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PubblicaMente No!ziario della FP CGIL Vercelli Valsesia

Anno I/n.2 - se!embre 2012 (La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre - A. Einstein)

Facciamo lobby! SCIOPERIAMO!!! di Luca Quaglio" - segretario gen. FP CGIL Vercelli Valsesia In tu i Paesi del mondo le lobby conquistano spazi, mantengono privilegi, modificano le leggi, determinano le scelte economiche e poli!che di intere nazioni. Lo possono fare perché muovono interessi economici, finanziano par o singoli polici: negli Sta Uni i Presiden americani finanziano le loro campagne ele!orali con cifre pari al debito pubblico di mol Paesi africani; a!raverso la pubblicità finanziano l’informazione di massa. L’Italia non sfugge a questo sistema. Ogni Governo in carica che cerchi di modificare i poteri delle lobby, viene immediatamente stoppato da una generale levata di scudi e da pressioni poli!che ed economiche tali da costringere il Governo a modificare le norme previste nei disegni di legge o nei decre! legge. Ricordate cosa successe

quando si cercò di liberalizzare i TAXI o le professioni “notai, commercialis!, le farmacie, ecc.”, o di intervenire sul sistema bancario, sulla libera concorrenza, sul sistema radiotelevisivo? Cennai di polici con interven biparsan si sono immediatamente schiera a difesa dello status quo. Così nulla è cambiato. Noi dipenden pubblici non abbiamo la possibilità di intervenire economicamente, facendo pressioni su un polico anziché su un altro, avendone finanziato la campagna ele!orale. Possiamo però, a!raverso l’adesione alle manifestazioni e agli scioperi, influenzare il voto in aula di mol polici. Ricordate i Taxi che bloccarono il Paese nel 2007 perché il governo Prodi voleva liberalizzarne le licenze? I taxis Scesero compa!amente in piazza e bloccarono l’intero Paese e il

Governo dove!e fare marcia indietro. Fecero lobby e vinsero. E allora «perché di fronte al più grande aacco contro il lavoro pubblico, le lavoratrici e i lavoratori pubblici non fanno lobby?». Non è possibile dare una risposta. Forse non sono abitua a lo!are per difendere o conquistare diri. Ma di fronte alla minaccia di 24.000 esuberi che, dopo due anni si trasformeranno in licenziamen!, chi difenderà il loro lavoro? Se non saranno loro i primi a mobilitarsi, chi difenderà il “lavoro pubblico?” I lavoratori pubblici devono imparare a fare lobby per difendere il loro diri!o al futuro e un’occasione è lo sciopero generale del 28 seembre indeo dalla CGIL e dalla UIL di categoria.


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Ulma chiamata per cambiare di Luca Quaglio" - segretario gen. FP CGIL Vercelli Valsesia

Il 28 seembre la FP CGIL, la FPL UIL e la UIL PA hanno dichiarato lo sciopero di tuo il comparto del pubblico impiego. Altre Organizzazioni non lo hanno fa!o. Noi non siamo interessa ad alimentare sterili polemiche tra OO.SS. ma vogliamo spiegare le ragioni per cui la nostra Organizzazione ha deciso per lo sciopero. La cosidde!a spending rewiew - approvata con la L. 135/12 - è una norma che basa le proprie fondamenta sul principio dei tagli: di spesa, di personale, sui consumi. L’ennesima manovra recessiva. Non un euro per invesmen

o per rilanciare l’economia del Paese. Il provvedimento sancisce la fine di ogni speranza per il lavoro pubblico: 11mila esuberi nella pubblica amministrazione centrale; 13mila esuberi negli En! locali e in sanità. Nessuna valorizzazione del nostro lavoro ma, al contrario ed esa!amente come accaduto con il Governo precedente, il lavoro pubblico viene denigrato e depauperato delle risorse necessarie al suo funzionamento: • 6 miliardi in meno in due anni ai Comuni, alle Province e alle Regioni; • 7mila pos in le!o in

meno in sanità; • nessun invesmento per i servizi territoriali. E siamo solo all’inizio… Il 28 seembre occorre una grande risposta dei lavoratori pubblici araverso l’adesione allo sciopero generale. Ognuno di noi è chiamato a mobilitarsi perché non ci sarà nessun altro che comba!erà la ba!aglia per la salvaguardia dei nostri pos di lavoro e il mantenimento dei servizi pubblici. Deve essere chiaro a tu: il nostro futuro comincia dalle loe che saremo capaci di meere in campo, adesso. MOBILITIAMOCI PER NON ESSERE (S)MOBILITATI!


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PERCHE’ SCIOPERARE IL 28 SETTEMBRE 2012 ? SPENDING REVIEW I tagli della revisione della spesa porteranno problemi sui lavoratori e sui servizi di cui usufruiscono i ci!adini. 7,5 miliardi di tagli a Regioni e Autonomie locali in 3 anni il risultato? meno finanziamen per il socio assistenziale; meno soldi per le case di riposo, pubbliche e private; meno finanziamen per gli asili nido; meno soldi per i musei e le iniziave culturali; meno soldi per i parchi; meno soldi per le comunità montane; 5,6 miliardi in meno al Servizio Sanitario Nazionale in tre anni, ovvero: meno pos le!o; meno prevenzione; meno servizi territoriali; più Ticket sui farmaci e sulle prestazioni sanitarie. 24.000 esuberi di personale annuncia dal Governo a seguito della spending rewiew di cui: 11.000 esuberi nelle amministrazioni centrali; 13.000 esuberi negli en! locali; “Riordino” per tu!e le Province con soppressione di quelle che non raggiungo 2500 kmq. e 350mila abitan. Rimangono ancora da definire il desno di alcune importan funzioni quali il lavoro e l’agricoltura. Che fine faranno e dove andranno i lavoratori? A oggi non è dato sapere.

RICORDIAMO ANCHE • • •

Blocco del CCNL scaduto già da tre anni e rinnovabile – solo dal 2017; Blocco della crescita professionale con taglio del salario di produvità; Taglio della retribuzione in caso di malaa.

CONTRATTI SCADUTI.

Un lavoratore su tre ha il contrao scaduto, mediamente da 31,6 mesi. A luglio 2012 risultavano in a!esa di rinnovo 35 contra nazionali di lavoro, di cui 16 appartenen! alla Pubblica Amministrazione rela!vi a circa 3 milioni di impiega! pubblici.

LAVORO PRECARIO. I contra

a termine sono quasi 2,5 milioni, il livello massimo sia in valore assoluto che per l’incidenza sul totale degli occupa che toccano quota 10,7%. Sommando i collaboratori al numero dei contra a termine si arriva alla cifra di 3 milioni di lavoratori precari nel nostro Paese. Soltanto nella pubblica amministrazione sono circa 400mila.

Ad esempio per difendere il tuo posto di LAVORO e i SERVIZI che eroghiamo ai cittadini!!!


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Salvi i Consorzi socio assistenziali ? SI... NO... BOH!?!

Sui Consorzi socio assistenziali la confusione regna sovrana. La loro soppressione era stata prevista dalla Legge 23 dicembre 2009, n. 191, arcolo 2, comma 186, le!era e). Successivamente, in diverse occasioni, i parlamentari piemontesi hanno cercato di reintrodurre i Consorzi di funzione tra le forme di gesone associata, a!raverso vari emendamen alle leggi finanziarie succedute nel tempo. Lo sforzo sembrava essere stato premiato con le previsioni contenute dall’art.9 comma 1 bis della L. 135/12 che recita: «Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano alle aziende speciali, agli en e alle is tuzioni che ges scono servizi socioassistenziali, educa vi e culturali».. Immediatamente è nato un problema interpretavo. Infa, il succitato comma 1 non cita i Consorzi di funzione ma En, aziende e istuzioni. Sembrerebbe quindi che i Consorzi di funzione, essendo sta abroga nel 2009, non rientrino tra gli En “salva”. Il genio italico però non conosce confini e allora vengono approva tre Ordini del giorno dai due rami del Parlamento, con il beneplacito del Governo, in cui si specifica che devono essere ricompresi tra gli En di cui al comma 1 bis (riferendosi anche ai Consorzi di funzione che esercitano le funzioni socio assistenziali, educave e culturali). Tu!o chiaro? Manco per idea. Alcuni giuris sostengono che un Odg non può riprisnare una legge abrogata e, conseguentemente, per riprisnare i Consorzi di funzione

occorrerebbe un’apposita legge. Ora, tu!o chiaro? Ovviamente no! La Regione Veneto reintroduce, con propria legge regionale, i Consorzi di funzione tra gli En tola a gesre le funzioni associate. Il Governo non ha impugnato il provvedimento e, dunque, la legge regionale del Veneto è entrata in vigore. Cosa farà la Regione Piemonte sul tema? Il PD, forte dei tre Ordini del giorno approva dai due rami del parlamento e della legge regionale del Veneto, ha presentato un emendamento volto a reintrodurre i Consorzi di funzione tra gli En tola a gesre i servizi socio assistenziali. Oggi, quale sarà la risposta della Regione non è dato sapere. In cuore nostro ci auguriamo, e ci adopereremo perchè ciò avvenga, che la Regione accolga l’emendamento presentato dal PD consentendo in questo modo di gesre i servizi socio assistenziali in forma consorle. A!raverso l’approvazione di tale emendamento sarà possibile

cogliere i classici due piccioni con una fava: oovero si perme!erà ai Comuni di connuare a gesre, a!raverso una forma consolidata e mediamente efficace, i servizi sociali e si aprirà la strada per la gesone associata delle funzioni fondamentali a!raverso le Unioni dei Comuni. Sul tema rimaniamo in trepidante a!esa: il tempo per la sopravvivenza di mol Consorzi sta per scadere e per altri è già scaduto.


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Socio assistenziale privato: cosa succede? di Gabriella Semeraro - SSAEP Segreteria FPCGIL Regionale

Se nel se!ore pubblico non si muove foglia rispe!o ai rinnovi contra!uali, nel se!ore del privato socio assistenziale qualche contra!o è stato rinnovato. Facciamo il punto della situazione. AGIDAE: è stata raggiunta intesa per il rinnovo contra!uale 2010/ 2012 per tu gli en aderen all’AGIDAE, so!oscri!a da FP CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS, il 28 se!embre 2010 con firma definiva a novembre 2010. Le novità: aumento medio di 101 al livello C1, introduzione di un elemento economico di garanzia quanficato in 125 euro al livello C1, incrementata l’indennità di avità di soggiorno fuori sede di 10 € al giorno (da 25 a 35 Euro) AIAS: situazione molto crica. L’associazione Nazionale AIAS ha disde!ato il CCNL so!oscri!o con le OO.SS. più rappresentave a livello nazionale e ha firmato una nuova intesa con la Fials e Ugl. CGIL, CISL e UIL hanno organizzato diverse iniziave locali e Nazionali a seguito delle quali si è aperto lo stato di agitazione e l’avvio della vertenza che è tu! ’ora in corso. ANASTE: il confronto è stato interro!o a causa di richieste inacce!abili dalla parte datoriale quali ad esempio la rivisitazione dell’indennità di malaa e la riduzione delle ferie. L’Anaste ha inviato una richiesta di convocazione per l’8 agosto che è stata successivamente rinviata a se!embre. ANFFAS: firmata preintesa per il rinnovo del CCNL ed è in corso la consultazione con le lavoratrici ed i lavoratori. Le novità: aumento medio mensile di 60 Euro al livello C2 con decorrenza 1 gennaio

2012 che verrà corrisposto in tre tranche. (20 Euro con la mensilità se!embre 2012, 20 Euro dal 1 o!obre 2012, 20 Euro dal 1 giugno 2013). Gli arretra 1 gennaio 2012 – 31 agosto 2012 saranno eroga per il 50% con la mensilità di o!obre 2012 e l’ulteriore 50% con la mensilità di novembre 2013. Una tantum arretra 2010 – 2011 di 120 Euro al livello C2 da pagare a se!embre 2012. Revisione della malaa il tra!amento passa da 100% al 90% dal 1 al 20 giorno e con il passaggio da un anno a sei mesi dell’indennità al 100%. Viene inserito il riconoscimento dell’intera retribuzione senza limitazioni per tu!o il periodo di malaa 8 mesi su 36 per tu!e le lavoratrici e lavoratori che potranno esibire cerfica di ricovero, anche in day hospital, e conseguen convalescenze, e tu i tra!amen “salva vita”. Per i nuovi assun! l’orario se manale passa da 36 a 38 ore. Regolamentazione della banca - ore ANPAS: il 17 luglio si è tenuto il primo incontro a Bologna per il rinnovo del CCNL. Nel mese di se!embre si entrerà nel merito

dell’arcolato. AVIS: iniziato e subito interro!o il negoziato. COOPERATIVE SOCIALI: Dicembre 2011 siglato il rinnovo del CCNL. Novità: aumento medio di 70 Euro che sarà corrisposto in tre tranche. Prevista la gradualità alla corresponsione delle tranche in caso di azienda in crisi. un elemento economico di garanzia, 110 euro, per tutelare i lavoratori dell’eventuale assenza della contraazione integra!va, l’is!tuzione di un fondo per la sanità integra!va, per un costo mensile pro capite di 5 euro, sostenuto dalle coopera!ve. Altro elemento di garanzia per i lavoratori è la clausola che assicura i livelli occupazionali e retribu!vi in caso di cambio nella ges!one degli appal!, molto frequente in alcuni servizi. UNEBA: dopo un anno di interruzioni delle tra!ave nel mese di luglio è ripreso il confronto che proseguirà dopo la pausa esva. VALDESI: è stato calendarizzato per se!embre il primo incontro per il rinnovo del contra!o.


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E’ nato il fondo PERSEO È finalmente nato il Fondo Perseo: il secondo fondo di previdenza complementare per i lavoratori della pubblica amministrazione - il primo è stato il Fondo Espero per i lavoratori della scuola - e nasce a diciasse!e anni dalla prima grande riforma delle previdenza nel nostro Paese. La nascita del Fondo è un importante risultato oenuto dalle OO.SS. di categoria. Una vi!oria per le lavoratrici e i lavoratori della sanità e delle autonomie locali che, nel corso di ques anni, hanno più volte sollecitato a!raverso l’adesione agli scioperi e alle manifestazioni, il Governo a dare il via ai fondi

di previdenza per il pubblico impiego. Le con!nue “riforme” pensionis!che di ques! anni hanno indebolito il sistema previdenziale italiano non solo rispe!o all’età pensionabile ma anche, e sopra!u!o, rispe!o alle rendite. Costruire una buona previdenza integra!va è fondamentale per poter aumentare la rendita delle nostre pensioni future. La nascita del Fondo Perseo è una conquista per le lavoratrici e i lavoratori del se!ore pubblico che, almeno so!o questo profilo, vengono equipara a quelli del se!ore privato.


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Cos’è il fondo PERSEO ? Il Fondo Perseo è il fondo pensione per tu i dipenden! di Regioni, Autonomie locali e Sanità. Ogni lavoratore e lavoratrice appartenente a una Amministrazione regionale, a un ente locale o alla Sanità, può aderire al fondo dal mese di seembre 2012. L’adesione è volontaria. Chi decide di aderire, des!na una percentuale dell’1% al Fondo, il proprio TFR. In aggiunta l’amministrazione di appartenenza versa un ulteriore 1%. Per incenvare l’adesione al Fondo nella fase di avvio, chi ha iniziato a lavorare nella PA prima del 2001, avrà una contribuzione aggiunva, da parte dell’Ente di appartenenza, pari all’1,5%. Quindi a fronte di un versamento dell’1% da parte del lavoratore, l’Ente di appartenenza verserà il 2,5%. È possibile aderire sia tramite la compilazione del modulo online sia tramite so!oscrizione del modulo in versione cartacea. Il modulo, indipendentemente dalla modalità prescelta dal lavoratore, dovrà essere consegnato al proprio datore di lavoro. Ogni aderente dovrà scegliere la propria linea di invesmento, anche se in questo momento non sono ancora state create. In via transitoria, nei primi mesi di raccolta dei contribu! e in aesa di cos!tuire la linea garan!ta, Perseo, nell’interesse dei propri aderen!, inves!rà le risorse in Pron! Contro Termine. I rendimen del fondo varieranno a seconda della linea di invesmento che ogni associato sceglierà. Generalmente le linee

di invesmento sono tre: alto rischio, medio rischio e basso rischio. Ognuno può scegliere la linea di invesmento che più gli interessa che può essere cambiata in qualsiasi momento. Al momento del pensionamento le soluzioni sono due: incassare immediatamente il 50% del maturato e il resto mandarlo a rendita, oppure mandare tu!o a rendita. In caso di premorienza le somme versate e gli interessi matura non vanno persi ma agli eredi legimi, oppure agli eredi designa. Ques sono solo alcuni accenni su cosa sia il Fondo. Invieremo alle lavoratrici e ai lavoratori interessa tu!e le informazioni necessarie e organizzeremo assemblee, insieme alle altre Organizzazioni sindacali in ogni posto di lavoro per spiegare come funziona il fondo e le modalità di adesione. Chi vuole ulteriori informazioni può trovarle dire!amente sul sito del fondo Perseo digitando: www.fondoperseo.it.


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VERCELLI I lavoratori del pubblico impiego scendono in piazza Redazione PubblicaMente Piero Bodo Emanuela Celona Morena Ferrari Mariella Laterra Luca Quaglio

Ci trovi a.... VERCELLI via Stara 2 tel. 0161 224111 fp.vc@cgil-vcval.it BORGOSESIA via V. Veneto 60 tel. 0163 291811 fp.val@cgilval.it

Più di cinquanta persone. Sarà par!colarmente significa!va la rappresentanza vercellese a Roma il 28 seembre, in occasione dello sciopero generale del pubblico indeo da CGIL FP UIL FP e UIL PA contro i tagli della spending rewiew. Il territorio di Vercelli rischia di essere uno dei più colpi! dalle scelte scellerate del Governo che connua a colpire il pubblico impiego in tema di spesa pubblica. La spending rewiew sbandierata come un intervento volto a tagliare “chirurgicamente” gli sprechi si è rilevata l’ennesima legge che produce esclusivamente “falciature” lineari alle Regioni e alle Autonomie locali. La decurtazione complessiva di 7,5 miliardi di euro in tre anni alle Regioni e alle Autonomie locali comporterà la chiusura di mol! servizi e l’aumento delle tariffe e delle tasse locali, per arrivare alla drasca riduzione delle prestazioni sociali, dei servizi educavi, del numero di pos le!o nelle case di riposo - pubbliche e private - con preoccupan ricadute sull’occupazione.

di pos! leo (circa 1.600 nel solo Piemonte), un aumento dei !cket sulle prestazioni, meno programmi di prevenzione sulla salute e meno servizi sanitari sul territorio. In aggiunta, sul riordino delle Province – che rischia di riguardare solo meri aspe “territoriali” – occorre ancora definire chi gesrà molte funzioni su agricoltura, formazione, lavoro e prepararsi a ricadute negave sui servizi eroga in Piemonte e nella nostra Provincia. CGIL CISL e UIL non intendono vivere passivamente questo scenario. Sul territorio provinciale si stanno svolgendo numerose assemblee per rendere consapevoli i lavoratori con cui manifesteremo il 28 seembre 2012, a Roma, in occasione dello sciopero generale del pubblico impiego. Luca Quaglio FP CGIL Giorgio Varini PPL UIL Paola Troili UIL PS Comunicato stampa 21/09/’12

Il Governo ha smato che - con gli interven previs dalla spending rewiew - vi saranno 26.000 (VENTISEIMILA! esuberi) nella pubblica amministrazione italiana. Di ques!, 11.000 (UNIDICIMILA!) colpiranno le amministrazioni centrali (INPS, INAIL, Prefeure, Questure, ecc.) mentre 13.0000 (TREDICIMILA!) riguarderanno le Autonomie locali (Comuni, Consorzi, Province, ecc.) Per la sanità, il taglio previsto è di 5,6 miliardi che tradoo significa: una pesante riduzione

www.piemonte.fp.cgil.it

PubblicaMente_n2 settembre 2012  

Notiziario della FP CGIL Vercelli Valsesia

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