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il Segno Chi offre di meno? Anno X, n. 12 - Dicembre 2011

il Segno PICCOLO

PICCOLO

Buon Natale

aderisce a

Ogni giovedì alle 21.00

anche su Teleroma 56 e T9

www.serviziopubblico.it

Un’altra asta pubblica per i tagli boschivi è andata deserta

Bene Comune

Campi d’Annibale

Il risveglio Il Comitato sembra fa il bilancio cominciato di un anno Rasetti a pagina 13

28 anni diAvis

A pagina 12

Giovani del Pd

La festa del Di mafie si donatore può parlare A pagina 18

A pagina 17

Club Auto Storiche Rocca di Papa

Arrivano le dimissioni dopo l’articolo sul Segno Intervista ad Angelo Cavalli nelle pagine 22 e 23

Lo scorso 24 novembre il Comune di Rocca di Papa ha tentato di vendere al miglior offerente il taglio boschivo di tre particelle del Piano diAssestamento Forestale.Anche stavolta, malgrado la base d’asta sia passata da 450 mila a 280 mila euro si è presentato un solo produttore e quindi la gara è andata deserta. Ora si procederà probabilmente a trattativa privata e il prezzo dei boschi potrebbe scendere ancora. In passato altri 7 tagli sono andati deserti.

Sebastianelli a pagina 9

Dario Lilli e la sua vacanza di 4.450 km L’avventura di un roccheggiano in bici

A pagina 14

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Domenica 25 Dicembre

PRANZO di NATALE con menù per famiglie!

Sabato 31 Dicembre

CENONE di FINE ANNO con musica dal vivo!


ATTUALITA’ Dopo un inizio promettente il nuovo governo appare isolato

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La manovra salva l’Italia ma gli italiani restano a secco di Sergio Rasetti Non c’era nulla di male a festeggiare le dimissioni di Berlusconi, perché chi lo ritiene non idoneo a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio, per le ragioni illustrate negli ultimo 20 anni, ha vissuto l’evento proprio come una “liberazione”. Un eccesso brindare con l’Italia “commissariata” della Comunità Europea nel momento in cui finalmente si faceva quanto necessario per recuperare credibilità politica? I sodali di Berlusconi hanno sottolineato che lo spread è restato comunque a quote altissime e che i mercati non ci penalizzavano per colpa sua; ma l’atteggiamento delle autorità politiche ed economiche hanno raccontato un’altra storia: “l’Italia è tornata credibile in Europa e nel Mondo”. Napolitano ha dovuto chiamare Monti per somministrare una cura da cavallo al Paese che i politici di professione non PICCOLO

il Segno

organo mensile dell’associazione culturale

“Terre Sommerse Castelli” Registrazione Tribunale di Velletri n. 5/02 del 19/02/2002

DIREZIONE

Via dei Monti, 24 - Rocca di Papa

DIRETTORE RESPONSABILE Andrea Sebastianelli

hanno voluto intraprendere al momento opportuno. Dalle prime decisioni di Monti abbiamo costatato che una cura da cavallo non basta; ne occorre una da elefante che gli italiani potranno accettare in qualche misura soltanto se sarà seguita, nei prossimi giorni, da una da dinosauro destinata a politica e istituzioni. Le famiglie italiane “sconvolte” dalle decisioni prese non potrebbero tollerare indecenti indugi per decidere tagli alla spesa della politica. Intanto a far fare un respiro di sollievo agli italiani e agli europei è bastato un episodio che REDAZIONE

Noemi Bevilacqua, Valentina Bucci, Gaetano Casilli, Stefania Colasanti, Daniela Di Rosa, Paola Gatta, Rita Gatta, Daniele Iannotti, Toshi Kameda, Loredana Massaro, Don Franco Monterubbianesi, Marcello Morrone, Noga (Gabriele Novelli), Massimo Onesti, Andrea Rasetti, Sergio Rasetti, Annarita Rossi, Maria Pia Santangeli, Luigi Serafini, Roberto Sinibaldi, Gennaro Spigola, Sandro Tabellione, il-sognatore.blogspot.com

non è insignificante. “Il neo Presidente Mario Monti diretto a Bruxelles con i suoi collaboratori, trovando pronto al decollo un aereo per i voli di stato AIRBUS 330 da 300 posti è restato sorpreso dalle sue dimensioni e ha chiesto se non c’era un aereo più piccolo, cosa che è stata subito risolta mettendo in pista un FALCON 900 della capacità di 14 posti”. Mario Monti si è presentato in Europa con un buon biglietto da visita, dimostrando concretamente che l’Italia ce la può fare e la classe dirigente deve essere la prima ad attuare comportamenti responsabili. Poi, forse per “ingenuità”, è andato a spiegare i sacrifici imposti nel salotto di Bruno Vespa, considerato da moltissimi telespettatori un ambiente di parte, dove per tre anni si è raccontato che la crisi non c’era. Una scelta che non abbiamo condiviso perché, per l’importanza delle decisioni prese, Monti avrebbe fatto bene a parlare da “casa sua” chiedendo alla Rai una diretta, se possibile, a reti unificate. ILLUSTRAZIONI Franco Carfagna, Ermanno Gatta

ilpiccolosegno@libero.it

Manoscritti e foto anche se non pubblicati non si restituiscono. Il contenuto degli articoli, dei servizi, le foto ed i loghi, rispecchia esclusivamente il pensiero degli artefici e non vincola mai in nessun modo il Segno, la direzione e la proprietà. Le inserzioni sono riservate ai soli associati e simpatizzanti ed hanno carattere divulgativo-promozionale nel loro stesso ambito. Stampato in proprio

IL SEGNO NON USUFRUISCE DI ALCUN FINANZIAMENTO PUBBLICO nè comunale, nè provinciale, nè regionale, nè statale, nè europeo.

Ringraziamo i nostri sostenitori: Giorgio, Bruno, Roberto, Daniele, Annarita, Toshi, Roberto, Marcello, Luigi, Paola, Luigi, Viviana, Rita, Gianfranco, Federico, Vincenzo, Loredana, Anna, Gabriele, Massimo, Bruna, Patrizio, Nadia, Rossana, Enzo, Nicola, Bruno, Orlando, Gennaro, Italia, Omero, Giulia, Bruno, Pino, Paola, Luisa, Gianfranco, Gianluca, Fabrizio, Claudio, Paola, Antonello, Catia, Elio, Giorgio&Mario, Alessandro, Franco, Emanuela, Catia&Angela, Luana, Fabrizio, Emanuele e Gianluca. Un ringraziamento particolare al dott. Federico De Angelis.

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il Segno - Dicembre 2011

Lavorare in Sicilia

I dipendenti di Palazzo dei Normanni (Regione Sicilia, n.d.r), sono equiparati a quelli del Senato, in virtù dell’autonomia. Grazie a questa equiparazione, non solo un commesso, ad esempio, guadagna più di un dirigente scolastico e uno stenografo non laureato guadagna 4 volte più di un insegnante di ruolo, ma sono garantite anche pensioni impensabili per qualsiasi altro lavoratore (soprattutto di questi momenti!). Le cifre sono state messe nero su bianco proprio dagli uffici del Palazzo in questione: per la prima volta l’Assemblea regionale rende noti i numeri. E le cifre sono impressionanti, grazie all’autonomia ma anche a scatti d’anzianità automatici che consentono incrementi stipendiali ben superiori a quelli dell’inflazione Istat. Giovanni Tomasello, segretario generale con 24 anni di anzianità, guadagna 13.145 euro al mese per 16 mensilità (un suo pari del Consiglio regionale della Lombardia guadagna 6.590 euro per 13 mensilità; Christine Perrin suo pari in Val d'Aosta, 8.000 euro circa). È ovvio che al termine della vita lavorativa anche le pensioni risulteranno molto differenti (un segretario generale con 35 anni d’anzianità in Sicilia ha una pensione di 12.263 euro netti al mese, in Lombardia di 5.931 euro). Un consigliere con incarico di direttore con 24 anni d’anzianità guadagna 9.257 euro netti al mese, mentre in Lombardia ne guadagnerebbe 3.790, con il risultato che la pensione per il primo sarà di 9.715 euro netti al mese, per il secondo di 3.411 euro netti al mese. Le differenze di retribuzione riguardano tutte le qualifiche: • i 120 commessi dell’Assemblea regionale Siciliana, con 24 anni d’anzianità, arrivano a guadagnare 3.736 euro al mese e potranno contare su una pensione dorata da 3.439; • uno stenografo percepisce minimo 6.324 euro; • un coadiutore 4.184 euro; • un tecnico amministrativo 3.746 euro. Tutto al netto, ovviamente. Ecco perché entrare a Palazzo dei Normanni è il sogno di tutti i siciliani. Qui si rimane sempre al riparo dalle intemperie e si vive davvero fuori dal mondo. La Pulce


ATTUALITA’ La gioia delle dimissioni di B. e la paura del suo ritorno

Elettrosmog

di Daniela Di Rosa Metti una sera d’ottobre a Roma, una splendida sera autunnale... metti te stessa, amici, conoscenti, simpatizzanti in febbrile attesa davanti alla tv o, nel mio caso, ascoltando la radio guidando verso la Città Eterna, e aspettare da tempo quella parola che da anni gridi a tutte le manifestazioni: Berlusconi dimettiti! Poi d’improvviso arriva la notizia e un boato di gioia si alza davanti a Montecitorio. Ci si abbraccia con sconosciuti, si brinda, si esulta, si spera che il Grande Inquisito della politica italiana finalmente paghi per aver trascinato nel fango la nostra nazione… poi passa la sbornia da euforia e pensi: e ora? Governo tecnico, elezioni subito, riforma della legge elettorale, a casa tutte le Minetti, i Formigoni che “rubano” regioni, i Scilipoti che omeopaticamente si vendono al miglior offerente... via tutti i ladri, ladruncoli, corrotti, corruttori, escort e papponi. Che entri il nuovo… e oplà, dal cilindro di Berlusconi esce la sorpresa: via Tremonti arriva Monti! E chi è? Un Bocconiano! E gli altri? Restano tutti! Niente elezioni (chissà, avrebbe potuto vincere la sinistra), ed ecco pronto l’inciucio, Bersani con tutto il Pd si piega al volere del Cavaliere, per-

Oltre 4mila persone hanno sottoscritto un esposto presentato nei giorni scorsi in Procura a Roma in relazione alla vicenda dell’inquinamento elettromagnetico che sarebbe causato dall’impianto di radiotrasmissione di Radio Vaticana di Santa Maria Galeria, nella zona Nord di Roma. Con l’iniziativa, che è stata sostenuta dal comitato Bambini senza onde, si chiede “che le indagini in corso giungano a una conclusione, in modo da poter dare risposta ai residenti” che rischiano a causa “della prolungata esposizione alle onde elettromagnetiche” gravi forme tumorali. Il documento è stato mandato anche ai presidenti di Regione e Provincia oltre che al sindaco di Roma. “Il rischio di ammalarsi di tumore - ha spiegato Fabio Rollo del comitato Bambini senza onde - è concreto anche per chi abita a 12 km da dove sorge l’antenna. In un solo mese abbiamo raccolto 4mila e 400 firme e abbiamo avuto conferme su altri decessi per neoplasie e di almeno 15 nuovi casi. Ci auguriamo che l’inchiesta giunga a una conclusione rapida”. I firmatari dell’esposto chiedono alla Procura che “siano messe in atto le dovute iniziative al fine di impedire che le onde possano continuare a rappresentare un pericolo per i cittadini, affiancando un’adeguata e puntuale opera di informazione sui rischi per la salute, derivati dall’intensità dei campi elettromagnetici attualmente rilevati”. (TM News)

il Segno - Dicembre 2011

Con l’arrivo di Monti la sinistra perde la tramontana

ché? Forse per salvare la pensione a tutti quei deputati che per averla devono maturare gli anni di almeno una legislatura, cioè nel 2013? O per far approvare leggi impopolari senza sporcarsi le mani? E così arriva chi farà il lavoro sporco per loro, Mario Monti. In che consiste la manovra? Torna l’Ici (aggravata) sulla prima casa, si tassano le pensioni, si aumenta l’età pensionabile, rincara la benzina e i beni di largo consumo… ma più che altro si da tempo a Berlusconi di ripulirsi la faccia e ripresentarsi alle elezioni; alla Lega di ricompattare il suo “ignorante” elettorato e riguadagnare consensi; e a Bersani di perdere quelli che aveva guadagnato con le dimissioni di Berlusconi. Ma davvero pensano

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dal 1946

In occasione del

che l’italiano medio sia così scemo o smemorato? Ebbene sì, in larga parte lo è, e questo, loro, lo sanno benissimo, per questo mi pento di aver festeggiato, di essermi illusa che tutto sarebbe cambiato. Lui, il Caimano, è di nuovo a caccia di voti e come in un delirio rivede comunisti ovunque; l’altro, il Senatur, come in un film già visto, replica: “Padania, secessione”; il trota che risponde: “Roma ladrona!”; Ignazio: “Via i rom”, e nel frattempo prende a calci i giornalisti… e la sinistra che si perde in mille rivoli, il Pd che prega l’Udc e fa fuori Di Pietro, Vendola che ignora Ferrero, Ferrero che snobba Diliberto… Grillo che sotto-sotto li frega tutti… e io che non mi sento tanto bene!

4 mila romani contro Radio Vaticana

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PAGINA APERTA Ogni riferimento a persone esistenti “non” è puramente casuale 4

“C’era una volta un Re”... scrupolipochieappetitotanto di Bruno Fontana Quella sera quando il re tornò in una delle sue fastose dimore, alla fine di una lunga giornata piena di amarezza, chiese ai suoi lacchè e cortigiane di restare solo. Il grande salone era arredato con dipinti di inestimabile valore nei quali il nudo femminile, dal Rinascimento, al Futurismo e alla Modern art, era una figura costante. Tra le altre, c’era un Arcuri desnuda che raffigurava la prosperosa poppa di una nave. Era stanco il re, che poi non era nemmeno più re da quando alcuni suoi sudditi spergiuri lo avevano sgambettato a favore di un plebeo carico Ph.D., lauree honoris causa e incarichi prestigiosi. Un vero crimine di lesa maestà, dal suo punto di vista. Stanco, si tolse con sollievo le pesanti scarpe dal doppio tacco rialzato e poi con fatica la maschera che un mago degli effetti speciali di Hollywood, ogni

mattina, gli appiccicava sul viso. Maquilleuses, rigorosamente under 20, venute da Parigi pensavano al resto del makeup per ringiovanirlo. Ebbe un sospiro malinconico. Si specchiò e si vide com’era, vecchio e stanco. Pensò a 17 anni prima, quando con i suoi sorrisi ammalianti di illusionista e i suoi discorsi da piazzista aveva conquistato milioni di beati ingenui che lo avevano votato e consegnato il Paese. Pensava e parlava come la maggioranza di loro, scrupoli pochi e appetito tanto, e questa sintonia epidermica con la sua gente lo aveva mantenuto al potere fino a questo infausto giorno. Il re era ricco già prima dell’incoronazione e questo non turbava i suoi sudditi, ma lo divenne ancora di più governando, facendosi beffa di conflitti di interresse e assedio dei magistrati. Tanto aveva la maggioranza dei vassalli di corte mentre solo il Vecchio Guardiano del Colle era riuscito

a impedire che diventasse imperatore. Ma, ad abusare di privilegi, “feste eleganti”, gaffe, continua esposizione mediatica di regnante debosciato e incapace di governare, il suo regno era alla lunga franato nel ridicolo e nella vergogna. Lui stesso, accolto in passato da monarchi e tiranni ormai in pensione o defunti, tranne uno zar da operetta, finì per essere emarginato e sbeffeggiato dai

Basta cemento!

L’appello di Italia Nostra ai Sindaci dei Castelli di Enrico Del Vescovo* L’area dei Castelli Romani è da tempo gravemente minacciata da un’espansione preoccupante dell’edilizia diventata ormai irrefrenabile. La fisionomia dell’area sta subendo una radicale trasformazione con la conseguente perdita irreversibile dell’identità originaria. Il territorio vive una situazione di emergenza idrica, prova ne sia, in particolare, l’abbassamento del livello dei laghi, il progressivo depauperamento ed inquinamento delle falde idriche, conseguenza di uno sfruttamento indiscriminato del territorio, del crescente carico antropico e delle numerose perforazioni e prelievi abusivi. Durante gli ultimi anni si è assistito anche al ricorso fin troppo frequente a strumenti urbanistici in deroga agli stessi piani regolatori comunali: patti territoriali e piani di utilizzazione aziendale, ad esempio, hanno aggravato una situazione già da tempo insostenibile. Verosimilmente si può ritenere

come, in realtà, per alcuni comuni, considerando l’intera cubatura di edilizia esistente, comprensiva cioè anche di quella abusiva e degli alloggi inutilizzati o fatiscenti, sia stata raggiunta ormai da tempo la soglia massima del numero di abitanti prevista dallo stesso piano regolatore, tenuto conto del fatto che la dotazione standard per abitante è pari a 90 m3. In particolare si osserva come in questi ultimi decenni, gli standard edilizi per i parcheggi ed il verde pubblico non siano stati quasi mai rispettati, assistendo ad una crescita abnorme delle cubature, decisamente superiore e sproporzionata rispetto alla crescita naturale della popolazione, favorendo in tal modo un carico antropico divenuto insostenibile. L’istituzione del Parco Regionale dei Castelli Romani ha avuto proprio lo scopo di difendere e preservare l’integrità ambientale e culturale dei Castelli Romani. La legge istitutiva regionale n. 2/1984 prevede nell’articolo 11 l’adozione del Piano d’Assetto quale elemento cruciale

il Segno - Dicembre 2011

grandi della Terra. Così dovette abdicare, sconfessando persino i suoi servi sciocchi e facendo saltare i nervi ai suoi camerieri avvezzi alle laute mance. Ora che il re era nudo, doveva trovare altri stimoli per carezzare il suo smisurato ego. Si guardò ancora allo specchio e si sorrise, compiaciuto. In fondo non erano stati anni buttati via, il suo orgoglio era ammaccato, ma le casse dei suoi castelli erano gonfie di oro. I suoi figli potevano essere fieri del loro papà e tante fanciulle fiere del loro papi. Poi si diresse verso la sua piccola scrivania (detestava i mobili e gli arredi che lo facevano apparire più basso) e tirò fuori il suo album di figurine. Lo sfogliò: erano tutte lì, svestite o vestite da poliziotta o infermiera. Ecco, per tirarsi su il morale, non c’era niente di meglio che una nuova festicciola elegante: così telefonò al suo laqué più fedele, pessimo giornalista ma ottimo organizzatore di partouze e gli ordinò di portare una decina di addette alla lap dance, maschere e sexy toys . Ora i giudici non avevano più motivo di intercettarlo. Sapevano già tutto di lui. Come il resto del mondo. A dirla tutta, però, lui aveva sempre in riserva un suo ritorno in campo… mentre milioni di suoi ex sudditi facevano gli scongiuri.

ed indispensabile per il corretto funzionamento del Parco stesso. onostante l’importanza di tale strumento e la gravità della situazione sopra descritta il Piano d’Assetto non è ancora diventato legge regionale. Premesso quanto sopra, Italia Nostra Castelli Romani rivolge un appello a tutte le amministrazioni comunali dei Castelli Romani affinché decidano di assumere come propri i seguenti cinque impegni fondamentali: 1) Svolgere tutte quelle azioni amministrative e politiche intese all’adozione definitiva del Piano d’Assetto. 2) Evitare a priori il ricorso a strumenti urbanistici in deroga ai piani regolatori. 3) Fare ricorso esclusivamente a varianti di salvaguardia che riducano effettivamente in modo drastico la crescita delle cubature nel territorio comunale. 4) Valorizzare i centri storici, tutelando gli immobili d’epoca passata e favorendo il restauro ed il riutilizzo di quelli eventualmente in disuso. 5) Garantire la trasparenza delle informazioni circa la qualità dell’acqua in distribuzione sul territorio rendendo pubblici sul sito informatico i dati relativi alla qualità dell’acqua distribuita e quelli relativi al bilancio idrico comunale. *Presidente Italia Nostra Castelli Romani


ATTUALITA’ Un’analisi sui problemi che riguardano il trasporto pubblico Manovra Monti

il Segno - Dicembre 2011

Trasporto Bene Comune, un valore da riscoprire

di Gennaro Spigola Sabato 26 novembre si è svolta la manifestazione per l’acqua pubblica organizzata dai Forum e dalle associazioni aderenti che dovrebbe far capire al cosiddetto Governo Tecnico che dopo aver sconfitto la maledizione del quorum (un milione e mezzo di firme) e con il voto schiacciante di 27 milioni di SI (non solo per l’acqua ma anche per il nucleare e per il legittimo impedimento), indietro non si torna e se qualcuno soffre di amnesia la manifestazione di sabato glielo ha ricordato, manifestazione nella quale si è notata l’assenza della maggior parte del centro-sinistra e del sindacato. Il referendum per il mantenimento dell’acqua pubblica che chiede l’abrogazione dell’art. 23bis del decreto Ronchi riapre la partita politica per evitare la privatizzazione dei servizi ed in modo particolare il trasporto, settore che in questi giorni, dopo l’approvazione della legge di stabilità, si è visto decurtare un milione e cinquecentomila euro che se non verranno recuperati nel 2012 ci troveremo il servizio ferroviario (FS e metropolitane), tranviario ed automobilistico tagliati del 40% delle corse, rendendo il servizio già carente ancora più precario, costrin-

gendo i lavoratori, gli studenti, gli anziani a dover obbligatoriamente utilizzare il mezzo privato per potersi muovere andando ulteriormente a depauperare le scarse risorse economiche a disposizione (stipendi e salari bassi, pensioni), già dilaniate dalle altissime tasse sulla retribuzione, dalle salatissime bollette dei servizi che vengono erogati e dal continuo aumento di prezzi dei prodotti, in modo particolare quelli di prima necessità, conseguenza dell’aumento indiscriminato del petrolio: oggi paradossalmente stiamo pagando il gasolio e la benzina con il costo del barile attestato intorno ai 96 dollari come quando costava 150 dollari. Gli aumenti del carburante sopra segnalati hanno delle ricadute pesantissime anche sul trasporto che se non rifinanziato con risorse adeguate e strutturali avrebbe come conseguenza anche la concreta possibilità che il personale impiegato nel settore potrebbe ritrovarsi in esubero, rischiando concretamente di essere licenziato tout-court perché per nel trasporto non è prevista la cassa integrazione, minando un settore che negli anni addietro ha avuto la possibilità di occupare quantità consistenti di maestranze ed in alcune occasioni a fungere anche da ammortizzatore sociale quando il mondo dell’industria entrava in crisi.

Dovremmo ripensare al trasporto come parte integrante dello stato sociale (insieme alla Sanità e alla Scuola) e che deve essere finanziato e sostenuto dalla fiscalità generale, preservandolo dalle privatizzazioni che non hanno mai portato benefici per gli addetti del settore e degli utenti (visto che in Europa altre nazioni sono tornate indietro dalla privatizzazione del trasporto). Basterebbe un atto concreto di razionalità politica ed economica per risolvere il problema del trasporto utilizzando la minima cifra del 5% dei finanziamenti che vengono assegnati all’alta velocità, evitando così lo smantellamento del trasporto pubblico: ferrovie, metropolitane, tranvie e autolinee.

Lettera di una nostra indignata speciale

Gentile Direttore, non le nascondo che sono molto preoccupata per i nostri concittadini che dovranno pagare la tassa sul posto barca. E’ una vergogna: si colpiscono sempre i soliti noti, per usare un’espressione molto usata ed abusata in questi giorni. Loro no, non dovevano essere colpiti, non è giusto. Saranno troppi i sacrifici che dovranno sopportare: forse dovranno togliere i figli dalle costose scuole private con sala di musica, piscina, campo da tennis e mandarli alle misere scalcinate scuole statali, le moglie avranno meno servitù, meno abiti e scarpe firmati per tutti i familiari, meno viaggi, meno cene al ristorante, meno gioielli, vacanze in luoghi meno esclusivi, abolizione dei week-end nelle beauty farm, insomma una vita di rinunzie quasi come quella di un’insegnante elementare in pensione, quale sono io. Essendo di buon cuore vorrei dare una mano a pagare quella tassa del posto barca, mi dispiacerebbe umanamente di ritrovare quei poveri cittadini possessori di una barca alla mensa della Caritas, ma temo di non farcela neanch’io. Maria Pia Santangeli

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da Tokyo di Toshi Kameda A parte la contaminazione e l’esposizione radioattiva, per il momento siamo al sicuro nonostante ci siano stati ancora momenti critici alla centrale nucleare di Fukushima n. 1. Tutto questo lo dobbiamo a coloro che lavorano alla centrale per evitare il peggio e che a settembre hanno infatti ricevuto in Spagna il premio “Principe de Asturias della Concordia 2011”. Sono gli “eroi di Fukushima” che secondo i giurati, “rappresentano i valori più elevati della condizione umana per aver tentato di evitare, col proprio sacrificio, che il disastro nucleare provocato dallo tsunami moltiplicasse i suoi effetti catastrofici” (ANSAmed). Alla cerimonia erano presenti cinque rappresentanti tra cui i soldati, i vigili del fuoco e gli agenti di polizia ma mancavano gli altri “eroi”, quelli che continuano a lavorare nella centrale. “Eroi”. Dietro questa parola si nasconde a volte una realtà complessa. Alla centrale lavorano attualmente circa 3 mila “eroi” sotto la minaccia delle radiazioni. Fino ad agosto erano in 16 mila e per otto mesi ne sono stati impiegati 480 mila. Fino a settembre gli “eroi” che hanno superato la dose d’esposizione radioattiva di 250 millisievert (mSV) erano i sei della compagnia elettrica di Tokyo di cui uno tra 210 mSV e 580 e l’atro tra 200 mSV e 570, e quella superiore a 100 mSV 162 di altre ditte. Anche se ci troviamo di fronte a una situazione d’emergenza, la dose di esposizione è troppo alta se consideriamo che in passato erano riconosciuti come infortuni sul lavoro il tumore midollare e la leucemia causati dall’esposizione esterna rispettivamente di 70 mSV e di 5 mSV. E’ quindi perlomeno anomalo che questi “eroi” lavorino con un limite d’esposizione di 250 mSV (alzato, dopo l’incidente, da 100 mSV). A metà novembre il limite di esposizione è tornato ai livelli precedenti a eccezione di circa 50 dipendenti specializzati. Comunque, la soluzione adottata è arrivata in ritardo poiché molti “eroi” sono stati già esposti a massicce dosi di radiazioni. Il problema ora è rappresentato anche dalle omissioni da parte della compagnia e del governo. Molti operatori hanno lavorato per i diversi mesi senza protezioni adeguate e senza essere informati sui veri rischi per la salute. Sono mancati i rilevatori del livello della radiazione, disponibili per un solo gruppo di lavoratori lasciando gli altri in balìa dell’esposizione. Sono mancate delle rigorose indicazioni su come proteggersi dall’esposizione (per esempio sull’uso obbligatorio e adeguato della mascherina). Questo è accaduto anche nel centro di controllo dove, al momento dell’incidente, erano presenti diciannove donne “eroine” di cui due rimaste esposte per dieci giorni a livelli di tre volte superiori alla norma di 1 mSV l’anno (perché fino al 3 aprile, come gli altri, non portavano la mascherina). Quindi, quando erano esposti alle radiazioni, questi nostri “eroi” non potevano usare le misure necessarie per una serie di motivi: per l’assenza di macchinari funzionanti per esaminare l’esposizione interna; per l’assenza, fino a luglio, di un medico permanente 24 ore su 24 (se qualcuno stava male

DIRETTA da TOKYO

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Contro il nucleare, dentro il nucleare

Gli “eroi-lavoratori” di Fukushima 1

doveva essere portato lontano e così a maggio un “eroe” idraulico di 60 anni colpito da infarto miocardio, dopo un viaggio di 45 chilometri per arrivare in un ospedale, ha lasciato la famiglia. Da maggio a ottobre sono deceduti in tre e secondo le autorità la morte non sarebbe collegabile con l’esposizione. Comunque, qualcosa in più si potrebbe fare per loro se di questi “eroi” si conoscesse nome e cognome evitando così che appaiono un po’ come degli “eroi fantasma”. Esaminando la dose d’esposizione a cui erano sottoposti si è scoperto che tra marzo e giugno erano praticamente spariti 286 “eroi”, risultati irrintracciabili per il semplice motivo che non tutti gli “eroi” erano regolarmente registrati. Spesso venivano prese a lavorare persone incontrate per strada senza che avessero mai operato nelle centrali. Due di questi sono diventati “eroi” a loro insaputa, assunti come camionisti tramite una ditta subappaltatrice, credendo di lavorare nella Prefettura di Miyagi, si sono invece ritrovati dentro la centrale di Fukushima. Tutto questo è stato possibile poiché il mondo del lavoro appare come una scatola cinese. La compagnia elettrica di Tokyo (comandata da 22 ditte note, tra cui Toshiba e Hitachi), si serve di circa 600 aziende appaltatrici : 162 di primo subappalto con 1.428 “eroi”; 267 di secondo subappalto con 1.542 lavoratori; 161 di terzo subappalto con 894 persone; e 42 del quarto subappalto con 227 operatori (i dati si riferiscono al periodo compreso tra la fine di giugno e il 15 luglio). Poteva anche capitare che alcuni di questi “eroi”, chiamati a lavorare, abbiano presentato un’auto-dichiarazione sulla propria identità (in Giappone non esiste la carta d’identità) e quindi avrebbero potuto facilmente falsificare i dati. Così accadde nel 2008 quando sette minorenni, presentando un falso certificato, vennero assunti. Il problema è ancora più serio visto che il governo è ora preoccupato di possibili infiltrazioni terroristiche considerato che chiunque potrebbe entrare nella centrale. Ma è sempre stato così, quindi oggi sappiamo che il mito dell’assoluta sicurezza era solo sulla carta. Ma oltre al terrorismo si teme un’altra infiltrazione, quella dell’organizzazione criminale “Yakuza”, che controlla il mercato dei subappalti e, di conseguenza, anche del reclutamento degli “eroi”. Oggi alcuni aspetti riguardanti le condizioni di lavoro sono migliorati. Due mesi dopo l’incidente il nuovo piano dei lavori ha fornito indicazioni su come migliorare le condizioni di lavoro. Tra maggio e luglio non c’è stato nessun lavoratore esposto al limite superiore di 100 mSV. Da settembre la dose media men-

sile di esposizione si è fermata a 1,8 mSV, sceso di un dodicesimo rispetto ai primi tre mesi. Ma ora cominciano a mancare gli “eroi” mentre ne occorrerebbero altri da sacrificare visto che molti non potranno più essere esposti alle radiazioni. Non so fino a che punto questi “eroi” avrebbero potuto rifiutarsi di lavorare alla centrale, se fossero consapevoli dei rischi, se attratti solo dai buoni guadagni o solo per un gesto di eroismo. Non possiamo però dimenticare che molti di loro sono anche vittime dello tsunami, che magari hanno perduto dei familiari, o che non possono più rientrare nel proprio paese perché contaminati, o magari che si possano sentire in qualche modo responsabili per aver lavorato nella centrale. Non vi è conferma del fatto che subito dopo l’esplosione la compagnia avrebbe voluto far evacuare tutto il personale dalla centrale ma il governo sarebbe intervenuto per evitarlo. Comunque sia senza questi “eroi” non ce l’avremmo fatta ad arrivare fino ad oggi. L’anno che non dimenticheremo mai sta comunque volgendo alla fine. Rivolgo a voi i miei migliori auguri di Buon Natale per una Nuova Era senza il nucleare.

Nota: Le pessime condizioni di lavoro nelle centrali sono state da sempre denunciate, per esempio in un servizio giornalistico di 32 anni fa pubblicato su una rivista con le illustrazioni di un famoso fumettista, Shigeru Mizuki, (illustrazione in alto) oppure il rapporto di Kunio Horie che si infiltrò nella centrale come lavoratore in subappalto. Ora questo lavoro è stato ripubblicato in un libro (vedi copertina sopra) dal titolo “Le tenebre della centrale nucleare di Fukushima. La realtà dei lavoratori in subappalto”.


7 ATTUALITA’ Si è svolta ad Albano Laziale lo scorso 25 novembre

il Segno - Dicembre 2011

Una fiaccolata per celebrare la donna

di Loredana Massaro Il Comitato “Se non ora quando Albano-Castelli Romani” e l’Associazione Culturale onlus “8 Marzo” di Albano Laziale hanno organizzato venerdì 25 novembre una fiaccolata per celebrare la Giornata Internazionale contro la Violenza alle Donne istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le associazioni ad organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema attraverso iniziative politiche e culturali. Questa data è stata scelta in ricordo del brutale assassinio del 1960 delle tre sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Il 25 novembre 1960 le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio Militare di Intelligenza. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, violentate, massacrate e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente. L’assassinio delle sorelle Mirabal è ricordato

come uno dei più truci della storia dominicana. La fiaccolata che si è tenuta venerdì 25 novembre è partita alle ore 17 da Piazza Mazzini ad Albano Laziale, ha percorso la Via Appia ed è arrivata a Piazza della Costituente dove, sotto il Municipio, attrici teatrali hanno letto testi e brani sul tema, un gruppo di giovanissimi ha intrattenuto con la sua musica. Hanno aderito Associazioni culturali e il Coordinamento dei Comitati di Quartiere. Un bel corteo, lungo, compatto e ordinato ha sfilato così per le vie di Albano, soprattutto donne ma anche molti gli uomini con le fiaccole accese, qualche striscione, numerosi slogan, soprattutto molto impegno e molta sobrietà nel manifestare e testimoniare sdegno e insofferenza verso la violenza di genere, una delle più odiose al mondo. La violenza contro le donne e le ragazze è un problema di proporzioni dilaganti. Quasi una donna su tre nel mondo è stata picchiata, ha subito coercizione sessuale o ha subito altro genere di abusi durante la propria vita – quasi sempre da qualcuno che la conosceva. La violenza contro le donne e le ragazze è un problema universale di proporzioni dilaganti. E’ forse la violazione più grave dei diritti umani che conosciamo al giorno d’oggi, devasta vite, crea fratture nelle comunità e blocca lo sviluppo. Oggi la vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per mano di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione

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come cronaca pura, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne. La violenza sulle donne è accettata storicamente e socialmente. Viene inflitta senza differenza di età, colore della pelle o status ed è il peggiore crimine contro l’umanità. Quello di una parte contro l’altra. La politica e le istituzioni d’altro canto continuano a ignorare il tema pubblicamente. Senza una battaglia culturale che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo, non sarà possibile attivare un nuovo patto di convivenza tra uomini e donne che tanto gioverebbe alla parola civiltà. Vediamo qualche cifra: - oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita; - la maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare; - oltre il 94% non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime; - un milione e 400mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni; - solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un “reato”, mentre il 44% lo giudica semplicemente “qualcosa di sbagliato” e ben il 36% solo “qualcosa che è accaduto”. Le cifre in Italia: - 1 omicidio su 4 avviene in famiglia; - il 70% delle vittime sono donne; - nel mondo 8 suicidi su dieci sono provocati da abusi sessuali; - 1 milione e 400 mila donne hanno subito uno stupro prima dei 16 anni.

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Anche ai Castelli sbarca il mercato dei contadini

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di Noemi Bevilacqua Negli ultimi mesi in diverse cittadine dei Castelli Romani sono stati aperti dei mercati del contadino, spazi all’interno dei quali i vari produttori locali possono vendere direttamente la propria merce senza dover ricorrere a degli intermediari. Tale esperienza è particolarmente interessante non solo per la diminuzione del costo finale dei prodotti, dovuta all’eliminazione dei passaggi intermedi, ma anche e sopratutto perché si instaura un rapporto “umano” fra il contadino/allevatore ed il consumatore. L’atto dell’acquisto non è più solo la fredda scelta di una confezione di mele al supermercato ma è un confronto diretto con chi le produce, è un contatto anche con i ritmi e le stagioni dell’agricoltura che i grandi supermercati ci portano ad ignorare. Da alcuni studi effettuati sui bambini è emerso che la maggior parte di loro ignora completamente il fatto che la frutta e la verdura siano stagionali. Dall’altra parte la maggioranza di noi si è abituata alla lucidità della buccia della frutta e ignora il fatto che per avere quell’effetto “salutare” in realtà vengono utilizzate cere e diverse sostanze chimiche. Ignoriamo che la frutta e la verdura per non essere bacate necessitano di diversi prodotti chimici che certamente non sono salutari per il nostro organismo. Infine quasi nessuno sa che tutto il formaggio e i latticini che troviamo

ATTUALITA’

in distribuzione provengono da latte pastorizzato, caratteristica che sicuramente ci ha portato alla riduzione di diverse patologie infettive, ma che ha prodotto una uniformazione dei sapori dei formaggi. Alcuni esempi di questi mercati in cui c’è l’incontro diretto con il produttore sono “il mercato del contadino” di Ariccia, quello di Albano Laziale e il mercatino alternativo di Genzano. Tali esperienze rappresentano un grande passo in avanti rispetto al passato però tali ambienti per me possono rappresentare il substrato su cui fare altri passi in avanti. Fino a qualche anno fa la sensibilità ecologica che ha portato oggi alla ribalta il concetto di KM0 era sconosciuta ai più e vista come una forma di snobismo dalla stragrande maggioranza della popolazione, così oggi viene ancora guardata la produzione biologica che viene considerata una produzione di élite, propria di una fascia medio alta della popolazione. In realtà gli alti costi della produzione biologica sono legati anche alla ristrettezza del mercato a cui essa è relegata. Vi sono diverse esperienze che dimostrano come i prezzi dei prodotti biologici pos-

sano scendere qualora aumenti la richiesta ed il consumo degli stessi: un esempio può essere rappresentato dai gruppi di acquisto solidali che, proprio perchè pianificano i propri acquisti e si coordinano fra più nuclei familiari, riescono ad acquistare i prodotti biologici a prezzi accessibili a tutti [i gruppi di acquisto solidali sono dei gruppi di persone che acquistano i vari prodotti direttamente dai produttori, si coordinano per l'acquisto delle merci necessarie fra di loro e pianificano l'acquisto considerando le effettive necessità, tale stile di vita comporta la possibilità di acquistare prodotti di qualità al medesimo prezzo degli altri, di poter scegliere cosa acquistare senza sottostare alle logiche di mercato e di poter controllare direttamente cosa si acquista]. D'altra parte la produzione biologia comporta un rilancio dell'economia locale sia per il

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il Segno - Dicembre 2011

singolo produttore che per tutto il territorio che inizia ad essere conosciuto per le caratteristiche dei propri prodotti. Alcuni piccoli paesi della Toscana e dell’Umbria hanno rilanciato la propria economia grazie a questo tipo di produzione. Dall’altra parte il consumatore ha il diritto di acquistare e mangiare cibo sano, attualmente molto ci si sta' interessando alle problematiche economiche legate ai costi dei prodotti ma poco alla qualità. Sempre sul territorio dei castelli sono nate delle associazioni che da anni cercano di abbattere i costi dei prodotti alimentari, concentrando la loro attività nell'importanza dello svincolarsi dalle logiche delle multinazionali. Tale battaglia è perfettamente condivisibile, ma dal mio punto di vista è altrettanto importante la qualità del prodotto e le condizioni in cui esso è coltivato. Infine sarebbe auspicabile anche che i consumatori iniziassero ad interessarsi anche alle condizione dei lavoratori coinvoltio nel processo di produzione. Fino a qualche anno fa alcuni concetti legati alla riduzione della produzione di anidride carbonica erano argomento per pochi ambientalisti, mentre oggi tutti noi accettiamo e capiamo bene l'importanza del KM0, così mi auspico sarà in futuro per la produzione biologica e solidale. Anche se tutto ciò può sembrare un'utopia, noi consumatori abbiamo il potere di scegliere quello che acquistiamo e determinati mercati ci permettono di allargare la scelta anche a chi, per ora, non può scegliere. Ben venuti ai mercati dei contadini nelle nostre cittadine, bentornata all'agricoltura nella nostra vita e sopratutto, bentornata coscienza che per tanti anni è stata offuscata dal consumismo.

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il Segno - Dicembre 2011

INDOVINA QUANTI SIAMO?

Al 31 ottobre 2011 i residenti censiti nel Comune di Rocca di Papa erano 16.385 (maschi 8.151; femmine 8.234). Alla stessa data i nuclei familiari erano 6.288.*

ROCCA DI PAPA

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NUMERI UTILI

notizie, informazione, attualità

Esiste un “cartello” nella vendita dei tagli boschivi? *dati forniti dall’Ufficio d’Anagrafe

Un’altra asta è andata deserta malgrado lo “sconto” di 170mila €

di Andrea Sebastianelli Ormai per i boschi pubblici siamo di fronte a una vera emergenza. E non è più solo un facile allarmismo guardando le condizioni dei circa 1.500 ettari di proprietà comunale. Lo scorso 24 novembre è andata deserta l’ennesima asta pubblica che avrebbe dovuto aggiudicare ben tre particelle di castagno (numeri 85, 87 e 58; per intenderci due particelle situate in località Barbarossa e una in località Casale di Monte Pennolo per un totale di circa 28-29 ettari). La base d’asta era stata fissata in 280 mila euro, molto

al di sotto del progetto di stima iniziale che l’agronomo aveva fissato addirittura in 450 mila euro, il vero valore di questo bosco. Il Comune pur di vendere ha abbassato la base di partenza di circa 170 mila euro. E neanche stavolta si è riusciti nell’impresa. Per la verità si era presentato un solo produttore di legnami, motivo per cui non si è potuto procedere all’asta. Ora pare che si andrà avanti a trattativa privata e, secondo alcune voci, la cifra di 280 mila euro sarebbe destinata a diminuire ulteriormente fino a 220 mila euro. Un altro sconto che, se aggiunto ai 170 mila euro, arriva alla bella cifra di 230 mila euro, praticamente il 50% del va-

lore iniziale di queste 3 particelle boschive (valore stabilito dalle operazioni di mercatura e stima dell’agronomo, i cui costi sono stati ovviamente a carico della pubblica amministrazione, altri 28 mila euro). Per questi motivi adesso possiamo parlare di vera emergenza. Ricordiamo che, negli ultimi tempi, altri 7 tagli boschivi sono andati deserti e ancora oggi restano invenduti. Ma quali potrebbero essere i motivi di un fallimento così madornale nella gestione del patrimonio pubblico boschivo? Secondo alcuni esperti del settore (ricordo a questo proposito un esauriente intervento di Luigi De Santis pubblicato sul Segno di aprile 2011) il primo problema riguarderebbe il Piano di Assestamento Forestale che avrebbe diviso il bosco in particelle disomogenee senza tener conto nè delle caratteristiche dei luoghi nè delle carrarecce di accesso per cui molte di queste particelle risulterebbero non attraversate da alcuna strada così da impedire le operazioni di trasporto dei tronchi tagliati. Poi ci potrebbero essere altri motivi: la poca appetibilità dei

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tagli proposti; oppure il rischio che alcune società possano fare “cartello” così da mandare deserte le aste e procedere a trattativa privata, abbassando di molto il costo. Se così fosse ci troveremmo di fronte a un grave reato. Non sappiamo come stiano oggi le cose ma ormai da troppo tempo assistiamo ad aste che vanno deserte a tutto svantaggio della collettività che, attraverso il Comune, è proprietaria di 1.500 ettari di superficie boscata. Il Comune per vederci chiaro dovrebbe cominciare a presentare relazioni alla Procura della Repubblica così da avviare inchieste tese a confrontare le aste fatte a Rocca di Papa rispetto a quelle che avvengono in altri Comuni, confrontando il tutto anche con la vendita dei boschi privati (Santovetti, Pizzicannella, Aldobrandini, ecc.). Coi tagli boschivi tutti fanno soldi tranne il nostro Comune. Invece l’amministrazione sembra che si stia indirizzando verso un’altra decisione: affidare la gestione del proprio patrimonio a società private di legname. Se si accertasse l’esistenza di un “cartello” frutto di un accordo illecito fra imprese, la finalità potrebbe essere non più solo quella di acquisire piccole particelle boschive ma arrivare a gestire l’intero patrimonio comunale. Il Comune, quindi, avrebbe tutto l’interesse affinché venga fatta chiarezza su ciò che sta accadendo intorno ai suoi (nostri) boschi di castagno.

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ROCCA DI PAPA Dopo la decisione dell’amministrazione comunale di vendere le due farmacie 10

il Segno - Dicembre 2011

Se il Comune vende le farmacie dovrà pagare una penale all’Asp di Luigi Serafini Il Comune sembra proseguire nella scelta di vendere le due farmacie comunali così come annunciato nel Consiglio Comunale dello scorso 28 luglio con la delibera approvata che dava chiare indicazioni in merito, dicendo espressamente che “anche la cessione del patrimonio disponibile relativa all’ipotesi di dismissione delle due farmacie comunali creerebbe liquidità contenendo considerevolmente l’utilizzo dell’anticipazione di tesoreria”. Per quel che ci risulta esiste un contratto con la società Asp di Ciampino (che gestisce le due farmacie, oltre al servizio di mensa scolastica) la cui scadenza è fissata al 2016. Quindi, qualora il Comune decidesse di cederne la gestione dovrebbe corrispondere una cospicua penale alla stessa Asp. Tanto basta per capire l’assurdità della proposta avanzata dall’Assessore al Bilancio, Querini. Poi c’è un altro aspetto da considerare: l’edificio che ospita la farmacia del centro storico venne donato dal nostro concittadino Alberto Pizzicannella. Nel 1973 il Comune

tempi moderni

mise anche una targa a ricordo. Crediamo che il Comune non possa vendere qualcosa che gli venne donato con uno scopo preciso. L’altra cosa che sorprende è il silenzio su quest’argomento non tanto della maggioranza, che ha già deciso, ma dei partiti dell’opposizione che non hanno battuto ciglio a parte qualche dichiarazione in Consiglio a cui non è seguita alcuna azione pratica. Ma se i partiti sulla vendita delle farmacie preferiscono far finta di niente, i cittadini no. “Trovo assurdo che si vendano le farmacie -dice Riccardo Gatta, 73 anni-, quelle dei privati vanno più che bene e il

di Roberto Sinibaldi

Prendiamo una crisi finanziaria mondiale, aggiungiamoci un barzellettiere come capo del governo, facciamo finta per anni che da noi tutto vada benone… A un certo punto, un attimo prima dello schianto, messo da parte chi ci ha sospinto fin qui tra promesse e battute fuori luogo, ci rendiamo conto che bisogna far qualcosa in fretta. Cambiamo chi ci governa e tassiamo quelli che già pagano le tasse. Lasciamo uguali spese militari, caccia bombardieri a decollo verticale, apparati della politica, l’Ici non pagata per le attività commerciali della chiesa, regaliamo le frequenze televisive, dimentichiamo di tassare i grandi patrimoni o gli scambi finanziari. I pensionati diventano così

Comune invece ci rimette”. Nei giorni scorsi si è svolto anche un volantinaggio (foto a lato) promosso da un’associazione che poneva una serie di interrogativi sul perchè il Comune le vorrebbe vendere: per fare un po’ di soldi? Per regalarle a qualche privato? Per ripianare i debiti del Comune? Per non affrontare una gestione fallimentare? Domande che attendono una risposta da parte dell’Amministraz i o n e comuA pochi mesi dalle Elezioni nale. Comunali una novità sugli assetti politici locali si è manifestata con il passaggio del Consigliere Maurizio De Santis, già candidato sindaco della lista civica Rocca Futura, a SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) un partito che non era presente con il suo simbolo alla competizione elettorale. Gli elettori di questo partito furono costretti a disperdere i voti su candidati collocati in liste contrapposte che pensavano di rappresentarlo in qualche modo, ottenendo in entrambe risultati insoddisfacenti. “… rispetterò gli impegni presi con gli elettori che mi hanno sostenuto e lavorerò per il miglioramento dei rapporti con il bili a questa vecchia categoria centro-sinistra …” ha dichiasociale definita con una parola rato l’interessato. prendiamo atto, ma vonuova: scudati. Sono quelli Ne gliamo ricordare a Maurizio De che hanno portato capitali al- Santis che il miglioramento dei l’estero e poi hanno sanato il rapporti con il centro-sinistra reato di evasione pagando una sul piano nazionale è assolutapiccola quota sulle loro formente indispensabile, mentre tune. sul piano locale, in questa legiAll’estero, le rare volte che si slatura, non dovrebbe praticarsi è ricorsi a questo tipo di sana- nessuna incoerenza nei contoria, gli scudati hanno pagato fronti dell’attuale maggioranza percentuali assai più elevate di con quanto detto in campagna quelle che pagano da noi. Evi- elettorale: “Rocca di Papa ha dentemente l’Italia è un paese bisogno di una effettiva discondi ricchi perché ci sono molti tinuità con quanto è stato fatto negli ultimi anni”. poveri! Sergio Rasetti

Scudi umani per gli scudati gli scudi umani che garantiscono di reggere il colpo per una manovra “dolorosa, ma necessaria”, certo. Se le banche non falliranno, alla fin fine si dovrà a loro. Il ritocchino al ribasso sulle pensioni (quelle normali, non quelle d’oro) assicura la finanza di tutto il mondo che da noi c’è uno zoccolo duro che resiste, magari con qualche rinuncia, ma lo Stato si tiene in piedi. Scudi umani contro scudati? Sì, in questo modo i pensionati sono idealmente contrapponi-

De Santis approda a SEL


il Segno - Dicembre 2011

di Daniela Di Rosa Dove eravamo rimasti? Archiviate le elezioni primaverili, passata l’estate, che cosa fa la politica roccheggiana? Spero non voglia dormire per i prossimi quattro anni e risvegliarsi d’un botto alla vigilia delle votazioni del 2016. Come al solito l’opposizione è assente nel paese e, a parte il Consigliere Romei, latita anche in Comune. Ma i partiti che fanno? Io sono qui in attesa che qualcosa si muova e che soprattutto nel partito di Vendola (Sel) si faccia un po’ di chiarezza. Chi siamo? Da dove veniamo e dove stiamo andando? (parafrasando Totò: per andare per dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare?). In poche parole: quanti circoli di Sel ci sono nel paese? Chi sono i coordinatori? Nel frattempo vorrei rispon-

TEA BASILI HA CONSEGUITO LA LAUREA IN "SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA". GLI ZII SATURNO E SIMONA E LE CUGINE VALENTINA E MARTINA ESPRIMONO ALLA "NEO DOTTORESSA" AUGURI SINCERI E AUSPICANO PER LEI UNA BRILLANTE CARRIERA. Auguri anche dall’intera redazione del Segno.

ROCCA DI PAPA Dopo le elezioni locali la politica è ancora immobile

Cara Sel... se ci sei batti un colpo!

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dere ad Alvaro Fondi, segretario de La Destra cittadina. In un suo volantino di qualche settimana fa contro la giunta Boccia, concludeva mettendo Sinistra Ecologia e Libertà nel calderone dei partiti e delle liste civiche che appoggiarono la candidatura di Boccia. Voglio ricordare a lui e a tutti che nel partito di Sel, qui a Rocca di Papa, ci fu una spaccatura e proprio grazie ad alcuni di noi, alle nostre proteste eclatanti, a volantini, articoli sul Segno, riunioni in regione con i Consiglieri Zaratti e Nieri… Sinistra Ecologia e Libertà non si presentò e il simbolo venne congelato, cioè nessuno dei due circoli potè usarlo. Chi appoggiò o contrastò il Pd locale e la candidatura di Boccia lo fece a titolo personale. Che cosa succederà del partito di cui faccio parte non lo so, le vecchie ruggini oggi si

sommano alle nuove, chi ha tradito, chi ha inciuciato, chi si è ritirato e chi si è infiltrato... ormai non ha più senso. Il problema ora è chi farà un passo indietro e democraticamente ne farà uno avanti, lasciando agli iscritti decidere quanti circoli e segretari avere. Ma in confidenza ho paura a dire che succederà come sempre: fermi per anni poi, come usciti dal letargo, i due gruppi si incontreranno separatamente, si cercherà l’accordo e non si troverà mai, chi vorrà un nome chi un altro, ognumo accuserà l’altro di voler mettere un proprio uomo… e ci sarò io a rompere con la solita donna candidato a Sindaco! Nel fondo della mia anima io sono anarchica e questo gioco mi sta stancando, purtroppo la passione politica troppo spesso si scontra con la voglia di protagonismo, col desiderio di rivalsa e con la ricerca di poltrone…

Che fine ha fatto il regolamento edilizio annunciato a più riprese dall’amministrazione comunale di Rocca di Papa? L’ultima notizia risale all’11 febbraio scorso quando la proposta del nuovo regolamento venne portata in discussione per l’approvazione in Consiglio Comunale dopo che la Giunta l’aveva approvata una settimana prima. Il punto venne invece ritirato poichè, a quanto pare, ai Consiglieri di maggioranza sarebbe stata data una copia ancora in bozze, contenente parti cancellate e chiari riferimenti presi da altri Comuni a testimonianza che una sorta di “copia incolla” era ancora in

una fase di elaborazione. Non si comprende quindi che documento abbia approvato la Giunta, se la versione con le cancellazioni oppure una versione diversa. Fatto sta che il nuovo regolamento (che dovrebbe prendere il posto di quello approvato il 16 luglio del 2009 per il quale la Provincia di Roma aveva chiesto alcune modifiche) venne accantonato per un approfondimento definitivo. Anche alcuni Consiglieri della maggioranza Boccia restarono perplessi di fronte all’accaduto. E ora siamo in attesa di vedere il testo che approderà in Consiglio per la sua adozione definitiva.

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ROCCA DI PAPA

il Segno - Dicembre 2011

Vigilanza urbana, rifiuti e acqua... tanti i problemi rimasti senza risposte

Molte le questioni affrontate dal Comitato di Quartiere Campi d’Annibale

di Andrea Rasetti Quello che si sta per concludere è stato un anno molto intenso per il Comitato di Quartiere dei Campi d’Annibale. Il Presidente Gianfranco Silvestrini, coadiuvato dal vice-presidente Francesco Botti e dagli altri membri del direttivo, ha continuato ad affrontare i tanti problemi che attanagliano il più grande e popoloso quartiere di Rocca di Papa. Tra i temi affrontati dal Comitato in primo piano c’è stato quello della sicurezza stradale e del controllo del territorio. “Abbiamo scritto numerose lettere all’amministrazione comunale -ci ha detto il Presidente Silvestrini- e malgrado l’urgenza delle richieste ancora non siamo riusciti ad ottenere quanto i cittadini dei Campi meriterebbero”. L’ultima lettera sull’argomento risale alla fine di ottobre, laddove il direttivo (riunitosi il 18 dello stesso mese) aveva affrontato il tema della vigilanza urbana. “Dopo ampie valutazioni e dibattito -si legge nella lettera indirizzata al Sindaco, ai Consiglieri Comunali e al Comandante della Polizia Locale- è scaturita la necessità di far presente che tutte le garanzie dateci dagli amministratori per un servizio migliore di vigilanza urbana sono state disattese” malgrado “tale Comando è stato rafforzato da nuovi Vigili Urbani”. La goccia che ha fatto traboccare il fatidico vaso è il continuo caos esistente in piazza Giuseppe Di Vittorio (la piazza dei Campi), dovuto oltre che alle automobili anche ai pullman del Cotral che spesso non riescono neanche a fare manovra a causa della cosiddetta sosta selvaggia che imperversa su tutta l’area. “Questo è un problema che il Comune deve affrontare al più presto -continua

Silvestrinipoichè siamo ormai in balìa di automobilisti che non ne vogliono sapere di rispettare le regole”. Un altro problema molto sentito dal Comitato di Quartiere è quello della raccolta dei rifiuti. E Piazza Di Vittorio ai Campi e, nel riquadro, anche su queil Presidente del Comitato di Quartiere, Silvestrini sto il Presidente lamenta le mancate risposte da Infine, oltre ai tanti aspetti rappresentati parte dell’amministrazione di Corso Co- dalle condizioni del manto stradale di stituente. “I cittadini vengono qui e si la- molte vie dei Campi e della pubblica illumentano dei costi eccessivi della tassa sui minazione, il Comitato ha seguito con atrifiuti. Costi determinati soprattutto dalla tenzione anche la vicenda del servizio troppa evasione. Per questo nella lettera idrico da parte di Acque Potabili. Il Coinviata il 3 giugno e poi inviata nuova- mitato ha chiesto al Comune di definire mente il 4 ottobre scorso, abbiamo chie- una volta per tutte il passaggio ad Acea, sto al Sindaco di mettere in pratica una chiarendo però il ruolo della nuova sovera e incisiva lotta all’evasione così da cietà che sarebbe dovuta subentrare già colpire i soliti furbetti”. da molti mesi. “Il Sindaco, invitato a parPer quanto riguarda l’ufficio postale, per lare dell’argomento, ci disse che con il quale il Comitato ha chiesto da tempo Acea le bollette si sarebbero ridotte di aluno sportello ai Campi d’Annibale, sem- meno il 50% ma dopo diversi mesi non bra che a tale scopo saranno utilizzati i sappiamo più come sia finita la vicenda”. nuovi locali realizzati di fronte alla Come vedete sono ancora molti gli argoChiesa del Sacro Cuore. “A breve do- menti e i problemi che esigono una rispovrebbe esserci un ulteriore incontro tra sta esauriente e definitiva da parte del Comune e Poste Italiane per concludere Comune di Rocca di Papa e, vista la l’accordo. Noi siamo molto fiduciosi -ha grinta dimostrata dal Direttivo del Comidetto ancora Silvestrini- e finchè non ve- tato di Quartiere dei Campi d’Annibale, dremo i fatti continueremo a chiedere questi temi saranno affrontati anche nel spiegazioni all’amministrazione”. 2012.

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ROCCA DI PAPA

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Il Bene Comune trova la sua strada anche a Rocca di Papa

Lascia anche il Com.te Dario Nanni

di Sergio Rasetti Nell’atmosfera sonnolenta di Rocca di Papa si va risvegliando un interesse ad argomenti, problemi e principii che sembrava scomparso o comunque profondamente assopito. Ci riferiamo ad alcuni articoli ricevuti e pubblicati dal nostro giornale; alla ripresa di una presenza visibile nel paese di esponenti dell’opposizione in Consiglio Comunale; alle iniziative del Movimento per Rocca di Papa che rivolge importanti domande al Sindaco e propone un osservatorio cittadino composto da istituzioni e società civile; alla sottolineatura della gestione ambientale che a indicarla come fallimentare si rischia di minimizzare; ad una importante iniziativa dei giovani del Partito Democratico per capire se Mafia, Camorra e ‘ndrangheta è cosa che può riguardarci da vicino; ad altre iniziative per il “bene comune” che interessano e coinvolgono altri cittadini. Si argomenta su aspetti significativi della vita cittadina chiedendo per esempio limpidezza nei bilanci di associazioni che ricevono finanziamenti pubblici; dettagli su programmi e bilanci del

I Vigili Urbani di Rocca di Papa restano di nuovo senza Comandante. Anche il dott. Dario Nanni, in servizio soltanto da un anno, torna a Roma come aveva fatto il suo predecessore dott. De Sclavis che era restato con noi per due anni. La città eterna non rinuncia ai suoi collaboratori e li riconquista regolarmente. Comunque dopo tre Comandanti che ci hanno provato, cominciamo a credere che lavorare in questo settore a Rocca di Papa non deve essere proprio una passeggiata. Problemi troppo complessi? Speriamo che il prossimo Comandante prescelto si innamori di Rocca di Papa tanto da non lasciarla anche lui così presto. Siamo certi che se tutti lo lasceranno tranquillo a fare bene il suo lavoro, l’innamoramento sarà quasi scontato e di lavoro ben fatto, in tutti i campi, ne abbiamo un grande bisogno; oppure no? il-sognatore.blogspot.com

Un inaspettato risveglio sembra coinvolgere molti roccheggiani Polizia Locale

Il fermento, destinato a crescere, non ha un chiaro colore politico Centro Anziani; si chiede quanto costano i sequestri di depuratore e isola ecologica; si teme la svendita di beni pubblici; si argomenta sul patrimonio boschivo stigmatizzando i tentativi di strumentalizzare esperti e appassionati da parte di alcuni politici ai quali sembra interessare soltanto la facciata per tirare avanti ancora qualche anno. E’ un fermento destinato a crescere, non ha un colore politico preciso, raccoglie parte della società indignata, gente che ha capito che starsene muta in un cantuccio non basta più per passare “la nottata”. Ora c’è bisogno di idee, consapevolezza e partecipazione, perché la degenerazione si è spinta oltre il tollerabile e non potranno essere soltanto i soggetti attualmente in azione (politici, tecnici delle istituzioni, dipendenti pubblici) ad affrontarla avendo qualche possibilità di riuscita. Questo è il

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Il municipio di Rocca di Papa

tempo di uscire fuori, allo scoperto, per chiedere cose giuste e possibili, per riaccendere la speranza che il futuro potrà essere migliore di quello che ci appare oggi: un baratro senza fondo. Consapevoli che non è facile avere a disposizione gli strumenti per comunicare il proprio punto di vista alla comunità, abbiamo da tempo offerto a tutti pagine e inchiostro del nostro giornale. Una possibilità concreta per esprimersi e ristabilire un giusto rapporto con istituzioni e politica; cosa assolutamente indispensabile se si vuole finalmente lavorare, tutti insieme, per “il bene comune”.


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ROCCA DI PAPA

Pedalando... verso Santiago

il Segno - Dicembre 2011

La straordinaria avventura di Dario Lilli, 4500 km a bordo della sua bicicletta

Finisterre

Santiago

Pamplona

Lourdes

di Andrea fatti, si può ricevere la cosidSaragoza Sebastianelli detta credenziale del pellegrino, Barcellona Uscire di casa con la una sorta di indulgenza che bicicletta e ritornarci però può essere concessa solo a dopo aver percorso chi dimostri di aver percorso al4.450 chilometri. E’ stata questa meno 100 chilometri a piedi o la straordinaria avventura vis- 200 in bicicletta o a cavallo. suta da Dario Lilli, un ragazzo “Quando arrivai a Santiago, il roccheggiano di trent’anni, che 31 luglio, erano increduli nel Il tracciato seguito la mattina del 6 luglio a bordo sentire che venivo da Roma, da da Dario Lilli della sua bicicletta ha salutato i Rocca di Papa, e che avevo pergenitori alla ricerca di una va- corso 2.800 chilometri in bici- avventura. Arrivare in una città sconosciuta e sentirsi chiamare canza diversa dal solito. “Que- cletta!”. sta idea mi intrigava da tanto In questo lungo viaggio Dario per nome è stato davvero emozionante”. tempo e ormai, L’elenco delle persone inconvisto che ero ritrate e dei luoghi attraversati è masto disoccudavvero interminabile. Maripato, era arrivato gnane, Montpellier, Saint-Gauil momento di dens, Lourdes, Pamplona, metterla in praSantiago, Quiroga, Zaragoza, tica. Avevo Barcellona... sono solo alcuni quindi deciso: io dei luoghi percorsi dalla bicie la mia bicicletta di Dario. cletta saremmo E già, la bicicletta... Dario ha partiti senza una sempre avuto un amore innato meta precisa”. In per la due ruote, da quando, arrealtà nella sua rivato a Rocca di Papa all’età di testa una meta 9 anni, il papà gli regalò una bici c’era, ed era Lilli con la sua bici per potersi muovere più liberaquella di rag- aDario Finisterre, in Spagna mente. “Da bambino frequengiungere Santiago in Spagna seguendo il ha conosciuto molte persone tavo i Padri Passionisti e la tracciato dei pellegrini. Ben ognuna delle quali ha lasciato in bicicletta era il mio unico mezzo presto quella meta solo imma- lui dei bei ricordi. Qualcuno, per andarci”. Poi da ragazzo ginata sarebbe diventato il suo sentendo da dove arrivava e la comprò una mountain-bike, più traguardo. La prima tappa è tanta strada fatta, spesso lo adatta per girovagare in un stata la Capitale, piazza San ospitava a pranzo o a cena. Con paese come Rocca di Papa. “Mi Pietro. Da qui Dario decide di altri ha condiviso l’alloggio, e convinsi guardando i boschi. La prendere la Cassia bis diretto a con altri ancora si è trovato in mountain-bike era la bicicletta Montefiascone dove trascorrerà piena sintonia. Tra gli altri ha che faceva per me”. Ancora la notte in un convento. 127 conosciuto anche chilometri da Rocca di Papa a un famoso scultore Montefiascone... “L’obiettivo rumeno, Liviu che mi ero prefissato era di per- Mocan, noto per correre almeno 500 chilometri aver donato una per poi tornare a casa”. L’11 lu- sua opera a Papa glio Dario arriva a San Remo, a Benedetto XVI. “In ridosso del confine con la Fran- Spagna, a Estella, cia e infatti il giorno dopo ap- la mia bicicletta si proderà nella città di Anthéor. era rotta e un set“La mia bicicletta da trecking tant’enne del posto era andata molto bene e anch’io si è offerto di ripanon mi sentivo affaticato. rarla nel suo gaOrmai non potevo più rinun- rage. Con un altro Dario fra Laura e Davide, i due ragazzi ciare a quell’idea folle... non mi ragazzo francese, trentini conosciuti durante il viaggio restava che provare a conqui- Bruno, conosciuto stare la credenziale del pelle- a Montpellier, sono ancora oggi oggi Dario ama percorrere i grino”. Per chi non lo sapesse la in contatto. Poi durante il viag- tanti sentieri boschivi di cui meta di Santiago è una delle più gio ho conosciuto una coppia di Rocca di Papa è ricca. ricercate dai pellegrini alla ri- ragazzi trentini che, a Pam- Ma riprendiamo brevemente il cerca di un percorso di fede. plona, con mio grande stupore suo percorso. Giunto finalmente Appena arrivati a Santiago, in- già sapevano di me e della mia a Santiago, Dario è arrivato fino

Monaco

Genova

Rocca di Papa

Dario Lilli

al faro di Finisterre, tappa irrinunciabile che si affaccia sull’Oceano Atlantico: “Uno spettacolo magnifico”. Da lì è risalito sulla bici per fare il percorso inverso girando poi per Barcellona, facendo altri 1.500 chilometri. Dopo essersi imbarcato nel porto di Barcellona è giunto a Civitavecchia il 17 agosto da dove, risalendo sul sellino della sua bici, ha percorso i restanti 100 chilometri fino alla sua casa di Rocca di Papa. “L’accoglienza dei miei genitori è stata un vero trionfo. Addirittura hanno messo delle bandierine al cancello con uno striscione con la scritta “Arrivo”. Per la prima volta nella mia vita ho visto mio padre piangere”. Ora Dario sta progettando un altro viaggio, sempre con la sua amata bicicletta: “Il Nord Europa è una tappa che mi attrae molto”. Noi facciamo gli auguri a questo ragazzo, il cui sguardo fa sembrare normale anche la cosa più straordinaria. Il Segno continuerà a seguire lui e le sue avventure. Chi volesse saperne di più può contattare Dario tramite mail: dariolilli@libero.it.


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ROCCA DI PAPA

Presentati i ricorsi sulle bollette idriche

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C’è ancora tempo per aderire all’iniziativa

A Rocca di Papa dal 1992

Quando andiamo in stampa sono fino al 31 dicembre dipendente cocirca 50 i cittadini roccheggiani che munale non offrirà il suo servizio in hanno deciso di impugnare le bol- questo Comune”. lette recapitate recentemente dalla Un’altra interrogazione riguarda via società Acque Potabili di Torino per Maschio delle Faete, una delle strade il consumo dell’acqua. più importanti dei Ad aiutare i cittadini Campi d’Annibale, nel decifrare il difficile il cui tratto iniziale e complicato settore sarebbe impraticadelle bollette idriche ci bile a causa di un ha pensato il Consimuretto privo di cagliere Comunale Danali di scolo e che nilo Romei (Pdl) che quindi renderebbe alla sua prima espeil transito dei perienza politica sta svoldoni praticamente gendo appieno il suo impossibile a causa ruolo di controllore ridei continui allagaspetto alle scelte fatte menti in caso di dalla maggioranza di pioggia anche di centrosinistra. “Oltre a 20-30 centimetri. presentare interrogaInfine un’ultima inzioni e proposte su terrogazione ha molti temi che interesmesso in evidenza sano i cittadini, ho riteil pericolo di una nuto di fare qualcosa di Danilo Romei frana in via Roma a concreto rispetto alle causa di un muro di esorbitanti cartelle di pagamento che contenimento che avrebbe ceduto in stanno preoccupando molti roccheg- diverse parti. “Chiedo l’intervento giani” ci ha detto Romei. “Noi da parte degli uffici competenti -ha stiamo già presentando i ricorsi attra- scritto il Consigliere Romei- al fine verso uno studio legale e entro Na- di predisporre gli opportuni intertale i cittadini che ancora non hanno venti risolutivi visto che la strada è aderito all’iniziativa lo potranno frequentata abitualmente da passegfare”. giatori e corridori”. Molto frenetica anche la sua attività Ora attendiamo le risposte dell’ampolitica in Consiglio Comunale. ministrazione comunale di Rocca di Nella seduta del 28 novembre Papa che pubblicheremo sui prosscorso, infatti, sono state ben 5 le in- simi numeri del Segno. Nel conterrogazioni presentate, tra cui quella tempo invitiamo anche gli altri riguardante le dimissioni presentate Consiglieri Comunali a farci pervedal Comandante della Polizia Lo- nire i resoconti del lavoro svolto. cale, Dario Nanni che, “pur restando Paola Gatta

Il Maresciallo Ottavio Atripaldi, comandante della Stazione Carabinieri di Rocca di Papa, è stato promosso al grado di Luogotenente. Alla Caserma di Rocca di Papa, il sottufficiale è arrivato nel 1992 dopo aver prestato servizio nella stazione di Centocelle, Roma Alessandrina e infine Montecompatri. Il distintivo di grado di primo maresciallo luogotenente è costituito da tre barrette d'argento e da una stelletta d’oro bordate te di rosso. Una promo- Il Com. Ottavio Atripaldi zione che ha un significativo riconoscimento alla professionalità, alla capacità e al senso del dovere che il Comandante Atripaldi mostra quotidianamente nelle sue numerose attività alla guida del Comando Stazione Carabinieri di Rocca di Pappa, facendosi interprete dei valori di legalità e convivenza civile. «Tutta l’Amministrazione – dichiara il sindaco Pasquale Boccia - esprime le più sentite congratulazioni per la promozione a Luogotenente del Comandante Ottavio Atripaldi e ringrazia tutto il personale in forza alla Stazione Carabinieri di Rocca di Papa per l’ottimo lavoro svolto al fianco dei cittadini, per il rispetto della legalità e il ripristino della sicurezza». (Michela Emili)

Passa con noi il Veglione di Capodanno! Aperti anche il 26 dicembre a pranzo

Il Direttore e l’intera redazione del Segno si associano alle congratulazioni espresse dall’amministrazione comunale di Rocca di Papa per la promozione del Comandante Ottavio Atripaldi che da tanti anni conosciamo e apprezziamo per il suo impegno sul nostro territorio.

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Arriva la meritata promozione per il Com.te Atripaldi


ROCCA DI PAPA I programmi elettorali troppe volte restano solo sulla carta

Dopo 28 anni

L’altra sera, seguivo distrattamente il tg, quando una parola mi fece alzare gli occhi: Angelino Alfano aveva appena pronunciato una parola finora utilizzata dalla sinistra: bene comune. Nella mia mente si misero in moto alcune riflessioni che voglio condividere. Bene comune, nell’accezione popolare viene definito bene comune uno specifico bene che è condiviso da tutti i membri di una specifica comunità. Possiamo ricollegare alla nozione di bene comune la scuola, il territorio, l’ambiente... l’ultimo referendum si riferiva all’acqua come bene comune. L’utilizzo di certi termini da parte della politica purtroppo spesso svuota il significato reale di una parola. Le campagne elettorali si basano su parole chiave che marcano le menti degli elettori, e fanno vincere le elezioni, ma i programmi elettorali devono essere seguiti dai fatti. La delega data agli amministratori al momento del voto non è l’autorizzazione a gestire nel segreto del palazzo in nome della democrazia e del voto del popolo (altre parole svuotate del loro significato) la cosa pubblica. La delega data dall’elettore è l’attuazione del programma presentato. L’attuale amministrazione Boccia è stata eletta con un programma che si basava su 6 parole chiave: bene comune, trasparenza, stabilità, responsabilità, partecipazione, rinnovamento. “Le nostro proposte... vanno nella direzione del Bene Comune. Il Bene Comune

Abbiamo appreso una notizia molto spiacevole. Dopo 28 anni ha chiuso i battenti la scuola di pittura del Maestro Franco Carfagna, coadiuvato in tutto questo tempo da un altro artista roccheggiano, Giuliano Lucherini. La scuola di Carfagna, che ha insegnato il disegno e la pittura a intere generazioni di bambini, ragazzi e adulti, era ospitato in uno stanzino di proprietà della Parrocchia dell’Assunta. Ma ora il nuovo Parroco, Don Costantino, ha comunicato che in quei locali devono essere eseguiti dei lavori per svolgervi attività pastorali. Sembra che il Comune si stia attivando per trovare un’altra sistemazione ma speriamo che il laboratorio artistico del nostro Franco Carfagna resti nel centro storico di Rocca di Papa. In caso contrario sarebbe un’altra sconfitta per l’intero quartiere. (A.S.)

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Tra il dire e il fare (spesso) c’è di mezzo... la politica

non è un artificio retorico ma il frutto di un dialogo aperto... elabora quella visione unitaria della città facendo prevalere l’interesse generale sulle necessità contingenti, prediligendo le scelte urbanistiche che fanno di Rocca di Papa il luogo della convivialità e dell’accoglienza...”. Ecco che cosa diceva il programma elettorale 20112016 di Pasquale Boccia. Qual’è la realtà che si vede nel centro storico di Rocca di Papa? Il parco pubblico Landsberg è in stato d’abbandono, idem per il giardino del Belvedere. L’unico spazio verde curato è quello di Piazza della Repubblica, mentre il parcheggio pubblico perde pezzi, i lavori dell’albergo Europa (comprato nel 2002 per diventare nuova sede comunale) sono fermi da tempo, la funicolare è sempre abbandonata ma 2 anni fa il nostro Sindaco inaugurava l’inizio dei lavori in pompa magna. Mentre sono arrivati i sequestri di depuratore e isola ecologica, i lavori di via Roma e viale Ferri per consolidamento sono fermi, la passeggiata di via Roma sta diventando una discarica, il parcheggio di piazza Valeriano Gatta va a rilento, i marciapiedi di viale Ferri pieni di macchine obbligano i pedoni a camminare in mezzo alla strada. Mi fermo qui però la mia domanda è la seguente: questa è attenzione al Bene Comune o sono io che gli dò un significato diverso? Un cittadino consapevole

Musica e canto a favore della cultura dei Castelli E’ tornato ad esibirsi il “Coro Ottava Nota”

il Segno - Dicembre 2011

Sfratto per la scuola d’arte diretta da Carfagna

La sede dell’Ass.ne, nata nel ‘96, si trova a Rocca di Papa di Andrea Rasetti Da circa 15 anni opera a Rocca di Papa (e non solo) l’Associazione Musicale Castelli Romani, vero e proprio laboratorio di musica e canto fondato nel 1996 grazie all’iniziativa di alcuni professionisti della musica e di un gruppo di appassionati. “Due sono gli obiettivi che vogliamo raggiungere con la nostra associazione -ci dice il presidente Eugenio Ferrario-, il primo è la promozione della cultura attraverso la musica e il canto, il secondo è quello di valorizzare il vasto patrimonio artistico del Castelli Romani e di Rocca di Papa in particolare visto che la sede dell’associazione è qui”. Dell’associazione è parte integrante il Coro “Ottava nota” formato dagli stessi soci e che può contare su un organico di circa 25 elementi. Tra gli appuntamenti più impor-

tanti a cui partecipa l’Associazione Musicale Castelli Romani, diventati ormai tradizionali, segnaliamo la “Messa degli artisti” che si svolge ogni anno presso la chiesa di Santa Maria in Montesanto a Piazza del Popolo, e il “Festival delle Ville Tuscolane”. L’associazione è nota anche all’estero grazie alla partecipazione alla “Giornata Europea della Musica”. Direttore del coro è il maestro Fabio De Angelis, diplomato in musica corale e direzione di coro e che dal 1991 opera nel territorio dei Castelli Romani. La pianista romana Paola Selci, invece, ne è il Direttore Artistico. Diplomata in pianoforte

Il Coro “Ottava nota” e, a lato, il maestro Fabio De Angelis

presso il Conservatorio “Refice” di Frosinone, la Selci collabora con i più importanti compositori italiani, tra cui Ennio Morricone. Lo scorso 10 dicembre il coro “Ottava nota”, su proposta della neonata Pro Loco, è tornato a esibirsi a Rocca di Papa, presso la sala del Sacro Cuore ai Campi d’Annibale, riscuotendo come al solito un grande successo. Chi volesse saperne di più può scrivere alla seguente mail: eug.ferrario@alice.it


il Segno - Dicembre 2011

di Andrea Sebastianelli Alla fine hanno avuto ragione i giovani del Pd, che sulle localdine avevano scritto che non sarebbe stata “la solita pappardella”. In effetti l’incontro promosso il 29 novembre nell’aula consiliare del Comune di Rocca di Papa dal titolo “Zero passi” (spunto preso dal film “I cento passi”, storia di Peppino Impastato) ha avuto il merito di affrontare un tema scomodo su cui la politica locale, provinciale e regionale ha sempre preferito far finta di niente. “Zero passi” ha voluto significare che le infiltrazioni della criminalità organizzata non sono un affaire che riguarda la Sicilia, la Calabria o la Campania, quindi lontane “cento passi” da noi, ma sono fenomeni ormai ben presenti nel sistema regionale del Lazio, con Roma punto di riferimento stabile delle varie mafie e coi Castelli Romani diventati da diversi anni uno dei territori più ambiti per le speculazioni edilizie, l’usura e il riciclaggio di denaro sporco. A parlare di questi argomenti sono stati Franco La Torre, che si occupa di cooperazione internazionale, e Salvatore Cantone, un imprenditore campano che ha avuto il coraggio di resistere alle richieste della Camorra e di denunciare i suoi estorsori. Due uomini e due storie cariche di significato. Da un lato Franco La Torre, il cui padre Pio (politico e sindacalista della Cgil) venne assassinato nel 1982 dalla Mafia perchè insieme all’On. Rognoni diede vita alla legge sul reato specifico di associazione mafiosa. Dall’altro un uomo coraggioso che ha vissuto sulla propria pelle le minacce esercitate dai camorristi per ottenere da lui il pagamento del pizzo e che oggi è presidente dell’associazione antiracket “Domenico Noviello”. Gli interventi non sono stati banali o scontati. Per esempio La Torre ha subito messo sul tappeto le responsabilità della classe politica (anche del Pd) di non fare abbastanza per contrastare l’avanzare della criminalità organizzata. Tema toccato anche da Luca Santangeli, Consigliere Comunale del Pd roccheggiano, che ha parlato delle difficoltà incontrate per organizzare un evento che parlasse di mafie sul nostro territorio. Anche gli spunti di Luigi De Giovanni, segretario dei giovani del Pd, hanno permesso di com-

“Zero Passi”, l’iniziativa dei giovani del Pd rompe il silenzio ROCCA DI PAPA

prendere come il tema della legalità sia per loro molto sentito. Con quest’iniziativa possiamo dire finalmente che anche la politica locale ha rotto il silenzio sull’argomento delle infiltrazioni criminali. Più volte sul nostro mensile abbiamo raccontato di “storie sporche” accadute dalle nostre parti, e mai un politico ha avvertito il bisogno di commentarle o approfondirle malgrado le nostre richieste. Quando, per esempio, parlammo di Umberto Morzilli (ex Banda della Magliana, noto con il nome di Umbertino) assassinato nel quartiere Centocelle di Roma nel febbraio del 2008, chiedemmo alla politica locale di affrontare l’argomento in Consiglio Comunale visto che Morzilli proprio a Rocca di Papa aveva messo in piedi una delle più spericolate truffe edilizie finite poi nel mirino della magistratura. Morzilli, attraverso società di comodo, aveva prima acquistato dei terreni in via delle Barozze per 350 mila euro, per poi rivenderli a un’altra società fittizia per 5,5 milioni di euro. Su questa vicenda, trattata dal Segno in vari articoli, c’è stato solo silenzio da parte delle Istituzioni. Nessuno ha mai voluto spiegare come mai Umbertino a Rocca di Papa fosse di casa. Chi incontrava? Chi frequentava? Come riuscì a mettere in piedi speculazioni edilizie di quelle proporzioni? Domande

17 Franco La Torre e, in primo piano, l’imprenditore Salvatore Cantone

Luigi De Giovanni (a sin.) segretario dei giovani Pd, e il Consigliere Comunale Luca Santangeli

che non hanno mai ricevuto risposte dalla politica locale. E proprio le risposte a queste domande misureranno la reale portata dell’evento promosso dai giovani del Pd, perchè se su questo e su altri temi la politica continuerà a non dare risposte, anche le parole di Franco La Torre e di Salvatore Cantone non saranno servite a molto. La nota dolente dell’iniziativa dei giovani del Pd riguarda le preoccupanti assenze. Gran parte degli amministratori locali (Assessori e Delegati) non c’erano, alcuni sono arrivati molto in ritardo, tanto per fare presenza, così come erano assenti quasi tutti i Consiglieri Comunali di maggioranza e opposizione. Presente invece il Sindaco Boccia, che ha capito l’importanza del tema e, per questo, ha fatto un intervento non occasionale ma

concreto. In questi giorni, dopo l’iniziativa del Pd, è arrivata la proposta del “Movimento per Rocca di Papa” che ha lanciato l’idea di un osservatorio permanente che tenga sotto controllo il nostro territorio. Una proposta lodevole che merita la massima attenzione. Intanto, da parte del Comune di Rocca di Papa, sarebbe già un buon inizio aderire alla “stazione unica degli appalti” proposta dalla Provincia di Roma un anno fa con il fine di aiutare le amministrazioni locali nella predisposizione e nelle successive fasi di aggiudicazione delle gare d’appalto per evitare infiltrazioni criminali. Fino ad oggi vi hanno aderito pochissimi Comuni e Rocca di Papa non è tra questi. Sarebbe il segnale che qualcosa sta cambiando davvero.


ROCCA DI PAPA Successo per il 28mo anniversario dell’Avis Rocca di Papa 18

La Festa del Donatore dà voce alla solidarietà di Luigi Fazi Come tradizione l’Avis festeggia l’anniversario della sua fondazione insieme a tutti i donatori, è anche un modo per rivederli tutti insieme e ringraziarli per il continuo contributo perché senza di loro non ci sarebbe l’Avis, ma soprattutto senza di loro non si sarebbe arrivati al 28° anniversario. Ebbene sì, avete capito bene, l’Avis è presente a Rocca di Papa da ben 28 anni e quest’anno il Direttivo ha creduto bene di creare il “Week-end del Donatore”, iniziato venerdi 23 settembre con la donazione straordinaria chiedendo a tutti i donatori di aderire all’iniziativa “Porta un amico”, anche solo per vedere la bella aria che si respira nella sede e, volendo, diventare donatore la mattina stessa. Sabato 24 si è cominciato alle 15.30, appuntamento al “Museo Geofisico di Rocca di Papa”, fantastica struttura sita in via dell’Osservatorio, molti non ne conoscevano nemmeno l’esistenza o le funzioni svolte; l’accoglienza da parte dello staff è stata impeccabile, in primis Marco Gentilini che ha illustrato tutte le apparecchiature attualmente in funzione, quelle storiche non più utilizzabili e la terrazza che si affaccia su Rocca di Papa. Il gruppo si è spostato in due siti che caratterizzano la storia di Rocca di Papa: la Fortezza Medievale e la Via Sacra, la visita è stata tenuta dalla guida specializzata Doriana Cuculi, che ha spiegato e illustrato luoghi vissuti millenni fa, suscitando la grande attenzione dei presenti. Infine c’è stato il saluto con rinfresco nella sede dell’Avis. Domenica 25, giornata più lunga e ricca di appuntamenti: alle 9.30 tutti i donatori, sostenitori, amici e Consorelle dell’Associazione si sono ritrovati alla Chiesa del Sacro Cuore per partecipare alla S. Messa officiata da S. E. Mons. Raffaello Martinelli, a sua volta donatore attivo.

L’Avis Comunale di Rocca di Papa

Dopo la S. Messa si è svolta la cerimonia ufficiale presso il salone del S. Cuore, dove sono intervenuti il Presidente Sig. Paolo Fei, il Direttore Sanitario Dott. Mario Silvi e il Sindaco di Rocca di Papa Dott. Pa-

squale Boccia, inoltre sono stati premiati con benemerenza i donatori che hanno raggiunto dei traguardi per numero di donazioni effettuate, tra queste l’Avis si è fregiata di altre sei medaglie d’Oro che si aggiun-

La parola al fondatore. Come e perchè è nata l’Avis a Rocca di Papa

Era la primavera del 1983 quando fui nominato dall’Avis provinciale di Roma “Commissario Straordinario” per verificare se a Rocca di Papa ci fossero le condizioni necessarie, sia riguardo alle strutture, sia riguardo alla disponibilità e all’impegno delle persone, per aprire una sezione comunale dell’associazione. Io venivo già da esperienze di donazioni di sangue nel gruppo aziendale della “Pirelli” dove svolgevo la mia attività lavorativa, per cui assunsi con entusiasmo l’incarico. In questo primo periodo ebbi diversi contatti sia con le Istituzioni, sia con gli amici più stretti, però, molto spesso, erano risposte vaghe, incerte, niente di concreto èer cui potessi impegnarmi. L’occasione determinante per far decollare questo progetto, nacque dall’incontro del tutto casuale con un amico, Mario Gatta, che accolse con passione ed entusiasmo il mio invito. Entrambi provenienti da un percorso di vita spirituale e di fede viva, sensibili ai problemi del disagio di ogni genere, presa coscienza della mancanza di una struttura così importante per la nostra comunità rispetto al problema del sangue, ci coinvolgemmo, ci trovammo subito in sintonia e ci

Il “mitico” Enzo D’Alessandri con il dott. Silvi

il Segno - Dicembre 2011

gono alle undici già in possesso, le nuove medaglie d’oro sono state conferite a Evaristo DE LUCA (53 donazioni), Giuseppe DI BATTISTA (50), Elvio SANTIROSI (50), Alfredo BUZI (51), più altre due che stanno particolarmente a cuore per l’impegno costante nell’Associazione sono state conferite a Bruno ELEUTERI (53) -attuale Vice-Presidentee Mery PIERLUIGI (34). Riconoscimento anche a Erika CASCIOLI come donatrice più giovane con la targa “Miriam Castri - Donatrice di organi” donata da Fabrizio Castri e famiglia. Tutti i Donatori sono stati invitati a pranzo presso il Ristorante “Casal Molara”, allietato con tanta musica e tanto buon umore, il “Week end del Donatore” si è chiuso alle 18.30 con grande soddisfazione da parte del Presidente e di tutto il Direttivo che invita chiunque ancora non l’avesse fatto a venirci a trovare nella sede in Via Campi d’Annibale 135, perché “donare il sangue equivale a donare la vita. Noi lo facciamo, fallo anche tu”.

tuffammo in questa avventura per iniziare un meraviglioso progetto di volontariato per la vita. Era un’idea, una struttura che, prima che nel territorio, nasceva e si radicava dentro le nostre coscienze e dentro le nostre anime. La nostra determinazione e le nostre ragioni trascinarono altri amici, altri volontari che diedero fiducia alla nostra idea, al nostro impegno, ai valori di solidarietà, di umanità, di amore verso i più deboli, formando così il primo nucleo di Donatori di Sangue nella nostra cittadina. Questo è stato il periodo pionieristico della nascita dell’Avis a Rocca di Papa in mezzo a moltissime difficoltà di ogni titpo, allo scetticismo, alle critiche che, pur tuttavia, non hanno intaccato la volontà, l’impegno e il coraggio del gruppo fondatore. Enzo D’Alessandri


Le preoccupazioni del Sig. Gianni per i lavori in Vicolo delle Pentime il Segno - Dicembre 2011

ROCCA DI PAPA

di Andrea Rasetti Da diverse settimane sono stati avviati alcuni lavori di riqualificazione del centro storico tesi a rivalutare uno dei quartieri più belli dei Castelli Romani, il quartiere “Bavarese” di Rocca di Papa. Si tratta di lavori che necessitavano da molto tempo e finalmente sono stati avviati dall’Ass.re Mauro Fei. Anzi, speriamo che altre zone oltre a Vicolo delle Pentime vengano sottoposte a interventi di questo tipo. In vicolo delle Pentime abita anche la famiglia di Gianni Silvestrini, invalido al cento percento coGianni Silvestrini con la moglie stretto a vivere su una sedia a rotelle in uno spazio angusto. Uscire di casa, per lui, è davvero complicato ma per fortuna oggi può ancora contare sulle forze del figlio Massimiliano. Il sig. Gianni è molto preoccupato perchè i suddetti lavori fiancheggiano una sua piccola area che costeggia una striscia di terreno di proprietà del Comune su cui sembra che verrà creato uno stretto camminamento aperto a tutti. “Sono preoccupato -ci ha detto Gianni- perchè se danno vita a questo sentiero con libero accesso, qualche malintenzionato potrebbe entrare nella mia proprietà”. Le sue preoccupazioni sono dettate anche da un episodio accaduto recentemente, in cui alcuni ubriachi avevano bussato alla sua porta spaventandolo a morte. “Quando ho aperto la porta c’era con me mio figlio e quelli dopo aver sporcato dappertutto se ne sono andati. Ma se stavo da solo con mia moglie che cosa poteva accadere?”. “Mio padre -continua Massimiliano Silvestrini- chiede che venga fatto un muretto per dividere questo camminamento pubblico dal piccolo spazio incolto di sua proprietà, tanto per non restare in balìa di sconosciuti che non vedendo un confine chiaro tra le due aree potrebbero arrivare a ridosso della porta di casa”. Una richiesta legittima che non crediamo comporterà un grosso aggravio di costi.

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Scuola Media Pocek e la strada dissestata

Tutti i cittadini di Rocca di Papa che hanno frequentato la scuola media di Villa Pocek (collocata dopo il parcheggio interrato di piazza Claudio Villa) ricorderanno la salitona che aspettava tutti gli studenti appena usciti dalle aule. Se poi la memoria và all’inverno, al ghiaccio e alla neve, allora i ricordi si faranno più crudi, con le scivolate, le cadute e la paura di affrontare questa strada che, oggi, nasconde un altro pericolo, le condizioni dell’asfalto che (come si vede nella foto) rendono impervio il cammino di alunni, insegnanti e dei residenti della zona. L’estate è trascorsa senza che il Comune provvedesse a rimetterla in sesto.

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ROCCA DI PAPA

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Così il castagno può diventare ungrandemotoredilavoroesviluppo Aggiornamenti tecnici sulla castanicoltura in Italia e nei territori regionali

di Giorgio potenziare studi, scambi di inGrassi* formazioni e materiali, ma L’emergenza cini- prioritariamente interventi di pide galligeno del lotta al cinipide sul territorio. castagno mosse a Presso il MiPAAF inoltre ha inizio 2010 il Mi- sede il Comitato Fitosanitario nistero delle Poli- Centrale (cui afferiscono tiche Agricole, Alimentari e esperti dei ministeri MiPAAF, Forestali (MiPAAF) a istituire Ambiente, Sanità), organo un tavolo di coordinamento propositivo e decisionale che nazionale per affrontare il pro- raccorda i Servizi Fitosanitari blema. Con l’occasione, vista Regionali e decide quanto dil’ampia partecipazione ai la- venta subito applicativo sul vori di tutti gli operatori e dei territorio nazionale. migliori esperti italiani di ca- L’8 agosto 2011 il MiPAAF ha stagno, recepì una richiesta stanziato 1 milione di euro per formalizzatagli dall’Associa- finanziare alle Regioni 15 zione Nazionale Città del Ca- “centri di moltiplicazione di stagno e impostò la Torymus” (così fra tre anni ne formulazione del Piano Nazio- produrranno in proprio) e ponale del Settore Castanicolo, tenziare il centro di moltipliimportantissimo documento di cazione di Torino (Univ.TO, programmazione (per il frutto DIVAPRA), che nel 2012 fore per il legno) approvato in nirà alle Regioni adulti di ToConferenza Stato-Regioni e rymus in quantità sufficiente Province Autonome il 18 no- per circa 100 lanci. Il Tavolo vembre 2010. Da quella data di filiera del 22 settembre regolamenta scorso ha il settore deciso che il fino al 2013. Lazio avrà Costituisce aiuti per un per studiosi centro di e operatori moltiplicail più sintezione e per tico testo at12 lanci e t u a l e che ogni Recompleto gione intesulla castaressata a nicoltura da questo interfrutto e vento deve legno ita- Il temuto Cinipide del castagno produrre un liana. Il Lazio contribuì con progetto esecutivo. molti rappresentanti dell’Uni- Così nel Lazio, il detto centro versità e delle Cooperative di di moltiplicazione e i lanci di Viterbo; una sintetica descri- Torymus rafforzano il centro e zione della castanicoltura re- i lanci già fatti nel viterbese e gionale vi è riportata. L’intero i lanci del 2011 nelle altre prodocumento è consultabile in: vince. Ottimi specialisti diriwww.politicheagricole.it/Set- gono il programma. toriAgroalimentari/Castani- Il Piano Nazionale del Settore colo ed è scaricabile anche in: ha anche deciso di favorire il www.cittadelcastagno.it/Piano rilancio economico dei terridel settore Castanicolo 2010- tori castanicoli. 2013. Un territorio castanicolo trova E’ stato deciso di combattere il nuovi redditi organizzandosi cinipide attuando la lotta bio- per offrire alla gente di città logica, utilizzando l’antagoni- (che stressata cerca evasione) sta Torymus. serenità e tranquillità, verde e Il MiPAAF ha istituito il Ta- salute, relax, ristoro, posti in volo nazionale di filiera casta- cui fare passeggiate o percorsi gno da frutto (operativo dal 10 di ginnastica all’aperto, in cui marzo 2011) per coordinare e far giocare i bimbi e riposare

gli anziani. Il miglior turista (tra gli stranieri e gli Italiani se ne riscontrano sempre più spesso rispettosi dell’ambiente e della locale cultura), preferisce un luogo castanicolo di villeggiatura che offra buoni alloggi, mappe esatte e chiare, dati su fauna e flora (il castagno ha una funzione naturalistica di primo piano nel mantenere la biodiversità animale e vegetale), notizie sulla storia che caratterizza il sito (storia agronomica, sociale, economica, antropologica…), quali tradizioni (usi, costumi, pratiche di bosco, artigianato, gastronomia, ma anche canti, detti locali, toponomastica, ecc.), sino alle tipicità del carattere e della lingua delle eventuali etnie presenti. Si va ben oltre al semplice inserire la castagna nei menù autunnali abbinandola a un vino locale, o alla sagra (spesso neppure coerente con le tipicità locali). In Italia si sono moltiplicate le “aree attrezzate” (con spacci alimentari e artigianali), le “fattorie didattiche”, i “musei all’aperto”, le “attività culturali in castagneto” (mostre di fotografia, pittura, eventi musicali, corsi estivi e tanto altro), i percorsi in bosco (diversamente organizzati con attrezzi ginnici, punti sosta,

Un bosco di castagno di Rocca di Papa

cartellonistica; ciclabili, per infanzia, a piedi e a cavallo, con guide a castagni monumentali…). Il castagneto è una vera e propria “aula didattica”, per giovani e adulti, di botanica, micologia, idrologia, germoplasma endemico, gestione umana delle risorse con percorsi di osservazione, guide naturalistiche, collezioni, ecc. Il territorio otterrà reddito migliorando le locali produzioni già note (a base di frutti, di legno), inventando nuovi prodotti, certificandoli quali legati al territorio (esistono i marchi comunali De.Co. Denominazione Comunale di Origine e De.C.P. Denominazione Comunale di Provenienza), valorizzandoli e commercializzandoli opportunamente sui mercati. Così come otterrà reddito attrezzandosi per ospitare buoni turisti. Servono amministratori capaci e partecipazione della gente locale. Serve aggregazione, soprattutto tra giovani disoccupati che possano diventare imprenditori innovativi, da formare con specifici corsi pubblici. I fondi POR (Programma Operativo Regionale) e i PSR (Programma di Sviluppo Rurale) aiutano. *già CRA-FR Roma e Caserta


ROCCA DI PAPA L’intervento del delegato comunale al castagno durante il convegno della Pro Loco il Segno - Dicembre 2011

“Il castagno è la nostra vita e per questo va preservato” di Claudio Botti* Ringrazio il Comune di Rocca di Papa e la Pro Loco - che quest’anno si è assunta l’onere di organizzare la Sagra - per aver voluto organizzare questo Convegno, che offre a me (in quanto delegato del Sindaco) l’opportunità di far conoscere a tutti le linee programmatiche inerenti lo sviluppo dei nostri boschi e, in particolare, dei castagneti comunali. Saluto e ringrazio, inoltre, il rappresentante della Regione Lazio, un ente da cui dipende molto del nostro futuro in campo forestale. Come già è stato ricordato, il Comune di Rocca di Papa è proprietario di oltre 1.400 ettari di castagneti: una superficie – tanto per darvi un’idea – pari a quella di tutti i castagneti di proprietà comunale della provincia di Catanzaro: una delle Province che in questo settore si sono mosse meglio per sfruttare a fondo tutte le opportunità proposte dalla legislazione vigente, sia comunitaria sia nazionale. La mia idea di fondo, elaborata insieme agli amici dell’associazione “Alveare” - con i quali discuto di questi temi ogni settimana da oltre un anno - è molto semplice: i boschi di castagno sono la nostra grande ricchezza e su di essi dobbiamo

incentrare le prospettive di sviluppo, non soltanto economico, di Rocca di Papa. Sviluppo vuol dire lavoro. E il lavoro per i nostri ragazzi è la priorità assoluta del nostro futuro. Per farlo, dobbiamo valorizzare questa risorsa - e mettere i suoi proventi al servizio della nostra Comunità. Quindi dobbiamo organizzarci, sia come Comune sia come Cittadini, perché il nostro patrimonio sia gestito al meglio, con rigore e professionalità, senza trascurare nulla di tutto ciò che può essere fatto. Oggi, quando si tratta di risolvere una crisi o di intraprendere un’iniziativa importante, si mette a punto una “Road map” ed è esattamente quello che abbiamo cercato di fare. In un documento programmatico che ho consegnato al Sindaco e ora è a disposizione dei nostri Amministratori, sono indicati gli obiettivi raggiungibili e, tappa per tappa, le vie che possono essere seguite per perseguirli, col fine di recuperare pienamente le potenzialità produttive degli impianti e (ma perché non sperare con ambizione?) trasformare i nostri boschi in un modello all’avanguardia per la castanicoltura, sia essa da legno o da frutto. Abbiamo la fortuna di poter contare sull’aiuto disinteressato di studiosi di valore e di sem-

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plici appassionati ma – soprattutto – qui a Rocca di Papa possiamo contare su istituzioni come il Parco dei Castelli Romani e la XI Comunità Montana, che possiedono prerogative, capacità e personale di prim’ordine e con le quali intendiamo collaborare lealmente e proficuamente. Così come intendiamo collaborare con i Comuni vicini, Velletri prima di tutti, con i quali condividiamo boschi e obiettivi. Ma soprattutto vogliamo collaborare con la nostra gente, iniziando dalla sensibilizzazione nelle scuole fino al coinvolgimento attivo dei nostri amici del Centro Anziani. I boschi sono il nostro petrolio. E’ arrivata l’ora di passare da una fase di pura e semplice salvaguardia, che pure è servita a conservare almeno la potenzialità dei nostri castagneti, a una fase di gestione attiva, coniugando la più scrupolosa difesa ambientale con le migliori pratiche di sfruttamento forestale. Il primo passo, quello improrogabile, è la lotta al Cinipide, il parassita che sta distruggendo i nostri castagni. Se i lanci dell’antagonista naturale del Cinipide, il Torymus, inizieranno subito nella prossima primavera, ci vorranno almeno dieci anni perché la situazione si stabilizzi e risulti biologicamente compatibile. E qui dobbiamo

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appellarci alla Regione, perché è assolutamente necessario che almeno uno dei lanci previsti a maggio 2012 avvenga nella nostra zona dei Castelli Romani. Le nostre piante, i nostri alberi, per diventare produttivi devono esser curati. Un bosco produce reddito soltanto se è sano. Ma se un bosco è sano è anche bello. Ecco, non vorrei darvi l’impressione di essere un utopista. Chi mi conosce sa che sono una persona molto concreta. Ma l’attivismo senza ideali è un attivismo sterile, fine a sé stesso. Il nostro invece deve essere un lavoro quotidiano, lungo e duro quanto si vuole, ma sempre ispirato da un sogno. Il sogno di rendere i nostri boschi belli e produttivi allo stesso tempo, impegnando operatori nostrani, per consegnare ai nostri figli e nipoti un ambiente migliore di quello che abbiamo trovato noi. Un ambiente in cui possano vivere e lavorare con dignità e sicurezza. *Delegato alla castanicoltura del Comune di Rocca di Papa

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ROCCA DI PAPA In seguito all’articolo di Angelo Cavalli pubblicato sul Segno di novembre 22

il Segno - Dicembre 2011

Terremoto nel Club Auto Storiche dopo la strana smentita del Presidente di Andrea Rasetti Certo che a volte succedono proprio cose strane! Il 17 e 18 settembre scorsi, come tutti sanno, si è svolta nella nostra città l’edizione speciale per i 90 anni della rievocazione storica della cronoscalata Vermicino–Rocca di Papa, abbinata ai 50 anni della Jaguar E Type, l’auto di Diabolik. La manifestazione (assolutamente senza precedenti), organizzata dal Club Auto Storiche Rocca di Papa e dalla Scuderia Jaguar Storiche, unico club autorizzato a rappresentare la Jaguar in Italia, ha riscosso un enorme successo in Italia e ha visto la partecipazione di circa 120 auto provenienti da tutta Italia e la partecipazione di grandi campioni. Per la prima volta si sono viste anche ben 19 Ferrari. La cronaca dell’evento è comparsa sullo scorso numero del Segno a firma di Angelo Cavalli, direttore sportivo del Club Auto Storiche Rocca di Papa. L’articolo concludeva con una larvata critica all’amministrazione comunale roccheggiana per il mancato sostegno alla manifestazione. Nei giorni successivi, su il Mamilio.it, è comparsa una dichiarazione del Presidente del Club Auto Storiche Pio Fondi che sconfessava duramente quanto affermato da Cavalli, prendendone le distanze a nome di tutto lo staff del club, e chiedendo scusa al Sindaco Boccia. Naturalmente, seguivano all’istante le dimissioni irrevocabili di Cavalli e l’abbandono del club. Insomma che cosa è successo? Quali sono i retroscena? Siamo andati ad intervistare Angelo Cavalli. Come si è arrivati a questo punto? “E’ una lunga storia. Vista l’importanza dell’avvenimento che stavamo costruendo, che avrebbe riportato Rocca di Papa alla ribalta dell’automobilismo nazionale, come lo era stata fino al 1964, abbiamo cominciato a lavorarci sopra un anno prima. Fin dal primo

Sciamplicotti, il Comandante della Polizia Locale, la Presidente della Scuderia Jaguar e il Presidente del Club. Abbiamo esposto i problemi e abbiamo avuto rassicurazioni di ampia disponibilità delle Istituzioni. Ci era stato anche assicurato che avrebbero tappato le buche più grandi sulla strada di Monte Cavo, dove si sarebbe svolta in notturna una impegnativa prova di regolarità”. Già, la Cronoscalata di Monte Cavo… ce ne vuoi parlare? “Per la prima volta si è svolta qui una prova del genere, che Angelo Cavalli a bordo avrebbe potuto avere grandi di una Ferrari in occasione della cronoscalata sviluppi futuri. Sarebbe lungo Rocca di Papa-Vermicino spiegare che cos’è una gara di regolarità. Dico solo che è stato momento abbiamo cercato di coinvolgere un successo. Ne hanno parlato giornali e siti l’amministrazione comunale che, personal- Internet nazionali, solo a Rocca di Papa nesmente, consideravo amica, nell’esclusivo suno lo ha saputo. Non si è vista una macinteresse della città. A questo proposito mi china dei vigili urbani e tutto si è potuto preme subito sottolineare che non abbiamo svolgere senza problemi grazie all’assimai chiesto finanziamenti, ben coscienti che stenza della Protezione Civile e degli amici le casse comunali sono vuote, ma solo sup- del Club “Lampeggiante Blu” con auto di Polizia e Carabinieri. E grazie al coinvolgiporto logistico”. mento del Comandante della base militare Può essere più chiaro? “Tutta l’organizzazione e gli oneri econo- di Monte Cavo, che ci ha addirittura aperto mici sarebbero pesati sul club e sui nostri la strada militare permettendoci, a gara convolontari, in pratica fornivamo due giorni di clusa, di scendere dall’altro versante. Le eventi già pronti. Al Comune abbiamo chie- buche, poi, sono state tappate da alcuni sto naturalmente il supporto della Polizia amici del club che si sono autorganizzati! Locale, visto che si trattava di spostare sulle Voglio raccontare un episodio. Due giorni strade ben 120 auto, ed un minimo di vigi- prima dell’evento ricevo una telefonata dal lanza nell’area destinata ad esposizione, Comando dei vigili urbani. Volevano sapere visto che il valore delle auto superava i 10 che cosa avremmo fatto nei due giorni permilioni di euro. Poi, nel suo esclusivo inte- ché potevano esserci problemi di viabilità. resse, il Comune, tramite l’ufficio stampa Ho detto di rivolgersi al Comandante. In del Sindaco, avrebbe dovuto lanciare e cu- pratica nessuno li aveva informati, nessuno aveva predisposto nulla, nessuno gli aveva rare l’evento. Tutto qui!”. fornito il programma che invece era stato Avete esposto tutto questo al Sindaco? “Certamente! Sono state fatte numerose riu- discusso con il Comandante tre mesi nioni. La più importante, che definirei ope- prima!”. rativa, si è svolta a luglio con l’assessore In quelle stesse giornate si è svolta l’estemporanea di pittura e la mostra di murales. Era un problema? “Per noi assolutamente no. Anzi, purtroppo noi non potevamo spostare la data, perché campioni che provenivano da altre parti d’Italia erano impegnati nelle loro attività sportive, quindi avevamo chiesto di integrare i due eventi, magari portando i quadri al parco della “pompa”, dove erano esposte più di 100 auto e spostando noi qualche auto giù a piazza della Repubblica. Nulla è stato fatto”. Ma, in sostanza, di che cosa accusi il CoSEGUE A PAGINA 23


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“Il dietrofront di Pio Fondi non me l’aspettavo perchè i fatti da me raccontati sono la pura verità” mune? “Parole, parole, parole... solo promesse non mantenute. Perdita di tempo in riunioni inutili. Il Sindaco Boccia è venuto ad inaugurare in pompa magna il murales, donato dal club alla città in piazza Di Vittorio, ha inaugurato anche quello donato dalla Scuderia, dopo le proteste della Presidente, facendosi fotografare, e non si è sentito in dovere di fare cento metri in più per venire a visitare la mostra di auto e salutare centinaia di ospiti che provenivano da tutta Italia. Il Sindaco Boccia la mattina del 18, a bordo dell’auto di Pio Fondi ha partecipato alla rievocazione Vermicino–Rocca di Papa e, giunti a piazza della Repubblica, si è esibito in un vero e proprio comizio elettorale. Qualcuno doveva informarlo che era già stato rieletto. Non si è affatto preoccupato di chiamare accanto a sé i campioni presenti in piazza per presentarli ai cittadini, ringraziarli e, magari, donare loro un piccolo ricordo della città. Il Sindaco Boccia ha partecipato insieme all’assessore Sciamplicotti e al Sindaco di Frascati al pranzo finale, è andato via senza nemmeno affacciarsi nella sala dove pranzavano tutti i partecipanti per un doveroso saluto e ringraziamento. La premiazione è stata fatta dal Sindaco di Frascati. E’ clamoroso! E’ come se a Roma venisse a premiare il Sindaco di Milano. Mi duole dire che Pio Fondi, quando giustifica il Sindaco dicendo che era impegnato con l’estemporanea, mente sapendo di mentire. A quell’ora, erano le 15, non c’erano impegni ufficiali in piazza della Repubblica. Le foto dimostrano che Boccia, quando era lì, era buio!”. Allora perché Pio Fondi, presidente del Club Auto Storiche Rocca di Papa, ha sentito il bisogno di fare quel brutto comunicato, per giunta inviandolo non al Segno, che aveva pubblicato l’articolo contestato, ma ad una testata che non c’entrava nulla? “Non lo so, devi chiedere a lui. Pio è un’ot-

La smentita che ha portato Angelo Cavalli a dimettersi

Ecco la smentita del presidente del Club Auto Storiche Rocca di Papa, Pio Fondi, inviata il 24 novembre a ilmamilio.it: “Il sottoscritto e tutto lo staff del Club sono obbligati a dissociarsi per ragioni morali dal contenuto dell’articolo in questione perché i fatti non corrispondono a verità. Siamo imbarazzati, perché il sig. Cavalli pur essendo un Pio Fondi esperto di macchine storiche, purtroppo si lascia condizionare troppo dal colore politico. Vorremmo quindi scusarci con i sindaci di Frascati e di Rocca di Papa perché il nostro direttore sportivo, forse per distrazione, ha notato solo le premiazioni finali della manifestazione mentre a Rocca di Papa c’erano altri eventi importanti, contemporanei all’evento automobilistico, che richiedevano la presenza del primo cittadino. Manifestazioni come l’estemporanea di pittura e la mostra dei Murales, momenti ai quali il sindaco Pasquale Boccia è stato presente per tutta la mattinata, premiando il sottoscritto con una targa e ringraziando tutti i partecipanti. L’articolo in questione, che non è stato autorizzato dal club, inoltre, rischia di intaccare i rapporti che intercorrono tra noi e le Amministrazioni locali”. Pio Fondi

tima persona e un vero appassionato. Ci tengo a dire che i rapporti personali con lui non sono mutati. Sono sicuro che ha subito forti e gravi pressioni”. Ovvero? Che intendi dire? “No comment. Affermo, invece in via ge-

nerale, che il modo di gestire questa città è assolutamente dittatoriale, tanto che non sono consentite critiche a chi comanda e questo giornale ne sa qualcosa. Boccia è finanche arrivato a censurare l’evento di cui parliamo. Basta vedere il depliant fatto dal Comune, a spese dei cittadini, riguardante il 17-18 settembre: in ultima pagina si dice semplicemente che da piazza della Repubblica passeranno le auto della rievocazione storica della Vermicino-Rocca di Papa. Per rendersi conto della censura basta confrontare il fitto programma dell’evento con il depliant del Comune. Un atteggiamento del genere è francamente incomprensibile perché il danno è stato fatto a tutta la città. Nella fase critica che stiamo attraversando, il compito delle amministrazioni comunali deve essere proprio quello di valorizzare tutte le risorse del territorio per promuovere quello sviluppo che tutti auspichiamo”. Quindi le tue dimissioni sono irrevocabili? “Assolutamente sì e mi giunge voce che in tutto il club c’è aria di burrasca. Mi vengono in mente le parole del vostro direttore, Andrea Sebastianelli, quando definì Boccia un Re Mida al contrario. Re Mida trasformava in oro tutto ciò che toccava, Re Boccia distrugge tutto ciò che tocca, basta guardarsi intorno: solo macerie nella nostra città che potrebbe essere la perla dei Castelli Romani”. Che dire? La sensazione è che quanto accaduto poteva succedere soltanto a Rocca di Papa e in nessun altro paese. Resta fitto il mistero sulla necessità del Presidente del Club Auto Storiche Rocca di Papa di inviare una smentita che poi è sembrata solo una difesa del Sindaco Boccia senza chiarire i tanti punti messi in luce da Angelo Cavalli nell’articolo . Ovviamente restiamo a disposizione dello stesso Pio Fondi per ulteriori chiarimenti e “smentite”.

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MITULE

30 giorni di “buoni” pensieri

Franchezza, mezza bellezza

ROCCA DI PAPA

La sede del Centro Anziani ai Campi

di Gianfranco Botti

Elezioni al Centro Anziani con sorpresa. Quella di Dino Ticconi vicepresidente. Da candidato esordiente riuscito secondo. A conferma della esistente ricerca di qualche novità. Obiettivamente scarso il numero dei concorrenti. In percentuale poco più dell’un per cento. Poco, specie se si tiene presente che a richiamare dovrebbe contare il controvalore in gratuità di tre soggiorni e qualche gita per ogni eletto. La questione (quella delle candidature) meriterebbe analisi. Che, se svolta in buona fede, potrebbe dimostrare come il sistema di votazione vada rivisto. Pochi concorrenti, allora, poca scelta. Per una struttura democratica e popolare senza uguali in città. Le due caratteristiche, democraticità e popolarità, richiamano – non proprio automaticamente- un altro livello, il circolo L’Osservatorio che, in linea con la tradizionale sobrietà, ha presentato un libro su De Gasperi ai Castelli. Il buon Alcide da questo punto di vista meriterebbe proprio niente. Né lui né le figlie hanno mai scritto della casa e della residenza a Rocca di Papa. Ma, il grande De Gasperi merita onore e gloria come lo statista sommo dei centocinquant’anni d’Italia unita. Affermarlo non è fare demagogia, è fare storia. Non so come nella circostanza il personaggio sia stato trattato. Invitato, non sono andato. Mi spettava il compito di sventolare una bandierina, quale scolaretto all’arrivo di Napolitano. La bandierina bianca scudocrociata ce l’ho, il grembiulino no. Allora, assenza, ma giustificata. Tre punti val qui la pena sottolineare per la grandezza di De Gasperi ricordare. La sinfonia della ricostruzione post-bellica. L’elezioni del 18 Aprile 1948, decisive per la libertà. Il ri-

fiuto a papa Pio XII d’allearsi a Roma con le destre per mantenere la Democrazia Cristiana “partito di centro che guarda a sinistra”. Tre aspetti meritevoli d’essere ripresi. Se partisse un’iniziativa con Carlo Brandani, Carlo De Angelis, Aldo De Luca e Armando Fazi in tribuna d’onore. Da quando sulla piazza s’è cominciato a parlare di controlli su ogni finanziamento di enti pubblici, qua e là si va ribattendo: ma quali controlli, non servono, siamo tutti ottimi fornitori di volontariato. Ora, che a Rocca di Papa ci siano organizzazioni e persone dedite al volontariato – benefica attività che non porta a guadagni – è vero. Basti pensare alla Caritas e all’Avis, con i propri cooperatori e donatori. Tutti da elogiare, tutti da ringraziare. Altrettanto certo è, però, che chiunque voglia vedersi riconosciuto individualmente volontario emerito debba rapportarsi con Mario Gatta di Viale Silvio Spaventa. Non perché lo voglia lui, che manco ci pensa. Perché è nelle

il Segno - Dicembre 2011

cose. Mario Gatta è il numero uno del volontario autentico, il modello. Per altezza d’ispirazione, per durata di prestazione, per qualità di prodotto, per indifferenza ai battimani, per sdegno verso ogni personale tornaconto. Altrettanta franchezza va usata riguardo la cultura. Precisato che una cosa è la cultura, un’altra l’istruzione; accertato che diplomi e lauree non comportano automaticamente cultura; chiarito che l’istruzione si prende dove sta, alla cultura si perviene per un’esigenza dello spirito; da aggiungere resta che con troppa faciloneria qui si spacciano per allacciati alla cultura persone, fatti e cose che di cultura e di culturale hanno niente, proprio niente, manco un pelo. Necessita chiarezza. Per far la quale faccio nomi. Dopo aver premesso che l’elenco non esclude che altri rocchiciani abbiano posto nel ristretto quadrante della cultura vera, afferma, il mio elenco, che questi citati certamente ci stanno. Il prof. Ercole Brunetti, chirurgo; gli scrittori Giorgio De Angelis, Federico De Angelis, Mario Abbati; Tiziano Onesti, professore universitario; Carlo Mariano Guarinoni e Marco Carnevali, economisti; il pianista Piero Santangeli; il pittore Piero Pizzicannella, in arte Pizzi Cannella. Seguiranno polemiche. Ma, meglio le polemiche che la mistificazione. Meglio le polemiche che la saccenteria, presunzione di sapere. Che procurano provincialismo, cattivo esempio, disdoro. Alzano boria, pompano arroganza. Come capita, quando ai palloncini si dà aria, quando anche le pulci volano.

“Decidiamo insieme le cose da fare”

Ci scrive il vice-presidente del Centro Anziani

Caro direttore, approfitto della tua disponibilità per ringraziare tutti quelli che mi hanno dato la preferenza alle elezioni del Centro Anziani. Quelli che conosco e quelli che non conosco.

Il consenso ottenuto non mi mette superbia, mi mette preoccupazione perché non sarà facile migliorare un funzionamento che già va bene. Da parte mia metterò tutto l’impegno affinché

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ogni cosa si svolga nella trasparenza, nel rispetto delle regole e nel considerare uguali tutti i soci. Soci che invito caldamente a darmi suggerimenti e proposte, sarà mia cura portarle in così da valutarle tutti insieme. Saluti e buon Natale a tutti. Dino Ticconi

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ROCCA DI PAPA E’ arrivato il Natale e anche la redazione del Segno esprime un desiderio il Segno - Dicembre 2011

“Caro Babbo Natale... fai una magia e riportaci il nostro bel Monte Cavo”

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Monte Cavo oggi... ...e come lo vorremmo supermercato

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Cultura e Così si vendevano i boschi nel 1854 26

di Rita Gatta La volta scorsa è stato gettato uno sguardo nel passato, raccontando con l’aiuto del Signor Renato D’Ambrogio alcuni particolari dell’attività lavorativa nei boschi prima che il Comune acquistasse 900 ettari di terreno boschivo dal Conte Almènise, il quale a sua volta aveva comprato dal Principe Colonna. Si tratta di un vasto territorio che si estende sulla superficie di Monte Cavo. La curiosità ci ha spinti a guardare ancora più indietro e ci troviamo ora nel 1854, periodo in cui la comunità rocchegiana era composta da circa 2.672 abitanti (1), nel bel mezzo di un’asta relativa alla vendita del taglio di una macchia comunale: Priore Filippo Santovetti, Segretario comunale Vincenzo Carnevali. La documentazione consta di undici pagine a titolo “Atti relativi alla Vendita del Taglio della Macchia della Costarella”. Le regole per l’acquisizione di tale asta sono stampate su una “carta bollata” di 10 baiocchi, intestata al “Governo di Frascati”- Comune di Rocca di Papa (2). La prima parte, datata 26 aprile 1854, a firma oltre che del Priore e del Segretario, anche di due Anziani Vincenzo Conti e Vincenzo Sciamplicotti, riguarda il Capitolato e sono elencate le condizioni inderogabili da rispettare per la vendita di tre tagli nella Macchia interessata: - periodi in cui effettuare il taglio (agosto 1854-1855-1856); - modalità dei tagli: “radente alla ceppaia, come suol dirsi a scolo e non a bocca di lupo”, cioè radente e piana, non obliqua, affinché non marcisca e lasci crescere nuove piante; - rispetto dei confini “strada della Madonna del Tufo, eredi di Maria Gatta, strada di Nemi, Riguardata del Principe Colonna e parte spettante ai R.R.P.P. Passionisti, li Prati chiamati li Campi d’Annibale e la strada di Velletri”(3); - condizioni in cui vanno lasciate le Ceppaie ai lati della via di Monte Cave: devono restare intatte in quanto destinate a conservare l’ombra in estate, pena il pagamento del triplo del valore di ogni pianta arbitrariamente tagliata; - le zone e periodi in cui eseguire i tagli nei tre diversi anni: si raccomanda che entro marzo il taglio venga terminato e a giugno la macchia sia liberata da ogni frasca o fascina; - modalità di pagamento stabilite in tre rate entro novembre di ogni anno, dopo il taglio; - aggiuntivo al pagamento stabilito, chi si aggiudicherà l’asta dovrà donare una “regalia” in denaro equivalente a venti libbre di cera l’anno, per un totale di sessanta libbre, in occasione della festa del Santo Protettore; - si richiede preventiva cauzione: in caso di

... dintorni

imprevisti, un incendio per esempio, nessun risarcimento è previsto per l’aggiudicatario, al quale spettano anche tutte le spese relative alla procedura di aggiudicamento. La documentazione riporta poi le tre notificazioni che mettono a conoscenza degli interessati le tre date relative a: - l’apertura d’asta il 4 giugno 1854 alle ore 20; - la vigesima il 16 giugno 1854 alle ore 21 - e la sesta il 28 giugno alle ore 21. Occorre precisare che in quell’epoca il giorno partiva dal tramonto e non dalla mezzanotte, quindi presumibilmente le aste si svolgevano in orario pomeridiano, non serale come verrebbe da pensare… (4). Il prezzo base dell’asta è stabilito a 250 scudi (simbolo indicato nel documento con un ondeggiante contrassegno simile a una J o a un 7 con la parte inferiore rivolta poi verso sinistra) fissato dal Perito eletto Sig. Francesco Mechelli (il nostro Renato d’Ambrogio di due secoli fa). Nei primi due incontri l’asta viene aggiudicata, dopo il previsto spegnimento di tre candele, più una candela vergine, dal Sig. Luigi Fondi alla somma di 255 scudi. Il 28 giugno, dopo la proclamazione del Famiglio Comunale Giulio Cittadini “chi vuole aumentare la sesta sul Taglio della Macchia Comunale detta La Costarella e sta a 255 scudi” la candela è accesa dal Signor Vincenzo di Luca del fu Camillo che aumenta la sesta a 298 scudi, e si aggiudica l’asta alle condizioni prescritte. La curiosità che è sorta mentre si leggeva il documento scritto in un’elegante grafia ottocentesca, di stile cancelleresco, con tanto di abbreviazioni e svolazzamenti è stata: che fine ha fatto il primo aggiudicatario? Perché non si sarà presentato? Ovviamente non c’è una risposta. Le firme in calce al documento, oltre a quelle del Priore e del Segretario, sono di due testimoni Pietro Fondi e Francesco Mechelli. Ci sono inoltre le due “croci”, apposte al centro delle due parole cro+ci, di Vincenzo di Luca e Domenico Acciari, entrambi illetterati. Accanto alle firme di ogni documento si nota il bollo con il simbolo del Papato Papa in quegli anni era Pio IX - con la tiara papale e le chiavi di San Pietro: nella circonferenza esterna è indicato Segreteria di Rocca di Papa, dipendente dalla Presidenza di Roma e Comarca. Mentre leggo il documento, che consta di undici pagine, prepotentemente mi sento trascinata nel passato, in un paese povero che come unica ricchezza ha i suoi boschi e spontaneamente vengono a galla alcune considerazioni. La prima riguarda l’apprezzamento e l’attenzione per la natura, con precise regole da rispettare: il terreno va lasciato pulito, la vegetazione deve crescere e

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fare ombra, si taglia tenendo conto della ciclicità della crescita delle piante e avendo cura di lasciare alberi sani per la riproduzione del bosco. Tutto questo è oggi regolato dalle normative del Corpo Forestale e dell’Ente Parco. La seconda suscita delle riflessioni sulle diverse modalità dell’asta e l’evoluzione nel tempo delle procedure: dall’uso delle candele, ai cerini che si usavano all’epoca dei nostri nonni e alle attuali buste chiuse che gli offerenti consegnano per aggiudicarsi la gara, la quale si svolgeva in tre diverse riprese: l’apertura, la vigesima (che frena l’asta – dice il signor D’Ambrogio) e la sesta. Ancora, mi viene da pensare al pagamento: allora comprendeva anche offerte per l’acquisto di libbre di cera per la festa del Santo protettore: Rocca di Papa infatti apparteneva allo Stato pontificio e molte erano le condizioni religiose che influivano sulla vita e sulla gestione della cosa pubblica. Infine nomi e cognomi che creano legami di parentela con il passato: quanti si chiederanno… sarà stato un mio parente? E qui lasciamo che la nebbia del tempo ci avvolga e libero spazio offriamo alla nostra immaginazione, vedendo ciascuno con i propri occhi e con il proprio cuore, quel piccolo centro abbarbicato alla rupe, con i suoi abitanti di allora, ai quali ci lega un vincolo di sangue e d’affetto.

Note (1) C. M. Guarinoni - Don Giovanni Busco, “Le chiese parrocchiali di Rocca di Papa” – Appendice- (Ed. La Spiga). (2) Se consideriamo che una marca da bollo attuale è di 14,62 euro, basterebbe fare la giusta proporzione con i 10 bajocchi della marca di allora, tenendo presente che per uno scudo ci volevano 100 bajocchi. Tuttavia, la proporzione indica cifre che non possono essere paragonabili e non sono oggettive, così come il rapporto del cambio nel tempo non è facilmente documentabile. Dal libro di C. M. Guarinoni appena citato si apprende che nel 1788 (quindi 66 anni prima) il pane costava grosso modo circa 3 baiocchi al chilo, ma ciò non aiuta ad operare un cambio e a realizzare un paragone con l’attualità. (3) A. Tenerelli, “Rocca di Papa nostra” (Ed. La Spiga): i Padri Passionisti avevano il loro Convento sulla sommità di Monte Cavo dal 1758, quando San Paolo della Croce vi aprì un romitorio. Fu abbandonato nel 1889. (4) C. M. Guarinoni, op. citata.


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ROCCA DI PAPA

Un taglio boschivo di tanti anni fa...

Una giornata in compagnia dei boscaioli di Rocca

Come i nostri lettori avranno ormai capito, quello dei boschi e delle sue antiche tradizioni è un tema che ci interessa molto perchè Rocca di Papa ha una sola grande ricchezza, l’ambiente boscato, e ricordare come i nostri antenati “vivevano” i boschi è fondamentale per consegnarli intatti anche alle future generazioni. Come abbiamo fatto già in passato, riproponiamo una parte del capitolo “L’atterrata” tratto dal libro “Boscaioli e carbonai nei Castelli Romani” (ed. Edilazio, 2005) della scrittrice Maria Pia Santangeli, nostra collaboratrice e consulente per le tradizioni legate ai boschi.

di Maria Pia Santangeli Gli uomini della compagnia avevano fissato il giorno e il luogo dell’appuntamento. E quella mattina - il cielo scuro, a un’ora prima dell’alba erano lì sotto un fioco lampione: chi portava la pesante lucida accetta su una spalla, chi il segone, ‘u stronchinu, dai denti appuntiti e il manico ad arco; chi tutti e due, qualcuno l’ombrello. Tutti col tascapane gonfio e la copella, la botticella dell’acqua o il fiasco impagliato. Un’eccitazione sottile, segreta li aveva presi già da qualche giorno: la squadra era fatta, l’appezzamento da tagliare era là che li aspettava e il giorno del taglio era venuto con il cadere delle prime foglie. La stagione silvana finalmente cominciava. Erano però piuttosto silenziosi; poche le parole che si scambiavano. Al più poteva essere lasciata cadere una battutaccia al ritardatario: - Che sì remastu ‘ppiccicatu? Poi s’incamminavano con passo costante, allenato. Nel silenzio delle strade, con le case ancora serrate - in autunno non s’incontravano agricoltori che andavano in campagna a quell’ora - gli scarponi chiodati picchiavano sonori sul selciato, poi sulla terra battuta delle carrarecce e dei viottoli il suono dei passi si attutiva. Ognuno intuiva a grandi linee i pensieri, le preoccupazioni dell’altro - la squadra era quasi sempre composta da amici e da conoscenti e restava abbastanza unita negli anni: i debiti da pagare alla bottega, la casa da riparare, il padre malato, i soldi da accantonare per sposarsi. Arrivati nei vicoli più stretti, dove il primo chiarore del cielo stentava a penetrare, il capoccia - o chi apriva la marcia - avvisava a volte con voce energica, sfumata in allegria, gli altri che lo seguivano: - Radica... - Sassu...

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- Spinu... - Bucia... - Frasca... In modo che scampassero alla radice, al sasso, al rovo, alla buca, al ramo che lui aveva preso in pieno. E rivolto ai ragazzi che per la prima volta erano in una compagnia: - Forza nì, che semo quasi ‘rrivati... (Forza ragazzo che siamo quasi arrivati). Nella squadra, che poteva conL’attività di boscaiolo nel 1925 tare sette, otto, dieci uomini o più, c’erano (arch. Santovetti) sempre dei ragazzi a giornata. ‘U tirasegó - detto a Lariano segantino - e ‘u rabbi- del sottobosco, ‘a bassa fratta, che erano natore erano quasi sempre ragazzi dai stati tagliati qualche giorno prima da altri macchiaroli meno esperti e capaci dei veri quattordici ai diciotto anni. L’intima emozione degli adulti, unita al tagliatori delle compagnie. senso di soddisfazione per il lavoro che In lontananza si vedevano mucchi ordinati cominciava, era sbiadita in confronto a di legna: anche i legnaroli erano passati a quella dei giovani: sicuramente nei prece- tagliare il cosiddetto forte - querce, aceri denti anni silvani erano stati a scorzare pa- che si trovano sempre in un bosco di castagni - per farne legna da arletti per le dere o da carbone. Ormai non vigne e per c’erano che alberi di castagno le staccioa perdita d’occhio, pronti per nate; i chiloessere abbattuti e diventare in metri a piedi breve tempo pali della luce e prima deldel telegrafo, travi, travicelli, l’alba e le filagne, paletti per le vigne e mani livide per le staccionate, filagnoni e spaccate per i tetti, rocchi da botte e, dal gelo gli poi, pane, polenta, baccalà, erano abiaringhe, fagioli, olio, vino, tuali. Ma pantaloni, scarponi. erano in una I castagni non sono come i compagnìa, oggi molti boscaioli cristiani, che, morti, non tornon ave- lavorano conAncora i metodi dei nostri antenati nano. Nelle ceppaie la vita rivano ‘a rasóra per scorzare nel tascapane: la ronca mane e partorisce ricacci che in diciotto batteva ad ogni passo sul sedere, proprio anni diventeranno alberi e poi ancora pali, come ai veri macchiaroli. Il futuro si al- travi, travicelli, filagne, filagnoni, paletti, largava nelle loro menti, anticipando i rocchi. La vita cammina in modo sempassi: un buon futuro se avessero impa- plice e chiaro nei boschi di castagno rato bene il mestiere. Lontanissimo, di- ceduo. menticato il tempo dell’infanzia, quando Ai boscaioli passava questo per la testa immersi nello stesso inconfondibile odore senza che se ne accorgessero, mentre atdi legno, di terra umida e di muschio, gi- taccavano i tascapani a un ramo basso e ravano in bande pe’ ‘a macchia in cerca appoggiavano le copelle o i fiaschi impadi frutti selvatici autunnali, nespole, ratta- gliati per terra. Trovarsi tra quegli alberi, culi, crugnali, nazzarole, cerase marine, respirare l’aria fredda e il silenzio, schiacsorva (*); di muschio vellutato per il pre- ciare sotto gli scarponi le foglie giallastre sepe; di viole mammole per la tavola di degli alberi ancora coriacee, era come troPasqua; delle foglie di porina e delle varsi nella propria strada, di cui conosceghiande per il maiale di famiglia. Erano vano ogni selcio, ogni gradino e le facce uomini ora. Già sentivano nelle tasche i della gente giovane e vecchia che ci abitava e quando nasceva un bambino nuovo buoni soldi delle quindicine. Quando la compagnìa arrivava sul luogo era come un pollone da una ceppaia. del taglio, albeggiava. Era punt’ e giornu. Nella foschia mattutina i tronchi grigiastri * Frutti del nespolo selvatico, della rosa dei castagni s’innalzavano dritti e slan- canina, del corniolo, del biancospino azciati, a gruppetti, dalle larghe irregolari zeruolo, del corbezzolo e del sorbo. La ceppaie, coperte in parte di muschio. Il pianta detta porina (nel rigo successivo ) terreno era abbastanza libero dai cespugli forse è l’aro.


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L’angolo della storia

Ricordando la Guerra Fredda

di Vincenzo Rufini In ogni ricorrente crisi internazionale che periodicamente si prospetta, si viene assaliti dal panico che ciò possa sfociare in un pericoloso conflitto generalizzato, tanto da far temere lo scoppio di una terza guerra mondiale. Orbene ad una analisi più accurata e razionale si può notare che si fa uso di una espressione, la terza guerra mondiale, appunto, improprio e improvvido. L’ipotetico conflitto prospettato ha già avuto corso, infatti nel periodo di tempo che va dalla fine della seconda guerra mondiale (1945), alla caduta del muro di Berlino (1989), è stata combattuta una guerra non convenzionale tra i due blocchi contrapposti dell’ovest e dell’est. Si è detto di una guerra non convenzionale, in quanto questo termine prevede due schieramenti contrapposti che con armamenti di uso militare (carri armati, fucili, aerei e navi) si fronteggiano in uno spazio delimitato per la conquista di territori avente come fine il ridimensionamento dell’avversario, oppure il suo definitivo annientamento. La guerra combattuta nel quarantennio post bellico, tra lo schieramento occidentale, avente come riferimento gli Stati Uniti, e lo schieramento dell’Europa orientale, il quale aveva per faro l’Unione Sovietica, ha avuto alcune precise caratteristiche: è stata combattuta per interposta nazione; ha avuto per teatro di scontro un territorio estraneo al vecchio continente; ha avuto la sua linfa vitale e negativa nell’agire in prima persona di quello strumento essenziale, ma subdolo e spietato, che è rappresentato dai Servizi segreti. Inoltre ha avuto la sua base, in piena era nucleare, nell’equilibrio del terrore ed è assurta alle cro-

CULTURA

nache della storia con l’identificativo di Guerra Fredda. La rivalità tra i due modelli di vita, la diversità nell’intendere la gestione dell’umanità e il suo sviluppo nell’evoluzione, ha fatto sì che ogni minimo movimento verificatosi in Asia e in Africa avesse avuto l’imprimatur di una delle due potenze imperiali. Esempi illuminanti ne sono stati la guerra di Corea, combattuta nella penisola asiatica tra il 1950 e il 1953, e che ha sancito in modo irreversibile la spaccatura tra la Corea del nord, legata all’est, e la Corea del Sud, legata all’ovest. In questo conflitto regionale si arrivò a un passo dalla conflagrazione nucleare, in quanto il comandante delle truppe del sud, il generale Douglas Mc Arthur (il vincitore del Giappone nella seconda guerra mondiale), propose agli alti comandi statunitensi l’utilizzazione del dispositivo atomico per annientare la resistenza del nord. L’allora presidente degli Stati Uniti, Harry Truman si oppose e rimosse il generale dall’incarico. La seconda espressione della Guerra Fredda si ebbe in quella che ha segnato in ogni ambito più di una generazione: la guerra del Vietnam, combattuta tra il 1960 e il 1975 e che ha avuto per teatro di scontro l’antica penisola del Siam. Il conflitto vietnamita entrato in piena escalation negli anni della contestazione giovanile, dal 1968 in poi, ha mutato radicalmente la concezione della guerra, essendo tra l’altro il primo conflitto ad entrare per mezzo della televisione nelle case dell’intera umanità.

Ha contribuito ad estendere il rifiuto per la guerra e quindi di ogni sua causa scatenante nelle coscienze umane come mai prima era accaduto. Altri episodi di guerricciole scatenate nelle lande più desolate e lontane del pianeta hanno fatto da corollario alla Guerra Fredda, insieme ai colpi di stato attuati nei Paesi a sovranità limitata e gestiti dai servizi segreti, vera arma efficiente e determinante nello svolgersi della strana guerra. In considerazione di ciò si può constatare che l’esito finale della Guerra Fredda è stato la sconfitta e la dissoluzione del blocco orientale e dell’Urss, con il conseguente ridisegnamento della carta geografica dell’est europeo; ma ha anche aperto il vaso di Pandora delle tensioni giacenti che gli equilibri disegnati a Yalta nel 1945 avevano tenuti sopiti, e che ora riaffiorano con tutto il loro carico esplosivo in una condizione internazionale ridivenuta fluida. L’equilibrio del terrore, che aveva controllato la guerra fredda, ora con una più accentuata e praticata proliferazione nucleare sembra venir meno schiudendo scenari non certo rassicuranti, ma soprattutto si avverte la mancanza di quella maestrìa geopolitica che gli statisti di quel tempo avevano marcata nella loro azione politica.

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Invito alla lettura

Mario Monti, il profeta

di Loredana Massaro L’attuale Presidente del Consiglio, Mario Monti, economista, accademico, politico italiano e senatore a vita, ha scritto molti libri. Quello che scegliamo è l’ultimo da lui pubblicato nel 1998: “Intervista sull’Italia in Europa”. In Italia, il problema dell’Europa e dell’Euro, ha avuto un solo significato: soddisfare i vincoli economici e di finanza pubblica stabiliti dal trattato di Maastricht. Quindi per ridurre il debito e risanare i conti pubblici, non ci si è mai posti realmente il problema relativo ai benefici e ai vantaggi. Questo problema è infatti molto meno scontato di quanto non ci si aspetterebbe. La teoria economica delle unioni monetarie, se applicata all'Europa, non fornisce risposte rassicuranti in proposito. Date le caratteristiche strutturali delle economie europee, i costi e i rischi economici e politici di una unificazione monetaria possono essere decisamente superiori ai vantaggi: la perdita della sovranità monetaria rischia infatti di mettere in gravi difficoltà i singoli Paesi, soprattutto se qualcuno di questi dovesse far fronte a squilibri gravi. Il singolo Paese allora, privo di un’autonoma politica monetaria e del cambio, potrebbe far conto solo su due fattori: sulla politica di bilancio nazionale, su una forte flessibilità dei prezzi e dei salari verso il basso, che sola potrebbe consentire il recupero della competitività perduta. Al di là vi sarebbe solo l’accettazione del declino e la mobilità della manodopera, anche verso l’estero. Profetico dunque Mario Monti nelle prospettive strutturali, ma fin troppo realista sulle condizioni attuali del mercato del lavoro, della finanza e del welfare italiano. D’altronde la ricetta è anche troppo lucida e dura: costringere i vari Paesi alla liberalizzazione, alla flessibilità delle strutture appesantite o impedite da una regolazione pubblica ingiustificata, dall’eccesso di tassazione e di spesa pubblica, o dalle troppe protezioni per gli occupati. Allora si sperava che questo tipo di cura non dovesse essere somministrata in forma troppo pesante e concentrata nel tempo, con la conseguenza di suscitare reazioni gravi nell’opinione pubblica con effetti imprevedibili sul piano politico e su tutta la costruzione europea, adesso abbiamo sotto gli occhi il quadro complessivo.


STORIE

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IL RACCONTO DEL MESE

Una fotografia d’epoca

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i erano radunati sotto il faggio centenario e alla sua ombra immensa avevano mangiato panini con la porchetta e bevuto un intero fiasco di vino castellano. Il di Noga vino era genuino, fresco, cristallino e di un colore giallognolo ambrato. Forse, vista l’età dei convenuti, quel vino aveva fatto loro un brutto scherzo: si sentivano allegri, spensierati e accaldati. Cominciarono a sbottonarsi il gilet e a togliersi le giubbe; i cappelli erano stati già lanciati lontano. Uno alla volta avevano iniziato a ridere di cuore come ormai non lo facevano da anni: sempre infilati in quei laboratori scientifici, dietro quelle scrivanie annerite dal fumo dei sigari e con quelle dita sporche di inchiostro! Non sembrava vero che lassù, dove si trovavano in quel momento, si potesse così rapidamente dimenticare formule matematiche, scritti letterari, relazioni sulla struttura geofisica dei terremoti e tutto quanto fino a poche ore prima li aveva tenuti attanagliati alla scienza e agli strumenti del Reale Osservatorio Geodinamico. In fila indiana avevano risalito la costa ripida del Monte percorrendo la Via Sacra preceduti da un signore molto distinto il quale, mentre camminavano con non poca fatica, illustrava loro quei luoghi che un poco alla volta si rivelavano quello che erano stati: la voce di quella distinta guida giungeva alle loro orecchie calma, suadente; mai con tono alterato. E così, a poco a poco, credettero di procedere verso la sommità del Monte in compagnia degli antichi frequentatori di quei luoghi e di partecipare con essi ad una sacra ovazione o addirittura ad un piccolo trionfo come fu per Q. Marcello e G. Cesare. uando infine giunsero sulla sommità scoprirono un immenso panorama, un antico convento e i rimasugli ciclopici di un tempio antichissimo ormai distrutto dal tempo e dagli uomini e si sentirono affratellati da una medesima storia, da una medesima voglia di grandezza e mentre

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quel signore che li aveva guidati fin lassù, con un ampio gesto, faceva notare loro per tutto il giro dell’orizzonte le terre, i laghi, i mari, i monti e le lontane isole fin oltre il Circeo, si sentirono piccoli e inadeguati. Fu allora che la guida, rompendo l’incantesimo, esclamò: “A questo punto non ci resta che fare una bella mangiata e una bella bevuta! Del resto, i nostri progenitori, dopo il sacrificio agli dèi, che proprio qui veniva consumato, si dedicavano al mangiare, ai giochi, alle bevute e sicuramente anche all’amore. Noi ci limiteremo a mangiare i panini con la porchetta e a bere il fresco vino dei Castelli”. Non crediate che tutto quanto precede sia in toto una fandonia uscita dalla fantasia di chi scrive. Basta a proposito leggere, in un volumetto estratto dalla “Rivista del Touring Club Italiano” del Giugno 1913, una didascalìa posta sotto una fotografia ove si legge: Un gruppo di artisti e di scienziati alla ricerca degli avanzi del Tempio di Giove Laziale sulla vetta di Monte Cavo. Post Scriptum: Ebbene sì! Avete ragione: la fantasia anche questa volta ha lanciato i suoi dadi... cuserete il povero Noga, ma credetemi, in quella fotografia fra quei signori impettiti pieni di baffoni e cappelli a cilindro e bombette rigide e redingotes pare che ci fosse anche il Signor Pirandello con sottobraccio una quantità di fogli. Che fosse stato il manoscritto de L’Esclusa? Soltanto per questo quel luogo doveva essere curato, amato e preservato anche per noi: gente dell’inizio del secondo millennio. Novembre 2011

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La poesia del mese

Ecco Natale

di Anna Giovanetti

Sembra così vicina ancor l’estate, i lunghi giorni caldi trascorsi ai monti o al mare ed ecco già dicembre, ultimo mese ecco già nell’aria profumo di Natale. Bisogna fare presto e decorar l’abete

fare spazio in un angolo di casa tirare fuori tutte le statuine per allestire il classico presepe.

Poi comincia l’ansia per cosa regalare, agli amici, ai parenti… al direttore e girare negozi a far tutte le spese per la classica cena del cenone. E’ bello poi trovarsi tutti insieme

L’Europa e gli animali

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L’Unione Europea assegna grande importanza al benessere degli animali, ma non ha una base legislativa adeguata sulla quale rifarsi. Per risolvere tale incongruenza, un appuntamento da non perdere è la scadenza di fine anno, individuata dalla Commissione Europea per l’emanazione della strategia sul benessere animale 2013-2018. Per questo l’europarlamentare Sonia Alfano (IdV) sta in queste ore proponendo alla firma di tutti i suoi colleghi parlamentari un documento che domani verrà consegnato al Presidente della Commissione europea Jose’ Manuel Barroso e al Commissario europeo della Salute John Dalli. “L’Unione Europea non può più restare a guardare gli Stati membri che attuano politiche di gestione del fenomeno del randagismo violente e incivili – ha dichiarato a GeaPress, l’On.le Sonia Alfano – Quello che succede nel caso delle perreras spagnole o in Romania, solo per citare due casi eclatanti, è contrario al Trattato di Lisbona che riconosce gli animali come esseri senzienti, assegnando loro dunque una serie di diritti minimi che non possono essere derogati o apertamente violati”. Nella lettera che in queste ore gli europarlamentari stanno firmando si fa specifico riferimento all’art. 13 del Trattato, quello che ha definito gli animali essere senzienti. Quando nel 2007, proprio a Lisbona, venne approvato il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, oltre che a ridefinirsi la ripartizione delle competenze tra Stati membri ed Unione, venne rafforzata la tutela dei diritti fondamentali. Un importante passo avanti che considera, all’art. 13, anche gli animali ma che rischia di essere smentito, secondo l’On.le Alfano, dai singoli Stati membri. Le loro politiche, si legge nella lettera, sono spesso caratterizzate dalla soppressione, nel sangue, dei diritti degli animali. Diritti che per la nostra società dovrebbero essere fondamentali. www.geapress.org

tra frittelle, spaghetti e capitone e mentre si brinda allegramente col buon vino arrivano pangialli, biscotti e panettone. Poi si sparecchia e i bimbi emozionati leggono uno ad uno la loro cantilena, si prepara il tavolo da gioco, si scartano i regali e si sbadiglia un po’ dopo la lauta cena.

Mezzanotte a grandi passi è ormai arrivata dormono i bimbi già di un sonno profondo io pongo piano Gesù bambino nel presepe e Gli chiedo, tra le altre cose, la pace per il mondo.


STORIE Ad Assisi la prima gara di calcio della squadra palestinese

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Con l’inno della Palestina il calcio chiede dialogo e pace

di Odeh Amarneh Nella mia vita non mi ero mai interessato al calcio e per la prima volta il 23 novembre mi sono entusiasmato nel vedere una partita. Mai avrei creduto di organizzare un pullman, di fare oltre 200 km per andare allo stadio, di divertirmi entusiasticamente e di fare il tifo per una squadra di calcio. La squadra era la nazionale palestinese, giocava per la prima volta in Europa e per me e per gli altri palestinesi rappresentava la nostra nazione, la Palestina. Non siamo stati riconosciuti come nazione dall’ONU lo scorso settembre ma, a novem-

bre, siamo stati accettati all’interno dell’Unesco anche se con molte polemiche, e la FIFA ci ha riconosciuti come nazionale di calcio permettendoci di disputare la prima gara ufficiale con la Lega pro italiana. Il match amichevole ha dimostrato come lo sport possa essere strumento di pace e di dialogo fra i popoli. Assisi è la città della pace e rappresenta la concreta possibilità del dialogo fra i popoli ed è stata scelta proprio per questo motivo come sede per l’incontro, partendo da questa città spero che si formino ponti fra i popoli e non muri. I molti Palestinesi, provenienti da mezza Italia (Roma, Napoli, Firenze e Perugia) hanno parte-

u m e r o sicali t v s e p i ett R

VAN DER GRAAF GENERATOR/2 LA SPIRALE album e anche i testi, nell’alDELL’ENERGIA soprattutto bum capolavoro di Still Life, saranno anE DELL’ANGO- cora più drammatici, disincantanti e SCIA COSMICA meno più reali e diretti semS’INTERSECA pre di più a scrutare l’inconscio delCON IL ROCK l’animo umano, i suoi Seconda parte Se la band si scioglie non termina però la linfa compositrice di Hammill che già aveva avviato e che proseguirà fino ad oggi un discorso solistico parallelo ai VDGG ma che alla fine si avvale sempre degli stessi musicisti del gruppo, e dove in questi lavori il cantante avrà modo di ampliare e ricercare nuove sonorità più sperimentali e fuori dalle logiche dello standard del tipico sound vandergraaf. Quando si riuniranno nel 1974 riusciranno ancora a produrre nuovi dischi dove il sound diviene più compatto e incisivo, forse meno ricercato rispetto a qualche barocchismo dei primi

eterni dubbi e innumerevoli paure. Godbluff, dark e sinuoso, Still Life quasi un gioiello psicomistico, World Record, graffiante e acido, The Quiet Zone (dove il sax di Jaxon viene sostituito dal violino di Graham Smith), oscuratamente acustico e cupamente ritmico, quasi (siamo nel 1977) da band punk evoluta e raffinata, saranno i capolavori, insieme al violento ed energico live Vital, di questa seconda epopea vandergraffiana che chiuderà i battenti nel 1978 per riaprirli soltanto moltissimi anni dopo nel maggio 2005 in una formidabile reunion nella splendida cornice della Queen

cipato per la gioia di condividere questo momento ma hanno anche sentito il dovere di raggiungere i propri connazionali che rappresentavano su un campo da gioco tutta la Palestina e il popolo palestinese. I giocatori sono venuti in Italia con il desiderio di dimostrare che noi palestinesi vogliamo vivere con dignità e in pace. I ragazzi vogliono vivere come ogni altro coetaneo con la mente libera da massacri e guerre. Al risonare dell’inno palestinese tutto lo stadio si è commosso, i giocatori di entrambe le squadre si sono abbracciati ed hanno ascoltato la canzone ed i cori provenienti dagli spalti, tutti inneggianti alla pace e ad una Palestina libera.

di Massimo Onesti

Elizabeth Hall di Londra dove delizieranno in un grande concerto i moltissimi fan accorsi da tutte le parti del mondo e soprattutto numerosissimi dall’Italia, da sempre innamorata di questo gruppo. In seguito a questa performance ritroveranno anche la spinta per produrre nuovi album (Present) legati naturalmente al sound del passato anche se dopo l’abbandono di David Jaxon che lascerà la band a trio, assisteremo a delle dinamiche musicali più moderne, asciutte ed elettriche e

il Segno - Dicembre 2011

Ci auguriamo che questa atmosfera gioiosa e di fraternità esca da questo stadio e si diffonda per tutta l’Italia, e che torni la grande solidarietà che negli anni passati l’Italia ha dimostrato nei confronti della Palestina. Grazie a tutti gli amici di Rocca di Papa (tra cui il Segno) e dei Castelli Romani che hanno partecipato alla giornata, dimostrando per l’ennesima volta la loro vicinanza al popolo palestinese. Per la cronaca la partita è stata vinta dalla nazionale italiana per 1 a 0, tanto la Palestina aveva già vinto perché era stata riconosciuta! anche i testi diverranno meno mistici per affrontare temi più reali e scientifici. In questa nuova formazione daranno alla luce due album come Trisector e Grounding by the Numbers, uscite che accompagneranno sempre con tour mondiali anche toccando paesi come il Giappone (dove godono di una nutrita schiera di fan) e soprattutto l’Italia con cui Hammill ha da sempre un rapporto particolare tale anche da parlare benissimo l’italiano e da venirci spesso in vacanza. In un incontro che ebbi con Hammill sottolineai come, a mio parere, quello che più trasmetteva il gruppo dei Van der Graaf Generator,anche in linea con il nome, era sopratttutto una grande energia pur se in una forma lontana anni luce dall’usuale classica energia del rock. “Questo per me è un grosso complimento” fece Peter sorridendo. Ma questo è un minimo riconoscimento per un artista a 360 gradi: musicista, cantante e poeta che da oltre 40 anni, sia con i VDGG che da solista, ci sta regalando capolavori assoluti, contribuendo così a far avvicinare sempre di più il rock alle vette dell’Olimpo della musica immortale e più alta! 2/Fine


RIFLETTORI

il Segno - Dicembre 2011

Tv, giornali, internet ...a ognuno la sua piazza

di Daniela Di Rosa

Devo confessare una grave lacuna, non navigo in internet, ho comprato anni fa il computer ma lo uso al posto della vecchia olivetti. So che è una grave colpa ignorare i nuovi media e ogni volta mi riprometto di farlo, ma proprio non mi attira, eppure quasi tutte le mie coetanee navigano da anni. È come per il cellullare, l’ho rifiutato per lungo tempo, poi ho ceduto e me ne pento, ormai è indispensabile! Ciò che mi stupisce è che non sono meno informata di altri.Le notizie le trovo ovunque. Sono bombardata da informazioni, dai giornali, dalla tv, dalla radio. Al contrario le

mie conoscenti, che passano ore a navigare, sono per lo più all’oscuro di tutto, si informano o chiacchierano? La seconda ipotesi è quella giusta! Leggo spesso quali sono i video più cliccati su internet… ai primi posti c’è sempre l’ultima canzone, l’ultimo amore, come truccarsi, come vestirsi, come dimagrire. Facebook è quasi sempre futile, ognuno sfoga lì la propria voglia di apparire e allora foto su foto, single che cercano single, amici che cercano vecchi e nuovi amici, vacanze, partenze e ritorni, matrimoni e divorzi, nascite e decessi e su tutto il solito vecchio sesso, i

Quant’è bello giocare on-line!

Non è una notizia nuovissima ma se ne è venuti a conoscenza solo ora ed è estremamente interessante. Il ricco mercato del gioco on-line in internet, è stimato in circa 70 miliardi di euro solo per il 2011 e la Mondadori, tramite la Società Glaming, ha ottenuto a giugno 2011 l’autorizzazione ad entrare per operare su tale mercato. Per operare nel gioco on-line serve una concessione. A dare tali concessioni sono i Monopoli dello Stato. All’interno dei Monopoli dello Stato questo compito spetta al Comitato Generale per i Giochi che opera in collaborazione con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, che ha il compito di nominarne i componenti. Il Ministro all’epoca dei fatti era ancora Tremonti. In pratica, le concessioni sono rilasciate da un comitato politico, nominato da politici, per cui in sintesi, il governo Berlusconi, attraverso il Comitato Generale per i Giochi dei Monopoli di Stato, ha concesso l’autorizzazione ad operare alla Glaming che di fatto è riconducibile al 70% a… Berlusconi. L’altro 30% è controllato dalla Fun Gaming. Quest’ultima, a sua volta, è per il 49% inserita in una fiducia- di ria, mentre il restante 51% ap- Ermanno partiene al Gruppo di Marco Gatta Bassetti (marito di Stefania Craxi sottosegretario agli Esteri). Queste notizie difficilmente le ascolterete nei TG Nazionali… La Pulce

il T o c c o

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L’angolo della psicologia

Risponde la Dott.ssa Bruna Benelli

più cliccati sono proprio i siti porno. Non capisco poi questa ricerca dei vecchi compagni di classe, se ci siamo persi di vista un motivo ci sarà stato, magari ci eravamo antipatici... invece mi porto dietro dalle elementari le compagne e gli amici con cui legavo. Il tutto senza facebook ma semplicemente telefonandoci e vedendoci regolarmente! Poi c’è la cronaca nera, anche quella cliccatissima, come per la tv, vanno per la maggiore omicidi, incidenti e catastrofi naturali. Il dramma è che il popolo televisivo di Beautyfull, C’è posta per te, Uomini e donne, La vita in diretta si è progressivamente spostato su internet e l’ha rovinato! E’ ovvio che internet non è solo questo come la tv non è solo (per fortuna) Fiorello! Ma siamo sempre gli stessi a dividere lo spazio e a proporre stereotipi, chi non s’informa in tv non lo farà sul web, chi quotidianamente s’informa non ha bisogno di web… io alla piazza virtuale continuo a preferire quella reale... probabilmente ancora per poco.

Educare alla non violenza

Il 25 novembre come ogni anno dal 17 dicembre 1999 è la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in memoria delle sorelle Mirabal, violentate e uccise nel 1960 per essersi opposte al dittatore della Repubblica Dominicana, Rafael Leonidas Trujillo. Ogni anno milioni di donne e bambine nel mondo vengono violentate e uccise, sottoposte a violenze fisiche e psicologiche; passano i secoli ma questo triste fenomeno di rilevanza mondiale non accenna a diminuire e resta trasversalmente presente. La violenza si abbatte sul genere femminile di qualsiasi parte del mondo e di qualunque classe sociale di appartenenza. E’ una violenza cieca, irrefrenabile. Occore educare alla “non violenza” i maschi, già da bambini, e questo è compito dei genitori, specie delle madri, e delle agenzie educative come la scuola di ogni ordine e grado (che è a netta prevalenza femminile). Deve cambiare l’ottica con la quale si guarda alle donne, non più come “oggetto di piacere e di consumo sessuale”, ma come esseri umani degni di rispetto non solo per il loro potere generativo, ma per la loro forza psicologica nel sopportare le centinaia di avversità che normalmente in media, un’appartenente al genere femminile si trova ad affrontare e a superare nel corso della sua vita. Auspico perciò un risveglio della coscienza femminile e una partecipazione maggiore alle iniziative a favore delle donne. Per scrivere alla Dott.ssa Benelli: dottoressabenellibruna@ virgilio.it


Le curve spericolate della cronoscalata il Segno - Dicembre 2011

Dopo avervi mostrato i nuovi murales del Centro Storico, vi vogliamo parlare di quello realizzato sulla piazza dei Campi d’Annibale da Franco Carfagna e Vittorio Maccari (in arte Toscanu). L’opera, di oltre 13 metri quadrati, è stata voluta dai fratelli Fondi conosciuti come “i Pulentò”, gestori dell’omonimo ristorante, e dal Sindaco di Rocca di Papa, ed è stata ispirata alla rievocazione storica della cronoscalata automobilistica VermicinoRocca di Papa (svoltasi dal 1921 fino al ’65). Tra una pennellata e l’altra il maestro Carfa-

Ultima pagina

il Segno dei tempi

nei disegni del Maestro Franco Carfagna

gna, che da ragazzo ha assistito a questo evento sportivo, ha cominciato a raccontare a Vittorio della cronoscalata. “Salendo dagli Squarciarelli –ha raccontato Carfagna- dopo due chilometri iniziavano le prime difficoltà a causa delle famose curve di Rocca”. Eccole quelle incredibili curve. All’altezza di via delle Barozze si presentava la “curva de’ rottell’acqua” dove, per 500 metri, seguiva “la sergiata” (la strada non era asfaltata ma fatta coi sampietrini). Subito dopo si incontrava la “curva du ciliegiu” e,

ancora a sinistra, quella detta “de Lisetta”, ma detta anche “de Crispinu” oppure “de u sammucu”. Proseguendo, le auto in corsa dovevano superare un’altra curva, quella “du Vallone”, per poi arrivare alla “curva dei cecinari” (in questo punto si era stabilita una famiglia proveniente da Cecina). Dopo un centinaio di metri si presentava la curva detta “de a guardia reggia” perché qui abitava un omone che prestava servizio come guardia di Vittorio Emanuele III. Salendo ancora a sinistra si incontrava la “curva de Carmela” o “de’ manicari” (infatti a destra esiste tutt’ora un laboratorio di legname in cui si producono manici di pale, vanghe, ecc.). Poco dopo arrivava la curva che tutti temevano, la più pericolosa, la “curva ‘e Riccardinu”. Il nome deriva da un personaggio che viveva proprio a ridosso della strada nel punto in cui i riazzi (bambini) e i ruossi (adulti) usavano recarsi la mattina presto per trovare i posti migliori sugli alberi per assistere alla corsa di auto sportive. Quelli che ritardavano dovevano accontentarsi dei “pettoroni”, una sorta di montagnole di terra. Dopo la “curva di Riccardino” si incontrava quella “dei fienili” e, subito dopo, la “curva dell’Ortacìa”. Successivamente c’era la “curva da’ Focicchia” e quella “de ‘a mola” (qui infatti c’era una mola in legno gestita da Cencio u molinaru). Superata questa sfilza di curve finalmente si arrivava a piazza Margherita (raffigurata nel murales del duo CarfagnaMaccari). Fatto sta che, racconto dopo racconto, i due artisti hanno lavorato a quest’opera per ben 95 ore. Un vero record, degno della macchina più veloce della cronoscalata.

Lettere, Proposte, Proteste e Reclami ilpiccolosegno@libero.it

Le lettere non superiori alle 13 righe devono presentare in modo chiaro nome, cognome, mail o numero telefonico UN AUTOMOBILISTA tende fare orecchio da mer- inaugurato il sito archeologico riosità andate a vedere il sito PREOCCUPATO cante su un problema così im- della Fortezza medievale, che del Comune, interessante la reSig. Direttore, visto che se non portante? Per me è decisivo domina il paese dall’alto. lazione sull’incremento del tudiventa un affare di stato in utilizzare quel parcheggio per Quattro anni di scavi e un fi- rismo! questo paese le cose giuste non motivi di lavoro, quindi non nanziamento regionale di 300 Sabato 3 dicembre, per l’enle ottieni, se me lo consente vorrei che a forza di fare finta mila euro per riconsegnare alla nesima volta, mi sono recato vorrei rivolgere pubblicamente di niente si arrivi alla sua chiu- città un sito archeologico di alla Fortezza per vedere queal Sig. Sindaco, alla sua sura obbligata per decisione di inestimabile valore e unico nel sta meraviglia, e per l’enneGiunta, al Dirigente dell’Uffi- autorità superiori. sima volta ho trovato il comprensorio castellano. cio competente, ai Vigili e Lettera firmata Sul cartello si legge: “La For- cancello chiuso durante l’oraquanti altri dovrebbero occutezza seguirà il seguente ora- rio di apertura. Non ero solo, parsene, una domanda come LA FORTEZZA rio: dal martedì alla domenica ho incontrato 5 turisti di cui 3 utente giornaliero del parcheg- E’ APERTA O NO? dalle ore 10.00 alle 12.30 e milanesi. gio interrato di piazza Claudio Sabato 7 maggio 2011 è stato dalle 15.00 alle 19.00”. Per cu- Ecco il loro commento: “Il Villa: come mai, dopo segnaborgo ha un panorama meralazioni fatte da mesi, anche su viglioso, straordinario, pecV E RO A F FA R E codesto giornale, in merito alla cato che è sporco, non curato, VENDO SALDATRICE TRIFASE 220 mancanza del rispetto di alsenza attenzione per i dettagli, E BILANCERE DA FABBRO CON STAMPO cune importantissime norme di i murales sono belli ma non sicurezza, nessuno ha ancora adeguatamente segnalati...”. PREZZO INTERESSANTE! provveduto all’istallazione o al Riporteranno quest’impresPer informazioni: cell. 333-8954135 ripristino di quanto dovuto? sione nella loro Lombardia! dalle ore 15.00 alle ore 21.00 Per quanto tempo ancora si inLettera firmata


Il Segno dicembre 2011