__MAIN_TEXT__
feature-image

Page 1

#TAG numero 1 Aprile - Maggio 2020

TALK ABOUT GREEN ENERGIE RINNOVABILI Dal 2004 al 2018 la potenza degli impianti da fonte rinnovabile presenti sul territorio nazionale è quasi triplicata

pag. 6

INQUINAMENTO E CLIMA

IL FUTURO DOPO IL CORONAVIRUS Nessuno mai ha assistito ad uno scenario come quello che stiamo vivendo oggi, ecco alcuni effetti collaterali positivi su cui si dovrebbe riflettere pag. 4

IL FUTURO DOPO IL CORONAVIRUS Nessuno mai ha assistito ad uno scenario come quello che stiamo vivendo oggi, ecco alcuni effetti collaterali positivi su cui si dovrebbe riflettere

pag. 4

Questa rivista è solo in formato digitale fatto salvo diffusione limitata agli iscritti e a convegni o iniziative sul tema.

L’emergenza sanitaria indotta dal coronavirus è anche un gigantesco esperimento per individuare come calare le emissioni di gas serra e l’inquinamento

pag. 8

DOPO LA PANDEMIA, UNA NUOVA ECONOMIA Più forza alla sanità, meno smog, smartworking, chatbot: alcuni effetti collaterali positivi dell’emergenza

pag. 10


RUBRICA DALLA A ALLA Z di Andrea Zanotti CEO_PV Shield

RUBRICA DALLA A ALLA Z

In questo primo numero è fondamentale capire perché #TAG, Talk About Green. In questi mesi molti me lo hanno chiesto e a tutti, anche a voi a questo punto, ho risposto così: #TAG è il nostro contributo, il nostro impegno e la nostra voglia di fare qualcosa di concreto per il clima. Ho 37 anni, #TAG è rivolto soprattutto alla mia generazione e a quella prima della mia. È un messaggio per dire “Oggi si deve agire”, non dobbiamo attendere che la tecnologia risolva i nostri errori, non dobbiamo sperare che la politica o chissà cos’altro arrivi a salvarci dalle nostre azioni, siamo noi che ogni giorno, attraverso le nostre scelte, dobbiamo cambiare senso di marcia nella lotta ai cambiamenti climatici. In #TAG troverete esempi concreti di chi agisce, dati scientifici sulla situazione climatica, politiche attive di investimento nel territorio, risposte a tante domande, spiegazioni di luoghi comuni e a tanti dubbi di chi si affaccia per la prima volta al tema dell’ambiente, della mobilità e delle energie rinnovabili. Nel 2020 la natura continua a presentarci il conto: gli incendi in Australia, una primavera in inverno ed un virus, denominato Coronavirus (SARS-CoV-2), che dalla specie animale si evolve ed attacca l’uomo. L’uomo anche questa volta ha dimostrato un incredibile spirito di adattamento e soprattutto una coesione, unita ad un senso civico straordinario, che ci sta facendo combattere questa battaglia. Ricordandoci molti eroi che l’hanno combattuta, vinceremo anche questa battaglia, perché siamo la specie più evoluta e la più tecnologicamente avanzata. La mia speranza è che questa coesione, senso civico ed innato spirito di adattamento, si rafforzino nell’arco di questo 2020 e nei futuri anni, contro la battaglia più importante mai combattuta, che coinvolge tutto il mondo, indistintamente da sesso, nazionalità e ceto sociale, quella ai cambiamenti climatici. Lo dobbiamo ai nostri figli. Foto: OSLO, Nominata capitale Green 2019

2


#TAG perché è ispirazione: la sensibilità green sta crescendo, ma non è ancora abbastanza. Per questo raccoglieremo e vi descriveremo i passi avanti che la nostra società sta compiendo per tutelare il nostro futuro, affinché siano di ispirazione e spunto per il vostro progetto sostenibile. #TAG perché è avanguardia: vi presenteremo progetti “avveniristici” tecnicamente avanzati e normativamente possibili o in fase sperimentale. Il nostro Team è sempre in prima fila e ha le competenze #TAG perché è consapevolezza: per fornire e arricchire la rete questo magazine è nato per di eccellenze in grado di far dare uno spessore e una voce progredire il settore verso i temi all’ormai crescente, ma non di condivisione dell’energia ancora consapevole interesse come le comunità energetiche o verso la tutela del nostro pianeta. la gestione ottimale dell’energia #TAG perché è cultura: oggi tramite sistemi integrati di siamo bersagliati da informazioni, produzione e consumo. possiamo reperirle in qualsiasi #TAG perché è per tutti: momento, la difficoltà che abbiamo chiesto ai nostri di abbandonare il abbiamo è quella di distinguere autori il vero dal falso...” Sarà la linguaggio scientifico e tecnico, solita fake news?”. Gli autori semplificandolo e rendendolo che abbiamo scelto per i nostri comprensibile anche a chi non articoli sono docenti universitari, è del settore. Comprendere le scienziati e professionisti cose significa farle proprie ed è il qualificati, che seguono un primo passo da compiere. metodo specifico basato su dati #TAG Talk About Green perché reali per argomentare le loro tesi. è ora di parlarne e di agire. Staff di #TAG

#TAG, PERCHÈ?

3

#TAG


ENERGIE RINNOVABILI

FOTOVOLTAICO E NUOVE TECNOLOGIE PER LA RIPRESA SOSTENIBILE DELL’ITALIA Non è facile pensare ad altro in questi giorni così pieni di angoscia per quel che sta succedendo. Giusto però fare uno sforzo e impegnarsi, perché dobbiamo andare avanti. Sono certo che questa nuova iniziativa editoriale avrà modo di comunicare bene e spesso dei vantaggi associati a scelte virtuose come installare impianti fotovoltaici e accumuli, che sono i temi che ovviamente più stanno a cuore all’Associazione che mi onoro di rappresentare. ITALIA SOLARE sarà sempre disponibile a fornire validi contributi. Ora, considerando

i provvedimenti che giustamente il governo sta prendendo per rispondere all’emergenza sanitaria, mi viene naturale pensare al fatto che in Italia in realtà abbiamo da anni un’emergenza sanitaria, pure molto seria e direi anche peggiore del Coronavirus se analizziamo i dati dei morti. L’Italia è il primo paese in Europa, e undicesimo nel mondo, per morti premature da esposizione alle polveri sottili PM 2,5. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità l’aria inquinata uccide ogni anno 80.000 persone in Italia. I dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente

4


LE CAUSE DELLA RIDUZIONE DELLE ASPETTATIVA DI VITA Media mondiale in numero di mesi. (Fonte: Energy Policy Institute, Università di Chicago) Inquinamento da polveri sottili Fumo Alcool e droghe Acque inquinate e carenza di igiene Incidenti stradali

Aids

21,6

4

Malaria

19,2

4

Tubercolosi

11

Guerre e terrorismo

7

3.5 0,7

4,5

rilevano che nella sola Pianura Padana, proprio dove oggi si registra la maggior concentrazione di persone contagiate, l’inquinamento atmosferico causa oltre 100 decessi al giorno, pari a un numero compreso tra 40.000 e 60.000 di morti annuali precoci! Bene intervenire con decisione per affrontare al meglio l’epidemia del Coronavirus, ma perché nonostante anni di denunce nulla accade per risolvere efficacemente la disastrosa situazione della Pianura Padana? Sicuramente più morti distribuiti in un lasso di tempo maggiore non fanno notizia, anche se si tratta di dati ormai scientificamente provati. Anni fa ci sentivamo rispondere: “Ma qual è l’alternativa?” ed effettivamente se si voleva mantenere l’attuale livello di “benessere” il prezzo sulla salute andava pagato e basta. Questo è quello che è successo, che piaccia o no. Ma adesso la situazione è ben diversa, e aggiungerei anche… finalmente!

possono installare molti GWp di impianti. Allo stesso modo le tecnologie per i risparmi energetici hanno raggiunto livelli di sviluppo ed economicità anni fa impensabili. La mobilità, un’altra delle cause principali dell’inquinamento, pure può essere convertita in mobilità sostenibile, sia passando alla trazione elettrica sia sviluppando i modi intelligenti di muoversi, a partire dal car sharing avanzato. Insomma, lo sviluppo tecnologico oggi consente una transizione verso un modello energetico, di mobilità e di produzione industriale con un impatto minimo, spesso nullo, sull’ambiente e quindi sulla nostra salute. Parliamo tra l’altro di settori che, sviluppandosi come meriterebbero, creerebbero tantissimi posti di lavoro e contribuirebbero al PIL nazionale in maniera determinante. Appena termina questa emergenza, speriamo prima possibile, sarà non solo opportuno ma davvero necessario, prendere finalmente la strada giusta, prima di tutto per difendere la salute degli italiani ma anche per aiutare l’Italia a rialzarsi. È indiscutibile e doveroso fronteggiare, come si sta facendo, l’attuale emergenza sanitaria, ma pensiamo sia importante affrontare con analogo impegno il problema delle emissioni inquinanti, anch’esso motivo di morte e malattie, che si verificano in tempi più prolungati e forse per questo non in grado di attirare adeguata attenzione.

LE TECNOLOGIE PER PRODURRE ENERGIA ELETTRICA CON ZERO EMISSIONI CI SONO E IL FOTOVOLTAICO È SICURAMENTE AL PRIMO POSTO non solo perché è ormai provato che è la tecnologia di produzione di energia più conveniente in assoluto, ma anche per la facilità di trovare spazi e per la rapidità con cui si

di Paolo Rocco Viscontini Presidente di Italia Solare 5

#TAG


ENERGIE RINNOVABILI

A CHE PUNTO SONO LE ENERGIE RINNOVABILI IN ITALIA? Negli ultimi 15 anni, l’approccio alla produzione di energia elettrica in Italia è cambiato radicalmente. Un tempo, la produzione di energia elettrica era totalmente gestita da poche grandi centrali di produzione, come le centrali a carbone e a gas naturale. Oggi, a queste grandi realtà, si affiancano migliaia di cittadini e piccoli produttori di energia elettrica da fonte rinnovabile, sparsi su tutto il territorio nazionale. Secondo i dati del G.S.E. (Società dello stato Italiano individuata per perseguire gli obiettivi di sostenibilità ambientale), dal 2004 al 2018 la potenza degli impianti da fonte rinnovabile presenti sul territorio nazionale è quasi triplicata, passando da 20.091 MW a 54.300 MW, con un tasso di crescita medio annuo pari al 7% (anche se non costante nel tempo).

Pensate che in Italia a fine 2018 risultano installati oltre 835.000 impianti a fonti rinnovabili, di cui il 98,5% sono impianti fotovoltaici. La vera rivoluzione è che tutti possono produrre energia elettrica, in maniera distribuita e pulita, come dimostra la potenza media degli impianti, soprattutto fotovoltaici, che per circa il 94% è di potenza inferiore a 50 kW. Complessivamente, tutti questi impianti da fonte rinnovabile, oggi producono 114.415 GWh, pari al 39,5% della produzione complessiva di energia elettrica in Italia. Avete capito bene, quasi il 40% dell’energia prodotta in Italia è energia rinnovabile. La fonte principale è quella idroelettrica (43%), seguita da solare (20%), bioenergie (17%), eolica (15%) e geotermia (5%).

6


Quale sarà il futuro? Quali sono gli obiettivi? In futuro, il ruolo delle fonti rinnovabili in Italia sarà ancora più decisivo, dato che il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), ricordatevi questo acronimo che sentirete ancora tante volte, ha fissato per il 2030 un obiettivo veramente ambizioso: il 55% dei consumi elettrici in Italia, pari a 187.000 GWh, dovrà essere coperto da fonti rinnovabili. Per raggiungere questo traguardo, il parco degli impianti di produzione elettrica da fonte rinnovabile dovrà quasi raddoppiare, passando dagli attuali 54.300 MW a ben 95.210 MW. Lo sviluppo così rilevante delle fonti rinnovabili è stato supportato nei primi anni da incentivi statali (ad es. il Conto Energia). Questo ha garantito di raggiungere una maturità tecnologica tale da

garantire prezzi di installazione molto inferiori rispetto a 15 anni fa; prezzi che permettono anche oggi, senza incentivi, la diffusione sempre più capillare degli impianti FER, specialmente fotovoltaici. In futuro, per raggiungere gli obiettivi previsti dal PNIEC, bisognerà spingersi oltre, preferendo l’utilizzo dell’energia elettrica anche per il riscaldamento e il raffrescamento, favorendo la mobilità elettrica e sviluppando sempre nuovi strumenti, come le comunità energetiche. In conclusione, quando accendete la luce o usate un’auto elettrica, ricordatevi che il 40% dell’energia elettrica che utilizzate proviene da fonte rinnovabile.

di Elena Montanari Staff Tecnico Zanotti Energy Group

GRAZIE ALLE ABITUDINI VIRTUOSE DI TUTTI, IN FUTURO LA COPERTURA DI PIÙ DELLA METÀ DEL FABBISOGNO ELETTRICO NAZIONALE SARÀ GREEN 7

#TAG


CLIMA

INQUINAMENTO E CLIMA: L’ESPERIMENTO DEL CORONAVIRUS di Luca Lombroso Meteorologo AMPRO e divulgatore ambientale L’emergenza sanitaria indotta dal coronavirus COVID-19 è anche un gigantesco esperimento per individuare quanto e su che settori possono calare le emissioni di gas serra e l’inquinamento atmosferico. Per chiarezza, è ovviamente un esperimento involontario e per nulla positivo. Sottolineo fin da subito che le emissioni vanno ridotte per virtù e non per necessità. In Cina l’epidemia da coronavirus ha dato i primi segnali a fine dicembre, con l’aumento di inspiegabili casi di polmonite atipica di origine sconosciuta. Scoperto il nuovo virus, dal 23 gennaio le autorità cinesi hanno preso provvedimenti di quarantena come mai visti in passato. Nella città di Whuan in particolare, ma anche in altre città della Cina. Ne è conseguito un rallentamento dell’economia che porterà la Cina a una diminuzione della crescita mai vista in passato. Inevitabile supporre che questa situazione abbia impatti sull’inquinamento atmosferico, ed infatti giungono le prime conferme dall’occhio attento dei satelliti. A dimostrarlo sono le elaborazioni effettuate dagli scienziati della NASA, basate sullo strumento di monitoraggio troposferico (TROPOMI) a bordo satellite Sentinel-5 dell’ESA. Le mappe di concentrazioni di NO2 mostrano un calo da valori di oltre 500 umol/m3 nel periodo 1-20 gennaio a meno di 100150 umol/m3 dal 10 al 25 febbraio. In pratica, l’inquinamento si è più che dimezzato. Secondo gli scienziati NASA buona parte della diminuzione è conseguenza delle misure di quarantena e chiusura di molte attività. L’NO2, ricordiamo, è un inquinante primario emesso principalmente dal traffico veicolare, dagli impianti energetici e industriali. “Questa è la prima volta che vedo un calo così drammatico su un’area così ampia per un evento specifico”, ha dichiarato Fei Liu, ricercatore sulla qualità dell’aria presso il Goddard Space Flight Center della NASA. La diminuzione dell’incupimento osservata da satellite si osserva su tutta la Cina. Diminuiscono anche le emissioni serra, di un impressionante

8


ammontare di 100 milioni di tonnellate in sole due settimane secondo le analisi del portale CarbonBrief. Per dare un’idea, si tratta di un calo pari a un terzo delle emissioni dell’Italia, come se si fossero chiuse 100 centrali a carbone o fermate 50 milioni di auto per un anno. Ancora, questo numero equivale a quasi il doppio delle emissioni del settore residenziale in Italia. In termini percentuali equivale a un calo fra il 15 e 40% delle emissioni, soprattutto dovute al minor uso di carbone. Addirittura, se continua questa situazione forse per la prima volta le emissioni della Cina potrebbero essere nel complesso annuale in calo. E in Italia? La valutazione per il nostro paese è resa complicata dal mutare della circolazione meteorologica proprio in concomitanza dell’inizio dei provvedimenti. Fino al 25 febbraio infatti hanno dominato ampi anticicloni e i valori di inquinamento, in particolare da polveri PM10 erano molto alti. Nell’area di Milano, ma anche in Veneto ed Emilia Romagna. Dal 25 febbraio sono subentrati forti venti nordoccidentali che hanno rimescolato l’atmosfera. Sono seguite anche, dopo due mesi di siccità, le piogge. Sta di fatto comunque che nel complesso del mese anche per l’Italia del nord i satelliti mostrano un vistoso calo delle concentrazioni dell’inquinante primario NO2, dovuto per il nostro paese principalmente al traffico. L’entità del calo sia di questo gas che dei PM10 e PM2,5, scesi a valori quasi da montagna, lascia legittimi dubbi su quanto ha influito in particolare la riduzione del traffico veicolare e rimette in discussione il ruolo che molti assegnano ai riscaldamenti domestici e alle biomasse come principale inquinante. D’altronde, anche durante l’emergenza si sono verificati alcuni superamenti dei limiti di legge, in particolare fra Veneto ed Emilia centrale. Sono stati però episodici, in concomitanza con una breve fase prefrontale che ha compresso le masse d’aria al suolo accumulando le emissioni di settori come residenziale e agricoltura9

zootecnia. Un cenno ora anche alle ipotesi di se e come l’inquinamento atmosferico ha agevolato la diffusione del virus. Un position paper della Società italiana di Medicina Ambientale (Sima) ipotizza un legame fra andamento dei contagi e concentrazioni di PM10. Questo studio però, non sottoposto al processo di peer review, ha dato molte discussioni e va preso con estrema cautela per cui non entriamo nei particolari. Insomma, presto per fare conclusioni, ma questo involontario esperimento va usato per approfondire l’argomento, su quanto massicce riduzioni in particolare di traffico possono portare benefici alla qualità dell’aria. Questa diminuzione temporanea infatti non ha benefici reali, sul clima in particolare non sono le emissioni di un singolo anno ma l’accumulo e l’aumento di concentrazioni nel lungo periodo. Al termine dell’emergenza infatti è facile immaginare una rapida ripresa dell’inquinamento ed emissioni, che vanificherà i presunti benefici. Già se ne vedono traccia in Cina, che con la ripresa ha visto ripartire in fretta le concentrazioni di NO2 come ha subito rilevato l’occhio attento dei satelliti. Questo episodio dimostra comunque una cosa. Il famoso disaccoppiamento dell’economia dalle emissioni serra non è ancora avvenuto. Se guardiamo alle emissioni storiche, i cali che si notano attorno al 1974, al 1980, al 2001 e al 2008 non sono stati dovuti a scelte verso efficienza energetica, mobilità sostenibile e fonti rinnovabili ma a crisi energetiche, economiche, attentati e ora appunto all’imprevedibile coronavirus. Dobbiamo invece attuare un piano come dal paper scientifico sulla Carbon law che porti a una crescita delle rinnovabili con un boom simile alla diffusione dei microprocessori, una sorta di Legge di Moore per le fonti rinnovabili che porti al raddoppio ogni 5-7 anni con un calo di emissioni, per virtù e non per necessità, del 7% all’anno.

#TAG


ATTUALITÀ

DOPO LA PANDEMIA, UNA NUOVA ECONOMIA

PIÙ FORZA ALLA SANITÀ, MENO SMOG, SMARTWORKING, CHATBOT: ALCUNI EFFETTI COLLATERALI POSITIVI DELL’EMERGENZA 10


Questa drammatica emergenza legata al contagio di coronavirus sta mettendo il Paese di fronte a misure senza precedenti ed anche a nuove consapevolezze. Alcuni esiti potranno produrre nel tempo effetti sperabilmente positivi. Il primo effetto spero possa essere quello di non tollerare più tagli ad un sistema sanitario che in un Paese come l’Italia, che vanta il record di longevità al mondo, deve essere rafforzato e magari reso più “nazionale”, senza diseguaglianze nella qualità e nella serietà dei servizi garantiti. Magari faremo anche attenzione all’antibioticoresistenza che secondo la scienziata Ilaria Capua può essere uno dei fattori dell’alto indice di mortalità del virus in Italia. Abbiamo poi scoperto le possibilità offerte dal lavoro e dalla formazione a distanza. Siamo tra gli ultimi in Europa, nel campo di questa innovazione, eppure proprio il prof. Domenico De Masi — uno dei massimi esperti italiani del settore, nonché Presidente del Comitato scientifico della Fondazione UniVerde, che presiedo — da anni produce studi di grande qualità, anche per il Governo e il Parlamento, proprio sui vantaggi economici e sociali del cosiddetto “lavoro agile”. Dopo sole due settimane dall’inizio dell’emergenza, i dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - ISPRA e le foto dai satelliti hanno rivelato un crollo dei quantitativi di smog e di CO2 nel Nord Italia. Ovviamente, su tali dati incidono anche le condizioni atmosferiche ma è indubbio che usare la rete per ridurre gli spostamenti inutili aiuta ambiente e qualità della vita, se tutto viene gestito in modo intelligente. Ed ancora, recentemente un team informale, composto da giovani informatici e sviluppatori del Dipartimento di Informatica della Sapienza Università di Roma, mi ha presentato una chatbot dal nome Minerva: si tratta di un assistente virtuale, come lo sono Siri oppure Alexa. Minerva è un software progettato per simulare una conversazione con un essere umano, in grado di fornire informazioni corrette

11

e dettagliate alla cittadinanza per fronteggiare l’emergenza coronavirus, ricavate unicamente da siti istituzionali certificati. Questo team, aderendo al progetto Opera2030 - promosso con l’obiettivo di incoraggiare l’uso della rete per attivismo civico e buone pratiche - ha realizzato e messo a disposizione gratuitamente la chatbot Minerva, dedicato alla dea della saggezza, oltre che simbolo della Sapienza cui si ispira l’Ateneo dal quale provengono alcuni degli informatici del gruppo, che ho accompagnato ad incontrare il Direttore Comunicazione del Ministero della Salute. Minerva può gestire ben 25.000 conversazioni al minuto utilizzando solo le informazioni certificate dai siti delle autorità sanitarie, evitando il collasso dei call center e dei centralini che così possono essere liberi per le emergenze più urgenti. Spero che le nostre intuizioni possano evolversi tecnologicamente verso servizi più smart senza farsi bloccare da chi, interessato ai vecchi e costosi appalti pubblici, diffidi a innovazioni che, a prezzi molto bassi o perfino gratis, sono in grado di garantire efficienza, rapidità e trasparenza. Ecco alcuni esempi di insegnamenti che potremmo ricavare da questa emergenza.

L’ECONOMIA E LA SOCIETÀ DEVONO RIPARTIRE CON FORTI INCENTIVI PER BIOECONOMIA CIRCOLARE, TRANSIZIONE VERSO IL 100% RINNOVABILI, BIOEDILIZIA, MOBILITÀ SOSTENIBILE Infine, una raccomandazione: di fronte alla crisi economica conseguente alla pandemia, dobbiamo pretendere che le risorse vadano nella direzione di quel Green Deal che tutti invocano. È necessario evitare che le risorse finiscano alla vecchia economia decotta. Dopo la pandemia occorre una nuova economia. di Alfonso Pecoraro Scanio Presidente della Fondazione UniVerde

#TAG


ATTUALITÀ

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: LE OPPORTUNITÀ DI EFFICIENTAMENTO

LE ISTITUZIONI COMUNITARIE E NAZIONALI SPINGONO PER UN INCREMENTO DELL’EFFICIENZA NEGLI IMMOBILI DELLA PA. IL GOVERNO HA VARATO IL PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CENTRALE CHE PORTEREBBE A UN RISPARMIO DI OLTRE 50 MILIONI DI EURO

Nell’ultimo decennio, diversi regolamenti a livello comunitario e nazionale hanno concentrato l’attenzione sull’incremento dell’efficienza energetica negli edifici della Pubblica amministrazione. Il “Pacchetto per il clima e l’energia 2020” prevede di aumentare del 30% l’efficienza energetica, con lo stesso, l’Europa ha imposto all’Italia di avviare un percorso per la riduzione dell’impatto ambientale associato ai consumi dell’edilizia pubblica. La direttiva europea 27/2012 sull’efficienza energetica, recepita in Italia con Decreto legislativo 102/2014, ha stabilito che a partire dal 2014 fino al 2020 debba essere riqualificato almeno il 3% annuo della superficie coperta utile climatizzata degli edifici della Pubblica amministrazione centrale. Inoltre, la direttiva 2010/31/ UE Energy performance of buildings directive (EPBD), recepita in Italia dal Decreto legge n.63 del 4 giugno 2013, prevede che dal 1° gennaio 2019 tutti gli edifici di nuova costruzione della PA devono rispettare gli standard energetici definiti dal progetto Nzeb (Nearly zero energy buildings), ossia edifici a “energia quasi zero”, nei quali il fabbisogno energetico quasi nullo è coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili. Dal primo gennaio 2021 l’obbligo riguarderà tutti gli edifici di nuova costruzione.

IL PROGRAMMA Per ottenere gli obiettivi imposti dall’Europa, il governo ha avviato il Programma di riqualificazione energetica della Pubblica amministrazione centrale (Prepac). Il Prepac ha l’obiettivo di contribuire alla riqualificazione energetica di almeno il 3% annuo della superficie coperta utile climatizzata del patrimonio edilizio pubblico. Entro il 15 luglio di ciascun anno la Pubblica amministrazione propone degli interventi di efficientamento chiedendo di essere ammessa al finanziamento. Le proposte di intervento sono ammesse al finanziamento secondo l’ordine riportato nella graduatoria annuale, fino al 100% della spesa

12


esposta e rimasta a carico dell’Amministrazione proponente, nei limiti delle risorse annualmente disponibili e tenendo conto di eventuali cofinanziamenti. Da un punto di vista tecnico, come indicato da uno studio dell’Enea, gli interventi più interessanti dal punto di vista energetico riguardano il parco immobiliare e nello specifico: _ opere di coibentazioni dell’involucro; _ sostituzione di infissi; _ installazione di elementi schermanti; _ sostituzione dell’impianto termico esistente con un nuovo impianto ad alta efficienza (pompa di calore o caldaia a condensazione); _ sostituzione delle lampade esistenti con lampade a Led; _ applicazione di sistemi di Building energy management system (BEMS) per la gestione intelligente del sistema elettrico dell’edificio. Tutti gli interventi porterebbero a un risparmio medio annuo di circa il 23% per ogni edificio, con

un risparmio globale di oltre 50 milioni di euro. L’incremento dell’efficienza energetica negli usi finali dell’energia è un obiettivo primario ormai pienamente condiviso nell’ambito della politica energetica europea e nazionale. Come sollecitato dalla Commissione Europea, la comunicazione e l’informazione sono un fattore determinante per raggiungere l’obiettivo dell’efficienza. Promuovere iniziative in tal senso è una priorità basilare. Molte soluzioni tecnologiche e sistemiche di efficienza energetica e di possibili finanziamenti disponibili, infatti, sono spesso poco conosciute dagli operatori del settore e, di conseguenza, non vengono proposte dagli operatori agli utenti finali con effetti negativi sull’efficienza energetica. Pertanto, parallelamente a incentivi e sostegni economici sugli interventi, sarebbe opportuno definire specifiche misure per incentivare queste attività, in quanto fattore strategico per la promozione della efficienza energetica.

di Erica Bianconi

CONSUMI ENERGIA ELETTRICA - 2018 (Fonte: Enercity PA su dati Terna) 1.400,00

Illuminazione Edifici

1.200,00 1.000,00 800,00 600,00 400,00 200,00

Sardegna

Sicilia

Calabria

Basilicata

Puglia

Campania

Molise

Abruzzo

Lazio

Marche

Umbria

Toscana

Emilia Romagna

Liguria

Friuli Venezia G.

Veneto

Trentino Alto Ad.

Lombardia

Valle d’Aosta

Piemonte

0,00

In collaborazione con

Enercity è la nuova testata rivolta alla pubblica amministrazione e dedicata ad approfondire i temi della sostenibilità ambientale delle città

del futuro con un focus particolare su efficienza energetica, mobilità elettrica, energie rinnovabili, illuminazione e smart city.

13

#TAG


ATTUALITÀ

IL PRIMO PAESAGGIO AL SERVIZIO DEL CITTADINO: IL CASO DI FERRARA

Landscape Metropolis è un progetto che ha l’ambizione di innescare un cambiamento sistemico sul territorio, nasce dalla strategia denominata Metropoli di Paesaggio. Il concetto cardine è che, in ottica di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, il paesaggio deve diventare infrastruttura a servizio della metropoli ferrarese. Da qui l’idea di sviluppare una efficace rete di mobilità intermodale terraacqua (ciclabili, bus elettrici ma anche battelli sulle vie d’acqua) a servizio dei cittadini della provincia. A maggio 2018 l’AESS (Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile) dedica mesi di lavoro prezioso per un primo studio di fattibilitàbusiness plan attorno ad alcune prime ipotesi di rete di mobilità sostenibile intermodale terraacqua che consentono di arrivare ad una prima

quantificazione degli investimenti, nonché di ascoltare da vicino alcuni dei territori interessati e numerosi portatori di interesse, condividendo con loro i risultati del business plan. E’ anche a seguito di questi risultati, che l’Autorità di Bacino del Po decide non solo di supportare nei suoi obiettivi il progetto Demonstrator ma anche di sostenerlo, nelle sue sperimentazioni, con un contributo economico rilevante. Incoraggiati da questi risultati e da un interesse crescente attorno alla strategia, ad aprile scorso la strategia di Metropoli di Paesaggio viene candidata e approvata anche come Demonstrator, con l’obiettivo di iniziare a concretizzare attraverso azioni pilota/ sperimentazioni le idee di mobilità sostenibile intermodale terra-acqua discusse e approfondite. Per fare questo si avvale delle competenze e del rigore scientifico a supporto dei processi decisionali (Politecnico di Milano) nonché a supporto di un monitoraggio sui flussi di spostamenti che sia più attendibile e in base al quale operare anche una migliore pianificazione (Dedagroup PS). Il progetto continuerà a lavorare con e per gli stakeholder dei territori più significativi, a partire dai cittadini residenti, fornendo loro occasioni di sperimentare un modo nuovo e più intelligente per spostarsi dalla periferia alla città e viceversa. I cittadini e le scuole del territorio saranno coinvolti anche con campagne di comunicazione e strumenti accattivanti nella forma di app e serious game già testati con successo nonché propri della citizen science, forti in questo dell’esperienza e delle competenze di Fondazione Bruno Kessler. Il progetto ambisce infine a definire un modello facilmente esportabile in altri territori (a livello nazionale ed europeo) dalle caratteristiche

14


paesaggistiche, orografiche, di patrimonio culturale (numerosi sono i siti Unesco o Natura 2000) simili a quello di Ferrara, con un’attenzione agli impatti ambientali che la nuova mobilità urbana ed extra urbana andrà a generare, senza trascurare però la dimensione economica e sociale del modello, volto a promuovere anche l’inclusione sociale nelle e delle periferie, la salute dei cittadini e la rivitalizzazione delle economie locali. Il primo progetto-pilota è stato organizzato in due giorni e mezzo del primo fine settimana di ottobre: novecento presenze hanno percorso, in entrambe le direzioni, la prima rotta urbana via

acqua Ferrara-Vigarano Pieve, manifestando in larga parte stupore e entusiasmo per un’esperienza di grande suggestione. A coronamento dell’iniziativa, concerti, letture e dibattiti hanno animato la tre-giorni all’interno dell’oasi naturalistica di Vigarano Pieve, così come all’interno di un’imbarcazione innovativa, accessibile ai disabili e alle biciclette e con una capienza di ottanta persone. Per rimanere aggiornati sul progetto e i suoi sviluppi: www.metropolidipaesaggio.it di Lisa Sentimenti (AESS) Pianificazione energetica e progetti UE

RUBRICA “È L’ORA DI...” ECONOMIA CIRCOLARE di Gianluca Avella (AESS) Pianificazione energetica e progetti UE Il concetto di Economia circolare è andato via via affermandosi nel lessico non specialistico ed è oggi d’uso comune anche sui quotidiani e più in generale sui media. Tuttavia, continuano ad esserci diversi luoghi comuni e semplificazioni legati al concetto di economia circolare che possono ridurne il reale significato e potenziale. Parliamoci chiaro: economia circolare non è solo recupero e differenziazione dei rifiuti, riciclaggio o uso dei materiali di scarto di un processo. Piuttosto, può essere vista come una risposta sistemica alla logica di un’economia lineare e a quella serie di emergenze ambientali da essa ingenerate: sfruttamento incontrollato delle risorse, perdita di biodiversità, deforestazione, inquinamento, costi di gestione dei rifiuti e cambiamento climatico. Proprio per questo l’economia circolare non può essere relegata al distretto industriale o al waste management. Il passaggio di un territorio ad un’economia circolare è fatto di strategie, percorsi ed esperimenti che coinvolgono numerosi attori e portatori di interesse. Ancor più a monte, potremmo dire che l’economia circolare chiede una prospettiva strategica sulle trasformazioni di un territorio. In quest’ottica è chiaro che un ente locale, sia esso una città, un’unione o un territorio, ha un importante ruolo da giocare. Vi è un vasto campo d’azione - edilizia, agricoltura, industria, servizi, mobilità e trasporti, energia e risorse, biodiversità e qualità dell’aria, del

RUBRICA È L’ORA DI...

suolo e dell’acqua - e molteplici attività da svolgere: comprendere le priorità e i potenziali, innescare la trasformazione, dare l’esempio, accompagnare gli attori in gioco, monitorare e valutare i risultati, tradurre tutto ciò in piani strategici. In tutto questo, copiare best-practice può non essere abbastanza: si tratta piuttosto di pilotare una transizione.

Quali competenze possono servire in questo frangente ai decisori del settore pubblico? Quali strumenti operativi posso aiutarli? Può essere utile realizzare percorsi formativi nuovi e trasversali in cui pubblico e privato imparano insieme? Proprio questo è l’approccio progettato da Climate-KIC, la più importante piattaforma per l’innovazione pubblico-privata europea, e proposto in Italia da ENEA ed AESS a Bologna col supporto del Comune e di Confindustria insieme.

15

#TAG


MOBILITÀ ELETTRICA

SFATIAMO IL MITO CHE L’AUTO ELETTRICA SIA PIÙ SEMPLICE E DUNQUE DEBBA COSTARE MENO Siamo circondati tutti i giorni da motori elettrici, batterie ed inverter a basso costo: lo spazzolino da denti, il frullatore, persino nel phon c’è un motore elettrico e nelle nostre stampanti “usa e getta” ci sono motori elettrici eccezionali, i passopasso, capaci di calibrati movimenti micrometrici da far impallidire Bolle. Nessuno ha in casa phon a benzina, frullatori a gas, frigoriferi diesel. Questa percezione di economicità si proietta ovviamente sull’oggetto che ci dona la libertà di andare ovunque, specialmente a noi italiani che possediamo più auto pro capite che nel resto del vecchio continente e siamo refrattari al cambiamento. Ma per capire che non è così semplice come molti pensano, dobbiamo smontare l’auto elettrica. Tecnicamente l’auto elettrica è un ecosistema complesso, composto da un’elettrochimica molto sofisticata, viva ed in continua evoluzione (la batteria) da un’elettronica di Logica estremamente robusta e ridondante (elettronica di segnale) e da una di potenza per la gestione di centinaia di kW in accelerazione, rigenerazione (K.e.r.s., recupero elettrico dell’energia cinetica). A permetterci di incamerare energia c’è poi il complesso sistema della ricarica ad alta potenza

che lavora di concerto con il Software di gestione, controllo remoto (telemetria), aggiornamento remoto (OTA, Over The Air) ed infotainment il quale richiede competenze da ingegnere aerospaziale ed un team di debugging degno di Apple (o Microsoft, dipendentemente dalla vostra religione informatica). L’aerodinamica di un’auto elettrica poi è molto più importante di quella di un veicolo tradizionale, poiché ad oggi a bordo ad esempio di una Tesla ci sono circa l’equivalente energetico di soli 7 litri di benzina: questa energia è usata talmente bene dall’elettronica e dall’aerodinamica di cui sopra, da poterci percorrere quasi 400 chilometri. Si ma l’auto elettrica non è la macchina radiocomandata che aspetta il vostro comando per muoversi: mentre voi volete andare da A a B, elettronica e software di bordo controllano se stessi (diagnostic), l’ambiente che attraversano (security-adas-autopilot-Self Driving & Co), comunicando con l’infrastruttura di ricarica, per pianificare le soste (Charging Telemetry). Il tutto ovviamente controllando che nelle oltre 3.000 celle della batteria tutto vada al meglio. Dunque l’auto elettrica è più complessa. Eppure in proporzione oggi paghiamo tantissimo e più volentieri una tecnologia vecchia e poco

16


costosa che a raccontarla ad un marziano E tutto questo pur avendo la tecnologia per atterrato sul pianeta azzurro ci prenderebbe in evitarlo! giro fino alla prossima eclissi totale: mischiamo Una volta salutato il nostro amico marziano, prezioso e raro ossigeno ad un carburante estratto torniamo a fare due conti: l’auto elettrica è una a migliaia di chilometri di distanza da noi rivoluzione industriale. Ogni rivoluzione e composto dalla macerazione di industriale ha un prezzo sociale. dinosauri e dei nostri antenati L’uomo ha imparato che il prezzo ai quali davano la caccia, sociale va diluito nel tempo, L’AUTO per ottenere un’esplosione altrimenti si scatenano le ELETTRICA che fa muovere con molto guerre. attrito un pistone di metallo Quindi, l’auto elettrica È UNA circondato da leveraggi, prenderà il posto di quella a molle e ingranaggi RIVOLUZIONE scoppio, come prima ha fatto estremamente complessi e quest’ultima con il calesse a INDUSTRIALE cavalli, questo è già deciso. delicati. Il risultato di tutto questo casino Ma il percorso è ancora lungo, meccanico è uno sforzo talmente anche se il nostro amico marziano esiguo da rappresentare circa il 15% sa che ce la faremo. dell’energia spesa per generarlo, col risultato D’altronde siamo umani, nel bene e nel male. che dal retro delle auto esce un veleno in forma di aerosol sempre più fine e mortale. L’85% del di Daniele Invernizzi costo pagato dall’automobilista lo avvelena. Vice Presidente di Tesla Owners Italia

03 02 01

MOBILITÀ IN PILLOLE #1SU100 Il mercato dell’automobile in Italia nei mesi di gennaio e febbraio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ha subito una brusca frenata per quanto riguarda i motori a combustibile fossile. Diversa è invece la tendenza delle soluzioni meno inquinanti o a impatto 0. Lo si evince dalla crescita relativa alle immatricolazione che vede un +79% di veicoli a metano, +90% di auto ibride (HEV, PHEV, Rex) e il +743,5% di auto elettriche. In termini assoluti si parla di qualche migliaio di auto in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma rispetto al mercato, l’auto elettrica, guadagna l’1%.” #MICROMOBILITATI Da quando i colletti bianchi milanesi hanno iniziato a spostarsi su avveniristiche bighe elettriche, o postmoderni motorscooter silenziosi, qualcuno ha iniziato a vedere un’alternativa eco-friendly per gli spostamenti nelle metropoli. Grazie dunque all’ultimo decreto in merito alla micromobilità, vedremo sfrecciare più o meno giovani piloti che sfidano il marcatempo, almeno fino al prossimo 22 Luglio 2022, termine ultimo per la sperimentazione. (Commissione Trasporti della Camera) #PODIOELETTRICO Per la prima volta nella storia del famoso premio “Car of the year”, nato dietro l’iniziativa di alcune delle più prestigiose riviste del settore auto europee nel 1964, il podio è completamente elettrico. 1° Peugeot 208 - 281 punti 2° Tesla Model 3 - 242 punti 3° Porsche Taycan - 222 punti (Dati “Car of the year”, febbraio 2020) Staff di #TAG 17

#TAG


ATTUALITÀ

EMERGENZE PLANETARIE E METODO SCIENTIFICO di Erio Tosatti Ricercatore e professore emerito, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, (SISSA) Trieste; responsabile dei programmi e già direttore a.i., Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics (ICTP) Trieste. Dopo la pace e la salute, priorità immediate, eterne e irrinunciabili, il mondo deve vedersela con altri problemi che stanno diventando vere e proprie emergenze, fra loro anche collegate. All’osso, le conosciamo tutti: il clima (con connessa desertificazione), l’acqua, e l’energia. Nella foga di estrarre dalla terra non solo tutto quello che consideriamo indispensabile, ma letteralmente tutto quanto possa produrre profitto immediato, stiamo riducendo il pianeta in ginocchio. Visto con gli occhi di chi ha la mia età ed è nato e cresciuto in campagna, il peggioramento della natura è semplicemente impressionante. Un altro pianeta — e non certo migliore. Rispetto a queste emergenze (ad ogni emergenza, in questi tempi di coronavirus) è importante porsi domande e capire cosa fare, e non solo al livello di governi e amministratori, ma prima di tutto da parte di noi individui, persone, cittadini. Io, fisico e ricercatore anziano nel

L’AUTOREVOLEZZA, NON L’AUTORITÀ, È SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SCIENTIFICA 18


campo della fisica teorica della materia, non ho competenza tecnica specifica in nessuno di questi temi di emergenza (anche se confesso che, fossi giovane oggi, mi piacerebbe indirizzare le mie ricerche in uno di questi campi). Ho naturalmente opinioni molto precise sulla pace, la salute, il clima, l’acqua, e l’energia. Ma non starò qui a spifferarvele, perché non ho l’autorità scientifica e tecnica per farlo. Ci sono al mondo troppi chiacchieroni, e ancor più creduloni. Ho invece, sia per formazione, sia per aver studiato problemi tutta la vita, sia per aver creato e diretto gruppi e istituti di ricerca, una qualche verità da insegnare sul metodo. E questa, la vorrei condividere.

IL METODO, L’UNICO METODO DA CONSIDERARE SECONDO ME VALIDO PER CAPIRE LE COSE, È IL METODO SCIENTIFICO Il metodo scientifico consiste nel credere solo a ciò che è verificato dai fatti e dalla logica, e soprattutto nel non credere a nulla che non abbia

resistito dopo essere stato messo in dubbio in tutti I modi possibili. Nel metodo scientifico il dubbio è sacro e fondamentale. Non c’è invece posto per la chiacchiera da bar, né per lo schieramento calcistico/politico da una parte o dall’altra, e nemmeno – importante realizzarlo – per la “democrazia”. Non si decide a maggioranza come distinguere fra una cosa giusta e una balla: né con un voto né con una delibera di autorità politiche, religiose, magistratura, o chiunque altro. L’autorevolezza – non l’autorità – è solo ed esclusivamente scientifica. Così come tutti sappiamo che per decidere come fare un impianto solare, o come si aggiusta una macchina, o come si coltiva una pianta, dobbiamo dar retta a chi ha l’esperienza e quindi l’autorevolezza tecnica per farlo, tanto più sui grandi temi e le grandi emergenze bisogna affidarsi al metodo scientifico ed agli scienziati che lo mettono in pratica. Se, sfidando i chiacchieroni, più o meno interessati e con loro anche i media pervasivi che danno loro voce, ci affidiamo di più al metodo scientifico e chi lo pratica, ci avvicineremo a capire davvero i problemi e chi e cosa ci potrà aiutare a risolverli.

19

#TAG


RUBRICA #TAGGA#TU

RUBRICA #TAGGA#TU

01

#TAG dedica questo spazio alle tue curiosità: fai #TU le domande e avrai le risposte. E se è un argomento su cui vuoi dire la tua, non esitare a scriverci a redazione@talkaboutgreen.it, gli argomenti più interessanti ed esaustivi saranno pubblicati nel prossimo numero. #CONVIENE INSTALLARE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO? Un impianto fotovoltaico è sempre conveniente. L’energia elettrica prodotta permette, se utilizzata per l’autoconsumo, di coprire fino all’60% del fabbisogno quotidiano per 25/30 anni. Affinché ciò avvenga è necessario modificare un po’ le abitudini quotidiane, usare gli elettrodomestici più energivori come ad esempio: lavatrice, lavastoviglie, asciugatrice ecc, nelle ore diurne. Oggi alcuni elettrodomestici possono essere programmati per partire anche quando non siamo in casa. Il costo di un impianto è diventato molto accessibile, anche considerando i moduli migliori e più performanti sul mercato, inoltre se si può usufruire della detrazione al 50% l’investimento è addirittura dimezzato e ammortizzabile in pochi anni. Non c’è un investimento migliore.

03 02

#QUANTO COSTA RICARICARE UN’AUTO ELETTRICA? Dipende chiaramente da dove si effettua la ricarica. Se si utilizza la wallbox domestica il costo sarà quello previsto dal vostro contratto di fornitura elettrica che generalmente è intorno ai 20 centesimi di euro a kWh mentre la ricarica effettuata nelle colonnine pubbliche è intorno ai 55 centesimi di euro per kWh. Anche in questo caso comunque per caricare una batteria di medie dimensioni il costo resta basso, dai 12,00 ai 25,00 € per una ricarica completa. #HO UN’AZIENDA E VORREI INSTALLARE UNA COLONNINA DI RICARICA PER I MIEI CLIENTI QUANTO E COME LI FACCIO PAGARE? In Italia non è possibile che un privato possa vendere energia elettrica, ma per gli esercizi commerciali è possibile farsi corrispondere un compenso chiamandolo “servizio di ricarica”. In alternativa si può disporre di una colonnina presente sulle piattaforme come per esempio Nextcharge, E-Moving o E-Go Ricarica che provvedono a gestire la @PvShield transazione economica. Alcune aziende elargiscono info@pvshield.com la ricarica gratuitamente ma con l’aumentare della velocità di erogazione diventa sempre più oneroso.

Profile for PVSHIELD

#TAG n.1 - Aprile 2020  

#TAG n.1 - Aprile 2020  

Profile for pvshield
Advertisement

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded