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uti pub ib r t n o c e v e ic a non r Questa testat

Fondato nel 1959 da Pinuccio Tatarella 11 maggio 2012 • anno III n. 17 nuova serie • 1 euro

L’ELZEVIRO

... Ed ora tutti giù per terra

POSTE ITALIANE Spedizione in abb.to post. d.l. 353/2003 (conv. in legge 27 febbraio 2004 n. 46) art. 1 co. 1 - DCB BA

di Fortunata Dell’Orzo Maurizio Cevenini, 57 anni, una vita a sinistra e in quell’Emilia che un tempo fu rossa, con qualche frezza bianca dovuta all’attivismo cattolico di base, politico da sempre, che aveva anche provato a farsi eleggere sindaco di Bologna negli anni in cui Bologna ebbe un sindaco forzista, si è ucciso buttandosi dal terrazzo del suo ufficio di consigliere regionale. Lo ha fatto di prima mattina, in pieno sole senza neanche un filo di quella nebbia spessa che spira direttamente dalla pianura padana che è lì a due passi ma a Bologna sembra lontanissima. Non sembra avesse debiti irrisolvibili o altri gravi problemi economico-esistenziali. Lo conoscevano tutti, in città e tutti, avversari compresi lo stimavano come uomo e come politico quando non lo amassero proprio. E’ che in quest’Italia alla deriva, la disperazione si respira nell’aria, la si sente assalirci ai precordi, stringerci alla carotide come una fiera famelica e irragionevole che mozza il fiato e rende insensibili alla ragione. Cevenini deve essersi sentito inutile, inadeguato, fuori tempo massimo, incapace di leggere i segni dei tempi. Incapace di parlare: “vorrei trovare parole nuove, ma piove…piove…”. Ma ormai non c’è più molto tempo tra noi e il diluvio.

Settimanale a diffusione gratuita

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ELEZIONI - Crollo di Pdl e Lega Nord, colpiti dagli scandali. Astensione e antipolitica i pericoli

Amministrative: un voto che travolge tutti i partiti

L’EDITORIALE

Un’offerta per il voto moderato di Fabrizio Tatarella

Le amministrative di maggio, al netto di ogni possibile commento finale, da farsi esclusivamente dopo i ballottaggi della prossima settimana, fanno segnalare alcuni interessanti spunti di riflessione. Innanzitutto la considerazione che il vecchio modo di fare politica ha stancato la gente, e non poco. Il centrodestra ha dovuto fare i conti con una sconfitta molto amara che lo ha visto perdere ben il 14% dei voti; per il centrosinistra la perdita è stata meno grave con una perdita netta che si attesta intorno al 5% in meno. Non da meglio il Terzo Polo che non riesce a conquistare i voti in libera uscita. In questo scenario chi ha davvero vinto questo turno elettorale è l’antipolitica travestita da grillino. Alle pagg 4 e 5

La migliore analisi sul voto delle ultime amministrative, è, certamente, quella realizzata dal professor Roberto D’Alimonte con “Quel vuoto tra i moderati” pubblicato su “Il Sole 24 ore” di martedì 8 maggio. Secondo lo studioso di Scienza Politica due sono le conferme che emergono da questo test amministrativo: 1) lo sfarinamento dello schieramento di centrodestra. Il grande successo del Pdl alle politiche del 2008 (37,4%) è un ricordo lontanissimo anche se sono passati solo quattro anni che in politica sono, comunque, una vera era geologica. Per il Pdl non è stata una sconfitta, ma un vero e proprio crollo. La sconfitta di Alfano era nell’aria, ma non in [...] SEGUE A PAG 8

SPECIALE BALLOTTAGGI - I candidati sindaci di Fli Iaia e Monteleone a sorpresa al secondo turno

Exploit a Sava e Torremaggiore ALLE PAGG 8 E 9

FOGGIA - Il giudice fallimentare mette in mora il Comune

il corsivo

Amica, è ancora dramma

Clamoroso qui pro quo della Procura di Bari, che ha arrestato presunti capi ultrà della tifoseria biancorossa con l’accusa di avere schiaffeggiato alcuni giocatori del Bari al grido “dovete perdere!”. In realtà si trattava di alcuni dirigenti e assessori regionali del Partito Democratico che alle primarie del 2010 intendevano favorire la vittoria di Vendola e dissuadevano in maniera energica i presunti sostenitori di Boccia.

a pag 12

CERIGNOLA - Occorre ragionare sulle persone e non sulle sigle

Verso il cambiamento

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SPECIALE ELEZIONI AMMINISTRATIVE - Fli in Puglia sale al 5%

L’analisi del voto pugliese

alle pagg 6 e 7

di Enrico Ciccarelli

BARI

REGIONE PUGLIA

“Bari Città Metropolitana”, costituito il nuovo circolo di Fli in pieno centro

Sanità: la leggina per gli stabilizzandi all’esame dell’Aula

A PAG 3

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In primo piano

venerdì 11 maggio 2012

LA SITUAZIONE EUROPEA - L’iceberg non si chiama Grillo, ma si chiama crisi economica planetaria e fragilità dell’Eurozona

Il voto, l’Europa, il Titanic L’Italia si conferma Paese a forte ubriacaturia mediatica, dove si parla sempre di scandali e si nascondono i fatti finanziamento pubblico da eliminare

Basta soldi pubblici per tutti i partiti politici di Roberto Mastrangelo Sembrava sul punto di arenarsi nelle sacche parlamentari la norma che ridurrà i rimborsi elettorali ai partiti politici. Alla fine si è raggiunto l’accordo, e come nella migliore tradizione italiana, ci si è incontrati a metà strada, approvando in Commissione Affari Costituzionali della Camera una legge che prevede la riduzione immediata del 50% dei rimborsi elettorali. Inoltre, dopo circa quattro anni di ‘gestazione’ (la maggior parte delle proposte di legge sono del 2008 anche se in commissione ‘approdano’ nel 2011), vede la luce almeno il testo base per l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione: quello con il quale si dovrebbe conferire la personalità giuridica ai partiti per garantirne sul serio controlli e trasparenza. In pratica 81 milioni di euro in meno finiranno nelle casse dei partiti politici, che però non avranno più il vincolo originariamente previsto sugli investimenti in titoli di stato. Ma può bastare? Crediamo di no. La politica deve voltare pagina e cambiare metodo, garantendo la massima trasparenza sia sulla gestione finanziaria che sull’etica degli accessi alle liste. Ne ha parlato Salvatore Tatarella, europarlamentare di Fli, che rincara la dose sul tema. “Sul finanziamento dei partiti la posizione

Puglia d’oggi

Fondato nel 1959 da Pinuccio Tatarella *** Direttore Fabrizio Tatarella *** Coordinamento Redazionale Roberto Mastrangelo

di Fli deve essere netta, chiara e differente”. “Non una riduzione -sottolinea Tatarella- ma la soppressione piena della rata ancora da riscuotere. I partiti che si affannano intorno alla percentuale da ridurre non hanno compreso appieno il clima del paese e non avvertono ancora la necessità e l’urgenza di provvedimenti equi e giusti. Inoltre, la legge sul finanziamento va sospesa, sino a quando il Parlamento non avrà approvato la legge regolatrice dei partiti, in attuazione dell’art.49 della Costituzione, con il riconoscimento giuridico e l’introduzione di regole effettive di democrazia e legalità”. “La legge anticorruzione deve essere approvata al più presto -dice Tatarella- e vanno respinti e denunciati con forza i tentativi di insabbiarla messi in atto del Pdl e dai suoi deputati-difensori di inquisiti”. Il Parlamento ascolti gli umori del Paese, tenga conto del voto degli italiani, valuti il segnale preoccupante di un pronunciato assenteismo ed interpetri la volontà dei tanti cittadini che stanno affollando i banchetti delle petizioni di Fli per espellere i corrotti e i condannati dalla politica e dalla pubblica amministrazione. Questo chiede il paese, e questo è necessario per ridare credibilità a chi non ne ha più. Questo deve fare la politica italiana.

di Enrico Ciccarelli

adolescenza della società liquida di cui parla BauIl voto greco, quello mann si può comprendere francese e quello italia- la formidabile crisi della no, come tutti i responsi democrazia delegata che dei cittadini va analizzato attraversa l’intero Occisenza iattanza, ascoltato dente. prima che giudicato. La Una crisi che riceve in democrazia è quel sistema Grecia una risposta didi governo (quella “super- sperata e impotente e in stizione basata sulla stati- Francia una di segno distica”) basata sul principio verso. Più che la vittoria che nessuno possieda la finale di Hollande conta verità o tutta la verità, e l’altissima partecipazione che il libero confronto del- al voto e il mantenimento le idee possa approssimar- della contesa nell’ambito visi in modo accettabile. delle forze non estremiste. Certo, è difficile trovare È sempre più evidente che una razionalità nel voto ci sono due sinistre e due greco, che essenzialmente destre, e che le speranze decide di non decidere; e di una fuoriuscita democi si può legittimamente cratica dalla crisi econointerrogare mica monse il diritto diale sono La demo- legate all’aldi voto comcrazia de- leanza fra la prenda anche legata è in sinistra e la il diritto al suicrisi nell’in- destra ragiocidio. Quando si prospetta tero Occidenre, e riceve nevoli contro d i s i n v o l t a - in Grecia una risposta le fughe della mente l’uscita disperata ed impoten- radicalità. La dall’euro e la te, illudendo l’opinione m i t i g a z i o dichiarazione p u b b l i c a ne del fiscal di insolvenza con soluziocompact ridel debito so- ni inesistenti chiesta da vrano si illude Hollande, la deliberatanascita dei mente la pubproject bond blica opinione, facendole europei, la sterilizzaziocredere che siano pratica- ne della spesa pubblica bili soluzioni facili in real- per investimenti rispetto tà inesistenti. al patto di stabilità, che Se a questo si aggiun- Mario Monti si appresta gono l’irresponsabilità di- a richiedere con maggior sinformata e la protratta forza e credibilità di quan-

to abbiano fatto i suoi predecessori, possono effettivamente aprire spiragli di speranza. Ma nessuno può illudersi che il cammino non sia lungo, aspro e faticoso. L’Italia si conferma un Paese a forte ubriacatura mediatica, in cui si parla dello “scandalo” delle “auto blu” e non si dice che in questo settore il Governo Monti ha fatto risparmiare in pochi mesi oltre cento milioni di euro, dismettendo oltre settecentocinquanta vetture, di cui oltre il trenta per cento tagliando le auto “di rappresentanza”. Così l’indubbio successo elettorale del Movimento Cinque Stelle diventa un sommovimento epocale. In realtà basta guardare i numeri per accorgersi che i duecentomila voti presi dai grillini sono esattamente la somma dei centoquarantacin-

quemila persi dalla Lega e dei cinquantacinquemila persi dall’Italia dei Valori. Il resto, soprattutto il tracollo del Pdl, il calo del Pd, il risultato esiguo del Terzo Polo e la cosiddetta “liquefazione del voto moderato” di cui ha parlato D’Alimonte sul Sole24Ore sono soprattutto dovuti all’astensione? Ragione per preoccuparsi? Certamente. Motivo per accelerare il percorso di rigenerazione della politica e il ridimensionamento dei suoi costi? Assolutamente sì. Vediamo però di non scherzare: l’iceberg su cui sta andando a sbattere il Titanic non si chiama Grillo, si chiama crisi economica planetaria e fragilità dell’Eurozona. Se ne esce con più Europa, non con meno. Con più politica, non con meno. Soprattutto con più serietà, non con meno.

l’intervento di moroni (fli)

calcioscommesse

Riportiamo il calcio alla sua normalità

Le quote rosa come strumento partecipativo

“L’arresto di alcuni capi ultrà del Bari accusati di aver chiesto ad alcuni calciatori della propria squadra, durante campionato di serie A 20102011, di perdere almeno tre partite per assicurarsi così le vincite con le scommesse fatte, ancora una volta testimonia come il mondo del calcio sia intossicato”. Lo dichiara il deputato di Futuro e Libertà Claudio Barbaro. “Se anche i tifosi sono arrivati a fare ciò che gli viene imputato significa che le pressioni che investono questo sport sono eccessive e che gli interessi sono troppo forti. Il calcio deve essere ricondotto ad una dimensione di normalità. Gli indagati non rappresentano l’insieme di tutti quei tifosi che credono nel calcio”.

“L’approvazione in Aula della legge sulle quote rosa negli organi elettivi di comuni province e regioni è una grande opportunità per le donne che vogliono intraprendere un percorso politico. Il tema della rappresentanza è all’ordine del giorno e questo è un primo passo verso una riorganizzazione del sistema italiano. Iniziamo a rompere quegli schemi che limitano la presenza delle donne e iniziamo a farlo attraverso questo strumento che deve essere soltanto un mezzo per fare in modo che all’interno dei partiti e della società, si radichi la consapevolezza della necessità della partecipazione attiva delle donne alla vita pubblica”. Così la coordinatrice delle donne di Futuro e Libertà Moroni.

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Beppe Grillo, ha assorbito i voti persi dalla Lega e dall’Idv

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In primo piano

venerdì 11 maggio 2012

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IL COMMENTO - Un gesto estremo e tragico come il suicidio di un uomo impone silenzio, rispetto ed umana pietà

Tragedie umane, sciacalli e le troppe lacrime pelose

Equitalia, la società pubblica incaricata della riscossione dei tributi

di Enrico Ciccarelli Un gesto estremo e tragico come il suicidio impone silenzio, rispetto ed umana pietà. Concetti del tutto ignoti a quanti, nel sistema dei media, non esitano a fare sciacallaggio sulla presunta ecatombe scatenata dalla crisi economica, con l’addizionale sottotesto della velata (spesso non tanto velata) accusa di omicidio all’Agenzia delle Entrate o ad Equitalia, colpevoli di applicare le leggi dello Stato. Non è un fenomeno dovuto a partecipazione emotiva: non abbiamo mai visto, sulle reti Rai e Mediaset, trasmissioni dedicate alle vedove dei morti sul lavoro, ad esempio, che purtroppo sono ancora in numero decisamente su-

periore; né ci risulta che i suicidi di alcuni imputati eccellenti dell’inchiesta Mani Pulite (da Raul Gardini a Sergio Moroni a Gabriele Cagliari) abbiano destato una simile onda di pubblica indignazione, se si eccettua Vittorio Sgarbi. Non sappiamo se l’attuale parossismo mediatico corrisponda effettivamente a un’impennata del numero dei suicidi, perché i dati statistici non sono disponibili. Sappiamo però che la correlazione fra numero di atti autolesionistici letali e situazione economica è del tutto arbitraria: se fosse così, il Paese al mondo con il più alto numero di suicidi in rapporto agli abitanti non sarebbe il Giappone, che è uno dei più ricchi del pianeta; anche in Italia, d’altronde, la regione con il

maggior numero di suicidi è il prospero Friuli mentre quella con il minore è la Campania. In base ai dati Istat, i suicidi in Italia fra il 1990 e il 2008 sono stati compresi fra tre e quattromila casi l’anno, con una punta massima nel 1993 e una minima nel 2001. È molto complicato tentare una lettura “pubblica” di questo dato, proprio perché i percorsi individuali che portano a questi atti estremi sono quanto mai variabili. Quello che è tuttavia inaccettabile è la grossolana contraffazione di dipingere l’Italia come un Paese dal fisco rapace e aggressivo, pronto a taglieggiare i contribuenti. Intendiamoci, i difetti del nostro sistema fiscale sono millanta, la pressione fiscale è sicuramente al massimo tollerabile (ma è superiore alla media europea di due o tre punti, non di venti), esistono giganteschi problemi di equità e così via. Ma l’Italia non ha un problema di eccessivo rigore fiscale; ha il problema opposto. Perché l’evasione fiscale è endemica, perché la maggioranza dei piccoli e medi imprenditori, commercianti e artigiani dichiara redditi inferiori a quelli dei propri dipendenti, perché l’elusione fiscale, favorita dalla farragine di leggi e leggine, genera effetti pa-

futuro e libertà

Costituito nel centro di Bari il circolo Città Metropolitana Si chiama “Bari città metropolitana”. È il nuovo circolo di Fli. Ha sede in via Andrea da Bari n. 157. La data di costituzione del circolo, nel giorno del Santo Patrono della città, e la stessa de- Michele D’erasmo e Salvatore Tatarella nominazione del circolo non sono scelte casuali. te le iniziative di Fli nella con alle spalle già una esperienza da consiglieri Il nuovo circolo ha città capoluogo. come suo principale Entro pochi giorni il comunali del capoluogo, obiettivo il rilancio del circolo riunirà gli iscritti Ninni Crocitto, che è staprogetto di Bari città me- per l’elezione delle cari- to presidente di circoscritropolitana, in uno con la che sociali. Fra gli ade- zione, Andrea Nocerino riaffermazione della cen- renti al nuovo circolo di e Fabio Paparella, che, tralità politica del capo- Fli si segnalano fra gli invece hanno guidato le luogo regionale. Il circolo altri, l’on. Salvatore Tata- organizzazioni giovanili Bari città metropolitana rella, deputato europeo di An, ricoprendo anche è il primo circolo barese e presidente dell’assem- incarichi all’interno di di Fli ad avere anche una blea nazionale di Fli, il organismi universitari. sede e, anche per la sua vice coordinatore pro- Insieme a loro molti altri, centralissima ubicazio- vinciale di Fli Michele sopratutto giovani e gione, si pone come centro D’erasmo, Enzo Volpi- vanissimi, alla loro prima di coordinamento di tut- cella ed Sergio Ventrella, esperienza politica.

radossali e scandalosi. Non c’è dubbio che Equitalia dia prova a volte di perversa ottusità burocratica, e che si è verificato qualche caso di intreccio diabolico fra dipendenti infedeli della società di riscossione e usurai o taglieggiatori (è accaduto anche con alcune banche, peraltro); ma complessivamente è assurdo dipingere gli onesti impiegati e funzionari di una società di interesse pubblico come una banda di predoni.

A tutti coloro che levano alti lai sulle cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia, sull’ammontare delle sanzioni e sul drammatico moltiplicatore degli interessi vorremmo ricordare che sono molti i Paesi europei, certo non meno civili di noi, nei quali quelle inadempienze sono punite con l’arresto e con pene detentive che possono essere anche molto severe (in Italia il reato scatta a partire da un’evasione a cinque

zeri). È chiaro che in un Paese in cui il pifferaio magico ha promesso per anni meno tasse per tutti (ed è successo esattamente il contrario) è facile alimentare l’idea che il fisco di uno Stato democratico sia una specie di sceriffo di Nottingham. Ma resta ugualmente un truce e criminale inganno. Che aggiunge, al dolore e alla tragedia di chi non ha retto, la beffa di usare la sua caduta per salvare i furbi di sempre.

la festa patronale

Festa di San Nicola: alla ricerca del volto di Bari

Un’immagine della processione di San Nicola

Una città da sempre alla ricerca della propria identità. Troppo trafficata e viva per poter abbarbicarsi a molte tradizioni contemporaneamente. Bari a volte si specchia e spesso non si vede. Qualche volta, ispirata, si specchia e si vede nel suo mare, anche se poi lo imbratta e lo offende buttandoci dentro di tutto. Bari guarda lontano, da sempre. La campagna alle spalle le sembra “cozzala”, il mare la invita e la respinge, i forestieri portano soldi e novità, commerci e proposte. Era normanna anche quando c’erano ancora i bizantini e le loro complicate cerimonie. Dovendo scegliersi l’eponimo religioso ha guardato a Venezia e si è andata a prendere quelle quattr’ossa oltremare, in terra infidelium, tanto per non annoiarsi troppo durante l’impresa. Alla base, la pia leggenda del “hic manebunt ossa mea” qui resteranno le mie ossa, come lo stes-

so Vescovo di Myra, Nicola, avrebbe mormorato passando da Bari diretto a Roma, dopo un Concilio in cui l’ancor giovane Chiesa di Cristo aveva discusso animatamente (tanto per cambiare) su fatti peraltro importantissimi. Non era il primo, non sarebbe stato l’ultimo. L’Italia è piena di patroni importati, anche da molto lontano. A Padova hanno un portoghese, a Milano un conterraneo di Carlo Marx (Ambrogio nacque a Treviri), a Roma due palestinesi, a Ferrara un altro turco (San Giorgio). Ma Nicola è speciale., e non solo per l’impresa che regalò a Bari un nuovo periodo storico ed una Basilica bellissima, ma per la fama di grande taumaturgo protettore di una miriade di categorie, dai marinai ai commercianti, dai bambini ai forestieri, fino alle zitelle che non è affatto una specie decaduta, anzi.

Un santo tuttofare, un po’ come la città che protegge. A lungo si disse che era il commercio l’anima di Bari, poi abbiamo avuto i palazzinari e le finanziarie, l’università e il teatro, la voglia di mescolarsi e la paura di contaminarsi. Ma Bari non è capace di definirsi in due parole, non ha un solo nome e un solo cognome. E si sente a suo agio con questo santo sincretico, ecumenico, benvoluto da tutti a Est come a Ovest, che si dice sia alla base del mito di Babbo Natale, Santa Klaus, appunto. Un santo in cui la città avverte l’archetipo della laboriosità accorta e intelligente (i miracoli sono tutti basati sul ristabilire vita e giustizia lì dove le forze del male o la disgrazia le avevano distrutte), a cui Bari affida il meglio delle proprie virtù a parziale riscatto dei suoi peggiori vizi. Un Santo che entra nella Camera di Commercio come se fosse un luogo di culto. E, a ben guardare, per i baresi lo è sul serio. Un santo che un giorno, forse, regalerà alla città un altro momento storico, ma storico davvero: Bari, infatti, è l’unica città non russa dove il Papa potrebbe incontrare il Patriarca della Chiesa Russa per rinsaldare quella dolorosa separazione pluricentenaria di cui soffre l’intera cristianità. Si chiama ecumenismo, e solo a Bari avrebbe senso pieno e profondo. Fortunata Dell’Orzo


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Speciale elezioni

venerdì 11 maggio 2012

DOPO IL VOTO - Moderati ed arrabbiati, i due poli estremi che la politica adesso è chiamata a riconquistare

Ma insomma, chi ha vinto? I partiti non hanno capito la voglia di cambiamento del popolo italiano: il progresso del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e dei candidati forti di Roberto Mastrangelo Terremoto doveva essere, e terremoto, alla fine, è stato. Le amministrative di maggio, al netto di ogni possibile commento finale, da farsi esclusivamente dopo i ballottaggi della prossima settimana, fanno segnalare alcuni interessanti spunti di riflessione. Innanzitutto la considerazione che il vecchio modo di fare politica ha stancato la gente, e non poco. Il centrodestra ha dovuto fare i conti con una sconfitta molto amara che lo ha visto perdere ben il 14% dei voti; per il centrosinistra la perdita è stata meno grave con una perdita netta che si attesta intorno al 5% in meno. Nel bel mezzo di una crisi economica gravissima, le belle e pompose parole del

Flavio Tosi, confermato sindaco leghista di Verona

politichese non attecchiscono. Servono i fatti e non solo i venditori di fumo. A questo aspetto i partiti tradizionali non erano preparati, ed hanno sonoramente pagato in termini di consenso elettorale. Pdl e Lega in primis, ma anche a sinistra, con l’Idv e Sel che fanno registrare una battu-

ta d’arresto, ed il Pd, tradizionalmente molto forte nelle amministrative, spesso e volentieri sconfitto e a livello nazionale in calo. Il terzo polo sembra essere l’eterna incompiuta. Si parla, ci si incontra, e poi ci si divide e si divorzia prima di sposarsi. Manca una visione unitaria ed un progetto politico forte che

non sia soltanto un accordo elettorale. Adesso la corsa è verso due obiettivi. I moderati e gli incazzati. Da una parte si combatte per cercare la fantomatica “aggregazione dei moderati”. Come se i moderati fossero una unica entità politica da poter spostare a piacimento. La cerca Alfano, e la cerca Bersani. E forse in fondo quelli che credono di meno a questa possibilità sono proprio i “moderati”, che forse andrebbero meglio definiti come “coloro che non sono nè col centrodestra nè col centrosinistra, ma sono collocabili tra i due principali schieramenti”. E poi ci sono gli incazzati. Quelli che, da destra così come da sinistra, hanno visto in Beppe Grillo e nella sua politica-antipolitica l’antidoto al palazzo.

Il Movimento 5 Stelle ha avuto un grande successo elettorale perchè ha saputo, e potuto, comunicare se stesso in antitesi al palazzo ma non alla politica. Il problema per i partiti tradizionali ora è cercare di capire se è possibile recuperare questi elettori fortemente scontenti, ed in quale misura. Contano più le persone dei partiti. Dove sono state presentate forti candidature di personaggi in grado di catalizzare visibilità, consenso e voti, gli elettori hanno premiato questa scelta. In quest’ottica va vista la grande affermazione di Tosi a Verona. Leghista convinto contro la Lega di Bossi, così come il successo di Leoluca Orlando, candidato nonostante la sconfitta nelle primarie del centrosinistra in grado di sfiorare l’elezione diretta contro tutto il centrosi-

il terzo polo

Un momento di riflessione o un’altra occasione persa? Il leader Udc, via Twitter, dà il benservito al Terzo Polo che scrive: “é stato importante per chiudere la stagione Berlusconi, non è in grado di rappresentare la richiesta di cambiamento e novità”. Il crollo del Pdl e il modesto avanzamento dell’Udc, Fli e Api dimostra, come fa notare anche Italo Bocchino, che “non c’é stato un travaso di voti dal Pdl al Terzo

Polo” che, tuttavia, non si è presentato a queste elezioni come un’opzione alternativa per gli elettori. Ma intanto i risultati elettorali consigliano ad Api, Fli e Udc di prendersi una pausa di riflessione. Alle urne, quello del Terzo Polo, è una battuta d’arresto, ed i riscontri elettorali hanno portato a ben poco di positivo. Il problema è che probabilmente il Terzo Polo

non riesce a trovare una compiuta morfologia che vada oltre la somma di parti ormai stanche. La preoccupazione dei terzopolisti, adesso, è che questa situazione possa mettere a repentaglio il progetto centrista volto a ricostruire quella casa comune che il leader dell’Udc sognava come la via d’uscita dalla seconda Repubblica. Pensare che le piccole

vittorie nei comuni sotto i 15000 abitanti possano essere delle soddisfazioni, è un modo poco obiettivo di analizzare dei dati perché, si sa, le amministrazioni dei piccoli comuni si basano sull’espressione della preferenza non del partito quanto, quasi esclusivamente, della persona che già è nota. E’ forse arrivato il tempo della riflessione da parte del polo che voleva essere l’alternativa al Paese. E’ arrivato forse il momento di comprendere la necessità di intraprendere altre strade

che non siano quelle del “raccattare” i pezzi degli altri partiti. E’ arrivato forse il momento di buttarsi completamente in una politica realmente nuova che spezzi integralmente i legami col passato. La scelta degli italiani di disertare i seggi è l’espressione più evidente della loro sfiducia in una politica vetusta. Il tempo, comunque, dirà se, il progetto Terzo Polo, si è trattato di una scommessa persa o, come dice il finiano Benedetto Della Vedova, di un’occasione persa. Andrea Dammacco

www.ilvelino.it

nistra compatto. O anche Perrone, confermatissimo sindaco di centrodestra di Lecce. In questo clima di incertezza, sono stati pochi i comuni che hanno visto eleggere il proprio sindaco al primo turno. Nei comuni al di sopra dei 15000 abitanti, che erano 157 soltanto 37 hanno avuto un sindaco dopo lo spoglio delle schede del primo turno elettorale; 25 sindaci erano sostenuti dal Pd, 7 dal Pdl e 2 dalla Lega. I restanti 120 comuni dovranno aspettare il ballottaggio. Di questi 120 comuni, 58 vedranno il ballottaggio tra un candidato del centrosinistra contro uno del Pdl e alleati. In 7 casi il ballottaggio sarà tra un candidato della Lega e uno del Pd, mentre in un solo caso la Lega dovrà scontrarsi con un candidato di una lista civica. In 13 comuni lo scontro per decidere il sindaco al secondo turno si terrà tra un candidato del Terzo Polo e uno del Centrosinistra, mentre in altri 6 comuni il Terzo Polo dovrà contendersi il posto di primo cittadino con Pdl e alleati.


Speciale elezioni

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DOPO IL VOTO - Il partito non mobilita se non la minoranza dei suoi attivisti, perdendo la sua connotazione “di massa”

Crollano i vecchi partiti politici Solo loro, forti della propria storia, antica o recente, possono invertire la diaspora

di Fortunata Dell’Orzo Solo Silvio Berlusconi, da sempre abituato a manipolare la realtà e a piegarla ai suoi interessi, poteva trasformare lo tsunami del sei e sette maggio in una vittoria elettorale. Ha infatti sommato tutti i voti ricevuti dal PDL e dalle innumerevoli liste civiche cui si era apparentato in giro per l’Italia, in modo da sfoggiare un risultato a due cifre prossimo al 30 per cento. Ma quello che conta è che, a parte i casi clinici di Lecce e di Catanzaro e qualche altro comune in Puglia (bella questa, nella patria di Vendola ed Emiliano), il PDL vede i ballottaggi con il canocchiale: ovunque c’è qualcun altro, soprattutto le cinque stelle dei grillini e una sinistra incerta ma non disperata che recupera se non proprio credibilità, almeno un filo di progettualità. Il fatto di vederli protagonisti delle amministrative, non ci rende più malleabili nei confronti dei grillini. Siamo convinti che non abbiano una proposta nazionale e che il loro successo “locale” sia il segno più dell’afasia dei partiti tradizionali che di un merito specifico. Che tutti si sforzino ora, dopo averli bollati di qualunquismo e di antipolitica, di attribuirgli capacità politiche o addirittura di governo, è solo l’ennesima prova della poca serietà di certi analisti e della superficialità di alcuni fra i colleghi giornalisti. Ci sarebbe invece da ragionare sulla rappresentanza, base della democrazia moderna: e che i partiti tradizionali siano in grave affanno è evidente anche in Germania dove, lungi dal respirare il clima tragico delle nostre parti, gli elettori si sono inventati il partito dei pirati, che vive soprattutto sul web e dunque ha la rete come

territorio privilegiato di azione e partecipazione. I pirati badano soprattutto all’universo mediatico nato da internet, si preoccupano della privacy e dei diritti di espressione, non sentono propri temi come il lavoro, la crescita, la lotta alla speculazione internazionale che sta affamando intere popolazioni dell’ex ricca Europa. Non hanno un leader, ma un portavoce e non è ben chiaro cosa faranno nei vari parlamenti dei länder dove sono riusciti a farsi eleggere, quasi sempre con una percentuale che ha sfiorato il 10 per cento. Il grillismo, ora è più chiaro, è un movimento spontaneo, a-ideologico, di cui Beppe Grillo è solo il megafono, spesso sguaiato e fuori misura (“la mafia non strangola”). La sua sovraesposizione mediatica e l’uso intelligente della rete (il suo Blog che ad un’attenta lettura è solo una serie di banalità spesso senza alcuna base nella realtà più complessa, un gigantesco bar dello sport accessibile a tutti) ne hanno fatto il riferimento

di un generale appiattimento del livello culturale generale) i partiti hanno perso la loro funzione pedagogica: anche quelli di quelle migliaia di per- cattolici. E Forza Italia, sone che per un motivo con le sue risciacquature o per l’altro, pur avendo di tipo liberale, non è mai la lodevole intenzione di stato altro che un giganpartecipare alla costruzio- tesco emulo dell’Uomo ne del bene comune, non Qualunque di Guglielmo trovavano spazio e ascolto Giannini, in qui il qualunnel seno dei partiti tradi- quismo dei molti serviva agli interessi del Capo. zionali. Organizzandosi al ri- Il Partito, dunque, non sparmio (campagne elet- orienta e mobilita se non torali costate poche centi- la minoranza dei suoi attinaia di euro hanno portato visti, perdendo la sua conal ballottaggio numerosi notazione “di massa”. Recuperare “le masgrillini), con un programma di massima ritagliato se” (a parte la lezione sesulle esigenze locali, le condo noi ancora valida cinque stelle hanno fatto di Antonio Gramsci) non boom (anche se il nostro può più essere se non un Presidente della Repub- fatto partecipato e diffublica dice di non aver sen- so, che poco si sposa con tito nulla): ora li vedremo il verticismo e la chiusura apicale dei alla prova del partiti, che nove. DovranPd, Pdl e così appano governare. Terzo Polo iono più dei PD, PDL e hanno poco costruttori e Terzo Polo, inmeno di un d i s t r i b u t o r i tanto, hanno poco meno di anno per prendere le di potere e di un anno per contromisure. Da una sottogoverno prendere le prima analisi il grillismo che istanze di contromisure. sembra affascinare so- crescita democratica. Da una prima più i modeMa solo gli analisi il gril- rati che gli stessi partiti, lismo sembra arrabbiati forti della loro affascinare storia, antica soprattutto i o più recente, moderati. Per quanto Beppe Grillo si possono invertire la tenmetta a urlare, dire paro- denza e la diaspora verso lacce e fare metafore sca- la politica fai da te del griltologiche, non è da consi- lismo o dei pirati. Finito il derarsi né un radicale, né tempo del partito/persoun estremista di sinistra (o na (e Vendola lo ha capito, non sappiamo quanto lo di destra). Le sue analisi rifuggo- abbia capito Michele Emino, infatti, da qualsiasi liano), non più praticabile approfondimento econo- il partito/massa forse è mico o sociologico, come il tempo del partito/celse esistessero solo i piccoli lula, vicino alle persone, fatti concreti e la politica in grado però di una profosse solo e sempre una gettualità generale valida quanto la capacità di legquestione di “casta”. Nell’epoca dell’alfabe- gere le microesigenze del tismo diffuso (e dunque territorio.

curiosità sulle elezioni amministrative

Moccia: “Scusa se ti chiamo sindaco” - Federico Moccia è diventato sindaco di Rosello, un paese di 300 persone in provincia di Chieti di cui è originaria la famiglia della moglie. Moccia ha ottenuto l’89,47% delle preferenze con 142 voti battendo l’altro candidato. Subito sui social network si è scatenata l’ironia con citazioni tratte dai titoli dei libri più famosi. Ecco alcuni cinguetti apparsi in rete:

“Nuovi titoli per #moccia: scusa se ti chiamo sindaco e tre metri sopra la giunta comunale” “Decisivo lo slogan di #moccia: cittadini di Rosello, ricordatevi ke vi lovvo assai”. - Era stata inserita come rincalzo in una lista civetta, ma Luigina Porcelli, di 89 anni, ha sorpreso tutti ottenendo sei voti e venendo eletta consigliere comunale. E’

accaduto a Stefanaconi, piccolo centro alle porte di Vibo Valentia. - Eletto sindaco contro la sua volontà. Si tratta di Fabio Borsatti diventato primo cittadino di Cimolais, in provincia di Pordenone. La candidatura di Borsatti è stata decisa solo un’ora prima della chiusura della consegna delle liste perché nel paese fino a quel momento si era presentato un solo candidato, Gino Bertolo. E’ stato lo stesso Bertolo a convincere Fabio Borsatti a presentarsi per paura di non raggiungere il quorum.

siamo alla svolta

Quelle coincidenze tra il 1992 e il 2012 di Francesco La Salvia La tradizione della politica italiana vuole che i cicli politici durino un ventennio: così è stato per il ventennio fascista, tanto è durato il periodo giolittiano, lo stesso è valso per il periodo migliore della Democrazia Cristiana salvo successivamente cedere il passo ad alleanze e pentapartiti vari, fino ad arrivare al recente ventennio berlusconiano o se diversamente si vuol denominare al ventennio del bipolarismo muscolare. Se la tradizione fosse rispettata la stagione politica odierna dovrebbe segnare una svolta, le recenti amministrative sono un chiaro segnale di un ciclo al capolinea, alcuni discutono di Terza Repubblica e altri immaginano già uno scacchiere politico stravolto. Non sono pazzi anzi. Il ventennio berlusconiano inizia con la fine della Prima Repubblica, travolta dagli scandali di Tangentopoli nel 1992-1993. Le ultime elezioni si svolsero il 5 e 6 aprile 1992: le ultime con il sistema proporzionale, ossia la legge elettorale usata in Italia dal 1948. Il quadro politico che si andò a delineare vide la caduta della DC , la flessione del PSI e il sorgere di forze di protesta nate dall’indignazione di migliaia di cittadini per la vecchia politica e i vecchi partiti: fra queste, la Lega Nord che totalizzò circa il 9% delle preferenze. Con le ultime politiche del 1992, il mondo del giornalismo politico fa coincidere la fine della Prima Repubblica e l’inizio della Secondo Repubblica che compirà successivamente il suo battesimo alle politiche del 1994 con partiti nuovi, tra cui Forza Italia e soprattutto con una legge elettorale nuova, il Mattarellum. Nuove forze politiche, nuova classe dirigente ma solo in parte, tanti vecchi democristiani e socialisti riuscirono a

Silvio Berlusconi

riciclarsi. La nuova fase politica fu determinata dal sorgere di inchieste pesanti che coinvolsero i maggiori partiti e i loro leader: Tangentopoli colpì un’intera classe dirigente per la quale ormai il finanziamento illecito ai partiti era diventato ormai la prassi. Bisognerebbe dare credito a Giambattista Vico: “ la storia è fatta di corsi e ricorsi storici”. Stagione 2012: si torna a discutere di crisi dei partiti, movimenti di protesta, indignazione dei cittadini, inchieste giudiziarie e finanziamento pubblico, legge elettorale, debacle di grandi partiti e fine della Seconda Repubblica. Si potrebbe iniziare a credere alle coincidenze ed immaginare uno scenario già verificatosi: Le prossime elezioni si svolgeranno ad ottobre 2012: le ultime con la legge Calderoli - Porcellum, ossia la legge elettorale usata in Italia dal 2006. Il quadro politico che si andrà a delineare vedrà la caduta del PDL , la flessione del PD e il sorgere di forze di protesta nate dall’indignazione di migliaia di cittadini per la vecchia politica e i vecchi partiti: fra queste, il Movimento5Stelle che totalizzerà circa il 9% delle preferenze. Con le ultime politiche del 2012, il mondo del giornalismo politico farà coincidere la fine della Seconda Repubblica e l’inizio della Terza Repubblica. 1992 – 2012, troppe coincidenze.


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venerdì 11 maggio 2012

IL VOTO IN PUGLIA - SEL inconsistente, Stefano stoppato, Capone bocciata: tutti i dolori del presidente della Giunta regionale

Nel sudoku pugliese un ceffone a Vendola

Loredana Capone e Paolo Perrone, la sfidante sonoramente sconfitta dal confermato sindaco di centrodestra

di Enrico Ciccarelli Il dato elettorale pugliese non è di facilissima lettura, come è sempre per le amministrative del Mezzogiorno. Al Sud più che altrove, infatti, si assiste al fenomeno per cui spesso non sono i partiti a ispirare liste civiche, ma aggregazioni civiche a prendere in prestito simboli di partiti per competere. Evitando di voler dipanare l’aggrovigliata matassa dei centri al di sotto dei quindicimila abitanti, qualche riflessione può farsi sul voto delle città maggiori. Innanzitutto la regola è quella del ballottaggio: un esito che può essere collegato sia ad una notevole frammentarietà del voto, con un gran numero di liste e di candidati (anche gonfiato artificiosamente dalla possibilità per molti candidati sindaci di entrare in Consiglio), sia ad una mobilità elettorale che si è fatta molto intensa. Anche il dato dell’affluenza, in calo ma non inabissata, conferma che il diffuso malumore per la politica non comporta disaffezione, quanto piuttosto difficoltà di rappresentanza. Gli interessi leciti (ed anche quelli illeciti, visto il clamoroso caso del candidato sindaco di Apricena arrestato prima del voto come killer in pectore) diffidano in misura crescente della capacità di mediazione della politica e scendono in campo direttamente. Malgrado il brillante risultato di Lecce, di cui si dirà più oltre, il centrodestra impernia-

to sul Pdl va maluccio: si perde al primo turno Brindisi, si va incontro ad una probabile sconfitta a Martina Franca, non si arriva nemmeno al ballottaggio a Taranto. Anche la probabile vittoria di Di Bari a Fasano, Riserbato a Trani e di Caporale a Canosa non possono essere considerati successi, essendo questi centri delle tradizionali roccaforti del centrodestra. Quanto a Torremaggiore, l’unico centro del foggiano sopra i quindicimila abitanti interessato al voto, il Pdl completa il disastro del 2009 (quando la sua strapotente maggioranza non riuscì a far eleggere il candidato sindaco “sbagliato”) uscendo dai giochi al primo turno a vantaggio del futurista Monteleone. Il Partito Democratico può dirsi mediamente soddisfatto del risultato del “laboratorio politico” (peraltro variamente articolato e maculato) dell’alleanza sinistra-centro nel Salento, che ha il suo miglior risultato a Brindisi: si pensava che D’Attis avrebbe costretto il giornalista brindisino Mimmo Consales al secondo turno, anche in virtù della locale secessione dell’Italia dei Valori e della Puglia per Vendola. Così non è stato, malgrado il brillante risultato della locale lista di Futuro e Libertà, schierata con il centrodestra tradizionale. È un’alternanza che fa la differenza e che non ha alcun risultato di segno contrario (fa impressione sul piano simbolico la vittoria del centrodestra ad Apricena,

l’ex-Stalingrado del Sud; ma sul piano numerico è poca cosa). Un discorso a parte merita Vendola: il presidente della Regione non esce bene da questa consultazione. Il suo pupillo Ippazio Stefàno va al ballottaggio a Taranto, sia pure per mera formalità, a causa della jacquerie ambientalista di Bonelli. Sinistra, Ecologia e Libertà si conferma partito tanto chiassoso quanto inconsistente e lacerato, palesando un’imbarazzante man-

canza di radicamento territoriale. Ma forse a bruciare più di ogni altra cosa è l’esito infelicissimo della candidatura di Loredana Capone a Lecce. Non si tratta solo di aver perso, esito che era ragionevolmente prevedibile, ma di aver portato il centrosinistra leccese al suo minimo storico, con un personale score della candidata sindaco obiettivamente deludente. In altri luoghi si potrebbe legare questo risultato ad

una discriminante di genere, ma non nella Lecce che ha avuto in Adriana Poli Bortone uno dei primi cittadini più stimati ed

amati. La bocciatura della vicepresidente è ragionevolmente anche un indice di malcontento per l’azione del governo regionale.

comuni ai ballottaggi

Una settimana di lotta per la conquista del voto Bisognerà attendere ancora il 20 e il 21 Maggio, nella tornata elettorale di ballottaggio, per conoscere i nomi dei prossimi sindaci di ben 21 comuni Pugliesi. Tra gli altri Gravina, Bitonto, Santeramo, Giovinazzo, Martina Franca, Canosa di Puglia, Gioia del Colle e i capoluoghi di provincia Taranto e Trani. A Trani Gigi Riserbato esponente della Puglia prima di tutto candidato sindaco del centrodestra, con il 45% ottenuto, guida la pattuglia dei candidati. Il centrosinistra, dal canto suo, ci crede con Ugo Operamolla che ha un sostegno ampio quanto meno tra i partiti: dai finiani a Sinistra, Ecologia e Libertà, passando per Udc, Idv e, chiaramente, Partito Democratico.

Con il suo 28% di consensi, non avrà però gioco facile. A Taranto vanno al ballottaggio Ippazio Stefano candidato di Pd, IdV, UdC, Api e SEL con il 49% dei voti, e Mario Cito di Lega D’Azione Meridionale con il 19% dei voti. Ma le elezioni amministrative 2012 targate Puglia si caratterizzano più che altrove perché ai ballottaggi si assisterà a duelli elettorali tra fratelli politici. Alla vigilia si sarebbe immaginato che la competizione sarebbe avvenuta tra i maggiori partiti Pd e Pdl. Insomma la “foto di Vasto” è stata smentita immediatamente. Cinque dei ventuno comuni sopra i quindicimila abitanti saranno

i teatri dove andranno in scena questi “scontri”: a Gravina, Bitonto, Giovinazzo, Santeramo, Castellana Grotte. Quello che si combatterà a Castellana Grotte vedrà uno contro l’altro i due candidati pidiellini: Simone Pinto (44%, al primo turno), de La Puglia prima di tutto, e Francesco Tricase (38%) rappresentante del Pdl. A Gravina il concorrente di riformisti e Udc, Alessio Valente, lunedì notte non riesce a prevalere sull’avversario di Sel Rino Vendola per soli

ventitré voti. Si ferma al 49%. A Bitonto si fronteggiano invece Michele Abbaticchio di Sel, Psi, Idv e Rifondazione comunista (con il 44%) e Paolo Intini di Pd, Alleanza di centro, Udc, Api e Mpa (con il 37%). In quel di Santeramo, passato agli onori delle cronache elettorali per la presenza della lista Fascismo e libertà (che ottiene non più di 190 consensi), Michele D’Ambrosio di Pd, Idv, Sel, Udc, Psi (al 32%), sfida Vito Zeverino di Fli, Puglia per Vendola e civiche, avanti rispetto a D’ambrosio ma lontano dal 50% per vincere subito. A Giovinazzo c’è una donna, una delle pochissime salite sugli scudi, Lia Dagostino candidata del Pd (col 35%) che dovrà difendersi dagli assalti di Tommaso De Palma di Idv, MeP e civica (26%). Andrea Dammacco


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venerdì 11 maggio 2012

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IL RISULTATO - A Sava Fli oltre il 10%. Buoni risultati ottenuti dalle liste presentate a Gioia del Colle, Gravina, Torremaggiore, Mottola

Fli in Puglia sale al 5%, in Capitanata è la roccaforte di Francesco La Salvia Nei comuni della Puglia al di sopra dei 15.000 abitanti in cui era presente con le sue liste, FLI raggiunge un risultato importante. Dei candidati sindaci sostenuti da FLI, ben otto andranno al ballottaggio tra quindici giorni, mentre uno, Paolo Perrone a Lecce, è stato

eletto al primo turno. E’ bene ricordare che due di questi, Lino Monteleone a Torremaggiore (FG) e Dario Iaia a Sava (TA) potrebbero diventare i primi Sindaci del partito di Fini in Italia. E’ questo un risultato che premia il grande impegno profuso in questa importante campagna elettorale da tutto il FLI in

il commento di salvatore tatarella

L’impegno, la fede e l’entusiasmo di tutti

Soddisfazione per il risultato di Futuro e Libertà in Puglia è stata espressa dall’on. Salvatore Tatarella, Presidente dell’Assemblea nazionale del partito finiano. “Avevamo due candidati sindaci di Fli a Sava (Ta) e Torremaggiore (Fg), Iaia e Monteleone -ha aggiunto Tatarella- ed entrambi sono andati al ballottaggio. Giovani e preparati, rappresentano un’alternativa concreta

e di qualità contro la vecchia politica. Hanno ottime possibilità di andare a segno”. “Buoni risultati -ha sottolineato TatarellaFli ha registrato anche a Gioia del colle, Gravina, Mottola, Galatone e Brindisi, e conquista nuovi consiglieri comunali in altri comuni”. “Un esame più approfondito -concludesarà fatto dopo i ballottaggi, ma sin da ora registriamo questo primo promettente risultato, conseguito da un partito che ha combattuto a mani nude: senza sedi, senza contributi, senza aiuti. Solo con l’impegno, la fede, l’entusiasmo e il volontariato dei nostri militanti e dei nostri candidati, che voglio ringraziare ad uno ad uno, sopratutto quelli che non ce l’hanno fatta”.

Puglia e che assume anComune Prov. % FLI Voti Validi Perc x Voti v. % Fli ponderata cora maggiore rilievo se si Bitonto BA 2,21 31630 69902,3 pensa che solo da pochi Gioia del Colle BA 8,21 16031 131614,51 mesi sono stati celebrati Giovinazzo BA 3,45 11974 41310,3 i congressi provinciali e 5,27 Gravina in Puglia BA 8,92 26184 233561,28 cittadini che hanno dotaSanteramo in Colle BA 4,66 15937 74266,42 to il partito dei suoi orgaTerlizzi BA 4,33 15054 65183,82 nismi dirigenti. Canosa di Puglia BAT 2,91 16268 47339,88 2,40 Il risultato raggiunto da Trani BAT 2,15 33666 72381,9 FLI in Puglia è vicinissiBrindisi BR 5,16 48967 252669,72 4,94 Fasano BR 4,48 24132 108111,36 mo al 5%,( 4,75%) un dato Torremaggiore FG 8,21 9433 77444,93 8,21 che alle politiche può Casarano LE 1,05 12238 12849,9 tranquillamente essere Galatina LE 3,2 15547 49750,4 raddoppiato. Tutti i partiGalatone LE 8,2 10228 83869,6 4,42 ti alle politiche prendono Lecce LE 4,98 54271 270269,58 di più rispetto alle ammiTricase LE 3,62 10681 38665,22 nistrative dove i dati sono Castellaneta TA 3,57 11027 39366,39 falsati dalla presenza delMottola TA 6,39 10597 67714,83 5,78 le liste civiche. Palagiano TA 3,38 10328 34908,64 An per esempio alle Sava TA 10,27 9509 97657,43 amministrative prendeva 393702 1868838,41 4,75 sempre il 6% mentre alle Puglia politiche il 12. Una risulComune Prov. % FLI Voti Validi Perc x Voti v. % Fli ponderata 18688 Voti FLI in Puglia tato che non BA è un punto Bitonto 2,21 31630 69902,3 Gioia del Colle ma BA 8,21 16031 131614,51 di arrivo, deve essere Giovinazzo BA 3,45 11974 41310,3 5,27 un punto ballottaggio. Il risultato di Lino vincia Comune confermano come Gravina in Pugliadi partenza BA 8,92per 26184 233561,28 Prov. % PDL Voti Validi Perc x Voti v. % PDL ponderata Santeramo in Collesempre BA 4,66più 15937 74266,42 accrescere di La seconda provincia è Monteleone e Dario Iaia, nella provincia di Foggia Terlizzi BA 4,33 15054 65183,82 ilCanosa consenso degli elettori quella che con il sostegno di Fuper il secondo di Puglia BAT 2,91 16268 47339,88 anno conBitonto BA 8,4 jonica. 31630 265692 2,40 Trani BAT 2,15 33666 72381,9 pugliesi nei confronti di In provincia di Taranto turo e Libertà arrivano al secutivo FLI raggiunge la Gioia del Colle BA 7,78 16031 124721,18 Brindisi BR 5,16 48967 252669,72 4,94 Fasano BR 4,48 24132 108111,36più alta nella Giovinazzo BA 11974 FLI. la 6,15 media è del 5,78% gra- 73640,1 ballottaggio a 8,59 Torremagpercentuale Torremaggiore FG 8,21 9433 77444,93 8,21 Gravina in Puglia BA 3,62 26184 94786,08 Diversi gli eletti anche zie anche al dato di Sava giore e Sava, coronano regione dove FLI conseCasarano LE 1,05 12238 12849,9 Galatina LE 3,2 15547 49750,4 Santeramo in Colle BAin 11 con il 15937 175307 nei piccoli centri sotto i (10%!!) nostro Iaia a e qualificano il successo gue il miglior risultato Galatone LE 8,2 10228 83869,6 4,42 TerlizziL’8,2% BA 17,88 15054 Lecce LE 270269,58 di Torremun passo dalla vittoria è il269165,52 ottenuto dalle nostre liste 15mila abitanti: da4,98 Turi 54271 Italia. Tricase LE 3,62 10681 Canosa38665,22 di Puglia 20,46 16268 migliore in assoluto. 332843,28 e dai nostri candidati in nel barese a Motta Monte maggiore non solo èBAT più dato 25,91 Castellaneta TA 3,57 11027 39366,39 Trani BAT 28,55 33666 961164,3 Mottola TA 6,39 10597 67714,83 Terza Bari con il 5,27% questa tornata amminiCorvino, Rignano, Rodi alto del 7,1% di Orta Nova 5,78 Palagiano TA 3,38 10328 Brindisi 34908,64 BR 8,89 48967 435316,63 14,31 con buone 24132 performance610780,92 strativa. sempre in provincia di un anno Sava TA 10,27 di 9509 97657,43fa quando il Fasano BR 25,31 a Gioia e Gravina (8%), La loro elezione Foggia. partito non esisteva, ma 393702 1868838,41 4,75 FG Torremaggiore 9,72 9433 91688,76 9,72 sarebPuglia male a Giovinazzo e Bibe la ciliegina sulla torta I dati aggregati per pro- Voti vede un nostro giovane al Casarano 18,67 12238 228483,46 18688LE FLI in Puglia tonto (rispettivamente in Puglia. Galatina LE 11,06 15547 171949,82 3,5 e 2,2%). Male nella 135521 La ricetta per Galatone LE 13,25 10228 20,96la crisi Comune Prov. % PDL Voti Validi Perc x Voti v. % PDL ponderata Lecce LE 27,83 Bat 54271 1510361,93 piccola con il 2,40% della politica e dei partiti Bitonto BA 8,4 31630 265692 Tricase124721,18 LE 10681 Gioia del Colle BA 7,78 16031 di10,47 media tra Canosa e111830,07 è tutta qui: forze giovani Giovinazzo BA 6,15 11974 73640,1 Castellaneta 12,56 comunque 11027 miglio-138499,12 8,59 TA Trani, e pulite con proposte e Gravina in Puglia BA 3,62 26184 94786,08 Mottola 175307 TA 15,24 10597 161498,28 Santeramo in Colle BA 11 15937 re dell’1% di un anno fa programmi chiari. 13,51 Terlizzi BA 17,88 15054 269165,52 Palagiano TA 14,51 10328 149859,28 Canosa di Puglia BAT 20,46 16268 332843,28 conquistato da FLI a BarQuando FLI schiera 25,91 Sava 961164,3 TA 11,58 9509 110114,22 Trani BAT 28,55 33666 letta. Bene nel salento giovani professionisti caBrindisi BR 8,89 48967 435316,63 14,31 Fasano BR 25,31 24132 610780,92 393702 6153222,95 15,63addiritcon il 4,94% della provinpaci e onesti può Torremaggiore FG 9,72 9433 91688,76Puglia 9,72 cia di Brindisi e 4,41% in tura ambire ad esprimere Casarano LE 18,67 12238 228483,46 61532 Voti PDL in Puglia Galatina LE 11,06 15547 171949,82 provincia di Lecce. i massimi rappresentanti Galatone LE 13,25 10228 135521 20,96 Lecce LE 27,83 54271 1510361,93 Adesso serve capire istituzionali che hanno Tricase LE 10,47 10681 111830,07 Comune Prov. % UDC VotièValidi v. primo % UDC punto ponderata dove non andata Perc benex Voti come del Castellaneta TA 12,56 11027 138499,12 Mottola TA 15,24 10597 161498,28 come rimediare. Massiproprio programma l’at13,51 Palagiano TA 14,51 10328 Bitonto149859,28 BA 4,7 31630 148661 Sava TA 11,58 9509 110114,22 mo impegno per i due tenzione al benessere 393702 6153222,95 15,63 comuni dove FLI esprime della comunità contro Puglia 6,84 61532 Voti PDL in Puglia due suoi candidati. ogni logica di casta. Comune Bitonto

Prov. % UDC Voti Validi BA

4,7

31630

Perc x Voti v.

% UDC ponderata

148661 6,84


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Speciale elezioni

venerdì 11 maggio 2012

SAVA - Il candidato di Fli arriva al 35%. Miglior risultato di Fli in Puglia con oltre il 10%

Dario Iaia lanciato verso la vittoria di Francesco Fischetti A Sava, esiste una realtà vincente, quella che vede Dario Iaia, candidato sindaco della coalizione composta da Futuro e Libertà e da quattro liste civiche. Lo spoglio lentissimo, conclusosi dopo la mezzanotte, ha visto attestarsi attorno al 35 % il candidato sindaco di Futuro e Libertà, Dario Iaia, fissando anche un importante risultato per il partito, il migliore ottenuto in Puglia ed il terzo in Italia, il 10,30%. Lasciandosi alle spalle gli altri due candidati ed in particolare il secondo, Giuseppe Bellocchi del Pd con il 19%, Dario Iaia si sta preparando al ballottaggio, incoraggiando i suoi e puntando dritto verso la vittoria. Viso rilassato e sorridente, pensiero rivolto al ballottaggio, incontriamo il candidato.

l’editoriale

Avvocato si presenti ai lettori di Puglia d’Oggi. Ho 38 anni, svolgo la professione di avvocato penalista nel Foro di Taranto, sono sposato e padre di due bambini, Lorenzo e Carola. Sono un uomo concreto, pur credendo che nulla possa nascere senza averlo prima fortemente sognato e voluto. Mi rivolgo ai miei concittadini perché mi piacerebbe un paese di cui i nostri figli, qui o ovunque la vita li porti nel SEGUE DA PAG 1

Un’offerta per il voto moderato [...] queste dimensioni. Anche la Lega Nord travolta dagli scandali recenti esce con le ossa rotte da questa competizione. Il Terzo Polo non riesce ad ereditare questi consensi in libera uscita. 2) La forte domanda di nuovo presente negli elettori. Questo secondo elemento è correlato al primo. E’ evidente che se l’elettorato moderato non esiste più è solo perché prima di tornare a votare un partito di riferimento come lo sono stati negli anni la Dc, Forza Italia, An e ultimo il Pdl aspetta qualcosa di nuovo. E il nuovo non può essere rappresentato da Grillo il cui successo, al pari di quello di Giannini nel 1946, del Msi del ’72, della Lega Nord del ’94 e dei radicali nel ’99 è solo un exploit effimero e passeggero, essendo un semplice voto di protesta che come il vento, prima o poi passerà. Quando vi saranno i primi eletti, privi di ogni esperienza politica, le prime visioni diverse sul da farsi, non

avendo questo movimento nessuna idea di governo, nasceranno le prime crepe di un movimento che non potrà avere solo in Grillo il capo indiscusso. Astensione e antipolitica sono frutto del rifiuto di questa politica e di questa classe dirigente. Ha ragione Sergio Romano nel suo editoriale sul “Corriere della Sera” di giovedì 10 maggio “La Risposta che non c’è” in cui parla dell’ultima chiamata per i partiti che non sono riusciti a dare risposte sull’abrogazione delle province, su una nuova legge elettorale, sulla riduzione dei parlamentari, sulla eliminazione del finanziamento pubblico dei partiti e su una nuova architettura istituzionale con una troppe volte rinviata riforma della Costituzione. Astensione e antipolitica possono essere sconfitte solo con una risposta di novità e con esempi concreti di buona politica. Chi comprenderà questo vincerà le prossime elezioni politiche. Fabrizio Tatarella

mondo, possano essere orgogliosi. Vorrei che i savesi avessero fiducia, perché insieme possiamo cambiare, distruggere i trentennali meccanismi della politica locale ed i soliti accordi sottobanco, noti ormai a tutti. Dietro di me, non c’è nessuno altro che loro stessi e se mi daranno il sostegno necessario, questa sarà la volta buona per voltare davvero pagina. Lei è impegnato politicamente da una decina d’anni, se dovesse sintetizzare la Sua precedente esperienza, cosa direbbe? Mi sono avvicinato alla politica, mia grande passione, da giovanissimo. Frequentavo l’università quando, per la prima volta, sono stato candidato come consigliere comunale e, da allora, ho maturato una certa esperienza nella gestione della cosa pubblica, pur restando quasi sempre all’opposizione. Sono stato assessore alle politiche sociali in una giunta di centro destra per poco più di un anno, raggiungendo importanti obiettivi per le fasce più deboli, quelle che non hanno mai avuto voce e che dall’amministrazione uscente, sono state del tutto ignorate ed alle quali vorrei ridare dignità. Come commenta l’ottimo risultato della coalizione e soprattutto, di Fli? Con grande soddisfazione ed entusiasmo. Il risultato ottenuto è frutto di un lungo lavoro incentrato sull’accordo programmatico tra persone serie che sono state in grado di anteporre l’interesse della collettività agli interessi ed alle posizioni di parte. Il risultato di Futuro e Libertà invece mi inorgoglisce ed è la prova che la politica fatta quotidianamente e seriamente viene apprezzata dagli elettori. Per questo e per il risultato della coalizione tutta, intendo ringraziare tutti i candidati e tutti gli elettori che, credendo nel progetto, si sono impegnati nella competizione elettorale. Adesso come intende proseguire la sua campagna elettorale? Continuerà con lo stesso impegno e con la stessa serietà che ha caratterizzato tutto il nostro percorso. Continueremo a dialogare con la gente a cui ribadiremo l’importanza dell’appuntamento del 20 e 21 maggio. Siamo convinti che saremo premiati di nuovo. Come si sta organizzando per il ballottaggio?

Andremo avanti coerentemente col nostro progetto così come ho ribadito pubblicamente mercoledì scorso durante il comizio di ringraziamento, stringendo un unico accordo, con i cittadini savesi. Parlerò dei problemi della nostra cittadina con molta chiarezza, delle prospettive di sviluppo e della necessità di liberarsi di quella cappa che da anni opprime la nostra comunità, per poter competere con le altre realtà della provincia e della regione. Vuole lanciare un messaggio ai suoi concittadini elettori? Chiediamo di essere

il messaggio agli elettori “Mi piacerebbe un paese di cui i nostri figli, qui o ovunque la vita li porti nel mondo, possano essere orgogliosi. Mi piacerebbe immaginare la vecchiaia dei nostri genitori tra i vialetti di un giardino o tra i sorrisi dei bimbi, davanti alle scuole, custodi del via vai dei loro nipoti. Mi piacerebbe guardarti negli occhi e percepire che sei soddisfatto di quanto stiamo cercando di fare per le famiglie del nostro paese e soprattutto, per chi non ha mai avuto voce. Mi piacerebbe abbattere tutte quelle barriere che t’impediscono il movimento e vederti pronto a vivere pienamente la vita, nonostante le difficoltà che ti ha riservato. Vorrei vivere il contagio del tuo entusiamo quando, con la tua giovane mente, stai pensando ad un progetto che farà crescere il territorio, semplificandoti la strada che stai per percorrere, mi piacerebbe favorire la tua realizzazione. Vorrei che tu avessi fiducia, perché possiamo cambiare insieme e perché dietro di me non c’è nessuno altro che te.” Dario Iaia messi alla prova, chiediamo a tutti coloro i quali chiedono un cambiamento, di darci fiducia. Il mio appello è rivolto anche a chi non ci ha votato al primo turno, ma che ha a cuore le sorti

il risultato del primo turno a sava

del paese. Il fallimento degli ultimi trent’anni è sotto gli occhi di tutti, noi ci assumiamo la responsabilità perché si possa concretizzare una effettiva inversione di tendenza.


Speciale elezioni

venerdì 11 maggio 2012

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AL BALLOTTAGGIO - Al ballottaggio non ci sono più i partiti, ma le persone. Possibile una grande impresa per il candidato di FLI

Torremaggiore a chi la ama, Monteleone sindaco di tutti Sarà il turno di ballottaggio a decidere il prossimo sindaco di Torremaggiore. Al centrosinistra che schiera Costanzo Di Iorio candidato sindaco non è bastato il primo turno per vincere. Di Iorio ha ottenuto 4.481 voti pari al 45.5% di preferenze. Segue al 20.22% Pasquale Monteleone, Candidato di Fli e una lista civica. La sorpresa di questa tornata amministrativa è stata certamente quella di Torremaggiore dove un piccolo partito, FLI, con un giovanissimo candidato Sindaco ha raggiunto il ballottaggio a spese del Pdl e di altri partiti nazionali. L’esponente di FLI Lino Monteleone andrà al ballottaggio contro Costanzo Diorio e la sua potentissima corazzata formata da Pd, Sel e Udc che non sono riuscite a vincere al primo turno. Il candidato della sinistra si è fermato al 45%, ma le sue liste hanno preso qualcosa in più. Il ballot-

taggio è tutta un’altra partita. Si parte da 0 a 0, non contano più i partiti, ma le persone e nell’uomo contro uomo lo stimato Lino Monteleone può rovesciare sicuramente il pronostico, come al primo turno quando nessuno immaginava che sarebbe andato al ballottaggio. C’è un precedente che preoccupa Di Iorio e la sua compagine. Alle ultime comunali di Foggia, Enrico Santaniello candidato di tutto il centrodestra sfiorò il 50%. Aveva la vittoria in tasca. Invece, nonostante i tanti candidati nelle numerose liste presenti nelle file di Santaniello il secondo turno fu vinto, a sorpresa, dal centrosinistra e dall’attuale Sindaco di Foggia Mongelli. A Torremaggiore può accadere la stessa cosa. Difficilmente Di Iorio confermerà i voti del primo turno. Non solo perché non tutti ritorneranno alle urne,

Un comizio a Torremaggiore durante la campagna elettorale

ma perché sarà solo a tirare e l’aver avuto tante liste e candidati al primo può tramutarsi in uno svantaggio. “Di Iorio doveva vincere al primo turno o perderà” continuano a sussurrare in città opinionisti, uomini di partito, semplici cittadini e attenti osservatori. Intanto, tutti i moderati, chi esplicitamente chi meno, hanno già fatto intendere di voler votare Lino Monteleone al secondo turno per consegnare Torremaggiore a un cittadino giovane figlio di questa cit-

il risultato del primo turno a torremaggiore

tà. Torremaggiore non è un feudo del Sindaco di San

Marco in Lamis, il deputato Udc Angelo Cera, che si è speso molto in questa competizione alleandosi addirittura con il Pd, che solo questa estate aveva rinnegato e promesso di non volerlo mai più come alleato, e il Sel di Vendola. Ecco perché lo slogan “Torremaggiore a chi la ama”. Torremaggiore merita un giovane onesto, competente ed innamorato della sua città come pochi. Il ballottaggio sarà un contesto depoliticizzato e prettamente locale dove sarà pre-

miato chi vince perché parla di Torremagggiore. Lino Monteleone potrebbe diventare il primo Sindaco di FLI in Italia, ma già durante il ballottaggio, e a maggior ragione un minuto dopo la sua vittoria dovrà essere il Sindaco di tutti i torremaggioresi anche di chi non lo ha votato al primo turno e al secondo. Monteleone è la sola speranza di rinnovamento per questa città e i cittadini di Torre lo sanno benissimo, per questo non butteranno al vento una grande occasione.

Torremaggiore a chi la Ama. al Ballottaggio il 20 e 21 Maggio

VOTA

MONTELEONE sindaco

rignano garganico

Perfettà parità, al ballottaggio sarà decisiva la scelta di Fli Nel piccolo comune di Rignano garganico famoso per la Grotta Paglicci, sito paleolitico risalente a oltre 25mila anni fa e dove vi sono numerose testimonianze archeologiche, si è verificato un risultato

politicamente incredibile. Due candidati hanno raggiunto 523 voti ciascuno. Perfetta parità. Il 20 e 21 maggio si dovrà, quindi, necessariamente rivotare. Determinante per il risultato finale sarà la scelta del candidato

sindaco targato FLI Giovanni Draisci che con i suoi 400 voti farà pendere l’ago della bilancia a favore di uno dei due contendenti. Draisci è già stato Vice Sindaco, stimato e apprezzato, del centro garganico.


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Regione Puglia

venerdì 11 maggio 2012

DOMENICA E LUNEDI’ ALLE URNE - Quattro capoluoghi di provincia pugliesi chiamati a rinnovare il proprio Primo cittadino

La leggina è pronta, ma è una soluzione? ambiente

Vendola accelera sui siti inquinati E’ sempre attuale il tema sensibile della tutela dell’ambiente e della salvaguardia della salute pubblica, ed è di questi giorni la netta accelerata che Vendola e la sua GIunta intendono dare alla legge sulle emissioni inquinanti nelle aree pugliesi a rischio. La V Commissione della Regione Puglia ha preso atto della richiesta avanzata dal presidente della Regione Nichi Vendola di approvare formalmente ed in brevissimo tempo la proposta di legge “Norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio sulle emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate ad elevato rischio ambientale”. La richiesta è stata formulata in una lettera indirizzata al presidente della V Commissione, Donato Pentassuglia Nel dare atto all’intera commissione per aver “elaborato un testo di proposta di legge sulle questioni relative agli impatti sanitari dei danni ambientali che appare innovativo ed estremamente moderno” e che il testo “si colloca nel pieno di un solco pugliese di approccio di competenza regionale a temi” de-

licati come quelli che toccano territorio, ambiente e sanità, Vendola ribadisce “il proprio impegno e quello degli uffici della Giunta regionale ad affrontare con le competenti funzioni del Governo nazionale la questione della compatibilità dell’impianto costituzionale di funzioni tra Stato e Regioni”. A tal fine assicura di aver già contattato la Presidenza del Consiglio. Tuttavia per il presidente della Regione è prudente “condizionare l’approdo in aula della proposta di legge alla definizione dell’interlocuzione”. Comunque l’approvazione formale da parte della Commissione consiliare consentirà alla “Regione di avere una posizione di maggiore forza negoziale nella relazione con il Governo”. La proposta di legge sarà iscritta all’ordine del giorno della prossima seduta della Commissione, in questo senso si è espressa all’unanimità la Commissione. Tutto giusto. Ma basterà questa legge senza prima una mappatura completa e puntuale delle aree a rischio ambientale in Puglia? Crediamo proprio di no.

di Roberto Mastrangelo Piante organiche, concorsi, procedure di conciliazione, assunzioni, bocciature della Consulta. La ricetta per la stabilizzazione di oltre 200 medici pugliesi è ricca di ingredienti. Per cercare di risolvere il problema (ma in realtà ci sembra più una pezza che una soluzione) è stata approvata una “leggina” per i medici in “attesa di giudizio” nelle aziende pugliesi. Una legge d’emergenza, certamente, da inquadrare nella gravità di un piano di rientro forzato concordato con il Governo e con una situazione finanziaria disastrosa per le aziende pugliesi. E che forse non avrebbe potuto essere migliore oggi come oggi. Leggina per la brevità del testo, due soli articoli, firmata da tutti i capigruppo ed approvata a maggioranza dalla terza Commissione, con l’unica astensione del consigliere Ignazio Zullo, che

“trova questa decisione discriminante rispetto alle procedure di conciliazione in corso per alcuni medici”. Due articoli secchi, con i quali da una parte si impone l’obbligo ai direttori sanitari di approvare le piante organiche entro trenta giorni dall’approvazione della legge, in caso di mancato rispetto del termine, la Giunta regionale procederà nei dieci giorni successivi, alla nomina di un commissario ad acta; dall’altra per assicurare i livelli essenziali di tutela assistenziale, le aziende e gli enti di servizio sanitario regionale fino all’espletamento delle procedure per la copertura dei posti vacanti e comunque per un periodo non superiore ai sei mesi dall’approvazione della legge, utilizzeranno il personale che a causa della sentenza della Corte Costituzionale del 2011, hanno perso il lavoro ma soprattutto la certezza della stabilizzazione. “Questa legge – ha

spiegato l’assessore alla sanità, Ettore Attolini – si inserisce nel contesto delicato e più ampio della gravissima generale carenza di personale nel nostro sistema sanitario”. L’assessore ha ricordato le condizioni di precarietà e di asfissia in cui i medici sono costretti a lavorare, coprendo con piante organiche inadeguate il lavoro che in altre realtà viene svolto da centinaia di unità in più. “Sino a quando non usciamo dal Piano di rientro – ha ricordato Attolini – ci aspettano ancora sacrifici. Questa legge serve ad evitare i tracollo, ma certamente non risolve completamente il problema delle carenze strutturali”. Il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, ha sottolineato che “il testo di questa legge è frutto di una trattativa con il Governo nazionale. Una trattativa importante e delicata inserita in un contesto altrettanto particolare e complesso”. Il presidente della ter-

za Commissione, Dino Marino, ha espresso la sua soddisfazione per l’approvazione di una legge importante, che produce un duplice effetto positivo. “Da una parte conferisce sollievo ai medici precari che ricominciano ad immaginare un percorso più chiaro nella loro vita lavorativa; dall’altra rappresenta una boccata d’ossigeno alla condizione di grave difficoltà in cui versa tutto il sistema sanitario anche a causa della carenza di personale”. Questo invece il commento del capogruppo del Pdl Rocco Palese. “L’approvazione della cosiddetta ‘leggina’ che scongiura il pericolo di far perdere il lavoro ad oltre 200 medici precari e l’assistenza ai loro pazienti, è un’altra pagina di leale collaborazione istituzionale in favore della Puglia e dei pugliesi, che avrà un duplice effetto positivo: da un lato mette in sicurezza gli oltre 200 medici in questione evitando anche ulteriori deficit di personale negli ospedali e disagi agli incolpevoli pazienti, fino allo svolgimento delle procedure di copertura dei posti vacanti negli ospedali, dall’altro lato e su nostra sollecitazione, nel DDL si mette un punto fermo e si pone finalmente una scadenza improrogabile all’approvazione delle Piante Organiche da parte delle Asl: dovranno essere approvate entro 30 giorni dall’entrata in vigore della Legge, pena la nomina di un commissario”. “Abbiamo approvato un testo che affronta il disagio e, in alcuni casi, l’eroismo di cui i lavoratori della sanità pugliese nel primo caso sono vittime e nel secondo sono autori”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale Francesco Laddomada de La Puglia per Vendola.

in commissione

autonomie locali e territorio

Energie rinnovabili, e adesso la legge all’esame dell’Aula

Ex comunità montane, che fine farà il personale?

E’ stato licenziato dalla V commissione consiliare la proposta di legge sulla “Regolazione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili”. Il provvedimento è stato approvato a maggioranza con l’astensione di PdL, Udc e Puglia prima di tutto che, invece, hanno approvato alcuni emendamenti in corso d’opera. La Regione aggiornerà, entro 6 mesi dall’emanazione del decreto ministeriale che fisserà la ripartizione tra le regioni della quota minima di incremento dell’energia prodotta con il FER (energia da fonti rinnovabili), il Piano energetico ambientale (PEAR) e

Autonomie locali e territorio dopo le comunità montale. Come muoversi nel bailamme amministrativo in corso? In VII Commissione l’audizione dei soggetti interessati si è conclusa con la comunicazione che il governo regionale proporrà un maxiemendamento che recepisce molte delle osservazioni avanzate. “L’orientamento è stringere perché la discussione va avanti da mesi ed i tempi sono maturi per chiuderla” – ha detto l’assessore Dentamaro agli interlocutori, che hanno esposto le loro osservazioni sul disegno di legge

le linee guida regionali. A loro volta i Comuni, entro tre mesi dall’approvazione della legge regionale, dovranno comunicare alla regione le autorizzazioni già rilasciate, definire il potenziale contributo locale per l’insediamento di nuovi impianti, nell’ambito del perseguimento degli obiettivi stabiliti dal PEAR. Soddisfazione per il lavoro svolto è stata espressa dalla maggioranza che ha preannunciato il voto favorevole in aula “per una legge quadro – ha detto il capogruppo Pd Antonio Decaro – che metterà ordine in un settore importante dell’economia pugliese”.

presentato per avviare la fase successiva alla soppressione delle Comunità montane, avvenuta con legge regionale nel febbraio del 2010. Da definire il trasferimento del personale (una cinquantina le unità interessate: l’orientamento è che sia la Regione a farsene carico), i compiti del commissario unico liquidatore, la costituzione delle Unioni composte dai comuni già appartenenti alle comunità montane soppresse, oltre che le funzioni ed i compiti amministrativi di questi nuovi organismi, temi sui quali si sono soffermati i rappresentanti istituzionali ascoltati in Commissione.


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Foggia

venerdì 11 maggio 2012

RIFIUTI - Il giudice fallimentare mette in mora il Comune. Si teme per l’interruzione del servizio pubblico

Amica, ancora dramma per la municipalizzata l’idea del comitato foggiano

di Claudio Aquilano

Un monumento alle vittime civili Nell’estate del 1943 Foggia, per questo insignita della medaglia d’oro al valor civile e successivamente di quella al valor militare, fu colpita da martellanti bombardamenti alleati che fecero migliaia di vittime (ventimila, secondo le fonti dell’epoca, ma probabilmente la cifra deve essere ridimensionata) A quasi settant’anni di distanza fa la sua prima uscita ufficiale domenica, in occasione della giornata ecologoca, dove con un gazebo il neonato “Comitato per la realizzazione di un monumento in ricordo delle vittime dei bombardamenti del 43 a Foggia” si presenta alla città. Il Comitato farà conoscere lo scopo e le iniziative per cui è nato. Composto da cittadini foggiani che hanno a cuore la storia si propone lo scopo di riuscire, magari in occasione

del 70^ anniversario della tragica estate del 43, che si celebrerà nel prossimo 2013, a realizzare un monumento che, finalmente e degnamente, ricordi a tutti il tragico prezzo che la città ha pagato in termini di vite umane e distruzioni, per la liberazione del nostro Paese. ‘Troppi anni sono passati ed è arrivato il momento di impegnarsi per poter raggiungere l’obiettivo che il comitato si propone e che da più parti viene sollecitato. Lo dobbiamo ai pochi, purtroppo, anziani rimasti e uniche memorie storiche ancora capaci di raccontare il tragico vissuto di quei giorni e ai nostri figli che sono il futuro di Foggia e devono assolutamente conservare e perpetuare la memoria dei loro avi’, ha spiegato lo scrittore e studioso della storia di Foggia Alberto Mangano, che presiede il Comitato.

Non c’è pace per Amica, la fallita azienda municipalizzata per l’igiene e la conservazione dell’abitato che dovrebbe occuparsi della raccolta dei rifiuti a Foggia. Mentre pende in Corte d’Appello il ricorso contro la sentenza che aveva negato l’ammissione dell’azienda all’amministrazione straordinaria ai sensi della “Legge Prodi”, il magistrato che ha emesso la sentenza di fallimento, Roberto Gentile ha tenuto un vertice con curatela, sindaco, rappresentanti dei creditori e sindacati per verificare la praticabilità della prosecuzione dell’esercizio provvisorio, previsto fino alla fine del 2012. Il problema non è di facile soluzione: le società in stato di insolvenza vengono dichiarate fallite appunto per non permettere loro di indebitarsi ulteriormente e comunque per non ledere i diritti acquisiti dei creditori. Una situazione incompatibile con la prosecuzione di una attività in passivo. C’è sicuramente il problema dei costi del personale, sia dal punto di vista delle retribuzioni che da

La sede della fallita azienda municipalizzata per l’igiene e i rifiuti

quello del sovrannumero rispetto alle esigenze. Ma è ancora più clamoroso il problema dei mancati accreditamenti da parte del Comune, che pure, grazie alla forte lievitazione della Tarsu, dovrebbe essere in grado di far fronte almeno ai costi immediati di gestione. Il giudice Gentile non ha esitato a tacciare di inerzia il Comune, che invece sostiene di avere effettuato, pur con ritardi di qualche giorno, tutti i pagamenti concordati. Nella riunione che si è svolto a Palazzo di Giustizia, che viene descritto come un confronto a muso duro

appuntamento domenica prossima

Bimbimbici anche a Foggia per la mobilità sostenibile

Bimbimbici è una manifestazione nazionale promossa dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) tesa a promuovere la mobilità sostenibile e a diffondere l’uso della bicicletta tra i

giovani e i giovanissimi. La manifestazione, a cui quest’anno aderiscono oltre 240 comuni di tutta Italia, si concretizza in una allegra pedalata in sicurezza lungo le vie cittadine e si svolge ogni anno in

una domenica del mese di maggio. E’ rivolta principalmente ai bambini sino alla fascia d’età della scuola media, ma è aperta anche ai loro genitori e più in generale a tutti i cittadini. L’evento è una vera e propria occasione di festa e di rivincita per tutti quegli utenti deboli della strada che vivono quotidianamente la città come luogo riservato ad utenti forti (in primo luogo gli automobilisti). L’Associazione Cicloamici Foggia FIAB organizzerà, con il Patrocinio del Comune di Foggia e la collaborazione dell’Assessorato all’Ambiente e della Protezione Civile, l’evento Bimbimbici domenica 13 maggio, in coincidenza anche con la Domenica ecologica cittadina. Saranno organizzati: un corteo in bicicletta per le vie della città percorsi di agilità e destrezza tra birilli lezioni per imparare a pedalare sul monociclo. I bambini che volessero partecipare a Bimbimbici possono venire accompagnati da genitori, amici e/o parenti, ovviamente tutti in bici, davanti al Teatro Giordano di Foggia (Piazza Cesare Battisti) alle ore 10.00.

soprattutto fra il primo cittadino Gianni Mongelli e la curatrice fallimentare, la commercialista Mirna Rabasco, Palazzo di Città, oltre a mostrare le attestazioni contabili degli accrediti già effettuati, ha fissato un calendario preciso per gli accreditamenti ulteriori, in modo da scongiurare lo spettro della revoca dell’esercizio provvisorio. Se il giudice prendesse questo provvedimento, che diventerebbe obbligatorio in caso di crescita del passivo, la città sarebbe alla catastrofe. Nel frattempo il supermanager Raphael Rossi, ingaggiato non senza polemiche per occuparsi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, sta lavorando al progetto della newco che prenderà il posto di Amica, facendosi carico nei limiti del possibile dei dipendenti dell’azienda fallita. Ma il Comune non può avventurarsi su questa strada prima di avere tentato la riammissione dell’azienda all’amministrazione straordinaria (procedura conservativa, e non liquidatoria). Secondo i consulenti del Comune l’istanza ha ottime possibilità di essere accolta. Di sicuro c’è che la raccolta dei rifiuti procede in modo singultante, e all’inzio del grande caldo foggiano non è una buona notizia. Nel frattempo prosegue l’inchiesta della Procura sulle infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno dell’azienda. I magistrati hanno negato all’ex-presidente dell’azienda Elio Aimola, la remissione in libertà, lasciandolo agli arresti domiciliari, condizione in cui si trova dallo scorso 6 aprile.

IL COMMENTO

Un giorno da (Monte) ...leone di Fabrizio Tatarella E’ innegabile, e tutti gli analisti politici lo confermano, che l’eclissi del voto moderato in queste amministrative è stata quasi totale. Le ragioni sono molte e complesse: anzitutto la disaffezione e la delusione. È un’analisi che Futuro e Libertà condivide: si può dire anzi che la nostra stessa nascita ed esistenza come soggetto politico deriva dal desiderio di reagire a questi fenomeni. Lo facciamo al meglio quando, come a Torremaggiore, sosteniamo un candidato giovane, coraggioso, trasparente come Lino Monteleone. La lettura dei risultati delle urne dice che il suffragio espresso dall’elettorato di Torre al candidato sindaco è stato molto superiore a quello delle liste che lo hanno appoggiato, compresa la nostra. Un dato che, lungi dal preoccuparci o immalinconirci, ci inorgoglisce, perché è la migliore delle conferme della giustezza della scelta. Chi voterà per Monteleone sa di mettere la fascia tricolore sul petto di una persona leale che avrà come unica stella polare gli interessi della comunità, ben oltre le appartenenze ed etichette di partito: ed è questa riscossa del civismo, questa impellente necessità che la politica torni a occuparsi del bene comune e non delle proprie beghe, che è la vera cifra distintiva di queste elezioni amministrative, di cui il successo di Beppe Grillo, indiscutibile, è solo una delle facce. I moderati di Torre, ma anche quegli elettori che hanno votato al primo turno sulla base di logiche di appartenenza, avranno fra due domeniche la possibilità di premiare il merito, la qualità, la libertà. Confidiamo che lo facciano.


Cerignola

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Come Ortanova, anche a Torremaggiore Fli e le civiche insieme mandano fuori il Pdl dal ballottaggio. Accadrà anche a Cerignola

Ragionare sulle persone e non sulle vecchie sigle

Cerignola, il Duomo Tonti

di Carlo Dercole Dopo il segnale di Orta Nova, arriva la conferma di Torremaggiore, quest’anno. Una lista civica, composta da professionisti, gente onesta, capace e che vuole lavorare esclusivamente per il bene della propria città, e Fli, composto da giovani, hanno cancellato il Pdl, buttandolo fuori dal

ballottaggio. Ad Orta Nova con Porcelli. A Torremaggiore con Monteleone. Arriva l’ennesima conferma; l’appartenenza cieca ed ottusa al centrodestra, piuttosto che al centrosinistra è ormai superata. Non si può più ragionare per sigle, ma si deve ragionare sulle persone. E’ arrivato il momento di pensare, seriamente,

, l’appello ai giovani cerignolani

Ragazzi muoviamoci! Insieme ce la faremo Quante volte abbiamo detto espressioni del tipo:”In questa città non c’è niente oppure voglio andarmene subito da questo schifo”, ebbene anche io molto spesso mi sono ridotto ad espressioni del genere. Se per tutto il tempo che stiamo lì fermi, seduti, ad una panchina o in un bar ad osservare quello che accade e continuamo imperterriti e imperturbabili a non attivarci per la società, allora tutto rimarrà come ora forse qualcosa può anche peggiorare. La maggior parte degli adulti ha la convinzione, a mio parere sbagliata, e piena di preconcetti, che i giovani di oggi hanno la testa solo ed esclusivamente allo svago, invece NO questa è una concezione sbagliata e a nostro sfavore. Una delle mie più grandi soddisfazioni assieme ad alcuni giovani cerignolani coraggiosi, è quella di cominciare a denunciare ciò che accade, proporre nuove idee e progetti all’attuale classe dirigente ed im-

pegnandoci davvero per il sociale, non dietro ai computer o sui giornali, ma scendendo per la strada, incontrandoci nelle piazze, girando in lungo e in largo la città, per cercare di risolvere i problemi reali presenti tra noi (qualche esempio? rifiuti, strade rotte, illuminazioni totalmente spente, periferie spesso abbandonate al proprio destino, ecc...). Umanamente impossibile è ad esempio sistemare il manto stradale e tante altre situazioni presenti, è necessario però presentarsi al Comune in massa, pacificamente e con foto o documenti alla mano per far vedere lo scempio in cui viviamo e proporre o aiutare a risolvere in qualche modo i problemi. E allora, giovani cerignolani, muoviamoci! Diamoci da fare, perchè così non possiamo pià andare avanti. Dobbiamo avere il coraggio e l’intelligenza di essere uniti per costruire la Cerignola di domani. La nostra Cerignola. Stefano Petrarolo

alle soluzioni per far uscire le nostre città dallo stagno più totale. Di come far tornare a camminare la macchina amministrativa, ferma ormai da diversi anni. Bisogna mettere in piedi una squadra governativa estranea alle lotte partitiche. Una squadra che pensi unicamente al bene di Cerignola, e non a quanti assessorati debba avere l’Udc, piuttosto de l’Udcap, o se il Gam (??) abbia diritto ad uno, o a ben due assessori. E nel frattempo che questi decidono, a Cerignola chi ci pensa? La crisi è profonda. Per la prima volta, la nostra generazione, non riesce a sognare un futuro migliore di quella dei nostri padri. Per la prima volta, la nuova generazione, fa un passo indietro rispetto a quella precedente. Noi ragazzi, quando ci troviamo a pensare al nostro futuro, siamo spaventati,perchè non abbiamo la certezza di poter offrire ai nostri figli, quello che i nostri padri ci hanno potuto offrire. Per noi ragazzi è una situazione angosciante e frustrante. Dobbiamo assolutamente tirarci fuori da questo pantano. La squadra vincente è un mix tra società civile, persone oneste e competenti, e giovani. Questa è un progetto vincente. Lo hanno dimostrato i dati di Orta Nova un anno fa e di Torremaggiore oggi. FLI non solo manda a casa il Pdl, ma prende la stessa percentuale del Pdl.

Il Comune di Cerignola

Due volte su due. Il merito di questi risultati è sicuramente da ascrivere a un giovane che a Cerignola conosciamo benissimo. Fabrizio Tatarella, coordinatore provinciale di FLI, politicamente nato sin da bambino nella nostra città, non ha sbagliato un colpo. Un anno fa vinse in quattro comuni su quattro, oggi non solo centra il risultato incredibile di Torremaggiore, ma indovina le scelte su Rodi, Apricena, Motta, Monte S. Angelo. Un giovane capace e legato al suo territorio. Tanti giovani crescono con lui e grazie a lui. Cerignola sta studiando su questo progetto, su questo modello per aprire uno nuovo scenario. Non a caso a Cerignola FLI è un partito giovanissimo con dei fratelli maggiori che conoscono la politica e sono pronti a voltare pagina, definitivamente investendo sulle future generazioni.

mercoledì la manifestazione cittadina

La vera Cerignola contro tutte le mafie Cerignola scende in piazza contro tutte le mafie. Dopo gli ultimi, preoccupanti fatti di cronaca delle scorse settimane, l’associazione Libera ha voluto organizzare una manifestazione in piazza. Purtroppo, segnaliamo la quasi totale assenza da parte di singoli cittadini. La scelta del giorno e dell’ora (mercoledì 9 maggio alle ore 18) non ha, d’altra parte, agevolato l’affluenza. Ma il 9 maggio, come ha ricordato il presidente della Cooperativa Sociale Pietra di Scarto, è una data simbolica: nel 1978, a Roma, veniva ritrovato il corpo

di Aldo Moro; quello stesso giorno, nelle campagne di Cinisi, venivano rinvenuti i resti di Peppino Impastato. Tra i presenti rappresentanti del Pd, de La Cicogna, Sel, Fli. Insieme a loro anche il sindaco Giannatempo ed alcuni esponenti dell’Amministrazione comunale e della Confcommercio. Gesti importanti che rimarcano l’importanza di una battaglia che va oltre ogni divisione ideologica. Alla fine si contavano centinaia di cittadini per le strade di Cerignola. Avrebbero potuto, e dovuto, essere molti di più.

mi per... metta!

Crollano il Pdl e la Lega, e il Terzo Polo ora che farà? Mi per …. Metta, on. Tatarella. Il PdL è defunto. La Lega rasa al suolo. Il PD pareggia,ma grazie a Doria e Orlando, che sono del PD, come io sono della Juve. E il Terzo Polo? Ha perso prima di cominciare” ; dice Roberto Menia, coordinatore di FLI. “Il Terzo Polo è un policchio” parla Bocchino” “un giorno di qua, un giorno di là. Nascono anche da qui i molti voti a Grillo, dalla nostra indeterminatezza”. Fini,allarmato, esclama:

“Dovremo fare subito una verifica profonda nel Terzo Polo”. E se non la fa profonda Lui, la verifica, che è un provetto subacqueo….. Dal Veneto, Giorgio Conte: “Ci siamo alleati con il PDL di Brancher, dopo aver lavorato per l’alternativa al PdL. Ma in tutta Italia abbiamo fatto una gran marmellata di alleanze”. E adesso? Onorevole, per …. Metta, ma che fate? Policchi? Marmellate?

Pendoli? ... un po’ di qua,un po’ di là? Andrete ancora a rimorchio di Casini? Volete veramente morire democristiani, nsenza aver vissuto (con i benefici) da democristiani? Riesce Lei a dare una svegliatina al Suo partito? Crolla il PdL, e Voi non ci guadagnate il resto di nulla. Brutto segnale, pessimo segnale. E Fini che dice? Fa la verifica profonda? Quanto? Onoré, sveglia. Qua: o siete fuori strada proprio; oppure è Fini che porta iella... Veda Lei. ... ma alla svelta...


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Europa

venerdì 11 maggio 2012

LA FESTA DELL’EUROPA - Il 9 maggio 1950 la proposta di Robert Shuman

Coesione tra Stati per superare la crisi Il 9 maggio 1950 Robert Schuman presentava la proposta di dar vita a un’Europa organizzata, solidale, necessaria al mantenimento di relazioni pacifiche tra gli Stati del Continente, dopo anni di cruente guerre. La proposta, nota come “Dichiarazione Schuman”, fu l’atto di nascita dell’Ue. Questa giornata, diventata simbolo europeo, è sempre stata festeggiata come una data storica di incommensurabile novità, foriera di pace e benessere per i popoli del Vecchio Continente. Dopo 62 anni di entusiasmo e orgoglio, stavolta ci sarà poco da celebrare gioiosamente per colpa della crisi che attanaglia tutti i cittadini dell’Ue e non solo. Mi auguro, dunque, che possa invece essere un corale momento di riflessione per comprendere quanto sia necessario far fare alle istituzioni un salto di qualità e di adeguamento a un mondo radicalmente cambiato. Un salto di qualità che ridisegni le istituzioni comunitarie, che le rilanci in termini politici, che non le renda succubi della finanza gestita da cini-

ci protagonisti a danno della crescita economica e della salvaguardia del benessere sociale. L’Italia, superando finalmente il suo atavico provincialismo, ha compreso quanto sia importante il contesto europeo per le scelte che il Paese deve operare e ha riacquistato un suo ruolo nel concerto delle nazioni che ne compongono l’unità. Dobbiamo tutti noi, cittadini di questa entità politica, indicare strade nuove di coesione economica, fiscale, militare, sociale, sforzan-

doci di superare quegli egoismi nazionalistici (Germania, Francia, Inghilterra) mai sopiti che hanno prodotto solo danno al benessere di tutti e in particolare alle nuove generazioni. Guai se il sogno dei padri fondatori si trasformasse in incubo. Significherebbe accelerare quella crisi della civiltà occidentale che sembra sempre più profilarsi all’orizzonte, con conseguenze catastrofiche soprattutto per i giovani. Per impedirlo abbiamo assoluto bisogno da un lato di

un sussulto d’orgoglio dei cittadini europei, dall’altro, come diceva Alcide De Gasperi, indiscusso protagonista del sogno dell’Ue, servono “non politici che guardino alle elezioni, ma statisti che guardino alle nuove generazioni”. Con questo spirito, abbiamo partecipato il 9 maggio alla festa dell’Europa con rinnovata fiducia e speranza in noi stessi e in chi avremo scelto per il gravoso compito di governarci! Potito Salatto Salvatore Tatarella Europarlamentari Ppe

Il Parlamento Europeo

parla il presidente del consiglio ue

Cooperazione aiuto e integrazione ma non gli “Stati Uniti d’Europa” ‘’L’Unione europea non diventerà mai gli Stati uniti d’Europa. Ci sono 27 stati o 28 (con la Croazia). Ogni paese ha la sua propria storia, qualcuno ha una storia di 200 anni, come il Belgio, altri una storia di migliaia di anni. Quindi non siamo come gli Usa. Abbiamo 23 lingue. Ogni stato membro ha

una sua propria identità e una situazione specifica dovuta alla propria storia’’. Lo ha detto il presidente del Consiglio Ue, Herman van Rompuy in occasione della festa dell’Europa. La strada da seguire, ha aggiunto, “non è la creazione di un unico grande stato federato,

ma di un’Europa più integrata. Il tempo di crisi è un’occasione molto fruttuosa per farlo’’. L’ex primo ministro belga, in riferimento all’exploit dell’estrema destra nelle ultime tornate elettorali in Francia, Grecia e nella Germania federale ha inoltre ricordato che “il populismo e il nazionalismo non

sono le risposte adeguate alle sfide che Burxelles oggi ha di fronte’’. In risposta alla notizia diffusa in mattinata dal quotidiano greco Kathimerini, secondo cui il leader della Coalizione della Sinistra Radicale, Alexis Tsipras, invieràoggi a Bruxelles e al numero uno della Banca Centrale Europea Mario Draghi una lettera in cui rifiuta i termini dell’accordo di salvataggio internazionale di Atene,

Van Rompuy ha inoltre ribadito che “senza l’Ue il costo’’ per ogni Statmo membro coinvolto nella crisi del debito europeo “sarebbe incredibilmente alto. I politici - ha proseguito - devono parlare un linguaggio chiaro su quanto sta accadendo’’ in Grecia. “Un deficit del 15% e un debito del 160% del Pil, sono insostenibili. Le riforme sono necessarie, con o senza l’Ue’’. V.M.

le celebrazioni del 9 maggio in europa

Giornata Europea celebrata a Bruxelles Martin Schulz: “Insieme siamo forti”

“60 anni fa è iniziata una rivoluzione silenziosa, 60 anni fa è stata posta una pietra di un progetto unico nella storia umana”. È iniziato così il discorso di Martin Schulz, Presidente del Parlamento Europeo, durante la sessione Plenaria a Bruxelles, in occasione delle

celebrazioni della giornata europea. Il 9 maggio 1950, infatti, Robert Schuman, allora ministro degli esteri francese, parlò per la prima volta della necessità della creazione di una Comunità Europea. Il Presidente del PE ha voluto ricordare questa data fondamentale per la

nascita dell’Unione, lanciando un chiaro messaggio nei confronti degli euroscettici: “Sul nostro territorio è presente il migliore sistema sanitario al mondo, anche il nostro mercato unico è uno tra i più potenti ed i nostri valori sono il cardine della nostra identità. Siamo orgogliosi e consapevoli del percorso che abbiamo costruito insieme”. Il Presidente del Parlamento Europeo ha affrontato anche lo spinoso tema della crisi economica e politica che l’Europa sta vivendo, ricordando che “l’unione fa la forza”. Ma come affrontare questo momento difficile? A suo avviso bisogna prevedere un indispensabile risanamento di bilancio per una “equità generazionale”, ma anche di uno stimolo alla crescita assolutamente necessario, ad esempio attraverso l’imposizione di una tassa sulle transazioni finanziarie ed a un rafforzamento della lotta

all’evasione fiscale -”I veri patrioti sono coloro che investono nel loro paese”-. Altro simbolo sul quale bisogna puntare è l’euro. La moneta unica non deve essere il “simbolo degli egoismi nazionali, ma di quella unione e di quella libertà di movimento essenziali per lo sviluppo e la crescita dell’Europa”. Infine, riporta una frase di un ragazzo spagnolo, vittima della disoccupazione dilagante del paese e dell’intera Europa: “Noi giovani siamo d’accor-

do sull’investire 750 milioni di euro per il risanamento del sistema economico, ma quando verrà investito anche solo un milione per noi?”. Durante la discussione è stato interessante l’intervento del Presidente del gruppo ALDE, il belga Verhofstadt, il quale definisce il discorso di Schulz come una semplice “autocelebrazione di noi europei”. Il Presidente del gruppo ha infatti sottolineato il fatto che l’Europa che ormai ricopra una posizione marginale nella scena mondiale, ha parlato di un invecchiamento delle democrazie che non riescono a stare al passo con la crescita dei paesi in via di sviluppo, di una frammentazione dilagante degli Stati nazione, - “L’Europa naviga senza orizzonti, serve una nuova rotta e maggiore concretezza.”. D’altronde non è stato proprio Schuman a parlare di solidarietà dei fatti? Sveva Biocca


Spettacoli e Cultura

venerdì 11 maggio 2012

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BARI - “In Puglia abbiamo una cultura prettamente mediterranea ed ellenica, il mondo del Fantasy si rifà alla cultura nordica”

Viaggio nella Terra di Mezzo A colloquio con il Presidente della società Tolkeniana italiana Presente come non mai, icona del genere fantasy nell’anno, finalmente, dell’arrivo nei cinema de “Lo Hobbit”, di Tolkien se ne parla sempre troppo poco, soprattutto in Puglia. Al recente Levantecom abbiamo incontato il Presidente della società Tolkeniana Italiana Nini Dimichino, barese, con il quale abbiamo scambiato alcune impressioni. Innanzitutto l’attualità. Cosa lega la società Tolkeniana Italiana con il Levantecon? Parliamo innanzitutto di associazione culturale. Vista la situazione culturale in Italia, tutto ciò che può servire a dare visibilità a queste associazioni va sfruttato. Noi siamo amici di lunga data non solo come associazione ma anche personalmente con gli organizzatori del Levantecon e ci scambiamo le opportunità di presentare quelli che sono i nostri mondi. Nonostane uno sia della fantascienza e l’altro del fantasy, entrambi portano alla scoperta di viaggi. Tolkien con il suo viaggio all’interno della terra di mezzo mentre Levantecon con un viaggio in un mondo extraterrestre.

Come opera la società Tolkeniana Italiana all’interno della Puglia? Quali sono i vostri eventi? Per assurdo, nonostante il presidente sia barese facciamo tutto al di fuori dalla Puglia perché noi siamo un’associazione nazionale nata più di vent’anni fa nel triveneto e la maggior parte dei nostri iscritti si trovano li e le nostre manifestazioni si svolgono li anche per motivi organizzativi e logistici. Adesso stiamo un pò scendendo e siamo arrivati nel Lazio. Poi ci sono anche un pò ovunque una serie di conferenze, mostre e presentazione libri. la festa più importante che noi facciamo é il primo weekend di settembre che é la Hobbiton dove siamo riusciti ad arrivare anche a 15000 visitatori nella tre giorni e vi si svolgono generalmente mostre di pittura, conferenze, concorsi letterari, gruppi di combattimento, concerti e tutto quello che può essere conviviale e che faccia vivere tre giornate in armonia nel mondo tolkeniano a tutti i visitatori. Secondo lei quali sono

La Compagnia dell’Anello interpretata nel film di Peter Jackson. A sinistra John Ronald Reuel Tolkien

le barriere che non permettono il proliferarsi della cultura Fantasy in Puglia ed a suo avviso quale può essere la cura? La Puglia, come tutte le regioni meridionali hanno una retrocultura che é prettamente mediterranea quindi molto spesso si previleggiano tutte quelle che sono le tradizioni e le culture popolari e territoriali. Si va quindi dalla pizzica alla taranta e tutto quello che era un mondo ellenico. Il mondo del Fantasy si rifà molto spesso a tutto

spettacoli

Solfrizzi e Stornaiolo domani a Brindisi

Il duo comico barese Toti e Tata

Daniela De Sario Chi è nato e cresciuto a Bari li ha nel cuore, perché dimenticarli è impossibile, e sono stati, con la loro comicità tagliente e le loro buffe parodie, due veri e propri idoli per tutti i baresi; inutile specificare che stiamo parlando di Emilio Solfrizzi e Anto-

nio Stornaiolo, conosciuti come il duo Toti e Tata. Dopo gli esordi nel 1985 e la ricca carriera fitta di gag e show su Telenorba, i due attori meridionali (Solfrizzi è nato a Bari, mentre Stornaiolo è napoletano) sciolgono la coppia, inseguendo con successo le loro personali

ambizioni, ma nel corso degli ultimi anni non sono mancate le occasioni in cui hanno condiviso di nuovo lo stesso palcoscenico, come in occasione dei festeggiamenti in piazza per la fine dell’anno 2007. E per chi volesse ancora divertirsi con loro è imperdibile lo spettacolo “Il cotto e il crudo”, il quale vedrà la reunion di Solfrizzi e Stornaiolo in due date in Puglia, precisamente il 10 maggio presso il Teatro Italia di Gallipoli e in replica il 12 maggio presso il Teatro Impero di Brindisi. Proprio come promette il titolo, i due comici ne combineranno di cotte e di crude, passando in pochi secondi dai convenevoli e dalle formalità iniziali ad una colorita litigata in cui daranno sfogo a tutta la loro simpatia, toccando anche temi di attualità “spinosi” sui quali però è sempre bene ridere.

quello che é una cultura nordica, celtica guardando più nello specifico. Nel nord italia quindi c’é una base culturale che si avvicina molto di più a quello che é il mondo fantasy e tolkeniano. Quello che si può fare e che noi facciamo é fare un pò gli untori. Ovunque si va se ne parla. Cosa consiglierebbe ad un ragazzo che volesse avvicinarsi al fantasy e ad un adulto? Le strade devono essere sempre le stesse a prescindere dall’età. Partire da un qualcosa che é un pò la base. Noi parliamo principalmente del mondo Tolkeniano quindi consigliamo di avvicinarsi al mondo Tolkeniano dallo Hobbit per poi passare al Signore degli Anelli per poi arrivare al Silmarillion. I più grandi vi si sono avvicinati dal libro mentre i più giovani si avvicinano dal film l’importante é avvicinarsi prenderla molto come gioco, come lettura di svago ma poi cominciare ad entrare in quelle che sono le tematiche più approfondite che ogni libro ha ed in Tolkien di sfaccettature tematiche ce ne sono un’infinità. Molto spesso, la figura di Tolkien è stata strumentalizzata e politicizzata. Questo rischia però di allontanarlo da quelli che magari si considerano lontani dal mondo politico, ma vicini al fantasy, lei che ne pensa? Tolkien e la politica é un fenomeno esclusivamente Italiano nato negli anni 70 quando Tolkien é stato portato in Italia prima dall’Astrolabio ma poi da Cattaviani e dalla Rusconi che erano considerati all’epoca case editrici di destra. Non ha assolutamente riscontrato all’interno di quelli che erano i canoni delle sinistre dell’epoca riscontri e quindi é stato rigettato dalla sinistra chiamandolo fascista, reazionario ed addirittura

per assurdo si é arrivato a dire che fosse razzista perché vedendo che era nato in sud africa Tolkien doveva essere per forza razzista, tranne il fatto che é tornato in Inghilterra all’età di 3 anni. Quindi, quella visione dove “se non appartieni a noi sei contro” ha avuto una base importante. Nello stesso tempo, i giovani della destra ci si sono identificati perché determinati valori come l’esaltazione del guerriero o tutto ciò che é la mitologia nordica erano materie approfondite molto più da loro rispetto a quelli della sinistra. Il senso identitario, l’appartenere ad un popolo in un epoca in cui la sinistra era più mondanista, guardava alla Cina, alla Russia a Cuba ma non guardava certo alle tradizioni territoriali ha fatto si che ci fosse un rigetto e dall’altra parte l’identificazione e quindi ovviamente poi nel proseguire c’é stata questa identificazione nel toto. Tantoché che qualsiasi persona di sinistra di

quell’epoca vi dirà che se veniva beccata a leggere Tolkien provabilmente veniva espulso dal collettivo. Poi Tolkien era pur sempre un cattolico tradizionalista, monarchico, inglese della fine dell’800 quindi ha chiaramente una visione più conservatrice e non certo di sinistra. Adesso poi si sono avvicinate non solo le sinistre. Probabilmente i giovani sono diversi da quelli di quell’epoca e certe cose sono state perse e vi si sono identificati in nuove ed anche molto il mondo cattolico, perché anche il mondo cattolico lo rifiutava ma adesso lo ha riscoperto”. Infine è arrivato Hollywood e quello che era un romanzo di nicchia è diventato un grandissimo successo di livello planetario. E’ possibile raggiungere la società Tolkieniana ai seguenti indirizi. www. tolkien.it o su facebook Società Tolkieniana Italiana. Francesco Felice Christian Mastrangelo

, premio recanati - città di san severo

Una borsa di studio per Checchia Rispoli Il Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e i Comuni di Recanati e San Severo ha organizzato per il prossimo 29 giugno 2012 la cerimonia di premiazione dei concorsi legati alla 14^ edizione del Premio “Giacomo Leopardi”. Uno dei due premi speciali è quello intitolato “Domenico Cardella - Città di San Severo”, voluto dalla Famiglia e

dalla Città di San Severo per ricordare la figura e gli appassionati studi sulle opere leopardiane dell’indimenticato studente sanseverese del Liceo Scientifico “Giuseppe Checchia Rispoli”, prematuramente scomparso. Il Premio “D. Cardella - Città di San Severo” è per tesi di laurea magistrale, specialistica o per tesi di dottorato; la Commissione Giudicatrice vedrà, tra le altre, la presenza del Sindaco di San Severo.


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Cinema

venerdì 11 maggio 2012

HUNGER - Arriva in Italia il film del videoartista Steve McQueen sugli uomini della Irish Republican Army

Il dramma di Sands girato senza filtri di Michele Falcone Hunger opera prima del videoartista Steve McQueen (camera d’or a Cannes 2008), é un classico pugno allo stomaco, é una esperienza visiva devastante, un racconto vibrante di un militante per la libertà. Robert Gerard Sands, detto Bobby, simbolo della rivolta e della lotta per cacciare dall’Ulster, l’Irlanda del nord, gli Inglesi per riunificarsi con l’Eire. Hunger racconta appunto quei lunghi giorni

di prigionia e del suo secondo sciopero della fame negli H-blocks del carcere di Long Kesh detto Maze durante la “blanket and no wash protest”. Bobby dopo 66 giorni di estenuante sciopero morirà, il 5 maggio 1981 a 27 anni, diventando un vero martire della rivolta. Il regista Inglese racconta con dovizia di particolari e cura nella ricerca delle immagini, ricche di silenzi strazianti, questa sofferenza e lotta ad opera degli uomini della Irish

la scheda - hunger Regia: Steve McQueen. Attori: Michael Fassbender, Liam Cunningham, Stuart Graham, Brian Milligan, Liam McMahon. Genere: Drammatico Durata: 96 min. Paese: Gran Bretagna, Irlanda, 2008. Distribuzione: Lucky Red Uscita in Italia: venerdì 27 aprile 2012.

Republican Army imprigionati nel carcere di massima sicurezza. Michael Fassbender superlativo interprete di questa meravigliosa pellicola, rende a pieno (dimagrito di 20 chili), la sofferenza umana e la potenza devastante delle idee rivoluzionarie di quest’uomo. L’attore poi interpreterà sotto la regina di Tarantino il bellissimo Bastardi senza gloria, e il piú recente Shame, sempre con la regia di Steve McQueen, consacrando definitivamente il suo talento attoriale. Il regista non pone quesiti, non giudica e non santifica Sands, ma ci racconta in maniera cruda e autentica il dramma di quegli anni difficili sotto il governo della Tatcher, con la sua volontà inflessibile di donna di ferro, di negare i primari diritti a

The Space Cinema Casamassima (Ba) American Pie - Ancora Insieme h 17:30 - 20:00 - 22:20 The Avengers h 16:20 - 19:15 - 22:10 Hunger games h 16:20 - 19:15 - 21:15 - 22:10

Galleria Bari Chronicle h 16:30 - 18:40 - 20:45 - 22:35 Gli infedeli h 16:05 - 18:15 - 20:30 - 22:40 To Rome with Love h 16:00 - 18:30 - 21:00 Il protagonista del film, in programmazione all’ABC di Bari

prigionieri politici: ridotti e trattati come larve, corpi nudi, stipati inermi sui propri escrementi. La forza del film è la sua aggressività, la violenza delle immagini, la cruda nudità dei corpi che perdono la loro bellezza e si trasformano in semplici mezzi da torturare o da

mostrare in tutta la loro vulnerabilità. Il film oltre alla camera d’oro ha vinto il premio per la migliore interpretazione al British Indipendent Film Awards, al Chicago International Film Festival 2008, al London Critics Circle Film Awards 2009 e al BIFA 2009.

Mult. Cinemars Andria (Bat) Ho cercato il tuo nome h 18:10 - 20:20 - 22:30 The Rum Diary - Cronache... h 20:00 - 22:30 SeaFood - Un pesce fuor d’acqua h 18:00

Puglia d'oggi n. 17  

Il numero 17 del settimanale Puglia d'oggi

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