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Marzo

2017 N° 68

Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n. 46) art 1, comma 1, LO/CO N. 64 - Maggio 2015

Arcellasco 1994

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Albavilla 2017

Carissimi, anche attraverso il giornalino “Eccoci Mamma”, è bello poterci dire ciò che sentiamo nel cuore. Vorrei, innanzi tutto, aprire il mio cuore per confidarvi come il timore, la pena di non poter continuare a sostenere le spese ingenti della Radio, mi ha portato, attraverso gli appelli, a bussare al cuore di ciascuno di voi. Perdonatemi. È perché vi voglio tanto bene! Si, miei cari, vorrei poter dare a tutti, senza riserve, la possibilità di portare attraverso la Radio,

la Chiesa in casa, e radunarci “come una sola famiglia” ogni giorno nella preghiera, nell’apostolato, nel dialogo, nel conforto, nell’accoglienza.

Guardiamo miei cari a Lei, impariamo da Lei: amare significa saper donare tutto di se stessi, con disponibilità incondizionata.

Vorrei potermi consumare, sino all’ultimo istante, perché que s t a mis sione c he la Mamma affida a ciascuno di noi, attraverso la radio, possa ogni mese, grazie al sacrificio di ciascuno, ricevere ciò che è indispensabile per la sua sopravvivenza.

Essere felici di accogliere e portare Dio nell’uomo e in ogni cosa, “conservando nel nostro cuore” tutto!

Come aver a cuore il bene di tutti?

Ogni giorno, con la Mamma, da 23 anni, offro a Dio il bene e il sostegno che riceviamo attraverso la Radio. Questi ci aiutano a contemplare e ad aprirci alla bellezza, alla misericordia di Dio e alla gioia di essere in Lui, figli, sorelle e fratelli.


Oh, miei cari, quale grande amore!! Generati da agonia e dolore!! Si, “Tutto è compiuto”. Grazie, Signore! Grazie Mamma: Maternità realizzata già nell’Incarnazione ma sancita, presso la Croce, dal crisma del dolore! Lo Spirito Santo, respiro della nostra vita, ci immerga in questo sguardo di infinito amore e, anche ora, accolga il nostro “ FIAT “ incondizionato. Coraggio, miei cari, non lasciamo morire Radio Mater... ciascuno contribuisca con il suo piccolo sacrificio, ogni mese, perché, anche chi è sprovvisto di ogni mezzo di sussistenza, possa sentirsi amato e vivere, anche attraverso l’ascolto della radio, la ricchezza spirituale del proprio stato. Mamma, ci stringiamo ancora di più a Te, per vivere la verità della nostra povertà, sapendo che è condivisione d’amore verso Gesù e…”soffrire nella Sua carne” la dura realtà di chi “non possiede”. Ci stia sempre a cuore la testimonianza e il bene di ciascuno, perché, carissimi, la nostra povertà, autentica davanti a Dio, vissuta per amore, è la vera beatitudine di cui parla il Vangelo. Si, per giungere a possedere in pienezza la gioia e la vita, dobbiamo, come famiglia, condividere ogni cosa, anche la fatica del “Calvario e della Croce”.

Grazie Mamma!

Coraggio, non perdiamo la speranza, non perdiamo la gioia di vivere, perseveriamo nelle preghiere e nelle suppliche, rimaniamo fedeli alla missione, lasciamo regnare l’AMORE! La Mamma, sono certo, suggerirà a tutti come aiutarLa, con l’offerta ogni mese,” piccola o grande “…come ci è possibile, perché questa radio, la radio della Sua Maternità, entri sempre nelle case, nei cuori e nella vita. Anche con l’apparizione a Fatima, di cui ricorre il centenario la Mamma ci chiama a rimanere fedeli a Dio, ci rassicura, ripetendo a ciascuno di noi” Dio ti ama, da sempre e per sempre.”

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Nella recita del Santo Rosario, accogliamo la “ Sua apparizione” ogni giorno e, in Lei, prepariamo il dischiudersi del nostro cuore all’amore, alla consolazione, alla rivelazione di Dio! Come per Giacinta, Francesco e Lucia, i tre pastorelli di Fatima, la Mamma ci aiuterà ad entrare nell’intimità divina, a staccarci sempre più dalla terra, a guarire il nostro egoismo, a liberarci da ogni debolezza, a fare penitenza, per servire il Signore con “l’ECCOMI”, quale risposta alla Sua chiamata e ai Suoi disegni, con un amore sponsale, sempre più puro e spirituale, sino all’offerta dell’ultimo giorno. La Mamma, piena di GRAZIA, ci doni, come ai tre pastorelli, la Sua obbedienza amorosa alla volontà di Dio. Nel Suo abbraccio, anche ora, immergiamo tutti noi sofferenti, in particolare coloro che intessono i propri giorni, imperniandoli di preghiera e di solitudini, di ansie, di sacrificio, sui quali Gesù, volgendo il Suo sguardo, dice: “Ecco mia madre e i miei parenti; chiunque compie la volontà del Padre mio è mio fratello, sorella, madre”. Con la Mamma, teniamo sempre il nostro sguardo fisso su Gesù, immergiamoci nel Suo amore e nella Sua volontà, offriamo anche il nostro sacrificio e, chinando il capo, immergiamoci nel grido d’amore: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. E ancora: “Donna, ecco tuo figlio. Figlio ecco tua madre“.

Coraggio, in Gesù risorto, miei cari, tutte le sofferenze sono riscattate. Maria, Madre della Chiesa e mamma nostra, ci stringa al Suo Cuore Immacolato, ci unisca alla sua preghiera. “Ottieni, Mamma cara, per ciascuno di noi, Tuoi figli che si consacrano a Te, una carità gioiosa, per camminare e avanzare nella fede e nella speranza, per unirci profondamente nella forza dello Spirito d’amore e, nella preghiera umile e sincera, guardare tutti e tutto con gli occhi del Risorto. Si, avanti miei cari, Lei ci aiuterà con le Sue Grazie. Vi porto nel cuore e vi benedico Vostro don Mario.


Don Stefano racconta la sua esperienza a Radio Mater

“Maria mi è sempre stata alle costole” qualche particolare della propria vita spirituale, che ringraziano per quanto hanno ascoltato.

Ecco che anche la mia presenza a Radio Mater potrebbe essere letta come un caso. Nel 2013 durante gli incontri tra sacerdoti del decanato di Erba, che raccoglie ben trentasei parrocchie, parlando di formazione degli adulti ebbi a fare questo ragionamento: nel nostro territorio ci sono diverse occasioni per la formazione di una coscienza cristiana negli adulti, ma quasi tutte parziali e rivolte a categorie ben specifiche; pensiamo, per esempio, agli incontri biblici, agli incontri per i genitori dei ragazzi che frequentano la catechesi, agli incontri formativi a tema proposti dalla Caritas, dal gruppo missionario, dal gruppo socio politico. Tutte proposte molto belle e fruttuose, ma che raggiungono una minoranza del popolo cristiano. “E gli altri?”, mi chiedevo. Accanto a questo interrogativo, animato dal desiderio di portare la Parola di Dio e l’insegnamento del Magistero a più gente possibile, mi sorgeva il problema del “come”: come riuscire a fare una proposta a largo raggio che avesse le caratteristiche della semplicità per essere accessibile a tutti? San Paolo scrive che bisogna sfruttare ogni occasione per parlare di Gesù: “annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento” (2Tm 4,2). Per cui, perché non utilizzare lo strumento della radio che entra nelle case di tutti, anche di quelli che fanno fatica ad uscire per tanti motivi? Mi sembrava proprio una buona idea, di quelle che non vengono per caso, di quelle in cui

don Stefano Dolci

percepiamo una certa ispirazione dall’alto. Fatta la proposta ai mie confratelli del Decanato, trovai subito consenso e, insieme, un preciso mandato”: Bene, fai tu!”. Così ho bussato alla porta di don Mario a Radio Mater per cercare ospitalità e sono stato accolto a braccia aperte. È cominciata così il 2 di ottobre del 2013 la mia esperienza radiofonica con una trasmissione di catechesi al primo mercoledì del mese: ero un po’ preoccupato per la novità, ma ho considerato che quel mercoledì era la festa degli Angeli Custodi e mi sono affidato: guarda un po’, un’altra coincidenza! Ad oggi sono arrivato a quarantuno trasmissioni, leggendo in modo continuo il Catechismo della Chiesa Cattolica. Devo ammettere che è, per me, un’esperienza molto bella e arricchente: un po’ per il lavoro di studio che faccio precedere ad ogni trasmissione, ma soprattutto per il contatto con gli ascoltatori che possono intervenire con le loro domande e riflessioni. Ero partito dall’idea di fare una proposta di catechesi per le parrocchie del Decanato di Erba e con grande meraviglia mi sono reso conto di raggiungere tantissime persone in tutta Italia: persone che ascoltano con attenzione e con il desiderio di conoscere e approfondire la fede, persone che pongono domande, che vogliono capire, che fanno osservazioni molto profonde, che condividono

Questo semplice servizio che svolgo a Radio Mater mi ha aiutato a leggere il mio ministero sacerdotale nel suo orizzonte vero che è quello della Chiesa e non solo della mia parrocchia: questo respiro ampio mi ha ricordato che sono prete per tutti e non solo per i miei parrocchiani e che il tempo che, necessariamente, sottraggo agli impegni parrocchiali non è tempo perso, ma rientra pienamente nel mio servizio alla Chiesa di Gesù. È proprio Maria, la Mamma celeste, che come a Cana di Galilea ci ripete: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2, 5), aiutandoci a riconoscere la volontà di Dio che si nasconde dietro i fatti che viviamo, le persone che incontriamo, le fatiche e le tribolazioni che affrontiamo. Mi permetto una confidenza: Maria mi è sempre stata alle costole! La mia parrocchia di origine, a Milano, è dedicata alla Madonna del Rosario; i tre oratori che il Vescovo mi ha chiamato a servire nei primi diciassette anni di ministero erano sotto la protezione di Maria (a Varese e Barlassina di Maria Immacolata e a Valmadrera del Cuore Immacolato di Maria); una delle due parrocchie di cui ora sono parroco è dedicata a Maria Annunciata.

don Stefano ai microfoni di Radio Mater

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“Mi permetto una confidenza: Maria mi è sempre stata alle costole”

Nella vita di ogni giorno ci capita di vivere situazioni che possono essere lette come coincidenze o fatti casuali. Ma per un cristiano che crede nella Provvidenza e nel progetto che Dio ha su di lui da sempre, non esiste il caso o le coincidenze.


“Mi permetto una confidenza: ...” Gli Esercizi Spirituali di Radio Mater

In questa sequenza di fatti non faccio fatica a sentire che è proprio Maria che mi ha chiamato a Radio Mater: per caso o per provvidenza? Mi sento molto confortato dal pensare che anche il mio servizio a Radio Mater è guidato dalla nostra Mamma: lo stupore per la sua costante protezione mi aiuta a conservare l’umiltà di chi sa di non meritare niente, ma di essere semplicemente preso a servizio. In questa logica ho accettato anche di condurre per due

venerdì al mese la trasmissione “A cuore aperto”, nella speranza di essere uno strumento docile per l’annuncio del Vangelo e della vita buona che scaturisce dall’accoglierlo. Anche questa è per me un’esperienza davvero toccante: impegnativo, ma bellissimo ascoltare le telefonate che si susseguono in continuazione, raccogliere le intenzioni di preghiere, rispondere alle richieste di consiglio, entrare con discrezione nel cuore delle

persone che si aprono alla confidenza. Questi incontri via radio mi fanno capire di quanto bisogno c’è di sentirsi ascoltati e di aprire la propria vita segnata da sofferenza e fatica nella confidenza spirituale. Ringrazio il Signore, Maria Santissima e don Mario per la possibilità che mi è stata offerta di vivere il mio servizio sacerdotale alla Chiesa anche attraverso questo prezioso strumento che è Radio Mater. don Stefano Dolci

Gli Esercizi Spirituali di Radio Mater Pagine Bibliche Mariane nel Centenario delle Apparizioni a Fatima. Cari radioascoltatori, si avvicina la Quaresima, tempo propizio per prepararci a celebrare bene la Santa Pasqua. E come ogni anno, Radio Mater proporrà dal 3 all’8 Aprile i santi esercizi spirituali. Anche quest’anno Don Mario ha voluto affidarmi il compito di predicarli. Su che cosa mediteremo? Per comprendere la scelta fatta, occorre ricordare che lo scopo di ogni corso di esercizi è sempre quello di proporre la conversione del cuore; e per raggiungere questo obiettivo le meditazioni seguono un percorso, tracciato dal tema. Quest’anno nella scelta dell’itinerario mi guidano due considerazioni: anzitutto gli esercizi spirituali vengono proposti da Radio Mater, la radio della Mamma del cielo; inoltre questi sono gli esercizi spirituali dell’anno centenario delle apparizioni di Fatima. E la Madonna a Fatima chiedeva con insistenza la conversione dei cuori. Dunque, mi pare giusto e bello proporvi pagine bibliche riguardanti la figura di Maria, cercando e scovando nelle sacre pagine come Dio, mediante la sua e nostra Madre, ci chiede di convertirci. Già nell’Antico Testamento alcuni padri della Chiesa hanno insegnato che alcune figure femminili anticipavano per certi aspetti quella di Maria Santissima. Nel bel santuario della Madonna

Santuario di Fatima

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Altare centrale del Santuario della Madonna Addolorata di Rho

Addolorata di Rho, il pittore Luigi Morgari ha dipinto ben 12 medaglioni raffiguranti donne antico-testamentarie che prefigurano la vocazione e la missione della nostra Mamma del cielo. Poi Giuseppe Carsana ha completato l’opera dipingendo le pagine evangeliche che ci parlano di Maria. Osservando e meditando su questi affreschi, mi pare di aver trovato stimoli sufficienti per comporre un itinerario confacente a quello di un corso di esercizi. Vorrei davvero che ci lasciassimo prendere per mano dalla Madonna ed essere da Lei condotti lungo i sentieri della storia sacra per rivisitare l’azione gratuita e potente di Dio al fine di procurarci la salvezza. Confidiamo nell’intercessione di Maria, affinché ci ottenga la grazia di un ascolto fecondo, che ci aiuti a sperimentare quanto sia vero l’antico detto latino: ad Jesum per Mariam. Padre Gianfranco Barbieri


Centenario delle apparizioni a Fatima

“La conversione è un’esigenza perenne della vita cristiana”

• Se anche ci fosse, ebbene, questo non farebbe che confermare la parte già nota del messaggio di Fatima. Da quel luogo è stato lanciato un segnale severo, che va contro la faciloneria imperante, un richiamo alla serietà della vita e della storia, ai pericoli che incombono sull’umanità. È quanto Gesù stesso ricorda assai spesso, non temendo di dire: Se non vi convertite tutti, perirete (Lc 13,3). La conversione – e Fatima lo ricorda in pieno – è un’esigenza perenne della vita cristiana» (Rapporto sulla fede: Vittorio Messori a colloquio con il cardinale Joseph Ratzinger, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (Milano), 1985, p. 111). È molto bella questa definizione: LA CONVERSIONE È UN’ESIGENZA PERENNE DELLA VITA CRISTIANA Cosa significa camminare sulla strada della conversione? E quali passi dobbiamo fare? Nelle apparizioni di Fatima penso si possano delineare tre passaggi della conversione: 1. Coltivare il desiderio del cielo 2. Ritornare a Dio 3. La preghiera e il Rosario come strumento Coltivare il desiderio del cielo. Il Cielo è il fine della nostra esistenza. «Dio, infinitamente Perfetto e Beato in Se stesso, per un disegno di pura bontà, ha liberamente creato l’uomo per renderlo partecipe della sua vita beata» (Catechismo della Chiesa Cattolica, CCC,1). Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, e che sono perfettamente purificati, entrano nel Cielo dove sono per sempre simili a Dio, perché

Giacinta Marto, Francisco Marto e Lucia dos Santos.

Lo vedono così come Egli è, a faccia a faccia. Questa vita di perfetta comunione e di amore con Dio, è la realizzazione delle aspirazioni più profonde dell’uomo, lo stato di felicità suprema e definitiva. Dio, infatti, ha messo nel cuore dell’uomo il desiderio della felicità al fine di attirarlo a Se. La speranza del Cielo ci insegna che la vera felicità non si trova né nella ricchezza o nel benessere, né nella gloria umana o nel potere, né in alcuna attività umana, per quanto utile possa essere, come le scienze, le tecniche e le arti, né in alcuna creatura, ma in Dio solo, sorgente di ogni bene e di ogni amore. Ritornare a Dio. Il 13 ottobre 1917, la Vergine dice ai piccoli veggenti: «Bisogna che gli uomini si correggano, che chiedano perdono dei loro peccati; che non offendano più Dio Nostro Signore, che è già troppo offeso». Da quel momento, i bambini non potevano trattenere le lacrime ricordando la tristezza del viso dell’Apparizione. Lucia commenterà così le parole della Madonna: «Quale amoroso rimprovero esse contengono e quale supplica! Oh! come vorrei che risuonassero nel mondo intero e che tutti i figli della Madre celeste ascoltassero la sua voce!» Il messaggio di Fatima è essenzialmente quello del Vangelo. Fin dall’inizio della sua vita pubblica, Nostro Signore ha proclamato: Il regno di Dio è vicino« Convertitevi e credete al Vangelo. Convertirsi, cambiare vita, significa ritornare verso Dio testimoniandogli il nostro rimpianto per averlo offeso. Particolarmente colpito dalla tristezza della Madonna quando chiede che non si offenda più suo Figlio, Francesco desiderava consolarlo

la Madonna Pellegrina di Fatima tra i malati

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“La conversione è un’esigenza perenne della vita cristiana”

Nel 1985, il Cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, venne interrogato dal giornalista italiano Vittorio Messori a proposito della terza parte del «segreto di Fatima», che non era ancora stata svelata. Al giornalista che si mostrava preoccupato di qualche cosa di «terribile» che si supponeva ci fosse in questo segreto, il futuro Papa rispondeva:


cominciando con l’astenersi da qualsiasi peccato. «Amo tanto Nostro Signore! Ma Lui è così triste a causa di tutti i peccati. No! noi non faremo più nessun peccato». Così, i tre bambini sono pronti ad affrontare le persecuzioni e la morte piuttosto che mentire per liberarsi dalle contestazioni. Ma il cambiamento di vita comporta, oltre alla confessione sacramentale per ricevere il perdono dei peccati, la mortificazione del cuore e dei sensi per riparare i peccati passati e unirsi al Cristo nella sua Passione. La preghiera e il Rosario come strumento

“La conversione è un’esigenza perenne della vita cristiana”

Maria, che ci insegna il ruolo fondamentale della preghiera nell’opera della salvezza. «Bisogna pregare molto per impedire alle anime di andare all’Inferno», ripeteva spesso Giacinta. «Riprendete in mano il rosario!»

Nostra Signora di Fatima

Preghiere di Fatima

Preghiere insegnate dall’Angelo ai tre pastorelli. Mio Dio, io credo, adoro, spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano. Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori.

Preghiere insegnate dalla Madonna ai tre pastorelli. O Gesù, è per amor Vostro, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria! O Gesù mio, perdonateci, liberateci dal fuoco dell’inferno; portate in Cielo tutte le anime, specialmente quelle che ne hanno più bisogno.

Preghiera comunicata ai pastorelli per un impulso interiore. Santissima Trinità, io Vi adoro. Mio Dio, mio Dio, io Vi amo nel Santissimo Sacramento.

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Il Rosario è uno dei percorsi tradizionali della preghiera cristiana applicata alla contemplazione del volto di Cristo. A questa preghiera la Chiesa ha riconosciuto sempre una particolare efficacia, affidando ad essa, alla sua recita corale, alla sua pratica costante, le cause più difficili. In momenti in cui la cristianità stessa era minacciata, fu alla forza di questa preghiera che si attribuì lo scampato pericolo e la Vergine del Rosario fu salutata come propiziatrice della salvezza» (Giovanni Paolo II, Rosarium Virginis Mariae, 16 ottobre 2002, n. 18, 39). Per questo oggi, in un momento in cui il nostro mondo che ha rifiutato Gesù Cristo corre verso l’abisso, per il più grave danno delle anime, il ricorso al santo Rosario è più che mai necessario. Seguiamo quindi la raccomandazione di Giovanni Paolo II: «Bisogna tornare a pregare in famiglia e a pregare per le famiglie, utilizzando ancora questa forma di preghiera. Guardo a voi, fratelli e sorelle di ogni condizione, a voi, famiglie cristiane, a voi, ammalati e anziani, a voi giovani: riprendete con fiducia tra le mani la corona del Rosario» (ibid. 41, 43). Ci aiuti Maria ad incamminarci sulla strada della conversione... don Marco Zappa


I Messaggi di Maria a Fatima, raccontati da suor Lucia

Sacrificatevi per i peccatori, e dite molte volte, specialmente ogni volta che fate qualche sacrificio: “O Gesù, è per amor Vostro, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria”. Dicendo queste ultime parole, aprì di nuovo le mani, come nei due mesi precedenti. Sembrò che il riflesso penetrasse la terra e vedemmo come un mare di fuoco. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero brace trasparenti e nere, o bronzee, in forma umana, che fluttuavano nell’incendio, trasportate dalle fiamme che uscivano da loro stesse, insieme a nuvole di fumo che cadevano da ogni parte, uguali al cadere delle scintille nei grandi (incendi), senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che suscitavano orrore e facevano tremar di paura. (Dev’essere stato dinanzi a questa visione che lasciai scappare quell’«ai!», che dicono di avermi sentito dire). I demoni si distinguevano per le forme orribili e schifose di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni roventi. Spaventati e come per chiedere aiuto, alzammo gli occhi alla Madonna, che ci disse con bontà e tristezza:

Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace. Se no, diffonderà i suoi errori nel mondo, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace. In Portogallo, si conserverà sempre il dogma della Fede. Quando reciterete il rosario, dopo ogni mistero dite: “O Gesù mio! Perdonateci, liberateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente quelle che ne hanno più bisogno”. QUARTA APPARIZIONE Pregate, pregate molto; e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all’inferno, perché non c’è chi si sacrifichi e interceda per loro.» QUINTA APPARIZIONE

Continuate a recitare il rosario alla Madonna del Rosario, tutti i giorni, [che Lei attenuerà la guerra] per ottenere la fine della guerra, Nostra Signora di Fátima [che la guerra sta per terminare]. In ottobre verrà anche il Signore, la Madonna Addolorata, la Madonna del Carmine, • Avete visto l’Inferno, dove cadono le anime S. Giuseppe col Bambino Gesù, per benedire il dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole Mondo. Dio è contento dei vostri sacrifici, ma stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore non vuole che dormiate con la corda. Portatela Immacolato. Se faranno quel che io vi dirò, soltanto di giorno. molte anime si salveranno e avranno pace. La SESTA APPARIZIONE guerra sta per finire. Ma, se non smetteranno di offendere Dio, nel pontificato di Pio XI, ne Non offendano più Dio Nostro Signore, che comincerà un’altra peggiore. Quando vedrete è già molto offeso. {Se il popolo si corregge una notte illuminata da una luce sconosciuta, finisce la guerra, altrimenti, se non si corregge, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà, finisce il mondo.} che punirà il mondo per i suoi delitti, per mezzo E aprendo le mani, le fece riflettere nel sole; della guerra, della fame e delle persecuzioni e mentre si elevava, il riflesso della Sua stessa alla Chiesa e al Santo Padre. luce continuava a proiettarsi nel sole.

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I Messaggi di Maria a Fatima, raccontati da suor Lucia

TERZA APPARIZIONE


Esserci o non esserci? La Chiesa nel mondo digitale.

Cristo deve diventare non tanto virale, ma vitale.

Cristo deve diventare non tanto virale, ma vitale.

Il 28 maggio 2017 celebreremo la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, alla quale Papa Francesco ha dato un titolo quasi provocatorio: “Non temere perché sono con te” (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. Speranza e fiducia oggi? Sembra una sfida impossibile, ma proviamo ad affrontarla insieme.

Prima di tutto occorre eliminare un pregiudizio che sono certo abita in molti lettori: la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali è riservata agli addetti ai lavori. È una giornata nella quale la Chiesa guarda fuori di sé, rivolgendosi ai giornalisti e agli operatori della comunicazione. Non è così, o meglio, non è solo così. Lo ha ricordato anche Mons. Corrado Sanguineti, Vescovo di Pavia, nella sua prima lettera pastorale: la Chiesa si interroga sulla comunicazione perché comunicare è l’ossigeno del messaggio evangelico. Non c’è Vangelo senza missione, non c’è testimonianza senza dialogo. La comunicazione però oggi non passa più solo dai giornali, dalla radio e dalla televisione. Accanto ai media tradizionali, troviamo ora i social network, che non sono solo uno strumento per restare in contatto e mantenere ad esempio amicizie geograficamente lontane, bensì una vera e propria realtà virtuale, una seconda dimensione che cresce e vive accanto a quella reale. In questo spazio virtuale non esistono confini, non esistono barriere, ma soprattutto non esistono scale di valori. I contenuti navigano nel mare della rete pronti per essere pescati dalle nostre ricerche, ma in realtà molto poco delle nostre navigazioni è lasciato al caso: esistono rotte e correnti

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governate dai signori di internet, che cambiano la direzione del vento digitale per orientare l’opinione pubblica. Per comprendere meglio quella che potremmo definire la rivoluzione digitale, assieme al giornalista Enrico Viganò abbiamo deciso di seguire per Radio Mater una giornata di studio organizzata dall’Aiart di Milano, intitolata: “Clicco, quindi educo. Genitori e figli nell’era dei social network”. Siamo rimasti particolarmente colpiti dall’intervento della Prof.ssa Stefania Garassini, presidente di Aiart Milano e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha esordito dicendo: «i nativi digitali non esistono». Non è vero quindi che i bambini e gli adolescenti sono automaticamente, oserei dire geneticamente, più bravi dei loro genitori a gestire il loro rapporto con internet. Ospite poi ai microfoni di Radio Mater, nella trasmissione “Fotogrammi di vita”, la Prof.ssa Garassini ci ha raccontato che da una recente ricerca dell’Università di Stanford risulta che i cosiddetti nativi digitali sono meno capaci di individuare le notizie false; non sanno dire qual è la fonte di una notizia, non sanno distinguere tra un articolo e una notizia commerciale. La tecnologia non è neutra, modifica la nostra percezione della realtà: «noi non daremmo una Ferrari in mano a un neo patentato, mentre diamo uno smartphone a un ragazzino di 10-11 anni. Non bastano le conoscenze tecniche per usarlo, occorrono altre capacità». Anche per la Chiesa si apre quindi una strada nuova e ricca di

difficoltà che non permettono di fare previsioni sul tragitto. Quale strategia scegliere? Osservare il “mondo social” dall’esterno, rischiando di diventare ininfluente? Entrare nei social network, con il rischio di perdere il suo assetto istituzionale? La Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia ha mostrato una Chiesa molto attenta al racconto attraverso i social network. Non sono mancate le criticità, ma forse una strada può essere questa: esserci, senza lasciarsi fagocitare dalle logiche molto umane di questa dimensione parallela. Esserci, e proporre modelli diversi. Senza scimmiottare i vari personaggi famosi dei social, ma presentando un progetto nuovo, che trascende il pensiero unico dominante.

Nel vorticoso mondo della rete la Chiesa può seminare il valore della dignità umana, il rispetto della vita, la dimensione pubblica della religione cristiana. Con la consapevolezza che il mondo social deve rimanere una parentesi, perché la fede (ma anche l’informazione seria) richiede il contatto umano, il confronto diretto, la ricerca e il dialogo reale. Ci sono milioni di giovani che crescono convinti che la realtà sia quella dei social, che il successo e il valore di una persona si misurino dal numero dei “mi piace” che le sue foto conquistano, che la verità si possa trovare negli hashtag e negli slogan che diventano virali: a costoro la Chiesa deve diventare il faro che spezza la nebbia digitale e deve additare la Verità che è Cristo e Cristo deve diventare non tanto virale, ma vitale. Giacomo Bertoni


Una serata di preghiera e riflessione per chi vuole essere Figlio di Maria.

Giovani o sempre giovani con Maria?

Mi piace molto iniziare la mia riflessione proprio da qui perché il gruppo di persone con le quali mi incontro in cappellina ogni mese, e precisamente il terzo sabato alle 20.30, da quest’anno è composto da conduttori, collaboratori, tecnici e registi che animano con la loro generosità, intelligenza e soprattutto fede, le varie trasmissioni messe in onda da Radio Mater. Questa stessa serata di preghiera e riflessione fino allo scorso anno era destinata ai giovani che operano in radio e che si erano dati il suggestivo nome di “Giovani con Maria”. Poiché gli anni passano, immancabilmente, per tutti, da quest’anno hanno deciso di chiamare questo gruppo di persone che partecipano a questa serata i “Sempre Giovani con Maria”. A prima vista potrebbe sembrare semplicemente un adattamento

Diacono Lucio Piterà

dovuto alla normale osservazione della realtà e che rimanda ad un gruppo di adulti, più che ad uno di giovani, se è vera, come penso sia vera, quella indicazione riportata all’inizio di questo scritto che cataloga come giovani coloro i quali ricadono nella fascia compresa tra i 16 e i 29 anni e, tuttavia, a ben guardare, questa denominazione apre anche ad altri scenari che qui desidero considerare. Una delle caratteristiche imprescindibili dell’età giovanile è quella dell’essere fortemente tesi alla scoperta del proprio ruolo in ambito affettivo, professionale, sociale, ecclesiale… quella che noi chiamiamo la vocazione di ognuno. Non ci piace immaginare l’uomo come un essere solitario e indipendente da ogni forma di relazione ma, al contrario, crediamo fortemente nel valore della relazione che proietta l’essere umano verso orizzonti che superano la stessa naturalità perché individuano in Dio il Primo Essere con cui l’uomo Adamo fu invitato a porsi in relazione avviando così quel processo che ha condotto l’uomo ad essere quello che ora è, perché è la capacità di relazionarsi, che induce un io ad incontrarsi con un tu, che porta un io ad avere coscienza di sé e del mondo circostante. La vocazione allora è il progetto di sé pensato non solo a partire dalle naturali inclinazioni di ognuno poste a confronto con le esigenze e le possibilità di realizzazione offerte dalla società ma, primariamente, a partire dalla visione d’amore che Dio ha su ciascuno di noi. Scoprire la propria vocazione significa allora, secondo me, sognarsi con i sogni di Dio, vedersi con gli occhi di Dio. La Chiesa, dunque, dice ancora il documento citato, «intende accompagnare i giovani nel loro cammino esistenziale verso la maturità affinché, attraverso un processo di discernimento, possano scoprire il loro progetto di vita e realizzarlo con gioia,

aprendosi all’incontro con Dio e con gli uomini e partecipando attivamente all’edificazione della Chiesa e della società». Un simile compito, dunque, non può essere limitato all’età giovanile in quanto più che un compito questi è un processo che ha inizio con l’insorgere dell’autocoscienza e che si conclude nell’incontro finale con Dio. La denominazione “Sempre Giovani” dunque, a mio avviso, può ben rappresentare questa propensione che dobbiamo avere alla continua ricerca di quel sé che ci identifica e ci costruisce a partire dall’idea che Dio ha su noi. Con questi conduttori ci incontriamo soprattutto per rileggere la nostra vita alla luce degli insegnamenti della Sacra Scrittura e dei documenti della Chiesa, chiedendo a Dio e alla Vergine Maria la luce necessaria per poter decifrare i vari avvenimenti che segnano le nostre giornate e per impostare cristianamente la nostra esistenza. Nella cappellina ci sono ancora posti disponibili per chi desiderasse venire di persona ad Albavilla. A chi non dovesse avere questa possibilità, offriamo di unirsi a noi via radio per pregare e per porre la propria vita nelle mani della Mamma, come instancabilmente ci insegna il nostro don Mario, grande anima di questo progetto che la Vergine Maria ha affidato al suo cuore buono e generoso, perché nel mondo si diffonda sempre più la fede in Gesù per mezzo di Maria. Lucio Piterà diacono

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Giovani o sempre giovani con Maria?

La prossima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi in programma per il 2018 – la quindicesima - sarà sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Nel documento predisposto per la preparazione a questo importantissimo avvenimento ecclesiale si spiega che il «termine “giovani” indica le persone di età compresa all’incirca tra 16 e 29 anni, nella consapevolezza che anche questo elemento richiede di essere adattato alle circostanze locali» e tuttavia «è bene ricordare che la giovinezza, più che identificare una categoria di persone, è una fase della vita che ciascuna generazione reinterpreta in modo unico e irripetibile».


In Parlamento si discute di fine vita, eutanasia, suicidio assistito…! I famigliari chiedono sostegno non per sopprimere i loro cari malati o disabili, ma per assisterli.

Faustino: “O buon Gesù, questa bimba proteggila Tu”

Faustino: “O buon Gesù, questa bimba proteggila Tu”

Mi è capitato pochi giorni fa di entrare in casa di Giovanna e Faustino Quaresmini al mattino, proprio nel momento in cui i due genitori (68 anni lei e 75 lui) stavano accudendo la figlia Moira da 17 anni in stato vegetativo. Ebbene in quel momento il papà stava facendo il segno della croce sulla fronte della figlia, recitando questa preghiera sgorgata dal suo cuore e che mi ha spezzato il cuore: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. O buon Gesù, questa bimba proteggila tu. Proteggi anche sua mamma e suo papà, suo fratello Luigi e il suo nipotino Luca e tutti quelli che le vogliono bene. Proteggi il Papa e i sacerdoti, don Mario e Radio Mater e tutti gli ammalati del mondo che soffrono. E anche tu, Madonnina, questa bimba proteggila tu e dai la forza a sua mamma e a suo papà di volerle sempre tanto bene. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen”. La commozione era tanta, soprattutto osservando il viso di Moira: era attento, raccolto e ho avuto la chiara sensazione che seguisse la preghiera recitata dal papà. Una preghiera che Faustino ripete tre volte al giorno: al mattino, prima del pisolino del pomeriggio, e alla sera. Tre volte al giorno da 17 anni, da quando nella notte del 13 gennaio 2000, un embolo amniotico le ha causato la morte della figlia che stava per partorire e il coma. Secondo i medici sarebbe sopravvissuta non più di qualche mese. E invece… Ora ha 47 anni e viene nutrita con il cucchiaino: mangia, seppure tutto tritato, esattamente quello che mangiano loro a tavola. Per darle da bere, invece, utilizzano il sondino naso-gastrico. Moira, ha detto una conduttrice di Radio Mater, è la prova (se ce ne fosse bisogno ancora) che Dio esiste.

Moira nel suo salone di parrucchiera

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Moira con la mamma Giovanna e papà Faustino

Di fronte alle discussioni che si fanno in Parlamento sul “fine vita”, questi genitori si sentono impotenti e non sanno come arrivare al cuore dei politici per chiedere loro di essere aiutati, non per sopprimere la vita della figlia, ma per poterla assistere adeguatamente 24 ore al giorno. Non vogliono altro: poter accudire il loro famigliare, nella consapevolezza che l’eutanasia di persone gravemente disabili per sottrazione di cibo e acqua non è mai una conquista di libertà. “In un Paese come il nostro - ha scritto il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, in risposta alla nostra lettera pubblicata sulla pagina “Idee” del quotidiano cattolico - dove, prendendo purtroppo esempio dall’involuzione già avvenuta in altre democrazie europee (penso in particolare ai casi estremi del Belgio e dell’Olanda), nonostante l’ancora radicata e vasta cultura della solidarietà della gente, la politica si mostra più intenta a offrire risposte a chi conduce campagne per la “morte a comando” irrogata dallo Stato che a rimuovere ostacoli morali e materiali, d’indifferenza o di pregiudizio, davanti a uomini e donne colpiti da grave e gravissima inabilità o affetti da malattie che possono essere curate, ma non ancora guarite e nei confronti di quanti si battono davvero per la “vita degna” di congiunti, persone amiche o semplici concittadini che sperimentano tali condizioni”. “Conosco da anni Giovanna e Faustino Quaresmini, i genitori di Moira, – è sempre Tarquinio a scrivere - e so che sono persone normali e straordinarie, buone e generose e anche per questo attorniate da tanta solidarietà “dal basso” che rende meno


Moira con la mamma Giovanna

solitaria la loro lotta per e con Moira. Da credenti hanno, in più, la forza delle preghiera. Il tanto bene umano e spirituale che si accende e avviene attorno a Moira, e che da Moira proviene nel tempo della sua inermità, per chi ha occhi, mente e cuore aperti è «una prova dell’esistenza di Dio». In qualche modo la stessa che accese la preghiera di Etty Hillesum nel tempo della follia nazista e dell’apparente trionfo “finale” della morte e che la portò a scrivere, come tirando le fila di tutte le piccole e grandi vicende umane, che «le cose sono, dovunque, completamente buone e, nello stesso tempo, completamente cattive». È una frase che mi torna in mente ogni volta che mi misuro col mistero delle prove “ingiuste” che sfidano la nostra libertà, la nostra responsabilità e il nostro amore e che a

libertà, responsabilità e amore danno senso più profondo. Vorrei che i nostri parlamentari la sentissero come un richiamo personale, scomodo ma inevitabile. L’insieme di norme sul «fine vita» che si stanno votando alla Camera e, soprattutto, il passaggio sull’alimentazione e l’idratazione delle persone che non riescono ad alimentarsi da sole, può essere – e non voglio avere dubbi su questo punto – buono nelle intenzioni, ma contemporaneamente è cattivo nell’esito che prefigura e nelle pratiche eutanasiche che minaccia di ingenerare”. Perché viene strumentalizzata la sofferenza di una persona– che può essere prima Eluana, poi Welby e ora il dj Fabo auspicandone cinicamente addirittura la morte, solo per finalità politiche, mediatiche e

Forse se i nostri parlamentari varcassero la porta di casa di queste persone, allora scoprirebbero una realtà d’amore da loro sicuramente sconosciuta. Scoprirebbero, ad esempio, che Moira, è un miracolo vivente, fatto di baci, di sorrisi. Scoprirebbero tanta serenità e amore, che si respirano appena incontri questi genitori, il cui cuore pulsa in sintonia con il cuore di Moira. Scoprirebbero che “la qualità della vita all’interno di una società – sono parole di papa Francesco alla Comunità di Capodarco - si misura in buona parte dalla capacità di includere coloro che sono più deboli e bisognosi, nel rispetto effettivo della loro dignità di uomini e di donne”, perché “una società che dà spazio solo alle persone pienamente funzionali, del tutto autonome e indipendenti, non è una società degna dell’uomo. – dice infine il papa -. Infatti, la discriminazione in base all’efficienza non è meno deplorevole di quella compiuta in base alla razza o al censo o alla religione”. E.Vig.

Moira in Cappellina alla concelebrazione presieduta da mons. Mario Delpini

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Faustino: “O buon Gesù, questa bimba proteggila Tu”

ideologiche? Perché i mezzi di comunicazione non danno risalto mai a coloro che, nonostante la loro disabilità e la loro malattia, vogliono continuare a vivere, mentre sono attenti quando qualcuno chiede di morire? Perché, si chiedono a loro volta Giovanna e Faustino e con loro le oltre tre mila famiglie italiane che hanno un parente in stato vegetativo, veniamo completamente, o quasi, trascurate.


Pubblichiamo per ragione di spazio, solo poche lettere pervenute alla Direzione di Radio Mater in occasione del compleanno di don Mario e dell’anniversario di fondazione della nostra emittente: 11 febbraio. A tutti un grazie sincero e fraterno.

“Radio Mater è una radio di corsia, prontuario di amore tra le lettighe” L’11 Febbraio 1994 appariva, per mezzo di Maria Santissima e della Chiesa, un astro d’oro. Accadeva ciò su preciso mandato di Dio e, mediante la coo-partecipazione orante e costruttiva degli ascoltatori, spuntava, nel prato delle radio cattoliche Radio Mater, scialuppa di fede, nata da una sottrazione, da un abuso ingiustificato. Ma è vero che Dio scrive nel verso giusto anche sui roghi, su righi contraffatti, sui fatti macabri di disumana incomprensione ed ingiustizia. Prende Lui una parola diversa su storie spezzate, su vite riverse nel fango e vuote, soffia pietà, soffia… il suo miracolo vivente. E cosi, ecco un gioiello fiorire! Radio Mater è attualmente una realtà radiofonica preziosissima e insostituibile per chiunque, a cuore aperto, desideri cogliere formazione, reale promozione umana, cultura religiosa ed umanistica. Si ascoltano seminari e catechesi, durante le quali son profuse sensibilità, bellezza, speranza, dignità, riscatto, salvezza e grazia. Una sponda celeste per le anime affrante!

Lettere a Cuore Aperto

La radio reca, senza dubbio in sé, il carisma della sofferenza. Per chiamata speciale lo fa.

lettighe, con api e formiche operose, a leggere storie, ad educare, e nuovi camici e ferri del mestiere da approntare, e l’aiuto salvifico dei Sacramenti, come lievito e colonna portante. Il Cuore Immacolato di Maria, ai cui fianchi, come anfratti e come lembi di grembiuli, possiamo noi tutti ed ogni persona, appigliarci come unguento, e le mani di Gesù, come approdo. I tenerissimi baci di Gesù e di Maria, si ricevono tutti! Colpisce di questo cammino, intriso di comunicazione e fiducia, l’intento, non soltanto evangelizzante e missionario ad opera di apostoli credibili, ma lo spirito di famiglia. Ed inoltre, commuove la speciale devozione all’Immacolata di Lourdes, la stessa che aveva messo tra le mani di Suor Caterina, la medaglia Miracolosa. Si respira, attraverso Radio Mater la coerenza e l’adulto discepolato e servitù al Magistero. Si “ leggono, senza sottotesto. Ciascuno che telefona, espone, “A Cuore Aperto”, pubblicamente: gioie e sofferenze, cadute, senza riserve, senza vergognarsene, ma portando, alla grande famiglia dei commensali, un frutto dal mistero del dolore e della letizia.

Ed infatti, si fa carne e si fa canto, per dare voce agli ultimi nel lazzaretto, ai derelitti e ai sofferenti tutti.

Ciascuno di noi può averlo sperimentato: sembra di essere a Lourdes, di trovarsi ad un passo dalla grotta meravigliosa.

Una radio di corsia, mi verrebbe da dire, prontuario di amore tra le

Le fiaccole accese procedono lungo le navate, si vedono e si

innalzano, come intercessioni e generosità, anche da molto lontano. Esse arrivano per bocca dei Collaboratori volontari, che singolarmente sottolineano: la grazia e il mistero dell’Unità, la sapienza, la gioia dei canti e le voci squillanti, la fedeltà, l’umiltà. Nell’unico Spirito, ognuno è un membro necessario che porta, alla famiglia della Radio, contributi per la vita dell’anima e del corpo. Le catechesi trasmesse, interessano il cuore e lo provocano al risveglio, in un tempo poco attento, se non addirittura distratto ai bisogni dei più fragili, dove il cammino della persona buona appare spazientito e le promesse non mantenute dall’esistenza; tempo dei colossi che insegna a primeggiare e non a condividere, una musica sorge! La musica d’amor, dice un canto dei primi raggi del mattino, in Radio Mater. Nel tempo attuale, che non privilegia l’infanzia della vita, con la sua debolezza ed innocenza; l’anzianità, con i suoi luoghi di remota memoria e anche le sue stanchezze, dove i passi si fanno più lenti. Sono tempi durante i quali, per sopravvivere ed auto-sostentarsi, si innescano meccanismi di non trasparenza, di auto-difesa. Si innescano così egoismi, idolatrie ed ansie da prestazione, efficientismi e inquietudini senza riposo. Si è stremati dalla fatica Dinnanzi a noi una sorta di romana Scala Santa… senza mai una sosta, senza un premio. Ma il premio è il sangue di Gesù, versato in stille, su quella scala… Ecco i gradini e aspre arrampicate, la legge dei gravi e lo spirito sommerso dalla galera del corpo, dall’incapacità del corpo, ahimè sovrano e unico idolo destinato alla polvere.

don Mario nel giorno del suo 87° compleanno

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In questo tempo vigente, talora insostenibile, dove l’Uomo sovente rinuncia a proseguire, butta la spugna, appare ripiegato sulle proprie trascorse artiglierie, divenute rovine


individuali e vede sé stesso come una cariatide color nero di seppia, Radio Mater ci aiuta a cogliere l’orizzonte senza impaurirci, e scorgiamo risurrezioni, e profilarsi la costa, che da senso al viaggio. Si, con la preghiera, la Parola di Dio, le celebrazioni, Radio Mater ci da riposo, ristoro, coraggio, fiducia, aprendoci all’unità ,al dialogo, al conforto.

di luce possa VI… VE… RE… e illuminarci ancora a lungo. Con tanta riconoscenza. Giada. Radio Mater è una voce amica, una famiglia dove ognuno è atteso, amato, consolato.

E vi auguro compleanni senza numero, quante sono le costellazioni, allo stesso modo siano per chi vi vuole bene e per il fondatore di questa realtà giovane ma longeva e fuori dall’ordinario. Antonella - Casertana a Firenze. Don Mario, che Dio la benedica sempre. Carissimo Don Mario Non potevo dimenticarmi di Lei. TANTI AUGURI DI BUON COMPLEANNO. Sono Flavia dal Brasile e con Lei e la radio meravigliosa di Maria, Radio Mater, trascorro le mie giornate e anche la notte. Siete il mio ossigeno mi date la forza di affrontare la vita , di pregare, di capire, di imparare e di poter a mia volta riportare e insegnare ai miei figli ad essere veri cristiani. Don Mario è nel mio cuore. Mi sa dare tanta gioia e serenità. La prego si riguardi e la Mamma del Cielo la protegga sempre . La stringo forte al mio cuore e che Dio la benedica sempre. Le voglio bene Don Mario Flavia.

Eccoci, Mamma!

n° 68 Marzo 2017 Comunità di Maria ONLUS • C.F. 93012890138 • Casella Postale n. 84 - 22031 Albavilla (CO) Registro stampa: Tribunale di Como n. 1/96 dell’8/1/1996 • Lett. in famiglia “Pro Manoscritto” di Comunità di Maria Onlus, Albavilla (Como) • A. 2005 Direttore Responsabile: Enrico Viganò. Impaginazione e Grafica: Roberto Bonfanti Stampa: Ingraf Industria Grafica Srl • Via Monte San Genesio 7 • 20158 Milano (MI)

Radio Mater: “Che grande dono ci ha fatto, Don Mario!”. Non so bene a quale titolo scrivo questa mail, non so descrivere bene quello che provo e tanto meno se ne ho le capacità e il diritto. Quello che so è che quando vi ascolto, provo gioia, commozione, riconoscenza, perché è soprattutto sorprendentemente materna con tutti noi afflitti da problemi di varia natura. Voglio dire grazie a tutti voi, a Don Mario e a tutti i sacerdoti, a tutti i conduttori che si alternano con tanto entusiasmo alla formazione, all’arricchimento spirituale, ma soprattutto alla consolazione di tante anime tribolate e sole. Che grande dono ci ha fatto Don Mario! Cerchiamo tutti assieme di non disperderlo nell’indifferenza. Ho sentito il suo accorato appello e mi ha preso un nodo alla gola, pensando a quanto lavoro, fatica e intelligenza si è speso per la realizzazione di questo progetto; sarebbe un insulto irreparabile se tutto venisse vanificato. Vorrei tanto, e non solo sotto il profilo del dono, che prevalesse la consapevolezza che si deve contribuire a sostenere la nostra radio. E’ un dovere a cui ogni ascoltatore (fruitore di tanta meditazione e raccoglimento, di consigli e preghiere che addolciscono anche i risvolti più dolorosi) deve sentirsi coinvolto. Cioè nell’opera di consolidare la struttura di Radio Mater, rendendola salda e non solo puntellata alla bisogna. Per Don Mario, e ne sono sicura, ogni volta che si sente costretto a dover tendere la mano, è come se la piaga riprenda a sanguinare. Il nostro dovere lo faremo tutti assieme, Don Mario, perché questa radio, questa fonte

Come canta l’inno di Radio Mater, mi sono trovata un giorno “a cercare qualcosa che mi aprisse un po’ il cuor”. La curiosità e la sorpresa mi hanno fatto fermare su Radio Mater. Ascoltando i vari argomenti, mi è venuta in mente la parabola del Vangelo di Matteo, 13,47 ed ho immaginato la funzione della radio come “una fitta rete, intessuta con amore” e gettata sul l’umanità, dalle verità del Vangelo. Questa “rete apostolica” non è fatta solo di parole, ma di vicinanza piena, di accoglienza che arriva da tutta la “famiglia” che ascolta, recepisce e immerge nel proprio cuore. È un susseguirsi di argomenti, di testimonianze di “vita quotidiana”, di approfondimento di temi religiosi, di omelie profonde di don Mario che scuotono e risvegliano in me, ogni giorno, quel continuo bisogno di Dio e la necessità di essere perdonata, amata, accolta, ascoltata. Ho riscoperto, nell’angolino in cui mi ero rifugiata, che non c’ero solo io, ma tanta umanità, assetata e bisognosa di parole di incoraggiamento, di una ventata di prossimità per chi si sente solo, malato, abbandonato, triste sfiduciato. Ogni dialogo è “condito” d’amore, di comprensione e di profonda fede. Ogni voce arriva al cuore di chi soffre, facendosi prossima a tutti, anche a coloro che brontolano, criticano e si lamentano.

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Lettere a Cuore Aperto

Vi ringrazio per questa emittente di preghiera.


Grazie, Mamma, grazie per il dono di questa grande famiglia orante! Un abbraccio. Marta. Ogni giorno prego per lei.

don Mario ai microfoni di Radio Mater

Si, Radio Mater, è proprio quella “rete, fittamente e sapientemente intrecciata” che avvolge e abbraccia ciascuno, immergendoci nell’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Avvertiamo, anche grazie alla consacrazione quotidiana, che lo sguardo e la tenerezza di Maria si posano su ogni creatura a Lei affidata e, nessuno, si sente dimenticato da una “Mamma così bella e Immacolata”. Lei ci aiuta, attraverso la parola, ad essere conforto per chi soffre, sostegno per chi è in difficoltà, compagnia per chi è solo: basta comporre un numero di telefono 031 / 64.60.00 e... subito si possono donare esperienze, ricevere conforto e preghiera: si vive la gioia di essere immersi nella fede e abbracciati da una famiglia!

Lettere a Cuore Aperto

Questo è accaduto proprio a me, in un momento molto triste della mia famiglia. Abbiamo ricevuto quell’abbraccio consolatore di cui avevamo necessità e, con le preghiere di tutti, abbiamo ritrovato lo spiraglio di luce e la pace consolante, nella braccia del Signore. Grazie, Mamma, grazie don Mario! Con voi ci sentiamo a casa, avvertiamo il senso del dono di “vita custodita”, dov’è nessuna parola è superficiale ma profonda: “ tutto è prezioso, niente è sciupato”, ...sosta di ristoro e fonte a cui bere, per chi cerca di riprendere il cammino perduto. Radio Mater, non è solo uno strumento tecnologico, ma una voce amica, una famiglia dove ognuno è atteso, amato, consolato. È vero, don Mario, il segreto è la preghiera: tutti preghiamo per essere capaci di condividere, di collaborare, di divenire un umile dono. È felicità piena sapere che, nel nome di Gesù e di Maria, si vive la gioia e la forza dell’unità e si apre, per tutti e ciascuno, UN MONDO NUOVO,... UN MONDO DI BENE!

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Don MARIO carissimo: La saluto nel Signore, augurandole sempre il meglio. Sono un Sacerdote Salesiano, che, ringraziando Dio e i suoi carissimi collaboratori, ho potuto, per qualche tempo, offrire il mio piccolo servizio, facendo qualche meditazione alla Radio che Lei ha fondato. Ogni giorno prego per Lei, per la sua salute, per la sua saggezza ed anche la sua santità. Altrettanto faccio per suoi collaboratori, per chi ho potuto conoscere, quando mi trovavo nella Casa Salesiana “Sacro Cuore”, di Roma. Oggi è il compleanno della Radio. Voleva farle arrivare il mio cordiale saluto, fatto preghiera per Lei, per coloro che si impegnano nella radio e danno il meglio di sé per far conoscere la Madonnina. Mi spiace di non poter continuare ad aiutarla, ma sono sicuro che la Vergine di Lourdes ha trovato persone più sante e capaci di chi le scrive. La Radio è opera di Maria. Con tutto il mio Cuore. Don Giulio Cesare Cabrera Floreán Salesiano. Quanta gioia porta radio mater a chi è solo. Sono venuto ieri a Radio Mater, per festeggiare il 23 compleanno di questa amata radio. Sono stato bene! Ho visto don Mario e ho avuto l’onore di accompagnarlo per il breve tratto che ci ha portato in Cappellina, dove ha recitato il Rosario e ha celebrato la Santa Messa. Credo che, anche per chi non era presente e ha partecipato attraverso la radio sia stato coinvolto dalla gioia vissuta in questa giornata. AIUTIAMO RADIO MATER! Quanta gioia porta a chi è solo, disperato o nel dolore per un lutto.. “ Attacchiamoci” alla Madonna Lei ci guiderà a Gesù e, nonostante tutte le tribolazioni, saremo gioiosi perchè Gesù ci farà sentire quanto ci ama! Offriamo ogni mese un aiuto a questa santa radio! GESU’ CI AMA! MARIA CI AMA! e noi, se li amiamo dobbiamo dare testimonianza! Coraggio, ciascuno dia “tanto o poco” ma questo sia il dono di ogni singola persona! Grazie! Pietro.

Sempre uniti a voi. Ieri pomeriggio, in Cappellina, abbiamo partecipato alla bellissima e solenne celebrazione Eucaristica, in onore della Beata e sempre Vergine Maria Immacolata, Nostra Signora di Lourdes, preceduta dal S. Rosario meditato, guidato sapientemente da don Mario Galbiati. Ringraziamo di cuore la Madre di Gesù e Madre nostra, che permette, a tutti noi, momenti di Paradiso qui sulla terra. Ringraziamo sinceramente con tanto affetto e stima don Mario, la splendida Comunità di Maria e tutta la grande squadra di Radio Mater; siamo certe che le Grazie dal Cielo non mancheranno per voi tutti, in special modo per don Mario: vero, araldo, intrepido, zelante Sacerdote “infuocato di SPIRITO SANTO, CAVALIERE DELLA REGINA DEL CIELO”. La festa di Radio Mater, giunta al 23° anniversario, segna un nuovo passo, un nuovo cammino nel compimento del misterioso progetto di Maria e Gesù. Grazie!!! Sempre unite a voi tutti, nella preghiera e nella supplica per la salute di don Mario e per tutte le necessità di Radio Mater. Tutto e sempre alla maggior Gloria di DIO. Rosanna e Libera. E’ un’atmosfera magica quella di Radio Mater. Volevo ringraziarvi di cuore per la bellissima festa che avete fatta alla nostra mamma Carmen. Ogni anno è sempre una emozione bellissima, rincontrare gli amici della Comunità di MARIA, ci fate tornare a casa con il cuore colmo di gioia…. E’ un’ atmosfera “magica” quella che si respira lì e, pregare e riflettere insieme nella Casa di MARIA, ci aiuta molto, ci da’ la carica per vivere al meglio la quotidianità, cercando di mettere in pratica, anche in piccoli gesti, l’amore verso gli altri, quello


Lucia. Grazie per averci consacrato a Maria. Carissimo Don Mario, averla conosciuta personalmente è stato per noi una grande consolazione e un grande dono. Molte cose avremmo da dirle, ma ci limitiamo a questo: grazie per averci consacrato alla Madonna! Continui ad operare per il bene della Chiesa e dei sofferenti, assieme ai suoi amici meravigliosi. Eugenio e Federica.

mandato mia figlia. Ora passo il testimonio alle 2 figlie: Rosalba e Patrizia e le prego di ricordarsi di aiutare Radi Mater, anche quando Dio mi avrà chiamato. Con tutto il cuore continuo a pregare per tutti i suoi collaboratori, volontari, (i bravi conduttori di giorno e notte che ci insegnano a pregare), per tutta la grande famiglia di Radio Mater. In particolare per Lei. Don Mario, le auguro lunga vita, un forte abbraccio e... bacio le Mani.

Continuo a pregre per tutti i collaboratori della radio. Carissimo Don Mario. Sono nato solo 16 giorni prima di Lei, ma sono molto più mal messo. Con la mia misera pensione, ho partecipato, con piccole offerte solo a Natale, Pasqua, Ferragosto e con il 5/1000. Non sono più in condizione di andare alla posta ed ho

Leonardo. Grazie per la vostra preghiera. Ringrazio voi tutti cari di Radio Mater, per la significativa immaginetta della Madonnina, venerata nella vostra Cappellina. Grazie soprattutto per avermi annoverato

fra i tanti amici ascoltatori della vostra Radio, famiglia che sa infondere consolazione e “certa speranza”. Grazie per la vostra preghiera, sicuro anche che vorrete iscrivere il mio nome, unito alla mia famiglia, nel libro che ponete, ogni giorno sotto il manto della Vergine Madre Maria. Ancora un particolare grazie a Don Mario per la sua benedizione, riportata sull’immaginetta, e per le sue significative e accorate riflessioni, che trasmettono a tutti, la sua fede e l’amore per Gesù e la Madre Santissima. Un caro saluto. Luigi di Firenze. Radio Mater ci dà la possibilita’ di condividere i nostri problemi. Io ringrazio Radio Mater perché ci dà la possibilità di condividere le nostre angosce e i problemi famigliari a “cuore aperto”. Anche se apriamo il nostro cuore in diretta, la vostra discrezione ci dà il coraggio di condividerlo con altri. Questo è già un grande passo avanti, una grazia d Gesù. Molte volte io mi riconosco nei tanti problemi che altri espongono e se non ho ancora il coraggio di dirlo in diretta, ho la risposta per me. Continuate così, grazie, grazie! Chiara da Varese.

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puoi contattare la segreteria per ulteriori informazioni al numero 031/645214 oppure 031/611608.

Ti ringrazio di cuore, anche solo per aver letto questo appello.

Buona giornata, Don Mario 15

Lettere a Cuore Aperto

che fate voi tutti i giorni. Inutile dire che la mamma è stata STRAFELICE, il regalo più bello per i suoi 90 ANNI! L’abbraccio di DON MARIO le ha dato nuova forza, è un po’ preoccupata per la sua salute e dice sempre che si dovrebbe riguardare un po’ di più. Un grandissimo abbraccio a tutti voi, e ancora RAZIE per tutto quello che fate!


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Giornalino n° 68 - Eccoci Mamma! Giornalino n°67 - Eccoci Mamma! Giornalino informativo a cura della Comunità di Maria ONLUS per Radio Mater...

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