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Cultura&Spettacoli

Spettacolo di Filippo Timi che intrepreta una delle protagoniste Un momento dello spettacolo

Venerdì 20 Gennaio 2012

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Concerto del cantautore sabato al Ponchielli

Ivano Fossati canta la decadenza dell’Italia Ivano Fossati

Una Favola molto particolare in scena martedì al Ponchielli M di Federica Ermete

artedì 24 gennaio alle ore 20.30, il Teatro Ponchielli inaugura, nell’ambito della già avviata stagione di prosa, il cartellone “DiversaMente”, che quest’anno propone tre spettacoli aventi come tema i conflitti e le problematiche famigliari. Teatro Franco Parenti porta in scena “Favola - C’era una volta una bambina, e dico c’era perché ora non c’è più”, di e con Filippo Timi. Le vicende e le atmosfere di questo spettacolo sembrano voler raccontare le infelici felicità di due amiche casalinghe che, quotidianamente, s’incontrano in una deliziosa e rassicurante casetta americana anni ’50. Mrs Fairytale e Mrs Emerald sono due giovani donne americane del secolo scorso,

quando proprio dagli Stati Uniti ci arrivavano le impressioni di una borghesia democratica, felice e benestante. Ognuna delle due crede di essere la migliore delle mogli ma, al momento di restare in dolce attesa, spunta l’imprevisto. Una serie di scabrosi segreti sconvolgeranno la storia, arrivando dove mai ci si potrebbe aspettare… Filippo Timi interpreta il ruolo della signora Fairytale (che in inglese significa “racconto fiabesco”) e accanto a lei-lui c’è la signora Emerald, interpretata da Lucia Mascino. Timi non solo ha scritto la drammaturgia, tratta da un libro omonimo di Stefano Massaron, non solo recita, ma anche dirige con cinematografica accuratezza la commedia horror, che si dipana tra innocenza violata, mostri, orchi e sangue. Con disinvoltura Timi regala una commedia “en travesti” surreale, con al-

cune trovate esilaranti. Il regista-interprete ha scelto una sfida molto dura col pubblico, presentandosi nei panni di una donna seducente, con tanto di tacchi alti, corsetto che gli cinge la vita, make up, smalto e parrucca cotonata. Ma non solo: si presenta come un angelo, dall’aspetto incantevole, disposto a occuparsi dei bisogni dei più diseredati, in un quartiere periferico e si rivela come un mostro e urla che non bisogna mai fidarsi nè delle apparenze nè delle favole. Artista dirompente tra i più apprezzati del cinema e del teatro italiano, Timi presenta così la sua opera: «Nessuna favola è mai perfetta come sembra, per quanto imbalsamata tu possa resistere dietro la bugia di un sorriso, la vita, carnosa, brutale, spietata, una notte magica di Natale busserà alla tua porta e nulla sarà mai più come prima…».

La mostra è allestita presso la Fondazione Città di Cremona

Sabato 21 gennaio alle ore 21, Ivano Fossati è in concerto al Teatro Ponchielli. «In questo clima da tardo impero se la lingua che parliamo è in decadenza, se politica e morale sono già decadute, il lavoro manca e la cultura - la musica in particolare - ricopia se stessa fino allo sfinimento, i ragazzi guardano oltre le frontiere con speranza e io non farei niente per trattenerli». Con queste parole Ivano Fossati introduce lo spirito del suo primo singolo “La decadenza”, estratto dal nuovo album “Decadancing” uscito il 4 ottobre. L’album, che contiene 10 inediti, con testi e musiche di Ivano Fossati, è stato registrato tra Francia e Inghilterra. “La decadenza” è un rhythm & blues graffiante su uno dei temi più attuali: la fuga dei giovani verso altri Paesi in cerca di opportunità migliori, alla ricerca di una prima o, almeno, di una seconda possibilità. Fossati tratta l’argomento con dura chiarezza, ma anche con un tocco di giocosa ironia, che si riflette

anche nella musica, e invita a guardare l’Europa come una possibile e legittima soluzione per il proprio futuro. Il cantautore spiega: «Decadancing non è autobiografico e non è un reportage. Ma quello che ho visto e continuo a vedere intorno a me, una volta fuori dall’Italia, mi fa riflettere... Il disco è abitato da personaggi che se ne vanno, che cambiano, ma soprattutto sono disposti ad accettare la possibilità di uno strappo. Perché nessuno ti aiuta a risolvere diversamente la tua vita, così il futuro te lo devi costruire. Ci sono posti in cui si può ancora scegliere riguardo al proprio futuro. A volte ho l’impressione che i vecchi si trovino solo qui, in Italia, e che i giovani siano tutti da un’altra parte. Naturalmente non è così. E anche chi non emigrerà mai non deve sentirsi meno di chi lo farà. Ma pensare a una seconda chance è importante, non è qualcosa che si possa rimandare, sottovalutare o snobbare. Né si deve averne paura».

Appuntamento domenica pomeriggio con la rassegna riservata ai più piccoli

Signori, l’artista metropolitano In sogno nel castello a Castelleone

Fino al 30 gennaio, presso la sala Consiliare Fondazione Città di Cremona (in piazza Giovanni XXIII), è allestita la mostra “Alfredo Signori - Un artista metropolitano”, curata da Tiziana Cordani. Si tratta della prima manifestazione che ricorda il lungo percorso artistico del pittore cremonese, scomparso nel 2009, che iniziò la carriera frequentando l’Accademia di Brera a Milano, partecipando al secondo Premio Bergamo nel 1940 e dando poi vita ad una lunga attività espositiva accanto ai pittori cremonesi e nell’Associazione Artisti Cremonesi. Uomo colto e sensibile, Alfredo Signori fu sempre attento alle dinamiche sociali e ai maggiori problemi esistenziali del suo tempo. Non è quindi un caso che tematiche quali la violenza, la solitudine, l’incomunicabilità e

l’isolamento, lo ispirarono nella creazione di importanti cicli di opere, nonché di una nutrita serie di ritratti ed opere grafiche. Orario: feriali 9-12:30 e 15-16:30.

Il Teatro del Viale di Castelleone propone, anche quest’anno, un cartellone ricco e diversificato, che si rivolge ad un pubblico vario. Tra le tante iniziative riprende anche “Merenda a teatro”, rassegna curata dalla Compagnia Teatrodaccapo e dedicata ai più piccoli. Domenica 22 gennaio alle 16, nelle sale del Cineteatro Giovanni Paolo II a Castelleone, va in scena “Un sogno nel castello”, scritto e interpretato da Max Fenaroli e Marcello Vicoli. Attraverso un turbinio di strani personaggi, è raccontata la vita di oltre 500 anni fa, di Sorrisolo, paese in cui la vita scorreva serena e felice finché arrivò Stressone, lo Stregone Mangiatempo, che rubò tutto il tempo dedicato allo svago e al divertimento per trasformarlo in tempo di lavoro! La gente di Sorrisolo divenne così molto triste, ma un giorno giunse nella piazza del paese una compagnia di artisti girovaghi e… Al termine, merenda per tutti.

Il Piccolo Giornale del Cremasco  
Il Piccolo Giornale del Cremasco  

20 gennaio 2012

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