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LIBRO MOSTRA SAN FRANCESCO E FRA ELIA

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Con il Patrocinio di:

Discorso Frate

Settembre 2016

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Discorso Frate

Settembre 2016

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“S. Francesco e Frate Elia - Inedito di Gino Severini” Catalogo delle opere presenti nella rassegna Chiesa S.Croce - Sala Maddalena Settembre 2016

Realizzato dal Circolo Culturale “Gino Severini” di Cortona Progetto grafico: Claudio Lucheroni Stampato da:

Dalla A alla Stampa - Camucia

Realizzato da:

Lilly Magi

Contatti Circolo culturale Gino Severini e artisti Lilly Magi via 25 Aprile 14/10 52044 Camucia AR ITALIA E-mail rolling1950@libero.it www.cotonetra.it tel. 3663639981 facebook circolo culturale Gino Severini 2

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Zerva Paraskevì

La pietra angolare - scultura a basso rilievo in refrattario bianco - cm. 45x30. Bozzetto per Fra Elia, ed è il simbolo dell’architetto, il quadrato, è il simbolo del potere divino sulla terra: Costruire un luogo con il fango e le pietre che può accogliere la parola. Zerva Paraskevi è un’artista e poetessa greca naturalizzata italiana. Zerva lavora sul tema della Donna come l’essenza della Trasformazione attraverso il suo corpo, mente e spirito. I suoi studi di danza classica, pittura ad olio, grafica, incisione e modellato l’hanno spinta sempre più verso la materia più concreta, la creta che l’artista predilige per dare forma ad un flusso di una interpretazione della femminilità come espressione di una forza generativa. Così, dunque, l’artista, tramite le sue opere in terracotta policroma e le sue poesie, intreccia la trama di un mito personale che diventa universale quando viene condiviso.” (Daniela Pronestì, Toscana Cultura anno 2, volume di Gennaio, 2013 e anno 2015, volume di Marzo). Come scultrice è stata formata sotto la guida del Maestro Marco Beccattini al laboratorio Ellittica dal 2000 al 2007, dopodiché ha ricevuto i preziosi insegnamenti della celebre artista Amalia C.Duprè, lavorando nel suo studio dal 2007. (www.amaliaciardidupre.it, Fondazione Amalia Ciardi Duprè, Museo CAD). Nel 2013, Zerva ha vinto due premi importanti: il Fiorino d’Argento per la Scultura Premio Firenze-Europa, Mario Conti e il Primo Premio per la scultura al Concorso Omaggio a Gino Severini, città di Cortona, 2013. Riceve la Medaglia d’Oro per la scultura al Concorso omonimo a Lucignano il 2016. E’ presente nei volumi Donne nell’Arte in Toscana (vol.2013, vol.2014, Scultori in Toscana, 2015, Masso delle Fate ed. ed è stata recensita nella rivista La Toscana. Dal 2003 partecipa a numerose mostre collettive e personali, in diverse città italiane. www.zervaparaskeviarte.weebly zervaparaskevi@gmail.com

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PRESENTAZIONE La possibilità data agli artisti del Circolo culturale Gino Severini di Cortona, da parte dei padri guardiani P. Antonio di Marcantonio e P. Gabriel Marius, il primo del convento di S Croce in Firenze e il secondo di quello di S Francesco in Cortona, rappresenta sicuramente un’importante esperienza che ha permesso di approfondire, se non addirittura conoscere, la valenza di fra Elia e di S Francesco, figure emblematiche del francescanesimo. Tutto è nato da un invito fatto dai due religiosi con un unico obbligo quello di proporre al capoluogo toscano una serie di opere che “raccontassero” S. Francesco e fra Elia. Da subito è stato l’entusiasmo ad animare gli animi dei soci, poi arrivarono alcune perplessità, sul come riuscire a riprodurre in uno spazio limitato l’essenza di queste due “gigantesche” figure della spiritualità mondiale. L’amore per l’arte, comunque, in breve ha fatto superare ogni indugio e oggi abbiamo 23 modi espressivi che ci parlano del poverello di Assisi e di Fra Elia. La rassegna risulta così essere veramente degna di S. Croce, luogo religioso e culturale ambito e amato a livello planetario. Fra le opere spicca sicuramente il dipinto di Gino Severini, che l’artista fece su commissione e che poi venne subito rubato e mai ritrovato. Dell’opera del grande pittore cortonese resta solo una fotografia che la figlia Romana, presidente onoraria del Circolo, ha voluto donare perché attinente al tema della mostra in questione. Raffigura infatti un S, Francesco intento ad accarezzare un lupo, seguito da un confratello, probabilmente fra Elia, e con una schiera di angeli sovrastanti e a mo’ di corona. L’immagine ha una grande importanza in quanto è l’unica cosa che resta dell’opera di Severini, questa è stata riprodotta in tela per rendere meglio i colori. Concludendo mi sento, come Presidente del Circolo Severini, di ringraziare i padri Antonio e Gabriel ma anche Romana Severini perché da quando è nata la nostra Associazione ci è stata sempre vicino contribuendo alla riuscita delle nostre iniziative. Lilly Magi Presidente-fondatrice del Circolo culturale “Gino Severini” di Cortona - (Ar)

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Plini Maria Grazia

SALUTO DEL SINDACO DI CORTONA E’ con grande onore e gratitudine che scrivo queste poche parole in questa pubblicazione per un evento di grande importanza. Un gruppo di artisti, ben 23, del Circolo Gino Severini di Cortona che espongono le loro opere a Firenze, in una prestigiosa e suggestiva location con la Chiesa di S.Croce. In questi anni il Circolo Gino Severini ha dato prova di essere molto attivo e di rappresentare magnificamente le nuove istanze artistiche di Cortona. Gli artisti di oggi messaggeri di una storia antica che parte dagli Etruschi ed arriva fino al futurismo di Gino Severini rappresentano al meglio lo spirito di apertura, dialogo e incontro che caratterizza Cortona, centro culturale pulsante da tremila anni. Grazie agli artisti ed agli organizzatori del Circolo Gino Severini per questo ulteriore passo in avanti che dà prestigio alla loro arte e alla città di Cortona. Francesca Basanieri Sindaco di Cortona

S. Francesco che parla agli uccelli - olio su tela - cm. 60 x 50. In quest’opera ho voluto evidenziare il passaggio di San Francesco in viaggio verso la Verna. Fermatosi nei pressi del Castello di Montauto, nell’attuale riserva naturale dei monti Rognosi, fece sgorgare l’acqua dove, in seguito, fu costruita una piccola cappella o maestà. Questo sito divenne un luogo molto frequentato per le proprietà taumaturgiche dell’acqua. Ho voluto comunque sottolineare il rapporto tra San Francesco e la natura per il quale il Santo è stato dichiarato nel 1979 da una bolla pontificia di Giovanni Paolo II il “Patrono omniculturale dell’ecologia “. San Francesco nel suo “Cantico delle creature” rivolge un messaggio tutt’oggi più che valido in antitesi col nostro modo di comportarci, Messaggio di fratellanza umana e naturale, perché l’uomo ha perso il rispetto per l’ambiente che lo circonda.

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Pentolini Monia

L’ultima speranza - olio su tela - cm 50 x 70. Il mondo in balia degli uomini che per soldi fanno guerre e in nome della religione uccidono i loro simili sta ormai “annegando” nei propri errori; l’ultima speranza è riposta in San Francesco, che con il suo amore lo raccoglie, piangendo per il dolore e cerca di pulirlo da tutto questo “sporco”. Monia Pentolini dopo aver studiato in scuole d’arte, è arrivata ad essere restauratore per poi aver bisogno di esporre le proprie opere, passando per associazioni e gallerie, come la “Mentana” a Firenze e “Galerie Atelier 35” in Germania, ha ricevuto premi e consensi sia dalla critica che dal pubblico.

SAN FRANCESCO E FRATE ELIA PER LA PRIMA VOLTA IN SANTA CROCE Sono particolarmente lieto e, in qualche modo orgoglioso, di accogliere in Santa Croce la mostra degli artisti cortonesi che hanno voluto con la loro arte affermare l’interesse e l’apprezzamento per la figura e l’opera di un loro celebre concittadino, figura eminente del XIII secolo. Li ringrazio perché hanno voluto evidenziare il profondo legame di amicizia e di dipendenza spirituale tra Frate Elia e san Francesco d’Assisi, del quale fu Vicario e che ebbe il privilegio di stargli vicino nei momenti più importanti della sua vita. Un legame che si può vedere e leggere a Cortona visitando la Chiesa di San Francesco che Frate Elia volle costruire proprio per dimostrare il suo legame e il suo attaccamento filiale a Frate Francesco che lo aveva eletto “madre per sé e costituito padre di tutti gli altri Frati”. Ecco perché la mostra vuole raccontare anche i legami profondi tra Frate Elia e la città di Cortona. L’arte suscita emozioni, evoca situazioni, illumina il volto di un Frate che seppe guidare i primi tumultuosi anni del francescanesimo e che seppe indicare la strada della memoria, prima con la costruzione della Basilica di Assisi e poi con la costruzione della Chiesa di San Francesco a Cortona, prototipo di tutte le chiese francescane. E quando nel 1251 prima e nel 1295 poi i francescani vollero erigere come memoria e glorificazione del Poverello di Assisi la Basilica di Santa Croce, si rifecero certamente al modello cortonese. Ma Frate Elia promosse anche il linguaggio dell’arte che è sempre (quando è vera arte) una narrazione basata sulla forza delle immagini e che diventa comunicazione di forme e colori per una esperienza interiore profonda. Così la mostra costruisce un ponte tra Cortona e Firenze, tra San Francesco e Frate Elia, grazie al messaggio e alla spiritualità francescana che unisce queste due città attraverso la presenza di comunità di frati francescani. Ringrazio vivamente il Centro Culturale Gino Severini di Cortona nella persona della sua Presidente Lilly Magi, il P. Gabriel, Guardiano del Convento di San Francesco e tutti gli artisti che hanno risposto generosamente all’invito e che hanno espresso, nel migliore dei modi la loro visione e il loro apprezzamento per il personaggio Frate Elia. P. Antonio Di Marcantonio O.F.M.Conv. Rettore della Basilica di Santa Croce

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A ROMANA SEVERINI

Romana Severini

Gino Severini

Paul Fort 6

Non potevo non inserire in questo catalogo Romana Severini, figlia del grande pittore cortonese e Presidente onoraria del Circolo Culturale “Gino Severini” di Cortona. Donna di grande sensibilità e cultura, è veramente la colonna portante della nostra Associazione. Ci segue con premura e intelligenza in tutte le iniziative che organizziamo e, quasi sempre, è presente, insieme al marito, noto giornalista, alle giornate inaugurali. I suoi consigli sono per noi di grande valenza, perché aggiungono quella nota in più che rende la nostra attività molto più centrata. Di gran cuore la signora Romana ci ha fatto anche dei doni eccezionali, quanto esclusivi, il primo di questi sono state due immagini del padre inedite e opera di un noto fotografo parigino. Una di queste il Circolo l’ha donata, ingrandita e ben sistemata, all’Accademia degli Arditi, che gestisce il teatro Signorelli della cittadina Etrusca, e ad oggi fa bella mostra di sé proprio nella hall del teatro. La scelta non fu casuale ma venne tenuto conto del fatto che Gino Severini amava lo spettacolo e quindi il teatro, di conseguenza, in accordo con i soci e con la signora Romana, optammo per il teatro Signorelli. Il secondo dono lo abbiamo ricevuto in occasione di questa mostra, al momento della programmazione. Infatti, come nostra abitudine, informammo la signora Romana della possibilità che c’era stata data dai frati Conventuali di S. Croce in Firenze e di quelli di S. Francesco di Cortona, di esporre le opere di almeno 20 artisti del “Circolo Severini”, su un tema ben preciso: S. Francesco e Fra Elia. Ebbene lei, per tutta risposta, ci disse che ci avrebbe dato una foto di un’opera del padre raffigurante proprio S Francesco di Assisi. L’opera d’arte in questione, commissionata a Severini, poco dopo la consegna venne rubata e mai più ritrovata, per lo meno fino ad oggi, e quindi questa immagine ci permette di ammirare un altro capolavoro del pittore cortonese, che altrimenti sarebbe caduta nell’oblio. Cosa dire di più per far capire la bontà, la capacità di collaborare della signora Romana, non ci sono proprio parole appropriate per descrivere la magnanimità del suo cuore e l’intelligenza acuta e sopraffina di cui è dotata. La signora Severini Brunori, va aggiunto che non è solo l’erede dell’artista cortonese ma anche nipote di Paol Fort uno dei più insigni poeti francesi. La sua opera poetica è molto abbondante, con un mix di simbolismo, semplicità e lirismo. Paul Fort fu in contatto con i più noti scrittori e poeti della sua epoca. Alcune poesie furono musicate e cantate da Georges Brassens: “Le Petit cheval”, “La Marine”, “Comme hier”. Divenne Commendatore della “Legion d’Onore” e fu eletto Principe dei Poeti nel 1912. Come dire, che con Romana ci immergiamo nella cultura del novecento a tutto tondo. Il rapporto che lega Romana Severini a Cortona è profondo e fatto di affetto e grande passione. In questi anni il MAEC sta lavorando con lei per arricchire la collezione Severini già in possesso del museo e per creare uno scrigno d’arte e di ricordi dedicato all’immenso talento del maestro Gino Severini. In questa operazione la figlia del grande artista ha donato al Comune di Cortona e all’Accademia Etrusca diversi capolavori e anche oggetti privati del padre. Ovviamente la signora Romana è anche la testimonial ufficiale dell’attività del padre, sempre impegnata a riconoscere o meno opere attribuite al maestro e a presenziare iniziative dedicate a Gino Severini, che si tengono nei musei principali del modo. LILLY MAGI

Panaete Ana

San Francesco in preghiera - olio su tela e lamine in oro - cm. 60 x 80. ANA PANAETE rumena di nascita italiana per adozione, all’inizio del 2007, rispolverando un vecchio sogno, si avvicina alla pittura e frequenta il gruppo di studio “Di maniera e innovazione” sulla guida di Daniela Dragoni. Poco dopo si iscrive al Cenacolo degli Artisti Aretini. Ha partecipato a tantissime mostre collettive in Italia e all’estero, riscuotendo favorevoli consensi di pubblico e di critica. Ha ottenuto anche alcuni riconoscimenti.

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Nasuto Vincenzo

Severini Gino

Fra Elia - Olio su tela.

Gino Severini è il mentore del Circolo culturale “Gino Severini” di Cortona. L’Associazione porta il suo nome non a caso in quanto tutte le attività che vengono svolte sono in suo onore e volte a recuperare denari per devolverle al MAEC di Cortona e in particolare per le sale museali dedicate al grande artista, con il fine di conservare e migliorare ciò che lui e i suoi discendenti hanno donato alla comunità cortonese. Gino Severini, pittore italiano cubista e futurista, nasce a Cortona il 7 aprile 1883, dove completò gli studi primari prima di trasferirsi a Roma nel 1899 per frequentare corsi d’arte a Villa Medici. E’ nella capitale che Severini conosce Boccioni e Balla e con quest’ultimo si trasferisce a Parigi per studiare la pittura impressionista, incontrando Paul Signac che aveva accolto il pensiero di George Seurat desiderando realizzare una pittura su basi scientifiche, in accordo con la sua esperienza Divisionista. Gino Severini prende contatto con la maggior parte delle avanguardie parigine, tra cui Georges Braque, Juan Gris, Amedeo Modigliani e Pablo Picasso, Lugné-Poe e il suo circolo teatrale, i poeti Guillaume Apollinaire, Paul Fort e Max Jacob, e l’autore Jules Romains, partecipando al nascere e allo svilupparsi del Cubismo. Il nostro aderirà anche alla corrente Futurista ma diciamo un po’ a modo suo. Individuo fornito di un forte rigore costruttivo e di fantasia inventiva, Severini sa unire scienza ed arte, raggiungendo la più completa felicità espressiva quando, tra il 1910 ed il 1915, compone su un’unica tela il dinamismo futurista e la scomposizione e ricomposizione del cubismo, elaborando a fondo la teoria del cubismo sintetico. Fra l’ottobre 1917 e l’agosto 1918 pubblica una serie di articoli dal titolo “La Peinture d’avant-garde” sulla rivista De Stijl. Dal 1924 al 1934, anche a seguito di una crisi religiosa, si dedica quasi esclusivamente all’arte sacra esplorando e sperimentando le tecniche dell’affresco e del mosaico. Esegue così grandi affreschi e mosaici, in particolare per le chiese svizzere di Semsales e La Roche, poi in Francia e in Italia. Nel 1930 il pittore, selezionato per la Biennale di Venezia, si trasferisce a Roma, dove partecipa alla Quadriennale nel 1931 e nel 1935, anno in cui vince il Gran Premio per la pittura, presentando un’intera sala a lui dedicata. Negli anni ‘50 Severini torna ai soggetti dei suoi anni del futurismo: ballerine, luce e movimento. Severini muore a Parigi il 26 febbraio 1966, dopo aver lasciato centinaia di opere esposte nei musei di tutto il mondo ed avere pubblicato importanti saggi teorici e libri d’arte. L’artista con le sue opere è presente nei più grandi e importanti musei del mondo, una sua opera si trova da qualche anno nella sala principale del Parlamento europeo. L’opera in mostra a Firenze è stata donata da Romana Severini, figlia del grande artista cortonese, la stessa che è Presidente Onoraria del Circolo Culturale “Gino Severini” di Cortona, si tratta di un dipinto commissionato a Severini da una famiglia, probabilmente di Milano, che poi appena consegnata venne subito rubata e non è stata mai ritrovata, ciò che resta è una foto custodita dalla figlia che con magnanimità l’ha donata appena venuta a conoscenza di fare una mostra nella chiesa di S.Croce di Firenze. Il dipinto, in tempera, rappresenta un S. Francesco con un confratello mentre accarezza un lupo, il tutto circondato da un ambientazione bucolica coronata in alto da una schiera di angeli. Quest’opera ci riporta alla prima produzione severiniana, quando il pittore si cimentava in uno stile neo classico rappresentato egregiamente dalla “Maternità”, oggi conservata al MAEC di Cortona. LILLY MAGI

L’opera raffigurante frate Elia da Cortona braccio destro di San Francesco, va a coronare non solo l’amore verso ciò che circonda il pittore ed il desiderio di cogliere la metafisica insita nelle cose, ma anche quello di un approdo certo verso la metafisica trascendentale, che appaghi la completezza della propria spiritualità. Come da sempre avvertito, da parte dell’artista nelle costruzioni architettoniche del grande cortonese, da lui visitate, fatte sì di solide basi e pietra indistruttibile, ma tendenti ad alta spiritualità, per quello svettare verso il cielo ed il suo simbolismo che parla all’anima. L’artista ha conseguito i seguenti diplomi e qualifiche: Libera Accademia di Pittura Firenze; Diploma Maestro d’arte indirizzo tessile; Qualifica professionale presso Regione Toscana, Arezzo in Fotomeccanica; Qualifica professionale presso Regione Toscana Polo Universitario alta formazione Prato marketing e internazionalizzazione del Prodotto Moda; Qualifica professionale presso Regione Toscana Polo universitario alta formazione Prato Stampa su tessuti; Pittura e acquerello dal pittore Sergio Tosi. Ha frequentato numerosi seminari professionali a livello nazionale ed europeo. Ha al proprio attivo mostre personali e collettive in tutta Italia. Gli sono stati attribuiti numerosi primi premi e riconoscimenti a vario titolo da qualificate giurie. Ha al proprio attivo pubblicazioni su Arte Mondadori, La Nazione, Il Corriere di Arezzo, cataloghi personali e collettivi con note critiche di Lia Bronzi, Lucia Fiaschi, Dino Marasà e Beppe Palomba. Vincenzo Nasuto, pittore ed ottimo scrittore, dalle plurime esperienze artistiche, dovute ad una ricerca incessante, realizza un proprio excursus honorum, cum magna lucis passando dalla tecnica figurativa a quella più informale, pur non abbandonando mai l’amore per le immagini, ne fa testo la mostra preparata per la Regione Toscana, dal titolo esplicativo: “I colori dell’anima”.

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Alunni Mauro

S. Francesco e Cortona - tecnica mista - cm. 60x80. Nella mia opera eseguita con stili diversi (figurativo, astratto, simbolismo, macchiaiolo) e con colori vivaci ho rappresentato la Chiesa di S. Francesco e Frate Elia; S. Francesco è rappresentato con personaggi che levano le mani alzate verso il santo per chiedere intercessione e protezione, oltre all’aspetto religioso. MAURO ALUNNI è un noto pittore della scena artistica cortonese, numerosissime sono le sue mostre sia collettive che personali, fatte anche in luoghi di grande prestigio, ha avuto negli anni dei riconoscimenti. Amante del colore, nella sua prima sua produzione optava per lo stile macchiaiolo poi nel tempo si è dedicato all’astrattismo e a forme pittoriche un po’ meno delineate. I temi prescelti sono spesso scene di vita quotidiana anche rupestre legata a rituali antichi.

Nador Ariella

In raccoglimento Il nostro cuore inquieto trova rifugio nella preghiera, come ci ha insegnato S Francesco. L’artista dipinge da molti anni e ha partecipato a concorsi di pittura ricevendo importanti e lusinghieri riconoscimenti. Il suo stile personalissimo si riconosce nell’interpretazione della natura e soprattutto nell’interpretazione dell’albero che è parte integrante della natura stessa e richiama dall’inconscio un flusso di sensazioni.... I suoi alberi sono ora sfarzosamente frondosi, ora alzano al cielo i loro rami stecchiti e spogli quasi a rappresentare l’aspetto mutevole dell’universo materico e spirituale in cui ci dibattiamo. Ma le belle immagini di questi alberi che Ariella ci propone vogliono portarci alla parte più importante delle sue opere, quella che non si vede, oscura e celata: la radice. Ariella ha preso parte a numerosissime personali e collettive nelle città più importanti d’Italia. Ha ricevuto diversi riconoscimenti, come: Medaglia d’oro concorso I.N.I.A.S.A. - Udine; Coppa d’argento rassegna “Croce del Vulture”; 1° premio mostra di Pittura e Arti grafiche “Matrona Busa” IV edizione, Canosa di Puglia; 2° premio manifestazione Premio Europeo Fidapa-Clanis; Diploma di Merito concorso Miav-Cortona Ariella Nador: - ariellanador@alice.it Tel.: 335-1628786

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Magi Lilly

Mente geniale - tecnica mista. Fra Elia spirito libero e genio incontrollabile, è ritratto accanto alla sua chiesa, quella di S Francesco di Cortona, sua perché la volle ad ogni costo e la realizzò in un anno. Mente geniale e poliedrica pronta a tutto ciò che il “nuovo” fosse proteso verso un miglioramento della qualità della vita degli esseri umani, seppe “muoversi “in ogni ambito dello scibile e del mistico producendo risultati ottimali, di cui anche i moderni ne traggono i vantaggi. E qui, nel dipinto, vediamo le sue creature, più conosciute: l’abilità di architetto, è suo lo stile francescano, ma anche l’Ordine francescano, giunto fino a noi per essere riuscito a convincere S.Francesco ad approvarlo e ad oggi è il sostegno delle tante comunità di francescani. E quindi nel dipinto si vede il simbolo religioso di S.Francesco, le due braccia incrociate: quella di Cristo e l’altra del Santo ma nel cielo i Tau che a mo’ di sole lanciano delle iridescenze d’oro. Tutto intorno è buio, nero, per sottolineare la cecità umana di cui ancora è oggetto la figura di Elia. LILLY MAGI L’artista divide il suo tempo fra il giornalismo e l’arte, scrive, infatti, da anni, per diverse testate giornalistiche, ha anche pubblicato un libro. Dall’ottanta ha iniziato la sua produzione pittorica, partecipando a diverse mostre e ricevendo diversi premi. Ha collaborato anche con Charles Ortega, amico e collaboratore di Picasso. Della Magi hanno scritto alcuni personaggi fra cui Sgarbi. Le sue opere sono presenti nel palazzo comunale di Cortona, nella chiesa di S Michele Arcangelo a S Angelo di Cortona e presso la Curia vescovile di Cortona. E’ Presidente fondatrice del Circolo culturale “GINO SEVERINI” di Cortona e Presidente della delegazione per la Regione Toscana dell’Accademia di Arte e Scienze di Salerno.

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Argirò Loredana

...E, per tutte le creature... - acrilico - cm 40 x 70. L’intento è quello di rappresentare, sotto l’albero della VITA, gli insegnamenti di Francesco, simbolizzati dal TAU e l’ACCOGLIENZA, simbolizzata dalle tante Porziuncole che, diventano, piccole case abitate da coloro che ne hanno bisogno. BREVE CURRICULUM: La sua formazione artistica è da autodidatta ed inizia nel 2003. Negli anni, alterna la fase pittorica a quella di designer e realizzatrice di gioielli artigianali sia contemporanei che ispirati al Medioevo ed al Rinascimento. Articoli che la riguardano su “L’Etruria” e “La Nazione”. Fa parte del “Circolo Culturale Gino Severini”. Collabora con il MAEC. L’artista ha, al suo attivo, diverse mostre personali e collettive. Durante la sua carriera ha ricevuto alcuni riconoscimenti.

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Bigoni Gianni

Lucifero Alfredo

TAU - acrilico su tavola - cm. 98 x 100.

Aspettando l’energia universale cosmica

Il Tau rappresenta per me il senso completo della vita spirituale di S. Francesco. Il Tau è una lettera degli alfabeti greco ed ebraico corrispondente alla nostra “T”. Fin dai primi tempi della Chiesa cristiana il Tau venne assunto come segno di particolare devozione per divenire, con San Francesco d’Assisi, supporto di una vera e propria mistica. Il TAU ha alle sue spalle una solida tradizione biblico cristiana. Fu accolto da San Francesco nel suo valore spirituale e il Santo se ne impossessò in maniera così intensa e totale sino a diventare lui stesso, attraverso le Stimmate della carne, quel TAU vivente che egli aveva così spesso contemplato, disegnato ma soprattutto amato. Il TAU, segno concreto di una devozione cristiana, è soprattutto impegno di vita nella sequela di Cristo. Il Tau perciò deve ricordarci una grande verità cristiana: la nostra vita, salvata e redenta dall’amore di Cristo crocefisso, deve diventare, ogni giorno di più, vita nuova, vita donata per amore. Portando questo segno viviamone la spiritualità, rendiamo ragione della “speranza che è in noi”, riconosciamoci seguaci di San Francesco. Il percorso artistico di Bigoni viene definito come un viaggio nella memoria, con il quale egli cerca di dare vita a reminiscenze simboliche, favorendo la massima libertà interpretativa del pubblico, cercando di fare scaturire nell’osservatore emozioni e riflessioni personali. Ha partecipato a numerosissime mostre, personali e collettive, in ogni parte d’Italia, ha ricevuto diversi riconoscimenti e le sue opere sono presenti in collezioni private.

Da sempre le mani con il loro gesticolare e porsi verso gli altri, ci appaiono come espressione esternante la personalità psichica e mentale. Le mani, qui esposte, aperte verso il cielo, sono state eseguite dallo scultore Alfredo Lucifero con tecnica di fusione a cera persa, vogliono esprimere: “Amore verso gli altri e ricezione di energia cosmica universale” così come ideato dallo stesso maestro scultore. In tal senso potremmo definire l’opera d’ispirazione francescana.

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Alfredo Lucifero di professione è stato avvocato e magistrato onorario. Si è dato all’arte in età matura, come letterato è poeta e narratore con notevole produzione e pubblicazioni al proprio attivo. Per le arti figurative approda alla scultura raggiungendo importanti traguardi di critica.

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Lucchini Lucia

Bigoni Zuma Luciana

S. Francesco alle Celle - Olio su tela - cm 50x70, 2016.

Elia e Francesco - mosaico - cm. 100 x 100.

La figura di S. Francesco, tratta da un’opera di Bartolomeo della Gatta, s’inserisce nella pittoresca cornice della cascata del convento francescano delle Celle di Cortona. Il santo riceve le stimmate in questo luogo sacro, anche se secondo fonti storiche l’evento sarebbe avvenuto alla Verna. La scenografia del quadro d’autore sconfina nell’ambiente circostante, integrandosi perfettamente con i colori della natura, che tanto era amata dal Santo come si rileva dal “Cantico delle Creature”. Ma il messaggio di Francesco stigmatizzato va oltre, promuovendo un percorso di redenzione per l’umanità. L’ambientazione architettonico-paesaggistica reale di soggetti artistici rappresenta il filone che l’artista sta seguendo da alcuni anni nella continuità passato-presente. La pittrice, dopo la laurea in architettura, ha seguito il percorso artistico - creativo, coltivando la passione per le arti figurative e specializzandosi nella pittura ad acquerello. Nata come acquarellista di paesaggi toscani, nel 2011 ha intrapreso un nuovo percorso formativo, guidata dalla pittrice Michela Peccini presso l’Unitre di Perugia, perfezionando la tecnica a olio nella ritrattistica e nella rappresentazione del paesaggio e continuando a specializzarsi nello studio dell’acquerello. Dal 2013 l’artista segue il filone “Arte e città”, sovrapposizione strutturale di un’eredità artistica del passato con ambientazioni architettoniche della città del presente. L’innovazione è legata soprattutto alla location delle opere che escono dai luoghi di conservazione cristallizzati dei musei e delle chiese per essere presentati in scenografie monumentali della città di oggi, erede tangibile di quei capolavori. Particolari di quadri di autori, che hanno avuto i natali o hanno operato nella splendida cornice storica di Cortona, dal Beato Angelico a Luca Signorelli, da Pietro Berrettini a Gino Severini, sono liberamente interpretati dall’artista in versione moderna. L’artista ha partecipato a numerose esposizioni dal 2011 ad oggi, ottenendo premi e riconoscimenti. Nel 2012 ha esordito con la prima mostra personale “Arte e archeologia” presso il Museo MAEC di Cortona a Palazzo Casali. Ha partecipato a quattro edizioni della collettiva “Mostra internazionale di arti visive - Omaggio a Gino Severini - Premio città di Cortona”, dal 2013 al 2016, riportando attestati di merito ed elogio. La pittrice ha esposto nel 2014 nella chiesa di S. Domenico a Cortona. Infine nel 2015 è stata inserita nel catalogo “Artisti del Casentino” con mostre a Stia e Poppi. LUCIA LUCCHINI: - ViaVerga,13, 52044 Cortona(AR). Cell 338 4943348 www.lucialucchini.com

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Traendo ispirazione e spunto dalla mirabile rappresentazione giottesca delle esequie di San Francesco, forse la gemma più luminosa tra le molte che adornano la cappella Bardi in Santa Croce, l’artista rappresenta la morte di Francesco, assistito da Frate Elia d’Assisi. Il Santo giace a terra, e dalla terra nascono sette spighe – simbolo delle virtù cardinali e teologali –, che dal suolo giungono al cielo, a indicare che coltivando lo spirito l’uomo può trasumanare e ascendere al divino. Il segmento sinistro del mosaico è dominato dalla candida Basilica di San Francesco ad Assisi – l’architetto della quale, secondo una diffusa tradizione, sarebbe stato proprio Elia – e da una raffigurazione dell’imperatore Federico II, di cui lo stesso Elia fu collaboratore prezioso e illustre. L’artista per le sue creazioni usa la tecnica del mosaico, riuscendo a creare opere di indiscussa bellezza, proprio per la sua bravura è stata chiamata ad insegnare questo mezzo espressivo anche nelle scuole. I suoi lavori spaziano dal figurativo al completamente astratto e proprio in questo ambito ama riprodurre le sensazioni, le abitudini e fissazioni del nostro tempo. Ha partecipato a varie collettive fra le quali al museo Palazzo Bellini a Comacchio, a Prato in un laboratorio artistico, collettiva, al MAEC di Cortona, al museo di Lucignano alla biennale di Ferrara. Da anni collabora al progetto di riqualificazione della chiesa di Indicatore Arezzo, dell’artista Andreina Giorgia Carpenito, dove realizzerà dodici metope in mosaico di vetro, che ricopriranno in parte il tappeto musivo all’interno di questa chiesa. Agenzia Zuma di Bigoni Luciana TEL. 0533/333349 FAX. 0533/333349

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Calabrò Francesca

Laudato sii - olio su tavola - cm 80x80. L’artista ha da sempre amato l’arte e in particolar modo la pittura. Nel tempo, ha seguito corsi di disegno, di nudo e di pittura ad acquerello e a olio. La sua creatività trae sovente ispirazione dai luoghi delle proprie radici familiari, richiamandosi spesso a paesaggi e scorci toscani, lucani e mediterranei in genere. È socia del Cenacolo degli Artisti Aretini, della Compagnia degli Artisti di Sansepolcro e del Circolo Culturale “Gino Severini” di Cortona. Ha partecipato a estemporanee e a concorsi di pittura, tra cui il Concorso Nazionale di Pittura “Chimera Arte Arezzo” del 2011, 2012 e 2014, il Premio Nazionale di Pittura “Città di Civitella” del 2012 e del 2014, la Mostra Internazionale di Arti Visive “Omaggio a Gino Severini – Premio Città di Cortona” nel 2013, 2014 e 2015, la Mostra Internazionale di Arti Visive “Omaggio a Gino Severini – Premio Lucignano” nel 2016. Ha partecipato a varie Collettive e Mostre d’Arte a Cortona, Arezzo, Poppi, Sansepolcro, Anghiari, Spoleto, San Giustino Umbro. Sue opere sono in collezioni private italiane e straniere.

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Grilli Sergio

Frate Elia - olio su tela - cm 35 x 50. Ho sempre sentito parlare di questa figura avvolta da luci e ombre, ma non mi ero mai posto il problema di conoscere il suo vero volto. L’occasione è arrivata quando mi è stato proposto di realizzare un ritratto per essere esposto nella prestigiosa Basilica di Santa Croce a Firenze. Fra le tante figure che ho potuto visionare da Internet sono rimasto colpito da questa con il copricapo celeste, che non sembra conforme all’abito che portava, ma in sintonia con il colore degli occhi, che danno l’impressione di un carattere forte e deciso, che gli ha permesso di ricoprire importanti incarichi rivoluzionando gli ordini a cui apparteneva, non sempre da tutti condivisi. RECENSIONI Una figurazione che seduce quella di Sergio Grilli. Una figurazione che non ha niente da invidiare a quella dei grandi Maestri dell’ottocento. La sua ricerca spazia tra una memoria che chiede di essere riportata alla luce e il non detto che trova nella dimenticanza la sua migliore rappresentazione. Sergio Grilli è senza ombra di dubbio colui che grazie alla sua armonia segnica e sinfonica cromatica riesce più di ogni altro a comunicare sensazioni ed emozioni vere. L’astante che osserva le sue opere ne rimane profondamente affascinato. Salvatore Russo Sergio Grilli lavora con precisione e cura del dettaglio, mostrando una solida abilità tecnica espressa nella capacità di riprodurre gli elementi con un realismo corposo e tattile. Le sue opere attraggono l’osservatore in una atmosfera sospesa e silenziosa, dove la meticolosa cura del dettaglio determina una piacevole e coinvolgente fruizione dell’ordito pittorico; ma soprattutto evocano la quieta intimità di un vissuto rasserenante e privo di lacerazioni. PAOLO LEVI Fra i più importanti riconoscimenti ci sono quello ottenuto dal Comune di Salsomaggiore Terme 1991, 2° Premio Stampa di Napoli, medaglia d’argento a Roses (Spagna), Premio biennale Venezia 95, quattro volte premio Valdichiana, 1°Premio “natura morta” all’accademia del Fiorino Prato nel 2000, Premio della critica 2001 al Centro Arte di Bologna, “Calice d’oro 2007” Galleria Centro Storico Firenze. Dal novembre 2011 un’opera dell’artista si trova al Museo d’Arte Moderna “Giuseppe Sciortino” di Monreale a Palermo. Domicilio: via I° Maggio 58 - 52044 Terontola (AR) Tel. 057567558 Cell: 335 7189345 Sito web: www.sergiogrilli.it E-mail: sergio.grilli@libero.it

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Ghiori Graziella

Carini Ernesto

I pilastri della terra - Olio su tela. Quest’opera si riferisce alle cattedrali non solamente in senso fisico e architettonico, ma anche religioso e spirituale. Un piccolo grande uomo come San Francesco può sopportare e supportare il peso delle grandi cattedrali, pilastri della Terra.

Tutto intorno il tuo canto - tecnica mista su tela - cm. 50 x 70. Nel mio lavoro mi sono ispirata all’aspetto naturistico del messaggio di San Francesco. San Francesco “fluttua” ed aleggia a tutt’oggi tra le cose della natura che ci circonda. FRANCESCO il “Menestrello” più ambientalista che sia mai esistito ha insegnato al mondo ad amare la natura vivendola intensamente con un amore profondo come una madre. Da lei otteneva tutto senza estorcere nulla e di Lei amava tutto, persino gli esseri meno belli, solitamente relegati in ruoli reconditi e subalterni. Dichiarato Patrono degli ecologisti per la precisa coscienza che San Francesco possa dire molto sul tema dell’ambiente anche ai giorni nostri a causa di tutte quelle minacce che insidiano la sopravvivenza dell’uomo postmoderno che si è fatto dominatore e manipolatore senza scrupoli della natura. In questa situazione di angoscia per il destino dell’umanità e del pianeta, rendersi più disponibili all’ascolto del suo Cantico, da cui traspare un’armonia e semplicità di sentire, può far nascere in ciascuno di noi, credente o non credente, una nostalgia e un desiderio di salvezza universale. GRAZIELLA GHIORI Inizia la sua attività artistica pittorica e scultorea come autodidatta lavorando con passione e costanza. Colpisce nelle tele dell’artista, come il segno e il colore tramutino i segni dell’anima in visioni ed immagini: siano essi paesaggi, figure, scorci di case, ambienti, memorie. La pittura riproduce ciò che è dentro a chi la esercita, ed ecco l’amore, il dolore, la sofferenza, la solitudine, i ricordi. Ad osservare le tele della Ghiori vi si scorgono queste intime entità: la bellezza, per esempio, di un orizzonte che si combina con la distesa marina o di qualche angolo di case di paese dove domina un silenzio accorato in cui si contempla la misteriosità di quanto ci circonda e comunque l’inconscia presenza di ciò che dentro urge e trova bisogno di riprodursi con una formula che per il poeta è il verso e per il pittore l’immagine. Graziella Ghiori parla, infatti, questo linguaggio freudiano e ce lo propone affinché ne partecipiamo e troviamo con il quadro l’unisono alla riflessione. Una delicatezza femminile, nel mondo dell’impressionismo dove, accanto alla bellezza della natura con foglie e fiori, è piacere sottile scorgere il gusto tutto femminile di un cappello con trine e drappo abbandonato in terra: una sorta di binomio che induce al pensiero femminile della creatività e della bellezza estetica. Ha partecipato ha numerose mostre nazionali ed internazionali: Arezzo, Milano, Spoleto, Gubbio, Cortona, Fabriano, Germania, Francia, Belgio. Lituania, USA. Recapito: via C. Dalla Chiesa 1 52020 Montalto (AR) Tel.: 330266599 E-mail: presso: dragonidaniela@libero.it 20

Spiritualità - Olio su tela. La spiritualità non è identificabile con una religione per se stessa, ma la connessione attiva e vitale ad una forza, una potenza o ad una a percezione di un più profondo “sé”. L’artista è nato a Cortona(AR), e’ docente di Storia dell’Arte presso ITIS “G.Galilei” e presso Centro Studi Internazionali, “Baldassarre Castiglione’’ ad Arezzo. E’ inoltre architetto d’interni e esterni. Deve inoltre la sua formazione artistica alla scuola del maestro Achille Sartorio di Cortona. Mostre e attività artistiche: -1982 Personale, Cortona -1990 Collettiva a Palazzo Casali Cortona -1994 Personale al Circolo Culturale Burcinella, Cortona -2000 Mostra Personale di pittura Chianciano Terme Siena -2004 Collettiva a Firenze -2008 Collettiva a Cortona -2009 Mostra di fotografia e di pittura presso il negozio “La Persia’’ Cortona-Camucia -2014 Premio “Gino Severini’’ al MAEC di Cortona -2015 Concorso “Gino Severini’’ Cortona -2015 Mostra d’Arte Castello di Poppi, Bibbiena (Ar) -2016 Premio alla carriera Galleria d’Arte Centro Storico FirenzeERNESTO CARINI è un architetto con la grande passione per la pittura...è un pittore stimato e conosciuto ed è sempre un piacere vedere le sue opere. Ernesto dipinge su tela, ma anche su antiche, imposte toscane ‘’gli scuri delle finestre di qualche anno fa che ora sono scomparse, o su coppi e tegole che esaurito il loro compito per anni si vedono ricoperte e decorate per avere e rivivere una nuova vitalità. I colori di Ernesto sono brillanti, caldi, dominano le composizioni floreali e le nature morte. L’artista è un amante e un grande estimatore della natura in tutte le sue potenzialità.- IVAN LANDI In tinte, esuberanti, spavalde, fiere, in una pasta cromatica, intensamente vibrante nella densità espressiva, l’artista esplicita declinazioni del bello che con squillante esultanza dialogano con il paesaggio e con la natura, in un intrigante e complice viaggio con gli aneliti, i palpiti, i sogni dell’uomo.Critico d’arte Prof.L.CRESCIBENE 13


Cecchini Francesca

Garbin Marco

San Francesco e Frate Elia - Tecnica mista, - cm. 92 x 76, 2016.

Il giovane San Francesco, 2016, - cm. 46 x 62.

Il quadro rappresenta San Francesco, nell’atto di benedire Frate Elia. Secondo alcune ricostruzioni storiche, infatti, San Francesco prossimo alla morte, dopo aver ricevuto le stimmate e ormai cieco, avrebbe benedetto il Frate, compagno di una vita. La situazione rappresentata è colma di sofferenza, ma il volto del Santo si erge al di sopra della condizione umana, ed è volto oltre il mondo materiale a incontrare lo sguardo divino. Al contrario, Frate Elia è al culmine del dolore e della sofferenza per la perdita del suo grande amico e Maestro. Va sottolineato che alla morte di San Francesco l’ordine francescano si trovava in un momento di gravi diaspore interne, che lo stesso San Francesco aveva cercato di sanare prima della sua morte. Il quadro quindi rappresenta da un parte la santità di San Francesco che sereno si erge sopra le preoccupazioni del mondo, e dall’altra l’umanità tutta, rappresentata da Frate Elia, che vive con il fardello di tutte le preoccupazioni terrene. Tale interpretazione oltre che dall’espressione dei volti del Santo e del Frate, è sottolineata dal volo della tortora, animale caro a San Francesco, che con le sue 12 piume della coda illumina dall’alto il mondo di pace. Un raggio, in particolare, investe la mano destra di San Francesco nell’atto della benedizione, a indicare la sacralità del momento rappresentato. Restano ancora due particolari da sottolineare: il primo è la lettera tau, la T rossa che funge da cornice al quadro, e il secondo la posizione delle mani di San Francesco nell’atto della benedizione. Entrambi simboli utilizzati dall’ordine francescano, San Francesco mostrava particolare interesse da una parte per l’uso della lettera Tau, dall’altra per l’imposizione delle mani incrociate nell’atto della benedizione. L’artista è laureata in architettura ed è pittrice autodidatta. Incontra la pittura nel 2013, quando comincia a dipingere con tecnica ad acquerello, colori a olio e tecnica mista. Ha fatto comunque tante mostre e vinto diversi premi. http://gheghi.wix.com/pitturando Fb: I miei quadri – Cecchini Francesca cecchinifrancesca@yahoo.it

Mosaico di piastrelle e vetri, tagliati a mano, in maggioranza tasselli circolari. Cornice e supporto in compensato marino.

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Il mosaico rappresenta il giovane Francesco, nel mio immaginario, subito dopo la conversione alle regole del Vangelo, vestito con il suo povero saio, simbolo, agli occhi di chiunque, dell’ideologia e delle scelte di semplicità del santo. Lo sguardo va verso l’alto, a contemplare la magnificenza della creazione e dell’infinito. Diplomato in grafica pubblicitaria, lavora da circa vent’anni nel sociale, come operatore socio-sanitario. Il disegno e la pittura hanno avuto, fin dall’infanzia, un fascino particolare così l’attrazione per la bellezza e l’espressività. L’evoluzione del suo stile e delle tematiche prese in considerazione hanno come punto di partenza l’analisi e la copia delle forme e della struttura della natura nella sua stilizzazione alla resa figurativa più vicina alla realtà. I bozzetti dapprima a penna, sono stati poi rivisitati con le tecniche dell’olio su tela, dell’acrilico, dell’acquerello, approdando infine ai mosaici, tramite l’utilizzo di piastrelle, di vetri e di materiali di recupero. Ha partecipato a numerose mostre, in Italia e all’estero. Prende parte dal 2014 al progetto, già in essere da alcuni anni, del mosaico della chiesa di Indicatore (Ar) che dovrebbe diventare l’estensione musiva più grande d’Europa. Sito internet: www.garbinmarco.it E-mail: mgarbo978@gmail.com Tel.: 329 6063556 19


Faggioli Mara

Cocchi Maria Flora

Benedizione La luce che si irradia da questa chiesa di Cortona, fatta erigere da Frate Elia per glorificare San Francesco, è la benedizione del Santo che giunge a tutti noi. Pace in Terra - Olio su tela cm. 80 x 50. L’opera rappresenta S. Francesco, nella sua amata terra dell’Umbria, con una colomba, simbolo di pace. Questo terzo millennio, infatti, dove grandi conquiste sono state fatte in moltissimi campi, dalla scienza, alla tecnologia, all’arte, si trova a dover affrontare anche grandi crimini, guerre, genocidi, terrorismo, tanto che l’uomo sembra abbia perduto la via del cuore e della ragione e, quindi, cresce sempre di più in questa Umanità smarrita e sconcertata di fronte a tanta brutalità e barbarie un grande, immenso, bisogno di pace. Il titolo del dipinto ne è un’invocazione riprendendo l’annuncio degli Angeli che, 2000 anni fa, accompagnò la nascita di Gesù. MARA FAGGIOLI divide il suo tempo e la sua sensibilità artistica fra scultura, pittura e poesia. Le sue opere riescono a coinvolgere con incisività e nello stesso tempo con delicatezza e soavità di espressione, toccando spesso temi che fanno riferimento ai valori multiculturali, alla solidarietà ed alla fratellanza fra i popoli per affermare che l’arte deve saper parlare al cuore della gente. L’Accademia Internazionale Medicea le ha conferito l’onorificenza del “Collare Laurenziano” (2016). Il Comitato del Premio Titano della Repubblica di S. Marino con il patrocinio dell’Interreligious and International Federation for World Peace le ha conferito il titolo di “Promotore di una CULTURA DI PACE”. Ha dipinto lo stendardo per il Palio degli arcieri di Signa raffigurante la Beata Giovanna, patrona della città. Una sua opera di scultura è stata scelta dall’Istituto Scudi di San Martino quale simbolo per rappresentare l’Edizione del 2009. Ha realizzato il trofeo “cardo in argento” per il Concorso “Cardo d’Argento” dell’Associazione Culturale Gadarte per la 49a, 50a, 51a, 52a, 53a e 54a Ed. Sue opere di pittura e scultura si trovano in collezioni private in Italia, Francia, Germania e Canada ed in permanenza presso i Comuni di Firenze, Montelupo F.no, Castel S.Niccolò, Greve in Chianti, Signa, Colonna (Roma), Grottole (MT), Stazzema (LU) e presso la Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi. Mara Faggioli. - Largo dei Mille, 6 - 50018 Scandicci (FI) Esposizione permanente: Piazza Marconi, 8 -50018 Scandicci (Firenze) Tel. 339 3594145 e-mail: marafaggioli@hotmail.it 18

Nasce una nuova Chiesa Il significato di quest’opera è tutto nel titolo: ho immaginato di abbassare un velo e mostrare al mondo, in un trionfo di luci e nuvole, la Nuova Chiesa voluta da San Francesco. Docente di Disegno e Storia dell’Arte al Liceo Scientifico, poi Costumista Teatrale, mi sono appassionata alla fotografia, in particolare alla post-produzione e quindi alla Digital Art. Questa tecnica mi consente di rielaborare le mie foto per esprimere nuovi concetti. Amo entrare dentro l’immagine, per interpretarla cambiarla ed assemblarla con altri contenuti visivi, il risultato è una sensazione visivo-digitale. Ho partecipato a numerosi concorsi internazionali con lusinghieri successi; l’ultimo in ordine di tempo è il Primo Premio alla XX Edizione del Premio Internazionale di Arte e Cultura 2016. 15


Conti Maria Grazia

San Francesco e il Lupo In questo quadro ho voluto evidenziare il passaggio di San Francesco in viaggio verso la Verna. Fermatosi nei pressi del Castello di Montauto, nell’attuale riserva naturale dei monti Rognosi, fece sgorgare l’acqua dove, in seguito, fu costruita una piccola cappella o maestà. Questo sito divenne un luogo molto frequentato per le proprietà taumaturgiche dell’acqua. Ho voluto comunque sottolineare il rapporto tra San Francesco e la natura per il quale il Santo è stato dichiarato nel 1979 da una bolla pontificia di Giovanni Paolo II il “Patrono omniculturale dell’ecologia “. San Francesco nel suo “Cantico delle creature” rivolge un messaggio tutt’oggi più che valido in antitesi col nostro modo di comportarci. Messaggio di fratellanza umana e naturale, perché l’uomo ha perso il rispetto per l’ambiente che lo circonda. Maria Grazia Conti, L’artista è fortemente stimolata dall’ambiente culturale ed artistico, di questi luoghi che hanno visto protagonisti artisti antichi e moderni da Piero Della Francesca a Burri, da sempre appassionata all’arte e alla pittura. Da alcuni anni ho iniziato a dipingere prediligendo il genere figurativo realista e la tecnica ad olio. Ho partecipato a numerose mostre collettive e personali in Italia, riscuotendo importanti riconoscimenti di merito e premi.

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Dragoni Daniela

San Francesco e Frate Elia - olio su tela. In questo mio lavoro ho voluto evidenziare, accanto alla figura di San Francesco, quella di frate Elia, personalità così poliedrica e fondamentale all’interno dell’ordine francescano. Frate Elia fu certamente uno dei più grandi personaggi del suo tempo per vastità di mente e acume intelligenza. Comprese l’altezza morale di San Francesco e la grande innovazione del suo messaggio così come l’altezza politica di Federico II. Erano infatti gli anni in cui l’Italia era caratterizzata dalla lotta tra Papato e Stato e dal sorgere dei Comuni. Dentro questa lotta si organizzò e si affermò il movimento francescano e Frate Elia ne fu uno degli artefici. Frate Elia si impegnò con nobili sforzi per conciliare queste due “altezze”, ma i tempi non erano maturi per questa sublime impresa e Frate Elia fu travolto dal suo insuccesso. L’odio e la calunnia si accanirono su di lui per molti secoli. Oggi è stato rivalutato e considerato frate illuminato, amico, consigliere e ispiratore della politica di Federico II e colui che permise all’ORDINE, dopo la morte del Santo, di avere una Regola e resistere nei secoli fino ai giorni nostri. Ho pensato così di rappresentare queste due grandi figure nell’atto in cui san Francesco affida simbolicamente l’ORDINE al compagno e amico Elia immersi in un paesaggio quasi Giottesco con la chiesa di San Francesco di Cortona nell’altura di sinistra e la Basilica di Assisi in quella di destra. Ho voluto così sottolineare anche la grande capacità di architetto di frate Elia nella direzione dei lavori che rivestì nella costruzione delle due chiese. Daniela Dragoni, creativa, generosa, che ha fatto delle sue doti un faro per sé e per le numerose pittrici e numerosi pittori che nel corso degli anni ha formato ed inserito nel mondo dell’arte contemporanea. Nel 1995 ha creato il gruppo “DI MANIERA E INNOVAZIONE” che opera nel campo pittorico ad Arezzo e a Sansepolcro (AR); nel 2000 è stata promotrice e fondatrice del “CENACOLO DEGLI ARTISTI ARETINI” che promuove da anni eventi artistici a livello nazionale ed internazionale. Fin da giovanissima si è dedicata alla fotografia e alla pittura con grande passione e profitto, unendo a tutto ciò uno studio assiduo, grande ricerca interiore e speculativa. Sono diversi i generi pittorici che ha sperimentato sempre con successo, passando dal figurativo classico, all’iperrealismo fino a produrre nelle sue ultime tele un informale concettuale di grande impatto visivo ed emozionale. Ha partecipato a diverse mostre in Italia e all’estero, ottenendo anche dei premi. E’ presente con le sue opere in riviste specializzate di Arte, nel Museo Diocesano di Arezzo e in numerose collezioni private. Recapito tel. 3303061954 - e-mail: dragonidaniela@libero.it 17


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LIBRO MOSTRA SAN FRANCESCO E FRA ELIA by Provincia Sfântul Iosif din România - Issuu