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Sursum Corda Grazie, amici benefattori! Don Manuel BARRIOS PRIETO; S. E. Mons. Francesco CANALINI; don Luciano CAPRILE; Domenico CASSANO; don Roberto CASSANO; don Emanuele CAVALLO; don Claudio FABBRI; don Andrea FRANCIA; don Dario GERVASI; Mons. Vincenzo JOSIA; don Luigi LANI; don Cosimo LEONE; don Giuseppe MANGIA; don Maurizio MARTA; don Martino MASTROVITO; PARROCCHIA SAN GREGORIO MAGNO-CASA DELLA CARITÀ; PARROCCHIA SAN TOMMASO APOSTOLO; PARROCCHIA SANTA MARIA CAUSA NOSTRAE LAETITIAE; PARROCCHIA SANTI GIOACCHINO E ANNA; S. E. Mons. Giuseppe PINTO; Antonietta RIZZO; Mons. Anselmo SALUZZI; S. E. Mons. Giovanni TANI; don Carlo TROISE. Offerte per Borse di Studio: Mons. Francesco MARUCCIO; PRIVILEGE YARD S.p.A.; Giuseppina RAIMONDO; RELIGIOSE DEL SS. SACRAMENTO.

CONTO CORRENTE POSTALE SEMINARIO n. 38198008 Intestato a Seminario Romano Maggiore 00184 Roma - Piazza S. Giovanni in Laterano, 4 IBAN IT70 JO76 0103 2000 0003 8198 008 BIC – SWIFY BPPIITRRXXX

Offerte per missioni popolari e attività vocazionale: PARROCCHIA SANTI CRISANTE E DARIA.

SURSUM CORDA Redazione: Manrico Accoto, Mario Pangallo, coordinatori Emilio Cenani, Andrea Calamita, Salvatore Corvino Hanno collaborato a questo numero: Andreas Biancucci, Angelo Casarano, Emilio Cenani, Rosario Colantonio, Luigi Conti, Marco Crispino, Paolo D’Argenio, Michele Ferrari, Michele Ferretti, Paolo Mancini, Sergio Mangiavacchi, Concetto Occhipinti, Carmine Recchia, Matteo Rubechini, Daniele Salera, Domenico Simari, Rocco Suppa, Renato Tarantelli Baccari Direttore Editoriale: Concetto Occhipinti

Anno XCVII n. 1-2013 www.seminarioromano.it Direttore Responsabile: Davide Martini Rivista semestrale del Pontificio Seminario Romano Maggiore Piazza San Giovanni in Laterano, 4 - 00184 Roma Tel. 06.698621 - Fax. 06.69886159 E-mail: sursum@seminarioromano.it Spedizione in Abbonamento Postale - c/c p. 30360002 Registrazione del Tribunale di Roma - N. 11581 del 22.V.1967 Progetto grafico e impaginazione: Bruno Apostoli - info@brunoapostoli.it

Finito di stampare nel mese di Dicembre 2012 Tipolitografia Trullo srl - Via Ardeatina, 2479 - 00134 Roma - T. +39 06.6535677 - F. +39 06.71302758 - doc@tipolitografiatrullo.it - www.tipolitografiatrullo.it


Custoditi per offrirsi nella missione del Vangelo e riflessioni maturate nell’ambito della XIII Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi, sulla chiamata sempre nuova che il Signore rivolge ai suoi discepoli di portare il Vangelo in ogni tempo, e la giornata dell’11 ottobre 2012, trascorsa a San Pietro con il Santo Padre per l’avvio dell’Anno della fede, nel clima di una “gioia umile” scaturita dalla contemplazione dell’opera che Dio ha compiuto nei cinquant’anni della “Chiesa bella del Concilio”, hanno costituito l’orizzonte entusiasmante e coinvolgente nel quale la nostra comunità del Seminario muoveva i primi passi del nuovo anno formativo. Quella sera indimenticabile della fiaccolata in piazza San Pietro, memoria dello stesso gesto compiuto cinquant’anni prima, il Santo Padre ci spiegava il senso di una “gioia umile” ma non meno missionaria di quella entusiasmante dei giorni del Concilio: Il fuoco dello Spirito Santo, il fuoco di Cristo non è un fuoco divoratore, distruttivo; è un fuoco silenzioso, è una piccola fiamma di bontà, di bontà e di verità, che trasforma, dà luce e calore. Il tema del nuovo anno formativo, tratto dalla Prima Lettera di Pietro: Custoditi mediante la fede (1Pt 1,5), ci sta guidando ad una comprensione sempre più piena della dimensione apostolica del ministero presbiterale. Siamo custoditi dalla potenza Dio, in vista dell’opera della salvezza che si compie nella storia e sarà pienamente rivelata nell’ultimo tempo. Custoditi dallo Spirito Santo, dalla potenza dell’amore di Cristo per essere “gettati nel mondo come pescatori di uomini”. Questa custodia forte e provvidente costituisce la differenza di senso rispetto alla famosa espressione utilizzata dal filosofo Heidegger: “Essere gettato nel mondo“. Queste parole per Heidegger significano che l’uomo non ha scelto né come né se venire al mondo, ma vi è stato catapultato senza che l’abbia mai chiesto o desiderato. L’esistenza non può esser spiegata, ma l’uomo ne è l’unico e il totale padrone, e deve impegnarsi ad organizzarla al meglio attraverso le proprie scelte e possibilità. L’appartenenza al Corpo di Cristo invece, secondo il carisma e la missione personale, libera da una assurda solitudine per la fecondità di una vita donata in Dio. La nostra fede è veramente personale, solo se è anche comunitaria: può essere la mia fede, solo se vive e si muove nel «noi» della Chiesa, solo se è la nostra fede, la comune fede dell’unica Chiesa (Benedetto XVI, Udienza del 31 ottobre 2012). Nelle Missioni popolari vissute all’inizio dell’anno nelle parrocchie, presso i campi Rom, e con i giovani, abbiamo potuto toccare con mano quanto la fede viva, semplice e forte del popolo di Dio sia formativa per i presbiteri di domani. Per questo, avviando l’esperienza dei “Vespri della fiducia“, abbiamo voluto tenere vive le relazioni di fede che possano custodire e animare il cammino dei seminaristi, oggi nella loro formazione e domani nel ministero. In questi appuntamenti mensili la nostra casa si riempie di giovani e di famiglie, per pregare insieme e vivere momenti di fraternità che, nello stile semplice della comunione ecclesiale, fanno sperimentare una misura abbondante di consolazione e di fiducia. Un gruppo di sposi si è reso disponibile per aiutarci ad animare momenti come questo, nei quali diviene più evidente che la comunità ecclesiale diocesana è il soggetto della formazione dei suoi presbiteri. La Beata Vergine Maria, maestra nella fede, ci aiuta a comprendere che “all’inizio tutto è grazia“ e pronunciando l’eccomi del suo cuore piccolo e libero, nel momento del concepimento di Gesù e ad ogni passo della sua storia di fede, nulla manca perché “tutto sia grazia”. “La compagnia affidabile” dei Santi ci custodisca nel desiderio di pronunciare, con la fermezza dell’amore, l’eccomi della fede, rivolgendolo al Padre per mezzo di Colui che è l’Amen fedele, nel conforto e nella comunione dello Spirito Santo. Concetto Occhipinti

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Sursum Corda

IN QUESTO NUMERO 28

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Sursum Corda 3

Editoriale Concetto Occhipinti

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In questo numero La Redazione

5

Iniziazione alla vita in Cristo e formazione al presbiterato Luigi Conti

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In diocesi 27

“Le montagne portino pace al popolo” Andreas Biancucci

28

Seminaristi dall’altra parte del mondo Rocco Suppa

29

I seminaristi della Diocesi di Roma s’incontrano a Sacrofano Renato Tarantelli Baccari

30

Missionari dell’amore … testimoni di speranza Domenico Simari

32

Undici diaconi romani Paolo Mancini

33

Apri gli occhi! Paolo D’Argenio

34

Incarichi Pastorali 2011/2012 La Redazione

Dalla storia … alla fede Marco Crispino

Diario 9

Diario Giugno-Dicembre 2012 Emilio Cenani

In comunità 20

4

“Vi racconto il mio Concilio” Michele Ferrari

32

In viaggio 35

Anniversari e nomine La Redazione

21

Ovunque Lui vada Angelo Casarano, Michele Ferretti

22

Vivere l’oggi cum omni fiducia Matteo Rubechini

36

Fortunato Baldelli: l’ho vissuto così Rosario Colantonio

23

Presbiterio e classi La Redazione

37

Pastore illuminato e generoso Carmine Recchia

25

Un tratto di strada Daniela Salera

38

Ricordo di S.E.R. Mons. Ottorino Alberti Sergio Mangiavacchi

26

Nel sacrificio e nella gioia La Redazione

In Pace Christi

In Pace Christi La Redazione


INIZIAZIONE ALLA VITA IN CRISTO E FORMAZIONE AL PRESBITERATO S.E.R. Mons. Luigi Conti, Arcivescovo di Fermo e già Rettore del nostro Seminario, presenta le linee fondamentali dell’itinerario di formazione al sacerdozio. el documento su La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana Orientamenti e norme per i seminari (FP) della CEI, alla cui stesura ho collaborato come membro della Commissione per il Clero, ripetutamente si fa cenno al tema della iniziazione alla fede finalizzata al discernimento circa l’autenticità della vocazione. Si dice innanzitutto che la “comunità propedeutica” deve “aiutare i giovani orientati al seminario a immergersi profondamente nel mistero di Cristo e ad assimilare gli elementi essenziali della vita spirituale”.

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Subito dopo, quando il testo esamina il progetto educativo, al primo posto mette «l’esperienza dello stare con il Signore» e aggiunge: «il giovane deve fare un’esperienza spirituale incisiva, per poter dire alla fine: “Sì, dedicherò tutta la mia vita al Signore”». Non solo. È prescritto al Vescovo di verificare nel candidato al seminario «un’esperienza viva di fede e la chiara percezione della chiamata: chi entra in seminario deve anzitutto essere una persona che ha incontrato il Signore nella fede, lasciandosi attrarre da lui …».

Luigi Conti

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Sursum Corda Un itinerario analogico. Esiste una analogia tra il cammino di iniziazione cristiana e la formazione seminaristica. Il primo, attraverso i sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia costituisce nel sacerdozio comune dei fedeli, la seconda, attraverso il percorso dei ministeri costituisce nel Sacerdozio ministeriale, conferito mediante il sacramento dell’Ordine. La vocazione al presbiterato trova dun-

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que fondamento nella sequela battesimale e l’opzione specifica verso il sacerdozio ministeriale rafforza e arricchisce l’identità cristiana. Pertanto una simile analogia consente di prendere sul serio l’indicazione esplicita della Congregazione per l’Educazione Cattolica, nell’Istruzione su La formazione liturgica nei Seminari: «La Chiesa accompagna i candidati al presbiterato in questo itinerario come candidati all’iniziazione, cioè non solo mediante la formazio-

ne dottrinale e spirituale, ma anche mediante i riti liturgici» (n.37). L’iniziazione al Battesimo presenta tre passaggi o tre gradi. Analogamente «la formazione per il presbiterato si configura come un vero e proprio itinerario, ritmato da passaggi precisi, che permettono l’assimilazione in progressione dei diversi contenuti spirituali, umani, teologici e pastorali». Sfogliando e parafrasando il RICA potremmo intravvedere così una sorta di analogia tra “catecumenato” e “teologato” inteso come cammino di formazione al presbiterato. Nel catecumenato «Il primo grado si ha quando uno vuol diventare cristiano ed è accolto dalla Chiesa come catecumeno; il secondo grado si ha quando, cresciuta la fede...viene ammesso a una più intensa preparazione ai sacramenti; il terzo grado si ha quando, compiuta la preparazione, riceve i sacramenti che formano il cristiano» (RICA, Introduzione, n.6). Nel teologato «Il primo grado si ha quando uno vuol diventare presbitero ed è accolto dalla Chiesa come seminarista e ammesso tra i candidati al diaconato e presbiterato; il secondo grado si ha quando, cresciuta la fede … viene ammesso a una più intensa preparazione all’Ordine mediante il conferimento del lettorato e dell’accolitato; il terzo grado si ha quando, compiuta la preparazione, riceve il sacramento dell’Ordine , sacramento che forma il presbitero». Normalmente ogni grado comporta un biennio. I sei anni dell’itinerario sono scanditi dalle seguenti tappe: introduzione alla vita di seminario; ammissione tra i candidati agli Ordini sacri; conferimento del lettorato, dell’accolitato, ordinazione diaconale e ordinazione presbiterale. Già nel 1980 la Ratio institutionis sacerdotalis ricorreva al termine “iniziazione” per delineare la metodologia del percorso formativo attraverso i ministeri: «Il conferimento del lettorato e dell’accolitato e l’ordinazione diaconale sono momenti importanti e decisivi nella formazione al presbiterato. Da essi, senza alcuna indebita as-


solutizzazione, è possibile ricavare un principio capace di unificare la vita spirituale, le esperienze pastorali e, in qualche misura, anche lo stesso studio teologico. Essi propongono le fasi fondamentali di una ‘iniziazione’, attraverso la quale vengono donati la grazia e il mandato, insieme con l’esercizio progressivo e autentico di compiti tipicamente presbiterali, quali l’evangelizzazione, il culto e l’animazione pastorale». Può capitare, infatti, che uno entri in Seminario, con la voglia di diventar prete, ma senza aver approfondito il proprio rapporto con Cristo e le ragioni della propria fede in Lui e, piuttosto di frequente, senza aver maturato una vera appartenenza alla Chiesa (Cfr. Introduzione agli Orientamenti e norme). Le tappe dell’itinerario. Il periodo iniziale presenta di solito due passaggi: il «tempo propedeutico» (FP Cap. 2° nn. 47ss) che si conclude con l’ammissione alla comunità del Seminario (FP 51ss) e il biennio filosofico. La prima tappa si ha alla fine del primo biennio, quando la Chiesa consente al seminarista di candidarsi agli ordini sacri. Alla petitio ad ordines segue l’accettazione da parte del Vescovo e il Rito. Da questo momento il candidato è tutto proteso verso il sacramento dell’Ordine e la formazione acquista una ulteriore e più intensa specificità per l’arco di un altro triennio. Dopo l’Ammissione «tra i candidati al diaconato e al presbiterato, l’itinerario si apre al secondo triennio, che si qualifica come specifica iniziazione al diaconato e al presbiterato attraverso le tappe del lettorato e dell’accolitato. La prospettiva dei ministeri istituiti ha la capacità di riempire di contenuti questo tempo, di proporre mete e verifiche spirituali e di seguire con criteri oggettivi il cammino progressivo verso il presbiterato». Sotto il profilo spirituale, si coltiveranno i consigli evangelici. In particolare: in vista del Lettorato il tema dell’ubbidienza, per l’Accolitato il valore della povertà, per il Diaconato e Presbiterato la virtù della ca-

stità e del celibato perpetuo. Sotto il profilo intellettuale, il candidato studierà la Sacra doctrina, cioè la teologia speculativa, o sistematica, che gli consentirà di fare sintesi tra conoscenza speculativa e vita in Cristo. Il triennio teologico sottolinea opportunamente: a) il momento cristologico della fede (primo anno: conformazione a Cristo nell’ordine sacro); b) il momento ecclesiologico (secondo anno: obbedien-

za come servizio umile e incondizionato alla Chiesa, cioè a Cristo Capo); c) il momento antropologico (terzo anno: la povertà come conformazione a Cristo nella sua kenosi). Così il Seminario Romano apre la “Porta della fede” e si identifica come «comunità apostolica stretta intorno a Gesù, in ascolto della sua Parola, in cammino verso l’esperienza della Pasqua, in attesa del dono dello Spirito per la missione» (Pdv 60).

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Sursum Corda Marco Crispino

DALLA STORIA... LA FEDE i potrebbe dire che meglio di noi c’è solo il Brasile: Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro il prossimo luglio 2013, i Mondiali di Calcio nel 2014 e le Olimpiadi nel 2016. Sì, perché da quest’anno la comunità del Seminario Romano, insieme agli ex-alunni e agli amici vivrà un triennio del tutto particolare. L’Anno della Fede insieme al 50° anniversario dall’inizio del Concilio Vaticano II, avviato lo scorso 11 ottobre da Benedetto XVI, costituisce la prima tappa nel percorso triennale programmato.

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Il tema di questo primo anno sarà “Alla luce del Concilio: alunni di ieri e di oggi in dialogo”. Seguiranno le celebrazioni per il 1° centenario della presenza del Seminario Romano al Laterano (1913-2013) e, il 3° anno, per il 450° dalla fondazione, poco dopo la conclusione del Concilio di Trento. Non è certamente un caso che l’incipit del percorso prenda spunto dalla decisione di Benedetto XVI di indire un Anno della Fede in cui siamo chiamati non solo

a constatare che la fede non è più un ovvio presupposto, ma soprattutto a renderci conto, come è emerso nel Sinodo sulla Nuova evangelizzazione, che occorre una vera e propria conversione personale ed ecclesiale che ci riporti a gustare il dono e la bellezza della fede, così da poterla comunicare con nuovo entusiasmo. A cinquant’anni dal Concilio, molto c’è ancora da scoprire e da mettere in campo. Per questo in Seminario si alterneranno autorevoli relatori che hanno vissuto direttamente e indirettamente l’evolversi dei lavori conciliari. Essi ci aiuteranno a rivivere gli eventi e a penetrare più a fondo i testi conciliari, per una sempre più profonda lettura degli stessi, così da cogliere il significato vero del “rinnovamento nella continuità dell’unico-soggetto Chiesa” secondo l’indicazione di Benedetto XVI nel discorso alla Curia Romana del 2005. Una delle novità più importanti suscitate dallo Spirito Santo nella Chiesa per l’attuazione del Concilio Vaticano II, come ricorda il Papa Benedetto XVI, sono i movimenti ecclesiali e le nuove comunità. Queste realtà hanno rappresentato la spinta per la Nuova evangelizzazione e ancora oggi, in cammino con tutta la Chiesa, si presentano realtà piene di entusiasmo e di impeto missionario. Per tal motivo, in questo primo anno, ci sarà anche la testimonianza di alcuni fondatori e responsabili dei movimenti ecclesiali; nel primo incontro dello scorso 27 ottobre abbiamo avuto la gioia di ascoltare Enzo Bianchi, Priore della Comunità di Bose, che rappresenta non un Movimento ma una realtà monastica nata dopo il Concilio e ormai nota in tutto il mondo. Gli incontri sono destinati ai seminaristi, ai nostri ex alunni e ai parroci e vicari parrocchiali della diocesi di Roma che desiderano partecipare.


Diario GIOVEDI 21

DOMENICA 3

Accogliamo la nuova comunità di religiose, Suore Missionarie dello Spirito Santo e della Sacra Famiglia, che presteranno il loro servizio in Seminario.

SABATO 9

Con la celebrazione dei Vespri, hanno fine le attività comunitarie.

LUNEDÌ 11 - MERCOLEDÌ 13

I seminaristi romani partecipano al Convegno Ecclesiale Diocesano, nel quale continua la verifica sulla vita della Chiesa di Roma, aperto dall’intervento di S.S. Benedetto XVI, dal tema: «“Andate e fate discepoli, battezzando e insegnando (Mt 28,19-20)” – Riscopriamo la bellezza del Battesimo».

SABATO 16

Il Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo metropolita di Zagabria (Croazia), ordina presbitero don Renato Belcic nella Cattedrale di Zagabria.

S.E.R. Mons. Santo Marcianò, Arcivescovo di Rossano – Cariati, ordina presbiteri don Francesco Bomentre e don Vincenzo Malizia nella Cattedrale di Rossano – Cariati.

SABATO 23

S.E.R. Mons. Antun Skorcevic , Vescovo di Pozega (Croazia), ordina presbiteri don Nicola Legac e Ivica Bosniak nella Cattedrale di Pozega.

Emilio Cenani

Diario 2012

GIUGNO

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Sursum Corda VENERDÌ 29

sulla Fede e la Nuova Evangelizzazione con Enzo Bianchi, Priore della Comunità Monastica di Bose, e con il Prof. Luigi Garelli dell’Università di Torino (articolo a pag. 27).

DOMENICA 15 - SABATO 4

S.E.R. Mons. Francesco Cacucci ordina presbitero don Francesco Micunco nella Chiesa Cattedrale di Bari.

LUGLIO DOMENICA 1

Le suore Figlie di San Giuseppe del Caburlotto lasciano la nostra comunità (articolo a pag. 26).

LUNEDÌ 2 - MARTEDÌ 10

I seminaristi romani trascorrono un tempo di riposo e fraternità a Courmayer, segnato anche dagli incontri

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Un gruppo di otto seminaristi guidato da don Manrico Accoto, nostro Assistente, partecipa all’esperienza missionaria a Mafuiane (Mozambico) presso la missione della Parrocchia romana di San Frumenzio (articolo a pag. 28).


Diario AGOSTO

LUNEDÌ 3 - GIOVEDÌ 6

LUNEDÌ 1 - MERCOLEDÌ 31

Un gruppo di 9 seminaristi vive l’esperienza del Mese Ignaziano guidato da P. Gianfranco Ghirlanda SJ e da P. Giuseppe Manca SJ presso la casa delle Suore Ancelle del Sacro Cuore in Torricella in Sabina.

Si tiene a Sacrofano l’ incontro dei seminaristi romani col Cardinale Vicario sul tema: “La fede del presbitero nella celebrazione dei sacramenti della Riconciliazione, del Matrimonio e dell’Unzione degli Infermi”. Partecipano come relatori S.E.R. Mons. Matteo Zuppi, P. Ugo Vanni SJ, Mons. Tonino Panfili, don Marco Simeone, don Carlo Abbate (articolo a pag. 29).

GIOVEDÌ 6

SETTEMBRE DOMENICA 2

S.E.R Luigi De Magistris, Arcivescovo titolare di Nova, ordina diacono Carlo Devoto nella Cattedrale di Cagliari.

S.E.R. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Vescovo di Locri – Gerace, ordina diacono Lorenzo Spurio nella Cattedrale di Locri.

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Sursum Corda SABATO 8

SABATO 15 - VENERDÌ 21

La comunità vive l’annuale tempo di esercizi spirituali divisa tra filosofi e teologi, guidati rispettivamente da P. Sandro Barlone SJ, e da S.E.R Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo Ausiliare della diocesi di Roma, Settore Est.

S.E.R. Mons. Vito Angiuli ordina sacerdote don Luigi Stendardo nella Chiesa di San Vincenzo in Miggiano.

MARTEDÌ 11

I nuovi seminaristi vengono accolti in Seminario.

VENERDÌ 21

Don Damiano Marino, dopo tre anni passati come Educatore nel nostro Seminario, celebra la messa di saluto alla comunità del Seminario, avendo ricevuto la nomina di vicario parrocchiale della Parrocchia di San Tommaso Moro in Roma (articolo a pag. 25) .

GIOVEDI 13 Iniziano ufficialmente le attività del Seminario.

SABATO 15

12

Il Rettore presenta il tema dell’anno: “Custoditi mediante la fede”.


Diario SABATO 22

MARTEDÌ 9

L’incontro con i parroci dà avvio al tirocinio pastorale.

GIOVEDÌ 11

Anche quest’anno si parte per le missioni nelle parrocchia romane di Santa Silvia, San Domenico da Guzman, San Frumenzio e dei Santi Crisante e Daria, legata alla missione nei campi Rom, e nella Parrocchia di San Nicola a Ostia, legata all’evento annuale di “Gesù al centro”. I seminaristi del primo anno vivono una settimana di servizio presso l’Istituto “Seraficum”, Centro di Riabilitazione per disabili di Assisi (articolo alle pagine 30-31).

OTTOBRE LUNEDÌ 1

Inizio delle lezioni universitarie alla Pontificia Università Lateranense.

In occasione dell’apertura dell’Anno della Fede, nel cinquantesimo anniversario dell’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II, la Comunità partecipa alla S.Messa presieduta da Sua Santità Benedetto XVI e in serata alla fiaccolata in piazza San Pietro per ricevere la benedizione del Santo Padre.

MERCOLEDI 17 LUNEDÌ 8

Inizio delle lezioni universitarie alla Pontificia Università Gregoriana.

La Comunità si riunisce nella Cappella della Madonna della Fiducia per assistere al giuramento dei futuri diaconi romani.

S.E.R. Mons. Giovanni Tani, Arcivescovo di UrbinoUrbania-Sant’Angelo in Vado, già nostro Rettore, presiede la Santa Messa in Comunità.

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Sursum Corda DOMENICA 21

DOMENICA 28

Iniziano gli incontri del gruppo Genitori ed Amici del nostro Seminario guidati da don Andrea Carlevale. La Comunità del Seminario apre le porte della sua casa per la celebrazione dei Vespri della Fiducia alle parrocchie, in modo particolare a quelle parrocchie dove si sono svolte le Missioni popolari.

MERCOLEDI 31

Inizia il ciclo di incontri del gruppo vocazionale “Apri gli occhi” (articolo a pag 33).

MERCOLEDI 24

La Comunità festeggia la Signora Giovanna Galasso, che conclude il suo servizio in cucina nella nostra Comunità.

NOVEMBRE SABATO 3

Celebra la Santa Messa in Comunità S.E.R. il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma. Don Rocco Zoccoli celebra la Santa Messa nella nostra Comunità. Inizio del Laboratorio Pastorale sulla Catechesi per il primo anno.

SABATO 27

La Comunità del Seminario incontra Enzo Bianchi, Priore della Comunità Monastica di Bose (articolo a pag 21).

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Diario In mattinata il Cardinale condivide con i seminaristi la sua esperienza del Concilio Vaticano II. E’ il primo di una serie di incontri sul tema Alla luce del Concilio (articolo a pag. 20).

Nel teatro del nostro Seminario si tiene lo spettacolo di inizio anno.

Mons. Enrico Feroci, Direttore della Caritas Diocesana, presiede la veglia di preghiera degli ordinandi diaconi romani.

DOMENICA 11

SABATO 10

Celebra la Santa Messa in ComunitĂ  S.E.R. Mons. Luigi Bettazzi, Vescovo Emerito di Ivrea e Padre Conciliare.

S.E.R. il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma, conferisce l’ordinazione diaconale a 11 seminaristi romani. I diaconi ordinati del nostro Seminario sono: don Giuseppe Conforti, don Francesco Panizzoli, don Pierangelo Margiotta, don Giuseppe Tavolacci (articolo a pag. 32).

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Sursum Corda LUNEDÌ 12

MERCOLEDÌ 14

Celebra la Santa Messa in Comunità S.E.R. Mons. Pietro Fragnelli.

VENERDÌ 16

Inizio dei Laboratori di “Ludocatechesi” per il II e III anno, di Pastorale Giovanile per il IV anno, e sulla Carità per il V anno. Don Daniele Missiroli celebra la Santa Messa nella nostra Comununità. Incontro sul Concilio Vaticano II con S.E.R. Mons. Pietro Fragnelli, Vescovo di Castellaneta, già nostro Rettore (articolo a pag. 22).

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SABATO 17

Don Renato Belcic celebra la Santa Messa nella nostra Comunità.


Diario LUNEDÌ 19

Il Gruppo di Animazione Missionaria (GAMIS) presenta alla Comunità le esperienze di Missione in Mozambico ed Albania svolte durante l’estate.

SABATO 24

Suor Benedetta Zorzi o.s.b. guida il Ritiro di Avvento.

DOMENICA 25

Giovanni Emidio Palaia viene ordinato diacono da S.E.R. Mons. Giovanni Paolo Benotto, Arcivescovo di Pisa, nella Basilica di Santa Caterina.

Secondo appuntamento dei Vespri della Fiducia.

MERCOLEDÌ 28

Don Daniel Iacobut celebra la Santa Messa nella nostra Comunità.

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Sursum Corda

DICEMBRE SABATO 1

Nella Basilica di San Giovanni in Laterano, S.E.R. Mons. Matteo Zuppi, Vescovo Ausiliare di Roma per il Settore Centro, ammette tra i candidati agli Ordini Sacri Andreas Biancucci, Marco Carozza, Pasquale

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De Simone, Dario Errico, Dario Loi, Alessandro Manca, Mattia Pica, Luigi Previtero, Gabriele Vecchione.

DOMENICA 2

S.E.R. Benaimino Stella, Presidente della Pontificia Accademia Ecclesiasitica, celebra la Santa Messa in Cappella Maggiore, durante la quale conferisce il ministero del Lettorato ad Andrea Calamita, Angelo Ca-


Diario

sarano, Francesco Del Conte, Simone Galletti, Eugenio Giorno, Graziano Greco, Kongru Giuseppe Huang e Giovanni Nigro; conferisce altresì il ministero dell’Accolitato a Marco Crispino, Paolo D’Argenio, Michele Ferretti, Francesco Filannino, Romuald Frejuste, Giovanni Lo Giudice, Paolo Mancini, Francesco Maruca, Marco Pellegrino, Matteo Rubechini, Michele Saddi, Domenico Simari, Alessandro Solare e Agostino Stasi.

SABATO 15

La Comunità del Seminario incontra gli organizzatori del XXXV Incontro dei Giovani Europei della Comunità di Taizè.

GIOVEDÌ 6

Le classi di Teologia partecipano alla Commemorazione alla PUL dei Cardinali Pietro Parente e Pietro Palazzini, nostri ex-alunni.

GIOVEDÌ 20 Cena di Natale.

LUNEDÌ 10

Don Claudy’s Larose celebra la Santa Messa nella nostra Comunità.

Auguri di buon Natale e felice anno nuovo! 19


Sursum Corda Michele Ferrari

“VI RACCONTO IL MIO CONCILIO” Il Cardinale Vallini incontra la Comunità a mattina del 3 novembre è stato aperto ufficialmente il percorso di riflessione sul Concilio Vaticano II - che ci guiderà durante questo anno formativo - con la presenza nella nostra Comunità del Cardinal Vicario Agostino Vallini. Dopo aver presieduto la Santa Messa egli ha incontrato familiarmente la comunità e si è intrattenuto con noi. Il Rettore ha spiegato la fi-

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nalità degli incontri affermando: “Vogliamo respirare il clima del Concilio” . Il Cardinale ha voluto anzitutto raccontare “il suo Concilio” e “l’immenso stupore” che in quegli anni colmava il suo spirito nel vedere una così grande esperienza di comunione ecclesiale che faceva raccogliere attorno al Papa più di duemila Vescovi, con il desiderio di “mostrare il volto bello della Chiesa”. Il Cardinale, prima di tutto, ha affermato: “Noi studenti seguivamo con passione i lavori conciliari” ed ha evidenziato il grande desiderio da giovane sacerdote, inviato a Roma per approfondire gli

studi di Diritto Canonico, di conoscere e studiare i testi del Concilio e di lasciarsi illuminare da essi. Parlando di “Aggiornamento”, ha sottolineato la necessità di comprendere bene questa parola, che non ha assunto durante i lavori conciliari il carattere della necessità di “togliere un po’ di polvere” ma quello di voler custodire il Depositum Fidei, sforzandosi di trovare modalità nuove per presentare la proposta della fede. Durante l’incontro noi seminaristi siamo stati invitati ad amare ed approfondire il Magistero della Chiesa, in particolare il Magistero di Paolo VI. Tema essenziale affrontato dal Concilio è stata la questione ecclesiologica: i padri conciliari hanno presentato “una Chiesa di popolo, inserita nel mondo, che non discrimina nessuno e che ha una grande Parola da annunciare”. Un altro punto sul quale il Cardinale Vallini si è molto soffermato è stato quello della riscoperta della Parola di Dio, la cui centralità fa si che essa debba ritenersi regola suprema della Fede. Concluso il suo intervento, il Cardinale ha risposto alle domande di alcuni seminaristi che lo hanno portato ad approfondire alcuni punti, quali la necessità di un laicato impegnato e l’essenziale carattere missionario della Chiesa. Il motivo di fondo di tutto il suo intervento potrebbe essere riassunto in questa espressione che ci ha colpiti: “Prima felici e poi preti!”.


In comunità

OVUNQUE LUI VADA

Angelo Casarano, Michele Ferretti

Enzo Bianchi in Seminario i auguro che voi siate in seminario perché sentite un bisogno di appartenenza totale al Signore e per imparare ad essere alla sua sequela ovunque Lui vada: credo che questo costituisca l’essenziale di una vocazione e mi auguro e prego perché sia la vostra». Questo è stato l’esordio con cui Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, all’inizio della nostra conversazione, ci ha augurato buon cammino. E’ stata messa in evidenza l’armonia essenziale tra fede e vocazione, la fede stessa, infatti, è vocazione, è chiamata a camminare, “ovunque Lui vada”, nella libertà e per amore: queste sono «due cose senza le quali non si può fare un prete», e allo stesso tempo sono l’essenziale per un’autentica umanizzazione. «La fede - dice il priore - prima di tutto ci libera dalla necessità, dal cosiddetto destino, proprio per la libertà a cui genera, cosicché ci è chiaro che ognuno di noi cresce umanamente e allo stesso tempo realizza la santità, nella misura in cui sa vivere in libertà...». Gesù di Nazareth, il Dio con noi, che la fede ci porta a seguire, «è andato incontro alla morte nella libertà e per amore di noi uomini. Sono queste le strutture intorno alle quali dovete crescere come uomini e come persone che, all’interno della Chiesa, fanno un cammino di cristiani, fino al ministero». Una maturità umana dunque, che, realizzandosi nella fede e nella vocazione, si delinea come un unico cammino, perché unico è il criterio di discernimento: Gesù, che distese liberamente le sue braccia sulla croce “per noi uomini e per la nostra salvezza”. Trovandoci nella fase conclusiva del Sinodo sulla nuova Evangelizzazione, cui ha partecipato come esperto, Enzo Bianchi ha condiviso con noi le considerazioni emerse tra i Padri sinodali. La situazione generale, per quanto concerne la credibilità della Chiesa nel mondo, è oggi

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abbastanza critica, constatando che, soprattutto per quanto riguarda l’Italia, «i valori della società non sono certamente quelli cristiani». Di fronte a questa situazione, significativo risulta il rimando al messaggio conclusivo dei Vescovi al Popolo di Dio, pieno di speranza, il quale ci dice che non dobbiamo cedere al pessimi-

smo, ma dobbiamo saper leggere, nel secolarismo e nei nuovi scenari sociali, importanti opportunità di evangelizzazione: «non si tratta di trovare nuove strategie; tutt’al più dobbiamo cercare nuovi stili». Risulta necessario «approfondire cosa dire nell’evangelizzazione», perché «l’unico modo per evangelizzare è far capire alla gente che è stata l’umanità di Cristo che ha rivelato Dio. La prima richiesta che ci giunge dagli uomini d’oggi consiste nel fatto che essi «hanno bisogno che li aiutiamo ad umanizzarsi», e, nel rispondere, dobbiamo mostrar loro «Gesù come il vero Adamo», e l’uomo come Dio lo ha sempre pensato. Solo concentrando l’annuncio su Cristo evitiamo un generico riferimento a Dio e diventiamo veramente interessanti per l’uomo d’oggi.

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Sursum Corda Matteo Rubechini

VIVERE L’OGGI CUM OMNI FIDUCIA S.E.R. Mons. Pietro M. Fragnelli, Vescovo di Castellaneta e già nostro Rettore, ci parla del Concilio a sera di lunedì 12 novembre si è tenuto in biblioteca il terzo incontro di dialogo fra alunni di ieri e di oggi nel 50° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II. A portarci la sua esperienza di sacerdote dell’immediato post-concilio, e il suo punto di vista sul cammino di rinnovamento fatto e da fare nella Chiesa a partire da quell’evento, è il vescovo di Castellaneta, Mons. Pietro Fragnelli, già padre spirituale e poi rettore del nostro Seminario. L’incontro è stato introdotto dal Rettore, che ha voluto leggerci qualche riga di un

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vecchio articolo del Sursum in cui il giovane Fragnelli, ancora diacono, annotava la sua preoccupazione di dover essere un sacerdote secondo quelle esigenze che il Concilio aveva portato alla luce. Abbiamo quindi ascoltato la viva voce del Vescovo, che ha cominciato subito col ribadire quanto, per lui, il Concilio resti, più che un insieme di documenti, un grande evento ecclesiale. All’interno di esso sono emersi personaggi che hanno promosso l’apertura alla cultura contemporanea, che hanno

instaurato forme fruttuose di dialogo e che, dato l’esempio, ci hanno consegnato il testimone per continuare a lavorare su questa scia nella Chiesa d’oggi. Il Vaticano II, ha precisato Fragnelli, si è messo in ascolto delle esigenze del nostro tempo ed ha cercato di dare delle risposte concrete, aprendo la strada ad un progresso nella continuità. Esso è stato come una “carezza di Dio” che ha suscitato nostalgia di Lui nell’uomo contemporaneo. Rispetto a tutto questo, oggi viviamo un tempo di verifica e di approfondimento di quelle linee direttive che i documenti conciliari, in particolare le quattro Costituzioni, ci hanno indicato. L’attenzione alla formazione comunitaria e non solo individuale, l’ascolto attento della Parola di Dio che genera la Chiesa, la prospettiva del ministero ordinato come servizio al sacerdozio comune, l’apertura al laicato come preziosa risorsa ecclesiale, il dialogo coraggioso e intelligente con ogni realtà umana e la gioiosa e responsabile evangelizzazione, sono stati presentati come i punti a cui prestare maggiore attenzione oggi. Dobbiamo imparare da Maria, ha concluso Fragnelli, a vivere il kairòs, il tempo di grazia, rivolti al Signore cum omni fiducia.


In comunità I L

P R E S B I T E R I O

SUPERIORI

INCARICHI

DIOCESI

Don Concetto OCCHIPINTI Mons. Mauro COZZOLI Don Paolo LOJUDICE Don Dario GERVASI Don Franco MASSARA Mons. Mario PANGALLO Don Manrico ACCOTO Don Andrea CARLEVALE Don Daniele SALERA Mons. Mario SCALA

Rettore Direttore Spirituale Direttore Spirituale Vicerettore Economo Assistente agli studi Educatore Educatore Educatore Economo diocesano

Roma Trani-Barletta-Bisceglie Roma Roma Mileto-Nicotera-Tropea Roma Roma Roma Roma Roma

DiscernimentoDiscernimento PRIMO ANNO

SECONDO ANNO

Don Daniele SALERA

Don Manrico ACCOTO

Diocesi

CASERIO Alessandro CIARDO Michele

Roma Ugento-Santa Maria di Leuca DE LORENZIS Simone Pietro Nardò-Gallipoli GRAMEGNA Paolo Roma JOSEPH Johnny Hinche – Haiti LAVIA Luigi Rossano- Cariati MELACCA Simone Civitavecchia-Tarquinia NICOTRA Angelo Roma OCCHIBOVE Alessandro Alife-Caiazzo RUTA Guido Roma TARANTELLI BACCARI Renato Roma TENNERIELLO Luca Taranto VANGELI Francesco Nardò-Gallipoli

Diocesi

CENANI Emilio CORVINO Salvatore CUNSOLO Massimo DEFFENU Francesco DE SANTIS Michele FARCI Luca FERRARI Michele GAGGIA Nicolò MARULLO Cosimo MASLOVAR Zvonimir MURGIA Enrico

Roma Lecce Roma Cagliari Oria Cagliari Roma Perugia Lecce Taranto Cagliari

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Sursum Corda

Formazione Formazione TERZO ANNO

QUARTO ANNO

Don Andrea CARLEVALE

Don Andrea CARLEVALE

Diocesi

BIANCUCCI Andreas CAROZZA Marco COSSU Nicola DE SIMONE Pasquale ERRICO Dario LOI Dario MANCA Alessandro PICA Mattia PREVITERO Luigi VECCHIONE Gabriele

Roma Bari-Bitonto Cagliari Rossano-Cariati Civitavecchia-Tarquinia Roma Cagliari Roma Nardò-Gallipoli Roma

Formazione QUINTO ANNO Don Dario GERVASI Diocesi

CRISPINO Marco D’ARGENIO Paolo FERRETTI Michele FILANNINO Francesco FREJUSTE Romuald LO GIUDICE Giovanni MANCINI Paolo MARUCA Francesco PELLEGRINO Marco RUBECHINI Matteo SADDI Michele SIMARI Domenico SOLARE Alessandro STASI Agostino

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Taranto Roma Roma Trani-Barletta-Bisceglie Hinche – Haiti Roma Roma Mileto-Nicotera-Tropea Trani-Barletta-Bisceglie Perugia Cagliari Rossano-Cariati Taranto Rossano-Cariati

Diocesi

CALAMITA Andrea CASARANO Angelo DEL CONTE Francesco GALLETTI Simone GIORNO Eugenio GRECO Graziano HUANG Giuseppe NASCA Gabriele NIGRO Giovanni

Roma Nardò-Gallipoli Trani-Barletta-Bisceglie Roma Roma Nardò-Gallipoli Mindong Roma Taranto

SESTO ANNO Don Concetto OCCHIPINTI Diocesi

DI PONZIO Nicola JOZIC´ Boris PAGANINI Gabriele RIGHI Andrea SCIPIONI Paolo SEMINARA Marco SUPPA Rocco

Roma Zagreb Casale Monferrato Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado Roma Roma Mileto-Nicotera-Tropea

DIACONATO Don Concetto OCCHIPINTI Diocesi

CARDINALI don Giacomo CONFORTI don Giuseppe LOPEZ PANTANO don Alberto MARGIOTTA don Pierangelo PANIZZOLI don Francesco TAVOLACCI don Giuseppe

Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola Roma Roma Roma Roma Roma


In comunità

UN TRATTO DI STRADA

Daniele Salera

Don Damiano Marino, Assistente in Seminario, è stato nominato Vicario parrocchiale nella Parrocchia di San Tommaso Moro. nizio questa pagina dedicata a don Damiano con un riferimento all’omelia del beato Giovanni Paolo II alla liturgia nella quale io e don Damiano siamo stati ordinati preti (aprile 2002): « Gesù non solo vi fa partecipi dei misteri del Regno dei Cieli, ma s’attende da voi una fedeltà più alta e consona al ministero apostolico che vi è affidato. Egli vi chiama perché restiate con lui in un’intimità privilegiata. Esige da voi una povertà più rigorosa e l’umiltà del servo che si fa l’ultimo di tutti. Vi domanda di essere perfetti “come è perfetto il Padre vostro celeste”. In una parola, il Signore vuole che siate santi. La santità è la prospettiva in cui deve porsi tutto il cammino pastorale della chiesa». Il Papa introduceva la sua meditazione sui testi biblici della IV Domenica di Pasqua, ricordandoci che “grande è il mistero posto nelle vostre mani”. Pensammo che il Santo Padre volesse con queste chiare e incisive parole ribadirci come il dono del sacerdozio fosse immenso e fragile allo stesso tempo. Immenso, perché ci configura a Cristo, capo, pastore e sposo; fragile, perché appunto “posto nelle nostre mani”, cioè affidato alla nostra storia, alla nostra persona, alle nostre contraddizioni e incompiutezze. L’esperienza formativa in seminario ci ha aiutato a percepire nel sacerdozio non un fine, bensì un mezzo che rende attuale la carità di Cristo nella storia che ci è dato di vivere. Condivido con don Damiano un cammino di fraternità sacerdotale, che ci ricorda quanto sia pericoloso per un prete rincorrere l’efficienza ad ogni costo e chiudersi nella rassicurante ricerca di conferme dai fratelli che gli è dato di servire nel ministero. Con altri sacerdoti sperimentiamo la bellezza di ritrovarci insieme per raccontarci come stiamo, sentendo che le

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fatiche di uno sono anche quelle di tutti, e che il prete è - per natura - un collaboratore. L’esperienza della fraternità sacerdotale ci ricorda che le tante attività “in programma” sono un mezzo e non l’obiettivo

del ministero sacerdotale; il fine rimane la carità appassionata e commossa del Verbo fattosi carne. Con don Damiano non abbiamo condiviso “un tratto di strada” che si è concluso con il seminario - vissuto nella duplice veste di seminaristi e formatori ma un cammino lungo il quale, come lo scoutismo ci ha insegnato, la strada diventa maestra e va percorsa fino in fondo, mai da soli.

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Sursum Corda

NEL SACRIFICIO E NELLA GIOIA Il saluto alle Suore Figlie di San Giuseppe del Caburlotto che concludono il loro lungo e fecondo servizio in seminario Il saluto del Rettore Don Concetto Occhipinti durante la S. Messa presieduta da S.E.R. Mons. Giuseppe Mani Eccellenza reverendissima, desidero darle un caro benvenuto ed esprimerle la gratitudine per la sua presenza in mezzo a noi in questa circostanza così particolare per la nostra comunità e per tutta la famiglia allargata del Seminario Romano: il ringraziamento e il saluto alle Suore Figlie di San Giuseppe del Caburlotto che dopo 64 anni di presenza amorosa e materna e di generoso e prezioso servizio lasciano la nostra comunità. Carissime Suor Ludovica, suor Magda, suor Teomira, suor Stella, in voi vediamo presenti tutte le suore vostre consorelle che qui hanno vissuto la loro consacrazione e la loro missione. Quella di cui oggi facciamo memoria, è una storia grande, non solo perché lunga di tanti anni, ma perché è una storia di Carità, di servizio, di bene compiuto nel nascondimento. Quante generazioni di seminaristi hanno imparato da voi il servizio vissuto nel sacrificio e nella gioia! Dinanzi a tutto questo, oggi il nostro grazie è piccolo, ma è sincero e affettuoso e in questa Festa della Visitazione vogliamo unirlo al Magnificati di Maria e alla lode che Gesù rivolge al Padre nell'Azione eucaristica, perché dovunque il Signore conduce i nostri passi, l'offerta della nostra vita sia fonte di consolazione e di gioia.

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Le parole di Suor Doriana Ferrarotto in rappresentanza della Madre Generale In questo momento di rendimento di grazie il pensiero va ai Rettori, agli Economi, in particolare a sua Eccellenza Mons. Giuseppe Mani, a Mons. Giuseppe Bordin e a Mons. Franco Peracchi, oggi qui presenti, ai Superiori, ai seminaristi con i quali le Figlie di san Giuseppe del Caburlotto dal 1948 ad oggi hanno condiviso l’organizzazione della vita quotidiana. Le nostre care sorelle in questi 64 anni hanno incarnato nel quotidiano il pensiero di Padre Luigi Caburlotto: servire è regnare con Cristo, e come le donne evangeliche, hanno dato al loro servizio la forza dell’amore gratuito, sperimentando che donare significa spesso ricevere il centuplo. Questa cara comunità è stata la nostra Nazaret dove – diceva Padre Luigi – c’era solo Giuseppe che serviva Gesù e Maria. Con questo spirito Madri e Sorelle hanno dato la loro vita, con un servizio umile e nascosto, ad ogni età, con l’entusiasmo e la determinazione di una madre di famiglia. Desideriamo dire grazie in modo particolare anche al personale laico con il quale le Sorelle hanno collaborato in questi anni, in una relazione bella di aiuto e di stima che ci ha arricchito reciprocamente. Grazie al reverendissimo Rettore don Concetto Occhipinti e all’Economo Don Franco Massara per aver voluto questo momento celebrativo, che ci permette di manifestare davanti al Signore e alla Comunità del Seminario la molteplicità di sentimenti che, concludendo un’esperienza di vita, si accumulano nel cuore e nella mente ed hanno bisogno di essere comunicati e condivisi.


In diocesi

“LE MONTAGNE PORTINO PACE AL POPOLO”

Andreas Biancucci

Una settimana di gioiosa condivisione fra i seminaristi della Diocesi di Roma enso che questo versetto del Salmo 72 interpreti le sensazioni che tutti noi seminaristi romani con i nostri formatori abbiamo vissuto quest’estate nella tradizionale “Gita dei romani” dal 2 al 10 Luglio a Courmayeur, una località montana della Valle d’Aosta attorniata dalle più alte vette della catena alpina e da una natura veramente meravigliosa. E’ stata una vacanza all’insegna della natura certo, a volte incontaminata, delle montagne valdostane, ma è stata anche occasione di formazione e di confronto in vista dell’Anno della Fede. Siamo stati in visita alla comunità monastica di Bose, vicino Biella, dove il priore Enzo Bianchi ci ha regalato un momento di dialogo con lui. Fra i molti argomenti trattati, il priore ha affrontato il problema della mancanza di fede in Italia, dovuta soprattutto a una carenza di fiducia verso i propri fratelli, parafrasando il versetto 20 del capitolo quarto della prima Lettera di Giovanni: «Se uno dicesse: “Io amo Dio”, e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede». Se uno dice di credere in Dio ma non pone la sua fiducia nel fratello è un bugiardo, perché senza la fiducia nel fratello, Dio non può donare la fede. Abbiamo avuto anche la bella opportunità di avere per una mattinata un confronto con il sociologo Franco Garelli dell’Università di Torino, che ci ha spiegato come in Italia va crescendo il sentimento religioso, e ci ha illustrato in che modo si manifesta nel panorama culturale italiano questa nuova “voglia di sacro”. Ovviamente non sono mancate le belle escursioni in montagna, nelle quali si può ammirare e contemplare la bellezza del creato, dalle semplici passeggiate i primi giorni e da qualcosa di più im-

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pegnativo nei seguenti, fino ad arrivare alla “scalata” (in funivia) verso il “Tetto d’Europa”, il Monte Bianco, con annessa passeggiata sul mer de glace, il principale ghiacciaio del massiccio. Ma ciò che ha contraddistinto le nostre giornate è stato senza dubbio lo sperimentare ancora una volta e ancora di più la fraternità, il condi-

videre insieme tanti momenti di quotidianità, dalla preghiera comunitaria alla fatica di una salita, al ritrovarci la sera suonando la chitarra e cantando insieme: è proprio in questi momenti che si vive profondamente ciò che afferma il versetto del Salmo 132: “Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme.”

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Sursum Corda Rocco Antonio Suppa

SEMINARISTI DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO

Per continuare la missione del “Primo missionario, il Figlio Unigenito mandato dal Padre sulla terra per redimere il mondo”… uesta estate alcuni seminaristi e un formatore, don Manrico Accoto, hanno accolto la proposta che il seminario ci ha fatto di un’esperienza missionaria in Africa. Siamo andati a visitare la missione che la Parrocchia di San Frumenzio in Roma ha fondato nel piccolo villaggio di Mafuiane, a circa 40 km da Maputo (la capitale del Mozambico). Questa missione è iniziata nel 1992 – al termine della guerra civile – ed ha avuto subito la presenza stabile sul posto di alcuni missionari laici, uomini e donne, che lì hanno aiutato la comunità locale a strutturarsi meglio da un punto di vista logistico e a rinnovare l’annunzio, la celebrazione e la testimonianza della nostra fede. Khanimambo è la parola che esprime il mio e il nostro ringraziamento per quei giorni. Viene cantata da tutti dopo aver ricevuto sacramentalmente Nostro Signore nella Santa Messa. È anche la parola con la quale ci salutavano gli anziani abbandonati e i bambini orfani e malati di AIDS che abbiamo incontrato nei vari centri da noi visitati (le Missionarie della Carità di Madre Teresa a Maputo, ma anche nella escolinha, la scuola elementare, e nella casa per anziani tenuta dalla missione di Mafuiane). La nostra giornata era scandita dalla Liturgia delle Ore, l’adorazione eucaristica e la Santa Messa, al termine della quale iniziavamo le nostre diversificate attività: lavori manuali, servizio di “scuolabus” per accompagnare a scuola i bambini delle campagne circostanti, visita alle varie realtà della missione: scuole, centro anziani, ambulatorio medico e oratorio. La giornata si concludeva con una

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condivisione e la compieta comunitaria. Un’esperienza significativa è stata la visita al centro catechistico di Inhambane (circa 500 km a nord della capitale) dove ci hanno accolto i Missionari della Consolata. In tale occasione abbiamo ascoltato la commovente testimonianza di una suora che ci ha raccontato come la comunità cristiana ha vissuto il dramma della guerra civile, e di come questa non abbia risparmiato nemmeno la missione, dove è avvenuta la fucilazione di un numeroso gruppo di catechisti laici con le loro famiglie che erano lì per un periodo di formazione. La storia del martirio di questi laici ci ha profondamente impressionato. In quei giorni, ho capito che ci sono dei luoghi dove il Vangelo non va interpretato ma praticato alla lettera. La terra rossa finissima colorava tutte le cose ed entrava in tutti i luoghi, tanto che anche i bambini sembravano figli della terra e non di una mamma di carne e ossa. Di fronte a questa esperienza mi sono chiesto a cosa serve per noi vedere quei luoghi e conoscere realtà così diverse dalla nostra; una delle tante risposte che mi sono dato è che serve a capire la sofferenza dell’uomo, il male che l’uomo può fare ai suoi simili. Per noi figli del teleschermo, queste sono solo immagini che ci scorrono addosso senza toccarci, tanto da non saper più distinguere tra una telenovela e un telegiornale. Venire in questi posti serve ad “umanizzarci” nei confronti del prossimo. Mi rimarrà sempre il ricordo di una Chiesa giovane ed entusiasta, che non chiede niente e ti viene incontro con gioia, ricca di fede. Come cantano a Mafuiane diciamo anche noi: Khanimambo Hosi Yanga!, che significa “Grazie mio Signore!”.


In diocesi

I SEMINARISTI DELLA DIOCESI DI ROMA SI INCONTRANO A SACROFANO rima di iniziare il nuovo anno formativo, dal 3 al 6 settembre, è avvenuto l’incontro gioioso e ormai consolidato che riunisce intorno al Cardinal Vicario i seminaristi romani, per dialogare su alcuni temi importanti per la formazione. Non sono mancati relatori d’alto livello: S.E. Mons. Matteo Zuppi, Padre Ugo Vanni s.j., Mons. Tonino Panfili, Don Marco Simeone e Don Carlo Abbate. Ciascuno ha condiviso la propria esperienza sull’importanza della “fede del Presbitero nella celebrazione dei sacramenti della Riconciliazione, del Matrimonio e dell’Unzione degli infermi“. Le giornate sono state avviate con il sapiente intervento di Padre Vanni, che parlando della Riconciliazione ha proposto una catechesi ripercorrendo il cammino di fede della Maddalena nel suo incontro con Gesù Risorto (Gv 20). La chiusura degli incontri, con riferimento all’Unzione degli infermi, è stata invece affidata all’intensa esperienza pastorale di Don Carlo Abbate, assistente spirituale dell’Hospice oncologico “Villa speranza” del Gemelli, dove i malati terminali vivono i loro ultimi giorni. Ciò che ha contraddistinto le giornate di Sacrofano è stata un’atmosfera così familiare da far tornare alla mente le parole di Atti 2,42: “erano perseveranti nell’insegnamento degli Apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere”.

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Renato Tarantelli Baccari

Un’unica comunità in cammino, quella dei seminaristi dei quattro Seminari della Diocesi di Roma. Pur con la peculiare impostazione formativa che è propria di ciascun Seminario, in questi giorni non avvengono solo una conoscenza e una condivisione: ci si riscopre membra di uno stesso corpo. Si inizia con il confronto sul tema del giorno, divisi in ben amalgamati gruppi di lavoro, si

elaborano riflessioni e domande da condividere con tutta la comunità, poi si vive l’importante e confidenziale momento di dialogo con il Cardinal Vallini, in cui si cerca di ricostruire le idee emerse. Non manca, infine, lo spettacolo serale per vivere insieme un momento di gioiosa fraternità. Sono solo un seminarista del primo anno, ma credo che la formazione posta alla base di questo incontro annuale sia l’occasione per tornare a capire ogni anno che, pur vivendo quattro differenti realtà formative, un giorno saremo chiamati a dare ciascuno la propria vita per le stesse persone, per gli stessi luoghi e nella stessa realtà, la Chiesa di Roma; perciò è bello imparare a vedere che fin da ora siamo parte di una moltitudine che “aveva un cuore solo e un’anima sola” (At 4,32).

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Sursum Corda Domenico Simari

MISSIONARI DELL’AMORE…

e missioni parrocchiali hanno dato avvio a questo nuovo anno formativo, permettendo di poter seminare quel germe evangelico che negli esercizi spirituali, vissuti dall’intera comunità nella settimana precedente, è stato ricevuto da ciascuno di noi. E’ stato grande l’entusiasmo e l’energia che ogni seminarista ha manifestato nel volersi immergere nella concreta possibilità di esprimere la propria fede nella donazione radicale di se stesso. Proprio ciò caratterizza, in maniera particolare, il discepolo capace di abbandonare subito le proprie reti per seguire le orme chiare e profonde del Maestro, che cammina sulla spiaggia dell’umanità di oggi. Piccoli gesti di bontà e di amore, che hanno saputo gettare luce e calore su una parte della popolazione romana, coinvolgendo ogni realtà interessata in iniziative di evangelizzazione, di preghiera e di carità. Nelle parroc-

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chie, distinte per le varie situazioni sociali e pastorali, abbiamo potuto “impiantare”, attraverso multiformi proposte, la Parola viva del Vangelo. Una delle parrocchie che ha ricevuto il dono della missione è stata quella di Santa Silvia, ubicata nel settore ovest della diocesi di Roma. Qui l’azione pastorale si è rivolta, attraverso una serie di proposte formative, ai giovani, ai bambini, agli adolescenti, alle giovani coppie di sposi e agli anziani. Tra le attività principali hanno assunto una certa importanza i centri d’ascolto della Parola nelle case dei parrocchiani e l’evangelizzazione di strada presso alcuni ambienti quali bar, scuole e stazioni metro. Un’altra interessante iniziativa parrocchiale è stato il “Punto giovani”: uno spazio evangelico di vita comune che ha

fornito quegli strumenti necessari per animare la quotidianità al ritmo della Parola e dello Spirito, imparando così ad accogliere ogni cosa come dono e riconoscendo in tutto la tenerezza di Dio. Il progetto del “Punto giovani” ha caratterizzato in maniera particolare la missione che si è svolta nella parrocchia di San Frumenzio. Si è trattato di giornate intense, intrise di spirito familiare, di amicizia

autentica e di una vera spiritualità incarnata nel concreto di ogni giornata. La voglia di voler crescere in un maggiore e vero rapporto con Dio traspariva dalla condivisione che ogni giovane, nel dopo cena, manifestava ai compagni. Un gruppo di seminaristi ha raggiunto Ostia per la missione “Gesù al centro”. La prima settimana si è svolta nella parrocchia di San Nicola, dove si è costruito un gazebo della Parola che ha permesso a molti adulti di riflettere su alcuni passi biblici. I più giovani sono stati invece accolti nell’oratorio pomeridiano o raggiunti nelle scuole. La seconda settimana è stata caratterizzata dall’esperienza dell’evangelizzazione di strada, con la partecipazione di alcuni movimenti carismatici. In questo stesso periodo l’annuncio del Vangelo ha interessato anche le scuole e, in modo particolare, gli ospedali, dove si è potuta cogliere l’attesa delle persone ammalate che nella sofferenza aspettano, come acqua nel deserto, l’incontro con autentici testimoni di Cristo. Il settore nord ha visto coinvolta la parrocchia dei santi Crisante e Daria, nella quale la presenza dei seminaristi ha portato un nuovo soffio dello Spirito che ha ridato speranza nuova a molte famiglie e giovani. La missione ha oltrepassato i confini parrocchiali, estendendosi fino ai diversi campi rom spar-


In diocesi

TESTIMONI DI SPERANZA abilitazione-educazione e inserimento sociale di persone disabili. Una settimana di servizio che si è articolata in attività di utilità per l’ente e nella condivisione di alcune attività riabilitative, tra cui esperienze di orientamento, mobilità e percettività, che hanno consentito di sperimentare concretamente

si nella città di Roma, venendosi così a creare una sintonia tra la comunità parrocchiale dei Santi Crisante e Daria e il popolo rom. La suddetta parrocchia ha infatti accolto con gioia la celebrazione del battesimo di cinque bambini rom e la stessa festa finale, per la conclusione della missione, è stata allietata dalla rappresentazione di uno spettacolo realizzato da un gruppo di piccoli attori rom. Il settore nord ha visto coinvolta anche la parrocchia di San Domenico di Guzman in una missione animata da sei seminaristi. Questo evento ha permesso di avviare l’anno pastorale, dando inizio alle attività di catechesi e di oratorio. In questi giorni i seminaristi hanno camminato per le strade della parrocchia visitando quelle famiglie che, nell’ultimo anno, hanno accolto il sacramento del battesimo dei loro figli. La classe del primo anno ha vissuto un’esperienza di carità davvero molto speciale presso l’Istituto Serafico di Assisi, un centro di ri-

la realtà che vivono i ragazzi disabili e di comprenderne i limiti e i disagi. Questi giorni di servizio si sono conclusi con un pellegrinaggio alla tomba di San Francesco, che ha avuto il suo culmine nella celebrazione eucaristica. Grande la ricchezza ereditata da questo periodo di grazia: un vero gioiello prezioso che è stato donato ai nuovi seminaristi e che come tale verrà custodito nel loro cuore. In questi giorni di missione ciascun seminarista ha sperimentato la gioia di essere inviato dall’Amore a comunicare il carattere missionario proprio di ogni cristiano nell’intimo della gente incontrata.

I “VESPRI DELLA FIDUCIA” La Comunità del Seminario Romano Maggiore invita a pregare insieme nella nostra casa i “Vespri della fiducia”, un momento di incontro con Dio e di condivisione fraterna. Quando? Ogni ultima domenica di ogni mese.

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Ottobre Novembre Gennaio Febbraio

17 Marzo 19 Aprile (Sabato) 26 Maggio 31


Sursum Corda Paolo Mancini

UNDICI DIACONI ROMANI o Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore” (Lc 4,18-19): con questo passo del Vangelo di Luca, che riprende le parole del profeta Isaia (Is 61,1), i candidati al diaconato del nostro seminario hanno annunciato la loro Ordinazione Diaconale, che si è tenuta

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Domenica 11 Novembre 2012 nella Papale Arcibasilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma. Giuseppe Conforti, Giuseppe Tavolacci, Pierangelo Margiotta e Francesco Panizzoli, del nostro Seminario, insieme ad altri 2 alunni del Seminario della Madonna del Divino Amore e 5 del Collegio Diocesano “Redemptoris Mater”, sono gli 11 giovani che giungono a questo momento del loro cammino, verso il sacerdozio ministeriale. Per prepararci alla celebrazione abbiamo vissuto un momento di riflessione e preghiera la sera precedente all’Ordinazione, con la partecipazione di tanti ospiti. Durante la serata si sono alternati vari momenti, tra cui le testimonianze vocazionali dei nostri 4 ordinandi, ai quali si sono aggiunti i 2 ordinandi del Seminario del Divino Amore, e la testimonianza di Mons. Enrico Feroci, Direttore della Caritas Diocesana di Roma, che ci ha raccontato la sua esperienza di seminarista du-

rante il Concilio Vaticano II. Momento centrale della serata sono stati l’ascolto della Parola di Dio e la preghiera, presieduti da Mons. Feroci, e i diversi brani, eseguiti dalla “band” del Seminario, la Black Clergyman Band. La celebrazione dell’Ordinazione, presieduta dal Cardinale Vicario Agostino Vallini, ha avuto il suo culmine nell’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria, con le quali i nostri compagni sono divenuti diaconi della Chiesa di Roma, a servizio del Popolo di Dio. Durante l’omelia il Cardinale ha tracciato brevemente la figura del Diacono, che è chiamato a stabilire relazioni pastorali limpide e cordiali, discrete e rispettose, per

essere per tutti messaggero dell’amore divino e per accompagnare ciascuno a scoprire che Dio lo ama. Il Cardinale ha poi ricordato agli ordinandi che dal loro ministero la Chiesa di Roma si attende molto: nel tempo in cui viviamo devono essere attenti e vigilanti e non devono scoraggiarsi, perché per chi si impegna con Dio, “Dio è fedele e non abbandona mai”. Il Cardinale ha quindi augurato ai nuovi diaconi di poter dire anche loro ogni giorno, come l’apostolo Paolo, “Tutto posso in Colui che mi dà forza”. La nostra Comunità si associa con tutto il cuore a questo augurio, affinché l’apostolato dei neo-ordinati sia fecondo e ricco di Grazia.


In diocesi

APRI GLI OCCHI!

Paolo D’Argenio

L’attività vocazionale in seminario pri gli occhi!”: tre parole per un’esortazione fatta davvero col cuore a tutti i giovani della diocesi che sono alla ricerca del senso profondo della loro vita. Siamo consapevoli che qualcosa non ci permette di entrare in sintonia con la parte migliore di noi, dove Dio ha inciso con il suo Spirito la sola speranza alla quale siamo stati chiamati, quella della nostra vocazione (Ef 4,4). C’è dunque bisogno di correggere il nostro sguardo, per vedere che ciò a cui ci chiama il Signore è il grande dono della felicità e corrisponde proprio al nostro desiderio più autentico. L’itinerario di animazione vocazionale che il Seminario propone ha proprio questo obiettivo: riscoprire la bellezza della propria chiamata. Questo è almeno il punto di partenza ed è quindi più un tentativo di ri-animazione della vocazione, che è già da se stessa l’anima della nostra vita, e che fa traballare tutti quei finti bisogni con i quali spesso cerchiamo di ignorarla. Si comincia così, scavando tra i propri bisogni, e si giunge a conoscere i desideri più veri: pian piano, però ci si scontra anche con la durezza dei propri limiti, che spesso sembrano un ostacolo insormontabile alla realizzazione della propria chiamata, ma sono anche quella spina nel fianco che ci mostra bisognosi della grazia di Dio e ci fa crescere

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nella relazione con Lui in un giusto atteggiamento di umiltà e una grande voglia di incontrarlo; si scopre allora quanto è importante trovare una quotidianità nell’ascolto della Sua Parola, in un cammino di preghiera personale, avendo al proprio fianco una comunità di persone che cammina nella stessa direzione e che dà sostegno al percorso di ciascuno. Alla fine ci si ritrova a vivere una esperienza concreta di Chiesa; infatti, chiunque cerchi sinceramente l’incontro con Dio non può fare a meno di condividere con i fratelli l’amore che da Lui riceve, anche se questo dovesse significare esporsi molto. Noi seminaristi assistiamo a tutto questo da una posizione privilegiata: posti a fianco dei sacerdoti, che danno sostegno spirituale e annunciano la Parola, vediamo la bellezza di una vocazione come la nostra che si spende e si compie nel servizio agli altri; messi a fianco dei giovani, che ricevono la luce della Parola e scavano a fondo nella loro vita, ripercorriamo i passi del nostro ingresso in seminario e comprendiamo come la nostra chiamata sia in continua costruzione. Di conseguenza capiamo che la bellezza di donare la vita sta nel gustare la presenza di un Dio che te la dona continuamente e ti mette la voglia di provare a restituirla.

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Sursum Corda

INCARICHI PASTORALI 2012-2013 SETTORE NORD

SETTORE OVEST

SS. Crisante e Daria Andrea Righi

S. Giulio Massimo Cunsolo, Pasquale De Simone

S. Domenico di Guzman Michele De Santis, Boris Jozic´

S. Gregorio Magno Nicola Cossu, Giuseppe Huang

S. Roberto Bellarmino Michele Ferrari, Giovanni Nigro

S. Silvia Luca Farci, Graziano Greco

S. Ugo Paolo Mancini, Dario Errico, Gabriele Paganini S. Innocenzo Domenico Simari SS. Elisabetta e Zaccaria Marco Carozza, Nicolò Gaggia S. Emerenziana don Alberto Lopez Pantano SETTORE SUD Gesù di Nazaret Angelo Casarano N.S. di Lourdes Seminarsti del I anno

SETTORE EST Beata Teresa di Calcutta Dario Loi N.S. Signora del Suffragio e S. Agostino di Canterbury Francesco Del Conte S. Giuda Taddeo don Francesco Panizzoli, Francesco Deffenu S. Giustino Nicola Di Ponzio S. Maria Addolorata Paolo D’argenio S. Maria Causa Nostræ Laetitiæ Salvatore Corvino, Marco Crispino

SETTORE CENTRO Santa Croce in Gerusalemme Romuald Frejuste, Paolo Scipioni, Gabriele Vecchione ATTIVITÀ CARITATIVE Bambin Gesù Michele Ferretti Clinica Ematologia Francesco Filannino, Matteo Rubechini Istituto Serafico di Assisi Marco Pellegrino Pastorale dei sordi Simone Galletti Carcere Minorile Francesco Maruca, Alessandro Solare Carcere Rebibbia NC Michele Saddi SERVIZI IN AMBITO DIOCESANO

S. Maria Madre del Redentore Zvonimir Maslovar, Enrico Murgia

Pastorale scolastica e vocazionale Paolo D’argenio, Eugenio Giorno, Mattia Pica, Matteo Rubechini

S. Policarpo don Giuseppe Conforti

Seminario Minore Eugenio Giorno, Mattia Pica

S. Tommaso Apostolo don Pierangelo Margiotta, Emilio Cenani, Luigi Previtero

S. Stefano Protomartire Giovanni Lo Giudice, Alessandro Manca

Policlinico Tor Vergata Rocco Suppa

SS.ma Annunziata Marco Seminara e seminarsti del I anno

SS. Simone e Giuda Taddeo Cosimo Marullo

Nella Diocesi di Fano don Giacomo Cardinali

S. Corbiniano don Giuseppe Tavolacci, Agostino Stasi S. Galla Andreas Biancucci

UN PROGETTO DI FORMAZIONE PASTORALE CHE PREVEDE PERCORSI ARTICOLATI E PERSONALIZZATI.

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Il tirocinio pastorale, svolto dai seminaristi in diverse parrocchie e realtà ecclesiali dedite al servizio e al sostegno dei poveri e degli ammalati, viene programmato secondo criteri che esprimono una gradualità nell'impegno assunto e una personalizzazione dei percorsi formativi, per integrare e completare gli aspetti della formazione pastorale che possono risultare più adatti e necessari al singolo seminarista. I seminaristi di primo anno svolgono il tirocinio pastorale accompagnato da una attività di laboratorio che li introduce al servizio di catechesi. Il mercoledì pomeriggio-sera e la domenica mattina, sono due momenti settimanali dedicati normalmente al tirocinio pastorale. Per gli accoliti, al quinto anno di formazione, viene programmata una esperienza nella quale possa esserci uno spazio adeguato per il servizio caritativo. I seminaristi di sesto anno e i diaconi trascorrono due giorni in parrocchia, dal venerdì pomeriggio alla domenica sera. Questa misura più consistente di esperienza pastorale può essere anticipata durante il quinquennio iniziale, quando se ne vede l'opportunità


In viaggio

2013

ANNIVERSARI DI ORDINAZIONE SACERDOTALE 1943 LXX ANNIVERSARIO COSULICH MARIO

7 Marzo

1953 LX ANNIVERSARIO MORELLI DOMENICO GIOVANNI RENDINA GIUSEPPE CINTI NAZARENO FACCIOLONGO CANDIDO PETRONI OTTAVIO RECCHIA CARMINE

4 APRILE 4 APRILE 5 APRILE 5 APRILE 5APRILE 5 APRILE

1963 L ANNIVERSARIO AMATI ALDO ANTONELLI ANTONIO BONOLA REMO MONACCHI CARLO NICOLINI ROMANO JOSIA VINCENZO LA ROSA VIRGILIO MATTIOLI VITALIANO VALGIMIGLI DOMENICO BUSCHI ENZO CASALINI SERGIO D’INNOCENZO ARNALDO FONTANAROSA DAMIANO LEBORONI PIEROZZI GILBERTO RAGGI ORLANDO ROSATO ANTONIO SCAPPINI LUIGI STORONI BRUNO VENTURI MARIO ERCOLINO GIOVANNI PEVERADA ENRICO SALVADOR DOMENICO

9 MARZO 9 MARZO 9 MARZO 9 MARZO 9 MARZO 10 MARZO 10 MARZO 10 MARZO 10 MARZO 17 MARZO 17 MARZO 17 MARZO 17 MARZO 17 MARZO 17 MARZO 17 MARZO 17 MARZO 17 MARZO 17 MARZO 16 LUGLIO 10 AGOSTO 22 SETTEMBRE

1988 XXV ANNIVERSARIO GIAMPETRUZZI GIACOMO MARCIANÒ SANTO ARCANGELI GIUSEPPE BARRIOS PRIETO MANUEL CECCARELLI MARCO IPPOLITO GIOVANNI MATERA ROSARIO TARDUCCI STEFANO TROIANI FRANCESCO

19 MARZO 9 APRILE 8 MAGGIO 21 MAGGIO 21 MAGGIO 21 MAGGIO 21 MAGGIO 21 MAGGIO 21 MAGGIO

GIANNONE LEONARDO EPIS MASSIMO GASPERINI PAOLO MONTESI PAOLO DOMIN EDWARD CATALANO PIETRO

25 MAGGIO 18 GIUGNO 18 GIUGNO 2 LUGLIO 17 SETTEMBRE 8 DICEMBRE

2003 X ANNIVERSARIO ROTILI UMBERTO CODAMO MARIO GRECO LUCA PAGANO ENRICO FORMICA MARCO ACCOTO MANRICO BORRACCETTI MARCO VITTORIO CALVARUSO VINCENZO DEL MORO FRANCESCO D’ORAZIO JOHN EMMI LEONARDO FIORELLI PAOLO PICCINI STEFANO PORELLI CLAUDIO RAMPONE ENRICO RIDOLFO MARCO ROMEO DOMENICO RUSSO GIUSEPPE FIORENTINI GIUSEPPE BIANCHINI ROBERTO SORBAIOLI SIMONE MASTROVITO MARTINO CASTIGLIA PABLO WALTER CALANTONI DAVIDE CRESCENZI ANIELLO CASTELLI FRANCESCO

6 GENNAIO 26 APRILE 26 APRILE 26 APRILE 3 MAGGIO 11 MAGGIO 11 MAGGIO 11 MAGGIO 11 MAGGIO 11 MAGGIO 11 MAGGIO 11 MAGGIO 11 MAGGIO 11 MAGGIO 11 MAGGIO 11 MAGGIO 11 MAGGIO 11 MAGGIO 31 MAGGIO 28 GIUGNO 29 GIUGNO 12 LUGLIO 25 LUGLIO 30 AGOSTO 13 SETTEMBRE 27 SETTEMBRE

2012 I ANNIVERSARIO DAVIDE CURRELI FABRIZIO DEIDDA GUSEPPE CIPPITELLI CLAUDIO FABBRI ALFREDO TEDESCO RENATO BELCIC FRANCESCO BOMENTRE VINCENZO MALIZIA IVICA BOSNIAK NICOLA LEGAC FRANCESCO MICUNCO LUIGI STENDARDO

14 APRILE 14 APRILE 29 APRILE 29 APRILE 29 APRILE 16 GIUGNO 21 GIUGNO 21 GIUGNO 23 GIUGNO 23 GIUGNO 29 GIUGNO 8 SETTEMBRE

NOMINE In data 26 giugno 2012 il nostro ex-alunno S.E.R. Mons. Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni-Narni-Amelia, è stato nominato dal Santo Padre Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. A lui vanno i nostri più calorosi auguri.

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Sursum Corda Rosario Colantonio

Il 20 settembre 2012 è deceduto il Cardinale Fortunato Baldelli, Penitenziere Maggiore; pubblichiamo il ricordo di Mons. Rosario Colantonio, suo compagno di classe in Seminario.

FORTUNATO BALDELLI: L’HO VISSUTO COSÌ er tutti era “il frate”! era il nomignolo che i suoi compagni, provenienti, come lui, da Assisi, gli avevano affibbiato. Con questo appellativo, appena misi piede, nel 1956, nella camerata, me lo presentarono ed io, venuto dalla montagna e frastornato come ero, per più di una settimana, lo credetti e, con reverenziale rispetto, lo trattai. In seguito, mi resi conto finalmente che il ‘titolo’ era dovuto, non a ragioni localistiche, bensì alla serietà e coerenza con cui, come S. Francesco, viveva e diffondeva la sua mens e la conseguente forma agendi, improntate a semplicità, sobrietà, rispetto di tutti, anche della natura, e umiltà. Baldelli, anche da cardinale, è rimasto, nei comportamenti e nel cuore, un convinto francescano al punto, come attesta anche il suo stemma, da riportare su esso il Cantico delle Creature per significare la potenza di Dio diffusa nella bellezza dell’universo e lo stupore di chi assiste, incredulo, al suo progressivo svelamento e snodarsi nella storia umana e divina. Indotto, ora, a ripensare agli anni della nostra formazione al Seminario Romano Maggiore insieme con Baldelli, rammento, perché in lui era singolare, l’orgoglio di esservi stato ammesso in quanto vincitore di un concorso, l’intensità della preghiera, l’agonismo posto, nonostante le pastoie e l’inciampo della talare, nelle partite di palla a volo e di calcio, la foga messa nella difesa delle sue opinioni nelle interminabili nostre discussioni e, in particolare, l’equilibrio abituale, a lui quasi connaturale. Presbiteri, la vita, separandoci, non riuscì a dividerci, e meno che mai, a disperderci. Entrati, infatti, nel mondo del lavoro - pastorale, caritativo, universitario, diplomatico o amministrativo - era sufficiente un fischio per accorrere e ritrovarci, per qualche ora, a condividere

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sia un momento di preghiera comune che di scambio esperienziale. Compiuto il lavoro istituzionale, il suo interesse veniva assorbito da quello pastorale: a Roma, correva quotidianamente alla parrocchia di S. Leone sulla Prenestina; all’estero, ad es. a Lima, seguiva di persona, fra l’altro, l’attività delle Missionarie della Carità e l’iniziativa di un tetraplegico andino in favore delle persone invalide come lui. Una tale dedizione era sostenuta, in Baldelli, dalla intensa e costante vita di unione, sull’esempio della Vergine sotto i cui occhi eravamo cresciuti, con il Signore, espressa anche con commenti di positivo distacco dalle faccende quotidiane che imponeva anche a noi, come accadde, per portare l’ultimo esempio, ritornando in auto da Urbino ove aveva voluto che avessi organizzato il nostro raduno per il 50° di sacerdozio. La malattia lo contorse, come un vecchio ulivo: a passeggio per il corridoio, poggiato alle braccia altrui, o sul tetto, in poltrona, sulla sedia - e perfino nel corso di un’udienza pontificia - ove non resisteva per più di un minuto, Baldelli diventa “l’uomo dei dolori che conosce il patire”, predetto da Isaia (53,3), directe, per Gesù, e valido, indirecte, per ogni suo discepolo. Don Fortunato lo è stato, come è convinzione di quanti abbiamo avuto la grazia di conoscerlo e praticarlo, in modo eroico: un santo di fatto e, come tale, alcuni fra noi, sforzandoci di imitarlo almeno in questo scorcio di tempo, ne invochiamo l’intercessione. A breve ci recheremo sulla sua tomba, scavata nel Santuario della Madonna dell’Olmo, a Casacastalda (PG), e contrassegnata dalla pietra su cui, per volontà comune, abbiamo inciso: “qui fuit humilis in vita, humilior in morte, humillimus in sepulchro”.


In Pace Christi

“PASTORE ILLUMINATO E GENEROSO” Queste le parole usate da S.E.R. Mons. Domenico Sorrentino per S.E.R. Mons. Sergio Goretti, nostro ex-alunno, Vescovo emerito della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, deceduto il 22 giugno 2012. Pubblichiamo un ricordo di Mons. Carmine Recchia, suo compagno di classe in seminario. uando sui giornali del 22 u.s. è apparsa la notizia della morte del vescovo di Assisi, Mons. Sergio Goretti, moltissime persone sono rimaste colpite dalla notizia e rammaricate ripensando alle circostanze in cui l’avevano incontrato e conosciuto, in cui avevano usufruito del suo aiuto intellettuale, morale, pratico, caritativo. Molte infatti erano state le mansioni da lui esercitate: l’apostolato sacerdotale, il lavoro nella Congregazione per il Clero, nel Segretariato Internazionale per il Catechismo Cattolico, nella cattedra universitaria salesiana. Come Vescovo di Assisi poi, era stato pastore e padre del suo gregge. Aveva accolto Autorità civili di tante nazioni. Aveva accolto Papi e Capi di Religioni mondiali. E quando si è abbattuto su Assisi il grande terremoto era stato paternamente e operativamente presente. Per noi, suoi compagni di Seminario e che lo conoscevamo bene, la notizia ha avuto ben più profonde risonanze. Era mancato all’appuntamento, l’aprile scorso, quando festeggiavamo l’anniversario della Messa, ormai era il 59°. Ci aveva mandato a dire che la sua salute era molto compromessa e che lo ricordassimo alla nostra Madre della Fiducia. Alla notizia del suo ritorno al Padre, la nostalgia della sua presenza tra

Carmine Recchia

noi e l’affollarsi di ricordi sono stati grandi. Aver vissuto insieme dall’età di 19 anni, quando ci siamo incontrati in Seminario, aver insieme studiato e insieme pregato per raggiungere l’ideale del sacerdozio ci ha veramente uniti per la vita. Il Signore per ciascuno di noi ha un progetto. Ogni anno, dopo l’ordinazione, ci siamo incontrati e ci siamo scambiati esperienze di vit-

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torie e delusioni del nostro ministero. Ognuno avrebbe voluto emulare l’altro, ognuno osservava per imparare dall’altro a realizzare il disegno di Dio su di noi. Quello di don Sergio era di grandi orizzonti. Il Signore lo ha preso per mano e lui si è lasciato condurre. Ha sempre accettato la volontà di Dio anche in situazioni da far tremare i polsi e ce lo ha lasciato scritto nel suo testamento spirituale: Chiedo al Signore la grazia di concludere la mia vita terrena in piena comunione di amore, poiché vorrei che il mio ultimo istante fosse il sì più convinto alla sua divina volontà. Avevamo visto bene che la sua vita era un accettare sempre il disegno di Dio. Grazie don Sergio, ti siamo riconoscenti per l’esempio che ci hai dato.

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Sursum Corda RICORDO DI S.E.R. MONS. OTTORINO ALBERTI

Sergio Mangiavacchi

stato mio compagno di Seminario. Entrò nel Seminario Romano dopo aver conseguito la laurea in agraria a Pisa: fu una vocazione adulta, aveva 24 anni, e ci fu un contrasto all’inizio con i suoi familiari, poi superato. È nata tra noi subito la fraternità e l’amicizia, eravamo nella stessa camerata. Io l’ho aiutato a scoprire la vita del Seminario, completamente nuova per lui. Faceva fatica ad adeguarsi a quella vita e alle sue regole non sempre comprensibili per lui che proveniva dalla vita universitaria e dall’impegno apostolico nell’ambiente universitario. Si sentiva un po’ stretto. Aveva una mente fervida, inventava con noi scherzi, giochi con le carte, indovinelli per rallegrarci. Si prendeva cura dei giardini del Seminario, un po’ trascurati. C’erano in lui due aspetti: fedeltà e serietà nella formazione, ma anche desiderio apostolico. Certo, deve aver faticato molto nel passare da una vita universitaria anche briosa alla vita regolare e osservante del Seminario. Si è gettato sugli studi filosofici e teologici con entusiasmo non solo intellettuale ma anche spirituale. A noi suoi compagni, più giovani e con meno esperienza di vita, manifestava una formazione umana e spirituale matura. Tutto faceva con impegno senza scopi umani. Divenuto sacerdote e ritornato nella sua Sardegna, si è gettato nell’apostolato, specie dei giovani. Date le sue qualità, fu chiamato ad insegnare all’Università Lateranense. Dopo pochi anni fu nominato Vescovo di Spoleto e Norcia. Il suo amore per il popolo si manifestò anche qui, specialmente durante il terribile terremoto di Norcia. Lasciò la sua sede di Spoleto e si trasferì a Norcia per essere più vicino alla sua gente. Ricordo che andai a trovarlo a Norcia quando ogni giorno e notte continuavano le scosse. Poi il gran salto: divenne Arcivescovo di Cagliari, nella sua amata Sardegna. Si gettò con tutto l’ardore e le forze nella missione di pastore di tutti i fedeli. Spesso doveva venire a Roma perché nominato Consultore per le cause dei Santi. Infine, per l’età, si ritirò nella sua città di Nuoro. La sua salute cominciò a declinare. Ci sentivamo spesso per telefono. Lo scorso anno andai a Nuoro a visitarlo e lo trovai appesantito nel fisico ma sereno nello spirito. Sentiva il declinare della vita ma rimaneva forte nello spirito. Ricordava la sua chiamata al Sacerdozio come un grande dono e accettava quello che il Signore disponeva per lui. Questo è il ricordo mio e anche di altri compagni di classe e di sacerdozio, con grande affetto e riconoscenza.

E’

Abbiamo ricevuto notizia della morte di questi ex-alunni: In data 22 giugno 2012 è venuto a mancare S.E.R. Mons. Sergio Goretti,Vescovo Emerito della diocesi di Assisi Nocera Umbra – Gualdo Tadino, nato il 2 aprile 1929, ordinato prete il 4 aprile 1953 ed ordinato vescovo il 6 gennaio 1981. Il 17 luglio 2012 è deceduto S.E.R. Mons. Ottorino Pietro Alberti, della diocesi di Nuoro, Arcivescovo Emerito di Cagliari, nato il 17 dicembre 1927, ordinato sacerdote il 18 marzo 1956 ed ordinato vescovo l’8 settembre 1973. È deceduto il 12 agosto 2012 Mons. Pietro China, della diocesi di Roma, nato il 15 marzo 1923 e ordinato presbitero il 16 aprile 1949. Il 20 settembre 2012 è deceduto S.E.R. il Card. Fortunato Baldelli, nato il 6 settembre 1935, ordinato prete il18 marzo 1961, ordinato vescovo il 23 aprile 1983 e creato cardinale il 20 novembre 2010.

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Si prega di comunicare alla Redazione del Sursum Corda la notizia della morte di ex-alunni di cui si venga a conoscenza.



Sursum Corda 1 2013