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Primo piano La Fiera di Viesti guarda al futuro

De quest'anno l'ingresso in Fiera si pagherà Decaro: la Fiera deve specializzarsi

Schittulli: è una Fiera senza provincia

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The world

Turismo

Essere giovani, flessibili e felici non è impossibile... parola di Francessco Delzìo 22

La Puglia ancora la più amata dalgi italiani

Merolla "ambasciatrice" pugliese in Svizzera

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Comuni

La comunicazionesel Sud in conclave a Conversano

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Agroalimentare

Anci giovane lancia la September School Spa

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Un bando per reintegrare i sanseveresi in disagio

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Nel 2011 il vino sarà buono... 30 ...ma ancora per quanto?

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Spettacoli SETTEMBRE 2011

Il pubblico incorona re Checco

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Il felice destino del teatro Kismet

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Le giornate del Patrimonio spengono la Tv e accendono la cultura mediterranea

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I Vicoli crescono

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Sport Attolico, l'airone azzurro

Molfetta, in A con tanta passione e... pochi soldi

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I micromondi cortesi

AstroVisioni conquista Castellana Grotte

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Al Conversano il derby per la supercoppa 45

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10 Settembre 2011

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DELZìO ATTOLICO

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Non perdete il prossimo numero di "Puglia in" ci vediamo a ottobre

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Puglia in fiera

Anno IV n. 7 Settembre 2011 Periodico free press Registrato c/o Tribunale di Bari al n. 3 dell’1 febbraio 2008

di Fabio Paparella

Direttore responsabile Fabio Paparella Collaboratori Antonio Verardi, Osvaldo Negro, Egidio Franco, Vincenzo Madaro, Daniela De sario, Roberto Mastrangelo, Mariangela Sgaramella, Isabella Battista, Giovanni Moebi, Annalisa Tatarella, Enrico Ciccarelli, Ivano Stelluto Immagini Osvaldo Negro (Ricerca immagini) Stock.xchng In copertina Sabrina Merolla al porticciolo di Torre San Giovanni, Ugento (Le) Redazione pif@publimediasud.it Via Abate Giacinto Gimma, 163 I-70122 Bari ----------------------------------------Editore Publimediasud S.r.l. info@publimediasud.it www.publimeidasud.it Pubblicità Publimediasud S.r.l. Responsabile Ufficio Commerciale Stefania Verardi Graphic Design ed Editing Publimediasud S.r.l. Stampa Stampa Sud Spa Via Borsellino, 7/9

71017 Mottola (TA)

DISTRIBUZIONE Per esporre Pif nel tuo esercizio commerciale telefona al numero 080.521.33.60 oppure scrivi a info@publimediasud.it PUBBLICITA’ Per la tua inserzione pubblicitaria o redazionale telefona al numero 080.521.33.60 oppure scrivi a commerciale@publimediasud.it

Siamo alla svolta?

C

i siamo. La settantacinquesima edizione della "Fiera" sta per inziare. Sono passati pochi mesi dalla nomina del nuovo presidente, dal nuovo corso, ma si sa, questa fiera non cambiera così rapidamente. Noi vorremmo che la fiera torni a rappresentare quel laboratorio politico culturale che tanto ha pesato negli anni passati; il contenitore di mille interessi commerciali, nonchè il fascinoso simbolo di una porta aperta, anzi spalancata, verso mondi esotici anche in epoca di guerra fredda. Per carità, non siamo stati colti da nostalgia fulminante, ma sentiamo la necessità di tutto questo come possibile risposta alla crisi. La Fiera come sviluppo, la Fiera come simbolo della Puglia operosa ed è per questo che abbiamo associato alla rassegna fieristica esempi di aziende in salute che conquistano il mondo. Ve ne avremmo potuto raccontare molte di più ma lo spazio come sempre... ci frega! Del resto chi ci segue mensilmente sa che in ogninumero ormai ci sono storie di aziende pugliesi che forse saranno anche poco conosciute nella regione ma fuori conquistano imercati più ricchi e lontani. Del resto... "nemo propheta in patria". No? Tornando alla nostra campionaria, non ci resta che augurare il meglio per il Professor Viesti e per la sotirca Fiera del Levante. I destini delle aziende pugliesi non saranno certamente legati a loro ma se fossero in grado di dare una mano al "Sistema Puglia" tanto meglio.


Be’ basta...

Il dialetto salentino ormai spopola, persino in radio si sentono canzoni che ricorrono alla lingua della terra de “lu mare, lu sole, lu ientu” e certo la stagione estiva da quelle parti è stata un successone. Il voto in pagella, insomma, sarebbe un bel 10 se non fosse per questa brutta, bruttissima insufficienza in inglese!!! Urgono ripetizioni, insomma!

Basta proprio!

Foto di Puglia

Arroccata su tre colli della murgia sud-orientale, a pochi chilometri dall'adriatico ed a ridosso della penisola salentina, Ostuni è una delle perle della Puglia. La cittadina brindisina, nota anche con il nome di "città bianca" per via dei caratteristici palazzi dipinti con la calce, va necessariamente visitata.

La ricetta del mese

Il rustico leccese

Fare la besciamella sciogliendo a fuoco basso il burro mantecato con la farina. Aggiungere il latte e rendere molto densa la besciamella, salare e pepare. Lavorare la pasta sfoglia con la farina in modo da ottenere un impasto abbastanza secco. Stendere la pasta sfoglia e formare due dischi spessi 3 cm. Imburrare la teglia di 28 cm e stendere i primo disco di pasta sfoglia. Stendere la besciamella e aggiungere qualche pomodoro fresco o se si vuole pelato in modo da "sporcare" la besciamella. Distribuire il fior di latte e chiudere il tutto con il secondo disco di pasta sfoglia, spennellare con il tuorlo d'uovo e infornare a 180 gradi per 20 minuti. Alla fine della cottura si può scegliere di posizionare il forno sul grill per 5 minuti per far dorare la cottura

Ingredienti 500 g di rotolo di pasta sfoglia Per il ripieno: 25 cl latte 1 cucchiaio di farina 25 g burro 150 g fior di latte qualche pomodoro pelato sale q.b. pepe q.b. 1 tuorlo d'uovo


Sfogliando la Puglia Troppe donne per un delitto Una realtà claustrofobica, a tratti spietata, fatta di donne a volte protagoniste e a volte vittime della loro vita, incastrate in personaggi precostituiti e intrisi di provincialismo: questo il quadro nel quale si snoda la storia al centro di “Troppe donne per un delitto”, libro di Annalucia Lomunno. La storia vede come suo prologo il ritrovamento del cadavere di un comunissimo insegnante di educazione fisica dal fisico prestante e un’indole da donnaiolo, ucciso da un’arma quanto mai bizzarra: un peperone sott’olio imbottito di arsenico. Il commissario Antonia Veloce ha quindi finalmente l’occasione di dare una svolta alla sua piatta carriera, risolvendo il caso e soprattutto divertendosi a spiare dal buco della serratura delle tante donne coinvolte in questa losca vicenda, per riuscire quanto meno ad emergere dalle sabbie mobili di un’esistenza che si trascina uguale giorno dopo giorno. "Troppe donne per un delitto" di Annalucia Lomunno Editore Marinotti, € 19,00.

La ballata delle prugne secche Divertente quasi fino alle lacrime, il libro “La ballata delle prugne secche”, ormai uscito cinque anni fa dalla penna di una giovane esordiente scrittrice foggiana (Valeria di Napoli, meglio nota con lo pseudonimo di Pulsatilla) ed edito da Castelvecchi, rappresenta quasi una guida pratica su come sopravvivere nel mare magnum dei complessi femminili. È infatti l’insieme di tutte le esperienze esilaranti di una ragazza alle prese con due genitori divorziati distratti e quanto mai disastrosi nel rappresentare un punto di riferimento per la figliola, con storie amorose poco convincenti, con gli espedienti triti e ritriti del maschietto di turno, le bizze della bilancia che non segna mai il peso sperato... Insomma, una Bridget Jones de noialtri, che non solo fa sorridere, ma nella quale riusciamo tutte, chi più chi meno, ad identificarci. "La ballata delle prugne secche" di Pulsatilla Editore Castelvecchi € 10,00.

(Della Vita e dell'Amore)

Con “Insights on life and love" Della Vita e dell’Amore, il poeta e giornalista pugliese, Salvatore Bernocco, al suo primo libro registra già un discreto successo. Una raccolta che conquista sin dai primi versi i lettori, irrimediabilmente coinvolti nella ricerca del proprio “Io” e abbandonati alla riflessione. La forma poetica è di immediata lettura e ha radici nei sentimenti più profondi e nelle introspezioni più vive; è dolce, ma è capace di sprigionare le emozioni più forti. Bernocco riconduce l’uomo nella sua naturale dimensione, strappandolo dalle reti del mondo moderno, attraverso un viaggio introspettivo. In ogni pagina è tangibile la forza e la sensibilità spirituale dell'autore; le abitudini dei pensieri ne rimangono sconvolte, i sogni ritrovano la libertà di vivere; il passato non viene dimenticato ma in esso non si rimane imprigionati. Il libro , edito da Xlibris e stampato in USA, raccoglie 50 poesie, tradotte anche in inglese e in futuro in tedesco.

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puglia in fiera


primo piano

Fieradi

La

guarda al

Viesti

futuro

A poche ora dalla cerimonia innaugurale della 75ma Fiera del Levante, il suo presidente delinea gli scenari futuri dell'Ente E con questa siamo a Paesi esteri e la presenza di alcuni di tale situazione in Puglia? settantacinque. Non sono affatto Enti e istituzioni – in attesa dell'anno «La situazione è complicata. Gli poche le edizioni sin qui svolte della prossimo quando sarà più focalizzata effetti della crisi più grave dopo Fiera del Levante. La prima edizione su specifici settori merceologici che quella del 1929 continuano a della campionaria barese risale al decideremo con il CdA farsi sentire in tutto il 1930. Da allora molte cose sono durante l'autunno». mondo. L’Italia resta un cambiate all'interno e all'esterno Il discorso è pronto. Paese sostanzialmente La situazione della "Fiera". É cambiato il mondo, Immagino avrà richieste fermo e in cui un’intera economica è tanto per iniziare, ed è cambiata la importanti da fare al generazione rischia di complicata. sua economia. Negli ultimi mesi la Governo... qualche rimanere a casa senza L'Italia è polemica politica non è mancata piccola anticipazione? lavoro. Il Sud è ancora ferma, il Sud attorno all'Ente fieristico più grande «Nel discorso non potrò più in difficoltà. In Puglia in difficoltà. In del Mediterraneo e proprio per porre non fare riferimento riescono a resistere le Puglia resiste rimedio, gli Enti fondatori (Regione, alla difficile situazione aziende che esportano chi esporta Provincia, Comune di Bari e Camera congiunturale e alle o hanno dei servizi o o ha prodotti di Commercio), hanno provveduto criticità del nostro prodotti particolarmente innovativi. a nominare l'economista e docente Paese». innovativi. Le altre universitario Gianfranco Viesti alla Mancano pochi giorni arrancano». guida dello storico ente. Il compito all'apertura, ho visto Ha introdotto diverse affidato al professor Viesti non sarà gli uffici, come sempre in questi novità fra cui l'estrazione dei dei più facili ma i primi segnali sono periodi, in gran fermento. Anche collaboratori temporanei e incoraggianti. Questa edizione, la lei è preso da mille cose. Non l'abolizione dei biglietti omaggio settantacinquesima, ha venduto tutti rimpiange la sua vita da docente gli spazi espositivi e si annuncia universitario? ricca di novità. Della fiera di oggi e «Non la rimpiango perché continuo della fiera che verrà ne a lavorare all’Università abbiamo parlato proprio con la passione di Quella del con l'economista sempre. Ma ho accettato 2011 sarà barese che da qualche senza indugi l’incarico un'edizione mese è alla guida di in Fiera perché sono ponte. L'anno uno dei simboli di Bari. determinato nell’affrontare prossimo sarà Presidente, il 10 sfide impegnative e focalizzata settembre avrà inizio consapevole che questo su specifici la 75ma edizione della Ente – nonostante alcune settori. Fiera del Levante, la difficoltà innegabili –

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sua prima edizione. É pronto per il gran debutto? «Certamente. Stiamo parlando di una manifestazione gloriosa, importante, da mantenere anche in futuro. Quella del 2011 sarà un'edizione ponte – con la riconferma dei brand classici, una ricca partecipazione di

possa crescere e far crescere l’economia del

territorio». A proposito di Università. Lei è un docente di discipline economiche molto apprezzato, non posso non chiederle una piccola divagazione sul tema... un commento sulla crisi economica mondiale e la ricaduta puglia in fiera


primo piano

espositiva richiami un buon numero ma soprattutto l'avvio dei lavori di visitatori». per il nuovo polo congressuale e Lei è da pochi mesi alla guida la ristrutturazione del palazzo del Mezzogiorno. È un segnale forte di della Fiera, prima della sua nomina diverse polemiche cambiamento? sull'Ente. Per circa un secolo «Volevo rinfrescare l’immagine la Fiera è stata simbolo di di un’attività un po’ stanca. Per sviluppo del commercio per Bari le assunzioni temporanee la via e per la Puglia, nonché centro maestra sarebbe stata una meditata di un grosso flusso di scambi selezione affidata ad una qualificata economici. Il mondo è cambiato, il agenzia di reclutamento delle baricentro dell'economia mondiale risorse umane. Ma l’alto numero di si sta spostando. Che "Fiera" ci domande presentate – 9.286 di cui aspetta per i prossimi 8.702 regolari – avrebbe anni? dilatato tempi e costi Il dibattito sul «Una Fiera capace della procedura. Di qui trasferimento sempre più di attrarre l’idea di ricorrere a una del complesso espositori, congressisti, modalità economica e fieristico in investimenti, di aiutare democratica, visto che altri luoghi le pmi nel processo di è stata data pari dignità è ormai internazionalizzazione, a coloro che hanno superato. di creare la massima presentato online la loro candidatura. Quanto all’abolizione dei biglietti omaggio l’idea di far entrare gratis alcuni visitatori l’abbiamo subito scartata perché avrebbe diminuito il valore dell’esposizione. Riguardo al polo congressuale l’obiettivo di valorizzare il Palazzo del Mezzogiorno e il nuovo padiglione è stato subito condiviso dalla Regione con un protocollo di intesa che si sostanzia nell'attribuzione di circa 7 milioni di euro per questa operazione». Mi conceda la battuta... ma non è che i baresi preferiranno rimanere a casa piuttosto che pagare il biglietto? «Non penso perché la Campionaria fa parte del dna dei miei concittadini e auspico che l’articolata offerta

ricaduta possibile sull’economia regionale. Un’impresa ardua ma possibile». Altro discorso che ciclicamente si ripresenta sulla carta stampata: la sede della fiera. La nostra redazione è favorevole all'idea di individuare una nuova sede, magari nell'area del vecchio aeroporto di Bari-Palese, che sia ben collegata e all'avanguardia. Lei che idea si è fatto ed è cambiata la sua opinione da semplice cittadino a presidente dell'Ente? «Il dibattito sul trasferimento del complesso fieristico in altri luoghi è ormai superato. Innanzitutto l’attuale localizzazione è ottimale visto che la Fiera si trova sul

Sopra una veduta dei viali della Fiera animati dai visitatori; In basso al centro l'ingresso monumerntale.

mare, appena fuori dal centro, a pochi minuti dall’aeroporto e dai raccordi autostradali. Inoltre gli investimenti per la realizzazione di un polo congressuale d’eccellenza ci permetteranno di intercettare la domanda convegnistica e di far crescere l’indotto della città e della regione. Non posso, infine, non ricordare gli interventi di riqualificazione, tuttora in corso, che ci consentiranno di contare su una struttura sempre più moderna, ecosostenibile e collegata con il resto della città». Fabio Paparella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Chi è Gianfranco Viesti Gianfranco Viesti, barese, 53 anni, professore straordinario di Economia applicata presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari. Nel 2006 è stato nominato Presidente dell’Arti, l’Agenzia per la Tecnologia e l’innovazione della Regione Puglia. Dal maggio 2007 fa parte del Consiglio di Amministrazione della Cassa depositi e Prestiti S.p.A. Nel 97-98 ha fatto parte del Consiglio degli Esperti Economici del Presidente del Consiglio Prodi. Nell’autunno 2005 ha coordinato la sezione “Mezzogiorno” del programma della coalizione di centrosinistra per le politiche del 2006. Da marzo scorso è alla guida della Fiera del Levante. settembre 2011

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primo piano

Da quest'anno l'ingresso in Fiera si pagherà

Il nuovo corso dell'Ente fieristico ha introdotto diverse novità come l'assunzione temporanea per estrazione, l'introduzione del merchandising ma soprattutto ha messo fine alla cattiva tradizione barese dell'ingresso omaggio a tutti i costi

Un ventaglio di novità precede l’inaugurazione della Settantacinquesima edizione della Fiera del Levante. La prima e più significativa rappresenta il criterio di selezione del personale: per lavorare in Fiera nel mese di settembre è bastato compilare la domanda on line sul sito della Fiera entro il 5 agosto e sperare di essere sorteggiati. Gianfranco Viesti, presidente della Fiera del Levante, aveva già attuato lo stesso metodo in occasione dell’ Expolevante. In occasione della Campionaria, sono state effettuate circa 300 assunzioni temporanee: per le tipologie di impiego, per i tempi a disposizione e per il presumibile alto numero di domande non sono state possibili vere e proprie selezioni tramite colloqui, pertanto si è proceduto il giorno 8 agosto attraverso un sorteggio tra tutti coloro che hanno presentato la domanda. I numeri sono impressionanti: 9.286 domande suddivise in dodici liste. I numeri e i nominativi dei “fortunati” sono stati inseriti sul sito ufficiale www.fieradellevante.it. I criteri del sorteggio hanno garantito pari opportunità uomo-donna ed una quota è stata riservata ai collaboratori che hanno già lavorato nel corso di precedenti edizioni per garantire la presenza di personale con un po’ di esperienza. Uniche categorie escluse dal sorteggio sono stati i giornalisti ed i vigilanti, scelti dai responsabili delle Relazioni Esterne e della Vigilanza sulla base di uno stretto rapporto fiduciario. Un’altra importante novità riguarda la fine dei biglietti omaggio: quest’anno non ne verrà stampato nessuno. “Inutile richiederli ai vertici della Fiera o alle diverse autorità. Speriamo che i cittadini affollino i viali della Campionaria 14

anche sopportando il piccolo costo d’ingresso. Gli incassi della biglietteria sono una entrata indispensabile per l’Ente, soprattutto in questo periodo di bilanci così difficili. Cercheremo di offrire ai visitatori paganti una esposizione ben organizzata e con motivi di interesse” ha commentato Viesti. Altri nuovi servizi per i visitatori sono una ludoteca, collocata nella Zona 202, nella quale i genitori potranno lasciare i figli più piccoli e l’utilizzo dei monopattini elettrici Segway PT per servizi di mobilità ma anche per forme di pubblicità o di volantinaggio (consentito, solo tramite questi mezzi) all’interno del quartiere fieristico. Simpatica novità è quella del merchandising “Made in Fiera”: i visitatori infatti potranno acquistare t-shirt ed altri oggetti con il simbolo della Campionaria.

Anche nel padiglione delle Nazioni abbiamo delle gradite sorprese: acquista infatti una particolare rilevanza la partecipazione ufficiale dell’Egitto, dopo qualche anno di assenza e la presenza di un intero padiglione dedicato alla Francia. Una presenza di alto livello, che porterà in Puglia il meglio della produzione artigianale con vari settori rappresentati, dal tessile ai saponi, dall’enogastronomia ai bijoux. Inoltre la Camera di Commercio italiana a Marsiglia favorirà i contatti tra le piccole e medie imprese italiane e francesi. Lodevoli invece gli obiettivi di Ravinala sarl, un’azienda del Madagascar nata nel 2001 dopo 15 anni di collaborazione tra Fiavotana e Ravinala Italia con l’intento di sostenere gli artigiani nel lavoro di commercializzazione ed esportazione, per il sostegno e la diffusione del commercio equo e biologico dove a prevalere non è la logica del profitto, ma della giustizia, con rapporti economici improntati al rispetto dei diritti umani, alla solidarietà, alla salvaguardia dell’ambiente e alla trasparenza. Infine pittura, scultura, fotografia e design arricchiranno ancora una volta Spazio aperto all’arte, la rassegna curata da Ester Milano: un luogo privilegiato che raccoglie le energie creative e restituisce centralità al ruolo dell’artista.

Una polo per rafforzare il "brand" Fiera Un “marchio di riconoscimento” per il personale occasionale che lavorerà durante la 75esima Campionaria ma anche l’occasione per la Fiera del Levante di sviluppare una strategica attività di merchandising. Debutta nei nove giorni della rassegna multisettore, in programma dal 10 al 18 settembre, la polo “made in Fiera”, realizzata dalla Simbols di Noci e disponibile nei colori blu e bianco. La maglietta ha i segni distintivi dell’Ente (sul petto è ricamata la caravella) e della città (con i colori bianco e rosso). Sul collo sono riportati due anni: il 1929 (anno in cui la Fiera è nata per iniziativa del Comune, dell'Amministrazione Provinciale e della Camera di Commercio) e il 2011. Su una parte della manica destra è rievocato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia attraverso la bandiera tricolore, realizzata con una stampa particolare e vernici ad hoc, mentre sulla manica sinistra spicca la scritta “Mediterranean collection”. Hostess, steward, addetti alla biglietteria e impiegati occasionali indosseranno la polo mentre i visitatori potranno acquistarla in appositi stand collocati nel quartiere fieristico.

puglia in fiera


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IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA IN FIERA PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE Un incontro nel segno di un’antica amicizia: è quello tra Puglia e Abruzzo che aprirà il programma delle iniziative nello spazio fisso del Consiglio regionale pugliese in Fiera, Padiglione 152 bis, nei pressi della fontana monumentale. Lunedì 12, alle 10, i presidenti delle Assemblee consiliari, Onofrio Introna, Puglia e Nazario Pagano, Abruzzo, apriranno la conferenza-dibattito sulla transumanza, inaugurando la mostra “I tratturi: strade senza tempo”, visitabile per l’intero periodo fieristico e su prenotazione fino al 30 novembre 2011. Sarà solo il primo dei padiglione del Consiglio numerosi appuntamenti a cura del Servizio biblioteca. Sempre lunedì 12, nel pomeriggio, alle 16, presentazione del progetto “Potere e Musica nel teatro al femminile dell’Europa del ‘700. Martedì 13, alle 17.30, il Centro Euromediterraneo di Cultura Biofila darà vita al convegno “Giardini e Biblioteche”. Mercoledì 14, “Giornata della Comunicazione”: due sessioni (alle 10 e alle 14 ) e workshop formativi.

Emigrazione dalla Puglia in Europa 1946-73 e rifugiati ebrei in Puglia 1943-47 i temi degli incontri di giovedì 15, a cominciare dalle 10. Successivamente, alle 16, incontro sul dialogo interreligioso e interculturale nella società globalizzata. Venerdì 16, alle 10, convegno AICCRE sulla riforma delle Istituzioni nell’Europa federale. Sabato 17, alle 10, presentazione del volume di Leonardo Rubino “Informazione, accesso e trasparenza: dalla carta stampata al web” ed alle 17 l’onlus Associazione Angeli della Vita illustrerà il report finale del progetto “Sostegno Autismo…estate 2011”. Chiusura domenica 18, alle 10.30, con il convegno nazionale dell’Accademia Karol Wojtyla sull’inquinamento bellico nel Sud Adriatico. Nel padiglione, per tutta la settimana, proiezione non stop dei migliori spettacoli della Fondazione Lirico-Sinfonica Petruzzelli e del Teatro Pubblico Pugliese, con il contributo delle Teche Rai.

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Decaro: la Fiera deve specializzarsi Il Capogruppo Pd alla Regione Puglia vede il futuro dell'Ente fieristico ricco di manifestazioni di settore durante tutto l'anno

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di attaccamento all’Istituzione…e centro estivo della città, una volta comunque gli espositori avranno degli che venga realizzata la bonifica della stock di biglietti da poter regalare per costa. cui, forse, cambierà molto poco e «In effetti, poi il mare non è l’onore dei baresi sarà salvo». solo nautica. É anche cibo, E pure quest’anno dovremo enogastronomia, turismo. Qualcuno rinunciare al Presidente del Consiglio, ha proposto Bari come sede sospiriamo mentre gli facciamo la meridionale di EATALY, la catena domanda. internazionale per la vendita di cibi «E sì, ormai Berlusconi è convinto tipici che sedi in mezzo mondo e che che Bari gli porti sfortuna…ci non ha in Italia un riferimento a Sud mancava pure l’arresto di Roma». di Tarantini e Signora per Un’idea niente male, Una nuova dargli la certezza assoluta. concordiamo con lui, E Fiera nei pressi Non credo lo vedremo l’ipotesi di una nuova dell'Aeroporto? mai più da queste parti». collocazione della E con quali L’ultima domanda, forse Fiera, magari nei pressi soldi? la più difficile: ma chi l’ha dell’aeroporto? uccisa la Fiera? «E con quali soldi? «Be’ intanto la Fiera Sono momenti di crisi non è morta, diciamo che ha perso e davvero non credo sia necessario ruolo, ha perso il senso di grande ipotizzare uno spostamento da una laboratorio delle idee e della politica sede che è talmente storica da aver che aveva fino a poco meno di dieci creato un vero pezzo di città». La battaglia per far pagare i biglietti a anni fa. Si tratta di interrogarsi su quale potrebbe essere il suo nuovo tutti, un pannicello caldo o un segno ruolo nel sistema paese, anche significativo? alla luce del cambiamento che il «Un segno, un’esigenza di meccanismo delle fiere ha subito moralizzazione: noi baresi in tutto il mondo. Una buona cura pensavamo fosse un disonore il potrebbe farla tornare agli splendori non poter entrare gratis alla Fiera del passato, non c’è dubbio». per poi considerare una vergogna Fortunata Dell'Orzo anche il non disporre di biglietti gratis © RIPRODUZIONE RISERVATA da regalare. Insomma, un minimo

Antonio Decaro, presidente del Gruppo Regionale PD, di Fiera si è occupato per anni, quando era assessore alla mobilità del Comune di Bari, durante la prima giunta Emiliano, quella vera, quella scevra di tutti i cencellismi e i compromessi della seconda, con gli imbarazzanti De Gennaro e Barattolo fra gli Assessori e gli Anaclerio fra i nominati nel sottobosco delle Aziende. Spettava a lui “dirigere il traffico” ed inventarsi i magheggi per evitare gli spaventosi ingorghi, i parcheggiatori a gogò, il blocco della Tangenziale e così via. Tutte belle immagini di un passato che ormai sembra sfumato come nebbia al sole, vista l’edizione in minore che si prospetta quest’anno. «In effetti sono un po’ di anni che la Fiera del Levante non segna più la vera ripresa dell’Italia» ammette a bassa voce, non tanto per la tristezza dell’argomento quanto per non svegliare le due tremende Ninja che si ritrova per figlie, miracolosamente addormentate. E sul futuro di questa Istituzione che oggi ci appare come la vecchissima zia già stella del varietà ormai rintronata e svaporata, Antonio Decaro tenta delle immagini che sono altrettanti auspici. «Secondo me il futuro sta nella specializzazione, si tratta di farla vivere tutto l’anno fra una campionaria e l’altra, anche perché il punto in cui si trova è speciale e va potenziato al massimo». Già: fra mare e territorio, a due passi da tutto. «Lì c’è il progetto di fare il porto turistico, che potrebbe generare una manifestazione fieristica puntata sul mare e la nautica, per esempio. Ma c’è anche la cittadella della cultura, il vecchio stadio della Vittoria, il Centro Universitario Sportivo…una zona che ha del miracoloso per la ricchezza delle suggestioni e le potenzialità ancora tutte inespresse». E un quartiere, aggiungiamo noi, come quello di San Girolamo che non vede l’ora di diventare il nuovo

Chi è Antonio Decaro Ha 39 anni, coniugato, padre di due bambine. Laureato in ingegneria civile, sezione Trasporti. Libero professionista, è responsabile tecnico per la Strategy planning. Dal 2000 lavora all'ANAS, dove ricopre diversi incarichi: direttore servizi dei tecnici compartimentali, direttore del centro manutenzione della provincia di Bari e, tuttora, direttore regionale dell'Ufficio progetti. Dal 2004 al 2009 è assessore comunale alla Mobilità e al Traffico, incarico per il quale riceve numerosi riconoscimenti nazionali, tra cui "Ambientalista dell'anno 2008", assegnato da Legambiente. puglia in fiera


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Schittulli: è una Fiera senza Provincia Il Presidente della Provincia di Bari, Ente fondatore della Fiera, si dichiara "spettatore" del nuovo corso e intanto auspica una politica più concreta per le nuove generazioni scalda, quando, sollecitato da una di buon senso, avesse a cuore le domanda sul ruolo che un tempo la sorti del nostro paese… Fiera svolgeva come vero e proprio «Vede, sempre a proposito della laboratorio politico ed economico, ci Fiera, io sono rimasto scioccato risponde sempre più partecipativo dal fatto che per 9 giorni, poco più che «il Sud oggi non conta niente, di 300 posti e 400 euro si siano visto che il Governo decide tutto in presentate 9000 persone, quasi tutte funzione del Nord e della Lega. E la laureate. Che razza di mondo stiamo cosa peggiore è che nessun uomo o facendo vivere ai nostri ragazzi? Che donna del sud, indipendentemente tipo di concetto della politica e del dallo schieramento lavoro avranno queste politico, è capace di persone?» Il Sud oggi avere la schiena dritta ed In effetti, concordiamo opporsi a questo stato di con lui, la situazione non conta cose. E non parlo solo del è davvero grave…«E niente; il ministro Raffaele Fitto, sia dunque? Che aspettiamo Governo chiaro». a rimboccarci le maniche? decide tutto A questo punto gli Per me le Province in funzione chiediamo se non possono cancellarle del Nord e sia pentito d’essersi anche oggi stesso, della Lega. candidato con il centropurchè si metta mano

destra: «Io sono stato votato da oltre 20 mila cittadini e cittadine che non possono essere attribuiti al centro destra o al centro sinistra. Il mio è un movimento politico assolutamente trasversale che vorrebbe reintrodurre la buona politica, la trasparenza e la correttezza amministrativa nella vita degli italiani». E dunque, aggiungiamo noi, questo suo programma potrebbe essere sottoscritto da chiunque, con un po’

Chi è Francesco Schittulli Medico oncologo. Dal 2000 è Presidente Nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Nel 2005 il Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, gli ha conferito la “Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica”. Già componente del Consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia ed Editor della Rivista Italiana di Senologia Chirurgica, nonchè Direttore Scientifico del periodico trimestrale edito a Roma “International Trends in Oncology”, è dal 2007 Presidente della Fondazione “Sussidiarietà”. Dal 2009 è stato eletto Presidente della Provincia di Bari e dell’UPI Puglia. speciale estate 2011

Non nasconde la sua peraltro civilissima indignazione il Presidente Francesco Schittulli, quando gli chiediamo di dirci cosa pensa del nuovo corso della Fiera del Levante: «Io sono uno spettatore- esordisce gelido – Non c’è nessuno che rappresenti la mia amministrazione in Consiglio d'Amministrazione e per il momento pare che questa situzione abnorme non interessi a chicchessia». Certo questi sono momenti problematici per chi rappresenta un Ente dichiarato inutile a furor di Popolo e dalla soppressione del quale si vuol far passare quasi per intero il risanamento del disastrato bilancio dello Stato Italiano, ma ci torneremo. «Il presidente Gianfranco Viesti è venuto a farmi una visita di cortesia, ma ripeto, io sono solo uno spettatore e per quel che si vede e si sente a me non sembra che la situazione finanziaria e debitoria nella quale l’Ente si trova possa essere superata con facilità. Vista anche quella che a me pare una completa mancanza di programmazione» continua mantenendo sempre a temperatura da congelatore il tono della conversazione. Schittulli però improvvisamente si

davvero ai tanti sprechi e ai tanti enti inutili che siamo costretti a foraggiare, certo non mi sento deprivato dal perdere l’istituzione che rappresento. Ma non mi pare che nessuno, in un Parlamento di nominati o al Governo, abbia davvero chiara la situazione tragica in cui tutti ci troviamo». Non possiamo non chiedergli nulla sulle voci che lo vogliono prossimo candidato sindaco di Bari, per uno schieramento che potrebbe anche non essere quello di Centro Destra: «Lo sto sentendo da lei, e di solito si fanno i nomi per bruciarli… a me interessa far crescere il mio movimento politico, cercare consensi sempre più vasti e proporre buone prassi politiche e amministrative. Sono davvero preoccupato per le nuove generazioni e vorrei poter realizzare qualcosa di buono soprattutto per loro». Ringraziamo Francesco Schittulli e sinceramente gli auguriamo di riuscirci: in quest’Italia che sembra assomigliare sempre più a un paese da dopoguerra, davvero non c’è pericolo che si possa soffrire per inflazione da buone idee.

Fortunata Dell'Orzo

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primo piano

Farmalabor, l'innovazione

sta

nelle

idee

Sergio Fontana ci racconta come ha fatto della Farmalabor un punto di eccellenza nel settore della distribuzione delle materie prime ad uso farmaceutico «Il valore dell’ impresa non viene solo dalla qualità di ciò che si produce , ma soprattutto dall’ idea che ci sta dietro, dalla sintonia con la clientela internazionale, dalle soluzioni offerte ai suoi problemi». Sintonia che il dottor Sergio Fontana conserva negli stessi geni che ventenne, giovane e laureato, l’ hanno portato a rinunciare alle comodità del “camice di famiglia” per fare un’ esperienza di crescita umana e professionale lontano da casa. Dopo un decennio da itinerante Ufficiale, preparatore, Isf torna in Puglia per fondare Farmalabor. Una pmi leader della distribuzione di materie prime ad uso farmaceutico, cosmetico ed alimentare impiantata a Canosa di Puglia. L’unica a vantare un Laboratorio di Controllo Qualità interno che è in Good Laboratory Practice. Rappresenta un’ eccellenza ai tavoli d’ oro ed un esempio per le speranze di crescita del Levante poiché cristallizza il passaggio da una distribuzione consolidata di nicchia all’ applicazione dei propri saperi ad altri prodotti, trasformando in pochi anni il core business in core competence, aprendosi al mercato estero e promuovendo il know-how. Come e dove è nata l’idea farmalabor? «Nasce a Milano quando facevo il farmacista preparatore e mi sono reso conto che alcuni servizi mancavano…C’erano limiti tipo sugli orari di risposta dei call center dedicati agli ordini o sulla distribuzione delle piccole grammature. Prima, il cliente doveva contattare un’ azienda per ordinare la materia prima, una per i contenitori, una per attrezzature da laboratorio. Da quando c’è Farmalabor con un’ unica telefonata risolve tutte le sue problematiche. Diversamente è complicato frazionare ordini piccoli e di tipo diverso. Noi, da subito abbiamo offerto un servizio completo: materia prima, packeging e attrezzature. Risolvendo anche il 18

Sergio Fontana (in foto)

problema legato allo svantaggio del minimo d’ordine». Secondo Seth Godin, il marketing è troppo importante per essere lasciato in mano alla divisione marketing. Se sei una startup è importante costruirsi una reputazione e una credibilità. Voi come ve la siete costruita? «Siamo partiti senza pensare ad un ufficio marketing. All’ inizio facevo di tutto io. Dal magazzino al marketing. Eravamo solo in due . Oggi ne abbiamo uno basato su un servizio innovativo e diverso che consente al cliente di fare ordini anche piccoli. Abbiamo usato il canale della distribuzione intermedia. Idea vincente di Farmalabor». Sono le intuizioni semplici, legate all’esperienza sul campo gli ingredienti che hanno fatto dei 37 metri quadrati del 2001 un’ area dedicata 300 volte più grande? «Certo, abbiamo fatto dei passi nei confronti della distribuzione. Prima le

farmacie ordinavano la materia prima o dal distributore o direttamente dall’ azienda produttrice. Il distributore però doveva avere magazzino dedicato, personale dedicato, aveva un assortimento basso e imponeva minimi di vendita. Noi abbiamo dato modo di ricevere la materia prima o direttamente da Farmalabor senza intermediari o passandola al distributore di riferimento a cui facciamo giungere il prodotto destinato al richiedente. Quindi abbiamo creato un’ interconnessione informatica per la gestione degli ordini e delle fatture. Inoltre abbiamo un call center sempre attivo, offriamo consulenza alle farmacie sull’utilizzo dei prodotti e assistenza». Perché ha scelto la Puglia? «In Puglia abbiamo un grande vantaggio: il personale umano. Al sud c’è una maggiore scolarizzazione rispetto al nord». Mi spieghi meglio... «A nord c’è più difficoltà a trovare puglia in fiera


primo piano

Vallone, i prodotti di qualità vincono sempre Il vino pugliese è uno dei prodotti principe dell'export pugliese. Le cantine "Agricole Vallone" sono uno dei casi di eccellenza del settore vinicolo I Vini del Salento si impongono sui nuovi mercati con una storia enologica che va oltre i confini nazionali, fino ad arrivare in Brasile, Cina e Canada, a testimoniare un successo solido, autorevole, antico per l’export del vino pugliese. Una delle grandi etichette del Salento, la “Agricole Vallone” , che ha anche aderito al progetto “Puglia Best Wine, volto all’ internazionalizzazione del vino di qualità del Salento, è una delle realtà simbolo del tessuto agricolo e produttivo del Salento. Un’azienda lungimirante con ottanta anni di storia alle spalle, fondata nel 1934, la “Agricole Vallone”, è una delle realtà simbolo del tessuto agricolo e produttivo del Salento. Una storia imprenditoriale di famiglia, condotta oggi dalle sorelle Vittoria e Maria Teresa Vallone che, anche grazie al lungo legame con l’agronomo Donato Lazzari, da anni alla direzione tecnica dell’azienda e alla collaborazione pluridecennale

personale qualificato. Qui, la maggior parte del personale è laureato ed i diplomati si dedicano per esempio al lavoro di magazziniere. Quindi sicuramente il sud ha il vantaggio del capitale umano scolarizzato e qualificato». Chi sono i vostri concorrenti nella Regione? E che cosa rimprovera alla Puglia che lavora? «Nessuno. Le aziende concorrenti le troviamo al nord, ma siamo comunque leader come fatturato e come servizio. Tant’è che queste aziende scavalcano qualsiasi tipo di ostacolo geografico o culturale, accostandosi alla nostra realtà, perché offriamo un servizio di qualità, più veloce». La Puglia non è seconda a nessuno. All’ imprenditoria pugliese però manca la capacità di fare squadra, di fare progetti a più nomi. In questo senso dovremmo essere più costruttivi”. Maria Pia Ferrante

con Saverino Garofano (figura storica dell’enologia del sud Italia), ha saputo affermarsi per rigore e serietà produttiva e qualità dei vini e degli oli imbottigliati. Recentemente ad occuparsi della parte vinicola, con risultati importanti, è stata chiamata l’enologo Graziana Grassini che, valorizzando la storia e la tradizione produttiva della Agricole Vallone, ha saputo dare, modernità e rinnovato slancio a vini che hanno fatto l’enologia della Puglia. La sede amministrativa è a Lecce, mentre le realtà agricole, dislocate nell’area della Doc Salice Salentino, della Doc Brindisi, della Igt Salento, nonché della Dop Colline Brindisine, sono dislocate in alcune delle aree storicamente più vocate alla viticoltura e alla olivicoltura nel nord del Salento. La filosofia produttiva dell’azienda è centrata sull’obiettivo di ottenere grandi prodotti di territorio, in piena fascia solare, che riflettano fedelmente, e senza compromessi, le caratteristiche

varietali delle uve utilizzate e la personalità di un continente viticolo, il Salento, storicamente vocato alla coltivazione della vite, dove le condizione pedoclimatiche e la selezione operosa compiuta dal contadino salentino, hanno dato vita a vini di alto respiro sotto il profilo organolettico e qualitativo e ad oli extravergine d’oliva di grande eleganza e finezza. La Agricole Vallone dispone di due diverse strutture di trasformazione e affinamento, dotate delle attrezzature enologiche tecnologicamente più avanzate: la prima è costituita presso l’azienda Flaminio – nei dintorni di Brindisi, dove insiste la cantina di trasformazione e vengono compiute tutte le operazioni di vinificazione; l’altra a Copertino, in provincia di Lecce, che ospita la cantina dove avviene l’imbottigliamento e dove si svolge la delicata fase d’affinamento, in acciaio ed in legno, con botti di rovere di grandi dimensioni e in piccoli fusti di rovere francese. Annalisa Tatarella

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Qualità, competenza, alta tecnologia e professionalità sono il segreto di una azienda familiare che da tre generazioni dà lustro alla città di Bari Non è semplice parlare di un’azienda fondata nel 1931 da Giuseppe Ranieri, Ottico diplomato nella regia Università di Bari. Il commendator Giuseppe Ranieri uomo brillante e generoso iniziò l’attività con passione e competenza dedicandosi principalmente alla fornitura di occhiali da vista. Oggi a gestire l’Ottica Ranieri è suo nipote Giuseppe Junior che conduce il centro con la stessa cura di chi lo ha preceduto, investendo in innovazioni ad avanzata tecnologia sia nel campo oftalmico che nel campo commerciale e organizzativo. 

Giuseppe Ranieri, può spiegarci le principali novità offerte ai clienti dalla sua attività? “Certamente. Per accogliere al meglio la nostra clientela abbiamo deciso di trasferire il negozio dalla vecchia sede di Via Andrea Da Bari nell’attuale, Corso Italia 25/a con angolo Via De Rossi.  La nostra attività commerciale si è evoluta andando a rappresentare un vero modello di eccellenza per la Puglia e per tutto il Mezzogiorno. A disposizione dei clienti infatti c’è una equipe altamente specializzata nei vari reparti, per garantire ai propri clienti la massima soddisfazione”.

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Può farci qualche esempio? “Per esempio posso dirle che non è tanto importante la montatura quanto la lente e il montaggio della stessa, per questo ci serviamo di un apparecchio Video Infral che serve a calcolare e scegliere alla perfezione le lenti progressive”. Avete investito molto nell’innovazione tecnologica.  Può farci un esempio? “Potrei parlarle di una delle ultime novità. Da oggi l’Ottica Ranieri  dispone di un nuovissimo strumento della Carl Zeiss (azienda leader nella produzione di prodotti ottici), chiamato i.Profiler. Questo strumento permette di ottimizzare la costruzione delle lenti oftalmiche, offrendo così una visione più naturale con colori brillanti e immagini più nitide anche di notte ed in condizioni di scarsa luminosità”. 

Veniamo ad un settore ampiamente diffuso e che quindi richiede molta attenzione: la contattologia...

“Effettivamente, un altro campo d’azione dove operiamo con molta attenzione sono le lenti a contatto che grazie alle nuove tecnologie e ai nuovi materiali sono sempre più sicure e garantiscono più comfort e vantaggi al portatore”. Mi corregga se sbaglio, l’altro punto di forza del vostro centro è la protesica. Non è così? “Ha proprio centrato il punto. Oggi siamo forse gli unici a costruire protesi su misura con iride dipinta a mano. Tutte le fasi costruttive sono controllate ed i materiali utilizzati sono certificati. E siamo anche convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale”.


informazione pubblicitaria

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anni di succ

Per ultimo parliamo del centro di ipovisione che si occupa di tutti quei pazienti affetti da patologie della retina. “Il nostro centro è all’avanguardia tecnologica, e cerca costantemente di individuare tramite i sistemi ottici, elettronici e posturali gli strumenti più utili ed idonei per poter far ritornare il paziente a leggere e vedere. Il tutto naturalmente grazie ad un costante lavoro”. L’Ottica Ranieri è associata al Consorzio Ottico Italiano con il marchio Greenvision ed è certificata con il sistema qualità TUV.

L’Ottica comm. Giuseppe Ranieri srl rappresenta oggi come ieri un piccolo miracolo di imprenditorialità; la passione unita alla professionalità ha regalato e continua a regalare grandi soddisfazioni a chi da anni lavora e a chi continua a scegliere di essere servito dalla famiglia Ranieri.

per ulteriori informazioni Corso Italia, 25/A - Bari - Tel. 080 5211383 Giovedì orario continuato dalle 9.30 alle 20.00


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Essere giovani, flessibili e felici non è impossibile... parola

Francesco Delzìo

Il manager barese, emigrato a Roma, ha bruciato le tappe ed oggi è Executive Vice President del Gruppo Piaggio. Con i suoi tre libri ha incoraggiato i giovani a non perdersi d'animo e a cogliere le opportunità migliori Se l'appellativo di enfant prodige è ormai in disuso, appare logico rispolverarlo per Francesco Delzìo. Nato a Bari 37 anni fa, ha letteralmente bruciato le tappe: direttore dei giovani imprenditori di Confindustria nel 2001, ha pubblicato 3 saggi con la Rubbettino ed è coautore di molti altri, è il fondatore di VeDrò e attualmente Executive Vice President del Gruppo Piaggio. Il suo curriculum vitae parla chiaro. Iniziamo da una cosa particolarmente rilevante del suo curriculum: è stato nominato Italian Young Leader dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America. Quali, tra tanti, sono stati i meriti di questo elogio a stelle e strisce? «La domanda mi fa molto piacere, ma bisognerebbe rivolgerla a chi mi ha offerto questa opportunità! Probabilmente la “nomination” è nata dal lavoro svolto come direttore dei Giovani Imprenditori di Confindustria, dal 2002 al 2008. In quei meravigliosi anni ho cercato di creare all’interno di Confindustria un “laboratorio di frontiera” che producesse idee e proposte di policy, stimoli imprenditoriali, nuovi scenari in ambito economico, politico e sociale. Tutto ciò con un forte respiro globale e con un’attenzione particolare alle nuove possibili vocazione dell’Italia nel villaggio globale. Da questo impegno - o meglio, da una serie di suggestioni nate in quegli anni - è nato anche “Generazione Tuareg”: il manifesto dei giovani flessibili e felici, che cercano di costruire qualcosa di nuovo nel deserto delle certezze e delle garanzie. Credo proprio che “l’elogio a stelle e strisce” sia scaturito dalle idee del libro e dall’impegno in Confindustria». In un’epoca in cui i giovani faticano a trovare la propria strada, pare che lei ne abbia trovata più 22

d’una: dal giornalismo al percorso accademico, dall’imprenditoria alla comunicazione istituzionale. Quale consiglio darebbe ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro? «Il mio consiglio è molto semplice: individuate una o anche più vocazioni e poi inseguitele con grandissima determinazione, senza paura di sbagliare o senza pensare di aver sbagliato tutto alla prima difficoltà. Le opportunità migliori sono spesso casuali... ma le coglie solo chi è pronto a lanciarsi ogni giorno in una nuova sfida! La “malattia” più diffusa e più pericolosa tra i giovani è oggi la rassegnazione: alla sconfitta, alla marginalità, al posto fisso, alla mentalità chiusa del luogo nel quale si vive o della famiglia da cui si proviene. In realtà non c’è soddisfazione più grande che costruire o costruirsi qualcosa di appassionante: può essere un’impresa nuova o una specializzazione professionale, un network culturale o un’attività all’insegna della solidarietà. Chi si rassegna a ciò che è o a ciò che ha, non ha futuro». Parliamo un po’ della Puglia: barese di nascita, romano d’adozione. Cosa le manca della “terra senza pioggia” e cosa ha trovato nella Capitale che, forse, non avrebbe mai trovato nel Mezzogiorno? «A diciassette anni sono letteralmente fuggito - come accade ancor oggi a molti

ragazzi - da una mentalità provinciale terribilmente chiusa e soffocante, e dalla carenza di opportunità. A Roma ho trovato prospettive professionali, amicizie e opportunità culturali che non avrei mai avuto a disposizione a Bari o a Barletta. Della Puglia mi manca forse il “respiro del tempo”… è una sensazione difficile da spiegare: una qualità della vita, un rapporto con la natura e un’attenzione intensa e verace ai valori di base dell’esistenza, che credo di aver irrimediabilmente perduto nella vita metropolitana». Qual è l’opportunità del Sud? Troppe occasioni sprecate o crede si possa ancora sperare in uno sviluppo concreto del meridione? «Il Mezzogiorno corre oggi un rischio molto grave: quello di essere emarginato in via definitiva dalle strategie di sviluppo dell’Unione Europea, prima ancora che dell’Italia. E’ un rischio concreto, anzi è ciò che sta già accadendo, a causa di un fenomeno relativamente nuovo (che ho denunciato nel mio ultimo saggio, “La Scossa”): la “rassegnazione etnica”, quella terribile e inconfessabile idea che “i terroni non ce la faranno mai”. E’ l’idea oggi dominante nelle menti delle classi dirigenti – politiche ed economiche – di Roma, di Bruxelles, di Londra e di Francoforte. Aspettative sul Sud molto negative, investimenti privati e pubblici in caduta libera: niente futuro. Eppure, il Sud non è condannato ad un destino di declino e sottosviluppo. Altre im-

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portanti aree d’Europa sono state rilanciate sul piano economico e sociale da strategie coraggiose e innovative, che hanno risvegliato il meglio delle loro energie private. Il Mezzogiorno potrà rinascere solo se e quando il governo italiano e i vertici europei capiranno che oggi non c’è alternativa ad una cura “shock”: zero tasse per chi porta i suoi capitali e le sue idee d’impresa a Sud, zero burocrazia per chi decide di investire nel e sul Mezzogiorno. Dopo la grande crisi finanziaria e nonostante la crisi dei debiti sovrani, tutto ciò si può fare. Basta provarci e avere il coraggio politico di intestarsi – a Roma e a Bruxelles – una grande battaglia per consentire al mondo di scommettere sul Sud». Oggi assistiamo a uno scollamento tra società civile e società politica; con, a mio sommesso parere, colpe di entrambi. Intanto l’Italia viene depotenziata nello scacchiere internazionale e i nostri giovani sono tra i più disoccupati del mondo occidentale. Andare all’estero rimane l’unica soluzione

"Generazione Tuareg" ('07), "Politica ground zero" ('08) e "La Scossa" ('10) sono i tre libri (in foto) scritti da Francesco Delzìo.

per la “Generazione Tuareg”? «No, la fuga dall’Italia non può essere la soluzione definitiva al deficit di opportunità dei giovani italiani. É molto importante che i nostri ragazzi conoscano l’Europa e il mondo: oggi è più facile e più economico, grazie a progetti di successo come l’Erasmus e il Marco Polo, alla disponibilità di informazioni a costo zero derivante da Internet e allo straordinario sviluppo del trasporto aereo. Ma sono

convinto che il cuore e la ragione dei nostri migliori “Tuareg” siano ancorati all’Italia: chi va via vorrebbe tornare, per portare qui ciò che ha scoperto e intuito nel mondo. Se però l’Italia è l’unico Paese avanzato ad avere un saldo negativo di cervelli (ne vanno via più di quelli che arrivano), vuol dire che i giovani talenti italiani devono affrontare nel loro Paese un ambiente particolarmente conservatore, rigido e ostile. Tutti gli indicatori – dalla disoccupazione giovanile ai Neet ai flussi migratori – indicano che è necessario e urgente un “piano straordinario” per i giovani italiani. Per evitare di bruciare un’intera generazione». In controtendenza rispetto alla sua generazione, Lei ha bruciato le tappe, nello studio e nella carriera professionale. Qual è l’ingrediente del suo strabiliante successo professionale? «Curiosità e coraggio. Perché c’è sempre, a qualsiasi età, un deserto da affrontare e un’oasi da scoprire…» Clio Pedone

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Merolla "ambasciatrice" pugliese in Svizzera La conduttrice della trasmissione Tv "Buon vento" rappresenterà con un documentario la nostra regione al Festival della Formazione Continua a Mendrisio il prossimo 10 settembre L'ideatrice, autrice e conduttrice del format televisivo Buon Vento, Sabrina Merolla, valica le Alpi per approdare, con il suo bagaglio carico di immagini e racconti della Puglia, in terra Svizzera, nell'italianissimo Canton Ticino, dove la pugliesità sarà il principale tema che animerà gli eventi ticinesi del Festival della Formazione Continua, prestigioso evento culturale mondiale, patrocinato dall'Unesco. Celebrato in tutto il mondo da circa 50 nazioni, dal Canada alla Giamaica fino al Sudafrica, dall’est al nord Europa, il Festival, che si terrà dal 9 al 10 settembre, rappresenta la più importante campagna di sensibilizzazione alla formazione e alla crescita culturale dell'individuo, favorendo gli interscambi fra persone di ogni età, genere e provenienza e costituisce una straordinaria occasione per l'allargamento di reti e per lo scambio culturale tra enti e operatori della cultura. Per l'occasione la giornalista gravinese parlerà di Puglia, di Salento e di “Educazione e salvaguardia ambientale” nel convegno che animerà la giornata del 10 settembre 2011 nella città di Mendrisio (Canton Ticino). La conduttrice di Telenorba ha realizzato un documentario speciale che raccoglie il meglio de “I Viaggi di Buon Vento”. La presenza di Sabrina Merolla, in qualità di ambasciatrice della terra di Puglia, è stata voluta da Orazio Venuti, fondatore e presidente dell'Associazione svizzera Pugliaswiss, occupata in prima linea nella promozione e nella divulgazione, in terra elvetica, della cultura, della storia, dell'arte e della natura del Salento. settembre 2011

Il documentario fa viaggiare la Puglia oltre i confini della regione, raccontando e svelando al pubblico internazionale del Festival svizzero “il patrimonio unico ed ineguagliabile della terra di Puglia, che costituisce lo scenario della nostra quotidianità e che spesso non conosciamo o sottovalutiamo a causa di un'indifferenza indotta dalla distrazione mediatica verso altri orizzonti turistici propinati come mete ambite e sognate, quando l'ambizione e il sogno turistico, oggi, risiedono proprio nelle nostre terre- sottolinea la conduttrice - e gli itinerari di Buon Vento aprono il sipario su palcoscenici paesaggistici che custodiscono le radici della cultura di terre accomunate da un glorioso trascorso storico, da monumenti dal valore inestimabile, dallo spirito di accoglienza e convivialità delle genti mediterranee. Elementi fortemente caratterizzanti del concetto di pugliesità che smuovono nel pubblico autoctono l'orgoglio di appartenere a queste terre e, quindi, di riappropriarsi delle proprie radici e trasfondono nel pubblico internazionale il desiderio di scoperta, di mettersi in viaggio per vivere di persona l'itinerario proposto da Buon Vento". Per il Festival, la conduttrice porterà con sé in Svizzera due prodotti dell'artigianato pugliese di qualità, la “barchetta di Ziett”, pregiato gozzo in miniatura creato per l'occasione dallo storico artigiano di Monopoli (Ba) Ignazio Amodio, simbolo della marineria della costa barese e “la massaia salentina” dai colori intensi e vividi che richiamano i tradizionali costumi della donna pugliese dei secoli scorsi, realizzata dall'artigiana Antonella Merico. O.N. 23


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Turismo

Puglia ancora la + amata

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dagli

italiani Secondo una indagine di Federalberghi anche quest'anno il "Tacco d'Italia" si conferma la meta preferita nonostante i venti di crisi, ma gli addetti al settore vorrebbero di più

Una stagione, quella pugliese, che tutto sommato non può che chiudersi positivamente. Erano molte le paure per un’estate all’insegna della crisi e del risparmio per gli operatori turistici pugliesi. Attese che, tuttavia, si sono rilevate meno realistiche del previsto. I turisti non hanno tradito la Puglia, e i nostri splendidi panorami hanno fatto il resto. Turisti si, ed italiani in particolare. Non necessariamente al mare, per un periodo compreso tra i 7 e i 20 giorni complessivi, anche a più riprese (mordi e fuggi). Questo l’identikit tipico del turista in Puglia. Che ha affollato come al solito le splendide spiaggie salentine, Alberobello ed i suoi Trulli, la Valle d’Itria, il Gargano ed i suoi boschi (soprattutto riempiendo quasi completamente campeggi ed agriturismi della zona), ma anche Bari e Lecce, Taranto e Brindisi, Martina Franca e Trani, tra bellezze architettoniche, musei, eventi e concerti che quasi tutte le sere hanno offerto un ottima alternativa alle calde serate in riva al mare. La Puglia anche quest’anno, secondo le prime stime di Federalberghi, ha confermato il primato della regione più scelta dagli italiani per le vacanze estive: forte di una domanda interna pari al 10,9% (l’anno scorso era del 10,6%), la Puglia sopravanza la 26

Sardegna, che quest’anno dovrebbe assestarsi intorno al 10% (9,7% nel 2010), la Sicilia, l’Emilia Romagna e la Toscana. Forse il dato più rilevante che emerge dallo studio di Federalberghi, sia pure nel suo stadio non preliminare, è che tre italiani su 4 hanno scelto di fare le proprie vacanze entro i nostri confini. Il 70,3% dei nostri connazionali ha stabilito infatti che lo Stivale è la meta ideale per trascorrere un meritato periodo di riposo, mentre hanno scelto ferie oltre i confini poco meno del 30% degli italiani vacanzieri. ”Si tratta – spiega il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca – di un segnale forte del gradimento che i nostri connazionali dimostrano per uno dei Paesi più belli del mondo e per il rapporto qualità-prezzo che le strutture turistiche sono in grado di offrire”. ”Nell’estate turistica 2011, caratterizzata dalla netta divisione tra chi può permettersi un periodo di vacanza e chi no, portando il Paese a dividersi esattamente a metà tra quelli che hanno potuto permettersi un periodo di ferie lontano dalla propria abitazione e chi non ha potuto permettersi che piccoli mordi e fuggi al mare o in montagna non possiamo mancare di enfatizzare – afferma il presidente di Federalberghi

– come l’Italia turistica confermi il suo appeal e l’offerta regionale pugliese affermi le proprie peculiarità, che costituiscono poi la ricchezza reale del nostro sistema turistico”. Una stagione, quella Pugliese, che promette ancora di vivere i suoi ultimi sussulti proprio in queste settimane. Le previsioni del tempo sono favorevoli, e i costi decisamente più abbordabili delle strutture ricettive sparse ovunque sul nostro territorio promettono di allungare ulteriormente la stagione. Sarà sufficiente per far finalmente sorridere gli operatori del settore? Abbiamo rivolto loro alcune domande in merito al bilancio della stagione 2011, e nessuno si è detto pienamente soddisfatto. Nascosti dalla crisi e con il timore del futuro, sono in molti a rimpiangere i “fasti passati”. Ma forse in questi anni è difficile chiedere di più. Bisogna accontentarsi di buoni risultati e lavorare al meglio, e questo lo si deve fare a cominciare fin da subito, per mettere a punto un’offerta turistica 2012 che sia da una parte più estesa possibile, e dall’altra ricca di contenuti culturali e qualitativi. Perché le vacanze in Puglia sono anche cultura,spettacolo, musica e divertimento, e non soltanto sole e mare.. Roberto Mastrangelo

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Turismo

La comunicazione del "Sud" in conclave a Conversano

Il Castello di Conversano (Foto Piero Amato)

Il primo Festival del giornalismo internazionale apre il dialogo tra il Sud Italia e i Sud del mondo nella cittadina barese Conversano da il via alla prima edizione del Festival del giornalismo internazionale e d’inchiesta sociale, “Caratteri mobili”, dal 15 al 18 settembre. Dal 15 al 18 settembre, nella caratteristica Piazza Castello situata nel centro storico dell’ accogliente e ancora calda cittadina pugliese, giornalisti, politici, protagonisti del mondo economico e culturale, cittadini e studenti, scambieranno opinioni sulle problematiche che derivano dalla migrazione, dalle mafie e di tutte le difficoltà presenti a Sud. Un incontro importante per volgere uno sguardo dal Sud Italia a tutti i Sud del mondo nell’intento di unire, da un lato, valori e tradizioni e, dall’altro, per trovare soluzioni comuni. Durate le quattro giornate del

Festival, inoltre, verranno analizzati, dagli esperti del settore, i vari mezzi di comunicazione; l’inchiesta, televisiva e su carta stampata, documentari, reportage fotografici e dossier, per comprendere meglio le differenze e le peculiarità del mondo della comunicazione. Tra gli ospiti d’eccezione, due grandi protagonisti dell’informazione; Alberto Stabile, giornalista de “La Repubblica”, corrispondente per il Medio Oriente, autore del blog “Mediterraneo” e Lucia Goracci, conduttrice del tg3, inviata all’estero in Medio Oriente e in America Latina, vincitrice del Premio “Ilaria Alpi 2011”per il miglior servizio tv, riguardante la guerra in Libia. Il Festival, dunque, si presenta come un vero e proprio appuntamento

culturale che per, la prima volta, unisce il giornalismo d’inchiesta ai temi di attualità della nostra Regione, con particolare attenzione all’ ambito sociale. Per partecipare al Festival come volontari e per accreditarsi nella’area stampa, è necessario compilare il modulo on line su www. caratterimobilifestival.com A.T.

LE MASSERIE ZUCARO

Via Giappone - 70033 Corato (Ba) - Italia T. +39 0883 123456 F. +39 0883654789 www.lemasseriezucaro.it • info@lemasseriezucaro.it settembre 2011

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Comuni

Anci giovane lancia la September school Spa Dal 16 settembre parte la prima scuola di formazione per giovani amministratori in Puglia I giovani amministratori pugliesi si riuniranno dal 16 al 18 settembre ad Alberobello per essere protagnisti attivi della prima scuola per amministratori. L'iniziativa organizzata da Anci giovane Puglia, prende il nome di September School SPA – Scuola Per Amministratori e si avvale della direzione scientifica bipartisan dell' onorevole Francesco Paolo Sisto (Pdl) e dell'on Matteo Colaninno (Pd). Scopo della lodevole iniziativa è la ricerca di rafforzare, sinergicamente, le capacità di programmazione e di governo all’interno degli Enti locali. Una tre giorni interamente dedicata alla conoscenza delle regole per amministrare al meglio, allo scambio di buone prassi, alle innovazioni nel fare politica. Fanno da corollario a tale confronto le “storie di successo” raccontate da alcuni leader che animano lo scenario politico nazionale. Al termine del Corso, anche in virtù di quanto dibattuto, sarà redatto un Breviario del Buon Amministratore, che darà avvio ai Quaderni della September School SPA. La September School SPA si propone nel tempo, non solo di seguire l’evoluzione delle politiche degli Enti locali, ma anche di migliorare costantemente l’aggiornamento dei propri amministratori, mediante un’attenzione didattica sintonizzata all’attualità e all’innovazione. Se la crescita di un Paese si misura dalla qualità di chi lo amministra, questa esperienza segue proprio tale direzione: e rivolgendosi ai giovani aumenta le sue chances di successo. Non casualmente la September School SPA prevede un numero limitato di partecipanti al fine di potenziare l'incisività didattica nel breve periodo; e, nemmeno casualmente, nasce in Puglia, nel Mezzogiorno d'Italia. Oggi in Italia ci sono ventiseimila giovani amministratori e di questi 850 sono pugliesi, è sicuramente un ottimo dato di partenza sul quale lavorare. F.P. 28

Gli approfondimenti politici non si fermano neanche d'estate Tra le pagine dell’ estate pugliese la Fondazione Magna Carta ha intitolato un capitolo ai temi della attualità e della politica. Una serie di incontri pubblici animati da politici, giornalisti, scrittori, storici hanno colorato il palco esterno della masseria il Melograno. In questa cornice che illustra la naturale armonia della Puglia in un contesto di sobria eleganza, è apparso evidente l’ interesse dei giovani ai problemi di oggi. Protagonisti dei dibattiti sui sistemi dell’ istruzione, sul lavoro e sul futuro degli under 35 hanno partecipato con attenzione e coinvolgimento al dibattito con gli ospiti, dimostrando che l’ estate young non è solo mojito. D’ altra parte se è vero che per rinnovare si deve ripartire dal basso, cos’è più funzionale della partecipazione civile? Si può rinascere dai vecchi, che se non sono sempre buoni ad insegnare sono utili a sapere cosa non imitare? Nella serata che ha visto ospite anche il Ministro della Gioventù, si è disegnato un quadro che materializza la tiepida speranza di porre le fondamenta sui principi del merito, della qualità e della competenza per cementare un processo di discontinuità sulla base della qualità. Maria Pia Ferrante © RIPRODUZIONE RISERVATA

In foto Giuseppe D'Introno, consigliere comunale di Corato e presidente di Anci giovane Puglia.

A Poggiardo Dechirico rivive in Max Sauvage Si è aperta lo scorso 2 settembre presso il Palazzo della Cultura di Poggiardo la mostra De Chirico, rivisitato nell’estetica metafisica nel regno del sogno, un originale, straordinario omaggio a Giorgio De Chirico dell’artista Max Hamlet Savauge, in esclusiva per la Puglia. Trenta dipinti e disegni inediti che dal 2 al 25 settembre potranno essere ammirati nella cittadina salentina. La mostra è visitabile nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e martedì e giovedì dalle ore 16.30 alle ore 18.30. In queste sue nuove rielaborative opere in omaggio a Giorgio De Chirico, Savauge esplora un mondo visionario legato alla sua storia personale contemporanea e che accomuna la sostanziale visione del mondo di G. De Chirico e di Sauvage. È un amore per l’enigma che si nutre dello studio dei filosofi, da Nietzsche a Schope-

nauer e Kant, da cui prende spunto una natura animata da forze misteriose perché ne subisce il fascino del caro maestro, incarnandone il suo ulteriore alter-ego nel racconto della propria vita”. Il fantastico rappresenta nella sua arte una presenza costante che è servita ad esprimere crisi sociale, senso di insicurezza, rivoluzione spirituale più o meno profonda. Sauvage immette forme espressive del corpo, con un segno graffiante ed eccentrico, di favola e di gioco, nella sua visione teatrale di maschere, con innesti sorprendenti in un linguaggio di surrealismo barocco e ortodosso.

Info Ufficio Cultura comune Antonio Ciriolo Tel. 0836.909812 - fax 0836.909863 affarigenerali@comune.poggiardo.le.it

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Comuni

Un bando per reintegrare i sanseveresi in disagio SAN SEVERO Il Comune ha indetto un Avviso pubblico per la presentazione di progetti per l’attivazione di “borse lavoro sociali” area adulti . L’Avviso definisce le procedure di presentazione, di valutazione e di finanziamento di progetti finalizzati alla gestione di Borse lavoro sociali, coerenti con la programmazione delle Politiche Sociali in materia di inserimento socio-lavorativo di soggetti in situazione di svantaggio, da individuarsi tra i residenti in età lavorativa che risulatno essere persone in condizione di disabilità, soggetti svantaggiati che hanno terminato o stanno terminando un percorso di riabilitazione per l'ingresso nel mondo del lavoro o persone in condizioni di disagio sociale seguite dal Servizio Sociale Comunale. Il progetto comporta un impegno di almeno 12 ore settimanali, per tre

mesi per ciascun soggetto, il quale beneficerà di un contributo economico nella misura di circa trecento euro mensili. I vincitori saranno destinati dal Comune presso alcuni propri servizi, quali ad esempio: vigilanza, pulizia bagni comunali, pulizia area cimiteriale e/o verde pubblico, accompagnamento minori sui pullmini scolastici comunali, raccolta ticket mensa scolastica e/o altri servizi di pubblica utilità. La spesa prevista per la realizzazione del progetto, della durata di 12 mesi, è di € 120mila euro, iva esclusa e coinvolgerà almeno 72 fruitori nel corso dell’anno. Il bando scade il 26 settembre e già dal 29 la commissione aggiudicatrice esamineranno le domane. Informazioni in merito al procedimento di gara potranno essere richieste agli Uffici dei Servizi Sociali del Comune di San Severo. O.N.

Piazza della Repubblica a San Severo

Per partecipare

all’Avviso l’offerente dovrà far pervenire all’ufficio Protocollo del Comune – Piazza Municipio n.1, entro e non oltre le ore 12,00 del giorno 26 Settembre 2011, debitamente sigillato e controfirmato sui lembi di chiusura, - a pena di esclusione - con l'indicazione del mittente, comprensivo di numero telefonico e fax, e la ragione sociale (in caso di imprese), con la seguente dicitura esterna: Progetto “BORSE LAVORO SOCIALI–AREA ADULTI“. INFO: tel. 0882.339440 – fax 0882.339439 e-mail: HYPERLINK "mailto:mv.valoti@comune. san-severo.fg.it"

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Per il potenziamento della nostra azienda cerchiamo collaboratori ambo sessi fra i 18 e i 40 anni che vogliano diventare leader nella consulenza e nella comunicazione.

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Inviare candidatura alla mail: personale@publimediasud.it o al fax 080.522.50.00 settembre 2011

sarete ricontattati per appuntamaneto

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Agroalimentare

Nel 2011 il vino sarà buono...

La regione pugliese anche per quest'anno avrà una produzione di vino ottima. Le preivsioni parlano di un lieve calo della quantita ma vini ben strutturati, corposi e di qualità Solo poche settimane per assaggiare il novello. E le premesse sono ottime, soprattutto dal punto di vista qualitativo. Mentre ci si muove per ampliare l’offerta pugliese, e sono in corso le procedure per nuove Doc e, soprattutto, per la tutela dei vitigni autoctoni nel loro complesso, e non per singole realtà locali, è ormai arrivato il momento di armarsi di forbici, stivali e secchi ed affrontare la vendemmia 2011. Sarà un’annata vitivinicola di grande qualità, anche se con quantità di prodotto leggermente inferiori a quelle del 2010. Le condizioni climatiche sono state infatti assai favorevoli per gran parte della stagionatura dell’uva, complici le piogge primaverili, che hanno favorito un germogliamento uniforme dei tralci consentendo un regolare sviluppo vegetativo, non sono state intaccate da una fase di “colatura dei fiori” poco propizia, che ha solo determinato qualche problema nella quantità media di uva per ettaro. Anche dal punto di vista fitosanitario in tutta la regione quest’anno si sono registrate situazioni buone e comunque tenute costantemente sotto controllo. Ma che tipo di vino si aspettano gli esperti per quest’annata? Gli esami fino ad ora effettuati hanno evidenziato un leggero ritardo nell’accumulo glucidico dell’acino, mentre molto positivi sono i dati 30

relativi alla degradazione degli acidi ed al grado di maturazione, che non dovrebbe portare ad una caduta della situazione acida in relazione all’accumulo degli zuccheri. Una situazione chimica che porterà con ogni probabilità ad un perfetto equilibrio tra zuccheri acidi e grado di fermentazione, producendo vini ben strutturati, corposi e di alta qualità nel suo complesso. Certo, un dato importante per la definizione finale della qualità dei vini l’avranno le condizioni metereologiche di queste settimane, ma tutto lascia presagire che la situazione di tempo soleggiato ed asciutto dovrebbe protrarsi per gran parte di settembre, migliorando ulteriormente la qualità dei vini che si andranno a produrre. «Il 2011 - ha dichiarato l’assessore regionale all’agricoltura Dario Stefàno -  è stato per la Puglia vitivinicola un anno di intenso lavoro per iniziare a concretizzare gli obiettivi di aggiornamento e riqualificazione dei vini di qualità pugliesi. Il merito bisogna riconoscerlo ai produttori vitivinicoli regionali che con l’istituzione di nuove tre Doc  (Terra d’Otranto, Negramaro di Terra  d’Otranto e Tavoliere ) e con la richiesta di istituzione di ben 4 vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (Primitivo dolce naturale di Manduria , Castel del Monte Rosso Riserva, Castel del

Monte Bombino nero, Castel del Monte Nero di Troia riserva) hanno saputo interpretare gli obiettivi  della politica vitivinicola regionale   volta a  ridefinire la mappa dei vini pugliesi di qualità legandola al connubio “territorio – vitigno”. Se sulla carta – spiega Stefàno -  è aumentato il numero delle denominazioni, in realtà si sono preparate le condizioni per ridefinire concretamente le Denominazioni di Origine per comprensori ampi, accumunati dalla presenza di vitigni  autoctoni (Nero di Troia , Primitivo, Negroamaro). Un passaggio  maturato in seno alla filiera vitivinicola con grande senso di responsabilità che vedrà nei prossimi mesi  avviare dai produttori stessi un percorso di aggregazione ulteriore delle Denominazioni esistenti». Roberto Mastrangelo

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Agroalimentare

Sole mangia terra La regione pugliese

...ma ancora per quanto? Negli ultimi anni abbiamo assistito ad uno stravolgimento delle campagne pugliesi mangate da pannelli fotovoltaici. In attesa della regolamentazione la redazione di "Puglia in" sottolinea lo stridente contrasto paesaggistico che ne vien fuori

Lunghe distese di lucenti specchi, nuovi vigneti nella vendemmia dell’energia. In questi ultimi anni il panorama delle campagne pugliesi è stato letteralmente stravolto da nuove coltivazioni che, progressivamente, hanno soppiantato oliveti, mandorleti, aranceti, vigneti e ciliegeti in tutta la Regione. Una coltivazione che non ha bisogno di trattori, che non richiede sudore e zappa per poter essere raccolta, ma solo un contatore, un cavo e poco altro. Stiamo parlando del fotovoltaico che, ad oggi senza un censimento regionale e nell’attesa di una regolamentazione che dovrebbe vedere la luce entro quest’anno solare, e che dovrebbe puntare ad un lento spostamento dai campi

settembre 2011

ai tetti degli edifici (in primis quelli pubblici), vegeta e pianta le sue radici negli spazi tra i nostri paesi, un tempo ricchi di prodotti della terra, ed ora orientati verso una rendita fatta di affitto per i proprietari e business per i produttori di energia. Non vogliamo, in questa sede, parlare dei problemi che a vario titolo assillano questo settore, dalle possibili contaminazioni criminali alle esigenze di carattere economico del settore agricolo, che sono tante e sono complesse. Non è il luogo opportuno. Quello che si vuole sottolineare è lo stridente contrasto che balza all’occhio del viaggiatore attento per le strade di Puglia tra il contadino impegnato nella vendemmia e l’operaio addetto alla sorveglianza di un “tendone” fotovoltaico. Vino ed energia. Energia e vino. Un chiasmo quasi perfetto con al centro il nostro terreno, la nostra agricoltura, il nostro passato ed il nostro (incerto) futuro. Vedremo ancora nuovi vigneti elettronici? Vedremo ancora i moderni vendemmiatori lavorare dietro un computer? Vedremo un contatore al posto di un secchio? Un tubo di rame in vece del trattore? Spettacoli inevitabili e che, stando a sentire i proprietari dei lotti di terreno

che nel corso di questi anni sono stati affittati alle aziende produttrici di energia elettica o che comunque sono stati messi a “coltura” con impianti fotovoltaici, rappresentano una buona e certa rendita a fronte di un mercato agricolo sempre più in crisi, sempre meno redditizio, sempre meno attraente per le nuove generazioni, restie ai lavori della terra e alla fatica dell’impresa agricola. Un destino inevitabile ed amaro questo? Noi non ci crediamo. Crediamo ancora che sia possibile equilibrare tutte le esigenze. Che si possa sposare la tecnologia energetica, la ricerca delle fonti rinnovabili di energia e le esigenze del mondo agricolo. Crediamo che il nostro futuro risieda innanzitutto nella capacità di fare impresa con quello che abbiamo. E che ciò di qui disponiamo in abbondanza sia la terra, la capacità di lavorarla e di elaborare un adeguato know-how per rendere i nostri prodotti capaci di imporsi nei mercati. Purchè la politica, l’economia e le imprese sappiano rinnovarsi e trovare le giuste strategie per non delegittimare le nostre speranze. Roberto Mastrangelo

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cultura

"Sergente"

Eroe

Speciale

Unità d’Italia

In questo numero vi raccontiamo le eroiche gesta di Pasquale Domenico Romano. Il gioiese fu prima fra i più validi ufficiali dell'esercito borbonico e successivamente, brigante e partiggiano La memoria popolare è piena di personaggi e figure, balzate agli onori delle cronache in virtù di gesta eroiche o grandi azioni criminali, diventando rapidamente “miti” da diffondere, custodire o celebrare, per la fama di questo o quel paese. Il gioiese “Sergente Romano” è certamente uno di essi e il suo ricordo non si è mai del tutto spento in tutta la Terra di Bari, se è vero che, ancora oggi, si ascoltano strofette e ritornelli dedicati alle sue azioni. Conosciuto prima come eroe militare e coraggioso difensore degli oppressi, quindi come guerriero politico, partigiano imprendibile e, ahimè, brigante ammirato da tutte le popolazioni meridionali in lotta contro i primi governi dell’Italia unita, Pasquale Domenico Romano nasce a Gioia del Colle il 24 Agosto 1833. Di bell’aspetto e amante degli abiti eleganti, questa sorta di Che Guevara nostrano era dotato di vivace intelligenza, volontà di ferro e notevole intraprendenza. Arruolatosi prestissimo, prestò servizio per dieci anni consecutivi nell’esercito del regno borbonico delle Due Sicilie, e, per il suo contegno irreprensibile e la sua disciplina e cultura, si guadagnò il grado di primo sergente. Sopravvenuta la disfatta dell’armata napoletana, nel gennaio del 1861, se ne tornò al paese natio e, forte di un incrollabile fede negli ideali di libertà e difesa dei più deboli, iniziò una personale battaglia con gli usurpatori piemontesi, colpevoli di calpestare i diritti dei più umili per favorire la ricca borghesia agraria del Sud, nel nome di un'ancora astratta Unità d'Italia. Eppure, anche nella sua carriera di spietato brigante, il Sergente Romano dimostrò pietà verso i 32

deboli e i derelitti, animato com’era da un religiosissimo senso della vita (medaglia d’oro da parte del Vaticano). Forte di una concezione quasi “medievale” della vita e dell'onore, riempì le pagine dei suoi taccuini con preghiere e motti latini, inni sacri, devozioni alla Vergine e dolci poesie. Mai a nessuno dei suoi guerriglieri, il Sergente Romano fece mancare la paga promessa, badando di essere puntualissimo nel corrispondere le retribuzioni spettanti alla truppa, proprio come fosse a capo di un’armata regolare. Gioia e le contrade del Tavoliere barese furono sempre l’obiettivo della sua azione: armati di mannaie, scuri, schioppi e forconi, i suoi uomini assaltavano le case dei borghesi e dei liberali, conquistando paesi e terrorizzando i galantuomini del tricolore. L’agosto 1862 segna l’unione di tutte le bande pugliesi sotto il comando diretto di Romano, eletto “maggiore” per la sua padronanza assoluta delle campagne. Nel contempo, si abbattono le prime sconfitte sulla banda. Il 5 gennaio 1863 sopraggiunge la fine: rimasto con cinquanta fedelissimi, viene circondato nel bosco di Vallata dai Cavalleggeri di Saluzzo. Dopo una lotta accanita, combattuta anche a colpi di coltello, il Sergente muore con le armi in pugno sotto le numerose sciabolate dei “Nordisti”.

In alto il cippo presente a Gioia del Colle in memoria del "Sergente Romano".

Alla sua morte gli uomini smisero di combattere e si lasciarono arrestare. Il corpo del partigiano viene miseramente spogliato della divisa borbonica e, issato come una preda ad un palo sopra un carretto, è portato a Gioia del Colle, in via della Candelora, sotto le finestre della sua abitazione dove rimane esposto per una settimana. I gioiesi e i cafoni dei dintorni, per otto giorni, si recano pregando sul cadavere martoriato, come ad un pellegrinaggio con la speranza di un futuro di giustizia. Oggi il Sergente Romano è un eroe ed un martire della città e a lui sono dedicate feste e celebrazioni, rievocando lospirito di libertà e lotta per i più deboli, che ha sempre animato la sua azione. Antonio Verardi

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cultura

i

micromondi

Cortesi

L'artista cassanese visualizza un universo di sorprendenti fossili futuribili e riveste di colore la materia che trae dal quotidiano “Micromondi assemblati e colorati, per rivelare forze ed energie nascoste dietro l’apparenza delle cose”. Potrebbe essere questa la definizione più corretta delle “invenzioni” di Angelo Cortese, affermato maestro pugliese dell’arte contemporanea. Nato a Cassano delle Murge nel 1950, è pittore, scultore e scenografo dotato di una notevole padronanza tecnica, coltivata negli anni di studio e formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, e di una sapiente libertà creativa, oltre ad una mutiforme vena realizzativa, che si avvale di tecniche diverse e materiali vari. Nelle sue opere, egli dà un corpo “materico” alle proprie immaginazioni, proprio per renderle più concrete e depurarle da qualunque inconsistenza onirica. Così giunge a visualizzare un universo di sorprendenti “fossili futuribili”: qualcosa che sembra appartenere ad epoche immemorabili, ma è proiettato, invece, nell’avvenire e mantiene forti richiami alle inquietudini del presente. Cortese rivela di aver attentamente meditato l’eredità dell’arte informale, o quella di Paul Klee, forse il maggior “inventore di forme” dell’intero ventesimo secolo. Certe riflessioni dell’artista svizzero sul valore e la funzione dell’arte possono certamente essere state fondamentali per l’artista cassanese, guidandolo verso una percezione incontaminata, quasi infantile, del mondo, rivelato nelle sue strutture segrete, attraverso organismi perfettamente autonomi, eppure nati settembre 2011

da un dialogo continuo con la natura. Ecco allora che qualcosa di simile a fossili o minerali popola i suoi quadri, alternando una forte carica di aggressiva energia espressiva, ad una lieve nota ironico-ludica che spiazza l’osservatore strappandogli un sorriso o donandogli un profondo motivo di riflessione. Si prendano in considerazione opere come Hulk, Clandestino sulla Scacchiera, Cupido, Mar d’Africa, Arco Baleno, o le Bandiere, pensate per i 150 anni dell'Unità d'Italia. In tutte le sue realizzazioni, Cortese utilizza il sogno come fonte di emozioni e territorio da esplorare e si esprime attraverso il colore e la materia. Egli riveste di colore una materia che trae dal quotidiano, facendo, di entrambi, gli elementi della composizione del quadro, i mattoni dell’architettura percettiva. In differenti gradazioni di tonalità, spessore e stesura, i colori contribuiscono alla tessitura dell’immagine e dialogano con gli altri elementi della composizione: griglie metalliche, chiodi, corde, stoffe lacere, acrilici, vinavil. A far

Una delle rielaborazioni della "Bandiera tircolore" di Angelo Cortese

da collante di tutti gli elementi, strati di resine che, con la loro lucidità, stimolano sensazioni tattili, immettono nel quadro componenti di sensuale fisicità, come a voler confondere quella razionalità figurativa, che pure guida sempre la percezione delle opere di Cortese. E probabilmente il nostro pittore potrebbe ben condividere quanto scriveva il grande maestro dell’informale, Jean Dubuffet:”la funzione dell’artista è secondo me d’allargare, le conquiste e i domini dell’uomo su quei mondi che gli sono o sembrano ostili, e se capita di rivelare per cosa bella ed esaltante qualche oggetto che prima faceva orrore, mi sembra sia tanto di guadagnato.[...]”. Antonio Verardi

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cultura

il l

de

destino

Kismet

RIpercorriamo la storia di uno dei teatri storici pugliesi Secondo un’indagine recente, anche in un momento di grande crisi culturale come quella attuale, il Teatro barese Kismet è uno dei più prolifici e migliori contenitori teatrali d’Italia. Ecco perché, parlando di eccellenze pugliesi, è bello raccontarvi dello spirito di questo luogo, uno spazio, una sorta di contenitore di esperienze che, ormai da anni, produce promuove e diffonde arte in tutti gli ambiti della vita culturale e sociale pugliese e non solo. É questo l’obiettivo che ha prefigurato il Kismet fin dai suoi esordi, nel 1981 ed è questo il “felice destino” (in sanscrito: “kismet”), che, sin dal nome, da sempre si è voluto affidare al progetto. L’esperienza del Kismet nasce dall’idea di una compagnia teatrale ragazzi, fondata e diretta da Carlo Formigoni al termine di una scuola di formazione. La compagnia allestisce subito qualche spettacolo interessante e comincia presto a girare in Italia e all’estero, con grande successo. Nel 1989, il desiderio di un rapporto più stabile e profondo con il proprio territorio, spinge il gruppo di giovani attori a cercare, nell’area industriale alla periferia di Bari, il luogo adatto per fondare un nuovo spazio, una sorta di officina artistica, che diventasse fucina di idee, luogo d’incontro e costruzione d’arte, laboratorio e centro di cultura e di dialogo permanenti, insomma un Opificio per le Arti. Lo spazio venne inaugurato con “Quick Quick Slow”, uno spettacolo dedicato alla lotta alla mafia, che vide tra gli ospiti, personaggi del calibro di Nando Dalla Chiesa e Leoluca Orlando. Seguì un percorso di laboratori e attività rivolte ai giovani delle scuole superiori e l’allestimento di un cartellone di spettacoli che portò per la prima volta a Bari compagnie prestigiose, come I Magazzini, Katzenma34

cher, Valdoca, Teatro di Leo, Teatri Uniti, Le Albe. “Il Cappuccetto Rosso”, per la regia di Carlo Formigoni, vince il Premio Eti/Stregagatto nel 1991. Nelle lunghe tournée, la compagnia incontra registi e attori affermati, su tutti Enzo Toma, che avvia un laboratorio permanente di ricerca con attori portatori di handicap. Ne nascono una serie di spettacoli, come “Acqua di pietre” e “I segni dell’anima”, che segnano l’inizio di una ricerca pionieristica in Italia: per la prima volta la disabilità viene considerata una “diversa abilità” creativa. Da questo percorso nascerà anche “Vangelio”, con una compagnia mista di attori disabili e di attori normodotati. Dello stesso periodo è l’incontro con Teresa Ludovico, attrice e regista che porta nell’Opificio una sua specifica ricerca intorno al rapporto con il mito e gli archetipi femminili del patrimonio classico. Da qui la rivisitazione di testi importanti di Aristofane, Plauto ed altri. Nel 2001 il debutto di “Bella e Bestia”, riscrittura della celebre fiaba affidata a Teresa Ludovico. Coprodotto dal Teatro Comunale Rossini di Gioia del Colle, dall’Istituto Italiano di Cultura di Tokio, dal Setagaya Public Theatre e da Gunma International Association, ha rappresentato l’Italia in Giappone con una lunga tournèe che ha attraversato diverse regioni giapponesi. Le produzioni successive proseguono la ricerca dedicata alla piccola infanzia e confermano la vocazione internazionale del Kismet. A febbraio del 2009, ad esempio, debutta al teatro Piccinni la produzione “Il malato immaginario ovvero le Molière imaginai-

re”, riscrittura del classico di Molière che si avvale delle musiche di Nino Rota, nel trentennale della sua morte.

Nel complesso, nel corso degli anni, il Kismet ha sempre più configurato la sua attività attraverso differenti percorsi produttivi e si è fatto polo di attrazione di artisti italiani e stranieri, diventando modello di mediazione tra il teatro ed altre forme di comunicazione e creazione quali la scrittura, la pittura, il video, la fotografia, la musica, volgendosi al dialogo e al confronto sui temi fondanti della cultura e, in sostanza, della socialità stessa. A questo scopo è presente nel teatro anche una grande sala con bar, un foyer arioso e brillante, lo spazio ideale a far sì che ci sia sempre un “prima” e un “dopo” lo spettacolo, una continua contaminazione di forme artistiche e di linguaggi, un’occasione per trascorrere l’intera serata in compagnia delle maestranze e degli attori padroni di casa. Attualmente il Teatro Kismet è affidato alla direzione artistica di Tertesa Ludovico; sotto la sua supervisione non mancheranno anche quest’anno idee e progetti innovativi, ne siamo certi. Antonio Verardi

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cultura

Le Giornate del Patrimonio, spegnono la e accendono la

Tv

cultura

mediterranea Il 24 e 25 settembre in Italia come in tutta Europa si celebrano le "giornate del patrimonio" occasione per riappropriarsi delle proprie radici culturali Oltre ad altri 49 Paesi europei , anche l’Italia aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio 2011, le quali sono fissate per le date del 24 e del 25 Settembre, sotto l’ormai noto slogan “L’Italia, tesoro d’Europa”; fin dalla loro istituzione, la quale risale al lontano 1954, queste giornate sono state molto apprezzate in quanto considerate come una ghiotta occasione per entrare a stretto contatto con la vastissima offerta culturale di tutta l’Europa, in particolare tramite l’apertura gratuita al pubblico di tutti i musei e luoghi d’arte statali, che abbracciano l’intero patrimonio archeologico, artistico e storico, architettonico, archivistico e librario, cinematografico, teatrale e musicale. L’invito, infatti, è a spegnere la TV e a riavvicinarsi alle radici storiche che ogni Regione, inserita nel più vasto panorama continentale, ha da offrire. In collaborazione con la Regione Puglia sono posti in evidenza tutta una serie di eventi correlati a queste due giornate all’insegna dell’unione tra popoli e della collaborazione ed unione transnazionale: presso il Museo Nazionale Archeologico (Castello normanno-svevo) a Gioia del Colle, ad esempio, si terrà Insieme al Museo, ossia una serie di visite guidate e laboratori per adulti e bambini nell’esposizione Agamennone e gli altri. Gli eroi di Omero nella cultura figurativa della Puglia antica, e ancora alla Pinacoteca di Bari, in via Spalato, ci sarà la mostra fotografica Esprit Méditerranéen a cura di Clara Gelao, il cui fulcro è appunto lo spirito di mediterraneità a cavallo tra senso di appartenenza e quella globalizzazione che ci rende cittadini del mondo. A Bari, presso la Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti Volpi, si può partecipare all’evento Il settembre 2011

libro tra passato e futuro, ultimo appuntamento di una serie di attività di promozione culturale incentrate sul ruolo della letteratura e dell’editoria nella storia del Risorgimento e nell’Italia che verrà. Svariati sono gli omaggi al 150° anniversario dell’unità d’Italia (momento topico in quasi tutte le manifestazioni inserite nelle Giornate Europee), quale ad esempio l’Omaggio agli Uomini del Risorgimento presso l’Archivio di Stato di Taranto, nel quale sarà dato particolare rilievo al personaggio di Nicola Mignogna, un patriota tarantino. Ancora nell’area archeologica di Canosa di Puglia sarà possibile vivere la suggestiva esperienza di

una visita guidata effettuata da un ricercatore nelle vesti di Vescovo Sabino, figura particolarmente cara agli abitanti del luogo; tale evento è stato identificato come La notte dei ricercatori, in quanto prevede una passeggiata al chiaro di luna negli scavi collegando brani tratti dalla biografia del Santo alle testimonianze archeologiche ivi presenti. Si spera così di far vivere, tramite una simile figura del passato, un viaggio completamente immersi nella storia, attraversando i luoghi nei quali il Vescovo ha davvero operato, allegando al tutto proiezioni su maxi schermi e testimonianze materiali che renderanno il VI secolo quanto mai vicino! Daniela De Sario

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Con qarantatrè milioni di euro al botteghino e primo posto assoluto nella classifica “all-time” degli incassi dei film italiani, Luca Medici, in arte Checco Zalone, si candida ad essere il nuovo re Luca Medici da Capurso, Bari, è suo vero nome. Trentaquattro anni e una laurea in giurisprudenza. Uno dei tanti bravi ragazzi pugliesi di provincia. Insomma. É molto difficile pensare ad un identikit del genere come alla star più potente della Power List di Box Office, la rivista specializzata di cinema, per il 2011. E forse a molti lo stesso nome di Luca Medici non dice poi molto. Ma basta chiamarlo con il suo nome d’arte che la musica cambia. Eccome. Checco

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Zalone è l’uomo del momento, il “rain-man” di una nuova comicità tutta sua che ha saputo, prima dal palco dello Zelig, e poi nei cinema, scalare le classifiche di popolarità e di successo, fino a far impallidire i mostri sacri dei cinepanettoni all’italiana, al suo secondo film. Quarantatrè milioni di euro al botteghino e primo posto assoluto nella classifica all-time degli incassi dei film italiani. Pensarlo come quel timido ragazzone neomelodico che cantava sul palco di Zelig nel 2006, o come il quasi sconosciuto cantante di “Siamo una squadra fortissimi”, vero boom di Checco Zalone durante i fortunati Mondiali di Calcio del 2006, e pensare che in soli 5 anni ha trasformato la sua passione in un grande business, il suo nome in un tormentone, le sue battute in modi di dire comunemente utilizzati, e il suo accento così spiccatamente barese in un segno distintivo della sua comicità in grado di

far innamorare intere generazioni, significa soltanto tracciare un rapido segno sulla fulminante carriera di Luca Medici. E ci sarebbe da aggiungere che “il bello deve ancora arrivare” (e quando arriva chiamatemi, aggiungerebbe prontamente Checco). Su di lui si stanno per accendere i riflettori di un Tour che in diverse città sta facendo registrare code ai botteghini, e a partire dal prossimo mese di novembre la corazzata di Mediaset, Canale 5, ha puntato su di lui per un nuovo one-man-show da proporre in prima serata nella nuova guerra degli ascolti televisivi che sta per cominciare. E come in un vortice sempre più veloce e frenetico, il dottor Luca Medici sta lavorando senza sosta per tenere a freno il ciclone-Zalone, tra interviste, spettacoli, prove televisive, inviti e un film più che pronto per il prossimo anno, sempre in

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coppia con Gennaro Nunziante. Lo stesso Medici ha recentemente confermato che «il prossimo film, nel 2012, sarà una satira dei ricconi. Un cafoncello, io, che cerca di diventare imprenditore e viene a contatto con un mondo talvolta volgare o paradossale, quello che ho visto in certi salotti. Come la signora che dà feste di beneficenza per chi muore di fame sfoggiando brillanti da capogiro». Un sodalizio, quello ZaloneNunziante, ormai collaudato, anche se sarà inevitabile uno scontro con “Che bella giornata” ed il suo successo. Ma in fondo sono le stesse cose che venivano dette prima dell’uscita del secondo film: “Il confronto con Cado dalle Nubi sarà difficile”. É sempre Luca Medici a parlare, sdrammatizzando. «Quando meno adesso il contratto è più vantaggioso, avrò una percentuale sugli incassi per i prossimi film. Il problema è il risultato strepitoso di Che bella giornata. Farà sembrare un flop qualsiasi buon risultato successivo. A volte penso che sbancare al botteghino subito è stato un po’ una fregatura. Come faccio a mantenermi all’altezza? Che ansia!». Ma forse la ricetta è semplice, nella sua complessità. A Checco Zalone serve restare Checco Zalone. Piace tantissimo così com’è, simbolo e prototipo del giovane italiano a metà tra una vita sbandata e la voglia di riscattarsi, tra una cultura approssimativa e la consapevolezza di sapere più di quanto si dice, tra un lavoro che bisogna inventarsi ogni giorno e una vita da prendere per le corna con l’arma dell’ironia. E così che Checco Zalone dopo aver trionfato al cinema, dal 14 settembre 2011 torna

con il suo nuovo show che sarà in programmazione in oltre 15 città italiane tra arene, palazzetti, stadi e forum. L’artista sarà a Bari – Arena della Vittoria lunedì 26 settembre 2011, con inizio ore 21.30. Un live di due ore tutto da ridere, ricco di canzoni e con le imitazioni dei nuovi personaggi presi di mira dal comico pugliese: Roberto Saviano, Modà, Antonio Cassano, Nichi Vendola, Albano, oltre agli evergreen Vasco, Carmen Consoli, i Negramaro,

Jovanotti. Un appuntamento da non perdere con il comico che più di ogni altro svela e riduce in polvere l’ego smisurato di tanti artisti nostrani. «Mamme portate tranquillamente i vostri figli: le parolacce che dirò le sanno già», ha commentato Checco. Riguardo al prezzo del biglietto, il comico ha disposto prezzi In linea con le nuove riforme federaliste fiscali. Infatti al Nord costerà meno e al Sud di più «Perché noi del Sud siamo più abituati all’impoverimento». I biglietti sono disponibili in prevendita nel circuito Bookingshow e TiketOne. Roberto Mastrangelo

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In alto Luca Medici e Nabiha Akkari nel film "Che bella giornata";

Qui di finaco lo vediamo invece "suonare una scopa" nel suo primo film "Cado dalle nubi".

I biglietti PARTERRE Primo Ordine € 40.00 PARTERRE Secondo Ordine € 35.00 TRIBUNA COPERTA Terzo Ordine € 31.00 GRADINATA Non Numerata Quarto Ordine € 15.00 Info Delta Concerti - T. 899130383 www.deltaconcerti.it - www.areazelig.it; www.ticketone.it; www.bookingshow.com

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Atmosfere da "mille e una notte" con Mazagat il festival delle danze orientali

AstroVisione conquista Castellana Grotte

Una danza del ventre di affascinanti odalische con il volto coperto da veli e il corpo sinuoso: è questa, nell’immaginario collettivo, la scena più sognata dagli appassionati delle magiche atmosfere di “Mille e una notte”. L’opportunità di rievocare queste sensuali suggestioni viene offerta dal “Mazagat Festival”, il primo festival di danze orientali, che si terrà a Bari, presso l’elegante cornice dell’Hotel Majesty, dal 16 al 18 settembre. Mazagat è una parola araba che significa “piacere”: il piacere di sentire l’energia della danza attraversare il corpo e quello di scoprire terre e profumi tanto nuovi, quanto diversi dalla propria quotidianità. L’evento consiste in 3 giorni di workshops, con maestri nazionali e internazionali, come Wael Mansour, l’egiziana Camelia, il danzatore marocchino Mayodi e due vere stars del calibro di Virginia Mendez e Ariellah. Due eleganti serate di gala, meravigliosi spettacoli di danza, cene a base di prodotti tipici mediterranei, competizioni tra i migliori ballerini: questo il programma del festival. Il multiculturalismo, la grande passione per la danza e l’arte in genere, il genio artistico di eccezionali maestri, il pieno coinvolgimento e la capacità di aggregazione delle danzatrici, rendono il “Mazagat Oriental Dance Festival” un evento imperdibile, vero fiore all’occhiello di una città che, ancora una volta, rappresenta un ponte tra il mistico Oriente e l’innovativo Occidente. Si tratta di un’esperienza straordinaria, che si avvale della professionalità, del talento e della sensibilità artistica di Marilena De Letteriis, in arte “Iside” , la Dea della Luna, del Mistero, della Magia e della bellezza, il simbolo della femminilità, della sposa fedele ed amorevole, alla quale erano dedicate danze per celebrare la Dea come Ventre e Origine della Vita. Le donne che danzavano in suo onore avrebbero avuto come doni la fertilità, la bellezza, il fascino, l’intelligenza e la determinazione per ottenere tutto ciò che desideravano. E’ così che intende incantare il suo pubblico il festival del Mazagat, compiendo un viaggio nei piaceri e negli splendori di un mondo misterioso e ricco di fascino, in un’ideale continuità con lo spirito della Fiera del Levante: la ricerca di sempre più proficui contatti con il mondo orientale. Che le porte del sogno si aprano e lo spettacolo inizi! A.V.

A fine agosto è terminata la rassegna cinematografica "InAstroVisione - dal Multisala al Multistelle", un’iniziativa nata dalla collaborazione tra Proloco Castellana Grotte e Solcom srl agenzia di comunicazione, con la direzione artistica di Cinema Socrate e la collaborazione della scuola di danza Artinscena di Annalisa Bellini. Nella sede dell’Anfiteatro Artinscena sono state presentate tredici pellicole scelte tra quelle di maggiore successo proiettate durante lo scorso inverno e per concludere il festival i film italiani "Femmine contro Maschi" e "La vita facile". Ma è già in progetto una nuova edizione di "InAstroVisione - dal Multisala al Multistelle”, come ha commentato Antonio Lippolis, amministratore della Solcom srl: “Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti in questa prima edizione. Il pubblico ha risposto positivamente sia in sala sia sul web attraverso il sito internet, Facebook e le pagine specializzate, dimostrando che a Castellana le belle iniziative, anche dei privati, vengono apprezzate ed è pertanto importante sostenerle”. A conclusione del ricco programma inoltre è stato portato in scena "Triple Bill", uno spettacolo di danza contemporanea a cura della scuola di Annalisa Bellini, con le coreografie di Vito Giotta e Angel Martinez Hernandez e con la partecipazione di altri cinque danzatori della provincia di Bari - Verdiano Cassone, Annarita De Michele, Rita Giannuzzi, Gabriele Montaruli e Palmiriana Sibilia- riscuotendo un grande successo tra il pubblico. I.B.

In foto Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi in una scena del film "La vita facile" proiettato durante la rassegna Astrovisione a Castellana Grotte.

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Foto di Giovanni Maraglino

Vicoli crescono

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Ottimo successo di pubblico e critica per il concorso cinematografico "Vicoli Corti" svoltosi a Massafra a Agosto. L'Associazione "il Serraglio" si prapara ad una edizione 2012 ancora più in grande.

Si è conclusa con la proclamazione e la premiazione dei tre cortometraggi vincitori la settima edizione di Vicoli Corti, il festival di cortometraggi attento al sociale tenutosi a Massafra dal 19 al 21 agosto su iniziativa dell’associazione Il Serraglio con la partnership di Amnesty International Italia, Fondazione Slow Food per la biodiversità e Cgil Taranto. Ad aggiudicarsi i favori della giuria, sono stati Risorse umane (fresche di giornata) di Marco Giallonardi per la sezione lavoro – premio Cgil Taranto, In my prison di Alessandro Grande per la sezione diritti umani – premio Amnesty International Italia, e Genesis di Ameleto Cascio per la sezione biodiversità - premio Fondazione Slow Food per la biodiversità. settembre 2011

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Non solo premi ma anche menzioni speciali, doverose dato il buon numero di lavori proiettati di ottima fattura, fra queste segnaliamo La polvere di Giuseppe Carrieri che racconta la triste realtà dei bambini arcobaleno di Calcutta che ha fatto commuovere gli spettatori presenti in piazza Santi Medici. “L’impatto emotivo non è qui artificio ma verità e se i bambini protagonisti di questa realtà attendono il buio per non aver paura, chi li ascolterà farà meglio ad aguzzare l’orecchio per deliziarsi dei loro sogni così squillanti in queste strade senza vicoli”, così si è espressa la giuria. L’eco de La polvere è giunto anche su importanti portali di informazione nazionale nella sezione spettacoli. Per la sezione lavoro preme menzionare Il vincitore di Davide Labanti, richiamando in causa la giuria: “Vincere o perdere? questo è il dilemma. La claustrofobica realtà del precariato è qui trasformata in un angosciante susseguirsi di paradossali trovate con cui il regista scuote il suo spettatore imprimendo nei suoi occhi la coscienza di un mondo in cui il destino crea barriere insormontabili tra coloro che indossano “colletti bianchi” e coloro che sono inevitabilmente imprigionati nella bianca divisa del precariato.” Infine, per la sezione cibo e biodiversità a colpire la platea e la giuria è stato il lavoro del giovane siciliano Giuseppe Petruzzellis dal titolo Industrial Bay, documentario breve dal forte impatto emotivo dove la realtà entra potentemente nel video sbattendo in faccia al suo spettatore il degrado e il dissesto ambientale che lasciano morire la bellezza del luogo in oggetto, ormai vittima dell’inquinamento industriale e dall’incivile indifferenza dei suoi abitanti. Entusiasti Michele Oliva e Vincenzo Madaro, presidente e direttore organizzativo dell’associazione Il Serraglio. «Siamo contenti – dice Madaro – di quanto siamo riusciti a creare quest’anno, non solo in termini numerici, con la piazza Santi Medici gremita come raramente si vede, ma soprattutto per la rete umana che si è venuta a creare tra noi, i partner, i registi, gli attori e altre realtà associative che hanno sposato in pieno lo spirito dei Vicoli. Una rete così solida ci permette già di lavorare 40

alla prossima edizione, per la quale stiamo pensando a una settimana dove si alterneranno incontri, workshop e retrospettive a fare da cornice al concorso video per giovani emergenti e probabilmente avremo una serie di appuntamenti decentrati fuori dall’ambito massafrese. Il filo conduttore sarà sempre segnato dalle tematiche sociali e dai video intesi non solo come mero strumento di intrattenimento o di bellezza estetica ma come medium per riflettere e trovare soluzioni e ispirazioni per perseguire la strada di un nuovo umanesimo». Sempre più solido si preannuncia il rapporto tra gli “asserragliati” e Amnesty International. Nei prossimi mesi sarà presentato a Massafra Black Bloc, film di Carlo Bachschmidt in competizione nella sezione Controcampo Italiano della 68ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia, ed è stato commissionato proprio all'associazione Il Serraglio lo spot del numero verde di Amnesty per l'anno 2012. Infine, In my prison, cortometraggio vincitore della sezione Diritti Umani sarà utilizzato da Amnesty come spot per le campagne sulle carceri. Una bella edizione che conferisce slancio ed entusiasmo per le attività del nuovo anno sociale che partirà ad ottobre con CinemAscuola, rassegna cinematografica destinata alle scuole di ogni grado e fascia di età. Del resto, come diceva il campianto Mario Monicelli, “Il cinema ha ancora una funzione positiva, e questo vale anche per la letteratura, la musica o la danza. Sono tutti strumenti per suggerire rimedi, denunciare il presente e far sperare nel futuro.” Giovanni Moebi

Il reportage della tre giorni Dall'alto verso il basso: Il manifesto con i numerosi partener della edizione 2011 della rassegna; Venerdì 19 agosto il proiettore è pronto fra pochi minuti inizia la settima edizione; La presentatrice Erika Gallo intervista l'Assessore alla cultura Antonio Cerbino (foto Giovanni Maraglino); TUtta la piazza è allestita, la scenografia è curata, nella foto un detaglio: la lumaca simbolo di SlowFood; In tutti e trei giorni la piazza si è presentata gremita di persone in foto la serata del 20.

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I Corti vincitori Risorse umane (fresche di giornata)

sezione lavoro premio Cgil

di Marco Giallonardi Motivazioni

Scheda tecnica

Cast

"Non solo precariato, ma l’evidenza drammatica della situazione dei laureati del paese. Un paradosso reale dell’attuale mercato del lavoro, come è reale il caporalato spesso legalizzato in varie forme"

7’, Italia, 2010 Regia e sceneggiatura: Alessandro Grande Fotografia: Francesco Di Pierro Soggetto: Alessandro Grande Musica: Emanuele Bossi

Francesco Palozzi, Francesco Primavera, Claudio Camuito Sinossi

La trama Fabio non ha lavoro, adesso non ha neanche più una ragazza: Marinella lo ha lasciato. Si sveglia dopo averla sognata, gli tornano alla mente le sue accuse. Luigi, il convivente di Fabio che ha rinunciato ad uscire di casa e cercare lavoro, racconta cazzate per provocarlo, e ci riesce benissimo. Fabio raggiunge il luogo dove spera verrà raccattato per una giornata di lavoro, ma ha una triste sorpresa: anche Marinella è lì, anche lei in attesa di lavoro, seppur inadeguato, per lei e per gli altri. Fabio, Marinella: una storia finita; Fabio, Marinella e il precariato: una storia infinita.

In my prison

Sezione diritti umani premio Amnesty International Italia

di Alessandro Grande

Motivazioni

Scheda tecnica

Cast

“Per il messaggio che giunge rispetto alle prigioni quotidiane che angosciano la vita del cittadino prigioniero, non solo tra le mura della prigione, ma anche tra le immagini i pensieri e i comportamenti che lo rendono schiavo, devastandone intelligenza e conoscenza. Buon ritmo narrativo seguito da un’ottima fotografia di interni”

12’35’’, Italia, 2010 Regia: Marco Giallonardi Scieneggiatura: Marco Giallonardi, Vincenzo Ianni Fotografia: Beppe Gallo, Pina Mastropietro Montaggio: Pitro Beccorini Musica: The Unionfrego

Beniamino Marcone, Giulia Steigerwalt, Francesco Foti, Riccardo De Filippis

La trama

Un detenuto non riesce più a sopportare l’atmosfera opprimente che si respira all’interno di un carcere ed escogita così un piano per mettere fine alle sue angosce e trovare finalmente la serenità.

Genesis sezione biodiversità premio Fondazione Slow Food per la biodiversità

di Ameleto Cascio Motivazioni

Scheda tecnica

Cast

“La forza e il sacrificio della natura violentata che rinasce contro ogni aspettativa. Ottimo ritmo visivo e buon utilizzo delle tecniche di post produzione”.

3’20", Italia, 2010 Regia e sceneggiatura: Ameleto Cascio Assistente alla regia: Joshua Wahlen Soggetto, fotografia e montaggio: Ameleto Cascio Musica: a034

Sara Casiccia

La trama In un paesaggio industriale e desolante spuntano come delle piante elementi metallici dal terreno. In un altro ambiente una figura inquietante con una maschera antigas si agita cercando di uscire da quella dimensione claustrofobica. Un video che vuole esprimere il difficile rapporto tra naturale e artificiale attraverso la rappresentazione della nascita di una pianta.

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Sport

Attolico, l'airone azzurro L'ex portiere paratutto del Settebello azzurro delgi anni '90, ora Tem manager della nazionale svela il segreto di questa vittoria a Shanghai

venticinque anni fa quando il giovane Cosa è successo, un miracolo o il Che dire, ha vinto tutto le frutto di di un lungo lavoro? Francesco alla spiaggia degli ufficiali Olimpiadi di Barcellona 1992, i «La forza di questa con il suo fisico scultoreo mondiali di Roma 1994, gli europei squadra è stata l'umiltà e si tuffava dalle passerelle di Sheffield nel 1993 e di Vienna nel Tempesti non la compattezza i ragazzi 1995,i Giochi del Mediterraneo nel che portavano a mare lo scopriamo non si sono mai abbattuti 1997 a Bari, la coppa Fina nel1993 con un tuffo carpiato che oggi, è sono rimasti sempre uniti ad Atene, bronzo alle olimpiadi di era un belvedere per tutti, un gran e con tanto lavoro e grazie Atlanta nel 1996, argento nella coppa in particolar modo per le campione anche alla grande espeFINA a Berlino nel 1989 ed Atlanta ragazzine, ed ogni volta rienza del mister Sandro nel 1995, stiamo parlando di Franche lo si vedeva il comCampagna sono riusciti piano piano cesco Attolico il portierone barese mento tra di noi era "sai che gioca in a risollevarsi e ottenere questa nato il 23 marzo 1963 miglior poruna squadra di serie a di pallanuoto srepitosa vittoria e comunque non tiere di tutti i tempi e uomo simbolo " poi l'anno dopo "sai ora è stato dimentichiamoci che si è vero siamo della pallanuoto italiana, convocato in nazionale" stati criticati duramente, abbiamo anl' Airone Azzurro, questo e poi ancora "partecipeLa forza che giocato male ma che comunque il suo soprannome, finita rà alle olimpiadi" e poi di questa abbiamo conquistato l'argento nella l'attività agonistica entra finalmente suqadra World League». a far parte del settore "ha vinto ..." . è stata Qundo si vince il merito va sempre tecnico della federazione Francesco, appena pol'umiltà e la chi mesi fa la nazionale diviso tra tutti ma è un caso che il italiana di pallanuoto dove compattezza miglior giocatore del mondiali ed italiana venne a Bari attualmente ricopre l'incauno dei migliori portieri al mondo dove giocò una disarico di Team Manager e è Stefano Tempesti e tu sei il prestrosa partita amichedi preparatore dei portieri, paratre dei portieri ? vole contro la Croazia del tuo ex reduce dalla vittoria dei mondiali di «No non scherziamo il merito e di allenatore Rudic partita che termiShangai con una prestazione favotutti staff ,giocatori e federazione Stenò con la sconfitta per gli azzurri losa del Settebello azzurro appena fano Tempesti è un grande portiere, e con una assoluta mancanza di tornato abbiamo fatto quattro chiacquesta nazionale è fatta di tanti bravi gioco; pochi mesi dopo, la steschiere, considerata anche la pluriengiocatori lui invece è un campione nale amicizia risalente all'incirca a sa squadra, ha vinto il mondiale. 42

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la Bari Nuoto sempre pronta in attesa uno che fa la differnza e come ho del grande salto queste sono le due sempre detto un buon portiere ti da squadre più blasonate speriamo che la possibilità di spingere al massiun domani una delle due o magari mo la parte offensiva perche' ti da tranquillita' e sicurezza e comunque entrambe possano arrivare nella Tempesti non lo scopriamo oggi comassima serie anche se non è facile munque è un grande campione» ci vogliono tante energie e sforzi ecoEd ora i prossimi obiettivi? nomici ed in questo momento di crisi «Innanzitutto riconfermarci e sarà lo si può solo sperare ed io come tutti molto dura perchè tutti ci aspettano gli sportivibaresi c'è lo auguriamo». e daranno il massimo propio per Prima c'era la scusa che mancabattere i campioni, vedremo iniziamo vano gli impianti ora c'è ne sono con la preparazione a settembre per tanti uno più bello dell'altro piaffrontare gli europei a gennaio poi ci scine, palestre, palazzetti, campi si presenta alle Olimpiadi di Londra reglamentari in erba sintetica ci presentiamo come ma perchè gli sport di ho già detto da camsquadra non vanno, una Mi è pioni del mondo ed grande città come Bari dispiaciuto anche se sarà difficile non ha nei massimi vertici per la parlo di seie A una squalotteremo naturalmenretrocessione dra di volley, di basket, di te per l'oro olimpico e della Payton. pallanuoto, pallamano a quandomeno per una parte il Bari nel calcio che meaglia» si altalena tra serie A e B Passiamo un po' ai cosa ci manca? fatti di casa nostra , la pallanuoto «Se devo essere sincero vedo tanta in Puglia ? «Lo scorso anno mi è dispiaciuto per improvvisazione, tanti giochi politici non vedo passione amore per lo la retrocessione del Payton che comunque ha un buon tecnico, poi c'è sport che puo' arrivare solo da gente settembre 2011

competente e poi come ho detto prima mancano sforzi economici che non devono servire esclusivamente per comprare, come avviene a volte, i presunti giocatori, ma per curare e coltivare i vivaii che sono la vera fonte di ricchezza di una qualsiasi società sportiva». Francesco a gennaio in occasione di Italia - Croazia a Bari mi hai donato una calottina numero uno di StefanoTempesti per un'asta di beneficenza, non so se lo sai ma quel Tempesti poco tempo fa ha vinto un mondiale a Shanghai, ho fatto bene ad aspettare prima di fare l'asta ora varrà di più... «Certo che lo ricordo ma io lo sapevo che avremmo vinto, hai fatto bene ad aspetare» . Ma che dici aspetto ancora così vale di più e facciamo più beneficenza se vincete gli Europei e l'Olimpiade? «No no quella dalla poi al limite te ne do un'altra per la prossima asta». Okay, grazie ci conto. A presto. «Grazie a voi». Egidio Franco © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sport

PALLAVOLO

Le società sportive al tempo della crisi...

Molfetta,

in A con tanta passione e...

pochi soldi

La suqadra di patron Antonaci è pronta per fare un buon campionato di A nonostante la crisi ecconomica che penalizza le società più piccole Gestire una Società Sportiva in della scorsa stagione». questi tempi di crisi economica, può Come e quando è scattata in lei essere un’impresa ardua. Spesso ol- la scintilla che lo ha convinto ad tre ai soldi, manca anche la capacità investire nella Pallavolo. di organizzarsi da parte di chi investe «Sono uno sportivo appassionato e di chi guida piccole o grandi realtà a 360°. La Pallavolo è sicuramente sportive. Abbiamo deciso di analiztra gli sport che prediligo poiché, più zare un modello di successo made in di altri, forgia lo spirito di gruppo. Puglia che da anni riscuote successi Dalla mia parte ho avuto anche i a livello nazionale. Parliamo della miei figli che sono stati indirizzati Pallavolo Molfetta che lo scorso piacevolmente da parte mia e con anno ha raggiunto la promozione in grande entusiasmo da parte loro serie A2. Abbiamo chiesto al Presiverso la Pallavolo». dente Antonio Antonaci di racconIn questo particolare momento tarci la sua esperienza. caratterizzato da una forte crisi Ci racconti come e quando è economica, una realtà consolidata iniziata la sua esperienza come come la vostra trova supporto Presidente della Pallavolo da parte dell’imprenditoria Molfetta. molfettese? «La mia passione per la pallavolo «A Molfetta c’è crisi come è sempre stata estremamente dappertutto. La nostra fortuna è la accesa. Dopo tanti anni trascorsi in possibilità di avere contatti forti che altre zone d’Italia per lavoro sono vanno anche al di là della nostra rientrato a Molfetta verso la fine degli città. Cerchiamo di coinvolgere il anni Novanta e ho ritrovato degli più possibile le aziende con le quali amici che dirigevano questa società abbiamo dei contatti, anche di tipo e mi hanno invitato a lavorativo, ad investire coadiuvarli. Con loro ho nella Pallavolo Molfetta. deciso di portare avanti Gli imprenditori ci Le piccole e di migliorare la loro seguono con entusiasmo società? precedente esperienza in e spesso hanno anche Al Nord si serie B2. Dopo soli due dei ritorni economici concentrano anni abbiamo raggiunto interessanti. Lo Sport in su poche. Qui il primo salto di categoria fondo è un veicolo che sono troppe in serie A2 ma non permette di raggiungere eravamo ancora pronti ad il mondo giovanile che, affrontare un campionato nonostante le difficoltà così impegnativo. Con soprattutto nella ricerca un po’ di esperienza in serie B1 e di un lavoro, è la parte più entusiasta con l’ingresso in Società di nuovi della società moderna. E sono gli soci, abbiamo iniziato un cammino stessi giovani che diventano fruitori positivo che, nel raggio di 3 anni, ci dei servizi offerti dalle aziende che ci ha condotti fino al salto di categoria sostengono. 44

Disputare un campionato in Serie A2 comporta uno sforzo economico maggiore. La serie A costa una cifra spropositata. Abbiamo per questo cercato di ampliare la base degli sponsor che ci sostengono e fortunatamente abbiamo avuto riscontri positivi. In più siamo convinti che ogni singolo tifoso darà un grosso contributo per portare avanti questa bella esperienza». Molfetta ha da sempre una grossa tradizione sportiva. Che momento vivono le società sportive più piccole e come riescono a vivere o sopravvivere? «La nostra fortuna è che lavoriamo in un ambiente che esula

puglia in fiera


Sport

abbondantemente da Molfetta. Le Società sportive più piccole invece, per una serie di motivi, si muovono in ambito locale e Molfetta non è in grado di sostenere un peso economico così forte». Vista la sua esperienza a livello nazionale, può farci un confronto con quello che avviene al di fuori della nostra regione? «Mi capita molto spesso in giro per l’Italia di avere degli interlocutori con la mia stessa passione e posso affermare che per noi è decisamente più difficile. In primis cambiano i contesti aziendali, basti pensare che una città come Molfetta, con circa 70 mila abitanti, ha un numero elevatissimo di società sportive. Nelle altre città invece ci si concentra su poche società che riescono a raggiungere un più alto livello. É una fortuna che qui da noi i ragazzi possano scegliere tra un ventaglio ampio di sport da praticare e soprattutto che possano fare esperienze in Società che militano in campionati nazionali. Ma a livello economico il nostro contesto è certamente meno incoraggiante rispetto a quello dell’Emilia Romagna o della Lombardia». Che stagione si appresta a vivere la Pallavolo Molfetta in serie A2? «Siamo riusciti ad allestire una squadra che gli esperti considerano competitiva e che non dovrebbe avere grossi problemi a mantenere

Pugilato Elite e Youth, a Bari i campioanti nazionali a novembre Nel mese di novembre si svolgeranno a Bari due eventi nazionali infatti saranno oltre duecento gli atleti che parteciperanno al Campionato di pugilato Elite dal 4 al 6 novembre riservato ai pugili del centro sud che si contenderanno il passaggio alle finali dei campionati assoluti e successivamente dal 18 al 20 novembre il Campionato di pugilato Youth riservato ai giovani under 18 per il passaggio ai campionati italiani di categoria. Ancora una volta l'organizzazione è stata affidata all'Accademia Pugilistica Pugliese in attivita' da 73 anni,ormai specializzata nell'organizzazione di eventi nazionali ed internazionali societa' che fa parte del CONI (comitato olimpico nazionale italiano) della EABA (european boxe amateur association) e della FIP(federazione italiana di pugilato) tra i tanti eventi organizzati spiccano il Wellness Days quadrangolare internazionale di boxe ,il Trofeo Portoghese,Taeckwondo Cup,Trofeo Oberdan Laforgia,il Master di Spinning,il Torneo Expolevante,il Club degli Azzurri. Questo il Comitato Organizzatore dei campionati di pugilato Elite e Youth che si svolgera' a novemre ,Presidente Mariarisaria Autorino,segretaria Rossella Cipriani,logistica e trasporti Raffaella Rossini ,Marketing e Comunicati Stampa Franco Egidio,Tecnico Antonio Portoghese,Cerimoniale Raffaele Catacchio. la categoria (sorride). Questo sulla carta. In campo vedremo cosa accadrà. La Pallavolo, come dicevo precedentemente, è uno sport di squadra ed è necessario che si creino dei meccanismi di amalgama tra i giocatori anche a livello caratteriale. Questa è la base, con un po’ di fortuna potremmo viaggiare sui binari di metà classifica». Sicuramente anche i tifosi dovranno fare un piccolo sforzo economico per poter seguire la squadra in casa

Al Conversano il derby per la Supercoppa di pallamano Vincono i ragazzi di Riccardo Trillini vincono questo specialissimo derby. La pallamano è cosa pugliese Non è bastata una grande cornice di pubblico alla Pallamano Intini Noci per portare a casa la Supercoppa Italiana 2011/2012. Davanti a 300 nocesi la formazione del tecnico Francesco Trapani cede per 30-22 ai campioni d'Italia in carica dell'Hc Conversano che così conquistano il primo trofeo della stagione. Il match si è deciso a metà secondo tempo, quando i padroni di casa infilavano un parziale di 10-2 che chiudeva di fatto la partita. Davanti a 300 nocesi la squadra parte concentrata. Carrara e Telepnev rispondono ai primi due vantaggi dei conversanesi (2-2) poi ancora il centrale il centrale italo-argentino porta Noci davanti (2-3). Conversano è più concentrato, Noci sembra aver perso un po' di lucidità ma il primo tempo si chiude in perfetta parità (12-12). Nel secondo tempo poi il Conversano prenderà il largo e la partità si è chiusa con il punteggio di 30-22.

ed in trasferta... «In casa contiamo di fare il pieno, e non dovremmo avere grosse difficoltà vista la grande richiesta di abbonamenti già pervenuta. Molfetta e Castellana sono le uniche realtà pugliesi di pallavolo che militano in campionati di Serie A, quindi sappiamo che gli appassionati di pallavolo della zona ci seguiranno e ci sosterranno con forza soprattutto durante le partite in casa. Abbiamo poi un gruppo di fedelissimi, un po’ matti come tutti noi, che ci segue anche in trasferta. Noi cerchiamo di sostener loro nell’organizzazione delle trasferte. Per noi è un piacere giocare dall’altra parte dell’Italia e avere il nostro pubblico a sostegno sugli spalti». Per gli abbonati avete previsto qualche agevolazione? «Abbiamo cercato di avvicinare i sostenitori più fedeli alla Società dando loro dei ruoli all’interno della nostra macchina organizzativa. Comunque abbonarsi comporta un minimo sforzo economico e permette di ricevere alcuni benefits legati al merchandising della Pallavolo Molfetta. Rispetto alla nostra precedente esperienza in serie A abbiamo notevolmente abbassato il costo sia dell’abbonamento e sia del tagliando d’ingresso per assistere alla singola partita, proprio perché ci rendiamo conto che viviamo un periodo particolare e siamo convinti che investire dei soldi nella propria passione debba essere un piacere e non un sacrificio». Mariangela Sgaramella

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