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Notiziario del Santuario del Beato Luigi Maria Monti Anno II — n. 12 APRILE 2013 A NSaronno N O I I , N U M E R O 1 1 D A T A A P R I L E

NOTIZIE DI RILIEVO: Da Benedetto a Francesco Medico e Padre La Dignità della povertà e le domante inutili

SOMMARIO: Editoriale

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Luigi M. Monti 3 e dintorni Una preghiera 4 per… Preghiere per

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le vocazioni Con Maria,

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come Maria Glossolalie

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Vita di Fami-

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glia Il mio grazie a

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P. Monti Forse non

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tutti sapevate I Vostri mes-

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saggi Parole mon-

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tiane La Porta aper- 11 ta Riconoscere

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vocazioni Nelle mani di un amore più grande

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Da Benedetto a Francesco (Il dono del silenzio e della preghiera)

… un cammino che sa di di Aurelio Mozzetta mediatico, a tutte le altisonanti grandezza. Non la grandezza grancasse di previsioni e le che il mondo sogna e persegue, ma quella dei gazzarrate utili solo a fare cassa. santi, cioè degli Eppure, ai giornauomini veri, quelli listi e rappresenche più di tutti tanti dei mass incarnano tra di media il Papa ha noi il volto di Dio. detto: vi voglio … uno dei tanto bene, vi nostri, come noi, ringrazio per tutto il quale ci ha saluquello che avete tato con un fatto... ringrazio “buona sera” particolarmente all’incontrarci e quanti hanno saun “buona notte” puto osservare e al momento di presentare questi separarci. eventi della storia della Chiesa te… una rivolunendo conto della zione non voluta, prospettiva più in soli cinque giusta in cui devominuti, di qualsiano essere letti, si apparato ceriquella della fede. moniale, messo su da un fior fiore Qui non si tratta di liturghi e canod’una questione di nisti. stile, questo è carisma! Questa è … uno che statura superiore. eletto papa, ha È forza evangelica. preso il pulmann insieme agli altri La presente stacardinali per torgione è propedeunare dalla Sistina tica ad una grande al Santa Marta e il giorno dopo è andato alla fioritura primaverile. E nessun peccato, nessuCasa del clero, dove era stato ospite prima di na carenza, nessuna profezia di sventura potrà entrare in conclave, per pagare il conto e ritiraimpedire che sorga. re le sue due valigie. Francesco ne è una delle primizie più pro… uno che con tre parole ha chiesto silenmettenti: incominciamo questo cammino di zio a 150.000 persone sulla piazza e lo ha fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preottenuto da milioni, in tutto il mondo, che lo ghiamo sempre l’uno per l’altro… Vi chiedo un guardavano in televisione. favore: che voi preghiate il Signore perché mi benedica: facciamo in silenzio questa preghie… il primo papa che, da quel balcone, ha ra di voi su di me. voluto recitare insieme alla Chiesa un semplice Pater Ave Gloria, come farebbe un qualsiasi Non posso non pensare a Benedetto e Franvecchio parroco a catechismo. cesco, due colossi della santità cristiana, che hanno cambiato l’umanità. E ancora - una volta di più! - la smentita Segue a pag. 2 eclatante dello Spirito a tutto lo scoop-ificio

SANTUARIO DEL BEATO LUIGI MARIA MONTI—SARONNO Via A. Legnani, 4 - 21047 - Saronno (VA)  02 96 702 105  02 96 703 437 e-mail: santuario@padremonti.org sito web: www.padremonti.org C.F.: 93054190892 Conto corrente bancario intestato a: Santuario Padre Monti Cod. IBAN: IT27 C 08374 50520 00000 8801111 Cod. Bic.: ICRAITMMAE0 presso: Banca di Credito Cooperativo di Barlassina – Filiale di Saronno Causale: Offerte pro-Santuario o Sante Messe


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L’Editoriale

FACCIAMOCI GUIDARE F

acciamoci guidare, me l’ha scritto tempo fa don C., un prete bello tosto, uno di quelli nati con il ‘marchio di fabbrica’, che tu lo guardi in faccia e dici: questo qui non poteva essere altro che quello che è! Garanzia, insomma, di una persona che ha davvero ‘azzeccato’ la propria strada. Il solito pretesintelligente subito chiederebbe: farsi guidare da chi?; ma questa è domanda proprio inutile, che pretenderebbe anticipare troppo di tutto. Perché nel “facciamoci” c’è un investimento di radicale fiducia, c’è il “lasciamoci”: lasciamoci guidare, lasciamo che sia qualcun altro a guidare i nostri passi. Lasciamo lo spazio ad un altro. E questo non è per niente facile, dato che, almeno a parole, nessuno ha voglia di lasciare le redini della propria vita in mano altrui. Forse sta qui il nocciolo duro della grande bolla di crisi del nostro tempo, che si gioca tutta sulla deriva individualista: siamo tutti pretestuosamente soli, ognuno impermeabil-

(Il dono del silenzio e della preghiera) >>> segue dalla prima pagina

ale i r o dit

di Aurelio Mozzetta

mente affianco all’altro, in grado di fare e di farci da soli. Così, almeno, diciamo! Non abbiamo bisogno di nessuno. Ergo, neppure di Dio! Né tantomeno degli altri, figurarsi! Non c’è spazio per l’amore, dentro una bolla d’egoismo primordiale. Un vero uomo non dice mai: mi spiace!, recita la pubblicità pretesa machista e superomista. Una stupidaggine megagalattica! Il bello è che tutti lo sappiamo, ma la consegna tacita ed assurda è che nessuno lo debba dire, pena i risolini sardonici di chi ascolta. È davvero strano (ma forse neppure tanto!): in una società costruita con la calce del “pensa a te” e con mattoni d’egoismo, siamo tutti prigionieri di quel che dice la gente, ossequienti pecorecci dei dettami del branco, ignavi ripetitori del parere dei più. Lo spazio di Dio. E se tornassimo lì? Se dalla nostra solitaria bolla provassimo ad atterrare nei terreni del donare e del donarsi?

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Con una avvertenza, però. Lo spazio di Dio non segue né le mode né le statistiche e neppure le ragioni della purità morale. Quelli che si credono “sani”, o dalla parte giusta, non hanno bisogno di Lui! Lo spazio di Dio è la patria di chi è capace di guardare ad occhi aperti la propria coscienza e leggervi carenza e peccato, senza averne timore e sfuggendo la tentazione d’assidersi su vacui allori d’occasionali piccoli successi. Chi ci salva è solo Cristo. Dice Sant’Ignazio nella Lettera ai Magnesi: se Cristo ci trattasse secondo le nostre opere, saremmo perduti. Facciamoci davvero suoi discepoli e impariamo a vivere secondo le esigenze del cristianesimo… Gettate via il cattivo fermento, vecchio e inacidito, e trasformatevi nel nuovo che è Gesù Cristo. Si lascia guidare non tanto chi non sa dove andare, ma, al contrario, chi ha chiarezza d’identità e certezza di chiamata. Sì, è proprio così: si lascia guidare chi è maturo nella fede. I capricci, infatti, li fanno i bambini, sono loro a impuntarsi imbronciati: no, faccio da me!

Da Benedetto a Francesco (segue) Essi rivivono, per un chiaro intento dello Spirito che guida la storia, in questo nostro tempo prezioso e difficile, che sperimenta una situazione d’eccesso di parole e soffre per carestia della Parola. Il Papa ci dona il suo silenzio e la sua preghiera. E ci chiede

di donarne noi a lui e donarceli l’un l’altro. Un’altra cosa ci ha detto Francesco, alla Messa d’inizio ministero del 19 marzo: i più fragili sono troppo spesso nella periferia del nostro cuore. Invitandoci a farci carico di essi, a custodirli con tenerezza e impegno, a riportarli al centro dell’attenA NNO

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zione. Non basta applaudire la novità di un Papa così poco ‘canonico’; anche Giovanni Paolo II fu molto applaudito, ma ben poco seguito! L’invito è semplice, chiaro e terribile a un tempo: occorre cambiare il cuore.

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La vita semplice N

avigo nel Web alla ricerca di una buona formula per una vita semplice. Trovo diversi modi, consigli, libri. Molte le tendenze alla moda: dalla New Age alle esperienze più eremitiche in luoghi lontani. Ognuno ha la sua ricetta magica apportante felicità. Accidenti sto cercando semplicità e le variazioni tonali che trovo sono infinte: mi sento sperso. Mi affido allora al nostro Luigi Maria. Prendo a stralcio dalla “Positio Super Virtutibus”, il testo base per la beatificazione del Monti, alcune testimonianze di come lui vivesse una vita semplice: Padre Paolo Sevesi Francescano: Nella virtù della povertà il Servo di Dio fu un vero eroe. L’esercitò nella casa paterna, sostenendo le privazioni della vita artigiana e nella condizione di numerosi fratelli ai quali provvedette di vitto dopo la morte del suo genitore, col faticoso lavoro. Lui, però, sempre povero nella camera, nel vitto, nelle vesti, nei viaggi, provvedeva sempre del necessario e del conveniente a suoi religiosi, mentre lui si sarebbe accontentato anche di abitare il sottoscala. Riporto altre testimonianze, per meglio evidenziarne il quotidiano: Fr. Alessandro Cesana: Il lettino della sua camera era il più misero della casa e così pure il

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mobilio. Il vestito era nulla differente da quello degli altri. Fr. Stanislao Guglielmetti: Usava il letto comune a tutti i religiosi, pagliericcio con materasso. Fu modesto nel vestito e parco. Non usò per sé, Superiore Generale, mai alcuna distinzione d’abito. Era pulito, decoroso, non sciupava, lo teneva come cosa sacra. Amò la semplicità della sua camera: un tavolo, due o tre sedie ecc. Nessuna ricercatezza o distinzione dagli altri, anzi in tutto era la regola vivente. Fr. Ignazio Bassani: La temperanza il Servo di Dio l’ha praticata in tutta quanta la sua vita. Io ho potuto constatarlo in quegli anni in cui ho avuto da disimpegnare l’ufficio della cucina. Allora il Servo di Dio era vecchio e pieno di acciacchi e non l’ho mai visto fuori dei pasti domandare qualche brodo o caffè. Il pranzo era fornito a lui uguale agli altri; solo la sera permetteva che gli si usasse la carità di un uovo nella zuppa solo nel suo alimento serale.

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Luigi Maria e dintorni

“Nella virtù della povertà il Servo di Dio, Luigi Monti, fu un vero eroe”

Amò la semplicità. La sua vita Fr. Stanislao Guglielmetti: Amò la semplicità. era lineare e La sua vita era lineare e piena di rettitudine. Non piena di aveva nulla di doppio, di nascosto, tutto chiaro rettitudine. come il sole. Padre Pastori: Nulla Non aveva ho mai notato di duro e di aspro ne’ suoi modi, ne’ nulla di suoi ordini e comandi. Mai scatti di impazienza, doppio, di mai fare altezzoso. Era dignitoso, composto; nascosto, l’aspetto di una persona unita a Dio, ma insieme tutto chiaro attirava la venerazione di quanti lo avvicinavano e come il sole. la confidenza. In questi tempi difficili, ripensare al suo stile: allegro, sereno e al contempo scevro da inutilità, ci aiuta nelle scelte di vita e anche nelle piccole cose. Un modo bello e ripetibile ai nostri giorni. Non temere. La Tomba del Beato Monti Marco nella Cripta del Santuario di Saronno


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Preghiera per le vocazioni

Insegna ai giovani, Signore, la strada per venire con te!”

Insegna la strada Insegna ai giovani, Signore, la strada per venire con te. A volte basta un tuo piccolo cenno e tanti sarebbero disposti a seguirti. Non chiediamo un segno. Chiediamo solo che tu ti renda presente nella loro vita e rimanga sempre nelle loro esistenze. Questo può anche bastare per seguirti "per sempre" e non avere più dubbi su che cosa sia importante fare. (BdD)

“La preghiera, figli e fratelli miei carissimi, apre il tesoro del cuore di Dio”. Padre Monti

Una preghiera per...

Preghiamo per da e avendola trovata renda grazie a Dio.

GLI AMMALATI

- ti prego, Signore, per N. che ha tentato più volte di togliersi la vita... io non ho sufficienti carte in mano per dargli una motivazione per vivere ancora, ma Tu puoi dal di dentro fargli trovare di nuovo il gusto della vita. Abbiamo fiducia in Te, Padre della Vita e Signore di tutte le cose... e anche tu caro Padre Monti, mettici una buona parola ed una grande mano santa! (BC)

- per Gerardo, bimbo di 6 anni che ha un tumore al cervello. - per Paolo, 14 anni, operato di tumore, ancora in grave situazione. - per Paola, perché la brutta infezione alla ferita che è seguita all’operazione all’anca, possa al più presto guarire, per camminare di nuovo e lodare Dio (Una famiglia affranta). - per Mirko, 27 anni, in coma irreversibile dopo un banale incidente mentre giocava al calcio. - per i miei tanti malati che a volte faccio fatica a comprendere, perché la luce della fede illumini entrambi e ci aiuti a trovare le soluzioni migliori per guarire corpo e anima (Un medico).

I DEFUNTI - per il nostro Confratello P. FLORENCIO BAEZ, morto a Cordoba (Argentina) l’11 marzo. La Mamma Immaco- per F. e per le persone sole lata e Padre Monti lo accolcome lui, perche´ciascuno gano alla porta del cielo e lo riesca a trovare la propria stra- accompagnino al trono dell’Amore senza fine.

LE PERSONE SOLE

Inviateci le vs. intenzioni di preghiera a: quihopostoilcuore@padremonti.org A NNO

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Con Maria, come

Ascoltare si può La Regola di San Benedetto s’introduce nel Prologo (1.4) con queste parole: Ascolta, figlio mio, gli insegnamenti del maestro e apri docilmente il tuo cuore; accogli volentieri i consigli ispirati dal suo amore paterno e mettili in pratica con impegno... Prima di tutto chiedi a Dio con costante e intensa preghiera di portare a termine quanto di buono ti proponi di compiere…

Ascolta, figlio mio, gli insegnamenti del maestro e apri docilmente il tuo cuore; accogli

L’ascolto costituisce, diciamo così, l’habitat naturale di ogni professione di fede.

volentieri i

Per Israele (Shemà’ Isra’èl) è addirittura il punto più alto del riconoscimento di Dio (Dt 6,4ss). E l’unicità di Dio, cuore della fede del popolo, motiva il primo e più grande d’ogni comandamento: ama Dio con tutto te stesso. L’amore a Dio nasce dall’ascolto!

Ascoltare, infatti, è andare oltre, de-locarsi da se stessi e dal proprio io, decidere di dimorare nell’altro. In questo caso: in Dio! E se ciò può valere per tutti, in Maria assume statura d’universalità, di profezia, di salvezza, perché il suo ascolto cambia la storia.

Luca descrive Maria come persona in ascolto della divina chiamata (Lc 1,26ss), attenta alle parole pronunciate e capace di recepirle in atteggiamento attivo e collaborativo. Ci sono verità, nelle parole dell’angelo, che per sé sono incomprensibili, che suonano impossibili ed assurde, che richiedono spiegazioni di certo non agevoli.

Forse noi non siamo proprio avvezzi ad ascoltare, non più di tanto, almeno!

Maria apre docilmente il cuore e fa spazio alla preghiera. La cosa non è scontata, come di solito appare al nostro abitudinario leggere quella pagina evangelica.

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Le cuffie del cellulare o dell’MP3 sembrano essere diventate delle nuove estremità biotech nel corpo di tante persone, ma sorge il vago legittimo sospetto che esse non servano ad ascoltare, quanto piuttosto a spegnere le voci intorno a sé, ad isolare.

sto. Che non consiste in un’impossibile impresa eroica, ma è il vero esito dell’ascolto: renderci realmente disponibili a comprendere ciò che Egli dice, a leggere proposte di futuro nelle sue parole, ad accoglierne con attenta tenerezza i contenuti di sofferenza, a riversare attorno a sé la generosità del dono.

Maria condivide, non isola: corre in tutta fretta dalla cugina Elisabetta, che ha bisogno d’aiuto.

Maria ci chiede di cambiare la nostra posizione: non più concentrati né chiusi senza sbocchi solo su noi stessi, ma felicemente disponibili alla libertà, all’incontro con le parole dell’altro, alla sfida di scoprire il suo cuore, velato dalle parole.

Maria ci aiuta a costruire la nostra conformità a Cri-

Scoprire il cuore di Dio nelle parole di Cristo!

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consigli ispirati dal suo amore paterno e mettili in pratica con impegno....

Scoprire il cuore di Dio nelle parole di Cristo!


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Dalle Comunità di Padre Monti nel mondo

il figlio del dottore

Medico e Padre Un médico entró en el hospital de prisa después de haber sido llamado a una cirugía urgente. Él contestó a la llamada lo antes posible, se cambió de ropa y se fue directamente al bloque de la cirugía. Él encontró el padre del niño ir y venir en la sala de espera para el médico. Una vez al verlo, el padre gritó: "¿Por qué tomaste todo este tiempo por venir? ¿No sabes que la vida de mi hijo está en peligro? ¿No tienes sentido de la responsabilidad?". El médico sonrió y dijo: "Lo siento, yo no estaba en el hospital y me vine lo más rápido que pude después de recibir la llamada. Y ahora, me gustaría que se calme para que yo pueda hacer mi trabajo". "Que me cálme? ¿Qué pasaria si fuera su hijo el que estubiera

è morto in un incidente stradale; egli stava al cimitero quando lei lo ha chiamato per l’intervento. Ora, dopo aver salvato la vita a suo figlio, è tornato di corsa al cimitero a seppellire il proprio”.

en esta habitación ahora mismo, estarias calmado? Si su hijo se estubiera mueiendo ahora qué hariasr?", dijo el padre enojado. El médico volvió a sonreír y contestó: "Voy a decir lo que dijo Job en la Biblia: Del polvo venimos y al polvo volveremos, bendito sea el nombre de Dios. Los médicos no pueden prolongar la vida. Ir e interceder por su hijo, vamos a hacer todo lo posible por la gracia de Dios". "Dar consejos cuando no estamos en cuestión es tan fácil", murmuró el padre. La cirugía se llevó algunas horas, después de que el médico salió feliz, "Gracias a Dios! Su hijo se ha salvado!". Y sin esperar la respuesta del padre, el doctor muy

apurado mira su reloj y sale corriendo. Mientras se marchaba le dijo: "Si usted tiene algunas pregunta, pregúntele a la enfermera!". "¿Por qué el es tan arrogante? No podía esperar algunos minutos mas para que para preguntarle mas sobre el estado de mi hijo?". La enfermera respondió, con lágrimas por su rostro: "el hijo del doctor murió ayer en un accidente de carretera, y el medico estaba en el cementerio cuando usted le llamó para que realizara la cirugía de su hijo. Y ahora ya le salvó la vida a su hijo, dejelo ir ya se fue corriendo para terminar el entierro de su hijo".

Libera traduzione in italiano Un medico entrò di corsa in ospedale, dopo esser stato chiamato per un’urgenza chirurgica. Rispose alla chiamata il più in fretta possibile, si cambiò e entrò direttamente in sala operatoria. Incontrò il papà del ragazzo da operare che passeggiava nervoso in sala d’attesa. Appena lo vide, il papà gridò: “perché ci ha messo tanto? Non sa che la vita di mio figlio è in pericolo? Non ha il minimo di responsabilità”? Il medico sorrise e disse: “Mi dispiace, non stavo in ospedale e sono venuto il più veloce possibile. Ora, però si calmi, così che io possa lavorare tranquillo”. “Come mi calmo… Che farebbe lei se qui ci fosse suo figlio, starebbe calmo? Se suo figlio stesse morendo che farebbe”?, gridò il pa-

dre. Il medico ancora sorridendo gli rispose: “Direi quello che ha detto Giobbe: veniamo dalla polvere e alla polvere torneremo. Benedetto sia il nome di Dio. I medici non possono prolungare la vita. Vada a intercedere per suo figlio, io farò tutto quanto è possibile, se Dio vuole”. “Facile dar consigli quando le cose non ci toccano, vero?”, mormorò il papà. L’operazione durò alcune ore, poi il medico uscì tutto felice: “Grazie a Dio, suo figlio è salvo”! E senza attendere risposta, in tutta fretta guardò l’orologio e uscì di corsa. Mentre usciva

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gridò al padre: “se ha qualcosa da domandare, lo chieda all’infermiera”. “Perché è tanto arrogante? Non poteva attendere due minuti, perché gli potessi fare qualche domanda?” L’infermiera, con le lacrime agli occhi, gli rispose: “il figlio del dottore è morto in un incidente stradale; egli stava al cimitero quando lei lo ha chiamato per l’intervento. Ora, dopo aver salvato la vita a suo figlio, è tornato di corsa al cimitero a seppellire il proprio”.

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Argentina para siempre NON SOLO IL PAPA Consagración perpetua Sabato 9 marzo, alle ore 10, nella chiesa dell’Hogar San José a San Miguel de Tucumán (Argentina), Fratel JAVIER CANCINOS si è consacrato al Signore per sempre,

nella nostra Congregazione, con la professione perpetua dei voti religiosi. Il sorriso di Javier contagi tanti altri. E convogli le benedizioni del Signore Altissimo.

Dalle Comunità in

Dedicato a Florencio Subito dopo la professione di Javier, le nostre Comunità argentine hanno vissuto un altro momento intenso di fraternità, lo scorso 11 marzo: la MORTE di P. Florencio Baez, presso il Colegio José Peña di Cordoba. Era nato a Cachi il 24 febbraio1932,

Argentina e si era consacrato al Signore nel 1950 ed era stato ordinato sacerdote nel 1970. Lo ricordiamo come un vero uomo di Dio, predicatore instancabile del Suo amore.

Bolzano della Congregazione

La nuova comunità di Bolzano, con tre fratelli indiani La fondazione di una comunità nella diocesi altoatesina, con la partecipazione di tre religiosi indiani, porta la missione montiana in ambiente di lingua tedesca. La città di Bolzano, terra di confine, rappresenta una scuola di dialogo e di tolleranza; con le sue tre popolazioni (tedesca, italiana e ladina), offre una straordinaria occasione per educarsi alla reciprocità. Una missione inter gentes, nel vivo della complessità, in mezzo a popoli per i quali il Vangelo può rappresentare la vera via di pace. La diocesi ed il

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(nella foto) Da sinistra: fr. George, fr. Ruggero, fr. Saji, fr. Shibu. vescovo, mons. Ivo Muser, hanno ben accolto la Congregazione sia per la forma comunitaria propria della

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sua missione sia per la disponibilità a lavorare nella pastorale sanitaria.


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Vita di famiglia

In Casa Generale il nuovo Centro di Servizi CAF delle ACLI

(segue) Il centro di Roma, oltre ad offrire assistenza fiscale, è punto di coordinamento e formazione per gli operatori delle sedi periferiche di tutta Italia.

Il mio Grazie a Padre Monti

Lo scorso 2 marzo, alla presenza di 300 persone è stato inaugurato a Roma il nuovo Centro Servizi CAF-ACLI, sede nazionale del comparto che offre assistenza fiscale a decine di migliaia di persone. La struttura, dotata di uffici, parcheggio, parco e di un’aula

conferenze (foto), costituisce il punto di coordinamento e di formazione continua per gli operatori delle sedi periferiche di tutta Italia. La nuova sede è situata nella Casa generale della Congregazione, che ha visto nelle ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani,

www.acli.it) un’opportunità per essere più vicini alle esigenze della gente. Con tale collaborazione si aprono nuove prospettive in campi come la formazione, la cooperazione internazionale e l’impegno ecclesiale.

Idi e San Carlo: un’altra letteratura Nel contesto di una crisi che porta tanta amarezza, come quella che riguarda i nostri ospedali di Roma, si assiste all’uso di parole che non risparmiano niente e nessuno. Lo si legge sui muri o sui giornali. Le parole come macigni. Ma c’è dell’altro. Riceviamo e pubblichiamo.

Un giovane volontario

LA TRACCIA CHE NESSUNA TEMPESTA PUÒ CANCELLARE

presso le nostre opere

“Non credo proprio di poter capire né immaginare cosa significhi dover sostenere una prova estrema, e ovviamente non ho le parole giuste da poter scrivere (…) Così ho deciso comunque di scriverti, per dirti che vorrei aiutarti (…) ma di certo non so come. O meglio un modo c'è, e forse è riposto in quella tanto (da me) bistrattata e ignorata preghiera. Chissà che non

sia un modo anche per me di riavvicinarmici. Nella mia seppur giovane vita, l'incontro col Padre Monti ha significato tanto. E soprattutto ha significato tanto l'incontro con chi, dopo più di 100 anni, porta avanti il suo carisma. E nei piccoli mondi montiani che ho conosciuto (…) è incredibile quanto le opere reali e concrete (…) possano incidere nella vita delle persone, e quanta A NNO

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Preghiera a Lourdes (2012) speranza possano donare. Tante e tante persone son riconoscenti, quasi in debito, con il centro montiano. E soprattutto lo sono con chi lo ha animato nel corso degli anni. Se si lascia una traccia nelle persone, non c'è tempesta che possa cancellarla. L'impronta, che sia profonda o no, diventa parte stessa della persona, e da lì, non se ne andrà più, sbiadirà magari, ma rimarrà e, chissà, verrà trasmessa a chi ha da venire”.

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Il cuore e l’umanità: l’assistenza a chi soffre Prima di avvicinarci al malato sostiamo un poco fuori dalla sua camera; raccogliamoci, e, come il Sacerdote prima di accedere all’Altare, purifichiamoci dai nostri affetti. Lasciamo le nostre preoccupazioni, i nostri dolori, tutto noi stessi, e, indossando la bianca vestaglia armiamoci di bontà e di sacrificio. Solo così potremo affrontare tranquilli il pesante lavoro dell’assistenza. Solo così, con l’affabilità dei modi, riusciremo a vincere la riottosità dei ribelli, tranquillizzare i dubbiosi rasserenare un’anima in un corpo afflitto da tante pene. Delicatezza di tutti i vostri movimenti, nel prestare qualsiasi servizio come nel conversare. Ricordiamo che l’ammalato ha tutte le esigenze, i massimi diritti. Egli ci studia, ci osserva nel nostro tratto: come gli porgiamo una medicina, come pratichiamo un’iniezione e, più attentamente, controlla il nostro linguaggio. Non facciamo quindi capire parole, che denotino noia, stanchezza; parole che intese dall’ammalato lo umilino: non potremo mai calcolare l’entità di una parola inopportuna. Non lasciamo all’ammalato una cattiva impressione: facciamo che non abbia, un giorno ritornato in famiglia, a dire: “ … quanto era rude, privo di bei modi, volgare, non aveva… carità. Non aveva (pensate!) umanità”. È raccapricciate, ci sembra troppo duro questo giudizio, vorremmo non crederci; eppure, ascoltate … da A NNO

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un letto di una corsia si ode una flebile voce, che si lamenta; nessuno però sem-

bra udire quegli strazianti lamenti. Nemmeno l’infermiera, che con passo agile e con il caratteristico fruscio del lungo camice, si porta da un letto all’altro. Quella lugubre nenia continua. Mi volto, poco lontano, su di un letto mal rassettato, dalle lenzuola... sporche, affiora un volto pallido e affilato dal male. Sul capo, dalla capigliatura in disordine, qualcosa, che dovrebbe essere la borsa del ghiaccio… afflosciata. Mi accosto: è una giovinetta di 14–15 anni. “Soffri tanto bimba?” le chiedo; “Sì”, mi risponde. “Vuoi offrire le tue pene a Gesù”. I suoi occhi s’imperla -no di lacrime, forse presaga la sua fine risponde: “Sì offro tutto a Gesù” … Povera bimba non resistette che pochi giorni ancora, era affetta da meningite tubercolare. Ricordo con pena e umiliazione che facilmente mi spiegai il perché di quei gemiti non raccolti, di quelle lenzuola non cambiate, di quella borsa non riattivata; per cui (e sarei ben felice di essermi ingannato) uscendo da quel luogo di dolore e di

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purificazione, dissi: “quell’infermiera non ha cuore né umanità”. No, non creiamoci un cuore impassibile, non rendiamoci indifferenti e che mai abbiamo a pronunciare queste parole: “Nulla più mi commuove, ne ho viste tante”. Accostiamoci, invece, al capezzale dell’ammalato, sempre con quell’amore e con quella sollecitudine con cui una madre veglia presso la culla del suo piccolo. Ad ogni sospiro. Ad ogni “mamma” pronunciato involontariamente dall’infermo, siamogli accanto, che aprendo gli occhi e non trovando la madre, nel sonno invocata, a vista, non si accasci maggiormente addolorato. E a sera, quando il malato vede scendere con terrore le ombre, tergendogli il sudore, riordiniamogli il guanciale, mormoriamo al suo orecchio una preghiera, una parola di speranza. Così si addormenterà tranquillo, perché sa che poco lontano, un’anima generosa, racchiusa nel suo camice consacrato al servizio del dolore, veglia; e nella veglia, per lui invoca la Salus infirmorum. Questo l’esempio che lasciarono i nostri primi confratelli, imitatori del Padre Fondatore, nelle diuturne fatiche di Santo Spirito; questo lo spirito che dobbiamo conservare per trasmetterlo integro ai fratelli che ci seguiranno. (Fratel Ludovico. Tratto da Vita Concezionista 1947, maggiogiugno)

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… a spulciar gli archivi e rimescolar le carte della storia, per sapere…

Da un articolo di Fr. Ludovico tratto da Vita Concezionista del 1947


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Lettere alla Redazione I Vostri mess@ggi Email e lettere dal mondo

Preziosi contenuti Grazie. Bella la grafica, preziosi i contenuti. Buon tutto. B.

Grazie per il notiziario Ringrazio per l'invio del notiziario. L'ho letto con curiosità e, spesso, ne ho apprezzato gli scritti.

Condivido l’editoriale e i sentimenti che comunica Grazie anche per questo numero del Notiziario. Quanta ricchezza di notizie e riflessioni! Sono a casa influenzata e ho seguito la partenza del Santo Padre dal Vaticano e l'arrivo a Castel Gandolfo… commovente, davvero con la sua umiltà ha dimostrato di essere grande. Condivido l'editoriale e i sentimenti che comunica. Cari saluti. R

Un ricordo nella preghiera Grazie, come sempre. E anche di più, ora. G. Grazie del ricco e curato "Qui ho posto il mio cuore". Spero che tutti voi vi ricordiate della preghiera per noi, in particolare. Ma non disdegniamo compagnia. Un caro saluto. FG

Puntare sempre al meglio Bella grafica, credo però che in alcuni punti si debbano rendere meno confondibili le spiegazioni delle foto, che sono messe in mezzo al testo. Questo è solo il commento di una lettrice un po’ esigente, ma che lo dice con amore! I grafici siete voi, non io, ma è buona cosa PUNTARE SEMPRE AL MEGLIO, anche con l’aiuto di tutti! Per il resto, PERFETTO! QPC è davvero fatto bene!

Complimenti a tutti voi. Anche a volerlo, non è facile imparare a fare una cosa del genere... non è da tutti, un così bel periodico! BRAVI. O meglio: BRAVISSIMI!!!

Condivido l’editoriale Ciao carissimo, concordo con te (nel mio piccolo), su quanto hai scritto nell’editoriale di Benedetto XVI. Un abbraccio. Francesco

Fa sentire in compagnia Complimenti, è sempre più piacevole e fa sentire in compagnia. Grazie.

Scriveteci a

quihopostoilcuore@padremonti.org

Le Parole montiane

Pazienza e Coraggio … Per ora facciamo dei sacrifici, e a tempo, Iddio e Maria SS.ma faranno dei miracoli: perciò pazienza e coraggio… Guardate che il demonio va girando per la casa per dar fuoco all’Istituto. (lettera a Fratel Luigi Monti jr., 1 febbraio 1899)

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La dignità della povertà e le domande inutili I poveri sono dappertutto. In questa cittadina, ogni cento metri trovi un povero che chiede l’elemosina. Nelle stesse vie, ciclicamente ogni quindici o venti giorni, nuovi individui sostituiscono i precedenti e ti avvicinano con richieste di aiuto. Alcuni raccontano un ventaglio di disgrazie davvero impressionanti. Mi domando se siano vere. Alla lunga capisci che gran parte di essi la sta solo raccontando. Altri, però, non sono così. I poveri sono dappertutto. I poveri ci sono davvero. Mi scrive Fratel G.: oggi verso le 14, nell’assoluto silenzio e solitudine della casa (tutti erano nelle loro camere, tranne me), si è presentata alla porta una ragazza, credo 25enne, una bella ragazza peraltro. Mi ha chiesto di aiutarla, se le davo soldi. Ho detto: no, soldi non ne diamo. - Ha qualcosa da mangiare? - Sì A NNO

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- Meglio che niente. - Ok, venga… Ho chiuso la porta e le ho detto: mi aspetti qui. Sono andato in cucina a prendere una busta con qualcosa da mangiare. Quando sono tornato l’ho trovata seduta in lacrime, abbondanti, forti, silenziose... Durissime, immagino! Vergogna, disperazione, vuoto totale. Una diga che improvvisamente tracimava. - … un mese fa ho abortito, mio marito è andato via, non so dove; io non so cosa fare nè dove andare. - Coraggio!, dico io (e mi sento del tutto cretino). - Non è facile! E se ne va, con la sua busta in mano… Lì, questo pomeriggio, ho toccato per mano, ancora una volta, come le donne siano esposte e vittime potenziali di sciacalli con pochi scrupoli, magari travestiti da pecore.

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Quella povera ragazza poteva essere chiunque, quella della porta accanto, la figlia di un amico. E al posto mio poteva esserci chiunque altro.

I poveri

Eppoi, ma solo dopo (ingenuitas virilis?), al ripensare l’accaduto, un altro pensiero ‘cattivo’ mi ha assalito: mettiamola al contrario; e se quella fosse stata solo una che la sa raccontare e si fosse messa a urlare, gridando che io…

davvero.

Mmm… Ora sto qui a chiedermi se il bene dobbiamo farlo sempre, anche a costo di essere presi in giro o di rimetterci (? - sì o no?). Un mio amico direbbe: non farti domande inutili.

ci sono


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Ero in viaggio e Tu mi hai chiamato Riconoscere

Vocazioni

Rubrica a cura dei Cercatori di Dio

E se? E se anch’io mi facessi prete? E se anch’io fossi chiamato a questo? Stare in Piazza San Pietro con i numerosi pellegrini non mi bastava più.

“La vocazione può passare anche per un viaggio. Ero andato solo per vedere la città. Ma Qualcuno lassù voleva altro”.

APRILE 2013—Avevo 22 anni ed un grande desiderio di vedere Roma. Sì. Roma. Cattolico, ma non troppo; di quelli che vanno a messa la domenica e a mala pena conoscono il parroco. Impegnarsi in Chiesa? No, non era per me. Pensavo alla ragazza, uscivo con gli amici, avevo un buon posto da ragioniere; insomma non mi mancava nulla. Proprio nulla. E nemmeno potevo pensare che mi mancasse qualcosa. Quando il mio amico mi disse: “parto per Roma”, non ebbi esitazioni. Sono partito anch’io. Colosseo, Foro Romano, Torre Argentina, i ponti, le piazze, le fontane… sognavo da tempo di girovagare per la città eterna. Arte, Storia, Gente. Avevo sentito parlare dei caffè e della vita romana, volevo assaggiare quello che la vita mi avrebbe posto davanti. Ecco, sono partito per Roma. Unica aspettativa: divertirsi, fare vacanza da tutto e da tutti. Roma si è trasformata davanti ai miei occhi. Non potevo immaginare che potesse farmi questo effetto. Camminavo per le strade e improvvisamente e dovunque mi sentivo attorniato da preti, suore, frati, monache… tanti “consacrati”, tutti insieme non li avevo mai visti. Un concentrato di Chiesa che non avrei

mai visto altrove. Nel mio paese ce ne sono a malapena 2 o 3. Il prete, una suora laica che prepara per la messa e un'altra che fa avanti indietro con la città. Non ero mai stato attorniato da tutti quei preti, suore, frati… ognuno con il tipico vestito della Congregazione di appartenenza. Non credevo ce ne potessero essere tanti, di Ordini o Congregazioni. Non conoscevo, non riconoscevo. Ma, guardavo tutto. Era così: ad ogni angolo uno spettacolo di variazioni di grigio, blu, nero, viola… Che bello poter riuscire a sapere la storia di ciascuno. Ho fermato qualcuno. Ho parlato con persone che non conoscevo e si sono aperte con me come mai nessuno aveva mai già fatto. Chiedevano di me e della mia vita ed io non sapevo cosa rispondere. La Chiesa mi si è presentata allora così. Come il gioco di colori e di volti multietnici della Chiesa di Roma. Vicino San Pietro è stato l’apice. Qualcuno mi ha fermato per chiedermi un’informazione. Gli ho detto che anch’io ero straniero e non conoscevo i luoghi. Ma quella richiesta mi ha fulminato. Aveva voluto sapere dove era l’entrata del Vaticano. Ho risposto: chiedete a una suora o un prete, ce ne sono tanti qui! Quel sorriso

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non lo posso dimenticare. AVREI DOVUTO SAPERE… Sono tornato a casa con mille domande. E se? E se anch’io mi facessi prete? E se anch’io fossi chiamato a questo? Stare in Piazza San Pietro con i numerosi pellegrini non mi bastava più. Cercavo un perché. Perché a Roma così tanti preti e suore e da me non ce n’era nessuno? Perché prendere questa decisione? Perché tutta quella gente ha detto “si” senza esitazione? Sono andato dal Parroco. Mi ha fatto una lettera per il Seminario più vicino. Sono andato. Sono rimasto. Tutto per un viaggio a Roma! La vocazione può passare anche per un viaggio. Ero andato solo per vedere la città. Ma Qualcuno lassù voleva altro. Egli decide che si va a Roma anche per fini nascosti alla coscienza: la città e le persone t’interrogano sul senso della vita. Io l’ho trovato. Sono felice. Sono prete. Ma non sono più tornato a Roma. Vorrei tornarci, un giorno!

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In questi delicati giorni

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Nelle mani di un Amore più grande

ANNO DELLA FEDE (11 ottobre 2012 – 24 novembre 2013)

Caro Padre, in questi giorni tanto delicati e particolari per noi, per il mondo, per l'Italia, per la Chiesa, non faccio altro che fare silenzio e pensare a Gesù a come Egli reagirebbe, quali gesti farebbe, quali parole avrebbe pronunciato. Ti confesso che mi sento stranamente serena e profondamente colma di stupore, per la pace che provo davanti a tante tensioni e rumori e ansie e reazioni della gente, dei giornali che non sanno più cosa inventare, ora che i media sono stati spiazzati da un gesto profetico, che supera questo tempo e tutti i poveri pensieri umani. Condivido con te solo un pensiero intimo che mi sgorga pacificamente dal cuore: mi sento unita al papa emerito Benedetto semplicemente perché mi A NNO

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sono fidata del suo magistero sempre e non solo in alcuni momenti. Leggo tranquillamente il profetico ed evangelico gesto come un gesto pasquale eucaristico di amore per Dio e per l'uomo. Come Gesù nella lavanda dei piedi ha deposto le vesti, ha lavato i piedi in ginocchio ai suoi discepoli e poi ha ripreso le vesti, con la stessa libertà divina e umana, a mio parere, egli sta agendo. Come Gesù che ha purificato il tempio con la sferza di cordicelle, così per me Benedetto XVI sta offrendo alla chiesa un ge11-A P RILE

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sto profetico purificatore. E provo stranamente anche una certa gioia in tutto questo perché mi pare di avvertire un tocco di vela alla barca di Pietro così che il vento la spinga lontano a volare nel mare del tempo e della storia... e mi auguro che presto altri benefici, coraggiosi, profetici gesti vengano posti dai prossimi pontefici. Prega anche per me e le Sorelle della Comunità. Un caro fraterno saluto. Suor Scolastica R.

Come Gesù nella lavanda dei piedi ha deposto le vesti, ha lavato i piedi in ginocchio ai suoi discepoli e poi ha ripreso le vesti, con la stessa libertà divina e umana, a mio parere, egli sta agendo.


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Santuario del Beato Luigi Maria Monti Saronno nel Cuore della Carità Montiana

Orario delle Celebrazioni del Santuario GIORNI FERIALI 6.30 7.00 9.00 18.50

Lodi del Mattino (lunedì in cripta) Santa Messa (lunedì in cripta) Santa Messa Rosario e Vespro

TUTTI I GIOVEDI’

18.30

Adorazione Eucaristica per le Vocazioni

DOMENICA E FESTIVI 8.30 Lodi del Mattino 9.00 Santa Messa 19.00 Santa Messa SACERDOTI A DISPOSIZIONE IN SANTUARIO P. Aurelio Mozzetta, rettore P. Pierino Sosio P. Roy Puthuvala P. Elvis Lukong

QUI HO POSTO IL CUORE Direttore: Saverio Clementi. Redazione: Aurelio Mozzetta, Raffaele Mugione Hanno collaborato per questo numero: P. Aurelio Mozzetta, Marco Perfetti, BdD, un giovane volontario, Fratel G., sito padremonti.org, I cercatori di Dio, Suor Scolastica R., Raffaele Mugione.

Direzione: Via San Giacomo, 5 21047 – Saronno (VA) : 02 96 702 105 : 02 96 703 437 e-mail: quihopostoilcuore@padremonti.org sito web: www.padremonti.org (Nessun collaboratore percepisce compenso. Questo Notiziario è realizzato da volontari)

Qui ho posto il cuore Aprile 2013  

Il mensile dell'Istituto Padre Monti di Saronno

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