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Agricoltura

Venerdì 20 Gennaio 2012

«C’è stata un’inversione di tendenza per l’agricoltura, ma ancora non possiamo ritenerci soddisfatti»

L’annata agraria 2011 nell’analisi di Piva

L’

• A cura di Libera Agricoltori •

inverno è notoriamente una stagione di rallentamento delle attività agricole e il periodo giusto per fare un bilancio dell’annata agraria appena trascorsa, in attesa della ripresa primaverile. «I problemi» ha dichiarato Antonio Piva, presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi e vice di Confagricoltura «non sono mancati, soprattutto quelli legati all’andamento economico generale dell’Italia e dell’Unione Europea. Concentrando l’analisi sull’economia agricola tipica del Cremonese, possiamo dire che abbiamo registrato una certa inversione di tendenza. Tuttavia non possiamo dire di ritenerci soddisfatti, anche se confrontando i bilanci delle nostre aziende con quelli di imprese di altri settori produttivi non ne usciamo penalizzati». Analizzando i differenti comparti, il settore che nel corso del 2011 ha fatto registrare un andamento nel suo complesso positivo è sta-

ta la cerealicoltura. Le quotazioni si sono riprese e, in particolare per il mais, si sono mantenute stabili anche se l’incremento dei costi di produzione, legati all’aumento del costo delle materie prime, ha sensibilmente colpito la redditività delle imprese. Il comparto latte si è rivelato quello più in tensione. Benché si sia registrata un’inversione di tendenza, con le quotazioni in leggera risalita, queste non sono ancora sufficienti a rendere remunerative le imprese zootecniche da latte che producono per l’industria. La differenza di prezzo che esiste tra latte destinato a grana e latte alimentare è troppo grande, e non è accettabile. Infine la suinicoltura che, circa a metà annata, ha avuto un picco molto significativo nelle quotazioni, che tuttavia a fine anno non hanno tenuto. Inoltre sono troppo spesso all’ordine del giorno problemi relativi all’andamento del mercato unico. Questo ha senso di esistere se tutela tutta la filiera e stabilisce prezzi equi. L’elemento più condizionante della scorsa annata è certamente la grave stretta creditizia che il sistema bancario ha im-

Il comparto latte si è rivelato quello più in tensione

Antonio Piva

posto alle imprese e gli agricoltori sono stati colpiti in modo particolare: «Dopo anni di recessione erano pronti al rilancio degli investimenti, per rinnovare le tecnologie ed i mezzi di produzione. Ma in molti casi si sono trovati condizionati dalla grave stretta creditizia imposta dal sistema bancario. Questo fenomeno è durato tutto l’anno, e corre il rischio di prorogarsi anche nel 2012». Piva ha poi espresso le proprie considerazioni in merito all’operato del Governo Monti: «Il nuovo gover-

«Dal Governo misure inaccettabili per il nostro settore»

PARCO OGLIO NORD

Giuseppe Colombi riconfermato alla presidenza

Giovedì 12 gennaio, presso la sede delle Gev al Molino di Basso di Torre Pallavicina, l’ingegnere Giuseppe Colombi di Soncino è stato rieletto alla presidenza del Parco Oglio Nord. La riconferma è avvenuta per acclamazione dell’assemblea dei sindaci e dei rappresentanti delle tre province consorziate di Bergamo, Brescia e Cremona. Non è stato invece possibile individuare i membri che entreranno a far parte del nuovo consiglio di gestione che surroga il cda. Infatti, i candidati proposti dalla provincia di Brescia non hanno trovato il consenso dei Comuni della Bassa bresciana, con Orzinuovi capofila, forti della ‘solidarietà’ della maggioranza dei Comuni cremonesi. Per queste elezioni il consiglio di gestione prevede, oltre al presidente, l’elezione di quat-

tro rappresentanti, di cui uno, Dino Cattaneo di Palazzolo sull’Oglio è fisso perché di pertinenza della Regione. Per una questione di equilibri territoriali—data la presidenza alla provincia di Cremona — a Bergamo spettano due rappresentanti (Gabriele Colombi e Ivan Pedroni); così per Brescia che, oltre al rappresentante imposto dalla Regione, ha nominato Luigi Ferrari, vice presidente uscente. Bergamo non ha confermato Sergio Franza ed Ernesto Vitali. Questa doppia bocciatura pare abbia determinato l’assenza del Comune della bergamasca all’assemblea, spostando di fatto i numeri percentuali a favore dei bassaioli e rendendo ancora più incerta la situazione. Si tornerà quindi a votare alla fine del mese o all’inizio di febbraio.

TRESCORE CREMASCO

Si affronta il problema nutrie

Sul tavolo della giunta comunale di Trescore Cremasco è arrivata un’interrogazione della minoranza consiliare in cui si chiede se il Comune abbia già aderito alle nuove strategie che la Provincia di Cremona intende mettere in atto nel prossimo futuro per fronteggiare l’emergenza-nutrie e, in caso di risposta affermativa, se ne abbia dato comunicazione ufficiale agli organi preposti provinciali. Nel documento si ricorda come lo sforzo del piano provinciale di controllo della nutria non abbia dato i risultati sperati e che per questo motivo la Provincia di Cremona ha pensato di rivolgersi alla figura professionale del “Trapper”, operatore specializzato già visto all'opera con buoni risultati a Spineda. Da qui la richiesta al Comune se abbia o meno pensato di aderire a questa soluzione.

TABELLA AGGIORNATA AL 19 GENNAIO 2012 PRODOTTO

no si è trovato a gestire una situazione difficilissima ma ha adottato misure volte solo a fare cassa. Misure inaccettabili per il settore agricolo. Alcune di esse sono poi palesemente inique; basti pensare che si pretende di tassare fabbricati dismessi o inutilizzabili, e che vengono previsti prelievi fiscali su beni strumentali, cioè indispensabili al lavoro agricolo ed alla sua produzione, come la terra ed i fabbricati rurali». «Come Confagricoltura abbiamo già fatto molte proposte migliorative; ed alcune sono state accolte, come la proroga degli accatastamenti. Ma la manovra deve essere migliorata ancora di molto per poter essere giudicata accettabile. Stiamo seguendo da vicino le azioni del governo proprio per questo scopo». L’auspicio per il 2012 è «Che l’economia nel suo complesso si possa riprendere. E che l’agricoltura italiana possa crescere come ha fatto quella del resto dell’Unione europea nel corso del 2011; facendo registrare un + 10% del reddito, mentre quello italiano è cresciuto solo del + 3%».

PRODOTTO

Centrale biogas di Gussola, la posizione del Comune Il sindaco di Gussola, Marino Chiesa, e il consigliere Giovanni Leoni, ex assessore all’edilizia e all’urbanistica hanno preso posizione a proposito delle polemiche sollevate in questi giorni in merito alla richiesta di impianto a biogas da costruire a Gussola. L’impianto proposto a Gussola si distingue in modo determinante dagli altri per il fatto che nella centrale a biogas non avviene nessuna combustione né di biomasse né di vari e strani olii, ma l’energia elettrica verrà ottenuta per fermentazione all’interno dell’impianto del refluo zootecnico (pollina). Quindi si tratterà di energia elettrica pulita, e nell’aria non verranno emessi fumi e tanto meno miasmi-puzza, proprio perché come detto la fermentazione non sarà a cielo libero ma all’interno dell’impianto chiuso e sigillato. La richiesta è stata inoltrata dall’azienda agricola San Giovanni ai sensi del Decreto legislativo 387/03 per la promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili. In modo corretto, nel rispetto delle normative e dei regola-

menti, presso l’ufficio tecnico del Comune, è stata presentata la richiesta di nuova centrale di biogas funzionante con i reflui di allevamenti avicoli . «Abbiamo sempre lavorato con senso di responsabilità - affermano Chiesa e Leoni - nei confronti di tutti cercando di dare le risposte corrette e con la massima trasparenza. Abbiamo sempre tenuto incontri pubblici quando si è reso necessario farlo. In questo caso, visto che ci dovranno essere i requisiti di igienicità e salubrità pubblica e che l’autorizzazione sarà oggetto di conferenza dei servizi provinciale, siamo convinti che l’impianto potrà essere realizzato nel rispetto delle normative e dei regolamenti». Chiesa e Leoni hanno precisato infine che l’azienda agricola San Giovanni, impresa agricola a titolo principale richiedente, «in termini di oneri concessori, nulla dovrebbe all’amministrazione comunale di Gussola, ricadendo l’intervento proposto in zona agricola. Nonostante ciò, l’azienda, anche se non tenuta, si è resa disponibile a valutare investimenti per opere pubbliche al servizio dei cittadini.

UNITA’ DI MISURA

CREMONA

MILANO

MANTOVA

MODENA

VACCHE Frisone 1ª qualità peso vivo

kg.

2,30-2,65

MONTICHIARI 1,10-1,20

da macello 1,160-1,260

--

UNITA’ DI MISURA

CREMONA

MILANO

MANTOVA

MODENA

Tonn.

202-204

n.q.

212-217

(fino) 214-219

VACCHE Frisone 2ª qualità peso vivo

Kg.

2,00-2,25

MONTICHIARI 0,80-0,92

0,89-0,99

GRANOTURCO ibrido naz.14% um.

Tonn.

185-186

197-198

191-193

201-202

kg.

2,30-2,85

Vitelloni da macello 24/30 mesi 1,30-1,45

1,14-1,31

SEMI di SOIA Nazionale

MANZE SCOTTONE 24 mesi

Vitelloni femm. da macello pezz. nere (kg. 450-500) p.v. 1,18–1,33

Tonn.

n.q.

375-377

362-367

Sorgo nazionale 195-198

1,00-1,20

MONTICHIARI 1,00-1,10

(da 46 a 55 kg) 1,25-1,40

(45-55 kg) 0,95-1,40

ORZO naz. Peso spec. 55-60 peso spec. 66-68

VITELLI BALIOTTI p.vivo (50-60 kg ) frisona

Tonn.

n.q. n.q.

n.q. 226–228

n.q. 212-219

(p.spec. 63-65) 222-225

VITELLI BALIOTTI p.vivo (50-60 kg) pie blue belga

kg.

2,50-3,70

MONTICHIARI 3,80-4,00

3,90-4,40

(pregiate 70 kg) 3,61-4,65

CRUSCA Alla rinfusa

Tonn.

188 – 190

168–169

174-177

169-170

BURRO pastorizzato

kg.

2,95-3,00

past. 2,25 centr. 2,85

2,25

FIENO Maggengo Agostano

Tonn.

130 – 150 di erba med. 130-150

119-143 134-147

Mag. 1° t. 122-127

Medica fienata 1° t. 120,0-130,0

Zangolato di creme X burrificaz. 2,00

kg.

(dolce) 4,95-5,15

5,05-5,20

n.q.

PAGLIA press. (rotoballe)

Tonn.

105 – 115

108-120

Erba med f. 1° t. 122-127

Paglia di frumento press. ball. 77-82

PROVOLONE VALPADANA fino a 3 mesi

(piccante) 5,18-5,50

5,25-5,50

n.q.

8,00-8,25

7,95-8,20

8,07-8,32

PARMIGIANO REGGIANO fino a 24 m 12,00-12,30

8,65-8,85

8,75-9,15

8,85-9,10

PARMIG. REGG. 30 mesi e oltre 13,25-13,65

FRUMENTO tenero buono mercantile

SUINI Lattonzoli locali

15 kg

3,890

n.q.

3,800

3, 900

SUINI Lattonzoli locali

25 kg

2,920

n.q.

2,900

2, 930

SUINI Lattonzoli locali

30 kg

2,680

n.q.

2,640

2, 690

SUINI Lattonzoli locali

40 kg

2,190

n.q.

2,170

2,190

SUINI da macello

156 kg

1,255

n.q.

n.q.

(da 144 a 156 kg) 1,286

SUINI da macello

176 kg

1,315

n.q.

n.q.

(da 156 a 176 kg) 1,340

SUINI da macello

Oltre 176 kg

1,285

n.q.

n.q.

(da 176 a 180 kg) 1,324

PROVOLONE VALPADANA oltre 3 mesi

kg.

kg.

GRANA scelto stag. 9 mesi

kg.

GRANA scelto stag. 12-15 mesi

kg.

--

PARMIGIANO REGGIANO 12 mesi 10,25-10,50

N.B. Le quotazioni del bestiame bovino e del foraggio sul mercato di Cremona avvengono il primo e terzo mercoledì del mese. Questo dato, conseguentemente, va letto ed interpretato con la dovuta attenzione rispetto agli altri dati pubblicati. Le quotazioni del mercato di Milano avvengono in due giorni separati: il martedì per il comparto dei cereali e derivati, il lunedì per quello zootecnico che fa riferimento a Montichiari. Anche questo aspetto va tenuto in considerazione nel confronto dei dati suindicati. Il mercato di Mantova avviene in un solo giorno e cioè il giovedì. Modena il lunedì. Tutti gli aggiornamenti della tabella mercati, insieme ai collegamenti alle principali borse, sono sul sito: www.cremona.coldiretti.it.

Il Piccolo Giornale del Cremasco  
Il Piccolo Giornale del Cremasco  

20 gennaio 2012

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