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uti pub ib r t n o c e v e ic a non r Questa testat

Fondato nel 1959 da Pinuccio Tatarella 29 giugno 2012 • anno III n. 24 nuova serie • 1 euro

Settimanale a diffusione gratuita

www.pugliadoggi.it

PROVINCE - Addio a Bat, Brindisi e Taranto

BARI - Il dibattito sulla città

Quel mostriciattolo dell’accorpamento. Andavano abolite tutte

Legalità e cultura ripartiamo dal Petruzzelli per risollevare Bari

a pag 4

A pag 7

IL CONSIGLIO EUROPEO - Il momento è decisivo, come conferma Monti. “Se non mandiamo un segnale forte rischiamo molto”

Tutto in poche ore L’ELZEVIRO

Scommettiamo che... fa caldo?

POSTE ITALIANE Spedizione in abb.to post. d.l. 353/2003 (conv. in legge 27 febbraio 2004 n. 46) art. 1 co. 1 - DCB BA

di Fortunata Dell’Orzo “Antò… fa caldo… “(lei si sventola le chiome morbide, languidamente discinta sul divano) “E lo so…” (Antonio è di testa nello schermo del suo pc, non la pensa proprio). “Antò…ma che fai?” (vorrebbe essere una domanda, ma è solo una costernata affermazione) “E sto a fa’ un po’ de grana…sto a fa’…” “Co ‘sto caldo?” (lo sventolio aumenta impercettibilmente) “E proprio perché fa caldo…” (Antonio smanetta furiosamente con la destra, mentre la sinistra regge la carta di credito) Non bastava il calcio, il basket, il rugby, il tiro con l’arco, il pattinaggio artistico. Non bastavano i cavalli, i cani, i galli. La roulette, il 21, il burraco, il tressette, lo scopone scientifico. Adesso si scommette sul clima, sul caldo, sui luoghi del caldo, su quanto durerà, su quali temperature si raggiungeranno, per quanto tempo. Ha cominciato la più nota casa di scommesse on line del mondo, ma i nostri più modesti zaraffi del rischio si sono subito adeguati. Occhio se in casa vedete qualcuno che armeggia con il forno o se improvvisamente vi trovate il condizionatore messo a palla sul riscaldamento. Controllate se qualcuno dei vostri non abbia per caso scommesso per 15 a uno che casa vostra, oggi e per due ore, non sia il posto più caldo del mondo dell’intero emisfero boreale.

L’EDITORIALE

Mentre in Italia si tratta sulla riforma del lavoro e i partiti sono alla ricerca della propria identità in vista delle prossime elezioni, tra quelli che vorrebbero rientrare dalla finestra dopo essere usciti dalla porta e quelli che dalla poltrona non ci pensano nemmeno a staccarsi, Mario Monti è a Bruxelles impegnano a salvare l’Italia. Berlusconi “promette” di tornare in campo e annuncia di voler fare il Ministro dell’Economia. Basta mediazioni e trattative. Entro lunedì, quando riapriranno i mercati, l’Europa dovrà dotarsi di un meccanismo anti spread che tuteli i Paesi virtuosi o l’intera costruzione dell’Euro rischia di crollare. Questa volta Mario Monti sembra intenzionato a non cedere fino ad ottenere le misure richieste per l’Europa del futuro. ALLE PAGG 8 e 9

Fini, la grandezza della normalità C’è grande attesa per il discorso che Gianfranco Fini pronuncerà domani all’Assemblea nazionale di Futuro e Libertà, ma è sbagliato attendersi stravolgenti novità. Fini, presentando il suo Progetto per l’Italia, dovrà dire poche cose sensate. E, si sa, queste non sono mai eccezionali. Sono semplicemente normali. Fini deve partire da una data e da un dato. La data è il 22 aprile del 2010. Il dato è che il tempo gli ha dato ragione. Senza quel dito alzato [...] a pag 2

REGIONE PUGLIA - Bilancio: le variazioni-mancia per accontentare tutti i Consiglieri regionali

Tutti insieme appassionatamente

a pag 4

FOGGIA - Mancano 500mila euro. Probabile la retrocessione in l’Eccellenza

Calcio, cala il sipario?

a pag 12

CERIGNOLA - Il sindaco ammette i ritardi dell’azione amministrativa

Rallentati o bloccati?

a pag 13

BARI - L’ex presidente dell’Autorità Affinita a giudizio per danno erariale

Porto, a dicembre il processo

a pag 6

a

il corsivo

Seguendo le buone abitudini italiche, nessuno ha letto cosa ha davvero detto al Wall Street Journal la ministra del Lavoro Elsa Fornero. In compenso la cosa ci ha regalato l’irresistibile quadretto di Di Pietro che fa il professore di diritto e dell’esponente leghista che accusa il ministro di avere offeso la Costituzione. Si attendono prolusioni di Berlusconi sul romanticismo, di Eva Henger (nella foto) sull’educazione morale delle giovinette e di Luigi Lusi su etica e moralità in politica.

di Enrico Ciccarelli


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In primo piano

venerdì 29 giugno 2012

IN ITALIA - L’unica bussola di chiunque voglia servire la comunità è il nostro presente e avvenire

I club e la Nazionale Siamo con i fuoriclasse e i volenterosi, per questo sosteniamo il governo Monti di Enrico Ciccarelli

il commento

L’autunno dei profeti Quelle di Nichi Vendola e Roberto Formigoni sono indubbiamente vite parallele. Due personaggi tra loro diversissimi, ma ancor più diversi rispetto al panorama politico circostante. Animati entrambi da una fortissima tensione ideale e ideologica, eterodossi verso le rispettive “chiese” politiche, ma sempre attenti a non varcare il sottile confine dell’eresia, hanno avuto in sorte di condividere l’incarico di maggior spicco della loro carriera governando due grandi Regioni italiane. Lo hanno fatto dovendosi difendere più spesso dalla loro maggioranza che dall’opposizione, lo hanno fatto con spregiudicatezza e pelo sullo stomaco. Due cavalli di razza, lo diciamo senza ironia alcuna, che però in vario modo sembrano ora giunti ad un autunno con poca brillantezza. È significativo, a nostro avviso, che questo tramonto sia in qualche modo segnato dai paralleli scandali che li hanno colpiti per la gestione dei rispettivi sistemi sanitari. Anche qui il merito delle questioni è diverso: Vendola è stato soltanto lambito da inchieste giudiziarie per condotte che non appaiono al momento di particolare gravità, Formigoni va sotto indagine dopo le imbarazzanti rivelazioni sui suoi rapporti con il faccendiere Daccò. Ma quel che conta non è l’aspetto giudiziario, che è solo occasione di qualche polemica populista d’accatto: conta –e scoraggia- che

Puglia d’oggi

Fondato nel 1959 da Pinuccio Tatarella *** Direttore Fabrizio Tatarella *** Coordinamento Redazionale Roberto Mastrangelo

né l’asceta-poeta né il mondano-virtuoso, né il sovversivo da barricata né il pulitino da oratorio siano riusciti a sradicare o almeno a combattere seriamente il viluppo di interessi, di malaffare, di saccheggio che è nel ventre molle della spesa sanitaria, la voce più importante dei bilanci regionali di Puglia e Lombardia. Conta poco, a questa stregua, che la sanità lombarda sia efficiente e ottimizzata e quella pugliese sgangherata e oberata di clientele, né è cruciale sapere se queste prassi sono state subite, colpevolmente tollerate o addirittura promosse dai due presidenti. Quel che conta è una prova di governo fallita, che imporrebbe le dimissioni di entrambi per ragioni che non hanno nulla a che vedere con il giustizialismo. I due profeti, con modalità diverse, hanno mostrato di non sapere o di non volere trasferire sul duro sasso del quotidiano le loro professioni di fede. Sarà forse anche per questo che sono riusciti ad essere entrambi leader indiscussi in sede locale, ma sono rimasti a mezza costa nella sfida per le prime file. Enrico Ciccarelli

Mentre chiudiamo in tipografia questo numero di Puglia d’Oggi ignoriamo quale sarà il risultato di Italia-Germania, ma ci apprestiamo a fare anche questa sera un tifo sfegatato per la Nazionale. Tifiamo per la maglia azzurra prescindendo del tutto dalle casacche di club, dal legittimo nostro essere innamorati dello stendardo del Napoli o del Bari, o di Juve, Inter o Milan (o, perché no? Pro Patria). Incitiamo Cassano anche se può non piacerci la sua imitazione di Checco Zalone nel parlare di omosessuali, tifiamo Balotelli anche se ha talvolta pose

da ragazzotto viziato, siamo di tutto cuore con Buffon, anche se forse ha il vizio del gioco. Siamo con i fuoriclasse e con i volenterosi, con quelli da cui ci aspettiamo grandi imprese e quelli che fanno il lavoro oscuro, con i corti e gli storti, i belli ed i brutti, quelli con tutte stelle nella vita e quelli che “una vita da mediano”. Tifiamo per loro perché sono l’Italia. Dovrebbe essere questa la ragione necessaria e sufficiente per tifare per il Governo Monti, per sostenerlo anche –forse soprattutto- nelle sue incertezze e timidezze, nella sua fatica di fronte a difficoltà terrificanti, nello sforzo dannato che ha prodotto, finora con relativo successo, per salvarci la ghirba. Noi non abbiamo niente contro i partiti e la dialettica politica: ma la funzione costituzionale dei

attualMente

afghanistan

Ancora sangue pugliese per la causa della pace

L’ennesimo tributo di sangue della Puglia e del Salento alla missione di pace in Afghanistan è stato, purtroppo, pagato in settimana. Con la vita di Emanuele Braj, 28enne carabiniere originario di Collepasso, in provincia di Lecce. A causare la morte del giovane pugliese un razzo 107 MM che ha colpito un campo di addestramento della polizia afghana non lontano da Kabul, e che ha provocato il ferimento di altri due militari. E’ la 51esima vittima italiana di questa missione, l’undicesima pugliese.

Redazione Via Abate Gimma, 163 70121 Bari redazione@pugliadoggi.it tel. 080/5213360 fax. 080/5220966 www.pugliadoggi.it Editore Publimedia Sud srl Stampa Rotostampa - Lioni (Av)

partiti è quella di contribuire a determinare la politica nazionale, non quella di affossare la nazione. C’è un luogo dei sogni in cui (cfr. Beppe Grillo) l’Italia dice candidamente che non ha voglia di pagare i debiti contratti e tutto procede tranquillamente; ce n’è un altro (cfr. Silvio Berlusconi) in cui si torna alla vecchia cara liretta, si svaluta un tanto al mese e si torna ad affollare le pizzerie. Poi c’è l’Italia vera, quella che onora i suoi impegni e si assume le proprie responsabilità verso i cittadini, verso i mercati e verso il mondo. È l’obiettivo che questo Governo cerca di perseguire, finora rimediando successi più in trasferta che in casa. Critichiamolo quanto vogliamo, ma cercando anche di porci seriamente la domanda di come potremmo eventualmente

sostituirlo. Per quanto affezionati al nostro club, dubitiamo fortemente che un Governo presieduto da Gianfranco Fini con Bocchino all’Economia, Granata Guardasigilli, Menia agli Interni e Briguglio agli Esteri sarebbe la panacea per i mali d’Italia. E se lo diciamo dei nostri, figuriamoci degli altri. È il momento della Nazionale, non dei club: di esaltare ciò che unisce, non ciò che divide. L’unica bussola di chiunque voglia servire la comunità in questo momento deve essere il presente e l’avvenire d’Italia. Per questo, a meno che non si possegga una portentosa bacchetta magica, si deve dare forza all’esecutivo in Italia e in Europa con stimoli e sostegno convinto, non con ipocriti distinguo per interessi di bottega. Si vuole andare a votare, tanto per esercitarsi alla roulette russa? In democrazia non è mai una tragedia. Attenzione, però: perché si vota per chiedere al popolo come la pensa su ciò che si vuol fare, non per farsi dire dal popolo cosa fare.

La ricchezza di un povero

Questa la dichiarazione del Coordinatore Regionale di FLI Puglia, on. Francesco Divella, sul vile attentato in Afghanistan in cui è morto il carabiniere pugliese Manuele Braj: “Ancora una giovane vita spezzata da un vile attentato ai danni di chi, come il carabiniere scelto Manuele Braj, era impegnato a garantire pace e democrazia in una terra martoriata. La Puglia piange un altro dei suoi figli migliori. Tutto il gruppo dirigente e i militanti di Futuro e Libertà esprimono il più profondo cordoglio e sono vicini ai familiari di questo nostro eroe, cui siamo profondamente grati, e in particolare alla moglie e al figlioletto di Manuele, così presto privato della guida paterna. Ai ragazzi feriti va il nostro sentito augurio di pronta guarigione”.

Distribuzione Agenzia Lobuono Bari Ufficio pubblicità Stefania Verardi t. 080.5739832 info@publimediasud.it Archivio Fotografico Michele Falcone

La povertà è ovunque, da sempre, e sosta in ogni angolo di strada, su mille volti sconosciuti, eppure, attualmente, sembra essere l’unica e sola protagonista della società. Ci sono mani tese, ovunque, che implorano qualche spicciolo per mangiare, prendere un treno e bere un po’ d’acqua. Mani di giovani, bambini, anziani, stranieri, italiani ma anche di concittadini che stentiamo a riconoscere per quegli abiti vecchi che vestono passi lenti e rassegnati. Sono proprio loro, gli stessi ragazzi che al liceo portavano sulle spalle e con orgoglio lo zaino della serie limitata dell’Invicta: ora hanno sempre quello, per raccogliere stracci e coperte, per strada e dai cassonetti. Quei ragazzi che sognavano di diventare avvocati, medici, poliziotti, vendono oggetti di ogni genere, si industriano e inventano un lavoro per sopravvivere. Si improvvisano artisti, musicisti e ci riescono bene. Per ogni centesimo ricevuto, ringraziano e sorridono e, allora, scopriamo la loro ricchezza, interiore. Spesso, però, la povertà materiale incontra la povertà d’animo di chi corre incurante verso i propri affari. Sullo stesso marciapiede si incontrano e si fondono due facce della stessa “malattia sociale”, assassine di sogni, speranze, dignità e altruismo. Siamo, davvero, tutti poveri, a questo mondo?

di Annalisa Tatarella

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In primo piano

venerdì 29 giugno 2012

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GLI SCENARI - I cittadini sappiano essere saggi, evitando di fare lo stesso errore di ingovernabilità che tanti danni ha fatto in Grecia

Fini ritorna nell’agone politico e prepara la nuova stagione di Fli di Fabrizio Tatarella Domani mattina a Roma è prevista l’Assemblea nazionale di FLI con un atteso e importante discorso di Gianfranco Fini trasmesso in diretta su Sky. Finalmente il Presidente della Camera inizia a tornare sulla scena politica. Le elezioni politiche si avvicinano, la riforma della legge elettorale ancora non è pronta e le alleanze non possono delinearsi. Ad oggi è facile prevedere cinque schieramenti.

Il Pd di Bersani, la sinistra alternativa di Vendola e Di Pietro, il movimento di Grillo, il polo nazionale di Fini, Casini e Montezemolo e quel che resta di Pdl e Lega travolti dagli scandali. Dopo la clamorosa sconfitta elettorale delle comunali, la crisi del partito di Berlusconi e Alfano è ormai sotto gli occhi di tutti, ma le difficoltà del Pdl non nascono nelle ultime settimane: i problemi del governo Berlusconi legati alle difficoltà economiche (la recessione e gli attacchi speculativi sul

bari citta’ metropolitana

Un dibattito verso il Polo nazionale Anche Bari e la Puglia si preparano all’Assemblea nazionale di sabato prossimo, durante la quale è atteso un importante discorso di Gianfranco Fini, in diretta Sky. Proprio in vista dell’Assemblea nazionale, che sarà aperta e presieduta dall’on. Salvatore Tatarella, il circolo Bari città Metropolitana dedicherà il suo consueto incontro settimanale al tema: “Fli, alla vigilia dell’Assemblea nazionale: verso la Costituente del Polo nazionale”. Il dibattito, che si terrà venerdì alle ore 19.00 presso la sede Fli di Bari, in via Andrea da Bari, 157, sarà introdotto dal Presidente dell’Assemblea nazionale, on. Tatarella, dal vice coordinatore vicario D’erasmo e dal Presidente del circolo Ventrella.

nostro debito) e politiche (l’uscita di Fli dalla maggioranza), oltre che agli scandali legati alla vita privata del Presidente del Consiglio hanno incrinato il rapporto di fiducia fra gli elettori e il Pdl. I primi segni della crisi sono rintracciabili nell’inattesa perdita, alle amministrative del 2011, del comune di Milano, storica roccaforte del centrodestra berlusconiano. La caduta dello stesso governo Berlusconi a novembre e il forzato sostegno al governo Monti, poco apprezzato dall’elettorato pidiellino, hanno contribuito a deteriorare ulteriormente il rapporto fra il maggior partito del centrodestra italiano e i suoi elettori, fino alla débâcle elettorale del maggio scorso. Alcuni studi del Cise (Centro italiano studi elettorali) recentemente resi noti, dimostrano dati difficilmente confutabili. Il primo riguarda le intenzioni di voto. Il calo del Pdl nei sondaggi è rilevato unanimemente da tutti gli istituti di ricerca e il dato medio che gli viene attribuito ad oggi (fine giugno 2012) è vicino al 15%. Facile prevedere una definitiva implosione a settembre con gli ex An che valgono un

2% pronti a unirsi a Storace, mentre Berlusconi si inventerà l’ultimo predellino: una lista personale con gli ultimi fedelissimi con cui trattare i suoi interessi nella prossima legislatura. Il secondo reso noto dal Cise è ancora più rilevante. L’analisi dei flussi elettorali dimostra che l’area di centrodestra è rimasta intatta. Nessun elettore di centrodestra è diventato di centrosinistra. Semplicemente è il Pdl a non attrarre più questa area. Dopo l’ufficio di presidenza di FLI in cui Fini ha riaffermato la necessità di ricostruire l’Italia vedendola da destra queste analisi confermano l’enorme prateria a disposizione di Fini e di FLI. In politica i vuoti si occuopano. Nell’elettorato di centrodestra vi è un vuoto incolmabile che sembra non trovare rappresentanza. L’Italia futura ha urgente bisogno di un “polo nazionale” in grado di rappresentare i tantissimi delusi del Pdl e del centrodestra, posto che sul lato di centrosinistra i rappresentanti non mancano. Dopo aver vinto la difficilissima sfida dell’archiviazione del berlusconismo, Fini e FLI hanno l’occasione di dare corpo, voce e anima a uno schieramento che rappresenti la nuova Italia.

l’editoriale

DA PAG 1

Fini, la grandezza della normalità [...]non ci sarebbero state la crisi del berlusconismo, le dimissioni del Governo, l’incarico a Mario Monti. Il garrulo ritorno in scena di Silvio Berlusconi, il grigio tramonto di Angelino Alfano, il riposizionamento del Pdl sulle posizioni estremiste di Brunetta e Santanchè, la prospettiva di una nuova ed irresponsabile alleanza con la Lega confermano la bontà e la irreversibilità di quella scelta. Fini non può che continuare su quella strada, così coraggiosamente tracciata poco più di due anni fa. Ora dovrà dar vita a un grande raggruppamento nazionale, che contenga, senza disperderlo, quel nucleo originario, ma che si apra ai contributi di quanti hanno finalmente compreso l’importanza della posta in palio. Un raggruppamento diverso, distante

e alternativo al Pdl. Ci sarà anche qualcuno che, negli ultimi tempi, ha fatto scelte diverse dalle nostre? Che ben venga. L’impegno è ambizioso e grave. C’è da salvare il Paese e, con esso, l’Europa. Occorrono idee chiare, progetti coraggiosi, sacrifici durissimi. Bisognerà parlare agli italiani con parole di verità. Rifuggendo dalla demagogia. Certo, una scelta difficile, nuova, da non etichettare con aggettivazioni che oggi non hanno alcun significato. Non è l’alleanza dei moderati e nemmeno dei riformatori. Non è di centro, ma nemmeno di destra e di centrodestra. E’, se proprio vi serve un nome, un’alleanza di salvezza nazionale. Quella che suggeriscono il buon senso, la ragionevolezza, l’interesse nazionale. S.T.

LAVORO - I malumori dei sindacati. Presidio della Cgil durante il voto alla camera. Per Bonanni (Cisl) “non è quello che ci aveva detto”

La riforma Fornero ora è legge di Andrea Dammacco

La riforma Fornero del lavoro è legge. Il testo è stato approvato (era l’ultimo passaggio) dalla Camera con 393 sì, 74 no e 46 astenuti.

“Noi stiamo cercando di proteggere gli individui non i loro posti di lavoro. L’attitudine della gente deve cambiare. Il lavoro non é un diritto, bisogna guadagnarselo, anche attraverso il sacrificio”.

In un’intervista al Wall Street Journal il ministro del Lavoro Elsa Fornero torna a difendere la sua riforma, che “non è perfetta, ma è una buona riforma, specialmente per coloro che entrano nel mercato del lavoro. Ma è anche una scommessa per far cambiare mentalità agli italiani”. Dopo queste parole è scattata una caccia alle streghe, a cui il ministro ha risposto così: “Il diritto al lavoro in senso costituzionale non è mai stato messo in discussione”. Il senso del pensiero espresso dal ministro è che “la tutela riguarda il lavoratore nel mercato e non il singolo posto di lavoro”. Sulla riforma in sé il ministro dichiara: “continuo a considerare questa riforma una buona riforma”, ma il governo è co-

munque “disposto a fare cambiamenti”, perché non ci sono aspetti intoccabili. Parlando del ddl, che mercoledì ha chiuso l’iter alla Camera, aggiunge: “Nessuno ha mai avuto la pretesa di avere la chiave in tasca per la soluzione dei problemi. Capisco il sacrificio fatto dalla Camera per questa limitazione della discussione imposta dall’agenda europea. Adesso è importante far partire questa riforma”. Alla domanda se le modifiche chieste dai partiti di maggioranza alla riforma del lavoro saranno introdotte da luglio risponde sicura: “Dipende dal fatto che ci mettiamo a lavorare subito e che troviamo buoni accordi di effettivo miglioramento su qualche punto”. Dai sindacati, invece,

Il ministro Elsa Fornero

sono stati espressi malumori, proteste e precisazioni. Mentre alla Camera si votava la fiducia sul terzo e quarto articolo, infatti, i sindacati protestavano. La Cgil ha organizzato a Roma in piazza Montecitorio un grande presidio contro un provvedimento che giudica “dannoso”. Per il segretario della Cisl Bonanni la riforma “non risponde a quello che si era detto dall’inizio”, ovvero che

con le nuove norme ci sarebbero stati più posti di lavoro. Alle dure parole del leader Cisl arriva la risposta del ministro del Lavoro: “il governo ha avuto un dialogo di circa 3 mesi con le parti sociali, per arrivare a un documento approvato da tutte le parti sociali tranne la Cgil”. Questa è l’ennesima volta che i cittadini danno fiducia al governo di turno con la riforma di turno. Si spera che sia, finalmente, una buona riforma che serva davvero alla crescita del Paese e alla valorizzazione delle capacità lavorative dei cittadini. A questo punto c’è poco da sbagliare perché la gente e stufa di aspettare ed essere presa in giro. E come si suol dire…tira, tira, la corda alla fine si spezza.


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Regione Puglia

venerdì 29 giugno 2012

CONSIGLIO REGIONALE - Premiati gli orticelli dei singoli consiglieri regionali, in un consiglio completamente svuotato di autorità

Tutti insieme appassionatamente Mentre si chiedono tagli sanguinosi e i soldi in cassa sono sempre meno, il Consiglio approva le variazioni-mancia al bilancio di previsione 2012 Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, nella sua ultima riunione, la legge di assestamento e di prima variazione al bilancio di previsione per l’esercizio 2012. Una manovra che il presidente Vendola ha definito importante perché promuove “la Puglia regione virtuosa”. “La richiesta dell’opposizione di toccare al ribasso le aliquote fiscali – ha continuato Ven-

dola – è gratificante perché implicitamente si ammette che è stata fatta un’opera di risanamento nei conti pubblici”. All’unanimità due emendamenti a firma di Rocco Palese (Pdl): il primo prevede la proroga di un altro anno (quindi fino al 31/12/2013) dei termini stabiliti dal Piano casa per usufruire delle agevolazioni relative all’edilizia residenziale e la possibilità di

province

Quel mostriciattolo dell’accorpamento di Salvatore Tatarella Ora le vogliono accorpare. Un palliativo, una mezza via, un mostriciattolo. Vanno soppresse e basta. Parliamo delle province. Questo governo è il solo che ha avuto il coraggio di avviare il processo di soppressione. Aveva cominciato bene, ma ora sembra intenzionato a varare un mostro informe. La lobby dei privilegi provinciali sta avendo la meglio. Accantonata, almeno per il momento, la soppressione, spunta l’ipotesi della riduzione, previo accorpamento. Per capirci, in Puglia sparirebbero la Bat e le province di Bari,Taranto, Brindisi e Lecce, ma resisterebbero Foggia, incorporando la Bat, e Lecce, incorporando Brindisi e Taranto. Bari, invece, diventerebbe Città metropolitana. Un inutile pastrocchio e, per giunta, temporaneo. L’unica cosa buona sembra la riconferma di Bari come città metropolitana, anche se è un errore farla coincidere con l’intero territorio provinciale. Per il resto, invece, non siamo per nulla d’accordo. Andrebbero soppresse tutte, come si era cominciato a fare. Perché sono inutili e costose. Il guaio è che questo governo si muove solo con la logica della riduzione della spesa pubblica. Vorrebbe tagliare tutto, ma arriva solo fin dove lo consentono le lobby annidate

nelle aule parlamentari. Se non si possono sopprimere tutte, allora meglio ridurle. Se all’obiettivo della riduzione delle spese si accompagnasse, invece, anche un organico disegno riformatore di tutta l’architettura degli enti locali, non solo avremmo la soppressione delle province, ma una complessiva e salutare riforma di tutto il sistema della rappresentanza. Una rivoluzione, che assicurerebbe risparmi sostanziosi e, sopratutto, maggiore funzionalità ed efficienza a tutto il sistema. Non è difficile, infatti, comprendere che, se non si mette mano al sistema nel suo complesso, anche i risparmi di oggi, solo fra qualche mese, risulteranno inutili, perché il sistema, intanto, avrà prodotto altre passività. Si obietterà che non è questo il compito di un governo tecnico e a termine. Non condivido, ma anche se fosse, chi impedisce a uno dei partiti che sostengono questo governo di spendersi per una riforma vera e seria del sistema delle autonomie? Sul numero scorso di questo giornale ne abbiamo offerto una nostra personale sintesi. Potrebbe essere una buona base di partenza per un Fli che volesse veramente dare un suo contributo alla ricostruzione del Paese.

accedere all’ampliamento delle volumetrie in maniera maggiormente flessibile e con procedimenti semplificati anche dal punto di vista delle autorizzazioni paesaggistiche per interventi di lieve entità. Il secondo emendamento, in applicazione della legge nazionale n. 14 del 24/2/2012, abroga invece le norme approvate dalla Regione per sanare la questione relativa alla retrocessione dei circa 560 dipendenti regionali. L’assessore alle politiche della salute, Ettore Attolini, ha dato assicurazioni all’aula che l’obiettivo del governo regionale è quello di porre fine in tempi brevi alla drammatica emergenza dovuta alla carenza di personale in tutti gli ospedali della Puglia. “Dopo il Piano di rientro si aprirà la stagione concorsuale – ha detto l’assessore”. Questo intervento ha sgombrato il campo, da qualche possibile “timore territoriale”. Approvati a maggioranza inoltre due emendamenti con primi firmatari Lorenzo Nicastro e Fabiano Amati che attribuiscono alla Regione, da una parte i procedimenti di Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza e autorizzazione integrale ambientale

L’Aula del Consiglio regionale

inerenti i progetti finanziati con fondi strutturali, dall’altra le autorizzazioni allo scarico degli impianti di depurazione a servizio degli agglomerati secondo il Piano di tutela delle acque. Respinti invece l’emendamento a firma di Giannicola De Leonardis per lo stanziamento di un contributo straordinario di 1 milione di euro in favore dei consorzi di Bonifica della provincia di Foggia, e quello di Rocco Palese (PdL) che vieta alle agenzie regionali e agli Iacp di assumere personale in assenza dell’autorizzazione preventiva della Giunta. Nel tabulato approvati contributi di 25 mila euro per ripristino di ope-

re pubbliche danneggiate da calamità; 50 mila per interventi a sostegno di iniziative per la pace e per lo sviluppo del mediterraneo; 120 mila euro per la fondazione Paolo Grassi di Martina Franca ; 200 mila euro quale quota di adesione alla fondazione notte della taranta e 250 mila euro per la promozione e la tutela delle lingue minoritarie. Fuori dal coro Giammarco Surico, il consigliere regionale di Fli, che parla esplicitamente di inciucio. “Tutti insieme appassionatamente. Governo regionale e maggioranza fanno passare un bilancio mancia che premia il singolo orticello del singolo consigliere, anziché dare

risposte serie alla crisi di settori importanti e strategici della economia regionale”. “Mentre vengono respinti emendamenti utili ad alleviare il peso della pressione fiscale sulla popolazione pugliese che soffre ormai da tempo di una situazione inaccettabile, come quello proposto da Fli per eliminare l’odiosa gabella di un euro a ricetta, vengono, invece, distribuiti come caramelle due milioni di euro con la bussola del tornaconto elettorale e non certo del bene della collettività. Restano, dunque, al palo tutte le emergenze, in primo luogo quella dell’assistenza sanitaria”. “Altro che Consiglio regionale di 50 0 60 consiglieri, ormai quello della Regione Puglia potrebbe essere composto anche da solo dieci, in quanto non conta più nulla”. Duro il commento dell’ex senatore Curto, attualmente consigliere regionale di Futuro e Libertà. “Molti banchi vuoti nelle fila della maggioranza, idem in quelli del governo regionale, con un Vendola presente solo a tratti. L’immagine offerta oggi è quella di una Regione Puglia in disarmo sotto molti aspetti, ma soprattutto in termini politici”.

pasquale calvario

inchieste bipartisan a bari

L’avvocato che contribuì allo Statuto regionale

Labellarte aiutava destra e sinistra

Il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, ha aperto i lavori dell’Assemblea ricordando la scomparsa di due ex consiglieri regionali: William Uzzi di Forza Italia (dal 1995 al 2000, in cui ha rivestito anche la carica di presidente della commissione Sanità) e l’avvocato liberale Pasquale Calvario (dal 1970 al 1985). Pasquale Calvario, avvocato, esponente della cultura liberale e riformatrice del Mezzogiorno, è stato tra i protagonisti della lotta politica nel secondo dopoguerra; successivamente consigliere comunale di Bari e consigliere nonché assessore alla Cultura della Regione Puglia, ha forni-

Le inchieste a Bari continuano a essere biparisan. Dopo Tarantini, dopo la Kentron, è la volta dell’inchiesta Domino. Una vicenda molto delicata, che riguarda il riciclaggio dei danari sporchi di Savinuccio Parisi, capo incontrastato della mala barese, e alcune contiguità con i “colletti bianchi” della città. Dall’inchiesta della Finanza emerge che il boss Michele Labellarte, poi deceduto, offrisse favori sia ai Ds, che a Forza Italia. I fatti risalgono al 2005, quando nel collegio senatoriale di Bitonto si tennero le elezioni suppletive per il seggio vacante dello scomparso sen. Giuseppe De Gennaro, l’inventore del Baricentro. In quelle

Pasquale Calvario

to un importante apporto alla legislazione e allo Statuto regionali. Già vicepresidente dell’Associazione nazionale tributaristi italiani ed autore di numerosi saggi. Uno dei pochi esponenti del mondo liberale pugliese con cui era possibile lavorare in maniera proficua e costruttiva.

elezioni, il centrosinistra schierò l’on. Nicola Latorre, storico braccio destro di Massimo D’Alema e il centrodestra, il figlio di De Gennaro, Lello, Rettore della Lum. Sembra che nell’occasione Michele Labellarte si sia molto attivato per Latorre, organizzandogli un comitato elettorale e alcune manifestazioni elettorali. Sempre il Labellarte, mentre sosteneva Latorre contro De Gennaro, non disdegnava di fare affari con quest’ultimo in operazioni immobiliari da milioni di euro. Nell’informativa della Finanza sarebbero documentati prestiti, preliminari e transazioni, alle quali, peró, Lello Degennaro, indagato per riciclaggio, si è dichiarato estraneo.


Territorio

venerdì 29 giugno 2012

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BARI - Per l’assessore Giannini “verrà tassato chi dispone di grandi patrimoni”, ma è polemica con l’opposizione

Bilancio, scontro sui “buchi” di Fortunata Dell’Orzo

taranto

Ancora in alto mare la nomina della Giunta Dopo quaranta giorni dal ballottaggio, la Città dei due mari non ha ancora la Giunta. Il sindaco ha annunciato che entro una decina di giorni sarà finalmente pronta. Per adesso si sa semplicemente che le caselle da “occupare” sono in tutto nove: due al Pd (cui spetterebbe anche la presidenza del consiglio), due ad Sds, una a Sel, una a La Puglia per Vendola, una all’Udc. Altri due componenti li indicherà il sindaco. Ippazio Stefàno mostra serenità ed ottimismo, ma nei partiti il clima sembra ben diverso. C’è chi spinge per il principio dello scorrimento delle liste, c’è chi preferirebbe adottare criteri diversi. In ogni caso gli animi sono agitati. Sicuramente le idee

non sono chiare e dubitiamo possano essere sufficienti una decina di giorni per risolvere la questione. I criteri per la nomina della Giunta, infatti, si sarebbero potuti stabilire a monte ed oggi a seguito della convalida degli eletti in consiglio, Taranto avrebbe già la nuova Amministrazione al lavoro. Senza esagerare, non ci risulta difficile immaginare come, prima del riavvio del lavoro a settembre, il nuovo esecutivo potrebbe avere la possibilità di fare ben poco, se non adempimenti burocratici come l’approvazione del bilancio. Ciò significherebbe che per cinque mesi, fino al rientro dopo le ferie estive, l’amministrazione cittadina, risulterà ferma. Francesco Fischetti

Bari, città virtuosa che, a causa del patto di stabilità, rischia di passare per stracciona. Questo è quanto ha già da tempo dichiarato l’amministrazione a proposito del suo bilancio. E se debiti ci sono, sono quasi completamente ascrivibili a contenziosi legali originati da qualche atto della precedente amministrazione di centro destra. E il Pdl, forse già pensando alla prossima campagna elettorale, ha pensato bene, in Commissione Cultura, di proporre una riduzione di ben mezzo milione di euro per la Fondazione Petruzzelli, da destinare a quelle compagnie teatrali rimaste fuori dai finanziamenti comunali. Un gesto che non è stato nemmeno adeguatamente commentato dalla maggioranza: il che forse dimostra come Bari manchi del tutto non solo di una vera politica culturale, ma anche di amministratori in grado di progettarne una che non sia basata

Il Comune di Bari

sui soliti contributi a pioggia, dal taglio più o meno clientelare. Una risposta, forse, alle lamentele dell’amministrazione costretta a considerare un buco di 51 milioni di euro, 27 dei quali provengono da un contenzioso sull’asse nord sud originato ai tempi di Simeone di Cagno Abbrescia. Questo scambio informale sul bilancio è l’unico dialogo fra maggioranza e op-

posizione che registriamo, su un tema così importante e strategico per l’intera comunità. Più volte il sindaco, anche sui social network, si è lamentato per il silenzio granitico di Ninni Cea e compagni, si fa per dire, sia in consiglio comunale (“sanno solo abbandonare l’aula e far mancare il numero legale” ha spesso chiosato il Sindaco) che fuori. Sui 51 milioni di disa-

vanzo Giovanni Giannini, assessore “al ramo” è stato chiaro: “Tasseremo chi ha di più, chi dispone di grandi patrimoni”, mentre ancora non è dato sapere quanto abbia fruttato la prima rimessa IMU, da dividere fra Stato e Comuni. Le idee dovrebbero essere più chiare a fine anno, quando torneremo a versare a pagare l’imposta. L’appuntamento in Aula è per il prossimo 5 luglio.

bat

Asl da Trani ad Andria, ed esplode la polemica Il consiglio regionale ha approvato, con 29 voti favorevoli, 28 contrari e 4 astenuti, il trasferimento della sede legale della Asl Bat da Andria a Barletta. L’emendamento, presentato dai consiglieri regionali Filippo Caracciolo (Pd) e Giovanni Alfarano (Pdl), prevede per questa operazione un finanziamento di 350.000 euro. L’altro consigliere regionale barlettano, Franco Pastore (gruppo Misto – Psi) esprime

grande soddisfazione. “Questo trasferimento consentirà un grande risparmio, visto che Barletta, presso l’ospedale, possiede già nella zona amministrativa, gli uffici in cui ubicare la sede della Asl e quel denaro potrà essere investito in sanità e servizi sanitari”. “Mi auguro - conclude Pastore - che con questo provvedimento si ponga fine alla provvisorietà vissuta fino a oggi e anche alle polemiche e guerre

di campanile”. Di tutt’altro avviso il consigliere regionale del Pdl Nino Marmo. “In una regione che conferma gli oltre trecento milioni di tasse aggiuntive sui pugliesi, che dichiara di chiudere il 2012 con un deficit nella sanità di circa 150 milioni di euro (formali e non reali, essendone molti di più) mantenendo il ticket sulle ricette e prestazioni, un consiglio regionale trasversale a trazione Pd, delibera di sperperare 350 mila euro per trasferire la sede legale con gli Uffici Amministrativi della ASL da Andria a Barletta. Nel mo-

mento in cui il mondo crolla, sotto i pugni della crisi economico-finanziaria e del debito, gli omuncoli si occupano dei piccoli affari di bottega!”. “Mai il Consiglio Regionale sottolinea Marmo - aveva soddisfatto gli istinti bassi di un campanilismo trinariciuto che segna la sconfitta -non di una persona- ma di una classe dirigente, che avrebbe dovuto lavorare unita per i veri interessi di una intera comunità. Accade tutto ciò mentre si tagliano dappertutto Ospedali e Servizi Sanitari”. L’emendamento che finanzia solo parzialmente l’even-

www.ilvelino.it

tuale spostamento della sede legale è passato con un solo voto di scarto con la modalità del voto segreto, “per di più illegittimamente” dice Marmo “essendo stato impedito al Presidente della Commissione Sanità di votare”. “Il Presidente Marino era infatti presente in aula, accanto a Vendola, al quale stava spiegando uno scippo perpetrato, con un altro emendamento, qualche minuto prima a danno delle Asl di Foggia, Bat, Brindisi e Taranto ed a vantaggio di quelle di Bari e Lecce, in relazione alla possibilità di assunzioni”.


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Bari

venerdì 29 giugno 2012

AUTORITA’ PORTUALE - L’ex presidente Tommaso Affinita ed altri 16 rinviati a giudizio per un danno erariale di 11 milioni di euro

Porto, a dicembre il processo di Roberto Mastrangelo

il commento

Le grandi vittorie di un piccolo giornale Un giornale vive di poche soddisfazioni. Di battaglie vinte e di giuste cause. Sul numero scorso, abbiamo ricordato la battaglia vinta contro Nichi Vendola e la Regione Puglia per la riduzione del numero dei consiglieri. Prima a 70, invece di 78, e poi a 50, invece di 60. Oggi registriamo altri due successi, legati a due giuste cause, sostenute solitariamente da questo giornale, che dimostra nei fatti la sua autonomia e libertå. Il primo riguarda il rinvio a giudizio, innanzi la Corte dei Conti del ras della portualitá barese, Tommaso Affinita, già presidente dell’Autorità portuale di Bari e, successivamente, della Bari Porto Mediterraneo. Il Procuratore Generale ne ha chiesto la condanna al pagamento di oltre 11 milioni di euro per danno erariale. Solo Puglia d’oggi, in passato, ha dedicato spazio e articoli alla scandalosa avventura societaria della B. P. M. che finalmente è giunta alla fase dibattimentale (5 dicembre). Il secondo riguarda la città metropolitana, che il Governo sembra voler finalmente introdurre, sia pure nel quadro di uno sgangherato progetto riformatore. Anche qui, siamo stati i soli a vedere oltre il nostro naso e a indicare nella città metropolitana la sola via per

assicurare, insieme a una razionale riorganizzazione delle funzioni metropolitane, un moderno ed efficace decentramento. Mentre Emiliano e tutto il Consiglio comunale si arrovellavano inutilmente e miopemente solo intorno ai confini delle vecchie e inutili circoscrizioni, ribattezzate municipi, ma rimaste comunque inutili e costose. Due giuste cause, che hanno visto il nostro giornale solitario protagonista e che, comunque, continuano. Nel primo caso, per seguire il processo e per chiedere le dimissioni di Affinita dalla comoda e lucrosa poltrona di Amministratore delegato della Ram, Rete delle autostrade del mare, dove è stato collocato dal governo Berlusconi, con un lauto stipendio da 175.000 euro all’anno. Pensiamo, infatti, che un amministratore pubblico che, in pochi anni, ha procurato all’erario un danno così rilevante non possa più ricoprire alcuna funzione pubblica. Nel secondo per svegliare una sonnolenta classe dirigente barese, chiamandola a un dibattito serio su come e con chi realizzare la città metropolitana. L’impegno e la funzione di questo giornale è nei fatti. T.

Abbiamo una data. Il prossimo 5 dicembre presso la Corte dei Conti di Bari ci sarà la prima udienza del processo amministrativo a carico di Tommaso Affinita, ex Presidente dell’Autorità Portuale di Bari, e di altri 16 indagati tra componenti del Comitato Portuale e revisori contabili. Le 17 persone dovranno rispondere dell’accusa di danno erariale per l’ammontare complessivo di 11.221.962,43 euro, oltre agli interessi legali ed alle spese giudiziarie, in relazione ai reati addebitati. Nell’atto di citazione firmato lo scorso 18 maggio dal Procuratore regionale della Corte dei Conti Francesco Lorusso, si convocano i 17 indagati a seguito del provvedimento di concessione n. 3/04 con cui l’Autorità portuale barese concedeva in affidamento alla B.P.M. una serie di beni pubblici e relativi servizi, andando di fatto a creare il danno erariale a tutto vantaggio della stessa società B.P.M.

Il Porto di Bari

Il 23 maggio il presidente della Corte dei Conti Eugenio Francesco Schlitzer ha fissato la data del 5 dicembre prossimo per la causa, determinando come termine ultimo per il deposito di atti e documenti il 15 novembre. Come da noi ampiamente ricostruito in una inchiesta che si è sviluppata nei mesi scorsi, il pregiudizio per le casse della collettività è stato ingente, e gli illeciti

molteplici e reiterati, soprattutto per le condizioni di eccessivo favore con cui l’allora Presidente dell’Autorità portuale (Affinita) concedeva alla B.P.M. (sempre lui) una serie di beni e di immobili togliendoli alla disponibilità dell’Autorità. In particolare sono due le accuse rivolte: aver determinato arbitrariamente i criteri di calcolo del canone di concessione demaniale ed aver attribuito al con-

cessionario, in comodato gratuito, parte dei beni mobili, arredi ed attrezzature esistenti nelle Stazioni marittime affidate in concessione. Un illecito vantaggio per la B.P.M. che ora qualcuno deve restituire alle casse pubbliche. C’è stata negli anni una lunga battaglia giudiziale che, tra ricorsi e condanne soltanto adesso sembra arrivata all’ultimo atto.

a bari e la “questione culturale”

Cosa rimane della cultura cittadina? Non sappiamo come e perché il Comune di Bari continui a ipotizzare una candidatura della città a “capitale europea della cultura” per il 2019. Siamo al momento più basso e più povero di un capoluogo di regione che viene surclassato, per iniziative e qualità delle proposte, anche da comuni molto più piccoli, per non parlare, anche grazie ai generosi foraggiamenti regionali, di come Lecce, il Salento e la Taranta siano diventati ormai il marchio pugliese per eccellenza. Marketing, si dirà. Certo, ma il marketing serio non si fa con i fichi secchi o i fascinosi ex arbitri di calcio. Qui non abbiamo neppure fave e cicorie, con i tea-

tri chiusi o commissariati, nessuna traccia di tutti gli incubatori culturali promessi in campagna elettorale (tipo l’ex mercato coperto di piazza Garibaldi) e una politica delle convenzioni agli enti di produzione che sembra rispondere a criteri poco assimilabili ad una vera progettualità culturale. Il vantaggio è che non riceverà più nemmeno un centesimo quell’accozzaglia di saltimbanchi rozzi e poco colti, specializzati nel teatro cosiddetto dialettale in una città che, in realtà non ha (o non ha più) alcuna vera tradizione dialettale. L’inquietudine, poi, viene dalla minacciata nascita di un teatro stabile di cui fanno parte alcuni gruppi e compagnie cittadine scelti e cooptati non si sa bene (anche qui) in base a quali criteri progettuali e culturali, mentre sembra che di musica possano parlare solo il Petruzzelli o le sciocchezze estive del “summer village”. Fortunata Dell’Orzo

traghetti, la european voyager sposta le sue rotte da brindisi a bari

Il Porto di Bari incrementa i collegamenti con l’Albania L’offerta di traghetti per l’Albania nel porto di Bari si arricchisce ulteriormente con un nuovo collegamento marittimo dedicato al trasporto di merci rotabili e passeggeri tra i porti di Bari e Durazzo, in linea a partire da sabato scorso, come è stato annunciato dall’Autorità portuale del Levante e la compagnia La Tnitsea Shipping Lda. La nave lo scorso anno operava sul porto di Brindisi. La M/N European Voyager opererà sulla linea con l’Alba-

nia, offrendo un servizio regolare e annuale. Con una velocità di circa 18 nodi la tratta durerà poco più di 6 ore. Durante la stagione estiva, a supporto dei picchi di traffico, dal 20/07/12 al 10/09/2012, le partenze saranno giornaliere. La capacità della nave è una delle sue caratteristiche vincenti, potendo garantire la presenza di circa 1.400 persone di cui 326 in con sistemazione in cabine di varie categorie, completamente rinnovate al loro interno.

Il garage della M/N European Voyager carica circa 400 auto oppure 450 metri lineari (30 camion da 15 mt) + 110 auto. Il viaggio con la M/N European Voyager – annunciano dalla compagnia - sarà veloce, piacevole e rilassante. Numerosi sono i servizi offerti a bordo, quali ristorante - self service, con cucina italiana e albanese, area videogiochi e slot machine, duty free shop, una gelateria e un’area baby park per il divertimento dei più piccoli. Particolarmente soddisfatto il Presidente dell’Autorità Portuale del Levante, Francesco Mariani, che ha detto: “La scelta della compagnia, è un

voto di fiducia, per il servizio di elevata qualità e competitività che abbiamo saputo offrire nel porto di Bari. Oggi il porto di Bari è considerato punto di riferimento per

il traffico con l’Albania e raccoglie oltre il 75% del traffico europeo diretto in Albania, Brindisi poco meno del 10%, e il resto, tra gli altri porti italiani.”


Bari

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BARI - Ricostruzione, appalti, commissariamento, indebitamento della Fondazione, parentopoli... una storia lunga e triste

Bari: legalità e cultura, partiamo dal Petruzzelli

La platea del Teatro Petruzzelli di Bari

di Gianvito Pugliese * Prendiamo spunto dalla recente inchiesta che Puglia d’Oggi ha svolto sul “torpore” che sembra affliggere la città di Bari, nonostante numerose e reiterate vicende giudiziarie e di costume, che l’hanno posta, purtroppo, al centro dell’attenzione mediatica nazionale. Proviamo all’ora a raccogliere quella sfida a 360° e proviamo a partire proprio dal Petruzzelli, una saga che non deve mai scadere dall’attenzione generale. Superfluo (?) ribadire che il Petruzzelli fu incendiato il 27 ottobre 1991 e che dopo vent’anni di processi (condanne in primo grado, attenuate in appello, annullate in cassazione e tante belle assoluzioni nel nuovo giudizio d’appello) si è accertato

solo che due “poveracci”, di Bertolaso, inquisito in affiliati ai clan dominan- tutt’Italia, per le nefanti, erano stati gli auto- dezze che conosciamo, ri materiali. Mandanti e fuorchè a Bari. La Protemovente/i: nessuna verità zione Civile, vi chiederete, giudiziale è stata raggiun- cosa c’entra? Dopo oltre ta: sento, sempre più spes- 15 anni che il teatro era lì, so, parlare di un incendio bello ed incendiato, che del Petruzzelli, laddove la la cupola ed il consolidaparola doloso misteriosa- mento statico erano stati ultimati con mente scompochi soldi pare, quasi a Il Petruzzelli da tempo da rimuoverla. fu incendiato un Consorzio E non è il 27 ottobre di piccole e tutto: l’appaldel 1991 e medie impreto per la ricostruzione (in dopo vent’anni di processi se locali, che i realtà era un si è accertato solo che due Vigili del Fuopuro e sem- “poveracci” erano stati co avevano plice restauro, gli autori materiali. Man- appena certificato l’efma ricostru- danti e mofettuazione a zione giustifi- vente: nessuregola d’arte ca qualche 0 na verità. della cupola in più) viene e del consoaffidato (con lidamento l’escamotage di una lettera del Sindaco statico, davvero a che Emiliano) alla Protezione titolo far intervenire la Civile ed a quell’ingegner Protezione civile (bypasBalducci, braccio destro sando, così, per chi non lo

sapesse la gara di appalto europea). Temo che la risposta sia nella parentesi. Ma la magistratura barese non trova strano che la proposta alla Protezione civile venga appaltata ad una Cooperativa emiliana a circa il doppio di quanto chiedeva il consorzio barese (tra l’altro autore del progetto). Ne sembrerà strano che il Sindaco di Bari, a cui il Ministero affida la custodia del teatro restaurato, in attesa che si chiarisca la diatriba con i Messeni, proprietari del teatro, si faccia consegnare in quanto Presidente della Fondazione Petruzzelli il teatro dal suo Vice Sindaco, diventato improvvisamente custode sostituto (sembra un film di Bellavista). Va ricordato che l’appalto col “sistema Balducci” ha superato il doppio dei lavori previsti dal protocollo d’intesa tra proprietà ed ente appaltante –Ministero Beni Culturali- e la proprietà non vuol pagare quei 25 milioni di euro e passa non previsti e non concordati . Nel frattempo scopriamo che il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Petruzzelli, presieduto da Emiliano, che non versa una lira, pardon un euro ai Messeni per occupare il teatro, viene commissariato dal Ministro Ornaghi: sono emersi non meno di ottomilioni e mezzo di debiti. Decisamente scandaloso,

ma non basta, viene a galla anche una parentopoli nelle assunzioni, tutte sospette e volute da quel Luigi Fuiano, figlio del sindacalista CGIL dello Spettacolo, in pensione da una vita ma sempre incatenato a quella poltrona-incarico. Il Fuiano figlio non solo è segretario artistico della Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, ma contemporaneamente Presidente della Commissione consiliare cultura del Comune di Bari. Incompatibile (?), certo in un paese morale, ma non in un Paese in cui il Sindaco, presidente per legge della Fondazione Petruzzelli, mette alla porta il miglior assessore allo spettacolo che Bari abbia avuto a memoria d’uomo, il prof. Nicola Laforgia, primario al policlinico di neonatologia infantile, e tiene per se quella delega. Nello spettacolo, oltre lui e Fuiano, nessun altro deve, insomma metter naso, salvo per i cd. Grandi eventi (affidati all’ex arbitro di calcio Paparesta). La cosa che mi interessa particolarmente è una domanda al Commissario inviato dal Ministero presso la Fondazione Petruzzelli, Carlo Fuortes. La Gazzetta del Mezzogiorno, all’atto del suo insediamento, ha parlato di “scontro aperto tra l’ex presidente dell’ente lirico, Michele Emiliano e la maggioranza del decaduto

consiglio di amministrazione, che rischia di degenerare. Bisogna far presto, dev’essersi detto Fuortes, anche alla luce delle accuse rivolte martedì scorso dall’ex consigliere Sabino Persichella e dall’assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli, sulla «opacità» della gestione affidata con ampia delega al sovrintendente (decaduto) Giandomenico Vaccari.” Ebbene dott. Fuortes, non la conosco ma lei ha un curriculum di tutto rispetto. Ora lei sa bene che l’art. 21 comma 5 del Dlgs 29 giugno 1996, n. 367così recita: “Spetta ai commissari straordinari l’esercizio dell’azione di responsabilità contro i componenti del disciolto consiglio di amministrazione, previa autorizzazione dell’autorità di Governo competente in materia di spettacolo. Le chiedo l’azione di responsabilità relativa è stata avviata? In mancanza per quali motivi ostativi? Sarebbe opportuno, caro Commissario avviare un discorso reale sulla legalità a Bari, cominciando dall’evoluzione (certo non del tutto trasparente) del più grave fatto mafioso accaduto in questa terra: l’incendio doloso del Petruzzelli. * Presidente Fondazione Piccinni

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Speciale

venerdì 29 giugno 2012

IL CONSIGLIO EUROPEO - Il momento è decisivo, come conferma Monti: “Se non mandiamo un segnale forte rischiamo molto”

Tre giorni di lunghe trattative per mettere al sicuro l’Europa

di Eliona Cela E’ appena iniziato nell’edificio Justus Lipsius a Bruxelles il match Monti contro Merkel durante il Consiglio europeo presieduto da Herman Van Rompuy. Basta mediazioni e trattative. Entro lunedì, quando riapriranno i mercati, l’Europa deve dotarsi di un meccanismo anti spread che tuteli i Paesi virtuosi o l’intera costruzione dell’Euro rischia di crollare. Mario Monti sembra intenzionato ad imporsi questa volta “È un momento carico di preoccupazione per il futuro dell’Europa ha detto Monti - ed è importante che l’Italia arrivi al negoziato del consiglio Ue, difficilissimo, con un tandem parlamento-governo”. E’ così sarà, Monti arriva al tavolo europeo con l’approvazione sulla riforma del lavoro italiana. Per Angela Merkel la situazione nella quale si trova l’Europa è “cruciale” e i leader della Ue si sentono “impegnati a creare un’Europa con una valuta più forte”.

Ma Frau Merkel parte per Bruxelles senza nessuna intenzione di piegarsi. Gli eurobond sono la strada sbagliata, sono controproducenti economicamente, come ha più volte ribadito. La cancelliera lotta, invece, per dare all’Europa un “fondamento solido”. In un discorso al suo

Parlamento, Merkel ha riconosciuto ai Paesi colpiti dalla crisi sforzi e progressi compiuti. Con una promozione piena per Roma: “L’Italia di Mario Monti ha intrapreso la strada della solidità delle finanze pubbliche, della crescita, e della competitività”. Ma questo non significa che ci siano in vista degli

sconti. La cancelliera ha detto di sperare che dopo i progressi fatti con l’approvazione del fiscal compact, “si possa decidere anche del futuro politico dell’Unione. Abbiamo bisogno di più Europa che si aiuti reciprocamente” ha concluso. Invece Hollande ha dichiarato che “bisogna approfondire l’Europa economica e monetaria, domani quella politica”. In ogni caso, il Professore va a Bruxelles con la consapevolezza che è il momento decisivo. I suoi ultimi interventi in Parlamento danno il senso dell’urgenza e confermano i timori per la riapertura delle Borse: “Se non mandiamo un segnale forte ai mercati rischiamo molto”, ribadisce una fonte ministeriale. Questo vertice è stato presentato come una specie di ultima spiaggia per

l’Ue. Poi, oggi all’ arrivo del giorno X , nonostante le aspettative restino alte, ci si rende forse conto che un solo vertice non può essere risolutivo di tutti i problemi sul piatto. Soprattutto è impossibile mettere in atto alcuni provvedimenti per i quali occorre modificare i trattati. In quel caso, infatti, occorre tornare nei

singoli Stati e convincere i singoli parlamenti, e in alcuni casi anche col voto del popolo, a ratificare i nuovi accordi. Ma non bisogna aspettare fino a domani per avere un primo verdetto, già oggi con Italia – Germania in campo a Varsavia avremo almeno un risultato sicuro.

la mozione parlamentare fli-pd-udc

il commento

Sostegno al governo Monti per gli Stati Uniti d’Europa

Cambia il vento anche per la Merkel

“Si puo sostenere un governo sulle grandi riforme anche con i se e con i ma. Ma quando il governo italiano si presenta ai vertici internazionali, per spirito di patriottismo repubblicano e per interesse nazionale, crediamo bisogna sostenerlo senza se e senza ma”. Lo ha detto il vicepresidente vicario dei deputati di Futuro e Libertà, Carmelo Briguglio, illustrando la mozione Fli-Pd-Udc di sostegno al governo Monti in vista del vertice europeo. “Al di là delle appartenenze politiche - ha aggiunto Briguglio - dobbiamo tutti in questo parlamento sentire il dovere di accompagnare il governo con orgoglio nazionale, perchè l’Ita-

Il vento è cambiato e Angela Merkel sarà costretta a mettersi il golfino per non prendersi un accidente. Perdonateci la metafora, ma crediamo renda al meglio l’atmosfera complessiva di un supervertice europeo in cui probabilmente si decide non solo il futuro dell’euro, ma dell’intera idea di Europa Unita, così come si chiamava questo bellissimo sogno nei tempi, nemmeno troppo lontani, in cui si esorcizzavano i fantasmi e gli orrori della seconda guerra mondiale. La Germania è forte e si sente forte: ma il prezzo altissimo della riunificazione con la sua parte orientale è stato pagato in poco meno di vent’anni anche grazie all’Europa. Angela non potrebbe mai sostenere in buona fede d’aver fatto tutto da sola. Solo la forza europea ha consentito alla Germania di accogliere e inserire come forza lavoro produttiva migliaia di immigrati (alcuni dei quali fanno oggi parte della sua nazionale di calcio, come il turco Ozli e il polacco

lia ha fatto i compiti a casa attuando le riforme e mettendo in pratica una politica di rigore che danno al Governo Monti l’autorevolezza e il credito per dare una risposta efficace alle istituzioni europee. Ed è per questo che ci dispiace non si sia potuta fare una unica mozione di sostegno al Governo. Anche perchè - ha proseguito- in questa mozione è contenuto uno sguardo al futuro verso gli Stati Uniti d’Europa. Un concetto politico che deve andare oltre gli interessi di bottega e i calcoli di prospettiva elettorale. Si tratta dell’interesse nazionale e questo - ha concluso Briguglio- deve coinvolgerci tutti”.

consiglio europeo

I quattro cardini del Presidente Van Rompuy I lavori del consiglio europeo sono guidati dal presidente Herman Van Rompuy e poggiano su un piano che sarà vagliato dai capi di Stato Europei. Il progetto prevede che Bruxelles possa riscrivere le manovre dei governi, crei un vero e proprio ministro delle Finanze e disegni l’Unione bancaria, aprendo alla condivisione del debito. Sono quattro i principi cardine del piano Van Rompuy: unione bancaria, unione dei bilanci, unione economica e legittimazione democratica. Sull’ultimo punto la proposta è

semplice: Bruxelles dovrà avere un ruolo maggiore rispetto ai parlamenti nazionali. Sull’unione bancaria Van Rompuy si è posto l’obiettivo di slegare le banche dai debiti nazionali, attraverso uno schema europeo di assicurazioni sui prestiti che possa anche frenare la fuga di capitali. Inoltre si pensa ad un meccanismo unico di salvataggio e alla vigilanza sugli istituti di credito da affidare alla Bce. Sui bilanci il presidente del Consiglio europeo propone che gli importi delle finanziarie e i debi-

ti nazionali siano concordati con Bruxelles, con il potere per l’Europa di modificare le finanziarie dei singoli stati. Nella relazione del Presidente gli Eurobond tanto indigesti alla Merkel non vengono citati, anche se si parla di “questione del debito comune” che sia “soggetto a regole ed arrivare a fasi”. Si parla di Eurobills e Fondo di redenzione, un contenitore che dovrebbe contenere la parte eccedente del debito rispetto ai criteri di Maastricht (il 60% del Pil) di ogni paese. Ci sarebbe una garanzia europea, liberando di fatto i singoli governi dal peso degli spread. Infine si penserà alle interdipendenze economiche, sviluppando un soggetto fiscale a livello di Eurozona.

Podolsky). E solo l’inconsistenza politica di due personaggi come Sarkozy e Berlusconi, insieme alla tradizionale freddezza britannica, ha consentito questa grandeur tedesca che oggi minaccia pericolosamente l’intera Europa. Ma il vento che è cambiato, in Francia e in Italia, insieme alla preoccupazione americana di un fallimento del principale alleato USA, potrà indurre la Merkel a rivedere le sue nozioni di politica economica e di filosofia politica: un rigore, fine a se stesso, che tenga in astratto conto dei bilanci senza considerare gli umani, non sarebbe piaciuto nemmeno a Immanuel Kant, che pure se ne intendeva. Il furore merkeliano, che difende la “saggezza” tedesca contro la disordinata lassitudine mediterranea, ora dovrà stemperarsi di fronte alla concreta minaccia che il sogno che fu di Adenauer e De Gasperi, possa dissolversi a causa di un feroce, ma astratto, culto dei numeri. Fortunata Dell’Orzo


Speciale

venerdì 29 giugno 2012

LE ORIGINI - Il punto zero del 2007 con l’immissione di 132 milioni di euro in due giorni

La crisi bancaria inguaia le famiglie di Andrea Dammacco E’ il 15 Settembre del 2008 e la holding di investment banking Lehman Brothers chiede l’amministrazione controllata: è il più grande fallimento della storia. I debiti ammontano a 613 mld di dollari. Eppure i segnali c’erano già tutti. Bisogna tornare indietro di poco più di un anno al 9 agosto 2007. Quel giorno il presidente della BCE JeanClaude Trichet immette sui mercati liquidità per 95 mld di euro. Il giorno dopo la Federal Reserve americana fa un’azione analoga da 38 mld di euro. Due gocce nel mare secondo la banca dei regolamenti internazionali. Inizia ufficialmente la prima grande crisi mondiale del nuovo millennio. Quello che affermano più analisti del settore è che il vero punto zero della crisi, prima americana e poi mondiale, sta nel fatto che l’America per quasi 10 anni ha finanziato il mercato immobiliare a prezzi stracciati. Si poteva ottenere facilmente un mutuo senza dover depositare nulla. Ma questi erano mutui avvelenati perché molti erano con rata variabile e ad un certo punto schizzavano verso le stelle e così molte famiglie si trovarono a non potersi

più permettere la casa che stavano pagando. A quel punto è cominciato un fenomeno devastante per la comunità americana, ovvero l’abbandono delle

case, interi quartieri in varie città vennero di colpo abbandonati con i prezzi delle case che cominciarono a crollare. Il 2008 si chiude con le grandi nazionalizzazioni bancarie. Ad agosto del 2007 la situazione si fa endemica e colpisce l’Europa: BNP Paribas dichiara che non è in grado di garantire la restituzione dei liquidi ai propri clienti. L’Ue, ormai investita dal crollo, mette a punto un piano di emergenza. Ma il vaso di pandora è aperto, la fiducia nelle banche è calata, l’economia reale va male. Partono le contromisure ma è chiaro che si avanza a tentoni con il piano americano ed

europeo e la stretta portata avanti da Draghi con il financial stability board. Alla fine di settembre Belgio e Francia scoprono che c’è di nuovo un problema

in una banca relativamente piccola ma importante per il tipo di affari che conduce. Si chiama Dexia e a inizio ottobre i due Paesi intervengono per la seconda volta in 3 anni per salvare Dexia da un crack ormai inevitabile. Il problema però non è solo quello di Dexia perché le tesorerie di tutte le principali banche europee sono pieni di titoli di stato dei paesi periferici dell’area euro. Questo significa che nell’eventualità che questi titoli dovessero essere svalutati e riportati al valore di mercato queste banche in alcuni casi necessiterebbero di nuove iniezioni di capitali in altri casi rischierebbero il

crack. Arriviamo alla fine del 2009 quando la crisi passa dal sistema della finanza tout court al debito dei paesi. Il passaggio è segnato il 25 novembre dalla crisi di Dubai world. Alle casse degli emiri, stereotipo della ricchezza e del lusso, mancano 59 mld di dollari. E’ il 10 Dicembre ed esplode il caso Grecia. Dopo le elezioni il governo guidato da Papandreou spiega che quello che lo ha preceduto ha truccato le cifre. Si comincia a parlare di PIGS, acronimo per definire i Paesi da sempre anello debole dell’Europa (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna). Questi Paesi soffrono da molti anni di una scarsa competitività, di una spesa pubblica molto alta che ha alimentato un debito che è arrivato a livelli insostenibili. Per questo Portogallo Grecia e Spagna chiedono un prestito al Fmi. In cambio ricevono una visita della cosiddetta Troika ovvero Fmi, Commissione Europea e Bce che vigilano sui piani di risanamento dei Paesi che hanno richiesto un prestito. A livello politico si sottolinea il susseguirsi di una serie di incontri internazionali. Il G8 lascia spazio al G20 ma è chiaro che sia Stati Uniti che Ue faticano a mettere in cam-

po contromisure efficaci. E l’Italia? Qui il sistema bancario è molto più protetto quindi il contagio finanziario è stato molto più contenuto. In compenso l’economia è più fragile, la crescita è ferma e ripartire sembra ancora più difficile. Il Pil italiano nel solo 2009 è crollato del 5,2%, la produzione industriale di oltre 20 punti, questo anche perché il Paese è arrivato alla crisi dopo un 15ennio di stagnazione politica e di investimento. Oggi non riusciamo ancora a vedere la via d’uscita

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dalla crisi, Abbiamo capito che l’occidente ha vissuto per troppo tempo al di sopra delle proprie possibilità. Noi italiani abbiamo un debito troppo alto, un sistema sbilanciato sulle pensioni, sull’assistenza e che si preoccupa troppo poco dei giovani e dell’esigenza di ricostruire il paese. Questo ha causato rabbia, malcontento. Una rabbia dei cittadini che vedono salvate le banche ma non i paesi, viene salvata la finanza ma non il lavoro e il futuro delle famiglie.

breve cronologia 9 Agosto 2007: Jean-Claude Trichet immette sui mercati liquidità per 95 mld di euro. Il giorno dopo la Federal Reserve americana ne immette 38 mld. Due gocce nel mare secondo la banca dei regolamenti internazionali. Agosto 2007: la crisi colpisce l’Europa: BNP Paribas dichiara che non è in grado di garantire la restituzione dei liquidi ai propri clienti. 15 Settembre 2008: fallisce lehman brothers annunciando debiti bancari per 613 miliardi di dollari, debiti obbligazionari per 155 miliardi di dollari e attività per un valore di 639 miliardi di dollari. Quella annunciata è la più grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti. Aprile 2009: per la prima volta in Europa, il tasso di disoccupazione maschile supera quello femminile, mentre la disoccupazione giovanile subisce fortemente le conseguenze della fase recessiva. 25 Agosto 2009: con una deflazione del 6,5%, un aumento del deficit pubblico di 40,4 mld di euro e l’impennata degli spread fra titoli del debito irlandese e titoli tedeschi, l’Irlanda si trova sull’orlo del baratro 10 Dicembre 2009: esplode il caso Grecia. Il Paese è sull’orlo del collasso e per le strade non ci sono altro che manifestazioni antigovernative e anti-Europa Fine 2009: La crisi si trasforma ufficialemente da crisi prettamente finanziaria a crisi di insolvenza dei debiti sovrani. Inizio aprile 2010: le banche portoghesi danno l’annuncio di non essere in grado di acquistare in asta i titoli del debito pubblico portoghese: comincia l’odissea portoghese


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L’inchiesta

venerdì 29 giugno 2012

INCHIESTA - Come le tre religioni monoteiste vedono la figura femminile? Quali diritti riconoscono? Come vengono concretizzati?

Islam: prima degli integralisti le donne erano privilegiate a cura di Melania Ricco Per comprendere al meglio la condizione della donna nella società contemporanea non si può non partire da un, sia pur breve, excursus su come le principali religioni monoteistiche hanno disciplinato, e disciplinano tutt’oggi, il ruolo della stessa. Non sorprenda, dunque, un approfondimento sulle fonti del diritto islamico, ebraico e cristiano sulla condizione della donna nelle rispettive religioni, passaggio indispensabile per bene poter comprendere il problema. Nel diritto islamico la legge religiosa in generale viene detta sharia, invece la scienza della legge religiosa che permette una lettura appropriata ed una corretta interpretazione della volontà divina nel Corano viene detta fiqh. Quelle che noi chiameremmo fonti di produzione e che i musulmani chiamano invece radici del diritto sono quattro: 1) Il Corano. È il Libro sacro per eccellenza rivelato dal Dio a Muhammad e si compone di 114 capitoli (sure), tutti introdotte dalla formula “in nome di Dio clemente e misericordioso 2) La sunna. I comandi del Corano sono integrati dalla

tradizione, intesa come tutto quello che riguarda la vita del profeta e dei suoi primi compagni. Il suo comportamento, i suoi assensi taciti, le sue azioni, i suoi silenzi, le sue parole compongono la sunna e diventano norma, giacché la sua vita di uomo è considerata ispirata dalla divinità. decisivo veniva individuato nella reputazione dei trasmettitori del racconto. 3) Igma. Accanto alle due precedenti fonti scritte, il diritto islamico pone due fonti orali. Con il termine igma si intende indicare il consenso della comunità in merito a questioni religiose. 4) Qiyas È senza dubbio la fonte del diritto maggiormente controversa e problematica.

Il qiyas è la possibilità di creare una regola giuridica attraverso il ricorso al procedimento analogico, per cui da un caso disciplinato espressamente si trae il principio che serve a regolamentare un caso simile, ma non previsto. L’ammissibilità di questo procedimento ed i suoi limiti dividono profondamente le varie scuole giuridiche in cui si articola il mondo musulmano. Per l’Islam occorre partire dal contenuto teologico espresso nel Corano, considerando che la condizione della donna nei Paesi arabi dipende molto dal modo con cui uno stesso contenuto teologico si è mescolato con questioni di ordine culturale, sociale, economico, politico, giuridico. Il diritto musulmano classico (fondato sul Corano, la Sunna, il

cosa dice la legge islamica

Un principio divino che tutela la figura femminile nell’islam Nel mondo musulmano non vi sono dubbi o contestazioni sul principio di uguaglianza tra uomo e donna che è considerato principio divino. Infatti, i doveri previsti dalla Shari’a, la legge islamica, sono gli stessi per gli uomini e per le donne. Il Corano ha riconosciuto alla donna gli stessi diritti degli uo-

mini come il diritto di possedere e disporre delle sue proprietà e guadagnare, il diritto di vendere e comprare, di fare doni e la carità e di spendere il suo denaro come crede. La dote è fornita dallo sposo alla sposa per suo uso personale e essa mantiene il nome della sua famiglia piuttosto che prendere quello del marito .

Infatti il dibattito che oggi interessa l’Islam riguarda la questione della eterogeneità o della «necessità di istituzionalizzare il pluralismo», considerando, cioè, come cosa possibile il dibattito sui modi di praticare i valori umani discendenti dall’Islam, e cioè sui modi di applicazione della shari’a.

consenso dei dotti, il ragionamento analogico) appariva come “sistema giuridico plurale”, caratterizzato cioè dalla pluralità delle fonti secondarie, dalla rilevanza degli usi preesistenti e dalla varietà delle interpretazioni dottrinali. Il Corano e l’Islam, al loro apparire, cambiarono radicalmente la considerazione della donna all’interno delle culture delle tribù arabe preislamiche. Le donne, nel diritto musulmano classico, godevano di enormi privilegi rispetto alle proprie simili di altre culture o religioni dell’epoca dell’Islam classico che va dal VII sec. d.C. al Settecento. Ma per l’essenza plurale del diritto musulmano, queste re-

gole generali subirono sin dall’inizio diverse interpretazioni ed applicazioni a seconda dei luoghi e dei

tempi, perciò la condizione reale delle donne musulmane non si uniformò mai a unico modello.

nella religione ebraica

Nella visione ebraica la donna è compagna e completamento Le fonti del diritto ebraico sono nella Torah ovvero i primi cinque libri dell’Antico Testamento denominati Pentateuco, nella Neci’m ossia i libri dei Profeti e nel Ketuvim ovvero i libri degli Agiografi. Accanto alla Torah scritta esisteva la Torah orale o Talmud trasmessa da Dio a Mosè sul Sinai e più tardi messa per iscritto con le discussioni rabbiniche nel tempio di Gerusalemme sui problemi della legge. Nella tradizione religiosa si evidenziano, nel mondo antico, le differenze di ruolo tra l’uomo e la donna. Sia in una struttura familiare poligamica che monogamica la posizione della donna era di assoluta sottomissione dell’uomo: padre, fratello e poi marito. I suoi compiti erano strettamente legati alla maternità e al servizio del proprio sposo e signore. In questo contesto maschilista essa trova riscatto e dignità nella maternità e soprattutto nel generare un figlio maschio: la figlia femmina non dà discendenza al padre, è necessario, a questo scopo, pertanto che nasca almeno un figlio maschio. La donna sterile è guardata con disprezzo perché Dio l’ha considerata non degna di generare e, generando, di collaborare attivamente con Dio nella realizzazione delle sue promesse. La donna deve

quindi essere assolutamente madre per giustificare la sua stessa esistenza, per meritare l’affetto ed il rispetto del marito e della collettività, anche se questa concezione, nella realtà e nella stessa Scrittura, fortunatamente, non fu così duramente applicata. Nella religione ebraica la condizione della donna si definisce alla luce della analisi del testo biblico e delle leggi rabbiniche. Alla donna viene riconosciuto il compito di mantenere il “cibo domestico” e la purezza familiare. La donna, quindi, governa le due sfere dell’esistenza, cioè il corpo e l’anima. Infatti, le due anime dell’uomo, anima divina e anima animale partecipano della attività creativa di Dio ed esprimono il paradosso della condizione umana, che da un lato aspira ad elevarsi nella comunione con Dio e dall’altro è attratta dalla materialità delle cose. Inoltre, la donna rappresenta la parte mancante dell’anima dell’uomo, solo all’anima unita è consentita la conoscenza di Dio. In questa visione, la donna è compagna, è il completamento dell’unità, è la custode dei tempi e dei rapporti sessuali, è l’interlocutrice e la guida spirituale. In questo senso, secondo la Torà la donna è superiore all’uomo per eccellenza, colei che deve far emergere l’essenza delle cose della creazione.


L’inchiesta

venerdì 29 giugno 2012

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CATTOLICESIMO - La donna compartecipe della caduta nel peccato così come è compartecipe della salvezza

La questione femminile nella Chiesa di Roma L’attività dei fedeli sottoposti alla chiesa cattolica è disciplinata dal diritto canonico. Le fonti del diritto canonico si suddividono

in fonti di diritto divino, come la Rivelazione rappresentata dalla Bibbia e la tradizione ossia le verità rivelate agli Apostoli, gli insegnamenti dei Padri

il commento

Maschio e femmina li creò... di Fortunata Dell’Orzo

L’alterità per eccellenza: la diversità primaria e assoluta alla base della vita. Se la cultura svaria, la biologia è apodittica. Maschio e femmina sono “altro” da sempre e, per quel che se ne può capire, per sempre. Ma Il dimorfismo sessuale è quasi immediatamente evoluto in differenziazione sociale, di ruoli, di responsabilità. Il Genesi com’è noto riporta due versioni della Creazione, e nella seconda viene fuori la famosa costola di Adamo, a sancire un’oppressione e un senso di superiorità del maschio contro cui ancora si combatte, e si dovrebbe combattere uniti, uomini e donne. La cosa è talmente atavica che, solo per restare all’Italia, abbiamo dovuto aspettare la seconda metà del ventesimo secolo per una riforma del diritto di famiglia (e del diritto penale e di procedura penale) che cancellasse gli obbrobri del delitto d’onore

o dello stupro “delitto contro la morale”. Altrove, e non solo a Sud del mondo o dove le donne sono costrette al velo, stanno lottando ancora. Il problema è proprio questo: a fronte di una dichiarazione universale dei diritti umani (1948) che ha come dire messo dei paletti invalicabili, quanto senso ha ancora tollerare che membri delle Nazioni Unite impediscano alle donne di andare a scuola o impongano il matrimonio alle bambine “per consuetudine culturale”? Troppo comodo fare la guerra ad alcuni e ammettere altri ai massimi consessi internazionali in nome delle materie prime che controllano. In realtà, questa è un’emergenza globale, come la fame o la desertificazione. L’ altra metà del cielo (nella felice definizione di Mao) spesso è costretta a cacciare le sue nubi da sola.

della Chiesa e delle Autorità Ecclesiastiche, e fonti di diritto umano scaturite dalle autorità costituite della Chiesa come il Pontefice ed il Concilio Ecumenico, il Sinodo dei Vescovi nonché fonti rappresentate da Concilii particolari, conferenze Episcopali e pronunciamenti di Vescovi diocesani. Il ruolo della donna e della femminilità nella religione cristiana è profondamente segnata dal Mysterium salutis ed è attraverso l’immenso ruolo di Madre del figlio di Dio, Gesù, che questa donna svolge la sua perfetta parità con l’uomo, voluta da Dio nella creazione e perduta con il peccato originale. La relazione uomodonna è guastata quindi dal peccato di entrambi. E come la donna è stata compartecipe della caduta, così sarà compartecipe della salvezza. Grazie a Maria, simbolo della nuova creazione, l’umanità redenta può sperare di vivere la relazione uomo-donna in una paritaria collaborazione. Gesù, nella sua attività terrena valorizzò la presenza femminile, tanto da non disdegnare di rivolgersi direttamente ad una donna. Spesso fu proprio accusato di dare confidenza alle donne, permettendo alle donne di rivolgergli domande e rispondere loro. Le donne seguiranno Gesù fin sotto la croce. Sempre alle donne Gesù risorto apparirà per primo, ad esse sarà conse-

gnata la Buona Novella, saranno delle donne le prime a diffondere il Vangelo. Fin dal principio la Chiesa si presenta composta di uomini e donne che pregano, senza confusione di ruoli, ma senza preclusioni per nessuno. Gesù, quindi, nella sua azione salvifica ricostituisce quella comunione uomo-donna che il peccato aveva guastata. Anche le donne, quindi, trovavano nella religione cristiana quelli spazi di realizzazione della propria personalità e di missione, che diversamente erano negati dalla mentalità dell’epoca. La Chiesa cattolica, oggi, anche andando contro corrente ha ribadito e ribadisce, nel suo magistero, la specificità dell’essere donna, in un’unità redenta con l’uomo, nella maternità e nel dono di sé, con tutto l’apporto

specifico della sua femminilità, senza competitività o spirito di rivalsa ma con generosità e consapevolezza della sua dignità e della molteplicità delle sue possibilità. La Chiesa, oggi, inizia a riconoscere alla donna un ruolo attivo, pensante, teologicamente rilevante al suo interno. Nel cristianesimo la donna ha tutti gli stessi diritti dell’uomo e la sua stessa condizione, poiché è caratterizzata dalla dignità eguale a quella del maschio, entrambi infatti sono figli di Dio. Il cristianesimo senza dubbio si impose come una religione assolutamente nuova nello scenario dell’epoca e giocò questo ruolo nuovo proprio con riguardo alla condizione femminile ed a partire dalla emancipazione della donna: infatti, non per caso, subito dopo la risurrezione, Cristo si mostra per primo

proprio alle donne . Il vangelo, quindi, contiene un messaggio di liberazione nei confronti delle donne, che furono subito coinvolte nel compito della diffusione dello stesso vangelo. Dal punto di vista teologico, la riflessione sulla condizione e sul ruolo della donna nella Chiesa tende a riscoprire i valori femminili generalmente riconosciuti come valori fondamentali per la chiesa sia sotto l’aspetto simbolico sia sotto l’aspetto del suo apporto funzionale, cioè riconoscendo come proprie e fondamentali per la chiesa le sue capacità e la stessa femminilità. Si tratta, pertanto, di dare spazio teologico alla identità femminile perché il contenuto più autentico del vangelo si traduca nella vita quotidiana. Nell’esperienza delle chiese cristiane nel corso dei secoli è venuta a crearsi una cosiddetta “questione femminile” a motivo della non corrispondenza dell’esperienza storica con la semplice chiarezza del contenuto teologico dei vangeli e della dottrina cristiana. Si deve riconoscere che esistono ancora difficoltà materiali che ostacolano lo sviluppo e la piena stima dei valori femminili nella vita della chiesa. Non esistono ostacoli teologici o ideali alla promozione della donna, ma esistono al contrario problemi nell’esperienza quotidiana che impediscono la piena realizzazione del principio di eguaglianza nella complementarietà.


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Foggia

venerdì 29 giugno 2012

SPORT - Mancano circa cinquecentomila euro. Forse la squadra dovrà ripartire dall’Eccellenza dopo 92 anni

Calcio, anche a Foggia cala il sipario finale? di Claudio Aquilano Stamane una conferenza stampa del patron Casillo e del sindaco di Foggia dovrebbe fare il punto sulla vicenda del calcio a Foggia, che minaccia di scomparire dopo novantadue anni. Il popolo rossonero vive questa situazione con un misto di rabbia, amarezza e sconforto. Sintetizza bene questo stato d’animo quanto ha scritto sul werb Alberto Mangàno, scrittore appassionato di storia locale e conoscitore profondo della vicenda calcistica. “Dalla vicenda US Foggia ho imparato in questi giorni una cosa fondamentale e cioè che nessuno “fa niente per senza niente”: mi dispiace che questa lezione l’abbia imparata dagli spagnoli della Platinum ai quali, a pelle, non ho mai creduto e con i quali, attraverso programmi sportivi ai quali partecipavo, non c’è mai stato un buon rapporto- Questa gente sarebbe venuta a Foggia per fare tutt’altro e nel contempo si sarebbe interessati anche alle vicende del Foggia. “Noi diamo se riceviamo, perchè ovviamente

non facciamo beneficenza”. Allora il sindaco, incaricato dalla società rossonera, ha cercato di raccogliere le forze imprenditoriali per allestire una cordata ma, dopo proclami di vittoria e di orchestre pronte a suonare, il progetto è fallito ancor prima di nascere. Anni fa Stallone mise insieme prima 10 e poi 8 soci per rilevare il Foggia da Coccimiglio e allora ci riuscì, senza dar niente in cambio o con la promessa di una attenzione per le loro attività imprenditoriali da parte della cosa pubblica? Non possiamo saperlo e lungi da me fare illazioni che potrtebbero infangare chi ci ha rimesso soldi e tempo. La realtà è quella che oggi il sindaco non riesce nemmeno a ricavare delle sottoscrizioni per sponsorizzazioni: praticamente il sindaco è solo nella battaglia. Questa gente evidentemente non deve nulla alla città perchè tutto quello che ha avuto era nei propri sacrosanti diritti? e poi non è vero che ciascuno può fare quello che vuole con il proprio denaro? Certo il sindaco di una giunta traballante e con gli imprenditori

madonna del rosario

che si prendono gioco di lui facendogli rimangiare per intero l’orchestra che aveva prospettato, dovrebbe fare una conferenza stampa e spiattellare una volta per sempre le difficoltà che si incontrano nell’amministrare una città come Foggia. E’ vero che Foggia ha problemi più seri del calcio e che un’amministrazione dovrebbe pensare a tutt’altro ma, senza dilungarmi sui vantaggi in termini di immagine dei quali ha goduto tutta la città in questi anni, vorrei ricordare a tutti che il calcio rappresenta un fenomeno sociale di aggregazione che dovrebbe essere tutelato e rispettato.

Non entro nel merito delle responsabilità dell’attuale proprietà perchè non sono in grado di stabilire se due anni fu un affare liberare gli otto soci oppure c’è stata una cattiva amministrazione nelle due stagioni successive, però quando si arriva ai titoli di coda la colpa è di tutti. Armiamoci per un fu-

turo calcistico nel mondo dilettantistico e se è vero che tutto è trasparente e che quando si viene eletti non è assolutamente vero che esistono dei potentati alle spalle, gli stessi che oggi non devono niente a nessuno, allora basterà fare un’onesta campagna elettorale per mandare tutti a casa e quindi forse ce la potrò fare pure io.”

foggia - iacp

Una vicenda davvero spinosa

Presentato alla stampa il bilancio di missione sociale

La questione è stata sollevata dagli articoli della collega Tatiana Bellizzi sul Mattino di Foggia: nella parrocchia della Madonna del Rosario a Foggia accadono cose che meritano attenzione ed approfondimento, sullo stretto crinale che divide la fede dalla superstizione. In quella comunità, infatti, la funzione liturgica del giovedì è caratterizzata da una partecipazione dei fedeli di grande intensità, che culmina abitualmente nello svenimento di una o più persone. Uno svenimento che –a quanto ci dicono- sarebbe caratterizzato da benessere e serenità, come una sorta di abbandono nella Grazia divina. Fin qui, non avendo la capacità di addentrarci in dispute teologiche, non vediamo particolari problemi. Il discorso cambia, però, rispetto alla circostanza documentata che a queste funzioni partecipano anche minori, ragazzini di otto-dieci anni che a loro volta vengono “toccati dallo Spirito”, cioè accusano perdite di conoscenza e svenimenti. Massimo rispetto per le manifestazioni di ogni fede, anche quando appaiono strane; tuttavia ci sembra che esporre dei bambini ad esperienze di questo genere non sia né giusto né prudente. Il Vescovo intervenga. c.a.

Ieri mattina, presso la sala Giunta dell’Amministrazione Provinciale, l’Istituto Autonomo Case Popolari della provincia di Foggia presenterà alla cittadinanza, agli stakeholders e alla stampa il proprio “Bilancio di missione sociale 2005-2010”. Si tratta di un’esaustiva pubblicazione di quasi 140 pagine che non si limita a riportare le nude cifre dell’imponente attività svolta dall’Istituto, che nella sola provincia di Foggia è proprietario di quasi 11.400 alloggi, ma le organizza e spiega in una logica di contesto, permettendo al lettore di avere un’idea precisa della situazione e delle prospettive. Una scelta in linea con le nuove esigenze di trasparenza

e accessibilità della comunicazione della pubblica amministrazione. “Attraverso la rendicontazione sociale” dice il commissario straordinario dello Iacp di Foggia, dottor Donato Cafagna “vogliamo rendere espliciti i risultati del nostro operato, confrontarli con gli obiettivi che ci siamo

preposti di raggiungere e mettere gli operatori del settore, le altre istituzioni, tutti i cittadini e in primo luogo i nostri utenti, nelle condizioni di verificarne il grado di attuazione, nella consapevolezza che è nostro dovere rendere conoscibili a tutti gli effetti ciò che la nostra attività produce.”

IL COMMENTO

Più sicuri grazie a loro di Fabrizio Tatarella

Il blitz delle forze dell’ordine che ha permesso di sequestrare e rendere inoffensivo l’imponente arsenale dei clan tra Foggia, Cerignola ed Andria, con le diciannove ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla magistratura, impone tre considerazioni fondamentali: la prima è che il livello di organizzazione e pericolosità della malavita cresce in misura esponenziale, e sono evidentemente tuttora attivi i canali con cui i clan riescono a procurarsi armi da guerra; la seconda è che cresce, nelle attività mafiose, il ruolo e il grado del “personale femminile”: l’epoca in cui le donne erano garanti della tranquillità delle retrovie, impegnate in compiti di consiglio o semplicemente ancillari è un ricordo del passato. L’ultimo, ma il primo per importanza, è il senso di gratitudine per la costanza, il coraggio e l’impegno delle forze dell’ordine e dei magistrati. Incuranti degli altissimi rischi, senza deflettere per le risposte spesso scoraggianti della politica e della pubblica amministrazione, giudici, poliziotti, carabinieri e finanzieri continuano ad infliggere colpi severi alla società illegale, permettendo a quella legale di vivere con maggior sicurezza e serenità la propria vita. Le parole non sono certo sufficienti ad esprimere la gratitudine di noi tutti, che deve tradursi anche in collaborazione e consapevolezza; ma anche le parole sono importanti, e noi vogliamo pronunciarle chiare e forti: grazie per fare fino in fondo il vostro dovere; vi siamo debitori.


Cerignola

venerdì 29 giugno 2012

Il sindaco Giannatempo ammette il rallentamento dell’azione amministrativa

Amministratori: rallentati o bloccati? di Enzo Pece Un Prg che è già vecchio. Forse inadatto al territorio. E’ necessario continuare ad andare avanti con modifiche da effettuare allo strumento urbanistico. Andando nuovamente in Consiglio comunale cercando di ricompattare nuovamente la risicata maggioranza. Adesso è il momento della variante alla zona Fornaci. Famosa per le “macchie di leopardo”, nel senso che in alcune zone si può e si è potuto costruire in altre no. Il motivo? Chiedete al solito dirigente dell’Ufficio tecnico comunale. La variante della zona Fornaci è la stessa per cui il sindaco Giannatempo è stato re-

centemente aggredito in sala consiliare durante un incontro informale con i proprietari di questi suoli. Poco tempo fa, quindi, è stato malmenato ed oggi già dichiara che si farà la variante. Parola di Giannatempo. E la Città ride. A me viene da ridere non solo per le solite promesse che, poi, non riesce a

mantenere, ma soprattutto perché lo stesso Sindaco ammette che a causa della crisi politica perenne, ma anche per il problema Gema, non riesce ad amministrare la nostra Cerignola. E lui lo dice candidamente. Come se fosse una cosa normale. Queste le sue parole di “faccia di

gomma”: “Le ben note vicende di carattere politico e finanziario degli ultimi mesi hanno rallentato la nostra azione anche riguardo alla risoluzione positiva della vicenda. Adesso cercheremo di recuperare il tempo perduto, tentando di portare l’argomento in Consiglio Comunale entro la fine di luglio”. Asserendo tutto questo non si fa che confermare la nullità di questa amministrazione comunale. Si è fermi da tempo. In due anni non si ricorda una sola delibera degna di tale nome. Notiamo solo la loro follia senza limiti. Riescono ad ammettere loro stessi la pochezza delle loro azioni. Almeno sono modesti. Ecco. Gli resta solamente questo.

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la protesta

“Non ci sono soldi”, i disabili restano a piedi Da ieri, il pulmino che accompagna i bambini disabili ad Andria, in un centro attrezzato, non passa più. Mancanza di soldi per il carburante, fanno sapere da Piazza della Repubblica. Quello che è certo è che da ieri, in quelle famiglie, tutto è cambiato. A turno, uno dei due genitori dovrà necessariamente assentarsi dal proprio lavoro. Ieri, la protesta dei genitori è arrivata fin dentro le mura del Consiglio comunale. “Perché a Canosa, in un centro molto meno importante del nostro, questi disagi non si verificano mai?”, è la domanda di quasi tutti i padri. Nessuno riusciva a dare delle spiegazioni plausibili, neanche Spione, assessore ai Servizi Sociali. Una madre si lamentava: “Magari, se il Comune

fosse stato più attento a quei dieci milioni di euro che la Gema ci ha sottratto, a quest’ora non saremmo qui a protestare”. Sicuramente, un po’ di colpa deve essere attribuita anche alle cooperative sociali, poiché non possono appoggiarsi sempre alle tasche comunali, però, questo “accordo”, evidentemente, ha contribuito a portare qualche voto in più alla compagine giannatempiana. In questi giorni, il nuovo assessore, Spione, ha parlato di allarme sociale per i guasti al digitale terrestre. Caro assessore, che qualche centinaio di persone non riesca a vedere Italia - Croazia non è allarme sociale. Magari, il fatto che i bambini disabili non avranno più un mezzo che li trasporti in centri attrezzati, invece, sì. Carlo Dercole

mi per... metta!

voglia di estate

Il ladro incallito e il derubato stolto

Il mare e la stazione in città E invece niente di tutto questo

Mi per Metta, Direttore. Anni fa’, la mamma di un mio assistito, noto, incallito, plurirecidivo ladro di auto, annunziandomi l’ennesimo arresto del pargoletto, colse la mia espressione disgustata: sarà stata la terza volta in un mese; anche per lo scafato penalista la cosa cominciava ad essere intollerabile. A tutela del giovin figliolo, la signora precisò: “Si, ha rubato un’altra macchina, avvocato, ma il proprietario aveva lasciato le chiavi vicino al quadro”. Per la brava donna, la disattenzione del proprietario giustificava, scusava, rendeva non perseguibile, il pur conclamato furto. L’episodio mi tornava in mente, ripensando alla GEMA e ai 10 milioni di euro, fregati al Comune di Cerignola. Di furto si tratta; specificatamente, di peculato pluriaggravato e plurimo (visto che ha fottuto parecchi Comuni, tutti imbelli ed imbecilli come il nostro), con attenuanti del tipo “ladro di autovettura”. I soldi sono spariti, ma... Saracino, il dirigente pluri premiato, pluri ricompensato per la bravura, la diligenza, la intelligenza, la capacità, la tenacia, la pervicacia, lo spirito di sacrificio e il cavolo che lo frega, era distratto: stava a contare le migliaia di euro, che incassava Lui, poteva mai dare retta a quello che incassava la GEMA? Gallo, l’assessore di razza, quello che avrebbe cambiato, rivoluzionato, santificato la vita politica cittadina; l’embrione scelto e preferito dalle ovaie della nuova intellighenzia, raccolta intorno a personaggi come Giovanardi e suoi clandestini adepti; non poteva badare ai soldi che

E’ tempo di mare. Voglia di estate. E a Cerignola il mare non c’è. Ma a quello che è il terzo agro più vasto in Italia manca veramente poco territorio per averlo. Tre chilometri. Questa è la distanza che ci separa dal mare. Mi viene in mente quando sostenevo che bisognava annettere questi pochi chilometri che ci avrebbero consentito e ci consentirebbero di fare un salto di qualità. Alla fine della strada provinciale Rivolese sbatteremmo la faccia contro il villaggio di “Foggia Mare”. E perché no, anche della futura “Cerignola Mare”.

Gema si fregava, aveva da cambiare le sorti della politica cittadina. E quando, il suddetto se ne accorse, invitò al silenzio, all’omertà, al citt citt. Si vede che a queste conclusioni era giunto il sinedrio di intellettuali che il giovin assessore frequenta. Mentre Gallo invitava a tacere, la GEMA fotteva, oh come fotteva... Il Sindaco poteva intervenire,ma... ... era prima tranquillo, poi fiducioso, indi speranzoso, infine certo e poi di nuovo, tranquillo, fiducioso, speranzoso,c erto, i soldi torneranno. Vedrete, disse il Gianna, “metterano i piedi e torneranno a casa, i soldi”, come Lassie. La Gema, come la mamma di quel gaglioffo, ladro di auto, potrebbe giustificarsi alla stessa maniera: io rubavo, sicuro; ma pure loro... Non controllavano; ma mica da adesso non controllavano. Perché se non controllava il centro destra, pure al tempo del centro sinistra, ne avrà fatto di affari la GEMA prendendo, a nostra insaputa, in prestito i nostri soldi. E lo sapevano tutti, politici di destra e di sinistra: ché l’andazzo dura da almeno un decennio. Tutti lo sapevano,eccetto i cittadini. Tutti chiudevano gli occhi. E chi volesse spiegazioni del perché in 40 Comuni 40, Sindaci, Vice, Assessori e Dirigenti non vedevano, non agivano, tolleravano, dovrebbe dare una occhiata agli assegni staccati dalla signora GEMA. Nel periodo... campagna elettorale... Franco Metta

Ecco quello che mi piacerebbe fare. Con la possibilità, tra l’altro, anche di accedere a nuove forme di finanziamento pubblico per il solo motivo di avere lo sbocco a mare. Altro che avere “Ce r i g n o l a … Ca m p a -

gna”. Una stazione ferroviaria a cinque chilometri dalla Città. Non esiste da nessuna parte. Solo da noi. Ecco. Mi piacerebbe avere la stazione ed i treni in Città e lo sbocco al mare. Invece… Enzo Pece

comune

Per Metta e La Cicogna il Comune è già ora in dissesto finanziario Sono dieci i parametri indicativi di un deficit strutturale. Superarne cinque significa essere in dissesto conclamato. Il Comune di Cerignola ne sfora 4, ma è come se avesse sforato anche il quinto e, dunque, se non ufficialmente, di fatto è in dissesto.


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Europa

venerdì 29 giugno 2012

AMBIENTE E SVILUPPO - Dopo venti anni al summit brasiliano sul clima e sullo sviluppo sostenibile non si sono fatti passi in avanti

Conferenza-delusione a Rio Nessun impegno specifico, ma solo raccomandazioni e affermazioni di principio di Sveva Biocca Non impegni specifici, ma un mucchio di raccomandazioni, riconoscimenti e riaffermazioni. Questo sembra essere l’effettivo risultato del summit sulla Terra tenutosi a Rio de Janeiro tra il 20 ed il 22 giugno, chiamato anche Rio+20. Venti anni fa, infatti, sempre nella capitale brasiliana, si svolse la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e sullo Sviluppo, nel corso della quale vennero raggiunti risultati tanto importanti quanto impegnativi che riguardavano soprattutto la riduzione delle emissioni dei gas serra. Vent’anni dopo, la speranza era quella di emanare un documento che mettesse nero su bianco sfide coraggiose, ed invece la parola più usata per descrivere Rio +20 è stata “delusione”. Delusione, perché si sarebbe potuto decidere molto di più soprattutto in materia di economia verde e sviluppo sostenibile. Delusione, perché le 49 pagine del documento finale, intitolate “Il divenire che vogliamo”, sono prive di reali intensioni, di numeri concreti, di decisioni importanti per salvare il nostro fu-

turo perché, come ha detto il Commissario Ue all´Ambiente, Janez Potocnik, “se continuiamo a usare le nostre risorse al tasso attuale, entro il 2050 avremo bisogno dell´equivalente di oltre due pianeti per il nostro sostentamento”. Delusione, perché questo ennesimo importante appuntamento internazionale, come tutti quelli che si stanno svolgendo e che si sono svolti nei giorni scorsi nella metropoli brasiliana, sembra che siano gestiti e portati a termine senza coraggio ed ambizioni. Ma quanto è cambiato il nostro pianeta in venti anni? Dal 1992 ad oggi si sono aggiunti un milione e mezzo di esseri umani, vale a dire maggiore richiesta di acqua, cibo ed energia. La popolazione urbana è passata da circa 2,4 miliardi di abitanti ad oltre 3,5. In 20 anni abbiamo perso 300 milioni di ettari di foreste. Dall’inizio degli anni ´90 fino ad oggi le emissioni di CO2 sono aumentate del 49%. Citando lo storico Jhon McNeill “l’uomo rivaleggia con la natura” e questo “giochino” con Madre Terra ci sta costando caro: negli ultimi 20 anni catastrofi di vario tipo

hanno ucciso 1,3 milioni di persone, ne hanno colpite 4,4 e hanno prodotto 2 mila miliardi di dollari di danni. Nel decreto sviluppo su cui si sta lavorando in questi giorni in Italia, viene dedicato anche uno spazio alle misure a favore dell’occupazione giovanile nella green economy ed alle agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica. Un timido passo in avanti o vero punto di partenza sul quale puntare?

La foto di gruppo al termine della Conferenza di Rio

presidenza di turno

commissione europea

Cipro si aspetta le proteste turche

Reati fiscali, ecco le misure concrete

Durante la prossima presidenza di turno dell’Unione europea guidata da Cipro, che parte il primo luglio, Nicosia si aspetta ‘’ogni forma possibile di protesta’’ da parte turco-cipriota, in più pilotata da Ankara. Ne è convinto George Iacovu, consulente della comunità greco cipriota nei negoziati Onu. La protesta di oggi di un centinaio di persone della comunità turco-cipriota nella capitale belga che chiedono di avere gli stessi diritti degli altri cittadini europei secondo Iacovu “è manipolata’’, così come quelle che potrebbero seguire, alludendo ad un chiaro input da parte della Turchia. “Se sono un buon esperto di Turchia, possiamo aspettarci - ha precisato l’ex ministro degli esteri cipriota - ogni tipo di provocazione nei prossimi sei mesi. Sappiamo che non possiamo farci nulla, ma teniamo a ricordare che la prossima presidenza non sarà solo cipriota, ma europea’’.

fondi europei

Attività spaziali, l’Italia si prepara alla gara per i 126 milioni di euro Continua la competizione dei Paesi membri per l’accesso ai fondi Ue per la ricerca. Il 10 luglio prossimo parte l’ultimo bando di gara per il VII Programma Quadro Ue, un programma che prevede fondi pari a 126 mln di euro anche per le attività spaziali europee. Per questo l’Agenzia Spaziale Italiana ha promosso ben tre focus, sul sistema di navigazione satellitare Galileo, sul sistema di monitoraggio ambientale e sicurezza civile Gmes e sulle Attività di ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie spaziali. “Sono tre seminari che servono alla comunità spaziale e scientifica italiana a preparsi al meglio per questa importante gara europea” spiega Augusto Cramarossa, responsabile Unità Rapporti Nazionali e Internazionali dell’Asi. “Questo bando di gara non è però l’unico obiettivo dei nostri workshop. I focus servono infatti a prepararsi anche -sottolinea Cramarossa- in vista del prossimo maxi programma europeo per la ricerca Horizon 2020, una competizione internazionale

che prevede ben 1,7mld di euro dedicati interamente a progetti per lo spazio. Cercheremo di presentare all’Ue progetti italiani vincenti”. E dopo il workshop su programma Galileo, è toccato al sistema Gmes, il sistema Global Monitoring for Environment) sul quale ricercatori di Asi, Esa, Ingv, Cnr e Ispra, insieme a dirigenti del Miur e della società e-Geos (Asi-Telespazio), si sono confrontati con un focus nel quale sono stati presentati progetti di ricerca. “Il programma satellitare Gmes -spiega Cramarossa, delegato Asi al Consiglio Esa e al VII Programma Quadro- è uno dei programmi bandiera delle attività spaziali dell’Ue e il suo obiettivo è il monitoraggio dell’Ambiente e la sicurezza civile”. Dal contrasto all’immigrazione clandestina e agli sbarchi illegali, dai traffici illeciti ai disastri naturali, Gmes, una volta pienamente operativo, punterà i suoi sofisticati occhi sul pianeta per supportare l’attivita’ di sicurezza civile dei Paesi membri europei. Ma non solo. Con Gmes

Il satellite “Galileo”

dallo spazio lavoreranno anche sofisticati radar e strumenti pronti a captare segnali di cambiamenti climatici, eruzioni vulcaniche, terremoti o inquinamento ambientale. Con i tanti strumenti al lavoro nello spazio, il sistema Gmes potrà fornire dati, mappe e immagini di grande rilevanza per la governance e le policy europee supportando così i diversi governi nelle decisioni e negli investimenti su temi cruciali come la sorveglianza dei confini, la stabilità globale o il controllo delle coste. Terra, mare, oceani e atmosfera, inoltre, richiedono best practices cui il sistema Gmes darà un significativo sostegno tecnicoscientifico.

Algirdas Semeta

L’evasione fiscale è un problema europeo e non solo italiano. Per combatterla, la Commissione europea ha presentato una nuova comunicazione con la quale rafforza le misure in vigore e prevede nuove iniziative al fine di contrastare l’evasione in Europa. Dalle varie statistiche risulta che la dimensione dell’economia sommersa in tutti gli Stati membri è pari a circa un quinto del Pil totale, per un importo di 2mila miliardi di euro. Una battaglia che non può essere combattuta solo a livello nazionale. Tenendo conto della globalizzazione dell’economia e dei progressi tecnologici, è evidente che iniziative nazionali isolate non permettono di risolvere questo problema. Pertanto, la comunicazione definisce una strategia a tre livelli: nazionale, europea e internazionale. Gli Stati membri devono cercare di migliorare le loro capacità amministrative a livello di riscossione delle imposte. Inoltre, devono facilitare la

possibilità di mettersi in regola per chi voglia farlo, ad esempio, prevedendo programmi di denuncia volontaria. Le iniziative attuate per combattere la frode fiscale a livello europeo sono risultate efficaci. Ad esempio, grazie alla direttiva dell’Unione europea sulla tassazione dei redditi da risparmio, lo scambio di informazioni tra gli Stati membri sui contribuenti non residenti riguarda un importo dell’ordine di 20 miliardi di euro. Ora la sfida consiste nell’approfondire tale cooperazione e nel rafforzare gli strumenti comuni. Ma per rendere realmente efficace l’evasione fiscale, ci vuole anche il livello internazionale e per questo viene inserito nella comunicazione la possibilità della Commissione europea di negoziare per trovare accordi più incisivi in materia di tassazione dei risparmi nei paesi extra-europei. Algirdas Semeta, Commissario europeo per la Fiscalità, ha dichiarato: “Occorre essere chiari, gli evasori fiscali depredano i comuni cittadini e privano gli Stati membri di risorse preziose. Questa pratica deve essere eliminata se vogliamo sistemi fiscali equi ed efficaci. La volontà politica di condurre con maggiore energia questa battaglia esiste ed è giunta l’ora di passare all’azione”. Vincenzo Matano


Spettacoli e Cultura

venerdì 29 giugno 2012

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CUORI URBANI - Via alla terza fase del progetto per la valorizzazione dei centri urbani a cura del Teatro Kismet OperA

Il festival si sposta a Gioia

di Isabella Battista Il Teatro Kismet OperA presenta la terza parte del festival “Cuori Urbani” dedicato alla valorizzazione dei beni culturali e dei centri storici della regione. Il progetto si colloca nell’ambito dell’intervento valorizzazione del territorio e delle risorse

culturali e ambientali attraverso lo spettacolo e presenta iniziative che si snoderanno nel prossimo triennio. Partito nei mesi di novembre e dicembre 2010, il progetto è proseguito alla fine di giugno 2011 coinvolgendo ben tre comuni (Adelfia, Martina Franca e Molfetta) e si estende nell’estate

2012 spostandosi a Bari, Gioia del Colle e Turi. Per la fase finale del progetto, sono in programma altri due spettacoli a Gioia del Colle. Lunedì 2 luglio, alle 21.30, presso il Teatro Rossini di Gioia del Colle, i Radiodervish si esibiranno in In search of Simurgh con la collaborazione di Teresa Ludovico. In search of Simurgh è una suite orientale in cui le canzoni e le musiche dei Radiodervish si intrecciano alle parole di Teresa Ludovico. Lo spettacolo ispirato ad un classico della letteratura Sufi, “Il Verbo degli uccelli (Mantiq at-Tayr)”, scritto nel XII secolo dal mistico persiano Farid ad din Attar, una ricca e raffinata esposizione di delicata poesia e di profonda sapienza mistica e filoso-

Il Teatro Rossini di Gioia del Colle

fica paragonabile solo, nella cultura occidentale, alla Divina Commedia di Dante. Martedì 3 luglio, alle ore 20.00, in Piazza Luca D’Andrano di Gioia del

Colle, Gianni Risola e Truki Treck in AB Normal Life, uno spettacolo di animazione per ragazzi. AB-Normal Life è un gioco di parole che indica qualcosa ed il suo esat-

bari

Notte bianca e polemiche, manca la concertazione Le casse piangono, ma Bari non vuole arrendersi, e per il terzo anno consecutivo riprova a proporre un evento che nelle passate edizioni ha raccolto un gran numero di persone tra i viottoli della Città Vecchia: torna “Tutto in una notte – la Notte Bianca Barese”, fissata per sabato 30 giugno, e anche questa volta l’obiettivo è imitare, o meglio ancora superare, le più famose notti bianche d’Italia. Il borgo antico, grazie al Presidente della IX Circoscrizione San Nicola - Murat del Comune

di Bari Mario Ferrorelli (che ne è stato promotore fin dagli esordi del 2010), torna ad essere lo scenario di arte, musica, cultura e artigianato locale, coinvolgendo l’intera cittadinanza e prevedendo per l’occasione anche l’apertura notturna di 33 luoghi di culto. Contando sulla collaborazione dell’ Arcidiocesi Bari – Bitonto, sarà possibile accedere fino a tarda notte, tra i tanti, ai luoghi sacri della Cattedrale, della Basilica di San Nicola e delle Chiese dei Santi Medici, Santa

Chiara e Sant’Anna. L’intento dell’intera manifestazione, difatti, come specificato da Nicola De Matteo, componente della Commissione Cultura, è quello di “coniugare l’aspetto ludico con quello più specificamente culturale”. L’organizzazione della Notte Bianca è stata comunque ricca di polemiche, in gran parte dovute alla decisione contrastata da Ferrorelli di destinare ingenti somme, delle quali però non si conosce l’entità, ad un altro evento concomitante voluto dal Sindaco Michele Emiliano, il Summer Music Village. È fissato proprio per lo stesso giorno, infatti, sul Lungomare Imperatore Augusto chiuso al traffico il con-

certo dell’Orchestra della Notte della Taranta, diretta dal maestro Ludovico Einaudi, mentre poco distante, tra piazza del Ferrarese e piazza Mercantile si terranno le esibizioni di Fabio Milella, dei Chorus Armony e degli attesi Adika Pongo. Un guazzabuglio confuso, nel quale si palesa scarsa concertazione in un settore quanto mai bisognoso di cura come quello della Cultura, il cui peso economico finisce troppo spesso per ricadere sulle spalle degli investitori privati o degli artisti coinvolti che, come in questo caso, partecipano alla Notte Bianca senza percepire alcun cachè. Daniela De Sario

bari

pinacoteca provinciale

Fame d’aria, i lavori di Pierpaolo Miccolis

Novanta sculture di Paladino in mostra fino al mese di ottobre

E’ stata inaugurata ieri pomeriggio, presso la Galleria BLUorG di Bari, “Fame d’aria” mostra personale di Pierpaolo Miccolis a cura di Giuseppe Bellini. Con “fame d’aria” la Galleria BLUorG, in collaborazione con SpazioBlue di Bologna, intende promuovere l’ultimo ciclo di opere di un giovane artista barese, tra i più apprezzati nel panorama pugliese e nazionale. Eccellente acquerellista, Pierpaolo Miccolis si è distinto con il suo lavoro negli ultimi anni in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, con un interessante e rinnovato consenso di pubblico e critica, non solo locale. La mostra resterà aperta al pubblico sino al 19 luglio 2012.

È affidata all’opera di Mimmo Paladino, uno dei più significativi protagonisti del gruppo della Transavanguardia italiana, la mostra promossa dalla Provincia di Bari e realizzata dalla Pinacoteca Provinciale. La rassegna, che ha per titolo Paladino. La scultura, e che verrà inaugurata oggi alle ore 18.30, allinea circa novanta sculture in bronzo eseguite negli ultimi trent’anni da Paladino, in grado di documentare l’intero percorso di ricerca espressiva della sua opera plastica. La mostra espone una attenta selezione di opere di grandi dimensioni come, per citarne solo alcune, l’Assediato del 1992, il Dodecaedro stellato del 2001, l’Etrusco del 2003, un grande Cavallo del 2007 e Don Chisciotte dello stesso anno. È interessante notare che il particolare allestimento della mostra pone l’opera di Paladino in un dialogo ideale con

alcuni capolavori della pittura italiana conservati in Pinacoteca, fra cui le quattrocentesche pale d’altare dei Vivarini e il San Pietro Martire di Giovanni Bellini. L’opera più clamorosa appare tuttavia il grande ripiano ottenuto dall’accostamento di una cinquantina di tavoli in metallo, sopra il quale sono state poste 72 sculture di piccole dimensioni che configurano una sorta di repertorio visivo dell’opera plastica di Mimmo Paladino. Per l’occasione verrà pubblicato un catalogo (Marsilio editore) che documenta tutte le opere esposte nella mostra e il loro inserimento all’interno della collezione permanente del Museo. La mostra e il catalogo sono a cura di Clara Gelao, direttrice della Pinacoteca, e di Enzo Di Martino, autore del recente Catalogo generale (Skira editore) della scultura di Mimmo Paladino e sarà aperta fino al 28 ottobre 2012.

to contrario. “AB” nello specifico sta per l’abbreviazione di Abelardo, il protagonista che con “Normal Life” indica la “normale vita di Abelardo” appunto. Ma Abelardo, fisicamente non è poi così normale. Egli è grande, è grosso, è anche grasso. Ma è tutto questo in un modo così esagerato, sproporzionato, abnorme, che sarà molto più vicino ad un fumetto, esattamente come lo può essere solo un personaggio dei cartoon. Ma non è grande, grosso ed esagerato solo fisicamente, lo è anche la sua vita, per tutte quelle cose che andranno ad accadere nel momento in cui la normal life, la vita normale di Abelardo, quotidiana, di tutti i giorni, quella possibile vita di un cittadino medio, cambierà in abnormal life appunto, cioè in vita esagerata, non comune, magnifica eccitante e pericolosa al tempo stesso. Alle 21.30, presso il Teatro Rossini, la Banda Osiris in concerto. Lo stile dello spettacolo è miracolosamente sempre quello, da trent’anni a oggi. Una calibratissima, perfetta mescolanza ironica tra tecnica e improvvisazione dove i generi si confondono, s’incastrano, si evolvono l’uno nell’altro: dalla musica classica a quella pop, dal jazz alle sorprese musicali. La musica suonata è una continua deriva, un continuo slittamento tra fantasia e creatività. Grovigli di note generano continue esplosioni di significati e aperture di senso, libere associazioni collegano il più sconosciuto compositore alla sublimità di un evergreen, rivoltandolo subitaneamente in un sorprendente sberleffo tipico della tradizione popolare.


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Cinema

venerdì 29 giugno 2012

CHERNOBYL DIARIES LA MUTAZIONE - La vera paura è nei paesaggi dopo l’incidente atomico, non nella trama

Storia deludente a sfondo horror di Michele Falcone Scritto e prodotto dal papà di Paranormal activity e Insidious, Oren Peli cerca di ripetere il successo delle sue precedenti pellicole con questo inquietante Horror dall’aspetto sinistro: Chernobyl diaries la mutazione. Ambientato nella città abbandonata di Prypiat, pensate che prima del disastro contava

ben 50 mila abitanti, tutte famiglie di dipendenti della centrale atomica, a pochi chilometri dal reattore nucleare di Chernobyl, un tour operator offre a giovani curiosi turisti un viaggio nel “turismo estremo”, un tour per vivere un’”esperienza indimenticabile”. Le sequenze in cui i sei giovani avventutieri si aggirano per la città “fantasma” sono molto più

la scheda - chernobyl diaries REGIA: Bradley Parker SCENEGGIATURA: Oren Peli ATTORI: Ingrid Bolsø Berdal, Dimitri Diatchenko, Olivia Dudley, Jesse McCartney, Devin Kelley, Nathan Phillips, Jonathan Sadowski FOTOGRAFIA: Morten Søborg MUSICHE: Diego Stocco PRODUZIONE: FilmNation Entertainment DISTRIBUZIONE: M2 Pictures PAESE: USA 2012 DURATA: 86 Min

inquietanti del crescendo orrorifico della seconda parte, con il prevedibile assedio da parte delle creature “mutate” e rese aggressive dalle radiazioni, che non può non portare alla mente pellicole del passato come “Le colline hanno gli occhi” a cui sicuramente si ispira. Diretto con mano sicura, almeno nella prima parte dall’esordiente Bradley Parker, Chenobyl diaries é un film ricco di tensione e paura, la perfetta ricostruzione della città fantasma di Prypiat, sa davvero dell’incredibile, la ricostruzione scenografica lascia lo spettatore immerso nella desolata Ucraina durante quei terribili giorni del lontano 26 aprile 1986, dove lo scoppio del reattore causó 65 morti accertati e stimò altri 4.000 decessi dovuti a tumori e leucemie lun-

Corso Cerignola (Fg) Cosmopolis

h 18:10 - 20:10 - 22:15

Molto forte, incredibilmente v. h 19:30 - 22:00 Cosmopolis

h 18:10 - 20:10 - 22:15

Città del Cinema Foggia Le paludi della morte h 16:00 - 18:10 - 20:20 - 22:35 La locandina del film di Bradley Parker

go un arco di 80 anni che non sarà possibile associare direttamente al disastro. Questo piccolo horror a sfondo radioattivo, delude non poco nella parte finale, dove la storia é incapace di appagare appieno lo spettatore riducendo l’operazione a un esercizio di stile fine a se stesso, forse Parker ha pensato che sarebbe stata sufficiente l’ambientazione per colpire gli spettatori, ma, per fare un prodotto di tensione come si

deve, bisogna anche cercare il giusto coinvolgimento nella costruzione degli eventi e nel perché questi esistano all’interno della storia, altrimenti la credibilità dell’operazione va persa. Le sequenze in cui i sei giovani turisti si aggirano per la città “fantasma” sono molto più inquietanti del crescendo orrorifico della seconda parte, con il prevedibile assedio da parte delle creature “mutate” e rese aggressive dalle radiazioni.

Lorax - Il guardiano della foresta h 16:00 - 17:50 Killer Elite

h 17:30 - 20:00 - 22:00

Showville Mungivacca (Ba) Chef

h 18:40 - 20:30 - 22:30

L’amore dura tre anni h 18:40 - 20:40 - 22:40 Rock of Ages h 18:00 - 20:20 - 22:40


Puglia d'oggi n. 24