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per l’ambiente

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Sede di Siracusa in via Basento n°14 www.accademiakronos.it

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Copia Omaggio

N°7\Anno VII

Sabato, 27 Febbraio 2010

CARLENTINI: GUERRA ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA. IL CONSIGLIO APPROVA ANCHE L’USCITA DALL’ATO 8 E IL RICORSO AL TAR.

PROVINCIA E VERMEXIO: PARTITE A BOCCE FERME

Siracusa – Alla provincia si spinge per un rimpasto, altri invece vogliono il mantenimento della situazione attuale. Al massimo si può prevedere la sostituzione in Giunta di Roberto Meloni e Giuseppina Ignaccolo promossi alla presidenza del Consorzio universitario Archimede che ormai si dice sia defunto. Il gruppo dell’Uds composto dai consiglieri Oddo e Iacono si è squagliato in attesa che si trasformi nell’API di Mario Bonomo che, quindi, ha chiesto di essere accolto nella maggioranza del presidente Bono. Difficilmente l’API potrà essere chiamata ad entrare in maggioranza perché pare che il tavolo sia diventato troppo stretto per tutti coloro che vogliono sedere. Alla provincia c’è una maggioranza però in grande fibrillazione per colpa del gruppo Forza Italia e An che ancora non si decidono a diventare Pdl, lealista o Sicilia. Sono tutti d’accordo solamente a dare contro il presidente accusandolo, ogni giorno, di qualcosa. In questa situazione niente si può toccare perché diventerebbe un’operazione pericolosa per la stabilità del Presidente. Anche l’on Pippo Gianni la pensa in questo modo. Al Vermexio la situazione resta praticamente immutabile specialmente per la debolezza del Mpa che non riesce ad esistere in aula e nei dibattiti, anche se il presidente del Consiglio Edy Bandiera da quando è diventato autonomista è più bravo di quando si trovava nell’Udc. Dalla presidenza , Bandiera dirige il traffico in aula e riesce a ben camuffare l’inesistenza politica e amministrativa del suo nuovo partito. Bandiera è rimasto però l’anomalia che Pippo Gianni non riesce a digerire. Non capisce perché egli è ancora Presidente in quota Udc anche se è passato ad un altro partito: lo chiede, però Visentin non ci sente. Ancora.

Carlentini - I consiglieri comunali hanno inaugurato la nuova sala consiliare approvando proposte che, per certi versi, faranno storia, anche perché riguardano i cittadini in modo diretto e anche per le linee di principio generali che devono ispirare la cosa pubblica. L’acqua deve essere un bene comune, qualcosa che appartiene all’umanità e per questo non può essere gestita da privati, su questa dichiarazione di principio si sono ritrovati all’unanimità tutti attorno alla proposta che veniva dall’amministrazione comunale. Continua a pag. 3 >>>

Siracusa (GV) Se ne parla ancora e forse anche fino a quando a Siracusa non arriverà a dire la sua Gianfranco Miccichè e altri che non intendono farsi intruppare negli Stati Maggiori delle Autonomie che però non si trovano ancora. Si può già anticipare che presto Miccichè farà il suo “ Forum delle idee “e allora si potrà vedere quale differenza corre con quello che il finiano Granata presentato ad una selezionata elite

parlando di “nuove autonomie”. Una presidenza formata per sua chiamata diretta, e un pubblico che di Stati generali aveva poco, e molto di generalismo in libertà. Non ci riferiamo a Mario Bonomo dell’Api sempre pronto all’ammaliamento, neanche a Roberto De Benedictis che percependo al volo la trappola di possibile occultato bazar della politica siciliana ha preso pubbliche distanze. Continua a pag. 2 >>>

SIRACUSA – IL COMANDANTE MONTEROSSO AVRA’ DA LAVORARE PER DARE NORMALITA’.

Singolarità: Le auto con bollino rosa dei portatori di handicap siracusani sono Mercedes coupè, auto sportive e Suv altissimi, difficilmente utilizzabili dai normali automobilisti.

Siracusa - Da qualche settimana c’è un nuovo comandante dei Vigili Urbani, Giovanni Monterosso, un ex colonnello della Guardia di Finanza che è stato anche al

ALLA BIT C’ERANO TUTTI I BELLI DI SIRACUSA

La BIT di Milano è stata un vero successo. Per i milanesi ovviamente. Non mancava nessuno, c’erano tutti nello stand della Provincia di Siracusa, tutti i sindaci, tutti gli assessori, cantanti, attori,

SIRACUSA - ASPETTANDO IL FORUM DELLE IDEE DI MICCICHE’

ragionieri, presentatori, dj, Presidenti delle trivelle condominiali e di associazioni varie. Insomma ai milanesi dalla Provincia di Siracusa sono arrivati tanti visitatori. Continua a pag. 2 >>>

vertice del comando provinciale delle fiamme Gialle di Siracusa. Uno con collaudata esperienza nell’organizzare uomini e cose nella repressione dell’illecito nel territorio. Uno che conosce i meandri dell’illegalità e i metodi per illuminarli, che sa perfettamente distinguere quella sottile differenza tra illegalità e permissività che spesso è nelle strade della città. Continua a pag. 2 >>>

FRANCOFONTE: UNA PROPOSTA CONTRO LA FILIERA LUNGA CHE UCCIDE L’AGRICOLTURA.

Ivano Bonavita e il sindaco Castania: “Sarà Bufardeci a decidere se realizzare il Progetto Tutor”. Francofonte (gregorio valvo) E’ stato scritto che la IV edizione della Sagra del Tarocco è stata un successo. Ma, il sindaco ha fatto sapere che il prossimo anno sarà migliore e cambieranno alcuni aspetti organizzativi che dovranno concentrare maggiormente l’attenzione sulle arance più pregiate dell’intera provincia se non dell’intera Sicilia. L’assessore regionale all’Agricoltu-

AUGUSTA – E NEL PDL LA VITTORIA PUO’ LEGGERSI SCONFITTA Non passa in Consiglio una proposta della maggioranza di centrosinistra che andava bene anche ai maggiorenti del centrodestra, però, Giuseppe Di Mare esulta.

ra Bufardeci ha dimostrato di voler venire incontro alle istanze che gli giungono da Francofonte. Compulsato da alcuni consiglieri comunali di riferimento, tra questi Ivano Bonavita, ha dato la sua disponibilità a tenere in grande rilevanza la crisi del tarocco e le problematiche connesse, oltre a sponsorizzare la conclusa manifestazione sul tarocco di Francofonte. Continua a pag. 3 >>>

proposta

dell’opposizione”.

dell’amministrazione prende

ci ha messo il centrodestra a

Ed infatti l’evento, perchè

stavolta la forma dei numeri.

dare segni di vita al consiglio

così è stato vissuto, viene

Peccato che questa vittoria,

comunale di Augusta. “Per la

celebrato con l’enfasi delle

ottenuta con 13 voti contro

prima volta in questo anno e

svolte epocali. “Il fatto poli-

8, riguarda solo il rinvio della

mezzo – scrive il consigliere

tico è di notevole rilevanza”,

trattazione di un punto all’or-

Pdl, Giuseppe Di Mare - la

si premura a sottolineare Di

dine del giorno della seduta

maggioranza che amministra

Mare, dato che il malumore

consiliare, voltasi il 24 scorso.

la città va sotto, e passa una

serpeggiante fra i sostenitori

Continua a pag. 3 >>>

MELILLI – LA DIFFERENZIATA NON ESISTE, MENTRE, LA RACCOLTA E’ AFFIDATA AD UNA SOCIETA’ MISTA IN BANCAROTTA CON TROPPI AMMINISTRATORI in ultima pagina

BUSCEMI – IL CONSIGLIO SI OPPONE ALL’ ATO8, IL SINDACO MINACCIA LO SCIOPERO DELLA FAME TRA GLI APPLAUSI.

in seconda pagina

LENTINI - SVANISCE IL SOGNO DEL MILIONE DI ICI, DOPO LA VARIANTE AL PRG, LA “SCIRUMI SRL” NON PAGA E FA RICORSO.

in ultima pagina

NOTO: IL “BIDONE VUOTO” ASPECOM RIEMPITO DAI CONSIGLIERI MPA

in seconda pagina

PALAZZOLO: L’ACQUA DEVE RESTARE A GESTIONE COMUNALE

di Massimo Ciccarello Augusta - Venti mesi: tanto

Pippo Gianni

Carlo Scibetta

Palazzolo Acreide ( GV) Anche la zona montana scende in campo per dire no alla privatizzazione dell’acqua e alla gestione in versione corrente della Sai8. Ci sono 4 comuni che la pensano allo stesso modo: Palazzolo, Buscemi, Cassaro e Ferla. Un quinto, Buccheri, vorrebbe aggregarsi ma non può perché ha già consegnato le chiavi della rete idrica al gestore privato. In consiglio comunale tutti si sono espressi in linea con il movimento dei comuni siciliani che dicono no alla privatizzazione del bene più prezioso, ma, adesso si lavora per rendere più concreto questo concetto. Continua a pag. 3 >>>


Siracusa e Provincia

Pag. 2

ALLA BIT C’ERANO TUTTI I BELLI DI SIRACUSA dalla prima

I nostri Comuni si sono svuotati perché nessuno è riuscito a resistere alla tentazione di fare scampagnata sotto il Duomo. Inutile dire quale è stato il souvenir più acquistato. “Visto che ci vai mi porti la statuetta del Duomo di Milano?” Era la richiesta più avanzata agli esportatori del turismo aretuseo. Città semivuote e

uffici comunali deserti. Vuoi vedere che la Borsa internazionale del Turismo è proprio quella che hanno inventato i milanesi per alleggerire la borsa di turisti siciliani che amano l’aria salubre di Milano? Sarà così perché come ha detto, ai giornalisti siciliani, il presidente della Regione Lombardo “ Vuoi vedere

che i milanesi hanno trovato il modo di spillarci i soldi con la scusa del turismo?” Speriamo che da noi possano arrivare 2 milanesi per ogni dieci siracusani che abbiamo inviato alla Befana Internazionale dei Terrun, o Bit come chiamano alcuni quel circo equestre senza cavalli inventato tra un panettun e un risotto.

SIRACUSA – IL COMANDANTE MONTEROSSO AVRA’ DA LAVORARE PER DARE NORMALITA’. dalla prima

Il nuovo comandante, con tutto il rispetto dovuto al suo predecessore, ha assunto un onere intrinseco all’accettazione della sua nomina di comandare il corpo di polizia municipale di Siracusa, quello di andar oltre al dovere di sola facciata che di solito si richiama ai corpi non militarizzati. Come farà a non vedere che la sua nuova Città da controllare non ha solo il problema del traffico e della viabilità da riformare, ma è invasa da un esercito di “diversamente abili” alla ricerca di privilegi che appartengono alla nuova strana casta. Fino a ieri chiunque aveva un medico amico o credulone riusciva ad ottenere, per se o per un famigliare con qualche acciacco camuffato da

menomazione, uno stallo gratuito davanti casa propria, davanti al negozio di sua proprietà specialmente se in Ortigia o in una via del centro. Con la dovuta distinzione di quei casi che realmente esistono, che sono un numero contenuto, il nuovo comandante dei Vigili si accorgerà che a fare il sacrifico di cercare posteggio e magari beccarsi la contravvenzione di divieto di sosta a Siracusa, sono rimasti solamente i normo stupidi. Si accorgerà anche che nella città di Archimede l’occupazione di suolo pubblico è una cosa concessa con la facilità con cui si offre un caffé e al costo di una torta o poco più. Tutti vogliono, a tutti è concesso e tutti prendono qualcosa che ap-

partiene alla collettività, ovviamente, pochi pagano il dovuto, perché sono sempre i soliti normo stupidi. “Chi ben comincia è a metà dell’opera” dice un vecchio adagio che contiene anche la saggezza del pensare che quando uno si trova addentrato in una brutta strada, difficilmente torna indietro per cercare di prenderne una migliore. Colonnello Monterosso, se crede che prendere le contravvenzioni agli automobilisti non è il solo lavoro che spetta alla polizia municipale, il lavoro non le mancherà davvero, e forse neanche le grane. Buon lavoro insieme ai suoi uomini e alle donne in divisa che hanno l’opportunità di guardare e scoprire una città che ancora non c’è.

NOTO: IL “BIDONE VUOTO” ASPECOM RIEMPITO DAI CONSIGLIERI MPA Noto – La coerenza non abita nel

la soppressione della multiservi-

consiglio comunale di

Noto e in

zi restavano solamente quelli del

modo particolare in casa Mpa. Ci

Pd e Noto Nostra. Per i consiglie-

voleva il caso dell’azienda locale

ri

multiservizi Aspecom, rimasta sen-

baviera, Tringali) illuminati sulla via

za un servizio da fare, a far capire

di Damasco, l’Aspecom era infatti

come i netini in caso di guerra non

divenuta cosa buona, forse anche

potrebbero mantenere una trincea.

da gustare. In sostanza è stato sta-

Si voleva ad ogni costo la soppres-

bilito che il “bidone vuoto” sarà ri-

sione di questo carrozzone senza

empito alla meno peggio mettendo-

ruote creato con altre finalità da

ci dentro strisce blu e manifesti da

una vecchia amministrazione co-

affiggere. Di colpo la maggioranza

munale ( quella del sindaco Leone),

passava a 16 con la soddisfazione

si voleva un Consiglio comunale

del sindaco Corrado Valvo che si è

apposito. Il consiglio c’è stato e di

imposto di riflettere sulla volubilità

colpo anche la conversione dell’in-

di certi consiglieri. Il gruppo Mpa si

tero gruppo Mpa che chiedeva il

è imposto un certo silenzio stam-

dibattito e lo scioglimento “ perché

pa, fino a quando si troverà qual-

un bidone vuoto che assorbiva de-

cosa da dire sul bidone Aspecom

naro pubblico”. In aula però le cose

che si è riempito improvvisamen-

sono cambiate perché a votare per

te come

dell’Mpa ( Roccaro,Sammito,

fosse …calata la piena.

SIRACUSA - ASPETTANDO IL FORUM DELLE IDEE DI MICCICHE’ dalla prima

Alle critiche avanzate dagli assenti – tra questi vertici Mpa locali come il senatore Burgaretta e il deputato Gennuso – ha risposto inopportunamente in modo sprezzante, dichiarando in sostanza che ognuno è libero di invitare chi vuole. Sapendolo, Granata, ha voluto ignorare che, in politica, le cose non vanno così. Mancava il Ministro Prestigiacomo che nel Pdl qualcosa dovrebbe pur contare, il senatore Alicata che, fino a quando c’è, deve pur pesare qualcosa anche per chi ama l’autonomia, mancava l’on. EnzoVinciullo, un ex An (come lui?), mancava buona parte del Pdl. Eccepire che c’era Titti Bufardeci serve solo a fornire risposte non chiare, visto l’assessore regionale Bufardeci ha disertato il tavolo della presidenza per lasciare il posto al sindaco di Noto. Chissà, quale ruolo Granata gli aveva riservato all’interno del forum. Quando sarà Miccichè a parlare, presto, forse si vedrà. Anche se un

certo fascino la vicenda lo contiene (ecco perché ne parliamo a distanza di settimane), crediamo non sia cominciato bene il percorso di una certa autonomia al retrogusto milazziano. Una presentazione pubblica avente il solo progetto di chiedere al Governatore Lombardo di convocare gli Stati generali ha deluso come il tentativo di scremare la razza politica sul piano regionale prima che su quello nazionale. Cose che inducono a marcare i punti della disgregazione. Il “Forum delle idee” convocato da Granata non è stata una gran bella idea visto che l’unica finalità sembra essere stata il nichilismo assoluto: da una parte i buoni che vogliono il bene della Sicilia insieme a Lombardo, dall’altra i cattivi che vogliono anche loro un pezzetto di potere da mordicchiare. E neanche il nichilismo ha portato alla chiarezza, visto che Miccichè e Fini ancora non hanno ufficializzato nessun percorso comune in dissenso con

a diffidare il comune e ad ipotizzare un commissariamento dell’Ente. Molti hanno espresso dubbi sulla legalità e sull’opportunità che ciò possa succedere. Considerati gli attestati e gli applausi del pubblico presente, infatti, se ciò si realizzasse veramente farebbe del sindaco Giansiracusa un eroe cittadino e non solo. Giansiracusa si è dichiarato pronto ad uno sciopero della fame

Berlusconi. Al tavolo c’era il sindaco Visentin che potrebbe essere un buon cattivo, non c’era il Presidente della provincia Bono che potrebbe essere un Cattivo buono, se si volessero ricercare significati più in profondità. Assente, ma, osservatore a distanza, l’on Pippo Gianni pare abbia perso la bussola che orienta i comuni appartenenti al popolo dei nominati. Gianni informato dei fatti accaduti nel salone Borsellino non ha potuto che aumentare la confusione che nella politica nostrana si tagliava a fette da mesi. Il leader unico dell’Udc siracusano, forse incazzato, ha ricavato di non sapere più con chi parlare per risolvere le questioni di Siracusa che, spesso, appartengono solo alla povera gente che rischia, quotidianamente, di saltare il pranzo. Vuoi vedere che proprio l’on. Gianni dovrebbe farsi venire una qualche idea sul da fare in questa situazione in cui l’autonomia è alla ricerca di compagnia?

NEAPOLIS : PARITA’ IN CONSIGLIO IMPOSSIBILE ELEGGERE UN PRESIDENTE Neapolis – Il consiglio di Circoscrizione più “importante” di Siracusa è in crisi da qualche settimana. A guardarci dentro è iniziata senza che quasi nessuno la prevedesse, però oggi di fatto uno dei 16 consiglieri del quartiere di Piazza Adda può risolverla. Si contrappongono, infatti, in perfetta parità due schieramenti composti in maniera trasversale senza allineamento agli schemi partitici che governano al comune e alla provincia. Nel senso che ogni schieramento vede gente di destra e di sinistra combattere gli altri. Se le cose non muteranno, se un gruppo da otto non passerà a nove non ci sarà via d’uscita e lo scioglimento sarà ineluttabile trascorso il tempo che le normative consentono prima che il sindaco venga chiamato a sciogliere il consesso di quartiere. L’ultima seduta ha visto una sola novità, neanche di rilievo: Giovanni Di Lorenzo, presidente dimissionario, si è presentato alla guida dello schieramento che lo aveva osteggiato quando veniva proposto a presidente dagli altri 8. In sostanza l’ex presidente è diventato il peso che fa spostare l’ago della bilancia e che nella fattispecie non consente al suo ex gruppo di eleggere ( com’era stato concordato 18 mesi prima ) Peppe Culotti nuovo presidente. I nuovi alleati del Di Lorenzo hanno presentato il loro programma, poi si sono assentati facendo venire meno il numero legale. Tatticismo. Quel tatticismo che Giovanni Di Lorenzo, giovane vecchio mestierante della politica conosce meglio di tutti gli altri competitori, che gli permetterà di mantenere il gioco dell’impasse fino all’infinito. Umanamente è comprensibile che uno che si

deve ritenere un buon presidente Sdi quartiere voglia tentare di restare tale non permettendo ad altri di prendere il suo posto. Da abile manovratore potrà, legittimamente, mantenere lo stato d’impasse per molto tempo, forse per qualche mese, però, il suo obiettivo, gli si ritorce contro creandogli ferite che in politica guariscono raramente e comunque con grande ritardo. Parliamo di quella ferita che tra politici si chiama “affidabilità” che quando marchia un soggetto lo limita in tutte le sue azioni future non permettendogli di fare promesse senza suscitare ilarità. In forza a questo principio Di Lorenzo che ha visto circolare tante volte in ogni partito e in ogni trattativa è obbligato a cessare di farsi male e a deporre l’oggetto dell’autoflagellazione. Tra i 16 consiglieri è l’unico che ha un avvenire certo in politica, per questo ha l’obbligo di non buttarlo via insieme alla sua parola offerta nel corso di un accordo. Muzio Curdo (Scevola) bruciò la mano sul braciere ardente per punire la mano che aveva sbagliato nel colpire re Porsenna, per questo ebbe salva

BUSCEMI – IL CONSIGLIO SI OPPONE AI VOLERI ATO8, IL SINDACO MINACCIA LO SCIOPERO DELLA FAME TRA GLI APPLAUSI. Buscemi – Anche il piccolo comune di Buscemi si ribella all’ATO idrico e prende posizione di diniego nei confronti di Sai8 che pretende le consegne della rete idrica. Il sindaco Giuseppe Giansiracusa ha parlato lungamente in Consiglio comunale sulle storture e sugli aumenti che si prevedono nella bolletta idrica in gestione Sai8. L’Ato 8 addirittura si sarebbe spinto in maniera arduamente

Sabato, 27 Febbraio 2010

e a sbarrare fisicamente la strada a chi tenterà di appropriarsi dell’acqua del suo comune. E su questa linea si sono attestati tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione. Anche nell’aula del consiglio comunale di Buscemi si è parlato dei cosiddetti “patti privati” tra Sai8 e Comuni, nella fattispecie prevedevano il blocco delle tariffe per almeno 5 anni. La vicenda Sai 8 alla luce di questi “patti

dell’uovo” si complica perché ogni comune pare abbia stipulato delle scritture private con Sai 8 e questo, oltre ad essere irregolare, darebbe il senso delle pressioni che sono state fatte sugli amministratori comunali “costretti” a concedere l’assenso dopo una miriade di dubbi e di dinieghi. Ma questa è una storia che nessuno affronterà perché riguarda l’aspetto morale e forse non solo.

la vita e l’ammirazione della vittima designata. La leggenda di Scevola è arrivata fino a noi perché la sua determinazione era pregnante d’onore.

direttore Gregorio Valvo  Testata iscritta Al N°7 del 7 aprile2004 Registro Stampa del Tribunale di Siracusa Al N° 13051 del R.O.C. Editrice: ParoleDigitali di E.V. Via Basento, 14 96100 Siracusa Redazione Via Basento,14( p.za Adda) Siracusa Anna Gloria Valvo direttore responsabile Contatti: Sito: www.lanota7.it Email: redazione@lanota7.it Fax 0931 446599 Tel. 0931 449410 Stampa: Tipolitografia Geny Canicattini Bagni (SR) Distribuzione: DUERRE servizi (SR)


Sabato, 27 Febbraio 2010

Provincia

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AUGUSTA – E NEL PDL LA VITTORIA PUO’ LEGGERSI SCONFITTA

PALAZZOLO: L’ACQUA DEVE RESTARE A GESTIONE COMUNALE

dalla prima

Un punto importante, certo, come l’autorizzazione a far passare il metanodotto che dovrebbe collegarsi con il rigassificatore, ma si tratta sempre di un semplice spostamento della discussione; il quale è cosa ben diversa dal riuscire a far passare una propria proposta di deliberazione. Tuttavia, coi tempi che corrono a palazzo San Biagio, gli avversari di Massimo Carrubba si aggrappano ad ogni sospiro pur di scoprire segni di residua vitalità nel campo degli oppositori. Simpatia, quindi, anche verso il tono trionfalista un po’ esagerato, se questo gol della bandiera può servire a far scuotere chi dovrebbe disputare una partita migliore. Perchè quando un match si gioca ad un porta sola, bisogna proprio essere hooligans per non sperare in una maggiore vivacità di gioco da parte degli avversari soccombenti. Un normale tifoso che paga il biglietto dello stadio vuole principalmente vedere giocare a football, non assistere ad un allenamento per i tre punti in classifica. Il che, fuori di metafora calcistica, significa che pure l’elettore dell’attuale amministrazione si sentirebbe tranquil-

lizzato da una opposizione che, riuscendo a rendersi insidiosa, costringesse la giunta ad impegnarsi a produrre buona amministrazione.Però, quello che a prima vista potrebbe apparire come uno scivolone della maggioranza “venduto” come una vittoria del Pdl, potrebbe avere ben altre chiavi di lettura. Ragionandoci un poco, o si è trattato di un clamoroso autogol da parte di Di Mare, oppure è l’avvisaglia di una imminente resa dei conti dentro il Popolo delle libertà. L’indirizzo della maggioranza era quello di concedere l’autorizzazione al passaggio del metanodotto, anche se diventava una sorta di via libera politica al rigassificatore.Il consigliere berlusconiano probabilmente lo sapeva, o comunque avrebbe potuto facilmente saperlo prima di intraprendere una iniziativa così politicamente delicata (o quantomeno intuirlo proprio dalla posizione netta alla trattazione del punto assunta dal presidente del consiglio, Salvatore Amato, ferreo custode degli indirizzi che promanano da Palazzo di città). Considerato che il rigassificatore è fortemente sponsorizzato

FRANCOFONTE: UNA PROPOSTA CONTRO LA FILIERA dalla prima

Giuseppe Castania e Ivano Bonavita

L’assessore Titti Bufardeci, al vertice sull’agrumicoltura che si è tenuto il primo febbraio sull’argomento: in quella occasione ognuno si è trovato a dire la sua e a proporre qualcosa e Bufardeci ha ascoltato. “Lasciatemi il tempo – ha detto l’assessore - per elaborare dei piani d’intervento che il Governo potrà fare suoi”. A garantire che Bufardeci non ha smesso di elaborare le proposte è proprio il capogruppo del Pdl francofontese che gioca d’anticipo rivelando la possibile adozione da parte dell’assessorato regionale Agricoltura della figura del “tutor degli agricoltori” che avrebbe preso quota proprio la sera dell’inaugurazione tra una chiacchierata e l’altra.“Non posso oggi entrare nei particolari - afferma Ivano Bonavita – si può solo dire di averne parlato al Sindaco Giuseppe Castania e con lui deciso di portare all’assessore un progetto che possiamo definire rivoluzionario per controllare e accorciare la filiera delle arance e le sue distorsioni”. Il problema della filiera è il più avvertito dai produttori, specialmente tra i piccoli non associati in forme cooperativistiche o societarie in genere. “Vendiamo le nostre arance a circa 10 centesimi al chilogrammo e poi

veniamo a sapere che nelle città del nord al bancone sono vendute ad oltre due euro” questa è stata l’anomalia più segnalata al vertice sulle arance di Francofonte e forse tentando di risolverla sarebbe già un deciso passo avanti per l’agricoltura in genere e non soltanto per gli aranceti. “Senza fantasticare troppo – assicura Bonavita – si può ipotizzare che tra qualche settimana l’assessore Bufardeci ci farà conoscere se il nostro progetto “tutor” partito da Francofonte potrà trasformarsi in qualcosa di apprezzabile a livello regionale e forse anche oltre. A pensarla allo stesso modo è il sindaco Giuseppe Castania che si dice fiducioso dell’approvazione dell’assessore regionale Bufardeci, anche confessando di “non sapere fino a che punto, la politica accetta le innovazioni rivoluzionarie”. Insomma questo progetto in embrione potrebbe essere qualcosa di non gradito a coloro che da anni speculano in maniera parassitario, contando proprio sulle distorsioni che spingono verso le crisi di settore. La decisione è appannaggio di Titti Bufardeci che per l’occasione dovrebbe dimostrare anche il coraggio di chi accetta di rivoluzionare.

dalla prima

dai big del Pdl (e ben visto anche da una buona fetta del centrosinistra “di governo”), il colpo inferto dall’iniziativa del Di Mare, nella sostanza, più contro che contro il sindaco Carrubba si è abbattuto contro il ministro Prestigiacomo. Il consigliere Pdl è stato così poco accorto da non informarsi sull’indirizzo della maggioranza? Così poco attento da non calcolare che trattazione e approvazione facevano gioco alla linea assunta dal suo partito provinciale? Così poco furbo da “vantarsi” a mezzo stampa di aver bloccato qualcosa che per i suoi dirigenti è invece un bastone fra le ruote ad un percorso che vogliono, al contrario, accelerare? Oppure è proprio questo quello che voleva ottenere Di Mare, mascherando come vittoria politica sulla maggioranza un messaggio alla dirigenza su dove può portare il malessere che cova in una parte del Popolo della libertà? Massimo Ciccarello

E’ il sindaco del comune “capofila” al passaggio condizionato dell’acqua montana a Sai8, Carlo Scibetta, a prendere iniziativa e a far sentire la voce di chi pretende almeno “il rispetto dei patti relativi ad una gestione sub comprensoriale che tenga conto delle omogeneità”. Anche se il sindaco di Palazzolo tiene la bocca cucita e non rivela a quale “patti” si riferisce non è difficile immaginare, visto che praticamente si tratta di segreti di Pulcinella che risalgono al momento in cui all’Ato 8 si faceva di tutto per convincere i soci a sottoscrivere per l’affidamento della gestione delle risorse idriche integrate alla Sai8. In quella occasione ogni comune recalcitrante veniva rabbonito con un “uovo” ( riferimento all’aneddoto del fattore che regalava un uovo ad ogni zappatore dicendo che si trattava di un dono esclusivo ndr) sotto forma di scrittura privata che rilasciava agevolazioni, che altri non dovevano conoscere. La rivendicazione dei comuni montani dovrebbe

essere quella che la gestione dell’acqua dovrebbe comunque restare a chi oggi la detiene, con i prezzi contenuti che oggi si pagano e con lo stesso personale oggi in servizio. Il comune di Palazzolo ad esempio non vorrebbe rinunciare alla sua squadra di specialisti della rete idrica che ormai ha una esperienza ventennale, e da parte loro i 5 dipendenti comunali palazzolesi non intenderebbero lasciare il posto comunale per transitare in altre imprese. Tutte queste cose sarebbero contenute in maniera criptata in una lettera inviata al presidente dell’ATO8, Nicola Bono, che sommariamente appare aver recepito le perplessità della zona montana. Il presidente Bono ha promesso il suo interessamento per vedere come far accettare a Sai8 quei trattamenti di favori promessi attraverso scritture private. Però è solo l’inizio di una storia che potrebbe comunque confluire nell’alveo della rivolta che si prepara ovunque contro la gestione privata dell’acqua.

CARLENTINI – VERSO IL CONTENIMENTO DEL RANDAGISMO

Carlentini (Gabriele Russo) Il randagismo qualche volta è stato un problema nel territorio carleontino ma da domani non sarà più fenomeno preoccupante dal momento che i cani dovrebbero diminuire di numero per l’avvio della campagna di sterilizzazione dei cani randagi. Con una apposita ordinanza del sindaco Pippo Basso l’Amministrazione Comunale aveva già avviato una campagna per la registrazione degli animali all’anagrafe canina e con la relativa microcippatura, in applicazione della legge quadro nazionale n. 281 del 14 agosto 1991 in materia di animali di affezione

e prevenzione del randagismo, normativa con la quale lo Stato ne promuove la tutela e condanna gli atti di crudeltà, maltrattamenti, abbandono. Il sindaco di Carlentini Basso e il direttore generale dell’Asp, Franco Maniscalco, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa proprio per l’avvio della campagna di sterilizzazione dei randagi presenti sul territorio, il risultato si dovrebbe notare già nei prossimi mesi proprio quando si spera che si registrerà una sensibile riduzione di cani randagi per effetto della sterilizzazione degli organi di riproduzione degli stessi.

CARLENTINI – GUERRA ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA. IL CONSIGLIO APPROVA ANCHE L’USCITA DALL’ATO 8 E UN RICORSO AL TAR. dalla prima

Carlentini Consiglio comunale presidenza

Un altro punto votato da tutti i consiglieri è stato quello riguardante la modifica dello statuto, nella parte in cui si prevede l’adesione al consorzio ATO 8, giusto per sottolineare che a Carlentini non si vuole cedere la rete idrica al gestore incaricato(la Sai8). Il Consiglio ha deliberato l’adesione al coordinamento dei comuni

italiani che difendono il principio che l’acqua venga gestita dagli enti pubblici e non da società private. In merito alle vicende delle risorse idriche il Dulcis in fundo si è avuto quando il consiglio ha votato unanimemente per dare mandato al sindaco di costituirsi, nel procedimento già in corso al Tar avanzato dal

comune di Melilli, contro l’affidamento della gestione delle risorse idriche integrate alla Sai 8. Anche il comune di Carlentini sosterrà che non si poteva assegnare il servizio per dei palesi vizi che vanno oltre la semplice forma. In particolare si fa riferimento alla nota vicenda della fideiussione palesemente anomala, ma stranamente accettata in sede ATO come fosse regolare. Un attacco, quindi, su più fronti che difficilmente farà entrare a Carlentini il gestore privato. Nella stessa seduta di consiglio comunale è stato approvato il piano della pubblicità, secondo nuove norme che dovrebbero fare uscire il territorio comunale dall’uso selvaggio degli impianti pubblicitari, spesso abusivi. Per molti consiglieri comunali è stato un dramma, quasi un

rospo da ingoiare, in considerazione che non sono pochi a mostrare un certo interesse per chi campa a Carlentini, di quegli impianti. Si è cercato in tanti modi di resistere al classico Dura lex, sed lex e di manipolarlo Ad usum Delphini (il collega Gaetano Gimmillaro ci perdonerà se imitiamo il suo stile retrò). Alla fine però, anche senza una profonda applicazione della legge in materia (la 507 del ‘93) è scaturita una certa limitazione che a partire dal 1° giugno prossimo vedrà azzerare ogni autorizzazione e considerare il rilascio per quelle che faranno istanza rientrando nel numero previsto dall’Ente e nei luoghi previsti senza violare il codice della strada o il decoro urbanistico. E’ stato un buon avvio per la nuova sala consiliare, tutto sommato.


MELILLI – LA DIFFERENZIATA NON ESISTE, MENTRE, LA RACCOLTA E’ AFFIDATA AD UNA SOCIETA’ MISTA IN BANCAROTTA CON TROPPI AMMINISTRATORI

Antonino Annino

Melilli – Ha destato sorpresa il fatto che il comune di Melilli non riesce a fare raccolta differenziata. Il comune è finito in fondo alla classifica stilata dal consorzio ATO sr1 secondo i dati del 2008, proprio nell’anno in cui il sindaco Sorbello è stato anche assessore regionale all’Ambiente, con uno 0,11 per cento, quando il comune più virtuoso, Canicattini Bagni, ha registrato il 10,18 per cento superando la città capoluogo. Eppure appena qualche anno prima il sindaco del comune di Sorbello esibiva i dati che vedevano il suo comune in testa alla graduatoria provinciale della differenziata. Per cercare di capire come sia potuta accadere questa singolarità ci siamo rivolti ad uno dei consiglieri più impegnati sul fronte della difesa dell’ambiente: Antonio Annino, capogruppo del Pdl di Melilli. Ecco l’intervista che abbiamo ricavato. Consigliere Annino, come si spiega che da un anno all’altro il comune di Melilli, in merito alla raccolta differenziata dei rifiuti, sia passato da una posizione virtuosa all’ultimo posto tra i 21 comuni della provincia di Siracusa? Certamente appare strano a coloro che non hanno seguito alcune vicende amministrative del nostro comune, in particolare mi riferisco al progetto guidato dalla professoressa Emilia Ferrara , si arrivi a questo. Emilia Ferrara utilizzando semplicemente giovani del servizio civile assegnati al Comune di Melilli riusciva nel 2005 prima a sensibilizzare la cittadinanza, specialmente a Villa-

smundo e a città Giardino, e poi a far decollare con entusiasmo l’attività capillare della raccolta, anche attraverso il porta a porta. Per l’occasione anche le scuole venivano coinvolte, così Melilli raggiungeva il 15 per cento di rifiuti differenziati. L’attività del progetto però veniva successivamente a mancare ed ecco che negli anni a seguire i dati precipitarono verso lo zero. Si può sperare che si torni a differenziare i rifiuti nel Comune di Melilli e nelle sue frazioni di Villasmundo e Città Giardino? Naturalmente sperare che questo miracolo si ripeta non guasta. Però è bene dire che anche sperare sarà cosa inutile se dobbiamo continuare ad affidarci al servizio che ci offre la “Società Mista SpA per la Gestione del Servizio di Igiene Ambientale A Melilli” attualmente incaricata del servizio raccolta rifiuti solidi urbani. Per quale motivo? Perché, come mi ritrovo a chiedere dalla scorsa estate, si dovrebbe procedere se non alla eliminazione almeno a ridimensionare il mega Consiglio di Amministrazione che ha raggiunto la punta di 11 membri, quando con tre soli componenti si potrebbe rendere snella e specialmente meno costoso il mantenimento di quello che è divenuto un carrozzone ingestibile e fuori dalle regole dell’economia. Anche per questo credo che la società in questione procede verso la bancarotta. Ma allora il Comune perché non prende atto della situazione, anziché prorogare il servizio alla stessa società composta oltre che dall’Ente, anche dalla privata Elea? Questo lo dovrebbe chiedere al Sindaco Sorbello perché è di fatto lui a mantenere in vita la società, nominando i componenti del CdA e prorogando, contro ogni logica imprenditoriale, il contratto scaduto il 31 gennaio scorso. E non basta, insieme alla proroga, ci risulta che la giunta municipale chiederà al consiglio comunale di approvare retroattivamente un piano industriale che premia la conduzione fallimentare della società, addirittura aumentando di circa 600 mila euro la cifra assegnata all’impresa. A quanto ammonterebbe così la cifra finale? Ad 1 milione 670 mila euro, il che risulta una cifra eccessiva per mantenere in piedi una macchina che produce solo perdite e inefficienze, infatti, nonostante le agevolazioni concesse dall’ente alla “Società Mista Spa”, la stessa mette in sofferenza i suoi 27 dipendenti, tant’ è che il sindacato sembra preferire la via della messa in liquidazione della stessa per garantire maggiormente i lavoratori.

Il giornale elettronico si trova sul sito:

www.lanota7.it

PACHINO – ALLEANZA PER L’ITALIA “ROMPE”… LA COALIZIONE DEL SINDACO Pachino (AF) La pretesa di un assessorato dell’Alleanza per l’Italia scombussola i giochi interni alla maggioranza del sindaco Paolo Bonaiuto che sembrava stabilmente posato sopra un numero esorbitante di consiglieri. Forse non lo era poi tanto se alla fine ha avvertito la necessità di allargare la sua coalizione anche al nuovo partito di Mario Bonomo. Il problema sta nel chi dovrebbe lasciare il posto all’assessore dell’ApI, e attorno a questo si registrano divisioni e si concentrano le attenzioni del centro destra provinciale. A cedere spazio dovrebbe toccare al Pdl-Sicilia, quindi, l’assessore Sebastiano Mallia oppure il collega Sebastiano Mandalà dovrebbero fare un passo indietro a favore del nuovo ingresso. Tutti le

altre formazioni sarebbero infatti garantite da accordi elettorali e sarebbe illogico eliminarli dalla maggioranza per annettere altri. Il Pdl-Sicilia fa quadrato attorno ai suoi attuali assessori e si dicono pronti allo scontro “dopo avere concordato una linea di partito, in una specifica riunione, magari alla presenza dei riferimenti provinciali”. Come dire una patata bollente che dovrà raffreddare l’on. Titti Bufardeci. Il sindaco Bonaiuto avrebbe di fatto dichiarato la sua disponibilità al leader dell’Api di rivedere la Giunta, però, comincia a mostrare un certo imbarazzo nel tirare una coperta che appare troppo corta. Il pressing dell’ApI presenta degli aspetti non trascurabili sotto il profilo della convenienza numeri-

Il sindaco Bonaiuto accanto all’essessore Ignaccolo alla Convention provinciale API

ca dal momento che con l’ingresso del Consigliere provinciale Iacono nella nuova formazione due consiglieri di riferimento entrerebbero nel gruppo già costituito, composto da Giampaolo Giliberto, Corrado Giannì e Sebastiano Gabeli. La vicenda rischia di mettere in difficoltà la coalizione che ha fatto eleggere il sindaco visto che già cominciano a spuntare le solite precisazioni del chi c’era prima e del chi è arrivato dopo.

La vicenda sembra destinata a spostarsi sul piano provinciale, o almeno ad essere diretta dai leader siracusani. E a questo punto che c’è già chi non vorrebbe aprire un tavolo provinciale con un posto in più per Bonomo, anche perché, la coalizione che fibrilla attorno alla Presidenza della Provincia potrebbe veramente rischiare grosso, dal momento che la parola d’ordine è quella di “non toccare niente dell’assetto esistente già”.

LENTINI - SVANISCE IL SOGNO DEL MILIONE DI ICI, DOPO LA VARIANTE AL PRG, LA “SCIRUMI SRL” NON PAGA E FA RICORSO. Lentini – Il sindaco Alfio Mangiameli deve solo sperare che alla trasmissione Le Iene non vengano a sapere il seguito dell’affare del villaggio degli americani di contrada Xirumi. Una storia controversa che nessuno ha mai potuto dire come finirà perché ancora è in pieno svolgimento. Accogliendo per buona la proposta di variante al PRG per trasformare da terreni agricoli in edificabili ad uso villaggio “ turistico – militare “ a disposizione degli occupanti la Nase Nato di Sigonella, il Consiglio comunale nel 2006 aveva praticamente rinunciato a salvaguardare il proprio territorio campestre a favore della “Società Scirumi srl” . Anche se alla base nato hanno sempre smentito che quel presunto villaggio potesse riguardare loro, la cosa passava perché si faceva circolare voce che solo di ICI il Comune avrebbe incassato non meno di 800.000 euro e forse oltre un milione. Non parliamo dei lavoratori che sarebbero stati occupati e poi tanti altri affari collaterali che sarebbero venuti appena i lavori fossero stati avviati. Ora nessuno dice dove sono

andati a finire i famosi e pretesi soldi dell’Ici che la società avrebbe dovuto già da tempo versare. Nessuno dice, ad esempio, che la società “Scirumi srl” avrebbe fatto sapere per vie legali che non intende pagare perché ancora non gli spetterebbe pagare fino a quando non avrà edificato tutta la zona ex agricola. Addirittura la stessa società avrebbe presentato un ricorso formale alle autorità tributarie di competenza per sostenere appunto che non si tratta di un mancato pagamento bensì di somme non ancora dovute. In buona sostanza il consiglio comunale, stimolato dal sindaco Alfio Mangiameli, avrebbe regalato ad una società privata la possibilità di vendere o utilizzare in altro modo delle campagne di agrumi o incolte come un terreno edificabile, solo nella speranza che prima o poi qualcuno ci paghi l’ICI, magari fra un ventennio e magari quando il passaggio di mano per il gioco di chi vende e chi compra non permetterà neanche di risalire a chi, come e quando. Fortuna per il sindaco e per la Società che vuole speculare sul territorio leontino, il

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Consiglio comunale praticamente ha deciso di non svolgere più nessuna funzione a favore della città. Ad esclusione del curare i propri sterili dissidi interni, che tra l’altro poco hanno a che vedere con la politica, niente di interesse pubblico viene affrontato. Nessuno, fino ad ora, si è levato a dire basta a questo stato di cose, neanche quel gruppo che si richiama ad una giusta pretesa Rinascita Leontina. Neanche l’on Nello Neri parla delle cose di sostanza, ma sembra avere creato una strana strategia che gravita attorno ad un certo pavoneggiamento politico che esclude ogni confronto sulle cose che interessano la gente. Neri farebbe bene a cominciare a modificare il logo del suo movimento parlando non di nascita o di rinascita, bensì di decessi e di funerali. E non c’entra il fatto che a portare a Lentini la storiella del villaggio degli americani è stato proprio lui. Ci piacerebbe leggere qualcosa in merito a firma dell’ex sindaco della Rinascita che noi apprezziamo e osserviamo anche quando la coerenza gli viene meno. Gregorio Valvo


La Nota 7 anno VII