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INCONTRI Marco Alessandrini

di Francesca Giani U costante n sostegno incontri

A due anni dall’avvio del nuovo corso di Credifarma facciamo il punto con l’amministratore delegato Marco Alessandrini. L’istituto sempre al fianco della farmacia italiana, anche in tempi di Coronavirus

marzo 2020 | Risale al luglio 2018 il completamento dell’operazione che ha visto l’ingresso di Credifarma nel gruppo Banca Ifis. Un passaggio che ha modificato l’assetto proprietario della società specializzata nel credito alle farmacie, portando sviluppi ed evoluzioni tanto nella organizzazione quanto nella tipologia di supporto ai titolari. In questo periodo, lo scenario in cui opera la farmacia ha visto diversi cambiamenti e soprattutto un progressivo intensificarsi della spinta competitiva sul settore. Ne parliamo con Marco Alessandrini, amministratore delegato di Credifarma, che fa un primo bilancio, mettendo anche in luce i cambiamenti più significativi e le criticità del settore. E si sofferma, poi, sui recenti interventi che la società ha messo in campo a sostegno della farmacia impegnata nella lotta al Coronavirus.

In questi giorni siamo in piena emergenza Coronavirus. Mascherine e dispositivi di protezione mancano in primo luogo a medici e infermieri, ma anche ai farmacisti al banco e c’è una grande preoccupazione per la continuità del servizio ai cittadini… La farmacia rappresenta un imprescindibile presidio sul territorio che va preservato e anche in questa emergenza, di cui purtroppo non conosciamo il perimetro, sta ribadendo il suo ruolo sociale. Ma per i farmacisti che quotidianamente entrano in contatto con pazienti il rischio di contagio è reale e una preoccupazione che li assilla è anche la possibilità che la farmacia sia costretta a chiudere. Proprio per venire incontro ai bisogni dei titolari, Credifarma sta proponendo un finanziamento a procedura semplificata e con concessione in 24 ore, in caso di sospensione obbligata e temporanea dell’esercizio per motivi sanitari. L’importo sarà pari ai giorni di chiusura della farmacia, fino a un massimo di trenta giorni, e sarà calcolato sulla media dei fatturati dei tre mesi precedenti. Il fido potrà essere rimborsato fino a diciotto mesi.

Quale bilancio può fare del nuovo corso di Credifarma? Sono passati quasi due anni da quando è stata completata l’operazione di rilancio di Credifarma, con l’acquisizione del 70 per cento da parte di Banca Ifis, mentre il restante 30 per cento appartiene a Federfarma. Ritengo che, in Europa, non ci siano casi analoghi di partnership tra un socio bancario, che crede fortemente nel settore farmacie, e il sindacato unitario che le rappresenta. Il bilancio che possiamo fare finora è estremamente positivo, sotto molteplici punti di vista. Innanzitutto, va evidenziato che Banca Ifis, player

attivo nello specialty finance particolarmente solido e patrimonializzato, crede nel futuro di questo settore ed è determinata a investire la sua competenza per realizzare un unico “presidio” di finanza specializzata. Inoltre, proprio attraverso l’acquisizione di Credifarma, la sua mission all’interno del mondo delle farmacie ne è risultata rafforzata.

Possiamo ripercorrere i cambiamenti strutturali che ci sono stati? Le nuove sinergie hanno permesso a Credifarma di presentarsi al mercato delle farmacie in modo più dinamico, evoluto e completo. Gli sviluppi sono stati molteplici e hanno interessato tanto gli aspetti organizzativi, quanto quelli infrastrutturali e commerciali. Sotto il primo punto di vista, l’azienda è diventata senz’altro più snella, caratterizzandosi per una maggiore rapidità nei processi e quindi nelle risposte ai clienti. La nostra struttura commerciale si è ampliata, il brand è stato rinnovato e abbiamo continuato il nostro dialogo diretto con il territorio, condividendo esperienze e conoscenze grazie a Federfarma. Tutti elementi che hanno rafforzato la nostra missione di sostegno concreto alle farmacie italiane, che stiamo aiutando in particolare nella rimodulazione temporale del debito, per sostenerne l’autonomia e l’indipendenza in questo momento di grande cambia

abbiamo attivato un finanziamento a procedura semplificata e con concessione in 24 ore

quando l’indebitamento raggiunge il 60 per cento del fatturato deve scattare l’allarme per la farmacia

mento. È stata inoltre data una spinta innovatrice alle infrastrutture: c’è stato un grande impulso nello sviluppo della digitalizzazione, esportata, progressivamente, anche nei servizi ai farmacisti. Il gruppo sta investendo risorse significative, proprio per sfruttare meglio quei canali che possano consentire di erogare servizi in maniera più fluida e creare una sorta di banca dei farmacisti in movimento, accessibile da qualsiasi strumento: smartphone, tablet e così via. Ma un grosso cambiamento ha riguardato anche il modello di servizio che è di tipo relazionale: ogni nostro cliente, infatti, può contare su un unico referente, che rappresenta una sorta di entry point per qualsiasi esigenza.

E dal punto di vista operativo? Credifarma, in questa nuova fase si è riappropriata di un tipo di operatività che le era stata preclusa negli ultimi anni, in cui si era focalizzata sui finanziamenti a breve termine. Questo cambiamento ha permesso a Credifarma di proporsi come punto di riferimento della finanza specializzata per il settore, con un’offerta di finanziamenti a medio e lungo termine e di declinare offerte taylor-made, che hanno messo la farmacia di oggi nelle condizioni di poter affrontare sfide competitive ben diverse rispetto al passato. Il modello a cui guardiamo è tutta la farmacia italiana, rurale o urbana, di qualsiasi dimensione. Quello che ci distingue è la capacità di customizzare l’approccio sulla base delle singole esigenze, che possono essere molto diverse anche in territori contigui.

Da quella che è stata finora la sua esperienza, quali sono le maggiori criticità emerse nella gestione dell’impresa farmacia, al di là dell’emergenza Coronavirus? Una criticità che ho rilevato riguarda, in primo luogo, il livello di debito della farmacia, mediamente troppo elevato. Si tratta di una problematica che ha origini lontane nel tempo con impatti, in primo luogo, di tipo finanziario, ma che ha conseguenze economiche, inibendo, peraltro, la possibilità di rinnovare la farmacia e di fare quegli investimenti sempre più necessari per essere in linea anche con le richieste della parte pubblica - quali per esempio la farmacia dei servizi - e i bisogni dei cittadini.

Che cosa si intende per indebitamento elevato? Ci può fare qualche esempio? La componente debitoria, per una azienda, è un fatto per così dire fisiologico e non rappresenta di per sé un problema, purché rimanga entro certi limiti. Al contrario, oltre una certa soglia, può diventare un fattore di rischio particolarmente importante. Indicativamente possiamo dire che se la percentuale di debiti rispetto al fatturato resta al di sotto del 40 per cento, ci troviamo in una situazione di gestibilità. Man mano che il valore cresce, ci avviciniamo a un’area di allarme, che inizia a scattare intorno al 60 per cento. Laddove si raggiungesse il 70 per cento, generalmente, si entrerebbe in un livello di rischio molto elevato. Per garantire stabilità all’azienda, occorre riportare l’indebitamento sotto la soglia di garanzia, riducendolo. Ma c’è anche un’altra considerazione da fare.

Quale? Nello specifico del settore non possiamo non rilevare che la composizione del debito negli ultimi anni è cambiata: oggi, per il 70 per cento è di carattere commerciale, cioè verso la distribuzione, e per il 30 per cento di tipo finanziario, mentre non molto tempo fa questo mix era invertito. Il settore delle farmacie, rispetto ad altri cluster è di per sé un comparto meno toccato dalla crisi, e di fatto continua a mantenere un buon livello di profittabilità se gestito correttamente. Tuttavia, alla luce della cosiddetta Legge Concorrenza (n. 124/17), che ha aperto la proprietà della farmacia anche ad attori non tradizionali, in capo al titolare ricade ancora più pesantemente la responsabilità di mettere in sicurezza la propria azienda, conferendo stabilità all’impresa, assicurandone l’autonomia e, appunto, diminuendo il livello di dipendenza dai creditori. Maggior debito è uguale a minore libertà. Facile a dirsi, certamente, più complesso da mettere in pratica. Di fatto, si tratta di attribuire una visione strategica alla farmacia, rimodulando la situazione debitoria su un orizzonte temporale più ampio al fine di renderne sostenibile il graduale rientro.

In che modo la vostra offerta risponde a questa situazione? Un merito che ci viene riconosciuto è che siamo pionieri nell’attività di educational nei confronti della categoria e nel contribuire a favorire la crescita manageriale del titolare e del team. Con il nostro format “Credifarma on the road” - un tour in giro per il Paese nelle associazioni provinciali di Federfarma che permette un dialogo diretto e che a oggi conta oltre 70 tappe in tutta Italia - abbiamo portato sul territorio una grossa attività di sensibilizzazione, ma, soprattutto, abbiamo ritagliato la nostra offerta di prodotti proprio sulle specificità a cui abbiamo fatto cenno, differenziandoci dalle banche generaliste. Nella nostra offerta contiamo su diverse tipologie di finanziamenti pluriennali - a cinque, dieci, quindici anni - che permettono di trasportare nel medio-lungo periodo debiti di breve termine (bancari, commerciali e così via) e ottenere così equilibri finanziari ed economici. Un approccio che contribuisce, peraltro, a una più appropriata pianificazione, un miglioramento dei costi vivi e maggiori possibilità di liberare risorse anche per investire. Questo tipo di finan

ziamento, nella norma, quando è disponibile nelle banche commerciali, lo è per specifiche fattispecie, per esempio l’acquisto della farmacia, mentre all’interno del nostro pacchetto è inteso anche come una funzionalità di messa in sicurezza e rilancio aziendale. Per quanto ovvio, finanziamo anche l’acquisto della farmacia, di quote, l’acquisto dei locali o delle attrezzature, supportiamo i vincitori di concorso. Insomma, finanziamo tutto quanto ha a che fare con la farmacia.

Dal vostro osservatorio, quali bisogni emergenti stanno nascendo tra le farmacie? Come operate per coglierli? Stiamo progressivamente ampliando il nostro catalogo di prodotti. Un esempio è Next Generation Pharmacy che sostiene e accompagna quel momento di discontinuità tipico del ricambio generazionale. Non solo: abbiamo ampliato la nostra offerta con il leasing, uno strumento poco presente nel mondo della farmacia, nonostante abbia caratteristiche che lo rendono molto interessante. Chi entra oggi in farmacia non è soltanto il paziente con la ricetta, ma è anche un utente consumatore, che, rispetto al passato, ha un livello di aspettativa molto più elevato. A essere ricercata è una customer experience che faccia la differenza in termini di qualità dell’offerta, rispetto ad altri canali. In questo contesto, la farmacia deve diventare in qualche modo più appealing. Locali luminosi e accoglienti, layout gradevole, magazzino robotizzato sono solo alcuni degli aspetti che la farmacia può decidere di rivedere, sfruttando peraltro vantaggi fiscali. Proprio per offrire spunti di riflessione sul futuro della farmacia Banca Ifis e Credifarma hanno promosso il progetto Inspiring the Future Pharmacy, in collaborazione con Federfarma e prestigiosi atenei italiani.

Di cosa si tratta? Da indagini sul campo e focus group, che hanno coinvolto anche giovani studenti senza esperienza di farmacie, sono emerse nuove interessanti proposte progettuali, raccolte in un volume. È un esempio concreto di come docenti, studenti e imprese possano lavorare insieme per analizzare problemi reali e immaginarne le soluzioni per il futuro.

Cosa significa l’hashtag #Credifarmaisdifferent? Tempo fa lo abbiamo lanciato in quanto ci differenziamo dalle banche generaliste per una cultura specialistica, un’offerta

customizzata e veloci tempi di risposta ai bisogni dei clienti. Come gruppo Banca Ifis siamo particolarmente attenti e sensibili a tutto quello che riguarda l’economia reale e la responsabilità sociale del nostro lavoro. La farmacia è la prima infrastruttura sanitaria di riferimento sul territorio e siamo orgogliosi di poter contribuire al sistema, con sostegni concreti e una vocazione green.

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