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Direzione, redazione e amministrazione: via Saverio Marra, 12 - San Giovanni in Fiore (CS) redazione.ilquindicinale@gmail.com

1,00

anno 4 - n°45 15 Gennaio 2011

Mons. Leonardo Bonanno nominato Vescovo

direttore Antonio Mancina

Anche il 2010 è andato in archivio. Ho passato le vacanze di Natale a pensare il mio discorso di fine anno. C’ero quasi riuscito, ma l’ho completato il 3 sera. Troppo tardi per andare a reti unificate. Lo conserverò nel cassetto per rispolverarlo l’anno prossimo. Del resto i discorsi di fine anno li fanno un po’ tutti: dal presidente della Repubblica, a quello del Consiglio, dai politici sui loro blog, al parroco della chiesa. E ogni anno sono uguali. Son 30 anni (qualcosa meno...) che sento le stesse cose: abbattiamo le barriere, spazio ai giovani (detto da 70enni...), disoccupazione, lavoro. Temo che Napolitano abbia letto il discorso di Scalfaro, l’altro giorno. E dalle nostre parti, cosa ci hanno detto i politici? Qual è stato il loro discorso di fine anno? Laratta, deputato, ha incontrato la stampa locale al Dino’s poco prima di Natale. Ai giornalisti ha regalato una penna, con la speranza che l’inchiostro non non colpisca lui. La giunta comunale, invece, ha incontrato la città, in piazza. Tempo di bilanci e di promesse (e in questo i politici sono artisti).  Anch’io, che politico non sono (purtroppo per le tasche, per fortuna per la mente), vi faccio una promessa.

SINDACALISTA VS IMPRENDITORE a pag 2

LA MONTAGNA E’ SCESA IN PIAZZA PER L’OSPEDALE

SPECIALE FESTIVITA’: TUTTE LE FOTO

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L’ALBA DEI MORTI VIVENTI

PROSTITUZIONE TRA SAN GIOVANNI IN FIORE E COSENZA

UN PROFESSORE DI SAN GIOVANNI IN FIORE, INSEGNANTE DEI GENITORI DI YARA


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Il Quindicinale

Il nuovo faccia a faccia S I N DA C A L I

IMPRENDI

S TA

Giovambattista Nicoletti FARE IMPRESA O IL SINDACALISTA QUI DA NOI E’ LO STESSO CHE ALTROVE? Fare il sindacalista a San Giovanni in Fiore, non è molto semplice, sono tante le problematiche su cui ci confrontiamo quotidianamente, le vertenze lavorative sono innumerevoli, basti pensare che vengono applicate tutte le tipologie contrattuali che rendono il mondo del lavoro sempre più precario, lsu ed lpu che vivono questo status ormai da tredici anni definiti addirittura lavoratori a nero legalizzati da leggi regionali e governative, che comunque rappresentano la priorità nelle rivendicazioni sindacali, Contratti di collaborazioni o a progetto, i lavoratori di Sial e Cooperative, il lavoro per somministrazione, meglio conosciuto come quelli di obbiettivo lavoro, i tanti extracomunitari che lavorano nei boschi o che fanno le badanti, le problematiche legate ad una scarsa qualificazione del lavoro forestale, e poi la disoccupazione e l’emigrazione, non più delle braccia ma delle menti, delle centinaia di ragazzi e ragazze che una volta laureati non individuano più il nostro paese come residenza fissa, le problematiche che anno un forte impatto sociale come per esempio il mantenimento del presidio ospedaliero, insomma in conclusione giudicate un po’ voi. L’UNO COSA RIMPROVERA ALL’ALTRO ? Mi rendo conto delle difficoltà che si possono avere per le piccole imprese ad operare in un paese di Montagna come il nostro,premetto che gli interventi dei tanti Governi che si sono succeduti, anno spesso finanziato grossi imprenditori che anno visto la Calabria come facile conquista per via dei finanziamenti ottenuti anche grazie al fatto che la nostra regione sia catalogata nell’obbiettivo uno, finanziamenti ottenuti però senza creare lavoro stabile, lavoro vero, le piccole imprese invece non sempre anno avuto la stesse agevolazioni, anche se resta il fatto che quando si tratta di contrattualizzare un lavoratore non sempre si tiene conto dei diritti previsti nei contratti nazionali. DI CHI E’ LA COLPA DEL TANTISSIMO LAVORO NERO CHE C’E’ QUI DA NOI? Vi rispondo con una domanda, secondo voi è possibile per un padre di famiglia tirare avanti con 800 o addirittura 400 euro al mese? Queste sono le cifre percepite per la maggior parte dei contratti sopraindicati. Con questo sicuramente non giustifico il lavoro nero, ma in Italia è necessario una rivalutazione dei salari a partire da quelli più bassi, successivamente intensificare i controlli dagli enti preposti a farlo, ovviamente questo non si fa riducendo le risorse indirizzate verso quei soggetti che quotidianamente dovrebbero stare in mezzo alle strade verificando non solo le assunzioni dei lavoratori ma soprattutto la sicurezza che manca nei cantieri e che purtroppo nuoce vittime sul tutto il territorio Nazionale. E’ VERO CHE PUR DI LAVORARE, QUI DA NOI SI LAVORA ANCHE CON PAGHE BASSE? In un contesto sociale difficile, come il nostro ed attanagliato da una forte crisi economica, un lavoratore prende tutto quello che gli si offre, per garantire il mantenimento delle proprie famiglie, resto sempre più convinto che le crisi dovrebbero pagarle chi le determina, i grossi Capitalisti, le banche, è anche chi produce scelte politiche sbagliate, ma purtroppo si parte sempre dall’anello più debole della catena. A VOSTRO FIGLIO CONSIGLIERESTE DI FARE L’IMPRESARIO O IL SINDACALISTA? Il sindacalista non lo considero un mestiere ma una vocazione, penso che non tutti potrebbero farlo, anche se spesso veniamo considerati ingiustamente come quelli che siedono ai tavoli del comando. In realtà logora ascoltare i problemi e le difficoltà della gente, e si soffre quando non si ha una risoluzione per le tante sollecitazioni che quotidianamente ci vengono riportate. Leggendo le gesta di Giuseppe Di Vittorio, uomo che ha sacrificato la propria vita e quella della sua famiglia per difendere i diritti dei più deboli,un uomo che affermava che “il lavoratore è un uomo, ha una sua personalità,un suo amor proprio,una sua idea,una sua opinione politica, una sua fede religiosa,e vuole che questi suoi diritti vengano rispettati da tutti e in primo dal padrone” sono sempre più orgoglioso di essere un sindacalista e sarei onorato se un giorno mia figlia o mio figlio decidessero di fare la stessa strada.

15 GENNAIO 2011

TORE

Gianfranco Marasco FARE IMPRESA O IL SINDACALISTA QUI DA NOI E’ LO STESSO CHE ALTROVE? Fare impresa al Sud è assurdo! Tanti gli ostacoli: i trasporti, i tassi bancari, gli oneri fiscali ci penalizzano rispetto al Nord ed, inoltre, sino ad oggi le politiche locali non hanno favorito i progetti di impresa, di conseguenza alcun tipo di potenziale indotto ne è derivato intorno ad essa. L’UNO COSA RIMPROVERA ALL’ALTRO ? In Cina e in India si lavora troppo (fino a 14/15 ore al giorno) con paghe ridicole, in Italia si lavora poco (fino a 7/8 ore al giorno) quando, invece, lo si dovrebbe fare per qualche ora in più, con un adeguamento delle paghe. Inoltre va rivisto l’impegno e la dedizione, stiamo perdendo in competitività col resto del mondo e… il mercato non perdona. DI CHI E’ LA COLPA DEL TANTISSIMO LAVORO NERO CHE C’E’ QUI DA NOI? Non ci sono colpe dei singoli: il fenomeno del lavoro nero è una piaga mondiale, esiste dagli Stati Uniti alla Germania ed è presente anche nel nostro paese e nel resto della Calabria. Per evitarlo bisognerebbe creare cooperative per lo sviluppo del territorio ma attualmente non ne esistono. E’ VERO CHE PUR DI LAVORARE, QUI DA NOI SI LAVORA ANCHE CON PAGHE BASSE? Questo dipende dal livello di studio e di specializzazione: c’è chi si accontenta di un esiguo compenso per necessità; chi lo accetta come lavoro occasionale o temporaneo in attesa di un lavoro migliore o più soddisfacente; chi ancora per arrotondare magari anche lo stipendio (quindi come secondo lavoro) ma la stramaggioranza è manodopera specializzata e non lavora certo per poco. A VOSTRO FIGLIO CONSIGLIERESTE DI FARE L’IMPRESARIO O IL SINDACALISTA? Ai miei figli posso solo consigliare di fare l’impresario, ma la vera scelta spetta solo a loro.

La quota per la città di S. Giovanni in Fiore è di€ 15,00 La quota per l’Italia e l’Estero è di € 30,00 La quota di “Sostenitore” è di € 50,00

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Il Quindicinale 15 GENNAIO 2011

Primo Piano

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In questo 2011 Demian cambierà nome, diventerà un volto e una firma. Non perché sia stufo dell’anonimato, o perché Demian non mi aggradi molto. Ma perché come diceva Pavese, ogni anno è un nuovo inizio. Si comincia. “L’unica gioia al mondo è cominciare. E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante”. Cominceremo, dunque. Avremo uno spazio virtuale, dove chi vorrà potrà scrivermi. Sarà uno spazio collettivo. Promesso. E non faccio il politico, potete fidarvi.

LA MONTAGNA E’ SCESA IN PIAZZA PER L’OSPEDALE Più di 3 mila persone scendono in piazza – Assente sindaco ed amministrazione FOLLA E NEGOZI CHIUSI IN DIFESA DELL’OSPEDALE - don Emilio Salatino “ Siamo disposti ad incatenarci” Saracinesche abbassate, più di tre mila persone in corteo, parroci disposti ad incatenarsi per salvaguardare l’ospedale del più grosso centro della Sila. Questo lo spettacolo offerto dalla gente silana per difendere il proprio ospedale. La manifestazione, partita alle ore 17 dal bivio dei Cappuccini, è stata organizzata dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl e vi hanno aderito tutte le associazioni presenti sul territorio, Assopec (associazione degli imprenditori economici), Auser, A.di.fa., Legambiente, “Un Sorriso per gli emigranti”. In verità erano anni che non si assisteva ad un simile spettacolo. Era da tempo che la città gioachimita non vedeva sventare tante bandiere. La gente si è sentita unita attorno al proprio nosocomio, ben sapendo che la sua chiusura (come hanno gli oratori intervenuti) rappresenta la fine di chi abita la montagna. E dalla gradinata dell’ospedale ha gridato “no” alla sua chiusura il parroco della parrocchia di Santa Lucia, don Emilio Salatino “ prendo esempio dal mio predecessore, padre Antonio Pignanelli, che non esitò a scendere con la gente per farlo aprire e siamo disposti anche ad incatenarci davanti agli uffici della Regione per difenderlo. Possiamo fare a meno di molte cose, ma del nostro ospedale”. Ha gridato “no” alla sua chiusura il presidente degli imprenditori sangiovannesi, Pino Mirarchi “ non siamo strumentalizzati da nessuno ed abbiamo abbassato le saracinesche dei nostri negozi perché vogliamo che il nostro ospedale viva”. Ha concluso e portato la solidarietà degli altri sindacati provinciali, Tonino Lento della Cisl. “Nelle aree interne di montagna –hanno affermato Guccione e Censore presenti alla manifestazione- è fondamentale garantire i servizi pubblici, il livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti delle popolazioni montane e gli interventi finalizzati al miglioramento del loro tenore di vita. Dalla conferenza stampa di fine anno del Presidente della Regione Calabria, on. Scopelliti ci saremmo aspettati importanti novità; è invece giunta la drammatica conferma che queste strutture sono attualmente sottoposte ad un forte ridimensionamento, che fino al 31 marzo 2012 in esse saranno mantenuti solo 20 posti-letto di Medicina Generale e che, dopo la “fase sperimentale” si valuterà se mantenere in vita o meno questi importanti presidi ospedalieri”. Molto duro anche Laratta “ Invece delle farneticazioni del sindaco Barile, che scappa dalle manifestazioni popolari in difesa dell’ospedale ( l’unico sindaco calabrese che non manifesta a difesa della salute dei cittadini) e che preferisce andare in radio e tv locali a insultare tutto e tutti, perfino il prete missionario don Battista Cimino, ‘colpevole’  agli occhi del sindaco di avere celebrato una messa davanti l’ ospedale cittadino, il sindaco dovrebbe fare semplicemente una cosa: difendere gli interessi della città e dei cittadini. Non quelli di Scopelliti e del Pdl”.

“ARRANGIATEVI”! Molte camicie ci hanno imposto a noi SANGIOVANNESI fin dalla nascita. Quando ci hanno battezzato, ci hanno fatto indossare la camicia della PAZIENZA e ci hanno marchiato con il timbro “Arrangiatevi più che potete” che Dio vi aiuta! E noi ci siamo adattati bene, anzi benissimo. Così che la nostra vita è diventata un eterno ARRANGIARSI. Da quando nasciamo… ci arrangiamo! I nostri ospedali (nei paesi dove esistono) sono senza reparti. Dove esistono, non ci sono i primari. Dove ci sono i primari, si rischia di morire dall’oggi al domani. Ed allora ecco che mamma e nascituri devono ARRANGIARSI. Signore, l’arte dell’ARRANGIARSI l’abbiamo nel sangue solo noi! Prendete i polentoni. Loro precisi. Noi pressappochisti. Loro sempre in ordine. Noi sempre in disordine. Loro parcheggiano le auto a millimetro. Noi le lasciamo (quando va bene) in mezzo alla strada, scambiamo quattro chiacchiere con il primo che passa e ci prendiamo il lusso anche del caffé in mezzo alla strada! Per non parlare delle file. Loro hanno due occhi davanti e due di dietro. Guai a chi non rispetta precedenza e posto. Noi, quando va bene, da ultimi passiamo per primi e, quando va proprio male, passiamo anche sopra la testa di chi ci precede! Per non parlare di lavoro, di diritti, di doveri, di posti e graduatorie. Signori, qua l’ARRANGIARSI diventa poesia ed arte! Qualcuno tempo fa diceva “Sono, quindi esisto”. Qui da noi si dice: “Più mi arrangio e più sono bravo”! Sono bravo solo se riesco a fregare chi mi precede. Sono bravo solo se la faccio franca a non pagare ciò che devo pagare. Sono “spiertu” se invece di pagare mille, pago cento. L’arte della sottrazione, quando ci fa comodo. L’arte di sommare, quando dobbiamo ricevere! Signori si nasce, diceva il buon Totò e noi lo “naquemmo” bene e tanto! Signori, l’ARRANGIARSI è il nostro pane quotidiano! Arrangiatevi e moltiplicatevi con la benedizione di Dio, di…Fiorellino e di… Turuzzu!

Le donne a difesa dell’ospedale

Annunciata con grande anticipo, si è tenuta nella tardo pomeriggio di Natale la fiaccolata delle donne contro la chiusura del Punto nascita dell’ospedale cittadino. Nonostante un tempo inclemente e un freddo gelido, le donne del più grosso centro montano silano, si sono presentate puntuale ed in molte a gridare a gran voce che loro non ci stavano alla chiusura di Ostetricia e Ginecologia. A celebrare la Messa davanti all’ingresso del nosocomio è stato il missionario sangiovannese in Africa, don Battista Cimino, che ha esortato a non vestire di nessun colore politico una manifestazione, nata con il solo interesse della difesa dell’ospedale di San Giovanni in Fiore. Fra la folla in preghiera il deputato Franco Laratta con moglie e il presidente della provincia di Cosenza, Mario Oliverio con il figlio Tomas. Poi in silenzio, sotto una fredda pioggia, le donne di San Giovanni in Fiore con in testa l’ex presidente del consiglio comunale Franca Migliarese Caputi che hanno manifestato con una fiaccolata la decisione LA GUERRA DEIchiusura TICKET dell’imminente del Punto nascita e poi la chiusura degli altri reparti, primo fra tutti Medicina e Chirurgia. Con le sue dita monche (in seguito ad un attentato di ribelli nel Burundi), don Battista Cimino ha elevato le sue preghiere al Signore affinché non Ecco le nuove norme in vigore dal 1° Gennaio 2011 sui ticket. venga chiuso l’ospedale di montagna, che sarebbe la morte della sua popolazione. “ Se Sono esenti dal pagamento del ticket sonochiudono 4 fascequesto non più in base all’Isee: ospedale – ha esortato il missionario – chiedete ai vostri governanti che almeno vi forniscano un elicottero, - non è più valida la soglia dei 10 mila euro per essere esentati;perché solo in questo modo potete avere la certezza di raggiungere in tempo utile l’ospedale più vicino”. Poi lentamente si è formata una lunga - rimane solo per i bambini al di sotto dei processione 6 anni e con pertante gli fiaccole, anzianisegno dai di65piccole annifiammelle in su; di con e silenziosa speranza per reddito inferiore a 36.151,98 euro;l’ospedale di San Giovanni in Fiore.

LA GUERRA

DEI TICKET -

Ecco le nuove norme in vigore dal 1° Gennaio 2011 sui ticket. Sono esenti dal pagamento del ticket sono 4 fasce non più in base all’Isee: non è più valida la soglia dei 10 mila euro per essere esentati; rimane solo per i bambini al di sotto dei 6 anni e per gli anziani dai 65 anni in su; con reddito inferiore a 36.151,98 euro;


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Satira e Politica

Il Quindicinale

15 GENNAIO 2011

La politica rimescola le carte Redazionale

L’alba dei morti viventi

Al Centrosinistra bisogna dare il merito di aver fatto emergere il malessere della comunità verso la decisione di declassare o cancellare il nostro ospedale. Nonostante tutto! Nonostante la principale formazione politica del centrosinistra spesso appare come un partito di zombi! Nonostante tutto, se non ci fossero state le forti manifestazioni di dissenso da parte del PD e dei partiti della sinistra ( SDI e PDCI ) verso il piano sanitario regionale, San Giovanni in Fiore avrebbe dato l’impressione di essere un pese di zombi. Il Partito Democratico ha mostrato quindi una inaspettata vitalità: parafrasando Nanni Moretti, quelli del PD in questo caso hanno detto e fatto qualcosa di sinistra. In ambito politico comunque, in materia di morti viventi la concorrenza non manca: nella giunta di Barile ad esempio vi sono degli assessori “professionisti della politica” che rappresentano la morte della politica intesa come impegno spassionato in cui uno deve principalmente dare invece che ricevere. Si aggirano per la strade contorte della politica sangiovannese, macabre figure d’intellettuale di sinistra prestato alla destra che è l’emblema del politicamente morto per eccellenza. E’ metaforicamente e “politicamente morto” soprattutto il Barile al di sopra dei partiti a cui “non gli fregava niente della destra e della sinistra”. Al suo posto ora “rivive” un Barile capo del partito di Scopelliti e di Berlusconi a prescindere. Il consiglio comunale poi, si porta dietro tutto il fetido puzzo di una politica morta che non riesce più a formare una classe dirigente viva e vegeta, con Giovanni Guzzo novello Dylan Dog che si aggira tra spettri e fantasmi. Che la morte abbia preso il posto della vita politica ne è prova la proposta di ospedale di montagna fatta dalla Regione per il nostro ospedale: tentare di spacciare per vivente un modello di ospedale che se verrà attuato ne designerà la morte. In politica sia chiaro, essere definito uno zombi non è sempre un’offesa. Gli zombi infatti, essendo già morti non possono più morire, quindi un politico zombi potrebbe essere politicamente indistruttibile. Gli zombi se mordono un vivo creano un altro zombi, quindi un politico zombi potrà facilmente azzannare altri politici e fare così proseliti dalla sua parte. Insomma la politica degli zombi è viva e vegeta e quindi cari compagni, amici e camerati invece che il Sol dell’avvenire, conviene attendere l’Alba dei morti viventi che poi non è altro che quella triste consapevolezza del qualunquismo dominante tra i politici e che forse in fondo, le cose non cambieranno mai.

Dopo il passaggio di Salvatore Audia al partito di Pierferdinando Casini le carte dei partiti politici locali sembrano essersi rimescolate. A dire la verità il cambio di casacca del vice di Antonio Barile ha colto di sorpresa politologi e non del più grosso centro della Sila e, se la sua entrata nella squadra del primo sindaco di centro destra era alquanto prevedibile, avendo già da tempo rotto con i vertici del Partito Democratico, dopo la sua non candidatura nelle file del centro destra nelle ultime amministrative di Marzo ed Aprile, voluta dall’alto, non era affatto prevedibile un suo passaggio nell’Udc. Come non lo era quella dell’ex segretario dei Socialisti di Saverio Zavettieri, Franco Lopetrone. Ma ritornando a Salvatore Audia, bisogna dire che il suo cambio di casacca ha fatto sì che l’Unione di Centro a San Giovanni in Fiore stia per diventare l’ago della bilancia dell’amministrazione comunale, avendo fra i banchi del consiglio un assessore, Giuseppe Simone Bitonti, due consiglieri, Franco Oliverio e Francesco Fragale. Non gira molto bene per le altre forze politiche presenti sul territorio di San Giovanni in Fiore. Nonostante gli sforzi per un suo ringiovanimento di Franco Laratta, il Partito Democratico vive una fase confusa ed incerta. Lo ha ribadito a chiare lettere lo stesso segretario cittadino nella conferenza stampa di fine anno presso la sede del partito. Laratta nell’occasione è stato esplicito: a San Giovanni in Fiore (come d’altronde altrove) c’è bisogno di un profondo rinnovamento nella classe dirigente del partito, fare largo ai giovani non è solo una necessità contingente, ma ormai è diventata improcrastinabile, se si vuole che vi sia credibilità fra i cittadini e la gente di montagna. Lo si è visto anche nel tesseramento del partito nei giorni passati. “ Faremo governare Barile, vincitore delle ultime amministrative, ma sulla questione ospedale dobbiamo fargli sentire il fiato del partito sul collo”. Ed in effetti l’onda lunga del forzista Barile sembra che si stai incagliando proprio sulla questione sanitaria.

Il primo cittadino, invitato da molti (prima di tutto dall’opposizione e poi dai sindacati e poi ancora dalle associazioni locali) a mettersi alla testa della protesta per non far chiudere l’ospedale sembra cincischiare. Più volte ha ribadito la sua linea della trattativa, piuttosto che della protesta o manifestazioni di piazza, asserendo che in questo momento è controproducente una linea di muro contro muro con il governatore Scopelliti. Molti hanno inteso o frainteso, asserendo che Barile non vuole mettersi contro il suo amico Scopelliti. Sta di fatto che molto si sta giocando sulla partita ospedale. Non sta meglio il partito dell’ex sindaco Nicoletti, il Psi. Uscito malconcio dall’ultima tornata elettorale della scorsa primavera, il Partito Socialista di Nicoletti e Lopez sembra quello destinato a fare una guerra senza tregua all’interno dell’amministrazione, guidata da Antonio Barile. E’ stato l’unico a non votare il bilancio ed è quello che attacca sempre e sistematicamente il primo cittadino.

Barberio a Bruxelles

Dopo l’ottimo risultato ottenuto alle elezioni Regionali in Calabria del 28- 29 Marzo 2010, prosegue nella capitale, l’attività politica e amministrativa dell’ architetto Giovambattista Barberio. Lo stesso, membro del Senato Accademico della Sapienza Università di Roma, oltre alla partecipazione attiva nelle diverse commissioni P.S. Tutto questo parlare di morte speriamo allunghi la vita alla nostra città. del Senato Accademico, commissione borse di studio, commissione alloggi universitari , commissione per la programmazione audia passa a centro... personale docente , commissione biblioteche universitarie e commissione merchandising Sapienza, e alle lotte in itinere difesa degli studenti universitari, contro la Riforma del Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, Mariastella Gelmini , su invito dell’europarlamentare Roberto Gualtieri , del gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti & Democratici, nei giorni 8-9 dicembre si è recato a Bruxelles, una delle tre sedi del Parlamento Europeo, con una delegazione del PD Lazio, partecipando attivamente al dibattito con oggetto la crisi politica economica e sociale del nostro Paese, nel contesto europeo.

BANDO DELLA PROVINCIA DI COSENZA PER LA GESTIONE DEL PALASPORT DI SAN GIOVANNI IN FIORE L’amministrazione provinciale di Cosenza con il presidente Oliverio ha bandito la gara per la gestione del palazzetto del Palasport di San Giovanni in Fiore. Chi vorrà partecipare alla gara di gestione può consultare il sito della Provincia di Cosenza, dove viene riportate tutto ciò a cui bisogna adempiere per la partecipazione.


Il Quindicinale 15 GENNAIO 2011

Attualità

Atti di vandalismo in città

Sotto attacco il Palazzetto dello Sport e un cassonetto

Ennesimo atto vandalico nella notte fra martedì e mercoledì ai danni della struttura del Palasport di San Giovanni in Fiore nei pressi della località Pirainella. Era circa l’una di notte, quando gli uomini della Vigilanza dell’Internationalpol di Giovanni Urso con la guardia Franco Ruggiero hanno scorto due figure, che protette dall’ombra stavano scardinando le due porte poste nel retro del Palosport. Vistisi scoperti, i due individui si sono dati alla fuga, facendo perdere le tracce nella vegetazione circostante. Il Palasport, costruito dall’amministrazione provinciale, guidata da Mario Oliverio con una spesa non indifferente di migliaia di euro, sulle macerie della vecchia piscina comunale ed inaugurato nella scorsa primavera dallo stesso presidente Oliverio, destinato ad ospitare gare sportive con una capienza molto ampia, era sorto alle cronache di questi giorni per la polemica, nata fra l’amministrazione comunale di San Giovanni in Fiore e quella provinciale per chi doveva gestire il Palasport. Oliverio ( da ciò che si dice) aspetta l’agibilità da parte del comune, mentre Barile aspetta il passaggio dalla Provincia.L’atto vandalico che avrebbe potuto mettere a rischio la sua incolumità esterna se non fossero intervenuti prontamente gli uomini dell’Internationalpol di Giovanni Urso con i carabinieri della locale caserma, allertati dalla pattuglia della Vigilanza. Un altro episodio di vandalismo è accaduto nello spiazzale, dove qualche anno fa c’era l’Istituto Statale d’Arte, in via Panoramica. Ignoti hanno dato fuoco ad un cassonetto per la raccolta della spazzatura, mettendo a rischio le abitazioni di quella zona, perché proprio nei pressi della cassonetto incendiato c’erano due camioncini con materiale facilmente incendiabile. Sul posto sono subito intervenuti gli uomini della Vigilanza Internationapol di Giovanni Urso, che hanno allertato i vigili del fuoco di Cosenza. Solo qualche ora dopo le fiamme sono state spente e la zona messa in sicurezza. L’episodio, che si è verificato verso le ore 3 di notte, mette in evidenza come ancora una volta bravate oppure gesti inconsulti di qualcuno in cerca di diversivi possano mettere a rischio intere zone della città gioachimita. Caso ha voluto che nei pressi dell’ex Istituto d’Arte passasse una pattuglia della Vigilanza di Giovanni Urso con l’aiutante De Luca, che prontamente hanno chiesto aiuto ai vigili del fuoco e da lì a poco l’incendio è stato domato. Non è la prima volta, d’altronde, che gli uomini del dott.Urso mettono in fuga malintenzionati, che, protetti dalle tenebre, credono di fare il bello e il brutto tempo intorno a loro. Era successo tempo fa presso un Istituto scolastico di Camigliatello, quando alcuni ladri stavano tentando di penetrare all’interno della scuola per rubare materiale informatico. Messi in fuga dall’arrivo degli uomini di Giovanni Urso, la scuola in seguito è stata messa in sicurezza.

Rubata una fioreria sul corso

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ECCO I PRIMI OTTO VINCITORI DELLE BORSE DI STUDIO “DEL PARCO NAZIONALE DELLA SILA”

Lorica, 16 dicembre 2010 – E’ iniziata questa settimana l’attività dei vincitori delle otto borse di studio previste dal concorso indetto dall’Unical con un bando pubblicato in aprile, per l’erogazione di borse di studio annuali per laureati e laureandi del Corso di Laurea in Valorizzazione dei Sistemi Turistico-Culturali dell’Unical. A monte, una convenzione - sottoscritta dal Rettore dell’Università degli Studi della Calabria, Giovanni Latorre, e dal Direttore dell’Ente Parco Nazionale della Sila, Michele Laudati fortemente voluta dall’allora Commissario Straordinario dell’Ente Parco, Silvio Vetrano, con un’apposita delibera del febbraio 2009. Con questa convenzione, il Parco Nazionale della Sila e l’Unical si sono impegnati a bandire un concorso pubblico per titoli per tre anni consecutivi, per l’erogazione complessiva di venticinque borse di studio, di cui otto sono state quindi già aggiudicate per il primo anno, ulteriori otto verranno assegnate per il secondo, nove infine per il terzo anno. Le otto borse assegnate hanno durata semestrale e sono destinate ad attività di collaborazione e studio nell’ambito della promozione dei sistemi turistici culturali e dello sviluppo economico e sociale sostenibile dell’area protetta del Parco Nazionale della Sila. Oltre ai vincitori delle borse – Francesco De Simone, Tiziana Perri, Antonella Perri, Teresa Iuliano, Maria Iaquinta, Francesco Adamo, Rachele Granieri, Salvatore Piccolo - sono stati nominati anche tutor accademiciscientifici – Alfredo Garro, Santino Fiorilli, Tullio Romita, Gilda Catalano, Stefania Mancuso, Giovanni Tocci, Francesco Torchia - designati dal corso di laurea.

L’assessore Giovanni Iaquinta divulgherà le tesi di laurea dei sangiovannesi La conservazione e la divulgazione delle Tesi di Laurea, con la creazione di una sala apposita distribuita nelle varie sezioni, che mira a far conoscere la crescita sociale e culturale di San Giovanni in Fiore. E’ l’iniziativa presentata mercoledì 12 gennaio, presso il Polifunzionale voluta dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco, Antonio Barile, assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura. “Ho deciso di puntare su questo progetto – sottolinea l’assessore Giovanni Iaquinta, presentando il progetto - perché lo ritengo un dovere, un impegno per valorizzare seriamente le migliori energie, i talenti, le competenze e i nuovi saperi dei nostri giovani. Per guardare lontano. Lontanissimo. Inevitabilmente, diventa un’occasione per stendere una fotografia anche sulla Calabria, più complessivamente, considerando che la città di Gioacchino da Fiore – la nostra – è un pezzo importante di essa, per le particolari caratteristiche (non esiste un altro comune in Europa con la stessa popolazione, alla stessa altitudine). Ma vuole essere soprattutto, in un momento particolare che vive il Sud, di fronte ai grandi cambiamenti epocali in atto nel mondo, un impulso forte e concreto per dire che occorre buttare il cuore oltre l’ostacolo e affidarsi sul serio alle nuove generazioni, che non sono soprammobili da esibire nelle migliori occasioni, per poi essere riposte subito dopo in un cassetto. Si tratta invece di un patrimonio inesauribile, di freschezza e Know how infiniti, che può reggere la concorrenza a chiunque, essendosi formato nei nostri atenei, che sono qualificatissimi dal punto di vista scientifico. Oppure presso altre strutture accademiche, parimenti importanti. E’ arrivato il momento di offrire ai nostri ragazzi, alle nostre ragazze, per toglierli dall’imbarazzo e dall’incertezza, chances importanti, occasioni forti. E quale miglior momento – mi domando – per dire che possono affidarsi a quello per cui hanno investito tante forze, energie e sacrifici? Penso che sia questa la strada vincente, penso che passi unicamente da questa impostazione la grande scommessa che abbiamo davanti: assicurare un futuro alle terre di provincia, al Sud, alla Calabria, in particolare, che non è solo immagine di morte, violenza, sopraffazione, malaffare e criminalità, secondo una certa erronea vulgata. E non si può che fare – incalza Iaquinta - investendo tutto sulle idee, sugli studi, spesso sul genio dei giovani, perché sono le grandi idee e la cultura che ci metteranno in condizione di ripensarci in continuazione, per convincerci che il cambiamento dei nostri territori passa attraverso l’esigenza insopprimibile di offrire più equilibrio sociale, più giustizia, più pace, più possibilità e dignità ai giovani calabresi, che significa intanto limitare la percezione di farli sentire, mentre fiumane di cervelli vanno via, con “un piede al Nord e la testa al Sud”, per usare una bellissima espressione di Carmine Abate. In questo ragionamento, un posto centrale lo occupa il consolidamento di una coscienza antimafia, aperta alla difesa estrema dei diritti e della legalità, affidandosi al cuore, al coraggio e alla forza contaminante e bellissima del coraggio collettivo, afriche un giorno non molto lontano diventi non teoria o aspirazione, ma un fatto concreto, acquisito e normale una volta per sempre. Sarà il segno che la Calabria sarà cambiata”.

di Francesco Foglia Vi proponiamo le immagini shock di una telecamera a circuito chiuso ubicata nel cuore di Corso Roma, nei pressi del bivio che collega Via Roma e Via Gramsci. Il video, pubblicato su Facebook dall’Assessore Mario Iaquinta, mostra due uomini incappucciati che l’antivigilia di natale, circa alle 4 e 30 del mattino afferrano con fugacità una delle fiorerie che hanno caratterizzato, insieme ad altre strutture di legno a forma di fungo (alcune di queste anche rubate), la stagione natalizia del 2010. Le piante, che dovevano adornare la città, forse adornano qualche balcone o giardino di qualche “ Così non si può più andare avanti”! A lanciare l’s.o.s. per una situazione insostenibile privato, che in maniera incivile è un infermiere dell’ospedale di San Giovanni in Fiore, Bruno Iconis, che da più di un ha privato tutta la città di quemese è rimasto da solo, come infermiere anestesista, nel sti beni. Le immagini sono state reparto. Lo sfogo dell’anestesista è amaro. “Eravamo nel consegnate alle forze armate reparto in tre: due si sono infortunati ed io sono rimasto che stanno cercando i colpevoli. da solo da novembre e lo sarò per un altro mese, fino al L’amministrazione comunale20 gennaio, sempre che per questa data rientreranno”. In da quanto apprendiamo - cerpratica l’infermiere Iaconis deve essere a disposizione cherà di ampliare il sistema di 24 ore su 24, altrimenti la sala operatoria dell’ospedale videosorveglianza affinchè non resterebbe chiusa e nessun intervento può essere avvengano più episodi del geeffettuato. Ma c’è di più. L’unico infermiere anestesista, in nere. Basterebbe, magari, un po di senso civico da parte di alquesto caso Iaconis, non può allontanarsi per un minuto, cuni “cittadini” che non meritanon può ammalarsi nemmeno un giorno. La situazione no di abitare nella nostra città. è drammatica e se nessuno prenderà provvedimenti si potrebbero registrare situazioni molto gravi. “ Nonostante la mia disponibilità – continua l’infermiere – nonostante i miei sacrifici giorno e notte, La Musica è l’energia dell’anima e dell’amore si è arrivati ad un punto di non ritorno e chiedo più comprensione per il funzionamento Scrivi i tuoi figli alla Banda Musicale Assoc. Nuova Paideia della sala operatoria”. Così, dopo le vicende che vedono l’ospedale cittadino in primo piano per la ventilata sua Per informazioni e iscrizioni: chiusura, dopo le polemiche nate per la chiusura del Punto nascita con l’occupazione Annalisa De Simone tel. 328 7394854 - Mariangela Minardi tel. 328 1569685 del reparto e la nascita di un comitato tutto al femminile, ecco un’altra grana: quella e-mail: banda.nuovapaideia@libero.it della sala operatoria rimasta con un solo infermiere.

OSPEDALE: sala operatoria senza infermieri


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Il Quindicinale Notizie dalla Città Mons. Leonardo Bonanno nominato Polizia Municipale sul piede di guerra

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Vescovo di San Marco Argentano – Scalea Mons. Leonardo Bonanno e’ il nuovo vescovo della Diocesi di San Marco Argentano-Scalea. Nato sessantatre anni fa a San Giovanni in Fiore, era vicario generale dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, moderatore della Curia metropolitana, canonico del Capitolo della Cattedrale di Cosenza ed è giudice del Tribunale ecclesiastico regionale calabro. Succede a monsignor Domenico Crusco, che ha dovuto lasciare il suo incarico per i limiti di età. Il Santo Padre, Benedetto XVI, lo ha nominato Vescovo il 7 Gennaio alle ore 12, dal Vaticano. Contemporaneamente sia a Cosenza che a San Marco Argentano, ne è stata data notizia. Grande gioia a San Giovanni in Fiore, che fa gli auguri a “don Nardino”, attraverso un comunicato a firma del Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Belcastro che ha affermato: “Tutto il Consiglio comunale della città accoglie con Giubilo e orgoglio la nomina Mons. Bonanno alla dignità vescovile. Dopo oltre trent’anni dalla elezione di Mons. Cortese ha aggiunto Belcastro- un altro sangiovannese viene nominato Pastore illustre della Chiesa di Calabria. Un riconoscimento che Mons. Bonanno merita tutto oltre per la sua grande intelligenza anche per la sua alta preparazione”. Il Presidente del Civico Consesso ha provveduto ad invitare formalmente Sua Eccellenza a presenziare ad una riunione solenne del Consiglio Comunale. Agli auguri di Belcastro si è aggiunto il Sindaco, Antonio Barile, e tutta la Giunta Comunale. Il Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, presente nel Salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile cosentino , laddove il vescovo di Cosenza- Bisignano Mons. Nunnari ha dato notizia dell’elezione, ha affermato: “E’ un momento di vera festa e profonda gioia per tutta la nostra comunità. Rinnovando i più sentiti auguri per l’alta missione per la

quale è stato eletto- ha poi continuato- anche a nome della Provincia di Cosenza, esprimo la volontà per un cammino comune all’insegna di collaborazione e condivisione. ” Gli auguri gli sono giunti anche dal Magnifico Rettore dell’Università della Calabria, Giovanni Latorre a nome di tutta la comunità di Arcavacata, dove Mons. Leonardo Bonanno nel lontano 1977 proprio all’Unical ha conseguito la laurea in Filosofia – tra l’altro è il primo laureato in questa disciplina all’Università calabrese- discutendo una tesi in Storia del movimento cattolico nel Mezzogiorno. La procla-

mazione episcopale, come ha dichiarato lo stesso Bonanno, è prevista per il 25 marzo prossimo. Tutta la redazione de “Il Quindicinale”, si unisce alla gioia di tutti i sangiovannesi e formula un sincero augurio di un buon lavoro pastorale a Mons. Bonanno, che di certo, non dimenticherà San Giovanni in Fiore.

Un professore sangiovannese ha forse insegnato ai genitori di Yara

Uno scoop florense. La foto sopra ritrae una classe di Zingonia, paesino accanto Brembate, dove è scomparsa da mesi la piccola Yara, di cui stiamo sentendo parlare continuamente in Tivù. La notizia è che un professore originario di San Giovanni in Fiore, ha insegnato molto probabilmente ai genitori della piccola Yara. Il professore ha preferito restare anonimo.

Sul piede di guerra la Polizia Municipale di San Giovanni in Fiore, che, tramite un documento del sindacato Sulpm, fa sapere di aver proclamato lo stato di agitazione dal 22 Dicembre. La diatriba fra l’amministrazione comunale e il corpo di polizia municipale riguarda in modo particolare alcuni aspetti sia organizzativi che retributivi. Prima di tutto non accettano come è stato costituito lo staff del sindaco sia perché non è stata comunicata in anticipo sia perché sul caso non c’è stata nessuna concertazione. Il secondo motivo del contendere è quella che riguarda la nomina del dirigente del settore tecnico di attribuzioni a mansioni superiori, viziata dalla mancata attribuzione del parere favorevole del servizio di polizia municipale. Secondo il loro sindacato non viene specificato se la nomina del dipendente della polizia resta nel corpo o nello staff del sindaco. Inoltre, viene contestato il fatto che il dipendente è stato inserito nelle mansioni superiori senza il relativo bando di concorso e senza tener conto degli altri componenti che da più di dieci anni esplicano mansioni superiori. Il documento, infine, invita il prefetto a convocare le parti per l’espletamento delle procedure.

GRAVE INCIDENTE SULLA 107. MUOIONO MARITO E MOGLIE

Stavano tornando dal loro podere nel comune di Caccuri, coltivato a vigna ed uliveto, Giovanni Iaquinta e la moglie Fortunata Iaquinta, quando nella galleria della Giacchetta, della super strada 107 Cosenza – San Giovanni in Fiore – Crotone, nel comune di Caccuri ha trovato la morte la consorte, che stava seduta sul sedile anteriore in seguito ad un impatto mortale con un’altra auto, una Nissan Terrano. Il marito Giovanni, dopo aver lottato fra la vita e la morte nel letto dell’ospedale di Crotone, è deceduto alcuni giorni dopo. Fortunata e Giovanni abitavano nella centralissima via Gramsci, casa che si erano costruiti dopo anni ed anni di sacrifici e di lavoro in Svizzera. Come tantissimi altri loro concittadini, emigrati nei ricchi Paesi europei con il sogno di rifarsi quella vita che la propria terra non aveva dato loro. Hanno tre figli, un maschio e due femmine, attualmente a Bologna, che, appresa la notizia, sono subito scesi a San Giovanni in Fiore. Da qualche anno, da quando cioè erano andati in pensione, avevano comprato quel podere nell’agro di Caccuri ed lì passavano gran parte del loro tempo. Lo avevano fatto anche quel

tragico martedì, ultimo del 2010, proprio di ritorno dalla loro terra senza sospettare che dentro quella galleria, al chilometro 104,100 della statale 107, che chissà quante volte avevano fatto, li aspettava il destino che avrebbe spezzato la loro vita. Dopo l’autopsia eseguita nel nosocomio di Crotone, sono state eseguite le esequie presso la chiesa di Santa Lucia. Nello stesso posto, proprio un mese fa un identico incidente stava per mettere a rischio la vita di altre due persone. Per fortuna in quell’occasione non ci furono morti, ma solo feriti che se la cavarono con alcuni giorni di degenza ospedaliera.

La “Sagra del Maiale”, promossa dall’Amministrazione

Prima “Sagra del Maiale” promossa dall’Amministrazione comunale di San Giovanni in Fiore nell’ambito delle iniziative programmate per le festività natalizie. Si è svolta il 5 gennaio in piazza Funtanella nel centro storico cittadino, a partire dalle ore 18,00. Nella tradizione silana e sangiovannese l’uccisione del maiale rappresentava un motivo di festa. Era questa una delle occasioni propizie nell’anno per invitare amici e parenti alla consumazione delle “Frittule. Sono nati proprio per questo motivo dei piatti tipici della cucina sangiovannese: minestra con cavoli, fagioli e cotiche, la gelatina, i frisuli, le costatine di maiale al sugo e altri prelibati e saporiti piatti. La serata dedicata alla sagra del maiale ha ospitato anche un falò e la presenza di un gruppo folkloristico che allieterà

la serata con canti e musiche tradizionali, senza dimenticare il canto delle festività natalizie per eccellenza: ‘ U Zugghi. “E’ una manifestazione – sottolinea l’Assessore all’Agricoltura Giovambattista Benincasa- che abbiamo promosso e portato avanti grazie soprattutto alla collaborazione di alcune aziende : Linardella Macelleria, Sila Sole dei Frat.lli Talerico, Mangia e Scappa, Fratelli Spadafora industria Boschiva, Fattoria I Greco di Cariati, GBS Spadafora. E’ la prima edizione di una manifestazione – aggiunge Benincasa – che vogliamo rilanciare, riprendendo l’antica tradizione della trasformazione del maiale, immancabile in ogni famiglia, perché garantiva la possibilità di avere di che mangiare, cosa che oggi è diventata sempre più rara visto che in

tanti ricorrono al già pronto. Nel passato invece, a questo rito ci si preparava per tempo, allorquando proprio alla fiera zootecnica di fine agosto, che quest’anno abbiamo voluto riprendere, le famiglie compravano i piccoli maialini da allevare sino a quando, in pieno inverno, raggiungevano un peso tale da poter essere uccisi per preparare la provvista di un anno intero, visto che del maiale veniva utilizzato tutto. Siamo convinti – dice Benincasa – che questi eventi possono far crescere o riscoprire, non solo nei residenti, ma anche nelle popolazioni viciniore, i sapori e le tradizioni per la maggior parte ormai archiviate, con lo scopo anche di riprendere i prodotti tipici che possono diventare una fonte di reddito per la città e per le aziende impegnate nel settore.


Il Quindicinale

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Notizie dalla città

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PROSTITUZIONE SULL’ASSE SAN GIOVANNI IN FIORE– COSENZA

Le ultime parole

FAMOSE “Non è giusto essere sempre apocalittici verso la vecchia politica. Colpe si, ma tanti meriti pure”. GIOVANNI IAQUINTA, IN UN FACCIA A FACCIA . GIUGNO 2008

Alla corte dello sceicco Butti Bin Suhail Al Maktoum I sangiovannesi all’estero ci regalano sempre qualche soddisfazione. L’italocanadese Joe Pecorelli/Lopetrone, emigrato a Toronto, culla dei florensi in Canada, è un uomo d’affari che si occupa di energia alternativa e bio carburanti, pannelli solari e produzioni di membrane per il bio diesel. Lavora per conto della ditta canadese Suntecanada che ha realizzato un progetto di spessore internazionale che avrà effetti molto positivi sull’ambiente. Ci spiega che quando le navi petrolifere partono da un porto e arrivano a quello di destinazione, per tornare indietro hanno bisogno di stabilità e attraverso delle pompe caricano nella cisterna (che ha ancora residui di “oro nero”) milioni di litri di acqua marina e quindi anche tanti pesci. Poco prima che la petroliera sarà tornata a destinazione, il capitano scaricherà nel mare tutto il contenuto della cisterna che andrà ad inquinare le acque marine e la vegetazione locale. Questo problema è stato risolto dalla Suntecanda, che è in grado di far “ritornare” al mare acqua pulita e di recuperare anche il 3% (che su base di milione di litri fa un gran bel numero) di gasolio che verrebbe altrimenti riversato in mare. Il progetto non è passato inosservato dagli Emirati Arabi Uniti, di cui il petrolio è la fonte principale di ricchezza, che ha aperto trattative con la ditta canadese. Sua Maestà lo sceicco Bin Butti Suhail Al Maktoum, ha invitato personalmente il sign. Pecorelli a Dubay, per presentare il progetto direttamente a casa sua e per dare inizio ai lavori che prevedono, oltre alla realizzazione del progetto, anche l’istallazione di ben 100 Mega Watt di pannelli solari in tutta Dubay. Bravo, Joe!

Se la notizia si rivelasse vera, sarebbe un altro duro colpo per l’isola felice che era San Giovanni in Fiore. Si dice ( qui il condizionale è d’obbligo, ma la riportiamo per dovere di informazione) che la mattina c’è uno “strano” via vai fra il capoluogo di provincia Cosenza e il più grosso centro della Sila San Giovanni in Fiore. Alcune donne ogni mattina si recherebbero a Cosenza per prostituirsi. Non sono molte, ma solo poche. Poi finito “il loro lavoro” alla sera ritornerebbero a San Giovanni in Fiore. Signore insospettabile, dalla vita irreprensibile. Perché lo fanno? Questo ancora è tutto da scoprire. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che ci sarebbe in atto un giro di soldi. Altri, ancora, solo per potersi dare alla bella vita. Sta di fatto che da qualche tempo la strana notizia circola in alcuni ambienti della nostra città. Vera o falsa noi l’abbiamo riportata per dovere di informazione.

I TEMPLARI A SAN GIOVANNI IN FIORE

Cerimonia di investitura dei Templari nel mese scorso a San Giovanni in Fiore. La tre giorni, che ha visto coinvolti i massimi organi dell’Ordine del Tempio, prima presso la sala convegno del Centro Florens e poi presso l’Abbazia Forense, è stata organizzata da Mimmo Caruso ed ha visto la presenza a San Giovanni in Fiore del Gran Maestro dell’Ordine, Alberto Zampolli e la relazione finale di Maria Grazia Leopardi. Il convegno è stato coordinato da Ermanno Cribri alla presenza del sindaco Barile e dell’assessore alla Cultura Giovanni Iaquinta. I fratelli del Tempio sono giunti da ogni parte d’Italia e per alcuni giorni hanno stazionato nel più grosso centro della Sila, complimentandosi Ancora un pozzo per l’acqua potabile; coltivazioni dall’agricoltura; il Villaggio per le bellezze naturali e storiche della Misericordia che accolga disabili, disabili mentali, donne in difficoltà. della città.

Un pozzo per don Battista

Saranno impiegati per sostenere e realizzare questi importanti progetti promossi in Kenya dai Missionari della Diocesi cosentina che operano presso la parrocchia di Kyumbi, 50 km. a sud di Nairobi, che fa capo alla Diocesi di Machakos, i fondi raccolti nell’ambito della campagna di solidarietà “Per un Pozzo in più” lanciata dalla Provincia di Cosenza per il sesto anno consecutivo in occasione delle festività natalizie.

Auguri a Giovanni Guido da oggi in pensione

In merito alle difese assunte dall’on.le Franco Laratta riguardo al missionario Don Battista Cimino

La stima e il rispetto neipotabile; confronti dei sacerdoti devono ilessere praticati evitando diche Ancora un pozzo per l’acqua coltivazioni dall’agricoltura; Villaggio della Misericordia

coinvolgerli in situazioni ambigue e con secondi fini. La chiesa locale, a causa di certi disabili, mentali,religiosi sono donnein buona in ha perso il carismadisabili di un tempo. Alcuni fede e chidifficoltà. se ne approfitta non puòper considerarsi cristiano degno questo nome. La smentita parrocidai Saranno impiegati sostenere un e realizzare questi diimportanti progetti promossi dei in Kenya del paese durante le omelie, in merito loro sponsorizzazione delladirecente manifestazione Missionari della Diocesi cosentina che alla operano presso la parrocchia Kyumbi, 50 km. a sud di sull’ospedale, conferma quanto da me sostenuto. Se veramente si ha rispetto per la chiesa, la Nairobi, che fa capo alla Diocesi di Machakos, i fondi raccolti nell’ambito della campagna si lasci fuori dalle beghe politiche. Pasquale Tiano di accolga personaggi

famiglia diilfusesto padreanno Antonio Tiano, solidarietà “Per un Pozzo in più” lanciata dalla Provincia didella Cosenza per consecutivo in occasione delle festività natalizie.

fu padre Cherubino Tiano, fu padre Innocenzo Tiano.

Sangiovannesi, direttamente dal TAMIGI!


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Festività Natalizie 2010

Il Quindicinale

15 GENNAIO 2011

Promosso dall’Assessore Salvatore Audia, si è svolto il Concerto della Band di Melicucco (RC) presso l’Abbazia Florense.

Don Germano Anastasio, presenta il Presepe in Chiesa Madre. Intanto l’Amministrazione Provinciale di Cosenza con spesa di 22.500 euro ha installato i riscaldamenti in Chiesa Madre.

Natale 2010. Don Battista Cimino, insieme a fra Emilio Tiano, presiedono una Santa Messa a favore dell’Ospedale Civile di San Giovanni in Fiore.

Il Presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Belcastro, ha invitato il Sindaco, la Giunta, i dipendenti comunali e i giornalisti per scambiare gli auguri.

Concerto di Capodanno. Promosso dalla Presidenza del Consiglio. Hanno partecipato il Coro “San Pio“ e la banda “Giovani Musicisti Nuova Paideia“

Promosso dall’Assessore Giovanni Iaquinta, è stato presentato il libro “Vivere per addizione“ dello scrittore Carmine Abate.

IL MESSAGGIO AUGURALE DEL PRESIDENTE MARIO OLIVERIO PER IL 2011.

Cari concittadini, stiamo per lasciarci alle spalle un anno che è stato molto difficile per l’Europa, per l’Italia e per tutti noi. Molto alto è stato il prezzo che, nel Mezzogiorno, si è pagato alla crisi e quello che ancora rischiamo di pagare in termini sociali e umani. In particolare, si sono acuiti i problemi delle categorie più a rischio: gli anziani, i disoccupati, i lavoratori precari, le famiglie con più figli, le famiglie in cui solo una persona è occupata. Il livello della disuguaglianza e della povertà in Italia e nel Sud è cresciuto. Parimenti, la crisi ha investito pesantemente anche il ceto medio, le categorie produttive ed i lavoratori a reddito fisso. Le condizioni più critiche si presentano nel Mezzogiorno, nei nostri territori, nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie, tra i nostri giovani. Tuttavia, come ha affermato il Presidente della Repubblica, che c’è una cosa che non possiamo permetterci: correre il rischio che i giovani si scoraggino, non vedano la possibilità di realizzarsi, di avere un’occupazione e una vita dignitosa nel nostro Paese e qui, nel Sud.

“Seguendo la Stella”...breve pellegrinaggio per le strade cittadine, partito dalla Chiesa dei Padri Cappuccini e concluso a in quella di Santa Lucia. I Magi hanno raggiunta la grotta e il bambinello.


Il Quindicinale 15 GENNAIO 2011

Concerto di Capodanno con Coro e Banda

E’ stato accolto con una grande ovazione da parte di un numeroso pubblico il “ Concerto di Capodanno” organizzato dalla Presidenza del Consiglio comunale. L’evento, che si è tenuto domenica 2 gennaio presso la chiesa Madre di San Giovanni in Fiore ha voluto essere un modo entusiasmante per augurare un buon 2011 alla città. Le dolci e sublimi note dell’ormai noto e bravo Coro Polifonico “ San Pio” e le esecuzioni dei giovani musicisti della banda cittadina “Nuova Paideia” hanno creato un connubio perfetto, incantando con i loro virtuosismi la vasta platea. Con un ricco repertorio che va da: Buckner a Brochner da: Strauss a Mameli, il coro e la banda con le loro esecuzioni hanno contribuito a rendere il clima della serata festante e quasi magico. Il merito di questo successo è dovuto soprattutto alla tenacia e alla bravura dei due giovani maestri: Luigi Benincasa e Annalisa De Simone che, con grande volontà hanno saputo guidare in maniera eccellente queste due realtà musicali. Realtà che rappresentano per la città gioachimita un grande motivo di orgoglio. Il concerto dopo la presentazione di rito, si è aperto con l’esecuzione dell’inno di Mameli e si è chiuso con la celebre marcia di Radetzky. Durante quest’ultima il pubblico non ha saputo resistere all’impeto quasi naturale di accompagnare il ritmo musicale con il battito delle mani. Il presidente del consiglio comunale Giuseppe Belcastro a fine serata, ha voluto rivolgere a tutti i presenti i suoi più sinceri auguri di buon anno ed ha poi ringraziato i due maestri per aver saputo allietare una bella serata e averlo fatto in maniera completamente gratuita. “Tutta San Giovanni in Fiore vi dovrà essere grata per lo splendido lavoro che state portando avanti. Tenere in piedi due realtà musicali importanti come quelle che voi dirigete , non è semplice. Spero- ha terminato Belcastro- che gli enti locali guardino con un occhio particolare al vostro splendido e, nello stesso tempo difficile lavoro che state facendo”. Il presidente del consiglio ha in seguito omaggiato i due giovani musicisti con due targhe ricordo, e si è augurato inoltre che, anche nella cittadina florense si possa costituire una tradizione musicale che in altre realtà si è già consolidata da anni. Il maestro Benincasa anche a nome della collega De Simone ha ringraziato tutti i presenti. “ a voi tutti grazie di cuore, non mi sarei mai aspettato questa presenza numerosa stasera”. Il direttore del Coro ha proseguito- “ grazie al presidente Belcastro per aver creduto in noi. E’ stata davvero una bella esperienza e mi auguro che possa avvenire ancora”. Ad applaudire i musicisti e i cantori sono stati presenti anche gli assessori: Giuseppe Bitonti e Giovambastista Benincasa, i Consiglieri comunali: Giuseppe Lammirato (PD) e Franco Oliverio (UDC) e i parroci: don Germano Anastasio e Salvatore Verardi.

IMMIGRATI, DIRITTI E DIGNITA’ Nell’ultimo numero de Il Quindicinale ho letto l’articolo di Francesco Foglia sulla nascita nel quartiere “Filippa” della prima Moschea cittadina. Da un punto di vista terminologico sarebbe più esatto parlare di Centro di preghiera che di Moschea,la Moschea rimanda un’idea di sacro e grandioso che un piccolo locale, seppur allestito con cura, non può soddisfare. A prescindere dalle questioni lessicali e dalle attinenze simboliche resta la sostanza di un fatto che induce a diverse riflessioni. Qui di seguito ne propongo brevemente alcune. 1)I paradossi della storia, i cambiamenti dettati da questo capitalismo sempre più sfrenato e aggressivo che porta il nome di globalizzazione, investono anche un paese rotto e malandato come il nostro fino a qualificarlo come luogo al contempo di emigrazione e di immigrazione. Non più solo l’emigrazione che lo ha caratterizzato in passato, e che lo caratterizza ancora oggi in forme nuove e diverse, ma anche un confuso processo di immigrazione che trova linfa dalla fascia nordafricana (Marocco in particolare) e dall’est Europa(Romania e Albania). Nella vicenda di un paese affannato a ricercare sempre più lontani, e sempre più imprecisati, miglioramenti economici si stanno inserendo da diversi anni uomini e donne con il loro carico di paure e speranze. Uomini e donne appunto e non pericolose minacce per l’ordine pubblico come questo governo rozzo, fascista e razzista cerca insistentemente di far passare.2)I magrebini, ma più in generale gli africani, rispetto a rumeni e albanesi, riescono ad essere più solidali, a “fare più gruppo”. Esiste cioè uno spirito unitario più forte, una capacità di solidarietà all’interno della comunità che si ritrova meno fra gli immigrati dell’est Europa. 3)La nascita di questo Centro di preghiera racconta non solo l’esigenza di avere un posto in cui professare la propria fede ma anche quella di tenera viva, corroborare, la propria identità e la propria appartenenza. Se ciò è fondamentale, è utile interrogarsi sul rischio di “autoghettizzazione”.4)Per evitare ciò, per evitare che le singole comunità tendano troppo a “ripiegare su se stesse” bisogna però garantire dignità e rispetto dei diritti fondamentali. Come faceva notare Francesco giustamente nel suo articolo molti dei lavoratori stranieri che operano nel nostro territorio sono sottopagati se non del tutto sfruttati. Insomma gravi situazioni di sfruttamento lavorativo che non fanno altro che peggiorare la situazione di carenza dei diritti e deficit democratico che San Giovanni in Fiore vive da ormai troppi anni. Per concludere: è del 2009 il libro di Antonello Mangano Gli africani salveranno Rosarno. E, probabilmente,anche l’Italia: una delle tesi di fondo è che appunto la capacità di indignazione, la capacità di reagire e ribellarsi dei lavorati immigrati potrebbe essere lo strumento per risollevare non solo loro stessi ma il sud e l’Italia in generale. Un augurio, una speranza, una maniera di enfatizzare qualcosa che comunque si muove nelle nostre società.

Il Canto è il suono dell’anima - (Socrate) L’associazione e il maestro del Coro Polifonico S. Pio di San Giovanni in Fiore avvisano che sono aperte le iscrizioni per l’anno 2010/2011 per gli aspiranti coristi. Per info: E-mail: anemos.pio@libero.it Cell: 3472907053 - 3295969717 - 3282828638

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Attualità

IL CENTRO ODONTOIATRICO IRIS apprezzato da una nota rivista In una regione balzata agli onori della cronaca per i casi di malasanità e più in generale per le ingenti somme spese nel settore per l’offerta sanitaria ricercata fuori sede, fa notizia da portare all’attenzione del pubblico, la selezione effettuata dalla rivista specializzata “Più Salute & Benessere” veicolata in abbinamento con il Sole 24 ore, nel numero di novembre che dedica un importante spazio all’eccellenza odontoiatrica riscontrata nel sud Italia .In questo tour la scoperta è l’incontro con un professionista di San Giovanni in Fiore, il Dott. Franco Rizzuto e con il suo Centro Odontoiatrico Iris con sede nella città di Gioacchino e a Cosenza, di cui è Direttore

Sanitario. Il Centro IRIS è considerato, dagli specialisti che si sono occupati per conto della rivista della ricerca delle migliori eccellenze nel settore, un centro che offre ai pazienti enormi possibilità di riabilitazione funzio-

e ambientale viene considerata addirittura”maniacale”. Uno speciale, quello dedicato al Centro Odontoiatrico IRIS, con insito il desiderio di offrire un servizio di educazione e formazione sulle reali possibilità che i cittadini – pazienti, anche a queste latitudini, hanno per risolvere i problemi di salute legati al cavo orale, o per soddisfare il desiderio di avere un sorriso attraente. Come ricorda il servizio dedicato al Centro Odontoiatrico IRIS, “il Dott. Franco Rizzuto si occupa da oltre 20 anni di odontoiatria, è pioniere in Calabria della metodica branemark system, nale ed estetica. Un centro ed è esecutore delle migliori ben organizzato, tecnologi- tecniche implantari più sicucamente avanzato, dove la re nel mondo odontoiatrico. cura per l’igiene strumentale

Pienone alla Corrida

Si è svolta nei giorni passati presso il cinema – teatro Italia di San Giovanni in Fiore la II edizione della Corrida. La manifestazione promossa dalla nota cantante sangiovannese, Stefania Conte, ha visto la partecipazione di molta gente (addirittura tutti i biglietti finiti già nella prevendita) e di molti dilettandi locali che si sono cimentati nell’arte di cantare e recitare. A condurre, come nell’edizione passata, Antonio Nicoletti e Monica Spadafora, che si sono impadroniti della scena, dando dimostrazione di una certa familiarità con il palcoscenico e senza tradire nessuna emozione davanti ad una platea di Sangiovannesi festosi.Se l’anno passato la prima edizione aveva visto trionfare un personaggio di una certa età, Guzzo, che con le sue melodie napoletane aveva mandato in visibilio il pubblico, questa volta è stato il turno dei giovani, come Romano e Bitonti. Per l’amministrazione comunale era presente il vice sindaco Salvatore Audia e l’assessore alla Cultura, Giovanni Iaquinta. Non da meno le scuole di ballerini che hanno dato un saggio della loro bravura, mentre un gigantesco Topolino ha divertito i molti bambini presenti in sala. Insomma un bella e divertente Corrida, organizzata e voluta da Stefania Conte che non è nuova a simili imprese, n’è dimostrazione la Fiera tradizionale di Agosto che ha visto la presenza di migliaia di visitatori, come anche la Festa del Santo Patrono a Giugno, tutti eventi organizzati dalla brava Stefania Conte.

Concorsi

CALABRIA COMUNE DI SAN FERDINANDO Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo pieno ed indeterminato di un posto di istruttore direttivo, categoria D1. (1 posto) GURI n. 100 del 17.12.2010 Scad. 17.01.2011 COMUNE DI SINOPOLI Selezione pubblica, per la copertura di un posto part-time ed a tempo indeterminato vacante in organico di istruttore tecnico - categoria C1. (1 posto) GURI n. 100 del 17.12.2010 Scad. 17.01.2011 COMUNE DI SINOPOLI Selezione pubblica, per la copertura di un posto part-time ed a tempo indeterminato vacante in organico di istruttore tecnico - categoria D1. (1 posto) GURI n. 100 del 17.12.2010 Scad. 17.01.2011 COMUNE DI BRUZZANO ZEFFIRIO Selezione pubblica, per la copertura di un posto a tempo pieno ed indeterminato vacante in organico di istruttore direttivo contabile - Cat. D - posizione economica D1 - area economico-finanziaria. (1 posto) GURI n. 102 del 24.12.2010 Scad. 24.01.2011 COMUNE DI ARDORE Selezione pubblica, per l’assunzione a tempo part-time ed indeterminato di un agente di polizia municipale, con accesso dall’esterno e l’assunzione a tempo pieno ed indeterminato di un agente di polizia municipale - Categoria C1, riservato agli interni - categoria C - posizione economica C1 del C.C.N.L. del comparto regioni-autonomie locali. (2 posti) GURI n. 103 del 28.12.2010 Scad. 26.02.2011 UNIVERSITA’ DELLA CALABRIA Valutazioni comparative a quindici posti di ricercatore universitario (15 posti) GURI n. 103 del 28.12.2010 Scad. 27.01.2011 MINISTERO DELLA DIFESA Concorsi, per titoli ed esami, per la nomina di quattordici Tenenti in servizio permanente nei ruoli normali dell’Esercito, di cui nove del Corpo degli ingegneri, tre del Corpo sanitario e due del Corpo di commissariato. (14 posti) GURI n. 100 del 17.12.2010 Scad. 17.01.2011 MINISTERO DELLA GIUSTIZIA Avviso di indizione per l’anno 2010 di una sessione di esami per l’iscrizione nel registro dei revisori contabili. (1 posto) GURI n. 100 del 17.12.2010 Scad. 17.01.2011


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Attualità

Il miele

Il miele è un prodotto ricchissimo di numerosi fattori biologico - nutritivi. Ritroviamo in questo dolcificante naturale una serie interminabile di sostanze preziose al nostro organismo. Il miele è ricchissimo di zuccheri semplici, che non affaticano cioè il nostro organismo per essere assimilati: glucosio,fruttosio in special modo. Ritroviamo poi nel miele tracce di vitamine, proteine acidi,enzimi,minerali e fattori biologici estremamente importanti per la loro attività antibiotico-simile(inibe) e ad una attività regolatrice sul sistema neurovegetativo (sostanze acetilcoliniche). La presenza di questi microelementi, sebbene disponibili in piccole dosi, è indispensabile al funzionamento regolare del nostro organismo. E’ pertanto giustificato l’inserimento del miele nella nostra alimentazione quotidiana e nelle diverse fasce d’età. Miele dunque, in sostituzione dello zucchero e a tutte le età, ma dire miele non basta. In funzione della flora che le api bottinatrici visitano è possibile ottenere tanti tipi diversi di miele quante sono le fioriture che si alternano nelle campagne nel corso della Stagione primaverile ed estiva. Tante varietà di miele e ciascuna con specifiche caratteristiche fisiche,chimiche ed organolettiche. Miele di Fiori di campo: quando un miele non deriva da una fioritura specifica,ma dall’insieme dei fiori di campo che le api hanno visitato durante tutta la buona stagione, viene comunemente chiamato millefiori. Miele di Acacia: è un miele chiaro, liquido, trasparente. Ideale il suo impiego come dolcificante di tutte le bevande: latte, te, tisane, caffè. Non lascia aromi, è un miele molto delicato, indicato per i lattanti. Miele di Arancio e Limone: subito dopo la smelatura si presente,come tutti i mieli,liquido e trasparente. Con il primi freddi si rapprende in una massa omogenea, a cristallizzazione talvolta grossolana. E’ un miele molto profumato e la sua utilizzazione classica lo,vede come ingrediente principale nella preparazione di dolci della pasticceria tradizionale italiana. E’ un ottimo miele da tavola. E’ indicato come antispasmico, calmante e nei casi d’insonnia. Miele di castagno: E’ un miele liquido,di colore scuro,aromatico e dal marcato retrogusto amarognolo dovuto ai tannini. Come tutti i mieli scuri è particolarmente ricco di Sali minerali ed è il classico miele ricostituente ed energetico per gli sportivi. E’un disinfettante delle vie urinarie e stimolante della circolazione. Esplica una benefica azione su reni e fegato. Miele Eucalipto: E’ un miele che si presenta quasi sempre compattamente cristallizzato, color grigio-noce, dal caratteristico odore. E’un classico miele antispasmico, emolliente, indicato nei casi di tosse, rauchite e raffreddore, oltre che nelle affezioni della bocca.

LA FORTUNA BACIA ANCHE IL BAR ISABELLI

l’ Lla mia arte preferita è quella di toilettare i cani. Sin da bambino ho manifestato questa ambizione e con maestria ho sempre servito e riverito i miei clienti. Molti sono i soci della mia associazione “Amici a quattro zampe”, sempre più appassionati di cani e gatti. Da diversi anni che non solo mi occupo di toilettare gli animali, ma anche di adottarli. Nel nostro circondario, essendo sprovvisto di un canile , abbiamo salvato più di 1.500 cani e gatti randagi, lavandoli, trattandoli con opportuni antiparassitari, a scopo umanitario senza nessun aiuto da parte di qualche ente,con lo scopo di fare del bene a quei poveri esseri viventi. Sono sopraggiunti molti cani abbandonati presso la mia sede,fino al punto di scambiare il mio laboratorio toelettatura per un canile municipale. Io ,purtroppo, sono un collaboratore umanitario, ma non posso riuscire a vincere una battaglia così  grande contro l’abbandono ed il maltrattamento......spero che le nostre istituzioni facciano qualche cosa e prendano provvedimenti,  perchè si apra al più presto un canile a San Giovanni in Fiore. Esistono leggi a favore dei cani, di cui dovremmo avvalercene. Volevo precisare che al nostro paese non c’e’ solo gente che abbandona e maltratta gli animali, ma c’e’ gente che li ama anche, come me. I nostri amici a quattro zampe ci aiutano a superare molte difficoltà, aiutano i disabili; aiutano le persone anziane che vivono da sole; aiutano le coppie che non hanno figli; aiutano a superare momenti di depressione: salvano le persone che  si trovano sotto le valanghe o sotto le macerie; quindi con tutte le marachelle che ci fanno, ci ricompensano con il loro aiuto ed affetto. E’ opportuno proteggere i nostri animali dai parassiti esterni: ACARI, FUNGHI, PULCI, PIDOCCHI e ZECCHE, perché ,gli ectoparassiti portano gravi problemi sia a loro che a gli uomini e non è detto che d’inverno non possano prenderli. E’ capitato che per il morso di una zecca molti cani hanno rischiato la vita, hanno rischiato di brutto, proprio per negligenza da parte dei loro proprietari, che  non li hanno protetti con dovuta cautela. Ricordiamoci quindi di trattarli con opportuni antiparassitari a scadenza mensile...se volete potete prenotare questo servizio toelettatura, trattamento antifungo, antiacaro presso il mio labo. CON PRODOTTI ALTAMENTE PROFESSIONALI

Il Quindicinale

15 GENNAIO 2011

Presepi, nelle scuole e nelle parrocchie

Molte le iniziative in ricorrenza delle feste natalizie. La scuola media G. da Fiore e la G.Marconi hanno allestito un presepio vivente presso le stradine circostanti la scuola. All’opera quasi tutti i ragazzi, che chi in un modo chi in un altro hanno dato vita alla Natività del Bambinello Gesù. Per una sera dalle ore 15 alle ore 20 le viuzze intorno alla Gioacchino sono state animate da ragazzi vestiti da pastori, da contadini e Re Magi. Davanti alla scuola, poi, la capanna con un bambino vero che faceva le veci del Bambinello con accanto la Madonna e San Giuseppe. Le varie chiese parrocchiali hanno allestito al loro interno i presepi. Grande e bello quello realizzato dai ragazzi dell’Azione Cattolica di Santa Maria delle Grazie in Piazza Abate Gioacchino, dove l’abate parroco don Germano Anastasio in occasione della veglia di natale metterà in funzione l’impianto di riscaldamento realizzato dall’amministrazione provinciale di Cosenza con una spesa di 22 mila e 500 euro. Riscaldamento che funziona a metano con impianto ad aria. Finalmente i fedeli avranno l’opportunità di assistere alle funzioni religiose natalizie al caldo.

Vinti 10mila Euro al gratta & vinci Sono stati vinti a “Il MILIONARIO“, gratta & vinci disponibile presso bar e tabaccherie, ben 10 mila euro. I tre ragazzi in foto, dipendenti dell’Hotel Dino’s - luogo della vincita - non sono purtroppo i vincitori ma hanno strappato il biglietto vincente al fortunato vincitore. Auguri all’anonimo vincitore e bravi ai ragazzi per avergli strappato il biglietto vincente!

Mons. Bonanno


Il Quindicinale 15 GENNAIO 2011

Attualità e Comprensorio

Mostra alla Scuola Secondaria “G.da Fiore - G. Marconi“

Quellachequandoènata,nell’annoscolastico 2001-2002, sembrava un’iniziativa bella, ma difficilmente duratura, è diventata una concreta realtà ed una dimostrazione di professionalità ed operatività che qualifica la Scuola. La mostra didattica “Petre e ‘ncullerate” si è confermata un punto fermo delle attività e dei Progetti didattici della scuola secondaria di 1° grado “G. da Fiore - G. Marconi” di San Giovanni in Fiore. Ancora una volta il Progetto didattico è stato fortemente sostenuto ed incoraggiato dal nuovo Dirigente Scolastico, prof.ssa

Maria Angela Gentile, per cui l’iniziativa relativa alla mostra didattica è diventato un passaggio ineludibile delle proposte operative concernenti la scuola, che consente alla stessa di uscire al di fuori dell’ambito strutturale per affacciarsi sul territorio e presentare ai cittadini il prodotto delle interessanti iniziative operative. La professoressa Concettina Sapia, che dirige il “Laboratorio di Umanità”, è riuscita, ancora una volta, a coinvolgere nel progetto i ragazzi diversamente abili e gli allievi normodotati, realizzando una serie di opere di alto valore artistico (notevole, per bellezza ed esclusività delle forme, la serie di presepi) che hanno consentito di aprire la scuola al mondo esterno, di essere visitata da centinaia di alunni delle varie scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio, di mettere a disposizione di eventuali estimatori l’acquisizione delle opere, previa una offerta libera, e di utilizzare il ricavato per promuovere varie e nobili iniziative solidali nei confronti di enti e associazioni benefiche presenti sul territorio. Per la realizzazione del Progetto la professoressa Concettina Sapia, Direttrice del “Laboratorio di Umanità”, si è avvalsa delle preziose collaborazioni della prof.ssa Pina Lopetrone e del prof. Vincenzo Granato, il quale ha curato le relazioni con il mondo

di Vincenzo Granato esterno ed in particolare con la stampa. Inviti a visitare le opere realizzate sono stati recapitati ai Dirigenti delle varie scuole e alle autorità comunali, oltre che, naturalmente, ai genitori dei discenti. Per la realizzazione delle opere esposte sono stati coinvolti, oltre ai discenti normodotati, anche i ragazzi diversamente abili, a dimostrazione che la scuola può diventare, grazie ad operatori scolastici pieni di abnegazione e di umanità, un luogo di creatività e di vitalità veramente incredibile, anche per allievi che spesso vivono le esperienze didattiche in maniera più distaccata. In definitiva, abbiamo potuto constatare che il “Laboratorio di Umanità” anche nell’anno della fusione tra le due scuole secondarie della nostra cittadina, ha continuato a lanciare il suo messaggio di apertura al mondo scolastico, senza fare distinzioni di ceto, formazione, ritardi o diversità di sorta. In fondo l’obiettivo fondamentale del Progetto era proprio questo: dare una iniezione di fiducia a coloro che di certezze e sicurezze non ne hanno tante, perché il mondo che li circonda, solitamente, poco si prodiga nei loro confronti. Ancora una volta il Progetto ha conseguito un notevole successo ed ha gratificato l’intera comunità scolastica, sia per le visite ricevute (intere classi appartenenti a vari ordini e tipologie di scuole, autorità varie, comuni cittadini) che hanno dato visibilità all’istituzione scolastica, sia per la valenza didattica insita nello stesso da individuare in alcuni punti precisi. Primo, la partecipazione di tutti i ragazzi alla realizzazione delle opere esposte, esperienza didatticamente importante per ognuno di loro. Secondo, la destinazione in beneficenza ad alcune Associazioni presenti sul territorio di parte dei proventi ricavati dalla cessione, previa offerta libera, di alcuni degli oggetti esposti. Terzo, il coinvolgimento nel Progetto delle famiglie degli allievi, le quali sono state messe in condizioni di interagire con i propri figli in ambito didattico. Ultimo, ma non in ordine di importanza, il fatto che l’iniziativa ha consentito la partecipazione attiva dei ragazzi diversamente abili presenti nella scuola, i quali hanno dato contributi manuali di una certa consistenza. Partendo dalla considerazione che, spesso, questi ragazzi vivono la loro esperienza ai margini della scuola, si può innegabilmente affermare che l’obiettivo formativo centrato ha uno spessore educativo di grande levatura.

• SERAFINO BITONI – ANNI 68 – MENDICINO • DOMENICO ALESSIO – ANNI 58 SOZIZZELLA • MARIA ROSA MASCARO – 71 ANNI - RIZZO • GIOVANNA FOGLIA – ANNI 75 – PALLA PALLA • MARIA SPADAFORA – 89 ANNI – CIFERELLA • PASUALINA IAQUINTA – IN FRANCIA • DOTT. FRANCESCO OLIVERIO – FARMACISTA • PIETRO NORLATTI – 71 ANNI • SUOR MARIA TERESA MAZZA – 76 ANNI – PIRUMENA • GIUSEPPE AURORA – NTROSCIA IN FRANCIA • DIONIGI DEL GIUDICE – IN FRANCIA • TERESA OLIVERIO – 68 ANNI – IN MARRA – CANADA’ • PIETRO MAZZA 97 ANNI • ASSUNTA GRECO – 98 ANNI – MALERVA – CANADA • PEPPINO CRITELLI – 55 ANNI – PEPPINO E CRITELLI • MARIA LE PERA - ANNI 103 – VED. LOPETRONE • ROSA LARATTA – 97 ANNI – VED. BITONTI

CASTESILANO

Le Grotte Carsiche Itinerario di avvicinamento

Partendo dal bivio riportato sulla tavoletta IGM a quota 597 metri s.l.m. presso Vigne, frazione di Verzino, si prosegue verso valle in direzione della SS 107. Si continua per 6 Km esati fino ad imboccare, in prossimità di una marcatissima curva a gomito, un varco nel gard-rail posto a sinistra, dal quale si origina una stradina sterrata. Si discende deviando più avanti a sinistra, in direzione di una piccola abitazione di campagna. L’imbocco della grotta è ubicato nel punto più depresso dell’antistante dolina a pozzo. Si tenga presente che la strada principale da cui si giunge segue per un buon tratto il perimetro della depressione carsica, ben evidente nelle sue ampie proporzioni, a sinistra della carreggiata.

11 Savelli Paese di recente origine, completamente circondato da boschi di conifere, formatosi dallo stanziamento, in località Scalzaporri, di profughi cosentini in seguito al terremoto del 1638. Si trova a margine dell’altopiano della Sila. L’insediamento fu favorito dalla Principessa Carlotta Savelli, alla quale fu intitolato il borgo che si era formato. Conserva solo la chiesa parrocchiale dedicata ai SS. Pietro e Paolo e alcune confraternite. Interessante è la strada d’accesso, pressochè intatta, che dal torrente Sanapite porta all’abitato. Sparsi per la campagna mulini ad acqua e filande non più in uso. In località Pino grande è stato realizzato un grande villaggio.

Cerenzia Avvistato un UFO nei cieli di Cerenzia (Kr). Un oggetto volante dal colore arancio si spostava a forte velocità ed in tutte le direzioni

Eclissi di sole in tutto il comprensorio 4 gennaio 2011 ore 10,32

Chi sale

chi sale e chi scende nella nostra città DON BATTISTA CIMINO: bravo il missionario sangiovannese che senza “ma” e senza “se” ha preso di petto la questione ospedale, nonostante tutto e tutti. Lui si che se ne intende! Bravo! FILOMENA ALESSIO: ogni tanto è bene lanciare qualche giovane s p e r a n z a sangiovannese e Filomena è sempre presente quando ce n’è bisogno. Brava, Filomena! I CARABINIERI: nonostante tutto l’Arma è sempre presente, silenziosa ed utile! Bravi!

Chi scende

IL SINDACO BARILE: con tutto il bene che vogliamo al bravo Antonio, questa volta sull’ospedale ha sbagliato perché doveva m e t t e r s i alla testa della”rivolta”! Salva l’ospedale, Antonio! MARIO SECRETI allenatore Silana: lo so, caro Mario, che stai facendo miracoli con questa squadra che ti ritrovi. Ma che ci possiamo fare noi, poveri ed affezionati della Silana se non la vogliamo vedere così in basso? CHI DOVEVA RICORDARE I 150 ANNI DELL’Unit a ’ D ’ I TA L I A : scende colui e coloro che hanno dimenticato che San Giovanni in Fiore è stata una tappa fondamentale dell’unità d’Italia? Ve ne siete dimenticati? Ve lo ricordiamo noi!


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Natura - dalla città

Storia di un prete che ha insegnato che o Dio è tutto, o non è niente

“PARRINU” DON GIOVANNI SALATINO”

UN SACERDOTE MODELLO PER I PRETI DI OGGI

di F.sco Fabiano (...continua dal numero precedente) C’era nell’aria la rivoluzione sessantottina e noi ragazzini oscillavamo tra il desiderio crescente di emigrare e quello di studiare, ma eravamo troppo poveri. Come se niente fosse, a costo di vedere (come poi accadde) la fuga in massa verso l’utopia, don Giovanni piantò nella nostra Comunità giovanile della Cona la sfida dell’ipotesi di Gesù come chiave di volta di tutta la vita. Inizialmente lo seguimmo in pochi scalmanati, piccoli pulcini affascinati da un’umanità arrembante e contadina, sempre in lotta, sempre resistente a ogni conformismo, sempre pronta a ripartire, qualunque incoerenza avessimo dimostrato. Ma poi molte anime, giovani e meno giovani, vennero conquistate. In breve tempo si formò intorno a questo prete “vecchierello e singolare” che tutti chiamavano amorevolmente “parriniellu” una Comunità vivace e numerosa di figli e di padri, di bambini e di nonni esemplari. Una Comunità che imparò da lui che o Dio è tutto, o non è niente. Don Giovanni capovolse ogni regola e reinventò l’oratorio secondo forme e contenuti che non ho più visto applicati in giro, almeno con quel suo entusiasmo, forza, decisione e, oserei dire, slancio rivoluzionario per la semplicità e la dolcezza dei modi persuasivi della sua voce tonante e del suo sguardo... . “All’oratorio, che si faceva tra la vecchia sacrestia e il chiostro della Cona - diceva - non si va per fare i bulletti, giocare a trottola o pallone o al calcio balilla e al ping pong, emarginando i più piccoli. Si va per servirli, i piccoli, per fare catechismo e per farli giocare (caritativa), per farli crescere e studiare insieme, iniziandoli a giudicare ogni cosa alla luce dell’amicizia di Gesù”. E quando ancora nelle nostre campagne circostanti, i fidanzati celebravano con le antiche abitudini il loro matrimonio don Giovanni Salatino con un gruppo nutrito di chierichetti si recava a piedi sul luogo dalla sposa. Due suonatori ambulanti che ricordavano i menestrelli aprivano la festa suonando sul loro violino-mandolino romanze del tempo del Guerin Meschino e della Cavalleria. I secoli uscendo dalle tombe del cimitero di Palla Palla, sembrano accompagnare questa giovinezza con i loro vecchi costumi e le loro vecchie memorie... . La sposa riceveva da parrinu don Giuvanni la benedizione del fidanzamento e deponeva sull’altare improvvisato di muschio e rose una conocchia ornata di fiori. Si tornava poi alla “casella” dello sposo; la signora e il signore, padre e madre dello sposo, il parroco e un rappresentante civico del Comune si sedevano con i futuri sposi, con i contadini e le matrone, attorno ad una tavola dove erano serviti capretti allattanti, frutti di bosco e cereali. La festa terminava quasi sempre con una danza benedetta nel granaio vicino; le contadine delle chiuse vicino, al suono della zampogna, chitarra e mandolino, cominciavano a ballare con il fidanzato, mentre gli sposi stavano seduti sui nuovi covoni, e così immersi nei ricordi delle figlie di Ietro e dei mietitori di Booz si immedesimavano nel fidanzamento di Giacobbe e Rachele di cui parlava, nell’omelie matrimoniali, don Giovanni. La sua Messa, quella delle sfuriate contro la pigra vita borghese e proletaria e dei silenzi pietretombali dei fedeli, atterriti davanti ai decibel del predicatore che faceva piangere e tremare i muri e le antiche navate della chiesa e a cui si gonfiavano paurosamente le vene del collo e delle gambe, era un toccasana per tutti. ...Insomma cristianesimo totale e di comunità. Poiché, insegnava don Giovanni, “Cristo è la risposta alla nostra sete di felicità” e “l’Essere è Comunione”. Stiamo parlando di cose che anticipavano decisamente lo straordinario trentennale sacerdotale di don Vincenzo Mascaro e della pastorale di don Battista Cimino e di Comunione e Liberazione. E che nel pieno dell’ubriacatura ideologica (della gioventù in piazza e delle Azioni Cattoliche in fuga nella scelta socio-polica-religiosa) che vedeva protagonisti ragazzini tra i 14 e i 18 anni lo si sentiva ripetere: figli miei, miei cari figli, sceglìti a chine volìti ma passative a manu pe’ la Cuscienzia: sulu Dio v’aiuta veramente e li mariti vuorri, cu li figli, si ve puorturi na Jurnatella... . Don Giovanni ha insegnato a generazioni di giovani emigranti a non avere timore di nulla. Il peccato più grave, quello sì da temere sopra ogni cosa? Il non essere seriamente impegnati con se stessi, il non prendere sul serio ogni desiderio, dalla politica alla simpatia per una ragazzina. “Il nulla non si sceglie - diceva parrinu don Giuvanni - nel nulla ci si trova, ci si scivola per disimpegno con la vita, e non dite sempre che siete poveri e infelici!” Don Giovanni fece di ragazzi adolescenti e vaghi dei veri piccoli grandi uomini. Dolce, sincero, appassionato, profondo conoscitore della Bibbia e del cuore umano, devastatore di ogni luogo comune, don Giovanni è stato certamente un prete superiore per umanità e forza morale ai preti resi famosi dalla pubblicità (...progresso?) e dalla politica, così avida di antipapi e di corruzioni settembrine. Eppure, anch’egli che sapeva litigare, socraticamente parlando, molto più in profondità dei vari preti del cosiddetto dissenso - e litigare di brutto - con superiori e monsignori quando si trattava di poveri e parrocchiani, conosceva e, soprattutto, praticava e insegnava la virtù dell’obbedienza e della fraternità al punto paradossale di celebrare, per i poveri e i diseredati, matrimoni e sacramenti senza compensa (...).Caru parrinu e tutti, ora che contempli il volto di Colui che è nel fondo di tutte le cose, di Colui che è stato il tutto della tua vita, intercedi per noi insieme alla Vergine Maria della Sanità perché possiamo diventare sempre più tuoi figli, per la gloria di Dio nel mondo (come hai scritto teneramente nel biglietto che hai dato al matrimonio di mia sorella Angela... ). Grazie don Giovanni Salatino, e grazie tante. Grazie a Dio per il tuo affetto e per la tua forte educazione religiosa impartita. I parrocchiani della Cona, i figlianielli e i figli dei loro figli non ti dimenticheranno mai!

Direttore Antonio Mancina

Gianluca Congi

antonio.mancina@libero.it

gianlucacongi@libero.it www.gianlucacongi.it

ViceDirettore Francesco Foglia

maìtretalarico@alice.it

franksgf@hotmail.it

REDAZIONE Francesco Scarcelli

Biagio Talarico

mariateresa_cortese@virgilio.it

Emozioni...naturali

15 GENNAIO 2011

di Gianluca Congi

www.gianlucacongi.it

San Giovanni in Fiore: Il paese delle volpi e delle faine Tempo fa mi ero preoccupato di trattare il fenomeno delle volpi in città, spinto dalle numerose richieste di informazioni in merito e dalla voglia di dare le giuste informazioni ecco che uscì un pezzo dedicato esclusivamente alla nostra amica dal pelo rosso e dalla folta coda. Bene, ai lettori più attenti, sicuramente non sarà sfuggito il concetto che questi animali ormai si sono “urbanizzati”, essi sono spinti essenzialmente da uno dei bisogni primari che è comune a tutti gli esseri viventi, ovvero il mangiare, del resto chi non mangia non sopravvive, pare evidente altresì che la disponibilità alimentare è maggiore in dei luoghi piuttosto che in altri, vedi ad esempio le migrazioni di massa nella Savana da parte di talune specie. Attenzione, nemmeno l’uomo sfugge a questa situazione, con gli anni che verranno, viste le condizioni socio-economiche ma soprattutto ambientali, molti popoli saranno costretti a spostarsi alla ricerca di cibo e acqua, in particolare nelle zone più aride del pianeta, fenomeno che sta avvenendo già ora nel disinteresse generale specie dei paesi occidentali. Ritornando alle volpi, se in città è molto più facile reperire il nutrimento, perché tra cassonetti, tra resti e scarti vari, tra la gente che addirittura in delle zone lascia il cibo per questi animali oltre che per i randagi, pare ovvio che gli animali si siano ormai abituati, hanno compreso che la vita in città è più facile e addirittura i rischi sono ridotti. E’vero che le auto costituiscono una minaccia ma in compenso nessuno prenderebbe un fucile per sparare una Volpe in pieno centro abitato, almeno non si ha notizia di un gesto simile. Oggi è raro assistere a segni di intolleranza, i primi tempi accadeva, adesso la gente osserva e anzi non resta più nemmeno tanto stupefatta, le volpi in città sono un qualcosa di quotidiano, specie al calar delle tenebre, considerando che imbrunisce presto, di questi tempi è maggiore la possibilità di osservare una Volpe in giro. Non mi dilungo nel riportare i luoghi di principale avvistamento, in ogni caso ci sono delle zone dove praticamente l’arrivo della Volpe è preciso come un orologio svizzero; il carnivoro deve ringraziare che non sono i tempi di una volta quando i gallinai erano sotto la porta di casa, altrimenti avrebbe avuto di sicuro una vita molto ma molto più difficile. Stesso fenomeno per le faine, piccoli mustelidi agilissimi che popolano ormai il centro storico ma anche le parti nuove, si rifugiano nelle case vecchie o nei ruderi, si nutrono di roditori ma d’estate sono alla continua ricerca dei nidi e dei piccoli di rondone, gironzolando sui tetti, rispetto alle volpi sono più schive, scappano subito. A dire il vero le faine sono state le prime inquiline tra i carnivori selvatici, ci sono da molti ma molti anni, qualche volpe di tanto in tanto si osservava in periferia ma mai come ora, sono in pieno centro abitato, anche le faine hanno percorso il primordiale bisogno di nutrirsi per sopravvivere, ecco il richiamo a Charles Darwin, “Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere ma quella che si adatta meglio al cambiamento”, pare ovvio che questa teoria sia azzeccata anche per spiegare il fenomeno di cui stiamo trattando, l’ambiente cambia, le specie si adattano ai cambiamenti, può essere anche un cambiamento locale e ristretto ad una porzione limitata di territorio ma se è inevitabile una o più specie si adeguano se vogliono sopravvivere, ovviamente. Consiglio però di non abituare gli animali selvatici ad una vita “facile”, è scorretto dargli da mangiare, vengono esposti ad uno stile di vita comunque non proprio “naturale” anche se i concetti fin’ora espressi spiegano o tentano di spiegare un fenomeno comunque delicato per loro. Sarebbe bello riportare gli animali selvatici nel loro habitat, purtroppo l’uomo invade giorno dopo giorno, gli ambienti naturali, spesso arrecando a quest’ultimi squilibri irreparabili, a quando una seria presa di coscienza che anche noi siamo degli ospiti e non i padroni su questa Terra che non ci appartiene?

Registrazione:

autorizzazione del Tribunale di Cosenza n° 834 dell’11 febbraio 2008

Grafica:

Rosalba Lammirato Francesco Foglia

lammirato.rosalba@tiscali.it

formuc@email.it

Maria Teresa Cortese

Il Quindicinale

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Stampa:

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Via Saverio Marra, 12 87055 San Giovanni in Fiore

Editore:

Associazione Culturale K.A.T.

Quando si dice..Natale in compagnia. Assessori, Dirigenti, Cantanti e Giornalisti


Il Quindicinale 15 GENNAIO 2011

Dalla città

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“Identità e Poesia, in memoria TRENTENNE DI SAN GIOVANNI IN di Pasquale Spina” FIORE ARRESTATO PER STALKING “Identità e poesia. In memoria di Pasquale Spina”: è il titolo di un Convegno organizzato dall’Assessorato alla Cultura, che si terrà sabato 18 dicembre, alle ore 10,30, presso l’Aula Magna del Liceo scientifico. All’incontro prenderanno parte, con esperti della materia e poeti locali, il Dirigente scolastico, Dott.ssa Angela Audia, il Sindaco Dott. Antonio Barile, l’Assessore alla Cultura, Dott. Giovanni Iaquinta. Nell’occasione verrà conferito il “I Premio Pasquale Spina”. “Continua il nostro viaggio – sottolinea Iaquinta - nella vasta galleria della memoria locale, che è fatta anche di venature liriche espresse in lingua italiana e in dialetto. Credo che la poesia non sia uno strumento ormai d’antan – come ritengono molti – né mi convince l’idea che non affascini i giovani, con l’attenzione che prestano ad altre forme di espressione artistica. Mi piace pensare, invece, che essa vada sceverata dall’aura di elitarismo, per restituirla a una fruizione più

allargata, assai più ampia. È questo il senso che ha fatto scaturire il Convegno, che oltre a offrire un viaggio fatto di riflessioni e di versi, - spiega l’Assessore - vuole rendere omaggio a poeti locali che vanno rispettati per il lavoro che portano avanti e per le ambizioni d’arte, esattamente alla stregua di altri artisti. Ma vuole ricordare, con la scelta di intitolargli un premio, Pasquale Spina, poeta dialettale molto amato a San Giovanni in Fiore, che, con le sue parole fatte di semplicità e di sentimenti veri, ha cercato di indicare una rotta, una strada a una comunità del Sud. Una strada fatta di esaltazione della natura, di umanità, di importanza attribuita alle piccole cose, che poi sono il fondo strutturale del costume e della storia di San Giovanni in Fiore. È un patrimonio – conclude di cui bisogna parlare, perché è molto importante parlarne e non farlo cadere nel dimenticatoio”.

Si è presentato davanti alla casa dell’ex moglie, minacciandola e colpendo il portone a calci e pugni. Per questo motivo un trentenne di S.G.F., G.M. è stato arrestato dai carabinieri, al comando del tenente Spina (foto) e portato in carcere a Cosenza. L’uomo in precedenza era stato denunciato molte volte per aver molestato la sua ex compagna, perché si era reso protagonista di alcuni episodi di violenza nei confronti dell’ex consorte. Il fatto è successo in questi giorni proprio nella parte centrale della città.

L’AUSER PREMIA “NONNI E NIPOTI INSIEME” L’Auser di San Giovanni in Fiore, svolge attività nei settori dell’assistenza sociale e sociosanitaria, della promozione della cultura, dei diritti civili, della cooperazione e della solidarietà internazionale. Nell’ambito delle iniziative culturali per ravvivare i rapporti intergenerazionali, in collaborazione con lo SPI-CGIL e l’Amministrazione Comunale di San Giovanni in Fiore, ha indetto un concorso di poesia tra le classi delle scuole elementari col tema: I NONNI. La manifestazione della premiazione del concorso di poesia con relativo incontro di nonni e nipoti che era stata programmata per il 18 dicembre u.s. e rinviata per le cattive condizioni atmosferiche si terrà Sabato 15 gennaio alle ore 17 presso la palestra dell’Istituto Tecnico Commerciale e Geometri-Istituto Statale d’Arte (località Ceretti). Pomeriggio di solidarietà con spettacoli, musica, risate, riflessioni. Ingresso con offerta e l’incasso sarà devoluto in beneficenza a: Adotta un bimbo della tua città; AISM (lotta contro la Sclerosi Multipla).

“Voglio rivedere i miei figli”, l’urlo del sig. Mario di Elisabetta Guglielmelli

Un inferno che dura da sette anni per Mario. Un uomo semplice di 46 anni. E’ separato, è solo, è triste, non ha visto crescere i suoi due figli, la bambina aveva due anni, il maschietto nove. Mario parla senza imbarazzo: “Non solo mi ha piantato di punto in bianco, dicendomi che non mi amava più. Mi sono pure ritrovato denunciato per violenza e percosse”. “Posso avere mille difetti, ma mai in vita mia mi sarei sognato di fare questo tipo di brutalità. Lei – prosegue nel suo racconto- mi aveva organizzato un vero e proprio tranello, per far capire, forse, che era lei che mi lasciava, ma per colpa mia. Almeno in questo il giudice mi ha dato sempre ragione: nulla è stato trovato in mia colpa”. Il dolore, il rammarico e gli occhi lucidi di Mario si fanno sempre più pronunciati, quando parla dei figli. il solo pensiero che magari lo possano odiare per qualcosa che non ha fatto, lo rende irrequieto, pieno di dolore e di disperazione. Sentirsi incapace di fronte a qualcosa davvero più grande di lui, l’affetto che magari lui prova per i suoi figli, che però non provano per lui. “Sono rimasto solo, la mia vita è andata a rotoli in poco tempo e con mille problemi diversi, sono più volte finito in ospedale, nessuno di loro si è mai interessato a me, nemmeno una telefonata”. La depressione non ha tardato ad

arrivare, è stato definito pericoloso per la società dai medici. Ciò che fa riflettere Mario, durante la sua triste cronaca è che se neanche una telefonata in sette lunghi anni, allora vuol dire che davvero da parte dei figli c’è rancore. Le varie sentenze del giudice hanno sempre detto che Mario aveva diritto di vedere e sentire i suoi figli, che con lui potevano trascorrere, weekend alterni, 15gg nelle festività e nelle vacanze. Cose che non sono mai accadute. “Come mai questa donna non mi ha mai permesso di vedere i miei figli, infischiandosene delle varie sentenze? Come mai – continua irato l’uomo- ha cambiato

residenza, quando non lo poteva fare e comunque ne dovevo essere informato? Tanta cattiveria nei miei confronti da negarmi il sangue del mio sangue”. Ma i guai non sono finiti. Mario è dichiarato invalido, non abile al lavoro. Percepisce un misero mensile di 265,00 EURO per una pensione di invalidità, è nullatenente, vive nella casa paterna, dove non c’è la televisione e non ha nemmeno la legna per accendere il camino. Quello che chiede è solo un pò di giustizia. Nell’anno nuovo vorrebbe un regalo: riabbracciare i suoi due figli.

Il Fuoriclasse del mese è Alfredo Federico Alfredo Federico, in arte “Jaflos”, ha fondato l’Associazione Culturale Gunesh, che tradotto dal turco è Sole. Da Agosto 2009 ha organizzato una serie di eventi a sostegno del quartiere Timpone, partendo dall’installazione di una web cam con le immagini del quartiere, l’installazione della rete wireless sempre al Timpone che da la possibilità di connettersi ad Internet. A seguire, vari convegni sul centro storico, ultimo quello con la proiezione del documentario di Francesco Mazzei, la collocazione di nove giare per abbellire il quartiere, la promozione di una giornata di pulizia collettiva per le strade del Timpone, la ricollocazione dell’antica fontana di via Calvario, dismessa da oltre 25 anni. E ancora, sono state realizzate le tabelle delle vie del quartiere, incise a mano su marmo dal maestro Pietro Spina, insieme a Giovanni Barberio; è stato collocato nel mese di Agosto un murales su pannelli raffiguranti le tavole tratte dal “Liber Figurarum” di Gioacchino da Fiore, realizzato dal giovane artista Luigi Tiano. Per la stagione 2011/2012 Gunesh si propone di realizzare altri tantissimi progetti come il restauro dell’antico ponte sul neto (Ponte della Cona), l’organizzazione di una fiera tradizionale, realizzare tre piazzette che saranno adornate con statue, opere d’arte e restaurare l’antica fontana a “Macchia e Cruce” riportando a posto la Madonnina. Insomma, sono una serie di iniziative - quelle realizzate e quelle da realizzare - di spessore, che non possono che far lustro alla città di Gioacchino. L’associazione, che non ha scopo di lucro, ha pubblicato il bilancio su internet con seria trasparenza e chiarezza. Il documento contabile, purtroppo chiude in passivo. Gli artisti locali stanno collaborando a titolo gratuito e vengono comprati solo i materiali per la realizzazione di ogni opera d’arte. E va anche a loro un forte plauso. C’è bisogno, però, che altri imprenditori e comuni cittadini, diano un contributo non solo economico, ma anche operativo a questa associazione, guidata dal bravo Alfredo Federico che, partita dal basso, mira a raggiungere il Sole, appunto. Bravo Alfredo!


Il Quindicinale

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Sport - Lettere

15 GENNAIO 2011

L’AUTOLANDIA/BAR POSTE E’ CAMPIONE D’INVERNO

SILANA SEMPRE... PIU’ GIU’

Dopo la sosta natalizia, il campionato è ripreso. E’ la prima volta che si è giocata l’ultima giornata di andata all’inizio del nuovo anno. Normalmente, tra la fine del girone di andata e l’inizio del girone di ritorno si apre la campagna acquisti/cessione. E’ strano sapere che un calciatore che apparteneva ad una squadra, debba giocare una settimana prima con la vecchia squadra e la settimana successiva con la nuova. La serie “A”, insegna anche questo. Con il recupero della 14° giornata, il 17° campionato Amatoriale Over 35 - città di San Giovanni in Fiore, giunge al giro di boa, proclamando l’”Autolandia/Bar Poste” campione d’inverno. E’ la prima volta che una squadra “rivelazione” giunge a questo traguardo, basta pensare che lo scorso anno la squadra di mister Chiodo occupava l’ultimo posto in classifica con solo 6 punti frutto di 1 vittoria, 3 pareggi e 10 sconfitte. Oggi, comanda la classifica con 33 punti ottenuti con 10 vittorie, 3 pareggi e 1 sola sconfitta. Al secondo posto c’è la “GBS Gioiell..in” ad un solo punto di distanza dalla capolista. La squadra di mister Barberio è l’unica imbattuta , la più regolare del campionato, la candidata principe alla vittoria finale. Lo scorso anno occupava la 4° posizione in classifica con 22 punti (7v,1p,6s); oggi ne ha 32 (9v,5p,0s). La “BPC” occupa la terza posizione con 27 punti (8v,3p,3s), lo scorso anno era seconda con 32 punti (10v,2p,2s). La squadra di mister Straface ha perso calciatori tra i quali Francesco Fragale, passato alle Poste, e Giovanni Loria infortunato, calciatori che fanno la differenza in qualsiasi altra squadra. La vera delusione è venuta, ad oggi, dalla squadra campione. L’”Omnia Impianti”, occupa la 4° posizione con solo 24 punti (7v,3p,4s), lo scorso anno comandava la classifica con 38 punti (12 v,2p,0s) eppure è rimasta la stessa squadra che lo scorso anno ha dominato il campionato; forse l’anno in più inizia a farsi sentire sulle spalle dei “vecchietti”. Merandi, Iuliano e Bitonti sapranno riprendersi? Oppure è crisi vera? Aspettiamo la risposta dal campo... Il “Bar tabacchi Pulice” comanda la classifica della seconda fascia, quella che poi partecipa alla “Coppa Florense B”. La squadra di Ambrosio si è sistemata alla 5° posizione con 19 punti (6v,1p,7s), lo scorso anno aveva 11 punti (3v,2p,9s) e occupava la 6° posizione. Al 6° posto c’è la “ Matal”. La squadra di mister Orlando sembra che sia uscita da una grossa crisi societaria. Il gruppo si è compattato, ne ha dato dimostrazione la prestazione avuta contro la GBS, alla 14° giornata. Aspettiamoci un grande ritorno. Lo scorso anno combatteva con le prime quattro, occupava la 3° posizione con 28 punti (9v,1p,4s), oggi ne ha appena 10 (3v,1p,10s). Al 7° e 8° posto troviamo appaiate le squadre di Mister Vaccai e dei mister Madia/Alessio. L’”Angotti Gioielli” non riesce a prendersi quel posto che negli ultimi anni si è meritato. Gli acquisti avuti in estate non sono bastati per fare quel salto di qualità che la società si attendeva. Lo scorso anno era al 5° posto con 15 punti (4v,3p,7s) oggi ne ha solo 6 (1v,3p,10s); L’”Eureka”, quest’anno, ha avuto la “soddisfazione” di vincere per la prima volta la “Omnia Impianti” e guarda caso è l’unica vittoria che ha ottenuto sino ad oggi. Va detto che la squadra di Madia/Alessio sta giocando buone partite. Lo scorso anno aveva 8 punti (2v,2p,10s) ed occupava la 7° posizione, oggi ne ha 6 ( 1v,3p,10s);

FUSCALDO 4 SILANA 1 FUSCALDO : Adornetto, Miceli, De Seta (16’st Zicarelli), Formosa, Treviso, Madia, Lanzillotta (40’st Costanza), Fortino, Coscarelli, Santoro, Cipolla (35’st Lento) . Allenatore : Galliano. SILANA : Mazzei F. , Perri, Iaquinta L (15’st Silletta ), Barillari , Mancina (1’st Iaquinta F.), Di Falco, Talerico, Spina, Mazzei S, Spanò, Tiano. Allenatore : Secreti. MARCATORI : 13’pt , 20’pt, 8’st Cipolla (F), 18’pt Spanò (S), 42’st Lento (F) ARBITRO : Fabiano di Catanzaro Un Fuscaldo grintoso stende la malcapitata Silana . A mettersi subito in evidenza è il neo acquisto Cipolla che va a segno per ben tre volte. Al 13’ il Fuscaldo passa in vantaggio Cipolla che di testa insacca in rete. Al 18’ è Spanò a pareggiare i conti. Nemmeno il tempo di esultare che il Fuscaldo raddoppia le marcature con il bomber Cipolla. Nella ripresa è ancora la squadra di casa ad andare a Segno sempre con Cipolla che sigla la sua tripletta. Al 42’ assist di Formosa per Lento che sigla il 4 a 1 per il Fuscaldo. PROMOSPORT3 SILANA 2 PROMOSPORT: Tucci, Morelli A., Pettinato, Palumbo, Gallo, Morabito, Fodero, Rende, Cerra, Mondello,Tamburro. In panchina: D’Augello, Morelli F., Nicotera, Morelli M., Meraglia, Stella, Paradiso. All. Morelli SILANA: Oliverio, Spina, Tiano, De Luca, Di Falco, Mancina, Benincasa, Silletta, Spanò, Barillari, Talarico. All. Secreti ARBITRO: Paparo di Locri(Assistenti Spataro e Coscia di Soverato) MARCATORI: 23’pt Fodero (P),28’pt Tamburro (P),32’pt Mondello (P),23’st Tiano (S), 34’st Spanò (S). La Promosport batte per tre reti a due la Silana. Nei primi minuti le due squadre giocano prevalentemente a centrocampo e al 23’la Promosport passa in vantaggio con Fodero. Cinque minuti e i padroni di casa siglano il secondo gol con Tamburro che con un sinistro potente supera Oliverio. Al 32’ la Promosport triplica le marcature con Mondello. La prima frazione di gioco termina sul 3 a 0 per la Promosport. Nella ripresa i padroni di casa si rilassano e la Silana ne approfitta. Al 12’ i biancocelesti si rendono pericolosi con Tiano che servito da Talarico impegna il portiere avversario. Al 23’ la Silana accorcia le distanze: punizione di Benincasa per Tiano che insacca in rete. Al 34’ calcio d’angolo di Benincasa per Spanò che di testa mette in rete. Al’ 38’ lancio di Talarico per De Luca che manda fuori di poco. Sul finire della gara, ultima occasione per i Silani, Talarico crossa in area per Tiano ma Tucci salva in extremis. SILANA 0 LUZZESE 0 SILANA: Oliverio, Spina, Tiano, Barillari, Mancina, Di Falco, Talarico, Benincasa, Mazzei, Spanò, De Luca. In panchina: Barberio, Iaquinta L. Silletta, Candalise, Perri, Audia, Spadafora. Allenatore: Secreti LUZZESE: Gardi, Cangiano (32’st Turano), Azzinari, Ferraro, De Santo, David, Morrone, Zaccaria, Tignanelli, Guerrera,De Luca. In panchina: Scarnato, Falbo M., Falbo G., De Santo D., Nisci, Del Giudice. Allenatore: Barone. ARBITRO: Colacresi di Locri ASSISTENTI: Pratticò e Altomonte di Taurianova Nei primi minuti di gioco la Luzzese si rende pericolosa con De Luca che manda fuori di poco. Al 10’ ci provano i biancocelesti con Spanò che con un bel colpo di testa impegna Gardi. Al 33’ ci prova ancora la Silana: punizione di Benincasa per la testa di Mazzei che sfiora la traversa. Sul finire del primo tempo è ancora De Luca che servito da Tignanelli spreca una palla d’oro. Nella ripresa la Silana entra in campo più motivata e già dai primi minuti si rende pericolosa con Spanò che sfiora il palo. Al 10’ la Luzzese attacca con De Luca ma la difesa Silana non si fa sorprendere. Al 20’ ci prova Morrone con un bel tiro, bravissimo Oliverio a neutralizzare. Al 38’ è ancora Spanò a mettersi in evidenza: dribbla due avversari e con un tiro di sinistro sfiora ancora una volta il palo. Al 44’ ci prova Talarico ma anche il suo tiro finisce fuori di poco. Il direttore di gara concede un minuto di recupero giusto in tempo per l’espulsione di Spanò per doppia ammonizione. La partita termina sullo 0-0, la Silana conquista un punto per un totale di 15 punti in classifica che la vede in terz’ultima posizione. La prossima gara vedrà impegnata la Silana in trasferta contro l’Amantea Ora la squadra di Secreti ha 15 punti in classifica. Al terzultimo posto. Se non cambia marcia, la Silana rischia di trovarsi immischiata nella lotta per non retrocedere in Prima Categoria.

di Menotti Federico

Piccola Città TURNI FARMACIE SABATO 15 – DOMENICA 16 GENNAIO OLIVERIO SEVI VIA PANORAMICA SABATO 22 – DOMENICA 23 GENNAIO BARBERIO ROSA PIAZZA ABATE GIOACCHINO SABATO 29 – DOMENICA 30 GENNAIO MUSACCHIO VIA GRAMSCI

TURNI CARBURANTI

SABATO 15 GENNAIO Q8 BAFARO – VIA GRAMSCI Q8 BASILE PALLAPALLA SABATO 22 GENNAIO Q8 BAFARO – VIA GRAMSCI – Q8 BASILE PALLAPALLA SABATO 29 GENNAIO Q8 BAFARO – VIA GRAMSCI ESSO GARGA SABATO 5 FEBBRAIO Q8 BASILE PALLAPALLA - ESSO GARGA

SABATO 5 – DOMENICA 6 FEBBRAIO OLIVERIO ANTONIO VIA ROMA

SABATO 12 FEBBRAIO Q8 BAFARO – VIA GRAMSCI PASQUA TAMOIL COSTA

SABATO 12 – DOMENICA 13 FEBBRAIO OLIVERIO SEVI VIA PANORAMICA

DOMENICA 16 GENNAIO PASQUA TAMOIL COSTA

NUMERI UTILI Carabinieri 0984/992008 Ospedale 0984/9790 Municipio 0984/977111 Croce Verde 0984/999790

PARTENZE PULLMAN

di Rosalba Lammirato

DOMENICA 23 GENNAIO ESSO GARGA DOMENICA 30 GENNAIO Q8 BASILE PALLA PALLA DOMENICA 6 FEBBRAIO Q8 BAFARO – VIA GRAMSCI DOMENICA 13 FEBBRAIO ESSO GARGA

FERROVIE DELLA CALABRIA SGF-CS CS-SGF SFG-KR KR-SGF 6,00 6,40 6,05 5,40 6,40 7,50 7,10 6,15 7,15 9,00 13,30 12,40 8,00 10,55 15,15 13,35 10,15 12,15 17,30 11,55 13,30 13,35 14,25 14,20 17,35 16,55 19,05 18,35 20,00

SCURA SGF–CS CS-SGF 6,15 6,45 8,00 12,40 13,40 16,45

6,45 7,50 12,55 14,10 17,15 18,55

C

aro direttore, devo essere grato al vostro giornale per aver risolto la questione della buca davanti a casa mia. Io abito in via Monte Gargano e, quando sono stati eseguiti i lavori per la sistemazione del manto stradale, era rimasta proprio davanti a casa mia una buca che dava proprio sul ciglio della strada. Molto pericolosa per i bambini che vi potevano cadere e per i passanti. Nonostante i vari viaggi al comune, non era stata mai riparata. Poi ho chiamato voi per segnalare il problema ed ecco che il giorno dopo la buca era stata subito riparata. Potenza d e l l a stampa! Romano Giuseppe

S

ono un vostro lettore e, pur abitando e vivendo a Cariati, ogni tanto mi capita di venire a stare nella mia casa, situata dalle parti della chiesetta di San Francesco sotto il carcere. Ebbene la via Sele, che conduce anche all’Abbazia Florense, quando piove diventa impraticabile per le troppe buche ed avvallamenti presenti. Una volta addirittura è stata anche chiusa perché ritenuta pericolosa. Ora io non voglio che sia rifatta completamente di nuovo, ma è possibile almeno aggiustare quel le buche in modo che quando piove io posso andare a casa mia, senza rischiare di essere sommerso dalle pozzanghere? V. N.


GRANDE COME ME

速 速

Gennaio 2011  

Il Quindicinale del mese di Gennaio 2011.

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