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Prima rivista di Falconeria gratuita online

PURSUIT INVERNO 2014

Edizione

NUMERO 1

Italiana

www.issuu.com/pursuit_falconry_magazine


PURSUIT  EDIZIONE ITALIANA

Dopo aver letto online alcuni numeri della rivista PURSUIT ideata nel settembre 2013 da Neil Davies ho pensato che un’edizione italiana, arricchita da alcuni articoli sulla realtà della falconeria nel nostro paese, sarebbe stata una novità utile e importante nel panorama nazionale, mancando una reale rivista di falconeria in italiano. Il fatto poi che PURSUIT sia una rivista gratuita e disponibile online, permetterà a tutti di poterla leggere in modo semplice e immediato. Per questo ho preso contatto con Neil e gli ho fatto avere un invito a partecipare al meeting della IAF in Qatar, dove abbiamo avuto modo di conoscerci e di decidere di iniziare insieme questa nuova avventura. Vi prego di condividere liberamente questa rivista con tutti gli amici falconieri e se siete interessati a inviare delle fotografie o degli articoli mi potete contattare direttamente con una email a p.cimberio@gmail.com Il copyright dei singoli articoli è di proprietà degli autori e le loro opinioni potrebbero non essere condivise in toto dal team Editoriale. E’ importante ricordare che le pratiche e le tecniche di falconeria illustrate in alcuni articoli potrebbero essere legali nel loro paese, ma non nel nostro. Si prega di far sempre riferimento alla nostra legge sulla caccia n. 157/92, che disciplina la falconeria in Italia, per ogni dubbio a proposito. Il nostro impegno per una falconeria etica e responsabile, potrebbe portare a scegliere di non pubblicare articoli o immagini ritenute offensive o non adatte. Se qualsiasi associazione di Falconeria Italiana è interessata a far conoscere le date d’incontri o raduni deve darne comunicazione almeno un mese prima della data effettiva. Chi è interessato a degli spazi pubblicitari sulla rivista mi può contattare per conoscerne le modalità e i costi.

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INVERNO 2014

In questo numero... Ultime Notizie...

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Pellegrini urbani

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Foto di falconeria

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Mike Donnelly Falconiere & Pittore naturalista

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West Nile Diesease e Usutu

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Foto di falconeria

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Cappe di falconeria in Qatar

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Foto di falconeria

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La prossima generazione di falconieri del futuro...

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Sky Trials Italia 2014

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Non Dimenticate chi siamo e perché lo facciamo

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Tutti i testi/immagini di questa edizione sono copyright di Neil Davies – PURSUIT © 2014 neil.a.davies@icloud.com e dei singoli contributori.

45th Meeting dei Delegati IAF, Doha Qatar

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Traduzione e articoli italiani a cura di Patrizia Cimberio.

Una grave minaccia per gli avvoltoi europei

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Nuovamente in Libertà

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Nessuna riproduzione dei contenuti di questa rivista, o delle successive edizioni, potranno essere pubblicati senza espresso consenso scritto. Immagine di copertina © Neil Davies – PURSUIT 2014

www.issuu.com/pursuit_falconry_magazine

Immagine della copertina anteriore ‘Merlin’ © John Perry Baumlin 2014

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alla prima edizione di PURSUIT - La prima rivista online gratuita di Falconeria

PURSUIT  EDIZIONE ITALIANA

Ultime Notiz Apertura del museo MACRI, Bioparco di Roma

In Inghilterra è iniziata una raccolta fondi per gli Avvoltoi Il Vulpro UK è un ente di beneficenza per la raccolta fondi con sede nel Regno Unito. Il suo scopo è di raccogliere fondi per un progetto di conservazione di fondamentale importanza in Sud Africa, condotto dal VULPRO NPO. Il VulPro NPO è stato fondato alla fine del 2006 inizialmente sotto l’ala del Rhino & Lion Wildlife Conservation NPO, e successivamente si è trasformato nel VULPRO NPO, ente indipendente per la conservazione gli avvoltoi. Il progetto, gestito da Kerri Wolter e dal suo gruppo di lavoro, ha sede a Hartbeespoort, ai piedi della Magaliesberg Mountains, a est di Pretoria. Il progetto segue direttamente la riabilitazione degli avvoltoi, il loro controllo e monitoraggio, l’educazione, la ricerca e l’allevamento/ reintroduzione dell’Avvoltoio del Capo, ormai in via d’estinzione. Per ulteriori informazioni sulle attività del VULPRO è possibile visitare il loro sito web: www.vulpro.com

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Il 6 marzo è stato inaugurato presso il Bioparco di Roma, alla presenza del Ministro delle Politiche agricole, alimentare e forestale Maurizio Martina, del Capo del Corpo Forestale, Cesare Patrone ed il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccìa, il Museo dei Crimini Ambientali (MACRI) unico in Europa. La struttura, divisa in sette sezioni (incendi, inquinamento e rifiuti, bracconaggio, taglio illegale, CITES,maltrattamento animale e tecniche investigative) permette ai visitatori di conoscere più da vicino la gravità di fenomeni come il commercio illegale di fauna e flora in via d’estinzione, attività che sempre più spesso sono associate alla criminalità organizzata, mettendo in risalto gli strumenti di cui dispone lo Stato per combattere simili forme di illegalità. Nel percorso della visita è disponibile un tavolo touch screen che permette di approfondire in modo semplice ed intuitivo le varie operazioni svolte dalla forestale tramite video e immagini. Il tavolo e il software sono stati offerti al Corpo Forestale dello Stato dall’Associazione Internazionale di Falconeria e dal CIC.

http://www.meridiananotizie.it/2014/03/ ambiente/video-al-bioparco-di-romainaugurato-il-macri-il-primo-museo-deicrimini-ambientali/

La rivista di falconeria PURSUIT è fiera di supportare il lavoro della IAF -The Inte


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zie... La CITES rivela il logo della Giornata Mondiale per la FaunaSelvatica 3 febbraio 2014 : Il Segretariato della Convenzione sul commercio internazionale delle specie in pericolo d’estinzione della flora edella fauna selvatica (CITES) ha presentato il logo disegnato per commemorare la prima Giornata Mondiale per la Natura, che si è tenuta il 3 marzo 2014 . Tutte le Nazioni, le organizzazioni e gli individui interessati sonostati invitati dalla CITES ad utilizzare questo logo nella loro celebrazione della Giornata Mondiale della Fauna Selvatica. Il logo è disponibile nelle 6 lingue ufficiali delle Nazioni Unite:arabo, cinese, inglese, francese, russo e spagnolo. Con l’adozione della risoluzione A/C.2/68/L.48, la S esantottesimasessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) ha deciso di proclamare il 3

marzo, la data di adozione della convenzione CITES, come World Wildlife Day, per celebrare e aumentare la consapevolezza su valore della fauna selvatica a livello mondiale. La risoluzione riafferma il valore intrinseco della vita selvatica e dei suoi vari contributi allo sviluppo sostenibile eal benessere umano, oltre a riconosce l’importante ruolo della CITES a garanzia che il commercio internazionale non minacci la sopravvivenza delle specie . Adrian Lombard, presidente della IAF, ha presentato messaggio per il World Wildlife Day che è stato inserito nei “key messages” del sito della manifestazione. http://wildlifeday.org/content/internationalassociation-falconry-and-conservation-birds-prey-iaf

HUNTING SHOW - vicenza Stand UNCF all’Hunting Show di Vicenza Dopo il successo dell’anno scorso, anche quest’anno la falconeria è stata presente all’Hunting Show di Vicenza che ha visto un incremento dei visitatori dell’oltre 11% con la presenza di 32mila appassionati di caccia, pesca e tiro sportivo. All’inaugurazione dell’evento, alla presenza di alcuni falconieri, Matteo Marzotto, nuovo presidente di Fiera di Vicenza, ha dichiarato: “Caccia e pesca responsabili e sostenibili, sport, tecnologia e abbigliamento, sono tra gli ingredienti del well done in Italy dedicati al settore dell’aria aperta che hanno contribuito a rendere questa 8^ edizione un appuntamento attrattivo e d’eccellenza”.

L’area dedicata alla falconeria, curata dall’UNCF, apriva il percorso del nuovo stand unico che per la prima volta ha visto insieme Federcaccia, AnuuMigratoristi e Arci Caccia. Una “prima volta” che non ha mancato di suscitare curiosità, interesse, ma soprattutto apprezzamento da parte di tanti, tantissimi appassionati appartenenti o meno alle tre associazioni, che hanno espresso apertamente il loro favore per il concreto esempio di percorrere non con le parole ma con i fatti la strada della riunificazione del mondo venatorio italiano. Se la falconeria può far parte dell’immagine dell’unione del mondo venatorio, a maggior ragione andrebbe portato avanti un discorso di unificazione tra i falconieri italiani.

ernational Association of Falconry and Conservation of Birds of Prey - www.iaf.or f rg

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Uno studio sui pellegrini nella città di Bath

Testo di: Ed Drewitt - Fotografie © Hamish Smith 2013

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Pellegrini urbani nella città di Bath Nella città Bath, mentre si gironzola per fare shopping, non è difficile incontrare dei piccioni selvatici, ballerine bianche, gabbiani reali e cardellini, ma quindici anni sarebbe stato davvero sorprendente vedere il volo di un pellegrino sopra la testa. Oggi, anche dalla comoda piscina sul tetto dello stabilimento termale “Thermae Bath Spa”, è possibile ammirare alcuni pellegrini posati sulla loro chiesa preferita a Bath, vicino alla stazione di polizia.

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INVERNO 2014 Dopo essersi ristabiliti dagli effetti devastanti dei pesticidi come il DDT utilizzati tra il 1950 e il 1960, ora è possibile trovare in Inghilterra il falco pellegrino nella maggior parte delle grandi città e paesi. Prediligono particolarmente gli edifici quali chiese e cattedrali, ma anche alte palazzine di uffici e di appartamenti. A Bath, la prima apparizione di pellegrini risale agli anni novanta, periodo nel quale sono stati attentamente monitorati dal compianto ornitologo John Tully. Ben presto è risultato evidente che i pellegrini avevano il potenziale per potersi riprodursi anche in ambiente urbano e, nel 2005, l’Hawk and Owl Trust ha chiesto il permesso alla Chiesa di S. Giovanni di mettere un box nido sulla chiesa. Un anno dopo, in quel box, erano stati cresciuti quattro pulli di pellegrino. E, da quel momento in poi, il successo si è ripetuto ogni anno. Il clero e i fedeli di San Giovanni hanno appoggiato in pieno il progetto, tanto che negli ultimi due anni il processo di anellamento dei pulli è avvenuto all’interno della chiesa stessa. Dal momento in cui i falchi pellegrini sono diventati più comuni e visibili nelle aree urbane, si è sviluppata una maggior consapevolezza del loro comportamento e delle loro abitudini. Ora sappiamo che possono vivere fino a 17 anni, e che spesso le coppie si separano. Una femmina, durante la sua vita, generalmente si accoppia con tre o quattro maschi. Inoltre, mentre è già in coppia con un maschio, frequentemente si allontana per accoppiarsi con un altro maschio.

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INVERNO 2014 A Bath, abbiamo iniziato a pensare che potesse accadere qualcosa di interessante nel 2008. Improvvisamente abbiamo realizzato che la femmina si era messa in coppia con uno dei ďŹ gli da lei allevati nel 2007 in quello stesso luogo e che era stato inanellato con un anello blu contrassegnato con le lettere nere AA. Da allora era sempre stato nei dintorni della chiesa. Il suo compagno iniziale, il padre del giovane pellegrino, era scomparso proprio poco prima della schiusa delle uova nel 2008. Il giovane maschio aveva allora assunto il compito di nutrire e allevare i pulcini con la madre.

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L’anno successivo era ancora presente nel sito di nidificazione e, senza alcun motivo per pensare che la femmina non fosse più la stessa, hanno allevato una nuova nidita con successo. Durante la muta, abbiamo raccolto delle penne della coda e le abbiamo inviate per l’analisi del DNA per verificare che la coppia fosse realmente composta dal figlio e dalla madre e i risultati hanno confermato che effettivamente lo erano. Negli anni successivi, la coppia ha permesso ad uno dei loro figli, nato nella precedente stagione riproduttiva di rimanere fino al 2012 e il giovane uccello gli ha anche aiutati a covare e allevare i pulli, anche se in modo un po’ impacciato! Fin dal 2007 abbiamo inanellato i pulli con anelli colorati. Tutti gli anni, nel mese di Maggio grazie al gentile interessamento dell’Hawk and Owl Trust sono sempre riuscito ad ottenere le autorizzazioni e l’accesso alla chiesa e grazie alla mia licenza di livello 1 ho potuto accedere al nido ed inanellare i pulcini. Abbiamo usat un anello di metallo con inciso un codice univoco rilasciato dal British Trust for Ornithology

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INVERNO 2014 sulla zampa destra, mentre sulla zampa sinistra è stato posizionato anello blu chiaro contrassegnato da due lettere. L’anello colorato permette che i pellegrini possano essere osservati e identificati anche da una certa distanza. In questo modo siamo in grado di conoscere la sorte dei diversi pellegrini mentre sono in vita. Questo ci ha permesso, per esempio, di monitorare il falco contrassegnato come AA, che si è fermato come maschio riproduttore presso la chiesa di St Johnís Chiesa a Bath. Ci aiuta anche a tenere sotto controllo gli uccelli che si spostano più lontano, o che cadono nei camini, come è successo ad una giovane pellegrina alcuni anni fa. Sorprendentemente, era finita nella camera da letto del presidente del gruppo Bath RSPB! I miei anelli sono stati utilizzati per inanellare i giovani pellegrini rilasciati in libertà dall’Hawk Conservancy Trust, uno dei quali è stato avvistato un anno più tardi con un partner sulla spiaggia di Bognor Regis! Magari un luogo perfetto per gli incontri romantici tra i falchi pellegrini! Quello che mi ha veramente interessato dei pellegrini di Bath era la loro alimentazione. Ben presto mi era risultato evidente che i falchi non mangiavano solo piccioni. E i miei viaggi settimanali in treno da Bristol mi avevano rivelato tutto, dai porciglioni alle beccacce, dagli svassi dal collo nero alle peppole. Ai pellegrini, inoltre, piaceva passare fuori la notte a Bath dove approfittavano delle luci notturne per avvistare gli uccelli migratori che volavano sopra la città. I piccioni in ogni caso contribuiscono solo per un terzo o la metà della loro dieta. Merli, tordi, fringuelli, trampolieri, alzavole, gabbiani e altri uccelli comuni fanno il resto.

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PURSUIT  EDIZIONE ITALIANA Mentre i pellegrini continuano ad essere ammirati da migliaia di persone a Bath e in altre località, aiutati nel corso degli anni dalla pubblicità sui canali televisivi regionali della BBC e della serie Springwatch della BBC, ci domandiamo cosa riserverà loro il futuro. Bene, una sfida è quella di fornire ai pellegrini un box nido modificato. Il gruppo della Hawk & Owl Trust a Bath ha già prodotto una nuova tipologia di box nido. Attualmente è impegnata in trattative con la chiesa di St John per ottenere l’approvazione per questo nuovo nido, insieme ad un migliore sistema di telecamere che dovrebbero essere installate prima della stagione riproduttiva 2014. E’ ormai evidente che l’area del pavimento deve essere estesa per consentire ai giovani uccelli di esercitarsi - quando c’è una nidiata di quattro pulli riescono a saltare troppo facilmente dal lato della scatola e cadono a terra troppo presto. L’Hawk and Owl Trust vuole provare a ridurre la frequenza con cui i pulli cadono a terra e quindi vengono portati alla stazione di polizia per essere rimessi nel nido o tenuti per un giorno o due prima di essere rilasciati. I lati del box sono stati aumentati per fornire una migliore aderenza, fori di drenaggio sono stati ingranditi per consentire alle forti piogge di defluire meglio, e verrà fornita una pertica. Mentre i box nido forniscono ai pellegrini con un luogo importante dove deporre le uova, il consiglio generale è quello di fornirglieli solo quando è necessario (ad esempio quando un sito di nidificazione può essere abbattuto ) o quando una coppia ha tentato di nidificare, ma senza successo (e per esempio le uova sono rotolate in una grondaia o simili ). A Bath, la coppia si è formata e ha cercato di accoppiarsi nel 2005 e il box ha fornito un supporto appropriato per il loro nido .

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INVERNO 2014 Se volete ammirare i falchi pellegrini ci sono dei siti popolari e ben conosciuti a Exeter, Chichester, Bournemouth, Brighton, Bristol, Sutton, e naturalmente a Bath. Spesso stanno nascosti, posati sulla cima di un doccione o di un cornicione. Se volete approfondire l’argomento dei pellegrini urbani, Ed sta per pubblicare un ottimo libro intitolato “Urban Peregrines” che sarà disponibile dal maggio 2014. E’ possibile preordinare delle copie del libro attraverso il Natural History Bookstore, nhbs.com Ed Drewit ha studiato pellegrini per 15 anni e lavora come naturalista, si occupa di trasmissioni televisive e cerca di coinvolgere le persone a conoscere la natura e la vita all’aria aperta. www.eddrewitt.com

Il progetto ‘Bath Peregrine’ è finanziato e gestito dalla Hawk & Owl Trust. www.hawkandowl.org

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Eyass Pellegrino Š Ross Gray 2014

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Mike Donnelly Falconiere & Pittore naturalista www.mikedonnelly.com Articolo e intervista di Lauren Catherine.

Per il falconiere e pittore naturalista Mike Donnelly, la passione per la falconeria è iniziata quando aveva solo otto anni, dopo il salvataggio un pullo di gheppio caduto dal nido su di un ponte ferroviario posto nelle vicinanze e quindi rinchiuso in una gabbia per conigli da un ragazzo più grande del suo villaggio, a West Derby, Liverpool. Questo piccolo rapace, divenuto il compagno inseparabile di Mike per molti anni, ha acceso quella che sarebbe diventatala sua passione di una vita per l’arte della falconeria. Insieme al suo entusiasmo per la fauna selvatica e la falconeria, le innate capacitè artistiche di Mike sono state evidenti fin dalla sua giovane etè. Egli ricorda

. E così, crescendo, ha maturato la sua abilità di artista e la sua passione per la fauna selvatica .

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INVERNO 2014 Domanda - Lauren Catherine: Il tuo interesse per rapaci è iniziato fin da quando eri ancora un bambino ? Risposta - Mike Donnelly: Quando ero un adolescente, ho fatto una vacanza con la mia famiglia in Galles, lì ho incontrato Laurent DeBastyai, un ungherese che stava tenendo una dimostrazione di volo presso il Bay Welsh Mountain Zoo a Colwyn. Era stato il curatore dello Zoo di Budapest e mi ha aiutato con i suoi consigli sulla falconeria, oltre che a presentarmi al Welsh Hawking Club. LC: Quindi, hai avuto altri rapaci dopo il gheppio? MD: Quando ero ancora un principiante ho avuto delle poiane. Poi, dopo essermi iscritto al Welsh Hawking Club, ho preso un astore grazie ad un membro del club, il mio primo rapace da caccia. Poi, grazie ad altri falconieri che avevo incontrato nel corso di raduni internazionali, mi sono iscritto al British Falconer Club, dopo aver dimostrato le mie abilitè di caccia con il mio secondo astore di passo, giustamente chiamato Blitz. LC: Come si sono sviluppate le tue qualitè artistiche in questo periodo? MD: All’incira nella stessa epoca in cui avevo il mio primo astore, mi sono iscritto alla Scuola d’Arte di Liverpool. Poi, dopo quattro anni di università, sono entrato nel British Falconer Club dove ho incontrato John Fairclough, che ha comprato tutti i dipinti sull’arte falconeria che avevo realizzato per la mia tesi. Sono rimasto meravigliato! In seguito mi ha aiutato a promuovere la mia carriera artistica con la sponsorizzazione di miei diverse mostre in tutto il Regno Unito.

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LC: Per quanto tempo è continuata la tua collaborazione con Fairclough? MD: Il nostro accordo di sponsorizzazione è durato due anni ed è stato un fantastico periodo iniziale della mia carriera. Mi piacerebbe stare nella sua tenuta per settimane, solo cacciando e disegnando. Sono stati momenti fantastici. Poi, nel corso degli anni successivi, dopo numerose mostre d’arte nelle fiere di paese, sono stato presentato alla Galleria Mathaf di Belgravia, a Londra, grazie all’interessamento del compianto artista e amico, John Haywood. Questo mi ha dato l’opportunità di esporre le mie opere in tutto il mondo, in quanto la Galleria Mathaf è uno dei maggiori esperti di arte orientale e mediorientale in tutto il mondo. Grazie a loro ho esposto le miei opere in paesi come Dubai, Abu Dhabi, Qatar, Bahrain e Oman.

Questo mi ha permesso di ricevere diverse commissioni dal Sultanato dell’Oman, nonchè da famiglie reali in tutto il Golfo. Ci sono anche diversi personaggi celebri che sono diventati collezionisti delle mie opere d’arte, dopo alcune mostre a Londra. LC: La tua esperienza nel campo della falconeria e dell’arte si è sviluppata maggiormente dopo la mostra presso la Galleria Mathaf? MD: Il Mathaf mi ha rappresentato per oltre quindici anni, e la loro preparazione ed esperienza nel mondo dell’arte mediorientale mi sono stati di grande aiuto nel lanciare la mia carriera. Dopo commissioni per dipinti sulla cultura e sulla caccia dei beduini, grazie ad visita nella regione del Golfo, ho sviluppato una passione particolare per i falconi e ora volo girfalchi, pellegrini e falchi sacri.

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Questo ha influenzato la mia arte, e mi sono ritrovato in questi ultimi anni, a prediligere come soggetti i falchi e i beduini. LC: Hai partecipato a battute di caccia in Medio Oriente? MD: Sì, quando ho partecipato al terzo Festival Internazionale di Falconeria ad Abu Dhabi nel 2011, organizzato dall’Emirates Falconer Club. Sono andato a caccia la mattina presto montando un dromedario con alcuni membri del club. Abbiamo cacciato hubara e lepri usando dei Gyr x Pellegrini. Più tardi, quando era più fresco, mi sono parecchio divertito a guardare le gare con i falchi. Poi ho visto la follia delle competizioni con i saluki, dove i proprietari corrono insieme ai loro cani in 4x4 incitandoli con grida di incoraggiamento!

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INVERNO 2014 La settimana successiva, sono entrato nel Falconry Art Competition al Festival, dove il mio dipinto che illustra una falco sacro che insegue un Hubara, ha vinto il primo premio: un fantastico viaggio! LC: Quali sono i tuoi progetti per il futuro? MD: Continuo a ricevere commissioni da collezionisti privatie aziendali a livello internazionale e sto anche pensando di organizzare nuove mostre nella regione del Golfo nei prossimi due anni. L’ultima volta che ho esposto è stato a Doha, in Qatar nel 2008, mi piacerebbe ritornare l’anno prossimo per organizzare uníaltra mostra.

Per contattare Mike a proposito del suo lavoro o per discutere di una commissione, è possibile contattarlo via e-mail: mike-donnelly1@live.co.uk o tramite la sua pagina Facebook ‘Mike Donnelly Wildlife Art’.

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Flaviviridae. A molti di noi possono dire poco, molto poco. Ma si tratta di un’ombra che pian piano progredisce e, molto probabilmente, in futuro farà discutere nel nostro settore. 26


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by Giovanni Goj Sono una famiglia molto grande di virus a RNA . Un esempio di esponente della famiglia Flaviviridae estremamente pericoloso nell’uomo è il virus HCV, anche conosciuto come virus dell’Epatite C, patologia virale che tende alla cronicizzazione in almeno l’80-90% dei casi. Altri virus del genere conosciuti in medicina umana sono i virus della Febbre Gialla, della Dengue e, ancora, della “Febbre del

Nilo Occidentale” o della Usutu . Questi ultimi agenti virali sono originari dell’Africa e da una trentina d’anni hanno cominciato a fare capolino e diffondersi in Europa, U. S.A., Canada e molti altri stati, seminando vittime tra gli uccelli selvatici e domestici, nei cavalli e negli esseri umani in particolari condizioni di immunodepressione.

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PURSUIT  EDIZIONE ITALIANA Vi starete chiedendo cosa possano c’entrare questi virus con la falconeria. Ebbene c’entrano eccome. Si tratta di virus il cui serbatoio principale dell’infezione sembrano essere principalmente gli uccelli, serbatoio da cui “attingono” le zanzare del genere Culex, le quali diffondono la malattia mediante il loro “morso” Tale malattia può viaggiare attraverso gli uccelli migratori da un continente all’altro. In più, cambiamenti climatici molto intensi e caratterizzati da inverni meno rigidi e la diffusione di alcuni insetti originari dell’Africa ( contribuiscono a diffondere l’infezione. In Europa si sono già verificate epidemie di West Nile Disease e di Usutu in Germania, Austria, Italia e altri paesi. In Italia le zone più a rischio sono il Veneto, il sud-est della Lombardia e l’Emilia Romagna, zone dove i virus stanno circolando e dove numerosi casi umani sono stati registrati (soprattutto per la WND, mentre per la Usutu, patologia ancora poco conosciuta, due soli casi nel ravennate negli ultimi anni). Basti pensare che i donatori di sangue sono sospesi per 28 giorni in caso di pernottamento nelle zone endemiche, proprio per il rischio di infezione. La patologia rappresenta un pericolo da considerare, con potenziali non trascurabili in ambito sia zootecnico che umano. In tutti gli animali la patologia, variando per intensità dimanifestazione della sintomatologia, può generare forme talmente lievi da non essere clinicamente rilevabili, può dare stati febbrili della durata di pochi giorni, oppure encefalite e meningite e in casi particolari anche il decesso del paziente umano. Negli uccelli sembrano prevalere infezioni asintomatiche ( , nei cavalli ci sono drammatiche situazioni in cui la mortalità raggiunge il 40%, negli uomini le complicazioni in caso di invasione del cervello da parte del virussono connesse spesso a stati di immunodepressione.

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Alcune specie di uccelli sono più permissive nei confronti dell’infezione, altre meno. I rapaci possono giungere al decesso in pochissimo tempo o subire gravi conseguenze o ancora manifestare problemi di muta delle penne

Mentre gli uccelli tendono a fare da “serbatoio”, alimentando il ciclo infettivo “uccelli - zanzare - uccelli”, i mammiferi sono ospiti a “fondo cieco”, vale a dire che in cavalli e Esseri umaniparrebbe che il virus circolante nel sangue non raggiunga una concentrazione tale da “infettare” gli insetti vettori Si scriveva poco fa che negli uccelli la patologia sembra essere spesso asintomatica e per tale motivo sono in atto piani di sorveglianza del Ministero della Salute e degli Istituti Zooprofilattici per monitorare l’andamento della malattia Alcune specie di uccelli sono reputate particolarmente suscettibili all’infezione (Pa sseriformi, compresi in particolare i Corvidi). Non è però ancora chiaro se tale suscettibilità consista in una cronicizzazione della malattia o nella manifestazione di forme acute clinicamente evidenti. Anche se la via di trasmissione principale è costituita dalle zanzare, è il contatto diretto tra sangue e l’alimentazione con prede infette può essere un’altra via di infezione Altre specie possono essere duramente colpite, come appunto i Falconiformi, che possono però g uarire. Anche in questo caso non è però chiaro se il virus, nell’animale guarito e che ha sviluppato anticorpi, possa continuare a rimanere attivo, perlomeno in alcuni organi. A tal proposito sono stati condotti alcuni studi sia sull’uomo che sugli uccelli. Nel l’uomo sono state eseguite analisi


INVERNO 2014 nei confronti di pazienti che avevano avuto Febbre del Nilo sintomatica. Alcuni di essi continuavano a manifestare stanchezza cronica, mal di testa, alterazioni della pressione etc. Nel 25% circa di questi pazienti era riscontrabile un’alterazione dei valori ematici di alcuni parametri che indicano lo stato del funzionamento renale, con effettiva compromissione degli stessi e che sembrerebbe progressiva nel tempo. Sempre nel 25% circa di questi pazienticon sintomi persistenti è stato rilevato materiale virale nelle urine. Per alcuni dei pazienti erano trascorsi sette anni dall’infezione acuta di WND. Ulteriori studi sono necessari poiché i soggetti analizzati erano tutti sopra i cinquant’anni e perché non è chiaro se anche nelle forme asintomatiche vi sia una problematica simile di persistenza del virus. Un altro studio è stato condotto invece negli uccelli ed è stato dimostrato, analogamente nell’uomo, che il virus tende a permanere all’interno dei reni, cuore, pelle ed altri a lungo nel tempo. Non è però chiaro se tale permanenza negli uccelli possa costituire un problema. Di per sé la persistenza nei reni non è accompagnata, se non in rari casi, da viremia misurabile con la PCR

. Una prova interessante e molto significativa è stata di inoculare ciclofosfamide in topi da laboratorio che erano guariti da WND. Tale sostanza inibisce la proliferazione dei linfociti. Dopo ciò sono state osservate positività per la WND . Ci sono quindi alcune domande che, a oggi, rimangono senza risposta per noi falconieri, o meglio, per noi tutti: 1. L’eventuale permanenza del virus in organi interni e pelle degli uccelli colpiti può provocare fenomeni di bassa presenza del virus oppure riacutizzazioni

tale da costituire un problema per altri uccelli o uomini? 2. Un animale guarito clinicamente può diffondere ancora virus tali da costituire unproblema per altri animali o uomini? 3. Animali guariti e con titolo anticorpale alto ma senza virus circolante, possono essere pericolosi per altri animali o uomini o devono essere trattati con particolari precauzioni? Oppure il problema della persistenza negli organi pone un serio dubbio? 4. Questi soggetti ammalatisi e poi guariti, allo scopo della prevenzione e della sicurezza per i detentori di rapaci, devono essere mantenuti in vita o devono essere considerati potenzialmente pericolosi? PREVENZIONE Per la WND non c’è prevenzione, almeno per i falchi, se non il fatto di poter evitare certi tipi di prede e proteggere i falchi dalle punture delle zanzare. Si tenga conto che proprio i Corvidi (prede ambite dai falconieri) sono tra i maggiori diffusori del virus. Non è quindi una cosa sorprendente individuare in un falco di una certa età e cacciatore una positività sierologica ai virus Nel settore ippico la problematica è già stata affrontata ed è stato realizzato un vaccino che sembra essere efficace. La vaccinazione non è però prevista per i rapaci né per altre specie di uccelli. l bacino del Mediterraneo è però oramai zona endemica per queste patologie e il problema WND nonché di altre patologie come la Usutu, peraltro entrambe zoonosi rappresentano un problema che l’ambiente della falconeria deve affrontare con serietà.

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PURSUIT  EDIZIONE ITALIANA Cosa potrebbero quindi ottenere i falconieri e come? Sicuramente potrebbero proporre una cooperazione con gli Istituti Zooprofilattici e con Veterinari specializzati per poter gestire due attività fondamentali: 1. Studiare e comprendere nel dettaglio il comportamento di entrambe queste patologie, sfruttando tutti gli eventuali animali con certa e pregressa WND

; 2. Studiare e mettere a punto un vaccino apposito per i rapaci da falconeira. Questa attività è già in atto negli Stati Uniti, dove alcuni centri di recupero per rapaci ed autorevoli docenti universitari Medici Veterinari, stanno già impiegando vaccini

l’Autorità Pubblica deve sapere quali siano i soggetti vaccinati e non. Difatti un falco vaccinato avrebbe anticorpi contro il virus WNV. Se il proprietario del falco presenta un certificato di vaccinazione, allora è chiara la positività sierologica dell’animale. Se il falco dovesse risultarepositivo ma non si sapesse lo stato vaccinale, allora l’Autorità Pubblica non potrebbe più distinguere tra animale che si è ammalato ed è “guarito” o animale effettivamente vaccinato. Distinguere tra queste due situazioni è sostanziale e alcune vaccinazioni sono vietate sugli uccelli in Italia proprio perché sarebbe poi molto complicato condurre studi epidemiologici e portare avanti i progetti di sorveglianza

. CONDIZIONI PER VACCINARE

Quali sono però le attività che consentirebbero questi interventi

e che faciliterebbero molto l’attività dei Medici Veterinari coinvolti? Le vediamo di seguito e sarebbero attività di competenza dei falconieri, che dovrebbero organizzarsi di perottenere due obiettivi: 1. Necessità di un’anagrafe dei soggetti detenuti; 2. Con l’anagrafe, consentire attività come quelle di vaccinazione degli animali, registrazione degli animali vaccinati e monitoraggio degli esiti delle immunizzazioni. Punto essenziale per poter ragionare in termini di vaccini è infatti di poter tracciare perfettamente gli animali vaccinati. Perché? Perché tali patologie sono oggetto di progetti di sorveglianza, il che significa che

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Condizione per vaccinare quando il vaccino dovesse divenire legale è questa: testare il falco prima di effettuare la vaccinazione. Questo perché l’animale potrebbe già essere stato infettato ed è necessario saperlo. Quindi l’iter per procedere con i vaccini sarebbe: testsierologico sull’animale à vaccinazione à controllo dell’effettiva copertura vaccinale. TUTTE LE ATTIVITÀ RELATIVE AD UN’EVENTUALE ATTIVITÀ DI VACCINAZIONE DEVONO ESSERE CONDOTTE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SOTTO STRETTO CONTROLLO MEDICO VETERINARIO. PERCHÉ È IMPORTANTE CHE I FALCONIERI CONOSCANO Anche se la maggior parte delle infezioni possono essere asintomatiche e non provocare la morte del falco, ci sono due


INVERNO 2014 problemi. Il primo è che nulla si sa di preciso sulla potenziale persistenza del virus nell’animale nel corso della sua vita. Il secondo è che una buona percentuale di animali può sviluppare sintomi vari molto eterogenei e che portano a morte il falco.

GLOSSARIO WND (West Nile Disease): patologia provocata dal virus WNV WNV (West Nile Virus): agente patogeno della WND USUTU: patologia provocata dal virus USUV

CONOSCERE E PREVENIRE

USUV: agente patogeno della Usutu

È fondamentale sottolineare che le informazioni riportate hanno carattere generale e sono uno stimolo ad affrontare il problema sia da parte dei falconieri, sia da parte dei medici veterinari. Tutte le informazioni descrivono e denunciano una situazione di pericolo i cui rischi reali sono ancora poco conosciuti. Tutte le attività di analisi e diagnosi devono sempre e comunque essere effettuate con Medici Veterinari, così come dannoso e inutile sarebbe procedere in autonomia con vaccinazioni fai-da-te e con vaccini magari concepiti per i cavalli. CONCLUSIONI Vista la pericolosità di queste nuove patologie emergenti, estremamente dannose per i rapaci e potenzialmente pericolose per gli esseri umani, è utile che l’affrontare queste problematiche sia un punto fondamentale delle attività organizzate dai falconieri, con lo scopo di non farci sorprendere troppo tardi da un problema che potrebbe divenire più grande di quel che si crede. Non sarebbe una cattiva idea un progetto di collaborazione appunto con il settore veterinario, teso ad affrontare in anticipo e prevenire eventuali situazioni che in futuro potrebbero essere pericolose e di cui ci si potrebbe pentire. È doveroso che noi falconieri, categoria “piccola” e poco conosciuta, sottolineiamo le nostre esigenze e le problematiche legate alla gestione dei nostri animali, caratterizzati da un valore affettivo ed economico particolari e quindi non affrontabili con le stesse modalità applicate al settore dei grandi allevamenti.

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Poiana Coda Rossa © Steve Dickson 2014

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Cappe di falco 34


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oneria in Qatar Fotografie © Neil Davies e Mark Williams 2014 35


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Gheppio © James Brown 2014

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La prossima generazione di falconieri del futuro... by Neil Davies

Qui potete trovare un breve video del Mercato dei Falchi presso il Souq Waqif di Doha - www.vimeo. com/m/78998909

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Sky Trials Italia 2014 Seconda Edizione L’1 e il 2 marzo nella zona Addestramento Cani e Falchi dellaFedercaccia nella località di San Leopoldo-Grosseto, una delle più spettacolari pianure incontaminate d’Italia, si è tenuta la seconda edizione dello Sky Trials Italia 2014, ottimamente organizzata da Gianluca Barone. Classifica Alto volo puri: 1 Nico Pataleo, 2 Luigi Di Stano, 3 Vianelli Massimo; Alto volo ibridi: 1 Ivan Busso, 2 Giovanni Frison, 3 Marco Cavozza; Basso volo:1 Ivan Busso, 2 Andrea Ambrosini, 3 Andrea Fiorentini. Giudici: Juan Bernabè e Francesco Lanzieri. Direttore tecnico: Gianluca Barone. Assistenti di campo: Mauro Castaldo, Gianluca Medde, Fabio Fattori, Emanuele Simonetti. Alla manifestazione sono state presenti Guardie Venatorie, dirigenti della Provincia di Grosseto e rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

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e i tempi sono rs fo , o d en d e cc su Forse sta italiani facciano ri ie n o lc fa i é ch maturi per e ritornino a to a ss a p o ic st ’o ll e breccia n assione. Forse è p a ri p ro p la e er condivid anche gli italiani i cu in o p m te il arrivato di ciò che e n io z ra st o im d a esordiscano nell polo sa fare. questo grande po

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PURSUIT  EDIZIONE ITALIANA ra quello cui alberga anco in ro lo co tti tu dico: mai, mai cina E a le del falconiere i logora; una vo bi m e no ch ito ir rlo ta sp lconeria se non e come …Ma c’è un are il termine Fa rarmi qualcosa zi ur ss un su on a lconiere, pr ua in a. che cont ità, perché un fa te in guardi et gn m di i e m io e gl ch go io or nz con e o, se anche un continuo ro e se in superfici bbe questo titol ch re ite ne er sio m es n pr no m e d’esser fiero di tto di noi Ho come l’i lo istante esitass ne di fiorire, so so sio un es r pr pe m l’i a tutto di esplodere. lle nell’attesa di esserlo. un vulcano ribo rvi to ccesso di chiede si è scrit nte volte vi é su tanto di ciò che ua o Q gg le ri e o e gg Le rgo ch ia fare? pi, poi mi acco cosa ve lo facc negli ultimi tem alismo, im an o, m lis ta bien spagnolo definì parole come am anze dalla hio Falconiere st cc di Ve le n avitù re U de en a forma di schi perbenismo, pr so nel nostro lconeria: “… un es Fa te più gr la in ’ar “l : tto nì fa fi o de caccia, hann ” Un altro la non ce ne i … as ia qu ar i, nt lo ed pi vo a di mondo, in punt difficile”. o accorti. en m m ne o im foss la Falconeria re contento di cos’è che rende se ne es be ei sere Eb vr do se non poter più es sul Perché anche eccezionale da uo a sentirmi ando sì in nt co nt ve co di , , to ne en io ss tanto ferm solo una pa a at er id o? ns ic co m l ne ile di vita. collo il fiato de di diritto uno st r pe n no ; do , iatore, io ucci ia iere o, da tempo Io sono un cacc a perché è la m solo per il carn m on le e, N vi er ù ac pi pi il r r pe ione, il falco pe gioco, non ole della mia az remmo posato ev av ap ns co no So natura. preda che a piombo; ima per quella nutro grande st enti gio che m’è ile iv pr il o sc no vremmo altrim co ri l’esibizione, do me si dona; r pe da on no N or gi . ni rispetto facciamo og stato dato e lo iederci cosa ci ch ; te la nde deso o mai che soli in queste la nti, non lasciam a, ic Allora dico: atte lit lchi, po o, verso i nostri fa sociazionism eno per l’amore parole come as … m o e, m nn on ne ra E ltr av po n , omesso falchi, no ministri, compr ento che loro, i ciò im di i; nt te se no an n rt co po e a er lonn di condivid diventino la co ezzi per mai la cortesia restino solo i m a m o; m sia e ch o, mi chiedo stro scopo. erando un falc raggiungere il no Ancora oggi, lib chi il servo. ricchiti noi sia il capo e ar a ri tr i po ch sa hi tic egli an Sono invece qu , frullo, in ento... quel i come a monte in rm te li bi o.. a e è per quel mom nt rs ve da no Fo a a, immobile rm fe goccia, in in cui tutto, da piuma, yarak, a fugace attimo, eterna la do e il tuo corpo en tr en nd m re , a anim uscolare nutrire la nostra contrazione m iro, esplode ler restituir resp Falconeria. sembra non vo ue, terra… ng sa li, vento, e qualunque scatto, urla, frul ch in o e ciò che é at re gn ui se fl ri in a o Mio padre mi ha pre un D’Errico, non ngue torna cald sa ra e il E sem greto tra la natu cosa succeda sii re per to resterà un se . co du rlo pe ca se ac da es e di tir i es i trav onieri, fier sia MAI doverc che siamo: Falc ò ci . pi lu paura di essere n vendiamo via maestra, no la e et rd pe on N o il capo à, non chiniam la nostra identit mico ne alleandoci col ne a chi crede che l’indulgenza. elemosineremo

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45th Meeting dei Del

Come ogni anno, la IAF (International Association for Falconry and Conservation of Birds of Prey), che spesso viene citata più o meno impropriamente nei discorsi dei falconieri italiani, ha tenuto- nei giorni 28 e 29 Gennaio - un grande incontro che come sempre ha avuto come tema principale la Falconeria in tutte le sue infinite sfaccettature (caccia, conservazione, reintroduzione, cura, UNESCO), nella stupenda cornice della città di Doha in Qatar.

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egati IAF, Doha Qatar di Andrea Villa AlGannas – che in arabo significa falconiere esperto – è l’Associazione dei falconieri e dei cacciatori del Qatar ed è un organismo veramente efficiente e funzionale con persone capaci e di grande carisma che svolgono il proprio ruolo, dal più basso al più alto, in modo impeccabile e senza polemiche, poiché tutti collaborano per il bene comune: tutelare la falconeria nel loro stato! La città di Doha, nata dalle sabbie del deserto, è ancora oggi un immenso cantiere; ovviamente la parte turistica che si articola sulla baia vede già moltissimi grattacieli e strutture davvero imponenti che vanno dagli hotel di lusso a tutti i vari palazzi del potere; ma ancora moltissimo deve vedere la luce: palazzi, strade e molto altro… I meeting si sono svolti a KATARA e hanno visto la partecipazione di delegati da 52 nazioni, per un totale di 141 persone, tra addetti ai lavori e ospiti. Katara è una città nella città sorta con lo scopo di diventare il polo culturale di Doha: al suo interno sono stati costruiti enormi teatri, sale concerto e un anfiteatro. Ovviamente uno dei simboli è il mitico cappuccio gigante che viene sempre ricordato quando si parla di Doha. Proprio questa incredibile location ha ospitato i lavori del meeting e parte delle cene e degli incontri più conviviali. Scopo di questo mio articolo è non tanto parlarvi di Doha e delle competizioni di falconeria a cui abbiamo assistito, già

ampiamente trattate in questo numero dagli articoli di Neil Davies, ma quello di rendere noti a tutti gli argomenti trattati nel corso delle riunionidei delegati IAF. Ovviamente la riunione non poteva che iniziare con il ricordo del Presidente Frank Bond che ci ha lasciato il giorno di Natale, sconfitto dalla sua malattia; per chi non l’ha conosciuto queste suoneranno solo come parole vuote, ma per chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerlo, di parlarci e di scherzare in diverse occasioni la sua morte è stata davvero un fulmine a ciel sereno e personalmente porterò il ricordo della sua grandissima personalità per sempre, dicendo con orgoglio di aver avuto l’onore di conoscere uno dei falconieri più grandi di tutti i tempi. Uno dei primi temi trattati - e che mi preme riportare qui nel dettaglio -riguarda il codice etico di condotta che il falconiere è invitato a tenere quando vola degli ibridi oppure falchi alloctoni. Anche se ci sono studi che dimostrano che i falchi da falconeria non costituiscono una minaccia per le popolazioni locali e che quindi non possono essere considerati specie invasiva (IAS) -infatti in tutto il mondo sono stati riportati solo 12 casi di ibridazione e l’ultimo risale al 2007 in Gran Bretagna – secondo la IAF è bene che i falconieri rispettino queste semplici regole: - Nessun ibrido o animale esotico deve essere deliberatamente rilasciato in natura - Le moderne tecnologie di telemetria devono essere utilizzate quando si volano ibridi o specie esotiche. - Occore creare un database online per

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segnalare eventuali incidenti che coinvolgano falchi da falconeria scappati o eventualmente allevati in natura. Queste semplici regole dovrebbero permettere ai falconieri di monitorare in modo trasparente l’impatto che i nostri falchi hanno come IAS. A questo proposito uno degli ospiti che ha partecipato alle riunioniè stato il Dott. Georges Kremlis Presidente della sezione Legislativa della Commissione Ambiente del Parlamento Europeoche si occupa di IAS. La sua relazione è stata incentrata sulla perdita di biodiversità causata dalle specie aliene e sulle relative proposte messe in campo dalla comunità Europea per affrontare questo problema sempre più urgente. Per dare un’idea sonosufficienti un paio di dati: in Europa ci sono circa 12 mila specie aliene di cui il 15% sono considerate invasive; i costi annui per far fronte a questa emergenza si aggirano intorno ai 12 miliardi di euro! Un secondo argomento trattato e di capitale importanza è il benessere animale; per questo motivo sono state approvate anche su questo tema delle linee guida che dovrebbero essere mantenute da tutti quelli che gestiscono un falco per i motivi più diversi, che vanno dalla caccia alla riabilitazione. Qui di seguito potete trovare un breve riassunto, con la promessa di farvi avere il testo integrale, magari tradotto in Italiano.

I punti principali sono:

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1) Che cosa significa benessere applicato alla falconeria? Questo tema è stato elaborato partendo da due presupposti: - il concetto delle cinque libertà

- il concetto di soddisfare le esigenze ed evitare i danni. 2) Maneggiare i rapaci 3) Trasporto dei rapaci 4) Come alloggiare i rapaci 5) L’addestramento 6) la caccia Tutti questi punti sono sviluppati più o meno ampiamente dall’autore, il Prof. Thomas Richer e dovrebbero esse già noti e seguiti da chi pratica falconeria in modo serio e responsabile. Si è parlato molto di conservazione, soprattutto dell’houbara, con vari progetti portati avanti da tutti i paesi del golfo e specialmente dagli Emirati Arabi Uniti e dal Qatar; infatti questi due paesi risultano i più attivi nella tutela di quella che è per loro, e per i loro falchi, la preda più ambita e che, a causa dell’urbanizzazione e di altri fattori, è così pericolosamente diminuita. Anche su questo fronte la loro azione è risultata molto efficace dato che il progetto di conservazione degli houbara ha già visto la reintroduzioni in natura di circa 50 mila soggetti.

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Sempre restando nell’ambito dei progetti di tutela e reintroduzione portati avanti dagli UAE, ecco alcuni numeri di falchi nati in cattività e poi reintrodotti nel loro ambiente naturale: sono stati liberati 819 Falchi Pellegrini, 726 Falchi sacri e 5 Gyrfalchi. In ambito europeo alcuni progetti di reintroduzione di Falchi Pellegrini sono già attivi da diversi anni e curati dal dott. Janusz Sielicki, vero esperto in materia e autore di diverse pubblicazioni; attualmente è inoltre in cantiere una task force per la reintroduzione del Falco Sacro in Europa. Una volta terminate le giornate del meeting dei delegati della IAFsi è tenuta anche la prima conferenza mondiale di medici veterinari che lavorano con i rapaci; i temi sono stati molti e davvero interessanti. La riunione ha visto la partecipazione come relatori di diversi veterinari di fama mondiale, davvero a livello altissimo, ed


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anche il pubblico non era assolutamente da meno, infatti hanno risposto alla chiamata veterinari e studenti di tutte le età, tra cui anche diversi italiani, che hanno contribuito a rendere la conferenza un vero successo. Un ringraziamento va quindi anche all’ospedale dei falchi di Doha, un vero e proprio policlinico super attrezzato e davvero all’avanguardia che ha aperto le porte non solo ai veterinari ma anche al pubblico, permettendo in oltre di svolgere anche laboratori pratici con temi che andavano dall’ortopedia, alla radiologia, all’oftalmologia. All’incontro ha partecipato anche il Dr. Nick Fox che ha presentato quella che sarà l’organizzazione del prossimo Festival di Falconeria che si terrà ad Abu Dhabi dal 6 al 14 Dicembre 2014. L’evento sarà articolato tra diverse giornate nel deserto a circa due ore di macchina da Abu Dhabi; ci sarà offerta la possibilità di andare a caccia nel deserto con i falchi a dorso di cammello, un’esperienza tutta da provare! La seconda parte dell’evento si svolgerà invece ad Abu

Dhabi con l’organizzazione della parata delle Nazioni e degli stand nazionali aperti al pubblico. Sarà un evento davvero grandioso a cui spero parteciperà anche una delegazione italiana ben assortita e con tanta voglia di fare bella figura.

Qualora siate interessati a maggiori informazioni su qualunque tema inerente alla IAF, a contattarmi personalmente senza problemi. Vi ricordo infine l’indirizzo del sito della IAF, www.iaf.org che riporta più nel dettaglio i vari temi trattati durante questo e tutti i meeting precedenti.

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L’Associazione Internazionale per la Falconeria e la conservazione degli uccelli da preda (IAF) con grande preoccupazione e indignazione pone l’accento sul fatto che negli Stati Uniti e in alcuni stati dell’Unione Europea, tra cui Italia e Spagna, il Diclofenac (un farmaco anti - infiammatorio non steroideo utilizzato per il trattamento del dolore e dell’infiammazione) sia disponibile per uso veterinario. Questo farmaco, anche in quantità molto basse, è incredibilmente tossico per gli avvoltoi e ne può provocare rapidamente la morte per avvelenamento a seguito del consumo di carcasse di animali trattati, prima del loro decesso, con il Diclofenac . Il largo impiego di questo farmaco, per uso veterinario, ha provocato la quasi totale decimazione delle popolazioni degli avvoltoi del sud-est asiatico, uccidendo circa 40 milioni avvoltoi. Per cercare di fermare questo massacro, in queste regioni è stato vietato l’utilizzo del Diclofenac ad uso veterinario.

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A seguito di tale divieto, e grazie a degli importanti e costosi progetti di conservazione, si sta finalmente assistendo ai primi segnali di ripresa delle popolazioni degli avvoltoi nelle regioni del sud- est asiatico . Nonostante siano facilmente disponibili farmaci alternativi, sicuri ed economici, l’utilizzo del Diclofenac per uso veterinario è stato autorizzato in Spagna e in Italia e sta diventando rapidamente disponibili sul mercato dell’UE. La IAF rileva che, in base ad un documento tecnico prodotto da SEO/BirdLife , RSPB e dalla Fondazione per la conservazione degli Avvoltoi, questo farmaco causerà uno stermino di massa della popolazione europea degli avvoltoi, di cui è ben noto il valore ecologico e il pericolo di estinzione. In Europa sono presenti quattro rare specie di avvoltoio e tutte sono protette dalla legislazione comunitaria. L’Avvoltoio egiziano è minacciato di estinzione ed identificato nella Lista Rossa dell’IUCN come specie ‘in pericolo’ . L’avvoltoio monaco è invece elencato come ‘di prossimo


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Dr. Adrian Lombard

interesse’. Il Grifone e il Gipeto negli ultimi anni hanno avuto un incremento del numero delle popolazioni dopo decenni di sforzi in progetti di conservazione. Milioni di euro sono stati investiti per salvare questi avvoltoi europei. È tragico e ironico che questo investimento sia ora in pericolo a causa dell’utilizzo di un farmaco veterinario la cui pericolosità è ben documentata come causa della probabile estinzione delle popolazioni avvoltoi in altre aree. Inoltre, l’uso veterinario di questo farmaco in Europa finirà con affievolire le iniziative in corso per impedirne l’ uso in Africa, così come la volontà di mantenere il divieto di utilizzo nel sud-est asiatico.

d’Europa, e tutti quelli che possono essere responsabili del trattamento degli animali, perché supportino tale decisione. È nostra convinzione che, alla luce del fatto che esistono medicine alternative sicure e convenienti, l’uso veterinario di questo farmaco risulti inappropriato e immorale.

Dr. Adrian Lombard Presidente Associazione Internazionale per la falconeria e la conservazione degli uccelli da preda 8 Marzo 2014

L’Unione Europea e gli Stati membri hanno l’obbligo giuridico di conservare gli avvoltoi ai sensi della direttiva Uccelli EU e ai sensi della normativa sui Farmaci veterinari dell’Unione Europea che richiede di evitare danni ecologici. LA IAF fa appello ai governi dell’Unione Europea e degli Stati membri perché siano adottate azioni urgenti per vietare l’uso veterinario del Diclofenac, così come per l’immediato blocco di questo farmaco dal mercato dell’UE. Facciamo inoltre appello agli enti e organizzazioni veterinarie, tra cui la Federazione dei Veterinari

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PURSUIT Italia - Numero 1  

La promozione di Falconeria in Italia

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