Issuu on Google+

LICEO SCIENTIFICO PARITARIO

SAN GIUSEPPE

VIA J. F. KENNEDY, 21/23 GROTTAFERRATA TEL. 06.941.13.22

Riuscirà la Chiesa nella sua Missione? «Il miracolo è di sopravvivere ogni domenica a milioni di pessime omelie»

mensile di informazione e cultura a diffusione gratuita - anno IV - n. 2

CIAMPINO

Una poltrona per quattro

È

Al via la campagna elettorale

partita ufficialmente la corsa per la successione alla poltrona di Walter Perandini. I principali candidati sono Simone Lupi del Pd, con una colazione composta da parte dell’Udc, dal Psi e da Sel e Anna Contestabile del Pdl, affiancati da Elio Santoro dell’Idv e dal Terzo Polo,

composto da Fli, Api e parte dell’Udc – che al momento attuale risulta spaccata – che al più presto presenterà il suo candidato. Urbanistica, viabilità, aeroporto e campo nomadi sono le più importanti tematiche su cui i vari candidati sono chiamati a confrontarsi. Servizi da pag. 28

di Ivana Lustrissimi

P

er fronteggiare l’attuale crisi collegata all’incapacità di dialogare con il mondo moderno, la Chiesa cerca di operare una trasformazione sul piano organizzatico-territoriale (Consigli, Collegi ecc..) come all’interno di una grande azienda; essa si è così riempita di tanti amministratori con un popolo che va allo sbando. C’è da chiedersi qual è la missione che si vuole raggiungere? Quando si decide di realizzare un progetto è fondamentale chiedersi quale sia la“motivazione profonda e quale il fine che si intende raggiungere allo scopo di attivare le persone che parteciperanno al progetto. È necessario quindi lavorare innanzitutto sull’individuo perché ciò che conta non è “solo cosa fare” ma anche “con chi farlo”! Prestare attenzione alle qualità umane, al carattere, ai bisogni, in una parola alla “vocazione” della persona. Questo porre l’uomo al centro dell’organizzazione dovrebbe essere la finalità della Chiesa. I pastori delle comunità cristiane (diocesi, parrocchie) dovrebbero esercitare la capacità di riconoscere i carismi che lo Spirito distribuisce liberamente e di leggere le virtualità umane e cristiane che trovano nel loro campo d’azione. Come disse Giovanni Paolo II: «le vie della santità sono molteplici e adatte alla vocazione di ciascuno”. Ogni professione richiede di valorizzare le qualità di ogni individuo, le sue disposizioni attitudinali e la volontà di dedicarsi al campo prescelto; vocazione deriva dal latino vocare=chiamare. Se la vocazione è dunque una chiamata a dedicarsi ad un ruolo sociale, tanto più lo è quella del sacerdote! Si parla infatti di chiamata da parte del Signore a servirlo per la salvezza dell’uomo. La vocazione sacerdotale rimane comuncontinua a pag. 5

Febbraio 2011

MARINO

Festa a Santa Maria Maria delle Grazie Don Adriano Paganelli è il nuovo Parroco al Giardinaccio

D

omenica 13 febbraio, celebrando la Santa Messa delle 11, Sua Eminenza Monsignor Marcello Semeraro, Vescovo della Diocesi di Albano, alla presenza del Sindaco Adriano Palozzi, ha comunicato e condiviso con i numerosi fedeli presenti, la nomina ufficiale del nuovo Parroco Don Adriano Paganelli. Già Parroco nella Chiesa di Santa Luigi Gonzaga sulla via dei Laghi, Don Adriano, Sacerdote dal 1995, era già arrivato nella Chiesa di piazza Garibaldi prima delle feste natalizie accolto “nella sua nuova famiglia”, come spesso ha per-

sonalmente ripetuto, con grande affetto dai parrocchiani, nonostante l’ottimo ricordo del precedente Parroco titolare Don Bruno, ritiratosi per sopraggiunti limiti di età e dell’ operosa attività del successore pro-tempore Don Carmelo, che si divideva infatti tra la sua Parrocchia Santissima Trinità e quella di Santa Maria delle Grazie. Sua Eminenza il Vescovo, dopo la lettura del decreto di nomina di Don Adriano, scelto “per le sue doti spirituali ed intellettuali”, nella incisiva ed acuta omelia ha voluto innanzitutto rassicurare tutti i fedeli riuniti, comprese le comuni-

Grottaferrata

Frascati

Grottaferrata

Il mercato si sposta. È polemica

Gli immobili di via Ferri

Ini, evitati i licenziamenti

Frascati - Pd

Grottaferrata

Frascati - Pdl

Rilanciata l’azione di Governo

Come difendersi dalle cartelle Tarsu

Presentato il nuovo direttivo

Continua a pag. 27


ilCorriere Tuscolano continua da pag. 1

que un’attività dell’uomo in mezzo agli altri uomini e quindi risente anch’esso delle caratteristiche personali. Del resto basta rifarsi ai santi per accorgersi quanto siano diversi tra loro sul piano della personalità e quindi delle loro opere. Così anche nella Chiesa esiste il prete di fabbrica, il prete di strada, il prete di carcere che non si limita ad essere sacerdote nei momenti di culto ma testimone del suo tempo in grado di interpretare alcune istanze sociali Sono questi i nuovi profeti testimoni di carità, di quel Vangelo radicale che non perde tempo a distinguere tra verità ed errore, ma sceglie ad occhi chiusi gli esclusi, gli oppressi, i poveri: È la società odierna che esige una profezia così coraggiosa e lungimirante. È nelle omelie di questi sacerdoti che il verbo di Dio “ritorna dall’esilio” e la liturgia della parola diventa culmen et fons della sua azione pastorale a differenza di alcune vuote prediche domenicali che allontanano i fedeli. Papa Ratzinger quand’era cardinale disse “il miracolo della Chiesa è di sopravvivere ogni Domenica a milioni di pessime omelie”. La vera capacità di trasmettere conoscenza e fede nasce solo attraverso esperienze vive! Per imparare a comunicare bisogna saper ascoltare. Gesù disse “...come il Padre ha mandato me, io mando voi” La missione che egli affida agli apostoli diventa “trasmissione” di un dono che non è statico ma forza dinamica, germe divino che si propaga per contagio comunicativo. Alcuni attuali modelli di pastori sono oggi fuori dalla storia dei propri contemporanei, isole infelici in mezzo ad un mondo in trasformazione in uno stato di assoluta “solitudine».

3

CASTELLI ROMANI Il parroco rischia di divenire maestro di una spiritualità disincarnata e spesso astratta. Egli non sta mai con i laici ma sempre di fronte a loro, considerati solo come oggetto di cura pastorale e non soggetti attivi nell’azione pastorale stessa! Se il termine “parrocchia” etimologicamente significa “tra la gente”, la figura del parroco dovrebbe essere quella di un pastore in grado di dare risposte ai propri fedeli. La conseguenza quindi più preoccupante di tale riorganizzazione della Chiesa è una sorta di autoreferenzialità che limita l’azione pastorale dei sacerdoti alla parrocchia la quale, come aggregazione territoriale, è oggi un’espressione sulla carta, istituzione puramente giuridica, amministrativa, burocratica non corrispondente ad alcun ideale. Solo la parrocchia-comunione può oggi realizzare la”missione” ma prima deve essere comunione di comunità che coinvolge totalmente la vita di chi ne è partecipe divenendo una rete di relazioni. L’azione pastorale però senza profezia diviene sterile. I magnifici palazzi della Chiesa, scrigni di storia e di arte, dovrebbero diventare la sede di un costruttivo confronto tra tutte le componenti, non il luogo dove stilare programmi pastorali e strategie organizzative che escludono un collegamento tra indirizzi provenienti dall’autorità e proposte/progetti che vengono dalla base. E pensare che per i popoli del passato la religione era davvero “religio”, cioè legame che univa gli uomini tra loro per renderli più forti. Senza un’identità basata su virtù e valori condivisi e condivisibili non è possibile né guidare se stessi e gli altri, né realizzare alcun progetto. La vera teologia non nasce a tavolino! bensì è presente in coloro

febbraio 2011

Duccio da Boninsegna: Gesù parla ai discepoli

che credono con semplicità. È una questione non solo di contenuto ma anche di stile.Uno stile che tende ad imporre più che a proporre! Anche se la finalità e i valori da difendere possono apparire giusti non è questo lo”stile cristiano”che richiede umiltà e mitezza. L’atteggiamento appare quello direzionale nei confronti di una cristianità che non c’è più. Si rischia di avere molti amministratori ma pochi “profeti”, producendo circolari e non “pescatori di anime” contrariamente a ciò che predicava San Paolo: ”una Chiesa fondata sugli apostoli e sui profeti”, oggi forse tanto temuti! La strada che la Chiesa sembra aver intrapreso porterà ai risultati sperati?La

teologia può tornare a far pensare gli uomini a Dio solo a due condizioni: radicale onestà intellettuale e primato della verità. Ciò comporta il passaggio dal principio di autorità al principio di autenticità. L’esperienza spirituale ha più valore della dottrina, i veri maestri della fede non sono i custodi dell’ortodossia ma i mistici e i santi. Lo stesso Gesù, nel Vangelo di Luca parla della scelta progettuale di essere suoi seguaci facendolo “per la strada”, provocato dalla gente che lo seguiva magari con le più diverse motivazioni e forse senza troppo interrogarsi sulle finalità medesime del loro andargli dietro! Certo, è Cristo che costruisce la Chiesa e noi siamo solo, con tutti i nostri limiti, collaboratori della sua sapienza, anche i pastori delle comunità cristiane! Ad ognuno però la sua responsabilità e il proprio compito. Invitiamo i nostri lettori a intervenire sul tema dell’attualità della Chiesa oggi 1) Come realizzare l’incontro della Chiesa con i problemi dei fedeli che vivono le difficoltà della quotidianità? 2) Quale modalità deve essere utilizzata nel rapporto di comunione tra il parroco, gli operatori pastorali e i fedeli laici?

A Luigi

D

omenica 13, nel pomeriggio, quel corpo che ancora tenacemente e dignitosamente, nonostante una malattia incalzante e senza sconti, continuava a dare fisicità a Luigi, non ha più resistito ed ha cessato di essere tale. Il cuore di quel corpo, il suo motore meccanico non ha resistito agli attacchi del male, dei farmaci, dello stress e si è arrestato. Il suo motore fisico si è rotto per sempre…..ma Luigi no. Lo spirito di Luigi, il suo cuore, quello vero, non la semplice pompa che si è bloccata, sono qui con noi: Luigi è presente e vivo nella sua numerosa e affettuosa famiglia, allargata anche a tutti i ragazzi e agli amici della Parrocchia, presente e vivo con noi tutti suoi amici,conoscenti, colleghi. La sua anima, che affiorava sempre dal suo sorriso e dai suoi occhi freschi, dal suo modo sempre cortese ma deciso, dalla sua ironia gioviale, la sua anima è presente ancora come allora, è davanti ai nostri occhi come sempre. È viva qui con noi. Luigi questo lo sapeva e lo sa. Questa la sua vera Forza, la Forza della Fede cristiana ed il suo impegno incondizionato per essa. Anche la nostra Forza sarà, se abbiamo occhi e cuore, quello vero, per riconoscerLa, e, come lui, ad Essa affidarci. Grazie Luigi. I suoi amici

Direttore Responsabile Fabio ORFEI

Società Editrice KNW S.r.l.

Hanno collaborato

Debora PIERGALLINI Marco COLUCCINI Maria Grazia COLUCCINI Michela Emili Valerio CIACCIA Marco BRANCACCIA Francesca ASCOLESE Claudia PROIETTI Valentina MICCICHÈ Camilla LOMBARDOZZI Raffaele Guarino Emanuela BIZZARRI

Fotografia Marco Brancaccia Valerio Ciaccia

Redazione e pubblicità

KNW S.r.l. redazione@ilcorrieretuscolano.it pubblicita@ilcorrieretuscolano.it tel./fax 06.9411139

Grafica e S­tampa

Tipografia Giammarioli snc - Frascati Tel. 069420310 - Fax 0694018499 posta@tipografiagiammarioli.com

Società distributrice E.M.P. Srl Tel. 335.82.62.883 335.82.62.964 Email: e.m.p.srl@tiscali.it

Autorizzazione del tribunale di Velletri n° 0108 del 07/01/2008 Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana


ilCorriere Tuscolano

4

CASTELLI ROMANI

febbraio 2011

Comparto agricolo, crisi senza fine

G

Nell’ultimo bienno persi il 50 per cento dei posti di lavoro

eneralmente per capire l’andamento economico di una nazione o di un territorio si aggregano i dati per tre macrosettori: Agricolo, Industriale e Servizi. Inoltre, e al fine di rendere i dati confrontabili, si utilizzano metodi di confronto basati sulla popolazione attiva e/o residente. Questo consente di capire la produttività e la redditività pro-capite.

tosto arretrati o di difficile lettura. Comunque si è in grado di capire come si sta evolvendo l’economia dei Castelli Romani. È abbastanza ovvio vedere e capire che la distribuzione e la tipologia delle colture nel Lazio sia diversa perché il territorio è pianeggiante verso la costa e poi collinare-montuoso verso l’interno. Questo comporta che la natura dei

Produzione complessiva

agricoli. E quindi dipende pesantemente dalle importazioni. Comunque vi sono dei punti interessanti. Caratteristica delle aree collinari dei Castelli è la coltivazione della vite, quindi a prevalenza di vigneti. Ma vi sono anche discrete coltivazioni di ulivi e rimangono residue capacità di allevamento principalmente ovino. Spesso si vedono pecore al pascolo sul Tuscolo, cosi come mucche e cavalli nell’area del vecchio lago Regillo. Sono praticamente assenti o ridotte alle sole esigen-

ze familiari altri tipi di coltivazioni. Vi sono alcuni tentativi di estendere la produzione di frutta, ad esempio con le fragole in aree come San Cesareo/ Carchitti/Colle di Fuori e del Lago di Nemi. Vi è anche un discreta capacità di produzione delle castagne. Altro importante fattore economico dell’area dei Castelli è la produzione/commercializzazione del legname. Famosi sono i tetti in castagno. I Castelli, sul piano agro-alimentare, sono noti principalmente per il vino. Famosi sono le sagre

Ripartizione per tipi di produzione L’attività agricola nel Lazio è uno dei principali punti di forza della sua economia. Col termine agricoltura si fa riferimento al settore nel suo complesso comprendendo: agricoltura, allevamento e pastorizia, mentre la pesca nel Lazio è un settore marginale. È sotto gli occhi di tutti noi il continuo esodo dai lavori agricoli verso attività meno faticose e impegnative. L’esodo delle popolazioni rurali ha due ragioni principali: una è legata alle condizioni socio-economiche dei lavori agricoli non sempre accattivanti, l’altra è dovuto alla necessità di ridurre i costi di manodopera e quindi ad aumentare la meccanizzazione e l’automazione dei processi per migliorare la redditività. Nell’ultimo biennio il settore agricolo ha perso circa il 50% degli occupati passando da circa 27000 unità del 2007 a circa 15000 di oggi (dati Istat/Ccia). Purtroppo, a parte i dati fisico-geografici del territorio, dati più mutevoli come la struttura socio-economica sono piut-

terreni è diversa, con climi diversi, precipitazioni e disponibilità di aree più o meno vaste e diverse. Dando uno sguardo alla regione Lazio nel suo complesso si può affermare che: a) nelle province di Rieti e Frosinone, oltre la notevole presenza industriale, il settore agricolo è attivo ed in gran parte basato su coltivatori diretti e piccole aziende familiari generalmente orientate per colture intensive. b) in provincia di Viterbo e di Latina vi sono aziende medio-grandi anche superiori ai 50 ettari e l’agricoltura in queste aree si è beneficiata delle opere di risanamento effettuate negli anni passati; c) in provincia di Roma la situazione è piuttosto variegata e comunque di generale debolezza. Come ai tempi dell’impero romano, Roma e provincia non hanno una capacità produttiva sufficiente a soddisfare le proprie esigenze ed è una grande importatrice di prodotti

e le feste collegate alla vendemmia cosi come le cantine. La attuale produzione di vino nella sola area dei Castelli (Colli Albani, Frascati, Marino) è di circa 1 milione di ettolitri divisi tra bianco e rosso, e considerando vini da tavola, Igt e Doc. Grosso modo il 60% della produzione è venduta e distribuita fuori dal Lazio, con un mercato sia italiano che estero piuttosto interessante. Ed è su questa economia che focalizzeremo l’attenzione di questo numero. Il settore è in fase di ristrutturazione e riorganizzazione per far fronte alle nuove e sempre più impegnative sfide del mercato e delle nuove aspettative dei consumatori. Come si può vedere

dai grafici la produzione è in calo. Questo calo è determinato da molte ragioni che vanno dalla concorrenza, ai problemi legati alla distribuzione, al riconoscimento da parte dei consumatori. Vi sono anche problemi legati al cambio delle normative sia nazionali che europee. Va però osservato che vi è un generale orientamento verso produzioni e vini di maggiore qualità. La viticoltura e la produzione di vini comunque rappresenta un valore economico non trascurabile dell’economia laziale assestandosi intorno ai 110 milioni di euro/ anno. Vedremo prossimamente i dati specifici dei Castelli. Raffaele Guarino


ilCorriere Tuscolano

5

CASTELLI ROMANI

febbraio 2011

“Uva e vino a chilometri zero”

La proposta di Luigi Fusco presidente dell’Associazione Produttori Uve

I

Luigi Fusco

l dottor Luigi Fusco è il Presidente dell’Associazione Produttori Uve Frascati, il suo impegno è rivolto alla valorizzazione dei vigneti e delle produzioni vinicole legate al “Frascati”. Il “Frascati” è un vino Doc, quindi soggetto ad un disciplinare ben preciso. La produzione è fatta nel comprensorio delimitato da un decreto del 1933 (GU 137 del 13/06/1933) che comprende le aree del comune di Frascati, Grottaferrata e Monte Porzio Catone, le aree degli attuali Municipii VIII e X di Roma (tra Tor Vergata e Vermicino) e parte del territorio di Montecompatri. Il Frascati Doc è stato istituito con decreto pubblicato sulla GU n. 119 del 16/05/1966. Tipicamente vi è una produzione di 140 q. per il “Frascati”, di 130 q. per il “Frascati Superiore”, e “Frascati Cannellino” e vi anche una certa produzione di “Frascati Spumante”. L’attuale disciplinare contempla l’utilizzo principalmente dei vitigni Malvasia Bianca di Candia (circa 50.0%), Trebbiano Toscano (10.0% - 20.0%), Malvasia del Lazio (varietà Puntinata, 10.0% - 40.0%). Dottor Fusco che cosa è questa associazione e cosa rappresenta? L‘Associazione Produttori Uve Frascati è sorta nel 1996 allo scopo di creare un filo diretto e comune tra la produzione e il resto della filiera del Frascati aggregando la capacità produttiva e quindi fondamentalmente rappresenta i viticoltori. Stiamo iniziando un processo di innovazione mirato alla valorizzazione del Frascati. Perché dovrebbe essere valorizzato il Frascati? Valorizzare il Frascati significa valorizzare la nostra terra, le sue tradizioni e quindi contribuire in maniera piuttosto diretta a tutte le attività del territorio, compreso anche l’industria dell‘eno- e dell’agri-turismo locale. Significa mettere in piedi un ecosistema di valori presentabile e vendibile su diversi piani da quello eno-gastronomico, al turismo e ovviamente legare tutti gli altri fatti del territorio, quali la presenza di un grande numero di visitatori dei centri di ricerca per convegni ed eventi culturali che si tengono nell’area e cosi via. Il vino Frascati rappresenta uno degli aspetti della valorizzazione del territorio e delle sue risorse. Chiaramente anche la filiera del Frascati può e deve trarre benefici dalla presenza degli altri attori sul territorio. Quante imprese agricole rientrano nell’ambito del Frascati? Ci sono circa 850 produttori, per lo più piccoli o piccolissimi che si occupano dei circa 1500 ettari del Frascati Doc e circa 40 vinificatori/imbottigliatori. Grosso modo circa il 20% dei produttori detengono un po’ più del 70% della intera capacità produttiva. In tutto

il comparto vitivinicolo, compreso le attività di supporto quali quelle legate alla vendita e alla manutenzione delle attrezzature, si può dire che ci sono circa 800 famiglie che vivono nell’ecosistema del Frascati Doc. Mi può spiegare la relazione che esiste tra l’associazione e gli altri attori? Gli attori della filiera vitivinicola sono molti fra istituzioni, cooperative ed associazioni, produzione, cantine e commercializzazione del prodotto vino. Mi piace menzionare che, da una parte, l’Associazione Produttori Uve Frascati vuole sempre più dialogare con tutti i produttori dell’area del Frascati. A tale scopo abbiamo lanciato un progetto per l’analisi socio-economica insieme all’Università di Tor Vergata, chiedendo a tutti i produttori di riempire un questionario dedicato. In secondo luogo l’Associazione cerca di essere molto presente nelle attività del Consorzio Tutela Denominazione Frascati, il cui presidente è il dott. Mauro De Angelis. L’Associazione ha l’obiettivo della valorizzazione per cui si muove sulla costante ricerca delle opportunità di dialogo con tutti gli attori allo scopo di costruire quella filiera del Frascati che è sinonimo di qualità e garanzia. Qual è l’andamento economico? Il valore economico del Frascati Doc è dell’ordine di 20 M€ all’anno. La situazione degli ultimi anni è stata pesante per varie ragioni. Dal 2007 il prezzo delle uve alla fonte, cioè quello pagato al produttore è andato continuamente calando. Oggi siamo ancora sotto a 30 Euro/ql, quando come dimostrato in un documento dell’Associazione pubblicato anche dal Consorzio, il costo di produzione è molto, molto più alto (ben oltre 45 Euro/ql) Con un prezzo pagato ai produttori cosi basso questa attività non è redditizia, anzi è decisamente in perdita, con conseguente abbandono delle vigne (oltre il 10% nell’ultimo anno). Inoltre vi sono problemi legati alla penetrazione della urbanizzazione verso le aree agricole. Ad esempio nell’area a ridosso tra Tor Vergata e Vermicino dove l’avanzata del cemento sembra inarrestabile. In genere la situazione imbottigliamento in zona e Dogc? Abbiamo recentemente perso la disputa per limitare l’imbottigliamento solo in zona, ma questo problema è un falso problema, perchè è sufficiente trovare un buon accordo fra le aziende vinificatrici per vendere solo vino imbottigliano all’origine. Il Consorzio può e deve prendere azioni per chiudere questo accordo nella filiera. La richiesta per ottenere la denominazione Dogc richiede ancora grande impegno e convinzione. La certificazione Dogc è un riconoscimento del particolare pregio qualitativo che penso dovremmo volere in tutta la filiera, se allo stesso tempo si riesce ad arrivare ad un prezzo stabile e corretto che copra il lavoro di gestione delle vigne, considerando gli ulteriori investimenti che dovrebbero essere sopportati dai viticoltori. Recentemente si discute di distillazione come possibile supporto al settore, cosa molto importante perché questo aiuto istituzionale aiuterebbe a ridurre in modo significativo le giacenze e soprattutto

si toglierebbe dal mercato il vino delle annate più vecchie. Anche questo aiuto per la filiera (essenzialmente a beneficio dei vinificatori) avrebbe conseguenze per i produttori, che verranno sicuramente chiamati a produrre nel prossimo anno meno uva. Quali sono i reali problemi dei viticoltori e del comparto per far ripartire il sistema Frascati? Come detto in varie maniere il problema principale è quello della redditività di produzione. Se non si assicura il pagamento dei costi è almeno un piccolissimo margine per gli investimenti che i produttori devono sostenere, le vigne verranno abbandonate, e questo è molto grave non solo per la filiera ma per l’ambiente e per l’economia locale. Vi sono problemi strutturali del settore, legati essenzialmente alla frammentazione di impresa dovuto ad appezzamenti troppo piccoli e al fatto che non si riesce a fare economia di scala. Infatti, vi sono molte aziende micro che ovviamente non hanno grandi capacità proprie di intervento. Sono aziende principalmente composte da anziani agricoltori, dediti alla conduzione del podere con metodi tramandati e poco efficienti. Vi è poi un grosso problema legato alla gestione del territorio in particolare con l’edilizia che è un’alternativa allettante per molti proprietari. Altri problemi derivano alla scarsa partecipazione dei produttori alla filiera di produzione. È una situazione complessa che richiede una risposta articolata. Come si potrebbero affrontare questi problemi?

Occorre pensare in maniera diversa, non è più sufficiente stare sulla difensiva o chiedere interventi di mera protezione. Occorre far si che ci sia un ambiente sostenibile, e pensare al territorio per uno sviluppo sostenibile, coinvolgendo molto di più i giovani. Occorre pensare in maniera integrata ad esempio collegandoci meglio verso il turismo intelligente che sfrutti anche il prodotto uva e vino, o lavorare per proporre prodotti a Km Zero. Dovremmo pensare ad innovare nella nostra produzione, inventandoci nuovi prodotti derivati dall’uva (succhi, gelatine, marmellate) e vendere anche le capacità scientifiche e tecnologiche che sono presenti in abbondanza nel territorio Tuscolano. Il settore delle energie alternative potrebbe darci una mano promuovendo il recupero dei materiali di risulta della vigna, come ad esempio con il pellet da vinacce. Ci sono molte possibilità e bisogna lavorare tutti insieme per trovare le migliori soluzioni. Il suo rapporto con gli enti locali? Gli enti locali, i Comuni del Frascati, la Comunità Montana, la Provincia, la Regione per menzionarne alcuni a volte ci aiutano ma occorre fare sistema. Possono e devono dare una mano a tutto il settore vitivinicolo locale, provinciale e laziale. Se va bene il Frascati, va bene un bel pezzo di economia locale e andranno bene anche gli altri vini laziali. Il Frascati è la locomotiva laziale del settore, il suo nome ha ancora un grande valore e riconoscimento nel mondo e non possiamo né dobbiamo perdere questo vantaggio competitivo. R. G.


ilCorriere Tuscolano

6

GROTTAFERRATA

febbraio 2011

Mercato fatti più in là che c’è la Fiera

La polemica si rinnova e con lo spostamento al 9 aprile, aumenta lo scontento

Luigi Lucatelli

P

untuale come una cambiale, ogni anno si ripresenta il problema dello spostamento del mercato settimanale del lunedì nel periodo della Fiera, che provoca forti disagi agli operatori commerciali. Quest’anno, con l’ulteriore slittamento della data al 9 aprile, le problematiche sembrano essere aumentate. Ne parliamo con Luigi Lucatelli, presidente dell’Apcr - Area Pubblica Castelli Romani - un’associazione che comprende circa 90 operatori, di cui circa il 30% presente nel mercato di Grottaferrata. Di cosa si occupa in particolare l’Apcr? Lavoriamo sul territorio cercando di far emergere i problemi rilevanti della categoria senza però incidere su questioni amministrative che potrebbero essere in contrasto con le esigenze degli operatori. Com’è attualmente la situazione a Grottaferrata? È molto grave, perché sono anni ormai che in barba all’articolo 6 della legge 33/99 il Comune sposta il mercato a causa della Fie-

O

ra. In pratica l’articolo 6 dice che il Comune può organizzare fiere, mercati e manifestazioni similari soltanto se ha la disponibilità delle aree. In questo caso se la disponibilità dell’area è riservata agli operatori del mercato, ci chiediamo per quale motivo ci dobbiamo spostare. Finora non abbiamo mai creato problemi perché il periodo della Fiera cadeva in un momento di relativo stallo commerciale ma adesso, con il posticipo, questa andrà a incidere maggiormente sul comparto economico degli operatori. Ci può spiegare perché? Inizierà la stagione primaverile e gli operatori saranno chiamati ad acquistare delle merci che non potranno vendere al mercato di Grottaferrata, che è un ottimo mercato. Non è stato tenuto minimante in conto l’aspetto economico della categoria produttiva degli operatori commerciali su aree pubbliche, e ciò è grave anche in considerazione del fatto che siamo stati convocati a una riunione dove era già stato deciso tutto: spostamento di una parte del mercato, quello alimentare, a piazza De Gasperi - come già avvenuto qualche anno fa con risultati disastrosi perché l’alimentare funge da traino - con l’altra sezione dislocata da metà Corso in poi - da viale I maggio a scendere verso la Badia - con banchi sistemati in spazi esigui. Dislocare un mercato in luoghi diversi significa non far capire nulla alla gente, che si trova a dover cercare l’esercizio di riferimento su 180 operatori. Questa volta se l’Amministrazione non verrà incontro alle nostre esigenze saremo costretti a fare delle proteste eclatanti durante la Fiera, magari anche durante l’inaugurazione. Inizieremo a far

Claudio Cusano, membro Anacap

ggi i comuni non rispettano più le leggi che disciplinano i mercati e si muovono in barba alle nostre esigenze, il problema per noi è grave. Dovremmo avere una sede fissa per tutto l’anno, invece a febbraio ci spostano e perdiamo il giro dei clienti: per ricrearlo ci vuole tempo, lusso che in questo momento non possiamo permetterci. La nuova amministrazione era al corrente di questa grave problematica, ciò nonostante non se ne è minimante preoccupata. Gli anni passano e nessuno riesce a trovare una soluzione che per noi è di fondamentale importanza, soprattutto in momento di crisi come quello attuale.

Auguri a...

Stella Germana Il 20 dicembre 2010 è nata Stella Germana De Caro. Le danno il benvenuto i fratelli Stefano ed Alessandro ed i genitori Germana e Mauro

Q

Antonio Granata, operatore commerciale

uesta è l’ultima settimana in cui lavoro al mercato di Grottaferrata. Sono costretto a pagare l’affitto a chi possiede 60, 70 posti e in questo momento di crisi non ce la faccio Mi dovrò spostare verso altri mercati, magari da abusivo. Però non mi sembra giusto pagare l’affitto a chi nemmeno esercita la professione: se fosse qui nel mercato lo accetterei, ma esercitando un’altra attività dovrebbe lasciare il posto ai giovani come me che vorrebbe investire onestamente nel lavoro. Penso che le istituzioni in questo senso dovrebbero tutelarci di più.

valere tutti i nostri diritti. Ci può fare un esempio? Nel mercato di Grottaferrata non c’è un servizio igienico, neanche di quelli prefabbricati, ed anche a questo riguardo la legge parla chiaro. Avete già chiesto spiegazioni? L’assessore Guerisoli ci ha risposto che costa 3800 euro, e che bisogna metterli in bilancio per poi allestire questo servizio. Noi corrispondiamo al comune una cifra abbastanza corposa, circa 500 euro in media l’anno, per 180 banchi. Vorremmo sapere cosa fa il Comune con i nostri soldi. La cosa più indecente è che noi paghiamo la Tosap (l’occupazione del suolo pubblico), mentre loro a noi non corrispondono nessun servizio, anzi. Un’amministrazione che spende 128 mila euro per fare una Fiera del Libro, ma non riesce a realizzare un servizio igienico al mercato, credo sia un Comune che non si ispiri a nessun senso civico. Inoltre, avevamo richiesto all’assessore Guerisoli un’indagine co-

noscitiva riguardo agli operatori iscritti al Rea e all’Inps – al riguardo c’è stata anche un’interrogazione del Consigliere Fontana del Pdl circa due mesi fa – per regolarizzare la concorrenza tra gli operatori del mercato, ma a oggi non abbiamo avuto nessuna risposta. Quello che le amministrazioni non capiscono è che noi siamo delle vere e proprie aziende. A Marino lo scorso mercoledì 2 febbraio il Comune ha soppresso una giornata per noi lavorativa per far posto alle commemorazione dei bombardamenti. Continuando a considerarci dei fattori marginali, adottando delle scelte per noi penalizzanti, si danneggiano non solo degli importanti operatori economici, che danno occupazione a decine di persone, ma anche un momento di fortissima aggregazione. Perché questo è un mercato: un luogo di scambio di beni ma anche di socialità, la piazza che da sempre unisce merci e persone, ricchezza e rispetto, incontro e civiltà. Francesca Ascolese


ilCorriere Tuscolano

7

GROTTAFERRATA

febbraio 2011

All’Ini, la solidarietà evita i licenziamenti Accordo tra la Proprietà e il sindacato per ridurre il monte ore del 10%

L

a Casa di Cura Ini nasce nel 1971. Una fortunata coincidenza permise infatti l’acquisto da parte del Professor Delfo Galileo Faroni di una solida e confortevole dimora sino ad allora appartenuta al Pontificio Collegio Scozzese di Sant’Andrea Apostolo. Situata in una zona collinare e lussureggiante tra Grottaferrata e Marino, si caratterizza per il rapporto ottimale con l’ambiente, in un’atmosfera ossigenata e silenziosa. Oggi l’Ini – Divisione di Grottaferrata – è una delle più importanti realtà mediche dell’hinterland romano ed è il fulcro di una rete di istituti concepiti dal “Gruppo Faroni” nel quadro di un unico progetto sanitario a valenza interregionale. Ini dispone di un’ampia offerta di servizi sanitari accessibili in convenzione o privatamente, in regime di Ricovero Ordinario – Day Hospital – Ambulatoriale. Dispone complessivamente di 225 posti letto per le specialità di: Area Medica (65 posti letto); Area Oncologica (25 posti letto); Area Chirurgica (10 posti letto); Area riabilitativa (100 posti letto). Le patologie maggiormente trattate sono: Reumatologia; Medicina interna ed endocrinologia; Cardiologia; Neurologia; Gastroenterologia; Urologia.

G

Giovanni Tavani

iovanni Tavani è dalla fine del 2008 direttore amministrativo dell’Ini di Grottaferrata, casa di cura di punta della Holding sanitaria del gruppo Faroni. Quanto è cambiata la sanità in questi ultimi anni? Moltissimo, tanto da sperimentare praticamente una rivoluzione copernicana del sistema sanitario regionale. Intorno al 2007 si è passati dall’elaborazione di piani sanitari mirati essenzialmente alle esigenze dei malati, all’elaborazione di programmi più legati alle vicende economiche che tanto condizionano la nostra vita quotidiana. In più, abbiamo assistito al commissariamento della regione Lazio e ai piani di rientro per il deficit accumulato: inizialmente questo ha portato a correttivi che, fatti in fretta e furia, hanno tagliato trasversalmente, con il rischio di far perdere nella sanità qualche eccellenza venutasi a creare con il tempo. La politica del taglio che riguarda tutti, qualche volta fa perdere un po’ di vista la programmazione che invece per un organo regionale dovrebbe essere ben definita. Che ripercussioni hanno avuto nella pratica questi correttivi? In area pubblica e privata ci sono già stati dei tagli di posti letto e sui fondi stanziati, per le varie specialità. In alcuni casi, come da noi, la percentuale di decremento tra riduzione dei posti letto e dei finanziamenti è prossima al 30%: sono quindi tagli pesanti, tanto che dal secondo semestre del 2010 abbiamo fatto ricorso anche all’ammortizzatore sociale della cassa integrazione straordinaria guadagni per contenere le spese.

In che misura avete fatto ricorso a tali strumenti? Abbiamo deciso di non licenziare e di non mettere in mobilità permanente nessuno. Tutto il gruppo sanitario regionale laziale di questa holding si è decurtato del 10% del monte-ore, parliamo di circa 730 dipendenti. In pratica, abbiamo adottato una sorta di accordo di solidarietà, e questo non era mai successo; peraltro, ci auguriamo di tornare al più presto alla normalità, anche se le previsioni non sono rosee e siamo in attesa di ulteriori tagli. Quello che ci preoccupa di più francamente è di non riuscire a far fronte alle richieste ed alle aspettative di cura del territorio. In base a quali fattori alcune prestazioni sono convenzionate e altre no? Esiste ed è in vigore un nomenclatore di tariffe e prestazioni stabilito dal servizio sanitario regionale cui dobbiamo attenerci, non possiamo operare in maniera autonoma. Noi siamo stati convenzionati per determinate prestazioni, e per altre no. Ad esempio, anni fa avevamo chiesto di poter effettuare la Tac in regime ambulatoriale convenzionale per far fronte alle numerose richieste, ma non ci è stata concessa. Naturalmente è però possibile eseguirla in regime di ricovero ordinario o di “Day Hospital” qualora l’utente paziente ne abbia bisogno per il proprio protocollo diagnostico, in quanto presente presso la Struttura. Come possono incidere i tagli su strutture sanitarie di fatto private? Sostanzialmente, ogni anno, viene effettuata una riduzione percentuale del budget stabilito dalla Regione per ciascuna struttura. L’area della programmazione regionale, in base alle prestazioni ed alle tipologie necessarie nel territorio, distribuisce dei pacchetti di prestazioni da far erogare anche alle case di cura convenzionate; affidando, quindi, una serie di servizi ritenuti necessari al territorio. Quando parte regionale è convinta che determinate prestazioni siano ridondanti, in eccesso o addirittura inutili, procede con politiche di tagli e ridimensionamenti. Se siano tutti corretti ed adeguati, lo stabiliranno i cittadini regionali. La struttura di Grottaferrata riesce a

soddisfare tutte le richieste di assistenza che riceve? Per l’importanza e la grandezza di questa struttura potremmo tranquillamente soddisfare molte più richieste, ma purtroppo siamo legati a dei vincoli di budget e di contenimento della produzione che però, frequentemente, per poter necessariamente evadere tutte le richieste del territorio e delle strutture pubbliche invianti, ci proiettano in quote importanti di overbudget. Per noi diventa difficile dire no ad un paziente che si presenta con un’impegnativa valida, congrua ed appropriata - è come andare in banca con un assegno e non vederselo pagato – ancor più difficile interrompere il servizio, non solo da un punto di vista economico ma soprattutto etico. Però, poi, questo surplus di produzione – quindi di spesa – non ci viene corrisposto: ne sosteniamo l’onere ma non l’onore. Assistite anche pazienti provenienti da altre regioni? Siamo in una struttura all’avanguardia, il fondatore, professor Faroni, opera in campo sanitario dal 1947. Disponiamo di importanti tecnologie in molti campi; consideri che siamo stati i primi nell’85 ad avere la risonanza magnetica e la litotrissia urologica. Qualche anno fa volevamo introdurre altre diagnostiche, come la Pet, ma non ci è stato consentito. Siamo un polo di attrazione per molte specialità come la chirurgia ortopedica, la medicina neurologica, urologica ed oncologica. Attualmente, per l’oncologia disponiamo di 25 posti letto tra “Day Hospital” e ricoveri ordinari: siamo una delle più importanti Strutture a livello numerico della Asl romana.

È prevista l’apertura di un Pronto Soccorso? Queste sono logiche che non ci appartengono. Anche in questo caso è la Regione che programma, visto che dispone di un quadro complessivo più ampio. Secondo le ultime delibere, dovrebbero chiudere quello di Frascati e riaprire quello di Marino, quindi credo che saremmo troppo vicini. E un reparto di ostetricia? Se ne potrebbe parlare, noi saremmo ben disposti. Però vale la stessa logica del Pronto Soccorso: se è presente a Frascati ed a Marino, diventerebbe solo una replica costosa. Magari per la cittadinanza di Grottaferrata potrebbe essere prestigioso, ma per la collettività regionale potrebbe rappresentare un costo. Sono previsti degli investimenti? Se la Regione ci aiuta e se il territorio ha fiducia in noi, possiamo fare tanto di più. Il Gruppo Ini, che fa sanità da sempre, comunque ci crede e si impegna, nonostante il momento particolare che frenerebbe anche il più impavido degli imprenditori. Tuttavia, per ulteriori investimenti avremmo anche la necessità di essere considerati, nel territorio, un’area ospedaliera. In questo modo potremmo aumentare i servizi prestati ed essere più vicini alle esigenze della popolazione. Nello specifico e per esempio, speriamo di riuscire ad inaugurare presto, un tunnel sotterraneo che collegherebbe il reparto oncologico con la radioterapia, situata in un edificio vicino ma staccato, con i pazienti che non saranno più costretti a passare allo scoperto per recarvisi. Marco Coluccini

Parlano i sindacati

L

o scorso giovedì 3 febbraio c’è stato un incontro tra il sindacato Fnp/Cisl e il Direttore Amministrativo Giovanni Tavani per far fronte al delicato momento del sistema Giulio Santangeli, Mauro Fontana, Mauro De Paolis sanitario regionale in seguito ai finanziari previsti dalla Regione. Ne Parliamo con il sindacalista renti applicazioni, ci state strutture che Mauro Fontana. l’hanno applicata in pieno e altre che Cosa si è deciso? non l’hanno applicata per due, tre mesi. In pratica sono state confermate le de- Qui è stata applicata per tutto il periodo cisioni prese in sede regionale, e cioè di per cui era stata concertata nella forma soprassedere momentaneamente all’ap- di accordo di solidarietà al 10%, cioè plicazione della Cigs – Cassa integrazione nell’arco delle 50 ore mensili c’è una guadagni straordinaria – per questa sede. riduzione di 15 ore. Tutto questo in acSiete soddisfatti? cordo con il dottor Tavani. Si, perché sono state soddisfatte tutte Cosa prevedete per il futuro? le nostre richieste. Avevamo chiesto che Se accadranno altre cose a livello regiola cassa integrazione per il gruppo Ini nale ci sederemo nuovamente al tavolo venisse discussa clinica per clinica, a delle trattative e si dovranno prendere seconda delle differenti situazioni. La nuove decisioni. scorsa volta ci sono state delle diffeM.G.C.


8

GROTTAFERRATA

ilCorriere Tuscolano

febbraio 2011

Raccolta differenziata in crescita

A

Primi bilanci a più di un anno dall’entrata in vigore

un anno e mezzo dall’inizio del servizio della raccolta differenziata, lo scorso martedì 25 gennaio l’Amministrazione comunale ha indetto una riunione pubblica al fine di effettuare una prima valutazione sul servizio reso. L’incontro ha evidenziato che la raccolta media di Grottaferrata si attesta sulle 7500 tonnellate a fronte delle 11mila registrate prima dell’entrata del nuovo sistema di raccolta, con una riduzione quindi circa del 40% di conferimento, fenomeno in parte spiegabile con l’assenza dei cassonetti stradali permanenti che impedisce o perlomeno limita il conferimento selvaggio soprattutto da

Anche Luna fa la raccolta differenziata

parte dei cittadini in transito dai paesi limitrofi, e che la raccolta differenziata effettiva risponde al 47% del totale del materiale conferito. Il confronto con i cittadini ha comunque evidenziato diverse criticità che ancora contraddistinguono il servizio servizio della raccolta dei rifiuti, come € 165.000 i costi di conferimento in di€ 474.000 scarica e presso gli impianti € 6.000 di destinazione specifici che sono alti - le entrare della Tar€ 68.000 su coprono al momento solo € 68.000 l’80% dell’intera spesa di gestione-; la presenza di ostaco€ 23.000 li strutturali di alcune strade € 2,000 pubbliche, la cui conformazione non permette l’accesso de€ 480 gli automezzi Aimeri - come

Costi previsti per il Kiklos s.r.l. Angesel s.r.l. Ricrea s.r.l. Refecta s.r.l. Refecta s.r.l. (gestione rifiuti) S.e.p. s.r.l. Larian MediaGraphic s.r.l. Totale € 806.480

a via della Pedica - e la mancata realizzazione dell’isola ecologica che permetterà uno smaltimento migliore dei rifiuti tossici, degli oli, delle bombolette spray e degli sfalci. Nell’assemblea si è evidenziato inoltre il comportamento di alcuni cittadini che conferiscono in maniera errata e disonesta i propri rifiuti, non solo per orari e giorni indicati. È stata richiesta dagli stessi cittadini una maggiore ed esaustiva vigilanza da parte della polizia municipale, che sarà integrata dagli addetti dell’Aimeri Ambiente che, dopo un apposito corso di formazione, potranno segnalare reati e comportamenti irregolari, ma non eseguire sanzioni in maniera diretta. La rappresentanza cittadina ha enunciato altre richieste e proposte come i benefici da erogare a coloro che effettuano il compostaggio della frazione organica – che però, come ha fatto prontamente osservare Guerisoli, deve essere fatto in maniera corretta, altrimenti inquina di più – la promozione degli incentivi per i commercianti per fornire i prodot-

Legenda codici Cer (Codice europeo rifiuti) · 20 03 01 Rifiuti urbani non differenziati · 20 01 08 Rifiuti biodegradabili di cucine e mense · 20 01 01 Carta e cartone · 15 01 06 Imballaggi in materiali misti · 20 02 01 Rifiuti biodegradabili · 15 01 02 Imballaggi in plastica · 20 03 03 Residui della pulizia stradale · 20 03 07 Rifiuti ingombranti · 15 01 01 Imballaggi in carta e cartone · 20 01 32 Medicinali · 20 01 33 Batterie e accumulatori

ti alla spina – la maggiore percentuale di rifiuti viene prodotta dagli imballaggi – e, infine, una maggiore diffusione della cultura ambientale, affinché tutti comprendano l’importanza di fare differenziata, non solo per il decoro della città ma soprattutto per il futuro nostro e delle nuove generazioni. Maria Grazia Coluccini

L’assessore Giovanni Guerisoli L’esercente Nicoletta Vinciguerra

C

ome si colloca Grottaferrata rispetto agli altri comuni dei Castelli riguardo alla raccolta differenziata? Se guardiamo agli altri paesi della provincia di Roma siamo sicuramente tra le città che realizzano le performance migliori, e potremo ancora migliorare in percentuale quando riusciremo a realizzare l’isola ecologica. Secondo i dati resi noti nel 2010 è stato mantenuto lo stesso trend del 2009. Come mai non c’è stato invece un miglioramento? Anche noi ci attendevamo qualcosa di più, però bisogna tenere presente che a marzo del 2010 è stato possibile effettuare solo il 32,74% di raccolta differenziata e questo ha abbassato la media; altrimenti, saremmo sicuramente riusciti a superare il 50%, migliorando così il risultato del 2009, come era auspicabile. Ciò è avvenuto a causa del blocco degli operatori Gaia della discarica di Colleferro messo in atto perché numerosi Comuni erano - e sono ancora - in debito, danneggiando però così anche quelli, come il nostro, che invece sono in regola con tutti i pagamenti. Dove vengono inviati precisamente i

materiali riciclabili del nostro Comune? Il conferimento dei rifiuti in discarica da parte della società Aimeri Ambiente avviene presso dei siti a noi vicini con i quali il nostro comune ha sottoscritto un contratto o una convenzione. Questi siti sono ad Aprilia con la Società Kiklos srl per il recupero di rifiuti non pericolosi frazione organica; a Colleferro con la Angesel srl per i rifiuti indifferenziati; a Santa Palomba con la Ricrea srl per i rifiuti medicinali, batterie e accumulatori e a Cisterna con la Refecta per i rifiuti delle potature e degli sfalci erbosi. Quest’ultima è anche delegata dal nostro Comune alla raccolta del vetro, tramite la Co.re.ve, della carta e del cartone con la Comico, della plastica con la Corepla, dell’alluminio tramite la Ci.al e per l’acciaio tramite la Cna, tutte società che hanno sede a Milano. Collaboriamo inoltre con la S.e.p. s.r.l. di Pontinia in alternativa alla Kiklos durante i periodi di chiusura di questa, la Larian di Pomezia che esegue l’analisi del rifiuto relativo alla frazione organica e del residuo vegetale da sfalcio per il conferimento all’impianto di compostaggio e la MediaGraphic di Barletta che procede a trasmettere i dati relativi al monitoraggio del contratto alla Sitral (Sistema Informatico Telematico Appalti Regione Lazio). M.G.C.

N

on tutti sono soddisfatti di questa Raccolta Differenziata. Ne parliamo con Nicoletta Vinciguerra, titolare del bar “Il Caffè”sotto la Galleria e consigliere comunale nella passata amministrazione. Cosa pensa dell’attuale modo di fare la raccolta differenziata? C’è più di qualcosa che non va. Per fare una vera raccolta differenziata ci vorrebbe, ad esempio, una maggiore vigilanza. Passando per le strade centrali la sera non si vede nemmeno un secchietto, viene da chiedersi dove queste famiglie gettino i propri rifiuti, qualcuno nei paesi vicini o magari addirittura non differenzia. Ci vorrebbe una maggiore educazione da parte della cittadinanza. Altri problemi? Ci sono molti contenitori condominali per le strade, e anche questo non va bene. Il regolamento dice che i contenitori condominiali devono essere posti su area privata e non accessibili al pubblico. E poi c’è un altro grande problema. Quale? Una delle principali ragioni per cui la raccolta differenziata non funziona al 100% perché non è ancora stata realizzata un’isola ecologica e questo nonostante ci sia stata una delibera di Consiglio votata all’unanimità, quindi

da maggioranza e opposizione, che la pone a via Vecchia di Velletri. Ci sono diverse città, come Brescia ad esempio, un cui l’isola ecologica è posta centralmente e nessuno ha avuto niente da ridire, né tra gli amministratori, né tra i cittadini. Anche perché l’isola ecologica non è una discarica, c’è questa distorsione: a regime, l’immondizia non vi sosta più di ventiquatt’ore, è un posto sempre pulito. Ci si preoccupa dell’Isola ecologica e non si fa niente contro le antenne dei telefonini poste in vie altamente abitate che recano realmente danni alla salute. Finché l’isola ecologica non sarà realizzata, la raccolta differenziata non andrà a buon fine: questo ci è stato chiaramente detto in tutte le riunioni con gli stessi operatori. In più, questa permetterà anche di far lavorare meglio gli operatori dell’Aimeri, in strutture idonee, con la sicurezza adeguata. Non capisco quindi perché non sia stata ancora realizzata nonostante tutti i pareri positivi di tutti gli enti preposti e un finanziamento di 170mila euro. A questo punto mi chiedo cosa c’è sotto, quali sono i veri motivi per cui non è stata ancora realizzata. Anche perché parecchi consiglieri che hanno votato la delibera all’unanimità, sono gli stessi che oggi siedono in Consiglio comunale. M.G.C.


ilCorriere Tuscolano

P

9

GROTTAFERRATA

Tarsu: come tutelarsi

Grafica - Giammarioli - Frascati

rima del 31.12.2010 la SO.GE.T. (Concessionario per l’’accertamento e la riscossione dei tributi per conto del Comune di Grottaferrata) ha inviato un numero consistente di provvedimenti di accertamento Tarsu a centinaia di aziende del nostro territorio. tenzione consiste nella “stagionalità del È basilare porre in essere un esame tributo”, la sentenza n. 44, sezione XII approfondito delle motivazioni su cui del 5.5.2006, commissione tributaria regionale Campania, ha riverte il provvedimento badito una volta per tutdi accertamento emesso, te che i Comuni devono onde poterne indebolire determinare la TARSU le fondamenta ed ottenere “..in rapporto al tempo un accoglimento parziadi utilizzazione delle le o totale delle proprie aree scoperte..”. In altre istanze. parole, nel nostro conI documenti che occorrono testo comunale, la tassa per iniziare ad ipotizzare è dovuta per i soli mesi una difesa sono: di effettiva lavorazione Alessio Ferretti 1. copia del questionaestiva. rio SO.GE.T. compilato e sottoscritto in sede di accesso Altro elemento a tutela dei contribuenti è quanto stabilito dall’articolo 4 del ai locali; 2. visura catastale per immobile ag- regolamento comunale di Grottaferrata TARSU, in sintesi: non sono soggetti giornata; alla tassa i locali e le aree che non posso3. piantina planimetrica; 4. eventuale contratto di appalto per lo no produrre rifiuti per la loro natura o il particolare uso cui sono destinati stabilsmaltimento degli olii esausti; 5. denuncia d’uso delle aree scoperte in mente (aree adibite ad impianti elettrici, termici, idraulici et similia, depositi di via temporanea. Ciò detto, vediamo in dettaglio come far legna, depositi in genere, magazzini e sale di conservazione di merci e materiavalere i propri diritti. Le rilevazioni effettuate attraverso l’uso li che per natura non producono rifiuti e di strumenti di misura laser si prestano nei quali non avvengono lavorazioni ed all’aumentare delle superfici oggetto imballaggi). della rilevazione ad errori di approssi- Sono, inoltre, esclusi dalla tassa quei lomazione via via di maggiore entità. Tali cali oggetto di ristrutturazione o inutilizrilevazioni possono essere validamente zati a causa di forza maggiore, nonché contestate attraverso il supporto di un quelli chiusi e privi di arredo per tutto tecnico professionista e di piantine pla- l’anno. Altri sono i casi di esenzione totale o parziale per i quali rinvio al regonimetriche e visure catastali aggiornate. Un altro elemento sul quale porre at- lamento comunale o alla normativa na-

Difendiamoci dalle cartelle pazze

zionale facilmente rintracciabili on line. Come procedere? Il contribuente può non limitarsi a presentare ricorso entro 60gg dalla notifica, se una volta esaminati i criteri appena enunciati si ha la certezza che le somme accertate si discostano sensibilmente dal dovuto. Consiglio di inviare tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno istanza di adesione al provvedimento di accertamento ai sensi dell’articolo 30 del regolamento generale delle entrate ed ai sensi dell’art. 6 D.Lgs. 218/97, detta istanza sospende i termini per presentare ricorso di 90 giorni.

I

febbraio 2011 Questi sono alcuni elementi base con i quali iniziare a costruire una tesi difensiva. Come presidente della commissione bilancio e patrimonio, invece, sento di dover coinvolgere l’amministrazione in un processo di riforma dei regolamenti dei tributi locali diretti a prevedere delle agevolazioni fiscali per quelle aziende che assumono personale locale di qualsiasi età. Si deve tenere in considerazione che molte aziende a Grottaferrata sono a gestione familiare, e dall’inizio della crisi economica (fine 2006), nonostante abbiano subito una riduzione fino al 40% del fatturato non hanno effettuato licenziamenti, assumendo così un importante ruolo di ammortizzatore sociale e pertanto devono essere tutelate e incentivate. Alessio Ferretti Consigliere Comunale del Pd e presidente Commissione Bilancio

Raccolta differenziata: a quando le nuove tariffe?

l Dlgs n. 22/1997 (cosiddetto Decreto Ronchi) ha soppresso a decorrere dal 1 gennaio 1999, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani (Tarsu) istituendo la Tassa di Igiene Ambientale (Tia). I Comuni avrebbero dovuto adeguarsi fin dal 1 gennaio 1999; ma, come succede nel nostro Paese i tempi sono sempre più lunghi di quel che serve. Di fatto, mano a mano che si procede alla istituzione della raccolta differenziata, è prassi corrente procedere anche alla istituzione della Tassa d Igiene Ambientale. La tariffa è composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai relativi ammortamenti, e da una quota rapportata alla quantità di rifiuti conferiti, al servizio fruito, e all’entità dei costi di gestione in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio. La tariffa, recita il Decreto, è determinata dagli enti locali, anche in relazione al piano finanziario degli interventi relativi al servizio. La tariffa è applicata dai soggetti gestori nel rispetto della convenzione e del relativo disciplinare ed è riscossa dal soggetto che gestisce il servizio. I principi contenuti nel decreto, sinteticamente qui richiamati, impongono che anche il Comune di Grottaferrata si adegui alla normativa vigente e proceda alla emanazione di apposito regolamento che adotti i nuovi criteri tengano conto,oltre che della superficie abitativa, anche del numero complessivo delle persone occupanti il fabbricato. L’Assessore Guerisoli che dimostra di dedicare molta attenzione alle problematiche riguardanti la raccolta dei rifiuti urbani, ha sul suo tavolo anche il problema dei provvedimenti da adottare per l’adeguamento alla normativa esistente e per la definizione dei criteri per la determinazione della nuova tariffa. Ci auguriamo che l’Amministrazione comunale proceda al più presto alla emanazione del previsto regolamento che dovrà, fra l’altro, comprendere anche l’affidamento alla impresa che gestisce il servizio l’onere della applicazione e della riscossione del servizio così come previsto dalla norma. Ugo Surace


ilCorriere Tuscolano

10

GROTTAFERRATA

febbraio 2011

iamo Riceviamo & pubblich Diamo a Cesare quello che è di Cesare... e a Ghelfi quel che è di Ghelfi

U

n’ Amministrazione che ha la fortuna di poter amministrare per tutto il suo mandato, cioè per cinque anni, ha la grande responsabilità di programmare il proprio operato in funzione di ciò che la cittadinanza si aspetta, di ciò che la stessa cittadinanza ha come esigenza, di ciò che la cittadinanza come collettività desidera per migliorare la propria qualità della vita, anche in termini di servizi essenziali. Per portare a termine tale programmazione si passa da un impegno di spesa (cioè trovare i fondi necessari) azione strettamente legata alla progettazione tecnica, che la maggior parte delle volte ha la necessità di essere visionata e approvata da Enti sovra comunali, i quali hanno dei tempi spesso non quantificabili, poi il bando di gara per l’aggiudicazione dell’opera all’ impresa che dovrà organizzare ed impiantare un cantiere, costruire, ed infine insieme ai tecnici comunali munire l’opera finita di tutte le certificazioni idonee per poi potere farlo usufruire alla collettività. Tutto questo lo possiamo riassumere in X o Y mesi in certi casi anche X o Y anni. È assolutamente comprensibile che se l’Amministrazione viene riconfermata può essere orgogliosa di aver contribuito a soddisfare le richieste e rispettate esigenze della collettività, inaugurando ciò che aveva programmato, finanziato, progettato e costruito, ma se questo non avviene, l’Amministrazione entrante si trova su un “vassoio d’argento” anche di notevole valore non commerciale, ma propagandistico, tutto ciò che mai avrebbe pensato di creare o proporre in campagna elettorale, solo perché qualcun’altro ci ha già pensato. La morale consiglierebbe che l’Amministrazione entrante avesse una sorta di debito appunto “morale” con quella uscente, solo per il fatto che il non sforzo lavorativo, la non sofferenza come responsabilità e il non affaticamento progettuale e programmatico, sono fortune che non capitano sempre e quale momento più opportuno nel quale riflettere, meditare, aver rimorso ed infine ravvedersi se non quello mentre si sta tagliando un nastro tricolore di un’inaugurazione di un progetto non proprio? Purtroppo nel mondo delle Amministrazioni Comunali non esiste il ”copyright”, ma dovrebbe esistere la volontà etica di accettare la “paternità” delle idee, del lavoro svolto, soprattutto dare “onore al merito” È quello che sta’ avvenendo nella nostra Grottaferrata, è ciò che è avvenuto con l’inaugurazione della Scuola Materna Gianni Rodari il giorno 17 gennaio 2011 dove si il Sindaco degli ultimo quinquennio, dott. Mauro Ghelfi è stato ufficialmente invitato, ma nello stesso tempo, messo in disparte e tantomeno non coinvolto al momento del taglio del nastro o ad un personale saluto a quei bambini ed al quel corpo insegnate, che sono stati il punto di riferimento per il

Un momento dell’inaugurazione della Scuola Materna Gianni Rodari avvenuta lo scorso 17 gennaio

quale Il Sindaco Dottor Ghelfi, la sua Giunta e la Sua Amministrazione hanno voluto donare con i soldi di tutta la collettività una scuola migliore, per una vita migliore. Cosa che fece invece il Sindaco Ghelfi all’inaugurazione del Parco degli Ulivi, invitando e rendendo partecipe il precedente Sindaco Angelo Viticchiè per donare insieme, nel segno della continuità amministrativa, un’opera pubblica nata e conclusa tra due periodi Amministrativi, del resto la classe è classe … non è acqua ed è superiore al “protocollo”. Quale miglior detto racchiude tutto ciò se non “Diamo a Cesare quello che è di Cesare e a Ghelfi quel che è di Ghelfi”. Eppure la memoria ha le gambe corte, sembra strano quando ci si riempie la bocca con questa parola “memoria”, e a testimonianza di ciò ecco che ci arriva presso le nostre abitazioni una lettera propagandistica dell’attuale Sindaco, datata Natale 2010, con una miriade di iniziative future. Ma la farina che c’è nel sacco non è tutta farina del Sindaco. Ed al Suo dispiacere (come citato alla fine della lettera) se avesse creato disturbo con detta epistola, rispondiamo senza alcun indugio “Si il disturbo recato è molto” e si spiega anche il perché. L’attuale Amministrazione è in carica da circa 10 mesi. In detto tempo o si è dotata di doti sovraumane e miracolose o di particolari strumenti strettamente magici e prodigiosi (tipo la bacchetta magica) per portare a compimento ciò che è stato elencato nella predetta lettera. Esempio? Elenchiamo con molto “Onore al merito” (al nostro merito naturalmente): avvio per la procedura per la realizzazione dell’Isola Ecologica; la costituzione dei Mercati Commerciali Naturali: (forse sono i Centri Commerciali Naturali); scelte operate per rendere prossimamente disponibile l’area Artigianale; inaugurazione della Scuola Materna Gianni Rodari; convenzione sul Traiano; lavori Ristrutturazione Palazzo Gutter; ggiungiamo inaugurazione Mercato Coperto. Come vedete non è farina del proprio

sacco. Per umile promemoria, nel grande rispetto che abbiamo per la nostra cittadinanza, vogliamo ricordare, che in campagna elettorale entrambi gli schieramenti (centro sinistra e centro destra) assicuravano che solo i partiti potevano governare per “fare”, mentre una lista civica formata da “semplici cittadini” non schierati politicamente, ha avuto la forza ed il coraggio di cambiare il volto di Grottaferrata. Pertanto sono riusciti a convincere i cittadini di Grottaferrata, che solo i “partiti” e le coalizioni composte da un numero imprecisato di essi, potevano governare la nostra Città, perché le Liste Civiche avevano ormai fatto il loro tempo... e che tempo: mercato coperto; convenzione Traiano

nella quale è inserita la costruzione di un teatro a costo zero, mai avuto nella nostra cittadina, come il parco Traiano; palazzetto dello sport; riqualificazione campo comunale di calcio; nuovo campo comunale di calcio dei Rogazionisti; nuova biblioteca comunale; polo sanitario di viale San Nilo: riqualificazione area mercatale/fieristica; riqualificazione urbana di innumerevoli strade. Perciò quello che chiediamo, è oltre all’onore al merito, un po’ di umiltà strettamente legata alla evidente (per ciò che è stato creato nel quinquennio precedente) continuità amministrativa, una briciola di sobrietà nei monumentali proclami riguardi i futuri impegni programmatici già svolti e sviluppati, ed una semplice pacca sulla spalla segno di semplice modestia, o forse un semplice “grazie” , ci accontentiamo di molto poco “Noi”.

Per le Liste civiche che hanno governato con rispetto e dedizione nell’ultimo quinquennio 2005/2010 Silvia Amantini, Sergio Buoni, Pierluigi Conte, Fabrizio DeAntoni, Mauro Leto, Alessandro Pizzicannella, Giorgio Taucci, Nicoletta Vinciguerra


ilCorriere Tuscolano

11

GROTTAFERRATA

Mobilità e trasporti Il traffico e il nostro territorio

L’

Amminidi un recente convestrazione gno organizzato dalla comunale Provincia di Roma, di Grottaferrata ha lodove Zingaretti ha inidevolmente inserito fra ziato la presentazione le priorità da affrontare del pregevole studio nel breve termine gli sui “trasporti comuni interventi diretti a risoldell’area metropolitavere, o quanto meno ad na romana”, mettendo alleviare, il problema a confronto (guarda della mobilità nell’amcaso), due foto di GrotUgo Surace bito del Comune: A tal taferrata: una degli fine ‘l’Amministrazione è intervenuta anni sessanta e una attuale, da cui risulsul Parco dei Castelli perché renda pos- tava l’ormai assenza di ogni soluzione di sibile la realizzazione della tangenziale continuità fra i comuni del comprensorio Rocca di Papa- Via Tuscolana, per la al cui centro gravita il territorio di Grotcosiddetta soluzione del nodo di Squar- taferrata.. ciarelli. Nello studio è detto chiaramente ciò che L’Amministrazione ritiene inoltre che ormai è universalmente risaputo e cioè l’intervento per lo sblocco del progetto che “ la frammentazione delle compedella stazione ferroviaria di Villa Senni tenze riferita al trasporto pubblico cosulla attuale linea ferroviaria Ciampino- munale, l’organizzazione ed i confini Frascati a semplice binario, con il relati- amministrativi degli enti locali e la corvo ampio parcheggio riservato ai veicoli responsione degli stanziamenti da parte privati, contribuirà e ad alleviare, se non della Regione a livello comunale, non a risolvere, i problemi di mobilità nel sono più compatibili con le reali necessiterritorio di Grottaferrata. tà dell’utenza.” E viene sostenuta l’opAltro intervento significativo riguarda la portunità di realizzare una pianificazione ristrutturazione del servizio di trasporto di area più vasta, attraverso l’istituzione pubblico interno per renderlo più funzio- di Consorzi di Comuni. Consorzi che nale alle esigenze dei fruitori. già oggi sono previsti dalla normativa La riqualificazione di Piazza De Gaspe- vigente. Il Decreto legislativo 18.8.2000 ri con la realizzazione di un altro am- n.267 (Testo unico sull’ordinamento pio parcheggio sotterraneo contribuirà, degli enti locali) dispone testualmente, anch’esso, ad alleviare i problemi di mo- all’articolo 24, che”la regione, previa bilità esistenti nel territori. intesa con gli enti locali interessati, può Il fatto che la mobilità venga assunta fra definire ambiti sovracomunali per l’eserle emergenze per Grottaferrata è senz’al- cizio coordinato delle funzioni degli enti tro lodevole e denota una notevole sen- locali, attraverso forme associative e di sibilità degli attuali amministratori. Si cooperazione in materia di: (1)pianificatratta di approfondire se gli interventi zione territoriale, (2)reti infrastrutturali proposti, che sono senz’altro significati- e servizi di rete, (3) piani di traffico invi per la mobilità complessiva dell’area tercomunali”. metropolitana ed il bacino di traffico È giunta forse l’ora che, al di là dei prodei Castelli, lo siano anche ed in che nunciamenti e degli annunci di buone misura, per il territorio grottaferratese. intenzioni, i sindaci dei Castelli imbocBasterebbe solo tener presente che, fra chino la strada della razionalità e dell’efchi si occupa di politica dei trasporti, è ficienza degli interventi in materia di ormai risaputo che i parcheggi, pur utili mobilità. per alcuni versi, sono anche attrattori e Ma forse è il tempo che sull’argomento moltiplicatori di traffico privato. si organizzi una assemblea pubblica per Ma questo è un aspetto che va affrontato portare all’attenzione della comunità in altra occasione. degli abitanti dei Castelli le opportune Quel che preme mettere qui in evidenza soluzioni per “l’emergenza mobilità”, è l’aspetto essenziale del problema. E non solo di Grottaferrata, ma dell’incioè se gli interventi previsti sono di per tero bacino di traffico comprensoriale sé idonei ad incidere sul miglioramento caratterizzato, fra l’altro, dal fenomeno del traffico o se non debbano avere la dell’espansione incontrollata e dalla preprecedenza interventi sul trasporto pub- senza di aree e servizi essenziali fruibili blico locale da riorganizzare in modo ef- da cittadini che risiedono in comuni lificiente ed efficace. La questione è stata mitrofi. razionalmente affrontata in occasione Ugo Surace Lo scorso 7 febbraio è venuta a mancare Maria Pia Fiorelli in Campegiani. Al marito Gigi, alle figlie Laura, Rita, Manuela e al genero Gianfilippo Coromaldi, vanno le nostre più sentite condoglianze.

La redazione

febbraio 2011

Fibrillazioni nel centro sinistra

Il documento inviato dall’Idv ai Consiglieri Comunali di maggioranza

M

anca poco al primo compleanno dell’attuale maggioranza di centro sinistra e a conclusione dei diversi mal di pancia non sempre sottaciuti o nascosti (e su questo giornale evidenziati) si arriva al primo atto ufficiale che indica come bisogno primario porre mano a una verifica politica sulle metodologie non troppo democratiche del sindaco. A tal riguardo l’Idv ha rimesso al Sindaco, ai Consiglieri e ai Segretari politici di maggioranza un documento che di seguito riportiamo senza ulteriori commenti in quanto già da se mette in evidenza lo stato dell’attuale giunta e di come sia urgente e non procrastinabile nel tempo una verifica di maggioranza.

N

ove mesi di governo della coalizione di centro sinistra a Grottaferrata hanno ben evidenziato le modalità con le quali il Sindaco eletto Gabriele Mori, amministra il paese. Non è assolutamente accettabile una simile gestione che pratica scelte politiche ed amministrative del tutto verticistiche, annichilendo e mortificando il ruolo degli assessori, dei consiglieri comunali, e dei responsabili dei partiti che hanno partecipato alla costruzione della coalizione e dei programma amministrativo. L'Italia dei Valori pone un serio problema di ordine politico, in merito a continui e sistematici metodi non condivisibili del Sindaco, che nulla hanno a che fare con la nostra cultura democratica. Governare un paese complesso come Grottaferrata non è come governare un consiglio di Amministrazione, occorre attenersi scrupolosamente a ciò che sono le elementari regole della democrazia partecipata. Abbiamo il preciso dovere di pensare che la democrazia non si esaurisce al momento del voto, ma che essa necessita di una attiva e reale partecipazione alla vita democratica. In questo paese esiste anche una buona classe dirigente se la si smettesse di mortificala ed umiliarla, è una classe dirigente che potrebbe essere all'altezza della situazione, ma che deve necessariamente guardare altrove e non farsi ingabbiare dalle solite logiche che impediscono poi di fatto il reale coinvolgimento dei cittadini. La rigenerazione e la credibilità della politica deve avvenire attraverso atti di coraggio soprattutto dei partiti che essendo strumenti importanti della democrazia, devono capire ed interpretare i bisogni dei cittadini ed es-

sere in sintonia con essi. Grottaferrata è una cittadina che racchiude in se straordinarie risorse e potenzialità umane, occorre trovare la combinazione giusta per aprire e coinvolgere tutte quelle persone che attraverso il loro contributo potrebbero arricchire ed elevare il livello culturale, politico e amministrativo di cui il nostro paese ne ha decisamente bisogno. La maggioranza di centro sinistra deve necessariamente considerare che le minoranze sono un patrimonio della democrazia, e con esse è indispensabile un continuo e sistematico confronto chiaro e trasparente sui problemi del paese, altre modalità che non abbiano simili caratteristiche, non fanno altro che amplificare e generare sospetti di pratiche di basso consociativismo di vecchia maniera. L'Italia dei Valori è stata investita di una importante responsabilità nella gestione dell'assessorato all'urbanistica, e per tanto non intende alcunché rinunciare a questa prerogativa e non intende svolgere ruoli subalterni o di mera comparsa, in seno all'Amministrazione e in Consiglio Comunale. Occorre necessariamente ristabilire le giuste procedure per quanto concerne le linee di indirizzo per la variante del piano regolatore, che sono quelle del coinvolgimento a priori di tutti gli attori, Consiglieri di maggioranza e minoranza, ed aprire un importante confronto con i cittadini, le parti sociali, l'associazionismo, gli imprenditori, perché solo attraverso percorsi condivisi e forti convergenze è possibile trovare le giuste soluzioni ai molti problemi che attanagliano la vita dei cittadini di Grottaferrata. Italia dei valori Circolo di Grottaferrata


14

GROTTAFERRATA

ilCorriere Tuscolano

febbraio 2011

Finalmente da protagonisti in serie D Intervista al presidente del San Nilo Basket Alberto Catanzani

A

Alberto Catanzani

lberto Catanzani è il presidente della “San Nilo Basket” da più di quindici anni. Nato dalle ceneri del “Grottaferrata Basket” la San Nilo, insieme alla “S.S. Vivace Calcio” e al “Volley Grottaferrata” è una delle società componenti la Polisportiva “Città di Grottaferrata”, nata nel dicembre 2009. Qual è l’attuale situazione del basket grottaferratese? Con il nuovo palazzetto le iscrizioni sono aumentate, siamo in forte crescita, tanto che siamo riusciti a fare una categoria superiore, la Serie D – siamo a metà classifica - che per Grottaferrata è la prima volta. Sono quasi tutti ragazzi del nostro vivaio, più quattro o cinque ragazzi di Ciampino, con cui abbiamo un accordo. Quali altre categorie avete? Per quanto riguarda i ragazzi abbiamo rappresentative in tutte le categorie giovanili, mentre per le bambine abbiamo

solo il minibasket, e questo perché fino allo scorso anno dovevamo condividere la struttura del Touschek con la pallavolo, quindi con insufficiente spazio a disposizione. Abbiamo comunque concluso degli accordi esterni con altre squadre: le ragazze sono sempre tesserate con il San Nilo ma giocano con altre società, alcune addirittura a Latina, in Serie B. Con questa nuova struttura speriamo di poterla fare anche noi, l’anno prossimo. Come siete strutturati con la Polisportiva e il Comune? La nostra polisportiva la scorsa estate ha vinto il bando di gara indetto dal Comune, aggiudicandosi la gestione degli impianti sportivi di Grottaferrata - ciò che noi tutti auspicavamo - e adesso siamo noi ad occuparci quindi di queste strutture, anche se ciò comporta dei sacrifici, ed in questo senso la nostra società è chiamata ad un impegno economico importante. Tutte le strutture, tranne il nuovo palazzetto, hanno bisogno di interventi importanti per poter effettuare l’apertura degli stessi. Stanno iniziando comunque nuove attività come la scherma, il pattinaggio, pilates, ginnastica per anziani, ci stiamo muovendo anche in ambito sociale, come previsto dall’accordo con il Comune. Che differenze trova tra la pallacanestro grottaferratese di oggi e quella di era giocatore lei? Molto ruota intorno a questo nuovo impianto, con questa nuova struttura oggi non ci sono paragoni, per noi era tutto più

Iniziative

“PRIMA della SCADENZA”

Progetto per la raccolta di farmaci non scaduti

È

ormai divenuta pressante la necessità di intervenire a favore dei disagiati sempre più presenti nel nostro territorio. Tra le difficoltà più evidenti i costi dei farmaci, spesso insostenibili da chi non ha un reddito o vive solo con una piccola pensione di anzianità. Venendo incontro alle richieste delle associazioni di volontariato, nella Legge Finanziaria del 2008, è stata prevista la possibilità di utilizzare i medicinali ancora in corso di validità non utilizzati dal malato (deceduto o che ha abbandonato la terapia) da parte delle ASL, delle RSA o di organizzazioni non lucrative (onlus). Per questi motivi, la Caritas diocesana di Frascati e l’Associazione “Le Medicine” onlus danno vita al progetto “Prima della scadenza”. Avviando la raccolta di farmaci non scaduti da depositare in appositi contenitori posti all’ingresso delle Chiese parrocchiali della Diocesi di Frascati, destinati, a titolo gratuito, a persone che versano in grave disagio economico. Il Progetto “Prima della scadenza” intende: - utilizzare i farmaci raccolti e non scaduti; - sensibilizzare i cittadini ai bisogni dei più poveri; - educare alla condivisione e alla solidarietà; - evitare lo spreco di farmaci ancora utilizzabili.

difficile e problematico, ci gestivamo da soli, giocavamo alla Madonnella anche con il campo ghiacciato. Però c’era però molta più passione, mentre i ragazzi di oggi sono un po’ più “comodini” e hanno anche più distrazioni: computer, telefonini, palystation, ipad. Noi avevamo solo la pallacanestro, insieme alla scuola era tutto, anche se, obiettivamente, non saprei dire quale situazione sia più positiva o più negativa. Chi la aiuta nella gestione della società? Siamo un bel gruppo che si impegna molto. Facciamo molti sacrifici per questa società, sia in termini economici che di tempo libero che, naturalmente sono ripagati dalla nostra passione. Un ringraziamento particolare va a Umberto D’Ottavi, il vicepresidente, che mi sostituisce ogni volta che ce n’è bisogno, a Luciano Mele, direttore Tecnico e factotum della società, a Luca e Oriano Cardarelli e a qualche ragazzo più grande, come Valerio,Gianluca e Alessio. Poi vorrei mandare un saluto particolare a Marco Semprini che purtroppo quest’anno a causa di seri motivi familiari non è potuto essere dei nostri, ma vorrei fargli sapere che tutti noi lo aspettiamo al più presto,

Appuntamenti

il “San Nilo basket” ha bisogno di lui. Infine vorrei sottolineare il sostegno dato anche da parte di alcuni genitori dei nuovo iscritti, spero che questo ci sia di sprone a fare ancora di più e meglio. La scorsa estate avete ospitato la nazionale di basket under 18. Sono previsti altri eventi di questo livello? Il nuovo impianto ha dato nuova linfa alla pallacanestro grottaferratese, e proprio nel week end del 5 febbraio abbiamo nuovamente ospitato la nazionale italiana under 18, che ormai per la quarta volta ci viene a trovare scegliendo il nostro campo d’allenamento e tornerà a trovarci il 13 e 14 luglio prossimo, questo vuol dire che si è trovata bene e che stiamo lavorando bene. Lo scorso luglio abbiamo ospitato anche gli allenatori della nazionale, un evento tipo la Coverciano del calcio. Stiamo crescendo molto e stiamo diventando una realtà importante, questo ci incoraggia ad andare avanti. Speriamo che tutto questo possa fare da traino a Grottaferrata, magari anche al commercio. In questo senso siamo alla ricerca di sponsor e se qualcuno fosse disposto a darci una mano, è il benvenuto. Marco Coluccini

C’è il Carnevale “Al Parco”

L

a Is Service di Silvia Amantini presenta “Sabato 5 marzo c’è carnevale … e c’è il carnevale”. L’evento è organizzato presso il Ristorante “Al Parco”. Ci sarà una cena con catering Max Rose by Maestrini “ristorazione espressa”, intrattenimento Musicale e animazione con “Los Rubios”, estrazione finale con graditissimi premi offerti da Vimar viaggi, Civico 41, HD Hair Dressing. Il menù è composto da: - Angolo degli Aperitivi con Cocktail, Prosecco Valdobbiadene , succhi di frutti, bibite; - Angolo del ghiottone Prosciutto di Parma, taglieri di salumi assortiti, canapè di bresaola con rucola e parmigiano, degustazione di formaggi con miele di castagno, ricottine alle erbe, treccia di bufala, cascata di parmigiano, ovoline campane; - Angolo dei rustici Cesto di olive,focacce al forno, varietà di patè dello chef con pane tostato , fantasie di tartine, bruschettine varie; - Delizia dei fritti a vista Olive ascolane, bastoncini di zucchine, carciofini, fiori di baccalà, crocchette, crema fritta, bastoncini di baccalà; e poi - Ravioli basilico e pachino Trofie in salsa di noci - Vitella al forno Patate – Gratinati - Frappe e castagnole - Cascata di frutta - Caffè - Acqua, vini Doc delle Cantine Vannelli, Spumante Moscato. È gradita la maschera ma non obbligatoria. Per info, costi e prenotazioni; 06 9456374 – 06 9419430


15

FRASCATI

ilCorriere Tuscolano

febbraio 2011

Troppi evasori

Il Comune non riscuote e i conti non tornano Riceviamo dall’Assessore Morelli e volentieri pubblichiamo Gent.mo Direttore, chiedo ospitalità al suo giornale ai sensi dell’art. 8 (“Risposte e rettifiche”) della Legge n. 47/48 (“Disposizioni sulla stampa”) per la pubblicazione della presente rettifica a quanto da voi pubblicato a pag. 18 del mensile “Il corriere tuscolano” n. 1, anno IV, del gennaio 2011, nell’articolo dal titolo “Il bilancio comunale piange… ma i dirigenti ridono” a firma “M.G.C.”. Nel pezzo in questione si afferma: “Bisogna ripianare il disavanzo d’amministrazione dell’esercizio 2010 (mezzo milione di euro)”. Viene da chiedersi dove il firmatario dell’articolo, M.G.C., abbia reperito dei dati relativi all’esercizio 2010 e a un presunto disavanzo di 500 mila euro. L’ultimo rendiconto approvato lo scorso settembre dal Consiglio Comunale di Frascati è quello del 2009, non certo quello del 2010, annualità per la quale è in corso di definizione e redazione il relativo rendiconto, che verrà portato in Consiglio nei prossimi mesi. Stupisce con quanta facilità vengano riportate notizie senza alcuna verifica delle fonti, pratica che dovrebbe essere alla base della deontologia di un professionista dell’informazione. Alla data odierna, dunque, è impensabile e prematuro parlare di chiusura di esercizio 2010, sia essa in avanzo o in disavanzo. Tali dati verranno approvati dal Consiglio Comunale e soltanto allora diventeranno dati oggettivi, sui quali basare un’analisi e un’opinione politica, qualunque esse siano.

N

on erano 500.000 euro. Il passivo del Comune ammonta a due milioni e 407 mila euro Ha ragione l'Assessore al Bilancio. Pensavamo che piovesse, invece grandina L'Assessore Morelli, con una nota ha chiesto la rettifica a un dato pubblicato

nell'ultimo numero del Corriere. Si trattava dell'annualità 2009 e non 2010 la cui chiusura, giustamente, è ancora in fase di elaborazione. Sarebbe stato sufficiente segnalare il refuso, ma la reazione è stata invece molto seccata. I numeri giusti arrivano comunque in un comunicato stampa

Rispettato il Patto di stabilità interno 2010 L’Assessore Morelli: «Siamo in perfetta regola e in linea con quanto previsto dalla legge» Venerdì 28 gennaio 2011 è stato comunicato al Ministero Economia e Finanza il dato relativo al monitoraggio semestrale delle

risultanze del patto per l’anno 2010. La differenza tra il risultato netto e l’obiettivo annuale di saldo finanziario è di 201 mila euro, cifra che deriva dalla differenza tra un totale di entrate finali nette di 35 milioni 625 mila euro, un totale di spese correnti nette di 26 milioni 542 mila euro e un totale di spese in conto capitale nette di 10 milioni 858 mila euro, a fronte di un obiettivo programmatico annuale di saldo finanziario di -1.796.000 Euro. «Finalmente possiamo comunicare i primi dati certi, e voglio sottolineare “certi”, in merito all’esercizio 2010 – sottolinea Morelli -. Sono i primi dati ufficiali e spero che saranno elementi utili per i tanti “analisti” del bilancio comunale, che ora potranno impostare le proprie considerazioni non sul chiacchiericcio e sul sentito dire delle camarille da marciapiede, che diffondono numeri assolutamente privi di fondamento giocando a diffondere preoccupazione e ansia nei Cittadini. Ora, giornali, web magazine e semplici blog potranno basare la propria analisi politica su dati certi, se lo vorranno, così come noi siamo sempre pronti a ricevere critiche fondate sui dati certi».

Dopo oltre un anno, il Comune ancora non ha pagato i debiti. Per il 2010 si può attendere

Ventuno milioni di euro di evasione: il Comune è un creditore che non riscuote! Ici, Tarsu, multe: affari d’oro per chi non paga

A

che pubblichiamo. Scrive l'Assessore che il passivo della spesa ordinaria ammonta all'iperbolica somma di due milioni e 407 mila euro: “Il dato negativo della spesa ordinaria è stato determinato da alcune minori entrate nel 2009 e dalla accertata inesigibilità di crediti relativi ad annualità precedenti.” Fa sapere inoltre che “Il totale dei residui attivi è sceso da 61 a 58,8 milioni d’euro”! La nota dell'Assessore ci ha indotto a fare ulteriori verifiche, soprattutto sui residui attivi, termine tecnico che semplicemente si traduce in crediti certi ed esigibili che il Comune vanta verso soggetti terzi e che non ha ancora riscosso. Ma di questo parliamo a parte. M.G.C.

ffari d’oro per chi deve dare soldi al Comune. Semplicemente, basta non pagare. Il Comune è comprensivo e generoso, non si arrabbia e ogni tanto cancella il credito. Così sono tutti più contenti. Questa è la verità che risalta dall’analisi dei residui attivi accumulati dal Comune negli ultimi dieci anni e che l’Assessore dichiara soddisfatto di essere riuscito a ridurre “da 61 a 58,8 milioni d’euro”. Da un’analisi attenta risulta che, alla chiusura dell’esercizio 2009 effettuata nell’anno 2010, il Comune non è ancora riuscito ad incassare dai suoi contribuenti 9.543.850,88 per l’Ici non pagata, 4.811.998,66 per la Tarsu (Tassa smaltimento rifiuti) non pagata, 6.934.410,26 per le sanzioni amministrative (multe) non pagate. Si tratta di oltre ventuno milioni di euro accumulati in dieci anni di disattenzione comunale! Oltre due milioni l’anno di evasione fuori controllo! I residui attivi sono crediti certi ed esigibili vantati dal Comune verso i suoi contribuenti. In altri termini, il Comune conosce con esattezza nomi, cognomi e importi di chi non paga ma non fa nulla, o molto poco, per riscuotere. Alla faccia degli onesti contribuenti che invece pagano puntualmente le loro tasse e le loro multe. Ma perché il Comune non provvede alle azioni di riscossione, soprattutto in presenza di scarse disponibilità di bilancio? Un altro mistero è poi costituito dai residui attivi eliminati per “accertata inesigibilità di crediti relativi ad annualità precedenti”, come scrive l’Assessore. Nel dettaglio, sempre alla chiusura dell’esercizio 2009 effettuata nell’anno 2010, sono stati “eliminati”, cioè cancellati residui attivi di 1.010.399,99 per l’Ici, 182.856,89 per la Tarsu, 78.254,69 per le sanzioni amministrative. Oltre 1.200.000 euro di crediti spazzati via con un colpo di spugna, per “accertata inesigibilità”. Ma perché sono diventati inesigibili? Sono andati in prescrizione? Di chi è la responsabilità? Chi risarcirà il danno derivante al Comune, e quindi a Frascati, per l’intervenuta inesigibilità? M.G.C.

C

on un comunicato stampa diffuso il 2 febbraio dal titolo “Frascati, rispettato il Patto di stabilità interno 2010” l’Assessore al Bilancio, Damiano Morelli, informa che si sta procedendo al pagamento dei debiti arretrati relativi all’anno 2009. «Già da qualche giorno siamo ripartiti con i pagamenti sospesi riferibili al 2009 - precisa Morelli - annualità che contiamo di liquidare per intero nel giro di pochi giorni, riducendo sensibilmente i ritardi nei pagamenti». Una direttiva europea prevede tempi di pagamenti massimi e non derogabili per le amministrazioni pubbliche alle imprese di 60 giorni, passati i quali gli enti debitori pagheranno una penale dell’8%. Ma d’altronde ormai fanno tutti così. Speriamo bene! M.G.C.

Agenti di Polizia Municipale in tribunale contro il Comune

N

on capita tutti i giorni di vedere agenti di Polizia Municipale costretti a citare in giudizio il Comune per il quale lavorano per vedersi riconoscere il danno derivante dal mancato riposo settimanale. La legge infatti concede a tutti i lavoratori il diritto a beneficiare almeno una volta a settimana di un giorno di riposo per recuperare le energie psicofisiche. Gli agenti che hanno fatto causa al Comune chiedono un indennizzo per il mancato riposo al quale sono stati costretti dal susseguirsi dei turni di lavoro. Ci si poteva aspettare una conciliazione. Invece no. Si sa, i soldi a disposizione del Comune sono pochi e quindi è preferibile fare causa e rinviare il problema a data da destinarsi. M.G.C.

PER LA TUA PUBBLICITÀ SU “il corriere tuscolano” pubblicita@ilcorrieretuscolano.it Tel. 06.94.111.39 - 335.83.69.627


ilCorriere Tuscolano

16

FRASCATI

febbraio 2011

Il Pd si confronta sul governo della città

Dall’urbanistica alla cultura, un percorso amministrativo all’insegna del sociale

U

rbanistica, cultura, lavori pubblici. Questi i temi fondamentali affrontati nell’incontro-dibattito organizzato dal Partito Democratico di Frascati lo scorso 8 febbraio nella sua sede. Un appuntamento che arriva in una delicata fase del partito di centro sinistra, ultimamente oggetto di polemiche più o meno veritiere, che lo vedrebbero coinvolto in una spaccatura interna dopo l’abbandono del direttivo dell’ex sindaco Franco Posa e alle prese con un imminente rimpasto di giunta. A confrontarsi e ad esporre alla nutrita platea degli intervenuti, oltre al Sindaco Stefano Di Tommaso e agli assessori competenti diretta espressione del Pd, Romualdo Paoletti (Lavori Pubblici), Ercole Zangrilli (Urbanistica) e Danda Tavani (Cultura) era presente il consigliere regionale Pd Carlo Ponzo. “Un appuntamento questo – come ha sottolineato in apertura il Segretario del partito, Alessio Ducci – che nasce dalla volontà di riflettere insieme agli altri iscritti sul ruolo

Il segretario del Pd Alessio Ducci

L’assessore ai LLPP Paoletti, il sindaco Di Tommaso, il presidente del Pd Gallo

del nostro partito all’interno della collettività di Frascati e della sua amministrazione, affinché questo circolo si apra sempre più ad un contatto con la città e diventi per essa un importante e quotidiano punto di riferimento”. Nel corso delle due ore gli interventi che si sono susseguiti hanno ripercorso le tappe fondamentali delle ultime amministrazioni cittadine, ricostruendo le scelte alla base di un percorso amministrativo, che ha consegnato al presente la città tuscolana. “Abbiamo disegnato questa città, – ha affermato Di Tommaso – non c’è mai stata improvvisazione ma un disegno politico e di gestione amministrativa che coerentemente ha messo in campo una serie di iniziative, caratterizzando Frascati come una città solidale. Dedicando il 15,85% del nostro bilancio al

sociale – ha proseguito il Sindaco – possiamo vantare un primato italiano. Abbiamo volutamente evitato realtà di marginalizzazione e di esclusione sociale, che quando si sono verificate in altre città hanno prodotto enormi problemi, soprattutto in termini si sicurezza”. Il primo cittadino ha poi ricordato come anche le decisioni prese in ambito urbanistico siano state dettate da una volontà di sanare il fenomeno dell’abusivismo edilizio di prima generazione che dal dopoguerra aveva segnato le aree più periferiche della città. “L’edificazione di oggi non deve far gridare allo scandalo – ha continuato Di Tommaso – perché è stata pianificata da lungo tempo secondo criteri di sostenibilità ambientale e di contenimento della popolazione. Le scelte di ieri hanno reso oggi Frascati una città competitiva; siamo la città delle Ville, del vino e della scienza, un territorio che vede ogni giorno la presenza del doppio dei suoi abitanti”. Anche Zangrilli nel suo intervento, ha affrontato il problema dell’abusivismo edilizio: “Attraverso una variante stralcio, a partire dalle ultime tre amministrazioni, sono state ridotte notevolmente le cubature, soprattutto nei terreni agricoli. Con i volumi recuperati è stato poi possibile intervenire sui nuclei abusivi. In dieci anni abbiamo affrontato una spesa di circa 80 milioni di euro per far fronte alle opere di urbanizzazione come centri di aggregazione sociale, scuole, strade e illuminazione che hanno permesso ai cittadini ormai non più abusivi di recuperare una dignità vera e propria”. Danda Tavani invece, ha sottolineato il ruolo chiave che la cultura, intesa a tutto tondo, ha sempre rivestito per la

città tuscolana. “Le amministrazioni di centro sinistra che si sono succedute – ha affermato l’assessore – hanno sempre voluto attribuire una connotazione specifica ad ogni luogo di Frascati. Nella nostra città non esistono i non luoghi: le piazze, i giardini, le vie hanno delle caratteristiche uniche. A Frascati ci si incontra e ci si confronta. A conferma di questo abbiamo visto fiorire negli anni un numero sempre maggiori di associazioni, ad oggi circa 64, che contribuiscono in maniera estremamente importante allo sviluppo del nostro territorio”. Ha aggiunto il suo contributo l’assessore Paoletti secondo il quale “il nostro interesse è restituire Frascati ai suoi abitanti, perché in questi anni la città ha attratto forse troppe funzioni, che è il momento di decentrare. Per questo ha senso la variante di Grotte Portella, che non sarà una zona esclusivamente residenziale, ma permetterà di dislocare molte attività, rendendo più vivibile il centro cittadino. Edilizia scolastica, edilizia residenziale pubblica, nuovi parcheggi e recuperi di aree rilevanti. Non è questo il momento di elencare tutto ciò che abbiamo realizzato – ha proseguito Paoletti – occorre però ricordare che il nostro piano triennale delle opere pubbliche ci ha visti investire 11 milioni di euro annui per riqualificare e intervenire sulla nostra città”. In conclusione è intervenuto il consigliere regionale Carlo Ponzo, che ha ribadito l’importanza per il partito di avere una classe dirigente locale che possa poi ricondurre le istanze della cittadinanza verso i referenti che siedono nelle istituzioni più alte. “Vi invito – ha concluso Ponzo – ha riflettere poi sul tema di Roma Capitale. Una città dotata di leggi speciali, con procedure accelerate e maggiore semplificazione, tenderà ad attrarre a sé maggiori investimenti e risorse. Rischieremo di avere una regione che viaggia a diverse velocità, con il rischio di indebolire territori come il nostro, e ridurre le prospettive di sviluppo per le prossime generazioni, a favore di un maggiore arricchimento della capitale”. Prima del dibattito vero e proprio poi, il vicepresidente del Consiglio regionale Bruno Astorre assente per motivi istituzionali, attraverso una missiva ha ribadito l’esigenza che la politica esca dai palazzi e torni fra la gente, sul territorio e che proprio quest’ ultimo sia il “faro”che guidi la sua azione. Claudia Proietti


ilCorriere Tuscolano

17

FRASCATI

febbraio 2011

Presentato il nuovo direttivo del Pdl

Superato il commissariamento, il partito riparte con un’unica voce

C

ompatto, organizzato e deciso (forse come non mai) a vincere e convincere una Frascati da tanto tempo guidata da amministrazioni di sinistra. Così si è mostrato il Pdl alla conferenza stampa dello scorso 2 febbraio, durante la quale è stato presentato il nuovo direttivo del partito. Sembra dunque lontana la spaccatura interna che aveva caratterizzato gli ultimi mesi del movimento cittadino, e che era sfociata nel suo commissariamento. Un Pdl dunque che, su proposta del giovane consigliere comunale Simone Carboni, ha deciso per un direttivo “allargato”a circa 20 persone “non necessariamente tesserate, ma interessate a collaborare e dare suggerimenti per il bene della città”. “Presto poi – ha affermato il commis-

sario Marco Silvestroni – si arriverà anche ad individuare un coordinatore. L'unione fa la forza e visto che è stata ritrovata questa unità, Frascati avrà un Pdl forte e compatto, un “signor Pdl” che esprimerà la nuova classe dirigente, già in fase di preparazione per il governo della città”. Silvestroni poi, quasi a voler scongiurare fraintendimenti futuri, ha affermato che “ognuno farà politica sul territorio e sarà libero di esprimere le proprie idee, ma sarà poi importante rimettersi alle decisioni del partito”. Niente più voci fuori dal coro dunque, e un'azione concordata internamente. “Ognuno di noi rappresenta una piccola ma importante parte di questo partito, ma ci esprimeremo d'ora in poi con un'unica voce”. Unità d'intenti rafforzata anche dalle indi-

screzioni che circolano in città su una possibile lacerazione interna alla stessa maggioranza del consiglio comunale. “A Frascati – ha ribadito il sub commissario vicario Igino Mancini – non c'è mai stata una sinistra così spaccata. Si sono create delle fazioni che si stanno facendo guerra sottobanco. Occorre sfruttare questa situazione e contribuire a far crollare questa maggioranza”. Del medesimo avviso anche il consigliere comunale Vincenzo Conte: “La maggioranza è disarticolata, nonostante i proclami che inneggiano al successo. Non ultimo quello dell'assessore al Bilancio Damiano Morelli, in cui afferma che in bilancio i soldi ci sono. Dovrà dimostrarlo sia in consiglio che in Commissione bilancio. Già in passato lo abbiamo accusato di finanza creativa, temo purtroppo che le cose non siano cambiate di molto”. Deciso anche il consigliere Mirko Fiasco, secondo il quale “una vera classe politica e dirigente lascia da parte personalismi per il bene del partito. Da oggi inizierà una nuova fase. I quattro consiglieri - ha proseguito Fiasco – esprimeranno una persona di fiducia, mentre i sub commissari avranno un ruolo super partes in questo esecutivo. Ci sarà poi un allargamento anche ad altre forze e verranno organizzati degli incontri con le categorie”. Ha espresso poi entusiasmo per questa nuova strutturazione del partito Carboni: “Sono molto contento

del fatto che anche Giovane Italia verrà rappresentata in questo gruppo, da Luca Paladinelli ed Emanuele Spoto. E' giusto poi dare spazio e voce ai nostri candidati, oltre a chi è seriamente interessato a fare concretamente politica”. Guarda al futuro del partito il consigliere Mario Gori secondo il quale “il Pdl è un partito che ha un peso specifico importante ed è giusto che anche il Pdl di Frascati abbia i propri rappresentanti nelle istituzioni superiori, capaci di portare maggiori risorse al territorio. D'ora in poi dobbiamo essere come una vera squadra di rugby frascatano: tutti insieme contro gli avversari”. C.P.

Composizione esecutivo Pdl Marco Silvestroni: Commissario Igino Mancini: Sub commissario vicario Marco Boldrini: Sub commissario con delega alla Sanità Vincenzo Conte: capogruppo consigliere comunale Mario Gori: consigliere comunale Mirko Fiasco: consigliere comunale Simone Carboni: consigliere comunale


ilCorriere Tuscolano

18

FRASCATI

febbraio 2011

Parte il piano di valorizzazione degli immobili Ma le perizie lasciano perplessi gli inquilini di via Ferri

A

metro quadro. Sarebbe comunque importante, per poter dichiarare il loro valore effettivo, esaminarle singolarmente. Esistono infatti elementi che caratterizzano un’abitazione e spesso compongono la parte più consistente del loro valore totale: l’esposizione, la luminosità, la presenza di ascensore, problemi strutturali, e altro. Un conto è vendere un intero stabile, diverso invece è vendere i singoli appartamenti”. Del medesimo avviso sembrano essere alcuni molti degli inquilini degli stabili in dismissione. “Non è possibile – afferma Fabio Spelta, occupante di uno degli alloggi di via

F. Ferri – che il mio appartamento, per il quale sono stati spesi oltre 66 milioni di vecchie lire nel 1989, sia valutato come quello della signora Antonioni, dichiarato inagibile dai Vigili del Fuoco qualche mese fa perché in gran parte soggetto ad infiltrazioni di acqua e muffa. Le perizie dell’Agenzia del Territorio ritengono che le nostre case siano tutte uguali, ma non è così. Nessuno è venuto a visionare le case, né i tecnici comunali né quelli dell’Agenzia, eppure le perizie sono estremamente dettagliate, complete di indicazioni relative allo stato di pavimenti, impianti, infissi e rivestimenti. Per

loro le condizioni risultano tutte “normali”. La mia abitazione che all’Agenzia risulta, (essendo questa in possesso di planimetrie non aggiornate), di 124 mq quando in realtà oggi sono 93 – prosegue Spelta – è stata valutata 2.700 euro al metro quadro. Quindi 337mila euro. Saremmo felici di poter finalmente acquistare le case dove abbiamo sempre vissuto; non vogliamo regali dal Comune ma solo un prezzo equo e che tenga in considerazione le migliorie che nel corso degli anni sono state da noi apportate”. C.P.

ha visionato personalmente le case? L'ufficio tecnico lo ha fatto nei casi in cui si è reso necessario provvedere ad interventi urgenti di tipo manutentivo, ma non c’è stata alcuna visita all’interno degli appartamenti per una loro valutazione essendo questo compito demandato all’Agenzia del Territorio. Comunque i tecnici dei Lavori Pubblici, sulla base di quanto rilevato che punto siamo con la valuta- dall’Agenzia del Territorio, hanno effettuazione degli immobili comunali? to dei sopralluoghi sulla parti condominiaCirca un anno fa dichiarò che li degli immobili per verificare i lavori da l'Agenzia del Territorio era arrivata al effettuare. Il costo necessario per restituire le parti comuni a condizio30%. ni di buono stato verrà deL’Agenzia ha effettuato tratto dai prezzi di cessione oltre la metà delle stime degli appartamenti. degli immobili. PurtropRisulta che alcuni inpo l’Agenzia procede con quilini siano morosi nei questo ritmo perché ha confronti del Comune, come competenza territoè per questo che i lavori riale l’intera provincia di non sono stati eseguiti in Roma. Comunque per gli passato? stabili di via Fausto CecIl vice sindaco Piero Iacono (Idv) Le due cose non sono colconi e di via Felice Ferri legate. Il Comune non ha abbiamo le stime definitive in virtù delle quali sono stati già avviati mai ragionato così, il Comune è tenuto ad momenti di incontro con i cittadini inte- effettuare la manutenzione di competenza ressati. Il valore subirà comunque degli e i lavori devono comunque essere assicuabbattimenti, alcuni dei quali previsti dalla rati. Poi è evidente che nei confronti del legge. Tra questi la riduzione del 30% del cittadino moroso debbano essere poste in valore dell’immobile a vantaggio dell’ac- essere delle azioni per indurlo a pagare i quisto degli assegnatari. Un ulteriore ab- canoni, gli arretrati e i relativi interessi se battimento sul valore di stima delle abita- dovuti. zioni è stato previsto in ragione di lavori Chi è il responsabile in questo senso? di manutenzione straordinaria da effettuare C'è un ufficio che monitora costantemente sugli stabili. Inoltre il prezzo diminuirà ul- la situazione. So che anche il nuovo diriteriormente tra l'8 e il 15% se all'interno di gente si impegnerà ad affrontare questa uno stesso stabile acquisterà almeno il 50 situazione. I canoni mensili non vengono adeguati o l'80% degli aventi diritto. Alcuni abitanti hanno affermato che i dal 1992. Ci sono inquilini che pagano sopralluoghi su cui sarebbero basate circa 75 euro mensili. le perizie dell'Agenzia del Territorio di Non è così: da diversi anni si procede ad fatto non sono mai stati effettuati, anche una verifica periodica dei redditi dei nuclei se le stesse perizie riportano elementi e familiari e si provvede ad adeguare i canoni in relazione alle maggiore o minore dettagli di ogni singola abitazione. Abbiamo raccolto le segnalazioni arri- capacità economica, ci sono famiglie che vate dai cittadini e abbiamo chiesto dei pagano anche 400 o 500 euro al mese, cachiarimenti. Il nuovo dirigente, appena noni inferiori a quelli di mercato ma coinsediatosi, verificherà personalmente. munque significativi. Il principio generale però è che la stima Molti degli abitanti di queste case pofatta dall’Agenzia del Territorio attiene a polari sono assegnatari, altri locatari. una valutazione media, comparativa di Dalle testimonianze di alcuni di questi, immobili nelle medesime condizioni. Gli sembra però che non tutti posseggano i elementi di dettaglio cui si riferisce sono requisiti per occuparle. Periodicamente vengono eseguite delle vedesunti dalle planimetrie. Degli uffici comunali competenti, sa chi rifiche in merito al possesso dei requisiti

degli occupanti che, se sono se in regola con il procedimento di assegnazione, sono tutti assegnatari. E' evidente poi che l’occupazione abusiva espone a responsabilità anche penali. Come mai si è deciso lo scorso anno di dismettere questo patrimonio? Sa, è da un po' che a Frascati si parla di problemi di bilancio... Il patrimonio non va ceduto per risanare problemi di bilancio. Va valorizzato per consentire anche l’edificazione di nuova edilizia residenziale pubblica. In realtà l'ipotesi di vendita degli immobili parte da lontano. Nel 2008 è infatti cambiata la normativa di riferimento per la cessione degli immobili, con il decreto legge 112/2008, che estende anche ai Comuni la possibilità di avvalersi delle norme sull'alienazione del patrimonio immobiliare pubblico. E' stato questo che ha spinto molte amministrazioni ad avviare un processo di valorizzazione, e così ha fatto anche il Comune di Frascati. Poi non si può negare l'attuale situazione di difficoltà economico finanziaria in cui versano moltissimi Comuni, non solo quello di Frascati, anche a causa di una drastica riduzione dei fondi destinati dallo Stato. Però i proventi delle cessioni immobiliari sono comunque vincolati e non possono essere utilizzati per la spesa corrente, ma vanno destinati, così come prevede la delibera assunta dal Consiglio comunale, per edificare nuovi alloggi e finanziare altre opere pubbliche. Si estinguerebbero però i mutui? Si, si ridurrebbero progressivamente quelli per il finanziamento di opere pubbliche. Questo però non è svincolato dall'esigenza che hanno anche gli occupanti di acquistare e ad un prezzo congruo. Sono in molti a temere la possibilità di speculazione sugli immobili. In che modo verranno gestite le vendite? Il regolamento votato in Consiglio comunale ha previsto diverse clausole di salvaguardia per tutelare gli occupanti e nello specifico alcune categorie particolari. Ad esempio ci sono clausole specifiche che riguardano persone in età avanzata o con disabilità. In generale però sono tutti gli occupanti ad essere tutelati dal regolamen-

to, che prevede la possibilità di continuare a vivere nell'immobile per 18 anni, anche nel caso non si intenda acquistarlo. Allo scadere dei 18 anni, esiste poi la possibilità di avere assegnata un'altra casa. Durante questi 18 anni gli immobili possono essere venduti? E' previsto dal regolamento che possano essere messi all'asta. I soggetti che andranno ad acquistare dovranno avere dei particolari requisiti? No, perchè si venderà sul mercato. Di certo tutti i requisiti necessari per contrarre con la Pubblica amministrazione. Avete idea di quanti degli occupanti potrebbero essere interessati alla vendita? In realtà molti di loro si sono dichiarati interessati. Immagino che chi ha i requisiti per vivere in una casa comunale non possegga però quelli per accedere ad un mutuo. Il Comune ha previsto delle “agevolazioni” in tal senso? Abbiamo già avviato una indagine di mercato tra gli istituti bancari di Frascati per venire a conoscenza di condizioni agevolate che possano eventualmente praticare agli acquirenti. Alcune banche si sono dimostrate disposte a collaborare e anche loro presenteranno delle offerte agli interessati, che ovviamente poi saranno liberi di scegliere l'opzione che ritengono più vantaggiosa. Noi abbiamo chiesto alle banche ad esempio di elevare la finanziabilità dell'immobile dall'80 al 100% o di avere la possibilità di allungamenti nella durata del mutuo. Quando inizierà la vendita? In uno dei prossimi Consigli comunali sarà portata la delibera riguardante la vendita di questo lotto di immobili, dove verrà definitivamente sancito il loro valore. Claudia Proietti

distanza di oltre due anni dalla sua approvazione nel Consiglio cittadino, sta per essere attuato il piano di valorizzazione degli immobili comunali. L’Agenzia del Territorio ha infatti reso note le stime dei valori degli stabili di via Felice Ferri e di via Fausto Cecconi. Due palazzi situati in posizioni centrali e di pregio, ritenute oggi proibitive per l’acquisto o l’affitto di un’abitazione. “Suppongo – ha dichiarato Guido Cortese, agente della società immobiliare Raggi e Di Nunzio – senza aver visionato né gli stabili in oggetto né le abitazioni, che il prezzo potrebbe raggiungere i 3.500 euro al

Intervista a Piero Iacono assessore al Patrimonio

A


ilCorriere Tuscolano

19

FRASCATI

febbraio 2011

Il Corriere Tuscolano consiglia...

Exclusive, un parrucchiere all’avanguardia

N

Maurizio racconta la sua nuova attività in via Mentana

on solo parrucchiere, Exclusive è un vero e proprio salone di bellezza per la cura dei vostri capelli. Aperto di recente in via Mentana, 30 a Frascati, tra le sue caratteristiche ha il fatto di rimanere aperti la sera fino alla 23, per chi fa tardi a lavoro o cerca un ultimo ritocco prima di uscire. Di questo e di molte altre curiosità, abbiamo parlato con Maurizio, il titolare dell’attività. Come e quando nasce la sua passione di diventare parrucchiere? Questa passione nasce per caso. Ricordo che ero un bambino di 10 anni ed ero andato dal parrucchiere, perché dovevo tagliarmi i capelli. Mentre aspettavo all’interno del negozio il mio turno, il titolare mi ha chiesto se per favore potevo spazzare a terra. Essendo un bimbo molto curioso, mentre pulivo osservavo come si lavorava e facevo un sacco di domande. Dopo avermi tagliato i capelli, il proprietario del negozio mi regalò 2mila lire

e mi chiese se avevo intenzione di giungimento di un obbiettivo, una lavorare con lui. Io accettai e così trasformazione dal classico parrucdopo la scuola, nel pomeriggio anchiere a un modernissimo centro davo a lavorare nel negozio. “Benessere”. Qui infatti offriamo A che età l’apertura del primo trattamenti di cromoterapia, masnegozio? saggi riposanti e rigeneranti alla Nel 2000, all’età di 23 anni, insienuca per rilassare il sistema nervome al mio ex socio, a Grottaferrata, so, o alla schiena tramite poltrone si chiamava – e si chiama - “Post all’avanguardia per distendere i Opera”. Cinque anni dopo, ho demuscoli del corpo; disponiamo di ciso di trasferire la mia attività e ho net-book per far si che se la gente aperto il negozio a Frascati. ha bisogno può usufruirne come e Che rapporto cerca di intrattequanto vuole; diciamo che Exclunere con i clienti? sive è una sorta di piccolo paradiso Cerco di trasmettere sempre per i capelli. l’aspetto emozionale, bisogna Come mai l’idea di restare aperti Tel. 06.940.10.130 far sentire le donne belle, capire fino alle 23? Da cosa nasce quele loro esigenze estetiche e psicologiche. Questo è un sta esigenza? lavoro che bisogna fare con il cuore, in cui si Siamo aperti sette giorni su sette, fino alle 23.00 per deve instaurare un rapporto aperto, amiche- offrire un servizio completo alla clientela. Al giorno vole, colloquiale con tutte le clienti. Occorre d’oggi il problema tempo è notevole, infatti molte doncapire la loro personalità e farle sentire soddi- ne lavorano o restano a casa con i figli e non hanno sfatte del risultato ottenuto”. mai un minuto libero per dedicarsi a loro stesse; con Siete molto legati voi dello staff? questa nuova idea, offriamo alle clienti la possibilità di La forza di questo negozio sta proprio nello venire a farsi i capelli o dopo aver preparato la cena alla staff, siamo un gruppo molto unito. Sono mol- famiglia, o dopo aver finito di lavorare, qualsiasi giorno to soddisfatto del lavoro svolto da ognuno di della settimana vogliano. Con questa esclusiva abbialoro r posso affermare con piacere che la nostra mo eliminato il problema tempo una volta per tutte”. è una sorta di “grande famiglia”. La scelta del nome Exclusive è mirata? Che soddisfazioni le ha dato “Exclusive”? Si la nostra scelta è mirata, è dettata dal volersi differenQuesto salone mi ha regalato una miriade di ziare dai classici parrucchieri, dal fare sempre meglio, emozioni e soddisfazioni, è l’evoluzione di un dall’essere al top: “Exclusive” un’esclusiva appunto. progetto che nasce dieci anni fa, quindi un ragCamilla Lombardozzi


20

CULTURA & SOCIETÀ

ilCorriere Tuscolano

febbraio 2011

Il Corriere Tuscolano consiglia...

“La locanda della luna”, non solo pizza

La festa della donna e molti altri appuntamenti da non perdere nel locale frascatano

Samantha, Fernando Amati, Gabriele Andreoli e Leonardo

A

Frascati, in pieno centro storico, fatti pochi passi da Piazza San Pietro - precisamente al numero 10 di via Garibaldi - si entra in un locale in cui improvvisamente si respira un’atmosfera coinvolgente, quasi metafisica. Luci soffuse, candele profumate, una serie infinita di oggetti a forma di luna portano il cliente ad assaporare una particolare quiete, come quella che si avverte sotto un cielo stellato. Gli stessi titolari, Samantha e Leonardo, affettuosamente aiutati dai genitori, sono perfettamente inseriti in questo ambiente armonioso; con il loro atteggiamento, sereno e premuroso, accompagnano il cliente verso quei momenti rilassanti come soli possono essere lo stacco del pranzo o una cena distensiva di fine giornata. Questa particolare atmosfera permette di assaporare al meglio un’infinita serie di pizze, preparate tutte con un

impasto a lentissima levitazione naturale, ottenuto miscelando farine pregiate con la sola aggiunta di acqua, sale, lievito e olio extravergine di oliva. La fragranza e la freschezza del prodotto sono poi garantite dal fatto che gli ingredienti variano secondo la stagione. Oltre alla pizza è possibile gustare vari tipi di carne, primi piatti, fritti artigianali, gustosissimi dolci fatti in casa, variegati antipasti tra cui formidabili “panzerotti” ripieni al forno, preparati sempre con il curato impasto della pizza. L’attenzione per il cliente si manifesta, oltre che con la cura della scelta di tutti i prodotti e con un’attenta presentazione dei piatti da degustare, anche con la possibilità di avere, su prenotazione, menù per vegetariani, per celiaci o per persone che soffrono di particolari allergie. Il locale si sviluppa su due piani, mantenendo intatta l’atmosfera calda e avvolgente, e l’estate propone i tavoli all’aperto, con un panorama suggestivo che contempla la cattedrale. Le particolarità però non finiscono qui. La “Locanda della Luna” infatti organizza anche speciali eventi come quello avvenuto lo scorso giovedì 27 gennaio, in cui c’è stata una serata dedicata allo spettacolo ”Invito a cena con delitto” dove alcuni attori si sono esibiti in uno spettacolo interattivo in cui il pubblico-commensale ha cercato di indovinare il colpevole dell’omicidio del giallo intitolato ”Legami di sangue”. La particolare cornice del locale ha reso ancora più coinvolgente lo spettacolo, anche se l’intensità della partecipazione non ha reso più semplice la soluzione dell’intricatis-

simo giallo: nessuno tra il pubblico infatti è riuscito a scoprire il colpevole. A questa piacevolissima e particolare serata hanno partecipato, tra il pubblico, anche il produttore cinematografico Gabriele Andreoli, Leone d’Argento a Venezia e l’aiuto regista Fernando Amati, che con la loro presenza hanno impreziosito la serata, perché alla “Locanda della Luna” niente è lasciato al caso. Per chi fosse interessato ai prossimi appuntamenti, come il menù previsto per la serata della Festa della Donna martedì 8 marzo, può contattare il profilo di Facebook de la “Locanda della Luna” e chiedere l’amicizia. Locanda della Luna Via Garibaldi 10 – Telefono 06 942 0906 Debora Piergallini

La pittura per passione

Manuela Crotti esporrà presso il locale”BaBa” a Grottaferrata

M

anuela Cotti è nata a Parma, ma da tempo vive ai Castelli Romani. Per molti anni il suo lavoro l’ha costretta a viaggiare finché non ha trovato il suo luogo ideale per vivere e dipingere: Rocca Priora. Ha una bellissima famiglia e una casa immersa nel verde, nel tempo libero si dedica alla pittura, la sua più grande passione fin da quando era bambina. Molti dei suoi quadri ritraggono oggetti di uso quotidiano, fiori e piante presenti nel suo giardino: ortensie, papaveri, rose e tutto quello che la natura ci offre. Da qualche tempo ha unito la passione per la pittura alla scultura da qui nasce la col-

lezione di complementi d’arredo artistici denominata “Duacrea”, ossia il quadro scultura. Ci racconti la sua vita come donna e pittrice. Ho iniziato giovanissima a lavorare in Alitalia, per molti anni ho ricoperto la posizione di responsabile di Trade Marketing in Wind Telecomunicazioni. Attualmente oltre ad operare come consulente sempre nell’area Marketing e Communication, ha seguito varie attività come eventi e promozioni, come nella pittura attraverso il mio lavoro cerca di esprimere al meglio l’inventiva, creatività e professionalità accumulata in tutti questi anni.

Cosa rappresenta la pittura per lei? Attraverso l’unione e il gioco dei colori, senza il preventivo utilizzo di schizzi e bozze, che meglio riesco a dare vita alle mie idee e sensazioni; dipingere mi rilassa e mi fa sentire bene, è un modo per scaricare tutte le mie tensioni nella varietà e intensità dei colori usati a profusione. Quali sono le tematiche/ soggetti che predilige nei suoi quadri? Le tematiche rappresentate sono diverse, i temi classici del Naturalismo come fiori e foglie sono rivisti in chiave moderna e duplice, fiori coloratissimi, contrasti di tonalità e luce, oggetti di culto, di tendenza e consumismo dell’era moderna, ma anche cose semplici, pure, simboli fiabeschi e sogni ad occhi aperti, che rendono il mondo meno tetro, in un’ot-

tica sempre ottimistica e fiduciosa nella vita e nel futuro. Quali messaggi desidera trasmettere attraverso i suoi dipinti? È una pittura semplice, quasi infantile ma nello stesso tempo ironica e dal doppio significato, perché esprime quello che c’è di divertente fiabesco, ma anche farsesco, ridicolo e buffo del mondo. I pensieri si intrecciano con la forza cromatica delle pennellate, fino a creare un gioco di colori ed emozioni. Essendo una persona positiva e ironica, cerco di far trasparire nelle mie tele questo entusiasmo verso la vita e il mondo. Attraverso la mia pittura tento di riscoprire l’amore per il gioco del colore, che dà vitalità alle semplici cose e agli oggetti della vita quotidiana. È proprio dall’unione di colori luminosi e fantasia che nasce l’arte gioiosa a volte simbolica, ma sempre colma di stupore infantile, che colpisce l’osservatore. Che cos’è il marchio “Duacrea”? “Duacrea” nasce dall’idea di unire due espressioni artistiche: la pittura e la scultura. Il prefisso “dua” rappresenta la dualità, il doppio creativo, sia pittorico che scultoreo. Con la fusione incrociata di questi elementi, nasce una linea di complementi d’arredo artistici, dove il design è in grado di dare luce, spessore e serenità ad ogni ambiente. Si tratta di quadri realizzati su pannelli quadrati in legno, uniti fra loro da ganci d’acciaio. Il materiale utilizzato è lo stucco (da qui l’effetto a rilievo) e il colore acrilico per dare morbidezza e luce. Le tematiche rappresentate riguardano la natura: fiori e foglie. www.manuelacotti.com info@manuelacotti.com Francesca Ascolese


21

CULTURA & SOCIETÀ

ilCorriere Tuscolano

febbraio 2011

Ridare la luce, combattere la cecità

L

Iniziativa del Rotary e l’Afmal per i bambini africani

a missione “Ridare la luce” è un progetto frutto della collaborazione tra l’Associazione Fatebenefratelli per i Malati Lontani (Afmal). Ideatori dell’iniziativa sono l’Ottica Vasari e l’Aeronautica Militare con il prezioso contributo del Rotary Club Roma Castelli Romani. La missione è nata allo scopo di combattere la cecità, provocata da diverse malattie dell’occhio, tra cui la cataratta, che nell’Africa sub-sahariana colpisce, fin dalla nascita, circa l’80% della popolazione. Dal 2003, l’Afmal, svolge questa attività nel Mali e, da allora, sono state effettuate dieci missioni con oltre 19mila visite e 3600 interventi chirurgici alla cataratta. Il progetto, oltre che affrontare l’aspetto specifico sanitario, mira a conseguire un obiettivo altamente umanitario, quello di liberare i “bambini guida” che, fin da piccoli, vengono assegnati permanentemente ai ciechi adulti, come accompagnatori. Il progetto “Ridare la luce” prevede, come iniziativa collaterale, una raccolta di occhiali da vista e da sole (anche usati) fatta in Italia dal Centro Ottico Vasari e dal Rotary Club Roma Castelli Romani, occhiali che, dopo essere stati recuperati e rigenerati, vengono distribuiti gratuitamente alla popolazione, soprattutto bambini. Da quest’anno, è previsto un ulteriore impegno, quello dell’istruzione di medici e

infermieri africani affinché acquisiscano le conoscenze e le tecniche per curare autonomamente nei loro paesi. È con questa finalità che lo scorso 6 gennaio si è tenuta, presso l’Ospedale Fatebenefratelli, una riunione tra la Dottoressa Giuliana Marsella, Governatrice dell’Inner Wheel, Distretto 208 Roma-LazioSardegna, Frà Pietro Cicinelli, Presidente dell’Afmal, Frà Gerardo D’Auria, Direttore Generale degli Ospedali Fatebenefratelli della Provincia Religiosa di San Pietro, il Generale Francesco Catalano referente del Rotary Club Roma Castelli Romani, il Generale Manlio Carboni referente dell’Areonautica Militare e il Signor Fortunato De Gaetano, titolare dell’Ottica Vasari di Roma. Scopo della riunione è stato quello di definire gli aspetti logistici e professionali per la formazione di due infermieri specialisti dell’Ospedale di Gao in Mali, con un corso “ad hoc” che verrà effettuato nel prossimo mese di aprile a Roma, grazie al generoso contributo dell’Inner Wheel, Distretto 208 che ha adottato “Ridare la Luce” come progetto Distrettuale, della Green Vision che si accollerà gli oneri istituzionali e di altri sponsor in via di definizione. Ancora una volta, le donne del Rotary, con la loro associazione Inner Wheel, dimostrano di essere non solo “dentro la ruota”, ma dentro quel mondo fatto anche di popoli meno fortunati di

noi. È questo un caso esemplare di sostegno, come “condivisione operativa” e non partecipazione passiva a riti di telesolidarietà che ci vede distanti dai luoghi delle persone che soffrono. Fare “anima”, in un mondo dove l’introduzione di parametri economici sta rendendo le Istituzioni vittime di un’economia che sembra aver dimenticato l’essenza dell’uomo, significa svolgere attività che ci pongono, non solo in collegamento con la nostra “anima personale”, ma anche con l’”Anima mundi”, attraverso un sentimento di responsabilità verso i problemi dell’umanità. Servono esperienze vitali che sappiano

incarnare i valori. Siamo nati tutti da una “relazione”, dal sacrificio di sé per l’altro che viene al mondo. L’“io”, per sua natura, ha bisogno di un “noi”, il mondo si è rimpicciolito e la sofferenza di tante persone anche a migliaia di chilometri da qui, non sono più un evento lontano nello spazio. Tutti siamo interdipendenti e responsabili gli uni degli altri. L’abbondanza delle informazioni ci rende consapevoli di ciò che sappiamo, e se rimaniamo insensibili a quel che conosciamo, diventiamo irrimediabilmente immorali, a colpi di negazione illudendoci di rimanere immuni dalla sofferenza dell’altro. Oggi, attraverso la scienza, sappiamo che la solidarietà ha un fondamento biologico e una ricompensa registrata a livello cerebrale dalla maggiore irrorazione di sangue che accompagna sempre la visione di cose piacevoli. È lo stesso principio racchiuso nella frase rituale “Fate bene fratelli”, utilizzata dai primi frati che chiedevano l’elemosina alludendo al fatto che da quel gesto di altruismo sarebbe derivato un beneficio a chi l’avesse fatto. Ivana Lustrissimi Per maggiori info e partecipare alle iniziative catalanofr@alice.it Si ricorda inoltre che si effettua anche la raccolta di occhiali usati

La Fillea per la sicurezza nei cantieri

Q

Una serie di provvedimenti i numeri tragici del 2010

uattro uscite in circa un mese e mezzo. Quattro manifesti ad alta carica emotiva che tappezzeranno Roma, i Castelli Romani e poi tutto il Lazio per far riflettere cittadini ed istituzioni su una realtà tragica del nostro Paese: le morti sul lavoro. È stata lanciata il 31 gennaio  da Roberto Cellini, Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, la Campagna Regionale per la Sicurezza nei Cantieri Edili, che dopo la campagna mediatica, approderà in una grande manifestazione il 22 marzo nella quale saranno coinvolti i lavoratori e i loro familiari, le istituzioni e per la quale è già sicura la presenza della Segretaria Nazionale Cgil Susanna Camusso. “Le morti sul lavoro l’anno scorso sono state 1.080 in tutta Italia. Di queste 165 nel solo settore edile e ne abbiamo avute 13 nel solo Lazio e di questi 2 sono avvenute nei Castelli Romani. L’ultimo a Frascati proprio il giorno della Vigilia di Natale e ad ottobre ce n’era stato un altro ad Albano Laziale. Per non parlare degli oltre 25 mila infortuni invalidanti! Iniziamo il 2011 anche peggio: solo

a gennaio sono morti in 66, tra cantieri, campi e industrie. Più di 2 morti al giorno. Nel gennaio 2010 erano stati 38, l’aumento è del 58%. Soprattutto nei cantieri, dove italiani e stranieri muoiono allo stesso ritmo e per la stessa mancanza di protezioni”.  Ai dati dell’Osservatorio indipendente di Bologna si somma la denuncia della Fillea Cgil, che punta il dito contro gli ispettori: sono solo 20 nel Lazio, un cantiere viene ispezionato in media ogni 20 anni: “I numerosi appelli alle istituzioni che durante lo scorso anno abbiamo più

volte fatto, sono rimasti lettera morta” ha affermato Roberto Cellini. “Ora è importante porre un accento marcato su questa situazione e chiediamo un’attenzione reale e concreta su questo drammatico fenomeno”. La Fillea di Roma e Lazio avanzerà delle proposte atte a prevenire gli incidenti sul lavoro nei cantieri e il primo passo è proprio la valutazione di quanto viene effettivamente speso dalle aziende per il comparto sicurezza. Le altre proposte saranno annunciate al termine della campagna, nella grande manifestazione di fine marzo ed intanto Cellini invita a riflettere su alcuni dati che danno un’idea di come è cambiato il lavoro, ad esempio nella sola Provincia di Roma dal 2009 ad oggi: “In un anno abbiamo perso più di 3.000 imprese edili nella sola Provincia di Roma.  In compenso aumenta il fenomeno dei lavoratori parttime. I lavoratori part-time in edilizia, parliamoci chiaro, non esistono. Qui si lavora sempre 8-10 ore, ma è comodo registrarli part time e pagarli quindi meno. Lo sfruttamento tocca in particolare gli stranieri, che spesso conoscono poco la lingua e non conoscono affatto le regole

e vengono ingannati e sfruttati fino alle estreme conseguenze.” Ma non si pensi che incidenti e morti capitino solo agli stranieri: “Spesso si pensa che il fenomeno delle cosiddette morti bianche sia prevalentemente legato ai lavoratori stranieri e vigliaccamente passa così in secondo piano. Su 13 morti nel Lazio nel 2010, solo 5 erano stranieri”. Conclude Cellini “Bisogna capire che non si può più far passare sotto silenzio che ci sono persone che si alzano all’alba per andare a lavorare e non tornano a casa. Questa campagna deve cominciare a scuotere le coscienze e a far mettere in campo atti concreti!” Francesca Marrucci Nel Lazio nel 2010 ci sono stati 13 infortuni mortali nei cantieri: Livio, di 71 anni; Alfredo, di 74 anni; Renzo; Luigi; Giacomo, 63 anni; Ciprian, 35 anni; Davide, di 29 anni; Liviu, 28 anni; Mario, di 58 anni; Pietro, di 49 anni; Tarabai Shahata, di 62 anni; Mohammed Ben Mohammed, di 35 anni; Dumitru Mihai, di 35 anni, l’ultimo in ordine cronologico, che ha perso la vita a Frascati (Rm) il giorno della Vigilia di Natale.


ilCorriere Tuscolano

22

MARINO

febbraio 2011

Il Pd lancia la sfida per il governo della città

L

Inaugurato un nuovo circolo. “È difficile, ma possibile”

o scorso 31 gennaio è stato inaugurato a Marino centro, a corso Vittoria Colonna, un nuovo circolo del Pd. Davanti a un pubblico numeroso e piuttosto curioso, hanno presentato quella che dovrebbe iniziare come “nuova era” del Pd a Marino la nuova segretaria, Franca Silvani, il Vice Presidente del Consiglio regionale, Bruno Astorre, il Consigliere Regionale Carlo Ponzo e il Consigliere Provinciale del Pd, Daniele Leodori. Ovviamente non poteva mancare il candidato a Sindaco, Ugo Onorati che è stato protagonista un po' di tutti gli interventi, tesi a ricordare che le elezioni sono alle porte e che l'unità è l'unico fattore che può consentire una vittoria che lo stesso Astorre afferma essere: «Difficile, ma possibile». In un clima piuttosto conviviale, i leader regionali e provinciali del partito non si sono nascosti dietro un dito ed hanno affrontato il problema cardine del centrosinistra marinese: la divisione e la litigiosità interna, motivi che, a detta di tutti i presenti, hanno portato alla perdita del Comune più di una volta. «Stavolta partiamo con ottime prospettive - ha affermato Astorre - Siamo partiti in anticipo, abbiamo programmato importanti iniziative sul territorio, come quella del 10 febbraio sui trasporti, e vogliamo essere attivi sui temi che interessano i cittadini. E' vero che senza il Pd non c'è alternativa al centrodestra, ma è pur vero che solo un Pd coeso e forte riesce a costruire un'alternativa

Da sinistra, Bruno Astorre, Daniele Leodori, Franca Silvani, Ugo Onorati e Carlo Ponzo

seria. Sembra che stavolta ci siamo riusciti e su un candidato come Ugo bisogna lavorare per restituire Marino al centrosinistra, visto che è rimasto l'unico in mano al centrodestra qui intorno». Astorre non ha glissato sulle voci di “malumori e boicottaggi interni” presenti sin dalla sera dei risultati delle primarie: «Ci sono state tante voci in queste settimane, ma stasera dimostriamo a tutti che il Pd è con Ugo. Chi ha creato confusione qui stasera non c'è e questo è già un segnale forte». Ponzo ha ripreso il tema elettorale inquadrandolo anche nel contesto generale del Paese: «Questo è un momento in cui il contesto politico è mutato. Ormai il sistema berlusconiano sta crollando e sta emergendo che era montato tutto su false pro-

messe. Lo stesso sta avvenendo a Marino. Non bastano quattro fioriere e due appalti a far contenta la gente. Dobbiamo far capire che noi siamo diversi da Palozzi, che badiamo all'interesse comune non a quello personale. La gente si aspetta questo da noi: concretezza, non il libro dei sogni». Onorati, in un lungo discorso, ha sottolineato come il messaggio di cambiamento sia atteso dalla gente che vuole finalmente vedere un'alternativa credibile nel centrosinistra: «Noi vogliamo dare un modello di sviluppo diverso, dobbiamo recuperare quanti, alle ultime regionali non hanno votato o peggio, hanno votato dall'altra parte perché noi non abbiamo dato risposte. Noi per primi dobbiamo essere d'esempio e lo dobbiamo, oltre che a noi stessi, alle prossime

apa

generazioni che erediteranno Marino». Franca Silvani ha posto l'accento anche su un tema di estrema attualità: il ruolo delle donne in politica. «Quello cui stiamo assistendo in questi giorni è la mercificazione più becera del corpo e dell'esistenza delle donne. Come donna, in una politica fatta di uomini, questa cosa mi indigna, come indigna tante cittadine. Per questo, oltre a inaugurare questa sede per stare più vicini ai marinesi, raccogliamo le firme per mandare a casa Berlusconi. Faremo delle uscite nei luoghi pubblici, ma tutti possono venire a firmare anche qui al circolo, tutti i giorni». Presenti all'inaugurazione, oltre ai cittadini, i rappresentanti di SeL, Mirko Laurenti del Psi, Sergio Mestici, del PdCI, Maurizio Aversa, il candidato a sindaco Marco Rapo, il presidente dell'Anpi, Nilo Rizzo. Francesca Marrucci

Ugo Onorati e Carlo Ponzo

Teatro - Rocca di P

In scena “Gli innamorati” di Goldoni

Grafica - Giammarioli - Frascati

D

al 4 al 6 marzo Piero Botti metterà in scena al Teatro Civico la commedia di Carlo Goldoni “Gli innamorati”. Per celebrare i venti anni di attività filodrammatica l’eclettico attore-regista-autore roccheggiano ha scelto un testo “minore” del grande veneziano ma, conoscendolo, siamo sicuri che sarà trarre come sempre il meglio dalla sua compagnia. L’abilità di Piero Botti nel coinvolgere giovani e anziani in avventure sempre nuove è stupefacente. Sarà la passione che ci mette, sarà il mestiere ormai acquisito, sarà soprattutto – probabilmente – l’umiltà con la quale di volta in volta affronta i testi teatrali; fatto sta che raramente siamo rimasti delusi dai lavoratori che ha rappresentato. La tenacia con cui Botti ha insistito negli anni a proporre temi sempre nuovi ha prodotto secondo noi grandi frutti. Molti dei ragazzi che hanno iniziato a fare teatro con lui sono stati contagiati dalla sua passione e hanno regalato alla nostra città interpretazioni pregevoli in molti campi. Il fatto stesso che oggi a Rocca di Papa esista un teatro civico e che vi operino diversi gruppi artistici è, in qualche modo, riconducibile alla sua simpatica ostinazione. Certo, molti altri anni hanno avuto meriti anche maggiore in questa crescita del teatro cittadino e Piero – in fondo – è sempre stato un fenomeno a, sé , ma sarebbe ingiusto negare che la sua insopprimibile verve abbia stimolato generazione di ragazzi e ragazze a scoprire

il teatro e a innamorarsene. Questa volta Botti ci racconta le vicende amorose di due coppie di innamorati: da una parte Fulgenzio (interpretato da Guglielmo Lato) ed Eugenia (Virginia Serafini) , gelosissima di Clorinda (silvia Fondi); dall’altra Roberto (Alessandro Gatta) e Flaminia (Maria del Nero) con le parti comiche di Arlecchino e Brighella, trasformato in Tognino (Gianni Fondi) e Succianespole (Giorgio Serafini) e dei vecchi Fabrizio (Massimo Onesti) e Ridolfo (Luigi Sellati). Poi c’è Rosaura (Lisetta, Mariangela Cimini), l’immancabile “servetta” che aggiunge pepe e pettegolezzi a tutta la storia. Piero Botti, oltre alla regia, si riserva il ruolo di Gianduia. Le musiche che sono sempre parte integrante degli spettacoli di Piero – sono affidate questa volta a Valentina Gabrielli, con Sara Cuculi cantante, Valentina Gabrielli al pianoforte e Silvio Quercini alla mandola. A gestire l’intero evento sarà Cristiana Botti. Dai tempi “gloriosi” della compagnia “Artistica del Principio” è passato molto tempo e il gruppo si chiama ora “Il laboratorio teatrale della Domus Artis”, dal nome del locale che Botti ha voluto consacrare alle Muse. Quello che è rimasto immutato tuttavia, è l’entusiasmo di Piero. Sicché, anche questa volta, siamo sicuri che non ci deluderà: come sempre suderà freddo fino a un attimo della prima, ma una volta in scena comincerà a divertirsi e noi ci divertiremo con lui e i suoi amici. Carlo M. Guarinoni


ilCorriere Tuscolano

23

MARINO

febbraio 2011

Contro lo sviluppo urbanistico indisciplinato Le critiche e le proposte dell’architetto Pietro Di Bernardino

P

Pietro Di Bernardino

ietro Di Bernardino, marinese da generazioni - nato in pieno centro storico, in via Rossini 12 – è un autorevole architetto urbanista, consultato da tutte le forze politiche per la sua competenza. Forse poco conosciuto – non ama apparire – ma ha realizzato molte opere pregevoli come Villa Altieri ad Albano, la Caserma dei Carabinieri di Marino, il Piano di Zona di Cocciano, diversi Piani Regolatori in Umbria e molte opere importanti a Roma. Come è nata la sua passione per l’architettura? Mio padre, che era un pregevole scalpellino, aveva una cava di peperino ed era in contatto con grandi imprese e architetti di Roma, e questo mi ha portato a frequentare i costruttori sin da bambino. La cava è rimasta in attività fino al ’64, ed è stata chiusa per la realizzazione della Via dei Laghi. Fino a quel periodo il peperino rivestiva un ruolo importante nell’economia marinese, tanto che all’inizio degli anni ‘60 il settore contava circa 450 operai. È stata una parte molto importante della nostra storia, basti pensare che già al tempo dei Romani c’era già l’estrazione della pietra albana. La cava più grande era quella che sta a ridosso al parco comunale, dove c’è l’attuale Ponte L’Urbanistica di Marino ha sempre avuto molti problemi. Perché? I problemi nascono da lontano, negli anni ’60, dall’ingente sviluppo edilizio realizzato in quegli anni. All’epoca c’era un importante Piano studiato da Aimonino e Leoni che fu controdedotto dal Ministero e cui sarebbe bastato fare alcune osservazioni. La Giunta di centro sinistra appena insediata però non controdedusse, rigettò il Piano e da lì è iniziata l’operazione selvaggia che ha portato

alla distruzione sistematica della zona bassa del territorio, alle lottizzazioni lungo la via del Divino Amore, tutte proprietà agricole che sono trasformate immediatamente in aree edificabili. Anche in alcune zone del centro sono nati dei palazzoni senza nessuna ragion d’essere, né funzionale né estetica, e questo è potuto accadere perché si era in essenza di un qualsiasi strumento urbanistico. Si arriva così al ’76 quando viene fatto un altro Piano, il cosiddetto Piano dei Servizi, redatto dal Commissario Straordinario ed approvato nel ’79, ma che di servizi in realtà ne prevedeva ben pochi. Come mai c’è sempre stata un’approssimazione di fondo riguardo all’edilizia? Mi spiace dirlo, ma è sempre prevalsa la speculazione sulla qualità. C’è stato qualche professionista di punta, come Benedetti, però a Marino non ci troviamo, come a Grottaferrata o Frascati, la cura non solo nell’aspetto estetico ma anche funzionale degli edifici realizzati. Poi qui abbiamo la piaga devastante dell’abuso edilizio: Marino è stato uno dei comuni più devastati a livello abusivo di tutti i Castelli, superiamo addirittura Velletri che come territorio misura quattro volte Marino. Ha circa 7500 – 8000 pratiche abusive. Perché questa emergenza? Marino è una città territorio, ha cinque frazioni - se non di più - che sono dei veri propri paesi dotati ormai di loro centri storici, basti pensare a Santa Maria delle Mole. Poi c’è stato il problema della scissione con Ciampino: quando erano incorporati Marino era il paese più grande della provincia di Roma, come territorio e popolazione, e uno dei più grandi del Lazio. Un paese così grande necessitava di un’attenta gestione e invece in tutto questo la politica è stata assente. Oggi correre ai ripari è difficile. Siamo il secondo comune d’Italia con più commissariamenti. Da noi i cinque anni interi di mandato si sono avuti solo con Palozzi, grazie soprattutto alla continua conflittualità delle forze di opposizione, e con Rosa Perrone, anche se quest’ultima con molta fatica, tanto che il suo quinquennio è stato caratterizzato da profondi contrasti che hanno lasciato degli strascichi insanabili tra le forze di sinistra. Questo è uno dei Castelli più litigiosi, non solo a livello politico ma anche a livello cittadino, abbiamo più cause che terra. Non abbiamo una squadra di calcio, ma tre, anche i campi sportivi sono cinque, solo di Sagra dell’uva ne abbiamo una sola.

Come vede l’attuale situazione politica marinese? In questo momento non vedo tensione elettorale. Se pensiamo che alle primarie del Pd sono andate a votare 1900 persone su una popolazione di 30 mila abitanti abbiamo un’idea dello scollamento tra popolazione e politica. Al di là dei candidati e del loro valore, i cittadini sono sollecitati se c’è un’alternativa concreta. Sono troppi anni che la sinistra a Marino è divisa. Per quanto riguarda l’attuale Amministrazione, devo dire che ha molte idee e, indipendentemente dalla parte politica, è l’unica che si è dimostrata sensibile a risolvere i problemi, sia grandi che piccoli, e questo lo dimostra il fatto che si è spesa molto per la Variante Speciale e per il Piano Particolareggiato del centro storico. Ci può dire più in particolare cosa prevede il Piano Particolareggiato? Oltre al parcheggio di Piazzale degli Eroi prevede la realizzazione di una galleria di 300 metri che collegherà tutta la parte ovest di Marino alla parte est, come quella che si trova a Zagarolo. Il problema di questo centro storico è che si sviluppa longitudinalmente, e quindi non ha il collegamento tra est e ovest. Partirà dal passaggio a livello e andrà a finire all’altra arteria che passa sotto via Garibaldi. È prevista la demolizione del cosiddetto”scatolone” a Villa Desideri, al posto del quale si realizzerà un teatro. Marino ha sempre avuto due cinema e due arene, adesso sono 15 anni che non c’è più niente. Grottaferrata con la metà degli abitanti ha un multisala, per non dire di Frascati. È rimasto solo il teatro parrocchiale che per 40mila abitanti è un po’ poco. Marino è sempre stata una cittadina culturalmente molto vivace, anche se sempre a livello personale e associativo, mai politico. È inoltre previsto anche un parcheggio sotterraneo a piazza San Barnaba da cui poi ci si può muovere tranquillamente, in modo da non soffocare il centro della città e il commercio, magari per arrivare come in alcuni paesi dell’Umbria e della Toscana dove il centro storico rimane tale, se ne fruisce in maniera pedonale senza raggi di percorrenza lunghi per andare a recuperare l’automobile. Sono previste altre infrastrutture?

È allo studio una riorganizzazione generale del centro storico. Palazzo Colonna diventerà sede istituzionale, magari dell’Università, spostando tutto l’assetto amministrativo all’ex mercato coperto che sarà demolito e interamente ricostruito. Sarà dotato di annesso parcheggio, facilmente raggiungibile anche dalle altre frazioni. Nell’ex mattatoio saranno realizzati due piani di parcheggi, uno interrato e uno seminterrato, con sopra due piani di abitazioni per le categorie svantaggiate. C’è poi tutto il recupero della costa ovest di Marino, i cosiddetti “ortacci”, che saranno espropriati, con compensazione per i proprietari. Queste aree, dopo essere state recuperate, saranno utilizzate come verde ed è prevista la realizzazione di una pista ciclabile che dal Montano arriva al Ponte Gregoriano. Questa dovrebbe essere la Marino degli anni a venire, con operazioni a basso impatto economico in quanto in parte finanziati dall’intervento dei privati, che però porteranno un grosso ritorno economico e una maggiore vivibilità. Sulla carta sembra un bel progetto. Sono operazioni necessarie, i Comuni con i tagli previsti a livello nazionale sulla spesa pubblica si devono attrezzare, non si può pensare di andare avanti con il milione di euro che entra nelle casse comunali con le multe. Il comune deve realizzare una serie di iniziative che lo portino a essere non più soggetto passivo ma attivo, a provvedere a un bilancio che fornisca comunque ai cittadini delle risposte in termini di servizi e di vivibilità. Marino, anche in questo, è un po’ carente. Il sistema scolastico poi è quello che è, l’unico istituto superiore è il Paolo Mercuri, la politica deve assolutamente porvi rimedio. Non dico a livello nazionale, ma almeno a livello regionale, bisogna pensare un rilancio complessivo del nostro paese. Maria Grazia Coluccini


ilCorriere Tuscolano

24

MARINO

febbraio 2011

“Contro una destra e una sinistra uguali” Il candidato civico Adolfo Tammaro, presenta il suo programma elettorale

A

Adolfo Tammaro

bbiamo incontrato Adolfo Tammaro, uno dei candidati a sindaco alla prossima tornata elettorale marinese. Tammaro si è subito distinto per aver tracciato una linea nettamente diversa da quella dei soliti schieramenti centrodestra e centrosinistra, puntando soprattutto sulla società civile. Sentiamo cosa ci ha detto. Signor Tammaro, lei sembra essere diventato davvero un temibile avversario per Palozzi se è vero che nelle ultime settimane, il Sindaco e la coalizione di centrodestra hanno risposto molto più a lei che a Onorati. Come interpreta questo cambiamento? Palozzi è un politico professionista e quindi non si sente sicuro di quello che non controlla. È purtroppo il suo stile tende a gestire la

politica nel modo negativo che è diffuso anche a livello nazionale. Tanto opportunismo e furbizia e poca etica. Ha “comandato” su Marino per 5 anni, più di amministrare. Questa libertà gli è stata concessa da una opposizione assente. Il nostro progetto (www.tammarosindaco.it) nasce da Cittadini normali che rifiutano l’idea di lasciare il futuro dei nostri figli agli attuali partiti che privilegiano i loro interessi a quelli dei Cittadini. La risposta della società civile è stata eccezionale e finalmente anche giovani e donne sono numerosi e si candideranno per le nostre Liste. Il punto cardine su cui ha incentrato la sua campagna elettorale e che la distingue dagli altri candidati è la lontananza dai partiti e l'appartenenza alla società civile. Non pensa che questo 'j'accuse' nei confronti dei partiti potrebbe scoraggiare una parte del suo elettorato, non solo motivarne un'altra 'scontenta'? Il vero problema non sono i partiti ma il loro mancato rinnovamento. A livello nazionale e a livello locale. Palozzi presenta una coalizione che include il nuovo partito di Fini, quello di Casini e quello di Rutelli. Questi ultimi gli hanno fatto politica contro fino a qualche mese fa. A livello nazionale si sbranano e qui vanno d’accordo. Saranno gli ideali? Onorati si presenta alle primarie e Astorre e Coloni gli mettono contro un loro candidato. Le primarie hanno fatto trovare

l’unità? Dubito. Potrei continuare con Rapo ed i suoi manifesti abusivi in un perfetto stile vecchia e cattiva politica. Dico sempre con chiarezza che non ho mai votato una lista civica, ma domando: possiamo dire di essere in una situazione politica normale? Possiamo pensare che le cose cambieranno senza una forte novità che costringa i partiti a cambiare? Serve coraggio ma è il momento di cambiare veramente. Noi siamo pronti. Quali sono le priorità di Marino in tre parole? Aumentare i servizi. Avviare una immediata variante di salvaguardia che blocchi nuove costruzioni fino al riallineamento agli standard di scuole e asili nido, verde pubblico, marciapiedi e rispetto portatori handicap, spazi per il sociale etc. Mobilità. Il Cittadino deve poter andare a lavorare senza l’auto privata. Quindi parcheggi vicino ai treni, servizi bus efficienti e regolari. Lavoro e Attività produttive. La Città corre il rischio di diventare un semplice dormitorio. Dobbiamo far rinascere le attività produttive e creare nuove possibilità di lavoro. Avete già pensato, in caso di ballottaggio, visto il panorama politico marinese, se prendere in considerazione, alleanze? Se sì, con chi? Come tutti sanno non vengo dalla politica e quindi dico quello che penso. La Destra e la Sinistra non danno nessuna garanzia

L’identità marinese

Minotti e i festeggiamenti dei 140 anni del consiglio comunale

L’

impegno politico noi partono da lontano, con di Umberto Miil Principato dei Colonna e notti inizia nel con la Battaglia di Lepanto. 2000 con la lista “Impegno Ancora prima troviamo la Civico” a sostegno di Fabio figura di Jacopa da SotteDesideri, durante il cui mansoli, amica spirituale di San dato è stato presidente del Francesco: proprio a breve Consiglio Comunale. Dopo andremo a ratificare in Conla caduta giunta, è eletto siglio un patto di amicizia consigliere nelle file di Alcon la città di Assisi per Umberto Minotti leanza Nazionale. Con le mantenere viva questa stoelezioni del 2006 è nuovamente presidente rica amicizia. Anche l’attività della Proloco è del Consiglio comunale, e nel 2008 entra a far stata spesso rivolta all’identificazione di radiparte del Pdl. ci ancor più lontane, e cioè di quando Marino Quali sono le principali iniziative che state era un presidio romano alle cave di Peperino. realizzando in questo periodo? Come pensate di trasmettere tutto questo Stiamo lavorando a una serie di appunta- alle nuove generazioni? menti per festeggiare l’Unità d’Italia e i 140 Riuscire a tramandare tutto ciò ai bambini è anni del Consiglio Comunale di Marino. A soprattutto un discorso didattico. Certamenpartire dal 17 marzo, giorno della festa nazio- te la scuola ha i suoi tempi e la necessità di nale, avremo quattro o cinque appuntamenti crescere in un contesto nazionale ed europeo, che arriveranno fino alla metà di aprile, tutti però cerchiamo di proporre iniziative durante collegati alla storia di Marino e della nostra tutto l’arco dell’anno - che tendano a manteRepubblica. nere viva la memoria di questo passato. QuelQuanto è rimasto secondo lei dell’identità lo che ci mancava forse era un percorso di memarinese in questi ultimi anni? moria cittadina del periodo che va dall’Unità Noi abbiamo la fortuna di avere un forte as- d’Italia a oggi, ma in questo abbiamo provvesociazionismo sul nostro territorio. Ci sono duto visto che un personaggio autorevole del molti sodalizi, come “Lo Storico Cantiere”, nostro territorio come Vittorio Rufo ha scritto che hanno insita nella loro attività la con- un libro su Marino che riguarda proprio queservazione delle tradizioni storiche, che per sto periodo. Nell’arco di manifestazioni pre-

senteremo il primo dei tre volumi che va dal 1870 al 1926. È un’opera molto interessante che tratta diversi aspetti della storia di Marino, dalla costruzione della rete ferroviaria, all’istituzione del Corpo dei Vigili del Fuoco, alla nascita dell’ospedale San Giuseppe, tutta una serie di riferimenti storici che rischiano di perdersi, in un momento in cui Marino, un po’ come tutti i Castelli, è cresciuto in maniera metropolitana, ormai tra le periferie di Marino e quella di Roma c’è continuità territoriale. Com’è l’attuale situazione a Marino riguardo all’immigrazione extracomunitaria? Dopo l’immigrazione interna degli italiani degli anni ’70 e ‘80 ora c’è una presenza di extra comunitari molto importante. Al 2008 avevamo circa 3000 residenti ufficiali tra polacchi, rumeni, albanesi e moldavi che rappresentano una parte consistente della popolazione, e sentiamo quindi il bisogno di intraprendere un percorso di integrazione culturale. Di fatto, da un punto di vista lavorativo tale processo sembra avviato, visto che sul nostro territorio sono presenti molte imprese edili e artigianali, e cominciamo ad avere delle persone che non prestano il classico lavoro da badanti o da operai ma che sono ben inserite anche a livello imprenditoriale. In questo momento manca più un percorso di inserimento culturale che sposi

di cambiamento. A volte sembrano drammaticamente uguali. Al momento non vedo alcuna possibilità di fare alleanze. Avete fatto uscire un giornalino in cartaceo che però è stato distribuito solo nelle frazioni, giornalino per il quale, tra l'altro, il centrodestra si è sentito offeso. Ma ha ancora senso, secondo lei, la distinzione in due comunità di Marino centro e Boville? Abbiamo stampato 10mila copie di Noi Cambiamo su carta e abbiamo avviato un portale web della testata www.noicambiamo.it garantendo anche la presenza su Facebook. Su Marino centro sono in distribuzione in questi giorni circa 1500 copie del primo numero. Il prossimo numero uscirà per 13000 copie cartacee e copriremo in questo modo tutto il territorio di pianura e di collina. La distinzione tra Marino Centro e Boville non ha senso, ma “purtroppo” esiste nei fatti. Si deve lavorare su questo punto aumentando il dialogo sociale e creando occasioni di incontro dei cittadini. Il nostro giornale è uscito perché i manifesti pubblici sono sotto controllo di squadre “organizzate” e la democrazia ne risente. Non era possibile far sentire la nostra voce e così è nato il giornale. Con il secondo numero del giornale migliorerà la distribuzione che, è bene che si sappia, è affidata tutta al volontariato. Francesca Marrucci quelle che sono le tradizioni del nostro territorio con quelle più ampie delle persone che sono venute ad abitare qui sia da diverse parti di Italia che dall’estero. Bisogna creare un percorso che ci porti a un’identità comune, altrimenti siamo solo una serie di comunità sovrapposte. Già Marino è di per se è un paese diviso, visto che non si espande urbanisticamente in maniera omogenea ma ha diverse località rilevanti come Santa Maria, Castelluccia, tagliate da arterie importanti come la Nettunense, la via dei Laghi e l’Appia. Va quindi ricostruito un percorso infrastrutturale e culturale che recuperi questa divisione. Questo è uno dei punti fondamentali del programma elettorale della nostra coalizione. Dopo aver superato l’emergenza cui ci siamo trovati di fronte durante questi cinque anni di amministrazione ci possiamo infatti dedicare anche alla cultura e al sociale. Come vede le prossime lezioni amministrative? Il centro sinistra si presenta ancora una volta diviso. Questo che potrebbe sembrare positivo, ma in realtà non lo è perché un’Amministrazione deve essere riconfermata in base a ciò che ha realizzato e per quello che propone per i cinque anni successivi, non per la debolezza dell’avversario. In questa fase questo manca, come è mancata in questi cinque anni un’opposizione coesa, che fosse anche di stimolo e di controllo a chi governa. La speranza è che dopo queste elezioni il centro sinistra ritrovi una politica unitaria, di prospettiva e di crescita, perché è un fattore importante per la nostra città e per la sua crescita. Debora Piergallini


ilCorriere Tuscolano

25

MARINO

febbraio 2011

“Unico oppositore al Piano Regolatore” Marco Rapo, candidato indipendente alle prossime elezioni

Marco Rapo

M

arco Rapo si presenta come candidato sindaco a Marino. Non sta a sinistra né a destra, anche lui si pone come alternativa con una parola d'ordine: fare il bene del paese sulla base di proposte concrete e realistiche. L'abbiamo incontrato per fare il punto della situazione politica a Marino. Signor Rapo, lei ha iniziato già da qualche mese la sua campagna elettorale con un approccio diretto con i cittadini, quanto è importante recuperare il rapporto con gli elettori a Marino, che sembra sempre più disinteressato alla politica? Per fortuna nelle elezioni comunali non c'è il sistema nazionale della "nomina" dei candidati e il cittadino può effettuare democraticamente la scelta del nuovo Sindaco e dei Consiglieri comunali che riterrà più credibili e capaci di amministrare il nostro paese. Poiché nel corso di questi cinque

anni il gruppo che rappresento ha espresso una ben distinta e propositiva linea politica per un'alternativa di governo, l'approccio diretto con i cittadini è volto proprio a far conoscere le nostre idee e la coerenza con la quale esse sono state portate avanti sin dall'inizio. Non sono, invece, d'accordo sul fatto che l'elettore sembri disinteressato alla politica; il fatto è che la Politica non c'è ormai da molti anni; anzi sarà un mio impegno quello di riportare la Politica nel nostro paese e vicino ai cittadini. Oggi all'elettore manca quindi la possibilità di riconoscersi in un ideale e in un progetto. C'è forse qualcosa di Politico nelle unioni di simboli di Liste e Partiti in un polo o nell'altro? Quali sono i punti salienti su cui ha incentrato la sua campagna elettorale e che la distinguono dagli altri candidati? Nessun effetto speciale o promessa che non possa essere mantenuta, ma soltanto pochi punti programmatici sulle politiche da realizzare per rilanciare il nostro paese. 1) Pinificazione territoriale e ambiente: il P.r.g. che - documenti alla mano - è stato voluto da tutti tranne che dal sottoscritto. Non rispetta né l'ambiente né i cittadini, quindi è tutto da rifare in modo da ridurre la capacità edificatoria, aumentare gli spazi verdi e i distacchi tra edifici e dalle strade; dell'ambiente fanno parte anche la tutela del nostro patrimonio idrico, del quale dobbiamo assolutamente riprendere la gestione togliendola ad Acea, ed il sistema di smaltimento dei rifiuti anch'esso nel nostro paese tutt'altro che avanzato. 2) sviluppo e infrastrutture: invece di palazzi su palazzi,

nel nostro paese occorre realizzare opere pubbliche come asili, scuole, biblioteche, parchi, parcheggi, strade decenti, uffici postali ecc. 3) cultura e attività produttive: per i nostri cittadini e per il rilancio dell'economia del paese, Marino ha bisogno di iniziative ed eventi di grandissima risonanza; Marino deve tornare ad essere centrale e ad attrarre per le qualità che ha e quelle che può esprimere. Prima di ogni cosa iniziando dagli spazi, come la creazione di una struttura teatrale di primissimo ordine e di un cinema multisala, nonché di una sala per concerti. 4) sicurezza: deve garantita la sicurezza e potrà esserlo con una presenza più capillare della Polizia Municipale sia nei giorni festivi che negli orari notturni. 5) famiglia e servizi: occorrono politiche di sostegno per la famiglia, i disabili, gli anziani e i giovani, quindi provvedere ad un fondo per le situazioni di emergenza. 6) sport: qui mi limito, per brevità, ad evidenziare l'assenza di una piscina comunale che va quindi realizzata immediatamente, come altri spazi adibiti ad altri sport. Le priorità di Marino in 3 parole? "Marino è da riscrivere". Ha ancora senso la divisione in due comunità, non dal punto di vista amministrativo, ma almeno delle esigenze quotidiane, di Marino centro e Boville? E' evidente che le realtà del centro storico, di Santa Maria delle Mole e delle altre frazioni di Marino presentino caratteristiche ed esigenze diverse, ma non parlerei di divisione perché i cittadini di tutto il nostro territorio hanno a cuore gli stessi interessi

ai quali vogliamo rispondere con i punti programmatici sopra indicati: parcheggi, viabilità, verde, infrastrutture ed impedire che si costruisca come si è fatto sino ad oggi e come si vorrebbe continuare a fare, sono nell'interesse sia di Marino centro sia di quella che Lei chiama Boville. Dopo di che sarà utile intervenire specificamente per le singole realtà locali con politiche ad hoc per favorire, per esempio, il commercio e l'artigianato, e per impedire o limitare al massimo quella volontà che viene da lontano e che vorrebbe vedere l'ulteriore cementificazione a S. Maria delle Mole e nella località del Divino Amore. Diversamente, non crede che si finirebbe per parlare di un'altra divisione e di una ulteriore comunità insoddisfatta? L'abbiamo vista all’inaugurazione del circolo del Pd di Marino, unico altro candidato oltre a Onorati che in un certo senso faceva gli onori di casa. E' da prevedere un possibile accordo programmatico o politico con il centrosinistra in caso di ballottaggio? La partecipazione all'invito del segretario del Pd locale, signora Franca Silvani che ringrazio (essendomi stato possibile perché libero da impegni lavorativi nell'occasione) è stato un atto di correttezza politica e un gesto di buona educazione. Sotto il profilo degli sviluppi elettorali prossimi, la stessa partecipazione, però, non significa niente, ma non può neanche escludere eventuali accordi con chi vorrà appoggiarci al ballottaggio... Francesca Marrucci

Sede: Boville Ernica (Fr) - Tel. 339.2305156 - 347.3271090 - Fax 0775.357026 E-mail: castelliviti@libero.it


ilCorriere Tuscolano

26

MARINO

febbraio 2011

2011 nero per le ferrovie della regione Lazio

D

Tagli drastici anche ai treni delle linee dei Castelli Romani

allo scorso 2010, Legambiente sta denunciando a gran voce i tagli per i trasporti pubblici della Regione Lazio previsti con la legge della finanziaria del Governo. Il Presidente di Legambiente, Lorenzo Parlati, ha fatto notare come dei 590 milioni di Euro stanziati per la mobilità regionale, ben il 59% sarà destinato per l’unica tratta Roma-Civitacastellana-Viterbo, lasciando a secco importanti linee come la Roma-Nettuno, che negli ultimi anni è stata dichiarata la peggior linea ferroviaria del Lazio, e la Roma-Ciampino-Marino-Albano Laziale e la Roma-Frascati. Infatti fino al 2013 solamente 35 milioni di Euro saranno a disposizione della Regione Lazio per il miglioramento delle ferrovie. I dati forniti da Legambiente dimostrano che 963 treni viaggiano ogni giorno sui 1.012 km della rete ferroviaria laziale. Se con la manovra del Governo anche il Lazio, come Lombardia, Toscana e Puglia, ridurrà i fondi per i contratti di servizio al 25/30%, nel 2011 i cittadini della regione rischieranno 300 colle-

gamenti in meno al giorno. Questo non Per dare un’idea più chiara ecco le tabelle riguardanti solo genererebbe forti la situazione ferroviaria del Lazio nel 2010 e quella stimata nel 2011: disagi per i pendolari La spesa delle Regioni per il servizio ferroviario pendolare nel 2010 ma costringerebbe molti di loro a dover Stanziamenti Stanziamenti Stanziamenti ricorrere all’uso della per il sul bilancio 1 Regione per il servizio materiale macchina. regionale rotabile (mln Euro) Questa situazione (mln Euro) (%) riguarda da vicino i Lazio 0,15 33,86 0 pendolari delle zone di Albano, Marino, Negli stanziamenti per il servizio sono considerati tutti i gestori, Trenitalia inclusa. Frascati e Ciampino che ogni giorno Stima dei tagli nel servizio ferroviario pendolare per il 2011 2011 prendono il treno per 2010 2010-2011 stima importo Cds con Trenitalia, raggiungere Roma Stima riduzione per le risorse (Mln €) per lavoro o per Regione importo Cds statali studio. La maggior Da risorse per i tagli del (Mln €) Da risorse statali parte di questi viagregionali Governo2 giatori non nasconde Lazio 163,0 1,99 91,4 -43,9 le proprie lamentele riguardo condizioni di viaggio, ritardi e pulizia dei vagoni. A Frascati molti frequentati” ma che in realtà invece manutenzione, e il sovraffollamento di pendolari hanno reclamato l’inutilità non lo sono. Invece sulla tratta Albano- viaggiatori in alcuni orari, soprattutto del treno “Minuetto”, un treno più pic- Marino-Roma si lamentano spesso di alla fermata di Ciampino. colo posto in alcuni orari ritenuti “poco vagoni poco puliti o con problemi di Debora Piergallini

La parola ai pendolari…

migliore ma alcune volte emanano cattivi odori. Anche la situazione dei ritardi non è più così critica, eccetto la corsa delle 7.05 che arriva sempre in ritardo. Inoltre è sconcertante che alla stazione di Albano non esista una macchinetta automatica per i biglietti e quindi se un pendolare non trova il biglietto dal tabaccaio, deve sperare nella bontà del controllore che gli faccia pagare il ticket a bordo senza un prezzo maggioritario. Suggerimenti? Assolutamente aumentare le corse dei treni, poiché un treno all’ora è insufficiente. Federica Marroni, Albano Laziale, studentessa “Prendo il treno quasi tutti i giorni da Albano per motivi di studio. Fortunatamente salgo al capolinea e ho la fortuna di trovare un posto ma già dopo Marino i viaggiatori sono quasi tutti in piedi. Inoltre noto sempre di più la totale mancanza di pulizia: sedili rotti, posacenere pieni di rifiuti, toilette maleodoranti e finestrini rotti, che quando piove fanno entrare l’acqua nel treno. Inoltre d’inverno il riscaldamento non sempre è funzionante e spesso si muore dal freddo. In cosa investirei più fondi? Sicuramente farei raddoppiare le corse al almeno 2 all’ora: una più veloce con meno fermate e una più lenta a tutte le fermate con treni più capienti”. Annalisa Panzironi, Marino, studentessa “Prima di tutto vorrei far notare che dopo secoli finalmente Marino ha una macchinetta automatica per i ticket

Massimo Marciano, Frascati, Giornalista “Raccolgo parecchie lamentele riguardanti il ritardo nell’orario di arrivo per una tratta di pochi km e l’assenza di trani tra le 10 e le 12. Inoltre vorrei dire che il nuovo treno “Minuetto” non è andato ad aggiungersi agli altri convogli, come inizialmente dichiarato ma è stato semplicemente utilizzato al posto dei treni che svolgevano prima il servizio in alcuni orari che, secondo Trenitalia, dovrebbero essere poco frequentati, ma non è così: il carico di passeggeri lungo la tratta Roma-Frascati è notevole a tutte le ore.Cosa suggerirei per migliorare la situazione? Che la Regione avviasse un tavolo di trattative con Trenitalia per il potenziamento delle tratte e stanziare fondi per l'acquisto di treni moderni e maggiormente capienti. Propongo anche di moltiplicare le attuali corse lungo le linee dei Castelli con un sistema di navette veloci dalle stazioni castellane a Ciampino e ritorno. Francesca Marroni, Albano Laziale, studentessa “Sono una pendolare da 5 anni e ho notato che negli ultimi 2 anni hanno sostituito i sedili in stoffa con quelli in gomma e la situazione igienica è leggermente migliorata, anche se non è raro trovare sedili completamente scritti,finestrini bloccati,tendine che cadono,posacenere intasati di rifiuti e porte di passaggio da un vagone all'altro rotte. Anche la pulizia dei bagni sembra

funzionante. Quello che più mi dà fastidio è la totale non pulizia dei treni, i sedili spesso sono cosi sporchi che la gente ci mette teli o giornali per sedersi. Per non parlare del riscaldamento, a volte inesistente e a volte con temperature estive in pieno inverno. Inoltre non capisco perché ripetutamente quando piove

il treno da Albano a Roma si blocca e la gente è costretta a rimanere sul treno, fermo naturalmente, senza sapere come raggiungere Roma.Come migliorerei la tratta Marino-Roma? Farei mettere delle corse dopo le 8.30 del mattino, perché non ci sono fino a tarda mattinata.” Debora Piergallini


ilCorriere Tuscolano

27

MARINO

febbraio 2011

Festa a Santa Maria Maria delle Grazie Don Adriano Paganelli è il nuovo Parroco al Giardinaccio

Continua da pag. 1

tà presenti, il Comitato di quartiere Borgo Garibaldi e la Croce Rossa, sulla non provvisorietà della nomina di Don Adriano, designato infatti per un “novennio”. Monsignor Semeraro ha poi profondamente sottolineato che non può esservi né vita pastorale né vita di discepoli se vissute da cristiani soli: “un solo cristiano, nessun cristiano” ha infatti ricordato. Ogni cristiano lo è soltanto se è insieme agli altri con la proprie dignità, libertà e responsabilità e la comunità non è il Parroco, ma il Parroco, ora Don Adriano, è colui alla quale la comunità viene affidata da Dio. L’avvicendamento di diversi Parroci deve poi far riflettere, ha continuato il Vescovo, su 2 aspetti; nella “successione” si esprime infatti, per un verso, l’indole della Chiesa che opera ed agisce…ma una sola cosa deve restare: Cristo e noi tutti lo rappresenteremo solo se saremo Sua immagine vivente. Inoltre ha rammentato che la comunità resta al di là dei passaggi

degli uomini, perché soprattutto è il messaggio di Cristo che è un messaggio di misericordia, di amore non di severità ma di profondità rivolto a ciascuno. Egli infatti dice alla prostituta “non ti condanno…. ma non peccare più” : è un messaggio questo non severo, ma profondo e che incide, che lascia e lascerà sempre un segno perché Cristo è vicino a chi ha cuore retto e sincero e custodisce, come l’esempio della Madonna, la Sua parola. Don Adriano, visibilmente felice ed emozionato per il suo nuovo mandato, circondato dall’affetto della mamma, del fratello, della sorella e di tutti parrocchiani, ha ringraziato sinceramente Sua Eminenza il Vescovo, gli altri Sacerdoti concelebranti e tutta la comunità dei fedeli “dalla quale”, ha dichiarato alla fine della celebrazione, “ho molto da imparare e nella quale credo molto”. La sua “nuova famiglia”, che ha poi partecipato ad un rinfresco offerto nella sala annessa alla Chiesa, ringrazia per primo Dio, perché, tramite Sua Eminenza

Ancora auto in fiamme

Intimidazione o vendetta? Indagano i carabinieri

U

na volta era anche questa via degli Scozzesi, ma da qualche anno ha cambiato nome in via Aldo Gargano. Negli ultimi mesi, per questa via di Marino centro non c’è pace. È un susseguirsi di atti vandalici e vere e proprie intimidazioni che preoccupano non poco gli abitanti, che ora chiedono un intervento serio anche da parte del Comune. Tutto è cominciato a fine novembre dello scorso anno, con l’incendio dell’auto del consigliere comunale Sandro Caracci. Alle 3 di un sabato notte, il campanello di casa Caracci ha squillato. Era la Polizia del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Marino che avvertiva il consigliere che la sua auto era bruciata.  Sul posto sono accorsi Polizia e Vigili del Fuoco, seguiti dalla Scientifica e non si è esclusa nessuna pista, nemmeno collegamenti con l’altro incendio, avvenuto 3 settimane prima, al Parcheggio di Via Venerini che ha coinvolto 3 auto. Ma i problemi non iniziano e finiscono con quella che sembra un’intimidazione legata all’attività politica di Caracci, se è vero che qualche settimana dopo, l’episodio dell’incendio, anche qui con pericolosa esplosione in piena notte, si ripete nella via, a carico dell’auto di un altro abitante. A questo episodio ne seguono altri, che prendono di punta le auto di chi vive nella strada: gomme bucate o addirittura trafugate in massa, atti vandalici, e così via. Una sequela chiaramente intimidatoria che ha caratterizzato la vita di questa strada degli ultimi 2 mesi. Gli abitanti sono esasperati, preoccupati e anche impauriti. “Il problema” ci dice la signora Lorella S. “è che questa via è privata ma ad uso pubblico. Questo significa che qualsiasi lavoro bisogna fare è a

carico di noi abitanti, mentre il Comune può disporne senza problemi. Ad esempio qui allo spiazzo ci vengono spesso a parcheggiare i mezzi comunali, ma non lo puliscono. La notte, complice il fatto che questa strada è senza uscita e finisce in questa piazzola, si vengono ad appartare le coppiette e veramente si assiste a delle scene indecenti a qualsiasi ora, oltre che trovare un tappeto di ‘lasciti’ per terra il giorno dopo. Qui ci abitano famiglie con bambini, questa cosa è intollerabile, ce lo fanno sotto le finestre, incuranti di qualsiasi decenza. Spesso rompono anche i lampioni per avere più ‘intimità’, ma questa non è una via di campagna abbandonata, siamo al centro di Marino e ci abitano decine di famiglie! E per di più, pulizia, illuminazione e sorveglianza sono tutti a carico nostro”. Infatti, gli abitanti visto il degenerare della situazione, stanno seriamente pensando di mettere un sistema di sorveglianza che controlli chi transita nella via, qualcuno addirittura ha proposto di mettere dei tornelli elettronici, ma non si capisce bene se

A sinistra il neo parroco don Adriano Paganelli e il vescovo Mons. Marcello Semeraro

il Vescovo nella scelta di Don Adriano, le ha voluto manifestare la Sua benevolenza. Per la comunità cristiana di Santa Maria delle Grazie è questo infatti un segno di Speranza e di Gioia che come tale va accolto con fiducia, nel più ampio disegno della storia di Salvezza alla quale ciascuno è chiamato, anche e proprio se si mani-

festa in una domenica “qualunque” di una piccola Parrocchia ed in un momento nel quale, si dice, le Chiese non sino più così affollate… Grazie quindi a Sua Eminenza il Vescovo Monsignor Semeraro e auguri sinceri al nuovo Parroco per un cammino di Luce. A.R.

sia fattibile visto l’utilizzo pubblico della strada.  Una cosa la chiedono tutti, però, e con insistenza, al Comune: vigilanza e sostegno. Indubbiamente il fatto che ci sia una concentrazione così alta di crimini ai danni di cittadini in un periodo così breve in una delle vie residenziali, che una volta avremmo definito ‘bene’, del Comune castellano, non è cosa che debba lasciare indifferenti gli amministratori, se non altro almeno per quello che riguarda il decoro e l’ordine pubblico della via in ore serali

e notturne. Sugli atti criminali, invece, in molti in Via Gargano pensano seriamente che si tratti di qualcuno che, non appartenente ad alcuna organizzazione criminale, stia portando avanti una sorta di ‘vendetta personale’ nella strada in cui magari vive anch’egli. La Polizia comunque non molla il caso e continua ad indagare a 360 gradi, anche se sembra aver imboccato una pista giusta, ma ovviamente non si può, al momento, aggiungere altro. Francesca Marrucci


28

CIAMPINO

ilCorriere Tuscolano

febbraio 2011

Prove tecniche di Terzo Polo

Sergio Pede, dirigente provinciale e regionale dell’Api di Rutelli

S

Sergio Pede

ergio Pede, membro della direzione provinciale e regionale di Alleanza per l’Italia, è presente nella politica ciampinese da molti anni. Agente generale della Sai Fondiaria dal 1970, è stato assessore al Commercio nell’85 con la Dc, alla Cultura e Pubblica Istruzione nel 2000, ai Servizi Sociali con la giunta Rugghia nel 2003; è stato vicesindaco e poi nuovamente assessore ai Servizi Sociali con la giunta Perandini. Dal 2007, in seguito al rimpasto effettuato dal sindaco, non ha più incarichi amministrativi. Non avendo aderito al Pd, si è prima associato alla “Rosa Bianca” di Tabacci, poi, quando questa è confluita nel Pdl, ha aderito all’Api. Come sono i rapporti tra l’Api e l’attuale Amministrazione? Con Perandini sono in buoni rapporti personali, ho fatto l’assessore anche con il padre, ma politicamente siamo in contrasto. La mia corrente è stata esclusa

dall’amministrazione - che tra l’altro noi abbiamo contribuito in maniera determinante a far eleggere con il 16% dei voti portati dall’allora Margherita – per differenti concezioni riguardo all’urbanistica e alla gestione delle aziende municipalizzare, due gestioni a dir poco fallimentari. Nel 2007 abbiamo fatto delle proposte in controtendenza su cui non eravamo disposti a negoziare e, visto che in quel momento la Margherita era confluita nel Pd ed era senza riferimenti, c’è stato un rimpasto che ha visto non solo la bocciatura delle nostre proposte ma anche la nostra esclusione dalla Giunta. La nostra politica era mirata a contrastare quella dell’Amministrazione che si stava sempre più rivelando – come poi dimostrato dai fatti - fallimentare, nel senso letterale del termine. L’Asp quest’anno chiuderà con 3 milioni di passivo e secondo un’indagine svolta dalla Provincia - quindi da una giunta di sinistra - il comune di Ciampino risulta il penultimo dei 108 comuni che ne fanno parte: per la pessima situazione di bilancio, c’è un solo comune che è riuscito a fare peggio di noi. Questa Amministrazione ha contratto dei Boc – Buoni ordinari comunali - che sono in scadenza per 25 milioni di euro, e attualmente nelle casse del comune non c’è un euro. Come si sta muovendo l’Api nel panorama attuale della politica ciampinese? Stiamo tentando di dar vita al Terzo Polo, con tutte le difficoltà che incontriamo visto che l’Udc a Ciampino è spaccata in due e una parte guarda a sinistra. Noi andre-

mo comunque avanti, se non saremo in tre saremo in due, anche perché c’è un’altra lista che fa capo alla Polverini che ha chiesto di unirsi a noi, quindi disponiamo di una discreta forza. Quali differenze vede tra la Ciampino di qualche anno fa e quella di oggi? Ciampino fino al ‘90 – ’95 era definita la città dormitorio, poi negli otto anni dell’amministrazione Rugghia - all’epoca Ds oggi Pd - c’è stata una svolta concretizzatasi, oltre che nel modo di vivere la città, anche con le opere realizzate e le iniziative culturali proposte. Perandini ha sfruttato molto bene questa scia, ma dopo Rugghia c’è stato il vuoto e l’abbandono più completo, tanto è vero che siamo tornati a essere una città dormitorio. Non sono state più realizzate opere pubbliche di un certo livello, né sono state proposte interessanti iniziative culturali. Avete già un programma? Parlare di programma ufficiale è un po’ presto, però abbiamo le idee molto chiare su quello che vorremmo fare. Per quanto riguarda l’aeroporto, ad esempio, considerato da tutti il male di Ciampino, per noi è un tesoro nascosto, purtroppo ancora non sfruttato. È un punto su cui mi sono già battuto e con cui ho avuto grossi contrasti con l’attuale Giunta che era nettamente contro. Gli Aeroporti di Roma

qualche tempo fa mi avevano consegnato un programma di mitigazione ambientale che però l’attuale sindaco non ha voluto accettare. Se fosse stato accettato, adesso parleremmo dell’aeroporto non come problema ma come risorsa, cosa che è assolutamente possibile. Ciò non è avvenuto per mere ragioni demagogico-elettorali. Altro punto importante è il rilancio delle attività commerciali che sono in caduta libera perché c’è stata una politica miope. Non vorrei essere ripetitivo ma quando era sindaco Rugghia Ciampino era la “perla dei Castelli”, era il centro commerciale. Poi per l’assoluta impossibilità di parcheggiare – altro annoso problema – per le difficoltà di circolazione, per la politica commerciale delle amministrazioni a favore della grande distribuzione, stiamo assistendo a una lunga agonia del commercio al minuto. Ed infine, considerando il momento attuale, ci vorrebbe una maggiore offerta e fruizione di servizi sociali. Sempre con Rugghia siamo finiti sull’Osservatore Romano per i servizi forniti soprattutto agli anziani con annesso parrucchiere, barbiere, pedicure e servizio bibliotecario gratuito. Una bella differenza, rispetto alle carenze di oggi, ed alle accresciute necessità dettate dalla crisi. Marco Brancaccia

L’intervista

Tre domande a Filippo Lippiello

F

ilippo Lippiello è l’attuale è la “coalizione dei Moderati”. coordinatore provinciale Siamo quindi già in piena camdi Alleanza per l’Italia. Prepagna elettorale. A Rocca di sidente di una sezione della Papa invece la situazione è un Confindustria del Lazio, lascia po’ diversa, siamo più indietro la carica nel 2000, allorché è rispetto agli altri comuni. Abeletto vicesindaco di Guidonia biamo meno presenze politinelle file del Partito Popolare. che consolidate sul territorio, Nel 2005 è eletto sindaco stiamo quindi valutando la Filippo Lippiello con la Margherita divenenpossibilità di andare al voto a do allo stesso tempo componente del Direttivo tre, altrimenti sceglieremo il candidato più viciProvinciale, posizione che mantiene anche in no a noi e alle nostre esigenze programmatiche. seguito alla confluenza della Margherita nel L’Api è in crescita ai Castelli? Partito Democratico. Oggi, oltre a essere coor- Sì, e questo è dovuto un po’ alla crisi dei due dinatore provinciale, è consigliere comunale e partiti maggiori. La nostra crescita nasce sulla capogruppo Api al comune di Guidonia. scorta di una carenza programmatica dell’atCome si sta muovendo l’Api in vista del- tuale politica che i cittadini hanno letto con le prossime lezioni amministrative nei chiarezza e noi, in questo momento, rapprecomuni di Ciampino, Marino e Rocca di sentiamo un’alternativa valida. Siamo infatti in Papa? forte crescita non solo ai Castelli ma in tutte le L’Api sta cercando, ove possibile, di aggregare altre province di Roma. tutte le forze confluite nel Terzo Polo. A Ciam- Come vede le prossime elezioni amminipino stiamo quindi dialogando con Fli e con strative in questi tre comuni? l’Udc, che in questo particolare momento ha Ai Castelli c’è una situazione variegata, ognuno qualche difficoltà interna. C’è appena stato di questi tre comuni avrà la sua storia e il suo un incontro fra tre rappresentanti provinciale e risultato. Un fattore determinante sarà l’evensiamo comunque a buon punto. A Marino si è tuale concomitanza con le politiche, perché già costituita la colazione con il sindaco uscente l’opinione pubblica dei comuni sopra i 15mila Adriano Palozzi che ha dimostrato una grande abitanti è fortemente influenzata dalla politica apertura nei confronti delle forze moderate in nazionale. In ogni caso noi siamo sicuri di esgenerale e riguardo alle nostre esigenze pro- sere una proposta nuova e, soprattutto, valida. grammatiche in particolare, tanto che il nome Marco Brancaccia


29

CIAMPINO

ilCorriere Tuscolano

febbraio 2011

“Una politica alla portata del territorio” Intervista al capogruppo Udc Elio Addessi

S

ull’attuale situazione politica ciampinese abbiamo intervistato Elio Addessi, commissario e capogruppo Udc a Ciampino. Ci può raccontare il suo percorso politico? Il mio, è il percorso di un cittadino sollecitato dagli amici e conoscenti che, riconoscendo in me, quella trasparenza, onestà, amore per la verità e grande senso civico e di appartenenza al territorio di Ciampino, hanno richiesto la mia candidatura per aprire nel nostro comune una fase di necessario cambiamento per riportare la politica al centro dei bisogni del cittadino e alla portata dei territori. Qual è l’attuale situazione dell’Udc a Ciampino? L’Udc a Ciampino fa parte della coalizione che governa la città con la presenza in giunta di 2 validissimi assessori, un gruppo consiliare, da me guidato, di 5 Consiglieri, rappresentante 1/6 dell’intero Consiglio Comunale, con l’ambizioso obiettivo di aver variato, con il nostro ingresso, una parte del programma di governo dell’attuale Sindaco, integrandolo con specifici punti a totale vantaggio della città e dei suoi abitanti. Cosa risponde alle critiche dell’attuale opposizione riguardo al suo cambio di orientamento politico in Giunta, visto che inizialmente lei era oppositore di

Perandini, tanto da intentargli diverse cause? Non conosco specificatamente il contenuto delle critiche a me mosse da un’attuale opposizione, che per definirla tale ci vuole coraggio. L’opposizione a Ciampino l’ha sempre fatta solo ed esclusivamente il sottoscritto. Mi pregio di ricordare il ricorso al T.a.r. da me promosso e sostenuto per la salvaguardia del -complesso storico dell’Igdo – Istituto Gesù Bambino Operaio, di cui fino a ieri i più ignoravano l’esistenza e che oggi, magicamente si ritrovano sensibili di fronte al problema e pronti, in campagna elettorale, a fare dello sforzo della mia persona, il proprio cavallo di battaglia. Proprio l’Igdo è uno dei numerosi punti che il mio gruppo ha inserito nel programma amministrativo della città sancendo il nostro ingresso in giunta e facendolo diventare un ingresso a vantaggio di tutta la cittadinanza. Quali sono le maggiori opere realizzate secondo lei dalla Giunta Perandini? Partiamo dall’opera più recente che è il sottopasso dell’acqua acetosa, costato circa 8 milioni di Euro, che ha risolto l’annoso problema del traffico su via dei Laghi evitando lunghe soste al passaggio a livello e permettendo la salvaguardia della parte storica oggetto di corposi rilevamenti. Non dimentichiamo che recentemente è stata consegnata alla città un’ulteriore

comprensibili critiche. palazzina sede comunale, Ci può illustrare la tanto in cui sono concentrati chiacchierata Variante numerosi servizi alla cittaQuercini? dinanza. A breve avverrà Questa variante, che sarà anche la consegna della presto oggetto di una conpiazza con annesso teatro ferenza stampa, è stata al e parcheggio sotterraneo centro di una scorretta e che permetteranno anche poco etica deturpazione al commercio di tirare un della verità in nome di tanto atteso sospiro di solElio Addessi una campagna elettorale lievo. poco veritiera impostata Ci può dire qualcosa riguardo alla situazione del bilancio co- dalle attuali, più o meno rappresentative, opposizioni che ci hanno additato come munale di Ciampino? Ciampino è uno dei comuni più virtuosi cementificatori. dei Castelli Romani, essendo riuscito a Sempre attenti alla qualità dell’aria e rientrare, nonostante i gravosi tagli ope- dell’ambiente, con questa variante abbiarati dal governo centrale, nel patto di mo scongiurato il pericolo di una costrustabilità imposto agli Enti Locali, senza zione di un complesso industriale di circa aumentare il peso delle imposte sulle fa- 30 mila metri cubi trasformando l’indice miglie ciampinesi. Proprio l’Udc, a tal di edificabilità da 4,5 a 1 e assicurando proposito, è stato il promotore del princi- con la variante stessa, la cessione e la reapio che i tributi per i servizi erogati va- lizzazione da parte del privato, ai cittadini dano proporzionati alle composizioni dei di ciampino che ne usufruiranno in forma nuclei familiari e al reddito degli stessi, di servizi, del 20% della cubatura totale con il risultato di detassare i più poveri e concessa. riportare la tassazione a quel principio di Sfido chiunque a venire in conferenza equità e sussidiarietà previsto dalla Costi- stampa e dimostrare se a livello nazionale tuzione Italiana. Questo emendamento al sia mai stato adottato e concesso da parte bilancio, che toglieva ai ricchi per dare ai di un privato un tale beneficio alla cittadipoveri e operava una equa redistribuzione nanza. In conclusione è stato penalizzato del reddito è stato votato contrario dall’at- un privato in vista del bene pubblico. Emanuela Bizzarri tuale opposizione che oggi mi muove in-

Futuro e Libertà in cerca di nuove alleanze

Massimo Zito, segretario cittadino, spiega le mosse in vista delle imminenti elezioni

M

Massimo Zito

assimo Zito, segretario di Futuro e Libertà, è in politica da poco tempo, da quando cioè ha ritenuto necessario svolgere un ruolo di cittadinanza attiva nella sua città, Ciampino. Dopo un remoto passato nelle giovanili della Democrazia Cristiana è entrato poco più di due anni fa nella Destra di Storace. Dopo aver svolto anche in questo caso la funzione di segretario ha abbandonato il partito meno di anno fa per divergenze insanabili. Ha continuato a fare politica da privato cittadino fino all’adesione, lo scorso 3 agosto, al nuovo movimento “Futuro e Libertà”. Come vede l’attuale situazione politica cittadina? A Ciampino è dal ’94 che governa il centro sinistra. Abbiamo avuto come sindaco

l’onorevole Antonio Rugghia, che ha passato il testimone all’attuale sindaco Walter Perandini. In questi ultimi dieci anni abbiamo avuto uno sviluppo edilizio spaventoso, purtroppo non supportato da un adeguato sviluppo delle infrastrutture e delle viabilità. Se pensiamo che una città di quasi 40 mila abitanti dispone, come servizi comunali per l’infanzia, di un solo asilo nido di 30 posti, si rasenta l’assurdo. Parliamo di una città i cui abitanti per recarsi al lavoro a Roma impiegano più tre quarti d’ora solo per uscire dal paese ed in cui c’è una grave carenza di parcheggi: sono stati costruiti dei bellissimi marciapiedi, eliminando però così numerosi posti auto, sempre più preziosi anche a causa dei pendolari dei paesi limitrofi che vengono a prendere il treno da noi. Questo penalizza non solo i cittadini ma anche i commercianti: è difficile fermarsi anche solo per comprare una piccola cosa. Inoltre i Vigili Urbani ormai sono solertissimi a fare multe, visto che finanziariamente il nostro comune non versa in buone acque. Come giudica l’operato dell’attuale Amministrazione? Pur non avendo fatto peggio di tante altre dei Castelli, dove l’edilizia selvaggia ha devastato tutto il territorio, certamente questa Amministrazione non si è distinta in meglio. Noi crediamo che sia arrivato il momento di cambiare. Simone Lupi,

l’attuale candidato sindaco del centro sinistra - da tempo delfino di Perandini - tra l’altro è l’assessore al Bilancio e responsabile dell’Asp, che ha un bilancio terribilmente in passivo, parliamo di milioni di euro. Lupi non è certamente il solo, ma sicuramente uno dei responsabili cui addebitare la situazione finanziaria disastrosa del nostro comune, e per questo credo dovrebbe essere l’ultima persona a poter essere candidata a sindaco. Dopo aver partecipato allo svuotamento delle casse comunali, trovo bizzarro che sia proprio lui a dire che adesso bisogna provvedere a risanare, mi sembra un po’ un controsenso. Inoltre questa amministrazione sta facendo le ultime sedute in Consiglio comunale approvando continue variazioni al Piano Regolatore Generale, dando permessi eccezionali a costruire. Non capisco come l’attuale giunta non si renda conto che in questo modo si stia finendo di distruggere la nostra città. Ciampino è ormai una città molto diversa da quella che ricordo quando venivo da bambino a trovare i miei nonni. È ora di andare oltre la speculazione edilizia. Come è schierato Fli in vista delle prossime elezioni amministrative? Stiamo cercando di realizzare il Terzo Polo anche qui a Ciampino, dialogando con l’Api e con una componente dell’Udc. Questa, nelle ultime due elezioni amministrative, si è sempre presentata

insieme al centro destra con Elio Addessi il quale però circa un anno e mezzo fa è passato in maggioranza, incassando due assessorati ed alleandosi dunque con il sindaco contro il quale aveva presentato un programma alternativo e contro cui aveva sporto delle denunce alla magistratura per abusi vari. Questo ha provocato diversi malumori nell’Udc stessa, tanto che all’epoca c’è stata una fuoriuscita che ha portato una parte di essa a dialogare con noi e con l’Api per la creazione del Terzo Polo. Proprio qualche giorno fa Addessi ha ufficialmente dichiarato che a Ciampino l’Udc farà parte della coalizione di centro sinistra, ma questo annuncio ha colto un po’ tutti in contropiede perché ci sono delle trattative a livello provinciale per la creazione del Terzo Polo Tra Udc, Api e Fli, tanto che questa decisione non è stata ratificata dalla dirigenza a nessun livello – né locale né nazionale - e quindi il discorso non è ancora chiuso. Certo, a questo punto noi andiamo avanti per la nostra strada, cercheremo di convergere verso una candidatura comune su cui stiamo già lavorando e a breve, avendo appena concluso a Milano lo scorso 13 febbraio il Congresso fondativo di “Futuro e Libertà”, pubblicheremo anche il nostro programma elettorale. Debora Piergallini


ilCorriere Tuscolano

30

CIAMPINO

febbraio 2011

L’Idv da sola verso le amministrative Elio Santoro, candidato a sindaco presenta il suo programma elettorale

E

Elio Santoro

Grafica - Giammarioli - Frascati

lio Santoro è il candidato sindaco dell’Idv. Scelto a maggioranza assoluta dalle file del suo partito, è originario di Mondovì, ma risiede a Ciampino da più di trent’anni. Ex luogotenente della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica a Roma, in seguito in servizio all’aeroporto di Ciampino, fa politica da poco più di due anni. Come si è avvicinato alla politica? Oltre ad avere una competenza in campo amministrativo e di bilancio - che il nostro comune in questo momento necessita in particolar modo - il circolo dell’Idv di Ciampino era alla ricerca di una persona che avesse spessore e idee politiche diverse; poiché provengo dal mondo cattolico e mi sono sempre impegnato nel sociale e nella solidarietà, sono piaciuto e quindi sono stato scelto come candidato. In effetti anche l’Idv è un po’ un’anomalia nel mondo politico, è un mondo molto legato al fare e ai valori: Italia dei Valori appunto. Da noi ci sono tessere vere, di partecipazione, non c’è un proprietario di tessere del partito, come accade per gli altri.

Come mai avete deciso di concorrere da soli? Abbiamo avuto problemi con questa giunta all’epoca del rimpasto del 2007. Al nostro coordinatore, Enrico Isidori, non è piaciuto questo modo di fare politica, questa sudditanza dell’amministrazione ciampinese ai “palazzinari”. Noi vorremo qualcosa di diverso, a dimensione umana, e infatti sono l’unico tra i due candidati attuali – Lupi e Contestabile - a non essere un politico. La mia candidatura è stata motivata anche per ripristinare il valore della figura del sindaco, che deve essere amministratore di tutti, senza distinzione tra destra e sinistra. Questo vuol dire anche prendere coscienza del fatto che siamo in una situazione disastrosa che va sanata, abbandonando il modo di fare politichese. Se non dovesse arrivare al ballottaggio, chi pensate di appoggiare? Non abbiamo ancora deciso di appoggiare nessuno, come abbiamo deciso di allargare le braccia a tutti: l’importante è che si cambi. Noi vogliamo una decisa sterzata, e ci alleeremo con chi vuole il cambiamento, anche se finora non mi sembra che né la destra né la sinistra siano intenzionate a proporre qualcosa di nuovo. Non ci piace questo modo di lavorare che ha portato alla distruzione del territorio. Ciampino ha 3900 abitanti a Kmq, il doppio di Roma, con una densità abitativa tra le prime in Italia, ed è continuamente sotto torchio. Avete già un programma? Si, ed è possibile consultarlo su internet. Abbiamo diversi punti, tra i quali spicca un progetto articolato per i giovani per la creazione di un posto dove ritrovarsi, realizzando

una struttura di ecoacciaio – una tecnologia innovativa ecocompatibile perché una delle priorità dell’Idv è il rispetto dell’ambiente molto snella e poco costosa. Inoltre stiamo cercando di creare una banca dati lavorativa sempre per i giovani, per informarli delle proposte lavorative del territorio. Un altro tema è un controllo effettivo delle società partecipate e della raccolta differenziata per realizzare un vero riciclo che porti con i ricavi dei rifiuti a creare posti di lavoro e a pagare meno bollette. Abbiamo progetti anche per recuperare il recuperabile. In questa zona quando si parla di ecodiesel si pensa ad eliminare le coltivazioni esistenti e ad impiantare campi di colza, invece basterebbe la parte non utilizzata dell’uva, quella andata a male, o non buona: trattata in distilleria, può tranquillamente fornire etanolo da utilizzare come combustibile, creando così posti di lavoro e ricchezza. Idee riguardo alla sanità? Ciampino ha 40mila abitanti che ricevono assistenza da Tor Vegata, da Frascati, finché c’è, o da Albano. Quindi abbiamo pensato di

realizzare un primo presidio medico, un punto di primo soccorso di emergenza, per poi essere indirizzati, a seconda della patologia e dell’emergenza, verso la struttura più vicina e adeguata. Molto spesso le strutture Asl dei Castelli hanno delle parti inutilizzate che potrebbero essere riadattate per questa funzione, magari fruendo anche della partecipazione privata. Potrebbe essere un modello per tutti i paesi dei Castelli. Come vi muovete invece in ambito urbanistico? Pensiamo a un’urbanistica a dimensione umana. Ci devono essere dei punti fissi, da una parte il ritrovo dei giovani, dall’altra la piazza bambini e anziani. Soprattutto zero costruzioni su tutta l’area urbana residenziale, certo non in periferia. Vogliamo poi combattere l’elettrosmg, spostando i tralicci elettrici in campagna. Inoltre vogliamo ridurre i voli dell’aeroporto a 50, 60 massimo giornalieri. Altri punti importanti sono creare il gratuito patrocinio e incentivare l’assistenza domiciliare per gli anziani. Marco Brancaccia

Il Corriere Tuscolano lo trovi anche su Internet collegati su www.metropolitv.it e consulta l’ultimo numero on line

La prima WEB TV dei Castelli Romani



Il Corriere Tuscolano febbraio 2011