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Sopravvivere alla crisi La contromanovra di Sbilanciamoci! p 3 Sono passati dieci anni Ricordando Carlo Giuliani e non solo p 4 A proposito di reti fra botteghe Dieci anni di Comes: Torino si racconta p 6 Vacanza Creativa La prima vacanza eco-equo-solidale p 8 Pagine di informazione per i soci e i simpatizzanti della Cooperativa Quetzal di Modica | distribuzione gratuita

N° 5 – LUGLIO/AGOSTO 2011

Il silenzio come risposta al conflitto L’innocente dovrebbe urlare e dimenarsi? E se facendolo venisse invece solo fagocitato dalle urla altrui? E se il silenzio fosse invece l’unico modo per non accettare il basso livello dello scontro? Abbiamo alle spalle tre anni di conflitto aspro dentro la cooperativa che ci hanno insegnato che tutto quello che si semina, si raccoglie. Crediamo davvero che dal letame altrui possono anche sbocciare i nostri fiori. E ci crediamo tanto che continuiamo a lavorare sereni, anche se la strategia dei nostri detrattori è proprio quella di distoglierci dal lavoro quotidiano.

Quando avrai inverni così da proteggere, quando avrai silenzi così da comprendere, se vorrai sarò più di un attimo” ~ Subsonica

Il silenzio e le parole Considerazioni sul silenzio della Cooperativa come risposta agli attacchi mediatici — di Sara Ongaro All’attacco della stampa e di altri che nel mese di giugno e agosto ha investito la Cooperativa Quetzal non abbiamo risposto. Il silenzio della cooperativa ha inquietato molti. Cosa si sarebbe voluto? Parole chiare, forti, vere contro il fango sparso a piene mani? Vorremmo proporre qualche domanda. 1. Qualcuno crede davvero che l’obiettivo di chi ha scritto articoli su articoli contro la Cooperativa sulla stampa locale negli ultimi due mesi sia davvero la cooperativa o la preoccupazione per il posto di lavoro di tre dipendenti licenziate per mancanza di ordinativi? 2. Se così fosse, come mai nessuno è venuto a fare una sola domanda alla Cooperativa? Fosse anche solo per chie-

dere i tempi del loro reintegro. 3. Come mai non abbiamo visto altrettanti articoli sui licenziamenti ben più consistenti avvenuti a Modica nelle stesse settimane? 4. Se l’obiettivo non è la cooperativa, la risposta non spetterebbe forse solo ai veri obiettivi dell’attacco? 5. Chi conosce e vive la cooperativa ogni giorno ha bisogno di un articolo di giornale per distinguere il fango dal vero? 6. Le parole, dopo essere state usate come clave senza logica né deontologia, hanno ancora il potere di dire qualcosa di reale e di vero? Il silenzio inquieta perché spinge tutti a farsi avanti, a usare i propri occhi per vedere e la propria testa per interpretare.

Le Conclusioni dell’ispezione regionale La campagna di stampa di giugno contro la cooperativa serviva a fare terra bruciata per l’arrivo delle conclusioni dell’ispezione della Regione, scatenata dalla denuncia dell’ex DG Simone Sabaini e dal socio Paolo Segreto e durata ben otto mesi. È stato l’attacco più pesante che si è creduto di infliggere, ma che finora ci ha solo reso possibile di raccogliere il sostegno a livello nazionale e internazionale di oltre 60 organizzazioni che ci conoscono, che hanno lavorato con noi e sanno ben distinguere i furbi dall’etica dagli onesti. Hanno dimostrato il loro sostegno per noi all’assessorato regionale fra gli altri: Libera International, Emmaus Italia, Banca Etica, wfto, ctm Altromercato, Legambiente Sicilia, docenti universitari con cui abbiamo collaborato, organizzazioni non governative come il cesvi e l’arci, la cgil, tantissime cooperative di commercio equo. Le loro lettere le abbiamo già consegnate all’Assessorato Regionale, il loro sostegno ci incoraggia e ci ricorda che il contesto in cui agiamo è più ampio di quello in cui piccoli uomini assetati di menzogne e incapaci di sognare un mondo migliore, vorrebbero chiuderci. Con dignità e trasparenza A quel contesto continuiamo a riferirci, insieme ai produttori di Comes che ci sono maestri nel combattere la menzogna e i ricatti, con dignità e trasparenza. Con il silenzio quando le parole altrui e i nostri fatti parlano abbondantemente da soli. Poiché le parole hanno bisogno di spazi e tempi adeguati, per dovere di cronaca diciamo che a tutti quelli che hanno fatto domande abbiamo accuratamente risposto ■


Visita alla Quetzal con cena Del mare, dei viaggi, del cibo e della buona compagnia. — di Andrea Pallisco LUGLIO/AGOSTO 2011 – N°5

Il risveglio nella mattina piemontese tinta di azzurro intenso accende il desiderio di colazione con granita al caffè e cannolo alla ricotta. Ritornando a casa da Modica e dalle terre del sud – est dell’isola, noi otto del “gruppo vacanze franco-torinese”, guidate da Simona della Coop. Mondo Nuovo, ci siamo portati con noi tutti i profumi, i colori del mare e soprattutto il calore degli incontri. Questa sensazione è così reale che la riserva di Vendicari, le Cave d’Ispica e gli amici di Quetzal non sembrano così lontani Abbiamo alloggiato a casa di due soci della cooperativa, senza mai sentirci ospiti, ma parte della famiglia, ed è stato molto piacevole e significativo condividere alcuni pasti, le chiacchiere notturne, la gita alle cave, la visita al laboratorio del cioccolato e la splendida cena per festeggiare il compleanno di Luisa.

Registrazione al Tribunale di Modica 3/2011 – Anno I

Giornale di informazione gratuito per soci, simpatizzanti e consumatori della Cooperativa Quetzal – la Bottega Solidale

direttore responsabile Angela Allegria

redazione

Rachele Baglieri, Sara Ongaro

progetto grafico Elio Di Raimondo

impaginazione grafica Rachele Baglieri

hanno collaborato a questo numero Andrea Pallisco, Carmela Saturnino, Un Mondo Nuovo, Graziana Aprile, Giuseppe Stracquadanio, Rosa Modica, Roberto Castronovo, Sara Ongaro

stampa

Ideal Print tipografiaidealprint@gmail.com

cooperativa quetzal

PRESIDENTE

Saro Guarrasi AMMINISTRATORE DELEGATO

Fabrizio Nardo CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Rachele Baglieri, Saro Guarrasi, Marinella Melieni, Angelo Migliore, Fabrizio Nardo

Se desideri collaborare, diventare socio o se vuoi fare un’esperienza di volontariato nell’ambito del Commercio Equo e Solidale, contattaci subito a questo indirizzo:

cultura@quetzalmodica.it

Segui le nostre iniziative e tieniti aggiornato sulla realtà del commercio equo e solidale: www.facebook.com/ QuetzalModicaBdM Segui l’uccellino Quetzal e il suo cinguettare su Twitter: www.twitter.com/quetzalmodica Per ricevere la nostra newsletter scrivi a cultura@quetzalmodica.it con oggetto “Iscrivimi”

FOTO: SARO GUARRASI

Corso Umberto I, 223/a 97015 – Modica (rg) tel. e fax 0932-752321 www.quetzalmodica.it

Sia nella bottega che in laboratorio si respira un’aria serena, di collaborazione, di gioia nel fare il proprio lavoro e nel portare avanti il progetto nonostante tutto. Abbiamo avuto la fortuna di partecipare alla cena sociale della cooperativa, sul terrazzo di Modic’arte in una posizione incantevole verso Modica Alta, assaporando i deliziosi piatti con molti prodotti della bottega, interamente preparati da Rosa e Sara (ebbene sì le donne del nostro gruppo hanno anche dato una mano a lavare e tagliare verdure, mentre gli altri erano al mare…), dai peperoni ripieni alla quinta, al riso rosso con pomodorini e cipolla di Tropea, al fantastico pollo ai datteri. Già il titolo della cena era particolare e importante per il momento che la cooperativa sta vivendo: “Dal letame nascono i fior…”, perché, nonostante tutto quello che si è vissuto nel recente passato, è chiaro come la cooperativa abbia tutta la voglia di far vedere quanto sia propositiva, ottimista e determinata. È stato un bel momento per approfondire incontri e fare nuove conoscenze, anche di aspetti legati allo sviluppo di Quetzal sul territorio (la prospettiva di un futuro migliore). Che altro dire? Dodici giorni sono stati forse pochi, ma sufficienti ad aprirci gli occhi su nuovi orizzonti e nuove modalità di vita. Ci portiamo tutto questo nel cuore e l’aspetto più positivo del nostro rientro nel profondo nord è che resta l’appetito di incontrarci ancora in futuro. A Modica ci si sente a casa ■

Ci siamo portati tutti i profumi, i colori del mare e il calore degli incontri

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IL POTERE DI SAPER FARE | Idee per uno stile di vita sostenibile debito e dall’altra a dare protezione sociale a chi è colpito dalla crisi e a rilanciare un’economia diversa fondata su un nuovo modello di sviluppo.

SOPRAVVIVERE ALLA CRISI La contromanovra di Sbilanciamoci! per sopravvivere alla crisi: ovvero del come fosse possibile fare diversamente — di Rachele Baglieri La manovra di Tremonti varata recentemente dal governo affossa ancora di più il paese nella depressione economica, deprime le possibilità di ripresa dell’economia, fa pagare alla parte più esposta del paese il peso e le conseguenze di questa crisi. Il pareggio di bilancio del 2014 non ci è stato imposto dall’Unione Europea. È una scelta politica di Tremonti che in questo mondo rischia di portare il paese ancora di più nella recessione. È una manovra tutta concentrata furbescamente nel 2013-2014, quando -speriamo- potrebbe esserci un altro governo a fronteggiare l’emergenza economica. Il fallimento della POlitica economica Dopo mesi di inutile ottimismo e di stupida sottovalutazione della portata della crisi, il governo si trova a dover prendere amaramente atto del fallimento della sua politica economica, della fallacia delle sue previsioni iniziali, della futilità delle speranze dell’ “effetto traino” legato alla possibile ripresa dell’economia mondiale. Dopo tre anni di provvedimenti tappabuchi, di mezzemisure all’insegna del marketing e di fumo negli occhi, la situazione economica del paese è gravissima, ed il peggio deve ancora venire. Avere tenuto sotto (parzialissimo) controllo i conti pubblici, senza rilanciare l’economia e la domanda interna, senza dare adeguata protezione sociale ed ai redditi si è dimostrata una strategia fallimentare ed autolesionista, senza futuro. La manovra di queste ore ne è la dimostrazione, e ora ne paghiamo il prezzo.

E ancora una volta a subirne le conseguenze è la parte più debole del paese: pensionati, lavoratori a basso reddito, consumatori, utenti dei servizi pubblici.. La reintroduzione dei ticket, l’inserimento dei costi standard nella sanità, la riduzione dei trasferimenti agli enti locali, il blocco degli stipendi nella pubblica amministrazione, l’intervento sulle pensioni stanno lì a dimostrare quanto ancora una volta il prezzo della crisi è pagato dalla fasce sociali più deboli. Tra i più colpiti sono i giovani: e con loro organizzeremo a Lamezia Terme la prossima edizione della controcernobbio, dal 1 al 3 settembre, in cui discuteremo di un piano nazionale del lavoro per i e rilanciare la scuola e l’università publica. era possibile fare diversamente? Sbilanciamoci -con la sua manovra da 51 miliardi di euro in 3 anni (per le proposte nel dettaglio www.sbilanciamoci.org) dimostra che si può fare. Anche tagliando la spesa pubblica: quella militare, delle grandi opere, per le scuole private, per il business della sanità privata. E con una politica fiscale che colpisca le rendite e non i salari, i grandi patrimoni e non i bassi redditi, i consumi ecologicamente dannosi e non i consumi pubblici ed i servizi sociali. È possibile garantirsi in questo modo un flusso costante di risorse da destinare da una parte all’abbattimento del

Tasse e sprechi Serve una tassa sui patrimoni milionari (che ci porterebbe oltre 10 miliardi di euro di entrate), bisogna portare la tassazione delle rendite al 23% e bisogna aumentare l’imposizione fiscale sui redditi superiori ai 70mila euro annui dal 43 al 45%. Nel contempo è necessario ridurre del 20% la spesa militare e cancellare il programma di 131 cacciabombardieri F35. Questi sono passi obbligati in tempi di crisi: in Germania e in Gran Bretagna sono state ridotte le spese militari, in Italia, ancora no. E servono misure per rilanciare l’economia attraverso un programma di “piccole opere” (cancellando Ponte sullo Stretto e Tav), di sostegno alla green economy (energie rinnovabili, mobilità sostenibile, agricoltura biologica, ecc), di incentivo e difesa dei redditi, unica garanzia perché possa riattivarsi una domanda interna. In questo senso la lotta al precariato, il sostegno alle pensioni più basse, il recupero del fiscal drag e il reddito di cittadinanza sono misure assolutamente necessarie in questa fase. L’Italia con questo governo e con le politiche fatte negli ultimi tre anni rischia di “uscire” dalla crisi ancora peggio da come era entrata ■

◖ Per Far Le Brevi ◗ Tutte le attività e i laboratori Attinkité sono sospesi per la pausa estiva, ma sono davvero numerose le iniziative che riprenderanno da settembre e delle quali vi aggiorneremo. Intanto desideriamo augurarvi buone vacanze lasciandovi con le parole di Tiziano Terzani, tratte dal suo libro Un altro giro di giostra. Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo: “La malattia di cui oggi soffre gran parte dell’umanità è inafferrabile, non definibile. Tutti si sentono più o meno tristi, sfruttati, depressi, ma non hanno un obiettivo contro cui riversare la propria rabbia o a cui rivolgere la propria speranza. Dov’è il centro del potere che immiserisce le nostre vite? Bisogna forse accettare una volta per tutte che quel centro è dentro di noi e che solo una grande rivoluzione interiore può cambiare le cose…”

◖ “A” come AGICES e Altreconomia, le organizzazioni che l’hanno creata. È un’agenda tascabile settimanale, con una veste grafica elegante e professionale. La copertina è in materiale riciclato, monocromatica o a più colori. Un prodotto dedicato a chi mette in agenda il rispetto dei lavoratori del Sud del mondo. Sarà in vendita nelle Botteghe del Commercio Equo e Solidale e on line a partire da ottobre. Potrete trovarla anche nella nostra Bottega ◗

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◖ Con Viaggi e Miraggi, che da molti anni si dedica a organizzare viaggio di Turismo Responsabile, rinnoviamo l’invito a scegliere il Nepal come meta durante le vacanze estive. Le prossime date sono: 27 Agosto, 11 Settembre, 15 Ottobre, 30 Ottobre. È un Paese meraviglioso ed è ancora più interessante se abbiamo la possibilità di andare oltre l’aspetto solo turistico, conoscendo le persone che ci vivono e che lavorano nei progetti di atrtigianato equosolidale ◗


Sono passati dieci anni

ILLUSTRAZIONE: FLORIAN BAYER

“E l’Italia? Dopo la morte di mio figlio ha solo saputo darmi sentenze totalmente inutili perché i veri responsabili non conosceranno mai la galera” (da un’intervista ad Haidi Giuliani) — di Sara Ongaro

Sono passati dieci anni Insieme a Borderline-Sicilia, al Clandestino e ad alcuni compagni modicani abbiamo voluto ricordare un decennale fondamentale. Nella cornice di Cava Pietra Franco ci siamo incontrati la sera del 20 luglio per tornare con la memoria a quei giorni e arrivare all’oggi. Tutti noi siamo stati a Genova nel luglio 2001: sia chi materialmente c’era, sia chi da casa ha seguito quelle giornate. Dieci anni dopo vi riflettiamo nella consapevolezza che l’attualità porta il segno lungimirante e pesante di quello che a Genova successe. Questi 10 anni sono stati (dall’11 di settembre con il suo corollario di guerre, alle lotte contro

la privatizzazione dell’acqua in tutto il mondo, alle rivolte arabe, alla bancarotta di interi Paesi, alle violenze contro i migranti, alla battaglia contro l’allargamento della base militare americana di Vicenza, al No Ponte, al No TAV) hanno realizzato quello che i manifestanti prevedevano e contro cui dicevano il loro NO agli 8 Grandi riuniti a Genova: no a uno sviluppo guidato dal mercato, no alla finta democrazia, no alla finanza che decide tutto, no alla mancanza di solidarietà, no alle guerre umanitarie. un segno indelebile e duplice Genova è stato un segno indelebile e duplice: da una parte la partecipazione innovativa

e massiccia di decine di migliaia di persone che per la prima volta prendevano posizione contro il supposto governo del mondo. Dall’altra è stata l’emersione di una repressione feroce contro quella partecipazione: l’uccisione di Carlo Giuliani, l’assalto alla scuola Diaz con decine di persone massacrate di botte nel sonno, le cariche indiscriminate contro persone inermi e nonviolente (mentre i violenti venivano lasciati scorrazzare e distruggere), la sospensione di ogni diritto nella caserma di Bolzaneto dove centinaia di arrestati sono diventati per 2 giorni desaparecidos, torturati in vari modi dalle forze dell’ordine.

QUELLO CHE È GIUSTO È GUSTO | Proposte gastronomiche con ingredienti della Bottega

Ravioli ripieni Questa ricetta proviene dal Nepal e appartiene da generazioni alla signora Gita Kumari Khadgi. Potete trovare in Bottega tutte le spezie: il cumino, il coriandolo e la curcuma.

INGREDIENTI 500 gr di farina di grano 500 gr di carne macinata 1 cipolla grande ¹/² spicchio d’aglio ¹/² cucchiaio di cumino, coriandolo e curcuma 5-6 cucchiai di olio sale

PROCEDIMENTO

diametro e riempirli con a carne condita.

❶ Setacciate la farina e mettetela in un

❽ In una teglia ben oleata versare poca acqua salata.

recipiente.

❷ Unire acqua a poco a poco, fino ad ottenere un impasto elastico e non colloso.

❸ Coprire e far riposare. ❹ Frullare la cipolla con ¹/² tazza d’acqua, unire l’aglio tritato, il sale e le spezie. ❺ Mettere in una padella con olio caldo per 30 secondi. ❻ Togliere dal fuoco e mettere in una ciotola insieme alla carne. ❼ Preparare dei cerchi di pasta di circa 6 cm di

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❾ Sollevare i bordi e chiudere i fagottini con mano ferma e bollire i ravioli per 8-10 minuti.

❿ Servire con una salsa delicata mantecandoli per qualche secondo, e servite spolverando con altro parmigiano grattugiato a piacere.

a cura di Rosa Modica


la memoria come denuncia Quindi ancora oggi da una parte vogliamo continuare a seguire il filo delle battaglie, a ricostruirlo e portarlo avanti perché invece si cerca di nasconderlo e spezzarlo attraverso occultazioni e calunnie. Dall’altra abbiamo il dovere ancora di chiedere giustizia e di fare sempre di tutto per smascherare la violenza. Queste due facce – quella trasparente e limpida che portava argomentazioni, dati, pensiero lucido e creativo e quella della violenza scatenata contro di essa – hanno reso evidente nel 2001 che il re era nudo: il governo del mondo era inadeguato, pericoloso, catastrofico. il filo delle proteste Nella serata organizzata a Modica abbiamo parlato anche delle emergenze ambientali del ragusano, prima fra tutte quella delle trivellazioni con i sospetti di inquinamento della falda acquifera e poi le escavazioni di sabbie nel fondale marino e lo stallo post-referendario sulla questione della privatizzazione dei beni comuni. Insomma una serata per ricordarci che Genova continua, forse si è moltiplicata nelle emergenze per cui ci sarebbe nuovamente estrema necessità di reti organizzate per far circolare informazioni e iniziative. la val di susa siamo tutti noi La lotta NO TAV è stata presente alla serata del 20 luglio attraverso una video-intervista realizzata con Angelo Maddalena, cantastorie di Pietraperzia, presente alla manifestazione del 3 luglio a Chiomonte. Angelo è un veterano della Val di Susa: nel 2006 passò varie settimane al presidio di Venaus e poi partecipò alla marcia a piedi da Venaus a Roma. Benché di quell’esperienza evidenzi oggi i tanti limiti, Angelo a fine giugno ha deciso di tornare in valle per la manifestazione, perché

CUMINO fa parte della linea di spezie Altromercato, ricca di aromi di giustizia: 14 varietà diverse, macinate o essiccate, 8 mix di spezie e 3 cofanetti regalo in confezioni artigianali. Le spezie Altromercato sono 100% commercio equo e solidale: sono raccolte, essiccate e confezionate a mano nei loro Paesi di origine, selezionate secondo le conoscenze antiche delle erbe e dei loro poteri. Sono prodotte in contesti «piccoli», di economie familiari, che evitano gli intermediari e non ricadono nello sfruttamento, per una vita dignitosa e di emancipazione. Vengono coltivate secondo sistemi non intensivi di rotazione dei terreni, seguendo le stagionalità delle piante, accudendole con processi manuali e rispettando i principi dell’agricoltura biologica (senza pesticidi, OGM e sostanze di sintesi non ammesse). Sostengono progetti di donne in Sri Lanka e in India, Paesi nei quali non avrebbero possibilità di avere redditi né di lavoro.

sembrava davvero un momento fondamentale per la valle, ma non solo. E così è stato: l’obiettivo dell’assedio del cantiere di inizio lavori è stato raggiunto, anche se a prezzo di centinaia di lacrimogeni CS (vere e proprie armi chimiche vietate) che hanno colpito i manifestanti. La partecipazione che Angelo ci descrive è stata davvero massiccia e trasversale con moltissime famiglie con bambini, sia di abitanti della valle che di gente arrivata con i pulman da tutta Italia. Angelo ci ha testimoniato l’assoluta moderazione degli organizzatori che per tutta la manifestazione hanno ammonito con dei megafoni i partecipanti a restare pure fermi senza necessariamente arrivare a ridosso delle reti del cantiere. Ma ha anche ricordato la determinatezza dei valligiani, soprattutto i più anziani, a difendere il loro territorio con tutti i mezzi da quella che

Qual è il modo più semplice e veloce per recarvi in treno a Parigi da Torino? è percepita come un’aggressione estranea e violenta: il 3 luglio per esempio sono andate a fuoco a causa dei lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo numerose viti del pregiato vino DOC e molti contadini perderanno il raccolto quest’anno perché i loro vigneti ricadono in aree requisite intorno al cantiere. Ancora: la militarizzazione di alcune aree ha evidentemente esasperato la gente che per andare a casa propria deve continuamente esibire i documenti a innumerevoli posti di blocco, esasperazione che ha portato tempo addietro a gesti di sabotaggio e distruzione anche di

Gente di Quetzal

FOTO DI ORNELLA TIBERI

E poi i processi seguiti con tante menzogne e farse, ma anche alcune verità raggiunte.

blindati della polizia ad opera di sereni vecchietti molto arrabbiati (altro che black bloc!). le trincee della democrazia Insomma la Val di Susa è per noi una delle tante trincee dove oggi in Italia si difende la democrazia e un’idea di sviluppo sensata e rispettosa dei territori e dei suoi abitanti e non succube degli interessi delle imprese costruttrici e dei loro padrini politici di destra e di sinistra. Come il Ponte sullo Stretto, la TAV è un’opera ampiamente dimostrata Per dettagli sovradimensionata, e approfondimenti inutile perché non è quello il canale “L’eclisse della democrazia” di passaggio delle di v. agnoletto/ merci con il nord l. guadagnucci, Europa e che fa feltrinelli, 2011 risparmiare mezzora su centinaia di km. un saggio consiglio Insomma, per concludere, sapete qual è il modo più semplice e veloce per recarvi in treno a Parigi da Torino per arrivare trenta minuti prima? Prendere il treno che parte 30 minuti prima! Altro che TAV ■

di Graziana Aprile

Frequento la Bottega da quando avevo 15 anni (e adesso ne ho 31). All’inizio era la curiosità: mi piacevano tutti gli oggetti così particolari, colorati. Non sapevo ancora cosa c’era dietro: il mondo del commercio equo. Man mano ho capito che non solo acquistavo oggetti particolari, alimenti sani e biologici, ma contribuivo anch’io a sostenere quelle cooperative che fanno parte del commercio equo e aiutano tanti artigiani e contadini a vivere dignitosamente grazie al proprio lavoro. Oggi, dopo alcuni anni in cui ho dato il mio contributo nel laboratorio della Cooperativa, lavoro in Bottega, dove insieme alle mie colleghe Rosa e Monia, cerchiamo di comunicare il più possibile la passione per il progetto del commercio equo e solidale a chi entra nel negozio, la medesima passione che ci anima ogni giorno e che rende il nostro lavoro qualcosa di più di una semplice occupazione ■ 5


A proposito di reti fra botteghe

TANTE BELLE COSE! | Recensioni WORLD GROOVE

La responsabile comunicazione di Un Mondo Nuovo (Torino), a noi da sempre molto vicina, ci descrive la realtà della loro cooperativa — di Silvia Bergamo Ha festeggiato quest’anno i suoi primi 10 anni la cooperativa sociale Mondo Nuovo di Torino. Un’esperienza che affonda le radici negli anni ’90, quando in città nascevano le prime Botteghe del Mondo. Dopo alcuni anni due di queste, La Bottega di Jonathan e Il Punto Solidale, con il decisivo supporto di Flavio Iuliani (venuto improvvisamente a mancare prima della fondazione della cooperativa), decisero di unire le proprie forze per rendere più efficace la presenza del commercio equo in città. Il motto era “1+1 deve fare almeno 3”, per indicare che l’aggregazione delle due realtà aveva un senso solo se avesse portato un valore aggiunto, un impulso alla costruzione di qualcosa di diverso che comprendendo le esperienze originarie, fosse capace di andare oltre. Il principio di aggregazione è rimasto un concetto chiave in questi anni: nel 2004 si unisce anche l’associazione Robe dell’Altro Mondo, con le botteghe di Chieri e Poirino, nel 2010 è la volta dell’associazione l’Altromercato di Trofarello. Oggi Mondo Nuovo gestisce sei Botteghe del Mondo, di cui una in centro città, una vetrina importante per i produttori del Sud del mondo. I soci sono oltre 400, in costante crescita, di cui un centinaio impegnati come volontari e 17 lavoratori. Accanto alle botteghe, la cooperativa gestisce un magazzino per le vendite all’ingrosso e ha sviluppato servizi quali macchine caffè per uffici e distributori automatici, catering, regalistica aziendale per permettere di scegliere l’equo e solidale in varie occasioni. Completano il quadro la fitta attività info-culturale, tramite laboratori didattici, conferenze, eventi, e il progetto di finanza solidale rivolto ai soci della cooperativa. Tante persone coinvolte, tanti fronti su cui operare e l’esigenza di conciliare i valori sociali con la dimensione imprenditoriale: una sfida importante, in cui è fondamentale il confronto con il movimento nazionale del Comes, il consorzio Altromercato e l’Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale ■

Putumayo World Music 2009 € 15,00

Putumayo è un’etichetta statunitense specializzata in world music, nata nel 1993 con connotazioni proprie del commercio solidale; in particolare, finanzia progetti di sostegno per le comunità a cui appartengono gli artisti che produce. Questo disco è un mix di ottimismo, festa e danza, caratterizzato da musica elettronica, dance e molto altro ancora, colorato dalle musiche della star egiziana Hisham Abbas. La raccolta include i pezzi di due DJ francesi, Rouge Rouge e Major Boys, così come la star turca Mustafa Sandal, il gruppo pop elettronico tedesco 2raumwohnung, e una collaborazione tra la leggenda raï algerina Cheb Mami e il famoso cantante hip-hop francese K-Mel. Nella vetrina africana compaiono anche i nomi di artisti quali Brenda Fassie, il malese Issa Bagayogo e il gruppo Congolese/Belga Zap Mama. Trovano posto in World Groove il figlio del pioniere cubano della musica elettronica Edesio, e la star libanese Ragheb Alama, uno dei più famosi cantanti del Medioriente. Si tratta in definitiva di un album che ha accolto molte critiche positive ed un considerevole successo di vendite, che riempie l’ ambiente di vibrazioni positive. Una chicca che non può certo mancare agli appassionati di musica e di world groove in particolare, e che potete ascoltare ed acquistare in Bottega.

SCONFINIAMO | Dai nostri inviati negli “altrove” del Pianeta

da Santiago — di Giuseppe Stracquadanio

Camminare è un gesto all’apparenza semplice. Appartiene alla categoria di azioni che abbiamo alcune volte accertato di saper fare. Questo fino a quando i nostri impegni sono scanditi dalla canonica giornata di 10 ore. Il vostro cammino infatti potrà partire dall’inizio o percorrere solo gli ultimi 100km, ma con una cosa avrete l’obbligo di confrontarvi se decidete di diventare pellegrini: la vostra fatica. Il Cammino di Santiago, ormai celebre percorso che parte da diversi punti dell’Europa e percorrendo diversi sentieri confluisce nella città di Santiago di Compostela, ha una ragione storica sicuramente religiosa; ma nella realtà del viaggio ognuno dei camminanti porta con sé una personale vocazione, diversa ogni volta, da mettere alla prova sul terreno. Ed ecco che camminare diventa dunque una piccola sfida rivelante. I primi giorni prevale l’entusiasmo. Vi sorprenderete di quanta strada riuscirete a fare, al co

spetto di un panorama del tutto nuovo da ammirare. I sentieri passano attraverso boschi immensi, paesini che se non fossero una tappa del cammino non avreste visto mai e che il più delle volte meritano una visita, non foss’altro per l’atmosfera e il silenzio che custodiscono. Ma poi le cose si complicano. Inizia a far male prima un punto impercettibile del corpo, poi un ginocchio o una spalla, se avete portato troppa roba (portate pochissimo!). “Nei ritmi ossessivi la chiave dei riti tribali” scrive Battiato, e c’è del vero. Il semplice gesto del camminare diventa necessariamente un mantra del corpo creato spontaneamente, con ritmi segreti e respiri indecifrabili, del tutto vostri. Eccovi dunque alle prese col vostro cammino individuale, all’interno del percorso fisico fatto di Km e difficoltà pratiche, ma anche di incontri inaspettati. Se non siete infatti votati al misticismo, niente paura 6

perché vi sarà impossibile affrontare la cosa da soli. Innumerevoli sono gli amici che vi farete in viaggio. Anche il più introverso dei pellegrini troverà chiacchiere per i suoi denti nel luogo e nel momento che gli spetta. Ho percorso molti Km, e devo dire bellissimi, in completa solitudine. Ma quei momenti hanno trovato inaspettatamente il loro significato e la propria luminosità solo nei lunghi Km fatti in seguito discutendo e ascoltando persone sconosciute, poi diventate grandi amici davanti ad un piatto gallego e un bicchiere di vino a Santiago o a Finisterre, sdraiati davanti l’Oceano. Perché il punto è che siete tutti lì a compiere quella pazzia al limite del masochismo ed ecco che avete già qualcosa di speciale in comune ancora prima di esservi presentati e che risiede nella condivisione della fatica che serve per arrivare alla felicità, rendendo il rapporto umano più intenso e veritiero. Il Cammino di Santiago rappresenta un’opportunità di lasciare per strada parti di voi che, come lo zaino troppo pesante, pensavate a torto fossero indispensabili, per far posto a immagini, suoni, parole e gesti di cui vorrete fare tesoro per sempre. Ricordatevi solo di dimenticare un po’ chi siete e da dove venite. Se ci riuscirete alla fine dell’impresa avrete in cambio la spettacolare sensazione di poter fare, un passo alla volta, qualsiasi cosa immaginiate. Buen Camino! ■


CON PAROLE SUE | Opinioni sotto i riflettori

RICORDANDO VIK ARRIGONI

FOTO: FB ROBERTO

Con la Palestina nel cuore il 15 luglio abbiamo voluto ricordare Vittorio Arrigoni. — di Sara Ongaro Abbiamo intervistato Roberto Castronovo, modicano da poco tornato da uno dei suoi lunghi soggiorni in Israele e Palestina, portandoci una testimonianza diretta della situazione in quei Paesi.

Esattamente a tre mesi dall’uccisione di Vittorio Arrigoni a Gaza, a Modica insieme a tante altre associazioni abbiamo voluto ricordarlo, presentando il suo libro “Restiamo umani” e ascoltando una sua intervista: l’appassionata “intervista impossibile”, ricavata dai suoi testi dai ragazzi del Piccolo Teatro e accompagnata dalle tastiere e dalla tromba di Davide Iacono e Marco Giunta (bravissimi!). Vittorio Arrigoni non è stato solo un onesto giornalista e un grandissimo attivista umanitario, ma è stato un partigiano non violento a sostegno di un popolo vessato, massacrato e soprattutto calunniato da questo mondo cieco che nega la verità palese che si cela dietro la sua morte. Vik faceva parte dell’International Solidarity Movement, una ONG il cui obiettivo è quello di intervenire a supporto della lotta del popolo palestinese principalmente attraverso la propaganda internazionale e azioni di resistenza pacifica alle forze di occupazione israeliane. Vittorio è il terzo militante di questa organizzazione ad essere stato ucciso. L’attivismo di uomini e donne come Vittorio è quindi una “spina nel fianco” per i piani dello Stato di Israele perché squarcia la cappa di silenzio e la coltre di nebbia calata sulle vicende che riguardano le condizioni di vita a Gaza e in Cisgiordania. Roberto Castronovo, modicano, da poco tornato da uno dei suoi lunghi soggiorni in Israele e Palestina ci ha portato una testimonianza diretta. Qual È la situazione attuale in israele? Stavolta la situazione è notevolmente cambiata: c’era meno pressione quotidiana ed esasperante da parte di Israele, per esempio sono spariti i check – point lungo le strade della Cisgiordania. Ma le colonie continuano ad estendersi. L’occupazione sembra scivolare nel silenzio dei media: i Palestinesi continuano ad essere imprigionati nel loro territorio, senza possibilità di uscire, la loro economia risulta completamente ferma, la cultura annientata, gli stipendi

di tutti gli impiegati pubblici restano controllati da Israele che decide quando e come pagarli. E la popolazione è stanca, stremata, sono lontanissimi i tempi dell’Intifada. La classe dirigente palestinese è succube di Israele, corrotta, uccisa dall’assistenzialismo che fa sopravvivere i palestinesi con gli aiuti internazionali. Le vere alternative politiche agli islamisti di Hamas e agli squalificati protagonisti dell’Autorità palestinese restano in carcere in Israele da decenni. Secondo te quali sono le motivazioni che portano l’islamismo ad estendersi tra i palestinesi? Secondo me le ragioni sono molto varie: dal discredito che quasi tutte le altre forze politiche hanno, dovuto alla scarsa efficacia nella lotta contro l’occupazione, all’attivismo sociale dei gruppi islamici che crea consenso, all’offrire banali strumenti di protezione contro le maniere dell’esercito (per fare un esempio su tutti l’uso del velo integrale da parte di molte donne che confessano di farlo per sentirsi più libere di muoversi e non essere importunate dai soldati israeliani). Qual È quindi secondo te l’attegiamento dei palestinesi nei confronti della religione? Banalmente si è più religiosi che in passato. Lo sono anche i miei coetanei, perché questo dà forza nella sopravvivenza quotidiana contro le mille vessazioni e violenze dell’occupazione.

“Vik era un testimone scomodo che teneva viva la voce della Palestina all’estero e credeva nello sviluppo culturale” 7

e che idea ti sei fatto della situazione politica e del movimento attivista? Israele, a parte trovarsi all’interno con manifestazioni simili a quelle spagnole del movimento M15 contro il governo e la crisi economica, è molto tranquilla: si permette di pagare la Grecia perché blocchi decine di navi che dovevano portare aiuti umanitari a Gaza rompendone l’assedio che perdura anche dal mare, si permette di bloccare i voli di decine di compagnie aeree da tutto il mondo che dovevano portare migliaia di attivisti pacifisti invitati in Cisgiordania in luglio. L’attivismo interno israeliano contro l’occupazione è oggi molto passivo e frammentato. Cosa ne pensi del rapimento e dell’uccisione di vittorio arrigoni? Vorrei ricordare che l’uccisione di Vittorio ad opera di un sedicente gruppo salafita è avvenuta una settimana dopo l’uccisione di un altro attivista, questa volta israeliano, ma operante a Jenin dove lavorava attraverso il teatro con i palestinesi: erano due testimoni scomodi che tenevano viva la voce della Palestina all’estero, due che credevano nello sviluppo culturale, pericolosi per la cultura di guerra e del nemico fomentata da Israele come da fazioni palestinesi. pensi ci sia un legame tra la strage compiuta in norvegia qualche giorno fa e la ormai imminente nascita dello stato palestinese? A settembre l’Autorità palestinese dovrebbe dichiarare all’ONU unilateralmente la nascita dello Stato Palestinese su Gaza e Cisgiordania. Forse non sapete che uno dei pochissimi Paesi a sostenere questa dichiarazione è la Norvegia. Vi dice niente il parallelismo fra una strage di 93 persone due mesi prima di questa dichiarazione, compiuta da un militante di estrema destra norvegese, che dichiara il suo incondizionato appoggio ad Israele, e l’assassinio nel 1986 di Olof Palme, primo ministro svedese e leader europeo che si era inoltre impegnato per una soluzione pacifica fra Israele e Palestina? ■


Vacanza Creativa La prima vacanza eco-equo-solidale — di Carmela Saturnino

Il desiderio comune di sperimentare mocentro non chiude se non per le due settimane dalità didattiche incentrate sui temi del a cavallo di ferragosto, con una festa commercio equo, eco e solidale ha portato della famiglia sabato 6 agosto condividendo “la Casa del Sole” (Centro Didattico Paritala gioia di stare insieme pranzando e gustando rio) e la coop. Sociale Quetzal a realizzare ricette con l’uso dei prodotti del commercio la prima vacanza creativa. Per tutto il mese equo e con la visione del video e delle foto di luglio circa 50 bambini dai 4 agli 11 anni realizzate in occasione dei laboratori. si sono cimentati in vari laboratori didatL’esperienza che ho vissuto tici attivi, molto seguiti ed interessanti. in prima persona come animatrice ed inseIl laboratorio di Orticultura, in gnante è stata molto intensa e ricca di cui abbiamo sperimentato emozioni. l’agricoltura consociata ed il Vivendo i bambini cercando IL profilo FB compostaggio domestico. di attenzionarne i loro stati della casa del sole Il laboratorio di Riciclaggio emotivi, le loro domande, le loro creativo, in cui abbiamo affettività, i piccoli amorini, gli on.fb.me/oL1toA realizzato il plastico screzi, conosci di ognuno di loro Un centro completo attento della nostra città ideale. quasi tutto e stimolarli diventa alla crescita del bambino Il laboratorio sui temi del un gioco didattico meraviglioso Commercio Equo e Solidale che ci arricchisce vicendevolmente. che ci ha aiutato, attraverso Tutte le cose funzionano se racconti e giochi attivi, a riflettere però dietro c’è uno staff ed un cosulla differenza di risorse tra i vari paesi ordinamento che funziona. del mondo, sui prodotti del commercio equo Per questo motivo devo ringraziare di cuore e sull’importante rapporto tra uomo e natura. tutto lo staff della Casa del Sole, Molto “quotato” è stato il laboratorio di cucina da Cecilia Pitino a Michele, a Sara, i cui vari provetti cuochi si sono cimentati Marianna, Suel, le tirocinanti Nicoletta, nella realizzazione di ricette e nella conoVeronica, Federica ed Eugenia che con grande scenza dei prodotti biologici e del commercio pazienza mi hanno sopportato e supportato equo gustandone e assaporandone la bontà. (perché alla volte la stanchezza fa brutti Abbiamo visitato l’orto biologico ed un merascherzi). viglioso noceto della vicina Villa della famiglia Lo staff della Cooperativa Quetzal, attraverso Caruso – Di Rosolini. Pippo ed Antonella ci l’infaticabile amica Sara Ongaro, che non hanno accolto con grande entusiasmo, coinsmette mai di essere presente e precisa in ogni volgendoci in canti e danze in cerchio attorno attività. Le amiche di mille avventure Monia agli alberi. Berti e Deborah Pieroni. Abbiamo sperimentato l’abbraccio degli alberi Non posso, infine, non citare Marcello Potenza e ringraziato la natura per ciò che ci dona ogni e Aurora Chiaramonte, Peppe Arena, tutti giorno. Non è mancato il bagno in piscina ogni operatori ed amici che hanno fatto sì che giorno, per cui la vacanza è stata completa. l’esperienza vissuta dai e con i bambini fosse Concluderemo questa esperienza, anche se il speciale ed arricchente ■

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Un’altra edicola è possibile micro-rassegna stampa a cura di Sara Ongaro

AAM Terranuova è la rivista dell’ecologia e del vivere naturale sempre più seguita e amata anche a Modica (ormai in Bottega va a ruba): se in tanti ci garantite l’acquisto ne possiamo anche far arrivare più copie: dà tanti suggerimenti utili, tante notizie importanti e tante provocazioni. Nel numero di giugno potete leggere: uno speciale dal titolo “Se il lavoro non c’è (pas)siamo al verde”, sui nuovi lavori ecologici e sostenibili che sempre più persone si stanno inventando, incalzate sia dalla disoccupazione che dall’insoddisfazione per lavori grigi, non creativi, che hanno un impatto negativo su qualcuno (vicino o lontano che sia) e poi un articolo su “Come passare a una eco-bolletta senza prendere la scossa” che compara vari fornitori di energia pulita facendogli le pulci. Infine per allargare gli orizzonti: “Cina in couchsurfing”, quasi un diario di chi ha viaggiato anche in Cina con il sistema dell’ospitalità a costo zero, sul “divano” di chi apre con fiducia la porta di casa sua a un viaggiatore sconosciuto, ricavandone quasi sempre amicizia e scoperte interessanti.

È la rivista di chi guarda all’economia con gli occhi aperti. Nel numero di marzo si parla, con interviste a varie personalità, de “I costi sociali dell’illegalità”, cioè di quanto un sistema fondato sulla corruzione, le tangenti e il pizzo disintegri il vivere sociale in molteplici modi. A pagina 43 si parla poi della tragedia della Basilicata (qualcuno direbbe “dello sviluppo lucano”), terra di estrazione di petrolio, tragedia che magari qualcuno spera di replicare anche da noi. E infine a pagina 46 “I super-vaccinati” a ricordarci che nei primi 12 anni un bambino può ricevere fino a 39 vaccinazioni: l’articolo aiuta a districarsi “tra salute, diritti e interessi di multinazionali”.


Le Solide Utopie  

Pagine di informazione della Cooperativa Quetzal - La Bottega Solidale, sul Commercio Equo, sugli stili di vita sostenibili, sulle energie a...

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