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Sursum Corda Grazie, amici benefattori! Luciano Baldassari; Eleonora Barbagallo; Francesca Calamoneri; S. E. Mons. Domenico Caliandro; S. E. Mons. Francesco Canalini; S. Em. Card. Giovanni Canestri; Domenico Cassano; don Roberto Cassano; S. E. Mons. Michele Castoro; don Giuseppe Conforti; S. E. Mons. Domenico Cornacchia; don Fabio Corona; Mons. Mario Cosulich; James M. Crowley; S. E. Mons. Pier Giacomo De Nicolò; don Carlo Devoto; don Damiano Fiume; S. E. Mons. Pietro Maria Fragnelli; Isabella Francolino e Pietro Zito; don Dario Gervasi; Mons. Brunero Gherardini; don Francesco Gregori; don Boris Jozić; Mons. Virgilio La Rosa; don Luigi Lani; Mons. Giuseppe Laterza; Mons. Renzo Lavatori; Mons. Richard Malone; don Damiano Marino; don Maurizio Marta; don Davide Martini; Mons. Romano Nicolini; Marina C. Perna; Roberto Poggi; Mons. Giovanni Battista Proja; Mons. Vito Rallo; don Luigi Rossi; Mons. Anselmo Saluzzi; S. E. Mons. Giovanni Tani; don Carlo Troise; don Eric Keith Ditona Tumibay; don Adolfo Volpe. PARROCCHIE ROMANE: Gesù Divino Lavoratore; Nostra Signora di Fatima; Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo; San Cirillo Alessandrino; Santa Galla; Santa Giulia Billiart; Santa Maria Addolorata; Santa Maria Stella dell’Evangelizzazione; San Roberto Bellarmino; San Tarcisio; Santi Aquila e Priscilla; SS. Annunziata a via Ardeatina; Santa Croce in Gerusalemme. Movimento Pro Sanctitate; Serra Club.

SURSUM CORDA Redazione: Mario Pangallo, Cristiano Patrassi, coordinatori; Marco Carozza, Emilio Cenani, Salvatore Corvino. Hanno collaborato a questo numero: Juan Pablo Aroztegi, Marco Carozza, Angelo Casarano, Emilio Cenani, Massimo Cunsolo, Andrea De Iuri, Simon Pietro De Lorenzis, Pietro Maria Fragnelli, Simone Galletti, Giuseppe Kongru Huang, Giovanni Lo Giudice, Cosimo Marullo, Concetto Occhipinti, Francesco Palazzo, Michele Reschini, Alessio Rossi, Daniele Salera. Direttore Editoriale: Concetto Occhipinti

CONTO CORRENTE POSTALE SEMINARIO n. 38198008 Intestato a Seminario Romano Maggiore 00184 Roma - Piazza S. Giovanni in Laterano, 4 IBAN IT70 J076 0103 2000 0003 8198 008 BIC - SWIFY BPPIITRRXXX

Anno XCVIII n. 2-2014 www.seminarioromano.it Direttore Responsabile: Davide Martini Rivista semestrale del Pontificio Seminario Romano Maggiore Piazza San Giovanni in Laterano, 4 - 00184 Roma Tel. 06.698621 - Fax. 06.69886159 E-mail: sursum@seminarioromano.it Spedizione in Abbonamento Postale - c/c p. 30360002 Registrazione del Tribunale di Roma - N. 11581 del 22.V.1967 Progetto grafico e impaginazione: Bruno Apostoli - info@brunoapostoli.it

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Padri forti e docili L’

anno formativo che si conclude è stato caratterizzato dalla memoria dei Cento anni della presenza del nostro Seminario in Laterano. Guidati dalla testimonianza dell’apostolo Paolo, che nella sua missione evangelizzatrice trasmette ciò che lui stesso ha ricevuto: il Vangelo e l’Eucaristia, abbiamo ricordato particolarmente le tante generazioni di seminaristi che nella nostra Casa hanno ricevuto lo stesso tesoro e nel ministero presbiterale lo hanno trasmesso al Popolo di Dio. La Provvidenza ha permesso che questa memoria potesse culminare nel grande evento ecclesiale della Canonizzazione dei Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Due figure giganti di Santi Pastori che con la loro testimonianza, la loro presenza e la loro parola hanno impresso un‘impronta indelebile nella tradizione formativa del nostro Seminario. Il Concilio Ecumenico Vaticano II costituisce il fulcro e il momento centrale di questi cento anni della nostra storia. E’ infatti l’evento di grazia che come intuizione è affiorato nel cuore, allenato alla docilità all’azione dello Spirito Santo, di San Giovanni XXIII, il quale non ha nascosto lo stupore provato per la chiarezza e la forza di quella intuizione interiore. E’ insieme l’evento di grazia gridato al mondo da San Giovanni Paolo II, sin da quelle indimenticabili parole iniziali: Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa!. Il Santo Padre Francesco nell’omelia della canonizzazione, riferendosi all’evento del Concilio in relazione ai due Papi Santi, ha affermato che hanno collaborato con lo Spirito Santo per ripristinare e aggiornare la Chiesa secondo la sua fisionomia originaria, la fisionomia che le hanno dato i santi nel corso dei secoli. La docilità all’azione dello Spirito Santo e la fiducia che raccoglie e custodisce la famiglia umana, sono state proposte da Papa Francesco come i due servizi alla Chiesa e al mondo offerti da questi due grandi amici di Dio e dell’uomo. Sono stati due uomini coraggiosi, pieni della “parresia“ dello Spirito Santo, e hanno dato testimonianza alla Chiesa e al mondo della bontà di Dio, della sua misericordia. Docilità e fiducia, due parole che i nostri due amici santi, attraverso il discepolato quotidiano, hanno incarnato nella loro vita e ci consegnano come preziose indicazioni di cammino, che bastano per la vita intera: Sono stati sacerdoti, vescovi e papi del XX secolo. Ne hanno conosciuto le tragedie, ma non ne sono stati sopraffatti. Più forte, in loro, era Dio; più forte era la fede in Gesù Cristo Redentore dell’uomo e Signore della storia, più forte era la vicinanza materna di Maria. La docilità delicata all’azione dello Spirito Santo e la fiducia che raccoglie e custodisce la famiglia di Dio, ci vengono da loro affidate come preziosa eredità. Pensando alla formazione al presbiterato e al ministero sacerdotale, è facile scorgere in esse due note essenziali per una formazione che vada in profondità e permetta di crescere verso un’autentica maturità umana e spirituale, in vista di una paternità presbiterale feconda. Guardando al prossimo anno formativo, durante il quale faremo memoria dei 450 anni dalla fondazione del nostro Seminario, custodiremo questo prezioso patrimonio di santità che ci ha toccato così da vicino, per poter crescere verso una paternità spirituale sempre più evangelica, con la compagnia e l’intercessione dei nostri due Papi, santi della Fiducia.

Concetto Occhipinti

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Sursum Corda

IN QUESTO NUMERO 18

Sursum Corda

26

Una memoria viva … tesoro da investire Simone Galletti

3

Editoriale: Padri forti e docili Concetto Occhipinti

27

Mi ami tu? Pasci le mie pecorelle! Francesco Palazzo

4

In questo numero

28

5

Pontificio Seminario Romano Maggiore: Casa e scuola di Santità Pietro Maria Fragnelli

Maria non ci lascia mai soli, cammina con noi! Cosimo Marullo

29

La nostra identità Giuseppe Kongru Huang

30

Una Madonna romana? Giovanni Lo Giudice

Sursum riCorda 8

Diario Gennaio-Maggio 2014 Emilio Cenani

In comunità

34

In diocesi 31

Due giorni con Papa Giovanni XXIII Alessio Rossi

16

Convocati come popolo, stretti nell’abbraccio di Pietro Angelo Casarano

32

Due santi che mostrano il cammino da seguire Juan Pablo Aroztegi

17

Maria e la missione nella vita del Presbitero Simon Pietro De Lorenzis

34

Beato chi hai scelto e chiamato vicino! Andrea De Iuri

18

Le gite delle classi La Redazione

36

La gratitudine di tutti per Vallini, vescovo da 25 anni Massimo Cunsolo

20

“Il Verbo di Dio corre …” Giovanni Lo Giudice

21

In viaggio 37

Consegnarsi come il Figlio Daniele Salera

Speciale “Fiducia” 2014

4

31

23

Quant’è felice chi confida in tua bontà Michele Reschini

24

Nove occasioni per dire “grazie” … e rinnovare il proprio Sì Marco Carozza

Scritti di nostri ex-alunni Nomine La Redazione

In Pace Christi 37

Ex alunni defunti La Redazione

In Pace Christi Se tu conoscessi il dono... 38

Attività vocazionali La Redazione


PONTIFICIO SEMINARIO ROMANO MAGGIORE: CASA E SCUOLA DI SANTITÀ

Pietro Maria Fragnelli

Ricordando Papa Roncalli e Papa Wojtyła

C

osa significa per gli alunni del Seminario Romano Maggiore avere i due Papi canonizzati domenica 27 aprile nel loro albo dei Santi? Chi può veramente pesare l’affetto che questi due Vescovi di Roma hanno nutrito verso il loro Seminario? Ogni ex alunno ha un ricordo, un’emozione, un particolare da raccontare: i gesti e le parole di Papa Roncalli e di Papa Wojtyła hanno un grande significato anche per la Chiesa guidata oggi da Papa Francesco. Aveva ragione lo storico benedettino Jean Leclercq (1911-1993) quando nelle sue memorie scrive di Giovanni XXIII che “i semplici e i piccoli trovano che egli è stato grande. … È diventato il modello del sacerdote e del prelato che sa stare vicino alla gente comune”1. E di Giovanni Paolo II afferma: “Mi piace constatare che in ogni suo viaggio trova il modo di fare un discorso (che rivela la sua) fede nella vita di preghiera”2. In queste poche righe del grande monaco ci sono l’ecclesiologia e la cristologia dei nostri due Santi. *** Di san Giovanni XXIII voglio ricordare anzitutto il legame con la villa del Seminario Romano a Roccantica. Nella Lettera al Clero di tutto il mondo confida che ai seminaristi di tutte le nazioni ha chiesto preghiere per la buona riuscita del Concilio: “La prima forma di cooperazione al successo che attendiamo è la preghiera. Innanzitutto la preghiera sacerdotale, che dà subito tono e fervore alla elevazione spirituale di tutto il popolo cristiano. Per questo, sino dal lunedì 12 settembre 1960, giornata liturgica dedicata al s. Nome di Maria, in un nostro lieto ed eccezionale incontro in campagna con

gli alunni del Seminario Romano – così caro ai ricordi della nostra iniziazione sacerdotale – cogliemmo la ispirazione di dare una consegna a quei diletti giovani per una supplicazione universale, che ogni giorno raccogliesse in comunanza perfetta gli allievi del santuario, ad occuparsi con una vita di pietà intensamente fervorosa al grande avvenimento del Concilio, perché corrisponda alle attese di tutta la cattolicità e del mondo intero”. E continua con linguaggio aulico e intimo insieme: “Quella consegna fu accolta con gradimento generale: dal colle romito della Sabina valicò tutte le distanze, toccò i giovani seminaristi di tutte le lingue e di tutte le nazioni, come l’accendersi di un fuoco sacro di preparazione alle care e sante gioie di quel novello sacerdozio, riservato alla prima applicazione dei saggi ordinamenti del futuro Concilio. Oh, giovinezza benedetta e perenne, che, sotto gli auspici del

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nome santo di Maria, e come guidata da lei, prepara le brillanti schiere per l’apostolato benefico della Chiesa dell’avvenire!”3. Oggi quella “consegna” continua. È Papa Francesco a chiederci di pregare perché il Concilio sia vissuto e applicato in profondità, stimolati e aiutati dall’intercessione di san Giovanni XXIII. Negli anni della formazione ogni alunno del Seminario Romano apprenda da Angelo Giuseppe Roncalli l’amore alla Madonna della Fiducia e ai Santi della Chiesa di Roma. Nel Giornale dell’anima il 24 febbraio 1903 annota: “Con questa sera finiscono i giorni di vacanza che, per un andazzo alle cose del mondo, si chiamano del carnevale. Due cose mi hanno specialmente colpito in queste ferie: la festa della cara Madonna della Fiducia e la visita alle Sette Chiese. Il pensiero dolce, soavissimo, di Maria, alla cui devota immagine venerata su, nella piccola cappella dei teologi, tanti ricordi di storia intima si ricollegano; il santo esercizio di penitenza, che affolla la mente delle maestose figure di tanti che insegnarono come veramente si debba amare Gesù Cristo e che ci inonda il cuore di affetti santi, di efficaci propositi, e, al tempo istesso, ci accompagna a quei santi gloriosi che ci hanno preceduto nel devoto pellegrinaggio, luminoso esempio di cristiane e sacerdotali virtù in tempi poco lontani e poco dissimili dai nostri, non potevano non suscitare sentimenti di virtù e di devozione sincera, e, colla grazia di Dio, spero duratura”4. Il Seminario di oggi ha tanti segni del passaggio di san Giovanni XXIII: lo stemma della Cappella grande dice che è stato lui, subito dopo l’elezione al soglio di Pietro, a promuoverne quella costruzione tanto attesa, che poi Paolo VI porterà a compimento. Proprio l’ala della Cappella grande, che era rimasta a lungo chiusa per problemi statici, pare sia stata la sede delle lezioni che il

giovane sacerdote Roncalli teneva, apprezzato dagli alunni come il “professor colonna”, perché amava definire i Padri della Chiesa come le sue vere “colonne”. Al suo Seminario papa Roncalli dedicò sette visite. Nella prima, parlando a braccio, lo definì “hortus delitiarum” e ricordò commosso “il sorriso materno della Madonna della Fiducia sempre onorata di cantici, di fiori e di preghiere, incoraggiamento e letizia alla nostra giovinezza felice. Sono piccole cose al richiamo del cuore: ma quanto preziose e importanti! Andando poi per il mondo, osservando e studiando la esperienza altrui, ci si ripresentano tanto care e tanto buone per noi … Il fatto è questo, che riferendoci alla Madonna nostra della Fiducia ognuno sente di poter dire: Omnia mihi venerunt pariter cum illa (Sap 7,11). La sua benedetta immagine fu sempre con me: dovunque la obbedienza mi conducesse”5. *** Di san Giovanni Paolo II avrei molte cose da raccontare. Mi tornano alla mente le numerose visite fatte alla nostra comunità in occasione della Festa della Madonna della Fiducia per incontrare i giovani della scuola di preghiera. Ancora oggi, in giro per l’Italia, incontro sacerdoti, persone consacrate e sposi che hanno partecipato alla Scuola di preghiera negli anni di Papa Wojtyła, durante il ministero dei vari Rettori Giuseppe Mani, Luigi Conti, il sottoscritto e Giovanni Tani. Era semplicemente stupendo vedere come si concentrava nell’ascolto degli oratori preparati da Mons. Marco Frisina! Quanta gioia metteva nel nostro cuore allorché “rispondeva” parlandoci con larghezza di cuore e di orizzonti, specie se il nostro incontro era stato immediatamente preceduto da un viaggio apostolico! Che lunghe risate suscitavano le sue battute per commentare l’altezza o la magrezza degli alunni! È


rimasta storica la frase: “da questo seminarista facciamo due di preti!”, riferita a Roberto Savoia, l’ex giocatore di pallacanestro! E poi i benevoli motteggi rivolti ai discorsi seriosi e lunghi di superiori e rappresentanti di classe, il confronto ironico tra il suo “piccolo” seminario in Polonia e il “grande” Seminario Romano, la sua amabile bonomia nel raccontare il dialogo con Mons. Dino Monduzzi prima di uscire dal Vaticano! Ancora più entusiasmante è il ricordo della sua immagine giovanile: nell’androne del Seminario – prima di scendere dalla macchina – porta il tempo dei nostri canti battendo con il bastone sull’auto! Nello stesso tempo lo ricordiamo in ginocchio davanti alla Madonna della Fiducia, lo pensiamo con il cuore e con la mente carichi dei mille problemi della Chiesa e dell’umanità, lo intuiamo intimamente preso dalla riflessione sulla qualità umana e spirituale, intellettuale e pastorale della nostra formazione seminaristica. Basta rileggere lo stelloncino che abbiamo posto all’inizio della storia del nostro Seminario: “Il seminario è un fatto, un processo, numerosi processi personali molto profondi, opera globale dentro la quale si trovano molteplici opere divine - mirabilia Dei – che passano attraverso le coscienze, i cuori, le volontà, le personalità” (Giovanni Paolo II al Seminario Romano, 20 febbraio 1993). Lo ricordiamo tenacemente attaccato al suo bastone, quando attraversa il lungo corridoio che

lo porta alla sala dei Papi per incontrare i seminaristi uno ad uno. Quel passo lento, sofferto ma fiducioso, è l’icona del cammino che tutta la Chiesa continua nel mondo di oggi. E in essa il nostro Seminario, illuminato dalla loro Santità. 1 J. Leclercq, Di grazia in grazia. Memorie, Jaca Book, Milano 1993, pp. 58-59. 2 Ivi, p. 16. 3 Giovanni XXIII, Lettere 1958-1963, a cura di Loris Francesco Capovilla, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1978, pp. 351-352 (Lettera n. 175: “Sacrae laudis” del 6 gennaio 1962). 4 Giovanni XXIII, Il giornale dell’anima e altri scritti di pietà, San Paolo, Milano 2000, 13.ma edizione, pp. 206-207. 5 A. G. Roncalli, Fiducia e obbedienza. Lettere ai rettori del Seminario Romano 1901-1959, San Paolo, Milano 1997, pp. 326-327.

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Sursum Corda GENNAIO

Diario 2014

Emilio Cenani

MARTEDÌ 14

DOMENICA 6

Alla conclusione delle vacanze natalizie si ritorna in seminario.

MERCOLEDÌ 8

Padre Marco Diotallevi o.f.m. celebra la Santa Messa nella nostra Comunità.

DOMENICA 12

Secondo appuntamento dei “Vespri della Fiducia”.

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LUNEDÌ 13

Mons. Ilary Franco presiede la Santa Messa di Comunità.

In occasione delle celebrazioni dei “Cento anni del Seminario Romano Maggiore in Laterano” si tiene il secondo incontro dal tema: “Il Papa e la Chiesa nella vita del presbitero”. Intervengono S.E.R. Mons. Marcello Semeraro, Vescovo di Albano, e Mons. Paolo Rudelli, incaricato presso la Segreteria di Stato alla Sezione Affari generali (articolo a p. 16).

MERCOLEDÌ 15

Fine delle lezioni alla PUL.

SABATO 18 - DOMENICA 19

Ritiro conclusivo della prima tappa di “Apri gli occhi” presso la Casa di esercizi spirituali “Nostra Signora della misericordia” a Monte Cucco.

LUNEDÌ 20

Don Lorenzo Spurio presiede la Santa Messa di Comunità.


Diario MERCOLEDÌ 24

Fine delle lezioni alla PUG.

VENERDÌ 14 - DOMENICA 16

FEBBRAIO GIOVEDÌ 6

Adorazione notturna per le vocazioni.

VENERDÌ 7

Le classi partono per le consuete “gite”. Il primo anno è ospite al Monastero di Lecceto (SI), il secondo anno si reca a Picinisco (FR), il terzo anno ad Acquapendente (VT), il quarto anno si reca a Palena (CH), il quinto anno si reca a Padova. Le classi del sesto e settimo anno si recano a Budapest e a Pecs in Ungheria. Mons. Carlo Franzoni, Rettore del Pontificio Seminario Regionale Umbro, presiede la Santa Messa di Comunità.

LUNEDÌ 17

Don Antonio Aroja presiede la Santa Messa nella nostra Comunità.

GIOVEDÌ 13

Alla vigilia del 72° anniversario della sua ordinazione sacerdotale, Mons. Giovanni Battista Proja presiede la Santa Messa di Comunità.

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Sursum Corda MARTEDÌ 18

Mons. Marco Frisina ed eseguito dal Coro della Diocesi di Roma (articolo a p. 27).

VENERDÌ 28

In occasione delle celebrazioni dei “Cento anni del Seminario Romano Maggiore in Laterano” si tiene il terzo incontro dal tema: “Maria e la missione nella vita del presbitero”. Intervengono S.E.R. Mons. Jorge Carlos Patròn Wong, Segretario della Congregazione per il Clero, con delega per i seminari, e Mons. Slawomir Oder, Vicario giudiziale del Tribunale della Diocesi di Roma e postulatore della Causa di beatificazione di Giovanni Paolo II (articolo a p. 17).

GIOVEDÌ 20

Il Rettore accoglie in Seminario i parroci delle parrocchie dove i seminaristi svolgono il servizio pastorale ed i parroci delle loro parrocchie d’origine. Nello stesso giorno, con la Santa Messa presieduta da don Francesco de Franco inizia la Novena in preparazione alla Festa di Maria SS.ma Madre della Fiducia (articolo alle pp. 24-25).

DOMENICA 23

Terzo appuntamento dei “Vespri della Fiducia”.

GIOVEDÌ 27

Viene eseguito in Seminario l’Oratorio musicale sul Beato Giovanni XXIII dal titolo “Venne un uomo mandato da Dio. Il suo nome era Giovanni”, composto da

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Nel pomeriggio assieme a tutti i seminaristi della Diocesi di Roma, del Pontificio Seminario Romano Maggiore, dell’Almo Collegio Capranica, del Collegio Diocesano “Redemptoris Mater” e del “Divino Amore” diamo avvio alla Festa della Madonna della Fiducia con la celebrazione dei primi Vespri e con l’adorazione eucaristica, guidata dal Cardinale Vicario Agostino Vallini. A seguire ci ritroviamo insieme per la cena, in un clima familiare e gioioso.

MARZO SABATO 1

Festa della Madonna della Fiducia. Le Lodi mattutine sono presiedute da S.E.R. Mons. Paolo Selvadagi, Vescovo Ausiliare di Roma.


Diario stazione quaresimale nella Basilica di san Giovanni in Laterano.

LUNEDÌ 10

Incontro di verifica in Comunità.

SABATO 15

S.E.R. il Card. Agostino Vallini, Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma, presiede la Santa Messa solenne. A seguire il pranzo, a cui abbiano l’onore di ospitare tanti ex-alunni, alcuni dei quali festeggiano il loro giubileo di ordinazione.

Don Filippo Morlacchi, Direttore dell’Ufficio Scuola del Vicariato, predica il Ritiro di Quaresima a tutta la Comunità.

LUNEDÌ 17

Continua l’incontro di verifica in Comunità.

MERCOLEDÌ 19

La festa si conclude con la celebrazione dei secondi Vespri presieduti da S.E.R. Mons. Gerardo Antonazzo, Vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo.

MERCOLEDÌ 5

Solenne celebrazione delle “Ceneri” per l’inizio della Quaresima.

GIOVEDÌ 6

Adorazione notturna per le vocazioni.

DOMENICA 9

La nostra Comunità partecipa alla Santa Messa della

Alla presenza di tutta la Comunità, il Rettore benedice la statua in onore di San Giuseppe, che viene posta nel quadriportico del Seminario. In serata don Giuseppe Forlai, direttore spirituale, presiede la Santa Messa.

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Sursum Corda SABATO 22

APRILE GIOVEDÌ 3

Adorazione notturna per le vocazioni.

SABATO 5

La nostra Comunità accoglie le famiglie dei seminaristi e gli amici del seminario per una giornata di fraternità.

MARTEDÌ 25

L’esperienza della squadra di calcio del nostro Seminario alla “Clericus Cup” si conclude ai quarti di finale. Complimenti ai nostri atleti!

LUNEDÌ 7

Nella Solennità dell’Annunciazione il Rettore presiede la Santa Messa, durante la quale le nostre Suore Missionarie dello Spirito Santo e della Sacra Famiglia rinnovano i loro voti religiosi.

MERCOLEDÌ 26

Don Carlos Santana, nostro ex-alunno, presiede la Santa Messa in Comunità.

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DOMENICA 30

Quarto appuntamento dei “Vespri della Fiducia”.

La Comunità del Seminario accoglie gli amici del “Serra Club”, un movimento internazionale laicale al servizio della Chiesa Cattolica per il sostegno delle vocazioni sacerdotali. Il Rettore presiede la Santa Messa e a seguire ci ritroviamo insieme agli amici del “Serra Club” per la cena.


Diario GIOVEDÌ 10 - DOMENICA 13

del Signore e alla Veglia Pasquale presiedute dal Cardinale Vicario, nella Cattedrale di San Giovanni in Laterano. Buona Pasqua a tutti!

DOMENICA 20 - SABATO 26

Ritiro delle classi in preparazione alla Pasqua. Al primo anno tengono il ritiro don Mauro Cozzoli e don Paolo Lojudice; al secondo anno tiene il ritiro don Giuseppe Forlai. Padre Gianfranco Ghirlanda s.j. predica il ritiro alle classi del triennio teologico. La Comunità del Seminario ha concluso il ritiro la mattina della Domenica delle Palme con la preghiera delle Lodi.

LUNEDÌ 14 - DOMENICA 20

I seminaristi della Diocesi di Roma, insieme ad altri nostri seminaristi di altre Diocesi, ospiti del Seminario Diocesano di Bergamo, si recano in pellegrinaggio a Sotto il Monte, paese natale del Beato Giovanni XXIII, in preparazione alla sua canonizzazione e a quella del Beato Giovanni Paolo II (articolo a p. 31). Il Giovedì Santo, dopo la Santa Messa Crismale con il Santo Padre in San Pietro, tutti i seminaristi della Diocesi di Roma si ritrovano a pranzo presso il Collegio diocesano “Redemptoris Mater”. Il Venerdì Santo e il Sabato Santo i seminaristi romani prendono parte all’azione liturgica della Passione

Alcuni seminaristi, guidati da don Cristiano Patrassi, nostro educatore, partecipano ad un viaggio in Tunisia, programmato ed animato da don Pietro Sigurani, che dalle memorie della Cartagine cristiana fino al deserto ha offerto un’intensa esperienza di fede, attraverso catechesi biblico- esistenziali.

SABATO 26

S.E.R. Mons. Giovanni Battista Pichierri, Arcivescovo della Diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie-Nazaret, ordina diaconi Francesco Filannino e Marco Pellegrino nella Basilica Cattedrale di Trani.

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Sursum Corda DOMENICA 27

SABATO 3

S.E.R. Mons. Filippo Iannone, Arcivescovo Vicegerente delle Diocesi di Roma, celebra la Santa Messa nella Cappella Maggiore del Seminario, durante la quale conferisce il ministero del Lettorato ad Andreas Biancucci, Marco Carozza, Pasquale De Simone, Dario Errico, Antonio Facco, Tommaso Fontana, Giovanni Maggioni, Dario Loi, Alessandro Manca, Mattia Pica, Luigi Previtero, Michele Reschini, Gabriele Vecchione, Andrea Vignati; conferisce altresì il ministero dell’Accolitato ad Andrea Calamita, Angelo Casarano, Francesco Del Conte, Simone Galletti, Eugenio Giorno, Graziano Greco, Kongru Giuseppe Huang e Giovanni Nigro.

Nella Basilica di San Giovanni in Laterano, S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo Ausiliare di Roma per il Settore Est, ammette tra i candidati agli Ordini Sacri Emilio Cenani, Salvatore Corvino, Massimo Cunsolo, Francesco Deffenu, Michele Ferrari, Francesco Fontana, Nicolò Gaggia, Goran Kunher, Cosimo Marullo, Enrico Murgia, Matteo Mussi, Francesco Sametti e Massimiliano Spezia.

Nella Basilica di San Giovanni in Laterano, alla vigilia delle ordinazioni sacerdotali, il Cardinale Vicario Agostino Vallini introduce l’incontro di preghiera “I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili”, durante il quale ascoltiamo le testimonianze vocazionali di

Nella Domenica della Divina Misericordia il Santo Padre Francesco proclama Santi i Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II (articolo alle pp. 32-33). Condividiamo questa gioia con i seminaristi e gli educatori del Seminario Diocesano di Bergamo, che abbiamo accolto in Seminario in occasione delle canonizzazioni.

MAGGIO

14

DOMENICA 4

VENERDÌ 9


due ordinandi e di una carmelitana, e la catechesi di don Fabio Rosini.

DOMENICA 11

Nella Basilica di San Pietro in Vaticano, Papa Francesco ordina presbiteri undici diaconi della Chiesa di Roma: tra questi ci sono don Nicola di Ponzio, don Marco Seminara e don Paolo Scipioni, alunni del nostro Seminario (articolo alle pp. 34-35).

MERCOLEDÌ 21

In serata sono a cena con la Comunità alcuni Vescovi nostri ex-alunni che in questi giorni partecipano ai lavori della LXVI Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana.

SABATO 24

LUNEDÌ 12

Si festeggia l’anniversario del Voto alla Madonna della Fiducia. La nostra Comunità partecipa all’udienza del Santo Padre Francesco con i seminaristi, i religiosi e i preti docenti e studenti delle Università pontificie.

MARTEDÌ 13

La Comunità del Seminario partecipa alla Celebrazione Eucaristica nella Catte-

S.E.R. Mons. Luigi Renzo, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, ordina presbitero don Rocco Suppa nella Chiesa Cattedrale di Mileto.

SABATO 31

Recita comunitaria del Rosario a conclusione del mese mariano. Il Gruppo Teatrale del nostro Seminario presenta il riadattamento di Accadde tutto in canonica, commedia di Nato Stabile. drale di San Giovanni in Laterano in occasione del 50° anniversario di Ordinazione presbiterale e 25° di Ordinazione episcopale del Cardinale Agostino Vallini (articolo a p. 36).

MERCOLEDÌ 14

I novelli sacerdoti romani celebrano la loro prima Messa in Comunità.

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Sursum Corda Angelo Casarano

CONVOCATI COME POPOLO, STRETTI NELL’ABBRACCIO DI PIETRO

a Chiesa è un popolo stretto al suo pastore! Ve“L scovo e popolo”. Questo richiamo di mons. Semeraro alle parole di papa Francesco, pronunciate la

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sera del 7 aprile 2013 dalla loggia della Basilica Lateranense, certamente costituisce il filo conduttore di tutte le considerazioni emerse nell’incontro svoltosi il 14 gennaio, che ha visto impegnati seminaristi, formatori ed ex alunni, sul tema: “Il Papa e la Chiesa nella vita del presbitero”. A guidare il momento e offrire la loro testimonianza, il già citato mons. Marcello Semeraro, Vescovo di Albano e Segretario del Consiglio di Cardinali che aiuta il Papa nel governo della Chiesa e nel progetto di riforma della Curia Romana, e mons. Paolo Rudelli, economo della Pontificia Accademia Ecclesiastica, nostro exalunno. Mons. Semeraro, svolgendo le sue riflessioni con continui rimandi e citazioni dirette del Papa, ha sottolineato anzitutto la forte dimensione ecclesiologica, di cui sono intrisi molteplici interventi del Pontefice, e la grande sintonia con gli insegnamenti conciliari. In particolare, è stato significativo il richiamo all’immagine di Chiesa come Madre, soprattutto per l’importanza che la prospettiva della maternità deve assumere nel nostro modo di pensare la Chiesa. Essa «è una mamma misericordiosa, che capisce, che cerca sempre di aiutare, di incoraggiare, anche di fronte ai suoi figli che hanno sbagliato e che sbagliano, non chiude mai le porte della Casa; non giudica, ma offre il perdono di Dio, offre il suo amore che invita a riprendere il

cammino anche a quei suoi figli che sono caduti in un baratro profondo, la Chiesa non ha paura di entrare nella loro notte per dare speranza; la Chiesa non ha paura di entrare nella nostra notte quando siamo nel buio dell’anima e della coscienza, per darci speranza! Perché la Chiesa è madre!» (Papa Francesco, Udienza generale del 18 settembre 2013). Altra dimensione fondamentale emersa dalla riflessione di mons. Semeraro è la paternità pastorale nella vita del prete. Tale paternità “potremmo condensarla in due semplici concetti: dare la vita e farla crescere nella libertà”. L’incontro è stato poi ulteriormente arricchito dalla testimonianza di mons. Rudelli, che ha sottolineato l’importanza dell’approfondimento della propria identità, che si attua “nell’abbraccio del contesto dell’universalità della Chiesa” e il grande servizio alla comunione, aspetto che ha caratterizzato il suo ministero presso le Nunziature. “Se io percepisco più profondamente chi sono, qual è il dono che ho ricevuto dal Signore, la mia storia personale ed ecclesiale, posso apprezzare di più l’altro, sento che c’è una spinta verso la comunione. Il riferimento al Papa è «segno sacramentale» di questa comunione universale; il lavoro quotidiano è proprio questo servizio alla comunione, il riportare tutto sotto lo sguardo di Pietro”. Tutti sono chiamati a far sì che si realizzi questo mistero dell’Unità delle Diversità che è la Chiesa, di cui Pietro è icona significativa, e il cui sguardo abbraccia tutto il Popolo di Dio.


In comunità

MARIA E LA MISSIONE NELLA VITA DEL PRESBITERO N

ell’ambito delle celebrazioni per i cento anni della presenza del Seminario Romano Maggiore nella attuale sede del Laterano, si colloca il terzo incontro che vede riuniti seminaristi ed ex alunni, insieme a S.E. Mons. Jorge Carlos Patròn, Segretario della Congregazione per il Clero, con delega per i seminari, e Mons. Slawomir Oder, Postulatore della Causa di canonizzazione di Giovanni Paolo II e nostro ex-alunno, i quali hanno condiviso la loro esperienza personale con Maria lungo il cammino di formazione in seminario e nella vita sacerdotale. Mons. Patròn esorta, sull’insegnamento di Papa Francesco, ad andare oltre la semplice conoscenza di Maria, imparando dal popolo di Dio ad amare la Madre celeste. La vita del seminario – dice Mons. Patròn – “offre il tempo giusto e i mezzi necessari per approfondire la figura di Maria attraverso lo studio della teologia e per amarla quali figli privilegiati”, per prepararsi un giorno a condividere questa esperienza di Maria con tutta la Chiesa. Il seminarista compie un cammino costellato da diverse tappe, così come è stata la vita di Maria, che lo portano a diventare Alter Christus. Mons. Patròn invita, così, a riscoprire il rapporto affettivo con la Madre di Dio, così come lo è stato per Gesù. Il senso di affidamento, di fiducia a Maria – continua – “mi ha aiutato, da seminarista, a superare tante difficoltà, a fare apostolato, a parlare con i miei formatori con una pace e una sicurezza che viene da questa compa-

Simon Pietro De Lorenzis

gnia con la Madonna”. Invita, poi, a riflettere sulla preghiera dell’Ave Maria, specie nella parte in cui si dice piena di Grazia, ed esorta ad essere cristiani pieni di grazia, cioè uomini di grazia, nei quali vive la grazia di Dio. Infine presenta la figura di Maria come “eccellente discepola e missionaria”. Si può

essere buoni sacerdoti solo se, come Maria, si è disposti ad imparare ogni giorno qualcosa, misurandosi con le attitudini meno sviluppate del proprio essere. Solo così un seminarista ben formato potrà un giorno avere quella spiritualità sacerdotale diocesana e allo stesso tempo missionaria che, sull’esempio di Maria, abbracci ogni aspetto, anche problematico, della vita della propria diocesi. Mons. Oder sottolinea il rapporto speciale tra Giovanni Paolo II e Maria, espresso nel motto Totus Tuus, e l’importanza della spiritualità mariana nella scoperta della vocazione del Papa Santo. Maria, afferma Mons. Oder, è la donna fedele soprattutto nelle difficoltà, colei che umilmente si abbandona al Mistero. Lei è il modello di donna e discepola coerente che non fa mancare mai il suo aiuto, portando l’umanità a Cristo.

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Sursum Corda

LE GITE DELLE CLASSI Primo anno a Lecceto

Secondo anno a Picinisco

Terzo anno ad Acquapendente

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In comunitĂ

Quarto anno a Palena

Quinto anno a Padova

Sesto e Settimo anno a Budapest e a Pecs, in Ungheria

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Sursum Corda Giovanni Lo Giudice

“IL VERBO DI DIO CORRE …”

Il 21 maggio sono a cena in Seminario alcuni Vescovi ex-alunni che in questi giorni partecipano ai lavori della CEI. Un nostro alunno ha rivolto loro il seguente saluto

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minenza ed Eccellenze Reverendissime,

è grande la gioia di accogliervi in questa Casa, vostra e nostra, in un’occasione come quella di stasera. È questo per noi un momento di grazia. Celebriamo, infatti, i 100 anni della sede lateranense del Seminario Romano. Inoltre, l’anno che volge al termine ci ha visti partecipi di eventi ecclesiali indimenticabili. Basterà ricordare la canonizzazione dei due Papi

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che più sono stati vicini alla nostra Comunità formativa nella storia recente: Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II; membri autentici, ciascuno a suo modo, di quella famiglia ecclesiale che si riconosce nel Seminario Romano, della quale voi, come nostri vescovi e pastori, siete i primi familiari. La grandezza di questi

eventi ecclesiali, però, non deve essere motivo di timore. Le emozioni forti che li hanno accompagnati non ci distrarranno dalla realtà di questo nostro tempo presente, quasi come riserva di bei ricordi in cui crogiolarsi in futuro, ma andranno ad alimentare quei sentimenti buoni che saranno la forza del ministero che verrà e a cui oggi cerchiamo di prepararci nel migliore dei modi. Se, infatti, secondo la lezione del Dottore di Milano, il Verbo di Dio corre, al Seminario Romano – come sempre – ci si allena a stargli dietro nel modo opportuno, per non ostacolarlo nell’annuncio della salvezza, ma servendo la sua corsa come dei fedeli gregari. Certo, a volte capita di doverci fermare e riprendere il fiato, magari dopo “esercizi” di per sé faticosi o dopo qualche “allenamento” in cui abbiamo un po’ esagerato per l’impazienza della giovane età. Altre volte, invece, dopo una “gara andata storta”, proprio quando vorremmo rimanere seduti, eccoci sorpresi a riprendere lo slancio e la gioia della corsa, incoraggiati dalla parola dei nostri formatori o da quella dei “compagni di squadra”. Tuttavia, una cosa è certa: al Seminario Romano, mentre impariamo a correre dietro a Lui e incontro a Lui, siamo sempre aiutati a tenere lo sguardo fisso su Gesù. Nella sua parola noi riponiamo la nostra fiducia! E come potremmo fare altrimenti proprio in questo luogo, dedicato a Colei che noi tutti – alunni vecchi e nuovi – conosciamo col nome dolcissimo di Fiducia? Ella, ancora dopo secoli, continua a prediligere questa Casa e a mostrarle sensibilmente il suo patrocinio. In Lei, veloce ascoltatrice della Parola, ravvisiamo la nostra prima e più autentica “allenatrice”. Ci assista, dunque, tutti – pastori e gregge – la Vergine Santa nella corsa verso la meta delle nostre anime, Gesù Cristo, suo Figlio e nostro unico Signore. Mater mea, Fiducia mea!


In comunità

CONSEGNARSI COME IL FIGLIO

Daniele Salera

Uno sguardo al nostro progetto formativo attraverso il rito di ordinazione

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l Seminario Romano è per vocazione quotidianamente inserito nella dialettica fra diocesanità e universalità della Chiesa, memoria storica e analisi del presente, persona e comunità. Il nostro progetto formativo è sottoposto ad un continuo processo di sintesi fra lo stile educativo che desumiamo dalla nostra storia – in sintonia con il magistero – e i tratti tipici del contesto e della cultura di cui siamo imbevuti. Non è mancata - né verrà meno – una lettura attenta del percorso evolutivo ed unico di chiunque chieda di essere accompagnato nel discernimento. Ogni progetto ha degli obiettivi, per il raggiungimento dei quali si individuano dei mezzi, ma non sarebbe tale se, tanto i primi quanto i secondi, non fossero sottoposti a verifica. Nella definizione degli obiettivi, infine, non si può prescindere dal dato reale con cui si ha a che fare (ed è molto interessante ridefinire gli obiettivi in vista della formazione al sacerdozio considerando il dato esperienziale ed umano sia dei formatori che dei formandi). Come non tener presente, in questa fase, quel passaggio del capitolo IV dell’Evangelii Gaudium in cui papa Francesco ci ricorda che “la realtà è più importante dell’idea” e che “questo implica evitare diverse forme di occultamento della realtà”, tra cui “i progetti più formali che reali, i fondamentalismi antistorici, gli eticismi senza bontà, gli intellettualismi senza saggezza”? E ancora il papa, al n. 232: “l’idea - le elaborazioni concettuali - è in funzione del cogliere, comprendere e dirigere la realtà. […] Ciò che coinvolge è la realtà illuminata dal ragionamento”. In questi anni dedicati alla formazione sto considerando la liturgia d’ordinazione come sintesi efficace degli obiettivi formativi verso il sacerdozio diocesano.

Nei riti di presentazione ed elezione, l’ordinando si esprime semplicemente con un «eccomi», il resto lo compie la Chiesa: è la Chiesa che lo presenta chiedendo per lui la grazia sacramentale ed è sempre la Chiesa – nella persona del vescovo - a sceglierlo per l’ordine del presbiterato. Come portare il candidato a compiere quest’atto di consegna in piena coscienza? Nel nostro progetto formativo – fin dall’anno propedeutico – alcuni passi iniziali possono essere riferiti esattamente a questo primo obiettivo: anzitutto - ispirandoci ad un passaggio del capitolo LVIII della Regola di san Benedetto – il formatore verificherà con il seminarista se “veramente cerca Dio”, se cioè sussiste un’apertura all’alterità e alla trascendenza. In secondo luogo se tale apertura si configuri come risposta ad una chiamata data gratuitamente da un Altro. In quell’«eccomi» dell’ordinando sono dunque inclusi alcuni passaggi fondamentali del primo biennio di formazione: la verifica di un’attrazione irrinunciabile verso

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Sursum Corda

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il Signore come risposta al suo essersi fatto conoscere in modo speciale, il fidarsi di Lui in modo unico e totalizzante, il lavoro sulle motivazioni interiori perché il giovane possa corrispondere a quel desiderio con la propria volontà e i propri affetti, saldandoli in Cristo. A tal fine il “pellegrinaggio” in seminario è spesso il mezzo attraverso cui la Divina Provvidenza ci insegna a vivere “per fede” piuttosto che di umane certezze. Nel primo biennio altrettanto importante è l’esser riusciti a dare un nome a quelle dinamiche che coinvolgono il comportamento attuale ma che hanno radici nella propria storia e nel proprio vissuto interiore, che sono infine percepite come disturbanti per una risposta vocazionale: se questo passaggio non venisse adeguatamente affrontato, quell’eccomi non potrebbe essere vissuto in pienezza, sarebbe svuotato delle proprie debolezze, del proprio dolore, delle proprie infermità, non assunte per essere offerte e redente. Ci sono degli aspetti della nostra personalità che non possiamo orientare e “governare” fino in fondo, come fossero terreni di cui siamo proprietari, ma che sovente sono oggetto di razzie e occupazioni altrui; ebbene, paragonerei l’ammissione responsabile di tali impedimenti alla paolina accettazione della “spina nella carne”: se non venisse accolta, tale debolezza non solo sarebbe esclusa da quell’«eccomi», ma vi si opporrebbe quotidianamente e con forza, fino a limitarlo sempre più. Il primo

biennio è fondamentale perché ciascuno si offra, nel male e nel bene, in modo totale. Il successivo triennio (corrispondente agli studi teologici), lo vedrei piuttosto ancorato ai momenti successivi del rito di ordinazione: esso ha l’obiettivo di orientare la volontà consapevole del seminarista ad assumersi gli impegni del presbiterato nella libertà e per amore. Questo cammino triennale è pensato per far conoscere agli ammessi fra i candidati agli ordini le modalità con cui un sacerdote serve e ama il gregge che gli sarà affidato: in piena comunione con il vescovo, nell’annuncio e nell’insegnamento della fede, nella celebrazione dei sacramenti, nell’intercessione continua attraverso cui chiederà che la misericordia di Dio tocchi i cuori della sua gente, nell’obbedienza/docilità filiale: ecco compiuto nelle mani del vescovo l’atto di consegna dell’eletto. L’ultimo “segmento” della formazione, coincidente con il biennio della licenza, permette infine la verifica della libertà personale: è propriamente il tempo dell’autoformazione, del contatto progressivamente più intenso con una comunità e con un presbiterio parrocchiale. Tale itinerario, nel suo complesso, ha l’obiettivo di portare il candidato a conoscersi e riconoscersi in Cristo secondo ciò che ben descrive san Paolo in Fil 2,5-11. Questa sarà la grazia che per fede riceverà nel sacramento: conformarsi a Lui, Figlio del Padre e Sposo fedele della sua Chiesa.


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urante un’omelia, il nostro Rettore ci ha detto che ciascuno di noi porta nella memoria un ricordo dei primi giorni della vita in seminario. Questo tempo per me, insieme ad altri nove confratelli Figli della Croce, coincide con l’inizio di questo anno formativo 2013-2014. E anch’io porto alcuni ricordi di quei primi giorni, tra cui la prima visita alla Cappella della Madonna della Fiducia. In quel primo periodo di seminario tutto mi appariva nuovo e diverso. Vengo da una comunità mariana, con una spiritualità propria e una forma specifica di vita comunitaria. Allora ricordo quella visita. Quello sguardo mi diceva che quel nuovo passo e quella situazione erano sotto la sua cura materna. Colei a cui la mia storia vocazio-

nale è strettamente legata, Colei che in modo intenso la mia famiglia e la mia comunità “Casa di Maria” mi hanno insegnato ad amare, legava con la Sua presenza il mio passato, il mio presente, il mio futuro. Quel dito di Gesù Bambino che indica la Santa Vergine, mi ha sempre ricordato quel pas-

so del Vangelo dove il Crocefisso dice: “Figlio, ecco tua Madre”. E’ un gioco di sguardi. Gesù ci invita a guardare a Sua Madre, per guardare a Lui, perché la vita di Maria è stata uno sguardo continuo al Figlio suo.

Mi ha molto colpito ciò che in una Messa in seminario raccontò un nostro ex-alunno, mons. Franco. Parlando di una sua esperienza particolare, ci confidò che guardando l’icona della Madonna della Fiducia sentì chiaramente queste sue parole: “E io cosa sono qui a fare?”. Ho sentito più volte quelle stesse parole rivolte a me da quel volto. Nelle diverse circostanze, sia quando mi sento debole sia quando mi credo forte ho sentito ripetere questo giudizio. In definitiva questo significa fiducia: non partire dalla propria forza o debolezza; non poggiarsi su sé ma su un Altro. E questo ce lo insegna Maria, dall’Annunciazione ai piedi della Croce. Fin dai primi giorni ho guardato con simpatia all’affezione che i miei compagni hanno verso questa icona. Vedevo che per loro era come uno stemma, una bandiera che designava una storia e un’appartenenza. Questo mi ha portato ad accostarmi con un nuovo atteggiamento verso quell’immagine. Ora per me in quella figura ci sono sempre i miei compagni, le loro storie e le loro vocazioni. E con questi sentimenti a Lei durante i giorni della festa mi sono rivolto, sapendo che nelle mani della Madre la nostra vocazione è sicura, perché dove c’è Maria in una vita è sempre Cristo che nuovamente nasce.

Michele Reschini

Speciale Fiducia 2014

QUANT’È FELICE CHI CONFIDA IN TUA BONTÀ

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Speciale Fiducia 2014 Marco Carozza

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NOVE OCCASIONI PER DIRE ‘GRAZIE’ … E RINNOVARE IL PROPRIO SÌ

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a celebrazione eucaristica che il 20 Febbraio ha inaugurato la novena alla Madonna della Fiducia è stata presieduta da don Francesco De Franco. Nell’anno del suo 25° anniversario di ordinazione sacerdotale, don Francesco ha dapprima ribadito quanto la fede cristiana sia immune da favoritismi personali, particolarmente evidenti in quelle occasioni in cui si favorisce il ricco a discapito del povero; successivamente ha parlato dell’obbedienza, “filo rosso” della sua vita di presbitero, per sottolinearne l’importanza nei momenti in cui è stato chiamato a svolgere nuovi incarichi, sempre intrapresi con gioia e mai con rimpianti.

tradizione musicale del nostro Seminario. Dopo averci raccontato del mattutino di Natale celebrato tra le impalcature di una Cappella maggiore in costruzione, don Amelio si è soffermato particolarmente su un aspetto riguardante la celebrazione eucaristica, da lui intesa appunto come prolungamento dell’Incarnazione, ovvero come prosecuzione della Natività. Il sabato si è presentato un volto ancor più noto, quello del novello prete don Giuseppe Conforti. Don Pino ci ha proposto la differenza tra l’opinione della gente e quella di Pietro circa l’identità di Gesù, esortando noi seminaristi a porci la domanda: «Chi è Gesù di Nazareth per me?», per capire se

Il secondo giorno della novena ha presieduto don Amelio Cimini, già noto a noi seminaristi perché promotore del CD musicale contenente brani e inni della

anche noi, come Pietro, diamo una «risposta che “sorprende” lo stesso Gesù», e che mostra quanto Egli sia per noi colui che dà «un senso assoluto» ai nostri giorni. Domenica 23, in occasione dei Vespri della Fiducia, don Giorgio Gabrielli ha offerto una testimonianza del suo ministero, rivelatosi gioioso perfino nel momento della sua malattia agli occhi, allorquando ha sorprendentemente potuto godere del sorriso illuminante del Signore. Il quinto giorno della novena mons. Marco Frisina - dopo aver offerto ai seminaristi un commento all’oratorio su papa Giovanni XXIII, da lui composto in occasione dell’imminente canonizzazione - ha celebrato la Messa votiva a Maria Vergine Madre della Speranza e ha parlato della liberazione operata da parte di Gesù nello spirito dell’uomo e dell’importanza della confessione.


Speciale Fiducia 2014 Il 25 Febbraio don Antonio Lauri ci ha fatto riflettere (quasi alla maniera ignaziana) su due tipi di battaglie che un uomo può combattere nella propria vita e che si collocano nel profondo di ciascuno: quella

la novena ha visto presiedere mons. Renzo Lavatori, il quale ha dapprima ripreso l’immagine del “sale della terra”, per rammentarci quanto il sacerdozio sia un dono che “dà sapore” e che va dunque quotidianamente “assaporato”, tanto che - citando il curato

fatta alleandosi con gli altri, per goderne l’approvazione o per poter raggiungere il potere, e quella fatta alleandosi unicamente con Dio per essere veramente se stessi, concludendo che la conversione profonda si realizza solo in questo secondo caso. Per allearsi con Dio, don Antonio ha suggerito innanzitutto di crescere nella fiducia tui (facendo ovviamente riferimento a Maria) e nella fiducia dei superiori. La celebrazione eucaristica del settimo giorno della novena è stata presieduta da don Riccardo Lamba, già educatore in seminario, al suo 25° anniversario di ordinazione sacerdotale. La testimonianza che ha offerto è stata l’occasione per ripensare alla propria vocazione e alla propria libera adesione a questa chiamata, il cui modello è stata Maria Madre della Provvidenza, colei «che si è meravigliata nello scorgere il disegno provvidente di Dio e che ci porta alla figura piena di Vita e di Amore: Gesù». Il penultimo giorno del-

d’Ars - ha sussurrato: «se si capisse chi è il sacerdote, si morirebbe non di spavento ma d’amore». Successivamente don Renzo, dall’alto dei suoi 50 anni di ministero presbiterale, ha delineato i caratteri essenziali del sacerdote: «sappia conciliare le dimensioni cristologica e ecclesiologica», evitando tanto di chiudersi in una spiritualità intimista quanto di perdersi in un attivismo convulso. La Novena si è conclusa venerdì 28 Febbraio con la celebrazione di mons. Vincenzo Zinno, che ci ha offerto la testimonianza di un itinerario sacerdotale che quest’anno compie 60 anni. Tra i tanti spunti di riflessione, non è possibile tacere l’enorme gratitudine verso Dio e verso il Cuore Immacolato di Maria che don Vincenzo ci ha trasmesso. In questa Novena, tutti, preti e seminaristi, possiamo insieme a don Vincenzo esclamare gioiosi: «Per tutto ciò che è stato, GRAZIE; per tutto ciò che sarà, SÌ !».

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Speciale Fiducia 2014 Simone Galletti

UNA MEMORIA VIVA … TESORO DA INVESTIRE!

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l 3 novembre del 1913 la Madonna della Fiducia e i seminaristi del Seminario Romano facevano il loro ingresso nella loro nuova sede, la stessa in cui ci troviamo ancora oggi, al Laterano. Da allora fino ad oggi, tanti e tanti seminaristi hanno vissuto tra queste mura, hanno imparato a pregare e ad abbandonarsi alla volontà di Dio seguendo l’esempio di Maria. Ed è stata proprio la festa in onore della nostra Madre l’occasione in cui festeggiare il centesimo anniversario della nostra Casa. Un momento, quello della festa della Madonna della Fiducia, in cui si ritrovano in seminario sacerdoti di tutte le età che vengono a rendere omaggio a Maria e a pregare davanti a quella dolce immagine ormai impressa nei loro cuori. Ma è anche un momento in cui poter far memoria degli anni trascorsi in seminario. Si è voluto, per l’occasione,

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cercare di “fissare” questa memoria in un piccolo cofanetto contenente due DVD in cui sono raccolti tutti i numeri del Sursum Corda dal 1917 fino ai giorni nostri. Alunni di ieri e di oggi possono ritrovare e rileggere gli articoli scritti da loro stessi o dai loro compagni, rivivere momenti ed eventi della storia del Seminario. Si è poi cercato di far rivivere la memoria anche attraverso le voci stesse dei seminaristi, incidendo su un CD i canti che la Schola cantorum del

secolo scorso eseguiva durante i momenti liturgici, a cui si aggiungono due brani eseguiti dalla Schola cantorum di oggi. S. Giovanni XXIII e S. Giovanni Paolo II hanno visitato molte volte il nostro Seminario; tutti i discorsi di S. Giovanni Paolo II e le foto scattate durante quegli incontri sono raccolti in un libro: Aucti Fiducia tui. Di questi due grandi Papi conserviamo anche alcuni doni: un piviale e una mozzetta di S. Giovanni XXIII e il piviale usato da S. Giovanni Paolo II per l’apertura del Giubileo del 2000. Il tutto è stato esposto nella nostra pinacoteca, dove è possibile ammirare tra i tanti quadri dei nostri illustri ex alunni una mostra fotografica allestita per questo centenario, in cui sono esposte le foto più significa-

tive degli anni trascorsi qui al Laterano, tra cui le foto della costruzione della Cappella Maggiore consacrata da Papa Paolo VI. In quella stessa Cappella noi seminaristi di oggi abbiamo avuto la grazia di ascoltare le catechesi che Papa Benedetto XVI ci ha rivolto in occasione della festa della Madonna della Fiducia durante gli anni del suo pontificato, che abbiamo raccolto in un libro intitolato “Confidenze di padre”. In molti modi abbiamo dunque voluto far memoria delle nostre radici e della nostra storia, per progettare il nostro futuro a servizio delle Santa Chiesa di Cristo, con la fiducia di Maria.


Speciale Fiducia 2014

MI AMI TU? PASCI LE MIE PECORELLE!

Francesco Palazzo

L’oratorio di Mons. Frisina in onore di Giovanni XXIII agnos meos. Queste sono le parole che GePasce sù rivolge a Pietro, dopo la sua resurrezione, sul

mare di Tiberiade. Queste sono anche le prime parole del testo - preparato dalla Fondazione Papa Giovanni XXIII - che abbiamo ascoltato da uno dei solisti nell’oratorio musicale che Mons. Frisina ha eseguito nel Seminario Romano il 27 febbraio in onore di Papa Roncalli, nostro ex alunno, in occasione dei primi vespri della festa della Madonna della Fiducia. L’oratorio è stato diviso in tre parti, rappresentanti tre momenti della vita profetica del Papa, tratti dal prologo del quarto vangelo: il suo nome era Giovanni, egli venne come testimone, per dare testimonianza alla luce. L’opera parte con la domanda di Gesù “Mi ami tu?” e la sua proposta a seguirlo. Sono parole che torneranno e che testimoniano l’intima dinamica della fede di Roncalli: mettersi alla sequela di Cristo e amarlo facendolo amare.

È così dunque che si passa alla parte centrale, dove i colori e la forza che il coro conferisce alle parole mostrano l’intensità con cui il Papa ha vissuto l’amore e la passione per la Chiesa, soprattutto nell’audace convocazione del Concilio. Questa seconda parte termina con la testimonianza della grande sapienza di Papa Giovanni nell’ affidarsi alla Madre di Gesù e Madre nostra nella preghiera dell’Ave Mundi Spes.

Nella terza e ultima parte è stata evidenziata una caratteristica peculiare del “Papa buono”: la sua grande umiltà che parte da una forte adesione alla Croce del Signore e si allarga con soave dolcezza e al contempo grande forza evangelizzatrice verso i fratelli; il tutto riassunto nell’inno Ubi charitas: dove c’è carità e amore lì c’è Dio. L’opera termina con il Nunc dimittis, dove, come il vecchio Simeone, anche il Papa si congeda dal mondo con sentimenti di pace e gioia per aver visto il Signore. È un oratorio questo che naviga tra testi di Giovanni XXIII e che riprende scritti di santi del calibro di San Bernardo e di Sant’Ignazio di Loyola, e tocca diversi passi del Vangelo, tra cui quello che ha alimentato di più la vita di Papa Roncalli: il capitolo 21 di Giovanni con la confessione d’amore di Pietro. L’oratorio infatti mostra l’amore di cui era colmo il cuore del nostro Papa buono, che ha voluto bene alla Chiesa davvero come alla propria sposa. È questo lo spirito che viene comunicato nell’ascolto. È uno spirito che viene riassunto dalle parole Pasce agnos meos, le stesse che Pietro si è sentito dire sul mare di Tiberiade da Gesù, le stesse che i seminaristi del Seminario Romano sperano di poter adempiere bene quando un giorno diverranno sacerdoti.

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Speciale Fiducia 2014 Cosimo Marullo

MARIA NON CI LASCIA SOLI, CAMMINA CON NOI

festa di Maria Madre della Fiducia è sempre un Lmanoatempo di grazia per la famiglia del Seminario RoMaggiore, in particolare quest’anno, nel quale la Comunità ricorda il centenario della sua presenza nell’attuale sede del Laterano.

menti belli e di sconforto ci dice: Dai, ce la fai, forza!”. Proseguendo, il Cardinale ha utilizzato un parallelo tra la fragilità originaria, rievocando l’esperienza di Adamo ed Eva, e la nostra fragilità, facendo riferimento alle tante volte in cui tendiamo a scusarci e invitando tutti a vivere questo senso di debolezza in relazione a Maria, che cammina accanto a ciascuno: “Dobbiamo essere consapevoli della nostra fragilità nel cammino che non è fatto da soli ma con Maria”. Nel cammino di ciascun cristiano, in particolare dei seminaristi, nulla è facile, nella sequela del Signore; proprio da Maria bisogna imparare ad essere perseveranti e forti nel cammino, e Lei ci darà la fiducia necessaria a superare le prove.

Il primo momento dei festeggiamenti liturgici ha avuto luogo nella Cappella maggiore dove, in adorazione del Santissimo Sacramento, si sono radunati gli alunni e i formatori dei seminari della diocesi di Roma, insieme al Cardinale Vicario Agostino Vallini e ai vescovi ausiliari.

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Centro e culmine della festa è stata la celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Vallini, nella Cappella maggiore del Seminario piena di tanti ex alunni, tra i quali coloro che festeggiavano i loro anniversari di ordinazione presbiterale, e molti fedeli laici. Nel corso della sua omelia il Cardinal Vicario ha sottolineato come Maria Madre della Fiducia è per ogni cristiano la fonte del coraggio, fondamentale per seguire la via del Signore, anche, e soprattutto, nei momenti di grande sconforto: “Maria nei nostri mo-

Un momento artisticamente importante nella celebrazione eucaristica è stato l’esecuzione, da parte della Schola Cantorum, del brano Haec est Jerusalem, un inno a quattro voci pari ed organo, composto da Domenico Bartolucci per la visita del Servo di Dio il papa Paolo VI al Seminario Romano in occasione del IV centenario della sua fondazione: in questa circostanza venne incoronata l’immagine della Madonna della Fiducia nella Cappella maggiore, che era stata da poco consacrata. Le solenni celebrazioni delle Lodi mattutine e dei Vespri, nella Cappella della Madonna della Fiducia, cuore e centro della Comunità, sono state presiedute da due nuovi vescovi, ex alunni del Seminario Romano: Mons. Paolo Selvadagi, vescovo ausiliare di Roma, e Mons. Gerardo Antonazzo, vescovo di SoraAquino-Pontecorvo, i quali hanno sottolineato il legame con Maria Madre della Fiducia nel loro ministero e la necessità di affidarsi a lei nella sequela del Signore, come suggeriva anche il Cardinal Vicario: “ io ci sto, ma tu Maria non lasciarmi mai…”.


Speciale Fiducia 2014

LA NOSTRA IDENTITÀ

Giuseppe Kongru Huang

Discorso al pranzo della Fiducia

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minenze, Eccellenze, Reverendissimi ex alunni, cari compagni di seminario: Mi chiamo Kongru Huang, ho ventisett’anni, sono al quinto anno di Seminario, vengo dalla Diocesi di Mindong in Cina. So che è possibile fare un discorso a voi in cinese, ma temo che alla fine dovrei tradurlo! Rimane pur vero che è difficile esprimere i miei commoventi sentimenti in italiano! Oggi, potrei testimoniarvi con la mia umile presenza in questa casa di cent’anni il valore di questo grandioso Seminario, in cui si sono formati numerosi alunni santi per Roma, per l’Italia e le varie parti del mondo, che conducono insieme il gregge di Cristo. Uno di questi è proprio il Papa santo Giovanni XXIII, l’uomo formato dal nostro Seminario, che ha tanto amato. Il suo dono più prezioso è di averci illuminato con la lu-

ce di Cristo mediante il Concilio, mostrando l’universalità della Chiesa. Ogni giorno di questi cinque anni, ho sofferto molto per la divergenza culturale; a volte ho pianto per la difficoltà della lingua italiana; nei primi tempi, mi battevo la testa, dicendo: “stupido”. Inoltre, ogni giorno, per me, è sempre una crescita verso l’età adulta. In senso linguistico, ad esempio, i miei compagni mi

hanno aiutato a superare qualsiasi difficoltà. Ripenso il tempo passato, medito le tracce dei santi, contemplando l’opera del Signore su di me – povero cinesino. Non riesco ancora ad immaginare come un cinese possa essere diventato un “napoletano”, come mi chiamano i miei compagni! Ma una cosa è certa: sono uno straniero diventato membro di questa casa, amato da tutti, al punto da fare questo discorso davanti a tutti voi in questo momento! La Madonna della Fiducia, una Madre che ha sempre fiducia nel suo Figlio, avrà ancora la fiducia verso i suoi figli, poiché i suoi figli sparsi nel mondo non mancano mai di avere la fiducia in Lei. Ella ha sostenuto con questa Fiducia tutti i nostri ex-alunni presenti e assenti, e con la stessa accompagnerà continuamente il suo figlio cinese e i suoi figli futuri, nelle difficoltà e nella gioia. Questa è la nostra l’identità: la Madonna della Fiducia! Un ricordo vivo di Lei che fa gioire il mio cuore, e il vostro cuore in Gesù Cristo. Mater Mea, Fiducia Mea.

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Speciale Fiducia 2014 Giovanni Lo Giudice

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UNA MADONNA ROMANA?

n occasione dell’ultima festa della Madonna della Fiducia, è stata presentata alla comunità degli ex alunni e degli amici del Seminario quella che rappresenta forse la più antica immagine della Fiducia finora conosciuta. Il 5 marzo 2013, presso la casa d’antiquariato Richter & Frozzi di vicolo del Curato 4 in Roma, viene notato un olio su tela raffigurante la “nostra” Madonna col Bambino. L’antiquario prudentemente dichiara che la tela risale all’inizio del Settecento ma che, verosimilmente, è di qualche anno più antica. Immediatamente avvertito del ritrovamento, il Rettore decide di verificare di persona le informazioni ricevute e, sentito il parere di personale esperto dei Musei Vaticani, procede all’acquisto della tela. L’opera si presenta sostanzialmente intatta, con qualche piccolo ritocco integrativo, dovuto a un restauro effettuato qualche anno addietro, che ha portato a rifoderare la tela e a ricollocarla sul telaio originale. Sul telaio sono visibili i segni di numerosi sigilli in ceralacca che dovevano marchiare la tela nel passato. Probabilmente, l’Immagine apparteneva a una casa aristocratica che la teneva in gran conto, tanto da averla sigillata parecchie volte. Rispetto alle altre due più note immagini della Fiducia – quella di Todi e quella del Seminario – la tela, che ha qualche decennio in più delle due figurine ovali cui siamo avvezzi, presenta alcune peculiarità sue proprie, che saltano agli occhi non appena le tre

immagini vengano messe in sinossi. Giusto per citarne alcune, facciamo notare che le teste di Maria e del Bambino si toccano; il Bambino ha l’aureola – come nell’immagine di Todi ma diversamente da quella del Romano; la diversa postura della mano destra della Madonna segue l’andamento rettangolare della tela; il panno che tocca il Bambino è sorretto da entrambe le mani di Maria. In conclusione, il ritrovamento della tela spinge a pensare che la figurina ovale della Refugium peccatorum della Ven. Chiara Isabella Fornari sia la riproduzione di analoga immagine – quella della Madonna col Bambino che a Lei rivolge l’indice della manina – già nota alla devozione dei fedeli. Se, basandosi sulle poche e incerte informazioni in possesso dell’antiquario, si ammettesse che la tela non abbia mai lasciato Roma – ma ciò sarebbe tutto da dimostrare – si potrebbe congetturare che Chiara Isabella possa aver conosciuto tale immagine già prima del suo trasferimento da Roma a Todi o, magari, che ne abbia ricevuto successivamente in dono una miniatura devozionale grazie a parenti o amici romani. In questo caso, si dovrebbe dire che la “Fiducia”, molto prima di acquisire tale titolo a seguito dell’arrivo della copia dello Zoboli al Collegio Romano, per le mani del p. Crivelli sj, sia stata da sempre, sicuramente sotto altro nome, una “Madonna Romana”.


In diocesi

DUE GIORNI CON PAPA GIOVANNI XXIII S

i sentono in lontananza i passi veloci e il rumore delle ruote delle valigie che girano velocemente, un’ultima tazza di caffè e si parte. Fuori al piazzale davanti al Palazzo dei Canonici, noi seminaristi del “Romano” e tutti gli educatori, saliamo sul bus: direzione Sotto il Monte. La strada è lunga, ma la simpatia della compagnia fa passare velocemente il tempo. Nel tardo pomeriggio arriviamo a Bergamo al seminario vescovile Giovanni XXIII, dal fascino medievale. Il lunedì santo, da oltre venticinque anni, è tradizione che tutto il seminario bergamasco si rechi in pellegrinaggio a Fontanella nell’antica Abbazia di S. Egidio; lì giungiamo ad Ambivere, paesino dove ci accoglie con un caloroso benvenuto tutta la comunità bergamasca. Una breve presentazione e ci incamminiamo. La strada in terra battuta improvvisamente si trasforma in piccoli ciotti di pietra, alziamo lo sguardo ed ecco dietro dei pini scorgere il campanile. Pochi passi e ci troviamo catapultati indietro nella storia, anno 1080, siamo arrivati all’Abbazia di S. Egidio. Il silenzio della natura è rotto dal saluto festoso a S.E.R. Mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, che celebrerà a breve la Santa Messa. Terminata la Messa, scendiamo a valle; le “signore Sotto al Monte” ci hanno preparato un menu tradizionale bergamasco, nel quale non potevano mancare i tipici casoncelli. Si respira un’aria di comunione serena e speciale; gli accenti bergamaschi e romani s’intrecciano tra racconti di espe-

Alessio Rossi

rienze reciproche. Con un caloroso applauso alle signore ci congediamo, rientriamo in seminario; una santa notte ci attende. Martedì santo, una giornata che ci ricorderemo e racconteremo spesso. Partenza per Sotto il Monte, i ricordi di Papa Giovanni ci aspettano. Arriviamo alla chiesa di S. Maria in Brusicco, dove il Papa buono ha ricevuto il battesimo. Attraversiamo la strada e ci troviamo nella casa natale. La camera, dove Angelo Giuseppe Roncalli nacque alle dieci e un quarto del mattino, il 25 novembre 1881, è un posto speciale: ci raccogliamo in preghiera. Suggestivo il percorso interattivo sulla vita del santo nel vicino museo. Usciamo e ci aspetta un incontro con la storia. Alle ore 11.30 il Cardinale Loris Francesco Capovilla, segretario personale di papa Roncalli, ma soprattutto suo fidato consigliere e grande amico, ci intrattiene con racconti inediti sulla vita del nostro amato santo. Pranzo a Bonate di Sotto, uno dei grandi oratori della zona. Don Mattia Ranza ci accoglie e con grande professionalità ci racconta la storia e l’organizzazione dell’oratorio bergamasco. La giornata volge al termine, la stanchezza si percepisce, ma c’è grande entusiasmo per la ricchezza degli incontri avuti. Cena insieme a tutti i seminaristi bergamaschi nel loro refettorio, grandi saluti e ringraziamenti, e un arrivederci: gli alunni del Seminario bergamasco saranno nostri ospiti in occasione della canonizzazione del nostro amico comune, Giovanni XXIII.

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Sursum Corda Juan Pablo Aroztegi

Le canonizzazioni di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II

DUE SANTI CHE MOSTRANO IL CAMMINO DA SEGUIRE “B

eatos Ioannem XXIII et Ioannem Paulum II Sanctos esse decernimus et definimus”. Con queste parole il 27 aprile 2014 Papa Francesco ha proclamato santi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. L’immensa folla raccolta in piazza San Pietro ha accolto la notizia con un grande applauso e le campane delle chiese di Roma hanno rintoccato festose. È un momento memorabile per la Chiesa universale e particolarmente emozionante per il Pontificio Seminario Romano Maggiore. Infatti, il legame del Seminario con i due Papi è stato molto stretto: Giovanni XXIII fu alunno del Seminario dal 1901 al 1904 e poi, da Papa, lo visitò diverse volte durante il suo pontificato tra il 1958 e il 1963; anche Giovanni

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Paolo II costruì un rapporto molto forte con il Seminario, frutto di più di quaranta incontri avvenuti tra gli anni 1978 e 2005. Giovanni XXIII ricorda commosso la sua entrata in Seminario in un discorso pronunciato il 5 gennaio 1960: “Oggi quasi sessanta anni fa siamo arrivati in questa città per la prima volta per frequentare il Seminario Romano, sempre così caro a noi, per fare gli studi di teologia. Mai potrò dimenticarlo. Vi potete immaginare l’emozione che sentivamo allora, giovani seminaristi, lasciando il nostro paese, così caro per noi per tanti motivi, per venire a Roma all’inizio del nuovo secolo. Sebbene allora non aveva come adesso milioni di abitanti, era essenzialmente la Roma attuale con


In diocesi i suoi monumenti antichi e ricordi cristiani”. Una testimonianza preziosa che continua nel suo Giornale dell’anima: “Quanto a me però, devo confessare che non sono affatto mutato da quello di prima. Desideri accesissimi di fare davvero un po’ bene le cose mie e di amare come si conviene il mio Signore”. Cinquantotto anni dopo aver scritto queste righe, e con gli stessi desideri di santità, Papa Giovanni XXIII convoca il Concilio Vaticano II. Consapevole dell’importanza di questo avvenimento storico, nell’esortazione apostolica Sacrae Laudis del 1962 svela come durante una giornata nella residenza estiva del Seminario a Roccantica decide di affidare un compito fondamentale ai seminaristi: “La prima forza di cooperazione per l’avvenimento che aspettiamo è la preghiera. Prima di tutto quella sacerdotale, che eleva il tono e fervore spirituale di tutto il popolo cristiano (…) In un incontro amabile e fortuito nel campo degli alunni del Seminario Romano – a me così caro per i ricordi della nostra vita come seminarista – abbiamo preso la decisione di dare a questi cari giovani la consegna della preghiera universale (…) Questa consegna fu accolta con generale compiacenza: dalla piccola collina della Sabina ha superato tutte le distanze, è arrivata ai giovani seminaristi di tutte le lingue, di tutte le nazioni, accendendo nei loro cuori il fuoco sacro; animati per esso alla preparazione più intensa alla cara e santa gioia del loro prossimo sacerdozio”. Le visite di Giovanni Paolo II al Seminario si verificavano quasi ogni anno la sera del sabato precedente la Quaresima, a conclusione della festa della Madonna della Fiducia. Per quasi 27 anni i numerosi seminaristi formati durante quel periodo hanno avuto la gioia e l’opportunità di incontrare il Papa in un clima familiare. L’anno 1986 il Papa, assente da Roma il giorno della festa della Madonna della Fiducia a causa di un viaggio all’estero, visitò la comunità del Seminario il 13 maggio, giorno che ricorda le apparizioni della Vergine a Fatima, e quinto anniversario dell’attentato subito in Piazza San Pietro. Prima della cena il Rettore si rivolge al Santo Padre, ricordandogli come, il 13 di maggio di cinque anni prima, la comunità del Seminario insieme a molti giova-

ni di Roma, si era riunita in una intensa preghiera per la sua salute. Giovanni Paolo II rispose mostrando l’identità del seminarista: “La preghiera è la dimensione più importante della vita del seminario. Essa costituisce l’identità della Chiesa, costituisce l’identità del vostro Seminario, costituisce l’identità cristiana di ciascuno di noi. Io vi auguro di continuare in questa preghiera, di continuare a trovare la vostra identità nella preghiera e tramite la preghiera, e vi auguro una continua discesa su di voi dello Spirito Santo, dei suoi doni. Il sacerdote è sempre un uomo spirituale: questo lo distingue, lo presen-

ta alla comunità dei fedeli, costituisce quasi il suo documento di identità, e la gente lo capisce subito e lo riconosce; con questo documento è un uomo di Dio, è un uomo di preghiera, è un uomo pieno dello Spirito Santo. Questo è il sacerdote desiderato dai fedeli, dai credenti, forse anche dai non fedeli, non credenti”. Benedetto XVI, presente alle canonizzazioni, recentemente si è riferito a questo aspetto della vita di Papa Wojtyła affermando che “da come pregava, avvertii quanto fosse profondamente unito a Dio”. Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, due santi che mostrano il cammino da seguire a tutti i fedeli, sacerdoti e seminaristi; due modelli per i quali, in definitiva, l’anelito alla santità era divenuto nella loro vita un programma quotidiano.

Nella foto: da sinistra, piviale indossato da S. Giovanni Paolo II per l’apertura della Porta Santa del Giubileo del 2000; mozzetta e piviale di S. Giovanni XXIII da lui donati al “suo” seminario.

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Sursum Corda Andrea De Iuri

BEATO CHI HAI SCELTO E CHIAMATO VICINO! Il Papa ordina i diaconi romani

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ono stati giorni di grande festa in Seminario quelli che hanno preceduto e seguito l’ordinazione degli undici diaconi della nostra Diocesi, tre dei quali nostri compagni di cammino: don Nicola Di Ponzio, don Paolo Scipioni e don Marco Seminara. Abbiamo iniziato il venerdì precedente la celebrazione con una veglia di preghiera nella Basilica di San Giovanni, promossa dall’Ufficio Diocesano per le Vocazioni. Ci siamo ritrovati insieme, come ha detto il

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Cardinale Vicario Agostino Vallini rivolgendosi ai tanti giovani presenti, «per ringraziare il Signore per il dono della fede e in questa per chiedere a Lui che non si spenga mai la luce della fede nella nostra Chiesa, nella città di Roma». «Ringraziare e invocare», dunque. Ringraziare il Signore per la sua fedeltà, perché non smette di scommettere su di noi, perché i doni e la sua chiamata sono irrevocabili (cfr Rm 11, 29); invocare ancora il buon Pastore, perché «il nostro cuore possa essere “terreno buono” per ascoltare,

accogliere e vivere la Parola e portare così frutto» (Messaggio del Santo Padre Francesco per la 51a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni). Don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio per le Vocazioni ha incoraggiato a non avere paura: «noi non siamo a misura dell’opera di Dio che è sempre più grande dei nostri poveri schemi», ha detto commentando le tre testimonianze che hanno animato la veglia. «Non dobbiamo avere paura: Dio segue con passione e perizia l’opera uscita dalle sue mani, in ogni stagione della vita. Non ci abbandona mai! Ha a cuore la realizzazione del suo progetto su di noi». Domenica 11 maggio la festa ha raggiunto il suo apice: il giorno atteso era arrivato! Papa Francesco ha presieduto la celebrazione e il rito di Ordinazione nella Basilica di San Pietro, ricordando agli ordinandi che la Chiesa ha bisogno di loro come annunciatori della dottrina, di cui però nessuno è padrone poiché «è la dottrina del Signore». È così infatti che «se non annunciamo noi stessi e se interiormente siamo diventati tutt’uno con Colui che ci ha chiamati come suoi messaggeri così che siamo plasmati dalla fede e la viviamo, allora la nostra predicazione sarà credibile», come ricordava Benedetto XVI nell’ultima Messa crismale presieduta come Vescovo di Roma (cfr. Omelia, 5 aprile 2012). Al sacerdote, poi, ha detto il Papa, è chiesto di «rimetterete i peccati in nome di Cristo e della Chiesa», imparando la misura e la «capacità di perdono che ha avuto il Signore, che non è venuto a condannare, ma a perdonare». «Misericordia, misericordia!», ha “gridato” Papa Francesco al cuore dell’omelia, perché «il buon pastore entra per la porta e la porta della misericordia sono le piaghe del Signore: se voi non entrate nel vostro ministero per le piaghe del Signore, non sarete buoni pastori».


In diocesi

Terminata la celebrazione, nel giardino del Seminario abbiamo vissuto una festa in famiglia insieme ai parenti e agli amici degli ordinati, con i quali abbiamo condiviso il pasto e il piacere di ritrovarci per gioire dei tanti doni ricevuti. I nostri tre novelli sacerdoti hanno celebrato la prima Messa in Seminario nella festa dell’ultimo degli apostoli, San Mattia. Come San Mattia noi tutti abbiamo reso grazie perché «abbiamo ricevuto in sorte l’amicizia del Signore» (cfr. Orazione colletta); noi “ultimi” per capacità e meriti eppure eletti da un imperscrutabile mistero d’amore per potare al mondo «il Vangelo della grazia di Dio» (At 20, 24). Don Paolo nell’omelia, commentando il “come io ho amato voi” del comandamento del Signore (cfr. Gv 15, 12) ci ha comunicato quanto ha vissuto nella sua storia personale: è solo in forza dell’amore di cui Dio ci fa oggetto che è possibile corrispondergli donando la vita. In questo senso ha sempre visto il Seminario come «la scuola

dell’amore, in cui s’impara a mettere da parte ogni resistenza per arrenderci all’amore di Dio». Don Marco, nei ringraziamenti finali, ha poi voluto esprimere gratitudine perché «quello incontrato è stato il Seminario che il Signore ha pensato per la formazione, pur con tutti i limiti, che gli hanno insegnato ad amare di più e a essere amato per quello che è». In ultimo don Nicola, che ha presieduto la celebrazione eucaristica, ci ha assicurato che «nel cuore di ogni alunno del nostro Seminario, ogni Messa inizia affidandosi all’intercessione della Madonna della Fiducia, nel cui volto ci sono i volti delle tante persone incontrate nel cammino di formazione, per le quali si prega». Vogliamo così assicurare ai novelli sacerdoti anche la nostra preghiera per il loro ministero e l’augurio affinché siano sempre felici e grati per l’intima amicizia a cui il Signore li ha eletti: Beato chi hai scelto e chiamato vicino! (Sal 65, 5).

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Sursum Corda Massimo Cunsolo

LA GRATITUDINE DI TUTTI PER IL CARDINALE VALLINI, VESCOVO DA 25 ANNI

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ommoventi le parole di Papa Francesco: “E’ mio particolare desiderio ringraziarti per il fatto che mi sei stato amabilmente vicino quando ho iniziato il Ministero Petrino. Il tuo affetto fraterno e la tua cordialità d’animo sono stati molto importanti per me e mi sono stati di grande aiuto e sostegno.” E’ uno dei tanti modi con cui il Papa ha espresso la gratitudine verso il suo Vicario per la Diocesi di Roma, il Cardinale Agostino Vallini, in occasione dell’anniversario dei venticinque

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anni di episcopato e del cinquantesimo di sacerdozio. Nel suo messaggio il Papa ha sottolineato più volte la stima e la gratitudine nei confronti del Cardinale, fin dall’esordio: “Il tuo lungo e fedele ministero è per me e per la nostra Chiesa motivo evidente di viva congratulazione per l’intero tuo percorso apostolico, finalizzato proficuamente al bene della Chiesa e svolto in maniera eccellente in così lungo

tempo.” Al grazie del Papa desideriamo unire il nostro grazie, il grazie della Comunità del Seminario Romano Maggiore, che in questi anni ha ricevuto un grande sostegno dal Cardinale. Sostegno che non è venuto a mancare anche il giorno della celebrazione di questo importante anniversario, il 13 Maggio; infatti il Cardinale ci ha ricordato nella sua omelia che specialmente nel mondo di oggi “La missione del sacerdote e del vescovo è proprio questa: suscitare interesse per scoprire il bisogno di Dio di tanti cercatori di verità, attrarre alla persona di Gesù, riscaldare il cuore e far maturare coscienze cristiane che promuovano una cultura dell’uomo e della società ispirata al Vangelo”. Nella Basilica di San Giovanni sono venuti a ringraziare il Signore in molti, provenienti da Roma e dai diversi luoghi legati alla vita e al ministero sacerdotale ed episcopale del festeggiato. Da Corchiano, cittadina del Viterbese dove ha trascorso la fanciullezza e di cui era originaria la mamma, che perse molto presto quando era ancora ragazzo; da Serazzano, la frazione toscana del papà carabiniere; da Napoli, dove è stato seminarista, prete, Rettore del seminario, Professore di diritto canonico e Vescovo ausiliare; e da Albano, dove è stato Vescovo prima di essere chiamato in Curia, come prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Hanno concelebrato una trentina di cardinali, circa sessanta vescovi e numerosi sacerdoti. Il Cardinale ha concluso l’omelia apprezzando l’impegno della Diocesi di Roma, in cui da sei anni è Vicario generale, nel vivere la sua vocazione di capitale della carità. Grati al Signore, continuiamo a ricordare nella preghiera il nostro Cardinale, in questo anno di grande festa per la Chiesa di Roma.


SCRITTI DI NOSTRI EX-ALUNNI BOLIS E., Solo un ‹‹Papa buono››? Spiritualità di Giovanni XXIII, Edizioni PAOLINE, Cinisello Balsamo (MI), 2014. CIMINI A., La comunicazione sonora nella celebrazione liturgica, EDB, Bologna, 2009. CORDERO LANZA DI MONTEZEMOLO A. – POMPILI A., Manuale di araldica ecclesiastica nella Chiesa Cattolica, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2014. LEUZZI L., Amare e servire. Il realismo storico di Papa Francesco, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2013. LOBASCIO G., Le Missioni popolari della Congregazione della Missione in Puglia, TAU Editrice, Pian di Porto Todi, 2013. PALAMARA F., Appunti di immagini e giorni, Edizioni Thoth, San Nicolò di Ricadi, 2013. PANGALLO M., In principio. Itinerari di riflessione metafisica, ARACNE Editrice, Roma, 2014. PULCINELLI G., Paolo, scritti e pensiero. Introduzione alle lettere dell’Apostolo Paolo, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2012.

NOMINE Il 3 giugno 2014 Papa Francesco ha nominato il Rev.do Nazzareno Marconi, nostro ex-alunno, Vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia. A don Nazzareno i nostri più calorosi auguri!

Abbiamo ricevuto notizia della morte di questi ex-alunni: In data 24 luglio 2013 è venuto a mancare Mons. Alberto Pantana, della Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, nato il 26 novembre 1922 ed ordinato prete il 5 aprile 1947. Il 17 dicembre 2013 è deceduto don Francesco Troiani, della Diocesi di Roma, nato il 22 novembre 1948 e ordinato sacerdote il 21 maggio 1988. Il 18 dicembre 2013 è deceduto Mons. Vincenzo Noto, della Diocesi di Monreale, nato il 21 agosto 1944, ordinato sacerdote il 19 marzo 1969. È deceduto il 18 dicembre 2013 Mons. Marino Bertocchi, della Diocesi di Bergamo, nato il 24 marzo 1936 ed ordinato sacerdote il 14 marzo 1959. In data 3 febbraio 2014 è venuto a mancare don Rocco Smaldone, della Diocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, nato l’11 ottobre 1950 ed ordinato sacerdote il 5 aprile 1986. Il 21 marzo 2014 è deceduto Mons. Giancarlo Atzei, della Diocesi di Cagliari, nato il 20 gennaio 1941 e ordinato sacerdote il 18 marzo 1965. Il 7 aprile 2014 è morto Mons. Salvatore Indelicato, della Diocesi di Roma, nato il 14 ottobre 1925 e ordinato sacerdote l’8 aprile 1950.

Requiescant in Domino Si prega di comunicare alla Redazione del Sursum Corda la notizia della morte di ex-alunni di cui si venga a conoscenza.

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SE TU CONOSCESSI IL DONO…

L’attività vocazionale del Seminario Romano L’ANNO PROPEDEUTICO I giovani che decidono di vivere l’esperienza dell’anno propedeutico vivono in seminario dal martedì pomeriggio al venerdì mattina. Sei sono i percorsi proposti: 1. Stare con il Signore: nella celebrazione dell’Eucarestia e sviluppando una vita di preghiera più intensa; 2. Conoscersi e crescere in umanità in un cammino di conoscenza di sé; 3. Formazione intellettuale: lo studio delle lingue antiche, la frequenza di alcuni corsi di filosofia e l’approfondimento del Catechismo della Chiesa Cattolica; 4. Esperienze di servizio; 5. Vita comunitaria; 6. Inserimento in parrocchia.

APRI GLI OCCHI il venerdì, ogni 15 giorni dalle 19.00 alle 21.30 (più un ritiro nel fine settimana) Insieme al Servizio Diocesano per le Vocazioni invitiamo i giovani (19-30 anni) delle parrocchie romane al percorso vocazionale di base “Apri gli Occhi”. Si tratta di un itinerario pensato al fine di aiutare i giovani a percepire la propria vita come vocazione e a rispondervi. Siamo ormai giunti al VI anno di quest’esperienza e ne abbiamo verificato tutta l’efficacia: alla fine del percorso i partecipanti avranno acquisito tutti gli aiuti per entrare in un discernimento serio del proprio stato di vita. L’itinerario è aperto ai gruppi parrocchiali o anche ai singoli (per ulteriori informazioni e per segnalare l’eventuale adesione rivolgersi a don Daniele Salera dsalera@seminarioromano.it). Ecco le date del prossimo anno: • 24 ottobre - I falsi miti • 7 novembre - Desideri e limiti • 21 novembre - L’ascolto della Parola • 5 dicembre - Il padre spirituale • 19 dicembre - Mettere ordine nella propria vita • 9 gennaio - Decidersi per il Regno • 17-18 gennaio (ritiro) - Come Abramo… A questo primo itinerario fa seguito un “LABORATORIO DI FORMAZIONE AFFETTIVA”, attraverso cui i giovani saranno aiutati a rileggere la propria vita affettiva alla luce della Parola di Dio.

VESPRI DELLA FIDUCIA (2014-2015) Siamo felici di accogliere coloro che lo desiderano per pregare e stare insieme nella nostra casa. Si tratta di cinque momenti per condividere il cammino di fede con i tanti amici che il Signore pone sul cammino della nostra comunità. L’incontro prevede la preghiera dei Vespri e la cena vissuta in un clima di fraternità. Dove? In Seminario A che ora? Alle ore 18.30 Quando? Nelle seguenti domeniche: 23 novembre 2014; 11 gennaio 2015; 8 febbraio; 22 marzo; 31 maggio. Vi invitiamo a portare qualcosa per cenare insieme! Il primo piatto viene preparato in seminario. Vi aspettiamo! La Comunità del seminario

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Sursum corda 2 2014  

Sursum corda 2 2014  

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