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Presentazione La presente circostanza si appalesa, indubbiamente, come una ulteriore e positiva occasione di parlare dei nostri Beni Culturali. Ed, in verità, per me è motivo di orgoglio presentare questa pubblicazione, che mostra caratteristiche “non solo turistiche” di descrizione delle Cose d’arte atellane, con stimolanti esiti di promozione delle più importanti e ricche testimonianze del territorio, per portarle a conoscenza – sicuramente a vasto raggio – di una gran parte di cittadini italiani, dentro e fuori della nostra Regione Campania. Peraltro, a motivo dell’evidente notorietà della zona di ATELLA e della sua storia in campo nazionale, sembra scontato, almeno per le scuole e i cittadini che vivono in quest’area, sapere - com’è vero e verificabile! - che nei sei centri dell’Unione, oltre alle svariate e notevoli vestigia archeologiche, si possono incontrare molti ed interessanti monumenti d’arte e d’archittettura. E ciò, come appare scontato per i locali, è un dovere notificare anche agli altri, ai non residenti e, dunque, ad eventuali….turisti…! Tanto premesso e chiarito, allora, debbo riconoscere che effettivamente questa pubblicazione, edita da PUNTARANCIO e curata da un gruppo di diligenti ed appassionati giovani atellani, supportati da studiosi di storia locale - tutti interessati da anni alle vicende storiche di questo territorio e che, a giusto fine in questo caso, ne hanno materialmente assunto impegno e carico ai fini della sua promozione - mostra e racconta un egregio lavoro di individuazione e descrizione, spesso anche minuta, di tante valenze storiche (museo e parco archeologico) oppure ricchezze d’arte (statue, affreschi e quadri antichi) o, infine, di diverse opere monumentali d’architettura (chiese, conventi, castelli, torri, masserie, ville e palazzi, gazebo e giardini…). In più, in questa passeggiata tra i beni culturali e nella memoria del passato delle nostre genti atellane, i curatori del libro non hanno - positivamente - dimenticato di sottolineare le circostanze di vita contadina e religiosa e gli aspetti collegati alla tradizione, al lavoro dei campi come alle attuali e ricorrenti occasioni di feste religiose e civili, quelle da piazza, insomma, sempre fervide di partecipazione di folle, locali e non, che affluiscono tuttora nell’area atellana da varie parti della regione, per ammirare e godere delle svariate forme di cultura, storia e tradizione del nostro territorio che, da tali aspetti di vita, è contraddistinto nella sua storia antropica plurimillenaria.

La Guida ai Servizi 2011/2012 dell’Unione dei Comuni “Atellani” è stata patrocinata (patrocinio morale) da:

Unione dei Comuni

“Atellani”

Cari cittadini atellani,

Angelo Brancaccio

Dott. Cesario Oliva

Presidente Unione dei Comuni ATELLA

Assessore alle Attività Culturali Unione dei Comuni ATELLA

Ringraziamenti - Per avere cortesemente concesso l’autorizzazione alla diffusione gratuita della suddetta pubblicazione si ringraziano gli enti comunali dei citati. Si ringraziano, inoltre, per la disponibilità e la collaborazione nell’aver fornito materiale e informazioni utili alla stesura di tale guida: Dott. Andrea Russo - Arch. Salvatore di Leva - Dott. Egizio Lombardo - Dott. Agostino Tenga - Dott. Francesco Silvestre - Dott. Adele Ferrante - Dott. Maria Caprio - Dott. Donatella Ferrara - Sig. Rosanna del Prete - Sig. Rosanna Vita - Sig. Enzo Roseto - Sig. Maurizio Orefice - Sig. Domenico Di Pasquale - Sig. Elpidio Iorio - Dott. Cesario Oliva - Ass. Antonio Lisbino Contenuti e progetto grafico sono stati curati da: Maria Erika Alma - Arch. Michele Autiero - Maria Cristina Ferrante - Angela Oliva Bibliografia - AA.VV., La Campania paese per paese, Firenze, 1998 - M.C. Caianiello, L’ambiente costruito III, in Ager Campanus. Ricerche di architettura, a cura di A. Gambardella, Napoli 2002 - A. Cantile, Dall’agro al suo Comprensorio. Principali elementi della dinamica urbana e territoriale di Aversa e del suo antico agro, Firenze, 1994 - G. Chouquer, M. Clavel-Lévêque, F. Favory, J. Vallat, Structures agraries en Italie Centro-Meridionale. Catastres et paysage ruraux, Roma, 1987 - F. De Michele, Cesa ed altri Comuni, vol. I , Napoli 1984 - E. Di Grazia, Le vie osche dell’agro aversano, in “Rassegna storica dei Comuni”, Napoli, 1971, pp. 14-25 - G. Fiengo, I regi lagni e la bonifica della campania felix durante il viceregno spagnolo, Firenze, 1988 - A. Gentile, La romanità dell’agro Campano alla luce dei suoi nomi locali. Tracce della centuriazione romana, Napoli, 1955 - G. B. Pacichelli, Il Regno di Napoli in prospettiva, Napoli, 1703 - F. Pezzella, Atella e gli atellani, Frattamaggiore, 2002 - A. Russo, Terra di Atella, I segni della Storia, Orta di Atella, 2006 Sitografia - www.comunecesa.it - www.comunedigricignano-ce.it - www.comune.frattaminore.na.it - www.comune.ortadiatella.ce.it www.comune.santarpino.ce.it - www.comune.succivo.ce.it - www.iststudiatell.org Fonti varie e ricerca fotografica - Carte d’amministrazione - Mappe per usi civici - Prefettura contratti - carte topografiche - Tesi: Cesa, casale di Aversa, di Arch. Michele Autiero

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Unione dei Comuni Atellani - Presentazione

La Guida dei Servizi dell’Unione dei comuni Atella è un manualetto che contiene informazioni relative ai servizi dei sei comuni che la compongono, nonché nozioni sull’immenso patrimonio umano e culturale della nostra straordinaria terra. Concepita come uno strumento destinato alle famiglie del territorio atellano, la guida ha la veste di un vademecum pratico per facilitare la consultazione e la ricerca di informazioni utili. Una importante sezione è dedicata alle informazioni storiche ed artistiche che rappresentano il tratto distintivo delle Terre d’Atella con un percorso sulle principali manifestazioni culturali che si avvicendano durante l’anno. Tutto ciò è stato possibile grazie a tutte quelle persone che a vario titolo hanno fornito il loro prezioso contributo, alle attività commerciali che hanno creduto nel progetto, all’Agenzia Puntarancio che ne ha curato l’edizione. Colgo l’occasione per salutare tutti gli amici con i quali ho condiviso gli ultimi tre anni di attività dell’Unione che oggi vive uno dei momenti più delicati della sua storia a causa soprattutto delle esigue risorse economiche di cui dispone. Il nostro compito di amministratori ci induce, oggi più che mai, ad una approfondita riflessione sul futuro di questa entità e sulle opportunità di sviluppo che essa offre. Lo dimostrano i recenti e sorprendenti ritrovamenti archeologici che hanno portato alla luce addirittura un parco termale. Occorre solo svolgere un’intensa azione di promozione e valorizzazione intesa ad esaltare queste vocazioni per orientarle nel senso giusto.


Guida alla Consultazione La Guida ai servizi è composta da vari “Settori” contraddistinti da diverse colorazioni per facilitarne la consultazione:

Cartina e Stradario

8-41

Unione dei Comuni Atellani - Guida alla Consultazione

La toponomastica aggiornata con l’elenco delle vie

Cenni Storici e Informazioni Utili

4-44

Brevi cenni storici corredati da fotografie con raccolta in ordine alfabetico di recapiti telefonici e indirizzi degli uffici di maggiore utilizzo

Vetrina delle Attività Produttive e Commerciali Panoramica delle aziende presenti sul territorio suddivise per tipologia di attività, con “Pagine tematiche”

Mangiare e Bere Viaggiare e Alloggiare

45-48 49-51

Patente a Punti

49-50

Consigli per Mettersi in Viaggio

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Shopping e Tempo Libero Servizi per la Casa e la Persona

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Ufficio di Stato Civile

53-55

Consigli per la Vostra Sicurezza

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Salute e Benessere

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Emergenze

60-64

Consigli Alimentari

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Ecologia

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Raccolta differenziata

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Per agevolare la consultazione, nelle ultime pagine è stato inserito un “indice analitico”. Questa Guida, come tutte le guide, è soggetta a modifiche: è possibile infatti che, con il passare del tempo, alcune notizie risultino non aggiornate o addirittura superate a causa dei veloci e continui, a volte frenetici, cambiamenti di utenze e ad emanazione di nuove normative. Nonostante le accurate verifiche, è un dato di fatto universalmente riconosciuto che nessuna pubblicazione può ritenersi immune da omissioni, errori o refusi. Soprattutto per quanto riguarda numeri telefonici, mutamenti e variazione della rete viaria e nella gestione di enti. Ce ne scusiamo sin d’ora con i lettori, quindi ringraziamo tutti coloro che vorranno farci pervenire le inevitabili osservazioni di cui terremo debito conto nella prossima edizione.

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Unione dei Comuni Atellani - Atella - Cenni Storici

Atella

Sfinge alata

La più antica testimonianza relativa al territorio di Atella è il ritrovamento di due capanne appartenenti ad un villaggio neolitico. In epoca preistoria la zona d Atella, almeno la parte più vicina al Clanio, era bassa e impaludata, zona che fu però sotterrata di almeno 40-50 centimetri nel 1700 a. C. con un’eruzione del Vesuvio che coprì di ceneri e lapilli larga parte della pianura campana. La matrice storica della civitas atellana è sicuramente osca; la popolazione degli Osci si era insediata, in questo terrtorio, con tanti piccoli villaggi. Intorno al VI secolo a. C. l’area fu conquistata dagli Etruschi, i quali, forti di una più avanzata organizzazione sociale, sottomisero gli Osci della pianura campana, bonificarono il Clanio e fondarono numerose città. Con molta probabilità il nome della città di Atella nasce, in tale periodo, come Aredl, che in seguito, latinizzato, diventerà Atella. In poco tempo gli Etruschi riuscirono a controllare larga parte della Campania, ma la loro epoca finì dopo la sconfitta subita daI Sanniti, che posero fine al loro dominio conquistando grandi città come Capua e Cuma. Dopo la guerra sannita del 340 a. C., Roma prevalse e le popolazioni campane divennero sue alleate, tanto che sia Capua che Atella ottennero nel 338 a. C. il titolo di municipium con la “civitas sine suffragio”. Alla prima guerra sannitica succedettero anche la seconda e la terza, durante le quali le città campane rimasero fedeli ai romani fino al 216 a. C. quando, dopo la gravissima sconfitta romana di Canne, si schierarono con Annibale. Molti atellani seguirono Annibale in Calabria, mentre quelli che rimasero furono in parte uccisi o resi schiavi e gli altri costretti ad esulare. Atella rinacque sotto l’impero di Augusto, periodo nel quale la città fu centuriata e interamente ricostruita con una disposizione allineata ai decumani della centuriazione. La città fu dotata di terme, foro, anfiteatro e, in breve, di tutti gli attributi di una città dell’epoca e fu elevata alla dignità di Municipio con lo “ius suffragi et ius honorum”. La floridezza di questo periodo si perse dopo le varie invasioni da parte dei Vandali di Genserico, degli Eruli e degli Ostrogoti che distrussero l’intera città. Con la conquista da parte dei Longobardi, nel 556, il territorio atellano viene diviso in due parti: la prima, collocata al nord e sotto il dominio longobardo, corrispondeva al territorio degli attuali Comuni di Gricignano di Aversa, Succivo, Orta di Atella, Caivano, Cesa, Sant ’Arpino, Frattaminore, Crispano, Sant’ Antimo, parte di Cardito e una piccola parte del territorio di Melito di Napoli (Melitello). La seconda, a sud e sotto il dominio imperiale, corrisponde al territorio degli attuali comuni di Casandrino, Grumo Nevano, Frattamaggiore, Afragola, Arzano, Casoria, Casavatore, parte di Cardito e di Melito di Napoli. La divisione del territorio, le ripetute distruzioni di Atella, il grave impoverimento demografico ed economico del territorio atellano comportarono anche l’indebolimento del vescovo di Atella e la diocesi perse vari territori a vantaggio di quella di Napoli, pur mantenendo il controllo su varie comunità stanti sotto il dominio imperiale, nonostante la divisione del confine politico. Con l’arrivo dei Normanni il primo feudo che essi ebbero fu un territorio denominato nei documenti come “Baronia Francisca”, costituito da una fascia di terre immediatamente a sud del Clanio. Il territorio in questione era, quindi, quello atellano dal quale il popolo normanno esportò pietre e marmi degli antichi ruderi per edificare la vicina città di Aversa, che fu denominata la nuova Atella. In poco tempo, infatti, la contea aversana andò sempre più rafforzandosi e finì con l’abbracciare tutti i territori un tempo appartenuti a Cuma e ad Atella e che poi erano passati sotto il dominio longobardo. Pertanto il confine fra le terre di Aversa e quelle di Napoli nell’ambito dell’ex territorio di Atella venne, praticamente, a coincidere con il precedente confine fra dominio longobardo e imperiale. Nel nuovo assetto le diocesi di Cuma e Atella furono soppresse e costituirono la nuova diocesi di Aversa direttamente subordinata al Papa e ai disegni della Chiesa di pieno ristabilimento della propria autorità in tutto il Meridione. Il territorio dell’antica Atella andò disgregandosi e da questa divisione naturale nacquero i vari villaggi che oggi sono i paesi dell’agro atellano.

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Atella Fabulae atellane

Maschere atellane

Necropoli

Necropoli

Le Necropli di Atella si dispongono lungo i limiti della città, disegnandone il profilo, e nel suo vasto “ager” sono documentate con continuità dal IV secolo a.C. al IV secolo d.C., anche se, ormai, l’elevata urbanizzazione della fascia suburbana degli attuali centri abitati rende difficile la lettura completa dello sviluppo delle necropoli. Questo, comunque, iniziò alla metà del IV secolo a.C., data che corrisponde alla formazione della città; a questo periodo sono riconducibili, anche, delle attestazioni più consistenti circa nuclei di tombe a casa di tufo databili al IV-III secolo a.C. Tali tombe, rinvenute nella necropoli sud-orientale, erano caratterizzate dalla ricchezza dei corredi, contenenti vasi a figure rosse e vernice nera. Tra il 1959 e il 1960, nella località “La Starza” (Frattaminore), fu rinvenuto un gruppo di sei sepolture arricchite da un enorme quantità di ceramica figurata; la quarta delle sei sepolture, grazie al suo corredo, ha permesso di datare le necropoli nella fascia sud-orientale dalla fine del V secolo a.C. Nel 1982, durante i lavori di scavo lungo la provinciale Caivano-Aversa, fu rinvenuta una parte della necropoli occidentale. Nel 1926-27 nella zona di Atella, in località Cupa della Palla, nel comune di Sant’ Antimo, furono rinvenuti nuclei sepolcrali, i cui corredi testimoniano la frequentazione della pianura dei Regi Lagni. Negli anni ’30, nell’attuale comune di Aversa, durante i lavori per la ferrovia “direttissima” Roma-Napoli, furono trafugate e scoperte due tombe databili al 350/325 a.C., contenenti un abbondante corredo segno dell’elevata condizione sociale del morto. A conferma della diffusione sparsa in tutta la piana a sud del Clanio, di nuclei di tombe, tra il IV e il III secolo a.C., sono i ritrovamenti nel territorio di Gricignano di Aversa, nell’area dell’ Insediamento della U.S. Navy e nelle aree limitrofe; in particolare nel 1999, durante lavori di scavo, sono state ritrovate tre tombe a cassa di tufo.

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Unione dei Comuni Atellani - Atella - Cenni Storici

La città campana era molto famosa in Italia e a Roma, per aver dato origine, alcuni secoli prima, alle note Fabulae, un genere teatrale comico di tipo improvvisato e molto popolare. Le Fabulae atellane avevano dei personaggi fissi: c’era Maccus, tonto e fesso, ed il vecchio babbeo Pappus, raggirato da tutti ed in tutti i modi, specialmente nelle sue voglie amorose; Bucco, ciarliero e mangione, era il terzo personaggio tipico; ed infine c’era Dossenus, il gobbo. Questi erano le fonti del riso popolare, erano essi a far divertire gli spettatori e, con le loro canagliate e buffonate, dare al popolo allegria grassa e spensierata. Nel periodo di Plauto e Terenzio, l’atellana, per la natura e il carattere popolare, non ebbe vita artistica propria; non aveva, infatti, un copione scritto e la sua trama era lasciata all’improvvisazione degli attori. Nel periodo di Silla, però, visse un periodo di buona prosperità e assurse a genere letterario. Uno dei più noti autori di atellane dell’età di Silla fu Novio, di cui rimangono solo 44 titoli ed un centinaio di versi, spesso gustosi per le invenzioni linguistiche e le bizzarre metafore. Tra i titoli ricordiamo Bubulcus, Pappus Praeteritus, Maccus, Bucculus, ed Hercules coactor. Altro grande scrittore di atellane fu Lucio Pomponio, bolognese. Contemporaneo di Novio, Pomponio fu con lui il principale autore di farse atellane, che portò, anzi, a forma letteraria. Pomponio coltivò anche la fabula togata e la parodia mitologica. Di lui si conoscono 70 titoli di opere ma pochi frammenti, che mostrano un linguaggio popolare e scene di vita quotidiana d’immediata comicità.


Atella

Unione dei Comuni Atellani - Atella - Cenni Storici

Museo e Parco Archeologico

Castellone

Municipio restaurato

Dopo anni di barbarie e di silenzio sulla splendida città di Atella, essa sta rinascendo. Sono iniziati nel Gennaio del 2010 gli scavi del Parco Archeologico nel territorio di Sant’ Arpino, un fazzoletto di terra che un tempo era il fulcro della Campania Felix. I lavori di scavo che si concentreranno nelle campagne retrostanti la sede del Municipio dell’antica Atella, anch’esso restaurato in tempi recenti, partono dal consolidamento del “Castellone”, mura residue di un edificio termale, e puntano dritto a far riscoprire l’anfiteatro, del quale fin dai primi cinquanta centimetri di scavo sono state già intraviste le tracce murarie. Il proposito è quello di raccontare, con i reperti provenienti dagli scavi, la storia di un territorio, che continua nel Museo Archeologico dell’ Agro Atellano, inaugurato a Succivo nell’ aprile del 2002, in un edificio di fine ottocento. L’allestimento e l’esposizione dei reperti, suppellettili e ornamenti vari è curato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta, ed è disposto secondo un ordine di provenienza che privilegia il criterio topografico moderno, dovendosi esso adattare alla originaria conformazione dell’edificio, diviso in più ambienti essendo in origine un carcere mandamentale. Il corredo del Museo comprende ceramica di elevata manifattura, vasi di argilla decorati, di produzione coloniale, e una serie di oggetti di ornamento personale. Il Museo si inserisce nella rete dei musei archeologici della Campania settentrionale, ed è un eloquente esempio di collaborazione tra gli enti locali e l’amministrazione statale, gestito contemporaneamente dalla Sovrintendenza delle Province di Napoli e Caserta e dall’ Unione dei Comuni Atellani, con l’appoggio di associazioni culturali locali.

Museo esterno

Per la valorizzazione e il recupero del patrimonio artistico locale, va menzionato, la “Casa delle Arti”, ubicata nell’edificio restaurato, e conosciuto come Ex Casa del Balilla, a Succivo.

Museo interno

Sigillo con scarabeo

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Fibula ad antenne


Unione dei Comuni Atellani - Cesa - Cartina e Stradario

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Unione dei Comuni Atellani - Cesa - Cartina e Stradario

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Unione dei Comuni Atellani - Cesa - Cenni Storici

Cenni Storici Cesa è un piccolo centro abitato del comprensorio aversano. Confina con i comuni di Aversa, Gricignano d’Aversa, Succivo, S.Arpino, e S.Antimo. E’ molto antico anche se il suo nome compare per la prima volta in un atto del 959, in cui si legge «terra quae vocatur Cesa». Una leggenda, per spiegarne l'origine e l'etimologia, narra di una pietosa donna di nome Cesa la quale curava feriti e trasportava i morti per dare loro onorate sepolture nel corso dei conflitti locali che imperversavano nel centro atellano. «Nemmeno da un certo Lucio Cesillo, come qualcuno disse, fondandosi su di un cippo sepolcrale murato sotto l’atrio del palazzo marchesale dei Maresca, può derivare il nome Cesa, perché in tal caso si dovrebbe ritenere che questo Lucio Cesillo abbia girato tutta l’Italia fondando paesi che risalgono ad epoca storica differente, visto che esiste una Cesa presso Belluno, una in provincia di Arezzo, ed una nelle vicinanze di Teramo» Un'etimologia sicura deve ricercarsi nel fatto che Cesa in origine era un terreno boschivo, pazientemente dissodato dagli Osci. Analizzando l’etimologia della parola Cesa, è possibile affermare che questa trae origine dalla radice latina Cesa da caedere che significa “tagliare” e quindi silva caesa corrisponde a “selva tagliata”. A conferma di questa ipotesi esistono dei documenti risalenti all’inizio dell’anno mille in cui si menzionano territori cesani in zone boschive, come la «Silva Tubrola» e la «Silva Dominica» in corrispondenza della «strada pubblica» che giungeva ad Aversa.

Ceppo sepolcrale

Chiese e Cappelle

Chiesa di San Cesario. L’origine è molto antica se si considera che esisteva una cappella nel 1097 intitolata a San Cesario, divenuta poi parrocchia nel 1572 e completamente riedificata tra il 1869 e il 1872. Il complesso architettonico è di gusto neoclassico, costruito a ridosso del palazzo marchesale. Esso nel 1869 venne ampliato -procedendo ad ovest della struttura marchesale - utilizzando parte del giardino donato dai nobili marchesi De Marinis. La parrocchia nuova, ristrutturata recentemente nel 2001, si presenta con una facciata impaginata da un ordine gigante di colonne ioniche, sormontate da una semplice trabeazione, con tre ingressi, tutti incorniciati e arricchiti da lunette. Il portale principale è più ampio e dà accesso alla navata maggiore, coperta da una volte a botte con unghie. Le navate laterali sono scandite dalla successione di tre campate regolari coperte da volte a crociera, sorrette da una serie di colonne con capitelli ionici, un interno in perfetto stile romanico. La Chiesa è stata più volte ampliata e restaurata.

Chiesa di S. Cesario esterno ed interno

Chiesetta della Madonna dell’Olio. La Cappella risalente, forse, ai secoli XIV-XV, nasceva sui resti di un tempietto compitale del periodo della “centuriazione romana”. Infatti, del precedente uso, resta, oggi, il vano con porta “chiusa” verso ovest, sull’ex strada campestre laterale che incrocia la provinciale Aversa/Caivano. Con i lavori di costruzione dell’area cimiteriale, nell’ 800, la cappella fu ad esso incorporata e vi furono sepolti i bambini di Cesa morti di vaiolo nel 1836. Nel XX secolo, grazie a Fra Domenico da Monopoli, fu riaperta al culto. Conserva, ancora oggi, l’ingresso originario indipendente dal cimitero, e sull’altare di marmo è posta una Madonna con Bambino più volte restaurata, probabilmente del XV/XVI.

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Cenni Storici

Convento domenicano Interno Chiesa Esterno Chiesa

Palazzi Storici

Palazzo De Tilla esterno

Il palazzo Palomba, oggi denominato palazzo De Tilla, è una costruzione imponente che risulta essere a tutt’oggi in stato di totale abbandono. La costruzione del palazzo fu commissionata dal marchese Antonio Palomba che comprò il feudo nel 1742 dai signori Mazzella Capece. I Palomba, borghesi arricchitisi soprattutto grazie al commercio dei cereali, arrivarono ad occupare importanti cariche amministrative, tra 1750 ed il 1760. Proprio questa famiglia nobile napoletana incaricò l’architetto Carlo Zoccoli della progettazione della villa di famiglia nella zona, un tempo, periferica di Cesa. Il palazzo Palomba è una delle residenze migliori dal punto di vista architettonico e risponde a pieno all’estro creativo di Zoccoli che privilegiava la tendenza classicista e stigmatizzava gli eccessi barocchi,conciliando così utilitas e firmitas. Il palazzo presenta esternamente una ripartizione in tre livelli (piano terra, piano nobile, granaio con finestre arcate), di cui l’ultimo di altezza visibilmente inferiore. La scansione della facciata appare tipicamente settecentesca con la presenza di due portali ad arco policentrico con paracarri in piperno e cornice a stucco, sormontati da balconi con tavoloni in piperno sormontati da parapetti in ferro quadrello chiodato, i locali del piano terra sono coperti con volte a vela. Nonostante lo stato in cui versa il palazzo, sono ancora evidenti, ed in parte ben conservati, gli stucchi che fanno da cornice alle aperture del primo e del secondo livello. Planimetricamente è distinguibile la tipologia a corte, anche se appare chiaro il crollo del loggiato meridionale che serviva le camere dell’ala nord. Il basolato, in pietra lavica ad elementi squadrati e regolari, si è conservato anche se ricoperto da detriti e da vegetazione. Al palazzo è annessa nell’area meridionale una casa colonica ed una vasta area a verde attualmente ad uso agricolo. A cura dell’ arch. Michele Autiero

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Unione dei Comuni Atellani - Cesa - Cenni Storici

Chiesa del SS. Rosario e Convento Domenicano. Ubicato in piazza De Gasperi, il complesso risale agli inizi del XV secolo ed è citato nella santa visita di Carlo I Carafa, del 7 Aprile 1637. La fabbrica è composta da un corpo centrale, su tre livelli, chiuso da due bracci laterali, che racchiudono l’antistante piazza, dov’è ospitato il monumento dei caduti. Tutto l’edificio, compresa la piazza, era originariamente, di proprietà dei monaci domenicani, con annesso un giardino, nella parte retrostante, quale comoda starza agricola ad uso privato dei monaci. Nel braccio di destra è ubicata la Chiesa. Originariamente dedicata alla Vergine della Speranza, di cui si conserva ancora un affresco sull’altare maggiore, la Chiesa venne intitolata al SS. Rosario, in seguito all’istituzione di tale festività nel 1571, per volere dei padri Domenicani. L’ex convento è oggi sede del Municipio. La Chiesa, di piccole dimensioni, è ad un'unica navata e misura 22 metri per 8, ed ha subito nel tempo varie modifiche, di cui alcune anche recenti, tutte visibili. Tra gli elementi architettonici, risalta il portale cinquecentesco in piperno, scolpito con fregi geometrici e cornici; sopra di esso è posta una lunetta in cui è dipinto un artistico affresco della Vergine del SS. Rosario. La cupola, sovrastante il presbiterio, è affrescata con scene relative alla Gloria del Paradiso, ed ha sopra di sé una cupoletta in piperno. La cupola poggia su un tamburo circolare al di sotto del quale, nei quattro angoli, sono rappresentati le figure dei quattro Evangelisti. All’interno, oltre all’altare maggiore, sono presenti altri quattro piccoli altari tutti rivestiti di marmo. All’inizio del XVIII secolo i Domenicani costruirono una “cripta” a volta, dove è posto un affresco che rappresenta la Madonna del Rosario con le anime del Purgatorio, invece oggi funge da ossario e si conservano i corpi dei Maresca, dei De Marinis, di altri appartenenti alla nobiltà cesana e di don Giustino Marini che lì esercitò il suo ministero sacerdotale.


Unione dei Comuni Atellani - Cesa - Cenni Storici

Cenni Storici

Palazzo Marchesale Esterno e Torre

Il palazzo Marchesale realizzato nella seconda metà del Quattrocento come castello feudale, citato in un documento del 1467 in cui si legge che Ferrante d’Aragona confermò a Francesco Barresio il casale di Cesa «cum castro seu fortilizio, omnibus vassalis, (…) silvis, nemoribus, pascuis, natalis, bajulationibus, Banco Iustitiae et congnitione civilium et criminalium inter homines et abitantes casalis praedicti tenimenti, territori, alisque juribus». Con ogni probabilità si tratta del primo nucleo della costruzione fortificata usata dai feudatari e poi appartenuto ai vari “signori” di Cesa: Carafa, Villano, Palomba, Del Tufo, Maresca e De Marinis, per poi essere trasformato nei secoli successivi fino ad assumere l’attuale aspetto di residenza cittadina, tipo villa urbana, come voluto dalle ultime famiglie che vi abitarono nei secoli XVIII e XIX.. L’edificio mostra, attualmente, un impianto a corte e si sviluppa su tre livelli. Dell’originaria configurazione quattrocentesca restano le due torri angolari con basamento a scarpa. Diversa, invece, la struttura del palazzo riscontrabile nella Carta dei contorni di Napoli, risalente al 1836-40, in cui è evidente l’attuale assetto, e la grande distesa del giardino retrostante al palazzo. Questo, con il passare degli anni, è stato più volte suddiviso, per far posto agli ampliamenti vari della Chiesa di San Cesario, ad altre costruzioni collegate, anche private, ed al parcheggio comunale recente, scomparendo quasi del tutto. Il portale d’ingresso ad arco policentrico con bugne squadrate di pietra, sormontato da due mensole sporgenti che sostengono il balcone principale, è da ascrivere ai lavori di fine Settecento che hanno interessato la fabbrica. La sua configurazione è tipica delle architetture tardo-settecentesche nelle quali l’apparato decorativo tende a scomparire per dar luogo alla nettezza e alla semplicità di matrice neoclassica. L’atrio d’ingresso conduce alla corte rettangolare arricchita sul lato sinistro da una serie di archi policentrici con semplici riquadri in stucco e, sul lato destro, da un porticato in origine adibito a stalla, dove tuttora è collocato l’abbeveratoio in piperno. Al disopra del portico si apre una loggia con colonne scanalate di ordine dorico. In asse con il portale è un arco policentrico di accesso alla scala “a pozzo” in piperno, con caposala lapideo impreziosito da un motivo a voluta e pilastri di testa lungo la balaustra. A cura dell’ arch. Michele Autiero

Del XVII secolo sono

Palazzo Ferrante in via Marini; Palazzo Romano; Palazzo Della Volpe in via Roma; Palazzo De Michele in Corso Umberto con il caratteristico arco all’entrata e una corte interna con arcate al piano terra e un loggiato pensile con colonne tipiche dello stile edilizio del tempo;

Palazzo Guida via Marconi; Palazzo de Michele, via Marconi; Palazzo Oliva, via F. Bagno;

Uno dei due palazzi De Michele In via F. Bagno

Due palazzi De Michele, in via F. Bagno.

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Folklore Folklore

Tradizione antica – ora non più in uso - è il lancio del “Pallone e Mustino”. La manifestazione, svolta nel mese di maggio, prevedeva il lancio di un grosso pallone, creato da maestri artigiani del paese con cartapesta colorata, accompagnato dal suono dei tamburi e dai fuochi d’artificio. Sempre di tradizione antica, ma ancora esistente, è la processione religiosa che si svolge la notte tra il giovedì e il venerdì santo, risalente al 1782. Conosciuta da tutti come “a procession’ ‘e sono stati”, è caratterizzata da una suggestiva litania che, nel cuore della notte, viene intonata dai fedeli lungo le strade del paese. La manifestazione è organizzata dal gruppo dei “fratielli” della congrega di Maria SS. del Rosario, che indossano delle tuniche bianche con cappuccio, una fascia nera in segno di lutto ed in mano portano delle lanterne. Il “fratiello” che guida il gruppo indossa una tunica rossa, simbolo del sangue versato e trascina la croce di legno, interpretando la passione di Gesù Cristo

“Mazza e pivezo” A Cesa, come in tanti Comuni del nord Italia e alcune regioni dell’Europa, nasceva, secoli e secoli fa, un gioco denminato “A Mazza e Pivezo”, un misto tra tennis e baseball. Nel 2004 la Proloco ha organizzato il “I° Palio d’ ‘a mazza e pivezo”: è stato un torneo molto sentito, che ha avvicinato giovani e vecchie generazioni; la popolazione è stata divisa in contrade e per giorni le strade sono diventate campi da gioco, come tanti anni addietro. La soddisfazione più grande di tutta la comunità è stata quella di partecipare e vincere il I° Torneo internazionale di Lippa (denominazione ufficiale del gioco) tenutosi a Verona.

Numeri utili Municipio Guardia Medica Carabinieri Ufficio Postale Polizia Municipale Parrocchia San Cesario

081.8154327 081.5027261 081.8902525 081.8902560 081.8908732 081.8139686 13

Unione dei Comuni Atellani - Cesa - Folklore

Nel piccolo territorio cesano la popolazione celebra oltre al Santo Patrono Cesario, la Madonna SS. del Rosario. I festeggiamenti si svolgono con la consueta processione del Santo Patrono o della Madonna portati in trionfo per le vie del paese, con spettacoli pirotecnici, e manifestazioni canore di artisti contemporanei. Alla fine del mese di luglio di ogni anno e così a metà del mese di settembre il popolo rende omaggio ai suoi Santi.


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Unione dei Comuni Atellani - Frattaminore - Cartina

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Unione dei Comuni Atellani - Frattaminore - Stradario

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Cenni Storici Anticamente era composta da due abitatati: Pomigliano di Atella e Fratta piccola. Il nome attuale risale al 1860. Il sito di Pomigliano era abitato, già in epoca romano-imperiala e diventa casale intorno al X secolo, mentre Fratta piccola, sorta più tardi, sarà abitata a metà del secolo XIII. I due feudi furono posseduti da varie famiglie nobili: a Pomigliano troviamo gli Stendardo, gli Ambrosino e più tardi i Rossi; a Fratta piccola, invece, prima i Marerio, poi i Venosa, gli Antinori, i Beneventa, i Carafa di Spina nel XVIII secolo e ultimi, i Pignatelli.

Parrocchia di S.Salvatore

Parrocchia di San Simeone. L' edificio intitolato al Santo profeta Simeone, situato nell’antico territorio di Pomigliano di Atella, era parte integrante del rispettivo feudo. E' diviso in tre navate con altrettanti ingressi; la “nave” centrale è coperta da una struttura in travi di legno e le navate laterali sormontate da “voltine a vela” , il tutto sorretto da pilastri e arcate. L'orditura in travi che chiude il sistema di copertura, sostiene una grande tela, istoriata con scene della “presentazione di Gesù al Tempio, nelle mani del Santo profeta”, di autore ignoto. La Chiesa è caratterizzata, inoltre, dalla presenza di uno svettante campanile, costruito negli anni '50 del novecento al posto di quello più vecchio e basso, e di due cupole che reggono eleganti lanternini in pietra di piperno, sormontati dalla croce, che sovrastano altrettante cappelle. Infine, caratterizzato da una facciata “a capanna”, l'edificio presenta un presbiterio posto in posizione elevata rispetto all'aula, dove si conservano, oltre all'affresco del Santo Rosario, alcune statue lignee, due tele seicentesche, di Luca Giordano e Orefice, e una lettera autografa di Sant'Alfonso Maria de Liguori, imparentato con l'omonima famiglia del luogo. Molto interessante è l'affresco della “Madonna del Rosario”, del secolo XVI. Esso mostra la tipica iconografia cinquecentesca con la scena principale composta dalla figura della Vergine, in primo piano, con un gruppo di devoti raggruppati ai suoi piedi, nei volti dei quali, oltre a Santi istituzionali e storicamente noti, va riconosciuto il committente dell‘opera. Posta sotto il dipinto, si trova una lastra pavimentale in marmo raffigurante i fratelli “incappucciati” della “Congrega del S. Rosario” che fondò un “sepolcrum conditum ad usum Congregationis secretae SS. Rosary Casalis Pumiliani atellarum Anno D.ni 1602_ Renovatum die 10 Iunij 1707”. Negli anni '60 del novecento, furono avviati lavori di ripristino e sistemazione dell’intero assetto della parrocchia, procedendo alla sostituzione dell’antica muratura della facciata, all’apertura di due nuovi ingressi laterali e all’apertura degli archi delle cappelle laterali. Gli eccessivi abbellimenti hanno reso la Chiesa molto appesantita nello stile e nell‘estetica generale.

Chiesa Convento di Pardinola. Sorto nel secolo XVI, grazie alla donazione di un terreno, nel 1630, di Francesco Beneventa, barone di Frattapiccola, il convento si ergeva nel sito medievale detto “paritinule” derivante da “paritinula_ part (d) inola”, pardinola, luogo posto al confine delle due terre di “Fractae atellane”, la maggiore e la piccola. Dell'antico complesso monastico, rimane solo la Chiesa, dedicata a S. Nicola da Tolentino, dell' ordine agostiniano, oggi intitolata a SS. Consolatrice degli Afflitti. Al suo interno si conservano diverse testimonianze artistiche del settecento e alcune statue; la Chiesa è impreziosita da una facciata contenente un portale fatto di piperno grigio. Negli anni '80 del novecento, l'amministrazione comunale di Frattamaggiore ha stravolto completamente tutto l'assetto dell'edificio conventuale ed ha costruito nuovi corpi di fabbrica, nell’antico giardino, destinati ad ingrandire la struttura ospedaliera. Questa, sorta nel convento, costruito nell’800, è intitolata a San Giovanni di Dio.

Chiesa di Pardinola Cappella di San Sebastiano. Sita nell'angolo sud-est dell'attuale parrocchia di S. Maurizio, l'ex Chiesetta parrocchiale di San Sebastiano, è una costruzione piccola ma poderosa, con pianta quadrata e una struttura edilizia essenziale.

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Unione dei Comuni Atellani - Frattaminore - Cenni Storici

Chiese e Cappelle


Cenni Storici

Unione dei Comuni Atellani - Frattaminore - Cenni Storici

Chiesa di San Maurizio. Situata nell'abitato “Frattapiccola” è la Chiesa di S. Maurizio, costruita nel secolo XVI, con diverso orientamento,davanti alla più antica Chiesetta di S. Sebastiano, che si conserva nel locale della sacrestia vecchia. Edificata a pianta rettangolare con copertura in travi/legno, conserva: una tela raffigurante il “Santo martire Maurizio”; affreschi seicenteschi con personaggi biblici nel tamburo della cupola della cappella del Santo Rosario; una stele d’epoca romana dedicata agli Dei Mani, utilizzata come supporto al fonte battesimale; una lapide relativa al sepolcro dei fratelli della Congrega del SS. Sacramento del 1634, e una del 1759 di un sepolcro privato, tra la cappella di S. Sebastiano ed il presbiterio; due lapidi con inscrizioni di illustri famiglie locali dei secoli XVII e XVIII Iovinella e De Ligorio. Inoltre, nel deposito della canonica, sono conservati altri preziosi beni mobili dei secoli XVI-XVII-XVIII quali: una tela raffigurante i Santi “Sebastiano e Maurizio”, una con “il Crocifisso e le Marie”, una con “l'Immacolata e Santi” e un'altra raffigurante un “Sant' Antonio da Padova” di scuola stanzionesca; in più vanno ricordate la statua di Gesù Risorto, il simulacro del Santo patrono e una Madonna lignea attribuita a Gerrone. Infine, faceva da fondo ad un altare di legno, un dipinto di S. Sebastiano a Frattapiccola, realizzato ad affresco a cavallo dei secoli XVI e XVII.

Cappella dell'Annunziata Frattapiccola. La cappella

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San Maurizio esterno e Campanile

fu risistemata ex novo negli anni '50 del novecento, nella parte della facciata, da Candido Mormile, che introdusse un pannello centrale fatto con “stucco a sbalzo”, raffigurante un angelo e la Vergine Annunziata in bassorilievo.

Chiesa dell’Annunziata

Cappellina della Madonna della Cupa. Situata nella zona conosciuta come “allo cavone”, ha ospitato, nel secolo XVII, un frate romito di nome Cataldo Altamura, morto nel 1656, mantenuto a spese del signore di Pomigliano d' Atella. La piccola cappellina, del secolo XV, che era di proprietà del Duca, si trova nel territorio di Frattaminore con orientamento nord/sud, mentre l’edificio della nuova Chiesetta, sita in Via Nazionale, risale al 1713. Al suo interno è contenuto uno splendido gruppo ligneo raffigurante la Pietà.

Palazzi Storici Castello di Pomigliano D'atella. L'edificio, palazzo dei nobili Ambrosino, ubicato nell'attuale Piazza Atella, è una costruzione d'epoca rinascimentale, con particolari finestre e balconi, munita di un fossato posto sul davanti e con alle spalle un vasto territorio che formava la “starza”; inoltre, il castello era circondato da una cinta muraria che racchiudeva uno spazio, antistante la facciata, che formava una piazza o platea, dove si riunivano gli abitanti controllati dal Capitano del popolo, e dove, probabilmente, esisteva anche un “seggio”. Nell'edificio si conserva, ancora oggi, un passo “carraio” situato sull'odierna Via Campania.

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Castello di Pomigliano di Atella


Cenni Storici

Vanno, inoltre, ricordati il rustico palazzo Liguori, palazzo-villa Dante, palazzo Rossi, i due palazzi Crispino, il palazzo ex Iovinella, il palazzo ex De Liguori, e quello dal tipico loggiato d'epoca situato in “vico degli studenti”, contenente, al primo piano, un'edicola murale. Dell'ottocento ricordiamo: palazzo Perrotta, palazzo Parolisi, palazzo Villano, e i palazzi Gaudino, Pezzullo e Del Mastro. Il “Molino Pasquale Ferro” è una costruzione, ancora esistente, sita in via Roma, destinata ad uso industriale. Al suo interno, lunghi saloni usati per la produzione ed essiccazione della pasta, altri ambienti, ai piani bassi, usati per gli uffici, e, all’esterno, un cortile con vasto giardino. L'edificio era munito di un’alta “torre-camino” abbattuta negli anni '70 del novecento. ln via Roma, all'angolo della strada provinciale Aversa/Caivano è situato il palazzo Mozzillo Attanasio, arricchito con eleganti stucchi sulla facciata in stile liberty, con pannelli, lavorati da un esperto ebanista locale, che abbelliscono il fronte ligneo del portone. Sempre in via Roma, si trova il palazzo Barbato, costruito con la “tipica corte interna”, chiusa da vani con terrazzo sovrastante, e un giardino posto nel retro. In stile liberty è, pure, la facciata di palazzo dell‘ Aversano, sito in Piazza Umberto, al lato della Chiesa parrocchiale.

Folklore Nonostante il territorio del comune di Frattaminore sia di piccole dimensioni, vanta ben due santi patroni festeggiati con due celebrazioni distinte. I “pomiglianesi” festeggiano San Simeone Profeta il 2 febbraio, mentre quelli di Fratta piccola festeggiano san Maurizio Martire il 22 settembre. Nel territorio di Fattaminore, infatti, sorgono sia la chiesa di San Simeone Profeta che quella di San Maurizio. Secondo quando riporta la storia del comune atellano, la statua di San Simenone è a Frattminore dal lontano 1648 ed è festeggiato ogni anno nel giorno della Candelora. Per l’occasione viene prolungata la celebrazione liturgica e, all’esterno della chiesa dedicata al Santo patrono, vengono fatte volare delle colombe e vengono lanciati dei particolari confetti detti “ricci”, nome derivante dalla forma arrotondata e cresposa. Pare che la manifestazione risalga al 1713.

Numeri utili Municipio Guardia Medica Ufficio Postale Ospedale “San Giovanni di Dio”

081/5058202 081/8315490 081/8917964 081/8311177

Biblioteca Comunale

081/8306254

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Unione dei Comuni Atellani - Frattaminore - Cenni Storici e Folklore

Nel territorio di Pomigliano d'Atella vanno citati alcuni palazzi rispondenti alle tipiche caratteristiche architettoniche del settecento; tra loro va ricordato l'elegante palazzo Mozzillo di proprietà dell'omonima famiglia, sito nel vico Capizzello, che comprende, nella sua struttura, la cappella dell'Assunta. Nella cappella è ancora esistente un' altare seicentesco appartenuto, prima, alla piccola cappella del vicino palazzo ducale dei Carafa di Spina.


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Unione dei Comuni Atellani - Gricignano d‛Aversa - Cartina e Stradario

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Unione dei Comuni Atellani - Gricignano d‛Aversa - Cenni Storici

Cenni Storici

Cossutia

Ogni possibile ricostruzione sulle origini e sullo sviluppo di Gricignano (d’Aversa) è oscurata dalla mancata documentazione storica. Attraverso le poche fonti disponibili, si concorda sull'origine romana di Gricignano, databile al periodo imperiale della centuriazione "dell'Ager Campanus". Nel corso dei Secoli non si sono escluse, anche, altre ipotesi che parlano di un’origine OscoSannita,testimoniata dal ritrovamento di pietre e selci di tombe appartenenti a popoli antichi che hanno abitato la Campania; o di un’origine Longobarda, ma la supposizione più accreditata rimane quella Romana. A conferma di ciò è il ritrovamento delle due lapidi sepolcrali, raffiguranti due matrone romane: Cossutia e Poputiae, che probabilmente, si erano trasferite lì dalla vicina colonia militare romana dell’antica Atella. I due epitaffi vennero- alla luce - nell’ottocento, durante i lavori di scavo nel “Giardino delle Maestre”(o Signorine) ereditato dalla parrocchia, lungo l'antico decumano. Queste lapidi, raffiguranti le due matrone con un bambino in braccio, rimasero a Gricignano per poi essere trasferite nel convento di San Domenico ad Aversa. Nel gennaio del 2010, Cossutia e Poputiae sono ritornate in paese e sono state murate nella sala consiliare del Municipio. Gricignano, caratterizzata da un’origine prediale romana, ha sempre avuto una matrice agricola; questa raggiunge l’apice tra il 1300 e il 1400, periodo durante il quale fu disboscato e bonificato gran parte del territorio incolto e messo “a coltura”. Al contempo cominciarono a sorgere nuove abitazioni, sparse lungo le strade Selicara, Casolla, Chiesa e S. Antonio Abate. Esistono tre documenti storici che attestano l’esistenza del feudo di Gricignano: il più antico risale al 995 d.C. e parla di una proprietà posseduta in “loco Graeciniani”; in un altro, del 1052, è scritto che un nobile di Capua possedeva proprietà “vicino Graeciniani” , mentre in un altro antico documento, del 1225, è riportato che “pezzotti de tera Chicinnian” sono ereditati dalla Chiesa di S. Paolo di Aversa. Varie sono state le famiglie nobili che hanno posseduto il feudo di Gricignano fino al 1806, anno in cui furono istituiti i Comuni: Principi di Capua, Carafa, Tolomei, Duca di Telese, Campomele, Miroballo. I cittadini gricignanesi non riuscirono mai a creare un rapporto di fiducia con il signore feudatario, al punto che, per rivendicare i propri diritti, tra il secolo XVI e XVII, si sviluppò una coscienza democratica e popolare, attesta dalla partecipazione alle assemblee locali, convocate dagli eletti dell’ “università”, che era la rappresentanza della comunità del tempo

Poputiae

Chiese e Cappelle La Chiesa di Sant’Andrea Apostolo. Situata al centro di Gricignano, si affaccia su Corso Umberto I e Via Casolla. Edificata in stile Corinzio Barocco, probabilmente tra il 1300/1330, possiede sotto il sagrato una cripta che, un tempo, era adibita a cimitero; vi si accedeva attraverso una botola posta nel pavimento, tutt‘oggi esistente nel salone dell'Azione Cattolica. La Chiesa, nel corso degli anni, ha subito una serie di lavori d’ abbellimento e accomodamento che hanno inizio nel 1784 per opera di don Lorenzo Misso, Parroco del tempo. I lavori proseguirono nel 1824, ripresero nel 1829, e poi ancora nel 1884, tutti commissionati dai Parroci succedutisi negli anni. Gli ultimi lavori iniziano nei primi anni del novecento con Don Carlo Carbone, il quale fece apporre sulla porta d'ingresso della Chiesa un'iscrizione in stucco riportante la scritta "Millesimo 1875“, seguita dalla lettera "R". Nel 1953 la Chiesa fu allungata dalla parte dell’ingresso e furono ampliati i due cappelloni laterali grazie all’acquisto di un territorio in Via Casolla da parte di Mons. Pasquale Lanzano. Nel 2000 è stata completamente rifatta la facciata esterna della Chiesa.

Chiesa di Sant’Andrea Apostolo

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Cenni Storici Cappella dell’ Annunziata. Nell'attuale centro di Gricignano si erge una

Cappella dell’Annunziata

Chiesa e Romitorio di Santa Maria a Piro. In località "Boscariello" è situata la Chiesa di S. Maria a Piro, d’origine medievale, con un giardinetto centrale accessibile da un cancello d’ingresso. La cappella, per anni abbandonata, si ravviva nel mese di maggio, quando folti gruppi di fedeli si recano lì per assistere a messe ed altri riti religiosi. Al suo interno presenta un altare principale, bellissimi affreschi dipinti sulle pareti e una serie di oggetti votivi offerti dai fedeli.

Romitorio di S.Maria a Piro

Cappella di Santa Lucia. Nell'odierno Corso Umberto I fu eretta, nel 1611, una piccola cappella adibita a luogo di incontro dei confratelli della Congrega e ad ospitare i fanciulli delle scuole primarie, detta cappella di S. Lucia. La piccola costruzione, contenente un altare, degli affreschi e diversi oggetti votivi, fu affidata alle cure della famiglia Bellofiore fino alla metà del secolo scorso. Come per la sua edificazione, avvenuta grazie al contributo dell'intero popolo di Gricignano, anche ora, grazie all’operare di alcuni fedeli, la cappella è del tutto funzionante ed aperta al culto.

Cappella di S. Lucia

Cappella di Sant’ Antonio Abate. Nell'omonima strada di S. Antonio Abate sorge la cappella,di cui non si hanno informazioni utili sulla sua origine. Siamo certi nel dire che l'originaria cappella, costruita in stile barocco - bizantino, con copertura a lamia e con un porticato sul davanti coperto ad "astrico a cielo", non è oggi esistente, visto che negli anni settanta del novecento fu rasa al suolo dall'amministrazione comunale. Poi fu ricostruita, ovviamente non rispettando più forme e caratteristiche delle originarie linee architettoniche. Nella vecchia cappella era presente, su un lato della parete esterna, incavata ad arco, un affresco a intonaco che raffigurava il Santo con gli animali; inoltre, per un certo periodo la cappella venne adibita, in mancanza del cimitero, al seppellimento dei cadaveri. Fino ai primi anni del secondo dopoguerra la cappella ospitava una festa in cui il popolo si radunava per la tradizionale benedizione degli animali, che, si svolgeva ogni anno, nella prima domenica dopo Pasqua. L'unica usanza legata al Santo e alla cappella,ancora attuale, è la "Lampa a S. Antuono" (il fuoco di S.Antonio), che il 17 gennaio di ogni anno, il popolo accende lungo tutta la strada omonima con tanti falò.

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Cappella di S. Antonio Abate

Unione dei Comuni Atellani - Gricignano d‛Aversa - Cenni Storici

piccola cappella, datata tra la fine del 1300 ed i primi anni del 1400, appartenuta, per secoli, alle famiglie nobili del posto. Oggi, la cappella è riconosciuta e dichiarata d’interesse storico grazie agli affreschi parietali d’inestimabile valore, in essa contenuti, restaurati recentemente da esperti della Sovrintendenza. Insieme agli affreschi raffiguranti i due "Santi Antonio Abate e di Padova", la "Madonna delle Grazie" e la "Vergine Maria e l'Angelo dell'Annuncio", al suo interno vi era un bellissimo altare di marmo, andato poi distrutto a causa dell’incuria. I lavori di restauro e di abbellimento, effettuati negli ultimi anni, sono stati gratuitamente offerti da un imprenditore locale, riportando la cappella al suo originario splendore.


Unione dei Comuni Atellani - Gricignano d‛Aversa - Cenni Storici

Cenni Storici

Chiesa Casolla S. Auditore

Chiesa Casolla S. Auditore. Nell'antico ex-villaggio di Casolla S. Adiutore si trova l'omonima Chiesa, che nel 1866 fu adibita a cappella Madre del cimitero comunale, anch’essa intitolata al Santo che si suppone sia stato uno dei tre vescovi, sopraggiunti nel territorio di Atella. Il culto di S. Adiutore è d’origine antichissime, pare risalga al V secolo d.C., anno in cui alcuni vescovi, a causa delle persecuzioni subite dai Vandali, scapparono dall'Africa verso le nostre terre. Nonostante le modifiche subite nel corso degli anni, la Chiesa, d’origine longobarda, conserva la sua forma architettonica originaria, il suo giardinetto attiguo murato e il campanile. All'interno lo splendido altare in stile barocco, fu rivestito, nel 1701, di marmo. Inizialmente, dietro l'altare si poteva ammirare una quattrocentesca pala lignea raffigurante S.Adiutore; successivamente, vi fu realizzato un affresco con le immagini della Madonna, di S.Adiutore e di S.Giovanni Battista da Fabrizio Santafede. Negli anni '80 del novecento, fu rubata sia la pala lignea del quattocento, sia il marmo che rivestiva l’altare e l’affresco realizzato dal Santafede. Nel 1859 Don Domenico Zelo, vescovo di Aversa, emanò un decreto episcopale con il quale la Chiesa fu sconsacrata, causando il conseguente spopolamento della zona. L’arredo delle Chiesa e le residue rendite furono trasferite e conservate nella parrocchia di Gricignano.

Palazzi Storici Palazzo Marchesale. L'ex Palazzo marchesale di Miroballo,appartenente al duca di Campomele, situato al centro del paese ospita l'attuale Municipio. Bella e apprezzabile residenza "palaziale“, è stato nel corso dei secoli trasformato e stravolto completamente. Gricignano, nel periodo che va dal 1863 al 1866, necessitava di un Municipio e l'allora sindaco don Francesco Bellofiore propose l'acquisto di un fabbricato pubblico per adibirlo a tale uso. La proposta non fu accettata dalla Deputazione Provinciale in quanto la mancanza dei mezzi sufficienti per mantenere le spese comunali aveva fatto aggregare Gricignano e Carinaro al comune di Teverola; dopo qualche anno, grazie all'aiuto del consigliere provinciale Polsinelli, Gricignano potè avere il suo Municipio. Il fabbricato prescelto era quello di don Nicola Della Gala in Via Aversa, ma il proprietario si oppose alla richiesta. L'accordo avvenne nel 1855 tra il duca di Campomele, Mariano D'Afflitto, e l'allora sindaco Natale Messia, l'anno dopo, l’ing. Antonio Ruberti elaborò il progetto che prevedeva l’abbattimento di alcuni parti del fabbricato; il giardino interno, invece, sarebbe stato adibito a piazza pubblica e le strade, via Aversa e via Chiesa, unite da una nuova traversa. Dopo la demolizione di più parti dell’edificio si è provveduto alla realizzazione del Palazzo Municipale, i cui lavori furono conclusi il 24 gennaio 1888, anno in cui era in carica il Cav. Carlo Buonanno; uno stemma reale fu posto sul portone d’ingresso, nella sala consiliare fu montato un lampadario in ferro battuto, ancora esistente, e due dipinti su tela degli Augusti sovrani furono affissi nella sala. L’anno successivo fu incastonato e messo in funzione un orologio nella cornice posta in cima al Municipio. Dai primi anni settanta del novecento fino al 2001 il palazzo ha subito una serie di interventi progettuali che ne hanno modificato completamente l’aspetto architettonico.

Palazzo Ducale

Palazzo Marchesale

Palazzo Ducale. Sorto nella zona periferica del paese intorno al 18° secolo, il palazzo "Ducale" in via Selicara era una sorta di curtis militare di campagna, di proprietà del duca feudatario. Era posto a guardia dei terreni delle scuderie per i cavalli, i muli e gli asini. Il palazzo, attuale proprietà D'Alterio e già del Cav. Lorenzo Di Ronza, è edificato su due livelli fatti di un braccio lungo e uno breve, possedeva una grande grotta-cantina con discesa "gradinata", un largo cortile e una scala per accedere al piano superiore. La caratteristica principale è una "torre militare" di forma cilindrica, tutt'ora visibile, posta sul lato est del complesso, accessibile attraverso una scala a chiocciola.

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Cenni Storici

- palazzo Buonanno sito in prossimità della Chiesa principale,nell'omonima viella,presenta il tipico "loggiato a colonne"; - Del palazzo Romano va ricordata la minuscola torre/colombaia; - il caratteristico arco di viella Di Ronza ed i vetusti palazzi Di Ronza/Lucariello; - in via S.Antonio Abate si ammira il rustico ma disabitato palazzo Moretti con il collegato "arco dietro la croce“; - sempre in viella Buonanno esisteva,fino al 2005 anno della sua demolizione,il palazzo Liguori, caratteristico per la scala e gli oblò/luce

Folklore

Statua di S’Andrea

Ogni fine estate a Gricignano si svolge la festa dedicata a S. Andrea Apostolo. Durante tali festeggiamenti, la statua di legno del Santo, risalente al 1706, realizzata per mano dello scultore Giacomo Colombo, è portata in processione lungo le strade del paese sotto l'ammirazione dei fedeli. Il culto dell'Apostolo risale probabilmente al secolo IV-V d. C., quando S. Andrea fu proclamato protettore di Gricignano. Si narra che il tocco di legno, utilizzato per la realizzazione della statua, provenisse dall'antico "giardino di Zio Abramo", ormai completamente urbanizzato, in Via S. Antuono (oggi Via S. Antonio Abate), e fu realizzata grazie ad offerte ed elemosine da parte dell'intero popolo, come testimonia anche una scritta presente sotto la statua: "ex Universitate populi Gricinaiani Jacobus Colombo fecit". Il popolo, ancora oggi, rimane protagonista assoluto dei festeggiamenti, perchè, al termine della processione, che prevede il rientro del Santo in Chiesa, i fedeli reclamano con particolare veemenza, il ritardo dell’ingresso e della posta della statua nella parrocchia, aprendo una "diatriba“.

Numeri utili Municipio

081.5026511 - Fax: 081.5027595

Carabinieri Polizia Municipale

081.5026076 081.8131113 - Fax: 081.5026516

Ufficio Postale Farmacia Comunale

081.5029407

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Unione dei Comuni Atellani - Gricignano d‛Aversa - Cenni Storici e Folklore

Nei territori che formavano il tessuto urbano di gran parte degli attuali centri storici atellani,vanno citati una serie di case e palazzi rustici che risultano manufatti architettonici caratteristici dello stile edilizio settecentesco. Così anche a Gricignano.


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Unione dei Comuni Atellani - Orta di Atella - Stradario

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Don Minzoni Via D-4 Donizetti Gaetano Via E-2 D-1 F Falcone Giovanni Via Fanzago Cosimo C-5 Fermi Enrico Via B-2/3 Filangeri Gaetano Via D/E-3 Finoglia Paolo Domenico Via C-4 Fortunato Giustino Via A-2 Foscolo Ugo Via C-3 B-1/2 G Galilei Galileo Via Gandhi Mahtma Via D/E-3/4 Garibaldi Giuseppe Via B/C-3 Gelsi dei Via B-5 Gemito Vincenzo Via C-5 Gentile Giovanni Via E-4 Georgiche delle Via C/D-3 Gioberti Vincenzo Via B-3 Giordano Bruno Via D-3 Giordano Luca Vico B-2 Giotto Via B-4 Giovanni Paolo II Via E-3 Gramsci Antonio Via C/D-4 B/C-5 H Higgins Alicia Via C/D-4/5 J Jerace Francesco Via C-4/5 L Lamberti Michele Via Lanzano Padre Pasquale Via C-4 Lanzano Salvatore Via E-3 Leopardi Giacomo Via B/C-3 Libertà Via C-2 M Madre Teresa di Calcutta Via

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Maiuri Amedeo Via B-4 Mameli Goffredo Via B-3 Manzoni Alessandro Via C-3 Marchesi Concetto Via B-1/2 Marconi Guglielmo Via A/B-1/2 Marotta Giuseppe Via A-2 Martiri Atellani Via A/B/C/D/E-1 Marullo Giuseppe Via C-3 Mascagni Pietro Via E-2 Maschere Atellane delle Via C/D-3 Masseria del Barone Via B/C-7 Mastropalo Vincenzo Via C-2 Matteotti Giacomo Via C-1 Mazzini Giuseppe Via C/D-2/3 Meucci Antonio Via B-3 Migliaccio Pasquale Via C/D-2/3 Mormile Andrea Via C/D-2 Moro Aldo Via A-2 Mozzillo Parroco Via D-1/2 Murolo Roberto Via D/E-4 B-2 N Napoli Via C-3 O Orazio Via E-2 P Paganini Nicolò Via Palermo Via A-2 Papa Giovanni XXIII Via B-3

DEMAR 28

Pascoli Giovanni Via Pelini Don Cristofaro Via Pellico Silvio Via Petraraca Francesco Via Pizza Padre Dionisio Vico Plauto Via Primo Maggio Via Puccini Giacomo Via Q Quattro Novembre Via R Rodari Via Ragozzino Vincenzo Via Roma Via Rosario del Piazzetta Rossini Gioacchino Via Russo F.lli Via S Salvemini Gaetano Via San Donato Via San Francesco d’Assisi Via San Massimo Trav. San Massimo Corso San Michele Via San Nicola Via San Rocco Vico San Salvatore Via San Salvatore Piazza Santa Caterina da Siena Via Santa Chiara d’Assisi Via Santa Maria delle Grazie Via Sant’Anna Vico Santillo Antonio Via Sanzio Raffaello Via Scarlatti Alessandro Via Settembrini Luigi Via Silvestre Gennaro Via Silvestre Michele Via Stanzione Massimo Via Sturzo Don Luigi Via T Tasso Torquato Via Telesio Bernardino Via Torelli Luigi Via Toscanini Arturo Via Troisi Massimo Via Turati Filippo Via V Valentino Piazzetta Vanvitelli Luigi Via Verdi Giuseppe Via Vespucci Amerigo Via Vicciolla Via Vico Giambattista Via Viggiano Via Virgilio Piazza Vitale Luigi Trav. Vitale Luigi Via Vivaldi Antonio Via Volta Alessandro Via Z Zarrillo Ernesto Vico

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Cenni Storici

Chiese e Cappelle La parrocchia dedicata a San Massimo fu costruita tra gli anni ‘60-‘80 dell’ottocento, su una già esistente costruzione del secolo XIV, grazie al sacerdote don Nicola D’Ambrosio, che ne fu parroco fino al 1906. L’edificio, in stile neoclassico,si distingue per la sua imponenza volumetrica a croce latina, con tre navate coperte a botte, contenenti sei cappelle laterali, nelle quali sono conservate residue opere sei-settecentesche. La Chiesa ha un solo ingresso centrale, cui si antepone un poggio rettangolare con scalini in basoli vesuviani, seguito da un poggio più basso formato da una scalinata ellittica. Questa sistemazione, sopraelevata rispetto alla strada, dona all’ edificio ulteriore grandiosità; inoltre, è possibile accedere alla Chiesa attraverso una piccola apertura laterale che si trova, giungendo dal centro storico, nel punto in cui fu edificata, ed esiste ancora, la cinquecentesca Chiesetta del S. Rosario.

Cappella del Rosario

La cappella della Congrega del Rosario è una costruzione del secolo XVI, restaurata e arricchita nel secolo XVIII; su una lapide marmorea, posta sotto l’altare, sono riportate le notizie della sepoltura in sito, nel 1669, di don Francesco Maria Caracciolo, duca di Orta. La Chiesa fu edificata per ospitare una pala d’altare raffigurante la Santa Vergine del Rosario con i Santi domenicani, attribuita al pittore napoletano F.Curia, commissionatagli da Gerolamo de Laurenzio, priore della congrega. Opera d’elegante fattura e con un linguaggio espressivo molto comunicativo dei temi didattico-religiosi, raggiunge l’apice nel gruppo raffigurante la “Madonna e gli angeli”. Negli anni ’80 del novecento, furono trafugati diciassette pannelli riguardanti i “misteri del Rosario” e quelli raffiguranti S.Francesco D’Assisi e S.Francesco di Paola.

La Chiesa di Casapuzzano, edificata tra il 1775–1780, comprendeva la residua parte dell'antica cappella di S.Maria delle Grazie, in cui si conserva il famoso affresco della Vergine, e alle spalle la vecchia Chiesa divenuta Congrega di S.Michele Arcangelo, tutt'ora esistente. In questa piccola parte di edificio si conserva una lapide di marmo policromo, relativa alla sepoltura, nel 1705 di don Francesco Maria Capece Minutolo, duca di S.Valentino e signore del luogo; e una statua di S.Antonio da Padova in abito francescano, dalla figura sottile e slanciata, posta nell'aula della Chiesa. L'edificio, a una navata, con tre cappelle accennate per ogni lato, contiene al suo interno una statua lignea raffigurante la Madonna delle Grazie, e due tele, la prima raffigurante S.Michele Arcangelo, S.Nicola di Bari e la Vergine delle Grazie e la seconda con S.Antonio Abate e S.Michele Arcangelo, attribuite a Fedele Fischetti.

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Chiesa di Casapuzzano

Unione dei Comuni Atellani - Orta di Atella - Cenni Storici

Scomparsa Atella, Orta s’era sviluppata, come villaggio abitato, subito dopo la fascia necropolitana, oltre, il fossato orientale dell’oppidum sannitico/romano. Il nome di Orta compare per la prima volta in un documento del 1152, all’epoca dei Normanni; si ingrandì, prima, sotto gli Svevi e poi con gli Angioini. Dopo la battaglia di Tagliacozzo, del 1268, l’abitato passò a nuovi signori, fedeli al re Carlo. Da allora, il suo territorio restò feudo della grande nobiltà legata alla Corte reale di Napoli sino alla fine del feudalesimo, avvenuta nel 1806. Il suo territorio venne diviso in due grandi feudi. Nel 1280, esso era feudo di Gabriello del Balzo (Des Baux); nel 1335, una parte del territorio risulta appartenere agli Stendardo; questa parte, di possesso feudale di Angela Stendardo, venne da essa portata in dote matrimoniale ad un membro dei Cantelmo. In quello stesso anno una parte di Orta risulta possesso dei Caracciolo; l’altra parte, era ancora degli Stendardo. Dal 1493, la parte dei Caracciolo finì ai signori Pignatelli e l’altra parte, tramite gli Stendardo e i Cantelmo, finì nelle mani della famiglia dei Del Tufo. Nel 1556 il feudo dei nobili Pignatelli fu confiscato dalla Magna Curia Vicaria. Successivamente, i Caracciolo ricomprarono il loro feudo, e ne rimasero Signori con il titolo di duca. All’inizio delXVII secolo, le due parti feudali finirono sotto il controllo dei Caracciolo, che imposero tasse sempre più pesanti, tant’è che negli anni 1745 e 1747 l’Università di Orta aprì due dure liti giudiziarie contro il duce Gennaro Caracciolo. Ultimi feudatari di Orta furono i Caracciolo Valle-Piccolomini. Nel 1848, Orta annesse al suo territorio quello di Casapuzzano, distaccatosi dai piccolo comune di Succivo per volere della marchesa A. Higgings, decretato dai Borboni. La cittadina fu presente ai due conflitti mondiali, e il 30 settembre 1943, in una rappresentanza dei tedeschi, contò 25 persone uccise dai nazisti, oggi note come Martiri Atellani.


Cenni Storici

Unione dei Comuni Atellani - Orta di Atella - Cenni Storici

Complesso Francescano di San Donato ad Orta Nel XVII secolo, fu edificata, al posto di una cappellina già esistente, la Chiesa di S.Donato, Vescovo e Martire. Essa possiede caratteristiche architettoniche barocche, all’interno una serie di stucchi che creano una ridondante atmosfera e una serie di affreschi. Di particolare rilievo alcune tele, attribuite a grandi artisti del tempo. Tra esse: un Sant’Antonio da Padova di Luca Giordano; una Madonna con Bambino e Santi; una Vergine Immacolata di A.Vaccaro, trasferita in altro luogo. Nei bracci del transetto sono conservati quattro residui affreschi di Domenico Chierico, del secolo XVIII, due nel cappellone di S.Salvatore da Horta, due nel cappellone del Cuore di Gesù. Nello stesso secolo in cui fu edificata la Chiesa (1643), fu costruito l’annesso convento francescano. Nel chiostro si trova, sotto le volte, un apparato di grottesche tardo-rinascimentali, una serie di affreschi raffiguranti scene di vita di S.Salvatore da Horta, mentre nei sottarchi esterni, sono riprodotti paesaggi dell’area atellana; in quelli interni, invece, si ammirano santi, martiri e teologi dei tre ordini francescani. Dietro il convento si apre un giardino, in parte adibito ad orto e in parte ospitante una serie di cappelline, recanti una “via Crucis” e i miracoli di S.Salvatore da Horta. All’interno del convento si conserva, del secolo XIV, un dipinto murale “Madonna degli Angeli”, di artista ignoto operante a Napoli, che, mostra, in uno stile appesantito da incertezze espressive e di resa, una Madonna in trono con il Bambino “benedicente” sulle ginocchia e recante nella mano sinistra un mazzeto di tre “fiori bianchi”, forse, simbolo della Trinità. La Madonna in posa di vera “regina” è contornata da Angeli oranti, mentre ai suoi piedi si vedono i fedeli davanti ai quali si staglia la figura, a mezzo busto, di un monaco domenicano.

Facciata di San Donato

Urna con reliquie di San Salvatore da Horta

Castello/Palazzo dei duchi di Casapuzzano

Busto di Alice Higgins

Torre Colombaia

Inizialmente di proprietà dei Capece-Minutolo, poi dei nobili Del Balzo, l'edificio era formato da un piano interrato, circondato da un fossato, e da un primo piano, in mezzo ad un vasto feudo terriero. Nel XVIII secolo subì un ampliamento fino all'innalzamento di un quarto livello, dove si trova il “suppenno”. Il castello era compreso dentro due recinti o “rinchiuse”, con un giardino “alla mediterranea” alle spalle, e tre cortili sul davanti, inoltre, passata la Via Pubblica si trovava un piccolo boschetto per la caccia e terreni per uso agricolo. Successivamente, per assecondare il gusto architettonico inglese desiderato dalla giovane marchesa Alicia Higgins, di famiglia irlandese, sposa di don Vincenzo Capece Minutolo, il castello fu abbellito nelle linee dei vari piani, in particolare la facciata con cornici alle finestre, marcapiani, balconate in ferro, cancellate, fumaioli e stemmi. Il palazzo è stato sottoposto ad un vincolo di tutela dei BB.CC. negli anni '90. Posto in Piazza Virgilio, una volta compreso nella cinta muraria del castello è il rustico “Luogo Alicia Higgins”, caratteristico per i “vani a schiera” e i fumaioli svettanti, tipici dello stile settecentesco, detti i “comignoli di Casapuzzano”.

Facciata Chiesa S. Michele

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Esterno Castello


Cenni Storici Palazzi Storici

Palazzo di Lorenzo Palazzo Mastropaolo. Sviluppato in alzato con una altissima torre-colombaia, circondato da una discreta estensione di terreni che formavano l'antica “starza”. Oggi rimangono dell'originaria struttura due corpi del fabbricato uniti da una lunga terrazza, uno rimasto di proprietà dei Mastropaolo e l'altro di proprietà di diverse famiglie.

Palazzo Mastropaolo Palazzo Silvestre. Si distingue per il tipico loggiato, l'ampio terrazzo e una piccola torre (colombaia di epoca ottocentesca), posta sul lato nord dove è l’ingresso principale. Inoltre vanno ricordati palazzo Granata – Ziello, palazzo Russo, palazzo dei Lamberti, i due palazzi Silvestre uno in via S.Donato e l'altro in via S.Salvatore e palazzo Perrotta, in via Diaz, dov’è pure il vecchio Palazzo ducale

Palazzo Silvestre

dei Caracciolo. Nei primi due decenni del Novecento vengono costruiti alcuni palazzi nell'attuale C/so Alcide De Gasperi realizzati in epoca fascista, grazie al volere di alcune famiglie locali, aventi attività piccolo industriali: palazzi Pisano, Serra e Lupoli. Nella stessa epoca fu edificato l'edificio della Scuola Elementare, per conto del Comune di Atella per ospitare i bambini di Orta.

Folklore

Ogni anno nel mese di Settembre si svolge la festa in onore del Santo patrono San Massimo Vescovo, sentita in modo particolare dai cittadini ortesi, che attraverso essa rinnovano la loro devozione. Si narra che il 13 settembre del 1947 un numeroso gruppo di fedeli ortesi riportarono nella città di Orta di Atella un’ insigne reliquia del Santo, conservata, fino ad allora, nel antichissimo Monastero di Montevergine. Caratteristiche dei festeggiamenti sono le luminarie disposte lungo le vie di tutto il paese, la processione e la gara pirotecnica che vede coinvolti tutti gli artisti del settore della Campania, e infine i concerti delle bande musicali che si svolgono nella piazza principale e per le vie cittadine.

Numeri utili Municipio Guardia Medica Carabinieri Ufficio Postale Polizia Municipale

081.5023711/32 081.5012171 081.5022985 081.8917155 081.5022221 31

Unione dei Comuni Atellani - Orta di Atella - Cenni Storici e Folklore

Palazzo Di Lorenzo (attuale proprietà Migliaccio e Damiano). E’ strutturato in stile settecentesco, con una torre-colombaia. Nel primo progetto, come si evince da un'antica incisione conservata a Napoli, in collezione privata, il palazzo doveva avere tre piani, due torri e una facciata impreziosita secondo lo stila del palazzo-villa. Palazzo Di Costanzo unitamente ai due Palazzi Greco, situati in via S.Donato, formano una “cerniera edilizia urbana” tra il nucleo antico del paese e il convento francescano del seicento.


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Stradario B-4 A Alighieri Dante Via Antica Atella Largo B-6 Amendola Giorgio Via C-4 Atella Corso A/B-5 Atellano Vico C/D-5 Atellano Corso C/D-5 B-3 B Bandiera Irma Via Baracchi o Cupa di C/D-7 Pomigliano Str. Com. Baraccone Via E-5/6 Basaglia Francesco Via D-5 Battisti Lucio Piazza D-4 Berlinguer Enrico Via C-5 Bixio Nino Via B-3 Buccus Via B-6 B/C-4 C Caduti sul Lavoro Via Campagnone Via B/C-5/6 Campagnone Vico I° B-5 Campagnone Vico II° C-5 Capone Ercole Via B-3 Carosone Renato Via B-4/5 Castellone Via A-5/6 Cavour Via D-5 Censorino Via C-3/4 Cerri Vico C-5 Cesa di Strada Comunale C-1/2/3 Cesare Augusto Via B-6 Clanio Via A/B-5 Cicerone Via B-6 Cimarosa Via D-4/5 Cimitero del Str. Comunale C/D-6/7 Croce Benedetto Via B/C-3 Cupa Cesa Via B-1/2/3/4 Couriel Eugenio Via B-3 D-5 D Da Vinci Leonardo Via D’Acquisto Salvo Piazza C-5 D’Anna Amodio Via D-5 D’Anna Leone Via C-5 Dalla Chiesa Generale Via D-6 De Amicis Edmondo Via C-5 De Curtis Antonio Via C-3 De Filippo Eduardo Via E-5 De Gasperi Via B/C-4/5 De Simone Marco Via C/D-4 De Muro Vincenzo Via C-5 Del Prete Giuseppe Via C-5 Di Carlo Ferdinando Via D-5 Di Vittorio Giuseppe Via C-4 Dossenus Via B-5 Dossetti Giuseppe Via D-6 Durante Francesco Via E-5 A/B-5 F Fabulae Atellane Via Fellini Federico Via E-5 Fermi Enrico Via C-5 Ferrovia Via D-5 Fratelli Cervi Via B-3 Fratelli Rosselli Via B-4

Foscolo Ugo Via D-6 Frattamaggiore Str. Com. E-6/7 D-4/5 G Garibaldi Giuseppe Via Gemito Vincenzo Via C-3 Gemito - Viviani Traversa C-4 Gentile Giovanni Via C-5 Giordano Piazzetta C-5 Giovanni XXIII° Via C-3 Gneo Magio Via C-4/5 Gobetti Piero Via B-3/4 Gramsci Antonio Via C/D-4 Greco Francesco Via B-3 Guarino Alfonso Via B-5/6 Guttuso Renato Via D-6 B-3 I Impastato Giuseppe Via Iommelli Nicolò Via D-4 C/3-4 K King Martin Luter Via D-4/5 L Landolfi Luigi Via Lava di Cesa Strada Com. C-1 Lavoratori dei Via D/E-5 Legnate Vincenzo Via C-4 Lettera A. Cavaliere Via B-2 Lettera Francesco Via C-5 Libertà della Viale C-3/4 Limone Giuseppe Via D-5 Lira Italiana Via C-2 Longo Luigi Via B/C-4 A/B-5 M Maccus Via Macrì Giuseppe Vico C-5 Mad. Teresa di Calcutta Via C-3/4 Magliola Via Maisto Francesco Paolo Via C-4 Marconi Guglielmo Via C/D-5 Margotti Marina Via B-3 Marina Serena Via B-3 Martiri Atellani Via B/C-1/2/3/4/5/6 Martiri di Cefalonia Via B-2 Matteotti Giacomo Via C/D-4 Mazzini Giusseppe Via D-4/5 Mazzolari Don Via B-3 Mellonia Via C-4/5 Mendel Johan Gregor Via B-2 Milani Lorenzo Don Via B-3 Minzoni Giovanni Don Via B-3 Modigliani Antonio Via D-5 Montale Eugenio Via C/D-3/4 Mormile Gennaro Via C-4 Moro Aldo Via C-4 Mozart Via E-4/5 C-4 N Nenni Pietro Via Neruda Pablo Via B/C-3/4 Novio Via B-5 A-6 O Osci degli Via 8 Marzo dell’ Via B/C-4 C-5 P Pace Vico Pappus Via A/B-5 Parri Ferruccio Via C-4 Pascoli Giovanni Via D/E-5/6 Pasolini Pier Paolo Via E-5

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Pavese Cesare Via C-5 Pennacchio Francesco Via D-4/5 Pertini Sandro Via C/D-5 Petrarca Francesco Via B-4 Piave Via C-5 Padre Pio Piazzetta C-5 Pirandello Luigi Via C-3 Pisacane Carlo Via D-5 Pizzetti Ilbedrando Via E-4 Plauto Via C-3 Pomponio Via B-5 I° Maggio Via B/C-3 Puccini Giacomo Via D-4 D-5 Q Quasimodo Salvatore Via D-5 R Raffaello Via Resistenza della Piazzetta B-3 Rinascimento Via C/D-5 Risorgimento Via B-3/4 Rodari Gianni Via C/D-3/4 Romeo Piazzetta E-5 Rossa Guido Via B-3 Rossini Gioacchino Via D-4 Rotondella Via A-5/6 C/D-5 S S. Aloia Vicoletto S. Arpino II^ Traversa A/B-6 S. Canione Via B-4 S. Canione Piazzetta B-4 S. Francesco di Paola Via C-6 S. Francesco Str. Com. C-6/7 S. Giacomo Via C-5 S. Maria a Piro Via B-5 S. Maria D’Atella Piazzale C-6 S. Maria della Grazie Via B/C-4/5 Separiello T. Via E-4 Silone Via D-5 Sturzo Don Luigi Via C-4 D-6 T Tasso Torquato Via Togliatti Palmiro Via D-4/5 Toti Enrico Via B-3 Troisi Massimo Via E-5 Turati Filippo Via B-5 C-5 U Umberto I° Piazza Ungaretti Giuseppe Via D-5 Ungheria Libera Rione C-5 Unità D’Italia Via A/B-5 C-4/5 V 25 Aprile Via Verdi Giuseppe Via D/E-4/5 Verga Giovanni Via D/E-5 Viocciola Via D-5 Virgilio Publio Marone Via B-5 Vittorini Elio Via D-5 Vittorio Veneto Via C/D-4/5 Vivaldi Antonio Via D/E-4 Viviani R. Via C-4 Volta Alessandro Via C/D/E-5/6 C-5 Z Zarrillo Vico Ziello Via B/C-5 Ziello Pasquale Padre Via C-5


Unione dei Comuni Atellani - Sant‛Arpino - Stradario

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Unione dei Comuni Atellani - Sant‛Arpino - Cenni Storici

Cenni Storici Il nome Sant' Arpino va fatto corrispondere al nome del villaggio di S. Elpidio, del quale si ha notizia per la prima volta nel 820 d.C. in un atto di vendita dove è comprovata che la Chiesa vescovile di Atella era dedicata a S. Elpidio, fin dal IX secolo. Il villaggio di S. Elpidio convisse con Atella “distrutta e semiabbandonata” fino al secolo XI, quando, sorta Aversa per opera dei Normanni, tutto ciò che faceva parte del territorio atellano e che riusciva ad essere trasportato, fu trasferito nel borgo normanno. Infatti, da alcuni documenti normanni, del 1175, si parla di “Villa Sant'Elpidii” e la città madre di Atella che era scomparsa da molti anni. Il nome Sant' Arpino, forma dialettale di Sant' Elpidio, compare nel 1592 quando il paese divenne feudo del Marchese di Grottola d. Alonzo Sanchez de Luna d'Aragona; nello stesso anno furono edificate sia la Chiesa dedicata al Santo, sia il palazzo Ducale residenza del signore feudatario.

Chiese e Cappelle Chiesa di Sant’ Elpidio. La Chiesa di Sant' Arpino, intitolata a Sant' Elpidio, fu costruita con le caratteristiche architettoniche tipiche del seicento, tra il 1590–1592, grazie al volere del duca Sanchez. La Chiesa, fatta edificare di fronte al palazzo Baronale, si presentava sobria nello stile generale, ad una sola navata e abbellita con stucchi e dipinti; successivamente, nel 1754, fu modificata nel suo assetto con l'aggiunta di cappelle e altari; ancora, nel 1884, fu ampliata e modificata, con una facciata a capanna delimitata tra due torrette campanarie. Al suo interno, oggi si nota una grande aula circoscritta da pilastri, che dividono le tre navate, e una volta a botte tutta decorata. Di un certo valore artistico, sono la tela della “Madonna del Buon Consiglio” e il busto bronzeo di Sant' Elpidio trafugato, posto in sostituzione dell'antico busto in argento recentemente, l’importante simulacro ligneo di Santa Maria di Atella e quello di San Francesco di Paola, in un dipinto, attribuito all'artista seicentesco G. B. Vela, posto nella cappella del Purgatorio.

Chiesa di S’ Elpidio

Ex Monastero di San Francesco di Paola. Il complesso, anticamente intitolato a S.

Chiesa Madre del Monastero di S. Francesco di Paola

Maria d’ Atella e a S. Michele Arcangelo, risale, probabilmente, alla fine del secolo XVI. L‘impianto primitivo della Chiesa è stato ingrandito nel corso del secolo successivo dopo l‘aggiunta del convento e la venuta dei Frati Minimi, ai quali fu donata l'antica struttura. L'edificio,voluto dai Sanchez-De Luna e marchiato con il loro stemma,si compone di un recinto “claustrato” su due lati e alcuni ambienti superiori sorretti da pilastri con archi e voltine; la parte restante è chiusa da un muro perimetrale sul quale a mala pena si vedono tracce d’intonaco colorato, forse, con decorazioni floreali e geometriche. La Chiesa fu abbellita e portata allo stato attuale durante i secoli XVII/XVIII, apponendovi splendidi motivi barocchi. L’edificio, a croce latina e ad unica navata, completamente restaurato, è stato inaugurato il 3 novembre 2005. In esso sono da apprezzare l'impianto pavimentale in cotto e “maiolicato” con, al centro della navata, il disegno di una “stella raggiata”, la lapide marmorea che copre l'antico sepolcro dei Frati riportante la scritta HIC SOLIS MINIMIS,HINC FRATIBUS ORTUS e tutto l'apparato compositivo formato da stucchi, motivi a festoni e alcuni dipinti ripresi e restaurati, sugli altari laterali, contraddistinti dal linguaggio settecentesco. La Chiesa, collegata al cimitero, è stata officiata con la celebrazione delle messe fino al 1917, mentre il monastero fu soppresso tra il 1799/1812. In una piccola cappella, addossata al lato nord del monastero, è possibile ammirare un’edicola contenente un esemplare dipinto trecentesco di una Madonna delle Grazie, che raffigura, in uno stile scarno ed essenziale, una Madonna con un bimbo lattante. Anche il colore, nonostante sia passato tempo dalla sua realizzazione, sembra sia reso al necessario, questo probabilmente dovuto all’intenzione dell’autore di aderire, volutamente, allo spirito di povertà dell’ordine francescano. - probabilmente creato dallo stesso autore, per l’estrema somiglianza dello stile e delle forme, è un altro dipinto trecentesco ubicato sul muro di un’edicola campestre di stile gotico che si trova in una zona di Sant’ Arpino detta “ncopp ‘e Sante”.

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Cenni Storici Cappella della Maddalena. In via Ten. L. D'Anna si trova la cappella della Maddalena. Ricostruita, tra il secolo XI e XII, presenta lo stesso nome della piccola cappella demolita nel 1592 presente nella piazza, di fronte al palazzo Sanchez. Nel nuovo edificio sacro è conservata una lapide marmorea, del 1559, che testimonia l'esistenza della precedente cappella e la validità religiosa del piccolo edificio.

Romitorio di San Canione. Sul lato nord dell'attuale parrocchia di San Canione,si trova una piccola cappella, a pianta circolare, dedicata allo stesso Santo. Il primo nucleo, avente funzione di sacello, risaliva al V secolo d. C.; con il passare dei secoli, la struttura fu modificata e ampliata, fino a donarle l'attuale aspetto. Nel seicento la cappella era abitata da un monaco eremita, mantenuto a spese del duca.

Romitorio di San Canione

Palazzi Storici

Palazzo Sanchez

Palazzo Sanchez. Per volere di Alonzo Sanchez de Luna D'Aragona questo palazzo, che rappresentava il centro antico del paese, fu costruito tra il 1574 e il 1592. La struttura era caratterizzata da un impianto imponente diviso in quattro corpi di fabbrica che coronavano una corte interna, alla quale erano annessi vari spazi ad uso agricolo. Inoltre, posta sotto un’ala del fabbricato, esistente, vi è una grossa cisterna per la raccolta delle acque, aerata da de pozzi-ventarole, situati nel cortile. Ancora, alle spalle del palazzo, oggi sono visibili strutture residue di cinque pozzi coperti ad “araba”, corrispondenti alle aperture in superficie di una grotta-cantina posta sotto la starza rettangolare adibita ad orto/giardino, e parte di una grande aia situata dietro la costuzione. I Sanchez abitarono il palazzo fino al 1836, quando caduta la feudalità ormai da decenni, vendettero il palazzo. Questo fu acquistato e restaurato, nel 1903, dal tenente Magrì. Alla morte del tenente, avvenuta nel 1932, il palazzo fu ceduto in eredità al Comune di S’Arpino. Lungo una via laterale, ad est del palazzo, è visibile, ancora oggi, una splendida edicola muraia con un dipinto di una “Madonna con Bambino”, nota come la Madonna delle lettera

Palazzo Zarrillo. È il tipico palazzo o casa signorile d’impianto seicentesco, ristrutturato nel XVIII secolo. Sito in via Ten. L. D’Anna, è costituito da una piccola corte interna aperta, ed è particolarmente ammirato per la facciata, dove sporgono balconi e finestre e il portale monumentale aperto al suo centro. La più interessante soluzione architettonica presente, è rappresentata dalla scala, fatta tutta in piperno, che porta ai piani superiori. Il palazzo fu abbellito grazie alla prima famiglia proprietaria i De Simone e successivamente passò ai Zarrillo.

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Palazzo Zarrillo

Unione dei Comuni Atellani - Sant‛Arpino - Cenni Storici

Cappella della Maddalena


Cenni Storici Unione dei Comuni Atellani - Sant‛Arpino - Cenni Storici e Folklore

palazzo Cicala Attiguo al palazzo Zarrillo vi è il palazzo Cicala,situato anch’esso in via Ten. Leone D’Anna. Ammirato per alcune interessanti particolarità architettoniche, è caratterizzato da una corte chiusa; in esso,è ancora oggi,conservata,nel giardino,una “tipica fornace” destinata alla lavorazione della vinaccia; al suo ingresso si impone una facciata “rustica” affiancata da due paracarri in piperno,tipici dei palazzi importanti.

palazzo-Villa Di Tella Il palazzo-villa Di Tella,sito in via De Muro,diede i natali all’abate Vincenzo De Muro, che fu il primo storico di Atella, oltre ad essere un sensibile religioso e studioso delle arti liberali. Fu, anche, responsabile della Real Biblioteca Borbonica. Il palazzo va ricordato per la splendida facciata impreziosita da “stucco a sbalzo”,sotto l’arco d’ingresso. palazzo Compagnone Sito nell’omonima via,risponde alla tipica architettura del palazzo-villa. Sviluppato su tre piani suddivisi in tre ordini d’arcate,che,nella zona del cortile,comprendono un interessante scala e un doppio androne. All’interno del cortile troviamo un giardino,che fino a pochi anni fa ospitava due statue,una rappresentante il poeta Virgilio, l’altra un filosofo greco.

palazzo D’Antonio Nelle immediate vicinanze di palazzo Compagnone,troviamo palazzo D’Antonio. Caratteristico per la sua architettura e per le sue finalità (industriali),è arricchito,all’interno,da una corte chiusa da ambienti,dove si svolgevano le operazioni industriali. Sul Corso Atellano vanno ricordati:

palazzo Puca di epoca ottocentesca,con corte interna e scala di collegamento al piano superiore; nella zona retrostante vi è la fabbrica provvista di grandi spazi aperti destinati alla lavorazione di vari prodotti (vinacce, pinoli, liquori ecc.); palazzo Capone databile a fine XIX secolo,l’edificio è un accogliente “dimora borghese” con struttura “a corte” e un ampio spazio adibito ad orto/giardino; Vanno ricordati altri palazzi eretti tra l’ottocento e il novecento quali palazzo Guarino, in via Ziello; palazzo Porta in via Santa Maria delle Grazie; palazzo Plazza, palazzo Pezzella entrambi con corte interna.

Folklore Ogni anno,nella terza settimana di luglio,sono aperti i festeggiamenti in onore del Santo patrono,Sant’ Elpidio vescovo. Cacciato dalla Mauritiana nel V secolo d. C.,si fermò ad Atella, sede della Diocesi,divenendone vescovo. Morì,in Atella nell’ VIII secolo d. C. e la sua salma fu trasferita a Salerno,nella Cattedrale. Considerato patrono dei terremoti,visto che il paese non ha mai subito gravissimi danni in seguito ai vari terremoti avvenuti negli anni,il paese gli dedica una festa in suo onore; le strade vengono addobbate con luminarie, e la statua portata in giro per il paese tra l’allegria del popolo e delle varie manifestazioni canore.

Festa di San Canione E’ una cerimonia molto popolare che si svolge,ogni martedì in Albis,presso il Romitorio,in ricordo dell’antica festa pagana in onore della primavera o del fiume Clanio (2 luglio/8 settembre). Durante tali festeggiamenti si svolgevano riti come il “palo di sapone” e “il mangiafuoco”, aboliti, nel tempo, a causa dello spazio esiguo rimanente intorno al Romitorio.

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Folklore Festa di Sant’Antonio Abate

Tra aprile e maggio,in piazza Umberto I, si svolge un particolare evento folkloristico in memoria di una antica usanza popolare atellana per festeggiare l’arrivo della primavera e della Pasqua, in cui il popolo, anticamente, si riuniva presso il Complesso monasteriale di San Francesco di Paola, pù recentemente invece, nell’aria vicino al Romitorio di San Canione, tra balli e musiche popolari, consumando il “casatiello”; rozzo rustico della cucina contadina. Durante la sagra le massaie,gareggiano per la preparazione del “miglior casatiello dell’anno”. Negli scorsi anni grazie alla preparazione di un casatiello di 4 quintali di peso, Sant’ Arpino è entrato nel “guinnes dei primati”.

PulciNellaMente Il progetto nato da un’idea, nel 1998, dei soci fondatori dell’Associazione Culturale il “Colibrì”, affonda le sue radici nelle antiche vicende atellane nel mondo letterario, per essere stata Atella la culla del teatro italiano.E’ qui, infatti, che ebbero luogo le prime azioni sceniche, di natura comico satirica, dette “Fabule Atellane”. La rassegna è un evento etico/civile con iniziative che vogliono sensibilizzare sulle problematiche sociali, attraverso la presentazione di eventi e spettacoli, tra cui opere teatrali, proiezioni di cortometraggi e happening realizzati da scuole e università, con incontri tra studenti e insegnanti, dibattiti e conferenze con attori e registi. PulciNellaMente, attraverso il connubio arte e impegno socio-educativo, ha creato il palcoscenico ideale di una grande missione formativa, grazie all’impegno di operatori e docenti, e negli anni ha visto stabilire proficue collaborazioni con realtà, quali, il “Giffoni Film Festival”, il “premio Massimo Troisi”, la “Fondazione Città della scienza”di Napoli e istituti scolastici e universitari di tutta Italia. Inoltre, vanno ricordate le adesioni, all’evento di noti personaggi del’ambito artistico, culturale ed istituzionale, tra cui il Premio Nobel Dario Fò, il quale oltre ad aver disegnato personalmente il logo dell’edizione del 2003, è anche divenuto “ambasciatore delle Fabule Atellane” nel mondo.

Numeri utili Municipio Carabinieri Polizia Municipale Ufficio Postale Parrocchia Sant’Elpidio

081.5014511 081.8918549 081.5014535 081.5013151 081.8918072

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Unione dei Comuni Atellani - Sant‛Arpino - Folklore e Numeri Utili

Gli abitanti di Sant’ Arpino, ogni anno, nella giornata dedicata al Santo portano gli animali domestici nella piazza centrale per farli benedire. Giunta sera si organizza un enorme falò e la distribuzione ai presenti di una succulenta “fagiolata”


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Unione dei Comuni Atellani - Succivo - Cartina e Stradario

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Unione dei Comuni Atellani - Succivo - Cenni Storici

Cenni Storici Notizie certe sulla nascita di Succivo non esistono, un primo documento riporta che il "Casale di Suffici" fu donato, nel 1121, dal principe di Capua, Giordano, alla Chiesa di Aversa; ancora, una nota negli archivi parrocchiali riferisce che, nel 1142, il Casale di "Sucìo" fu affidato alle cure del vescovo di Aversa da Papa Innocenzo II; e ancora, sempre in una nota parrocchiale del 1759 dagli "Atti di Papa Innocenzo II", è scritto che da "Sufficio" cadute le sillabe "ffi" si ha "Sucìo". I recenti studi sul periodo della Centuriazione, per la divisione dell'Ager Campanus, attribuiscono il nome di "Subcisivus Ager" a ritagli di terra che non raggiungevano l'estensione di una centuria, con appezzamenti di suolo di cattiva qualità; questo è il territorio appartenente a Succivo al limite con l'agro Centuriato, a sud del Decumano Massimo. I Succivesi furono protagonisti, nel 1713, di una estenuante battaglia, svoltasi sul ponte di Teverolaccio, per difendere il loro territorio dall'attacco dei francesi. Nel 1878 e fino agli inizi di questo secolo, Succivo fu sede della Pretura mandamentale, che dal 1974 è stata trasferita a Sant'Arpino.

Succivo antica

Chiese e Cappelle Chiesa della Trasfiurazione. Di alto valore artistico è la

Chiesa della Trasfigurazione Esterno ed interno

Chiesa della Trasfigurazione o Parrocchia del SS. Salvatore, costruita nel XVI secolo al posto di una precedente Chiesa. Essa ha subito nel corso dei secoli modifiche a più riprese, la prima e più importante nel 1670, avvenuta in seguito alla distruzione del soffitto ligneo a cassettoni, a causa di un incendio provocato da un fulmine. Alla fine del XVIII secolo furono ampliate alcuni parti dell'edificio e modificato l'intero assetto della Chiesa preservando alcune preesistenze (le vecchie cappelline); nell'800 venne nuovamente sistemata, grazie all'utilizzo di tecniche edilizie moderne. Attualmente si presenta a croce latina, con una navata centrale e cappelle laterali di diversa grandezza, ai lati del presbiterio si aprono due cappelline contenenti rispettivamente il SS. mo Sacramento e il Cristo morto sotto il simulacro dell'Addolorata. Sempre nella zona del presbiterio, nella volta, troviamo la copia della "Trasfigurazione sul monte Tabor" di Raffaello, fatta da Antonello Jovane del 1873, anno in cui fu posto, nella cappella a destra del presbiterio, un pavimento maiolicato che riporta il disegno della vecchia parrocchia con l'immagine, sulla facciata, della Madonna del Buon Consiglio. Ai lati dell'uscita dalla Chiesa troviamo un dipinto su legno, di fine del XVI secolo, raffigurante la "Madonna della Purità" e una "Natività". L'ingresso della Chiesa è impreziosito da due colonne con capitelli corinzi, sorreggenti una "calotta" di malta cementizia rivestita da mattonelle scure.

Cappella della Madonna dell’ Ulivo. È un’ antichissima Chiesa di origine medievale, che si erge nell’odierna via Villa, in passato antico centro abitato del paese, e fungeva da parrocchia della “Villa di Sucìo”. Col passare del tempo ha subito diverse opere di rimaneggiamento e restauro.

Cappella della Madonna dell’Ulivo

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Cenni Storici Complesso di Teverlaccio

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Unione dei Comuni Atellani - Succivo - Cenni Storici

Il complesso di “Teverrolaccio”,antico esempio di casale agricolo fortificato dell'antica liburia atellana,è di età aragonese. Il corpo di fabbrica comprende la torre,il palazzo e la chiesa,il tutto racchiuso da un muro perimetrale,nel quale si aprono tre porte,di cui quella occidentale è posta sulla vecchia strada,corrispondente in antico,al Decumano Grande. Il complesso fu realizzato e assegnato in feudo,come baronia,tra il 1520 e il 1530,a Giovan Battista Palumbo; passò,poi,ai Pisano (1550-81); ai Di Nardo (fino al 1623); ai Seripando (fino al 1653). Tra il 1653 e il 1807 (anno in cui la feudalità fu abolita) ne fu proprietario Nicola Filomarino,con il titolo di Duca della Torre. Quest'ultimo lo vendette subito,nel 1807,alla principessa Pignatelli di Tricase,che lo tenne fino al 1874,per poi cederlo ai Bonocore da cui passò alla duchessa Maria Rosaria Diana (19391983). Nel 1983 fu acquistato dal Sindaco (Salvatore Tessitore) del Comune di Succivo,per destinarlo ad attività di tipo sociale e culturale. Il casale,nel 1655,iniziò ad ospitare,grazie alla volontà di Ascanio Filomarino (nipote dell'omonimo arcivescovo di Napoli),un importante attività commerciale che si svolgeva ogni mercoledì,il Mercato del bestiame e del formaggio. In questo complesso si viveva,si produceva e si vendeva,fissando il prezzo del bestiame valido per tutta l'Italia meridionale,conferendo al “feudo” il più importante ruolo commerciale nel Regno delle Due Sicilie. La Torre presenta tutte le caratteristiche architettoniche tipiche delle fortezze aragonesi. Da essa si osservano, perfettamente,le due strade principali: la medievale via Aversa/Acerra e l'antica via Atellana “Capua-Napoli”,dalle quali era possibile attraversare,agevolmente, tutto il nostro territorio. Realizzata con la pietra estratta dal sottosuolo,la torre costituiva un sistema di avvistamento per prevenire e fronteggiare l'attacco nemico. Di struttura quadrata si innalzava su tre livelli separati da tre redondoni toroidali,in tufo grigio,era sormontata da caditoie in corrispondenza delle aperture,dalle quali gli assediati gettavano pietre ed olio bollente. Inoltre possedeva una scala interna che collegava ai piani superiori dov'erano conservati i viveri,che si utilizzavano in casi straordinari,e cunicoli sotterranei,che si utilizzavano in caso di fuga. La piccola Chiesa di Teverolaccio (o cappella Filomarino),dedicata a San Sossio è stata edificata al posto della precedente cappella campestre,fu fatta costruire ad opera dei Filomarino. La chiesa pare possa essere identificata,già in un documento del 1205 “Villa Tybulare Sancti Sossi”. L'attuale costruzione risale al 1654,come dichiarato nell'architrave del bel portale ancora di forma tipicamente rinascimentale; il suddetto portale,di marmo bianco scolpito a fasce,che ne abbellisce l'ingresso,è ornato da piccoli elementi verticali ed era parte dell'edificio preesistente. Nella Chiesa si conserva,inoltre,un pavimento in cotto maiolicato del XVIII secolo dal quale,un pò di anni fà,è stato rubato il rosone centrale. La Chiesa,con facciata a capanna,contiene una tela settecentesca raffigurante la "Madonna del Rosario",posta sull'altare,e il simulacro di S. Sossio conservato all'interno di una scarabattola. La Masseria era il luogo in cui venivano svolte le attività commerciali di Teverolaccio,si presenta con una struttura “a corte” con pianta a forma di “C”; ci si accede grazie ad un ampio androne nel quale si trova anche lo scalone che conduce al piano nobile dell'edificio.


Folklore

Unione dei Comuni Atellani - Succivo - Folklore e Numeri Utili

Palazzi Storici Tipici del XVIII secolo, con impianti edilizi settecenteschi, vanno ricordati nel territorio di Succivo i palazzi rustici Maisto, in via Virgilio; Palumbo, in via Cadorna; alcuni palazzi di via Villa, il Palazzo Crispino (Villa Pignatelli), inPiazza IV Novembre.

Palazzo Palumbo

Folklore Nella comunità succivese la festa patronale onora in maniera grandiosa il SS. Salvatore, ovvero la Trasfigurazione di Gesù Cristo in terra. Il periodo dei solenni festeggiamenti avviene la prima settimana di luglio ed è molto sentito da tutta la popolazione che vive il momento delle celebrazioni con estrema fede. La statua del SS. Salvatore percorre le strade di tutto il paese e fa visita alle famiglie succivesi che attendono con ansia l’arrivo del loro patrono e lo omaggiano con offerte e doni. Un evento molto particolare della festa del SS. Salvatore è “l’incendio del campanile” che si tiene la domenica sera al momento del rientro della statua del patrono. Il campanile adiacente alla chiesa viene interamente ricoperto con dei fuochi d’artificio che vengono accesi all’unisono quando arriva il SS. Salvatore in piazza, dando così l’effetto ottico di un vero e proprio incendio. La storia succivese racconta anche di un miracolo che va attribuito al SS. Salvatore. L’episodio risale a mezzo secolo fa e parla di un bambino di nome Nico che frequentava assiduamente la chiesa ed era molto legato al suo patrono. Qualche giorno prima della festa del SS. Salvatore, il piccolo Nico non riesce più a muovere le gambe e gli viene diagnosticata una paralisi degli arti inferiori. Arriva la domenica della festa e Nico, immobilizzato nel letto, sente da lontano il suono della banda musicale che annuncia l’arrivo del Santo Patrono nella sua strada. La voglia di vedere da vicino il SS. Salvatore è troppo forte e, allora, Nico con uno spirito di volontà si alza dal letto e sorretto solo dalle sue gambe arriva nel cortile di casa sua e riesce a vedere l’imponente statua del suo amato patrono.

Numeri utili Municipio

081/5014728

Carabinieri

081/8918549

Polizia Municipale

081/5025705

Pro Loco

081/8918001

Ufficio Postale

081/8918060

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Caffetteria Marconi

Via Rodari, 41 - 81030 Sant’Arpino (CE) Tel. 081 5011068

di Pascarella Antonio e Di Gennaro F.sco Via Marconi, 45 - 81030 S. Arpino (CE) Tel. 081 5014302

Mangiare e Bere

PIZZERIA DA DINO

CASEIFICIO MARTINO INGROSSO LATTICINI Via Raffaele, 1 - 81030 Sant’Arpino (CE) Cell. 339 7551987

Caffè Ducale dei F.lli d’Ambrosio Piazza S. D’Acquisto - Sant’Arpino (CE) Tel. 081 5013833 - Chiuso il Lunedì

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Mangiare e Bere


Patente a Punti La patente a punti è il meccanismo introdotto in Italia a partire dal 1 luglio 2003 attraverso il quale, ad ogni conducente di un veicolo viene attribuito un punteggio (inizialmente 20 punti) che viene decurtato in caso di infrazioni. All’esaurimento dei punti disponibili per conservare la patente è necessario superare nuovamente l’esame di teoria e l’esame di guida.

commessa. Così per il passaggio con il semaforo rosso è prevista la perdita di 6 punti, che diventano 12 se l’infrazione è commessa da un conducente in possesso della patente da meno di tre anni.

Come si recupera il punteggio

Sanzioni accessorie Anche dopo l’introduzione della patente a punti, resta pienamente efficace il sistema attuale con la possibilità della sanzione accessoria della sospensione immediata della patente di guida.

Come si controlla il “saldo” punti Il titolare può controllare in tempo reale lo stato della propria patente presso l’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, utilizzando il portale dell’automobilista all’indirizzo internet: www.ilportaledellautomobilista.it. E’ possibile utilizzare anche l’utenza telefonica 848782782, al costo di una chiamata urbana secondo le tariffe del proprio gestore telefonico.

Obbligo di comunicazione del conducente Qualora il conducente non sia stato identificato, l’obbligato in solido a cui il verbale è notificato, è tenuto a comunicare, entro 60 giorni, all’ufficio o comando che ha accertato la violazione, i dati personali e della patente del conducente responsabile della violazione.

Tabella delle penalità

In che modo vengono persi i punti

Di seguito riportiamo una tabella con le infrazioni più comuni e le relative penalità. Per visionare la tabella completa ci si può recare sul sito ufficiale della Polizia di Stato all’indirizzo internet: http://poiliziadistato.it.

ll punteggio di ciascun conducente subisce riduzioni ad ogni comunicazione relativa alle violazioni che prevedono decurtazione di punteggio, come descritti nella tabella. Il punteggio previsto per ciascuna violazione è indicato nel verbale di contestazione. Quando la decurtazione viene annotata nell’archivio nazionale degli abilitati alla guida, l’utente riceve al proprio domicilio una comunicazione della avvenuta decurtazione.

Infrazione

E se si commettono più violazioni contemporaneamente? Qualora vengano accertate contemporaneamente più violazioni per le quali è prevista la decurtazione di punteggio e nessuna sanzione accessoria di sospensione o di revoca della patente, dovranno essere detratti al massimo 15 punti.

Se si perdono tutti i punti Alla perdita totale del punteggio (20 punti) non consegue la sospensione immediata della patente di guida ma la sua revisione, attraverso la ripetizione degli esami teorici e pratici. La revisione della patente deve essere effettuata entro 30 giorni dal momento in cui perviene la comunicazione che la dispone. Durante questo periodo il conducente può continuare a circolare.

Punti

Guida in stato di alterazione da sostanze stupefacenti o da alcol

10

Superare i limiti di velocità di oltre 40 km/h

10

Circolare contromano nelle curve, sui dossi o in condizioni di limitata visibilità o su strada divisa in carreggiate separate

10

Sorpasso effettuato in situazioni gravi e pericolose: - sorpasso per veicoli pesanti (> 3.5t) - sorpasso di veicoli fermi ai semafori, ai passaggi a livello o incolonnati, di tram o filobus fermi - sorpasso di veicolo che sta a sua volta già sorpassando

10

Fare inversione di marcia in autostrada o sulle strade extraurbane principali o procedervi in contromano

10

Darsi alla fuga in incidente con gravi danni ai veicoli o lesioni alle persone causato dal proprio comportamento

10

Mancata osservanza dello stop

6

Neopatentati

Passaggio con semaforo rosso o agente del traffico

6

Il titolare di patente da meno di tre anni vede raddoppiata la quantità di punti sottratta in relazione all’infrazione

Violare gli obblighi di comportamento ai passaggi a livello

6

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Viaggiare e Alloggiare - Patente a Punti

La mancanza di decurtazioni dei punti, per il periodo di due anni consecutivi, determina la nuova attribuzione del completo punteggio iniziale. Per i titolari di patente che per almeno due anni hanno mantenuto 20 punti è previsto l’accreditamento di 2 punti fino a raggiungere il tetto massimo complessivo di 30 punti. Il punteggio perso può essere recuperato frequentando anche dei corsi specifici presso le autoscuole o presso gli altri soggetti autorizzati dal Ministero dei Trasporti.


Viaggiare e Alloggiare - Patente a Punti

Infrazione

Punti

Superare i limiti di velocità di oltre 10 km/h e non superiore a 40 km/h

5

Violare gli obblighi relativi alla precedenza

5

Condurre un motociclo o una motocarrozzetta senza casco, con casco irregolare o non allacciato o trasportare altro passeggero in tali condizioni.

5

Mancato allacciamento delle cinture del conducente e/o del trasportato minorenne o mancato uso dei seggiolini per bambini

5

Usare cuffie o apparecchi radiotelefoni durante la guida e mancato utilizzo delle lenti se prescritte

5

Violare l’obbligo di precedenza ai pedoni

5

Circolare contromano (non in curva)

4

Non fermarsi in incidente con soli danni a cose causato dal proprio comportamento

4

Trasportare cose con eccedenza di carico superiore a 3 t., o superiore al 30% della massa complessiva per i veicoli fino a 10 t.

4

Non osservare le distanze di sicurezza nei confronti di determinate categorie di veicoli, non osservare la distanza di sicurezza con conseguente collisione con soli danni a cose

3

Far uso dei fari abbaglianti in condizioni vietate

3

Trasportare cose con eccedenze di carico non superiori a 3 t., o al 30% della massa a pieno carico per veicoli sino a 10 t.

3

Mancato rispetto della segnaletica, ad eccezione dei segnali di divieto di sosta e di fermata

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Infrazione

Punti

Sosta nelle corsie riservate al transito degli autobus o veicoli su rotaia Sosta o fermata negli spazi riservati a veicoli per persone invalide o in corrispondenza di rampe, scivoli o corridoi di transito Sosta negli spazi riservati alla fermata degli autobus o dei taxi. Omettere di segnalare il veicolo fermo sulla carreggiata, fuori dei centri abitati con l’apposito segnale di triangolo Non utilizzare i dispositivi di protezione rifrangenti individuali Trasportare cose in eccedenza di peso non superiore a 2 t. o al 20% della massa per veicoli sino a 10 t. Trasportare persone in sovrannumero sulle autovetture Non dare la precedenza a pedoni che abbiano già intrapreso l’attraversamento di una strada senza strisce pedonali Non far uso dei dispositivi di illuminazione o segnalazione visiva quando è prescritto Trasportare cose con eccedenza di carico non superiore ad 1 t. o al 10% per veicoli fino a 10 t. Trasportare persone in soprannumero sui veicoli a due ruote, ovvero violare le prescrizioni relative al trasporto di oggetti o trainare o farsi trainare con veicoli a due ruote Tratto dal sito ufficiale della Polizia di Stato: http://poliziadistato.it

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Consigli per Mettersi in Viaggio Controlli da o Effettuare all’auto

Per rendere la partenza per le vacanze un momento gioioso e sicuro è indispensabile, prima di iniziare il viaggio, rispettare alcune regole basilari per la nostra sicurezza e per quella degli altri. La Fondazione ANIA fornisce alcuni utili suggerimenti che dovrebbero far parte delle abitudini di chi affronta un lungo viaggio in macchina. • Verificare di avere tutti i documenti: libretto di circolazione, certificato d’assicurazione, carta verde (per l’estero). • Verificare di disporre del triangolo per la segnalazione di auto in panne, del crick e della chiave per i bulloni delle ruote. • Evitare di partire nelle ore più “calde” sia dal punto di vista del traffico sia da quello del clima. • Non mettersi in viaggio dopo aver mangiato per evitare colpi di sonno dovuti alla digestione. • Evitare gli alcolici prima della partenza. Il limite alcolemico è di 0.5 gr/l. • Posizionare correttamente le valige nel portabagagli. Il carico più pesante andrà collocato possibilmente verso il centro dell’auto per limitare le variazioni di comportamento dell’auto stessa. • Allacciare le cinture di sicurezza • Assicurare i bambini sui seggiolini (fino a 15 kg) o sui riduttori omologati (fino ai 30 Kg). • Rispettare la distanza di sicurezza e i limiti di velocità. • Pianificare il percorso controllando le previsioni sul traffico e gli eventuali ntuali lavori in corso. Ad esempio, mpio, da blackpoint.smaniadisicurezza. curezza. it è possibile scaricare aricare gratuitamente sul navigatore la mappatura ura dei Black Points, punti nti critici della rete stradale ale italiana.

Controllare la corretta pressione di gonfiaggio delle gomme e del ruotino/ruota di scorta.

Verificare il consumo del battistrada e l’usura dei “fianchi” dei copertoni. Lo spessore del battistrada non deve essere inferiore a 1,6 mm, secondo il Codice della Strada (ma in realtà è bene che non scenda mai sotto i 2 mm).

Se l’auto è molto carica aumentare la pressione delle gomme seguendo sempre le indicazioni del “Libretto d’uso e manutenzione”.

I “livelli” da controllare • • • • • • •

Olio motore Olio cambio Olio freni Liquido di raffreddamento Liquido lavavetri Cinghia di distribuzione, se l’autovettura ha più di 30.000 km Spazzole tergicristallo Tratto dal sito: http://www.smaniadisicurezza.it

Risparmiare Carburante La Commissione UE e l’European Petroleum Industry Association ciation (Europia) hanno lanciato oggi la campagna Save more than fuel, allo scopo o di diffondere un uso efficiente dei carburanti nti per il trasporto. Sul sito dell’iniziativa, che e coinvolge 28 Paesi ie petrolifere, potete europei e 40 compagnie parmiare benzina e per ridurre trovare i 10 consigli per risparmiare le emissioni di CO2, adottando un comportamento di guida più responsabile. 1. Provvedi alla manutenzione dell’auto, controllando regolarmente il livello dell’olio 2. Controlla la pressione delle gomme una volta al mese 3. Elimina i pesi inutili dalla macchina 4. Chiudi i finestrini, soprattutto alle alte velocità e rimuovi il portapacchi, se inutilizzato 5. Non esagerare con l’aria climatizzata 6. Evita di riscaldare il motore con la macchina ferma e spegnilo per soste superiori ad 1 minuto 7. Guida a velocità moderata e, soprattutto, senza accelerazioni improvvise 8. Cambia marcia appena acceleri (le marce alte consentono un maggior risparmio) 9. Sforzati di anticipare i movimenti del traffico (in modo da evitare di fermarti e ripartire) 10. Prendi in considerazione il car-sharing.

INDACO

Viale Petrarca (Angolo via Toscanini) 81030 Orta di Atella (CE) Tel./Fax 081 5023068

Tratto dal sito: http://www.savemorethanfuel.eu/

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Viaggiare e Alloggiare - Consigli per Mettersi in Viaggio

CENTRO REVISIONI

Pneumatici


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Shopping e Tempo Libero


Ufficio di Stato Civile L’Ufficio di Stato di Civile rilascia i certificati, gli estratti e le copie integrali degli atti di nascita, morte, matrimonio. Le copie integrali degli atti di stato civile possono essere rilasciati solo ai soggetti cui l’atto si riferisce o a terzi su istanza motivata ovvero decorsi 70 anni dalla formazione dell’atto. Con l’esclusione dei certificati di nascita e morte, che hanno validità illimitata, i certificati e gli estratti di stato civile hanno validità sei mesi. La validità del certificato può essere prorogata dichiarando in calce che i dati contenuti non hanno subito variazioni. Il rilascio di certificati ed estratti è immediato. Sono esenti da bollo e da diritti di segreteria. Le certificazioni e gli estratti di stato civile possono essere autocertificati.

Matrimonio

Denuncia di Nascita La denuncia di nascita può essere resa da uno dei genitori se coniugati o da entrambi i genitori se non coniugati, dal medico, dall’ostetrica o da altra persona che ha assistito al parto.

Nascita Il certificato di nascita riporta i dati essenziali ricavati all’atto di nascita. Può essere rilasciato dal Comune di nascita o dal Comune di residenza dei genitori al momento della nascita. Il certificato, a differenza dell’estratto, non contiene l’ora di nascita né eventuali annotazioni per matrimonio, divorzio, morte. L’estratto e la copia integrale dell’atto sono rilasciati: • per i nati fino al 18/05/1997, dal Comune di nascita; • per i nati dopo il 18/05/1997, nel Comune dove è stata resa la dichiarazione di nascita.

Dove e quando •

La nascita del bambino deve essere denunciata in uno dei seguenti luoghi:entro 3 giorni presso la Direzione dell’Ospedale dove è avvenuto il parto; • entro 10 giorni dal parto, presso l’Ufficio Stato Civile del comune di nascita o di residenza di uno dei genitori. Nel caso in cui i genitori non risiedano nello stesso comune, salvo diverso accordo fra loro, la denuncia va presentata davanti all’Ufficiale di Stato Civile del comune di residenza della madre. Per la dichiarazione di nascita occorre presentare l’attestazione di nascita rilasciata dal medico o dall’ostetrica che ha assistito al parto.

Morte Il certificato di morte riporta i dati essenziali ricavati dall’atto di morte. Può essere rilasciato dal Comune in cui si è verificata la morte o da quello di residenza del defunto, al momento de decesso. Il certificato, a differenza dell’estratto, non contiene l’ora del decesso. L’estratto e la copia integrale dell’atto sono rilasciati solo dal Comune in cui è avvenuta la morte.

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Servizi per la Casa e la Persona - Ufficio di Stato Civile

Il certificato di matrimonio riporta i dati essenziali ricavati dall’atto di matrimonio. Può essere rilasciato dal Comune in cui è avvenuto il matrimonio o dal Comune in cui uno o entrambi gli sposi risiedevano al momento del matrimonio. Il certificato, a differenza dell’estratto, non contiene le eventuali annotazioni riguardanti la separazione, il divorzio e il regime patrimoniale dei beni. L’estratto e la copia integrale dell’atto sono rilasciati solo dal Comune in cui è avvenuto il matrimonio.


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Denuncia di Morte

Comune di residenza e 12 nel Comune dove si celebra il matrimonio. Trascorsi i termini l’Ufficiale può celebrare il matrimonio, pubblicamente in Comune alla presenza di due testimoni maggiorenni, muniti del documento in corso legale di validità.

La denuncia di morte deve essere resa all’Ufficiale di Stato Civile del comune dove è avvenuto il decesso, da un familiare o da altra persona incaricata, entro 24 ore dall’evento.

Divisione o comunione dei beni Per l’articolo 159 del codice civile, il regime patrimoniale legale per la famiglia è costituito dalla comunione dei beni, a meno che non sia stata stipulata diversa pattuizione tramite atto pubblico.

Comunione Legale

Documenti da presentare: • • •

Gli acquisti compiuti dai coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, i proventi dell’attività separata dei coniugi, le aziende costituite e gestite dopo il matrimonio, sono tra gli oggetti della comunione. In concreto al momento dell’eventuale scioglimento della comunione, ciò che rimane è diviso tra i coniugi. Non costituiscono al contrario oggetto della comunione: • i beni posseduti da prima delle nozze • eredità o donazioni, anche se avute dopo il matrimonio • beni personali e i loro accessori • beni necessari all’esercizio della propria professione • risarcimenti per danni fisico subito, ad esempio indennizzi assicurativi o pensione di invalidità • il ricavato della vendita di uno dei beni suddetti. Lo scioglimento della comunione dei beni si verifica nei casi di: • morte di uno dei coniugi • annullamento del matrimonio • separazione • divorzio • decisione di entrambi i coniugi di cambiare il regime patrimoniale • Fallimento di uno dei coniugi • Separazione giudiziale dei beni

scheda ISTAT compilata dal medico che ha accertato il decesso; certificato rilasciato dal medico necroscopo; avviso di morte compilato dal responsabile della struttura, in caso di decesso avvenuto in Istituto di Ricovero; nulla osta della Procura della Repubblica, in caso di morte violenta.

Matrimonio Civile Tutti i cittadini maggiorenni aggiorenni in o libero possesso di stato possono sposarsi, osarsi, per i cittadini dai 16 ai 18 anni è invece e necessaria l’autorizzazione del Giudice tutelare del Tribunale Civile. I minori di 16 anni che intendano sposarsi devono rivolgersi al Tribunale dei Minori. Per entrambi gli sposi sono necessari: • Estratto di nascita • Certificato di residenza, cittadinanza, stato libero in bollo e autocertificazione • Dichiarazione d’inesistenza impedimenti firmata dai genitori o copia integrale dell’atto di nascita Ottenuti i documenti, fissare un appuntamento con l’ufficiale di stato civile per la richiesta di pubblicazione di matrimonio. Il giorno fissato, gli sposi si dovranno presentare all’Ufficiale coi genitori ed un testimone (o una copia integrale del proprio atto di nascita e un testimone). La pubblicazione rimane affissa 8 giorni nel

La Separazione dei Beni Scegliere come regime patrimoniale la separazione dei beni vuol dire che ciascuno dei due sposi ha la proprietà esclusiva dei beni acquistati sia prima che dopo il matrimonio, anche se fruiti in comune. Egli ha quindi tutto il diritto di goderli o amministrarli, fermo restando l’obbligo di adempienza dei doveri sanciti dagli Articoli 143 e 147 del Codice Civile.

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Il regime di separazione dei beni produce l’effetto di attribuire al coniuge che effettua l’acquisto ogni diritto sul bene, in via esclusiva: i patrimoni di marito e moglie restano quindi separati durante il matrimonio, salvi i diritti di successione. Per ottenere la cointestazione di un bene, una volta optato per il regime di separazione, occorrerà esplicitamente dichiarare all’atto dell’acquisto tale volontà, specificando anche la quota di comproprietà da assegnare.

Per entrambi gli sposi sono necessari: • Estratto di nascita • Certificato di residenza, cittadinanza e stato libero in bollo • Copia integrale dell’atto di battesimo, con note marginali • Certificato di Cresima • Stato libero ecclesiastico • Attestato di frequenza ai corsi di preparazione al matrimonio

Separazione Consensuale.

Raccolti definitivamente tutti i documenti richiesti, gli sposi vanno a colloquio dal parroco della Chiesa nella quale si celebreranno le nozze che rilascerà loro il documento del “consenso religioso”, confermando così la data delle nozze.

Può essere richiesta dai coniugi che hanno o raggiunto un accordo su separazione, affidamento e mantenimento dei figli minori e sulla separazione dei beni. La separazione consensuale ha inizio con il deposito del ricorso, che in quasi tutti i tribunali può anche avvenire senza l’assistenza di un avvocato.

Casi particolari •

Nel caso di Annullamento del precedente matrimonio da parte del Tribunale Ecclesiastico (Sacra Rota), si dovrà produrre la copia integrale dell’atto di matrimonio precedente con l’annotazione che certifichi l’efficacia nello stato italiano della Sentenza del Tribunale Ecclesiastico. Nel caso di Matrimonio misto (cioè tra persone di religione diversa ma,entrambe battezzate nel nome della S.S. Trinità), si può procedere alla celebrazione con la licenza dell’Ordinario dopo che il nubendo cattolico abbia ufficialmente sottoscritto davanti al parroco la “dichiarazione

Giudiziale. Vi ricorrono i coniugi che non hanno raggiunto un accordo tra loro. La separazione giudiziale può essere richiesta anche da uno solo dei due coniugi. Il giudice tenterà una composizione tra le parti. In caso di mancata riconciliazione viene avviato un processo davanti al presidente del Tribunale. Ciascuna parte è assistita dal proprio avvocato.

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Rito Religioso

di essere pronti ad allontanare i pericoli di abbandonare la Fede e la promessa che i figli siano battezzati ed educati secondo i canoni della Chiesa cattolica”. Nel caso invece di Matrimonio “interreligioso” (altrimenti detto “di disparità di culto”) vale a dire, celebrato tra due cattolici appartenenti a religioni non cristiane e, quindi, non battezzati, oltre alla dichiarazione prevista per il “Matrimonio Misto”, occorre inoltre ottenere dall’Ordinario la “Dispensa dall’impedimento di disparità di culto”. Nel caso di Matrimonio tra un cattolico ed un mussulmano è obbligatoria l’ “Autorizzazione dell’Ordinario”. La Chiesa cattolica, infine, può autorizzare e, quindi celebrare, il matrimonio “con” o “tra” minorenni, ma questo avrà valore solo per la Chiesa prendendo il nome di “Matrimonio canonico”. Soltanto, una volta raggiunta la maggiore età, gli sposi potranno conclusivamente regolarizzare la loro posizione con lo Stato.


Servizi per la Casa e la Persona

SERRA SALVATORE DETERGENZA - PROFUMERIE Via S. Maria Delle Grazie, 19/23 - Sant’Arpino (CE) Tel: 081 5013402

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Consigli per la vostra Sicurezza Gas •

Elettricità •

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Per ogni tipo di riparazione rivolgersi a persone o ditte qualificate, iscritte all’albo o nei registri, evitando di improvvisarsi tecnici e di rivolgersi a volenterosi amici tuttofare. Fare installare la messa a terra. Quando si cambia una lampadina, ricordarsi di staccare l’interruttore generale. Tenere attaccato un solo apparecchio per presa. Non usare nessun tipo di elettrodomestico quando si è bagnati e ridurre al minimo l’utilizzo di fon, radio, depilatori, ecc in bagno. Durante il periodo natalizio ricordarsi di spegnere, ogniqualvolta si esce di casa, le decorazioni luminose di albero e presepe.

• •

I Consigli Camera per Camera Bagno •

Acqua •

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Far riparare sempre l’impianto da tecnici specializzati iscritti all’albo come prescrive la legge e farsi rilasciare la dichiarazione di conformità alle norme. Tenere presente che tutti i fumi provenienti dalla macchina del gas, vanno incanalati all’esterno. Far controllare periodicamente la canna fumaria e il tubo di gomma. Quando si è coscienti di non dover usare il gas per un periodo relativamente lungo (anche pochi giorni), ricordarsi di chiudere il rubinetto generale. Sarebbe comunque buona norma chiudere il rubinetto generale ogni sera. Se sentite odore di gas in casa, fate estrema attenzione a tutto quanto possa fungere da innesco per un incendio, aerando il locale in tempi rapidi. Se sentite odore di gas nel palazzo, chiamare in fretta i vigili del fuoco.

Fare attenzione quando si esce di casa, che ogni rubinetto sia ben chiuso. A c c e r t a r s i periodicamente che non ci siano perdite. Tenere presente che la presa a terra risulta pericolosa in corrispondenza dei tubi dell’acqua. Installare sempre il contatore secondo le prescrizioni aziendali. Chiudere il rubinetto dell’acqua ogni volta che il ciclo di lavaggio della lavastoviglie è terminato. Far controllare periodicamente il filtro della lavatrice e comunque utilizzare con frequenza un buon anticalcare.

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Radio. È di buon auspicio e aiuta a cominciare bene la giornata, ma la musica in bagno può essere pericolosa se la radioè appoggiata vicino alla vasca mentre si sta facendo il bagno. Asciugacapelli. È bene non usarlo mai in bagno o in altri ambienti umidi. Ricordarsi sempre di staccarlo dopo l’uso. Non utilizzarlo mai con mani, piedi o altre parti del corpo bagnate. Prima di riporlo nell’armadietto assicurarsi che la sua temperatura non sia troppo elevata. Vasca idromassaggio. Tenere sempre ben pulita la bocca d’aspirazione. Non utilizzare prodotti da bagno eccessivamente schiumosi. Doccia. Far installare, specie se si hanno persone anziane in casa, un campanello d’emergenza. Porre sul piatto doccia un tappetino antiscivolo.

Servizi per la Casa e la Persona - Consigli per la vostra Sicurezza

In considerazione dell’allarmante assenza di una cultura della sicurezza tra le mura domestiche, evidenziata da una ricerca del Censis sugli italiani resa nota ieri, l’Adoc, da sempre in prima linea nel formare i cittadini sulle norme di sicurezza da seguire per non incorrere in cattive sorprese, propone un decalogo per affrontare i maggiori rischi domestici con coscienza e serenità:


Protezione della casa in generale

Camera dei bambini •

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Non lasciare per nessun motivo apparecchi elettrici in funzione incustoditi. Lettino. Deve avere le sponde alte almeno 80 cm. mentre il cuscino non deve essere troppo grande o soffice da poter creare soffocamento. Importanti sono anche le imbottiture e i coprispigoli. Tutti i giocattoli devono riportare la marcatura CE. Per quelli elettronici importante il marchio IMQ.

Vivere in una casa “tranquilla” rappresenta il desiderio di tutti ed alcuni semplici accorgimenti possono renderla maggiormente sicura. E’ necessario tener presente che i ladri in genere agiscono ove ritengono vi siano meno rischi di essere scoperti: ad esempio, un alloggio momentaneamente disabitato. Un ruolo fondamentale assume altresì la reciproca collaborazione tra i vicini di casa in modo che vi sia sempre qualcuno in grado di tener d’occhio le vostre abitazioni. In qualunque caso ricordate che i numeri di pronto intervento sono: 112 (Carabinieri), 113 (Polizia di Stato) e 117 (Guardia di Finanza). • Ricordate di chiudere il portone d’accesso al palazzo. • Non aprite il portone o il cancello automatico se non sapete chi ha suonato. • Installate dei dispositivi antifurto, collegati possibilmente con i numeri di emergenza. Nella sezione modulistica troverete le indicazioni per collegare il vostro antifurto al 112 . Non informate nessuno del tipo di apparecchiature di cui vi siete dotati né della disponibilità di eventuali casseforti. • Conservate i documenti personali nella cassaforte o in un altro luogo sicuro. • Fatevi installare, ad esempio, una porta blindata con spioncino e serratura di sicurezza. Aumentate, se possibile, le difese passive e di sicurezza. Anche l’installazione di videocitofoni e/o telecamere a circuito chiuso è un accorgimento utile. Accertatevi che la chiave non sia facilmente duplicabile. • Ogni volta che uscite di casa, ricordate di attivare l’allarme. • Se avete bisogno della duplicazione di una chiave, provvedete personalmente o incaricate una persona di fiducia. • Evitate di attaccare al portachiavi targhette con nome ed indirizzo che possano, in caso di smarrimento, far individuare immediatamente l’appartamento. • Mettete solo il cognome sia sul citofono sia sulla cassetta della posta per evitare di indicare il numero effettivo di inquilini (il nome identifica l’individuo, il cognome la famiglia). • Se abitate in un piano basso o in una casa indipendente, mettete delle grate alle finestre oppure dei vetri antisfondamento. • Illuminate con particolare attenzione l’ingresso e le zone buie. Se all’esterno c’è un interruttore della luce, proteggetelo con una grata o con una cassetta metallica per impedire che qualcuno possa disattivare la corrente.

Cucina •

Microonde. Pulire con frequenza la guarnizione dello sportello e farla cambiare quando risulterà logorata. Fare attenzione che le fessure esterne di ventilazione abbiano lo spazio sufficiente per assolvere alla loro funzione. Non accenderlo mai vuoto. Non poggiare mai alcuno oggetto sopra l’elettrodomestico quando questo è in funzione. Non mettere nel forno contenitori sigillati. Forno. Fare attenzione al vetro quando il forno è in uso o appena è stato usato, dato che può essere causa di gravi ustioni, viste le altissime temperature che può raggiungere. Ferro da stiro. Non lasciarlo incustodito acceso, potrebbe essere causa di un incendio. Non stirare con i piedi nudi o le mani bagnate. Non inserire l’acqua nel ferro a vapore, quando questo è acceso. Non avvolgere il cavo elettrico attorno al ferro, quando la piastra è ancora calda. Non riporre il ferro quando è ancora caldo.

Soggiorno •

Tappeto. Dotarli se possibile dell’apposita retina antiscivolo. Non far mai passare i fili elettrici al di sotto dei tappeti dato che potrebbero svilupparsi degli incendi. Lampade. Non lasciare le lampade vicino le tende o vicino ad altri tessuti infiammabili. Televisione. Fare in modo che l’elettrodomestico abbia sempre lo spazio necessario per una buona aerazione. Prima di coricarvi e comunque in ogni circostanza in cui dovete spegnerlo per un tempo prolungato, chiuderlo utilizzando il pulsante dell’apparecchio e non il telecomando. Quando partite, ma anche durante i temporali o quando la corrente va e viene, staccate la spina e il cavo dell’antenna.

Camera da letto • •

• •

Non fumare mai prima di coricarsi. Tenere la radiosveglia o qualsiasi altro accessorio da comodino a più di 60 cm. dalla vostra persona (possono generare campi magnetici). Evitare grovigli di fili in prossimità del letto. Usare la massima attenzione con le termocoperte, emettono campi elettromagnetici nonchè possono creare pericolo d’incendio; staccare comunque la spina dalla presa di corrente prima di coricarsi. Tratto dal sito uffuciale dell’ADOC: www.adoc.org

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EREDI CARRARA BENITO s.n.c. LAVORAZIONE MARMI S.P. Frattamaggiore - Sant’Arpino (CE) Tel./Fax 081 5011462 - Cell. 3396796518

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112 112

Tratto dal sito ufficiale dell’Arma dei Carabinieri: www.carabinieri.it

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Servizi per la Casa e la Persona - Consigli per la vostra Sicurezza

Se vivete in una casa isolata, adottate un cane. Cercate di conoscere i vostri vicini, scambiatevi i numeri di telefono per poterli contattare in caso d i prima necessità. Non mettete al corrente tutte le persone di vostra conoscenza dei vostri spostamenti (soprattutto in caso di assenze prolungate). Se abitate da soli, non fatelo sapere a chiunque. In caso di assenza prolungata, avvisate solo le persone di fiducia e concordate con uno di loro che faccia dei controlli periodici. Nei casi di breve assenza, o se siete soli in casa, lasciate accesa una luce o la radio in modo da mostrare all’esterno che la casa è abitata. In commercio esistono dei dispositivi a timer che possono essere programmati per l’accensione e lo spegnimento a tempi stabiliti. Sulla segreteria telefonica, registrate il messaggio sempre al plurale. La forma più adeguata non è “siamo assenti”, ma “in questo momento non possiamo rispondere”. In caso di assenza, adottate il dispositivo per ascoltare la segreteria a distanza. Non lasciate mai la chiave sotto lo zerbino o in altri posti facilmente intuibili e vicini all’ingresso. Non fate lasciare biglietti di messaggio attaccati alla porta che stanno ad indicare che in casa non c’è nessuno. Considerate che i primi posti esaminati dai ladri, in caso di furto, sono gli armadi, i cassetti, i vestiti, l’interno dei vasi, i quadri, i letti ed i tappeti. Se avete degli oggetti di valore, fotografateli e riempite la scheda con i dati considerati utili in caso di furto (il documento dell’opera d’arte). Conservate con cura le fotocopie dei documenti di identità e gli originali di tutti gli atti importanti (rogiti, contratti, ricevute fiscali, etc.). Nel caso in cui vi accorgiate che la serratura è stata manomessa o che la porta è socchiusa, non entrate in casa e chiamate immediatamente il 112, il 113 o il 117. Comunque, se appena entrati vi rendete conto che la vostra casa è stata violata, non toccate nulla, per non inquinare le prove, e telefonate subito al Pronto Intervento.


Emergenze

Salute e Benessere - Emergenze

Cosa posso fare Il modo per aiutare una persona spesso dipende dal problema che ha. A volte, il sistema più rapido per soccorrere qualcuno è portarlo al Pronto Soccorso più vicino, ma non è sempre così, perché dipende dalla vicinanza dell’ospedale e dalla situazione. Infatti, anche se l’ospedale è abbastanza vicino, chiama il 118 e non muovere il paziente se: • Hai qualsiasi dubbio sulla tua capacità o sulla possibilità di soccorrere, spostare o trasportare il ferito al più vicino Pronto Soccorso. • Pensi che possa avere lesioni alla schiena o al collo o altre lesioni che potrebbero peggiorare spostandolo. • La persona è in stato di shock, confuso o incosciente e ha bisogno della tua costante attenzione. • La persona ha un forte dolore al torace o difficoltà a respirare. Se ti trovi in una situazione d’emergenza devi ricordare alcune cose che ti aiuteranno ad affrontare la situazione in modo rapido ed efficace: • Mantieni la calma, chiama aiuto: potresti chiedere a qualcuno di telefonare al 118, assicurandoti che abbia capito dove far mandare l’ambulanza e che abbia preso i dati della persona che si è ferita e/o che sta male (ad esempio: “un ragazzo che soffre d’asma e che ha difficoltà a respirare”). • Non metterti in pericolo: per esempio se una persona è stata colpita da una scossa elettrica, stacca la corrente prima di toccarla. • Non dare MAI da mangiare o da bere alla persona incosciente e, comunque, anche se è cosciente, non metterle niente in bocca e non permettere che fumi. • Segui le istruzioni dell’operatore telefonico del 118.

Posizione semiseduta È utile quando l’infortunato è cosciente e respira da solo per permettere al torace di espandersi di più e quindi per respirare meglio. • Sistema l’infortunato con le spalle appoggiate (ad esempio a un cuscino o a un cappotto ripiegato). • Fagli piegare leggermente le ginocchia.

Posizione laterale di sicurezza È utile quando una persona ha perso onoscenza, ma respira da sola - per evitare che la lingua, scivolando indietro nella bocca, impedisca di respirare e per facilitare la fuoriuscita di sangue e/o vomito, che potrebbero causare soffocamento. 1. Distendi l’infortunato in posizione supina (a pancia in su) e spostagli la testa leggermente all’indietro, in modo da facilitare l’entrata dell’aria dalle vie respiratorie.

Le principali posizioni di sicurezza nelle emergenze Posizione antishock È utile quando l’infortunato è cosciente e respira da solo per facilitare l’afflusso di sangue al cervello e aiutare la circolazione sanguigna. • Stendi la persona con le spalle al suolo. • Solleva le sue gambe con l’ausilio di una sedia.

2.

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Stendigli il braccio più vicino a te lungo il corpo e appoggiagli l’altro braccio sul torace. Poi piegagli la gamba a te più vicina (dal lato del braccio steso) ad angolo.


Cosa fare • • • 3.

Con una mano sulla spalla e l’altra sul fianco, giralo su un lato (verso di te), assicurandoti che il collo e la schiena siano ben sostenuti. Se puoi, fatti aiutare da un’altra persona a sostenere la testa e il collo durante la rotazione.

Tranquillizzalo mostrandoti calmo ed efficiente. Sistemalo in posizione semiseduta. Allenta i vestiti intorno al collo, al petto e alla vita. Chiama subito il 118 specificando che credi sia un attacco di cuore. Se la persona soffre di angina e porta con sé i farmaci prescritti, aiutala a prenderli. Se è incosciente, sistemalo nella posizione laterale di sicurezza.

Cosa NON fare

Allergia (reazione grave) In rare occasioni, l’allergia può manifestarsi in modo estremamente rapido e grave (shock anafilattico). I sintomi seguono a breve distanza (da pochi secondi a 30 minuti) dal contatto con la sostanza a cui si è allergici e la situazione può precipitare in breve tempo. Possono comparire: • Prurito. • Difficoltà a ingoiare. • Arrossamento della pelle. • Starnuti. • Abbondante secrezione nasale liquida. • Prurito agli occhi. • Accelerazione dei battiti del cuore. • Senso di svenimento. • Senso di soffocamento.

Avvelenamento/Intossicazione I sintomi sono molto vari in rapporto al veleno e alla via di penetrazione (il veleno può essere respirato, ingerito o può passare attraverso la pelle), in ogni caso iniziano in modo improvviso e senza relazione con malattie o traumi evidenti. La persona intossicata può avere nausea, vomito e successivamente diarrea, respirare a fatica; presentare convulsioni, delirio o agitazioni o essere sonnolento o addirittura incosciente.

Cosa fare •

Cosa fare • • •

NON somministrare nessun altro farmaco. NON dare mai da bere alcolici. MAI dare da bere se la persona è priva di sensi.

Se la persona fa fatica a respirare o sviene, chiama subito il 118. Metti la persona in posizione antishock Se c’è stata una puntura di insetto, prova a rimuovere il pungiglione (preferibilmente con una pinzetta), cercando di non lacerare la pelle, e applica un cubetto di ghiaccio sulla puntura.

• •

Cosa NON fare

• •

NON sottovalutare i sintomi, anche se lievi. NON dare da bere nulla se ci sono difficoltà a ingoiare o respirare o se la persona è svenuta.

Attacco di cuore Se una persona ha dolore violento al centro del petto (a volte anche al braccio, al collo o allo stomaco), è pallida con la pelle fredda e sudata, respira in modo affannoso e ha un senso di angoscia, può trattarsi di un attacco di cuore. In qualche caso, la persona trema, ha freddo, sete, vomita e può perdere coscienza.

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In caso di incendio o di fuga di gas tossici, allontana l’infortunato dall’ambiente inquinato, coprendoti naso e bocca con un fazzoletto umido. Allenta i vestiti intorno al collo, al petto e alla vita. Se l’infortunato è cosciente, chiedigli se ha ingerito qualcosa e in che quantità, per avere dal pronto soccorso o dal Centro Antiveleni (Cav) eventuali indicazioni di primo intervento in attesa dell’ambulanza. Chiama subito il 118 specificando che sospetti un avvelenamento. Se è incosciente e respira, sistemalo nella posizione laterale di sicurezza. Se ti sembra che la persona non respiri e che non gli batta il cuore, ricorda che le manovre di rianimazione (massaggio cardiaco e respirazione bocca-a-bocca) vanno eseguite SOLO da qualcuno in grado di farlo. Se possibile, raccogli un campione di vomito e della sostanza velenosa da consegnare ai soccorritori. Se l’intossicazione è avvenuta attraverso la pelle, lava abbondantemente con acqua corrente.

Salute e Benessere - Emergenze

• • •


Cosa NON fare

Cosa fare

• •

MAI far bere latte, che può favorire l’azione di alcuni veleni. NON dare mai da bere alcolici. MAI provocare il vomito, neanche se la persona è cosciente

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Colpo di calore o di sole

Il colpo di calore è uno stato di malessere generale che può verificarsi in caso di temperature molto elevate, esposizione al sole, scarsa ventilazione, eccesso di umidità e attività fisica intensa. Si manifesta con uno o più dei seguenti sintomi: • Debolezza e mal di testa sempre più forte. • Nausea e sete intensa. • Crampi muscolari. • Confusione mentale. • Temperatura corporea elevata. • Aumento della frequenza del cuore e del respiro che diventa superficiale. • Senso di svenimento fino a perdita di coscienza. • Possono comparire anche convulsioni e delirio.

• •

Cosa NON fare • •

Cosa fare Se la persona è confusa o incosciente: • Chiama subito il 118. • Distendi la persona in un luogo fresco e ventilato. • Mettila in posizione antishock. • Bagna il viso e il corpo con acqua. Se la persona è cosciente: • Fai sorseggiare dell’acqua con un po’ di sale.

NON far bere nulla alla persona ferita, specialmente alcolici o caffè. Evita se è possibile il contatto diretto con il sangue della persona ferita, usando dei guanti sterili o anche un semplice sacchetto di plastica (comunque, se la tua pelle è integra, non ci sono pericoli di contagio). NON togliere la benda se si imbeve di sangue, ma aggiungine altre. NON usare il laccio emostatico, potrebbe danneggiare i tessuti circostanti; preferisci strisce di tessuto abbastanza larghe. Se la ferita è causata da qualcosa che è penetrata in profondità nel corpo (schegge, lame ecc.) e pensi che possa essere lesa un’arteria, NON togliere il corpo estraneo.

Folgorazione

Cosa NON fare •

Mantieni la calma cercando di non far agitare la persona ferita. In caso di emorragia arteriosa, cerca di bloccare il sangue facendo pressione con le dita o il pugno chiuso sempre a monte della ferita, cioè in un punto compreso tra questa e il cuore. La pressione va mantenuta fino all’arrivo dell’ambulanza. In caso di emorragia venosa, premi direttamente sulla ferita con un panno (possibilmente sterile o almeno pulito) e stringila con una benda. Allenta i vestiti troppo stretti (colletto, cravatta, pantaloni ecc.). In caso di emorragia interna, mentre aspetti i soccorsi, parla con la persona ferita e tranquillizzala. In tutti e tre i casi, metti la persona in posizione antishock e chiama subito il 118.

La folgorazione è l’effetto del passaggio di elettricità attraverso il corpo. L’infortunato può presentare: ustione nel punto di contatto e lungo il passaggio della corrente; muscoli contratti in modo involontario, tanto che, nel caso di scariche molto forti, diventa impossibile staccarsi dalla sorgente elettrica; perdita di coscienza momentanea o prolungata; arresto respiratorio e mancanza del battito cardiaco.

Non cercare MAI di far bere una persona priva di coscienza.

Emorragia/Forte perdita di sangue Un’emorragia può essere esterna (arteriosa o venosa) o interna. Nell’emorragia arteriosa, il sangue è di colore rosso vivo ed esce dalla ferita a fiotti; in quella venosa, il sangue è di colore rosso scuro e cola dalla ferita lentamente. Nell’emorragia interna, la persona è molto pallida, sudata e fredda, il respiro è rapido e superficiale, trema, la vista è offuscata e può perdere coscienza.

Cosa fare •

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Stacca subito la corrente spegnendo l’interruttore centrale; se ciò non è possibile, per allontanare la persona dalla fonte di elettricità senza toccarla direttamente, usa oggetti di legno o di gomma come un manico di scopa o una sedia (se puoi, metti sotto i tuoi piedi legno, gomma o carta, ad esempio un giornale); infine, afferralo per i vestiti e spostalo con uno


• • •

strattone. Chiama subito il 118. Se la persona è incosciente e respira, mettilo in posizione laterale di sicurezza. Se ti sembra che la persona non respiri e che non gli batta il cuore, ricorda che le manovre di rianimazione (massaggio cardiaco e respirazione bocca-a-bocca) vanno eseguite SOLO da qualcuno in grado di farlo. Copri con garze sterili le ustioni gravi.

Cosa NON fare •

Cosa NON fare •

Se non puoi spegnere l’interruttore entrale, NON toccare mai direttamente il soggetto per allontanarlo dalla fonte di elettricità. NON dare da bere. NON dare farmaci. NON applicare pomate o unguenti sulle ustioni.

MAI cercare di sistemare una frattura scomposta (cioè con l’osso che ha cambiato forma o posizione). MAI disinfettare e muovere le fratture aperte (con l’osso che esce fuori dalla pelle). NON spostare una persona con una sospetta frattura della schiena, a meno che non sia necessario per la sua sicurezza incendio, crollo...).

Soffocamento da corpo estraneo Se accidentalmente un corpo estraneo (anche una semplice caramella) va a finire nelle vie respiratorie, può rendere difficoltosa la respirazione e causare il soffocamento. Per prima cosa viene da tossire. Il volto diventa prima rosso, poi blu; si ingrossano le vene del collo e si può svenire.

Frattura del cranio Se l’infortunato ha sbattuto la testa e perde sangue da un orecchio o dal naso, si deve sospettare una frattura del cranio.

Cosa fare •

Sistemare la persona in posizione supina (a pancia in su) SENZA sollevare le gambe. Chiama subito il 118.

Cosa Fare •

Cosa NON fare •

In attesa del 118, non tentare MAI di fermare il sanguinamento dall’orecchio o dal naso. In caso di incidente motociclistico, MAI togliere il casco. NON far bere nulla alla persona ferita.

Frattura ossea

Se c’è stato un trauma (per esempio una caduta) e la persona sente dolore e ha difficoltà a muovere la parte del corpo interessata, devi sospettare la frattura di un osso.

• •

Cosa Fare •

• •

Cerca di tenere ferma la parte fratturata lasciandola nella posizione in cui si trova. Lascia libere le dita di mani e piedi. In caso di sospetta frattura della schiena, limitati a sistemare un coperta arrotolata o dei cuscini ai lati del busto della persona ferita, tienile ferma la testa e chiama subito il 118.

Prova a togliere il corpo estraneo con due dita e, se la persona porta la dentiera, toglila. Se la persona è cosciente, falla piegare in avanti, picchia con forza con il palmo della mano sulla schiena, tra le scapole, più volte. Se la situazione non si risolve immediatamente, chiama subito il 118. Solo se sei in grado di farlo e in caso di assoluta necessità, puoi passare alla “compressione addominale” (vedi figure 1 e 2). Se si tratta di un bambino, siediti e stendilo sulle ginocchia a testa in giù, poi colpisci la schiena come nell’adulto, ma con meno forza (vedi figura 3). Se si tratta di un neonato, tienilo sull’avambraccio piegato in avanti, sostieni la testa con la mano e con l’altra percuoti delicatamente tra le scapole: colpi secchi con due dita (vedi figura 4 pagina seguente).

Cosa NON fare •

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NON fare la manovra di “compressione addominale” se non ti senti preparato a farla e se non è un caso di assoluta necessità, perché può provocare lesioni interne. NON cercare di dare niente da bere alla persona che ha ingoiato un corpo estraneo.

Salute e Benessere - Emergenze

• • •

Se è indispensabile spostare una persona con sospetta frattura della schiena, per la sua sicurezza (incendio, crollo...), cerca qualcuno che ti aiuti a spostare l’infortunato, mantenendo allineati testa, collo e busto.


La compressione addominale (manovra di Heimlich)

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testa leggermente all’indietro. Questa manovra, chiamata iperestensione della testa, assicura il passaggio dell’aria nella gola. Se ti sembra che la persona non respiri e che non gli batta il cuore, ricorda che le manovre di rianimazione (massaggio cardiaco e respirazione bocca-a-bocca) vanno eseguite SOLO da qualcuno in grado di farlo.

Cosa NON fare •

Salute e Benessere - Emergenze

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4 • • •

Ustioni

Mettiti alle spalle della persona e circondala con le tue braccia. • Stringi una mano a pugno con il pollice all’interno e premi tra lo sterno e l’ombelico (sulla “bocca dello stomaco”). • Afferra il pugno con l’altra mano e comprimi verso l’interno, dal basso verso l’alto. • Possono servire molte spinte; ogni spinta deve essere veloce ed elastica, cioè si comprime e si rilascia. • Se la persona è al suolo, mettila spalle a terra e sistemati a cavalcioni su di lei. Metti la parte bassa del palmo della mano tra lo sterno e l’ombelico, metti l’altra mano sulla prima incrociando le dita e spingi più volte verso l’interno e verso l’alto.

Le ustioni possono essere di diverso grado, ma quelle molto estese sono sempre molto gravi.

Cosa fare •

• • •

Svenimento/Perdita di coscienza La persona è a terra, non parla, non si muove. Inginocchiati accanto, scuotila delicatamente per le spalle e chiedile se riesce a sentirti. Se c’è una risposta (anche una leggera stretta di mano) puoi considerarla cosciente; se non risponde, chiama o fai subito chiamare il 118.

• • • •

Se gli abiti sono in fiamme, soffoca il fuoco mettendo sulla persona una coperta, un cappotto, un telo pesante (MAI tessuti sintetici), rotolala al suolo e, se possibile, versale dell’acqua addosso. In caso di ustioni estese, chiama subito il 118. Sfila, se possibile, anelli, orologi e braccialetti. Raffredda la parte ustionata sotto l’acqua corrente. Se sono interessati gli occhi, lavali sotto un debole getto di acqua corrente. Copri l’ustione con un panno pulito non sintetico, meglio ancora se sterile. Dai da bere dell’acqua con un po’ di sale. Metti la persona in posizione antishock.

Cosa NON fare • • •

Cosa fare •

Se gli abiti sono in fiamme,NON bisogna correre e se si è al chiuso, NON bisogna andare all’esterno (lo spostamento d’aria alimenta le fiamme!). NON tentare di togliere i vestiti bruciati. NON applicare pomate, grassi, alcol, albume, cerotti e NON forare le vesciche (bolle). MAI dare da bere a una persona priva di sensi.

Allenta i vestiti troppo stretti (colletto, cravatta, pantaloni ecc.). Aprile la bocca e controlla che non ci sia nulla che impedisca di respirare; se c’è qualcosa, prova a toglierla. Mettile una mano sulla fronte e due dita dell’altra mano sul mento; sollevale il mento e spostale la

MAI mettere o lasciare seduta una persona incosciente. MAI dare da bere a una persona non cosciente. Cerca di non lasciare una persona svenuta sola; se puoi, chiedi a qualcuno di chiamare il 118. MAI provocare il vomito in una persona svenuta.

Tratto dal sito ufficiale del Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali: www.ministerosalute.it

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Consigli Alimentari Controlla il peso e mantieniti attivo Il peso corporeo è dato dal bilancio tra entrate ed uscite caloriche. Un peso stabile, che rientri nei limiti della norma, contribuisce a far vivere meglio e più a lungo. È importante tenere sotto controllo il peso corporeo già nelle prime fasce di età perché un bambino obeso tende a diventare un adulto obeso. L’obesità è sempre dovuta ad una alterazione del bilancio energetico protratta nel tempo. L’obesità ed il sovrappeso compromettono lo stato di buona salute in quanto aumentano il rischio di patologie, come il diabete, l’ipertensione arteriosa e le malattie cardiovascolari e, pertanto, sia l’obesità che il sovrappeso devono essere sempre corretti mediante un’alimentazione adeguata ed un aumento dell’attività fisica. Per valutare l’eccesso di peso è utile avvalersi del calcolo dell’Indice di Massa Corporea in base al quale possiamo posizionarci nella condizione di Normopeso, Sovrappeso o Obesità. In base ai valori dell’Indice di Massa Corporea (IMC) possiamo classificare valori normali e patologici e rischio di malattia associato come mostrato nella tabella seguente.

IMC

Categorie di Rischio di peso corporeo malattia

<18,5 18,5-24,9 25,9-29,9 >30

Sottopeso Normopeso Sovrappeso Obesità

Grassi: scegli la qualità limita la quantità Per stare bene è necessario introdurre con l’alimentazione una certa quantità di grassi, ma è importante non eccedere. I grassi forniscono una notevole quantità di calorie, più del doppio di quelle fornite dagli zuccheri e dalle proteine, quindi un eccessivo consumo di grassi nell’alimentazione abituale rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di obesità, malattie cardiovascolari e tumori. Particolare attenzione deve essere posta non solo alla quantità ma anche alla qualità dei grassi. La diversa qualità dei grassi infatti, può avere effetti importanti sullo stato di nutrizione e di salute dell’uomo. I vari tipi di grassi si distinguono in base alla composizione chimica.

Moderato Molto basso Aumentato Alto

L’Indice di Massa Corporea può essere valutato anche con l’utilizzo della seguente figura: Esistono inoltre alcuni tipi di distribuzione del grasso corporeo (addominale) in cui il rischio per la salute, a parità di eccesso di peso, è superiore che per altri (sui fianchi). Per valutare la distribuzione del grasso corporeo, si può utilizzare la misurazione della circonferenza vita. La circonferenza della vita è un indicatore del tessuto adiposo addominale. Valori superiori a quelli indicati in tabella si associano a un maggiore rischio cardiovascolare. Un eccesso di calorie introdotte con la dieta, insieme

Aumenta il consumo di fibre Con il termine di “fibra vegetale” si intende un gruppo di sostanze chimicamente diverse tra loro ma che hanno in comune la caratteristica di essere indigeribili. La fibra alimentare, pertanto, non ha valore nutritivo o energetico (non apporta calorie), ma riveste un ruolo fondamentale nella regolazione di diverse funzioni nell’organismo. In particolare riduce e rallenta l’assorbimento di zuccheri e grassi contribuendo così al

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Salute e Benessere - Consigli Alimentari

a una scarsa attività fisica, comporta un deposito di energia nelle riserve corporee sotto forma di tessuto adiposo con il risultato di un aumento del peso corporeo. Per ridurre le calorie introdotte bisogna preferire alimenti a basso contenuto calorico e limitare quelli ad alto contenuto calorico. In generale gli alimenti che contengono grassi (o alimenti molto conditi), i formaggi, i latticini e le pietanze molto elaborate sono da considerarsi ad alto contenuto calorico; mentre tra quelli che apportano poche calorie, e dei quali quindi, è possibile assumere grosse quantità sicuramente ritroviamo quelli di origine vegetale, i legumi, tutti i tipi di verdure e ortaggi ad eccezione delle patate.


controllo del livello di glucosio, colesterolo e trigliceridi nel sangue; Ritarda lo svuotamento gastrico dando maggior senso di sazietà e facilita il transito del bolo alimentare nell’intestino e l’evacuazione. L’apporto ottimale di fibra è di circa 30 g al giorno.

Le calorie provenienti dall’alcol, sommandosi a quelle fornite dagli alimenti, possono contribuire ad aumentare il peso corporeo. L’abuso di alcol, inoltre, è in grado di provocare una serie di danni a carico di diversi organi, in particolare, a livello cardiovascolare (aumento della pressione arteriosa) del sistema nervoso (neuropatia periferica, tremore, allucinazioni, ecc.) e dell’apparato digerente (gastriti, emorragie, ulcere, cirrosi epatica, pancreatiti, ecc. …). Tra tutte le bevande alcoliche, quelle a bassa gradazione (vino e birra), consumate generalmente in concomitanza di un pasto, sono sicuramente meno dannose rispetto ad aperitivi e superalcolici bevuti a stomaco vuoto.

Salute e Benessere - Consigli Alimentari

Proteine: è bene non esagerare Le proteine sono i costituenti fondamentali delle cellule di tutti gli organismi viventi. Sono costituite da singole unità dette AMINOACIDI. Le nostre cellule possono sintetizzare la maggior parte di questi aminoacidi, ma alcuni di essi provengono solo dagli alimenti, per questo motivo vengono chiamati AMINOACIDI ESSENZIALI. Dal punto di vista alimentare non tutte le proteine sono uguali. La maggior parte delle proteine di origine animale (carne, pesce, latte, formaggi, uova) contiene tutti gli aminoacidi essenziali. Le proteine presenti negli alimenti di origine vegetale contengono quantità ridotte di uno o più aminoacidi essenziali. Per questo si consiglia di comporre piatti contenenti aminoacidi essenziali provenienti da diversi alimenti di origine vegetale. Ad esempio quando i legumi vengono consumati con i cereali, offrono una miscela di aminoacidi di pari valore rispetto a quelle di origine animale. La quantità di proteine raccomandata per una sana e corretta alimentazione non dovrebbe superare il 1520% delle calorie totali. Tuttavia il consumo effettivo di proteine, in tutte le popolazioni, è superiore alle raccomandazioni. L’organismo utilizza solo le proteine necessarie e poiché molti alimenti ad alto contenuto proteico rappresentano anche buone fonti di grassi, una dieta molto ricca di proteine può contenere troppe calorie e troppi grassi, con un conseguente aumento di peso. Inoltre vi è un inutile sovraccarico di lavoro per i reni.

Sodio: meglio poco Il sodio è un elemento contenuto nel sale da cucina ed in molti alimenti. I suoi effetti si manifestano negativamente soprattutto sull’innalzamento della pressione arteriosa che misura la forza con la quale il cuore spinge il sangue nelle arterie. Elevati livelli di pressione arteriosa accelerano il processo di arteriosclerosi. Nella terapia ell’ipertensione la dieta svolge un ruolo fondamentale. È infatti noto, che l’incidenza di ipertensione è minore nelle popolazioni che consumano meno sodio. Un elevato consumo di sodio si associa ad aumentato rischio di malattie cardiovascolari e dei reni nonché dei tumori allo stomaco; di conseguenza ridurre l’apporto di sale può essere un’importante misura sia in fase di prevenzione che di terapia. Limitare l’aggiunta di sale (cloruro di sodio) agli alimenti può sembrare difficile, ma in realtà non lo è. Usando sempre meno sale il gusto si può “educare” e nell’arco di poche settimane ci si abituerà ad un’alimentazione meno salata. Il sale può essere sostituito utilizzando, per esempio, aromi, spezie, peperoncino ecc. … Una volta ridotta l’aggiunta di sale occorre diminuire anche il consumo dei cibi in cui esso è presente in grandi quantità. In generale, il sodio abbonda negli alimenti di origine animale, in modo particolare in quelli conservati, mentre scarseggia in quelli di origine vegetale, che sono invece più ricchi in potassio. La riduzione del consumo di sodio deve accompagnarsi ad un’aumentata assunzione di potassio presente soprattutto nei cereali integrali, nella frutta e nella verdura.

Bevande alcoliche: se sì, solo in quantità moderate Il principale costituente delle bevande alcoliche è l’etanolo o alcol etilico. L’alcol, pur non essendo un nutriente, ha un alto contenuto energetico: 1 g di alcol infatti, apporta 7 calorie.

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Raccolta Differenziata Ridurre la quantità dei rifiuti è una necessità e deve diventare un impegno di tutti. Dobbiamo buttare meno e buttare meglio. È un percorso che comincia in casa attraverso comportamenti facili da adottare e criteri semplici da seguire. Basta seguire alcuni accorgimenti che vi suggeriamo qui.

• carta e cartone • componenti di fotocopiatrici • penne • carta carbone • cartucce esaurite • toner • piccoli oggetti in plastica e bakelite • DVD In più, stampando fronte e retro o utilizzando entrambi i lati del foglio si riduce a metà il consumo personale di carta.

Quando si fa la spesa Al momento di scegliere i prodotti, attenzione alle confezioni: • dare preferenza a imballaggi semplici e ridotti • preferire i formati famiglia a quelli monodose • preferire prodotti concentrati • usare le ricariche dei detersivi • preferire merci fabbricate con materiali riciclati • evitare gli usa e getta (piatti, posate di plastica, rasoi) • preferire contenitori con vuoto a rendere, pile ricaricabili e imballaggi recuperabili (riutilizzandoli il più possibile) • fare la spesa con una borsa di stoffa (un sacchetto in meno da buttare o conservare)

Rifiuti organici e alimentari

Cosa mettere • • • • • • • • • • • • • •

La raccolta differenziata in casa Quando un prodotto non è più riutilizzabile, il materiale di cui è composto può ancora costituire una risorsa utile e preziosa. Per questo è importante separare i rifiuti che produciamo in casa, avviandoli al servizio di raccolta differenziata già divisi, in modo da facilitare i processi di lavorazione e trasformazione per produrre nuovi materiali riciclati, e diminuire quindi il prelievo in natura. È importante conoscere il modo corretto di separare i rifiuti. La raccolta differenziata in ufficio Il primo passo è verificare se la raccolta differenziata è già in atto sul posto di lavoro e, in caso contrario, promuoverla. Ecco tutto quello che possiamo riciclare al lavoro:

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scarti di cucina avanzi di cibi pane vecchio gusci d’uovo fiori recisi e piante domestiche scarti di verdura e frutta piccole ossa e gusci di molluschi fondi di caffè filtri di tè salviette di carta unte piatti e bicchieri in bio-plastica fibre naturali come cotone, lino, canapa e lana lettiere di piccoli animali domestici ceneri spente di caminetti

Ecologia - Raccolta Differenziata

Sono la maggioranza dei rifiuti e per sfruttarli in modo ottimale devono essere raccolti separatamente


Cosa NON mettere

Cosa mettere

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pannolini e assorbenti carta patinata a colori grassi e oli stracci anche se bagnati feci di cani e gatti legno trattato confezioni di alimenti (vaschette, barattoli, retine, cellophane)

Ecologia - Raccolta Differenziata

Carta Riciclando la carta possiamo ridurre la domanda di cellulosa vergine e salvare gli alberi.

tutti gli imballaggi di plastica reti contenenti frutta e verdura vaschette del gelato vasetti di yogurt bottiglie di acqua e bibite confezioni di uova shampoo cassette di frutta flaconi di detergenti pellicole per alimenti flaconi di cosmetici liquidi polistirolo contenitori per liquidi in genere vasi per piante e fiori custodie per CD, DVD, VHS

Cosa NON mettere • •

Cosa mettere • • • • • •

giornali e riviste libri quaderni fotocopie e fogli vari blister scatole di pasta e detersivo

Vetro È importante differenziarlo ed è ancora più importante riutilizzarlo: il risparmio energetico è 5 volte superiore.

Cosa NON mettere • • • • • • • • • •

tutto ciò che non è un imballaggio la plastica dura (giocattoli, articoli casalinghi, elettrodomestici) piatti e posate in plastica

nylon carta chimica dei fax o autocopiante cellophane e buste della spesa carta carbone copertine plastificate fazzoletti di carta sporchi carta unta o sporca di colla pergamena carta oleata poliaccoppiati per bevande (tetrapak)

Cosa mettere Tutti gli oggetti composti esclusivamente in vetro, anche se hanno piccole frazionii di altro materiale e anche se sono rotti. Anche le bottiglie e i barattoli con tappo in metallo sono riciclabili. Per essere riciclato il materiale non deve contenere residui visibili del suo contenuto.

Cosa NON mettere

È meglio togliere graffette di metallo e nastro adesivo. I poliaccoppiati per bevande sono riciclabili solo nei comuni attrezzati. Informatevi. Attenzione: anche una piccola quantità di questi rifiuti rende tutto il resto non riciclabile.

Tutto ciò che è vetro mescolato con altri componenti: • lampadine • occhiali • neon • oggetti in ceramica e porcellane • vetro pirex • oggetti che non entrano nel contenitore (damigiane e lastre di vetro) • specchi e i cristalli

Plastica il 90% dei contenitori di prodotti liquidi per la pulizia della casa e per l’igiene personale è di plastica, che diventa circa 5 milioni di tonnellate annue di rifiuti. Cerchiamo di ridurre il suo utilizzo.

Alluminio Il riciclo dell’alluminio impiega 20 volte meno energia della produzione ex-novo.

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unità tamburo per fotocopiatrici • nastri stampanti (presenti in tutti gli elettrodomestici dal pc alla tv) Rivolgiti al tuo Comune per farti indicare gli appositi contenitori. Disperderli o gettarli nell’indifferenziato provocherebbe un danno irreversibile all’ambiente.

Cosa mettere •

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lattine per bevande e per alimenti con simbolo AL (tonno, carne, pesce conservato, legumi e cereali lessati) lattine contenenti cibo per animali vaschette in alluminio (dolci, surgelati, alimenti vari) fogli sottili (coperchi di yogurt, alluminio per alimenti) bombolette di deodoranti, lacche e panna (senza i nebulizzatori di plastica) capsule e tappi per bottiglie di olio, vino, liquori, bibite

Rifiuti non riciclabili

Acciaio Con 19.000 barattoli in acciaio si può produrre un’automobile.

Cosa mettere •

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lattine di legumi in genere, conserve, frutta sciroppata lattine di tonno, sardine, olio d’oliva, carne, alimenti per animali, alcune bevande e caffè bombolette spray per alimenti e prodotti per l’igiene personale chiusure metalliche per vasetti di vetro (come quelle delle confetture, delle marmellate, del miele e delle passate di pomodoro) tappi a corona applicati sulle bottiglie di vetro scatole in acciaio utilizzate per le confezioni regalo (di biscotti, cioccolatini, caramelle, dolci e liquori)

Rifiuti ingombranti Per questi rifiuti, i comuni hanno un servizio apposito di recupero e raccolta • elettrodomestici e mobilio: scaldabagni, lavatrici, frigoriferi, computer, materassi, lavastoviglie

Rifiuti urbani pericolosi • • • • • • • • •

gomma calze di nylon e stracci cassette audio e video cocci di ceramica CD pannolini e assorbenti cellophane cosmetici piatti e posate di plastica polveri dell’aspirapolvere secchielli, bacinelle scarpe vecchie giocattoli piccoli oggetti in legno verniciato penne lampadine piccoli oggetti in plastica e bakelite poliaccoppiati per bevande carta carbone, carta oleata e plastificata tetrapak

contenitori con marchio T, T+, F, F+, C, XN, XI farmaci e siringhe tubi catodici lampadine e neon batterie e pile batterie auto e oli minerali cartucce esauste di toner oli vegetali esausti componenti elettrici ed elettronici

Tratto dal sito ufficiale del Governo Italiano: www.governo.it

Riciclare è molto più che un dovere Per fortuna sempre più persone nel mondo si sono rese conto che riciclare gli oggetti degli altri (i mobili, i vestiti, le macchine, i giocattoli, i libri, ecc..) non è solo divertente e intrigante, ma è anche un modo molto intelligente per salvare il mondo dal collasso delle merci. Produciamo in continuazione e il tempo di utilizzo degli oggetti è sempre più breve perchè le cose ci annoiano. E la fine delle merci è più o meno sempre la stessa: spazzatura, discariche, inceneritori (e il relativo costo di smaltimento in termini ambientali). E internet ha raccolto molte di queste persone e le ha aiutate ad organizzarsi per fare in modo che l’incontro della domanda e dell’offerta sia più facile e veloce. Tutte le persone che vi partecipano hanno questa sana abitudine: prima di buttare via le cose che non gli servono più chiedono ad altri se le vogliono in regalo. Esiste un ampio circuito a livello mondiale che si chiama Freecycle. E’ una organizzazione di persone con l’obiettivo primario di diminuire i rifiuti e i consumi, rimettere in circolo le merci, non acquistare cose nuove se si possono utilizzare oggetti già prodotti, non consumare, non inquinare, non contribuire alla folle corsa del consumismo. Anche in Italia ci sono associazioni che fanno parte del Freecycle Network, che raccoglie tutte le organizzazioni locali in giro per il mondo. Lo slogan di questa organizzazione composta da più di 4.000 gruppi sparsi per il mondo con circa 4 milioni e mezzo di persone che vi partecipano è: “cambiamo il mondo, un regalo alla volta!”.

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Ecologia - Raccolta Differenziata

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Calendario 2011

Calendario 2011

Gennaio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31

SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN

S. Madre di Dio S. Basilio S. Genoveffa S. Ermete S. Amelia Epifania di N. S. S. Raimondo di P. S. Massimo S. Giuliano S. Aldo S. Igino Battesimo di Gesù S. Leonzio S. Dazio S. Mauro S. Marcello S. Antonio ab. S. Liberata S. Mario S. Sebastiano S. Agnese S. Vincenzo S. Emerenziana S. Francesco di S. Conv. di S. Paolo SS. Tito e Timoteo S. Angela Merici S. Valerio S. Costanzo S. Martina S. Giovanni Bosco

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VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB

S. Ugo S. Francesco IV^ di Quaresima S. Isidoro S. Vincenzo Ferrer S. Guglielmo S. Giov. B. La Salle S. Alberto S. Maria V^ di Quaresima S. Stanislao S. Giulio S. Martino S. Abbondio S. Annibale S. Lamberto Le Palme S. Galdino S. Ermogene S. Adalgisa S. Anselmo SS. Sotero e Caio S. Giorgio Pasqua di resurrezione Lun. dell’Angelo/Festa della Liberazione S. Marcellino S. Zita S. Valeria S. Caterina S. Pio

Febbraio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28

MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN

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DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR

Aprile

S. Verdiana Pres. del Signore S. Biagio S. Gilberto S. Agata S. Paolo Miki S. Teodoro S. Girolamo Emil. S. Apollonia S. Arnaldo N.S. di Lourdes S. Eulalia S. Maura m. S. Valentino S. Faustino S. Giuliana Le Ceneri S. Simone S. Mansueto S. Silvano S. Pier Damiani S. Margherita S. Renzo S. Edilberto Re S. Cesario S. Romeo S. Leandro S. Romano Abate

Marzo 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31

MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO

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MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO

Maggio S. Giuseppe S. Atanasio S. Filippo SS. Silvano e Nereo S. Pellegrino S. Giuditta S. Flavia S. Desiderato S. Geronzio S. Antonino S. Fabio S. Rossana S. Emma S. Mattia ap. S. Torquato S. Ubaldo S. Pasquale S. Giovanni I papa S. Pietro di M. S. Bernardino S. Vittorio S. Rita da Cascia Pentecoste Beata V. Maria S. Beda S. Filippo Neri S. Agostino S. Emilio S. Massimino S. Felice S. Ferdinando

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S. Albino S. Basileo S. Cunegonda S. Casimiro S. Adriano S. Coletta S. Felicita S. Giovanni S. Francesca S. Simplicio S. Costantino S. Massimiliano I^ di Quaresima S. Matilde Regina S. Longino S. Eriberto S. Patrizio S. Salvatore S. Giuseppe II^ di Quaresima S. Benedetto S. Lea S. Turibio S. Romolo Annunc. del Signore S. Teodoro III^ di Quaresima S. Sisto III° Papa S. Secondo S. Alberto S. Beniamino

Giugno S. Giustino Festa della Repubblica S. Carlo S. Quirino S. Bonifacio S. Norberto S. Roberto S. Medardo SS. Efrem e Primo S. Diana S. Barnaba S. Guido S. Antonio da Pad. S. Eliseo S. Germana S. Aureliano S. Gregorio S. Marina SS. Trinità S. Silverio S. Luigi S. Paolino S. Lanfranco Nat. S. Giovanni B. S. Guglielmo Corpus Domini S. Cirillo S. Ireneo m. SS. Pietro e Paolo SS. Primi Martiri


Calendario 2011 Luglio VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM

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SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN

S. Teobaldo S. Ottone S. Tommaso ap. S. Elisabetta di P. S. Antonio M.Z. S. Maria Goretti S. Edda S. Priscilla S. Veronica S. Felicita S. Benedetto S. Fortunato S. Enrico S. Camillo S. Bonaventura N.S. del Carmelo S. Alessio S. Calogero S. Simaco S. Elia S. Lorenzo da B. S. Maria Maddalena S. Brigida S. Cristina S. Giacomo ap. SS. Anna e Gioacchino S. Liliana S. Nazario S. Marta S. Pietro S. Ignazio

Agosto 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31

LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER

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MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER

Ottobre S. Teresa SS. Angeli Custodi S. Gerardo S. Francesco S. Placido S. Bruno N. S. del Rosario S. Pelagia S. Dionigi S. Daniele S. Firminio S. Serafino S. Edoardo re S. Callisto I papa S. Teresa d’Avila S. Edvige S. Ignazio S. Luca S. Laura S. Adelina S. Orsola S. Donato S. Giovanni da C. S. Antonio M. C. S. Daria S. Evaristo papa S. Fiorenzo S. Simone S. Ermelinda S. Germano S. Lucilla

S. Alfonso S. Eusebio S. Lidia S. Giovanni M. V. Madonna della neve Trasfig. del Signore S. Gaetano S. Domenico S. Fermo S. Lorenzo S. Chiara S. Ercolano S. Ponziano S. Alfredo Assunzione V. Maria S. Rocco S. Giacinto S. Elena S. Italo S. Bernardo S. Pio X papa S. Fabrizio S. Rosa da Lima S. Bartolomeo S. Ludovico S. Alessandro S. Monica S. Agostino Martirio S. Giovanni S. Felice S. Aristide

Settembre 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30

GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN

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GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB

Novembre Ognissanti Commem. dei Defunti S. Silvia S. Carlo Borromeo S. Zaccaria S. Leonardo S. Ernesto S. Goffredo S. Oreste S. Leone Magno S. Martino di Tours S. Renato S. Diego S. Giocondo S. Alberto Magno S. Margherita S. Elisabetta S. Oddone S. Fausto S. Benigno Presentez. B. V. Maria S. Cecilia S. Clemente S. Flora S. Caterina S. Corrado S. Virgilio S. Giacomo S. Saturnino S. Andrea

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S. Egidio S. Elpidio S. Gregorio S. Rosalia S. Vittorino S. Umberto S. Regina Natività B. Vergine S. Pietro S. Nicola S. Diomede SS. Nome di Maria S. Giovanni Santa Croce B.V. Addolorata SS. Cornelio e Cipriano S. Roberto S. Sofia S. Gennaro S. Eustachio S. Matteo S. Maurizio S. Lino papa S. Pacifico S. Aurelia SS. Cosma e Damiano S. Vincenzo S. Venceslao S. Michele S. Girolamo

Dicembre S. Ansano S. Bibiana S. Francesco S. Barbara S. Crispina S. Nicola S. Ambrogio Immacolata Concezione S. Siro N. S. di Loreto S. Damaso papa S. Giovanna S. Lucia S. Giovanni S. Valeriano S. Albina S. Lazzaro S. Lazzaro S. Graziano S. Liberato S. Pietro S. Francesca S. Vittoria S. Irma Natività del Signore S. Stefano S. Giovanni Sacra Famiglia S. Tommaso S. Savino S. Silvestro

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2

3

8

9

10 11

4

2

3

9

10 11 12 13 14 15

13 14 15 16 17 18 19

12 13 14 15 16 17 18

16 17 18 19 20 21 22

20 21 22 23 24 25 26

19 20 21 22 23 24 25

23 24 25 26 27 28 29

27 28 29

26 27 28 29 30 31

30 31

Aprile

Calendario 2012

LUN MAR MER

GIO

Maggio

VEN

SAB DOM

LUN MAR MER

GIO

VEN

1

2

3

4

8

9

10 11 12 13

1 4

5

6

7

8

Giugno

7

SAB DOM

5

LUN MAR MER

GIO

6 4

5

6

7

VEN

SAB DOM

1

2

3

8

9

10

2

3

9

10 11 12 13 14 15

14 15 16 17 18 19 20

11 12 13 14 15 16 17

16 17 18 19 20 21 22

21 22 23 24 25 26 27

18 19 20 21 22 23 24

23 24 25 26 27 28 29

28 29 30 31

25 26 27 28 29 30

30

Luglio LUN MAR MER

GIO

Agosto

VEN

SAB DOM

LUN MAR MER

1 4

5

6

7

8

6

7

Settembre

GIO

VEN

SAB DOM

1

2

3

8

9

10 11 12

4

LUN MAR MER

GIO

VEN

5 3

4

5

6

7

SAB DOM

1

2

8

9

2

3

9

10 11 12 13 14 15

13 14 15 16 17 18 19

10 11 12 13 14 15 16

16 17 18 19 20 21 22

20 21 22 23 24 25 26

17 18 19 20 21 22 23

23 24 25 26 27 28 29

27 28 29 30 31

24 25 26 27 28 29 30

30 31

Ottobre LUN MAR MER

GIO

VEN

4

5

Novembre SAB DOM

1

2

3

6

8

9

10 11 12 13 14

LUN MAR MER

7 5

6

7

Dicembre

GIO

VEN

SAB DOM

1

2

3

8

9

10 11

LUN MAR MER

GIO

VEN

4 3

4

5

6

7

SAB DOM

1

2

8

9

15 16 17 18 19 20 21

12 13 14 15 16 17 18

10 11 12 13 14 15 16

22 23 24 25 26 27 28

19 20 21 22 23 24 25

17 18 19 20 21 22 23

29 30 31

26 27 28 29 30

24 25 26 27 28 29 30 31

72


Date da Ricordare Febbraio

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

Luglio

Agosto

Settembre

Ottobre

Novembre

Dicembre

Note

73

Date da Ricorare e Note

Gennaio


Numeri Utili Polizia

Guardia Costiera

Soccorso Pubblico di Emergenza

Soccorso in Mare

113

1530

Emergenza Sanitaria

Emergenza Infanzia

Ora Esatta

118

114

4161

Carabinieri

Antiviolenza Donna

Enel

1 18 Pronto Intervento 118

112 112 12

Numeri Utili e Rubrica

115 15

Guardia Forestale dello Stato

Pronto Intervento

Poste Italiane

PT

Informazioni

Posteitaliane

803 160

Segnalazione Guasti

112

1522

800 900860

Vigili del fuoco

Informazioni ACI

Enel Gas

Pronto Intervento

Soccorso Stradale ACI

Segnalazione Guasti

115

803 116

800 046505

Corpo Forestale

CCISS Viaggiare Infor.

Ottogas

Servizio Antincendio Boschivo

ViabilitĂ e Circolazione

Segnalazione Guasti

1515

1518

800 310529

Guardia di Finanza

Trenitalia

Acquedotto Campano

Pronto Intervento

Call Center

Segnalazione Guasti

117

892 021

081 5013807

Rubrica Nome

Telefono

Cellulare

74

E-mail


Scheda di Segnalazione Gentile Lettore, ti chiediamo gentilmente di aiutarci a migliorare i servizi di questa prima edizione segnalandoci i tuoi commenti e consigli con l’invio della seguente scheda. Ritagliate o fotocopiate questa pagina ed inviatela ad uno dei seguenti indirizzi a mezzo: • Fax: 030 7993315 oppure 099 9871187 • e-Mail: info@puntarancio.com • Posta: PuntarAncio S.r.l. - Via Urini, 66 - 25031 Capriolo (BS) oppure PuntArancio S.r.l. - Via G. Deledda, 19 - 74020 Faggiano (TA)

Scheda di Segnalazione:

Scheda di Segnalazione

Guida ai servizi 2011-2012: Unione dei comuni “Atellani”

Ragione Sociale: Nome e Cognome: Indirizzo: Città: Telefono: e-Mail:

Provincia: Fax:

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Elenco Inserzionisti Viaggiare Alloggiare

Servizi Per la Casa e la Persona

Agenzia Pratiche Auto GIORDANO

50

Agenzia Funebre D’AMODIO

54

Agenzia Viaggi CATEMBE’

50

Agenzia Immobiliare IMMOBIL GROUP

56

Autoricambi BRUMOR

50

Agenzia Immobiliare PROFESSIONAL HOUSE

59

Agenzia Immobiliare TECNOCASA

55

Autosalone ATELLANA MOTORS

3

Autosalone AUTO DERBY di BIAGIONI

35

Agenzia Imomobiliare APROVITOLA

59

Autosalone AUTO DISCOUNT

48

Bottoni e Accessori per Confezioni L.P.L. Srl.

32

Centro Revisioni INDACO

51

Casalinghi V&V VENTURELLI & VERDE

53

Computer Vendita Assistenza L’ANTEPRIMA

59

Elenco Inserzionisti

Mangiare e Bere Bar Caffè DREAMY

48

Costruzioni Edili CO.GE.BOR. Srl.

7

Bar Caffè Pizzeria PARADISE

47

Edilizia BEMYBIT

8

Bar Caffè Tabacchi MOZZILLO

45

Edilizia DI COSTANZO EDILIA Srl.

59

Bar Pasticceria Gelateria UMBERTO

48

Elettricità Materiali PUNTO LUCE

IV^ Cop.

Bar Snak THE QUIN

48

Elettrodomestici MORETTI

Bibite e Vini Antica Casa Vinicola CICALA

35

Gpl LA NUOVA VERDE GAS

Caffè DUCALE

47

Gas Metano UNION GAS

Caffetteria MARCONI

47

Insegnamento Formazione PROMO SCUOLA

77

Casearea IOVINE

46

Marmeria EREDI CARRARA BENITO

59

Caseificio MARTINO

47

Marmeria ITALIANA PIETRE

56

Congelati e Surgelati PIANETA AZZURRO

79

Meccanotecnica MERIDIONALE Srl

32

Panificio LA CASA DEL PANE

47

Orologeria MARLEN ITALY

56

Pescheria MEDITERRANEA

7

Parrucchiera ROSALBA FERRIERO

57 7 III^ Cop.

7

Pizzeria DA DINO

47

Parrucchieri I PATRICELLI

52

Pizzeria SFIZIOPIZZA

47

Profumeria SERRA SALVATORE

56

Ristorante Pizzeria LA CASTELLANA

47

Servizi Postali UNIVERSAL POST

56

Ristorante Pizzeria LA SMORFIA

47

Telefonia TRE STORE MORETTI

57

Salute e Benessere

Supermercato EUROPA

7

Supermercato F.lli A.G.B

52

Centro Estetico SUNSHINE

66

Supermercati SUPER PIÙ

52

Laboratorio Odontotecnico INCISIVO

65

Palestra BODI’S TIME F.lli Cuciniello

66

Shopping e Tempo Libero Abbigliamento D’ANDREA COLLECTION

38

Studio Dentistico DOTT. ANTONIO CUOMO

60

LINEA D. di Capasso Domenico

52

Studio Medico DOTT.FRANCESCO VESPOLI

65

Calzature OUTLET DIVA

52

Gioielleria TOMMASO VAIA Sartoria FORREST

Ecologia Articoli Carta Plastica F.LLI BOERIO

II^ Cop. 52

78

67


Indice Presentazione / Ringraziamenti

1

Guida alla Consultazione

2

Città di Atella Cenni Storici

4-6

Città di Cesa

8-13

Cartina e Stradario

Indice

4-6

8-9

Cenni Storici e Informazioni Utili

10-13

Città di Frattaminore

14-19

Cartina e Stradario

14-16

Cenni Storici e Informazioni Utili

17-19

Città di Gricignano d’Aversa

20-25

Cartina e Stradario

20-21

Cenni Storici e Informazioni Utili

22-25

Città di Orta di Atella

26-31

Cartina e Stradario

26-28

Cenni Storici e Informazioni Utili

29-31

Città di Sant’Arpino

32-39

Cartina e Stradario

32-34

Cenni Storici e Informazioni Utili

36-39

Città di Succivo

40-44

Cartina e Stradario

40-41

Cenni Storici e Informazioni Utili

42-44

Mangiare e Bere

45-48

Viaggiare e Alloggiare

49-51

Patente a Punti

49-50

Consigli per Mettersi in Viaggio

51

Shopping e Tempo Libero

52

Servizi per la Casa e la Persona

53-59

Ufficio di Stato Civile

53-55

Consigli per la Vostra Sicurezza

57-59

Salute e Benessere

60-66

Emergenze

60-64

Consigli Alimentari

65-66

Ecologia

67-69

Raccolta differenziata

67-69

Calendario 2011 / 2012

70-72

Date da Ricordare / Note

73

Numeri Utili / Rubrica

74

Scheda di Segnalazione

76

Elenco Inserzionisti

78

Indice

80

80


Guida ai servizi 2011-2012 Unione dei Comuni ATELLANI  

Guida contenente cartine e informazioni sui Comuni che compongono l'Unione dei Comuni ATELLANI. Sono inoltre presenti degli inserti che trat...