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Numeroventi 2013

numero VEnti - 2013

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MENSILE DI INFORMAZIONE CULTURA ED EVENTI

Il Sole24ore elogia il Comune dell’Aquila LUCIANO CIANCARELLA


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numero venti - 2013

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REDAZIONALE

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La città nuova Ecco un bianco scenario per tratteggiarvi l’accompagnamento degli oggetti di sfondo che pur vivono. non ne sarò l’artefice impaziente. Berrò alle coppe della nostalgia, avrò preteso d’ozio nelle lacrime… perché non mi ribello alla natura: la mia lentezza li esaspera… La mia lentezza? No, la mia fiducia. Per adesso è deserto. Il mondo può rifarsi senza me, E intanto gli altri mi denigreranno.

Alda Merini

Direttore Responsabile Sante Dino Facchini Editore L’AquilaNOI di Annamaria Di Sibio

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Periodico di informazione Anno 3, numero 20 - novembre 2013 - Distribuzione 3000 copie Registrato presso il Tribunale dell’Aquila 449/09 - n. 5/09 reg. stampa cron. 14

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NEWS

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il SOLE24ORE ELOGIA il COMUNE delL’AQUILA “Ecco come si fanno le analisi di mercato da girare all’Antitrust”.  Così il quotidiano economico il Sole24ore, in un articolo a firma del giornalista Gianni Trovati, chiosa sulla vicenda che ha visto il Garante per la concorrenza concedere, per la prima volta, al Comune dell’Aquila di tenere in piedi il Sed, Servizio elaborazione dati, evitando che la società venga sciolta o privatizzata a fine anno come prevede la spending review. L’ente, tramite gli uffici che si occupano di societá partecipate, ha dimostrato infatti, con un’analisi di mercato, corredata da numeri e dettagli, che la privatizzazione non farebbe ridurre la spesa, dal momento che la societá strumentale del Comune costa meno rispetto all’acquisto degli stessi servizi sul mercato. Dopo mesi di istanze, arrivate dagli enti locali, contenenti la richiesta di tenere in vita le proprie società strumentali, tutte respinte dall’Authority, l’Antitrust ha dato per la prima volta il permesso di evitare gli obblighi di privatizzazione o scioglimento. L’analisi di mercato condotta dal Comune, che gli è valsa il via libera del Garante e l’elogio del Sole24ore, che ritiene possa essere “utile a tutte le amministrazioni”, ha messo a confronto i costi del rapporto con il Sed con quelli relativi alle convenzioni, appena approvate, in Emilia Romagna fra Intercenter-Er e Engineering, con le tariffe medie Ict rilevate da un’analisi di Assinter Italia e con la convenzione “Reti Locali 4” siglata da Consip e Telecom Italia. Raccolti questi dati, che fanno riferimento ad ambiti territoriali diversi tra loro, il Comune dell’Aquila ha dimostrato che i corrispettivi richiesti dal Sed sono nettamente più convenienti rispetto a quelli di mercato. Si è da poco concluso l’incontro, tenutosi nella sede del Ministero dello Sviluppo economico, tra il Governo, rappresentato dal vice ministro dell’Economia Stefano Fassina e dal sottosegretario Giovanni   Legnini, i vertici dirigenziali del Ministero,   i rappresentanti del Diset, Dipartimento per lo sviluppo delle economie terriotriali, il Comune dell’Aquila, per il quale hanno partecipato il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, e i Comuni del cratere. “L’incontro - ha dichiarato il sindaco Cialente - è servito a chiarire una volta per tutte la reale situazione dell’andamento della ricostruzione rispetto ai finanziamenti erogati dal Governo. La scelta del Comune dell ‘Aquila è stata quella di far parlare i nu-

meri ed è per questo motivo che sono stati invitati dai sindaci anche i due coordinatori degli Uffici speciali per la Ricostruzione del Comune dell’Aquila e di quelli del cratere, Paolo Aielli e Paolo Esposito. Finalmente sia il Governo che, soprattutto, i vertici ministeriali, hanno preso atto e verificato che le risorse stanziate dalla delibera Cipe 135 per la ricostruzione privata sono state giá completamente impegnate e che i fondi per 1,2 milioni previsti dalla  legge 43 del 2013, sebbene spalmati nei prossimi sei anni, risultano insufficienti anche solo per finanziare i progetti già approvati e pronti a partire. Allo stesso modo è stato chiarito che i 600 milioni previsti dalla Legge di Stabilità non coprirebbero, per la sola ricostruzione privata, che i mesi di gennaio e febbraio 2014. Il tutto senza considerare i fondi per la ricostruzione pubblica, relativi a sottoservizi, scuole, edilizia popolare, assistenza alla popolazione, smaltimento macerie, spese per il funzionamento degli Uffici speciali e ricostruzione dei Comuni fuori cratere. Il Governo - ha proseguito Cialente -  dopo essersi complimentato per l’assoluta efficacia raggiunta dalla macchina amministrativa, che vede la capacitá dell’Ufficio speciale del Comune dell’Aquila di approvare progetti per  110 milioni di euro al mese e quelli del cratere per 40 milioni al mese, ha convenuto che, nella Legge di Stabilità, si dovranno assolutamente trovare risorse in competenza al fine di evitare il rallentamento o, peggio ancora, il blocco della ricostruzione. Si è inoltre convenuto, come da noi più volte affermato, circa la profonda differenza tra necessità di competenze e necessitá di cassa. È stato dunque stabilito di fissare un nuovo incontro tecnico per valutare il reale “tiraggio” di risorse da parte delle imprese ed è stato riconfermato il programma di regolare consegna di report bimestrali. Nel corso della riunione - ha aggiunto Cialente - ho nuovamente richiesto di individuare un’apposita struttura ministeriale che, prendendo in esame alcuni progetti di edifici in categoria E, la cui disamina sia stata completata, possa valutare, attraverso la tracciabilità del Cup, il Codice unico di progettazione, il complessivo ritorno, sottoforma di risposte e in termini di tassazioni, dell’intera filiera della ricostruzione, per il Governo, le Regioni e Comuni. Ritengo infatti  che da questo dato emergerebbe come, a fronte di un milione di euro investito nella ricostruzione, nel giro di massimo due anni, ne rientra fra il 60 e il 70 per cento, senza considerare quanto deriva dall’aumento del Pil. Un dato, questo, - ha concluso Cialente - che un Governo serio, di un Paese serio, non può non documentare, come studio, almeno una volta, anche per uscire da asfittiche ed estemporanee previsioni di bilancio”.

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NEWS

GESTIONE PATRIMONIO Assegnate strutture a centri anziani, usi civici e associazioni Restituire alla comunità aquilana e a quelle delle frazioni luoghi di aggregazione e centri di attività socio culturali dei quali erano state private a seguito del sisma. Questa la finalità della deliberazione assunta quest’oggi dall’esecutivo su proposta dell’assessore al Patrimonio Alfredo Moroni. “Con l’atto di giunta – ha spiegato l’assessore Moroni - vengono ripristinati cinque centri anziani che erano presenti sul territorio comunale fino alla data del sisma. In particolare abbiamo assegnato i locali che, fino a poco tempo fa, hanno ospitato la sede provvisoria del Comando di Polizia Municipale in viale Alcide De Gasperi, al Torrione, ai centri sociali anziani “San Basilio” e “La Rotonda” e parte dell’edificio che ospitava la scuola elementare della frazione di Monticchio al centro anziani “Gianna Carosone”. I centri anziani di Tempera e di Pianola, inoltre, hanno avuto in assegnazione, rispettivamente, una struttura in bioedilizia in località Sant’Angelo, nella frazione, e i locali della ex scuola elementare. Quello dei luoghi di ritrovo e di socialità per gli anziani costituiva una priorità sancita dal regolamento che disciplina la materia e stabilita in sede di individuazione programmatica delle priorità nella gestione del patrimonio comunale”. “In virtù del rinnovato rapporto di collaborazione con le Amministrazioni separate dei Beni di uso civico – ha proseguito Moroni – abbiamo inoltre stabilito di assegnare alle Amministrazioni di Preturo e di Aragno i locali delle ex scuole elementari, rispettivamente, in località San Marco e nella stessa frazione di Aragno. È stata finalmente data una prima risposta, inoltre, anche alle richieste delle associazioni socio culturali del territorio di poter avere una sede. In particolare, nei locali della ex scuola elementare di Monticchio, oltre al già ricordato centro anziani, troveranno spazio anche le associazioni “Il Draghetto” e “La fiaccola”. L’associazione nazionale Alpini gruppo “Michele Iacobucci” andrà nel container sito in via del Castelvecchio, a Pettino, attualmente sede dell’associazione Capeggiatori che, tra breve, si trasferirà invece, sempre sulla base della delibera, nell’ex gabella daziaria posta a ridosso di Porta Napoli. I locali della scuola elementare della frazione di San Marco di Preturo ospiteranno, oltre all’Amministrazione separata, anche l’associazione calcistica “Atletico Preturo”, mentre in quello che era l’ambulatorio di Casaline di Preturo troverà la propria sede l’associazione culturale “I pizzi”. Sempre a Casaline, peraltro, con un’ulteriore delibera di

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giunta approvata oggi, l’edificio che ospitava la scuola elementare verrà ristrutturato a cura dell’Amministrazione separata di Forcella, che vi stabilirà la propria sede. Nella ex scuola elementare di Foce di Sassa troverà spazio, infine, l’associazione L’Ara”. “Si tratta di una prima assegnazione – ha concluso Moroni – rispetto alle numerosissime richieste che abbiamo ricevuto e che andremo a esaurire con atti successivi. Lo scopo è quello di restituire spazi di aggregazione e sedi alle associazioni radicate nel territorio, rispondendo a un’esigenza di socialità nata a seguito del sisma e della perdita di spazi dedicati”.

ORDINANZA PER DOMANDE ALLACCI UTENZE

 Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano hanno firmato l’ordinanza con la quale si stabilisce che, ai fini dell’allaccio o del riallaccio delle utenze per gli immobili ristrutturati o ricostruiti a seguito del sisma, le relative domande devono essere presentate, “da parte del beneficiario del contributo, dei suoi delegati o rappresentanti (amministratori di condominio o presidenti di consorzio), almeno 120 giorni prima della data prevista di ultimazione dei lavori”. Il beneficiario del contributo è inoltre tenuto, sulla base dell’ordinanza, a espletare tutte le procedure per la stipula del contratto con la società di vendita scelta per la fornitura entro 30 giorni prima della data suddetta. Le domande per il distacco amministrativo e tecnico delle utenze e di allaccio delle forniture ad uso cantiere dovranno inoltre essere presentate, sempre da parte dei beneficiari del contributo o loro delegati o rappresentanti, all’atto della comunicazione al beneficiario della concessione dell’anticipazione sull’indennizzo. Quanto all’invio della comunicazione di ultimazione dei lavori da parte del soggetto esecutore, quest’ultimo dovrà provvedere, al termine del tempo dichiarato in progetto, a inviare formale comunicazione al direttore dei lavori e, per conoscenza, al settore Ricostruzione del Comune e, a seguito di tale comunicazione, il direttore dei lavori “rilascia, immediatamente e senza ritardo alcuno, il certificato attestante l’ultimazione degli stessi”. Il beneficiario del contributo, o il suo delegato o rappresentante, deve quindi depositare, entro 30 giorni dal rilascio di quest’ultimo certificato, la documentazione prevista ovvero il conto finale, ed entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori, la domanda per il rilascio del certificato di agibilità. Nel caso in cui le istanze non siano prodotte nei termini indicati, l’ordinanza stabilisce che le eventuali richieste delle proroghe delle forme assistenziali, dovute alla mancanza dei servizi essenziali, quali energia elettrica, gas e acqua, non potranno essere accolte e che il contributo rilasciato, così come il compenso dei rappresentanti del beneficiario, saranno decurtati secondo quanto previsto dalla normativa sulla ricostruzione. “I costi che l’amministrazione dovrà affrontare – stabilisce inoltre l’ordinanza - a causa delle inadempienze, ai termini fissati, al ripristino delle reti e alla fornitura dei servizi saranno posti a carico dei soggetti responsabili”. Le modalità e la modulistica per il distacco e l’allaccio delle utenze sono quelle fornite dagli enti proprietari delle linee e dalle società erogatrici dei servizi. L’ordinanza, che fa seguito agli incontri avuti dallo stesso primo cittadino e dall’assessore alla Ricostruzione con le società che gestiscono i servizi, rileva in premessa che le richieste per il distacco o il riallaccio delle utenze pervengono, per la maggior parte, in maniera “eccessivamente tardiva” rispetto alla riconsegna dei lavori, e che si registrano numerosi casi di ritardo anche nella presentazione del certificato di ultimazione lavori e richiesta di agibilità. Da qui la necessità di “intervenire per definire un sistema procedurale che consenta di snellire e rendere efficiente il processo di erogazione dei servizi”.


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Andalucia... te quiero!

VIAGGI

Siviglia, la capitale della Andalusia, è una cittá che ha molto da offrire ai suoi visitatori: sole, calore, luce, allegria, cultura, storia, folclore e feste, tutto ció sotto un cielo generalmente azzurro. Per questo motivo gran parte della vita sivigliana si svolge per strada. Molti sono i bar, le terrazze e i ristoranti sparsi per tutta la cittá, soprattutto nel centro.  L’insieme dei monumenti principali di Siviglia è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanitá nel 1987.

La Torre Giralda La Giralda offre al visitatore un’immagine elegante e fiera. Questo minareto di stile Almohade fu costruito dai mori tra il 1184 e il 1197 e aveva un’altezza di 79 metri. Nel 1586, dopo la riconquista, i cristiani vi aggiunsero il campanile, la torre raggiunse quindi quasi i 100 metri d’altezza.   Originalmente il minareto dell’antica moschea era coronato da tre sfere dorate che scomparvero nel secolo XVI a causa di un terremoto.

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Il Giraldillo

Nel secolo XVI l’architetto cordobese Hernán Ruiz gli diede l’aspetto attuale ponendo in cima un insieme di campane, tre tempietti sovrapposti e balconi. Si coprí il tutto con un’enorme statua che simbolizza la fede e che funge da banderuola (giralda), dando cosí il nome alla torre, mentre la statua prese il nome di Giraldillo.

Plaza de España (Piazza di Spagna)

La Plaza de España fu costruita per l’Esposizione Iberoamericana che si tenne a Siviglia nel 1929. Rappresentativa dell’architettura regionalista, è fatta di mattoni con applicazioni in ceramica policroma. Piazza di Spagna è una piazza di forma ovale del diametro di circa 200 metri, circondata da una magnifica costruzione con grandi torri a ogni lato. Al centro della piazza si trova una bellissima fontana.  La forma semicircolare simbolizza l’abbraccio della Spagna alle sue nuove colonie e guarda verso il Guadalquvir come rotta da seguire verso l’America. È decorata principalmente con mattoni, marmo e ceramica, che danno alle torri un tocco rinascentista e barocco. La Piazza di Spagna è stato l’elemento piú costoso di quell’esposizione e l’unico elemento estraneo è la fontana centrale. La piazza è circondata da quattro ponti che rappresentano i quattro regni di Spagna. Le pareti del gigantesco edificio principale mostrano un insieme di banchi e ornamenti con piastrelle che simbolizzano le 48 province spagnole con le relative mappe, mosaici raffiguranti fatti storici, gli scudi di ogni cittá e agli estremi colonne con nicchie in cui erano conservati libri di letteratura, storia e arte di ognuna delle province.  

I Reales Alcázares

  L’Alcázar è uno dei monumenti piú impressionanti di Siviglia. Una volta a Siviglia non si puó non visitarlo. L’Alcázar è un palazzo-fortezza la cui costruzione fu voluta da Abd Al Ramán III nel 913. Per la sua bellezza è stato scelto in passato come residenza da molte generazioni di monarchi. È qui che dimora il re Don Juán Carlos quando viene in visita a Siviglia. Importante fu il contributo del re Pietro I “Il Crudele”


VIAGGI

(1350-1369), il quale ricostruí parte dell’Alcázar e ne fece un palazzo unitario che costituisce l’opera migliore dell’arte mudèjar sivigliana. Le numerose stanze, patii e saloni combinano gli stili piú svariati e molte influenze architettoniche che vanno dall’islamico al neoclassico. La bellezza delle sue fontane e dei suoi giardini è un altro degli elementi di grande interesse.  

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Feria de Abril (6 – 11 maggio 2014)

Plaza de toros Il Teatro della Maestranza della città di Siviglia, più famoso

come Plaza de toros de la Real Maestranza de Caballeria de Sevilla, è l’arena più grande e più antica dell’intera Spagna. La sua costruzione ebbe inizio sulla collina di Baratillo nel 1749 ed andò a sostituire con una forma ovale la precedente struttura a base rettangolare. Sovrintendenti ai lavori di costruzione furono Francisco San-

chez de Aragon e Vicente de San Martin. La facciata interna dell’arena, chiamata palco del principe, venne terminata nel 1765 e comprendeva sia l’entrata principale – da cui fanno la loro comparsa i toreri – sia il vero e proprio palco che veniva riservato ai sovrani spagnoli. La parte alta del palco è formata da quattro archi recanti alcune sculture del portoghese De Acosta. Le gradinate, che in origine erano in pietra, nel 1914 vennero sostituite da mattoni. La Plaza può contenere circa 13 mila spettatori ed ospita non solo le classiche e famosissime corride, ma anche le manifestazioni della tipica Feria d’Abril, la spettacolare festa sivigliana che si tiene ogni anno. All’interno dell’arena si può visitare anche il Museo de la Real Maestranza che conserva abiti, costumi, foto e dipinti che raccontano in maniera eloquente la passione della tauromachia.

Durante una settimana Siviglia vive solo per questa festa. La musica, la gastronomia, il ballo e la voglia di divertirsi danno vita a un ambiente molto speciale. La Feria de Abril è una delle feste più internazionali e popolari di Siviglia. Nata nel 1847 come fiera del bestiame, con il tempo il carattere allegro dell’evento si impose sulla parte commerciale, fino a convertirsi in un appuntamento imprescindibile per i sivigliani. Durante la settimana, le più di mille casetas (casette fieristiche) installate all’interno dell’area della fiera, diventano la seconda casa degli abitanti di Siviglia, uno spazio dove stare insieme e divertirsi fino alle prime luci dell’alba. Ufficialmente la festa comincia lunedì a mezzanotte con la prova delle luci (prueba del alumbrao), dove si accendono le migliaia di lampadine colorate della zona della fiera e l’ingresso principale, che è alto quasi 50 metri e cambia ogni anno. All’interno, nelle casetas (casette fieristiche), è dove si vive la fiera. Formate da vari soci, sono uno spazio familiare nel quale accogliere amici, parenti e invitati con i prodotti tipici della terra, bere vino, cantare, chiacchierare e, ovviamente, ballare la sevillana (ballo tipico dell’Andalusia). Questo ambiente, accogliente e allegro, è presente anche all’esterno: la gente solitamente balla per strada e il carattere aperto dei sivigliani invita chiunque a unirsi alla festa. Non bisogna dimenticare che la maggior parte delle casetas sono private e che è possibile accedervi su invito di un socio o di un conoscente. Ne esistono comunque anche di pubbliche e con ingresso libero. Presso l’ufficio informazioni, all’ingresso della fiera, è possibile informarsi sulle casetas. Durante la festa la gente veste gli abiti tipici dell’Andalusia: gli uomini indossano indumenti campestri tradizionali, e le donne il vestito flamenco o da gitana. Durante il giorno, la fiera si riempie di amazzoni, cavallerizzi e carrozze riccamente decorate. È la cosiddetta passeggiata dei cavalli, alla quale è possibile partecipare noleggiando un calesse con conducente del servizio regolare. Di fianco all’area della fiera si trova la strada dell’Infierno, una zona ludica molto allegra e con diverse attrazioni per bambini e per adulti e bancarelle dove sorseggiare una bibita o farsi uno spuntino. Un altro elemento imprescindibile sono i tori: tutti i pomeriggi, la gente si reca presso l’arena della Maestranza per assistere alla corrida (i biglietti e gli abbonamenti possono essere acquistati in anticipo telefonando o attraverso la pagina Web dell’arena). E dopo una settimana di divertimento la domenica, a mezzanotte, un impressionante spettacolo di fuochi d’artificio chiude la Feria de Abril.


Pag 8 - numeroventi 2013 MERAVIGLIE D’AUTORE

Da Poeta a Poeta

Intervista di Elisa Scotto, poetessa e scrittrice a Paulo Varo, poeta e scrittore. E. S. Che cos’è per te la poesia? P. V. La poesia è la più alta espressione della comunicazione umana. Unisce la fantasia e l’immaginazione con la musica, la pittura, la scultura, e tutto il resto. Una pianta, non solo è bella perché verde, o gialla, o altro, quindi un quadro, ma quando si muove sotto il vento è musica, se ferma, è una scultura, quando è un insieme è architettura, se ti porta a cantare e a sognare, è sentimento. La poesia è l’intera vita. E. S. Quando è iniziata in te la necessità di scrivere? P. V. Molto presto, intorno ai quindici anni. Non vi ero spinto solo dai Grandi come Dante, Leopardi, Petrarca ed altri. Amavo gli stilnovisti alla follia. In me c’era la necessità di comunicare degli stati d’animo, di sofferenza, d’indigenza, di precarietà. A quei tempi la vita era tribolata, uscivamo da una guerra che ci aveva fatto male, e la poesia era il sogno di un’evasione, di un riscatto dalla generazione dei nostri padri e nonni, che disprezzavo profondamente. E. S. Pensi che la tua poesia sia più un insegnamento per chi la legge o per te che la scrivi? P.V. Penso che sia un insegnamento per tutti e due. Chi la scrive mostra uno stile di vita, ideali, ed anche illusioni, un modello di ciò che vorremmo essere e che l’umanità fosse. Chi la legge si identifica nei tuoi sogni. Il poeta deve ammaliare, sia con la bellezza dei suoi versi, sia con la musica che li accompagna. Non sempre capisci le parole; potrebbero essere in lingua straniera, o numeri o altro, ma quando senti l’armonia che c’è dentro questa apre il cuore a tutti i sentimenti. E. S. Pensi che il tuo verseggiare possa far nascere nuove realizzazioni? P.V. Mah! Penso di sì, ogni poeta insegna sempre qualcosa all’altro. I versi del Petrarca, o del Leopardi hanno tenuto insieme secoli di sogni e una gran fede nel riscatto. All’ombra di quei versi sono morte generazioni di patrioti. Chi può dire le suggestioni che muoverà la nostra poesia domani? E. S. Secondo te i poeti sono “romantici”, “disadattati” (nel senso che non vogliono o non possono adattarsi alla quotidianità banale della vita), “rivoluzionari”, “conservatori”… come definiresti tu un poeta? Anche se esistono infiniti generi di poeti… P.V. Per me un poeta vero, è tutto questo che tu hai detto. Sono “romantici” perché l’amore vive più nel sogno che nella realtà. Quando comincia a vivere più nella realtà, senza sogno, non è più amore, è qualcosa d’altro. “Disadattato?” È certo che lo è! Per la gente che vive nel crudo oggi, che non ha più sogni o illusioni. “Rivoluzionari”. Sì, profetici, dirai, perché le loro sensibilità anticipano tempi ed eventi. Coloro che verranno ispireranno i loro ideali e le loro lotte per un bene che, nel tempo in cui vivono, non c’è. “Conservatori!” Certo! Chi più d’un poeta raccoglie su di sé la storia della Civiltà, sua e di quella degli altri? In questo senso è “conservatore”, ma nella realtà porta l’Umanità più avanti ancora. E. S. Come “fondi” le tue poesie con il tuo vivere e le tue esperienze quotidiane? P.V. Le poesie nascono, si può dire, “da sole”, nel senso che tu ascolti l’ambiente in cui ti trovi, che stimola la tua fantasia. Io ho la fortuna di vivere nella campagna aquilana, tra monti altissimi e valli favolose, tra piante, erbe, acque dei fossi, e il fiume Aterno, in una dimensione arcaica, che pare che tu viva in un’esistenza senza tempo. È una sensazione atmosferica. Le grandi città sono lontane, quasi irrangiungibili, le sensazioni, i ricordi, le emozioni, sembrano primordiali. Il mondo esiste ma è lontano. Senza tutto questo la mia poesia sarebbe un’altra cosa.

Eugenio Montale

di

Paulo Varo

C

ammino sulla spiaggia del mio mare, ove l’onda si posa, e in fretta poi scompare. Ed io ti vedo che sei lì che cerchi, tra le conchiglie, e i fossili, e le arselle, ossi di seppia pel tuo bel cantare. Deserta spiaggia,

sola ai poeti, che vedono nell’onde sbarazzine sbalzar delfini e candide colombe. E poi gabbiani, allo sfrusciar dell’ali, che volan pigri, verso un vascello lene. Ecco, il meriggio, van cantando i lor stornelli vagabonde sirene. Ma già la prima luna coi suoi veli incombe.

E. S. I grandi poeti, come i grandi saggi, quanto hanno influenzato, secondo te, il mondo? la storia? l’umanità? P.V. Tutti, scrittori, poeti, musicisti, pensatori ed altro, hanno plasmato l’umanità, creato cultura, e quindi la civiltà, ch’è una somma di strati culturali. Senza di loro saremmo al livello di un branco di porci. E. S. Hai qualche rammarico riguardo il tuo percorso poetico?… che suppongo vada di pari passo con quello spirituale… P.V. Sì, ho molto rammarico, di non essermi dedicato di più a scrivere, alla pittura, alla scultura, alla musica. Mi sono fatto attrarre dalle chimere della politica, della rivalsa, dell’illusione, di Maya, che ti fa credere che tu possa cambiare l’umanità e le sue storture come se tu avessi la bacchetta magica. Un bel giorno, credendo di avere delle ali ai piedi, ti guardi e scopri che hai solo delle comunissime scarpe. E lì capisci che sei entrato sulla soglia della saggezza. Hai perso del tempo prezioso, ma poi, ecco: arrivano i tuoi libri, uno dietro l’altro. L’illusione è finalmente caduta. Adesso puoi volare anche senza le ali. E. S. Non si finisce mai di “poetare”, vero? Tu cosa pensi di poter dare ancora con i tuoi versi? P.V. Un poeta è sempre un poeta, fino alla morte. Prima di andarmene da questo mondo vorrei che i miei versi fossero i più perfetti possibile. Oggi sono tuoi, domani saranno degli altri. Penso che potrei dare ancora molto. La mia aspirazione, oggi come ieri, è quella di creare Poesia Civile, una “Religione” Civile. I miei miti sono il Risorgimento, la Resistenza, i Martiri Ardeatini, la Brigata Maiella, Salvo D’Acquisto. Cantare le loro gesta è creare, nel tempo, un’Italia nuova. Sto progettando un nuovo poema in questo senso: La Maiellide. È la storia di tre donne scampate ad una strage nazifascista, che si mettono in cammino dall’Abruzzo per andare a ritrovare il figlioletto di una di loro rapito da due donne delle S.S., una tedesca ed una italiana. Con la Brigata Maiella, combattendo, risalgono la penisola e, dopo molte peripezie, ritroveranno il piccolo a Treviso. E. S. Vorrei sapere l’opera che più senti possa rappresentarti… P.V. Per ora è la Comedianza, un poema in dieci canti, molto conosciuto, molto sofferto. Perché, Elisa, e tu lo sai, ché sei poetessa anche tu, che la poesia, tra l’altro, è anche “sofferenza”.


SPORT

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Cavalletto 2013

Con la manifestazione sportiva denominata “Cavalletto 2013” svoltasi domenica 13 ottobre, si è conclusa la stagione 2013 del Kartodromo di Cavalletto. Come da tradizione infatti, la direzione di questo impianto sportivo è solita organizzare un evento di fine stagione per salutare i numerosi appassionati di karting. Anche l’edizione 2013 ha fatto registrare numeri decisamente soddisfacenti per gli organizzatori che hanno visto gareggiare ben 37 piloti suddivisi in 6 categorie provenienti da Abruzzo, Umbria e Lazio. Di seguito riportiamo le classifiche di tutte le categorie: APRIPISTA 50/60 cc 1° GIORGIA CICOLANI 2° LORENZO CENTI 3° GIANMARCO DI FRANCIA 4° DANIELE GIANNANGELI CATEGORIA 60cc 1° SAMUELE NARDOCCI 2° FRANCESCO JR. TESTARDI 3° FEDERICO MARIA RICCI CATEGORIA 100cc SCHIERAMENTO A 1° ANDREA PASQUALE D’AMATO 2° JONAS BARBAROSSA 3° DANIELE STARNONE CATEGORIA 100cc SCHIERAMENTO B 1° MICHEL BARZINI 2° ALESSANDRO CENTI 3° GIORGIO BUONTEMPO CATEGORIA 125cc TAG 1° FEDERICO MARASCI 2° STEFANIA MARTURANA CATEGORIA 125cc MARCE 1° FABRIZIO DI MARCO 2° STEFANO CARLEI 3° LUCA CICOLANI Per Info ed iscrizioni ai corsi consultare il sito: www.pistadicavalletto.com.

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BELLEZZA

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Le ricette di nonna Ebe Bellezza fai-da-te Come eliminarei punti neri I punti neri non sono altro che comedoni, cioè brufoli, aperti. Per questa ragione, la parte esposta si ossida a contatto con l’aria e diventa di colore scuro. Esistono vari modi per sbarazzarsene. Compra della semplice colla non tossica, come quella che usavi alle elementari. Fai bollire dell’acqua e sottoponi il viso al vapore o segui questo metodo dopo la doccia. Più i pori sono dilatati, meglio è. Applica la colla sulle aree interessate facendola asciugare completamente. Toglila: sarà come eliminare una pellicola. Sulla colla asciutta vedrai tutti i punti neri rimossi.

Ceretta araba Ingredienti: 2 tazze di zucchero, 3 cucchiai di succo di limone e 3 cucchiai di acqua. Mettiamo nel pentolino tutti gli ingredienti, facciamo sciogliere lo zucchero fino ad ottenere una miscela liquida ed omogenea. Spostiamo il pentolino sul fuoco più piccolo che abbiamo ed aspettiamo che diventi color ambra. Spegniamo il fuoco, facciamo trascorrere un paio di minuti e travasiamo il tutto in un contenitore anche di plastica ma

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basso e largo. Prepariamo la parte da trattare passando un po’ di borotalco, puliamo le mani con dell’alcool e prendiamo un piccola quantità di cera raffreddata dal giorno prima, formiamo una pallina che spalmeremo sulla gamba nel verso in cui cresce il pelo e che strapperemo contropelo. Al termine basta risciacquarsi. Per ottenere un risultato perfetto i peli debbono essere lunghi almeno 5 mm.


EVENTI

Torna “Natale in casa Cupiello” Dopo il successo dello scorso anno, torna in teatro e a grande richiesta “Natale in casa Cupiello”; forse la più nota commedia di Eduardo De Filippo, che fu portata in scena per la prima volta al Kursaal diNapoli, il 25 dicembre 1931. Su gentile concessione di chi oggi ne detiene i diritti d’autore, è stata rivisitata in dialetto antrodocano dalla compagnia teatrale dilettantistica, che fa capo alla Misericordia di Antrodoco (Rieti) www.misericordiadiantrodoco.it, nata nel 2010, per volere di alcuni volontari che, unendo una grande passione per la recitazione e la voglia di donare qualcosa agli altri, hanno dato vita a questo piccolo grande progetto. La compagnia teatrale è regolarmente iscritta alla FITA e si è già esibita in altri spettacoli importanti, più volte replicati. La trama originale è ambientata durante l’antivigilia di Natale, Luca Cupiello, un napoletano doc, “uomo di fiducia”, in realtà semplice guardiano di una tipografia, si prepara alla festività insieme alla moglie Concetta, al nullafacente figlio Tommasino, alla figlia Ninuccia ed al bisbetico fratello Pasquale. Il giorno dell’antivigilia il risveglio di Luca è faticoso per il freddo e il clima familiare difficile, pensando ai preparativi meticolosi del suo presepe. Simpatico intreccio familiare, denso di battute sapientemente inserite in un testo popolare ricco di raffinata comicità. Malgrado il componimento risalente agli anni ‘30, rileva ancora oggi una trama attuale, dove ogni contesto familiare, si potrà in alcune sfaccettature facilmente riconoscere.

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A seguire, il 7 dicembre 2013, ore 21.00, presso il Teatro Civico di Norcia (PG). Eventuali prossime date da definire. Prevendita biglietti: • Avezzano (AQ): punto informativo, corso della libertà • Botteghino del Teatro Castello Orsini il giorno dello spettacolo dalle ore 14:00 • Antrodoco (ri): Ottica Simone, Corso Roma 4/6 Vi aspettiamo tutti a teatro, risate garantite!

Nell’ordine di apparizione per la commedia dialettale: Luca Marzio D’Alfonsi Concetta Antonella Leombruni Tommasino Patrizio Di Giangiacomo Ninuccia Lidia Ermini Pasqualino Pasqualino Nicolino Marco Sciubba Luigi Pastorelli Simone Sciubba Raffaella Elisabetta Sciubba Olga Pastorelli Dora Ferretti Vittorio Elia Alessandro Blasetti Dottore Lorenzo Sgambato Regia di Ida Di Sisto Scenografia, costumi e trucco realizzati dalla Compagnia Teatrale della Misericordia di Antrodoco. Il 23 novembre 2013, ore 21.00, in scena la prima di “Natale in casa Cupiello”, presso il Castello Orsini di Avezzano (AQ).

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ARTE E TRADIZIONE CULINARIA

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Sapori d’autunno Gnocchetti di castagne

Gli gnocchetti di castagne sono dei piccoli gnocchetti d i pasta fresca preparati con farina di castagne e farina 00. Per esaltare il sapore dolce delle castagne, proponiamo in questa ricetta un condimento molto semplice con burro, salvia e per finire abbondante ricotta salata. Gli gnocchetti di castagne saranno ottimi anche con salse ai formaggi (fontina/taleggio etc.). Questa ricetta ha origini valtellinesi (Chiavenna), dove questi deliziosi gnocchetti vengono generalmente serviti conditi con burro e formaggio Magnocca (formaggio morbido e semigrasso). Ingredienti: Farina di castagne: 300 gr Farina 00: 150 gr Acqua: q. b. (circa 400 ml) Sale: q. b. Per il condimento: Burro: 120 gr Salvia: 5 foglie Ricotta : q.b.

volta, impastando con le mani. Trasferite quindi il composto, che deve risultare molto morbido, su di una spianatoia infarinata e impastate, fino ad ottenere un impasto morbido e uniforme. Copritelo quindi con della pellicola trasparente e fatelo riposare in frigorifero per almeno un’ora. Trascorso questo tempo dividete l’impasto in tanti bastoncini che andrete a dividere in piccoli tocchetti con l’aiuto di un coppa pasta (lavorate sempre su un piano ben infarinato). Schiacciate ogni tocchetto con il pollice della mano, come per formare dei piccoli gnocchetti simili a orecchiette.Continuate così fino a terminare l’impasto. In una padella sciogliete il burro aggiungendo le foglie di salvia e fatelo soffriggere. Buttate gli gnocchetti in un tegame con acqua bollente salata e fateli cuocere fino a che non saliranno in superficie (circa 4 minuti), scolateli e fateli saltare un paio di minuti nel burro fuso. Impiattate gli gnocchetti di castagne e concludete il piatto con della ricotta salata a scaglie. Consiglio La farina di castagne ha una consistenza molto soffice e impalpabile e tende ad assorbire molta acqua. L’impasto per preparare gli gnocchetti deve avere una consistenza molto morbida, aggiungete quindi tanta acqua quanta ne assorbe la farina e ricordatevi di non impastare eccessivamente per non indurire l’impasto.

Preparazione: Per preparare gli gnocchetti di castagne iniziate ponendo in una ciotola capiente la farina di castagne (ben setacciata, perché tende a raggrumarsi) e la farina 00, anch’essa setacciata. Aggiungete due bei pizzichi di sale e l’acqua tiepida, poco alla

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ARTE E TRADIZIONE CULINARIA

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Castagnaccio alla toscana Il castagnaccio, o baldino o pattona, è un dolce molto particolare ma abbastanza facile da realizzare, preparato con la farina di castagna e arricchito con uvetta, pinoli, noci e rosmarino. Poiché la castagna, elemento principe del castagnaccio, è molto diffusa in regioni quali il Veneto, il Piemonte, la Lombardia e la Toscana, è un po’ difficile stabilire quale sia veramente la patria del castagnaccio anche perché ogni regione ne propone una sua versione buona quanto tutte le altre. Ingredienti: Acqua: 750 ml Farina di castagne: 500 gr Noci: 100 gr di gherigli Pinoli: 100 gr Rosmarino: una manciata di aghi freschissimi Uvetta: 80 gr Sale fino: un grosso pizzico Olio extravergine di oliva: 6 cucchiai Preparazione: Per preparare il castagnaccio alla toscana, per prima cosa fate preriscaldare il forno a 200° , circa mezzora prima di infornare il vostro castagnaccio. Mettete l’uvetta a mollo in acqua tiepida per farla rinvenire e procedete poi setacciando la farina in una ciotola capiente per rimuovere eventuali grumi.

Dopo aver aggiunto un generoso pizzico di sale, versate poco per volta nella farina di castagne l’acqua , mescolando il tutto con una frusta fino ad ottenere una pastella ben amalgamata e morbida . A questo punto, strizzate e asciugate l’uvetta per bene e aggiungetela all’impasto, assieme ai pinoli e alle noci tritate grossolanamente (tenete da parte un piccolo quantitativo di questi tre ingredienti che vi servirà per cospargere la superficie del castagnaccio prima di infornarlo). Ponete in una teglia bassa, del diametro di 40 cm, l’olio, quindi spennellatela per bene avendo cura di ricoprire tutta la supeficie; versatevi poi l’impasto che dovrebbe arrivare a raggiungere un centimetro di altezza circa. Cospargete il castagnaccio con gli ingredienti messi da parte e con gli aghi di rosmarino freschissimi, poi versateci sopra a filo altri due cucchiai di olio. Infornate quindi il vostro castagnaccio per 30 minuti a 200° fino a che si sarà formata una bella crosticina tutta crepata e la frutta secca abbia preso un bel colore dorato.

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numero venti - 2013

Oroscopo i Ariete: Belli nel corpo e nello spirito, attirerete stuoli di ammiratori, con ottime opportunità di svaghi e nuove conoscenze e con altrettanto ottimismo nel vivere le relazioni di coppia. Excellent! La grinta di cui sarete provvisti vi aiuterà a fare incetta di traguardi (per gli sportivi agonisti) o per sentirvi al riparo da problemi estetici o di salute.

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Toro: La prima settimana potrà essere faticosa, anche per via di Venere in opposizione. Dal giorno 8, però, gli affetti si faranno solidi e tenaci come non mai, con un significativo recupero di energia e progettualità. Il trigono di Marte restituirà a tutti i rappresentanti del segno un appeal eccellente: sfruttate le belle giornate per ricaricarvi a contatto con la natura.

d

Gemelli: Riserverete le vostre migliori doti intellettuali ed espansive soprattutto ai rapporti consolidati, a causa di un’insolita diffidenza nei confronti delle relazioni ‘mordie-fuggi”.Venere opposta e Marte disarmonico non renderanno piena giustizia alle vostre qualità. Sarete comunque costruttivi e ben radicati nelle vostre scelte.

e

Cancro: La prima settimana sarà la più scorrevole per i sentimenti. In seguito, spetterà a voi recuperare slancio, manifestando un atteggiamento più aperto e vitale, che sarà utilissimo sia per dinamizzare i ménage più abitudinari, sia ad essere propositivi nei confronti di eventuali nuove amicizie. A inizio mese, curate l’alimentazione: eviterete così di incorrere in piccoli problemi di digestione.

f

Leone: Lo stupendo trigono di Venere avrà un effetto vivificante sulla vita affettiva e sentimentale: avrete voglia di fare progetti col partner, di superare barriere o distanze. Sarà un buon mese per la tenuta muscolare, e un mese eccellente per salute e bellezza. Sarete in forma scattante: capelli bellissimi, gambe toniche e leggere.

g

Vergine: Venere sarà insidiosa per le convivenze e le dinamiche familiari e affettive: cercate di essere meno razionali e di accettare con maggior entusiasmo gli slanci del partner. Praticate discipline legate al movimento e alla socialità: walking, ginnastica posturale, sport di gruppo. Adottate una dieta leggera ed equilibrata.

h

Bilancia: Il prezioso supporto di Marte in sestile manterrà alta la passione: l’eros si colorerà di sfumature delicate e romantiche. Sarete un po’ meno algidi e molto più sciolti nell’esternare i sentimenti. Marte e Venere a favore vi consegneranno una forma invidiabile, permettendovi di essere all’altezza di qualsiasi occasione, sportiva o mondana. Scorpione: Forse qualche problematica interna al rapporto di coppia avrà ricadute anche sull’erotismo, che non sempre sarà soddisfacente o, addirittura, latitante. Ma recupererete presto grinta e sex-appeal. I sentimenti prenderanno strade aperte e lineari: bando alle dietrologie e alle recriminazioni, cercate di essere chiari e diretti.

j

Sagittario: Concentratevi in iniziative audaci: se sarete determinati riuscirete a far breccia nel cuore di chi desiderate. Venere in congiunzione costituirà il complemento ideale per associare al meglio sensualità e sentimento. L’affettività sarà spumeggiante e vitale, perfettamente in linea con la vostra natura estroversa.

k

Capricorno: La passionalità non vi farà certo difetto: Marte vi supporterà in maniera eccellente,anche non lesinandovi la possibilità di vivere un’avventura. Gli affetti saranno invece vissuti in maniera molto più interiorizzata e romantica, nonostante Venere in Sagittario cerchi di portarvi in direzione di una modalità espressiva più estroversa. Ma la vostra natura riservata avrà (probabilmente) la meglio.

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Acquario: Venere nell’undicesimo campo vi consegnerà un rinnovato entusiasmo nelle relazioni, all’insegna delle novità, della socialità fatta di slanci e condivisione e di quel tipo di amicizia amorosa che tanto vi esalta. No al fitness improvvisato né ad alcun tipo di trascuratezza. Sarete comunque belli e fascinosi, grazie all’appoggio di Venere, che garantirà un appeal fresco e piacevolmente originale.

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Pesci: L’amore riacquisterà tutta la sua carica energetica e ispirante che per il vostro carattere sono linfa vitale. L’orbita dissonante di Venere potrà generare una forma non ottimale, o qualche tensione a carico della schiena. Potrete però godere dell’efficace trigono di Mercurio, che vi permetterà di agire tempestivamente e con efficacia.

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GLI ESPERTI RISPONDONO

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Risponde Massimo Bruni (Solarclima)

Pannelli solari: detrazione fiscale e conto termico Pannelli solari e detrazione fiscale destinata a nuovi impianti su edifici già esistenti: in che percentuale e con quali modalità si può accedere alle agevolazioni 2013? L’installazione su edifici esistenti di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria può beneficiare, già da qualche anno, della detrazione fiscale per il risparmio energetico (65%). Si tratta di una riduzione dell’Irpef (o dell’Ires in caso di società) pari al 65% della spesa sostenuta per l’intervento, che viene ripartita in 10 rate annuali di pari importo. Il rimborso non è quindi diretto, ma avviene attraverso una riduzione delle tasse. Nel caso di installazione di pannelli solari, il limite di spesa massimo su cui si può calcolare la detrazione è di 60.000 euro. Per accedere al 65% è condizione fondamentale che l’edificio sia esistente e che sia già dotato di impianto riscaldamento. Inoltre questa detrazione ha una validità

temporale: se ne potrà beneficiare per spese sostenute entro il 31 dicembre 2013. Oltre questa data l’intervento di installazione di pannelli solari potrà rientrare nella detrazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie. Che cos’è il “conto termico”? Con la pubblicazione in gazzetta ufficiale del D.M. 28 dicembre 2012, detto anche Conto Termico, si è data attuazione al Decreto  Legislativo 3 marzo 2011, n.28. Tale Decreto prevede incentivi per interventi che incrementano l’efficienza energetica di un edificio esistente e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Tra le varie tipologie di intervento ammesse all’incentivo vi è anche l’installazione di collettori solari termici. In questo caso non si parla di detrazione fiscale, ma di un contributo alle spese sostenute, direttamente erogato dal GSE (l’ente Gestore dei Servizi Energetici), previa accettazione della domanda.Nel caso specifico di installazione di pannelli solari, l’ammontare dell’importo erogato dipende da due fattori principali: dal tipo di pannelli solari installati e dalla loro superficie. Prendendo come esempio l’intervento più diffuso eseguito per un’abitazione (quindi scegliendo dei pannelli senza sistemi di solar cooling e con una superficie totale installata inferiore ai 50 mq), l’ammontare dell’incentivo è pari a 170 euro all’anno per ogni mq di pannelli solari. Questo incentivo è fisso, non dipende dalle spese sostenute e non viene applicata alcuna percentuale su di esse. Nel caso analizzato di un’abitazione, l’incentivo sarà erogato per 2 anni consecutivi.

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