Issuu on Google+

mensile di informazione e cultura a diffusione gratuita - anno IV - n. 8

I piani interrati e seminterrati dovranno essere evacuati?

Ciampino - marino

Gas radon, problemi dalla Regione

I Consorzi della zona C9 polemici con il comune di Ciampino

È

da qualche mese che la problematica del gas radon e del CO2 è tornata prepotentemente alla ribalta nella vita di alcuni abitanti di Ciampino. Per saperne di più, ne parliamo con Antonio Arnone presidente del Consorzio “Totò de Curtis”, situato in località Selve Nuove, ricadente, se pur marginalmente nell’area indiziata, ma allo stesso tempo particolarmente

La Regione individua una mappa del rischio radon di Francesco Intreccialagli

L

a Regione Lazio, e più precisamente il Dipartimento Istituzionale e Territorio, ha approvato in data 28/04/2011 una determinazione secondo la quale in una vasta area ai piedi dei Castelli Romani situata nei Comuni di Marino, Ciampino, Castel Gandolfo ed i municipi X,XI,XII del comune di Roma, le autorizzazioni urbanistiche, per quelle costruzioni che devono essere edificate nell’ambito di piani urbanistici attuativi, dovranno essere precedute da un monitoraggio molto puntuale del gas radon. In base a tale monitoraggio dovrebbero essere impartite le disposizioni per le costruzioni, che potrebbero essere prive di interrato ovvero prevedere accorgimenti tecnici che si profilano particolarmente costosi e impeditivi: tale la situazione in estrema sintesi. Il monitoraggio si preannuncia lungo ed oneroso, e va ad aggiungersi alle lunghe e costosissime indagini che costellano il percorso biblico che devono affrontare quei cittadini che hanno la sfortuna di pos-

Settembre 2011

colpita da questa delicata, sotto molti aspetti, situazione. Signor Arnone ci può spiegare bene la situazione? La questione del gas radon e CO2 riguarda un territorio ampio che tocca non solo il Comune di Ciampino, ma anche quelli di Marino, Castel Gandolfo e Roma, con i Municipi X, XI Continua a pag. 20

Frascati

Festa democratica a Villa Torlonia Tanti i big della politica alla kermesse del Pd frascatano

T

re giorni di convegni, dibattiti e divertimento organizzati dal Pd frascatno a Villa Torlonia dal 9 all'11 settembre scorso. Per chi se l’è persa, basta dare un’occhiata alla locandina per capire quanto fosse ricco il programma. Tra le tante presenze, innumerevoli quelle di sindaci, Stefano Di Tommaso di

Frascati, Pasquale Boccia di Rocca di Papa, Emilio Cianfanelli di Ariccia, di consiglieri regionali, Carlo Ponzo, Bruno Astorre e Marco Di Stefano, del Presidente della XI Comunità Montana Giuseppe De Righi, del segretario politico provinciale Daniele Leodori. Ovviamente tutti i consiglieri comuContinua a pag. 14

Ciampino

Grottaferrata

Marino

Tilt parcheggi a Fioranello

L’attività di “Agenda Onlus”

Piazzale degli Eroi, rincaro parcheggi

Grottaferrata

Frascati

Grottaferrata

Caos nell’Idv

Caro affitti

Padre Emiliano ci parla di San Nilo

Alessio Ducci

continua a pag. 20


3

GROTTAFERRATA

ilCorriere Tuscolano

settembre 2011

La “Città del Libro” non premia l’Idv

A proposito dello scippo della delega al rappresentate del partito Filippo Mevi

L

o scorso 9 settembre, un brevissimo comunicato stampa del comune di Grottaferrata ha messo fine alla querelle estiva sul ritiro della delega all’assessore all’Urbanistica dell’Idv, l’avvocato Filippo Mevi. Questa lunga questione ha visto coinvolti molti soggetti non solo dell’Idv e dell’attuale amministrazione, ma anche esponenti di liste civiche e delle amministrazioni precedenti.

D

Il Corriere Tuscolano

a un ultimo sondaggio pubblicato su vari quotidiani - tutti autorevoli - risulterebbe che è l’onorevole Antonio Di Pietro il leader politico che ottiene la maggiore percentuale di consensi, indipendentemente dalla coalizione di governo. Nella classifica supera tutti, Berlusconi, Casini, Bersani, Tremonti, Alfano. A Napoli, il candidato dell’Idv è diventato sindaco. Se si andasse oggi alle elezioni, probabilmente l’Idv avrebbe un certo successo. Quando invece si tratta di elezioni locali, come quelle di Grottaferrata, l’Idv prende una percentuale di consensi pari a un terzo di quella che conquista nelle elezioni politiche. Alle ultime amministrative il duo Mevi-Tomboletti, furbescamente, ha messo su una lista chiusa a tutti che ha ottenuto nemmeno 400 voti, rispetto ai 1200 delle politiche. Mevi ha avuto circa 50 preferenze, Tomboletti 40. Di certo io non posso vantarmi, avendo preso nelle penultime elezioni amministrative appena 34 voti: loro, dunque, sono certo più popolari di me. Il non lusinghiero risultato è stato comunque sufficiente per far salire sul carro del vincitore Mevi, delegato all’Urbanistica, mentre Tomboletti, che lo ha sostituito al Consiglio Comunale, per poi dimettersi dall’Idv motivando questa sua scelta dichiarando che il partito era inestinte e privo di concretezza e pertanto attualmente ha posizione politica non ben definita. Come sempre. Io avevo dimostrato simpatia per il partito di Di Pietro, mi sono anche iscritto, ho parlato del fenomeno Di Pietro su questo giornale, ma il “duo” Mevi-Tomboletti non è voluto diventare un “trio” perché evidentemente non sono stato considerato degno Direttore Responsabile Fabio ORFEI KNW S.r.l.

Debora PIERGALLINI Marco COLUCCINI Maria Grazia COLUCCINI Francesco INTRECCIALAGLI Valeria MANZOTTU Sara SATTA Marco BRANCACCIA Francesca ASCOLESE

Fotografia Marco Brancaccia

Redazione e pubblicità

KNW S.r.l. redazione@ilcorrieretuscolano.it pubblicita@ilcorrieretuscolano.it tel./fax 06.9411139

Società Editrice Hanno collaborato

di appartenere alla loro aristocrazia politica e con me molti altri. E poi ci sarebbe anche un motivo che spiega perché l’Idv non decolla a Grottaferrata. Infatti questa è la “Città del Libro” e bisogna ammettere che nell’Idv e a casa del suo leader di libri se ne leggono pochi, stando a sentire il linguaggio di Di Pietro e di De Magistris, sicuramente non troppo forbito. Anche i nostri rappresentanti locali non brillano in comunicazione non tanto riguardo alla grammatica o all’uso dei vocaboli ma in quanto a comprensione del testo, da cui si evince tutto e il contrario di tutto. In questo anno e mezzo Mevi ha brillato per il suo presenzialismo a eventi festosi e cerimonie di inaugurazione di strutture realizzate dalla precedente amministrazione. Ho parlato spesso con lui, ma non ho avuto modo di capire i suoi pensieri in campo urbanistico; riferirò solo che in una passata conversazione mi confidò che riteneva che dietro a ogni permesso di costruire, si poteva annidare la corruzione. Io provai a spiegargli che non è così, che comunque non è sempre così, e che soprattutto se uno vuole cambiare lo sviluppo edilizio deve cambiare le regole di base, a monte del permesso di costruire, ma non penso mi abbia capito. Secondo me uno che pensa che ogni permesso di costruire è frutto di un iter poco chiaro non conosce nemmeno l’abc dell’Urbanistica anzi, per la precisione la ignora. Ora il sindaco Gabriele Mori gli ha ritirato la delega. Ben gli sta. Non bisogna accettare incarichi che si sa che non possono essere portati avanti con competenza o almeno con entusiasmo. Il comunicato stampa non spiega i motivi del ritiro della delega. Il mio augurio, anche in rela-

Grafica e S­tampa

Tipografia Giammarioli snc - Frascati Tel. 069420310 - Fax 0694018499 posta@tipografiagiammarioli.com

Società distributrice E.M.P. Srl Tel. 335.82.62.883 335.82.62.964 Email: e.m.p.srl@tiscali.it

Autorizzazione del tribunale di Velletri n° 0108 del 07/01/2008 Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

zione alla situazione economica difficile che sta vivendo il nostro paese, e per paese intendo l’Italia - non l’impero AustroUngarico patria di riferimento del nostro nuovo dirigente comunale dell’Urbanistica Filippo Vittori che con la sua meticolosità non ammette zone grigie e pertanto anche se l’iter amministrativo è molto più faticoso è sicuramente più ras-

sicurante - è che si inauguri una stagione nuova nella quale una comunità discuta e dibatta, quanto vuole, sul suo sviluppo edilizio e sulla sua forma urbis, ma una volta approvata cerchi di realizzarla con entusiasmo, con positività e non seminando i soliti trabocchetti tra potere e sudditi. Francesco Intreccialagli

DICHIARAZIONE DI TOMBOLETTI Dal Consiglio Comunale del 9 giugno l Consigliere Tomboletti Mauro chiede di poter intervenire e, avutane le facoltà dice: volevo comunicare al Consiglio Comunale, al Presidente che il Consigliere Comunale Tomboletti da oggi non rappresenta più Italia dei Valori a Grottaferrata in questo Consiglio Comunale. Sto facendo la comunicazione perché visto che è un partito che non c’è, io non mi sento più di rappresentare l’Italia dei Valori in questo Consiglio Comunale quindi comunicherò quanto prima a che gruppo di appartenenza mi collocherò, o un gruppo misto, poi vediamo, ve lo farò sapere. Grazie

I

Un esempio di politica illuminata Il corso di francese organizzato da Veronica Arpaia

P

arecchi indicatori zione. Si è tradotto in restatistici e soprataltà il significato profondo tutto la percezione del termine educare (lat. vissuta quotidianamente e-ducere), portare fuori dal dal cittadino, ci consegnabuio verso una maggiore no uno scenario politico, conoscenza, permettendo sociale ed etico a tinte ad ognuno di sperimenfosche. Noi vogliamo per tare potenzialità e abilità una volta far prevalere le di comunicazione spesso ragioni dell’ottimismo ai inutilizzate ed ignorate, in Veronica Arpaia sentimenti di pessimismo, un clima rilassato e vivace. il principio di responsabilità che una classe È questa una delle funzioni fondamentali deldirigente politica illuminata dovrebbe avere lo Stato, creare dei legami sociali all’interno sempre come stella polare al posto della cial- della “polis” dove i cittadini possano sviluptroneria. pare le loro qualità di individui attivi e non Mi riferisco alla splendida iniziativa che passivi, sentendosi cittadini e non consumadurante l’estate è stata presa da Veronica tori cui spesso vengono offerti dalla politica Arpaia, Consigliere Comunale, Presidente momenti di aggregazione di basso livello culdel Comitato di gemellaggio con il Comune turale che fungono da addormentatori sociali. di Vandoeuvre lès Nancy (Francia). Grazie Nel nome della cultura scorrono torrenti di al suo impegno è stato organizzato un corso quattrini tra sagre che sono fast food camufgratuito di conversazione in francese distinto fati che servono solo per autofinanziamento in due livelli, tenutosi presso l’Aula Consilia- di Associazioni con uso di materia prima scare dalla signora Sophie Hubert con il prezioso dente e convegni sugli argomenti più inatapporto di Veronica Arpaia. L’insegnate è do- tesi e surreali, senza parlare poi degli eventi cumentarista responsabile della democrazia musicali che di certo non offrono musica in partecipativa presso il Comune di Vandoeu- grado di elevare lo spirito degli ascoltatori. vre. Un progetto che incide sulla realtà socio- Tutto questo mobilita un’enorme quantità di culturale del territorio di Grottaferrata e non risorse, per produrre spesso poco o niente di sul bilancio comunale, grazie all’ospitalità utile. Basterebbe dirottare i fondi impegnaofferta dai monaci dell’Abbazia di San Nilo e ti nelle effimere iniziative culturali verso il alla disponibilità di alcuni ristoranti di Grot- compito di salvare l’inestimabile patrimonio taferrata. Tale iniziativa si è rivolta a diverse artistico, architettonico, culturale dei nostri fasce d’età avvicinando il mondo dell’adulto Castelli. È solo dalla piccola-grande politica a quello del bambino, riattualizzando così di persone impegnate come in questo caso quanto avveniva nelle società tradizionali e Veronica Arpaia che può nascere una granche purtroppo si è perso nelle odierne cul- de politica i cui rappresentanti non pensino ture tecnologiche. Lo spirito del progetto ha a se stessi, ma a costruire una cultura frutto trovato attuazione offrendo agli abitanti del di un’elaborazione collettiva; senza contare territorio un luogo privilegiato d’incontro per che un Paese sempre più povero di mezzi lo studio e la diffusione della cultura di un al- culturali sarà anche più facile da governare, tro Paese, valorizzando l’identità del singolo diventando sempre più marginale rispetto (anziano e bambino) e stimolando la comuni- agli altri. cazione tra individui che la cultura televisiva Speriamo allora che tale iniziativa venga tende ad impoverire. Il corso si è concluso proposta nuovamente nel prossimo anno. con la consegna degli attestati di partecipaIvana Lustrissimi


4

GROTTAFERRATA

ilCorriere Tuscolano

settembre 2011

L’attualità del messaggio di San Nilo Padre Emiliano Fabbricatore ci parla della festa patronale

P. Emiliano Fabbricatore

I

l 26 settembre è la festa del Santo patrono di Grottaferrata, San Nilo. Cerchiamo di avvicinarci al clima religioso e festoso che questa comporta ponendo qualche domanda all’Archimandrita dell’Abbazia, Padre Emiliano Fabbricatore. Secondo lei è ancora attuale il messaggio di San Nilo? San Nilo proveniva da una famiglia molto ricca originaria di Costantinopoli e anche se entrò presto in seminario poi si invaghì di una ragazza che sposò e da cui ebbe una figlia. Poi all’età di 30 anni, in seguito a problemi di salute, sistemò moglie e figlia e dopo varie vicissitudini (per chi fosse interessato può consultare il libro “S. Nilo di Rossano fondatore di Grottaferrata di Germano Giovanelli) iniziò la sua vita da monaco eremita. Le sue caratteristiche principali erano l’umiltà, la pazienza,

la sobrietà, la solidarietà e l’accoglienza, tutti messaggi che sono attualissimi e dovrebbero essere più seguiti. Quali differenze ha visto negli anni per le celebrazioni di San Nilo? Ormai sono più di cinquant’anni che celebro San Nilo e bene o male lo schema è sempre quello. Adesso, per mancanza di fondi, è un evento più semplice, meno pomposo, però in confronto ad altri paesi non possiamo lamentarci, anche se in generale ormai le feste patronali sono più sentite nei piccoli paesi - e Grottaferrata è ormai una città. Nella nostra comunità invece la differenza principale è che prima eravamo tanti e adesso siamo pochi. Prima c’era un direttore dei canti che ci preparava, adesso siamo solo una decina di monaci e abbiamo tante cose da fare, però le cose quando si fanno per amor di Dio e per amore del prossimo non ci si stanca tanto. Come vi rapportate con la comunità di Grottaferrata? Ho iniziato a conoscere Grottaferrata nel ’75, andavamo a passeggio tutti in fila, inquadrati, solo qualche monaco aveva più contatti con la gente. Poi ho iniziato a fare l’economo e oggi conosco molte persone cui cerchiamo di essere sempre vicini. Adesso ci si confessa un po’ meno ma, a prescindere da questo, se sappiamo di qualche problema cerchiamo di aiutare tutti, soprattutto in un momento di difficoltà come quello attuale. Bisogna incoraggiare le persone, soprattutto chi ha famiglia: oggi sono

tutti un po’ depressi anche se credo che quello che manchi sia l’essere cristiani – che non vuol dire andare a messa ogni tanto ma vivere il Vangelo ogni giorno. Ad esempio, anche a me è venuta a mancare una mia sorella a 70 anni, non era quindi né giovane né anziana, però non è che sono andato in depressione, so che lei è in Paradiso, ci vedremo lassù. I cristiani sono quelli che hanno fede e si affidano al Signore, ai Santi, alla Madonna, e se c’è fede puoi risolvere un problema, accettarlo in maniera dignitosa piuttosto che “spararti” o andare in depressione. Io vivo alla giornata. Il passato è passato, se ho fatto delle cattive azioni allora me ne pento ancora di più e il futuro è nelle mani di Dio. Vivere bene il cristianesimo è anche questo. Visto che San Nilo Ha gettato le basi di un’istituzione monastica greca che aveva come compito la riunificazione tra le chiese di oriente e occidente, come procedono le cose? Il monastero di Grottaferrata svolge ancora un ruolo nella dell’ecumenismo? L’ecumenismo per noi è stato un punto molto importante. Quando c’è stato lo scisma nel 1054 il monastero esisteva già da 50 anni ed era considerato eretico dalla Chiesa di Roma, però i monaci continuavano ad accogliere sempre gli ortodossi orientali. Nel mosaico grande in chiesa c’è la rappresentazione della “preparazione al trono” dove ci sono tutti gli apostoli che aspettano la venuta di Gesù per giudicare le 12 tribù di Israele. Il trono natu-

ralmente è vuoto perché è in attesa di Gesù, a destra si vede Sant’Andrea, fondatore della Chiesa di Costantinopoli, mentre a sinistra è raffigurato San Pietro fondatore di quella di Roma, perché i monaci già allora pensavano a questa unione. Certo, sarà difficile unire tutti i cristiani, almeno fin quando mancheranno apertura ed umiltà. Marco Coluccini Programma della Festa Domenica 25 Ore 15.45 Vespro Solenne Ore 18.00 Solenne celebrazione eucaristica dei Rev.di Parroci della cittadina, presieduta da S. Ecc. Rev.ma Mons. Raffaello Martinelli, Vescovo Tuscolano. Segue la solenne processione con la Venerata Icona e Sacra Reliquia del Santo Patrono, con la partecipazione delle Autorità religiose, civili e militari Lunedì 26 Ore 8.00 Divina Liturgia Ore 9.30 Divina Liturgia Ore 11.00 Solenne Divina Liturgia Bizantina celebrata dal Rev.mo Archimandrita Padre Emiliano Fabbricatore, con la tradizionale offerta dei ceri da parte del Sindaco Gabriele Mori con i canti liturgici della Schola Melurgica dell’Abbazia e della Corale Polifonica di Grottaferrata Ore 21.00 In viale San Nilo tradizionale concerto Bandistico del Corpo Musicale “Augusto Panizza” Ore 23.00 Spettacolo pirotecnico.

Il IX Centenario dell’Abbazia

Quando cultura e amministrazione collaborano, i risultati non tardano ad arrivare

L

a Biblioteca Statale del Monumento Nazionale, il Monastero Esarchico di Santa Maria e il Comune di Grottaferrata promuovono una mostra di fotografie d’epoca e documenti d’archivio rievocanti le varie ed importanti manifestazioni organizzate nel 1904, in occasione della ricorrenza del IX Centenario della fondazione dell’Abbazia. L’amministrazione civica si è assunta l’onere economico dell’iniziativa, coadiuvata dalla fondazione Fideuram Gruppo San Paolo. L’iniziativa trae spunto dal fatto che le celebrazioni legate al IX Centenario videro una partecipazione e un coinvolgimento corali di istruzioni pubbliche e private, laiche ed ecclesiastiche, ad appena trent’anni dal XX settembre e dalle

tensioni e lacerazioni seguite all’evento. Per l’occasione furono organizzate, nel Palazzo della Cancelleria Apostolica e nella sala del Concistoro in Roma, una serie di conferenze ripercorrenti la storia dell’antico monastero; nella sala Umberto, in via della Mercede, furono rappresentati un insieme di sette “Quadri storici viventi” raffiguranti altrettante vicende della plurisecolare monastica. Furono inoltre effettuati alcuni importanti restauri all’interno dell’Abbazia. Ma l’auspicio dell’abate Arsenio Pellegrini, più volte espresso all’intera comunità monastica, era quello di veder realizzate opere e manifestazioni che restassero, come testimonianza del Centenario, alle future generazioni. Venne infatti commissionata, all’ebanista Boccaccini, la realizzazione dell’artistico coro ligneo della chiesa; fu fatto erigere, al centro del cortile d’ingresso dell’Abbazia, il monumento bronzeo dedicato al santo fondatore Nilo da Rossano, realizzato dallo scultore Zaccagnini; nel cortile antistante la chiesa venne posizionata la nuova fontana liturgica. I maestri di scuola paleografia, operante all’interno del monastero, composero una

serie di pregevoli cartoline miniate, con lo scopo di illustrare i tesori artistici e gli avvenimenti più significativi inerenti alla Badia ed al suo santo Fondatore. Ma la manifestazione di gran lunga più importante e significativa fu l’esposizione di Arte Italo-Bizantina, prima nel suo genere in Italia ed in Europa. A questa mostra concorsero espositori italiani e stranieri, enti pubblici ed ecclesiastici e privati cittadini, consentendo di realizzare un’opera veramente grandiosa per l’epoca. Notevoli furono soprattutto l’incoraggiamento e il sostegno dati a queste manifestazioni dalla Santa Sede e dalla Real Casa: con le lettere di plauso all’iniziativa indirizzate dai papi Leone XIII e Pio X all’abate Arsenio Pellegrini; con la presenza di S.S. Pio X alla conferenza sull’unione delle Chiese, tenuta in Roma dall’abate di Grottaferrata nel gennaio del 1904; con la visita del monastero della regina Madre Margherita di Savoia nel 1904, 1905 e 1906, e del re Vittorio Emanuele III, giunto nel 1905 in occasione dell’Esposizione. Questa rassegna vide un grandissimo concorso di

visitatori. Tra questi ricordiamo Vittorio Emanuele, giunto nel 1905 in occasione dell’Esposizione. Questa rassegna vide un grandissimo concorso di visitatori. Tra questi ricordiamo Vittorio Emanuele Orlando, Paolo Boselli, Gabriele D’Annunzio, il ministro degli Esteri Tommaso Tittoni, oltre a numerosissimi alti esponenti del mondo politico, diplomatico, della cultura, dell’aristocrazia, ed altissimi dignitari ecclesiastici. Il piccolo borgo di Grottaferrata, con poco più di mille abitanti nel suo nucleo centrale, sembrava essere divenuto, in quegli anni, quasi il centro del mondo. Inaugurazione: sabato 24 settembre 2011, ore 16.00 Sala conferenze dell’Abbazia di San Nilo, sala dell’Antica Tipografia 25 settembre - 30 ottobre Orario 10-13/ 17-19 Ingresso libero Info 06 94541584 bmn-grf@beniculturali.it 06 945401615 turismo@comune.grottaferrata.roma.it


ilCorriere Tuscolano

6

CASTELLI ROMANI

settembre 2011

La Serco International

P

Quando avanguardia tecnologica e solidarietà vanno di pari passo

er Serco è fondamentale l’idea di avere un effetto positivo sulla vita delle persone e renderle più contente. La soddisfazione che vogliamo raggiungere è proprio quella che si poteva leggere negli occhi di Fratel Dino quando ha visto per la prima volta il pulmino donato alla sua associazione cattolica, Casa di Maria. Casa di Maria si trova a Castel Gandolfo, vicino Roma, ed è composta da individui e famiglie che si aiutano a vicenda e sono a dispozione della comunità locale come punto di riferimento in casi di bisogno, soprattutto nel trasporto dei disabili. Avere un mezzo a disposizione per questa attività è di fondamentale importanza, e Serco ha fatto la donazione per migliorare la vita di queste persone. La cerimonia ha avuto luogo negli uffici di Frascati, sede legale di Serco S.p.A. alla presenza di Fratel Dino, il direttore operativo Neil Kirke, il Corporate Assurance Manager Francesca Balducci, il Responsabile delle Risorse Umane

P

er capire meglio come opera la Serco abbiamo rivolto qualche domanda a Neil Kirke, Operations Director - o Direttore Operativo – della Società. Quando e come nasce la Serco di Frascati? Serco, il cui nome deriva appunto da Service Company, è una società di servizi internazionale che combina knowhow commerciale con profondo spirito di interesse per il servizio pubblico, la cui vision è dare vita al servizio. Per questo, Serco supporta, con i suoi oltre 60mila impiegati, i governi, le organizzazioni internazionali, le agenzie e le compagnie di oltre 35 Paesi nel mondo, che ricercano partner qualificati con una solida storia in grado di fornire soluzioni efficaci per assicurare la fornitura di servizi a elevati standard qualitativi. L’attività di Serco in Italia ha inizio in un piccolo ufficio di Frascati nel 1983. All’epoca avevamo già in piedi contratti con Esa-Esrin, quindi nel settore Spazio. Una forte spinta alla nostra espansione è avvenuta nel 1998 con l’incorporazione di Tecnodata Italia Spa, dopo la quale abbiamo iniziato a svolgere servizi consistenti nell’attività di supporto informatico alle aziende con nostro personale dipendente. A Frascati abbiamo la sede operativa di tutte le attività che si concentrano bel Centro e Nord Italia. Il numero dei dipendenti negli ultimi anni si è aggira intorno ai 230. Qual è il vostro bilancio in questo periodo di attività? Il bilancio è assolutamente positivo. Le nostre attività si concentrano sui

Alessandra Massimi ed altri rappresentanti di Serco e di Casa di Maria. Lo staff Serco sta attivamente contribuendo ad attività di volontariato con la Casa di Maria. Il 13 giugno a Roma, nell’ambito del-

la serata di gala che si è tenuta presso la splendida cornice dell’Hotel Parco dei Principi, Serco Europe ha ricevuto il premio 1° Quality Arwards “ Pioneri nell’Industria e nelle imprese”, ideato dalla LRQA nella categoria “L’implementazione degli Standards” come un esempio di eccellenza: il premio è un riconoscimento alle imprese che si sono contraddistinte nell’ imprenditoria e che hanno mostrato un impegno particolare nell’ implementazione di Sistemi di Gestione applicati al proprio Business. Serco è stata selezionata insieme ad altre nove aziende come Bridgestone, Honda, Petronas, Bombardier: tutte hanno ricevuto il premio, ma Serco è risultata la prima della categoria per efficienza ed efficacia grazie all’ideazione di un sistema di gestione in-

Un bilancio positivo

Parla Neil Kirke Direttore Operativo della Serco

due mercati paralleli nei quali siamo dopo tanti anni riconosciuti come partner consolidati: quello informatico e quello più scientifico nell’area spaziale, soprattutto per l’ Agenzia Spaziale Europea. Tra i nostri clienti possiamo annoverare Asi – Agenzia Spaziale Italiana e Regione Lombardia. Quali sono i prossimi obiettivi che vi siete prefissati? Sicuramente approfondire il nostro know-how tecnologico al fine di consolidare al meglio il business coi nostri clienti selezionati. La Serco è il “braccio armato” dell’Esa (Agenzia Spaziale Europea) che ha presso – il Centro europeo per la gestione delle missioni spaziali di Osservazione della Terra. La Serco opera da più di 30 anni questo sistema e uno dei principali futuri obiettivi è rappresentato dalla sfida di “Gmes” (Global Monitoring Environment System). Il ruolo che Serco intendere coprire è relativo ai servizi di terra che vanno

dall’interpretazione del dato alla sua visualizzazione su mappe, dalla pro-

L

tegrato che attualmente copre tutte le Business Units di Serco Europe e consta di ben 5 Certificazioni: Qualità, Sicurezza Informazioni, Salute e Sicurezza, Ambiente e Gestione del Servizio. Una significativa ampiezza di applicazione che ha valso particolare lode alla sua ideatrice, la dottoressa Francesca Balducci, Serco Europe Corporate Assurance Group Manager ed il suo Corporate Assurance Team Europeo. gettazione dei sistemi al supporto agli utenti finali (comunità scientifiche e istituzioni preposte al monitoraggio ambientale). Un altro ambito di nicchia è quello relativo alle appliocazioni scientifiche spaziali, quali ad esempio, il monitoraggio degli asteroidi, l’astrofisica e la cosmologia.  Per quanto riguarda i servizi IT vogliamo espandere il nostro business garantendo la massima competitivita e una qualità eccellente dei risultai. Non dimentichiamo che Serco Italia vanta ben 5 certificazioni (Iso 9001:2008; Iso 20000-1:2005; Iso 27001:2005; Iso 14000; Ohsas 18001) che la rendono estremamente competitiva sul mercato nazionale e internazionale.

LA STORIA DELLA SERCO SPA

a Serco nasce nel 1929 come Rca Photophone Services, il ramo inglese della Rca Americana, specializzata in servizi di supporto logistico ad alta tecnologia in ambito cinematografico: sono quelli che hanno introdotto la colonna sonora ai film muti, utilizzando tecnologie basate su sistemi foto-ottici, tecnologie avanzatissime per l’epoca. Nel tempo le attività si sono via via estese ad altri settori, con l’evolversi delle tecnologie e dei settori di interesse della Rca, come, ad esempio, i sistemi radiofonici. La Rca Photophone cominciò a costruire apparati radio, sia di tipo professionale che di largo consumo. Con la seconda guerra mondiale, la Rca Photophone fu coinvolta nella produzione a manutenzione di apparati militari, principalmente di tipo radio, ma in seguito anche radar e sonar. Nel 1964, in piena guerra fredda, vinse la prima gara pubblica per la gestione e manutenzione dei sistemi di allerta dei missili balistici intercontinentali per la base Raf a Fylingdales, contratto che, dopo più di 40 anni, è ancora in essere, pur essendo cambiate le persone e le tecnologie, a dimostrazione del tipo di rapporto di partnership che Serco è in grado di stabilire con o propri clienti. Dal 1964 in poi l’espansione continuò a ritmi sempre più veloci, man mano che i concetti di outsourcing venivano applicati nei vari campi: nel 1972 sono stati acquisiti i primi contratti con l’Esa, e dopo più di 30 anni è il partner tecnologico di riferimento per l’Esa, gestendo la base di controllo dei satelliti a Darmstadt, la base di lancio a Kourou (Guyana francese), il centro di ricerca scientifica in Olanda, e altri siti. Nel 1987, quando la General Electric ha acquisito la Rca americana, il management inglese della Rca Photophone ha fatto un’operazione di “buy-out”, e cioè ne comprato il controllo: il nome è stato cambiato in Serco - che vuol dire semplicemente Service Company - e nel 1988 la Serco è stata quotata sulla borsa di Londra. Da allora è iniziata un’espansione ancora più vertiginosa, del 20% circa costante all’anno.


7

GROTTAFERRATA

ilCorriere Tuscolano

amo

Riceviamo & pubblichi

È

sicuramente vero che pagare le imposte non piace a nessuno ma è altrettanto vero che la maggior parte dei cittadini vogliono pagarle in modo equo e giusto e non essere vessati come da qualche tempo sta avvenendo a Grottaferrata. Sono piovuti infatti in questi ultimi mesi , numerosi avvisi di accertamento a vario titolo (ICI-TARSU), emessi dalla SOGET S.p.A. che è la Società di riscossione tributi per il Comune di Grottaferrata. Per quanto riguarda l’ICI si sono verificate duplicazioni di cartelle, errori nell’individuazione di particelle o addirittura sovrapposizione di competenze, tali da determinare in ogni caso l’illegittimità degli atti. Più che una ordinaria pratica di riscossione dei tributi, si è materializzata in una sorta di “estorsione”ai danni di alcuni contribuenti. Le norme che più delle altre sembrano essere state violate, oltre a quelle procedurali e di notificazione sono: - La legge 241/1990 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e accesso agli atti” - La legge 212/2000 c.d. Statuto del contribuente le cui norme sono state riconosciute dalla Corte di Cassazione (sent. 10-11-2006), come aventi carattere di paracostituzionalità Sfidiamo chiunque a reperire una cartella esattoriale emessa in conformità di tali norme. Il cittadino viene costretto a girovagare per vari Uffici alla ricerca dell’atto presupposto e richiamato in cartella, ma non allegato, con dispendio di energia, pazienza, denaro,

Unioncomm

Indignatevi! costretto a richiedere permessi di lavoro per recarsi presso i vari sportelli a chiedere chiarimenti su quell’atto che molto spesso non è più in possesso neanche della Pubblica Amministrazione. - Art. 10c1, L.212/2000 “I rapporti tra Amministrazione finanziaria e contribuente sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede”. In che cosa collabora la Soget se neppure allega alla cartella gli atti presupposti e/o richiamati come vuole la legge? Si tratta di atteggiamenti ostruzionistici e/o negligenti che vietano al cittadino di esercitare il principio di difesa costituzionalmente previsto e che al contempo ledono l’efficacia, la trasparenza nonché il principio di legalità, imparzialità, buon andamento della P.A. Né c’è da parte degli amministratori comunali una chiara volontà a voler interagire con la Soget, per obbligare il concessionario ad una seria azione di accertamenti, fondata sulla verità degli atti e non su richieste illegittime, buone solo a gonfiare i residui attivi della Società. Non mi meraviglierei se fosse vera la notizia in base alla quale la Soget riscuoterebbe i compensi a lei spettanti non tanto in merito al servizio di riscossione dei tributi, bensì per il semplice lavoro di accertamento. Evitiamo ogni atto di ipocrisia! È ormai acclarato che i disastri amministrativi sono sempre il frutto non solo della mancata applicazione di norme legislative ma soprattutto di quelle

settembre 2011

Nuovi partner Entra anche il Cral Riuniti Marino

P

etiche. Ormai nei partiti di ogni sorta e colore, nessuno si dimette, sono tutti pronti a chinare il capo pur di mantenere la poltrona, di intrallazzare mettendosi d’accordo con il proprio avversario. Non c’è più dignità. È una generazione politica corrotta, malata di potere, che andrebbe spazzata via; ma rimane lì! Ci vorrebbe quella che, contrariamente ad altri Paesi, in Italia non c’è mai stata, la Rivoluzione! Certo, la sollevazione è dei giovani ed avviene in condizioni di miseria. Purtroppo viviamo la cultura dello stordimento, avvolti come siamo, nonostante la crisi, da un’abbondanza e opulenza che inducono a nutrirci al limite dell’obesità e ad educare i giovani ad avere tutto e subito; o l’altra, quella per intenderci della televisione e degli stadi che induce le persone a muoversi con quella mancanza di senso derivante non dalla disperazione di chi un giorno ha sperato, quanto piuttosto da una quasi assenza di gravità di chi non è in grado di elevare una lamentazione, un grido di indignazione, perché sa che non risponderà nessuno. Ivana Lustrissimi

arte bene la stagione autunnale dell’associazione Unioncomm con l’acquisizione del Cral Riuniti Marino e Genzano, un’associazione di natura culturale senza fini di lucro che persegue lo scopo di promuovere e attuare le iniziative dirette a sviluppare le capacità morali, intellettuali, sportive, culturali, artistiche e turistiche degli associati. Tali iniziative intendono favorire la partecipazione dei soci ad attività formative e viaggi in altre città e nazioni organizzando per i soci week-end, settimane bianche, settimane estive, viaggi di gruppo e individuali, in Italia e all'estero a prezzi scontati con i migliori Tour Operator ed effettuando prenotazione di biglietti per spettacoli teatrali, concerti e tante altre manifestazioni culturali. L’Unioncomm, ricordiamo, riguarda una serie di attività commerciali che si sono messe in rete per dare l’opportunità ai propri clienti di usufruire, con una certa spesa quantificata con dei punti, di prodotti e servizi di altre attività, senza pagare un euro. Con 10 punti, ad esempio, (25 euro di spesa equivalgono a 1 punto) presso ogni attività aderente, si può usufruire di un pranzo o di una cena presso un ristorante partecipante al progetto e così via per tutte le diverse attività associate, quali erboristerie, bar, meccanici e molte altre ancora. Per maggiori informazioni contattare il Ristorante “La Montagnola” via Piave 16, al nuovo recapito telefonico: 06 9410942 – 3381860387. antoniaspal@tiscalinet.it


ilCorriere Tuscolano

8

GROTTAFERRATA

settembre 2011

Dimissioni dalla Commissione Bilancio

Mancata razionalizzazione della spesa corrente e limiti nella creazione di nuove risorse

P

remessa. Il bilancio previsionale 2011 non è stato elaborato passo passo con il contributo della “Iᵃ commissione consiliare bilancio e patrimonio”, come si potrebbe erroneamente credere, in realtà esso è stato presentato in versione definitiva dall’assessore e dal funzionario, dopo delibera di giunta priva del parere dell’organo di revisione. Affinché sia chiaro un concetto, il bilancio è un atto sia politico che tecnico: a) politico, perché deve consentire alle forze della coalizione di comprendere lo stato di realizzazione del programma elettorale pluriennale sottoscritto e di monitorarlo in itinere; b) tecnico, in quanto deve rappresentare in modo veritiero ed attendibile la situazione finanziaria, economica e patrimoniale dell’ente, in modo tale da consentire all’amministrazione comunale con trasparenza ed efficienza di massimizzare in termini quantitativi e qualitativi l’erogazione di servizi e benefits alla collettività; ciò detto, il non condividerne l’elaborazione con i membri della Iᵃ commissione e delle forze della coalizione, ha creato un crisi politica nel centro sinistra locale, perché di base l’assenza di collegialità e di dialogo, è una mancanza di rispetto verso consiglieri e cittadini ti hanno consentito con proprio sacrificio e dedizione di governare. Fatto. Quando a giugno in Commissione chiesi di trascrivere a verbale che “avremmo” dovuto assumerci delle responsabilità verso la cittadinanza redigendo una manovra estiva che consentisse al bilancio di essere veritiero, molti non hanno compreso o voluto farlo. Il mio “avremmo” era comunque un atto di umiltà ed apertura verso gli artefici di un bilancio non condiviso. Era necessario porre in essere delle azioni correttive che potessero prevenire e gestire la crisi di liquidità evitando pericolose situazioni di insolvenza per l’Ente, primo che mai effettuando una due diligence, che consentisse di avere un approfondita e reale visione della situazione economica e patrimoniale, azione questa propedeutica per una salubre analisi dei costi diretta a drenare la spesa corrente conferendole equità rispetto alle entrate. Il Ministero dell’Interno, attraverso l’Osservatorio Nazionale per la Contabilità e Finanza degli Locali (art. 154 Testo Unico Enti Locali D.Lgs 267/2000), richiama ad una serie di disposizioni (I principi contabili italiani e gli IAS - International Accounting Standards) tecnico contabili che consentono di affrontare e prevenire tali crisi, conferendo al tempo stesso maggiore trasparenza e veridicità agli atti di bilancio degli enti locali (art. 162 TUEL). Da disamina del Bilancio Previsionale 2011 non vi è traccia di azioni correttive dirette a prevenire e gestire la crisi di liquidità, anzi la stessa non esiste, il lettore ha dinanzi a sé un “bilancio spendi e spandi” che prevede ulteriori indebitamenti (sottoscrizione di altri mutui ed accollo di ulteriori interessi,

oltre ai 37 mln attuali di indebitamento). È opportuno adottare una condotta prudenziale che prevede lo stanziamento di accantonamenti in bilancio atti a prevenire difficoltà amministrative, drenando liquidità in uscita e sottraendo risorse alle spese correnti non di prima necessità. È inoltre, oculato, effettuare una analisi di tutti i contratti che prevedono l’affidamento a terzi di servizi, individuandone lacune che creano notevoli dispendi di risorse. Oggi più che mai, il Comune di Grottaferrata, pecca di appalti affidati sulla base di contratti tanto onerosi quanto inadeguati, questo comporta ulteriori costi in via annuale per sanare situazioni non previste in sede di affidamento dell’incarico o mal disciplinati. Esaminiamo alcune voci di bilancio alle quali applicare i principi contabili italiani e gli IAS, a puro titolo esemplificativo e non esaustivo: 1. Accantonamento a Fondo Riserva: è stato accantonato solo lo 0,30% delle spese correnti (18 mln), ossia 55.000 euro, il minimo consentito dall’art. 166 del Tuel il quale, conferisce il diritto al Comune di accantonare fino al 2% delle predette spese, in altri termini fino ad €. 360.000. Per intenderci le somme destinate al Fondo Riserva, sono ad uso esclusivo della Giunta Comunale per fronteggiare situazioni di crisi straordinarie ed ordinarie (manutenzione della strada, riparazione di lampioni, decoro di zone in stato di abbandono, depuratori, od anche pagare un fornitore di un servizio indispensabile come ad esempio il gestore dell’asilo nido in momenti di difficoltà della gestione ordinaria della cassa); 2. Accantonamento a Fondo Svalutazione Crediti: un anno fa consigliai di istituire tale fondo, per fronteggiare affrontare la questione dei residui attivi. Nel Comune di Grottaferrata ammontano ad oltre 20 mln di euro, ed oltre 12 mln sono vetusti oltre il quinquennio, oltre 5 mln risalgono a prima del 2000. Non è sostenibile continuare a considerali a “valore normale” inteso come valore di iscrizione. Per intenderci, se oggi vanto un credito di 1.000 euro verso un cliente, considero di incassare tutti i 1.000 euro a breve. Se dopo un anno ancora non l’ho incassato, ho dei dubbi sull’intero credito, dopo 3 anni peggio, dopo 5 anni se ho buon senso, devo ritenere che ne posso incassare al massimo una piccola parte. In una amministrazione pubblica, il buon senso si chiama, dovere di applicare disposizioni tecnico contabili indicate dal Ministero: i principi contabili richiamati all’art. 162 del Tuel. Le stesse disposizioni entrano nel merito e consigliano di individuare i residui classificati di “dubbia esigibilità” ed accantonarli a fondo svalutazione crediti. In prima commissione abbiamo consigliato di accantonare gradualmente tutti quelli più vecchi di cinque anni; 3. Fondo Imposte: l’art. 118 del Tuel prevede esenzione dalle imposte dirette ed indirette per il trasferimento di beni comu-

nali ad altri soggetti pubblici o a società a capitale pubblico ai sensi dell’art. 113 comma 13esimo del richiamato Tuel. Le aziende farmaceutiche di proprietà comunale sono state cedute, invece, a soggetti privati per circa 4 mln di euro; 4. Rimborsi spettanti per il conferimento in discarica delle materie prime riciclate: comuni come Riva del Garda (16.000 abitanti circa) recuperano oltre 400 mila euro l’anno dal conferimento in discarica di materie prima riciclate alle tariffe pubbliche del Conai. Con le dovute proporzioni, il nostro Comune alle tariffe del Conai e rapportato ai nostri 21.000 abitanti potrebbe otte-

nere risorse per un controvalore economico di oltre 500 mila euro; 5. Entrate attese: nel Bilancio di previsione sono indicate a valori ben superiori rispetto agli anni precedenti e senza apporre motivazione chiara ed esaustiva su tali stime. Poiché dalle entrate attese si determina la spesa per gli anni successivi, sarebbe prudente e saggio assumere dati sul livello degli anni antecedenti, a meno di valide motivazioni. Le dimissioni dalla presidenza della Iᵃ commissione trovano fondamento in un dissenso motivato sulla gestione politica e ed economica della spesa corrente e del bilancio. Alessio Ferretti

«Al mercato rivogliamo la frutta in fondo» Signor Sindaco, sono Luigino Esuperanzi, nato a Grottaferrata il 1 agosto 1931. Ho quindi 80 anni e sono nato e cresciuto in questo meraviglioso paese e faccio parte di quelli che facevano il bagno alla marana: sono un grottaferratese vero. Ricordo bene tutte le amministrazioni del passato, ero un assiduo frequentatore del consiglio comunale perciò so vita, morte e miracoli di Grottaferrata. Cerco anche di studiare le origini del nostro paese, e a tal proposito ho letto diversi libri sulla nostra cittadina, come “Storia e storie di Grottaferrata” di Monti e Passamonti e “Grottaferrata Porta d’Oriente” di Devoti. Caro Sindaco, innanzitutto la ringrazio di avermi informato - con una lettera che iniziava con “Caro cittadino” - delle diverse difficoltà che ha dovuto finora affrontare, causate soprattutto dall’insufficienza del contributo statale, dalla finanziaria Tremonti e dai mutui contratti dalle precedenti amministrazioni. Prendo atto del successo della Fiera con una sezione destinata al verde e soprattutto al libro, che riprende alcune vecchie e nobili tradizioni del nostro patrimonio culturale: quella della cartiera, della tipografia dell’Abbazia e del restauro del libro. Sono anche molto soddisfatto del fatto che la Fiera torni alla data originaria del 25 marzo, festa di Santa Maria di Grottaferrata – gli sbagli si possono riparare anche se mi chiedo dove sono i consiglieri che hanno votato lo spostamento. Signor Sindaco, noi abbiamo avuto sindaci molto bravi come Tanzi, Consoli, Eugenio Conti, Intreccialagli, D’Ottavi, Camilli, Sergio Conti, Paolucci, Centioni, ed altre ottime persone - vedi Viticchiè – che se la sono cavata meno bene. La mia speranza è che lei faccia meglio delle amministrazioni passate, anche se è sempre più difficile governare. Vedo che c’è molta maretta nella sua Amministrazione: perché? Signor Sindaco, lei ha un curriculum di tutto rispetto. È Direttore Generale dell’Enpaia (Ente Nazionale di Previdenza per gli addetti e gli impiegati in agricoltura); è Direttore Generale dell’Agrifondo (fondo complementare pensionistico

dei lavoratori agricoli); è Presidente di Villa Maraini (comunità terapeutica, affiliata alla Croce Rossa); è stato consigliere comunale a Roma dal 1981 al 1992; assessore sempre a Roma dal 1985 al 1992; è stato segretario regionale del Partito Popolare del Lazio e deputato al Parlamento italiano dal 1992 al 1994. Con questo passato ci aspettiamo molto signor Sindaco, anche perché ho molta stima di lei. Ma veniamo al dunque e cioè parliamo del mercato settimanale del lunedì, ovvero della medaglia d’oro dell’Amministrazione. L’attuale posizionamento delle bancarelle non è assolutamente accettabile. Le bancarelle del vestiario e dei beni di consumo non alimentare sono state poste vicino alle scale e la frutta è stata quindi posizionata al centro del mercato, praticamente a 300 metri dal parcheggio, metro più, metro meno. Ma avete tenuto presente che a comprare la frutta sono maggiormente le persone anziane, visto che i giovani in genere il lunedì mattina vanno a lavorare? Spesso devono portare al parcheggio anche 10 chili di spesa e non possono adoperare il carrello perché ci sono le scale. Due lunedì fa una signora mi ha detto: «ma si rendono conto di quello che hanno fatto? Questa è un’ingiustizia!» E voi sareste quelli che fanno del bene al popolo? La frutta deve tornare in fondo, come era prima, verso l’entrata del Fontanaccio (fra l’altro, sempre più in stato d’abbandono). Se non ci credete, Lei e la sua Giunta dovete venire in loco in un giorno di mercato e trovare un’altra soluzione; mi appello soprattutto alla dottoressa Maria Giuseppa Elmo che con la sua sensibilità può e deve trovare una soluzione più pratica: è l’assessore al Sociale e sono sicuro che è sempre in prima linea per la difesa delle persone anziane. I cittadini che pagano le tasse meritano più rispetto. Un dirigente dell’associazione “Grottaferrata Vera” mi ha detto: «così non si può andare avanti, punto. In questo modo è meglio che lo chiudano, il mercato. E scrivilo sul giornalino, Luigi». Luigino Esuperanzi


9

GROTTAFERRATA

ilCorriere Tuscolano

settembre 2011

ti

L’intervento di... Alessio Ferret

E

Isola ecologica e nuove risorse dal conferimento in discarica delle materie prime riciclate

sprimo massimo sostegno verso la proposta dell’ottimo assessore Giovanni Guerisoli di accelerare l’istituzione dell’isola ecologica definitiva su un terreno già di proprietà del Comune. In primo luogo, per evitare i lunghi tempi di un eventuale esproprio per la disponibilità d’uso di un terreno di terzi, ed in secondo luogo, perché il Comune non può permettersi ulteriori indebitamenti. Sia ben chiaro però, che quando si legge o si sente dire che il gettito in entrata Tarsu copre soltanto il 70/80 percento dei costi, questo non è un alibi per avallare provvedimenti in modo frettoloso che tolgono la serenità ai cittadini (vedi i provvedimenti Tarsu emessi verso le attività commerciali ed i cittadini). Invito a riflettere su una sana analisi dei costi inerenti al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Con cognizione di causa, serietà e professionalità si devono riesaminare i contratti di affidamento degli appalti per la gestione di tali servizi, poiché essi presentano gravi ed ingiustificate lacune. Infine, inviterei il Rup (responsabile unico del procedimento) a essere presente all’atto del conferimento in discarica delle materie prime riciclate (è vero che ad oggi non abbiamo una isola ecologica ma è altresì vero che la differenziata è richiesta e imposta a pena di sanzioni

ai cittadini, pertanto l’isola ecologica che “verrà” ha lo scopo di efficientare qualcosa che già avviene ed ampliare la gamma delle materie prime oggetto di riciclaggio). La presenza del Rup è basilare perché garantisce e certifica per conto del Comune l’esatta quantità delle materie prime riciclate, e contesta le eventuali sanzioni comminate a danno della comunità. Nella quasi totalità dei paesi del nord Italia, come ad esempio l’eccellente consorzio di Riva del Garda, le materie prime riciclate sono vendute all’atto del conferimento in discarica alla tariffe piene del Conai, tradotto: risorse finanziarie dai rifiuti. Dati su cui riflettere ci sono, il Comune di Riva del Garda ha circa 16.000 abitanti ed incassa dai conferimenti delle materie prime in discarica circa 450mila euro annui contro i soli 67mila (ottenuti in termini di sconto sul servizi di raccolta) di Grottaferrata che ricordiamo vanta 21.000 abitanti… fate voi le dovute proporzioni (facendo due conti della serva Grottaferrata dovrebbe incassare circa 590mila euro). Pertanto, le materie prime riciclate non possono essere trascurate, sono risorse che consentono ai cittadini di risparmiare sul versamento delle imposte e avere ulteriori servizi (come avviene in alta Italia), ma è necessario creare figure professionali all’interno del Co-

mune che possano operare in una vera e propria Area/Settore Ambiente che quantifichi di anno in anno, con report trasparenti e voci di finanziare limpide, i risultati perseguiti a beneficio della collettività, in modo che ogni cittadini possa essere incentivato nell’essere parte attiva del processo di generazione delle nuove risorse dai rifiuti. Riflessioni e idee: vorrei riflettere sugli oltre 420mila euro erogati a due cooperative sociali da giugno del 2010 ad aprile del 2011 per lo “Sfalcio arboreo”: l’intero Comune di Monza ha speso in un anno 150.000 euro e sui marciapiedi non si vede un chewing-gum. Per cortesia i prossimi soldi vengano spesi per pulire zone dove da anni non si taglia l’erba dai marciapiedi e si tolga da essi l’immondizia, da Via Anagnina a Via Tuscolana, passando per Valle Marciana e Valle Violata. Invito il comandante Scuderini, persona sempre disponibile ed efficiente, ad istituire un numero verde (oggi l’attivazione costa 150 euro ed è ricaricabile a chiamata) dove accogliere tutte le segnalazioni dei nostri cittadini sullo stato dei nostri quartieri, dobbiamo essere fieri di vivere a Grottaferrata, deve essere un giardino, un gioiello e non un immondezzaio. Invito inoltre l’amministrazione comunale a riesaminare il contratto in essere con la ManutenCoop (attuale Aimeri

Ambiente S.r.l.) perché presenta aspetti deficitari per il Comune, a titolo esemplificativo e non esaustivo faccio notare che ad esso non è allegata un piantina viaria delle strade di Grottaferrata, non è prevista la responsabilità in capo all’appaltatore di pulire e controllare le sopradette vie (o per macrozone/ quartieri) indicando giorno per giorno, il tipo di mezzo ed il numero di personale impiegato, perché ahimè non è previsto, il contratto in modo assurdo non lo prevede consentendo alla Aimeri di decidere liberamente quali strade e quando pulirle ed il numero di mezzi con relativo personale da impiegare… non meravigliamoci che ci sono strade abbandonate da anni. Se dovessimo entrare nel merito di quello che è un singolo aspetto del contratto, allora ci si deve chiedere perché non è previsto l’impegno in capi all’appaltatore di dispiegare un automezzo per il controllo diario dello stato del manto stradale ed il decoro dei marciapiedi? Perché non sono previste sanzioni per lo stato di degrado dei nostri marciapiedi in capo all’appaltante? È inaccettabile arrivare a Grottaferrata dal Tuscolo e vedere erba altra un metro e mezzo su ambo i lati dei marciapiedi. Alessio Ferretti (Consigliere Comunale Pd)

Tarsu: abbattimento della tariffa per aree scoperte

I

Ottenuto un primo importante passo a tutela dei cittadini e delle imprese

l 14 dicembre 2010 la So.Ge.T S.p.a. (Concessionario per l’accertamento e la riscossione dei tributi locali per conto del Comune di Grottaferrata) emana circa 380 provvedimenti di accertamento ai fini TARSU per le annualità di imposta dal 2004 al 2009 verso utenze commerciali esercenti nel territorio di Grottaferrata; tra il 21 ed il 22 dicembre 2010, i predetti atti di accertamento sono notificati; il 24 dicembre 2010, la funzionaria responsabile per il Comune di Grottaferrata per il controllo sull’operato della So.Ge.T S.p.a. sottoscrive una determina con la quale approva i principi di base delle proposte di accertamento Tarsu (emessi a titolo definitivo il 14.12 e notificati il 21!); il 20 febbraio 2011, alla scadenza dei termini per presentare ricorso, dei 400 mila euro attesi di incasso entrano nelle casse comunali soltanto 7 mila euro, 1,8% delle somme attese, fatto questo che consolida dubbi e timori sulla fondatezza di quei principi base di cui sopra… prima di approvare in modo frettoloso atti lesivi della serenità dei cittadini meritevoli, bisognerebbe riflettere su come tutelarli, visto poi il fallimento riscontrato negli obiettivi di cassa prefissi;

nel Consiglio Comunale dell’11.03.2011, l’unanimità dei consiglieri del Partito Democratico, della Federazione di Sinistra, e di Italia dei Valori hanno presentato una raccomandazione al Sindaco ed alla Giunta di emettere con urgenza un atto di richiamo verso la SO.GE.T S.P.A. (condiviso dalla totalità dei consiglieri comunali dei gruppi di minoranza) dei provvedimenti emessi; in data 8 giugno 2011 dopo intense discussioni in Commissione Bilancio e Patrimonio e grazie alla disponibilità e professionalità della Dottoressa Paola Di Marco (responsabile SoGe.T per la Tarsu) la Giunta Comunale delibera (una prima deliberazione con data antecedente era risultata non adeguata) in modo definitivo la tariffa dell’uso di aree scoperte a qualsiasi destinazione adibite ad €. 4,00 per anno) a decorrere dall’anno 2011. Questo comporta a titolo esemplificativo ma non esaustivo che: le imprese che già versano per intero la Tarsu su base annuale per locali interni, nei mesi estivi potranno per l’uso di spazi esterni versare la tariffa di €. 4,00/mq in luogo di quella ordinaria (esempio la categoria 8 “ristoranti, trattorie, pizzerie..” la tariffa è €. 11,58/mq). Questa

soluzione rimedia a due disattenzioni sulle quali vorrei richiamare a una banale ma incisiva riflessione: 1. È buon senso (per non richiamare la diligenza amministrativa disciplinata dal D.P.R. 3/1957) pretendere il versamento della tariffa ordinaria annuale di €. 11,87/ mq per l’uso di aree esterne nei soli tre o quattro mesi caldi? Si fa notare che le stesse imprese quando lavorano negli spazi esterni non utilizzano quelli interni per i quali già versano per intero la tariffa ordinaria su base annuale. 2. Le famiglie che lavorano nelle aziende private non hanno la stessa serenità sul posto di lavoro che ha chi lavora nel pubblico, a Grottaferrata lavorano imprese in prevalenza a gestione familiare, le quali, in tempi di gravissima crisi (la peggiore dal dopoguerra) hanno subito un abbattimento del fatturato con punte del 35% evitando licenziamenti e fungendo da ammortizzatori sociali. Ciò detto, la tariffa ottenuta è un primo importante traguardo a tutela dei cittadini. Restano ad oggi ancora in essere una serie di atti privi di buon senso. Ricordiamone sempre a titolo esemplificativo:

L’articolo 4 del regolamento Comunale prevede esclusione dalla Tarsu per i locali adibiti a sale di conservazione della merce ove non avvengono lavorazioni e fa un esempio: le sale di essicazione dei salumi. I provvedimenti approvati dalla stessa funzionaria assoggettano a tassazione ai fini della Tarsu un locale interrato adibito in via esclusiva alla conservazione di tappeti di pregio. Si fa presente che il locale, situato al livello inferiore del negozio, essendo interrato è privo di finestre e luce solare e tenuto a basse temperature proprio per conservare la merce, evitando in tal modo che si rovini perdendo di valore. Detto ciò, è necessario prevedere tariffe diverse tra chi produce molti rifiuti (frutteria, negozi di vernici, etc…) e quelle attività che effettivamente non ne producono, perché si fa presente che un tappeto, per chi non lo sapesse produce polvere e non rifiuti solidi urbani (scarti di cibo, detersivi, cartone, metalli, pallets, etc…). I cittadini, le famiglie, i lavoratori e le imprese devono essere assistite e tutelate non sono limoni da spremere. Alessio Ferretti (Consigliere Comunale Pd)


ilCorriere Tuscolano

10

GROTTAFERRATA

settembre 2011

Archiviata la vicenda sul Piano Regolatore Broccatelli: «Sempre stato fiducioso sull’esito positivo della situazione»

È

parte mia c’è sempre stata la stata firmata dal Gip massima trasparenza ammidel Tribunale di Velnistrativa e, se errore c’è staletri la richiesta di to, è stato fatto in buona fede archiviazione proposta dal e riguarda solamente la mia pubblico ministero nel propresenza in aula - circostancedimento aperto in merito za da me contestata perché il all’adozione della variante segretario comunagenerale del piano regolale aveva garantito, a tore, che vedeva interessati me come a tutti gli esponenti dell’allora maggioaltri, che potevamo ranza e opposizione. essere presenti e L’attuale vice sindaco, Alesvotare. Confortato sandro Broccatelli, e i conda questo parere, siglieri all’epoca coinvolti, Alessandro Broccatelli sono rimasto e ho chiudono dunque positivamente l’episodio. Raggiunto telefonicamente il vi- preso parte alla votazione. Detto questo cesindaco ha dichiarato: «Come ho già avuto modo – ha continuato Broccatelli - sono moldi dire anche all’inizio di questa vicenda, sono to dispiaciuto dalla polemica che alcuni sempre stato sereno e fiducioso in una positiva soggetti hanno fatto, compreso la stampa conclusione del procedimento nei miei riguardi; da locale che mi ha accostato ad altre figure

politiche con accuse più gravi, ragion per cui adesso chiedo a tutti coloro i quali hanno gettato fango di provvedere a ripulire la situazione. Ad ogni modo, la cosa più importante è che la magistratura ha fatto il suo corso e la vicenda si sia conclusa come doveva concludersi». M.G.C.

amo

Riceviamo & pubblichi Pugc

Quanti sono i consiglieri comunali incompatibili?

L

a discussione in Consiglio Comunale del documento urbanistico é continuamente rinviata, un segnale inequivocabile, dello scontro che è in atto, tra parte dell’Amministrazione e il Comitato di Affari dei costruttori. Ed è per stanare l’Amministrazione da un silenzio ingiustificabile che è stato inviato a tutti gli Amministratori di maggioranza e opposizione due documenti che hanno lo scopo di aprire un dibattito tra Amministrazione e cittadinanza al fine di rendere trasparenti le volontà di che cosa si vuole del futuro assetto urbanistico di Grottaferrata. - Il primo documento propone una Delibera volta a verificare la compatibilità dei consiglieri a votare il PUCG tenendo conto della sentenza del TAR del Lazio che il 14 luglio 2010 ha annullato la delibera dell’Amministrazione Ghelfi a causa dell’incompatibilità di sei Consiglieri Comunali in conflitto di interessi, (alcuni siedono ancora oggi in Consiglio qualcuno è stato promosso ad Assessore); - Il secondo documento presenta le proposte per la messa a punto del Pugc. Ad ambedue i documenti l’Amministrazione non ha dato alcun seguito né risposta. La stessa strategia dello Struzzo che mette la testa sotto la sabbia per sottrarsi alle proprie responsabilità paralizzate dal conflitto di interessi dei Consiglieri sanzionati dalla sentenza del TAR e dalla pressione dei costruttori. Il rischio che il PUCG sia redatto ed approvato da un Commissario ad Acta è ormai una realtà. Esito disastroso che imporrebbe le immediate dimissioni dell’Amministrazione. C’è solo un modo per evitarlo “Verificare e deliberare in Consiglio Comunale se c’è il numero legale e la maggioranza qualificata per approvare una delibera di adozione della variante del Pugc”. È un atto dovuto alla cittadinanza che deve sapere se l‘Amministrazione è in grado governare o No! E un atto a cui il sindaco non può sottrarsi, ha tutti poteri per procedere, i cittadini lo hanno eletto, ma i galloni di Sindaco si guadagnano sul campo.


ilCorriere Tuscolano

11

GROTTAFERRATA

settembre 2011

La pittura come comprensione della realtà Intervista all’architetto Aldo Zichella

L

Aldo Zichella

o scorso mese di luglio, durante la manifestazione “Marana Repubblic” tra i vari eventi e iniziative organizzate c’è stata anche un’esposizione di opere di artisti locali, tra cui quelle di Aldo Zichella. Di madre grottaferratese e padre pugliese, dopo aver esercitato per qualche anno la libera professione di architetto, Zichella ha optato per la carriera di pubblico dipendente; attualmente lavora per il comune di Grottaferrata occupandosi prevalentemente del rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche e di sviluppo sostenibile. Sposato con Lucilla, ha due figli, Federico e Giulia e una nipotina, Livia. Architetto, quando e come nasce la sua passione per il disegno a mano libera? Ho iniziato in tenera età coltivando questa passione, con alterno interesse, fino alla maturità, forse nel tentativo di seguire l’esempio di mio padre Alfonso che in-

torno ai cinquant’anni, dopo un viaggio a Parigi, scoprì la passione per la pittura a cui si dedicò da autodidatta fino al suo ultimo giorno. La vostra quindi è una famiglia di artisti? Parlare di artisti ritengo sia un po’ esagerato, anche se mio padre oltre a dipingere si è dedicato, a suo tempo, a scrivere poesie. Credo semplicemente si tratti di attività a cui un po’ tutti si dedicano, e che aiutano ad affrontare il quotidiano, a evadere: un minimo di vena artistica c’è in tutti noi. Ha già esposto in qualche altra occasione? No, questa è stata una circostanza particolare nata dalla casualità. Un collega, Alessandro Massacci, anche lui con la passione per la pittura e che ha già realizzato alcune mostre, mi ha chiesto, all’ultimo momento, se fossi interessato ad esporre alcune opere alla manifestazione “Marana Repubblic”. Senza pensarci su, sono andato a casa, ho tolto alcuni quadri dalle pareti, li ho spolverati e li ho esposti. Qual è il suo stile, le sue tecniche? In questa circostanza ho esposto dei disegni prevalentemente a carboncino bianco su base nera - che sono la maggior parte - e qualcuno a carboncino nero su base chiara. Hanno come soggetto la figura femminile che propongo concentrando l’interesse ora sul volto, ora sulla figura intera, ora su un particolare. Mi piace pen-

sare che questi miei studi possano servire a penetrare dentro l’universo, in gran parte inesplorato, dell’essere umano in generale e della donna in particolare. Cosa la spinge a disegnare? Disegno principalmente per me, per tentare di ricaricarmi mentalmente e spiritualmente con la speranza di suscitare le stesse sensazioni nei potenziali fruitori delle mie opere. In un prossimo futuro

realtà – ma debba distinguersi nell’impegno di raccontare tutto ciò che, pur sfuggendo all’immediata percezione dei quattro sensi, fornisce ampia prova della propria esistenza – se solo lo si voglia riconoscere essendo scevri da pregiudizi – nell’evolversi dei destini dell’umanità. In questo tento di trarre spunto dall’antroposofia di Rudolf Steiner, poliedrico pensatore vissuto in Svizzera a cavallo del ‘900.

vorrei tentare una sperimentazione, cioè andare oltre la pura sensualità che emana dalla fisicità di una figura femminile per esplorare quanto non risulta immediatamente visibile, pur essendo intimamente connaturato con l’essere umano. Un obiettivo ambizioso. In un certo senso si. Mi rendo conto che detto così, rischia di apparire un obiettivo velleitario se non addirittura impossibile da raggiungere. Però allo stesso tempo sono convinto che l’opera d’arte non possa limitarsi a rappresentare la realtà – o quello che comunemente si intende per

Perché usa il carboncino? Mi piace il contrasto che ne deriva che fa uscire immediatamente l’immagine, dal momento che lavoro essenzialmente su due tonalità estreme, soprattutto quando il tratto è molto netto e quando rinuncio a modulare le tonalità. Da questo punto di vista si tratta di una tecnica sicuramente particolare che però sento molto adatta ad esprimere le sensazioni che intendo trasmettere, anche se non escludo di esplorare, in un prossimo futuro, altre forme espressive. Marco Coluccini

Gino Passamonti

Primo Memorial dedicato al campione

S

i è svolta lo scorso 4 settembre, nella splendida cornice del Corso del Popolo di Grottaferrata, il primo memorial Gino Passamonti. L’evento, organizzato dalla Pro Loco di Grottaferrata e patrocinato dal Comune, ha visto la partecipazioni di tanti appassionati del mondo delle due e delle tre ruote, che si sono radunati nella cittadina castellana con i loro bolidi d’epoca per ricordare il grande campione e cittadino di Grottaferrata che dagli anni ’50 e per oltre un trentennio ha portato in alto il nome della cittadina con le sue imprese sulla moto e sul sidecar. Insieme all’amico e rivale Giuseppe Dal Toè diede vita a tante sfide che ancora oggi fanno storia e c’è chi lo ricorda, oltre che grande ed esperto pilota, come maestro; tanti gli “allievi” passati sotto di lui che hanno imparato a pilotare i sidecar. Classe ’22, una vita passata nella polizia stradale, in officina faceva miracoli e c’è chi ricorda con quanta cura si occupasse dei suoi sidecar. Proprio per questa sua grande passione sono stati tanti i curiosi che fin dalle prime ore del mattino di domenica si sono

radunati per ammirare questi gioielli d’epoca; Guzzi, Motobécane, B.M.W., Morini e Malanca sono solo alcune delle grandi case rappresentate lungo il Corso. L’evento però non si è fermato a una semplice mostra statica dei modelli, a metà mattina i motori hanno iniziato a tuonare e in fila indiana tutte le moto si sono trasferite in piazzale San Nilo dove si era allestito un piccolo circuito. Prove di abilità e di velocità si sono susseguite fino all’ora di pranzo, con il pubblico ad ammirare con gli occhi spalancati e le orecchie chiuse questa gara d’altri tempi. Si replica l’anno prossimo con tanti piccoli appassionati che già chiedono una moto ai genitori. M.B.


12

GROTTAFERRATA

ilCorriere Tuscolano

settembre 2011

Ricordo di un pittore

A

L’eclettica figura di Nino Doglia

un anno esatto dalla scomparsa è stata ricordata la figura del pittore, politico e commerciante grottaferratese Nino Doglia attraverso forse lo strumento che meglio lo poteva ricordare: una mostra a lui dedicata. La cerimonia ha avuto inizio alle 17 presso l’aula consiliare del comune dove il Consigliere Stefano Bertuzzi, che ha conosciuto personalmente Nino Doglia, ha tracciato un sentito ritratto - però verbale che ben ha descritto a chi non la conosceva e ricordato a chi la conosceva la figura di Nino.

Nato a Grottaferrata nel 1932, oltre ad essere stato un apprezzato pittore e scultore ha anche partecipato attivamente alla vita politica del paese, ricoprendo la carica di consigliere comunale prima, assessore al Commercio poi e infine Vice Sindaco negli anni tra il 1960 e il 1975. Dopo gli interventi del Consigliere Spalletta e di Mirko Di Bernardo, la cerimonia è proseguita con l’inaugurazione della mostra avvenuta presso la “Cantina Furlani”, l’attività commerciale più antica del Corso in cui sono esposte alcune sue opere, così come av-

viene in altre attività commerciali situate lungo il Corso che si trasformerà per l’occasione in una lunga pinacoteca ospitando alcune opere dell’artista, il cui amore per Grottaferrata si rivela in ogni suo singolo quadro. L’idea della mostra nasce «da una promessa fatta a nonno prima che venisse a mancare – ci racconta la nipote Cristina Helmy, promotrice dell’evento – lui non ha mai realizzato mostre perché dipingeva solo per amore della pittura». M.C.

Nino Doglia

«Sempre vicino ai problemi delle persone»

P

Il ricordo di Nino dell’amico Tonino Coscia

del colore politico, era amier meglio ricordare co di tutti. Sono storiche Nino Doglia, abbiainfatti le sue amicizie con mo rivolto qualche Mauro Ghelfi e Agostino domanda a una persona che Vinciguerra, che allora adelo ha conosciuto bene sia rivano nell’Msi e nel Pci. dal punto di vista umano Quali erano le sue princiche politico, Tonino Coscia, pali caratteristiche umane a sua volta noto personage politiche? gio politico grottaferratese. Tonino Coscia Nino si muoveva più nella Signor Coscia, quando ha periferia che al centro del paese. La poconosciuto Nino Doglia? La nostra amicizia risale a molti anni fa. litica lui la faceva in mezzo alla strada, Quando arrivai a Grottaferrata nei primi che è un po’ quello che adesso manca. anni ’60, vista la mia passione politica, Oggi la si fa solo in piazza. Nino invece chiesi subito in giro chi fossero i mag- andava a sentire direttamente i problemi giori esponenti del Partito Socialista del delle persone. Inoltre aveva una particopaese; fui indirizzato presso la famiglia lare cura per l’ambiente e il territorio. Valentini e mi parlarono inoltre di que- Questo suo amore si manifestava anche sto ragazzo, particolarmente impegnato nella pittura, altra sua grande passione. nella vita politica e sociale della nostra Ricordo che una volta dipinse un quadro cittadina. Anche se provenivamo da due che ritraeva un momento del consiglio differenti correnti politiche - io ero so- comunale, in cui riuscì a cogliere percialdemocratico e lui socialista - tra noi fettamente l’essenza, l’anima di tutti i nacque subito un’amicizia spontanea, partecipanti. profonda e duratura. D’altronde, al di là Oggi c’è qualcuno che gli può somigliare? Difficile trovare qualcuno così, a prescindere dal colore politico. Era una persona del posto, che si occupava del territorio e lo viveva intensamente. Ne conosceva approfonditamente i problemi e si adoperava per trovare le risorse per risolverli. C’è anche da dire che l’attuale riforma elettorale che ha previsto l’elezione diretta del Sindaco non aiuta,

rendendo di fatto questa figura l’unica responsabile dell’amministrazione, con i consiglieri e gli assessori che, in questo senso, hanno poco margine di manovra. Però il suo amore per Grottaferrata era sempre al centro dei suoi pensieri. Anche quando andavamo in gita o a caccia, altra sua grande passione, e si finiva per mangiare insieme, lui parlava sempre delle problematiche del nostro paese e di come poterle risolvere, davanti a un bicchiere di buon vino, come si usa da queste parti. Marco Coluccini

N

“C’era una volta Grottaferrata…” Nino Doglia Mostra Personale Corso del Popolo Dal 17 al 30 settembre

Il mio ricordo di Nino Doglia

che si sentiva in qualche modo ino Doglia è stata una figura che ha svolto un esclusa dalla parte politica in ruolo molto importante nella quel momento preponderante e che, come si sa, tende a rimia vita personale e politica. È stata una delle prime pertenere buono e caro il proprio sone che ho conosciuto una punto di vista. La sua figura Stefano Bertuzzi volta venuto a Grottaferrata umana e politica ha sempre visto che aveva frequentato l'Accademia delle dato vita a scambi di vedute e a polemiche Belle Arti insieme a mia madre e mio padre. sempre salutari sia all’interno del Partito SoÈ stato lui, insieme a Tonino Coscia, a intro- cialista che tra le diverse forze politiche. Con durmi nel Partito Socialista quando avevo solo gli anni ha avuto ha svolto poi un ruolo 16 anni, trasmettendomi il suo amore per importantissimo nella rappresentanza dei la politica. Comunque anche all’interno del commercianti - che oggi proprio per questo panorama politico Nino era un personaggio espongono i suoi quadri - e nell’organizzamolto particolare, rappresentava soprattutto zione dello sport, soprattutto riguardo alla la figura dell’antagonista, non di qualcosa di formazione dei giovani, sempre nell’antaspecifico ma in generale. Riuscì sempre a dare gonismo, mai nella piaggeria e nell’assuevoce a quella parte della comunità cittadina fazione al potere.

I

Il Progetto Avis Scuola

l Progetto Avis Scuola, rivolto agli studenti maggiorenni che frequentano le scuole superiori del Comune di Grottaferrata, ha lo scopo di indurre i giovani a donare il sangue, cercando di far comprendere loro l’importanza di questo gesto. Il Progetto, al quale hanno aderito tutti i Presidi delle scuole superiori presenti nel comune di Grottaferrata, consiste nel riconoscimento di un credito formativo agli studenti che donano il sangue presso l’Avis Comunale di Grottaferrata. Gli studenti potranno donare il sangue ogni quarta domenica del mese. Per informazioni contattare il numero 3924877655. Chi dona il sangue dona la vita (Progetto partito da inizio settembre). Domenica 25 Settembre, dalle 8:00 alle 11:00, si potrà donare il sangue presso la sede dell’Avis di Grottaferrata sita in Via Giuseppe Verdi, 12. Si ricorda di presentarsi a digiuno. www.avisgrottaferrata.it - info@avisgrottaferrata.it Vi aspettiamo numerosi.


ilCorriere Tuscolano

13

GROTTAFERRATA

Agenda per agire

Quando la cooperazione diventa azione

I

nizia così la storia di Agenda. Il comune di Grottaferrata aveva appena acquisito i locali dell’Istituto Sacro Cuore per destinarli alle scuole statali e con un gruppo di genitori avevo chiesto di poter utilizzare i locali del teatro di via Garibaldi. Era novembre 1999. I miei contatti con le altre persone del territorio che avevano in famiglia dei bambini con disabilità erano facilitati dalla mia professione: insegnante di sostegno della scuola primaria. Avevo fatto tanta fatica ad ammettere che da soli non si può affrontare la disabilità anche nei casi in cui ci si ritiene abbastanza informati e capaci. La nostra caccia alle informazioni e alle strade percorribili per riabilitare, istruire, supportare i nostri figli e porre le basi per un futuro vivibile non aveva mezzi informatici. “Ho sentito dire…”, “ Ho conosciuto una mamma che…”, “Ho trovato uno specialista a…”, tutto viaggiava di bocca in bocca, magari al telefono, più spesso in sale d’aspetto o nei corridoi degli ospedali. Certo, anche davanti al cancello della scuola ci osservavamo reciprocamente, ci riconoscevamo dagli sguardi complici, tendendo la mano ai nostri bambini e tentavamo i primi approcci per sentirci meno soli e compatiti rispetto al resto dell’assembramento sul portone d’uscita che ci scrutava come vittime di una malasorte che non li aveva travolti. Sono convinta che allora come ora gli altri, molti altri ringraziavano la loro buona stella per non aver messo al mondo dei figli “diversi”. Avevo letto da poco un libro che conservo come la prima pietra posata della realtà che oggi è la nostra Onlus. Una frase per tutte, una leva che ha risollevato la mia esistenza

dal baratro della disperazione “Le difficoltà possono, se lo vogliamo, fare di noi delle persone più forti, migliori.” Sì, lo volevo veramente. Portavo sempre con me questo libro. Era la mia copertina di Linus. Eravamo molto compatti all’inizio e anche numerosi per esserci appena costituiti, ma alcuni compreso che la strada era lunga e faticosa e che è sempre facile cadere nella trappola delle contrapposizioni sospesero la partecipazione preferendo non condividere con noi la parte più faticosa della nostra storia. Qualcuno nel tempo è tornato sui suoi passi, qualcuno si è aggiunto. Nel 2003 maturarono i tempi per avere più forza statutaria e ci costituimmo in Onlus. In quell’occasione ci trovammo compatti e convinti che le prospettive e la costituzione di fronte al notaio ci avrebbero dato più voce in capitolo e visibilità sul territorio. Presentammo prima un progetto ambizioso per la realizzazione di una ludoteca aperta a tutta la popolazione del nostro territorio, poi un importante convegno presso la biblioteca comunale Ci scontrammo con problemi burocratici e di blindatura dei piani di zona. Non avemmo sufficienti appoggi per sviluppare la nostra idea progettuale, ma fu l’occasione per conoscere tutti i passaggi e le paranoie burocratiche che frenano le iniziative nate dalle vere e contingenti necessità nostre e dei nostri figli. Iniziai a dedicare molto del mio tempo libero (se mai si potesse parlare di tempo libero) agli incontri del centro socio culturale al quale avevamo aderito e del quale ancora adesso facciamo parte, agli incontri prima per la costituzione poi per la partecipazione alla consulta dei

servizi sociali di Grottaferrata ai convegni e ai corsi che potevano aiutarci a studiare, a capire come seguire i corretti iter per salire al volo sulla giostra delle iniziative che altri riuscivano a realizzare e noi no. Aderimmo dopo molte titubanze alla fondazione di partecipazione “Prima del dopo” di cui si fece promotrice la Comunità di Capodarco. Un grave problema di salute mi fermò inesorabilmente e in quella circostanza fu Sergio Vazzana che prima come persona sensibile e competente, poi come socio, capì ciò che mie era occorso. Prese la presidenza subentrando a me con regolari elezioni. Non che le altre persone mi avessero fatto mancare la loro vicinanza e tutto il loro aiuto, ma assumersi certe cariche e cercare di dare continuità a un’associazione non era una cosa da tutti. Per cinque anni tra alti e bassi l’associazione ha proseguito sia sul piano della tutela dei diritti sia come fulcro dell’auto mutuo aiuto il suo iter appesantita dalla nostra condizione di familiari impegnati nell’assistenza, la cura, la riabilitazione dei propri figli. Tale caratteristica è come la frizione dell’auto quando si avanza con la macchina nel traffico di una salita molto ripida: se non si dosano bene i pedali e si procede a impercettibili avanzamenti la frizione si brucia. Dall’idea insistente di Alberto De Angelis di creare un’associazione ex novo e da una lettera scritta al Jolly bar nell’estate del 2008 da parte di coloro che come Alberto avvertivano sempre più urgente la necessità di non decretarne lo scioglimento è sopraggiunta la decisione di non lasciar esaurire le potenzialità che Agenda come Onlus ancora conservava nonostante una battuta d’arresto dettata dalle oggettive condizioni che ho sopradescritto. Il resto è storia recentissima. Agenda da novembre 2009 ha ripreso a pieno ritmo il suo dinamismo e ne ha organizzate delle nuove,

settembre 2011

Il vescovo Mons. Raffaello Martinelli e alcuni membri dell’associazione Agenda

sempre all’insegna della gestione diretta dei genitori che l’hanno fondata, voluta e riattivata con molta determinazione. È tornata a battersi a livello politico e sociale per affermare che l’invisibilità dei nostri figli, la ghigliottina del patto di stabilità e l’ignoranza nel senso letterale del termine di coloro che non si confrontano mai con la nostra realtà, ci disturba, ci depaupera, ci riconsegna i nostri figli perché restino presso di noi per il resto della nostra esistenza. Agenda lavora a pieno ritmo per avere il giusto riconoscimento della sua finalità come associazione di promozione sociale, per acquisire veste d’interlocutore attivo e propulsore di progetti che nel territorio devono trovare i loro spazi, i loro finanziamenti, il rispetto di una storia ora resa pubblica che testimonia la presenza fattiva e la cronologia di una realtà locale radicata in Grottaferrata che merita attenzione ed ausilio. La nostra Onlus ha dimostrato di avere tutte le potenzialità e gli apporti necessari per coinvolgere le istituzioni e la popolazione e guidarle ad affiancarci e a darci fiducia senza cadere nella trappola molto pericolosa del divide et impera che vorrebbe realtà assimilabili alla nostra competere invece di cooperare e prevalere piuttosto che unire le forze e progredire guardando nella stessa direzione. Info@agendaonlus.it Elena Duccillo


14

FRASCATI

ilCorriere Tuscolano

settembre 2011

Festa democratica a Villa Torlonia Tanti i big della politica alla kermesse del Pd frascatano Continua da pag.1

nali e gli assessori del Pd di Frascati. Onnipresente il segretario politico locale Alessio Ducci. Tutti i dirigenti locali rigorosamente in divisa con maglietta bianca con il simbolo del Pd. La chiusura ha visto l'autorevole partecipazione del senatore Luigi Zanda, vicecapogruppo al senato del

Partito Democratico, che insieme al consigliere regionale Carlo Ponzo ha parlato a lungo del futuro dell'Italia e del Pd. Il tutto allietato dalla presenza di un buon menù, buon vino, mercatino con tanti stand e spettacoli di intrattenimento tra cui spiccava Simone Cristicchi con il suo “Li romani in Russia”.

L’onorevole Carlo Ponzo

Il senatore Luigi Zanda

Il cantante e attore Simone Cristicchi

Alla festa del Pd di Frascati grande assente Franco Posa

C

Il sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso con alcuni intervenuti alla Festa Democratica

lamorosa l’assenza del noto esponente politico locale dal programma della festa del Pd di Frascati. Tra i tanti nomi in calendario ed intervenuti alla kermesse spicca infatti l’assenza di Franco Posa. Semplice distrazione o imbarazzo per il suo rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica di Roma per la nota vicenda dei “gettoni d’oro” della Provincia?


ilCorriere Tuscolano

15

FRASCATI

Passaggio di consegne

Le Scuole Pie salutano Padre Venturi e danno il benvenuto a Padre Capozzi e Padre Romano Anche alle Scuole Pie di Frascati è cominciato il nuovo anno scolastico. Le iscrizioni sono ancora aumentate sia per la materna che per l'elementare. Merito di un'offerta di servizi molto ampia, dal laboratorio di informatica alla palestra, dal prescuola alla lingua inglese, dagli ampi spazi per il gioco e la ricreazione al parcheggio interno, per finire con una mensa di qualità che usa esclusivamente cibi biologici. Ma soprattutto merito di una grande professionalità ed una forte carica umana del corpo insegnante che attua scrupolosamente il modello pedagogico calasanziano sotto la guida sapiente ed attenta del direttore p. Martino. L'aumento delle iscrizioni ha quasi raggiunto il limite di capienza della scuola che probabilmente per i prossimi anni dovrà pensare ad

una riorganizzazione degli spazi ed all'utilizzo di nuove aule del grande edificio scolastico. Cambiamenti in vista anche tra i religiosi. Padre Giuseppe Venturi, da oltre quattordici anni a Frascati, è andato in Liguria, a svolgere attività pastorale a Carcare. Al suo posto Padre Luigi Capozzi, proveniente da Roma. Nuovo arrivo anche per Padre Vincenzo Romano, da Campi Salentina in Puglia. Tutti i bambini della scuola hanno salutato con affetto un commosso p. Venturi al quale sono stati tutti molto affezionati e accolto con un caloroso benvenuto i nuovi padri. Una bella realtà, viva, pulsante, dinamica, che rinnova l'antica tradizione dei Padri Scolopi a Frascati fin dal 1616. D.P.

settembre 2011

Prosegue il lavoro dell’assessore ai LL.PP. Romualdo Paoletti Lavori nelle scuole e prossimamente l’ampliamento del cimitero

C

ontinuano a ritmo serrato i lavori pubblici nella nostra città con marcata priorità per le scuole, in vista della riapertura dell'anno scolastico. A Villa Sciarra sono in corso di realizzazione la scala e l'impianto antincendio, è stato rifatto il controsoffitto del piano sottotetto e realizzato il superamento delle barriere architettoniche del refettorio. Nella scuola di Via Risorgimen-

to è stato rifatto il tetto del padiglione centrale con capriate in acciaio, coibentazione “Isotec”, impermeabilizzazione e manto di copertura. E' stata inoltre consolidata la scala su Via di Villa Borghese ed è

in corso di esecuzione l'installazione di un ascensore. Completati i lavori di allargamento della parte alta di Via Macchia dello Sterparo e i lavori di ristrutturazione della torretta del Parco del Tiro a Segno In corso i lavori di rifacimento dei marciapiedi in Via San Francesco fino a Capocroce. In arrivo l'apertura del cantiere per l'ampliamento del cimitero.


16

FRASCATI

ilCorriere Tuscolano

settembre 2011

Ambiente e territorio

Nel 2010 il 20% dell’energia elettrica mondiale è arrivata dalle rinnovabili

L

Gianluigi Peduto

e rinnovabili hanno messo a segno un 2010 record nel mondo: l'anno scorso, infatti, quasi il 20% della produzione di corrente elettrica è arrivata da fonti verdi, così come il 16% dei consumi finali di energia. E' questo il bilancio dell'ultimo rapporto globale di Ren21 (Rene-

wable Energy Policy Network for the 21st Century), la rete internazionale a sostegno delle politiche sulle energie rinnovabili. Se si conta anche l'idroelettrico, la capacità di generazione di energia proveniente da fonti verdi é stata circa la metà di quella installata nel 2010 (complessivamente circa 30 GW). La produzione di energia fotovoltaica è più che raddoppiata nel mondo rispetto al 2009, grazie ai programmi di incentivi dei governi ed al continuo crollo dei prezzi dei pannelli. Il paese più amico del sole è la Germania, che da sola ha installato più fotovoltaico nel 2010 che il mondo intero nel 2009, mentre le vendite di pannelli in Giappone e Usa sono quasi raddoppiate. A fornire la capacità maggiore dei nuovi impianti installati rimane tuttavia l'eolico, anche se per per la prima volta l'anno scorso l'Europa ha prodotto più energia da fotovoltaico che dal vento. Nell'Unione europea le rinnovabili hanno contato circa il 41% della nuova capacità elettrica installata. Il trend è chiaro a livello mondiale: all'inizio del 2011, almeno 119 paesi hanno fissato qualche tipo di target sul fronte delle energie pulite e hanno lanciato politiche di sostegno alle rinnovabili a livello nazionale, più che

raddoppiando i 55 paesi del 2009. I paesi in via di sviluppo l'anno scorso hanno superato per la prima volta i paesi industrializzati sul fronte degli investimenti nelle fonti verdi, con la Cina al comando. I paesi sviluppati invece hanno mantenuto la leadership negli investimenti

in ricerca e progetti su piccola scala nel 2010, con Germania, Italia e Usa ai primi tre posti della classifica. Nella top five della capacità di energia rinnovabile, escluso l'idroelettrico, si piazzano invece Usa, Cina, Germania, Spagna e India. Gianluigi Peduto, ingegnere

Architettura bioclimatica e sistemi passivi

L’

architettura bioclimatica consiste in un complesso di soluzioni progettuali che consente di assicurare all’interno di un edificio il mantenimento di condizioni di comfort ambientale, limitando al minimo l’intervento degli impianti. Gli elementi naturali (quali il sole, il vento, l’acqua, il terreno e la vegetazione) vengono usati per realizzare edifici termicamente efficienti. Lo scopo dell’architettura bioclimatica è il controllo del microclima interno con strategie progettuali passive che, minimizzando l’uso di impianti meccanici, massimizzano l’efficienza degli scambi termici tra edificio e ambiente. All’edificio, opportunamente progettato, viene dunque demandato il compito di captare o rinviare le radiazioni solari,

sfruttare il microclima locale (ad esempio i venti) recuperare risorse (quali, ad esempio l’acqua piovana). L’edificio deve essere progettato in modo da rispondere a requisiti variabili in funzione della stagione. In particolare: - nel periodo invernale occorre favorire l’irraggiamento solare sulle pareti e le finestre per scaldare gli ambienti interni e isolare l’involucro per conservare il calore accumulato. - nel periodo estivo: occorre proteggere l’edificio dall’irraggiamento solare con dei sistemi di ombreggiamento, prevedere una elevata inerzia termica delle murature e favorire la ventilazione naturale interna all’edificio. Gianluigi Peduto, ingegnere

SONO APERTE LE ISCRIZIONI AI CORSI DI NUOTO E DI TENNIS 2011-2012

NUOVI SPOGLIATOI


ilCorriere Tuscolano

17

FRASCATI

settembre 2011

La Regione Lazio ha il suo Piano Casa Varate le norme generali a riguardo

I

Norme generali l piano casa si applica a tutti gli edifici realizzati legittimamente (anche quelli per i quali il titolo edilizio sia stato rilasciato in sanatoria) e a quelli non ultimati ma che abbiano ricevuto il titolo abilitativo edilizio. Si applica anche nelle zone agricole e nelle zone più urbanizzate delle aree naturali protette. Sono esclusi gli insediamenti urbani storici come individuati dal Piano territoriale paesistico regionale. Sono escluse, inoltre, le aree di rischio idrogeologico molto elevato, i casali ed i complessi rurali realizzati in epoca anteriore al 1930, gli edifici costruiti nelle aree del demanio marittimo. Per gli ampliamenti di edifici esistenti è prevista la possibilità di “monetizzare” il mancato rispetto degli standard urbanistici nel caso siano impossibili da realizzare le cosiddette opere di urbanizzazione secondaria necessarie. Tale possibilità viene invece esclusa per i cambi di destinazione d’uso. Le norme relative ad ampliamenti, demolizione e ricostruzione, cambi di destinazione d’uso resteranno in vigore per tre anni dalla data di pubblicazione della legge. Ampliamento di edifici esistenti Gli ampliamenti sono permessi in aderenza o adiacenza rispetto al fabbricato esistente, ma non in sopraelevazione. Possono comportare anche un incremento delle unità immobiliari e devono essere realizzati nel rispetto delle altezze e delle distanze previste dalla legislazione vigente. Devono essere realizzati nel rispetto delle normative sulla bioedilizia e, qualora comportino l’uso di fonti di energia rinnovabile non inferiore a un kilowatt, l’incremento di cubatura arriva al 30 per cento. In caso di adeguamento dell’intero edificio alla normativa antisismica, le percentuali di ampliamento variano a seconda della localizzazione degli edifici, con incrementi che possono arrivare al 35 per cento. a) residenziali L’incremento massimo è del 20 per cento, per un massimo di 70 metri quadrati di superficie (la cosiddetta Superficie utile lorda). b) non residenziali Lo stesso limite del 20 per cento è previsto per gli edifici non residenziali, per un massimo di 200 metri quadri per ogni edificio. Nel caso di edifici con destinazione ad attività produttive e artigianali il limite è del 25 per cento, per un massimo di 500 metri quadrati. Chi usufruisce dell’ampliamento dovrà mantenere la destinazione d’uso per almeno 10 anni. Cambi di destinazione d’uso È consentito il cambio di destinazione d’uso, con intervento di ristrutturazione, sostituzione, demolizione e ricostruzione, completamento, per gli

edifici non residenziali dismessi. È consentito l’ampliamento del 30 per cento rispetto alla superficie utile esistente. Con tali interventi, che non si potranno realizzare nelle zone omogenee D (industriali) con superficie superiori a dieci ettari e nelle zone omogenee E (zone destinate all’agricoltura), sarà possibile trasformare la destinazione d’uso in residenziale, fino a un massimo di 15 mila metri quadrati. Una quota fra il 30 e il 35 per cento (a seconda della superficie realizzata) dovrà essere destinata alla locazione a canone concordato (il cosiddetto housing sociale). Sono previsti interventi anche nelle aree edificabili libere con destinazione non residenziale: potranno essere realizzate abitazioni, fino a una superficie massima di 10mila metri quadrati. Anche in questo caso il 30 per cento dovrà essere destinato all’housing sociale. Demolizione e ricostruzione Sono consentiti interventi di demolizione e ricostruzione in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici: a) per edifici a destinazione residenziale è previsto l’ampliamento fino al 35 per cento; b) per edifici a destinazione prevalentemente non residenziale, ampliamento fino al 35 per cento, comunque non superiore a 350 metri quadrati, a condizione che nella ricostruzione si rispettino le destinazioni d’uso previste negli strumenti urbanistici; c) per edifici plurifamiliari a destinazione residenziale superiori a 500 metri quadri in condizioni di degrado, ampliamento fino al 60 per cento, a condizione che venga mantenuto almeno il numero precedente di unità immobiliari. d) per gli edifici in zona agricola tale ampliamento non può superare il 20 per cento della cubatura esistente.ù Interventi di recupero In deroga agli strumenti urbanistici sono consentiti interventi di recupero a fini residenziali dei volumi accessori, pertinenziali (come ad esempio

garage, locali di servizio) con tetti di volume differenti a seconda della destinazione d’uso degli edifici e della localizzazione degli stessi. Tali interventi sono cumulabili, a differenza degli altri, con gli ampliamenti. Programmi di riqulificazione urbana Al fine di riqualificare porzioni di territorio caratterizzate da tessuti edilizi degradati, edifici isolati, ma anche territori di interesse naturalistico, ambientale e culturale, i Comuni adottano programmi integrati, che possono prevedere demolizioni e ricostruzioni con spostamento delle cubature in zone differenti. In questo caso è previsto un premio pari a un massimo del 75 per

cento in più delle volumetrie demolite. Mutuo sociale e misure perl’edilizia residenziale pubblica Per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica, è stato istituito il cosiddetto “mutuo sociale”, ideato per consentire l’acquisto di case, in particolare degli alloggi Ater o degli alloggi di edilizia sovvenzionata costruiti appositamente. Tali mutui copriranno l’intero prezzo dell’immobile, avranno un tasso dell’1 per cento, rate non superiori al 20 per cento del reddito familiare del beneficiario. Il pagamento sarà sospeso in caso di disoccupazione o altro impedimento al pagamento del beneficiario. Sono, inoltre, previste una serie di misure per permettere la costruzione di nuove case popolari individuando aree senza costi aggiuntivi (densificazioni dei piani di zona, cambi di destinazione d’uso di terreni di proprietà delle Ater). Altre misure Nelle aree naturali protette è consentita la realizzazione di impianti e attrezzature sportive finalizzati alla valorizzazione del paesaggio. Per una serie di strumenti urbanistici attuativi, inoltre, viene introdotta la possibilità di un’approvazione diretta da parte delle giunte comunali. Prevista poi una procedura abbreviata per la definizione dei procedimenti di sanatoria edilizia ancora pendenti. Fonte: Sito istituzionale della Regione Lazio


18

FRASCATI

ilCorriere Tuscolano

settembre 2011

Frascati quanto mi costi!

Classificata come la cittadina dei Castelli Romani con gli affitti più cari

Francesco Pace e Francesca Rinaldi

F

rascati è una delle cittadine più belle e meglio attrezzate dei Castelli Romani ma chiamala “fortuna” o “sfortuna” è anche la più cara di tutta la zona, soprattutto in termini di affitti. A parlarci di questo innalzamento dei costi è Francesco Pace, titolare dell’Agenzia Solo Affitti di Frascati, da poco aperta con la sua socia Francesca Rinaldi. La Solo Affitti è una rete di agenzie immobiliari, molto nota in tutta Italia in ambito di affitti. Come mai avete deciso di aprire una sede a Frascati? Io e la mia socia Francesca Rinaldi abbiamo aperto questa agenzia poco prima dell'estate per introdurre nel mercato dei Castelli Romani un punto specializzato nella locazione immobiliare, offrendo un servizio competente e rapido, già apprezzato nel resto d'Italia. Lavoriamo per Solo Affitti da diversi anni ed abbiamo avuto modo di conoscere a fondo la realtà di Roma e Milano lavorando direttamente in

altre agenzie. Con gli anni abbiamo maturato la voglia di aprire un’agenzia tutta nostra e finalmente possiamo dire di aver realizzato il nostro sogno. Come dividerebbe Frascati tra zone care e meno care per gli affitti? L'anello del Centro storico è sicuramente la zona più cara. In piazza San Pietro ci sono locali commerciali che costano oltre i 10.000 euro al mese. Per quanto riguarda l'uso abitativo si può pagare un bilocale di 50 mq al terzo piano senza ascensore tranquillamente 900 euro. Nella zona centrale sono molto ricercati attici con terrazzo i cui prezzi variano molto a seconda del livello di rifinitura dello stesso. Zona più accessibile, tra i 700€ e i 600€, è sicuramente la fascia semiperiferica, Cocciano, Cisternole e Macchia dello Sterparo che però sono meno servite da attività commerciali e mezzi pubblici. Credo che un buon compromesso sia la zona di Vermicino, vicinissima all'università e alla stazione Tor Vergata e con affitti alla portata di molti, specialmente avvicinandosi a Borghesiana.  Essere la cittadina più cara in termini di affitti è un pregio o un difetto? Purtroppo o per fortuna, Frascati gode di molti vantaggi turistici e ambientali che permettono ai proprietari di mantenere alto il mercato degli affitti. Per i residenti è un bene, poiché un canone di affitto elevato permette di selezionare molto la richiesta accogliendo per lo più un ceto medio alto di cittadinanza. Di conseguenza riescono a mantenere più alti i costi

dei propri articoli. È una città del benessere ma dal mio punto di vista si rischia di emarginare giovani e precari che sono costretti ad accontentarsi di soluzioni più umili in location più degradate. I giovani sono penalizzati? Sicuramente si, Frascati è il comune con l'età media più alta della provincia  e con un tasso di natalità molto basso.Il trend non è positivo e bisognerebbe incentivare il "ritorno" degli inquilini giovani.Proprio per questo motivo la nostra agenzia ha adottato una politica di marketing pubblicitario mirata al mondo dei social network, infatti abbiamo aperto una pagina su

Facebook che da la possibilità di cercare casa direttamente dallo strumento ad oggi più usato dai ragazzi. Lei prenderebbe una casa in affitto a Frascati? Io personalmente vivo in affitto a Frascati e la qualità della mia vita è senza dubbio migliorata rispetto alla precedente esperienza romana e milanese. E' un centro culturale, commerciale, turistico e ambientalistico. Ideale per le famiglie, per le persone e per i giovani. Inoltre Frascati offre molti e quindi la risposta è certamente si, finanze permettendo! Debora Piergallini

Il mondo di “Frascati Fotografia”

L’

associazione culturale e di promozione sociale “Frascati Fotografia” nasce dall’entusiasmo e dalla comune intesa di un gruppo di amici nel variegato e fertile contesto culturale dell’area dei castelli romani. Ci accomuna la passione per la fotografia ed anche la convinzione dell’importanza che assume la comunicazione mediante immagini fotografiche nell’era del digitale. Abbiamo quindi dato seguito al desiderio di realizzare una struttura per accrescere le esperienze in campo fotografico sia curando il nostro personale rapporto con la fotografia, sia mediante la diffusione e la condivisione della cultura fotografica con appassionati e professionisti. Oltre a ciò l’associazione vuole essere un laboratorio di ricerca che porti a esplorare le potenzialità comunicative dell’immagine fotografica e a sviluppare e sperimentare nuove idee nell’ambito della cultura, della tecnica e nei vari campi di applicazione della fotografia. L’associazione “Frascati Fotografia” è aperta a chiunque condivida questi interessi. La vita associativa si sviluppa favorendo attività sociali e aggregative, come l’organizzazione di mostre, concorsi, corsi, incontri di approfondimento, uscite fotografiche, partecipazione a grandi eventi, attività a progetto, e accentando la sfida di mettersi in gioco promuovendo la propria arte fotografica. Favoriamo l’interazione con quelle associazioni di cui condividiamo gli scopi e per le quali la fotografia può essere d’aiuto per il raggiungimento di tali scopi. Tra le prime attività segnaliamo un corso di base fotografia digitale che inizierà il 20 settembre, un seminario sul ritratto, e un corso sulla elaborazione dell’immagine digitale. È in cantiere anche la realizzazione di un concorso fotografico. Per informazioni www.frascatifotografia.it 


ilCorriere Tuscolano

19

CASTELLI ROMANI

settembre 2011

Preghiera e meditazione in un’atmosfera di grazia Una comunità dei Castelli Romani in Pellegrinaggio a Medjugorje

D

al 23 al 30 di agosto si è svolto un pellegrinaggio alla chiesa parrocchiale francescana di Medjugorje, cui hanno partecipato un gruppo di più di cento persone, tutte residenti ai Castelli Romani, formato principalmente da famiglie. Il viaggio ha previsto un trasferimento in bus turistico fino ad Ancona, l’imbarco della comunità pellegrina sul traghetto di linea “Regina della Pace” su cui si è trascorsa la notte del 23 e quindi – dopo lo sbarco al porto croato di Spalato - il trasferimento, sempre in bus ed in circa tre ore - alla cittadina di Medjugorje, nello stato della Bosnia-Herzegovina. Lì la comunità pellegrina ha partecipato per cinque giorni pieni alle funzioni religiose, alle salite liturgiche - cioè la via crucis sul monte Krizevack e il santo rosario sulla collina detta "Podbrdo" dove sono iniziate le apparizioni nel giugno 1981, ai piedi della croce blu dove attualmente il veggente Jacov ha le apparizioni straordinarie - agli incontri di catechesi con Suor Emmanuel e di testimonianza con la comunità Nuovi Orizzonti, immergendosi in perfetta armonia con il mistero mariano di Medjugorje. Il pellegrinaggio è stato organizzato molto scrupolosamente dalla famiglia Granata di Rocca di Papa, coadiuvata da altre famiglie che collaborano al progetto e che ormai da vent’anni si recano a Medjugorje. Ad esse abbiamo posto alcune domande riguardo questa particolare esperienza. Salvatore e Maria Teresa, quest’anno è stato il trentennale della prima apparizione. Ricordate cosa vi ha spinto al primo incontro con il messaggio mariano?

Il nostro primo viaggio a Mediugorje è avvenuto nel lontano 1987. Ricordiamo l’estrema semplicità dei luoghi e della gente che ci accoglieva nelle proprie case dove ci era consentito soggiornare per il periodo del pellegrinaggio. Quella prima esperienza di un luogo così speciale, il dono di “assistere” alle apparizioni con i giovanissimi veggenti, hanno segnato senza dubbio la nostra vita spirituale e quella della nostra famiglia. Che effetto fa il Pellegrinaggio a Medjugorje sulle persone che vengono con voi? Quando pensiamo a Mediugorje, la prima immagine che ci torna in mente è una moltitudine di persona in attesa davanti ai sacerdoti - spesso per ore - per confessarsi, uomini e donne di ogni parte del mondo in attesa di riconciliarsi con Dio. Uno degli effetti del luogo è proprio questo: ci spinge il desiderio di riprendere il dialogo di amore e gioia che abbiamo interrotto con il nostro creatore. E immediatamente ecco un altro effetto di Mediugorje: la pace. Chiunque sia stato almeno una volta in questo luogo, ha fatto esperienza di un fiume di pace. Il mercoledì e il sabato sera all’adorazione eucaristica, seduti per terra ai piedi del grande altare esterni, la pace prende possesso di ogni cuore in ascolto. È come un messaggio che si diffonde nel silenzio senza clamori e grida. E ancora il desiderio di pregare, pregare e ancora di pregare. Il rosario diventa una litania continua che passa di bocca in bocca e “ad modum medicina” lenisce i dolori e guarisce le ferite interiori. Ricordate qualche situazione particolare? Possiamo dire di esser stati noi testimoni di molteplici grazie spirituali ricevute da persone che sono state con noi a Mediugorje. Ne ricordiamo le ultime in ordine di tempo, un uomo che non ha mai creduto nell’efficacia e nella necessità del sacramento della riconciliazione, quest’anno, lì, a Mediugorje ha “sentito” che era tempo di confessarsi; ancora, una donna, dopo anni di rancore verso un familiare che le ha fatto del male, da quel luogo santo gli ha spedito una lettera dove

lei stessa chiedeva perdono per averlo odiato per tanto tempo. Non sono questi gli effetti della grazia di Dio? La gente si reca ogni anno di più a Medjugorje: secondo voi perché? Non dobbiamo pensare a Mediugorje come a un luogo di happening spirituale, un’isola felice dove trascorrere “un tempo” del nostro anno. In questi trent’anni di apparizioni la Madonna ci ha sempre chiesto la stessa cosa, di aderire al suo progetto e di vivere i suoi messaggi da veri protagonisti e non da spettatori occasionali. Noi siamo i suoi collaboratori. La Madre di Gesù ci invita a sconfiggere il male intorno e dentro di noi prendendo il rosario e cominciando a pregare ogni giorno. Vogliamo guarire le nostre fami-

glie dal divorzio, dall’aborto, dall’indifferenza? È tempo di iniziare a digiunare! Maria ci invita a non mancare alla “Santa Eucaristia” e a viverla come momento di grazia, così come ci invita alla riconciliazione mensile e a leggere la sacra scrittura. Francesco Intreccialagli

Nel boschetto di Suor Emmanuel U no dei momenti più toccanti del pellegrinaggio è stato l’incontro con Suor Emmanuelle nel boschetto adiacente la sua casa di Medjugorje, nella comunità “Delle Beatitudini”. Si parte dall’albergo nel primo pomeriggio, il termometro misura 45° gradi. Saliamo sull’autobus, perché non è proprio possibile fare a piedi il pur breve percorso che ci separa dalla casa di Suor Emmanuel. L’autista accende l’aria condizionata, che non ce la fa a refrigerarci subito, tutti ci siamo procurati una bottiglietta di acqua ghiacciata. Scendiamo molto vicino alla Comunità che è formata da una casa e da un capannone per le adunanze invernali. Ci confondiamo con tutti quelli che vengono per incontrare Suor Emmanuelle, e raggiungiamo quello che è diventato il suo famoso boschetto, un area coperta di giovani querce, i cui snelli tronchi individuano uno spazio che appare subito come una chiesa costruita con elementi di semplice natura. Al centro, una piccola statua della madonna eretta su un piedistallo composto dalle aspre rocce bosniache. Più in là una croce nuda, semplice, solitaria. Le sedie non bastano, io per fortuna ho un’età per cui non sono costretto a essere subito il primo a cedere il posto alle persone più anziane.

Arriva Suor Emmanuelle, con la sua aristocratica e forte figura, tipica direi delle suore francesi che nell’abito religioso conservano quel tanto di grazia ed eleganza delle loro compatriote cittadine. Non ha un microfono ma subito si fa sentire, ci fa giungere il suo innato carisma. Ci bacchetta un po’, vuole silenzio e lo ottiene, blocca le foto, comincia la sua catechesi. Nell’assemblea, come per prodigio, si diffonde una pace al tempo stesso tranquilla e solenne: ed è in questa pace che la parola di Suor Emmanuelle si dispiega e ci parla del Rosario come di una preghiera potente, risolutiva; dei misteri che accompagnano il Rosario, come angoli di storia e meditazione che ci fanno rivivere la vita di Gesù; del digiuno, pratica sempre esistita nelle religioni, ma che la Madonna, a Madjugorje, ha invitato a riprendere con volontà, come potente mezzo di comunicazione con il divino; e poi ancora metafore, similitudini, e parabole, convincentissime, adattate alla modernità e all’umana esperienza. Non ho la competenza e non è questo il luogo e il momento per dibattere di teologia: dirò solo che tutti i presenti sono stati raggiunti, in quel momento, da quella grazia speciale che è propria di Madjugorje. F. I.


ilCorriere Tuscolano

20

CIAMPINO/MARINO

settembre 2011

Gas radon, problemi dalla Regione I Consorzi della zona C9 polemici con il comune di Ciampino

Antonio Arnone continua da pag. 1

XII. La zona è stata individuata in una determina della Regione A4414 del 28/04/2011 e pubblicata sul sito internet con la quale vengono anche richieste tutta una serie di indagini - come non è mai accaduto prima - per quanto riguarda l’emissione di CO2. Ho posto queste richieste all’esame di un tecnico (geologo) il quale è rimasto esterrefatto ma ha comunque provveduto a fare una stima e visto che il sedime del consorzio è di circa 140.000 metriquadrati, ci viene richiesta una misurazione ogni 10 metri nell’arco di quattro mesi, ogni 15 giorni, per 9 misurazioni a punto, si arriva a un totale di circa 13mila misurazioni, che a un costo di 150 euro l’una comporta una spesa di circa 2 milioni di euro. Stiamo rasentando il ridicolo, anzi siamo in pieno ridicolo. Cosa comporta di fatto questa richiesta per i consorziati? Che chi ha un lotto di 1000 metriquadrati su cui può sviluppare una volumetria di 550 metricubi – e che ha già lasciato su richiesta del Comune il 30% del suolo per soddisfare l’esigenza di aree per servizi vari come strade, verde e parcheggi, a beneficio anche di quanti hanno già edificato, spesso realizzando degli esuberi - dovrebbe spendere circa 25mila euro, cui naturalmente vanno aggiunte le spese già effettuate per la fase propedeutica del Piano Regolatore e per quelle delle opere di urbanizzazione. Ma i problemi non finiscono qui. Anche se noi fossimo così folli da voler comunque sostenere questa ulteriore spesa e anche se i valori di CO2 risultassero non a rischio per la salute pubblica, secondo la Regione, nella persona dell’ingegner Tanzi, noi egualmente saremmo costretti a edificare su piani “pilotis”. Ora, togliere il 30% del terreno, sostenere delle spese più che ingenti, non poter edificare il seminterrato di fatto equivale a non farci costruire. Tutte queste richieste mi sembrano solo dei paletti molto fermi e decisi che non trovano secondo me nessuna giustificazione. Com’è la situazione nelle altre zone edificabili? Nelle zone definite “B” si sta edificando e non è richiesta alcuna indagine e que-

sto è strano perché il problema posto dalla Regione riguarda la salute pubblica. Sembra che l’eccessiva edificazione abbia fatto sì che l’anidride carbonica si sia allontanata sempre di più dall’epicentro che è quello di Cava dei Selci per trovare sfogo nelle zone non edificate, qualunque esse siano. A questo punto è come se avessimo a che fare con un gas intelligente che parte da Cava dei Selci, evita tutta le zone “B” da dove evidentemente non fuoriesce nulla, schiva anche gli edificati della zona “C” – spesso realizzati abusivamente e sanati – e va intensificarsi solo nella zona “C” da edificare. Ho cercato di far presente al Comune questa situazione un po’ assurda, indicendo anche un’assemblea a giugno durante la quale l’assessore all’Assetto del Territorio Carlo Verini è stato fortemente attaccato dai soci del Consorzio - forse anche eccessivamente visto che si era appena insediato – durante la quale ci aveva promesso che nell’arco di 15 giorni ci avrebbe dato una risposta, cosa che però non è avvenuta. Mi sono quindi preoccupato di prendere un appuntamento in Regione – anche se non dovrei, perché il mio interlocutore è esclusivamente l’Assessore. Il dottor Tanzi responsabile del Dipartimento del Suolo della Regione che mi ha dato appuntamento per lo scorso 5 settembre cui ho invitato sia l’Assessore Verini che il Sindaco Lupi che però non è venuto. In quest’incontro Tanzi non ha fatto altro che riconfermare quello scritto nella determina regionale, ragion per cui il giorno seguente ho convocato il direttivo e i tecnici del Consorzio per studiare la situazione invitando anche questa volta Verini che però non si è presentato. Come si stanno muovendo i comuni vicini? Il comune di Marino è un comune attivo, si sta adoperando concretamente. So che il sindaco Palozzi è andato direttamente in Regione di persona a contestare quanto richiesto nella determina. Da quanto ho visto in entrambi i comuni sto pensando di chiedere ospitalità al comune di Marino per fare un’azione congiunta in modo da poter fronte a queste eccessive richieste e muovermi a questo punto anche contro il comune di Ciampino che continuando a concedere autorizzazioni a edificare nella zona “B” di fatto limita la possibilità di edificare nella zona “C”. Se come dice la Regione il gas trova sfogo nelle aree libere e gli edifici costituiscono nuovi “tappi”, il gas di fatto viene tutto verso le nostre zone e in questo modo io ho sempre più emanazioni nel mio terreno. Se così fosse, non è che non è possibile edificare in queste zone, è impossibile viverci. Con tutti questi ostacoli avete mai pensato di arrendervi? Non possiamo fermarci con la nostra

protesta perché finora abbiamo già speso 300mila euro per fare quanto richiesto dal Piano Regolatore e non si prevedevano indagini per la CO2 perché se lo avessimo saputo non avremmo nemmeno costituito un consorzio, non avremmo speso dei soldi di fatto inutili. In piena corsa non si possono cambiare le regole del gioco. Quello che vorrei sottolineare è che nel nostro consorzio non c’è rischio di speculazione, ci sono solo persone che vorcontinua da pag. 1

sedere un pezzo di terra in quelle aree in cui l’edificazione è sottoposta a piano attuativo e vorrebbero costruire seguendo le norme - e che, tra l’altro, vedono sbucare attorno a sé le costruzioni abusive, oltre alle costruzioni autorizzate con permessi singoli e furbeschi. Il gas radon è certo un problema vero, ma non è qui mia intenzione affrontare il problema dal punto di vista scientifico. Ognuno lo può approfondire a piacimento. In questa sede mi voglio piuttosto riferire ai criteri di ingiustizia epocale che si accompagnano alla legislazione urbanistica italiana negli ultimi 30 anni e al colpevole atteggiamento dei Comuni. Sarò più chiaro. La legge urbanistica fondamentale risale al 1942 e viene corretta nel ‘67. Dopo un luce accesa nel 1977 con la legge Bucalossi, si è fatto buio. In quelle leggi - nei piani regolatori, in particolar modo - i piani urbanistici attuativi e le lottizzazioni convenzionate (che hanno pari dignità) sono considerati gli strumenti preferiti per far costruire, e ne è chiaro il motivo. Nell’ambito di questi piani l’edificazione è più disciplinata e più ordinata, in genere si tratta di case circondate dal verde. Inoltre, i privati

rebbero costruirsi la propria casetta per sé o per i propri figli. Anche perché si tratta di terreni di cui abbiamo pagato l’Ici regolarmente in questi anni. Il comune di Ciampino però sembra insensibile a tutta questa situazione. E poi vorrei sapere perché i miei confinanti hanno potuto costruire e con il seminterrato: forse la salute pubblica vale solo per alcuni cittadini? O forse la classificazione del tipo “B” e “C” vale non solo per le zone, ma anche per i diritti dei cittadini? Cosa pensa di fare adesso? Non posso far altro che chiedere appoggio al comune di Marino e tutti gli altri consorzi di Ciampino della zona “C” per salvaguardare non solo i nostri diritti a edificare ma anche quelli riguardanti la nostra salute. Marco Coluccini assolvono da sé alla realizzazione dei servizi - strade, fognature, acquedotti, parcheggi e verde. Da trent’anni a questa parte, però, chi è sottoposto all’obbligo del piano di lottizzazione invece di essere favorito è tartassato da una griglia di adempimenti, di fatto impossibili da soddisfare, e il suo status sembrerebbe equiparato a quello del popolo ebraico nella peregrinazione quarantennale nel Sinai, mentre gli abusivi prosperano, e le costruzioni singole saturano il territorio senza nulla dare in cambio. Il cittadino vede tutto questo e non capisce. La cultura dominante ha attribuito al concetto di lottizzazione un significato ingiustamente negativo. Adesso, come abbiamo detto, si aggiunge questa nuova incombenza che, stando alla determinazione, è praticamente insostenibile. Per giunta, destino cinico e baro, l’”attappamento” del territorio realizzato nelle zone urbane, dove continuano ad essere realizzate singole inutili palazzine, è diventato veramente un “ tappo” per il radon, che, sempre esistito, sembra si sia spostato nei territori di Ciampino, Santa Maria, e traspira e fuoriesce nelle zone in cui si aspetta da anni di edificare secondo legge.


ilCorriere Tuscolano

21

CIAMPINO

settembre 2011

Massima attenzione da destra e sinistra Parlano l’assessore Verini e il capogruppo Pdl Boccali

R

Carlo Verini

iguardo alla problematica del gas radon, abbiamo rivolto qualche domanda all’assessore all’Urbanistica Carlo Verini. Qual è attualmente la posizione dell'Amministrazione riguardo alla problematica del gas radon in generale e in quest'area in particolare? A seguito di alcune segnalazioni da parte dei cittadini interessati, - si è svolto il 5 settembre scorso un incontro con il Presidente del Comprensorio C9 ed il Dott. Tanzi, estensore della Determina Dirigenziale Regionale, per approfondire la questione del gas radon ed affrontarla. Questa la situazione attuale: la Regione Lazio prevede una rete di rilevamento dei gas ogni 10 mt, con un controllo periodico di norma per 4 mesi a distanza di 15 giorni, per ottenere dati e valori attendibili. Sulla base di ciò, è stata

avanzata, di comune accordo, l'ipotesi di collocare gli strumenti di rilevamento nelle sole sagome di ingombro degli edifici, riducendo, in tal modo, sia i costi eccessivi che tale operazione comporterebbe, sia i tempi di lavoro che, altrimenti, risulterebbero lunghissimi. Come e con quali strumenti intende muoversi l'amministrazione? È comunque nostra intenzione fissare, quanto prima, un tavolo di concertazione, in modo congiunto, all'Assessore Regionale all'Urbanistica, Onorevole Ciocchetti, all'Assessore Regionale all'Ambiente, Onorevole Mattei, nonché al Presidente del X Municipio di Roma, Sandro Medici e al Sindaco del Comune di Marino, Adriano Palozzi, anch'esso coinvolto con il problema del gas radon e con il quale il Sindaco di Ciampino, Simone Lupi, si è già relazionato. Al momento attuale è possibile stabilire una tempistica per la risoluzione del problema? Da parte dell'Assessorato all'Urbanistica del Comune di Ciampino e dell'Amministrazione tutta è massima l'attenzione che dedichiamo e che continueremo a dedicare a questo problema che riguarda una considerevole porzione del territorio della nostra Città. Dobbiamo ridurre i costi legati a tali rilevamenti preservando, sempre e comunque, la sicurezza e la salute dei cittadini che vivono nei territori interessati. M.C.

P

er il capogruppo del Pdl Ivan Boccali riguardo alla questione del radon è necessaria per prima cosa attuare una corretta politica di informazione. Qual è la vostra posizione riguardo alla problematica del gas radon che interessa alcune zone di Ciampino? La recente normativa regionale prevede l’intensificazione dei controlli dei livelli del radon, noto agente tossico, nelle zone più a rischio del Lazio. Benché i valori su Ciampino appaiano ad oggi nella norma, è evidente che nella nostra Città, ai vertici nazionali per densità abitativa, sia necessaria la massima attenzione. Il Pdl, lungi dall’opporsi allo sviluppo cittadino, esorta tuttavia da anni ad una più oculata politica di urbanizzazione, nel rispetto dei vincoli imposti dal vigente Piano regolatore, ma soprattutto per la salva-

I

guardia della salute della popolazione. Studi recenti hanno, infatti, dimostrato come l’esposizione al radon aumenti sensibilmente il rischio di contrarre tumori delle vie respiratorie. Dovere dell’Amministrazione sarà quello di provvedere a monitorare costantemente i livelli di tale gas, nonché ad informare puntualmente i ciampinesi: quali sono le aree veramente a rischio? Quali i comportamenti da evitare? Quali le misure da adottare? Per non ripetere gli errori del recente “caso arsenico”, quando la mancanza di comunicazioni ufficiali sulla concentrazione del veleno nell’acqua, ha posto in allarme la cittadinanza. Un’omissione ingiustificabile e pericolosa, se si pensa che gli inquinanti citati, radon e arsenico, rappresentano un pericolo soprattutto per la salute dei nostri bambini. F.A.

Cos’è il gas radon?

l radon (o rado, precedentemente niton) è l'elemento chimico che nella tavola periodica viene rappresenta tdal simbolo Rn e numero atomico 86. Scoperto nel 1898 da Pierre e Marie Curie, è un gas nobile e radioattivo che si forma dal decadimento del radio (con espulsione di un nucleo di elio), generato a sua volta dal decadimento dell'uranio. Il radon è un gas molto pesante, pericoloso per la salute umana se inalato. L'isotopo più stabile, il 222Rn ha una vita media di 3,8 giorni e viene usato in radioterapia. Uno dei principali fattori di rischio del radon è legato al fatto che accumulandosi all'interno di abitazioni diventa una delle principali cause di tumore al polmone. Si stima che sia la causa di morte per oltre 20.000 persone nella sola Unione Europea ogni anno e oltre 3mila in Italia. Polonio e bismuto sono prodotti, estremamente tossici, del decadimento radioattivo del radon.


ilCorriere Tuscolano

22

CIAMPINO

settembre 2011

L’arte del riuso

N

Quando fondi ed ecologia scarseggiano c’è il “Mercatino”

on buttare niente! Tutto si può riciclare! di un immenso parcheggio riservato di 1500 metri Addirittura vendere… Questo è quello quadri, all’interno offre superficie di 600 metri che accade al quadri disposta su due “Mercatino” di Claudio e Non buttare niente! Tutto si può livelli, in cui dispone una Na Longo, il più grande riciclare! Addirittura vendere… vasta gamma di prodotti punto vendita di Roma sud che spaziano dal mobilio, e dei Castelli Romani. Facilmente raggiungibile elettrodomestici, oggettistica, libri (anche antichi), sia dall’Anagnina che dalla Tuscolana è situato oggetti da collezione, all’abbigliamento per donna, proprio vicino all’Ikea, dietro la Ericksonn, uomo e bambino con relativi accessori, calzature e vicinissimo Heaven e al supermercato Pam. Dotato molto altro. Quella del riuso – concetto diverso dal riciclo – è ormai una pratica in costante crescita. È un sistema per dare nuova vita agli oggetti rendendoli utili ancora a lungo, evitando di produrre sprechi tenendo d’occhio, al contempo, le proprie finanze. Il riuso è l’azione più sostenibile in assoluto dal punto di vista ambientale, permette di evitare la produzione di circa 60 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno: abbracciare questo sistema significa scegliere uno stile di vita eco compatibile e più etico dal punto di vista sociale.

Al “Mercatino” – il luogo fisico dove è possibile attuare il riuso - è infatti certamente possibile comprare, ma anche vendere i propri oggetti che ormai non servono più: di questi, viene fatta insieme al cliente una valutazione gratuita, anche a domicilio e senza impegno. In questo modo si può ricavare il 65% su arredamento e vecchi mobili e il 50% su abbigliamento, oggettistica, libri, giocattoli, elettrodomestici e così via. A vendita avvenuta, si viene avvisati direttamente a casa tramite l’invio della lista dei propri oggetti venduti. Tutti i prodotti vengono infatti catalogati

Claudio Longo, la moglie Na con la sorella Vivienne

e codificati. Il “Mercatino” è infatti un marchio in franchising che opera sul mercato nazionale da circa vent’anni e che garantisce prima di tutto esperienza e qualità. I beni vengono infatti selezionati con la massima serietà mettendo al riparo da qualsiasi sorpresa sia chi vende che chi acquista. La disponibilità, l’accoglienza e la competenza di Claudio e Na completano questo importante servizio reso non solo ai clienti ma a tutta la collettività. Il Mercatino di Morena vi aspetta da lunedì a domenica ore 9.30 – 13.00 e 16.00 – 19.30 Via Publio Elio, angolo Via Bellico Calpurnio MORENA Tel. 06 79846449 Rm27@mercatinousato.com M.C.


ilCorriere Tuscolano

23

CIAMPINO

luglio 2011

Municipalizzate in rosso, allarme del Pdl Boccali: «Ci aspettiamo nomine tecniche per risanarle»

A

Ivan Boccali

quattro mesi dall’insediamento della nuova amministrazione, abbiamo rivolto qualche domanda al capogruppo del Pdl Ivan Boccali per fare il punto della situazione. Quali sono le sue impressioni su questi primi mesi di operato della nuova amministrazione? La nuova Giunta si è trovata a fronteggiare immediatamente molte delle criticità ereditate dalla precedente, mentre il Consiglio comunale tra i primi atti ha ratificato il Bilancio in rosso dell’Asp e quelli traballanti di Ambi.en.te ed Ente comunale. Inevitabile cogliere un po’ di affanno in quest’inizio legislatura, come ben sa l’assessore al Bilancio, costretto a sostenere e difendere in assise conteggi fittizi ai limiti del grottesco. Tra gli altri nodi irrisolti, la questione del campo nomadi e quella dell’Aeroporto, fin troppo strumentalizzate ma mai affrontate in

maniera incisiva nelle sedi competenti. In sostanza, il neo-sindaco non appare ancora in grado di compiere passi concreti nella risoluzione delle numerose piaghe che affliggono la città, benché egli ne abbia profonda conoscenza, visti i ruoli istituzionali ricoperti in passato nella macchina amministrativa. Si attende, inoltre, ancora il riassetto dei vertici di Asp e Ambi.en.te, ultimo disperato tentativo di porre rimedio alle numerose vicissitudini che le hanno viste protagoniste negli ultimi anni. Qual è la vostra posizione riguardo alla situazione delle aziende municipalizzate in rosso? Come più volte ribadito la situazione delle aziende pubbliche suscita viva preoccupazione nel nostro schieramento. Gravissimo il deficit dell’Asp, oltre 4 milioni di euro, che trova le sue radici in anni di gestione sconsiderata: a partire dal famigerato scandalo Ama-Senegal, fino ai costi faraonici della misteriosa ‘Panacea’, dalla fallimentare cessione dei debiti alla nuova nata Ambi.en.te, alle ripetute visite della Tributaria, alla finale fuga di amministratori. Questo il risultato di un certo tipo di sfruttamento selvaggio dell’Asp, tradizionale serbatoio di voti del centrosinistra. Anche gli esordi della consorella Ambi.en.te non appaiono dei migliori: l’azienda è riuscita a passare in un lampo dall’inefficienza della gestione della raccolta porta a porta agli errori degli accertamenti Tia

piovuti sulle spalle della cittadinanza. Più che legittimo lo scontento di una popolazione che gioca lo scomodo ruolo di “proprietaria” di aziende tutt’altro che floride. In quest’ottica riteniamo necessario un messaggio forte del Sindaco nella designazione ai vertici delle municipalizzate, attraverso la scelta di tecnici di comprovata professionalità in grado di stilare concreti piani di risanamento finanziario, senza dimenticare il fondamentale ruolo di controllo di rappresentanti dell’opposizione all’interno dei rispettivi CdA. E riguardo alla realizzazione del sottopasso dell’Acqua Acetosa? Il Pdl non può che condividere l’esecuzione di un’opera fondamentale per la viabilità della zona, un sottopasso in grado di collegare due quartieri di Ciampino storicamente separati. Lo scorso due agosto si è deliberato in consiglio non l’approvazione di tale opera, bensì un atto che prevedeva il cambio di cubatura sollecitato da un privato, che nulla aveva a che fare con l’interesse pubblico. Per questo il mio gruppo si è astenuto dalla votazione, proprio per porre l’accento sulla mancanza di decisione e di fermezza mostrata dall’amministrazione nell’occasione. I gravi disagi che attendono i cittadini per tutta la durata della titanica impresa non sembrano certo risolvibili solo con l’utilizzo di navette gratuite, promosso in questi giorni, soprattutto di fronte al traffico congestionato dei mesi invernali. E sempre con la speranza che i tempi di completamento dei lavori si rivelino realmente contenuti e non, come di consueto, biblici. Resta il dubbio, inoltre, che questa maggioranza tenda a prediligere la concretizzazione di opere di alto impatto mediatico, a scapito di piccoli lavori di manutenzione magari meno spettacolari, ma di utilità immediata per la cittadinanza, quali il rifacimento di strade e marciapiedi funestati da buche ed irregolarità oppure il recupero delle maltrattate aree verdi cittadine. Su quali temi e programmi il vostro gruppo intende maggiormente impegnarsi? Il Pdl si trova a confrontarsi in consiglio comunale con una maggioranza più che blindata, fatto questo che non influenze-

T

rà minimamente l’incisività della nostra azione. Come nel passato, non ci faremo intimorire dai numeri. In qualità di capogruppo, il primo obiettivo è quello di raggiungere quell’unità di intenti che renda il Pdl il punto di riferimento per tutti coloro che si riconoscono nei tradizionali valori del Centrodestra. Prosegue, inoltre, il rinnovamento iniziato nella fase postelettorale, volto a porre le basi del Pdl del futuro: un partito giovane improntato a principi di dinamismo e partecipazione sul territorio. Miglioramento dei servizi, incremento del verde e  manutenzione dei parchi, revisione dei meccanismi della raccolta differenziata, tutela della famiglia, sicurezza, questione nomadi, ottimizzazione della risorsa aeroportuale: queste alcune delle problematiche che necessitano a Ciampino di una rapida risoluzione e  delle quali chiederemo ben presto conto alla nuova amministrazione. Quali sono le soluzioni che il Pdl propone per migliorare la sicurezza sul territorio? Da anni riteniamo che tra gli obiettivi primari per rendere vivibile la città ci sia quello di raggiungere un livello di sicurezza dignitoso. Quale deterrente alla microcriminalità dilagante, l’Amministrazione solleciti le forze dell’ordine a intensificare la loro presenza su di un territorio che vive in molte zone la realtà della periferia più degradata. È giunto il momento per il sindaco di affidare la delega alla Sicurezza, fin’ora di suo esclusivo appannaggio, ad una figura con competenze specifiche in materia, in grado coordinare l’azione degli organismi coinvolti. La creazione di un apposito assessorato, dotato di proprie risorse economiche ed eventuali fondi speciali, consentirebbe anche il potenziamento del servizio di Polizia Locale, con la concretizzazione della figura di quel “Vigile di quartiere” di cui da tempo si parla. Poche semplici migliorie dell’illuminazione di strade e parcheggi potrebbero, inoltre, tradursi in maggiore sicurezza, soprattutto per le donne, particolarmente esposte al rischio di aggressioni nelle aree buie e poco vigilate. Inutile sottolineare poi l’influenza negativa del vicino Campo Nomadi, una zona grigia quasi priva di controllo, nella quale oltre agli incendi, prosperano traffici illeciti non meglio identificati. Marco Coluccini

L’Oktoberfest

orna anche quest'anno l'appuntamento con la manifestazione dell'”Oktoberfest a Ciampino "Qui come a Monaco", sempre in viale J.F. Kennedy 66. L'Associazione "For Friends", con il patrocinio della Città di Ciampino, Assessorato alle Attività Produttive, presentano la  quarta edizione della "Oktoberfest Ciampino", che si terrà fino al 2 ottobre. Così come avviene a Monaco di Baviera, l'apertura sarà sancita sabato 17 settembre dal Sindaco di Ciampino, Simone Lupi, e dall'Assessore alle Attività Produttive, Emanuela Gentile, chiamati a spillare la prima birra.


ilCorriere Tuscolano

24

CIAMPINO

settembre 2011

Parcheggiare all’Aeroporto: perché rischiare? Tra prostitute, multe e antichi sampietrini si consuma ogni giorno il miraggio del posteggio gratuito

S

ono decine di centinaia i viaggiatori che ogni giorno transitano all’aeroporto “G. B. Pastine” di Ciampino. Molti di loro vi giungono con la propria auto ed è proprio questa l’origine dell’annoso dilemma di dove lasciare la propria vettura. Ma andiamo per ordine. L’aeroporto, per la sua vicinanza alla Capitale e per il fatto di essere il maggiore snodo delle compagnie low-cost, rappresenta la base ideale per raggiungere le bellezze della città eterna ma anche le maggiori destinazioni nazionali ed europee. In tanti arrivano da zone e regioni limitrofe per intraprendere l’agognato viaggio, senza considerare ovviamente quanti utilizzano il mezzo aereo per spostamenti lavorativi. Ma è sulla prima categoria di viaggiatori che intendiamo soffermarci ossia, su quanti, non conoscendo la zona, si avventurano alla ricerca di un’area sicura dove parcheggiare l’auto. Ed è proprio nella ricerca di questa soluzione, spesso ambita a costo zero, che è facile incappare nell’errore, tanto grosso quanto oneroso, di lasciare la propria automobile su via di Fioranello, proprio di fronte l’entrata del secondo scalo romano. La zona interessata espressamente dal divieto è l’area non asfaltata che si trova proprio all’incrocio tra via dell’Aeroscalo (questo il nome del primo tratto della strada più genericamente definita in toto Via di Fioranello, che congiunge l’Appia a via Ardeatina) e via Appia Antica, dove comincia la lunga passeggiata nel parco dell’omonima zona

archeologica. Qui infatti le multe fioccano, ci sarebbe da dire per i malcapitati viaggiatori, che in realtà tanto malcapitati non sono visto che un cartello che indica il divieto di parcheggio c’è. Un po’ piccolo a dir la verità, ma c’è. In questa aera le sanzioni vengono emesse a opera dell’Ente Parco dell’Appia Antica per divieto di transito e di sosta fuoristrada ai sensi della Legge Regionale 29/87. L’Ente Parco non ha alcuna competenza sul codice della strada pertanto il suo raggio di azione è definito entro quest’area. A presidiare quella zona ci sono Giuliana, un’anziana sull’ottantina che lì si prostituisce e Daniela, un trans. Sono proprio loro a raccontare dei numerosi interventi che i Guardiaparco effettuano tutti i sabato e domenica, più raramente in mezzo la settimana. E le sanzioni a carico di uno stesso autoveicolo parcheggiato per più giorni possono essere anche più di una. Nel piazzale non asfaltato, alle 13.30 di un giorno infrasettimanale, di macchine ce ne sono quattro; tre multate e l’unica salva, ci spiega Daniela, è di un cliente appartatosi poco prima dietro le dune di terra poco distanti. Le reazioni dei viaggiatori, al momento del recupero dell’auto, sono abbastanza concitate. Ma le due “guardiane” ci avvertono, inutile fare ricorso poiché i Guardiaparco fanno le multe muniti di macchina fotografica per la prova inconfutabile in caso di reclami. Sul sito del Parco dell’Appia Antica c’è una pagina che invita gli utenti che vogliono visitare

l’area a non parcheggiare in quella zona. Tra le “vittime” delle multe infatti non ci sono ovviamente solo i viaggiatori ma anche coloro che, per regalarsi una giornata all’aria aperta, tornano a casa con l’amaro in bocca. Lunghissima appare invece la fila di macchine parcheggiate nella zona non asfaltata che costeggia, da ambo i lati, via dell’Aeroscalo. Le auto non presentano multe e una segnaletica che indichi il divieto di sosta non c’è. In questa zona la competenza a effettuare controlli è del Municipio XI ( che copre la zona di: Ostiense, Ardeatino, Appio latino e Appio Pignatelli, zone Ciampino aeroporto, Cecchignola e Torricola.) ma i blitz qui da parte della Polizia Municipale sembrano essere molto rari. Nonostante la mancanza di una segnaletica però i Vigili Urbani sconsigliano di lasciare l’auto posteggiata lungo la strada, soprattutto in caso di assenza prolungata. Il pericolo è quello di trovare il proprio mezzo rimosso. Via di Fioranello appare quindi una strada un po’ particolare, dove la situazione non è delle più chiare e l’invito è dunque quello di non parcheggiare. Ai viaggiatori che intendono affrontare un viaggio tranquillo non rimane che pagare per la sosta. Oltre i posteggi interni all’aeroporto, quelli dell’Adr per intenderci, ci sono quelli esterni; “Alta Quota”, che offre un servizio di navetta gratuito, oppure ci si può rivolgere al parcheggio nuovo di zecca “Parkingo”, creato su Via Appia direzione

Cava dei Selci, a poche centinaia di metri dallo scalo aereo. Anche qui è presente il servizio navetta. Le opzioni quindi per chi vuol partire sereno non mancano. Sembra però che gli automobilisti non ne vogliano proprio sapere di pagare e col miraggio del parcheggio gratis preferiscano lasciare la propria autovettura in un posto isolato e incustodito per tutta la durata della loro vacanza. E dire che i prezzi del parcheggio dell’aeroporto sono veramente modici (come suggerito dall’ente parco), ad esempio se si prenota on line presso il sito degli Aeroporti di Roma, o tramite call center allo 06 88.981.981 per un soggiorno di sette giorni, si riesce a spuntare un costo complessivo di 33 euro, permettendo di risparmiare circa la metà della tariffa standard. Non bastassero questi parcheggi ce ne sono di autorizzati anche nelle immediate vicinanze dell’aeroporto, uno di questi ad esempio a fronte di un costo settimanale di 28 euro (tariffa on line) garantisce anche un servizio di videosorveglianza h24 e di assicurazione per incendio e furto dei veicoli. Sarà allora la mancanza di informazione che spinge i viaggiatori fino all’Appia antica? Forse non sanno che la multa ammonta a più di 90 euro e che gli operatori dell’ente parco possono applicare tale sanzione pecuniaria ogni giorno, così da arrivare ad un costo complessivo settimanale di circa 650 euro. Viaggiatore avvisato, mezzo salvato. Valeria Manzottu e Sara Satta


ilCorriere Tuscolano

25

CIAMPINO

settembre 2011

“Siamo tutti gatti”: gli uomini visti dai mici

P

Intervista all’autore del libro, Walter Scarpino

er dieci anni è stato È scritto in “attese”. Il “atcapo ufficio stampa tese” è una lingua nuova; è alla Regione Lazio. un italiano a cui abbiamo Poi la passione per la scritcambiato una o due lettere a tura e l’amicizia con Claudio parola ed è nata quella che Rossi lo hanno guidato verso definiamo la lingua italiana una nuova esperienza, quella con cui si esprimono i gatti di cimentarsi con la stesura italiani. Poi c’è il “gattese” del suo primo libro. Il protainglese, il “gattese” tedesco, gonista di questa intervista olandese e così via. In Italia è Walter Scarpino, romano soprattutto i bambini si sono Walter Scarpino con il figlio di origine e ciampinese di fatti prendere da questa linadozione. Il suo amore spassionato per i gat- gua. Abbiamo diversi amici che hanno letto il ti gli ha dato l’ispirazione per creare un libro libro ai propri figli e li hanno trovati poi che dal sapore davvero originale. Conosciamolo parlavano in “attese”. Per noi questa è stata meglio. una grande soddisfazione. Il mondo visto e raccontato da occhi felini. I personaggi sono frutto della sua fantasia Come è nata l’idea di scrivere questo libro? o si rifanno a figure reali? Fondamentalmente dall’amore verso i gatti. I personaggi sono frutto della fantasia. Sono L’idea è partita da Claudio Rossi, che nasce nati da un demiurgo, che è un ragazzo, un “canaro” ma poi, per esigenza, diventa “gat- vignettista molto bravo, Samuele Rossi, però taro”. Abita alla Garbatella dove gironzolano hanno un legame con la realtà perché ogni molti gatti, così come anche intorno a casa gatto, da Gattonando a Gattopardo rappremia. Tutti, credo, nella vita abbiamo avuto un senta un tipo umano. C’è il saggio, il romano gatto. È un animale molto simpatico anche se tipico Gattonando, la sociologa russa Gattacia volte, per la sua indipendenza e autonomia, cova che però è anche un po’ ammiccante, o può risultare antipatico. Questo animale è uno ammicciante, come dice lei.. Ecco ognuno di spirito libero e gli uomini stessi spesso lo uti- loro ha un aspetto tipicamente umano. lizzano per enunciare e definire alcuni aspetti Quali sono gli elementi che caratterizzano i umani. In questo libro invece noi abbiamo gatti rispetto ad altri animali domestici e li ribaltato la situazione e abbiamo messo i gat- rendono così speciali? ti come giudici degli uomini. Osservatori e Basta parlare, e sono tanti, con chi ha questo giudici. E ne è nata una cosa molto simpatica. animale in casa. Chi ha un gatto non lo consiDall’intromicione ai progattonisti, dall’al- dera più come una bestiola ma come una vera bum “gattografico” al “gattalogo” finale, in e propria persona. Il gatto riesce meglio di alche lingua è scritto questo libro? tri animali a interpretare gli uomini, a capire

anche i loro problemi, le loro difficoltà. Ci sono gatti che si avvicinano al loro padrone - “padrone” tra virgolette perché i gatti non hanno padrone - quando sentono che ha una difficoltà. In quel momento si avvicinano e cominciano a fare le fusa perché queste rilasciano delle sostanze benefiche per la salute umana, le citochinine e le endorfine. Per esempio per chi ha la pressione alta il gatto è meglio della pasticca. Chi ha un gatto insomma sa cosa vuol dire. Licia Colò ha scritto l’introduzione del libro e altri nomi noti, Gianni Sperti, Anonimo Italiano, Stefano Piccirillo, hanno lasciato la propria testimonianza. Come sono nate queste collaborazioni? Licia Colò l’abbiamo conosciuta mentre stavamo scrivendo il libro. Siamo stati alla Piramide Cestia, dove c’è una delle più importanti colonie feline d’Italia e siccome lei ha adottato due gattini da questa della colonia l’’abbiamo incontrata, le abbiamo fatto leggere il libro e lei ha cominciato a ridere dicendo che era una cosa troppo bella e che voleva fare qualcosa. Cosa meglio dell’introduzione? Visto che Micia Colò, ormai la chiamiamo così, sta al gioco. Noi le abbiamo dedicato anche una maglietta con scritto “Micia Colò” e lei la indossa, la porta in giro, c’è andata anche in vacanza. Il rapporto con lei quindi è nato per amore dei gatti. Lo stesso si può dire per gli altri. Conoscevamo già da tempo Rober-

to Anonimo Italiano, disco di platino, lui ha avuto un gatto a cui era molto affezionato e che ascoltava anche le sue canzoni. Poi abbiamo la testimonianza di Stefano Piccirillo, un dj di radio Kiss Kiss, che è anche un docente di radiofonia, anche lui legato ai gatti. Poi c’è Gianni Sperti, ballerino e opinionista di canale 5 anche lui grande amante di questi felini. Un libro scritto a quattro mani. Le sue e quelle di Claudio Rossi. Come vi siete divisi i compiti? Ha detto bene, è stato scritto a quattro mani proprio perché non abbiamo diviso i compiti. Nel senso che l’idea è stata la sua. Lui andava su Internet e prendeva dei termini, delle immagini in italiano e le traduceva in gattese. Tutto è nato da lì. Successivamente io ho proposto di cercare di costruire una storia intorno a questi gatti. Abbiamo lavorato a quattro mani, ci sentivamo tramite mail, io andavo a casa sua. Lui ha una specie di zoo alla Garbatella.. E le ultime pagine le abbiamo scritte là, a contatto proprio con gli animali. Dove possiamo trovare il suo libro? Il libro si trova in edicola, ma chi non lo trovasse può andare sul sito, siamottuttigatti. com, ci scrive o lo acquista direttamente on line. www.siamotuttigatti.com Edizioni Media Live - Costo: 9,90 euro Info: michatta@siamotuttigatti.com Valeria Manzottu


26

CIAMPINO

ilCorriere Tuscolano

settembre 2011

Percorsi musicali e valori umani L’Associazione musicale “Antonio Vivaldi”

L’

Associazione musicale “Antonio Vivaldi” nasce a Ciampino nel 1980 sotto la direzione del M° Alberto Caminito, insegnante, coordinatore didattico della scuola di musica nonché concertista. Diplomato nel 1985 presso il Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone, ha seguito un importante corso di perfezionamento con il M° Franco Medoridocente al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Il programma della scuola da lui fonda ta,che conta oggi un corpo insegnante di 30 docenti, verte su due fronti: musicale e teatrale. Il settore teatrale è stato affidato a un professionista affermato: l’Attore Maurizio Palladino che ha frequentato la scuola del “Teatro Stabile di Genova” e si è diplomato nel 1986 alla “Bottega

Teatrale di Firenze” diretta da Vittorio Gasman. Da allora è stato diretto da registi come Gigi Proietti, Memè Perlini, Giancarlo Sepe, Pino Quartullo, Giancarlo Nanni. Ha recitato con Milva, Arnoldo Foà, Carla Gravina, Giorgio Tirabassi, Ida Di Benedetto, Pino Micol, Manuela Kustermann, Corinne Clery. Ha inoltre effettuato tournée in Italia e all’estero recitando nei più famosi teatri nazionali ed esteri. Le tournée più importanti sono state quelle in Colombia, Russia, USA, Egitto, Giappone, Ucraina e per ultima in Brasile. Da circa 3 anni è coordinatore didattico e insegnante presso la scuola di musica ”A. Vivaldi”, dove ha riscosso notevoli con- sensi come insegnante di recitazione e dizione. Nel corso degli anni l’Associazione musicale ha operato non solo nel settore didattico ma anche in quello concertistico promuovendo la 5°edizione della rassegna di musica da camera “Primavera Musicale” patrocinata e finanziata dal comune di Ciampino e quest’anno anche dalla Regione Lazio. Il M° Alberto Caminito si è esibito nel corso di questi anni presso prestigiose sale da concerto come la“Sala Baldini” in Piazza Campitelli a Roma ed in altre sale site ai Castelli Romani (concerti sempre finanziati dalla Regione Lazio). In questi anni

sono stati avviati alle varie discipline artistiche (strumentali, canore e teatrali), circa 5mila allievi, dei quali circa 500 hanno sostenuto con esito positivo gli esami presso i conservatori di stato, vincendo provini e concorsi nazionali e internazionali riscuotendo elogi, ed apprezzamenti da parte delle commissioni esaminatrici. Molti di questi ragazzi sono stati inseriti nel mondo del lavoro, come concertisti, attori oppure ottimi insegnanti all’interno della stessa scuola. Tra le tante associazioni culturali che operano sul territorio di Roma e provincia la scuola di musica “Antonio Vivaldi” è stata scelta per

longevità e serietà dall’Amministrazione del Comune di Ciampino per realizzare un progetto di formazione artistico - culturale per i ragazzi delle scuole elementari e medie, finanziato dal comune stesso. Infatti la funzione educativa dell’arte in genere (musicale, teatrale e così via) può essere considerata uno stimolo per la formazione delle personalità dei ragazzi, onde evitare che possano omologarsi l’uno con l’altro soffocando le proprie attitudini per somigliare e confondersi con il ”gruppo” rischiando di non compiere quel giusto percorso di formazione sensibile ai fondamentali valori umani.

Il Corriere Tuscolano lo trovi anche su Internet collegati su www.metropolitv.it e consulta l’ultimo numero on line

La prima WEB TV dei Castelli Romani


ilCorriere Tuscolano

27

MARINO

settembre 2011

Piazzale degli Eroi, parcheggio troppo caro

A

Fissate le nuove tariffe: mille euro l’anno per i residenti

fine agosto sono finalmente usciti per Marino i manifesti che presentano le nuove tariffe per i parcheggi che entreranno in vigore quando il nuovo parcheggio di Piazzale degli Eroi sarà finito, non come in un primo momento previsto per la Sagra dell'Uva ma per il mese di novembre, anche se i marinesi soprattutto non hanno affatto apprezzato i numeri che hanno visto scritti e ormai non si parla d'altro in piazza e nei bar. Innanzi tutto la tariffa oraria passa a 1 euro e la tariffa che aspettavano un po' tutti, quella notturna, per tenere al sicuro l'auto di notte, visti anche gli episodi di incendio e vandalismi susseguitisi nell'ultimo anno, ammonta a 80 euro mensili. Troppo per troppe famiglie che hanno già problemi ad arrivare a fine mese e per di più con un orario fisso: dalle 20.00 alle 8.00, dopo di che scatta la tariffa oraria. Il signor Alberico, 71 anni, è rimasto molto deluso: «Io parcheggio in Via Rosa Venerini e tutti i giorni incrocio le dita. Una mattina danno fuoco ad una macchina, il giorno dopo se la prendono con gli specchietti e con le ruote, ce n'è sempre una. Speravo che con questo parcheggio saremmo potuti stare più tranquilli, io con la pensione che prendo, la macchina mica me la posso ricomprare se succede qualcosa e poi sa quanto mi danno dopo 20 anni? Ma 80 euro al mese chi ce li ha se prendo 500,00 euro di pensione? E poi la mattina mi devo pure sbrigare ad andare a toglierla e rimetterla al solito posto... Ma chi l'ha pensata sta cosa?».

Della stessa idea Amelia, 43 anni: «Senta se devo pagare 80 euro per poi alzarmi presto la mattina per andare a toglierla, bè allora affitto un posto auto da un privato e ce la lascio quanto mi pare, scusi!». Amelia non è l'unica che ci dice che a queste condizioni preferiscono il posto auto privato. Ci ha incuriosito molto questa alternativa e abbiamo fatto una piccola ricerca nel centro storico, quello interessato dai parcheggi a lungo termine e anche se non è stato facilissimo, visto che molti privati affittano “abusivamente” e in nero i posti auto, siamo riusciti a carpire qualche cifra dai cittadini. In genere un posto auto va dagli 80 ai 180 euro mensili, dipende da quante auto sono ospitate e dalla posizione nel paese e soprattutto sono disponibili 24 ore al giorno, senza limiti di tempo. In effetti, se ci facciamo due rapidi conti, fino a 160 euro al mese, comparate agli 80

per sole 12 ore al giorno del nuovo parcheggio, conviene di più il privato che non ha restrizioni orarie. In molti però non lo utilizzano perché si tratta di un'uscita finanziaria cospicua a fine anno, quindi si sperava nelle “tariffe popolari” del nuovo parcheggio. Bino, 65 anni, ci dice: «80 euro per 12 mesi l'anno sono 960 euro. Quante famiglie, di questi tempi, possono permettersi di sacrificare 1000 euro l'anno per il parcheggio e solo di notte? Chi se lo può permettere o ha il proprio parcheggio o se ne prende uno privato e non deve stare con l'orologio in mano!»

Marco, 28 anni: « Ho comprato la macchina 2 anni fa con i soldi dei primi stipendi e ancora la sto pagando. Lavoro part time e anche se per ora non ho nessun legame, capisco che se poi dovrò farmi una famiglia con 1000 euro al mese, un mutuo per una casa, le spese, non mi potrei mai permettere i soldi per un parcheggio. Magari dovrebbero abbassarlo un po' per renderlo più accessibile, che ne so 50,00 euro, magari se le può permettere anche un precario, magari non per tutto l'anno, ma almeno per l'inverno...non so, è una proposta... oppure dare agevolazioni ai giovani disoccupati e agli anziani con poca pensione o alle famiglie con tanti figli». Francesca Marrucci

“Volemose Bene”

L

a società “Volemose Bene” che poco ce costa ha compito 60 anni. Nata nel 1961 in grottino – che ora non esiste più – tra piazza Lepanto e piazza Pompeo Castiglia – conosciuta più comunemente come “piazza padella” - ha degnamente festeggiato questo prestigioso traguardo durante la settimana per le strade e le piazze di Marino per l’intera settimana del 12 settembre.


28

MARINO

ilCorriere Tuscolano

settembre 2011

«No alla colata di cemento al Divino Amore» Iniziata la raccolta firme, ma a Marino centro chi lo sa?

I

l Divino Amore coperto da una colata di cemento? I cittadini di Boville non ci stanno e raccolgo le firme per impedire lo scempio. Questo in sostanza il messaggio che Pino Cardente, Presidente dell'Associazione Sempre Boville, ha lanciato dal palco della Festa Democratica di Marino che si è tenuta a Cava dei Selci i primi giorni di settembre. Le firme, che al momento di andare in stampa ammontano già a 500, sono rac-

colte nelle frazioni, in appositi stand allestiti sia dall'Associazione Sempre Boville che dal Comitato Civico che sta raccogliendo a sua volta le firme per la Stazione Ferroviaria di Santa Maria delle Mole. «L'esposto sarà inviato a tutti gli organi giudiziari ed istituzionali competenti - afferma Pino Cardente - perché non possiamo permettere che sul Divino Amore calino oltre 1 milione di metri cubi di cemento e altri 20.000 abitanti».  Legambiente, dal canto suo, ha già ribadito più volte la contrarietà al progetto: « Anche i cittadini di Marino dovrebbero capire che si tratta di un aumento di popolazione insostenibile, si arriverebbe a 50.000 abitanti nelle sole frazioni,

e a questi possiamo anche aggiungere i potenziali 10.000 di tutte le costruzioni già pronte e ancora invendute! Non ci sono servizi neanche per chi risiede adesso a Marino, figuriamoci con altre 30.000 persone!» La questione però è che questa campagna è stata creata ad hoc per i Bovillensi, escludendo Marino centro. Le firme vengono raccolte a Boville, l'appello è ai bovillensi, le associazioni coinvolte sono delle frazioni, eppure l'aumento di popolazione riguarda tutta Marino, non solo Boville. Certo, i “marinesi del centro” possono firmare, ma devono recarsi ai banchetti nelle frazioni, a Marino centro ancora non se ne prevedono. Sulla pagina Facebook della raccolta, invece, in molti chiedono di organizzare raccolte a Marino, segno che l'interesse non è di una sola parte, e gli organizzatori promettono di cercare una soluzione. Il problema, però, secondo Cardente è dovuto ai marinesi, oltre che alla poli-

Opinioni a riguardo...

R

C’è chi dice no!

sarà acqua per tutti; pur iguardo le incertezsapendo che larga parte ze sui nuovi progetti del Divino Amore, è indi quei terreni ha un grande valore archeologico tervenuto il consigliere comunale di opposizione non è stato chiesto alcun parere preventivo alla SoAdolfo Tammaro, che ha printendenza del Lazio; la dichiarato che farà riscorcostruzione di circa 3500 so a questo scempio per i nuovi appartamenti solo seguenti motivi: «ArriveAdolfo Tammaro ranno oltre 12.500 nuovi in quella zona, renderà anabitanti. Questo significa costruire una cora più depresso il mercato immobiliare nuova Città in maniera intensiva; per far delle zone limitrofe e abbasserà il valore passare questa cementificazione violenta delle abitazioni lì esistenti. si dichiarano un certo numero di opere A sostegno del nostro dissenso si è forpubbliche tutte a carico dei costruttori, mato il gruppo ADA (Argine Divino Amoche non sempre realizzano quanto di- re), un movimento di Cittadini che non chiarato; il problema carenza di acqua sono d'accordo con la decisione dell'Ampotrebbe rendere la qualità della vita ministrazione Palozzi di far arrivare oltre terribile e sapendo che il problema esi- un milione e 300mila metricubi di ceste hanno chiesto enormi investimenti mento nell'area archeologica del Divino ad Acea per far arrivare acqua da Roma Amore.» D.P. ma non esiste alcuna certezza che ci

L’

Continua l’estate ciampinese

iniziativa “Casale Live 2011”, creata e organizzata dall’ex Assessore alle Politiche Giovanili Cristina Nuzzo, proseguirà anche a ottobre. Nata in collaborazione con l’Ostello Casale dei Monaci, per dare spazio e visibilità ai giovani, nonché per valorizzare la struttura di Via Superga, “Casale Live 2011” ha offerto serate all’insegna di balli di gruppo, musica dal vivo e karaoke. La manifestazione, partita i primi di agosto, doveva terminare a fine settembre ma andrà avanti anche nel mese di ottobre. La seconda parte di questo evento vedrà infatti anche un concorso tra band emergenti. Al momento sono dieci i gruppi iscritti, provenienti anche da Roma e Provincia. Questo evento vede la partecipazione di numerose associazioni: Associazione Culturale “Pan Ars”, Associazione Culturale giovanile “Progetto Futuro”, Associazione di “Promozione Sociale Distillati Sonori”, “Band Magazine”, “Radioliberatutti” e “Controcorrente Tv”, in collaborazione con la “Pro Loco” di Ciampino e il coordinamento “Associazioni dei Castelli Romani”. Valeria Manzottu

L

tica: «È ora di finirla con questo illegittimo predominio marinese a Boville!  È ora che tutti i bovillensi, “d.o.c.” e recenti, riacquistino identità, dignità e volontà di farsi rispettare!» Ed è forse questa presa di posizione che più indispettisce i marinesi, che non sentono  “loro” questa battaglia  quanto dovrebbero. Mettere tutto su un punto di vista di appartenenza territoriale, piuttosto che di principio e programmazione urbanistica e civiltà, ha viziato non poco la campagna anti-cemento e ha creato malumori che poi si sono tradotti in disinteresse. E mentre a Boville in questi giorni si raccolgono le firme, a Marino nessuno sa niente. Ma un territorio aumenta, si arrichisce, si impoverisce, ha difficoltà tutto insieme, non solo per aree geografiche. Forse questa riflessione sarebbe dovuta venire prima dei campanilismi che, in questo caso, rischiano di fare persino danno.  Francesca Marrucci

C’è chi dice si!

al metrocubo per un totale di o scorso 3 agosto si è riu45 milioni utili per tutte le openito a Marino il consiglio re indispensabili a Santa Maria comunale per l’approvazione delle Mole e Frattocchie; sempre dei punti fondamentali della nuova manovra urbanistica in queste due zone, il recupero di 6 ettari di verde, passando della cittadina. Tra i capi saldi di questa riunione è stato vocosì dai 5,5 metriquadri quadrati di ettari ad abitante a 28 tato a maggioranza il Master Plan riguardante la pianifimetriquadri la valorizzazione del Gianfranco Bartoloni Parco Archeologico della Mugilla cazione urbana dell’area del Divino Amore, previsto nel protocollo d’intesa dove sorgerà un auditorium di circa 2mila posti, tra il comune e la Regione Lazio. Nonostante le con il recupero di 6 ettari di standard devoluti a incertezze dell’opposizione comunale, l’assessore parco per gli eventi;sono previsti 6mila metriquaall’Urbanistica Bartoloni ha tenuto a precisare gli dri di terreno per la “social housing”, ossia edifici aspetti fondamentali di questa iniziativa che lo sociali, inoltre la costruzione di plessi scolastici, vede protagonista. «Gli obbiettivi principali che si un palazzotto dello sport per mille persone e una vogliono raggiungere con questo piano di inter- pista ciclabile. Inoltre l’aggiunta di una rotatoria vento sono soprattutto quello di recuperare molti da via Nettunense, via del Divino Amore e via di ettari di verde e sopperire le carenze che ci sono Santa Fumia che sfocerà sull’Ardeatina e su Via a Santa Maria delle Mole e Frattocchie. Tra i punti Capane di Marino, in tal modo si risolverà il prosalienti vi è: la riduzione delle cubature a 800mila blema del traffico a Santa Maria delle Mole.» metri cubi; l’aggiunta di un extra onere di 50 euro Debora Piergallini


29

MARINO

ilCorriere Tuscolano

luglio 2011

Punto a Capo, stagione dedicata alle donne Gite, teatro, corso di lingue, cine&pizza al via per la onlus

A

fine settembre riparte la Stagione Culturale di Punto a Capo Onlus, l'Associazione che ha sede legale a Marino, ma opera in tutti i Castelli Romani nell'ambito del sociale, della cultura, dell'informazione e dell'istruzione. Dopo gli ottimi risultati dello scorso anno e il Patrocinio del Comune di Marino, con più di 40 eventi tra presentazioni di libri, gite, cineforum, serate a teatro, cene etniche e visite guidate, quest'anno la Stagione sarà dedicata alle donne, con una serie di

iniziative, fatte in collaborazione con altre associazioni attive nel settore sociale e culturale e nell'ambito femminile. «Quest'anno abbiamo pensato di dare un rilievo particolare al mondo femminile - afferma Patrizia Morgantini, Responsabile della Segreteria Organizzativa - l'importanza dei temi trattati, dal mondo del lavoro, alla violenza, al ruolo delle donne nella società, si unisce alla riscoperta e alla valorizzazione di se stesse, con incontri sulla salute, sulla prevenzione e perché no, anche sulla bellezza e sulla cultura. Del resto non possiamo dimenticare che la maggior parte dei nostri soci è composta da donne!» Ma il programma non finisce qui. «Anche i più piccoli avranno i loro spazi nelle attività che inizieranno da novembre - continua la Morgantini -

lo scorso anno ci sono state richieste più attività dedicate ai bambini, quindi quest'anno avranno il loro sabato pomeriggio con in cine&kids, in cui vedranno un film di animazione e potranno fare merenda con pizza e dolcetti vari, avranno il corso di inglese per bambini e delle gite e visite culturali fatte apposta per loro.» «Riprendono i corsi della Scuola Popolare - afferma Marco Borgia, Vice Presidente di Punto a Capo Onlus - con le lingue, l'uso del PC e corsi specifici su comunicazione e coscienza di sé. Inoltre, continuiamo l'esperienza degli Sportelli avviato con lo Sportello Giovane Europa nel Comune di Albano Laziale, dove questo inverno terremo anche una serie di seminari per i ragazzi, e presenteremo lo stesso progetto anche a Marino e in altri Comuni, sperando sia recepito. Anche lo Sportello Informativo Malattie Rare resta una nostra priorità, perché accanto agli eventi ludici e culturali come le gite in Italia e all'estero, le serate al tea-

tro, i cine&pizza, eccetera - spiega Borgia - non ci dimentichiamo mai del nostro ruolo nel sociale.» La Stagione inizia ufficialmente a novembre, ma i cine&pizza, l'appuntamento più richiesto, in cui si vede un film, mangiando pizza, come suggerisce bene il nome, reinizierà il 23 settembre e sarà affiancato quest'anno anche da movie&pizza, stessa formula, ma con film in inglese. Tra le novità di questa nuova stagione anche il Club del Libro e quello della Lirica, mentre i corsi della Scuola Popolare, per i quali già si prendono le prenotazioni, saranno: inglese (base, intermedio, avanzato); uso del pc e navigazione internet (base, intermedio, seminari); spagnolo, tedesco, cinese, giapponese, pnl (comunicare con se stessi e con gli altri - in forma per sempre), inglese per bambini (5-10 anni), italiano per stranieri. Per info: www.puntoacapo.info 0695557480 - 06 93801036 Francesca Marrucci

Il Città di Marino sfida la serie D

N

Partenza a razzo per gli 11 di Mister Mobili

ella splendida cornice dell’Helio Cabala il Città di Marino si presenta e si presenta bene, l’ambizione c’è e i valori tecnici anche; la formazione biancoceleste oltre a una presentazione in grande stile ha risposto sul campo e già nelle prime due giornate ha dato il via a una stagione che sarà sicuramente piena di soddisfazione per i ragazzi di Stefano Mobili. Prima il passaggio dei primi due turni di Coppa Italia contro il Civitavecchia (ai calci di rigore dopo l’1-1 nei primi 90’) e l’Anziolavinio (1-2) poi l’inizio di campionato sfavillante, con il tondo 2-0 rifilato fuori casa al Fidene e il pareggio 1-1 contro la corazzata Salerno in casa con il nuovo acquisto Simone Miani in gol a un soffio dalla fine di una partita che ha visto la squadra castellana giocare a viso aperto contro i più quotati (ma svogliati) avversarsi partenopei; insomma questo Marino

ha tutte le carte in regola per diventare, anche quest’anno, protagonista di un’altra straordinaria stagione. Il progetto è importante ma alla base c’è anche un settore giovanile che da due anni vince tutto e che vanta due rappresentative nei campionati d’elite. «Una cosa che pochissime altre società possono vantare - ricorda Damiano Mastellone DG biancoceleste - siamo partiti due anni fa con un obiettivo che era quella di portare il Marino a traguardi più consoni a quella che è la sua realtà, la Promozione ci stava stretta e quest’anno possiamo dire che quell’obiettivo si sta avvicinando.» A guidare la compagine marinese Stefano Mobili classe ‘69, un tecnico giovane ma con tanta esperienza nelle

serie maggiori, come allenatore in seconda di Bari e Avellino in serie B e con un passato da giocatore nel Siena e nel Cagliari. «Ho avuto la fortuna di lavorare a stretto contatto con allenatori del calibro di Mazzone e Ranieri e questo sicuramente mi ha lasciato un bagaglio importante, per quanto riguarda la squadra penso che il nostro primo dovere sia quello del lavoro, abbiamo dimostrato di poter far bene ma questo non deve farci dormire sugli allori.» A parlare anche il presidente Antonio Esposito che proprio in occasione della presentazione, lo scorso 31 agosto, ha voluto lanciare una provocazione, alla domanda di quali siano gli obiettivi della squadra, il primo tifoso risponde sicuro: «Tra cinque anni

l’Europa League», tanti sorrisi ma magari qualcuno ci crede davvero. Lo staff tecnico: Allenatore: Stefano Mobili; vice allenatore: Angelo Rinaldi; team manager: Stefano Censoni; allenatore portieri: Maurizio Biggi; preparatore atletico: Matteo Basile; medico sociale: dott. Guido Antonucci; fisioterapista: dott. Diego Adamo; resp. Comunicazione: Piero Zomegnan. La rosa: Portieri: Gianluca Perrotta (91), Alfonso Manfredonia (91). Difensori: Yuri Buttarazzi (92), Valerio Esposito (93), Lorenzo Russo (87), Filippo Andrea Scozzese (88). Lorenzo Belfiore (93), Marco Paolacci (84), Antonio D’Ambrosio (82), Claudio Corsini (93), Luigi Moreno (91), Dario Spasiano (94). Centrocampisti: Andrea Congiu (93), Naheul Pulitano Jimenez (87), Paolo De Cristofaro (87) Matteo Quadrini (89), Patrick Kalambay (84), Gianluca Capolei (89), Lorenzo La Ruffa (92), Valerio Saccavino (92), Alessio Sireno (87), Seck Modou Ablaye (93). Attaccanti: Orlando Fanasca (83), Emanuele Santaniello (90), Antonio Falco (94), Manuel Angelilli (90), Manuel Boncompagni (86), Simone Miani (83). Marco Brancaccia


30

MARINO

ilCorriere Tuscolano

luglio 2011

Sport e cultura in primo piano

Primo bilancio del consigliere Stefano Pasqualini presidente della Commissione

A

Stefano Pasqualini

quattro mesi dall’insediamento della nuova amministrazione, abbiamo rivolto qualche domanda a Stefano Pasqualini eletto consigliere nella lista del Pdl. Marinese doc, 48 anni, Pasqualini è dipendente del Ministero della Difesa. Ci può tracciare un bilancio di questi primi mesi? Sono stati mesi tanto interessanti quanto impegnativi, dove si sono prese decisioni importanti per il futuro della nostra cittadina approvando il bilancio e dando il via all’operazione “Divino Amore” che porterà Marino a essere una delle città più

all’avanguardia della nostra regione, per modernità di servizi, tipologia di costruzioni in bioedilizia e risparmio energetico, che saranno le costruzioni del domani. Ciò mi rende molto soddisfatto perchè non era facile entrare a far parte di un gruppo il quale, nella passata legislatura aveva governato in modo esemplare sotto la guida del sindaco Adriano Palozzi che ancora una volta è riuscito a raggiungere risultati di rilievo nazionale essendo stato il candidato sindaco Pdl più votato in ambito nazionale convincendo con lavoro e risultati i cittadini e i risultati lo hanno testimoniato con il 62 % dei voti . Come si trova con il Pdl e nella coalizione? Per quanto riguarda il mio schieramento politico, il Pdl, direi molto bene. Dopo un breve periodo di assestamento si e iniziato a lavorare ognuno rispetto il proprio incarico facendo poi convergere studi, idee e risultati nel consiglio comunale. Devo dire, inoltre, che quando si lavora al fianco di un coordinatore come Fabio Silvagni avendo riconosciute capacità poli-

tiche e umane, risulta facile inserirsi all’interno di un gruppo, e io oggi sono in grado di testimoniarlo.Per quanto riguarda il resto della coalizione, composta da vari schieramenti politici, mi trovo altrettanto bene. Delle volte non ci si ferma a riflettere che principalmente per la buona riuscita di ogni idea o progetto, è necessario affidarsi a persone serie e preparate, che operano solo ed esclusivamente per il bene dei cittadini e del nostro territorio e io ho riscontrato in loro queste qualità. Sono sempre più convinto che insieme faremo ottime cose. Quali sono i programmi per il futuro? Oltre all’incarico di consigliere conferitomi attraverso i voti dei cittadini, mi è stata affidata la presidenza della commissione cultura, sport e spettacolo e membro della commissione Lavori Pubblici. Entrambi i settori ritengo siano molto importanti per lo sviluppo di una cittadina. Lo sport riguarda direttamente la crescita dei nostri figli in quanto è il loro primo impatto di vita sociale, attraverso lo sport riusciamo a tenere impegnati i ragazzi e insegnare loro

il rispetto per gli altri, cosa per altro oggi giorno, purtroppo molto rara. Tramite eventi, spettacoli e manifestazioni culturali si intende creare interesse, pubblicizzare ed espandere il nome di Marino su tutto il territorio nazionale. Per quanto riguarda i Lavori Pubblici, punto nevralgico per ogni amministrazione comunale bisogna trovare nuove soluzioni, nuove risorse al fine di migliorare la vivibilità sul nostro territorio, portandolo su standard di città moderne. Il parcheggio, in via di ultimazione, a Piazzale degli Eroi, credo sia la prima opera di questa amministrazione che serva come trampolino di lancio per iniziare ad attuare nuove idee. È chiaro che tutto ciò richiederà tempo, lavoro e tanto sacrificio. Sinceramente non credevo fosse così impegnativo, ma caratterialmente quando faccio una cosa mi piace che questa sia portata a compimento, altrimenti sarebbe stato solo tempo perso. Da parte mia ci sarà un impegno costante per far si che il lavoro svolto non venga vanificato. Francesca Ascolese

Festa della “Madonna de u Sassu” Si è svolta a fine luglio la XXVIII edizione

D

al 27 al 31 luglio scorsi si è svolta con successo di partecipazione collettiva la XXVIII edizione dei festeggiamenti della Madonna de u Sassu, a cura dell’omonimo Comitato, presieduto dall’entusiasta e instancabile Armando Comandini. Quest’anno i festeggiamenti (svolti con il patrocinio del Comune di Maino e la collaborazione delle Comitato di quartiere Borgo Garibaldi, della Pro Loco e della Parrocchia Santa Maria del Grazie, nonché di molte Associazioni e\o sostenitori, sponsors e semplici amici) hanno

armoniosamente conciliato la parte sacra con quella profana e sono stati particolarmente sentiti forse anche in considerazione del recente atto vandalico che, proprio in prossimità dei festeggiamenti aveva distrutto il cristallo a protezione dell’antica immagine in peperino della Madonna. Gruppi folk, degustazioni di prodotti tipici, balli in piazza, mostre tematiche, anche con finalità didattiche, giochi ma anche la recita del Rosario e la bella Messa Solenne di domenica 31 luglio, celebrata da Don Adriano all’aperto tra l’edicola e la “Galleria Paradiso”, si sono svolte in un clima di serena e sentita partecipazione ed hanno dimostrato quanto i marinesi siano attaccati alla loro Prima Madre e l’abbiano scelta come loro custode, effigiata in antica sasso locale. Il Presidente Comandini, con

l’augurio di una “Bella Giornata” rivolto a tutti i partecipanti alla Santa Messa ha voluto fare un augurio di “bellezza” assoluta incarnata dalla Madonna, ma anche di “armonia” che è ciò “che sa dare il giusto valore a tutto ciò che ci circonda”. Don Adriano, nella sua prima Santa Messa per questi festeggiamenti della Madonna de u Sassu, ha sottolineato quanto sia essenziale la devozione alla Madonna come Madre Assoluta e Prima di ciascuno di noi che non dimentica mai nessuno dei suoi figli e che i suoi figli non devono dimenticare, ma anzi invocare sempre, anche con un semplice saluto, “Ave Maria”, perché lei sa come proteggerci. La Madonna è stata poi, secondo il rito, incoronata, con la corona realizzata da Giovanni Bizzarri alla presenza delle autorità politiche, e benedetta da Don Adriano. Alla fine della bella celebrazione di Don Adriano, veramente “partecipata” da tutti, un

forte applauso ha ringraziato la Madonna e quanti hanno reso possibile, anche quest’anno, la sua festa. Evidentemente un vetro rotto non può mai rompere il legame infrangibile tra una Madre e i suoi figli… e i marinesi lo sanno (Foto di “francero”). Antonella Rotondi



Il Corriere Tuscolano settembre 2011