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XI Gagliarda's Day “ci fosse un maestro” Ieri 26 giugno si è tenuto l’ XI Gagliarda’ s Day in onore della nostra Polisportiva Gagliarda che in questi anni ha fatto vivere ai bambini, ai ragazzi, ai giovani e ai propri allenatori lo sport in maniera sana e divertente. Ogni anno è bello incontrarci noi tesserati piccoli e grandi, all’interno della festa del Beato Pier Giorgio Frassati, per ricordare gli eventi sportivi dell’anno appena trascorso e per riflettere su temi morali che come nello sport servono anche nella vita quotidiana. Alle 19.00 il programma si è aperto con il solito spazio dedicato a Gino Bartali campione del ciclismo, ma anche campione di umanità perché nel periodo della seconda guerra mondiale ha percorso decine di volte la strada da Firenze ad Assisi portando nella canna della sua bicicletta documenti falsificati per salvare centinaia di Ebrei. Ogni anno si organizza il Ciclopellegrinaggio Terontola-Assisi per ricordare Gino Bartali che aveva un cuore grande oltre che forte. Sono intervenuti i fratelli Matteo e Luca Mozzoni i più giovani partecipanti al ciclopellegrinaggio scorso e hanno portato con sé a pedalare nonno Mario. Anche il sottoscritto ha partecipato a questa avventura ciclistica e può testimoniare che nonno Mario è una persona grintosa e simpatica come “Ginettaccio”. Sono intervenuti anche Gianluca Ascani alla sua prima esperienza alla Terontola-Assisi e ha invitato tutti a partecipare la prossima volta. Nazareno Tommasi ha raccontato di come è stata positiva la sua esperienza di portare il furgone ammiraglia per aiutare gli amici che pedalavano. Cristiano Caggiano ci ha svelato una “chicca” che a me ha sorpreso positivamente. Ha preparato per la maturità la tesina su Gino Bartali che ha aiutato con la sua dote ciclistica tante persone in pericolo di vita. Dopo la cena è intervenuto Armando De Vincentiis delegato provinciale del CONI. De Vincentiis ci ha raccontato che dopo un’infanzia vissuta in diversi collegi ha avuto la possibilità di conoscere alcuni maestri di sport che lo hanno aiutato a crescere non solo sportivamente, ma soprattutto umanamente. Per Armando De Vincentiis fondamentale è stato il professore Carlo Vittori che era anche l’allenatore di Pietro Mennea. De Vincentiis è stato olimpico con la nazionale italiana di atletica dal 1972 al 1976 e la sua specialità era il lancio del disco. Si appassionò a questo sport non solo perché era dotato, ma anche perché gli piaceva la statua del discobolo di Mirone. Dopo l’esperienza di atleta De Vincentiis ha allenato varie generazioni di discoboli ottenendo ottimi risultati. Per De Vincentiis il buon maestro attraverso gli allenamenti sa trarre le risorse positive dall’atleta rispettando le sue caratteristiche, aiutandolo a superare i suoi limiti per raggiungere i massimi risultati possibili, senza cadere nella tentazione di farsi aiutare dalle sostanze dopanti. Esse non solo sono nocive alla salute, ma fanno perdere credibilità agli atleti e ai buoni principi dello sport. Lo sport credibile è quello che raggiunge i risultati con allenamenti e sacrifici, per superare i propri limiti. Quando si scopre che atleti fanno uso di sostanze dopanti c’è molta amarezza. Ringraziamo Armando De Vincentiis per il suo intervento. Quest’incontro aiuterà tutti noi tesserati della Gagliarda a vivere lo sport con passione ed entusiasmo e a trasmettere ai nostri piccoli atleti delle varie discipline sportive quell’amore allo sport che serve per migliorarsi come persone e per superare i propri limiti raggiungendo buoni risultati in maniera lecita e corretta.

Mario Vagnoni


La parola ai giovani… Quello che ci ha raccontato ieri sera Armando De Vincentiis, è stato per me una spinta, a fare di più in tutte le cose che faccio. La frase con cui ha dato inizio all’incontro è: "Anche ciò che appare un limite può diventare una opportunità di crescita”, i limiti devono essere come una molla per fare di più. Non essendo molto bravo a scuola, dopo aver vissuto un'adolescenza difficile, decide di entrare nella scuola dello sport, e, con molta fatica, è stato capace di coltivare il suo talento particolare per il lancio col disco nel migliore dei modi. La vita non gli ha risparmiato nulla, ma, bisogna avere la tenacia di saper affrontare bene tutte le situazioni che la vita ci mette davanti, cosa che ha fatto in modo ampiamente invidiabile. Per riuscire ad arrivare alle Olimpiadi si è perfino allenato da solo, riuscendo a superare il suo record con il lancio del disco. Questo episodio, a mio giudizio, simboleggia l'obbedienza a una persona che ha ritenuto più autorevole di lui, che gli stava davanti in questo caso il prof. Vettori, suo allenatore, di cui ha deciso di fidarsi. Il succo dell’incontro di ieri, a mio giudizio è che: per raggiungere i propri obbiettivi, bisogna fare fatica, altrimenti non li sentiremo mai NOSTRI, mai VISSUTI completamente. Giulia Sermarini

"Vivere e non vivacchiare" Ti chiedo di abbonarti a “Vivere e non Vivacchiare” il mensile della Compagnia dei Tipi Loschi del beato Pier Giorgio Frassati. Sì è vero: oggi è una continua richiesta di soldi per tante cose… e non ce la si fa più. Hai ragione. Però il mensile che ti offro è veramente bello e pieno di notizie e giudizi interessanti e averlo ogni mese a casa fa bene al cuore e alla testa. Garantisco io! Fai la prova… E poi l’abbonamento è a fin di bene: sostiene l’opera della Compagnia, dunque non sono soldi sprecati! E costa davvero poco. L’abbonamento, solo fino al 4 luglio costa solo € 10,00 e non € 15,00. Dunque è molto vantaggioso per te e un grande sostegno per noi per andare avanti.

Ore 21.30 Incontro testimonianza con Padre Maurizio Botta



Vivere festa 4 2016