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Notiziario del Santuario del Beato Luigi Maria Monti Anno II—n. 10 Febbraio 2013 A NSaronno N O I I , N U M E R O 1 0 D A T A NOTIZIE DI RILIEVO: Carta de un Sacerdote Catolico al New York Times Testimonianza e Rinnovamento Dove ho posto il cuore?

di Aurelio Mozzetta

SOMMARIO: Preghiera per le vocazioni

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Luigi M. Monti 3 e dintorni Una preghiera 4 per… Le Parole montiane

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Con Maria, come Maria

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Glossalile

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Vita di Famiglia

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Forse non tutti sapevate

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I Vostri messaggi

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La Porta aper- 11 ta Riconoscere

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vocazioni Nelle mani di un amore più grande

Superare le parodie del sacro

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Natale è passato. Non è stato un Natale facile per nessuno, dice don Gianfranco (cfr. avanti: I vostri messaggi), ma noi cristiani siamo invitati a testimoniare la visibilità della fede, affinché fratelli e sorelle riescano anch’essi a vedere Dio. Dio si fa carne, Dio è carne. Come noi lo siamo. La concretezza dell'incarnazione ci chiede di lottare contro tutti i disvalori e le devianze del sentimento religioso, che riemergono ad ogni epoca di difficoltà, come la nostra, quando affannosa si fa la ricerca di sicurezze. La tentazione a trovare un guaritore, un mago o un qualsiasi ciarlatano è ricorrente. Anche tra i cristiani! È deriva facile ed allettante soprattutto per chi si trova in balia dell'abbandono, della malattia, della difficoltà economica, della confusione interiore. Diffusissima è la pratica di leggere la mano o

d L’E

le carte, dietro esborso di bei soldi. Astrologia e sacro, nella mente di molti, che vanno (anche) in chiesa, sono la stessa cosa, con una stupefacente confusione tra verità e paccottiglia.

D'altra parte, l'incremento esponenziale di apparizioni, visioni, lacrimazioni, messaggi, fenomeni soprannaturali e simili è tipico di tempi come il nostro. Di certo non disegna un aumento di religiosità e fede, ma la loro

le a i r ito

decadenza: le motivazioni si indeboliscono, ci si allontana dalle fonti della spiritualità, il cibo solido è carente, cala enormemente la fiducia verso la Chiesa e le sue leggi, si ricerca uno spiritualismo comodo, si fugge dalla realtà e dai problemi… L'espansione delle sette è altro fenomeno-tipo, segno del tempo. Per quanto possano ispirarsi a matrici cristiane o pseudobibliche, esse hanno quasi nulla di religioso, ma rispondono ad interessi economici mirati, a chiari dettami politici. Finanziate da fiumi di denaro per la stragrande maggioranza proveniente dagli USA, le sette sono a servizio di precise mire espansionistiche, lavorano alla destabilizzazione dell'ordine sociale, promuovono le esigenze della globalizzazione economica, favoriscono il commercio dei Segua a pagina 2

8° CAPITOLO GENERALE DELLE NOSTRE SUORE SALTA, Argentina. Eletto il nuovo Consiglio Generale delle nostre Sorelle, Figlie dell’Immacolata Concezione

della Carità. Madre MARTA ROBLES riconfermata nel ruolo di Superiora Generale. Le

Sorelle del Consiglio: Mirta Gauna, Angelica Mosto, Laura Figueroa, Valentina Sarapura. (a pag. 7)

SANTUARIO DEL BEATO LUIGI MARIA MONTI—SARONNO Via A. Legnani, 4 - 21047 - Saronno (VA)  02 96 702 105  02 96 703 437 e-mail: santuario@padremonti.org sito web: www.padremonti.org C.F.: 93054190892 Conto corrente bancario intestato a: Santuario Padre Monti Cod. IBAN: IT27 C 08374 50520 00000 8801111 Cod. Bic.: ICRAITMMAE0 presso: Banca di Credito Cooperativo di Barlassina – Filiale di Saronno Causale: Offerte pro-Santuario o Sante Messe


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Donaci, Signore, Vocazioni gioiose

Preghiera per le vocazioni

Donami Signore un'anima santa che faccia tesoro di quello che è buono e puro, affinché non si spaventi del peccato, ma trovi alla tua presenza la via per mettere di nuovo le cose a posto. Donami un'anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri e i lamenti e non permettere che io mi crucci eccessivamente per quella cosa troppo evidente che si chiama «io». Donami, o Signore, il senso del ridicolo. Concedimi la grazia di comprendere anche lo scherzo, affinché conosca nella vita un po' di gioia e possa farne parte anche agli altri. (S. Tommaso Moro)

“Dio ha bisogno di uomini che esistono per Lui e che lo portano agli altri” Benedetto XVI

Segue dalla prima pagina

Ogni silenzio è colpevole

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Superare le parodie del sacro prodotti del consumismo, erodono a fondo la comunità cristiana, intendono screditare la Chiesa e metterla da parte, laddove essa rimane unico baluardo a difesa degli oppressi. Le sette fanno presa sui terreni della povertà e dell'ignoranza, con promesse di miracoli e guarigioni, di soluzioni magiche, di facile benessere, lidi incantevoli e paradisi artificiali… Allo stesso tempo mungono a più non posso le "vacche magrissime” che sono i poveri, dai quali esigere contributi, decime e consegna dei beni, i cui proventi prendono sempre la strada dell'occidente, a rimpinguare casse già strapiene… E noi? Noi dobbiamo svegliarci, io credo! Da noi si richiedono conoscenza, chiarezza, discernimento critico, presenza affianco alla gente. In questo campo, nessuna concessione può essere fatta in nome di un malinteso rispetto della

libertà altrui. Ogni silenzio è colpevole. Ognuno è libero di predicare ciò che vuole e noi abbiamo il dovere di rispettare la libertà di tutti. Abbiamo però anche il dovere di arrestare la corsa verso il baratro; di dire, a chi non sa, che lo stanno menando per il naso; che qui non si tratta di un'altra via per cercare Dio, ma solo di una trovata subdola per accumulare soldi e mantenere il potere sulle masse. La risposta a quei fenomeni viene dalla certezza della dottrina. Sarebbe ben strano che noi per primi ci offrissimo ad appoggiare quei fatti e che, per ignoranza o debolezza di fede, fossimo noi a provocare e rafforzare fenomeni di spiritualismo esasperato o gratificante. Solidamente legati al Vangelo e alla Chiesa, dobbiamo lavorare molto per vincere l'ignoranza religiosa degli stessi cristiani. Provate a chiedere ai fedeli che discutono di qualcosa che la Chiesa dice

e comanda, se hanno mai letto una sola riga di un documento ecclesiale in merito al tema… La risposta, tranne poche eccezioni, è immancabilmente la stessa: no! La cultura religiosa ed ecclesiale della nostra gente è quella mediata dalle riviste in voga, dalla radio e dalla televisione… e l'ignoranza la fa da padrona, guida i comportamenti etico-religiosi dei fedeli e costruisce nel loro sentire personale e comune un'immagine di Chiesa fatalmente distorta. Ebbene, ogni volta che invece di dare il vangelo e la vera dottrina noi offriamo presunti messaggi della visione o della setta tale o talaltra (a scegliersi tra le mille oggi tanto di moda!) non facciamo altro che tradire la nostra missione e dare manforte alla scristianizzazione della società. Aurelio Mozzetta

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Le sorgenti del Nilo D

a ragazzo, con avidità, leggevo le avventure dei molti esploratori alla scoperta del mondo. Sognavo di collaborare alle ricerche di terre scoLuigi e nosciute, di vivere la sua avventurosamenfamiglia te. Soprattutto pregano ero affascinato da insieme quei territori, così sconosciuti e ostili da occultare le leggendarie sorgenti del Nilo. Non è andata così la mia vita. Tuttavia quelle letture mi hanno lasciato, appiccicato e intatto, il gusto della esplorazione. Non avendo la possibilità di visitare il mondo, ho ricercato le avventure e storie vissute da altri. Mi addentro così nella mia “terra inesplorata” tra i testi raccolti nei libri, lettere, fogli d’appunti, lunghi elenchi di spese, scritti da uomini meravigliosi. È lì, negli archivi, tra pagine muffose, grafie insolubili, puzza di stantio, carta polverosa con indelebili macchie gialle, dove ricerco le sorgenti del “mio Nilo”. Una di queste ricerche riguarda al nostro Luigi Maria. Mi sono chiesto per quale ragione un giovane artigiano del legno, di scarsa cultura, avesse le competenze per realizzare, nella propria casa, quel gruppo giovanile, così profondamente spirituale. Costituire e gestire dei ragazzi con alcuni dei quali, anni dopo, Luigi Maria, avrebbe fondato una congregazione diffusa in tutto il mondo appare una impresa improbabile. Doveva esserci, un riferimento, qualcuno munito di una solida

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Luigi Maria e dintorni

Il percorso umano del Beato Monti

base cristiana e spirituale. Di pagina in pagina, domanda su domanda, sono arrivato all’archivio dei Barnabiti in “Santa Maria in Carrobiolo” a Monza, la capitale della Brianza. Luigi Maria è un brianzolo. Bovisio, poi, dista solo pochi chilometri da Monza. Nel convento monzese, racchiuse dentro un poderoso armadio, da tempo immote, sono emerse le carte e quanto fosse ritenuto necessario per il processo di Beatificazione del Servo di Dio Fortunato Redolfi, Barnabita. Lui è il nostro uomo. Un tipo fantastico: Sacerdote, Maestro di vita e di scuola, pittore, scultore. A Monza fonda un Oratorio per giovani. Un polo educativo e spirituale affascinante. Lo regola con norme precise e impegnative per partecipanti così giovani. Ne farà grandi uomini. Nascono - novità per il tempo - anche gruppi di ragazze. Le stesse regole prevedevano degli incontri spirituali presso la casa di uno dei partecipanti, in genere del responsabile. Metodicamente questi

giovani “capi” erano chiamati dal Padre Redolfi a Monza dove teneva loro brevi corsi spiDa Saronno rituali. Facile immaginarvi anche il nostro Luigi Monti. a Monza Questa formazione nei riguardi di Luigi e i suoi fu poi alla ricerca continuata a Cesano Maderno direttamente da don Luigi dei principi Dossi, figlio spirituale del Redolfi. Al “Carrobiolo” - come della una cerva alla fonte - il Beato Luigi Maria Monti, il Beato formazione Luigi Talamoni, il Servo di Dio spirituale di Luigi Villoresi, oltre a don Luigi Dossi e molti altri santi uomini Luigi Maria che lì hanno trovato spunti e riferimenti per la propria vita e Monti. opere. Le avventure fra gli “scritti”, portano al gusto della scop erta, dell’ ap p rofon dimento. Incontri uomini speciali, innovativi, etici. Hanno migliorato la nostra vita, spirituale e materiale. Sono molto fortunato: niente belve feroci negli archivi, solo qualche raro “topo da biblioteca”. La Tomba del Beato Monti Non temere. nella Cripta del Santuario di Marco

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Una preghiera per...

Nella Cripta del Santuario di Padre Monti a Saronno, si radunano i Frati e gli Amici di Padre Monti la preghiera quotidiana.

Preghiamo per I Defunti: il Signore doni pace a

Gli ammalati

coloro che ci hanno preceduto

- Marta, 18 anni. Tre anni fa si era sottoposta a trapianto di midollo osseo per leucemia. La riacutizzazione della malattia la pone in grave pericolo di vita. Il Beato Monti compia per lei il miracolo della salute.

- la mamma di Pinuccia, morta il 21 dicembre scorso. - Maria, morta il 22 dicembre, mamma della nostra collaboratrice Mariangela. - Pierina, morta il 25 dicembre, giorno di Natale, madre del nostro amico e collaboratore Marco Perfetti. - Mario, morto il 29 dicembre scorso, fratello del nostro p. Giovanni Cazzaniga. -Giusta, sorella di P. Pierino Sosio, morta il 23 gennaio. - Madre Raffaella, abadessa delle Monache Benedettine di Fabriano (AN), morta il 26 gennaio.

- Serena, 34 anni, alla quale sono stati asportati lo stomaco, la milza e una parte di fegato. Nella sua difficilissima situazione, ponga il Beato Monti la mano sanatrice.

Il pensiero più bello sulla perdita “Non c’è nulla che possa rimpiazzare l’assenza di una persona cara”

Le Parole montiane

Non c'è nulla che possa rimpiazzare l'assenza di una persona cara, né dobbiamo tentare di farlo; è un fatto che bisogna semplicemente portare con sé, e davanti al quale tener duro e sopportare. Ciò può sembrare a prima vista molto difficile, ma è al tempo stesso una grande consolazione, perché, finché il vuoto resta aperto, si rimane legati l’un l’altro per suo mezzo. Si sbaglia quando si dice che Dio riempie il vuoto:

non lo riempie affatto, anzi lo mantiene aperto, e ci aiuta in questo modo a conservare l'autentica comunione tra di noi, sia pure nel dolore. Inoltre: quanto più belli e densi sono i ricordi, tanto più pesante è la separazione. Ma la gratitudine trasforma il tormento del ricordo in una gioia silenziosa. Portiamo allora dentro di noi la bellezza del passato non come una spina, ma

come un dono prezioso. Bisogna guardarsi dal frugare nel passato, dal consegnarsi a esso; così come un dono prezioso non lo si rimira continuamente, ma lo si osserva solo in momenti particolari, e per il resto lo si conserva come un tesoro nascosto della cui esistenza si è sicuri. Allora sì che dal passato si irradiano una gioia e una forza durature. (Dietrich Bonhoeffer, Resistenza e resa)

Dalle Costituzioni del 1875 Si raccomanda inoltre di pratticare questi esercizi di pietà con vero fervore, raccoglimento e divozione, onde non incorrere in quel rimprovero fatto dall’Incar -nata Sapienza agli Ebrei “questo popolo mi onora colle labbra ma il suo cuore è da me lontano” Ritenendo per massima ciò, che dice S. Teresa “essere di mag-

gior valore una sola Ave Maria detta di cuore, che mille Rosarii detti con tiepidezza e distrazione” (… ) Del resto tutte queste prattiche di pietà non si vogliono di alcun obbligo assoluto, qualora il servizio da pratticarsi intorno ai poveri infermi non le permetta, poiché la prima e

vera orazione di strettissimo obbligo pel Fratello Ospedaliere è di servire, Gesù e Maria coll’esercizio della carità e col fedele adempimento dei proprii doveri intorno ai poveri infermi. (Costituzioni 1875, Capo terzo, Dell’osservanza degli esercizi di pietà, XII e XIII)

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Con Maria, come

Dedicato, con amore, alla Madonna di Lourdes L’Immacolata che appare. A Lourdes e a Guadalupe. Nel 1858 e nel 1531. Tutte e due le volte in favore di due poveri: il poverissimo indio Juan Diego, la poverissima Bernardette, bambina analfabeta. Che poveri rimasero per tutta la vita e poveri morirono. Oggi Guadalupe vede una folla di 18-20 milioni di pellegrini/anno, ponendosi come il santuario mariano più visitato al mondo; per Lourdes si parla di 6-7 milioni. C’è qualcosa di glorioso e gioioso in tutto questo: l’affermazione di una presenza, di una maternità universale garante di vita, che non viene meno malgrado tutte le possibili situazioni di sofferenza sociale o di devianza religiosa.

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È necessario averne certezza. Che ci proviene solo da due fonti: la Parola e il Magistero. Un’indicazione, direi permanente, sulla verità e validità delle “parole che la Madonna dice” si trova nelle nozze di Cana (Gv 2): lì ci sono le uniche parole che Maria abbia mai rivolto a noi uomini: fate quello che Egli vi dirà. Esse sono discriminanti per ogni messaggio vero o presunto, di qualunque apparizione mariana, riconosciuta o no dalla Chiesa. La Santissima Madre non può dire nulla di diverso o contrario del “fate ciò che dice Gesù”. A questo noi siamo chiamati. Nostra vocazione è fare quello che Gesù dice, come

Lourdes: l’Immacolata che appare.

Nella città di Maria, la Casa di Preghiera e Accoglienza

quella di Lui (“mio cibo”) è fare ciò che dice il Padre. Il resto, nel caso ci fosse, è puro contorno: forse di qualche aiuto, ma assolutamente irrilevante per la fede. Maria è madre, seria e serena, e ama davvero i suoi figli! La spiritualità mariana e l'amore a Lei sono cose altrettanto serie, che non possono essere gestite sull’onda di mille presunte apparizioni, con emissione di lacrime e sangue, e valanghe di messaggi minaccianti condanne, punizioni e distruzioni. Questo sarebbe solo uno spauracchio di cristianesimo.

della Congregazione.

La Casa della Congregazione a Lourdes


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Glossolalie Appunti, ricordi e saluti dal mondo

Nella foto, sopra, Padre Michele Perniola, sotto Padre Francesco Cavalieri

Lettera di un prete al NY Times

Carta de un SACERDOTE CATOLICO al NEW YORK TIMES Querido hermano periodista: Soy un simp le sacerdote católico. Me siento feliz y orgulloso de mi vocación. Hace veinte años que vivo en Angola como misionero. Veo en muchos medios de información, sobre todo en vuestro periódico la ampliación del tema en forma morbosa, investigando en detalles la vida de algún sacerdote pedófilo. Así aparece uno de una ciudad de USA, de la década del 70, otro en Australia de los años 80 y así de frente, otros casos

recientes… Ciertamente todo condenable! S e v e n a l g u n a s presentaciones periodísticas ponderadas y equilibradas, otras amplificadas, llenas de preconceptos y hasta odio. Me da un gran dolor por el profundo mal que personas, que deberían de ser señales del amor de Dios, sean un puñal en la vida de inocentes. No hay palabra que justifique tales actos. No hay duda que la Iglesia no puede estar, sino del lado de los débiles, de los más indefensos. Por lo tanto todas las medidas que sean tomadas para la protección, prevención de la dignidad de los niños será siempre una prioridad absoluta.

Pero¡ Es curiosa la poca noticia y desinterés por miles y miles de sacerdotes que se consumen por millones de niños, por los adolescentes y los más desfavorecidos en los cuatro ángulos del mundo! Pienso que a vuestro medio de información no le interesa que yo haya tenido que transportar, por caminos minados en el año2002, a muchos niños d e s n u t r i d o s desde Cangumbe a Lwena (Angola), pues ni el gobierno se disponía y las O N G ’ s n o e st ab a n autorizadas; que haya tenido que enterrar decenas de pequeños fallecidos entre los desplazados de guerra y los que han retornado; que le hayamos salvado la vida a miles de personas en México mediante el único puesto médico en 90.000 km2, así como con la distribución de alimentos y semillas. Que h ayamos dado la oportunidad de educación en estos 10 años y escuelas a más de 110.000 niños... No es de interés que con otros sacerdo tes hayamos tenido que socorrer la crisis humanitaria de cerca de 15.000 personas en los acuartelamientos de la guerrilla, después de su rendición, porque no llegaban los alimentos del Gobierno y la ONU. No es noticia que un sacerdote de 75 años, el P. Roberto, por las noches recorra las ciudad de Luanda curando a los chicos de la calle, llevándolos a una casa de

acogida, para que se desintoxiquen de la gasolina, que alfabeticen cientos de presos; que otros sacerdotes, como P. Stefano, tengan casas de pasaje para los chicos que son golpeados, maltratados y hasta violentados y buscan un refugio. Tampoco que Fray Maiato con sus 80 años, pase casa por casa confortando los enfermos y desesperados. No es noticia que más de 60.000 de los 400.000 sacerdotes, y religiosos hayan dejado su tierra y su familia para servir a sus hermanos en una leprosería, en hospitales, campos de refugiados, orfanatos para niños acusados de hechiceros o huérfanos de padres que fallecieron con Sida, en escuelas para los más pobres, en centros de formación profesional, en centros de atención a seropositivos… o sobretodo, en parroquias y misiones dando motivaciones a la gente para vivir y amar. No es noticia que mi amigo, el P. Marcos Aurelio, por salvar a unos jóvenes durante la guerra en Angola, los haya transportado de Kalulo a Dondo y volviendo a su misión haya sido ametrallado en el camino; que el hermano Francisco, con cinco señoras catequistas, por ir a ayudar a las áreas rurales más recónditas hayan muerto en un accidente en la calle; que decenas de misioneros en

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Vita di famiglia

8° CAPITOLO GENERALE DELLE NOSTRE SUORE gregazione. Nel nome del Beato Luigi Maria Monti e della Fondatrice Madre Sara Lona, le Delegate capitolari si sono impegnate a risconoscere i segni dello Spirito presente nella Famiglia. Il giorno 21 gennaio è Madre Marta Antonia ROBLES

stata rieletta per un secondo sessennio la Madre Generale MARTA ROBLES e le Sorelle del Consiglio: Mirta Gauna, Angelica Mosto, Laura Figueroa, Valentina Sarapura. L’augurio e la preghiera da tutti noi Fratelli dal Santuario del Beato Luigi Maria.

Madre Marta riconfermata alla guida della Congregazione

Eletto il nuovo Consiglio generale delle Figlie dell’Immacola

SALTA, Argentina. Dal 14 al 24 di gennaio si è celebrato l’8° Capitolo Generale delle nostre Sorelle, Figlie dell’Immacolata Concezione della Carità. Il Capitolo è momento fondante del cammino di una Con-

ta Concezione della Carità.

Professione perpetua dell’HNO. JULIO PERALTA Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, nella cappella del Centro Vocacional San José a Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), il Fratel Julio Peralta ha portato a compimento il suo cammino di ANNO

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consacrazione a Dio tramite la professione perpetua dei voti religiosi. A lui il nostro grazie e la fraterna partecipazione: il suo dono arricchisce l’intera Famiglia Montiana. A Maria Immacolata

chiediamo di accompagnare Julio con materna attenzione, per ogni giorno del suo cammino.

Fratel Julio Peralta


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Vita di famiglia (segue)

In Kerala (India), un nuovo centro di spiritualità della Congregazione

Il foglio periodico di notizie della della Missione Mãe Maria, di Foz do Iguaçu (Paranà, Brasile)

Il mio Grazie a Padre Monti

PEROOR - CASA MARIA Lo scorso 27 dicembre, alla presenza del Superiore Generale, Fr. Ruggero Valentini, è stata inaugurata a PEROOR, Kerala, India, la nuova Casa Maria, un centro di spiritualità e cultura realizzato nella antica sede di Nirmalgiri (Collina dell’Immacolata). Il primo atto ufficiale nel nuovo Centro è stata la celebrazione della Quarta Assemblea della Provincia Indiana (29-30 dicembre). Profonda

gratitudine va a tutti i Fratelli che, con il proprio lavoro, hanno per-

messo la realizzazione di questo bel progetto.

È nato Sem Fronteiras Foglio periodico di notizie della Missione Mãe Maria, di Foz do Iguaçu (Paranà, Brasile). Il numero 1 è uscito il 9 gennaio. Scrive Fr. Gioacchino, che lo ha ideato: Amici, trovandomi ora in Brasile, nella missione di Foz do Iguaçu, ho sentito il bisogno di non perdere il contatto con tutti voi e permettervi, attraverso il foglio di comunicazione allegato, di

conoscere questa realtà brasiliana della CFIC, nella quale sto cercando di inserirmi un po' più approfonditamente. Può anche essere utile per capire quale servizio tenta di proporre questa piccola cellula della Congregazione e della Chiesa di Cristo in Brasile. Il nostro augurio per un bel cammino insieme!

Caro Padre Monti... - Caro beato padre Monti, mi affido a te e alla tua intercessione presso la Madonna e Dio, per un po’ di salute e pace per tutti noi. Ti ringrazio per tutte le volte che mi rivolgo a te e tu mi ascolti. Benedici la mia famiglia e tutte le famiglie, cellule della società umana.

(Angelanna) - Padre Luigi Monti, tu che sei vicino a Dio, chiedi che i giovani sposi siano fedeli, in modo particolare per i nostri figli. Un papà e una mamma che hanno il cuore straziato. - Padre Monti, c’è la mia carissima nonna che

sta morendo. Io non voglio che muoia, come del resto tutti non vogliono che muoia una persona cara. Ti prego, Padre Monti, salva la mia nonna oppure, se non puoi farla restare con me, portala via con te, dove tu stai, e non farla soffrire più. Ascolta la mia preghiera. Un’ultima cosa ti chiedo: proteggi tutti noi della nostra famiglia. Grazie. Giulia, ragazza di 12 anni che sta soffrendo.

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Ricordi di Cantù Obiettivi di santità cui tendere e simpatici ricordi

Il buon odore della fraternità

il buon odore di tutte le virtù religiose, ma specialmente la pace e la carità, In una visita alla Comunità dei Fratelli nella casa di Cantù, il 10 novembre 1919, P. Pezzini dice di sentire: che formano il paradiso in terra

Un garibaldin maestro

P

er le difficoltà dei tempi a causa della prima guerra mondiale che tolse all’Istituto il valido aiuto di tanti fratelli giovani chiamati al servizio delle armi, fu assunto il maestro Giuseppe Faccinelli, reduce garibaldino quasi settantenne, al quale fu affidata la classe terza. Era un vecchio aitante nella persona con due lunghi e folti baffi e barba all’Emanuele II° e gli piaceva nelle ricorrenze patriottiche recarsi all’Istituto in camicia

rossa, coi pantaloni blu cupo filettati di rosso e il tipico berretto inclinato su un orecchio che gli copriva metà fronte. Per tenerci buoni ci raccontava aneddoti dell’epopea garibaldina, dilungandosi con calore oltre il suono della campanella. Per la sua parola, Garibaldi ci fu sempre caro. Qualche volta il vecchio si addormentava e noi piano piano andavamo attorno alla cattedra per copiare dal suo bel quadernone che gli ser-

Carta de un SACERDOTE CATOLICO Segue da pagina 6 al NEW YORK TIMES Angola hayan muerto por falta de socorro sanitario, por una simple malaria; que otros hayan saltado por los aires, a causa de una mina, visitando a su gente. En el cementerio de Kalulo están las tumbas de los primeros sacerdotes que llegaron a la región… Ninguno pasa los 40 años. No es noticia acompañar la vida de un Sacerdote “normal” en su día a día, en sus dificultades y alegrías consumiendo sin ruido su vida a favor de la comunidad que sirve. La verdad es que no ANNO

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procuramos ser noticia, sino simplemente llevar la Buena Noticia, esa noticia que sin ruido comenzó en la noche de Pascua. Hace más ruido un árbol que cae que un bosque que crece. No pretendo hacer una apología de la Iglesia y de los sacerdotes. El sacerdote no es ni un héroe ni un neurótico. Es un simple hombre, que con su humanidad busca seguir a Jesús y servir sus hermanos. Hay miserias, pobrezas y fragilidades como en cada

viva da prontuario per tutte le materie, la soluzione del problema assegnato. Accadeva che si svegliasse prima che noi avessimo potuto finire e allora, alzatosi di scatto con una mano si accomodava i baffi e la barba e con l’altra afferrava la grossa riga che teneva sempre sulla cattedra e dopo averla fatta roteare la batteva sulla cattedra che risuonava sotto i suoi colpi. (da Vita Concezionista, Giugno- Luglio 1948)

ser h u man o; y también belleza y bondad como en cada criatura… Insistir en forma obsesionada y persecutoria en un tema perdiendo la visión de conjunto crea verdaderamente caricaturas ofensivas del sacerdocio católico en la cual me siento ofendido. Sólo le pido amigo periodista, busque la Verdad, el Bien y la Belleza. Eso lo hará noble en su profesión. En Cristo. P. Martín Lasarte sdb

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Forse non tutti sapevate che... Breviario di curiosità montiane … a spulciar gli archivi e rimescolar le carte della storia, per sapere… La presenza della Congregazione a Cantù, risale allo stesso Fondatore, ha una storia interessante, avvincente e tutta da indagare.

Padre Francesco Cavalieri


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Lettere alla Redazione I Vostri mess@ggi

Email e lettere dal mondo

Augurio fraterno Un augurio fraterno e cordiale a te e alla tua Fraternità. Ricchezza del notiziario Tanti cari auguri e grazie per la ricchezza del Notiziario. Roberta Noi ci fidiamo di te Grazie del simpatico saluto e di quell' espressione "noi ci fidiamo di te" che diventa per me un grande impegno di responsabilità. Mi sono sentito affidare questo compito a 63 anni sonati e non posso certo tradire la fiducia che prima di tutti, Dio ha posto in me. E mi pare che di tempo per "studiarmi" se n' è preso proprio tanto. A tutta la Comunità orante di Saronno chiedo un continuo ricordo sulla tomba del nostro fondatore. Fr. Gioacchino

Scriveteci a quihopostoilcuore@padremonti.org

E Bello anno nuevo Grazie! E BELLO ANNO NUEVO te deseamos desde Quito! Con un fuerte y afectuoso abrazo! Ernesto y familia.

Giornale on line Carissimo, complimenti per il Giornale online dal quale si desume impegno e fatica. Ti giunga online un augurio sincero e fraterno, e che i prossimi giorni portino sollievo e riposo. Buon Anno f.r. Questo nuovo sole ci illumini fino alle midolla Auguri per tutta la comunità. Ogni giorno sia Natale e la luce di questo nuovo sole ci illumini fino alle midolla. Con affetto. Roberto e Cinzia, sposi L’Anno della Fede porti ... L'Anno della Fede possa portare pace, serenità e illuminazione a tutti. Aldo Fabio Non è stato un Natale facile Non é stato un Natale facile per nessuno, ma noi cristiani siamo invitati a testimoniare la visibilità della nostra fede, affinché fratelli e sorelle riescano anch’essi a vedere Dio, la Chiesa, la famiglia, la comunità... Il dono dell'Incarnazione per-

metta di trasformare l'invisibile in visibile, di credere che esiste realmente il Corpo Mistico, misteriosa unione tra noi e quanti ci hanno preceduto e continuano ad aiutarci per le strade della Divina Provvidenza. Ci sostengano la maternità di Maria e la paternità di Giuseppe, la loro fede genuina, la capacità di mettersi in cammino senza sicurezze. Può darsi che molte situazioni nella Chiesa, nella famiglia, nell'Istituto, nel la comunità, nel lavoro ci deludano. Può darsi che, senza colpa, noi siamo incompresi. Gesù che viene ci sostenga nelle prove e nella gioia. Il "Dio con noi" ci accompagni nel 2013, attraverso quei cambiamenti che Egli ha previsto per noi. Con affetto, don Gian Franco. Splendido per chi si occupa di bambini Grazie, ferramenta e giocattoli... splendido per chi si occupa come me di bambini. AUGURI! Nerella.

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Tempo perduto non si trova più Leggo la rivista con immenso piacere ed ogni volta trovo quel quid che mi fa riflettere sui miei approfondimenti passati e presenti. Nei miei ricordi montiani, il primo giorno che ho messo piede a Noto (SR) è ancora stampigliato fresco nella memoria, come la sceneggiatura di un film: esterno, pomeriggio con sole, autunno; salgo le scale dopo aver varcato un portone di legno massiccio, arrivo in un cortile dove tanti bambini giocano a pallone, lateralmente delle panchine di marmo e una porticella che conduce alla direzione. Diversi preti mi guardano, mi sorridono e si presentano: uno si chiama padre Aldo (giusto come me e la cosa mi dà sollievo), un altro padre Eugenio, un altro padre Pietro (noi lo nominammo Gambadilegno, perchè aveva una protesi); quelle voci dei bambini che giocavano - qualcuno lo riconoscevo essere del mio paese - mi hanno subito fatto pensare: "che bello qui! è il mio posto". Vedere i preti in tonaca giocare a pallone con i bambini mi faceva ricordare un telefilm: I ragazzi di padre Brown. Imperdibile. Dopo qualche tempo di ambientamento, la vita di ANNO

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"collegio" appariva bella, goliardica, grande severa e regolata; insegna- non mancavano di certo le nostre mento marachelle che di vita quando scoperte venivano "castigate" dai superiori. Fu un

Ma una cosa ricordo sempre: il mio direttore, padre Erasmo Perniola (1908-1990), personaggio che incuriosiva noi bimbi perchè non appariva quasi mai durante la settimana, sempre in direzione a studiare e scrivere; per il funzionamento della scuola delegava il "potere" agli altri confratelli. Officiava Messa la Domenica. Un bel giorno ho pensato: "adesso lo vado a trovare in direzione". Scendo le scale, entro nel suo ufficio e lo vedo intento a scrivere, con la testa sul foglio, non si era accorto della mia presenza. Con voce timida accenno un saluto, Erasmo alza la testa e mi dice: Ciao figliolo... Io per un attimo mi sento smarrito perchè attorno vi erano tanti libri e sulla scrivania tante carte. Ho risposto: "buongiorno, direttore, sono venuto a vedere cosa fa, visto che non la vedo quasi mai" e lui mi risponde che sta scrivendo dei libri su Padre Monti, il nostro fondatore, e poi ne ha uno che sta finendo intito-

lato "A mia madre" - poi ti regalerò una copia. Sciolto dall'emozione, inizio a fare domande curiose ed è qui che padre Erasmo mi dice una cosa che non ho più scordata: "adesso figliuolo torna nello studio, io starei con te a spiegarti tante cose, ma non posso perdere tempo, perchè il TEMPO perduto non lo si TROVERÀ MAI PIÙ. Ti faccio un esempio: se tu perdi 1000 lire e dopo due giorni trovi 1000 lire, non sono le stesse che hai perse ma altre; quelle perse non le ritroverai più. Così è il tempo, quando si perde non si trova più”. Fu un grande insegnamento, di un’efficacia inaudita, avevo 9 anni; sono trascorsi quattro decenni e questa filosofia l'ho applicata sempre, sia verso di me sia con i miei studenti nei 23 anni di carriera da docente.

Ricordo di un bimbo che a Noto (Sr) incontra la Congregazione e le sue opere. Il grande insegnamento di Padre Erasmo Perniola

Ecco, questa per me è preghiera. Ricordare una persona costantemente, è come pregare per lei. La preghiera non si sostanzia solo nella recitazione, ma anche aggiungendo un RICORDO, l'atto svolto è pregare per Dio, per Sè e per gli Altri. Aldo F.

Padre Erasmo Perniola


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qui ho posto il cuore

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Dove ho posto il cuore? Riconoscere

Vocazioni

Ho posto il mio cuore in Dio da tantissimi anni. Ma, mi trovo tutti i giorni a combattere con la mia umanità.

Dove ho posto il cuore? Non lo so. Non so dirlo perché la mia vita non è soltanto preghiera. E’ fatta di lavoro quotidiano, di cose da fare, di persone da curare e da ascoltare… La mia risposta provvisoria è: pongo il mio cuore in tutto. Vale a dire: non solo in Dio.

Mi sento ancora e sempre di Dio. Anche e nonostante tutto. Anche e nonostante non sappia sempre “dove ho posto il mio cuore”.

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l titolo “Qui ho posto il cuore” continua ad essere per me una provocazione: dove ho posto io il mio cuore? Provo a darmi risposta, ma non ne trovo una definitiva. Ed è proprio questo il problema. Certamente ho posto il mio cuore in Dio. Ma questo porre il cuore in un tempo ed in uno spazio non trova il posto che si meriterebbe. Non ho luogo. Non ho spazio definito. Non ho una forma… Questo mi fa riflettere sull’articolo scritto da una monaca sugli oranti. L’orazione non ha luogo nè tempo né forma, perché tutto è allo stesso tempo luogo e nonluogo, tempo e nontempo, forma e nonforma. È luogo dell’orazio -ne quello dove noi preghiamo, ma non è più un luogo quando il pregare raccoglie tutto lo spazio. È tempo di orazione quando noi stiamo pregando, ma non lo è più quando la preghiera avvolge il tempo presente, passato e futuro. È forma la recita dei Salmi, ma non lo è più quando essa diventa solo spirito che non è più parola, pensiero, gemito, richiesta, ringraziamento… Dove ho posto il cuore? Non lo so. Non so dirlo perché la mia vita non è soltanto preghiera. La mia vita è fatta di lavoro quotidiano, di cose da fare, di persone da curare e da ascoltare… La mia risposta provvisoria è: pongo il mio cuore in tutto. Vale a dire: non solo in Dio. È vero che sono tutte cose create, che la vita può essere un ora et labora e che anche

se si pone in cuore in qualcosa di creato, si giunge sempre a Dio. Non riesco a credere che sia proprio così. Temo. Temo ora più che mai. Mi sono dichiarata per Dio ed ora cerco di più l’uomo. Questa relativa tranquillità che ho raggiunto dopo gli esami, il contratto di lavoro, la casa, la stabilità relativa… mi fa riemergere più che mai il desiderio di una famiglia, dei figli, di un uomo mio… È normale. È giusto. È tutto paradossale, ma è così. Mio malgrado. Dove ho posto il cuore? Non lo so. Questo desiderio di fare “famiglia” è forte. E basterebbe impegnarsi per farlo realtà. Anche qui, in questa nuova situazione, ho trovato già chi potrebbe realizzare tutto questo e come potrebbe essere realizzato. Io non so se lo voglio veramente… Ho posto il mio cuore in Dio da tantissimi anni. Ma, mi trovo tutti i giorni a combattere con la mia umanità. I miei desideri…. se avessi posto tutto il mio cuore solo in Dio, tutto questo sarebbe forse meno doloroso e più facile. Ma non lo è. Dove ho posto il mio cuore? Rimane la domanda. Questo profondo desiderio che mi porto dietro da tanti anni di servire Dio solo… attesta che l’uomo è, nel profondo, un essere religioso, un «mendicante di Dio»... (da: Il desiderio di Dio Benedetto XVI, Udienza generale 7.11.12). Questo mendicare un posto dove porre il cuore è del “semplice” cristiano o rappresenta una chiamata “speciale”? Se fosse di un

semplice cristiano, perché allora non so e non voglio abbandonarmi all’idea di formare una famiglia tutta mia? Se fosse una chiamata particolare, perché non mi basta porre il cuore nel più profondo “essere del mio Essere”, come dicono i grandi oranti? È vero cerco anch’io un posto dove porre il cuore. Padre Monti ci è riuscito. In tanti ci sono riusciti. In qualche modo, anch’io forse ci riuscirò. Nel frattempo la mia preghiera va a tutti coloro che quel posto non l’hanno ancora trovato, ma che anche grazie a “Qui ho posto il cuore” forse troveranno. E a tutti coloro i quali, invece, lo hanno già trovato, perché non abbandonino il posto dove Dio li ha chiamati. Mi è d’aiuto e conforto quanto leggo: …Penso a Maria, la vergine immacolata madre, di cui questa stagione è pienamente intrisa; e al suo sì a Dio, che non è omaggio accondiscendente a qualcuno padrone della sua vita, ma affermazione di volontà personale, di desiderio acceso e non più azzerabile, di scelta decisa e coerente. (Editoriale QPC, n. 9). Affermazione di volontà personale, di desiderio acceso e non più azzerabile, di scelta decisa e coerente. Allora tutto quel sentire di cui sopra, si affievolisce. Mi sento ancora e sempre di Dio. Anche e nonostante tutto. Anche e nonostante non sappia sempre “dove ho posto il mio cuore”. Grazie di tutto! BdD

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Testimonianza e Rinnovamento I

l rinnovamento della Chiesa passa anche attraverso la testimonianza offerta dalla vita dei credenti: con la loro stessa esistenza nel mondo i cristiani sono infatti chiamati a far risplendere la Parola di verità che il Signore Gesù ci ha lasciato. Proprio il Concilio, nella Costituzione dogmatica Lumen gentium, affermava: “Mentre Cristo, «santo, innocente, sen-za macchia» (Eb 7,26), non conobbe il peccato (cfr 2Cor 5,21) e venne solo allo scopo di espiare i peccati del popolo (cfr Eb 2,17), la Chiesa, che comprende nel suo seno peccatori ed è perciò santa e insieme sempre bisognosa di purificazione, avanza continuamente per il cammino della penitenza e del rinnovamento. La Chiesa «prose-gue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio», annunziando la passione e la morte del Signore fino a che egli venga (cfr 1Cor 11,26). Dalla virtù del Signore risuscitato trae la forza per vincere con pazienza e amore le afflizioni e le difficoltà, che le vengono sia dal di dentro che dal di fuori, e per svelare in mezzo al mondo, con fedeltà anANNO

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che se non perfettamente, il mistero di lui, fino a che alla fine dei tempi esso sarà manifestato nella pienezza della luce”. L’Anno della fede, in questa prospettiva, è un invito ad un’autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo. Nel mistero della sua morte e risurrezione, Dio ha rivelato in pienezza l’Amore che salva e chiama gli uomini alla conversione di vita mediante la remissione dei peccati (cfr At 5,31). Per l’apostolo Paolo, questo Amore introduce l’uomo ad una nuova vita: “Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così 10

anche noi possiamo camminare in una nuova vita” (Rm 6,4). Grazie alla fede, questa vita nuova plasma tutta l’esistenza umana sulla radicale novità della risurrezione. Nella misura della sua libera disponibilità, i pensieri e gli affetti, la mentalità e il comportamento dell’uomo vengono lentamente purificati e trasformati, in un cammino mai compiutamente terminato in questa vita. La “fede che si rende operosa per mezzo della carità” (Gal 5,6) diventa un nuovo criterio di intelligenza e di azione che cambia tutta la vita dell’uomo (cfr Rm 12,2; Col 3,910; Ef 4,20-29; 2Cor 5,17). (Benedetto XVI, Lettera Apostolica Porta Fidei, n. 6 )

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Nelle mani di un Amore più grande

ANNO DELLA FEDE (11 ottobre 2012 – 24 novembre 2013)

“La Chiesa, comprende nel suo seno peccatori ed è perciò santa e insieme sempre bisognosa di purificazione”

La fede si rende operosa per mezzo della carità, diventa un nuovo criterio di intelligenza e di azione che cambia tutta la vita dell’uomo.


Santuario del Beato Luigi Maria Monti Saronno Nel Cuore della Carità Montiana

Orario delle Celebrazioni del Santuario GIORNI FERIALI 6.30 7.00 9.00 18.50

Lodi del Mattino (lunedì in cripta) Santa Messa (lunedì in cripta) Santa Messa Rosario e Vespro

TUTTI I GIOVEDI’

18.30

Adorazione Eucaristica per le Vocazioni

DOMENICA E FESTIVI 8.30 Lodi del Mattino 9.00 Santa Messa 19.00 Santa Messa SACERDOTI A DISPOSIZIONE IN SANTUARIO P. Aurelio Mozzetta, rettore P. Pierino Sosio P. Roy Puthuvala P. Elvis Lukong

QUI HO POSTO IL CUORE Direttore: Saverio Clementi. Redazione: Aurelio Mozzetta, Raffaele Mugione Hanno collaborato per questo numero: P. Aurelio Mozzetta, Marco Perfetti, Pinuccia, Martin Lasarte, Angelanna Giulia, Fabio F., BdD, Raffaele Mugione

Direzione: Via San Giacomo, 5 21047 – Saronno (VA) : 02 96 702 105 : 02 96 703 437 e-mail:

quihopostoilcuore@padremonti.org sito web: www.padremonti.org (Nessun collaboratore percepisce compenso. Questo Notiziario è realizzato da volontari)

Qui ho posto il cuore Febbraio 2013  

Il mensile dell'Istituto Padre Monti di Saronno

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