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03-07

Le cose che ci scaldano il cuore

La serata appena trascorsa é stata dedicata alle cose che scaldano il cuore (e che è bene ripassare ogni tanto) oltre a quelle che fanno ridere perché altrimenti si rischia di perdere di vista la direzione giusta. Ma andiamo per ordine... Per prima cosa abbiamo la vita e cosa ne dobbiamo fare ce lo dice chiaramente Padre Brown creato dalla penna di Chesterton. ...< il vero crimine è il pessimismo di chi non crede nella vita. Si sbaglia per sfiducia, si sbaglia per pigrizia, si sbaglia per rancore o per invidia. Giusto Padre Brown! Ma la vita è molto spesso faticosa, dicci padre Brown che cos'è la vita.... Sapessi che bellezza, sapessi che ricchezza, sapessi che allegria e così sia. Giusto Padre Brown ora noi sappiamo la Verità!>. Nella sigla che accompagna i 6 episodi andati in onda tra il 1970 e il 1971 si evince molto chiaramente che bisogna essere grati, la vita ha un senso ma questo senso ce lo da solo Dio. La seconda cosa è la fede come ci mostrano personaggi del calibro di Gino Bartali (un irriducibile sportivo campione di umanità), il beato Pier Giorgio Frassati (un esempio di fede prorompente, uno scavezzacollo pieno di vita e alpinista tremendo) e Don Camillo con la sua fede "democratica" e una fiducia incondizionata in Dio anche nella situazione più drammatica e senza apparente speranza. La terza cosa sono gli esempi delle cosiddette cause perse che hanno subito delle sonore sconfitte dalla storia come William Wallace, Enrico V di Scozia, il generale detto Sciabolone ma che covano come braci sotto la cenere. Questi sono gli esempi da seguire per richiedere un forza che non ci appartiene per combattere e difendere la Verità anche con la morte. Tra i vari personaggi presentati a me ha particolarmente colpito don Basilio Brunori, un sacerdote che si fece arruolare nell'esercito pur di accompagnare i ragazzi al fronte e non lasciarli soli. E come sottofondo musicale per una migliore carica non c'è niente di meglio dell'inno dedicato a Carlo Stuart detto Bonnie Charles dei Chieftains, Mo ghile Mear. La quarta cosa è l'amicizia ma quella vera che non tradisce in cui un gesto di attenzione può essere mal interpretato ad esempio la nuvoletta elettrica creatrice di cuccioli vuole bene alla sua cicogna nonostante i cuccioli pericolosi che le affida da consegnare ai relativi genitori. Ma quando la sua amica si rivolge ad un'altra nuvola di sente tradita e piange lacrime amare. In realtà la cicogna ha chiesto un regalo per potersi proteggere e assolvere nel migliore dei modi al suo compito. Purtroppo non servirà a nulla ma almeno ha tentato. La quinta cosa è l'importanza di aiutarsi a vicenda e come una giusta compagnia può portarci ad essere migliori, meno concentrati su noi stessi e più protesi verso gli altri. Un esempio lampante è Saetta McQueen, il protagonista di Cars (il film Disney per bambini per intenderci). Questa è una macchina ambiziosa, sola ed egoista che diventa invece altruista, felice e circondata da macchine amiche grazie ad un soggiorno obbligato presso la comunità di Radiator Spring, una città abbandonata a se stessa e tagliata fuori dal mondo dopo la costruzione di una super strada ma dove tutti i componenti si aiutano a vicenda senza dover dipendere da nessuno esterno. La sesta ed ultima cosa è il tempo a nostra disposizione. Quando Gandalf spiega a Frodo ne "il signore degli anelli" che non possiamo scegliere cosa fare (ad esempio a Frodo è capitato il compito di portare l'Anello contro la sua stessa volontà)ma possiamo disporre nel migliore dei modi del tempo che abbiamo a disposizione perché sempre e comunque la scelta è una sola: quella tra la luce e le tenebre. Sara Trombetta

LUGLIO


Gmg Cracovia: il viaggio di Frassati fra i giovani Da Torino a Cracovia, a tutto il mondo, a tutti i giovani. La testimonianza del giovane torinese Pier Giorgio Frassati diventa universale e viene mostrata alla gioventù mondiale. In occasione della festa liturgica del beato, lunedì 4 luglio, parte dalla Cattedrale di Torino l’urna con le spoglie del Frassati per compiere una peregrinazione attraverso il Nord Italia e l’Europa per giungere a Cracovia per la Giornata Mondiale della Gioventù (Gmg) con Papa Francesco, dal 25 al 31 luglio. «Un suo motto era: ‘Vivere, non vivacchiare!’. Questa è la strada per sperimentare in pienezza la forza e la gioia del Vangelo. Così non solo ritroverete fiducia nel futuro, ma riuscirete a generare speranza tra i vostri amici e negli ambienti in cui vivete». Così un anno fa, il 21 giugno 2015, Papa Francesco si rivolgeva ai giovani torinesi radunati in piazza Vittorio mostrando loro l’esempio di un giovane che a Torino ha saputo «fare» e andare controcorrente. Lo stesso motivo per cui il Papa ha scelto proprio il giovane torinese come testimone di misericordia, accanto a suor Faustina Kowalska e a san Giovanni Paolo II, da offrire ai milioni di ragazzi che da ogni parte del mondo si ritroveranno a Cracovia. Il Frassati è, infatti, citato nel messaggio per la Gmg incentrata sul tema «beati i misericordiosi perché troveranno misericordia», e rappresenterà il Giubileo dei giovani nell’Anno Santo. «Il senso della peregrinazione – ha spiegato don Luca Ramello, direttore della Pastorale giovanile diocesana – è proprio quella di mostrare ai ragazzi che la strada della santità è possibile e concreta. Una testimonianza anche per i ragazzi che fanno più fatica perché possano incontrare la misericordia, da cui si può sempre ripartire in qualsiasi situazione della vita ci si trovi. Non lo dicono i preti, il Papa, il Vescovo o gli adulti, lo dice un giovane, un coetaneo di 24 anni che visse quest’esperienza». L’esperienza dello studio, l’innamoramento di una ragazza a cui dovette rinunciare, la passione per la montagna, la partecipazione attiva all’associazionismo cattolico e la ricerca della fede, concretizzò nel servizio verso i più deboli, anche attraverso l’impegno sociale e politico, e nella passione per la vita. Il servizio verso gli ultimi alle periferie della Torino «per bene» caratterizzò la vita del giovane, la carità autentica nel silenzio e nell’umiltà fra i poveri nelle soffitte torinesi, nella Conferenza di San Vincenzo. Al termine della Messa in Cattedrale presieduta dall'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, l'urna del beato sarà portata in processione alla parrocchia dedicata a Pier Giorgio Frassati in via Pietro Cossa, che guidata dal parroco don Primo Soldi, autore del libro recentemente pubblicato da Elledici, «Pier Giorgio Frassati. L’amico degli ultimi», ha organizzato numerose iniziative di preghiera, riflessione e festa. Il 6 luglio alle 7 inizierà la peregrinazione dell’urna verso Cracovia attraverso 12 diocesi europee fra cui tappe pincipali a Milano, Bolzano, Vienna e Bratislava. Il 23 luglio l’urna giungerà nella Basilica della Santissima Trinità, in via Stolarska 12, a Cracovia, retta dai padri Domenicani. Ad accoglierla il cardinale Stanislao Dziwisz che presiederà la Messa. Le reliquie rimarranno nella Basilica fino al 31 luglio per la preghiera dei giovani di tutto il mondo durante la Giornate mondiali della gioventù.


03-07 LUGLIO


Vivere festa 03 07