Dimensione Pulito - Ottobre 2022 - Speciale Servizi Ambientali

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SUPPLEMENTO A DIMENSIONE PULITO OTTOBRE 2022

ISSN: 2612-4068

Servizi Ambientali UN PERCORSO FORMATIVO PER IL RISPETTO DELL’AMBIENTE

LINEE GUIDA

Un decalogo per un disciplinare sostenibile ZANZARE

Arginare la diffusione del virus del Nilo RODITORI

Metodi di lotta tra presente e futuro VOLATILI

Controllo della diffusione dei piccioni in città


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SOMMARIO

Periodico mensile edito da

SUPPLEMENTO A DIMENSIONE PULITO OTTOBRE 2022

Quine Srl Via G. Spadolini, 7 - 20141 Milano www.quine.it | info@quine.it | Tel. 02 864105

ANNO 31 - Supplemento a Dimensione Pulito 8 ottobre 2022

ISSN: 2612-4068

Servizi Ambientali UN PERCORSO FORMATIVO PER IL RISPETTO DELL’AMBIENTE

Direttore Responsabile Giorgio Albonetti

IN COPERTINA

LINEE GUIDA

Un decalogo per un disciplinare sostenibile

Direttore editoriale Ornella Zanetti | ornella.zanetti@quine.it

Da più di 30 anni, Dimensione Pulito è un punto di riferimento per il settore della pulizia professionale e della sanificazione ambientale. Oltre ad articoli tecnici, interviste ai protagonisti del settore e rubriche di approfondimento, la rivista pubblica analisi approfondite e studi sul mercato del Cleaning. Dimensione Pulito è disponibile anche in versione digitale.

ZANZARE

Arginare la diffusione del virus del Nilo ANNO 31 n. 7 settembre 2022

Direttore Tecnico Maurizio Pedrini Coordinamento editoriale Chiara Scelsi | c.scelsi@lswr.it | Tel. +39 349 0099322

RODITORI

Metodi di lotta tra presente e futuro

Redazione Loredana Vitulano | l.vitulano@lswr.it Tel. +39 342 6618995 Cristina Cardinali | c.cardinali@lswr.it Tel. +39 347 4238879 Simone Ciapparelli | s.ciapparelli@lswr.it Tel. +39 344 0571950

VOLATILI

Controllo della diffusione dei piccioni in città

HANNO COLLABORATO Cristina Cardinali, Simone Ciapparelli, Chiara Dassi, Graziano Dassi, Michele Ruzza, Marco Pellizzari, Alex Pezzin, Luca Priori, Loredana Vitulano

Consulenti tecnico scientifici per la sezione Igiene&Ambiente Chiara Dassi - Graziano Dassi

YOUR INFORMATION PARTNER

Ufficio traffico e Servizio abbonamenti Ornella Foletti | o.foletti@lswr.it | Tel. +39 342 7968897

YOUR

Pubblicità e Sviluppo: dircom@quine.it Filippo Viola | f.viola@lswr.it #251 Guido Rossi | g.rossi@lswr.it Edoardo Rossi | e.rossi@lswr.it CLASSIFICHE 2015 Elena Brusadelli | e.brusadelli@lswr.it Produttori e distributori:

#42

DISINFESTASTORIE SALUTE 7 L’arte di ottenere 41 Ratti e patologie INFORMATION ragione PARTNER a cura di Simone a cura di Graziano Dassi Ciapparelli www.casaeclima.com

ISSN: 2038-0895

MARCO BOSELLI Bosch riparte da… Bosch

ANNO 8 - FEBBRAIO 2017

TAVOLA ROTONDA

Conto Termico e TEE. A che punto siamo?

IMPIANTI NEGLI NZEB: DALLA TEORICA ALLA PRATICA MARCO EPB, LE NOVITÀ DELLE NUOVE NORME BOSELLI Bosch riparte IMPIANTI AD ARIA PRIMARIA VS VAV da… Bosch FOCUS COMMISSIONING

Analisi del processo e case study

www.casaeclima.com

FILTRAZIONE E QUALITÀ DELL’ARIA

ORGANO UFFICIALE ANGAISA (Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrotermosanitari, Climatizzazione, Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno)

Poste italiane Target Magazine LO/CONV/020/2010 - Omologazione n. DCOCI0168

SOTTORAFFREDDAMENTO CLASSIFICHE 2015 ADIABATICO PER LA

bimestrale

Organo ufficiale

N. 64 · Anno XI · dicembre 2016

ITS Dove va la filiera?

DI EFFICIENZA

FOCUS Un anno di logistica MATERIA CONNECTION

Produzione&Stampa Antonio Iovene | a.iovene@lswr.it | Tel. +39 349 1811231 TREND Il bagno che ti calza a pennello

ISSN: 2038-0895

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

Produttori eFRIGOCONSERVAZIONE distributori:ALIMENTARE ce la si può fare!

N. 64 · Anno XI · dicembre 2016

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

ZOONOSI 44 Il vaiolo: storia di vaccini, vaccinazioni e politica sanitaria a cura di Chiara e Graziano Dassi www.commercioelettrico.com Organo ufficiale FME

A SCUOLA DI EFFICIENZA

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ce la si può fare!

Realizzazione grafica Paolo Marchetti | Pico Communications SA A SCUOLA

NOVEMBRE/DICEMBRE 2016

bimestrale

ASSOCIAZIONI Un comparto che guarda al futuro di Simone Ciapparelli

ORGANO UFFICIALE ANGAISA (Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrotermosanitari, Climatizzazione, Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno)

Panoramica di inizio anno

#251

ISSN:2038-2723

Organo ufficiale

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

42

LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DEGLI IMPIANTI HVAC&R NORMATIVA

NOVEMBRE/DICEMBRE 2016

Poste italiane Target Magazine LO/CONV/020/2010 - Omologazione n. DCOCI0168

Organo Ufficiale AiCARR

ISSN:2038-2723

SPECIALE BIM

DISTRIBUZIONE Quando la differenza la fa il “service”

ANTONIO FALANGA Una passione sempre viva

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

SAIE INNOVATION 2016 MEDAGLIE D’ORO A “IMPATTO ZERO”

REGOLAMENTI Organo ufficiale FINCO 12 Linee guida perwww.casaeclima.com Organo ufficiale AiCARR www.bluerosso.it Organo ufficiale ANGAISA LA RIVISTA CHE HA PORTATO L’INFORMAZIONE EFFICIENTE, COMPLETA E LA RIVISTA PER eI abbonamenti CANALE disciplinare LA VOCE PIÙ AUTOREVOLE DEL LA VOCE AUTOREVOLE DEL un LA PROGETTAZIONE Prezzi PROFESSIONISTI DELL’HVAC&R SOSTENIBILE IN ITALIA IN TEMPO REALE OLTRE 200.000 UTENTI MESE IDROTERMOSANITARIO PIÙ DINAMICA SETTORE IDROTERMOSANITARIO • Abbonamento annuale: 49 euro www.commercioelettrico.com Organo ufficiale FME “sostenibile” • Annuale estero: 160 euro Organo ufficiale FINCO IL BUSINESS MAGAZINE www.bluerosso.it Organo ufficiale ANGAISA www.casaeclima.com • Copia arretrata: 17 euro LA RIVISTA CHE HA PORTATO DEI DISTRIBUTORI a cura di Graziano Dassi L’INFORMAZIONE EFFICIENTE, COMPLETA E LA VOCE PIÙ AUTOREVOLE DEL LA VOCE AUTOREVOLE DEL CANALE LA PROGETTAZIONE E GROSSISTI DI ITS Dove va la filiera?

FOTOVOLTAICO INTEGRATO STORIA E ITER PROGETTUALE PCM UNA SCELTA DA NON SOTTOVALUTARE

Stampa RISPARMIO ENERGETICO NEL TERZIARIO COMMISSIONING Aziende Grafiche Printing srl - Peschiera Borromeo (MI) FOCUS Un anno di logistica

POSTE ITALIANE SPA – POSTA TARGET MAGAZINE - LO/CONV/020/2010.

MATERIA CONNECTION

Passo obbligato e grande opportunità

Il ruolo del BIM nella sicurezza in cantiere

SPECIALE BIM

TREND Il bagno che ti calza a pennello

DISTRIBUZIONE Quando la differenza la fa il “service”

ANTONIO FALANGA Una passione sempre viva

SAIE INNOVATION 2016 MEDAGLIE D’ORO A “IMPATTO ZERO”

FOTOVOLTAICO INTEGRATO STORIA E ITER PROGETTUALE PCM UNA SCELTA DA NON SOTTOVALUTARE

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C&R

ISSN n. 1974-7144

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CLAUDIO DE ALBERTIS, INGEGNERE VISIONARIO pag. 5 • NUOVE NORME UNI pag. 21 • MOSTRE E CULTURA pag. 21 • IN LIBRERIA pag. 21

IMPIANTI FOTOVOLTAICI

a pag. 12

I BENEFICI DELLA NORMAZIONE

alle pagg. 16­17

www.giornaleingegnere.it

alle pagg. 22­23

N. 12 - Dicembre 2016

Un CNI eletto per dare risposte www.dimensionepulito.it 1563

L’EDITORIALE

Innovazione e cambiamento

Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti

La crisi ancora “morde”, il contesto politico barcolla, alta l’attenzione sul governo degli ingegneri

di GIOVANNA ROSADA

O

gni campo dell’architettura e dell’ingegneria nel senso più ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalità, metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla società o hanno modificato modi e stili di vita. Nessuno si è mai posto il problema se fosse giusto o sbagliato; la cultura del “fare” ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero d’accordo con un “SI” o con un “NO”. È stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dell’uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati “si” e “no” dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nell’evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianità dell’individuo e l’incapacità della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metà dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltà parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con più forza alla politica? n

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1 – CN/MI

O pag. 5 • NUOVE NORME UNI pag. 21 • MOSTRE E CULTURA pag. 21 • IN LIBRERIA pag. 21

LE ZIONE

FOCUS

IMPIANTI FOTOVOLTAICI

di MATTEO PALO

R

iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderà gli ingegneri fino al 2021, quando completerà i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi l’ufficialità del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è già possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. “Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata un’indicazione così forte per la continuità del Consiglio nazionale uscente”, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.

In USA volano le infrastrutture

TAX& LEGAL Partite IVA dal prossimo anno la contabilità diventa un lavoro a tempo pieno e i costi salgono

ROBOTICA

Fondata da Paolo Giana nel 1966, Torgim compie il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività. Il comune di Magnago vide un grande sviluppo economico e industriale già a partire dalla seconda metà del 1800. Con il passare dei decenni il territorio s’è via via arricchito di aziende manifatturiere che hanno rappresentato delle vere eccellenze in molti settori industriali. [pag. 11]

[pag. 10]

– Anno 72 - n. 9

www.ammonitore.com

Novembre/Dicembre 2016

FINANZIAMENTI PMI

TAVOLA ROTONDA

Editoriale

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PROGE T TA ZIONE

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AUTOMAZIONE

|

AT T UA L I TÀ

50 anni di torni

Oggi si parla molto di Industria 4.0 applicata alla produzione. Ma occorre ricordare che l’efficienza del flusso produttivo passa attraverso l’ottimizzazione della movimentazione dei materiali all'interno delle aziende.

MENSILE D’INFORMAZIONE PER LA PRODUZIONE E L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

a pag. 15

MACCHINE UTENSILI

MACCHINE UTENSILI

Al centro della fabbrica intelligente

Via libera alla finanza innovativa, quali risposte alla stretta del credito?

Italia scossa

12

#4maggio 2016 mensile

www.meccanica-automazione.com

Newsletter Responsabilità SCIA, operativo Top 7 megail modello unico infrastrutture del 2016 Dimensione Pulito periodico mensile registrato: autorizzazione Installatore GUIDE dell’ Professionale 7 del Tribunale di Milano N. e598 del 9.11.92 Ancora trattative consultazioni? NI eletto per dare risposte In USA volano le infrastrutture Quine è iscritta al Registro Operatori della Comunicazione QUOTA RINNOVABILI EDIFICI SPECIALE MILLEPROROGHE LA DISTRIBUZIONE obblighi e proroghe Tutti i rinvii Newsletter n. 12191 del 29/10/2005. NEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO SCIA, operativo Top 7 megal modello unico infrastrutture del 2016 La pubblicazione o ristampa di articoli e immagini della rivista deve essere autorizzata per iscritto Ancora trattative e consultazioni? www.meccanica-automazione.com MECCANICA&AUTOMAZIONE dall’editore. Gli articoli pubblicati su Dimensione Pulito MENSILE PER LA www.ammonitore.com PERIODICO BUSINESS TO BUSINESS IL PORTALE CHE TI UOTA RINNOVABILI EDIFICI SPECIALE MILLEPROROGHE obblighi e proroghe Tutti i rinvii LA GUIDA DA PORTARE sono sotto la responsabilità degli autori. LA RIVISTA PER PROGETTARE Organo ufficiale Confapi www.rivistainnovare.it SUBFORNITURA E DAL 1952 IL PERIODICO GUIDA VERSO LA NEL MONDO DELL’INDUSTRIA SEMPRE CON SÉ PER D’INFORMAZIONE I manoscritti e i disegni pubblicati INFORMAZIONE LA SMART INDUSTRY LA PRODUZIONE SMART INDUSTRY MECCANICA E DELLE MACCHINE CONOSCERE TUTTI I INGEGNERI E ARCHITETTI TECNICO SCIENTIFICA INDUSTRIALE nonPERsaranno restituiti. UTENSILI TRUCCHI DEL MESTIERE NEWSLETTER – L’AGGIORNAMENTO PER LE PMI www.meccanica-automazione.com MECCANICA&AUTOMAZIONE INFORMATIVA AI SENSI DELVIAGDPR PROFESSIONALE MAIL 2016/679 MENSILE PER LA www.ammonitore.com PERIODICO BUSINESS TO BUSINESS IL PORTALE CHE TI Ogni 15 giorni raggiunge oltre 42.000 dell'art. Europeo per laiscritti Protezione dei Dati SUBFORNITURA E 952 IL PERIODICO Ai sensiLA www.rivistainnovare.it Organo ufficiale Confapi RIVISTA 13 PER Regolamento PROGETTARE GUIDA VERSO LA NEL MONDO DELL’INDUSTRIA NFORMAZIONE Personali 679/2016 di seguito GDPR, i dati di tutti i lettori saranno INFORMAZIONE LA SMART INDUSTRY LA PRODUZIONE SMART INDUSTRY MECCANICA E DELLE MACCHINE GNERI E ARCHITETTItrattati sia manualmente, sia con TECNICO SCIENTIFICA strumenti informatici e saranno INDUSTRIALE UTENSILI R – L’AGGIORNAMENTO LE PMI utilizzati per l’invio di questa e diPERaltre pubblicazioni e di materiale SIONALE VIA MAIL informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno aggiunge oltre 42.000 iscritti conformi a quanto previsto dagli art. 5-6-7 del GDPR. I dati potranno essere comunicati a soggetti con i quali Quine Srl intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Quine Srl, Via G. Spadolini 7 - 20141 Milano, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui agli IVO GRASSO e articoli 15-21 del GDPR. MASSIVE ARTS alle pagg. 16­17

alle pagg. 22­23

N. 12 - Dicembre 2016

Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti

de”, il contesto politico barcolla, alta l’attenzione sul governo degli ingegneri

organizzazione delle divisioni opedel Cni. E, in prova, due sfide: quelei servizi per gli i e delle strutture oriali. Armando brano, presidente nte del Consiglio nale degli ingegnecategoria per altri à gli ingegneri fino suoi dieci anni di l’ufficialità del mionsiglieri designati esidente, è già pose mosse del nuovo siderosi di partire, ata un’indicazione l Consiglio naziole prime dichiara-

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TAX& LEGAL Partite IVA dal prossimo anno la contabilità diventa un lavoro a tempo pieno e i costi salgono a pag. 15

Nr.01 – VENERDì 13 GENNAIO 2017

Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7

di Fabio Chiavieri

Nr.01 – VENERDì 13 GENNAIO 2017

MACCHINE UTENSILI

Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7

→ pag.37

Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/MI

a pag. 12

ICI DELLA ZIONE

segue a pag. 2

GOVERNO IN CRISI

LA TRIVELLA

CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Parte il piano 'smart city' 1 miliardo per 14 città

a pag. 7

INTERVISTA ALL’ARCH. DE LUCCHI

“Il museo del futuro è il mondo intero”

a pag. 9

I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre

Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter­ pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. Stabilità e certezza sono oggi più lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac­ cordi tra CNI e Governo che fine faranno?” / alle pagg. 18­19

Eucentre per ricostruire la sicurezza A Pavia il Centro Europeo di Ricerca Formazione in Ingegneria Sismica →epag.25

a pag. 10

Professionisti al passo coi tempi...

Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documen→ pag.5 tare la consegna.

Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter­ pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. Stabilità e certezza sono oggi più lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac­ cordi tra CNI e Governo che fine faranno?” / alle pagg. 18­19

Editoriale

Macerie ovunque, interi paesi rasi al suolo, gente disperata, sguardi persi. No, non è lo scenario di guerra che ci arriva da qualche zona remota del mondo, a cui siamo tristemente abituati. È la forza devastante del terremoto che ha colpito, e continua a farlo, il nostro Centro Italia. Una faglia che si è estesa per cinquanta chilometri, una ferita su quelle terre che non si potrà più rimarginare. L’Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; schiaffeggiata dalla mano della natura che a volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure il nostro paese risulta essere nelle prime posizioni per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie antisismiche nelle nuove costruzioni. Cosa succede allora? Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica), ha dichiarato che “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirlo”. Il problema pertanto è la sicurezza delle costruzioni più datate, e di un immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto il mondo, fatto di chiese, monumenti, palazzi storici, emblema di un passato grandioso che ha visto protagonisti i più grandi artisti e ingegneri di tutti i tempi. Il tema della sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, più volte trattato dal nostro giornale e a cui le nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna così alla ribalta in un frangente – purtroppo non l’unico negli ultimi anni - tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de L’Ammonitore abbiamo rivolto molti inviti al settore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta ci sentiamo di invitare tutti a investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sul nostro prezioso patrimonio artistico, perché il futuro non si prevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.

→ pag.37

Eucentre per ricostruire la sicurezza A Pavia il Centro Europeo di Ricerca Formazione in Ingegneria Sismica →epag.25

a pag. 10

Copia offerta da:

Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano

Programma Corsi di Aggiornamento Professionale Gennaio - Maggio 2017

Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documen→ pag.5 tare la consegna.

© Collegio degli ingegneri e Architetti di Milano

È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione

NEWSLETTER – Nr.01 – Pag.1

MACCHINE UTENSILI

50 anni di torni

Fondata da Paolo Giana nel 1966, Torgim compie il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività. Il comune di Magnago vide un grande sviluppo economico e industriale già a partire dalla seconda metà del 1800. Con il passare dei decenni il territorio s’è via via arricchito di aziende manifatturiere che hanno rappresentato delle vere eccellenze in molti settori industriali. [pag. 11]

www.ammonitore.com

Novembre/Dicembre 2016

#4maggio 2016 mensile

Italia scossa

LA TRIVELLA

In collaborazione con:

[pag. 10]

– Anno 72 - n. 9

di Fabio Chiavieri

segue a pag. 2

Professionisti al passo coi tempi...

Oggi si parla molto di Industria 4.0 applicata alla produzione. Ma occorre ricordare che l’efficienza del flusso produttivo passa attraverso l’ottimizzazione della movimentazione dei materiali all'interno delle aziende.

PROGE T TA ZIONE

VENERDÌ 13 GENNAIO 2017

FINANZIAMENTI PMI

TAVOLA ROTONDA

Macerie ovunque, interi paesi rasi al suolo, gente disperata, sguardi persi. No, non è lo scenario di guerra che ci arriva da qualche zona remota del mondo, a cui siamo tristemente abituati. È la forza devastante del terremoto che ha colpito, e continua a farlo, il nostro Centro Italia. Una faglia che si è estesa per cinquanta chilometri, una ferita su quelle terre che non si potrà più rimarginare. L’Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; schiaffeggiata dalla mano della natura che a volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure il nostro paese risulta essere nelle prime posizioni per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie antisismiche nelle nuove costruzioni. Cosa succede allora? Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica), ha dichiarato che “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirlo”. Il problema pertanto è la sicurezza delle costruzioni più datate, e di un immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto il mondo, fatto di chiese, monumenti, palazzi storici, emblema di un passato grandioso che ha visto protagonisti i più grandi artisti e ingegneri di tutti i tempi. Il tema della sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, più volte trattato dal nostro giornale e a cui le nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna così alla ribalta in un frangente – purtroppo non l’unico negli ultimi anni - tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de L’Ammonitore abbiamo rivolto molti inviti al settore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta ci sentiamo di invitare tutti a investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sul nostro prezioso patrimonio artistico, perché il futuro non si prevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.

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ZANZARE 16 C’era una volta il West… di Alex Pezzin Via libera alla finanza innovativa, quali risposte alla stretta del credito?

IN QUESTO NUMERO

[pag. 14]

[pag. 14]

AUTOMAZIONE

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AT T UA L I TÀ

MATERIE PRIME

Il cliente prima di tutto

In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano. MISURA

Un ponte tra passato e futuro

www.meccanica-automazione.com

MENSILE D’INFORMAZIONE PER LA PRODUZIONE E L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

GOVERNO IN CRISI

I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre

ROBOTICA

Al centro della fabbrica intelligente

|

Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualità M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilità M-Steel si caratterizza per affidabilità, coerenza e prevedibilità nelle lavorazioni, riducendo i così costi di pro[pag. 12] duzione.

LAMIERA

40 anni di storia e successi nella robotica industriale

Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. L’azienda festeggia infatti i 40 anni di attività: una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.

UTENSILI

Trasformare l’esperienza di oltre 40 anni di attività in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalità di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato all’automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.

M-Steel qualità da oltre 40 anni

L’anello che mancava: l’utensile connesso al sistema produttivo

MACCHINE UTENSILI

Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sull’onda dei mercati

L’utensile “intelligente” è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]

[pag. 18]

M-Steel qualità da oltre 40 anni

Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualità M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilità M-Steel si caratterizza per affidabilità, coerenza e prevedibilità nelle lavorazioni, riducendo i così costi di pro[pag. 12] duzione.

INTERVISTA Gianfranco Carbonato, un’emozione che dura da quarant’anni

LAMIERA

MISURA

40 anni di storia e successi nella robotica industriale

Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. L’azienda festeggia infatti i 40 anni di attività: una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.

UTENSILI

Trasformare l’esperienza di oltre 40 anni di attività in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalità di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato all’automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.

L’anello che mancava: l’utensile connesso al sistema produttivo

STORIA DI COPERTINA

TENDENZE Generative design, come cambierà il mondo PANORAMA La formazione salesiana professionale SPECIALE Robotica Sempre più al centro dello sviluppo

CAD/CAM unico per il settore Lamiera

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DOSSIER Macchine di misura Amici per il micron

MATERIE PRIME

Il cliente prima di tutto

In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano.

Un ponte tra passato e futuro

IN QUESTO NUMERO

INTERVISTA Gianfranco Carbonato, un’emozione che dura da quarant’anni

CONTROLLO VOLATILI 54 Piccioni in lista d’attesa a cura di G. Dassi 56 Colombi urbani: rischi, danni e possibili soluzioni di Marco Pellizzari

MATERIALE ELETTRICO

FORMAZIONE 14 Un nuovo percorso di crescita professionale di Luca Priori Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/MI

VALIDAZIONE

Il ruolo del BIM nella sicurezza in cantiere

IL BUSINESS MAGAZINE DEI DISTRIBUTORI E GROSSISTI DI MATERIALE ELETTRICO

PEST MANAGEMENT 50 L’evoluzione del controllo dei roditori sinantropici di Michele Ruzza

STORIA DI COPERTINA

TENDENZE Generative design, come cambierà il mondo

MACCHINE UTENSILI

PANORAMA La formazione salesiana professionale

Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sull’onda dei mercati

L’utensile “intelligente” è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]

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PEST CONTROL 34 Le più comuni formiche in Italia a cura di Chiara Dassi

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L’arte

di ottenere ragione Graziano Dassi

M

i verrebbe da iniziare questo disinfestastorie con una frase di Paolo Cevoli, comico, cabarettista e attore riminese che, in una sua famosa esibizione in cui raccontava del suo impegno come assessore alle attività varie ed eventuali in un piccolo paese romagnolo, alla domanda: “Con ciò cosa vuole dire?” risponde: “Non lo so! Però ho ragione!”. Questa è la chiave di lettura che suggerirei di

UNA LETTURA CONSIGLIATA L’arte di ottenere ragione di Arthur Schopenhauer fornisce trentotto stratagemmi, leciti e illeciti, a cui ricorrere per “ottenere” ragione:In questo libro quanto mai utile, Schopenhauer ci indica “le vie traverse e i trucchi di cui si serve l’ordinaria natura umana per celare i suoi difetti”. La prima pubblicazione risale al 1831 ma è un libro ancora utile per districarsi nelle numerose notizie circolanti a piede libero nel Web.

utilizzare nel leggere queste mie riflessioni. E, per sottolineare la serietà di quanto sto dicendo, inizierei con una barzelletta con cui David J. Hand, presidente della Royal Statistical Society e professore emerito di Matematica all’Imperial College, sottolinea la difficoltà di interpretare i dati statistici a nostra disposizione e l’importanza di quelli che non abbiamo (ma che sarebbe opportuno ricercare). A questo proposito, il nostro professore emerito narra che, passeggiando in una via londinese, notò un signore anziano che disponeva mucchietti di polvere al centro della carreggiata a intervalli di 15 metri. Incuriosito, Hand chiese il perché di tale attività. La risposta fu sconcertante: “È una polvere per gli elefanti, serve a tenerli lontani, perché proprio non la possono sopportare”. La replica che ognuno di noi farebbe è questa: “Ma a Londra non ci sono elefanti!”. “Esatto!” risponde con entusiastica soddisfazione il vecchietto “vede che funziona che è una meraviglia!”. Purtroppo nei nostri edifici, fabbriche e parchi le entità biologiche infestanti mi sembrano sempre più a loro agio nonostante il nostro darsi da fare per contrastarne la diffusione. Quindi il nostro im-

pegno mi pare dovrebbe concentrarsi sui punti critici ambientali, tecnologici e di consuetudini più o meno consolidate. Le ipotesi riguardo alla diffusione sempre più accentuata degli infestanti sono molteplici, ognuna condizionata dal ruolo di chi le sostiene. Gli ambientalisti difendono a spada tratta le loro tesi che trovano molto credito nei media, i funzionari pubblici giocoforza non le possono ignorare, i disinfestatori devono trovare la quadratura del cerchio fra la soluzione del problema e il rispetto delle norme e delle varie circolari a volte contraddittorie e con differenti disposizioni dalle Regioni, per non dire da Comune a Comune. In tutto questo coacervo non si possono dimenticare i produttori delle risorse tecniche. Ora, le associazioni di categoria hanno o dovrebbero avere un ruolo assolutamente non trascurabile. La loro voce è di fatto la voce di chi agisce in prima linea. La soluzione a questo bailamme può essere rappresentata dalla realizzazione di carte e/o planimetrie entomologiche dettagliate da tenere aggiornate anno dopo anno per gli interventi sul territorio, con un aggiornamento più frequente soprattutto per la filiera alimentare e sanitaria.

DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

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ASSOCIAZIONI

Un comparto che guarda

al futuro

Lo sviluppo sostenibile è un tema ancora più importante quando si parla di attività strategiche ed essenziali per la tutela della salute umana come quelle di Pest Management. Con AIDPI facciamo il punto sugli attuali e prossimi obiettivi del settore Simone Ciapparelli

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DIMENSIONE PULITO | OTT 2022


‘‘P

est Management sostenibile: opportunità e sviluppi futuri” è il tema scelto da AIDPI (Associazione Imprese Disinfestazione Professionale Italiane) per il suo consueto Forum biennale, che quest’anno si terrà il 13 e il 14 ottobre 2022 presso il Palacongressi di Rimini. Due giorni di conferenze tenute da autorevoli esperti del settore che si concentreranno su una questione sempre più sentita dall’opinione pubblica, quella che vede la conciliazione delle attività produttive con la tutela ambientale e la riduzione dell’impatto inquinante sul pianeta: anche il mondo della disinfestazione è chiamato a fare la sua parte, mettendo in atto strategie operative che garantiscano la salute umana e quella degli ecosistemi. A pochi giorni da questo evento, abbiamo incontrato Licia Rosetti Betti, direttrice di AIDPI, per meglio capire come il settore del pest management si evolverà nel prossimo futuro, come sta affrontando questo delicato momento storico e quali sono gli obiettivi presenti e futuri dell’Associazione.

quanto riguarda le strategie interne, le aziende stanno applicando aumenti dei prezzi dei servizi limitati alla sola parte relativa ai materiali e ai costi di trasferimento. Vi è inoltre una forte preoccupazione per quanto riguarda le gare di appalto per servizi nell’ambito pubblico. Storicamente infatti gli enti pubblici, condizionati dal Patto di Stabilità, formulano le gare di appalto basandosi sugli importi a base d’asta

che mancava erano gli strumenti per consolidare e attestare questi aspetti. Rispetto al passato ora vi sono diversi standard e norme che aiutano le aziende ad adottare procedure professionali: oltre alle già note ISO 9001 per la qualità e ISO 14001 per l’ambiente, si è aggiunta nel 2015 la UNI EN 16636 che, oltre ad aver definito il processo di erogazione del servizio, ha identificato ed evidenziato i necessari requisiti e le

applicati negli anni precedenti. Per le gare future è necessario che vengano eseguite correzioni sugli importi basati sulla realtà del periodo e non sul mero calcolo basato su un coefficiente di indicizzazione dell’inflazione impostato molto prima dell’attuale crisi. Il rischio conseguente è che non sia possibile garantire la qualità dei servizi a causa di importi non più adeguati.

competenze in capo agli Operatori del Pest Control. Inoltre, l’adesione all’Associazione di categoria permette alla Imprese associate di essere costantemente aggiornate sui cambiamenti e le evoluzioni del settore. Sebbene le attività di disinfestazione civile abbiano un impatto enormemente inferiore rispetto ai trattamenti fitosanitari in agricoltura, era ed è comunque necessario mettere in atto strategie per rendere gli interventi di contenimento degli infestanti sempre più sostenibili ma comunque efficaci. In ottica di sostenibilità, anche il settore del Pest Management si sta da tempo orientando verso un approccio più “green” prediligendo tecniche, dispositivi e prodotti che riducano al minimo l’impatto sull’ambiente.

Tra crisi energetica e rincaro delle materie prime, quello attuale non è un momento facile per l’economia mondiale: in che modo queste difficoltà stanno toccando il vostro settore, e come stanno affrontando la situazione le imprese vostre associate? Il mondo della disinfestazione è semSia i prodotti da utilizzare che le atpre più orientato alla professionalità e trezzature necessarie al nostro lavoro all’utilizzo consapevole stanno registrando imdelle competenze: quali portanti aumenti dei cosono le caratteristiche sti di acquisto e per queche contraddistinguono sto motivo molte aziende il pest control odierno e del pest management lo differenziano rispetto hanno adottato la straal passato? tegia di acquistare con Riteniamo che professiomesi di anticipo i manalità e consapevolezza teriali necessari per le facessero parte da tempo attività del 2023, in predel bagaglio della magvisione che possano regior parte delle aziende gistrarsi ulteriori rialzi Licia Rosetti Betti, di disinfestazione. Ciò nel prossimo futuro. Per direttice AIDPI

Sentiamo infatti sempre più spesso parlare di pest management sostenibile: cosa significa per voi, e in che modo si può arrivare a soddisfare questa necessità? Nel 2019 è nato il

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ASSOCIAZIONI

progetto “Disinfestazione Sostenibile”, quali obiettivi si pone? A fronte della richiesta oramai universale di promuovere i concetti di sostenibilità e di sviluppo sostenibile nei processi economici, anche il settore della disinfestazione da tempo si interroga sulle modalità di applicazione di questi aspetti nell’operatività quotidiana. Un’esigenza, questa, resa ancora più urgente per il comparto del Pest Control, a fronte delle disposizioni legislative nazionali e comunitarie e di una sempre più sensibile opinione pubblica, che implicano una drastica riduzione di prodotti chimici nelle attività di contrasto agli infestanti, promuovendo il consolidamento di soluzioni a basso impatto ambientale. Per essere in linea anche con gli obiettivi che Agenda 2030 si è data e che riconosce una stretta connessione tra benessere umano, salute, tutela degli animali e rispetto ambientale, AIDPI ha avviato il “Progetto Disinfestazione Sostenibile” per realizzare un Protocollo orientato ai principi dello Sviluppo Sostenibile ed alla specificità della produzione biologica alimentare. Il progetto iniziato nel 2019, e ripreso a causa della pandemia solo a metà ottobre 2021, intende realizzare un protocollo per l’erogazione dei servizi di Pest Management che, da un lato, tenga conto della sostenibilità ambientale in relazione alle metodologie, alle attrezzature ed ai prodotti utilizzati, e, al tempo stesso, sia riconducibile al settore alimentare operante nel biologico, con particolare riferimento al Biologico 3.0. AIDPI ha deciso di imboccare da subito la via della Normazione ufficiale, ed ha presentato il progetto “Disinfestazione Sostenibile” ad UNI (Ente Italiano di Normazione), che lo ha ritenuto non solo interessante, ma anche strategico, in quanto non esiste nel comparto un percorso avviato per giungere ad una normazione volontaria nell’ambito delle attività di Pest Management e soprattutto con una specificità sul-

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la sostenibilità. Il progetto, quindi, ha intrapreso un percorso parallelo che porterà ad una doppia Normativa ufficiale UNI: la prima (NORMA) rivolta all’intero settore dei servizi di Disinfestazione, la seconda (P.d.R.) per la pubblicazione di un vero e proprio protocollo operativo ad uso dell’importante comparto che riguarda l’intero FOOD Biologico. In occasione di Ecomondo, AIDPI farà parte, insieme ad altre associazioni, del progetto “Villaggio della sanificazione”, istituito nel 2021: di che cosa si tratta? Si tratta di un’area all’interno della Fiera esclusivamente dedicata al tema della Sanificazione in cui saranno organizzati incontri, eventi e tavole rotonde, dedicati all’argomento e alla sua evoluzione. Saranno inoltre presenti espositori di prodotti e tecnologie per la prevenzione e salubrità degli ambienti pubblici e privati. Nel 2021 AIDPI, presente all’interno del Villaggio, ha organizzato interessanti incontri quali: “Cambiamenti climatici e gli infestanti critici”; “Trattamenti di sanificazione e possibili nuovi scenari”; “Nuove frontiere della disinfestazione professionale sostenibile” con lo scopo di confrontarsi e dialogare su tematiche sempre in evoluzione. Anche quest’anno AIDPI non mancherà all’appuntamento e farà parte del progetto organizzando incontri sull’evoluzione delle attività di sanificazione alla luce del “rientro” dell’emergenza sanitaria. Segnaliamo in particolare la partecipazione del nostro Vicepresidente, Dino Gramellini, alla tavola rotonda sul tema “La sanificazione e le nuove aspettative di igiene collettiva. Come i sistemi pubblico e privato potranno rispondere?” Quali sono i traguardi raggiunti dall’associazione negli ultimi anni che considerate più degni di nota, e quali iniziative avete in cantiere per il

prossimo futuro? L’Associazione AIDPI è stata costituita a fine 2018 e in pochi anni i passi percorsi ed i traguardi raggiunti sono stati tanti. Il compito principale che ci siamo dati è di tutelare e sviluppare gli interessi legittimi dei nostri Associati, che ad oggi sono più di 200, e di promuovere la professionalità nella transizione da Pest Control ad Integrated Pest Management. Tra gli obiettivi più importanti raggiunti vorrei ricordare la pubblicazione, nel 2019, delle linee guida per la gestione dei rifiuti allo scopo di individuare la tipologia e la classificazione di quelli che derivano dalle attività di pest control e di consentire alle aziende di operare in un contesto di difficile gestione; la Prassi di riferimento del 2020 per la UNI EN 16636 (PdR 86/2020), contenente linee guida per l’applicazione della Norma; l’adesione a Unionservizi Confapi, per meglio tutelare il riconoscimento della specificità dei servizi di Pest Control e della professionalità degli operatori; la rivista + Pest Management, interamente dedicata al settore della disinfestazione; il Progetto Disinfestazione sostenibile, del quale abbiamo già parlato. Sono momenti qualificanti anche gli attesi appuntamenti biennali, il Seminario sul controllo dei Culicidi, il Forum che affronta ogni anno tematiche di attualità, dal controllo dei roditori del 2020 alla Sostenibilità di quest’anno, la Fiera Disinfestando, la consolidata Formazione targata Sinergitech e gli incontri di approfondimento e aggiornamento che riprenderanno a breve. Insomma: tanti Eventi che hanno caratterizzato questi ormai quattro anni di intensa attività associativa. AIDPI nel prossimo futuro intende continuare a guardare sempre più lontano e individuare gli spazi e le opportunità che la domanda di Pest Management sta proponendo: ma ricordiamoci che non sempre occorre scrutare l’orizzonte, perché a volte il futuro è già presente.


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Vi presentiamo Envu: ambienti più sani per tutti, in tutto il mondo per superare le più importanti sfide con cui oggi tutti si confrontano in questo settore. “Come leader di fiducia del settore, sappiamo che per garantire un successo costante ai nostri clienti sono necessari partnership forti e una nuova prospettiva” ha affermato Gilles Galliou, presidente della divisione Environmental Science Professional di Bayer e futuro CEO della nuova azienda indipendente. “Per questo Envu si impegnerà a offrire ai clienti soluzioni innovative per aiutarli a promuovere la loro attività e a superare le più difficili sfide con cui oggi ci confrontiamo nel nostro settore”. Envu lavorerà al fianco dei clienti, guardando le sfide con i loro occhi, combinando diversi punti di vista e una visione che va oltre la chimica: “Il fatto che la nostra nuova azienda si concentri esclusivamente sull’ambito environmental science ci consentirà di risolvere i problemi in modo più rapido, più intelligente e più efficiente” ha affermato Galliou. “Abbiamo il chiaro obiettivo che il nostro lavoro per superare le sfide di oggi aiuti a garantire un futuro più sano” ha sottolineato Galliou. È stato annunciato il futuro nome che la divisione Bayer Environmental Science Professional assumerà con la conclusione dell’acquisizione da Bayer da parte di Cinven. Come azienda indipendente diventerà ENVU: il nome, che si pronuncia “en-viu”, deriva da “environment” (ambiente) e “vision” (visione). Envu viene fondata nel 2022, una nuova azienda nata sui molti anni di esperienza di Bayer, con un unico obiettivo: promuovere ambienti salubri per tutti, ovunque. Offrirà servizi dedicati nell’ambito della disinfestazione professionale, del controllo delle zanzare, dei vivai forestali e ornamentali, della gestione professionale di campi da golf, tappeti erbosi, parchi e giardini, prati e pascoli, del diserbo industriale. In tutte le sue linee di business lavorerà per soluzioni che vadano oltre la chimica, collaborando con i suoi clienti per soluzioni innovative per il presente e per il futuro. Envu si impegnerà a offrire ai clienti soluzioni innovative per aiutarli a promuovere la loro attività e a collaborare

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REGOLAMENTI

Linee guida per un disciplinare

“sostenibile” Il sottotitolo di questo articolo potrebbe essere “Andare contro vento”, perché mi sembra di ravvisare una certa incoerenza fra le istanze di principio e i risultati concretamente raggiunti a cura di Graziano Dassi

È

la vexata quaestio fra l’enunciato di una legge, i decreti attuativi, la sua applicazione e la misurazione dei risultati che si prefiggeva che, a parer mio, ha portato a una situazione piuttosto ingarbugliata. Dalla leggendaria storia della Torre di Babele sono passati parecchi secoli, ma le confusioni linguistiche hanno trovato nei social media e in certe norme una attuale rinvigorita attuazione. A tal proposito mi sembra pertinente citare un’affermazione di Saint-Just (17671794): “Le lunghe leggi sono calamità pubbliche”, (nel suo caso anche priva-

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DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

te visto che un tribunale lo condannò alla ghigliottina). DEFINIZIONE DI “DISCIPLINARE” Esamino alcune definizioni del termine dalle quali deriverò quella che più si avvicina ai miei intendimenti: • Dalla Treccani: dal tardo latino disciplinaris: (omissis) Nel diritto amministrativo, atto adottato dall’autorità amministrativa, che contiene le modalità da osservarsi sia dall’amministrazione sia dall’altra parte nello svolgimento di determinati rapporti; o che specifica le norme e gli obblighi che devono esse-

re osservati, nell’interesse generale, da chi esercita una particolare attività (per es., il disciplinare «per la tutela delle denominazioni di origine dei mosti e dei vini», emanato nel dic. 1963). • Da un paio di vocabolari d’italiano: Verbo: 1 Abituare, sottoporre qualcuno a una disciplina: ad esempio disciplinare i figli, i cittadini, gli automobilisti, i fedeli, gli iscritti a un sodalizio 2 estendendone il significato: ordinare secondo certe norme ad es. disciplinare il traffico; in senso fig., frenare un sentimento, un istinto; 3 (Riflessivo): assoggettarsi a una disciplina; imporsela. 4 (Aggettivo): diretto a garantire la disciplina o a punire episodi di inosservanza o di insubordinazione. 5 (Sostantivo): complesso di disposizioni che regolano l’esercizio di un’attività o le caratteristiche di un prodotto o di un servizio. Le definizioni convergono verso l’attenersi a delle regole nell’interesse generale. Detta così appare lineare, ma l’interesse generale non è facile da


definire: alcuni lo potrebbero intendere in senso ambientale, altri in senso sanitario e altri dal punto di vista igienico. Nell’ars disinfestandi a parer mio molto dipende dalla gravità dell’infestazione e conseguentemente dagli aspetti igienico-sanitari, dalle risorse tecniche e farmacologiche disponibili, dal tempo a disposizione per risolvere il problema, dallo stato di degrado più o meno grave in cui si opera. Ma la cosa non si esaurisce in queste variabili perché le disponibilità economiche non possono essere trascurate. Naturalmente le capacità professionali sono un prerequisito imprescindibile, ma vale quel detto che recita: “La salute è una gran cosa, ma la salute senza soldi è quasi una malattia”. COMMENTI La “definizione del problema a tutto tondo” presuppone un lavoro di mo-

nitoraggio, planimetrico ed entomologico (in senso lato) tanto complesso quanto indispensabile. Molto è stato fatto nella filiera alimentare di alto livello, meno a livello del territorio. Vi sono Comuni in cui da anni si effettuano servizi di lotta alle zanzare dove l’analisi territoriale non è sufficientemente dettagliata. Magari il Capitolato d’Appalto prevede relazioni di fine lavoro che non sottolineano la dinamica dell’infestazione, in estrema sintesi: • determinazione delle specie • stima quantitativa area per area • periodo di massimo fastidio • autocontrollo dei risultati ottenuti • modifiche tecniche e organizzative da adottare nel futuro. Ciò esposto, sia pure a volo radente, affronta il tema dei controlli. Ritenendo che la stima quali-quantitativa delle zanzare sia oggettivamente difficile, ne deriva che i controlli dovrebbero

basarsi su metodi statistici in cui si integrano: • dati numerici (catture per mezzo di trappole, conta delle punture) valutati cum grano salis ossia usando la testa e tenendo conto della teoria degli errori; • raccolta ordinata e tempestiva delle lamentazioni dei cittadini: data, ora e luogo incrociando il tutto con i dati meteo; • riscontri sanitari di natura sia umana che veterinaria. Orbene il tutto può sembrare oneroso, se non addirittura eccessivo, ma è altrettanto vero che in molte realtà la lotta alle zanzare e ai roditori vanta decenni di storia eppure molti dati mancano ad un esame critico dello storico. In fondo è interesse di tutti che i servizi di disinfestazione risolvano i problemi in modo sostenibile e il metodo per approssimazioni successive mi sembra tecnicamente rigoroso ed economicamente fattibile.

IL DECALOGO DI UN DISCIPLINARE TECNICO DI BUON SENSO 1

Definizione del problema a tutto tondo

Gravità della situazione. Conoscenza del contesto in cui si opera con formalizzazione cartografica: chi, quanti/e, dove.

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Obiettivi raggiungibili a breve, medio termine

Molto dipende dalla gravità e dalla situazione ambientale e dallo storico

3

Competenze professionali per raggiungere gli obiettivi

Il responsabile del servizio, deve avere le conoscenze necessarie, l’autorità per realizzarle e le risorse economiche per concretizzarle

4

Risorse tecniche e farmacologiche necessarie

Selezionarle in funzione dell’efficacia e della sicurezza in senso lato e delle norme che spesso sono “disarmanti”

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Progetto di fattibilità e tempo di realizzazione

Quanto detto deve essere integrato in un progetto atto a raggiungere gli obiettivi: perché lo faccio, come lo faccio, quando lo faccio, chi ne è il responsabile, chi controlla i risultati

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Computo metrico estimativo

Definizione analitica dei costi di produzione e controllo dei risultati

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Metodiche di valutazione dei risultati

Una volta definiti gli obiettivi, la stima dei risultati è il mezzo per valutare se ci sono stati errori progettuali per correggere il tiro oppure esecutivi e quindi agire sulla formazione dei tecnici o altro (ad esempio cambiamenti significativi meteorici/climatici)

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Esposizione sintetica e univoca

La descrizione dei criteri valutativi e/o tecnici non deve lasciare adito a dubbi interpretativi e soprattutto a contraddizioni

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Da completare caso per caso

Ad esempio sottolineare criticità storiche o peculiarità ambientali

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Vuota per aggiunte da parte dei lettori

………………………

DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

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FORMAZIONE

Un nuovo percorso

di crescita professionale È un’autentica rivoluzione formativa quella che si appresta a vivere A.N.I.D., l’Associazione Nazionale delle Imprese di Disinfestazione Luca Priori responsabile ufficio stampa A.N.I.D.

Marco Benedetti, presidente A.N.I.D.

A

presentarci la nuova iniziativa A.N.I.D., volta ad offrire ai professionisti della disinfestazione una formazione che vada oltre le competenze tecniche e abbracci anche quelle relazionali, sempre più richieste dal mercato, è il presidente dell’Associazione Marco Benedetti: “L’obiettivo prioritario è stato quello di comprendere al meglio come proseguire e migliorare la percezione che i clienti hanno delle aziende nostre associate”. Dalla segreteria, al direttore tecnico per arrivare al tecnico disinfestatore, tutti devono utilizzare al meglio la comunicazione. È esattamente seguendo questo percorso concettuale che Benedetti, coadiuvato da tutto il consiglio direttivo, intende dare un forte segnale di rilancio e crescita all’interno del settore e più in generale nel mare magnum del mercato. “In questa dire-

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zione va anche l’attenzione che vogliamo dedicare a tutto il personale che fa parte delle aziende associate. Per questo motivo il primo segnale che vogliamo dare è proprio quello di fare un “percorso” di crescita personale che applicato su me stesso ha fatto la differenza nel mio modo di relazionarmi”. In che modo A.N.I.D. vuole intraprendere nella pratica questo innovativo passaggio? “Percorrendo la strada per primi. Saremo infatti noi membri del direttivo A.N.I.D. a frequentare in anteprima il corso in programma il prossimo 5 ottobre per tutta la giornata, dalle 10,30 alle 18,30 all’Hotel AirPort di Bologna”. Nello specifico quali sono gli obiettivi che poi, a vostra volta, dovrete proporre ai vostri associati?

“Il primo obiettivo è quella di capire noi, per far capire ai nostri associati, quanto sia importante diventare consapevoli di come le competenze tecniche possono ricevere un rinforzo fondamentale anche da un elemento fino ad oggi forse valutato meno, specie in un campo apparentemente distante quale può essere il nostro, ovvero l’acquisire migliori competenze relazionali, le cosiddette soft skills”. Di cosa si tratta in concreto? “Si tratta di capire insieme quanto, quando e soprattutto come usare la voce in modo consapevole perché possa aiutarci in tutte le mansioni che svolgiamo”. Un percorso che pone le capacità comunicative e relazionali come valore aggiunto in termini di produttività anche in un lavoro molto pratico e ma-


nuale come quello del disinfestatore… “Il corso sarà tenuto da un’eccellenza nella materia quale il vocal-coach Andrea Bordin. Nelle sue attività ha messo a punto e coniugato due tecniche relazionali, una che predilige il controllo del corpo e delle emozioni e l'altra che punta a sviluppare un naturale flusso di energia attraverso il corpo e la voce. Nel corso degli anni ha formato migliaia di persone su tematiche relative alla leadership, ai processi decisionali, alle tecniche di vendita e negoziazione e sull’uso della voce come strumento per ottenere grandi risultati in tutti questi ambiti, ma anche per aumentare la propria autostima e il benessere per sé stessi e per gli altri. Per questo abbiamo scelto proprio lui per approcciarsi a questo importante salto in avanti che ci porti a fare la differenza e a percepirla noi per primi nella rinnovata qualità del servizio che andiamo a offrire ai clienti”. In un settore come il nostro quale impatto può avere la voce del disinfestatore? “La voce ha un enorme potere sulle relazioni in ogni ambito della nostra vita, incluso quello lavorativo. Basti pensare a quando un cliente si rivolge con preoccupazione al disinfestatore. Risulterà ansioso, spaventato, preoccupato, a volte anche agitato per la presenza di infestanti e con una carica emotiva sproporzionata rispetto alla situazione. Proprio in quei casi la voce del disinfestatore può diventare uno strumento di soluzione riuscendo per prima cosa nell’impresa di calmare il cliente parlandogli nel modo corretto”. Oltre questa novità quali saranno le proposte che A.N.I.D. proporrà ai propri associati, in termini di formazione? “Puntiamo alla crescita e all’innovazione, rispondendo a tutte le sfide che la modernità pone quotidianamente. Vogliamo consolidare sempre di più la grande e pienamente riconosciuta esperienza che alberga in questa as-

sociazione che si fregia di erogare un servizio di formazione professionale di assoluto riferimento per chiunque intenda diventare trained professional nell’ambito del pest management. Il percorso ideato e sviluppato dall'Associazione è unanimemente riconosciuto come scientificamente rigoroso, tecnicamente corretto ed eticamente super partes. Rivolgendosi da sempre non solo alle aziende associate ma anche ad altri utenti, pubblici e privati, A.N.I.D. ha inventato quegli schemi formativi divenuti nel tempo il modello standard per la preparazione di tutte le figure professionali operanti nelle imprese del comparto oppure a questo connesse, trovando progressivamente sponda anche nelle istituzioni. Oggigiorno un Tecnico Disinfestatore, com'è richiesto dalle normative vigenti, da quelle in divenire e dal mercato, deve possedere competenze tali da poterne identificare con certezza la professionalità. A.NI.D., per questa ragione, offre una formazione non solo comprovatamente adeguata e avvalorata dal criterio della terzietà, ma addirittura suffragata e documentata dalla "certificazione delle competenze" del "trained professional" con cui ha deciso di alzare ulteriormente l'asticella della qualità dell'offerta formativa. L'evoluzione della figura del tecnico in corso, che da disinfestatore diven-

ta pest manager, ha spinto dunque l'Associazione ad ideare un peculiare programma di altissimo valore didattico, inserito in uno schema elaborato secondo la norma volontaria UNI CEI EN ISO/IEC 17024. Il nuovo percorso formativo, che si dipana in 80 ore complessive, tocca tutti gli aspetti tecnici, scientifici, normativi, relazionali ed operativi inerenti al pest management, fornendo le informazioni, abilità e conoscenze ritenute ad oggi indispensabili per un tecnico che s'intenda realmente trained professional, includendo anche i concetti di sostenibilità ed eco-compatibilità. La "certificazione delle competenze", come noto, è su base volontaria, riguarda le persone fisiche ed è rilasciata da "CEPAS", che è ente di certificazione terzo, previo apposito esame cui possono accedere coloro che hanno all'attivo le 80 ore di corso, o direttamente quanti possiedono i requisiti di legge. Da settembre A.N.I.D. ha introdotto un nuovo modello formativo, rivolto anche alle figure "non trained professional" ma che tuttavia hanno per diversi motivi a che fare con il pest management. Questa proposta formativa, che affronta degli argomenti specifici inerenti al settore in una modalità più divulgativa, è denominata “formazione A.N.I.D. approved”, ed è caratterizzata anch'essa da un alto standard qualitativo”.

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ZANZARE

C’era una volta

il West...

La modalità principale di trasmissione del virus del Nilo occidentale è rappresentata da diverse specie di zanzare, che sono il primo vettore. Tra queste, in particolare, riveste un ruolo primario il genere Culex Alex Pezzin Technical and scientific manager Biblion Srl

T

ra le arbovirosi che possono essere trasmesse dalle zanzare, quella che riguarda Il virus del Nilo occidentale (noto anche con la

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denominazione inglese West Nile Virus, WNV) rappresenta da alcuni anni uno spettro che si materializza con picchi di incidenza maggiori ad ogni

fine estate. Il suo nome viene dal distretto di West Nile in Uganda, dove è stato isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre


particolarmente alta. Nel susseguirsi degli anni è stato rilevato, indagato, studiato e ricercato in molte zone planetarie anche perché era emerso un fatto, molto appariscente dal punto di vista mediatico, dovuto alla elevata moria di corvidi risultata essere causata da quel virus negli Stati Uniti d'America. Nazione dove la prima epidemia (nei confronti degli esseri umani) è stata dichiarata nello Stato di New York nel 1999. Oggi Il WNV è ormai diffuso a livello mondiale, con ceppi differenti a seconda dei luoghi ove si manifesta, evidenziando così una buona capacità di mutazione e variazione virale (Lineage). In Italia è in vigore dal 2008 una ordinanza del Ministero della Salute che dà il via a un piano di sorveglianza straordinaria della West Nile Disease, pertanto, vengono emanate da alcuni anni Ordinanze Regionali che recepiscono le Linee guida nazionali e ottemperano a monitorare in primis il livello di circolazione virale nel territorio [investigando sia l’incidenza nel vettore, le zanzare appunto, tramite analisi e ricerca con tecnica PCR della presenza del patogeno in pool di insetti adulti

catturati attraverso dispositivi specifici (trappole), sia a livello degli animali serbatoio, uccelli in primo logo. Le organizzazioni di volontariato dei donatori di sangue, nel periodo estivo, indagano le donazioni e redigono appositi questionari per avere maggiore certezza di intercettare il virus, potenzialmente nascosto anche nelle sacche di sangue. Oggi, Il virus del Nilo è stato infatti dichiarato endemico nel nostro Paese. La modalità principale di trasmissione del virus del Nilo occidentale è rappresentata da diverse specie di zanzare, che sono il primo vettore. Tra queste, in particolare, riveste un ruolo primario il genere Culex. Ovviamente tutti i fattori che favoriscono la proliferazione delle zanzare, come ad esempio le piogge abbondanti, le irrigazioni dei terreni agricoli o condizioni climatiche con temperature alte, determinano l'aumento dei contagi. Gli uccelli, stanziali, migratori o domestici, giocano un ruolo cruciale nella disseminazione del virus essendo l'animale più comunemente infettato e rappresentando il primo serbatoio. Tra gli uccelli sono soprattutto i passeri-

formi (il più grande ordine) a rappresentare il serbatoio naturale del virus. Gli uccelli migratori permettono invece lo spostamento del virus dall'Africa, prima zona endemica, verso altre zone temperate. Le zanzare, in particolare del genere Culex, pungendo gli uccelli migratori asportano sangue infetto, infettano sé stesse e quindi ogni altro animale, uomo compreso, per mezzo del “pasto di sangue”. Il virus WNV è stato trovato in varie specie di zecche, ma la ricerca attuale suggerisce come queste non siano vettori statisticamente importanti del virus. Come ci si può difendere da un nemico così potenzialmente diffuso? È importante sapere che purtroppo, a differenza dei cavalli, non esiste, ad oggi, un vaccino contro il West Nile virus per l’uomo. Le uniche misure efficaci per prevenire l'infezione sono quelle di protezione individuale per evitare il più possibile le punture di zanzara, soprattutto in certi periodi stagionali quando la sua circolazione nei territori viene segnalata con maggior forza dai sistemi di sorveglianza.

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Più efficacia nel controllo delle zanzare

Le zanzare sono tra i più importanti infestanti a causare gravi danni a livello economico e soprattutto igienico-sanitario. Uno studio mostra come questi insetti siano gli animali che causano il maggior numero di morti al mondo, arrivando ad uccidere 1.000.000 di persone nel 2022, in quanto vettori di virus e parassiti responsabili di malaria, febbre dengue, febbre del Nilo, febbre gialla, l'infezione da Zika virus, Chikungunya e filariosi linfatica. Orma presenta il rivoluzionario Sistema Antizanzare Inzecto, ideato dal Dr. Phil Koehler, professore emeri-

to di Entomologia Urbana presso il Dipartimento di Entomologia dell’Università della Florida e cofinanziato dal Pentagono in quanto interessato ad avere uno strumento per proteggere le truppe da malattie trasmesse da insetti volanti come le zanzare. Questo sistema controlla le popolazioni di zanzare agendo sui primi stadi di sviluppo, ovvero le larve che si trovano in acqua, impedendo loro la metamorfosi nello stadio successivo di pupa e poi in quello di adulto. Di conseguenza le larve, non potendo completare il proprio ciclo, muoiono. Il Siste-

ma Antizanzare Inzecto è composto da una trappola da riempire con acqua, il Mosquito trap, e da una tavoletta ceramica, il Mosquito chip, che va inserita all’interno della trappola. Il chip rilascia il piriproxifen, un regolatore di crescita, che va ad interferire con il processo di metamorfosi. COME FUNZIONA E COME SI UTILIZZA Durante lo stadio di larva viene prodotto l’ormone giovanile, il cui compito è quello di attivare il gene Krh1 che impedisce alla larva di diventare pupa precocemente. Quando la larva

è pronta a diventare pupa questo ormone smette di essere secreto, così che la metamorfosi possa avvenire. Il compito dell’inibitore della crescita piriproxifen è quello di mimare l’azione dell’ormone giovanile ed entrare in azione quando questo smette di essere secreto così da impedire la metamorfosi. A livello tecnico, la superficie del mosquito chip è trattata con un rivestimento brevettato micro-poroso i cui pori hanno il compito di proteggere il piriproxifen da un precoce deterioramento e allo stesso tempo ne permettono un lento rilascio nel tempo, andando a coprire un periodo di 3 mesi. Contemporaneamente la Mosquito trap è stata disegnata per ricreare un ambiente di coltura per le zanzare il più attrattivo possibile grazie alla sua forma e struttura interna, al colore nero e rosso da cui questi insetti sono attratti e alla presenza all’interno di un attrattivo organico biodegradabile per zanzare. Una volta preparata la trappola, questa va posizionata in zone ombrose evitando la diretta luce. Una singola trappola copre 100 mq, è di facile manutenzione in quanto basta rabboccare con acqua quando necessario e inoltre è sicura per gli altri animali e l’uomo: il larvicida è a bassissima tossicità e rimane all’interno della trappola accessibile solo ai target.


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Spectre: monitoraggio e controllo infestanti innovativo e sostenibile

La Divisione Vebi Tech si rivolge alle aziende e ai professionisti della disinfestazione, offrendo un’ampia gamma di prodotti e soluzioni con molteplici tipi di formulazioni e principi attivi per la lotta a topi, ratti e insetti nocivi. Inoltre, l’assortimento si completa con diserbanti, repellenti, disinfettanti, lampade U.V, attrezzature per la sanificazione e soluzioni per la cura del verde.

Ricerca continua, investimenti in innovazione e miglioramento costante, contraddistinguono l’attività di Ricerca e Sviluppo di Vebi Tech. La Divisione vanta una profonda conoscenza del settore, frutto del lavoro di esperti professionisti, sperimentazione sul campo e in laboratorio, sinergie di idee in collaborazione con professionisti, enti accreditati, clienti, fornitori e Università. Vebi Tech garantisce attività

di consulenza, formazione e supporto agli operatori del settore e alle aziende, attraverso corsi e seminari ideati sulle esigenze specifiche del cliente. I punti cardine della divisione Vebi Tech sono innovazione, competenza e partnership. Nell’ambito dell’innovazione due sono le novità che negli ultimi due anni hanno caratterizzato l’offerta Vebi Tech: l’App Vebi Tech, un modo semplice e veloce per consultare tutti i prodotti della gamma nonché accedere ad approfondimenti e alle speciali funzionalità, e il Sistema Spectre, un innovativo strumento da remoto per il controllo e la cattura dei roditori. L’App Vebi Tech è stata ideata pensando proprio ai professionisti del settore, per aiutarli nell’utilizzo dei prodotti e supportarli al meglio in caso di necessità. All’interno dell’App è molto semplice reperire le varie informazioni: una volta effettuato l’accesso, tramite il menu laterale è possibile avere rapido accesso al Catalogo, consultare i nuovi prodotti e trovare la soluzione ideale in base a un target specifico. Tra le funzioni più interessanti e particolari, troviamo il “Calcola il dosaggio”, un plus molto utile nell’attività quotidiana di un disinfesta-

tore. Infatti, grazie a questa opzione il professionista può eseguire il trattamento con estrema sicurezza, conoscendo la dose corretta di prodotto da utilizzare. Il Sistema Spectre è stato studiato per soddisfare le esigenze delle moderne aziende di disinfestazione per garantire ottimizzazione delle risorse nella gestione del cliente e aumento dell’efficienza grazie a un controllo H24 e 7/7. Il sistema Spectre è composto da una centralina e da una rete di sensori. Il sensore rileva il passaggio o la cattura del roditore, la centralina trasmette l’informazione al server, il quale invia una notifica tramite SMS, e-mail o tramite APP. Ciò consente all’operatore di concentrare l’attività di controllo nei punti esca in cui è stata rilevata un’attività, evitando di dover monitorare in continuazione tutta l’area. Vebi Tech offre un servizio di consulenza personalizzata per ogni cliente, tramite la valutazione tecnica del singolo cantiere, il supporto nell’attivazione del Sistema Spectre e il suo corretto funzionamento.


TRATTAMENTI

Un esempio virtuoso di lotta al

West Nile Virus Passo per passo, gli interventi necessari a combattere efficacemente le zanzare responsabili della diffusione di questo patogeno, la cui presenza in Italia è aumentata negli ultimi anni a cura di Alex Pezzin

Technical and scientific manager di Biblion Srl

D

a alcuni anni, nel periodo di fine estate, lo scenario della lotta alla diffusione del virus West-Nile entra nella sua fase più cruciale. Prendiamo in esame le strategie adottate dalla Regione Emilia-Romagna che, quest’anno, vista la circolazione precoce del virus e il rischio di un rialzo dei contagi, coinvolge i Comuni, ricordando quali sono gli strumenti a disposizione: • lotta antilarvale; • controllo e sostegno alle attività dei privati; • interventi straordinari in caso di manifestazioni all’aperto nelle ore serali; • manutenzioni dei parchi pubblici; • monitoraggi entomologici e sanitari. Nei Comuni ove è risultata maggiore la circolazione virale, inoltre, saranno effettuati trattamenti adulticidi settimanali fino alla metà di settembre negli ambienti frequentati dai più an-

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ziani (per esempio le RSA). Per il Piano regionale di sorveglianza e controllo delle cosiddette “arbovirosi”, la Giunta regionale ha confermato anche per il 2022 il proprio impegno economico, stanziando 1 milione di euro destinato a tutte le Aziende Usl e ai Comuni che contribuiscono ad attuare sul territorio molteplici azioni per contrastare la diffusione e ridurre la presenza di zanzare comuni e tigre. Già in giugno il sistema regionale di sorveglianza previsto dal Piano Regionale Arbovirosi 2022 ha evidenziato la circolazione del virus West-Nile nelle zanzare del genere Culex, vettore principale del virus. La presenza del virus è stata verificata in zanzare catturate nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Ferrara già a partire dall’inizio del mese di luglio, con un anticipo di circa 10 giorni rispetto al 2021. I casi di incidenza su uomo, a metà agosto, hanno evidenziato la positività

di 25 casi di forma neuro-invasiva della malattia, con il primo caso di decesso di una persona anziana (88 anni) nella provincia di Ferrara. Il rischio che la Regione vuole scongiurare è quello di ripetere il dato del 2018, anno in cui si registrò il maggior numero di casi di forma neuro-invasiva di malattia, con 101 casi registrati: anche allora era stata rilevata una circolazione precoce del virus. La stagione estiva in corso, tuttavia, non è peraltro caratterizzata da un’alta densità di popolazione di Culex: i dati di monitoraggio mostrati dalla rete di trappole che catturano e rivelano “l’abbondanza numerica” dell’insetto nei vari territori provinciali, dopo un picco raggiunto nella settimana dal 4 al 10 luglio, ha messo alla luce un calo numerico fino all’8 agosto (curva di flessione), dopo di che il trend è tornato a crescere. La popolazione di insetti al momento risulta inferiore alla media del quinquennio 2013-2019, ma


rimane opportuno tenere alta la guardia soprattutto in virtù del rinvenimento del virus in uccelli e zanzare anche in ambito urbano. La circolazione virale non è omogenea in tutto il territorio regionale: al 10 agosto i territori più interessati dal fenomeno sono le zone di pianura e pedecollinari delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Ravenna.

COSA SI FA PER CONTRASTARE LA DIFFUSIONE DEL VIRUS?

A tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna il cui territorio si estende nelle zone di pianura, pedecollinari e collinari, è chiesta l’attuazione rigorosa degli interventi di lotta antilarvale che ad essi competono. Questo vuol dire intensificazione delle attività di controllo, sostegno alle attività effettuate dai privati, programmazione di interventi

straordinari preventivi con adulticidi qualora sia in programma una manifestazione che comporti il ritrovo di molte persone (oltre le 200 presenze) nelle ore serali in aree all’aperto, adeguata manutenzione dei parchi pubblici, con particolare attenzione alla rimozione dei potenziali focolai larvali eliminabili e al trattamento di quelli non eliminabili. Nelle province al momento più interessate è salito il livello di guardia e le procedure di trattamenti adulticidi si sono rese necessarie, con cadenza settimanale, fino alla metà di settembre, anche nei luoghi frequentati dagli ultrasessantenni, quali ad esempio ospedali, strutture socio assistenziali e di aggregazione di persone anziane. Si ritiene che il protocollo adottato sia sufficiente anche perché se una persona viene contagiata e rimane in

quarantena in casa non sono necessari interventi di disinfestazione attorno alle residenze degli ammalati, dato che l’uomo è un ospite a fondo cieco, cioè non può contagiare altre persone. Questo fatto è rassicurante perché la forma neuro-invasiva si manifesta quando sono passati presumibilmente 15-20 giorni dall'infezione, periodo che sarebbe estremamente virale se il contagiato fosse potenzialmente pericoloso.

La presenza del virus è stata verificata in zanzare catturate in varie provincie dell’Emilia Romagna, con un anticipo di circa 10 giorni rispetto al 2021 DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

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TRATTAMENTI

IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE

Il consiglio per i cittadini, in particolare nelle province interessate da circolazione virale, è quello di proteggersi dalle punture, in particolare di sera e di notte quando è attiva la zanzara comune, applicando repellenti cutanei e adottando gli opportuni accorgimenti in casa utilizzando zampironi, elettroemanatori, zanzariere. Occorre, poi, eliminare tutti i possibili ristagni d’acqua e usare periodicamente i prodotti larvicidi: alle zanzare basta poca acqua stagnante per depositare le uova e riprodursi.

DAL PUNTO DI VISTA DEL DISINFESTATORE

Per ottemperare alle “azioni straordinarie” (soprattutto nel periodo di fine estate) è richiesto un impegno organizzativo non di poco conto ma l’obiet-

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tivo è proteggere la popolazione con interventi tecnici precisi, mirati e svolti con il massimo della professionalità tramite attrezzature adeguatamente collaudate e con prodotti insetticidi specifici miscelati sempre alla corretta diluizione e in osservanza alle indicazioni, come da etichetta. È anche necessario dialogare con i cittadini dando loro una corretta informazione, motivandoli alla collaborazione e adottare comportamenti auto-difensivi.

ESEMPIO DI TRATTAMENTO ADULTICIDA STRAORDINARIO

Le verifiche da fare prima di effettuare il trattamento sono le seguenti: • per quanto ovvio possa apparire, bisogna accertarsi che sussista la necessità dell’intervento, in quanto possono verificarsi errori nei flussi di informazione ed essere trascorso del tempo

fra la segnalazione e l’intervento; • regolamentazione della fruizione dello spazio all’aperto; è un aspetto fondamentale per la sicurezza nei confronti dei cittadini e degli animali da compagnia. Aspetti tecnici: • adozione dell’attrezzatura più idonea per ottenere un sufficiente potere abbattente senza derive inopportune; • verifica del buon funzionamento dell’attrezzatura (è un aspetto da non trascurare, i tecnici in alcuni casi tendono a farlo); • Regolazione della portata in funzione della velocità di avanzamento. Anche la pressione di erogazione ha la sua importanza in quanto è la variabile che determina il diametro delle micro-gocce erogate; • Verifica delle condizioni meteo, che


devono consentire il regolare svolgimento del lavoro.

DESCRIZIONE SOMMARIA DEL TRATTAMENTO IN ESAME

• Diametro medio delle goccioline da erogare desunto dal manuale d’uso e manutenzione ≈ 20-30 μm (1μm = 0,001 mm); • velocità media di avanzamento del veicolo ≈ 6 km/h verificata anche con un GPS al fine di avere un riscontro tecnico anche in tempo reale sulla qualità dell’intervento svolto (tempi, velocità del mezzo, percorsi e grado di copertura dell’area trattata); • il biocida utilizzato era a base di estratto naturale di piretro; • volume di erogazione medio-basso; • Due tecnici addetti all’esecuzione del lavoro (un caposquadra con la responsabilità della corretta esecuzione del trattamento, della verifica del rispetto delle norme di sicurezza e del rapporto con i cittadini e un tecnico-autista responsabile sia del buon

funzionamento del veicolo e dell'attrezzatura sia di tutti parametri necessari al rispetto dei dosaggi).

CONSIDERAZIONI GENERALI

Importante è considerare l’attività di volo della specie di zanzara bersaglio. Ad esempio, per Aedes albopictus, caratterizzata da un’attività in gran parte diurna, i trattamenti vanno condotti con irrorazioni fatte nelle prime ore della sera. Contro Culex pipiens invece, attiva durante tutta la notte, i trattamenti massimizzano la loro efficacia in questa fascia temporale; infine, contro popolazioni di Aedes caspius, Ae. vexans e Ae. detritus la massima efficacia si otterrà con trattamenti al crepuscolo o sul finire della notte. In certe situazioni, come ad esempio nel caso di acclarata circolazione virale e in aree di limitata estensione con folta vegetazione può risultare conveniente l’irrorazione omogenea di tutta la vegetazione con la miscela insetticida in modo da creare un deposito sulle

foglie (trattamento abbattente residuale): l’intento, oltre a quello di agire sugli esemplari riparati nel microambiente fresco creato dalla vegetazione, è quello di sfruttare l’azione residuale repellente o letale degli insetticidi creando una sorta di barriera all’invasione da parte di zanzare provenienti dall’esterno. In questo tipo di trattamento l’irrorazione deve essere rivolta verso la vegetazione fino ad un’altezza massima di circa 3-4 m avendo cura di irrorare omogeneamente la superficie verde senza creare gocciolamenti a terra. I trattamenti ad effetto residuale hanno il punto critico insito proprio nella loro residualità, che potrebbe interagire maggiormente con gli artropodi non bersaglio. Prima di decidere l’intervento, dovrà essere posta particolare attenzione alla presenza di fioriture in atto e quindi di insetti pronubi la cui presenza potrebbe rendere necessario rimandare l’intervento. Tutti i prodotti utilizzati e presenti sul mercato italiano per la lotta alle zanzare devono essere obbligatoriamente Biocidi o PMC per i quali sia stata effettuata una valutazione della sicurezza per la salute umana e per l’ambiente. Tali prodotti devono riportare sulla loro etichetta le diciture “Prodotto biocida Autorizzazione del Ministero della Salute n. IT/…/00…/AUT (ai sensi del Reg. UE n.528/2012) oppure Presidio Medico Chirurgico Registrazione n… del Ministero della Salute (ai sensi del D.P.R. 392/1998)”. Ci sarebbero molti altri aspetti da indagare e approfondire, quello che può sembrare un lavoro abbastanza semplice, da un punto di vista esecutivo, in realtà maschera dietro di esso una serie elevata di aspetti tecnici, normativi, funzionali e valutativi tali per cui si può benissimo affermare che, oggi, i trattamenti adulticidi contro le zanzare rappresentano una parte operativa tra le più difficili. Oltre al classico e sempre raccomandato buonsenso, è quindi doveroso riversare in campo la massima dose di virtuosa professionalità.

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VIROSI

Un po'di

fanta-entomologia Le virosi potenzialmente trasmesse dalle varie specie di zanzara sono ormai considerate endemiche per cui, al di là del fastidio, sarebbe opportuno non trascurarne l’aspetto sanitario a cura di Chiara Dassi

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I

centri neuronali delle astronavi d’attacco hanno registrato alcune linee di calore interessanti associate a una concentrazione di anidride carbonica che fanno ben sperare. La nave ammiraglia ordina, data l’ora pomeridiana, alla squadra nero-bianca di disporsi in formazione e attaccare a volo radente; in breve tempo la mag-

sole, da parte delle riserve costituite dalle giovani reclute che necessitano di addestramento. La comandante in capo della flotta d’attacco, visto il successo della missione, concede ai piloti un periodo di franchigia preceduto però da una visita medica. I risultati sono incoraggianti tranne che per una bassa percentua-

dai dati in nostro possesso frutto di attente elaborazioni statistiche, sembra che sui vari fronti d’attacco solo in un numero limitati di casi tali controffensive abbiano sortito risultati degni di nota. In ogni caso la comandante raccomanda di accelerare la fornitura di nuove astronavi in particolare il modello A. koreicus.

Modello di caccia d’attacco

Squadra nero-bianca

Squadra grigia modello ali trasparenti

Squadra grigia modello ali maculate

West Nile Virus

=

Presente per ≈ 5%

=

Usutu

=

Presente per ≈ 2%

=

Japanese encephalitis virus (JEV)

Non rilevata: si ritiene utile ripetere i test

Presenza < all’1 %

=

Dengue

Presente per ≈ 3%

=

=

Chikungunya

Presente per ≈ 2%

=

=

Zika virus

Presente per ≈ 1%

=

=

Virus Rift Valley Fever

Presenza < all’1 %

=

=

Flavivirus della febbre gialla

Presente per ≈ 4%

=

=

Plasmodio

=

=

Presenza < all’1 %

Filaria

Sospetta: ripetere gli accertamenti

Presente per il 3 % (§)

Non rilevata: si ritiene utile ripetere i test

gior parte delle astronavi ritorna alla formazione a pieno carico: missione compiuta! La squadra grigia aspetterà l’imbrunire per avvicinarsi con circospezione al bersaglio, per poi atterrare e attivare gli strumenti che indicano il punto di perforazione. Anche in questo caso la missione ha successo, sia Figura 1 pure con qualche perdita dovuta alla reazione del donatore messo in allarme dal rumore causato dai flap necessari all’atterraggio a velocità ridotta. La percentuale maggiore di perdite è avvenuta al crepuscolo, invece non se ne registrano per i caccia attrezzati al volo notturno. Comunque la comandante della flotta ordina un attacco mattutino, prima del sorgere del

le di pilote affette da virosi, zoonosi e filariosi tutte in forma asintomatica (vedi tabella). I dati sanitari sono stati trafugati agli ospiti (donatori di sangue) e fanno presagire un inasprimento delle lotte nei confronti della flotta. Pur tuttavia,

STRATEGIE DESUNTE DA ISTITUTO DI RICERCA DI MONTPELLIER Da un vecchio libro di entomologia edito oltre sessant’anni fa (1958) cerco di ricavare metodologie che ritengo ancora più che corrette. Al più dovranno essere aggiornate sia per le specie

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VIROSI

Figura 2

allora ancora non presenti nell’area mediterranea, sia per le nuove tecnologie oggi utilizzabili. Il primo suggerimento si può ricavare dalla Figura 1 che riporta i principali biotopi del mediterraneo meridionale (in particolare della Camargue). Inutile entrare nei dettagli fra quelli temporanei e permanenti incrociandoli con le specie che amano le acque dolci e quelle che riescono a colonizzare quelle saline. Il concetto chiave è che le specie non sono poche, tant’è che l’Autore (Jean A. Riuoux) si limita a riportare quelle più significative. Il secondo spunto di riflessione si desume facilmente dalla Figura 2 che schematizza le specie e le loro aree di ovo-deposizione nella città di Montpellier, a cui oggi aggiungeremmo sicuramente l’Aedes albopictus e qualche altra specie. Il concetto su cui meditare è che il monitoraggio “zanzarifero” è una cosa così complessa che trascurare una specie limitandosi a quelle di cui ci

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occupiamo storicamente potrebbe essere la spiegazione per cui alcune virosi si sono radicate veicolate da specie Figura 3

passate sotto traccia, diventando poi endemiche (malattie costantemente presenti o molto frequenti in una popolazione o territorio, per cause varie). Orbene, visto che ogni affermazione dovrebbe essere supportata da dati statisticamente significativi, sottolineo che la mia resta un’ipotesi che credo meriterebbe di essere approfondita. La terza area di approfondimento si ricava dallo schema (Figura 3) di 22 righe con 22 colonne (matrice quadrata) in cui sono magistralmente riportare 22 specie di zanzara per cui, ad esempio, alla riga 14 relativa all’Aedes (Ochlerotatus) caspius si rileva dalle colonne 11, 12, 13, 15,16, 17,18, 20 e 22 la “coabitazione” con Theobaldia annulata, A. detritus, T. litorea, A. vexans, Culex modestus, Anopheles maculipennis, C. theileri, gruppo C. pipiens. Ora queste pungenti coabitazioni hanno anche cicli biologici e siti di ovo-deposizione non coincidenti. Quindi se quanto riportato dall’istituto di Montpelier è attendibile e nulla ci autorizza a metterlo in dubbio, le derivate di monitoraggio, la tipologia di lotta e di controlli dei risultati presuppongono l’attivazione di tutta una serie di modifiche metodologiche


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posano sulla vegetazione e i piani di di quanto è consuetudine fare. Niente lotta ne dovrebbero tenere conto (sia paura, per quanto un viaggio sia lungo Irrorazione locali e candelotti fumogeni a pure sottolineando le necessarie caucomincia sempre dal primo passo. cura del disinfestatore. Per le risorse tecniche veditele), puntociò 1). nonostante corre voce che scatteranno CONCLUSIONI Regolazione: ugello in erogazione con forti limitazioni, al limite del veto. A tal propositoBonifica è importante Da quanto esposto emerge principalgetto “mirato” e al massimo della micronizzazione a l’opera di monitoraggio locali entomologico mente che le finale: virosi potenzialmente nella fase cura del trasmesse dalleunitario varie specie di zanza-200 ml per Dosaggio di formulato: ristoratore. ra sono considerate unaormai superficie stimataendemiche di 400 m2. Candelotti Tempo per cui, al di là fumiganti dadel 30 fastidio, g in n° disarebbe 5 indicato dal opportuno non trascurarne l’aspetto Tempo di realizzazione di sola erogazione ≈ titolare 4 sanitario. Emerge la necessità 55 min. (NB: laquindi trasferta e la preparazione non ore di rivedere gli schemi di lotta e di esacalcolata). minare inmaschera termini critici tendenza di DPI: nasolabocca, occhiali, guanti e privare i professionisti del settore delcaschetto le necessarie risorse farmacologiche. Chiunque legga una bugiardina di un qualsivoglia farmaco si rende conto A titolo Posizionamento delle controindicazioni, sta al mediinformativo contenitori gel co valutarle e decidere per il meglio, riporto che anti formiche informando con rigore professionale alla riapertura e biocida a il paziente. Lo stesso principio vale dell’attività sono base di imidacloprid più per i PMC e i Biocidi utilizzati nella stati effettuati 3 pistola erogatrice a cura lotta alle zanzare: bisogna leggere o 4 trattamenti del disinfestatore. attentamente le etichette e seguirne di disinfezione Consumo una cartuccia correttamente le indicazioni, così da ambientale da 40 g più 20 massimizzare l’efficacia, contenendo direttamente dal contenitori di sicurezza i rischi. titolare su indicazione Mi preoccupa un poco il futuro: ad del disinfestatore esempio, è noto che le zanzare si ri-

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e sanitario da cui derivare piani pluriennali razionali, tenendo in considerazione che gli equilibri naturali sono sempre stati dinamici, oggi molto più di ieri, e che il clima ci potrebbe riserBombolette a svuotamento vare delle sorprese consentendo al totale nella legnaia a cura Diavolo di metterci la coda. del ristoratore. In n° di 3 fornite dal disinfestatore. Tempo indicato dal titolare: pochi minuti

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Protocolli di pulizia a cura del titolare. Cadenza bi-giornaliera, mattina e sera, con interventi complementari durante la giornata con detersivi e disinfettanti messi in commercio come idonei al sistema HACCP. Cadenza settimanale il lunedì sera con detersivi ritenuti “disabituanti” Il tempo indicato per tali operazioni è stato definito dal titolare e dai suoi collaboratori: “quello necessario”.

NON TUTTO MA DI TUTTO Nel 1917 George Norman Douglas (1868 – 1952) scrittore britannico “Non credere sempre a ciò che vedi. famoso per il suo romanzo "Vento del sud" pubblicato nel 1917 scrisse: Ricorda che gli anche sembra zucchero”. "Si possono capire ideali il di sale una Nazione dalla sua pubblicità". Così scrive Umberto Eco. A nostro parere l'assunto vale anche per il nostro modo di comunicare. NB: Vento del sud narra dei dialoghi fra i cosmopoliti frequentatori di un'isola del Mediterraneo di nome Nepente (Capri) durante la Belle Époque (1871-1914) periodo esuberante soprattutto nella Parigi del Moulin Rouge (locale situato nel famoso quartiere a luci rosse di Pigallee) dove imperava il Can can di Offenbach e i quadri di Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa

Potrebbe essere un suggerimento per i nostri clienti e per chi si occupa di comunicazione. PER CONSULENZE DI COMUNICAZIONE E DI MARKETING TECNICO: GEAM Gestione Ecologica Ambientale di Graziano Dassi geam.dassi@gmail.com


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Dei e demoni L’arte della disinfestazione ha diversi punti in comune con la scienza della medicina, e gli interventi effettuati da noi professionisti del settore sono assimilabili a terapie ambientali a cura di Chiara Dassi

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uesto articolo vorrebbe essere un suggerimento per ampliare la gamma degli argomenti aggiungendo quello motivazionale che potrebbe trovare giovamento nell’esposizione di argomenti culturali e naturalistici. A tal proposito mi associo all’affermazione di Fulvio Giachino, dottore in scienze forestali e ambientali e autore dell’ottimo libro Insetti: dei e demoni, nel definire gli insetti animali straordinari e complessi che contribuiscono alla biodiversità del Pianeta Terra con più di un milione di specie estremamente variabili per forma, biologia, comportamenti e interazioni con noi “sapiens”. Molto pertinente la citazione di Darwin che definisce la Natura un universo di infinite storie bellissime. Ora noi che, a vario titolo, agiamo nell’ars disinfestandi non dovremmo limitarci agli aspetti tecnici, giuridici e di marketing del nostro lavoro, ma completare il bagaglio professionale anche dei concetti (seri) naturalistici, ecologici (nel significato originale del termine) e bio-etologici. Ritenendo che la nostra professione abbia molti punti in comune con la medicina e che i nostri interventi siano paragonabili a terapie ambientali nei box nell'articolo riporto alcuni punti del giuramento (sia antico sia moderno) di Ippocrate.

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GIURAMENTO DI IPPOCRATE: TESTO CLASSICO Giuro per Apollo medico e per Asclepio e per Igea e per Panacea e per tutti gli Dei e le Dee, chiamandoli a testimoni, che adempirò secondo le mie forze e il mio giudizio questo giuramento e questo patto scritto. (…) Metterò a parte dei precetti e degli insegnamenti orali e di tutto ciò che ho appreso i discepoli che avranno sottoscritto il patto e prestato il giuramento medico e nessun altro. (NdA: Mi pare un punto importante valutare il profilo professionale di chi rendiamo partecipe dei nostri insegnamenti). Sceglierò il regime per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, e mi asterrò dal recar danno e offesa. Non somministrerò a nessuno, neppure se richiesto, alcun farmaco mortale [dannoso, inappropriato (NdA)]… Questo aspetto deve vedersela con le controindicazioni che ogni farmaco comporta, vedi l’assioma di Paracelso “è la dose che fa il veleno”. Conserverò pia e pura la mia vita e la mia arte. Non opererò neppure

chi soffre di mal della pietra, ma cederò il posto a chi è esperto di questa pratica (NdA: difficile risalire con esattezza alla diagnosi del mal della pietra, con buona probabilità si tratta di calcolosi, ma importante è il concetto per cui ogni medico dovrebbe astenersi da pratiche su cui non ha sufficiente competenza). In tutte le case che visiterò entrerò per il bene dei malati, astenendomi da ogni offesa e da ogni danno volontario… (vero è che quelli involontari o basati sulla presunzione di sapere possono avere conseguenze disastrose). Tutto ciò che io vedrò e ascolterò nell'esercizio della mia professione, o anche al di fuori della professione nei miei contatti con gli uomini, e che non dev'essere riferito ad altri, lo tacerò considerando la cosa segreta. Se adempirò a questo giuramento e non lo tradirò, possa io godere dei frutti della vita e dell'arte, stimato in perpetuo da tutti gli uomini; se lo trasgredirò e spergiurerò, possa toccarmi tutto il contrario.


Continuando il parallelismo con la medicina potremmo sottolineare che, nella nostra opera di divulgazione, esistono contesti in cui il problema (malattia) può essere risolto rispettando una corretta integrazione tra terapia e stile di vita che, nel nostro caso, si tratta

di interventi preventivi e manutentivi (pest e rat proofing) e comportamenti virtuosi da parte della Direzione delle Maestranze (vedi, ad esempio blattelle, cimici dei letti e roditori, naturalmente con le dovute eccezioni). In altre realtà i nostri interventi saranno sintomatici

GIURAMENTO DI IPPOCRATE: TESTO MODERNO Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro: (omissis) - di non intraprendere né insistere in procedure diagnostiche e interventi terapeutici clinicamente inappropriati ed eticamente non proporzionati, senza mai abbandonare la cura del malato; (NdA: in alcuni momenti di scelte terapeutiche c’è da farsi tremare i polsi, e vale a pieno titolo per chi deve scrivere un capitolato, stilare un contratto per cui deve scegliere in scienza e coscienza

come armonizzare l’obiettivo con le inevitabili controindicazioni vedi, ad esempio, le varie strategie per il contenimento del West Nile Virus). (omissis) - di ispirare la soluzione di ogni divergenza di opinioni al reciproco rispetto; (NdA: il richiamo al reciproco rispetto mi pare di grande importanza, a tutela dell’immagine della categoria; si può sostenere con forza le proprie opinioni senza rischiare di ergersi a deus ex machina). (omissis)

ovvero, per quanto correttamente eseguiti, avranno l’obiettivo di contenere l’infestazione. Questa affermazione non deve essere un alibi per giustificare comportamenti inadeguati. Come spunto di riflessione per quanto concerne la lotta larvicida: essa non si esaurisce nel solo trattamento ai tombini, ma deve essere integrata dalla collaborazione consapevole dei cittadini e da un censimento territoriale di notevole precisione. Per la lotta adulticida la scelta dei biocidi deve essere coerente con i calendari dei trattamenti, con la gravità sanitaria, con le attrezzature scelte, con il rispetto dei dosaggi unitari e a dove detti trattamenti sono diretti. Se la comunità medico-scientifica ha come obiettivi prioritari farmaci che agiscono in modo mirato e terapie personalizzate dobbiamo condividerne gli obiettivi. Sia detto senza intenzione polemica, ma le specie di zanzare pungenti sono tante, ognuna con habitat particolari e cicli biologici differenti; e tale asserzione diventa imprescindibile con l’avvento di meritorie tecniche di lotta basate su maschi sterili o geneticamente modificati che per la loro caratteristica sono altamente specifiche. Merita fare un accenno anche alla lotta ai piccioni (colombi) urbani che assomma la possibilità di risultati risolutivi, se si basa sull’allontanamento e protezione degli edifici, e diventa sintomatica quando ha come obiettivo il loro contenimento numerico. In quest’ultimo caso la continuità degli interventi è la conditio sine qua non per ottenere dei risultati, al contrario se i trattamenti vengono eseguiti in modo saltuario anche il loro esito diventa altalenante, col rischio di vanificare anche il lavoro svolto. In conclusione ritengo che sia sempre valido il trinomio sottolineato dalle norme sulla Sicurezza: informare, formare e addestrare, aggiungendo che nel nostro obiettivo di divulgatori è fondamentale aggiungere quello di motivare.

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Cimici dei letti la soluzione naturale e definitiva

La presenza delle cimici dei letti (Cimex Lectularius) è un problema diffuso in Italia e all’estero tra gli operatori del settore alberghiero, con rischi rilevanti per la reputazione e la credibilità delle strutture. Questi piccoli insetti parassiti si posizionano nelle fessure e negli interstizi (per esempio nelle pieghe dei materassi, dietro le testate dei letti, dietro i comodini), e comunque, nelle immediate vicinanze di un ospite; agiscono generalmente di notte, provocando degli arrossamenti sul corpo che spesso vengono confusi per punture di insetto o di zanzara. Un'infestazione da cimici dei letti va affrontata con metodi risolutivi, efficaci e rispettosi dell’ambiente e della salute delle persone. Polti Cimex Eradicator è la soluzione rapida e naturale per effettuare una disinfesta-

zione da cimici dei letti. È un Dispositivo di Disinfezione a Vapore (DDV) conforme alla norma AFNOR NF T72110 di - ambito medicale -, ed è in grado di eliminare in maniera risolutiva le cimici dei letti e le uova senza l’uso di insetticidi. Il suo utilizzo ha inoltre dimostrato effetto virucida, battericida, sporicida, fungicida e levuricida: uccide fino al 99,999% dei microrganismi*. Il suo vapore saturo secco surriscaldato fino a 180°C, generato all’interno della pistola erogatrice brevettata Polti, uccide per shock termico il 100% delle uova e il 90% delle cimici dei letti adulte già al primo passaggio**. A dimostrarlo esperimenti in vitro e test sul campo (contesti reali infestati come hotel e case private).

I VANTAGGI DEL VAPORE Per quanto riguarda l’utilizzo di Polti Cimex Eradicator, i pro sono molteplici: agisce senza l’utilizzo di insetticidi e quindi senza rilasciare alcuna sostanza chimica potenzialmente pericolosa per l’ambiente e le persone; il vapore riduce più rapidamente le cimici dei letti rispetto al trattamento con insetticidi spray (a dimostrarlo un recente studio di maggio 2022 condotto dal dipartimento di Entomologia dell’Università americana Rutgers); il vapore può essere erogato su tutte le superfici, i tessuti anche in presenza di persone; non ci sono tempi di attesa in quanto non lascia le superfici e i tessuti umidi e non causa danno o altera i materiali su cui viene erogato; i locali possono essere immediatamente riutilizzati al termine delle operazioni; il flusso di vapore può essere direzionato nelle zone di annidamento, raggiungendo anche gli spazi più difficili; il vapore erogato insieme al detergente HPMed abbatte l’odore tipico delle cimici dei letti e aiuta a sciogliere la sostanza collosa che lega le uova alle superfici.

*Test e/o studi di laboratori terzi e indipendenti attestano che Polti Cimex Eradicator uccide fino al 99,999% di microrganismi (virus, germi, batteri, funghi, spore e lieviti) **Test effettuati da un laboratorio terzo e indipendente attestano che Polti Cimex Eradicator uccide il 100% delle uova e il 90% delle cimici del letto adulte già al primo passaggio.


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*Test effettuati da un laboratorio terzo e indipendente attestano che Polti Cimex Eradicator uccide il 100% delle uova e più del 90% delle cimici del letto adulte già al primo passaggio. **Polti Cimex Eradicator è stato testato in conformità alla norma AFNOR NF T72-110 – ambito medicale e ha dimostrato effetto virucida, battericida, sporicida, fungicida, levuricida e mufficida.

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PEST CONTROL

Le più comuni formiche

in Italia

Il discorso sulle formiche è tutt’altro che concluso: di questo universo complesso se ne possono tuttavia tratteggiare le linee essenziali a cura di Chiara Dassi

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ualche decennio fa, le formiche sarebbero state etichettate appartenenti al Regno degli animali (invertebrati); Classe degli insetti (per i più dotti preceduta dal Phylum Arthropoda); Ordine degli imenotteri Famiglia delle formiche. Nido di Formica rufa

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Attualmente la classificazione scientifica è più articolata per far fronte a dei criteri di classificazione più circostanziati (vedi Universo formiche Chiara Dassi, Dimensione Pulito n. 5 2022). A differenza della classificazione scientifica, la classificazione per ha-

bitat che segue, probabilmente si avvicina di più al nostro vivere quotidiano, collocando le nostre formiche negli edifici, nei prati (giardini e orti) e nei boschi. Naturalmente questa suddivisione non è assoluta, ad esempio non è raro trovare formiche


del genere Lasius spp nelle case anche se il loro habitat abituale sono i giardini.

NEGLI EDIFICI Formica argentina (Linepithema Iridomyrmex - humilis) Compare nel bacino del Mediterraneo ai primi del ‘900 sottraendo spazio alle formiche indigene. Le operaie, di colore castano opaco, sono lunghe 2-2,5 mm mentre la regina raggiunge i 5 mm ed il maschio 4 mm. Le colonie hanno più regine (poliginiche) e il formicaio può ospitare migliaia di individui, ne deriva la necessità di procurarsi abbondante cibo (sia zuccherino che proteico). Convive con gli afidi e le cocciniglie in quanto produttori di “melata”.

Danni: danneggia la frutta matura e preda miele dagli alveari. Specie molto invasiva per le abitazioni e per le industrie alimentari in cui nidifica all’interno ma può nidificare all’esterno per poi penetrare all’interno in cerca di cibo. Sembra utilizzare la rete fognaria per i suoi spostamenti; forse per questo è una specie potenzialmente vettore di patogeni. Le sue morsicature possono nuocere in modo importante ai nidiacei e ai piccoli vertebrati e arrecare disturbo anche agli umani. Formica nera o formica nera dei giardini (Lasius niger) Presenta formicai con una sola regina. Pur tuttavia i nidi possono arrivare ad alcune decine di migliaia di individui.

Le dimensioni variano da 3-5 mm (la regina sfiora il centimetro di lunghezza). È una specie molto diffusa e molto apprezzata dagli allevatori di formiche per la sua grande adattabilità.

Pheidole pallidula Specie molto diffusa facile da reperire durante le sciamature (fine giugno primi di agosto) e semplice da allevare. Monoginica anche se è possibile la cooperazione di più regine durante la fase di fondazione, ma poi sopravvive una sola regina. La pallidula può risultare aggressiva nei confronti di altre colonie. Nidifica prevalentemente nel terreno in spazi aperti e assolati, ma per la sua adattabilità alimentare può essere considerata una specie sinantropica.

Si nutre di insetti di piccola taglia, vivi e morti (es. zanzare, moscerini…) melate, miele, frutta molto matura, piccoli avanzi di cucina. Crematogaster scutellaris È fra le formiche “rizzaculo” detta anche “formica acrobata” per la particolare posizione di difesa, nella quale ripiega in avanti l’addome minacciando l’avversario con il suo pungiglione. A dispetto di quanto solitamente af-

fermato, le formiche acrobate non pungono. Si nutrono di carne, insetti vivi e morti, cadaveri di piccoli animali, ma non disdegnano anche alimenti di origine vegetale e come quasi tutte le formiche nostrane adorano gli zuccheri. Sono state utilizzate anche nella lotta biologica delle processionarie.

Alcune informazioni su questa specie, di medie dimensioni (4-6 mm di lunghezza): difficile da contenere (quindi anche in natura è una specie invasiva. Utilizzano le proprie deiezioni per indebolire il materiale e scavare con maggiore facilità (gesso e persino cemento). Si arrampicano su tutte le superfici e la colonia cresce velocemente fino a raggiungere dimensioni notevoli (12.000-15.000 esemplari) in pochi anni. In genere la colonia ha una sola regina. L’addome termina con un corto pungiglione che è in grado di espellere una sostanza irritante. Possono rappresentare un problema nelle sugheraie e nelle travi, infissi e fessure dei muri degli edifici. La sua presenza è segnalata dalla formazione di una fine segatura. Formica faraone (Monomorium pharaonis) Di colore giallo ocra con l’estremità dell’addome bruno. < 2mm di lunghezza. Polifaga e lucifuga, predilige gli ambienti caldi. Molto comune nelle industrie alimentari (succhi di frutta, sciroppi, dolciumi, carni) quindi è frequente anche nei supermercati, alberghi, ospedali (reparti di pediatria per la presenza del latte) ed abitazioni.

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“soldati” per la difesa, che presentano il capo. Una particolarità di questa specie è che le operaie, cacciano solitarie, secondo la tecnica dell’agguato differentemente dalle altre specie che bottinano girovagando. Il morso è potente, può tagliare in due le formiche delle altre specie europee; la produzione di acido formico è abbondante. Le origini di questa specie sono tropicali per cui nelle aree calde umide delle nostre latitudini le colonie > 100.000 unità. Nidifica sia all’esterno che all’interno degli edifici e nel terreno. I nidi son difficili da individuare poiché le operaie visitano ambienti anche molto distanti dal nido stesso. È una specie annoverata fra i possibili vettori di patogeni. Formiche carpentiere Formica vaga (Camponotus vagus) È una specie che presenta operaie di varie taglie (il che può indurre a pensare, erroneamente a una infestazione mista): di piccola, di media e di grande taglia (queste ultime possono arrivare a 14 mm) mentre le regine arrivano a 18 mm (queste presentano una peluria addominale di colore grigio chiaro).

Formica carpentiere bruno-nera (Camponotus ligniperda) Ne approfitto per fare riferimento ad una ulteriore differente classificazione: Tribù: Camponotini; Genere: Camponotus; Sottogenere: Camponotus. Dimensioni: Regina 16-18 mm, Maschio 8-12 mm, nero, operaie 14 mm. In genere ama le quote collinari fra i 500 e 1500 m. Quando la colonia cresce, nascono

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È di colore bruno-ocra e le operaie sono lunghe circa 2 mm, mentre i soldati arrivano sino a 4 mm. Polifaga, nidifica in piccole fessure. È molto diffusa nell’Italia centro-meridionale. Probabilmente di origine africana. Formica delle zolle (Tetramorium caespitum) È una formica molto comune, lunga 2-3 mm (operaie) di colore nerastro. Sebbene preferisca i terreni soleggiati, si annida anche nelle fessure di marciapiedi, pavimenti; nei nidi sono presenti più regine.

Presentano una sorta di ibernazione invernale tanto più lunga quanto più il nido è posto a quote alte. Periodo di sciamatura: giugno. Ciclo biologico: Uovo > larva: circa 10-16 gg Larva > pupa: circa 10-14 gg Pupa > adulto: circa 10-24 gg. Diverse specie possono danneggiare il legno da opera negli edifici ove costruiscono il loro nido, che può contare fino a qualche migliaia di individui. Interessante per una corretta lotta è tenere conto che in alcune occasioni la colonia è una sorta di dependance di una colonia ben più vaste proporzioni posta all’esterno. I danni possono provocare notevoli danni strutturali anche importanti nelle strutture lignee portanti.

In genere gli attacchi provengono dall’esterno penetrando negli edifici attraverso screpolature e fessure. È onnivora e notturna ma anche molto aggressiva.

NEI PRATI Formica del prato dal dorso nero (Formica pratensis)

Formica pazza (Paratrechina longicornis)

Appartiene al gruppo delle formiche rosse europee. I loro nidi sono costruiti con erbe, aghi di pino e paglia e possono raggiungere un metro di diametro. I maschi e le femmine alati possono essere presenti nei nidi da fine aprile


a settembre, poiché questa specie ha due generazioni separate. Questa specie si nutre principalmente di insetti e altri piccoli animali e raccoglie la melata dagli afidi. Lasius flavus Dimensioni (lunghezza): le regine dai 7 ai 9 mm, i maschi dai 3 ai 4 mm e le operaie variano dai 2 ai 4 mm. NB: non esiste la casta dei soldati. La specie predilige fare i nidi nei prati o nei campi evitando terreni aridi. I nidi quasi totalmente sotterranei e quindi difficilmente visibili. Si nutrono di melata di afidi, con cui vivono in simbiosi, e di insetti ed aracnidi di piccole o medie dimensioni che riescono a predare. Dopo il volo nuziale due o più regine si associano per iniziare la fondazione a cose fatte le operaie decideranno quale regina rimarrà uccidendo le altre. Raramente entrano negli edifici.

Formica nera o formica nera dei giardini (Lasius niger) Già descritta (vedi sopra negli edifici)

Le dimensioni: operaie 3-4.5 mm le regine arrivano 5–6 mm. Habitat: zone relativamente umide. NB: non vado oltre perché anche se vi sono altre numerose specie di grande interesse naturalistico come il genere Serviformica fra cui la S. rubra, cinerea, picea l’ampliarne troppo l’esposizione esula dallo scopo che mi sono prefissata.

NEI BOSCHI Formica rufa-rufa (esistono altre 4 specie molto simili a questa specie al punto di poter parlare quasi del gruppo “rufa”).

Le specie appartenenti a questo gruppo non possiedono pungiglione ma sono dotate di potenti mandibole. Una colonia di formiche è stato calcolato che riesca a catturare ogni giorno fino a 4 mila larve di coleotteri e 50 mila insetti!

Camponotus herculeanus

I mirmecologi ci complicano la vita indicandone due sottospecie: C. herculeanus eudokiae (Ruzsky, 1926) e C. herculeanus herculeanus (Linnaeus, 1758) La colonia ospita una sola regina, l'unica in grado di deporre uova fertili. È una specie tipicamente boschiva e nidifica nel legno marcio e sotto i ceppi. La livrea presenta una colorazione rosso-cupo sul torace e sulle zampe, mentre il resto del corpo (testa e addome) è nero lucido. Interessante è che le forme sessuate (future regine e maschi) sono “prodotti” alla fine dell'estate, ma rimangono nel nido fino a primavera, quando avvengono le sciamature. Formica sanguigna (sanguinea) Questa specie è caratterizzata dallo schiavizzare altre formiche appartenenti al genere Formica.

Formica rossa (Myrmica rubra)

Si tratta di una specie dal morso particolarmente irritante. Nei nidi convivono fino a 4-5 regine.

Nei boschi infestati dalla processionaria sono stati introdotti i nidi delle “rufe” con buoni risultati. Fautore attivo di questa lotta biologica è stato il Mario Pavan (1918 – 2003) entomologo, speleologo, accademico e politico italiano (ha ricoperto anche la carica di Ministro dell’ambiente).

La specie più soggetta a essere schiavizzata è la Formica fusca. Le colonie di Formica sanguinea vivono per conto proprio o come parassita sociale di altre specie del genere Formica. In questo caso, la regina di F. sanguinea entra nel nido della regina di un'altra specie e la uccide, facendosi così accudire dalle operaie della sua vittima. In alcuni casi le operaie rapiscono larve e pupe di altre specie per farle diventare

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PEST CONTROL

operaie al servizio della loro. Una specie invero poco raccomandabile. Formica fusca Nelle colonie possono convivere più regine fecondate, tuttavia la popolazione delle operaie non è mai molto numerosa (fra le 500 e le 2000 formiche). Le operaie sono di dimensioni ragguardevoli arrivando fino a 8–10 mm). Sono caratterizzate da una grande rapidità di movimenti ma un comportamento scarsamente aggressivo. Si nutrono di piccoli insetti, melata di afide e anche di nettare. I voli nuziali

avvengono in luglio agosto.

LA FORMICA PANDA (EUSPINOLIA MILITARIS)

NB: anche se vi sono altre numerose specie di grande interesse naturalistico come il Rufoprotensis minor e R. major l’ampliarne l’esposizione esula dall’obiettivo che mi sono prefissata. Euspinolia militaris, ph. Chris Lukhaup La formica panda possiede un aspetto davvero strano: ha la testa pelosa, il corpo è bianco con macchie nere. In realtà non è neanche una formica, ma si tratta di una vespa molto speciale. Questa specie è autoctona del Cile. Durante il periodo di sviluppo, le larve si alimentano delle larve di altri insetti, mentre l'esemplare adulto si ciba del nettare dei fiori. Per tutte queste ragioni la formica panda è sicuramente uno degli insetti rari e velenosi più spettacolari in natura.

Bibliografia essenziale Api, formiche e il variopinto mondo degli insetti – G. Ferretti - Corriere della sera; Disinfezione Disinfestazione e Derattizzazione E. Guzzanti e E. Bergami – Il Cerilo editrice; Entomologia urbana e sanità ambientale – G. Domenichini e A. Covetti – Utet; Formiche Storia di un’esplorazione scientifica – B. Hölldobler e E. O. Wilson – Ed. Adelphi; Gli infestanti delle derrate conservate e delle industrie alimentari – Luciano Süss – MEC edizioni; Guida alla Disinfestazione – A. Scirocchi – Ed. Cesi; Insetti dannosi all’agricoltura e moderni metodi e mezzi di lotta – Giuseppe Della Beffa – ed Hoepli; MIti e leggende nel mondo della disinfestazione – Gli insetti del legno di C. Marchesini e C. Dassi Gli insetti sociali di I. Regazzi e P. Fedeli Ed. Spazio Tre; Trattato di Zoologia – Umberto D’Antona – Unione Tipografico - Editrice Torinese; Vector control in international health – World Health Organization; Oltre alle navigazioni in Wikipedia e dintorni. La ricerca e la selezione delle notizie è stata fatta con la massima attenzione, pur tuttavia non posso escludere qualche imprecisione soprattutto nella parte dei criteri tassonomici, nel caso chiedo venia ai sistematici, accolgo con riconoscenza eventuali correzioni e precisazioni. C.D.

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Copyr, per un controllo efficace dei roditori In ambito urbano la presenza di topi e ratti è un problema rilevante per la sicurezza dei cittadini, soprattutto dal punto di vista igienico-sanitario. Le zone urbane sono quelle maggiormente esposte alle infestazioni sia per l’alta densità abitativa che per la presenza di habitat ideali per la proliferazione dei roditori sinantropici. L’affermarsi di nuove tecnologie costruttive, come ad esempio l’utilizzo di materiali organici per l’isolamento termico e acustico, hanno aumentato le possibilità di infestazioni. Inoltre, anche la mancata attuazione di azioni di mitigazione del rischio, come pulizie scrupolose e una corretta gestione dei rifiuti, permette a questi infestanti di proliferare. Gli ambiti di intervento per contrastare questa problematica sono sia di tipo preventivo che di azioni di monitoraggio e controllo. L’evoluzione tecnologica ha consentito di migliorare no-

tevolmente i processi di monitoraggio della presenza dei roditori. L’offerta di Copyr in questo ambito è ampia e completa e comprende erogatori, esche atossiche e trappole a controllo remoto. La linea di erogatori Gulp Box, prodotta interamente in Italia e realizzata in materiale plastico riciclabile anti

vazione è rappresentata da NARA®, linea di esche attrattive virtuali atossiche composte da materiale plastico e senza allergeni, ideali per ambienti sensibili come l’industria alimentare, dove non si possono introdurre sostanze alimentari diverse da quelle prodotte. La linea, composta da diverse

nara®, linea di esche

UV e antiurto, si caratterizza per la sua modularità e facilità di adattamento a qualsiasi esigenza di utilizzo. Comprende accessori che rendono possibile trasformare ciascuna postazione in trappola multi-cattura, erogatore di esche e trappola a scatto. Un’altra importante inno-

fragranze, ha efficacia per lungo tempo in quanto resistente all’acqua e all’umidità. Emitter è un’altra grande innovazione nel campo del monitoraggio e della derattizzazione. Si tratta di un

sistema che consente il monitoraggio da remoto delle trappole di cattura. Le postazioni sono autonome, infatti non necessitano di altri componenti o strumenti per funzionare, sono facilissime da installare, e permettono di sapere con estrema tempestività il momento preciso in cui un roditore è stato catturato, grazie al cloud dedicato, raggiungibile da computer e smartphone. Molto interessanti sono poi le informazioni che si possono avere dalle PestCam (videocamere con sensore di passaggio, di temperatura e di movimento), con le quali si possono conoscere e capire con estrema precisione i luoghi frequentati dai roditori e i “passaggi” utilizzati da essi senza che l’operatore sia costretto a distribuire polvere su tutto il pavimento o che debba perdere eccessivo tempo per le ispezioni in loco.

emitter e pestcam la linea di erogatori gulp box


SALUTE

Ratti e patologie Oltre ai severi danni che sono in grado di provocare ad oggetti e materiali, topi e ratti rappresentano un importante problema sanitario, perché sono portatori di parassiti e patogeni che possono trasmettere malattie anche molto gravi a cura di Simone Ciapparelli

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e infestazioni da roditori rappresentano un pericolo soprattutto perché diverse specie di questi animali sono in grado di trasmettere all’uomo svariate tipologie di patogeni, capaci di scatenare malattie anche molto pericolose e mortali. Il caso più emblematico dal punto di vista storico è sicuramente quello della peste, malattia trasmessa dai topi che si ma-

nifestò attraverso cicliche infezioni pandemiche nei secoli XIV e XV e soprannominata, proprio a causa della sua pericolosità, come “morte nera”. In molti casi i roditori costituiscono il serbatoio epidemiologico dell’agente patogeno (che causa la malattia), mentre in altri casi rimangono solo ospiti secondari. La trasmissione del patogeno all’uomo può avvenire per

inoculazione, ingestione, contatto o inalazione. Con il termine “inoculazione” si intende il momento nel quale l’infezione passa attraverso un altro animale, come nel caso delle malattie trasmesse da zecche e pulci. Il contagio attraverso ingestione avviene quando si assumono alimenti o liquidi che sono stati contaminati dai roditori o dalle loro feci. La trasmissione tramite contatto avviene quando la pelle viene contaminata dall’urina o dagli escrementi del roditore, e il patogeno penetra nel corpo umano attraverso piccole lesioni presenti sulla cute umana, come nel caso della Leptospirosi o della febbre da morso di ratto. La trasmissione tramite inalazione o aerosol (sospensione di particelle liquide di piccole dimensioni) avviene soprattutto per i virus, che sono più piccoli dei batteri. La maggior parte delle volte i roditori sono portatori sani, ossia non presentano nessun segno o alterazione causata dalla malattia. La migliore strategia di prevenzione contro le malattie trasmesse dai topi è rappresentata dalla lotta a questi roditori, principali serbatoi epidemiologici, da effettuare

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SALUTE

sia all’interno che all’esterno delle abitazioni. In caso di infestazione da topi, la soluzione più indicata consiste nel rivolgersi a professionisti del settore che, oltre a risolvere il problema, forniranno le istruzioni necessarie ad impedire una futura reinfestazione. CHE PARASSITI E MALATTIE PORTANO I TOPI? • La leptospirosi è la malattia infettiva più conosciuta e diffusa legata ai topi, che veicolano batteri spirocheti del genere Leptospira. Le leptospirosi – alcune delle quali trasmesse anche da altri animali – possono avere un ventaglio molto ampio di sintomi, che passano dal semplice mal di testa con dolori muscolari sino ad emorragie polmonari e meningiti. La malattia si trasmette attraverso il contatto con l'urina infetta dei topi, che è possibile trovare non solo nelle acque stagnanti, ma anche su alimenti o utensili contaminati dagli animali. La pelle riesce a proteggere dall'infezione, ma basta un semplice graffio per permetterne l’ingresso. • Le Rickettsiosi rappresentano un gruppo di malattie le cui cause sono da attribuire a batteri gram negativi appartenenti al genere Rickettsia. Alcune di queste malattie sono note da molti secoli, altre invece sono state identificate solo negli ultimi anni. Esse sono tutte comunque trasmesse da parassiti dei roditori siano essi acari, pulci o zecche. Le rickettsiosi sono un gruppo eterogeneo di malattie causate da microrganismi facenti parte di una stessa famiglia; ogni specie, però, nel momento in cui infetta l’uomo dà origine ad una patologia specifica. Queste patologie infettive hanno dei nomi caratteristici che rispecchiano la loro principale distribuzione geografica o le loro caratteristiche cliniche. Tra le più presenti in Italia, e in particolare in Sicilia, Sardegna, Calabria, Lazio e Liguria, si segnala la febbre bottonosa, causata da R. conorii e che dà come sintomatologia febbre alta, cefalea ed esantema. Il termine “bottonosa” deri-

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va dal fatto che l’esantema si caratterizza per la formazione di papule in rilievo sulla cute, che ricordano i bottoni della camicia. • I protozoi sono organismi unicellulari, alcune specie tra le 35.000 conosciute sono parassiti infettivi, si muovono e sopravvivono sempre in ambienti umidi. Sono presenti nei mari e nelle acque dolci, e possono vivere anche all’interno del corpo umano e in quello dei ratti. Un esempio di malattia causata da protozoi è la Toxoplasmosi, una zoonosi causata dal Toxoplasma gondii e che scatena una sintomatologia simil-influenzale, ma può essere pericolosa se contratta in gravidanza, in quanto può causare ritardi mentali nel feto o aborto. • I roditori possono essere ospiti di numerose specie di elminti (vermi) che eliminano le loro uova attraverso le feci degli animali infetti, escrementi di roditori che a loro volta infettano animali domestici e non (volpi, altri predatori). L’infezione dell’uomo molte volte è casuale ma non rara. I sintomi dell’elmintiasi comprendono diarrea, dolori addominali, debolezza, ridotte capacità cognitive, indebolimento dello sviluppo fisico, anemia e problemi nutrizionali. • Il tifo murino è un'infezione che si trasmette attraverso il contatto con le feci delle pulci, attraverso le ferite della pelle o strofinando le mani sulle aree infette per poi passarle su mucose e bocca. I sintomi comprendono un rash cutaneo sei giorni dopo l'infezione,

mal di testa, febbre, dolori muscolari e articolari, nausea, vomito. I sintomi possono assomigliare al morbillo o alla rosolia. Il Tifo murino è curabile con gli antibiotici. • La salmonellosi è una malattia trasmessa dal genere di batteri Salmonella che può essere contratta anche venendo a contatto con le feci di un animale infetto, se il batterio riesce a giungere in qualche modo nel cavo orale di un individuo sano o penetrare attraverso ferite o lesioni della pelle. La gravità della malattia dipende dalla carica batterica e dalla virulenza del sierotipo infettante. La salmonella provoca tipicamente diarrea, dolori addominali crampiformi, febbre, nausea e vomito. Quanto esposto rende facile capire quanto sia importante il controllo dei ratti e dei topi in campo industriale e civile, per salvaguardare non solo beni e attrezzature, ma anche la salute umana. Oltre ai problemi igienico/sanitari, c’è anche da considerare la questione del pericolo per l’ambiente e del danno d’immagine che comporta la presenza di topi. Per questi motivi, un vero professionista del settore deve concepire la derattizzazione come un intervento atto a salvaguardare la salute e, al contempo, riequilibrare l’ambiente circostante dall’eccessiva proliferazione di questi animali, tenendo presente che gli interventi effettuati comportano pazienza e continuo monitoraggio.


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L’esca ideale per la pasturazione permanente

La fase di controllo di ogni strategia di gestione integrata degli infestanti (IPM) può includere un trattamento con rodenticidi. Tuttavia, per alcuni siti potrebbe essere necessario utilizzare le esche a scopi preventivi piuttosto che di controllo. Questo utilizzo preventivo dell’esca è chiamato pasturazione permanente. Non tutte le esche possono però essere utilizzate per la pasturazione permanente. Le esche autorizzate a questo scopo sono chiaramente indicate in etichetta. Sono autorizzate come esche anticoagulanti per pasturazione permanente alcune, ma non tutte, le esche a base di bromadiolone o difenacoum, tuttavia sono

noti casi di resistenza a questi due principi attivi. Le esche contenenti potenti anticoagulanti quali brodifacoum, difetialone o flocoumafen, per i quali non sono note resistenze, non sono autorizzate per un uso a pasturazione permanente. Di conseguenza, tutte le esche anticoagulanti consentite per la pasturazione permanente contengono un principio attivo rispetto al quale i roditori hanno già sviluppato resistenze. Pertanto, tale tecnica potrebbe essere inefficace contro questi roditori resistenti. LA SOLUZIONE A MARCHIO BASF Un problema a cui BASF risponde con l’introduzione

della nuova esca per roditori Selontra®, approvata per tecniche di pasturazione permanente. Questa esca controlla tutti i roditori, compresi quelli resistenti alle esche anticoagulanti. Inoltre, non sono note resistenze al colecalciferolo, il principio attivo alla base di Selontra®. Con Selontra®, la velocità di controllo è fino a tre volte più rapida rispetto ai rodenticidi anticoagulanti, grazie all’effetto stop-feeding. Ottenere il controllo più rapidamente grazie all’impiego di Selontra® significa contenere i danni e la contaminazione da roditori infestanti. Inoltre, la nuova esca sviluppata da BASF consente di raggiungere un perfetto equilibrio fra

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prestazioni e impatto ambientale. Il colecalciferolo non persiste nell’ambiente né presenta un effetto di bioaccumulo. Per un uso a pasturazione permanente, utilizzare per ogni punto esca la stessa quantità di Selontra® consigliata per il trattamento di infestazioni attive: 100-140 g (5-7 blocchi) per ratti; 20-40 g (1-2 blocchi) per topi domestici. Posizionare Selontra® all’interno di stazioni esche resistenti alle manomissioni. Ove possibile, ispezionare almeno ogni 4 settimane nel quadro della strategia IPM e valutare eventuali rischi di re-infestazione. Programmare regolari ispezioni di controllo per verificare che il rischio di invasione da roditori sia ancora presente. Qualora il rischio non dovesse più sussistere, rimuovere l’esca permanente. Ispezionare regolarmente i siti, secondo le indicazioni riportare sull’etichetta Selontra® rispettando intervalli non superiori a quattro settimane, nel caso di pasturazione permanente in ambienti all’aperto. Rimuovere i punti di esca permanenti che mostrano segni di prelievo da parte di piccoli mammiferi selvatici, come topi di campagna e arvicole, o sostituire l’esca contenuta con un’esca di monitoraggio vuota.


ZOONOSI

Il vaiolo

storia di vaccini, vaccinazioni e politica sanitaria Un articolo basato su tali argomenti ha rilevanza per il mondo della disinfestazione in quanto elemento di cultura generale, che a volte ha peso quanto quella specificatamente tecnica, come criterio generale dell’utilità di approfondire ogni argomento risalendo alle origini degli assunti a cura di Chiara e Graziano Dassi

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li obiettivi di questo articolo sono più d’uno: il primo, è quello di suggerire di andare indietro nel tempo per avere un’informazione di base per districarsi nell’affollato mondo di notizie che spesso fanno da corollario a un tema su cui i media e il Web puntano i riflettori e, spesso, le inesatte notizie fanno più scalpore di quelle degne di nota. Il secondo è quello di dimostrare la veridicità che la nuova generazione è un pigmeo seduto su un gigante che è il suo passato. Il terzo è quello di prendere come esempio il “vaiolo delle scimmie” sia per darne una breve descrizione (metodologicamente, a nostro giudizio, corretta) sia per sottolineare che chiamare la malattia vaiolo delle scimmie, che con le scim-

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mie non ha nulla a che fare, può ingenerare confusione e malintesi. Rimarchiamo che non è nostra intenzione, neppure implicita, di far riferimento alla pandemia in corso. PREMESSA L’agente responsabile del vaiolo umano appartiene al genere Orthopoxvirus (il cui corredo genetico contiene DNA) e prende il nome di Variola virus. Vi sono poi altri virus della stessa famiglia Orthopoxviridae che possono infettare sia gli animali che l’uomo, fra questi il Cowpox virus e il Vaccinia virus (vaiolo dei bovini) e l’erroneamente nomato vaiolo delle scimmie: Monkeypox virus. Certo la nomenclatura scientifica può apparire ostica, ma ha il pregio della precisione.

QUANDO TUTTO INIZIÒ Ovvero il 17 maggio del 1749, quando nacque Edward Jenner, medico e naturalista britannico, noto per l'intro-


duzione del vaccino contro il vaiolo e considerato il padre dell'immunizzazione. Ma la microbiologia empirica ha origini antichissime che possiamo far risalire agli antichi egizi che, facendo fermentare alcuni cereali circa 5000 anni orsono ottennero una specie di minestra semidensa leggermente inebriante che potremmo considerare l’antesignana della birra e che era frutto della trasformazione degli zuccheri in alcool ad opera del Saccharomyces cerevisiae che oggi chiamiamo "lievito di birra". Ma torniamo a Edward Jenner: oltre a introdurre il vaccino contro il vaiolo, traguardo che da solo riempirebbe la vita di quasi tutti i medici e biologi, mise anche a punto la chimica del tartaro emetico (farmaco capace di provocare il vomito senza causare notevoli effetti collaterali), si dedicò alla fisica delle mongolfiere, alla bio-etologia del cuculo, al letargo

degli istrici e alla biologia dei delfini. Curioso è come il caso mise lo zampino nella vita del dott. Jenner: l’atterraggio di un suo aerostato riempito con idrogeno nel parco di Anthony Kingscote gli fece incontrare Catherine (figlia del proprietario della tenuta) che divenne poi sua moglie, mentre una pubblicazione sul cuculo la gli valse la nomina a membro della Royal Society. Diversa sorte l’ebbe la nota del 1801 presentata alla Royal Society sui positivi risultati dell’utilizzo del vaccino bovino (Cowpox virus) che venne rifiutata perché “troppo rivoluzionaria”. Stupefacente miopia scientifica tenuto conto che la relazione era firmata anche dai dottori Gardner, Worthington e Hicks. Le cronache riportano che Jenner non fu accettato all’università di Oxford perché ritenuto di cagionevole salute probabilmente per i sintomi del vaiolo che aveva

contratto e superato in giovane età, acquisendo così l’immunità da contagi futuri. Ciò probabilmente contribuì a rafforzare i suoi capisaldi deontologici desunti anche dalle convinzioni dell’amico dr. John Hunter: “se un trattamento fallisce significa che è sbagliato, anche se imposto dalle autorità” e della moglie che sosteneva a spada tratta: “la verità innanzi tutto”. La logica premessa è che nella fase attiva del vaiolo la “trasmissione dell’infezione avveniva per contatto diretto o indiretto con il virus presente nelle lesioni cutanee, o attraverso la diffusione di goccioline respiratorie emesse con la tosse e gli starnuti. Inoltre, il virus è stabile in forma essiccata per mesi ed è stato trasmesso da fomiti come la biancheria da letto. La contagiosità iniziava con la comparsa delle prime lesioni cutanee e durava fino alla scomparsa di tutte le croste (circa tre settimane)”.

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ZOONOSI

Turchia, Persia, e in Africa. Va sottoliCRONOLOGIA neato che gli zingari dell'Impero otto• ≈ 1000 a.C. (3000 anni fa): in India mano la praticavano ancor prima. sembra fosse in atto la tecnica della • 1714 - 1716: pubblicazione di due reinoculazione o variolazione o vaiolizlazioni della Royal Society sulla variozazione anche se non tutti gli esperti lizzazione praticata presso l’impero sono d’accordo. ottomano. • 1549 d.C. (≈ 2500 anni dopo): la pri• 1721: un'epidemia di vaiolo si difma data certa della inoculazione delle fonde a Londra. Re Giorgio I e la sua pustole vaiolose da un malato ad un famiglia ne sono terrorizzati. Venuti sano in Cina. a conoscenza della tecnica di • ≈ 1570 (dinastia Ming) :la tecinoculazione vi fanno ricornica si affina e le croste vaso, facendola prima speiolose ridotte in polvere rimentare su prigiovengono fatte inalare nieri “volontari” che a soggetti sani insuperando praticaducendo così una mente indenni tale forma attenuata prova avranno in della malattia. La premio la libertà. terapia non era I membri della fapriva di rischi (la miglia, convinti, si mortalità arrivava sottopongono a persino al 2%, ma tale pratica, conil tasso di mortalitribuendone alla tà del vaiolo oscildiffusione. lava fra il 20 e 30%. • 1746: a Londra vie• ≈ a metà del XVII ne inaugurato un ospesecolo (1601-1700): in dale dedicato ai malati di questo periodo la variovaiolo, dove si praticava la lazione è pratica comune in Edward Jenner

variolizzazione. • 1782: Jenner isola e descrive tre forme di vaiolo: quello umano, il più comune, che colpisce gli esseri umani; il vaiolo bovino, che colpisce le mucche da latte e contagia i mungitori immunizzandoli, e una terza che colpisce i cavalli. Da tali osservazioni il passo successivo diventerà consequenziale: iniettare il vaiolo bovino poteva sostituire la forma del vaiolo umano praticamente senza danni collaterali. • 1800: a Berlino venne fondata la Royal Vaccine Institution. • 1801: la Royal Society ricusa la pubblicazione di Jenner e dei suoi collaboratori che propone la vaccinazione bovina, ritenendola troppo innovativa. Nel frattempo, in Inghilterra, il vaiolo uccide 40.000 persone all’anno. Pur tuttavia la tecnica della vaccinazione bovina si diffonde velocemente in tutto il resto del mondo. • 1820: l’inoculazione jenneriana è ormai pratica di profilassi universalmente accettata, tanto che Napoleone la rende obbligatoria presso il suo esercito. Dunning, un chirurgo di Plymouth le cambia il nome coniando il

STORIA DELL’ERADICAZIONE DEL VAIOLO Era il 1 gennaio 1967, quando l’Organizzazione mondiale della sanità lanciava il programma intensivo per l’eradicazione del vaiolo. Fino ad allora l’unico modo possibile per sconfiggere la malattia era considerata la vaccinazione a tappeto dell’intera popolazione mondiale, in linea con quanto stabilito tre anni prima, nel 1964, dal Comitato di esperti sul vaiolo. Il comitato si basava sulle osservazioni compiute in India, dove una copertura vaccinale della popolazione vicina all’80% non era stata comunque sufficiente a

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liberare il Paese dal vaiolo. La vaccinazione di massa era stata sufficiente a liberare il Sudamerica e la maggior parte dei Paesi africani, ma aveva avuto un’efficacia limitata in regioni densamente popolate come appunto l’India, il Bangladesh, l’Indonesia e il Pakistan. Nel 1966 lo scoppio di un’epidemia di vaiolo in Nigeria segnò l’inizio di una nuova strategia per contrastare la malattia. Circa il 90% dei nigeriani risultava già vaccinato, ma il vaiolo si diffuse comunque, probabilmente da una tribù che si era rifiutata

di immunizzarsi per motivi religiosi. Dal momento che le scorte di vaccino scarseggiavano, le autorità si videro costrette a localizzare rapidamente e isolare i villaggi colpiti, che sarebbero poi stati vaccinati con le scorte residue. Venne allestito anche un vero e proprio ponte radio per permettere al personale sanitario un coordinamento in tempo reale nella “caccia” ai nuovi focolai dell’epidemia. Il caso della Nigeria dimostrò che una strategia fondata sulla sorveglianza e il contenimento poteva bloccare la catena

di trasmissione del virus: un’alternativa alla vaccinazione di massa era dunque realmente possibile. Nel 1970 questo nuovo approccio viene messo in campo per la prima volta su larga scala, per contenere una vasta epidemia esplosa in India: si procede isolando un’area abitata da due milioni di persone, mobilitando tutto il personale medico e paramedico disponibile e setacciando la regione casa per casa. Le autorità sanitarie procedono a una vaccinazione mirata, nell’ambito specifico dei nuovi casi che via via


venivano scoperti. Nel giro di qualche settimana l’emergenza rientra: si tratta del primo grande successo messo a segno dalla nuova strategia della sorveglianza e del contenimento del virus. Queste misure, però, da sole non erano sufficienti per ottenere la completa eradicazione del vaiolo: al successo del programma contribuirono infatti molti altri fattori, primo fra tutti la produzione di massa di un nuovo vaccino di qualità superiore. Il programma del 1966 era dunque guidato da due approcci

diversi, ma complementari: immunizzazione di massa grazie a nuove scorte di vaccino di alta qualità e sistemi di sorveglianza epidemiologica capaci di rilevareimmediatamente e sul campo nuovi focolai. Questo protocollo permise di raggiungere ottimi risultati: nel 1974 il 75% delle epidemie veniva scoperto nel giro di due sole settimane dalla comparsa del primo caso e il contenimento iniziava già entro 48 ore dalla segnalazione del primo caso. Nel giro di 15-20 giorni dallo scoppio

dell’epidemia non veniva più segnalato alcun nuovo caso. Grazie al successo di questa campagna globale, a metà degli anni Settanta il vaiolo viene relegato nell’area del Corno d’Africa: l’ultimo caso isolato risale infatti al 1977, in Somalia. Dopo una serie di minuziosi controlli effettuati in tutto il mondo da una commissione di esperti, nel dicembre del 1979 l’OMS può finalmente annunciare ufficialmente l’eradicazione completa del vaiolo. Il direttore generale dell’OMS dell’epoca Halfdan Mahler definisce

l’eradicazione del vaiolo come “un trionfo dell’organizzazione e della gestione sanitaria, non della medicina”. Parole pronunciate in occasione di un meeting in Kenya, al quale partecipava anche il direttore del programma di eradicazione Donald Henderson, a cui fu chiesto quale fosse la prossima malattia da sconfiggere. Henderson rispose: “la cattiva gestione della sanità”. Fonte: EpiCentro (sito di epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanità rivolto agli operatori del servizio sanitario nazionale).

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termine vaccinazione vaiolosa. • 1881: Louis Pasteur propone di onorare la scoperta di Jenner utilizzando il termine anche per le nuove e future procedure di vaccino/vaccinazione. Proposta accettata e ancora oggi in uso. NEGLI ANNI A SEGUIRE Furono individuate tecnologie sempre più raffinate per produrre vaccini più stabili, sicuri ed efficaci. Il successo della sua scoperta regala a Jenner fama e onori, ma sua moglie si ammala di tubercolosi e lui decide di tornare a Berkeley dove riprende la sua attività di medico di campagna. Il 25 gennaio del 1823 Jenner è colto da un improvviso attacco di apoplessia e il giorno dopo muore per le complicanze dell’ictus. Tante sono le targhe e le statue erette in suo

Gli animali potenzialmente vettori di questo virus sembrano essere in primis i roditori 48

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onore, una in particolare ci piace ricordare: a Jenner è stato dedicato un cratere lunare di 73,66 km situato nella parte sud-occidentale della faccia nascosta della Luna, all'interno del Mare Australe. Nel 1940, Leslie Collier sviluppa un metodo di liofilizzazione per produrre un vaccino del vaiolo termostabile; grazie anche all’aggiunta di una componente proteica solubile (il peptone) con una azione rivitalizzante per la componente virale del vaccino in fase pulverulenta. IL VAIOLO DELLE SCIMMIE Premesso che si tratta di una malattia infettiva zoonotica e, per quanto ci è dato sapere, in Italia sono segnalati 644 casi in cui si è riscontrato il virus a doppio filamento a base DNA noto con il nome Monkeypox (MPX o MPXV), il contagio a livello dell’uomo è avvenuto per la prima volta nel 1970 nei villaggi rurali delle zone delle foreste pluviali dell'Africa centrale e occidentale e successivamente del Congo. L’anno in questione coincide alle fasi finali dell'eradicazione del vaiolo umano e quindi con il parallelo venire meno delle specifiche vaccinazioni. La qual cosa potrebbe

significare che il vaccino antivaioloso potrebbe con grande probabilità agire anche su quello cosiddetto delle scimmie. Il venire meno delle campagne di vaccinazione avrebbe quindi favorito il diffondersi dell’MPX. Per quanto riguarda gli animali serbatoio e potenzialmente vettori, in primis i roditori (scoiattoli, ratti marsupiali, topi striati e ghiri), ma sussistono parecchi dubbi sui serbatoi naturali di questo virus. Emblematico il fatto risalente al 2003, in cui 47 casi di “vaiolo delle scimmie” sono stati segnalati da sei Stati USA, tutte le persone infettate dal virus MPX avevano avuto contatti con piccoli animali domestici (cani della prateria, che non sono canidi bensì roditori simili alle marmotte, nome scientifico Cynomys ludovicianus) i quali avevano contratto l’infezione dopo essere stati vicino a piccoli mammiferi importati dal Ghana da un rivenditore dell’Illinois. Il che sottolinea, se mai ce ne fosse bisogno, l’importanza dei controlli nel commercio e veicolazione di animali, piante e merci. In merito alla trasmissione, ci limitiamo a sintetizzare quanto riportato in letteratura, che ribadisce che il virus entra nell’organismo attraverso la pelle lesa, il tratto respiratorio o attraverso le mucose, quindi è necessario uno stretto contatto con un animale infetto, una persona infetta o con materiale contaminato dal virus (il virus MPXV non si trasmette facilmente da persona a persona). Le lesioni presenti nelle mucose possono essere una via di penetrazione, perciò il virus può diffondersi anche attraverso la saliva o altri liquidi organici (quindi anche durante rapporti intimi). Sono state documentate anche altre vie di trasmissione, come quella attraverso la placenta, dalla madre al feto. Il 23 luglio 2022 l'OMS ha dichiarato il vaiolo delle scimmie "'Emergenza di salute pubblica internazionale" (PHEIC - Public Emergency of International Concern).


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Un'alternativa agli anticoagulanti

Recentemente si sono affacciate sul mercato nuove sostanze rodenticide aventi modalità d’azione diverse dagli anticoagulanti. Tra queste emerge l’Alfacloralosio, una sostanza narcotica capace di agire sul sistema nervoso dell’infestante provocando un rallentamento generale del metabolismo, della respirazione, dell’attività cerebrale e del battito cardiaco. I roditori si addormentano, entrano in coma ed infine muoiono durante il sonno per ipotermia. L’azione rodenticida è molto violenta e si esplica nel giro di brevissimo tempo, tanto da rendere le esche formulate con questa sostanza attiva ideali per azioni correttive immediate. Al fine di garantire ai propri clienti una rapida quanto efficace disin-

festazione, Newpharm® ha puntato sulla diversificazione dell’offerta del segmento topicidi. Oltre alla qualità intrinseca dei prodotti, Newpharm® associa i valori imprescindibili di professionalità e competenza, cosicché i consumatori possano sentirsi a proprio agio durante gli interventi contro gli infestanti, anche tra le mura domestiche. La continua ricerca di soluzioni all’avanguardia e di prodotti ad elevato livello tecnologico, sprona Newpharm® a crescere con costanza, ma senza tralasciare la stabilità e l’impronta pratica che ha sempre distinto questo Gruppo di aziende. RATTÌPRO È un’esca rodenticida pron-

ta all’uso ad altissima efficacia che agisce come depressore del sistema nervoso e convulsivo dei roditori. È adatto alla lotta al Mus musculus. Per liberarsi dei topi domestici, applicare 8 g di esca per stazione di avvelenamento. Rattìpro si presenta in pratiche cartucce da 300 g. FLASH GRAIN® Rappresenta una delle novità più significative nella gamma rodenticidi di Newpharm® per le stagioni 2022 e 2023. A base di Alfacloralosio, Flash Grain® è una risorsa di assoluto livello per risolvere in tempi brevissimi infestazioni di topi sia a livello domestico che civile. La sostanza attiva agisce come depressore del sistema nervoso in

tempi molto rapidi. Dopo l’assunzione di Flash Grain®, in quantità inferiori rispetto ad altri rodenticidi della categoria degli anticoagulanti, il roditore sente il bisogno di riposare. Aumenta pertanto la sonnolenza che porterà l’infestante in un torpore dal quale non troverà risveglio. Il tutto può avvenire entro un’ora dal momento in cui si verifica l’assunzione della dose letale. L’azione fulminante di Flash Grain® garantisce la risoluzione rapida ed efficace delle infestazioni da topi che possono provocare seri danni ai materiali che potenziali malanni per la salute pubblica. FLASH PASTE Un’esca rodenticida alternativa ai tradizionali anticoagulanti per il controllo del topo domestico (Mus musculus) dallo stadio giovanile a quello adulto all’interno degli edifici. Si presenta sotto forma di pasta fresca confezionata in buste singole da riporre all’interno di idonei erogatori d’esca. Per combattere un’infestazione moderata, utilizzare da 10 a 20 g di Flash Paste all’interno di contenitori distanziati 5 metri l’uno dall’altro. Non aprire le buste e manipolare con guanti monouso.


PEST MANAGEMENT

L’evoluzione del controllo dei roditori

sinantropici

Da ieri a oggi, una panoramica sulle soluzioni che ci hanno permesso di combattere questi infestanti che accompagnano l’uomo sin dal passato più remoto. Con un occhio al futuro, che vede la Commissione Europea spingere sempre più verso soluzioni non-chimiche Michele Ruzza

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l sinantropismo (dal greco syn-, “assieme” + anthropos “uomo”) è quel fenomeno che si identifica nell’attrazione di animali selvatici verso ambienti alterati dall’uomo quali centri abitati, parchi, giardini, ecc. dove questi individui, grazie alla presenza di risorse alimentari e all’assenza di predatori specifici, proliferano indisturbati assumendo il ruolo di infestanti diventando serbatoi o vettori di patologie, oltre che creare danni economici. Se volgiamo il nostro sguardo al passato è facile identificare come i roditori, da sempre, rappresentino quegli individui che più hanno creato danno e rischio per l’umanità, stimolandola a sviluppare sempre nuove metodologie di controllo.

Il Reg. UE 528/2012 ha portato a un piano di rivalutazione dei principi attivi, in particolare degli anticoagulanti Primi accenni della presenza e danni causati dai roditori si possono già trovare in papiri egizi e manoscritti cinesi risalenti a circa 3.000 anni prima di Cristo, con i primi tentativi di “derattizzazione” che consistevano nell’utilizzo del fuoco per allontanare i roditori. Ma, come sempre nel passato, la storia si fonde spesso con la leggenda e, per tutti, il primo disinfestatore della storia può essere identificato nel “Pifferaio di Hamelin” che, grazie al suo flauto, era in grado di farsi ubbidire dai topi, lavoro per il quale aveva chiesto un giusto compenso. Ma il “Pifferaio di Hamelin” non è stato l’unico grande disinfestatore del passato: in varie parti del mondo, altri si sono dedicati alla lotta ai topi e ratti, come il persiano Avicenna (9801037) che secondo una leggenda siriana avrebbe liberato la città di Aleppo

mediante una formula magica. Altro esempio risiede in un non meglio identificato straniero, vestito di abiti variopinti, che avrebbe liberato la cittadina di Newton, nell’isola di Wight, da topi e ratti grazie al proprio flauto. Se la parte operativa nel passato ha proliferato, anche la parte “legislativa” non è stata da meno, con il Vescovo d’Autun della Chiesa cattolica che, nel XV secolo, lanciò un anatema ai famigerati roditori ricorrendo alla loro scomunica, o la condanna a morte per i roditori, emessa dalle autorità sotto il regno di Francesco I di Valois (1494-1547), che portò nel XVI secolo al “processo ai topi” nel corso del quale i roditori erano difesi da un famosissimo avvocato, Bartolomeo Chassenè. Il vasto problema dei topi aveva quindi portato sin dal medioevo a istituire una nuova “figura professionale”, quello dell’acchiappatopi, che metteva al servizio dei cittadini le proprie competenze e conoscenze per liberare città, magazzini e abitazioni da questi famigerati infestanti, grazie a strumenti e attrezzature specificatamente studiate o all’utilizzo di alcune piante che ancora conservano nel loro nome la loro funzione, come il pungitopo (Ruscus aculeatus).

IL PRESENTE

Se nel passato, le armi per gli acchiappatopi erano rappresentati dal loro ingegno e da sostanze naturali quali cianuro, stricnina e il fosfuro di zinco, a partire dal 1940 inizia una vera rincorsa e ricerca di sostanze chimiche che potessero aiutare a controllare i roditori sinantropici. Nel 1940 arrivarono le prime sostanze ad azione acuta come il fluoroacetato di sodio, che causa morte per insufficienza cardiaca o respiratoria e l’alfacloralosio, narcotico a rapido effetto che inibisce l’attività cerebrale, cardiaca e respiratoria portando alla morte del roditore. Successivamente si sviluppano sostanze ad azione sub-acuta quali la brometalina e il colecalciferolo (vitamina D3) che causa calcificazione dei vasi sanguigni e morte per insufficienza cardiaca. A causa però di una scarsa appetibilità delle esche trattate con questi principi attivi e il consumo in dosi sub-letali (mortalità del 70,0%), pochi anni dopo si ha una seconda grande rivoluzione nella chimica del controllo dei roditori con l’introduzione di prodotti anticoagulanti. A partire quindi dal 1950, inizia l’introduzione di anticoagulanti di prima generazione, quali la warfarina, il clorofacinone, il difacinone e il

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PEST MANAGEMENT

cumatetralil, e anticoagulanti di seconda generazione quali il bromadiolone, il difenacoum, il brodifacoum, il flocumafen e il difethialone, rodenticidi che presentano il medesimo meccanismo d’azione, ovvero interferiscono con i fattori che determinano la coagulazione del sangue portando a morte per emorragia interna. L’introduzione di queste nuove sostanze chimiche se, da un lato garantiva una notevole riduzione della popolazione infestante, dall’altro presentava il forte rischio di intossicazioni primarie e secondarie, con un consumo indiscriminato da parte di soggetti no-target. Inizia perciò a svilupparsi la consapevolezza che l’utilizzo di esche libere sono una notevole fonte di rischio e, oltre all’introduzione di una sostanza amaricante non percepita dai roditori (il denatonium benzoato), iniziano a fare la loro comparsa i primi erogatori d’esca. Iniziano a diffondersi i primi impianti di derattizzazione in suolo pubblico e nelle realtà private, con una tecnica di controllo che, con l’esperienza e il passare degli anni, si affina sempre di più, facendo evolvere il vecchio acchiappatopi a disinfestatore professionista. In questi anni si sviluppano le teorie del Saturation Baiting,

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che prevede la distribuzione di grandi quantitativi di esca, anche superiori alla capacità di consumo della popolazione infestante, a cui si contrappone il Pulsed Baiting, che basa la sua teoria sull’eliminazione progressiva della popolazione evitando distribuzioni di prodotto eccessive e inutili (Dubock, 1984). Intanto la tecnica del Permanent Baiting, che prevede l’uso di derattizzante all’interno degli erogatori anche dove non vi è presenza o rischio d’infestazione, fa si che nelle nostre città inizino a spuntare come funghi scatolette agli angoli di ogni strada, nei giardini e nei parchi pubblici. Ancora ricordo i primi controlli di derattizzazione presso il Comune di Bologna con oltre 1.800 postazioni, o cambi di esca all’interno dei siti di produzione delle Aziende alimentari.

IL REGOLAMENTO BIOCIDI DEL 2012

La grande rivoluzione per la derattizzazione avviene, tuttavia, nel 2012 con la pubblicazione del regolamento biocidi (Reg. UE 528/2012), nel quale la Commissione Europea ha messo in atto un piano di rivalutazione dei principi attivi, con particolare attenzione nei confronti degli anticoagulanti. Di

lì a poco, ovvero nell’Ottobre 2014, viene prodotta da parte della EBPF (European Biocidal Products Forum) la “Linea Guida sulla buona pratica d’uso delle esche rodenticide ad uso biocida nell’Unione Europea”, la quale nell’introduzione riporta che I rodenticidi sono essenziali in tutta l’Unione Europea per salvaguardare la salute e il benessere delle persone e degli animali, per evitare che scorte alimentari vengano consumate o imbrattate dai roditori, per la prevenzione dei danni ad impianti, strutture ed oggetti, per l’eliminazione delle specie invasive estranee e per la protezione delle popolazioni della fauna selvatica vulnerabile. Al contempo, la linea guida identifica un concetto ancora poco noto nella disinfestazione: quello dell’Integrated Pest Management (IPM). Troviamo infatti scritto che Per tutti coloro che sono coinvolti nella gestione di infestazioni da roditori è fondamentale considerare che le soluzioni chimiche al problema, da sole, raramente possono offrire soluzioni efficaci a lungo termine. Un approccio combinato di tutti gli strumenti di controllo dei roditori, compreso l’uso di anticoagulanti, è essenziale per minimizzare l’uso dei rodenticidi; questo è a volte chiamato Gestione Integrata delle


Infestazioni; vengono introdotti come strumenti di controllo dei roditori, le “Misure per prevenire ai roditori l’ingresso agli edifici e altre aree sensibili (proofing)”, la “Modifica dell’habitat” e l'“Utilizzo di altri metodi per uccidere i roditori”, quali trappole a scatto, tavole a colla, e soprattutto il non utilizzo delle esche rodenticide oltre i 35 giorni… Possiamo affermare che nei primi anni del XXI secolo la derattizzazione assume una nuova veste e con essa il disinfestatore che, da semplice ciaparatt (come veniva definito in dialetto meneghino) diventa un trained professional.

IL FUTURO

Premesso che i principi attivi anticoagulanti sono fin da subito considerati pericolosi a causa delle loro proprietà di persistenza, bioaccumulabilità e tossicità (PBT) e inoltre identificati anche come molto persistenti e molto bioaccumulabili (vPvB) e quindi considerati come candidati alla sostituzione, (con rivalutazione quinquennale da parte degli organi competenti), negli ultimi anni si sta sempre più diffondendo il concetto di uso sostenibile dei prodotti biocidi al fine di ridurre i rischi e l’impatto del loro uso sulla salute umana, degli animali e dell’ambiente, promuovendo il ricorso a strategie alternative non chimiche. Se da un punto di vista operativo, le Certificazioni Volontarie Europee di prodotto come BRC Food e IFS Food, si aggiornano in maniera costante sulle metodologie di controllo degli infestanti, a livello europeo non esistono ancora delle linee guida univoche e aggiornate sull’uso sostenibile dei biocidi: come conseguenza molti degli

Stati Membri creano regole proprie, introducendo proprie misure restrittive sull’impiego e sulle categorie di prodotti utilizzati, dimenticando che i nostri amici roditori non devono esibire il passaporto quando si spostano tra gli stati. Nei Paesi Bassi, ad esempio, dal 2017 l’utilizzo dei rodenticidi è stato limitato al solo uso in esterno da parte di professionisti formati e sembra che in prossimo futuro possano essere disponibili al consumatore solo prodotti a base di alfacloralosio. In Germania, invece, i rodenticidi sembra siano destinati ad essere trattati come prodotti fitosanitari, e quindi, venduti solo a personale qualificato. In Italia invece, alcune realtà locali hanno messo al bando l’utilizzo, la detenzione e la vendita delle colle, come il Comune di Parma (Regolamento per il benessere e la tutela degli Animali) e il Comune di Roma (Regolamento Comunale Diritti Animali), togliendo di fatto un’arma in mano ai disinfestatori in un’ottica di I.P.M.

QUALE FUTURO PER GLI STRUMENTI CHIMICI?

Queste decisioni mettono in luce come, per gli Stati Membri, il controllo dei roditori debba passare sempre di più per un uso del non-chimico, con utilizzo di trappole sempre più all’avanguardia legate al benessere animale… ma viene da chiedersi se le trappole presenti sul mercato siano effettivamente efficaci e siano da considerarsi una reale alternativa agli anticoagulanti presenti nelle esche rodenticide? Proprio su questo punto, la German Environment Agency ha organizzato dei workshop con Organi Competen-

ti, Produttori e Utilizzatori di esche rodenticide e trappole per reperire informazioni in merito; questi tavoli di lavoro hanno portato alla stesura di una linea guida per determinare l’efficacia e il benessere animale delle trappole (NoCheRo – No Chemical Rodenticide) suddivisa in tre parti. La prima parte, relativa alle trappole a scatto è già disponibile, mentre le altre due saranno pronte entro la fine di quest’anno. Non è finita: gli incontri successivi avranno invece lo scopo di confrontare l’efficacia delle trappole con le esche rodenticide, al fine di identificare se tali dispositivi possano essere considerati pari ai prodotti chimici o determinare un sistema integrato che preveda una sinergia di lotta. Il futuro della lotta ai roditori ci riserva ancora molte incognite e incertezze oltre al dubbio se, da qui a qualche anno, avremo ancora in mano gli stessi strumenti di controllo o se i prodotti chimici saranno progressivamente limitati sino quasi a scomparire, non dimenticandoci però che negli anni cinquanta, in una piccola isola dell’arcipelago delle Eniwetok l’esercito americano sganciò, per prove sperimentali, 14 bombe ad idrogeno e 1 bomba termonucleare. Dopo aver atteso, per non incorrere nel rischio delle radiazioni, un lasso di tempo ragionevole, l’esercito sbarcò sull’isola. Ogni forma di vita vegetale e animale era scomparsa, tranne una: si trattava di una colonia di ratti… Nota dell’Autore: questo articolo è dedicato alla memoria di Giampiero Stringa, un grande collega disinfestatore che ha avuto la pazienza di inserirmi in questo variegato mondo.

BIBLIOGRAFIA Dassi G. e altri - Miti e leggende nel mondo della disinfestazione – Anno 2000 – Ed Fuori Commercio, Proprietà letteraria A.T. Service s.r.l. Capizzi D. Santini L. - I Roditori Italiani – Anno 2008 – Antonio Delfino Editore https://basilicata.wayglo.it/scheda/il-mestiere-dellacchiappa-topi-quando-affidarsi-ai-gatti-non-bastava/ https://guide.rrac.info/it/molecole-di-rodenticida/storia.html https://www.aidpi.it/files/notiziario-tecnico-2-definitivo/download/?inbrowser=1

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CONTROLLO VOLATILI

Piccioni

in lista d’attesa Cronistoria di un Progetto di contenimento dei piccioni urbani in una bella e accogliente cittadina dell'alessandrino a cura di Graziano Dassi

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nizierei questa nota con un annuncio della compagnia aerea Columba livia: ‘‘La nostra compagnia aerea è lieta di annunciare che i suoi 300 aeromobili continueranno a volare con qualche rottamazione per anzianità di servizio ma per il prossimo

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anno prevediamo l’arrivo di una trentina di nuovi modelli particolarmente adatti ai voli di breve raggio”. Il Progetto sul quale è incentrato questo articolo può essere descritto innanzitutto fornendo i seguenti dati: Altitudine media ≈ 300 m; Area: ≈ 75

km²; Meteo: clima mediterraneo; Popolazione: ≥ 9000. Tra le caratteristiche salienti per quanto concerne il nostro caso, si segnala l'esistenza di una dozzina di edifici in cattivo stato di manutenzione con sottotetti aperti;


Particolare da approfondire: una notevole struttura fortificata (non ispezionata). Stima numerica di Columba livia var. urbana: ≤ 300 (conteggio assai approssimativo dedotto da osservazioni dirette integrate con interviste a cittadini e a un paio di funzionari comunali, oltre al titolare di un’azienda di servizi locale, assai attendibile). I siti di nidificazione, ad un esame a volo radente, sono quattro di particolare interesse più una ventina di scarsa frequentazione; quattro è anche il numero degli stormi principali; i punti di alimentazione sono sparsi per il territorio urbano, sarà quindi utile procedere a pasturare in luoghi il meno critici possibile. Il grado di fastidio percepito dalla popolazione è classificabile come medio-alto senza allarmismi di carattere sanitario. Sono stati segnalati una decina di esposti per lo più per deturpazione degli edifici. Nessuna protesta da parte degli agricoltori e allevatori. Non sono state svolte indagini sulle feci e non sono pervenute

segnalazioni riguardo a zecche. INCONTRO CON LE AUTORITÀ COMUNALI In estrema sintesi il problema si riassumeva in due punti salienti: il primo era la difesa dell’edificio comunale che però non si riteneva di attuare temendo una alzata di scudi da parte della cittadinanza: “Ma come, si provvede per il Comune e non si fa nulla per gli altri edifici?”. Il secondo era delegare a una ditta specializzata di fiducia per avere un'ordine di grandezza economica per la difesa degli edifici pubblici e per i tempi di realizzazione. Punto critico, se si fosse attuata tale difesa,era la probabilità di spostare i piccioni negli edifici non protetti. Come diminuire la consistenza numerica degli stormi che bivaccavano nel territorio urbano, escludendo in fase progettuale la cattura? Le mie proposte furono: • Attivare la protezione di una scuola primaria vendendola come test di fattibilità e creare un nucleo di consenso

da parte dei genitori, dando risalto all’iniziativa e preparandosi alle critiche degli altri plessi scolastici, genitori compresi; • Realizzare un incontro con la cittadinanza per commentare i risultati e “cercare consenso e collaborazione”, sia con le associazioni protezionistiche locali sia con cittadini volonterosi; • Indire una gara d’appalto il cui capitolato tecnico potrebbe essere supportato da un veterinario con specifica competenza; • Realizzare un progetto triennale che contempli l’uso della Nicarbazina, sotto forma di farmaco veterinario, distribuita con apparecchiature dosatrici automatiche e temporizzate atte allo spargimento del mais medicato; • Valutare il posizionamento di una torre piccionaia; • Studiare un flusso di informazione per la cittadinanza. Gli aspetti normativi e la stesura dei testi delle eventuali ordinanze saranno approfonditi nei prossimi numeri della rivista.

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CONTROLLO VOLATILI

Colombi urbani Rischi, danni e possibili soluzioni a cura di Marco Pellizzari medico veterinario del Royal College of Veterinary Surgeons

A

seguito delle grandi modificazioni ambientali e sociali degli ultimi decenni, nei centri urbani e nelle aree industriali si sono create situazioni microclimatiche che favoriscono la proliferazione dei colombi urbani, detti comunemente piccioni o, dal punto di vista tassonomico: Columba livia var. domestica. Vista l’origine domestica del colombo di città, la sua confidenza nell’avvicinare l’uomo è alta per cui è molto frequente la presenza di questo animale negli ambienti antropizzati, nei quali questi animali trovano grande disponibilità di siti di nidificazione, abbondanti fonti alimentari, temperature medie più alte, illuminazione prolungata e minore presenza di predatori. Di fatto i piccioni hanno perso i loro “predatori” principali, rappresentati fino a non molto tempo fa dagli esseri umani che li usavano anche come risorsa alimentare, diventando quindi animali infestanti. La forte selezione operata dall’uomo nei millenni di convivenza con il piccione ha portato questo animale a sviluppare una sorprendente capacità riproduttiva; in-

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fatti esso può mettere al mondo fino a 14 nuovi nati all’anno! Quella che un tempo sembrava una risorsa si è trasformata ai nostri giorni in una grande potenzialità infestante. Purtroppo, l’eccessiva ed incontrollata presenza dei colombi nei luoghi antropizzati pone concreti rischi di tipo igienico-sanitario, evidenti danni e conseguenti costi, attivi e passivi. I METODI DI CONTROLLO I costi attivi sono tutti quei costi generati dalle misure volte ad arginare la presenza di questi animali e più precisamente da misure di controllo indiretto e misure di controllo diretto. Le misure di controllo indiretto sono azioni che mirano a modificare l’ambiente in cui vive la specie target, in modo da renderlo poco gradito e/o diminuirne la capacità portante. Fra queste azioni possiamo elencare: il controllo delle fonti trofiche, il controllo dei siti di passaggio e sosta e dei siti di nidificazione, l’uso di “dissuasori biologici” (utilizzo della falconeria), la lotta biologica e l’educazione culturale e sanitaria.

Le misure di controllo diretto sono invece azioni intraprese direttamente sulla specie target e che tendono direttamente alla sua limitazione: la cattura con soppressione, l’abbattimento con armi da fuoco, l’adozione di torri piccionaie e il controllo farmacologico della riproduzione. Particolarmente di attualità, fra le misure di controllo diretto, sembrano essere l’adozione di torri piccionaie ed il controllo della riproduzione. La presenza delle piccionaie può portare essenzialmente a tre effetti positivi: • possono diventare punti di controllo sanitario della popolazione stanziale; • possono fungere da punto di distribuzione del farmaco antifecondativo; • possono diventare un punto di contatto tra l’Amministrazione ed i cittadini animalisti ad ulteriore dimostrazione del rispetto della biodiversità e dell’ambiente. Al contrario, sembra essere molto limitato per l’ambiente circostante l’eventuale controllo delle uova e dei nidi effettuato presso le torri.


I VANTAGGI DEL CONTROLLO DELLA RIPRODUZIONE La limitazione della fertilità degli animali infestanti è oggi considerata, a livello mondiale, un’attività di prima scelta sia dal punto di vista dell’efficacia sia dal punto di vista etico. Piani di contenimento farmacologico vengono utilizzati per molti animali selvatici anche all’interno di parchi naturali, dove è vietata la caccia e nei quali, per motivi vari legati all’ecosistema, alcuni animali hanno perso nel tempo i loro rivali naturali, cioè predatori o competitor alimentari. Così come in ambito naturale anche all’interno delle città o nei contesti industriali, l’intervento anticoncezionale rappresenta un’efficace attività nel controllo delle popolazioni di colombi urbani e un’alternativa “soft” da inserire, quando possibile, all’interno di un protocollo integrato di controllo delle popolazioni di piccioni di città. Ormai da molti anni, il Ministero della Salute italiano ha autorizzato sul territorio nazionale l’utilizzo di un farmaco veterinario, con il nome commerciale Ovistop, che è in grado di ridurre la fertilità delle uova dei colombi urbani. Il suo principio attivo è la nicarbazina, molecola inventata negli Stati Uniti nel 1956 e ancora oggi utilizzata per il controllo della coccidiosi aviare. Sin dagli inizi del suo utilizzo la nicarbazina ha dimostrato un effetto collaterale negativo nei confronti della produzione delle uova, diminuendone la grandezza e la capacità di schiusa. Per questo motivo il suo uso in zootecnia, come coccidiostatico, è stato da sempre riservato agli avicoli non produttori di uova. Questo effetto però, alla fine degli anni Novanta, è stato notato da un gruppo di ricercatori italiani che ha pensato di utilizzarlo, questa volta in modo positivo, per il controllo della fertilità dei colombi urbani. Al giorno d’oggi il brevetto italiano è ampiamente utilizzato sul territorio nazionale e ha ormai varcato i confini per raggiungere i mercati europei

ed extraeuropei. Il principio attivo è incorporato all’interno di chicchi di mais che devono essere somministrati ai colombi di città durante la stagione riproduttiva. I piccioni, che sono ghiotti di mais, imparano presto che in certi punti della città o del territorio industriale viene loro dispensato un pasto. Dopo alcuni giorni di terapia, gli animali trattati perdono la capacità di depositare le uova o depositano uova che non si schiudono. La mancanza delle nascite unita alla mortalità naturale porta alla diminuzione del numero degli individui della colonia. La letteratura scientifica riporta che il trattamento è in grado di far diminuire la quantità di piccioni in un’area trattata per circa il 30% all’anno fino almeno al terzo anno di trattamento, facendo raggiungere alla colonia una diminuzione totale anche del 70% dopo circa

quattro anni di trattamento. Per quanto questi dati siano entusiasmanti non dobbiamo però pensare che questo sistema funzioni a prescindere dal suo inserimento in una serie di attività integrate. Sarà invece opportuno inserirlo all’interno di un programma più complesso che parta da un attento esame del territorio passando attraverso l’educazione dei cittadini e ad una dissuasione puntuale nei punti di maggiore criticità sanitaria. Da ultimo vorremmo ribadire che non esistono soluzioni isolate in grado di limitare il problema del sovraffollamento dei colombi ma solo un insieme di attività integrate potrà sortire un effetto positivo e duraturo. Inoltre, qualsiasi attività utilizzata all’interno del sistema integrato dovrà essere il frutto di un’analisi attenta, di una progettazione puntuale e di una verifica sia in corso d’opera sia a medio-lungo termine.

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na), applicazioni “speciali” riportate in etichetta e presenza di sostanze attive di particolare interesse. PiretroxTM Free è un insetticida liquido concentrato con azione abbattente a base di Chrysanthemum cinerariaefolium (piretro puro 3%). La sua formulazione senza solventi non vede l’impiego del PBO. La sua formulazione lo rende, pertanto, idoneo all’impiego in ambienti domestici, civili, industriali, rurali ed agricoli, con particolare riferimento alle industrie alimentari di svariata tipologia, inclusi i locali destinati allo stoccaggio ed alla lavorazione dei prodotti biologici. È applicabile (a titolo non esaustivo) in ospedali, scuole, locali di lavorazione delle sigarette e stoccaggio

del tabacco e dei tessuti, mezzi di trasporto, ecc. PiretroxTM Free vede tra i suoi target di riferimento Plodia interpunctella e Lasioderma serricorne, nonché le zanzare comuni e la zanzara tigre. Per questi ultimi infestanti, è ideale per aree verdi, cittadine, suburbane, rurali e turistiche. Il prodotto può essere impiegato con pompe a bassa pressione, atomizzatori ed ULV, nebulizzatori a nebbia secca fredda e con impianti fissi automatici di nebulizzazione per il controllo delle zanzare. La presenza di tali indicazioni in etichetta, accompagnate a dosi di impiego specifiche, rappresenta una importante novità nel panorama italiano della disinfestazione e ne garantiscono un uso efficace e sicuro. Permex 22 E® Free e Cipex Free rappresentano delle ulteriori novità. Entrambi i prodotti sono delle microemulsioni acquose che contengono rispettivamente permetrina pura (15%), pralletrina pura (0,4%), PBO

(7,5%); cipermetrina pura (4%), pralletrina pura (0,4%), PBO (2,1%). Il potere abbattente di entrambi i prodotti è pertanto affidato alla pralletrina, in luogo della tetrametrina presente nel Permex 22 E®, con conseguente assenza del pittogramma GHS08 e della frase H351. Questi due prodotti hanno campi di impiego molto variegati: dalle aree urbane con zone verdi agli ospedali, dai mezzi di trasporto alle industrie alimentari, dai campeggi ai tabacchifici, ecc. Entrambi i prodotti sono registrati per l’uso efficace contro zanzare, zanzare tigre, mosche, vespe e piccoli scarafaggi, attraverso l’uso di pompe manuali o elettriche a bassa pressione e atomizzatori a motore. Gli strumenti chimici, in ottica di uso sostenibile e sicuro, con il solido supporto di un’attività tecnica di sviluppo e ricerca possono costituire un valido supporto per la gestione di sfide sempre più impattanti in termini di tutela della salute pubblica, sicurezza alimentare e protezione dell’ambiente. *Sono Presidi Medico-Chirurgici - Informazioni destinate agli operatori professionali



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scelta di campo, dimostratasi vincente quanto difficile da percorrere, soprattutto in alcuni momenti storici, le ha dato inevitabilmente un ruolo centrale nel processo di transizione ecologica verso una gestione del controllo degli infestanti sempre più sostenibile. Quando ancora la sostenibilità ambientale, sociale ed economica era un concetto impopolare e poco assimilato, con Ekomille, punta di diamante dell’intera collezione a marchio, è stata proposta un’alternativa alle metodiche di derattizzazione tradizionali introducendo, per la prima volta nel panorama del Pest Control, il concetto di derattizzazione ecologi-

EKOMILLE Il suo funzionamento non prevede l'impiego di esche tossiche e veleni. Utilizzando come attrattivi sostanze alimentari naturali e trattenendo le carcasse nel serbatoio, il dispositivo garantisce una derattizzazione ecologica al 100%. Ekomille nasce come sistema di cattura. La soppressione, infatti, è una scelta facoltativa di chi dispone dello strumento. La sua meccanica integrata, senza aggiunta di nessun liquido all’interno del serbatoio, consente di catturare gli infestanti che, in un secondo momento, possono eventualmente essere liberati in natura. Quando invece il dispositivo viene impiegato quale strumento di soppressione, la morte dei roditori, a differenza dei tradizionali sistemi di derattizzazione come i rodenticidi e trappole collanti, avviene in modo incruento.

ca. Ekomille, nel corso degli anni, non solo è riuscito ad occupare un ruolo di rilievo nel mercato di categoria ma anche a cambiare profondamente il concetto di derattizzazione. “Offrire soluzioni sostenibili per la derattizzazione e la disinfestazione in genere rappresenta una grande opportunità di crescita per il Pest Control italiano - afferma Ilaria Casalanguida, Amministratore Ekommerce - opportunità che siamo decisi a cogliere. Faremo la nostra parte affinché entro il 2030 i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile vengano raggiunti. Nonostante le difficoltà dovute alle conseguenze di una pandemia mondiale, dei

forti rincari dei prezzi delle materie prime e una guerra, resta necessario focalizzare e perseguire l’obiettivo riflettendo sul fatto che l’innovazione tecnologica è l’unica strada per favorire l’incremento contestuale della produzione e della sostenibilità ambientale. Sensibilizzare la popolazione riguardo all’importanza della tutela dell’ambiente, promuovendo nelle azioni di tutti i giorni, scelte ecosostenibili – conclude Ilaria Casalanguida – è tra i nostri obiettivi principali ed è il motivo per il quale con entusiasmo abbiamo deciso di dare il nostro piccolissimo contributo, attraverso AIDPI, al festival dello Sviluppo Sostenibile”.

EKOMILLE RC Upgrade di Ekomille, Ekomille RC è dotato di un sistema di controllo da remoto interfacciato a una piattaforma di gestione che consente di monitorare e intervenire sull’apparecchiatura da qualsiasi luogo o postazione e in qualsiasi momento. In particolare il sistema permette di attivare il sistema di cattura, verificare lo stato in vita della macchina e la percentuale di carica della batteria, lo stato di verticalità e l'inceppamento della girante. Il tutto in tempo reale e con opzione di ricevimento di notifiche via e-mail ad ogni cattura o passaggio dell’infestante.


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EKOMILLE CO2 Sistema di cattura e soppressione indolore di roditori con Ekomille CO2 la soppressione avviene in uno stato di incoscienza e in un lasso di tempo inferiore ad un minuto. Questo dispositivo coniuga alle straordinarie capacità di Ekomille un sistema di soppressione rapida e infallibile che sfrutta le potenzialità biocide dell’anidride carbonica. Ekomille CO2 è considerato un biocidarodenticida a basso rischio, poiché al suo interno è veicolata anidride carbonica ad uso alimentare ovvero la stessa impiegata nella preparazione di acque minerali e bibite gassate.

EKOMILLE Z Nato per rispondere al bisogno di tutelare il benessere degli animali Ekomille Z, così come Ekomille CO2, garantisce una soppressione animal-friendly dei roditori target . Gli stessi vengono soppressi attraverso l’elettrocuzione, classificata tra i metodi di soppressione umanitari. Il decesso avviene in un lasso di tempo massimo di due minuti e in uno stato di incoscienza determinato dalla morte cerebrale che anticipa quella definitiva per arresto cardiaco.


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In un caseificio viene riscontrata, in termini di catture, la presenza di Nemapogon granella sulle basi collanti delle lampade elettroluminose. Il dato si contrappone, stranamente, a una loro quasi totale assenza nelle trappole a feromone. Questa non è una situazione comune, quindi per prima cosa è necessario escludere un errore di posizionamento delle due tipologie di prodotti per il monitoraggio: in primo luogo sono state verificate la quantità e la densità delle trappole collanti innescate con il feromone. È stato poi controllato il loro posizionamento: erano collocate a circa 2,5 m dal suolo e contenevano il feromone corretto. Successivamente si è passati a esaminare le lampade elettroluminose: anche queste erano in numero sufficiente rispetto al luogo, tutte installate a 2 m dal suolo, in punti privi di correnti d’aria e competizione luminosa. I loro tubi neon erano stati sostituiti da poco più di 3 mesi e il monitoraggio avveniva linea professionale

con frequenza mensile, sostituendo le piastre collanti ad ogni passaggio come evidenziato dai report di attività e dalla data riportata sulle stesse. A questo punto l’ultima variabile da andare a indagare era l’infestante e la sua bio-etologia. È noto che le basse temperature influenzano non solo lo sviluppo individuale, ma anche l'attività degli insetti (movimento, respirazione, accoppiamento...) e la loro sopravvivenza.

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Consultando i testi di riferimenti è emerso che la soglia minima di sviluppo individuale di N. granella è 7° C. Considerato che il fenomeno si è presentato in un locale di stagionatura del formaggio (che avviene tra 10°C e 15°C), si è ritenuto plausibile che l’attrattivo a feromoni non fosse “efficace” poiché le temperature erano tali da inibire l’accoppiamento e la ricerca del partner, ma non il movimento. Il volo attivo verso le fonti di luce potrebbe non aver risentito delle temperature, per cui avveniva regolarmente la cattura sulle lampade UV.

Ricordiamo che l’installazione e la periodica ispezione delle lampade elettroluminose è una pratica prevista dalla Norma UNI 11381:2010 per luoghi di produzione, conservazione e somministrazione degli alimenti, e al tempo stesso è propedeutica a una ottimale esecuzione dei servizi per le aziende certificate UNI EN 16636:2015. Partendo da un caso così particolare, possiamo trarre alcune indicazioni di carattere generale sempre valide: • l’importanza di un Sistema di Monitoraggio progettato tenendo conto di tutte le variabili connesse agli infestanti target, possibilmente che associ vari dispositivi in modo da captare l’infestante su più fronti; • l’importanza di avere a disposizione risorse tecniche di buon livello, posizionate e manutenute in modo corretto e costante nel tempo, con una cadenza significativa; • l’importanza della competenza tecnica sia dal punto di vista entomologico, che di quello analitico e statistico. LINEA TRAPLIGHT Le lampade Traplight di India sono tutte prodotte in Europa e realizzate con materiali di ottima qualità. Sono facili da installare e la loro ma-

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Lo strano caso della Nemapogon granella Nemapogon granella Nel linguaggio comune è la falsa tignola del grano ed è un lepidottero della famiglia Tineidae. Si nutre a spese di alimenti a lunga conservazione di vario genere (cereali, biscotti, farina, carne secca, noci, spezie, frutta secca, etc.) e prodotti in fase di stagionatura (salumi, formaggi).

nutenzione è rapida grazie all’apertura totale del vano. Hanno starter ferromagnetici intercambiabili. Sono predisposte alla tecnologia LED UV-A: basta sostituire lo starter e lampada è pronta per montare il tubo con la striscia LED! Tra i vantaggi della tecnologia LED UV-A: un notevole risparmio energetico e una minor produzione di rifiuti. La gamma Traplight propone tre linee di lampade elettroluminose: Decorative, dal design elegante, si prestano all’installazione in ambienti sensibili o in presenza di pubblico e avventori; Commerciali, a muro e con piastra coperta da un coperchio serigrafato; Professionali, appese al soffitto e disponibili anche in versione IP65 per tutte le situazioni di impiego.

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Green Power: soluzioni per il futuro del pest control BATTERY TRACK 24V LITHIUM La combinazione tra l’accessibilità a qualsiasi tipologia di terreno e il basso impatto ambientale offerto dall’alimentazione a batteria, permettono una libertà di utilizzo pressoché illimitata. Qualsiasi tipologia di terreno o restrizione ambientale non rappresenteranno più un ostacolo.

Spray Team è, da oltre 25 anni, sinonimo di atomizzatori di alta qualità operanti nei settori della sanificazione, disinfezione e disinfestazione agricola e soprattutto nei trattamenti in aree urbane e centri abitati. Il nostro obiettivo è da sempre quello di ascoltare le necessità della nostra clientela, combinandole con la volontà di soddisfare il più possibile ogni richiesta, e facendone cosi spunto per un costante miglioramento. Ed è proprio la ricerca di una continua innovazione tecnologica a spingerci sempre oltre, arrivando a realizzare e proporre sul mercato soluzioni “green” e interamente ad impatto ambientale zero. Questo ha permesso di perfezionare la produzione, riuscendo ad offrire, con le ver-

sioni a batteria, importanti prestazioni in ottica di durabilità nel tempo e di autonomia di lavoro in continuo. ELITE A BATTERIA Creato per soddisfare le esigenze della clientela, il modello di atomizzatore ELITE rappresenta il top di gamma nelle versioni per pick-up. Questo apparato è personalizzabile scegliendo tra un’ampia disponibilità di diversi accessori che permettono una configurazione a misura delle diverse esigenze dei nostri clienti, valutando soprattutto le differenti tipologie di trattamenti da eseguire. La versione a batteria del modello ELITE conferma un ulteriore passo avanti verso la concezione di atomizzatore del futuro.

DOLLY ULV A BATTERIA Il modello DOLLY è in grado di nebulizzare in modalità Ultra Basso Volume, ed è la perfetta soluzione per effettuare qualsiasi tipologia di intervento prevalentemente indoor. L’atomizzatore DOLLY abbina il notevole vantaggio delle dimensioni ridotte con prestazioni sorprendentemente elevate e un serbatoio con capienza di 120 litri. Viene accessoriata con lancia modello “mitra” ad emissione regolabile e fornita di rullo avvolgi-tubo per aumentarne ulteriormente la versatilità e permettere quindi diverse tipologie di interventi mirati. Gli atomizzatori Spray Team sono

quindi la soluzione ideale per qualsiasi tipologia di trattamento in differenti aree e ambienti. Inoltre, nel 2019, Spray Team stringe una partnership con la Gate Srl, start up innovativa e spin off dell’Università di Ferrara, con la quale perfeziona la tecnologia elettrochimica per il settore delle sanificazioni. La cella elettrolitica ideata da Gate, permette un processo di elettrolisi con acqua contenente cloruri, a pH neutro, con produzione massimale di acido ipocloroso, che trova impiego principalmente nella sanificazione ambientale. Ed è con questa tecnologia che l’azienda entra anche nel settore dell’hospitality. Un ulteriore passo avanti verso un mondo sicuramente più sano, ma soprattutto più pulito.

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Un decalogo per un disciplinare sostenibile ZANZARE

Arginare la diffusione del virus del Nilo ANNO 31 n. 7 settembre 2022

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Controllo della diffusione dei piccioni in città