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Presentazione del libro

“Rosso fuoco laguna” Siamo al secondo giorno di Festa ed è salito sul palco il grande Piergiorgio Bighin, detto da tutti Lolli, e anche Barbalbero, ma solo dai Tipi Loschi, per via della sua altezza e della sua indole calma e riflessiva. Ha presentato il suo ultimo libro “Rosso fuoco laguna” (ed. Marietti). Lolli ha raccontato che l’editore non riteneva tanto accattivante il titolo del libro, ma quello—gli ha risposto—era proprio l’unica cosa che non doveva essere toccata. Rosso fuoco laguna è un colore; una tinta che in alcuni momenti si vede in laguna veneta. È un colore che nasconde in sé la passione. Il libro parla di una storia d’amore tra Michele e Amelia che si svolge nel 1945. Michele è un ricercato è, come tanti altri, un renitente e si nasconde al bando Graziani, nella soffitta di una casa dove conosce Amelia. E’ un libro che rilancia la speranza. A un certo momento i ragazzi prendono tre camion sgangherati e vanno da Chioggia a Roma in occasione del raduno del Papa coi baschi verdi. Il viaggio sembra come la ricostruzione di una civiltà. Come oggi. Come allora anche noi viviamo in un mondo devastato e dobbiamo ricostruire una civiltà. Un pezzo di staccionata su cui ridare il bianco. La differenza è che noi ora siamo meno consapevoli del viaggio che dobbiamo compiere. Ma bisogna ricominciare a ricostruire. D’altra parte dopo il “marubio” (è il nero della tempesta) viene sempre lo “stravedamento”, (quando si vede tutta la laguna e oltre); cioè quando appare chiara la mèta. Il maltempo non c’è per sempre. I nostri tempi assomigliano un po’ a quelli del dopoguerra. Lolli ha anche detto che il personaggio che descrive maggiormente è il paesaggio. La realtà infatti ci intride, ci impregna di sé. Protagonista è dunque il contesto. Il libro è dedicato a suo padre e a sua madre: i due nomi Michele e Amelia sono gli unici veri, gli altri sono inventati (sono infatti i nomi dei suoi nipoti). Gli è stata posta una domanda sul suo lavoro di psicologo. Lolli ha detto allora che uno psicologo deve cercare ciò che sta al fondo. Può essere facile portare l’uomo a delle categorie umane: l’uomo è molto di più di ciò che vediamo. Nel mare “l’opera viva” sta sotto, non si vede, è nascosta, ma regge tutta la parte superiore. Speranza contro ogni speranza, è ciò a cui dobbiamo sempre tendere. Possiamo sempre rialzarci e riavere la nostra dignità. Come quando nella parabola del figlio prodigo, al ritorno il padre gli rimette i calzari, simbolo della libertà, con essi può anche ripartire. La speranza è un rischio. La psicologia può andare a fondo di ciò che è un uomo e dare speranza (lo “stravedamento”). Il lavoro educativo è infatti un lavoro di sfida. Giulio Giustozzi


La parola ai giovani… La serata di ieri, 24 giugno, è stata dedicata alla presentazione dell'ultimo libro del nostro amico Pier Giorgio Bighin. É intervenuto lui direttamente ed ha condiviso con noi tante belle riflessioni nate a partire da "Rosso fuoco laguna". Così, infatti, si intitola il romanzo che racconta di Michele e Amelia, della loro storia d'amore e del dramma della guerra. Mi ha subito catturato la poeticitá del titolo in quanto il rosso fuoco racchiude l'immagine della laguna veneta, rimanda alla passione e simboleggia la speranza. E il messaggio contenuto nel libro e che l'autore ci ha voluto proporre è proprio un messaggio di speranza e di desiderio di superare gli ostacoli, come lui stesso ci ha spiegato molto bene mettendoci di fronte al significato di due parole dialettali: il "marubio", attimo in cui si dispera della riuscita di un viaggio e lo "stravedamento", momento in cui invece rinasce la speranza di un esito positivo. La stessa speranza che nutrivano i personaggi all'interno della sua storia deve essere coltivata nella nostra societá che allo stesso modo è devastata e ha bisogno di essere ricostruita. Bighin ci ha fatto notare che la speranza, che è stato il filo conduttore di tutta la serata, ritorna anche nella sua professione, in quanto, essendo lui uno psicologo, ritiene di dover andare a fondo nell'animo umano alla ricerca di quella parte tanto viva quanto nascosta e cercare di ridare speranza. É stata una bella chiacchierata intervallata anche dalla lettura di molte pagine e ho trovato molto originale l'idea di rivelarci l'esito della vicenda e di leggerne l'ultimo capitolo perchè nonostante questo non ha diminuito la curiosita' e la voglia di leggere il libro! Valeria Graci

Oggi ha inizio la 12° NOVENA INTERNAZIONALE al beato Pier Giorgio Frassati. Ci sono arrivate intenzioni da tutto il mondo. Preghiamo per tutti questi nostri amici.

Ore 19.00 6° “spazio gino” Ore 21.30 “Ci fosse un maestro” Incontro col Maestro dello sport Armando De Vincentiis, delegato provinciale del Coni e olimpionico con la nazionale italiana di atletica


Vivere festa 2 2016