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Cronaca

Sabato 8 Marzo 2014

Piste ciclabili in aumento ma manca una visione complessiva

I ciclisti si lamentano: percorsi che si interrompono, improvvisamente incroci insicuri, sensi di marcia errati

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Lavori via Persico: 16, 17 e 18 maggio ferrovia chiusa per la posa della struttura in cemento

Uno dei problemi è l’assenza di una programmazione ciclopedonale cittadina

E

di Laura Bosio

siste un reticolo di piste e corsie ciclabili che percorre tutta la città e che mette in collegamento quartieri e strade del centro città, ma la maggior parte di esse risulta interrotta: manca la continuità dei collegamenti tra una pista e l'altra. Il numero di spazi dedicati in città alle due ruote aumenta, ma ad essere carente è la gestione complessiva della mobilità ciclabile. Sono gli stessi ciclisti a rilevare quelle che sono le principali criticità, in una città che può vantare di essere una di quelle con la maggiore mobilità ciclistica (secondo un'indagine della Fiab, si erano verificati 9.000 passaggi di biciclette in sei ore). Prima criticità tra tutte è quella del sovrappasso del cimitero, dove da poco è stato invertito il senso di marcia: prima infatti era possibile salire controsenso con la bicicletta, mentre ora è necessario seguire il senso di marcia delle auto. «Peccato che chi ha pensato di cambiare il senso non abbia pensato di spostare la corsia dalla parte giusta - si lamenta un ciclista. Così il ciclista che scende verso il cimitero deve stare sulla sinistra anziché sulla destra: non mi sembra una soluzione molto sicura». Un problema simile vi è per la pista ciclabile di via dei Tribunali, per quale è stato invertito il senso di marcia, rendendolo uguale a quello delle auto, ma senza che fosse spostata sul lato destro della carreggiata. "Il problema per la pista di via dei Tribunali è duplice. Intanto chi arriva dal centro da via Boldori si trova costretto a girare verso corso Vittorio Emanuele, proseguire lungo quel trat-

to, per poi tornare sulla pista ciclabile da piazza Santa Lucia. "Assurdo obbligare i ciclisti a fare continuamente dei giri che gli allungano il percorso si lamenta una ciclista molto mattiniera. Il problema è che l'alternativa è scendere dalla bici e portarla a mano nelle strade dove non si può passare, oppure fare continue deviazioni». Un altro punto critico è quello di corso Matteotti, dove il senso unico, valido sia per auto che per bici, ha creato ulteriore confusione tra i ciclisti: “Si può procedere verso il centro, ma non possiamo tornare indietro – dicono due ciclisti che procedono controsenso. Come noi, in molti non rispettano il divieto: è assolutamente insensato, che giro dovremmo fare

per raggiungere porta Venezia?”. Ci sono poi le piste che finiscono improvvisamente: è il caso, ad esempio, di viale Trento e Trieste, in cui la corsia ciclabile si interrompe bruscamente a fine strada, dove c’è il semaforo che regola l’immissione in Porta Venezia. O ancora, il tratto di pista ciclabile nella strada che costeggia la caserma dei Carabinieri, che sbuca in viale Trento e Trieste e non ha uno sbocco sicuro nella via. O ancora, la pista ciclabile che da porta Milano arriva al sottopasso ciclabile che sbuca verso via Fabio Filzi: dopo il sottopasso il percorso ciclabile, infatti, sparisce. “Vogliamo parlare di via Giordano? E’ un pericolo per i ciclisti, che non han-

no corsie riservate e le auto sfrecciano”. Qualcuno si lamenta di via Giuseppina, altri protestano per la pericolosità di via Mantova, altri ancora vorrebbero finalmente una pista ciclabile anche in via Dante: «Se giri in bici sei sempre a rischio di venire falciato» si lamenta una giovane ciclista; uscire da una strada laterale è sempre una roulette russa». Del resto, il numero di incidenti che coinvolgono ciclisti che si verificano in via Dante è un chiaro motivo di allarme, anche se proprio in queste settimane la strada in questione è oggetto di lavori, da parte del Comune, per migliorare la sicurezza delle intersezioni. Uno dei problemi più grandi è l’assenza di una programmazione ciclopedonale cittadina, che promuova una mobilità condivisa, dove auto, bici e pedoni possano convivere senza problemi, anche se qualcosa si è fatto nel centro storico, con l’istituzione della zona a 30 km orari, al fine di ridurre i rischi per i mezzi a due ruote. Altro problema sollevato dai ciclisti è la scarsità di portabiciclette, soprattutto dopo che sono stati tolti quelli che erano presenti sotto cortile Federico Secondo. Molti si lamentano di una situazione che vede tutte le piazze principali della città sprovviste di posteggi per le biciclette: "Chi viene in centro finisce per mettere le bici contro i muri perché non vi sono posteggi - racconta un altro ciclista: così, oltre a recare disagi ai cittadini, si rischiano di rovinare i monumenti cittadini, che non sono certo fatti per essere utilizzati come poggia-bici». Di tutte queste problematiche, sul prossimo numero de “Il Piccolo”, discuteremo con i candidati alla carica di Sindaco, per ascoltare le loro proposte ed intenzioni.

Il sindaco Oreste Perri ha condotto un sopralluogo, giovedì mattina, per verificare l'andamento dei lavori per la realizzazione del sottopasso ferroviario di via Persico. I lavori per l’eliminazione del passaggio a livello stanno procedendo a pieno ritmo, e i tecnici hanno prospettato l’inserimento definitivo del manufatto che caratterizzerà il sottopasso entro la fine di maggio, e precisamente nei giorni 16, 17 e 18 maggio, in cui è prevista la chiusura temporanea della linea Cremona-Mantova, nel tratto tra il capoluogo e Malagnino, dove sarà previsto un servizio sostitutivo di autobus, come ha spiegato il dirigente Marco Pagliarini al sindaco. I tempi sono comunque stretti, in quanto è necessario poter aprire il passaggio in via Persico il prima possibile, in modo da poter dare il via anche ai lavori in via Brescia. Come ha avuto modo di spiegare l'assessore Francesco Zanibelli, si è voluto evitare di chiudere contemporaneamente le due strade per limitare il più possibile i disagi. I lavori sono iniziati anche a San Felice, dove il materiale scavato in via Persico viene trasportato e utilizzato per realizzare il sovrappasso. E' prevista la riorganizzazione della viabilità limitrofa, così da eliminare le conflittualità tra via Brescia, via Gallazzi e via Persico. I lavori prevedono la realizzazione di una rotatoria a raso su via Brescia (all’incrocio tra via Vecchia Dogana e via Gallazzi), una seconda rotatoria su via Persico, all’incrocio con via dell’Annona e via Gallazzi, ed infine la riqualificazione della via Gallazzi stessa; qui verranno ricavati 18 posti auto, 25 in via Persico in prossimità di via Cavo Cerca, e 6 presso l’impalcato ferroviario, per ripristinare la disponibilità di parcheggio ora presente. Verrà di conseguenza sistemato l’innesto con via Serafina e asfaltato l’attuale incrocio tra via Persico, via Cabrini e via Soldi, senza modificarne la geometria. Le aree limitrofe alle rotatorie, ora sede stradale, verranno sistemate a verde.

Settimanale Il Piccolo  

8 marzo 2014

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