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Incontro testimonianza con Padre Maurizio Botta L’incontro di padre Maurizio Botta si è svolto seguendo come spunto il tema delle le favole. Oggi, purtroppo, le favole tradizionali vengono riscritte e subiscono dei cambiamenti per eliminare cose che stonerebbero ad un orecchio moderno; le favole infatti sono politicamente corrette perché seppur raccontando del male, della morte, della vecchiaia mostrano, solitamente, anche un rapporto tra un adulto e un bambino. Per padre Botta leggere le favole, originali, è "un atto audace, un atto di resistenza culturale". Questo perché nelle favole si parla di ciò che l'odierna società considera scandaloso, inaccettabile: l'imperfezione, il limite, il sacrificio. Oggi "tutto è guaribile, sanabile e neppure la natura può opporsi". Padre Maurizio cita Ratzinger: ciò che minaccia la democrazia è l'incapacità di fare amicizia con l'imperfezione delle cose umane, occorre il coraggio di ammettere l'imperfezione e immorali sono tutti quei programmi che si accontentano solo del perfetto. "I vestiti nuovi dell'imperatore" di Andersen è la favola scelta da padre Botta; racconta di un imperatore vanitoso truffato da due individui che si spacciano per sarti in grado di tessere un materiale meraviglioso ma invisibile agli stolti. La vanità dell'imperatore lo porta ad assumerli e a spendere una fortuna per avere abiti straordinari con i quali sfilare davanti al popolo. L'eccezionale tessuto che gli propongono i due tessitori non esiste e tutti vedono chiaramente che esso non c'è ma la paura di sembrare stupidi fa tacere, peggio fa mentire. Solo un bambino ha il coraggio di gridare pubblicamente che il re è nudo. Cosa si legge in questa favola, nei suoi particolari? La vanità non lascia spazio alla ragione e alla realtà, ciò che conta è l'apparenza; la vanità trascura il lavoro e si abbandona all'illusione di poter ottenere risultati senza sacrificio. La paura di rimanere soli ed essere inadeguati, la voglia di potere e di essere al centro di tutto porta a "valutare la convenienza più preziosa della verità, anche quando essa è plateale e la coscienza si autocensura per non rischiare". Tutto ciò è peccato contro la virtù della fortezza. La cosa più importante e difficile è, perciò, insegnare ad accontentarsi. Infine una parola sulla pericolosità dei social network, costruiti sui vizi: vanità, potere, voglia di controllo e di autocelebrazione; questi mezzi di comunicazione si basano sulla forza esercitata sul desiderio di contare, di sentirsi importante, al centro di tutto, al posto di Dio. Alexandra LaTorre

Vivere festa_6_2016  
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