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Cremona

Venerdì 20 Gennaio 2012

Messa in ricordo di Madre Agata Carelli Nel diciannovesimo anniversario della sua scomparsa, si vuole ricordare madre Agata Carelli, la canossiana - che fu insegnate e preside - che tutti ricordano per la sua incredibile propensione alla carità. A questo proposito il Gruppo Incontro, la città e il volontariato di Cremona la ricorderanno con una messa martedi 24 gennaio alle ore 18 nella parrocchiale di S. Bernardo in Cremona. A lei, il 9 ottobre 2010, fu intitolato lo slargo antistante Palazzo Duemiglia (via Brescia), proprio di fronte alla chiesa di San Bernardo.

Era il 5 agosto 2010 quando la Commissione toponomastica approvò la titolazione dello slargo alla religiosa cremonese. La proposta di ricordare la suora era stata a suo tempo avanzata dall'associazione Gruppo Incontro: Madre Agata Carelli è stata infatti fondatrice di questa associazione impegnata nel campo dell'emarginazione e del disagio sociale nel quale ha profuso ogni sua forza nell'assistenza e nel recupero dei più diseredati ed emarginati. Madre Agata Carelli, morta il 24 gennaio 1993 a Cremona, è stata per molti anni preside

ed insegnante dell'Istituto Canossiano, che aveva la sua sede nell'ex palazzo Visconti di via Ruggero Manna. Questa religiosa, oltre all'insegnamento, ha profuso ogni sua forza nell'assistenza e nel recupero dei più diseredati ed emarginati, tanto da guadagnarsi il soprannome di "Vagabonda della Carità", con il quale era a nota dovunque. Con questa intitolazione l'Amministrazione Comunale aveva reso omaggio alla religiosa canossiana, a memoria e testimonianza perenni del suo amore per la città e per i più deboli ed indifesi.

GIACOMO PAGLIARI

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei personaggi cremonesi ai quali sono intitolate le strade cittadine

L’eroe della Breccia di Porta Pia

Il bersagliere cremonese morì durante lo storico attacco a Roma, nel 1870

Largo Pagliari è la strada che, partendo da via Giordano, finisce in via Manini, incrociando via Cadore. Caratterizzata dalla presenza di case di edilizia residenziale pubblica,

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è una delle vie di ingresso al centro storico di Cremona. Un tempo si chiamava vicolo Bovaro, quando via Manini era nota come Mercato delle bestie.

di Laura Bosio

l nome di Giacomo Pagliari è molto noto a Cremona, che lo ricorda come “l’eroe di Porta Pia”. Egli fu, infatti, il bersagliere cremonese che perse la vita sulla breccia di Porta Pia quando, il 20 settembre 1870, le truppe del generale Raffaele Cadorna entrarono a Roma attraverso una breccia di trenta metri. Pochi dopo, un plebiscito popolare sancì l'annessione allo Stato italiano della Città Eterna, a febbraio dell'anno successivo, fu proclamata capitale d'Italia. Pagliari nacque a Persico Dosimo il 15 gennaio 1822 da una modesta famiglia di contadini (Ignazio e Maria Rosa Paraffini) che diede ben quattro figli alla causa dell’indipendenza e dell’unità d’Italia. Tutti e quattro furono ufficiali e tutti e quattro caddero sul campo: Alessandro, nei granatieri; Innocente, nei carabinieri; Carlo in cavalleria e Giacomo nei bersaglieri. Giacomo Pagliari era

Particolare dell'affresco raffigurante il maggiore Giacomo Pagliari, colpito a morte dall'esercito papalino, il 20 settembre 1870, mentre guidava il 34º Battaglione Bersaglieri all'assalto per la breccia di Porta Pia.

suddito austriaco e come tale dovette, all’età di 20 anni, arruolarsi nell’esercito austriaco; in quegli anni venne educato nella rigidissima accademia di Wiener Neustadt. Tuttavia, ai primi moti insurrezionali in Lombardia del marzo 1848, egli disertò e passò nella “Legione Volontari Lombardi”. Con il grado di sottotenente militò nel Primo reggimento di linea lombardo e nel Battaglione bersaglieri tridentini con i quali prese parte, negli anni 1848 e 1849, alla prima Guerra di Indipendenza. Nominato ufficiale in servizio permanente nell’esercito piemontese, nel maggio 1849, passò nel corpo dei bersaglieri. In quegli anni ebbe il comando del 4° battaglione provvisorio durante la Campagna d’Oriente (dal maggio 1855 al maggio 1856), meritando diversi riconoscimenti; ad esempio, una men-

zione onorevole alla Cernia, il 16 agosto 1855. Fu poi promosso luogotenente - nel 1858 - e nella seconda Guerra d’Indipendenza, l’anno successivo, combatté valorosamente. Promosso capitano nel dicembre 1859, si distinse nelle operazioni contro il brigantaggio nell’Italia meridionale, per le quali ottenne anche una citazione sul bollettino militare. Con il Quinto reggimento bersaglieri partecipò alla campagna del 1866: il 28 giugno dello stesso anno, col grado di maggiore, assunse il comando di un battaglione. Nel 1870, col 34° battaglione, fu assegnato all’avanguardia dell’undicesima Divisione Cosenza del IV corpo del generale Cadorna. Varcato il confine pontificio il 10 settembre, raggiunse la cinta delle mura di Roma il 19 dello

La strada, nota per la presenza di strutture di edilizia residenziale pubblica, collega le vie Manini e Giordano stesso mese. L’attacco al fronte difensivo della città, nel tratto di mura compreso tra Porta Pia e Porta Salaria, ebbe luogo la mattina del 20 settembre e fu condotto da tre colonne a ciascuna delle quali venne assegnato un battaglione bersaglieri. Alla colonna di destra, che si era portata a Villa Albani, fu destinato appunto il battaglione di Pagliari. Col fuoco delle artiglierie ben presto fu aperto un varco nelle mura di Porta Pia ed egli, alla testa dei suoi bersaglieri, si lanciò all’assalto, mentre dai bastioni crepitava la fucileria dei difensori. Una pallottola lo colpì a morte, sotto le mura, mentre si accingeva a scavalcare la breccia.

Alla sua memoria fu concessa la medaglia d’oro al valore con Regio decreto del dicembre 1870. Motivazione: «Per avere con intelligenza e ammirabile slancio condotto il proprio battaglione all’attacco della breccia di Porta Pia, rimanendo a pochi passi da essa mortalmente ferito. - Roma, 20 settembre 1870». Nonostante questo, si fecero alcune illazioni sulla sua morte: ci fu chi sospettò che fosse caduto in seguito ad una fucilata sparatagli da uno dei suoi uomini, alle spalle. Egli, infatti, non era ben visto dai suoi soldati, in quanto manteneva tra loro una disciplina ferrea. Di certo, rimane la memoria di un soldato coraggioso e sprezzante del pericolo.

Un protagonista delle battaglie risorgimentali

Il Piccolo Giornale del Cremasco  
Il Piccolo Giornale del Cremasco  

20 gennaio 2012

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