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Filiera Grano duro news

P er i o d i c o d i i n f o r m a z i o n e tecnico-economica a sostegno del Progetto Pilota “Grano duro di alta qualità in Emilia-Romagna”

Numero 17 • FEBBRAIO 2011

Sommario Il Progetto prosegue il suo cammino

pag. 1

Le Montagne Russe del grano duro

pag. 2

100 anni di innovazione

pag. 3

L’importanza della fenologia pag. 4 della pianta per l’ottimizzazione delle pratiche colturali suggerite da GranoDuro.net Andamento meteo pag. 7 novembre 2010 - gennaio 2011 Pastatrend 2011

pag. 7

Secondo Forum Internazionale pag. 8 sull’Alimentazione e la Nutrizione

Per scaricare i numeri arretrati collegatevi a www.prosementi.com o direttamente all’indirizzo http://www.prosementi.com/ita/ archivio_filiera_grano_duro_news/

Filiera Grano duro news Proprietà e redazione: Società Produttori Sementi Via Macero, 1 - 40050 Argelato (BO) - info@prosementi.com Direttore responsabile: Dott. Marco Bon

Il progetto “Grano duro alta qualità in Emilia-Romagna” prosegue il suo cammino Tiberio Rabboni - Assessore all’Agricoltura - Regione Emilia-Romagna Anche per la campagna 2010/2011 è stato sottoscritto l’Accordo per la produzione di grano duro di alta qualità. Si tratta del quinto anno consecutivo nel quale, Barilla, Società Produttori Sementi, stoccatori e cerealicoltori dell’Emilia-Romagna (attraverso le proprie organizzazioni di prodotto e alcune cooperative), sotto l’egida della Regione, hanno raggiunto una importante intesa per la produzione e fornitura di 70 mila tonnellate di grano duro di alta qualità. L’Accordo di quest’anno introduce alcune novità: innanzitutto vengono ampliate le possibilità di scelta a disposizione degli agricoltori sulle modalità di vendita e di fissazione dei prezzi. Sarà possibile, ad esempio, decidere di vendere il proprio prodotto ad un prezzo calcolato sulla base delle quotazioni del grano tenero maggiorate di un premio di 30 euro a tonnellata stabilito sulla base delle minore rese e dei maggiori costi di produzione del grano duro. Restano possibili comunque tutte le altre modalità di determinazione del prezzo ed i premi già previsti dal precedente Accordo: si potrà continuare a scegliere di vendere il prodotto al prezzo della Borsa merci di Bologna con l’aggiunta di premi per la qualità del prodotto e per gli impegni previsti dall’apposito disciplinare di produzione e conservazione (fino a 35 euro/tonnellata), oppure vendere una quota della propria produzione (fino al 30% del totale) ad un prezzo precedentemente stabilito sulla base dei costi medi di produzione, tale da

garantire un adeguato margine di profitto su detti costi. Anche sul fronte dei servizi e dell’assistenza tecnica ai produttori si segnalano progressi e innovazioni: grazie al disciplinare di produzione condiviso dall’intera filiera ed ogni anno implementato, è stato possibile di raggiungere i produttori con indicazioni precise e univoche e da quest’anno verranno attivate anche nuove modalità interattive e personalizzate di assistenza tecnica (Granoduro.net). Il progetto continua dunque a costituire una esperienza decisamente positiva in quanto ha dato prova di rappresentare un valido esempio di funzionamento della filiera, consentendo nel corso degli anni di affrontare in maniera collegiale e condivisa da tutto il comparto le problematiche che si sono via via manifestate, innanzitutto quelle legate alla grande volatilità dei prezzi. Mi preme qui sottolineare che l’Accordo sembra aver centrato in pieno, anticipandole di diversi anni, anche alcune indicazioni della Commissione Europea presenti nella Comunicazione del novembre scorso sulla futura PAC (la PAC verso il 2020). Mi riferisco in particolare alla necessità di migliorare il funzionamento della filiera alimentare laddove si indicano, tra le questioni fondamentali, le relazioni contrattuali e l’attuale squilibrio del potere negoziale all’interno della filiera. Il percorso non è certo concluso ma l’esperienza dell’accordo per il grano duro alta qualità offre molti elementi utili per implementare anche in altri settori e filiere iniziative analoghe.

Stampa: Grafiche Bime s.r.l. Via Sebastiano Zavaglia 20/24 - 40062 Molinella (BO) Reg. Tribunale di Bologna n. 7711 del 15/11/2006 Periodico realizzato con il contributo della Regione EmiliaRomagna ai sensi della L. R. 28/1998.

società PRODUTTORI SEMENTI S.p.A. BOLOGNA


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n. 17 - Febbraio 2011

I MERCATI

Le Montagne Russe del grano duro Emilio Ferrari – Barilla G. e R. Fratelli S.p.A. Quando in Italiano si parla di “Montagne Russe” si intende una situazione con alti e bassi molto pronunciati; quando si piomba improvvisamente in discese mozzafiato e poi proiettati in salite veloci e ripidissime; e di nuovo giù a rotta di collo. E così via, senza sosta. Credo che il titolo dell’articolo ben si adatti a quanto è successo nel mercato del grano duro. La scelta, però, è dettata anche da un altro fattore. Quanto abbiamo visto nei mercati recentemente ha avuto origine proprio in Russia. Non sulle montagne, ovviamente, che peraltro in Russia scarseggiano, ma nelle grandi pianure della Russia meridionale, che l’estate scorsa sono state colpite da un’ondata di calore e da una delle peggiori siccità degli ultimi 100 anni. Ora vi chiederete; che centra la Russia con il grano duro? Proviamo a spiegare. Non si possono comprendere gli andamenti dei prezzi delle commodity agricole se non si considerano due recenti fenomeni che caratterizzano questi mercati: la Globalizzazione e la Finanziarizzazione. Globalizzazione non vuol dire solamente che quello che succede in una parte del mondo influenza anche tutti gli altri paesi. Significa anche che i mercati dei prodotti agricoli sono collegati tra loro e con 550,00

altri mercati che fino a poco tempo fa non centravano nulla con le derrate agricole. Ad esempio il prezzo del mais è ora fortemente correlato al prezzo del petrolio, in quanto una parte importante del mais americano viene utilizzato per la produzione dell’etanolo, usato per le auto. Il prezzo del mais, a sua volta, influenza quello della soia in quanto è in competizione per le stesse superfici di terreno. Anche il grano tenero subisce lo stesso meccanismo della soia, ed inoltre può sostituire il mais nell’alimentazione animale. I prezzi del grano tenero hanno subito una forte impennata a partire dall’estate scorsa a seguito del disastro climatico della Russia, mentre il mais scarseggia negli USA, a causa di rese inferiori alle attese ed utilizzi record nella produzione di bio etanolo. Le quotazioni del grano duro sono state spinte in alto da quelle del grano tenero, sia a causa di fenomeni di ritenzione nelle zone ove gli agricoltori potevano vendere il grano tenero con lauti profitti, sia perché in alcuni paesi del mediterraneo una parte di grano duro è finita ad alimentazione animale, in sostituzione di un mais e di un grano tenero sempre più costosi. Il grano duro si è quindi allineato al tenero con una riduzione del differenziale

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storico tra i due prodotti fino ad arrivare, negli ultimi mesi del 2010, persino in territorio negativo, con quotazioni del grano tenero superiori a quelle del duro. Infine, nelle ultime settimane, altre effetti della globalizzazione, questa volta di natura politica, ovvero i problemi che stanno interessando il Nord Africa, hanno specificamente fatto aumentare i prezzi del grano duro. E la Finanza che c’entra invece? I prezzi delle commodity alimentari sono oggi influenzate non solo da quanto succede sui mercati agricoli ma anche da quanto avviene a livello macroeconomico. Oltre al legame sopra accennato per mais e petrolio, a seguito della sempre maggiore diffusione delle borse future, i prodotti agricoli sono divenuti dei beni di investimento. Operatori finanziari possono acquistare contratti future utilizzandoli sul mais o sul grano, sia come strumenti a copertura dei rischi di inflazione, sia come investimenti di natura speculativa. Ora se paragonassimo il grafico dei prezzi del grano con quello della liquidità presente nel sistema economico mondiale troveremmo delle curiose analogie. I forti incrementi dei prezzi andrebbero di pari passo con l’incremento di liquidità, ovvero del denaro disponibile nel siste-

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2.nd H '07 Avg 384 €t

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2.nd H '08 Avg 278 €t 1st H '08 Avg 473 €t

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2.nd H '09 Avg 203 €t

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1.st H '10 Avg 160 €t

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Crop 2007/2008

Crop 2006/2007

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Crop 2008/2009

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Borsa merci di Bologna: andamento delle quotazioni del frumento tenero (in blu) e del grano duro (in rosso), relativamente alla Produzione Centro Italia - categoria fino.


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EVENTI

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Area .000 ha NORD CENTRO SUD ISOLE

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TOTALE ITALIA

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Andamento dell’investimento a grano duro in Italia nell’ultimo triennio.

ma economico mondiale. Nel 2007 è successo grazie allo sciagurato meccanismo dei mutui subprime, che è stata una delle cause della terribile crisi che ha colpito l’economia mondiale. Nel 2010 a seguito dell’iniezione di denaro pubblico immesso nel sistema dagli Stati, per cercare di rivitalizzare l’economia e riappianare i debiti creatisi negli anni precedenti. Così come la crisi del 2008 che ha abbattuto la liquidità del sistema, ha fatto il paio con il crollo dei prezzi delle derrate agricole. Spero a questo punto di non aver fatto troppa confusione nella testa del lettore. Ma purtroppo di questo si tratta, di una grande confusione. Ora cosa possiamo dedurre da questo lungo ragionamento? Sicuramente che è al giorno d’oggi molto difficile fare delle previsioni su quello che succederà nei mercati nei prossimi mesi. Sono troppi i fattori da prendere in considerazione, che si influenzano reciprocamente. In queste condizioni è molto facile sbagliare. Questo è vero soprattutto per gli agricoltori, chiamati a fare la scelta difficile di come allocare le proprie produzioni; ma che proprio perché legati al territorio, fanno fatica a seguire la complessità di questi meccanismi di livello mondiale. Soprattutto a prevedere che cosa accadrà sui mercati quando, dopo sei mesi od un anno, andranno a vendere i propri prodotti. Anche per l’industria è difficile fare previsioni, ma una cosa la possiamo dire con certezza: molti agricoltori hanno fatto la scelta sbagliata. Influenzati dal differenziale negativo tra il prezzo del grano duro

e quelli di altre colture annuali, hanno ridotto le superfici seminate a grano duro in vari paesi del Mediterraneo. Ora è molto difficile prevedere se i prezzi di tutti i cereali aumenteranno o scenderanno, ma certamente il differenziale positivo del grano duro aumenterà e tornerà ai livelli storici, se non anche superiori, a causa della minore disponibilità di prodotto nella prossima campagna per la riduzione delle superfici investite. La considerazione che mi rimane da fare, alla fine di questo articolo, è che in tempi di grande incertezza, l’unica soluzione vincente è quella di fare filiera, dall’agricoltore all’industria di trasformazione. Questo è possibile nel grano duro, ove a disposizione della controparte agricola c’è un’azienda come Barilla da sempre interessata a proporsi come partner affidabile nella filiera, che propone contratti di coltivazione e supporta la diffusione di varietà di grano duro di alta qualità, in collaborazione con la Società Produttori Sementi di Bologna. Certamente sono necessari ancora tanti miglioramenti da parte dell’industria per rendere sempre più adeguata e stimolante la propria proposta, adattandola alle mutate condizioni dei mercati. Come anche è necessario per la controparte agricola impegnarsi in un cammino per il continuo miglioramento della qualità e del servizio offerti. Ma fare sistema è il modo migliore per creare valore e costruire un’offerta competitiva e remunerativa per le parti coinvolte, in un mercato così turbolento come quello che stiamo vivendo in questi giorni.

100 anni di innovazione Nel 2011 la Società Produttori Sementi di Bologna (PSB) compie cento anni. Una storia lunga un secolo che, fin dal 1911, anno in cui venne fondata per iniziativa del Prof. Francesco Todaro, ha visto la Società impegnata a diffondere l’innovazione al mondo agricolo attraverso la costituzione di nuove varietà vegetali e la loro diffusione sotto forma di sementi di qualità. Per celebrare questo importante anniversario la PSB sta organizzando un evento, programmato per il prossimo giugno, che dia testimonianza del contributo che ha dato la Società allo sviluppo tecnico-scientifico e socio-economico del settore agroindustriale. Risultati raggiunti indirizzando la propria attività di ricerca in un ottica di filiera, volta alla costituzione di varietà in grado di rispondere alle diverse e mutevoli esigenze non solo del mondo agricolo ma anche di quello industriale.

Da cento anni produciamo innovazione

Alcune varietà costituite dalla Produttori Sementi, infatti, hanno fatto la storia della granicoltura italiana: come i frumenti teneri Irnerio e Centauro, le recenti varietà di grano duro Iride, Saragolla e Levante, ai vertici delle classifiche nazionali per produttività, e ai grani duri Svevo ed Aureo dalla ottime qualità tecnologiche. Esempio concreto è rappresentato anche dal Progetto “Grano duro di alta qualità in Emilia-Romagna”. Nato per iniziativa della Società nel luglio 2006 e promosso insieme alla industria alimentare Barilla con il supporto della Regione Emilia-Romagna, il Progetto, grazie anche al coinvolgimento delle più importanti organizzazioni dei produttori agricoli della Emilia-Romagna, ha saputo svilupparsi nel tempo e divenire un punto di riferimento anche per altre esperienze nazionali. Con la campagna 2010-2011 il Progetto, di cui questo periodico è strumento a sostegno, è giunto alla sua quinta stagione. Novità introdotta da PSB è un sistema interattivo di assistenza tecnica dedicata ai produttori agricoli, GranoDuro.net, volta a massimizzare le potenzialità genetiche delle singole varietà rientranti all’interno del Progetto (Levante, Saragolla e Normanno) in termini produttivi e qualitativi garantendo una maggiore sostenibilità economica ed ambientale.

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ASSISTENZA TECNICA

L’importanza della fenologia della pianta per l’ottimizzazione delle pratiche colturali suggerite da GranoDuro.net Francesca Salinari e Pierluigi Meriggi - Horta srl - Spin Off Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza I supporti alle decisioni forniti da GranoDuro.net sono studiati per rispondere alle peculiarità delle unità produttive. Si rivelano particolarmente importanti soprattutto in un’annata come l’attuale caratterizzata da colture seminate durante un ampio periodo di tempo, da ottobre a fine gennaio. I consigli sono infatti formulati tenendo conto sia delle caratteristiche statiche dell’unità produttiva, ovvero dei fattori che non mutano nel corso della stagione, sia dei fattori dinamici, cioè in continua variazione quali l’andamento meteorologico e lo sviluppo della coltura.

Il servizio web GranoDuro.net fornisce supporto alle decisioni per la coltivazione di grano duro di qualità (dalla semina alla raccolta). Le informazioni fornite da tale sistema sono elaborate ad-hoc per l’unità produttiva di riferimento (UP), cioè per una porzione di terreno uniforme sui cui è seminata un’unica varietà e su cui vengono effettuate le stesse operazioni colturali (dalla precessione colturale alla trebbiatura). La varietà coltivata, le caratteristiche del terreno, la precessione colturale, e le lavorazioni del terreno sono caratteristiche statiche dell’unità produttiva; sono,

maturazione Fasi fenologiche

fioritura spigatura botticella levata accestimento

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emergenza

1.0 0.9 0.8 Fioritura

0.7 0.6 0.5 0.4 0.3 0.2 0.1

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/1 25 0 /1 03 0 /1 12 1 /1 21 1 /1 30 1 /1 09 1 /1 18 2 /1 27 2 /1 05 2 /0 14 1 /0 23 1 /0 01 1 /0 10 2 /0 19 2 /0 28 2 /0 09 2 /0 18 3 /0 27 3 /0 05 3 /0 14 4 /0 23 4 /0 02 4 /0 11 5 /0 20 5 /0 29 5 /0 07 5 /0 16 6 /0 25 6 /0 04 6 /0 13 7 /0 22 7 /0 31 7 /0 7

0.0

1.0 Sviluppo area fogliare

cioè, fattori che non variano nel corso della stagione. Gli strumenti di calcolo di GranoDuro.net formulano i supporti decisionali considerando l’effetto su tali fattori dell’andamento meteorologico, rilevato nella stazione più vicina e rappresentativa dell’unità produttiva. Fra gli strumenti di calcolo di GranoDuro.net è presente, inoltre, un modello fenologico che permette di simulare, in funzione della data di semina, della temperatura, del fotoperiodo e delle caratteristiche della varietà seminata, il verificarsi ed il susseguirsi nel corso della stagione delle seguenti fasi cruciali dello sviluppo della coltura (fig. 1): - emergenza - inizio accestimento - inizio levata - metà levata - inizio botticella - inizio spigatura - inizio fioritura - maturazione lattea - maturazione farinosa - maturazione di raccolta.

0.9 0.8 0.7 0.6 0.5 0.4 0.3 0.2 0.1 16 /1 25 0 /1 03 0 /1 12 1 /1 21 1 /1 30 1 /1 09 1 /1 18 2 /1 27 2 /1 05 2 /0 14 1 /0 23 1 /0 01 1 /0 10 2 /0 19 2 /0 28 2 /0 09 2 /0 18 3 /0 27 3 /0 05 3 /0 14 4 /0 23 4 /0 02 4 /0 11 5 /0 20 5 /0 29 5 /0 07 5 /0 16 6 /0 25 6 /0 04 6 /0 13 7 /0 22 7 /0 31 7 /0 7

0.0

Fig. 1 - Finestra di dettaglio “Crescita grano”, in cui sono riportati in forma grafica gli output del modello fenologico (dall’alto verso il basso): fasi fenologiche (susseguirsi delle fasi fenologiche), fioritura (dinamica giornaliera - linea fucsia - e cumulata - linea viola dell’emissione delle antere), sviluppo area fogliare (sviluppo dell’area fogliare verde - linea verde chiaro - e totale - linea verde scuro).

La finestra di output del modello fenologico contiene l’accesso ad una sezione interattiva del sistema in cui l’utente può modificare la data di inizio delle fasi fenologiche, qualora la data simulata dal modello risulti diversa, in anticipo o ritardo, rispetto a quella rilevata nella propria unità produttiva. Nel caso in cui venga effettuata una modifica, il modello fenologico calcola nuovamente le date tenendo conto dell’input fornito dall’utente. Gli output di questo modello fenologico permettono di accompagnare i supporti decisionali alle indicazioni relative allo sviluppo della coltura, che, come i fattori statici, rappresenta una caratteristica intrinseca dell’unità produttiva. In particolare, l’informazione relativa alla fase fenologica in corso è importante per i consigli di: - concimazione azotata - difesa dalle malattie - diserbo. Concimazione azotata Il consiglio relativo all’azoto da apportare si basa su un bilancio che è influenzato dall’andamento climatico dei mesi autunno-invernali e da alcune caratteristiche statiche dell’unità produttiva, quali ad


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Azoto (kg/ha)

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Fig. 2 - Assorbimento dell’azoto durante il ciclo del frumento.

esempio la varietà seminata ed il contenuto di azoto e sostanza organica del terreno. Il quantitativo totale di azoto da apportare nel corso della stagione viene suddiviso in dosi da applicare in corrispondenza di determinate fasi fenologiche, poiché si considera che la coltura abbia esigenze nutritive diverse a seconda della fase di sviluppo in cui si trova (fig. 2). Mentre nelle fasi che vanno dall’emergenza fino all’inizio dell’accestimento il ritmo di assorbimento dell’elemento azoto è piuttosto modesto, a partire dalla fine dell’accestimento - inizio della levata (ovvero spiga a 1 cm), lo stesso aumenta sensibilmente. Successivamente a partire dalla fase di botticella - spigatura il ritmo di assorbimento dell’elemento diminuisce nuovamente e si mantiene relativamente ridotto fino alla maturazione. In GranoDuro.net, le fasi ritenute cruciali per l’apporto di azoto sono l’accestimento, l’inizio della levata e la botticella. La concimazione azotata in accestimento rappresenta un apporto importante per la coltura, soprattutto in terreni poveri, con una precessione depauperante e a seguito di un periodo piovoso e caratterizzato da basse temperature. Per contro non è opportuno eccedere con l’azoto in questa fase se la climatologia è stata mite e le precipitazioni meteoriche scarse. La concimazione azotata ad inizio levata rappresenta un apporto fondamentale per la coltura in quanto consente di rendere disponibile il fertilizzante all’inizio del periodo di maggiore richiesta della coltura. Correttamente eseguita, l’operazione consente di impostare la coltura su elevati livelli quanti - qualitativi. La concimazione azotata in botticella rappresenta il terzo e ultimo canonico intervento e ha lo scopo sia di confermare il potenziale produttivo della coltura sia di assicurare livelli qualitativi elevati del tenore proteico della granella. Nel caso di elevata fertilità del terreno e nelle situazioni di ridotti apporti in copertura, le dosi da apportare ad inizio levata

Fig. 3 - Finestra del consiglio di concimazione.

ed alla botticella possono, in alternativa, essere distribuite in un unico intervento a metà levata. Il consiglio viene fornito in forma di tabella (fig. 3). Malattie GranoDuro.net fornisce informazioni relative alla situazione attuale del rischio per le varie malattie (Ruggine Gialla, Septoriosi, Oidio, Ruggine Bruna, Fusariosi della spiga) e la probabilità di presenza oltre il limite di legge delle micotossine. Il rischio è definito da modelli epidemiologici che considerano l’influenza della fase fenologica della coltura, dell’andamento meteorologico e delle caratteristiche statiche dell’unità produttiva (quali la suscettibilità varietale, la precessione e le operazioni colturali) sullo sviluppo delle malattie e sulla produzione delle micotossine. Il supporto alle decisioni relative

alla difesa del frumento duro dalle malattie fungine è fornito nella forma di un albero decisionale (fig. 4), che, sulla base della fase fenologica e del rischio calcolato dal modello di malattia, permette di valutare la necessità o meno di effettuare un trattamento fitosanitario. Tale supporto alle decisioni, quindi, considera la fase fenologica della coltura a due livelli: i) a livello di modellistica: i modelli epidemiologici iniziano le simulazioni e forniscono il rischio per le diverse malattie in funzione della fase fenologica in cui l’avversità inizia a manifestarsi (ad esempio i calcoli per la stima del rischio delle infezioni di ruggine gialla iniziano all’emergenza, mentre quelli del rischio di infezione di ruggine bruna alla levata); ii) a livello di tempistica del trattamento fitosanitario: la necessità o meno di ef-

Fig. 4 - Albero decisionale per l’esecuzione dei trattamenti fungicidi mirati al contenimento delle infezioni di Fusariosi della spiga. Il livello di rischio (da basso ad alto) nell’unità produttiva è fornito, giorno per giorno, da GranoDuro.net in funzione dell’andamento meteorologico, della varietà e delle pratiche colturali. Il segnale con il – suggerisce che il trattamento non è giustificato, i segnali da + a + + + indicano che il trattamento è giustificato e suggeriscono livelli crescenti di attenzione nell’esecuzione dello stesso.

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6 Filiera Grano duro news fettuare un trattamento è definita sulla base della fase fenologica in cui si trova la coltura. In questo contesto, la funzione di “ri-calcolo” delle fasi fenologiche sulla base di quanto riscontrato effettivamente dall’utente nella propria unità produttiva rappresenta uno strumento fondamentale. Ad esempio, la spigatura ha una durata breve e la sua collocazione temporale deve essere di conseguenza la più precisa possibile, soprattutto poiché l’occorrenza di tale fase influenza la valutazione del rischio della Fusariosi della spiga. Sempre relativamente alla Fusariosi, le informazioni della fase fenologica in corso sono cruciali considerando che la suscettibilità della spiga a questa avversità è massima in presenza delle antere, ovvero durante la fioritura, fase che segue la spigatura. L’identificazione di tale momento è fornita dal sistema con un grafico di dettaglio (fig. 1, grafico centrale), che mostra la dinamica di emissione delle antere al momento attuale e cumulata nel corso della stagione. La proporzione di antere presenti al momento attuale fornisce un ulteriore criterio guida nella consultazione dell’albero decisionale. Diserbo La formulazione del consiglio di diserbo richiede che l’utente interagisca con il sistema GranoDuro.net accedendo alla finestra di dettaglio. Quando l’utente sceglie di ottenere un consiglio sul diserbo gli si presenta una tabella da compilare nella quale appare lo stadio fenologico corrente e 10 possibili erbe infestanti da selezionare (fig. 5). Poiché lo stadio corrente al momento della simulazione potrebbe non coincidere con l’effettivo stadio fenologico della coltivazione al momento del trattamento, vi è anche la possibilità di indicarne uno diverso rispetto all’attuale, quello nel quale pre-

Fig. 5 - Maschera di inserimento delle informazioni relative allo stadio fenologico della coltura e delle 10 principali erbe infestanti della Unità produttiva di riferimento per ottenere il consiglio di diserbo più appropriato.

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Fig. 6 - Susseguirsi delle fasi fenologiche in due diverse epoche di semina: metà ottobre (curva verde) e fine gennaio (curva gialla). Le simulazioni sono state realizzate con il modello di crescita utilizzato in GranoDuro.net sulla varietà Levante e con i dati meteorologici della stazione di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza).

sumibilmente l’imprenditore agricolo realizzerà l’intervento. Successivamente l’utente seleziona le erbe infestanti presenti nella propria unità produttiva attraverso la griglia di fig. 5; per ognuna di esse è anche fornita una dettagliata scheda descrittiva per agevolarne il riconoscimento in campo. I prodotti da usare sono definiti in funzione delle specie infestanti presenti, delle condizioni meteorologiche previste per il giorno in cui si fa la consultazione e dei 2 giorni successivi e in base alla fase fenologica in cui si trova il frumento duro. Conclusioni La corrente campagna è stata caratterizzata da una accentuata scalarità delle semine dei cereali autunno-vernini e del frumento duro in particolare. Le prime semine hanno preso avvio alla fine della prima decade di ottobre, successivamente, in base anche alle interruzioni dovute alle precipitazioni meteoriche distribuitesi in modo non uniforme nelle varie aree del nord, hanno ripreso in modo significativo solo nella terza decade dello stesso mese ma purtroppo per un periodo ancora limitato. Infatti le piogge dei primi di novembre hanno prematuramente interrotto le operazioni di semina dei cereali che erano ben lungi dall’essere completate secondo programma. Le semine sono successivamente riprese con discontinuità e per brevi intervalli di tempo: a metà novembre e a metà dicembre, a fine dicembre inizio gennaio ed infine ancora nella terza decade di gennaio. Tale scalarità ha interessato particolarmente il frumento duro che come è noto è fortemente alternativo e pertanto ben si adatta anche

a semine tardive, ben oltre il canonico periodo autunnale. La situazione del 2010-2011 non è stato però un caso isolato. Con gli eccessi climatici degli ultimi anni il rispetto della programmazione delle semine è diventato sempre più difficile e la scalarità delle semine è un fenomeno piuttosto generalizzato, anche nelle altre aree cerealicole del centro-sud. Non è infrequente pertanto avere nello stesso territorio a fine gennaio coltivazioni di frumento duro già accestite accanto a colture appena nate od ancora ad altre in fase di emergenza o da poco seminate. GranoDuro.net che fornisce tutti i supporti alle decisioni legati all’effettivo stadio fenologico del frumento, rappresenta pertanto uno strumento indispensabile per una corretta conduzione delle colture, soprattutto in un’annata come questa nella quale le coltivazioni sono particolarmente disetanee. A titolo esemplificativo, se consideriamo 2 casi estremi di epoche di semina, metà ottobre e fine gennaio, lo stadio di inizio levata (cruciale per alcune operazioni agronomiche come la fertilizzazione azotata) lo raggiungeremo, nel primo caso, nella seconda decade di marzo e un mese più tardi per la semina più tardiva (fig. 6). Come si evince dalla stessa figura 6 il ritardo della coltura seminata a fine gennaio tende progressivamente a ridursi fino quasi ad annullarsi alla raccolta. Pur tuttavia in fioritura (stadio importante per la difesa dal Fusarium) tale differenza può essere ancora di 9-10 giorni. E’ evidente che in queste condizioni la programmazione delle operazioni colturali deve essere effettuata con la massima attenzione.


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Agrometeorologia

EVENTI

Andamento meteo Periodo novembre 2010 - gennaio 2011 William Pratizzoli – Area Agrometeorologica e Territorio, ARPA Emilia-Romagna Qualche difficoltà nelle semine per elevata umidità dei terreni e per frequenti precipitazioni in novembre, punte di temperatura minima molto basse in dicembre, anche inferiori a -15 °C in pianura. Le precipitazioni del periodo (fig. 1), confrontate con quelle medie del 1991-2005 (fig. 2), sono risultate prossime alla norma sul reggiano e modenese, lievemente inferiori sulle province orientali (nel ferrarese in particolare) e, come l’anno scorso, superiori sul parmense e piacentino. Anche se le precipitazioni dei tre mesi sono state nel complesso inferiori rispetto a quelle dell’annata preFig. 1 cedente, il mese di novembre 2010 è risultato invece più piovoso sia come quantità (aree occidentali) che come frequenza (aree orientali) rispetto al corrispondente mese del 2009; sulle province orientali nel novembre 2010 si sono registrati circa 10-12 giorni di pioggia (prec >2 mm) rispetto ai 6-8 dell’anno precedente. Questo ha reso difficoltose le operazioni di semina tanto che a fine mese restavano ancoFig. 2 ra da seminare una consistente quota di appezzamenti. Gennaio ha visto in generale piogge nella norma, ma non sul ferrarese dove in molte aree si sono misurati solo 10 mm rispetto ai 30-40 attesi nel mese. Rispetto a quelle dell’anno precededente si sono inoltre registrate meno nevicate in pianura. Durante il mese di gennaio 2011, rispetto ai diversi eventi del 2010, si è potuta osservare, in pianura, solo una debole nevicata il giorno 30, tra l’altro limitata alla pianura emiliana. Temperature: globalmente il periodo non presenta anomalie significative anche se, come l’anno precedente, prevalgono le aree con temperature lievemente inferiori alla norma (fig. 3). Da ricordare, nella seconda metà di dicembre 2010, il forte abbassamento delle minime che hanno toccato valori non comuni, anche inferiori a -15°C in pianura; con un’analogia davvero singolare valori simili si verificarono anche nel dicembre 2009, esattamente negli stessi giorni.

Fig. 3

Fig. 4

Umidità dei terreni: secondo le stime del modello di bilancio idrico “Criteria” al 31 gennaio 2011, il contenuto idrico dei terreni risulta elevato e paragonabile a quello dell’anno precedente. I terreni presentano in generale un contenuto idrico ancora lievemente superiore alla capacità di campo (fig. 4); fa eccezione l’area nord-orientale (ferrarese ed aree limitrofe) dove, causa le scarse precipitazioni di gennaio, la situazione prevalente è di lieve deficit rispetto a questo riferimento.

Pastatrend 2011 Bologna, 2-5 aprile

Si svolgerà tra il 2 e il 5 aprile 2011 nei padiglioni della Fiera di Bologna la 2a edizione di PastaTrend. Dopo il successo del 2010, la manifestazione dedicata interamente alla Pasta si presenterà ancora più grande e ricca di numerose manifestazioni collaterali. Accanto agli stand dei più noti marchi della pasta industriale di alta qualità e delle aziende artigianali in rappresentanza dei diversi settori della filiera (produzione, lavorazione, trasformazione, arredamento specializzato per i punti vendita, editoria di settore, associazionismo scientifico e culturale collegato al mondo dell’enogastronomia) ampio spazio verrà dedicato quest’anno agli aspetti gastronomici. Saranno infatti presenti gli chef della UIR, l’Unione Italiana Ristoratori che, nel proprio “Show Cooking” si cimenteranno con la consueta passione per affermarsi quali ambasciatori della cucina della pasta italiana, affiancandosi agli esperti di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, che detta le “Regole d’oro” per preparare la pasta con i metodi tradizionali dei territori di provenienza. Anche la parte convegnistica e congressuale sarà rilevante. Sono già decine le manifestazioni programmate per le quattro giornate fieristiche, che approfondiranno i temi legati alla filiera della Pasta. Il salone bolognese, quest’anno, avrà inoltre altre novità davvero importanti, a partire dalla presenza di due elementi di assoluta rilevanza: il “China Gate” ed il “Mediterranean Gate”: in pratica due “sportelli” presso cui buyer internazionali ed aziende italiane potranno incontrarsi, conoscersi e perfezionare i propri business. Ma PastaTrend è anche altro: è solidarietà e responsabilità sociale. Infatti, assieme a CEFA, ha aderito al Progetto Solidarietà 2015 “Dal seme al cibo” per portare aiuti al Sudan, paese africano tra i più poveri del mondo, coinvolgendo nel progetto anche molte aziende tra quelle aderenti al Salone, a partire proprio da EXPO 2015, il cui principio base è incentrato su “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Significative anche le adesioni di diverse regioni, i riconoscimenti del ministero della Salute e del ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali e di EXPO 2015 di Milano, che hanno trovato nel Salone bolognese un elemento di novità e di interesse per le loro politiche promozionali.

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8 Filiera Grano duro news

n. 17 - Febbraio 2011

EVENTI

Secondo Forum Internazionale sull’Alimentazione e la Nutrizione Il 30 novembre e 1 dicembre 2010 si è svolto, presso l’Università Bocconi di Milano, il Secondo Forum Internazionale sull’Alimentazione e la Nutrizione, momento conclusivo del secondo anno di vita del Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN). Il BCFN è un centro di studi e di pensiero di rilevanza nel panorama internazionale. Nato nel 2009 per analizzare, con un approccio multidisciplinare, i grandi temi legati al mondo dell’alimentazione e della nutrizione attraverso la conoscenza di tutte le tematiche ad esso connesse, sviluppa proposte concrete per affrontare le problematiche emerse dall’analisi. Organismo garante dei lavori del Barilla Center for Food & Nutrition è l’Advisory Board, composto da: Barbara Buchner, Jean-Paul Fitoussi, Mario Monti, Gabriele Riccardi, Camillo Ricordi, Claude Fischler, Joseph Sassoon, Umberto Veronesi. Nel 2009, le diverse pubblicazioni scientifiche prodotte sono state rese disponibili, in occasione di eventi, agli stakeholder che hanno potuto confrontarsi con i risultati dei lavori del BCFN. Le occasioni di dibattito sui temi legati all’alimentazione si sono moltiplicate all’interno del Secondo Forum Internazionale sull’Alimentazione e la Nutrizione. L’evento, articolato in due giornate, ha visto alternarsi riunioni plenarie e workshop di approfondimento. In particolare, le 2 sessioni di lavoro in plenaria hanno fornito ai partecipanti un taglio più generalista, con una prospettiva verso scenari futuri e globali. I temi sono stati presentati ed approfonditi da relatori di fama internazionale che hanno apportato le loro conoscenze. Tra gli esperti chiamati a confrontarsi, oltre al presidente Guido Barilla e ai membri dell’Advisory Board, anche Carlo Petrini, Francesco Giavazzi, Innocenzo Cipolletta, Arrigo Sadun, Charles Seaford, Mathis Wackernagel, Jeremy Rifkin, Gerard-François Dumont, Valerio De Molli, Mario Monti, Kjell Anders Nordström, Raj Patel. Sempre nella sala plenaria si sono poi svolte discussioni su alcuni temi di grande interesse pubblico. In particolare, sono state organizzate 3 tavole rotonde: “Quale benessere?”, “Agricoltura sostenibile e OGM” e “L’alimentazione del futuro: quali modelli di produzione e consumo”. Gli 8 workshop, sono stati focalizzati su temi di grande attualità come: - Le politiche europee in materia di alimentazione e nutrizione (con Margherita Caroli, Anna Maria Corazza Bildt, Paola Testori Coggi). L’impatto del cibo sulla salute dei cittadini è una questione di sempre maggiore importanza per le istituzioni dell’Unione Europea. La sessione ha dibattuto su come l’UE può sviluppare efficacemente politiche che incoraggino i consumatori ad alimentarsi in maniera sana. Una sintesi degli interventi è riportata all’interno del fascicolo “Food for Health”. - Alimentazione e ambiente: sano per te, sostenibile per il pianeta (con Gianfranco Bologna, Barbara Buchner, Corrado Clini,

Gabriele Riccardi, Mathis Wackernagel). In ambito alimentare, si osserva l’affermarsi di modelli di consumo poco sostenibili, considerato che la composizione e la qualità di cibo prodotto incidono in modo significativo sia sulle emissioni di gas serra che sul consumo di risorse naturali. Per suggerire scelte alimentari più sostenibili in termini di salute e tutela dell’ambiente, il BCFN propone il concetto di “Doppia Piramide” introdotto dal Focus “Doppia Piramide: alimentazione sana per le persone, sostenibile per il pianeta”. Una sintesi degli interventi è riportata all’interno del fascicolo “Food for Sustainable Growth”. - Culture alimentari e stili di vita: il valore della mediterraneità (con Antonella Carù, Claude Fischler, Nancy Jenkins, Massimo Montanari, Pier Luigi Petrillo, Camillo Ricordi). La storia del rapporto dell’uomo con il cibo rappresenta una delle più affascinanti epopee sociali, culturali e di ricerca di significati della storia dell’umanità. Il BCFN ha trattato in modo approfondito il ruolo centrale della dieta mediterranea con il Position Paper “Il valore della mediterraneità”. Una sintesi degli interventi è riportata all’interno del fascicolo “Food for Culture”. - Crescita sostenibile: globalizzazione delle imprese tra differenze culturali e opportunità di business (con Ravi Saxena, James T.C. Wright, Pierre Xiao Lu). Nel corso della sessione sono state presentate esperienze di aziende e casi di successo e insuccesso di attività aziendali globali che hanno cercato di cogliere le opportunità di business a livello internazionale nel rispetto delle differenze culturali ed economiche esistenti a livello locale. Una sintesi degli interventi è riportata all’interno del fascicolo “Food for All”. - La crisi alimentare tra realtà e speculazione (con Paul Roberts). Continuano a persistere in molte parti del mondo grossi problemi legati alla malnutrizione e alle tensioni sociali causate dalle difficoltà di accesso al cibo. Il BCFN ha trattato in modo approfondito questo tema con il Position Paper “Accessibilità al cibo”. Una sintesi degli interventi è riportata all’interno del fascicolo “Food for All”.

- L’indice di benessere del BCFN (con Innocenzo Cipolletta, Valerio De Molli, Raj Patel). Questo workshop ha approfondito la necessità di individuare un insieme di indicatori di benessere quale alternativa al PIL. Il BCFN ha creato un indice di benessere, “BCFN Index”, che intende misurare il benessere di un Paese attraverso diversi indicatori economici e sociali. è possibile consultare il Focus “La misurazione del benessere delle persone: il BCFN Index”. - Scarsità delle risorse e nuovo colonialismo (con Alessandro De Biasio, Eliana La Ferrara, Franca Roiatti, Michael Taylor). La popolazione mondiale passerà in pochi decenni da 6 a 9 miliardi, il divario sociale ed economico tra Nord e Sud del mondo si allarga sempre di più, nuove grandi economie in Asia ed in America Latina vedono crescere rapidamente potere d’acquisto e tenore di vita. Parallelamente, i cambiamenti climatici in atto alterano la produttività dei terreni con impatti negativi sulla produzione agricola mondiale. In questo contesto assistiamo a nuove forme di colonialismo, in cui l’oggetto del contendere diventano i terreni agricoli, venduti dai Paesi più poveri a fondi finanziari o ad altri Paesi. Una sintesi degli interventi è riportata all’interno del fascicolo “Food for Sustainable Growth”. - Alimentazione, stili di vita e salute nei bambini: le sfide di oggi per le generazioni di domani (con Riccardo Garosci, Philip James, Claudio Maffeis, Rafaela Milano, Roberto Salvan). La scarsità di cibo affligge molti Paesi in via di sviluppo e provoca ogni anno la morte di milioni di persone, soprattutto bambini, a causa della denutrizione. Con il Paper “Crescita sana e nutrizione nei bambini” il BCFN ha voluto porre l’attenzione all’adozione di comportamenti alimentari corretti fin dall’infanzia, in termini di preferenze alimentari, composizione della dieta, distribuzione degli apporti nutrizionali nella giornata, modalità di consumo degli alimenti, e di stili di vita fisica attiva. Una sintesi degli interventi è riportata all’interno del fascicolo “Food for Health”.

Per ulteriori aggiornamenti sui programmi futuri del BCFN visita il sito www.barillacfn.com


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