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w w w. f a c e b o o k . c o m / e c o d e l l o i o n i o

Anno 2 n° 79 19 settembre 2015

Settimanale gratuito di attualità, politica e cultura della Sibaritide

Sanità nello Jonio

Il fair play che non c'è più I sindaci di Trebisacce e Corigliano preferiscono la polemica alla lungimiranza pagine 12-13

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Viaggio e uol nelle sc rio ito del terr 3a da pag

pag 11

Tra ricatti e clientele DA NON PERDERE

Il messaggio di Mons. Satriano Gli auguri dell'Arcivescovo di Rossano-Cariati per l'inizio del nuovo anno scolastico: «la scuola non sia parcheggio esistenziale ma opportunità per imparare» pagina 5

1. Denuncia A Rossano villa abbandonata pagina 2

2. Longobucco paese dei ricordi. Don Pompeo: fiero della mia chiesa di Samantha Tarantino pagina 14

ROSSANO

L'amore a chiamata si fa tra gli ulivi per una manciata di monetine di Martina Forciniti Pagine 16-17

Direzione e Redazione: Via Galeno - 87067 Rossano (Cs) · Tel.: 0983/031127 · www.ecodellojonio.it · redazione@ecodellojonio.it · www.facebook.com/ecodelloionio

3. Sport Il rossanese Figoli protagonista con i campioni della maratona di Serafino Caruso pagine 20-21

4. Società Don Longo a Corigliano accoglie i migranti dal 2002 di Forciniti e Tarantino pagina 15


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LA DENUNCIA

Villa abbandonata a Rossano Preda di sporcizia ed erbacce, potrebbe essere una proposta ricreativa per i bambini

Lungo il viale S. Angelo di Rossano, zona Lidl, adiacente all’ANMI SSIS Centro di riabilitazione diurno, ambulatoriale, domiciliare e alla postazione della Croce Rossa, sbucano tra il fitto della vegetazione panchine, giochi per bambini ed un vialetto. Come si può notare dal reportage fotografico, la villetta è dotata anche di cestini per i rifiuti e di un sistema d’illuminazione. Eliminate le erbacce e dopo un’accurata pulizia, sarebbe un’alternativa proposta ricreativa per i tanti bambini che frequentano il centro riabilitativo ANMI.

Sanità privata. Mentre il pubblico è avvitato su se stesso tra metodi assistenzialisti, clientelismo e mancata introduzione di principi meritocratici, la sanità privata dimostra efficienza, convenienza e qualità delle prestazioni. A Rossano esiste una struttura privata che nel giro di 72 ore consegna esami ed esito del referto, finanche a costi ridotti rispetto al pubblico. Perché il servizio sanitario non è in grado di fare altrettanto? Le risposte si trovano nel conflitto di interessi di alcuni operatori sanitari, nella mancanza di incentivi del personale, nell’assenza di attività di monitoraggio e di controllo incrociato delle attività.

Flavio Stasi. Giovane rampante della politica locale. Le sue denunce toccano temi importanti, a tal punto da collocarlo in posizioni di privilegio nell’agone politico, raggiungendo una certa visibilità. L’esercizio di critica tuttavia difetta nella proposta. Analizza le responsabilità del passato, del presente, ma nulla dice sul futuro e su cosa sarebbe necessario fare in materia di gestione del territorio. Dice ciò che non è giusto fare, ma non dice ciò che occorrerà fare. Ed ecco che la critica rischia di trasformarsi in azioni strumentali per mero legittimo carrierismo politico.

Sanità pubblica. Disagi e disservizi della sanità pubblica si amplificano quando l’utenza si rivolge a strutture private, soprattutto negli esami diagnostici. Il fenomeno diffuso delle lunghe liste d’attesa dimostra come il sistema sia urgentemente da rivedere. Per una semplice radiografia occorre attendere dai tre ai sei mesi. Tempi fuori dagli standard europei, che determinano un danno al paziente e alle casse della Regione. Tutto rimane fermo, nonostante le drammatiche consapevolezze.

Tonino Caracciolo. L’ex sindaco di Rossano ha svolto un ruolo importante all’interno del Pai (piano di assetto idrogeologico della Calabria), conosce il territorio e da tecnico interviene di sovente sul tema dell’alluvione. Come dire: pane per i suoi denti. Ma una certa sovraesposizione mediatica, a differenza del passato, pone questioni conflittuali. Ci si chiede: si tratta di impegno sociale, passione per la materia o ambizioni politiche in vista delle amministrative? Tutto legittimo. Grave è se si utilizza un nubifragio come “lancio” per eventuali candidature.

Su e giù


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IL COMMENTO

Super potere ai dirigenti tra promozioni facili e clientelismo È crescente il familismo nella gestione dei Pon MATTEO LAURIA

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a scuola di oggi, quella di ieri, e quella del futuro. Alla storica “bacchetta” dal contesto educativo restrittivo si è contrapposta una pseudo democrazia partecipata il cui valore si è tradotto in talune circostanze in abuso di potere, tal altre in interessi privati. Al coro unanime di augurio del nuovo anno scolastico si unisce anche quello della redazione de L’Eco dello Jonio con l’auspicio che gradualmente si giunga a una scuola sempre migliore. Nel tempo sono stati raggiunti risultati importanti attraverso significativi interventi che vanno dall’informatizzazione delle attività alla capacità di dotare di nuove strutture e investire nell’edilizia scolastica. Tanti pregi, ma anche molti difetti. Occorre intanto tenere sotto stretta osservazione il dato demografico: la crisi produce un calo delle nascite, di conseguenza si riduce la popolazione scolastica. Tagli alle classi, maggiori accorpamenti e reggenze. È necessaria, per tutti, una ripresa dell’economia, dello sviluppo, del lavoro. Il contesto attuale produce effetti poco entusiasmanti sotto il profilo della qualità dell’offerta formativa. Oggi la scuola presenta forti limiti nella relazione “formazionemercato del lavoro”: sussiste un preoccupante gap tra teoria e pratica. Il legislatore medita soluzioni, ma siamo ancora piuttosto lontani. Eppure di “professionalità” vi è tanto bisogno, in tutti i settori. Con l’avvio del nuovo anno si colgono i buoni propositi di sindaci, amministratori, uomini di chiesa, i quali rimarcano il ruolo incisivo dell’istituzione scolastica in tutte le sue forme. E bene fanno. Dobbiamo imparare, però, ad andare oltre e vedere ciò che non piace. Spesso, proprio nell’istruzione, si annidano manovre poco edificanti persino sotto il profilo etico. È da brividi dover prendere atto che in taluni istituti scolastici del territorio si dia vita a forme di ghettizzazione per fasce sociali, quasi ci fossero classi di serie A e di serie B. Discriminazioni di una gravità inaudita verso cui si chiede un’azione di responsabilità da parte di tutti, delle istituzioni in prima battuta. Gli effetti su chi subisce tali frustrazioni nell’età dell’adolescenza saranno compagni di vita di quell’alunno vittima di un sistema vergognoso. Così facendo si pongono le fondamenta per la costruzione di una personalità dal profilo delinquenziale. È la solita cultura dei figli e dei figliastri messa in campo trasversalmente da soggetti che dalle sedi di insegnamento dovrebbero stare lontani mille miglia. La scuola è altro, è cultura, formazione, è una palestra di pensiero, ha un ruolo e una funzione pedagogica. Non può né deve ospitare episodi di siffatta portata. Oggi, uno degli argomenti di estrema attualità è la riforma del governo Renzi. Tra le novità la chiamata diretta dei docenti da parte del preside (valida dal settembre 2016); il piano dell'offerta formativa elaborato dal collegio dei docenti, sulla base degli indirizzi definiti dal dirigente scolastico, e approvato dal consiglio di istituto. Una sorta di super dirigente con ampi poteri. Parliamo di figure che guadagnano circa 65mila euro l’anno. Poi le percentuali sui progetti Pon, indennità varie, premi di produttività. E quella cifra sale. Il problema non è quanto percepiscano i dirigenti, ma i sistemi messi in campo, alcuni dei quali si prestano a evidenti conflitti di interesse. È il caso del famoso fenomeno delle promozioni facili, volute spesso da alcuni super dirigenti che esercitano pressioni sui docenti. Pur di raggiungere un numero di iscrizioni ragguardevole si alterano

giudizi e si gonfiano voti a scapito della meritocrazia. In taluni istituti compaiono esperienze culminate in duplici atti di riapertura di scrutini perché l’obiettivo è necessariamente premiare studenti non meritevoli. Cosa si cela dietro determinati meccanismi? I dirigenti scolastici vengono forniti di un ulteriore riconoscimento economico se dimostrano di aver raggiunto l'obiettivo di missione. Occorre riempire le classi, l’istituto deve esplodere di presenze. Una scuola rigida evidentemente allontana, il buo-

Il meccanismo è quello della "scuola azienda". L'obiettivo è raggiungere il maggior numero di iscrizioni negli istituti nismo avvicina le famiglie. Non tutte, fortunatamente. Il principio è quello della “scuola-azienda”: numeri, incassi. Esiste un vero e proprio premio di produzione consegnato ai dirigenti in busta paga, meglio conosciuto come “retribuzione di risultato”: circa 300 euro mensili. Per lo Stato forse è meglio governare un popolo di ignoranti, così da poter esercitare al meglio azioni ingannevoli. Ovviamente i dirigenti tacciono, non hanno interesse a svelare il marchingegno, mentre i docenti si allineano per timori di eventuali ritorsioni, e la frittata è fatta. In tutto questo ragionamento il legislatore ha individuato una serie di organismi di controllo che, almeno sulla carta, dovrebbero essere utili a combattere comportamenti deteriori. Tra Invalsi, nucleo di valutazione, collegio docenti, consigli di circolo o di classi, tutto il sistema potrebbe essere monitorato, invece le falle paradossalmente permangono. L’imposizione di una promozione facile produce una serie di effetti collaterali dai danni irreversibili: trasmette nei ragazzi una sensazione di illegalità e condiziona grave-

La sede del Ministero della Pubblica istruzione

mente i docenti, oltre a immettere sul mercato del lavoro soggetti dalle dubbie professionalità. Come in tutti i luoghi di lavoro ci sono individui che operano lealmente per l’interesse collettivo e altri che speculano. Noi ci riferiamo a quest’ultima fascia. Il governo Renzi ha inteso rafforzare i poteri del dirigente, superando gli organi collegiali e introducendo una forma di gerarchizzazione che alimenta il rapporto di forza rispetto al corpo docente costretto a subire potenziali ingerenze. Il mondo della scuola è ampio. La nostra attenzione sarà alta. Un faro acceso alla gestione dei Pon sui cui criteri di assegnazione e attuazione dei progetti vi sarebbe tanto da dire. I fenomeni più diffusi: familismo e clientelismo.

L'augurio

ROSSANO - Nella splendida cornice della Cattedrale di Trani, convolano a giuste nozze Diego Lapietra e Lucia Leonardis. Alla giovane coppia vanno i nostri più sentiti auguri per un futuro sempre più roseo. La redazione de L'Eco dello Jonio


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L'INCHIESTA

I presidi calabresi quelli che guadagnano di più Il loro stipendio medio ammonta a 58 mila euro annui Con la riforma "La Buona Scuola", illimitato il loro potere

Da sinistra in senso orario Le scuole medie statali Carlo Levi e A. G. Roncalli L'istituto Tecnico Geometra Falcone e Borsellino La scuola dell'infanzia di Contrada Matassa

SERAFINO CARUSO

ROSSANO - Quanto guadagna un dirigente scolastico? Quanto potere gli assegna la nuova riforma voluta dal premier Renzi? Come vengono gestiti i professori? Ed ancora: i Pon come vengono assegnati? Domande alle quali cerchiamo di dare una risposta. Non soggettiva, ma in linea generale. Non prima, però, di aver fatto un po’ il quadro della situazione riguardo agli istituti ed agli accorpamenti intervenuti. Almeno per quanto riguarda Rossano, da sempre città di scuole e di cultura, diversi sono gli istituti scolastici qui presenti. Da quelli per l’infanzia fino alle superiori e, negli ultimi anni, anche l’Università privata telematica a distanza. Tra accorpamenti e reggenze diverse scuole fanno parte ormai di un unico Istituto. Ecco, così, l’esistenza degli Istituti Comprensivi. DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO. Per restare al dimensionamento della sola città di Rossano il quadro della situazione dipende dalla fascia d’età e dei corsi di studio. Per le scuole superiori troviamo l’ITAS-ITC, vale a dire: l’aziendale ed il vecchio “femminile” e l’ex ragioneria. I corsi dell’ITAS si suddividono in: turismo; sistema moda; liceo delle scienze umane con l’opzione dell’economico-sociale. Vi è anche il serale, che vede in programmazione il corso di turismo, con il diploma triennale: primo monoennio (1° e 2°), secondo monoennio (3° e 4° anno) ed infine il 5° anno. La ragioneria, oggi AFM (Amministrazione, Finanza e Marketing), ha il suo solito corso quinquennale. Il preside, o meglio dirigente scolastico, è la professoressa Maria Gabriela Chiodo. Poi c’è l’ITIS, ovvero l’industriale, a cui sono stati accorpati l’agrario e l’alberghiero. Questa scuola ha anche delle classi nella casa di reclusione di Rossano. Il dirigente è la professoressa Pina De Martino. Poi ancora i licei. Il rinomato liceo classico “San Nilo” di Rossano, ubicato nel centro storico, a cui sono stati accorpati anche lo scientifico, il linguistico e l’artistico. Dirigente di questi istituti è la professoressa Adriana Grispo. E qui gli istituti superiori. Poi ci sono gli Istituti comprensivi. Uno, il cui dirigente è il prof. Antonio Franco Pistoia, comprende la scuola media “L. Da Vinci” del centro storico, ed in più scuole per l’infanzia e primarie (elementari). Oltre a quelle di zona Frasso. Un altro comprensivo, che ha come preside il prof. Aurelio Madeo, ha la scuola media “A . G. Roncalli” insieme alle elementari e per l’infanzia di Via Nazionale (vicino quartiere Petra). Un altro Comprensivo, con preside la professoressa Celestina D’Alessandro, comprende i plessi della media “Carlo Levi” e dell’elementare “Monachelle” e scuola dell'infanzia "Matassa". Ed un ultimo comprensivo con l’ex polifunzionale. Che comprende il plesso per l’infanzia, l’elemen-

tare e la media di contrada Piragineti, oltre alla materna del quartiere Donnanna. Questo un po’ il quadro della situazione. I POTERI DEI DIRIGENTI SCOLASTICI. Ma se vogliamo tornare al grande potere che assegna oggi la riforma “La buona scuola” ai dirigenti scolastici, troviamo alcune importanti note da evidenziare. I dirigenti scolastici diventano, con la riforma, dei veri e propri “leader educativi”. Avranno a che fare con meno burocrazia e più attenzione all’organizzazione scolastica. Che verrà gestita, si può dire, come un’azienda. La scuola, infatti, dovrà avere i “conti” in pari o in attivo. E questo dipende dai dirigenti. Che saranno i promotori del POF (Piano dell’offerta formativa) e che dal 2016 (e questa è una delle novità più importanti) avranno la possibilità di scegliere direttamente i propri insegnanti in base ai curriculum. Anche se sarà lo Stato ad assumere, e non il dirigente. Che sceglierà in una rosa stilata all’interno degli ambiti territoriali predisposti dagli Uffici Scolastici Regionali. L’operato dei dirigenti scolastici sarà sottoposto a valutazione, che ancora non si capisce bene ad opera di chi. E questa valutazione inciderà su una parte dello stipendio, la retribuzione aggiuntiva. QUANTO GUADAGNANO I DIRIGENTI. Ma quanto guadagnano, per l’appunto, i dirigenti? La retribuzione si suddivide in due parti: retribuzione fissa e retribuzione variabile. La retribuzione fissa, naturalmente, è uguale per tutti e si articola in due voci: - stipendio tabellare, pari a 3.331,61 euro mensili; -retribuzione di posizione/quota fissa, pari a 273,59 euro mensili; - l’indennità di vacanza contrattuale, pari a 24,99 euro mensili. La retribuzione variabile si articola anch’essa in due voci: retribuzione di posizione/quota variabile e retribuzione di risultato, che variano da Regione a Regione. Attenendoci alla Calabria, quella di posizione è suddivisa in 4 categorie: A, B, C e D. Per la fascia A la Calabria ha la parte più alta di tutte le altre Regioni: 1.125,86 euro mensili. Le altre rispettive restanti parti sono di: 815,71 euro (B), 543,38 euro (C) e271,06 euro (D). La retribuzione di risultato è di 281,27 euro mensili (gruppo A), 225,02 euro (B), 168,76 euro (C) e 112,51 euro (D). La retribuzione di risultato non viene pagata mensilmente, ma in un’unica soluzione annuale. La retribuzione annuale di un dirigente scolastico in Calabria varia, quindi, tra 52mila euro circa ed un massimo di 65mila euro (fascia A). Per questi ultimi è il dato più alto che si può trovare in tutta Italia. Poi dipende anche dal “peso” dell’istituto. Se, ad esempio, la scuola ha diversi indirizzi e tanti laboratori (aule nel carcere, collaborazioni con aziende, ecc.) il reddito aumenta. Ma si corre di avere il rischio di fare la corsa al laboratorio o agli indirizzi e poi vedere soprattutto i primi non utilizzati. L’importante è averli. Poi si vede cosa fare. Sui Pon (corsi di solito di matematica, italiano, scacchi, giornalismo, lingue, ecc.) ci sono ancora bei soldini da suddividere. V’è il tutor, il segretario e spesso l’esperto viene scelto internamente alla scuola e non all’esterno. E se viene fatto un bando, spesso e volentieri lo si fa su misura per Tizio che deve vincerlo. Un andazzo che deve essere assolutamente cambiato.


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L'INCHIESTA

I numeri dell'autonomia e le dirigenze uniche Dodici gli istituti superiori e diciannove i comprensivi sullo Jonio JONIO - Dodici istituti di istruzione superiore e altrettanti dirigenti per quel che riguarda le scuole superiori di secondo grado sullo Jonio. Diciannove gli istituti comprensivi, che raggruppano scuole dell’infanzia, primarie e superiori di primo grado. Questi i numeri della scuola dell’autonomia che vede, già da qualche anno, più edifici e indirizzi scolastici riuniti sotto dirigenze uniche. La geografia scolastica jonica, dai dati del Csa di Cosenza, è così suddivisa: a Corigliano, per quel che riguarda le scuole secondarie di secondo grado: l’Istituto di istruzione superiore “Fortunato Bruno”, che comprende anche il liceo classico “Giovanni Colosimo”, con dirigente Pietro Antonio Maradei; l’Istituto di istruzione superiore che raggruppa Ipsia, Iti e Itcg (Alfonso Costanza). Vi è poi l’Itc “Luigi Palma” diretto da Cinzia D’Amico. Cinque gli Istituti comprensivi: Don Bosco-Cantinella, con dirigente Agostino Cosimo Guzzo; Leonetti-Schiavonea (Ersilia Susanna Capalbo); “Tieri”, allo scalo (Bombina Carmela Giudice); “Guidi”, nel centro storico (Giuseppina Silvana Sapia); “Erodoto”, allo scalo (Ersilia Susanna Capalbo). A Rossano, tre gli Istituti di istruzione superiore: il “San Nilo”, che raggruppa il Liceo scientifico, il liceo Classico e il liceo artistico, con dirigente Adriana Grispo; Itaas e Itc (Maria Gabriella Chiodo); Iti, Ipa e Ita (Pina De Martino). Sempre a Rossano, quattro gli istituti comprensivi: Rossano 1°, in via Martucci (dirigente Antonio Franco Pistoia); Rossano 2°, in via Palermo (Celestina D’Alessandro); Rossano 3°, in via Nazionale (Aurelio Francesco Madeo); Rossano 4°, in via Gran Sasso (Tiziana Cerbino). A Cariati due Istituti di istruzione superiore: Ipsia-Iti (dirigente Giuseppe Lupinacci); Liceo scientifico “Patrizi” con accorpato il Liceo scientifico di Longobucco e l’Ipsc di Crosia (dirigente Ida Sisca). Sempre a Cariati vi è l’Istituto comprensivo di via Dante Alighieri diretto da Maria Brunetti. A Cassano l’Istituto di istruzione superiore raggrup-

Nella foto grande l’Istituto Tecnico commerciale “Luigi Palma” Sopra da sinistra La scuola media “Toscano” nel centro storico di Corigliano Le scuole medie di Via Nazionale, II circolo, allo scalo di Rossano

pa Ipsia, Itc, Ipa e Liceo classico, diretto da Ornella Campana. Ancora a Cassano, tre gli Istituti comprensivi: Cassano JonioLauropoli (dirigente Emilia Amalia Mortat) i; Cassano Jonio-Sibari (Rosanna Rizzo); Cassano Jonio (Carmen Iannuzzi). Per quel che riguarda gli Istituti comprensivi, ecco le dislocazioni con le relative dirigenze: Cropalati (dirigente Cinzia D’Amico), Mirto-Crosia (Rachele Anna Donnici), Francavilla (Maria Carmela Rugiano), Mandatoriccio (Angelo Serafino Parrotta), Villapiana (Annamaria Di Cianni), Trebisacce (Laura Gioia). A Trebisacce vi è anche l’Istituto superiore Itcg diretto da Domenica Staffa; l’Istituto che raggruppa il Liceo Scientifico e il liceo classico con dirigente Elisabetta Cataldi; Ipsia, Ipssar e Iti diretti da Leonardo Viafora.

Rossano Il messaggio dell’Arcivescovo

Carissimi ragazzi e giovani, docenti e genitori, personale ausiliare e istituzioni pubbliche, perdonate se vengo a intromettermi nei vostri preparativi per avviare il nuovo anno scolastico 2015/16, con il semplice desiderio di porgervi i miei auguri di Vescovo. Ricordo che da ragazzo, pensare ad un nuovo anno, era da un lato pesante, a causa degli esercizi e i compiti estivi da portare, ma dall’altro eccitante poiché avrei ritrovato tante emozioni legate ai compagni persi di vista durante le vacanze estive; gli amati e odiati banchi; gli insegnanti, simpatici e antipatici, e i cari bidelli. Vivere la scuola, ieri come oggi, rimane un momento importante e avvincente della vita. Con tutte le sue contraddizioni, la scuola rimane un mondo in sé affascinante e bello ma anche irto di scommesse da vincere e difficoltà da affrontare. Essa rimane luogo privilegiato di crescita, a patto che tutti interpretino bene il proprio ruolo, sapendo

tessere relazioni significative e autentiche. E’ in tal senso che auguro a ognuno di voi un anno scolastico sereno e impegnativo, un anno in cui sia possibile accendere luci di speranza, fuochi interiori ricchi di ardore per il mondo, per l’uomo e la sua cultura, radicamento imprescindibile per poter costruire il futuro. Non vi auguro un anno senza fatiche, anzi auspico una misura alta su cui cimentarvi

per poter realizzare percorsi che aprano i cuori e le menti ad appartenenze fatte di amore per la propria terra, per la propria cultura e per quei valori che costituiscono il patrimonio genetico della nostra storia. Solo così la scuola diviene esperienza viva di amicizia e di condivisione, realtà che nessuno potrà rompere e infrangere, neanche il voto finale della maturità. Solo così la scuola diviene palestra di relazioni in cui generazioni diverse possono interagire apportandosi bene e ricchezza di vita. La scuola quest’anno sarà bella e buona non per un progetto del Ministero ma perché voi, con i vostri volti e le vostre storie, con le vostre professionalità saprete trasfigurarla in una realtà viva e, mettendoci il cuore, in una esperienza di luce per tanti. Solo così la scuola non diverrà parcheggio esistenziale ma opportunità per imparare a sognare insieme un futuro realizzabile. Monsignor Giuseppe Satriano Arcivescovo Rossano-Cariati


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Inchiesta

Itas-Itc, la sede di via Nazionale cede il passo Istituto in ristrutturazione In città l’apertura dell’anno scolastico posticipata a lunedì 21 per consentire il ripristino della viabilità stradale dopo l’alluvione dello scorso 12 agosto

SERAFINO CARUSO MARTINA FORCINITI SAMANTHA TARANTINO

Dall'alto Il vecchio Istituto Tecnico Commerciale ora in restauro La nuova struttura che ospiterà l'Itas L'avviso di posticipazione dell'inizio del nuovo anno scolastico dal 14 al 21 settembre

ROSSANO - Dopo anni ed anni in cui ha aperto l’anno scolastico, l’edificio di Via Nazionale cede il passo. Stiamo parlando dell’Istituto che ha ospitato per tanti anni la “Ragioneria”, l’istituto tecnico commerciale statale “Alfredo Gradilone” di Rossano. Che fino a gennaio 2016, se non di più, sarà in ristrutturazione. L’ITAS-ITC, così come si chiama dopo l’accorpamento con l’ex aziendale, si rifà il look. E nel frattempo, da lunedì prossimo, tutti i suoi studenti saranno dirottati in altri due edifici scolastici della città. Gli studenti del liceo delle scienze umane (opzione economico-sociale), del sistema moda e del turismo inizieranno il nuovo anno scolastico nel nuovissimo plesso di Contrada Frasso (che vediamo nella foto). Gli studenti dell’ex ragioneria, invece, oggi AFM e SIA, inizieranno il nuovo anno scolastico presso i locali dei Padri Giuseppini in Via Manzoni. La ristrutturazione non era più prorogabile. È stato intercettato, tempo addietro, un finanziamento di circa un milione di euro per rendere a norma con i tempi l’edificio. Che dovrebbe essere riconsegnato al dirigente scolastico, al corpo docente ed agli studenti entro gennaio del prossimo anno. L'Istituto Tecnico Commerciale di Rossano ha una lunga storia. Infatti, nasce nel 1960 come sezione staccata del Pezzullo di Cosenza ed allocato nel centro storico di Rossano, nel Palazzo Amantea (oggi chiuso, così come numerosi bellissimi palazzi rossanesi). Nel 1966 guadagna l'autonomia e, a metà degli anni '70, dopo una sistemazione presso due padiglioni prefabbricati

in zona Traforo, ottiene dalla Provincia il nuovo edificio in via Nazionale, a Rossano Scalo. Nel 1986 l'offerta formativa dell'Istituito viene ampliata con l'attivazione dell'indirizzo informatico, il Corso Programmatori. Nel 2008/2009 viene intitolato ad Alfredo Gradilone, con una manifestazione alla quale hanno partecipato diverse autorità, tra cui l'onorevole Stefano Rodotà. L'Istituto Tecnico Femminile nasce, invece, come istituto privato nel 1959. Nel 1966 diventa statale come sezione staccata dell'ITF di Cosenza, e solo nel 1970 guadagna l'autonomia. Nel 1981 viene annesso al PACLE. Nel 1996 viene intitolato a Don Pedro Poveda. Nel 1998 diviene ITAS. Nel 2000/2001 viene istituito il progetto assistito ITER e nel 2005/2006, grazie all’impegno di alcuni validi docenti, il corso per Dirigente di Comunità, arricchito nel 2007/2008 dal Corso Serale. Lo spostamento delle classi dell’ITAS a contrada Frasso pone adesso un problema: i trasporti. Gli studenti ed i genitori, infatti, hanno già avanzato rimostranze circa questo problema. In questi giorni anche il Comune di Rossano si sta prodigando affinché il trasporto degli studenti da e per l’Istituto con i punti centrali della città sia assicurato. Intanto giovedì scorso è stata pubblicata sul sito internet dell’Istituto sia l’assegnazione dei docenti che quella degli studenti alle classi. Il nuovo anno sta per partire. Studenti, ma anche insegnanti e genitori sono chiamati a fare la loro parte. Con lo studio, il giusto rigore ed il controllo costante da casa. Ognuno faccia il suo. Senza sconti per gli studenti immeritevoli. Incentivando, invece, quelli sempre pronti a dare di più, ad apprendere e collaborare con tutto il copro docente. In attesa dell’istituto rinnovato, intanto dicia-


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Da sinistra in senso orario La strada di Celadi alluvionata dopo il nubifragio del 12 agosto scorso L'assessore all'istruzione di Rossano Stella Pizzuti La via di collegamento principale tra lo scalo di Rossano e il centro storico

mo: auguri di buon anno scolastico. A ROSSANO SCUOLA POSTICIPATA. LE MOTIVAZIONI DELL'AMMINISTRAZIONE Il 14 settembre la campanella è suonata per gli alunni di quasi tutta Italia. Tranne che per i Rossanesi, per i quali il rientro nelle aule è stato posticipato al 21 settembre attraverso un’ordinanza del sindaco Giuseppe Antoniotti. Perché Rossano, dopo il nubifragio abbattutosi sulla città il 12 agosto scorso, «non è ancora pronta per ritornare ai normali ritmi invernali». Ma in ballo non ci sono difficoltà legate a eventuali precarietà degli edifici. È l’Assessore all’Istruzione Stella Pizzuti, alla quale abbiamo chiesto di far chiarezza sulle motivazioni che hanno incoraggiato l’Amministrazione a rimandare l’inizio delle lezioni, a confermarcelo. «Le strutture scolastiche non hanno subito danni strutturali. Semmai le problematiche – da non sottovalutare – riguardano i collegamenti stradali. La nostra viabilità è piagata e richiederebbe interventi subitanei e massicci». La mobilità scalo-centro storico è oltremodo compromessa e, non a caso, necessiterebbe di ulteriore manutenzione utile a garantirne la percorribilità in sicurezza. «Non possiamo rischiare che durante l’anno

Le strutture non hanno subito danni ma era necessario intervenire sulle vie di collegamento soprattutto dallo scalo al centro storico scolastico – continua l’assessore - per il verificarsi di una qualsiasi intemperia si pregiudichi irrimediabilmente la praticabilità delle nostre vie di comunicazione». Ma in una settimana si potranno mai risolvere tutti i macro problemi legati alle infrastrutture stradali del centro storico? «Ovviamente una manciata di giorni non bastano ad eliminare le difficoltà ma, perlomeno, il mantenimento della promessa da parte della Provincia, che ci aveva garantito verbalmente la riapertura entro giovedì 16 della strada di Celadi, ci ha permesso di garantire la transitabilità da e verso la nostra città alta». Del resto, ritardi, impegni presi e non rispettati sono difetti tutti italiani.

«Fino a quando si continuerà ad utilizzare questo modo di fare, nel nostro Paese le cose non cambieranno mai. Saremo sempre punto e a capo. Siamo in uno stato di diritto o solo di doveri e di tasse? È ovvio che l’amministrazione debba sempre metterci la faccia, ma non possiamo neppure essere lasciati sistematicamente soli. Come in questo caso: di fronte a una situazione emergenziale, non abbiamo ricevuto dallo Stato neanche i fondi stanziati per le somme urgenze. Ed inoltre – chiosa con amarezza – ci tocca segnalare che gli aiuti ci sono stati, certo, ma limitati se è vero come lo è che il conto di solidarietà attivato dal comune ha raccolto solo 2 mila euro circa».

L’ECO DELLO JONIO PUOI TROVARLO QUI: ROSSANO CENTRO STORICO Edicola Orlando Tabacchi Marincolo G. La Drogheria Edicola cartoleria Bar Centrale di Provino L. Macelleria Montagna C. ROSSANO SCALO Capani La Gelateria Sesto Senso Tabacchi Edicola Galeno Bar Guetos Esso di Arturo Graziano Flow di Massimo G. Bar Ristoro Ospedale Bar Primavera Caffetteria Tagliaferri Maqueda Cafè Edicola Zito R. Agenzia Viaggi Simet Bar Sottopass Tabacchi Orlando Bar dello Sport

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Editrice Gruppo Editoriale Jonico Amministratore Vincenzo Lapietra Direttore Responsabile Serafino Caruso Redattori Martina Forciniti Matteo Lauria Rossella Molinari Franco Maurella Samantha Tarantino Redazione Via Galeno snc 87067 Rossano (Cs) Tel. 0983.031127 Hanno collaborato Pasquale Loiacono Fabio Buonofiglio

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sabato 19 settembre 2015

Inchiesta

La scuola dei potenti e dei ...prepotenti Il primo giorno di scuola i dirigenti decidono il “traffico” delle classi sociali FABIO BUONOFIGLIO

CORIGLIANO - Che la società sia suddivisa in classi è la verità delle verità storiche. L’assunto è stato poi scientemente e scientificamente analizzato e spiegato dal filosofo Karl Marx a metà Ottocento. Un assunto mai scalfito da alcun tipo di forma di stato o di governo, assolute, liberali, democratiche, monarchiche, repubblicane o dittatoriali. Allora, veniamo al “dunque”. Già, perché gli argomenti odierni sono le classi e le...classi. Quest’ultime sono quelle scolastiche, d’ogni ordine e grado. L’anno scolastico in riva allo Jonio è cominciato appena da una settimana – eccezion fatta per gli scolari di Rossano che tra i banchi vi ritorneranno lunedì prossimo – e le cronache del primo giorno non sono per nulla edificanti a queste latitudini. È consuetudine consolidata, ormai, che sindaci ed assessori nostrani alla vigilia trasmettano il solito trito, ritrito e ingiallito messaggio augurale fotocopia. Coi soliti triti e ritriti paroloni, tutti ad atteggiarsi a ministri dell’istruzione o a presidenti di questa repubblica delle banane. Una repubblica ipocrita ed una democrazia dell’uguaglianza (?!) che lo è ancor più se si dà un attento sguardo ai social network non appena balza ai disonori della

rete la verità delle verità storiche. Sì, perché la formazione delle classi scolastiche è coerente fino al midollo con la società divisa in classi. Con decine e decine di “spostamenti” nelle classi prime proprio nel primo giorno di scuola. Con figli di noti professionisti o imprenditori che finiti per meri errori materiali nelle classi di prevalente estrazione operaia vengono subito trasferiti coi loro simili su ordine dei dirigenti scolastici.

Che il primo giorno di scuola dirigono esclusivamente tale traffico sociale. Ancor più ipocrite e bugiarde fino all’inverosimile le motivazioni addotte per giustificare gli spostamenti: «Si parla molto bene del professore di matematica, dicono che ha un ottimo metodo d’insegnamento e mio figlio ha delle lacune da recuperare...», «Lì c’erano troppi maschietti e molto esuberanti, mia figlia è molto timida, gioca ancora


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sabato 19 settembre 2015

A lato alcuni Banchi di scuola In alto L’Istituto comprensivo Amerise di Corigliano Scalo

Sopra il Liceo Scientifico “Fortunato Bruno” A sinistra Titoli apparsi su alcuni quotidiani locali relativi alla vicenda Nella pagina accanto in basso Due post su Facebook di Alfonso Caravetta

Una pratica sociologica che negli ultimi anni si è fortemente accentuata con le bambole...», fino alla mezza verità del «Non voleva assolutamente staccarsi da Michele, sono insieme dalle materne...». Infatti! Ogni anno e in ogni istituto scolastico è sempre (stato) così. Una pratica sociologica che negli ultimi anni s’è fortemente accentuata, proporzionalmente al forte e prepotente avanzare d’una crisi economica che stringe e costringe gli strati sociali poveri ad una sempre maggiore povertà, mentre dall’altra parte del loro mondo accade esattamente l’inverso. Basta andare sulle migliaia di profili Facebook locali per capire cosa sia accaduto il primo giorno di scuola, a Corigliano Calabro per esempio. E che si tratti di mamme e di papà dell’Istituto

comprensivo “Erodoto da Thurii”, del Liceo scientifico “Fortunato Bruno” o del Classico “Giovanni Colosimo”, oppure del tecnico commerciale “Luigi Palma” o del professionale “Nicholas Green” o ancora dell’istituto comprensivo “Antonio Toscano”, poco importa. Ce l’ha raccontato chiaro chiaro e tondo tondo il genitore Alfonso Pietro Caravetta, di professione artista e piuttosto noto in città per il proprio impegno politico e sociale. Caravetta ha descritto l’esperienza del primo giorno di scuola di suo figlio, frequentante la prima media, e dal suo racconto su Facebook è emersa l’onda d’urto della verità delle verità storiche, con prepotenza.

Ma non con la stessa prepotenza di chi, il primo giorno di scuola, ha chiesto e immediatamente ottenuto che il proprio figlio venisse spostato in quella classe e in quel banco, il banco del figlio di Caravetta: «Quello di lunedì è stato un primo giorno di scuola all’insegna d’un feudale servilismo – commenta il genitore – perché dopo avere formato le classi e durante le lezioni del primo giorno di scuola, un importante assessore comunale ha potuto scegliere la nuova collocazione di suo figlio: purtroppo o per fortuna è accaduto a me, ed ora sono pronto a cominciare un’altra, una delle tante battaglie di civiltà per amore e nel nome d’una ricercata giustizia sociale».


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sabato 19 settembre 2015

Inchiesta

Docenti sul piede di guerra per la riforma di Renzi

C’è chi preferisce restare supplente e non migrare PASQUALE LOIACONO

CARIATI – La campanella della scuola è suonata lunedì scorso per 1697 fra alunni, scolari e studenti, e precisamente 21 iscritti alle scuole dell’infanzia; 438 alle elementari; 291 alle medie; 244 al Liceo Scientifico e 512 all’Ipsia. La quasi totalità degli insegnanti del nuovo corso inaugurato dal premier Renzi (la “buona scuola”) sono pronti ai nastri di partenza, così come sono stati riconfermati i super – presidi: Maria Brunetti all’Istituto Comprensivo (scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, con la sede staccata di Terravecchia); Giuseppe Lupinacci ha riottenuto la reggenza dell’Ipsia-Iti “Giovanni Mazzone” (indirizzo chimico-biologico, elettronico, meccanico, alberghiero); Ida Sisca è riconfermata al Liceo Scientifico “Stefano Patrizi” (cui afferiscono la sede staccata di Longobucco e l’I.C. di Crosia). La situazione strutturale degli edifici scolastici non presenta particolari criticità, mentre i problemi, questa volta, li ha determinati proprio la ri-

voluzione copernicana del Decreto che muta profondamente i rapporti lavorativi dei docenti i quali non hanno digerito il riordino scolastico. Dice un docente di lettere che ha preferito rimanere supplente, piuttosto che trasferirsi in Pie-

monte come professore di ruolo: “Il mondo dell’istruzione si trova, anche quest’anno, alle prese con problemi vecchi e nuovi: ci saranno ancora decine di migliaia di supplenze, centinaia di istituti sono senza preside e i fondi messi a disposizione per la

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didattica non sono affatto aumentati. Se a questo si aggiunge la campagna flop di assunzioni della riforma Renzi-Giannini, con sole mille nuove stabilizzazioni al termine delle fase B, il quadro è completo. Siamo ultimi nella classifica dell’Unione Europea per la spesa pubblica dedicata all'istruzione, segno evidente del fatto che la politica non è interessata a investire su giovani e formazione: sul suo stesso futuro”. Fa eco una prof di matematica: «Il governo e il ministro Giannini avrebbero potuto e dovuto recepire le richieste e i bisogni della scuola, ma hanno solo finto di ascoltare: alla prova dei fatti hanno sempre tirato dritto e alla fine sono andati a sbattere contro un muro. Il peggio è che, a rimetterci a causa delle loro incapacità, sono gli studenti e tutti coloro i quali lavorano negli istituti». Già, gli studenti. Cosa ne pensano loro, i primi fruitori della riforma? Paolo, ultimo anno di Liceo: «È ovvio che fare scuola con docenti incavolati è controproducente per tutti. Per insegnare con passione e dedizione è necessaria la massima serenità che mi pare, anche quest’anno andrà a farsi benedire». Loro, i docenti, tra progetti F.S.E. (finanziamenti con fondi comunitari); P.O.R. (Programmi Operativi Regionali); P.O.N (Programmi Operativi Nazionali) e P.O.F (Piani di Offerta Formativa) sentono lontana mille miglia una scuola che sta affossando il futuro di tutti: «Non si può immaginare in che stato d’incertezza – confessa un insegnante di chimica – stiamo vivendo questi primi giorni di scuola. Ma nessuno pensa che una famiglia ce l’abbiamo pure noi?» Ma c’è anche chi affronta questo lungo percorso della vita per la prima volta, e sono i bambini della prima elementare, felici sorridenti, che non stanno più nelle pelle e fanno il paio, invece, con mamme

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In alto l’Ipsia , a lato il Liceo Scientifico “Stefano Patrizi”. Nella pagina accanto l’Istituto comprensivo di Cariati

giustamente ansiose e preoccupate che guardano i loro figlioli entrare in un mondo nuovo, sotto il peso di una cartella enorme e sicuramente troppo pesante per quelle spalle gracili. Dice mamma Gilda: «La scuola ha un ruolo impegnativo: deve insegnare come trovare le risposte, piuttosto che dare le risposte. Quelle le lasciamo scoprire a loro: servono guide non tuttologi, servono persone inna-

Trebisacce Iniziato l'anno scolastico

La carica dei 2600

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i rianima la cittadella degli studi, riferimento scolastico per l’intero comprensorio dell’Alto Jonio cosentino. Tanti gli studenti pendolari che vi giungono ogni mattina, per frequentare gli istituti superiori che promuovono offerte formative particolarmente appetibili. Gli oltre 2.600 studenti, tra scuole superiori e dell’obbligo, hanno iniziato l’anno scolastico senza alcun problema essendo le strutture scolastiche delle superiori nuove o appena ristrutturate e ricche di aule e laboratori. Tra l’altro, la conferma dei dirigenti scolastici ha ulteriormente agevolato l’inizio dell’anno scolastico. Dunque, auguriamo buon anno scolastico al dirigente dei Licei classico e scientifico, professoressa Elisabetta Cataldi ed al corpo docente; alla dirigente dell’Istituto tecnico commerciale “Filangieri”, professoressa Domenica Franca Staffa ed ai docenti e al dirigente scolastico dell’Istituto Professionale ed Alberghiero “Aletti”, professore Leonardo Viafora. Non abbiamo volutamene ancora scritto delle scuole cittadine dell’obbligo, gestite dall’Istituto comprensivo “Corrado Alvaro”. La prima novità dell’Istituzione scolastica dell’obbligo, è il cambio del dirigente. Andato in pensio-

ne Leonardo Rago, il Comprensivo “Alvaro” è stato affidato alla dirigenza della professoressa Laura Gioia (nella foto) la quale dopo aver diretto, lo scorso anno, l’Istituto Comprensivo “Guidi” di Corigliano Calabro e dopo esperienze dirigenziali anche fuori regione, assume la dirigenza dell’Alvaro nella città in cui risiede. La Scuola come fucina dei saperi ma anche come palestra di vita e, in quanto tale, aperta alla società ed al territorio con cui ha l’obbligo di cercare un dialogo ed un rapporto continuo. Detto degli istituti superiori, esenti da problemi delle strutture scolastiche, ne evidenziamo alcuni per la scuola Media e per la Primaria dell’Alvaro. Per la sede centrale della Scuola Media, oggi Secondaria di 1° grado, stanno per essere ultimati i lavori di sistemazione e messa in sicurezza del tetto della palestra che, dopo anni di inagibilità, potrà tornare ad essere fruita dagli studenti nelle ore di educazione fisica o attività motoria. Più significativo il problema per la Scuola Primaria “San Giovanni Bosco”, ubicata al centro della città e con un patrimonio di oltre 400 alunni.

morate della vita perché il primo giorno di scuola non lo si dimentica. “Mamma, mi accompagni, io entro e imparo a scrivere e a leggere. Così poi vado a cercare le principesse su Google” mi ha detto mia figlia. Tutto qui, pare non serva altro. Essere genitori è complicato. Ma follemente divertente». E che davvero sia buona scuola a tutti.

di Franco Maurella

Il terzo padiglione del plesso scolastico è interessato da due progetti finanziati con 340 e 270 mila euro finalizzati alla messa in sicurezza dell’edificio, tanto dal rischio sismico quanto per la riqualificazione degli impianti e degli interni oltre che per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Per utilizzare appieno, come cantiere edile, tutto lo spazio disponibile nel cortile della struttura scolastica, l’amministrazione comunale, retta dal sindaco Francesco Mundo, ha disposto il trasferimento di tutte le classi della Primaria “San Giovanni Bosco” nella struttura che ha ospitato il Liceo scientifico “Galilei” prima che questa istituzione scolastica non fosse dotata di una struttura propria realizzata dall’Ente Provincia. Contenuto, dunque, il disagio per gli alunni della Primaria che potranno tornare nelle loro aule solo tra alcuni mesi a lavori di adeguamento sismico e strutturale ultimati.


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L'ECO DELL'AREA URBANA

Sanità, la replica dei sindaci di Corigliano e Trebisacce

Quel fair play che non c'è più Si preferisce polemizzare su un singolo reparto quando lo Jonio potrebbe divenire sede Hub MATTEO LAURIA

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n tempo i sindaci si distinguevano per fair play, per moderazione, per capacità di dialogo e di confronto. Oggi qualcosa è cambiato, soprattutto in un gruppetto di sindaci il cui pensiero sembra essere omologato per metodi, toni e contenuti. La nota dei sindaci di Corigliano e di Trebisacce ci coglie un po’ di sorpresa non tanto per la genericità delle affermazioni espresse, quanto per il fatto che, nel sottrarsi entrambi al merito delle questioni poste travisano, non è dato sapere se volutamente, lo spirito con cui l’Eco dello jonio ha affrontato la vicenda della sanità. Si chiama in causa la chiusura del tribunale di Rossano e si parla di lezione. A chi? Si fa riferi-

mento a isole felici e a posizioni privilegiate: a cosa si riferiscono i due sindaci? Alla città di Rossano? Lo dicano apertamente, senza nascondersi. Sono questi i comportamenti che determinano equivoci, non altri. Si sovrappone la riorganizzazione sanitaria alla vertenza sul palazzo di giustizia quasi a voler giustificare l’invasione di campo praticata da alcuni sindaci nel pretendere dove ubicare una divisione o un reparto. I due momenti sono estremamente differenti: nella sanità il commissario Scura, nel bene o nel male, propone e motiva le scelte, ispirate al piano di rientro. Scura d’altronde è una figura di diretta emanazione ministeriale, la stessa che risponde a quella politica che a Corigliano come nell’alto jonio ha incassato percentuali di voto

Geraci e Mundo: la lezione del Tribunale è servita poco

importanti. Però, oggi, diviene più facile prendersela con un tecnico-manager, esecutore di ordini, quasi fosse il capro espiatorio di tutti i mali, e non già con chi detiene il vero potere. In questo si ravvisa una miscela di sensazioni che spazia tra la viltà e l’ipocrisia. Nel “borsino”, e il comunicatore di fiducia dovrebbe conoscere lo spirito della rubrica poiché ha diretto questa testata fino a pochi giorni fa, è stato dato merito al commissario Scura per la coerenza comportamentale dimostrata nell’usare lo stesso linguaggio in tutte le sedi. Sul merito non ci siamo pronunziati, abbiamo solo rilevato che le scelte operate da Scura rispondono a dei criteri, più o meno condivisibili. Sul punto, d’altra parte, i due sindaci tacciono. Nulla dicono per esempio circa l’iter da seguire:

AREA URBANA – Evidentemente la vicenda e la lezione del Tribunale di Rossano, contro la cui ingiusta soppressione tutte le istituzioni del territorio hanno trovato la necessaria unità, a supporto delle forti proteste popolari che vi sono state, ha insegnato poco o nulla. Se è vero che oggi c’è un’evidente difficoltà a far emergere e prevalere la stessa unità istituzionale e territoriale sulle battaglie di civiltà e di buon senso che nella Sibaritide continuano ad esser portate avanti,

perché non hanno formalizzato una richiesta al presidente della conferenza dei sindaci (il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto) per affrontare l’intera vertenza? I sindaci hanno o no poteri di decidere dove allocare un reparto? Su questo si preferisce tergiversare e non rispondere. Francamente, non si comprende da dove esca fuori il termine forte di “censura”.

a tutela del diritto alla salute e di una normale fruizione dell’offerta sanitaria locale. L’isolazionismo ha prodotto soltanto danni nel nostro territorio, soprattutto nei confronti di quanti hanno ritenuto per troppo tempo di essere isole felici o di godere di posizioni privilegiate. La protesta, anche forte e drastica, contro quella che resta, ad ogni evidenza, una gestione dall’alto della sanità in questo territorio, scellerata e pericolosa per gli utenti costretti ad emigrare, esige massima coesione.

Non è un mistero l’atteggiamento del sindaco Mundo nell’aver oltremodo incalzato il commissario Scura tanto da generare il clima di tensione poi scatenatosi in piazza. Né Geraci nega, e non potrebbe essere altrimenti, che non spetta a lui decidere dove ubicare il reparto di Chirurgia o Ginecologia. E se proprio vogliamo dirla tutta, l’attuale sin-

Non servono gli equivoci, i tentennamenti o gli arroccamenti. Né servono ricostruzioni giornalistiche o linee editoriali destinate soltanto a creare disunione nel territorio. – Così come si fa stamani su un settimanale distribuito gratuitamente nell’Area Urbana Corigliano-Rossano, nel quale si promuove il commissario regionale alla sanità Scura “per il coraggio e la coerenza nell’azione di riorganizzazione sanitaria”, mentre vengono addirittura censurati i due sindaci di Trebisacce e di

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L'ECO DELL'AREA URBANA

Si parla di isole felici e postazioni privilegiate: a cosa si riferiscono i due primi cittadini? Alla città di Rossano? Lo dicano apertamente daco di Corigliano farebbe bene ad astenersi in tema di sanità, se è vero come è vero che è tra i corresponsabili della mancata attuazione del dipartimento di emergenza e di accettazione che, se fosse stato realizzato, avrebbe salvato tante vite umane. E invece un ricorso al Tar fece perdere tutto, Dea e finanziamento. Per quanto ci riguarda la politica isolazionista la mette in atto chi non ragiona in grande. Si preferisce fare polemica sullo spostamento di un singolo reparto, quando lo jonio cosentino potrebbe divenire sede HUB (ospedale di eccellenza oggi a Cosenza) se solo si desse vita al processo di fusione CoriglianoRossano. Come è noto il numero di abitanti dell’area urbana supera quello del capoluogo. Si porrebbe almeno un’anomalia demografica su dove concepire l’ospedale di eccellenza. Ma per taluni, al momento, è più importante sollevare polveroni sul trasferimento di

Da sinistra Il sindaco di Corigliano Giuseppe Geraci Franco Mundo, primo cittadino di Trebisacce Qui a lato Il tavolo dei lavori durante il consiglio comunale aperto tenutosi a Trebisacce nei giorni scorsi

Corigliano. – Il primo perché falsamente accusato di aver “incalzato il clima di tensione nella folla” contro Scura in occasione del consiglio comunale aperto svoltosi nei giorni scorsi nell’alto jonio. Il secondo perché avrebbe “travalicato le reali funzioni e competenze assegnategli dalla legge”, avendo dimostrato l’anti-economicità e l’assurdità e, quindi, rivendicato la contrarietà dell’Amministrazione Comunale e della Città allo spostamento del reparto di Chirurgia da Corigliano

a Rossano. Legittime, autentiche e dirette espressioni democratiche delle volontà popolari, i primi cittadini hanno il diritto ed il dovere di interpretare e manifestare le esigenze, le ambizioni ed anche le giuste rivendicazioni delle cittadinanze rispetto a decisioni che, proprio come nel caso della sanità, vengono da troppo tempo assunte male, altrove, nella più totale sconoscenza dei territori e calate dall’alto.

Altro che ingerenza della politica! Del resto, se dovesse passare il paradossale teorema, secondo cui protestare, così come hanno fatto e fanno anche i sindaci di Corigliano e di Trebisacce insieme a tanti altri colleghi, contro le decisioni assunte da altri organi o istituzioni e calate dall’alto sui territori che ne subiscono tutte le conseguenze, equivale a travalicare le proprie competenze e funzioni, allora ognuno di noi avrebbe già ampiamente travalicato le proprie specifiche

una singola divisione o perdere tempo nel sondare il terreno culturale del campanilismo tra le due città. Insomma è come guardare il dito senza guardare la luna. Viene da chiedersi, se è questo lo stato delle cose: chi vuol dividere? Chi crea sconquassi? Chi pecca in lungimiranza? Appare fuori luogo poi, il paragone con il tribunale di Rossano. Mentre Scura motiva le sue scelte, lo Stato sulla soppressione del presidio di giustizia continua a tacere. Un parlamentare denuncia l’esistenza di carte false, si presuppone dunque che dietro quella chiusura sussistano gravi episodi di malcostume. Nessuno dice o dimostra perché sia stato chiuso il tribunale di Rossano e non già quello di Paola o Castrovillari (siamo dell’avviso che in Calabria nessun tribunale avrebbe dovuto essere chiuso). Sul punto tuttavia, si moltiplicano solo silenzi omertosi, inclusi i silenzi di Geraci e Mundo.

competenze, protestando contro l’ingiusta chiusura del Tribunale di Rossano, perché decisa da altre istituzioni e travalicherebbe le proprie funzioni protestando, così come stiamo facendo insieme, contro le trivellazioni delle multinazionali nello Jonio, perché decise ed autorizzate da altre istituzioni. Serve la protesta contro scelte ingiuste ma serve soprattutto unità territoriale, sempre e comunque. Giuseppe Geraci, sindaco di Corigliano Franco Mundo. sindaco di Trebisacce


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L'ECO DI CULTURA E SOCIETA' Qui a lato Piazza Matteotti a Longobucco In basso Don Pompeo Tedesco, pastore della comunità longobucchese

Longobucco paese dei ricordi

Don Pompeo: fiero della mia Chiesa SAMANTHA TARANTINO

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n paese vive di ritorni e di radici, così come l’essere umano. La Calabria è ricca di realtà simili che narrano spopolamenti e dolorose migrazioni, ma nello stesso tempo di ritorni festosi. È la prima cosa che pensi quando fai il viaggio nel paese dei ricordi che chiunque porta con sé. A chi non è capitato arrivando a Longobucco, la cittadina dell’entroterra silano, dal territorio vastissimo che la rende la prima per estensione. Quell’aria pura e tersa, frizzantina e piacevole in cui si mescolano odori di un cibo saporito che ti fa sentire tutto familiare. E ti ritrovi a fare un giretto tra i vicoli, in cui da qualsiasi lato ti volti spuntano arte e tradizione. Custode del sapere e della cultura da sempre è la fede. Il legame tra il divino e l’uomo a Longobucco, l’antica Themesen di tradizione greca, inizia con Libante, il dio del vino - (come non ricordare il celebre “Libiamo” nella Traviata di Verdi). Al dio Libante a cui era dedicato un tempio, ogni anno veniva sacrificata la più bella ragazza del paese crudelmente incatenata. Il ricordo della leggenda è talmente radicato che il tempio del dio è diventato l’emblema stesso del comune. Sullo stemma, infatti, si ritrova il tempietto con colonnine finemente decorate di stile dorico,

sotto cui campeggia la dicitura Temesen antiquum nomen meum (Temesen era il mio antico nome). La tradizione religiosa a Longobucco è molto radicata. Numerose le chiese ricchissime di segni di devozione popolare e doni eccellenti.Tra le prime, simboli del Cristianesimo, sono quelle dedicate a Santa Sofia, San Nicola e Santa Maria Maddalena che conserva numerose statue votive tra cui quella di San Pasquale di Baylon. Dal centro cittadino alle zone limitrofe tante sono le testimonianze storiche. Accanto al “Campanar”, è la chiesa Matrice dedicata a Santa Maria dell’Assunta, un Santuario molto frequentato che presenta, già solo al suo ingresso, intarsi marmorei

policromi di scuola napoletana. La fede è espressa in ogni opera, dalla Madonna con il bambino dedicata ai Carbonai fino al bellissimo organo dalle lunghissime canne, che pare superare di gran lunga l’altro pregevole strumento posto nella Cattedrale della cittadina bizantina. Ovunque ci si volti tele preziose e argenti arricchiscono le navate. E con molto orgoglio ne parla il suo padrone di casa Don Pompeo Tedesco, al quale si deve una nuova fase della chiesa longobucchese. Un vero e proprio restyling, operato con cura e dedizione, che ha l’obiettivo di far conoscere la storia del patrimonio storico di Longobucco. Il tour virtuale continua con la chiesa di San Domenico, patrono della cittadina. La chiesa a lui dedicata è posta in pieno centro e risale al XVI secolo. Ancora la Chiesa di Sant’Angelo Custode, del XVII secolo, che spicca per il controsoffitto in legno dipinto. Ma anche le zone intorno alla cittadina silana presentano degli esempi architettonici notevoli. La Chiesa di Santa Maria della Mercede è un santuario rurale del XIV secolo posto tra il fiume Trionto e il torrente Ortiano. Lo stesso grande fiume conserva i ruderi della Chiesa di San Antonio da Padova. Respirano influenze bizantine le Chiese di San Giuseppe Artigiano e Santa Maria di Lamione, in frazione Manco. E da filo in filo prende forma il tessuto più prezioso. Quello dei ricordi.

Letture Le radici dell'odio. La mia verità sull'Islam "Abbiamo paura di non essere sufficientemente allineati, obbedienti, servili, e venire scomunicati attraverso l'esilio morale con cui le democrazie deboli e pigre ricattano il cittadino. Paura di essere liberi, insomma. Di prendere rischi, di avere coraggio." Oriana Fallaci ha pronunciato queste parole nel 2005 quando decide di raccontare il suo "diritto all'odio". Sono riflessioni che ancora oggi, a distanza di dieci anni, risultano drammaticamente attuali, così come molti suoi brani finora inediti in cui affronta il conflitto con l'Islam senza mezzi termini né concessioni. "Ho visto le mussulmane la cui vita vale meno di una vacca o un cammello" scrive una giovanissima Oriana nel suo primo reportage sulla condizione delle donne nei paesi islamici. "Vi sono donne nel mondo che ancora oggi vivono dietro la nebbia fitta di un velo come attraverso

le sbarre di una prigione." Una prigione che si estende dall'oceano Atlantico all'oceano Indiano percorrendo il Marocco, l'Algeria, la Nigeria, la Libia, l'Egitto, la Siria, il Libano, l'Iraq, l'Iran, la Giordania, l'Arabia Saudita, l'Afganistan, il Pakistan, l'Indonesia: è il mondo dell'Islam, dove nonostante i "fermenti di ribellione" le regole riservate alle donne sono immote da secoli. Prefazione di Lucia Annunziata. Le radici dell'odio. La mia verità sull'Islam di Oriana Fallaci Rizzoli, 20 euro

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DI CULTURAURBANA E SOCIETA' L'ECO DELL'AREA

Accogliere è una scelta consapevole

Sulle orme di Papa Francesco, Don Longo ospita i migranti già dal 2002 MARTINA FORCINITI SAMANTHA TARANTINO

CORIGLIANO – Le nostre Chiese in prima fila nella difesa dei più deboli. Così Monsignor Galantino, segretario della Conferenza Episcopale Italiana, ha rassicurato Papa Francesco sullo spirito con cui i parroci italiani si preparano ad acconsentire al suo invito di aprire le porte ai profughi. E in effetti in terra sibarita sul principio dell’accoglienza cristiana fanno leva il credo e il cammino intrapreso da Don Vincenzo Longo, sacerdote della Parrocchia Beato Giovanni XXIII di Corigliano. Che ha spalancato i portoni della sua Casa ai migranti già dal lontano 2002, in tempi certamente poco maturi rispetto al valore dell’ospitalità. Una scelta lungimirante, che oggi va di pari passo con l’appello fatto dal nostro Papa. «Ho sposato in pieno l’insegnamento di Gesù – racconta don Vincenzo - che ha sempre invitato ad accogliere il povero e l’indigente. Una missione per chi crede fermamente nella parola cristiana e che si inserisce perfettamente nel percorso di apertura e disponibilità professato da Cristo». Il parroco coriglianese è il miglior esempio di uno spirito di carità che si concretizza nella perfetta integrazione e nell’accompagnamento dello straniero durante tutto il suo percorso di vita nella comunità ospitante. «Ai tempi delle migrazioni dai paesi dell’est, ho accolto un nucleo familiare di sette persone tra genitori, figli e nonni provenienti dall’Ucraina di cui, da sempre, seguo il cammino di crescita e inserimento nella nostra società. Li ospito a casa

Fotonotizia: Il colonnello Tedeschi al comando provinciale di Grosseto

Nella foto a sinistra Don Vincenzo Longo, sacerdote della Parrocchia Beato Giovanni XXIII di Corigliano Nella foto a destra Papa Francesco

mia condividendo con loro tutto. Ne ho incoraggiato l’istruzione (i più anziani hanno ottenuto la licenza media e uno dei figli, arrivato in Italia all’età di 9 anni, oggi ne ha 22 e si è orgogliosamente diplomato), il perfezionamento delle posizioni previdenziali e assicurative e ho fatto in modo che fossero totalmente autonomi e indipendenti. Ho visto nascere quello che è il piccolo di casa e che oggi frequenta la terza elementare». Ma il principio dell’accoglienza non consiste solo nell’offrire un piatto caldo e un paio di lenzuola. È una scelta coraggiosa, che comporta sacrifici e grandi responsabilità. «Quando la famiglia che ho accolto è arrivata in Italia, io mi trovavo in seminario ad Altomonte. E quando mi sono trasferito a Cassano prima e a Corigliano poi, loro sono venuti con me. Ecco perché la decisione di dare ospitalità ai migranti deve essere consapevole: perché accogliere significa anche e soprattutto accompagnare nel cammino di vita».

ROSSANO - Il colonnello Vincenzo Tedeschi (foto) alla guida del Comando provinciale dei Carabinieri di Grosseto. Uno splendido avanzamento di carriera per il militare, già comandante della Compagnia dei Carabinieri di Rossano dal 1997 al 2000, al quale giungono i migliori auguri da parte dell’editore e dell’intero staff de “L’Eco dello Jonio”. Quarantasette anni, sposato e padre di tre figli, Tedeschi ha iniziato giovanissimo la carriera militare frequentando la Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli e successivamente l’Accademia Militare di Modena. Nominato Sottotenente dell’Arma dei Carabinieri il 1° settembre 1988 ha frequentato il 168° corso di Applicazione presso la Scuola Ufficiali dei Carabinieri di Roma. È laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna e ha conseguito il Master universitario di II livello per la formazione di esperti in problemi della cooperazione e della sicurezza internazionali presso la Libera Università Maria SS. Assunta di Roma.Ha ricoperto il primo incarico professionale quale Comandante di Plotone presso la Scuola Allievi Carabinieri di Roma (1990-1992) per essere poi destinato a incarichi investigativi e operativi, quale Comandante del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri Roma-Casilina (1992-1994) e Comandante delle Compagnie Carabinieri di Monterotondo (1994-1997)

e di Rossano (1997-2000). Dal 2000 al 2004 ha retto incarichi di staff presso i Comandi Interregionali Carabinieri di Messina e Roma al termine dei quali è stato trasferito al Comando Generale dell’Arma dove è stato Capo Sezione Dottrina, Organizzazione e Coordinamento logistico dell’Ufficio Logistico, incaricato della pianificazione logistica e del supporto dei contingenti dell’Arma delle missioni di pace inviate in Iraq, Afghanistan, Bosnia, Kosovo, Libano e Libia. Promosso Colonnello nel 2012, ha frequentato il 28° corso di Alta Formazione per dirigenti presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia in Roma. Prima di assumere l’incarico di Comandante Provinciale Carabinieri di Grosseto è stato dal 2013 Capo Ufficio Ambiente dello Stato Maggiore della Difesa, occupandosi delle problematiche relative alla tutela dell’ambiente nel corso delle attività delle Forze Armate.


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L'ECO DELL'AREA URBANA

L'amore a chiamata si fa tra gli ulivi rossanesi Giovani donne vendono se stesse per una manciata di euro Ma a questo via vai sregolato tra le fratte sembra non si faccia caso

MARTINA FORCINITI

T

utto per un pugno di monetine. Ma basta anche una ricarica telefonica. Anche qui, nella nostra Rossano, l’amore a chiamata si fa così. E non esistono poi tariffe da rispettare in quello che è un vero e proprio microcosmo pruriginoso che si concretizza grazie alle perversioni e ai vizi di una società che non ti aspetti. Perché a decidere di prestare il proprio corpo sono anche ragazzine, senza magnaccia che proteggono o impongono: qui la prostituzione è una questione di libere scelte. E se non ci si vende per necessità, lo si fa per appagare e appagarsi, a volte in nome di una curiosità morbosa dettata non tanto dagli istinti, quanto da una troppo giovane incoscienza. Diventa un hobby fin troppo divertente e vantaggioso perché si possa decidere di smettere. E seppur senza punte di malizia, la


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sabato 19 settembre 2015

L'ECO DELL'AREA URBANA A destra Il punto da cui giovani donne e clienti accedono all'uliveto, da qualche anno ormai luogo di piacere lontano da occhi indiscreti

sessualità si fa gioco. Senza implicazioni. Senza filtri, né pudori. Ciò che conta è sapersi vestire di trasgressione, per offrire e – magari - ottenere piacere. E il tutto, naturalmente, rimane fuori dalle mura di casa. In nome di quella legge non scritta che regola i rapporti di chi compra sesso in strada, la libidine si consuma dietro un parabrezza. O, più spesso, nei meandri di quegli ulivi sempreverdi – belli da mozzare il fiato – che sono davvero le cattedrali verdi della nostra città. Eppure profanate, violate da quella ricerca del compiacimento corporeo che se rimane lontana dagli occhi, lo è anche proverbialmente dal cuore. Già, finché resta fuori dai giardini di casa, sembra sia inodore, non faccia rumore. A quel continuo via vai tra le fratte, vizioso e sregolato, pare non ci si faccia più caso. Si è consolidato negli anni: dai marciapiedi di quella villa comunale che dovrebbe odorare solo di infanzia, è passato a tronchi e fronde di uliveti violati e contaminati. Coinvolgendo giovani donne – il più delle volte straniere – e uomini infelici, diventati passanti senza identità. Ma se ne lamentano in pochi. Qui è più facile puntare il dito contro i soliti noti e i soliti nodi, quelli che a pettinarli ci si prende più gusto. Perché per la miseria di chi sceglie la prostituzione come la strada più facile - o di chi quel libero arbitrio strappato via a suon di botte e minacce, non lo conosce affatto – non ci sono soluzioni da trovare. Se è vero, come sembra che sia, che qui non si ha davvero voglia di cercarle. Almeno fino a quando questo indegno degrado non si avvicini alla soglia dei nostri decorosi vialetti.

LA PROPOSTA

E se alla villa comunale togliessimo la recinzione? ROSSANO - Avere un vero e proprio polmone verde nel cuore della città e non saperlo sfruttare e vivere appieno. La villa comunale, come è nota ai più, a Rossano avrebbe dovuto rappresentare il parco cittadino previsto in ogni piano urbanistico. Costruita negli anni ’80, è meta da allora dei tanti bambini con genitori e nonni che desiderano passare qualche oretta di svago pomeridiano o l’immancabile appuntamento della mattina domenicale, prima del lauto pranzo. E senza celare un po’ di nostalgia, è stata luogo ideale dei tanti ragazzi degli anni ‘90 che la “zizza” preferivano farla proprio tra il folto delle piante. Fin qui il ricordo dei tempi d’oro. Poi la villa comunale è stata frequentata non solo da bimbi o giovani. Di anni bui ce ne sono stati, quando da ritrovo di giovani studenti un po’ svogliati

è passato a luogo di appuntamenti discutibili tra giovanissime e anziani uomini in cerca di qualche emozione in più. Ma lasciare che luoghi come questi rimangano preda del degrado sarebbe un danno, non solo all’immagine della città. Ed, in effetti, da allora qualcosa è stato fatto. Vista dall’alto, il colpo d’occhio spiazza. Una grande recinzione di ferro ossidato, ormai desueta, circonda l’intero perimetro dell’ampio parco rettangolare, dotandola di 4 entrate e uscite, di cui quelle poste ai due lati più lunghi, più ampie rispetto alle altre due. Basta, però, una rapida occhiata per notare che, di fatto, l’entrata e uscita più frequentate, con il tempo, si siano ridotte ad una sola. I motivi, forse i più disparati, probabilmente non interessano. Tant’è. Si è lasciato, comunque, che le cose restassero nell’immutato, della serie “ma sì, ormai...” Tranne qualche pregevole iniziativa di qualche mese fa, tutto è sprofondato nell’inutilizzato, o per meglio dire sfruttato male. E se provassimo a immaginare

la villa, o parco o giardino che dir si voglia, senza la sua simbolica recinzione verde, con tanto di spazi sicuramente più sfruttabili (foto)? Potrebbe essere ad esempio la location ideale per ospitare street band, gruppi di giovani musicisti, artisti di strada e varie forme espressive pronte a riaccendere la vitalità di un luogo che merita tutto, fuorché l’abbandono. (Samantha Tarantino)


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sabato 19 settembre 2015

L'Eco di Alto e Basso Jonio

Beneficenza, trasporti sanità e rete wireless Alcune news della settimana tra iniziative, dati e novità Sibaritide Corigliano Il Kiwanis regala alla città un’altalena per disabili Garantire a tutti il diritto al gioco, regalando un sorriso ai meno fortunati. È questo l’obiettivo del Kiwanis Club di Corigliano, che ha donato alla città un’altalena per disabili in carrozzina posizionata all’interno del parco comunale “Fabiana Luzzi”. L’iniziativa, portata avanti grazie ad una raccolta fondi promossa in occasione del “San Valentino in maschera” dello scorso febbraio rientra tra le mission del Kiwanis, che da anni opera sul territorio con l’obiettivo di dare un proprio contributo alla crescita sociale e culturale della città. “Questa altalena – ha dichiarato il presidente Carlo Pasqua, durante la cerimonia inaugurale svoltasi domenica scorsa alla presenza di soci Kiwanis, rappresentanti dell’Amministrazione comunale e cittadini – permetterà anche ai bambini disabili di poter giocare, perché il diritto al gioco non può e non deve essere impedito a nessuno”.

L’aeroporto di Crotone in netta crescita L’aeroporto di Crotone in netta crescita per numero di viaggiatori e di movimenti rispetto agli altri scali calabresi. I dati diffusi dall’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) fotografano una realtà che vede Crotone in salita, Lamezia Terme e Reggio Calabria in calo. Proprio nella città reggina il numero di passeggeri scende dell’ 8,2% rispetto all’anno precedente e calano anche i movimenti del 15,2%. Lo scalo di Lamezia registra invece un calo del 2,1 di passeggeri e dell’1,1% di movimenti. Trend decisamente diverso quello del Sant’Anna di Crotone dove, grazie anche all’apporto di nuove compagnie aeree, si registra il 500% dei movimenti in più, con un aumento di oltre il 2000% del numero di viaggiatori. Il tutto mentre continua la discussione sugli scali aeroportuali calabresi, con Ernesto Carbone (uomo di fiducia del premier Renzi) che aveva individuato Lamezia Terme quale unico sito da mantenere in vita. E pensare che proprio l’aeroporto di Crotone, ora che sembra definitivamente tramontato il sogno dello scalo di Sibari, potrebbe incrementare ancora di più i propri numeri se riuscisse a servire attraverso una rete di collegamento potenziata, l’intera Sibaritide. Basterebbe riprendere seriamente il progetto, di cui oggi si sono perse le tracce, della metropolitana leggera, sfruttando la linea ferroviaria jonica sulla quale, ormai, il transito di treni si è drasticamente ridotto.

Federimprese informa Cari lettori, continuiamo con le offerte di lavoro nell’ambito del progetto Garanzia Giovani. Ricordiamo che ai giovani, che saranno inseriti in un percorso di tirocinio, verrà corrisposta un’indennità mensile di € 400,00. Se hai tra i 18 ed i 29 anni, non studi e non lavori e pensi di essere il candidato ideale telefona allo 0983/030965, provvederemo ad organizzare un colloquio con l’azienda. Federimprese Calabria – C.l.a.a.i. Agenzia per il lavoro autorizzata dal Ministero del lavoro allo svolgimento dell’attività di intermediazione al lavoro, per conto di aziende clienti, seleziona le seguenti figure:

PROFILO RICHIESTO: PARRUCCHIERA LUOGO: ROSSANO (CS) CODICE OFFERTA: 04155742 Si ricerca n° 1 risorsa da inserire come parrucchiera in un percorso di tirocinio di sei mesi

PROFILO RICHIESTO: CAMERIERA LUOGO: ROSSANO (CS) CODICE OFFERTA: 04153863 Si ricerca n° 1 tirocinante da inserire come cameriere in un percorso di tirocinio della durata di sei mesi


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Spezzano Albanese Rossano Wi-fi gratuito in alcune zone della città del Codex La Città del Codex si dota del sistema hot spot che permetterà a tutti i cittadini di collegarsi attraverso rete wireless. Un progetto sperimentale che per il momento interesserà il Lungomare Sant’Angelo e piazza Bernardino Le Fosse, allo Scalo. Successivamente sarà attivato in piazza Steri, nel Centro storico. Soddisfatto il sindaco Giuseppe Antoniotti: Attuiamo un altro punto del programma elettorale che contribuirà a rendere la nostra città una vera Smart-city. Il progetto “WiFi Hot Spot Free”, approvato dalla giunta municipale, non ha alcun costo per il Comune che, al contrario, riuscirà a coprire la connettività di quattro strutture pubbliche: la delegazione del Comando della Pm di piazza Montalti, l’autoparco in contrada Pennino, gli uffici della manutenzione in via Meucci e della Protezione civile su viale Sant’Angelo.

Tutto pronto nella cittadina arbereshe per ospitare una postazione del 118 presso la sede dell’ex Pretura, con presidio 24 ore su 24 In tempi di tagli e sforbiciate alla sanità, la cittadina arbereshe, invece, si prepara ad un taglio inaugurale. Tutto è pronto, infatti, per ospitare una postazione 118, in attesa ovviamente di una Pet (Postazione d’emergenza territoriale). Con la delibera del 9 settembre dell’Asp di Cosenza, di fatto si decreta l’area di Spezzano come strategica per una riorganizzazione sanitaria del comprensorio arbereshe. La struttura sarà alloggiata nella sede della ex Pretura, garantendo un presidio di controllo 24 ore su 24. Un traguardo fortemente voluto dall’intera comunità non solo cittadina, ma della vasta area Esaro - Pollino. La postazione, una volta completato l’intero organico, sarà dotata di 6 autisti, 6 infermieri e 6 medici, diventando così una Pet di tutto rispetto. La notizia è stata accolta da un folto numero di rappresentanti delle amministrazioni locali. Oltre al primo cittadino di Spezzano Albanese Ferdinando Nociti, presenti anche Vincenzo Rimoli sindaco di San Lorenzo del Vallo, Roberto Ameruso sindaco di Tarsia, il vicesindaco di Terranova da Sibari Massimiliano Esposito. Comprensibile quindi il clima festoso del comprensorio arbereshe perché, argomenti come salute e salvaguardia dei diritti, sono un dogma da rispettare e garantire ad ogni cittadino. Un intero comprensorio si è unito per chiedere con forza che non venisse abbandonato a se stesso, senza un adeguato servizio sanitario. Un esempio di come, se si vuole, l’unione fa la forza.

Calopezzati Paolo Brosio aderisce a “Basta vittime sulla strada statale 106” Anche il giornalista Paolo Brosio aderisce all’associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, che continua ad incassare sempre più consensi da parte di chi crede fermamente che l’arteria debba essere messa in sicurezza per porre fine alla lunga sequela di croci. «Sono venuto in Calabria – dichiara Brosio in un video messaggio – e stamattina ho percorso la Statale 106 e mi sono reso conto che è davvero pericolosa. Allora anche io ho aderito all’Associazione che vuole trasformare questa strada pericolosa, una strada rischiosa che provoca tante vittime (tra cui tanti giovani), in una strada sicura. Dobbiamo lottare per questo quindi, mi raccomando, la Statale 106 deve diventare una bella autostrada comoda e sicura: basta vittime sulla S.S.106!». Soddisfatto il presidente Fabio Pugliese: «il sostegno di Paolo ci rende felici perché è una adesione convinta e sentita».

PROFILO RICHIESTO: MECCANICO LUOGO: ROSSANO (CS) CODICE OFFERTA: TIR52344

PROFILO RICHIESTO BARISTA LUOGO: MIRTO-CROSIA (CS)

Si ricerca n° 1 tirocinante da inserire come meccanico in un percorso di tirocinio della durata di sei mesi

Si ricerca n° 1 tirocinante da inserire come barista in un percorso di tirocinio della durata di sei mesi.

PROFILO RICHIESTO: MAGAZZINIERE LUOGO: ROSSANO(CS) Si ricerca n° 1 tirocinante da inserire come magazziniere in un percorso di tirocinio della durata di sei mesi.


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L'ECO DELLO SPORT

Il rossanese Figoli protagonista con i campioni della maratona Uno sport antico quanto l’origine del mondo la corsa è sempre più praticata ed inizia anche nel nostro territorio ad assumere quella forma di squadra che altrove è già in fase avanzata SERAFINO CARUSO

T

ra gli sport erroneamente considerati “minori”, cioè un gradino, o più, dietro al calcio, vi è senz’altro la corsa. Sfatiamo, quindi, subito un luogo comune: la corsa non è inferiore a nessuno sport. Anzi, forse è lo sport più bello di tutti. Non si pratica al chiuso, si sta, quindi, a contatto con l’aria, con la natura. Molti amano correre sulla spiaggia, molti lo fanno su superfici più dure, altri sullo sterrato o sulle piste di atletica. Uno sport antico quanto l’origine del mondo. L’uomo, così come gli animali, nella sua stessa natura ha la tendenza a correre. Non appena il fisico e la crescita glielo permettono. Corsa, footing o running (per far felici gli amanti della “inglesizzazione” del nostro bellissimo idioma): come la si vuol chiamare, la corsa è sempre più praticata ed inizia anche nel nostro territorio ad assumere quella forma di squadra che altrove è già in fase avanzata. Spesso si inizia a correre per perdere qualche chiletto in più. Ma correre fa bene a tutti. In maniera moderata, certo. Ed anche in base alle condizioni fisiche della persona. Tra le varie discipline legate alla corsa, la maratona è la regina di tutte le altre

modalità. E tra i tantissimi atleti che ogni anno si allenano, corrono e partecipano a gare nazionali ed internazionali, molti sono proprio del nostro territorio. Iniziamo, con questo numero, a conoscerne uno in particolare: Domenico Figoli, 40 anni, professione vigile del fuoco, residente a San Lorenzo del Vallo (Cs), ma di origine rossanese. Domenico ha iniziato a correre non moltissimi anni fa, ma durante questi anni di corsa, grazie soprattutto ad un costante allenamento e ad una grande forza di volontà, è riuscito a togliersi belle soddisfazioni. Correndo maratone, mezze maratone, fondi e tante gare. Domenico, insieme alla campionessa Francesca Pandolfo, 42enne di San Donato di Ninea, fa parte della Tiger Running Club Castrovillari. Un gruppo di amici ormai inseparabili: con Domenico e la Pandolfo ci sono, infatti, anche Michelangelo Spingola, 43enne di Spezzano Albanese della Asd Marathon Cosenza, Gregorio Cortese, 56enne ma spirito e gambe da ventenne, ed Andrea Nociti, 38enne di San Lorenzo del Vallo. Tutti e cinque con tanta esperienza alle spalle e chilometri su chilometri macinati in giro per il mondo. Tra le gare più importanti a cui hanno partecipato la maratona di New York (“il top”, dice Nociti che l’ha corsa 4 volte, stabilendo il suo tempo migliore in 2°53’, arrivando 352° assoluto su ben 80.000 partecipanti. Prossimo appuntamento, per lui, il 15 novembre alla maratona di Cuba), quella di Berlino e di Valencia. La maratona si corre su una distanza di 42.195 km, mentre la mezza su 21.097. In Italia le corse competitive sono organizzate dalla FIDAL, o anche da UISP, CSI, AICS, ecc. Spingola, ritornando ai nostri 5 super-amici, che di professione fa il muratore, la sua migliore presentazione l’ha stabilita a Berlino, correndo la maratona in 2°35’20’’, ed arrivando 119° assoluto. Cortese, l’eterno ragazzino (per la sua freschezza atletica), oltre a correre allena anche diversi atleti (di lui dice Domenico Figoli: “Mi ha fatto fare il salto di qualità. Gregorio mi ha inculcato la mentalità della corsa, fatta di allenamenti, sacrifici ed abitudine alla sofferenza durante la gara”).


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L'ECO DELLO SPORT

Nella mezza maratona Roma-Ostia ha stabilito il miglior tempo di 1°27’36’’. Ruolino niente male anche per sua moglie, Francesca Pandolfo: sette titoli italiani. Nei 100 metri campionessa italiana nel 2007 e vice-campione nei 200. Su 97 gare in carriera, pensate, per ben 92 volte è salita sul podio. Francesca e Gregorio hanno anche una figlia di 12 anni, Namy, che sta seguendo le orme dei genitori. La corsa, quindi, come possiamo ben capire non ha età. È importante, per restare a livelli buoni, sia l’alimentazione che la preparazione. «Per noi che lo facciamo come hobby e non per professione, l’alimentazione è importante – dice Spingola – ma soprattutto negli ultimi 15/20 giorni prima della gara. Non mangiare fritture, non bere bevande gassate, non esagerare con il cibo in generale. E poi molti carboidrati, pane integrale, anche la birra non fa male dopo l’allenamento. Certo, senza esagerare».

Nella foto grande Da sinistra Michelangelo Spingola, Domenico Figoli, Gregorio Cortese, Andrea Nociti, Francesca Pandolfo A sinistra dall'alto Domenico Figoli con uno dei suoi tanti trofei L'arrivo di Domenico Figoli nel coast to coast Sorrento Amalfi Andrea Nociti

Per la preparazione «io corro 5/6 volte a settimana – ci dice Domenico – ma dipende anche per che tipo di corsa ti prepari». Tra i 10 ed i 15 km al giorno si fanno in scioltezza, per chi abituato. Per preparare una maratona occorrono almeno tre mesi di serio allenamento. È importante anche la scarpa da corsa. Ad esempio sulle piste di atletica si usano anche le chiodate. Su strada e terra le scarpe da corsa. Che hanno caratteristiche diverse in base al corpo dell’atleta. Le scarpe si suddividono in quattro categorie: A1, A2, A3, A4. Per chi desideri informazioni maggiori, vi segnaliamo due siti: quello della Federazione Italiana www.fidal.it e www.runningitalia.it. Ed auguri a Domenico e ai suoi amici.


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GIOCHI E AGENDA Amore e lavoro vi sorridono: confidate in buone nuove sul fronte professionale e aspettatevi belle sorprese sul fronte sentimentale.

Settimana di scoperte e nuove voglie. Vorrete vivere esperienze diverse sia che siate single, sia che abbiate un partner che, però, durante il weekend potrebbe avere altri impegni.

Settimana tutta Sarete entusiasti e Marte e Venere Il lato affettivo lalavoro e famiglia. curiosi: il sole vi transitano nel scia un po' a deAnche dal punto dona vitalità. Ma segno: sarete irsiderare ma sul di vista econoc'è anche Merculavoro e dal punto resistibili su tutti i di vista economicofronti. Anche per rio, attenzione a ciò mico non potrete che fate. Rischiate di stressarvi lamentarvi, anzi. Potrete con- questo, cogliete l'occasione per finanziario potreste essere fortroppo. cedervi qualche bell'acquisto. lasciarvi alle spalle il passato. tunati.

Circondatevi di amici ed affetti, vi rassereneranno. Avete voglia di consolidare le vostre conoscenze culturali: è il momento giusto per farlo.

Saturno finalmente lascerà il vostro segno e vi lascerà in pace per almeno altri trent'anni. Approfittatene subito, sopratutto sul fronte amoroso.

La vostra settimaRicevete dallo I primi giorni Qualche problemiScorpione il tedella settimana na inizierà con no con il vostro non saranno fail sorriso. E in partner che non stimone di Saturamore, se il vostro riesce a lasciarvi i no: per i prossimi cili, tutti nutrono rapporto è solido, vostri spazi. Anche due anni il rigore vi grandi aspettative in accompagnerà. Ma amicizia e voi. Qualche bisticcio in fami- aspettatevi grandi migliora- le finanze piangono: attenzione agli acquisti troppo impulsivi. amore non verranno intaccati. glia. menti.

Meteo 19-20 settembre

CRUCIVERBA CRITTOGRAFATO

REBUS

Enigmistica

Frase 8,9

Soluzione________________________________

da “Domenica quiz”

Cinema ROSSANO San Marco (0983.292986) Sala 1: Minions Orari: 18/20

Per il grave lutto che ha colpito la famiglia Uva-Esposito, alla quale è venuta a mancare prematuramente Francesca Esposito, moglie e figlia adorata, madre esemplare, sorella amatissima di Don Gino e Carmela Esposito, l'editore, il direttore e la redazione tutta de L'Eco dello Jonio porgono le più sentite condoglianze e partecipano al grande dolore dei cari.

La storia di Minions inizia all'alba dei tempi. Partendo da organismi gialli unicellulari, i Minion si evolvono attraverso i secoli, perennemente al servizio del più spregevole dei padroni. Continuamente senza successo nel preservare questi maestri, dal T-Rex a Napoleone, i Minion si sono ritrovati senza qualcuno da servire e sono caduti in una profonda depressione.

Sala 2: Città di carta Orari: 18,30/21 Un giovane e i suoi quattro amici intraprendono il viaggio della loro vita per trovare la ragazza scomparsa della porta accanto. Tratto dal romanzo bestseller di John Green, il film racconta una storia incentrata su Quentin e la sua enigmatica vicina Margo, che amava i misteri tanto, da diventare un mistero lei stessa.

Farmacie di turno sabato e domenica 19-20 settembre Rossano Pappalardo (0983.530300) Sab-dom (8.30-13/16.30-20) Gallina (0983.64415) Sab (8.30-13/16.30-20) Rizzo Corallo (0983.520432) Sab-dom (8.30-13/16.30-20) Paludi Ferrari (0983.62041) Sab (9-13) Cropalati Allevato (0983.61244) Sab (9-13) Corigliano Scarcella (0983.80017)

Sab-dom (8.30-13/17-20) De Florio (0983.885155) Sab-dom (8.30-13/17-20) Taverna (0983.87513) Sab (8.30-13/17-20) Crosia Minisci (0983.42470) Sab (8.30-13) Gabriele (0983.42269) Sab (8.30-13) Trebisacce Pucci (0981.51040) Sab-dom (8.30-13/16.30-20) Longobucco Ioele (0983.71027)

Sab-dom (8.30-13/16-19.30

Mandatoriccio Abbate (0983.994515) Sab (08.30-12.30/15.30-20.00) Villapiana Carlomagno (0981.556654) Sab (8.30-12.30) De Franco (0981.505025) Sab (9-12.30) Cassano Maiuri (0981.71344) Sab-dom (8.30-13/16.30-20) Persiani (0981.74041) Sab (8.30-13) La Camera (0981.72197) Sab -dom (8.30-13) Cerchiara di Calabria

Il ricordo

Detti e proverbi

Rizzo (0981.994602) Sab (8-13) Amendolara Sivestri (0981.915089) Sab-dom (8-13/17-20) Montegiordano Rago (0981.935079) Sab-dom (8.30-13/16.30-20) Mortati e Verardi (0981.932400) Sab (8.30-13/16.30-20)

Vuliss a gutta chin e ra mujer mbriaca Letteralmente: vorresti la botte piena e la moglie ubriaca. L’antico detto è ancora attuale e si rifà al classico modo di dire “Non si può volere tutto”. In effetti, come si potrebbe desiderare la botte piena di vino e nello stesso tempo la propria moglie ubriaca?


L'eco dello jonio numero 79  

sabato 19 settembre 2015

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