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L'altracrescita: crisi e nuove vie Come affrontare la crisi p 3 IO.EQUO Diario dei laboratori tenuti in piazza p 4 A proposito di reti fra botteghe Gli amici di Vicenza si raccontano p 6 #save194 La campagna in difesa della legge 194 p 8 Pagine di informazione per i soci e i simpatizzanti della Cooperativa Quetzal di Modica | distribuzione gratuita

N° 12– GIUGNO/LUGLIO 2012

sospettati delle persone, che gettano su relazioni, individui, eventi una luce abbagliante e scolvolgentemente nuova. Terremoti nei gruppi, negli organismi sociali e politici: grande disgregazione, ciascuno va per la sua strada, tante voci creano divisioni, insinuano, confondono, cioè: non si capisce mai chi sta da una parte e chi dall’altra, chi sono i “buoni” e chi i “cattivi”.

Bisognava che cominciasse da qualche parte in qualche momento: quale luogo meglio di questo e quale momento meglio di ora?” ~ Indignados

Terremoti dentro e fuori Analisi e riflessioni sui vari “terremoti” che in questo periodo stanno colpendo la nazione — di Sara Ongaro La terra continua a tremare in Emilia, in quello che è stato definito “il primo terremoto dell’industria”, visto che ha colpito i capannoni con i loro operai. Poi ci sono i terremoti finanziari che si inseguono e si contagiano fra Stati Uniti ed Europa, fino a lasciare in dubbio le sorti dell’euro e dell’intero sistema economico capitalista con tutto il nostro stile di vita. Ma di terremoti siamo circondati anche da vicino. Ci sono migliaia di terremoti familiari: coppie che esplodono perché rancori, insoddisfazioni e malintesi coltivati negli anni proprio ora emergono e lacerano, favoriti dalla crisi economica e dalla precarietà del quotidiano.

vite colpite dai terremoti

Terremoti nella vita di tante persone che – o spinte dalla crisi o motivate da una nuova urgenza – trovano proprio adesso il modo di cambiare lavoro, di cambiare ritmo, di cambiare stile, di fare quello che non avevano mai avuto il coraggio di osare, di dire quello che avevano sempre trattenuto dentro. Terremoti nelle relazioni, nelle lunghe storie di amicizie e parentele: nodi che vengono al pettine tutti insieme e ciò che prima riusciva a stare insieme oggi si risveglia divelto, insofferente, bisognoso di cambiare aria. Succedono cose che squarciano il velo, che mettono in piena luce ciò che era rimasto nascosto, che rivelano aspetti mai neanche

paralisi e dispersione Si assiste spesso a una sorta di paralisi: diventa arduo decidere e quindi agire e scegliere. La dispersione serpeggia. È il tempo dei tradimenti, delle denunce, delle vendette portate avanti con accanimento, come diventassero ragioni di vita e sono gorghi che nella distruzione sperperano energie. Tali sono i percorsi e le faglie dei terremoti intimi che raggiungono gradazioni esorbitanti sulla scala della tensione, fino all’aggressione fisica dell’altro o di sé con il suicidio. Ce ne sono sempre stati, certo. Ma il momento è davvero eccezionale. l’altro come nemico che attacca Ovunque vediamo crescere il bisogno di difendersi corrispondente alla sensazione di sentirsi sempre attaccati, sempre offesi dall’altro anche quando non ne ha l’intenzione; la rigidità diventa la cifra che guida i nostri sensi e il tono per interpretare il mondo da parte di tanti. Le ferite di ciascuno, persona o popolo, anche quelle antiche, emergono sempre più nelle dinamiche attuali e bruciano: mandano in tilt, provocano rivolte, violenza, follia. Quanti episodi degli ultimi mesi contengono un grido definitivo, pieno di dignità, di coraggio, di sete di trasparenza, di semplicità, di “adesso basta!”. Ma anche smania di controllo, calunnia, repressione. benvenuti anche ai terremoti

Tutto ha bisogno di guarigione profonda, di essere aiutato a fare i conti con i meandri della propria storia, a incontrare i propri mostri e i propri angeli, a trovare il proprio senso e il proprio percorso di crescita dentro il passaggio stretto che ci ritroviamo davanti, per diventare finalmente ciò che si è chiamati ad essere. E allora: benvenuti anche i terremoti! ■


Semi giusti per il pane Il recupero dei grani siciliani contro la disumanizzazione della produzione agricola — di Monia Berti GIUGNO/LUGLIO 2012 – N°12 Registrazione al Tribunale di Modica 3/2011 — Anno I

Giornale di informazione gratuito per soci, simpatizzanti e consumatori della Cooperativa Quetzal – la Bottega Solidale

direttore responsabile Pippo Gurrieri

redazione

Rachele Baglieri, Sara Ongaro

progetto grafico Elio Di Raimondo

impaginazione Rachele Baglieri

hanno collaborato a questo numero Davide Lupo, Enrica Frasca Caccia, Marta Fracasso, Carmelo Avola, Livio Luparia, Rachele Baglieri, Monia Berti, Sara Ongaro

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cooperativa quetzal Corso Umberto I, 223/a 97015 – Modica (rg) tel. e fax 0932-752321 www.quetzalmodica.it PRESIDENTE

Saro Guarrasi CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Rachele Baglieri, Saro Guarrasi, Marinella Melieni, Angelo Migliore,

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Nello Blangiforti e Giuseppe Li Rosi (ricercatore l’uno commissario l’altro c/o il Centro Sperimentale di Granicoltura di Caltagirone) nella conferenza/maratona dell’11 maggio 2012 (palazzo Grimaldi, Modica) ci illustrano come la Sicilia sia stata e potenzialmente potrebbe continuare ad essere una cassaforte della biodiversità, elemento indispensabile per la salvaguardia degli equilibri naturali.Ci raccontano di come nei millenni l’uomo abbia selezionato il grano più adatto a sé e allo specifico territorio di provenienza, di come allo stesso modo il grano abbia scelto gli esseri umani capaci di tollerarne le caratteristiche: millenni di lentissimi adattamenti che hanno arricchito la varietà dei cereali, generandone tipi diversi anche a poche decine di km di distanza. Una ricchezza che stiamo perdendo ogni giorno per via dell’agricoltura moderna che predilige un solo tipo di grano, tra l’altro geneticamente modificato, in grado di soddisfare le richieste del mercato ma non quelle degli esseri umani, che infatti reagiscono sviluppando intolleranze e allergie. Una conferenza necessaria, che si allinea perfettamente con la campagna di ctm Altromercato, io.equo tutta centrata sull’agricoltura sostenibile, sia nei paesi del terzo mondo sia nelle realtà locali: macro e micro a confronto per scoprire che le dinamiche si replicano specularmene e che soluzioni radicali sono necessarie. Le parole di Blangiforti e di Li Rosi, non fanno altro che confermare i timori fondati di una disumanizzazione della produzione agricola, di una irrazionalità totale della gestione delle risorse territoriali. La Coop Quetzal, aderendo alla campagna nazionale io.equo, desidera con tutte le forze che ha a disposizione (chiunque volesse aiutarci è il benvenuto) rimettere l’essere umano al centro di ogni attività, perché l’economia e il profitto non siano il punto di arrivo, ma un semplice mezzo per rendere dignitosa l’esistenza; tutto questo non può avvenire senza il rispetto per la natura e quindi per gli esseri umani che della natura sono uno dei tanti elementi (non certo il più importante e non è distruggendola o tentando di dominarla che si dimostra il contrario!). Una conferenza tecnica, ci ha spiegato in modo razionale cosa è successo al nostro grano nei millenni e negli ultimi anni, ci ha raccontato cosa succede ai terreni e agli esseri umani quando si ‘gioca’ con la manipolazione dei semi, ci ha illustrato gli scenari di una riduzione della biodiversità a vantaggio di monocoltura e coltivazione intensiva, ci ha ricordato che la terra viene coltivata sempre meno e che il grano che importiamo dall’estero è spesso di bassissima qualità e a volte contaminato. Una conferenza, che scivolando oltre l’orario di apertura, del luogo che ci ha ospitato, ci ha visti costretti a chiudere in fretta un argomento che va sicuramente riproposto e approfondito, perchè è chiaro ormai che è necessaria una vigilanza stretta sulle scelte che quotidianamente facciamo (mangiamo pane e pasta ogni giorno) e per scegliere abbiamo bisogno di informazioni reali, abbiamo bisogno di conoscere i fatti. È un fatto che il Centro Sperimentale di Granicoltura raccoglie semi antichi dagli anni ’20 e chiunque ritenga di essere in possesso di varietà autoctone può contattare il Centro per donare i semi alla banca del germoplasma, così come chi volesse impiantare una varietà storica, potrebbe contattare il Centro per chiedere i semi. Ci vorrà molto tempo per riconvertire le colture e per recuperare i terreni da coltivare, ma il processo di cambiamento è iniziato e lentamente porterà i suoi buoni frutti, buoni come il pane e la pasta che Blangiforti e Li Rosi ci hanno fatto assaggiare a conclusione della conferenza. Ognuno di noi può o meno essere protagonista del cambiamento e contribuire e influenzarne la rotta. La Bottega Solidale propone già da Marzo il pane biologico con cruscente a doppia lievitazione naturale (fatto da Singola Camera da Tè), in vendita il lunedì e il giovedì pomeriggio (si consiglia la prenotazione per permettere una produzione mirata ed evitare sprechi). In risposta ad una crescente esigenza di autoproduzione, Caterina ha tenuto un magnifico labotarorio sul pane fatto in casa, con cruscente, che ha riscosso notevole successo (molto gratificate mangiare e condividere il frutto del proprio lavoro). Ma per chi il pane se lo fa già da sé ( e siamo in molti) e desidera una farina biologica, macinata a pietra, può contattarci per aderire al G.A.S. che si è costituito proprio alla conclusione della conferenza e del laboratorio sul pane. Abbiamo i contatti con un produttore locale ed è già partito il primo ordine: chiunque desideri ricominciare a scegliere a partire dai semi ‘giusti’ non esiti a contattarci (Bottega Solidale 0932 066374) ■ 2


IL POTERE DI SAPER FARE | Idee per uno stile di vita sostenibile

L’ALTRACRESCITA: CRISI E NUOVE VIE In tempi di crisi economica la decrescita non più come scelta di pochi ma come cambiamento per tutti. — di Sara Ongaro in tempi di crisi economica la decrescita assume un altro senso La decrescita è stata fino a pochi mesi fa un buon proposito, una scelta consapevole di alcuni cittadini, sostenuta da motivazioni etiche (difendere l’ambiente) e dal bisogno di cercare una migliore qualità della vita slegata dal mercato e dalle sue promesse. Oggi sta diventando un dato di fatto indiscutibile e spesso drammatico. La maggioranza considerava l’autodiminuzione dei propri consumi un’opzione minoritaria e velleitaria. Chi sceglieva la decrescita ha sempre detto che se non ci si fosse arrivati per libera scelta, cogliendola come un’opportunità per migliorare la qualità della vita, ci si sarebbe comunque arrivati senza preparazione, ma con sofferenza e violenza. Oggi possiamo iniziare a vedere nei fatti questo. Ci resta la semplice constatazione che più ci si oppone ai cambiamenti, più avvengono con fatica e sofferenza. Ma questo non significa che in sé siano negativi. due opposte letture dei dati in calo Della decrescita che stiamo vivendo, al di là del calo della produzione e dei consumi, mi colpiscono alcuni dati. Per esempio il traffico sulle autostrade italiane è in calo da gennaio: –6% (me lo confida un dirigente di Autostrade). Riguarda gli autotrasporti, ma anche i veicoli privati. Ci sono stati picchi

in concomitanza con scioperi e forconi vari, ma è rimasto costante in tutti i mesi. Come sono opposte le prospettive su cosa sia il benessere, così sono opposte le letture di questo dato: il segno del pil che si abbassa, della ricchezza che diminuisce, dell’economia che si ferma o il positivo segno che beviamo meno petrolio, che stiamo rallentando i consumi folli degli ultimi 40 anni, che ci stiamo rivolgendo di più al locale? Certo significa anche: posti di lavoro in meno, famiglie con maggiore sofferenza. Ma questa negatività quanto dipende dalla diminuzione in sé e quanto dal difetto di programmazione, innovazione e investimento? Una società di fronte alla prospettiva della crisi sistemica del modello economico, produttivo e sociale nel quale vive non avrebbe dovuto da tempo attrezzarsi e organizzarsi in altro modo? Ci sono i governi, le università, i mass media che avrebbero un ruolo. A volte però il futuro sembra affidato solo alla società civile, a chi guarda avanti, si attrezza con gli strumenti per fare ipotesi e progetti e si autorganizza di conseguenza.

il salvataggio delle banche costi quel che costi? Giuseppe Vargas presidente della consob, non un anarchico anticapitalista, ha detto un mese fa: “Lo spread attribuisce ogni potere decisionale a chi detiene il potere economico, nei fatti vanificando il principio del suffragio universale!”. Se questo sistema è strutturalmente malato, se non produce più benessere, se avvelena il pianeta, distrugge le persone, il lavoro, il futuro e anche la democrazia, perché fare di tutto per salvarlo? c’È crescita e crescita: riorientare Ce la farà l’umanità ad arrivare prima che sia tardi alla comprensione che l’unica crescita sana e sostenibile per il Pianeta non è quella dell’economia ma è quella tesa allo sviluppo umano, relazionale e spirituale? A percepire che il benessere e la maturità che includono la consapevolezza dell’interdipendenza sono gli unici obiettivi per cui investire e fare sforzi? ■

e se non spendessimo tutte le risorse per salvare una cosa negativa? Tutti sembrano invece concentrati a guardare indietro, a cercare di risvegliare una chimerica crescita del PIL (Prodotto Interno Lordo): ha senso sperare che tutto torni come prima? Perché accettare la dittatura dello spread,

◖ Per Far Le Brevi ◗ Criticalacrisi. Domenica 3 giugno a Vinciucci si è tenuta una giornata del gruppo Criticalacrisi dedicata a riflettere su come continuare il gruppo e sui rifiuti e la loro riduzione. Una trentina di persone si sono ritrovate nel clima di inizio estate sempre con grande convivialità e affetto, avvolte dentro tante discussioni, riflessioni, ristorate da un succulento pranzo con premio per il piatto più a km0 (vinto da Caterina Rizzo con un ottimo riso). Al pomeriggio laboratorio per la preparazione dell’orto da balcone: la verdura a km più 0 possibile!

◖ Il Consiglio Direttivo AGICES ha riattivato il fondo emergenza per le Botteghe emiliane terremotate, già istituito in occasione dell'alluvione che ha colpito Genova qualche mese fa. I contributi verranno raccolti e poi devoluti alle Organizzazioni in difficoltà. È sufficiente effettuare un versamento sul CCB IT72 I050 1803 2000 0000 0109 482 di Banca Popolare Etica intestato a AGICES – Roma, con causale: Contributo per le organizzazioni equosolidali emergenza Emilia Romagna ◗ 3

◖ Diversi Parlamentari Europei hanno pubblicamente dichiarato il loro appoggio al Commercio Equo e Solidale in occasione della Giornata Mondiale del Fair Trade. Il Presidente Martin Schulz ha affermato, fra le altre cose di “apprezzare con orgoglio la scelta di tanti consumatori europei che acquistano prodotti equosolidali” e che “più volte il Parlamento Europeo ha chiesto all'Europa di considerare politiche specifiche a sostegno del Fair Trade” ◗


Io.Equo Si impara da piccoli a “puntare equo”: una giornata su economia e nuovi stili di vita per i più piccoli — di Enrica Frasca Caccia io.Equo: la nuova campagna di sensibilizzazione di altromercato A Modica la campagna di sensibilizzazione di CTM Altromercato “IO.EQUO – Coltiviamo un’altra economia” ha coinvolto anche i bambini. È bastata una leva, simulata con semplicità da un movimento di braccia, a far comprendere ai più piccoli che i loro stili di vita fatti di “superfluo” e “privilegi” pesano negativamente su altre parti del mondo e calpestano diritti e dignità di uomini, donne e bambini. “IO punto EQUO” vuol dire riposizionare l’essere umano al centro dell’economia; vuol dire che il raggiungimento dell’equilibrio dipende soprattutto dalla responsabilità individuale. Anche quella dei bambini. Così, sabato 12 maggio, Piazza Matteotti si è trasformata in un laboratorio in cui i volontari hanno guidato quattro classi di scuola elementare in un percorso per la riscoperta di una ricchezza diversa da quella del possesso. I bambini hanno riassaporato il gusto di essere buoni osservatori, porre attenzione ai particolari e guardare un po’ più in là del proprio naso. La frenesia della vita che conducono non consente loro di godersi la bellezza del luogo in cui vivono. Così hanno guardato la città con occhi diversi e l’hanno disegnata. Dalle matite colorate sono venuti fuori tanti piccoli capolavori che hanno guidato anche i più grandi alla scoperta di scorci dimenticati. Tanti laboratori in piazza Sorprendente anche il laboratorio sull’informazione: il confronto con i bambini ha creato molti spunti di riflessione sia sul modo di fare

informazione (c’erano alcuni piccoli aspiranti giornalisti!), sia sul modo di informarsi. I più piccoli sanno bene che le informazioni da cui siamo bombardati ogni giorno

non vanno ingoiate passivamente, ma filtrate e confrontate con spirito critico. E ai bambini questo non manca. Ce lo ha dimostrato l’alunna che ha preso la parola e ha spiegato a modo suo, con un esempio, perché informarsi bene vuol dire essere liberi: “Se io conosco tutto quello che di brutto c’è dietro la Coca Cola, posso scegliere se farmi male oppure no”. Più chiaro e calzante di così! coltivare un’altra economia: giÁ da piccoli È possibile Coltivare un’altra economia: già da bambini lo si può fare. Partendo dalla riscoperta della terra e del piacere di sporcarsi le mani. Lo hanno fatto i bambini. Non in campagna, ma in piazza, scoprendo

Per dettagli e approfondimenti

“www.ioequo.it” il nuovo sito della campagna.

che anche in città è possibile avere il proprio orticello. Hanno imparato a riconoscere alcune piantine e le hanno coltivate riutilizzando materiale di uso comune. Un piccolo viaggio per scoprire quanto sia “ricca” l’essenzialità e come essa possa rappresentare una leva per riequilibrare il mondo; un piccolo viaggio per lanciare degli input ai “grandi di domani” sugli stili di vita sostenibili e sulle pratiche di economia solidale. simulare una leva con le braccia per far capire che un mondo più giusto ed equo è possibile I più grandi hanno scoperto che dai più piccoli arrivano le idee più fresche e sorprendenti. I bambini sono pronti. Forse i grandi un po’ meno. Perché quel giorno la piazza non era invasa da scolaresche.

Ma come inizio va bene lo stesso: vuol dire che saranno i piccoli alunni di queste quattro fortunate classi modicane a spiegare agli amici (e a mamma e papà) che bisogna cambiare stile di vita per riequilibrare il mondo. Magari lo faranno simulando una leva con le braccia! ■

QUELLO CHE È GIUSTO È GUSTO | Proposte gastronomiche con ingredienti della Bottega

Zuppa di quinoa Una ricetta veloce e gustosa che mescola sapori europei con quelli speziati dei Paesi del Sud del Mondo. Potete trovare in Bottega le confezioni di quinoa e spezie.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 100 gr di quinoa 1 cipolla piccola, 1 spicchio d'aglio, 3 carote 1 gambo di sedano, 2 zucchine, 2-3 patate 4 pomodori piccoli o pelati, un pezzo di zucca 1-2 chiodi di garofano sale q. b.

PROCEDIMENTO

❼ Aggiungere la quinoa ben lavata e cuocere

❶ Mettere in una pentola un po’ di olio

ancora per circa un quarto d’ora, fino a che i grani si aprono. ❽ Condire con un filo d’olio extra vergine d’oliva o formaggio a piacere.

extravergine di oliva. ❷ Soffriggervi l'aglio e la cipolla tritati. ❸ Tagliare tutta la verdura a dadini non troppo piccoli ed aggiungerli man mano al soffritto. ❹ Salare e pepare. ❺ Lasciare cuocere per 20 minuti ed aggiungere i chiodi di garofano. ❻ Completare la cottura delle verdure, aggiungendo acqua per mantenere liquido il minestrone.

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a cura di Rachele Baglieri


Uno stagista per Quetzal

L'esperienza di Davide Lupo, neo – equonomista di Pachino che ha vissuto un'esperienza da stagista per circa un mese presso la Cooperativa Quetzal — di Davide Lupo

l’inizio di un’esperienza incredibile L'entrare a Modica di buon mattino è un’esperienza che difficilmente può essere espressa a parole. È un’esperienza che dipinge il tuo stato d’animo di una gamma di vibranti sensazioni. Essere avvolti dalle sue pietre significa essere trascinati verso un particolare senso di pace e di serenità. Quell’essere avvolti potrebbe addirittura generare la pressante sensazione di essere osservato ma poi ti accorgi che quelle algide costruzioni e quelle calde pietre, non solo tendono ad abbracciarti ed accoglierti, ma ti stimolano ad interrogarti su che cosa avrebbero, dopo tanti secoli, da raccontare. LA cooperativa quetzal: un volto che ti sorride La Bottega Quetzal, sembra, in questo turbinio di ponti, scale, stradine e vicoli,

riequilibrare ed apportare al contesto in cui è collocata un altro volto a Modica; un volto che questa volta ti sorride. La prima volta che raggiunsi la Bottega Quetzal, dopo aver fissato l’appuntamento con Sara e Saro per capire se avrei potuto iniziare a collaborare con loro, venni sconvolto dal fatto che ogni elemento

QUINOA (Chenopodium quinoa) è testimone di biodiversità; viene coltivata infatti da oltre 5000 anni sugli altipiani pietrosi delle Ande a 4000 metri sul livello del mare ed è cibo essenziale per le popolazioni andine. Appartiene alla famiglia delle chenopodiacee, come gli spinaci o la barbabietola, è una pianta resistente che non richiede particolari trattamenti e produce una spiga ricca di semi rotondi, simili a quelli del miglio. È un alimento particolarmente ricco di proprietà nutritive: contiene fibre e minerali, come fosforo, magnesio, ferro e zinco, ed è un'ottima fonte di proteine vegetali; inoltre i grassi contenuti nella quinoa sono prevalentemente insaturi. La quinoa non contiene glutine ed è alimento adatto sia agli adulti che ai bambini. La quinoa Altromercato è prodotta in Bolivia da Anapqui (Asociaciòn Naciònal Productores de Quinoa), un'associazione che riunisce complessivamente riunisce 1500 famiglie socie, cioè complessivamente circa 5000 persone.

in bottega, nella sua apparente confusione, è equilibrato! Non posso dimenticare come i miei sensi siano stati all’interno, una volta sottratto dalle sensazioni avute all’esterno, appagati pienamente. Fibre di canapa, tessuti di organza e filati strani. Ho visto tanti colori, tante sfumature e capito che dovevo imparare a riconoscerli e ad averne rispetto. tutti i sensi coinvolti da visi e oggetti Il tatto su quella pietra saponaria fredda ma elegante e bella. L’odore persistente ed invitante della cioccolata vista realizzare al laboratorio, stupefatto come un bambino, da attente e sorridenti Paola, Marinella ed Aurora ed impacchettata da un indaffarato Marcello e da un riflessivo Flavio. La cannella, gli altri aromi... e come non dimenticare l’odore di biscotti appena sfornati, prestati da Di Lorenzo. Il sapore fresco e gradevole degli oritos e del pane ai multicereali di Roberta. Tanti visi vivi e moltissimi visi amici. Il buongiorno del signor Blanna, clienti buoni, clienti delle 19:58, persone che una volta entrate in Bottega ti fanno pensare ad un un loro acquisto ma ti chiedono solamente dove poter prendere i biglietti per la sosta e non ti resta che vedere una sconsolata Monia pronunciare: “Li trova qui accanto” . la vera motivazione che mi ha spinto a scegliere la cooperativa per questa esperienza Ho forse dimenticato la vera motivazione che mi ha portato a scegliere la cooperativa Quetzal per il mio stage, non ho invece

Gente di Quetzal

dimenticato la consapevolezza che ogni nostro atto d’acquisto si traduce direttamente in un risultato economicamente positivo per i popoli dell’“altro” mondo. Spero che questi ultimi possano conoscere, che in questa parte del mondo c'è tutto il nostro sostegno e che grazie alle loro prestazioni commerciali si possa, sebbene ci siano le ben note interferenze e congiunture internazionali, garantire e propagare un modello economico di sicuro successo. modica e qualche strana alchimia Mi resta ancora da capire come mai a Modica si trovino e si gustino cose veramente buone,

nei diversi panifici, bar e putie che ho avuto modo di frequentare durante la pausa pranzo. Deve esserci una particolare formula alchemica, qualche majaria. E, a proposito, dopo la Majara, la prima cioccolata femminista, perchè non proporre la Precaria, la prima cioccolata economica, al sale e pepe? Un’idea da sviluppare… I love Quetzal ■

di Carmelo Avola

Perché ho scelto di diventare socio della Quetzal? Domanda che mette a nudo le forti contraddizioni che caratterizzano la mia vita. Potrei richiamare gli alti valori che stanno dietro al commercio equo; potrei riferirmi al bisogno di rendere più coerenti le mie scelte quotidiane con i principi a cui sento di ispirare la mia esperienza di uomo. Ma queste risposte non farebbero altro che accentuare la distanza tra la mia vita reale e le mie “desiderata”, mantenendo la finzione dietro cui mi nascondo per non risolvere la dicotomia tra il mio essere e la mia idea di ben-essere. Perché sono socio della Quetzal? Forse perché non muoia la mia ricerca di vivere finalmente in armonia, facendo coincidere la mia vita reale con la mia vita ideale. Spero che continuando a fermare il mio sguardo sulle tante esperienze di vita che mi arrivano dai più poveri della terra, riuscirò a compiere ogni giorno piccoli passi verso la realizzazione di questo sogno. 5


A proposito di reti fra botteghe

TANTE BELLE COSE! | Recensioni acoustic africa Putumayo World Music 2009

La Cooperativa “Unicomondo” della provincia di Vicenza si presenta — di Marta Fracasso La cooperativa Unicomondo nasce dall'unione di tre diverse realtà che a partire dalla metà degli anni '80 hanno portato avanti i principi ed i valori del commercio equo e solidale nel vicentino. Nasce quindi nel 1999 la nostra cooperativa, che conta oggi 11 botteghe del mondo ed una sede operativa con magazzino ed uffici ed opera nel vasto territorio di Vicenza e provincia. L'apporto dei volontari rimane per la nostra cooperativa fondante e fondamentale dal momento che la quasi totalità delle botteghe è gestita interamente da questi. La cooperativa conta nel suo complesso oltre 300 volontari e circa 900 soci, dando lavoro a 10 persone che costituiscono il gruppo degli operativi della struttura. Le attività di formazione e di sensibilizzazione rivestono grande importanza per la nostra realtà. La Cooperativa è impegnata sul territorio vicentino in interventi di sensibilizzazione e formazione, in ambito scolastico ed extra-scolastico sui temi legati al commercio equo e solidale, alle dinamiche del commercio internazionale e, più in generale, all’economia di giustizia. Unicomondo ha attivato con altri soggetti del territorio una rete (rete quattro salti in un mondo migliore) al fine di mettere assieme le competenze nel settore educativo per un’offerta didattica a tutto tondo sui temi dell’interculturalità, dello sviluppo sostenibile, del commercio equo e solidale, del turismo responsabile, delle politiche di genere e del rispetto e della tutela dell’ambiente. La cooperativa organizza corsi di formazione e approfondimento per i suoi volontari, in media due corsi all'anno, oltre a numerose altre serate di approfondimento, corsi di cucina con ingredienti del commercio equo e solidale, serate di lettura, presentazioni di libri legati alle nostre tematiche, ed incontri di testimonianza con i produttori del Sud del mondo. Unicomondo è socia fondatrice di AGICES, è socia del consorzio CTM-Altromercato, di Altreconomia e della cooperativa Viaggi e Miraggi ■

€ 15,00

Putumayo è un’etichetta statunitense specializzata in world music, nata nel 1993 con connotazioni proprie del commercio solidale; in particolare, finanzia progetti di sostegno per le comunità a cui appartengono gli artisti che produce. Questo disco è una raccolta che ci ricorda perché siamo così toccati dalla musica: grazie alla melodia, al ritmo e al messagio. Putumayo ha presentato una serie di CD musicali del mondo, ma la musica africana è stata il cuore e l'anima coerente della sua offerta. Il cd è una collezione accattivante che mette in mostra alcuni dei più grandi cantautori africani con una grande padronanza della musica acustica. Da Habib Koité a Gabriela Mendes, da Angélique Kidjò a Faya Tess & Lokua Kanza: una vera e propria rivoluzione acustica in contrasto con la musica dance o sintetizzata. Con Acoustic Africa, scoprirete canzoni popolari dolci dal Senegal, una canzone di protesta del Sud Africa, ballate con influenze blues dal Mali e molto altro. Avrete l'occasione di conoscere e ascoltare nomi importanti in una versione talvolta inedita. Insomma, si tratta certamente di un album che non può non far parte della vostra collezione, e che potrete ascoltare ed acquistare in Bottega.

SCONFINIAMO | Dai nostri inviati negli “altrove” del Pianeta

dalle Eolie alla Sicilia — di Livio Luparia La regione Sicilia era da completare. Nell'anno 2000 iniziammo questo nostro percorso cicloturistico nelle regioni meridionali proprio da quest'isola, da Palermo in senso antiorario fino a Giardini Naxos, con obiettivo principale le grandi, uniche al mondo, attrattive archeologiche Segesta, Selinunte, Agrigento, Gela, Piazza Armerina, ecc. e quindi la meravigliosa costa mediterranea. Quest'anno abbiamo completato l'esplorazione, con ben 23 ciclisti, partendo da Milazzo, due giorni alle Eolie e poi tutto in costa fino a Messina, Taormina, Acireale, Catania, Siracusa, Capo Passero, Pozzallo, Scoglitti per infine salire a Ragusa e concludere a Modica. Paesaggi, scorci panoramici indimenticabili, spiagge, scogliere, lunghi tratti di costa libera influenzata dai capricci del vulcano, laddove l'Etna è incombente (a proposito, il gruppetto dei più tosti è salito da Mascali al rifugio). Superfluo citare la proverbiale ospitalità della gente di

Sicilia, il traffico, fuori dei grossi centri, abbastanza scarso in questo inizio di stagione estiva apparsa in ritardo di preparazione e di frequentazione; i turisti stranieri solo nei luoghi più rinomati. Fiori ovunque, cascate di bougainville lungo le strade, ginestre, fichi d'india, piantagioni di limoni con appesi tantissimi frutti (chissà se saranno raccolti) e più a sud immense distese di coltivazioni in serra a produrre le primizie per le mense del nord (nell'azienda del Professore in C.da Cozzo Manzo di Porto Palo abbiamo appreso alcuni segreti sul “suo” ciliegino). Nella prima parte strade abbastanza trascurate, disseminate di buche e chiusini sconnessi, con i cigli cosparsi di immondizia di ogni genere e una striscia continua di frantumi di vetro (ben 14 forature) e erbacce e arbusti invadenti. Più a sud le cose migliorano, sembra di entrare in un'altra 6

Sicilia, più tranquilla, più pulita ancora più accogliente e coinvolgente con le sue perle Noto, Scicli, Ragusa, Modica che rendono ora ricercata questa parte (Iblea) di isola. Il nostro tour si è concluso in dolcezza, nella splendida Modica, nelle sale del laboratorio del cioccolato equo e solidale Quetzal (grazie a Sara). L'avremmo volentieri evitato ma ci tocca segnalare i disservizi subiti al Teatro greco di Siracusa, la cui cavea era completamente occultata da tavolato in legno, quindi solo immaginabile, dicono segnalata con avviso alla biglietteria ma biglietti comunque venduti a tariffa intera; ed a Palazzolo Acreide dove oltre il Teatro è impossibile la visita al resto del sito tanta è l'invadenza di erbacce ad altezza d'uomo che impediscono di avvicinarsi alle Latomie e a nulla valgono le risibili giustificazioni nel fare pagare il biglietto intero con rimpallo di responsabilità tra qui e Palermo: c'erano bus di stranieri irridenti che certo non faranno buona propaganda. E pensare che ci vorrebbe così poco ■


CON PAROLE SUE | Opinioni sotto i riflettori

IO.EQUO: JAIME BELEN COPA

FOTO: REPERTORIO

Jaime e l'Asociación Nacional de Productores de Quinua. — di Sara Ongaro

Abbiamo intervistato Jaime Belen Copa, vice presidente di Anapqui, la più grande associazione boliviana di piccoli produttori di quinoa che si occupa del commercio equo da oltre 20 anni.

BenVenuto in europa, jaime. È la prima volta che vieni in italia? È la prima volta che esco dal mio continente e per arrivare a Modica giovedì mattina (il 10 maggio) sono partito dal mio villaggio sulle Ande il sabato prima e non ho mai smesso di viaggiare. In Bolivia c’era uno sciopero generale (perché la situazione non è semplice), poi la compagnia aerea con cui dovevo viaggiare è fallita e hanno cancellato il volo. Sono passato in aereo da San Paolo in Brasile, da Parigi e da Roma… ma alla fine ce l’ho fatta! sei un produttore di quinoa che vendiamo in bottega. ci racconti qualcosa di questa pianta? La quinoa è il nostro cibo principale sulle Ande a 4000m. In questo momento sta iniziando la raccolta anche se siamo in inverno e ci sono -20°, invece la semina è a settembre. È un alimento molto proteico circa 5 volte più della carne. Ce ne sono diverse varietà: le principali sono la bianca, la rossa e la nera. Fino a poco tempo fa non aveva nessun valore perché non si sapeva del contenuto proteico e la mangiavamo solo noi indigeni Quechua e Aymara. Io sono un quechua… scusate se parlo così: lo spagnolo è la mia seconda lingua. Hanno provato a piantare quinoa anche in Francia e da altre parti, ma cresce più piccola e con meno proteine: è solo in Bolivia e nella zona del Salar de Huiuni che cresce così (il Salar è una zona molto particolare della Bolivia: è una grande distesa di sale, residuo di un mare interno che in alcune stagioni contiene anche acqua, altrimenti resta asciutto; vi si estraggono litio e altri minerali). come la mangiate la quinoa? Noi la mangiamo a zuppa, la cosiddetta sopa de quinoa, o ci facciamo il latte facendola cuocere per un’ora e poi strizzandola. È buona ed è un’ottima fonte di proteine vegetali. Inoltre non contiene glutine e va bene per adulti e bambini intolleranti al glutine.

Ci racconti qualcosa dell'organizzazioDi seguito alcuni dati sulla quinoa Oggi il consumo di quinoa sta aumnetando vertigine di cui sei vicepresidente? La Cooperativa Anapqui è stata fondata nosamente in Occidente per le sue ottime caratterinel 1983, è composta da 12 organizzazioni stiche portando a una crisi di eccesso di domanda regionali, io sono sempre stato molto impeche porta da una parte ad aumentare le entrate gnato nella mia organizzazione regionale e da dei contadini e a offire un interessante coltura da quest'anno sono stato eletto dirigente nazionacoltivare, ma dall'altra anche a cercare di coltivarla le. Ho fatto l’università in città in terreni non adatti. Non contiene glutine, ma non mi sono laureato e ho deciso di tornare ma grassi prevalentemente insaturi. Quella che in campagna e di dedicarmi all’organizzazione. vendiamo in Bottega importata da Anapqui è Il mio impegno è molto forte. biologica (certificata da bolicert/imc). Anapqui si occupa di agricoltura, ma anche Anapqui con la sua organizzazione ha contribuito di allevamento di alpaca e lama, fa microcredia promuovere l'accesso al mercato internazionale to per i soci, ha delle attività che coinvolgoper i piccoli produttori, centralizzando no le donne che producono tessuti. la lavorazione e l'impacchettamento È diretta da 3 persone elette ogni del prodotto. 2 anni. I soci sono circa 1500, Il 10% della produzione IL SITO INTERNET si intende 1500 famiglie, poi di Anapqui viene venduto di ANAPQUI decidono se partecipa il marito nel mercato interno, il restante o la moglie, tante sono le donne all'estero. www.anapqui.org.bo anche nelle nostre riunioni. È importata in Europa da gepa (organizzazione di commercio Come siete organizzati per il equo tedesca) e distribuita in Italia settore della quinoa? da ctm- Altromercato che la vende Ogni produttore coltiva la sua quinoa sia in paccheti sia come ingrediente per vari in campi di massimo 10 ettari. È la famiglia prodotti: che si occupa di selezionare e conservare i semi la pasta alla quinoa, le gallette di quinoa soffiata, migliori per ripiantarli. Poi dopo il raccolto il mix per la zuppa, gli snack salati, con la famiglia la sgrana e la vende tutta all’orgli snack dolci (ciki), la quinoa soffiata nelle barrette ganizzazione regionale. Infine viene portata di cioccolato Bribon, la birra alla quinoa. a Challapata dove abbiamo la fabbrica centraIl presidente boliviano Evo Morales sarà l'ambascializzata della trasformazione della quinoa: tore speciale della quinoa per la Fao, l'agenzia viene lavata, essiccata e confezionata. delle Nazioni Unite per l'alimentazione. La nomina, celebrata a giugno a Roma, quanta quinoa producete? premia l'impegno del capo di Stato nel promuovere Anapqui esporta circa 9 tonnellate di cui circa una pianta il cui valore nutritivo è ben conosciuto 4 sono per il commercio equo e solidale dalle popolazioni andine. Uno sforzo che portò di diversi paesi. lo scorso novembre le Nazioni Unite a decretare il 2013 come anno internazionale della quinoa. che rapporti avete con il governo di evo “Per anni la quinoa, al pari dei contadini morales? e degli indigeni, era malvista, discriminata e rifiutaIl governo non ci appoggia in particolare. ta, trattandosi di un alimento consumato solo Tutto quello che abbiamo ce lo siamo costruidagli indios”, ha detto Morales citato to con le nostre mani. dall'agenzia abi. Forniamo al governo quinoa per le colazioni Un bene che le popolazioni andine offrono scolastiche e come bene sussidiato al mondo come “alternativa alla crisi alimentare per le donne incinte mondiale” ■ 7


Un’altra edicola è possibile

#Save 194

micro-rassegna stampa a cura di Sara Ongaro

La lotta in difesa della legge 194. – di Rachele Baglieri Il 20 giugno alcuni punti della legge 194 sono nel Rapporto Ombra Cedaw, le minorenni, stati all’esame della Corte Costituzionale. le lavoratrici precarie, le straniere (soprattutLa legge 194 consente alla donna, nei casi to le badanti che non possono permettersi previsti dalla legge, di poter ricorrere alla i tre giorni di ospedalizzazione e dunque interruzione volontaria di gravidanza in una ricorrono all’aborto chirurgico, per il quale struttura pubblica (ospedale o poliambulatosono previste solo poche ore in ospedale). È rio convenzionato con la Regione di apparteforse un caso che gli aborti clandestini siano nenza), nei primi 90 giorni di gestazione; tra passati da circa 55.000 mila del 1988 agli il quarto e quinto mese è possibile ricorrere oltre 77.000 del 2007? Andiamo indietro nel alla interruzione volontaria di gravidanza tempo. Nell’agosto 2009 il Cardinal Bagnasco solo per motivi di natura terapeutica. dichiarava: È bene ricordare che è l’obiezione di coscienza “È auspicabile che l’obiezione a impedire che la legge venga applicata e che di coscienza nata da profondi convincile donne possano ricorrere all’interruzione menti cresca ancora, sia come dato in sé, di gravidanza, come è loro diritto, nei sia come testimonianza per l’opinione tempi indicati, pubblica sulla persistenza di una e non dopo lunghissime attese consapevolezza profonda”. l'hashtag dovute all’esiguo numero Nell’ottobre 2009 il segretario su twitter di ginecologi non obiettori. generale della Cei, Monsignor Diamo un’occhiata ai dati. Mariano Crociata, ribadisce che #save194 L’associazione Vita “l’obiezione di coscienza è anche di donna ci dice che nel un diritto che deve essere ricono50,9% dei casi il medico dice sciuto ai farmacisti permettendo “no” alla richiesta di prescriloro di non collaborare direttamente zione della pillola del giorno o indirettamente alla fornitura di dopo, e sono soprattutto i medici prodotti che hanno per scopo scelte chiaradel pronto soccorso (34%), della guardia memente immorali come l’aborto e l’eutanasia”. dica (30%), dei consultori (25%) e di medicina Il 20 giugno hanno vinto il rispetto e la giugenerale (11%) a rifiutare la richiesta. Così, in stizia: la legge sull'aborto Italia ricorre alla contraccezione non verrà toccata. È questa la decisione di emergenza solo il 2,5 per cento delle donne della Corte Costituzionale sul ricorso presentra i 15 e i 49 anni, con un dato che è tra i più tato da un giudice tutelare di Spoleto, bassi in Europa. Va ricordato che l’osteggiache ne contestava la legittimità perché ritetissima pillola RU486 viene somministrata nuta in contrasto con sentenza della Corte (a causa di una forzata interpretazione della di Giustizia Ue. La settimana scorsa, a legge 194 da parte del ministero della Salute) sostegno della lotta contro l’abolizione della solo con ricovero ordinario obbligatorio e 194, un gruppo di blogger e associazioni non in day hospital. Tutte le regioni italiane, femministe aveva lanciato una battaglia tranne Emilia Romagna e Toscana, adottano a sostegno della norma, sotto l'hashtag i tre giorni di ricovero: penalizzando, si legge #Save194. Nonostante questa vittoria bisogna

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AAM Terranuova è la rivista dell’ecologia e del vivere naturale sempre più seguita e amata anche a Modica (ormai in Bottega va a ruba): se in tanti ci garantite l’acquisto ne possiamo anche far arrivare più copie: dà tanti suggerimenti utili, tante notizie importanti e tante provocazioni. Nel numero di giugno potete leggere a pag 15 l'articolo “I metalli ci fanno ammalare” che dà conto di quali e quanti metalli pesanti ci siano nell’aria, nell’acqua e nella terra e quindi anche dentro il nostro corpo: si parla dei danni che ciascuno di essi provoca e di come liberarsene grazie all’alimentazione. La spezia coriandolo e il bicarbonato di sodio sono alleati importanti.. A pagina 23 troverete un interessante dossier dal titolo “Bucato leggero”, dossier speciale sui detersivi con analisi di 12 detersivi diversi per capirne il contenuto. Informazioni sulle nuove frontiere del bucato: il lavaggio a freddo (le nuove lavatrici lo permettono sempre), i tensioattivi prodotti da olii locali invece che tropicali o addirittura da olii di frittura riciclati. A pagina 46 l'articolo “Borghi attivi: ricostruire luoghi, ricostruire identità”, racconta del progetto post-terremoto di EVA cioè l’Eco Villagio Autocostruito a Pescomaggiore (L’Aquila) che ha unito 5 Comuni nella progettazione partecipata del territorio. A fine luglio ci sarà il raduno estivo della Rete Italiana Villaggi Ecologici (RIVE). Infine, a pagina 60 “Anch'io sono incinto” presenta il libro di Marc Woods su come i futuri papà possono vivere appieno la gravidanza fra paure, esercizi da fare insieme, scelta del nome, ripensamento di sé. Il volume di Mark Woods, che ha riscosso grande successo nei paesi anglosassoni, intende colmare il vuoto di informazioni per i neo-papà, offrendo loro, con ironia e competenza, un manuale pratico per navigare nelle acque movimentate della gravidanza. A partire dalla propria esperienza di genitore,

Le Solide Utopie  

Pagine di informazione della Cooperativa Quetzal - La Bottega Solidale, sul Commercio Equo, sugli stili di vita sostenibili, sulle energie a...

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