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Sursum Corda Grazie, amici benefattori! Famiglia Beccarini; S.E.R. Mons. Domenico Caliandro; Domenico Cassano; don Damiano Fiume; don Andrea Francia; don Dario Gervasi; Maria Grilli Caiola; don Pietro Guerini; fu Anna Iannicelli; Emanuele La Mantia; Mons. Giuseppe Laterza; Mons. Richard Malone; don Damiano Marino; Mons. Francesco Maruccio; Mons. John Joseph Miller; Anna Parrella; don Antonio Scordo.

PARROCCHIE ROMANE: Santa Croce in Gerusalemme; Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae; San Roberto Bellarmino; San Tarcisio; San Valentino.

Circolo San Pietro; Parrocchia Santa Maria Assunta Montalto delle Marche (Ap); San Tommaso Onlus.

SURSUM CORDA Redazione: Mario Pangallo, Cristiano Patrassi, coordinatori George Bogdan, Gabriele Vecchione Hanno collaborato a questo numero: Simone Bellato, Emilio Cenani, Michele Ciardo, Salvatore Corvino, Mauro Cozzoli, Paolo d’Argenio, Francesco Deffenu, Michele Ferrari, Guido Fraietta, Eugenio Giorno, Mario Mesolella, Enrico Murgia, Angelo Nicotra, Concetto Occhipinti, Cristiano Patrassi, Alessio Piroddi Lorrai, Domenico Simari, Paolo Tammi, Luca Testa, Renato Tarantelli Baccari, Gabriele Vecchione. Direttore Editoriale: Concetto Occhipinti

CONTO CORRENTE POSTALE SEMINARIO n. 38198008 Intestato a Seminario Romano Maggiore 00184 Roma - Piazza S. Giovanni in Laterano, 4 IBAN IT70 JO76 0103 2000 0003 8198 008 BIC – SWIFY BPPIITRRXXX

Anno XCIX n. 1-2015 www.seminarioromano.it Direttore Responsabile: Davide Martini Rivista semestrale del Pontificio Seminario Romano Maggiore Piazza San Giovanni in Laterano, 4 - 00184 Roma Tel. 06.698621 - Fax. 06.69886159 E-mail: sursum@seminarioromano.it Spedizione in Abbonamento Postale - c/c p. 30360002 Registrazione del Tribunale di Roma - N. 11581 del 22.V.1967 Progetto grafico e impaginazione: Bruno Apostoli - info@brunoapostoli.it

Finito di stampare nel mese di Dicembre 2014 Tipolitografia Trullo srl - Via Ardeatina, 2479 - 00134 Roma - T. +39 06.6535677 - F. +39 06.71302758 - doc@tipolitografiatrullo.it - www.tipolitografiatrullo.it


IL MINISTERO APOSTOLICO

Noi ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola seminaristi romani insieme ai formatori hanno vissuto durante lo scorso mese di luglio una significativa esperienza ecclesiale con la celebrazione dell’Eucaristia nel Duomo di Trento. Trovarsi nella stessa Aula liturgica che ha ospitato i Padri del Concilio, durante il quale, il 15 luglio del 1563, venivano istituiti i seminari con l’approvazione del decreto Cum adolescentium aetas, ha suscitato una particolare emozione, pensando al 450° anniversario della fondazione del nostro Seminario. Infatti, circa un anno e mezzo dopo, rispetto al decreto che raccomandava l’erezione del Seminario in ogni diocesi, il 1° febbraio 1565, veniva fondato il Seminario Romano. Quella sosta tra le mura del Duomo di Trento ci permetteva di riflettere e di meditare con stupore sull’intuizione profetica che i Padri conciliari hanno avuto nel dar vita ad un‘istituzione educativa così preziosa per la vita della Chiesa, aprendo con coraggio e lungimiranza una nuova strada per la formazione dei presbiteri. La fedeltà a quella intuizione ha chiesto sin dall’inizio e continua ad esigere per i nostri tempi una capacità di adattamento, secondo le circostanze diverse di tempi e di luoghi. Le motivazioni di ordine teologico e pastorale che hanno portato all’istituzione dei seminari, legate all’esigenza di superare evidenti carenze nella vita del clero di quel tempo, esprimono una esigenza di rinnovamento del ministero ecclesiale, seguendo la via di una nuova attuazione della forma di vita degli Apostoli. Alla luce di questa considerazione abbiamo scelto come tema di questo anno formativo il seguente versetto degli Atti degli Apostoli: Noi ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola (At 6,4). Lungo questi 450 anni di vita, il nostro Seminario ha preparato pastori che in epoche e circostanze diverse sono stati accomunati dal desiderio di vivere il ministero sacerdotale secondo il modello di vita degli Apostoli. Il Concilio Vaticano II ribadisce questo intimo legame, indicandone il frutto di evangelizzazione e santificazione del popolo di Dio: Dato che i presbiteri hanno una loro partecipazione nella funzione degli apostoli, ad essi è concessa da Dio la grazia per poter essere ministri di Cristo Gesù fra le nazioni mediante il sacro ministero del Vangelo, affinché le nazioni diventino un’offerta gradita, santificata nello Spirito Santo (PO 2). L’Esortazione Apostolica di San Giovanni Paolo II Pastores dabo vobis evidenzia il legame tra la chiamata degli Apostoli da parte di Gesù e l’azione formativa che prepara al ministero: “Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demoni” (Mc 3,13-14). Si può affermare che nella sua storia, la Chiesa ha sempre rivissuto, sia pure con intensità e in modalità diverse, questa pagina del Vangelo mediante l’opera formativa riservata ai candidati al presbiterato e ai sacerdoti stessi (PDV 2). I due poli fondamentali della forma di vita apostolica, lo stare con il Signore nella fede e nella preghiera e il servizio della Parola, sono stati proposti da Papa Francesco ai seminaristi, novizi e novizie nell’incontro che ha avuto con loro durante l’Anno della fede, il 6 luglio 2013: Io vorrei dirvi: uscite da voi stessi per annunziare il Vangelo, ma per fare questo dovete uscire da voi stessi per incontrare Gesù. Ci sono due uscite: una verso l’incontro di Gesù, verso la trascendenza; l’altra verso gli altri per annunziare Gesù. Queste due vanno insieme. Non abbiate paura di uscire da voi stessi nella preghiera e nell’azione pastorale. Siate coraggiosi per pregare e per andare ad annunziare il Vangelo. Desideriamo che la memoria storica del ricco patrimonio spirituale ed ecclesiale del Seminario Romano sia di sprone per attuare il progetto del ministero apostolico che nell’oggi della vita della Chiesa il Santo Padre con la sua testimonianza e la sua parola ci propone. Concetto Occhipinti

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Sursum Corda

IN QUESTO NUMERO 20

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Sursum Corda

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Prete al servizio del Vangelo Domenico Simari

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Un ottimo acquisto per la squadra Cristiano Patrassi

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Editoriale Concetto Occhipinti

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In questo numero La Redazione

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Il Seminario Romano: perché ricordare Luca Testa

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1565-2015: partecipi di una grande storia di famiglia Salvatore Corvino

Testimoni della comunione Michele Ferrari

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Abbiate come faro affascinante la faccia di Cristo trasparente nel volto della Chiesa Mauro Cozzoli

Gioiosi pellegrini cercatori di Dio Michele Ciardo

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Dilatare i confini della propria fede Simone Bellato

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Una profonda esperienza di Chiesa Emilio Cenani

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Giovani per i giovani Alessio Piroddi Lorrai

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Presbiteri e famiglie nella Chiesa d’oggi Guido Fraietta

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Per una Chiesa in uscita Enrico Murgia

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La tradizione giuridica del Seminario Romano Renato Tarantelli Baccari

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Chiamati al servizio per la santità Eugenio Giorno

Il canto in Seminario tra identità e storia Francesco Deffenu

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Incarichi Pastorali 2014/2015 La Redazione

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In diocesi

Diario 14

Diario Giugno - Dicembre 2014 Gabriele Vecchione

In viaggio 37

In comunità

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I gruppi culturali in Seminario Mario Mesolella - Angelo Nicotra

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Presbiterio e classi La Redazione

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La carità nella semplicità Paolo d’Argenio

Mons. Nazzareno Marconi ordinato vescovo Paolo Tammi

In Pace Christi 38

Beati coloro che muoiono nel Signore La Redazione

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In Pace Christi La Redazione


IL SEMINARIO ROMANO: PERCHÉ RICORDARE

Luca Testa

ell’anno 1565 quinto del pontificato «N di Pio IV […] fu fondato il Seminario Romano nel primo giorno del mese di febraro[…]: fu solennizato questo giorno con la presenza del beato padre Francesco Borgia Vicario Generale, con li suoi assistenti, e primi padri della Compagnia di Gesù, da quali per mezzo del padre Rettore furono ricevuti la prima volta sette giovani [… che] rapresentorono molto bene quelle sette colonne, con le quali come disse Salomone nelli Proverbi fu fondata la casa della divina Sapienza, potendosi chiamare benissimo il Seminario Romano Casa della divina Sapienza». La citazione sopra trascritta costituisce la prima narrazione storica sul Seminario Romano. Era il padre Girolamo Nappi che se ne prese per primo la briga di scrivere nel lontano 1648. Da allora fino ai nostri giorni, diversi sono stati i contributi a carattere storico, sia per commemorare una ricorrenza, sia per evidenziare un aspetto o una caratteristica che doveva essere ben presentata. Tutto ebbe inizio dal Concilio di Trento con l’istituzione dei seminari, sancita dal decreto Cum adolescentium aetas del 15 luglio 1563. E così dal giorno successivo la macchina organizzativa per pensare al “come” del seminario prese piede, in alcuni luoghi a rilento, mentre in altri i preparativi furono intrapresi come una sorta di gara per arrivare per primi alla realizzazione prevista. Non sono pochi i seminari italiani che nacquero negli anni immediatamente successivi al decreto tridentino. Nella cronologia dei seminari compare tra i primi anche il Seminario Romano, per espressa e decisa volontà di Pio IV. Le carenze e le fatiche riscontrate agli inizi per quanto riguarda l’organizzazione interna, lo stile educativo e la struttura della casa, dovevano innescare un ripensamento, in vista di un miglioramento, di un passo in avanti, per essere conformi alla finalità del

seminario stesso. Il principio generale Ecclesia semper reformanda est ben si applica anche nello specifico del seminario: esso non è un’istituzione monolitica. Coloro che lungo il susseguirsi dei decenni sono stati i responsabili della vita interna hanno cercato “aggiornamenti”, nel proprio contesto, per essere fedeli alla tradizione tridentina. Ecco quindi come rileggere la storia del nostro Seminario Romano. Le diverse cronache sul seminario, o i verbali disponibili, o le corrispondenze, insomma tutto il tesoro costudito da più ar-

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Sursum Corda

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chivi, testimoniano un continuo cambiamento, non per il “prurito” di cose nuove, ma per la sempre attuale esigenza di far sì che il seminario riesca a realizzare al meglio la sua missione: la formazione dei futuri sacerdoti. Dal Concilio di Trento al Concilio Vaticano II, alla Pastores dabo vobis, ai pronunciamenti attuali del Magistero,le espressioni saranno pur diverse, secondo il contesto storico, linguistico e pedagogico, ma sempre nel chiaro orizzonte della finalità per cui deve esistere il seminario. Ci si può allora ricollocare nelle famose “camerate” di San Giovanni, o di San Carlo o di altri santi, ricordate ancora oggi dagli ex-alunni con un po’ di anni alle spalle, oppure si potrà pensare ai gruppi trasversali degli ultimi decenni del secolo scorso, oppure si farà semplicemente riferimento alle classi attuali. Perché questi cambiamenti? Dagli archivi si potranno ri-

trovare le polemiche circa gli alunni nobili e di provenienza popolare, o tra chierici e convittori. L’elenco dei cambiamenti, delle novità, delle discussioni sarebbe davvero lungo. Rivisitare pagine di storia da quel 1° febbraio 1565 ad oggi non è finalizzato ad un gusto di erudizione o di cronaca dei fatti. Attraverso le scelte, frutto di sofferenza, di passione educativa, di sbagli umani, di piccoli successi, ne dovremmo ricavare un filo conduttore che ha guidato la nostra storia per 450 anni. Senz’altro non tutto è stato rose e fiori, non tutto è stato fatto bene. Non spetta a noi giustificare l’operato degli uomini che hanno fatto la storia del nostro Seminario, né tanto meno è compito nostro disapprovare. A noi, invece, nello studio attento della storia, spetta di comprendere il tutto, di abbracciare i quattro secoli e mezzo in una chiave di lettura, che penso si possa identificare nella passione educativa per formare i futuri sacerdoti. È chiara la prospettiva tridentina, secondo la quale nel seminario si dovranno preparare e formare giovani «la cui indole e volontà faccia sperare della loro perpetua fedeltà ai ministeri ecclesiastici». Nei primi statuti del 1564 la stessa finalità è affermata come un presupposto imprescindibile, «havendo questo ad essere un seminario perpetuo di ministri di Dio, nel quale si hanno ad allevare i giovani ad essercitar la cura delle anime et li ministeri ecclesiastici». Non da meno il Concilio Vaticano II nell’Optatam totius: «I seminari maggiori sono necessari per la formazione sacerdotale. In essi tutta l’educazione degli alunni deve tendere allo scopo di formare veri pastori d’anime». Diversi i contesti, diversi gli stili linguistici, diverse le modalità di attuazione, diversi i mezzi a disposizione, ma sempre e tutti quanti rispondenti all’unica e medesima finalità per cui il seminario è stato fondato. La felice ricorrenza del 450° anniversario di fondazione, dunque, non ha il sapore dell’archeologismo o di una memoria storica fine a se stessa, ma provoca ciascun alunno ed ex-alunno, ritornando alle nostre origini, a riflettere sullo scopo della nostra formazione: l’essere pastori ad immagine di Cristo Buon Pastore.


1565-2015: PARTECIPI DI UNA GRANDE STORIA DI FAMIGLIA Febbraio 1565: una data, per molti, insignificante, ma che non può cadere nel dimenticatoio per generazioni che, nel tempo, hanno deciso di scommettere la loro vita sul Signore. Oggi, a 450 anni da quel giorno, siamo parte di questa storia che è anche nostra, parte di questa “storia di formazione”, pensato per un’adesione totale a Cristo Signore, parte di questo luogo che ha generato al ministero sacerdotale migliaia di giovani. Nei solchi della storia, a conclusione del Concilio di Trento, nel quale si decise l’istituzione dei seminari per la formazione sacerdotale, è nato e cresce il nostro amato Seminario Romano. Non possiamo, però, fermarci alla storia: sarebbe troppo poco. È necessario pensare alla fondazione del Seminario ricordando le origini, sin dall’età apostolica, in cui è nato il primo “seminario della storia”. Su questa scia ci siamo anche noi e, in questa direzione, si spiega la scelta di vivere l’anno a stretto contatto con il libro degli Atti degli Apostoli: «Noi ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola» (At 6,4). Il testo, infatti, ci insegna a stare nella vita - il nostro appartenere oggi a questa famiglia di “chiamati” - ed essa, vita come appartenenza, ci dice il nostro desiderio di essere «quelli della via» (At 9,2).

Pensiamo, con gratitudine, a questi 450 anni, come strada percorsa accanto ad altri fratelli, nella sequela di Cristo, in quell’esperienza che ha fatto sì che il Seminario Romano potesse essere grembo di tanti “sì” detti al Signore. Attingiamo a piene mani alla fonte della Parola, sotto il manto prezioso della Madre della Fiducia, per essere fedeli ministri del Vangelo. Viviamo senza tradire la Santità di tanti – come non pensare, tra gli altri, a San Giovanni XXIII? che prima di noi, hanno camminato nella storia del nostro Seminario. Siamo figli di una storia e debitori di un dono prezioso; per questo motivo il prossimo 7 Febbraio, nell’imminenza della Festa della “Madonna della Fiducia”, che gelosamente custodisce la nostra tradizione, nell’Aula Magna dell’Università Lateranense, aiutati da alcuni Vescovi e sacerdoti, rifletteremo insieme sulla figura del Presbitero – del presbitero romano in particolare -, riflettendo sul prete romano maestro di spiritualità, promotore di cultura, ministro della carità, pastore tra la gente. Sentendoci, quindi, un’unica famiglia riunita attorno a Pietro, in questa Città che, quotidianamente, ci ricorda l’essere Chiesa Cattolica, Universale, ci formiamo ad essere sacerdoti fedeli a Cristo, disposti all’ascolto, alla condivisione, alla corresponsabilità e alla comunione.

Salvatore Corvino

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Sursum Corda Mauro Cozzoli

La beatificazione di Paolo VI

“ABBIATE COME FARO AFFASCINANTE LA FACCIA DI CRISTO TRASPARENTE NEL VOLTO DELLA CHIESA” a beatificazione di Paolo VI, il 19 ottobre scorso, ha indotto molti a rievocarne la figura. Paolo VI è il Papa del Concilio Vaticano II, che conduce e porta a termine con sapienza e lungimiranza. Il Papa della Populorum progressio, che mondializza la

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questione sociale, con la denuncia della grande ingiustizia provocata dal divario crescente tra popoli dello sviluppo e popoli che ne sono esclusi. Il Papa dell’Ecclesiam suam, in cui delinea il volto dialogico

della Chiesa, aperta alle diversità e alla reciprocità, in ascolto e annuncio cordiale. Il Papa dell’Humanae vitae, l’enciclica dell’amore sponsale, aperto all’accoglienza responsabile della vita. Il Papa dell’Evangelii nuntiandi, la magna carta della missione evangelizzatrice della Chiesa.Il Papa dei primi grandi viaggi apostolici e delle aperture ecumeniche, con lo storico abbraccio a Gerusalemme col Patriarca Atenagora. Il Papa forte e illuminato, che ha tenuto fermo il timone della Chiesa nel turbinio dei venti postconciliari e dei rivolgimenti socio-culturali intorno al’68. Limitiamo a questo sguardo d’insieme l’attenzione alla figura e al ministero di Papa Montini. Per volgerla a qualcosa di più “nostro”, alle parole rivolte a noi nelle quattro visite al seminario. Parole che evidenziano quanto Paolo VI sentisse “suo” il Seminario Romano. La prima visita il 2 dicembre 1965, in occasione dell’incoronazione dell’icona della Madonna della Fiducia nella Cappella Maggiore. Il Papa viene a portare il frutto del Concilio per noi: «Questa celebrazione coincide con la conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II, il quale lascia alla Chiesa un volume di dottrine d’incalcolabile pregio.Troverete tanta luce di sapienza e tanto vigore di azione in questo tesoro dei decreti conciliari. Vi raccomandiamo di prendere in attenta considerazione tale volontà della Chiesa e di farne norma non solo di puntuale esecuzione per quanto ri-


guarda i seminaristi oggi, i sacerdoti domani, ma di farne altresì fermento della vostra vita interiore. Specialmente un punto, che ci sembra focale in tutta la visione conciliare: quello sulla Chiesa, che mostra il suo volto stupendo e misterioso di sacramento di Cristo; così che voi, che al servizio della Chiesa vi preparate, abbiate come faro affascinante la faccia di Cristo trasparente nel volto della Chiesa». La seconda visita, il 9 aprile 1967. Il Papa viene a porci di fronte all’essenzialità della vita sacerdotale: «Guardate, carissimi figli, chi vi chiama adesso, il vostro Vescovo, Vicario di Cristo, non ha nulla da offrirvi. Una volta la vita ecclesiastica poteva essere attraente per tante speranze anche umane, buone, legittime. Era tutto il complesso sociale, che rendeva appetibile, desiderabile, onorata, tranquilla, piena anche di favori, di onori, di benefici la vita ecclesiastica. Figlioli miei, lo so, non ho nulla da offrirvi se non la croce del Signore. Se volete davvero essere pari alla vocazione che vi è annunciata, sappiate che la voce del Signore risuona così: “Se volete venire dietro a me prendete la mia croce e seguitemi”». La terza visita, il 20 febbraio 1971. Emerge la reciprocità di fiducia del Papa – «il vostro Vescovo» –con gli «alunni della scuola della Chiesa», com’egli chiama i seminaristi: «Abbiamo fiducia in voi, giovani alunni della Chiesa: abbiamo fiducia che saprete desumere dalla sempre vera sapienza della fede cattolica le forze vive e le forme nuove per riprendere il colloquio col mondo moderno: il Concilio vi offre il suo volume, che non indarno voi custodirete. Abbiate fiducia nel vostro Vescovo, il quale non ha nulla da promettervi di quanto può fare attraente la vita per chi ama questa vita; ma per chi ama Cristo, per chi ama la Chiesa, per chi ama i fratelli, offre ciò che a tanto amore conforta: la fede, il sacrificio, il servizio, la croce insomma; e con essa la fortezza, il gaudio e la pace». E da ultimo l’8 gennaio 1977. Il Papa induce i seminaristi a considerare la romanità della missione del prete: «Quale privilegio quello di rispondere alla missione che Cristo affida agli uomini! E voi siete candi-

dati proprio a questa missione. E lo siete, diremo, nel cuore della Chiesa. Guardate di capire anche questo e di entusiasmarvi di questa elezione che il Signore vi ha fatto a Roma, dove il Signore ha voluto mettere il seggio della sua presenza, della sua autorità, della sua continuità nei secoli». Paolo VI, il Papa del grande amore per la Chiesa, in totale libertà di servizio e donazione. Memorabile quella sera di Pentecoste – il 17 maggio 1970 – quando, al termine della nostra Ordinazione sacerdotale, con cui aveva voluto celebrare i 50 anni di sacerdozio, eravamo intorno a lui e confidava: “Questa sera posso cantare il Nunc dimittis della vita”.

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Sursum Corda Emilio Cenani

UNA PROFONDA ESPERIENZA DI CHIESA el mese di ottobre scorso ho ricevuto il dono di partecipare al Sinodo straordinario dei Vescovi riguardante “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”. È stata una profonda esperienza di Chiesa, un piccolo servizio al nostro Vescovo di Roma, Papa Francesco, che mi ha fatto sperimentare l’unità della Chiesa, cum Petro et sub Petro, e la sollecitudine del suo Pastore universale e di tutti i Pastori per il gregge dei fedeli sparso

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nel mondo. Sono rimasto affascinato da quello che il Papa ha chiamato più volte “il volto multicolore della Chiesa”. I Vescovi delle varie parti del mondo hanno raccontato le angosce e le speranze che vivono le loro famiglie: in Medio Oriente la fede e la resistenza della nostra Chiesa Madre, messa a dura prova dalla guerra; nell’Europa dell’Est la ricchezza e le difficoltà dei matrimoni tra cattolici e ortodossi; in Asia il compito di mostrare il Vangelo con una delicatezza tutta particolare dovuta al fatto che sovente solo un membro della famiglia è cristiano; in Africa le sfide per la famiglia tradizionale, cioè superare la poligamia e resistere ai condizionamenti della cultura

occidentale; nell’America Latina, dove la famiglia, intesa come luogo e soggetto di missione, è minacciata dal secolarismo e dalla frantumazione che deriva dall’emigrazione; infine in Europa e nel nord-America la sfida del linguaggio, il rifiorire delle esigenze dello Spirito e pure l’urgenza di accostarsi a tante famiglie ferite e divise. Questa diversità di prospettive da cui guardare alla famiglia non è stato un limite ma una profonda ricchezza per un comune cammino, “syn-odos”, verso la verità; come amava dire il beato Paolo VI, “un vero evangelizzatore deve avere il culto della verità”. Nei giorni del Sinodo abbiamo ricevuto spesso, da parte dei media, una narrazione frammentata e una prospettiva piuttosto angusta con cui guardare alla Chiesa e al suo cammino, che è segnato dalla certezza – come ha detto il Papa – che “quando la Chiesa, nella varietà dei suoi carismi, si esprime in comunione non può sbagliare: è la bellezza e la forza del sensus fidei, che viene donato dallo Spirito Santo affinché insieme possiamo entrare nel cuore del Vangelo”. Questa è la Chiesa. Tale cammino comune verso la verità è nel cuore della Chiesa. Scriveva il Beato John H. Newman: “L’icona perfetta della teologia cattolica è l’immagine della Madonna col Bambino: la verità giace nascosta nella Chiesa quasi fosse un tutt’uno con lei, abbracciata o per così dire perduta in quell’abbraccio”. Maria ci indica in Gesù la Via, la via vera che conduce alla vita. Quando la sera tornavo in Seminario, davanti al volto familiare della Madonna della Fiducia, attratto da quel Bambino che indica la Madre, pensavo che Gesù ci suggerisce lo stesso atteggiamento sereno. E poiché Maria è immagine della Chiesa, non sta forse dicendo: “amate la Chiesa, fidatevi di vostra Madre”?


PRESBITERI E FAMIGLIE NELLA CHIESA DI OGGI

Guido Fraietta

Un incontro con i coniugi Miano per riflettere sul tema della relazione tra famiglie e presbiteri, alla luce del Sinodo appena concluso l 12 novembre scorso la Comunità del Seminario ha incontrato i coniugi Franco e Pina Miano, che hanno partecipato al Sinodo straordinario dei Vescovi in veste di collaboratori del Segretario speciale. I coniugi Miano, sposati da 25 anni, hanno due figli e sono entrambi professori di Filosofia. Sono impegnati nell’Azione Cattolica Italiana, di cui Franco è stato in passato Presidente. L’incontro ha avuto come tema il rapporto tra presbiteri e famiglie nella vita parrocchiale e si è sviluppato dapprima con l’intervento dei due relatori, cui sono seguite osservazioni e domande di seminaristi e formatori presenti. I relatori hanno sottolineato come durante il Sinodo si percepisse forte lo spirito del Concilio Vaticano II, in particolare il desiderio di una profonda collegialità, e come la famiglia sia stata considerata non solo un “oggetto in crisi” da curare e salvare, ma un soggetto di evangelizzazione, da promuovere e di cui valorizzare il ruolo attivo all’interno della vita ecclesiale. Nella Lumen Gentium, richiamata più volte, si è invitati ad una crescita nella relazione con il Signore a partire dai propri carismi, mettendoli al servizio dei fratelli, in una diversità che diventi comunione, e senza confusione di ruoli, anzi valorizzando le proprie specificità e quindi innanzitutto la propria vocazione. In particolare le vocazioni al matrimonio e al sacerdozio possono darsi sostegno reciproco in quanto entrambe caratterizzate dall’apertura all’amore che spinge al dono di sé. Infatti, il sacramento dell’ordine testimonia agli sposi un amore aperto a tutti, senza distinzioni, aiutan-

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doli ad evitare di chiudersi all’interno delle mura domestiche. Allo stesso tempo il sacramento del matrimonio testimonia ai presbiteri un amore concreto, speso per persone reali, aiutandoli ad evitare di disperdere energie in progetti e percorsi astratti. In questo senso è sta-

ta data una bella definizione di chi deve essere il sacerdote: colui che conosce le persone della propria comunità una per una, e non certo un organizzatore di eventi. Alle relazioni è seguito un momento di dibattito in cui sono state poste molte domande e osservazioni, principalmente incentrate su come impostare un’azione pastorale che non moltiplichi gli impegni disgregando la vita familiare, e che sia allo stesso tempo capace di accogliere tutti, anche chi non può accedere ai sacramenti o chi ha provenienze geografiche o retroterra culturali diversi. Domande che hanno permesso ulteriori approfondimenti sull’essenziale ruolo delle famiglie nella vita parrocchiale.

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Sursum Corda Renato Tarantelli Baccari

LA TRADIZIONE GIURIDICA DEL SEMINARIO ROMANO Prefetto del Sant’Uffizio, ora Congregazione opo la crisi del diritto canonico della I per la dottrina della fede. Già nel 1925 metà dell’Ottocento, dovuta ai grandi scrisse la sua opera fondarivolgimenti sociali dell’epoca, mentale, le Institutiones iuris si inserì il ruolo decisivo della publici ecclesiastici, inserendo scuola canonistica romana, il tema delle relazioni con gli ravvivata da Pio IX, che nel Stati civili. Alla profondità di 1853 fondò il centro di studi questo giurista si affianca una canonistici nel Seminario Rogrande umanità, che emerge mano dell’Apollinare. Fedeli al dal suo legame con l’Oratorio tradizionale metodo delle Dedel quartiere Aurelio, dove cretali, qui operarono insigni spesso vi si recava anche da canonisti tra cui G. De Camillis Il Cardinale Pietro Gasparri cardinale. Lo considerava “un (1828-1866), F. de Angelis luogo in cui servire le anime (1792-1881) e F. Cavagnis con la stessa dedizione che ri(1841-1906). chiedono i vasti problemi giuriIl card. Felice Cavagnis, laudici”. In tale chiave dovrebbe reato in utroque iure all’Apollinare, ne fu Rettore e primo leggersi il suo motto episcopaprofessore della cattedra di dile semper idem. A lui dobbiamo il testo dell’Inno alla Maritto pubblico ecclesiastico, donna della Fiducia. istituita da Leone XIII nel Nell’ambito del De processi1880. Fu membro della Combus, spicca il card. Francesco missione per la codificazione e Roberti (1889-1977), grande autore delle Institutiones iuris publici ecclesiastici. processualista, che studiò, inMa solo con la figura del card. segnò e fu Preside all’ApollinaIl Cardinale Pericle Felici Pietro Gasparri (1852-1934) e re. Ricordiamo infine il card. della sua opera (Institutiones iuPericle Felici (1911-1982), che ris publici) si passò a una vera si formò al Seminario Romano sistematizzazione, sul modello Maggiore e vi fu prefetto, maedella teologia scolastica. Così la stro di canto Gregoriano e pascuola romana dell’Apollinare dre spirituale. Segretario Genepromosse e realizzò il Codice rale del Concilio Vaticano II, Pio-Benedettino del 1917, avvidove fu un importante punto di cinandosi alle codificazioni civili. riferimento, diresse anche l’IIl card. Gasparri insegnò all’Astituto giuridico dell’Apollinare pollinare e all’Institut catholique e la Commissione per la revidi Parigi, fu delegato apostolico sione del Codice; fu, inoltre, un Il Cardinale Alfredo Ottaviani in America Latina, Segretario di grande latinista e poeta. Stato e Accademico d’Italia. A lui si deve la Sono soltanto gli ex alunni più noti di una firma dei Patti Lateranensi nel 1929. ricca tradizione giuridica che ha caratterizIl Seminario Romano partorì anche il card. zato il nostro Seminario nei suoi 450 anni Alfredo Ottaviani (1890-1979), maestro di di storia: personalità diverse, ma accumuJus Publicum ecclesiasticum, il quale rivenate dal medesimo amore per la Chiesa, stì numerosi ruoli nella Curia romana e fu servita con piena fedeltà e dedizione.

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IL CANTO IN SEMINARIO TRA IDENTITÀ E STORIA in dalla fondazione del Seminario Romano tutti gli alunni dovevano imparare la musica sacra e le discipline ad essa connesse. Per far fronte a questa necessità, il Seminario decise che il numero dei seminaristi appartenenti alla Schola Cantorum dovesse ammontare a cinquanta membri, più quattro cantori di riferimento, secondo la diversità delle voci (sopranista, contraltista, tenore e basso). Qualora non si riuscisse a trovare un buon numero di cantori tra i seminaristi stessi, si ricorreva ad alcuni esterni stipendiati. Per il Maestro di Cappella il discorso era simile: in genere veniva scelto tra i seminaristi stessi, ma non sono mancati momenti nei quali è stata scelta una persona esterna. Il Seminario Romano può vantare di aver avuto diverse personalità di rilievo a svolgere questo particolare ufficio. Il più rinomato sicuramente fu il grande Giovanni Pierluigi da Palestrina. Venne nel 1566 e rimase forse fino al 1571. Ma come non pensare ad Angelo de Santi SJ, iniziatore e teorizzatore del movimento ceciliano, a Mons. Angelo Fabiani, a Mons. Raffaele Casimiri, compositore del celebre canto “O Maria quant’è felice”, diventato poi in un certo qual modo l’Inno del Seminario, Mons. Pablo Colino, ex-direttore della Cappella Giulia, e Mons. Marco Frisina, attuale direttore del Coro della Diocesi di Roma e Maestro di Cappella di San Giovanni in Laterano? Inoltre diversi ex-alunni, pur non essendo stati mai direttori interni, si sono distinti nel campo musicale; tra essi vogliamo ricordare Giuseppe Baini, già direttore della Cappella Pontificia Sistina dal 1814 al 1844, e Pietro Alfieri, musicologo e compositore. Nei primi decenni le lezioni di musica si tenevano tutti i giorni al tempo della ricreazione nel dopo pranzo o nel dopo cena e a volte anche in entrambi i mo-

Francesco Deffenu

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menti. I seminaristi inoltre imparavano a suonare anche alcuni strumenti musicali, come viole, violini e clavicembalo. Tutto questo serviva per far fronte ai diversi impegni musicali che il Seminario si era assunto, come la Messa e il Vespro cantato nei giorni festivi prima a Santa Maria in Trastevere e poi alla Chiesa del Gesù, o le Litanie cantate tutti i sabati e le vigilie di qualche festa particolare, oppure le processioni, in cui si andava per sostenere il canto ed arricchire il corteo con la propria musica. Occasioni particolarmente significative non mancarono, come la Messa funebre cantata per Pio IV, la celebrazione di annessione del Seminario Germanico a quello Romano, nella quale il celeberrimo compositore spagnolo Tomás Luis de Victoria musicò per l’occasione il Salmo 136 «Super flumina Babylonis», le “Conferenze al Laterano” di Mons. Raffaele Casimiri, gli Oratori di Mons. Marco Frisina e le numerose celebrazioni con i pontefici, in particolare in questi ultimi cinquant’anni. Tutto questo ci fa comprendere come per il Seminario Romano, sin dalla fondazione, la musica sacra non sia mai stata qualcosa di accessorio, ma sempre «parte necessaria ed integrante della liturgia solenne» (SC 112).

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Sursum Corda Gabriele Vecchione

GIUGNO

Diario 2014

DOMENICA 1

MARTEDÌ 10 Don Paolo Lojudice, direttore spirituale, presiede la Santa Messa in Comunità, festeggiando con noi il XXV della sua ordinazione sacerdotale.

MERCOLEDÌ 11

Quinto ed ultimo appuntamento dei “Vespri della Fiducia”.

LUNEDÌ 2 Don Gabriele Paganini celebra la Santa Messa in Seminario.

SABATO 14

Don Rocco Suppa celebra la Santa Messa in Seminario. In serata nella Cappella della Madonna della Fiducia Romuald Frejuste presta giuramento per l’ordinazione diaconale.

SABATO 7 GIUGNO

Nella Cattedrale di Sant’Evasio a Casale Monferrato, S.E.R. Mons. Alceste Catella ordina presbitero Don Gabriele Paganini.

Nella Cappella Maggiore del nostro Seminario S.E.R. Mons. Jorge Carlos Patron Wong, Segretario della Congregazione per il Clero, con delega per i seminari, ordina diacono Romuald Frejuste.


Diario LUNEDÌ 16 - MARTEDÌ 17

SABATO 28

I seminaristi romani partecipano al Convegno Ecclesiale Diocesano, aperto da Papa Francesco, sul tema: “Un popolo che genera i suoi figli. Comunità e famiglia nelle grandi tappe dell’iniziazione cristiana”.

Il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo Metropolita di Perugia – Città della Pieve, ordina presbitero Don Matteo Rubechini nella Cattedrale di San Lorenzo.

MERCOLEDÌ 18

LUGLIO SABATO 5 – VENERDÌ 11

Il nostro Vicerettore, Don Dario Gervasi, presiede la Santa Messa di Comunità, a conclusione dell’anno formativo.

I seminaristi romani trascorrono un tempo di riposo e di fraternità a Bressanone, insieme a S.E.R. Mons. Matteo Zuppi, Vescovo Ausiliare del Settore Centro (articolo a p. 29).

GIOVEDÌ 19 Nella Solennità del Corpus Domini partecipiamo alla Santa Messa presieduta dal Santo Padre Francesco sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano e alla Processione fino a Santa Maria Maggiore.

LUNEDÌ 14 - SABATO 26

SABATO 21 Il Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo Metropolita di Zagabria (Croazia), ordina presbitero Don Boris Jozic nella Cattedrale di Santa Maria Assunta.

I seminaristi del secondo anno, guidati dal loro assistente Don Daniele Salera, si recano in pellegrinaggio a Santiago di Compostela (articolo a p. 30).

AGOSTO VENERDÌ 1 - DOMENICA 31 Alcuni seminaristi vivono l’esperienza del mese ignaziano guidato da Padre Gianfranco Ghirlanda SJ e da Padre Sandro Barlone SJ presso la Casa delle Ancelle del Sacro Cuore in Torricella in Sabina.

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Sursum Corda VENERDÌ 22 - MERCOLEDÌ 3

Undici seminaristi insieme a Don Giuseppe Forlai partecipano al pellegrinaggio ad gentes in India organizzato dal Centro per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese della Diocesi di Roma (articolo a p. 31).

SETTEMBRE

storale dei giovani preti a servizio dei ragazzi e dei giovani”. Partecipano come relatori S.E.R. Mons. Paolo Giulietti, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Perugia – Città della Pieve, Don Stefano Bonazzi e Don Luca Casali della Parrocchia di San Giustino, Don Andrea Franceschini della diocesi di Senigallia, Don Michele Pellerey SdB, Don Alfredo Tedesco, Assistente Diocesano dell’Azione Cattolica, Don Stefano Cascio, viceparroco della Parrocchia di San Giovanni Battista de’ Rossi, e Davide Lo Bascio, responsabile del centro studi COR (articolo a p. 32).

VENERDÌ 12 I nuovi seminaristi vengono accolti in Seminario dal Rettore e dagli altri Superiori.

SABATO 13

SABATO 6

S.E.R. Mons. Luigi Renzo, Vescovo di Mileto - Nicotera - Tropea, ordina diacono Francesco Maruca.

GIOVEDÌ 4 – DOMENICA 7 Si tiene a Sacrofano l’ incontro dei seminaristi romani col Cardinale Vicario sul tema: “La carità pa-

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Il Rettore (a destra nella foto) saluta la Comunità e introduce al nuovo anno formativo.


Diario DOMENICA 14 – VENERDÌ 19

SABATO 20 Visita comunitaria alla Basilica di San Giovanni in Laterano e al Battistero, per riflettere su “La nostra storia nell’unità con la Cattedra di Pietro”.

LUNEDÌ 22

La comunità vive l’annuale tempo di esercizi spirituali: la classe del secondo anno è guidata da Padre Roberto Bianchini SJ a Montefiolo (RI); il triennio teologico è guidato da Don Franco Castellana a Fara in Sabina (RI).

In mattinata Don Renzo Chiesa, parroco di San Gregorio Magno, guida l’incontro in preparazione alle Missioni popolari. Nel pomeriggio Carlos Macìas, fondatore del Centro Kerigma, tiene un seminario su alcune “tecniche di prima evangelizzazione”.

MERCOLEDÌ 24

LUNEDÌ 15 – DOMENICA 28 I seminaristi del primo anno vivono un’esperienza di servizio presso la Piccola Casa del Cottolengo a Torino.

Anche quest’anno si parte per le Missioni nelle parrocchie romane di San Giovanni Crisostomo, San Tarcisio, Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae, San Valentino e ai campi Rom (articolo alle pp. 33-34).

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Sursum Corda SABATO 27

Gli ordinandi diaconi romani prestano giuramento nella Cappella della Madonna della Fiducia. S.E.R. Mons. Giovanni Tani, Arcivescovo della Diocesi di Urbino - Urbania - Sant’Angelo in Vado, ordina presbitero Don Andrea Righi.

OTTOBRE MERCOLEDÌ 1 – DOMENICA 5 Padre Mark Stephen Boyle C.R.P. predica gli esercizi spirituali per la classe del I anno in Seminario. Conclusione delle Missioni popolari.

SABATO 11 L’incontro con i parroci dà avvio al tirocinio pastorale.

LUNEDÌ 13 Il Rettore presenta il tema del progetto formativo dell’anno: «“Noi ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola” (At 6,4)».

SABATO 18

LUNEDÌ 6 Inizio delle lezioni universitarie alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana.

MARTEDÌ 7

18

Don Renzo Del Vecchio, nuovo Assistente in Seminario, presiede la Santa Messa comunitaria.

S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo Ausiliare di Roma per il Settore Est, presiede la Santa Messa nella parrocchia di San Luca Evangelista per la presa di possesso del nuovo Parroco, Don Paolo Lojudice, già nostro Padre Spirituale per nove anni. La Comunità del Seminario lo saluta con gratitudine ed affetto (articolo a p. 27).


LUNEDÌ 20 P. Gianfranco Ghirlanda SJ presiede l’Eucarestia nella nostra Comunità.

MARTEDÌ 21 Il Rettore comunica che il gruppo dei Figli della Croce non proseguirà il percorso formativo nel nostro Seminario.

VENERDÌ 24

Nella Basilica di N.S. di Bonaria, S.E.R. Mons. Arrigo Miglio, Arcivescovo Metropolita di Cagliari, ordina presbitero Don Michele Saddi.

DOMENICA 19 Il Seminario partecipa alla beatificazione di Papa Paolo VI in piazza San Pietro (articolo alle pp. 8-9). Celebra la Santa Messa in Comunità Don Paolo Boumis, nostro ex alunno, in procinto di partire missionario in Brasile. In serata si tiene il primo incontro vocazionale “Apri gli occhi!”.

LUNEDÌ 27 S.E.R. il Cardinale Agostino Vallini, Vicario generale per la Diocesi di Roma, celebra la Santa Messa comunitaria.


Sursum Corda GIOVEDÌ 30

MERCOLEDÌ 5

Nella nostra Cappella maggiore si tiene la veglia di preghiera per i nostri ordinandi diaconi. La presiede Don Paolo Ricciardi, già nostro Assistente ed attualmente Parroco di Santa Silvia.

VENERDÌ 31

In serata si svolge lo spettacolo di inizio anno, durante il quale vengono presentati i nuovi seminaristi.

VENERDÌ 7 Secondo incontro del gruppo di discernimento vocazionale “Apri gli occhi!”.

LUNEDÌ 10 Mons. John Miller, già Parroco di Santa Francesca Cabrini nella diocesi di Philadelphia, festeggia con noi il 50° anniversario di sacerdozio presiedendo la Santa Messa.

Nella Basilica di San Giovanni in Laterano S.E.R. il Cardinale Vicario Agostino Vallini ordina diaconi 13 seminaristi, tra cui i nostri alunni Don Paolo d’Argenio, Don Michele Ferretti e Don Giovanni Lo Giudice (articolo a p. 35).

NOVEMBRE LUNEDÌ 3 20

Padre Sandro Barlone SJ presiede la Santa Messa nella nostra Comunità.


Diario MERCOLEDÌ 12

I coniugi Franco e Pina Miano, che hanno partecipato al Sinodo straordinario dei Vescovi su “Le sfide pastorali sulla famiglia”, tengono una conferenza sulla centralità della famiglia nella vita della Chiesa (articolo a p. 11).

SABATO 15

MERCOLEDÌ 19

S.E.R. Mons. Nazzareno Marconi, Vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, presiede la Messa comunitaria.

VENERDÌ 21 Terzo incontro del gruppo di discernimento vocazionale “Apri gli occhi!”.

MERCOLEDÌ 26 Don Marco Crispino celebra la prima Santa Messa in Comunità.

SABATO 29 Sr. Marina Beretti, Superiora Generale dell’Istituto Regina degli Apostoli per le Vocazioni, guida il Ritiro d’Avvento. Nella Concattedrale Gran Madre di Dio, S.E.R. Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo Metropolita di Taranto, ordina presbitero Don Marco Crispino.

LUNEDÌ 17 Don Andrea Righi presiede, per la prima volta, la Santa Messa nella nostra Comunità.


Sursum Corda DICEMBRE LUNEDÌ 1

nuova immagine della Madonna della Fiducia nella Cappella Corsini.

In serata la Comunità partecipa al concerto natalizio “Christmas in Jazz”.

SABATO 13

Il Rettore presiede la Santa Messa solenne nell’anniversario della Dedicazione della Cappella Maggiore del nostro Seminario.

S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo Ausiliare di Roma per il Settore Est, presiede la Santa Messa nella parrocchia della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo per la presa di possesso del nuovo Parroco, Don Dario Gervasi, già nostro Vicerettore. La Comunità del Seminario lo saluta con gratitudine ed affetto (articolo a p. 26).

LUNEDÌ 15 VENERDÌ 5 Quarto incontro del gruppo di discernimento vocazionale “Apri gli occhi!”.

Sua Ecc.za Mons. Vincenzo Paglia presiede la Santa Messa comunitaria, ricordando il Beato Paolo VI.

MARTEDÌ 16 In serata il missionario del PIME padre Alberto Rovelli incontra la Comunità.

MERCOLEDÌ 17 Padre Alberto Rovelli presiede la Santa Messa comunitaria.

GIOVEDÌ 18 Cena natalizia in Comunità.

VENERDÌ 19 Quinto ed ultimo incontro del gruppo di discernimento vocazionale “Apri gli occhi!”.

VENERDÌ 26 Agostino Stasi e Domenico Simari vengono ordinati diaconi da Sua Ecc.za Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Rossano-Cariati.

SABATO 6 22

Il triennio teologico partecipa alla S. Messa presieduta da Mons. Giovan Battista Proja nella Basilica di San Giovanni in Laterano per la posizione di una

A tutti Auguri di buon Natale e felice anno nuovo!


In comunità

I GRUPPI CULTURALI IN SEMINARIO incontro di comunità dello scorso anno ha ampiamente mostrato l’esigenza dei seminaristi di giungere ad una più feconda sintesi nella formazione accademica e di farla interagire con la concretezza della vita pastorale. Il Presbiterio del nostro Seminario si è mostrato molto favorevole ad avviare percorsi, anche personalizzati, che vadano in tal senso; inoltre, dagli incontri di Sacrofano è emerso come ciò stia molto a cuore anche al cardinal Vallini, il quale è ben consapevole di quanto sia urgente nelle parrocchie la presenza di sacerdoti in grado di coniugare ragione e dottrina nelle sempre più impegnative sfide pastorali. Dunque sono due le direzioni su cui il nostro Seminario vuole porre l’accento: favorire l’integrazione tra i diversi ambiti del sapere filosofico e teologico e interrogarsi su come convogliarla negli altri ambiti formativi (umano, spirituale e pastorale). La traduzione operativa di queste istanze intende offrire al seminarista dei momenti d’aiuto, specie nel triennio teologico, in ordine a una sintesi personale. Questi interventi sono pensati non come un corso finale che si andrebbe ad aggiungere all’offerta accademica già esistente, quanto come dei momenti in itinere accompagnati dall’Assistente agli studi. Da parte poi dei seminaristi è già in elaborazione la proposta di animare momenti durante l’anno in cui vengano sviscerati nodi di interesse pastorale di emergenza attuale, avvalendosi anche di figure esterne al Seminario che sulle tematiche proposte possano offrire strumenti per affrontare le sfide che via via si presentano. La convinzione che guida questa iniziativa è che già nel tempo del seminario bisogna alle-

L’

Mario Mesolella Angelo Nicotra

narsi a una visione lucida della realtà che ci circonda. Ai gruppi già esistenti del Cineforum e del Teatro si aggiunge, dunque, il progetto Conoscere le periferie esistenziali per meglio assumere l’odore delle pecore, che intende proporre durante l’anno alcuni approfondimenti (con cadenza ciclica) su tematiche di particolare rilevanza.

Un’ulteriore spinta in tal senso viene dal gruppo d’interesse A due, a due, teso a focalizzare l’attenzione sul rapporto tra giovani e sacerdoti. Si tratta dello sviluppo di alcune tematiche o problematiche riguardanti la pastorale giovanile, avvalendosi del contributo intellettuale o esperienziale di sacerdoti che hanno speso la loro vita per annunciare Cristo ai giovani. La comunità continuerà la riflessione per pensare a ulteriori forme che vadano in questa direzione. Ogni idea in tal senso è ben accolta.

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Sursum Corda I L

P R E S B I T E R I O

SUPERIORI

INCARICHI

DIOCESI

Don Concetto OCCHIPINTI

Rettore

Roma

Mons. Mauro COZZOLI

Direttore Spirituale

Trani-Barletta-Bisceglie

Don Giuseppe FORLAI

Direttore Spirituale

Roma

Don Daniele SALERA

Vicerettore

Roma

Don Franco MASSARA

Economo

Mileto-Nicotera-Tropea

Mons. Mario PANGALLO

Assistente agli studi

Roma

Don Andrea CARLEVALE

Educatore

Roma

Don Renzo DEL VECCHIO

Educatore

Roma

Don Cristiano PATRASSI

Educatore

Roma

Mons. Mario SCALA

Economo diocesano

Roma

DiscernimentoDiscernimento PRIMO ANNO

SECONDO ANNO

Don Renzo DEL VECCHIO

Don Cristiano PATRASSI

Diocesi

ARGESE Francesco DE IURI Giorgio FIORENTINO Ottavio FLAMINI Carlo Maria Romeo FORELLINO Raffaele FRAIETTA Guido GRANATA Alessio MADEUS Reginald MONTONE Salvatore Marco PIRODDI LORRAI Alessio SANTACROCE Luca SECCI Manuel VENTRELLI Michelangelo WOLINSKI Victor

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Brindisi-Ostuni Roma Trani-Barletta-Bisceglie Roma Rossano-Cariati Roma Roma Hinche – Haiti Rossano-Cariati Roma Roma Roma Roma Hinche - Haiti

Diocesi

AROZTEGUI Juan Pablo BELLATO Simone BOGDAN Giorgio BOTTA Francesco DEL FA Diego DEZIL Benedict D’ORIA Andrea ELITERNE Jean GUENSON Jean Baptiste LISI Daniele MESOLELLA Mario PALAZZO Francesco ROSSI Alessio ZULLO Michele

San Sebastian - Spagna Roma Roma Civita Castellana Roma Ansè-à-Veau et Miragoane - Haiti Ugento-Santa Maria di Leuca Ansè-à-Veau et Miragoane - Haiti Hinche - Haiti Oria Roma Roma Roma Alife-Caiazzo


In comunità

Formazione Formazione TERZO ANNO

QUARTO ANNO

Don Andrea CARLEVALE

Don Daniele SALERA Diocesi

Diocesi

CASERIO Alessandro CIARDO Michele DE LORENZIS Simone Pietro GRAMEGNA Paolo JOSEPH Johnny LAVIA Luigi NICOTRA Angelo OCCHIBOVE Alessandro RUTA Guido TARANTELLI BACCARI Renato VANGELI Francesco

Roma Ugento-Santa Maria di Leuca Nardò-Gallipoli Roma Hinche - Haiti Rossano-Cariati Roma Alife-Caiazzo Roma Roma Nardò-Gallipoli

CENANI Emilio CORVINO Salvatore CUNSOLO Massimo DEFFENU Francesco DE SANTIS Michele FERRARI Michele GAGGIA Nicolò MARULLO Cosimo MURGIA Enrico

Roma Lecce Roma Cagliari Oria Roma Perugia Lecce Cagliari

SESTO ANNO Don Concetto OCCHIPINTI Diocesi

Formazione QUINTO ANNO Don Andrea CARLEVALE Diocesi

BIANCUCCI Andreas CAROZZA Marco DE SIMONE Pasquale ERRICO Dario LOI Dario MANCA Alessandro Giorgio PICA Mattia PREVITERO Luigi VECCHIONE Gabriele

Roma Bari-Bitonto Rossano-Cariati Civitavecchia-Tarquinia Roma Cagliari Roma Nardò-Gallipoli Roma

CALAMITA Andrea CASARANO Angelo GIORNO Eugenio GALLETTI Simone NIGRO Giovanni

Roma Nardò-Gallipoli Roma Roma Taranto

SETTIMO ANNO Don Concetto OCCHIPINTI Diocesi

D’ARGENIO Don Paolo FERRETTI Don Michele FREJUSTE Don Romuald LO GIUDICE Don Giovanni MARUCA Don Francesco PELLEGRINO Don Marco SIMARI Don Domenico STASI Don Agostino

Roma Roma Hinche - Haiti Roma Mileto-Nicotera-Tropea Trani-Barletta-Bisceglie Rossano-Cariati Rossano-Cariati

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Sursum Corda Paolo d’Argenio

LA CARITÀ NELLA SEMPLICITÀ Il vicerettore Don Dario Gervasi nominato Parroco della Parrocchia della Resurrezione h, che bello!”. Come fare a non ricordare don Dario con queste semplici parole? Come fare a non immaginare il suo volto sorridente che le esclama? Chi sa quante volte le avrà già dette come nuovo Parroco della Resurrezione a Giardinetti, conquistando da subito l’affetto dei suoi nuovi parrocchiani! In fondo è stato così anche qui con noi in seminario. Don Dario Gervasi è entrato come vicerettore e formatore del Seminario nel 2008, proprio come me e la mia classe, e la fama delle sue imitazioni lo precedeva; poi con la sua bontà ed affabilità si è reso subito simpatico a tutti e ha contribuito a creare un clima di grande serenità nella nostra Comunità; il compito che si è trovato a svolgere non è stato certo facile, bisogna ammetterlo: il modello formativo strutturato sui gruppi, oggi ormai sconosciuto alla maggior parte dei seminaristi, era ben diverso da quello attuale. Condurre i seminaristi da un’impostazione ormai sedimentata da anni ad una nuova struttura è stato un passaggio delicato, e forse c’era proprio bisogno di una persona con le sue caratteristiche per rendere più leggero questo cambiamento. Una sua grande qualità, infatti, è sempre stata quella di saper alleggerire le tensioni che facilmente si creano nella vita di comunità, accompagnando con delicatezza ogni seminarista nei servizi da compiere. Da formatore del triennio teologico resta nella nostra memoria la sua grande attenzione alla preghiera, come fondamento della nostra vita cristiana e di futuri sacerdoti, oltre

“O

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che alle virtù della castità, povertà e obbedienza; lo stile con cui ci ha accompagnato ad innamorarci di questi pilastri della vita cristiana e sacerdotale ha sempre fatto intravedere il suo sincero amore per il sacerdozio e lo zelo per il servizio alle vocazioni sacerdotali. Ma c’è ancora un altro ambito dove don Dario ha prestato il suo servizio e nel quale ho avuto la fortuna di collaborare: quello delle attività diocesane e vocazionali. Qui si è rivelato un vero modello di sacerdote, che dà importanza ad ogni persona che il Signore dona di incontrare, capace di vivere la carità nella semplicità delle relazioni quotidiane. Mi ha mostrato come non fosse tanto importante risolvere i problemi delle persone, quanto accompagnarle con uno sguardo paterno nel loro percorso, imparando a stare al lo-

Don Dario Gervasi (a sinistra) con Don Daniele Salera, nuovo Vicerettore (a destra).

ro passo, proprio come l’ho visto fare concretamente lungo il cammino di Santiago; quell’immagine di lui che, vicino alla meta, torna indietro a camminare con un compagno di viaggio infortunato è l’istantanea di amore gratuito che mi resta nella memoria e sintetizza meglio il suo contributo alla formazione sacerdotale.


In comunità

PRETE AL SERVIZIO DEL VANGELO

Domenico Simari

Don Paolo Lojudice nominato Parroco della Parrocchia di San Luca Evangelista uesto nuovo anno formativo si è aperto con tante novità riguardanti la vita della nostra Comunità. Un cambiamento che ha segnato questo periodo iniziale è rappresentato dalla nomina a Parroco di don Paolo Lojudice. Dal 2005, per nove anni, don Paolo ha svolto il ministero di direttore spirituale, dimostrando fin da subito un’attenzione paterna verso tutti coloro che si sono affidati alla sua guida nel cammino di discernimento e di crescita umana e spirituale. Cosciente della grandezza di questo servizio, don Paolo ha aiutato, con pazienza e bontà, ogni suo figlio spirituale a comprendere, in modo graduale e con una certa consapevolezza, la chiamata d’amore di Dio. Si è dedicato a questo compito con passione e amorevole dedizione e la sua intensa vita di preghiera, espressione della vivacità del suo rapporto personale con Dio, gli ha sempre permesso di essere per ciascuno un padre mite e premuroso, attento alle diverse situazioni e pronto ad incoraggiare nel cammino di sequela, soprattutto quando la lotta spirituale si presentava con maggiore intensità. Allo stesso tempo, quando era necessario, si mostrava deciso ed esigente, avendo a cuore la maturazione sacerdotale dei suoi seminaristi. Come un buon direttore di orchestra, così come egli stesso si è presentato il giorno della celebrazione liturgica per la presa di possesso della parrocchia di San Luca Evangelista, don Paolo si è reso strumento dello Spirito Santo per armonizzare la “voce di Dio” con la “voce del cuore di ogni seminarista”, perché ciascuno potesse giungere a cantare la bellezza della propria vocazione e lodare così con la propria vita il Signore Gesù. In questo

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arco di tempo tutta la Comunità del Seminario ha riconosciuto in don Paolo un autentico sacerdote, innamorato di Cristo Gesù e gioioso di appartenere a Lui. Certamente il suo sacerdozio non si è lasciato frenare dai ritmi del seminario, ma si è espresso con vigore nella valorizzazione di quelle “periferie esistenziali” così care a Papa Francesco, aprendo così le porte del seminario a quelle realtà che vivono una “orfananza” d’amore. Particolarmente significative infatti sono state le missioni ai campi rom promosse dal Seminario e che si sono svolte in questi ultimi quattro anni sotto la guida dello stesso don Paolo. Sull’esempio di Gesù umile, che ha scelto la via della povertà e che, ancora oggi, continua a farsi piccolo nei “piccoli” di questa epoca, don Paolo ha testimoniato con audacia la dimensione missionaria del sacerdozio diocesano. Questo suo instancabile amore verso quei fratelli che quotidianamente rischiano di cedere alla disperazione scaturiva dalla convinzione che ogni forma di carità possiede, in se stessa, una forza di evangelizzazione cristiana, così come lui stesso amava affermare. Grazie don Paolo del prezioso servizio svolto qui in mezzo a noi; grazie per averci insegnato che il sacerdote è colui che deve “sporcarsi le mani” con le povertà della gente. Don Paolo, noi tuoi amici del Seminario ti auguriamo un santo e fecondo ministero nella tua nuova comunità parrocchiale.

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Sursum Corda Cristiano Patrassi

UN OTTIMO ACQUISTO PER LA SQUADRA Don Renzo Del Vecchio nuovo formatore in Seminario urante gli anni della formazione al sacerdozio avevo per la testa tante cose che mi lasciavano perplesso, ma su tutte il futuro era ciò che non riuscivo proprio ad immaginare: quella che provavo - lo so era una paura buona, la paura di chi sa che tutto è pieno di incognite, non solo il futuro che ti viene incontro, ma anche il futuro che ti nasce dentro; ciononostante

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Don Renzo Del Vecchio (al centro) durante lo spettacolo di inizio anno in Seminario.

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cercavo di evitare di fantasticare circa la realtà nella quale avrei vissuto il ministero. Portavo nel cuore il grande desiderio di servire Dio e i fratelli ma il come e il dove erano tutti da scoprire, e nel tempo si sono realizzati in un presente totalmente altro rispetto a quanto avessi potuto pensare. In questo personale quadro di sorprendente Provvidenza si inserisce anche l’arrivo in seminario di don Renzo Del Vecchio, il quale, dopo quattro anni di ministero vissuto nella parrocchia di San Roberto Bellarmino, da settembre sta vivendo il servizio di formatore. Ancora una volta mi trovo ad accogliere un segno bello della paternità di Dio nel quotidiano, che crea trame uniche, intrecciando la vita degli uomini come nessuno mai saprebbe fare.

Con don Renzo ho avuto l’opportunità di condividere buona parte del cammino formativo, in modo particolare un anno di gruppo (quando la Comunità era suddivisa in piccoli gruppi guidati dai diaconi), e così ne ho potuto conoscere e apprezzare le qualità umano-spirituali: una fede seria declinata nel quotidiano e la disponibilità all’ascolto, l’autoironia e il talento di saper andare all’essenziale delle cose; dotato di una critica che nasce da una riflessone attenta e niente affatto superficiale, capace di dirti la sua opinione, senza remore, mostrando una grande fiducia nel dialogo come via di crescita. L’ho visto adoperarsi molto per far crescere l’identità comunitaria, anche attraverso le sue risorse atleticocalcistiche, rivestendo il ruolo di capitano nella squadra per la Clericus Cup; il talento musicale da chitarrista “navigato”, poi, gli è servito per mettere in piedi un gruppo musicale che spesso ha allietato le feste di Comunità. Anche per questo mi dà gioia poter dare insieme con gli altri formatori che ci hanno visti entrambi seminaristi - il bentornato in Seminario a don Renzo; sono convinto che la sua presenza arricchisca notevolmente la proposta formativa. In modo particolare si sta occupando dei giovani del primo anno e di coloro che vivono l’anno propedeutico: di fatto è colui al quale è affidata, più da vicino, l’accoglienza e la cura dei primi passi nella nostra Comunità di coloro che si interrogano su come servire il Signore. È bello vederlo all’opera in questo nuovo campo; è evidente che il Signore lo ha convocato nella squadra del seminario perché potrà dare il meglio di sé in un ruolo che, mi sembra già lo si possa dire, è “perfetto” per lui.


In diocesi

TESTIMONI DELLA COMUNIONE

Michele Ferrari

La settimana estiva dei seminaristi della Diocesi di Roma al 5 all’11 Luglio i seminaristi romani hanno potuto trascorrere piacevoli giornate di fraternità, ospiti del seminario vescovile di Bressanone. Lo spirito che ha animato la settimana è stato quello di comunione e confronto, stimolati in questo dalla presenza paterna del vescovo ausiliare Mons. Matteo Zuppi; ancor prima del fare qualcosa insieme, ci siamo potuti confrontare su temi inerenti la vita della Diocesi di Roma, lasciandoci edificare gli uni dagli altri nel reciproco desiderio di poterci preparare a donare la vita per il servizio ecclesiale. Tra le varie attività svolte, vorrei ricordarne alcune particolarmente significative. La visita all’episcopio di Bressanone, compendio della ricca storia della chiesa tirolese, ci ha consentito di constatare la varietà culturale, artistica e linguistica presente nella diocesi; emozionante è stata la visita al Monte Piana, nella quale, camminando nel mezzo delle trincee italiane ed austriache, abbiamo potuto, con sorpresa, ritrovarci a pregare in una piccola cappella nella quale è presente

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un’immagine della Madonna della Fiducia; siamo stati per un rilassante pomeriggio, presso il santuario di Pietralba, luogo di spiritualità mariana nel quale amava trascorrere le sue vacanze il pontefice Giovanni Paolo I. Sebbene ci abbia impedito di organizzare numerose escursioni, la pioggia ci ha invogliati a dedicare un tempo maggiore alla visita di belle città d’arte, tra le quali ricordo in particolare quella di Innsbruck in cui abbiamo potuto, tra i molti edifici ammirati,

sostare in preghiera, nella chiesa dei gesuiti sulla tomba del noto teologo Karl Rahner. Significativo è stato anche il giorno del ritorno, nel quale siamo passati per la città di Trento dove abbiamo potuto celebrare insieme l’Eucarestia nella cattedrale, luogo in cui si è svolto il Concilio: il Rettore Don Concetto, nell’omelia, ci ha ricordato l’epocale e rivoluzionaria importanza nella storia della Chiesa del Concilio di Trento, grazie al quale è nato anche il nostro Seminario, che si appresta a festeggiare il 450° anniversario di fondazione.

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Sursum Corda Michele Ciardo

GIOIOSI PELLEGRINI CERCATORI DI DIO Il pellegrinaggio estivo di alcuni seminaristi a Santiago de Compostela l pellegrinaggio a Santiago è stata un’esperienza unica di comunione, di preghiera, di affidamento, di silenzi (e di canti polifonici che esibivamo, forse a volte abusando della pazienza degli altri pellegrini, che però rimanevano colpiti), di verità, di incontri; vorrei ricordare in particolare le testimonianze che ci hanno dato tre ragazze polacche, che ricordiamo praticamente sempre con la macchina fotografica in mano e col sorriso stampato sui volti, e

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una coppia rumena. Sono stati giorni di fatica, di piccoli acciacchi fisici, di volontà di andare comunque avanti, di un cuore vivo, di vedute di paesaggi spettacolari, di gusto (la pulperìa di Fonsagrada è una delle cose che ricordo con più… nostalgia). È impossibile descrivere in poche righe l’esperienza fatta, perciò accennerò solo alle motivazioni e ad alcuni aspetti che l’hanno caratterizzata. Il nostro cammino (inserito nel cosiddetto “primitivo”) è stato voluto, non senza iniziali tentennamenti e timori, come conclusione del biennio di discerni-

mento. Il pellegrinaggio si è svolto dal 14 al 26 luglio 2014: siamo partiti da Cornellana, a 280 km da Santiago. Nei primi giorni abbiamo preso consapevolezza della realtà, per cui, visto che tra di noi c’erano “maratoneti” e “larve” a distanze notevoli, ci siamo dati alcuni momenti da vivere insieme: invocazione dello Spirito Santo prima di iniziare la giornata; lodi mattutine (in questa occasione ci scambiavamo un quaderno: ora, ognuno di noi ne conserva uno in cui c’è il pensiero di tutti i compagni); la celebrazione dell’Eucarestia una volta arrivati all’albergue; le serate a degustare i vari menu del pellegrino. Vorrei sottolineare il significato dello zaino: bisognava portare veramente l’essenziale e puntualmente c’era qualcosa di troppo; è stato spesso importante fermarsi ogni tanto per meditare, contemplare e… avere cura dei piedi. Abbiamo avuto la gioia di entrare a Santiago nella vigilia della memoria di san Giacomo (gioia ancora più grande perché avevamo bruciato la tappa più insidiosa, quella da 37 km). La festa, il botafumeiro, ma soprattutto la personale professione di fede davanti alla tomba dell’Apostolo sono state ricche di emozioni. Il cammino, metafora della vita, ci consente di andare fuori, lontano da ciò che ci tiene legati, per entrare dentro di noi, nel silenzio che si accorda con la melodiosa contemplazione del creato. È quantomeno un’esperienza che indirizza le ricerche vere dell’uomo. Il Signore disse ad Abram: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò». Come per dire: “vieni fuori dalle tue chiusure, cercami e attaccati a me, l’Essenziale, il tuo Signore e il tuo Dio. Io sarò con te”.


In diocesi

DILATARE I CONFINI DELLA PROPRIA FEDE

Simone Bellato

Parole di un pellegrinaggio in India n’esperienza che ha toccato il nostro cuore nel profondo. Il pellegrinaggio in India organizzato dal Centro Missionario della diocesi di Roma, che in agosto ha visto la partecipazione di undici seminaristi accompagnati da don Giuseppe Forlai, nostro direttore spirituale, è stato una lungimirante opportunità formativa che il Seminario ci ha offerto. Che senso ha, mi chiedevo, andare in un paese così lontano, così diverso, con il bisogno di missione che abbiamo già a Roma? Il viaggio è stato pieno, provante e faticoso. In tredici giorni abbiamo percorso circa 2000 km, dalla tomba di San Tommaso a Chennai fino a quella di San Francesco Saverio a Goa, godendo del privilegio di essere accompagnati da tre vescovi, i quali ci hanno mostrato anzitutto cosa voglia dire vivere in minoranza (i cristiani in India sono il 2%) e in diocesi di dimensioni medie paragonabili a quelle del nord Italia. Trovare un vescovo al casello autostradale, che per venirci ad accogliere al confine della sua diocesi percorre 200 km, non può che dilatare il cuore e affastellare di domande la mente. Bernard Moras (arcivescovo di Bangalore), Peter Machado (vescovo di Belgaum), Derek Fernandes (vescovo di Karwar), ma anche i seminaristi delle loro dio-

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cesi, le famiglie della “Missio ad Gentes”, i tanti fedeli incontrati hanno arricchito di senso parole evangeliche che spesso pronunciamo senza approfondire il loro reale significato. Vedere in una scuola cristiana primaria la convivenza pacifica e gioiosa di 1700 indù, 300 musulmani e 2 cattolici, o il vescovo Derek visitare uno Swami indiano (il corrispettivo di un sacerdote per gli induisti), ascoltarlo parlare e offrigli aiuti materiali senza chiedere nulla in cambio, dona nuovi sensi alle parole “gratuità” e “amicizia”; così come osservare fedeli accogliere con gioia il proprio vescovo in ritardo di due ore per un monsone fa intendere assai meglio le parole “accoglienza”, “fede”, “attesa”. Grazie a questo viaggio possiamo dire che la parola “missione” non è più un ideale, ma ha il viso di 200 indiani, ex schiavi di origine africana, che con il loro sacerdote celebrano l’Eucaristia nel cuore della giungla di Goa. Servirebbero tante altre parole per descrivere veramente l’India, parole come “povertà”, “precarietà”, “integrazione”, “caste”, etc., ma bastino queste: visitare dei cristiani dall’altra parte del mondo ti aiuta a percepire la fortuna ma anche la responsabilità di noi cattolici romani, chiamati a fare sempre più nostra la chiamata all’universalità della Chiesa, che “in uscita” apre porte, crea ponti, dialoga con tutti.

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Sursum Corda Alessio Piroddi Lorrai

GIOVANI PER I GIOVANI I seminaristi romani a Sacrofano per riflettere sulla pastorale giovanile

om’è ormai tradizione, con l’inizio dell’anno formativo alle porte, i seminaristi dei quattro seminari diocesani di Roma (Pontificio Seminario Romano Maggiore, “Redemptoris Mater”, Almo Collegio Capranica e Divino Amore) si sono ritrovati dal 4 al 7 settembre nella “Fraterna Domus” di Sacrofano insieme al Cardinal Vicario Agostino Vallini per quattro giorni di riflessione, confronto e fraternità. Al centro dei lavori di quest’anno è stato il tema della pastorale giovanile, ambito che, molto frequentemente, caratterizza i primi anni di ministero dei giovani sacerdoti: è parso dunque opportuno cominciare già dagli anni della formazione in seminario a sensibilizzare coloro che in futuro avranno il compito di servire più da vicino bambini, ragazzi e giovani. Numerosi e soprattutto ricchi sono stati gli interventi dei vari relatori. I primi ad intervenire sono stati Don Stefano Bonazzi e Don Luca Casali, rispettivamente Parroco e Viceparroco della parrocchia romana di S. Giustino, nella quale viene portata avanti l’esperienza dell’oratorio, e Don Andrea Franceschini della Diocesi di Senigallia, che ha presentato il «Punto Giovane», una proposta di vita comunitaria per giovani che si inserisce nella ferialità della loro vita fatta di studio o lavoro, con l’intento di mostrare che è possibile vivere seriamente alla sequela di Cristo nelle concrete condizioni di vita ordinaria.

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Molto apprezzato è stato l’intervento di S.E. Mons. Paolo Giulietti, Vescovo ausiliare di Perugia, che ha cercato di descrivere i punti di forza dell’azione pastorale con i giovani affidata ai giovani preti, sottolineando tre parole-chiave: il «fisico», ossia la possibilità di vivere esperienze “scomode” ma che aiutino i giovani a lasciarsi coinvolgere in profondità; la «vicinanza», intesa in senso anagrafico ma anche di linguaggio; il «dono» dello Spirito, che il Signore fa ad ogni generazione in maniera specifica. Mons. Giulietti ha anche sottolineato che ogni giovane presbitero deve restare legato alla comunità nella sua interezza, evitando il rischio del «parallelismo», e deve attingere all’oggettività e alla ricchezza della Tradizione, con la giusta dose di creatività. Quasi una lectio magistralis quella tenuta da Don Michele Pellerey SDB su come impostare una relazione educativa che sia feconda ed efficace nel contesto attuale, segnato da un forte schiacciamento sul presente, incapace quindi di desiderare e progettare. Per non disperdere la grande quantità di spunti emersa, il Cardinal Vallini, incontrando l’appoggio di tutti noi, ha auspicato che il confronto fra i seminaristi dei diversi seminari trovi altre occasioni di incontro e di lavoro anche durante l’anno.


In diocesi

PER UNA CHIESA IN USCITA

Enrico Murgia

Le missioni popolari del Seminario e missioni parrocchiali poste all'inizio del nuovo anno di formazione sono state per noi momento privilegiato per essere quella "Chiesa in uscita" tanto cara a Papa Francesco. Anche quest'anno, divisi per équipe, ospiti delle famiglie, il nostro impegno dal 24 settembre al 5 ottobre ha interessato quattro parrocchie romane: San Giovanni Crisostomo, Santa Maria Causae Nostrae Laetitiae, San Tarcisio e San Valentino. Durante questi giorni, c'è poi stato un simpatico ritorno presso la diocesi di Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado, per animare i giorni immediatamente precedenti l’ordinazione presbiterale del nostro Don Andrea Righi. La missione presso la parrocchia di San Giovanni Crisostomo, guidata dal parroco Don Massimo Tellan, ha visto la presenza di un gruppo di seminaristi coordinato da Don Andrea Carlevale. Qui, dopo circa dieci anni dall'ultima missione, abbiamo percepito una comunità protagonista so-

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prattutto tra i suoi giovani. Molti degli incontri si sono concentrati sulla presenza e sull'animazione presso la scuola primaria parrocchiale "Paolo VI". La missione è stata anche un'opportunità per riaprire le attività oratoriali, così da conoscere meglio i ragazzi e i giovani che gravitavano intorno alla parrocchia. Una delle esperienze rimasta più impressa tra i gruppi dei giovani è stato l'incontro "Intorno al fuoco", in cui abbiamo offerto la nostra testimonianza vocazionale. Un altro tra i momenti proposti è stato il pranzo con i poveri della Caritas, preceduto da uno spettacolo dei giovani. Una seconda comunità, quella di San Tarcisio, sotto la guida pastorale di Don Stefano Ranfi, ha ospitato l'équipe missionaria seguita da Don Cristiano Patrassi. La missione ha rilanciato le attività dell’oratorio con un’animazione quotidiana per i bambini e i ragazzi. Molte energie sono state spese per il “punto giovane”, dove una quindicina di ragazzi ha scelto di vi-

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Sursum Corda

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vere fraternamente la vita di tutti i giorni scandita da un tempo forte di riflessione e vicinanza al Signore. Il pub parrocchiale ha presentato proposte varie e originali, dalla "lectio shock" alla testimonianza vocazionale. Vi sono stati poi incontri nei vari gruppi parrocchiali e le visite alle scuole di ogni ordine e grado, in particolare presso un Istituto tecnico e il Liceo. Un’attenzione particolare si è avuta inoltre per le famiglie attraverso i Centri d'ascolto; e tra i momenti vissuti fuori dalla parrocchia, infine, la Via crucis per le strade e la Celebrazione Eucaristica in piazza. Dall'équipe seminaristica di questa missione parrocchiale, alcuni di noi sono stati direttamente coinvolti nella missione tra i campi rom. Quest'ultima, che ha interessato il campo della Barbuta e il centro della via Salaria, ha coinvolto i bambini in varie attività. Tutti sono stati poi invitati ad una fiaccolata conclusiva in memoria del Beato Zeffirino, primo rom che la Chiesa ha portato agli onori degli altari. Una terza comunità è stata quella di Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae, guidata da Don Alberto Papotti, che ha ospitato per la terza volta la missione del nostro seminario. "In tutte le case la gioia del vangelo", questo il tema della missione. L'équipe, coordinata dal nostro diacono

Don Francesco Maruca, ha animato diversi Centri d'ascolto e diversi momenti di animazione e gioco per bambini e ragazzi. Con i giovani è stato organizzato uno spettacolo durante la festa patronale. Incontri ed eventi pensati poi anche per i nonni in occasione della loro festa. Per rispondere all’invito di Papa Francesco alla preghiera per i cristiani perseguitati c’è stata una fiaccolata per le strade del quartiere, culminata con l’ascolto di due testimonianze. La missione vissuta nella parrocchia di San Valentino, retta dal parroco Don Maurizio Modugno, è stata animata dal gruppo guidato dal neo Vicerettore Don Daniele Salera. La missione si è svolta in un quartiere giovane, con l'intento di avviare l'imminente anno pastorale. Particolare riguardo ai Centri di ascolto presso le famiglie, che sono state oggetto privilegiato delle nostre visite, anche per la presenza tra loro di alcuni ammalati; durante quei giorni è stata poi inaugurata la mensa parrocchiale. Non è certo mancato l’impegno concreto per i ragazzi, i genitori e i giovani: dal pub, alla festa in oratorio, al torneo di calcetto. In ogni parrocchia si sono vissuti momenti di grazia e di comunione, e abbiamo sperimentato la gioia di essere annunciatori e testimoni del Vangelo.


In diocesi

CHIAMATI AL SERVIZIO PER LA SANTITÀ ei primi vespri della solennità di Ognissanti, la Chiesa di Roma, per le mani del Cardinale Vicario Agostino Vallini, ha consacrato i suoi diaconi, giovani che, come ha affermato il Cardinale, hanno avuto il coraggio di ascoltare la voce del Signore e di rispondere con il dono della vita. Tra loro, in processione insieme agli altri, anche i nostri Paolo d’Argenio, Michele Ferretti e Giovanni Lo Giudice. Sereni, consapevoli e ben preparati, sono giunti al passo decisivo che consacra, per la prima volta davanti alla comunità ecclesiale, il “per sempre” del loro servizio alla Chiesa. È questa la gioia che traspariva dall’assemblea liturgica, che accoglie il dono totale della vita come una benedizione. La solennità di Ognissanti ha orientato la riflessione del Cardinale, nell’omelia, sulla via di santità che il Signore prepara per ciascuno secondo l’unica vocazione comune scritta nel Battesimo come sigillo di immortalità. Era chiaro che il Signore aveva scelto Paolo, Michele e Gio-

Eugenio Giorno

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vanni solo perché questa è la strada che li condurrà alla santità della vita! Questo è chiesto loro, nient’altro! Solo che la santità di ciascuno di loro sia la luce perché nella Chiesa possano crescere ancora frutti dell’Amore del Padre. Uomini e santi! Chiamati ad essere annunciatori del Vangelo di Cristo, perché hanno creduto in quella Parola che hanno deciso di vive-

re e che quindi possono insegnare. Sì, è questa la caratteristica necessaria per essere un buon servo del Padre: avere veramente scelto la sua Parola per incarnarla pienamente nella vita ed esserne veri annunciatori anche senza parlarne troppo. Questa è la santità della Chiesa che oggi affida a Paolo, Michele e Giovanni il servizio umile e delicato nelle comunità che già vivono la gioia di vederli in mezzo a loro. Saranno servi di queste comunità perché insieme a loro tutti possano scoprire la bellezza e il profumo della santità che innamora chi la cerca e attira chi distrattamente osserva da lontano. Non saranno i nostri eccellenti progetti pastorali, né i nostri oratori perfettamente organizzati, né tantomeno le attività mirabilmente preparate, ma la presenza santa in tutto ciò che facciamo che metterà nel cuore di chi ci sta intorno la certezza che veramente il Signore è ancora in mezzo a noi. È l’augurio che tutti noi compagni di seminario rivolgiamo ai nostri novelli diaconi: santi per la santità di ciascuno!

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Sursum Corda

INCARICHI PASTORALI 2014-2015 SETTORE NORD Gesù di Nazaret Don Romuald Frejuste

S. Giulio Michele De Santis

Sacro Cuore di Gesù Andreas Biancucci

S. Gregorio Magno Alessandro Manca

S. Bernadette Don Marco Pellegrino

S. Lino Don Paolo d’Argenio

S. Domenico di Guzman Luigi Previtero

S. Pio V Don Michele Ferretti

S. Enrico Dario Loi

S. Silvia Don Giovanni Lo Giudice

S. Frumenzio Don Domenico Simari S. Gemma Galgani Enrico Murgia S. Ippolito Michele Ciardo, Johnny Joseph, Alessandro Occhibove S. Luigi Gonzaga Giovanni Nigro S. Roberto Bellarmino Pasquale De Simone, Don Agostino Stasi S. Ugo Angelo Casarano, Cosimo Marullo

SETTORE SUD N.S. di Lourdes Giorgio De Iuri, Guido Fraietta, Michelangelo Ventrelli S. Galla Francesco Vangeli S. Martiri dell’Uganda Niccolò Gaggia S. Melania Renato Tarantelli Baccari S. Pio da Pietralcina Andrea Calamita

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SETTORE OVEST

S. Tommaso Apostolo Emilio Cenani

S. Massimiliano Kolbe Simone Pietro De Lorenzis Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo Francesco Argese, Carlo Maria Romeo Flamini, Reginald Madeus, Don Francesco Maruca S. Stefano Protomartire Luigi Lavia SS. Simone e Giuda Taddeo Guido Ruta San Tarcisio Angelo Nicotra

SETTORE EST N.S. del Suffragio e S. Agostino di Canterbury Salvatore Corvino S. Agapito Massimo Cunsolo S. Cirillo Alessandrino Ottavio Fiorentino, Salvatore Marco Montone, Manuel Secci, Wolinski Victor S. Gabriele dell’Addolorata Simone Galletti S. Giulia Billiart Eugenio Giorno S. Giustino Diego Del Fa, Andrea D’Oria, Eliterne Jean, Daniele Lisi Sant’Ireneo Giorgio Bogdan, Francesco Botta, Jean Baptiste Guenson, Mario Mesolella S. Maria Addolorata Simone Bellato, Benedict Dezil, Michele Zullo

Beata Teresa di Calcutta Michele Ferrari

SETTORE CENTRO Santa Croce in Gerusalemme Alessandro Caserio, Paolo Gramegna

PASTORALE D’AMBIENTE Clinica Ematologica Pasquale De Simone Ospedale Pediatrico Bambin Gesù Don Romuald Frejuste Carcere Minorile Mattia Pica Carcere Rebibbia Gabriele Vecchione

SERVIZI IN AMBITO DIOCESANO Pastorale vocazionale Alessandro Caserio, Andrea d’Oria

S. Maria Causa Nostræ Laetitiæ Francesco Deffenu

Pastorale universitaria Mario Mesolella, Guido Ruta, Renato Tarantelli Baccari, Michele Zullo

S. Maria Madre del Redentore Juan Pablo Aroztegui, Francesco Palazzo, Alessio Rossi

Nella Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia Dario Errico


In viaggio

MONS. NAZZARENO MARCONI ORDINATO VESCOVO

Paolo Tammi

Don Paolo Tammi, Parroco romano di San Pio X alla Balduina, ricorda S.E.R. Mons. Nazzareno Marconi, suo compagno di Seminario, recentemente consacrato vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia edere un tuo amico diventare vescovo è normale alla mia età. Dopo 33 anni di vita sacerdotale il Seminario – che ho frequentato dal 1977 al 1982 – è un bel ricordo ma è anche un ricordo lontano. Come sempre, come ovunque, si ricordano assai meno le strutture, le lezioni ascoltate, le riunioni a volte interminabili e molto di più, invece, le persone incontrate. E’ sempre bello poter dire: era mio compagno di seminario, quando incontri un prete o ne senti parlare, persino quando quel prete ha lasciato il ministero sacerdotale. Oppure dire: eravamo nel gruppo insieme e, dunque, ci siamo conosciuti e spesso stimati e benvoluti. Don Nazzareno era uno di questi. Più piccolo di me, un anno di ordinazione in meno, ne ho un ricordo ben chiaro nella mente. Quando seppi che era stato eletto vescovo di Macerata, sapendo di non poter partecipare alla sua consacrazione, gli scrissi: sono contento per te e di te ho sempre apprezzato la normalità, il rispetto che avevi per tutti e il fatto che non eri un primatista di autocompiacimento. Don Nazzareno è stato viceparroco, insegnante di religione, docente di teologia, rettore di un seminario, direttore di un ufficio catechistico regionale. È stato ed è un apprezzato scrittore, poiché scrive molto bene. Scriveva – lo ricordo bene – piccoli manuali che erano utilissimi per la pastorale familiare e che da viceparroco ho utilizzato molto e con efficacia. Sappiamo d’altronde che ampia é la sua cultura biblica, poiché è dottore di teologia biblica. Cosa fa un prete quando diventa vescovo? Francamente non lo so, ma provo ad immaginarlo. Sembra banale dirlo, ma anzitutto non deve montarsi la testa. Con immediatezza lo dice continuamente papa Fran-

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cesco: parla del pericolo per i vescovi della vanità e del culto della propria immagine più che della cura della comunicazione al popolo di Dio. Don Nazzareno non l’ho mai sentito predicare, ma la

sua loquacità mi è nota, la sua vivacità interiore e intellettuale, il suo linguaggio che era e sarà rimasto adatto a non costituire lo sconto di molti anni di purgatorio per l’assemblea liturgica. Immagino il vescovo accanto ai preti, complice e solidale con loro. I preti – questo lo so bene – non sono una bella razza. Non sono facili, in altri termini. Ma chi accetta di fare il vescovo lo sa già. E da un prete anche chiuso a riccio o troppo rigido o apparentemente troppo libero o accidioso, un vescovo che conosce la misericordia di Dio, per averla sperimentata su di sé, sa trarre fuori cose belle. Molti tra noi preti possono ringraziare Dio per il vescovo che li ha ordinati o per il vescovo che li sostiene e li ama. Auguri, don Nazzareno!

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Sursum Corda

BEATI COLORO CHE MUOIONO NEL SIGNORE Il 22 novembre è morto il Cardinale Fiorenzo Angelini, nostro illustre ex alunno. Pubblichiamo parti dell’omelia del Cardinale Angelo Sodano, che ha celebrato la Messa funebre lunedì 24 novembre nella Basilica Vaticana giunta l’ora di dare l’estremo saluto al nostro compianto cardinale Fiorenzo Angelini. In questo momento ci avvolge un velo di mestizia, perché la Chiesa di Roma perde uno dei suoi figli più benemeriti. In realtà, per ben 74 anni, dal lontano 1940 che lo vide come giovane sacerdote romano fino ai giorni nostri, egli è stato un generoso pastore che ha servito la comunità di Roma, prima come presbitero di periferia e poi come vescovo e cardinale. Talora egli ci ricordava che, come ausiliare di Roma, aveva pure partecipato al Concilio ecumenico Vaticano II, sempre presente nel suo spirito.

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Anche la Curia romana si stringe oggi intorno al feretro di questo grande uomo di Chiesa, che di fronte alle difficoltà dei tempi in cui fu chiamato ad operare, fece suo il motto del Papa Pio XII: “Non lamento, ma azione”. […] Alla cura degli ammalati egli consacrò pure molti anni della sua vita, fin da quando il Papa Pio XII, nel 1956, l’aveva chiamato

ad essere vescovo ausiliare di Roma, incaricandolo in particolare dell’assistenza spirituale agli infermi della diocesi. Egli continuò poi tale servizio su scala mondiale, quando il Papa Giovanni Paolo II, nel 1985, lo chiamò a guidare la Pontificia Commissione per la Pastorale degli Operatori Sanitari. Il suo nome resterà per sempre legato a tale importante missione caritativa della Chiesa! Certo, un velo di mestizia oggi ci avvolge nel separarci da una persona cara. Ci conforta però la luce della Parola di Dio, che or ora è stata proclamata dinnanzi a noi. È la Parola rivolta dallo Spirito Santo all’Apostolo Giovanni: “Beati i morti che muoiono nel Signore… Essi riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguiranno” (Ap 14, 13). Morire nel Signore: è la più bella definizione della morte del cristiano. […] Il nostro cardinale, anche nei suoi ultimi anni di vita, ha saputo intraprendere sempre nuove iniziative in favore dei poveri e dei sofferenti. Ne sono testimoni in particolare le Suore Riparatrici del Santo Volto di Gesù, nella cui Casa generalizia di via della Conciliazione egli ha vissuto in quest’ultimo periodo della sua vita e che poi l’hanno assistito con tanto amore. Miei fratelli, vorrei infine invitarvi ad affidare a Maria Santissima l’anima benedetta del nostro caro cardinale. Fin dagli anni del Seminario Romano, egli amava rivolgersi a Maria con la nota invocazione: “Mater mea, fiducia mea”. Questa Madre della Fiducia l’introduca ora in Paradiso, con tutti gli Angeli e i Santi del cielo!


450° Anniversario della fondazione del Pontificio Seminario Romano Convegno: sabato 7 febbraio 2015 presso l'Aula Magna della Pontificia Università Lateranense La nostra Comunità, in occasione del 450° anniversario della fondazione del Seminario, propone un Convegno per una memoria ed un approfondimento degli aspetti che caratterizzano la nostra tradizione formativa, così come si è sviluppata nell'arco della storia di questi 450 anni. La memoria storica, arricchita dal riferimento a sacerdoti ex alunni che sono stati testimoni esemplari del Vangelo e fedeli servitori della Chiesa in diversi ambiti di ministero, vuole stimolare l’impegno per una formazione dei presbiteri nel nostro tempo sempre più ricca e feconda.

In Pace Christi Abbiamo ricevuto notizia della morte di questi ex-alunni: In data 21 marzo 2014 è venuto a mancare Don Giancarlo Atzei, della Diocesi di Cagliari, nato il 20 gennaio 1941 ed ordinato prete il 18 marzo 1965. Il 13 giugno 2014 è deceduto Mons. Enrico Pomili, della Diocesi di Roma, nato l’11 gennaio 1931, ordinato sacerdote il 9 aprile 1955. È deceduto il 18 agosto 2014 Mons. William Cerquitella, della Diocesi di Roma, nato il 10 ottobre 1925 ed ordinato sacerdote il 16 aprile 1949. Il 30 ottobre 2014 è deceduto Mons. Candido Petraccini, della Diocesi di Ancona-Osimo, nato il 21 marzo 1936 ed ordinato sacerdote il 15 marzo 1959. Il 22 novembre 2014 è deceduto Sua Em.za Rev.ma Card. Fiorenzo Angelini, nato a Roma il 13 agosto 1916, ordinato sacerdote il 3 febbraio 1940, consacrato vescovo il 29 luglio 1956 e creato cardinale il 28 giugno 1991. Il 3 dicembre 2014 è venuto a mancare Mons. Carlo Monacchi, della Diocesi di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, nato il 1° ottobre 1935 ed ordinato presbitero il 9 marzo 1963. In data 4 dicembre 2014 è deceduto Mons. Vitaliano Mattioli, della Diocesi di Roma, nato l’11 ottobre 1928 e ordinato presbitero il 10 marzo 1963. Il 7 dicembre 2014 è venuto a mancare Mons. Giuseppe Metrangolo, della Diocesi di Lecce, nato l’8 maggio 1927 e ordinato sacerdote il 13 luglio 1952.

Requiescant in Domino Si prega di comunicare alla Redazione del Sursum Corda la notizia della morte di ex-alunni di cui si venga a conoscenza.


Sursum corda 1 2015  
Sursum corda 1 2015  
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