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Sede di Siracusa in via Basento n°14 www.accademiakronos.it

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Copia Omaggio

N°4\Anno VII

Sabato, 06 Febbraio 2010

SIRACUSA: AL COMUNE E’ DISSESTO ECONOMICO MA NON SI DICHIARA. Siracusa ( gregorio valvo ) Le casse sono vuote, il bilancio di previsione è da chiudere con il segno meno e non c’è niente che possa riportarlo in pareggio se non qualche Mago Silvan della ragioneria. Nelle riunioni di partito e di maggioranza si racconta sempre la solita storiella “siamo sotto di 17 milioni di euro e non rientriamo anche se pensiamo di tagliare le principali spese dell’ente”. C’è addirittura chi propone di far pagare le bollette della luce alle società sportive che gestiscono impianti del Comune. Come se

la normalità fosse qualcosa di straordinario e di scorretto. C’è poi chi propone al sindaco di ritirare il telefonino intestato al comune in mano a qualche ex dipendente andato in pensione. Qualcuno grida che si deve vigilare su quegli assessori spreconi che non vogliono sentirne di risparmio, altri pensano che ci sono troppe spese nel sociale che servono solo per impinguare i conti di alcune associazioni e cooperative. “Sempre le solite – si mormora – quelle superprotette dagli amici degli amici che prestano servizi che non servo-

no a nessun cittadino”. C’è chi pensa in maniera più accorta di agire nel campo degli affitti inutili che il Comune di Siracusa paga, senza molta logica del buon padre di famiglia. Salvo Sorbello, il capogruppo di Forza Italia e presidente della Commissione comunale Urbanistica, arriva a proporre la disdetta di interi palazzi che ospitano importanti uffici pubblici come il noto palazzo di vetro di via Brenta. “Con questa sola operazione – dice Sorbello – risparmieremmo in un sol colpo un milione di euro”.

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UDS: ANCHE MAGRO SEDOTTO E ABBANDONATO DA RENATO MARINO Siracusa – Anche Turi Magro, la volpe della politica, è stato colpito ed affondato, dal fuoco “amico” del professor Renato Marino. E’ durata pochissimi mesi, infatti, la collaborazione tra l’ex segretario provinciale Udc e i due consiglieri provinciali Oddo e Iacono dello stesso partito che lo avevano seguito fuori dallo scudocrociato dopo la proclamazione dall’alto a Commissario straordinario dell’onorevole Pippo Gianni. Al progetto comune di Magro, Oddo e Iacono

SIRACUSA – CHI HA TAGLIATO LA LINGUA AL PD?

PD- Nino Consiglio, Giovanni Cafeo, Bruno Marziano Siracusa – ( gregorio valvo) Il Pd siracusano sfugge da qualche settimana ad un suo preciso obbligo di chiarezza che tiene in ambasce una parte della politica provinciale e tanti suoi attivisti. Non avverte, infatti, la necessità di far sapere in merito alla nuova

linea politica adottata nei confronti del terzo Governo regionale Lombardo, limitandosi a organizzare incontri per chiarire fatti amministrativi che riguardano il Comune di Siracusa, quasi nulla di nuovo fosse accaduto. Continua a pag. 2 >>>

AUGUSTA – DISGRAZIE AMBIENTALI? LE ABBIAMO TUTTE…MENO IL NUCLEARE Come non pensare al proverbio “le disgrazie non vengono mai da sole” e al “piove sempre sul bagnato”, perciò qualche riflessione non guasta. di Massimo Ciccarello Turi Magro

era stato dato il nome di Unione democratici siciliani e aveva trovato in Renato Marino un grande contributo proveniente da diverse simili esperienze. Prima di Magro in una simile situazione era stato placcato e atter-

SIRACUSA – QUESTA VOLTA E’ SAI 8 A NON PAGARE IL CANONE (2,5 milioni di euro)

Provincia – La Sai 8 non paga il canone da tre anni, l’Ato 8 chiede i soldi arretrati e mette in mora il gestore delle risorse idriche integrate. Si tratta di ben 2 milioni e mezzo si euro ( cinque miliardi del vecchio conio ) che dovrebbero essere nelle casse del Consorzio d’ambito formato dai comuni della provincia di Siracusa, purtroppo, non ci sono e difficilmente ci saranno. La somma richiesta a firma del presidente Nicola Bono ( Prot. 982 del 29 dicembre 2009) riguarda il mancato pagamento dei canoni di gestione impianti idrici appartenenti agli aderenti all’ATO 8 relativamente agli anni a partire dal 2007 fino al 2009. Ovviamente l’anno 2010 non è compreso in quei 2.500,000 non versati da Sai 8. La società debitrice però al primo rilievo mosso dall’ente creditore si è subito mossa chiedendo un differimento delle somme, insomma, una rateizzazione come di solito fanno le famiglie indigenti a cui si dovrebbe staccare il contatore quando non sono in grado di pagare la bolletta dell’acqua. Il presidente dell’Ato idrico torna ad insistere perché le “somme sono dovute e attese dagli enti associati”. Un utente moroso avrebbe subito un trattamento di distacco del servizio, quindi dell’acqua, ma, a ruolo invertito ( La Sai 8 che non paga il canone agli “utenti”) come finirà la vicenda?

NOTO – POLEMICHE PER UNA VARIANTE AL PRG PER I CENTRI COMMERCIALI Noto - (Agata Furnò) E’ iniziato in consiglio comunale l’iter che porterà alla nascita sul territorio di alcune realtà commerciali di media grandezza. Non grandi supermercati ma solo alcuni con medio volume di vendita in grado di convivere con i

negozi di vicinato. Almeno così si dice nell’aria di maggioranza che ha detto sì ad un atto d’indirizzo voluto proprio dall’amministrazione in carica. Non tutti i consiglieri di maggiorana però si sono trovati consenzienti.

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Renato Marino

rato un altro “grande” della politica: Santi Nicita, caduto sotto il simbolo costituito da palme, un progetto politico naufragato ma attivato dopo una “rottura” tra Marino e Gino Foti. Continua a pag. 2 >>>

FRANCOFONTE ASPETTA I RISULTATI DEL VERTICE SUL TAROCCO CON BUFARDECI a pagina 3

SOLARINO – IL SINDACO UDC PRONTO AD ALLEARSI CON IL PD, ILPDL ALL’OPPOSIZIONE a pagina 3

LENTINI: IL SINDACO, IL MUTUO E IL DONO ALLA SAI 8 in ultima pagina

MELILLI – IL PD CHIEDE UN CONSIGLIO COMUNALE SULLA CRISI DELL’INDUSTRIA. in ultima pagina

Augusta La prossima settimana a Palazzo Chigi verranno approvati definitivamente i criteri per la scelta dei siti dove installare le centrali nucleari in Italia. Sicuramente Augusta e la sua zona industriale non c’entrano nulla con l’impianto ad energia atomica che il governo intende costruire in Sicilia. Ma se la deputazione parlamentare siracusana

tenesse gli occhi bene aperti, non guasterebbe. Perchè non è mica detto che sia proprio Palma di Montechiaro la zona prescelta, nonostante qualche fuga di notizie ben orchestrata abbia ventilato questa ipotesi. Indiscrezioni che hanno persino spiegato la motivazione “tecnica” per l’insediamento da quelle parti, parlando di una buona sicurezza sismi-

ca del paese agrigentino. E’ difficile capire quale sia la fonte che abbia potuto violare la riservatezza che circonda il ritorno all’uso dell’atomo, considerato che le localizzazioni sono trattate alla stregua di un segreto militare. Tuttavia, dando per buono questo “scoop” ci sono alcuni aspetti che meritano qualche riflessione. Continua a pag. 3 >>>

LENTINI – MANGIAMELI PADRE- PADRONE DEL PD, AMMINISTRA CON QUATTRO GATTI E UNA VOLPE Nel passato il centro sinistra si identificava con Turi Raiti, oggi gravita su Mangiameli Lentini – (gv) Le polemiche interne e la richiesta di dimissioni, avanzata al sindaco, del segretario Salvatore Barretta, dopo la nomina non concordata di due assessori estranei alla politica ( Alfio Saggio e Consuelo Conti) fanno emergere che il Pd di Lentini è arrivato al capolinea scheakesperiano “essere o non essere questo è il problema”. Per qualcuno però occorrerebbe anche aggiungere l’interrogativo “problema di chi?”. L’ala Ds del Pd non si rassegna alla realtà che Alfio Mangiameli, oltre al Palazzo,

Turi Raiti

ha conquistato anche il partito e ne rivendica il possesso incondizionato a dispetto dei Salvatore Barretta & C che non riescono a farsene una ragione. Il diktat

era partito diverse settimane addietro: “ Il sindaco rinunci a nominare i due assessori mancanti Saggio e Conti – aveva detto la segreteria del Pd - perché ciò non troverebbe comprensione politica e potrebbe causare un trauma”. Mangiameli ci ha pensato sopra per un po’ poi ha deciso di procedere noncurante dell’avvertimento e ha nominato “due assessori – dicono - che non hanno mai avuto niente a che vedere con la politica e con fatti amministrativi, quasi fossero conigli usciti dal cappello del sindaco”. Continua a pag. 3 >>>


Siracusa e Provincia

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SIRACUSA – CHI HA TAGLIATO LA LINGUA AL PD? Dalla prima Un tantino di coraggio in più non stravolgerebbe la vita del segretario provinciale in carica forse preoccupato e occupato dalla gestione dell’imminente congresso provinciale. Non sarebbe proprio su questo argomento che dovrebbe trovare base proprio il dibattito congressuale? Probabilmente è sfuggito ai vertici locali del PD che qualche articolo di stampa ha evidenziato l’ipotesi che anche a Siracusa si è trattato o parlato di “ribaltare” la situazione politica uscita

dalle urne, magari, tentando di estromettere dalle giunte locali formazioni che aveva, sostanzialmente, contribuito alla vittoria del centrodestra, quindi del sindaco Visentin, quindi del presidente della Provincia, Nicola Bono. Nella vicina, ma politicamente lontana, Catania qualche autorevole voce proveniente dal Pd s’è levata in merito a questo dibattito rimasto di taglio regionale e forse nazionale, però a Siracusa niente si è sentito. Non ha parlato l’on. Bruno Marzia-

no, non ha detto niente l’on Roberto De Benedictis, silenzioso è rimasto Gino Foti. Neanche Santi Nicita che settimanalmente elabora lenzuolate di articoli per pochi eletti ha scritto o detto qualcosa. La base del Pd però parla e si preoccupa perché avverte in questi silenzi le incertezze sul futuro del partito che rischia di trasformarsi in qualcosa senza forma precisa, quasi fosse quel semiliquido verde che si regala ai bambini conosciuto come “Schifido”. Si guarda

all’azione dentro i consessi eletti alle ultime amministrative, ma, non si riesce a ricavare nulla che possa apparire un indirizzo certo di convinta opposizione. Talvolta s’apprende da frammenti d’echi lontani di critiche circolate all’interno del gruppo che da sempre sostiene De Benedictis, ma nulla di preciso, nulla di comprensibile che aiuti a chiarire i fatti della politica locale. Chi ha tagliato la lingua a quel partito sempre pronto a proporre cose da razza più nobile e superiore?

Sabato, 06 Febbraio 2010

L’Asilo nido Arcobaleno torna riscaldato da caldaia.

UDS: ANCHE MAGRO SEDOTTO E ABBANDONATO DA RENATO MARINO Dalla prima

Parliamo di storie di qualche anno addietro appena. Come tutte le volpi, Magro si era fidato più dell’istinto e non della storia e per questo, probabilmente, oggi si trova ad essere stato estromesso dall’Uds le cui redini sono state prese in mano direttamente da Marino, dopo lo sconcerto causato dalla chiusura delle trattative per il sottogoverno che l’evergreen avolese aveva lungamente condotto. La coalizione a Magro aveva assegnato la presidenza (virtuale) dell’Aria marina protetta “Plemmirio” quando scadrà il mandato ( il prossimo anno) al dottor Nuccio Romano di Forza Italia, un posticino piccolo era stato riservato anche per Renato Marino nel CdA dell’autoporto (che ancora non funziona) di Melil-

Antonino Iacono

Salvo Oddo

li. Turi Magro non sapeva probabilmente che Marino è il simbolo politico della concretezza, pertanto, non ha sospettato neanche che non gli sarebbe stato permesso di continuare a rappresentare il gruppo Uds nelle trattative per il rimpasto della giunta provinciale. S’è trovato fuori senza neanche una lettera di licenziamento perché Marino è uno che abita a Lentini e non ama

sprecare i francobolli. La situazione attuale è alquanto anomala. Il neo coordinatore dell’Uds ( Oddo e Iacono) non riconosce l’accordo siglato da Magro e intende ripartire da zero con la rivendicazione di un assessorato (subito) alla Provincia. L’estromesso, l’ex volpe di Avola, afferma invece che il tavolo del centrodestra non riconoscerà altri accordi se non quelli siglati da lui per conto Uds. Come dire che Magro non ha ancora imparato niente dalla vita, come spesso accade ai giovani come lui. Ora l’Uds tratta con gli esponenti del centrodestra allo scopo di riaprire la trattativa, si parla di possibile rientro nell’Udc dell’intero gruppo fuoriuscito nell’estate dello scorso anno, si ipotizza una confluenza nel Pdl o nel Mpa. Riuscirà Renato a tornare come assessore in via Malta? Le scommesse sono aperte!

SIRACUSA: AL COMUNE E’ DISSESTO ECONOMICO MA NON SI DICHIARA. Dalla prima

Alla fine dopo avere ipotizzato tagli su ogni cosa – ovviamente meno le spese dei viaggi in giro per il mondo delle delegazioni e dei delegati, quindi niente preoccupazioni per gli amanti della Svezia – i politici che gestiscono la cosa pubblica cittadina hanno concluso che non basta in ogni caso. Restano fuori sempre oltre 10 milioni di euro scritti in rosso che non si potranno mai recuperare al bilancio. Poi la proposta ingenua e realistica di un consigliere UDC: “Sindaco perché non dichiariamo il dissesto economico dell’ente ( come dire dichiariamo lo stato d’insolvenza ndr)?”. Proposta bocciata immediatamente. No! Questo mai, perché è risaputo che la verità vera cozza con i numeri degli enti pubblici spesso

fatti d’inconsistenza virtualità. L’unico che non ha detto come penserebbe di coniugare la triste realtà con la prosecuzione normale della vita dell’Ente pare sia stato l’assessore al bilancio, il vicesindaco Francesco Sgarlata. Avrebbe potuto e dovuto riferire come intende introitare i tributi che gli altri vogliono spendere anche se in maniera parsimoniosa. Insomma i cittadini dovrebbero apprendere dall’assessore al ramo, prima ancora che dal sindaco, perché evita di far giungere nelle casse del Comune tantissime somme dovute. Spesso si parla di recuperare l’ICI, Tarsu e altre tasse che mostrano tendenza se non all’evasione almeno alla elusione, però, nessuno degli amministratori competenti ha mai detto perché

DI LORENZO LASCIA LA PRESIDENZA A CULOTTI Circoscrizione Neapolis - Le dimissioni del presidente della Circoscrizione Neapolis, Giovanni Di Lorenzo (Udc), sono state considerate “troppo tempestive e con un certo rammarico” anche se frutto di accordi politici preesistenti che dovrebbero portare al suo posto Giuseppe Culotti del Pdl. Dal Consiglio di Circoscrizione più grande della città erano giunti molti apprezzamenti nei confronti delle campagne condotte per il rispetto dovuto al territorio in materia di ambiente e urbanistica. Alcune di queste ancora si trovano sub judice presso il tar, o al vaglio dell’Autorità giudiziaria, pertanto, chi succederà a Giovanni Di Lorenzo si troverà a dover mostrare le sue stesse capacità nell’affrontare i problemi e nel confrontarsi con l’amministrazione attiva in carica. Tutti concordano sul fatto che Di Lorenzo ha mostrato ottime capacità

Giovanni Di Lorenzo

nella copertura del ruolo, pertanto, che il nuovo presidente non disperda il patrimonio di dignità acquisito dall’organismo dalla presidenza del Di Lorenzo.

tanti settori d’introiti certi vengono ignorati volutamente. La pubblicità potrebbe essere una cornucopia capace di fruttare non meno di 20 milioni di euro. Questo giornale lo ripete da anni. Eppure al comune di Siracusa non rende che cifre ridicole al di sotto di una ditta individuale. Un cartellone 6X3 si vende a circa 2 mila euro al mese, uno piccolo di un metro circa, oltre 500 euro al mese. In città ce ne sono migliaia: centinaia del tipo giganteschi si vendono alle grandi ditte a 7 mila euro al mese. Tonnellate di manifesti pubblicitari degli ipermercati che giornalmente invadono il territorio (la tassa rifiuti viene pagata impropriamente dai cittadini come abbiamo già denunciato settimane addietro ndr) senza

Siracusa - Il consiglio comunale nel corso della settimana ha bocciato alcune proposte in materia di edilizia pseudo popolare. Alcuni esponenti della società civile hanno letto l’avvenimento registrato nell’aula del Vermexio ( cosa che non accadeva da anni)come una coerente azione tesa a limitare lo sfregio al territorio complice il Prg. Ecco cosa comunica l’associazione Centro Studi Davide contro Golia di Siracusa. La bocciatura da parte del consiglio comunale (con soltanto i due consiglieri comunali del Mpa, Bandiera e Casella, a votare a favore), del programma costruttivo per l’insediamento di 43 alloggi di edilizia economica e popolare (Coop. Edilizia Prof. V. Grillo - 30 alloggi, e La Cittadella - 13 alloggi, in

che nessuno paga la dovuta tassa comunale sulla pubblicità. C’è qualcuno che può spiegare questa anomalia fiscale che sottrae alle casse dell’ente una cifra valutabile in decine di milioni? Scriviamo queste cose da anni, chiediamo sempre con una richiesta di chiarimenti che mai nessun amministratore ha sentito il dovere di spiegare. Con quale faccia si parla di tagli e di dissesto economico taciuto sfacciatamente se alla base non si vogliono applicare a Siracusa le regole che valgono in tutte le normali città italiane? Ancora una volta non avremo risposte e a noi piace immaginare che ciò avviene per la vergogna che si proverebbe nell’ammettere di non sapere come di amministrano i soldi della collettività.

Antonio Neri Circ. Tiche

Circoscrizione Tiche - Dopo anni di freddo, all’interno dell’asilo nido Arcobaleno è tornato il normale tepore, grazie all’interessamento del consigliere UDC, Antonio Neri della circoscrizione Tiche. Da tempo risultava improprio ed insufficiente l’utilizzo di pompe di calore considerato che l’asilo ospita bambini in tenerissima età che si vedevano costretti a stazionare sotto un flusso di aria calda non sopportabile. Il Consigliere Neri ha ottenuto dall’assessore ai lavori pubblici, Concetto La Bianca che il comune riparasse e riattivasse la caldaia da tempo guasta, quindi, incapace di riscaldare i termosifoni. Oltre alle operatrici dell’asilo ad esprimere soddisfazione sono state anche le mamme che accompagnano i figlioletti nella struttura, quindi, una volta tanto si può dire “tutto bene quel che finisce bene”.

direttore Gregorio Valvo  Testata iscritta Al N°7 del 7 aprile2004 Registro Stampa del Tribunale di Siracusa Al N° 13051 del R.O.C. Editrice: ParoleDigitali di E.V. Via Basento, 14 96100 Siracusa Redazione Via Basento,14( p.za Adda) Siracusa Anna Gloria Valvo direttore responsabile

contrada Carrozzieri, zona Isola), rappresenta finalmente un segnale positivo per la difesa del territorio. Il consiglio comunale, recependo il parere della commissione urbanistica, sembra aver finalmente compreso che non si può proseguire ad autorizzare nuove costruzioni, senza prima aver verificato la rispondenza al bene comune. Che senso avrebbe da un lato parlare di revisione del piano regolatore generale ed allo stesso tempo, dall’altro, consentire che nel frattempo si realizzino nuove costruzioni? Non è mai troppo tardi, ma il segnale che viene dal consiglio comunale è stavolta positivo e non va sottovalutato. Anna Pia Pagano Centro studi Davide contro Golia

Contatti: Sito: www.lanota7.it Email: redazione@lanota7.it Fax 0931 446599 Tel. 0931 449410 Stampa: Tipolitografia Geny Canicattini Bagni (SR) Distribuzione: DUERRE servizi (SR)


Provincia

Sabato, 06 Febbraio 2010

AUGUSTA – DISGRAZIE AMBIENTALI? LE ABBIAMO TUTTE…MENO IL NUCLEARE Dalla prima

Il 19 gennaio, sotto l’ombrello organizzativo di Confindustria, l’Enel ha riunito tutte le aziende italiane interessate a lavorare nella commessa che vale complessivamente 30 miliardi. Ce n’erano oltre 600, ma solo 4 erano siciliane. Una proveniva da Messina, le altre erano tutte di Siracusa: Geomerid srl, Solesi spa, Techimp srl. Il che è testimonianza dell’alta qualità offerta dell’indotto operante nel polo petrolchimico, senza dubbio; però è singolare che quasi nessun’altra azienda delle altre province isolane abbia voluto andare a vedere quali possibilità di lavoro fossero offerte. Nemmeno quelle della vicina Gela, l’insediamento industriale più prossimo al paese del Gattopardo. Se il governo intende seguire un criterio rigido sul rischio sismico, in effetti in Sicilia non c’è molta scelta. Nella mappa di pericolosità pubblicata dall’Istituto nazionale di geofisica, oltre il territorio intorno la città dei Templi, c’è solo una porzione della provincia di Trapani con le stesse caratteristiche di “tranquillità”; ed è pro-

prio a ridosso della Valle del Belice. Augusta e la zona industriale, perciò, dovrebbe andare esclusa da qualsiasi “tentazione” poiché è mappata interamente ad alto ed altissimo rischio. Però anche in questo caso c’è il fatto singolare che nonostante la cartina colorata dell’Ingv, si continuano a pianificare alacremente nuovi insediamenti industriali. Ovviamente, gli ingegneri che hanno progettato il rigassificatore hanno adottato tutti gli accorgimenti che la tecnologia moderna offre in materia di costruzioni antisismiche. Nulla vieta d’immaginare che le stesse tecnologie possono essere applicate ad una centrale nucleare. La quale è pur sempre di un gigantesco bunker di cemento armato che non si deve minimamente crepare, con dei tubi che devono restare a completa tenuta stagna: appunto come una raffineria, o un rigassificatore. Il problema di fondo è che, sismicità a parte, Augusta e la sua zona industriale potrebbero addirittura essere il luogo ideale dove piazzare una centrale

nucleare. La provincia di Agrigento ha enormi problemi di approvvigionamento idrico, mentre il controllo del reattore richiede la presenza di grandi riserve d’acqua a disposizione. La grande falda che si stende sotto il petrolchimico osserva questo requisito insieme con le altre opere di adduzione, come il canale Galermi, che sarebbe semplice rendere adatte allo scopo. La piattaforma del freddo che viene ipotizzata come futuro investimento legato al rigassificatore, potrebbe anch’essa servire a mantenere la reazione nucleare alla temperatura di sicurezza. Inoltre in loco è possibile trovare tutte quelle necessarie professionalità nell’impiantistica ad alta specializzazione, sviluppate in mezzo secolo di industria del petrolio, mentre nelle campagne di Palma di Montechiaro bisognerebbe portare quasi tutto. Bisogna considerare pure che gli elettrodotti esistenti nel Siracusano hanno una portata di gran lunga superiore a quelli dell’Agrigentino a vocazione agricola, dato che

il petrolchimico è già un esportatore di energia elettrica verso il continente. Infine c’è l’aspetto delicato del trasporto del materiale fissile. Fra porto commerciale, rete autostradale e ferrovia, si può scegliere fra una serie di opzioni che renderebbero più facile la movimentazione del combustibile e delle scorie radioattivi. Usare la rada di Augusta per imbarco e sbarco è più semplice e sicuro che far viaggiare per mezza Sicilia i contenitori pieni di radioattività, attraverso zone dove le infrastrutture sono da realizzare di sana pianta. Ovviamente sono tutte ipotesi e suggestioni più campate in aria che fondate scientificamente, considerata la particolare competenza tecnico-scientifica che richiederebbe la trattazione di una materia specialistica come l’energia nucleare. Tuttavia, ancorché “ignoranti” e anche se sicuramente è inutile, come elettori si sarebbe confortati a sapere che i nostri rappresentanti a Roma tengono ugualmente gli occhi bene aperti. Massimo Ciccarello

SOLARINO – IL SINDACO UDC PRONTO AD ALLEARSI CON IL PD

Solarino ( Gabriele Russo) La crisi nell’amministrazione di Pietro Mangiafico (Udc), diventata ormai insanabile, ha superato il punto di non ritorno con le dimissioni dei consiglieri Pdl Maria Grazia Giardina, Filippo Puglisi e Franco Urciullo. Il sindaco aveva chiesto al Pdl la sottoscrizione di un documento politico che lo avrebbe legato al sindaco Mangiafico anche per le prossime scelte elettorali amministrative. Il primo cittadino di Solarino teneva sotto osservazione da mesi i comportamenti del gruppo consi-

FRANCOFONTE

liare belusconiano trovando molto da ridire, pertanto, aveva chiesto la sostituzione dei tre assessori in giunta come dimostrazione di buona volontà. “ Il sindaco non è il nostro Brenno – ha detto Sebastiano Scorpo capogruppo consiliare del Pdl – e non può chiedere al nostro partito di sottostare ai suoi diktat, ecco perché per chiarire questo concetto i nostri assessori hanno rassegnato le dimissioni”. In merito alle motivazioni politiche che vengono fuori si riscontra la certezza che il sindaco Mangiafico ha aperto un ca-

nale di dialogo preferenziale con il Pd locale, suscitando la reazione di “gelosia politica” nel resto del centrodestra. “Siamo stati noi – afferma Scorpo – a sostenere il sindaco e a farlo eleggere, e non si capisce perché oggi questo riconoscimento non ci viene assegnato, mentre, si apre agli avversari”. La maggioranza solarinese è in fase di ribaltamento e per giunta con la benedizione dei vertici siracusani che fanno finta d’ignorare quello che matura sotto il cielo del piccolo centro confinante con il Comune di Floridia. .

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NOTO – POLEMICHE PER UNA VARIANTE AL PRG PER I CENTRI COMMERCIALI Dalla prima

Il consigliere Vincenzo Micale del Pdl netino si è dichiarato contrario in maniera netta, esattamente come il collega Corrado Bianca, capogruppo del Partito democratico. Ma secondo alcuni si tratterebbe di una tempesta in un bicchier d’acqua dal momento che la mozione votata a favore dei centri commerciali, in pratica, non servirà a niente senza un rilevante successivo percorso burocratico imposto dalle leggi. Gli oppositori invece mettono le mano avanti ipotizzando l’arrivo di una speculazione attraverso modifiche al piano regolatore generale che permetteranno di trasfor-

mare la destinazione di terreni agricoli in quella commerciale. Vincenzo Micale incalza, addirittura si dice disposto a spiegare in qualunque sede ( ai magistrati?) cosa si tenta di realizzare a danno della collettività. Della vicenda si tornerà a parlare proprio a Palazzo Ducezio quando, dopo la presentazione dei progetti delle strutture commerciali che alcuni privati intendono edificare, tornerà in aula per l’approvazione finale. Intanto si discute e si polemizza, mentre il sindaco Corrado Valvo difende la scelta di quanti vogliono “dare uno sfogo equilibrato all’economia cittadina”.

LENTINI – MANGIAMELI PADRE- PADRONE DEL PD, AMMINISTRA CON QUATTRO GATTI E UNA VOLPE Dalla prima

Una sfida agli ex Ds, così è stata considerata la nomina della giovane Consuelo Conti, appartenente ad una famiglia di facoltosi produttori agricoli, e dell’architetto Saggio da sempre concentrato sulla sua professione. “Abbiamo creato un mostro” dicono gli ex pci-pds-ds, poi quelli che contano tacciono, lasciando percepire che “anche i mostri possono essere abbattuti”, come fosse l’omertà a prevalere dentro una formazione politica tesa a chiedere trasparenza e chiarezza. Ancora nessuno prende iniziative per aprire un pubblico dibattito su ciò che avviene dentro il Partito democratico leontino. Crediamo che anche in assenza dell’auditorium di via Focea (distrutto dalle fiamme), esiste un luogo dove delle persone in adunanza possono discutere di politica e cercare soluzioni per la città. Spetta al Pd stesso chiarirsi e sapere perché

il motto di chi siede in amministrazione è diventato “resistere, resistere, resistere” nel non mollare la poltrona. Anche il “padre nobile” del partito, l’ex sindaco comunista Salvatore Raiti, si tiene distante dai fatti che investono il suo attuale partito. L’assessore Paolo Censabella, discepolo prediletto dell’attuale presidente dell’Ias, inspiegabilmente, resta immobile e non prende alcuna posizione sulla vicenda che lo investe comunque. Dalla piazza salgono grida fino alla sua finestra di superassessore-quasi-sindaco, ma “Paolino” ex idolo dei braccianti Cgil non riesce a sentirle. La sordità politica a volte può diventare una colpa grave da non potere giustificare davanti a chi deve scegliere per le qualità morali. Non può essere cosa normale permettere ad una rilevante minoranza il non governo della città, eppure è così da quando Mangiameli è in carica come sindaco. Una

ASPETTA I RISULTATI DEL VERTICE CON BUFARDECI

Francofonte (Agata Furnò) Gli agrumicoltori sono tornati a sperare per un giorno. Il tavolo organizzato dal sindaco Giuseppe Castania sui problemi dell’arancia francofontese ha sortito un certo effetto per la presenza dell’assessore regionale Titti Bufardeci che ha parlato di “vicinanza e comprensione delle problematiche che affrontano gli agricoltori che vivono la grave crisi del settore” . Al tavolo quadrato nel salone di contrada quadri c’erano tutti gli interessati: la politica e i rappresentanti dei produttori e non solo di Francofonte. Il sindaco Giuseppe Castania ha moderato il dibattito serrato su un argomento sentito come non mai e che ha registrato interventi anche di normali cittadini singoli produttori del famoso tarocco. Esaustivo l’intervento dell’onorevole Enzo Vinciullo che ha dettagliato le decine di richieste tra le quali spiccava la richiesta al Governo Nazionale la concessione della stato di calamità naturale per l’agricoltura siciliana in modo da sospendere il pagamento di ogni onere e tributi vari. L’assessore regionale e il suo capo di gabinetto Michele Lonzi hanno ascoltato le proposte politiche, quelle dei sindacati di categoria e alla fine si è espresso a favore dell’intero quadro propositivo traslato in un lungo documento successivamente trasmesso al Governo nazionale e regionale. Bufardeci ha fatto sapere che nell’immediato “i produttori possono già contare sulla sospensione del pagamento dei tributi riguardanti la Regione Sicilia e sulla certezza che molte delle proposte avanzate

sono in fase di accoglimento e di realizzazione. La promozione, il marchio di provenienza del prodotto agrumicolo, i controlli fitosanitari contro una certa concorrenza che viene dall’estero e tante altre proposte avanzate articolatamente durante il lungo dibattito sono entrati nell’agenda operativa dell’assessore Bufardeci. L’argomento più sentito e difficilmente controllabile è stato quello relativo “la filiera agrumicola troppo lunga” denunciata in maniera pragmatica dai diretti produttori che vendono le loro arance a 10 centesimi per sapere poi che saranno venduti a Milano a oltre 2,50 euro. La proposta dell’on. Pippo Gianni

ancora una volta vedeva al centro la richiesta di una legge regionale specifica diretta ad “impegnare” gli ipermercati della Sicilia a mettere sui banconi dell’ortofrutta il prodotto della nostra terra e non quella proveniente da chissà quali paesi”. Il sindaco Castania ha fatto sapere che il suoi uffici si attiveranno affinchè aumenti il numero dei “mercati del contadino” permettendo così un contatto diretto tra produttori locali del tarocco e quanti vorranno direttamente acquistare localmente. “I risultati del vertice sull’agrumicoltura tenutosi a Francofonte sono certo si potranno contare tra non molto – ha detto il sindaco Castania sod-

volta a Lentini le decisioni erano appannaggio della maggioranza, di qualunque colore fosse, oggi le cose si sono invertite, inspiegabilmente, perché a decidere delle sorti della città sono rimasti a malapena 5 consiglieri su 20. Sfacciatamente, poi tutti parlano di regresso civico e situazione di sfacelo. Come potrebbe essere diversamente visto che chi realmente amministra la città di Gorgia gode del sostegno di quattro gatti e una volpe? E’ giunto il momento che la politica torni a parlare rompendo quel silenzio che permette il mantenimento dello status quo. Non dire e non fare, equivale ad una clamorosa ammissione di concorso di colpa di avere consegnato a Mangiameli la città e oggi anche il partito in cui milita. Quasi fosse la rinuncia a dare un futuro all’intera città, grazie ad uno scellerato inconfessabile baratto di piccoli interessi personali con il bene collettivo.

SUL TAROCCO

disfatto per l’andamento della serata dedicata all’agricoltura locale – intanto a distanza di pochi giorni possiamo già dire di avere attivato almeno il canale della promozione del nostro tarocco attraverso l’ormai tradizionale Sagra”. Il rischio che il summit con Bufardeci potesse trasformarsi in “passerella politica” c’è stato per alcune presenze al tavolo che potrebbero definirsi “passivamente autorevoli”. Molte le assenze strategiche di deputati che hanno fatto sapere di non volere essere considerati un eco del governo regionale. I nomi meglio non farli perché il dramma degli agricoltori non merita sterile polemiche di bottega politica.


LENTINI: IL SINDACO, IL MUTUO, E IL DONO ALLA SAI 8

Lentini ( gregorio valvo) Il consiglio viene chiamato a lavorare sulle cosucce che non risolvono. Come l’adozione di mutui che secondo l’Udc vanno solo incontro alle esigenze del sindaco Mangiameli e non certo della città”. Le strade vanno riparate certamente, ma tante altre cose sono diventate priorità per Lentini. L’adozione di un mutuo per ricostruire, al più presto, l’auditorium comunale distrutto dalle fiamme pochi giorni dopo l’insediamento dell’amministrazione attuale, farebbe tutti partecipi, proprio come la ricerca di fondi per ricostruire la Piscina da oltre un anno scoperchiata dal vento e abbandonata. Invece si parla di mutui per la rete fognaria. A proposito, ma non doveva spettare alla Sai 8 attuare questo tipo di intervento? Ricordiamo che il sindaco di Lentini, nella fase di affidamento della gestione delle risorse idriche integrate ai privati, si trovò a sottoscrivere dei protocolli in merito,che oggi sembrano non essere in vita. E su questo tipo di tematica che tiene banco in tutti i consigli comunali della provincia ( sarebbe corretto dire dell’intera Sicilia ndr) Lentini dorme i sogni dei

beati che poco vogliono sapere. Noto vuole cacciare i gestori Sai8 e ha intentato causa presso il Tar di Catania, Melilli aspetta di conoscere la sentenza in merito ad un proprio ricorso che chiede d’invalidare l’affidamento per inadempienze e irregolarità avvenute nel corso dell’iter di affidamento dell’ATO idrico alla Sai8, i consiglieri di Priolo chiedono un referendum, ad Augusta c’è fibrillazione nonostante la società ha addirittura aperto un proprio sportello pubblico, a Floridia, singolarmente, solo il sindaco si è espresso a favore del servizio idrico di Sai 8 e oggi viene attaccato dai consiglieri, compresi quelli del suo partito, che sospettano un certo “inciucio”, per non parlare della guerra che sull’argomento è in atto ad Avola. Anzi parliamone a beneficio dei consiglieri lentinesi che dormono e non leggono i giornali. Il sindaco di Avola, il medico Tonino Barbagallo di Forza Italia, si è rifiutato di consegnare le chiavi della rete idrica alla Sai8 nonostante lui fosse stato in passato a favore della gestione privata. Il sindaco di Avola ha detto: << questo è il volere del consiglio comunale che si è espresso con

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una mozione il 22 di gennaio scorso e io non posso che accettarlo in nome delle regole democratiche>>. La Sai 8 minaccia di ritorsioni legali, ma, Barbagallo non recede sentendosi forte della mozione votata a stragrande maggioranza dal consiglio comunale che vuole che la gestione e l’acqua restino del comune. Il sindaco di Melilli, Pippo Sorbello, afferma di essere fiducioso nella prossima decisione che adotterà il Tar a favore del suo comune, e fa sapere che comunque non consegnerà la rete idrica comunale a nessun privato. I consiglieri di Lentini si riuniscono per parlare del sesso degli angeli e per decidere di trovare i soldi per pagare un lavoro che è di competenza del nuovo gestore. Il sindaco, prima di proporre l’adozione del mutuo per la rete fognaria o idrica avrebbe l’obbligo istituzionale e morale di far sapere cosa ne pensa sul passaggio delle consegne ai nuovi proprietari delle risorse idriche integrate dei lentinesi. Nel caso la pensasse come il sindaco di Avola, di Melilli di Noto potrebbe cominciare a pensare, solo a pensare, ai lavori da fare.

Gregorio Valvo

MELILLI – IL PD CHIEDE UN CONSIGLIO COMUNALE SULLA CRISI DELL’INDUSTRIA. GLI AMBIENTALISTI TEMONO UNO SPOT PER LA IONIO GAS.

Melilli (AGV) Il Pd chiede al presidente del Consiglio, Iano Sbona, un dibattito in aula sulla “Crisi del comparto industriale siracusano e la perdita di migliaia posti di lavoro”. I consiglieri espongono la richiesta affermando che “ I sindacati da tempo denunciano un calo continuo e preoccupante della forza lavoro nell’intero comparto industriale; tra il 2009 e i primi sei mesi del 2010 si stimano in 2500 i posti di lavoro perduti, le forze datoriali accusano i ritardi di una cattiva politica di governo. I governi della Regione, della Provincia e degli enti

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locali vivono una fase d’immobilismo amministrativo che sta danneggiando fortemente il nostro territorio e gli investitori pubblici e privati annunciano di voler abbandonare il nostro territorio se non arrivano segnali di risveglio e inoltre il polo metalmeccanico è stato messo da parte nonostante le commesse che giungono dai paesi africani>>. A firmare la richiesta d’ordine del giorno per il prossimo Consiglio comunale è Salvatore Midolo, consigliere comunale e il segretario del PD di Melilli Sebastiano Zappulla. Il presidente Sbona ha già

fatto sapere di avere accolto la richiesta e che nei prossimi giorni farà conoscere la data del dibattito che si terrà in pubblica adunanza. Gli ambientalisti di Melilli però temono “considerato il pulpito dal quale viene la predica” che la discussione in aula voluta per parlare della crisi del settore industria, possa trasformarsi in un grande spot a favore della Ionio gas e della sua proposta di Rigassificatore nel territorio comunale di Melilli. “ In questo caso – dicono quelli del “No al rigassificatore” - saremo in aula per dire la nostra”.


La Nota