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Casalmaggiore

Oglio Po, ecco l’intensità di cura Il sindaco Silla e il direttore generale Mariani hanno illustrato la nuova organizzazione

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Sabato 25 Maggio 2013

IL RICORDO

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A Scandolara commemorato l’ex sindaco Cludio Mussi

di Giovanni Gardani

l percorso di cure per intensità, presentato giovedì mattina in conferenza stampa presso l’Ospedale Oglio Po, consiste in una piccola grande rivoluzione che si basa sulla suddivisione dell’ospedale in sei macro-aree e sull’introduzione di due nuove figure in appoggio al primario di reparto. Un percorso modulato sulle esigenze di ogni singolo paziente, con la benedizione di Joint Commission. Ad affiancare il sindaco di Casalmaggiore Claudio Silla era il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Cremona Simona Mariani, per spiegare l’iniziativa nei dettagli. Innanzitutto l’ospedale sarà diviso in macro-aree: Chirurgia, Medicina, Terapia Intensiva, Materna-Infantile, Servizi e Salute Mentale, ognuna delle quali ospiterà diversi settori. Qui opereranno specialisti sia del personale medico che infermieristico, che seguiranno il paziente in un percorso quasi “ad personam”, compatibilmente con le possibilità di turn over del personale, che però sarà integrato all’occorrenza, come ha spiegato Simona Mariani. Ogni area di riorganizzazione sarà divisa in due reparti: uno per la cura intensiva, dunque per i malati più gravi e bisognosi di cure urgenti, e l’altro per cure meno urgenti ovvero per pazienti di media o bassa gravità. Le cure saranno, di conseguenza, modulate sempre sulle esigenze del paziente. Un esempio su tut-

Da sinistra Terzi, Azzoni, Abeni, Magni, Vacchelli, Albertoni e Bozzini

Sopra il gruppo che ha partecipato alla conferenza stampa. A destra il sindaco Silla con Simona Mariani

ti: esisterà una chirurgia per malati più gravi e una week surgery dove saranno ricoverati i malati in attesa di essere dimessi. La prima sarà aperta tutti i giorni, la week surgery invece resterà chiusa il venerdì, facendo però in modo di liberare il reparto. Questo consentirà da un lato di evitare sprechi economici, nel senso che ogni terapia sarà calibrata, come detto, senza spese eccessive e senza giorni di ricovero inutilmente assegnati; dall’altro permetterà al paziente di avere una figura di riferimento, un tutor, all’interno dell’ospedale, al quale rivolgersi per qualsiasi evenienza. E’ ormai da qualche settimana che questo nuovo percorso di organizzazione ospedaliera è iniziato, ed i primi risultati sono considerati molto buoni. La fase sperimentale ora si chiude e si entra nella piena applicazione del progetto. Altro particolare molto inte-

Gussola: Bicincittà per essere solidali Partenza domattina, domenica 26 maggio, da piazza Comaschi, per i partecipanti di Bicincittà, iniziativa firmata da Uisp e Aido a favore della solidarietà. Come noto, si tratta di una manifestazione nazionale che promuove l’uso della bicicletta nei centri urbani raccogliendo nel contempo fondi a favore dell’associazione provinciale donatori organi. Chi intendesse partecipare, può presentarsi alle ore 9 (partenza alle 9,30) versando la cifra di 6 euro, a ritirando la t-shirt della manifestazione. Nelle edizioni precedenti questo appuntamento ha saputo distribuire alle varie associazioni cremonesi la cifra di 50mila euro. Il percorso prevede la salita sull’argine maestro in direzione Torricella del Pizzo, quindi Motta Baluffi, discesa in zona golenale e rientro a Gussola. Al termine ci sarà un rinfresco offerto dall’Amministrazione comunale, che assieme alla Provincia di Cremona patrocina l’evento.

ressante riguarda la figura del bed manager, il direttore di letto, che sarà un infermiere specializzato pronto a redistribuire i posti letto, ripensati con maggiore flessibilità, anche tra una macro-area e l’altra. Lo stesso bed manager, che sarà formato sia a livello medico che a livello manageriale, dopo avere seguito specifici corsi, scandirà i ritmi del lavoro e gestirà i rapporti con l’utenza. Nel reparto pronto soccorso, per esempio, saranno predisposti sei posti letto per osservazione breve con la presenza di due medici dalle 10 alle 17.30 (uno solo per la notte, come già in passato), mentre le stanze d’ospedale saranno organizzate per ospitare due letti (al massimo tre) e non più quattro, per garantire un maggiore comfort al paziente. Anche i bambini, dal Pronto Soccorso, saranno spostati subito in Pediatria, mediante un percorso pensa-

to per alleviare la loro permanenza in ospedale, con giochi e personale accogliente. Il direttore dell’Asl Gilberto Compagnoni e il direttore sanitario dell’azienda ospedaliera Camillo Rossi hanno evidenziato che anche il rapporto con il territorio sarà migliorato. Rosario Canino, direttore medico del presidio ospedaliero Oglio Po, ha poi accompagnato i presenti all’interno della nuova struttura, per mostrare la rivisitazione degli spazi dello stesso nosocomio, mentre la dottoressa Giuseppina Sartori ha specificato che per qualsiasi evenienza, in attesa di “digerire” questa rivoluzione, sarà disponibile come sempre il personale dell’Urp ospedaliero al numero 0375-281552. Presto l’iniziativa sarà anche illustrata tramite brochure che i pazienti potranno sfogliare e studiare.

Expo, un’opportunità Pietripaoli: «Si innescherà una competizione per attirare i turisti»

SOLAROLO RAINERIO – Expo 2015, un’opportunità da cogliere. Se ne parla sempre più spesso e anche il nostro territorio ha la possibilità di sfruttare la prevista ondata di turisti in arrivo da ogni parte del mondo. Se ne è parlato mercoledì sera al Ristorante La Clochette grazie alla presenza di Marco Pietripaoli, impegnato nel Terzo Settore quale direttore dell’associazione Ciessevi (Centro Servizi Volontariato della Provincia) di Milano, e che vanta un’ampia esperienza nel mondo della cooperazione sociale nonostante i 54 anni di età. Architetto ed ex consigliere provinciale e regionale, rappresenta quel mondo del volontariato che porterà all’Expo un esercito di decine di migliaia persone. Tornando alla serata casalasca, organizzata dal Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po, Pietripaoli ha sottolineato come «Expo 2015 ci interpella come cittadini. Si stima che circa 20

milioni di persone giungeranno in Lombardia nel periodo di apertura, dal 1° maggio al 30 ottobre 2015, e siamo orgogliosi di poterli accogliere al meglio, e condividere con loro ciò che abbiamo». L’Expo quindi come un’opportunità non solo per la città che lo ospita: «Non è un evento per la città di Milano, perché chi verrà all’Expo (le stesse stime dicono per una media di 2 giorni) da ogni parte del pianeta innescherà una competizione attrattiva tra i territori per convincere i turisti, magari anche a prolungare la permanenza nel nostro paese. E dunque: come il vostro territorio, che vanta indubbie eccellenze, può diventare interessante per un cittadino del mondo?». Bella domanda, che ha chiuso la serata che ovviamente ha toccato altri punti, sia storici che di contenuti, e che ha innescato la serie di domande da parte dei presenti.

SCANDOLARA RAVARA – La riunione assembleare dell’Unione Municipia di ieri sera è stata anticipata da un partecipato ricordo dell’ex sindaco Claudio Mussi, morto lo scorso 17 dicembre. Nella sala consigliare di Scandolara, ospiti dei sindaci Gianmario Magni (padrone di casa) e Giovanni Vacchelli (di Motta Baluffi), sono intervenuti gli ex primi cittadini dei due comuni Giovanni Bozzini e Franco Albertoni (oggi presidente AEM Cremona), gli ex leader provinciali del PCI in cui è cresciuto Mussi, vale a dire Evelino Abeni e Giuseppe Azzoni, e l’architetto Massimo Terzi, in passato al fianco di Mussi quale tecnico comunale. Impossibilitati a presenziare, il senatore Luciano Pizzetti e l’ex presidente della Provincia Franco Dolci hanno comunque inviato due lettere, che sono state lette al folto pubblico dai due sindaci. Dolci, attraverso la voce di Vacchelli, ha ricordato come Mussi provenisse da una famiglia di muratori quando da giovane crebbe nel partito grazie alla sua intelligenza vivace e alla passione per la storia. Ha ricordato quanto amasse la sua Scandolara e anche Castelponzone, dove portò la rassegna Recitarcantando e favorì la realizzazione di un libro con foto di Antonio Leoni. “Lascia un esempio di rettitudine e dinamismo”. “Era sindaco del Pci ma soprattutto di Scandolara – questa la nota di Pizzetti letta da Magni -; con lui ricordo discussioni accese e aspre ma sempre trasparenti, e in questo tempo di politica ruffiana e demagogica fa bene ricordarlo, affinché l’impegno civile si affermi”. Questo il ricordo di Bozzini: «Appena eletto, nel 1980, mi nominò assessore e vice sindaco e lo fui per 10 anni. Claudio è entrato nel cuore dei cittadini per le doti politiche e soprattutto umane. Il suo carattere forte fece sì che fu amato o contestato, e in 15 anni realizzò grandi opere, sino a che la prima sconfitta elettorale gli procurò grande amarezza». A seguire Azzoni: «Era orgoglioso di suo padre Giovanni, il cui nome era presente nel casellario politico del regime fascista con altri 4 compaesani. Nel ’34 vi fu iscritto come sovversivo. Claudio fu coerente con la storia famigliare, cosciente dei doveri e convinto nel non piegare la schiena in presenza dei diritti. Collaborò inizialmente con me nel partito, per poi divenirne responsabile di zona. Aveva un grande senso di responsabilità». Quindi Albertoni: «Mussi ha determinato il percorso della mia vita amministrativa. Il suo tratto principale era la determinazione nel perseguire gli obiettivi che per lui erano utili. Mise in campo un modello scolastico integrato che era all’avanguardia, e ha sempre voluto giocare un ruolo da attore protagonista. Ricordo con lui anche confronti forti ma improntati al rispetto, e finalizzati al conseguimento del risultato per la comunità, al contrario di quanto accade nella politica odierna. Mi spiace che si sia chiuso nella parte finale della sua vita». Così Abeni: «Ricordo l’umiltà e la determinazione con cui entrò nella segreteria del partito. Portò un contributo importante in termini di razionalità e concretezza con cui affrontava i problemi. E’ vero, aveva un carattere forte e non mancarono i momenti di vivace confronto, come avveniva nonostante gli stereotipi sul vecchio Pci. Non era un burocrate, aveva una passione genuina che si coniugava con l’esperienza maturata sul territorio. Lo rividi dopo anni e condividemmo lo sconforto per l’attuale situazione». Infine Terzi: «Lo conobbi all’inizio del suo mandato e lavorai al suo fianco. Aveva un grande senso del dovere, era uomo di parte che però non discriminava, aiutava tutta quella che era la “sua gente”. Era molto attivo anche nel reperire finanziamenti. Vivace e intelligente, aveva un carattere schietto e leale». Al termine è stato donato un mazzo di fiori alla vedova Mussi.

Il Piccolo del 25 maggio 2013  
Il Piccolo del 25 maggio 2013  

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