box e terreno piantumato da 550 mq a 1000 mq. Il progetto architettonico è dello studio Marco Scaglione Architetto CLAUDIO MOLTANI

U

na casa, Ecolibera, che garantisce temperature interne ed energia rinnovabile per impianti, elettrodomestici e climatizzazione. Predisposto per essere scollegato dalla rete elettrica, l’edificio abbatte sensibilmente il fabbisogno energetico grazie all’efficienza sua e degli impianti, oltre a massimizzare l’autoproduzione energetica e l’autoconsumo. L’energia catturata grazie al tetto fotovoltaico fa funzionare gli impianti e ricarica i veicoli elettrici, alimentando anche gli apparecchi 4.0 della casa: una serra idroponica,

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la mini-vasca idromassaggio, gli attrezzi fitness ad autoproduzione di energia e una stampante 3D. Concepita da Finlibera Spa, è una casa che si potrà disconnettere, quando la normativa lo consentirà, anche dalla rete elettrica. Per staccarsi dalla rete servirà il benestare dell’Autorità per l’energia elettrica e del gas (già possibile in case isolate e baite d’altura). In attesa della normativa, si potrà vendere il surplus energetico alle abitazioni vicine, invece che alla rete, e impiegare la tecnologia Vehicle To Home (VTH) per utilizzare le auto elettriche nel


box come batterie aggiuntive per la casa. Alle fondazioni è posizionato un vespaio di 25 cm che garantisce una separazione ottimale tra sedime e soletta, mentre l’intercapedine perimetrale per i muri contro terra (spessore 60 cm) aumenta l’isolamento dal terreno; per gli isolamenti delle pareti vi è un cappotto perimetrale spesso 15 cm (Fassa Bortolo) e la coibentazione del tetto è progettata con stratigrafia 33 cm. Il riscaldamento è a pompa di calore con distribuzione a pavimento; non c’è alcun collegamento alla rete metano, in quanto l’autosufficienza per bagni e cucine è coperta dal fotovoltaico. Le tapparelle in alluminio sono a inclinazione regolabile per favorire la luce naturale, le vetrate sono basso emissive e i serramenti esterni di Alpifenster sono certificati CasaClima. Inclinazione, orientamento e dimensioni del tetto rendono l’impianto fotovoltaico (pannelli LG fino a 20 kWp di potenza di picco, ottimizzati per la produzione di energia anche con luce diffusa) in grado di sopperire all’intero fabbisogno elettrico e termico. Tre batterie domestiche Tesla Powerwall fanno poi da accumulatori, funzionando in modo integrato con i pannelli fotovoltaici per immagazzinare l’elettricità in eccesso generata durante il giorno e renderla disponibile quando necessario per l’energia notturna domestica e la mobilità elettrica (40,5 kWh di accumulo, posa e messa in servizio da parte di un Installatore Certificato Tesla Powerwall). Un impianto VMC garantisce comfort e controllo interno dell’umidità dell’aria, con inverter di ultima generazione (Trio di ABB); la pompa di calore Buderus permette una produzione calibrata di acqua fredda e calda per climatizzazione e sanitari, mentre lavatrice e lavastoviglie bi-termiche di Bosch prelevano acqua calda dalla pompa di calore. La dotazione domotica di Vimar regola e bilancia il fabbisogno energetico: l’acqua accumulata nei puffer è prelevata all’occorrenza, sfruttando l’inerzia termica, mentre l’uso di App Google Home facilita i comandi da remoto. Infine, i sistemi anti-intrusione di Vimar e di video-sorveglianza Netgear di Arlo funzionano anche in assenza di corrente. “È importante sottolineare che, già oggi, la villetta di Asti non necessita di prelevare energia dalla rete, nemmeno d’inverno, e, con i dovuti accorgimenti tecnico normativi da implementare, è pronta per scollegarsi. Attualmente, per alimentare la casa, gli impianti, tutte le apparecchiature e i veicoli elettrici abbiamo installato un impianto fotovoltaico fino a 20 kWp di pannelli e 40,5 kWh di accumulo Tesla Powerwall”, spiega Pierpaolo Zampini, fondatore – con Dario Mortini CEO – di Finlibera Spa. www.casaeclima.com    n.81

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PROGETTAZIONE SOSTENIBILE

SALA TECNICA

RICARICA ELETTRICA PER AUTOVETTURE

IN QUANTO TEMPO PREVEDETE DI RECUPERARE L’INVESTIMENTO? “Si recupera dai 6 agli 8 anni a seconda dei consumi – continua Zampini. Basta pensare che acquistando oggi si bloccano i costi energetici al 2019 grazie all’acquisto del fotovoltaico per i prossimi 40 anni e

delle batterie per anche oltre 15 anni (cambiarle nel 2035 costerà poco rispetto a oggi). Inoltre, la villetta può essere progettata per ricavare una porzione con ingresso autonomo, da mettere a reddito con un gestore di affitti brevi; una soluzione possibile sia in un contesto di campagna, come ad Asti, sia in un’area metropolitana. E qui potrebbe essere con Milanostanze.it, altro brand di punta del Gruppo Finlibera”.

DATI DI PROGETTO LUOGO: Frazione Castiglione, Asti DATE INIZIO E FINE LAVORI: ottobre 2018 – agosto 2019 CLIENTE: privato SUPERFICIE TOTALE COMPLESSO: 11.000 mq con 11 ville SUPERFICIE VILLE: dai 140 mq ai 185 mq più locali di servizio e box, terreno piantumato dai 550 mq ai 1000 mq cad. PRIMA VILLA EDIFICATA: 175 mq su due piani più locali di servizio e box, giardino 550 mq PREZZO DI VENDITA DELLE VILLE: da € 520.000 a € 600.000 PROGETTO: Marco Scaglione Architetto IMPRESA COSTRUZIONE, PROPRIETARIA DEI TERRENI: Cerruti Fratelli Srl, Valenza (AL) PROGETTO IMPIANTI: Cerruti Fratelli Srl, Valenza (AL) CLASSE ENERGETICA: A4

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CARTA, ENERGIA PER LA MENTE Il 60% dell’energia usata per produrre la carta in Europa è rinnovabile. Leggere su carta non consuma e rimane impresso. Questa è una notizia, vera.

Scopri le notizie vere sulla carta www.naturalmenteioamolacarta.it Fonte: Statistiche CEPI, 2018 CEPI rappresenta il 92% della produzione europea di carta e paste per carta


CASE HISTORY

MELBOURNE. Campus Monash University

Tecnologia italiana per edifici ecosostenibili nel mondo XLAM DOLOMITI guarda all’estero – e in Italia – con materiali costruttivi per edifici multipiano in legno a cura della REDAZIONE 72

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INFORMAZIONE DALLE AZIENDE

I

l legno è finalmente diventato il materiale protagonista per la costruzione di edifici sostenibili, complessi residenziali, commerciali e multipiano; di conseguenza la tecnologia X-Lam e il legno lamellare stanno iniziando a sostituire i materiali e le tecniche di costruzione tradizionali. Il trend di progettazione attuale sposa il design e la personalizzazione delle finiture come caratteristiche base del progetto, con un risultato finale che non fa distinguere un edificio “tradizionale” da uno in legno. Le differenze però sono molto evidenti sia in termini di efficienza che di costi, con tempi di consegna delle strutture molto brevi e bollette del gas ridotte al minimo anche in contesti ambientali con inverni molto rigidi ed estati particolarmente calde. Nel corso del 2019 XLAM DOLOMITI si è occupata della progettazione e realizzazione di grandi edifici in luoghi come i Caraibi e l’Australia dove i fenomeni atmosferici sono piuttosto straordinari.

PROGETTI ESTERI Con la società di costruzione Multiplex Construction Australia XLAM DOLOMITI ha un feeling particolare, tanto da aver fornito engeneering e pannelli per la costruzione di due campus universitari in meno di nove mesi. I committenti sono la Monash University e La

Trobe University, due prestigiose università australiane che hanno scelto di appaltare i lavori secondo variabili che comprendono non soltanto la velocità e l’efficienza costruttiva, ma anche e soprattutto la sostenibilità. Lo studentato della Monash University è il più grande edificio australiano ad aver ottenuto la certificazione Passive House con l’obiettivo di raggiungere il traguardo delle “emissioni zero” nel 2030. L’edificio di sei piani, inaugurato a settembre dopo soli nove mesi di cantiere e che ospiterà entro fine anno 120 studenti, è stato progettato dallo studio di architetti Jackson Clement Burrows. I partner del progetto hanno convinto la committenza anche grazie ai dettagli costruttivi che hanno giocato un ruolo fondamentale nella trattativa commerciale. Le componenti in X-Lam e lamellare sono state prodotte e prefabbricate in dieci settimane nello stabilimento di XLAM DOLOMITI che si è occupata anche della logistica e del trasporto su gomma e via mare. Una fase, quella del trasporto, molto delicata, che ha impiegato container del tipo open top extra high – ovvero con tela cerata a chiusura superiore per carichi di grande formato – e che ha permesso la disposizione delle pareti in verticale e il posizionamento dei singoli pannelli in modo da evitare danni da urto e ristagni durante il trasporto. Il secondo progetto, altrettanto ambizioso, si concluderà a metà 2020 e ospiterà gli spazi di La Trobe University a Melbourne. L’edificio

REGGIO EMILIA. Parco Innovazione Ex Officine Reggiane

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CASE HISTORY

sarà in grado di ospitare 600 studenti e sarà costruito impiegando 30.000 metri quadrati di XLam e 220 metri cubi di legno lamellare per un totale di 929 stanze e sei piani.

PROGETTI NAZIONALI Anche in Italia – a Roma in zona Monte Mario – è attivo il cantiere per la Loyola University John Felice: 550 metri cubi di pannelli XLam e di legno lamellare per 30 camere doppie disposte su quattro piani, una hall e una chiesa interna di 200 metri qua-

drati interamente realizzata con in tecnologia XLam. Dopo lunga e attenta valutazione la dirigenza americana e lo staff tecnico di Roma hanno deciso di trasformare il progetto, inizialmente previsto in edilizia tradizionale, nel più efficace sistema costruttivo in XLam, l’unico che riuscisse a garantire sia il rispetto dei tempi di costruzione previsti (11 mesi) che gli elevati requisiti di progetto in termini di risparmio energetico, resistenza sismica e resistenza al fuoco. I lavori di scavo sono iniziati a metà febbraio 2019 con le fasi di fondazione e getto delle opere in cemento armato che si sono protratte sino a metà aprile. Il montaggio dell’intera struttura in legno, composta da pannelli XLam in legno massiccio prodotti su progetto e consegnati in cantiere preformati, sagomati, numerati e pronti per essere assemblati, è iniziato il 23 aprile e si è concluso in poco più di 40 giorni. Ad oggi la struttura esterna è completata; si stanno realizzando le finiture esterne e l’arredo degli interni. L’inaugurazione dell’edificio è prevista per dicembre, così come l’insediamento degli studenti. Recentemente XLAM DOLOMITI ha collaborato anche con IAMEC alla costruzione dell’edificio Alessandro Volta di Vicenza, con tecnologia ibrida legno e acciaio, oltre che all’imponente riqualificazione del Parco Innovazione presso le ex Officine Reggiane. Il Parco Innovazione di Reggio Emilia, ovvero 8.900 metri quadrati di spazi destinati a uffici per aziende e start up innovative, è tra le più estese superfici edilizie italiane in XLam.

EFFICIENZA, VELOCITÀ ED ECONOMICITÀ I grandi progetti esteri dimostrano che l’interesse nei confronti del materiale ligneo è sempre più forte. Oltre ad avere la superficie boschiva per produrre la materia prima “legno”, in Europa c’è anche un know-how strutturato che permette alle aziende di portare la propria expertise all’esterno. L’Australia e i Caraibi sono paesi “neofiti” che non riescono a soddisfare la domanda del mercato locale per questo tipo di tecnologia costruttiva ed è così che – grazie all’esperienza nel settore e alle particolari conoscenze in campo logistico – XLAM DOLOMITI viene riconosciuta come azienda ideale per la partnership nella costruzione di grandi edifici. Per quanto riguarda l’Italia, le nuove costruzioni ecosostenibili sono spesso opera di progetti architettonici che credono fermamente nella tecnologia Xlam e nei suoi vantaggi costruttivi: efficienza, velocità, economicità.

XLAM DOLOMITI

VICENZA. Edificio Alessandro Volta 74

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XLAM DOLOMITI è l’azienda trentina del Gruppo Paterno che ha sede nell’operoso Trentino Orientale. Dallo stabilimento produttivo di Castelnuovo, dove hanno sede gli uffici di progettazione e amministrativi, partono settimanalmente tir carichi di pannelli in XLam che raggiungono cantieri italiani ed esteri.


Organo uďŹƒciale ANGAISA LA VOCE PIĂ™ AUTOREVOLE DEL SETTORE IDROTERMOSANITARIO

Organo uďŹƒciale FINCO LA RIVISTA CHE HA PORTATO LA PROGETTAZIONE SOSTENIBILE IN ITALIA Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

N. 78 I Anno XIV I MARZO/APRILE 2019 I Bimestrale

BLU& #265 ROSSO MARZO/APRILE 2019

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

Organo uďŹƒciale AiCARR LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DELL’HVAC&R

PROGETTAZIONE Edificio per uffici certificato Passivhaus

KLIMAHOUSE 2019: VIDEO è la chiave

DENTRO L’OBIETTIVO Dubai: oltre lo Zero Energy

NOVEMBRE/DICEMBRE 2016

Guida

Guida alla manutenzione

Conto Termico e TEE. A che punto siamo?

MARCO BOSELLI Bosch riparte da‌ Bosch

LA NEWSLETTER CON CLASSIFICHE 2015 OLTRE 35.000 ISCRITTI FILTRAZIONE E QUALITÀ DELL’ARIA Produttori e distributori:

SISTEMIVRF ANNO 8 - FEBBRAIO 2017 LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DEGLI IMPIANTI HVAC&R

ORGANO UFFICIALE ANGAISA (Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrotermosanitari, Climatizzazione, Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno)

NORMATIVA

Panoramica di inizio anno

TAVOLA ROTONDA

TAVOLA ROTONDA

IMPIANTI NEGLI NZEB: DALLA TEORICA ALLA PRATICA EPB, LE NOVITĂ€ DELLE NUOVE NORME IMPIANTI AD ARIA PRIMARIA VS VAV FOCUS COMMISSIONING

ISSN n. 1974-7144

IT

SISTEMISOLARIFOTOVOLTAICI

IMPIANTI NEGLI NZEB: DALLA TEORICA ALLA PRATICASISTEMISOLARITERMICI EPB, LE NOVITĂ€ DELLE NUOVE NORME IMPIANTI AD ARIA PRIMARIA VS VAV FOCUS COMMISSIONING Supplemento di

GLOSSARIO DELLAE QUALITÀ CLIMATIZZAZIONE, FILTRAZIONE DELL’ARIA SOTTORAFFREDDAMENTO ADIABATICO LA ANNOPER2020 FRIGOCONSERVAZIONE ALIMENTARE A cura di Carmine Casale e Livio Mazzarella

Analisi del processo e case study

’Installatore L E

N O V I TĂ€

S U

C O M E

M I G L I O R A R E

ce la si può fare! SOTTORAFFREDDAMENTO

Fondato nel 1952

Sviluppo dell’IoT per l’industria e le infrastrutture

PROFESSIONALE

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ITS Dove va la filiera?

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Il Decreto Sblocca Cantieri è Legge, ma il giudizio dei professionisti non è certamente entusiastico

SASSARI |

Lavoro di squadra e grande passione

Una materia considerata di particolare importanza dai professionisti tecnici italiani. Non a caso, i rappresentanti della Rete Professioni Tecniche hanno partecipato attivamente all’intero processo di interlocuzione istituzionale. PAG. 2

INTESA | PER I CITTADINI DI DOMANI

INDAGINE | CENTRO STUDI CNI

Lo Sblocca Cantieri rilancerĂ le infrastrutture?

Le risposte degli ingegneri alle domande del Centro Studi CNI, tra la richiesta di una semplificazione delle regole e le preoccupazioni per evitare distorsioni della concorrenza

La cultura della sicurezza inizia dalle scuole Firmato l’accordo di tre anni tra MIUR, CNI e Protezione Civile: un percorso didattico per un PAG. 5 ambiente piÚ sicuro

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Rubinetti e sistemi doccia

FOCUS Un anno di logistica

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Quale tutela per estetica, design e parquet?

Caratteristiche delle viti per le pavimentazioni di legno

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29/03/2019 17:28

PROGETTAZIONE SOSTENIBILE | CERTIFICAZIONI

Ora Prassi di Riferimento UNI, il protocollo include anche l’edilizia non residenziale. Intervista a Giuseppe Rizzuto, Direttore Generale ITACA

ROMA

MILANO |

Fire Safety Academy

PONTE SUL POLCEVERA | LA FINE IN SOLI 6 SECONDI

Un nuovo inizio per Genova

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Presentata piattaforma WorkING

La demolizione delle pile 10 e 11 del viadotto sul Polcevera si è svolta come da programma, ma la scelta di demolire e ricostruire integralmente il ponte non convince tutti

CONTINUA A PAG. 6

TERNI-TOSCANA |

Corso di ispezione tecnica

ANCONA |

L’uso civile delle demolizioni

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IL PARERE DEI PROFESSIONISTI |

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Una “battaglia SPECIALE BIMdi civiltĂ â€?

Il vantaggio fiscale di oggi rischia di determinare svantaggi di diversa natura nell’immediato futuro. Essa gode comunque di un ampio consenso: la metà degli ingegneri iscritti all’Albo professionale l’ha adottata nel 2019, con una prevalenza per le classi piÚ giovani

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Maker faire 2019

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Il futuro della mobilitĂ di Roma: con il termine previsto per il 2021, il punto sui lavori della Linea C definita come la piĂš grande infrastruttura di trasporto pubblico driverless

Ancora nel 2019, sono tanti gli edifici pubblici e privati non adeguati a persone con disabilitĂ motoria, ma soprattutto visiva, spesso dimenticata dai progettisti

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ITS Dove va la filiera?

Isola Design District

Fuorisalone e Milan Design Week, le novitĂ

Il protocollo ITACA si aggiorna

Luci e ombre sulla Flat tax

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A SCUOLA DI EFFICIENZA

20 luglio 1969. Sono trascorsi cinquant’anni dal giorno in cui Neil Armstrong aprĂŹ il portellone dell’Apollo 11 e scese i gradini della scaletta piĂš famosa della storia. Quel viaggio è rimasto impresso nella memoria insieme alle altre missioni Apollo, i lanci dei satelliti russi Sputnik, il cane-astronauta Laika e la Guerra Fredda. Erano gli anni della sfida alla conquista dello spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Gli anni degli ideali, della comunitĂ , dell’uguaglianza. Della speranza per una societĂ  piĂš giusta. Gli anni delle utopie. Erano anche anni di ricerca e di grandi sfide. Il 12 aprile 1961, Jurij Gagarin fu il primo uomo a volare in orbita. VentitrĂŠ giorni dopo, l’astronauta Alan Shepard affrontò un volo suborbitale; e ancora, il 20 maggio John Kennedy annunciò al congresso di voler portare l’uomo sulla luna con il programma Apollo “non perchĂŠ è facile, ma perchĂŠ è difficileâ€?. Nel 1968, precisamente la notte della Vigilia di Natale, William Anders, uno dei membri della missione Apollo 8, scatta, forse inconsapevolmente, una semplice fotografia passata alla storia con il nome di “Earthriseâ€?, l’Alba della Terra. Il nostro pianeta, visto dall’oblò dell’Apollo 8 in orbita attorno alla luna, è un puntino blu nell’oscuritĂ .

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Ristrutturazione chiavi in mano: #251 cosa sfugge alla distribuzione?

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Innovazione e cambiamento di GIOVANNA ROSADA

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gni campo dell’architettura e dell’ingegneria nel senso piĂš ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalitĂ , metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla societĂ  o hanno modificato modi e stili di vita. Nessuno si è mai posto il problema se fosse giusto o sbagliato; la cultura del “fareâ€? ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero d’accordo con un “SIâ€? o con un “NOâ€?. Ăˆ stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dell’uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati “siâ€? e “noâ€? dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nell’evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianitĂ  dell’individuo e l’incapacitĂ  della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metĂ  dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltĂ  parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con piĂš forza alla politica? n

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I BENEFICI DELLA NORMAZIONE

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Un CNI eletto per dare risposteUtensili R

iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderĂ gli ingegneri fino al 2021, quando completerĂ  i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi l’ufficialitĂ  del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è giĂ  possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. “Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata un’indicazione cosĂŹ forte per la continuitĂ  del Consiglio nazionale uscenteâ€?, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.

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RIVISTE ON LINE Soluzioni di N. 12 - Dicembre 2016 sicurezza industriale

La crisi ancora “morde�, il contesto politico barcolla, alta l’attenzione sul governo degli ingegneri

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Novembre/Dicembre 2016

#4maggio 2016 mensile

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MENSILE D’INFORMAZIONE PER LA PRODUZIONE E L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE FINANZIAMENTI PMI

TAVOLA ROTONDA

Editoriale

PROGE T TA ZIONE

50 anni di torni

Oggi si parla molto di Industria 4.0 applicata alla produzione. Ma occorre ricordare che l’efficienza del flusso produttivo passa attraverso l’ottimizzazione della movimentazione dei materiali all'interno delle aziende.

– Anno 72 - n. 9

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MACCHINE UTENSILI

Al centro della fabbrica intelligente

EVENTI

GLI #HOLOLENS PER L’INDUSTRIA

TAX& LEGAL Partite IVA dal prossimo anno la contabilitĂ diventa un lavoro a tempo pieno e i costi salgono

di MATTEO PALO

R

iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderĂ gli ingegneri fino al 2021, quando completerĂ  i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi l’ufficialitĂ  del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è giĂ  possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. “Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata un’indicazione cosĂŹ forte per la continuitĂ  del Consiglio nazionale uscenteâ€?, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.

a pag. 15

Nr.01 – VENERDÏ 13 GENNAIO 2017

Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7

→ pag.37

GOVERNO IN CRISI

→ pag.37

a pag. 7

INTERVISTA ALL’ARCH. DE LUCCHI

“Il museo del futuro è il mondo interoâ€?

I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre

Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter­ pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. StabilitĂ e certezza sono oggi piĂš lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac­ cordi tra CNI e Governo che fine faranno?â€? / alle pagg. 18­19

Eucentre per ricostruire la sicurezza A Pavia il Centro Europeo di Ricerca e Formazione in Ingegneria Sismica

a pag. 9

a pag. 10

Professionisti al passo coi tempi... Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documentare la consegna.

GOVERNO IN CRISI

LA TRIVELLA

CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Parte il piano 'smart city' 1 miliardo per 14 cittĂ

a pag. 7

INTERVISTA ALL’ARCH. DE LUCCHI

“Il museo del futuro è il mondo interoâ€?

I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre

Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter­ pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. StabilitĂ e certezza sono oggi piĂš lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac­ cordi tra CNI e Governo che fine faranno?â€? / alle pagg. 18­19

Eucentre per ricostruire la sicurezza A Pavia il Centro Europeo di Ricerca e Formazione in Ingegneria Sismica

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PAGINA 2

PRODOTTI

Professional cleaning, i dealer sempre piĂš 4.0

PAGINA 8

Le ultime novitĂ nella grande vetrina di Verona

Pulire 2017: insieme per vincere le sfide del futuro

di Maurizio Pedrini

E

ccoci arrivati a Pulire 2017, il grande appuntamento internazionale del professional cleaning, che torna a Veronafiere per la sua ventitreesima edizione. Sono trascorsi 32 anni da quando la manifestazione, allora itinerante, approdò per la prima volta in riva all’Adige per poi tornarvi stabilmente nel 1991. Da allora Pulire ha percorso un ininterrotto cammino di crescita, rafforzando progressivamente la sua vocazione internazionale, di pari passo con l’affermazione del Made in Italy in Europa e nel mondo. Nel 2001 la manifestazione ha avviato, grazie al Progetto “Oltre Pulireâ€?, una solida partnership con Veronafiere, che ha l’ambizioso obiettivo di creare una fiera di sistema capace di rappresentare non solo l’industria del cleaning professionale ma anche l’intera gamma di attivitĂ comprendenti il facility management, la gestione dei servizi integrati e quella eco-sostenibile del territorio. Un impegno stimolante, che ci auguriamo possa essere portato avanti con il sostegno della nuova presidenza di Veronafiere. Da alcuni anni, del resto,

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AUTOMAZIONE

MATERIE PRIME

M-Steel qualitĂ da oltre 40 anni

Il cliente prima di tutto

In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano. MISURA

Un ponte tra passato e futuro

IN QUESTO NUMERO

[pag. 14]

Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualitĂ M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilitĂ  M-Steel si caratterizza per affidabilitĂ , coerenza e prevedibilitĂ  nelle lavorazioni, riducendo i cosĂŹ costi di pro[pag. 12] duzione.

INTERVISTA Gianfranco Carbonato, un’emozione che dura da quarant’anni

LAMIERA

40 anni di storia e successi www.meccanica-automazione.com nella robotica industriale Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. L’azienda festeggia infatti i 40 anni di attività : una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.

L’anello che mancava: l’utensile connesso al sistema produttivo

L’utensile “intelligenteâ€? è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]

PANORAMA La formazione salesiana professionale

Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sull’onda dei mercati

[pag. 18]

DOSSIER Macchine di misura Amici per il micron

INTERVISTA Gianfranco Carbonato, un’emozione che dura da quarant’anni

40 anni di storia e successi

Un ponte

nella robotica industriale tra passato e futuro Internationales WĂśrterbuch der Mechatronik Il 2016 è un anno molto importante per Mechatronics dictionary Tiesseinternational Robot. L’azienda festeggia infatti i 40 anni di attivitĂ : una storia lunga Dizionario internazionale di Meccatronica di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in Dictionnaire international de mĂŠcatronique [pag. 6] ambito industriale. Diccionario internacionale de procesamiento de mecatrĂłnica ĐœĐľĐśĐ´ŃƒĐ˝Đ°Ń€ĐžĐ´Đ˝Ń‹ĐšUTENSILI Ń ĐťĐžĐ˛Đ°Ń€ŃŒ ПохатрОники Trasformare l’esperienza di oltre 40 anni di attivitĂ  in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalitĂ  di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato all’automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.

L’anello che mancava: l’utensile connesso al sistema produttivo

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MACCHINE UTENSILI

PANORAMA La formazione salesiana professionale

Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sull’onda dei mercati

L’utensile “intelligenteâ€? è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]

CAD/CAM unico per il settore Lamiera

SPECIALE Robotica Sempre piĂš al centro dello sviluppo

[pag. 18]

DOSSIER Macchine di misura Amici per il micron

11/12/17 18:00

alla faticosa professione dell’igiene professionale. Ci accingiamo a vivere Pulire 2017 con la stessa intensità di sempre, pronti al frenetico incalzare di momenti da condividere e ricordare nel tempo, con la curiosità di svelare le novità proposte per la prima volta dalle aziende su questo straordinario sipario. Il ricco programma di convegni svilupperà i grandi filoni avviati dal Forum Pulire svoltosi a Milano nel settembre scorso. A Pulire Outdoor, in particolare, si parlerà di economia circolare ma non mancheranno convegni, i talk show, per approfondire tanti altri temi. Ci auguriamo che la fiera riesca ad attrarre gli utilizzatori finali, catalizzando l’interesse dei Paesi emergenti e delle economie che rappresentano, ormai, l’immediato futuro. Siamo fiduciosi che Pulire 2017 saprà calarsi sempre piÚ in un contesto della comunicazione interattiva e digitale, per superare gli stessi confini produttivi del settore affermando non solo l’importanza di questo settore economico, ma anche quella della pulizia a 360 gradi nella dimensione economica, sociale e civile del nostro Paese. 

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N. 0 | SETTEMBRE 2019

MAGAZINE

NOVITĂ€, DEGUSTAZIONI, PRODUZIONI, ITINERARI NEL MONDO BIRRARIO

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N°3 GIUGNO 2019

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LA CITTĂ€ DELLA BIRRA AMERICANA Matteo Macalaria

Innovazioni tecniche nella stagionatura dei formaggi molli Soft cheese ripening technological innovation Formulazione di un nuovo prodotto funzionale da latte di capra Development of a functional product from goat milk Sostituzione del liquido di governo della Mozzarella con siero alginato Replacement of Mozzarella cheese governing liquid with whey-alginate

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numero 0 | LUGLIO 2019

Il volto delle imprese del WEBSITE AGGIORNATO IVO GRASSO e Cleaning MENSILEDEGUSTAZIONI, DI FORMAZIONE E www.MTEDocs.it QUOTIDIANAMENTE MAGAZINE MENSILE DIGITALE NOVITÀ, MASSIVE ARTS www.terminidellameccanica.com TUTTI I VOLTI E LE AZIENDE INFORMAZIONE TECNICHE AGGIORNAMENTO PER PRODUZIONI, ITINERARI LA PIATTAFORMA ITALIANA DELLA PRODUZIONE MUSICALE SALVATORE IL TRADUTTORE MULTILINGUE DELLA MECCATRONICA IL MECCATRONICO ADDEO NEL MONDO BIRRARIO PER L’AUTORIPARAZIONE www.audiofader.com E DELL’AUDIO PROFESSIONALE DELLA MECCATRONICA attraversando indenne anche i momenti piÚ difficili della crisi economica, questa grande fiera dedicata alla pulizia indoor è stata in grado di attrarre un numero crescente di espositori e visitatori professionali, assai motivati e interessati, con una sempre piÚ marcata provenienza estera. Seconda in Europa solo a ISSA Interclean Amsterdam, essa ha saputo proporre i piÚ grandi Gruppi internazionali, le aziende leader di settore, le soluzioni maggiormente innovative al servizio delle imprese di pulizia e di quanti si dedicano

www.terminidellameccanica.com TUTTI I VOLTI E LE AZIENDE IL TRADUTTORE MULTILINGUE DELLA MECCATRONICA DELLA MECCATRONICA

CAD/CAM unico per il settore Lamiera

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MATERIE PRIME

Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualitĂ M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilitĂ  M-Steel si caratterizza per affidabilitĂ , coerenza e prevedibilitĂ  nelle lavorazioni, riducendo i cosĂŹ costi di pro[pag. 12] duzione.

LAMIERA

MISURA

STORIA DI COPERTINA

TENDENZE Generative design, come cambierĂ il mondo

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UTENSILI

Trasformare l’esperienza di oltre 40 anni di attività in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalità di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato all’automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.

M-Steel qualitĂ da oltre 40 anni

In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano.

CORSI

LA RIVISTA DEL FACILITY MANAGEMENT settembre 2019

Dimensione

PRODUZIONE

IN QUESTO NUMERO

[pag. 14]

IgieneAlimenti

CYBER SECURITY

I rischi dell’Internet of Things

Imparare a gestire rifiuti plastici

Via libera alla finanza innovativa, quali risposte alla stretta del credito?

cleaning DIGITAL MARKETING

RICERCA

REPORT WWF

#4maggio 2016 mensile

FINANZIAMENTI PMI

TAVOLA ROTONDA

Macerie ovunque, interi paesi rasi al suolo, gente disperata, sguardi persi. No, non è lo scenario di guerra che ci arriva da qualche zona remota del mondo, a cui siamo tristemente abituati. Ăˆ la forza devastante del terremoto che ha colpito, e continua a farlo, il nostro Centro Italia. Una faglia che si è estesa per cinquanta chilometri, una ferita su quelle terre che non si potrĂ piĂš rimarginare. L’Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; schiaffeggiata dalla mano della natura che a volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure il nostro paese risulta essere nelle prime posizioni per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie antisismiche nelle nuove costruzioni. Cosa succede allora? Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica), ha dichiarato che “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirloâ€?. Il problema pertanto è la sicurezza delle costruzioni piĂš datate, e di un immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto il mondo, fatto di chiese, monumenti, palazzi storici, emblema di un passato grandioso che ha visto protagonisti i piĂš grandi artisti e ingegneri di tutti i tempi. Il tema della sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, piĂš volte trattato dal nostro giornale e a cui le nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna cosĂŹ alla ribalta in un frangente – purtroppo non l’unico negli ultimi anni - tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de L’Ammonitore abbiamo rivolto molti inviti al settore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta ci sentiamo di invitare tutti a investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sul nostro prezioso patrimonio artistico, perchĂŠ il futuro non si prevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.

PROGE T TA ZIONE

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Novembre/Dicembre 2016

nario di guerra che ci arriva da qualche zona remota del mondo, a cui siamo tristemente abituati. Ăˆ la forza devastante del terremoto che ha colpito, e continua a farlo, il nostro Centro Italia. Una faglia che si è estesa per cinquanta chilometri, una ferita su quelle terre che non si potrĂ piĂš rimarginare. L’Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; schiaffeggiata dalla mano della natura che a volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure il nostro paese risulta essere nelle prime posizioni per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie antisismiche nelle nuove costruzioni. Cosa succede allora? Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica), ha dichiarato che “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirloâ€?. Il problema pertanto è la sicurezza delle costruzioni piĂš datate, e di un immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto il mondo, fatto di chiese, monumenti, palazzi storici, emblema di un passato grandioso che ha visto protagonisti i piĂš grandi artisti e ingegneri di tutti i tempi. Il tema della sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, piĂš volte trattato dal nostro giornale e a cui le nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna cosĂŹ alla ribalta in un frangente – purtroppo non l’unico negli ultimi anni - tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de L’Ammonitore abbiamo rivolto molti inviti al settore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta ci sentiamo di invitare tutti a investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sul nostro prezioso patrimonio artistico, perchĂŠ il futuro non si prevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.

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Fondata da Paolo Giana nel 1966, Torgim compie il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività . Il comune di Magnago vide un grande sviluppo economico e industriale già a partire dalla seconda metà del 1800. Con il passare dei decenni il territorio s’è via via arricchito di aziende manifatturiere che hanno rappresentato delle vere eccellenze in molti settori industriali. [pag. 11]

[pag. 10]

– Anno 72 - n. 9

Italia scossa

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Anno 28 n. 7 settembre 2019

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Oggi si parla molto di Industria 4.0 applicata alla produzione. Ma occorre ricordare che l’efficienza del flusso produttivo passa attraverso l’ottimizzazione della movimentazione dei materiali all'interno delle aziende.

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Anno 28 n. 7

ROBOTICA

Al centro della fabbrica intelligente

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Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7

segue a pag. 2

Via libera alla finanza innovativa, quali risposte | alla stretta A T Tdel U Acredito? L I TĂ€

Italia scossa

di Fabio Chiavieri

| M A C C H I N E U Trasi E Nal suolo, S I Lgente I disperata, sguardi persi. No, non è lo sce-

ISSN 2499-362X

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gni campo dell’architettura e dell’ingegneria nel senso piĂš ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalitĂ , metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla societĂ  o hanno modificato modi e stili di vita. Nessuno si è mai posto il problema se fosse giusto o sbagliato; la cultura del “fareâ€? ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero d’accordo con un “SIâ€? o con un “NOâ€?. Ăˆ stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dell’uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati “siâ€? e “noâ€? dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nell’evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianitĂ  dell’individuo e l’incapacitĂ  della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metĂ  dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltĂ  parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con piĂš forza alla politica? n

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La crisi ancora “morde�, il contesto politico barcolla, alta l’attenzione sul governo degli ingegneri

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In cantiere non solo CCNL Edile Il commento del Presidente Finco alla circolare dell’Ispettorato del Lavoro: “L’applicazione del CCNL è definita dall’attività prevalente, basta con queste forzature”

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fronte di alcuni titoli di stampa secondo cui, alla luce della Circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro n. 9/2019, resterebbe l’obbligo di applicazione del CCNL Edilizia, riteniamo opportuno ribadire – afferma Carla Tomasi, Presidente Finco – che nella sostanza non cambia nulla in merito al contratto applicabile in cantiere”. La circolare non definisce, infatti, nessun obbligo di applicare un determinato contratto; afferma solo che, se si vuole accedere ad alcuni benefici (come, ad esempio, alcune deroghe in materia di tempi di lavoro), i contenuti dei CCNL siglati dalle OOSS individuate come maggiormente rappresentative devono essere rispettati. L’applicazione del CCNL infatti è – e rimane – sempre definita dall’attività prevalente svolta dall’azienda o dall’impresa (art. 2070 del Codice Civile). Nulla di nuovo, quindi, rispetto a quanto già noto in precedenza: il CCNL dell’Edilizia (e connessi istituti, come le Casse Edili) si applica a imprese che svolgono attività edile.

La realtà del mondo del lavoro è cambiata. Sempre più spesso si deve andare verso la specializzazione

Ed è qui che probabilmente – anzi sicuramente – nascono gli equivoci maggiori: non tutte le attività che vengono svolte in cantiere sono e/o devono essere inquadrate nel settore dell’edilizia dal momento che questa è solo una parte del più vasto settore delle costruzioni. Dalle attività metalmeccaniche dell’impiantistica, piuttosto che delle costruzioni metalliche, a quelle del restauro e della prefabbricazione (acciaio, cemento, legno) – solo per fare alcuni esempi – è vasto il panorama delle attività che sono parte delle costruzioni ma non sono edilizia. E su questo il Ministero del Lavoro dovrebbero finalmente dire una parola chiara che metta definitivamente la parola fine a questa annosa vicenda e dia a ogni settore il giusto riconoscimento. Anche i “privilegi” riconosciuti alle OOSS maggiormente rappresentative dovrebbero, però, essere “rimeditati” visto che i criteri della “maggiore rappresentatività”, oltre a essere difficilmente verificabili nella sostanza, sono storicamente superati: è certamente più efficace avere un CCNL che risponda realmente ai bisogni

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CARLA TOMASI, Presidente Finco

dei diversi settori (anche a livello di contrattazione decentrata), piuttosto che supportare contenitori omnicomprensivi lontani dalle realtà aziendali. “Questo non vuol dire supportare meccanismi di dumping sociale – chiarisce Tomasi – ma prendere atto del fatto che la realtà del mondo del lavoro è cambiata e che sempre più spesso si deve andare verso la specializzazione”. Non è un caso che l’art. 30, comma 4 del Codice dei Contratti Pubblici (DLgs 50/16) riconosca esplicitamente la specificità delle contrattazioni, prevedendo che «Al personale impiegato nei lavori, servizi e forniture oggetto di appalti pubblici e concessioni è applicato il contratto collettivo nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e quelli il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l’attività oggetto dell’appalto o della concessione svolta dall’impresa anche in maniera prevalente». “La previsione del Codice dei Contratti non nasce a caso, ma risponde al bisogno di individuare e tutelare la maggiore qualità e professionalità delle maestranze e delle imprese impegnate in lavori specialistici e superspecialistici, occorrerebbe che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ne prendesse atto e lo chiarisse in maniera definitiva – conclude Carla Tomasi”.


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SOCI FINCO ACMI Associazione Chiusure e Meccanismi Italia Presidente: Nicola Fornarelli Vice Presidente: Antonio Gramuglia Presidente Onorario: Vanni Tinti AICAP Associazione Aziende italiane Cartelli ed Arredi Pubblicitari Presidente: Paolo Buono Vice Presidente: Giuseppe Strippoli Segretario Nazionale: Paolo Moleri Direttore Generale: Angela Pirrone AIFIL Associazione Italiana Fabbricanti Insegne luminose Presidente: Alfio Bonaventura Vice Presidente: Vitaliano Mantovani Segretario: Claudio Rossi AIPAA Associazione Italiana per l’Anticaduta e l’Antinfortunistica Presidente: Giuseppe Lupi Vice Presidente: Michele Brambati Direttore: Tommaso Spagnolo AISES Associazione Italiana Segnaletica e Sicurezza Presidente: Gabriella Gherardi Vice Presidente: Toni Principi AIT Associazione Imprese Impianti Tecnologici Presidente: Bruno Ulivi Vice Presidenti: Riccardo Cerrato, Carlo Antonio Gandini Segretario: Roberto Vinchi AIZ Associazione Italiana Zincatura Presidente: Carmine Ricciolino Vice Presidente: PierLuigi D’Ambrosio ANACI Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari Presidente: Francesco Burrelli Segretario: Andrea Finizio ANACS Associazione Nazionale Aziende di Cartellonistica Stradale Presidente: Franco Meroni Vice Presidente: Elena Orlandi Direttore: Paolo Bertaggia ANCSA Associazione Nazionale Centri Soccorso Autoveicoli Presidente: Eleonora Testani Vice Presidente: Enzo Ciabatta Direttore: Alessia Lentini ANFIT Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy Presidente: Laura Michelini Vice Presidente: Marco Rossi Direttore: Dario Poletti

ANFUS Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini Presidente: Gianfranco Borsatti ­Vice Presidente: Massimo Pistolesi ­Segretario generale: Sandro Bani ANNA Associazione Nazionale Noleggio Autogru e Trasporti Eccezionali Presidente: Daniela Dal Col Vice Presidente: Simone Gramigni Past-Vice Presidente: Angelo Gino ANIPA - FIAS Associazione Nazionale Imprese Pozzi per Acqua Presidente: Daniele Succio APCE Associazione per la Protezione delle corrosioni elettrolitiche Presidente: Giuseppe Landi Direttore: Matteo Robino ARCHEOIMPRESE Associazione Italiana Imprese di Archeologia Presidente: Daria Pasini Vicepresidenti: Monica Girardi, Luca Mandolesi ARI Associazione Restauratori d’Italia Presidente: Kristian Schneider Vice Presidente: Irene Zuliani Segretario: Paola Conti ASSITES Associazione Italiana Tende, Schermature solari e Chiusure Tecniche Oscuranti Presidente: Fabio Gasparini Vice Presidenti: Loris Di Francesco, Nereo Sella ASSOBON Associazione Nazionale Imprese Bonifica Mine ed Ordigni Residui Bellici Presidente: Potito Genova Consigliere: Stefano Gensini ASSOFRIGORISTI Associazione Italiana Frigoristi Presidente: Gianluca De Giovanni Vice Presidente: Franco Faggi Direttore: Marco Masini

ASSOIDROELETTRICA Associazione dei Produttori Idroelettrici Presidente: Paolo Pinamonti Direttore Generale: Paolo Taglioli ASSOROCCIA Associazione Nazionale costruttori opere di difesa dalla caduta di massi e valanghe Presidente: Carlo Miana Vice Presidente: Diego Dalla Rosa Direttore Generale: Bruno Zanini ASSOVERDE Associazione Italiana Costruttori del Verde Presidente: Antonio Maisto Vice Presidente: Pasquale Gervasini Segretario Generale: Federico Ospitali

CNIM Comitato Nazionale Italiano Manutenzione Presidente: Aurelio Salvatore Misiti


FIAS Federazione Italiana delle Associazioni Specialistiche del Sottosuolo Presidente: Massimo Poggio Vice Presidenti: Mauro Buzio, Stefano Chiarugi

SISMIC Associazione Tecnica per la Promozione degli Acciai Sismici per il Cemento Armato Presidente: Donatella Guzzoni Direttore: Roberto Treccani

AIF – FIAS Associazione Imprese Fondazioni consolidamenti - indagini nel sottosuolo Presidente: Antonio Arienti

UNICMI Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell’Involucro e dei Serramenti Presidente: Guido Faré Vice Presidente Vicario: Donatella Chiarotto Direttore Generale: Pietro Gimelli

ANIG HP – FIAS Associazione Nazionale Impianti Geotermia – Heat Pump Presidente: Gabriele Cesari

UNION Unione Italiana Organismi Notificati Presidente: Iginio S. Lentini

ANISIG – FIAS Associazione Nazionale Imprese Specializzate in Indagini Geognostiche Presidente: Italo Cipolloni

ACI Presidente: Angelo Sticchi Damiani

FIPER Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili Presidente: Walter Righini Vice Presidente: Hanspeter Fuchs, Federica Galleano Direttore: Vanessa Gallo

ANAS Spa - Azienda Naz. Autonoma delle Strade Presidente: Claudio Andrea Gemme Amministratore Delegato: Massimo Simonini

FIRE Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia Presidente: Cesare Boffa Vice Presidente: Giuseppe Tomassetti Direttore: Dario Di Santo

CASEITALY Srl Presidente: Laura Michelini

Burlandi Franco Srl Amministratore Unico: Fabrizio Burlandi

CSI S.p.A. Presidente: Antonella Scaglia Vice Presidente: Alessandro Ciusani Amministratore Delegato: Vincenzo Ruocco

FISA – FIRE SECURITY ASSOCIATION Fire Security Association Presidente: Marco Patruno

GRAVILI Srl Amministratore Delegato: Antonio Gravili INCO INGEGNERIA Spa Amministratore Unico: Aldo Muller

FONDAZIONE PROMOZIONE ACCIAIO Presidente: Caterina Epis Direttore Generale: Simona Maura Martelli

IN&OUT Spa Presidente: Angelo L’Angellotti Amministratore Delegato: Sergio Fabio Brivio e Nicola Lippolis CFO Direttore Generale: Sergio Fabio Brivio Interbau Srl Presidente: Giuseppe Cersosimo

PILE Produttori Installatori Lattoneria Edile Presidente: Fabio Montagnoli Tesoriere: Palmiro Bartoli

LAPI Spa - Laboratorio Prevenzione Incendi Spa Presidente: Massimo Borsini Vice Presidenti Cda e Consiglieri: David Borsini e Luca Ermini M3S Spa Presidente: Ulderico Granata

RSF Restauratori Senza Frontiere Presidente: Paolo Pastorello Vice Presidenti: Carla Tomasi e Alessandra Morelli

PONTINA STAMPI Srl Presidente: Catiuscia Boscato CEO: Gianpiero Di Girolamo

Per ulteriori informazioni sulle Associazioni federate potete consultare il sito Finco www.Fincoweb.org - Area associate

COMITATO DI PRESIDENZA FINCO

Carla Tomasi Presidente Finco

Gabriella Gherardi Francesco Burrelli Vice Presidente Vice Presidente Finco Vicario con delega a Organizzazione e Filiere

Daniela Dal Col Consigliere Incaricato Filiera Macchine e Attrezzature

Fabio Gasparini Consigliere Incaricato Sviluppo Associativo

Walter Righini Consigliere Incaricato Filiera Rinnovabili

Lino Setola Consigliere Incaricato della Filiera Mobilità e Sicurezza Stradale

Angelo Artale Direttore Generale

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