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Piccoli Animali

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Sabato 25 Maggio 2013

Filariosi cardiopolmonare, ecco come intervenire

Nel cane è molto diffusa, e va prevenuta attraverso una corretta profilassi, che va effettuata da aprile a novembre

L

a filariosi cardiopolmonare è una malattia parassitaria sostenuta da un verme nematode (dirofilaria immitis).Può colpire sia il cane che il gatto. Nel cane si contrae in seguito ad una puntura di zanzara (di ogni tipo) che ha precedentemente punto un cane infetto e che ha permesso al parassita di completare all’interno del suo apparato digerente diverse fasi di crescita (mute). Dopo l’inoculo delle forme giovanili, esse migrano dal sottocute al torrente circolatorio, da questo al cuore ed ai vasi polmonari dove si trasformano in adulti, che possono raggiungere i 30 cm di lunghezza. In questa sede si riproducono ed immettono in circolo nuove forme giovanili che saranno assunte dalle zanzare con un pasto di sangue, ricominciando il ciclo. Il ciclo completo richiede fino a 6 mesi. Quindi la trasmissione della malattia è indiretta, in quanto prevede il passaggio obbligato nell’ospite intermedio (zanzara). Nella pianura padana la malattia è endemica, sia per le condizioni ottimali di crescita delle zanzare, che per la presenza di cani in contesti rurali, non sottoposti a controlli e profilassi, i quali fungono da serbatoio della patologia. Grazie alla movimentazione dei cani, ormai la malattia è presente pressoché su tutto il territorio italiano.

Nel felino causa una grave infiammazione

Il gatto è colpito dallo stesso parassita che affligge il cane, ma nel suo organismo le manifestazioni cliniche sono molto differenti. I casi clinici fino ad ora riconosciuti si sono basati sul riscontro di parassiti adulti e quindi costituiscono un numero ridotto rispetto ai casi totali di filariosi felina. Nel felino è difficile che il parassita riesca a giungere a completa maturazione, ma la morte delle forme larvali causa una grave infiammazione polmonare e vascolare (detta Heartworm Associated Respiratory Disease) con sintomi respiratori gravi che spesso sono sovrapponibili ad altre patologie respiratorie croniche. Inoltre ad oggi non disponiamo di un trattamento farmacologico da poter utilizzare per la terapia dei gatti infetti, pertanto in questa specie ricopre particolare importanza la prevenzione della malattia parassitaria. Per qualsiasi dettaglio rivolgetevi al vostro veterinario di fiducia, che saprà consigliarvi al meglio.

Spesso la patologia non è manifesta per mesi, se non anni, pertanto la diagnosi effettuata in cani già sintomatici è tardiva e le lesioni anatomiche già presenti a livello cardiaco e polmonare possono rendere infausta la pro-

gnosi. Pertanto è essenziale effettuare una corretta profilassi ed esami che consentano una diagnosi precoce della malattia. Poiché il contagio avviene nei mesi in cui è attiva la zanzara, la prevenzione va effettuata da aprile a novembre compresi, in caso di prevenzione mensile. Esiste anche la possibilità di proteggere il cane per tutto l’anno con una profilassi iniettabile da effettuare presso il proprio veterinario di fiducia, che va riservata a cani sicuramente non infetti, quindi precedentemente testati nel caso in cui vi sia la possibilità che possano aver contratto la malattia in passato. Laura Mori medico veterinario

Il Piccolo del 25 maggio 2013  

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