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“C’è un vantaggio nelle radici, si chiama frutto”

Giugno 


Padre Andrés Bonello è originario dell'Argentina e fa parte dell'istituto del Verbo Incarnato i cui membri sono missionari tra le altre zone anche a Gaza e ad Aleppo. È un prete giovane e pieno di entusiasmo. La preoccupazione del suo istituto è che i giovani incontrino Gesù e Lo amino così da avere "un motore proprio" per camminare nella vita. Padre Andrés ha vissuto sei mesi in Kazakistan e lì c'erano solo quindici cristiani, così ha chiesto aiuto ai suoi superiori per vincere la solitudine e loro gli hanno consigliato di leggere Chesterton. Così ci ha detto: "vi dovevo proprio conoscere, avevamo troppe cose in comune!". Il tema affrontato è quello che intitola la nostra festa: "C'è un vantaggio nelle radici, si chiama frutto.” Per noi cristiani queste radici sono Gesù. Nelle parabole Lui usa parole dure nei confronti di quei servi che non hanno portato frutto (servo malvagio) e maledice gli alberi sterili perché ci spiegava padre Andrés, il frutto che Gesù ci chiede è l'unione con Lui. Durante l'incontro di papa Giovanni Paolo II ai giovani cileni, il Santo dice loro che l'uomo può costruire un mondo senza Dio, ma senza Dio l'uomo muore. Li invita (e ci invita) a guardare Gesù con occhio attento e scopriranno (scopriremo) il volto di Dio. Dio non solo dà la vita, ma è la Vita. Cristo scandisce il tempo prima e dopo la sua venuta infatti si parla di Lui prima della

sua nascita: "bisogna che si compia ciò che le scritture hanno detto di me". Lui è il nuovo Adamo, il nuovo Isacco, il nuovo Abele. Ha fatto un paragone tra i discepoli che durante la tempesta chiedevano a Gesù se non gli importasse di loro perché dormiva e noi che oggi con l'ideologia gender e tutte le leggi che vanno contro la vita potremmo chiedere la stessa cosa. Ma padre Andrés ci dice che Gesù non dorme. Dopo la sua resurrezione Lui è disceso agli inferi per liberare i giusti. Da sempre il mondo è diviso in due: chi ama Cristo e chi odia Cristo. Lui è segno di contraddizione, la gente si è convertita grazie al sangue e alla gioia dei martiri. Ci ha mostrato delle immagini di alcuni martiri Cristeros, come il beato Miguel Agostin Pro prima del suo martirio il quale ha incoraggiato il fratello a non rinnegare la Fede. Gesù è venuto per essere re, ma il suo Regno non è di questo mondo, il suo regno siamo noi che lo accogliamo nell'Eucarestia. Gesù è nostro amico e questa amicizia ci deve far fare cose audaci perché Lui è con noi. Padre Andrés ci invita a pregare di più, a leggere letture che ci arricchiscono spiritualmente e che rafforzino il nostro intelletto perché se non rafforziamo la nostra fede intellettualmente seguiremo il mondo. Lory Giuliani



“Parlano i giovani…” La ventiquattresima festa del Beato Pier Giorgio Frassati si è aperta con il volto nuovo, giovane, sorridente e carismatico di Padre Andrés Bonello, membro della congregazione religiosa del Verbo Incarnato nata 33 anni fa in Argentina. Questo giovane sacerdote ha molti aspetti in comune con la nostra Compagnia, come la passione per Chesterton e il fatto che il 90% degli oratori del Verbo Incarnato siano intitolati a Pier Giorgio, quindi il suo intervento ieri sera è stato come ricevere la visita da un caro amico che vive lontano da noi. Con grande semplicità e umiltà, ma allo stesso tempo mostrando la ferma certezza di quello che diceva, Padre Andrés ci ha regalato una riflessione sulla frase che fa da titolo alla nostra festa: "C'è un vantaggio nelle radici, si chiama frutto". Interpretandola dal punto di vista religioso, le radici non possono che essere Cristo. Nel Vangelo, infatti, si legge: "Chi rimane in me, porta frutto." Il discorso che Padre Andrés ci ha fatto è stato di grande incoraggiamento soprattutto per noi giovani, che stiamo crescendo in un mondo in cui la strada che ci permette di rimanere in Cristo è sempre più tortuosa e piena di ostacoli e distrazioni. Mi ha colpito molto, infatti, quando ci ha detto di non aver paura del mondo in cui viviamo, perché nonostante ci possa capitare più volte di soffrire, questo renderà maggiormente meritevole il bene che facciamo nel nostro piccolo. Oppure ancora, riprendendo la frase del Vangelo: "Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”. Io ho applicato questa frase a molte situazioni di dolore o ingiustizia che mi sono capitate. Mi viene in mente il giorno del forte terremoto di ottobre in cui ho visto in tv le immagini della basilica di Norcia distrutta e i monaci e le suore di clausura che si facevano spazio tra la gente in un momento di confusione e paura. Mi ricordo di aver provato un grande sconforto a quella vista e mi sono chiesta se fosse giusto che questo fosse accaduto a persone così umili, salde nella fede e tanto care a noi come sono i monaci. Allora ieri Padre Andrés mi ha risposto facendomi notare che in quel momento non ho avuto abbastanza fede. Come fare quindi per rimanere sempre con Cristo? Pregare, confessarsi e ricevere spesso l'Eucarestia e radunare in modo accogliente persone che hanno la stessa Fede per allontanarsi efficacemente dallo spirito del mondo. È quello che la Compagnia mi ha sempre insegnato, ma non basta: "il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora". Il tempo che dedichiamo a Gesù Cristo non è mai abbastanza! Valeria Graci


Vivere festa_1_2017  

“C’è un vantaggio nelle radici, si chiama frutto” (Gilbert Keith Chesterton) Incontro con Padre Andres Bonello, Istituto del Verbo Incarnato...

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